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La Casa della carit e i rom

Cinque anni di lavoro: dagli sgomberi allautonomia

Progetto In-Stradiamoci
Incontrare i rom nei cosiddetti non luoghi, vale a dire nelle aree dismesse, capannoni abbandonati, roulotte e insediamenti abusivi . Questo era lobiettivo di Instradiamoci, progetto che la Casa della carit ha attuato dal gennaio 2005 al gennaio 2006. In particolare, ununit di strada diurna visitava i campi irregolari di via Capo Rizzuto (zona Molino Dorino), via San Dionigi (zona Corvetto) e larea dismessa dellex Falck (Sesto San Giovanni). Le persone incontrate erano circa 400 (100 in via Capo Rizzuto e nellarea ex Falck, 200 in via San Dionigi). Il lavoro sociale puntava innanzitutto a stabilire una relazione e a costruire una rete di assistenza sul territorio in collaborazione con le parrocchie e le associazioni delle zone interessate. Lintervento era soprattutto rivolto ai minori ed era di carattere educativo-sanitario. Con gli adulti si operava per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza e la regolarizzazione dei documenti (certificati di residenza, carte di identit, tessere sanitarie, contratti di lavoro). Il progetto prevedeva anche ununit di strada notturna per le gravi emergenze.

Accoglienza dopo gli sgomberi:

campo di via Capo Rizzuto


Il 29 giugno 2005 viene sgomberato il campo irregolare di via Capo Rizzuto. La Casa della carit accoglie, in emergenza, 73 persone (tra cui 31 minori) fornendo pasti, docce, biancheria e il pernottamento nellauditorium. Nel corso dellestate viene avviato il progetto Villaggio solidale per lintegrazione sociale e il raggiungimento dellautonomia lavorativa e abitativa dei rom. Il gruppo diviso in tre: una parte rimane nella struttura di via Brambilla, unaltra collocata al Ceas-parco Lambro e, una terza, in due appartamenti messi a disposizione dalla provincia di Milano.

Accoglienza dopo gli sgomberi:

campo di via Ripamonti e vicenda di Opera


Il 14 dicembre 2006 viene sgomberato il campo irregolare di via Ripamonti. La Casa della carit accoglie, in emergenza, 76 persone (tra cui 35 minori) fornendo pasti, docce, biancheria e il pernottamento nellauditorium. Prefettura, comuni di Milano e Opera e Casa della carit decidono di ospitare per tre mesi i rom in unarea attrezzata nel comune di Opera. La sera del 21 dicembre un incendio doloso brucia le tende che la Protezione civile stava predisponendo. La decisione di accogliere le famiglie a Opera viene riconfermata e, il 29 dicembre, i rom entrano nella tendopoli appositamente ricostruita. Il 10 febbraio 2007 le famiglie lasciano Opera a seguito di una loro precisa richiesta alle istituzioni. Non si sentivano sicuri a causa di un presidio di cittadini fuori dal campo, attivo 24 ore su 24, che alimentava continuamente tensioni e ostilit. I rom sono presi in carico dalla Casa della carit ed entrano nel progetto Villaggio solidale al Ceas-parco Lambro.

Accoglienza dopo gli sgomberi:

campo di via San Dionigi


Il 5 settembre 2007 viene sgomberato il campo irregolare di via San Dionigi. Le donne e i bambini sono ospitati nel dormitorio comunale di viale Ortles. La Casa della carit accoglie 125 persone fornendo pasti, docce, biancheria e il pernottamento nellauditorium.

Nelle settimane successive, allinterno di un cortile della Casa della carit, viene nel frattempo allestito un prefabbricato in grado di ospitare una cinquantina persone. Le prime a trovarvi posto sono le famiglie di via San Dionigi. In questo modo pu avviarsi il progetto Villaggio solidale.

Gli sgomberi del 2009


31 marzo 2009: cavalcavia Bacula, 24 persone; 6 agosto 2009: cascina Baraggiate, 11 persone; 19 novembre 2009: via Rubattino, 19 persone Dopo gli sgomberi di Bacula, Baraggiate e Ribattino, la Casa della carit ha accolto complessivamente 54 persone inserendole nel progetto Villaggio solidale. Lospitalit stata data presso la struttura di via Brambilla o al Ceas-parco Lambro.

