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Scuola Primaria MADONNA DELLA NEVE ADRO

PIANO DELLOFFERTA FORMATIVA


aggiornato in data 06/09/2011

Istituto Madonna della Neve - Adro (BS) - 030 7357307 - istituto@madonnadellaneve.it

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-1- INDICE
-1- INDICE............................................................................. 2 -2- NOTIZIE STORICHE............................................................4
2.1- IL NOME...............................................................................................................................4 2.2- STORIA DELLISTITUTO....................................................................................................4

-3- GLI AMBIENTI................................................................... 5 -4- ANALISI DEL TERRITORIO...................................................6


4.1- CARATTERISTICHE SOCIOECONOMICHE......................................................................6 4.2- RISORSE AMBIENTALI E CULTURALI..............................................................................7 4.3- STRUTTURE RICREATIVE E SPORTIVE...........................................................................7

-5- PROGETTO EDUCATIVO DISTITUTO.....................................8


5.1- CHE COSA IL P.E.I.?........................................................................................................8 5.2- QUALI SONO I DESTINATARI?..........................................................................................8

-6- LE FUNZIONI DI RESPONSABILIT.......................................9 -7- LE STRUTTURE DI PARTECIPAZIONE...................................11 -8- CARATTERISTICHE DELLOFFERTA FORMATIVA....................15
8.1- I DOCENTI.........................................................................................................................15 8.2- I GENITORI........................................................................................................................16 8.3- GLI ALLIEVI.......................................................................................................................16

-9- FINALIT DELLA SCUOLA PRIMARIA...................................17 -10- IDENTIT DELLA SCUOLA: SCELTE EDUCATIVE, FORMATIVE E METODOLOGICHE..................................................................19
10.1- LA SCUOLA PRIMARIA...................................................................................................19 10.2- LA NOSTRA SCUOLA PRIMARIA...............................................................................20

-11- LA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA...................................22 -12- FINALIT EDUCATIVE..................................................... 23 -13- PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE...................26 -14- CRITERI E MODALIT DELLA VALUTAZIONE.......................30
14.1- VALUTAZIONE DELLOFFERTA FORMATIVA..........................................................30 14.2- VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI...................................................................................30 14.3- IL LINGUAGGIO DELLA VALUTAZIONE.....................................................................31 14.4- VALUTAZIONE DELLA PROPOSTA FORMATIVA E DIDATTICA: AUTOVALUTAZIONE DEGLI INSEGNANTI............................................................................32

-15- PROGETTI EDUCATIVI, LABORATORI DIDATTICI: OFFERTA FORMATIVA COMPLEMENTARE E INTEGRATIVA..........................33

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-16- REGOLAMENTO.............................................................. 34 -17- PROPOSTE DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO PER DOCENTI E GENITORI............................................................35 -18- SERVIZI AMMINISTRATIVI...............................................36
18.1- CRITERI DI ISCRIZIONE.............................................................................................................36 18.2- PROCEDURE E STRUMENTI PER LISCRIZIONE.......................................................36 18.3- ORARI DI APERTURA DELLA SEGRETERIA................................................................36

-19- CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEI SERVIZI SCOLASTICI....37

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-2- NOTIZIE STORICHE


2.1IL NOME
La nostra scuola si chiama Madonna della Neve. La scelta della denominazione dettata dalla contiguit dellistituto scolastico con il santuario Madonna della Neve , centro di devozione mariana famoso in tutta la Lombardia. Lorigine del santuario dovuta allapparizione della Madonna ad un pastorello di Adro, avvenuta l8 Luglio 1519. Subito venne costruito in tale luogo un santuario, poi demolito. Quello attuale stato inaugurato nel 1776. La festa della Madonna della Neve si celebra il 5 agosto.

2.2-

STORIA DELLISTITUTO

La scuola nasce come seminario vocazionale minore della Provincia Veneta dei Padri carmelitani Scalzi, legalmente riconosciuta in quanto corso collaterale della scuola P. Giulio Cazzaniga L. R. di Rodendo Saiano (BS). Durante il capitolo del 1984, i Padri decidono di trasformare il seminario in una scuola media cattolica, che prende il nome di Madonna della Neve. La scuola viene aperta ad alunni di entrambi i sessi, diventando autonoma e legalmente riconosciuta con D.M. 02.06 del 1984. Nonostante le condizioni politiche e culturali non siano favorevoli alla scuola cattolica, il coraggio della scelta operata viene premiato da un aumento sensibile delle iscrizioni e vengono aperte due sezioni. Lesigenza di dare continuit al lavoro educativo gi consolidato, porta allapertura di una sezione del Liceo Scientifico legalmente riconosciuto. Visto il continuo incremento delle richieste, a partire dallanno scolastico1996/97 prendono il via consecutivamente una terza e una quarta sezione di scuola media, completando cos quattro corsi ordinari nellanno scolastico 2000/01. In questo stesso anno scolastico apre la prima classe del corso di studi classici (quarta ginnasio) per venire incontro alle numerose richieste pervenute a pi riprese dalle famiglie del territorio. A partire dallanno scolastico 2001/2002 prende il via il corso della scuola primaria. Attualmente sia la scuola primaria che gli altri gradi di scuola dellIstituto sono paritari, inseriti a pieno titolo nel Sistema Scolastico Nazionale.

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-3- GLI AMBIENTI


La scuola alloggiata in un nuovo edificio di un certo pregio architettonico, secondo i pi moderni criteri dettati dalle normative in tema di edilizia scolastica. inserito in uno degli angoli pi caratteristici della Franciacorta, con ampi spazi allaria aperta. Lattivit scolastica ha a disposizione le seguenti strutture: aule ampie e luminose per la quotidiana attivit didattica; laboratori per lattivit di educazione espressivo-corporea; due laboratori per la sperimentazione scientifica un laboratorio linguistico; tre laboratori informatici; unaula dotata di vari strumenti audiovisivi; due ampie palestre di nuova costruzione; unaula magna per le riunioni assembleari o teatro; la segreteria; la cappella; uninfermeria; tre ampi cortili per il gioco e la ricreazione; un campo sportivo in erba.

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-4- ANALISI DEL TERRITORIO


4.1- CARATTERISTICHE SOCIOECONOMICHE
Il territorio allinterno del quale si colloca la nostra scuola presenta dei tratti piuttosto definiti e omogenei. una delle zone pi industriose della provincia di Brescia, caratterizzata dalla presenza di numerosi piccoli centri abitati, tutti in progressiva espansione per lafflusso di nuovi nuclei familiari provenienti dalla citt e dalle province vicine. Le famiglie vivono per la maggior parte in case di propriet, spesso dislocate in posizione isolata rispetto ai centri di riferimento. Il tenore di vita a un livello medio-alto, con discrete possibilit finanziarie, investite perlopi in attivit ricreative, mentre minore risulta lattenzione alle occasioni culturali. Limpegno lavorativo spazia in tutti i settori della produttivit. Sono numerose le aziende agricole dedite in special modo alla coltivazione della vite e alla produzione di vini selezionati. Esistono numerose imprese artigianali, spesso a gestione familiare, e piccole industrie che si qualificano per la specializzazione e lalta tecnologia del ciclo produttivo, intrattenendo rapporti di lavoro con mercati nazionali ed esteri. Va incrementandosi lo sviluppo del settore terziario, in particolar modo nelle zone interessate da un afflusso turistico che si fa sempre pi consistente ed esigente. Dopo un periodo di recessione, peraltro avvertito in misura certamente minore rispetto al resto del Paese, si assiste a una generale ripresa della produttivit. Non esiste in pratica disoccupazione; i giovani hanno concrete possibilit di trovare impiego alla fine del ciclo di studi. Emergono daltra parte tutti i disagi e i problemi delle societ cosiddette avanzate: spreco del tempo libero, mancanza di relazioni significative, individualismo, eccessiva attenzione alla moda del superfluo, consumo di droga. I nuclei familiari sono composti perlopi da quattro persone. Nelle famiglie il ruolo economico primario ricoperto dal padre che dedica al lavoro buona parte del proprio tempo. Da qualche anno a questa parte anche le donne si stanno inserendo nellambito lavorativo, delegando ad altre agenzie educative la custodia dei figli durante le ore pomeridiane. In maggioranza gli alunni provengono da famiglie normalmente e stabilmente strutturate, anche se si va facendo percentualmente pi sensibile la rilevazione di nuclei familiari con difficolt di vario genere. Vivono in ambienti adeguati a uno sviluppo armonico e salutare. Non manifestano situazioni di degrado o di trascuratezza n dal punto di vista igienico, n alimentare.

