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GLI ANNI DEL MIRACOLO ECONOMICO: TRA CENTRISMO E CENTRO SINISTRA (1958-1968) Il boom economico: muta lassetto sociale

ed economico (ma anche politico) dellItalia che da paese agricolo diventa paese industriale. Agricoltura (51 45%; 61 30%) industria (51 29%; 61 37%) Prima fase (1951-1958): tassi di crescita al 5,5% dovuti soprattutto alla domanda interna, alledilizia, allagricoltura e meno allindustria. Seconda fase (1958-1963): il Pil cresce al ritmo del 6,3% annuo, produzione industriale raddoppia. A trainare la crescita sono le esportazioni e lindustria (soprattutto elettrodomestici, plastica, che sostituisco le esportazioni alimentari) Terza fase (1963-1964): parziale battuta darresto, dovuta allinflazione e alle prime contestazioni operaie. Superata a partire dal 1966, quando la crescita riprende anche se a ritmi inferiori. Le ORIGINI del miracolo: 1. fine del protezionismo e espansione dei mercati globali (1957 nascita del Mec) n.b. vengono smentite le voci di quanti temevano catastrofi 2. scoperta di importanti giacimenti di idrocarburi nella valle padana che costituiscono unimportante fonte energetica, sostituendo il carbone. Ruolo dellEni di Mattei e dellIri di Sinigaglia. 3. ruolo dello Stato, soprattutto nel creare il tessuto infrastrutturale, stabilit monetaria, tassi di sconto favorevoli, blandi controlli fiscali 4. basso costo della manodopera, che rende i prodotti italiani competitivi sui mercati internazionali (salari che crescono meno della produttivit e dei profitti, bassa incidenza dei sindacati) Gli SCOMPENSI e le distorsioni del miracolo: la crescita si realizza secondo una logica propria, senza la predisposizione di strumenti in grado di indirizzare lo sviluppo al superamento di antichi e nuovi squilibri, che viceversa si acuirono: 1. distorsione dei consumi (sviluppo frenetico di quelli privati e di lusso a scapito di quelli pubblici (scuole, case, trasporti e beni di prima necessit) 2. dualismo tra settori economici agricoltura-industria, ma anche nella stessa industria (i settori tradizionali, caratterizzati da alta manodopera e bassa intensit, subiscono la concorrenza dei nuovi e dinamici)

3. si amplia il divario Nord-Sud (la quasi totalit dei settori dinamici situata al Nord) LEMIGRAZIONE: tra il 1955 e il 1971 oltre 9 milioni di Italiani furono coinvolti in migrazioni interregionali. Le mete: Torino, Milano, Genova, ma anche altri capoluoghi settentrionali, Mestre, Padova, Varese, Brescia, Bergamo, Ivrea. CAUSE: 1. tradizionali: scarsa fertilit dei terreni, polverizzazione della propriet, fallimento della riforma agraria degli anni 50 2. nuovi: attrazione dei centri urbani (redditi pi alti, salario e orario di lavoro regolari, il fascino, soprattutto sui giovani, della citt) 3. scolarizzazione e comunicazioni Tra gli altri effetti della migrazione e del boom demografico delle citt, da rilevare la speculazione edilizia e la crescita disordinata dei centri urbani (le coree e la distruzione dei centri storici). Assenza di piani per ledilizia, la stessa cosa che succede per lo sviluppo economico. I MUTAMENTI NEL MONDO DELLA POLITICA: la classe politica, in particolare i governi, appaiono quanto mai indietro rispetto alla crescita e alle modificazioni subite dalla societ e dalleconomia. Inoltre si sommano il disgelo internazionale (Kennedy, Kruscev) e quello della Chiesa (Giovanni XXIII e Concilio Vaticano). Fine dellesperienza del NEOCENTRISMO, con il governo Zoli, che si era retto sui voti del Msi, e che