Progetto Villaggio solidale


Il progetto Villaggio solidale inizia nellestate 2005 con laccoglienza del gruppo di famiglie sgomberate dal campo di via Capo Rizzuto. Successivamente vengono inseriti anche i nuclei sgomberati da via Ripamonti (passando per Opera), via San Dionigi, Bacula, Baraggiate, Rubattino Il progetto consiste in unospitalit temporanea in luoghi di accoglienza precisi, il Ceas-parco Lambro, la Casa della carit, gli appartamenti di via Varanini (da settembre 2005 a dicembre 2008)

Progetto Villaggio Solidale


Il progetto si basa sulla condivisione del Patto di socialit e di legalit e ha due obiettivi fondamentali:

il primo obiettivo di tipo culturale e consiste nellintegrazione e interazione con la societ italiana; il secondo obiettivo di tipo sociale e riguarda il raggiungimento dellautonomia lavorativa e abitativa.

Il Patto di socialit e di legalit


Il requisito per entrare nel progetto Villaggio solidale la condivisione del Patto di socialit e di legalit. Il Patto uno strumento di relazione sociale e di mediazione culturale nato dal lavoro sul campo con le famiglie rom che la Casa della carit ha incontrato in questi anni. Non unimposizione di regole dallalto n linvenzione di una giurisdizione speciale per i rom. Stare in mezzo ai problemi, condividere il forte disagio di queste persone e la loro volont di uscirvi costituiscono le basi che hanno dato slancio allideazione del Patto. La stesura di una serie di regole semplici da condividere fatta insieme, discussa ed elaborata nel rispetto delle differenze culturali e del valore della dignit della persona. Il Patto serve per costruire fiducia reciproca. I rom entrano nellottica di un meccanismo di doveri da rispettare imprescindibile dalla presa di coscienza dei propri diritti. La Casa della carit si impegna ad accompagnare e a sostenere i percorsi di inclusione sociale di integrazione e autonomia.

Lobiettivo culturale
Linclusione si raggiunge attraverso un faticoso lavoro di mediazione culturale, che consiste nellinserimento scolastico dei minori (progetto Ospitare linfanzia), nellemancipazione delle donne, nellapprendimento della lingua italiana e nella gestione degli inevitabili conflitti. Per meglio interagire con la societ italiana le famiglie sono supportate anche nellassistenza legale per la regolarizzazione della propria posizione sul territorio e per il rilascio dei vari documenti (dal certificato di residenza al codice fiscale, dalla tessera sanitaria alla carta didentit) e nellorientamento sociosanitario per facilitare laccesso ai servizi. Lo strumento attraverso il quale viene gestita concretamente la mediazione culturale unassemblea settimanale che viene svolta con tutte le famiglie.

Uno strumento di mediazione culturale:

lassemblea settimanale
Per tradizione, molte comunit rom, quando devono prendere delle decisioni comuni, organizzano un consiglio che coinvolge lintera comunit, attraverso il quale affrontano i problemi e le questioni che si presentano periodicamente tra le diverse famiglie e persone. Lassemblea settimanale, a cui partecipano tutti gli adulti delle famiglie inserite nei progetti, una modalit strategica che intende valorizzare e ripristinare un organo decisionale democratico appartenente alla tradizione e alla cultura rom, per condividere le proposte progettuali, discutere dei problemi che insorgono settimanalmente, prendere decisioni condivise. Non ci sono interventi specifici rivolti a una famiglia in particolare , ma discussioni su questioni e temi che possono interessare tutto il gruppo nel suo complesso. Oltre a questioni legate ai problemi di convivenza, lassemblea un luogo informativo nel quale si fa il punto della situazione e si fanno diverse proposte di attivit. In questo modo le informazioni, gli impegni e le proposte vengono illustrate e discusse con tutti. Laspetto decisionale non unidirezionale, ma si arricchisce del confronto e della discussione con i membri dei diversi gruppi. Questo metodo riflette la filosofia dintervento di Casa della carit: investire sulle capacit delle persone per renderle soggetti attivi del proprio percorso di inserimento sociale, nella ricerca compartecipata di soluzioni e miglioramenti al proprio stile di vita.

