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Capitolo primo

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Biologia della coscienza e dellinconscio e neuropsicoanalisi

Non ho affrontato n linconscio freudiano n il concetto di repressione, che in una certa misura ancora una questione dibattuta. G. EDELMAN (2004, p. 81)

Freud ha affermato, oramai pi di cento anni fa, che, da un lato, la vita psichica piena di pensieri efficienti ma inconsci, e che, daltro lato, lo psichismo non riducibile alla coscienza. Lipotesi secondo cui la maggior parte della nostra attivit mentale si svolge in maniera inconscia oggi largamente condivisa dai neuroscienziati cognitivi; ci, tuttavia, non significa affatto che essi condividano la nozione dinconscio cos com stata definita da Freud. La relazione corpo-mente (the body-mind problem) non viene pi formulata, al giorno doggi, in termini misteriosi, ma ponendo il problema di come la coscienza possa fare la sua comparsa. Un tempo la domanda era: Come emerge la mente dal cervello?; oggi diventata: Come emerge la coscienza dal cervello?. Francis Crick, il celebre biologo premio Nobel negli anni 50 per la sua scoperta della struttura del DNA, ha avanzato (1994) la seguente ipotesi stupefacente: Voi, le vostre gioie e i vostri dolori, i vostri ricordi e le vostre ambizioni, il vostro senso d'identit personale e di spontanea volont, siete infatti niente pi che il comportamento di un ingranaggio enorme di cellule nervose e delle
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loro molecole associate. Questaffermazione, che riduce la totalit della nostra vita allattivit di un insieme di cellule nervose, ci pone di fronte allimportanza del problema, ed senza dubbio conforme alla ricerca neuronale dellanima condotta da Francis Crick, un grande scienziato mosso dal seguente interrogativo: quali sono gli specifici processi neuronali che fanno da correlato alla nostra coscienza? Sulla spinta di questa domanda, nata una corrente di ricerca neuroscientifica che tenta di individuare le aree cerebrali e i processi correlati a un particolare elemento del funzionamento mentale, la coscienza, o a facolt come la memoria, il linguaggio, ecc. Ma Francis Crick non ci fornisce alcuna risposta alla seguente domanda: in che modo la coscienza emerge dalla materia? Un esempio ci permetter di andare un po pi lontano.

Come emerge la coscienza dalla materia? Lesempio del dolore

Sappiamo bene che una qualsiasi offesa fatta al nostro corpo provoca un dolore nella nostra anima. Oggi, conosciamo bene tutti i circuiti che conducono dai recettori della nostra pelle, tanto per fare un esempio, ai neuroni della corteccia somatosensoriale situata nel lobo parietale. Il dolore causato dalleccitazione delle cellule corticali di questarea cerebrale. La descrizione di processi fisiologici di questo tipo sufficiente a dare una risposta al lato del problema che interessa Crick. Tuttavia, per quanto numerosi possano essere i processi fisiologici e chimici da noi descritti, non troveremo, in tali descrizioni, alcuna spiegazione di come possa un fenomeno fisico trasformarsi in un fenomeno psichico. esattamente questa la sfida intellettuale che le neuroscienze tentano oggi di raccogliere. Posto di fronte a questo stesso problema, Freud, che si interrogato sullenigma del dolore lungo tutto il corso della propria opera, dagli Studi sullisteria (1895) fino a Luomo Mos e la religione monoteistica (1938), sostiene che la caratteristica innata del dolore consiste nel suo carattere eccessivo; egli affronta lenigma allinterno di un quadro metapsicologico nel quale viene presa in considerazione ogni dimensione: economica, topica, dinamica e anche filogenetica (Revue franaise de Psychosomatique, 1999). Nella minuta teorica G (gennaio 1895),
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Freud, servendosi di due schemi neuronali, propone una spiegazione del dolore a partire dagli effetti della melanconia: questi consistono in una inibizione psichica con impoverimento pulsionale e dolore al riguardo. Egli immagina, a livello dellapparato psichico, un gruppo sessuale psichico che subisce una forte diminuzione nelleccitamento e che risucchia i quantitativi di eccitamento contigui, ci che produce dolore. Si tratta di una sorta di emorragia interna, di una falla psichica. Freud precisa: tale contrazione ha un effetto inibitorio, come una ferita e analogamente al dolore. Quanto al caso opposto vale a dire, quello della mania si ha ugualmente un impoverimento per il fatto che leccitamento sovrabbondante scorre via attraverso una falla somatica; leccitamento sessuale somatico ad essere completamente prosciugato. Proseguendo le proprie ricerche per addivenire a un modello unitario che rendesse possibile la comprensione sia del dolore fisico che di quello psichico, Freud arrivato a una soluzione sviluppando il concetto di investimento. Questo gli ha permesso di formulare la seguente spiegazione: nel caso del dolore corporeo, il vissuto doloroso legato al carattere di ritiro nellIo rispetto allOggetto, mentre nel caso del dolore psichico, il disagio morale legato alla perdita dellOggetto. Per giungere ad una teoria unitaria del dolore, Freud la integra nella nozione, da lui stesso elaborata, di rappresentativit psichica. , in ultima analisi, Il rappresentante psichico della parte del corpo lesionata che oggetto di sovrainvestimento, non lentit materiale corporea. Freud si posiziona, pertanto, allinterno dellapparato psichico, scartando la dimensione fisiologica, perch presume che la dimensione psichica sia in grado di integrare tutte le altre. In sintesi, come afferma egli stesso: Il passaggio dal dolore del corpo al dolore dellanima corrisponde al mutamento dellinvestimento narcisistico in investimento doggetto. Il vissuto del dolore psichico dunque legato alla densit delle relazioni dinvestimento e delle catene associative o, come sostiene Pierre Marty nellelaborare la sua teoria psicosomatica, a un grado elevato di mentalizzazione. Possiamo allora comprendere come, nel caso della depressione essenziale, ci troviamo di fronte a una debolezza o a unassenza dellaffetto doloroso, che corrisponde ad una debolezza della mentalizzazione.

