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AMICI di LIBERA

PAGINA 1 NUMERO 7 GENNAIO 2012

EDITORIALE
Carissime amiche e carissimi amici, AMICI di LIBERA ritorna proponendovi per il nuovo anno un nuovo ed emozionante evento Si tratta della mostra fotografica SCAMPIA, VOLTI CHE INTERROGANO di DAVIDE CERULLO che sar visitabile dal 23 gennaio al 4 febbraio presso la Libreria IL CAMPANILE di Caravaggio. La mostra, ha come protagonisti i volti e gli sguardi intensi dei bambini di Scampia, quartiere tristemente famoso per la presenza dominante della camorra. Sguardi che ci interrogano sul perch di un presente di degrado, di violenza e sulla difficolt di poter avere, o anche solo immaginare, una vita normale. Si tratta di una realt che Davide Cerullo conosce direttamente essendo cresciuto proprio a Scampia, nel quartiere le Vele. Un luogo in cui, non ci sono alternative per uscire dalla miseria se non quella di arruolarsi alla Camorra, come successo allautore allet di 13 anni e mezzo. A soli 15 anni gi guadagnavo un milione di lire al giorno. Devo ammettere di essere stato una facile preda per lingranaggio criminale, sopratutto perch non ero acculturato. E si sa che per certi quartieri difficili come Scampia se non si ha almeno una minima passione per la cultura, urti per forza di cose nella mala vita. Insomma senza scuola o una possibilit di lavoro, facile smarrirsi a Scampia, come pure a Milano si racconta Davide. Ma il suo lavoro, oltre a essere testimonianza e vigorosa denuncia soprattutto un fortissimo richiamo alla speranza e allimpegno: la convinzione che la camorra si pu vincere, che le coscienze possono cambiare, che anche le foto possono diventare strumento di un messaggio di legalit per la collettivit Intervista di Francesca Cenerelli pubblicata sul sito scriviapenelope.wordpress.com http:// Chi siamo Costituitasi formalmente nel marzo 2009, ma gi attiva dall'anno 2008, AMICI di LIBERA un'associazione laica, culturale, apartitica e senza fine di lucro che ha come scopo quello di sensibilizzare la societ civile al rispetto della legalit, nello spirito dell'organizzazione LIBERA. ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE, Organizzazione antimafia fondata da don Ciotti. Libera "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la societ civile nella lotta alle mafie e promuovere legalit e giustizia. Attualmente Libera un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realt d i b as e , t e r r i t or i a lm e nt e impegnate per costruire sinergie politico culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura Per contattare AMICI di LIBERA Per aderire all'Associazione AMICI di LIBERA, scrivici all'indirizzo e-mail amicidilibera@hotmail.it o c o nt a t t a c i a i n um e r i 0363/51112 o 339/1775034 (referente Giovanni Beretta) http:/amicidilibera.blogspot.com

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PAGINA 2 NUMERO 7 DICEMBRE 2012

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PAGINA 3 NUMERO 7 NOVEMBRE 2012

