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Servizi Sociali On Line


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Pedofilia: LAssistente Sociale in frontiera


Oggi abbiamo un mondo ed una societ che di fatto non contrasta a parole e nei fatti la pedofilia. Abbiamo un mondo che oggettivamente va in questo senso, una societ che molto spesso, a livello culturale e di elite intellettuale, vede esprimere una qualche pericolosa forma di tolleranza sulla pedofilia. Pensiamo ad esempio ad intellettuali celebrati che sono spesso citati da persone di una certa cultura, che hanno teorizzato la cosiddetta pedofilia dolce. Questi signori tempo fa firmarono una petizione con la quale si reclamava apertamente la legalizzazione dei rapporti sessuali con i minori. Una dichiarata e evidente richiesta di promozione e depenalizzazione d e l l a p e d o f i l i a ! Questa forma di promozione della pedofilia sfociata, nel corso degli anni, anche proprio nellorganizzazione di entit pro -pedofilia. Pensiamo a quello che stato, e che si sciolto pochi giorni fa, il partito dei pedofili olandese, un partito che recava il nome amore del prossimo, libert e diversit era un partito che aveva diverse idee, una pi terribile dellaltra. Pensiamo ad esempio allidea che i sedicenni possono e devono recitare nelle pellicole hard; pensiamo allidea di legalizzare le droghe, poter viaggiare nei temente, diventa poi tardi e ipocrita indignarsi quando sentiamo che la pedofilia penetrat a o v u n q u e . . . Ricordo, per concludere, che a livello mondiale, dal dicembre 98, tutti i pedofili si danno appuntamento ogni anno per la giornata mondiale dellorgoglio pedofilo. Un appuntamento annuale che avrebbe, a livello di organizzazione, una sede newyorkese nella quale sarebbe possibile scegliere e trafficare immagini di bambinii. Il tema scottante e allo stesso tempo delicato. Noi assistenti sociali in frontiera ... a tutela dei minori .... L'assistente sociale belga France Botte (autrice de "La notte dei coccodrilli"), ha intervistato baby-prostitute di 8 -10 anni con i corpi martoriati dalle bruciature di sigarette o addirittura con piccole mutilazioni sessuali. La Svezia ad esempio, ha spedito assistenti sociali nelle citt pi colpite del fenomeno in Asia. Si pu aprire una riflessione. Dott. Paolo Vito Topputi

SOMMARIO:

S.O.S. per la Comunit italiana

Pedofilia. LAss.Soc. in frontiera Partnership

DallOrdine A.S. Calabria. Giustizia Penale: La messa alla prova Assistenti Sociali di Imola, in lotta I numeri della nostra attivit Il Problema Alcol

treni nudi e fare sesso, anche qui, con degli animali; pensiamo al videogioco che il partito dei pedofili ha promosso col quale lutente di turno, il fruitore del gioco, ha la possibilit di adescare pi bambini possibili sottraendoli ai genitori. Nel momento in cui si consente che questi pedofili e sostenitori della pedofilia si organizzino e promuovano cose simili, eviden-

Partnership

http://www.youtube.com/ TVASSISTENTISOCIALI

www.studiomaggesi.it

www.sunas.it

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Il Periodico On Line
LOrdine degli Assistenti Sociali della Regione Calabria produce e distribuisce on line, dal proprio sito web: anno. http://www.ordascalabria.it il periodico on line titolato Scenari Sociali...si giunti allEdizione n. 2 del secondo Suggeriamo ai lettori che ancora non lo conoscessero, di colmare questa lacuna, perch merita! Il periodico rappresenta un esempio di comunicazione on line efficacissimo oltre utilisimmo e davvero ben fatto! .

Suggeriamo ai lettori che ancora non lo conoscessero, di colmare questa lacuna, perch merita!

Dott. Antonio Bellicoso

Dal dibattito che ha accompagnato in queste settimane la discussione intorno al ddl Alfano, sono emerse numerose lacune di conoscenza circa il...

