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AN NO 2 N U ME RO 3 29. 03. 2 011

La droga, un problema educativo


La diffusione e assunzione di droghe illegali, e di droghe nuove, pone agli educatori una domanda: come controllare la mentalit che considera la droga una condizione sociale inevitabile? Le evidenze scientifiche invitano allimpegno educativo per rifiutare lidea di poter convivere, in modo normale, con le droghe. Il consumo delle droghe e dellalcol da parte degli adolescenti, giovani e adulti, non deve essere considerato con leggerezza. Il cervello che viene a contatto con le diverse sostanze stupefacenti e alcoliche accusa scompensi neuronali e funzionali persistenti. Chi ha fumato marijuana per alcuni mesi, o provato leroina, la cocaina e lecstasy in modo episodico, mantiene una sorta di memoria biologica che pone il soggetto in una condizione di rischio. Fattori predittivi alluso di sostanze E bene sottolineare che la droga non produce gli stessi effetti in tutti i soggetti che lassumano e non li intrappola forme. in modo uniLo stesso primo contatto con la sostanza non pu essere considerato casuale o Questi ed altri fattori predittivi, rilevabili prima dellassunzione delle droghe, ci fanno capire che la scelta della droga non occasionale o solo riconducibile all ambiente, al gruppi di amici. Le droghe funzionano come trappole Le sostanze dabuso funzionano da trappole in alcuni adolescenti e giovani con carenze affettive, difficolt relazionali, difficili temperamenti o attaccamenti edipici al genitore.
S.O.S. per la Comunit italiana

SOMMARIO:

La droga, un problema educativo Corso di formazione web communication e . La sindrome di Rett Associazione Italiana A.S.F. Una vita pi lunga? Certo...

Don Chino Pezzoli unoccasione superficiale per dire di s alla droga. Le ricerche sui minori hanno dimostrato alcuni dati predittivi che predispongono ad assumere droghe durante ladolescenza. Sono pi a rischio quei ragazzi che mostrano propensione alla ricerca di sensazioni forti (novelty seeking), minore controllo comportamentale, scarsa autostima, difficolt di adattamento sociale e stati abbandono dei genitori.

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Il testo integrale di questo articolo lo potete leggere sul nostro sito nella sezione Articoli, sotto sezione Tossicodipendenze Sono un Prete che vive da 30 anni con giovani drogati, confusi, violenti che portano nella loro sacca il male. Li avvicino e aiuto a svuotarla

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scrivere a servizisocialionline@libero.it

Corso di formazione Web Communication e servizio sociale

Il 4 giugno 2011 a Roma, presso lHotel dei Congressi, Via Shakespeare, 29, si terr il corso di formazione Web communication e servizio sociale. Trattasi del secondo corso, in materia, indirizzato agli assistenti sociali e studenti di servizio sociale, in Italia. Il primo si svolto il 31 ottobre 2010 a Faenza, riscuotendo un grandissimo successo. I partecipanti impareranno ad utilizzare gli strumenti della web communication finalizzandone luso alla comunicazione del servizio sociale e apprenderanno le competenze per realizzare e gestire un sito web per offrire interventi e attivit

di servizio sociale professionale on line. Il corso ha ottenuto partnership e patrocinio oneroso da parte da parte del S.U.N.A.S. Grazie a questo intervento la quota di partecipazione al corso da parte degli iscritti al Sindacato. scontata del 20% e si abbassata di conseguenza anche la quota di iscrizione dei non iscritti allorganismo in questione. I docenti del corso saranno gli assistenti sociali formatori D.ssa Marzia Trugli e Dott. Antonio Bellicoso. Per informazioni, telefonare al 3474161262 o scrivere a corsoformazioneweb@libero.it

In un paese che si domanda che cosa diventato e dove (parole di Gad Lerner) sembra di assistere alla separazione genetica tra due specie di italiani quelli che un certo livello di degrado morale non sono disposti a tollerarlo e quelli che fanno finta che non sia verovogliamo trattare un argomento che esuli dalla situazione attuale e dalla realt cos com rappresentata da tv e testate varie.