ATTUALITA

Desideriamo proporvi in questa pagina due notizie che giungono a poca distanza luna dallaltra per ricordare e sostenere tutti coloro che nelladempimento del loro lavoro o per scelta personale si impegnano nella lotta contro la mafia. La prima, positiva, riguarda la fine di una parte dellindagine Infinito avviata pi di un anno e mezzo fa dalla procura di Milano sulla presenza dellNdrangheta al Nord. Indagine che si appunto conclusa, al termine del rito abbreviato, con la condanna al carcere per 110 affiliati. La seconda, purtroppo negativa, risale ai primi giorni del 2012 e riporta lennesimo atto di intimidazione nel Lazio ai danni di Libera . 'Ndrangheta in Lombardia, la fine di"Infinito" di Lorenzo Frigerio (referente regionale di Libera per la Lombardia) tratto dal sito ww.liberainformazione.org .La condanna di ieri (20 novembre 2011 N.d.R) arriva dopo due giorni di camera di consiglio e dopo quasi un anno e mezzo dallo storico blitz del luglio 2010, coordinato dai pm della DDA di Milano e di Reggio Calabria. Quella che scatta il 13 luglio dello scorso anno loperazione Crimine, cos denominata sulle sponde reggine o Infinito se la si guarda piuttosto dalle rive lombarde. In carcere allora finiscono 304 uomini arrestati tra Lombardia e Calabria soprattutto, ma anche in Piemonte e in Liguria. una vera e propria mazzata per le cosche in termini di risorse umane ed economiche (in due tranche vengono sequestrati beni per quasi 75 milioni di euro), ma soprattutto la fine dellinnocenza per una regione restia ad ammettere di avere il nemico in casa. Il quadro ricostruito allora dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pool di suoi sostituti Alessandra Dolci e Paolo Storari a dir poco allarmante: gli affiliati alla ndrangheta in Lombardia sono oltre 500, i locali portati alla luce sono gi 15 da Milano a Pavia, da Bollate a Desio, da Corsico a Pioltello ma altri sarebbero ancora attivi in ogni tipo di traffico illecito. I fattori pi allarmanti che scaturiscono dalla lettura delle risultanze dellinchiesta sono il controllo capillare e diffuso del territorio, la capacit di relazione dei mafiosi con uomini dellimprenditoria e della politica ad ogni livello, il clima di omert diffuso al pari di altre regioni del sud. .Uninchiesta quella dei pm milanesi di indiscutibile valore, per la grande capacit di lettura del contesto e di ricostruzione delle prove, per la dedizione delle forze dellordine nelleseguire per ore e ore pedinamenti e intercettazioni ai danni dei mafiosi e resa ancora pi complicata dallassenza di collaboratori di giustizia. () In attesa dellannunciato ricorso degli imputati, infatti, ieri sera si chiusa la prima tranche processuale di Infinito: il rito abbreviato per 119 imputati ha comportato la scelta di andare in aula sulla base degli atti disponibili, mentre tuttora in corso rito ordinario.

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PAGINA 4 NUMERO 7 NOVEMBRE 2012

ATTUALITA

Per la Procura della Repubblica di Milano una vittoria su tutta la linea, per ammissione anche dei legali degli imputati, vista la totale conferma dellimpianto accusatorio e le pesante condanne, attenuate solo dal fatto di essere state comminate con uno sconto di un terzo della pena, dovuto alla scelta appunto del rito abbreviato Nel verdetto c spazio per un totale di quasi mille anni di carcere per 110 dei 119 imputati e per il contestuale riconoscimento dei danni in favore della Presidenza del Consiglio, il Ministero dellInterno, la Regione Lombardia e i comuni di Pavia, Desio, Bollate, Paderno Dugnano, Giussano e Seregno, oltre che per la Federazione Antiracket Italiana, costituitisi tutti come parte civile allavvio delliter processuale. () Danneggiata la sede di Libera a Sabaudia di Norma Ferrara tratto dal sito ww.liberainformazione.org Non si fermano le intimidazioni ai danni della rete di associazioni aderenti a Libera nel Lazio. Dopo i numerosi raid vandalici contro il "Villaggio della Legalit" di Borgo Sabotino stamani i volontari dell'associazione Libera hanno trovato danneggiamenti nella sede di Sabaudia. Qualcuno entrato nella sede e ha devastato gli arredi rovesciando i mobili e rompendo tutto ci che si poteva danneggiare - racconta Antonio Turri, referente di Libera per il Lazio - a Libera Informazione. I malviventi sono fuggiti portando via un vecchio computer e alcune pubblicazioni redatte dall'associazione e volantini di iniziative. Fra questi, anche quelli realizzati per l'ultima iniziativa al "Caf de Paris" a Roma (bene confiscato alla 'ndrangheta e attualmente in amministrazione giudiziaria). Il 29 dicembre scorso i volontari di Libera avevano dovuto far fronte all'ennesima violazione del terreno confiscato, in provincia di Latina, a Borgo Sabotino. Dall'inizio del 2011 sono stati quattro i tentativi di intimidazione diretta contro l'associazione su quel bene, oggi luogo di molteplici attivit antimafia. Questo segnale inquietante il primo del nuovo anno - dichiara Turri - ma si va ad aggiungere ai tanti segnali quotidiani che riceviamo da quando sono in corso, su tutto il territorio sud pontino, iniziative che coinvolgono tanti cittadini e che stanno costruendo una risposta organizzata ed efficace all'aggressione mafiosa ai diritti delle persone e alla sicurezza del territorio in cui viviamo. () Rinforzato, inoltre, sul territorio il percorso di antimafia sociale: dall'assistenza a cittadini che denunciano usura e racket, con la nascita dello sportello "Sos giustizia" sino agli interventi pubblici e nelle scuole, per informare e formare sulla situazione in cui versa il territorio. Probabilmente - conclude Antonio Turri - tutte queste attivit che cominciano a vedere anche la partecipazione attiva di una buona parte della societ civile, infastidiscono qualcuno. Ma quello che vogliamo dire, oggi di fronte all'ennesimo atto intimidatorio, che noi non ci fermeremo. E questo, continua Turri, lo vogliamo dire soprattutto ai tanti cittadini onesti di questa citt.

