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ANNO 1 NUME R O 0 9 2 3 .0 9. 2 01 0

Il bullismo
DEFINIZIONE Con tale definizione intendiamo un comportamento che ha a che fare con intimidazioni, vessazioni, isolamento, minacce, insulti, su una o pi vittime ben identificate da parte di uno o pi soggetti. Per quanto riguarda la definizione oggi pi accreditata e che ne sottolinea meglio laspetto della intimidazione: "Un soggetto attaccato o diventa una vittima quando viene esposto, ripetutamente e nel tempo, ad azioni negative svolte da uno o pi soggetti diversi"(Olweus, 1998). SOMMARIO: CARATTERISTICHE DEL BULLISMO Ci sono alcuni aspetti del bullismo, che sono stati rilevati in maniera costante in tutto le indagini che hanno affrontato il problema. Precisamente: Ci deve essere una vittima (impotente) attaccato da un bullo o un gruppo di teppisti. Ci deve essere una disparit di potere - "Power imbalance" tra i pi forti e pi deboli. Una situazione di disparit e di impotenza da parte della vittima. L'azione aggressiva deve essere costante nel tempo e ripetuta. Olweus dice "pi volte nel corso del tempo" (1998). L'aggressione un dolore (fisico e/o psicologico) non solo al momento dell'attacco, ma costante, perch crea nella vittima uno stato di paura prolungata nel timore di futuri attacchi. La vittima del bullismo spesso un singolo soggetto, ma in casi molto meno frequenti possono essere anche pi soggetti contemporaneamente. Nel contempo, in proporzioni inverse, il bullismo viene messo in atto da pi soggetti in gruppo, e in casi molto minori le forme di abuso. Sociale: Ogni forma deliberata e subdola di isolamento del soggetto dagli ambiti abituali di socialit. Queste azioni sono definite da molti studiosi come bullismo "indiretto". Ma dal mio punto di vista credo che la variet di eventi che prende l'abuso in qualche modo coinvolga pi di uno degli aspetti di cui sopra. Cos come vi da ritenere che la dimensione dell abuso psicologico si ritrova latente in ciascuno di essi con diversi gradi. DESCRIZIONE DEI SOGGETTI Vediamo ora di sottolineare alcune caratteristiche del profilo psico-sociale dei principali attori del bullismo. Attingendo per questo a quelle che sono state in questi ultimi decenni i risultati delle pi importanti ricerche sul fenomeno. L'abusante Diversi studi (Olweus, 1998; Ortega, 1994) individuano soprattutto l'aggressore in un soggetto di sesso maschile. Altri studiosi (Smith, 1994) scelgono le ragazze come protagonisti di eventi che utilizzano elementi di abuso pi prettamente psicologici nelle loro sottili e non apparenti azioni di intimidazione.

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da un singolo soggetto. TIPI DI BULLISMO Le principali forme di manifestazione di abuso, nellambito del fenomeno che qui stiamo delineando, sono generalmente classificate come: Fisico: Come spintoni, calci, pugni, assalto con gli oggetti atti ad offendere fisicamente. Verbale: Molti ricercatori hanno rilevato che questo il modo pi comune di manifestazione del bullismo. Essi tendono a prendere forma soprattutto come insulti e soprannomi. Sono comuni anche ladditare al pubblico disprezzo o di evidenziare costantemente difetti fisici o atteggiamenti e comportamenti ritenuti non normali dal comune sentire. Psicologico: Si tratta di azioni atte a minare l'autostima dellindividuo e favorire in loro un senso di insicurezza e di paura. La componente psicologica la ritroviamo in tutte

