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DIZIONARIO

DI liRUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA CERARCIII.V
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

\0h. LL

(wiy&inrva^, Pop.

IN V E N E / 1 V

DALLA. TIPOGRAFIA K "»I I L I A N A

MDCCCLI.
,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIO^'E

STORICO-ECCLESIASTICÀ

PAL PAL
JLalnzzo Spada. jVel rione Rego- la regia al Vaticano, quantunque opini
);i nella piazza Capo ili Ferro , cos\
, il JMdizia, che piuttosto la colonnata do-
detta dal nome del cardinale ch'eres- rica fosse imitata da detta scala, ciò che
se questo edifizio. con magnifica archi- forse è più probabile, rs'elle salepianter-
lettura di Giulio Mazzoni piacentino rene si vedono 8 "randi bassorilievi au-
secondo la Descrizione del Titi, ma al ticlii di marmo bianco, con figure quasi
dire del Cancellieri da Giulio Merisi, nel di grandezza naturale, rappresentanti al-
pontilìcalo di Paolo ili: ben proporzio- trettante storie favolose di Apollo, se-
nato ne' piani, ha quello nobile con fi- condo il parete di Sante Cartoli, e tro-
nestre e nicchie con bei profili e con or- vate dal cardinal Fabrizio F^eralli nel
namenti discreti, quali però al di sopra
i fabbricare la lunga scala, che scende al
sono abbondanti ma distinti. La faccia- tempio dis. Agnese fuori le mura te- ,

ta è tutta adorna di stucchi e bassorilievi, nute in gran conto per la loro eccellen-
come Io è pure il cortile , lavori dello za. IVella saia superiore trovasi la statua
stesso architetto che rappresentano le
, colossale di Pompeo Magno, tutta nuda,
guerre de' Centauri, oltre molti busti e la quale ha nella mano sinistra globo. il

statue. Il palazzo passò poi in proprietà Questa statua rara e veramente insigne,
della famif^lia Mignanelli, e da questa in fu scoperta presso il teatro e la curia di
tempo di Urbano Vili al cardinal Ber- Pompeo sotto Giulio IH, e propriamen-
nardino Spada j che rimodernare
lo fece te ne' fondamenti di alcuni edilizi nel vi-
e arricchire di vari ornamenti dal Borro- colo de' Leulari, vicino al palazzo della
mino, il quale rifece anche la scala, e di Cancelleria. Essa giaceva interrata col
più in un giardino al pianterreno eseguì capo sotto una casa e il rimanente della
una colonnata dorica, tutta dipinta in pro- figura sotto un'altra, per cui i rispettivi
spettiva. Si pretende da alcuni che di qui proprietari ciascuno intera la voleva per
pigliasse il Dernini V idea della sua sca- sé. La qucslioue fu portata ai tribunali,
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i; i •^'iiiilici harljaraiuciile sentenziarono si Pompeiana dello stesso Cancellieri : que-
segasse la stallia, e ciascuno de* proprie- sti poi ci dà erudite notizie sulla fami-
tari si avesse il pezzo sottostante alla ca- glia Spada erededei Veralli nella sua Let-
sa (li sua ragione. IMa Giulio impedì 111 tera al cardinal Palletta. Nel t. G, p.
1' esecuzione di sì ernioso decreto, e che 271 delle Opere, lVi Luigi Martorelli vi è
il gian Pompeo Ibsse un'altra volta de- la Lettera sulla logica della statua di
capitato, comprandola per 500 scudi, che Pompeo. Oltre di questa 1' edilìzio con-
i litiganti si spartirono, quindi donò la tiene una raccolta di buoni e belli qua-
al cardinal Capo di Ferro, che avea im- dri, ma solo indicherò i principali. IN'ella

pedito tanto danno, il cpiale la collocò 2." anticamera, Davide del Guercino, ri-

nel suo palazzo ove si ammira. Gravi ar- tratto incognito di Tiziano, la strage de-
cheologi allermano essere questa statua gl'Innocenti di Testa, la Carità romana
il sinudacro stesso di Pompeo, eietto già di Annibale Caracci. Nella camera la 3."

nella curia, e ai piedi del quale con sin- Giuditta e la Lucrezia di Guido , la di-
golare combinazione i congiurati uccise- sputa di Gesìi coi dottori di Leonardo
ro Giulio Cesare. Si pretende inoltre dai da Vinci, il mercato di Napoli e la rivolu-
medesimi, che salito Augusto nipote di zione di Masaniello di INIichelaiigelo dal-
Cesare all'impero, facesse chiudere la det- le Bambocciate, la V isitazione di del Sar-
ta curia, ordinando che la statua venis- to. Nella galleria Cristo preso neh' orto
se trasportata nel luogo appunto ove di GherardodelleNolti, la Maddalena di
dopo tanti secoli si rinvenne. La sala ove Cagnacci, Giovanni di Giulio Pioma-
s.

trovasi è tutta dipinta a prospettive , e no, il rapimento d' Elena di Guido, Di-
di più sonovi 20 pitture a fresco che si done sul rogo del Guercino, Gesù portan-
attribuiscono agli scolari di Giulio roma- te lacrocedi I\LTulegna,s. Girolamo d'Al-
no o ai Zuccari. Avendo la statua subi- berto Duro. Nella camera che segue. Cri-
ta la separazione della testa dal collo, poi sto del Caracci, il ritratto di Paolo III
gli venne ed essendo insorti ne-
restituita, del Tiziano, la Maddalena del Guercino,
gli archeologi clamorosi dubbi sopra la ritratto del cardinal Bernardino Spada
sua originale identità , furono recitate di Guido, due amorini di Correggio e pa-
dissertazioni e stampati opuscoli prò e recchi stupendi paesi. Si ha del eh. Gae-
conerà, per cui ne citerò diverse. Car- tano Giordani //i/o/vzo all'antica ed ec-
:

lo Fea : Osscn'azioiii intorno alla cele- celsa casa Spada, cenni e note per le il-
bre stallia di Pompco,\xo\xìa 1812. Pro- lustri nozze Spada- Feralli-Fieschi-Ra-
nunziarono nell'accademia d'archeologia vaschieri, Bologna 1846-
contro tali osservazioni, F. Aurelio Vis- Palazzo Stoppani o Fidoni. Nel rio-
conti e il conte Giuseppe Alborghetti ,
ne s. Eustachio, incontro la chiesa del Su-
due dissertazioni. Quindi Cancellieri nel dario de' savoiardi, mirabile ediflzio che
pubblicale alcune composizioni poetiche dicesi cretto coi disegni di PialTaele ,
pei
in lode Della statua colossale di Poni- marchesi Callàrelli Minulilli, che il Va-
peo Magno esistente nel palazzo dd prin- sari crede fosse muralo da Lorenzello
cipe senatore Giuseppe Spada Feralli, scolare di quel sommo. Si pretende, che
l'illustrò con note, e ci diede l'opuscolo ; ddpo essere stato in Valicano, secondo
So/ietlij ec, Roma 18 12. G. A. Guat- diversi scrittori e Cancellieri [Mercato
tani poscia stampò in Pioma nel 181 3: p. I o e 84, ove riporta notizie sul palaz-
La difesa di Pompeo ossia risposta alle zo), vi fosse alloggiato dai Calfarelli Car-
osseivazionì dell' av^. C. Fea intorno a lo V, che donò ad essi l'area per edifi-
quella celebre statua del palazzo Spada. care sul Campidoglio il Palazzo Cafja-
hi fine della quale trovasi la Biilioteca rcHij e per memoria di tal dimora del-
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r iiìipcratore fu collocata una lapide a nio. Essi furonocon dolla ope-
illustrali

pie cLlla scala, poi rimossa; tiiciitrc del ra dal Foggini, e dati alla lucenti 8 T, 1 »

suo magniiìco ingresso in lloaia si può dopo restaurati, dal eh. Nd)by con sup-
vedere il voi. XXXV, p, 178. Forse ta- piiinenti d' ordine del cardinal Vidoni
le rimozione ebbe luoi^o per rpianto si proprietario de' medesimi. Nello scava-
Ifg^e nel n.° 3 ) dei Dianodi Roma 1 <S 1
9. re i l'ondamenli di questo palazzo si rin-
» Carlo V nel 1 TSGiion istellealtrimeu- venne un'antica e rozza statua mutila-
ti in questo palazzo, creduto disegno di ta, che fu posta in una nicchia del con-
Rairaclc, come erroneamente leggesi in tiguo vicolo rispondente alla via papa-
piìi libri. Egli in vero dal dì 5 aprile mer- le e al palazzo Valle, quindi più tardi
coledì di l^assione, fino al giorno 1 8 iii fu dato alla statua deforme come al vi-

cui ripartì da Roma, ebbe alloggio nel colo il nome


abate Luigi. Questo dice-
di

pontilicio palazzetto di liei vedere detto si ebbe origine dal nome di certo abate
d'Innocenzo \ 111 presso il Vaticano, me- Luigi sagrestano della suddetta chiesa dei
glio dappoi accomodato da Pio IV per savoiardi, eh' era come la statua di for-
ricevervi ospiti principi '. A Paìazzo Va- me sfigurate e ridicole, e pel suo goffo
ticano dissi altrettanto, e citai i luoghi ed arguto contegno resosi assai cognito,
in cui lo avea ripetuto. Dipoi acquistò il per bizzarria satiricamente molti comin-
palazzo il cardinal iV^o/YW/j/j donde pas- ciarono a chiamare la vicina statua col
sò ai Schincliinelli, indi al cardinal Pie- di lui nóme, e gli restò divenendo famo-
tro f ilio ni e suoi eredi. Il i." piano è sa pei satirici. Il Cancellieri ci dà erudi-
d'un rustico akjuanto riseulito e con cor- te notizie sulla medesima, e sulle altre
nici di soverchio aggettale alle finestre. statue che per vituperare la fama altrui
11 2.° piano è con colonne doriche binate; si fecero parlai-e in diversi lem[)i dai mal-
le finestre sono ornate con molto buon dicenti detrattori, citandone i hbri e il

garbo, e ciascuna ha per davanti una ìMonilore di Roma del i''o8 (sul ([uale
bella ringhiera di pietra, che sporgendo può vedersi Diario di Roma) che ne trat-
in fuori lascia libera la veduta da una tarono, massime de' dialoghi tra VabaCe
all' altra , togliendo così 1' impedimento Luigi e gli altri simulacri interlocutori,
che avrebbero opposto le colonne; il
vi nel illercalo, p. 1 5f) e Go, di cui darò un
i

cornicione è liscio e benissimo adattato, estratto. Spesso i mordaci poeti in Ro-


però l'attico superiore nel i8oi fu ag- ma, per divulgare senza e-'porsi i loro
giunto con disegno di Nicola Sansimoni motteggi, aggiunsero ne' loro dialoghi
o Giansimoni, e non fa bene. Le parti in- satirici
(
per divertirsi e ridere ad altrui
terne sono grandiose, la scala è comoda spese, talvolta non senza dire qualche ve-
e a meraviglia ricavata ; manca di con- rità e sensate cose) per interlocutori le

veniente cortile perchè il disegno non fu statue e simulacri famosi e tanto rinoma-
mai compito, tuttavia riesce uno de' pa- li di Marjorio e Pasqui/w, dei quali par-
lazzi più vaghi di Roma e piuttosto gra- lai a .Museo Capitolino e Palazzo Rua-
ve. iNell'appartamento pianterreno il car- scHi; del Facchino sotto il palazzo Si-
dinal Viiloni fece dipingere bellissimi uc- monelli ora Piombino, del quale feci pa-
celli di diverse specie, inoltre in questo rola nei voi. XXV, p. "8, XL, 112; 1 p.
palazzo si conservano le famose tavole di Miidonna poi Madama Lucrezia che
prenestine di marnio, d' un antico ca- descrissi nel voi. XI I, p. 88; del Bahui-
lendario romano trovalo nei lyyS in «o, statua ch'è sulla fontana nella via del
J'alcst/i/iii y.i'v opera del vescovo cardi- suo nome già ricordata nel voi. XXV,
nal Stoppain, cioè frammenti de' fasti
i descrivendo il fonie a p. 179 ,
rappre-
di Q. ^ errio Fiacco ricordali da Svelo- senlaule un satiro barbuto o Sileno co-
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ricalo, con zampogna o organo pastora' diante annua corrisposta lo prese la came-
le in mano; dell' abaie Luigi, ed anche ra apostolica e vi pose la stamperia del
di Scaiidcrbci^Ji, di cui pallai a Croia, governo, da ultimo grandemente miglio-
Albakia, Epiro, IMacedoma e altrove, pel rata ne' caratteri e ne'torchi. A Palazzo
suo rilialto posto sulla facciata della ca- Vaticano celebrai Pio IV iiilroduttore
sache abitò iu Roma come descrissi a ,
stamperia camerale, e Sisto
in esso della

Albania, e perchè non sene perdesse la V che pure ne fu benemerito. Presso e


memoria, essendo stata la casa riedificata contiguo a questo palazzo della slampe-
nel 1843, sul nuovo portone e stala col- ria Gregorio X\ nel i83t, con disegno
1

locata r antica elìjgie con sua iscrizione. del cav. Luigi Valadier , vi eresse altro
Lo Sprengero, in Roma nos-'a, stampala edifizio, sovrastato nel prospetto dal suo
nel in Francfort, indica in questo
1660 stemma, per uso stabile della celebratis-

modo amici coi quali Pasquino suol


gli sima calcografia camerale e dell'archivio
fare i suoi dialoghi: II a ec stala a, Ir une us della stamperia. Il n.° 5i del Diario di
ad Carojfae [da\ nome dell'aulico padro- Roma i83- fece la descrizione dell'edifi-

ne del palazzo Braschi) palatium posilus, zio e riportò l'iscrizione in marmo posta
liahe.1 convii'ales duo, Facclitnum in via sopra la Calcografìa camerale ed
porta :

Lata, et iMarforium in Capitolio. Pas- archivio della stamperia. 1 83^. L'impor-


(juinum nohilihus, Marforiuni ci\ibus, tante stabilimento della calcografia mol-
Facchinum pltbi destinanl. Di molle le- lo egli protesse, per viemmaggiormente
pide e argute satire, che la maldicenza o promovere l'arte d'intagliare e incidere iu
la calunnia pose iu bocca ai descritti si- rame (d'alcune incisioni fulte da lui ese-

mulacri, a' loro luoghi le riporlo : la sa- guire feci motto nel voi. XLVlI,p. 94,
romani, fu ed è sem-
tira ch'è così facile ai 106, I i4,ollre l'avere ordinalo le descri-

pre eziandio condimento de' diverti-


il zioni de'musei Gregoriano Egizio e Late-
menli del Carnevale di Roma, del quale ranensecon rami), per cui vi si rinven-
parlai ancora a Giuoco. gono in copia le migliori stampe per ven-
Palazzo Slrozzi, Nel rione Pigna, nel- dersi, come si può leggere nel Catalogo
la piazza (delta ancora delle Stimma- delle stampe della Calcografia camera-
te dalla chiesa deW Arciconfra(ernila) e le incise a bulino ed all' acqua forte, Ro-
presso il vicolo del suo nome. La parte ma 1842. Lo stabilimento della calco-
più antica appartenne ai Rustici , la più grafia ebbe origine da Benedetto XIV
moderna agli Olgiali che fu architettata perconlo della camera apostolica, già pos-
da Maderno interno è bene spartito. An-
; 1 seditrice di una ricchissima e preziosa rac-
ticamente nel palazzo eranvi molli mo- colta di rami fatti incidere dai Papi in ono-
numenti di scultura e buoni quadri, ma re delle arti, ed a vantaggio dei disegna-
quasi tutto duca Strozzi trasportò a Fi-
il tori, incisori e calcografi. 1 Pontefici suc-
renzB ordinario suo soggiorno. massime Pio VI e Pio VII, au-
cessori,
Palazzo della Tipografia e Calcogra- mentarono magnificamente l'importanza
fia camerale. Nel rione Trevi, presso la dei classico stabilimento, a cui furono u-
fontana omonima. Fu edificato dordme nite le celebri calcografie Volpato, Cano-
del cardinale Luigi Cornaro veneto, con va eCamuccini, quindi per volere di Gre-
architettura biasimevole di Giacomo del gorio XVI la celeberrima dei Piranesi (vi-

Duca siciliano , scolare del Buonarroti. si tata da Pio VI come raccontali cav. Belli
Dipoi passò in proprietà di d. Olimpia a p. 93 Delle case abitate in Roma da pa-
Waidalchini-Pamphi!] cognata d'Inno- recchi uomini illuslri) nel 1839 veiuie
cenzo A che r abitò, ed appartiene an- acquistata con aumento di gloria pel Pa-
cora alla famiglia Pamphilj Doria. Me- pa mecenate delle belle arti e degli artisti.
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Palazzo Torlonia Borgo. Nel no- in corato di che dissi a Co-
altri ordini, ciò

ne del suo nome, incontro alla fontana LON.VA FAMIGLIA, parlando del suo sposali-
di s. Giacomo Scossacavalli che descrissi zio con d. Teresa Coloiuin, celebrato da
nel voi. XXV, p. i yS. L' eresse il cardi- mg."^ Riario Sforza, attuale cardinale ar-
nale Adriano Citslellenseo Castelli (P'.), civescovo di Napoli del busto da lui
:

(ne pure nel voi. XVII, p. i53 )


parlai eretto nella' protomoteca Capitolina a
per suo uso con architetture di lirainau- d. Vittoria Colonna, ne trattai nel voi.
te Lazzeri, e però vi si vede Io stesso an- XLVII, p. 87; degli obelischi poi in-
damento di quello della Cancelleria ; il nalzati ai suoi genitori, parlerò a Villa
divario solo è nelle finestre quadrango- ToRLO.xiA , anche [)roprietario
essendo
lari del pianterreno e ne' pilastri corinti del Palazzo Torlonia a piazza di Ve-
più binali : il cornicione è semplice ed nezia, in cui principahnenle si vede
assai bello; non essendo la porta di Dra- quanto sia munifico mecenate delle bel-
niante, discorda colla fabbrica, ed anche le arti. Questi fece assai ben disporre ed

il cortile fu rifatto: è solido, di bella for- ornare gli appartamenti interni culla no-

ma, e con facciala di travertini. Il car- ta magnificenza e sonluosilà, con che fu


dinale lo donò ad Enrico Vili re d' In- largo di nobilissiuìi addobbi, tenendovi
ghilterra che l'assegnò per abitazione d^'ì nell'inverno brillanti accademie e società.
suoi ambasciatori in Roma, e poi dal re Palazzo Torlonia in via Condotti. Nel
fu regalato al cardinal Lorenzo Cam- rione Campo ^larzo , con la principale
peggi con 6,000 scudi per compirlo, ol- delle tre facciate per la strada di Rocca
tre IO supeibi cavalli, e gran quantità di Leone , così delta forse da una testa

di vasellame d' oro e d' argento, come di leone posta in un palazzo al principio

narra Cardella Memorie t. 4» P* 32.


, della via e nella piazza Toi Ionia. Fu fat-

Il Venuti dice che poscia passò in pote- to costruire dai baroni Nunez con ar-
re de'CoIonnesi, dai quali lo acquistò In- chitettura di Gio. Antonio de Rossi, po-
nocenzo XII per fondarvi un collegio ec- sciadivenne proprietà di d. Cario Rona-
clesiastico di sacerdoti, trasferito da Cle- parte principe di .Mussignano e ora di
mente XI all'ospizio di Ponte Sisto, co- Canino, dal quale lo comprò d. Marino
me raccontai nel voi. XXIX, p.280 e Torlonia (di cui parlai in più luoghi co-
281, e che per 4,000 scudi lo 1 comprò me a Conti famiglia e Frascati, già du-
la famiglia Giraud dalla camera apo- ca di Bracciano, V., feudo che pel patto
stolica, onorato più volle della presen- di riversibilità ullimatnenle lo cedette al
za di Pio VI, quando lo abitava il car- principe 0(/e5Crt/t7it) duca di Poli e Gua-
dinal Giraud. A Musaico dissi come lo dagnolo, di cui parlai nel vói. XVII, p.
acquistò la rev. fabbrica di s. Pietro col- 77, 78, fallo duca l'omano in un ai suoi
locandovi lo studio di tal arte, la quale primogeniti discendenti, dal regnante Pio
indi lo vendette al duca d.Gio. Torlonia IX con breve de' 2G febbraio 1847. Il
(che celebrai in più luoghi, come di d. disegno di «juesla làbbrica è buono e so-
Anna sua consorte, tumulati nella Chie- do,avendo tre facciate; il duca lo ha com-
sa di s.Gio\>anni in Laterano, /^.,. nella pito in quadro e abbellito assai, valen-
splendidissima cappella gentilizia descritta dosi del eh. architetto Antonio Sarti, che
a p. 9G del Giornale di Roma
1 85o), ed 1 vi ha fatto anche una bella e ben orna-

ora è proprietà del figlio d. Alessandro, la scala, e con suo disegno venne deco-
che Gregorio XVI fece gran croce del- lato un piccolo appartamento terreno,
l' ordine di s. Gregorio, liconobbe e di- ove in diverse camere, oltre non poche
chiarò" principe di Civiiella Cesi, V., es- opere pregievoli di belle arti, si osserva-
sendo pure titolalo di altre signorie e de- no dipinti allegoiici ,
una delle quali di-
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pinse luUa lo slesso Sai li che vi eseguì fece abbellire anche il propinquo fab-
ottimi ornali e ([uadri a fresco, a tempe- bricato ed il contiguo palazzino che for-

ra e a olio sulle paielij olire il quadro ma angolo alla via di s. Romualdo, e


(lolla volta, espi iuìeiidovi soggetti allusi- si congiunge alla chiesa di (piel santOj
\i olla lilosolia, il tutto con invenzione che il duca d. Giovanni acquistò e poi
savia e spiritosa , e con lodevole esecu- restituì ai Camaldolesi, V sul canto- . :

zione. Della villa Torlonia a porta l*ia, ne di questo cuna (juercia di pietra, slem-
propiielù di d. Marino, parlerò a Ville ma di Alessandro VII, in memoria di
DI Roma. avere allargato e raddrizzato la via del

Palazzo Toiloìiìa già Pcrospiucl Cor- Corso, come narra ilISovacs nella sua vi-
so. JNel rione Colonnii, passato il palazzo ta); il principale prospetto rimane in-
Chigi, in principio cdilicato con architet- contro al palazzo di s. IMarco j l'altro
ture di Girolamo Rainaldi e proseguito guarda che dalla piazza de' ss.
sulla via
coi disegni di Onorio Lunghi, oltre quan- Apostoli conduce a Colonna Traiana. Ar-
to Il'cevi Alessandro Specchi. Dai Vero- chitetto della prima parte del palazzo fu
spi passò in proprietà del duca d. Ma- Carlo Fontana, con buona e maestosa
rino Torlonia. 11 suo principale ingres- facciata e bel portone, ora nobilitato di
so è sul Corso , coti portone decorato di superbe porle di finissimo lavoro. Esso
due colonne sorreggenti la loggia. Pri- mette in un gentile portico quadro, tut-
ma eravi notabile quantità di statue an- to abbellito con statue e bassorilievi, an-
tiche, e molti cimba li raccolti in una stan- tiche e moderne opere; l'atrio ha 4 sta-
za, congegnali con tale artifizio, che suo- tue entro nicchie. doppio e 11 cortile è
nandone uno, ch'era il primo, suona- assai elegante^ con due fontane d' acqua
vano tulli gli altri, o pure uno o due so- Vergine. 1 tre archi in tondo al i ." cor-
li a piacimento e lichiesta de'circostanti; tile, ove si vedono pitture di prospetti-
l'invenzione si deve a Michele Todini di va, furono così decorali dal Carelli le :

Saluzzo , che v'impiegò ben 4o anni. lo2UÌe che circondano il cortile da drit-
IVella volta della galleria si ammirano ta e da sinistra contengono ciascuna due
belle e gentili pitture, eseguite a hesco filari di statue antiche ben ristorate, ol-
dall'Albano e reputalecapolavori vi rap- : tre multi busti ; il pavimento è di mar-
presentò con isludiale invenzioni i pia- mo con figure graftite e intarsiate di piom-
neti e diverse ore del giorno , sotto l'or- bo, bei Vincenzo Gaiassi. In
lavori di
me di poetiche allegorie. fondo un gran cancello di
al 2." cortile è
Pahizzo Torlonia a piazza di J^eiie- bronzo, pregievole lavoro d'Augusto Rho'
zìa. Nel rione Trevi, già de'Fiangipani, rik, disegno del Carelli: in questo luogo
indi de'Bigazzini, poi de' conti Bolognet- sono pure de' buoni bassorilievi del Ga-
li, dai quali Io comprò d. Gio. Torlonia iassi, esprimenti figure allegoriche. Le

duca che lo arricchì colla


di Eracciano, scuderie sono quanto mai si può diree-
usata sua munificenza di quadri e di mo- le^anti e magnifiche. Prima di ascendere
numenti di scultura aìilichi e moderni. la scala si trova una sala di architettura
Da ultimo per la generosità del suo 11- goliga, assai riccamente decorata con fir
glio principe Alessandro, di cui parlai a nestre a vetri coloriti ; in essa è un ca-
Palazzo Toelosia in Eorgo, 1' edilizio mino intarsiato di pietre dure, il cui in-
prese aspelto di reggia delle arti, pei tanti taglio è opera del Monachesi. All' uscir
nobilissimi lavori eseguili dai ])iìi cele- di questa sala si osserva il gruppo dei
brati artisti che ivi si ammirano. L' e- ZeOiri che portano Psiche, scultura egre-
diflzio si compone di due gran palazzi gia del Gibson. La scala di recente co-
riuniti in uno ( e da ultimo il principe struzione, riesce mirabile per la bellezza
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de'bianclil marmi di cui è formala, non tri eziamlio ne condusse nella volta ; in
die riccìiissima pei^li ornainenli delle pit- mozzo a questa è l'apoteosi di Telemaco
ture a cliinroscuio degli egreji^i Toietti ,
eseguita pure dal Paoletli. L'ornalissima
Consoni, Paoletti, Capalli , Uianchini e sala di P>iclie contiene nella volta vari
liigioli. Gli apparlatneiili sono verarnen- quadri, in cui Coglietti espresse la storia
te signorili e principeschi, forniti dovi- di Psiche; di piti sonovi de' bassorilievi
ziosamente delle piìt rare e preziose sup- del Gaiassi, trattanti il medesimo sogget-

pelletlili e mobilie. L'anticamera del i.° to. Viene poscia la camera di Diana, ia
piano è ornata di 24 colonne; tra gl'in- cui il Podcsti dipinse parecchie favole
teicolunni sono 4 con statue in "'^''b'6 di tale dea; Galli, Thorwaldsen e Gaiassi

marmo dello Stocchi^ del Dante, del ÌjÌ- scolpirono bassorilievi sul!' argomento,
setti e deirAlbertoni,con volta assai rie- Le camere seguenti servono per il letto,

ca e bene scompartita. La sala d'angolo per la toletta e per lo spogliatoio: la 1/ è


Ija nella volta l'apoteosi d'Eicole, pittu- dipinta a modo delle antiche terme, e
re di Laudi. Viene quindi la galleria, il sonovi iG quadretti mitologici di Bigio-
cui I." bracciocontiene nella volta le prin- li, oltre molti intaglie altri ricchi e belli
cipali gesta d'Achille, lavori del l'aolet- ornali; la 1.^ è adorna di stucchi dorati.
^ a
li. Nel braccio del Teseo si vedono nel- e contiene altre pitture di Bigioli; la 3
la volta i fatti di quell'eroe, operati da! è di stile gotico con bizzarre decorazioni j

Palagi, e sonovi pure pitture di IMassabò l'ultima è adorna di specchi. Gli appar-
e del Toietti. Il 3.° braccio detto delle lamenti situati nel i.° cortile contengono

([uattroEtà, ha buone pitture di Capai- lacamera detta de'quattro poeti, con pit-
ti. 11 braccio di Bacco ha nella volta di- ture stimabilissime del Consoni; la ca-
pinti d'Andrea Pozzi. Il braccio del grup- mera delle illustri italiane, ove sono i di»

pò d'Ercole e Lica, in fondo alla galle- pinti del Carta; la camera di llalfaele,

ria, è così detto dal gruppo colossale del le cui pitture sono di Bigioli la camera ;

gran Canova , che rappresentò quel se- degli artisti, ove ne efligiò alcuni in chia-
midio in atto di scagliare in mare il gio- roscuro il Chiarini; la camera degli stuc-
vinetto Lica, opera insigne e del le pi ìi bel- chi, eseguiti da della Bitta; la camera del'
le che uscirono da quell' esimio scalpel- le prospettive, tutte magistralmente o-
lo: inoltre sonovi altre sculture pregie- perale dal Garetti ; la camera delta di
volissime, cioè il Vulcano di Tenerani ,
Traiano, con 1 3 bassorilievi del Troschel,
la Flora di Sola, e le statue di Binai- ritraenti le imprese di quel celebre au-
di, Bienaitni', Pistrucci, Dante, Galli e gusto. Salili al 3.° piano, si trova V an-
Thorwalilsen ; la volta di questo braccio licamcia con pitture di Raimondi: vie-

comprende gli affreschi di Podesli, espri- ne poi la cappella ricca di marmi e assai
menti fatti mitologici; le due cupolelte bene scompartita; nella volta, fra gì' in-
lianno dipinti del Coghelti. Viene poscia tagli dorati, si ammirano pitture di Co-
la sala in cui il Camuccini colori il con- stantino lìrumidi; le Virtìi teologali fu-
vito degli Dei, ed il Gaietti eseguì gli or- rono scolpite da Carlo Aureli, il Brumidi
nati ricchi e gentilissimi. L'anticamera slesso dipinse il quadro dell' altare, col-

dei >.° piano ha i fusti delle porle coper- la ss. Trinità , s. Anna , s. Giovanni, s.

te di sculture in bronzo di Bhorik, e le Marino, s. Carlo e s. A-


Alessandro; gli

pitturesonodi Scarabellolto. La sala del- postoli nelle pareti sono pure di Brumi-
ta di Telemaco ha nelle pareti 5 quadri di ; le storie del nuovo Testamento, co-
di Paoletti , esprimenti le gesta di (piel- lorite ne' vetri delle finestre, sono lavo-
l'eioc; vi sono anco bassorilievi di eguale ri del Berlini. Noterò che i santi del qua-
argomeato scolpiti da Troschel, che al- dro dell'altare, i due primi sono dei uo-
10 PAL PAL
mi portali dai geuiloii del principe, men- più oltre : al suo temjio e in questo pa-
tre i seguenti lo sono de' suoi fratelli e lazzo , nel i527 pel tremendo sacco di
del principe stesso; ma d. Carlo commen- Roma, vi si rifuggiarono molti illustri

datore dell'ordine Gerosolimitano e Pia- personaggi. Quivi pure abitò un suo ce-
no, fu rapito dalla morte l' ultimo del lebre discendente, Pietro della Valle fa-
1847 e compianto da ogni classe di per- moso viaggiatore, di cui ci diede erudite
sone; dopo essere stato esposto in questo notizie il cav. Belli nel n.° 2 3 del Diario
palazzo, fu portato alla chiesa pei solen- di Roma 1847, parlando delle case abi-
ni funerali, con quella straordinaria pom- tate in Roma dagli uomini grandi. Egli
pa e accompagnamento che si legge nel da'suoi viaggi in Egitto, Gerusalemme e
11.° del Diario di Roma e delle Notizie
I altre lontane regioni, portò in Roma sua
del giorno del 84B. A Castel Gandolfo
1 patria copiosa raccolta di molti oggetti
dissi di sua nobile villa e a Conserva- ,
naturali e curiosità orientali, e ne formò
torio o ritiro del Sacro Cuore, di cui un museo , rendendosi benemerito del-
])arlai ancora a Orfanotrofio, delle sue l'archeologia e delle scienze naturali. Ur-
generose e caritatevoli cure per esso. Pas- bano Vili lo fece cameriere segreto di
sando per una lunga galleria dipinta a spada e cappa, enei 1627 gli permise ce-
fruiti e fiori sulle pareti con quadretti lebrare in Aracoeli sontuosi funerali, che
del Bigioli e nella volta con quadretti
, descrissi nel voi. XXVIII, p. 61, a sua
di Palmerola, si giunge all'appartamen- moglie Sitti assiria , celebre per avve-
to composto di 4 camere. JN'ella i il .'^
nenza, soavi modi e fedeltà coniugale, che
Consoni dipinse la Poesia, la Storia, A- 1 sposata in Nardin avea perduto nel gol-
stronomia, l'Eloquenza, la Filosofìa ; le fj Persico, onde imbalsamata in Ormus
altre camere hanno diversi abbellimen- ne avea condotto in Roma la spoglia mor-
ti. Ritornando alla galleria, da e^sasi en- tale, alla quale egli si riunì nel i652,
tra nella sala pompeiana architettata dal come riporta il p. Camisiro da Pioma,
Garetti e da lui ornata, ove sono anche i nelle Memorie storiche della chiesa di s.

dipinti di Prampolini, rappresentanti le Ilaria d' Aracoeli. In questo palazzo si


nozze Aldobrandine, la partenza d'Adone conservano alcune insigni rarità, poiché
e altre antiche composizioni. Segue la ca- negliscavi fatti sotto PiolVne'Iuoghi pro-
mera dedicata alle illustri romane, ove pinqui, si rinveimero molti pezzi di cor-
dipinse parecchie storie il Quattrocchi, nicione, i satiri che ora adornano la sta-

tutteallusivea celebri fatti di chiare don- tua di Marforio in Campidoglio ( come


ne: in altre camere sono dipinti di Ga- scrissi a Palazzo Brasciii), ove furono
gliardi, e bambocciate di Diofebi. Pietro pure trasportate altre sculture, come la
Vitali ci die, Marmi scolpili esistenti nel testa o busto di Giove eh' era sopra il
palazzo del duca d. Gio. Torloiiia, in- portone; ed oltre questa si ritrovarono
cisi e descritti. eziandio colonne e capitelli, uno de'quali
Palazzo dell' Unii'ersìtàromana. Nel di smisurata grandezza servì per fare lo
rione s. Eustachio. l\ Università ro- scudo dell' arme di Pia IV per la sua
mana. Porta Pia.
Palazzo della inaile. ìie\ rione s. Eu- PALENCIA (Palenlin). Città con re-
stachio, presso la chiesa di Andrea del-
s. sidenza vescovile di Spagna nella Casli-
la Valle dei Teatini e le antiche terme di glia vecchia capoluogo della provincia
,

Nerone, oggi dei marchesi del Bufalo. Lo omonima, a 4o leghe da Madrid, situa-
fece edificare il cardinale Andrea della ta in vasta e fertile pianura chiamala
Pialle romano, che il Cardella dice che Thierra de Campos, sulla sinistra del
ne* suoi viaggi arrivasse sino in Persia e Carrion che si attraversa sopra due pon-
5

PAL lai L II

li in pietra. £ cinta da antica e buona lose, e fu soggetto della tragedia di Cor-


miuaglia, ha strade lai glie, massiujc la neille. La i.a università cristiana fonda-
Mayor che atliavcisa la ciHà da porla ta in Ispagna dopo l'espulsione de'mori,
IMonzon a quella del Mercato, e che ha fu eretta in Paleucia dal re Alfonso VII,
porticicon colonne in pietra; le case in e venne poscia trasferita a vSalamanca.
generale sono del gusto gotico e como- In Palencia, Palanlìa o Pallanlia, fio-
de; sonovi fontane pubjjliche e ameni rirono diversi uomini illustri, fra' quali
passeggi. La cattedrale sotto l'invocazio- il celebre scultore F. di Villalpando, il

ne di s. Antolino martire, è d'ampia e Tescovo Alonso Fernandez Madrid, au-


solida struttura, con fonte battesimale e tore di questa città, e D.
dell'istoria
curato. Narra il Rinaldi all'anno loSi M. Santa-Cruz nominato arcivesco-
F.
the Sancio 111 il Grande redi JNa varrà, vo e viceré di Messico, dignità alle qua-
perseguitando nella caccia un cinghiale, li rinunziò per dedicarsi intieramente agli
questi si rifugiò tra le superstiti mura studii ecclesiastici. Quivi da lungo tem-
della chiesa di s. Antolino a Iato dell'al- po sono in attività linomate fabbriche
tare, e volendolo il re ferire collo spiedo, di coperte e altre stolfe di lana.
alzato il braccio gli ri-mase irrigidito. Co- La sede vescovile fu eretta ne' primi
noscendo il non avere
proprio fallo di secoli della Chiesa, sulTraganea di To-
rispettato il luogo sacro, benché alter- ledo, finché Gregorio XIII la dichiarò
jalo, si raccomandò al santo e per la sua di Burgos, come lo è ancora. Il i.° ve-

intercessione ricuperò l'uso del braccio. scovo fu Nestorio, che dicesi discepolo di
Allora il re nella sua insigne pietà non S.Giacomo apostolo. Qui furono tenuti a
solo rifabbricò la bellissima chiesa, ma concilii: il i.° nel i i4 e vi fu scelto il
i

giacendo la cititi sepolta nelle proprie vescovo per Lugo. Arduino t. 6. 11 i."
rovine, la riedificò nobilmente. 11 capi- nel i386 dall'anticardinal Pietro di Lu-
tolo si compone di i3 dignità, essendo na legato di Spagna per V antipapa Cle-
la 1." il decano; di 4^ canonici com- mente VII, al quale successe col nome di
presi il teologo e il penitenziere, di 1 1 Benedetto XIII. Vi furono presenti Gio-
ralionarii, di io cappellani e altri chie- vanni I re diCastiglia, 3 arcivescovi e 2
rici. L'episcopio è alquanto distante dal- vescovi. Ne' 7 suoi canoni si rinnova-
la cattedrale, oltre la quale sonovi altre rono le pene contro gli adulteri, sugli
4 chiese parrocchiali col fonte sacro; i ebrei, saraceni, santificazione delle feste,
conventi sono 5, i monasteri di religio- e che i chierici dai vescovi e giudici si

se G, gli ospedali 2, piìi confraternite, il esortassero secondo i canoni. Concil. t.

