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onPascal

Numero 2, Dicembre 2011

Conosciamo la Consulta: un organo studentesco vitale

Bisogna dirlo, l'organo della Consulta Provinciale degli Studenti (o CPS, qui di fianco il logo)
Bisogna dirlo, l'organo della Consulta
Provinciale degli Studenti (o CPS, qui di fianco il
logo) non è considerato come uno tra i più utili
della scuola superiore italiana. In effetti, quando
abbiamo deciso di candidarci come
rappresentanti della nostra scuola neanche noi
sapevamo con precisione in cosa consistesse. Ne
abbiamo visitato il sito, ma senza molti risultati.
La pagina web è difficile da consultare e viene aggiornata raramente. Per
questo motivo vorremmo raccontarvi della prima Assemblea Plenaria a cui
abbiamo partecipato lunedì 19 dicembre. Speriamo di farvi capire con
maggior precisione quali sono le competenze di questo organo e in che modo
opera.
Ad essere sincere, non tutti gli aspetti dell’incontro sono stati positivi, anzi
sicuramente bisognerà lavorare molto perché si giunga ad un fine concreto.
In primo luogo, nonostante la riunione dovesse iniziare alle 9.00, soltanto
alle 10.00 il Presidente ha preso parola, seguendo l'ordine del giorno in
modo tutt'altro che ordinato. Un'altro lato negativo consiste nella divisione,
abbastanza evidente, in fazioni politiche all’interno della Giunta, il Consiglio
di Presidenza. Problema, questo, piuttosto grave (poiché la Consulta

dovrebbe confrontarsi al di fuori di ogni ideale politico), ma di cui si è già discusso e che sembra essere superato. La seconda parte della riunione è stata sicuramente la più esaustiva e produttiva. Siamo stati divisi in commissioni, ognuna con un obiettivo preciso. Noi abbiamo deciso di unirci a quella di comunicazione, che si occupa della corretta trasmissione delle informazioni sia all’interno della Consulta che all'esterno. In un piccolo gruppo è stato molto più semplice parlare e confrontarsi per giungere a conclusioni concrete in grado di cambiare l'organizzazione dell'istituzione. Ovviamente non tutti i progetti pensati in sede di riunione potranno essere portati a compimento, non per mancanza di volontà da parte degli studenti, ma a causa delle carenze della scuola e delle scarse risorse che vengono concesse dallo Stato. Speriamo che le prossime riunioni possano essere meglio strutturate al fine di arrivare a decisioni concrete e facilmente realizzabili a favore dei nostri diritti. Ci auguriamo che in un futuro non molto lontano l'istruzione torni ad essere centrale di modo che anche un organo considerato praticamente inutile come il CPS possa diventare, invece, fondamentale per lo sviluppo delle scuole all'interno della provincia e per il loro sostentamento.

Matilde Bove & Silvia Negro

La pallavolo: lo sport scolastico per eccellenza

Quando si pensa alla pallavolo, come nel mio caso, si pensa a uno sport completo
Quando si
pensa alla
pallavolo,
come nel mio
caso, si pensa a
uno sport
completo sia
dal punto di
vista fisico sia
dal punto di
vista umano e
psicologico;
infatti è a tutti gli effetti uno sport che favorisce la crescita, perchè
caratterizzato da spirito di gruppo, partecipazione, sana competitività
e grande rispetto. Sopratutto nelle scuole è uno degli sport preferiti
dai giovani perché considerato principalmente un’attività di
potenziamento e di sfogo mentale.
L’Italia, essendo famosa in tutto il mondo per il calcio, purtroppo non

da’ molta importanza a questo sport per quanto riguarda l’esposizione televisiva, forse perché considerato “minore”. Al giorno d’oggi, noi giovani, troviamo sempre meno tempo per attività di svago e hobby, anche perché siamo consapevoli che uno sport è un impegno serio, un impegno che rimane tale fino al momento in cui ci si mette passione e volontà, ma nel momento in cui queste due caratteristiche vanno a scemare automaticamente anche il nostro interesse si perde. I giovani di oggi infatti, perdono interesse molto presto nelle cose, anche per questo gli sport tradizionali ormai sono sempre meno seguiti e lasciano il tempo che trovano, sostituiti da sport estremi, uno più pericoloso dell’altro e forse è proprio questo che li rende così popolari: l’azione e il grande rischio che porta il praticarli. Personalmente preferisco gli sport tradizionali, come questo, perchè sono sport che sanno trasmettere emozioni vere, che sanno coinvolgerti e che ti fanno saltare e tifare sugli spalti solo come il calcio sa fare.

