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Gioved 12 Gennaio 2012

LA LEGGE
BREVI
LOrganismo unitario dellavvocatura (Oua) alla vigilia dellincontro di oggi con il ministro di Giustizia, Paola Severino (alle 16.30), ha presentato ieri con documento inviato alla stampa, una proposta organica sulla geograa giudiziaria. LOua conferma la sua opposizione a una chiusura generalizzata e irrazionale dei piccoli tribunali e riconferma limportanza strategica di questi presidi di sicurezza e giustizia sul territorio. Allo stesso tempo affronta il nodo della riconversione tecnologica di questi ufci, puntando sullinnovazione e sullestensione del processo telematico al ne di rendere pi efciente il servizio per i cittadini, di ridurre i tempi dei processi, ma anche di tagliare le spese. Via libera da parte del plenum del Consiglio superiore della magistratura alla nomina del giudice Maria Stefania Di Tomassi a capo dellufcio ispettivo del ministero della Giustizia. Il plenum del Csm ha, infatti, approvato alla unanimit il fuori ruolo dallorganico della magistratura per la Di Tomassi, che svolgeva le funzioni di consigliere della Corte di cassazione. Maria Stefania Di Tomassi stata nominata il 16 dicembre scorso nuovo capo degli ispettori di via Arenula, al posto del giudice Arcibaldo Miller, dal ministro della giustizia Paola Severino. Dallincontro tra lo Studio legale Belisario e lo Studio Legale Scorza Riccio & Partners, nasce e-LEX, il network di studi legali indipendenti costituito per offrire alla propria clientela un servizio integrato a livello nazionale e internazionale focalizzato principalmente nel diritto applicato alle nuove tecnologie. Soci fondatori ne sono gli avvocati Ernesto Belisario, la cui attivit prevalente si concentra nel diritto amministrativo e scienza dellamministrazione, Guido Scorza, docente di informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, e Giovanni Maria Riccio, professore associato di diritto privato comparato presso lUniversit di Salerno. Tutti docenti e pubblicisti noti al pubblico e agli addetti ai lavori, sono personalit protagoniste delle discussioni pubbliche legate al rapporto tra diritto e nuove tecnologie e ai temi delle politiche dellinnovazione.

Concessione prioritaria a chi non ha avuto agevolazioni

Sgravi a chi assume


Lavoro detenuti, imprese premiate
li sgravi scali alle imprese o alle cooperative che assumono detenuti, in virt delle previsioni contenute nella legge n.193/2000 (c.d. Legge Smuraglia), dovranno essere concessi, in via prioritaria a quei soggetti che nel 2011 non hanno usufruito di tali agevolazioni. Lo precisa la nota prot. 559779/2011 emanata dalla direzione generale dei detenuti del Ministero della giustizia, rendendo noto che deve essere evitato lo splafonamento dei limiti di budget previsti a tal ne (pari a 2,065 milioni di euro annui), cos come avvenuto per lesercizio nanziario 2010. Lo scorso anno, infatti, le aziende interessate hanno dovuto rinunciare, in tutto in parte, agli sgravi e, spesso, non stato possibile mantenere gli standard occupazionali (ovvero, si provveduto a terminare il rapporto di lavoro con il detenuto/lavoratore). La circolare, pertanto, mette nero su bianco che, per il solo

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ANTONIO G. PALADINO

anno 2011, valuter progetti di nanziamento a sostegno delle cooperative o delle imprese che abbiano assunto detenuti allinterno degli istituti penitenziari, oppure per coloro che lavorano nelle ore diurne allesterno, per rientrare in istituto nelle ore serali, che non hanno mai usufruito degli sgravi scali previsti dalla Legge Smuraglia. I progetti gi prevedono che i soggetti destinatari possano

richiedere un sostegno pari a 3,50 euro per ogni ora lavorata dai detenuti assunti e dovranno essere presentati alla Cassa delle ammende entro il termine perentorio del 31 gennaio prossimo. A tal ne, la circolare di Via Arenula, precisa che gli uf-

ci dei Provveditorati regionali dellAmministrazione Penitenziaria dovranno acquisire, oltre al progetto, apposita dichiarazione contenente i dati anagraci del lavoratore, il periodo per il quale si richiede il contributo, il numero delle ore lavorate e lespressa dichiarazione di non aver fruito di sgravi scali per il periodo indicato e di non fruirne successivamente. Si ricorda, a titolo esemplicativo che, grazie alla legge n. 193/2000, nel 2010 hanno trovato un regolare contratto di lavoro presso cooperative sociali, 518 persone recluse, mentre 348 hanno lavorato presso aziende private, e considerando anche le persone semilibere, sono in tutto duemila i soggetti che hanno lavorato per datori di lavoro diversi dallamministrazione penitenziaria. A queste si aggiungono le 3.592 persone (solo nel secondo semestre del 2010) che hanno frequentato corsi di formazione professionale.
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AVVOCATI/ 1 - Lo stop telefonico al mandato