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PAGINA 5 NUMERO 7 NOVEMBRE 2012

ATTUALITA

In un mondo d'ingiustizie sempre pi intollerabili, la speranza rischia di diventare quasi un lusso, un bene alla portata di pochi. Ma una speranza "d'elite", una speranza che esclude, in realt una speranza falsa. E per fermare questa compravendita di speranze di seconda mano bisogna trasformare la denuncia dell'ingiustizia in impegno per costruire giustizia.

Queste le premesse da cui nasce "La speranza non in vendita", l'ultimo libro di don Luigi Ciotti, un lavoro costruito attraverso quarantacinque anni di faccia a faccia con le persone, di incontri, di strada fatta a fianco degli ultimi. Un testo "per non cedere alla rassegnazione, al cinismo e all'indifferenza. E per ricordarci che la strada dell'impegno scandita da tre parole: corresponsabilit, continuit, condivisione".

Qui di seguito linizio dell'introduzione al libro appena uscito per i tipi di Giunti-Edizioni Gruppo Abele (dal sito www.libera.it) Finch c' vita c' speranza. Il detto molto antico ma vero solo per met. Non basta infatti essere vivi, per sperare: bisogna anche credere nella giustizia e impegnarsi a costruirla. Non c' speranza, senza speranza di giustizia. In un mondo d'ingiustizie sempre pi intollerabili, la speranza rischia di diventare un bene alla portata di pochi. Vogliamo dire no a questa "falsa" speranza,esclusiva, fondata sulla disperazione degli esclusi. Ma soprattutto vogliamo esortare a costruire la speranza vera, la speranza di tutti. un compito che richiede molto impegno. Non sufficiente indignarsi, riempire le piazze, esibire mani pulite, un profilo morale trasparente. L'etica individuale la base di tutto, la premessa per non perdere la stima di s. Ma per fermare il mercato delle "false" speranze bisogna trasformare la denuncia dell'ingiustizia in impegno per costruire giustizia. Quarantacinque anni di faccia a faccia con le persone mi hanno insegnato che la strada dell'impegno scandita da tre parole: corresponsabilit, continuit, condivisione..

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PER NON DIMENTICARE


Per restituire il diritto della memoria a coloro i quali stato negato il diritto alla vita.