Martina Salvato

ON PASCAL

ONPASCAL

Est. 2010

Da un’ idea di Marco Tagliaferri e Matteo Maero. Coordinamento: Patrizio Milione, Giacomo Corongiu Realizzazione tecnica: Matteo Maero

Realizzato su MacBook Pro eMail: maeroma@gmail.com

onPascal

Numero 2, Dicembre 2011

ONPASCAL Il Giornale fatto da gli studenti, per gli stu denti.
ONPASCAL
Il
Giornale
fatto
da gli
studenti,
per
gli
stu denti.

Pallavolo, la consulta, calcio, politica e tanto altro ancora in questo numero del giornalino scolastico

Nuovo anno, onPascal di sempre

del giornalino scolastico Nuovo anno, onPascal di sempre Il Privilegio di essere Umani Di Matteo Maero
Il Privilegio di essere Umani Di Matteo Maero Se si stilasse una lista di frasi
Il Privilegio di
essere Umani
Di Matteo Maero
Se
si stilasse una lista di frasi ricorrenti
fra
gli studenti, fra di tutte risalterebbe
una categoria specifica: le ingiurie
contro i Professori. Con questo non
intendo le frasi ironiche sui
comportamenti più o meno particolari
che alcuni di loro tengono, ma le reali
offese, come le accuse d’incompetenza,
di
parzialità, di troppa lentezza, di
2012, la fine del mondo dei Maya. E per voi cosa sarà ? Mandateci i vostri pareri e i vostri obiettivi all’eMail all’ultima pagina
Pillole Politiche di Caminiti: il nuovo governo tecnico
Dopo la caduta del governo e le successive
consultazioni, mercoledì 16 novembre il nuovo
esecutivo tecnico diretto da Mario Monti, senza
alcun politico come ministro, giura al Quirinale
ottenendo la fiducia sia al senato e
successivamente alla camera. Il nuovo esecutivo
ottiene numeri importanti in entrambe le camere,
forte del consenso della maggior parte dei partiti.
Il nuovo premier, nel suo prima discorso al
senato, ha illustrato i primi punti del suo
programma: “rigore, crescita, equità” sono i tre
punti di riferimento, si reintrodurrà l’ICI sulla
prima casa, si abbatteranno i costi della politica, si
adegueranno le pensioni con quelle degli altri stati
europei, sarà superata «l'impostazione attuale di
un mercato duale dove alcuni hanno ampie tutele
e altri sono privi di ogni assicurazione di base», si
punterà sui giovani e sulle donne, risorse
fondamentali del nostro paese; il parere del nuovo
presidente è perentorio: “l’Italia si riscatterà”.
troppa velocità e di tante altre ancora.
Forse questo potrebbe suonare come
ovvio, lo studente è opposto al
professore fin dalla notte dei tempi e
non c’è bisogno di un ragazzo
diciottenne per scoprirlo una volta per
tutte. Quello che forse non è ancora
passato è il vero concetto di
“Professore”: noi vediamo i docenti
come potenziali “macchine” perfette,
vive solo per insegnare e verificare,
senza emozioni, perciò esenti da ogni
errore portato dalla sfera sensitiva.
Tuttavia, non sono altro che Umani.
Umani come me e voi, che arrivano
stanchi a casa la sera, che hanno altri
impegni e problemi oltre la scuola, che
vogliono svagarsi e stare con la propria
famiglia (ove presente). In quanto
Umani, possono dimenticarsi,
sbilanciarsi o essere distratti da altro e
cioò è assolutamente normale. Perciò,
la prossima volta che vi accorgete un
errore da parte di un “prof.”, non siate
subito sentenziosi e prevenuti, ma
pensate che anche lui o lei ha una vita
al di fuori della scuola, probabilmente
travagliata e complicata, e dunque
fallibile e soggetto a difetti, come tutti
gli
Umani. Ovviamente, anche qui, vale
Federico Caminiti
il
detto “Errare è Umano, ma
perseverare è diabolico”.