era stato attaccato dallo stesso Fanfani Elezioni del 1958: Dc 42,4% (+2,3), Pci 22,7 (+0,1), Psi 14,2 (+1,5), Monarchici 4,9 (-2%), Msi 4,8 (-1), Pli 3,5 (+0,5), Pri 1,4 (-0,2), Psdi 4,6 (+0,1) Nascita del Governo Fanfani (P. Consiglio, M. Esteri, Segretario Dc) (Dc, Psdi + Pri): di fatto preparatorio allapertura definitiva del dialogo con il Psi. Legge Merlin, Codice della Strada, Traforo del Monte Bianco, Autostrada del Sole, Metropolitane nelle citt. Messa in discussione dello strapotere di Fanfani e della sua strategia politica: 1. Marzo 1959: la megacorrente Iniziativa Democratica (Fanfani) si spacca, nasce la corrente Dorotea (Taviani, Rumor, Moro, Segni) 2. Giunta Milazzo in Sicilia, battuto il candidato fanfaniano 3. Moro segretario Dc. Dimissioni di Fanfani dal Governo Nasce il governo Tambroni (Dc): nelle intenzioni di Gronchi, prova generale del centro sinistra, Nenni non concede la fiducia, che ottenuta attraverso i voti del Msi e dei Monarchici.

Giugno-Luglio 1960 rivolte contro il governo Tambroni (Genova, Sicilia, Reggio Emilia). La polizia spara e uccide. Tambroni costretto alle dimissioni. Nasce il governo Fanfani (agosto) (Dc + Pri + Psdi), definito delle convergenze parallele (Moro). Trascorrono due anni di convegni, congressi ed elaborazioni preparatorie del centro sinistra. Importanti i convegni di San Pellegrino (Dc) e quelli degli amici del Mondo (Psi e mondo laico), dove si riscontrano le rispettive volont riformistiche: emergono le prime differenze tra un riformismo correttivo e stabilizzatore del sistema capitalistico (Dc, Pri), e un riformismo di struttura (Psi) che doveva tendere al superamento del capitalismo. Marzo 1962 Fanfani forma il primo governo di centro sinistra (Dc, Pri, Psdi). Il Psi si astiene, concordando il Programma: nazionalizzazione dellenergia elettrica, scuola media unificata, istituzione delle regioni, nominativit dei titoli azionari, programmazione, pianificazione e politica dei redditi. Alla presidenza della Repubblica, dopo Gronchi eletto Segni. Nazionalizzazione dellenergia elettrica, con scomparsa dei 5 monopolisti privati: interpretata come il primo atto che consente la pianificazione dello sviluppo e la programmazione economica, perch consente allo stato il controllo delle fonti energetiche (1963 nasce lEnel). Ottobre 1963: crolla la diga del Vajont (2000 morti e 6 paesi cancellati) Riforma della scuola: creazione della media unificata (scomparsa delle scuole di avviamento professionale) e innalzamento dellobbligo a 14 anni. Mancata riforma dellistruzione superiore. Il processo riformista si blocca: opposizione della sinistra comunista e della Cgil, timori del mondo imprenditoriale, situazione economica, fughe di capitali. La Dc e i dorotei decidono di frenare lattivismo fanfaniano e dei socialisti: viene rinviata listituzione delle regioni e boicottata la riforma urbanistica promossa dal democristiano Sullo. Elezioni del 1963: Dc 38,3% (-4,1), Pci 25,3 (+2,6), Psi 13,8 (-0,4), Monarchici 1,8 (-3,1%), Msi 5,1 (+0,3), Pli 7 (+3,5), Pri 1,4 (0), Psdi 6,1 (+1,5) Le elezioni segnano la boccatura del centro-sinistra: non a caso si rafforzano i suoi oppositori (tranne il Psdi), in particolare Pli e Pci. Fanfani si dimette. Governo balneare Leone Dicembre 1963, Governo Moro (Dc, Psi, Pri, Psdi): primo governo di centro sinistra organico, Nenni vice-presidente. Rappresenta la fine del centro sinistra riformista pi avanzato. Il programma molto pi moderato, vengono accantonate le riforme pi importanti. La sinistra del Psi non vota la fiducia, espulsa e fonda nel gennaio il Psiup

