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FOCUS GIOVANI
IL PATTO
INTERGENERAZIONALE
IN EMILIA-ROMAGNA
di Anna Pariani
Vicepresidente del Gruppo PD
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o diciamo da anni: se non si punta sui giovani siamo con-
dannati al declino. Dobbiamo perci in primo luogo com-
battere la precarizzazione, degenerazione di quella fles-
sibilit positiva che introduce al lavoro stabile. Su questo fron-
te il PD ha presentato quasi una ventina di progetti di legge
in Parlamento nel corso del
governo Berlusconi e forse
va ribadito che uno dei fal-
limenti pi gravi di quella
vergognosa esperienza
laver tolto prospettive ai
nostri figli. In realt molti si
sono riempiti la bocca di
belle parole sullemergen-
za giovani in Italia, mentre
i fatti latitano.
Stiamo ai fatti allora, quelli contenuti nel Patto per la crescita
siglato dalla Regione Emilia-Romagna con le parti sociali e
produttive, e che cominceremo a toccare nei prossimi mesi.
Obiettivi: ridurre al minimo gli abbandoni scolastici e mi-
gliorare la transizione dal mondo della formazione al mercato
del lavoro, incentivare le assunzioni di giovani a tempo in-
determinato, attraverso la concessione di agevolazioni ai da-
tori di lavoro nel corso del 2012. Ci che conta sono gli stru-
menti concreti previsti dal Patto e li elenco in sintesi. Saranno
Il lavoro femminile al centro
del Patto per la crescita
I
l lavoro femminile, elemento fondamentale tanto per lo
sviluppo economico quanto per la coesione e la qualit
sociale. questa la scelta che la Regione Emilia-Roma-
gna ha fatto propria sottoscrivendo lo scorso dicembre
il Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
con Enti locali, associazioni imprenditoriali e sindacati. Un do-
cumento che, per la prima volta, dedica al tema un intero ca-
pitolo, subito dopo aver af-
frontato la questione gio-
vanile, altro elemento car-
dine per una strategia vo-
tata alla ripresa.
Il momento significativo: la
crisi ha portato con s, in-
fatti, un aggravamento dei
problemi strutturali relativi
alloccupazione femminile, in particolare per quel che riguar-
da qualit e retribuzione. Lelevata scolarit spiega il Patto
e i buoni risultati femminili nel campo dellistruzione fatica-
no a trovare riconoscimento e valorizzazione nei luoghi deci-
sionali del sistema politico, economico, sociale e culturale.
Il tema va posto al centro delle strategie cos come ha de-
ciso di fare la Commissione Europea perch laumento del-
la presenza femminile sul mercato del lavoro un indicato-
re di crescita economica, sociale e culturale ma anche per-
ch pu costituire un moltiplicatore di opportunit poich
crea altra occupazione. La partecipazione femminile ha dun-
que un effetto-volano sulle strategie di ripresa e sulleco-
nomia nel suo complesso che, soprattutto in questa fase,
non possibile sottovalutare.
Per questo la Regione e i sottoscrittori del Patto si impegnano
a mettere in campo nei prossimi anni azioni conseguenti, in-
tegrando le azioni di formazione con quelle di inserimento
nel mercato del lavoro, ma non solo: sar sostenuto con-
clude il capitolo del Patto dedicato al tema lavvio di atti-
vit autonome e di nuove imprese con interventi finanziari e
formativi. Per liberare le energie femminili, per il bene di tut-
ta la societ regionale.