seminario e altri stabilimenti. Di detti C). Nelle Notizie di Roma


1733 so- dal
ospedali uno è assai ben dotalo, ed ev- no registrati vescovi: dal i832 lo è
i

\\ l'ospizio fondato nel proprio palazzo ing."^ Carlo Laborda di Burbanales dio-

da Rodrigo Diazde Civar soprannomina- cesi di Lerida. La diocesi contiene più


to Cicl, famoso eroe casligliano di Cur- luoghi e molte parrocchie. Ogni nuovo
gos del secolo XI, derivato dal titolo El vescovo è tassalo ne' libri di camera in
Scici, signore, col qua! titolo lo qualill- fiorini 3ooo, ascendendo la mensa a cir-
carono i mori da lui vinti con la cele- ca i5o,ooo regalium de vellon, gravata
bre battaglia perduta da 5 re moreschi. di pensioni.
Rocca di Cid fu detta quella di Temei, PALEOLOGO Teodoro, Cardina-
donde combatleva con successo nioii, i le. Discendente dagl' imperatori d' o-
co' suoi compagni d'arme: a Paleucia rlenle , figlio di Gianiacopo marchese
si celebrarono le sue nozze con Ximena di Monferrato, datosi alla vita ecclesia-
Goniez, e di lui si narrarono cose favo- stica , venne a dovizia provveduto di
G

IX PAL PA E
pingui nl)l»a7,ie e fatto decano tlel!a col- ed allora compose il trattalo De nothis et
Ici^iata ili s. Maria di iSaliizzo. Atii- spnriis. Dopo avere ricusato i vescovali
nic'sso tra i protonotaii apostolici, ad i- di iAIajorica, di Ilagusi, di Avignone e la
stanza del re di Cipro suo cogtialo, Pao- carica di vicelegato di quella città, iion
lo Il a' I 8 selteml)ie 1467 lo creò car- potè dispensarsi quando Paolo IV nel
dinale diacono di s. Teodoro, ed inler- i 5 jG lo fece uditore di rota in luogo del
vcnuc al conclave di Sisto IV. S<'p[>e concittadino Pellegrino Fava. Perla la-
luiire allo splendore della nascita, ciui- ma d'integrità e dottrina che si acquistò,
iienle virlìi, modestia, tnansueludme e Pio IV lo inviò al concilio di Trento,
dolcezza di caralteie, che lo rese a mi dove ne'gravi incarichi che sostenne in
tempo amabile e rispettabile. l*er dis- quell'augusta assemblea, in«;ui perseve-
grazia fu ferito leggermente colla pun- rò lino al suo termine, diede saggi lu-
ta del coltello in un braccio dal suo scal- minosi di pietà, dottrina e prudenza, per
co, nell'alto di trinciare una vivanda: cui i legali nulla facevano senza il di lui
contaminatosi il sangue, compianto da consiglio; e della storia che ne scrisse se
tulli, mori in Asti nel llore degli anni ne giovò Odorico Rinaldi pe' suoi annali
nel 14^1 o i4B4j tenendo sepolto nella Tornato in Roma, ne ricom-
ecclesiastici.

chiesa abbaziale di s. Michele di Lucedo pensò il merito Pio IVa'i2 marzoi 56"),
nella tomba de'suoi antenati. creandolo cardinale prete del titolo dei

PALEOPOLI.Sede vescovile d'Asia ss. Nereo ed Achilleo, cambialo con


poi
nell'esarcato del suo nouje, sotto la me- quello di s. lAIartino a'iMonli, chiesa che
tropoli d'Efeso, erelta ne! I K secolo. Eb- ristorò con molta spesa, come apparisce
be 7 vescovi. Orieiis dir. t. I, p. 729. dalla lapide posta fuori della porla mag-
Paleopoli, PalcopoUtan, è un titolo ve- giore. Nel i566 s. Pio V lo dichiarò ve-
scovile in paiiibus sotto Efeso, che con- scovo di Bologna, venendo consagiato da
feriscono Papi, e Gregorio XVI a'
i s. Carlo Borromeo, che avendolo in al-

giugno 1837 vi nominò mg/ Piaimondo tissima slima lo consultava negli alTari
Grillilh domenicano, che fece vicario a- di sua coscienza e diocesi, e con tal gra-
postolico del Capo di Buona Speranza. do intervenne al concilio Ravenna. di
PALEOPOLI. Sede vescovile della Con s. Carlo si recò a Torino a vene-
Pamillia seconda, sotto la metropoli di rare la sacra vSindone, ed a Ridano lo as-
Pirgi, erelta nel conoscono V secolo. Si sistè a conferire la cresima, ed alla tras-

2 vescovi. Oriens dir. t. i, p. 1021. lazione delle ossa di Giovanni Buono s.

PALEOTTO Gabriele, Cardina- nella metropolitana. Egli fu a Bologna


le. Patrizio bolognese, perduto il pa- ciò che fu s. Carlo a ftlilano. Riformali
dre in tenera età, si mostrò alieno da- i costumi del clero, tolti gli spettacoli
gli studii ed inclinato alla milizia;
,
scandalosi, introdotta l'osservanza delTri-
ma ferito da un dardo, cede ai consi- denlino, stabilito 1' uso del catechismo,
gli de' suoi e cambiò inclinazione. Indi restituita l'osservanza ne'monasteri, fon-
pei suoi angelici costumi ed eccellente dato il seminario, celebrato ogni anno
ingegno, d'anni 24 pi'^se la laurea e fu il sinodo, aperte scuole ai chierici nel-
fatto professore di giurisprudenza nella l'episcopio che ristorò, la cattedrale fu
patria università, con tal plauso che fu pure rislaurata, facendovi incominciare
detto secondo Alciato tra suoi scolari
il : i la cupola di 190 palmi d'altezza. Ivi inol-
si contano Scipione Lancellotti poi cardi- tre istituì confraternite, eresse e dotò ca-
nale, e Aldobrandini poi Clemente Vili. se pei catecumeni, pei mendicanti e per
JNel I 549 oUeune un canonicato nella le convertite con savie regole. V'intro-
calledrale, proseguendo nella cattedra, dusse i miuislri degl'infermi, cui die la
3e

PAL PAL 1

chiesa di s. Colombano, dontle scilo il benché alcuni ministri di ciò sdegnali fe-

cardinal Girolamo lioncompaj^iiotnrono cerocheil Papa lo privasse de'ioo scudi

trasferiti a quella de'ss. Gregorio e Siro; almese che aveagli assegnati attesa la te-
fjiiindi per lui Bologna si rinnovò nel nuità di sue rendite, e non piìi lo ammet-
costume, rillor'i nella religione: Cu profu- tesse all'udienza, proseguì a parlare Iran-
so co'poveii, massime colle zitelle perico- co. Penetralo il Papa di sue ragioni, gli

lanti, in modo mirabile. In una carestia restituì la sua grazia e l'assegno. Grego-
spalancò i granari ;
predicò a tutti l'evan- rioXI V lo deputò sulla riforma dellebol-
gelo, insegnò pubblicamente la dottrina le ponlificie, mosti andosi egli sempre sen-
cristiana ai fanciulli albergava lutti
; i za riguardi difensore della religione, e nel
sacerdoti stranieri, visitava griiifcriui ne- conclave in cui questi fu elellù gli man-
gli ospedali e nelle case, particolarmetj- cò un voto ad esser fallo Papa. Coope-
te i fatnigliari che di tutto provvedeva rò alla riconciliazione di Enrico IV colla
insieme alle loro mogli e figli, quindi in s. Sede presso Clemente Vili, il quale
convalescenza li mandava in villa a ri- gli affidò l'esame della vita e miracoli del
stabilirsi, ed in morte amministrava loro I). Giacinto, che perciò fu canon zzato, e
i sagramenti e raccomandava l'anima; lo fece prefetto della congregazione dei
con essi poi era severo se rei di manca- vescovi. E
fama costante che conservò
menti, volendo che la sua famiglia fosse sino alla morte la battesimale innocen-
esempio di virtù. Pubblicò in Bologna nel za, tenendo sempre in morii ficazione la
j8o la raccolta di quanto avea opera-
I carne. Divolissimo delia Beata Vergi-
to, col titolo Episcopale Bononiciiiif.
: ne, nella cattetlrale di Bologna le Ibiulò
jNcI i583 fece erigere nell'eremo di Ca- una sontuosa cappella, con organo, pit-

maldoli una cella solitaria sotto il titolo ture, marmi e reliquie, lasciandole in
di s. Petronio, ove si ritirava per perfe- morte molli argenti, come dispose a fa-
zionarsi. Sotto di lui Gregorio Xlll ele- vore della metropolitana la sua eredità,
vò Bologna a metropolitana, che regalò la sua biblioteca nell'episcopio a comodo
a suo riguardo della rosa d'oro, e lo an- degli ecclesiastici di Bologna. Morì in
noverò alla congregazione dell' indice ; Uoma d'anni 7 ), nel km)7, ed il cada-
indi ottenne per coadiutore il nipote Al- vere trasferito in Bologna, fu tumulalo

fonso Paleolto, dopo essere stato il i avanti la cappella del ss. Crocefisso nel-
arcivescovo di sua patria. Sisto V lo fe- la confessione, con breve épilaflio, da lui
ce prefielto de'iiti e nel i 58() vescovo di vivenle composto. Scrisse alcune opere
Albano, dove celebrò il sinodo, che pure legali, teologiche, morali ed ascetiche, di
convocò nel vescovato di Sabina, a cui lo cui ne fa l'elenco il Torrigio, De script,
trasferì GregorioXlV^ nel 5() ove inol- i i , cani. 8 l'Orlandini ucs^ìi Scrittori bo-
p. 1 ;

tre ristorò la cattedrale e aprìil semina- lognesi p. ìi^; ed il Fautuzzi, t. 6, p.


rio che fu uno de'primi dopo il concilio 242. Le più rinomale sono: De hono
di Tienlo. liestaurò l' antica chiesa di seiieclnlis, e De sacri coiisistorii consnl-
Vescovio, già residenza de' vescovi di Sa- tationibus. Tulli gli scrittori meritamcnle
bina, ornandola di pitture e sacre suppel- lo colmarono di elogi, e s. Carlo lochia-
lettili; e rifabbricalo il contiguo conven- mo uomo di grandissima virtù e di sin-
to, lo assegnò ai riformati francescani. goiar pietà fumilo. La sua vita scritta
Trattandosi in concistoro d'impoire ai da Angelo Bruni suo famigliare, si leg-
sudditi pontificii una gravezza per aiu- ge nel t. G della Raccolta de' pp. ]Mar-
tare i cattolici nelle guerre civili di Fran- lene e Durando, p. iSBy. Quella del p.
cia, con zelo egli solo si oppose al P(;iileli- Alessio Ledcsma barnabita fu slampa-
ce e al comune seulimeulo dc'cardinali, e la in Bologna nel i647.
li PAL PAL
PALERMO {P^normilaiì). Citth con mia lega. Il suo circuito è quadrato, con
residenza .ucivescovilc ,
cnpil.tle del re- i)astioni e mura per tre quinti logore dal
gno di Sicilia capoluogo della pio-
(^''.), tempo, ha 1 2 porte, ed è inoltre difesa da
viiicia e del cantone di Valle di Palermo, batterie e da forti, e fra gli altri dal Ca-
sulla costa settentrionale dell'isola, distan- stello del Molo e dal Castello a Mare. Ve-
te 45i miglia da Trapani, i oc da Catania, duta dal mare o dal monte Pellegrino,
io5da Messina, e 17,'! da Napoli [P\), Palermo offre uw aspetto incantatore ,

in un'amena e vasta pianura fecondissi- tanfo per le sue torri, cupole, campanili
ma, difesa dai venti meridionali che do- ed altri edifizi, che pei suoi superbi din-
minano in Sicilia, in un cratere semicir- torni; ma l'interno veramente non ri-
colare, chiusa in parte da montagne sco* sponde in tutto ad una prospettiva .sì

scese, come Pellegrino e l'Orlùio, ed


il bella. Due strade principali attraversano
in parte dal ridente golfo del suo nome in tutta la sua ampiezza Palermo : i lo-
formato dal mare Tirreno, fia capi di i ro assi tagliansi in angoli retti quasi nel
Zaffarano e tU Gallo. Longitudine orien- centro e formano la piazza oltagona re-
tale I i°2; latitudine settentrionale 36" golare di Villona, ornata di belli edifizi
6'. Questa antica, celebre e magnifica me- di stile dorico, ionico e corintio artisti-
li opali è ricca immensamente de'piìi bel- camente combinati, decorata delle statue
li piodolli che la natura volle special- di Carlo V, Fdippo II, Filippo III e Fi-
mente prodigarle, dandole un orizzonte lippo IV, e nel centro della quale evvi
similissimo a quellod'Africa,per cui Dio- la famosa fontana che per grandezza ed
doro ed Erodoto simboleggiarono il ge- architettonici ornamenti merita ogni lo-
nio di Palermo seduto sopra conchiglia de; chiamata un tempo piazza del Sole,
contornato dalle più squisite e preziosis- si chiama Quattro Cantoneri, da che la
sime fruito, intrecciandolo con le cornu- città fu divisa fra i
4 quartieri di s. Cri-
copie dell'abbondanza, affine di esprime- slina, s. Ninfa, s. Oliva e s. Agata : que-
re sì ampio e delizioso giardino. A ca- sti circondari si chiamano pure del Pa-
gione di sua feracità , bellezza , florida lazzo reale, del Monte di Pietà, di Ca-
ailivilà di commercio, amenità di situa- stellamare dalla principal fortezza omo-
y.ione, agiatezza e cortesia della più par- nima, e de'Tribunali. Una di queste due
te de' suoi abitanti, da molto tempo fu strade, opera del viceré Macheda o Ma-
dato a Palermo l'epiteto di felice. Non queda che le diede il suo nome, appel-
si può abbastanza dire quanto riesce lasi anche strada Nuova; l'altra più bel-
gradevole soggiorno. È sede d'una cor- la porta il nome di Cassaro e chiamasi
te suprema di giustizia, di una gran cor- pure di Toledo. Cassaro è voce araba e
te civile, dalla quale dipendono i tribu- sigiiifica cittadella, castello, fortezza, co-
Palermo, Girgenti, Siracusa, Tra-
nali di me osserva Muratori. E la cittadella o
pani e Caltanisetta; di una gran corte rocca o castello degli aral)i sorgeva al-
criminale per la provincia di Palermo, l' estremità orientale della città sopra
di un tribunale civile e di uno di com- un'altura; quindi il nome della strada
uìercio con camera consultiva. Le fun- che vi conduce. Queste due spaziose stra-
zioni municipali si esercitano dal senato de principali hanno belli edifizi tanto
composto di 6 membri, presieduti dal pidiblici che particolari, sono ben lastri-
pretore col sussidio di vari aggiunti. cate con marciapiedi. Le case, in genera-
Palermo ha presso a poco la forma di le altissime, hanno tetti piatti e balconi
un rettangolo, i cui lati sono rivolti al con grate: non v' è piazza o capostrada,
nord-est, al sud-est, al sud-ovest ed al che non abbia una fontana.
nord-ovest, e di cui il perimetro è circa Il passeggio più frequentato è la Mari-
PAL PAL 1 3f

na fuori di porta Felice e Nuova, nrginedi Guglielmo I l'ornò di ricchi musaici nel-
80 passi di larghezza, che si eslende kin- lo stile bizantino, rap[)resenlanli storie

go la baia, siuo alia Flora, delizioso giar- del vecchio e nuovo Testamento. La piaz-
dino pubblico, ornato di statue, di fon- za del palazzo reale è grandissima ed
tane e di chioscljij il luogo di riunione ornala nel mezzo della statua di Fi-
della sera della maggior parte degli abi- lippo IV in bronzo con bassorilievi sul
tanti; in vicinanza ovvi nella villa Giu- piedistallo : è circondata da 4 minori
lia il giardino botanico, ricco di piante statue in marmo bianco, simboleggianti
esotiche , il cui ingresso ha la forma di le 4 virtù caidinali. La piazza pretoria-
un antico tempio. Il palazzo reale, resi- na si dislingue per una fontana degna
denza del luogotenente generale viceré di ammirazione pel suo disegno', scul-
di Sicilia, presso porta Nuova in bellis- ture e bizzarria di costruzione. Quella
sima situazione, circondato di deliziosi di s. Domenico si abbellisce colle statue
giardini, è composto d' un ammasso di in bronzo di Carlo III e Maria Amalia
irregolari edilìzi. La rocca degli arabi sua corsorte, e di magnifica colonna sos-
divenne la reggia de'normanni, i monar- tenente la statua di simile metallo della
chi de'fjuali la riedificarono e vi fonda- ]>eata Vergine : la facciata della chiesa
rono il palazzo nuovo o reale, che gran- di s. Domenico forma altro ornamento
demente abbellirono, poscia ingrandito, della piazza. Per non dire di altre, nella

ristorato e ingombrato dai memorati e- piazza di Bologni si eleva la bella sta-


difizi ne'successivi regni. Nella parte piìl tua in bronzo di Filippo V. I palazzi in
alla di esso, sulla superstite torre, fu e- Palermo sono in molto numero e tutti
retta nel 1791 la specola che s'alza 243 grandiosi. Oltre l'arcivescovile, si distin-
piedi sul livello del mare. Questa spe- guono il senatorio o pretoriano, che pos-
cr)laha un «strumento di passaggi del siede due statue antiche e molli fram-
Piamseden, lungo 6 piedi inglesi, ed il menti d'opere greche e romane; quelli
famoso cerchio dello slesso autore di 5 de' principi di Butera e Torrerauzzo, e
piedi di diametro. Con l'aiuto di questi de'duclìi di Gravina e d'Anjou.
ilromenli il celebre Piazzi nel gennaio Le chiese di Palermo sono molte, e
1801 vide pel primo il pianeta Cerere meritano quasi tutte particolare atten-
e fece scoperte che posero il suo nome La cattedrale, della dagli abitanti
zione.
tra i più insigni astronomi. Annessa al madre chiesa, è sacra a Dio sotto l'in-
palazzo reale « Porta Nuova, che dan- vocazione di Maria Vergine Assunta; la
neggiata dal fulmine, nel 1 668 venne ri- fondò nel i 170 l'arcivescovo Gualtiero
falla: era slata edificata sotto Carlo V, II. E' un vasto cdifizio d'imponente a-

la cui statua di bronzo del siciliano Vol- spetlo, ma d'uno siile misto di gotico e
si è in allo di giurare l'osservanza dei d'arabo-nornianno nell'esterno. La sua
privilegi del regno di Sicilia in mano forma è quadrilunga con traverse in cro-
dell' arcivescovo. La cappella palatina ce, terminale a ciascuna estremità da 4
e insigne collegiata di s. Pietro del pa- finestre di stile gotico; nel centro s'in-
lazzo reale è singolare monumento, il nalza una cupola d'architettura italiana.
cui interno aspetto ispira sorpiesa, me- Un ponte unisce al corpo del fabbricato
raviglia e mistero. E' di architettura una quinta torre d' altra forma, ma di
greco-arabanormanna , e nel ristorarla altezza quasi eguale alle altre. La fac-
si ebbe la lodevole cura di conservare ciala principale è quella laterale. Si pre-
illeso l'antico. La fondò nel 129 Piug-
1 senta sopra una piazza prolungata che
giero II conte di Sicilia, poi Ruggiero I la divide dalla via Nuova ; l'insieme se-
re di Puglia e Sicilia. ludi il successore luiorientale e semi-europeo è grandio-
I n PAL PA L
socd imponenle; l'inlpinon meno splpn- silo edecnno.La strntla praticala sul tìnr-
(lido e ineiio l)ello lielJ'eslciiio, sebljerie so della montagna per giungervi, costò
non manchi d'ornati. La volta è soste- somme immense. Nel ifì^t» con magni-
unta da 8<j colonne di granito orientale; lica [)ompa ecclesiastica fu istituita in Pa-
l'altare maggiore d'una stupenda rie-
è lernio a' i 5 agosto una solennissima festa
tliezza, e distinguesi per una colonna di annua, che vi attrae una folla immensa
lapislazzuli di straordinaria dimensione; di |)opolo. In tal giorno la metropolitana
in esso vi sono le statue dei 12 Apostoli, è illuminata da tanti ceri, che appena la
scolpile dal rinomalo Antonio Palermi- vista vi si può fissare, essendo indescri-
tano. Si osservano pine in questa me- vihile la divozione verso s. Rosalia dei
tropolitana, come ne' sotterranei, molti palermitani, de'siciliani e di altri popoli,
mausolei di marmo bianco e di porli- Nel iGSG si eresse il monastero delle
do che contengono le ceneri di antichi l)enedeltine di s. Rosalia, cui Urbano
monarchi, massime normanni sono ri- : Vili mandò due abiti benedetti, e per-
marchevoli le tombe di Ruggiero I re di mise loro portare una croce d' argento
Sicilia, di due imperatori, di due impe- sul petto, secondo la forma di quella tro-
ralrici e di gran numero di vescovi e vata sulla santa : di queste monache trat-
arcivescovi, olire altri personaggi. Vi è tail p. Bonanni, Catalogo par. 4>P- i36.
il fonte battesimale e vi si venerano mol- 11 capitolo della metropolitana si compo-

te insigni reliquie, fra le quali il corpo ne di tre dignità; la maggiore è il can-


dì s. Mamiliano primo arcivescovo di Pa- tore , la 1." l'arcidiacono, la 3.' il deca-
lermo e martire, ed in sontuosa cappella no; di 94 canonici compresi il peniten-
quello di Rosalia vergine patrona ilei-
s. ziere e il teologo, di circa 4o beneficiati
la ciltà, inurna di argento di prezioso e di allri preti e chierici la cura : per
lavoro, ornata di gemme. Essa santificò delle anime deputa un be-
il capitolo vi

il JMonte Pellegrino, ove nel secolo XII neflciato detto maestro de'cappeilani, con
si ritirò dalle corruzioni del mondo; re- 3 sacerdoti per aiuto. Paolo V col bre-
slò sconosciuto il luogo ove riposavano ve Ex debilo, de'iq giugno 1610, con-
lesue ossa, finché nel 1625, mentre Pa- cesse ai canonici l'uso della mozzetta e
Icrmo era afllilta dalla peste, miracolo- rocchetto; Clemente IX col breve Mi-
samenle e mediante una visione avuta nislerii sacri, del 6 agosto 1668, vi ag-
da un pio uomo, si rinvenne in una grot- giunse la mitra e la cappa magna e Be- ;

ta del monte: portale le reliquie in prò- nedello XIII mediante il breve In beati,
cessione intorno alla citlìij prodigiosa- de'2 gennaio i 729, per maggiormente
r

niente essa e la Sicilia furono liberale decorarli, accordò loro la mozzella nera
dal fatale morbo. Il Monte Pellegrino, quaresima e avvento, per-
ne' tempi di
detto dagli antichi £'/Wo.v, fu celebre sotto che meglio dimostrassero anch'essi la
le guerre puniche; Pirro occupò un lem- tristezza da cui la Chiesa in quelli è coni-
po ilsuo castello, che ai romani non riu- presa. Sull'officio arcidiaconale di Pa-
sci espugnare contro Amilcare Baicas : lormo, da ultimo furono pubblicati qiie-
ivi si facevano segnali per indicare l'ar- sii due opuscoli. Simon Francesco Val-
rivo delle navi. La grotta in cui la reale des sacerdote: Ragioni ed anlorità in di-
santa menò vita solitaria e contemplati- fesa della giurisdizione dell'arcidiacono
va fu cangiala in chiesa, il cui effetto è della melropolilana chiesa di Palermo,
meraviglioso, conia di lei statuadi bron- ivi 1841 tipografìa Roberti. Ragionidcl

zo dorato, ornata di gioie di gran va» capitolo della cattedrale di Palermo in


lore; la corte vi mantiene la collegiata sostegno dell' ofjieio arcidiaconaU\Vix\itv-
di circa io sacerdoti compreso il prepo- mo 1842 stamperia Lao.
P A L PAL 17
Le chiese parioccliiali in città sono io letri, che nel giorno della coramemora-
e circa 8 licl subiuhio, tutte munite del yione de' defunti dai cappuccini si vesto-
l'onte sacro, ed una delle quali sotto il ti- no
costume che indossavano in vita, col
tolo di s. Pietro è collegiata reale detta o[)pure secondo eh' essi stabilirono con
(Iella Magione, con decano, soltopriore e testamentaria disposizione, aggiungendo
i8 canonici, corapiesi soprannumerari religiosi a ciascuno di essi un cartello
i i

e secondali. Fra le chiese si dislingue col nome del defunto e l'anno di sua mor-

quella di s. Giuseppe, ove sono belle e te pio e morale costume, che desta do- ;

alte colonne di marmo turchino; ricchis- lorose sensazioni. Inoltre Palermo contie-
simo di marmi preziosi è anche l'altare ne 5 ospedali ( in quello di s. Giovanni
maggiore, e vi si osserva una cappella, di Dio de'benfratelli lino dal i83G vi .so-
sotterranea con ornamenti pure ricchissi- no jo letti per gi'inliirnii che si curano
I

mi. Tra monumenti innalzati d.il [)io oraiopalicamente ), un liceo o reale uni-
i

zelo degli animosi conquistatori norman- versità fondata nel 1374, ove oltre le 4
ni, si deve anche noverarsi la chiesa del- facoltà che numerano 3o cattedre, eoa
la INIartorana di s. INIaria alla Catena, co- corsi pubblici del sistema omiopatico, ne
s'i chiamata perchè essendo posta all'in- dipendono gli stabilimenti delle belle arti
gresso dell'antico porlo, atlaccavasi alle eia reale tipografia; di più vi sono società
sue mura capo d' un'enorme catena che
il letterarie, come l'accademia di scienze,
il passo del porto chiudeva. Fu fondata lettere e belle arti divisa in 4 sezioni, uà
da Giorgio Rozio Antichiano, ammira- seminario cospicuo, 3 biblioleche,il mon-
glio del re Ruggiero I, forse nel i i (3 o te di pietà che per la rivoluzione scop-
nel I I 43 quando fu riccamente dotata; piata a' I 2 gennaio i84<^ fj incendialo,
venne quindi consagrata nel 1173. E calcolandosi i pegni perduti lìn valore di
una delle chiese più rimarchevoli della Si- 3oo,ooo oncie. Vi sono molti conven-
cilia, strabocchevolmente adornala nel ti di religiosi, monasteri di uionache, in
secolo passato ha stupendi lavori di mu-
: tutti circa 9o;divei'si conservatorii e con-
saico e bellissimi dipinti. Chiamasi an- fraternite. Interessante è la pinacoteca,
che di s. Simeone o Simone, e sotto le cui potentemente contribuì nella fonda-
sue volte nel i283 si congregò la nobiltà zione il principe di Belmonle il museo ;

siciliana per giurar fede a Pietro 111 d'A- archeologico, ricco di abbondante colle-
ragona, con che ebbe fine la rivoluzione zione di medaglie grecosicule, e clieogni
elle spense tanti francesi ne' famosi ve- giorno si aumenta di oggetti rari pegli
speri siciliani.Meritano eziandìo di esse- scavi che si fauno in diverse parti dell'i-

re ricordate le chiese di s. Matteo o del- sola ; la fonderia reale, il banco pubblico


l' Anima, di s. Giuseppe de' teatini, del regio o cassa di corte o della nazione nel
ss. Crocefisso, del Gesù, di s. Domenico, palazzo delle finanze, ed altri stabilimen-
di s. Zita, dell'Angelo Custode, come pu- ti d'istruzione e di carità : per la benefi-

re l'ialtra detta Olivella, l'oratorio del cenza sono destinati, olire il gran ospe-
santo Rosario e di s. Filippo Neri; le qua- dale degl' inferrai , il conservatorio degli
li chiese e oratorii sono tutti ricchi di pit- esposti, il real albergo de' poveri e la ca-
ture e di oggetti d'arte interessanti. De- sa de'pazzi. Del collegio seminario gre-
gne ancora di particolare osservazione SO- co di Palermo, e delia colonia greca di
DO le catacombe, il cui iugiesso è nella IMezzcijuso, come del vescovo per leordi-
chiesa de'cappucci ni fuori della città; que- nazioni in tal rito, parlai nel voi. XXXII,
ste catacooibe scavate nella viva roccia p.i52 e i53. Vi risiede altresì un ve-
presentano uno spettacolo straordinario : scovo in partii US, ^\ii<.\\cc dell'apostolica
vi si conservano nelle nicchie molti sche- legazione chiamata Moiiarchid di Sici'
,

VOL. LI.
i8 1*AL P A L
ha. Il porlo di Palermo è piccolo, ma co- con l'altro d' Iato; le rovine accennano
modo, ben munito: ha
sicuro e il molo la passata grandezza. Meritevoli pur di

con faro, e serve egualmente ai vascelli rimarco sono i due castelli nel borgo di

di linea e alle navi mercantili. Quattro Olivazza, di stile moresco, chiamali Ziza
sono le fortezze , cioè del palazzo reale , e Cuba, dai nomi dei fìgli d'un emiro
della Carità, del Castello e del Molo; tre che li fece costruire dai suoi arabi in mi-
i Presso l'arsenale si vedono nei
teatri. rabile situa/ione. Si vede in lontananza
sobborghi i moltiplici magazzini, le gran- l'elevata e bella Monreale. Mette capo a
diose cantine pei vitii siciliani destinati Palermo la gran via rotabile testé costrui-

alla esportazione, e gli amplissimi granai. ta da Messina , e le altre nuove comode


Non manca Palermo d'industria pro- strade per a Termini, a Trapani, a Cor-
porzionatamente a' suoi mezzi, ed è l'em- leone, a Monreale. Nel distretto di Paler-

porio del commercio siciliano. \i sono mo si numerano i circondarii di Monrea-


fabbriche di seta introdotte verso la me- le, di Partinico, di Piana, di Misilme-
tà del secolo XI, e già assai più fioren- ri, dell' isola d'Ustica, e di Carini s,\li se-

ti ; di cappelli, tele, guanti di pinne ma- de vescovile, e piùanticamente patria del-


line, panni glossi, ed altre; ollJcine ripu- la vezzosa Laide rinomata cortigiana di

tate di scultura e doratura in legno; com- Grecia; a quell'articolo seguendo l'errore


pagnie per la gran pesca del tonno, e vi d'un geografo, dissi Carini negli Abruz-

si fa pure traflko di acciughe salate, co- zi mentre con contraddizione aggiun-


,

rallo, frutta secche, agrumi ed altro. La si nella provincia di Palermo ove trova-

pianura nei dintorni mesita bene il no- si niinns ma liini sit indoclnni esse, qiiam
:

me di Conca d'oro che ledieronoi poe- indocilcni. Gli abitanti di questa metro-

ti; disposta in antiteatro, animata dalla poli, compresi quelli di tutti i circonda-
più rigogliosa vegetazione, è sparsa di ca- rii, si fanno ascendere a più di 190,000.
sini, di verzieri, di eleganti giartlini , ed Un gran numero di uomini illustri fiori-
al piede del JMonte Caputo trovasi altro rono tra' palermitani, in santità di vita,
giardino botanico colle piante più rare. dignità ecclesiastiche, nelle scienze, nelle
11 fiume Oieto o Ammiraglio mette in arti e nelle armi, di moltissimi de' quali
mare la sua foce presso l'angolo orien- fo menzione ai luoghi opportuni; qui so-
tale della città, arricchito di numerosi ru- lo ricorderò : la vergine e martire s. A-
scelli, che vi entiano dopo aver innaffiate gala,il Papa s. Agatone, il vescovo di Ve-
le circostanti campagne. Oltre 4 descrit-
i rona Giberti, Giuseppe Galeani; Gio. Fi-
ti interni circondarli, altri 4 ^^ ne sono lippo Ingrassia, nato però in un villaggio

che cbiamansi esterni, cioè del Molo, di dell'isola , illustrò questa città colle sue
Baida^ di Porrazzi e dell'Ortobotanico, scoperte in anatomia e medicina. Per sup-
ciascuno con villaggi suburbani. Nel cir- plire a questi brevi cenni in cui procu-
condario del Molo, dopo il convento dei rai dare un'idea di Palermo e suoi su-

minimi, trovasi la real Villa favorita dei buibi, si potrà consultare la Topografìa
colli, e poco lungi la grotta e santuario di P<7/e/7/20 di Scinà, stampata nel 18 18,
di s. Rosalia ; in quello di Balda vedesi e l'opera del duca Serra di Falco intito-

l'altro real sito di Boccadifalco e il con- lata : Le antichità di Sicilia.