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Freud ha risolto in termini metapsicologici il problema posto dagli studiosi di neuroscienze. Ma ha con ci risposto alla domanda nei termini in cui essi lhanno formulata? I neuroscienziati interessati alla relazione mente-corpo pongono il problema in termini di coscienza. Ipotizzano che la vita mentale sia il prodotto dun vasto insieme di neuroni e tentano di determinare quali processi, in questo insieme, generano la coscienza; in tal modo, essi identificano la mente con la coscienza. La vera essenza della mente non il comportamento intelligente, ma la coscienza soggettiva. Due di essi, Antonio Damasio e Gerald Edelman, hanno messo a punto dei modelli bio-neuropsicologici globali della coscienza e dellinconscio.

I. Antonio R. Damasio: approccio biologico e neuronale alla coscienza

Damasio un neurobiologo, conosciuto in tutto il mondo per i suoi lavori, il cui pensiero si sviluppato in maniera parallela a quello di Sigmund Freud, quasi si trattasse di una riscoperta, a un secolo di distanza, dei concetti fondamentali della psicoanalisi, riformulati per in termini biologici. Talvolta, le concezioni dei due autori risultano coincidenti, talvolta sembrano essere considerevolmente differenti. Per Damasio, il problema della coscienza duplice. Si tratta infatti:

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di scoprire in che modo il cervello, a partire da immagini visive, uditive, tattili, viscerali, formi delle configurazioni neuronali ed arrivi a trasformarle in configurazioni mentali. Egli si riferisce a queste configurazioni mentali come a immagini di un oggetto. Con il termine oggetto, Damasio intende significare cose fra loro tanto diverse quanto una persona, un luogo, una melodia, uno stato di felicit; con immagine, invece, egli si riferisce ad una configurazione mentale associata ad una modalit sensoriale (visiva, sonora, ecc.);

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di riuscire a sapere in che modo il cervello generi, parallelamente alle configurazioni mentali di un oggetto, un sentimento di s nellatto del conoscere. La coscienza, dal livello pi elementare a quello pi complesso, la struttura mentale integrata che lega il s agli oggetti.