Maggio 1964, crisi del governo Moro (mancata approvazione di una legge sul finanziamento pubblico a scuole private, ma in realt esplosione delle contraddizione tra le diverse anime che componeva il governo e la stessa Dc. Lettera di Colombo a Moro, che accusa la politica economica e il tentativo di programmazione di Giolitti, ministro socialista, e le ipotesi di riforme urbanistica e delle regioni) Luglio 1964: tentativo di colpo di stato del generale De Lorenzo (piano solo). A crisi non risolta Segni incontra De Lorenzo in colloquio privato, nel corso delle consultazioni, ipotizzando un governo Merzagora senza i socialisti. Il giorno successivo il generale si reca a colloquio con Moro e Rumor, senza una motivazione ufficiale. Solo tre anni dopo si conosceranno i contorni del piano eversivo del generale e dei servizi segreti (le motivazioni del gesto) 20 luglio, nasce il nuovo governo Moro, appoggiato dai socialisti che, tuttavia, rinunciano a tutte le riforme e tengono fuori gli uomini pi impegnati in questo senso (Lombardi e Giolitti) Il moro II cade nel febbraio 1966 ed sostituito dal Moro III: tutti si caratterizzeranno per una visione minimalista del riformismo e per un programma sostanzialmente moderato, fondato sulla politica dei due tempi: prima la stabilit, poi le riforme. Il Psi non mette in discussione questo assunto, mentre fallisce il tentativo di riunificazione con il Psdi (1966) il seguito alla bocciatura elettorale patita dal Psu alle elezioni del 1968. 1964 muore Togliatti: i suoi funerali, il memoriale di Yalta Il Pci e il centrosinistra: la successione a Togliatti: Amendola e Ingrao, vince Amendola, ma segretario eletto Longo. Cambiamenti dei costumi e della mentalit del mondo giovanile: scolarizzazione, informazione, aperture indotte dal governo. Rottura generazione: capelloni, Piper, beat generation, il caso La zanzara e i costumi sessuali. Il consumismo 1966: alluvione di Firenze e la rivalutazione delle giovani generazioni. Nascita di movimento a sinistra della sinistra tradizionale: Cuba, Fidel, Guevara, Cina, Vietnam, Diritti civili, femminismo, terzomondismo, pacifismo, critica del consumismo.

DALLESAURIRSI DEL CENTRO-SINISTRA AI GOVERNI DI SOLIDARIET NAZIONALE Il centro sinistra organico Elezioni del 1963: sconfitta delle forze del centro-sinistra, ma impossibile tornare indietro: verso il centro-sinistra organico, governo balneare, Leone (giugnodicembre). Dicembre 63: governo Moro I (Dc, Psi, Psdi, Pri): ampio programma riformatore (regioni, riforma della scuola, riforma urbanistica, fisco, pensioni, provvedimenti contro gli squilibri nord-sud). Gennaio 64, scissione a sinistra nel Psi, nasce il Psiup 63-64: congiuntura economica; lasse Carli-Colombo favorevole alla stretta creditizia e alla politica deflazionistica; Moro propone la politica dei due tempi Giugno 64: dimissioni del Moro I (su questioni legate a finanziamenti alla scuola privata). Lunga crisi di Governo: il ruolo del presidente Segni, laffare De Lorenzo e il Piano Solo. Agosto 64: nasce il Moro II (Dc, Psi, Psdi, Pri): i socialisti accettano di mettere da parte le riforme, lesecutivo si presenta con un programma e una composizione moderate. Segni colpito da trombosi, Saragat Presidente della Repubblica. Febbraio 66: Moro III (Dc, Psi, Psdi, Pri): realizza una serie di riforme parziali (legge Ponte Mancini (67) sulla pianificazione urbanistica, decreti che definiscono gli standard urbanistici (68), tuttavia la moratoria di un anno ne condiziona