Giustizia Penale: La messa alla prova


Il ddl del Ministro della Giustizia Alfano soprannominato svuota carceri, prevedeva nella sua formulazione iniziale la sospensione del processo, con la "messa in prova" presso i servizi sociali, per gli imputati di reati minori, puniti con la pena pecuniaria o con pene detentive non superiori a tre anni. Misura questa gi applicata da pi di 20 anni ai minori e che ha registrato, in tutti questi anni, tutta la sua efficacia sia in termini deflattivi rispetto al numero dei procedimenti penali sia in termini di effettiva funzione rieducativa della pena. Purtroppo una certa politica miope ai reali problemi della Giustizia in Italia, a destra come a sinistra, ha ritenuto opportuno stralciare, dal provvedimento legislativo in discussione alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, giusto questa parte qualificante e innovativa del ddl, decidendo di rimandare a un prossimo futuro (speriamo non remoto) lintroduzione anche nel processo penale a carico di adulti della sospensione del processo, con la "messa in prova" presso i servizi sociali, per gli imputati di reati minori, puniti con la pena pecuniaria o con pene detentive non superiori a tre anni. Dal dibattito che ha accompagnato in queste settimane la discussione intorno al ddl Alfano, sono emerse numerose le lacune di conoscenza circa il reale significato della messa alla prova, sia da parte principalmente del mondo politico in generale, sia anche purtroppo da parte degli addetti ai lavori, quali professionisti del diritto ( magistrati e avvocati) da un lato, e professionisti della rieducazione (psicologi, educatori, assistenti sociali) dallaltro. Pertanto, questo articolo, vuole fermarsi un momento a riflettere su che cosa la messa alla prova, sulla portata innovativa che lintroduzione della probation nel nostro procedimento penale potrebbe costituire, e molto pi sommessamente, contribuire a colmare in parte quelle lacune di conoscenze di cui si accennava in precedenza. Che cosa la messa alla prova? La sospensione del processo con messa alla prova (art. 28 D.P.R. 448/88) rappresenta un'innovazione nel processo penale minorile, in quanto tutte le ipotesi di probation, applicate anche in altri Paesi, suppongono la pronuncia di una sentenza di condanna. L'art.28 D.P.R.448/88 pu essere applicato in sede sia di udienza preliminare sia di dibattimento. Con tale provvedimento il processo viene sospeso e il soggetto imputato affidato ai servizi minorili dell'amministrazione della giustizia che, anche in collaborazione con i servizi socioassistenziali degli enti locali, svolgono nei suoi confronti attivit di osservazione, sostegno e controllo. L'applicabilit della misura non compromessa n dall'eventuale esistenza di precedenti giudiziari e penali n da precedenti applicazioni n dalla tipologia di reato; la decisione del giudice si fonda sugli elementi acquisiti attraverso l'indagine di personalit condotta dagli operatori della Giustizia Minorile. Potete proseguire la lettura dellarticolo e scaricarlo nella sua versione integrale nella sezione Bacheca del sito www.servizisocialionline.it

Pertanto, questo articolo, vuole fermarsi un momento a riflettere su cosa la messa alla prova...

Lapplicabilit della misura non compromessa n dalleventuale esistenza di ...

Il Dott. Lucio Barone Assist.Soc.Specialista della Giustizia presso l U.S.S.M. di Catania.