Lautonomia
Raggiungere lautonomia significa intraprendere un percorso che passa prima dalla stabilizzazione del lavoro per poi uscire dallospitalit della Casa della carit e approdare a unabitazione indipendente. Ottenere unoccupazione non facile. Per questo i rom iniziano con una fase di orientamento e formazione in sinergia con larea Lavoro della Casa della carit e le realt promosse dalla fondazione (cooperativa Lavoriamo, Impresa etica sociale, Mr Katering). Successivamente accedono al meccanismo dei corsi di formazione e dei tirocini, borse lavoro e apprendistato. Infine accedono autonomamente al mercato del lavoro.

Una volta normalizzate la condizione occupazionale viene avviata la seconda fase, quella dellautonomia abitativa. Un percorso lungo, complesso e diverso da famiglia a famiglia. La raggiunta solidit lavorativa del capofamiglia porta in circa due mesi allautonomia alimentare. Qualora la donna o uno dei figli adolescenti trovino unoccupazione si passa, in tre-quattro mesi, alla stesura di un piano di risparmio, che comprende lapertura di un conto corrente e la suddivisione del reddito tra somma da spendere, da inviare in Romania o da mettere da parte. Dopo ulteriori sei-sette mesi, avendo risparmiato una cifra adeguata per pagare una caparra, si procede allaffitto di una casa. Per diverse famiglie il primo passaggio in unabitazione autonoma consiste nellapprodo nella rete di appartamenti dellassociazione Una casa anche per te, realt che collabora in sinergia con la Casa della carit per la seconda accoglienza degli ospiti della struttura di via Brambilla. In altri casi, invece, la condizione della famiglia permette anche laccensione di un mutuo per lacquisto di una casa.

Linserimento scolastico dei minori: il progetto Ospitare linfanzia


Il progetto Ospitare lInfanzia prevede laccompagnamento e laffiancamento nellambito scolastico di bambini, adolescenti e giovani finalizzato sia allapprendimento didattico sia a una miglior socializzazione. Sono previsti percorsi didattici personalizzati costruiti in base alle singole necessit socioeducativo-relazionali, alla conoscenza della lingua italiana e al livello di alfabetizzazione. Il tutto sviluppato in accordo con gli insegnanti e i genitori. Linserimento scolastico I bambini sono inseriti nelle classi corrispondenti alla loro et anagrafica. Alcuni di loro non hanno scolarit pregressa e quindi necessario prevedere un supporto che integri le necessit didattiche di prima alfabetizzazione con i bisogni di mediazione e facilitazione linguistica e culturale. Gli insegnanti hanno il compito di elaborare per ogni alunno un programma di apprendimento personalizzato, che dovrebbe essere seguito e supportato, in classe o allesterno della classe, da un operatore che possa affiancare il bambino nellapprendimento. Per far fronte a questa situazione, la Casa della carit offre alle scuole la possibilit di usufruire di alcune ore settimanali degli educatori incaricati di seguire i bambini e gli adolescenti. Lintervento extra-scolastico articolato in varie iniziative: il progetto Dopo la scuola uno spazio pensato per i bambini e per gli adolescenti, dove possibile non solo fare i compiti con laiuto di un educatore, ma anche sviluppare, attraverso il gioco e alcuni laboratori, diverse abilit e capacit. E un luogo dove la necessit di approfondire le materie trattate a scuola si incontra con lesigenza di giocare, di sperimentare, di relazionarsi con gli altri; per i bambini delle elementari, che hanno la necessit di esercitarsi nella lettura stato pensato Langolo della lettura: uno spazio circondato da cuscini e da una piccola biblioteca, dove poter leggere, prendere in prestito il libro e svolgere diversi tipi di attivit; con cadenza bisettimanale viene organizzato Il tempo del racconto, attivit che promuove lespressivit dei bimbi, la loro capacit di comunicare in italiano attraverso la raccolta di scritti o disegni che possano raccontare storie e racconti della loro tradizione; settimanalmente sono organizzati dei laboratori Ricreativi, alcuni tenuti da specialisti del settore, realizzati per sperimentarsi con il disegno, i colori, la pittura, ma anche la ceramica e il cernit.