Damasio distingue fra una coscienza nucleare e una coscienza estesa: la coscienza nucleare dota lorganismo di un sentimento di s qui ed ora (niente passato, n altrove, n prima, n dopo); la coscienza estesa un fenomeno biologico complesso con diversi livelli di organizzazione, ed in continua evoluzione per tutta la durata della vita dellorganismo. Ai due tipi di coscienza corrispondono due tipi di s: il s nucleare e il s autobiografico. Queste due componenti del s si sviluppano a partire dalla conoscenza delle relazioni dinterazione che il nostro organismo intrattiene con gli oggetti. Nel corso dellinterazione, i dispositivi di rappresentazione del cervello generano un rendiconto non verbale della maniera in cui lorganismo stato modificato dal cambiamento. quello che Damasio chiama il sentimento di s nellatto di conoscere; lorganismo cartografato nel cervello e, nelle strutture sensoriali e motrici di questultimo, viene cartografato anche loggetto. Ogni modificazione provoca un mutamento delle mappe sensoro-motrici corrispondenti alloggetto, mutamento che a sua volta ne induce unaltro nella cartina dellorganismo. Lo stato dellambiente interno, le viscere, il sistema vestibolare e il complesso muscolo-scheletrico costituiscono la prima forma di s, denominata proto-s; le informazioni in esso contenute sono di natura inconscia. Sappiamo di essere coscienti quando sentiamo di essere nellatto di conoscere, poich il nostro proto-s ha subito un mutamento a causa di un oggetto che appena comparso in primo piano nella nostra mente. Siamo in tal modo passati, con tale presa di coscienza, dal proto-s al s nucleare, ovvero a una forma di s inerente al rendiconto non verbale di secondo ordine che si produce ogni volta che un oggetto modifica il proto-s. Questa forma di s transitoria ma, di tutto linsieme di esperienze conoscitive che viviamo nelle nostre interazioni con gli oggetti, restano comunque dei ricordi, legati gli uni agli altri una memoria autobiografica che vanno a costituire degli archivi disposizionali in cui si trova codificato ci che siamo su un piano corporeo, ci che siamo stati nel campo dei nostri comportamenti e, infine, ci che progettiamo di essere in futuro.
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Questa memoria viene rimodellata costantemente lungo tutto il corso della nostra vita; essa legata, per via neuronale e cognitiva, al proto-s inconscio e al s nucleare che emerge in ciascun istante della nostra vita vissuta e ce ne d coscienza. La memoria autobiografica si sviluppa continuamente insieme allesperienza vitale, ma pu essere in parte rimodellata per riflettere nuove esperienze. Nellelaborare un modello della biologia della coscienza, Damasio stabilisce una differenza fra i mutamenti che sopraggiungono, ad esempio, nelle cortecce visive in seguito ad una percezione, mutamenti che sono allorigine di unimmagine, e i cambiamenti riguardanti lintero organismo, che rappresenta lunit integrale del nostro essere, del nostro corpo; egli ipotizza cio che il cervello contenga al suo interno un modello di tutto linsieme. Sono giunto alla conclusione che probabilmente lorganismo, cos come viene rappresentato allinterno del suo cervello, un precursore biologico di ci che alla fine diviene lelusivo senso di s (Damasio 1999, p. 37). Questo modello del corpo nel cervello rimanda allipotesi di Freud riguardante il dolore evocata poco sopra: il rappresentante psichico della parte del corpo lesionata che oggetto di sovrainvestimento, non lentit materiale corporea. Lidea di Damasio che afferma la rappresentazione dellorganismo intero nel cervello e quella di Freud riguardante le rappresentazioni psichiche del corpo sono complementari: luna si riferisce alla rappresentazione neuronale del corpo, laltra alla sua rappresentazione psichica. Il modello del corpo nel cervello equivale ad un insieme di dispositivi cerebrali il cui lavoro principale consiste nellorganizzazione automatizzata della vita dellorganismo. In tal modo, Damasio sottolinea che linnovazione maggiore introdotta dalla comparsa della coscienza stata quella di rendere possibile il legame fra il santuario interno della regolazione biologica e lelaborazione delle immagini. Il concetto di immagine proposto da Damasio ricalca quello freudiano di rappresentazione. A livello neuro-anatomico, Damasio colloca il sistema Coscienza nel tronco encefalico, nellipotalamo e in alcune parti del telencefalo basale. Egli distingue esplicitamente fra il sistema Coscienza e la coscienza morale che giudica del bene e del male inerenti a unazione o a un oggetto. Inoltre, egli insiste particolarmente sulla relazione fra gli stati interni dellorganismo, controllati dal cervello,
