Sei sulla pagina 1di 28

Incontro Monti-Papa. Non si sa se il Vaticano pagher lIci.

Sicuri invece i manganelli della polizia in piazza San Pietro contro gli indignados y(7HC0D7*KSTKKQ(
www.ilfattoquotidiano.it

+?!"!#!#!\

Domenica 15 gennaio 2012 Anno 4 n 12


Redazione: via Valadier n 42 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 fax +39 06 32818.230

1,20 Arretrati: 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

COS FAREMO PAGARE GLI EVASORI


Luigi Magistro, super 007 dellAgenzia delle Entrate, spiega al Fatto come si pu piegare la lobby pi potente: 10 milioni di furbetti fiscali

Le maestrine del bon ton


di Marco Travaglio

Rating colposo
di Stefano Feltri

dc

a allora era tutto inutile? Le pensioni, le tasse sulla benzina, il ritorno dellIci e prima ancora i tagli ai Comuni e alle Regioni, alla sanit, ai fondi per il Sud, cinque manovre in un anno. E forse era inutile anche il cambio di governo, da Berlusconi a Monti? Allo spread vicino a quota 500 ormai ci siamo abituati, ma adesso lagenzia di rating Standard & Poors ci ha mandati in serie B: il nostro debito pubblico passato dalla classe A a BBB+, due spanne sopra la soglia della spazzatura. Che il 2012 sar terribile, con una pesante recessione, lavevamo capito da un po. Ma ora scopriamo che, invece di lottare per non retrocedere dalla serie A, siamo gi in un campionato diverso, dove militano Per e Kazakistan, nostri fratelli di rating. A chi considera i responsi dellagenzia verbo oracolare, non resta che rassegnarsi: lItalia destinata al declino, lEuropa spacciata, solo la Germania, solida e immune da ogni declassamento, si erge sulle macerie della moneta unica. Uno scenario che stuzzica la miope Angela Merkel, incapace di prevedere che poi crollerebbe anche leconomia tedesca. A leggere gli auspici di S&P si dovrebbe procedere subito a drastiche liberalizzazioni e poi pregare perch, lo ammette lagenzia con una piroetta logica, i problemi del Paese dipendono pi dalla fragilit europea che dalle finanze pubbliche, ora relativamente al sicuro. Oppure si pu dire che il re nudo, che tre agenzie americane che dominano il mercato e si muovono allunisono non detengono loligopolio anche della verit. Come tutte le aziende in crisi, lItalia ha fatto il primo passo per salvarsi: cambiare lamministratore delegato. Monti non Berlusconi, i conti di oggi non sono quelli lasciati da Tremonti (nella manovra estiva cera un buco di 20 miliardi), il decreto salva Italia pieno di difetti, ma ha qualche logica e non solo tagli lineari. Il professore pu dire alla Merkel che la linea tedesca sta trasformando lEuropa in una grande Grecia. E pu spiegare ai mercati che la sorte dellEuropa, nel bene e nel male, nelle nostre mani. Non in quelle di Standard & Poors.

Roma come Cortina, controlli della Finanza nelle vie dello shopping: il clima cambiato. Ma a Standard &Poors i nostri progressi non interessano: dopo il declassamento del debito i leader europei contestano la bocciatura e temono gli effetti sui mercati Caselli, Malagutti, Meletti, Travaglio pag. 6 - 7 - 8 - 9 z
LA TRAGEDIA x Tre morti accertati nel disastro del Giglio

I QUARANTUNO SCOMPARSI DELLA NAVE CONCORDIA

La Costa Concordia davanti allisola del Giglio (FOTO ANSA)

Sono sessanta i feriti. Paura per i dispersi, c chi teme che tra loro ci siano altri che hanno perso la vita. Fermato il comandante, accusato di omicidio colposo, naufragio e abbandono della nave. Polemiche sui soccorsi pag. 2 - 3 - 4- 5 z
di E. Liuzzi e A. Massari

Udi Enrico Fierro

Udi Ferruccio Sansa

feriti, diT re morti,sei67indagati.41staspersi e Il comandante della nave in to di fermo: accusato domicidio colposo plurimo e abbandono della nave. Secondo gli inquirenti, sarebbe sceso dalla Concordia intorno alle 23:30, mentre la nave affondava. Gli ultimi passeggeri si sono salvati quattro ore dopo. pag. 2 z

LA STIVA LA SICUREZZA DIVENTATA CONTA MENO TRAPPOLA DEL COMFORT


41 perMreancano ancorarintrac- R aggio metacentrico. Mosone. Sono da mento di raddrizzamencia . Pesa le parole, le to. Doppia carena. Termini bilancia, il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi, e d corpo ai timori che si sono diffusi. pag. 3 z tecnici, che i passeggeri di una nave non conoscono. Eppure la loro vita dipende da quei numeri pag. 4-5 z

CATTIVERIE

Napolitano: Abbiamo individuato i passi per uscire dalla crisi. Tipo il Sempione (www.spinoza.it)

uesta settimana si parlato molto di noi. Prima perch uno scoop del nostro Marco Lillo ha fatto dimettere il sottosegretario Malinconico e un altro scoop di Marco Lillo (che aggiungeva particolari inediti a quello di Sergio Rizzo sul Corriere) ha messo una bombetta sotto la poltrona del ministro Patroni Griffi. Quando un giornale fa uno scoop, gli altri lo riprendono citando la fonte. Nel nostro caso in pochi lhanno fatto: i pi han preferito sorvolare o addirittura inventarsi di avere scritto di Malinconico mesi fa (in realt tutti avevamo scritto di lui nel febbraio 2010, quando il suo nome comparve con quelli di Balducci e Piscicelli nellordinanza dei giudici di Firenze sulla cricca; ma le novit che lhan fatto dimettere le ha pubblicate il Fatto, punto). E alcuni giornali imbottiti di soldi pubblici si sono adontati perch abbiamo fatto notare la coincidenza del loro silenzio su Malinconico che li aveva appena imbottiti di soldi pubblici: ma, se la coincidenza non la fa notare lunico giornale che rifiuta i finanziamenti pubblici, chi altri la far notare? Poi s riparlato di noi perch, sulluno-due Consulta-Cosentino, abbiamo titolato Il giorno delle due porcate e cosca. La parola cosca non piaciuta al direttore di un grande giornale che, ci mancherebbe, ha tutto il diritto di dissentire. Ma noi volevamo sottolineare che il termine casta riduttivo per una maggioranza parlamentare che salva dallarresto, per la seconda volta in due anni, un noto amico di noti camorristi (questo si pu gi dirlo in base ai fatti: se poi quelle amicizie siano reato, lo stabiliranno i giudici). Quella che, dopo una catena di ricatti e avvertimenti, prima salva poi abbraccia un personaggio simile, non casta: cosca. Emanuele Macaluso non ha gradito nemmeno il termine porcata applicato alla sentenza della Consulta, a suo dire indegno di un giornale democratico. Ora, a parte il fatto che grazie a quella sentenza ci teniamo la legge Calderoli, definita porcata dal suo stesso autore, noi abbiamo spiegato perch labbiamo chiamata cos: perch le sentenze mafiosamente anticipate con pizzini ai giornali in violazione del segreto della camera di consiglio (primancora che si aprisse) squalificano chi le emette. Senza contare che la Consulta gi squalificata dallo scandalo della P3, a cui ben sei giudici costituzionali secondo il Tribunale di Roma anticiparono il loro verdetto sul lodo Alfano. Macaluso della P3 non parla e ci impartisce una lezione di bon ton istituzionale col solito trucchetto di guardare il dito per non vedere la luna. Lo scandalo non lazione, ma la reazione. Non sono i fatti, ma il linguaggio usato da chi li descrive. Ora, vista la platea piuttosto ristretta che in grado di raggiungere (i lettori del Riformista), la lezioncina ci lascerebbe indifferenti, se non sapessimo che Macaluso il corazziere capo del Quirinale. Le sentenze ammonisce vanno rispettate e (a proposito del milione e 200 mila firme buttate nel cestino dalla Consulta) non devono tener conto del numero degli innocentisti e dei colpevolisti. Bella sciocchezza: il giudizio di legittimit su un referendum non un processo penale dove si giudica un imputato. Nei referendum il numero dei proponenti conta eccome, infatti se le firme non superano il mezzo milione non si vota. Dunque fingere che quel milione e 200 mila persone (pi 115 costituzionalisti convinti della legittimit dei quesiti) non esistano non come condannare un imputato che molti ritengono innocente, o viceversa. , specie se lo si fa dopo torbide manovre, una ferita alla democrazia. Ma consolante la ritrovata fiducia di Macaluso nelle sentenze, qualunque tribunale le emetta. Chiss se ha poi scoperto cosa cera scritto nella sentenza definitiva sul suo protetto Andreotti. Lultima volta che ne parl, fu per gabellarla da assoluzione, invece era prescrizione del reato commesso di mafia. Il miglior modo per rispettare le sentenze leggerle. E, possibilmente, capirle.

pagina 2

In tilt il sito Internet La compagnia diffonde notizie su Facebook

IL NAUFRAGIO
oltre che Facebook, a Twitter (@costacrociere). Il nostro primo pensiero si leggeva in bacheca va alle vittime ed esprimiamo tutto il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai loro familiari e amici. Tutto il nostro impegno ora concentrato nelloffrire assistenza agli ospiti e allequipaggio che erano a bordo della nave, per farli rientrare al pi presto a casa. Il servizio clienti di Costa Crociere ha gi iniziato a prendere contatto telefonicamente con tutti gli ospiti che avrebbero dovuto imbarcarsi sulla nave ieri a Savona e da oggi nei porti successivi previsti dal programma della crociera. Al momento non prevista alcuna variazione al programma di viaggio di tutte le altre navi della flotta. Per le informazioni la societ rimanda numero 848.50.50.50.

er tutto il giorno ieri stato impossibile entrare nel sito di Costa Crociere. La compagnia di navigazione ha informato sulla propria pagina Facebook dei disagi dovuti agli enormi volumi di traffico. Stiamo intervenendo sul problema, ha spiegato la societ che per tutti gli aggiornamenti sulla Costa Concordia allisola del Giglio rinviava,

COSTA MORTALE
La nave Concordia affonda a pochi metri dallIsola del Giglio Tre morti, 60 feriti e 41 dispersi. Fermato il comandante
di Emiliano Liuzzi

e Antonio Massari
Isola del Giglio

re morti, 67 feriti, 41 dispersi e sei indagati. Il comandante della nave in stato di fermo: accusato domicidio colposo plurimo e abbandono della nave. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe sceso dalla Concordia intorno alle 23 e 30, mentre la nave affondava, lasciando che gli ultimi passeggeri si salvassero quattro ore dopo: intorno alle 3 del mattino. Il comandante Francesco Schettino, il cui arresto sar valutato dal gip marted, non stato ancora interrogato, ma gli inquirenti, nel rico-

sola del Giglio ha dichiarato Verusio , la nave ha preso uno scoglio che si incastrato sul fianco sinistro, facendola inclinare e imbarcare tantissima acqua nel giro di due o tre minuti. La Procura sta valutando la posizione di tutti gli ufficiali presenti a bordo. Al momento dellimpatto con i fondali dellisola del Giglio, secondo le prime ricostruzioni, in plancia di comando cera anche un altro ufficiale con quattro sottufficiali. Si procedeva usando il gps che potrebbe non aver funzionato e una brusca virata forse avrebbe potuto evitare la tragedia.
UNA MANOVRA molto costosa, per lalto consumo di carburante, che comunque non c stata: la Concordia ha iniziato a sfondare la carena tra le secche, ha puntato lisola e di l a poco ha iniziato ad affondare, causando tre morti, un cittadino peruviano e due francesi. Ma soprattutto il terribile, macabro dubbio che sempre pi si materializza, a pochi metri dallisola del Giglio, quando si scopre che nella nave non ancora possibile entrare. Nessun sommozzatore pu esplorarla, perch limbarcazione non stabilizzata, potrebbe inclinarsi ulteriormente e quindi, mentre scriviamo, nessuno in grado di verificare se a bordo ci siano altri corpi. Il dubbio che i dispersi siano rimasti imprigionati proprio tra gli alloggi e le lavanderie, che si tratti di personale dellequipaggio, per lo pi filippino e cinese. Troppe circostanze ancora non tornano a 24 ore dal naufragio: c troppa confusione nel conteggio delle vittime e dei dispersi. Per una quarantina di persone irrintracciabili, infatti, non si

Fuori rotta La Costa Concordia viaggiava molto vicina allIsola del Giglio. La rotta, secondo i pm, sarebbe stata decisa dal comandante. Gli isolani raccontano che capita spesso che una nave si avvicini per salutare e per mostrare ai passeggeri le bellezze della costa. In questo caso la manovra sarebbe stata maldestra
conta alcuna rivendicazione dei familiari. Segno che i dispersi potrebbero essere tutti stranieri e che non siano tra i passeggeri. un altro elemento che rafforza il dubbio: la Concordia potrebbe essere un cimitero che affonda lentamente. Davanti allingresso della guardia costiera di Porto Santo Stefano, dove per tutto il pomeriggio sono stati interrogati i membri dellequipaggio, come persone informate sui fatti, si sono avvicendati una dozzina di consoli: alle 8 di sera, il diplomatico britannico esce accompagnato da sette connazionali, tutti avvolti tra le coperte, ma si tratta ancora una volta di passeggeri. In serata sempre pi chiaro: lequipaggio il vero buco nero di questa tragedia. Nel pomeriggio la Guardia di Finanza ci spiega che la Costa Crociere non ha consegnato ai soccorritori lelenco dei presenti a bordo. La Costa Crociere nega, soste-

Francesco Schettino avrebbe eseguito una manovra maldestra e abbandonato il natante


struire la dinamica dellincidente, hanno deciso che andava tenuto in stato di fermo. Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, ha indagato anche il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio, per il quale non stato per disposto il fermo. Dalle prime indagini emerge che per Schettino si profilano gravi responsabilit: era sulla plancia di comando e si avvicinato molto maldestramente allI-

nendo di aver consegnato lelenco gi in mattinata, ma la Guardia di Finanza conferma: non abbiamo ricevuto nulla. Contattiamo Enrica Pennacchi, executive assistant al presidente della Costa Crociere, che ci parla dellesistenza di un elenco, fornito ai consoli, di

soli passeggeri. Ancora una volta qualcosa non torna: perch non fornire ai consoli anche lelenco dellequipaggio, che conta decine di stranieri, quellelenco dov? La Pennacchi riattacca il telefono. Nel frattempo la nave sinclina sempre di pi, continuando ad

affondare. La Concordia stava effettuando la sua regolare navigazione, da Civitavecchia a Savona, per la prima tappa della sua crociera nel Mediterraneo. A BORDO tra passeggeri ed equipaggio cerano 4.229. Due ore e mezza dopo la partenza, per, s verificato lincidente: i passeggeri erano a cena, hanno prima sentito un boato, poi una serie di

LA TESTIMONIANZA Il giornalista Luciano Castro

A bordo, un inferno di urla e panico


di Luciano

Castro*

iamo partiti da CiS vitavecchianelalle 19settimaper una na di crociera Mediterraneo. Eravamo diretti a Savona. Io ero gi a cena, il secondo turno, a tavolo con amici. Erano le 21,30. Allimprovviso ho sentito una forte vibrazione, un fragore e la nave si praticamente inchiodata. Il black out stato improvviso. La nave ha iniziato ad inclinarsi, i piatti e i bicchieri sono volati via. Intorno solo panico con gente che urlava e scappava via. Quando tornata la luce cerano le mamme con i bambini in braccio nel panico, i camerieri inebetiti. Dallaltoparlante della nave solo un codice alfanumerico per noi passeggeri privo di significato. Nessuno ci ha detto niente di quello

che stava accadendo. Le persone hanno iniziato la ricerca dei salvagenti. Solo allora ci hanno avvertito che si trattava solo di un problema elettrico. Ci stato ripetuto lo stesso messaggio dopo un quarto dora mentre la nave continua ad inclinarsi. Io sono rimasto al ristorante, al telefono, per raccontare allAnsa che cosa stava accadendo. Non so quanto tempo passato difficile stimare il tempo in quelle condizioni. La nave continuava ad inclinarsi poi arrivato il segnale dellevacuazione: 7 squilli brevi e uno lungo. Quando ci siamo ritrovati sul ponte 4 per raggiungere le scialuppe di salvataggio il caos era totale. La mia scialuppa era la 14, non scendeva bloccata sulla fiancata. I marinai lhanno liberato con un'a-

scia. Centocinquanta persone tutte insieme che cercano di conquistarsi la salvezza salendo sulla barca assegnata. Ho visto scene di disperazione persone terrorizzate che cercavano di salire sulle scialuppe degli altri e si buttavano a corpo morto. Anche il personale della nave era in difficolt: le manovre di emergenza sembravano studiate a tavolino. Molti si sono gettati in mare, la costa era vicinissima, tanti i membri dellequipaggio . Anche il comandante in seconda si gettato in mare. Quando siamo arrivati a terra siamo stati abbondonati. Meno male che cerano gli abitanti del Giglio. Ci hanno portato le coperte, i maglioni. Hanno aperto gli alberghi, le case, la chiesa. Ci hanno portato bevande calde. Ho visto un morto, un

uomo gonfio dacqua portato dalla corrente, un altro portato dalla lancia della polizia sotto un lenzuolo. Lequipaggio erano soprattutto asiatici e filippini molti di loro si sono tuffati per raggiungere la salvezza. Ho passato la notte con uno di loro: un filippino che lavorava in lavanderia che si buttato in mare mezzo nudo. Sono stato prima in chiesa poi in albergo da Ruggero. Mi ha dato la coperta che porto ancora con me. Isolani straordinari. Ho usato il telefono che mi ha messo a disposizione un panificio. Ancora non si sa se i morti sono soltanto tre ma comunque troppi per una vacanza. E con tutto quello che ho visto, se sono solo tre, un miracolo.
*Testimonianza raccolta da Michela Gargiulo

GASOLIO nei serbatoi Rischio catastrofe i problemi per T rasversamentida affrontareanchel'incidenteealla nave Costa Concordia c' quello di vitare di carburante in mare. Nelle cisterne nave ci sono 2380 tonnellate di gasolio: se non si provvede si pu rischiare il disastro ambientale, spiega il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi. Il ministro dellAmbiente, Corrado Clini, affida le sue dichiarazioni a Twitter: Il nostro lavoro impegnarci al massimo con uomini e mezzi per scongiurare il rischio inquinamento, che avrebbe conseguenza gravissime. Allarme anche dal geologo Mario Tozzi, ex presidente del Parco dellArcipelago Toscano: importante che nelle prossime ore si provveda a mettere in sicurezza lo scafo e ad aspirare il carburante. Altrimenti lisola del Giglio condannata. Al contrario, dalla societ, arrivano parole rassicuranti: La nave in piena sicurezza sottolinea il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato sono gi arrivati tecnici dall'Olanda che si occuperanno di questo problema. Vuol dire aspirare il carburante presente nei serbatoi.

Domenica 15 gennaio 2012

I parenti delle vittime della Moby Prince Nulla cambiato

IL NAUFRAGIO
continua Rispoli, che nella sciagura perse una sorella . Scene da film che poi scopri essere pi che reali. Dopo gli ultimi incidenti nel mare della Toscana, lultimo dei quali finito con laffondamento con un peschereccio conclude Rispoli ci saremmo aspettati maggiore sicurezza in mare. Uno si aspetterebbe che una nave che trasporta 4-5 mila persone abbia la massima sicurezza, anche per tutti i controlli degli organi preposti. Invece questo fa capire quanta strada ci sia ancora da fare nel campo della sicurezza dei trasporti marittimi.

uando succedono queste cose inevitabile che la mente vada l. Rivivi quel dolore, ci che hai vissuto quella notte. A dirlo Loris Rispoli, presidente dellassociazione 140, uno dei comitati delle famiglie delle vittime del Moby Prince, il traghetto su cui il 10 aprile 1991 morirono 140 persone dopo una collisione con una petroliera nella rada del porto di Livorno. Leggo cose assurde

Le immagini dallalto mostrano la vicinanza della Costa agli scogli. In alto, al centro, il comandante Schettino. A destra, un soccorritore con un neonato in braccio (FOTO ANSA)

Tutti quei nomi che mancano allappello


LA STIVA POTREBBE ESSERSI TRASFORMATA IN UNA TOMBA
di Enrico

Fierro

black out, infine il disperato tentativo di salvarsi. Il primo soccorso giunto da un guardia coste della Finanza, che ha trasportato a riva una mezza dozzina di zattere con naufraghi a bordo. I primi soccorsi coordinati dalla Capitaneria di porto si sono protratti fino al primo pomeriggio. Poi iniziata la conta dei dispersi. Una conta che neanche allunit di crisi riescono a prendere in seria considerazione. E per un

semplice motivo: non possibile comprendere il numero delle vittime fin quando i sommozzatori non esploreranno la nave. Soltanto allora, verificando se anche allinterno della Concordia, vi sono vittime oppure no, si potr conoscere con esattezza il bilancio di questa tragedia. Ma lingresso dei sommozzatori legato alla sua stabilizzazione. E la Concordia, in queste ore, affonda sempre pi rapidamente.

ancano ancora 41 persone. Sono da rintracciare. Pesa le parole, le bilancia, il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi, e d corpo ai timori che si sono diffusi fin dalla mattina. Il numero delle vittime del disastro della Costa Concordia rischia di aumentare. Delle 4232 persone che, secondo gli elenchi forniti, erano a bordo della nave, al momento ne sono state rintracciate 4191. La verifica tra gli elenchi va avanti: un lavoro lungo che si protrarr fino a stanotte. Temo che il bilancio delle vittime di questo disastro sia destinato a salire, aggiunge il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti.

quella pi difficile da ispezionare. Il Costa, spiegano fonti della Guardia Costiera, adagiato su un fondale a 30 metri di profondit, ma c il rischio che il relitto scivoli a 70 metri. Per questa ragione i sub che hanno lavorato per tutta la giornata di ieri non si sono ancora calati per ispezionare la parte pi in basso del relitto. Mancano ancora allappello decine di persone, conferma il Capitano di Fregata Cosimo Nicastro, della Guardia Costiera. Un filo di speranza arriva dal sindaco dellIsola del Giglio,

INSOMMA, ci sarebbero ancora decine di dispersi tra i crocieristi e lequipaggio della Costa Concordia, corpi non recuperati in mare e forse rimasti intrappolati nella nave. Nella sua pancia,

Gli addetti alle cucine e alla sala macchine potrebbero non aver fatto in tempo a mettersi in salvo

Sergio Ortelli. Aspettiamo prima di dare cifre, possibile che in tanti siano stati soccorsi in mare e portati direttamente sulla costa. Nella parte squarciata della nave lacqua non era alta, la Concordia si inclinata lentamente e c stato tempo per mettersi in salvo. Le tre squadre di subacquei della Guardia di Finanza hanno battuto palmo a palmo la parte emersa della nave e qui non sarebbero stati trovati corpi, ma bisogner far passata la nottata e aspettare le prime luci dellalba per ispezionare le parti sommerse in condizioni di sicurezza per i sub. A rendere pi complicato il calcolo delle vittime e la ricerca di dispersi la confusione provocata dalla concitazione nelle prime ore del disastro. Quattro cittadini statunitensi ci racconta un ufficiale della Capitaneria di Porto che erano stati dati per dispersi, erano invece stati soccorsi di notte e portati in un albergo dellisola del Giglio, nessuno aveva segnato i loro

nomi e risultavano dispersi. Li abbiamo ritrovati solo ieri mattina. Ancora non stato concluso lincrocio dei dati tra lista passeggeri e persone salvate, dice il maresciallo Enrico Del Santos, responsabile delle relazioni esterne della Capitaneria di Porto, ci sono un migliaio di persone sparse tra lisola del Giglio, Porto Santo Stefano e altre localit. Un dato, anche questo, che fa riflettere sulla efficacia della macchina dei soccorsi. MA A RENDERE pi inquietante il mistero sul numero dei dispersi una notizia rimbalzata per tutta la giornata di ieri. Tra il personale di bordo, molti asiatici, indiani e filippini, cerano gli addetti alle cucine situate negli ultimi piani del colosso. Cuochi e camerieri che nel momento dellimpatto della nave con gli scogli erano al lavoro. Era lora di cena riferisce un testimone e le cucine erano in piena attivit. Il sospetto che molti non siano riusciti a raggiungere i piani superiori della nave e a mettersi in salvo. Solo quando i sub riusciranno a calarsi e ad ispezionare anche questa parte della Concordia, si capir se il disastro ha assunto proporzioni ancora pi drammatiche e se la storia avr deciso di ripetersi. Molti, L P ) nelle ore della tragedia, hanno evocato il Titanic, per il caos nei soccorsi, limpreparazione dellequipaggio denunciata da molti superstiti, la lotta feroce per accaparrarsi un salvagente, la gente che si buttava in mare, le sottovalutazioni iniziali. Mancava lorchestra, ma cera la terza classe, le cucine zeppe di lavoratori filippini chiusi nella pancia del tempio del divertimento galleggiante.
A RESSE

Assalto ai salvagente, che non bastano


IL PERSONALE STRANIERO HA TENTATO DI AIUTARE, MA NON SAPEVA COME FARE
di Chiara Paolin

e su la N oi alle undiciLamezza s tirata cosa saracinesca. gente era in condizioni penose, offrire almeno una calda era il minimo. Nel bar davanti al molo del Giglio la proprietaria ancora arrabbiata, incredula. La notte del naufragio stata per lei un via vai continuo di gente spaventata, col cellulare in mano a cercare di calmare i parenti a casa: tutto bene, siamo salvi. Ma soli, infreddoliti, senza punti di riferimento. Per questo la gente dellisola ha dato ospitalit ai quattromila naufraghi che hanno rotto il silenzio della notte con urla e disperazione. Perch nessuno, mentre cenava con abiti eleganti e leggeri nel salone vetrato, pensava di dover uscire nel buio cercando una scialuppa, un giubbotto galleggiante, una coperta. Poi, allimprovviso, il panico. Eravamo nel caos pi totale, nessuno anche tra l'equipaggio sapeva darci in-

dicazioni precise racconta una famiglia di Frosinone, imbarcata da poche ore . Appena la nave ha cominciato ad inclinarsi, e tutti siamo stati sbattuti da una parte all'altra, cadendo e ferendoci, abbiamo deciso di andare fuori, a cercare le scialuppe di salvataggio. Ma c' voluta pi di un'ora per abbandonare la nave.
IN REALT lassalto alle scialuppe ha aumentato la paura a bordo: insufficienti per accogliere tutti, precipitate sulla testa di alcuni viaggiatori del ponte sottostante quando la nave si inclinata, inutilizzate sul fianco che si sollevato dallacqua, non sono state il mezzo di salvezza. Molte persone si sono calate con le corde, le scalette, buttate a mare pur di raggiungere presto la riva. Siamo andati alle scialuppe ma non tutte andavano in acqua, alcune sono cadute sui ponti e c' chi rimasto ferito o contuso raccontano Ilaria e Safa, due

giovani ragazze. Abbiamo avuto una paura pazzesca, i giubbotti galleggianti bastavano appena per i bambini ha aggiunto infuriata una turista di Aprilia . Il personale ci diceva di tornare in cabina e invece noi siamo scappati tutti fuori, pronti a lanciarci in acqua anche se era buio pesto. E coi fischi dei marinai, le sirene, le urla, non si capiva pi niente. Disorganizzazione totale. E le norme di sicurezza erano state spiegate? La simulazione dellabbandono della nave era stata organizzata? Macch, chi li guarda mai quei foglietti appiccicati dentro le stanze alza le spalle un sopravvissuto . Si spera che in casi come questi sia lorganizzazione a coordinare il tutto. Invece no. Tra gente che calpestava chi era caduto a terra e genitori alla disperata ricerca dei propri figli nelle sale giochi, dallaltra parte della nave, pare che soprattutto i runner indiani e filippini, di servizio nelle cucine, abbiano

(FOTO

tentato di dare una mano. Una giornalista di Sky, Mara Parmegiani Alfonsi, era a bordo e ha raccontato alle telecamere una situazione disastrosa: Il personale non era assolutamente adatto a svolgere i compiti che gli erano stati assegnati. Sulla scialuppa dove ero imbarcata io hanno cambiato anche il conducente. Non funzionavano neanche le luci dei giubbotti. Poi, a terra, non ci hanno dato nulla, nemmeno una bevanda calda. Fortuna che la signora del bar ha alzato la saracinesca e distribuito caff gratis a tutti.

pagina 4

Al varo non si ruppe la bottiglia di champagne Poi lincidente a Palermo

IL NAUFRAGIO
uomini di mare considerano un cattivo presagio. Poi, due anni dopo, il primo incidente: il 22 novembre 2008, mentre entrava nel porto di Palermo, fu travolta da onde provocate dal maltempo. Durante le manovre, un urto provoc una ampio squarcio tra la prua e la fiancata dellimbarcazione. Non ci furono conseguenze per i passeggeri e l'equipaggio.

on nata sotto una buona stella la Concordia, una delle navi pi grandi della flotta Costa, insieme con le gemelle Serena, Pacifica e Favolosa. Il giorno del varo, il 7 luglio del 2006, la bottiglia lanciata dalla modella Eva Herzigova non si ruppe contro lo scafo. Un video postato su YouTube da uno dei presenti alla cerimonia, documenta quello che gli

MEGLIO I LUSTRINI DELLA SICUREZZA


Navi troppo alte rispetto allo scafo
di Ferruccio Sansa

Subito dopo lurto In alto, una delle prime immagini dellincidente


il panorama. Sulla Michelangelo era tutto diverso, doveva affrontare le onde di trenta metri dellAtlantico. Oggi no, le nuove navi non amano le tempeste, le evitano grazie alla strumentazione avanzata. Spiega Damonte: Le navi da crociera rispettano norme della navigazione severe come mai. E la Costa Concordia era allavanguardia. Ma transatlantici e traghetti cos alti rischiano di essere meno stabili delle altre navi? Sono sicuri. vero, il raggio metacentrico di solito va da un metro a un metro e mezzo. Petroliere e navi cisterna arrivano a sette. Perch? Per ragioni di comfort. Una nave che sente pi le onde presenta meno rischi di ribaltamento. Una corvetta militare, che ha un raggio di 10

aggio metacentrico. Momento di raddrizzamento. Doppia carena. Termini tecnici, che i passeggeri di una nave non conoscono. Eppure la loro vita dipende da quei numeri, perch significano capacit di non inclinarsi (rendendo il salvataggio meno drammatico di come successo al Giglio), di non capovolgersi e di resistere agli urti. Il disastro di ieri mette sotto processo i grattacieli del mare (tutti, non solo la Costa Concordia): alti fino a 70 metri, come palazzi di 25 piani. La parte emersa enormemente pi grande di quella immersa. La nave pi comoda, pi spaziosa, ma meno stabile. Una nave da crociera di ultima generazione ha un raggio metacentrico di un metro. Un decimo di una nave militare, racconta un esperto. In pratica significa che i colossi del mare con migliaia di passeggeri hanno minore stabilit (perfino dei transatlantici di mezzo secolo fa). Dubbi che gli studiosi avanzano da anni. Non solo: una na-

ve alta pi esposta al vento. Proprio la Costa Concordia in un giorno di burrasca del novembre 2008 urt il molo del porto di Palermo, squarciandosi la prua.
ANDIAMO al Giglio dove gli inquirenti sono al lavoro. E dove, nonostante le proporzioni della tragedia, le autorit del Governo non si sono viste. N sentite. Ma che cosa successo ieri notte al largo dellisola? Scafi come questi sono progettati per resistere agli urti pi violenti. Ci sono paratie stagne ogni dieci, venti me-

Mesi per rimuoverla, poi potrebbe di nuovo navigare Nessun membro del governo presente

tri. Ma lo squarcio della Concordia sembra lungo 70-80 metri, pare aver interessato tre, quattro compartimenti della nave. Le paratie non sono state sufficienti, riflette Riccardo Damonte, perito navale dello studio Ansaldo di Genova, uno dei pi prestigiosi del mondo. I suoi esperti sono consulenti della Costa e gi ieri erano al Giglio. Ma perch la nave finita sugli scogli? Un black-out del sistema di navigazione? Difficile, navi come queste hanno sistemi ridondanti, se uno si rompe ne interviene un altro. Ci sono generatori autonomi che consentono di alimentare sempre le attrezzature. E se lo scoglio non fosse stato indicato sulle carte? Molto strano, sono aggiornate in continuazione. La risposta arriver dalle indagini. Ma i dubbi sui grattacieli del mare restano. Basta guardare i dati della Costa Concordia, una nave moderna, ultimata nel 2005 (i superstiziosi, che nel mondo della marineria abbondano, ricordano che al varo la bottiglia lanciata contro lo scafo non si ruppe): 114.147 tonnellate di stazza, 292 metri di lunghezza, 52 di altezza.

