Sei sulla pagina 1di 6

ARTE/ A RCHITETTURA/AMBIENTE 6

Così è se vi pare. Eredità di Giuseppe Terragni


ad un secolo dalla sua nascita
Marco Lecis

Abstract. The figure of Giuseppe Terragni is one of the most important and con-
troversial of our time. We had many interpretation of his work but often the critics
were partial or strongly ideological. The celebration the recurs every hundred
years let open the main question around his heredity: The emphasis on the imme-
diate charm of his achievement take us to neglect the research of the deepest
theme.

Como. Casa del fascio. Proiezioni notturne: celebrazioni


per il centenario di Giuseppe Terragni. Fra le letture più suggestive della sentimento diverso dalla lucida disil-
personalità e dell’opera di Giuseppe lusione del collega americano. Terra-
Terragni vi è senz’altro quella com- gni ha infatti una fede cieca nella pro-
piuta da Manfredo Tafuri, ormai 25 pria ‘missione’, una fede che è reli-
anni fa. Si trova nello scritto introdut- giosa, architettonica e politica. L’e-
tivo al libro di Eisenman sull’architet- segesi di Tafuri forza dunque l’imma-
to comasco, pubblicato dopo lunga gine dell’architetto comasco e vi
attesa lo scorso autunno 1. proietta il senso di crisi e di disincan-
In quel testo Tafuri riprende un sag- to della cultura architettonica di fine
gio di Asor Rosa e vede Terragni secolo.
come il personaggio di un dramma Ogni ricostruzione storica nasce, più
pirandelliano, caratterizzato da un’i- o meno coscientemente, da un’in-
dentità sospesa 2. L’autore della Casa tenzione critica; spesso la presunta
del fascio vi appare impegnato nel oggettività e il rigore filologico sono
continuo scavo analitico dei principi lo strumento di un discorso teorico
e dei modi del proprio lavoro. E ciò più generale. Da questo punto di
secondo un’attitudine ‘aristocratica’, vista il caso di Terragni è significativo:
dominata da profondo scetticismo e la ricchezza e la varietà del suo talen-
dalla coscienza della natura astratta to, i caratteri eterogenei delle sue
e letteraria della propria attività. Così opere, hanno favorito interpretazioni
Tafuri può avvicinarlo ad un altro anche divergenti, generando alcuni
grande ‘inattuale’ dell’architettura equivoci ed omissioni importanti.
contemporanea, maestro di astra- Bruno Zevi, che già alla fine degli anni
Como. Casa Giuliani-Frigerio. zioni e di virtuosismi sintattici, Peter Sessanta solleva la questione dell’e-
Eisenman appunto. redità di Terragni 3, vede in certi suoi
Guardare Terragni attraverso la ‘ma- lavori il superamento del razionali-
schera pirandelliana’ aiuta ad avere smo e la prefigurazione dell’architet-
ragione del suo multiforme talento, tura organica, espressione di uno
della sua ‘terremotata fantasia’, ed spirito libero e democratico. Egli dà
anzi trova nella molteplicità dell’ispi- l’immagine di un Terragni antifascista
razione e nella convivenza di diversi di fatto. Ciò lo porta a condannare le
partiti compositivi il senso più origi- opere non assimilabili a tale ricostru-
nale della sua ricerca. Però, come zione – è il caso del Danteum e di
dimostrano opere e scritti, lo spirito altre architetture che hanno invece
dell’architetto lariano è guidato da un come temi riconosciuti monumenta-
7 ARTE/ A RCHITETTURA/AMBIENTE