Paura del crimine

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Paura del crimine


Questo articolo vuole mettere in rilievo alcune tendenze, riscontrate in numerose ricerche, relativamente alla paura della criminalit e alla sua riduzione nei paesi ad economia avanzata, rappresentando un esempio eccezionale del contributo che la ricerca criminologica pu dare alle politiche pubbliche di intervento. Diverse inchieste, infatti, negli ultimi anni, hanno individuato una serie di fattori associati costantemente con la paura del crimine. I risultati delle ricerche altres possono costituire stimoli verso approcci politici specifici che i governi possono adottare per ridurre la paura della criminalit e per migliorare la qualit della vita delle comunit. La paura della criminalit e i problemi della sicurezza sono diventati in questi anni importanti motivi di interesse pubblico: fattori che incidono sulla qualit della vita e che hanno prodotto conseguenze negative sia sotto laspetto sociale che del benessere economico. Si ritiene che la paura del crimine possa essere affrontata con politiche pubbliche mirate ed efficaci tendenti non certo illusoriamente a debellare del tutto la criminalit ma certamente a contribuire alla sua riduzione e adottare misure per ridurre nellopinione pubblica la percezione di immanente insicurezza. Cosa intendiamo per paura della criminalit? In moltissime risposte fornite da comuni cittadini a indagini sociologiche sulla paura della criminalit, spesso essi non riescono a distinguere tra la percezione generale del rischio, la paura di vittimizzazione personale, la preoccupazione per il crimine come questione di politica pubblica, e di angoscia per la vita in generale. La paura del crimine pertanto si presenta da subito nella sua complessit, nel senso che alcune persone possono avere paura di particolari tipi di reato, ma non di altri tipi di reato. Un certo numero di fattori stato associato con la paura della criminalit, in Italia e altrove. Queste relazioni, che ora noi cercheremo di analizzare, dovrebbero sempre essere interpretate con la dovuta cautela. Il genere Uno dei fattori pi coerenti e fortemente associato con la paura della criminalit la differenza tra i sessi. Quasi ovunque, le donne in generale tendono ad avere pi paura della criminalit che non gli uomini. LItalia non fa certo eccezione. Le donne hanno pi paura perch ritengono di trascorrere gran parte del loro tempo a casa da sole; di trovarsi nella condizione, pi degli uomini, di camminare da sole o con i figli nel quartiere dove vivono in ore serali o in posti isolati e/o poco illuminati. Recenti ricerche confermano la relazione significativamente maggiore tra rischio percepito e paura della criminalit rispetto agli uomini, a prescindere di come tale paura della criminalit misurato. Si notato, ad esempio, come le donne tendono a evidenziare alti livelli di paura, mentre gli uomini hanno una tendenza a essere pi a rischio di vittimizzazione. Questo apparente paradosso pu essere spiegato in parte dal fatto che i reati perpetrati prevalentemente nei confronti delle donne, come la violenza sessuale e la violenza in famiglia, hanno un impatto particolarmente forte nellinduzione della paura. Unaltra spiegazione pu essere suggerita, in parte, dal ruolo sessuale tradizionalmente ricoperto dalle donne tipico della nostra cultura che le ha viste sviluppare un minor grado di fiducia in se stesse; mentre di converso gli uomini venivano educati a ruoli di precoce autonomia ed indipendenza. Inoltre, la maggiore paura della criminalit espressa da alcune donne pu essere il riflesso percepito del rischio di abusi e maltrattamenti da parte del coniuge o di altri membri della famiglia, tanto quanto da estranei. Si visto ad esempio, in alcune ricerche, come la paura della criminalit spesso associata fortemente con il vissuto di chi ha ricevuto telefonate moleste, oscene se non addirittura minacciose. L et In generale si suppone che il calo fisico dovuto allinvecchiamento sia uno dei fattori predisponenti ad avere pi paura della criminalit; in special modo si ha pi paura della criminalit quando si rimane a vivere da soli a casa in et anziana che non da giovani. Tuttavia, la relazione tra et e paura pi complessa di quanto di primo acchito possa sembrare. Uno studio recente ha rivelato che i giovani europei hanno pi paura della violenza in generale rispetto agli anziani, presumibilmente perch il loro stile di vita li pone in situazioni di rischio relativamente maggiori. Il livello economico In generale, gli europei con maggiori livelli di istruzione e reddito tendono a essere meno timorosi rispetto alle fasce povere della popolazione. Le persone di ceto medio-alto sono nelle condizioni di potersi permettere adeguati livelli di sicurezza, cosi come hanno meno probabilit di associarsi con individui provenienti da ambienti svantaggiati e quindi tendenzialmente predisposti a comportamenti violenti.