vento de'cappuccini. 11 9.° poi e io.°cir- Piìlevmo, Pano riìws, che i latini chia-

condario di Palermo diconsi della cam- marono dipoi Panorniuin , ebbe dispu-
pagna, e sono quelli di s. Lorenzo nella tata più volte la sua etimologia; senza ri-
pianura boreale che termina col capo Gal- portarne le molte opinioni, sembrano ra-

lo, e di Bagheria, ove fra'vari villaggi è gionevoli quelle di Cluvier che pretese
il castello Solunlo acquistato dai romani derivare la denominazione di Palermo
PAL P A L 19
dai (lue molti puoici pan-horuni,v\ie si stVpoca che Palermo incominciò ad es-

gniflca riipes cinges. Palermo è citlà ce- sere la principale città di tutta 1' isola,

lebrata anche presso gli antichi, e Tuci- percioccliè Snacusa era tuttavia in ma-
dide nana, che i fenicii ali arrivo delie no de'greci, né quella citlà potè mai ri-
colonie greche in Sicilia, fin dal primo prendere il primato, non ostante le di-
secolo della fondazione di Roma, ritira- verse dinastie che successivamente vi do-
lonsi a Panoi inosjpine riferiscono altri minarono. 1 pisani nel io3 la tolsero ai i

che fenicii nella loro prima migrazione


i maomettani, quindi cadde m potere dei
trovarono già esistente Palermo; che se I\'onnanni(^l^.);'\\ duca Pioberto Guiscar-
Polibio e altri la dicono fondata dai fe- dodel o5q, e Ruggiero del io85 vi sta-
I

nicii,deve intendersi più popolata colla bilirono la loro reale dimora : d'allora in
loro colonia, quindi ingrandita. 1 carta- poi andò soggetta Palermo a tutte le vi-
ginesi che in seguilo se ne impadroni- cende, cui soggiacque l'intera Sicilia, che
rono, ne fecero la capitale de' loro posse- a questo articolo riporterò. Nel declinar
dimenti in Sicilia, ed il centro d'un gran del secolo Xll dai normanni passò sotto
commercio. Cadde in potere de' romani l'imperiai dominio degli svevi, e nel 1266
nel 255 prima di Gesù Cristo, dopo che sotlo quello degli angioini in Carlo I e
Metello sotto le sue mura riportò una suoi francesi. Contro di essi nel 1282 in-
compiuta vittoria sui cartaginesi ; ro- i sorse la tremenda rivoluzione e strage
mani le diedero moltissimi privilegi, e fu del vespero Sicilia no, e Palermo ne fu prin-
considerata come citlà libera e alleata. cipale teatro; onde soltentrò sul trono si-
Dai romani passò in dominio ai greci del ciliano la dinastia d'Aragona del re Pie-
basso impero, e dall'epistole di s. Gre- tro III, indi nel secolo )^V quella di Fer-
gorio I del 5qo si raccoglie chelachie- dinando V d'Aragona e di tutte le Spa-
.sa romana possedeva parecchi patrimo- gne. Nel 164? venne la città funestata
ni, e tra quelli di Sicilia di alto e supre- da una sommossa, di cui capo fu il cal-
mo dominio eravi quello di Palermo, cui deraio Alessio. Una flotta olandese fu ab-
dava un distinto amministratore o difeu- bruciata nel suo porto nel 1676 dal du-
.sore o rettore, recLor palrinioiiii Siciliae ca di Vivonne. Nella guerra per la suc-
o rector SiciliiJe, le cui prime stazioni e- cessione di Spagna, nel 171 3 colla Sici-
rano Palermo e Siracusa coi nomi e- , lia divenne dominio del re di Sardegna;
spressi di patrimonio palerniilaìio e pa- si rese agli spagnuoli il i 3 luglio i 7 18, e
trimonio siracusano. In queste due città dal 1734 vi regna la dinastia Borboni-
risiedevano i ministri della s. Sede, con ca. La corte di Napoli essendovisi rifu-

detto titolo e notari , ed era principale giala nel 1806, gl'inglesi due anni dopo
loio uffizio di ricevere le rendite del pa- VI portarono fòrze considerabilissime on-

ti imonio di Sicilia, giacché in arbitrio ri- de proteggerla, e vi si stabilirono mili-


maneva de'debilori di pagarle o in un tai mente sino al i8i4- La costituzione

luogo o nell'altro. Tutto e meglio può data dal re Ferdinando IV nel 181 2 con
vedersi in Borgia, Breve istoria del do- parlamento, si rinnovò nella rivoluzione
minio temporale della Sede apostolica del 1820. Quella del 18 12 fu di nuovo
nelle due Sicilie. In progresso l'impera- [)roclamala dopo l'insurrezione del gen-
tore Lodovico I il Pio, donò interamen- naio 1848, gloriosamente vinta dal ma-
te alla Sede la Sicilia, nell'H
5. a Papa i -;•
gnanimo re Ferdinando II che regna.
s. Pasquale I. 1 saraceni di Kairvau as- Questa città non conserva alcun vestigio
salirono Palermo nel! 83o, e ne fecero di antichi monumenti, ciò che si attri-
la conquista noli 835, formandone la ca- buisce alle frequenti inondazioni ed ai

pitale de'Ioro stali siciliani ; ed è da que- terremoti che provò, ed alla profondila
20 V A L PAL
del snolo, t'ii paiticolarmentc mollo dnn- chiamalo in Sicilia dalla regina I\rarglie-

neg£;iala dalle scosse degli anni i6()'i, rita n)adre del re (iuglielmo 11, fu pure

ìnf.G, 1823; l'ultima peste che assai cancelliere del regno. Nel i 169 Guaite-
l'afilisse fu il cholera del 1837. rio II inglese, cui successe nel 1194 'l

Lai'edecristiana vi fu promulgata d'or- fratello Barlolorneo I inglese, trasferito

dine del principe dogli apostoli s. Pietro, da Girgenli, fatto cancelliere di Sicilia da
e la sede vescovile venne fondata nei pri- Guglielmo IH, morì nel 1201 nel mona-
mi secoli della Chiesa, e non è ben certa stero di s. Gregorio di Girgenti dov'era-

l'epoca in cui fu elevata a meUopolita- si ritirato, essendo stato esiliato dalla sua
na, poiché ira i più antichi prelati di que- chiesa per sostenerne con fermezza i dirit-

sta primaria chiesa de! regno alcuni sono ti. INel 1201 Gualterio IH de Polena o
qualificali aici vescovi. Vuoisi che dopo Paleario; nel1 202 Parisio; nel 2 i4 Be- i

S.Gregorio VII abbia avuto origine ladi- rardo de Castaca traslalo da Cari; Leo-
gnilà metropolitica, e che Adriano IV nel nardo eletto da Alessandro IV nel 1261,
I r54 le soltonietlesse per suffraganee, e da Urbano IV consagrato; nel 1278

Malta, Mazzara e Girgenli; lo furono Pietro II di Santafede palermitano; nel


pure Terme e Tiiocala. Nel lyyS Pio 1284 Giovanni I Misnellio arcidiacono
Vi a Palermo riunì la sede di Monreale, di Palermo; nel 1294 Teodorico; nel

aeque priiicijìaliier alla quale Pio VII , I 29G Tizio de Colle; nel iSoT Bartolo-
nel 1802 resliluì la dignità arcivescovi- meo li de'conti d'Antiochia; nel i3ii
le, tra le cui sulTiaganee è Girgenti. Al gli successe il fratello Francesco l cello

presente sono sulfraganee di Palermo le dal capitolo; nel 1820 Giovanni 11 Or-
sedi vescovili ò\ Mazzara, Cefalù, e Tra- sini romano; nel 334 Parisio II; nel 338
i '

pani isliiuila da Gregorio XVI nel i844- Teobaldo; nel i35i Piogero de Pulleris
II primo vescovo di Palermo fu s. Ma- consagralo da Clemente VI, indi Otta-
miliano del 297, ed ottenne la palma viano 1 de Labro palermitano eletto dal
del martirio nella persecuzione di Dio- capitolo; nel36o .Arnaldo IMegliore; nel
I

cleziano e Massimiano nel 3 io. Furo- 368 Lodovico veneto nominato da Ur-
I

no successori Teobaldo del 44?? Grazia- bano V; nel 137 fr. Matteo Orsini; nelI

no del 4'Ji Giustino o Giustiniano del


>
i383 ù. Nicola I di Girgenti de'minori,
480; indi Agatone; nel 5qo Vittore, cui e per sua rinunzia Lodovico II Bonito.
scrisse s. Gregorio 1, come a Giovanni ;
Questi nel i388 celebrò in Palermo un
Felice intervenne al concilio romano del concilio provinciale in cui furono falli di-

649; nel 687 Sergio sirio, nel 787 Teo- versi legolamenti sul dovere che hanno
doro che fu al concilio JNiceno II dopo ; i beneficiati di assistere al coro, sui costu-
di questi non si hannoaltre notizie sino mi degli ecclesiastici, sulla percezione dei
ad Umberto consacralo arcivescovo di fi ulti de' benefìzi, sulla inumaz/one del-
Palermo, altri dicono di Sicilia, poi car- lechiese, sulla riparazione da farsi ai luo-
dinale. Piammento che tutti cardinali i ghi santi. Mansi, Sappi, ai coiicilii t. 3,
arcivescovi di Palermo, hanno biografìe p. 665.
nel Dizionario. Nel io65 Nicodemo ar- Nel 1897 Gilforte Riccobuono arci-
civescovo; nel io83 Alcherio, cui scrisse diacono di Palermo; nel i4oo Giovan-
s. Giegorio VII chiamandolo arcivesco- ni IH de'conti di Procida nominato dal

vo; nel I 2 Gualterio I normanno; nel


I I re Martino nel i4ii h"- Giovanni IV
;

I 122 Pietro I traslato da Squillace da da Termine generale de'minori, doman-


Calisto li; nel ii4i Ruggiero Freserà dato dal capitolo e confermato da Gio-
normanno; nel i i44 '-'goj "c' ^ '66 Ste- vanni XXII nel i4f 4 Ubertino de Ma-
I ;

fano francese figlio del conte di Perche, rini nobile palermitano , alle preci del
P A L P A L 2 1

la legiiin lo elesse il capitolo e fu l'ulti- cesidi Toiios;i. i-5t (r. I\Ialteo Basile
tuo pei C'ii sulFiagi restò sulievalo a tjiie- minore ossi-rvanle di l'arete. lyBy De-
sta Ctilkdia, e venne consagiato da dello nicnico lìosso celestino napoletano tras-
J'apa. Nel i434 fi- ^iicola 11 di l'iulisco latoda MeKi e Uapolla. 1748 IV. Giu-
cclebeii imo, elle tatto anlioaidinale d il - seppe Melendea minore osservante scal-
l'antipapa Felice V, nel voi. IV, p. i(>4 zo di Madrid, trasferito da Potenza,
pubblicai l'importante sua biografìa. Nel 1754 Marcello Papiniano Cusano della
1445 ÌMario Orsini vescovo di Oleron ; diocesi di s. Agata de' Goti, traslato da
nello stessoannoSimoiieBologna de Dee- Olianlo. i 762 Serafino Filingeri cassi-
catelli palermitano; nel i4^'^ Nicola Ili nese di Pia, feudo di sua casa, dioce>i di
Puxadesdi Darceìlona;nel i:^Gr' Giovan- Benevento, trasferito da Aceren/a e ìMa-

lu V JJorgi di Caitagirone, traslato da Si- tera. 1776 Francesco Sanseverino de' pii
ponto; nel i4^9 fi"- Paolo Visconti car- operai della diocesi di Cassano, già ve-
uielitano diPalermo; nel i474 Filippo scovo d' Alile, arcivescovo di Palermo e
d'AragonaeAu varrà, nipote di Ferdinan- IMonreale unite, i 793 cogli stessi titoli, Fi-
do Vtl'Aragona; nel i4>^5 Pietro de Fu- lippo Lopez- yRoyo teatino, della dioce-
xo o Foix cardinale; nel 14*^9 Giovan- si di Lecce, traslato da Noia. i<So?. Do-
ni VI di Paternione benedethno, priore menico P/n^'//7/e/// di Ci^lnionte napolela-
e arcidiacono di Catania sua patiia,quin- no, poi cardinale. i8o3 Kalfaele M-orini-
di vicerèdi Sicilia nel i4t)4i ' J'oGt: i,)oq: le teatino napoletano, trasferito da Cosen-
iiferisce il Pirro che nell'elii di qo anni, za, arcivescovo di Palermo. 18 iG cardi-
cK'ocaliis filli a Poiitìficej uL adcanlina- nai Pietro (^/v/i'z/j^t. Nel concistoro dei
iiLus iipicciii eveheretur,t\y\ov\^oco\.kinì- i5 aprile i833 Gregorio XVI piecuniz-
po dopo in principio del i5i i ; ma non zò arcivescovo Gaetano Maria Trigona e
iiportandoIoilCardella,chenellesue Me- Parisi, cht a iZ giugno creò cardinale.
//iO/ve esaminò i registri concistoriali, non Per sua morte, lo stesso Gregorio XVI
feci la sua biografia. Francesco li cardi- nel concistoro de'2 1 febbraio i83e) pre-
nal Reiiìolino nel ijii per nomina di coniz/.ò l'odierno arcivescovo Ferdinando
Feidinando V fu fatto arcivescovo ;
gli IMaria Pignalelli nobile napoletano, pre-
successe nel iSig il celebre cardinale Ir. posilo generale de' teatini e consuilore
Tommasode YoCaietano;nel laaoGio-
/ della congregazione di propagand 1, ed in
vanni VII Carandolet decano di Besancon; quello degli 8 luglio lo creò cardi naie, con-
nel 1 545 Pietro IV de 2\igLiai'ia,\w\ci\v- ferendogli per titolo la chiesa di s. lAIaria

dinale; nel i55q Francesco


de Ilo- 111 della Vittoria. A'2 giugno i85o, sotto la

rosco-y-Arccspagnuolo;nel iSG^fr. Ot- presidenza del cardinal Pignatelli arci-


taviano li Preconio siciliano de'conven- vescovo, si congregarono i vescovi di Si-
tuali; neli568 Giovanni Vili Cengria cilia, cioè gli arcivescovi di JMonieale e
spagnuolo; nel 57 Giacomo Lomellini 1 i di Siracusa, ed i vescovi di Girgenti,
di llodi ; nel i5'-2 CesareMarulli di xMes- Mazzara, Cefalìi, Piazza , Caltanisetta e
Sina ;nel t:78q Diego de liaedo spagnuo- Lipari, oltre il cappellano maggiore del-
lo ; nel 1G08 il cardinal Giovanni o Gian- la real cappella palatina di s. Pietro, ve-
neltino £>or/Vi genovese, morto nel iG24- scovo di Flaviopoli. Nel duomo iuaugu-
Cun questi Rocco Pirro nel t. i termina rarono il sinodo, che modestamente ap-
la serie degli arcivescovi,iS/c/7/^e sacrof, pollarono congregazione. Indi nel palazzo
p. 2, iMclropolitaiiae ecclesiae Panorini- arcivescovile si tennero le congregazioni
tanae nolilia. Nelle Notizie di Roma so- e sessioni, per provvedere ai bisogni ed al
no registrati i seguenti arcivescovi. 1 -o3 liene delle chiese sicule governate da'no-

fr. Giuseppe Gasch de' uiiuimi, della dio- minali pastori. 11 palazzo arcivescovile è
2? 1' A L PA L
innanzi la lueliopolitana. L'arcidiocesi è compone di 4 pi'ovincie, capo delle qua-
vestii, si estende per circa 80 miglia e con- è la Giudea emetropoli Gernsaleiiìme
li :

tiene più luoghi Ogni nuovo arcivesco- nella stessa regione è Gerico , Joppe o
vo è tcissiito nelilni della camera apr)Sto- Jaffa, Ebron, ifi>/?W(7ji,?. Tiene il secondo
lica in fiorini i 3oo, ascendendo le ren- luogo della provincia Samaria, la cui
dile della mensa a i5,ooo scudi romani, città contende di nobiltà con Gerusalem-
gravate di molti pesi. Abbiamo del c;in. me, e sporgea suoi termini al di là del
i

Antonino Mongltore panormitano: Bitl- Giordano nell'antica Perca; le sue città


Panormi-
Ine. privilegia, et instninienta principali sono Dora , Cesarea marittima,
latine mctropolitanae ecclesiae regni Si- Napoli o Nahlus, il monte Carmelo. Il
ciliae priniariae, cnllecta, noti<:qiie illu- terzo luogo si attribuisce alla Galilea con-
strala, Panormi 1734, tipys Angeli Fe- finante con la Fenicia, divisa in superiore
iicella. e inferiore; le sue città più rinomate so-
PALESTINA, Paese diCanaan, Gin- no Cafarnao, Scitopoli, Belsaida, Tibe-
dea. Terra Santa, Terrad'I<<raello, Ter- riade o Genesareth, Cerasa, Gadara o
ra promessa, Siria Palestina. Contrada Gadera, Nazareth. Veniva per ultimo
della Turchia in Asia, nel sud della Si- ridumea, assai più vasta delle altre pro-
ria o Soria : la maggior parte è compre- vincie, di cui la maggioi- parte fu aggiun-
sa ne' pascialati di Damasco e d' ^cri. ta alla dominazione degli Ebrei Israe-
Ha per confine, a mezzogiorno le al te mon- liti , allorché le 12 loro tribù ebbero
tagne che la separano dall'ardente atmos- stabilita la sede nelle tre nominate pro-
fera degli arabi deserti; a ponente inol- vincie,ecpielli che l'abitavano erano pro-
trando verso il nord è bagnata dal Me- seliti ; le sue città più rilevanti sono Ga-
diterraneo che di l'infrescanti venticelli za, Ascalona.Coi\ il Terzi. La Palestina
sovente l'avviva; ed a settentrione dalla dipende pel governo ecclesiastico dal pa-
catena del Libano che la mette al coper- triarca di Gerusalemme, comedissi a Pa-
to da'rigidiaquiloni. Delle sue diverse triarca, pel ristabilito esercizio e resi-
accennate denominazioni e loro etimolo- denza della giurisdizione in quella me-
gia parlai a Giudea, il nome Palestina, tropoli dal regnante P/'o /.Y, determinan-
che in ebraico significa ch'è coperto, ba- done anche luoghi in cui si deve esten-
i

gnato, si fa derivare dalla parola palaseli. derPj mediante lettere apostoliche de'23
Questo nome può prendere in un si-
si luglio i847) pi'econizzandovi nel conci-
gnificato esteso, od in un senso limita- storo de'4 ottobre mg. Giuseppe Valer- "^

to. La Palestina presa in un senso limi- zi di Loana diocesi d'Albenga, il quale


tato, significa il paese de' filistei o pnle- fece il suo ingresso in Gerusalemme pre-
stini, che occupavano rjiiella parte della ceduto dalla croce inalbeiata a' 17 gen-
terra promessa che si estende lungo il iMe- naio I 84'^- Alla porta il pascià lo fece
diterraneo, da Gazaaì mezzodì, fino ver- salutareda diversi colpidi cannone, e tur-
so Lidda al settentrione. Quando il tei-- chi, eterodossi ed ebrei, in gran folla pa-
mine di Palestina in un senso più este- cificamente assisterono a questa memo-
so significa tutto il paese di Canaan o rabile entrata: dipoi il patriarca tornò in
Chanaan, tutta la terra promessa, tanto Roma. E' divisa in tre provincie eccle-
di qua che di là del Giordano: sebbene siastiche, però a tenore delle antiche no-
al più delle volte venga circoscritta al so- tizie, cioè i.^ a."" e 3.^, di cui ciascuna ha
lo paese di qua da tal fiume; dimodoché la sua metropoli con vari vescovi sufTia-
negli ultimi tempi la Giudea e la Pale- ganei, delle cui sedi parlo ai loro artico-
.stina passavano per la stessa cosa. Secon- li, come di tutte le denominazioni che cjui
do il Terzi, Siria sacra, la Palestina si ho scritto in carattere corsivo. Le metro-
P A L P \L ??
poli sono Cesarea ( sulla quale vn ledo TI trd>ù d' Israele ; nove di esse e por-
pure il voi. XXX, p. "Te seg. )
per la zione di quella di iMnuasse fiu'ono sta-
i/ Palestina, e giù lo fu di lultcì In Pa- bilite nella parte occidentale o di qua
lestina; i^f/to^o// aulicamente, oggi Nazn- del Giordano, e le due altre ed il re-
relkj per la i.^ Palestina, e Petra per la stante di quella di Manasse ebbero nella
3.' A Monte Liraa-q e particolarmente a divisione la parte orientale o di là del

Guardiamo del s. sepolcro, può vedersi Giordano. Gl'israeliti dopo essere stati
quanto riguarda le vaste missioni di Pa- a lungo governati da giudici temporanei,
lestina. La Terra Santa appena fu istitui- si diedero ad un re nella persona di Sauf-
to l'ordine Francescano, fu a lui aflìda- le; sotto i regni di Davide e di Salomo-
ta e meglio più tardi ai benemeriti minori ne furono uno de'popoli più doridi del-
osservanti, che vi sono mantenuti a fron- l'Asia: il regno che si estendeva al nord-
te di tante crudeltà già usate loro dai mao- est sino all'Eufrate avea vari porli sul
mettani, dagli scismatici e dagli eretici. mare Rosso e sul Mediterraneo, ed il suo
In Siria i cristiani vennero chiamati po- commercio competeva con quello di 77-
nentini, cos'i tutti quelli che viveano se- ro j questa prosperità diminuì di molto
condo i riti della chiesa romana. In Pa- dalla separazione delle dieci tribù e dallo
lestina si tennero due concilii : il t.° nel stabilimento di due regni rivalidi Giu-
3 i8, il quale fu un conciliabolo a favoie da ed Israele, e finì coli' essere aumen-
d'Ario; il 2.° nel i 1 l 'i sulla deposizione tata nelle guerre che fecero i re di Ni-
di Arnoldo patriarca di Gerusalemme. ni ve e di Babilonia, quali non termina-
Reg. t. 26; Labbé t. i o Arduino t. 6.
; rono che colla schiavitìi degl' israeliti e
La Palestina, anticamente abitata dai dei giudei. Ciro permise agli ebrei di ri-
cananei, prese il nome da una delle loro tornare nel loro paese, di riedificarvi il

tribù, quella dei palestini, fìlistini o fdi- tempio e di ristabilire le loro costituzioni
stei, che ne occupavano la parte occiden- ecclesiastiche; la Giudea rimase sogget-
tale, al dire di Tolomeo, mentre
Ter- il ta alla Persia sino alla conquista d'Ales-
zi dice derivare il nome di Palestina da sandro il Grande. Allo smembramento
un figlio di Mesram nato da Sem. Que- dell'impelo tli questo conquistatore, fu
sta contrada, celebre eziandio come cul- sottomessa Tolomei, poi ai re di Si-
ai
la del cristianesimo, offre uno spettaco- ria; tiranneggiata da questi ne scosse il

lo interessante nelle sue diverse famose giogo, e maccabei con una serie di glo-
i

vicende e rivoluzioni : a Gerusalemme ri- riosi sforzi consolidarono la sua indipen-

portai i cenni istoiici de'principali avve- denza; fu d'allora governata dai re asmo-
nimenti sotto il dominio degl' israeliti, nei o assamoneicioè Maccabei, de'quali
de' romani, de' saraceni, de' latini e dei e di tutti dominatori della Palestina
i
,

turchi. Dal tempo dei patriarchi fu per- riportai la cronologia a Giudea. Cad-
corsa dai pastori , che aveano i loro ca- de po^cia sotto il dominio de'romani che
che van-
pi indipendenti, simili a quelli vi stabilirono gli Erodi come tributari ,

no errando adesso nelle vaste pianure lasciando però gran parte dell'ammini-
dell'Arabia. Sembra che l'agricoltura vi strazione civile e militare fra le mani dei

avesse fatto fra essi considerabili pro- giudei. A quest'epoca Giudea divenntj
la

gressi, poiché la sacra Sciitlura la descri- il teatro degli avveniineiiti memorabili


ve come una terra ricchissima e fertilis- ed avventurosi che produssero la reli-

sima, ed anche in oggi conserva le trac- gione cristiana. La terra in cui vissero i

ce dell'antica sua fecondità, all'epoca in patriarchi, predissero i profèti, apparve-


cui gl'israeliti ne divennero padroni. Gio- ro leimmagini che figuravano Gesù Cri-
suè, successore di ^^osè, la divise fra le pto, questo vide nascere, insegnare, ope-
34 PAL P A L
rare, palile e nioiiie per salvezza di tut- de friicluosa ad eaiiidcm perci^rinatinnc,
to il genere umano. I romani irnlali Vcnetiis 1573. Al principio del VII se-
dalle frequenti ribellioni tie'gludei, pre- colo la Giudea cadde in potere de'fana-
sero e distrussero (ieriis.ileaime sotto il tici saraceni settatori di Maometto. 1 ca-

coniando di Tito, dispersero tulta la na- lilli, incon)inciando nel 638 dal conqui-
zione nelle diverse provincie dell'impe- statore Omar, rispettarono da prima i

ro, e da cpiesl'epoca giudei non potero- i luoghi santi e ne trassero un utile dai
no mai più rialzarsi e formare un corpo pellegiinaggi che vi si facevano; ma il

politico. romani avcano divisa la par-


I sultano d'Egitto nel 1009 prima, ed i

ie di qua del Giordano nelle Ire tetrar- mussulmani che nel io55 se ne resero
chie di Giudea propria, Samaria e (la- padroni, li profanarono e commisero o-
lilea; il paese all'est del Giordano formò gni olti-aggio sui pellegrini. Il gran s.

la provincia di Perca. Gregorio FII avea concepito il vasto


Dopo la conversione al cristianesimo disegno di liberare la Palestina dai mus-
dell'impero romano, la Palestina diven- sulmani, e già lo avea annunziato, ed
ne e si mantiene oggetto dell'universale avrebbelo mandato ad elfelto se fosse

\enerazione, e da tutte parti accorrono i venuta meno la persecuzione di Enrico


pellegrini a venerai e que'Iuoghi illustrati IV contro di lui e la chiesa romana. Sif-

dalla presenza del Salvatore, come diilii- fatte violenze diedero origine alla i."

samente narrai a Gerusalemme. Data la Crociala.,promulgala da Urbano II nel


pace alla Chiesa,! catecumeni con viaggi 1096: Pietro l'eremita inliammò tutto
Junglii,come riporta s. Girolamo, De lo- l'occidente con la lugubre pittura delle
cisHtit'hraicis^anóiixanosL farsi battezza- condizioni in cui trova vasi la Palestina,
re nel Giordano in memoria del battesimo e come dolorosamente gravava sul cuo-
quivi ricevuto dal Salvatore. Alcuni prin- re ile'ciisliani la vergogna di veder fra le

cipi fecero prender l'acqua dal celebre mani de' nemici del cristianesimo i santi

fiume, per farvi battezzarci loro lìgli. Il luoghi, l'entusiasmo de' popoli pospose
s. Sepolcro è per noi il santuario più veiie- in onore della {\tì!ie e del Salvatore, la
lando, la più pieziosa delle reliquie. Ge- terra natale alla terra straniera che di-
rusalemme che lo contiene coi circostan- venne il supremo voto di tulli. Nel 1099
ti luoghi, sono contrade in cui 1' aria, Geiusalenune e gran porzione della Giu-
l'acqua, la terra, le valli e i monti fan- dea furono tolte ai mussulmani, e si creò
no pregustare ai fedeli le gioie inelfabili il regno Ialino di Gerusalemme che du-

del cielo. 11 p. Menochio nelle Suiore,l. rò 88 anni, duranti i quali la Palestina

1, p. 333, tratta delle industrie usate già fu di continuo inondata dal sangue dei
dai gentili per sopprimere nella Giudea cristiani e de' maomettani. L' Europa
le memorie e la venerazione tic' luoghi stanca da una guerra disastrosa e lonta-
santi. Nel IV secolo la madre di Costan- na, e più non inviando che deboli soc-
tino l'imperatrice s. Elena visitò la Ter- corsi, Saladino sultano d'Egitto conqui-
ra Santa, vi rinvenne la vera Croce e gli stò la Giudea e Gerusalemme neh 187; le

altri stromenli della passione del Signo- autorevoli esortazioni de'Papi e il premio
re , e vi fece costruire que' templi che dell'indulgenze più volte risvegliarono
De' frequentis-
descrissi a' propri articoli. nt Crocesignali l'entusiasmo religioso al-

simi pellegrinaggi d'ogni nazione a Ter- la ricupera del s. Sepolcro, ma sventu-


ra Santa, parlai ne' citati articoli, aven- ratamente colla regione restò in mano
done anche trattato Bonifacio Stefano de'sultani d'Egitto sino al iSiy, in cui
Raguseo vescovo di Stagno: De. pertnni la Palestina cadde in potere di Selim I

cftliu el obseivanlia Tcrrae Sunctae , ti imperatore de' turchi e fu uaita ali' iin-
,

P A L P A L 23
pero otlomano. Essa aveva cessato da brache saranno rislabilitedaibelgi. Della
lungo tempo d'attrarre ratlenzione sotto Palestina, oltre gli autori citati ne'meii-
il rapporto politico, allurcliè i francesi tovati articoli, ne trattano. Cristiano A-
coinandali da Ijoiiaparlene fecero la con- dricomio: Tlieatrtiia Terme Sanclae, Co-
tjuisla nel i'-(K) per al^bandonarla f|iia- Ionia i 5()o. Mariti, Voyn^cs daiis l'iole.

si tosto. Ad Egitto parlai delle ultime de Cypie, In Syrìe et la Palesline, mwa


vicende politiche del paese. /' lusloire general dti Levant, Neuwied
Del prolettorato della sovrana casa di l'^qi. Leonardo Nicolò Frescobaldi
Borbone o della Francia, derivatole an- /' Terra Stinta, l\o-
iagi^io in Egitto e in

clie dai sovrani angioini Roberto e San- ma 1818. (iiovanni Failoni, Viaggio in
eia eiedi presuiilivi clelia cor<ina di (ie- Siria e nella Tena Santa, preceduto
rnsalenirac, in favore de' cristiani Ialini da notizie geografiche delle di\'erse re-
detti franchi, dinjoranti in oriente e par- trioni di quegli abilnnti , coi piani del-
ticolarniente nella Palestina, sì ncgl' in- l'aulica e. nuoi'a Gcritsaleinntc, e colla
che ne'religio'^i, trattai a
teressi politici, pianta del gran tempio del s. Sepolcro,
Francia, Costantinopoli, Gerus.\lemme, Verona i833. Terre sainte illnstrée,Vi\'
GuARniANO DEL s. Sf.i'olcro, Oriente, ris 1837. Ponjoulat, Istoria di Gerusa-
Grecia, nel voi. XXXII, p. 1 58 e seg. lemme, IMilanu i834- Questione dei Ino-
Ivi e altrove pure dissi della protezione gìii santi per Eugenio Bore, Parigi i85o.
,

e tutela esercitala dalla Francia sulla Un estratto di cpieslo libro è nella serie
custodia de' luoghi santi, segnatamente 2.^ degli Annali delle scienze religione,
pei francescani sul s. Sepolcro, in che voi. 9, p. 1 55. 11 benemerito autore egre-
presero talvolta parte diversi pii nionar- giameiile difende i francescani contro
chi e la repubblica veneta, per le auto- gl'intiiglii criminosi de' monaci scisina-
revoli sollecitudini de' Papi. iVarrai an- liei greci spogliatori di diversi santuari
Cora le visite e custodia de'Iuoghi santi, in Terra Santa dimostrando, che 78 an-
;

insieme al (ìriuano ottenutone! 1 6qo da ni avanti la t."" crociata sì trovano reli-

Leopoldo I imperatore e da Luigi XIV g'osi francesi stabiliti a Gerusalemuie,


re di Francia, sulla restituzione a'Irance- come risulta dall'alto autentico del sul-
scani de'Iuoghi santi, loro tolti dagli sci- lano IMonzaffer che proibì molestare i

smalici nel i6''4,come della protezione Riporta la serie de'de-


religiosi y/YT/R'/tf.
accordata da Carlo VI imperatore e da creli falli dai sultani ottomani e da'loro
Carir) IV di Borbone re di Spagna ai piedecessori, che attribuisce la proprietà
medesimi santi luoghi e lorocuslodi fran- dei santi luoghi de' religiosi franchi sino
cescani. Sono noli i posteriori accordi al iGyS, data della 1
."
ca[)itolazione che
tra la Francia e la Porla Ottomana, per riconosca il diritto formale di prolezio-
i quali s' impegnò la seconda di conser- ne de' luoghi santi spellante a Francia,
vare oi cattolici latini i santuarii e Ino- Stabilisce lo stalo dell'attuai questione,
gin di visitazione nella Terra Santa, nel- dichiarando ciò che richiedono franca- i

le cui mani erano da lcm[)o iminemo- scani di Terra Santa e con esso loro tul-
rabile, avanti soldani d'Egitto e le con-
i ta intiera la catlolicità, contro ideili lo-
cpiisleottomane. Inoltre saranno ripri- ro persecutori. Spera che la Francia Ca-

stinate nel tempio del s. Sepolcro le tom- rà valere il suo titolo secolare di proteg-
be dei re Golfredo di Buglione e Baldo- gilrice de' luoghi santi. In falli, la Frau-
vino conti di Fiandra (che con iscrizio- eia pel suo ambasciatore ha eseguite di-
ne descrissi a Gerusalemme), risparmia- ploinaliche rappiesenlanze alla sublime
le nell'incendio del 1808, e che per mali- Porta, per rivendicare i santuari usur-
guilii vennero poco dopo diblrulle ; sem- pali dai greci nella Palestina, Samaria e
i6 P A L P A L
Giudea, ed governo oUomano per le
il perare uno de'due denti di s. Paolo. Su
capitolazioni con Francesco I ha ricono- questa vetta fu già contiguo alla chiesa
sciuto il diritto di prolettorato garantito un monastero di benedettini sotto V in-
a Francia da solenni e antichi concor- vocazione di s. Pietro, fiorendo a' tempi
dati, trattandosi ora di determinare qua- di s. Gregorio I, il quale vuoisi che pri-
li sono i santuari usurpati dai greci. ma di essere elevato al pontificato vi di-
PA lesti; N a 1
( Praenestin ) . Città morasse alcun tempo. Airufilziatura del-
con residenza vescovilesuburbicaria, nel- la chiesa successero i preti e l'arciprete
lo stato pontificio, governo del distretto con collegiata. La descrive il Piazza, che
di Tivoli nella comarca di P».oma, po- fece la visita della diocesi, in un ai 7 suoi
sta nel centro del Lazio (^.), appoggia- altari, alla chiesa di s. Maria di IMonte-
la alla f]ilda d'un monte, ch'è uno degli rolo fuori la porta del castello, al pa-
ultimi conlralForti dell' Apennino nel , lazzo de'Colonnesi nella sommità di es-

quale va a terminare il monte Gliceslio, so, ove visse santamente la beata Mar-
distante da Roma circa 24 miglia, nella gherita Colonna figlia di Udone princi»
via Labicana, così detta da Labico[!^.). pe di Palestrina, con diverse nobili ro-
Celebre è negli atti de'martiri la via La- mane, come in monastero, trasferito poi
bicana o Lavicana e Prenestina, per aver- in R^oma presso la Chiesa di s. Silve-
vi in esse in gran numero sostenuto il stro in Capile ( ^. ) ove riposano le ,

martirio, poiché fuori della porta Esqui- sue ceneri nel 1848 il regnante Pio IX
:

lina era solito di punire i rei, tali es- ne approvò il cullo immemorabile, con
sendo tenuti i cristiani dai gentili, e di officio e messa. In questo castello fu te-
darvi loro sepoltura. Il Piazza, parlando nuto in orrida prigione il b. fr. Jacopo-
di tal via, dice che vi sostennero il mar- ne di Todi francescano. Clemente XII
tirio i ss. Primitivo (di cui vedasi il voi. nel 1782 restaurò la chiesa di s. Pietro
XXVIII, p. 85 e 86), Zotico e Amanzio, con architetture di Michetti, e pitture
e che vi fu in essa la chiesa di s. Gia- nella volta del Costanzi; onde d'antico
nuario. Del cimiterio a Tor Pignattara, non avvi che una parte della mura a
ne tenni proposito ne'vol. X, p. 235, XII, poliedri, ed un piedistallo con iscrizione,

p. 78, XIll, p. 148. Da piima la città che serve di vaso per l'acqua santa. In
era sulla più elevata cima dell' antica essa è un buon quadro di Pietro da Cor-
cittadella, sul monte Preneslino, ove si tona^ rappresentante Gesù Cristo che af-
vede un recinto con rocca, e l'an-di case fida il gregge a s. Pietro: quel celebre
tichissima chiesa parrocchiale da cui eb- artista già d'ordine di Urbano Vili ave-
be il nome di Castel s. Pietro, come de- va restaurata la chiesa e fatto il porti-
dicata al principe degli apostoli, il quale, co. La chiesa fu peròconsagrata nel 1792
narrala tradizione, piantòquivi prima di a' I 8 novembre dal vescovo d'Anastasio-
ogn'altro luogo del Lazio la religione cri- poli Graziosi nobile preneslino, vicario
stiana, onde vi fu posta la di lui statua generale e ausiliare. Come luogo fortifi-

in marmo, somigliante a quella di bron- un posto assai


cato, questa cittadella è
zo della basilica Vaticana; altri la dico- vantaggioso, poiché domina tutte le ter-
no di stile berninesco, ma fu scolpita da re d' intorno 2 i45 piedi sul livello del
l^ì^ discepolo ili Rusconi. Dicesi pure che mare, e perciò Pirro vi salì nel venir
contribuì alla predicazione del vangelo contro Roma per spiarne la posizione.
s.Paolo, onde nella chiesa fu per me- Questo sito fu scelto dai Colonnesi come
moria collocata una croce, trasportata a centro del loro dominio ne'tempi bassi;
Comete colle reliquie di detti santi apo- ancora conservasi la fortezza de' Colon-
stoli, ed il cardinal Barberini potè ricu- nesi d'opera saracinesca, sebbene diroo-
TAL PAL 27
cala, e sulla porla se ne vede lo stemma Rosalia, tutta incrostata di alabastri e
colle iniziali di Stefano Colonna, che nel marmi fini, nella quale si mostra un grup-
1 SS-i riedificò la città col monte e la po della Pietà ricavato nel masso vivo
rocca. Nel comune di Castel s. Pietro vi della rupe, ma non finito, che dicesi di
stanziano circa 5oo abitanti: esso dipen- Michelangelo, mentre piuttosto risente lo
fle come il comune di Zagarolo dal go- stile di Bernini. Fu dedicata a tal santa
verno di Palestrina, il cui governatore per essersi ritrovato corpo a Palermo il

risiede in questa città. La città attuale sotto Urbano Vili, e per avere quella
è intieramente fondata sulle rovine del città sperimentato la cessazione della pe-

magnifico tempio della Fortima, per cui ste; invocandone il patrocinio i Hailie-
è quasi di forma rettangolare, e s'iimnl- rini ed i prenestini, aiuh'essi ne restaro-
za su vari ripiani in modo piramidale, no illesi. Incominciata dal principe d.
come un dì ergevasi il tempio. E cinta Taddeo, con architetture del Contini, nel
di muraglie, colle polle di s. Martino, 1677 compì il figlio d. Maffeo. Nel
''"^

del Sole, delie Monache, Porlella, dei 1692 s. Rosalia fu dichiarata 3.'^ patro-
Cappuccini e di s. Francesco, oltre due na della città. Altre chiese sono «agre al-

antiche chiuse. Presso alcune si vedono la IMadonna del Truglio, a s. Biagio, al-
torri quadrilatere e costruzioni diirercnti l'Annunziata con (jiiadro di Maratta, a
«:ome a poligoni, e di opera quadrata e s. Antonio, a s. Andrea, a s. Francesco,
laterizia. Diversi monumenti singolari fu- a s. Girolamo, a s. Egidio, a s. Maria
rono scoperti in Palestrina; nel lìluseo degli Angeli. La cattedrale è dedicata a
l^" alienilo sonovi varie statue e bassoi'i- Dio sotto l'invocazione di s. Agapito mar-
lievi; e nel suo Aluseo Gregoriano Tja- tire, cittadino e patrono di Palestrina e
leranense (/^.), Gregorio XVI vi collo- sua diocesi, il cui corpo ivi è in venera-
cò il celebre Anlinoo. zione con altre insigni relicjuie. Circa il