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che costituiscono lo sfondo della mente, e lentit che chiamiamo s. Tali stati interni, secondo Damasio, fanno la loro naturale comparsa secondo una modalit i cui poli estremi sono il piacere e il dolore. In sintesi, i processi coscienti hanno la responsabilit di permettere ad un organismo individuale di fronteggiare le evoluzioni non previste dellambiente in cui si trova, in maniera tale che le condizioni fondamentali della sopravvivenza continuino ad essere soddisfatte. Damasio rientra nel novero di quei ricercatori di neuroscienze che rifiutano le teorizzazioni dei comportamentisti e dei cognitivisti perch affermano con forza lidea che le esperienze soggettive debbano necessariamente rientrare nel dominio della scienza.

Neurobiologia dellinconscio

Il mondo dellinconscio psicoanalitico affonda le radici nei sistemi neurali che provvedono alla memoria autobiografica e in genere la psicoanalisi si considera come uno strumento per decifrare la trama intricata delle connessioni psicologiche allinterno della memoria autobiografica (Damasio 1999, pp. 275-276). Secondo Damasio, se facile riattivare, anche in permanenza, alcuni ricordi autobiografici, ve ne sono altri che possono rimanere nascosti a lungo, talvolta per sempre. Pu capitare che il ricordo di taluni eventi biografici non arrivi mai ad essere completamente ricostruito, o che non risalga mai in superficie nella coscienza perch non stato archiviato in quanto tale, o che il richiamarlo alla memoria implichi un processo complesso di ricostruzione. Qualora poi certuni ricordi riescano a raggiungere la coscienza estesa, possibile che risultino misteriosi in ragione di unapparente mancanza di legami con il contenuto manifesto della coscienza stessa. Una rete di connessioni neuronali soggiacente a tale contenuto manifesto allopera nel collegare diversi eventi e la rappresentazione mentale del modo in cui sono stati vissuti dal soggetto. La nozione dinconscio proposta da Damasio limitata alla memoria autobiografica, e non sappiamo nulla circa il modo in cui la parte
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inconscia di tale memoria si costituisca; non cos per la costituzione dellinconscio freudiano, legata al meccanismo della rimozione. Linconscio di Damasio non di tipo dinamico: al contrario, ci appare come un insieme di archivi, fra i quali alcuni rimangono inconsci per ragioni a noi sconosciute. Quando giunge in prossimit dei meccanismi inconsci, egli ne esamina il raggio dazione e i limiti in termini di elaborazione inconscia dellinformazione. Nellottica di Damasio, la mente umana sotto linflusso di fattori tanto misteriosi quanto le sembianze divine, un influsso che si cominciato ad esplorare, agli inizi del XX secolo, seguendo un modello generalmente attribuito a Sigmund Freud. Se egli daccordo circa lesistenza di un inconscio, questo, tuttavia, non corrisponde in alcun modo allinconscio della psicoanalisi. Si tratta piuttosto, secondo Damasio, di un vasto insieme di processi e di contenuti non consci, cio non presenti n nella coscienza nucleare n in quella estesa. Tali contenuti riguardano invece il lavoro sotterraneo della mente susseguente ad un certo numero di esperienze fatte dallindividuo allinizio della vita. Riferendoci a quanto appena esposto, possiamo costatare con chiarezza che il nostro autore non prende in considerazione n la sessualit infantile n le diverse tappe della maturazione psicosessuale dellindividuo. Il modello neurobiologico della coscienza e dellinconscio messo a punto da Damasio un contributo notevole verso la scoperta del segreto della fabbricazione della coscienza, ovvero che lo svolgersi di una relazione fra un qualsiasi oggetto e lorganismo si faccia sentimento di sentimento. Il radicamento della coscienza nel sentire, ci permette di spiegare il senso di s. Le diverse componenti del s sembrano essere costituite da parti inconsce e da parti consce, che possiamo accostare alle parti consce e inconsce dellIo freudiano. Tuttavia, laspetto dinamico del modello metapsicologico qui assente e i due modelli di costruzione di un funzionamento neurobiologico e mentale sono ancora fortemente distanti luno dallaltro. Damasio ci offre un modello approfondito dei fondamenti neurobiologici della coscienza, il che rappresenta un progresso considerevole in ambito neuroscientifico. Le teorie avanzate da Gerald Edelman sembrano, dal canto loro, pi vicine a quelle di Freud.

