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LA DIFESA DEL POPOLO

8 GENNAIO 2012

profughi

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A destra, alcuni dei profughi provenienti dalla Libia che la Caritas di Padova ha sostenuto nei mesi scorsi. Sotto, un momento del convegno nazionale Profughi dalla Libia, esperienze presenti e prospettive future tenutosi a Padova a dicembre.

A Padova un convegno nazionale

FOTO GIORGIO BOATO

Quale futuro dopo la Libia?


andato anche lui a ingrossare le fila della clandepreparava a festeggiare il Natale, Keita, ori- stinit padovana. La situazione di Keita uguale a quella di ginario del Mali e sbarcato a Lampedusa il 6 maggio, ha dovuto lasciare la casa Lucia Va- migliaia di altri profughi provenienti dalla Libia, 243 nella sola provincia di Padova, lentini Terrani nel quartiere dellArche proprio in questi giorni stanno cella, il centro di accoglienza che lo Fino a oggi ricevendo le risposte delle commisospitava da questestate. La commistutte le domande sioni incaricate di decidere il loro sione aveva da poco respinto la sua destino: se ne parlato durante il domanda di asilo, e poco importa hanno ricevuto convegno Profughi dalla Libia, che sia stato costretto a fuggire dalla risposta negativa. esperienze presenti e prospettive fuLibia in fiamme: secondo i funzionaNon sappiamo pi ture, un incontro nazionale tenutori il suo paese di origine non in che cosa dire si lo scorso 18 dicembre proprio a guerra e quindi ci deve ritornare. Non sappiamo cosabbia deciso ai ragazzi che ci chiedono casa Terrani, in occasione della cosa sar di loro giornata internazionale dei migranti. di fare questo ragazzo di appena 20 La conferenza, organizzata da Acli, anni i cui occhi hanno gi visto molto, dal deserto del Sahara alle persone che cade- Caritas, Centro servizi volontariato, Confcoopevano in mare durante lultimo viaggio della spe- rative e Cgil, Cisl e Uil, nelle intenzioni degli orranza. Forse si messo in tasca i 200 euro offerti ganizzatori ha voluto rappresentare non solo un dallo stato italiano e si imbarcato su un volo di- momento di riflessione, ma anche il tentativo di retto nel suo paese; c per la possibilit che sia portare allattenzione del pubblico una situazione
Lo scorso 23 dicembre mentre Padova si

Il destino di chi scappato in Italia rimane nel limbo: sono moltissimi i rifiuti alle richieste di asilo. Associazioni e sindacati discutono per cercare una soluzione condivisa
che sta diventando sempre pi difficile. Quello dei profughi dalla Libia stato fin dallinizio un tema molto scottante, sui cui la Difesa in questi mesi ritornata diverse volte: il precedente governo decise che i profughi arrivati sul nostro territorio dopo il 5 aprile 2011 avrebbero dovuto essere incanalati nelle procedure per la richiesta di asilo e proprio in questi giorni stanno arrivando le prime risposte. Le notizie, per, non sono affatto buone: Fino ad oggi su sette domande abbiamo ricevuto solo risposte negative spiega Francesco Griffante della cooperativa Nuovo villaggio, che segue pi di 70 profughi Non sappiamo pi cosa dire ai ragazzi, che ci chiedono che cosa sar di loro. Secondo il governo molti se ne dovranno andare. Dove, per, non si sa: difficilmente nel loro paese, che hanno lasciato proprio per sfuggire alla fame e alla miseria, e, certo, neppure in Libia, distrutta dai bombardamenti e in preda agli odi xenofobi. LItalia sembra non volerli e la guerra, a cui hanno partecipato attivamente anche i nostri bombardieri, per molti di loro ha rappresentato un dramma nel dramma: la popolazione e i miliziani hanno infatti approfittato della situazione per depredare o distruggere i loro beni, spesso accumulati in anni di sacrifici, spingendoli a imbarcarsi per lItalia. Anche per questo i sindacati e le associazioni, Caritas in testa, stanno spingendo in questi giorni perch venga trovata una risposta per queste persone, in modo da permettere loro di vivere e lavorare nel nostro paese, o di poter tornare in Libia tramite un accordo bilaterale. Daniele Mont DArpizio

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