La promozione del ruolo della donna


Un altro terreno su cui si sviluppato il lavoro di mediazione culturale sviluppare il ruolo delle donne. Lobiettivo costruire solidariet e protagonismo tra le donne soprattutto nei momenti informali della vita quotidiana facendo crescere lascolto e la comunicazione tra di loro. Attraverso questo lavoro le donne sono portate a scambiarsi informazioni per quanto riguarda la ricerca del lavoro, si accompagnano reciprocamente agli appuntamenti con medici e avvocati, si dedicano alla cura e alleducazione dei figli e si aiutano nei turni di cucina e di pulizia. Poste queste basi culturali si passati a una fase pi pratica. Innanzitutto nella ricerca di unoccupazione. Ognuna di loro ha fatto dei colloqui per stabilire un proprio profilo professionale sulla base di quanto ritenevano di essere in grado di fare e delle loro aspirazioni. Sono state condotte delle simulazioni di telefonate di lavoro, di colloqui di selezione e di presentazione di s. Altri aspetti di mediazione con le donne riguardano aspetti pi propriamente femminili. Ligiene personale, i metodi di contraccezione, la prevenzione dei tumori al seno e allutero, la cura dei figli. In questo senso sono condotti vari laboratori dove le donne possono incontrare e confrontarsi con ostetriche, assistenti sociali, pediatre. Da loro sono nate anche delle proposte. Cercando lavoro nel settore delle pulizie domestiche, ad esempio, si sono rese conto che saper stirare molto importante. Per questo hanno chiesto di poter imparare a farlo bene e cos, con lausilio di alcune volontarie della Casa della carit, sono stati attivati dei corsi di stiro.

La Banda del villaggio solidale


Nel novembre 2005 uscito il loro primo cd Original rom big band, prodotto dalla Casa della carit e sponsorizzato dal gruppo Ferrovie dello Stato. Da allora il gruppo ha iniziato a esibirsi con una certa frequenza tenendo oltre 250 concerti in molte citt dItalia e partecipando a numerose rassegne musicali e culturali. Tra queste, il Festival delleconomia di Trento, il Festival biblico di Vicenza, il Sing Sing festival di Milano, la manifestazione Mi-To. Il gruppo esprime una sintesi dei vari generi musicali presenti nella cultura popolare rumena. Virtuosismi e vivacit tra allegria e malinconia sono le caratteristiche della loro musica fatta di fisarmoniche, violini e voci femminili.

La Banda del villaggio solidale un gruppo artistico formato da musicisti rom rumeni nato nellestate 2005. I suoi otto componenti erano tra coloro che furono accolti alla Casa della carit a seguito dello sgombero del campo irregolare di via Capo Rizzuto a Milano. La decisione di formare la Banda fu unidea della Casa della carit e scatur dalla constatazione che molti di quei rom possedevano un brillante talento musicale dato che in Romania suonare era il loro mestiere.