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II. Gerald Edelman: dellinconscio

il

modello

della

coscienza

Costruire un modello neuroscientifico della mente basandosi sulla fisica e la biologia lobiettivo perseguito da Gerald Edelman. A tal fine, egli fa leva in ugual misura sulle nozioni di evoluzione morfologica e di selezione, e rifiuta lidea secondo cui una descrizione sintattica delle operazioni delle rappresentazioni mentali basterebbe a dar conto del funzionamento della mente. Il tentativo edelmaniano quello di creare una teoria unica fondata sullevoluzione che colleghi embriologia, morfologia, fisiologia e psicologia. Edelman uno dei rari specialisti di neuroscienze che fanno riferimento alla nozione freudiana di inconscio cos come stata definita nel Progetto di una psicologia: Principio fondamentale e vincolante delle teorie psicologiche di Freud il postulato dellesistenza dellinconscioEgli us il termine inconscio per riferirsi a elementi che si possono trasformare facilmente in stati consci il preconscio come pure a quelli che non lo possono affatto, o solo con grande difficolt linconscio vero e proprio. Freud riteneva che la rimozione degli eventi minacciosi dalla memoria avvenisse in modo che non li si potesse usualmente rievocare in modo cosciente (Edelman 1992, p. 224). In che modo le funzioni mentali risultano ancorate al corpo? Qual il collegamento fra la psicologia e la fisiologia? Per dare una risposta a queste domande, Edelman formula la teoria della selezione dei gruppi neuronali (TSGN), vale a dire lidea di una selezione nel corso dello sviluppo (darwinismo neuronale), di una selezione a partire dallesperienza e la nozione di rientro, tutti concetti essenziali per comprendere lo sviluppo delle funzioni psicologiche. Per essere considerata valida, tale teoria deve essere coerente con i dati dellevoluzione e dello sviluppo, deve dar conto del carattere adattativo delle risposte alla novit, e deve metterci in condizione di dimostrare in che modo le funzioni cerebrali si sviluppino in maniera proporzionale a quelle del corpo e in concomitanza con il modificarsi di questultimo per effetto della crescita delle esperienze. Infine, essa deve permetterci di spiegare in che modo sono comparse, durante levoluzione topo-biologica, diverse forme
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di categorizzazione percettiva e concettuale, di memoria e di coscienza. Secondo la TSGN, lunit oggetto di selezione, nel cervello, non rappresentata dalla singola cellula nervosa, ma piuttosto da un insieme di cellule collegate denominato gruppo neuronale. Nel complesso, il processo di selezione riguarda intere popolazioni di neuroni impegnate in una competizione topo-biologica; in tal modo che esso d luogo alla costituzione delle reti che formano il repertorio primario. La selezione in base allesperienza porta alla creazione di rafforzamenti sinaptici e di mappe neuronali fra le quali si stabiliscono dei legami; le mappe interagiscono grazie ad un processo denominato rientro. Tale quadro teorico permette di comprendere il modo in cui le aree del cervello che compaiono nel corso dellevoluzione possano coordinarsi per consentire la nascita di nuove funzioni. Il rientro, infatti, favorisce non solo la correlazione topografica di eventi su un insieme di mappe senza laiuto di un supervisore, ma anche la comparsa, nel corso del tempo e in virt di rientri successivi e ricorsivi agenti sulle varie mappe, di nuove propriet selettive. La nozione di rientro d conto della categorizzazione percettiva, una funzione essenziale in ogni tentativo di legare fisiologia e psicologia. La soluzione data da Edelman consiste nellaccoppiare gli output di un gran numero di mappe interconnesse in maniera rientrante con il comportamento senso-motorio. Bisogna comprendere che la categorizzazione non si produce secondo un programma informatico, per esempio in unarea sensoriale che, a seguire, eseguirebbe anche un programma in grado di fornire un determinato output motorio. Essa scaturisce invece da modificazioni che si producono allinterno di un sistema selettivo decentrato e dinamico che evolve con il tempo e in funzione del comportamento. Da ci nasce la categorizzazione percettiva. Secondo Edelman, le categorizzazioni vengono effettuate in relazione a criteri di valore interni stabiliti in maniera selettiva nel corso dellevoluzione della specie: esse si manifestano infatti nelle aree cerebrali che hanno a che fare con la regolazione delle funzioni corporali (ritmo cardiaco, respirazione, comportamento sessuale e alimentare, funzioni endocrine, funzioni vegetative). senzaltro possibile accostare questorganizzazione bioneuronale delle pulsioni di autoconservazione alla metapsicologia. Uniniziale convalida empirica della TSGN ha confermato lesistenza dei gruppi neuronali e della funzione del rientro; tali risultati
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sperimentali hanno riguardato, ad esempio, il comportamento dei neuroni facenti parte delle colonne dorientamento della corteccia visiva primaria in concomitanza con la presentazione nel campo visivo di barre luminose mobili. Wolf Singer, Reinhardt Eckhorn e i loro colleghi hanno mostrato che la presentazione di una barra luminosa suscita delle scariche simultanee in un gruppo di cellule nervose situate nella colonna corrispondente a quel determinato orientamento, con una componente oscillatoria predominante di 40 cicli per secondo (40 Hz). I risultati di tutti gli esperimenti confermano lidea, proposta dalla TSGN, dellesistenza di uno scambio rientrante dei segnali in fase. Le critiche formulate da Horace Barlow e da Francis Crick sono state rifiutate dai risultati sperimentali appena esposti, e ogni tentativo di descrizione biologica della coscienza non pu essere concepito al di fuori dei principi sopramenzionati.