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4.2-

RISORSE AMBIENTALI E CULTURALI

Lofferta del territorio , in questo senso, ricca e variegata. Dal punto di vista naturale esistono molte possibilit di fruire di luoghi paesaggisticamente apprezzabili: il lago di Iseo, la Valcamonica, la zona collinare, il Parco delle Torbiere (ambiente paludoso), il Parco dello Stelvio (alta montagna). Dal punto di vista storico-artistico lofferta altrettanto varia e significativa: monasteri e abbazie (tra gli altri San Pietro in Lamosa, a Provaglio, e labbazia olivetana di Rodengo Saiano), il Parco delle Incisioni Rupestri di Capodiponte e la citt di Brescia con numerose occasioni di interesse (il Monastero di Santa Giulia, gli insediamenti di et romana, la zona medievale, i palazzi rinascimentali, numerose chiese di notevole pregio, la Pinacoteca, il Castello, il Museo delle armi e altro ancora). Per le agevoli vie di comunicazione, sono poi raggiungibili con facilit luoghi altrettanto significativi nelle citt e nelle province vicine.

4.3-

STRUTTURE RICREATIVE E SPORTIVE

Quasi ogni centro della zona dotato delle fondamentali strutture idonee alle pi diverse attivit: biblioteche pubbliche, cinema, impianti sportivi e per il tempo libero. In genere tali strutture sono facilmente fruibili sia dalla singola persona che dai gruppi organizzati. (Unelencazione delle caratteristiche e dei criteri duso delle possibilit pi frequentemente sfruttate per lattivit della nostra scuola disponibile presso la segreteria della scuola)

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-5- PROGETTO EDUCATIVO DISTITUTO


5.1CHE COSA IL P.E.I.?

il piano organizzativo della scuola in funzione delle proposte culturali, delle scelte educative e degli obiettivi formativi elaborati dai competenti organi della scuola. definito dalla convergenza di giudizio e di indirizzo dei seguenti soggetti: LOrdine dei Padri Carmelitani Scalzi che, nella persona del Padre Provinciale e del Padre Direttore, delineano le scelte fondamentali della preoccupazione educativa e missionaria che guidano lopera scolastica; Il Collegio dei docenti che definisce gli aspetti formativi e lorganizzazione pedagogica e didattica dellitinerario scolastico; Il Rappresentante Legale del gestore e il Consiglio di Istituto che si fanno carico degli aspetti finanziari e organizzativi generali.

5.2-

QUALI SONO I DESTINATARI?

I DOCENTI che scelgono di condividere consapevolmente e cordialmente le finalit e lo stile educativo della scuola, mettendo a disposizione professionalit e competenze specifiche. I GENITORI che individuano nella scuola il luogo idoneo per una reale collaborazione alla loro primaria responsabilit educativa, riconoscendone e condividendone scelte, metodi e proposte. Gli ALLIEVI che sono i soggetti attivi dellitinerario educativo. loro diritto essere rispettati nel cammino di maturazione ed essere guardati con fiducia. Vanno aiutati a sentirsi protagonisti del loro sviluppo personale e culturale e a prendere coscienza dei loro diritti e doveri nella realt educativa in cui si trovano. I NON DOCENTI che prestano la loro opera in sintonia con lo svolgimento delle attivit scolastiche. Il TERRITORIO che riconosce la specificit e la qualit del servizio pubblico che la scuola offre a tutte le persone.

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-6- LE FUNZIONI DI RESPONSABILIT


Il Padre Direttore: Padre Gino Toppan
il garante del carisma dellOrdine nella scuola. Ha la responsabilit dellindirizzo generale della scuola, definendone le scelte educative e culturali fondamentali, secondo un corretto principio di autorit e in collaborazione con i dirigenti e gli insegnanti. Assume gli insegnanti, preoccupandosi che alla competenza professionale uniscano la condivisione dellanima e dello scopo dellopera scolastico-educativa. (vedi scheda dei criteri per lassunzione*) Incontra i genitori allatto delliscrizione e ogniqualvolta ne avverta la necessit. un punto di riferimento quotidiano per gli allievi, sia per quanto riguarda bisogni e problemi relativi allandamento scolastico che per il loro itinerario di formazione spirituale. Presiede il Consiglio di Direzione, stabilendone per tempo lordine del giorno. membro di diritto di tutti gli organi collegiali. Su delega del gestore, coordina le attivit amministrative. Decide, su proposta dei dirigenti, in merito a permessi e ferie degli insegnanti.

La coordinatrice didattica: Paola Amarelli


Ha la responsabilit dellandamento educativo e didattico della scuola, nei confronti dei genitori e del Ministero della Universit e Ricerca. informato sul lavoro collegiale dei docenti, membro di diritto di tutti gli organi collegiali. a conoscenza del lavoro personale degli insegnanti, in ordine alla programmazione, allo svolgimento dellattivit didattica, alla valutazione degli alunni, alla cura e precisione della compilazione degli strumenti di registrazione documentaria. informato del processo di apprendimento degli alunni e mantiene i contatti necessari con le famiglie. Unitamente al Padre Direttore e ai presidi della scuola primaria di secondo grado e del liceo scientifico e classico, propone iniziative culturali e formative rivolte a tutta la scuola.

Gli insegnanti
Hanno la responsabilit educativa e didattica del gruppo classe a loro affidato, secondo i criteri e i compiti definiti nei rispettivi mansionari nominali e funzionari.

Il Consiglio di Direzione

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composto dal direttore della scuola, dai responsabili dei diversi ordini e da alcuni docenti. Ha il compito di coordinare e monitorare tutte le attivit previste, al fine di garantire lunitariet e la significativit dei percorsi.

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-7- LE STRUTTURE DI PARTECIPAZIONE


Le strutture di partecipazione mirano a creare le condizioni ideali per una sempre maggior corresponsabilit della vita scolastica, incrementando la collaborazione tra docenti, genitori e alunni. La descrizione seguente tiene conto di un possibile quadro generale, ispirato allesperienza degli anni scorsi. Tutta la materia riguardante gli Organi Collegiali in fase di definizione da parte del Ministero. Pertanto la nostra scuola si impegnata ad attivare gli Organi Collegiali, con proprio statuto, nelle forme e nei tempi che verranno ritenuti pi idonei.

(1) IL CONSIGLIO DI ISTITUTO


Il Consiglio di Istituto esplica funzioni di stimolo, verifica e organizzazione nel campo delle problematiche e delle metodologie delleducazione. Ha una composizione adeguata alla comunit educativa, comprendendo, secondo titolarit di partecipazione distinte e complementari, di diritto: il Padre Direttore; il dirigente della scuola primaria (coordinatrice didattica); il dirigente della scuola media; il dirigente del liceo scientifico; il dirigente del liceo classico; il Rappresentante Legale (economo); i rappresentanti eletti dei docenti (in proporzione alla consistenza numerica della popolazione dei diversi ordini di scuola); i rappresentanti eletti dei genitori (idem); i rappresentanti eletti degli studenti (limitatamente ai licei); un rappresentante del personale A.T.A.; eventuali personalit significative dellambito ecclesiale e del territorio.

