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UNIVERSIT dEglI STUdI dI FIRENzE FacolT dI aRchITETTURa corso di arte dei giardini a.a. 2010/2011 Prof. arch.

Mariella zoppi arch. Sergio Martellucci studentessa camilla Tredici

Il PaRco dI VIlla cEllE a PISToIa Un itinerario tra i secoli

Il PaRco dI VIlla cEllE a PISToIa Un itinerario tra i secoli

INdIcE

Introduzione: contesto e oggetto della relazione RIcoSTRUzIoNE SToRIca Ed EVolUzIoNE dEl PaRco Celle e la famiglia Fabroni Celle: la trasformazione in giardino romantico Il parco di Celle e il Novecento cEllE E la collEzIoNE goRI Bibliografia

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Il parco dI VIlla celle a pIstoIa : Un itinerario tra i secoli

INTRodUzIoNE

Il parco di Villa celle a Santomato (Pistoia) indagato come giardino storico. la relazione si propone di affrontare levoluzione del parco della Fattoria di celle dalla sua formazione come territorio ad uso agricolo allo stato attuale come giardino in cui ospitata una delle pi scenografiche raccolte di arte ambientale. La ricostruzione storica articolata in 3 paragrafi: Il primo analizza le informazioni relative al costituirsi dellarea secondo gli odierni confini, avvenuta nella prima met del Cinquecento ad opera della famiglia Fabroni. Famiglia di origine Pistoiese, i Fabroni, esiliati nel Mugello grazie ai rapporti intessuti con la famiglia Medici riescono a diventare proprietari dellarea. Il secondo paragrafo analizza il formarsi del parco e del giardino durante la propriet della famiglia Fabroni, concentrandosi in particolare sul trentennio a cavallo tra sei e Settecento che per volont di Carlo Agostino Fabroni, poi Cardinale Clemente XI, vede la realizzazione dellimpianto allitaliana di villa e giardino (oggi persistenti nella parte frontale mentre quelle tergali risultano cancellate dai successivi interventi in epoca romantica1) . Il terzo paragrafo individua la trasformazione del parco di Celle in senso romantico, trasformazione avvenuta durante il secondo quarto del XIX secolo contestualmente allinsediarsi nella villa del Conte Damiano Caselli marito della figlia di Carlo, ultimo discendente dei Fabroni. I lavori che hanno portato alla costituzione del parco come oggi viene considerato si sono svolti tra il 1835 e i primi anni Cinquanta2. Il passaggio tra ottocento e Novecento vede gli avvicendamenti della propriet Gatteschi, Matteini, De Marinis fino al 1969 quando Giuliano Gori diventa proprietario.
1 Giustificazione di voltura dellanno 1835, Porta S. Marco, Catasto n. 53, sez. I, cit. in M. Cei, Il parco di Villa Celle a Pistoia. Araba fenice del Giardino, Edifir, Firenze, 1994, p. 16 nota n. 64.

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Un secondo capitolo di minore estensione analizza la Fattoria celle in relazione alla collezione di arte ambientale che giuliano gori ha ambientato nel Parco. Si vuole sostenere la tesi che oggi il parco mantiene caratteri tipicamente romantici e alle rovine simmeliane sono state sostituite opere di arte contemporanea. La relazione sar costituita da una parte testuale frutto dello studio di monografie e periodici sullargomento e una parte iconografica. Questultima prevede delle viste aeree dellarea attuale (reperibili tramite Bing maps); piante catastali del costituirsi dellarea del parco (reperibili in alcune pubblicazioni o mediante ricerca in archivio e catasto); immagini delle opere della collezione Gori (acquisibili da pubblicazioni e on-line).
Per le definizioni di giardino allitaliana, giardino romantico cfr. M. Zoppi, Storia del giardino europeo, Alinea, Firenze, 2009. Per quanto riguarda levoluzione del parco di Celle il testo di riferimento M. Cei, Il Parco di celle a Pistoia. araba fenice del giardino, Edifir, Firenze, 1994. A questo si affiancano dei testi dai quali si desumo nozioni storiche come: P. Cappellini, L. Dominici, Pistoia e il suo territorio, Volume I, Firenze, 1992. Per quanto riguarda il periodo a cavallo tra sei e settecento in cui si costituito limpianto allitaliana del parco cfr. G. Beani, Il carlo agostino Fabroni pistoiese, notizie storiche, Parto, 1898, il fondo Carlo agostino Fabroni allindirizzo: http://web.rete.toscana.it/cultura/ fondi_librari?command=showdettaglioFondo&codice=182. In relazione allevoluzione romantica del parco cfr. E. Silva, dellarte de giardini inglesi, Milano, 1813, ed. consultata Olschki, Firenze, 2002; A. Bucci, la villa di celle, Centro culturale il Ricciardetto, Pistoia,1983. In relazione alla collezione Gori cfr. M. McPhail (a cura di) arte ambientale. Fattoria di celle collezione gori, Gli Ori, Firenze, 2009. Per quanto riguarda linterpretazione del parco attuale come portatore di uno spirito romantico cfr. C. Sugliano, lultimo romantico. la collezione gori alla Fattoria di celle a Santomato, in In Arte bimestrale di critica e dinformazione delle arti visive, Mestre, Venezia, 2006.

