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Anno XXVIII n.

138 8 Marzo 2008


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8 Marzo 2008
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Conservate il Fogliaccio,
aiuta la memoria!

La redazione
DOMENICO AMATO
dell'8 marzo
CARLO BOGLIETTI Gabriella Bona
NICOLA FRANZESE
RAFFAELE MADARO Emanuela Celona
GINO MISURACA
MIMI’ SCIORTINO Mimì Sciortino
LALLA SPIONE Lalla Spione

La redazione del Fogliaccio ha sede presso l’Ufficio Sindacale C.G.I.L. - Ente Regione
Piazza Castello, 153 - Torino - Tel. 011.530263.

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8 Marzo 2008
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CONTRATTO NAZIONALE
Giovedì 28 febbraio, tra l’ARAN e le normativi, a partire dall’applicazio-
Organizzazioni Sindacali è stato sot- ne del “memorandum” e dell’arti-
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toscritta l’ipotesi di accordo, sconfig- colo 12 del ccnl del 2004 sulla clas-
gendo coloro i quali utilizzavano stru- sificazione, è stato rinviato il con-
mentalmente la crisi politica per rin- fronto al prossimo biennio per
viare ulteriormente la definizione con- chiudere al più presto la trattativa
trattuale. al fine di incrementare i salari del-
Il risultato ottenuto, 101 euro medi le lavoratrici e dei lavoratori.
(C1) è coerente con gli altri comparti
Si tratta a nostro avviso di un risul-
pubblici.
tato importante che consente di pro-
In sintesi cosa si prevede: seguire il percorso sull’obiettivo di
1. Per la parte economica 91 euro me- portare la massa salariale del compar-
die sul tabellare, con decorrenza 1 to al livello degli altri comparti pub-
febbraio 2007. Per l’anno 2006 ed il blici.
mese di gennaio 2007 verrà corri- E’ prevista ovviamente la consulta-
sposta l’indennità di vacanza con- zione capillare in tutti i luoghi di la-
trattuale pari ad un valore medio di voro. Le date delle assemblee per l’En-
euro 95 complessivi (questo perchè te Regione Piemonte verranno comu-
il governo Berlusconi non aveva nicate con un successivo volantino.
previsto nella Finanziaria 2006 le ri-
sorse economiche per il nostro con-
tratto). A queste risorse va aggiun-
to lo 0,6% del monte salari dell’an-
no 2005 nella parte stabile del fon-
do, art. 31 comma 2 del ccnl
22.1.2004, ed ulteriori risorse, fino
ad un massimo dello 0,9% del mon-
te salari, sulla parte variabile del
fondo per gli Enti che rispettano i
cosiddetti parametri virtuosi (entra-
te correnti – spese del personale).
2. Sulla parte normativa, si è evitato
(come qualche controparte preten-
deva) di cancellare le progressioni
economiche orizzontali, ed è stato
introdotto il principio secondo il
quale per transitare da una posizio-
ne economica a quella successiva
bisogna possedere un’anzianità di
24 mesi. Sono naturalmente fatte
salve le progressioni in corso di ef-
fettuazione e le permanenze matu-
rate al momento della stipula del
ccnl.
3. Per quanto riguarda gli altri istituti