Per non dire delle 1.500 cabine, dei 5 ristoranti, dei 13 bar. Una citt galleggiante: lammiraglia Costa era capace di portare 4.880 persone (3.780 passeggeri e 1.100 membri dellequipaggio). Certo, ci sono sistemi di salvataggio molto avanzati, ma levacuazione di cinquemila persone unimpresa, soprattutto se la nave sta affondando. Che differenza rispetto ai modelli del passato! La Michelangelo (uscita dai cantieri di Sestri Ponente come la Costa Concordia) era alta poco pi della met. Portava 2.500 persone. MA POI ha vinto il modello americano, studiato per croceristi a stelle e strisce. Addio alla sobria eleganza delle navi italiane, si punta sui casino galleggianti. Bastava visitare i saloni della Costa Concordia (e delle concorrenti) per rendersene conto: ecco il salone centrale, decine di lampadari di cristallo, luci verdi, rosse e blu, specchi ovunque. Poi il centro benessere di 2.100 metri quadrati, le 4 piscine. Le vetrate tanto vicine alla poppa e alla prua per far godere

Ho visto il terrore nei loro occhi


LE TESTIMONIANZE DEGLI ABITANTI DELLISOLA CHE HANNO ACCOLTO I NAUFRAGHI
di Michela Gargiulo

vacanza I morti dellaperuviano.hanno nomi stranieri: sono due turisti francesi e un marinaio Servel Francis, Micheaud Jean-Pierre e Thomas Alberto Costilla Mendoza sono annegati dopo essersi gettati dalla nave da crociera. Quaranta sono i feriti. Gravissimo un cuoco del Bangladesh. La conta dei morti potrebbe trasformare questa tragedia in un incubo: 40, forse 50 persone non si trovano pi.
LA VACANZA della Costa crociere finita dopo due ore di navigazione, sugli scogli della Gabbianara, al Giglio. Sull'isola aspettavano il passaggio della nave da crociera. La chiamano navigazione turistica: un passaggio vicino alla costa che diventa un saluto. Ma mai avevo visto una nave cos vicina racconta Silvano Brizzi, gigliese, 39 anni. Abbiamo subito capito che c'era qual-

cosa che non andava. La nave ha impattato contro uno scoglio periferico affiorante sotto gli occhi dei gigliesi che aspettavano il passaggio del gigante del mare in una notte bellissima conferma Antonio Velardo . Ha imbarcato acqua da subito e si girata inclinandosi pericolosamente.

Dopo stata fatta una manovra per portare la nave su un fondale pi basso. I gigliesi sono corsi tutti sul molo, in casa sono rimasti solo gli anziani. Nella piccola isola dell'Arcipelago d'inverno si contano poco pi di 1000 anime. Hanno preso le barche e le hanno calate in mare e sono corsi a prestare soc-

Un padre ha gettato la figlia sulla scialuppa da 4 metri Erano mezzi nudi e distrutti dal freddo

corso. Da quando la nave si inclinata alla discesa delle scialuppe saranno passate tre quarti dora racconta Antonio. Siamo partiti noi insieme alle motovedette della capitaneria, della protezione civile. In mare cera l'inferno. Nel buio vedevi brillare centinaia di luci: erano le persone che si erano gettate in acqua con i giubbotti di salvataggio. DALLA NAVE scendevano le scialuppe cariche di persone terrorizzate. Cera chi si calava con le corde, chi si gettava in mare. Silvano ha in mente sempre la stessa scena: Ho visto un padre gettare la figlia sulla scialuppa da quattro, cinque metri e lui gettarsi subito dopo. I gigliesi non hanno perso tempo. Hanno caricato decine di persone in difficolt sulle loro barche e le hanno portate in porto. Molti di quelli che dovevano guidare le scialuppe in porto non erano preparati sottolinea

La foto del passeggero Unimmagine scattata dentro la Costa Concordia da uno dei naufraghi subito prima di lasciare la nave
Antonio sbarcavano e si allontanavano subito. Quando i primi superstiti sono arrivati sul molo sono arrivate le coperte, le scarpe, le bevande calde. Si sono aperte le porte degli alberghi, delle case, dell'asilo, della chiesa. All'Hotel Bahamas hanno aperto le porte a 1000 persone. Abbiamo aperto il bar, i saloni, le camere racconta Paolo Fanciulli .Tanti bambini piccoli, tanti stranieri. Erano disperati racconta Silvano chi cercava la moglie, chi un parente. Molti di loro erano stranieri. Antonio si commuove: Ho visto persone arrivare a nuoto, mezzi nudi, infreddoliti, senza scarpe. Ho visto i miei paesani togliersi le scarpe, le giacche e portarsi a casa questi disperati. Ma per i gigliesi l'incubo la morte che arriva portata da mare.

Domenica 15 gennaio 2012

IL NAUFRAGIO

52 metri
QUANTO ALTA, PER 292 DI LUNGHEZZA E 52 DI ALTEZZA

114.147
LE TONNELLATE DI STAZZA HA UNA VELOCIT DI CROCIERA DA 21,5 NODI (35 KM/H)

1.500 cabine
5 RISTORANTI, 13 BAR, 4 PISCINE E 2100 METRI QUADRI DI CENTRO BENESSERE

4.880 persone
SONO 3.780 PASSEGGERI E 1.100 MEMBRI DELLEQUIPAGGIO
persone rest per un sistema comodo (ed economico) per i Paesi meno sviluppati, che diventarono il teatro di una vera e propria strage nei decenni successivi. Non ricordate? Rapido excursus asiatico degli anni Ottanta. Il 27 gennaio 1981 la nave passeggeri indonesiana Tamponas II prende fuoco e affonda nel mare di Giava. Muoiono 580 persone. Il 25 maggio 1986 una nave passeggeri affonda nel fiume Meghna, in Bangladesh. Muoiono circa 600 persone. Il 31 agosto 1986 la nave sovietica Admiral Nakhimov si scontra con un mercantile nel mar Nero. Entrambe le imbarcazioni affondano e muoiono 448 persone. Il 20 dicembre 1987 il traghetto Dona Paz collide con la petroliera Mt Victor nelle acque delle Filippine. Affogano 4.340 persone. Ma per noi la tragedia del mare degli anni Novanta una sola, dolorosa pi di tutte le altre per linfinito senso di impotenza allargatosi a cerchi concentrici dal luogo della tragedia in questi ventanni, unamara consapevolezza cresciuta anno dopo anno tra inutili processi e inaccettabili spiegazioni. RISALE a quel 10 aprile 1991 il pi grande lutto per la marina mercantile italiana, 140 persone sparite in acqua, un solo sopravvissuto. Il traghetto Moby Prince, in viaggio tra Olbia e Livorno, va a sbattere contro una petroliera dellAgip, che nellimpatto spruzza addosso al traghetto centinaia di tonnellate di greggio. Lincendio scaturisce violento e inarrestabile, ma gli ci vuole pi di mezz'ora per raggiungere i passeggeri rifugiatisi nel salone superiore: trenta infiniti minuti di terrore cui non si mai potuto trovare giustificazione di sorta. I soccorsi furono lentissimi, le prime vedette arrivarono in zona solo unora e mezza dopo limpatto, quando i viaggiatori erano gi rimasti intrappolati nel salone ormai completamente circondato dalle fiamme. Nessuno ha mai pagato per questo dolore, tra assoluzioni, prescrizioni e commissioni parlamentari incapaci di rendere giustizia a 140 martiri della pi tradizionale incuria italiana. La storia, in ogni caso, non insegna. Dagli anni Novanta anche lAfrica entra nellincubo, con una nave passeggeri che affonda nel lago Victoria nel 1996 (800 vittime) e un traghetto senegalese che nel 2002 si rovescia in seguito a una tempesta al largo del Gambia (1.800 morti). Ma lepisodio pi recente della strage acquatica quello del 10 luglio 2011, quando una nave passeggeri sovraccarica affonda nel fiume Volga, in Russia, vicino a Kazan. Le vittime sono 122, decine di bambini vengono ritrovati nella sala giochi finita sotto le acque gelide del fiume.

Quando il mare diventa nero come la morte


DAL TITANIC AL MOBY PRINCE: CENTO ANNI DI TRAGEDIE
di Chiara Paolin

metri, risente di rollio e beccheggio, ma difficilmente si capovolge. Gi, il comfort, ma anche il bisogno di costruire navi con saloni degni di una reggia e capaci di trasportare cinquemila persone. O si allungano o si aumenta laltezza. E poi c la questione del doppio scafo, se cede il primo, resta sempre il secondo: Nessuna nave da crociera ce lha, spiega Damonte. Perch? Toglierebbe spazio per motori e passeggeri. Ce lhanno solo petroliere e navi cisterna, ma per evitare fuoriuscite di greggio. Sar lindagine a dire perch la Concordia andata contro gli scogli. Ma se avesse avuto il doppio scafo probabilmente non avrebbe imbarcato tanta acqua. E se fosse stata pi bassa, non si sarebbe inclinata cos. Ma lammiraglia Costa destinata alla rugine? Ci vorranno mesi per rimuoverla dal Giglio, racconta Massimo Gronda dello studio Ansaldo, Niente rimorchiatori, sarebbe impossibile. Dovr essere resa di nuovo stagna. Poi la si far galleggiare. Alla fine potrebbe anche tornare a navigare.

gni anno 20 milioni di persone salgono su una nave da crociera con valigie e sogni. Relax, mete esotiche, incontri. E nessuno di loro crede di dover finire il viaggio in altro modo, con una coperta buttata addosso e la morte negli occhi. Perch la nave non fa paura. Grande, solida, maestosa, procede sicura sulle acque di tutto il mondo. Nemmeno la pi struggente tragedia della storia navale contemporanea, laffondamento del Titanic, ha mai scalfito il mito di una tranquilla navigazione tra violini e paillettes, sorrisi e ambizioni.

DA QUEL 12 aprile 1912, che simbolicamente segn i limiti del nuovo secolo tutto tecnologia e arroganza rispetto alle leggi della natura (compresa quella umana, fallace anche ai tempi dei supersonar), non cambiato nulla nonostante i morti e le delusioni, i film con Di Caprio e le meno romantiche scene di carrette del mare legali che affondano intorno al pianeta. Eppure furono millecinqucento le vittime del Titanic, 1.012 quelle del vapore canadese Empress of Ireland inghiottite in 14 minuti davanti al Quebec nel 1914, solo 46 quelle ben pi memorabili per il nostro immaginario collettivo nel disastro dellAndrea Doria. Era il 1956 e lItalia cercava nuova credibilit dopo la fine della guerra: niente di meglio che il pi grande e veloce panfilo della marineria nazionale,

Il 12 aprile 1912 la tragedia del transatlantico Al largo di Livorno un mistero lungo ventanni

Cento anni fa trascorso un secolo dalla tragedia del Titanic (il primo in senso orario) durante il suo primo viaggio. A seguire, il Moby Prince nel porto di Livorno; subito dopo lAndrea Doria nel naufragio del 1956 (FOTO ANSA)
213 metri di stile e lusso per raccontare al mondo un Paese capace di rinascere dalle macerie. Invece, proprio davanti alla citt di New York, lo scontro con il cargo norvegese Stockholm e lammarraggio delle 1.706 persone a bordo. Fine del sogno filante sulla spuma delloceano. Ma, soprattutto, lincidente segn il sorpasso dellaereo come mezzo di trasporto sulle lunghe distanze: fu cos che aeroporti mastodontici e velivoli sempre pi capienti conquistarono tutto il mondo occidentale - e le capitali mondiali - tra gli anni Sessanta e Settanta. Il trasporto navale delle

LIMPERO Costa Crociere

15 navi e un fatturato di quasi tre miliardi


di Alfredo Faieta

ul sito di prenotazioni online Lastminute.com le crociere sulla Costa Concordia, probabilmente per una macabra svista, si vendono ancora. Una settimana di navigazione con quella nave nel Mediterraneo partenza da Cagliari o Palermo a gennaio costa a partire da 295 euro, con uno sconto, recita lofferta, di ben il 64 per cento. Probabilmente non sar la cabina a fianco di quella del comandante ma il prezzo ricalca la bassa stagione. Il giro che che fa scalo anche a Civitavecchia costa 402 euro. Svista a parte, le crociere da turismo di lusso si sono trasformate negli anni in una alternativa pi abbordabile grazie alla crescita dellofferta di mercato

che stata costante negli ultimi anni e alla concorrenza sempre pi agguerita. LItalia il faro del Mediterraneo in questo settore, e Costa Crociere la societ pi importante non solo a livello nazionale ma anche europeo con ben 15 navi e un fatturato di quasi tre miliardi di euro nel 2010, che la pone al 44 posto

del gruppo americano Carnival cruises Sono 17 milioni i croceristi nel mondo

nella classifica delle 3700 societ pi importanti italiane stilata dallUfficio Studi di Mediobanca. Fa parte del gruppo americano Carnival cruises, il maggiore al mondo nel settore con un centinaio di navi e 15,7 miliardi di dollari (12,6 miliardi di euro) di ricavi consolidati nel 2011. Al secondo posto in Italia c la Msc Crociere della famiglia napoletana Aponte, che ha sviluppato il business delle crociere nellultimo decennio diversificando quello tradizionale dei containers. La testa del gruppo solidamente a Ginevra per e non semplice reperire dati sulla societ. A fine ottobre del 2011 Venezia ha ospitato il primo Italian cruise day, nato per essere

punto di riferimento del settore che nel 2011 ha movimentato a livello mondiale 17 milioni di passeggeri, con i porti italiani in prima fila. Sono ben 4 quelli che hanno fatto da scalo a pi di un milione di croceristi e questi numeri, unitamente a quelli di fatturato e della cantieristica (attualmente in affanno come dimostra il caso Fincantieri) danno lidea dellimportanza del settore, che sottoposto alla crisi inizia a mostrare qualche crepa. In quelloccasione il direttore generale di Msc Crociere Domenico Pellegrino ha detto che le compagnie iniziano a difendere i propri numeri per poter continuare a sopravvivere ed il fenomeno sar particolarmente visibile a partire dal prossimo anno. E determinante il problema dei costi operativi, in particolare quello dei porti che sarebbero troppi ormai ma poco efficienti. La speranza, alla luce del disastro di Costa Concordia, che non si tagli in sicurezza.

pagina 6

IN SERIE B
Lo scandalo Enron
Il 9 novembre del 2001 la Standard & Poors mantenne il titolo della Enron, la grande multinazionale dellenergia statunitense, a BBB (adeguata capacit di rimborso), nonostante le perdite continue della compagnia dallagosto 2000. Il 3 dicembre del 2001 la Enron dichiar fallimento: un crac da 62 miliardi di dollari, uno dei pi grandi della storia (FOTO LAPRESSE)

Il controllore controllato dai grandi investitori


Nessun vero campanello dallarme arriv dalla Standard & Poors mentre le grandi banche mondiali continuavano a mettere sul mercato i derivati tossici che portarono alla crisi del 2008. La societ di rating pagata da chi deve giudicare: negli anni precedenti la crisi si creato un colossale conflitto di interessi, S&P aveva tutti gli incentivi per valutare con la tripla A anche i derivati tossici che poi, dopo il crollo del mercato immobiliare Usa, si sono rivelati spazzatura (FOTO LAPRESSE)

DECLASSARE S&P
Rivolta dei leader europei contro lattacco dellagenzia che complica la crisi del debito (e la vita di Monti)
di Stefano Feltri

uesta volta Standard & Poors ha esagerato. La decisione di tagliare il giudizio sul debito di mezza Eurozona, mandando lItalia in serie B (BBB+) e togliendo alla Francia la tripla A, ha scatenato quella rabbia finora repressa verso i giudici degli Stati che non rispondono a nessuno se non ai loro azionisti (S&P, come Fitch e Moodys, quotata in Borsa). Il governo portoghese deplora la decisione di S&P di declassare il debito di Lisbona. Con la rabbia di chi quasi in fondo alla scala della rispettabilit creditizia (BB), lesecutivo di Pedro Passos Coelho dice ci che molti pensano. Non siamo noi i mandanti della crisi delleuro, spiega il direttore generale dellagenzia Moritz Kraemer in una conference call. Eppure resta limpressione che S&P ne sia almeno un catalizzatore.

BASTA GUARDARE le dichiarazioni di ieri, sempre nella conference call: Italia e Spagna sono a rischio con possibilit di immediato peggioramento, c il 40 per cento di possibilit di una recessione nellEurozona, e il salvataggio di Spagna e Italia oltre la portata del fondo Efsf,

il Fondo salva Stati europeo basato a Lussemburgo. Tutte ovviet, i report delle agenzie non brillano mai per analisi originali. Ma se il Fondo Efsf malridotto proprio perch le banalit di S&P producono effetti concreti quando si traducono in un cambio di lettera nel giudizio di affidabilit del debito: da ieri al fondo Efsf mancano 180 miliardi di euro di garanzie, proprio a causa della perdita della tripla A di Francia e Austria. Se il fondo vuole mantenere lo stesso merito di credito, qualcuno dovrebbe impegnarsi per una cifra analoga. Lalternativa, ventilata ieri proprio da S&P, che venga declassato anche il fondo, che faticher quindi ad adempiere il proprio compito, trovare credito a basso prezzo da girare agli Stati in crisi. Quando si passer dallEfsf allEsm, il Meccanismo di stabilit, questo problema dovrebbe svanire perch i soldi si verseranno davvero, cash, non garanzie. Ma avere 500 miliardi pronti sar ancora pi difficile per Paesi declassati. La questione delle agenzie di rating vale una considerazione, il commento di Angela Merkel. Il cancelliere tedesco comprensibilmente cauto, visto che la Germania rimasta al riparo dai colpi di S&P che le ricono-

scono politiche di bilancio prudenti e in grado di limitare il rapporto tra debito e Pil. Anche se in Germania qualcuno (i falchi) gongola perch i Paesi mediterranei vengono bastonati, perfino il monolitico fronte del rigore tedesco mostra qualche timore. Ewald Nowotny, membro tedesco del direttivo della Bce, avverte che il downgrade dell'Italia uno degli aspetti pi problematici del colpo terribile assestato dall'agenzia di rating. IL TENTATIVO di Mario Monti di guadagnare fiducia sui mercati diventa pi complicato dopo un declassamento dal forte impatto simbolico (per la prima volta lItalia passa dalla fascia delle A a quella delle B). E, si legge nella nota, c una possibilit su tre che tra il 2012 e il 2013 arrivi unaltra bocciatura. Proprio il caso italiano evidenzia il problema principale delle agenzie: a che pro risanare e fare sacrifici se poi si viene declassati comunque? Secondo il tipico schema delle profezie che si autoavverano, il downgrade, che si basa sul passato ma considera il futuro, determina un peggioramento dellumore degli investitori verso lItalia, aumentando quindi le possibilit che si verifichi lo scenario negativo ipotiz-

zato dallagenzia. Non sono problemi nuovi, il 15 novembre dello scorso anno la Commissione europea ha pubblicato la proposta di una direttiva sulle agenzie di rating. Ci sono varie opzioni, quella preferita dai tedeschi la creazione di unagenzia di rating europea (i cinesi si sono fatti la loro), che risponda ai governi europei e sia finanziata dal bilancio comunitario, cos da emanciparsi da Wall Street. Costerebbe anche poco, massimo 9 milioni allanno, ma chiss se sul mercato sarebbe presa sul serio, visto che farebbe un po leffetto delloste che spiega quanto buono il suo vino. MA COS non si risolvono i due problemi principali: gli errori di valutazione e gli effetti valanga. Tre economisti dellUniversit di San Gallo, in Svizzera (Manfred Grtner, Bjrn Griesbach Florian Jung) hanno scoperto per esempio che limprovviso downgrade dellIrlanda avvenuto sullonda del panico, non di valutazioni razionali: stando ai metodi di analisi applicati in precedenza da S&P, nel 2010 Dublino avrebbe dovuto avere AA e non BBB+. Quando c di mezzo la politica, interna ed europea, gli esperti di finanza non sembrano molto pi freddi e competenti delle persone normali. Ed la stessa Commissione Ue, nel report che accompagna la proposta della direttiva, a spiegare che tutta larchitettura finanziaria europea costruita in modo da innescare vendite automatiche a catena in caso di declassamento (colpa delle linee guida della Bce). La soluzione pi semplice sarebbe vietare i rating al debito pubblico. Ma una di quelle idee, come la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, che sembrano destinate a restare nelle aule accademiche.

HENRY POOR Inizi con i report ferroviari


Henry Varnum Poor pubblica il S tati Uniti.diNel 1860finanziario sullo stato del settore volume History of Railroads and Canals in United States, una specie report delle ferrovie. Nel 1906 nasce lo Standard Statistic Bureau per rendere consultabili informazioni finanziarie difficili da reperire sulle aziende americane e dieci anni dopo Standard Statistics inizia a dare giudizi di affidabilit (rating) a imprese e Stati sovrani. Nel 1941 le due societ si fondono e nasce Standard & Poors. Inizia cos la storia, ricostruita da Giovanni Ferri e Punziana Lactignola ne Le agenzie di rating (Il Mulino), dei giudici pi odiati in questi anni di crisi globale. Oggi 1,5 miliardi di attivit di investimento dipendono dai giudizi di S&P che nel 2007, prima dellesplosione della crisi, ha pubblicato 510 mila rating. Copre il 31 per cento dei mercati e il 70 per cento della capitalizzazione globale di mercato. Lagenzia opera in tutto il mondo, soltanto il suo reparto dedicato al mercato azionario impiega 8500 persone. stata la prima a valutare anche le obbligazioni con garanzia, a stimare le probabilit di ripresa, a considerare anche la capacit di gestione del rischio nella formulazione di un giudizio sullaffidabilit creditizia delle aziende. Per dare unidea del suo impatto, ci sono strumenti di investimento noti come Etf (Exchange Traded Fund) il cui valore dipende esclusivamente da indici formati dai titoli valutati da S&P. Prima dellarrivo del rating, gli investitori prendevano le loro decisioni sulla base delle notizie pubblicate dalla stampa specializzata e dai consigli delle banche dinvestimento. Poi la crisi bancaria e il panico del 1907, negli Usa, ha consigliato agli operatori di individuare strumenti di sintesi pi affidabili e neutrali. Sono cos gli stessi soggetti vigilati che pagano lagenzia per avere un rating, che funge un po da biglietto da visita sul mercato. Lidea ha funzionato fin troppo bene: ora molti fondi di investimento comprano e vendono soltanto in base al rating dei titoli, senza fare pi analisi autonome sulla qualit dei titoli giudicati dalle agenzie.

Da mesi la Commissione Ue studia come arginare lo strapotere dei controllori americani

GIUDIZI INUTILI O PREOCCUPANTI?

Superbonus Prima facevano comodo a tutti


e agenzie di rating non sono state messe in discussione quando supportavano la creazione della moneta unica europea. La Bce aveva stabilito rating minimi per accedere ai suoi programmi di rifinanziamento. Le agenzie hanno fatto la fortuna di professori che hanno venduto i modelli di analisi del rischio a banche, assicurazioni e fondi e hanno contribuito alla costruzione della normativa europea sulla vendita dei prodotti finanziari (Mifid), tutta basata sui rating. Ma chi opera davvero sui mercati di rating non segue certo i rating, non ha mai preso sul serio gli ingenerosi giudizi sul Brasile, fino a pochi anni fa considerato spazzatura, e non ha mai valutato affidabili le valutazioni ottimistiche su Portogallo, Irlanda, Grecia e Italia. Nonostante il nostro Paese pagasse tassi dinteresse paragonabili a quelli della Colombia continuava a mantenere un rating di cinque voti superiore. Eliminando le agenzie di rating tutti dovrebbero usare il proprio cervello per distinguere cosa rischioso da cosa non lo . Siamo sicuri che sceglieremmo di investire i nostri risparmi in titoli di Stato italiani con un sottostante del 120 per cento di debito sul Pil e una recessione in corso? Forse conviene a tutti non indagare troppo sulle agenzie di rating e sulla valutazione del rischio e prenderci questa tripla B senza troppo rumore.

Vladimiro Giacch Un messaggio sensato ai politici


er S&P il problema non sono i singoli paesi, ma lEuropa, le cui politiche possono risultare insufficienti (garbato eufemismo) per far fronte agli stress sistemici incombenti sullEurozona. Questo, dice la societ di rating, perch i problemi finanziari dellEurozona sono la conseguenza non soltanto di politiche fiscali allegre, ma di squilibri esterni e divergenze crescenti di competitivit tra i paesi del centro dellEurozona e la cosiddetta periferia. Per questo motivo prosegue S&P riteniamo che un processo di riforma basato unicamente sullausterit fiscale rischi di diventare controproducente, a causa di una domanda interna in calo per via delle crescenti preoccupazioni dei consumatori sulla sicurezza del proprio posto di lavoro e sui redditi a propria disposizione, che a sua volta comporter lerosione delle entrate fiscali. S&P ha ragione: la monomaniacale attenzione al debito oggi il principale ostacolo alla crescita, in quanto comporta manovre che deprimono leconomia, e quindi fanno peggiorare il rapporto debito/pil. Perci, anzich gridare alla congiura, i politici europei farebbero bene a cambiare politiche. Dimenticandosi il Fondo salva-Stati (che a questo punto perder la tripla A), dando mandato alla Bce di bloccare lemergenza acquistando titoli di Stato, e non impedendo gli investimenti necessari per far ripartire la crescita.