Le iniziative culturali
In questi anni la Casa della carit, coinvolgendo direttamente i rom, ha organizzato numerosi eventi culturali per abbattere barriere culturali, pregiudizi e stereotipi.
19 giugno 2005: Gipsy Sunday Kermesse tenutasi nelloratorio Don Bosco di Paderno Dugnano con torneo di calcio, animazione per bambini, musica e danze popolari rom, cena etnica e il doppio concerto di Vladimir Denissenkov e il gruppo Parto delle nuvole pesanti. 14 luglio 2005: i rom di via Capo Rizzuto incontrano Milano Presidio pacifico in piazza Cordusio organizzato dalla Casa della carit con i rom sgomberati dal campo di via Capo Rizzuto. Due ore di festa con musica e danze popolari rom. 17 luglio 2005: Contaminiamoci senza frontiere Festa alla Casa della carit, aperta al quartiere e a tutti i milanesi, con gli ospiti e i rom accolti dopo lo sgombero del campo di via Capo Rizzuto. 6 settembre 2005: Milano e i rom, un progetto di integrazione tra speranza e solidariet Allinterno della festa nazionale dellUnit, tenutasi nellarea LampugnanoMontestella di Milano, debutto della Banda del villaggio solidale nelloccasione di una tavola rotonda sulla questione rom. 2 ottobre 2005: Poftii la masa noastr - Prego venite al nostro tavolo Festa al Ceas-parco Lambro con pranzo etnico e pomeriggio di musica e danze. 26 ottobre 2005: Djelem Djelem Serata dedicata al progetto Villaggio Solidale tenutasi alla Camera del lavoro di Milano con Moni Ovadia e la Banda del villaggio. 3 luglio 2006: Mise en espace: per un villaggio solidale Al Ceas-parco Lambro spettacolo del teatro Nohma con i rom e gli ospiti della Casa della carit. 23 dicembre 2006: Festa a Opera contro lintolleranza Giornata di animazione tenutasi a Opera per far conoscere alla cittadinanza i rom che dovevano essere ospitati nella tendopoli al fine di favorire un clima sereno di fraternit e amicizia. 20 febbraio 2007: Incontriamoci per capire cosa siamo diventati Serata di riflessione e sensibilizzazione sul tema rom tenutasi nella sala Corridoni della Provincia di Milano con Aldo Bonomi e Gad Lerner. 24 febbraio 2007: Chi rom e chi no, la gioia della musica Nella sede della Permanente di Milano, carnevale multietnico con la Banda del villaggio. 28 novembre 2007: Giornata di studio sullimmigrazione dei rom rumeni in Italia Il programma della giornata, tenutasi alla Casa della carit, prevedeva lintervento di Multiplicity.lab, il laboratorio di ricerca del dipartimento di Architettura e progettazione del Politecnico di Milano, che ha presentato i risultati di unindagine svolta nelle citt e nei villaggi rumeni da cui provengono i rom. Il lavoro stato svolto durante il viaggio 2007 della Casa della carit in Romania, a cui Multiplicity.lab ha partecipato. I riscontri dellinchiesta sono stati commentati da Dimistris Argiropoulos, educatore e collaboratore delluniversit di Bologna, e da Nazzareno Guarnieri, esperto di cultura roman. Successivamente si tenuto un dibattito con Marco Marcucci, allora sindaco di Viareggio, Carlo Macaluso, allora assessore alle politiche sociali del Comune di Pisa e Paola Pessina, ex sindaco di Rho. Sono intervenuti anche i componenti della delegazione rumena: Maria Vasilescu e Cornel Tudor, sindaci delle citt di Tintareni e Salcuta, e rappresentanti di istituzioni e associazioni delle citt rumene di Bals e Lipov. 22 maggio 2008: Milano e un pallone con il cuore Al Ceas-parco Lambro incontro tra il presidente dellInter Massimo Moratti e il calciatore Christian Chivu con i bambini rom del Ceas-parco Lambro e di via Triboniano. 13 giugno 2008: Italia-Romania a Triboniano In occasione della partita di calcio Italia-Romania degli Europei 2008, Casa della carit e Radio Popolare hanno organizzato una visione dellincontro al campo di via Triboniano. Oltre 100 famiglie milanesi hanno assistito alla gara in tv ospiti delle roulotte e dei container delle famiglie del campo. 3 maggio 2008: IncontRom Serata di amicizia e festa al campo sportivo della societ San Romano con i rom di via Triboniano. 7 settembre 2008: concerto Banda del villaggio al Mi-to Alla Triennale di Milano la Banda del villaggio ha tenuto un concerto di grande successo nellambito della rassegna musicale Mi-To. Ottobre 2008: I rom in una metropoli e noi Pubblicazione del volume I rom in una metropoli e noi edito da JacaBook e realizzato con i contributi degli operatori della Casa della carit. 21 febbraio 2009: La casa dei mostri Laboratorio di costruzione di maschere al Ceas-parco Lambro con i bambini rom e aperto a tutti. 17 marzo 2009: Torneo dellamicizia Torneo di calcio a cinque al Ceas-parco Lambro con la squadra dei rom del villaggio solidale. 20 aprile 2010: I bambini della Casa della carit in campo a San Siro Hanno accompagnato i giocatori di Inter e Barcellona, tra loro 15 rom