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8 Marzo 2008
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8 marzo 2008
Sono trascorsi 100 anni dalla celebrazio-
ne della prima giornata internazionale della
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donna. In questi 100 anni le donne hanno fa-
ticosamente conquistato un ruolo di parità ri-
conosciuto e sancito, almeno giuridicamen-
te, in molti Paesi del Mondo.
Mentre ancora si cerca di difendere que-
sta parità da pregiudizi e da comportamenti
stereotipati, ecco che si tenta di cancellare o
di non riconoscere quei diritti che parevano
ormai intoccabili ed emblema di civiltà.
In Italia è in atto un arretramento cultura-
le e di crisi di valori che sono la causa, tra
l’altro, di un ritorno alla violenza sulle don-
ne, dell’adozione di norme disumane ed inu-
tilmente vessatorie come quella della procre-
azione assistita, di numerosi tentativi di abro-
gazione della legge 194, nonostante che il suo lattia del feto, è stata interrogata dalle forze
buon funzionamento ha permesso di proteg- dell’ordine appena uscita dalla sala operato-
gere la salute delle donne e fatto diminuire il ria, insieme ai medici del reparto ospedalie-
numero delle interruzioni di gravidanza. ro in cui si trovava, per una denuncia di vio-
Sul tema dei diritti e della libertà delle don- lazione della legge dimostratasi poi infon-
ne vi è stata una progressiva crescita di inge- data; a Roma è stata negata la prescrizione
renza della Chiesa per la quale sono stati stop- della pillola del giorno dopo da diversi me-
pati sul nascere i “dico” ed il testamento bio- dici obiettori di coscienza.
logico, è stata criminalizzata l’eutanasia e La legge 194 è stata una grande conqui-
considerata l’omosessualità una malattia. sta delle donne ed è inaccettabile che la Chie-
Il 2008 è iniziato con l’annuncio della nuo- sa e gli ambienti più conservatori del Paese
va crociata di Giuliano Ferrara, la cosiddetta mettano in discussione una legge che è stata
“moratoria sull’aborto”. Questa trovata, chia- più volte oggetto di referendum ed ogni vol-
ramente elettorale vista la candidatura del ta voluta o confermata dalla maggioranza
Ferrara alle prossime elezioni politiche, sta- degli italiani.
bilisce un paragone indecente tra le donne che Oltre alle migliaia di donne che recente-
decidono responsabilmente della propria vita mente sono tornate a manifestare in difesa
e di quelle a venire, e gli Stati che si arroga- della legge 194, il sostegno è arrivato dalla
no il diritto di uccidere applicando la pena di Ministra Livia Turco che ha confermato il
morte. L’obiettivo di questa crociata è di mi- buon funzionamento della legge e dalla Fe-
nare la legittimità delle legge 194 e far sì che derazione Nazionale dell’Ordine dei Medi-
i dettami religiosi condizionino la vita quoti- ci.
diana e le scelte individuali. E’ di questi giorni la notizia che sta per
Sulla scena politica si sta assistendo ad un essere avviato l’utilizzo negli ospedali del
una gara a chi si dimostra “più eticamente sen- farmaco RU486 (pillola abortiva). Alla luce
sibile” tentando in realtà di vanificare diritti di tutto ciò occorrerebbe mettere da parte lo
di donne, uomini e bambini. scontro politico e su questi temi lavorare in-
In questo clima di caccia alle streghe due sieme – donne e uomini, cattolici e laici, ita-
episodi hanno provocato l’immediata reazio- liane ed immigrate – per rendere più funzio-
ne delle associazioni femminili con manife- nale l’attuazione delle leggi adeguandole alle
stazioni spontanee in tutta Italia. A Napoli una nuove possibilità che la scienza ci offre.
donna, sottoposta ad un intervento di interru- Mimì Sciortino
zione di gravidanza per una diagnosi di ma-