Ivi, p. 20.

Il parco dI VIlla celle a pIstoIa : Un itinerario tra i secoli

Il parco dI VIlla celle a pIstoIa : Un itinerario tra i secoli

RIcoSTRUzIoNE SToRIca Ed EVolUzIoNE dEl PaRco


1.1 Celle e la FamIglIa FabroNI
Il primo passo che va verso la definizione degli attuali confini del parco della Fattoria di celle a Santomato nella provincia di Pistoia da collocarsi alla fine del 1400 ad opera della famiglia Fabroni. I Fabroni sono stati una storica famiglia Pistoiese esiliata nel Mugello a cavallo tra 1300 e 1400: nei loro propositi successivamente allesilio c sempre stato quello di ritornare in zona pistoiese, intento nel quale riescono grazie ai rapporti intessuti durante lesilio con la famiglia Medici. I Fabroni, gi proprietari di piccoli appezzamenti nellarea di Santomato, ma non delle grandi tenute come Celle (che in quel momento di propriet prima dei Conti Guidi e poi dei Pazzaglia3), vengono identificati dalla documentazione catastale come proprietari di celle dallinizio del 1600 verosimilmente in virt del sostegno dato ai signori fiorentini nella loro opera di normalizzazione dei conflitti presenti sul territorio toscano. A met Seicento possibile ricostruire attraverso un diario di ricordi redatto da Ignazio Fabroni4 che i poderi di loro possedimento erano costituiti per molta parte da selva, coltivata a castagni da frutto, prodotto indispensabile sia fresco che seccato e trasformato in farina.

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Cfr. T. Gherardi Del Testa, la povera e la ricca, Sonzogno, Milano, 1985, pp. 93-94. I Fabroni, Album di ricordi, di viaggi e di navigazioni sopra le galere toscane dallanno 1664 allanno 1687. BNCF, coll. Rossi Cassigoli, Mss 199, cit. in M. Cei, Il parco di celle a Pistoia. araba fenice del giardino, Edifir, Firenze, 1994, p. 30 nota 31.

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Nellultimo ventennio del XVII secolo, sempre grazie al diario di Ignazio Fabroni, possibile conoscere alcune modifiche al parco di celle tuttoggi riscontrabili: nel 1676 possibile leggere che Si piantarono Bussoli e si posero gli Alcipressi, pochi anni dopo si fa un buon pezzo di muro a secco nellorto e si pongono gli aranci5. Le migliorie pi significative risalenti al periodo Fabroni sono per da attribuirsi a Carlo Agostino Fabroni, successivamente noto come cardinale clemete XI. dopo aver fatto pareggiare il prato dietro casa il cardinale fa costruire una cappella di schema classico posta su due piani e inaugurata, come testimonia il cartiglio posto nel timpano della porta centrale, nel 17036. dalla documentazione si evince inoltre che il cardinale si adoper nella creazione di un complesso sistema di acque con vasche, fonti e ninfei anche se sfortunatamente non stato tramandato il nome dellarchitetto cui fu commissionato questo lavoro7. Marco cei8 in grado di ricostruire che anche limpianto allitaliana del giardino di celle risale al periodo della gestione del cardinale Fabroni cio nel trentennio a cavallo tra Sei e Settecento. Di questo assetto rimane visibile la parte di fronte alla casa quella sul retro andata perduta in seguito alle modifiche risalenti al periodo romantico con il tipico asservimento del giardino alla geometria delle forme9 qui esplicato dai due giardini simmetrici di agrumi ornati di bossolo, dalla doppia scala con ninfeo e dal grande terrazzo a prato. Il Cardinale Clemente XI, alla sua morte, avvenuta nel 1727, lascia un testamento che prevede labate alfonso Maria e Benedetto Fabroni, suoi nipoti, come coeredi della propriet. La conseguenza un periodo travagliato che porta a un