http://www.fpsu.it/home.asp
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La sindrome di Rett
La Sindrome di Rett una patologia progressiva dello sviluppo neurologico che colpisce quasi esclusivamente le bambine durante i primi anni di vita e dopo un periodo di apparente normalit. Molti genitori si sono soffermati spesso sul carattere "cinico e violento" della malattia proprio per quel suo improvviso e tragico manifestarsi. La Rett oggi riconosciuta come la seconda causa di ritardo mentale nelle bambine, con unincidenza stimata di circa 1/10.000 nati femmina. Nella forma classica lo sviluppo prenatale e perinatale risulta essere normale ma, dopo un periodo di circa 6-18 24 mesi, le bambine presentano un arresto dello sviluppo seguito da una regressione. In tale fase si perdono le abilit precedentemente acquisite, come luso finalistico delle mani e il linguaggio verbale, diventa evidente una riduzione delle capacit comunicative e compaiono tratti autistici, le bambine cominciano a manifestare i movimenti stereotipati delle mani e spesso compaiono segni come il digrignamento dei denti e la sospensione del respiro. Si manifesta un rallentamento della crescita della circonferenza cranica che risulta in microcefalia. Nello stadio successivo, si assiste ad una diminuzione della sintomatologia autistica e ad un miglioramento nelle interazioni sociali nonostante lincapacit di parlare, laprassia e le stereotipie manuali persistano. La deambulazione molte volte non pi autonoma, si evidenzia lincapacit di controllo dei movimenti, diventano pi evidenti liposviluppo somatico e la scoliosi e spesso compaiono crisi convulsive. Lultimo stadio si manifesta solitamente dopo i dieci anni. Nonostante alcuni tratti tipici, la sindrome di Rett caratterizzata da ampia eterogeneit clinica, sono infatti state descritte almeno cinque varianti rispetto alla forma classica. Da circa 20 anni lAir ( Associazione italiana Rett) riunisce in particolare i genitori con bambine e ragazze affette da sindrome di Rett, i quali sostengono e finanziano la ricerca contribuendo moralmente e materialmente a far si che si possa trovare una cura riabilitativa ed individuare soluzioni pratiche ai problemi quotidiani di chi affetto da tale sindrome. La comunicazione aumentativa alternativa il modo con cui le persone comunicano senza parola, usando gesti ed espressioni facciali note per aiutarci a trasferire un messaggio. Questa forma di comunicazione esprime i concetti che sono alla base della vita quotidiana quali si/ no ancora/ basta sopra /sotto scegliere una cosa piuttosto che unaltra. La C.A.A. una risorsa fondamentale per bambine e ragazze affette dalla malattia di Rett e per chi loro vicino poich consente, per quel che possibile, la comunicazione e quindi accorcia la distanza tra le persone.

D.ssa Annarita Bovino

Associazione Italiana Assistenti Sociali Formatori


Il 27 febbraio 2010 stato approvato dal Consiglio Nazionale dellOrdine Assistenti Sociali il Regolamento per la Formazione continua degli Assistenti sociali e degli Assistenti sociali specialisti, al fine di rafforzare le abilit tecnicoprofessionali e laggiornamento di coloro che svolgono questa professione. Dal 1 gennaio 2010 tutti i professionisti regolarmente iscritti agli albi professionali sono obbligati nel corso del triennio 2010-2012 al conseguimento di 90 crediti formativi attraverso la partecipazione ad eventi formativi come seminari, corsi di formazione, master e pubblicazioni negli ambiti previsti dal Regolamento. Alla luce di quanto deciso dallOrdine Nazionale e dalla necessit sempre maggiore di aggiornarsi sulle norme in vigore e sui nuovi metodi di lavoro, alcuni assistenti sociali si sono attivati per rispondere a queste esigenze. Nasce cos lAssociazione Italiana Assistenti Sociali Formatori, unassociazione di volontariato che ha come obiettivo professionisti attraverso lerogazione di seminari, giornate di studio e corsi di formazione; rispondere alle esigenze degli assistenti sociali riguardo allevoluzione delle normative sociali, ai nuovi metodi utilizzati, al bisogno di creare momenti di confronto e soprattutto per acquisire nuove conoscenze. La figura dellassistente sociale presente in varie aree, dallambito minorile a quello delladulto e dellanziano, dalle dipendenze alle politiche per la famiglia, ecc. a tal proposito difficile per un professionista essere aggiornato in tutti i campi e acquisire le competenze necessarie per affrontare determinate situazioni, cos, la formazione continua diventa una necessit per tutti. LAssociazione Italiana Assistenti Sociali Formatori si propone di farsi carico di tali esigenze e di venire incontro ai colleghi con proposte formative efficaci e soprattutto alla portata di tutti infatti i vari seminari e i corsi si svolgeranno prevalentemente nelle formule weekend per favorire i lavoratori e agevolare tutti a poter partecipare senza difficolt. I pacchetti formativi sono rivolti non solo ad assistenti sociali ma a tutti coloro che lavorano nel sociale come psicologi, educatori, pedagogisti e coloro che sono interessati agli argomenti trattati. Il gruppo di formatori composto da assistenti sociali che gi lavorano e che hanno svariate esperienze, ognuno con delle competenze specifiche rispetto ai vari ambiti. Tutte le iniziative e i recapiti per avere maggiori informazioni si possono trovare sul sito dellAssociazione: www.assistentisocialiformatori.it oppure scrivere alla mail: assistentisocialiformatori@gmail.com.