gli effetti, legge Gui sulla riforma universitaria). Si attua una sorta di riformismo minimalista, piuttosto che quello di struttura (Psi), o correttivo (Pri) Lo stato negli anni sessanta 1. Limpresa pubblica: decadenza e perdita del significato innovativo. Iniziano pratiche clientelari e degenerative (Cefif, Eni e Montedison) 2. La paralisi dellamministrazione pubblica: il ruolo dei vertici e dei dirigenti, i residui passivi di cassa, la legislazione inapplicata 3. Il clientelismo meridionale: appropriazione e gestione clientelare della spesa pubblica in espansione: boom edilizio (proprietari terrieri, imprese edili, artigiani e commercianti del settore), cassa del mezzogiorno (industrializzazione), risorse degli enti locali (consorzi municipalizzati per acquedotti, trasporti e altri servizi pubblici), fondi governativi (pensioni, anzianit e malattia/invalidit).

Lepoca dellazione collettiva (1968-1973) 1. La rivolta studentesca (67-68) Le basi materiali: riforme e strutture inadeguate alle esigenze che stanno emergendo (programmi, piani di studio, locali, etc. Es. studenti lavoratori) Le basi ideali: messa in discussione delle due principali ortodossie dominanti (chiesa e comunismo, liberismo/americanismo), critica allindividualismo e ai valori del boom (America del Vietnam), Chiesa: Giovanni XIII e cattolicesimo di base. Comunismo: intellettualismo operaistico, Cina, Unione Sovietica La rivolta studentesca (autunno 67 primavera 68): Universit di Trento (cattolica e sociologia); opposizione al progetto Gui (che prevedeva la limitazione del numero degli accessi) Febbraio 68: occupazione dellUniversit a Roma, scontri di Valle Giulia, il movimento e la violenza Il comportamento del Pci di Amendola e di Longo. La reazione della borghesia I limiti del movimento e della contestazione: incapacit di convogliare le tematiche verso riforme concrete (vedi il caso delluniversit), preferendo insistere sulle tematiche generali 2. Le lotte operaie (68-73). Lautunno caldo Dopo il primo sciopero (i fatti di Piazza Statuto, 62) e fino al 68, pur essendoci notevoli miglioramenti della condizione operaia, non si diluiscono i problemi, anzi si accentua il conflitto di classe. 1967: nuova ondata migratoria (dopo una fase di stasi del fenomeno), muta la geografia sociale del migrante (aumento dellistruzione e delle competenze, molti sono di ritorno da esperienze allestero). Lofferta diminuisce, causa linnalzamento dellobbligo scolastico. Inoltre si esaurisce la base di operai specializzati provenienti dal Nord, per la prima volta operai del sud entrano a livelli superiori. Rottura tra la base operaia e la rappresentanza sindacale (esempio della Marzotto di Valdagno) Lincontro con il movimento studentesco: nasce la nuova sinistra italiana, piena di sigle (operaisti, maoisti, leninisti, stalinisti, tra cui Manifesto, Lotta continua, Potere operaio) e di contraddizioni: settaria, para-partitica, rivoluzionaria. Il sindacato tradizionale e la sfida dei CUB: i fatti di corso Traiano a Torino (luglio 69) e linizio dellautunno caldo. La ripresa delliniziativa sindacale (di tutti e tre i sindacati). La firma del contratto dei metalmeccanici (69). La lotta non si esaurisce ma si sposta su altri piani: per quanto si passi sulla difensiva, si riescono ad ottenere importanti successi sindacali, per quanto si fallisca nel tentativo di ampliare le rivendicazioni alle riforme sociali (casa, pensioni, scuola etc.). 1973 ulteriore vittoria dei sindacati nella trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici.