La città modeina non presenta alcun 274 s. Agapito nativo di Palestrina, gio-
edifizio propriamente degno di essere par- vinetto di i5 anni, per professare la fe-
ticolarmente ricordato; le case dalla par- de di Gesù Cristo, quivi dall'imperatore
ie inferiore sono ben fabbricate; il giar- Aureliano e alla sua presenza fi fatto
dino Barberini è ridotto ad un orto, che flagellare, indi tormentare e inutilmente
non ricorda la primitiva magnificenza, esporre nell'anfiteatro di Palestrina alle
se non per le statue mutile e tronche fiere, venendo decapitato nel luogo ove
qua e là abbandonale, per im bassorilie- fu edificata la cattedrale: i ss. Anastasio
vo bacchico e per vari piedistalli con an- e Porfirio, il i

tratto dal suo esempio,
tiche iscrizioni. Nella parte superiore il il 2." suo istruttore, ebbero pure la co-
palazzo baronale è fabbricato sulle ro- rona del martirio, i quadri de'quali nella
vine dell'emiciclo nel ripiano della Cor- cattedrale dipinse l'Onofri. Il corpo di s.

lina, con architettura corretta del decli- Agapito, sepolto un miglio lunge dalla
nar del secolo XV; contiene oltre il ce- città, fu poi verso il ()'j \ trasferito nella
lebre musaico, di cui pallerò, molti sua basilica, nella cappella scavata sot-
frammenti antichi di scultura e varie terra, detta la grotta di s. Agapito, ove
iscrizioni, fra la famosa della
le quali furono poscia riposti i corpi de'ss. Gor-
Fortuna, una Pace Augusta, l'altra
alla diano e Abundio, colle reliquie di s. ]Mi-
alla Sicurezza Augusta eretta dai decu- liano e di s. Ninfa. Nel r r 16 a' 1 4 gen-
rioni e dal popolo prenestino. Olire la naio il vescovo Conone cardinale la i;on-

Fortuna in l'reneste vi ebbero templi sagrò, ma i tre corpi furono dal Vitel-
f iiove,Esculnpio, Igia, Serapide e gli dei leschi mandati a Corneto sua patria, ove
Penati. Va";a è la chiesa baronale di s. si venerano nella chiesa de' fianccscaiii.
28 PA L PAL
e solo polè ricuperarsene le relirpiiecnn Olire la parrocchia della cattedrale,
alde di altri santi per autorità d' Inno- vi sono due altre chiese parrotcliiali, tut-
cenzo Vili e Sisto V, non che di d. Tad- te con fonte sacro. Incattediale n' è cu-

deo Barl)erini e dei cardinal Fiancesco ralo un canonico eletto per concorso e
nipoti d'Urbano Vili. Questa cattedrale a|)provalo dal vescovo. Il capitolo si com-

già era stata ristorala e migliorala da s. pone della dignità dell'arcidiacono, eret-
Leone li 1, quando a' iG dicembre 17 i i ta da Pio IV (nel I9'2 avea l'arcipre- 1

la consagrò solennemente Pascpialell a te), di canonici comprese le preben-


'J! I

preghiera di Cenone. Nel 1299 Bonilii- de di teologo e |ienitenzieie (sino dal


ciò Vili vi fece erigere un aliare a s. Ro- 1 639 e 1 64 I ), di 9 beneficiati e di altri
iiilàcio; spogliala e distrutta sotto Eu- preti e chierici addetti al divino servigio.
genio IV, Wicolò V ne promosse la lie- 1 canonici avevano 1 insegna corale del-
didcazione, ch'eseguì il vescovo cardinal l' almuzia, e Benedetto XIV nel 1743
Barbo e compì l'altro vescovo cardinal Imo cappa magna ad istanza
concesse la

Basso della Rovere. Il cardinal Del Mon- del cardinal Petra, Vi sono in città 5
te adornò la cappella antichissima del conventi di religiosi, francescani rifor-
Salvatore; il cardinal Giulio della Pio- mali, carmelitani, cappuccini, Irinitarii
vere prolungò il coro ; i Colonnesi edi- e ddttrinarii benemeriti dell'educazione
ficarono la cappella di s. Lorenzo pei- lo- pubblica; 2 monasteri di monache, cioè
ro sepoltura; il cardinal Marc' Antonio le Clarisse làrnesiaiie, di cui parlai nel
Colonna seniore l'eoe il trono vescovile voi. XXVI, p. i85, e le monache del
di marmcj, indi furono ridotti gli altari Ijambin Gesù per istruire le fanciullecoii
con cpialche simmetria. L' altare mag- educandato, fondate dal cardinal Fran-
giore era in mezzo al coro con cpiaciro cesco Barberini, con breve d'Innocenzo
donalo da Curzio Caslrucci, il quale dal X.\\\, Alias prò parlCj del io settembre
Sicciolante vi fece espiimere la decolla- 1723, nella chiesa e monastero di s. An-
zione di s. Agapito, indi trasferito in sa- drea già delle farnesiane, e donò loro i
grestia, quando nel i65i il cardinal Que- corpi dei ss. Cecilio e Stratonica marti-
va trasportò l'altare in fondo della tri- ri.Vi sono 6 confraternite, del Ci ocelis-
buna con quadro del martire dipinto da sOjdelSagramento, del Piosario, del Car-
Camassei. Il cardinal Porlocarrero nel mine, degli Angeli custodi, delle Stim-
I 706 con architetture di Sebastiani risar- mate; la I .^ fondò l'ospedale. Due cou-
cì la buona forma
cattedrale, la ridusse in servatorii,il monte di pietà istituito nel

ed abbellì nave maggiore; all'ingres-


la 1 568 encomiato sodalizio, contri-
dall'

so poi del presbiterio fece erigere con fi- buendovi Angelo Villi mentre nel 632 ; 1

ni uìarini colorili le cappelle di s. Idel- fondò il frumentario il principe d. Tad-


fonso e di s. Teresa. ìNel 1729 sopra i deo con statuii stampati. 11 seminario in-
12 archi della nave maggiore s'incomin- cominciò nel 1669, ti asportalo nel 1739
ciò a collocarvi altrettanti quadri del dal cardinal Spinelli nel vecchio episco-
CTÌanquinzio rappresentanti diversi mar- i pio ridoltoopportunamente, cui neh 774
tirii solferli L'ampia cap-
da s. Agapito. il cardinal Stoppani provvide di scelta
pella del Salvatore nel 1750 venne re- libreria. 11 palazzo vescovile è alquanto
staurata e abbellita. Wel 1777 il eardi- distante dalla cattedrale: l'antico tu fab-
iial Spinola riportò l'altare maggiore in bricato sul delubro del lempiodella For-
mezzo al coro, lo formò di marmo, co- tuna, nel "
i5o3 lo lestaurò il cardinal
me il pulpito, le balaustre ed i segni Basso suddetto, in tempo che avea l'in-

della sacra. 11 cardinal Pedicini fece la gresso dietro la cappella del Salvatore;
facciata e il cancello di ferro del purlico. io ampliò quiudi e uiigliorò il cardinal
,

TAL PAL 29
Snntoiio nel 1602^ come pur fece il car- stri, onorati con islalua e simili dimo-
dinal Peietti, finché il dello cardinal Spi- strazioni pubbliche, benemeiiti della pa-

nelli lo convertì in seminario^ fabbrican- tiia, distinti nel civile, nel militare e

dovi nelle case ove esso era l'episcopio, nell'ecclesiastico, nelle scienze e nelle ar-

presso la chiesa di s. Eligio. Pio VI or- ti, nelle opere di pietà e in altro, lutti no-

dinò il restauro dell' aciinedotlo pubbli- tati dai patrii istorici avv. Pelrini, e ve-

co, ed interpose la sua autoiilà per la scovo di Moiilalto Ceccotii, autoie di

costruzione d'una nuova fonie sulla piaz- varie opere; ne accennerò i principali.

za d'Alto. In Paleslrina antichissima è \ errio Fiacco grammatico, autore del


l'origine de'suoi magistrati, decurioni e celebre calendario o fasti, i cui frammen-
consiglieri municipali; i decurioni erano ti (piivi rinvenuti nella contrada del-
due, detti duumviri. ISe'secoli bassi as- le Qiiadrelle, sono in lioma nel Palaz-
siiusero il titolo nobile e militai e di con- zo Sinppani (1^.) : fu precettore dc'nipo-

testabili, e in numero di 4 eletti da cia- ti d'Augusto, Caio e Lucio figli di C>\n-

scuno de'4 ([uartieri cui era divisa la cit- lia sua sorella,maggiore de' quali fu
il

tà. Nel i44-^ eranvi 1 4 nobili governa- il i.° patrono di Paleslrina. Manicio di-

tori, uHìciali civici; indi Eugenio IV sop- fensore di (".asilino. Eliano sofista. Ce-
presse il consiglio democratico o parla- sario console. Numerio Sulfezio o Ful-

mento civico. Di|ioi nel i542 si stabiPi fezio autore del tempio della Fortuna.

che i consiglieri fossero 32, 8 per quar- Tito Flavio che ottenne i doni militari,
tiere, poscia aumentali a ^o. Dopo di- tra'quali molli preneslini fiorirono. Q.
^ersi cambiamenti, venne stabilito quel Cecilio Metello, in Roma tribuno della
magistrato comunale come in tulli i r?iic- plebe. Q. Aiiicio edile curule. L. Attilio
nicipii dello slato pontifìcio, col gonfalo- comico insigne. Diversi militali e mini-
ìiitre. Lo statuto municipale venne ri- stri de'Colonnesi, come Cristoforo Celli
formato dui cittadini e dal barone, cir- e Curzio Castrucci ambasciatori di Fran-
ca il i483. I paesi di Castel- J/gido (di cesco Colonna, il i.° al re di JVapoli, il

cui parlai nel voi. XXV 11, p. lyq) e di 2." al re di Spagna. Andrea Gacio vesco-
Znncati (ne fo cenno a Papiano), che di- vo di Terraciiia. Andrea Borgia vescovo
pendevano dal governo di Paleslrina, og- di Segni. Domenico Testa di s. \ ilo na-
gi sono ridotti a tenute, il i." fu distrut- to in Paleslrina, segielario delle lettere
to nel 1 1 87, il 2." nel i497- latine di Pio VII, e segrelaiio de' brevi

In Paleslrina evvi dal secolo XVI il ai principi del medesimo e di Leone XII,
consolato dell'agricoltura, di cui è pro- Pio Vili e Gregorio X\ I. Adriano Gi-
tettore s. Gordiano, al quale nel secolo prari abbate generale de' vallombrosani.
XVII eresse una cappella decorosa nella Sebastiano Fantoni generale de'carmeli-
chiesa di s.Egidio: nel 1681 riformò e tani; di quest'ordine fu pure il p. Seba-
slampò i suoi statuti. Essendosi Ibrmala stiano Fan Ioni Castrucci autore de Ila. SVo-
un'accademia intitolata ùe^V Incostanti ria d^ Avignone, che dedicò al principe
nel i6()2 pubblicò una raccolta de' com- IMalìeo Barberini. Persiano Piosa di s. Gi-
ponimenli recitati, colla tipografia pid)- rolamo della Carità, che ideò \' O'^ pizia

blica eretta nella città poco piima, la della ss. Trinità dei pellegrini di Boma.
quale continuò fino alla mela del secolo Angelo A elli filippino. Xicola Angeli dot-
passalo. Essendo in essa molli cittadini tore in decreti. Andrea Fulvio arciprete
ascritti Accademia d' Arcadia, da
a\V di s. Maria ad I\lartyres e suo fratello
questa nel lySi ottennero l'erezione di Giovanni, antiquarii e poeti. Agostino
una colonia, che si stabih a' 5 ottobre. Vigorio antiquario. Mariano <leBlaiichel-
In ogni tempo fiorirono prenestini illu- lisLeouaidi ItUeralo. Lucio Antonio Fa-
3o TAL PAL
bi giuieconsulto. Gianfrancesco Jacobel- tino, nato da Ulisse e da Circe. Secondo
lì canonista. Gio. Pier Luigi da Palestri- Virgilio ne fu fondatore Ceculo figlio di
iia principe della musica socra, al qua- "Vulcano, stipile della gente Cecilia; stan-
le articolo parlai di lui ed a Museo Ca- do a tal tradizione la città venne fonda-
riTOLiNO pel suo busto collocalo nella ta circa i tempi in cui Enea si recò ia
protocuoleca. Giuseppe Agapito Cecconi Italia, contro il quale Ceculo prese le ar-
fu uno lioma dell'ac-
de'restauialori in mi, con gli altri principi latini. Ma Vir-
cademia degl'Infecondi. Eugenio Michet- gilio stesso fa dire ad Evandro di aver
ti anatomico. Agapito Colersi compila- ucciso in gioventìi il re Erilo Praeneste
tore dell'officio proprio di s. Agapito. sub ì'psa, comech'egli avesse regnalo net-
Pietro Petrini bibliotecario della Barberi- la contrada prima di Ceculo; da ciò de-
na. Cesare Mocci avvocato. Fabio Cristo- riverebbe contraddizione, imperciocché il

fari musaicista. Agapito Bernardini de- monte e la selva d'elei che lo copriva, po-
lineatore. Giuseppe Lucchini Segoiuii teva aver di già presso gli aborigeni e pe-
pittore e autore de' quadri di s. Crispino lasgi il nome di Prenesle, che poi Cecu-
ni cattedrale, di s. Felice ai cappuccini, lo die alla città ivi fondata. Da Solino
di s. Isidoro nell'Annunziata , de'ss. An- Jìpparisce che Prenesle era stata edifica-
tonio e Pasquale ai fiancescani, e de'ss. la dal nipote d' Ulisse, che i preneslini
Francesco e Gordiano alle Stimmate. Si davano per fondatore Ceculo, rinvenuto
tengono in Palestrina due fiere, a'i4 di- f inciullo presso fuochi fortuiti, donde de-
gesto e g novembre; conta quasi 5ooo livò la tradizione di essere figlio di Vul-
abitanti. Presso Prenesle furono ville cano. Strabone dice che Tibur e Pr^o
.sontuose degli antichi romani ; una ve «eite credevansi città greche, e che dap-
n'ebbe Phnio il giovane, altra il celebre prima Prenesle fu chiamata Priiiislo, da
Simmaco. L'opportunità delle copiose prini o elei, vocabolo esprimente mol-
cavedi buona creta accostumò preue- i te corone, forse dai vari recinti di mu-
stini ad impiegarci loro servine' lavo- ra che la cingevano, o dalle corone di el-
ri figulini, ove l'annotazione del giorno ei cui solevano incoronarsi gli abitanti,
e del console fu utile alle investigazioni per cui era stata detta anche Stffane o
storiche. Nel 1846 in Fiocca di Cave, (li- Pilislefane, in significato pure di corone
stante 3 miglia dalla città, Antonio M.it- o molte corone. E difficile separare dal
tei,uno de'prmii possidenti, nella vicina favoloso la fondazione del regno Prene-
montagna dopo perseveranti investiga- slino e di Frenesie, la quale si fa rimon-
zioni rinvenne bellissime brecce che non tare a i5 secoli avanti l'era nostra, po-
la cedono in consistenza, vivacità e va- polala d'aborigeni, indi da coloni frigi,

rietà alle più celebrale brecce orientali; greci e latini. Narrali Petrini, che appe-
ne attivò la cava, da cui in abbondante na giunto Evandro nel Lazio venne a
copia ne estrasse 8 diverse specie, gra- battaglia col principe Erilo e l'uccise, di-
ziose e distinte nelle loro maccbie. Il cendosi questo figlio di Feronia o Giu-
clima di Palestrina è puro e fresco ; fu- none poi con Giove ) adorata dai pre-
(
rono lodati i suoi vini, le sue rose, le sue neslini.Quindi come avendo Prenesle i
nocciole, e la fertilità del lerritorio ab- suoi re, alla venula diEnea vi regnava
bondante di elei. Ceculo, e che ne fu pure re Telegono fi-
Palestrina, del suo nome antico si leg- glio d'Ulisse fratello del re Latino, il cui
gono tre etimologie : Fraenesle, chnlas figlioPrenesteo vuoisi egualmente re di
PraenesLina- rellesuina, Piaestnno- Pa- Prenesle, ed a Telegono attribuisce Pe-
uestre, derivanti da elei, per l'abbondan/.a d'una colonia greca.
trini l'introduzione
di tali alberi, o da Prencsteo figlio di La- Dipoi 1079 anni circa avanti Gesù Cri-
PA L PA L 3 1

sto, Latino Silvio terzo re d'Alba (di cui Teodosio I promulgala nel 891, posero ter-
parlai a Lazio), ridusse Frenesie sotto il mine alla celebrità di questo antico de-
suo dominio e vi mandò una colonia. Pri- lubro del Lazio, e col farlo chiudere e la-
ma della fondazione di Roma, Numerio sciarlo in abbandono ne prepararono la
SulFezio prenestino elevò il vastissimo rovina. Le successive scorrerie de'barba-
tempio Fortuna, dopo che ammoni-
alla ri mossero gli abitanti a riparare fra le

to da sogni tagliò un macigno o selce, dal sue rovine : i portici ed i delubri furono
quale uscirono fuori incise in legno di ad abituri moderni, ed a poco a
ridotti

quercia le famose sorti prenestine, cioè poco questa mole immensa scomparve.
scacchi o tasselli scritti in lettere antiche. Rimaneva però ancora intatta una gran
Nello stesso tempo scorse miele da un parte delle magnifiche sue soslruzioni,
olivo piantato presso il tempio, onde per le antiche scale marmoree servivano an-
ingiunzione degli aruspici, che pi edissero cora per le comunicazioni degli abitanti
la futura celebrità di quelle sorti, queste e conservavano la loro magnificenza, e
vennero deposte in cassetta fatta con le- vedevasi torreggiare sulla sommità dei ri-

gno di tal pianta , donde si tiravano le piani tempio rotondo della dea ch'era
il

sorti e le risposte per ordine della Fortu- VAedes Fortuitae,(ìove dicesi avea esi-
na, oracolo che presto diventò rinoma- stito il suddetto olivo, alKn-chè nel 1298
tissimo. E' probabile che ove si custodi- per ordine di Bonifacio Vili furono sman-

vano le sorti, venisse collocato il gruppo tellate le sostruzioni, distrutte le scale, at-
dellaFortuna assisa, allattante Giove e terrato il portico semicircolare e demo-
Giunone: da ogni parici superstiziosi cor- lito il tempio rotondo. E quello che per
sero a consultarne l'oracolo. Il Petrini è la solidità resistette al piccone e al fuoco
di parere chetempio comprendesse due
il di delta epoca, lu deformato dagli abitu-
sacrari, onde contenere due luoghi ove i ri della popolazione e dalla successiva di-
Numerio lece credere apparsi gli accen- struzione del 1 437 fatta per opera del V i-

nati portenti, per indurre preneslini al- i lelleschi. La riedificazione ulteriore del-
l'edificazione del tempio con smisurali la città sugli avanzi del tempio della For-
macigni poligoni irregolari uno dei sa- : tuna apportò nuovi guasti, e prova di fat-
crari o santuario si disse Acclein Forlu- to è lo stato in che vedesi ridotta una del-
nae, l'altro o delubro, Delubrum Forili- le magnifiche sale chiuse nel seminario.

nae. Furono addetti ministri al suo cul- Essendo il tempio addossato alla falda del
to, e fra quelli che vi si recarono a sagri- monte, venne iimalzato sopra vari ripia-
flcare, nominerò Prusia re di Bilinia col ni a guisa di scaglioni o terrazzi, con co-
figlio jNicooiede. Nata la città sulla som- struzioni di 4 epoche diverse. Di questo
mità del monte, gli abitanti scesero quin- tempio A. Nibby nel 1825 pubblicò: Jl
di alla f.ildaper approssimarsi al tempio. (empio della Forlwia Preneslina, memo-
La fama del tempio e delle sorti prene- ria con tavole e splendida edizione a spe-
stine andò crescendo di credito, quando -so dell'imperatore delle Russie Alessan-
Preneste divenula colonia romana, ces- dro I, quindi la riepilogò nel t. 2, p. 4?^
sala la gelosia del senato romano, che ri- i\M Analiii de dintorni di Roma.
pugnava agli oracoli estranei, fu quindi La colonia d'Alba rimase fedele alla
l'oracolo consultato non solo dai magi- metropoli, finché ipiesta non fu soggiogala
stiali, ma sovente dopo la caduta della e distrutta da Tulio Ostilio 3." re di Roma.
repul)blica favorito dagl'imperatori sles- Dopo quell'epoca Preneste ricuperando
si : la legge però di Costanzo emanala nel rinilipendenza si resse da sé, né si ricor-
353 di nostra era contro il culto antico, tla più il suo nome fino al 21 T di Roma,
e soprattutto quella di Valeutiuiano 11 e in che i prcnesliui si coUegaruno ai lati-
32 P A L P AL
Ili per tistalìilire i Taiqiilnii : dopo due conda massime nella decadenza dell'im-
anni e poco prima ddìn liallnglia al la- pero. iN'el 473 avanzantlosi l*irio per la

go Regillo, Preiieste si staccò dalla ioga vi» latina verso Roma, sali sulla rocca e
e riaccostossi ai romani, onde più tardi cittadella di Preneste (poiché i prenesti-
le sue tene soggiacquero alle depredazio- ni dasommità già erano scesi nella
tale
ni degli ernici e de'volsci nel 291. Ve- falda del monte per approssimarsi al tem-
nuta meno la forza romana per l'inva- pio della Fortuna), onde incutere timo-
sione de' galli, i prcnestini si lasciarono re ai romani e prendere un'idea giusta
sedurre d;ii volsci e si allearono con loro delle vicinanze della città spaventato pe-
:

a danno di Roma nel 372, facendo scor- rò dalia difficoltà dell'impresa, retroce-
1 erie nel territorio de'tusculani, de'gabi- dette colle sue genti. In quella circostan-
iii e de' lavicani. I romani non volevano za i principali prenestini furono come o-
credeie a questa defezione, però nel 874 staggi trasportati in Roma e chiusi den-
essa di vemie aperta sotto Velletri, percui tro l'erario. J3opo quell'epoca fino al 536
fu loro formalmente dichiarata la guer- non si ricordano più i prenestini né Pre-
ra. Ma i prenestini invece uniti ai volsci neste, tranne la proibizione del senato a
presero Salrico colonia romana, usando Lutazio di consultare le sorti della For-
"vilmente della vittoria ; quindi Camdlo tuna Preiiestina. Nel detto anno i prene-
li ruppe presso le mura della colonia da stini non giunsero intempo a partecipa-
loro conquistata. Nell'anno seguenlei prc- re della battaglia di Canne vinta dai car-
nestini profittando delle dissensioni dei taginesi, onde il pretore prenestino Ma-
romani, devastarono le terre nemiche, ed nicioo Marco Anicio loro condottiero con
osarono attendarsi presso la porta Colli- altri distaccamenti romani e latini si ac-
na di R^omae quindi sulle rive dell'Allia, quartierarono in Casilino, come notai a
])onendo a sacco le feire convicine. E- pERur.iA. In quel frangente avvedutisi che
lelto dai romani in dittatore Cincinnato, gli abitanti avrebbero aperto le porte al

questi in 20 giorni li mise in rotta e gl'in- vincitore, furono portati dalla necessità a
seguì fino a l'renesle, espugnò gli 8 op- ucciderli e si fortificarono in un alla coor-
pidi o terre fortificate dipendenti da lo- te perugina. Questo pugno di circa 1000

ro, prese Velletri e forzò Prenestead ar- soldati arrestò le conquiste e le vittorie

rendersi;di là Irasportòin R.omasul Cam- d'Annibale, fece per vari mesi una dife-
pidoglio la statua di Giove Imperatore, sa eroica, e forzato dalla fame e ridotto

che come trofeo fu collocata nel teujpio a metà, ottenne dal vincitore patti ono-
di GioveCapitolino con iscrizione che de- revoli. A Manicio o Marco Anicio fu e-
notava le castella conquistate da Cincin- retta nel foro prenestino una statua lo-
nato. Rimase ambigua la fede de' prene- ricata, ed il senato romano in ricompen-
stini, poiché nel 876 corse fuma che met- sa ai prodi ripatriati assegnò stipendio
tessero in movimento i Ialini. Mantenne- doppio, 5 anni di esenzione dal servizio
ro tuttavia la pace sino al 4i^,hi che si e i diritti della romana cittadinanza, o-
collegarono coi tiburtini e coi veliterni noreche essi ricusarono, preferendo l'iu-
a difesa di Pedo ( Gallicano) contro i dipendenza patria.
lomani, i quali però sotto Pedo li vin- Nel 534 a Preneste si unirono gli e-
sero comandati da Furio Camillo, e li serciti per opporsi sul Metauroad Asdru-

multarono d'una parte delle terre. Indi bale fratello d'Annibale, indi segin la pa-
i prenestini divennero soci del popolo io- ce coi cartaginesi. Preneste nel 5^7 cor-
mano e poco appresso si trasfusero in Ro- se grave pericolo perla cospirazione tra-
ma le due famiglie Cecilia ed Auicia, che mata dagli schiavi, e nel 58 si sottomise i

divennero tanto illustri e famose, e la sc- alle orgogliose esigenze del console Po-
PAL PAL 33
stumio, nel recarsi a sagrificare alla For- alto stupore, ed il fatto egizio che vi si
Uina. Nel 6G4 circa avendo Pi eiieslr- ri- rappresenta, da molli dotti variamente
cusalo di prendere palle nella i^iierra so- interpretalo, è secondo piìi probabile con-
ciale, i romani la dichiararono municipio gettura dell'avv. Cecconi la ferace inon-
col diritto del suQragio ne'comizi, ascri- dazione del Nilo. Gli archeologi ne fecero
vendo i cittadini alle io tribìi aggiunte segno di varie delineazioni e spiegazioni.

alle 3 ) antiche, indi fra queste vennero Si credelte esprimere le vicissitudini del-
distribuiti pel fiìvore di Mario figlio del la fortuna; il viaggio d'Alessandro all'o-
\ccchio I\lario. Nella guerra di Siila la racolo d'Ammone; un fatto incognito di
città andò soggetta ad un cecidio, poiché Siila; il corso del Nilo; una carta geo-
essendosi ritirato in essa il giovane ÌMa- grafica de'paesi intorno a quel fiume; l'in-
rio dopo la battaglia di Sacriporto coi contro di Elena con IMenelao in Egitto;
rimasugli della sua gente, Siila afiìdò a l'imbarco de'grani da quello per Roma;
Luciczio Ofelia la cura di circonvallare il viaggio di Adriano ad Elefantine, e le

la piazza. Preneste dovette arrendersi a feste a lui date. Vedasi Spreti, Compen-
discrezione, e Mario procurando salvar- dio dell'arte dc'imisaici, p. 33 eseg. Avv.
si per uno de' tanti cunicoli che forava- Luigi Cecconi, DelpaviincnJo in musaico
no il monte, stretto dalla necessità si fe- rinvenuto nel tempio della Fortuna Pre-
ce uccidere dal servo dopo questo fatto
; nestina , interpretazione fioma 1827. Car- ,

Siila assimse il cognome di Felice. Por- lo Fea, L'Egitto conquistato dall' impe-
tatosi a Preneste si mise a processare ratore Cesare Ottm'iano Augusto sopra
ogni abitante e molti ne punì ; ma stanco Cleopatra e 31. Antonio, rappresentato
della formalità de'giudizi, spietatamente nel celebre mosaico di Falestrina, Roma
mandò a morte i superstiti i?,jOOo cit- i82'7. Subito lo confulò l'avv. Cecconi :

tadini. Si narra che volendo accordare la Aggiunta all'opuscolo del pavimento in


vita a chi loavea ospitato, questi sdegnan- musaico, ec, Roma 1828. Questo insi-
do ripetere la vita dallo sterminatore del- gne musaico nel 1640 fu trasportato nel
ia patria, postosi nella turba si fece ucci- palazzo Barberini, ove si vede, d'ordine
dere. Siila distrusse la città, ingrandì sul- del cardinal Francesco Barberini, colla
le rovine di questa il tempio della For- direzione de'migliori artefici e de'più ce-
tuna, e ne fondò una nuova nella pianu- lebri eruditi del tempo, e specialmente di
ra soggiacente a pie del tempio, che mi- Pietro da Cortona. In Palestrina furono
se nel rango delle colonie militari, popo- pure scoperti altri musaici, de'quali trat-
landola di soldati veterani, e delle donne ta Petrilli. Inoltre Siila guarnì di por-
e raga7zi prcnestini scampati coi piti ro- tici il solario di Preneste, ove un gnomo-
busti dallo scempio e da lui venduti al- ne indicava le ore, come dissi a Orolo-
l'incanto; indi l'ascrisse alla tribù Mene- gio, cioè nella basilica Emilia e Fulvia,
nia. Poscia trasportò seco i ricchi tesori, della quale abbiamo del lodato avv. Cec-
compresi quelli di Mario. Fu Siila che per coni pronipote del vescovo di tal cogno-
volo di aver vinto Giugurta in Africa, me: Dissertazione sopra la har'lica E-
adornò il delubro della Fortuna Preiie- milia e Fulvia Prcnestina, Roma 1840.
stina col prezioso nmsaico figuralo, no- La previdenza di Cicerone liberò Pre-
bilissima greca opera. Contiene esso clli- neste di nuovi guai collo sventare Scon-
giate con tasselli di pietra dura a vari co- giura di Caldina, il quale doveva nelle
lori immenso numero di figure, di uo- calende di novembre farvi massa, e costi-
mini, di animali, di navi, di edifizi, di ve- tuirla, come luogo di molta importanza,
getabili, in uno spazio di 2G palmi di lar- fljite per siluazione e per mura, centro
ghezza su ?. I di altezza, che desta il più delle sue sediziose operazioni. Duraute il

VCL. Lf. 3
34 1' A L 1' A L
Iriumviralo vi si fortificò Lucio Antonio l'iuini versarlo del suo impero, onde con-
console e fratello di Riarco, e quando que- sultare le sorli prenestine. Adriano vi
sti passò a trincerarsi in Perugia, Ful- edificò una villa, se pur nonèlarammen-
via sua cognata co'4 fif?liuoli vi manten- lala^ dove Marco Aurelio vi perde il fi-
ne vivo il |)arlito anloiiiano, e dopo la glio Vero di 7 anni. Faustina moglied'An-
perdita di Lucio vi si ritirò Tiberio Clau- tonino vi fondò la scuola Fauslitnana per
dio INerone, il solo ch'ebbe onta di ese- l'educazione delle fiuiciulle; ve n'era al-
fiuire la defezione da' vessilli antoniani. ila, in un a molli collegi d'arti, come dei
Dopo la battaglia d'Azio, divenuto Au- mercanti di bestiame, de' pontefici, dei
gusto pacifico possessore dell' impero, lanii, de'cisiarii o vetturini, de'libeiti, dei
amò molto il soggiorno di questa città e fabbri, de'fibbricatori, degli auguslali,
vi si recava a villeggiare in lettiga. Mol- de'flamini traiaiiali e de'miuii. Grande
lo la frequentò ancbe Orazio e nomi-
la afìluenza di gente accorreva a Preneste
na fra' luoghi prediletti, e la ricordai a Ge- per consultare lesorti della dea, come fe-

NAzzANO.Tdoerionemico degli oracoli, vo- ce l'imperatore Alessandro Severo, e da


lendo distruggerli, ne fu distornato dal- questa molle licchezze ne ricavava; ma
la maestà e opulenza del tempio della dopo che le memorale leggi imperiali ne
Fortuna, ovvero per essersi risanato da pioibirono con pene seveie il rito e fe-
una malattia mortale nella villa di Clau- cero chiudere il tempio, la città necessa-
dio, posta presso la città nel territorio pre- riamente decadde; a ciò si aggiungano le
nestino, per cui ripristinò la città di nuo- invasioni barbariche menzionale altrove.
vo al grado di municipio di 3/ classe. Il- Tanta ricchezza e sontuosità eravi nel tem-
lustre continuò ad essere Frenesie per la pio, che fece dire al filosofo Cameade:
.sua antichità e per le pubbliche fabbri- non aver veduto in nessun luogo la For-
die onde brillava. Era fra queste rimar- tuna cotanto fortunata.
chevole l'ampio foro, che a due ripiani decadenza dell'impero Frenesie
Psella

dalle radici del tempio si estendeva fino fu compresa nel ducalo romano, e tran-
alla viaPreuestina; portici, statue, edifizi ne le calamità che dal contagio o dalle
lo rendevano adorno, come rilevasi dai guerre de' vicini le derivarono, potè sussi-
monumenti rinvenuti. Aveva inoltre un stere nella pianura e sulle rovine del lem-
magnifico teatro, eretto sotto l'impero di pio ov'erasi eslesa nel 5 o Teodorico re : 1