Il Consiglio di Istituto, fatte salve le competenze del Collegio dei Docenti e del Consiglio di Classe, interviene su quanto concerne lorganizzazione della vita e delle attivit della scuola nelle seguenti materie: adozione del regolamento interno dellistituto (modalit del funzionamento e dellutilizzo delle risorse umane e materiali); adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze locali; criteri per la programmazione e lattuazione delle attivit parascolastiche ed extrascolastiche, con particolare riguardo alle libere attivit complementari, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione; partecipazione ad attivit culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo.

Inoltre il Consiglio di istituto:

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indica i criteri generali relativi allandamento dellorario delle lezioni e delle altre attivit scolastiche; esprime parere sullandamento generale educativo e didattico dellistituto.

(2) IL CONSIGLIO DI DIREZIONE


Il Consiglio di Direzione ha la funzione di indirizzo e coordinamento dellattivit dellintero istituto, armonizzando le caratteristiche, le esigenze e i ritmi propri dei diversi ordini di scuola (primaria, secondaria di primo grado, licei). Risulta composto dal Padre Direttore, che lo presiede, dai dirigenti dei diversi ordini di scuola,dai collaboratori vicari, eventualmente da altri insegnanti, scelti per particolari competenze, e dalla segretaria della scuola, che cura la verbalizzazione degli incontri. Viene convocato dal presidente, che predispone anche lordine del giorno. La scadenza degli incontri quindicinale. Compiti: Definisce il campo di tutte le attivit dellistituto, coordinando e armonizzando le proposte dei diversi ordini di scuola. Individua e progetta i momenti culturali ed educativi fondamentali dellanno scolastico. Organizza e coordina le proposte di formazione e di aggiornamento degli insegnanti. Programma le modalit di incontro e di coinvolgimento per i genitori a diversi livelli. Valuta e verifica landamento generale della scuola rispetto a quanto progettato. Raccoglie gli elementi per la valutazione delloperato dei docenti.

(3) IL COLLEGIO DEI DOCENTI


Il Collegio dei Docenti formato dal Padre Direttore, dal Dirigente scolastico e dagli insegnanti in servizio nella scuola ed presieduto dalla coordinatrice didattica. Si riunisce normalmente una volta al mese, oppure quando un terzo dei suoi componenti ne faccia motivata richiesta. Esso rende possibile uneffettiva collegialit, capace di soddisfare in modo unitario lesigenza formativa degli alunni e di integrare i contributi forniti dai singoli insegnanti. Il Collegio dei Docenti: cura la programmazione educativa; formula proposte per la formazione e la composizione delle classi, per la stesura dellorario delle lezioni e per lo svolgimento delle attivit scolastiche; valuta periodicamente landamento complessivo dellazione didattica; provvede alladozione dei libri di testo, sentito il parere dei consigli di interclasse; elabora iniziative a carattere formativo, culturale e ricreativo sia per gli alunni che per i genitori, da proporre ai consigli di interclasse; esamina il caso di alunni in difficolt, allo scopo di individuare i mezzi per ogni possibile recupero.

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(4) LASSEMBLEA DI CLASSE


Lassemblea dei genitori delle singole classi elegge nei mesi di ottobre/novembre i due rappresentanti di classe. La carica rinnovabile ogni anno. Le assemblee di classe sono richieste dai rappresentanti o dagli insegnanti e sono dedicate prevalentemente alla discussione di problemi generali e allillustrazione delle programmazioni educative e didattiche. Compiti del rappresentante: collabora con gli insegnanti, mantenendo un dilogo aperto convoca, previo avviso alla dirigenza, lassemblea per affrontare problemi di carattere formativo e per studiare iniziative pratiche, in armonia con la programmazione dellintera scuola partecipa al consiglio di classe, facendosi portavoce delle esigenze di tutti i genitori.

(5) IL CONSIGLIO DI INTERCLASSE


Il Consiglio di Interclasse formato dal Padre Direttore,la coordinatrice didattica, i docenti e i rappresentanti dei genitori. Entro dieci giorni dallelezione dei rappresentanti, la coordinatrice didattica convoca la prima riunione, ponendo allordine del giorno lelezione del Presidente e del Segretario, da scegliersi tra i rappresentanti dei genitori. In seguito si riunisce a scadenza mensile, su convocazione del Presidente. Compiti del Consiglio di Interclasse: condivide lattuazione del Progetto Educativo suggerisce modalit ed uso delle risorse collabora nellideazione di attivit parascolastiche e interscolastiche esprime pareri motivati al Collegio dei Docenti per ladozione dei libri di testo delibera uscite didattiche e mete per i viaggi di istruzione proposti dal Collegio dei Docenti esprime il proprio parere circa la partecipazione a iniziative di altre agenzie educative.

(5) I COLLOQUI CON I GENITORI


I colloqui rappresentano uno dei momenti pi significativi della collaborazione scuola-famiglia. La scuola, nel rispetto delle scelte educative della famiglia, favorisce un confronto aperto, riferito ai seguenti aspetti educativo-didattici dellesperienza scolastica: partecipazione applicazione socializzazione rendimento comportamento I colloqui hanno scadenza bimestrale e si svolgono con la presenza dei docenti tutor/coordinatori della classe. In caso di particolari necessit, ciascun insegnante inoltre disponibile ad incontrare i genitori che desiderano un colloquio individuale straordinario.

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-8- CARATTERISTICHE DELLOFFERTA FORMATIVA


(contratto formativo)
La scuola listituzione che affianca la famiglia e la sostiene nellopera educativa a favore delle giovani generazioni. innanzitutto una comunit educante allinterno della quale tutte le componenti, docenti, genitori e allievi, definiscono le rispettive identit e insieme progettano percorsi di crescita umana integrale e permanente. Diventa perci essenziale riconoscere le specifiche responsabilit e funzioni, affinch il prezioso e qualificato apporto di ciascuno si renda armonicamente disponibile a una sintesi adeguata ai bisogni individuati e agli scopi prefissati. In questo senso vogliamo tentare di definire sinteticamente la fisionomia dei tre principali soggetti di tale relazione.

8.1-

I DOCENTI

Ai docenti, che hanno la responsabilit educativa e didattica della declinazione formativa della scuola, vengono esplicitate le seguenti richieste: condivisione della proposta educativa pastorale della scuola, secondo la visione teologica e antropologica alla quale si ispirano il carisma e la tradizione carmelitana; conoscenza e inserimento convinto nella tradizione educativa e scolastica ecclesiale e partecipazione alla missione della Chiesa; conoscenza e assunzione consapevole del progetto educativo; competenza nella lettura educativa pastorale della domanda dei giovani e delle famiglie; capacit di animazione della comunit educativa e svolgimento dei compiti assunti, seconda la propria vocazione, i titoli di qualificazione professionale e i ruoli ricoperti; attitudine al dialogo, alla collaborazione, alla flessibilit, al cambiamento; disponibilit allaggiornamento permanente e alla riqualificazione professionale capacit di attivazione dei processi tecnici didattici secondo le scelte del progetto; competenza nelluso dei mezzi e dei linguaggi della comunicazione sociale; competenza e pratica di valutazione e verifica del proprio lavoro; disponibilit a mettere a disposizione le proprie risorse a favore dellanimazione culturale e spirituale dei giovani loro affidati.