La politica e il tentativo riformista di mediare la protesta (68-72) Elezioni politiche del maggio 1968: sconfitta del Psu (-5,4), Psiup 4,4, tengono Dc (0,8) e Pci (1,6). Si formano governi di centro sinistra (Rumor, I, II, III, Colombo e neocentristi, Leone, Andreotti, I) La percezione dellarretratezza delle strutture amministrative e lesigenza di dare un nuovo slancio al riformismo, almeno in quella parte per troppo tempo rinviata: 1. le riforme istituzionali: istituzione delle regioni (1970, conseguenze), istituzione del referendum (1970) 2. le riforme sociali: riforma delle pensioni (1969, ritoccava laliquota di chi andava in pensione avendo versato contributi); statuto dei lavoratori (1970, Brodolini, diritto allorganizzazione sindacale, alle assemblee, a ricorrere al giudice in caso di licenziamenti ingiustificati); legge sul divorzio (1970, dal socialista Fortuna (65) e dal liberale Baslini (69)); legge sulla casa e sulledilizia (71), che non consegu risultati apprezzabili, nonostante il tentativo di semplifica le procedure e di responsabilizzare gli enti locali; industrializzazione del Mezzogiorno (pesanti investimenti in grosse aziende del settore petrolchimico e siderurgico. Non furono portate a termine riforme della scuola, della sanit e dei trasporti. 3. la politica economica: le reazioni agli aumenti salariali del 1969, si cerca di intervenire con una politica deflazionistica, ma la risposta degli imprenditori articolata (i grandi e le aziende di stato, continuano ad investire, i piccoli sono assolutamente ostili, procede la fuga di capitali). Svalutazione della lira. La strategia della Tensione 12 dicembre 1969: strage di Piazza Fontana Milano (Banca dellAgricoltura) Dicembre 1970 tentativo di colpo di stato operato da J. Valerio Borghese Complessiva svolta a destra: elezione di Leone a presidente della repubblica (dic. 71) con i voti del Msi. Elezioni anticipate del maggio 1972: spostamento a destra dellelettorato: Msi-dn (8,7; +4,4). Dopo le elezioni si forma un governo per la prima volta definito di Centro-destra (Andreotti II, Dc, Pli e Psdi) che dura fino a giugno dellanno successivo, sostituito da un nuovo centro sinistra, guidato da Rumor IV (Dc, Psi, Psdi, Pri).

LA CRISI DEGLI ANNI SETTANTA Giugno 73: crisi del governo Andreotti, fine dellesperienza del Centro-destra. Patto di Palazzo Giustiniani, per la riedizione di governi di Centro-sinistra (Rumor) 1974: scandalo Petroli (legge sul finanziamento pubblico ai partiti). Scoperta associazione Rosa dei venti. 12 V 1974: referendum sul divorzio: i due schieramenti tra unit e distinguo Autunno 73: crisi economica, Opec decide un rialzo del 70% del prezzo del greggio e una diminuzione del 10% della produzione. La crisi petrolifera si innesta su una serie di segnali preesistenti. La recessione del 1974. La crisi in Italia: scarsit di risorse energetiche, assenza di politiche energetiche, governi deboli, classe operaia forte, fughe di capitali. 1) inflazione: svalutazione della lira e politiche deflazionarie 2) settore sommerso: decentramento industriale 3) crescita del debito pubblico (35% - 70; 43,5% - 73; 55% - 82) 4) diminuzione della produzione (quanto conta il sommerso) IL COMPROMESSO STORICO Berlinguer e lidea del compromesso tra i rappresentanti delle classi popolari Impossibilit di realizzare unalternativa di sinistra, anche nel caso di una vittoria Occorreva unalleanza tra le forze politiche popolari, in primo luogo dei partiti della Dc e del Pci In questo modo si sarebbero evitate