BERNARDINO VERRO (Corleone, 1866 Corleone, 3 novembre 1915) Fu il primo sindaco socialista di Corleone e venne assassinato dalla mafia, per la sua attivit volta ad un'equa ridistribuzione del latifondo. La sua carriera politica ebbe inizio quando, nel 1893, nell'ambito del movimento dei Fasci Siciliani divenne capo del fascio di Corleone. Fame e miseria, volont di scrollarsi di dosso secoli di schiavit feudale e speranza di riscatto sociale costituirono la molla che spinse enormi masse di senza terra e di senza lavoro ad unirsi, a rivendicare patti agrari pi giusti e condizioni di vita pi umane E il 31 luglio 1893, () ottiene l'approvazione dei "Patti di Corleone", che rappresentano il primo contratto sindacale scritto dell'Italia capitalistica. La loro forza non stava tanto nei contenuti (proponeva l'applicazione generalizzata della mezzadria, depurata dagli orpelli angarici, imposti negli ultimi anni dai padroni), ma nell'idea semplice e rivoluzionaria che i contadini non dovevano pi trattare da soli con i padroni, ma come organizzazione . Assumendo come piattaforma rivendicativa "I Patti", in autunno si svilupparono imponenti scioperi contadini, conclusi quasi ovunque con successo. Ma nei primi di gennaio del 1894 i Fasci siciliani furono sciolti d'autorit e repressi nel sangue dal governo Crispi. Verro e gli altri capi socialisti furono arrestati,

Scarcerato qualche anno dopo per l'intervenuta aministia, Verro continu con decisione la sua attivit politico-sindacale a favore dei contadini, organizzando gli scioperi dei primi anni del '900. degli ex feudi.. Nel 1906 a Corleone nacque la cooperativa "Unione agricola", che divent lo strumento per attuare le "affittanze collettive", un sistema, cio, per sottrarre i contadini alla intermediazione parassitaria dei gabellati mafiosi e contrattare uniti e direttamente con i proprietari l'affitto Fu lo stesso Verro a descrivere in maniera incisiva le nuove condizioni create dalle affittanze collettive. "Codesti antichi gabellati mafiosi dichiar egli il 31 gennaio 1911 - finch erano stati i soli a pretendere in affitto gli ex feudi, avevano potuto imporre ai proprietari e ai contadini le condizioni pi favorevoli ai loro interessi, mentre invece col sorgere della cooperativa agricola e coi relativi scioperi i contadini erano venuti a trovarsi di fronte ad una concorrenza formidabile, in quanto che la cooperativa offriva ai proprietari delle terre estagli pi elevati di quelli imposti dai gabellati mafiosi. (..)In un pubblico comizio tenuto la sera del 31 ottobre 1910 in piazza Nasc, Verro attacc violentemente la mafia, il sindaco Vinci e i suoi assessori. "Siete riusciti a rendere Corleone il pi disgraziato dei comuni della Sicilia, lasciandogli solo il triste vanto di essere la sede della Cassazione della mafia siciliana", fu l'accusa che il leader contadino lanci agli amministratori comunali. E la reazione non si fece attendere. Sei giorni dopo, mentre Verro si trovava seduto nella farmacia del dott. Francesco Palazzo, gli furono sparati contro due colpi di fucile caricato a mitraglia, che

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PER NON DIMENTICARE


Per restituire il diritto della memoria a coloro i quali stato negato il diritto alla vita.