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8.2-

I GENITORI

Ai genitori che scelgono la nostra scuola come luogo educativo per i figli e, nellorizzonte della comunit educante, per se stessi, vengono esplicitate le seguenti richieste: conoscenza e condivisione della specifica identit della scuola, del suo inserimento nella tradizione ecclesiale, del suo slancio missionario, del suo specifico accento determinato dal carisma carmelitano; capacit di collaborare con le varie componenti della comunit educativa della scuola, soprattutto con i responsabili, i singoli docenti e i coordinatori; disponibilit a trasferire la propria esperienza coniugale, educativa e professionale nella comunit scolastica; capacit di crescere con i figli, aprendosi allesperienza di uneducazione permanente; capacit di difesa e di sostegno dellesercizio della libert di educazione e di istruzione, di scelta di personali percorsi formativi da parte dei cittadini, di parit economica e giuridica della scuola libera non statale.

8.3-

GLI ALLIEVI

Agli allievi, in modo graduale e commisurato allet e alla maturazione personale, vengono esplicitate le seguenti richieste: disponibilit a rendersi protagonisti del proprio cammino formativo da percorrere con continuit e impegno; capacit di offrire il proprio contributo di sensibilit, entusiasmo, creativit, desideri e aspettative; disponibilit a riconoscere lautorevolezza degli adulti, come guide indispensabili per la crescita e lapprendimento; capacit di attenzione agli altri, di collaborazione costruttiva, di comunicazione autentica attraverso i diversi linguaggi; disponibilit a riconoscere il valore dellesperienza cristiana, partecipando a specifici momenti di approfondimento e riflessione sulla tradizione ecclesiale. La proposta formativa assume una definizione specifica e dettagliata allinizio dellanno scolastico, nel momento in cui il Collegio dei Docenti e i moduli si pongono di fronte alla classe e progettano il percorso pi idoneo e adeguato ai bisogni rilevati e alle finalit prefisse. questo il momento in cui le richieste generali di cui sopra si declinano in regole, modalit, condizioni e obiettivi che impegnano e motivano il lavoro di tutti, ciascuno nello specifico della propria responsabilit e del proprio ruolo.

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-9- FINALIT DELLA SCUOLA PRIMARIA


La scuola elementare ha per suo fine la formazione delluomo e del cittadino nel quadro dei principi affermati dalla Costituzione della repubblica; essa si ispira, altres, alle dichiarazioni internazionali dei diritti delluomo e del fanciullo e opera per la comprensione e la cooperazione con gli altri popoli. La scuola elementare ha per compito anche la promozione della prima alfabetizzazione culturale. (Programmi didattici per la scuola elementare, D.P.104 del 12/02/1985) La scuola elementare riconosce di non esaurire tutte le funzioni educative (). Pertanto favorisce () linterazione formativa con la famiglia, quale sede primaria delleducazione del fanciullo e con la pi vasta comunit sociale. () Valorizza nella programmazione educativa e didattica le risorse culturali, ambientali e strumentali offerte dal territorio e dalle strutture in esso operanti. (Programmi didattici per la scuola elementare, D.P.104 del 12/02/1985) La formazione della cittadinanza il cuore del sistema educativo. Leducazione alla cittadinanza consente di acquisire gli strumenti relativi allassunzione di responsabilit nella vita sociale e civica. quindi compito della partecipazione democratica, della responsabilit civico-sociale e della solidariet. della scuola () porre le basi di conoscenza, di abilit, di atteggiamento e di capacit operativa necessarie alla progressiva acquisizione di competenze sociali nellorizzonte della libert, della criticit, (I curricoli della scuola di base, D.P.R. 275 del 8/03/1999) dovere della scuola elementare evitare che le diversit si trasformino in difficolt di apprendimento e in problemi di comportamento. (Programmi didattici per la scuola elementare, D.P.104 del 12/02/1985) Il percorso complessivamente realizzato nella Scuola Primaria promuove leducazione integrale della personalit dei fanciulli , stimolandoli allautoregolazione degli apprendimenti , ad una unelevata percezione di autoefficacia, allautorinforzo cognitivo e di personalit, alla massima attivazione delle risorse di cui sono dotati, attraverso lesercizio dellautonomia personale , della responsabilit intellettuale, morale e sociale, della creativit e del gusto estetico. (Indicazioni nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Primaria.) La nostra scuola primaria si definisce ulteriormente e sostanzialmente in particolare per la concezione di educazione e formazione della persona a partire dalla sua dimensione religiosa. questo il livello della comprensione di s che d fondamento sintetico e realistico a ogni altra dimensione dellanimo umano, che offre la possibilit di una reale intelligenza delluomo e del cosmo. Luomo religioso, cos come ci stato rivelato da Ges Cristo, incarnato, morto e risorto, la realizzazione delluomo concreto. Al di fuori di questa certezza non esiste possibilit di una reale

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educazione, di unintegrale apertura alla complessit misteriosa del mondo, di una fattiva e ben orientata partecipazione alla vita sociale della comunit umana.

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-10- IDENTIT DELLA SCUOLA: SCELTE EDUCATIVE, FORMATIVE E METODOLOGICHE


10.1LA SCUOLA PRIMARIA
La scuola primaria tale non tanto, o almeno non solo, nel senso che la prima Scuola obbligatoria del sistema educativo nazionale di istruzione e di formazione, oppure perch in quasi tutti i Paesi dellOCSE aggettivata in questo modo, quanto e soprattutto per unaltra serie di ragioni che affondano le loro radici nella nostra migliore tradizione pedagogica e che qui si presentano senza attribuire allordine con cui sono esposte alcun particolare significato gerarchico. La prima culturale. Essa promuove nei fanciulli e nelle fanciulle lacquisizione di tutti i tipi di linguaggio e un primo livello di padronanza delle conoscenze e delle abilit, comprese quelle metodologiche di indagine, indispensabili alla comprensione intersoggettiva del mondo umano, naturale e artificiale, nel quale si vive. In questo senso, aiutando il passaggio dal sapere comune al sapere scientifico, costituisce la condizione stessa delledificio culturale e della sua successiva sempre pi approfondita sistemazione ed evoluzione critica. La seconda gnoseologica ed epistemologica. Lesperienza labbrivio di ogni conoscenza. Non possibile giungere ad una conoscenza formale che rifletta astrattamente sui caratteri logici di se stessa senza passare da una conoscenza che scaturisca da una continua negoziazione operativa con lesperienza. La Scuola Primaria il luogo in cui ci si abitua a radicare le conoscenze (sapere) sulle esperienze (il fare e lagire), a integrare con sistematicit le due dimensioni e anche a concepire i primi ordinamenti formali, semantici e sintattici, disciplinari e interdisciplinari, del sapere cos riflessivamente ricavato. La terza sociale. Essa assicura obbligatoriamente a tutti i fanciulli le condizioni culturali, relazionali, didattiche e organizzative idonee a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libert e la giustizia dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla lingua, dalla religione, dalle opinioni politiche e dalle condizioni personali e sociali (art. 3 della Costituzione). Senza questopera di decondizionamento che la Scuola Primaria chiamata a svolgere sarebbero largamente pregiudicati i traguardi della giustizia e dellintegrazione sociale. La quarta etica. Per concorrere al progresso materiale o spirituale della societ (art. 4 della Costituzione) necessario superare le forme di egocentrismo e praticare, invece, i valori del reciproco rispetto, della partecipazione, cella collaborazione, dellimpegno competente e responsabile, della cooperazione e della solidariet. La Scuola Primaria, in quanto prima occasione obbligatoria per tutti di esercizio costante, sistematico di questi valori, in stretto collegamento con la famiglia, crea le basi per la loro successiva adozione come costume comunitario a livello locale, nazionale e internazionale. Lultima psicologica. Proseguendo il cammino iniziato dalla famiglia e dalla scuola dellinfanzia, la Scuola Primaria insegna a tutti i fanciulli lalfabeto dellintegrazione affettiva della personalit e pone le basi per unimmagine realistica,

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ma positiva di s in grado di valorizzare come potenzialit personale anche ci che, in determinati contesti di vita, pu apparire e magari unoggettiva limitazione. Per tutte queste ragioni, la Scuola Primaria lambiente educativo di apprendimento, nel quale ogni fanciullo trova le occasioni per maturare progressivamente le proprie capacit di autonomia, di azione diretta, di relazioni umane, di progettazione e verifica, di esplorazione, di riflessione logico-critica e di studio individuale.