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8 Marzo 2008
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8 Marzo precario
Chiara lavora in Regione da 6 anni. Ha sperimentato più tipi di contratto: “esternalizzato”,
occasionale, co.co.co… Avrebbe anche potuto aprire la partita Iva se suo padre non avesse
continuato a dirle: “Ma non sei una libera professionista! Il tuo datore di lavoro è sempre lo
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stesso, e anche il tuo lavoro è sempre uguale !”. Non si capiscono molto, lei e suo padre, o meglio
si capiscono eccome. E sanno che c’è un distacco abissale sul modo in cui lui lavorava da
dipendente soltanto una decina d’anni fa, mentre lei incominciava, nello stesso periodo, a
cercare la sua prima occupazione.
Comunque Chiara ha insistito un po’ in Regione, e il suo dirigente (persona fortunatamente
ragionevole e comprensiva) le ha rinnovato il co.co.co. avvisandola però: “Non è che si potrà
andare avanti all’infinito…”. Certo, ma lei spera che prima o poi la Regione affronti la questione
dei precari. Intanto un altro rinnovo è andato.
Impegno 4 giorni settimanali su 5. Perché 1 giorno vorrebbe tenerselo per altre “opportunità”
lavorative. Siamo in un “momento” in cui non è che si può dire “no” con facilità. Lavorando a
“contratto”, e su progetti che non sai mai quanto durano, se durano, se verranno confermati, se
ti troverai a piedi... alla fine, a tutto quello che ti viene proposto, è meglio dire di “si”. Ecco perché,
anche se sul contratto non c’è scritto quant’è l’impegno lavorativo settimanale, Chiara si segna
le ore, e cerca di rispettarle. A volte, però, “sfora” nell’orario. E sì, perché se c’è da lavorare, si
lavora, e si ferma in Regione. Perché il suo lavoro le piace. E poi, come le ha spiegato una
dipendente: “Lavorare in un ente pubblico ha la finalità di offrire un servizio alla collettività, e non
quella di arricchire un privato”, e lei, questa finalità, la condivide proprio. Queste cose gliele ha
dette una dipendente che stima molto. E quando riceve da lei, o da altri dipendenti, un
complimento per il lavoro che svolge, la sua situazione di precaria le pesa un po’ meno.
Perché, in fondo, Chiara, un po’ i dipendenti li invidia. Loro possono vantare diritti da
lavoratori, e da lavoratrici: dai ticket pasto ai permessi retribuiti, dalle ferie alla tredicesima… I
precari no. Anche se, finalmente, le è stato riconosciuto un periodo di “mutua” dopo un’influenza
durata più di 15 giorni. Che scompiglio, però, all’ufficio personale, quando hanno visto il foglio
del medico per i lavoratori atipici (!) Quando invece era stata ricoverata per un intervento, non
ha chiesto mutua, e nemmeno un’indennità per il ricovero, perché, banalmente, non lo sapeva.
Chiara ha 33 anni e vive ancora con i suoi genitori.
Anche Francesca è una precaria che ha lavorato in Regione, e che è diventata mamma da
poco. O meglio, ha una bimba di cinque anni, e un figlio di appena un anno. Francesca non è
più in Regione, sebbene abbia lavorato “molti” anni continuativamente nello stesso posto.
Sperava in una possibile “stabilizzazione”, tanto attesa e preannunciata, ma la stabilizzazione
non è arrivata fintanto che c’è stata lei. Anche se ha vissuto la sua seconda gravidanza con molti
dubbi (il suo contratto stava per scadere, avrebbe desiderato una casa più grande…), ha deciso
di non sacrificare le proprie scelte, e ha avuto Matteo. Per entrambe le gravidanze ha usufruito
dei 5 mesi previsti dall’INPS, e per un certo periodo dopo la nascita di Matteo è rientrata al lavoro
a “tempo pieno”, e allo stesso ritmo di sempre (per fortuna che c’erano i nonni!!!). Ma poi, il
rinnovo non è arrivato.
Chiara e Francesca non sono più colleghe, ma sono rimaste amiche. Chiara è ancora
precaria in Regione; Francesca, invece, si è trasferita con il suo compagno in Emilia Romagna,
e sta cercando lavoro. Racconta che anche lì ci sono difficoltà a trovare un’occupazione in
genere, figurarsi per una donna, naturalista, con due figli (!).
Un po’ di tempo fa hanno discusso di un dibattito televisivo dove si diceva che in Italia
7.000.000 di donne non accedono al mondo del lavoro per motivi famigliari e, al contrario, se vi
accedono, guadagnano 1/3 dello stipendio in meno, a parità di incarico, rispetto a un uomo…
Pazzesco (!) Se avere un lavoro gratifica anche per “essere parte di qualcosa”, non avere un
lavoro (o avere differenti modalità d’accesso) al contrario, incide pesantemente sul senso di
appartenenza a questo “qualcosa”… e non è tanto una bella sensazione (!)
Chiara e Francesca, due storie di ordinaria, diversa precarietà.
Emanuela Celona
N.B.
Ogni riferimento a cose o persone non è puramente casuale. Queste donne esistono