Claudio, il quale vi ebbe la ricordala vil- de' goti permise che vi si continuassero a
la Claudia, di cui parlai a Ge\azza>'o, di- celebrare gli spettacoli. Nel pontificato di
cendo del territorio preueslino; non che s. Gregorio essendosi il ducato roma-
li,

l'emiciclo ove fu affisso il calendario com- no verso 780 dato alia s. Sede, Frene-
il

pilalo da Yerrio Fiacco, ed un circo ove sie col territorio fu compi esa nel suo do-
in mancanza di naumachia si celebrava- minio. Molestando Astolfo re de' longo-
no neltunali ivi fu posteriormente for-
i : bardi Roma e Stefano li detto III, essen-
mala la piazza del mercato, denomina- dovi accorsi in aiuto i prenestini, in ven-
la Macello. Vi si ammiravano antichissi- detta il remarciò nel 732 con 6,000 sol-
me terme, sovente riparale dagT impe- dati ed occupò per capitolazione Prene-
ratori, e copiosi ricettacoli di limpide ste, che per le devastazioni solfertefu d'uo-
acque non solo contribuivano alla loro po agli abitanti di ritirarsi entro il re-
comodità, ma agli uside'prenestini. Sotto cinto deHabbatlulo tempio della Fortu-
JXerone i gladiatoii ivi stanziati cercaio- na. Frattanto la città andava insensibil-

no di sollevarsi, ma fiu'ono repressi dal- mente cangiando nome, ed al primitivo


la guarnigione cheli custodiva. Domizia- si andava sostituendo il derivativo, per

no si portava in Preneste ogni anno nel- l'uso che nella decadenza dell'impero pre-
r A L PA L 35
valse; imperciocché in luogo di Praene- Lo sconvolgimento che regnava in quel-

sfc «.licevano civilas Praenfslìn(j,om\e fa- l'epoca in tutto il distretto di R.oma, non
ciliiienle per corruzione cambiossi il no- permise di rivendicare subito l'usurpa-
me iti Palestri/ia, e ve n'è la memoria in zione derivata dal matrimonio di Emi-
in\ codice farfense dell'SyS di nostra era. lia. Però nel lojq Nicolò II volendo ab-
In seguilo ora fu Palestrina direltamente bassare la potenza de' conti tusculani e
soggetta alla chiesa romana, ora dai Papi de' signori di Lamentana o Nomento e
venne concessa in feudo. E dapprima nel di Galera, loro alVini e collegali, chiamò
q'-o alla senatrice Stefania, madre di Be- in suo soccoiso Roberto Guiscardo, che
nedettocunte tusculano, iiìleudò a terza co' suoi normanni pose a ferro e a fuo-
gonerazione la città il fratello Giovanni co il territorio de' prcneslini e quelli di
Xllljcol canone di io scudi d'oro e l'ob- delti alleati. Morta nel 1080 la contes-
bligo di migliorare la città: dalla bolla sa Emilia, ed eslintasi in lei l'infeudazio-
si determinano per confini del territo- ne temporanea di Giovanni XllI a fa-
rio, il rio Largo, la via Labicana, il mon- vore di Stefania, s. Gregorio VII inclu-
te ÌNIas.simo, il ponte Cicala, l'acqua Alta, se r agro preneslino nella bolla di sco-
la valle di Caniporazio, ed il monte Fo- munica contro chi tentasse di usurpa-
linario oFaustiuiano. A Stefania successe re o ledere le terre della chiesa roma-
il figlio il quale ebbe per suc-
Cenedelto, na. Ma Pietro Colonna figlio di Emilia
cessori i Giovanni e Crescenzio
due figli e parente de' conti tusculani, non si sot-
nel IO io: questi incorsero nello sdegno loinise tanto volonlieri a cedere l'investi-
di Benedetto Vili, e Giovanni che s'inti- tura ottenuta dalla sua bisavola Stefa-
tolava marchese e duca, si vide costretto i loi
nia, insorse nel contro Pasquale II
a ritirarsi nella rocca di Preneste, dove ed occupò Cave, che fu a lui ritolta dal
fu stretto d'assedio nel io i 2, e non fu li- Papa. Nel i loB però unitosi Pietro con
berato se non dopo ch'ebbe promesso di Tolomeo conte tusculano, assalì e prese
cedere la rocca al Pontefice: la pace de- Palestrina, imprigionò Berardi Marsica-
finitivamente fu poi conchiusa nel ioi5, no, poi cardinale e venerato per santo,
restando Giovanni pacifico possessore di come spedilo contro di lui. Dopo questo
Palestrina. Nel io43 morto il marchese flttlo^nel 1 109 tornandoPasquale II dal
educa Giovanni, Emilia sua sorella ch'eb- regno di Napoli, ricuperò i dominìi occu-
be il titolo di contessa e gli era succeduta pati dai ribelli in un alla città.

nel dominio di Palestrina, essendosi ma- Nel17 reduce Pasquale II da Be-


I 1

ritata in seconde nozze con un personag- nevento, e debole per una malattia sof-
gio della famiglia Colonna (f^.), stipite feita in Anagni, passò in Palestrina, vi
di essa, trasferì in lui e nella discenden- consagrò la cattedrale, celebrò le feste di

za r infeudazicne della città, malgrado Natale, e vi ricevette gli ambasciatori del-


le condizioni imposte da Giovanni XIII, l'imperatore d'oriente Giovanni Comne-
che la linea investita dovea estinguersi in no, ai quali raccomandò rivolgere le ar-
Emilia. Il Senni dice che il suo matri- mi contro i saraceni, unendosi ai crocia-
monio si celebrò nel lojo, e che da es- ti. Dopo l'Epifania Pasquale II partì per

sonacque Pietro Colonna, il quale di- Roma. Sull'antipapa Teodoiico che Pla-
venne un potentissimo signore del Lazio. tina dice creato dal popolo di Cave, è a
Nel luglio 1 048 in Palestrina si ritirò Da- vedersi Genazzano. Profittando Pietro
maso II, non stimando cosa sicura di re- della morte di Pasquale II e de'torbidi di
Roma, per ti more degli aderenti di
slare in Roma contro il successore Gelasio II, nel

Benedetto IX, probabilmente con animo I I 18 riprese Palestrina coll'aiuto de'con-


di passarvi l'estate, ma vi morì poco dopo. ti tusculani. Nel 1
187 provenieuli dal re-
36 P AL PAL
gno (li Nnpoli, si fermarono in Pnlcslii- od altrove, essendo i Colonnesi principali
iia Innocenzo il e 1' iuìperaloic Ijotario sostenitori della imperiale fazione glilhrl-
li the vi perde in Gisone conle d'Ilessia liiia, nemica della guelfa e perciò del Pa-
lino de'snoi primi nfriziali,efii ivi sepol- pa. Ad Oddone 11 (in dal 1 252 era suc-
to. Rislabililosi nel i r43 in l'orna il go- ceduto per atto di concordia Oddone HI
\rrno popolate e il senato, venne mossa Giordano di lui fratello, ed a que-
(iglio di

guei ra ai popoli del Lazio onde ricono- sto ilsuo Giordano 11; da questi
(iglio

scessero il nuovo reggimento, e Palestri- nacquero T figli, Giacomo cardinale, Gio-


iia non andò esente da guasti, ma non vanni, Oddone, INhitteo e Landolfo. Di
pare fosse soggiogata. Imperciocché nel Giovanni che mori prima del 1297 ^"*
I i49, l'itornalo di Francia Eugenio III, rono figli, Pietro cardinale, Stefano, Gio-
e cercando sottomettere colle armi ro- i vanni, Giacomo soprannomalo Sciarla ,

mani, si andò trattenendo per qualche Oddone ed Agapito. Questi essendo ere-
tempo nelle città conviciiie che aveva- di diretti del dominio di Palestrina, si ap-
no conservata l'indipendenza, e partico- poggiarono a! loro zio Giacomo cardina-
ItTrmente inPalestrina, di cui era signoie le; ed al contrario Oddone, Matteo e Lan-

Oddone Colonna figlio di Pietro, e vi di- dolfo, pretendendo aver parte nella suc-
moiò per qualche tempo. Continuando i cessione di Giordano li, si rivolsero a Bo-
romani interrotlamente la guerra , nel nifacio Vili Papa, il quale volendo oh-
7 184 presero d'assalto Pa!estiina e l'in- !)ligare primi ad una concordia coi zii,
i

cendiarono; venuti poi nel i 188 a con- e nello stesso tempo mettere un presidio
cordia con Clemente III, dichiararono non a Palestrina, per timore dell'aderenza dei
aver dominio diletto sopra Palestrina il Colonnesi con Federico re d'Aragona e
2)opolo romano. Ritornò tosto sotto i Co- di Sicilia, ne seguì rottura formale e fu-
]onnesi,enel 1201 n'erano signori Gior- neste conseguenze.
dano ed Oddone, figli d'Oddone seniore 1 Colonnesi coi due cardinali ritiran-
mentovato, quali nel i2o3 accolsero In-
i dosi in Palestrina si posero in piena in-
nocenzo III, che disgustatosi de'romani si surrezione contro il Pontefice, il quale
portò in Palestrina e vi dimorò alcuni dopo aver dichiarato i Colonnesi rei di
giorni ne'primi di maggio, trasferendosi fellonia, e deposti dalla dignità e dal go-
a' 7 a Ferentino. Nel 1209 i Colonnesi dimento de' benellcii i cardinali Pietro e
ripararono in Palestrina, che aveva fama Giacomo, a' 1 4 dicembre 1297 emanò
Sostenendo il cardinal Gio-
di fortissima. bolla di crociata con indulgenza plenaria
vanni Colonna il partito di Federico II, a chi avesse prese le armi contro i Co-
nel 1241 il teriitorioprenestino fu rispar- lonnesi e Palestrina, li scomunicò e ne
miato dagl' imperiali nelle devastazioni confiscò i beni. Bonifacio Vili dichiarò
fatte ai dintorni di Roma. Dopo la mor- capitano contro gl'insorti Landolfo Co-
te di Nicolò 111, nel 1280 accesasi in Ro- lonna, uno de'pretendenti, ed avendo rac-
ma la guerra civile fra gli Orsini suoi pa- colto un grand'esercito, cogli aiuti di Fi-
renti e gli Annibaldi, questi per essersi i renze, Orvieto e Matelica, nel 1298 oc-
primi ritirati in Palestrina, gl'inseguirono cupò tutte le terre de'Colonnesi, meno Pa-
sotto le mura, mettendo a sacco tutto il lestrina, dove si ridussero pure Agapito
contado e facendo strage di molli: dopo e Sciarla. Dopo una difesa ostinata e va-
J'elezione di Martino IV, ternati in Roma lorosa, essi coi due cardinali furono co-
gli Orsini, si vendicarono de'nemici. Frat- stretti in settembre alla resa; portatisi a
tanto una tempesta terribile sovrastava Rieti ove il Papa dimorava, vestiti a bru-
a questa città, in parte narrata a Colon- no, scalzi e col cingolo al collo, in pieno
na, Bonifacio Vili, Frangi.^, Frosinone concistoro furono perdonati e assolti dal-
PAL PAL 37
le censure, facendo loro sperare Bonifa- ve di Colonna, Torre de'marmi. Zagare-
cio Vili di mantenerli nel possessodella lo e altre: Caetani fu conilannato a pia-

cillà.Questa però d'ordine del Pontefice gare ai Colonnesi ioo,uoo fiorini d' oro,

tu smantellata e distrutta dalle fondamen- sentenza che inserita nello statuto di Ro-
ta, tranne la cattedrale, da Teodorico Ra- ma, s'ignora verme eseguita. 1 Colon-
se
nieri poi cardinale vescovo, che ne prese nesi furono (piindi dall'eletto Clemente

il possesso: alcuni seri vono, secondo le con- V nel i3()(j pienamente assolti, cardi- i

dizioni accettate dai Colonnesi o per es- nali ripristinati nella dignità, ed abilita-
sersi ribellati di nuovo. L'aiatro solcò le ti a riedificare la città, per cui il vesco-
rovine dc'distrutti palazzi baronali, del- vo prenestino riprese l'antico suo titolo,
le cospicue abitazioni, delle anticliissiine in luogo di episcopus Civiiails Papalis.
mura di smisurati macigni, in un al san- La città sulle rovine del tempio, non che
tuai io della Fortuna, innalzalo sopra cen- la rocca, si andarono sollevando per o-
to scaglioni di marmo am[)Ii in modo da pera di Stefano Colonna fin dal J07 e 1 ;

salirvi a cavallo, il cpiale dai cittadini già nel i327 era sullicientemente forti-
era stato convertito in chiesa in onore del- ficata da potere resistere, se fosse stata
la madre Dio; indi vi fu sparso del sa-
di aggredita dalle genti di Lodovico il Ba-
le secondo l'antico costume. Tenuti gli a- varo, poiché Stefano vi si ricovrò, dopo
bitanti per ribelli e scismatici, vennero aver col fratello Giacomo contro quel
loro confiscati beni, accordando ad essi
i principe affisso in Pioma il processo di
Bonifacio VII I elicivi dappresso nella pia- Giovanni XXII. Dipoi Stefano vi si ri-
nura a pie del tempio, ne'dintorni della tirò ancora nel 1 34^3 con altri Colonne-

Madonna dell'Aquila, poco lunge dalla si, per sottrarsi allo sdegno del famoso

cattedrale, una nuova città edificassero da tribuno Nicola di Rienzo, finché durò il
chiamaisi Cillà Papale, Civilas Papa' suo potere sì micidiale a molti Colonne-
//.v, creandola città vescovile cardinalizia, si. Essendo egli nel i35o risalito al po-

com'era Palestrina, con bolla de' 2 giu- i tere, spedì a Stefano in Palestrina Duccio
gno i2C)g data in Aiiagni. Essendo co- de Giubileo e Giovanni Catfarello, per-
melma e legname, nel i3oo ap-
struita di chè prestasse il suo omaggio; ma Stefa-
pena nata, per disposizione dello stesso no in vece li arrestò e mandò le sue gen-
Bonifacio Vili fu atterrata ed arsa, ad ti a fare scorrerie sul territorio romano.

eccezione della cattedrale e di poche ca- Infierito il tribuno, mosse l'esercito con-
se propinque. Una delle diverse bolle spe- tro Palestrina, si attendò presso s. Maria
dite dal Papa per le cose prenestine, del della Villa, e vedendo difficile l'espugna-
22 aprile i3o i, dichiarò, che Colonne- i zione si ritirò con animo di tornare ad
si da lungo tempo possedevano ingiusta- assalirla. In fatti nel i 3 54 ^^ incaricò
mente questo feudo, ed essendo spirato Riccardo Annibaldi di Monte Compatri,
il termine d'investitura, ciò avevano ri- qual capitano del popolo roniano, ma nep-
conosciuto Matteo, Giovanni e France- pure esso pervenne ad impadronirsene, e
sco Colonna. Morto Bonifacio Vili nel poco tempo dopo il tribuno fu ucciso,
i3o3, il successore Benedetto XI assol- principalmente per le trame dei Colonna.
vette i cardinali Colonna da molte pene, Nel 378 eletto Libano VI, alcuni car-
I

ma proibii riedificare Palestrina. >'el 1 3o4 dinali si ribellarono, favorendo Rober-


j)assato a miglior vita dello Papa, Co- i to di Ginevra amico d'Agapito Colonna,
lonnesi domandarono in Campidoglio a il ((uale fu perciò interposto a mediato-

Pietro Caclani la riparazione de' d;»nni re, ond'cbbe luogo un abboccamento di


solFerli per opera dello zio Bonifacio Vili, vari cardinali in una chiesa campestre
e della devastazione delle altre loro ter- di Palestrina senza buon risultato ,
poi-
38 PAL P A L
elle Pioberlo insorse col nome di Cle- chiarazioue del cardinal legato Isolani,
mente VII, origine del famoso e lagii- che Palestrina era devoluta alla s. Se-
mevole scisma d'occidente come ad es- : de. A distruggere I' eresia de' fraticelli,
so, così al di lui successore Benedetto XIII eh' erasi annidata anche in Palestrina,
si attaccarono Colonnesi, ponendosi sotto
i INIarlinoV v'introdusse nel i4^t)i finii-

In protezione della repubblica di Firenze cescani. Ricf)minciarono i toibidi fra i

Giovanni e Nicola figli di Stefano; indi ri- Colonnesi nel i43 i e la s. Sede, dopo la

cusando da Bonifacio IX la pacificazione morte di Martino V,per quanto narrai


a mezzo del vescovo di Polignano de Aldi- a CoLOXNA ed Eugenio IY, il quale tut-
ctis, mandato loro amministratore della tavia si i433, prendendo Pa-
pacificò nel
sede, vollero fare scorrerie sul territorio Ec-
lestrina sotto la prolezione pontificia.
romano. Sdegnato Bonifacio IX anche citata una sedizione da Nicolò Fortebrac-
per la carcerazione del vescovo, fulminò cio capitano del duca di INfilano, a dan-
contro Palestrina varie pene, la sottopose no del Pontefice, nel 434 Colonnesi 1 »

all'interdetto ecclesiastico, e accordò l'in- e Lorenzo signore di Palestrina ne favo-


dulgenze de'crociati a chi avesse preso le rirono disegni. Venuti nel i435 a nuo-
i

armi contro. Quindi la città fu stretta va concordia, essa {\\ di breve durata,
d'assedio dalle milizie napoletane e pon- poiché avendo i Colonnesi accolto in Pa-

tificie di Bonifacio IX. da que>ti venne lestrina il rivoluzionario Poncellelto Ve-


obbligata a sottomettersi con allo di con- neranieri e mostrato opposizione ai vo-
cordia nel i4oi ed assolta. Ladislao re leri di Eugenio IV, questi sdegnato con-
di Napoli nel i4i 3 avendo assoggettata tro di essi, ne decretò l'esterminio: fece
Roma co' suoi dintorni, non seppe sof- capitano delle milizie pontilìcieil famo-

frireche Palestrina non si ponesse nel soGiovanni flttlleschi ^o\ cardinale, che
suo dominio, onde nel i4'4 fece asse- posto l'assedio a Palestrina a' i giugno
diarla dal conte di Belcaslro Giovanni : i436,dopo ostinata resistenza e dopo
Colonna che vi era dentro, solo dopo essersi impadronito de'feudi del contado,
due mesi d'assedio a'iT. luglio giurò fe- a' i8 agosto, festa di s. Agapito, se ne im-
deltà al re, che riguardò i feudi de" Co- padron'i a patti, salve robe e persone, ri-
lonnesi come suoi aderenti Nella vacan- tirandosi Lorenzo Colonna col suo ba-
za della sede papale, venne
in capo a gaglio e famiglia in Terracina. Da prin-
Braccio di Montone, ardito capitano pe- cipio il prelato si contentò di far morire
rugino, di conquistare Roma, donde ap- Poncellettoeporre un forte piesidio nel-
pena entrato fugò Sforza Attendolo;
Io la piazza; ma nel i437 per sospetti di
ma il celebre Nicolò Piccinino capitano nuova ribellione si determinò di egua-
di Braccio, fortificatosi in Palestrina e gliarla al suolo: prefisse agli abitanti 7
Zagarolo, come unito a Girolamo Colon- giorni di tempo per isloggiare, permise
na barone di tali luoghi, incominciò a loro di trasportare tanto le suppellettili
fare scorrerie sino alle porte di Pioma: che il materiale delle case a loro arbi-
ambedue furono dichiarati ribelli della trio, e con 12 capo-mastri romani a'^o
Chiesa, ed a'aS settembre lo Sforza for- marzo die principio al suo smantella-
mò il campo sotto Palestrina e vi dimo- mento, facendola spianare col ferro e col
rò 7 gioini. Dileguossi però immediata- fuoco; operazione che durò ^o giorni,
mente questo turbine, allorché fu eletto dicesi all'insaputa di Eugenio IV allora
Papa agli i i novembre Blartino /^Co- in Ferrara, onde il conciliabolo di Basi-
lonna, con sommo giubilo de' parenti e lea ascrisse tanto scempio alla sua tolle-
de' preneslini, di cui era stalo amniini- ranza. Gli abitanti si dispersero ne'pae>i
slratore del vescovato, annullando la di- circonvicini e molti passarono in Roma.
VA L PAL 3.)

La callcdiiile aiiiora fu smanlellafa ; le vinela calledrale. Nel pontificato di Puo-


(:iim[)aiie, le mostre di inai ino delle por- lo II ebbe luogo la manifestazione della
ti-, i corpi e le reliquie de'santì vennero immagine della Madonna del Buon Con-
dal Vitelleschi trasportale a Coriiflo sun siglio in Genazzano (nel i«S3q in Roma
patria. Così dopo i Sg anni dalla i. sua fu pubblicato: Cenni storici sul santità'
distruzione, Galestrina si trovò di nuovo I io di Maria ss. del Buon Consiglio di
ridotta a un mucchio di rovine infor- Genazzano). Profittò Stefano Colonna
mi. Rimasta in cima del monte in piedi dei dissidi col regno di Napoli che ten-
la rocca, nel 438 per timore che Loren-
i nero occupalo Sisto IV, per riedificare
zo macchinasse sorprenderla, fu distrutta nel 1482 anche l'antica rocca sul monte
fnio al livello delia piazza dai romani Prenestino,e Francesco Colonna suo suc-
Nicolò del rione Colonna e da l'aol(j Pe- cessore fece altresì risorgere il nobile pa-
tione del rione Ponte, lasciandoli posto lazzo baronale dello della Cortina, che
sdibandonato e senza guardie. Ael i43() a foggia di emiciclo alle altre fabbriche
tornato Lorenzo in Zagarolo, vi si forti' sovrasta. A Ge.v azzano ricordai la trista
fico, onde espugnò ed arse il
Vitelleschi meteora che balenò per breve tempo su
luogo, e preso Lorenzo lo mandò pri- Palesti ina e altri feudi de'Colonnesi, al-
gione a Eugenio IV in Bologna, il quale lorché Cesare Borgia figlio di Alessandro
lo pose in libertà. VI sotto vani pretesti ne usurpò la si-
JN'el 144^ dopo il miserabile fine del gnoria, concedendo Papa la città al
il

cardinal Vitelleschi, descritto anche nel fanciullo Giovanni 4ìorgia, dopo averla
voi. XXV, p. 5i, cominciòad annidarsi dichiarata devoluta al fisco pontificio;
qualcuna delle famiglie profughe ne' din- ma Giulio II non tardò a ritornare le co-
torni del demolito palazzo baronale, ed se nel pristino stato, e liberò la città dai
all'aggregato delle capanne ivi princi- malviventi e da una controversia cogli
piale a costruire dietro la schiena del tem- Orsini. Nel iSay andò soggetta alle de-
pio diedero il nome di Scacciato , che vastazioni delle truppe di Carlo V che
rammentava la sofferta disgrazia. Nico- aveano saccheggialo R.oma, poco dopo
e
lò V con bolla del 21 aprile i4-+7 'C* alla pestilenza. Fu poi militarmente oc-
stituì al paese e alla cattedrale gli antichi cupala sotto Paolo IV dalle genti del
privilegi, diede pieno permesso ai Co- duca d' Alba nel 556, al modo detto
i

lunnesi di riedificare Paleslrina, capita- al citato articolo, ma senza turbamento


le de'feudi ad essi restituiti, ma senza for- della civile giurisdizione, essendosi anzi
tificazioni; prescrizione che sembra es- nel seguente anno segnata in Cave (F.)
sere stata presto rimossa, poiché nel 1448 la pace, in casa della primaria famiglia
Stefano Colonna che si pose a riedifica- Leoncelli, oggi della nobile famiglia Mat-
re la città, cinse lo Scacciato di mura tei. Nel 1572 s. Pio V
con bolla viii
merlate e di alcune torri, e vi aprì tre kal. martii, per accrescere lustro e splen-
porte, delle di s. Cesario, del ìMurozzoe dore a Paleslrina, che chiamò nobilissi-
del Truglio. Dopo quest'epoca Paleslri- ma e antichissima, ai baroni conferì il ti-
na cominciò a prosperare ed estendersi tolo di principato, anche in riguardo di
in modo da occupare tutti ripiani e le i Marcantonio Colonna vincitore a Le-
lovine dell'antico tempio della Fortuna. panto.Il cardinal Camillo Borghese si
La popolazione crescendo anche fuori del invaghì dell'aria e campagna preuestina,
Iecinto, dopo 5 anni quella parte la qua- ed avea destinato fabbricarvi una villa
le denominavasi Borgo, fu colla restau- Martino; nel i6o5 divenne Pao-
sul colle
razione delle antiche mura e porle com- lo V e poi approvò la fondazione del mo-
presa nella cillà, e risorse dalle sue 10- nastero delle Clarisse, da cui uscirono ri-
4o VA L PAL
foimalrici di allii.Nel i63o i prcncsli- modo riferito nel voi. XXVIl, p. 3 l 'j ;

iiicambiarono signore, dacché France- altrettanto fecero Zagarolo e Palestrina.


sco Colonna si trovò obbligato dai do- Passando sotto la città per la via Casi-
mestici interessi a vendere cospicuo s'i lina, trovò quasi lutti gli abitanti tripu-

feudo, ed insieme alle tenute di Mezza dianti e sr.hierati per riceverne la jjene-
Selva e di CorcoIIo già c;istello e feu- dizione. Al suono delle bande e all<j spa-
(

do) per yy/ijOno scudi, a i6 gennaio; ro delle artiglierie discese nel padiglio-
ne divenne compratore Carlo l^arljerini ne con trono, formato con ricchi arazzi e
fratello d'Urbano Vili, il quale da Ca- con portiere degli antichi cardinali ve-
stel Gandolfo vi si portò il sabbaio a' 19 -scovi, e benignamente ammise al bacio
ottobre, avendo seco il nipote d. Taddeo del piede il prenestino mg.^ Aronne, da

cb'cia divenuto principe per la repenti- lui (alto ausiliare e vescovo di Lislri [l.)
na morte del genitore, ed i tre cardinali (dal l'a[)a regnante trasferito a Montai-
Barberini, oltre il contestabile Colonna lo), il clero secolare e regolare, il nume-
e il cardinal Colonna partiti dal feudo roso seminario e la magistratura clie a-

Marino per far corte al Papa. Urbano veagli presentate le chiavi della città in

Vili alloggiò nel palazzo baronale, nel di vicinanza di un maestoso arco trionfale
seguente celebrò in cattedrale, entrò nel decorato del pontifìcio slemma e di quel-

monastero delle Clarisse, dotò 3o povere li de' cardinali vescovo e protettore del
fanciulle e liberò tutti i prigioni. Nel lu- comune, di buon disegno e superba pro-
nedi si recò a Genawano, nel martedì vi- spettiva, eretto dal gonfuloniere con ana-
de in Paleslrina le chiese e conventi dei loghe iscrizioni riportate a p. 3 della i

carmelitani e francescani, e nel merco- Relazione del viaggio, e dal n." 4^ del
ledì tornò alla villeggiatura di Castel Diario di Roma. Palestrina nel giugno
Gandolfo, soddisfatto di tutte le festive e luglio 1 844 ^^ afflitta da frequenti scos-
dimostrazioni de'prenestini. Di più Ur- se di terremoto che danneggiò alcuni e-
bano Vili creò cavalieri 24 preneslini, difizi, ed a't) maggio iS^q soggiacque al

concessedueannue fiere franche e il mer- fattod'arme ch'ebbe luogo tra repub- i

cato settimanale : altra fiera franca ac- blicanicomandati da Garibaldi, eie trup-
cordò Clemente XII, ed altra Benedet- pe di Ferdinando II re delle due Sicilie
to XIV. Narra il Cancellieri nel Merca- che difendeva il Papa.
to, che nel palazzo baronale fu traspor- La Incedei vangelo è tradizione che sia
tato il letto di Urbano Vili, formato di stata portata in Paleslrina dai ss. Pietro
4 colonne modello di quelle
spirali sul e Paolo, e che il i.° vi fondò la sede ve-
del baldacchino di bronzo da lui eretto scovile, una delle sei cardinalizie subur-
nella basilica Vaticana, con decorazioni bicarie immediatamente soggetta alla s.

e bandinelle di scarlato rosso. Siccome i Sede, coirie una delle collaterali al ro-
Colonnesi si seppellivano nella cattedrale, mano Pontefice, ed ebbe il suo vicedo-
trasferirono in lioma nella basilica Li- mino. 11 I
.° vescovo che si conosca è s.

beriana le ossa de'loro antenati ; i Barbe- Secondo o Secondino che fu al concilio


rini morti in Palestrina si tumularono tenuto da s. Melchiade in Laterano nel
in s. Rosalia. Da quell'epoca Palestrina 3 3 il 2.° è Gennaro del 4tJ'j; indi Ro-
I ;

con titolo di principato, tuttora ma sen- molo o Romano del 4c)4 > Mauro del
za la qualifica di feudo, appartiene alla 55(), Sergio del 5c)4"i3 incerto. Procu-
famiglia Barberini (ì''.). Gregorio XVI lo del JC)5, Majorano del G4(), Stefano
portandosi nel i843 in alcune parti del che nel 679 intervenne al concilio ro-
Lazio, il i.°maggio partì da Roma e mano, Sergio del 721, Venanzio o Va-
presso la Colonna venne festeggiato al Icnzio del 74^, Gregorio o Giorgio car-
PAL PAL 4f

clinale che consagrò Vaiit'ipnpa Costan- fico in Roma il Palazzo di s. ]\laria

tino di Ncpi [F.) nel 7G7; Andrea cai-- Maggiore [F.), a comodo de' vescovi pre-

tlinale del 760), Coslanlino ca.\x\'\ua\e (\c\- nestini, indi donalo a quella basilica:
l'H^G, Teofilallo cardinale del Cf(]o, Stefa- nel 1 187 ("u Papa col nomedi C/e-
eletto

no del c)88 forse cardinale, Pietro cardina- incnte [II, e nominò in sua vece il car-
ledel ()()G bibliotecario aposlolico, Pietro dinal Gherardo o lìlainardo. Nel 1191
cardinale del 1 011, Giovanni di cognome il cardinal Giovanni Conti, non riporta-

Papaàel io36 cardinale, Uberto dePo- to dal Cardella qual vescovo. Nel 1200

diis o Pog'g/o cardinale del io5(S: tutti i il 1). cardinal Guido de Pare, nel 1207
vescovi cardinali avendo biogralìe, in que- Guidone o Guido Papnreschi cardinale,
ste sono descritte le cose principali die fe- nel I221 il cardii)/il (iuido Pierleoni, nel
cero perla diocesi. A'^/z/cn cardinale del I23r il cardinal Giacomo Pecoraria,
1o58, Brunone Dini cardinale del 060, 1 nel 1249 il cardinal Pietro Capocci am-
Bernardo o Berardo cardinale beneven- rainistralore, nel i
249 uia incerto il car-

tano del io(3i, morto in Monte Cassino dinal Pietro de Barro, nel i252 il car-

reduce da Gerusalemme; Leoperlo cardi- dinal Stefano Vancha, nel 1273 il car-

nale del ioG5, Umberto delle Cantina- dinal Vicedoraino de Vicedotnini che
te Z7i7///o/J// cardinale del ic-S, Atlone nel 1276 divenne Gregorio A7(K.): il
cardinale del 082, Bernardo o Beroar-
i Cardella indi registra il cardinal Ghe-
do da Benevento cardinale del 1092, rardo Cupalala. Nel 1278 il cardinal
Ugone Candido o Bianco cardinale in- Erardo di Lesigni, nel 1281 il cardinal
truso nel iot)3 dall'antipapa Clemente Girolamo yi/z/.vc/o, eletto Papa nel (288
III; /)//7o/je cardinale del oqc), Corrado 1 col nome di Nicolo IV (F.), che nomi-
cardinale del iio5, Conone cardinale nò successore il cardinal Bernardo o
del 107 legato apostolico in Palestina,
I Berardo da Cagli. Nel 1294 il cardinal
da alcuni creduto Io stesso che Corrado Simone de Beauliciij indi nel 1297 Boni-
o Curione, e vivea nel i i23, in cui gli facio VIII conferì la diocesi in ammini-
successe il cardinal Guglielmo ; ma di strazione a Lamberto vicario di Roma e
Conone non feci biografia come non ri- vescovo d'Aquino; nel 1299 il cardinal
conosciuto da Cardella, mentre il Paii- Teodorico Ranieri vescovo di Città Pa-
vinio ne parla nel pontificato di Calisto pale, col quale titolo egli si chiamò sem-
II, e lo dice legato ai concilii di Colonia pre. Nel i3oGil cardinal Wtivo Taglia-
e Frizlar, ove però Io dissi celebrato sot- ferro o Taillefer, nel i3i2 il cardinal
to Gelasio II. iVel t i So l'antipapa Ana- Guglielmo lìLìudagot, nel i3 22 il car-
cleto II intruse nella sede di Palestrina dinal Pietro de Prato, nel i3Gi il car-
il pseudo-vescovo Giovanni. Nel i4i i dinal Raimoiulo de Caniiliac,ne\ 13^3
divenne vescovo il cardinal Stefano di il cardinal Simone de Langhani , nel

Chalons, da alcuni chiamato beato; nel l3r7 il cardinal Giovanni 6Vo,v.?o seguace
I i4^ il Guarino nel
cardinal 58 s. , i 1 dell'antipapa Clemente VII, nel 1 385 il
il 1G4 il cardinal
cardinal Giulio, nel i cardinal Francesco Frignano, nel 1395
Ugo \entimiglia non conosciuto da Car- Angelo de Allliclis vescovo di Polignano
della; nel I 177 il cardinal il7rt/(//er/o, dal amministratore, nel 394 il cardinal An-
i

Cardella non ricordato per vescovo pro- tonio Gaetani, e per qualche tempo il
nestino, altri credono sia il cardinal iMar- cardinal Guido Maleseco Malosicco, fat-
cello diacono di s. Giorgio, poi pretedi to dall'antipapa Clemente VII; però nel
s. Cecilia. l\el 1 170 il cardinal Bcnere- concilio di Pisa del i4o9) Gaetani pas-
do o Bernercdo,: nel 1181 o pi ima Pao- sò alla chiesa di Porto, e Malesec restò
lo o Paolino Scolari cardinale, che edi- nella Preucstina. Deve notarsi che Bof
4i PAL PAL
nif'acio IX nel i4oi avea dalo per suc- lessanJro Cesarini, nel i54i d cardinal
cessore ad Aflliclis nell'ammiiiislrazione Francesco Cornaro. Nel 543 il cardi- 1

Oddone Colonna poi lìlartino F. Nel nal Gio. Maria del Monle, nel T'jo crea- i

i^\i il cardinal Angelo di Anna Soin- to Papa col nome di Giulio III {^V.).

mariva, nel i43i il cardinal Ugo Lusi' Piacendogli il soggiorno di Palestrina vi


guano, nel i444 '' cardinal Gio. Berar- aveva fabbricalo un palazzine nella stra-
di di Tagliacozzo, nel i437 per ammi- da lunga, e ritenne la sede fino al 24
nistratore temporale Gio. de Grecis ca- febbraio in cui la conferì al cardinale
nonico di Velletri; nel i44' s''
^i' ^^^^ Luigi Borbone. ÌSe.\ 1 557 divenne vesco-
in successore e corainendatario Andrea vo il cardinale Federico Cesi, nel i5<òi
di Montecchio vescovo di Osi mo e vica- il cardinale Gio. Moroni,ne\ i564 il car-
rio di Pioma. Nicolò V fece vescovo nel dinal Cristofaro Madrucci, nel 1.570 il

1449 •' cardinal Giorgio Fieschì , nel cardinale Ottone Truclises , nel (573 il

1460 il cardinal Gio. Torrecreniata am- cardinal Giulio della Rovere, che vi ce-
inislratore e commendatario, cui nel
ili lebrò il sinodo pubblicato in italiano; nel

i463 successe Alessio Cesarei arcivesco- 1578 il cardinal Gio. Antonio Scrbello-
vo di Benevento; nel 1466 il cardinal n/, nel i583 il cardinal Francesco Gani-
Alano Ce/;i'o, nel 147^ il cardinal An- hara,ì\e[ 1587 il cardinal Marcantonio

gelo Capranica fratello del cardinal Do- Colonna, che in Zagarolo tenne il sino-
menico diocesani, quali a vantaggio dei
i do poi stampato; nel i5c)7 vicario apo-
sudditi de'Colonnesi principalmente fon- stolico Venlidio Amatucci, indi vescovo
darono il Collegio Capranica. ^e\ i^'j'è il cardinal Giulio Antonio Sanlorio; nel

il cardinal Marco Barbo, nel i49' '1 car- 1602 il cardinal Alessandro de Medici,
dinal Gio. Bah'ex, e nell' istessoanno il divenuto nel i6o5 Leone XI [F.).^e\
cardinal Gio. Jllichiel. Nel i^Q^ '' car- 1606 il cardinal Agostino Valerio, nel
dinal Girolamo Basso della Ro\>ere, nel 1608 il cardinal Ascanio Colonna per
i5o3 il cardinal Lorenzo Cibo de Mari 12 giorni, ed il cardinal Antoimiaria
per pochi giorni, e il cardinal Antoniot- Gallij nel 161 1 il cardinal Gregorio Pe-
to Pallavicino jne\ iSoy il cardinal Gio. trocchini, nel 16 12 il cardinal Benedet-
Antonio Sangiorgio nel 1 5o8 il caidi- , to Ginsliniani che celebrò il sinodo, nel
iiale Bernardino Can'ajal, nel 5o(") il i 161 5 il cardinale Francesco Maria del
cardinal Guglielmo ^m50/ze/j nel i5i2 Monle, nel 1621 ilcardinalOltavio5^«-
il cardinale Marco Vigerio, nel i5i6 il dini, nel 1624 il cardinale Andrea Pe-
cardinal Giacomo Serra, nel 1 5 1 7 il car- relti, nel 1626 il cardinal Domenico Gin-
dinale Francesco Soderini i523 il , nel nasi, nel 1629 il cardinal Marcello Lau-
cardinal Alessandro Farne<;e per un gior- te per 48 giorni, e il cardinal Pietro Pao-
no, poi Paolo III (P^.).^e\ iSaS il car- lo Crescenzi ; nel 1637 visitatore apo-
dinal Antonmaria del Monte, nel 1024 stolico Giambattista Altieri poi cardina-
il cardinal Pietro Accolli per pochi gior- le, nel i64i il cardinal Guido Bentivo-
ni, il cardinal Marco Cornaro per un glio, nel 1644 d cardinal Anfonso della
mese, e il cardinale Lorenzo Pucci. Nel Queva che celebrò il sinodo. Nel i655
i53i il cardinal Gio. Piccolomini, nel il cardinal Bernardino iS)r7(2<^rtf, nel 1660

i533 il cardinale Andrea della falle, visitatore apostolico Antonio Severoli ar-
nel i534 il cardinale Bonifacio Ferreri, civescovo di Nazareth, nel 1661 il car-
nel i535 il cardinale Lorenzo Campeg- dinal Antonio Barberini, nella cui as-
gi, nel 1537 il cardinale Antonio San- senza il nipote cardinal Carlo Barberini
Severino, nel • 53c) il cardinale Gianvin- fece da amministratore e die principio al

ceuzo Carafa, nel i54i il cardinale A- seminario al dire di Cardella. Clemente


PAL P A L 43
X fece vescovo nel iG" i il cardinal Ri- ima volta castello popolato. Nelle citate
naldo d' Esle, nei iG-i il cardinal Ce- pagine dichiarai come per tale occasione
-siire Facchinetti; nel iG'-q lo divenne il scrissi le Notizie su Prciiesle antica e mo-
cardinal Alderano Cibo, nel 1G80 il car- derna e de' paesi convicini. Pio Vili nel
dinal Lorenzo /?(^7"ir/,
o nel 1687 il cardi-
ci *
j83o nominò vescovo il cardinal Carlo
nal Antonio Bichi, nel 1691 il cardinal I\Iaria Gregorio XVI il car-
Pedicini , e
Palazzo yJllieri, nel 1697 il cardinal Lo- dinal Vincenzo Macchi, ora decano del sa-
dovico Portocanrro. per la cui lonlannn- cro collegio, nel concistoro de'i4dicem-
7a nel 1702 fu fatto vicario apostolico bre 1840, ed in (piello de' 22 gennaio
l'arcidiacono Cesare Petrini prenesliiio, 1844 l'odierno c.udinal Castiiiccio Ca-
e nel i 708 delegato apostolico Giuseppe stracane degli Antelminelli di Urbino,
Crispini vescovo d'Amelia. Clemente XI da lui consagrato e fatto penitenziere
dichiarò poi vescovo nel 17 io il cardi- maggiore. Ogni nuovo vescovo è di po-
nal Fabrizio Spnrfa, col quale 1' Uglielli co tassato ne' libri della camera aposto-
compie la serie de' vescovi, Italia sacra lica; le rendite accendono a scudi 5oo,

t. 9 I. Nel 7 7 il cardinal Fran-


i,p. I I I gravali di pensione al seminario. La dio-
cesco del Giudice, nel 172 il cardinal e cesi si estende per jo miglia, e contiene
Francesco Barberini, nel 1726 il cardi- molti luoghi, cioè C/7i'e, Rocca di Cave,

nal Tommaso Ruffo che celebrò e slam- Olevano e Gennzzano, al quale artico-
])ò il sinodo, nel l'-Z'Ò il cardinal Gior- lo parlai di tutti ; Za^arolo, Gallicano

i;io Spinola, nel i'-39 il cardinal Gio. (f^^.); Capranica, s. Vito e Pisciano, di
Ijatlista Altieri, nel i 740 il cardinal Vin- cui dirò a Subiaco; Palliano [T^ .),Sev-
cenzo Petra, nel 1747 il cardinal Anton rone, descritto nel voi. XXVII, p. 287;
Saverio Gentili, nel 1753 il cardinale Lugnano cenno a Velletri,
di cui farò