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Cfr. Ivi, ottavo giorno, (8 ottobre), anno 1686 Cfr. F. Gurrieri, Prima nota per larchitettura nel territorio pistoiese, in Antichit Viva, n. 5, 1974, p. 65. Cfr. I. Fabroni, op. cit, ventiquattresimo giorno (5 settembre), 1690. Cfr. M. Cei, op. cit. p. 16. Per i caratteri tipici del giardino allitaliana cfr. M. Zoppi, Il giardino europeo, Laterza, Roma, 1995, in particolare il terzo capitolo Il giardino allitaliana, pp. 49-95.

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frazionamento dei poderi tra Celle e Santomato, fino al ricongiungimento dellintera propriet nelle mani di Benedetto. Lultimo dei Fabroni ad occupare la tenuta, una volta scomparso Benedetto nel 1779, un altro Carlo Agostino dedito per, questultimo, agli studi classici10. probabilmente durante la sua permanenza alla villa che viene realizzata una strada di accesso meno impervia di quella diretta alla villa per mano di Leonardo Ximenes11.

1.2 Celle: la trasFormazIoNe IN gIardINo romaNtICo


durante la prima parte del XIX in Toscana vengono realizzati diversi esempi di giardini romantici: Joseph Frietsch imprime un carattere mitteleuropeo al giardino di Pratolino, Luigi de Cambray Digny si fa portavoce di un simbolismo esoterico nei lavori svolti presso il giardino Torrigiani nel 1813, solo per citarne alcuni12. Quello che si realizza a Celle sotto linfluenza di Giovanni Gambini sostanzialmente un landscape garden
Il parco del Gambini un paesaggio pittoresco, e in quanto tale influenzato dalla pittura paesaggistica di artisti del Seicento come Claude Lorrein, Nicolas Pussein e Salvator Rosa [] Quando il Gambini sceglie nel suo parco la via del pittoresco, come molti altri romantici avevano fatto prima di lui, modella la natura sulla pittura13.

La personalit che rende possibile la svolta in senso romantico del parco di Celle Damiano Caselli, piemontese di origine, il quale sposa prima Eufrosina e alla morte di lei nel 1827, Eugenia entrambe figlie di Carlo Agostino Fabroni, ultimo discendente della famiglia.

Per questa informazione cfr. A. Bucci, la villa di celle a Santomato, pubblicazione a cura del centro culturale Il Ricciardetto, Pistoia, 1983, p. 47. 11 Cfr. M. Cei, op. cit. p. 18. 12 Per le informazioni relative ai giardini romantici in Toscana vedi: A. Vezzosi (a cura di), Il giardino romantico, Alinea, Firenze, 1986. 13 Cfr. R. Hobbs, Ambientazione alla fattoria di Celle, in Arte Ambientale, collezione Gori, Fattoria celle, Allemandi, Torino, 1993, p. 37.
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Il periodo a cui possibile ascrivere tale trasformazione il secondo quarto del XIX secolo. Marco Cei, nel testo citato, riporta una piantina catastale del territorio di celle risalente al 1823 (fig. 2) che mostra come fino a quel momento il parco fosse sostanzialmente rispondente ai criteri del giardino barocco, seguendo dunque uno schema geometrico in asse con la villa. Lo schema, venato di una certa rigorosit geometrica articolato secondo assi lineari permaneva anche nellarea cos detta selvatica a uso rurale utilizzata principalmente a scopo produttivo. Alla fine degli anni Trenta dellOttocento si lavora alla strada di accesso e si realizza il laghetto alla cinese con isoletta e ponticello. la collaborazione di giovanni gambini da far risalire probabilmente ai primi anni Quaranta dellOttocento.
Il lavoro pi importante del Gambini fu comunque il progetto, lo scavo e la realizzazione di un lago in forme naturali, comprensivo di una boscosa isoletta posta su grotte praticabili per lattracco di piccole barche, ospitante un tempietto di pietra di forme neoclassiche e di un orrido roccioso sottostante su cui si infrange unaltra cascata, sormontata da un ponticello rustico14.