10.2-

LA NOSTRA SCUOLA PRIMARIA

La nostra scuola si fonda sul principio della centralit della persona, considerata nella globalit delle sue dimensioni costitutive: razionale, affettiva, morale, religiosa. Crediamo che la persona vada accompagnata alla consapevolezza delle proprie capacit e delle proprie potenzialit psico-motorie, cognitive, affettivo-relazionali e spirituali. Lesito formativo atteso il progressivo orientamento della propria vita secondo il vero, il bello, il giusto, che possono essere intuti, conosciuti e coltivati. Tutto ci reso possibile a partire da unipotesi di significato positivo di tutta la realt, resa evidente e sperimentabile innanzitutto dalla persona stessa delleducatore. Solo a partire da questa evidenza rassicurante potranno mettersi in moto energie, desideri e operativit delleducando. Il raggiungimento, da parte degli alunni, delle finalit precedentemente esposte reso possibile dallo sforzo univoco e complementare di tutto il corpo docente. Ogni insegnante, dal punto di vista specifico del proprio ambito disciplinare, concorre allattivit educativa tenendo presenti due riferimenti precisi: i Programmi Ministeriali, i quali, soprattutto nelle indicazioni riguardanti contenuti e argomenti, offrono un concreto e ordinato percorso allinterno del quale individuare i punti nodali irrinunciabili da affrontare con gli alunni; le Indicazioni nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Primaria che esplicitano i livelli essenziali di prestazione a cui tutte le Scuola Primarie del Sistema Nazionale di Istruzione sono tenute per garantire il diritto personale, sociale e civile dellistruzione e alla formazione di qualit; le strategie comuni, i percorsi curricolari e le metodologie che il collegio dei docenti privilegia in quanto ritenute pi funzionali per il raggiungimento delle finalit individuate, e che gli insegnanti dei moduli coniugano annualmente, verificandole mensilmente, in relazione ai livelli di partenza e agli obiettivi raggiungibili dalla singola classe.

Prima di elencare sinteticamente le strategie comuni, necessario premettere alcuni criteri fondamentali che guidano lattivit educativa: 1. Lapprendimento un fenomeno complesso che mette in gioco tutte le dimensioni della persona (ragione, affettivit, volont) e implica la disponibilit a modificare consapevolmente il proprio modo di pensare, di agire e di mettersi in relazione; 2. Lapprendimento trova origine e sostegno essenzialmente nel proporsi della persona delladulto educatore, che sta davanti al bambino con tutta la

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ricchezza della propria umanit, capace di accoglienza, valorizzazione, insegnamento, stimolo e correzione; a partire da questo rapporto che si possono promuovere obbedienza e libert, sequela e iniziativa autonoma, disponibilit al cambiamento e seriet di impegno; 3. Lapprendimento necessita la proposta di unipotesi positiva riguardo alla realt, ipotesi che lasci intravedere la possibilit di una reale intelligenza, ipotesi concretamente verificabile e interiorizzabile, che vada contro alla tendenza del cinismo e della relativizzazione di ogni certezza; 4. Nel processo di apprendimento la realt e lesperienza precedono lastrazione, la concettualizzazione e la definizione; si tratta innanzitutto di rilevare e osservare ci che gi esiste in noi e attorno a noi (concetto di dato); su di esso si articola la riflessione, la capacit di stabilire legami e connessioni, la ricerca dellordine e del significato dei singoli dati e del loro insieme (concetto di segno); 5. Lapprendimento un processo che avanza per piccole conquiste, nella constatazione che nulla pu essere giustapposto su ci che non gi stato fatto proprio.

A partire da questi presupposti e al fine dellelevamento del successo scolastico, riteniamo funzionali le seguenti strategie: 1. Uso strumentale dei saperi disciplinari per lacquisizione delle conoscenze e come veicolo di formazione di concetti, operazioni mentali, metodi, strumenti specifici e linguaggi. 2. Progettazione e gestione di situazioni di apprendimento secondo criteri di trasversalit, che consentano di utilizzare una pluralit di linguaggi e di strumenti, valorizzare le conoscenze e le capacit di ciascuno, acquisire un metodo di lavoro, acquisire la capacit di misurare la quantit e la qualit di ci che si produce, acquisire la capacit di modificare e riformulare il progetto. 3. Programmazione di attivit e progetti comuni da parte degli insegnanti dello stesso modulo. 4. Lavoro di recupero, consolidamento e potenziamento per livelli di apprendimento, per classi parallele e trasversali. 5. Percorsi individualizzati di insegnamento che offrano a tutti pari opportunit di esperienze, attraverso una molteplicit di approcci, rispettando e valorizzando la diversit dei ritmi e delle modalit di apprendimento. 6. Dichiarazione degli obiettivi agli alunni, esplicitando i livelli di partenza e di arrivo, gli strumenti da utilizzare e le modalit di realizzazione, svolgendo infine momenti di verifica, stimolando lautovalutazione delle proprie abilit, dei propri risultati e dei processi messi in atto per raggiungerli.

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-11- LA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA


La finalit educativa generale, che sintetizza e ordina linsieme dellattivit scolastica, la formazione integrale della persona, ossia della sfera intellettiva (espressa simbolicamente dalla mente), di quella affettiva, emotiva, relazionale, morale, religiosa (cuore), di quella operativa (mano). In questottica la creativit dellalunno assume una rilevanza particolare nei processi di apprendimento e nella conseguente promozione della consapevolezza di s e delle proprie possibilit. La creativit, infatti, consente di sviluppare in modo sinergico tutte le funzioni della persona, suscitando nellallievo il gusto di un impegno dinamico, che pu concretizzarsi in modo positivo in ogni ambito di interesse. Pertanto il modo di essere e di agire degli insegnanti caratterizzato dai seguenti atteggiamenti: 1. Incoraggiamento e apprezzamento dellapprendimento spontaneo 2. Valorizzazione delle idee nuove 3. Promozione di un clima di lavoro emotivamente sereno e ricco di sentimenti positivi 4. Vivacit culturale e comunicativa 5. Disponibilit a ricercare i mezzi per elaborare nuove idee.

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-12- FINALIT EDUCATIVE


Presupposti antropologici
1. Noi siamo stati creati dal nulla. Riceviamo tutto in dono (lesistenza stessa), perci siamo allo stesso tempo strutturalmente poveri e totalmente ricchi. 2. Luomo ha bisogno di tutto e, allo stesso tempo, tutto affidato alla sua responsabilit. 3. Tutto ci che nel mondo bello rimanda a Dio come origine delle cose e a Dio come fine desiderato. Tutto ci che brutto (il limite, lerrore, la povert) richiama alla coscienza la creaturale indigenza propria delluomo.