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Precedenti vittimizzazioni Precedenti esperienze come vittima di reato, vissute direttamente o indirettamente, attraverso l'esperienza di parenti, amici, o conoscenti, sono spesso associate con la paura della criminalit. E del 1989 una significativa ricerca condotta su scala internazionale in molti paesi occidentali da parte dellInternational Crime Victims Survey, la quale ha rilevato una maggiore tendenza a evitare certi posti dopo il tramonto da parte di soggetti con precedenti episodi di vittimizzazioni rispetto a soggetti non-vittime, tendenza associata a elevati livelli di paura (fobia) e insicurezza. Influenza dei media Lopinione pubblica dei paesi cosiddetti sviluppati sembra prediligere particolare interesse per i fatti di cronaca nera, la cui abbondanza nei media, sia essa carta stampata o televisione, sotto gli occhi di tutti. Da alcune ricerche stato possibile rilevare come una frequente esposizione e copertura a notizie di criminalit pu indurre la gente a sopravvalutare la probabilit della vittimizzazione personale, cio di essere vittima di un atto di violenza. Interessante a tal proposito una specifica ricerca condotta non molti anni fa in Gran Bretagna che ha messo in luce in maniera inequivocabile come i lettori di giornali scandalistici, che hanno una grande diffusione tra la popolazione e maggiore copertura rispetto a notizie di cronaca nera, manifestano pi alti livelli di paura rispetto ai lettori di giornali economici, politici e di costume, dove la copertura di notizie criminali meno preponderante. Condizioni ambientali Vari aspetti ambientali e sociali del vivere in un determinato quartiere vengono spesso associati alla tendenza ad avere paura della criminalit. Ad esempio, la mancanza di coesione nel quartiere, rappresentato dalla sensazione della scarsa propensione tra vicini ad aiutarsi vicendevolmente, risulta essere un fattore importante associato alla paura della criminalit. Al contrario buoni rapporti di vicinato e la tendenza ad aiutarsi a vicenda costituiscono fattori relativamente importanti capaci a ridurre significativamente i livelli di ansia e paura rispetto a episodi di violenza e criminali. Un altro dato degno di nota risulta essere costituito dal fatto che le persone che vivono al di fuori di aree metropolitane tendono a segnalare livelli bassi di paura della criminalit di quanto non facciano gli abitanti delle citt e dei popolosi agglomerati urbani. Altri fattori legati alla paura della violenza possono essere associati generalmente a quei comportamenti di cosiddetta ordinaria incivilt, quali rifiuti per le strade, graffiti, atti di vandalismo e tutti quegli aspetti ambientali che riflettono uno stato generale di degrado e abbandono. Inoltre, questi fattori si accompagnano spesso alla frequente presenza in tali realt degradate di ubriachi, barboni e di vere e proprie bande giovanili. Queste caratteristiche, sia singolarmente considerate, ma soprattutto in combinazione tra di loro, sembrano suggerire quello che in criminologia viene comunemente classificato come un ambiente out of control. Il messaggio generale che queste caratteristiche trasmettono induce alti gradi di paura in una larga fetta della popolazione residente, oltre che, naturalmente, un fattore predisponente per altri a commettere atti di criminalit.

Dott. Lucio Barone

Presentiamo il Dott. Lucio Barone


Il Dott. Lucio Barone Assistente Sociale Specialista e sta completando un Master in Criminologia. Possiede gi due Master, uno in "Il manager dei non profit" e un altro in "Costruzione e gestione di progetti nel sociale" Consegue la laurea magistrale in Management delle Politiche e dei Servizi presso l'Universit degli Studi di Palermo, nel 2007. Ha inoltre svolto docenze anche per conto dell'Universit in materie afferenti alle scienze sociali e alla metodologia di servizio sociale. Ha lavorato per 10 anni nell'Amministrazione penitenziaria e successivamente nella Giustizia minorile...oggi occupato come Assistente Sociale presso l' U.S.S.M. di Catania, sede staccata di Caltagirone.. Il Dott. Lucio Barone membro dello Staff di www.servizisocialionline.it nel ruolo di Consulente Esperto in materia di Problematiche dellArea Devianza, Carcere e Giustizia Minorile. Oltre a curare la sua pagina web personale partecipa attivamente nellopera di consulenza alla comunit attraverso il Forum del sito web di cui sopra.