La coscienza primaria, ovvero il presente ricordato

La coscienza rivela intenzionalit: coscienza di, o riguardo a, cose ed eventi (Edelman 1992, p. 174). Edelman distingue la coscienza primaria dalla coscienza di ordine superiore: la coscienza primaria, lo stato che permette di rendersi conto della presenza delle cose nel mondo di avere delle immagini mentali nel presente. Secondo Edelman, questo livello di coscienza non comprende ancora un senso di s come persona dotata di un presente e di un passato. Egli intende muovere una critica innanzitutto alle teorie funzionaliste computazionali della coscienza. Queste, in genere, rientrano in uno dei due tipi seguenti: o ritengono la coscienza efficace, o guardano ad essa come ad un epifenomeno. Essa viene cio assimilata, di volta in volta, o al programma supervisore dei sistemi informatici, o ad un sottoprodotto delle operazioni computazionali. Ora, secondo Edelman, ogni teoria della coscienza va invece fondata su basi evolutive e biologiche. Egli avanza tre ipotesi: unipotesi fisica, unipotesi evolutiva, e unipotesi delle sensazioni (qualia hypothesis). Se vero che la fisica moderna costituisce un fondamento adeguato per la teoria della coscienza, va sottolineato in maniera esplicita che essa non comprende una teoria
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dellintenzionalit, e che non di conseguenza possibile dar conto di ci che chiamiamo coscienza in termini puramente fisici. Lipotesi evolutiva rende invece esplicito che lacquisizione di una coscienza deve aver conferito un vantaggio adattativo a quei membri della specie che lhanno conseguita: la coscienza dunque efficace, non un epifenomeno. La terza ipotesi, infine, quella dei qualia, riguarda le sensazioni che hanno a che fare eminentemente con lesperienza soggettiva di ciascuno. Edelman riconosce che complicato mettere a punto una psicologia fenomenica assumendo che essa sia condivisa da individui diversi. Lelaborazione di unipotesi delle sensazioni porta il nostro autore a distinguere fra la coscienza primaria e la coscienza di ordine superiore; le propriet delle sensazioni ci mettono in condizione di descrivere e di correlare cose diverse, ovvero di costruire delle teorie della coscienza, anche false! Il modello proposto chiama in causa pi parti del sistema nervoso. In particolare, vengono individuati due sistemi: il primo, formato dal tronco encefalico e dal sistema limbico, ha a che fare con lappetito, con il comportamento sessuale e con le strategie di difesa formatesi nel corso dellevoluzione; si tratta di un sistema di valori legati a molti organi corporei, al sistema endocrino e al sistema neurovegetativo, che regola i ritmi cardiaci, respiratori, le funzioni digestive e i cicli somatici associati al sonno e allattivit sessuale. Questo sistema non composto da mappe dettagliate di gruppi neuronali, e i suoi tempi di reazione possono andare da alcuni secondi a qualche mese; i circuiti selezionati durante il processo evolutivo non si adattano ai tanti segnali provenienti dal mondo esterno, in quanto si tratta di sistemi interni, corrispondenti a funzioni dellorganismo. Il secondo sistema comprende invece il talamo e la corteccia; il sistema talamo-corticale comparso nel corso dellevoluzione per permettere di ricevere i segnali provenienti dagli strati dei recettori sensoriali e dinviare segnali ai muscoli volontari. I suoi tempi di reazione vanno da alcuni millisecondi ad alcuni secondi, e la sua struttura principale, la corteccia cerebrale, organizzata in un certo numero di mappe che ricevono degli input provenienti dal mondo esterno attraverso il talamo: la vista, il tatto, lodorato, ludito, la propriocezione (ovvero la percezione delle sensazioni interne del corpo al momento delle sue manifestazioni fisiologiche). Le appendici corticali vale a dire, il cervelletto, i gangli basali e lippocampo hanno fatto la loro comparsa contemporaneamente alla corteccia per gestire i processi di successione, sia quelli riguardanti i movimenti reali del corpo, sia
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quelli riguardanti la memoria. I due sistemi, S1 (tronco encefalico e sistema limbico) e S2 (talamo e corteccia), legatisi reciprocamente nel corso dellevoluzione, consentono un apprendimento adattativo allinterno di ambienti complessi. S1 si occupa della categorizzazione del mondo, e S2 della regolazione dei valori delle strutture fisiologiche; comprendiamo meglio cos larticolazione dei due sistemi che, al momento dellapprendimento, mettono in relazione categorie e valori per favorire le mutazioni adattative del comportamento. Il contributo specifico di Edelman consiste nella seguente ipotesi: categorizzazioni riguardanti pezzi diversi di mondo e prive di relazioni causali reciproche possono essere correlate e unite per ottenere una scena. La facolt di costruire una scena in cui eventi del passato risultano collegati a eventi nuovi, anche quando, nel mondo esterno, non intercorre fra i due insiemi di eventi una relazione di tipo causale, ha favorito lo sviluppo della capacit di apprendere sia nelle specie animali che possiedono una corteccia cerebrale, sia negli esseri umani, rendendo possibile, nel corso dellevoluzione, la comparsa della coscienza primaria. Nel momento in cui viene costruita una scena di questo tipo, viene alla luce una nuova forma di memoria concettuale, capace di classificare per categorie le risposte dei diversi sistemi cerebrali rinvenendo le concordanze fra categorizzazioni percettive e sistema dei valori. Per spiegare la comparsa della coscienza primaria, Edelman ipotizza lesistenza di un nuovo componente neuroanatomico, un circuito rientrante, che consentirebbe alla memoria dei valori-categorie e alle mappe globali uno scambio continuo di segnali secondo la modalit del rientro. Un simile processo di bootstrapping si verifica simultaneamente e in parallelo allinterno di ogni modalit sensoriale, favorendo in tal modo la creazione di una scena complessa. Al livello della coscienza primaria, ci troviamo in presenza di immagini mentali di eventi classificati per categorie, mentre, a un livello superiore, il cervello non produce immagini, e ci che crediamo di vedere non che una correlazione fra diversi tipi di categorizzazione. La coscienza primaria una sorta di presente ricordato. La coscienza primaria costituisce uno strumento in grado di interpretare i segnali rilevanti di un pericolo o di una ricompensa mettendo in relazione gli input ricevuti dal soggetto sul momento con i suoi atti e con le ricompense del passato. La coscienza primaria necessaria perch possa evolvere la coscienza di ordine superiore, ma risulta circoscritta in un piccolo intervallo di memoria situato nel presente; manca, al suo interno, una nozione esplicita ovvero, il concetto di un s personale ed
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essa non consente di integrare dei modelli del passato e del futuro in una scena correlata. Edelman colloca la coscienza primaria nelle aree cerebrali comprese fra la corteccia e il talamo, ed ipotizza che essa, comparsa allincirca 300 milioni di anni fa, rappresenti una caratteristica che accomuna gli esseri umani agli scimpanz, alla maggior parte dei mammiferi e ad alcuni tipi di uccelli.