Conseguenze pedagogiche
Educare significa anche far crescere una coscienza sempre pi matura e profonda del senso creaturale della persona umana. Si possono individuare alcune finalit fondanti: 4. Rendersi conto che la realt un dato che mi precede, che esiste prima del mio atto di conoscerla (concetto di dato), che ha una struttura, leggi che la ordinano, e che lasciano intuire unorigine buona, uno svolgimento non meccanicistico e un fine positivo. 5. Far crescere la consapevolezza della eminente diversit della persona umana, che , paradossalmente, piccola, indifesa, bisognosa di tutto (fin dal suo nascere e fino al suo morire), e nello stesso tempo lunica creatura con autocoscienza, cio con lo strumento adeguato a indagare e a scoprire il senso di tutto ci che : la ragione. 6. Far crescere la capacit di stare davanti alla realt con un atteggiamento umile e grato (stupore), capace di passaggi successivi e consequenziali (dal superficiale al profondo, dal semplice al complesso, dal fenomeno alla causa, dallo svolgimento al fine). 7. Far maturare una coscienza della realt (e di ogni fenomeno in essa) come non fine a se stessa, non sufficiente a dare ragione del proprio esistere, ma come continuo rimando a un livello pi compiuto (pi profondo e totale) dellessere (concetto di segno).

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Il percorso educativo e didattico nella scuola primaria promuove leducazione integrale della personalit dei fanciulli.

Finalit educative generali:


conoscenza di s conoscenza degli altri conoscenza della realt.

Obiettivi educativi generali:


lesperienza del fanciullo la corporeit le idee e i valori presenti nellesperienza la diversit come ricchezza dalle categorie empiriche a quelle formali dalle idee alla vita limpegno personale e la solidariet sociale.

Dagli obiettivi educativi generali vengono definiti gli obiettivi educativi specifici, le metodologie e i contenuti.

(a) OBIETTIVI EDUCATIVI SPECIFICI


1. Saper riconoscere e valorizzare ci che siamo: doti, limiti, carattere, comportamento 2. Saper essere disponibili ad accogliere laltro per ci che e a instaurare nuovi rapporti di amicizia. 3. Saper conoscere e accettare difficolt, fatica, impegno. 4. Saper superare il non ho voglia e i capricci. 5. Saper distinguere e rispettare tempi, attivit e ambienti (lavoro, riposo, mensa, gioco, servizi) 6. Saper rispettare e curare il materiale. 7. Saper comprendere e osservare le regole per una convivenza rispettosa e accogliente. 8. Saper eseguire i propri doveri. 9. Saper osservare, ascoltare e lavorare in silenzio. 10. Saper osservare ogni cosa utilizzando i cinque sensi. 11. Saper lavorare esprimendo stupore, curiosit e intelligenza. 12. Saper valutare i risultati raggiunti e modificare il proprio atteggiamento.

(b) METODOLOGIE COMUNI A TUTTE LE ATTIVIT


1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. Tenere desta la curiosit e suscitare domande. Comprendere e valorizzare difficolt ed errori. Comprendere e valorizzare la diversit. Motivare e stimolare proponendo mete adeguate. Incoraggiare e sostenere durante la fatica e vincere la paura. Indicare in modo chiaro i contenuti e le finalit delle attivit. Giustificare e raccontare il senso e lo scopo del lavoro proposto.

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8. 9. 10. 11.

Indicare tempi e modalit di svolgimento delle attivit. Utilizzare con rispetto il materiale personale e comune. Illustrare, stabilire e condividere alcune fondamentali regole di convivenza. Riconoscere e rispettare le modalit di intervento (dare la parola, alzare la mano, rispettare i turni). 12. Affidare piccoli incarichi di responsabilit. 13. Condividere semplici lavori pratici che richiedano e diano consistenza allimpegno, alla fatica e alla costanza. 14. Rendere chiaro, desiderabile e incoraggiante il costante riferimento alladulto educatore.

(c) CONTENUTI
1. 2. 3. 4. 5. Io Io Io Io Io e e e e e il mio corpo il mio carattere la mia famiglia gli altri la realt

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-13- PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE


La programmazione didattica serve a delineare i percorsi di apprendimento previsti per gli alunni della scuola. Essa mira ad aiutare lalunno, impegnato a soddisfare il suo bisogno di conoscere e di comprendere, a possedere unitariamente la cultura che apprende ed elabora.

I piani di lavoro annuali dei singoli docenti e i piani di lavoro delle singole classi si ispirano:
alla situazione della classe al Progetto Educativo e alla programmazione educativa agli obiettivi cognitivi previsti dai Programmi Ministeriali (D.P.R. 104 del 12/02/ 1985) e dalle Indicazioni Nazionali per i piani di studio personalizzati (L. 53/2003). agli obiettivi cognitivi ed educativi previsti dalla programmazione modulare.

I piani di lavoro dei docenti delle singole classi si trovano in segreteria e sono a disposizione dei genitori che desiderano consultarli.

Obiettivi cognitivi generali


Gli obiettivi cognitivi generali si possono cos sintetizzare: promuovere e sostenere la capacit di osservare, riflettere, ricercare e confrontare per giungere ad unificare linsieme delle conoscenze e sapersene servire in modo positivo avviare il fanciullo a costruire la propria identit culturale come presa di coscienza della realt in cui vive allenare gli alunni a cercare le informazioni e ad usarle anche in situazioni nuove.

Obiettivi cognitivi delle singole discipline


Gli obiettivi cognitivi generali delle singole discipline si possono cos sintetizzare:

a) Italiano
usare in modo sempre pi consapevole e significativo il codice verbale, pur riconoscendo tutti gli altri comunicare in lingua italiana correttamente a tutti i livelli (comunicazione, espressione, rielaborazione) assicurare una buona competenza di lingua scritta e orale saper leggere, cio capire il significato dei testi saper scrivere, cio saper comunicare per fini diversi saper rielaborare i testi.

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b) Lingua straniera
aiutare ad arricchire lo sviluppo cognitivo permettere al fanciullo di comunicare con altri in una lingua diversa dalla propria educare alla comprensione dei valori e delle culture degli altri popoli.

c) Matematica
contribuire alla formazione del pensiero nei suoi vari aspetti di intuizione, di immaginazione, di progettazione, di ipotesi e deduzione, di controllo e quindi di verifica o smentita tradurre problemi elementari espressi con parole in rappresentazioni matematiche, scegliendo le rappresentazioni adatte individuare situazioni problematiche, formulare e giustificare ipotesi di risoluzione padroneggiare abilit di calcolo operare con grandezze e misure.

d) Scienze
acquisire conoscenze e abilit per comprendere il mondo e rapportarsi con esso, per riconoscere il ruolo delle scienze nella vita di ogni giorno e nella societ in continuo mutamento, e quali ne siano le potenzialit e i limiti sviluppare atteggiamenti di curiosit nei confronti del mondo favorire la crescente padronanza di tecniche e di metodi di indagine che abituano alla precisione nellosservazione e allesecuzione di una procedura sperimentale sviluppare un rapporto sempre pi stretto e articolato tra il fare e il pensare promuovere la riflessione critica e concreta.

e) Storia, geografia ed educazione alla convivenza civile


stimolare e sviluppare il passaggio dalla cultura vissuta, assorbita direttamente dallambiente di vita, alla cultura come ricostruzione intellettuale.

Storia

avviare il fanciullo alla costruzione di elementari atteggiamenti e strumenti conoscitivi essenziali per la comprensione di fenomeni storici e sociali individuare le connessioni tra passato e presente avviare il fanciullo a costruire la propria identit culturale come presa di coscienza della realt in cui vive.

Geografia

rendere capace lalunno di orientarsi e collocarsi nello spazio vissuto dagli uomini, utilizzando le conoscenze e gli strumenti concettuali e metodologici necessari per la comprensione dellinterazione uomo-ambiente.