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8 Marzo 2008
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8 MARZO DI FESTA
Il primo anno, 2006, ci hanno radunate da quando questa giunta aveva sosti-
tutte in Corso Stati Uniti, per un salu- tuito quella di centrodestra. “Vorrem-
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to, per guardarci in faccia, visto che la mo riuscire ad accorgerci che abbiamo
giunta regionale era lì da pochi mesi ed una giunta di centrosinistra e, soprat-
era il suo primo 8 marzo. tutto, di avere una donna presidente”.
Durante il suo discorso la presidente Una montagna di applausi ha accom-
Bresso ha sottolineato diverse volte, pagnato questa e altre frasi. Le signo-
tra le altre cose, il regalo che l’assesso- re al banco delle autorità sembravano
ra Manica avrebbe fatto a tutte le par- un po’ scocciate: la somma degli ap-
tecipanti: uno sciopper. Boh? Chissà plausi che avevano ottenuto i loro di-
che cosa era, lo avremmo visto alla scorsi non era neppure paragonabile.
fine. Abbiamo ascoltato tutti gli inter- Poi abbiamo scoperto che lo sciopper è
venti un po’ distrattamente, continuan- lo shopper, una borsa di plastica gial-
do a chiederci che cos’era lo sciopper. la per andare a fare la spesa. L’eman-
La parola ricordava vagamente lo scio- cipazione femminile non ha confini!
pero ma ci rendevamo conto che non Comoda, la borsa, e resistente, visto
poteva essere. Non ci rimaneva che che ci ho già portato a casa quintalate
aspettare. di spesa e non ha ceduto neanche un
Poi la nostra distrazione sciopperesca po’.
è stata improvvisamente interrotta
dall’intervento di una sindacalista: il Il secondo anno, 2007, per evitare che
sonno, il mistero, il senso di disagio di una sindacalista, e anche piccolina, le
quella stanza sotterranea si sono dis- surclassasse un’altra volta, hanno
sipati: finalmente qualcuna che diceva deciso di offrire alle dipendenti uno
le cose che volevamo sentire, quelle spettacolo delle Sorelle Suburbe. Le
che ci rodevano dentro da diversi mesi, attrici si sarebbero beccate un sacco di
applausi e le sindacaliste non erano
previste.
Un po’ scomodo andare fino al Lingot-
to, ma lo spettacolo era divertente e
ogni tanto stare insieme e sorridere
non ci fa male. Niente shopper, però,
nonostante avessimo anche imparato
come si scrive.

Il terzo anno, 2008 cioè oggi, niente.


Né vicino né lontano, né con borse né
con spettacoli, né presidenti né sinda-
caliste: evidentemente l’8 marzo e il
suo significato è cosa di altri tempi, da
troglodite sindacaliste e femministe.
Il nuovo che avanza, le elezioni alle
porte, le idee che forse sono finite.

E allora andiamo tutte a Roma, c’è la


manifestazione nazionale CGIL CISL
UIL.
Per fortuna che c’è il Sindacato
Gabriella Bona

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8 Marzo 2008
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PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE


DI INIZIATIVA POPOLARE
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PER L’ISTITUZIONE DI CENTRI ANTIVIOLENZA
CON CASE SEGRETE

GRAZIE
alle cittadine e ai cittadini piemontesi, alle organizzazioni sindacali, alle ammini-
stratrici e agli amministratori pubblici, alle donne e agli uomini delle associazio-
ni del territorio che hanno reso possibile, con la raccolta di più di 16.000 firme,
la presentazione della proposta in Regione Piemonte.
Il testo di legge, validato dagli uffici e ammissibile all’iter legislativo, è ora sul
tavolo della IV Commissione Consiliare Regionale.