nalisi meramente sintattica di due


sole opere, la Casa del fascio di
Como e la Casa Giuliani Frigerio. In
esse ritrova una matrice per il proprio
lavoro e unisce insieme la costruzio-
ne di una poetica personale e l’inda-
gine storica su un architetto del pas-
sato. Allo stesso tempo però trascu-
ra altri aspetti del lavoro di Terragni
che non si conciliano con i suoi inte-
ressi, e cioè l’attenzione per gli ele-
menti concreti della storia dell’archi-
tettura e per i suoi misteri e significa-
ti nascosti.
Dopo la grande mostra del ’96, nono-
stante l’imponente apparato docu-
Como. Casa del Fascio. Fronte principale
mentario ed il grande sforzo interpre-
tativo dell’indagine corale, la figura
lità, simbolismo e aulicità 4. Terragni dell’architetto lariano rimane ancora
invece fu fascista convinto, di fede sfuggente ed è ricostruita solo per
assoluta ed ingenua. Questo aspet- ritratti parziali, senza giungere ad
to, al di là del giudizio morale, non un’interpretazione univoca 9.
deve essere trascurato per l’interpre- Da questo punto di vista l’efficacia
tazione delle sue opere e per la com- della ricostruzione di Tafuri sta nel
prensione della loro radice ideale. non aver privilegiato nessuna delle
Semmai ci si può chiedere se sia ‘maschere’ di Terragni, e nell’aver
davvero esistita, a dispetto degli an- visto la vera originalità della sua
siosi proclami dei ‘giovani razionali- ricerca nel carattere letterario e nel-
sti’, un’architettura fascista o se inve- l’indagine sui linguaggi.
ce il regime, come in altri ambiti, non Oggi la ricorrenza del centenario può
abbia assecondato di volta in volta le essere l’occasione per ripensare la
tendenze a lui più utili nelle strategie figura di questo protagonista del
di potere. nostro Novecento; per provare, so-
Del resto gli equivoci sulla natura spi- stenuti da una maggiore distanza
rituale e mistica della ricerca di Terra- temporale, ad individuare gli elemen-
Note/Bibliografia ti non effimeri della sua lezione.
gni accompagnano fin dall’inizio la
1 L’introduzione di Tafuri fu pubblicata già alla sua attività. Si pensi, per esempio, Al momento però il dibattito rimane
fine degli anni Settanta: M. TAFURI, Il sogget- all’incomprensione di Pagano, che ancora sospeso. La rievocazione si è
to e la maschera. Una introduzione a Terragni, finora limitata alle atmosfere affasci-
non pubblica su “Casabella” la Casa
in “Lotus”, settembre 1978, n. 20, pp. 5-28. Il
saggio è apparso per la prima volta in lingua del fascio di Como e critica nel lavoro nanti delle sue opere costruite, con-
inglese con il titolo Giuseppe Terragni: the del collega quelle che ritiene conces- centrandosi soprattutto sulla loro
subject and the mask, su “Oppositions”, n. fotogenia e sulla fama acquisita.
sioni estetizzanti, lontane dalla sua
11, 1977, pp. 1-25. I saggi di Eisenmann sono
stati raccolti in un volume e ripubblicati l’anno idea di rigore ‘funzionalista’ 5. Si trat- Il rischio è dunque quello di cedere
passato: P. EISENMAN, Giuseppe Terragni: ta di critiche ricomparse anche in ancora al gioco delle ‘maschere’,
Transformations, Decompositions, Critiques, senza percepirne la radice tragica
seguito, come nel caso di Zevi, o dei
The Monacelli Press, New York 2003. Origi-
nariamente gli scritti erano apparsi su “Casa- giudizi di Argan 6 e di De Seta 7, e di messa in evidenza da Tafuri; di inse-
bella” e su “Perspecta”: P. EISENMAN, Dal- cui rimane l’eco pure in monografie guire Terragni nelle sue molte sugge-
l’oggetto alla relazionalità: la Casa del fascio stioni, rinviando di indagarne l’opera
più recenti 8.
di Terragni, in “Casabella”, n. 344, gennaio
1970, pp. 38-41; P. EISENMAN, From object Eisenman, nei suoi saggi degli anni ed il metodo con l’attenzione e il
to Relationship II: Giuseppe Terragni’s Casa Settanta - riproposti oggi con appro- distacco necessari.
Giuliani Frigerio, in “Perspecta”, n. 13-14, Il 18 aprile di quest’anno è caduto
fondimenti analitici - non cade nel-
1971, pp. 35-65.
2 Lo storico romano interpreta il primo proget- l’equivoco di assimilare le forme alle l’anniversario della nascita di Terra-
to per il palazzo littorio, del 1934, come una intenzioni politiche e conduce un’a- gni, venuto alla luce un secolo fa a
ARTE/ A RCHITETTURA/AMBIENTE 8