Domenica 15 gennaio 2012

IN SERIE B
Lehman Brothers: la A fino al fallimento
Un altro caso emblematico fu quello della valutazione della Lehman Brothers, la banca simbolo della crisi mondiale del 2008: continu a mantenere il rating A fino al 15 settembre, il giorno del suo fallimento, mentre alcuni suoi prodotti come i derivati e i fondi, erano valutati addirittura con la tripla A, al pari dei Bund tedeschi (FOTO LAPRESSE)

Abbassato il debito Usa. Un errore per Obama


Per la prima volta nella storia, lo scorso 6 agosto, il debito sovrano degli Stati Uniti subisce un abbassamento del rating ad opera di Standard & Poor's. La valutazione AAA viene abbassata di un gradino, a AA+. Ma lAmministrazione americana, attraverso il presidente Obama protesta: uno sbaglio, basato su un errore di calcolo da 2 mila miliardi di controvalore, dice il Tesoro Usa (FOTO LAPRESSE)

La Francia non ci sta


Una decisione attesa, dalla politica e dai mercati, ma fuori tempo rispetto agli sforzi della zona euro, che non va drammatizzata ma nemmeno sottovalutata. Cos il primo ministro francese, Franois Fillon, a proposito del declassamento della Francia. E ha ostentato ottimismo sulle conseguenze per il paese. Ma intanto c chi - come il candidato socialista alla presidenza, Hollande - ritiene bocciata la politica di Sarkozy (FOTO LAPRESSE)

Non affossato il salvataggio


S&P non ha silurato il pacchetto di salvataggio per lEurozona. Cauta la reazione del cancelliere tedesco, Angela Merkel. Daltra parte, la Germania non ha subito il declassamento. E il fatto che questo sia toccato a molti paesi europei, ci tiene a sottolineare, non vuol dire che Berlino deve fare di pi. Poi, ha ribadito che il meccanismo Esm dovr essere messo in funzione velocemente. E ha considerato lipotesi di rivedere le regole delle agenzie di rating (FOTO LAPRESSE)

E adesso lo spread torna a far paura


DOPO LA BOCCIATURA POSSIBILE REAZIONE A CATENA SUI MERCATI
di Vittorio Malagutti Milano

C'

un dato statistico, almeno uno, che d ragione all'esercito di pompieri che da venerd sera, con dichiarazioni e commenti vari, getta acqua sul fuoco dei timori innescati dalla nuova bocciatura dell'Italia. L'ultima volta che Standard & Poor's (S&P) ha declassato il debito del nostro Paese la Borsa di Milano non ha fatto drammi. Anzi da quel 20 settembre in cui il rating italiano cal da A+ ad A gli indici azionari hanno inaugurato una fase di moderato rialzo che durata quasi un mese, per poi ripiombare di nuovo nella tempesta che ha preceduto la caduta del governo Berlusconi a met novembre.

conseguenza nelle settimane scorse. Insomma, chi doveva vendere ha gi venduto. Questo il giudizio (o forse l'auspicio) che si raccoglie tra gli analisti. Solo domani, alla riapertura dei mercati, si capir se l'ottimismo giustificato. Nel frattempo i timori restano. Prima di tutto perch le cannonate di S&P sono andate a colpire anche un altro grande Paese come la Francia. Un colpo pesante che potrebbe innescare nuova instabilit in tutta l'Eurozona. Quanto all'Italia, retrocessa nella serie B del debito, al pari

di Per, Kazakhistan e Irlanda, adesso rischia di fare ancora pi fatica a collocare i propri titoli pubblici. In altre parole i rendimenti potrebbero tornare a salire e di conseguenza anche la spesa per interessi a carico del Tesoro. Non esattamente una prospettiva esaltante per uno Stato che quest'anno deve rifinanziare circa 400 miliardi di debiti di cui 150 miliardi entro aprile. IL PARADOSSO che una delle motivazioni del declassamento deciso da S&P proprio "la vulnerabilit crescente ai rischi di finanziamento esterno". Questa stessa vulnerabilit finisce per aumentare proprio a causa della bocciatura decisa dall'agenzia di rating in un circolo vizioso che non promette niente di buono. E pensare che solo pochi giorni fa, con il netto calo dei rendimenti registrato nell'asta dei Btp e, soprattutto, dei Bot, l'Italia sembrava in marcia verso territori pi sicuri. Adesso tutto torna in discussione. Va ricordato che il ra-

ting di BBB+, quello appena assegnato ai nostri titoli pubblici da S&P, finisce anche per ridurre la platea dei possibili investitori. Infatti, non mancano i grandi fondi internazionali che per regolamento interno possono mettere in portafo-

NON DETTO , quindi, che la stangata di S&P inneschi per forza di cose una nuova ondata di ribassi sui mercati. L'impressione, adesso come nel settembre scorso, che gli investitori prevedessero da tempo la bocciatura e si siano mossi di

Le ultime due aste sono state positive, ma ora i rendimenti di Bot e Btp rischiano di tornare sopra il livello di guardia

Ora si teme un taglio del rating anche per enti pubblici e istituti di credito

glio solo titoli di classe A. Molti di pi, peraltro, sono gli investitori istituzionali che sono tenuti a comprare solo prodotti finanziari denominati "investment grade", cio quelli con rating superiore a doppia B, considerati pi sicuri. Con la doppia retrocessione di venerd sera, l'Italia si trova ancora all'interno del recinto dell'"investment grade", ma pericolosamente vicina all'uscita. INTANTO , come gi accaduto lo scorso settembre, la bocciatura dar il via a un effetto a catena. probabile che nei prossimi giorni venga declassato anche il rating di grandi regioni, comuni enti e societ a controllo pubblico. Nel mirino anche le banche. Del resto se i titoli di Stato italiani tornano a perdere terreno sui mercati, non possono che calare anche le quotazioni degli istituti di credito che hanno i bilanci imbottiti di Btp. Non per niente, gi venerd pomeriggio, quando si sono diffuse le prime indiscrezioni su un prossimo taglio del rating, le azioni bancarie sono state le prime a perdere quota interrompendo una fiammata rialzista che durava da qualche giorno. Nuvole nere in arrivo, quindi, per istituti di credito come Monte dei Paschi e Banco Popolare, gi sotto pressione perch nei prossimi mesi dovranno rafforzare il patrimonio. Le tensioni maggiori potrebbero per scaricarsi su Unicredit che venerd prossimo chiuder l'aumento di capitale monstre da 7,5 miliardi. Dopo un esordio disastroso luned scorso, la quotazione della grande banca milanese ha recuperato terreno nel corso della settimana. Adesso per arrivato il siluro di S&P. Domani vedremo se il colosso Unicredit in grado di tener botta.

Fabio Scacciavillani Gli Stati non si riescono a misurare


a sventagliata di declassamenti era attesa. La tripla A della Francia nei trading floor aveva ricevuto pietosa sepoltura mesi fa. Anche senza S&P sappiamo che Bot e Btp sono appesi alla corda degli interventi della Bce sul secondario (e al mezzo trilione di euro concesso alle banche europee per fare arbitraggi a rischio zero). Investitori istituzionali ma anche piccoli risparmiatori non attendono gli annunci delle agenzie per formulare un giudizio sul debito di un paese avanzato. Al massimo trovano una conferma alle loro analisi. Un rating dovrebbe riflettere la probabilit che un debitore fallisca. Ma il concetto di fallimento per uno stato sovrano ha contorni ambigui. Il Portogallo, lIrlanda e la Grecia non erano in grado di far fronte agli impegni ma con lintervento del Fmi hanno evitato (formalmente) la bancarotta. Gli Usa non si troveranno mai nella condizione di non poter ripagare il proprio debito (denominato in dollari): basta stampare moneta. Linflazione e la svalutazione sono una forma alternativa di default. Cambia chi subisce le perdite. In tempi di grandi rivolgimenti un rating una guida imperfetta, e talora fuorviante, per le scelte di investimento.

20 MARZO Le banche non cedono, fallimento di Atene quasi certo che di & sembra destinata allesplosione pi deP iancheleil decisioni didelStandardpe- mente parte disinnescata, questa volta Poors, sui mercati domani ser fallimento negoziato flagrante. Alle sue banche servirebbesulla Grecia. Venerd si rotta la trattativa tra le banche internazionali creditrici e il governo di Atene, dovevano stabilire lo sconto sul rimborso dei debiti in scadenza. Cio la perdita delle banche sui titoli greci. Doveva essere il 50 per cento, poi la stima salita, i banchieri non ci stanno. Ma di tempo non ne resta pi molto, il 20 marzo scadono 14,4 miliardi di euro e al momento la Grecia non in condizione di rifinanziare il prestito, in assenza dellaccordo con le banche. Sono certo che troveremo unintesa perch nellinteresse sia della Grecia sia dei creditori privati e dei partner istituzionali, ha detto ieri il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos. La bomba della Grecia, che periodicaro 40 miliardi per rafforzarsi, soldi che non ci sono. I capitali privati sono fuggiti, nella misura di almeno 65 miliardi. Il fondo salva Stati Efsf ha pochi soldi ancora a disposizione, poco pi di 200 miliardi e la sua credibilit da venerd ridotta ai minimi: S&P ha declassato due dei Paesi su cui il Fondo si regge, Francia e Austria, e forse arriver un downgrade per lo stesso Efsf. La Grecia tecnicamente fallita da mesi (nel senso che non ha alcuna capacit di affrontare il suo debito senza aiuti esterni), ma diventa sempre pi evidente che non c alcuna rete di protezione intorno allinevitabile collasso di Atene. Nessuno crede pi al default ordinato. Si va verso il caos.

pagina 8

La mission dellente che deve scovare chi non paga le tasse


Luigi Magistro nellillustrazione di Emanuele Fucecchi

Agenzia delle Entrate, diretta da Attilio Befera, un ente pubblico che dal 2001 garantisce lassistenza ai contribuenti e il recupero dellevasione e dellelusione fiscale. La sua funzione quella di garantire il recupero di risorse, secondo criteri di efficienza, economicit ed efficacia nel rispetto dei principi di legalit, imparzialit, trasparenza.

SUPER 007
Sottoposta alla vigilanza del ministro dellEconomia, che mantiene la responsabilit di indirizzo politico, lAgenzia agisce in piena responsabilit gestionale, operativa e gode di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria. I rapporti tra il ministero dellEconomia e lAgenzia sono regolati da una Convenzione triennale, con adeguamento annuale per ciascun esercizio finanziario, nella quale sono indicati i servizi da assicurare, gli obiettivi da raggiungere e le relative risorse. Equitalia la societ pubblica della riscossione, l'ente cio che ha come 'mission' quella di recuperare le tasse non pagate. A guidare la societ sono il direttore generale Marco Cuccagna e il presidente Attilio Befera.

LUIGI
MAGISTRO

IL CONTROLLORE

uigi Magistro, napoletano di 52 anni, laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza economica. Lavora nella Pubblica amministrazione da pi di 30 anni. Ha lavorato 20 anni nella finanza. Nel 2001, viene chiamato a istituire e dirigere il Settore Controlli sui soggetti di grandi dimensioni della Direzione centrale Accertamento.

Parla il super ispettore dellAgenzia delle Entrate: La lobby pi forte sono i 10 milioni di furbi, un contribuente su tre
Tutto quello che volevate sapere sull'evasione fiscale: fatti e cifre, tempi e metodi, leggi, abitudini e culture. E tutto sulla caccia agli evasori. Ne abbiamo discusso per oltre due ore con Luigi Magistro, 52 anni, direttore centrale dell'accertamento all'Agenzia delle Entrate, dopo oltre 20 anni di carriera nella Guardia di Finanza. Detto in chiaro, l'uomo che guida la lotta allevasione fiscale, a capo di un esercito di 15 mila ispettori, poco meno di met dei dipendenti dellAgenzia
di Giorgio Meletti e Marco Travaglio

EVASORI, ORA TREMATE


Lei dice che non stata un'iniziativa estemporanea. No. L'estate scorsa abbiamo fatto oltre 20 operazioni del genere nelle localit turistiche, mi ricordo Capri, la riviera romagnola, la costiera amalfitana... Qui si parla di imprese piccole o individuali. Ma sui grandi evasori che cosa fate? quello di cui ci stiamo occupando sempre pi intensamente. Abbiamo messo nel mirino le grandi imprese, quelle con oltre 100 milioni di euro di fatturato. Sono 3500 in Italia, di cui mille solo in Lombardia. Questo ha

ono troppo pochi gli ispettori, chiarisce subito Luigi Magistro, tre anni fa eravamo 17 mila, ma non sostituiamo chi va in pensione. Dovremmo essere almeno il doppio. Il 2012 iniziato con le polemiche sul blitz dei suoi 80 ispettori a Cortina. Stato di polizia fiscale? Questo che chiamiamo blitz, per capirci, in realt una attivit ordinaria e neppure rilevantissima. Lo definiamo presidio del territorio, e se ne occupa principalmente la Guardia di Finanza, con circa 500 mila controlli lanno. Noi ne facciamo 50 mila. Il clamore suscitato stavolta per indubbio. Me lo spiego con il momento storico. Si sta determinando, finalmente, molta sensibilit nellopinione pubblica: mai come in questo momento le persone oneste si sentono esasperate dalla pressione fiscale, e levasore rimane doppiamente inviso.

Furbetti del fisco in formato gigante

Adesso puntiamo sui grandi: quelle 3.500 aziende, con oltre 100 milioni di fatturato

determinato il venir fuori di tutta una serie di casi importanti, in una misura che fino a qualche anno fa non si vedeva proprio. Ci ricordi qualche esempio. Il caso recente delle banche che evadevano con operazioni sullestero ha avuto particolare risalto, si parlato recentemente poi di multinazionali come la Bosch, la Luxottica di Del Vec-

chio (300 e passa milioni di euro), il gruppo Menarini, pi di 400 milioni di euro. A queste 3500 grandi imprese quanto attribuite dellevasione totale? Io ho un'idea che utilizzo per disegnare le strategie di controllo. Ho diviso il mondo dei contribuenti in cinque categorie. I grandi di cui abbiamo parlato, poi ci sono le medie imprese, da cinque a cento milioni di fatturato, che sono 60 mila, e infine le piccole con il lavoro autonomo, circa cinque milioni di soggetti. Del fatturato generale delle attivit economiche, le tre categorie rappresentano un terzo ciascuna, ipotizzo anche un terzo ciascuna dell'evasione. Ne ha dette tre. La quarta pi piccola, ma ci sono violazioni molto gravi: il cosiddetto non profit. Sono circa 200 mila enti non commerciali, ma molti di essi sono finti: i famosi ristoranti camuffati da associazioni, le palestre... E la quinta categoria? la massa delle persone fisiche, circa 30 milioni di soggetti tendenzialmente a non alto rischio devasione, dove per si annida il sommerso, quei lavoratori dipendenti che, quando hanno finito lorario, magari si mettono la tuta da idraulico... Avete unidea di quanti siano gli evasori fiscali che producono i famosi 120 miliardi allanno di imposta evasa? Se ci riferiamo alle attivit economiche, per capirci alle partite Iva, che sono 5 milioni e dispari, chiaro che parliamo di diversi milioni di evasori, anche se per importi molto variabili. Sono pi della met?

Con buona probabilit s. E tra le persone fisiche? Non so se potrebbe valere il detto evangelico che chi senza peccato scagli la prima pietra... Possiamo quindi dire che gli evasori in Italia siano almeno 10 milioni, uno su tre? difficile dirlo, ma se ci mettiamo il sommerso direi di s, tranquillamente. Quindi parliamo di una delle lobby pi potenti d'Italia. Ma nel suo vocabolario quando scatta la parola evasore? complicato, un fenomeno caratterizzato da tante sfaccet-

tature. Per esempio, c una cosa di cui dopo trent'anni non posso dire di non essermi accorto: c' unevasione che io definisco di sopravvivenza. Determinate microimprese familiari, se non evadessero, non potrebbero stare sul mercato. Qual la sua stima dell'evasione fiscale, in euro? Leggo tante cifre, ma non la loro dimostrazione. Lunico metodo pi o meno scientifico quello di seguire il prodotto interno lordo, quello che fa lIstat, che stima un sommerso di 275 miliardi di euro. Ma io non sono

nella condizione di dire quanta evasione si realizza a seguito di questo sommerso. Buona parte di esso, se non fosse tale, non esisterebbe. Molti con l'evasione si assicurano un buon tenore di vita. Ed il nostro problema. Quando intercetti uno di questi signori, sar difficile farsi restituire quello che non ha pagato, e per un motivo molto semplice: non ce lha pi, se l speso! Una parte consistente dei nostri accertamenti non vengono nemmeno impugnati, il contribuente se ne infischia e non paga! Una parte

FRONTE MALAVITA I 5 miliardi delle cosche nascosti in Svizzera


cerca di U n'inchiestaadi Servizio Pubbliconero pascapire il traffico di capitali in che ogni giorno, un ritmo incessante, sano il confine e si disperdono in Svizzera. Alla frontiere ci sono addirittura dei cani che sentono l'odore delle banconote nascoste. Soltanto nel 2010, dice un comandante della Finanza, sono stati rintracciati 15 milioni di euro: Alcuni trasportano piccole somme, 20 o 30mila euro, altri cercano di portare in Svizzera decine di migliaia di euro. Ma oltre i soldi scudati o depositati in banca, in Svizzera ci sono 5 miliardi di euro che non producono reddito, se non polvere, dice un giornalista del Sole 24 ore, nelle cassette di sicurezza. Questi 5 miliardi di euro potrebbero essere un'enorme riserva per pagare tangenti, ovvero fondi neri, oppure dei soldi di un falso scudo, che verranno ripuliti al momento opportuno. Gaetano Bellavista, componente della commissione antiriciclaggio dei commercialisti di Milano, cerca di spiegare l'origine di quei capitali: Penso che le organizzazioni criminali si siano precostituite la possibilit di nazionalizzare denaro che ancora non stato prodotto o esportato, che proviene dal traffico degli stupefacenti, tutto contante, verr portato all'estero entrer in queste cassette e poi potr essere regolarizzato pagando il 5 per cento dello scudo fiscale. E aggiunge: Chi ha bisogno di contante in Italia fa fatica a procurarselo. Quei 5 miliardi di euro tenuti in Svizzera non sono male. Potrebbe essere un forziere. Oggi se io devo pagare una tangente di un milione di euro, dove trovo i soldi in contanti? In Italia quasi impossibile generare questo denaro. Vado a prenderli all'estero, e questi se lo fanno pagare. Come la geografia dei soldi sporchi? Spiega Bellavista: Tutto transita dalla Svizzera, il resto Cina

Domenica 15 gennaio 2012

Nuovo plico esplosivo indirizzato allagenzia di riscossione

SUPER 007
Marmorata, dove stata istituita una sezione distaccata della Squadra Artificieri Antisabotaggio della Polizia. Gli agenti, utilizzando una macchina radiogena, hanno potuto constatare che allinterno era contenuta polvere esplodente e unaltra miscela sulla cui natura sono in corso accertamenti. Poi gli artificieri hanno neutralizzato lordigno rendendolo inoffensivo. Il problema della sicurezza delle sedi di Equitalia stato oggetto di una riunione che si tenuta lo scorso 4 gennaio, presieduta dal Questore di Roma, Francesco Tagliente alla presenza di alcuni dirigenti di via S. Vitale, del responsabile della Squadra Artificieri Antisabotaggio e dei responsabili della sicurezza di Equitalia.

i risiamo: nuovo pacco esplosivo indirizzato a Equitalia. Un plico esplosivo diretto alla sede romana dellagenzia di riscossione stato intercettato nellufficio postale di piazza Mazzini. Seguendo le indicazioni impartite dalla Questura, il direttore dellufficio postale ha immediatamente inviato il plico alla filiale di via

Roma come Cortina blitz in pieno centro


RISTORANTI E NEGOZI DELLO SHOPPING NEL MIRINO DI 250 FINANZIERI
di Stefano

Caselli

o stupore stato grande, ieri alle in L unGli avventori abitualiindella pausa14,Ropiccolo ristorante zona Prati, a ma. pranzo, per la prima volta forse da sempre, hanno infatti visto il titolare emettere scrupolosamente tutti gli scontrini fiscali. La spiegazione arrivata presto: da qualche ora, nel quartiere e in altre zone della Capitale, era in corso un controllo a tappeto della Guardia di Finanza. Il passaparola, evidentemente, deve essere arrivato in tempo da quelle parti.
PER UN POMERIGGIO Roma sembrata Cortina dAmpezzo. Circa 250 uomini del Comando provinciale della Guardia di Finanza, tra agenti in divisa e personale in borghese, hanno setacciato il centro storico, le zone del quartiere Prati, intorno a via Cola di Rienzo, e viale Marconi (ma i controlli si sono estesi fino a Ostia). Obiettivo: contrastare abusivismo commerciale, vendita di merci contraffatte e, soprattutto, stanare i furbetti dello scontrino. A fine giornata gli uomini delle Fiamme Gialle, su 405 controlli eseguiti, hanno riscontrato 190 violazioni legate alla mancata emissione di scontrini e ricevute fiscali, oltre al sequestro di 500 mila prodotti contraffatti. In un deposito sulla via Prenestina, gestito da un ambulante, sono stati scoperti 113 mila orologi falsi praticamente identici agli originali destinati alla vendita on line. Quindici

grande, grazie a Dio sempre maggiore, siamo ormai sul 55 per cento, definisce il contenzioso e paga. Una parte, circa il 15%, porta il caso davanti ad un giudice. Per abbiamo una parte in mezzo consistente, circa un 30 per cento, che non chiude, non impugna e dice: Venitemi a prendere!. Dopo il blitz di Cortina che cosa succede alle persone che sono state controllate? Sono in approfondimento, bisogna dimostrare che hanno evaso in quel modo durante tutto lanno, e si tratta di provarlo. E con la caccia al Suv com' andata? Ai nostri che sono andati stato detto: Visto che vi trovate l e il presidio di cassa anche un po noioso, magari date unocchiata fuori e prendete la targa di qualche auto di lusso che passa, in modo tale che poi ci ragioniamo. Voi direte: Ma tu hai gi il PRA!. Nessuno meglio di me lo sa, ma vedere la macchina di lusso nel posto di lusso ci consente di avere un indizio in pi. Quali sono le cifre effettive dell'evasione recuperata?

C' da fare chiarezza sul rapporto tra i nostri dati e quelli della Guardia di Finanza. La grande differenza che la Guardia di Finanza fa solo contestazioni, lAgenzia delle Entrate fa anche contestazioni e poi le sviluppa assieme a quelle fatte dalla Guardia di Finanza: diventano quello che si chiama tecnicamente accertamento o erogazione delle sanzioni, poi deve incassare. I dati che dichiara la Guardia di Finanza sono le violazioni che ha constatato. Bisogna vedere se si riesce a tramutarle in un incassato. Non solo. La Guardia di Finanza accerta gli imponibili evasi, poi quante imposte ci siano da pagare su quegli imponibili lo pu stabilire solo lAgenzia delle Entrate. Quindi? A spanne, per il 2010 la Guardia di Finanza ha contestato una quarantina di miliardi di imponibili, che aggiunti a quelli contestati da noi ha dato luogo all'accertamento di maggiori imposte dovute per 30 miliardi. Alla fine tra pagamento spontaneo in sede di definizione e riscossione con i ruoli e con Equitalia,

nel 2010 abbiamo portato a casa 10,5 miliardi, nel 2011 abbiamo superato gli 11 miliardi. Rimane la quota considerevolissima di quelli che non pagano. Categoria simpatica. Io li chiamo evasori da riscossione. Qualcuno lo fa per necessit, vuol essere corretto, io la dichiarazione la faccio ma non ho i soldi per pagare. Oppure temono la violazione penale, chi dichiara tutto e non paga non incorre in fatti penali. Ma ripeto: abbiamo proprio tantissimi livelli diversi di evasione. A questo proposito, non vi ponete il problema che le vostre modalit operative possano finire per compattare il grande e il piccolo evasore? Pensiamo alle cartelle esattoriali indecifrabili di Equitalia. C un problema obiettivo: queste materie sono talmente ostiche per loro natura che veramente difficile renderle fruibili a chi non ha la minima dimestichezza. vero, certe volte non la capisco io la cartella, il che la dice lunga... Vedete, il vero dramma di Equitalia soprattut-

persone (due italiani e tredici stranieri) sono state denunciate. Gli uomini delle Fiamme Gialle si sono spinti fino alle strade del lusso della Capitale, via Condotti e via della Frattina, ma tra gli evasori scoperti non ci sarebbe nessun nome eccellente: Levasione un fenomeno trasversale - comunicano dalla Guardia di Finanza - a tutte le categorie commerciali e le fasce sociali. Abbiamo controllato le vie del lusso ma non risultano sanzioni, diciamo cos, eccellenti. Siamo in presenza di unoffensiva anti-evasione? Capisco che lequazione Roma-Cortina sia stimolante - dichiara il tenente Colonnello Davide Cardia - ma la nostra attivit in questo periodo non pi intensa del solito. Tuttavia chiaro che, in questo particolare momento di crisi, la sensibilit dei cittadini maggiore e probabilmente lo anche il senso di civilt. Di questo siamo consapevoli, non viviamo fuori dal mondo e dal tempo. Nei prossimi giorni il Piano coordinato di controllo economico del Territorio (questo il nome delloperazione) proseguir in altre zone della Capitale. Le violazioni fiscali riscontrate ieri vanno ad aggiungersi alle 198 gi rilevate a Roma dallinizio del 2012. Nel 2011, erano stati eseguiti circa 20 mila controlli e per un totale di 9.100 sanzioni. La media approssimativa, nel 2011 come nel 2012, dunque del 50%. Ogni due, uno evade. Sempre che che il passaparola non arrivi prima della Guardia di Finanza.

10 milioni 15 mila
GLI EVASORI FISCALI IN ITALIA GLI ISPETTORI DEL FISCO

275
non viene influenzato immediatamente da direttive specifiche. Quello che incide il quadro normativo, perch gli strumenti me li d la legge, non che io mi posso attribuire dei poteri da solo. Questo governo ci ha dato importanti carte: tutti i movimenti finanziari comunicati dagli operatori finanziari, il controllo sui conti correnti, poi c la norma secondo la quale non dire la verit nel controllo fiscale costituisce un illecito penale. Per la sanzione penale blanda: uno pu evadere 50, 100 mila euro, ma in galera non ci va. Non c Paese in Europa che persegua linfedele dichiarazione come reato. reato la frode, cio nascondere i redditi al fisco con artifici e raggiri. E l colpiamo duro. A proposito, cinque grandi banche italiane hanno appena pagato circa un miliardo per evasione fiscale. Per continuano a dire che pagano
pur essendo innocenti. Sa perch lo dicono? Perch gli amministratori temono lazione di responsabilit da parte degli azionisti. Devono sempre dire e fare risultare dagli atti societari che pagano solo per chiudere il contenzioso, anche se tutti sappiamo che se hai ragione col cavolo che chiudi, mi dai 300 milioni perch hai ragione? Intesa San Paolo, allepoca dei fatti, era guidata dallattuale ministro dello Sviluppo economico... E che cosa dovrebbe dire Passera? Che ha fatto le violazioni, che ha fatto labuso, che ha fatto lelusione? No, lui dice: Io non ho fatto niente, ma pur di togliermi di torno queste sanguisughe del fisco gli ho dato 350 milioni di euro. Perch tutti i i grandi casi di evasione si concludono con lo sconto? Non uno sconto, appare cos ma si chiama definizione condivisa. Proprio perch la prova dellevasione non sempre uni-

Oltre 11
voca, si parte da un impianto accusatorio e alla fine si arriva a unanalisi approfondita e a un accordo sullammontare dellevasione che il contribuente accetta di ammettere. Torniamo alle nuove norme. Voi dal primo gennaio ricevete dalle banche tutti gli estratti conti mensili degli italiani? Neppure per sogno. Lestratto conto non ci serve a niente. A noi servono le movimentazioni accorpate, il totale di dare e avere dellanno. Le banche ci vogliono mandare gli estratti conto perch sono gi pronti, ma io voglio il dato elaborato per andare a incrociarlo con il reddito dichiarato. Se c discrepanza per me si accende la lampadina. Ma io non vado a curiosare nellestratto conto. Tutti i discorsi sulla privacy che si sono sentiti non hanno fondamento. Io sono napoletano, a Napoli si dice: Si parla a schiovere, cio ognuno parla senza sapere una mazza e senza chiederci spiegazioni.

I MILIARDI DI EURO I MILIARDI DI REDDITI NASCOSTI RECUPERATI NEL 2011

Una sede dellAgenzia delle Entrate (FOTO LAPRESSE)

La privacy in pericolo

Controlli sugli estratti conto? Una bufala. Non voglio neanche riceverli dalle banche

to sulla massa dei crediti dei Comuni, le multe e via dicendo. Il problema avere un soggetto riscossore diverso dal creditore, questa la scelta che stata fatta in Italia. Sulla lotta allevasione ci sono nuovi input da parte del governo Monti che state seguendo? La nostra attivit ha un trend che

pagina 10

Domenica 15 gennaio 2012

Granata (Fli) propone di tassare chi ha fatto affari con gli Enti
di Marco Lillo

a proposta arriva dal deputato di Futuro e Libert Fabio Granata. E recita cos: Chi ha avuto grandi vantaggi patrimoniali nellacquisto di immobili a prezzo di favore da enti pubblici (e si tratta spesso di politici, dirigenti pubblici, manager e grand commis dello Stato) dovrebbe essere chiamato a restituire una parte di questo

COSE LORO
vantaggio allerario. Aggiunge, lonorevole: Perch il governo non prevede una patrimoniale su casi come quelli del Ministro Patroni Griffi, che suscitano imbarazzo nellesecutivo e indignazione nellopinione pubblica?. E spiega: Si potrebbe fare una norma che, escludendo le case davvero popolari e di modesto valore, acquistate da famiglie con redditi modesti, preveda una imposta patrimoniale immobiliare aggiuntiva rispetto allImu per tutti gli immobili ex pubblici che hanno un valore di mercato effettivo almeno pari al doppio del prezzo di acquisto. Non sarebbe difficile congegnarla, e sarebbe opportuna approvarla, conclude Granata.

e Valeria Pacelli

lla fine il ministro Filippo Patroni Griffi ce lha fatta. Dopo tanti anni di stenti da inquilino in una casa popolare con vista Colosseo, fortunosamente scampato al rischio sismico, sopravvissuto alla mancanza di riscaldamento e dacqua corrente, si finalmente tirato fuori da questo scenario Dickensiano descritto da una sentenza del suo Consiglio di Stato che gli ha permesso di comprare una casa di 109 metri al Colosseo per 177 mila euro. Il Fatto felice di poter rassicurare la cittadinanza tutta: il povero ministro, dopo anni di stenti immobiliari, vive finalmente in un mega appartamento che misura il doppio di quello di via Monte Oppio 12. Certo, non guarda pi il Colosseo ma il ministro si consoler con lantica Torre delle Milizie che domina piazza Venezia, comunque meglio delle marrane di Centocelle. Il Fatto, in ansia per il ministro, ha ricostruito lultimo atto della commedia immobiliare di Patroni Griffi, Filippo non Giuseppe. Dopo laffarone messo a segno a spese dellInps sul Monte Oppio nel gennaio del 2008, il ministro riuscito a fare un ulteriore doppio colpo: a settembre 2011 ha affittato a un funzionario delle Nazioni Unite che lavora a Roma lappartamento al primo piano con vista Colosseo, e poco prima andato a vivere in un quarto piano

PATRONI GRIFFI AFFITTA BENE


Con i soldi recuperati dallo stabile ex Inps, vive in 210 mq l vicino
venduto nel 2001 dalla Toro Assicurazioni del gruppo Fiat a un prezzo scontato rispetto a quello di mercato. Io per, tiene a precisare Nocilla, ho pagato poco i due appartamenti comprati solo perch erano occupati. Lattico di 170 metri coperti lho poi venduto a un avvocato mente laltro al quarto piano di 210 metri tutti coperti, lho affittato da pochi mesi al collega Patroni Griffi per 3 mila euro al mese. Anzi, per lesattezza lui paga 3.600 euro ma le spese condominiali di 600 euro, le pago io. Il prezzo complessivo pagato allora stato di un milione e 750 mila euro per i due appartamenti ma poi ho speso 240 mila euro per fare uscire gli inquilini pi la ristrutturazione. Alla luce dellennesimo colpaccio di Patroni Griffi, la lunga storia immobiliare del ministro pi grande e signorile, affacciato non pi sui Fori ma sul punto pi bello di via Nazionale. E, anche stavolta c di mezzo un consigliere di Stato. Il padrone di casa di Patroni Griffi infatti Damiano Nocilla, ex segretario generale del Senato, nominato consigliere di Stato nel 2002. Lappartamento stato merita di essere ripercorsa dallinizio.
IL MAGISTRATO diventa inquilino Inps nel 1986 in quanto vincitore di un concorso pubblico e trasferito in altra regione, potevo farne richiesta, dice lui sorvolando sul fatto che una cosa fare domanda e unaltra ottenere una casa con vista Colosseo a equo canone. Per 25 anni paga meno di un terzo del fitto di mercato. Dopo avere risparmiato un centinaio di milioni di vecchie lire rispetto a chi non ha trovato una simile occasione, lallora presidente di sezione del Consiglio di Stato ottiene, grazie a due sentenze del Consiglio di Stato, la possibilit di rendere eterno il suo privilegio. Nel gennaio 2008 compra per soli 177 mila e 754 euro una casa di 109 metri quadrati catastali, come rivelato dal Fatto il 7
La Torre delle Milizie (vista dai mercati di Traiano). Nel tondo Patroni Griffi (FOTO OLYCOM)

Lappartamento di Damiano Nocilla, ex segretario generale di Palazzo Madama

gennaio. Dopo lultimo atto della sua epopea immobiliare possiamo fare due conti in tasca al ministro dal doppio cognome e dal doppio stipendio. Come tutti i magistrati amministrativi fuori ruolo infatti incassa comunque la retribuzione dal Consiglio di Stato anche se presta servizio in unaltra amministrazione. Negli anni in cui pagava canoni e prezzi ridicoli per la sua casa, il ministro incassava lo stipendio

CASA POPOLARE AL COLOSSEO Giorgio Benvenuto

Vi racconto come nacque la fregatura


di Daniele Martini

da magistrato e in pi nellordine: dal 2006 quello di Capo Dipartimento per gli affari legislativi della Presidenza del Consiglio; dal 2008 quello di Capo di Gabinetto del Ministro per la pubblica amministrazione; dal 2009 quello di segretario generale del Garante della Privacy; dal dicembre 2009 quello di Commissario per la trasparenza delle amministrazioni pubbliche. Senza parlare del terzo stipendio che talvolta gli arriva da un incarico extra. Nel 2009: 15 mila e 600 per la commissione di studio sulla Protezione civile, nel 2008 45 mila euro come presidente del Collegio Arbitrale della controversia FUGIST-Regione Campania. LETICA PUBBLICA talvolta somiglia alla matematica: Patroni Griffi, nonostante il doppio stipendio e il canone pari a un terzo ha avuto lardire di appellarsi due volte al suo Consiglio di Stato per pagare una casa vista Colosseo un prezzo pari alla met dei suoi emolumenti di un solo anno. La Procura di Roma ha aperto uninchiesta sulla vicenda ma per inquadrare la storia di Patroni Griffi pi del codice penale aiuta Francesco De Gregori: Cercavi giustizia ma trovasti la legge.