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Educazione alla convivenza civile


mettere in atto comportamenti di autonomia, autocontrollo, fiducia in s attivare atteggiamenti di ascolto /conoscenza di s e di relazione positiva nei confronti degli altri far acquisire la conoscenza riflessa delle norme e delle regole della vita associata avviare alla formazione delluomo e del cittadino attraverso la partecipazione attiva alla vita sociale conoscere lorganizzazione della nostra societ.

f) Religione
conoscere gli elementi essenziali per la graduale riflessione sulla realt religiosa nella sua espressione storica, culturale, sociale conoscere e rispettare le persone in ordine alla realt religiosa professata.

g) Arte e immagine
avviare alla competenza espressiva e comunicativa, ossia saper tradurre in un messaggio la propria esperienza e saper riconoscere i vari sistemi di segni specifici dellambiente culturale in cui si vive promuovere un primo livello di acquisizione di linguaggi iconici potenziare la creativit espressiva accostarsi alla variet dei beni culturali ed educare il gusto estetico.

h) Musica
formare e sviluppare le capacit relative: alla percezione della realt sonora nel suo complesso alla sua comprensione alla produzione alluso dei diversi linguaggi sonori in situazioni comunicative, ludiche ed espressive.

i) Scienze motorie e sportive


promuovere lo sviluppo delle capacit motorie di base sviluppare coerenti comportamenti relazionali in esperienze di gioco e di avviamento sportivo collegare la motricit allacquisizione di abilit relative alla comunicazione gestuale e mimica, alla drammatizzazione, al rapporto tra movimento e musica per il miglioramento della sensibilit espressiva ed estetica.

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l) Tecnologia e informatica
accompagnare i fanciulli verso una consapevolezza chiara e via via pi critica nei confronti delle categorie proprie della Tecnologia acquisire strumenti operativi e concettuali che permettano una prima forma di interazione con la realt degli oggetti prodotti dalluomo acquisire elementari competenze informatiche per utilizzare il computer.

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-14- CRITERI E

MODALIT DELLA VALUTAZIONE


14.1- VALUTAZIONE DELLOFFERTA FORMATIVA
I docenti della scuola sono impegnati nellelaborazione di indicatori e strumenti per la verifica del funzionamento e dellautovalutazione dellOfferta Formativa da sottoporre al Collegio dei Docenti e al Consiglio di Interclasse.

14.2-

VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI

La valutazione, secondo quanto previsto dai programmi ministeriali, assume carattere formativo in quanto concorre a modificare e a rendere efficace il percorso didattico rispetto alle diverse esigenze degli alunni. Laspetto formativo della valutazione si afferma considerando che: il valutare inerisce al programmare, in quanto la valutazione riveste un ruolo strutturale nelle fasi della programmazione, consentendo la regolazione continua dei processi di insegnamento-apprendimento; il valutare implica la conoscenza approfondita degli alunni per rilevarne attitudini, competenze, abilit, comportamenti, al fine di disegnare percorsi didattici adeguati alle peculiari capacit ed esigenze educative di ciascun fanciullo; valutare significa prestare attenzione complessiva alla qualit dei processi attivati e al progresso nella formazione della personalit di ogni alunno, avendo presente lo sviluppo di quadri di conoscenze ed abilit, la disponibilit ad apprendere, lautonomia, la responsabilit. Alla luce di queste premesse, verr compilato collegialmente dagli insegnanti delle classi il documento di valutazione che prevede la rilevazione: dei progressi nellapprendimento dei progressi nello sviluppo personale dei progressi nello sviluppo sociale dellalunno.

In particolare si prenderanno in considerazione: il tipo di pensiero, le abilit e le competenze gi possedute dallalunno le strategie e i processi di apprendimento messi in atto dallalunno linteresse e limpegno

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la responsabilit e lautonomia la partecipazione e il rispetto delle regole lapprendimento e il metodo di studio la preparazione conseguita.

Gli obiettivi educativi e cognitivi vanno dichiarati allalunno, poich fondamentale che egli conosca lambito sul quale egli verr osservato e valutato e la sua competenza sar misurata. Gli obiettivi didattici dovranno essere misurabili, riferiti a una parte limitata dellitinerario didattico, dovranno tenere presente il livello di partenza e i risultati prefissati. Si valuta alla fine di ununit didattica per verificare lapprendimento. Si valuta nei processi di apprendimento le strategie utilizzate e la via percorsa per raggiungere gli obiettivi Si valuta quotidianamente e globalmente in ordine alle finalit educative generali. Si valuta alla fine di un momento educativo straordinario (lavoro di gruppo, uscite didattiche, ). Si valuta alla fine di unesperienza forte (convivenza, preparazione di una festa...).

Gli strumenti attraverso cui gli insegnanti valutano il percorso educativo e didattico sono: prove formali di tipo globale o fattoriale: test a carattere oggettivo, domande calibrate, grafici e disegni, prove scritte o orali complesse, esercizi e problemi; prove informali: osservazioni sistematiche sugli stili cognitivi o sugli aspetti comportamentali degli alunni, colloqui orali informali, discussioni in classe, lavori di gruppo, attivit di laboratorio, attivit di convivenza.

14.3- IL LINGUAGGIO DELLA VALUTAZIONE


Come noto, la scheda di valutazione personale dellalunno approntata dal Ministero prevede un unico giudizio per ambito disciplinare, espresso in sintesi dai seguenti giudizi: OTTIMO DISTINTO BUONO

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SUFFICIENTE NON SUFFICIENTE.

Questa classificazione ha immediatamente dimostrato dei limiti facilmente intuibili. Innanzitutto costringe allinterno di un unico termine una valutazione che deve tener conto di numerosi criteri, senza la possibilit di distinguere tra abilit, competenze, conoscenza dei contenuti, capacit comunicativa, uso dei linguaggi specifici. Ci porta molto spesso a un livellamento poco significativo. Inoltre la possibilit di esprimere un unico giudizio negativo conduce a raggruppare livelli di difficolt fra loro molto distanti. quindi opportuno fare sempre riferimento agli insegnanti per cogliere appieno la portata del giudizio che ha condotto a una formulazione sintetica piuttosto che a unaltra. Per non ingenerare confusione fra i criteri di misurazione utilizzati durante lanno e la valutazione sommativa esplicitata sulla scheda di valutazione, il Collegio dei Docenti ha stabilito di esprimere con modalit differenziate, personalizzate e facilmente comprensibili le valutazioni delle singole prove. Agli alunni verr comunicato lesito della valutazione, in modo che i passi compiuti risultino evidenti, come del resto i punti di debolezza, sempre allinterno di un clima incoraggiante e teso alla valorizzazione.

14.4- VALUTAZIONE DELLA PROPOSTA FORMATIVA E DIDATTICA: AUTOVALUTAZIONE DEGLI INSEGNANTI


Essa inerente a: competenze significativit dei curricoli incidenza di interventi di recupero e di potenziamento

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-15- PROGETTI EDUCATIVI, LABORATORI DIDATTICI: OFFERTA FORMATIVA COMPLEMENTARE E INTEGRATIVA.