Dott. Lucio Barone

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Assistenti Sociali di IMOLA in lotta


Gioved 22 aprile gli assistenti sociali insieme agli altri lavoratori amministrativi e sociali dellASP di Imola, hanno scioperato e manifestato "per una riorganizzazione adeguata dei servizi, per un migliore utilizzo delle risorse economiche e umane a favore dei bisogni reali dei cittadini, per mantenere e migliorare la qualit dei servizi sociali del territorio". LAzienda Servizi alla Persona di Imola stata costituita nel Gennaio 2008 con lintento di ottenere migliori servizi sociali a costi inferiori, attraverso lunione del personale e dei servizi provenienti dai vari enti confluiti nellazienda ma gli operatori, anzich vedere valorizzate le esperienze maturate in anni di lavoro, si sono visti cambiare ruoli e mansioni ripetutamente. Inoltre negli ultimi anni si sono susseguite riorganizzazioni su base territoriale e funzionale che hanno portato molteplici conseguenze: discontinuit nel lavoro; frammentazione delle conoscenze, delle competenze e della progettazione sociale; spreco di risorse te competenze su un ruolo, si sono trovati ad essere impiegati in un altro. La confusione che si generata ha prodotto un forte disorientamento negli assistenti sociali e negli altri operatori dellASP, oltre che nei cittadini e in quei soggetti con cui chi svolge il lavoro sociale abitualmente collabora: servizi sanitari, associazioni, scuole ecc. I lavoratori dellASP in un comuniAi cambiamenti organizzativi e ai tagli al personale sono seguiti tagli ai servizi di assistenza domiciliare agli anziani, ai servizi domiciliari e di sollievo famigliare per disabili adulti, ai servizi di accoglienza temporanea e di protezione sociale per donne e in generale per adulti in difficolt, alle attivit di prevenzione, di tutela e di sostegno domiciliare a famiglie e minori. Inoltre particolarmente penalizzato sembra essere lo Sportello Sociale dove la riduzione delle risorse umane allo sportello e degli orari di apertura non possono che avere ricadute negative sui cittadini. Le problematiche che gli assistenti sociali di Imola hanno fatto emergere con tanta determinazione insieme agli altri lavoratori dellAsp, sono strettamente legate alla deontologia professionale poich mettere la persona nella sua unicit al centro di ogni intervento sociale, assumere precise responsabilit nei confronti dellutente, della societ e dellorganizzazione di lavoro di appartenenza, dipende non solo dalla volont e dal grado di adesione alla deontologia dellassistente sociale ma anche da condizioni di lavoro determinate dallorganizzazione, oltre che dalle politiche di welfare territoriali e nazionali. Dott.ssa Marzia Trugli

investite su operatori che, acquisi-

cato rivolto ai sindaci dei comuni del Circondario Imolese, al presidente del Nuovo Circondario Imolese e alle organizzazioni sindacali CGIL CISL UIL, denunciano un sovraccarico di lavoro dovuto alla mancanza di sostituzioni di pensionamenti, malattie e maternit, che comporta una pesante ricaduta sulla qualit del servizio offerto poich laccoglienza, la relazione, la progettazione, lassistenza, la domiciliarit, richiedono tempi e risorse non sempre subordinabili ai budget aziendali, pena lesito negativo dellintervento sociale stesso.

I numeri della nostra attivit


Anche nel mese di maggio, nonostante manchino ancora 6 gg. alla fine del mese, abbiamo registrato un incremento di aceessi rispetto al mese precedente, di una certa rilevanza.. Il numero dei visitatori che giornalmente ha fatto visita al nostro sito stato pari a 76 contro i 56 di aprile (+ 36%). Il numero degli accessi globali medio giornaliero in maggio stato pari a 131 contro i 106 di aprile (+ 24%). Il numero delle pagine web del sito visitate giornalmente stato di 449 contro le 292 di aprile (+ 54%). A Maggio, il numero delle Partnership sale a 15 e i siti web sui quali linkato il nostro sito, salgono a 32. Da quando siamo online, abbiamo totalizzato ben 130 discussioni sul Forum, 539 messaggi e un numero infinito di visualizzazioni (oltre le 10.000) degli stessi. Le citt dalle quali proviene la maggior parte dei visitatori sono in ordine di numero: Roma, Milano, Palermo, Napoli, Catania, Bologna, Cagliari, Torino, Bari, Firenze, Cremona, Pescara, Scafati, Boffalora s/T, Livorno Dott. Antonio Bellicoso