AVVOCATI/2 - Sentenza sulle prove dellesame

Revoca della procura, Non solo Tizio e Caio rischio sospensione C anche Marco Polo
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ADELAIDE CARAVAGLIOS

l professionista che, nonostante la revoca (telefonica) del proprio mandato, pone in essere una serie di iniziative, nalizzate allincasso dei propri compensi trattenendo somme di spettanza del cliente passibile di sospensione da parte del Consiglio dellOrdine degli avvocati e la sua azione di riscossione delle quote non dovute da ritenersi illegittima: in questi termini si pronunciata la Corte di cassazione con la sentenza n. 25763/2011, nella quale, i giudici di legittimit hanno rigettato il ricorso proposto da un legale, sospeso per due mesi dallesercizio della propria attivit. Nei fatti, accaduto che a seguito di decisione del C.O.A. di appartenenza, un avvocato veniva censurato con la sospensione della durata di quattro mesi dallattivit professionale, per aver assunto, nei confronti del proprio cliente (rectius ex, in quanto aveva proceduto a revocargli la procura generale con una telefonata), un atteggiamento non proprio conforme ai principi deontologici di lealt e correttezza (artt. 41 e 44 C.D.); con un successivo intervento, il Consiglio nazionale forense, in parziale accoglimento del gravame, aveva provveduto a ridurre a due mesi la sanzione disciplinare comminata trattandosi di incensurato. Nel ricorso mosso avverso la suddetta decisione, il procuratore lamentava, tra gli altri motivi di doglianza, anche la violazione e/o erronea applicazione degli

articoli 1334 e 1335 (in tema di efcacia degli atti unilaterali e presunzione di conoscenza), nonch 1176 e 1710 c.c. (diligenza nelladempimento e del mandatario), per essere venuto a conoscenza della revoca dellincarico a mezzo di chiamata telefonica. Secondo gli ermellini, tuttavia, le censure presentate non coglievano la ratio decidendi della decisione impugnata, dal momento che la volont del mandante di ottenere la restituzione dei documenti e, di conseguenza, revocare il mandato, prescinde dalla forma: per la sua manifestazione, cio, non occorre atto scritto. Ci che, invece, ha assunto importanza, per Piazza Cavour, stato il comportamento scorretto del professionista, le cui argomentazioni generiche, anzich dimostrare le denunciate violazioni di norme di diritto e gli asseriti vizi motivazionali, si sono limitate ad offrire la personale ricostruzione dei fatti e la rispettiva valutazione.
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ADELAIDE CARAVAGLIOS

on la sentenza n. 1789 del 2011, il Tar per la Toscana ha accolto il ricorso presentato da un aspirante avvocato, non ammesso alla prova orale, perch reo di aver intestato il proprio atto giudiziario (lultima delle tre prove scritte nelle quali si sostanzia lesame di abilitazione) allattenzione dellAvv. Marco Polo del foro di Venezia, spiegando che: Il ricorso al nome di fantasia Marco Polo, bench non consueto nel mondo del diritto, trova una sua giusticazione non implausibile nella suggestione provocata dallabbinamento della Corte dappello di Firenze con quella di Venezia. A parere dei giudici amministrativi, in altre parole, il richiamo allillustre veneziano non rappresenta un evidente segno di riconoscimento, tale da giustificare linvalidazione della prova, dal momento che per costante giurisprudenza (Tar Lazio Roma, sez.

ONLINE 15 ANNI DELLESPERTO RISPONDE


Tutte le risposte ai quesiti dei lettori sono disponibili sul sito www.italiaoggi.it/quesitario

I, 2 novembre 2009, n. 10622) costituiscono indebiti segni di riconoscimento delle prove scritte non soltanto quelli che rivestono oggettivamente tale funzione, ma anche quelli che presentano carattere di anomalia rispetto alle ordinarie modalit di redazione dellelaborato e non sono altrimenti spiegabili se non con riferimento allintendimento di rendere il candidato riconoscibile. Nel caso di specie, invece, a giusticare la singolarit delliniziativa, altrimenti apprezzabile ove il riferimento () fosse risultato privo di qualsiasi riscontro con il contesto della prova, sarebbe stata la circostanza dellassociazione tra la sede di correzione degli elaborati (Venezia) e lo stesso Marco Polo. Cos argomentando la Seconda Sezione ha annullato latto impugnato con obbligo per lamministrazione resistente di adottare tutte le misure idonee alla tutela della situazione soggettiva dedotta in giudizio. Quello dei segni di riconoscimento un problema piuttosto avvertito soprattutto a ridosso di una prova desame, a livello nazionale, come quella per diventare avvocato: ma se al fantasioso procuratore andata bene, non altrettanto bene andata a quellaspirante avvocato che, qualche anno prima, aveva pensato di indicare le parti con nomi di fantasia quali Tizio Tiziano e Caio Caiano: il Tar di Potenza (con sentenza n. 950/2005) non ha, infatti, gradito lazzardo ed ha provveduto ad annullare la prova per riconoscibilit dellelaborato.
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