Sempre di questo periodo e sempre ad opera del Gambini un monumento sepolcrale egizio dedicato alla famiglia Fabroni. Marco cei riporta inoltre come il gambini si attenesse scrupolosamente ai dettami del tempo nella realizzazione dei suo progetti, prediligendo le forme arrotondate rispetto a quelle lineari e le vedute improvvise ai panorami dinsieme. Questa prima importante fase volta a trasformare il parco di Celle in senso romantico pu dirsi conclusa nel 1846; ma gi nel 1848 ne inizia unaltra che vede la costruzione di un anfiteatro, al limite del quale viene realizzata una costruzione di gusto cinese oggi nota come casetta del t. Per la decorazione di questultima il conte Caselli richiede i servigi del

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Cfr. M. Cei, op. cit. p. 22. possibile evincere questa informazione da G. Tigri, Pistoia e il suo territorio, Pescia e i suoi dintorni: guida del forestiero per conoscere a conoscere i luoghi e gli edifici pi notevoli per listoria e per larte, Tipografia Cino, Pistoia, 1853.

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pittore pistoiese Ferdinando Marini15, probabile ma non si hanno notizie in merito alla collaborazione di lui con il gambini per la parte architettonica. Non da pensare che il conte caselli si sia dedicato solo alla committenza di opere architettoniche perch alla sua presenza a celle che si deve lampliamento del parco di vari ettari e la piantumazione di lecci, roverelle, cedri, platani, ippocastani.16 Intorno agli anni Sessanta dellOttocento la villa, il parco e gli annessi di celle vengono venduti al conte Ferdinando Gatteschi. Da quel momento fino allo scadere del secolo il giardino e il parco di celle vengono prevalentemente usati per feste e battute di caccia dellalta societ del nascente regno dItalia. Un dissesto finanziario obbliga il conte Gatteschi a vendere, tra le altre propriet la villa e il parco di Celle acquistate allo scadere del secolo da giuseppe Matteini.

1.3 Il ParCo dI Celle e Il NoVeCeNto


Il giardino di Celle nel Novecento vivr fortune alterne. In un primo momento il ricco borghese Matteini sar promotore di un intenso lavoro di ripristino e ampliamento. Sono da attribuirsi a quel periodo le vesti attuali della limonaia, della fattoria con annesse cantine e lavanderia. oltre ad ampliare le scuderie facenti parte del complesso recupera con una nuova piantumazione a bosco larea della vecchia fornace e sempre a lui si devono i cancelli della villa e della fattoria realizzati dalla Fonderia Michelucci17. Il periodo immediatamente successivo alla morte di Matteini (1920), connotato in maniera negativa per la villa e soprattutto per il parco.

Cfr. C. Sugliano, Lultimo romantico. La collezione Gori alla Fattoria di Celle a Santomato, in In Arte bimestrale di critica e dinformazione delle arti visive, Mestre, Venezia, 2006 p. 113. 17 Cfr. M. Cei, op. cit. p. 24.
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Deceduto Matteini la vedova Green si disfece di Celle, vendendola al mediatore e affarista pistoiese grazioso Cappellini, il quale [] la passava a Giuseppe Guidi [Questi] non ebbe scrupoli: dette ordine di abbattere le pi belle piante secolari del parco, specie le pi pregiate per il loro legname. E fu uno sfacelo [celle] si riebbe soltanto nel 1924, quando pass in cura a Elia Volpi18 .