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Numero 2, Dicembre 2011

La Società d’oggi: A faccia a faccia con la vita
La Società d’oggi: A faccia a faccia con la vita
Al giorno d’oggi viviamo in un mondo in cui la vita è principalmente basata sul
Al giorno d’oggi viviamo in un mondo in cui la vita è principalmente basata
sul denaro e sulla tecnologia, e molto spesso capita che ci si dimentichi dei
veri valori della vita e di ciò che davvero conta. La mentalità rispetto ai secoli
scorsi è cambiata, oggi si pensa al denaro, e
non si capisce che in realtà la vera vita non
si basa su quello. Si crede che un iPhone
possa fare la felicità, quando invece se si
guardasse più attentamente la propria vita,
ci si renderebbe conto che sono l’amore,
l’amicizia, l’affetto a farci sorridere, e
queste emozioni di certo non si possono
diventa insignificante.
Il denaro e la tecnologia hanno fatto in modo di allontanarci dalla vita vera,
anche solo dalle semplici attività che si facevano una volta. Un tempo ci si
aiutava a vicenda e in compagnia si riusciva
anche a divertirsi facendo allo stesso
momento qualche cosa di costruttivo. Oggi
invece a causa dei nuovi strumenti
tecnologici si sta molto sui computer e sui
cellulari e i divertimenti di una volta vanno
via via perdendosi nel tempo. Il progresso
è una cosa straordinaria, ma ha i suoi pro e
trasmettere o ricevere attraverso il denaro
i suoi contro. Bisognerebbe trovare il
o un computer. La felicità si può trovare
anche nel salotto di casa o durante una
passeggiata con un amico.
Purtroppo il nostro problema è che non
siamo mai contenti di ciò che abbiamo,
non apprezziamo la semplicità e pensiamo
che più abbiamo e più siamo contenti, ma alla fine ciò che rimarrà impresso
nelle nostre menti saranno le emozioni che ci porta la vita ogni giorno, le
quali non hanno nulla a che fare con i soldi. Ormai si pensa soltanto a
modo di utilizzare la tecnologia pur
mantenendo vive le tradizioni, facendo le
cose umili e semplici di una volta. Si
rischia che diventi tutto sempre più finto,
le persone non si conoscono più a faccia a
quello, e la gente è sempre più stressata…Un tempo si viveva nell’umiltà,
anche la gente che non aveva nulla aveva sempre il sorriso sulle labbra,
grazie all’amore, che stava al centro di tutto. Oggi sembra che invece viviamo
in una società dove al centro non c’è l’amore, bensì il denaro, e tutti noi ne
siamo coinvolti. Ormai si lavora per guadagnare soldi, mentre una volta si
lavorava per avere le cose essenziali come il mangiare, e se si aveva di più si
festeggiava. Adesso si rinuncia addirittura al cibo per comprarsi qualcosa di
puramente effimero, si preferisce rinunciare alla propria salute pur di avere
qualcosa di nuovo. Il nuovo attira, indubbiamente, ma è nuovo nel
momento in cui si compra, e qualche tempo dopo la novità svanisce e
faccia ma attraverso uno schermo, molti
hanno paura di incrociare lo sguardo con altri, del contatto, e preferiscono
parlarsi attraverso un messaggio, dove si è totalmente invulnerabili e
protetti. È un problema che riguarda soprattutto noi giovani e
maggiormente le generazioni future, e per questo proprio noi che ne siamo
coinvolti dobbiamo cambiare le cose, e non farci abbindolare dal denaro e
dalla tecnologia che tanto affascinano ma rischiano di farci perdere le cose
più importanti. Ciò non significa arretrare ritornando ai vecchi sistemi, bensì
progredire trovando la giusta combinazione tra le nuove e le vecchie
tradizioni, cambiando in meglio il vecchio, rinnovandolo ma mantenendone
la bellezza e la semplicità di una volta.
Cambiamo il mondo, ragazzi, noi sì che abbiamo la giusta forza per farlo!
Nicole Castelli