derive e tentazioni autoritarie (Cile di Allende) E si sarebbe potuto dare slancio e moralit al paese Analisi di Berlinguer e errori: la natura della Dc e il ruolo del Pci LOTTE OPERAIE GRUPPI RIVOLUZIONARI MOVIMENTI SOCIALI Il movimento sindacale: la crisi degli anni 73-76: la lotta contro gli effetti della recessione economica, il sovvertimento dei rapporti allinterno delle fabbriche, le lotte contro il caro-vita (autoriduzione delle tariffe) I gruppi rivoluzionari: le influenze del mito rivoluzionario del 68 e le conseguenti delusioni la fine delle esperienze innovative dei gruppi della Nuova Sinistra (scioglimento e deriva partitica) la nascita del terrorismo rosso:

le Br (20 X 70): favorevoli ad unazione violenta in grado di accelerare il processo rivoluzionario e di mostrare le contraddizioni del sistema capitalistico i Gap di Giangiacomo Feltrinelli (il mito resistenziale); il Nap (composti da ex detenuti) le prime azioni delle Br, dimostrative allinterno delle fabbriche (il rapimento del caposquadra della Simens). Il sequestro del giudice Sossi. I movimenti meridionali: i disoccupati organizzati di Napoli (lesperienza dello sciopero a rovescio) le lotte per la casa a Palermo Il femminismo: i movimenti del 68: tra protagonismo e discriminazione le pressioni della recessione e le lotte per il caro vita il femminismo: tra uguaglianza e diversit Udi: sezione del Pci, lotta per un intervento dello Stato a riequilibrare le disuguaglianze Mdl: del partito radicale, autonomia delle donne (che passa per una maggiore disponibilit del proprio corpo) Il progetto di legge sullaborto LA POLITICA E IL RIFORMISMO DEGLI ANNI SETTANTA (74 - 76) La legge sulla famiglia e la riforma del diritto familiare (parit tra i coniugi e rispetto dei diritti dei figli) La legge sulla scuola (Malfatti), introduzione degli organismi di rappresentanza di studenti, docenti e personale LE ELEZIONI DEL 1975 - 1976 Il clima di guerra civile e di violenza. Leversione di destra e la strategia della tensione: Piazza della Loggia (Brescia V 74), Treno Italicus (VIII 74); gli scontri in piazza tra fascisti e comunisti e i morti la Dc e Fanfani si presentano come i tutori dellordine pubblico e del rispetto della legge (Votata la legge Reale che restringe il diritto di manifestazione) il Pci e Berlinguer si presentano come i rappresentanti del buon governo, dellonesta e del partito delle mani pulite rispetto agli scandali che avevano investito la maggioranza Elezioni amministrative e regionali del 1975: avanza il Pci (33; 6,5), arretrano Dc (-2) e Msi. Si formano giunte di sinistra in molte regioni e in molte citt capoluogo Il tentativo di rinnovamento della Dc: viene eletto Zaccagnini alla segreteria e si riannodano le fila del dialogo con il Pci e con Berlinguer. Scandalo Lockheed, coinvolgimento di rappresentanti della maggioranza

1976: cade, sulla legge sullaborto, il governo monocolore Moro. Elezioni anticipate del 1976. Sostanziale stabilit dei partiti. Rilancio del compromesso storico. Agosto 76: monocolore Andreotti III, della non sfiducia: i partiti concordano programma con il governo e non votano la sfiducia Avvicinamento del Pci al governo. Rapimento Moro. Marzo 78: governo Andreotti IV, della solidariet nazionale. Le strategie di collaborazione di Dc e Pci. Gli errori interpretativi di Berlinguer. La recrudescenza del terrorismo: lo scioglimento di Lotta continua, scollamento del Pci dalle giovani generazioni, rafforzamento delle Br IL MOVIMENTO POLITICO DEL 77 le differenze