I viaggi in Romania
Non solo accogliere, ma anche incontrare, conoscere e capire. E questo lo spirito alla base dei due viaggi in Romania che la Casa della carit ha effettuato nel novembre 2006 e nellottobre 2007. Incontrare, conoscere e capire per rendersi conto in prima persona delle condizioni di vita nel paese dorigine dei rom, delle motivazioni che li spingono a lasciare i loro villaggi e a venire in Italia. Ma i viaggi sono serviti anche a conoscere le amministrazioni locali e a valutare la possibilit di avviare progetti di cooperazione allo sviluppo nelle loro citt di provenienza o rientri assistiti.
Il primo viaggio durato dal 27 ottobre al 5 novembre 2006. Una delegazione di 20 persone tra operatori e volontari della Casa della carit, accompagnata anche dai componenti della Banda del villaggio solidale, si recata in pullman nel sud della Romania. Facevano parte della spedizione anche alcuni esponenti del mondo politico e sindacale milanese. Si trattato essenzialmente di un viaggio conoscitivo attraverso il quale si sono incontrate le comunit di Salcuta e Tintareni, due villaggi vicini alla citt di Craiova da dove provengono i rom dei campi di via Capo Rizzuto e di via San Dionigi. Inoltre, a Bucarest, nella sede del parlamento rumeno, la delegazione ha incontrato anche il parlamentare rappresentante della comunit rom in Romania. Il secondo viaggio stato realizzato tra l1 e il 10 ottobre 2007. Un pullman con una dozzina di operatori e responsabili della Casa della carit, accompagnati da sei rom reduci dallo sgombero di via San Dionigi, ritornato nei villaggi di Salcuta e Tintareni e ha inoltre visitato nuove localit, tra cui Bals e Lipov, i villaggi da cui provengono i rom di via Triboniano. Inoltre, a Bucarest, si sono tenuti incontri con UniCredit Romania, Pirelli e Italstrade al fine di valutare la possibilit di progettare iniziative comuni a favore dei rom.

Ponti di solidariet e di lavoro:

un progetto di cooperazione in Romania


Offrire occasioni di lavoro in Romania. questo lobiettivo del progetto Ponti di solidariet e lavoro promosso, nel gennaio 2009, dalla Casa della carit e dalla Provincia di Milano. Liniziativa prevede una serie di interventi finalizzati a favorire la capacit imprenditoriale e a sostenere loccupazione con azioni di orientamento e formazione. Ponti di solidariet e lavoro attuato a Tantareni, un comune di quasi sei mila abitanti, di cui circa un terzo sono rom, situato nellarea sud occidentale della Romania non distante dalla citt di Craiova. Si tratta del posto da cui provengono le famiglie rom che abitavano nel campo di via San Dionigi, a Milano, e che furono accolte dalla Casa della carit dopo lo sgombero del settembre 2007.

Il progetto viene realizzato in partnership con lassociazione rumena Aproapele, unorganizzazione non governativa e a carattere umanitario che ha sede a Bucarest e con la municipalit di Tantareni. Ponti di solidariet e lavoro consiste in due tipologie di azioni concrete. La prima listituzione, a Tantareni, di uno sportello di orientamento al lavoro, che effettua colloqui individuali e rileva le varie competenze professionali per poi indirizzare gli utenti verso percorsi di formazione o di avviamento occupazionale. La seconda azione riguarda lo sviluppo di unimpresa locale, specializzata in costruzione di serramenti, attraverso lacquisto di un macchinario per la lavorazione e produzione di infissi in lega di alluminio. A seguito di questo potenziamento lazienda in questione, la S.C. MGV Computer, dal 1 gennaio 2009 ha assunto sei persone di Tantareni appositamente individuate dal sindaco, da Aproapele e dalla Casa della carit.