A Tu per Tu con il “Prof.”: “Il professore non deve sentirsi superiore e rispettare l’alunno”

Come già accennato nel mio editoriale, anche i professori sono umani, con i

loro pregi e difetti. Per avvalorare la mia tesi, ho intervistato una “storica” professoressa del nostro istituto, la “prof.” Fulvia Maria Bosco, insegnante di Latino, Italiano e talvolta di Storia e Geografia; dimostratasi da subito disponibile, ha poi risposto ad alcuni mie domande, che riporto qui di

seguito:

Nella sua lunga carriera di insegnamento pensa di aver visto tutto nel mondo della scuola?

No, non si finisce mai di vedere, anche perché il tutto è molto relativo, in quanto le situazioni che si presentano sono sempre diverse. Durante il suo insegnamento avrà sicuramente assistito a avvenimenti

di gravità più o meno importante compiuti dagli studenti. Ha mai

“chiuso un occhio” su alcuni di questi?

Si certo.

E si è mai pentita di averlo chiuso questo ipotetico occhio?

No, perché in quel momento era la cosa migliore da fare, sia dal punto di vista etico che educativo. Parliamo di lei ora. Si è mai accorta di essere caduta in errore? Ovviamente, è impossibile non sbagliare, così come non accorgersene.

Se dovesse dare una classificazione di questi errori, in quali frangenti

lavorativi avrebbe sbagliato di più? Non c’è un “campo” preciso in cui ho sbagliato maggiormente, eccezion fatta per i problemi personali difficili da approcciare, a cuasa di particolari condizioni sia ambientali sia personali.

Si è mai pentita di aver errato? No, perché in tali momenti non è possibile non compiere degli errori. Penso sia inutile rammaricarsi di ciò che non può essere evitato. Ritornando momentaneamente alla componente studenti, cosa ne pensa della quasi sistematica presa di posizione degli studenti contro i professori, rei di colpe più o meno varie? Talvolta, queste prese di posizione sono ragionevoli da parte degli studenti, se davanti comprovati torti. Non devono tuttavia dimenticare che siamo esseri umani anche noi e in quanto tali non siamo infallibili. Ritornando a lei, professoressa di lunga carriera e sicuramente avente una grande esperienza nella gestione delle situazioni, è d’accordo sul fatto che l’esperienza può giovare al non-errare? Sicuramente l’esperienza serve ad evitare gli errori banali, ma non certo a sradicare del tutto la tendenza ad esso. Ribadisco, errare humanum est! Cosa si sente di suggerire invece ad un neo-professore, che la sua esperienza deve ancora costruirsela? Gli suggerirei di non sentirsi superiore ai propri alunni e di rispettarli in qualsiasi momento e, se si accorge di errare, ammettere celermente l’errore. Quale consiglio invece si sente di dare agli studenti e ai professori tra cui è in atto una desputa “alla pari”? Quando le parti di torto e ragione non sono chiare è necessario un confronto chiarificatore fra le parti. Questo è l’unico modo per dipanare ogni dubbio.

Intervista a cura di Matteo Maero

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Numero 2, Dicembre 2011

Napoli – Roma: Dominio Roma, il Napoli ridimensionato

Napoli-Roma è stata la sfida tra due squadre che, nonostante le ambizioni di inizio stagione, si ritrovano in una posizione anonima negli ultimi tempi. La situazione di partenza era questa: Napoli 21, Roma 18 (rispettivamente a -12 e -15 dalla Juventus capolista), dunque ad entrambe serviva un successo per potersi rilanciare in classifica ed inseguire le prime 5 posizioni valide per la qualificazione alle coppe Europee. In ogni caso, al San Paolo di Napoli si sono viste fin dai primi minuti due squadre che pensavano ad attaccare piuttosto che a difendere; perciò, le occasioni da entrambe le parti non sono mancate. Ma veniamo al match: Roma