Fallito l'attentato, la mafia e gli agrari provarono a far fuori Verro con l'arma della calunnia. Il cassiere della cooperativa "Unione agricola", Angelo Palazzo, aveva falsificato delle cambiali, truffando il Banco di Sicilia, accusando poi il Verro di essere il vero autore delle cambiali false. In base a queste dichiarazioni il dirigente contadino venne arrestato in maniera plateale il 21 settembre 1912 a Roma, dove stava partecipando al congresso delle cooperative .L'arresto segn il periodo pi difficile e doloroso della vita di Verro. All'amico avvocato Gioacchino Giordano, che lo andava a trovare in carcere, disse: "Credilo, se mi avessero accusato di avere voluto far saltare il Quirinale, se io fossi accusato di un delitto politico qualsiasi, che comportasse, magari, la pena di morte, la fucilazione, la forca, resterei tranquillo. Ma, vedi, mi hanno imputato di falso!". "E gli occhi gli luccicavano: quel ciglio che era restato sempre asciutto pei propri dolori e aveva avuto lacrime solo per le sofferenze altrui, era bagnato", racconta Giordano. Verro rimase in carcere per dieci lunghi mesi, ma finalmente nel luglio 1913 fu liberato e pot fare ritorno a Corleone, accolto entusiasticamente dai contadini, che sapevano della sua onest. Tutti erano convinti che le accuse infamanti e la terribile esperienza del carcere l'avessero fiaccato, ma Verro stup amici e avversari. Inizi nuovamente ad organizzare i contadini, riprese a combattere e ottenne successi strepitosi e nel 1914 venne eletto sindaco di Corleone. Per la mafia e gli agrari fu troppo. Nel primo pomeriggio del 3 novembre 1915, Bernardino Verro, uscito dal municipio, si stava dirigendo a casa salendo da via

Aveva appena licenziato i due vigili urbani che lo scortavano, quando, in via Tiburtina, fu fatto segno di numerosi colpi di pistola (undici, di cui quattro sparatigli a bruciapelo al capo), che lo uccisero. . Il processo per il suo assassinio si concluse - incredibilmente con la richiesta del pubblico ministero, il

Il cadavere di Verro in via Tribuna (oggi via B. Verro)

commendatore Wancolle, di assolvere tutti gli imputati per non aver commesso il fatto, che il tribunale accolse. In segno di gratitudine, i contadini e i municipi socialisti d'Italia gli avevano dedicato un busto bronzeo in piazza Nasc. Ma per i suoi feroci assassini anche la memoria dell'uomo doveva essere cancellata. La statua del Verro fu oggetto, qualche anno dopo, di un caso di "lupara bianca": nottetempo fu trafugata e non se ebbe pi traccia. Sarebbero dovuti passare circa 60 anni prima che la citt di Corleone si ricordasse di questo suo figlio, onorandone la memoria con un altro busto posto in villa comunale e con una lapide sul luogo in cui era stato assassinato. Purtroppo, nemmeno questo secondo busto ha avuto vita lunga. Dopo qualche anno, nel 1994, stato buttato gi dal piedistallo e solo nel 2004 stato restaurato e rimesso al suo posto.
Fonte www.wikipedia.it articolo Dino Paternostro del 3 novembre 2004 dal sito ww.cittanuove-corleone.it

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ANTEPRIMA

XVII Giornata della memoria e dellimpegno in ricordo delle vittime delle Mafie Genova 17 marzo
In occasione della XVII Giornata della Memoria, Libera rende disponibile sul proprio sito il Dossier Liguria (www.libera.it) Dal sito riportiamo: Il Dossier sulla presenza criminale in Liguria nasce dall'esigenza di fornire uno strumento di riflessione e di studio, da ottenersi cercando di sistemizzare le informazioni attualmente in nostro possesso. Incrociando e combinando i dati emersi dai pi significativi documenti di analisi del fenomeno mafioso, di natura investigativa ma non solo, emerge un quadro a tinte fosche. E' una panoramica in cui la Liguria, al pari di altre regioni del Nord Italia, non pu permettersi di ritenersi estranea alla penetrazione mafiosa. Proprio per questo Libera ha scelto Genova come sede della XVII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, che si celebrer il 17 marzo 2012. Si deciso di puntare i riflettori della legalit e della passione civile su un territorio che, specie negli ultimi anni, ha registrato una crescita preoccupante di fenomeni criminali riconducibili alle organizzazioni mafiose. Il dossier, in quanto strumento di conoscenza, si inserisce pienamente nel percorso verso il 17 marzo: solo dalla conoscenza di un fenomeno pu sortire la volont di contrastarlo.

TI ASPETTIAMO!!