Un esempio di rientro assistito

Sviluppare un progetto di vita per tutta la famiglia nel proprio paese d'origine. E' questo l'obiettivo del programma di rimpatrio assistito accettato da una famiglia rom assistita dalla Casa della carit. Il nucleo, composto dai genitori e da quattro figli minori, da maggio 2010 rientrato a Tantareni, il villaggio rumeno da cui emigrato per venire a Milano alcuni anni fa. Laggi, attraverso una convenzione stipulata dalla Casa della carit con Maria Vasilescu, il sindaco locale con cui da anni la nostra struttura collabora, il capofamiglia ha intrapreso un'attivit lavorativa autonoma, che consiste nel fabbricare mattoni d'argilla, un manufatto tradizionale tipico di quelle zone. I prodotti saranno acquisiti dalla municipalit di Tantareni, che li utilizzer per dei propri lavori. Il progetto reso possibile dall'attivazione di una borsa lavoro della durata di 15 mesi. Ogni 30 giorni la Casa della carit verser 600 euro al Comune di Tantareni il quale n girer 300, al netto di ogni spesa, al capofamiglia. Si tratta di uno stipendio leggermente superiore alla retribuzione che in quelle zone viene data per lavori analoghi. Gli altri 300 euro saranno utilizzati per le tasse, le assicurazioni, il tutoraggio dell'esperienza e l'acquisto dei mattoni da parte della municipalit. La famiglia in questione era tra le dieci che avevano trovato posto nell'area attrezzata dal Comune di Pioltello a seguito dello sgombero della cascina Baraggiate dell'agosto 2009. Dopo alcuni mesi e, a seguito dei vari colloqui, la famiglia ha maturato la decisione di rientrare in Romania e ha chiesto di essere sostenuta nellavviamento al lavoro. I fondi per coprire il progetto sono arrivati dal Comune di Pioltello, che ha utilizzato le risorse messe a disposizione dal ministero dell'Interno attraverso il prefetto di Milano nella sua veste di commissario straordinario per l'emergenza nomadi in Lombardia.

Lesperienza virtuosa di Pioltello


Un piccolo esempio di come si pu fare accoglienza nella legalit. Lontano dai clamori, con la collaborazione delle istituzioni e con l'obiettivo di portare all'autonomia abitativa e lavorativa dei nuclei famigliari rom. E' questo il senso dell'esperienza che, da agosto 2009, la Casa della carit sta portando avanti con il comune di Pioltello e con dieci famiglie rumene di etnia rom che hanno accettato di entrare a far parte dei progetti proposti dalla nostra struttura. Il 6 agosto 2009 stata demolita la cascina Baraggiate, a Pioltello, dove avevano trovato rifugio diverse persone rom tra uomini, donne e bambini. Uno sgombero necessario a causa delle inaccettabili condizioni di vita che si erano create, ma comunque accompagnato da un intervento di natura sociale. L'amministrazione comunale di Pioltello, infatti, attingendo ai fondi del ministero dell'Interno e attraverso una convenzione con il prefetto di Milano nella veste di commissario straordinario per l'emergenza nomadi in Lombardia, ha allestito un'area attrezzata per l'accoglienza delle famiglie sgomberate. La Casa della carit entrata nella convenzione istituendo un presidio sociale all'interno del nuovo campo regolare. Ognuna delle dieci famiglie, per un totale di 43 persone tra cui 20 minori, sta realizzando un progetto condiviso di integrazione sociale, economica e abitativa.
Quattro adulti sono stati accompagnati a un lavoro regolare e a tempo indeterminato, altri quattro, tra cui due donne, hanno ottenuto una borsa lavoro. Una famiglia ha accettato un rientro assistito nel villaggio della Romania da cui proveniva. Tutti i minori in et scolare frequentano regolarmente la scuola mentre con gli adolescenti sono stati attivati dei percorsi formativi e professionali. Nel campo si tengono attivit di doposcuola, corsi di italiano e un "tavolo donne" per la tutela sanitaria delle ospiti del campo. L'area chiuder nel settembre 2010 con l'impegno comune di aver realizzato compiutamente i vari percorsi di autonomia.