Il Presidente A.I.A.S.F. D.ssa Silvia Montefrancesco

LA REDAZIONE S.O.S. MAGAZINE ON LINE


Direttore del Magazine: D.ssa Marzia Trugli Vice Direttore del Magazine: Dott. Antonio Bellicoso Membri di Redazione del Magazine; D.ssa Marzia Trugli, Dott. Antonio Bellicoso, Dott. Lucio Barone, D.ssa Valeria Rosati

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Una vita pi lunga? Certo! Ma a quale costo?


E' questa la domanda che si pone il Dr. Rocco Rosan e a cui tenta di dare risposta nel suo articolo pubblicato sul nostro sito e di cui si riporta, qui, un breve compendio. Dal puntualizzare la differenza tra beneficenza (forma di aiuto senza alcuna garanzia di cui un tipico esempio la carit) e assistenza (vero e proprio diritto di sicurezza sociale e, quindi, garanzia per il cittadino), lautore passa ad una breve disanima del welfare attuale e delle risorse che esso in grado di mettere a disposizione di fronte alla costante crescita della popolazione anziana. Gli aspetti salienti di ordine sociale ed economico sono: fine dello stato sociale. Oggi si registra un netto squilibrio tra popolazione attiva e passiva con la prospettiva futura di un maggior numero di anziani rispetto ai giovani; qualit della vita in et avanzata. Oggi, grazie soprattutto al progresso della medicina, si vive pi a lungo rispetto al passato, resta per il quesito: come? Secondo il giudizio del Dr. Rosan tra Stato e societ sembra essersi creata una spaccatura, la societ civile non riesce a trovare riferimenti precisi in uno Stato incapace di garantire valori universali e il cui ruolo subordinato a meri meccanismi funzionali di tipo economico. In questo quadro importanza strategica assume la cosiddetta governance locale: una prassi (definita dalla Comunit Europea come meccanismo moltiplicatore delle risorse) che si propone di favorire le politiche di sviluppo di un determinato sistema territoriale attraverso accordi tra enti pubblici e privati. Prevedere una cooperazione tra pubblico e privato significa determinare il passaggio ad una comunit aperta alla partecipazione e alla solidariet, in cui alla famiglia sia consentito, attraverso politiche adeguate, di assolvere ai suoi non delegabili compiti di supporto ed assistenza. Numerose le iniziative gi attuate in Italia a partire dagli anni 90 che hanno dato risultati positivi pur se parziali: basti pensare ai piani strategici urbani, alle intese istituzionali di programma, ai gruppi di azione locale. E' dunque gi in atto, ma va rafforzato, il progressivo spostamento del sistema di regolazione del welfare verso la configurazione di nuove reti locali di governance in cui si trovino coinvolti enti locali e associazioni del terzo settore. Non infatti sufficiente parlare di invecchiamento della popolazione, di costi, di difficolt e neanche solo di sistema pensionistico (pur attentamente analizzato dall'autore) ma occorre contestualizzare tutto ci all'interno di un sistema pi ampio, di pi incisive politiche per la famiglia; occorre modificare, anche culturalmente, quella forma mentis che cristallizza il problema e non in grado di rielaborarlo in termini di risorse. Come? L'autore ci offre almeno quattro suggerimenti:

migliorare lorganizzazione del mercato del lavoro ridurre i carichi familiari redistribuire le risorse sostenere la natalit.

D.ssa Valeria Rosati

Larticolo integrale, scritto dal Dott. Rocco Rosan pubblicato sul nostro Sito, nella sezione Documenti Il Dr. Rocco Rosan Operatore dei Servizi Sociali della Provincia di Catanzaro