Direttore: Dott. Antonio Bellicoso Segretaria di Direzione: Francesca Caimi Vice Direttore: Dott.ssa Imma Machin Consulente di Direzione; Dott. Ugo Albano

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servizisocialionline@libero.it Consulenti esperti: Prof. Paolo Ferrario; D.ssa Monica Nocentini; Dott.ssa Paola Bottazzi: Dott.ssa Marzia Trugli; Dott. Paolo Topputi; Dott.ssa Linda Mazza; Avv.to Luigi Maggesi Webdesigner: Stefano Taioli Webmaster: Dott. Antonio Bellicoso

Il problema Alcol
Una delle autrici del libro Il problema alcol, (di recentissima pubblicazione), lAssistente Sociale Specialista, D.ssa Beatrice Longoni, ci descrive il perch si sia ritenuto necessario produrre questo testo, evidenziando come il problema alcol stia assumendo sempre pi importanza in Italia. In Italia il problema di un elevato consumo di alcol da sempre sottovalutato, nonostante la mortalit alcol-correlata sia molto pi elevata di quella connessa alluso di altre droghe, e nonostante labuso alcolico coinvolga milioni di persone: si stimano in 9 milioni di italiani i bevitori eccessivi, 3 milioni gli abusatori, 1,5 milioni gli alcolisti veri e propri. Lalcol una droga legale, ampiamente diffusa e tollerata, a basso costo e facilmente reperibile, che provoca danni ingenti e costi importanti a livello personale, familiare e sociale: patologie acute e croniche, problemi relazionali, sofferenze psicologiche, minori capacit lavorative, incidenti e reati di varia gravit. Tuttavia il bere eccessivo non ancora vissuto come una minaccia sociale (nemmeno riguardo ad adolescenti e giovani), unemergenza sanitaria, un ambito prioritario di intervento istituzionale e di investimento economico: ne deriva un substrato culturale ingannevole e pericoloso, specie per le persone fragili. Le storie di vita degli alcolisti narrano di bambini molto sensibili, che si sono sentiti soli e inadeguati, frustrati e poco gratificati, incapaci di raggiungere genitori troppo occupati a tirare avanti o a vivere freneticamente; di famiglie apparentemente uguali a tante altre, in cui il futuro alcolista si sentiva senza un sostegno per affrontare le paure della vita. Ben pochi sanno e pensano che lalcolista pieno di dolore. Una maggiore benevolenza sembra rivolta ai familiari, che inconsapevolmente negli anni contribuiscono a costruire o rafforzare dinamiche relazionali poco adeguate, in cui tutti i membri risultano intrappolati, tanto quanto sono intrappolati nella bottiglia. Sullalcol esistono ancora ignoranza, pregiudizio, luoghi comuni difficili da scardinare; nei confronti di chi beve troppo si esprimono spesso - anche da parte di operatori sanitari, operatori sociali e insegnanti - posizioni condizionate da un contesto socioculturale favorevole al consumo alcolico, e derivate da letture poco corrette dei comportamenti problematici. Nel libro Il problema alcol. Comprendere e aiutare chi beve troppo, cui ho contribuito insieme a un gruppo di professioniste dellASL di Milano (una psicologa psicoterapeuta, un medico alcologo, unassistente sociale), vengono proposti dati epidemiologici, nozioni teoriche, spunti di riflessione, testimonianze, strategie e indicazioni operative, informazioni sui servizi specialistici e sui gruppi di auto-aiuto, suggerimenti pratici per rapportarsi con chi beve troppo. Spero che questo libro, utilizzabile come manuale di formazione o come testo di consultazione, possa contribuire a informare, sensibilizzare, dotare di strumenti concreti chi coinvolto, soprattutto in servizi non specialistici, nella relazione con persone che abusano di alcol, che necessitano di essere comprese, prima e durante lessere aiutate.

Dott.ssa Beatrice Longoni