LA NOSTRA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE CHIEDE:


• Che la Regione Piemonte istituisca Centri Antiviolenza con Case Segrete per
donne sole o con figli/e - senza distinzione di etnia, età, handicap, orienta-
mento sessuale, religione, cittadinanza - che hanno subito o sono esposte alla
minaccia di violenza, in ogni sua forma (fisica, sessuale, psicologica, economi-
ca)
• Che tali Centri siano collocati su tutto il territorio regionale, istituiti a livello
locale e gestiti con il concorso diretto delle associazioni di donne, la cui sto-
ria ed esperienza costituisce elemento prezioso per affrontare e risolvere il
problema
• Che i Centri siano messi in grado di costruire una rete di interventi e svolgere
attività di formazione permanente per chi opera sul territorio e attività di
sensibilizzazione e informazione per le cittadine e i cittadini
• Che i Centri garantiscano la segretezza e la riservatezza alle vittime e la
totale protezione nei percorsi che esse dovranno intraprendere per uscire
dalle situazioni violente
• Che i Centri vengano stabilmente finanziati attraverso risorse pubbliche e
gestiti da personale qualificato in grado di accogliere e proteggere le vitti-
me, tutelarle legalmente e promuovere percorsi di uscita dalla violenza, per
tornare a vivere
• Che la Regione Piemonte istituisca fondi di garanzia per il sostentamento del-
le vittime che si allontanano da situazioni violente e fondi di solidarietà per le
spese legali.

UN GRANDE RISULTATO E’ STATO RAGGIUNTO E TESTIMONIA LA SEN-


SIBILITA’ COLLETTIVA AL PROBLEMA DELLA VIOLENZA CONTRO LE
DONNE: UN REATO CONTRO LA PERSONA, UNA VIOLAZIONE DEI DI-
RITTI UMANI.

CONTINUIAMO A SOSTENERE INSIEME LA PROPOSTA


AFFINCHE’ DIVENTI LEGGE REGIONALE!

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CGIL
FUNZIONE PUBBLICA CGIL COMPARTO
COMPRENSORIO DI TORINO AUTONOMIE LOCALI
Via C. Pedrotti, 5 - 10152 Torino
FP Tel. 011.2442.520

Il/la sottoscritto/a ........................................................................................................................................................................ Matr. .......................................................

abitante in via ............................................................................................................................ n. ................................................. cap. ......................................................

città ................................................................................... prov. .................................... sesso M F nato/a il .............................................................................

a ........................................................................................... prov. .................................. nazionalità.................................. C.F. ..............................................................

Ente .................................................................................................................................. Settore ............................................................................................................................

via .................................................................................................................................... n. ................................................. città ..........................................................................

categoria ...................................................................................................................... tit. studio ......................................................................................................................

tel. abitazione .......................................................................................................... tel. lavoro ..................................................................................................................

Autorizza l’Amministrazione ad effettuare sulle proprie competenze la trattenuta sindacale in base agli accordi di
Comparto vigenti. Ricevuta l’informativa sull’utilizzazione dei miei dati personali, ai sensi dell’art. 10 della L.

675/96, consento al loro trattamento nella misura necessaria per il perseguimento degli scopi statutari. Consento,
anche che i dati riguardanti l’iscrizione sindacale siano comunicati al datore di lavoro e da questi trattati nella
misura necessaria all’adempimento di obblighi previsti dalla legge e dai Contratti.

Data ........................................................................................... Firma ...........................................................................................