con il 68: le anime del movimento: spontanea e creativa ws autonoma e militarista lestinguersi del movimento e la ripresa di vigore e attivit delle Br: la strategia dellannientamento il rapimento e luccisione di Aldo Moro. Trattativa e fermezza la fine delle Br: scissione, lotta dello stato e pentitismo LA TENTATA RIFORMA dello Stato trasferimenti di poteri e competenze alle regioni (382/75): autonomia finanziaria, sanit, pianificazione del territorio libert civili (carceri, polizia, processi, diritto al dissenso) ingresso del Pci nelle pratiche di lottizzazione della politica economica il Pci accetta soluzioni per la salvaguardia del sistema, massima collaborazione tra sindacati e imprenditori. Conseguenze. delledilizia e dellurbanistica legge sulla edificabilit dei suoli, equo canone, piano decennale per ledilizia residenziale della salute legge 180, Usl (sistema sanitario nazionale, al posto degli enti assistenziali privati e di categoria) legge sullaborto

GLI ANNI DEL PENTAPARTITO 1978 elezione di Pertini 1985 elezione di Cossiga 1992 elezione di Scalfaro Gennaio 1979: il Pci esce dal governo (sul sistema monetario internazionale) Elezioni del 1979: sconfitta del Pci, stabile la Dc, avanza il Psi Dc: maggioranza del Preambolo. Pci: alternativa democratica. Psi: autonomismo craxiano Nascono i governi del nuovo centrosinistra (pentapartito) Scandalo della loggia P2. Giugno 1981-novembre 1982 governi Spadolini Elezioni del 1983: crollo della Dc di De Mita. (slide) Tentativo di costruire unimmagine nuova del partito coinvolto in troppi scandali La Dc di De Mita, il Pci del dopo Berlinguer e il nuovo Psi di Craxi. La nascita del fenomeno leghista Craxi alla presidenza del consiglio (1983-7). Il secondo miracolo economico: Il decreto sulla scala mobile e il successivo referendum Concordato (febbraio 84) e Sigonella (ottobre 85) Le fallite riforme politiche, istituzionali (commissione Bozzi 1983), economiche La tentata riforma fiscale di Visentini La legge Galasso sulla tutela del patrimonio La legge sulle televisioni. Le Tv private: La mafia e la camorra (la ricostruzione post terremoto in Irpinia) Elezioni del 1987: cresce il Psi e la Dc, crollo del Pci. (slide) Governo Goria Nasce il governo De Mita (88). Ulteriore fallimentare tentativo di riformare il sistema politico istituzionale e di frenare la crisi dei partiti Febbraio-maggio 1987 De Mita perde segreteria Dc e presidenza del consiglio Forlani alla segreteria della Dc. Accordo con Andreotti e Craxi (CAF) Governi Andreotti: nuovo tentativo riformista: legge sulle Tv (legge Mamm, 1990), riforma dei regolamenti parlamentari (voto segreto), legge sulle autonomie locali Gennaio 1990 la Lira rientra nella fascia ristretta dello Sme: accelerazione del progetto di unificazione europea Il crollo: il mutamento del sistema internazionale, vengono meno elementi che tenevano in piedi il paradigma politico italiano (vincolo esterno, fattore K) Nasce il Pds. La svolta di Occhetto. Il fenomeno leghista. Il referendum del giugno 1991: da elemento secondario e simbolo della degenerazione politica Le elezioni dellaprile 1992: crollo dei partiti tradizionali (Dc e Pds, Crescita della Lega, tenuta del Psi) Esplosione di Tangentopoli. La scomparsa dei vecchi partiti. Elezione di Scalfaro alla Presidenza della Repubblica. Le stragi della mafia. Il governo Amato e quello Ciampi. Il referendum del 1993: la nuova legge elettorale maggioritaria uninominale. Rosario Salvatore

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