La scuola organizza progetti educativi e laboratori didattici idonei ad ampliare lofferta formativa. Progetto accoglienza Progetto mensa e dopomensa Progetto scoperta, ricerca e ambiente: uscite didattiche e visite guidate, conoscenza della realt locale, viaggi di istruzione, esperienze di convivenza e socializzazione. Progetto continuit scuola materna/primaria/secondaria di primo grado Progetto educazione alla lettura Progetto laboratorio alfabetizzazione informatica Progetto laboratorio lingua inglese Progetto attivit facoltative opzionali Progetto scuola/genitori

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-16- REGOLAMENTO
1. 2. 3. 4. 5. 6. Le lezioni iniziano alle ore 8.00 e terminano alle ore 12.55. Nel giorno di rientro (mercoled) le lezioni terminano alle ore 15.55. Il mercoled la Scuola attiva il servizio mensa. Gli insegnanti accompagnano gli alunni nelle aule e, al termine delle lezioni, l'insegnante dell'ultima ora li accompagna all'uscita. Al termine delle lezioni i bambini vengono affidati ai genitori o a persona per la quale stata predisposta delega scritta sull'apposito libretto delle comunicazioni. Gli accompagnatori non possono accedere alle aule. Permessi speciali per entrare a lezione iniziata o per lasciare la Scuola prima dell'ora fissata sono eccezionalmente concessi. L'autorizzazione per uscire prima del termine delle lezioni, chiesta e concessa, esonera l'Istituto da ogni responsabilit dal momento in cui l'alunno lascia la Scuola. In caso di ritardo o uscita anticipata, ci si deve rivolgere alla Segreteria Centrale, che provveder a dare indicazioni: non possibile accedere direttamente all'edificio della Scuola Primaria. La scuola invita a rispettare il calendario scolastico evitando di prolungare, anticipare o prevedere ulteriori periodi di sospensione delle lezioni oltre a quelli indicati. La Scuola comunica con la famiglia di norma tramite il libretto delle comunicazioni o il diario. Gli avvisi e le comunicazioni degli insegnanti devono essere firmati, per presa visione, da un genitore o da chi ne fa le veci. E' obbligatorio giustificare i ritardi e le assenze sull'apposito libretto delle comunicazioni. I bambini non possono portare a Scuola oggetti di valore e tutto ci che non serve all'attivit scolastica (telefono cellulare, denaro, figurine, giochi vari...). In caso di smarrimento, la Scuola declina ogni responsabilit. In caso di dimenticanze da parte dellalunno si prega di non far pervenire il materiale a scuola. In caso di infortunio, se si rendesse necessario accompagnare l'infortunato al Pronto Soccorso, la Scuola tempestivamente prender contatto con i familiari per ottenere l'autorizzazione. Qualora non fosse possibile comunicare con la famiglia, si agir secondo le necessit del caso. Gli insegnanti ricevono i genitori secondo i colloqui prestabiliti dal calendario. Qualora sorgessero esigenze particolari, sia da parte dei docenti, sia da parte della famiglia, previa richiesta scritta, ci si accorder in merito.

7. 8. 9.

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-17- PROPOSTE DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO PER DOCENTI E GENITORI


1) Per i docenti Livello organizzativo/legislativo: incontri sulle condizioni di gestione della scuola informazioni sulla normativa e legislazione scolastica (legge sulla parit, sullautonomia, riforma ) Livello didattico: aggiornamenti disciplinari riguardanti i diversi saperi aggiornamento funzionale alle scelte educative e didattiche della scuola aggiornamento funzionale a creare competenze didattiche e metodologiche Livello educativo-pedagogico: la relazione educativa la dimensione socio-affettiva dellalunno la dimensione cognitiva dellalunno

2) Per i genitori Livello organizzativo: presentazione dellorganizzazione della scuola e del regolamento interno presentazione delle strutture partecipative con i relativi compiti Livello didattico: presentazione dei percorsi disciplinari e delle relative metodologie Livello educativo-pedagogico: presentazione del progetto educativo e dei suoi principi ispiratori incontri per affrontare tematiche particolari relative ad alcuni aspetti dellet evolutiva

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-18- SERVIZI AMMINISTRATIVI


18.1Criteri di iscrizione
In riferimento al principio fondamentale dellaccoglienza e alla legge sulla Parit, la Scuola accoglie chiunque ne faccia richiesta, nel rispetto dei seguenti criteri: conoscenza e condivisione della proposta educativa; particolare attenzione alla situazione familiare (disagio economico, fratelli gi frequentanti, famiglie numerose) e sociale di appartenenza, precedenza alla continuit educativa fra i diversi ordini dello stesso istituto.

18.2- PROCEDURE E STRUMENTI PER LISCRIZIONE


Liscrizione degli alunni avviene da parte dei genitori. 1. Incontro col Padre Direttore e visita e conoscenza della scuola. 2. Adempimenti burocratici presso la segreteria. Liscrizione si considera definitiva allatto del versamento della caparra, per la quale viene rilasciata la ricevuta.

NOTE
1. La coordinatrice e gli insegnanti (nellambito del progetto continuit) prendono contatto con la scuola materna frequentata e stabiliscono tempi e modalit di incontro con le insegnanti della stessa. 2. In caso di anticipo scolastico o difficolt legate allambito dellapprendimento, necessario un ulteriore colloquio con la coordinatrice didattica, finalizzato a predisporre opportuni percorsi personalizzati di accoglienza e di accompagnamento

18.3- ORARI DI APERTURA DELLA SEGRETERIA


La segreteria ordinariamente aperta la pubblico dal Luned al Venerd dalle ore 8.00 alle 17.00 e il Sabato dalle ore 8.00 alle ore 12.30. Durante tali orari possibile usufruire di tutti servizi necessari: iscrizioni, prenotazione dei colloqui, informazioni. Nel pomeriggio, per casi urgenti o inderogabili necessit, normalmente presente nel proprio studio il Padre Direttore.

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-19- CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEI SERVIZI SCOLASTICI


1) RAGGIUNGIMENTO DELLE FINALIT EDUCATIVE PREFISSATE
il livello di verifica che spetta alla responsabilit della funzione docente. Durante lanno scolastico indispensabile che gli insegnanti si incontrino per valutare collegialmente litinerario didattico effettivamente percorso dagli alunni, con la disponibilit a riformulare, se necessario, le programmazioni e le scelte operate, soprattutto in relazione agli obiettivi, alle metodologie e agli strumenti adottati. Oltre ai risultati sul piano formativo e didattico riferiti agli alunni e alle classi, vanno tenuti in considerazione: la gestione delle attivit didattiche, in relazione alle finalit stabilite e alle strategie individuate; il piano annuale delle attivit; le modalit di rapporto tra scuola e famiglia; le modalit di rapporto con il territorio.

2) ESERCIZIO DELLA FUNZIONE DOCENTE


il livello di verifica che ha come oggetto le modalit di insegnamento dei singoli insegnanti e del corpo docente nella sua collegialit. Trova spunto per una concreta verifica a partire da alcuni indicatori: attivit dei Consigli di classe in ordine alla programmazione e alla valutazione; attivit del Collegio dei docenti in ordine alle scelte di indirizzo generale di sua competenza; attivit di aggiornamento dei singoli insegnanti e del Collegio dei Docenti nel suo insieme; validit degli incarichi assegnati e dei compiti svolti. Tali indicatori verranno valutati mediante piani di accompagnamento (per gli insegnanti neoassunti) e mediante piani di auto-valutazione della professionalit docente (per tutti i docenti).

3) CORRESPONSABILIT DEI GENITORI


il livello che impegna a un preciso confronto genitori e insegnanti, ciascuno secondo le proprie responsabilit. Perch lazione educativa sia improntata ad un armonico sviluppo della personalit dellalunno indispensabile una collaborazione costante tra scuola e famiglia. Le occasioni privilegiate per un reciproco confronto sono: i colloqui individuali;

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la partecipazione agli organi collegiali, aperta ad un maggior numero possibile di genitori per un coinvolgimento il pi possibile attivo; lorganizzazione di incontri a carattere pedagogico formativo; il coinvolgimento dei genitori nelle attivit extracurriculari della scuola (momenti di festa o convivenza).

4) RAPPORTO CON IL TERRITORIO


il livello che mette a tema le occasioni di conoscenza e collaborazione con le diverse realt operanti sul territorio di riferimento della nostra scuola. Trova spunto per una concreta verifica da alcuni indicatori: tipologia e numero delle attivit svolte in collaborazione con agenzie, strutture, esperti; modalit e incidenza della propaganda per le iscrizioni; attivit di animazione culturale rivolte alla collettivit.

Scuola Primaria Paritaria

Madonna della Neve


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