Giuseppe Spinelli, nel 1759 il cardinal e Castel s. Pietro appendice della città,
Federico Lante,ae\ 1-63 ilcardina! Gio. in principio rammentato nel più rilevan-
Francesco Stoppani, nel \'-'-5 i! cardi- te. Sulla città e diocesi ne trattano, ol-
nal Girolamo Spinola, nel 1784 il car- tre gli storici del Lazio: Josephus Ma-
dinal Marc' Antonio Colonna, nel '"94 i ria Suare^ius, Praenestes antiqua, Ro-
il cardinal Leonardo Antonelli, coi qua- niae i655. Sebastiano Fantoni Caslruc-
le il Petrini termina la serie de'vescovi, ci, Prenesfe liberata (dalla peste, con no-
che continuerò colle Notizie di Roma. te storiche), Roma 1G57. Piazza, GerflT-
1800 cardinal Alessandro Mattei che nel chia cardinalizia, p. 2i3 e seg. della
1804 celebrò e stampò in Ialino il si- chiesa di Pnlestrina e 4^ delle cardina-
nodo diocesano; 1809 cardinal Aurelio lizie. Leonardo Cecconi, Storia di Pale-
Rn^'arellaj 8 14 cardinal Diego Innico
i strina città del prisco Lazio, illustrata
Caracciolo j 1 820 cardinal Giuseppe iS'/;/- con antiche iscrizioni e notizie /inora ine-
n^j- per comando di Leone XII nel 1828 dite, Ascoli756. Antonio Petrini, Di s.
I

il cardinal FranLesco^er/(i:::o// che restò Agapito prenestino, della basilica a Ini


dolente per non aver potuto visitare la eretta in Palestrina e delle sue reliquie
diocesi questo mio amorevole ho par-
: di ivi venerate, Roma ''^93. Pietro Anto-
lato ancora ( oltre a Pio VII) nel voi. nio Petrini, Memorie Prenestine di.^poste
XXVni, p. i4o e 22G, narrando che informa di annali, Roma 179?, con
n'25 giugno 1829 fu a trovarlo il car- appendice d'iscrizioni sacre, onorarie,
dinal Cappellari poi Gregorio XVI. Ci storiche e mortuarie.
alloggiò nell'episcopio, ed a' 27 insien)e PALIANC), P.ileanum , Pallianuni.
si tornò in Roma, dopo breve fermata a Comune e governo, capoluogo con resi-
s. Cesario, tenuta del pi iiicipe Rospigliosi, denza del governatore, distretto e delc-
44 PAL PA L
gazione di Fiosinone, al quale aiiicolo che col Bracalone di Gcnazzano fu imo
parlai delle comuni di Serrane e Piglio di quegli eroi che sostennero per onore
da cui dipendono, diocesi di Piilcsti'ina d'Italia il famoso Z)«e//o \n Barletta [F.),
{t^-), enlro il territorio degli anticlii cr- come attesta il Petrini. Ora Paliano van-
iiici, 36 miglia distante da Roma. Forte ta mg.' Andrea Bizzarri canonico Libe-
per natura, lu successivamente in varie e- riano, protonotario apostolico partecipan-
jioche rafl'orzato da mura, torri e bastio- te e assessore della congregazione de' ve-
ni, e da una cittadella o fortezzza o ca- scovi e regolari; ed ultimamente perdet-
stello, specialmente nel secolo XVI ; un te 4 illustri cittadini canonici della col-
solo è l'accesso pel quale vi può entra- si legiata, cioè: I
." Cesare d'Orazi le cui
re, ed ancor questo per mezzo d'un pon- notizie e quelle di sue dotte opere si leg-
te levatoio. 11 luogo è circondato di for- gono nell'opuscolo: Som ma di ragioni per
ti mura, con due porle chiamate P>.oma- assegnare il vero e legittimo autore nella
ua e Regnicola. Tra gli edifizi si distin- persona del fn d. Cesare Orazi celebre
guono il palazzo baronaledel principe Co- filosofo e teologo dì Paliano all'opera ;

lonna, ed [)a!azzi di Tucci, di Petrarca


i Novae disquisitiones de Deo et fragmen-
e di Dorascenzi. Tre sono le chiese e due ta coi>mo\o^\ae, pubblicata in Lugano da
parrocchiali, cioè di s. Anna e di s. An- un anonimo in due volumi, Ferentino
drea apostolo e patrono di Italiano. La i84~; 2.° il dotto Giuseppe d'Orazi;
chiesa di s. Andiea è collegiata gran- 3." Filippo Sidei i, del quale il d."^ Giusep-
,

de e bella con tre navate; il capitolo si pe Tonelli defunto, medico condotto va-
compone della dignità del preposito, di lente e amato di Paliano, ci die le noli-

8 canonici, di i beneficiati; vi sono inol- zie di sua dottrina e l'iscrizione lapida-


tre 9 cappellani detti ducali. A questo ria da Composta nel Giornale Ai ca-
lui

capitolo nel 1743 Benedetto XIV, ad dico p. 367 ; 4-° Francesco Mar-
t. 38,
istanza de'Colonnesi, concesse l'uso della tini mentovato, teologo, filosofo e orato»

mezzetta paonazza e l'almuzia ai bene- re insigne, autore d'opere e benemerito


In una cappella si venera l'imma-
ficiati. della patria. Salubre ed elevata è la si-
gine miracolosissima della Madonna di tuazione di Paliano con fertile territorio,
Zancati. i'er questa pubblici) il can. Fr. e quello di Preneste si estendeva sino ad
IMartini: Istoria della scoperta, incoro- esso, IVe'dintorni evali fundus Caesaria-
nazione e traslazione di Diaria ss. nella itus, di cui parlai u Genazzano.

chiesa di s. Andrea di Paliano, E-oma Il eh. Castellano, Lo stato Pontificio,


i833. Il numeroso, e nel subur-
clero è p. 22 1, dice che nel secolo X sui vicini

bio sonovi cappuccini ed passionisti.


i i monti eroici sorgeva popolosa città, ove
Vi sono scuole di maschi e femmine, es- cercavasi nelle universali angustie rilligio,
sendo le seconde istruite dalle maestre e denominavasi Capitulnm o Capitula-
pie, un ospedale due confraternite. Gli
e nunij e che quando gli abitanti, sedate le
abitanti ascendono a circa 5ooo e fra civili procelle, discesero a piìi tranquilla
essi fiorirono diversi uomini illustri, prin- dimora, piacque loro di chiamarla piut-
cipalmente nelle armi e nelle scienze. Fa- tosto Pileuni o Pileanum che si converti
rò menzione d'alcuni. Crescenzo da Pa- poscia in Paliano. Però il Ndjby narra
liano valente giureconsulto, che nel i3i I che la memoria più antica di Paliano ri-
si recò in y^v'/n-zio^ze, spontaneamente di- sale al 2.° periodo del secolo VI, poiché
fese lamemoria di Bonifacio dalle FUI nella cronaca Sublacense si ricorda la
accuse e ne uscì con onore, vendicando chiesa di Salvatore acquistata da Gio-
s.

le calunnie e imposture spacciate contro vanni abbate in Palliano, la quale rifab-


quel gran Papa; Moele o Michele Tosi, Lnicala si vede a destra della via the dal-
,

PA L PAL 4^
l'osteria della Buffala conduce a Piglio ;
nel i ^78 il vescovo cardinal Tnich'tesViìp-
eclie l'origine del nome deli va da un fon- plico colle rendite alla collegiata di s. An-
do della gente Pollia, e lUfniuUix PolUa- diea di Paliano, alla finale già nel i 534
nux per transizione di pionunzia si fece il vescovo cardinal Valle avea attrilnii-

Pallianits. Nel i ^4 romani sollevati


i i to le rendite della chiesa di s. Giovan-
contro il Papa,a'iqaprilepreserola ter- ni di Zanouti, castello diruto nel secolo
ra e l'incendiarono. A Gregorio IX ram- precedente. Ritornando al secolo XIV ,

mentai come nel 1282 quel Pontefice, nel iSyS erano feudatari di Paliano i

allinedi porre un termine alle discordie Conli di Segni Ildchrandino ed Adinol-


intcsline die laceravano numerosi abi- i furono come tali riconosciuti da Ur-
fo, e

tanti di'l!a terra con «luella di Serrone, bano VI, ma nel iSSq vennero da lui
pei molti baroni che le possedevano, la discacciati, ocome ribelli ocome aderen-
occupò colle sue milizie, la cinse di fosse ti allo scisma. Tuttavia il successore Do-
e di alto muro, e la munì una torre
di nifacio IX li reintegrò, dichiarandoli vi-
allissima (lo che fu eseguito nel colmo cnri della terra per 29 anni, investitura
(Icll'uiverno stemprandosi la calcina con che Giovanni XXIIl estese a favore di 1-
acrpia calda ), ed acquistando dai condo- debrandino fino a terza generazione. La
mini Paliano e Serrone per la s. Sede, fimiglia Conli di quell' epoca ne rimase
iVegli atti della vendita cui li costrinse in possesso sino a Martino V Colonna,
Gregorio IX, si nomina la rocca e castro il quale mentre confermò ad essa tutte
Pnlinni, la rocca e castro Serronìs , ed le che possedè va^ ad istanza delle
terre
icondomini sono Oddone Colonna signo- comunità di Paliano e Serrone infeudò
re diOlevano, Trasmondo di Tineto, Lu- di questi in vicariato perpetuo i propri
ca da Paliano, Pietro e Bartolomeo Più- nipoti Antonio e Odoardo; laondedaqiud
to, Pietro da Paliano, Jacopo ed Unga- tempo le signorie ei titoli de'due luoghi
ro, Pietro Vecchio, Tommaso di Psicolò ancora rimane ai Colonnesi.
da Aliro, Teobaldo di Gregorio e Nicolò La vicinanzaddi tantipossedimentid<'l-
IMacaranno, che s'intitolano tutti Domi- la Colonna, enumerali a quel-
famiglia
ni de Palliano. A questa prima cessione l'arlicolo ed ai relativi, che attorniavano

e vendita accedette nel J236 Guidone di questa terra, dovea condurla prestootar-
Gio. Rolando. Si raccoglie dal Petrini di in loro dominio intiero, che sembra in
che a epoca erano compadroni efeu-
tale principio solo fosse in parte, divenendo
datari di Paliano e Serrone anche Ste- ]ioi uno de'principali feudi di s"» polente
fania Rossi da Cave e Gio. Leoni da Pa- stirpe. Nelle vertenze fra wSislo IV ed i

liano, famiglie esistenti quando scriveva. Colonnesi, le milizie pontificie, dopo l'e-
li vescovo di Paleslrina cardinal Pcco- spugnazione di Crtir e altre terre, asse-
raria fondò nell'illustre terra di Paliano diarono Paliano, ov'era Prospero Colon-
un monastero di sacre vergini cistercien- na, che la difese valorosamente; ma per
si, assegnando loro la chiesa di s. Pietro, togliersi qualunquesospettodegli abitan-
fondazione che ricolmò di lodi e bened- li, condurre
fece i loro figli in Gcnnzza-
cenze Innocenzo IV, la quale però andò no con minaccia di farli trucidare, qiian-

a mancare dopo la morte del cardin.de, do non avessero fatto essi il proprio de-
che avvenne a'26 giugno 244-1^'-'"'^ "^"s T l^''o Breve però fu l'assedio,
nella difesa.
rendilesi slabilìunacommeiida,che il Pc- atlcsochè il Papa morì a'i2 agosto, en-
ti ini congettura essere quella che con lilo- de le truppe tornarono immediatamente
lodi rettoria di Paliano e delSeironesole- a Pioma, e l'rospero ricuperò il possesso
va conferirsi ai vescovi prenestini, come delle terre perdute. Alessandro VI, in fi-
fu concessa nel 1 32 3 al cardinal Prato, e vere della sua famiglia Borgia , spogliò
46 1' A L PAL
chiTeiiiIi i Coloniìcsi, e secondo Calintlii, Paliano: dei rigori esercitati da Pio IV
Stigf^io del PoìUiJlcio stalo, j). S;"^, cjiu;l contro Gio. Carafa decapitalo e altri pa-
Papa nel i 5o i nominò Galiano ciltìuiii- renti, e delle beneficenze <t giustizia resa
«;ale. Giulio li ripiistinòi possessi dei Co- ai Caralfeschi da s.Pio V, parlai a Ca-
lonnesi, ma avendo questi provocato l'in- r.AiAFAMir.LiA. Da qucll'cpoca la casa Co-
degnazione di Clemente VII, nel i'j2(> lonna resiò in pacifico possesso di Palia-
la contrada soggiaccpiea devastazioni. E- no, solo peidèil diritto baronale, quan-
rausiappena rimarginate le piaghedicpie- do a' nostri leujpi furono aboliti i/èur//.
sto disastro, che nel i54o o i54i, pei" liacconta il Cecconi che nel 1570 per
la ribellione de'Colonnesi a Paolo HI, il le premure dello stesso Marc' Antonio
figlio di questi Pier Luigi Farnese prese vincitore a Lepanto, il vescovo cardinal
Paliano e lo smantellò. Nella sede vacan- Ti iiclises eresse la chiesa di s. Andrea in
te del I appena defunto Paolo IH,
54f), collegiata, unendovi i beni della chiesa
Ascanio Colonna occupò Paliano e altri antica di s. Maria, poi oratorio della for-
castelli, per cui i cardinali armarono mi- tezza, oltrememorati. Quindi Marc'Au-
i

lizie per sicurezza del Conclave. Neh 553, tonio rinnovò dai fondamenti la chiesa,
non senza grave scandalo, invase Palia- fabbricandovi nella parte inferiore una
no JMarc'Antonio Colonna contro Asca- nobilissima tomba per sé e suoi, nel coro
nio suo padre, con le liuppe che portava superiore aggiunse una maestosa cappel-
a soccorso del regno di Napoli. Egli era la con epitalli de'Colonnesi ivi sepolti, al

ivi quando Paolo IV, temendo che par- lato della quale fu poi aggiunta una va-
teggiasse per Filippo II, col quale era in ga cappella piena di reliquie. Inoltre
rottura, lo richiamò nel i556 in Pioma, Marc'Autonio circondò di mura e baloar-
Marc'Autonio non obbedì, ed il Papa lo di la fortezza, e la provvide d'artiglieria
privò di Paliano e degli altri feudi, crean- e di armeria, con particolare comandan-
do duca di Paliano il proprio nipote Gio. te. Nel i584 i Colonnesi in luogo ame-
Caiafa ; in tale circostdnza i Caradeschi no e delizioso edificarono la chiesa e il

ridussero le fortificazioni della terra co- convento de'cappuccini. Nel 1750 il se-
me oggi in gran parte si vedono, in mo- minario prenestino essendo vivente il ,

llo di renderla per que'tempi quasi ines- ven. Paolo fondatore da'passionisti, a que-
pugnabde. Scoppiata la guerra tra Paolo sti donò la chiesa di s. Maria diPugHano

IV sostenuto dai francesi, e Fdippo II, il già de' conventuali nel territorio di Pa-
Lazio fu inondato da due eserciti. Il duca liano; religiosi ristorarono il conventino
i

d'Alba viceré di Napoli preso Frosinone, formandovi un ritiro, ed abbellendo la


giunse a Genazzano e Palestrina. I pa- chiesa che nel 1765 consagrò il cardinal
palini e francesi ripresero la seconda, a- Stoppani. Nel 1796 il contestabile d. Fi-
vendo già occupato Paliano e Serrone. lippo donò a Pio VI 2 cannoni di bron- 1

Trovandosi il duca d'Alba in Genazzano zo di questa fortezza, onde armarsi con-


era fra due fuochi, quando JMarc'Anto- tro i francesi, i quali però presero e sac-
nio dai monti di Subiaco sopraggiunse clif^ggiarono la fortezza, ne demolirono
con altra armata, e fece temere ai romani le fortificazioni,portandone via 200 car-
che sarebbe giunto presto dentro Palestri- ri di spoglie, nelle quali erano molte ar-

na. Ildesiderioquindi della pace fu comu- mature rabescale d'oro di poi oltre le or- :

ne, ed ebbe luogo nel iSoy in Cave, con dinarie conlribuzioni,obbligarono il con-
patto che Paliano fosse consegnato ad una testabile a pagare scudi 62,c)5o, come si
terza persona, ovvero smantellato rima- legge nella Relazione de'patimenti di Pio
nesse al duca Gio. Carafa. Morendo nel FI, p. 359. t. 2 di Baldassari. Nel pon-
i559 Paolo IV, lAIarc' Antonio ricuperò tificato di Gregorio XVI il principe d.
PAL PAL 47
Aspreiio Colonna donò allacamera apo- PALLA o PALA. Quadrello di finis-

stolica la foltezza, e vi si formarono del- sima biancheria ossia tela ben insaldata,
le carceri. Altre notizie su Paliano si pos- o retta talvolta da un cartone, ad uso di
sono leggere in Piazza, Gerarchia car- cuoprire il Calice (f^-), nel tempo della
iìitializia p. 23f); in Cecconi, Storia di Messa {f^.), dall'olìerlorio alla comunio-
Palf.striiia ; in Petrini, Memorie Preiie- ne, non che l'ostia sulla patena. Questo
siine ed in JNibby, Analisi dc'dinforni
; piccolo Corporale [F.) è detto Palla a
di Roma, t. 2, il cui articolo colla vedu- palliando, secondo INIacri. Dicesi anche
ta del castello di Paliano fu riprodotto animetta ptichè racchiudesi nel corpora-
ì\it\W4lbiim an. VII, p. 16!^. le, siccome anima nel corpo. Aulicamen-
^ khXOTTO, Arac aniìculnm, velimi, te chiiidevasi il calice colla palla, ch'era
velamc/i. Arnese checuopre luparie di- molto grande, come usano ancora cer- i

nanzi dell'altare, che dicesi anco fron- tosini, anzi formava parte dello stesso cor-
tale e pallio. Originariamente questo pa- porale ravvolto sopra il calice; quindi chia-
ramento dell'altare era una semplice cor- mossi palla cor/;orrt//.?, perchè la sempli-
tina che serviva a impedire die la polve- ce voce palla significa la 2^o^>aglia [F.)
re non recasse guasto alle casse contenen- dell' altare. La palla dev'essere di lino,
ti lereliquie de'sanli collocate sotto me- i perchè rappresenta la sindone nella qua-
desimi altari. Il paliotto o frontale si for- le fu ravvolto Cristo; né la parte ante-
ma di stoffe differenti, del colore secon- riore può essere coperta di seta, come de-
«lo le rubriche; come pure ricamato a co- cretò nel 1701 la congregazione de'rili.
lori o con oro e argento, con guarnizio- La palla dev'essere benedetta e non rica -
ne di trine e frangie simili. Inoltre sono- mata d'oro odi seta. Das. Solerò Papa del
M paliotti di madreperla, di argento e di I 75fu proibiloalla religiose e diaconesse
altri metalli, di musaico e di altre mate- di toccare le palle sacre, giacché in alcuni
rie, come rilevai ai loro luoghi, con istem- ministeri le Diaconesse [F.) seix'ivano la
mi, immagini di santi e altre figure. Quelli chiesa come una specie di Ostiaric. Alcu-
nobilissimi che servono per la canonizza- ni si servono di due una per cuopri-
palle,
zione de'santi, sogliono i Papi donarli alla re il calice, l'altra per Paolo IV
l'ostia.

l)asilicaVaticana per l'ai tare papale, ch'es- a'suoi teatini concesse l'uso di due palle
sendo isolalo ha due lati e perciò due pa- nel celebrar la messa, l'ima per cuopri-
liotti, come per ultimo fece Gregorio XVI. re il calice, come tutti fanno, l'altra per
Dei paliotti di madreperla e d'arazzo del- sovrapporla all'ostia, e servirsene meglio
la cappella pontifìcia, feci paiola nel voi. che la patena, sebbene usino anche que-
VI II, p. I
39 e 2q2 ; di altro sontuoso sta; quindi naccjue la coutioversia, se i

paliotto della stessa cappella, donato a sacerdoti secolari o regolari d'altro ordi-
Leone X dal re di Portogallo, ne parla ne, che celebrano la messa nelle chiese
Baldassari, Relazione de' patimenti di Pio de' teatini, potessero servirsi delle loro
J'I, t. 2, p. i4- Sul paliotto si possono leg- palle, sulla quale può vedersi Gavanto,
gere i relativi articoli, non che Mensa Pasqua ligo, Quarti e ÌNIerati citali da
dell'altare e Pallio. Lamberlini, Della s. Messa sez. 1, e. 3,
PALITH. Luogo presso IMagonza, do- Cj 2. che nelle chiese de' teatini,
Certo è,
ve fu tenuto un concilio nel 1029. L'ar- massime in quella di s. Paolo di Napoli,
civescovo di Magonza vi rinunziò alle sue ove riposa il corpo di s. Gaetano loro fon-
pretensioni sul monastero di Gander- datore, dai teatini e dai sacerdoti secolari
sheim e ne lasciò la giurisdizione al ve- e regolari si usano le due palle, che adottò
scovo di Ilildesheim. Reg. t. 2?; Labbó per la sua diocesi il vescovo di \ erona Gi-
t. g; Arduino l. G. beitiamicoecontetDporaneo del santo. I
-

48 PAL PAL
f;reci moderni cìiiomaiio nrfclc,iìq)hcle, glimorì verso il 4'J''> ^ Fordun, presso
la palla colla quale ciio|)ioiio nella messa Aberdeen. Le sue reliquie erano antica-
il disco in cui è riposta l'ostia consagrata, mente custodite nel monastero di For-
ed il cajicein cui sta il vino ossia il san- dun, ma nel i4o9 Guglielmo Scenes ar-
gue del Signore. Nel voi. lX,p. 26 e ?.H, civescovo di s. Andrea e primate della
parlando della solenne messa die celebra Scozia, le pose in un'arca nuova, fregia-
il Papa, dissi che la palla cui cuopresi il ta d'oro e di pietre preziose. La lesta di

calice è delta //o/ci o /ìliola,óe\ (piale vo- s. Palladio è notata a'(3 di luglio nel bre-
cabolo trattano Dncange e Carpcntier in viariodi Aberdeen e nei calendari di Sco-
Glossai inni j come pure dell'asterisco o zia; ma in alcuni calendari d'Inghilter-
stella d'oro, con la quale cuopresi l'ostia ra trovasi a'i5 di dicembre. y.Scozw,
consagrata sulla Patena (^•), acciò nel Irlanda.
portarsi dall'altare al trono non sia mos- Palladio (s.), vescovo di Salntes.
sa dall'aria o cada sul pavimento, secon- Nato da illustri genitori, succedette a Di-
do il rito de'greci, spiegandone il simbo- dimo sulla sede di Saiutes circa il 'j'-3, e
lico significato Cancellieri, /*o/i//7/<:"c7//, p. ft.'ce risplendere la sua pietà nella cura
G4; come pure parlai del puriflcatoio o che si prese di ornare le chiese e di fab-
palla con merletto e fiocchi d'oro, con la bricarnedi nuove. Feccia traslazione del-
quale cuopresi il calice nel portarsi egual- le reliquie di Eutropio primo vescovo
s.

mente dall'altare al trono. di Saiutes, e di quelledell'abbate s. Mar-

PALLADIO (s.), apostolo degli scoz- lino. Assistette ai concilii che si tennero

zesi. Era diacono della chiesa di R.oma, a Parigi ed a Macon, l'uno nel SyS, l'al-
e non si può dubilarecliesia quello stes- tro nel '^'Ò'). In quest'ultimo fu deposto
so clic parti da Roma nel 43' per or- Faustino, il quale era slato indebitamen-
dine di Papa s. Celestino I, e fu pri- te consacrato vescovo di Acqs da Palla-
mo vescovo degli scozzesi che credeva- dio, che perciò incontrò l'indignazione
no in Gesìi Cristo. Secondo alcuni scrit- del re Gontrano. Palladio fu anche accu-
tori, s. Palladio, la cui missione fu ante- sato di favorire i disegni di Fredegonda
riore a quella di s. Patrizio, venne cac- contro Gontrano; ma questa era una ca-
ciato dal paese dal re di Leinster, e tor- lunnia. Morì alla fine del VI secolo, ed
nò nelle parti .settentrionali della Breta- è nominato nel martirologio di Francia
gna, ove dapprima aveva esercitalo il suo a'y di ottobre.
zelo. Dal che ne segue, ch'egli era stato PALLAVICINO o PALLAVICINI
mandato a tutta la nazione degli scozze- AxTOMOTTo, Cardinale. Patrizio geno-
si, molte colonie dei quali erano passale vese, discendeva da una delle più il-
nel settentrione della Bretagna, e s'insi- lustri e antiche famiglie d'Italia, che
gnorironod'una partedel paese conosciu- sipropagò in Parma, Piacenza, Cre-
to sotto il nome di Scozia. La sua mis- mona, Genova, Torino e in altre città
sione trovò molti ostacoli e gli costò molti ove il suo nome è in isplendore. II IVIura-
travagli: pure predicò con molto zelo, e toii nella par. i delle Anticliiià Estensi,
vi formò una chiesa numerosa. Gli sto- non solo enumera gli stati che possedet-
rici di Scozia dicono che la fede fu ivi te la famiglia Pallavicino, ma dicendo di
stabilita verso l'anno 200, sotto il regno sua nobiltà, dichiara probabilmente di-
di Donaldo e il pontificalo di s. Vittore scendere dal medesimo ceppo che l'E-
1 ; ma tutti d' accordo affermano che s. stense, della quale trattai a Modeiva. Il suo
Palladio, da essi chiamato Padio, fu il cognome provenne forse da Obeito mar-
primo vescovo del paese, e gli danno il chese di Lunigiana nel i che chiama
i ?.4,

titolo di primo apostolo della Scozia. E- vasi Pclaviclno ^Qi- soprannome, il qua-
PAL PAL .Ì9

le tli volilo suo nome [iioprio e poscin co- di Toiirnay, di Cuma, di Lainego, non
giioiiic tic' suoi discenilciili, iiiiil;ilosi in [>aie di Genova come scrisse qualcuno; in-
se£[tiito in Pallavicino e da Jilcuiii vol.- di a' <) o i\ marzo i48f) lo creò cardi-
f;aitncnte dello Pallavicini. Anloiiiotto nale prete di s. Anastasia. Nel pontifica-
dalla Spagna, dove insieme co'snoi fra- lo di'Alessandro VI continuò nella .ca-
telli esercilavasi nella niercalnra, si Ira- rica di pro-datario, perchè l'avea in mol-
sfeiì nel i ("O a Genova e poscia a Pio- ta considerazione, stimandone l'intrepi-
nia, ove.fci ammesso tra i famigliari del dezza e il coraggio. Quanilo Carlo Vili
cai diiiai Cibo, il quale avendolo fallo co- nel fine del i49Ì entrò in Roma, essen-
noscere a Sislo IV, restando (piesli sod- dosi ritiralo il Ponlelìcc in Castel s. An-
disfallo del suo spirito, Io adoprò per al- gelo, il cardinal vemie incaricato di rice-
cun tempo nello scrivere le lettere apo- verlo e di trattare con lui, ciò che adem-
stoliche, e nel i48i gli conferì il vesco- pì con buon successo. Partito nel maggio
vato di Veiilimiglia. Ak-ntrestava per par- i4q^ il >e tla Napoli per Roma, e Ales-
lire da R(jma, morì Papa e gli succes-
il sandro VI per Orvieto onde non trovar-
se il deltocardinalecol nomed'Innocen- visi, il Papa gli afìidò il governo dell'alma
7.0 Vili, il cpiale non solo cortesemente città col titolo di legalo apostolico e gli"
lo avca li ottenuto, ma in tempo del con- lasciò la cura di trattare col re , da cui
clave avea dato a guardaiv alcune
gli ottenne la resliluzione di tutte le pia'.ze

stanze che avea contigue al suo titolo di che avCa occupate alla Chiesa. Quantun-
s. Lorepzo in Lucina, avendolo anche que il cardinale fosse di poche lettere, di-
fallo nominare tra prelati destinali alla
i venne assai colto ed erudito, per la con-
custodia del conclave. Quindi lo promos- tinua conversazione che faceva coi lette-
se subilo a datario, nel quale impiego per rati che teneva in casa. Una delle doli
la sua integrità e singoiar disinteressasi però che lo resero commendabile sopra
fece amare da tutta lioma. Avea Anlo- tutto, fu la savia e prudente libertà con
niollosoi tilo dalla natura particolare de- cui ne' concistori esternava il suo parere,

strezza nel maneggiare i cuori altrui, e come praticò con Alessandro VI e Giu-
sapeva a fondo l'arte d'insinuarsi nell'a- lio II, che nel i5o3 lo fece vescovo di
nimo delle persone, onde colla dolcezza Palestrina. .Benché Giulio II per alcu-
del tratto e colla soavità delle maniere ne parole si fosse alquanto sdegnato, lut-
guadagnava il cuore di chiuncpie tratta- tavolla ne fece sempre gran conio, de-
va con lui. Quindiavendo Innocenzo Vili stinandolo air importante legazione dei
detcrminato di abolire cerli magistrati re di Francia e di Spagna in Savona, per
della cancelleria apostolica ( di cui par- conchiudere la lega contro la repubbli-
lai nel voi. VII, p. 186) detti strazio- ca di Venezia, e venne distinto da tali

ti [Suaiiotas), istiluili dall'antecosso- principi facendolo camminare in mez-


re, senza però restituire loro il denaro, zo di loro e volend(jlo proprio commen-
per cui mezzo avevano ottennio la ca- sale. Moslrossi insignemente generoso
rica, essi ne fecero alte querele co' cardi- verso i suoi ben alVelti e con quelli che a
Papa, il quale avendoli rimessi al
nali e col lui ricorrevano, somministrando loro de-
|)ielato, furono da
lui accolti con tanta naro e impegnandosi per essi. Nellaelezio-
buona grazia, che quantunque pieni di ne di Pio III si traltòdi elevarlo al pon-
malcotileiilo, pure si chiamarono soddis- tificato, e quando mancòdi vita nel 1307
fatti, dicendolo incantatore di tulli per le d'anni (>(>, sinceramente da tutti fu pian-
belle parole che usava. Nel i48(-') Innocen- to. Ebbe tomba ba«
nella cappella della
zo Vili inoltre lo fece vescovo Orense e bilica Vaticana da fondala e dotata
luì ,

suctfssivameate di Pamplono, di Nicosia, ma nella demolizione della tribuna le sue


VOL. LI.
So PAL PAL
ceneii nel i >()6 furono trnsffi ile in quel- argomenti applauditi che vi Irntiò. Inol-
la di s. Gìo.Ijaltisla nelUciiiesa di s. Ma- tre iece parte del congresso de'dotti che
ria del Popolo, dove si vede magnifico adunavasi presso Virginio Cesarini, e
avello colla sua stalna giacenle sopra ur- per la fania acquistatasi fu celebrato dal
na, con nobile epiladio postovi dai proni- Tassoni nella ScccJiia rapita, l'orlando-
poti. si in Roma Chigi, poi Alessandro VII ,

PALLAVICINO Giambattista, Car- volle essere raccomandato a Sforza (che


ilinalc. Genovese, nipote del precedenie, poscia ne scrisse la vita) e ne sperimen-
sotto la cui direzione fu educalo, divenne tò il patrocinio con introdurlo nella gra-
vescovo zelante di Cavaillon e vi ammise i zia pontifìcia. Quantunque primogenito,
domenicani, intervenendo al concilio di per la sua soda pietà abbracciò lo sfato
Lalerano V. Perle sue egrègie qualità, ecclesiastico, con mollo piacere di Urba-
scienza, religionee prudenza, LeoneX nel no Vili che lo ammise in prelatura e nel-
1.' luglio iSi^, lo creò cardinale prete lecongregazionidell'immutiità e del buon
del titolo di s. Apollinare. In tutti i suoi governo, con pensione di scudi 25o. De-
impieghi si diportò con contegno e mae- caduto dalla grazia del Papa il segreta-
*stà senza ostentazione, con illibati costu- rioCiampoli eridottoa vita privala, Sfor-
mi, fedele nel consiglio, grave ed eloquen- za continuò nell'amicizia con raro esem-
te nel pronunziarlo, onde riuscì gratis- pio, solendo gli altri seguire il corso de-
simo a tutti Papi. Ma d'anni 44 essen-
i gli avvenimenti, amare per fini secon-
do in Fabbrica diocesi di Civita Castella- dari la posizione non la persona. Tulta-
na per ristabilirsi in salute, vi mori. Tras- volta le sue fiequenti visite e soccorsi che
portalo il cadavere in Roma, ebbe sepol- nell'infortunio faceva all'amico, dispia-
tura in chiesa di s. IMaria del Popolo, o- cendo a'maligni, provocarono un raflrcd-
ve nel i 5c)6 il prelato Giambaltisla Pal- damento di Urbano Vili versodi lui, che
lavicino gli eresse onorevole iscrizione. lomossea desiderared'impiegarsi fuori di
Lasciò diversi legali pii, ed alcuni di gran Roma; laonde nel i632 venne destinato
considerazione, fra' quali nel suo titolo governatore di Jesi, indi d'Orvieto e di
un benefìcio, 4 canonicali e allrellanle Camerino. Mentrepubblicavasi il suopoe-
prebende, con obbligo di uflìciarvi in de- ma de' Fasti sacri da lui dedicalo al Pon-
terminali giorni e celebrare certo nume- tefice, Dio gli fece conoscere le vanità del
ro di messe per l'anima sua. mondo e disprezzarle, essendo tutto tran-
PALLAVICINO Sforza, Cardinale. sitorio, e deliberato di farsi gesuita, fu
De' marchesi di Parma, nacque in R.0- ammesso nella compagnia nel 687, d'an- 1

nia. Ne' suoi verdi anni diede a conosce- ni 2t), ad onta della resistenza del padre,
re quanto prometteva il suo felice in- cui dispiaceva veder terminala la di lui
gegno, poiché sostenne solènne dispu- carriera prelatizia. Nel i63c) fu destina-
ta per tre o cinque giorni continui su to a insegnar filosofia nel collegio roma-
lutla la teologia scolastica, cheavea ap- no,enel i643 venne sostituito nella teo-
preso dal de Lugo poi cardinale, nel- logia al celebre de Lugo. Questa calledra
la quale fu laureato nel 1628. 11 car- poi dovè lasciare per l'esame del Cimoso
dinal Maurizio di Savoia io ammise nel- libro di Già iisenio, fa Ito uno de'pri mi con-
la letteraria adunanza che lìoriva nel sultori tra'i3 teologi a ciò destinati, e in-
suo palazzo, e gl'inculcò coltivar la ret- sieme prefello degli sludi del collegio. Già
torica e la poesia, come fece, recitandovi Innocenzo Xloavea ammesso nella con-
aloune prodirzioni. ^ enne puie annove- gregazione deputata ad esauiinare il li-

rato nella celebre accademia degli Uino- bro ; Della (grandezza (iella cliiesa roma-
risli , merilaudoue il principato per gli na stabililu suU'aulorilàdis. Pitti o e s.
P AL I» AL 3 1