Proprietario della tenuta, dopo Elia Volpi, sar a partire dal 1929 Tammaro de Marinis che rende celle durante gli anni Trenta luogo di ritrovo culturale frequentato da Paul Valery, Benedetto Croce, Ugo Ojetti, Luigi Einaudi e altri. Nuovo periodo nefasto per il parco durante la Seconda guerra Mondiale quando un comando tedesco si installa nella villa durante loccupazione. Finita la guerra i de Marinis riprendono possesso della villa cercando di tornare al corso normale che prevedeva molti poderi abitati e dediti allo sfruttamento agricolo con produzioni molto variate. Tammaro De Marinis muore nel 1969, nella primavera del 70 la vedova vende la tenuta che viene acquistata dallindustriale pratese giuliano gori.

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Cfr. A. Bucci, La villa di Celle, op. cit. pp. 56-57.

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IMMagINI

fig.1. A.Matani, particolare di carta topografica dio met del XVIII secolo; la villa di Celle rappresentata in forme ancora medievali, mentre risulta aggiornata laggiunta della cappella sul retro

fig.2. Vecchio Catasto Terreni: particolare del parco di Celle (copia modificata dalloriginale di M.Cei)

fig.3. la villa e la fattoria di celle

fig.4. Il ninfeo cinto dal doppio scalone collegante il piano dei parterres a quello della villa

fig.5. Pomario: vasca dei tritoni

fig.6. Bartolomeo Sestini, la Voliera in ferro e mattoni

fig.7. Ferdinando Marini, La Casetta del the

fig.8. La Casetta del the vista dalla scena del Teatro verde di Beverly Pepper

fig.9. Giovanni Gambini, il Tempietto neoclassico dellisola, visto attraverso lopera di Joseph Kosuth Modus operandi celle

fig.10. Giovanni Gambini, il Tempietto egiziano sacro ai Fabroni

fig.11. La collezione storica di Art Spaces- Spazi dArte, redatta dallo studio Gurrieri, 1983 (archivio amendola)

Il parco dI VIlla celle a pIstoIa : Un itinerario tra i secoli

cEllE E la collEzIoNE goRI


Per giuliano gori il parco di celle diventa immediatamente luogo di raccolta di opere darte, inizialmente del Novecento storico mentre sul finire degli anni Settanta il proprietario e collezionista comincia a inglobare gli spazi esterni alla villa con finalit espositive realizzando dei veri e propri Art Spaces (spazi darte allaperto), trasformando il parco di Celle in una delle pi prestigiose raccolte darte ambientale del mondo. La tesi che qui si vuole sostenere proprio quella di come Giuliano Gori non abbia tradito lo spirito romantico del parco, ambientando il lavoro di alcuni dei pi celebri artisti viventi assolutamente in linea con lottica del pittoresco e del sublime. Il posizionamento delle opere, spesso frutto di lunghe permanenze degli artisti presso la villa ha, come giustamente notato da Hobbs, rafforzato il carattere unico dei singoli luoghi 19. dello stesso avviso claudia Sugliano che nel commentare lopera dellindustriale e mecenate pratese afferma che:
Un aspetto indispensabile per la valutazione e laccettazione del progetto la coscienza dello spirito romantico del luogo e larmonizzarsi dellopera con esso 20.

la prima opera della collezione collocata tra la villa padronale e la cappella, sotto un grande platano, si tratta del bronzo di Roberto Barni Servi muti (1988), estremamente efficace come metafora della condizione umana. la grande parte della collezione si colloca nel cuore del parco, al quale si arriva

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R. Hobbs Ambientazione alla fattoria di Celle, op. cit. pp. 34-35. C. Sugliano, Lultimo romantico, op. cit.

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dopo aver percorso vari terreni della fattoria nei quali principalmente si producono vino e olio. Tra le opere che meglio esprimono questo carattere romantico possiamo ricordare, solo per citarne alcune, Tema II e Variazioni di Fausto Melotti, opera aerea che si specchia nellacqua di uno stagno o quella di daniel Buren che in una radura ornata da piante ha realizzato un parallelepipedo senza copertura rivestito di specchi nel quale due delle pareti interne sono anchesse specchianti, altre due di vivacissime cromie e le porte sono letteralmente esplose a quattro metri dal perimetro. Altra ambientazione tipicamente romantica la porzione di parco ritagliatasi da Magdalena Abakanowicz, ai margini di un bosco di ulivi, nei campi; qui si staglia la sua Katarsis (1985) composta da 33 uomini-bara senza testa e senza braccia, raccolte allinterno di un filo spinato.