G iorgio Benvenuto haEseguito per anni la vicenda della vendita delle case Inps. tante
ne ha viste e tante ne ha sentite che nel 2005 da deputato Ds avrebbe voluto che una commissione parlamentare dinchiesta indagasse su quella incredibile baraonda di privilegi e sgambetti, clientele e ingiustizie, arricchimenti e miserie. La maggioranza di centrodestra gli ha sempre detto no. Tra i casi eclatanti che gli erano passati sotto gli occhi, lex leader storico della Uil ne aveva catalogati alcuni veramente paradossali. In prima fila tra questi cera proprio la casa davanti al Colosseo, schizzata sulla ribalta da qualche giorno, dopo che il Fatto Quotidiano ha scoperto che uno degli appartamenti stato comprato dallattuale ministro Filippo Patroni Griffi a un prezzo da leccarsi le dita: 177 mila euro per 109 metri quadri. A quei tempi Patroni Griffi era solo un presidente di sezione del Consiglio di Stato, influente, ma non un vippissimo. Era un altro linquilino di rango che dava nellocchio: Giuliano Cazzola. Un politico di centrodestra, ex socialista e segretario nazionale Cgil. Un personaggio che al grande pubblico forse non dice granch, ma considerato unautorit nella cerchia di chi si occupa di pensioni. E la vicenda di quella casa era proprio legata a filo doppio alle pensioni. Prima di tutto perch il proprietario era lInps e poi per-

ch mentre Patroni Griffi e Cazzola si davano da fare per acquistare i loro appartamenti a prezzi da periferia estrema, Cazzola in particolare spiegava in televisione, sui libri e sui giornali che il sistema previdenziale italiano era troppo generoso e andava riformato in senso rigorista. Di pi: Cazzola era proprio uno dei massimi esponenti dellInps, per 5 anni nel collegio sindacale dellistituto e dal 2003 al 2007 addirittura presidente di quel collegio. Cio, in pratica, il controllore delle scelte dellente. Benvenuto, perch si occup cos tanto di quella casa davanti al Colosseo? Da parlamentare ricevevo delegazioni di inquilini Inps a ripetizione, gente che definire arrabbiata un eufemismo. Uno di questi comitati mi consegn una voluminosa documentazione proprio su quel palazzo. Che cosa cera in quelle carte? Gli inquilini volevano farmi capire con i documenti che si stavano perpetrando ingiustizie clamorose, cio che accanto alla maggioranza costretta a fare i salti mortali per comprarsi lappartamento per non finire per strada, cera qualcuno che si stava preparando a fare laffare della vita. Come? Spacciando come non di pregio immobili di pregio assoluto come quello in faccia al Colosseo e quindi accingendosi a comprare con supersconti.

Come facevano a sostenere che non era di pregio? Cera una perizia che mi parve allo stesso tempo sospetta e ridicola. Perch sospetta e ridicola? Sospetta perch non era di un ufficio del ministero delle Finanze come tante altre del genere che avevo visto, ma di quello delle Infrastrutture. E perch ridicola? Perch largomento principe per considerare non di pregio limmobile era che insisteva in una zona sismica.

Un iter discusso

Fu la Corte costituzionale a strappare la toppa che avevamo messo

Ma se lo sanno tutti che a Roma il tasso di sismicit basso I firmatari della perizia sostenevano che il rischio era dovuto alla metropolitana. Mi inquietai parecchio, pensai che erano proprio degli spudorati. Mi sentivo preso in giro. Pensi, il Consiglio di Stato emise la sentenza cruciale per la vicenda della vendita di quellimmobile proprio sulla base di quella perizia. Lei che fece? Preparai una serie di interrogazioni per fermare quello e diversi altri affari sfacciati. E tutto fin l. Al contrario, con grande sorpresa mi accorsi che anche il sottosegretario Maria Teresa Armosino, che aveva la delega

per la vendita di quegli immobili, era rimasta colpita da tanta spudoratezza. La Armosino la aiut? S, mi aiut nonostante avesse ricevuto pressioni fortissime. Prepar un comma per togliere quel palazzo dallelenco delle vendite Inps e lo infil in un decreto che fu votato anche da noi dellopposizione. E poi? Poco tempo dopo, con grande celerit, la Corte costituzionale dichiar illegittima la norma.

di Lidia Ravera

La brutta piega dei due padani


IL DIMENTICABILE VOLTO di Maroni, dopo il fallimento degli occhiali con la montatura rossa, sta sperimentando un nuovo espediente per farsi ricordare: la piega amara. una contrattura volontaria, causata da quellaltra maschera della modernit, Umberto Bossi, il convalescente pi aggressivo del west (inteso come occidente). I due, immortalati in un antico dagherrotipo (il Bossi Seduto, come il famoso capotrib e il Maroni, in piedi dietro, gli poggia le mani sulle spalle), simulano una virile amicizia, gerarchica ma genuina. Chi non ricorda i beati anni del celodurismo? Il santino gira sul web (luogo virtuale dove si celebrano sentimenti irreali), ma nella realt gira ben altro. A Maroni, sicuramente, quel paio di attributi collaterali allormai desueto fallo padano. E, per una volta, non possiamo dargli torto. Non si pu rispondere al dissenso interno a un partito imbavagliando il dissenziente. una versione moderna del caro vecchio centralismo democratico, il centralismo autistico. Zitti tutti, mi parlo solo io. Per un po pu funzionare, se si protrae c il Trattamento Sanitario Obbligatorio.

timenti & sen satira


15 GENNAIO 2012

Mannelli

pag. 2

CinemaI:RANNO RIUSC RI EROI... I NOST

pag. 4
Aloi

pag. 5

Non sono daccordo su niente: legge elettorale, deputato e coordinatore campano del Pdl, cos manovra finanziaria, riforme, pensioni, tagli. come nel 2009 respinsero la richiesta di arreDa quando c il governo tecnico, invece di di- starlo per concorso esterno in associazione vidersi in maggioranza e opposizione si fanno mafiosa. Lasciati alla loro coscienza, votano la guerra per bande, cavillano, si insultano, ri- contro lautorizzazione a procedere anche i vendicano posizioni inconciliabili con Leghisti, quelli che sventolavano il capqualsiasi altra, fottendosene della na- di Paolo Aleandri pio, quelli che sventolano le virt del zione. Soltanto su due questioni i parNord produttivo ed onesto, quelli che lamentari del Parlamento nazionale si ricom- farfugliano insulti a Roma ladrona ed al sud pattano e ritrovano una maggioranza: per i mafioso. Lasciati alla loro coscienza, votano prezzi del ristorante e per salvare il culo a Co- contro anche i radicali, dimostrando leroica sentino. Deputati e senatori, lasciati alla loro coerenza di non perdere nessuna occasione coscienza, decidono di sottrarre al giudice il per prodursi nelle pi vergognose stronzate

Miseria ed omert

con laria di fare un piacere alla democrazia. Lasciati alla loro coscienza, impediscono ai magistrati di processare un uomo accusato di reati gravissimi, compiuti grazie al potere che gli deriva dal suo ruolo politico. Non colpa loro. colpa del rialzo dei prezzi del ristorante di Montecitorio. "Non sapevo degli aumenti e ho pure offerto ai colleghi, ignaro. Spendevo meno fuori" dice Amedeo Laboccetta (Pdl). E il democratico Gero Grassi: "Non vado pi, diventato un salasso, risotto alla pescatora, salmone con quattro patate lesse accanto, 20 euro". I parlamentari sono stati costretti a sondare i ristoranti intorno al Parlamento per valutare la proposta pi economica di pasti in convenzione. Non colpa loro ma della loro miseria: non possono permettersi un pasto al ristorante. Non possono permettersi una coscienza.

di Enrico Caria

Lultimo dei miracoli


La devozione dei camorristi per Padre Pio cosa nota: basta farsi un giro nelle periferie del napoletano dove, allingresso dei rioni popolari, norma imbattersi nelle statua del Cappuccino dallo sguardo di ghiaccio piazzata l abusivamente dal boss locale. Meno noto che sotto s pio sguardo, si traffica in droga che una bellezza: tutte quelle statue infatti, oltre a testimoniare della fede dei malommi, stanno l a segnalare che quel rione una piazza dello spaccio. Un segnale per i tossici che si aggirano in motorino per rifornirsi al dettaglio come pei grossi trafficanti che calano dal nord per stivare i doppifondi delle loro auto. Ma se a guardia dei fortini di camorra i boss ereggono statue al barbutissimo e santo Pio, gli stessi boss nel taschino della giacca, proprio sul cuore, tengono sempre limmaginetta di un altro santo. Uno che la natura ha scherzosamente dotato di folta zazzera dargento alla Richard Gere su faccione alla Gino Bramieri: San Giovanardi da Modena. Perch in cuor loro i narcos sanno benissimo che senza i miracoli di questultimo sarebbero gia` sul lastrico. Quali miracoli? Il primo firmato nel 2006 da San Giovanardi col Beato Fini: quella legge sulle droghe nascosta nel decreto sulle Olimpiadi di Torino e votata a Camere sciolte. E da allora gli eventi miracolosi non fanno che susseguirsi: la moltiplicazione dei tossici in galera (14.640 nel 2006, 27.294 lanno scorso), linversione dellonere della prova (se non dimostri che hai solo spinelli per uso personale finisci in galera da 6 a 20 anni per spaccio), la scomparsa delle cure sanitarie (i programmi terapeutici passati da 6.713 a 518 in 4 anni), la scomparsa delle misure alternative (dalle 3.852 pre-legge alle 2.527 del 2010), laumento stellare del prezzo dellinnocua maria e il crollo di quello di coca ed eroina per spingerle tra i minorenni. Ma lui non sbandiera i suoi prodigi ai quattro venti, al contrario, lex ministro dellUnto del Signore carico di modestia ultimamente apparso nella tana del lupo a San Patrignano dove ha dichiarato: grazie alla mia legge il consumo di droga drasticamente calato. E qui perfino Andrea Muccioli, figlio di Vincenzo campione della tolleranza zero che per il tragico aumento dei tossici non ci dorme la notte, non solo non s presentato a riceverlo, ma continua ad evitarlo come la peste. Lultimo dei suoi miracoli o la pi grande delle sue figura di merda?

uscito il film Lera legale, diretto da Enrico Caria. Andate a vederlo!


LIBERALIZZAZIONI, ERA ORA!

nelle macellerie convenzionate


Nuove norme per sbloccare il mercato: i figli dei notai finalmente potranno fare un lavoro onesto.Basta con le caste e le corporazioni professionali: da luned prossimo ogni ferramenta potr vendere bazooka e missili terra-aria. Un toccasana per leconomia: i farmacisti potranno guidare il taxi anche senza patente

interventi chirurgici

Finalmente

di Alessandro Robecchi
La febbre delle liberalizzazioni ha investito il paese con la stessa irresistibile potenza con cui i Beatles colpirono lAmerica nel 64: una vera e propria epidemia. Guidato dal suo caro leader Kim Jong Mont, il popolo pretende liberalizza-

zioni economiche in ogni settore della vita pubblica e privata. Perch un impiegato di banca non pu guidare un aereo di linea? Vi pare giusto?, si chiede in un editoriale Il Sole 24 Ore. In una nota rilanciata da tutte le agenzie, esponenti del governo fanno notare che la mancanza di liberalizzazioni blocca lo sviluppo del paese: Lo sapete che se tutti i notai dItalia avessero gravi problemi di infertilit, nel giro di una generazione non avremmo pi notai? A chi daremmo soldi in nero, se questo accadesse?. Anche la Conferenza Episcopale Italiana, in un comunicato pubblicato sullOsservatore Romano, mostra grande attenzione al problema: Sono ormai secoli che per fare il vescovo non serve essere figlio di un cardinale. Aiuta, certo, ma non indispensabile. Un buon osservatorio, come sempre sono le lettere ai giornali. Scrive ad esempio a Repubblica la signora Angelina Cecioni, da Velletri: Faccio la parrucchiera da trentanni e vorrei cambiare attivit. Purtroppo in questo paese bloccato e senza liberalizzazioni non posso decidere della mia vita, per esempio non posso fare il neurochirurgo. una vera ingiustizia!. Certo, una seria politica di liberalizzazioni abbasserebbe le tariffe di molti servizi, ad esempio operarsi di prostata in una macelleria di Orvieto costerebbe molto meno che farlo in un normale ospedale, ma questo non possibile per colpa della potente lobby dei medici. Qualcuno fa timidamente notare che tutto ci che stato liberalizzato negli ultimi ventanni, dalle autostrade al gas, dalle assicurazioni alle ferrovie, costa di pi e funziona di meno. Ma si tratta solo di voci disfattiste: grazie alla prossima liberalizzazione della lapidazione, anche queste posizioni antimoderne saranno messe a tacere per sempre.

II

Dimissione Cervinia, fisco contro cani San Bernardo: Evadono impossibile lIva sui liquori
OLTRE AL DANNO, LA BEFERA

di Lia Celi

di Stefano Pisani

I blitz degli ispettori dell'Agenzia delle Entrate stanno salvando una stagione turistica che la scarsit di neve sembrava aver compromesso. Da tutta Italia intere famiglie accorrono per vivere in diretta gli ormai leggendari rastrellamenti di cui commercianti furbi e di falsi nullatenenti cui hanno tanto parlato i media. "Siamo stati ad Avetrana, a Garlasco, a Perugia e in altri teatri di orribili delitti", assicura un gruppo di fan del "turismo dell'orrore" a spasso per Cortina, "ma solo qui senti la paura che si taglia con il coltello." L'interesse del grande pubblico per le gesta dei falchi di Attilio Befera cos febbrile che Bruno Vespa si gi procurato i plastici di alcune note boutiques cortinesi per ricostruire nello studio di "Porta a porta" le efferate dinamiche delle ispezioni fino al tragico finale, la regolare emissione dello scontrino. Orde di curiosi si appostano vicino alle supercar parcheggiate nelle strade di Cervinia o di Courmayeur nella speranza di veder spuntare i loro proprietari trascinati per un orecchio dai giustizieri dell'Agenzia. "Credevo che non sarei vissuto abbastanza da vedere incastrato un evasore fiscale", mormora commosso un vegliardo, sostenuto dai figli che l'hanno accompagnato sulle Alpi dalla lontana Matera, "ora posso finalmente morire in pace". In pochi giorni, dalle rimostranze contro il governo, negozianti e albergatori sono passati all'entusiasmo. "Non so pi dove mettere la gente," confessa il direttore di un quattro stelle in Cadore. "E devo dire a tutti che il mio hotel pullula di evasori totali, se no rimangono delusi. Nella hall ho sostituito il

File di auto e pullman, alberghi pieni, negozi affollati come cinema, dalle Dolomiti a Cervinia.

cartello con il bollettino della neve con quello dell possibili nuove incursioni degli agenti del fisco. Un successone". Confermato proprio dall'Agenzia delle Entrate: "Ci chiamano aziende di soggiorno di tutto l'arco alpino: se una stazione sciistica non riceve almeno un paio di ispezioni significa che un posto da morti di fame. Le pro loco ci implorano di fare almeno una capatina per salvargli la stagione. Ma non abbiamo abbastanza uomini per accontentare tutti." E cos alcune localit si arrangiano assumendo compagnie teatrali specializzate nell'intrattenere i turisti con finti blitz a forti tinte in cui gli evasori, tutti loschi cafoni carichi di pellicce e gioielli, vengono trascinati via in catene da ispettori con frustino e dobermann al grido di "Heil Irpef". La messinscena inganna i villeggianti italiani, ma non quelli provenienti dal Nord Europa: "Esattori con frustino e dobermann, che assurdit. Da noi quelli veri usano la pistola."

Attenti al canone
di Saverio Raimondo
Pi che di una strategia di marketing si tratta di una strategia della tensione: il pericolo che la Rai con Porta a Porta passi dalle parole ai fatti. Chi ha realizzato questa nuova campagna promo per il canone la Struttura Immagine Rai, il dipartimento dove ora lavorano gli stessi creativi che hanno inventato in passato celebri slogan come Il lavoro rende liberi e fortunati brand come la stella a cinque punte rovesciata. La filosofia la stessa di altre grandi aziende, come Equitalia o Al Qaeda: minaccia e terrorismo sono le nuove frontiere della pubblicit contemporanea. La merce non deve pi sedurre, ma incutere paura e rispetto; il cliente non ha pi sempre ragione, il cliente un perseguitato obbligato a contribuire - altrimenti un evasore. La Rai dunque cavalca la rinnovata moda delle tasse, sperando cos una buona volta di farsi pagare il canone dagli italiani. E se funziona con la Rai, visto il flop dei saldi ci proveranno anche i commercianti a far passare i loro prezzi per imposte, cio l'obbligo d'acquisto. Catrical ha parlato in questi giorni di una riforma del canone Rai: Pagare meno, ma pagare tutti. Ma stando agli spot del canone, lo slogan della Rai sembra essere un altro: Pagherete caro, pagherete tutto.

Ha qualcosa di scandaloso la vicenda di malaffare che ha colpito il Governo: Carlo Malinconico, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha rassegnato le dimissioni alla notizia che un suo soggiorno in un resort a cinque stelle, Il Pellicano, fu pagato da Francesco Piscicelli per conto di Angelo Balducci. Lo scivolone di Malinconico ha lasciato tutti perplessi: come ha potuto dimettersi?! Ecco cosa ci capita, quando al Governo ci sono dei tecnici. Fanno una cosetta come farsi finanziare 20.000 euro da un Balducci (attualmente agli arresti domiciliari a casa di Bertolaso) e subito si dimettono! Inaudito. Eppure Malinconico, quando erano trapelate le prime voci, aveva cominciato tanto bene, dichiarando non sapevo chi pagasse quei conti a mo di Scajola. Non sapeva da dove venisse lo spumante e gli ananas della frutta di benvenuto, a chi fossero mandati i suoi conti del ristorante, chi pagasse le bolle della Jacuzzi. Cos si fa! Ma, purtroppo, a un certo punto il suo non essere un politico lha tradito. La sua anima tecnica lha portato a dare spiegazioni a Monti il quale non capendo nulla, ma proprio nulla, di politica vera, lo avr addirittura fatto sentire in colpa, fino a indurlo a dare le dimissioni. Un comportamento riprovevole che non ha eguali nella luminosa storia della nostra Repubblica e che ci fa somigliare pericolosamente a nazioni intolleranti come la Germania, dove il ministro della Difesa si dimesso per aver copiato la tesi di dottorato, o gli Stati Uniti dove i membri del Congresso di dimettono per non aver pagato i contributi alle colf. Dove arriveremo, di questo passo? Vorremo forse giungere a invocare le dimissioni di un ministro o di un consigliere, magari solo perch scopriamo che evadono il fisco o sono un po mafiosi? Che fine farebbe la nostra classe politica, se dovessimo colpire tutti questi peccatucci? Si dissolverebbe nel nulla. E poi va a finire che ci ritroviamo ex-politici per le strade, nella vita di tutti i giorni - che molto pi pericoloso.

Il 31 gennaio 2012 scade il termine per pagare il canone Rai, esattamente come previsto dai Maya.

Nel mutato clima e contesto generale, fra tecnici al governo e retate della Finanza a Cortina, la Rai ha deciso di rinnovare la propria campagna abbonamenti; niente pi abbonati in prima fila o di tutti, di pi: stavolta il canone tv un tributo come tutti gli altri, pagarlo non solo un gesto di civilt, un OBBLIGO. Un'operazione-simpatia il cui sottotesto ti facciamo il culo, declinato anche nella versione ti gambizziamo nello spot dove un'abbonata che fa jogging viene accostata ad Oscar Pistorius.

III

IL GRANDE solo successi internazionali! CINEMADEL I NOSTRI EROI A RITROVARE LAMICO IRANNO
RIUSC SAMENTE SCOMPARSO IN AFRICA? MISTERIO
In Africa?! Io e te?! Ma Papi, gi siamo a gennaio e fa freddo, figurati in Africa! Ci sono i maremmani sul ghiaccio, ho paura! Smwschslll ngr slblsh..! TrtFqrshlblazzzchsl!
Ma papi, perch non posso giocare col trenino sono sul pi bello, quando pieno di immigrati e gli do fuoco Avevi ragione, papi! Hai sempre ragione, come dice Calderoli! Non ci fa freddo in Africa! Anzi, ci fa proprio caldo! Ho la sudarella! Puzzo?

Mrmmn? Ch mrmmn?!
Quei grossi cani bianchi, li ho visti in un documentario!

Shlvshlmamnn fgalrstzafrc!

Rs! Sn rs! Cogln! Mai quanto questi ngher, certo. Per, Papi, mi domando: se lAfrica piena di ngher e a noi i ngher ci fanno schifo perch siamo venuti in Africa in mezzo ai ngher?
Non ti preoccupare papi, ci penso io a ritrovare i nostri soldi! Scusi, ngher, ha visto mica i soldi del finanziamento pubblico della Lega?

Orsi? E non mordono?

Pcn nn lt.

L dnr nn lio. Il denaro non olio? in che senso, papi? Vl dr shvlllmsssh blcherts zlwlsh..bs dfntvmnt fncllll.

Io non sono razzista, per i bianchi hanno certe facce da coglioni

Pecunia non olet? Mi spiace, papi, io di inglese ho imparato solo larticolo the perch facile, maschio e femmina sempre uguale... poi mi sono perso che vuol dire?

Che abbiamo mandato il cassiere a nascondere i soldi del finanziamento pubblico in tanzania, che sparito e dobbiamo ritrovarlo prima che la base ci mandi tutti definitivamente affanculo?! ...Ma pensa te!
S, lho visto, aveva uno zainetto verde, pareva avere molta fretta, andato di l verso la savana! Se correte ce la fate!

solo un caso, non si pu generalizzare, dai Papi, che facciamo? Non voglio finire mangiato! Devo finire Rimbalza il clandestino 2, il mio gioco per Facebook!

Papi, un villaggio di baluba! Tu hai detto al cassiere di nascondere bene i soldi! In mezzo a questi selvaggi non li troverebbe nessuno, forse qua! Chiedo?

Chd.
Perch sei cos stronzo? Li hai mandati in bocca ai leoni Baluba, tu fare uno sforzo per capire me: avere visto un cassiere della Lega con quattro milioni di euro nello zainetto? Un tipo con gli occhiali non ngher Lascia perdere sono leghisti me ne ha parlato mio cugino, sono indigesti, fanno vomitare

Mrn sfr l ppp dvntr sgrtr lg

Siccit, malattie, guerre tribali facciamo una vita di merda. Se non ci si diverte ogni tanto
Papi, torniamo a casa, lAfrica grande, non li troveremo mai i soldi del finanziamento pubblico. Ho caldo, ho sete, mi manca la cassoeula

Maroni si far le pippe, diventer segretario della Lega?! Papi, stiamo per essere masticati vivi e pensi a Maroni?! Hi! Hi! Hi! Ho tanta paurella! Swshll blm..sglhlshfsarbl gaarglmerlfshblmsnshhkll

E come li conosce, tuo cugino?

N. Ch gl dc ll bs!

Lavorava in un circo in Italia, vitto e alloggio, poi quelli di Animal Rights Forever lo hanno fatto liberare, adesso senza denti e con lartrite gli tocca correre dietro alle gazzelle gli girano le palle a duemila!

Che gli dici alla base? Ma la base si beve tutte le tue cazzate! La Padania, i Ministeri al Nord, i fucili, lampolla col Po, la Secessininventatene unaltra che sei bravo

Ma certo! Abbiamo portato i capitali in Tanzania per dimostrare di non essere razzisti come ci dipingono! A noi i baluba ci piacciono cos tanto che gli affidiamo i dan del partito! Papi, sei un genio! Ora per andiamo a casa, che i ngher ci attaccano qualche brutta malattia

MONTAGGIO: PAOLO CUCCI. SCENEGGIATURA: STEFANO DISEGNI.

IV

LE COSE CHE NON TI HO CHIESTO


Non c solo Marco Lillo de Il Fatto Quotidiano a fare scoop che fanno dimettere sottosegretari. Anche noi del Misfatto se vogliamo siamo segugi coi controcazzi. che non vogliamo spesso perch fa fatica. Ma quando vogliamo, come in questo caso, Marco Lillo ci fa una sega. Abbiamo trovato, e la pubblichiamo senza piet, lagenda di Fabio Fazio con gli appunti autografi del conduttore presi alla vigilia dellintervista con Monti. Si tratta nientemeno che dellelenco delle domande da fare al Premier con relativi commenti. Per dovere di cronaca sottoponiamo il documento allattenzione dei nostri lettori, pronti a sfidare la bufera che ne verr.

Tax forces
di Nicola Baldoni
Forse perch non si stanno estinguendo come le balene, forse perch non sono carini come i panda, ma nessuno si preoccupa degli speculatori finanziari. Non si spendono parole buone su di loro, nessuno carica su youtube un video dove starnutano o si grattano il pancino. Devessere per questo che David Cameron si affrettato a correre in loro soccorso. Cos, dopo avergli ramazzato la stanza e lavato la biancheria, il Premier inglese ha detto no alla proposta francotedesca di introdurre la Tobin tax. Ma cos la Tobin? unaliquota dello 0,1% (0,1%, ripeto) sulle transazioni in valuta estera. Lidea quella di colpire chi specula a breve termine sulla fluttuazione delle monete, cio chi compra milioni di valuta dun paese disgraziato e due ore dopo li rivende approfittando del rialzo che ha provocato. Unoperazione che fa un bene che non vi dico alle piccole monete, se per bene si intendono stupro e incaprettamento. Se la Tobin venisse applicata su scala globale in un anno metterebbe a disposizione della collettivit 166 miliardi di dollari. La met basterebbe (la met, ripeto) a estirpare per sempre la fame nel mondo (ripeto, per sempre). Sar per questo che Il Giornale lha definita famigerata, non sintende se per amore degli speculatori o perch non vuole che nulla di male accada alla fame nel mondo, che sta serena e in salute dove sta. Per lEuropa in apnea sarebbero circa 50 miliardi di euro tolti ai pescecani e dati a istruzione e lavoro. Considerando che le transazioni finanziarie sono lunica cosa non tassata delluniverso pare una scelta di civilt. A dire il vero anche leroina tax free. Aperto il dibattito su quale delle due cose abbia fatto pi danni allumanit. No, si sa, leroina ci ha dato i Rolling Stones, la borsa la Goldman Sachs. Ragionamenti da populisti! ha ribattuto il gotha della finanza e ha fatto circolare un report che spiega che le grandi banche rischiano per la feroce aliquota (0,1%, ripeto) 116 miliardi di euro. Ma allora stronzi - hanno garbatamente fatto notare i populisti - quanto cazzo guadagnate (eh, stronzi?, ripeto)?. Mi opporr a questo scempio ha spiegato Cameron per civilt e libert, non perch sono un burattino nelle mani del capitale finanziario. Quindi dalla City arrivato un signore in bombetta, ha atteso che a David finisse la carica a molla, e lha rinfilato in una scatola. Cera altra biancheria da pulire.