Casa del fascio, retro Meda, in provincia di Milano. Como, sala della Casa del fascio a Como.
la città dove visse, ha organizzato Al contrario di quanto sostenuto
una giornata commemorativa artico- negli interventi precedenti le due
lata in più appuntamenti: lezioni, lezioni, è giusto dire che Terragni non
conferenze, visite alle opere costrui- ha bisogno di essere ‘riscoperto’, né
te, l’inaugurazione di una mostra e di tanto meno è stato trascurato dalla
uno spazio dedicato nel Broletto del- critica. La sua opera e l’architettura
la città. La notte, infine, c’è stata la italiana tra le due guerre sono state
messa in scena di un’opera giovanile infatti al centro di ricerche importanti
di Massimo Bontempelli, Guardia alla dagli anni Settanta e per tutti gli anni
luna 10, e uno spettacolo di proiezioni Ottanta e Novanta del Novecento. E
all’esterno della Casa del Fascio 11. A a partire dagli scritti di Eisenman egli
presiedere l’organizzazione è stato ha goduto anche di una fortuna inter-
riunito un comitato, il GT04, con i nazionale, in particolare tra gli stu-
principali studiosi di Terragni a livello diosi americani, testimoniata dai libri
internazionale. A pochi giorni dalle di Thomas Schumacher e dai testi di
manifestazioni però si è avuta notizia Richard Etlin e Diane Ghirardo. Sulla
di una lettera di dimissioni di alcuni sua lezione hanno riflettuto inoltre
suoi membri 12. anche importanti architetti come
Momenti centrali della giornata co- Rafael Moneo 13.
masca sono state le due lezioni di La presenza di Libeskind si lega dun-
Daniel Libeskind, a Villa Erba a Cer- que ad una tradizione radicata, inau-
nobbio, e di Paolo Portoghesi, nella gurata da Le Corbusier nel 1949 con

Casa del fascio, particolare fronte principale

metafora teatrale che nella dialettica tra ‘sog-


getto’ e ‘maschera’ mette in gioco il senso, o
meglio, la sospensione del senso caratteristi-
ca dell’arte di Terragni. In seguito Luigi Vietti
ha sostenuto di essere lui il principale autore
della ‘Soluzione A’. L’architetto piemontese
faceva parte del gruppo con Terragni, Carmi-
nati, Saliva, Lingeri e i due pittori Nizzoli e
Sironi. Partendo da una serie di schizzi comu-
ni le due proposte vennero sviluppate sepa-
ratamente: la prima, la ‘Soluzione A’, nello
studio di Vietti e l’altra in quello di Lingeri e
Terragni. Anche Zuccoli, assistente di Terra-
gni, ha confermato questa ricostruzione. È
vero però che molti dei temi principali delle
opere romane di Terragni e Lingeri, come il
Danteum, sono già presenti nella ‘Soluzione
A’ e che fin da subito Terragni ha rivendicato
la paternità di entrambi i lavori (si vedano le
lettere pubblicate in ENRICO MANTERO, Giu-
seppe Terragni e la città del razionalismo ita-
liano, Bari, 1969; nella riedizione del 1983 il
testo si trova nelle pp. 123-125).
3 AA.VV. L’eredità di Terragni e l’architettura

Italiana, 1943-68, atti del convegno di studi a


Como, 14-15 settembre 1968, fascicolo spe-
ciale di “L’Architettura. Cronache e storia”, n. Como. Casa del fascio, Duomo e Teatro Sociale di Como
9 ARTE/ A RCHITETTURA/AMBIENTE