Direttore: Dott. Antonio Bellicoso Segretaria di Direzione: Francesca Caimi Vice Direttore: Dott.ssa Imma Machin Consulente di Direzione; Dott. Ugo Albano

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Consulenti esperti: Prof. Paolo Ferrario; D.ssa Monica Nocentini; Dott.ssa Paola Bottazzi: Dott.ssa Marzia Trugli; Dott. Lucio Barone; Dott. Paolo Topputi; Dott.ssa Valeria Rosati; Dott. Antonio Filice; Avv.to Luigi Maggesi Webdesigner: Stefano Taioli Webmaster: Dott. Antonio Bellicoso

Collaboratori Specialisti esterni Prof. Tommaso Vitale D.ssa Annarita Bovino D.ssa Margherita Claudia Di Giorgio Dott. Pierangelo Cenci D.ssa Anna Vecchiarini

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Personalit Quasi tutti i ricercatori hanno messo in risalto come l'aggressore sia un soggetto dal temperamento impulsivo e aggressivo con scarse competenze sociali nel comunicare e veicolare in maniera sana i propri desideri. Un soggetto caratterizzato da una mancanza assoluta di empatia per i sentimenti della vittima ed incapace di provare il ben che minimo senso di colpa. Inoltre, egli dimostra una scarsissima capacit di autocontrollo e di gestione della rabbia che spesso lo porta erroneamente ad interpretare il rapporto con gli altri come fonte di conflitto e di aggressione verso la sua persona. In poche parole, il bullo un soggetto violento, autoreferenziale e con una bassa autostima. Aspetti fisici I bulli sono in genere soggetti di sesso maschile e con maggiore prestanza e forza fisica, che scaricano nei confronti dei coetanei, in generale, e delle vittime in particolare.. LA VITTIMA Il ruolo della vittima diviso in parti uguali tra i due sessi; questo il dato che sembra emergere dalla maggior parte delle ricerche effettuale sul fenomeno del bullismo nellultimo decennio. Anche se lo studioso norvegese Olweus ritiene che poche ricerche sono state condotte sul bullismo femminile, portando a sottostimare tale aspetto. Personalit Viene ripetutamente evidenziato come le vittime siano soggetti deboli, insicuri, ansiosi, sensibili, introversi e timidi e con bassa autostima. Ambiente familiare Da alcune ricerche emerso in maniera significativa come numerose vittime di bullismo trascorrono gran parte del loro tempo in famiglia e a casa. Esso indica una eccessiva protezione da parte dei genitori che si collega alla ricerca di sicurezza allinterno delle mura domestiche. (Olweus, 1993). Questo autore ritiene che queste tendenze protezionistiche possono essere sia causa sia effetto di molestie. Le vittime, in particolare, ricercano e mantengono pi spesso un rapporto pi positivo con le loro madri. Aspetti fisici Sempre secondo Olweus le vittime si presentano meno forti fisicamente, in particolare i ragazzi, non sono aggressivi o violenti e mostrano un elevato livello di ansia e di insicurezza. Relazione sociale In generale, le vittime sono soggetti respinti e successivamente isolati dal gruppo dei pari; raramente hanno un vero amico in classe e per ci stesso hanno grosse difficolt ad instaurare rapporti di amicizia. Sono i meno popolari della classe, i cosiddetti sfigati nel gergo comune. CONSEGUENZE DEL BULLISMO Per la vittima Essere vittima di bullismo pu portare a conseguenze molto gravi, spesso irreversibili; esse vanno dal fallimento e difficolt di apprendimento, a perduranti elevati livelli di angoscia e di ansia anticipatoria, in particolare, l'insoddisfazione, la fobia di andare a scuola, rischi fisici e, infine, la formazione di una personalit insicura e bloccata verso un corretto sviluppo nella sua interezza. Quando la persecuzione costante e continua, possono iniziare a manifestarsi i sintomi clinici tipici della nevrosi, dellisteria e della depressione. Inoltre, ci ha una influenza nociva per lo sviluppo sociale della sua personalit. Per l'aggressore Anche l'autore di bullismo soggetto a conseguenze indesiderate che possono condurlo sulla soglia di un comportamento strutturalmente criminale. Il comportamento di chi abusa ottiene un rinforzo dal suo atto aggressivo e violento, egli lo considera da una parte come appagante e desiderabile e dallaltra parte come un metodo sicuro di successo per avere uno status nel gruppo, una forma di riconoscimento sociale dagli altri.

Dott. Lucio Barone