La coscienza dordine superiore

Se la coscienza primaria riceve i segnali del mondo esterno e rientra nellambito di quella che Edelman chiama la categorizzazione percettiva, la coscienza di ordine superiore funziona allinterno del cervello a partire dallo sviluppo della categorizzazione concettuale, avente a fondamento la categorizzazione percettiva e la memoria a breve termine relative al primo livello di coscienza. Egli collega i due tipi di categorizzazione (percettiva e concettuale) per mezzo di un canale rientrante supplementare per ciascuna modalit sensoriale; per sfuggire alla ripetizione del presente ricordato, che ha a che fare con i primi circuiti di categorizzazione, il nostro autore formula lipotesi di un nuovo tipo di memoria, di natura simbolica, e di nuovi sistemi al servizio della comunicazione sociale, che spiegano il collegamento fra la nuova forma di memoria e lacquisizione delle capacit linguistiche. Edelman elabora la nozione di un s sociale fondato sulle interazioni e capace di crearsi dei modelli del mondo in funzione del passato e del futuro. Tale caratteristica del s ha bisogno, per svilupparsi, di una memoria simbolica. Lemergere del linguaggio richiede levoluzione di un apparato vocale (corde vocali, lingua, palato, denti, e regolazione del flusso daria sulle corde vocali per consentire la produzione di suoni co-articolati, o fonemi) e dei centri cerebrali responsabili della produzione e della comprensione linguistiche, collocati sullemisfero sinistro della corteccia cerebrale (aree di Broca e di Wernicke). Queste regioni corticali collegano fra di loro le aree uditive, motorie e concettuali del cervello attraverso connessioni rientranti, coordinando cos la produzione e la categorizzazione del linguaggio. Edelman elabora una teoria del linguaggio condivisa anche da Steven Pinker e Joan Bresnan, incentrata sul processo di bootstrapping semantico. Per
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costruire la sintassi, il cervello possiede delle strutture rientranti che consentono innanzitutto la comparsa di aspetti semantici grazie al collegamento fra simboli fonetici e concetti. La memoria prodotta dalle aree di Broca e di Wernicke facilita linterazione dei livelli fonetici, semantici e sintattici, attraverso i circuiti rientranti che si formano per collegare le aree del linguaggio parlato alle aree cerebrali della memoria dei valori-categorie. Una volta ottenuta la produzione del linguaggio parlato, la sua strutturazione sequenziale diviene automatica, in maniera simile a quanto avviene per altre azioni motorie. Laggiunta di una memoria simbolica speciale porta poi alla capacit di elaborare, di associare e di creare nuovi concetti. Per Edelman, questultimi non nascono dal linguaggio, quanto piuttosto dallinterazione fra la memoria dei valori-categorie e lattivit congiunta delle aree concettuali e di quelle del linguaggio. Una volta precisata la teoria del linguaggio, possibile spiegare la comparsa della coscienza dordine superiore vale a dire, della coscienza dessere coscienti. Per questo, deve stabilirsi un collegamento tra i sistemi di memoria e una rappresentazione concettuale di un s vero e proprio (o s sociale) che agisce su un ambiente e viceversa (Edelman 1992, p. p. 204). Per costruire un s sociale, abbiamo bisogno di un modello del passato, in particolare dei repertori cerebrali capaci di ritardare le risposte (simili repertori esistono effettivamente nella corteccia frontale). Nel corso dellapprendimento sociale, in prospettiva di possibili ricompense, e durante lacquisizione della semantica, si verifica unassociazione fra la parola e i bisogni affettivi dellindividuo quali risultano nellinterazione con i genitori, nella cura della propria persona e nellattivit sessuale. Linterazione tra questo gruppo di memorie specializzate e la memoria concettuale di associazioni valore-categoria permette la formazione di un modello del mondo si pu sviluppare anche un concetto del passatoIl presente ricordato si colloca entro un quadro di riferimento che contiene il passato e il futuro[La comparsa di una vita interiore] presenta anche un legame assai intimo con laffetto e la ricompensa. Questa la coscienza di ordine superiore, in grado di modellare il passato, il presente, il futuro, un s e un mondo (Edelman 1992, p. 206). Chiarita la modalit in cui si determina la comparsa della coscienza di ordine superiore, possibile tornare al problema dei qualia, o sensazioni. Perch sia possibile provare delle sensazioni, sostiene Edelman, necessario ipotizzare la costruzione di un s
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concettuale; possibile discriminare fra sensazioni diverse in virt delle differenze di struttura neuronale e di comportamento dei diversi canali sensoriali. Le sensazioni che proviamo non sono altro che ricategorizzazioni di relazioni percettive cariche di valori stabilitesi in seno a ciascuna modalit sensoriale. Dopo lo sviluppo del s grazie a interazioni sociali e linguistichesi sviluppa un mondo[che] riflette eventi interiori richiamati alla mente ed eventi immaginari, oltre alle esperienze percettive degli eventi del mondo esternoPer lo stesso motivo viene alla luce un quadro drammatico di creazione e di immaginazione senza limiti (Edelman 1992, p. 211). Edelman riuscito a stabilire le basi neuronali dellesistenza di un s che si sviluppa nellindividuo attraverso un processo di apprendimento, ma il suo modello non contempla la dinamica della pulsione sessuale che anima le diverse fasi dello sviluppo dellessere umano e che conduce alla formazione psicosessuale dellIo. In esso trova spazio esclusivamente la componente sociale dellIo.