la sua visita alla prima mostra mono- qualità materica e sui valori cromatici
grafica e il suo apprezzamento per dell’opera di Terragni, costruendo
l’opera del collega. una sorta di contrappunto all’astratto
L’autore del museo ebraico berlinese bianco e nero degli scatti d’epoca.
si è avvicinato alla lezione dell’archi- La grande qualità fotogenica di que-
tetto comasco già nel 1988, con l’or- ste architetture ha accresciuto nel
ganizzazione di un corso estivo tempo la loro fortuna, facendo del-
“Summer Session” all’interno dell’a- l’autore un’icona riconosciuta dell’Ar-
silo Sant’Elia e la pubblicazione di un chitettura Moderna e una figura di
Casa del fascio, loggia
Dossier Como, dedicato alla città e ai culto per gli architetti di tutto il mon-
suoi architetti moderni. Nel suo inter- do. In ciò si riflette un aspetto profon-
vento per il centenario ha condotto do dell’arte di Terragni - la sua alta
una lettura non convenzionale dei vocazione formalista – e però l’appa-
temi e della poetica di Terragni, privi- gamento delle immagini sofisticate
legiandone gli aspetti spirituali, sim- riduce quelle opere alle loro qualità
bolici e letterari, contro le interpreta- più superficiali, trascurando le tensio-
zioni del passato di tipo formalistico ni che le abitano per una visione edo-
ed astratto. Ha messo in evidenza nistica e pacificata; fino a trasformar-
alcune delle figure dell’immaginario le in oggetti patinati, pronti per essere
dell’architetto lariano accompa- riprodotti all’infinito, adatti alla vendi-
gnandole con immagini di propri pro- ta e alla diffusione di massa.
Como. Novocomune e stadio getti nati da analoghe suggestioni. Colpisce, da questo punto di vista,
Libeskind vede Terragni come un l’attenzione dedicata nella giornata
‘believer in architecture’, un ‘creden- del centenario alla preparazione del
te’ dell’architettura, un’artista cioè merchandising, delle t-shirt e di altri
che vive il proprio lavoro come una indumenti, di quaderni e cartoline,
‘missione spirituale’. Non sempre fino alla versione a fumetti della vita
però gli accostamenti tra gli schizzi dell’architetto. La maggior parte di
dell’architetto scomparso e le imma- questi oggetti è stata raccolta all’in-
gini dei progetti contemporanei sono terno di una struttura espositiva alle-
apparsi convincenti. Unisce tuttavia stita nel centro della città, al Broletto,
le ricerche dei due architetti il senso sede della prima mostra del ’49.
profondo dello stile e l’inclinazione La mostra Giuseppe Terragni archi-
per il disegno astratto e auto-referen- tetto europeo, nella ex-chiesa di S.
Como. Novocomune, facciata. Dettaglio d’angolo.
ziale delle forme. Mentre però Terra- Francesco, riunisce in un allestimen-
gni affida le fratture delle sue compo- to scenografico alcuni disegni origi-
sizioni alla presenza di elementi stori- nali, quadri, fotografie e modelli di
ci dell’architettura, Libeskind le ripor- progetti. Tra proiezioni, suoni d’at-
ta all’interno di una figurazione mosfera e luci oblique si assiste alla
astratta, generando frammentazioni messa in scena della vita e dell’opera
e distorsioni a partire dai partiti geo- dell’architetto. La mostra ha più l’a-
metrici iniziali. spetto di una rievocazione e non
L’architetto polacco ha inoltre colla- restituisce un’idea interpretativa
borato al libro del fotografo milanese nuova nella riorganizzazione del
Paolo Rosselli, un atlante dell’opera materiale esposto (in larga parte già
realizzata di Terragni, annunciato da noto). Il tono dell’allestimento per
Skira già per il mese di maggio, ma al altro può ricordare lavori analoghi
momento ancora inedito. Alcuni dello stesso Terragni, come la famo-
degli scatti del libro sono stati pubbli- sa sala ‘O’ alla mostra del fascismo
cati dalla rivista “Domus” all’inizio del 1932. Alla base di quella esposi-
dell’anno 14. In quelle immagini, ripre- zione era un’idea antitetica rispetto
se con strumentazione digitale, Ros- alla concezione pedagogica del
Como. Novocomune selli si concentra sui dettagli, sulla museo ottocentesco: la mostra era
ARTE/ A RCHITETTURA/AMBIENTE 10

Como. Asilo S. Elia, Fronte principale. Terragni: Asilo di S. Elia, particolare del cortile

163, Maggio 1969. BRUNO ZEVI, Giuseppe Ter-


ragni, Zanichelli, Bologna 1980.
4 ‘È il collaudo che si vuol tentare della nuova