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fig.12. Foto aerea da Bing maps

fig.13. Foto aerea (Bing maps). Vista tergale della villa e della Fattoria.

fig.14. Foto aerea (Bing maps). Il parco

fig.15. Mappa del parco con lindicazione delle opere ambientali allaperto.

1-alberto Burri grande Ferro

2-Stephen cox Mago

3-Roberto Barni Servi muti

4-Fabrizio Corneli Meridiana

5-Jean-Michel Folon lalbero dai frutti doro

6-Ulrich Ruckriem Senza titolo

7-Robert Morris labirinto

8-Alice Aycock le reti di Solomone 9-dennis oppenheim Formula compound

10-Dani Karavan la cerimonia del t

11-Beverly Pepper Spazio teatro celle

12-Mauro Staccioli Scultura celle

13-Bukichi Inoue cielo

Il mio buco nel

14-Ian Hamilton Finlay Il bosco virgiliano

15-Jaume Plensa gemelli

16-Alan Sonfist

cerchi del tempo

17-Frank Breidenbruch e A. R. Penck Spiritual center

18-Aiko Miyawaki Utsurohi

19-giuseppe Spagnolo daphne

20-Dani Karavan Linea 1-2-3+4+5

21-Michel gerard cellsmic

22-Richard Serra Open field vertical 23-costas Tsoclisr genesi elevations

24-Robert Morris I caduti ed i salvati

25-hidetoshi Nagasawa Iperuranio 26-Marta Pan Floating sculpture

27-Joseph Kosuth Modus operandi celle

28-olavi lanu le tre pietre

29-Anne e Patrick Poirier la morte 30-George Trakas Il sentiero dellamore di Efialte

31-Sol leWitt cubo senza cubo

32-Marco Tirelli Excelle

33-Susana Solano acotacin

34-Robert Morris e Claudio Parmig- 35-Richard long cerchio di erba giani Melencolia II

36-Fabrizio corneli grande estruso

37-Magdalena Abakanowicz Katarsis

38-daniel Buren la cabane clate 39-luciano Massari The island of aux 4 salles identity

40-Fausto Melotti Tema e variazioni 41-Enrico Castellani

Enfiteusi II

42-Menashe Kadishman luce del mattino

43-Hossein Golba le fontane dellamore

bIblIograFIa

beaNI g., Il Carlo Agostino Fabroni pistoiese, notizie storiche, Prato, 1898 bUCCI a., la villa di celle a Santomato, pubblicazione a cura del centro culturale Il Ricciardetto, Pistoia, 1983 CeI m., Il parco di celle a Pistoia. araba fenice del giardino, Edifir, Firenze, 1994 gHerardI del testa t., la povera e la ricca, Sonzogno, Milano, 1985 gUrrIerI F., Prima nota per larchitettura nel territorio pistoiese, in Antichit Viva, n. 5, 1974 Hobbs r., ambientazione alla fattoria di celle, in Arte Ambientale, collezione Gori, Fattoria Celle, Allemandi, Torino, 1993 mc PHaIl m. (a cura di) arte ambientale. Fattoria di celle collezione gori, Gli Ori, Firenze, 2009 SILVA E., Dellarte de giardini inglesi, Milano, 1813, (ed. consultata Olschki, Firenze, 2002) sUglIaNo C., lultimo romantico. la collezione gori alla Fattoria di celle a Santomato, in In Arte bimestrale di critica e dinformazione delle arti visive, Mestre, Venezia, 2006 tIgrI g., Pistoia e il suo territorio, Pescia e i suoi dintorni: guida del forestiero per conoscere a conoscere i luoghi e gli edifici pi notevoli per listoria e per larte, Tipografia Cino, Pistoia, 1853 VezzosI a. (a cura di), Il giardino romantico, Alinea, Firenze, 1986 zoPPI m., Storia del giardino europeo, Laterza, Roma, 1995 Il fondo carlo agostino Fabroni stato consultato on line allindirizzo: http://web.rete.toscana.it/cultura/fondi_librari?command=showdettaglioFon do&codice=182

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