di Palma Costi Consigliera regionale PD
emanati dei bandi regionali che premieranno la stabilizzazione
dei lavoratori impiegati con contratti a tempo determinato
(azione gi in atto nel 2011) e lassunzione di quelli al termine
del periodo di mobilit; prevista inoltre dal 2013 la possi-
bilit di dedurre integralmente la base imponibile Irap del co-
sto del dipendente stabilizzato, provvedimento in parte an-
ticipato dalla manovra nazionale del governo Monti. Per la dif-
fusione del contratto di apprendistato saranno stanziate ade-
guate risorse e ulteriori incentivi per favorire loccupazione
dei giovani di et compresa fra i 30 e 34 anni, che non rien-
trerebbero nella disciplina dellapprendistato. La Regione at-
tiver percorsi formativi finanziati con le risorse dellaccor-
do Stato-Regioni del 12/02/2009 a favore dei giovani - e meno
giovani - lavoratori disoccupati, in mobilit o comunque in-
teressati da situazioni di crisi. Con riferimento al comparto
agricolo, si destiner una quota significativa delle risorse del
Programma di Sviluppo Rurale ai giovani fino a 40 anni, in li-
nea con quanto avvenuto nel 2011.
Non vi dubbio, un nuovo patto intergenerazionale ne-
cessario. Lo per le donne e gli uomini di domani, per i non-
ni e i genitori di oggi che desiderano vedere i giovani cam-
minare con le proprie gambe e seguendo la propria testa.
LEmilia-Romagna ha dato un segnale forte in questa direzione
e credo che ogni livello di governo in questo Paese dovreb-
be assumersi la sua parte di responsabilit.
PICCOLE COMUNIT
CRESCONO,
E NOI CON LORO
di Roberta Mori
presidente Commissione regionale per la Parit
C
i sono compleanni che non possono passare sot-
to silenzio. il caso dei nidi dinfanzia italiani, nati
quarantanni fa con la legge 1044 del dicembre
1971. In Emilia-Romagna abbiamo celebrato il comple-
anno dei Nidi in modo particolare, perch particolare
e unico quellinsieme di servizi, sviluppato in termini
qualitativi e quantitativi, che sta alla base del nostro si-
stema di welfare. Oggi lEmilia-Romagna offre in tutto
quasi 39.700 posti per la fascia 0-3 anni, pari al 31,4%
dei bambini residenti di questa et. Nessunaltra regione
fa meglio di noi in Italia, dove la media si ferma al 17%.
Questi numeri per non sono indolori: sono il frutto
di un investimento oneroso quanto consapevole, che
le istituzioni hanno sempre confermato pur adeguan-
dosi alle necessit di bilanci pubblici sempre pi risicati.
Il 2012 si apre con le incertezze che sappiamo, ma la vo-
lont della Regione resta inalterata e rivolta ad unequi-
t sociale che per essere compiuta deve mettere al cen-
tro delle politiche i giovani e le donne. I Nidi sono veri
luoghi di integrazione e inclusione sociale, di scoper-
ta ed uguaglianza. Del resto se le citt emiliano-roma-
gnole sono ai primi posti delle classifiche italiane sul-
la qualit della vita, in gran parte il merito proprio del-
lofferta di servizi per linfanzia. Disponibilit di posti nido
vuol dire infatti liberare la forza lavoro delle donne, dare
loro la concreta opportunit di contribuire allo svilup-
po sociale ed economico. Un sostegno fondamentale
allautonomia femminile da cui discendono benefici a
tutti i livelli, per le persone, le famiglie e la collettivit.
Mi preme sottolineare che, ol-
tre alla dimensione conci-
liativa, i servizi per linfanzia
svolgono una funzione in-
sostituibile, volta alla forma-
zione del bambino, alla sua
espressione individuale ca-
lata in una prima fase di so-
cializzazione che contribuisce
a forgiarne la personalit.
Insomma, nel quarantenna-
le della legge sui nidi dinfanzia, noi in Emilia-Romagna
rilanciamo, per rafforzare qualit e quantit grazie ad
unattenzione particolare alla formazione degli educa-
tori e dei coordinatori pedagogici, al pluralismo del-
lofferta e ad una articolazione dei servizi condivisa con
le reti di famiglie. Perch, se vero che i Nidi sono il frut-
to della battaglia delle donne per conciliare lavoro e ma-
ternit, nel tempo e grazie al sostegno delle istituzioni
e alla professionalit delle operatrici e operatori, sono
diventati una vera e propria conquista educativa, a cui
non si deve rinunciare.

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