architettura sul banco di prova della triade basata sull’aggressione semantica dola sullo sfondo della cultura archi-
così piena di incognite e di equivoci stabilita dello spettatore attraverso un ‘bom- tettonica dell’epoca - con le sue ten-
dalla monumentalità, dal simbolismo, dalla
aulicità. Lotta e collaudo in campo avverso o
bardamento mediatico’ in cui era ini- sioni polemiche e le contraddizioni
se non proprio tale, sfavorevole: l’ambiente bito ad ogni riflessione critica. Scris- interne - e cercando, al di là dei luo-
naturale ed architettonico determinato dalla se di quell’evento George Bataille: ghi comuni, di definirne l’importanza
Via dell’Impero. I Ruderi dei Fori Imperiali, la
Basilica di Massenzio, il Colosseo, sono
‘Sono alquanto stupito. Ignoravo e l’originalità nel più ampio quadro
espressione ancora viva ed attuale di quel questa storia. Sono addirittura colpi- dell’architettura e della cultura euro-
patrimonio artistico, in cui Monumentalità o to. Certo non sarà questo a farmi pea. Secondo Portoghesi ‘la diver-
Aulicità sono materia fondamentale per la
costruzione al pari della pietra, o della calce’.
comprare una croix de feu di smalto, sità dell’architettura di Terragni
G. TERRAGNI, P. LINGERI, Relazione sul né a farmi seppur minimamente rispetto a quella di Mies, ma soprat-
Danteum, dattiloscritto incompleto, 1938; poi cambiare, ma fa effetto’. tutto di le Corbusier, di Oud, di Gro-
in “Oppositions”, n. 9, estate 1977; altre pagi-
ne inedite sono state pubblicate in G. CIUC-
Di grande effetto sono state anche le pius, dei maestri del razionalismo, fu
CI, S. PASQUARELLI, Un documento inedito. suggestive proiezioni notturne sulla proprio il fatto che egli, più che un
La ragione teorica del Danteum, in “Casabel- Casa del fascio, cominciate con la discendente della cultura illuminista,
la”, 522, marzo 1986, pp. 40-41.
5 Sui rapporti con il direttore di “Casabella” è riproposizione dell’illuminazione ori- come gran parte degli intellettuali
tornato recentemente Giorgio Ciucci in uno ginale degli anni ‘30 e seguite con la moderni europei, era un uomo di
scritto con cui la stessa rivista ha inteso com- sovrapposizione di altre immagini a fede’. E tale caratteristica è per lui
memorare il centenario di Tearrgni. G. CIUC-
CI, Casabella e Terragni, in “Casabella”, n.
grande scala, riuscite rievocazioni alla base del dramma fondante la sua
721, aprile 2004, pp. 4-13. Al proposito si delle tragiche contraddizioni dell’arte ricerca formale: lo scontro tra a-
veda anche D. VITALE, Lo scavo analitico. dell’architetto e dell’età in cui visse. strazione e figurazione. Dove la pri-
Astrazione e formalismo nell’architettura di
Giuseppe Terragni, in “Rassegna”, n. 11, set-
Si sono alternate frasi ad effetto di ma è un tentativo di liberazione dal
tembre 1982, in particolare il paragrafo Terra- Terragni - tra cui anche quella sulla tragico, e la seconda rappresenta un
gni e Pagano due figure – Architettura e durata degli edifici: ‘una casa deve ritorno alla densità della materia e
morale, pp. 8-9.
6 G.C. ARGAN, Relazione introduttiva in “L’Ar- durare quarant’anni’, ‘una bestem- della storia, ai loro significati reali e ai
chitettura. Cronache e storia”, cit., p. 4. mia’ per Bontempelli – foto, filmati, e loro rimandi simbolici.
7 C. DE SETA, La cultura architettonica in Ita-
perfino un inquietante primo piano di Sia Libeskind che Portoghesi hanno
lia tra le due guerre, Laterza, Bari 1972.
8 Come quella di A.F. MARCIANÒ, Giuseppe Mussolini, alto quanto tutto l’edificio. dunque voluto privilegiare l’aspetto
Terragni. Opera completa 1925-1943, Offici- Di tono diverso, più meditato e spirituale dell’ispirazione di Terragni,
na, Roma, 1987. approfondito, è stato l’intervento un’interpretazione che è anche una
9 La mostra, intitolata semplicemente Giusep-

pe Terragni, si è tenuta alla Galleria della Trien-


pomeridiano di Paolo Portoghesi, reazione alla lettura data da Tafuri ed
nale di Milano dall’ 11 maggio al 3 novembre che ha riproposto alcuni dei suoi Eisenman, tutta concentrata sui temi
1996 e ne sono stati curatori Giorgio Ciucci e scritti su Terragni. Lo storico ha rico- formali e sui procedimenti retorici.
Marco de Michelis. Il catalogo, pubblicato a
suo tempo da Electa, comprendeva molti
struito la figura dell’architetto lariano Si tratta certo di una nuova masche-
scritti di diversi autori. È stato edito nuova- nella sua reale complessità, inseren- ra per il personaggio Terragni, una
11 ARTE/ A RCHITETTURA/AMBIENTE