Piiolo, imii oniidaniiato i)fl i<347. Intnii- PALLAVICINO Lazzxho, Cardina-


lo fu animalo dal cardinal Bernardino le. Nacque in Genova da stirpe sena-
Spada a intraprendere la Sloriadelcon- toria, abbracciò Io stato ecclesiastico e
(•ilio di Tri'ìitn. Divenuto Chigi Alessan- si pose al servigio della s. Sede, in cui
dro Vn, ricordevole dell antica amicizia dopo diverse decano
cariche, divenne
e dei gran merili di Sforza , lo nominò de' chierici camera e prefetto del-
di
esaminatore de'vescovi e consultore del l'annona e grascia. Avendo prestato l'o-
s. oflÌ7Ìo, e secondo alcuni anche confes- pera sua in tempi difficili e scabrosi coti
sore, finché nel i(ì5q a' io novembre lo somma anco come nunzio di Spa-
lode,
pidjhlicò cardinale prete di s. Susanna, gna, Clemente IX a' 29 novembre 1669
|ìoi di s. Salvatore in Lauro. Avendo ab- lo creò cardinale diacono, e poi Clemen-
bandonato il secolo pei- fuggir gli onori, te X gli conferì la diaconia di s. Ma-
non sapeva indursi ad accettare la porpo- ria in Acquiro. Essendo legato di Bo-
ra e fu d'uopo che un comando ne vin- logna, il popolo si sollevò per aver di-
cesse la ripugnanza, continuando peiò minuito il peso del pane nella carestia, e
l'antico tenore di vita sino alla morte. Fu corse pericolo di restarne vittima ; il suo

uiipiegato negli affari più gravi, essendo ruvido tratto disgustò la nobiltà, e il ri-
tenuti i suoi voti per oracoli. Mecenate gore gl'inimico il popolo. Chiuse però in
de'Ielterati amò
con elRisione, negra-
li pace in Roma, per lo più cagionevole,
di la conversazione e per quanto potè aiu- la carriera del viver suo, in credito di
tò. A profonda dottrina accoppiò costan- modesto, prudente e generoso co' pove-
te pietà, candore di costutni, e zelo ar- ri, nel 1680, d'anni 7", ed ebbe sepol-

dente per la cattolica religione e per l'o- tura in s. Francesco a Itipa, chiesa da
noie della s. Sede. Mori in sede vacante lui rinnovata in un al convento, come
nel iGGt, d'anni 60, senza lasciar modo dissi nel v(j|. XXVF,
160, dove al lato p.
di fare i funerali, cui supplì il cardinal destro della cappella di s. Pasquale il
Flavio Chigi con ?,ooo scudi, ed ebbe se- principe Giambattista Rospigliosi gli e-

poltura con lapide elegantemente ornata resse un sontuoso mausoleo con elegan-
in s. Andrea de'gesuiti, ov'erasi ritirato te iscrizione, poiché pel suo fide corn-
da tre mesi, lasciando erede cjuel novi- misso il secondogenito de' Rospigliosi è
ziato. Autore di 23 o[)ere stampate e 7 principe Palla vicmo e signore di Galli-
inedite , §e ne legge il catalogo i\e.\V Ale- cano (^.).
uto romano ò\ Oldoino e nel p. Affò: Me- PALLAVICINO OiMzio, Cardinale.
nioric della vita e degli, sludi di Sforza Nacque in Genova da nobilissimi geni-
cardinal Pallavicino, Venezia 1 780. Fra tori, e poitalosi in Roma, ebbe da In-
tutte però la più celebre è la Storia del nocenzo X il governo di Fabriano, poi
concilio di Trento, che meritò tante edi- quello di Fermo, indi nel 1668 il ve-
zioni e traduzioni, scritta da luì [)er op- scovato di Spoleto. Trasferito al titolo
poila a quella malaugmata di fr. Paolo arcivescovile d'Efeso, disimpegnòle nun-

Sarpi, con stile elegante e fiorito, appog- ziature di Toscana, Colonia e Polonia
giata a importanti documenti. La pro- egregiamente, nell'ultima adoperando-
lissità sulla controversia era necessaria, si con zelo per la sacra lega che liberò
per distruggere le cattive impiessioni ca- Vienna dai turchi. A' 2 settembre i68tì
gionale dall'altra. In quest'opera il car- Innocenzo Xi lo creò cardinale prete di
tlinale ribalte e confuta il Sai pi con (or- s.Martino a' Monti, indi legato di Ur-
modo che ninno potè
za e diligenza, e in bino. Nel 1691 Innocenzo X.'I lo fece
ragionevolmente confutare Pallavicino, vescovo d'Osinio, ove nel «696 celebrò
tranne qualche fcinatica declamazione. il sinodo, e con singolare diligenza uè
52 PA L P A L
visitò In diocesi. Mon inPiOmanel 1700 cic.iic caidiiiiilo " l'jjma egli csem-
iu;l i

d'anni (xS, dicesi per dispiacr-re il' essere plaimcnte ricusò la siihliiiie dignità. Per
sialo (orleinenle rini[)roverato ded Papa, (ui il Papa nel concistoro de <) settem-
pcr esscrvisi portato (piandola sua sa- Ine I'".'i3 |)roniinziò dotta allocuzione»,
Iute iì)rse faceva temere tli sede vacante: in cui loilò la somma modestia ed eroi-
l'Iihe sepoltura nel vestibolo ili sua chiesa ca virtù dei prelato, per aver costanle-
con isplendida lapidee magnilìco elogio, meule rinunziato la sacra porpora, che
PALLAVICINO PiANUcnOj Canìiua- per replicale volle aveagli olferto, ed ia
/('. Sort'i natali in l'arma da famiglia di
i tpiello de'.>.3 Io creò patriarca d' Anlio-
specchiata nobiltà, ed uscito appena tlagli cliia in partibus; facenilolo esaminatore
anni dell'adolescenza fu inviato a Monaco de\escovi. Compianto come padrede'po-
dove il duca lo accolse cortese-
di Baviera, veri e sollecito commendatore del no*
mente. Applicatosi quindi allo studio di minato arcispedale, morì in Pionta a' 23
ambe le leggi, ne riportò nell'università luglio 1749 ^ '" sepolto nella chiesa di
meritamente laurea di dottore. Dopo al- s. Spirito avanti l'altare maggiore, cou
cune vicende passò in Pionia, e fu inca- iscrizione e stemma eretto lud nipote,
ricalo del governo di alcune città, e poi ijuale riporta in un al iilratlo dell' illii-
inquisitore a Malta. Piichiamato in Ilo- sire patriarca, d p. Vairani in Ciemoneii-
ma, venne fallo segretario del concilio, sium inonni nenia 177, a splen-
\). in iin

indi governatore di Piouia, cariche eser- dido elogio. Notai nel voi. XLI, p. 36, i

citate con fedeltà e decoro ; benché tar- che con questo prelato si confuse dal
di da Clemente XI fu creato cardinale Novaes nel l. i\, p. 64, Lazzaro Pai-
prete a' 17 maggio 1706, con la chiesa lavicino nato nobilmente in Genova a'
dis. Agnese fuori le mura per titolo. Per i3 giugno i6'S4, da Clemente XI a' 10
la sua scienza e dottrina venne ascritto gennaio 1721 fallo arcivescovo di Te-
alle primarie congregazioni cardinalizie, be, indi nunzio di Firenze, di cui parlai
e mor"i in Roma 17 12, d'anni 86,
nel nel voi. XXIX,
aSo, ed a Maestro p.
sepolto in s. Francesco a Pupa, chiesa da di Camera, morto d'anni 60 passali:
lui beneficata, avanti l'altare maggiore, con>e ottimo amico di Benedetto XIV,
sotto lapide con bell'elogio. questi gli eresse il monumento sepolcia-
PALLAV ICIJNOAntojj Maria. Nacque le con onorevole epilalllo, disegno del
nobilmente dai marchesi Pallavicino in cav. Fuga, il quale per errore, lipogra-
Cremotiaa'i 7 giugno 1674, e dedicatosi fico nel voi. LXV, p. 174 è chiamato
alla romana pi-elatura, diventò votante cardinale, anzi .dopo aver altrove cor-
della segnatura di grazia e segretario della retto Novaes ivi anch'io sbagliai, con dire
visita apostolica e revisione delle messe, che avea ricusalo la porpora. Come l'aino-
BenedelfoXllI nella 1 ."domenica d'olio- re della verità mi fece emendare Novaes,
brei724 consagrò arcivescovo di Le-
lo cosila stessa mi fa dichiarare essere io
panlonellacappella Paolina, coracripoila poi caduto nel medesimo abbaglio.
il n.° I I ic)del79/<7/'/o f// /io/«<7, indi assi- PALLA\'1CIN0 LazzaroOpizio, Ozr-
slente al .soglio e consultore del s. ofiìzio. dinaie. De'marchesi Pallavicino, nacque
Nel 1737 Clemente XII lo promosse a in Genova a'3o ottobre i 7 iq. Fatti rego-
commendalore di s. Spirilo, e fu beneme- larmente gli sludi nel collegio Cleoieiili-
rilodi si grandioso ospedaie, massime del no di Pioma, in cui entrò nel 1732 qual
conservatorio delle proielle. A premiar- convittore; indi fu ammesso in prelatura
ne la dottrina, la pietà, la prudenza, la e deputalo nel i'^^") da Benedetto XIV
mansuetudine, la soavità de' costumi e ablegatoaposlolicoiuBaviera a portarela
la giustizia, Benedetto XIV lo voleva bei reità e cappello cardinalizio al fratello
TAL TAL 53
(Iiirinipoialoie, come disM nil voi. IX, jì. fu preso il fregio della casula o pianeta,
I ()u. I" lite dallo stesso PoriUlicegovi'iiia- chiamato Frixiiim, come rileva Garam-
tore (li Macerata, nel i
." aprile i
'- T4 Io pi, Sii^illo (Iella Oarf. p. 1 10. Non deve-
j)ieconizzò anivescovo di Lepanto e nun- si [ìlio intendere <|ui per la parola pal-
ziodi Napoli (nel cpial tenipoehbe incom- che cuoprc e princi[)almentc
lio tiillociò

nienila l'abbazia di s. Solìa di Benevento), quella veste che usavano gli antichi so-
donile lo trasferì Clemente Xlil alla nini- prap[)orre alla toga e che diciamo iMan-
ziatina di Madrid. A premiar^ servigi i tfllo o Mantellelta, Gozzetta (^.), paL-
resi alla s. Sede, Clemente Xlil stesso ai lioluin , corto o piccolo forraiuolo e si-
9.(ysette!nljre i -GG lo creò cardinale [ire- niili; ovvero Alaiìtellone (f^.), veste ta-
te de'ss. Xereo ed Achilleo, dal «piak' poi lare antichissima senza maniche con
j)assò al titolo di s. Pietro in Vincoli. lunghe falde pendenti d'and)o le sjiallc,

Nel voi. XXXVII, p. 283, riportai la ibr- usata dagli apo.stoli, come riporta lìer-
nialilà con cu', fu (allo legato di Uologna. nini, Del tribunale della rota p. 2 i , chia-
l'er la riputazione ch'erasi acquistata, ap- mata a^\lx pallio; il quale fu detto anche
pena eletto Clemente XIV lo dichiarò se- Cappa (f^-). L'antica veste delta pallio
gretario di slato, cospicua carica in cui era un [)anno (juadrato o quadrangola-
loconfermò subito il successore Pio VI, re, che posto sopra le spalle cuopriva
anche coQjenece^lissimo al re di Spagna, tutto il corpo, descritto da Tertulliano,
e per compensarlo del triregno che nel De pallio, usata principalmente dai gre-
conclave fu in punto di ricevere in capo, ci, perciò chiamali gens palliata, e .co-
laond.e esercitò la carica dal 1 7(k) al mune alle donne; corrispondeva alla to-

l'-iSj, e|)Oca di sua morte, avvenuta in ga de' romani, ed era anche segno di fi-

lioina a'23 febbraio. Il cadavere fu tras- losofo. I medici lo portavano succinto,


portalo in .s. Maria sopra IMinerva, ove perciò delti in Egitto pallioforij questo
si celebrò il funerale, indi tumulato se- costume si disse ancora Peonio,da Peo-
condo la sua disposizione nella chiesa di ne illustre medico degli dei, secondo la
s. INicola di Tolentino delle haUislìnc. mitologia.Fu eziatidio proprio degli e-
Appartenne allepiimarie congregazio- brci,percui narra Buonarroti, De'velri
ni e tenne molte protellorie. Fu lodato antichi, fu costume di fare 1' immagine
per luodeiMzione e prudenza, ed enco- di Gesù Cristo non solo col pallio sulle
niialodal Eorgia nelle Memorie edaaltii. due spalle, ma anco sulla spalla sinistra
PALINSESTI. F. PERr.\MENA. solamente, con la destra e suo braccio
PALLIOj Pallinni. Insigne ornamen- scoperti. Talora Gesù Cristo si rappresen-
to ecclesiastico e pontificale, insegna d'o- tò col pallio nobile raddoppiato come si
nore e d'autorità, proprio de'sommi Pon- faceva della toga, secondo il costume dei
tefici e da questi conceduto ai palriar' cinici; questo raddoppiarsi di pallio, du-
chi, primati, mclropolilaiii, e per privi- plicare il pallio, accadeva quando colo-
legio ad altri l'rycoi'/ ,
portalo sopra le ro che portavano, posta una parte di
lo

vesti pontificali in segno di giurisdizio- esso sulla spalla sinistra, facevano girare
ne: si vuole da Durando, /ìrz//o//^/<' lib. l'altra [)arte dietro alle s[ialle, e i|uesta

3, cap. I ", succeduto all'antico Supcrhu- poi riusciva sollo il braccio destro; ()uin-
lucrale (^.) del sommo sacerdote, e chia- di la rimandavano per davanti alla spal-

mato ancora Razionale e Omophoriiim, la sinistra, soprapponendola su quella


Scola aposlolalit.i. Stola archicpiscopa- porzione di [)allio che già vi era. Il pal-

tiis, Stola ponlifìvalis; fu dello anche lio di Gesù Cristo era [liultoslo granile,
J'tirjf;iuiìi, perchè si soleva tessere con poiché soldati se lo dividero in j |)arli,
i

croci dai frigi, onde talora per il pallio ibrsc perchè buone a qualche uso e an-
54 rA L P A L
( () diviso avesse quali he valore. Il pallio e palliniìi ne'tempi barbari, de'quali pa-

semplice o filosolico si vuole anche ado- lli parlai a Carnevale, Giuoco e analo-
peralo dagli a[)ostoli, poiché essendo giu- ghi articoli : e perchè più braccia di det-
dei, questi l'aveano adottalo ad imitazio- t(j panno o drappo si dà ai vincitori nel-
ne de')>apieiili greci, e l'assumevatio sulla la corsa de'cavalli, fu chiamato il palio
tunica o tonaca, come può vedersi in e conere al palio.

Cancellieri, Dcllt sacre teste, ove dice Il termine di pallio pertanto è nell.»

ritenersi nella metropolitana di Praga chiesa latina proprio dell'ornamento usa-


parte del pallio di s. Pietro, mandato da to dal Papa $n\ Fanone i^T e altre ve- .')

Roma dall'imperatore Carlo IV. Adun- sti sacre, e quello che assumono colóro
que il pallio l'usarono i filosofi e profes- che lo ricevono dai Pontefici sopra la

sori delle arti liherali greci, ad imitazio- Pianeta (/' .), quando celebiano solenne-
ne de'quali sapienti l'adottarono giu- i mente. Il solo Papa pel suo primato as-
dei; era di forma quadrangolare e di co- soluto può usare il pallio, perchè in esso
lore oscuro, onde ingrato ai romani. I evvi la pienissima potestà di tutta la Chie-
cristiani che menavano vita più auste- sa universale, in ogni tempo e luogo, nei
ra, detti asceti, lasciando la toga, prese- concili), nelle funzioni degli antichi pos-

ro il pallio filosofico portato dagli apo- sessi, non però nelle loro cavalcate, ed il

stoli giudei, e come seguaci della vera loro cadavere col pallio si espone ne'fu-
sapienza vollero vestir l'abito degli ama- nerali e si se|)pellisce, e col pallio fu tro-

tori di essa; lo portarono le vergini con- vato quello di s. Leone I morto nel 4^ ' •

sacrale a Dio e in seguito rimase ai soli Quando nel 538 per violenza fu tolto
monaci. Inoltre pallio e palio si dice dal collo di s. Silverio Papa, fu detto al
il haliìacchiiio o omììrella quadrata, chia- clero, che il Pontefice era stato deposto.
mato pure tnappiila o coìiopco, e sotto Gli altri che ne sono fiegiati, possono sol-
questo pallio Innocenzo VII e Martino tanto usarlo nelle rispettive chiese (me-
V fecero l'ingresso solenne in Roma; no speciale privilegio ose lo permettesse il

ed il paliotto fu pure chiamalo pallio, e prelato della chiesa ov'egli accede) e in


fra i doni ricevuti da s. Giovanni I nel certi tempi determinati, non avendo la
')25 dall' imperatore Giustino I, vi fu- pienezza di podestà ch'è sola nel roma-
rono I Spalli! tessuti in oro; già l'impe- no Pontefice, e come chiamati ad eserci-
ratoie Giustiniano I avea mandati a Pa- tarne una parte non possono portarlo
pa s. Ormi.sda del 5 14 due pallii per or- nelle processioni e in altre occasioni di
namento dell'altare di s. Pietro; de'qua- sortire dalla chiesa; tuttavolta il cardi-
li doni fatti alle chiese dai principi e dai nal s. Carlo Borromeo arcivescovo di ]Mi-

Papi, nelle vitede'secondi si leggono mol- lano, e il cardinal Orsini arcivescovo di


ti esempi. Pallio fu altresì voce usata per Benevento poi Benedetto XIII, sempre
significar panno di seta, come si legge nel indossarono il pallio ne'concilii provin-
Compagnoni , Mem. d' Osimo t. 5, p. ciali. Clemente HI estese l'uso del pal-
i47 ; mentre nel t. i, p. 4, elice che fu lio in chi n'è fregiato, a tutta la provin-
ancora un tributo annuo di luoghi sog- cia rispetto agli arcivescovi, ed a tutta
getti verso le chiese principali per la fe- la diocesi riguardo a' v^escovi, dicendosi
sta de'sanli patroni, alle quali offerte u- chiesa tutto quel luogo in cui esercitano
nivausi cerei e altro, come dissi a Jesi e giurisdizione. I tempi stabiliti per por-
altrove.Per ultimo dicesi palio, il pan- tare il pallio, cioè soltanto nella messa so-
no o drappo di seta, prezioso talvolta lenne, perchè vocali siint in partein sol-
per oro intessuto, che si dà per premio a liciuidiais , non in plenitudinein potestà-
chi vince nel corso, in latino brUK'iurn tis, sono il Natale e seguenti due feste,
.

PA L
ncll.i Circoncisione, Epif;ini;i, Joinenica vraslano cpielle delle appendici e 2 so-

(Ielle palme, giovedì e sah!>alo santo, F^a- no disposte tra le prime. Delle formean-
sqiia e segiìenli due feste, Ascensione, tiche e moderne del pallio quale si vede
l'cniecoste e seguenti due feste, s. Gio. ne'monumen'i antlihi, pai lano anche il
battista, tutti gli Apostoli'; nelle 4 feste p. Casimiro, Memorie d' araceli , p. in, i

(Iella Madonna, Concezione, Natività, An- e Cancellieri, Possessi p.


4o ' j ''
P-
^<^'

nunziazione e Assunzione di s. Miche- ; nanrii, Gerarcli'a crei., il citato Garampi


le, Ognissanti , nella dedicazione della e il Borgia, Illem. t. 1

cliicsa, nella consacrazione de' vescovi, La diversità del pallio antico latino
tiiir ordinazione dei chierici, nell' an- dal moderno, sia nella forma e tnateria,
niveiNario dcH'olleniito pallio, nelle fe- sirileva da Innocenzo III, al modo co-
ste principali della caltediale, e in lut- m'era stalo ridotto circa il secolo Vllf,
ti gli altri giorni espiassi nel privilegio De offìc. miss. lib. 3, cap. 63. PalUunt
di concessione.Papa Agapito II del
Il illud,quo majores episcopi ut un tur, eU
t).\.G mandò a s. Brunone arcivescovo di de candida lana conlextum, desuper
Colonia e fratello d'Ottone I, pallio il hahcns circuluni liumeros constringcnleni,
col diritto singolare di poterlo usare ogni et duas Uncas ab uiraque parte penden-

qualvolta gli piacesse, e lo riporta Bona, tes, quafuor cruces purpureas aule, re-
/{fr. li tur. Iib. 7.:\; ed Alessandro
f,cap. tro, a dextris, et a sinislris scd a sini- ,

Il del 1061 die a Lanfranco arcivesco- stri s duplex est, et simplex a dextris. Tres
vo di Cantorbery due palili per grazia etiam acus attrae injìgnntnr pallio ante
speciale, come si legge in una lelteia da prclus, super humeruni, et post tergum,
esso scritta a quelPapa; itnuiii de alta- super dexlerum humerum non in/ìgitur.
ri ex more, quo sanclilas de-
alterimi f/aec qualibcl acus pretiosuni continet
stra missas celebrare constuveral. La lapidcin. Il sacro pallio in oggi ado-
forma del pallio sino al secolo XII, per perato differisce non solo pel diverso
lo più ha quella di un T o di un Y, in- colore delle croci, ma anche nelle due
di impiccolita nel secolo XV, e ridotta- striscie pendenti avanti e dietro, le qua-
la quasi al collo : esso consiste in una spe- li ne'moderni pallii sono di molto accor-
cie di stola o fascia stretta o striscia lunga ciate;^ stile incomincialo prima di vSislo

circa c) palmi e larga la 4-^ parte d'un IV del 147' > come si raccoglie dal ce-
palmo; è simile ad una collana o cerchio, rimoniale di Patrizi, De pallio, et qno-
che posta sopra le spalle circonda il pet- modo traditur, lib. i, sex. i o, cap. 5; e dal
to e la schiena, ed in ambedue le parli sepolcro di quel Papa nella basilica Vati-
pendono due appendici, le quali non so- cana. Il pallio ferma con tre spdloni
si

no aggiunte, ma sono le paiti estreme detti acus e spinulae auraed'oio o altro


del medesimo pallio. Questo ornamento metallo, talvolta nella parte superiore ric-
è' tessuto di candida lana d'agnelli, aven- chi digemme, ericordano 3 Chiodi (^.) i

te 6 croci di talTetlà o seta nera, e gli con cui fu crocefisso Gesù: gli spilloni o
estremi lembi delle appendici terminano aghi si fermano sulle croci poste nel da-
e sono Oliati con piccole lamine di piom- vanti, sull'omero sinistro e nella croce
bo coperte di seta nera, allineile non posteriore, cioè al Papa sul fanone, ne-
pos>a sconvolgersi intorno al collo; an- gli altri sulla pianeta; il Garampi parla
ticamente le croci erano rosse. Queste 6 di diverbi aghi o spilloni gemmali, se-
croci sono distribuite con eguali inter- condo l'inventario della guardaroba di
valli, 1 in mezzo alle appendici o lembi, Bonifacio VHI e altri inventarli, eoa
e 4 nella parte che pusa sul petto e spal- gioie preziose, come zalUii, balasci, gra-
le il guisa di collana, cioè 2 in linta so- nate e pelle groisc. Quanto alla lana cui
56 PAL PA L
forinansi i palili taiilo pd P.ipn clic per le parole: Pasce o\'cs iìica<;, Pitarc rtgiiot
quelli cui è concesso, degli agnelli bene- ntcos, si mandano poi dai suoi sui cesso-
delti dalla lana de'qnali ricavasi, canaio- ri de corpore s. Pclri, ai prelati the ne
gbe notizie, oltre ciò che lipoiteiò, già sono decotali in segno della loro pa.vto-
parlai nel voi. XI, p. 27.5, dicendo pure lale carica, come licavasi dalle parole,
che Donino aposloUco li odie la basilica presso il Daronio all'anno 104", di Cle-
Lateraucnse j)er quanto dirò, e si benedi- mente II a Giovanni vescovo di Saler-
conoins. Agnese, palili risvegliano l'idea l no, cui scrisse mandandogli il pallio: In
del divino Agnello e del buon Pastore. <7"0,quia de veliere ovis est, inlcllige le
Gesù Cristo fu predetto dai profeti sot- oviunipastoreinj anzi anticamente, come
to il nome di agnello, il Precursore in lo è nel pallio de'grecì, era espressa nel
vederlo esclamò: Ecce ^gmcs Dcij nel- pallio stesso la figura del buon Pastore,
l'Apocalisse sotto questa immagine ven- come afferma Daronio all'anno 2 16, nel-
ne lappresentato, per cui cristiani mos- i le vesti sacerdotali e nelle altre cose, in
si da queste cagioni non solo al cibo eu- diversi modi notali da Buonarroti, con
caristicodierono il nome di agnello, ma simbolici emblemi e signidcati. IVell'c-
eftjgiarono il Salvatore sotto questa figa- pist. i36, ad Hcnnannunì co'nitcìii lib.
ra ne'Ioro monumenti enei C'i7//ce (/'.), i, s. Isidoro Pelusiota dichiarò che il

in un alla figura del buon Pastore (^F.), pallio significa la caiità del buon Pasto-
simbolo di sua infinita carità, e per me- re evangelico, il quale ricuperata la pe-
moria di sua incarnazione e risurrezio- coiella smarrita, se la pone sulle spalle
ne, come osserva Buonarroti. 11 Vestri- e la conduce al suo ovile, ed anche il pe-
ni, Disserl. sopra l'uso sacro e profano so della carica pastorale, come osserva
degli agnelli , riferisce che a Gesù, oltre Piazza nel ììlenolog'o roni. p. f\'ì. Parlan-
ti nome di agnello che meritò per la sua do il Bonanm del pallio pontificio e del
innocenza, si diede anche il litolodi Pa- suo significalo, lo dice contrassegno della
store buono, che costituiva noi sue pe- somma autorità che il Fapa ha su tutte
core e agnelli; perciò non mancarono gli le dignità ecclesiastiche, e si spiega nella
antichi cristiani di figurare ora gli apo- formola di concessione a chi n'è ornato,
sloli, ora i penitenti, ora tutti i fedeli in per una parte d'autorità che in lale oc-
loraìa di questi amabili animali, che in- casione gli concede, senza la quale non
cominciando da Adamo primi uomini i possono esercitare molte azioni indicati-
non sdegnarono farli l'oggetto delle lo- vedi ta!eautoriUL,aventlolodichiarato In-
10 cure e ricchezze. Dalle rappresen- uocenzo III nel cap. 5q. Dicilnr palliiiin
lanze del Salvatore in abito di buon Pa- pleniiudo ponlificalis offlr.ii^quoniain in
store colla pecora sulle spalle o come a- ipso, et cum ipso confertur pontifica-
gnello capo del gregge che lo segue, ne lis ofjìcii plenilndo. Nani anlcqunni me-
venne ai vescovi successori degli aposto- (ropolilanns pallio dccorelur non debct
li il nome di pastori del gregge cristiano clericos ordinare, pontifices consecrare,
e l'insegna del Pastorale (^.); quindi per aut ccclcsias dedicare, nec arcliiepisco-
imitare il buon Pastore che sopra le spai- pus appcllari. I misteri e le mistiche
le portava la pecora traviala, venne sia- significazioni del pallio sono molte, e di-
bililo che indossassero sugli omeri a gui- verse si leggono nel Bonanni, così quelle
sa di inozzetta il pallio tessuta di lana delle croci che 1' ardornano e degli spil-
degli agnelli. Aggiunge il Vestrini, che Ioni coi quali si ferma. In sostanza, dal-
i palili formati di dette lance posti sul cor- la materia con cui è composto il pallio
pò di s. l'ielro primo pastore universale e dalla cerimonia della benedizione, so-
dcll'ovilc raccomandatogli da Crislo col- no d'avviso gli scrillori sacri, the sia nel
-

PAL PAL 57
pallio raflìgurato Gesù fullosi agnello in che sia stalo introdotto dagli apostoli, e
olocausto al divin l'ailio; tlovcrsi il gran- pretende che s. Pietro lo conferisse a INIa-
de esempio imilare eia! vescovo, e cjtiesli teriio vescovo di Treveri altri vogliono :

non mai climeiilicaisi d'essere il pastore cheil4-Papf<s. Clemente abbia dato il I

delle aiiin)e, pasloroviutn^ del quale suo palliu agli arcivescovi. hi vece siap[)ren(le
luinistero è un emblema la materia on- dal Baronio all'anno 33G,n." G3, che fi-

d'è conìposto il pallio, per quanto si è no all'anno 32 dell'impero di Costanti-


già dello. Ecco come Gregorio XVI par- no il Grande, in verun luogo viene fatta
lò di questa insegna neirallocuzi(;iie in menzione del pallio pontificale, quindi
cui nel i Hjo dichiarò il patriarca dei non pare probabile che gli apostoli ab-
Caldei {y.). Che però in questo stesso
'» biano avuto un tale uso, poiché sembra
concistoro di buon grado concediamo hi che Uu[)erlò abbia piuttosto inteso par-
mistica insegna del pallio preso-di sopra lare di quel pallio o mantello di cui ser-
il corpo di s. l'ietro principe degli apo- vivansi i cristiani nella primitiva Chiesa.
stoli, per essergli consegnalo dopo che li però indubitato che (|ue)>to sacro or-
secondo la prassi avrà emessa la pio- namento era già introdotto al tempo di
fessione di fede avanti colui che deleghe- s. I\Iarco Papa del 336, essemlo certo
lemodi riceverla: non dubitando nel re- ch'egli ne concesse l'uso al vescovo d'O-
sto che il patriarca non sarà mai per di- slia {y.), il quale con esso consagra il
menticare che la slessa veste di cui vien romano Pontefice, come si legge in A-
decorato, come il santo Pontefice Sim- nastasio Bibliotecario. 11 Chardon, i^/o-

maco ammoni Teodoro Laureacense. pre- lia dcsagvainciili, t. 3, cap. q, tratta del-
senta il segno della croce, per cui sap- l'origine del pallio, figura e privilegi, ri-
pia dover essere compassionevole coi fra ])ortando le diverse opinioni. iXarra che

lelli, ed essere crocefisso con 1' alFelto a- de Marca pretende avere alcuni de'pri-
gli mondo. » Mentre il
allettamenti del mi Papi usato cautele e precauzioni nel
sacro pallio è un piìi su-
il dibtintivo di concedere il pallio, non conferendolo u
blime sacerdozio, non mostri -al di t'uo- quelli che non erano grati ai principi,
li alcuna pompa e splendore, che anzi è cui perciò talvolta domandarono il be-
un semplicissimo ornamento di pura la- neplacito. I patriarchi d' oriente anche
na semplicemente intessuto, quando per essi ebbero il diritto di concedere il pal-
altro alle vesti più preziose si sovrappo- lio ai metropolitani da loro dipendenti, o
ne, ciò a simbolo della carità, la quale per concessione pontificia come dirò ,
comechè meno splendida lurse appari- o per usurpata autorità dopo però l'ac- ;

sca di ahune più illustri virlù divine ed quisto de'paesi orientali fatto dai crocia-
umane che col[)iscono i sensi e gli ani- ti, i patriarchi lo domandarono ai Pon-
mi umani, nulladimeno però essa è su- tefici, come venne statuito nel concilio di
periore a tutti i doni divini ed umani. Lateraiio IV. Essi poi locompaitono ai
Circa l'origine del pallio sacro varie loro vescovi, previo il giuramento di lé-
sono le opinioni degli autori ecclesiastici, deltà e obbedienza alla s. Sct\tì che loro

benché tutti convengano essere anlichis- prestano quantlo lo licevono. jSei voi.
sima, come apparisce dalle leggi canoni- XVIIl, 98, e XXXll,
p. p. 147, parlai
che, dai decreti pontificii e da altri do- come Giovanni XI del q3 1 , concesse per
cumenti. A
Lino immediato successo-
s. brighe il pallio al patriarca di Costanti-
re di s. Pietro comuneniente si attribui- nopoli e successori senza ricorrere al Pa-
sce l'istituzione de'vicri p;dlii, come Pia- pa, ciò che l'Allacci negì). De itiU-rst.liis

lina, lUizio, Illescas, Caccino e altri ; e \K ?.oj; C(jme hi statuito che i patriar-
Puipcrto, Uc dii-in. ofjìc. cap. 27, scrive chi orientali poi lo dumundussero ogni
58 P A L PA L
\olfa e qiiinJi conceilcssero ni sulTrngr»- quanto dir?) in fine) dentro nnn cassetta
nei, lo dissi nel voi, XXXVII, p. iGìi, di argento doralo, la cni chiave tiene \\\

di ciò, di sua ferina, materia e significa- custodia il [tvei^ello de maestri di cerenio-


lo si può vedere Lnilprando,iy<fvvy:)/. rer. nie, die dopo aver ricevuto dal Papa la
Jtal. t. 2, p. 4^<'^ ; ]!oiia, Rer. lifiirg. lib. lana, la fa filare e tesserne i pallii, ed il

J,cap. 24, § i(ì; e Goai-, Eiicliologin/n INIacri dice che prima anche ciò incom-
graec. p. 2'58. L'antico pallio de' gieci beva al decano di rota. Al Pontefice in
era chiamato O/iiophorion, essendo una modo elegante e cospersa di o fiori veri

specie di manto di lino che copriva le ordinariamente nel giovedì santo,


fìnti,

spalle, somigliante a quell' antico de la- umiliano per un sacerdote o religioso la


tini, forma che sembra continuasse nel lana lemonache(anticamenteeranoquel-
JX secolo, nel quale a tempo di Fozio, le nominale nel vol.XII,p. 82, poi quel-
crede il p. Morino che già abusivameiile le della Cìiiesade^ss. Q»(7//ro) che l'han-
si dasse ai vescovi semplici, di che lo ri- no tosata dai due agnelli ( della cui be-
prese Papa Giovanni Vili : questo, però nedizione fo paroh a Pasqua,! quali ad
non deve fare meraviglia, perchè il pai- esse restano) da loro custoditi per coni-
non reca alcuna
Jio ne' vescovi orientali missione del decano della rota, ed anti-
preminenza o cangiamento d'ordine co- camente destinava il Papa monastero, il

me nell'occidente. Il p. Lonanni nel cap. secondo IMacri; poiché, essendo stali gli
76, del pallio usato nella chiesa greca, uditori di rota Cubiculari [f^-) custodi
dice che cominciò a U'^arlo senza pren- de'corpi de'ss. Pietro e Paolo, per la me-
derne facoltà dal Papa, e che antica- moria della consegna di essi a loro attri-
mente nella materia e forma era simile buita, quando Alessandro VII li dichia-
a quello della Ialina, per attestato del ci- rò suddiaconi apostolici, sopprimenilo gli
lato Pelusiola, scrittore greco del 44'^- antichi suddiaconi apostolici, al camerleu-
Osserva pure che sebbene alcuni l'usano go tle' quali spettava far custodire gii a-
di lana, gli altri Io portano di seta e di gnelli della cui lana formavansi i palili,

colori diversi, e talvolta con ricami pre- de'Ioro emolimienli assegnandone por-
ziosi d'oro e gemme; indicare la lana Tu- zione agli alfaristi di s. Pietro. Quindi
miltti del pastore, e se è vero che s. Gre- Clemente X riconoscendo negli uditori di
gorio I Io adoperasse di lino o di bisso rota i privilegi compartili da Alessandro
bianco mischiato con lana, significare la VII, e come suddiaconi apostolici anco-
dignilà del Pontefice. Il pallio greco è la custodi dei pallii pontificii, senza pre-
molto piti largo del Ialino, simile ad una giudizio di quella parte di custodia che
stola e lunghissimo, onde viene posto so- spetta aW AUttrista di s. Pietro (^.), di
pra le spa4k raggirandosi la parte destra cui parlai anche a Mansionario, perchè
sopra pendente dietro
la spalla sinistra e uno di essi ne fungeva l' ollizio, detti i

la schiena, mentre la sinistra pendeavan- emolumenti tolseagli altarisli e li trasferì


ti il petto. Il p. Bonanni ci dà diverse negli uditori. Laonde per la benedizio-
figure, coi pallii latini e greci di più ne de'pallii, l'altarista li consegna al ca-
furme. Del pallio degli orientali parlai merlengo tesoriere degli uditori di ro-
ai loro luoghi. la o ad altro individuo de'medesimij to-
A Fenestrellac relativi articoli par- gliendoli de corpore b. Petri. Con (juali
lai dei brandei, veli o pallii, chesospen- personaggi l'uditore si reca a prenderli
devansi sul sepolcro di s. Pietro o Limi- per portarli al trono pontificio, nel voi.