Il Generalissimo Fazio
di Andrea Aloi
Scartata Imperia per il nome che poteva suggerire improprie nostalgie politiche e Genova in quanto covo di portuali politicamente avventuristi, Fabio Fazio sceglie di nascere in mezzo: a Savona.
In riva al mare, perch tutto sommato Liguria e l non cerano alternative decenti, ma con una solida cornice di monti nellimmediato entroterra. Le sue doti di equilibrio emergono anche nella decisione di tifare Sampdoria, squadra di calcio che per indossa una curiosa maglia da ciclista. Ma sbaglierebbe chi puntasse il dito sulla naturale pacatezza di Fazio scambiandola per opportunismo, il noto conduttore sa essere coraggioso al punto da presentarsi in video al fianco di torbidi esponenti della musica leggerissima come Claudio Baglioni e Laura Pausini. Certo poi, per riequilibrare, chiama accanto a s persone normali e perbene come Enzo Biagi, Gino Strada e Roberto Saviano. Limmagine per chi fa tv decisiva, ma in Fazio lamicizia fa premio su tutto. Perch Amico urbi et orbi e persegue un ecumenismo paraveltroniankennediano che ne ha fatto il campione della Rai cosiddetta di sinistra (ci che fa immediatamente pensare allo stato di coma vigile della sinistra stessa) nel cupo periodo del genocidio culturale berlusconiano. Questo il parterre dei suoi invitati ideali, destinati a diventare immediatamente suoi Amici: Hillary Clinton con la figlia Chelsea, Al Gore, Marchionne e Camusso che per motivi di audience cantano insieme Vincenzina e la fabbrica di Jannacci, il presidente dei vescovi Bagnasco, Carla Bruni (che per motivi di audience non viene fatta cantare), un astronauta a caso, Mick Jagger no meglio Paul McCartney. Tutta gente che non si sognerebbe mai di dire cose brutte o imbarazzanti ed a cui soprattutto mai Fazio oserebbe chiederle. Secondo i pi autorevoli massmediologi e semiologi, Fabio Fazio sta alla tiv di massa come le pattine ai pavimenti piastrellati e incerati dellItalia anni Cinquanta e Sessanta o il panno salvamacchie al tavolo in noce del salotto buono: un linimento buono per partecipare senza troppi rimorsi, tra cena e lavaggio dei denti, alla Grande Illusione della televisione generalista.

Una bambola ti salva la bimba


Ce nest qun debug
di Andrea Garello
Ammettiamolo, deve essere dura tenere in piedi un bel regime nel ventunesimo secolo. Solo cinque anni prima della fine del passato millennio, i mezzi di comunicazione funzionavano come ai tempi di Hitler e Stalin, padri del controllo mediatico delle masse. I cellulari erano ancora uno sfizio per pochi fighetti, Internet roba da nerd. Bastava riempire di scodinzolanti Minzolini i TG e i quotidiani per ricordare al popolo che culo aveva a vivere nel migliore dei regimi possibili. Una pacchia, i vecchi tempi. Cinque anni dopo, quando Putin si era appena preso la Russia chiavi in mano, Bashar al-Assad aveva ereditato la Siria da pap e Mubarak e Gheddafi erano considerati degli statisti, Internet era il regno dellonanismo digitale. Il 90% (o gi di l) dei contenuti online era una lista interminabile di siti porno, una bonanza in grado di soffocare ogni impeto rivoluzionario con le fantasie erotiche pi sfrenate. Il 90% (o gi di l) dei telefonini era Nokia, ed era la stessa Nokia, insieme alla Siemens, a fornire gli strumenti per spiare milioni di potenziali cospiratori (naturalmente hanno sempre smentito). C tanto da imparare dalla rettitudine dei popoli nordici. Da noi ci sono riusciti quelli della Area Spa, societ con sede a Malpensa, fino a pochi mesi fa al soldo di Assad. I lungimiranti compagni cinesi hanno capito in fretta che per soffocare gli aneliti alla democrazia bastava pagare le aziende che la propagavano, come Microsoft, Yahoo e Google. Per qualche dollaro in pi si pu chiudere un occhio e svariati siti sgraditi al regime. Ha funzionato, almeno per un po. Passano altri cinque anni e a rompere lequilibrio arrivano i tanto vituperati social network. Mentre in occidente sono delle vetrine dove mettere in mostra le nostre minuscole esistenze, corredate di foto delle vacanze, pensieri profondi sul senso dellesistenza e status sentimentale, in Nord Africa, Medio Oriente, Cina e Russia sono i tam tam della rivolta. Oggi, Putin li fa riempire di spam e foto tarocche dove il suo nemico giurato Navalny, il blogger russo pi famoso, in compagnia di criminali e mostri di Vega; in Cina i bloggers li fotografano prima di carcerarli, hanno anche creato dei social network con la stella rossa ma stranamente non hanno un gran successo; in Siria basta avere un cellulare in mano per essere centrati da un cecchino. Per subdoli o feroci che siano, rimangono palliativi. Come lanelito alla libert, la tecnologia non si pu fermare, lunica anticiparla. Putin, Ahmadinejad e soci, invece di sprecare soldi e menti per i soliti missili dovrebbero investire nella ricerca, inventare la macchina del tempo e tornare agli anni cinquanta. In Nord Corea ci sono riusciti e vivono tutti felici e contenti.

Che scandalo! La Lego, che una volta faceva soltanto mattoncini, produce una linea di bambole che scatena polemiche roventi. Laccusa: si propongono modelli femminili stereotipati, donnine di plastica tutte pulizie domestiche e cucina o, al massimo, impegnate a rifarsi il trucco od a sorseggiare un t. Scandalo sacrosanto! Per salvare le vostre bambine dai luoghi comuni e dal razzismo di genere, vi proponiamo la nostra linea di bambole politically correct. Ma attenzione: a volte il bene vien per nuocere e il rimedio pu essere peggio del male.

NOBELERTA

Per abituare le bambine a non mostrarsi sempre briose e divertenti ed a coltivare, fin dalla culla, limpegno civile e letica dei diritti inalienabili. Scura e quadrata come Rigoberta Mench, premio Nobel per la Pace, appena i bambini litigano attacca un pippone con una vocetta noiosa e monocorde: smette solo se firmano un trattato di pace e promettono di battersi per ladozione di giocattoli fatti con il fango dai bambini indigeni. Canta melodie guatemalteche che possono rivelarsi letali per il corretto sviluppo del mesencefalo. Per rieducare bambine un po razziste, Nobelerta viene fornita in una gamma di colori, dal beige al cioccolato, che aiutano a comprendere che il colore della pelle soltanto una variabile commerciale decisa dai responsabili del marketing.

BARBIEBL
Una bambola che non concede nulla agli stereotipi della dolcezza femminile e dellequilibrio psichico. Ha le fattezze e tutto il caratterino di Sabina Guzzanti: se la guardi, si adombra; se non la guardi, diviene torva. Pu covare rancore per intere giornate e, grazie a dei led piazzati nelle pupille, rendere angosciose le notti delle bambine. Se le tocchi il pancino, ti morde il dito a sangue. Ai bambini al di sotto dei tre anni, pu amputare la falangetta. In genere, si rifiuta di giocare, occupa il lettino sobillando le altre bambole, irride i bambini facendoli piangere. Resiste allacido muriatico. Pu essere eliminata con Agent Orange o umiliandola con un video del bambolotto fratello, che fa ridere.

PALLOSETTA

Pallosetta, vagamente somigliante a Lucia Annunziata un regalo utile per aiutare le bambine ad esprimere opinioni giuste in un modo tanto noioso da renderle intollerabili. dotata di strabismo politically correct, non di Venere ma di Giano: non si sa mai se guarda indietro stando avanti o avanti stando indietro, a destra essendo di sinistra o a sinistra essendo di destra. Parla moltissimo ma nessuno sa di cosa perch pallosa fin dalle prime sillabe e lattenzione crolla immediatamente. Agisce, per, a livello psichico: tutto quello che dice diventa repellente. Finisce abbandonata in un angolo, le bambine la odiano ma si sentono in colpa perch Pallosetta, ad essere onesti, ha ragione.

RAZIONALDA
Si comincia credendo nelle favole e si finisce a esentare la Chiesa dal pagamento dellIci. Razionalda, che prende a modello Margherita Hack, aiuta le giovinette ad applicare il metodo scientifico per riempire razionalmente il pannolino ed a utilizzare il fondotinta per costruire un modello euristico del sistema solare. Impreca in toscano contro oroscopi e credenze religiose, canta come ninna nanna il sistema periodico degli elementi, spiega alle bambine che anche loro un giorno non lontano moriranno proprio come accaduto al nonno. Con landare del tempo, la sua entropia aumenta e, a seconda delle dimensioni del modello, o diviene sempre pi rarefatta o implode in un buco nero che segner per sempre la vita della bimba alla quale labbiamo donata.

E P R O V A T! C I VOI!
MAMMINA COSA STAI CERCANDO? I TUOI SOLDI
Abbiamo fatto bene ad essere un po duri e non assegnare il premio la scorsa settimana. Leffetto stato stimolante: molte battute buone ed una rasoiata di Lucia Grazia Coviello che si aggiudica, meritatamente, due originali. Non siate da meno: per la prossima volta, c da trovare unarguta facezia che si adatti alla magistrale vignetta del direttore Stefano Disegni. Lavorate, che sono tempi duri.

Canta anche tu col simpatico Max! Ogni settimana un brano reinventato dal bravo fantasista da cantare intorno al fuoco. E con gli accordi!

di Max Paiella
TU SEI LUNICO DANNO PER ME
Sulle note di TU SEI LUNICA DONNA PER ME (Alan Sorrenti)
DO Dammi il porcellum REnon chiedermi niente SOL DO dimmi che ne hai bisogno perch REe sia quel che sia, la democrazia va via SOL DO tu sei lultimo danno per me DO REQuando il sole e la consulta mi sveglia SOL DO i referendum so bocciati e via MI7 FA il tempo passa lento, da quando siamo insieme noi SOL triste senza referendum, e metterai chi vuoi e metterai chi vuoi DO RESei proprio tu, lultimo danno per me DO REDO e come ti pare si pu fare perch RERE se in quella tua lista, io che ti ho votato SOL mi ritrovo un pre-giu-di-ca-to Dammi il porcellum non chiedermi niente dimmi che ne hai bisogno perch sia quel che sia, senza una democrazia tu sei lultimo danno per me Io do il mio voto, in cambio di niente ma i partiti hanno bisogno di me si va in avaria, leuro sta in agonia e sei lultimo danno per me Quando il sole alle Maldive vi sveglia c Schifani che non va pi via ci son Casini e Rutelli, che son proprio troppo belli con unabbronzatura, che rester se vuoi.... che rester se vuoi Dammi il porcellum non chiedermi niente dimmi che ne hai bisogno perch sia quel che sia, senza una democrazia tu sei lunico danno per me

Invia la tua battuta a: liberiebelli@ilmisfatto.it

radio2.rai.it

Scarica il Podcast su

LALBUM DELLE FIGURacce DELLE FIGURacce effediemme effediemme effediemme effediemme


140
"Il vero disastro del San Raffaele sono le decine, centinaia di milioni di euro utilizzati per investimenti che non andavano fatti. Don Verz? Per dire la megalomania: spende dai 4 ai 5 milioni di euro per il suo ufficio... con la voliera dei pappagalli.
Le accuse sono quelle di Renato Botti, ex direttore generale del polo sanitario fondato da don Luigi Verz.

A cura di Alberto Graziani

CHICCHE
Rubrica di realt romanzesc
Apri la tua bocca la voglio riempire
Nuovo Lezionario Festi vo per la Santa Messa Anno A

A stupirci stavolta il Lezionario Festivo per la Santa Messa dal titolo APRI LA TUA BOCCA LA VOGLIO RIEMPIRE Editore Chirico Acquistabile on line a E.8,55. Poi dice che la gente pensa male.

141
DON LUIGI VERZ/2
''Ora so cosa significa essere con Cristo tempestato da insulti, sulla croce. Fa parte del mio programma sacerdotale''.
(Ansa.it, 2 dicembre 2011)

142
AUGUSTO MINZOLINI
L'ex direttore del Tg1 rivendica di "essere stato molto equilibrato e mai schierato. Ho contribuito al pluralismo".
(Ansa, 27 dicembre 2011)

143
SQUADRA ANTIMAFIA PALERMO OGGI
cos facciamo lavorare gli amici degli amici almeno per altri cinque anni, che alla gente ci piace e noi gliela dobbiamo fare qua a Palermo.
A parlare degli affari che Cosa Nostra riusciva a fare con la fiction Squadra Antimafia il boss di Porta Nuova Calogero Pietro Lo Presti. (ilfattoquotidiano.it, 14 dicembre 2011) Questa serie Tv la nostra fortuna:

DON LUIGI VERZ/1

Misfatto - 15 Gennaio 2012


Direttore Responsabile Stefano Disegni Caporedattore Paolo Aleandri Art Director Cristina Trov Segretaria di Redazione Francesca Piccoletti Grafico Paolo Cucci Web Master Riccardo Cascino Direttore Amministrativo Carlo Bancomat Pontesilli Prodotto e realizzato da: Imprese Disperate S.r.l. Sede Legale: Via Iberia 20 - 00183 Roma Sede Amministrativa: Studio Pontesilli Via SantErasmo 23 - 00184 Roma

VII

(corriere.it, 11 dicembre 2011)

Dai trionfi sul Web LA al Misfatto.


Pochi sanno che l'animale uomo idealizza un altro animale uomo solo quando costui si rivela molto pi animale di lui. Mi spiego: avete

Piselli dItalia

SORA CESIRA

mai sentito di un uomo che invidia l'intelletto di un altro? Non credo, perch l'uomo al massimo ammira. L'uomo non invidioso, quella la donna. Il maschio tutt'al pi idealizza, e quando lo fa, la cosa spesso avviene dalla cintola in gi.Vi siete mai chiesti perch le pubblicit delle mutande esibiscano sempre chilate di palle monumentali e carrettate di pacchi improponibili? Io ho un marito che si chiama Plinio, che noto per avere la sessualit di un organismo monocellulare. Bene, anche lui, davanti a cotanta grazia fallica, si ricorda di essere maschio; legge racconti in cui arriva l'idraulico megadotato che smutanda la top manager topona e, dopo averla cosparsa di Vodka, la prende a pisellate sulle piante dei piedi. esattamente come se io sognassi di fare trekking nuda

in Lapponia con il primo giorno di ciclo. La fatica per lui sarebbe la stessa. Ma allora, dico io, cosa idealizzate se poi tornate a casa con la mutanda sdilinquita e la colite che vi divora da dentro? Ma perch non vi date pace? Guardate che noi donne siamo disposte a incredibili sforzi d'immaginazione. Ho amiche che durante il sesso, mentre i loro compagni credono di strapazzarle malamente, si sfoltiscono le sopracciglia. Per favore, immaginatevi piatti, l davanti. Non ve lo sballonzolate pi davanti allo specchio, non ve lo schiccherate per strada per far vedere che ce l'avete.Trattatelo alla stregua di un rene o di un ginocchio. Siate mentalmente lisci come le bambole. Mostratevi piuttosto intraprendenti, curiosi, generosi, altruisti, amorevoli, attenti, attivi. E se proprio volete fare gli idraulici, almeno aggiustatelo 'sto cazzo di lavandino.

RISVEGLI

di Stefano Disegni

VIII

Domenica 15 gennaio 2012

pagina 11

Lultimo scontro: il voto sullarresto di Cosentino

VERDE RABBIA
nella Giunta per le autorizzazioni, votano di conseguenza. I loro s sono determinanti: in Aula arriver una relazione favorevole alla custodia cautelare in carcere per il coordinatore campano del Pdl. Ma alla vigilia del voto alla Camera, Paolini fa sapere che lui ha votato s solo per rispetto alla decisione del partito, in realt convinto che Cosentino vada salvato. Bossi lo riconvoca mercoled e alla fine dellincontro dice: Nelle carte non c nulla. Lascio libert di coscienza. A quel punto il partito si divide: Maroni fa sapere che manterr la decisione presa luned. Alle 11 di gioved mattina, unora prima che si apra la votazione la riunione del gruppo infuocata. Cosentino si salva anche per i voti della Lega. Maroni dice: Non so se la base capir.

i sicuro, nel voto per larresto del deputato Pdl Nicola Cosentino, la Lega non ha dato una grande prova di coerenza. Durante la segreteria politica di luned scorso si era deciso per il s e Roberto Maroni lo aveva anticipato alle agenzie ancora prima che la riunione fosse finita. Il giorno dopo Luca Paolini e Fulvio Follegot, i due rappresentanti del Carroccio

IL BAVAGLIO GI SLEGATO
Valanga di inviti per lex ministro dellInterno E Bossi cambia idea: nessun veto ai comizi con Maroni
di Elisabetta Reguitti

opo una giornata di passione voglio ringraziarvi tutti, militanti e amici (tantissimi) per la commovente dimostrazione di affetto che mi avete dato. Roberto Maroni non molla. Stasera sar a Che tempo che fa e mercoled a Varese per un incontro pubblico in un teatro del centro. Lo aveva gi deciso, ma stata la retromarcia dello stesso Umberto Bossi ieri sera a eliminare ogni dubbio (almeno per ora): Non il momento delle polemiche - ha detto alla Padania in edicola oggi il Senatur Chi spera in una Lega divisa rimarr deluso. Il veto non c pi. Insomma ieri Bobo si gustato il suo trionfo personale (e politico) e spera che la cosa sia chiarita definitivamente. Dopo aver incassato il colpo basso della censura da parte del capo, ieri Maroni stato letteralmente travolto dagli inviti delle sezioni locali e non solo. I primi

(FOTO ANSA)

a battere il record di velocit sono stati quelli di Gemonio dove la famiglia Bossi ha casa. I maroniani stavolta fanno quadrato. Escono allo scoperto facendo la guerra alla decisione presa dal cerchio magico. Perch in fondo chiaro a tutti che dietro le parole di Bossi c il pensiero della corrente di Manuela Mar-

rone (la moglie) che difende il futuro (seriamente compromesso) del figlio Renzo il Trota. Il venerd nero di via Bellerio Ma riavvolgiamo il nastro del Maroni affaire. Venerd ore 19, via Bellerio, consiglio federale in corso, 20 presenti tra segretari provinciali ed eletti. Prende

la parola Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega lombarda dal 2001 (lo stesso che Maroni ha pi volte salvato dagli attacchi del cerchio magico ndr) e dice testualmente: C una disposizione del segretario nazionale che chiede a tutti i segretari provinciali di non invitare Maroni a nessuna iniziativa pubblica. Stop. Punto e a capo. Nessuno ha potuto proferire parola. Maroni, dopo essere stato avvisato, sembra abbia detto: Sono morto. Ma le inaspettate reazioni nei suoi confronti gli hanno decisamente fatto cambiare idea, tanto che il bavaglio allex capo del ministero dellInterno, di ora in ora, si trasformato in un boomerang contro Bossi. Pi che di editto del Po stata per una catena di san Giussano, un tentativo di censura (al momento verbale) bruscamente interrotto: nessuno ha ancora letto la nota del provvedimento deciso dal capo. Dalla parte di Maroni stanno anche gli innumerevoli gruppi secessionisti ed indipen-

dentisti sparsi tra Lombardia e Veneto. Senza contare chi sta facendo il doppio gioco in attesa delle prossime evoluzioni (o involuzioni): Castelli e Calderoli, ad esempio, laltra sera in via Bellerio, si sono allontanati proprio nel momento in cui Bossi proferiva le fantomatiche parole. La vittoria della base Flavio Tosi (il sindaco di Verona che ad ottobre si era beccato linsulto del capo solo uno stronzo che ha portato i fascisti nella Lega) stavolta ha sceltola linea soft, Davide Boni presidente del consiglio regionale della Lombardia tenta di metterci una pezza in vista della manifestazione prevista del 22 a Milano (che potrebbe trasformarsi in una rivolta contro lo stesso movimento) dicendo: Siamo tutti orientati verso lo stesso obiettivo. Il governatore Luca Zaia spera si trovi una via duscita, allineato e coperto anche il sindaco di Varese Attilio Fon-

tana (a capo dei sindaci rivoltosi contro i tagli). A sera, leurodeputato Matteo Salvini esulta: Nessun divieto per i comizi del grande Roberto Maroni: il Popolo della Lega, militanti, sindaci, segretari ed elettori, stato ascoltato!. Il patto con B. Ma sul retroscena della vicenda, le cose pi interessanti le sostengono due storici leghisti, Erminio Boso, e Gilberto Oneto. Il primo: Qualcuno ha strapazzato Bossi dopo che si era deciso per larresto e poi la musica cambiata. Secondo me dietro c lo zampino di Berlusconi, conclude: Maroni capir chi sono i consiglieri sbagliati e prender posizione. Mentre il secondo, Oneto: Su Cosentino la Lega ha inizialmente rivendicato la sua totale autonomia di giudizio. Poi Bossi cambia atteggiamento diventa pi morbido e garantista e alla fine lo grazia. Chi voleva la prova provata dellaccordo ce lha avuta.

FRATELLI COLTELLI Epurazioni

Umberto, Bobo e il germe dellindipendenza


di Davide Vecchi

retromarcia mai Ossessionato dai B ossi invisto.Senatr hanon s'era complotti, il sempre adottato una particolare dialettica con chi dissentiva: Sono il Capo, o ti allineo o ti caccio. La lista degli epurati infinita, una delle pi illustri Irene Pivetti. Roberto Calderoli, infaticabile tagliatore di teste, la cacci nel 1996 con la stessa sensibilit usata per cacciare dal partito Elena Gazzola e il marito Luigi Negri (fratello della compagna del dentista bergamasco, Sabrina Negri): raus. Rimpianti? Se il Capo me lo chiede espello anche me, comment depennando i nomi dalla lista nera. In cima, da ormai trent'anni, c' il nome di Roberto Maroni. Da quando, nel 1994, ci fu la prima furibonda lite con Bossi: uno favorevole al coordinamento con Forza Italia e An, l'altro al federalismo a tutti i costi. La questione si risolse sul Sacro prato di Pontida dove Maroni sub l'umiliazione di essere l'unico a non poter intervenire dal palco. Andandosene, minimizz: Non c'era bisogno di fare la pace, non abbiamo mai litigato. L'amico e allora ministro Speroni lo prese alle spalle e lo gir come una trottola: Ho fatto girare i maroni. Una risata, finita l. Con vivo disappunto di Calderoli. In quegli anni Bossi era il Capo indiscusso, poteva fare ci che voleva del partito: La Lega lui, il mantra dei militanti. Maroni gi covava il germe dell'indipendenza. La sua. Da quando la Lega governa ho avvertito l'esigenza della base che in parte ritiene si possa realizzare meglio il federalismo stando al governo e in parte no. Il leader era uno: il Senatr, venerato come un Dio. Tanto da credere che uno spu-

A Camogli nel 1996 (FOTO ANSA)

Al Senato durante il voto sulla devolution, Maroni omaggia la famiglia (FOTO ANSA)

Lo striscione pro-Maroni a Pontida nel 2011 rimosso dal servizio dordine (FOTO ANSA)

to di prato al bordo di una statale bergamasca fosse Sacro e l'acqua del Po buona da bere. Ma nel 2004, con la malattia, sono cominciati i problemi. La fede si trasformata in affetto per il Capo, comunque intoccabile, ma sempre pi incapace di mostrare i muscoli. L'alleanza con Berlusconi (considerata disastrosa dalla base leghista) ha fatto il resto: individuare un nuovo punto di riferimento. toccato a Maroni. Che ormai da due anni guida un partito nel partito: in testa i sindaci Flavio Tosi e Attilio Fontana, il movimento dei Giovani padani, circa quaranta deputati. Un esercito. Che lo invoca come generale per liberare il Capo dai consiglieri cerchisti, considerati i veri colpevoli del declino del Senatr (capitanati da Marco Reguzzoni e Rosy Mauro), e che decide di sfidare apertamente proprio a Pontida a settembre: per la prima volta appare uno striscione che non inneggia a Bossi ma al titolare del Viminale, Maroni presidente del consiglio subito. Il servizio d'ordine lo toglie. E il Capo comincia ad attaccare pubblicamen-

te Maroni. Per poi per riabbracciarlo. Era gi successo a giugno, con il tentativo di sostituire il capogruppo Reguzzoni, con il maroniano Giacomo Stucchi. Venne confermato il cerchista. Maroni non contento? Peggio per lui, disse il Senatr. E due giorni dopo la minaccia: Ci metto due secondi a chiedere al Consiglio federale l'espulsione di chi si mette di traverso, anche se sono persone importanti. Il titolare del Viminale suon in ritirata e fu perdonato dal Capo: Ha fatto una cosa sbagliata, ma ci siamo chiariti. Poi stata la volta della festa dei Popoli a Venezia. Anche qui striscione pro Maroni. E nuove minacce di epurazione. Maroni? In silenzio. Rientra, di nuovo, nei ranghi. Ma suo malgrado la base con i congressi lo incorona per sfidare il Capo. Bossi costretto ad aprire e chiudere la stagione dei congressi dopo appena tre provinciali: Val Camonica, Brescia e Varese. Nei primi due i maroniani doppiano i bossiani. Il Capo decide di intervenire e al terzo provinciale, nella citt che ha dato i

natali a Bobo e alla Lega, vieta il voto e impone Maurilio Canton. La rivolta interna deflagra, Bossi contestato. E reagisce: I maroniani? Non esistono, sono solo una categoria dello spirito e bolla fascisti i delegati. Bobo in silenzio comincia a girare paese per paese. Incontra i suoi militanti. Al parlamento del Nord sembra trovata la pace, parla persino dal palco. E allo scandalo dei fondi in Tanzania (gestito dal bossiano Belsito) e al salvataggio Cosentino (deciso dal Capo attovagliato luned con Berlusconi), reagisce e decide di non rispettarli neanche pi i diktat. Cos, quando venerd Bossi tenta di mettergli il bavaglio, lui lo sfida e annuncia che non solo parteciper ai convegni ma andr anche da Fabio Fazio stasera. I profeti dell'ortodossia bossiana vorrebbero cacciarlo ma le resistenze dei militanti costringono il Senatr costretto a rimangiarsi il veto firmato appena 24 ore prima: Ci siamo sentiti, il prossimo comizio lo faremo insieme. Calderoli, ancora una volta, pu evitare di aggiornare la lista.

Pino Corrias

Leninista a sua insaputa


PROPRIO COME IL TRUCIDO STALIN cancellava la faccia di Trotsky dalle fotografie ufficiali del partito, cos linconsapevole Umberto Bossi prova a cancellare la voce, la faccia e persino i comizi di Bobo Maroni che lo contesta. Non sa immaginare altre vie duscita dal buco nero in cui si cacciato. Leninista a sua insaputa il vecchio Bossi ha assimilato le peggiori lezioni politiche. Ha creduto, come DAlema, di incartare Berlusconi sfruttandone la scia e finendo incartato. Ha masticato il peggio della democrazia cristiana dei Pomicino, dei Mastella, con il risultato di uguagliarne la voracit per il potere, i posti, i privilegi, compreso quello di piazzare i figli, i parenti, le amanti, e sempre i servitori pi sciocchi. Ha fallito in ogni intrapresa, la banca, la tv, il giornale, gli investimenti immobiliari. Ha trasformato la sua dote politica nella sua versione peggiore: la difesa della identit diventata razzismo, la sua matrice popolana si guastata in risentimento sociale. Ha iniziato nel nome di Cattaneo, si ritrova appaiata a quello di Nick Cosentino. Non baster decolorare Maroni per fermare il vento che va caricando limminente nemesi di un gigantesco rutto padano.

pagina 12

Domenica 15 gennaio 2012

IMPRESENTABILI

Il fascio rocker Mario Vattani resta nella sede di Osaka La commissione che lo giudicher ha licenziato una volta in 13 anni
di Carlo

IL CONSOLE NERO
collaboratrici. Anche stavolta, nonostante i ripetuti inciampi con la giustizia, Vattani senior non dovr temere le conferme o le smentite in Cassazione, perch l'indulto garantisce sconti e libert. Vattani junior fu coinvolto e poi prosciolto per il pestaggio di due ragazzi di sinistra davanti al cinema Capranica di Roma: l89 fu l'anno dei sospetti e della laurea, finch a 25 anni nel '91, fu assolto in giugno cominci la carriera diplomatica fra Cairo, New York e Tokyo. Mario Vattani non ha mai rinnegato le sue origini politiche, a destra ovviamente, e l ritorn nel 2008 per accudire il sindaco Gianni Alemanno come consulente diplomatico. QUESTIONI di competenze e amicizie per un contratto di cinque anni e quasi mezzo milione di euro che Vattani junior interruppe per rientrare in Giappone con i gradi di ministro plenipotenziario. Per chi mal sopporta la lontananza fisica e storica facile cadere nel grottesco: sbottonarsi la camicia sul petto e sui polsi, mostrare i tatuaggi, spogliarsi del potere, e aggredire il palco conosciuto come Tana delle Tigri per la festa del maggio scorso di CasaPound, il centro sociale d'ispirazione fascista. Vattani condivide le passioni musicali con il capo Gianluca Iannone, che festeggia su Facebook la morte del magistrato Pietro Saviotti. Il gruppo di Vattani ha un nome poco allusivo, Sotto fascia semplice, e i testi vanno dritti al cuore, nero: Gli ho dato tanti di quei calci, ed era tanta la rabbia, che mi sono quasi storto una caviglia. Giulio

Tecce

ario Andrea Vattani ha un doppio profilo che, per, esclude una doppia personalit. C' il Mario Andrea Vattani, figlio d'arte, console generale a Osaka: completo scuro, occhiali ampi, sguardo diplomatico. E c' il Mario Andrea Vattani, cantante fascista, che inneggia a bandiere nere, strane primavere, repubbliche di Sal, fra nostalgie estreme e mani tese. Al ministero degli Esteri credono nel ragazzo modello, ormai 45enne, rampollo di una famiglia di palazzi e relazioni internazionali: il pa-

dre Umberto, ambasciatore in Belgio e Germania, consigliere del primo ministro Andreotti, ex segretario generale per la Farnesina.
L'IMPUNIBILIT unisce le generazioni e avvicina il giovane al vecchio, il passato al presente. Nessuno ha contestato a Umberto, presidente dellIstituto per il Commercio estero per sei anni nei governi di Silvio Berlusconi, una condanna a due anni e otto mesi per peculato: ai tempi di Bruxelles, nostro illustre rappresentante, spendeva 25 mila euro in telefonate di contenuto erotico (c' scritto nella sentenza del 2009) per importunare le sue

VERDI scontri e insulti in assemblea i iniziata scontrolatracuiverdi nellassemblea nazionale,domani. oggi e conclusione prevista per Oggetto del contenzioso tra la maggioranza che fa capo
al presidente del partito Angelo Bonelli e la minoranza (25-30%) guidata da Gianluca Carrabs una modifica statutaria che consentirebbe il rinvio del prossimo congresso al 2014, dopo le elezioni politiche. La minoranza non accetta questa decisione e parla di golpe. Lassemblea ha registrato un momento di concitazione quando la minoranza ha esibito uno striscione al lato del palco occupato dai dirigenti con la scritta No alle modifiche truffa di Bonelli. Altri militanti di maggioranza sono subito intervenuti e hanno strappato di mano lo striscione a chi lo esibiva. seguito qualche spintone e alcuni insulti che hanno indirettamente coinvolto anche la troupe del Tg3 colpevole di riprendere limbarazzante momento di confronto. Conversando con i giornalisti Carrabs ha detto che Angelo Bonelli intende rinviare la celebrazione congressuale per evitare un serio confronto sulla gestione delle candidature alle prossime elezioni politiche e sulle possibili alleanze.