III. Mark Solms: la localizzazione cerebrale dellinconscio

Che cosa rimarrebbe se sradicassimo dal cervello le strutture neuronali della coscienza? Resterebbe linconscio, ma di certo non linconscio freudiano: semplicemente, ci troveremmo di fronte ad una persona in stato comatoso. Secondo Mark Solms (2002), in casi del genere la perdita della coscienza riconducibile alla distruzione delle strutture neuronali che svolgono le funzioni che Freud avrebbe attribuito allEs. Solms si riferisce al modello della seconda topica freudiana per elaborare la propria ipotesi di localizzazione cerebrale dellinconscio; egli privilegia il meccanismo della rimozione come meccanismo fondamentale ai fini della costituzione dellinconscio, ed accosta lIo di Freud al s autobiografico di Damasio. Solms ipotizza che linconscio sia localizzato in una parte del cervello non direttamente implicata nelle funzioni mentali che danno vita alla coscienza, ma collegata invece alla funzione della rimozione. Egli colloca linconscio nel settore ventro-mediano dei lobi prefrontali, poich questarea cerebrale soddisfa tutti i criteri di funzionamento dellinconscio freudiano: processo primario e mobilit
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dellinvestimento, assenza del concetto di tempo, sostituzione della realt esterna con la realt psichica, luogo della contraddizione. Per dare solidit alla propria ipotesi, Solms fa riferimento ad un caso molto famoso, quello di Phineas Gage, un venticinquenne capocantiere addetto alla costruzione di ferrovie che, nel 1848, rimase vittima di un incidente. Una carica di dinamite gli esplose a poca distanza dal volto, e la sbarra di ferro utilizzata per pigiare la polvere da sparo gli penetr nella guancia sinistra, bucando la base del cranio, attraversando la parte anteriore del cervello, e riuscendo infine a tutta velocit al di sopra della testa. Sorprendentemente, luomo sopravvisse al drammatico incidente, ma a prezzo di un mutamento considerevole della sua personalit; il medico che lo seguiva dichiar che lequilibrio fra le sue facolt intellettuali e le sue pulsioni animali era stato abolito. Le ricerche condotte dal Prof. Damasio intorno a questo caso sottolineano con forza come, in seguito ad una simile lesione cerebrale, si possa perdere il rispetto delle convenzioni sociali e delle regole morali anteriormente apprese, anche quando n le funzioni intellettuali fondamentali, n il linguaggio risultano compromessi. Damasio suppone conseguentemente che la regione danneggiata, quella prefrontale ventro-mediana, svolga un ruolo fondamentale nei processi decisionali, consentendo di programmare le azioni future, di comportarsi in maniera conforme alle regole sociali e di fare scelte suscettibili di essere pi vantaggiose ai fini della propria sopravvivenza (Damasio 1995). Solms passa in rassegna alcuni casi di pazienti cerebrali che hanno subito lesioni in questarea neuronale per ritrovarvi le diverse caratteristiche dellinconscio freudiano: coesistenza di desideri contrastanti, atemporalit, sostituzione della realt esterna da parte della realt psichica, prevalenza del processo primario. Un suo paziente, ricoverato presso ununit di riabilitazione neurologica, aveva vissuto allestero per molto tempo, ed aveva perduto un amico in Kenya circa trentanni prima. Il paziente, in preda alleccitazione, dichiar un giorno di aver visto il suo amico Phil in ospedale, aggiungendo: Sa, quel mio amico che morto trentanni fa in Kenya. Al terapeuta, che gli domandava come fosse possibile che Phil si trovasse nellospedale dal momento che era morto, il paziente rispose: Beh, immagino che il fatto di essere morto in un Paese e vivo in un altro debba dar luogo ad interessanti problemi legali. Secondo Solms, possibile trovare i correlati neurologici dei concetti analitici tradizionali, dotandoli cos di solide fondamenta organiche.
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Questobiettivo ambizioso comprensibile, ma dobbiamo rilevare una divergenza di punti di vista fra Damasio e Solms: per il primo, le lesioni della regione ventro-mediana causano una scomparsa del rispetto delle convenzioni sociali nel comportamento di questi pazienti, mentre, per Solms, abbiamo a che fare con i meccanismi del processo primario dellinconscio e con le manifestazioni pulsionali. Perch non pensare, coerentemente con la metapsicologia freudiana, che siamo probabilmente in presenza della scomparsa del fondamento neuronale dellistanza del Super-io (nella sua componente sociale) incaricata di regolare i comportamenti sociali, come dimostra il caso di Phineas Gage, che cambi completamente modo di comportarsi in seguito allincidente? Quanto ai pazienti di Solms, perch non pensare che le lesioni da essi riportate in questa stessa regione ventro-mediana, abolendo il sistema di valori sociali che regolano il comportamento, abbiano aperto la porta al manifestarsi delle pulsioni sessuali e aggressive localizzabili in altre parti del sistema nervoso centrale e dellorganismo? Formuliamo questipotesi perch essa ci sembra pi conforme alla concezione freudiana delle pulsioni. Dobbiamo ad ogni modo riconoscere che Solms, in una ricerca pi recente, precisa la sua ipotesi di localizzazione ventro-mediana collocando in questarea cerebrale il meccanismo della rimozione, il che la rende pi immune alle critiche appena svolte.

Il non-conscio di Edelman

Con molta umilt, Edelman cerca di localizzare il non-conscio, avanzando anche alcune ipotesi riguardo allinconscio freudiano, che rimane, a suo dire, una questione dibattuta. I gangli della base sono cinque nuclei situati al centro del cervello in relazione con la corteccia cerebrale, alla quale proiettano attraverso il talamo. Queste connessioni sono organizzate in entrambe le direzioni; essi inoltre sono connessi fra di loro attraverso una serie di circuiti polisinaptici. I gangli basali proiettano verso il contesto prefrontale e verso le aree associative la cui attivit contribuisce alla presa di decisione legata allazione. Diverse osservazioni hanno confermato lipotesi secondo cui essi, unitamente alla corteccia,
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sarebbero implicati nellesecuzione di programmi motori automatici. Durante lapprendimento cosciente di un compito, impegnata una parte considerevole della corteccia; con la pratica, lattenzione cosciente non pi necessaria e gli atti diventano automatici (Edelman 2004, p. 79). Edelman immagina che, nel complesso di queste interazioni, lattenzione sia implicata a diversi livelli, mediata da diversi meccanismi. Nel caso di stati intenzionali altamente focalizzati, le componenti motorie dellattenzione giocano un ruolo essenziale negli atti immaginati, senza implicare movimenti reali. Tutte le ipotesi formulate da Edelman sono fondate sullidea che la complessa dinamica rientrante del nucleo talamocorticale possa essere influenzata dallattivit cerebrale non cosciente (2004, p. 81). Riassumendo, i modelli neuroscientifici di Edelman e Damasio si avvicinano in qualche modo al modello metapsicologico freudiano, e contengono alcune ipotesi circa linterazione fra gli stati consci della mente e quelli che sono necessariamente inconsci, ma non si tratta ancora, in entrambi i casi, dellinconscio freudiano.

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