schierata con il solito 4-3-3 di stampo Barcellona, con Totti e Lamela

a sostegno di Osvaldo. Napoli con il collaudato 3-4-2-1 di Mazzarri

con Lavezzi e Hamsik alle spalle di Cavani. E’ la Roma a rendersi pericolosa per prima: Lamela scatta sulla destra, bruciando Campagnaro, e dribblando Cannavaro. Il suo tiro sembra innocuo, ma il portiere De Sanctis non blocca la palla che rimbalza beffardamente in rete: è 0-1 già al 3° minuto! Il Napoli subisce un po’ il contraccolpo psicologico, e per un quarto d’ora la Roma si accontenta di gestire il vantaggio attraverso il suo solito possesso

palla, senza patire più di tanto il pressing insistito degli azzurri e gli scatti di Maggio sulla destra. tuttavia il Napoli viene fuori col passare dei minuti e Hamsik, al 24’, sbaglia clamorosamente a un metro dalla porta il pallone dell’1-1, su cross di Zuñiga. La Roma fatica ora ad uscire dalla propria metà campo: al 32’ è ancora Lavezzi che colpisce

il palo con un potente tiro al volo, creando pericolo alla porta difesa

da Stekelenburg. Dopo diversi minuti di sofferenza, prima Lamela poi De Rossi, provano a servire Osvaldo in area, ma l’attaccante della Roma non aggancia il pallone in entrambi i casi. Il primo tempo termina dunque 0-1 per la Roma, ma il Napoli da’ l’impressione di essersi svegliato. Il secondo tempo inizia com’era finito il primo, cioè con il Napoli molto aggressivo alla ricerca del pareggio e le occasioni da rete non tardano ad arrivare: al 48’ Cavani segna ma commette fallo su Rosi, vanificando il tutto; gol annullato. Nonostante ciò, il Napoli continua ad attaccare a testa bassa e sempre con Lavezzi, che al 54’ arriva sbilanciato all’impatto con il pallone, fallendo ancora

una volta il pareggio. Gol sbagliato, gol subito: un paio di minuti dopo Totti si
una volta il pareggio. Gol sbagliato, gol subito: un paio di minuti
dopo Totti si inventa un cross che finisce proprio sui piedi di
Osvaldo, lasciato colpevolmente libero da Campagnaro; l’attaccante
non ha problemi a indirizzare il pallone in rete per lo 0-2. Mazzarri,
tecnico del Napoli, attua dei cambi tattici ultraoffensivi per andare
alla ricerca del pareggio, ma senza risultati immediati; la Roma si
difende con ordine permettendosi qualche contropiede ogni tanto,
sfruttando la velocità del neo
entrato Bojan che, al 74’,
dopo aver dribblato due
avversari, serve un ottimo
pallone a Simplicio, il cui
rasoterra va di poco a lato.
Tuttavia, gli “azzurri” trovano
finalmente la rete con Hamsik
all’83’: questa volta l’assist di
Zuñiga viene sfruttato a
dovere. Mancando pochi
minuti al fischio finale, la
Roma si chiude della propria
area di rigore a difesa del
Greco Affronta Maggio
risultato, con il Napoli che
tenta in tutti i modi di trovare il gol del 2-2 senza successo. Al 90’
calcio d’angolo per il Napoli battuto da Hamsik, Cavani tira in area,
Stekelenburg para ma la palla resta nei dintorni e Pandev insacca; il
gol viene però annullato per una presunta posizione di fuorigioco
dello stesso Cavani; dopodiché Fabio Simplicio spegne le residue
speranze azzurre con un destro a giro che si infila sotto l’incrocio dei
pali per l’ormai definitivo 1-3. Finisce senza ulteriori sussulti una
partita divertente in cui entrambe le squadre hanno cercato la
vittoria e che ha premiato in generale la più attenta delle due.
Brillano Lamela e il centrocampo per la Roma; tra gli azzurri si
salvano solo Maggio e Lavezzi, Cavani e Hamsik non pervenuti.
Giacomo Corongiu
e Lavezzi, Cavani e Hamsik non pervenuti. Giacomo Corongiu Hai voglia di sentire qualcosa di nuovo?

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