Sul palco Fermi immagine del concerto di Vattani junior, a destra il padre Umberto (F

OTO

ANSA)

Sar impunito come il padre Umberto, ex ambasciatore, condannato per peculato


Terzi di Sant'Agata, ministro degli Esteri tecnico e di giovani simpatie per il Movimento sociale italiano, deferisce il console di Osaka ai terribili giuristi che presiedono la Commissione di Disciplina che, rispetto al tenebroso nome, faticano di rado e puniscono ancora meno. In 13 an-

ni si sono espressi 15 volte: soltanto in unoccasione, a causa di un procedimento penale parallelo, un diplomatico stato licenziato, o meglio, si dimesso in anticipo. Un ministro plenipotenziario, l'alto rango di Vattani, non s' mai trovato di fronte ai commissari che, tranne qualche riduzione di stipendio (4) e censure scritte (2) o sospensioni di qualifica (2), non intimoriscono di certo.

Tant' che Vattani junior rientrato in Giappone, protetto da segretari e funzionari: Luned potrebbe rintracciare il console. Non dovrebbe recarsi a Tokyo, ma lavorare qui a Osaka. SINDACATI E PARTITI chiedono provvedimenti immediati per Vattani junior, ma la Farnesina pu soltanto avviare le lunghe e cervellotiche burocrazie interne. Adesso aspettano una replica dettagliata di Vattani che, complice il fuso orario di Osaka, arriver in un paio settimane. O come canta Katanga-Vattani: Io so che fra cinque anni alzer la bandiera nera.
a cura di m. trav. Foto di Zip

PORTFOLIO Tg5, 20 anni mal portati

Il ritorno del Patonza, con ciulata incorporata


2. Qui Berlusconi ha appena finito di raccontare la sua
barzelletta pi riuscita: Io sono leditore pi liberale della storia della televisione. Mentana, che il suo liberalismo lha assaggiato di persona, ride di gusto. Gianni Letta tenta invano di trattenere le risa, ma pi forte di lui: gli esplode lultimo lifting, e forse anche il penultimo

3. Qui attacca con unaltra


storiella, avvertendo gli astanti: Non proprio una barzelletta da ex premier, ma ormai siamo declassati...

4. Lanziano intrattenitore da crociera attacca: C un certo Carletto che deve ciularsi la pi bella ragazza della compagnia, detta anche la contessina, a Villa dEste a Cernobbio. I ragazzi lo interrogano: allora, Carletto, te la sei clulata?.... Letta cade in deliquio 5. ...e Carletto: mah, prima mi ha detto che aveva bisogno di vento, e io le ho soffiato addosso. E poi te la sei ciulata?. Non ancora, perch ha detto: ho bisogno dei lampi, e ho acceso labat-jour...

1. Alla festa per i 20 anni del Tg5 Silvio B. torna per una sera il cavalier Patonza e si intrattiene con la parte della redazione che predilige: quella femminile. Purtroppo il rapido crollo strutturale di stucchi e tiranti seguito al tracollo politico ne pregiudica gravemente la stabilit fisica: le redattrici lo tengono pietosamente in piedi puntellandolo con le braccia (non inquadrate per carit di patria) 6. E gli amici:
Poi te la sei ciulata?. Non ancora, perch lei mi ha chiesto il tuono e ho dato un calcio al letto (lui d un calcio al tavolo e rompe un bicchiere). E poi te la sei ciulata?. Macch, mi ha chiesto pure la pioggia...

7. E tu che hai
fatto?. Ho preso un bicchier dacqua e glielho spruzzata addosso. E poi te la sei finalmente ciulata?. Ma va, come si fa a ciulare con un tempo di merda cos?!. Gianni Letta, assieme alle lacrime, rischia di perdere anche gli occhi e li raccoglie nel fazzoletto

9. A una certora arriva


trafelato un signore col sigaro. Pare si tratti di Tony Capuozzo, conduttore di Terra!, ma il travestimento da Pisolo con cui tenta di ingannare gli altri ospiti lo rende irriconoscibile. Alla fine il Cavaliere gli ha chiesto in dono il preservativo extralarge che portava in capo, sostenendo di averne urgente necessit

8. Riavutosi dalla ridarella, il direttore del Tg5 Clemente J. Mimun posa


per i fotografi al fianco del principale. Pi tardi toccher a lui raccontare come nel 2003 riusc a non mandare in onda al Tg1 laudio di Schulz kap nazista

Domenica 15 gennaio 2012

pagina 13

LORO NON PAGANO

Monti chiede sacrifici anche al Papa


ORA ICI E OTTO PER MILLE NON SONO PI UN TAB
di Sara Nicoli Il premier Monti con Benedetto XVI. Al centro, i tafferugli in piazza San Pietro (FOTO ANSA)

iente baciamano, nessun fronzolo, niente regali sontuosi. E niente velo nero sulla testa della signora Elsa. Il cattolico Monti entra da presidente del Consiglio laico nel cortile di San Damaso, prima visita di Stato nella Santa Sede, il giorno dopo il declassamento economico dellItalia e con dossier delicati in tasca che ora pi che mai diventano di improrogabile discussione. La crisi internazionale tocca tutti e anche la Chiesa il messaggio che ha portato con s il presidente del Consiglio dovr fare la sua parte. Il Papa, in qualche modo, ha benedetto una via di sacrifici, nel segno di una solidariet sociale che dovr diventare, nel prossimo futuro, lasse portante della nuova collaborazione tra Stato e Chiesa. Insomma, qualcosa si muove sulle questioni bollenti di Ici e 8 per mille. E ieri, in pratica, stata la prova generale della te-

Nel pomeriggio tafferugli in piazza San Pietro fra indignados e polizia Tre fermi

nuta di un rapporto che il prossimo 16 febbraio, durante il tradizionale ricevimento all'ambasciata italiana presso la Santa Sede per l'anniversario dei Patti Lateranensi, entrer nel dettaglio. Dei tagli. Il tutto mentre in piazza San Pietro montava una protesta degli indignados di "Occupy the Vatican" che hanno dato luogo a incidenti con le forze dell'ordine; sono volate manganellate, ma nessun ferito, solo tre fermati. Quindi stata improvvisata un'assemblea in piazza, dove qualcuno di loro aveva portato delle tende da campeggio, forse con l'intenzione di passarci la notte; lagitazione destinata a continuare anche nei prossimi giorni. Intanto, nelle logge vaticane tra le delegazioni si registrata sintonia totale; anche la Chiesa, con la consueta lungimiranza, pare aver annusato laria che tira. Monti, insomma, ieri ha portato a casa una serie di risultati di peso nella sua prima visita in Vaticano. Un incontro de-

licato, a cui le diplomazie hanno lavorato a lungo e che ha segnato, almeno nellagenda politica del Paese, la chiusura di unera. Anche quella tanto per chiarire della Protezione civile targata Bertolaso e Balducci, che finanziava qualsiasi grande evento promosso dalla Cei, fosse esso un congresso eucaristico o un viaggio del Papa in Italia.
TUTTO spazzato via assieme alla cricca del Cavaliere. La cui uscita di scena ha per fatto riemergere le polemiche intorno al pagamento dellIci da parte del Vaticano, questione in parte gi affrontata e ancora non risolta nei dettagli che ha visto i vescovi, con Bagnasco, proporsi in una difesa molto, troppo fragile, della rendita di posizione, portata avanti sotto lo slogan gli abusi sono dei comuni. Questo, per certi versi, stato loggetto del lungo colloquio di Monti con il cardinal Bertone, segretario di Stato Vaticano, dopo i saluti con la dele-

gazione senza nessun ministro 'cattolico', nessun Passera o Ornaghi per intendersi, ma Catrical, i ministri Terzi e Moavero loro, s, si sono inchinati a baciare l'anello del Pescatore il giovane Toniato e la signora Monti, Elsa. Quindi lo scambio dei doni tra i due professori (anche Ratzinger lo ), Monti ha regalato al Papa due libri (un suo volume intitolato Il governo dell'economia e della moneta del 92 e gli Atlanti nautici del 1500 di Francesco Ghisolfo) "Da lei ha voluto sottolineare Monti, quasi a ribadire come il ruolo della Chiesa debba essere soprattutto di ispirazione ci aspettiamo orientamenti e indicazioni". Un dono "simbolico", ha convenuto il Papa. Poi, per, Monti ha giocato altre carte nel secondo colloquio, quello con Bertone, dove i dossier bilaterali sono venuti a galla. Monti ha chiarito quanto gi le diplomazie avevano fatto trapelare; vista la nuova ripartizione, che far confluire su Protezione civile ed emergenza carceri i fondi

quota dell8 per mille, non rester molto altro da far ritornare in Vaticano come avvenuto fino a ieri casomai sotto forma di fondi per il restauro di parrocchie e altri luoghi di culto spesso vincolati dai Beni Culturali. Sono circa 145 milioni di euro che la Chiesa non vedr pi cos come sar rivisto tutto il meccanismo di attribuzione legato al calcolo dell8 per mille; la quota che incassa oggi il Vaticano di circa un miliardo di euro, una cifra che comunque viene girata oltreTevere anche se il 50% degli italiani non esprime alcuna preferenza. E poi la questione dellIci, dove pare che ci sia apertura da parte vaticana, seppur con molti paletti legati alla necessit di compiere verifiche sulle destinazioni duso degli immobili che i vescovi vorrebbero addossare ai comuni ma che, invece, spetterebbero alle diocesi. Tecnicismi, se cos si pu dire, che saranno oggetto di approfondita discussione il 16 febbraio, ma laria pare sia cambiata davvero.

Partecipate allaumento di capitale UniCredit: i diritti si negoziano dal 9 al 20 gennaio.


Succede tutto solo no al 27 gennaio, non sono cose da tutti i giorni.
Se avete voglia di azioni concrete, partecipate allaumento di capitale UniCredit. il momento di investire in una grande banca, per far crescere insieme un grande Paese: il nostro. Possono aderire tutti gli attuali azionisti, ma possono parteciparvi anche coloro che ne acquisiscano i diritti di opzione. Ecco le caratteristiche: Rapporto di opzione: 2 nuove azioni ordinarie per ogni azione ordinaria e/o di risparmio posseduta. Prezzo di sottoscrizione: 1,943 euro per azione. Periodo di offerta: dal 9 al 27 gennaio. Periodo di negoziazione dei diritti: dal 9 al 20 gennaio. Prima delladesione leggere il Prospetto (composto dalla Nota di Sintesi, dal Documento di Registrazione e dalla Nota Informativa), disponibile presso la sede sociale e la direzione generale di UniCredit, sul sito internet www.unicreditgroup.eu e presso Borsa Italiana. Per saperne di pi: www.unicreditgroup.eu Numero verde: 800.18.90.39 dal luned al venerd, dalle 9.00 alle 18.00 Aumento di capitale UniCredit: utile entrare a far parte di una grande banca, al servizio del made in Italy nel mondo.

UniCredit, la banca made in Italy nel mondo.

pagina 14

Domenica 15 gennaio 2012

ITALIE

UN TAXISTA CONTRO LO STATUS QUO: NON tutti seguono la protesta estrema di Roma e Milano STO CON CHI BLOCCA IL TRAFFICO Non
Storia del genovese Stefano B., arrabbiato con i colleghi
di Stefano Caselli

N
DISOCCUPAZIONE

Quanto costa ai lavoratori

ESAMI, BUONE MANIERE


E LICENZE A SCADENZA

ssere accostato a questa gente comincia a essere fastidioso. Lo scriva pure, sono un tassista e non ho niente in comune con chi blocca la circolazione, aggredisce chi lavora e insulta i giornalisti Parola di Stefano B., tassista genovese, molto arrabbiato con i colleghi romani: Tutta la stampa racconta focalizza lattenzione su Roma. Ma la categoria molto altro, quella lala pi oltranzista e folkloristica. Allora lei favorevole alla liberalizzazione? Proprio favorevole no. Ho pagato la licenza 170 mila euro appena sette mesi fa. Ma i colleghi di Roma sbagliano a difendere lo status quo come se fosse il migliore dei mondi possibili. Non cos, le critiche sono giustificate, la disonest molto diffusa. E il motivo molto semplice. Cio? Roma, per i flussi turistici enormi, unanomalia italiana. Due o tre corse possono bastare per la giornata. A differenza di citt pi piccole molto improbabile incontrare una seconda volta lo stesso cliente, quindi molto pi facile essere disonesti. Non sto dicendo che a Roma siano tutti farabutti e a Genova santi. I pianisti del tassametro li abbiamo anche noi, per sono di meno. Cosa farebbe se fosse lei il leader? Bisogna essere collaborativi, proporre soluzioni come il taxi collettivo (a Genova lo spe-

LONDRA: COME SI VIAGGIA A BORDO DEI BLACK CABS


anto per chiarire cos un taxi, inteso come servizio pubblico, prendiamo i celeberrimi black cabs di Londra (erano neri, adesso sono anche di altri colori). Non c un numero limitato di licenze, ma difficilissimo diventare driver dellelegante Austin FX4, che dettaglio non banale ha 4 comodi e spaziosi posti, con un vetro che isola il conducente, in modo da garantire privacy e silenzio al passeggero. In Italia, se provi a chiedere di abbassare la radio che trasmette la partita o se fai notare al taxista attaccato al telefonino che non ti interessano i suoi problemi con la fidanzata, ti risponde che se non ti va bene puoi sempre scendere dalla macchina. Al taxista londinese richiesto buon carattere, deve presentare certificati penali e di sanit mentale, garantire la pulizia e il decoro della vettura e anche seguire corsi di comportamento dove impara le buone maniere e come trattare con un cliente disabile o cieco. In media per superare lesame di taxi driver ci vogliono 12 tentativi e tre anni di studio, si dice che i tassisti conoscano a memoria le 25 mila strade del centro di Londra. Probabilmente una leggenda metropolitana, di certo sanno a menadito lelenco delle strade e dei luoghi di interesse che lautista deve conoscere (comprende luoghi di interesse turistico, ristoranti, negozi, bar, teatri, alberghi, ambasciate, stazioni, palazzi storici, ospedali, ecc.) e prevede 320 rotte principali attraverso Central London e altri 50 percorsi verso i quartieri pi periferici. Una delle prove pi impegnative consiste nel raggiungere due punti della citt scegliendo il percorso meno trafficato senza consultare mappe o usare il navigatore satellitare. Per ogni percorso devono poi citare il nome delle strade attraversate, gli incroci, la localizzazione dei semafori, le oratorie, quando svoltano e ci che si trova lungo il percorso. A Londra ci sono 25 mila cabs, effettuano 200 mila corse al giorno, la licenza scade dopo tre anni e si rinnova superando altri esami.
Caterina Soffici

a crisi costa 8 mila euro a lavoratore e sono 500 mila le persone in cassa integrazione a zero ore. Lo scorso anno il taglio complessivo degli stipendi arrivato a 3 miliardi e 650 milioni. Questo il bilancio degli effetti determinati dalla cassa integrazione per tutto il 2011 secondo lelaborazione dei dati Inps fatto dallosservatorio Cig della Cgil.

Unimmagine della protesta a Roma (FOTO EMBLEMA)

Le proposte: taxi collettivi, obbligo di scontrinatura e fare rispettare le regole che gi ci sono
rimenteremo a breve), perch solo correggendo i nostri difetti possiamo essere credibili. La prima cosa da fare regolamentare il settore, per esempio imponendo lobbligo di scontrinatura, che eliminerebbe un bel po di nero. Ma soprattutto bisogna far rispettare le regole che gi ci sono. Siamo danneggiati dalla concor-

renza sleale. La liberalizzazione esiste gi. Certi giorni rimango ore parcheggiato di fronte agli ospedali e vedo sei, otto macchine dellassistenza pubblica che accompagnano gli anziani a tariffe, lo so per certo, molto pi onerose delle nostre. Che cosa posso fare, attaccare le Asl e i giovani volontari che guidano le auto? Le pare che in questo momento, con la fama che ci stiamo facendo, sarebbe una mossa intelligente? Per per me un danno enorme. Qualcuno ci deve pensare. Secondo molti siete una categoria ricca e privilegiata... Mi dispiace ma non vero: in media incasso 100-150 euro al giorno, ma ne spendo 35-40 di benzina e pago premi assicurativi molto alti, perch quella del taxi considerata categoria a rischio. Lunica cosa su cui risparmio il bollo auto.

ROMA

Crolli al Colosseo

i staccato un antico mattone e due frammenti, uno grande 9 centimetri, allesterno dellantico monumento nei pressi dellArco di Costantino. A fine dicembre aveva ceduto un pezzo di tufo. Alemanno: Sbloccare il restauro e far partire subito il cantiere.

CARCERE

Evadono da Regina Coeli


ue detenuti hanno segato le sbarre e si sono calati con le lenzuola evadendo dal carcere romano. La fuga stata scoperta alle 8:30. Il sindacato della polizia penitenziaria denuncia: Struttura sovraffollata e carenza di agenti.

GESTIR UN NEGOZIO, EX BENE CONFISCATO

LA STORIA DI DANIELA FOLGORATA DA DON GALLO


di Nando Dalla Chiesa

ai lussi e dalle luci un D centro benessere alladitana del lupo, dove la vita sa di sgarri e promiscuit. Una storia cos difficile trovarla. Ancora qualche giorno e Daniela ci si trover in mezzo, costretta a imparare subito a nuotare. Parliamo di Genova e del suo centro storico, dei suoi intrichi di vicoli proprio sotto via Garibaldi, la strada sfarzosa che allinea i magnifici palazzi delle grandi famiglie mercantili di un tempo. Ecco, tra quei dedali che evocano De Andr c la famosa via della Maddalena, lunga e stretta, su cui si affacciano e brulicano prostitute di ogni paese, argine involontario allinsicurezza in una zona rinomata per spaccio e per degrado.
E PROPRIO in quel ginepraio di muri a poche decine di metri dal Comune, sta iniziando una sfida. Un bene confiscato alla mafia in vico Mele, tra via delle Vigne e via San Luca, appena sopra via Banchi, destinato a esercizio commerciale. Obiettivo, portare fin qui i prodotti ottenuti su altri beni confiscati a mille-milleduecento chilometri di distanza e anche quelli del commercio equo e solidale, che arrivano da infinitamente pi lontano. Un progetto dellammini-

strazione Vincenzi. Una bottega della legalit e della solidariet come leva per costruire con alcuni commercianti volonterosi un vero e proprio distretto della legalit, che sradichi il degrado e linsicurezza dal basso. Un progetto a lungo contrastato. Chi non ci credeva, chi aveva messo gli occhi sullimmobile, chi dava ormai per persa la zona. E tutti con una sola domanda che sembrava tagliar la testa al toro: ma chi pensate mai che accetter di aprire un negozio in una zona che i genovesi normali evitano come la peste? Chi verr qui a rischiare vandalismi e intimidazioni per poi dovere chiudere baracca e burattini in pochi mesi per mancanza di clienti? La risposta arrivata. Lo fa una cooperativa legata alla comunit San Benedetto di don Gallo. Il pane e le rose, si chiama, societ cooperativa sociale. E in prima fila lei, Daniela Demartini, ai confini dei cinquanta, statura minuta, occhi verdi e capelli rossi. E alle spalle una storia che arriva da un mondo totalmente agli antipodi. Ho fatto la direttrice di hotel, e mi piaceva. Poi la vicedirettrice commerciale per lItalia di una multinazionale spagnola dei centri benessere, che andava dallestetica alla chirurgia plastica. Quindici anni da manager, che ho amato come amo tutte le cose che

faccio. Mi piace gestire le risorse umane, seguire la formazione delle persone. Lo imparai gi nella mia prima vita, quando facevo lallenatore di ginnastica -s, ho fatto la vecchia Isef- e mi trovai a formare gli allenatori della federazione a livello regionale, ero nel giro delle nazionali. Ho sempre creduto nel lavoro di gruppo. FINCH arrivata lora di un altro gruppo, la comunit di don Gallo. E ho piantato tutto. Perch in cuor mio ho sempre saputo che prima o poi, chiss come e chiss quando, sarei andata a lavorare con lui, col don. Cos allinizio del 2011 sono andata in canonica a presentarmi. Ho conosciuto la Lilli e sono rimasta folgorata dallaccoglienza. Poi sono andata alla sede dellUdi, al centro antiviolenza delle donne maltratDaniela Demartini a capo del progetto

tate. Sei mesi di corso per formarmi. Uno e due. Volontaria dellaccoglienza allUdi e volontaria di don Andrea. Mi sono emozionata quando me lha chiesto perch per me lui sempre stato un punto di riferimento, pure da lontano; anche se non lo avevo mai conosciuto di persona. E cos ho iniziato a fare il lavoro cosiddetto di distribuzione per tutta la settimana, che unattivit storica della comunit, si portano gli oggetti e il vestiario ai bisognosi, e in pi una sera a settimana facciamo lunit di strada, in tre a dare vestiario e ascolto a chi sta alladdiaccio. Dice che non ho laccento genovese? Ma io sono genovesissima. che ho girato lItalia per il mio lavoro, Milano, Brescia, e un po di accento lho perso. Ma tutto questo lo sto facendo proprio per la mia citt. Lo so che questa nuova sfida difficile, per mi appassiona, proprio perch penso di potere contribuire a rendere Genova pi accogliente. La gente dovr venire alla Maddalena non solo per comprare i nostri prodotti, i vini pugliesi o siciliani o i ceci o la pasta delle cooperative o le caramelle allo zenzero di Santo Domingo; non solo per quello che rappresenta idealmente un bene confiscato, ma per ritrovare il piacere di girare per questi vicoli. Vede, il ne-

gozio non grande, ma noi ne alzeremo il valore facendo commercio e cultura insieme. Prodotti di rigatteria, riviste e libri, anche. E stringendo rapporti con gli esercizi intorno. In questo penso di essere brava. La ex manager ha fatto direttamente tutti i progetti. Ha calcolato i costi, programmato i lavori di adattamento dei locali, i prezzi, le necessit logistiche, i luoghi di esposizione nel punto vendita, ha riempito tabelle puntigliose, ha predisposto lelenco delle mercanzie che si troveranno in vico Mele. QUI IL COMUNE ha previsto un incubatore di imprese, e bisogna scommetterci, perch questo il punto della mia citt che amo, perch e qui la voce le si incrina, il nostro centro storico merita rispetto, voglio che ci che ho dentro diventi concretezza, voglio che lindignazione che provo, che tanta, diventi azione. Il 26 pomeriggio verranno in tanti a farle gli auguri per linizio della grande avventura: don Gallo, don Ciotti, la sindaco Vincenzi, c gi una studentessa genovese che ci sta facendo la tesi sopra. Una festa di vini e marmellate. Per scaldarsi. Poi, per Daniela folgorata sulla via di don Gallo, sar mare aperto.

TRENI

Il bar riaperto a tutte le classi

ietrofront di Trenitalia che dopo le proteste degli utenti ha deciso di riaprire il bar per tutti. La rivoluzione del treno ad Alta velocit, con labolizione delle vecchie classi, aveva di fatto negato i servizi di bar e ristorazione ai passeggeri con i biglietti meno cari. Attraverso un comunicato titolato Trenitalia ascolta il web si legge: A poco pi di un mese dalla partenza del nuovo Frecciarossa 4 livelli, il servizio della carrozza bar-ristorante sar disponibile a tutti i clienti. Si tratta di una scelta commerciale adottata dopo questo primo periodo di sperimentazione e dopo aver raccolto i commenti e i suggerimenti dei viaggiatori, anche attraverso il web.

pagina 15

Domenica 15 gennaio 2012

ALTRI MONDI

MORTE A OXFORD UN ROMPICAPO SCIENTIFICO


La vedova dellastrofisico scagiona il collega sospettato di omicidio
di Carlo Antonio Biscotto

N
TUNISIA

Anniversario della rivoluzione

un anno dalla cacciata del presidente Zine el Abidine Ben Al, centinaia di tunisini si sono riversati nel centro della capitale per protestare: Lavoro, libert e dignit, Il lavoro un diritto, gli slogan. Intanto governo ha concesso unamnistia o la libert condizionale a circa 9.000 detenuti e commutato la pena capitale in carcere a vita per altri 122.

ercoledi 11 gennaio alle 23:22 in un bungalow a Southmoor, non lontano da Abingdon nellOxfordshire, la polizia e il personale di soccorso dellambulanza, chiamati da Devinder Sivia, 49 anni, lettore di matematica al St. Johns College di Oxford, trovano il cadavere del professor Steven Rawlings, astrofisico di fama e docente presso la medesima universit. I due, intimi amici e autori a quattro mani di un libro di matematica, dopo aver cenato in un pub della zona hanno deciso di bere un bicchierino a casa di Sivia. Infarto, la prima diagnosi. Poi, a quanto pare, gli infermieri rilevano ecchimosi sospette sul corpo del professor Rawlings e alcuni vicini riferiscono alla polizia di aver sentito urla e baccano provenire dalla villetta. Una lite? Magari per gelosie professionali? Sta di fatto che la polizia arresta Sivia e, ammanettato, lo conduce a Scotland Yard per interrogarlo. Il giorno seguente ambienti ac-

cademici sotto choc, ridda di ipotesi, ricostruzioni fantasiose. Sui giornali britannici si rispolverano Agatha Christie e il commissario Poirot, Colin Dexter e il commissario Morse e sembra proprio che lipotesi di un omicidio ambientato tra i vetusti edifici, le solenni biblioteche e le aule della pi prestigiosa universit del mondo faccia gola a tutti. E c chi ricorda che nel medesimo villaggio il 17 luglio 2003 si suicid o fu suicidato David Kelly, lo scienziato che aveva accusato il governo Blair di aver giustificato lintervento in Iraq sulla base di un dossier assolutamente infondato.
MA VENERD entrano in scena la moglie di Steven Rowlings e il padre del presunto omicida e il caso sembra sgonfiarsi. La vedova, Linda Rowlings, non ha dubbi: Steve era un uomo amato, affettuoso, intelligente, sensibile. Steve e Devinder erano

amici intimi sin dai tempi del college e sono convinta si sia trattato di un tragico incidente. Steve non stato assassinato e trovo deplorevole che ci si accanisca in questo modo contro Devinder. Il padre di Devinder, Gubakhsh Sivia, 80 anni, insegnante di matematica in pensione, ricorda che suo figlio, in stato di choc, lo ha chiamato dalla stazione di polizia: Era il suo migliore amico. Non so cosa accaduto, ma sicuramente si trattato di una tragica fatalit. Devinder era un uomo tranquillo, un bravo insegnante che non beveva e non fumava. Il professor Sivia si trova ora in libert su cauzione e la polizia, per bocca dellispettore Rob Mason, si mostra molto pi cauta: Indaghiamo in tutte le direzioni e comunque una parola conclusiva potr darla solo lautopsia.

Il St. Johns College di Oxford. A sinistra, Steven Rawlings (FOTO LAPRESSE)

EGITTO ElBaradei non corre per le presidenziali mia coscienza mi impedisce di presentarmi alle L asidenziali o ad altre posizioni ufficiali senzaex capopreun vero regime democratico. Cos Mohamed ElBaradei, dellAgenzia atomica internazionale e candidato alla presidenza egiziana, ha annunciato il ritiro. A spingere il premio Nobel per la Pace a lasciare, l'atteggiamento del Consiglio militare accusato da ElBaradei di agire come se l'ancien regime non fosse caduto. Ho passato in rassegna tutte le possibilit per servire questo Paese in forma ufficiale, ma non ne ho trovata una, nemmeno come presidente, spiega ElBaradei in un comunicato apparso sul sito on line di alcuni quotidiani. Sono in corso i preparativi per le presidenziali prima di elaborare la Costituzione, che regola i rapporti fra poteri e protegge le libert, sostiene ElBaradei secondo il quale il Consiglio militare ha seguito una politica di sicurezza repressiva segnata da violenza, provocazione e assassinii, processi di rivoluzionari davanti ai tribunali militari invece di punire chi ha ucciso i loro compagni.

TAIWAN

Rieletto il presidente Ma
l presidente taiwanese Ma Yin-jeou stato rieletto alla guida del Paese per un mandato di 4 anni. Il partito nazionalista ha ottenuto 64 seggi contro i 40 del partito di opposizione dei democratici progressisti, con una percentuale di voti del 51,6%. La conferma della guida del filo-cinese Ma era molto attesa, non solo a Pechino, ma anche da Washington.