FAMIGLIE ACCOLTE IN EMERGENZA DALLA CASA DELLA CARITA

Sgomberi Via Capo Rizzuto Via Ripamonti Via San Dionigi Triboniano Sgomberi 2009 TOTALE

Famiglie accolte in emergenza 21 23 17 2 9 72

Numero di persone 73 76 125 8 54 336

FAMIGLIE ENTRATE NEL PROGETTO VILLAGGIO SOLIDALE


OGGI
Provenienza famiglie Famiglie entrate nel progetto Villaggio solidale Famiglie in totale autonomia economica e abitativa 11 Famiglie autonome inserite nella rete di appartamenti 7 Famiglie tuttora nel progetto Famiglie rientrate in Romania Famiglie che hanno volontariamente abbandonato il progetto 1 Famiglie allontanate

Via Capo Rizzuto 21 Via Ripamonti 22 Via San Dionigi 3 Provenienti da Triboniano Sgomberi 2009 9 9 1 1 1 11 2 3 2 4 1 1

TOTALE

57

24

13

42%

16%

23%

5%

5%

9%

Analisi dei dati


Oltre la met della famiglie accolte tra il 2005 e il 2009 allinterno del progetto Villaggio solidale, ha raggiunto lautonomia economica e vive oggi in un appartamento. Se si aggregano i dati relativi a coloro che vivono in un appartamento regolarmente affittato o in un appartamento della rete della Casa della carit risulta che il 58% dei rom riuscito a raggiungere lautonomia. La maggioranza delle famiglie ancora a carico del progetto costituita prevalentemente dagli sgomberi del 2009 (69%). Le famiglie provenienti da via Caporizzuto nel 2005 (80%) lavorano regolarmente e vivono oggi in appartamento, cos come la maggioranza di quelle provenienti dal campo di via Ripamonti (60%). Da sottolineare il dato relativo alle famiglie che sono riuscite, in un periodo di cinque anni, ad acquistare unabitazione attraverso la concessione di un mutuo bancario. Grazie al fatto che due o pi di due membri della famiglia avevano ormai un contratto di lavoro a tempo indeterminato, il 9% delle famiglie accolte nel 2005 sono riuscite ad acquistare un appartamento di propriet. I tempi per realizzare un percorso di autonomia sono variabili e dipendono dalle caratteristiche sociali e dalle competenze professionali dei singoli appartenenti al nucleo famigliare. Ci sono rom che parlano correttamente italiano e possiedono abilit professionali gi spendibili sul mercato del lavoro italiano, cos come ci sono rom romeni che hanno bisogno di approfondire la conoscenza della lingua e del contesto italiano o necessitano di perfezionare o riqualificare le proprie competenze professionali. I tempi per il raggiungimento dellautonomia possono variare dai 12-16 mesi ai 24-30 mesi. Bisogna inoltre ricordare che non si tratta di singoli, ma di famiglie numerose con a volte quattro o cinque figli. Per realizzare il progetto, oltre alle risorse, servono spazi. Luoghi, con a disposizione del tempo, in cui si possa avere loccasione di pensare, progettare, investire sul proprio futuro in modo diverso. La mancanza di spazi adeguati stata la causa per cui non stato possibile inserire nel progetto tutte le famiglie del campo di via San Dionigi.

Famiglie entrate nel progetto Villaggio solidale

9% 5% 5% 42%

Famiglie in totale autonomia economico abitativ a Famiglie autonome inserite nella rete di appartamenti Famiglie tuttora nel progetto Famiglie rientrate in romania

23% Famiglie che hanno v olontariamente abbandonato il progetto 16% Famiglie allontanate