mente l’anno scorso, con una nuova coperti- maschera su cui si riflettono le ansie come un’icona intoccabile - tanto
na, ma senza altri aggiornamenti critici.
10 Lo spettacolo è stato curato da Luca Ron-
e le aspirazioni della cultura contem- meno affascinate quanto più impri-
coni e si è svolto al teatro sociale di Como, poranea, oltre che l’ombra dell’iden- gionata in facili luoghi comuni - ma
situato tra il duomo e la Casa del fascio. Bon- tità di un uomo. come una figura tragica e difficile,
tempelli, anch’egli comasco, conobbe Terra-
Ciò che conta, alla fine, non è forse la che mette in crisi l’immagine positivi-
gni ai tempi della sua direzione di “Quadran-
te” – condivisa con Pietro Maria Bardi. Il 30 sua storia, ma la nostra. E nasce così sta dell’architetto razionalista. Una
agosto del 1936 lo scrittore visita la Casa del l’esortazione a riappropriarsi di quel- figura da non accettare in modo
fascio sotto la guida del suo autore, accom-
l’eredità, a discuterla e viverla dall’in- semplicistico come un dato di fatto
pagnato da Paola Masino, Mirko Basaldella e
Arturo Martini. Da quella visita nasce uno terno; riconoscendone la grande della nostra storia, ma con cui con-
scritto che sarebbe dovuto comparire nel lezione, ma anche le contraddizioni frontarsi per decidere cosa accoglie-
numero monografico di “Quadrante” dedica-
ed i limiti intrinseci. re della sua esperienza. E cosa
to all’edificio. In quelle righe però Bontempel-
li non nascose le sue perplessità su alcuni Senza guardare perciò Terragni dimenticare.
aspetti dell’opera e Bardi preferì non pubbli-
care il testo. Ne scaturì una lite tra i due e la
chiusura della rivista. Bontempelli criticò in
particolare il carattere ‘dispersivo’ dell’edifi-
cio, dovuto alle sue trasparenze ed ai continui
rimandi allo spazio esterno. Tra lui e Terragni
rimase però un legame intellettuale e perso-
nale, che è testimoniato dalle lettere succes-
sive all’episodio.
11 La giornata inaugurava anche una serie di

altre iniziative che si protrarranno per l’anno


in corso.
12 Questa lettera è stata diffusa dalla newslet-

ter “PresS/Tletter n.15” di Luigi Prestinenza


Puglisi. Firmata da Peter Eisenman, Kurt For-
ster, Danilo Longhi, Antonio Monestiroli, Ser-
gio Poretti è stata inviata al ministro Urbani e
al presidente del comitato Attilio Terragni. Nel
testo si legge: ‘I sottoscritti, componenti del
Comitato Nazionale Giuseppe Terragni, con-
siderati: 1) l’indeterminatezza culturale e
scientifica delle iniziative selezionate per il
finanziamento nell’ambito delle proposte al
Comitato Nazionale Terragni, in particolare
nel campo espositivo; 2) L’assenza di un vero
coinvolgimento degli studiosi e Istituzioni Como. Asilo di S. Elia, particolare del fronte
che, anche nel recente passato, hanno
sostanziato il campo degli studi su Giuseppe
Terragni; 3) L’orizzonte locale delle azioni del
comitato. Sono con la presente a rimettere il
proprio mandato, rimarcando altresì la pro-
pria alterità dalla gestione dei programmi
economici delle iniziative dello stesso Comi-
tato Nazionale Giuseppe Terragni’.
13 Moneo descrive la Casa del Fascio di

Como come esperienza culminante per l’ar-


chitettura del primo Novecento nel proprio
scritto L’avvento di una nuova tecnica nel
campo dell’architettura: le strutture a telaio in
cemento armato, pubblicato per la prima vol-
ta in lingua spagnola nel 1978 e la cui tradu-
zione italiana si trova oggi in R. MONEO, La
solitudine degli edifici ed altri scritti, vol. I, a
cura di Andrea Casiraghi e Daniele Vitale,
Umberto Allemandi, Torino 1999.
14 Le foto si trovano nei numeri di febbraio e di

marzo della rivista ed illustrano la Casa del


fascio e l’asilo Sant’Elia. Il primo servizio foto-
grafico è accompagnato da un breve testo di
Steven Holl in cui sono sottolineati i valori
assoluti dell’architettura di Terragni, oggi
liberati dal peso dei condizionamenti politici,
e la sua ‘gioia di inventare’ che si rivela nei
dettagli delle opere e dei loro arredi.
Como. Asilo di S. Elia, particolare del fronte