La Germania e il terrorismo di destra

Vita segreta dei killer neonazisti


di Hubert Grude, Sven Robel e

CINA

Holger Stark
nel novembre H olger G., arrestatoZwichaucomplici2011, faceva parte di una rete di della cellula neonazista di sospettata di aver assassinato almeno 10 persone. A differenza della superstite del gruppo, Holger sta collaborando con gli investigatori e le sue dichiarazioni forniscono un agghiacciante panorama delle attivit dei tre terroristi durante il periodo della loro clandestinit. Il 19 maggio 2011 il destino ha bussato alla porta di Holger G. nella sua casa di Lauenau, una cittadina della Bassa Sassonia, sotto forma di tre vecchi conoscenti: Uwe Bohnhardt, Uwe Mundlos e Beate Zschape, tre neonazisti che avevano dato vita alla cellula di Zwichau e che ora avevano bisogno di lui come gi altre volte in passato. Questa volta volevano che il 37enne operaio procurasse un nuovo passaporto a Bohnhardt che aveva conosciuto Holger G. a Jena, in Germania dellEst, negli ambienti neonazisti e da anni usava la sua identit. Dal momento che i due si somigliavano, G. aveva fornito a Bohnhardt tutta una serie di documenti. Sulle prime Holger G. si mostr riluttante, ma i tre gli fecero capire che dopo dieci anni era troppo tardi per tirarsi indietro. Andarono da un fotografo e Beate Zschape pag. Mi sono sembrati tre clienti come tutti gli altri, ricorda il proprietario del negozio. Non mi sembrava avessero alcunch di strano. Nellufficio competente a Holger G. fu consegnato il passaporto n. C25JCHFH29 valido fino alla fine di maggio del 2021. Sei mesi dopo Bohnhardt e Mundlos furono trovati morti in un caravan a Eisenach. Apparentemente Mundlos aveva sparato a Bohnhard e poi si era ucciso dopo il fallito tentatico di rapinare una banca. Beate Zschape fece saltare in aria lappar tamento di Zwichau dove i tre erano stati nascosti. Al contrario di Beate, che si rifiuta ostinatamente di parlare, Holger G. sta collabo-

rando con gli inquirenti nella speranza di mettere una pietra sopra al passato. uno dei principali testi del pubblico ministero in quanto fornisce informazioni anche su un periodo chiave di cui si sa ancora molto poco, vale a dire il periodo immediatamente successivo al primo assassinio che ebbe luogo nel 2000. Le dichiarazioni rese da Holger G. rappresentano a tuttoggi il resoconto pi dettagliato delle attivit clandestine della cellula di Zwichau. Appare oggi evidente che i tre neonazisti hanno emulato con grande abilit e professionalit il comportamento dei terroristi di sinistra degli anni 70 e 80. Ad esempio quando avevano bisogno di documenti per poter prendere in affitto un appartamento o unauto, per acquistare un cellulare o andare dal medico, si sono sempre attenuti alla tattica impiegata dal famigerato gruppo Baader-Meinhof che si procurava documenti autentici sfruttando la somiglianza con ignari cittadini incensurati.
IN OGNI CASO le dichiarazioni di G. rappresentano un atto di accusa nei confronti di un uomo che apparentemente conosceva le attivit della cellula molto pi di quanto potesse far piacere al suo ex partito. Stiamo parlando di Ralf Wohlleben, a lungo membro di un gruppo politico di estrema destra, il Partito Nazional Democratico (Npd) e attualmente in carcere. Sembra che per un certo periodo Wohlleben abbia svolto un ruolo chiave nellorganizzare lappoggio logistico ai nazisti di Zwichau. Secondo Holger G., Wohlleben gli chiese denaro per conto di Bohnhardt, Zschape e Mundlos poco dopo che i tre erano entrati in clandestinit. Wohlleben disse che si trattava di una questione di onore nazionale. Dopo tutti i cinque erano stati amici intimi negli anni 90 quando avevano fatto parte del Kameradschaft Jena (Camerati di Jena), un gruppo di neonazisti attivo nella citt di Jena. G. dice di aver dato quanto era nelle sue possibilit: 3.000 marchi tedeschi. Ma Wohlle-

ben non rimase soddisfatto. Poco dopo, nel 2000 o 2001, Wohlleben torn alla carica con un richiesta ben pi pesante, quella di fornire a Bohnhardt un passaporto vista la loro straordinaria somiglianza. Poi diede a G. un numero di telefono segreto per contattare i tre neonazisti. G. ricorda che i tre gli chiesero di farsi crescere i baffi e di mettere gli occhiali per fare la foto per il passaporto. Il passaporto fu consegnato alla stazione di Zwichau seguendo precise istruzione dei tre. Dagli interrogatori emerge anche che G. era inizialmente in contatto anche con i genitori dei tre neonazisti. Una volta disse ai familiari di Bohnhardt che Uwe si sarebbe ammazzato piuttosto che arrendersi. Il passaporto non fu il solo favore fatto da G. ai tre della cellula terroristica. Ma a questo punto dellinterrogatorio G. esita e con grande difficolt riesce a proseguire nel racconto. Nel 2001 0 2002 Wohlleben gli chiese di raggiungere Zwichau e gli consegn una borsa che sembrava contenere una pistola. Stando alla deposizione di G., luomo dello Npd si rifiut di dirgli dove aveva perso la pistola. Disse che sarebbe stato meglio per lui non sapere cosa avevano intenzione di fare i tre con quellarma. Consegnata la pistola G. sostiene di aver detto ai tre che non voleva pi fare il corriere e che riteneva folle lidea che 5 persone potessero cambiare il mondo. G. afferma che

anche Wohlleben poco dopo abbandon i tre al loro destino forse perch non voleva compromettere il suo futuro politico nel partito. In realt G. rimase sempre contatto con i tre neonazisti. Parlavano una o due volte lanno con il numero segreto fino al giorno in cui i tre apparvero, senza preavviso, dinanzi alla porta della casa di G. ad Hannover. G. fu contentissimo di vederli anche se a suo dire si era da tempo allontanato dagli ambienti neonazisti. Sempre quellanno gli chiesero un altro favore. Questa volta volevano una patente di guida da esibire in caso di controlli ai posti di blocco. Bohnhardt us la patente nellaprile del 2007 per noleggiare il mezzo utlizzato per la fuga dopo lomicidio della 22enne agente di polizia Michele Kiesewetter a Heilbronn. La polizia ci mise 4 anni per risalire alla vera identit della persona che aveva noleggiato lauto. Anche il caravan nel quale i due neonazisti furono trovati morti a Eisenach a novembre fu noleggiato esibendo la patente di G. G. FU ARRESTATO nel 2008 durante un concerto per possesso di ecstasy. Oggi spera che la collaborazione offerta agli inquirenti dimostri che si era da tempo allontanato dai gruppi neonazisti. Il suo avvocato, Stefan Hachmeister, dice: Non li ha aiutati perch condivideva le idee del gruppo, ma per un malinteso senso di lealt e amicizia. Attualmente sono 500 gli investigatori impegnati per fare luce sulle attivit criminali dei neonazisti. Allo stato delle indagini non sembra che G. sia stato pagato per i servizi resi anche se la polizia ha trovato 27.250 euro in una cassetta di sicurezza a suo nome.
Copryght 2012, Der Spiegel Distributed by The New York Times Syndicate Traduzione di Carlo Antonio Biscotto

Si immola 16 monaco tibetano


n monaco tibetano si dato alle fiamme e la sua immolazione ha scatenato degli scontri tra tibetani e forze della sicurezza cinesi della provincia del Sichuan, nella zona di Aba. il 16 caso dallo scorso marzo. Non chiaro se il monaco sia deceduto, ma in seguito al suo gesto c' stata una protesta dei tibetani e dei monaci del monasteri di Kirti, durante la quale almeno una donna stata ferita.

KOSOVO

Incidenti alla frontiera serba

Le confessioni di un pentito e i rapporti con Ralf Wohlleben ex membro dellultradestra xenofoba

Uwe Mundlos ( FOTO LAPRESSE)

iolenti scontri tra polizia kosovara e ultra-nazionalisti albanesi sono scoppiati a Podujevo, nel nord del Paese, presso il valico di Merdare al confine con la Serbia, dove mezzo migliaio di manifestanti, appartenenti al partito di opposizione Auto-Determinazione, hanno cercato di bloccare il traffico stradale per impedire l'afflusso dei prodotti d'importazione serbi.

pagina 16

Domenica 15 gennaio 2012

SECONDOTEMPO
SPETTACOLI,SPORT,IDEE
in & out

UCCISO A 28 ANNI

Un libro ricostruisce la morte del calciatore

RE CECCONI REST MUTO


di Malcom Pagani

Dandini & Co. Speciale sul Concordia: rimandato il programma su La7

Rockstar Madonna a Lady Gaga: Born this way un plagio

Lillo e Greg Elogio de LOsservatore Romano: comicit raffinatissima

Anansi Il cantante ritorna con un duetto con Frankie HI-NRG

Luciano Re Cecconi, in forza alla Lazio negli anni Settanta, aveva uno spirito anarchico e amava lanciarsi con il paracadute
(FOTO OLYCOM)

l campo dallenamento era sotto la collina. Tra le puttane di via Tor di Quinto, gli insediamenti nomadi e la caserma dei Carabinieri. L si poteva vedere dalla strada. Un fumetto. Polvere ed erba. Disordine voluto. Magliette di lana azzurra, bestemmie, la gente in tribuna e sotto, la bolgia. Tutti dietro un pallone e il signore pi saggio, Tommaso Maestrelli, davanti. La Lazio del maggio 1974. Quella che sposa la storia, mentre il paese divorzia. Il regno di Chinaglia e Re Cecconi. Il lombardo di campagna, finito sotto terra a 28 anni, da esule, da straniero, proprio 35 anni fa. Ucciso in una gioielleria di Roma da un colpo di pistola sparato dal marchigiano di ventura Bruno Tabocchini. Il padroncino che affrontata la gavetta si era messo in proprio, vivendo asserragliato tra i preziosi. Luomo che aveva gi reagito a una rapina (due revolverate, un bandito a terra) nellinverno del 76. Un self-made man, come disse a suo tempo il Pm Marrone con il difetto di covare: Una visione egocentrica del mondo che lo spinse a farsi giustizia da s. Lui dentro, i nemici fuori. Lui il bene. Gli altri, tutti gli altri, il male. In via Francesco Crispi, quartiere Fleming, alle 19:40 del 16 gennaio 77, Tabocchini apr dal suo bunker al profumiere Fraticcioli, suo amico, che gli portava due deodoranti. Lodore della morte.

mo appello di Cecco: Ghedo, aspettami, vengo con te, lambulanza, il decesso, alle 20:04, al San Giacomo. La faccia contrita di Emilio Fede al Tg1: Tragico scherzo, morto il calciatore Re Cecconi. Tabocchini sostenne che quella sera Re Cecconi avesse gridato: Fermi tutti, questa una rapina e che la replica calibro nove fosse stata naturale: Ho sparato prima che lui lo facesse con me. Gli diedero retta. Assolto dallimputazione di eccesso colposo di legittima difesa. Nonostante Re Cecconi fosse disarmato e la discussione tra innocentisti e colpevolisti fosse diventata merce da bar sport. Un libro e un documentario tenuto nascosto nelle teche Rai dal 1983 a causa di una dura battaglia legale, raccontano questa storia di mancata resurrezione e ne ribaltano il senso. La tesi portante dei due lavori chiara. Non ci sarebbe stato uno scherzo di Re Cecconi, ma solo un omicidio. Il film, straniante, lo gir Tomaso Sherman, veneziano approdato poi a soap come Incantesimo. Il caso Re Cecconi. Attori come Andrea Occhipinti, Simona Marchini e Haber e unora scarsa che preludeva alla distruzione della versione ufficiale. Il volume lha scritto invece un giornalista appassionato, Maurizio Martucci. Si calato a sangue freddo, in questo dirupo dostoevskiano di metamor-

fosi e uomini trasformati in bestie. Non scherzo, Re Cecconi, 1977. La verit calpestata (Libreria sportiva, 80 pagg, 10 euro) unindagine al di sopra di un unico sospetto. Ribalta le presunte verit dellepoca e restituisce a Re Cecconi linnocenza. Secondo Martucci: Re Cecconi ebbe la vita distrutta per un equivoco e non fece nulla per essere ucciso. Il clima processuale fu inquinato dalle potenti lobby orafe al grido di maggiori tutele. E poi il pregiudizio contro una Lazio politicamente scorretta e la tesi del folle gioco superficialmente accettata, fecero il resto. TABOCCHINI lasci Roma poco dopo, torn a casa, si ecliss. Luciano il biondo, il numero 8, rimasto nella memoria. Lo riconoscevi dallalto. In quella squadra di pazzi (fascisti e comunisti, clan rivali, noia da ritiro sfogata nellalbergone sullAurelia) CeccoNetzer era lanarchico che per coraggio e fisiognomica somigliava alla stella del Borussia. Da ragazzo, a Nerviano, aveva visto la fame. Mangiare lerba era la naturale conseguenza di unorigine. Re Cecconi che visse da re e mor da Cecconi. Luciano che cadde senzaria da respirare e a paracadute chiuso, amava lanciarsi con il suo amico Gigi Martini. Prima terzino, poi pilota e deputato a destra della destra, nella seconda vita che a Re

Cecconi fu negata. Saltavano dannunziani dai portelloni dei C119 che sollevavano lamiere e sedili inospitali dalla base di Tirrenia. Prima delle riflessioni postume: Eravamo tanto uniti perch avevamo paura di essere stati troppo fortunati vennero i funerali di Cecco. Diecimila persone. Il vecchio presidente Lenzini, il Sor Umberto, a testa bassa, i pianti, il silenzio e i compagni della Lazio in Qatar per un grottesca tourne. Luciano tornava spesso dai due figli. Sua moglie Cesarina (che per giorni Corriere della Sera e Stampa chiamarono Graziana) aveva 23 anni. Dopo lo sparo, avrebbe avuto solo let indefinita dellassenza. Nelle foto depoca, Tabocchini cupo. Veste completi severi. Sembra incazzato con chi vuole cancellare i frutti della sua scalata sociale. Il denaro, la rispettabilit, la casa di lusso per la madre, in via Prati degli Strozzi. Allinizio lo interrog il vicequestore Masone (decenni pi tardi capo della Polizia). Tabocchini dichiar di detestare il calcio e non aver mai visto prima Re Cecconi. Ma qualche testimone sugger che con il biondo, lorefice fosse stato addirittura vicino di casa sulla Cassia. Vero o falso che fosse, vittima e carnefice rimangono sempre abbracciati. Cecco sapeva perdonare. Chiss se in questi anni ne ha avuto la forza.

Il film di Caria nelle sale

Una Napoli stupefacente con Lera legale


di Luca De Carolis

piena di imporU na favola nel reale.domanderegalare tanti, che con il grimaldello della satira scava Sino a un lieto fine, come il migliore degli auspici per Napoli. Lera legale il quarto

IN GIOIELLERIA, entrarono anche Pietro Ghedin e Re Cecconi in libera uscita con un altro calciatore, Renzo Rossi, che li aveva lasciati da due minuti per acquistare un litro di vino. Ghedin e Cecco. Con le mani in tasca. Era lora brutta degli assalti e spaventato, Tabocchini fece fuoco. Prima punt larma su Ghedin, poi la spost e a mani giunte chiuse le ali a Re Cecconi. Il rumore sordo, lurlo di Ghedin: Siete pazzi qui?, lulti-

La citt rinata con la droga sottratta alla camorra Il film piaciuto anche a De Magistris

film di Enrico Caria, regista, autore satirico nonch penna felice del Misfatto. Uscito nelle sale venerd scorso, un frullatore di linguaggi come lo definisce Caria. Girato come un documentario, con risorse minime (300 mila euro), il film simmagina Napoli nel 2020, dipingendola come la pi sicura, pulita e moderna citt del globo. Merito del suo sindaco Nicolino Amore (Patrizio Rispo, volto noto della serie tv Un posto al sole), che ha sbaragliato la camorra legalizzando la droga. Una rivoluzione che ha sottratto soldi e potere alla malavita, togliendo ossigeno anche alla

corruzione. E che ha ridato speranze anche ai tossicodipendenti, che da criminali tornano a essere solo persone bisognose di aiuto. Disseminati nella biografia fantastica di Amore, stralci di realt, con interviste vere a magistrati (Piero Grasso, Vincenzo Macr) politici (Fabio Granata) e giornaliste (Marcella Padovani).
A DARE ulteriore sapore, i camei di Renzo Arbore e Isabella Rossellini. Si ride e si pensa, insomma, e a buon ritmo (il film dura 77 minuti). Caria spiega: Il genere di questo film a met tra il mockumentar y, ovvero il finto documentario (dallinglese mock, burla, ndr) e il docufilm. Per capirci, siamo tra il Woody Allen di Zelig e i film alla Michael Moore. Vestito insolito, per un messaggio di quelli che pesano. Ovvero, i possibili vantaggi dellantiproibizionismo. Ancora Caria: Io non voglio

portare avanti una tesi, ovvero la legalizzazione delle droghe. Mi limito a indicare un dato di fatto: con lantiproibizionismo la droga ovunque e le mafie sono ricchissime. Il 70% dei loro incassi arrivano proprio dalla vendita di stupefacenti. E allora, legittimo porsi delle domande. Rendendole pi lievi con la satira. Cos, spazio a un Rispo trasfigurato con tintura rossa (Un attore di spessore si entusiasma Caria) e alla biografia del suo Nicolino Amore: nato poverissimo, eppure capace di ergersi a salvatore di Napoli. A Luigi De Magistris, il sindaco che con i nodi napoletani ci combatte per davvero, Lera legale piaciuto. Cera anche lui, alla presentazione ufficiale del film allo scorso Festival di Torino. Per ora la pellicola uscita a Roma e Napoli. Ma i primi riscontri sono stati buoni. E la storia del sindaco Amore potrebbe arrivare lontano, come fanno le speranze.

Domenica 15 gennaio 2012

pagina 17

SECONDO TEMPO

TELE COMANDO
TG PAPI

SALI SCENDI

Calcio senza giornalismo


Tecce
creati al momento per commentare i bidoni made in Italy. Il rapporto societ di calcio-societ televisiva saldata con i milioni di euro per i diritti televisivi, che si convertono in milioni di euro con gli abbonamenti dei telespettatori. Spesso gli uffici stampa preferiscono offrire le interviste esclusive ai calciatori, che poi sono un insieme di balbettii, ai giornalisti televisivi per saldare, continuamente, il legame commerciale. Raramente uninchiesta giornalista rivela il marcio su cui si regge il calcio, ma c sempre bisogno di una procura e di un magistrato per scoprire quello che si sussurra . E dove? Nellambiente, pessima abitudine per descrivere quel sistema trasparente e controverso che circonda il pallone italiano. Mentre le telecamere entrano fisicamente negli spogliatoi, per mostrarci i calciatori in mutande che ascoltano musica e vorrebbero un minuto di pace e concentrazione, quelle stesse telecamere evitano di inquadrare la parte brutta di una favola che ormai ha stanLattaccante del Milan Pato

Se questa unintervista
di Paolo Ojetti

T g1 dura per la Costa continuare la sua Sar campagna pubblicitaria: venite in crociera, dimenticherete le grane quotidiane. E le conseguenze, anche per cinquemila dipendenti e addetti, non saranno piacevoli. Questo verr dopo, le inchieste gi stabiliscono le responsabilit, il giovane comandante (tagliato dal Tg1) si praticamente autoaccusato: Viaggiavamo su rotta turistica. Cio a un pelo dalla costa del Giglio (Attilio Romita, in confusione geografica, dice: lElba), sulla secca delle Scole, per rimirare le harbour lights. Un tratto di costa pericoloso, che conosciutissimo anche dal pi inesperto dei pescatori. Un particolare che in mare ha valore: al varo della Concordia, la bottiglia non si ruppe. Il Tg1 per se la sbriga perch non poteva rinunciare allo scoop di Giorgino che intervistava (per dire) Alfano. Come il pappagallo Loreto, ha ripetuto: Il problema non era Berlusconi. E nemmeno poteva mancare Morandi con le promesse di San Remo. Canta che ti passa.

contano che amava sfiorare la costa per suonare le sirene e salutare gli abitanti dellisola del Giglio. Ma raccontano anche che le scialuppe cadevano in mare in disordine e con le cime annodate. Tutto da verificare. Il Tg2 ricostruisce il viaggio con immagini computerizzate, ma sbaglia: dirige la Concordia a ovest dellisola, mentre ha preso la rotta di mezzo canale dove, fra laltro, emergono altre secche a 20 metri dalla superficie. Un comandante esperto spiega: le carte nautiche sono dettagliattisime, non sbagliano. Si insiste sullospitalit dei gigliesi. Perch? E gente di mare.

di Carlo

calcio in liI lturgia con italiano unatevirt tribali e vizi moderni. I giornalisti levisivi, che raccontano le partite nemmeno fossero le gesta di Enea, rispettano il calcio con omertoso silenzio. Quasi per tenere fede a un patto di sangue, pardon: di quattrini. Domenica scorsa, Lecce-Juventus, il telecronista annuncia uno striscione contro Marco Borriello (i tifosi bianconeri gli danno del mercenario, per un presunto rifiuto), ma evita di leggerlo chiss per quali timori aziendali. La scena stata veloce, dunque il telecronista non avr ricevuto censure, semplicemente scattato un sistema di controllo interno: lauto-censura. I telegiornali sportivi e le cosiddette trasmissioni di approfondimento parlano sempre mal volentieri dei clamorosi scandali o degli sviluppi di uninchiesta giudiziaria che riguardano i campionati italiani. Lo fanno con la stessa superficialit con cui insultano un calciatore straniero, che non pu ascoltare n protestare, rispetto agli ossequiosi giri di parole reperiti in archivio o

T g3 vittime accertate Titanic ciMa i dispersi? Le sono tre. Nessuno lo sa. Dopo il vollero anni
per completare gli elenchi di quella nave dove lincauto armatore Ismay fece scrivere: N Dio n gli uomini. Senza scomodare il padreterno, bast un iceberg. Come sul Titanic, anche la Concordia stata uccisa da uno sperone questa volta di roccia su un fianco. E ora ci si chiede se queste navi siano veramente inaffondabili e se lingegneria navale abbia davvero fatto passi avanti per la sicurezza. Maria Cuffaro fa lelenco: fuori rotta, troppo vicina agli scogli, disorganizzazione nei soccorsi, un disastro per la compagnia come fu per la White Star dopo quellaprile del 1912. Grazie ai cellulari dei passeggeri, il Tg3 ha potuto mandare in onda il disastro minuto per minuto. Preghiere, panico, pianti, ma anche insospettabile calma. Quando una nave affonda, si spalancano le porte remote della nostra cultura. Una nave un essere vivente. La sua agonia insopportabile.

T g2gi agli arresti a Grosseto. Testimoni racSi affinano le notizie. Il comandante Schettino

cato persino i pi piccoli. Il calcio viene raccontato come se fosse un incontro fra purezze e bandiere di chiss quale caseggiato, non c mai il timore, o il sospetto, che dietro un rigore si nasconda un biscotto. Sappiamo qualsiasi cosa dei calciatori che scendono in campo, che musica ascoltano, che carni mangiano, dove vanno in vacanza, come fanno la spesa, non sapremo mai esattamente chi sono. Un paio di sere fa, il telegiornale di Skysport esultava per unintervista esclusiva al procuratore di Pato, attaccante del Milan nonch compagno di Barbara Berlusconi. Linviato di Sky aveva intercettato il procuratore brasiliano alluscita di Giannino, il solito ristorante dove si ritrovano i calciatori per far finta di non cercare un posto tranquillo con il desiderio di farsi inquadrare. Concitazione. Attesa. Ansia. Il servizio va in onda, lagente brasiliano con il cappellino dice un paio di parole incomprensibili, annuisce senza comprendere le domande, cerca di sfuggire con laria di chi custodisce la verit. Non c spazio, per, per la verit nel calcio. Si preferisce credere che sia tutto, ancora, un gioco.

LA TV DI OGGI
I FILM
12.00 EVENTO Recita dell'Angelus 12.20 RUBRICA Linea verde 13.30 NOTIZIARIO TG1 TG1 Focus 14.00 VARIET Domenica In - L'Arena 16.30 NOTIZIARIO TG1 16.35 IN DIRETTA DAL NOMENTANO 4 DELLA DEAR VARIET Domenica in - Cos la vita 18.50 GIOCO L'eredit 20.00 NOTIZIARIO TG1 20.35 RUBRICA TG Sport 5 minuti di recupero 20.40 GIOCO Soliti ignoti 21.30 PRIMA TV FICTION Il restauratore 23.30 ATTUALIT Speciale TG1 0.35 NOTIZIARIO TG1 Notte - Che tempo fa 1.00 RUBRICA Applausi 2.15 RUBRICA Sette note 2.35 ATTUALIT Cos la mia vita... Sottovoce 11.30 VARIET Mezzogiorno in famiglia 13.00 NOTIZ. TG2 Giorno 13.30 RUBR. TG2 Motori 13.40 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 2 13.45 VARIET SPORTIVO Quelli che aspettano 15.40 VARIET Quelli che il calcio 17.05 NOTIZIARIO TG2 L.I.S. - Meteo 2 17.10 RUBRICA SPORTIVA Sport Stadio Sprint 18.00 RUBRICA SPORTIVA RaiSport 90 Minuto 19.35 TELEFILM Lasko 20.30 NOTIZ. TG2 - 20.30 21.00 TELEFILM N.C.I.S. 21.45 PRIMA TV TELEFILM Charlie's Angels 22.35 RUBRICA SPORTIVA La Domenica Sportiva 1.00 NOTIZIARIO TG2 1.20 RUBRICA RELIGIOSA Sorgente di vita 1.50 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 2 12.00 NOTIZIARIO TG3 TG3 persone - Meteo 3 12.25 ATT. TeleCamere 12.55 CULTURALE Prima della Prima (REPLICA) 13.25 CULTURALE Il Capitale di Philippe Daverio 14.00 NOTIZIARIO TG Regione - Meteo - TG3 14.30 ATTUALIT In 1/2 h 15.00 NOTIZ. TG3 L.I.S. 15.05 ATTUALIT Alle falde del Kilimangiaro 17.55 VARIET Per un pugno di libri 18.55 Meteo 3 19.00 NOTIZIARIO TG3 TG Regione - Meteo 20.00 VARIET Blob 20.10 ATTUALIT Che tempo che fa 21.30 ATTUALIT Presa diretta 23.35 NOTIZIARIO TG3TG Regione 23.50 VARIET Lilit - In un mondo migliore 0.50 NOTIZIARIO TG3 20.57 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 21.00 NOTIZIARIO News lunghe da 24 21.27 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 21.30 RUBRICA Meridiana - Scienza 1 21.57 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 22.00 ATTUALIT Inchiesta 3 (Interni) (REPLICA) 22.30 NOTIZIARIO News lunghe da 24 22.57 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 23.00 RUBRICA Consumi e consumi 23.27 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 23.30 RUBRICA Tempi supplementari 23.57 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 0.00 NOTIZIARIO News lunghe da 24 0.27 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 18.50 GIOCO The Money Drop 20.00 NOTIZIARIO TG5 Meteo 5 20.40 VARIET Paperissima Sprint 21.30 ULTIMI EPISODI - PRIMA TV TELEFILM Distretto di Polizia 11 23.40 ATTUALIT Terra! 0.40 NOTIZ. TG5 Notte 16.50 FILM Walker, Texas Ranger: Colpo grosso a Fort Whort 18.55 NOTIZIARIO TG4 Meteo 19.35 SOAP OPERA Tempesta d'amore 21.30 FILM Il profumo del mosto selvatico 23.40 I bellissimi di R4 23.45 FILM Mary Reilly
SC1= Cinema 1 SCH=Cinema Hits SCP=Cinema Passion SCC=Cinema Comedy SCF=Cinema Family SCM=Cinema Max

LO SPORT
SP1=Sport 1 SP2=Sport 2 SP3=Sport 3

18.30 NOTIZIARIO Studio Aperto - Meteo 19.00 CARTONI ANIMATI Bugs Bunny 19.10 FILM Un principe tutto mio 21.30 FILM Hitch 23.50 PRIMA TV SIT COM Cos fan tutte 0.15 RUBRICA Controcampo - Linea notte

17.05 FILM Against The Ropes 19.00 VARIET The show must go off - Domenica 20.00 NOTIZIARIO TG La7 20.30 ATTUALIT In Onda 21.30 FILM The Unsaid Sotto silenzio 23.30 NOTIZIARIO TG La7 23.40 FILM Terra e libert 1.50 RUBR. Bookstore

19.10 Un weekend da bamboccioni SCC 19.20 Che bella giornata SC1 19.25 Ella Enchanted SCF Il magico mondo di Ella 19.25 Colpo grosso al SCM Drago Rosso 21.00 Fratelli d'Italia SCC 21.00 Pretty Princess SCF 21.00 Colpo doppio SCM 21.00 Prima tv Oltre i binari SCP 21.10 Il discorso del Re SC1 21.10 Reazione a catena SCH 22.40 Febbre da cavallo La mandrakata SCC 22.40 The Whore SCP 23.00 Principe azzurro SCF cercasi 23.00 Cos fan tutte SCM 23.05 Il vento del perdono SCH 23.15 Io, Robot SC1 0.40 I 13 spettri SCM

15.55 Rugby, Heineken Cup 2011/2012 5a giornata Saracens - Biarritz Olympique (Da) SP2 16.55 Calcio, Premier League 2011/2012 21a giornata Swansea SP3 City - Arsenal (Diretta) 18.55 Rugby, Heineken Cup 2011/2012 5a giornata Aironi Rugby - Cler. Auvergne (R) SP3 20.40 Calcio, Serie A 2011/2012 Posticipo 18a giornata Milan - Inter (Diretta) SP1 21.15 Golf, PGA European Tour 2012 Da Johannesburg (Sud Africa) The Joburg Open: 4a SP2 giornata (Replica) 21.45 Calcio, Premier League 2011/2012 21a giornata Swansea City - Arsenal (Replica) SP3 23.00 Wrestling WWE ExpeSP2 rience Episodio 29 0.00 Calcio, Liga 2011/2012 19a g. Barcellona - Betis SiviSP3 glia (Replica)

TRAME DEI FILM


/ Hitch
Alex Hitchens, meglio conosciuto come Hitch il Cupido di New York. Lunico e irripetibile. Gli uomini si rivolgono a lui per conquistare le loro anime gemelle. Lui li assiste per i primi tre appuntamenti. Come vestirsi, come comportarsi, cosa dire, cosa fare. Successo assicurato. Peccato che Hitch finisce per perdere letteralmente la testa per la bella giornalista Sara, che vuolescreditarlo con un articolo al vetriolo.

PROGRAMMIDA NON PERDERE


Il Capitale di Philippe Daverio
Secondo appuntamento con Il capitale di Philippe Daverio, la nuova trasmissione darte e cultura di Rai 3, ideata, scritta e condotta da Philippe Daverio. La puntata il primo di tre episodi dedicati interamente alla Cina, lunico stato senza debito pubblico spiega Daverio il nostro opposto.Anzi con tremila miliardi di dollari che investe nel mondo, comprando blocchi di debito degli altri, USA compresi...

Presa diretta
Mafia al Nord.Al Nord politica e mafia si intrecciano? Hanno interessi in comune? Si scambiano favori? La criminalit organizzata non si limita alla Lombardia per riciclare proventi, con laiuto di alcuni politici. A Presa diretta, linarrestabile avanzata della ndrangheta in altre due regioni: Piemonte e Liguria. Rocco Varacalli, il pentito, per la prima a volta, a Presa diretta,traccia la mappa degli affari...

/ Oltre i binari
Josh un ragazzo giovane che ha vissuto una tragedia. Quando, dieci anni prima, frequentava le superiori, un tragico incidente ha stroncato la vita della sua ragazza, Emily Da allora il ragazzo . crollato uno stato depressivo dal quale non mai riuscito a venir fuori. Rusty, un suo amico d'infanzia, fa di tutto per fargli ritrovare la serenit, ma l'arrivo di Amelia, nel locale in cui Josh lavora, complica le cose...

/ Mary Reilly
Londra, 1880 Henry Jekyll (John Malkovich), un apprezzato Dottore, un uomo stimato in tutta la citt.Tuttavia, da tempo si ritirato nella solitudine del suo laboratorio. La sua casa, un tempo luogo di ritrovo festoso, animata solo dai fedeli domestici, tra cui anche la giovanissima cameriera Mary Reilly(Julia Roberts). Henry attratto dalla sua innocenza, mentre lei, lo ammira in assoluto segreto...

Che tempo che fa


Una puntata scoppiettante quella di questa sera di Che tempo che fa. Ospiti di Fabio Fazio saranno Ezio Mauro, da 15 anni direttore de la Repubblica, Claudio Bisio & Alessandro Siani, inedita coppia di attori, che presentano, in anteprima nazionale, il film in uscita Benvenuti al Nord, Riccardo Iacona, che tornato l8 gennaio su Rai 3 con Presa diretta, e infine i Litfiba.

Italia 1 21,30

Rai 3 13,25

Rai 3 21,30

Sky Cinema Passion 21,00

Rete 4 23,45

Rai 3 20,10

pagina 18

Domenica 15 gennaio 2012

SECONDO TEMPO

PIAZZA GRANDE
J. E. Hoover, che America ?
di Furio

fatti di vita

di Silvia Truzzi

Colombo

i sono molte ragioni per discutere la figura di J. Edgar Hoover, dopo il film di Clint Eastwood. Un uomo ritroso e potente che per 48 anni stato a capo del Federal Bureau of Investigation, che lui stesso aveva fondato e che ha diretto sotto otto diversi presidenti degli Stati Uniti, tenendo sempre saldamente il controllo della sicurezza americana in circostanze storiche e politiche profondamente diverse, da Harding a Roosevelt, da Kennedy a Nixon. La parola chiave, se si tenta una descrizione del personaggio, controllo. Per Hoover significa dominio assoluto sulla vita e sugli eventi di quante pi persone possibile, alle condizioni che lui stesso stabilisce da una posizione allo stesso tempo di estrema importanza e quasi invisibile. Ho vissuto in unAmerica segnata fortemente dalla figura e dalla persona di Hoover. Ricordo uomini politici e figure pubbliche, costrette a tener conto di quel personaggio, indipendentemente dalla grandezza della loro immagine e dal prestigio del loro talento e della loro celebrit. Mai incluso e mai escluso da ogni trama o sospetto, premiato per cose vistosamente non fatte e agente segreto di se stesso, era questo il J. Edgar Hoover che mi aspettavo di trovare nel film di Clint Eastwood e nella straordinaria interpretazione di Leonardo DiCaprio. Invece ho trovato un grande dramma di vita privata dove motivi interiori di tormento prevalgono di gran lunga sul pi vasto scenario politico e pubblico che pochi personaggi di potere hanno avuto, mai per un tempo cos lungo.

Nel film di Eastwood i tormenti interiori del protagonista prevalgono sullo scenario politico La vera storia racconta invece lostinazione democratica made in Usa
potere e controllo. E lo vuole assoluto, accanto, non dentro la democrazia, una sorta di terribile ruota di scorta. Percepisce il governo come debole e lontano. Vuole una polizia pi agile e potente delle polizie dei singoli Stati che formano gli Stati Uniti dAmerica. Ma, con la costruzione di unefficientissima FBI, fabbrica la macchina che garantir la protezione dei diritti dei cittadini. Infatti le peggiori vessazioni dei diritti dei cittadini, come ha imparato presto la Lega Nord in Italia, si compiono nella periferia del sistema giuridico di un Paese. Nei piccoli centri americani nessuno e niente (tranne la violenza) avrebbe potuto porre fine allarbitraria e crudele discriminazione razziale che segregava la popolazione afro-americana (allora si diceva colored people) e la confinava in un destino inferiore. Ma quando un governo federale (quello di John e Robert Kennedy) ha voluto cambiare il Paese e tagliare la strada al razzismo, ha avuto lo strumento adatto nella polizia federale che prende il posto dello sceriffo eletto in un luogo e votato per la continuazione del razzismo. E quando il movimento di Mar-

tin Luther King, detestato da Hoover che non vuole potere popolare, fa diventare legge i diritti civili, il nuovo ordine giuridico che va a sovrapporsi alle leggi precedenti, cancellando automaticamente le pi odiose leggi razziali, ci vuole una polizia nazionale e federale per identificare e reprimere i reati contro i diritti delle persone. TUTTO CI non avvenuto subito (contro il governatore Wallace dellAlabama, Robert Kennedy ha minacciato l'invio di paracadutisti, nel 1962). Ma quando, dopo Hoover, il pestaggio selvaggio del giovane nero Rodney

King, da parte di poliziotti di Los Angeles, ha provocato la rivolta e lincendio della citt (1992), Washington ha potuto usare la polizia federale per ridare fiducia ai cittadini, il Tribunale federale per processare i poliziotti locali e le truppe federali per ristabilire e mantenere lordine. Qualcuno Hoover ha lavorato bene al fine esclusivo di avere autorit e creare potere al di fuori della democrazia. Qualcuno Martin Luther King e Robert Kennedy ha usato con abilit e bravura quello strumento per fare del processo democratico un territorio grande e protetto dei diritti di tutti, molto al di sopra di possibili arbitri e prepotenze dei poteri locali e chiamando lopinione pubblica a testimone e sorvegliante dei diritti garantiti. Non soltanto la narrazione di un lieto fine, ma un modo per mettere in evidenza ci che vi di tipicamente americano in questa storia: lostinazione democratica.
OTO

Leonardo DiCaprio in Hoover (F

OLYCOM)

. Sopra, Clint Eastwood

NELLA FIGURA potente, oscura, ingombrante che occupa cos a lungo e con tanto peso la scena degli Usa, e dunque del mondo, che cosa c di unicamente, tipicamente americano, al punto d poter dire: ecco, questa lAmerica? Per esempio, l'ossessione del comunismo e quella dello straniero (e dunque dellespulsione di presunti colpevoli anche a costo di revocare la cittadinanza) sono uninvenzione della sceneggiatura, una citazione dal vero o il tratto comune e tipico di una cultura? Di certo Hoover rappresenta molta America (al punto da mostrare una lunga strada laterale che attraversa limpero americano, lo rafforza ma non lo onora, da Sacco e Vanzetti a Guantanamo) e nega e divide unAmerica altrettanto grande, ovvero una accanita opposizione a Hoover, popolata di grandi americani, per un periodo cos lungo da far pensare a un tratto congenito sulluno e sullaltro versante, quello del potere ostinato e quello della instancabile difesa del diritto di libert. Il paradosso questo (e il film di Clint Eastwood lo mostra appena): Hoover cerca

a Socetas Raffaello Sanzio di Cesena sta per portare a Milano il suo spettacolo. Sempre che ci riesca. Da qualche giorno il Teatro Franco Parenti, che ospiter dal 24 al 28 gennaio la tappa della tourne, oggetto di una campagna denigratoria a suon di insulti (anche antisemiti) e minacce. Era successo gi a Parigi, dove Sul concetto di volto nel Figlio di Dio stato salutato dal dissenso dei cattolici tradizionalisti: sit-in di preghiera, lanci di uova, tentativi di impedire fisicamente la rappresentazione. dovuta intervenire la polizia. Il Tribunal de Grande Instance di Parigi stato interpellato perch fermasse la rappresentazione: il sindaco Delano si costituito parte civile contro chi attentava alla libert di creazione ed espressione artistica, i giudici hanno deciso che lo spettacolo poteva continuare. Perfino larcivescovo Andr Vingt-Trois ha bollato i contestatori lefebvriani come gente che trasforma la fede in un argomento di violenza. In Italia, Avvenire dice: Sul concetto di volto nel Figlio di Dio diventato un caso. Con i soliti cattolici confinati nella parte dei bigotti oscurantisti e i soliti laici nei panni dei paladini della libert. Laici che provocano ma non si chiedono mai se le loro provocazioni rischiano di rimanere fini a se stesse e di offendere. Andre Ruth Shammah, direttrice del Franco Parenti, ha scritto una lettera alle autorit civili e religiose della citt perch intervengano: Il confronto anche animato un elemento sano, naturale e prezioso di una civilt che cresce. A condizione che non si sconfini nella minaccia, nellingiustificata aggressione. Chiediamo che chi guida questa citt, nello spirito e nelle azioni, intervenga per allentare le inutili e pericolose tensioni e riportare la discussione nella dimensione pi appropriata di quello che uno spettacolo teatrale, che, semplicemente, pu essere visto o non visto, piacere o non piacere, fare discutere o meno. In modo totalmente disarmata. Tutte le arie avanguardiste, da capitale morale, che Milano si d non possono farsi spazzare via da istanze oscurantiste fuori tempo. Il sito ateatro.it ricorda come un altro spettacolo della Raffaello Sanzio, il Gilgamesh (1990), fu proprio a Milano al centro di una furibonda polemica. Tanto che dopo unemozionante prima, il presidente del Crt Sisto Dalla Palma, voleva sospendere le rappresentazioni. Al termine di una faticosa mediazione si trov un compromesso: le repliche previste vennero salvate, ma venne programmato un incontro, una sorta di processo pubblico allo spettacolo, nel quale la compagnia se la cav brillantemente. La Socetas Raffaello Sanzio oggi una delle compagnie italiane pi note allestero venne esclusa dai finanziamenti ministeriali: questa pice coprodotta da diversi teatri e festival di tutto il mondo. Lo spettacolo, sostiene il regista Romeo Castellucci, non guarda a Cristo come al figlio di Dio. Restituisce piuttosto luomo, che guardiamo e dal quale siamo guardati. I due opposti la mistica, la teologia cos come la demistificazione sgombrano il campo lasciando spazio al ritratto puro delluomo. La Socetas diventata unicona di trasgressione (circostanza che impedisce una lettura libera, magari anche critica, dei contenuti) e attaccarla una moda. Al di l di quello che la pice mette in scena (prima di commentarlo, bisogna vederlo), questi tentativi di censura fanno ridere. LItalia non pi quella degli anni Cinquanta, quando il microfono di Dio, padre Lombardi, irretiva le folle con le sue apocalittiche prediche. Ma soprattutto fanno ridere perch c un modo molto semplice di esprimere dissenso per qualcosa che non si condivide: ignorarlo. Attraversiamo lera della globalizzazione: non ne usciremo vivi senza dialogo, confronto, libert.

PARIGI, MILANO E I SOLITI BIGOTTI L

Il Csm: correnti e democrazia


di Aniello Nappi

aro Direttore, vorrei intervenire sulle questioni poste da Bruno Tinti nel Suo recente articolo riguardante lattivit del Consiglio superiore della magistratura. Non intendo entrare nel merito della ricostruzione proposta, in particolare con riferimento alla vicenda D.N.A., ma confutarne la rappresentazione quasi caricaturale del rapporto tra il Csm e le cosiddette correnti dellAssociazione nazionale magistrati. La storia politica di qualsiasi paese pu essere ricostruita in termini di scambio e di ricat- Anche to; e vi sono paesi certamente democratici in cui non solo i i magistrati magistrati, bens anche le massime autorit politiche possono dare dello Stato sono rimaste vitti- il loro contributo me di oscuri attentati. Ci che distingue la democrazia dai si- al superamento stemi totalitari o autoritari non quindi la mancanza di della intollerabile trame o di compromessi opachi, perch, al contrario, le crisi societ aperte e pluralistiche di efficienza sono maggiormente esposte al rischio di intrecci inconfes- del sistema sabili tra interessi politici ed economici. La superiorit giudiziario della democrazia come sistema politico nella possibilit, italiano

che essa sola offre, di un libero confronto pubblico e argomentato sulle scelte collettive; un confronto che, se ben condotto, pu smascherare gli intenti di chi voglia strumentalizzare le istituzioni per fini riprovevoli. Certo le opportunit offerte dalla democrazia non garantiscono sul risultato. Ma anche la cronaca politica pi recente dimostra come le istituzioni democratiche rivelino di avere sempre in se stesse le risorse per innescare quei cambiamenti che in altri sistemi rimarrebbero certamente preclusi.
IL CONSIGLIO superiore della magistratura unistituzione democratica, non solo in ragione della legittimazione dei suoi componenti, ma anche delle procedure discorsive che ne regolano lattivit. Ed appunto questa sua costituzione democratica a rendere possibili correzioni e integrazioni delle sue prassi nella piena trasparenza del dibattito pubblico. Non sono le eresie isolate di qualcuno che possono determinare levoluzione delle istituzioni, ma solo il libero confronto delle idee e degli interessi. Ed questo dibattito pubblico ci che conta in democrazia,

perch la scelta democratica pu fondarsi solo sulla fiducia che il metodo del confronto porti a far prevalere l'argomento migliore. Quanto alle cosiddette correnti dellAssociazione nazionale magistrati, non v dubbio che esse abbiano vissuto uninvoluzione burocratica dopo il raggiungimento degli obiettivi che negli anni Sessanta del secolo scorso le avevano viste impegnate nella promozione di un adeguamento dellordinamento giuridico ai valori costituzionali. Del resto anche i partiti politici hanno vissuto unanaloga involuzione dopo la formidabile trasformazione sociale che nel secolo scorso ha garantito una inimmaginabile diffusione del benessere nelle democrazie occidentali. Il raggiungimento degli obiettivi di emancipazione sociale che avevano favorito la mobilitazione sociale ha determinato una riduzione della partecipazione politica. Ed in questo difetto di partecipazione lorigine della carenza di leadership che, come denunciato anche dal capo dello Stato, affligge oggi lEuropa. Anche per la Magistratura, istituzione fondamentale dello Stato democratico, dunque necessario individuare nuovi obiettivi di emancipazione che favoriscano la partecipazione democratica. E limpostazione dellultimo congresso dellA.N.M. pu essere appunto letta in questo senso, con lassunzione di responsabilit per il contributo che i magistrati possono dare al superamento della intollerabile crisi di efficienza del sistema giudiziario italiano. Quel che certo che i nostri problemi non si risolveranno con la delegittimazione delle istituzioni democratiche. * Lautore membro del Consiglio Superiore della Magistratura

Domenica 15 gennaio 2012

pagina 19

SECONDO TEMPO

MAIL
Concordia, la tecnologia dipende dalluomo
Il gravissimo incidente accaduto alla nave da crociera Costa Concordia dimostra che la retorica sullo sviluppo delle tecnologie non tiene minimamente in considerazione la reale applicazione delle stesse che non il frutto del caso, ma dipende sempre dall'uomo. In verit in questi anni non affatto aumentato lo sviluppo tecnologico che dovrebbe evitare simili incidenti, ma ci si limitati a esaltare soltanto aspetti effimeri e consumistici della caotica crescita dei social network e della rete. Cos ci ritroviamo col paradosso di avere strumenti come i satelliti artificiali per controllare l'intero pianeta, senza per avere effettivamente chi controlli e verifichi la sicurezza dei mezzi tecnici che usiamo ogni giorno.
Cristiano Martorella

BOX
A DOMANDA RISPONDO LEGA : GLI AFFARI SONO AFFARI
Silvana

IL FATTO di ieri 15 gennaio 1938


E alla fine, nella ridicola guerra dei pronomi dellItalia fascista, ci and di mezzo Lei, titolo di un brillante settimanale femminile in edicola fin dal 33, prudentemente ribattezzato Annabella, in linea con la massiccia crociata in favore del voi. A scatenare la campagna contro la turpe, disgustosa paroletta, dorigine spagnolesca e cortigiana, censurata addirittura come titolo di testata, un violento elzeviro comparso il 15 gennaio 1938 sul Corriere della Sera a firma del linguista Bruno Cicognani, scatenato contro luso barocco e balordo della terza persona, aberrazione grammaticale e sintattica, portato dellartificiosit dei sentimenti, delle idee e della frollaggine smancerosa dei costumi.... Detto fatto. Da Mussolini alle veline di Starace, il lei femmineo e servile esce dalla grammatica di regime, sostituito per decreto dal voi romano e libero, o al pi dal tu, sigillo delluniverso romano e cristiano. Vittima incolpevole del battage contro lipocrita pronome indiretto, Lei/Annabella continuer comunque il suo iter di successo. Tra il plauso dei gerarchi e lo sberleffo di alcuni comici irriverenti che arrivarono a ironizzare sul cambio in Galivoi del grande Galilei.
Giovanna Gabrielli

Furio Colombo

7
C

aro Colombo, leggo che la Lega Nord, partito del popolo padano, manda i capitali all'estero. Devo indignarmi?

Le tasse e il modello americano


Se qualcuno in grado di darmela, vorrei una risposta concreta alla mia domanda. Il mio reddito tassato alla fonte. Se faccio fare un lavoro in casa mia, e richiedo la fattura, non posso scaricare n lIva che pago n la fattura stessa. A questo punto mi conviene di pi avere uno sconto del 20/25% e chiuderla l. Se potessi invece scaricare lintero importo della fattura compresa lIva, dato che il mio reddito gi tassato alla fonte nella misura del 33%, allo Stato converrebbe far detrarre a me limporto della fattura e caricarla su chi incassa che senzaltro avr unimposta finale maggiore di quella che pago io. E allo Stato, quindi a noi, converrebbe. ES: fatte fare inferriate: costo lire 5,000,000 con fattura. 3.500.000 senza fattura. Non potendo scaricare niente, ho scelto la seconda opzione. Se avessi potuto scaricare lintero importo, lo Stato mi avrebbe dovuto rendere il 33%, circa un milione e mezzo. Avendo io scelto la seconda

DIFFICILE indignarsi quando si parla di Lega, partito di cittadini turlupinati da una gang di imbroglioni, profittatori e bugiardi con forte tendenza allo spettacolo di strada. Infatti una lista di malefatte (non parlo della cattiveria, parlo dellimbroglio, della vera e propria truffa) praticamente impossibile, dalla partecipazione al governo dello stesso Paese che si intende spaccare, dove si annuncia un federalismo mai avvenuto, si bruciano pubblicamente leggi del Paese nemico e si aprono sedi di ministeri al Nord (truffa, appropriazione indebita e abuso di atti d'ufficio) che non potevano e non possono esistere, per poi tornare al Parlamento del Nord, mentre si annuncia il ritorno al governo del Sud (che sarebbe l'Italia) in caso di ritorno di Berlusconi. L'esportazione truffaldina dei capitali (si tratta delle somme di cosiddetto rimborso elettorale (bench quelle spese siano state tutte coperte o rimborsate, a suo tempo, dal Pdl) invece una buona idea, anche se illegale. Infatti, se vero che la Lega si messa in proprio, meglio che metta in salvo il gruzzolo rastrellato fingendo di fare politica, perch una fortuna simile, per il

diplomato Radioelettra Umberto Bossi, alias Capo carismatico delle camicie verdi, non si ripeter mai pi. Le stesse persone ed enti e istituzioni e giornali che lo hanno esaltato come il senatr mentre compiva o guidava o ispirava alcuni dei gesti e atti e fatti pi ignobili che abbiano segnato la vita italiana (celebri, ma ignorati persino dalla Chiesa cattolica, come i respingimenti in mare condotti in stretta alleanza con la Libia di Gheddafi, che hanno provocato ancora non si sa quanti morti affogati) fingeranno di non conoscere i coloriti personaggi con corna vichinghe e barbe verdi di comizi padani sempre pi piccoli e imbarazzanti perch mancheranno i soldi di Berlusconi e tutte le televisioni Rai-Berlusconi. No, non sto dicendo che dopo avere mandato il gruzzolo in Tanzania, Bossi e Maroni se lo riprenderanno, per pagare il giornale La Padania e il partito. Sto dicendo che hanno messo al sicuro il gruzzolo abilmente accumulato in Italia fingendo di fare politica, mentre i migliori sociologi si disputavano gli elogi e c'era chi notava che la Lega era il vero erede della democrazia italiana. Pu darsi. Ma che democrazia, e che Italia! Simboli: il tricolore al cesso (con il benestare di tutti) e la faccia di Borghezio.
Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano 00193 Roma, via Valadier n. 42 lettere@ilfattoquotidiano.it

opzione, io sono andato pari, lo Stato ci ha perso sia lIva che le tasse sullimporto. Chi ha fatto il lavoro ci ha guadagnato la differenza tra circa il 45% che avrebbe dovuto pagare e il 30% che ha levato a me. Vorrei sapere quali sono le impossibilit tecniche che impediscono allo Stato di adottare un sistema fiscale tipo quello americano che ci permetta di scaricare limporto delle fatture che paghiamo, obbligando cos ognuno a pagare ci che deve. La tracciabilit sopra i 1.000 euro pu andar bene per grossi importi, ma nel campo delle spe-

se spicciole una riforma strutturale nel senso di cui sopra sarebbe assai pi efficace.
Grazia Zecchini

Taglio auto blu, dobbiamo crederci?


Speriamo che questa volta si faccia finalmente sul serio. Il tema delle auto blu uno di quei luoghi comuni italiani, cui sembra non si mette mai fine. Qualcosa di cui il mondo intero ci deride da anni. Gettonatissimo l'argomento che, per, trova inaspettatamente sempre delle deroghe all'atto dell'applicazione della norma. Ecco arrivare dunque il nuovo decreto del Consiglio dei ministri, per tagliare drasticamente le auto di servizio delle Amministrazioni centrali e enti locali. Dobbiamo crederci? Infine, un'ultima considerazione. L'abolizione del privilegio un'occasione da cogliere per gli amministratori pubblici a tutti i livelli. Infatti, vivere la realt quotidiana degli spostamenti permette agli stessi di prendere coscienza direttamente delle diverse criticit che incidono sulla qualit di vita dei tanti e, alle quali bisogna trovare miglioramenti e con le quali la gente comune convive tutti i giorni. cos?
Nicola Campoli

LA VIGNETTA

to ostentato il sudore che han profuso nel sostenere il referendum all'interno delle feste del partito, non nemmeno riuscito a essere coerente con se stesso, da firmare un referendum al quale ha dato il suo appoggio, consentendo la presenza dei banchetti del comitato promotore durante lo svolgimento delle feste democratiche!!! Cosa temeva: che la sua firma fosse decisiva per il raggiungimento del quorum? Ma la mano destra sa cosa fa quella sinistra? O il suo stato solo un maldestro tentativo di voler apparire per quello che non ? O stata solo una mossa propagandistica? Sicuramente stata per me l'ennesima conferma che alle primarie per la scelta del segretario (non che avessi dei dubbi), ho fatto benissimo a votare Ignazio Marino.
Mauro Ballotta

diopatia che esiste per se stessa ma se ne conoscono le cause. Non , quindi, idiopatia di democrazia e non una crisi, bens una crasi: IDIOpatia di democraZIA forma IDIOZIA, uno Stato di grave insufficienza mentale, di una forma mentis che sta debilitando il popolo sovrano. La cura? Subito un batteriostatico per impedire lo sviluppo dei patogeni inibendone la moltiplicazione: battiamoci perch sia fatta immediatamente la riforma elettorale, per riprenderci il diritto di essere davvero rappresentate e rappresentati. Si devono rigenerare e rigenerazionare gli organi, per pari opportunit di genere e di generazioni. Per far guarire il Paese, il popolo sovrano deve per prima cosa cambiare aria alle stanze di casa e gli occupanti devono cambiare aria. Non ci si pu occupare della malattia senza occuparsi (e preoccuparsi) del malato.
Roberta Corradini

Cosentino, non casta ma cosca


Penso che non serva pi a niente continuare a ripetere di essere indignati per quello che si verificato in Parlamento quando l'on. Cosentino stato salvato dall'arresto per le gravi e documentate accuse di contiguit con la camorra rivoltegli dalla Magistratura. Lo spettacolo a cui si assistito stato indegno: nell'emiciclo baci e abbracci con relativi schiamazzi, da parte dei cosiddetti onorevoli chi gli hanno evitato la galera, come quando si festeggia allo stadio un goal della propria squadra. Que-

sta triste vicenda comunque permette di fare alcune riflessioni: la prima che sino a quando la natura non avr fatto il suo corso dando quindi la possibilit al principale artefice di questo degrado morale di continuare a gestire un'accozzaglia composta in gran parte da nani e ballerine, chiss quanti spettacoli come questo si dovranno ancora subire; la seconda riguarda il comportamento del segretario della Lega (ormai avviato inesorabilmente su un malinconico sunset boulevard politico, fisico e mentale) che, con un piroetta degna di un acrobata da circo, dopo una delle ennesime cene chiarificatrici con il suo padrone di fatto, ha cambiato idea in merito e per giustificare il suo voltafaccia ha dichiarato che la Lega non mai stata forcaiola (sic! ). In conclusione il salvataggio di Cosentino non credo si possa far passare ancora come un privilegio riservato alla casta, ma sia pi giusto definirlo un privilegio riservato alla cosca.
Giancarlo Merlo

I nostri errori
Per un nostro errore, sul giornale di ieri abbiamo attribuito al direttore de LAvvenire e non al collaboratore del quotidiano della Cei, Giorgio Campanini, la proposta di ridurre dall8 al 5 per mille il finanziamento Irpef alla Chiesa. Ce ne scusiamo con i lettori e con gli interessati

IL FATTO QUOTIDIANO via Valadier n. 42 - 00193 Roma lettere@ilfattoquotidiano.it

Il Paese malato, cambiamo aria alle stanze


Il governo aumenta le tasse, riduce le pensioni, vuole le liberalizzazioni e imprigiona i lavoratori. Il Parlamento, invaso da troppi personaggi in cerca dautore che interpretano solo se stessi, ha salvato Cosentino dallarresto. Il linguaggio degli organi permette una diagnosi della malattia: anche in questo caso ci sono specifici segnali degli organi da decifrare, perch la malattia del popolo sovrano non un evento casuale, non uni-

Direttore responsabile
Antonio Padellaro Vicedirettore Marco Travaglio Caporedattori Nuccio Ciconte e Vitantonio Lopez Progetto grafico Paolo Residori Redazione 00193 Roma , Via Valadier n42 tel. +39 06 32818.1, fax +39 06 32818.230 e-mail: segreteria@ilfattoquotidiano.it sito: www.ilfattoquotidiano.it Editoriale il Fatto S.p.A. Sede legale: 00193 Roma, Via Valadier n42 Presidente e Amministratore delegato Giorgio Poidomani Consiglio di Amministrazione Luca DAprile, Lorenzo Fazio, Cinzia Monteverdi, Antonio Padellaro
Centri stampa: Litosud, 00156 Roma, via Carlo Pesenti n130, 20060 Milano, Pessano con Bornago , via Aldo Moro n4; Centro Stampa Unione Sarda S. p. A., 09034 Elmas (Ca), via Omodeo; Societ Tipografica Siciliana S. p. A., 95030 Catania, strada 5 n35 Concessionaria per la pubblicit per lItalia e per l'estero: Publishare Italia S.r.l., 20124 Milano, Via Melchiorre Gioia n 45 tel. + 39 02 67378901, fax. + 39 02 67378911, email: natalina.maffezzoni@publishare.it, sito: www.publishare.it/ Distribuzione Italia:m-dis Distribuzione Media S.p.A., Sede: 20132 Milano, Via Cazzaniga n1 tel. + 39 02 25821, fax. + 39 02 25825203, email: info@m-dis.it Resp.le del trattamento dei dati (d. Les. 196/2003): Antonio Padellaro Chiusura in redazione ore 22.00 Certificato ADS n.0258307192 del 14/12/2011 Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 18599

Bersani, il referendum e la coerenza


Ho letto l'articolo, e non volevo crederci: ma come, il segretario (?) del Pd, che ha tan-

Abbonamenti
Queste sono le forme di abbonamento previste per il Fatto Quotidiano. Il giornale sar in edicola 6 numeri alla settimana (da marted alla domenica).
Per sottoscrivere il tuo abbonamento, compila il modulo sul sito

Abbonamento postale annuale (Italia) Prezzo 290,00 6 giorni Abbonamento postale semestrale (Italia) Prezzo 170,00 6 giorni Modalit Coupon * Prezzo 320,00 annuale Prezzo 180,00 semestrale Abbonamento online PDF annuale Prezzo130,00

Modalit di pagamento Bonifico bancario intestato a: Editoriale Il Fatto S.p.A., BCC Banca di Credito Cooperativo Ag. 105 Via Sardegna Roma Iban IT 94J0832703239000000001739 Versamento su conto corrente postale: 97092209 intestato a Editoriale Il Fatto S.p.A. - Via Valadier n 42, 00193 Roma Dopo aver fatto il versamento inviare un fax al numero + 39 02 9189197, con ricevuta di pagamento, nome cognome,

indirizzo, telefono e tipo di abbonamento scelto. Pagamento direttamente online con carta di credito e PayPal. Per qualsiasi altra informazione in merito pu rivolgersi all'ufficio abbonati ai numeri tel. +39 02 91080062 fax +39 02 9189197 - o all'indirizzo mail abbonamenti@ilfattoquotidiano.it * attenzione accertarsi prima che la zona sia raggiunta dalla distribuzione de Il Fatto Quotidiano

www.ilfattoquotidiano.it