na Jposlolortun (^.), quindi si regala- IX, p. 70 lo narrai; ivi dissi ancora quau<
vano come reliquie, ed ih seguito vi si pò- do e da chi si benedivano pallii, che so- i

scro pure i paliu pontificali (anche per leunemente li benedice il Papa in trono
P A L P A L 5(3

coino inlrotliisse Beneilcllo XlIT,co! ri- sognn propria ilei soiunio sncenlole; indi
to prescrilto «la Benedetto XIV collii boi- dai Ponlenci venne concesso ad altri ve-
la lìcnim ccclesin<ttiranim, de' 1 agosto 1 scovi, che solevano fure gi-andi istanze, e
174^) pie<!<!0 il suo Bull. t. 1, p. 47' >
rilasciavasi per grandi cagioni, ma giam-
cioè dopo il vespero della vigilia de' ss. mai Io dierono gl'iniperatori, come pre-

Pietro e Paolo nella basilica Vaticana, ed tese qualche scrittore. Antichissimo è l'ii-
in assenza del Papa dal cardinale vesco- so di concedersi il pallio dai Papi, e di-
vo che ha intnonalo vesperi, per lo piii i cemmo clie s. Simmaco nel .jo4 lo die a
il decano del sacro collegio, ma sull'nlt;i- Teodoro di Loirk metropolitano di Pau-
re. Le orazioni per la benedizione dc'pnl- nonia, indi nel )[3 a s. Cesareo vesco-
lii sono diversesele fa il Papa ose vi sitp- vo d'Arles. Nei primi secoli si concedeva
plisce il cardinale ; si recitano a voce pia- a pochi e di vita santissima. A Vigilio del
na,in piedi e senza mitra : nella benedi- 5^o lo domandarono e successivamente
7Ìone ha luogo l'incensazione e l'asiicr- ottennero Anxiaiio e Aureliano arcive-
sione con l'acqua benedetta, sommini- scovi d'Arles; ne fecero istanza e Io con-
strando al Ponteficerincensicre e l'nsper- seguirono da s. Gregoiio 1 Giovanni e
.sorio il cardinal primo prete, non ilcnr- JMariniano arcivescovi di Piavenna, Vigi-
dinal vescovo assistente, perche col fine lio arcivescovo d'Arles, e personale Sia-
del vespero il suo offizio è terminato, grio vescovo di Autun, cui il Papa dicliia-

Qnando la benedizione de'pallii la fa il rò dovere restare soggetto all'arcivesco-


cardinale, il bacile che Li contiene si pò- \o di Lione e che solo prendesse il pri-
ne sull'altare, senza alcun accompagno mo posto tra' sulTraganei. Da più lettere
degli nditoridi rota,avvocaticoncistoria- di s. Gregoiio I si rileva, che non solo i

li e altri, come praticasi se l'eseguisce il metropolitani d'Italia reputavano neccs-


Papa. Bensì due uditori e due avvocati sario chiedere e impetrare il pallio dalla
concistoriali assistono ne'Iati dell'altare s. Sede, ma quelli pure dell'llliiio e di al-

alia benedizione, giacché un maestro di tre lontane regioni. 11 Zaccaiia,z//i//-/''r^-

cerimonie prende dall'allarista alla Con- bronio, t. 2, p. 79, osserva che l'uso di do-
fcssione e riporta ad esso il bacile de'pal- mandare alias. Sede il pallio dagli arci ve-

lii. Deve avvertirsi, che siccome i nuovi scovi, sembrastabililonel742,quandonel


pallii prima della suddetta vigilia si pon- conciliodi Germaniacclebrato das. Doni-
gono dal prefetto di cerimonie ednll'al- facio, coll'interventodi Carlomannoede-
larista, circa in numero di i?., nella no- gli ottimati del regnodi Fr;incia, fudecre-
minata cassetta, c<7yj.?u/.z paìlìornm, al- tatochei metropolitani dovessero ull'apo-
lora il prefetto suole ritrarne altrettan- slolicasedia domandareil pallio e in tul!(>

ti
{
4o erano quelli del 1G87 ) e in sua le cose seguir canonicamente i precelti di

casa li custodisce con decenza per averli s. Pietro, acciocché tra le pecorelle a Ini
pronti alToccasione, ovvero come per lo raccomandate venissero noverati che ; col

pili si prima del concistoro eslrae


pratica, dilatarsi quest'uso, gli arcivescovi coll.i

dallacasseltaque'pallii cheoccorrono.Pcr concessione del pallio venivano dal Pa-


quanto riguarda l'ingerenza degli udito- pa confermali, riportandone esempi au-
ri di rota, si può vedere il Bernini, Del the che domandarono ai Pou-
di concilii
Iribunnle della vola, p. loq, che riferi- telici confermare l'eletto e decorarlo del
sce avere Innocetizo III spedito il pallio pallio : a quell'epoca già si osservava la

ad un arcivescovo per un uditore. disciplina, che i metropolitani elettiecou-


II pallio è proprio del sommo Pon- secrali, non esercitas^ero le fun/^ioiu ar-
tefice nel sacerdozio cristiano, come in tivescovili prima di ricevere il pallio dal-
<piello dcjjli ebiei il supcrumeralc fu in- lu s. Scdej ed all'anlico costume apptl-
6o P AL TAL
lo Giovanni Vili n(;ir<S78, quando con- poscia concessero sifUilto onore al vcsco-
thiiiiiò l'^il)tiso di celli iiieliO[)olilani che vi. Alcune volte i Pontefici assieme col
jiiima di ricevere il pallio osavano con- pallio dierono ai semplici vescovi li pii-

sacrare 1 snflraganei, laonde i l*onlefìci vilegio di non non dal-


essere giudicali se
iie fecero una legge, come di recarsi per- la s. Sede a lei appellandosi, il che fece

sonalniente in Roma a prenderlo, ciò che Adriano II con Eberardo vescovo di Nan-
limisero in osservanza nel secolo XI gli tes ; e s. Leone IX dando il pallio al ve-
arcivescovi d' Inghilterra. Si continuò scovo di Mende gli conferì il privilegio
quindi dai Papi ad ogni nuovo prelato d'essere consecrato dal solo Papa, con che
cui fu accordato l'uso, concedere il pai- divenne immediato snffraganeo della se-
lio, ^ranne qualche eccezione, come del- de apostolica, solo riconoscendo il Pon-
r arcivescovo Sollaniese sotto Giovanni tefìce per metropolitano. In progresso di
XIII e dell' arcivescovo Cabaltense nel tempo fiuono palliati i vescovi sulfraga-
dominiode'tartari da Clemente Y, aVpia- nei esenti e non esenti dalla giurisdizio-
lì permesso non solo di assumei lo, ma
fu ne de'loro metropolitani, non però coa- i

che ne potessero servire succes'^ori, a


se i diulori de'metropolitani, e ne fu sempre
cagione della lontananza de'luoghi men- ; rigettata dalla s. Sede la domanda, co-
lie gli altri arcivescovi e vescovi palliati, me rigettata l'istanza che ne fece cpi al eh e
quantunque lontani da Roma, sono sta- abbate: però a' 4 giugno 1807 Pio VII
ti seppelliti col pallio, né questo mai è accordò il pallio al coadiutore (lell'arci-
pass;ilp a'ioro successoli. Il pallio in prin- vescovo di Goa, con condizione di farne
cipio fu proprio del Papa e de'palriar- uso nelle solennità maggiori e di consen-
chi, in seguito divenne prerogativa del- so dell'arcivescovo.
le diocesi romane,e poco a poco fu con- Il pallio non si suole concedere ai pa-

giunta a qne' vescovi che Pontefici di- 1 triarchi titolari ù in partibus, perchè non
chiararono legati, o vicari apostolici del- Inumo la propria chiesa .di residenza, né
le diverse regioni. Nel secolo \ Il si con- per la medesima ragione agli arcivesco-
cesse a diversi vescovi benemeriti della vi titolari. Neppure si concede agli arci-
chiesa romana, e nel seguente la maggior vescovi cattolici di rito greco, ruteno, ma-
paite àtiiiietropolitaju furono dotali di ronita, siriaco, raelchita, ec. perchè in es-
t.ile insegna. Nota Chardon, che 1 sem- si lo g<jde il solo patriarca; si concede
plici vescovi per cagione del pallio si at- peiò ai metro[iolifani di l'ito greco-ru-
tribuiiono il nome di arci^'c scovo e Te- tenOj come a quelli di Riovia e Leopo-
senzione dalla giurisdizione de'loro me- li. conceduto il pallio per privilegio
Si è
tropolitaoi, benché i Papi nell'insignirli apostolico e in perpetuo alle chiese ve-
deìla prerogiitiva del pallio avessero av- scovili di 0-,tia, Pavia, Arezzo, Autun,
\ertilo,non volere portare pregiudizio ai Wurmia, Cinque-
Erbipoli, Passavia,
diritti metropolitici uè alla disciplinajma chiese e I\Ialta, per non dire di altre che
invece dipoi 1 decorati del pallio scosse- noto a' loro luoghi, così le accennatecon-
ro il giogo dell'obbedienza canonica, col cessioni. Narra il Macri, che l'iraperato-

pietesto del bene della Chiesa ricoprendo re Giustiniano I lo domandò pel vesco-
la propria ambizione. Così fecero Gode- vo di Giiistinianopoli, città da lui edifl-
grando vescovo di Metz, cui per benemc- cala, ma s. Agapito I lo negò per non pre-
renze die il pallio Stefano ili, e il succes- giudicare i metro|)oIitani, importunando
sore Angelramoche si attribuirono il ti- quindi Papa Vigilio, questo lo accordò,
toloarcivescovile, come fecero al tri e prin- Talvolta il pali io è sia lo conceduto ni ve-
cipalmente il vescovo di Dol,onde Pa- 1 scovo di qualche cattedrale vita durante;
pi con riserve solenni e cautele, di rado si chiamò pallio personale, perchè coq-
P A L PAL 61
estinto alla persona, non nlla cliicsn, co- nrl 1807 allorché Irasfen aSocpusio l'ar-
me l'cbbcTO i vescovi ili Pace nel 1 5G8 civescovo ili Lubiana Biif^iilo, gli licu-
(la s. Pio V, Pny. nel 179.4 *^^ Bene-
tli so di continuare ad nsaie il pallio; lo ne»
detto XI li, di Marsiglia nel 1731 da Cle- ^ò pure nel 18?. 3 a Clinlons vescovo di
nicMle XII (nel 85 Pio IX Io concesse
i i Sccpiisio, nel 187,'?, a Cliabons vescovo
perpeloo) indi da Pio VII
alla chiesa in ;
di Piiy liiftlalo ad Amiens ( al quale per
nel I vescovo di Troyes che aveva
80.Ì il diverse consuetudini l'avea concesso nel
dimesso rorcives(Tovato d'Auch, e quello 1817, in un al vescovo d'Autun, //e v^e-

d'A utim cheavea dimesso -l'arci vescovato ciali dono gratìnc coiicessum), e nel 8^3 r

di Tolosa, ed a loio lo spedì senza la con- al vescovo di Perpignano, per cui face-
sneta istanza in concistoro, e ciò per le va premura il cardinal Clermont-Ton-
piemnre di Napoleone, ed in vista de' luc- ncrre. Essendo poi un arcivescovo tra-
riti di qne'prelali. Qualche volta ebbero sfi^ritoadaltrasedearcivescovile residen-
il pallio anthe alcuni vescovi litolari in ziale, ritiene il pallio della priina;efa u-
pa rtib US come , nel iG>5 l'arcivescovo di so del secondo pallio die ricevè e impe-
iMira,nel il>7() e nel 1670) gli arci vosco- tròdallas. Sede, la tpiale lo concede per-
vi di IMarcianopoli ; nel i()ti i palliar- che nuova chiesa sia piìi stretto; an-
alla

chi di Costantinopoli, Alessandria, Antio- zi ritornando alla prima sede donde fu

chia e Gerusalemme; nel 1671 gli arci- traslalo, deve domandare un 3.° e nuo-
vescovi di Tarso e di Damasco;nel iGyS vo pallio in vigore di una nuova piovvi-
l'arci vescovo di Cesarea, nel 178) il ve- sione, senza il quale non può in essa e-
scovo di Babilonia, che nel i8'|r) lo ri- sercilare giurisdizione. Va avvertito che
cevcile (le j'itre dal Papa regnante per morenilo colui che abbia consegnilo due
avere dichiarato la sede arcivescovile, o tre pallii, deve vestirsi con (jnello del-

Siccome il pallio si ritiene sempre, quan- la chiesa che avea per ultima, gli altri si

ilo luì arcivescovo di chiesa residenzia- pongono sotto il capo. In caso di perdi-
le passa ad una titolare non lo perde, la del pallio, bisogna domandarne altro
anzi divenendo poi arcivescovo di altra al Papa, non polendosi usare quello di
chiesa lesidenziale ne riceve un altro e altri, essendo un ornamento personale,
viene sepolto con due pallii: il cardinal Dal Cardella e da Lello si ha,cheilcar-
Cadolini arcivescovo di Spoleto ebbe il ilinal Cardona nel condursi dopo liau-
pallìo, quindi arcivescovo titolare di E- ni all'arcivescovato di Monreale, in ma-
dessa e lesidenziale di Ferrara perciò ri- re gli fu rubato il pallio dai corsari, lo
cevè altro pallio dalle mani di (iregorio che saputo da Clemente VII, senza islan-
XVI nella cappella segreta del Vaticano za gliene trasmise allio nel 1
"'>,'), eil car-

agli8 febbraio 184.3. L'ai ci vescovo che ha dinal Orsini niedianie moto-pro|)rio pou-
dimesso la propria chiesa, conservando il lificio lo consegnò alsuo procuratore, ac-
titolo arcivescovile,o che viene traslalo ciò quella chiesa non restasse senza que-
a chiesa vescovile o a titolare ancorché st'onore. Avendo Sansone arcivescovo di
particolare, non può usare il pallio, ciò Piciins incoronato Luigi VII in Bourges^
che confermò Innocenzo III e la congie- l'arcivescovo di (piesta città pretese che
gazione de'riti nel i6o4, quando l'arci ve- nella propria chiesa spellava a lui il ili-

scovo di Ragusi fu trasferito a Maiorca; ritto e ricorse a Eugenio III; questi pri-

bensìcomehodelto, il pallio rimane pres- vò Sansone del pallio,

so l'arcivescovo e con esso si seppellisce II ricevimento del pallio conferisce hx

sotto il capo, altrettanto facendosi se chi j»ii;nezza del jtontillcale ollicio. Siccome
gode il pallio perla sua chiesa n perpri- li vescovo non ha pieno diritto nel suo
\degio, morisse fuori di provincia. Pio\ li \cscovalo se non è consccrato, così l'ar-
,

(Ì2 PA L TAL
civescovo nella sun piovinciii non lia il ngnelli, e somministrine la inaleria del
pieno polcM e (indie non lia lircvulo il pai- simbolo delia pienezza della paslorale po-
lio, e]iiima non può rsercilaie quelloclie desia, derivare alle chiese minori la pro-
riguarda l'ordine arcivescovile, per lo ine- pria dignità e lustro, come dal suo ve-
ne le cose maggiori e più gravi, come sa- scovo deriva negli altri la assunzione ed
rebbe convocare il concilio pfoviuciale ,
elezione a pastori de' popoli e delle cliie-
consecrare i vescovi, dare il crisma, de- se diverse dil mondo. 11 pallio si dà in
dicar chiese, ordinare chierici, ed altro Co/if/.?/o/"o, o particolarmente se per gra-
cile non può esercitare senza il sagiifizio zia speciale si dà personale, perchè la pe-
della messa nelle principali solennità e tizione in concistoro nasce da un dirillo.
tempi dichiarati di sopra, e s. Gregorio Gregorio XVI colle sue mani consegnò
1 riprese l'arcivescovo di Ravenna per- privatamente il breve Niìiil certe iiobis
che portava il pallio nelle processioni: può if/77//'a,9_, de' i G aprile 1846, ed il pallio
imlladimeno accordar facoltà a' vescovi ul cardinale Ugone de la Tour d'Aiiver-
di consecrare il suo sulìragaiieo, ed al- gne Lauraguais vescovo d'Arras, con fa-
tro fare che sia eseguibile colluso della colta d'usarlo ne'tempi prescritti in Ar-
-Stola, cóme consecrar vasi sacri, destina- ras e sua diocesi, concedendolo alla sola
re e benedir cimiteri, ec. Però il cardi- sua persona peisingolari meriti che lo di-
iial Lodovico
Lorena arcivescovo di
di stinguono, e per aver piti volle rinunzia-
Iieims, quantunque non avesse ricevuto il to arcivescovati per amore di sua chie-
pallio, ollenneda Gregorio XIII di poter- sa ; il cardinale s' inginocchiò e il Papa
vi convocare il sinodo provinciale. Vedasi senza formalità glielo impose, facendo il

Layman, Deauctorilate e(u<;ii pallii, cap. segno della benedizione. 1 cardinali, ben-
cunclus n." 2, ed i trattatisti. Perdendo che hanno tutte le insegne vescovili, non
1 arcivescovo il pallio può esercitai'e lesue godono questa del pallio, tranne quelli
incondjenze Hiichè ne abbia ricevuto al- costituiti nelle dignità cui è concesso, e
tro; il palliodi cui non potè far usoquel- quelli che l'usano per privilegio,
lo cui fu accordato, deve bruciarsi e por- Dovendosi fare l'istanza pel pallio nel
si le ceneri nel sacrario : tanto decretò la concistoro seguente a quello della pre-
congiegazionede'riti nel 1 606. Nelle par- conizzazione delia chiesa, non conceden-
ti lontane, con didereuti occasioni o coi- dosi che dopo la spedizione delle bolle,
rieri se ne spedirono due per prevenire come disposero s. Pio V e Gregorio XIII,
il caso di perdita d"uno;giunti ambedue così l'uditore del Papa accorda dispensa
al loro destino, uno si respinge a lio- d' abilitazione per ottenerlo nello stesso
ma. Il pallio simbolo della dignità e giù- concistoro. Sul modo di domandare il pal-
risdizione metropolitica de' patriarchi lio in persona o per procura, senza la quale
primati, metropolitani o arcivescovi, de- concedesiagli arcivescovi dell'Indie; eco-
vesi impetrare entro lo spazio non piti me il prelato uditore abilita a conseguirsi
di tre mesi dalla ricevuta conseciazione nellostessoconcistorodellapreconizzazio-
episcopale, o conferma se già consecrato, ne, feci parola nel voi. XV, p. 232: quan-
l'.rima della quale impetrazione non può ta solennità bisognava per chiederlo an-
esercilarsi vcrun alto di giurisdizione o licamente, lo racconta Baronio all'anno
funzione vescoN ile o metropolitica al mo- i iS^, n.° 35. Se quello che deve avere
do detto, anzi strettamente non si polreb- il pallio è presente in Roma, ne fa egli
he assumere il titolo e nome di arcive- stesso l'istanza in concistoro vestito di cap-
scovo. Con questa disciplina si è voluto in- pa, insieme a i\n Ak'^'occiIo concistoriale
dicare dalla patriarcale e cattedrale basi- (^^.)genufle.s.si, cioè appena terminato il

lica Lalcrancnse, neirulh ire al Papa i due coucisloro, prima che il Papa ne parla; i
r A L PAL 63
non preieuli dopulann mi piocmntore. le il cirdinal pone indosso il pallio reci-
Un a V vocale concisloiiii le nello stesso con tando un'orazione secondo il pontificale
cislnro non pu?) fare l' istanza per due e cerimoniale romano, ed esorta chi lo ha
palili, cos'i dicasi de'procmatori : il primo ricevuto custodirlo diligentemente, ed
rsctnpio della postulazione del pallio fat- ni procuratori di trasmetterlo ai rispetti-

ta da un avvocalo concistoriale è del vi prelati, per mezzo di persona sicura.


i5ic), come riporta il Cartari, ^dvoc. JN'el n.' 17 del Diario di Roma i8o5 si

syllabuin,p. io4- Talora per alcune cir- dice del concistoro tenuto da Pio VII nel-
costanze furono accordali senza formale l'episcopio di Parigi, e che il procurato-
jietizione, come fece Pio VII con diversi le del metropolitano di llalisbona doman-
nel 1804, con rescritlodcl nominato u- dò il pallio, rome per sé ft^ce l'arcivesco-
dilore, e perciò dispensò ancora di desti- vo di Tours. " Essendo quindi pnitiloil
nare uno speciale procuratore, pagandosi Papa dall'episcopio, il cardinal Braschi
però le consuete propine. Ciò avvenne per- primo diacono, fece dire la messa da uno
chè il Papa dovea partire per Pai'igi, ed de' suoi cappellani, essendo sull' altare
in favore degli arcivescovi di Amalfi, di i due pallii due arcivescovi di Tours
; i

Trani, di Manfredonia, di Rossano e di e di Bordeaux (d quale avea già ricevu-


lìenecnela o Caraccas. Un cardinale che to il pallio, ma noneragli ancoraslato im-
come arcivescovo o come vescovo d'O- posto) fatta la professione di fede e pre-
stiaha l'uso del pallio, in concistoro non slato il giuramento, colle consuete preci
movendosi dal suo posto, subito dopo pre- die loro il pallio, ed i due arcivescovi die-
conizzato fa personalmente o per procu- rono in seguilo la benedizione.
ra d'altro caidiiiide la postulazione colla Il pallio fuori di Roma si deve rice-
ibrmola,a cui il Pontefice risponde: Pro- vere (la un arcivescovo o vescovo, si in
pediem dahìrnus. Ecco la forn)o!a pro- terra che in mare; ma quanto al vesco-
nunziata a Gresforio XVI dal cardinal vo di Malta, che ne gode il privilegio, non
Macelli pel decano cardinal Micara infer- essendovi nell'isola altro vescovo., Pio \ II
mo. Bealìssiiììc Pater. Ego Piiirentius a'20 settembre 1807 con suo breve de-
S.R.E. caidinalls IlJnccJdprocurnlorrcv. legò ad imporlo la dignità della cattedra-
card. Jì/icnra cheli ecclcsiae Osliensis le, premesso il giuramento del vescovo.
prò pai le tjusdcm rei', card, et procuralo- All'attuale arcivescovo di Monaco l'im-
rio nomine inslniiler, instonliiis, et inslan- pose nunzio apostolico che pontificò nel-
il

tixsinie pelo ci tradi etassigiiari pallium la metropolitana, e nel dì seguente seguì


decorporcb. PclrisiiiiijUuiii in quo est pie- l'installazione del prelato nella medesi-
nitudo poutifìcalis ofììcii.pro ecclesia O- ma. Innocenzo VI commise ai cardinali
slieiiii iibi commissa. Le altre formoie Molile e Tour di dare il pallio al cardi-
tli petizioni, cambiali nomi, sono egua-
i nal Bertrand, che come vescovo d'Ostia
li. IN'cl voi. XIX, p. 28 r, dissi che secon- dovea coronare in Roma l'imperatore
do r antica disciplina il cardinal primo Carlo IV. Il nunzio Archetti fu delega-
diacono o in sua vece il più antico, im- to in Pietroburgo a dare il pallio all'ar-
pone ai presenti o consegna ai procura- civescovo di Mohilo\v da Pio Vi, ed il
lori degli assenti il pallio, previo gluru- Bercastel, Storia del crisi, t. 35, p. 1 i i,

luento di fedeltà alla s. Sede, dovendo as- riprodusse la bella allocuzione pionuii-
sistere a questa tradizione il camerlengo ziata dal prelato in tale circostanza. Ai
degli uditori di rota, invitalo dal prefet- cardinali suole imporlo ilPapa nella
to delle cci inionie. Per cpiesla imposizio- sua cappella segreta; però Urbano VIII
ne o consegna, nella caj)pella privata del ciò fece nella cappella Boighesiana della
cardinalcbi celebrala uicssa, dopolaqua- basilica Liberiana, coi cariliuali Spinola
C4 PAL PAL
e Alhnrnnz, aicivcscovi di rompn«;loIIn e avrliiepì.'ìcopalis [vel pnUiiiìrh(ili<i) nn-
(Vi Tainnlo; c(^l(;m»'iiU; XI iic;l i
7 i f
) I»T iiìi/iis nppellnlinne, ut co usnris intra co
l'Ascensione, avendo cckl)ialo messa nel- cb'r.iani tuain certisdichns qni expiinmn-
la basilica Lafcrancnse, ivi lo diede al car- tur in privilcgiis ab apostolica sede con-
dinal Aslalli decano. Pio VII nel kStio ccssis. In nomine Pa -^ Iris^ et Fi -^ Hi,
nella cappella Paolina del Quirinale l'iai- et Spiritus -jjf sancii, Amen. Il cardina-
pose al cardinal Soniaglia decano. Gre- le quindi bacia il piede e la mano al l'a-
i^orio XVI nella cappella segreta del Va- pa,e ne riceve l'amplesso doppio, recan-
licano lo confer"! a' 2(S-gennaio i84'?- <tI dosi poi il cardinale a ringraziare il l*a-

cardinal de Angelis arcivescovo di Fer- pa nelle sue stanze. A Urnedizione e Con-


mo ; nella cappella dell'Annunziata del sacrazione DEL Pontefice parlai di que-
Quirinale nel 1 ^44 ^g'' ' ' luglio al car- sta funzione, in cui il cardinal r.° diaco-
dinal Micara decano e vescovo d'Ostia; no, aiutalo dal 2.°, impone il pallio pon-
ed ai 29 al cardinal Carafa arcivescovo tificale al Papa, colla forinola che lipor-
di Benevento, col seguente cerimoniale. tai nel voi. Vili, p. iGG, dopo averglielo
11 cardinale si porta nel luogo ove deve dato a baciare nella croce posteriore, fer-

ricevere il pallio, in abito del colore cor- mandolo con tre spilloni d'oro gioiellali.

lente, ed ascolta la messa d' un cappel- Quanto riguarda 1'


uso del pallio nel Pa-
lano sccrieto a sinistra del genutlcssorio pa nelle altre funzioni, lo descrissi a Cap-
del Papa (il quale non è necessario che i-elle PONTIFICIE, avvertendo che lo ritie-
vi asMsl;i) con banchetto e cuscino, nel ne dopo la messa se ha luogo la solenne

fpiallempo il pallio è sidl'altaie in Cor- benedizione, altrimenti il cardinal diaco-


una' angeli I sopra un tondino d'aigenlo. no del vangelo che glielo ha messo lo ,

Terminata In messa, il caidinale depone leva e pone sulla mensa dell'altare. Ve-
la mozzetta e la niantelletta, ed assume dasi il Chiapponi, /^c/r/. ss. p. 227 e 236.
sopra il rocchetto l'amitto e la pianeta Osserva l'Olstenio, che riconoscendosi la

bianca. 11 Pontefice vestito di rocchetto, tomba del principe degli apostoli come
mozzetta e stola, assislitodal vescovo sa- il principio della potestà spirituale e del-
grista, dall'uditore di rota in rocchetto la giurisdizione ecclesiastica che risiede

e manlelletta, dal prefetto delle cerimo- nel Papa suo successore, questi anlicamen-
nie, e dai cappellani e chierici segreti in te da sé slesso levava il sacro pallio dal
cotta, sipone a sedere su faldistorio o se- corpo di s. Pietro e se lo metteva sopra
dia in mezzo della pradella dell'altare, o le spalle, donde tuttora si levano i palili

nel lato del vangelo se nel tabernacolo pei patriarchi e metropolitani, e loro si

è il ss. Sagramento. Il cardinale recasi a- danno, come segno della comunicata giu-
vanti al Papa e in piedi rinnova la po- risdizione. Finalmente diversi di quelli
stulazione del pallio, indi genuflesso legge che hanno 1' uso del pallio, con la figu-
il giuramento. Quindi il Pontefice pren- ra ne ornano la parte superiore de' loro
dendo il pallio dall'uditore di rota che ne slemmi. Si può inoltre leggere sul pallio:
sostiene il piatto genuflesso a destra, te- Co logerà, Oy9»5c. t. 37, p. 43j: Disscrt.

nendoli sagrista la bugia ed un cappellano sopra il pallio degli ebrei e de' cristiani.
il libro, impone al cardinale il pallio, leg- C. P. Riether, De pallio archiep., Jenae
gendo Adhonorcni onini-
ipiesta l'ormola. 1628. M. Paolo Leone, De auctorilate
polcnlis Dei et B. Mariac scmper i'irginis, et usa palla pontificii, Romae i649- ^^

ar bb. nposlolonini Petri et Panli, nec non Cralion, Palliuni archiepiscopale, Pari-
ecclcsiae N. libi conimissae, tradiinus libi siis 1GG9. A. Baldassarri gesuita. Il pallio
palliiiin (le corpore b. Pelli siiniptiini, in apostolico dilucidalo, \euez\a 17 19- C.
c/no est pleniludo pontificalis officii cuni M. Seidel, Disseti, jnridico-canoiiica de
,

P AL PA L 6j
on'ffinc, u.<!u elauctoritate pdUiì archi cp., le romana. Di cuore grande e generoso
JJelmstiidii X'J^S. i. G. Periscili, Tra- giovò altrui e lasciò monumenti degni
ctatio canonica de origine, usa et aneto- di eterna memoria. Liberale co'forastie-

ritalc palla archiep. ubi siinnl fura xtdis ri e pellegrini, prolesse Tasso; fondò nel
fllogitnliiia cantra llcrbipolenseni de col- suo palazzo, ora de penitenzieri Faùcani,
talo huic nuper palili usu vindicaturj et un collegio per 12 studenti dì teologia,
J. Gasp. Barlhel, Dissert. de pallio sub che lasciò sotto la cura del nipote poi
incundeni revocatur. Dissert. de pallio cardinale, provocando loro beneflcii e
cani i'indiciis palla I/erbipolensi, Ileibi- dignilù. In Cosenza istituì il seminario
poli 1743. Acccdunl Daw. Papebiocliii, con rendile, e v'introdusse gesiuli; dai i

De usu et forma palla aniniadi>ersioncs, fondamenti fabbricò nuovo coro e pre-


cuni nutbusdani obseri'ationibtis, Ilei in- sbiterio, ed un portico presso l'episcopio

staclii 1^5^.. J.GavnevVì, Dissert. de usu per ricovero de' poveri nelle pioggie, tra-
palla, intei- Disciplina populi Dei, Fleu- sferendo il battisteiio in silo più decen-

ly, eillta a F. A.Zaccaria, Venetiis 1783. te. Zelante dell' onore di Dio e del de-
Gio. L. Beiti, AnUchilà del pallio e se si coro de' sacri templi, ne edilìcò alcuni,
concede ai metropolitani? nelle sue Pro- altri abbellì e restauiò. In Caldarola e-
se volgari p. 273, e nel t. 9 delle Dis-- resse la collegiata di s. Martino con ren-
5r/7.<'rc/. di Zaccaria, p. ii'ò. Dom.Geor- dite, ed il monastero di s. Caterina con
gii, Liturgia liont. Pont., fra le Dissert. doli per povere zitelle da nominarsi da-
recitate ncll'accad. di Benedetto XIV, ri- gli eredi. Nell'abbazia di s. Ginesio (della
cordala nel n.° 6721 del Diario di Ro- quale parlai nel XL,
voi. 290) edificò
p.

ma I -j], in una quella diFr. L. Schnell; le chiese della Madonna s. Grego-


e di
Del pallio usato dai prelati, e perchè di rio. Passalo al titolo di s. Lorenzo in Lu-
(Hiesto si servono nell' amministrare il sa' cina, restaurò la parte minacciante rovi-
gramento dell'ordine e non in quello del- na, e il contiguo palazzo del titolare, cui

la confermazione; la vera origine del pal- fece notabile aggiunta. Nel 161 i diven-
lio pontificale da chi unicamente dipen-
; ne vescovo di Frascati, ove nella catte-
da il conferirlo j a chi sia sempre stalo so- drale eresse con eleganza l'altare mag-
lito il sommo Pontefice di conferirlo nel- giore di marmo, 1620 di Porto.
e nel
la chiesa greca e latina, e quale finalmen- Dopo essereintervenuto a 6 conclavi, mo-
te sia l'uso del medesimo. rì in Roma nel 1620, d'anni 72,6 tra-

PALLOTTA Gio. Evangelista, Car- sferito in Caldarola, fu sepolto in dello


dinale. Nac(jue in Caldarola, diocesi di Ca- monastero, in cui il cardinal Guglielmo
merino, d'una delle primarie famiglie. lu nel I 788 collocò onorevole iscrizione a lui
Roma entrò nella corte del cardinal Peret- e al seguente cardinale suoi consangui-
tijda cui ottenne il canonicato in s. IVIaria nei. Sebbene di esteriore austero, fu pio,
ad Martyres. Divenuto il cardinale Si- alfabile, umano, benigno, uUlcioso e di
sto V, lo lece canonico di s. Pietro , si- candidi costumi.
gillatore della penitenzieria, segretario PALLOTTA GiAvinATTisTA, Cardina-
de'memoriali e datario, lo consagrò nel le. Nacque in Caldarola, nipote del prece-
i")<S7 arcivescovo di Cosenza, e a' 8 di- 1 dente, e s'istruì nel convitto di s. Bernardo
cembre lo creò cardinale preledi s. IMat- di Perugia, sotto il celebre Bonciai'io. Gre-
teo in Merulana e arciprete della Chiesa gorio XV Io fece vicelegato di Ferrara,
di Pietro in f'^aticano (^.), colla pre-
s. UrbanoVIlIcolleltoreapostolico in Por-
fcltura della fabbrica e la carica di pro- togallo, dove con invillo coraggio man-
datario. La sua integrità e prudenza gli tenne illesi i diritti ecclesiastici, procac-
procacciarono l'applauso di tutta la cur- ciandosi l'aminirazione degli stessi avver-
VOI.. LI. 5
66 PA L PAL
sari, come Lugoncl libro a Idi
rilevò tle ma, e si distinse nelle conclusioni di fi-

dedicalo: Iter Lanrclanac Uomus.Tov- losofìa, e nella recita delle dissertazio-


nato in Roma ne fu eleUo governatore, ni e discorsi. Presto venne impiegato a
ed imparzialmente amministrò la giu- servire la s. Sede, e come uditore del
stizia. Inoltre Urbano Vili, in premio nipote di Clemente XIII, questi lo fe-

di sua mirabile integrità, lo consacrò ar- ce canonico Vaticano, giudice della rev.
civescovo di Tessalonicaj e spedì nunzio fabbrica, prelato domestico e altarista.
straordinario all'imperatore Ferdinando Clemente XIV lo nominò economo del-
Il per allontanare la guerra da Italia, e la slessa fabbiica di s. Pietro, segretario
vi restò nunzio ordinario, sostenendo l'o- del buon governo, e tesoriere generale,
nore del princii)e e le ragioni della Chie- carica che disimpegnò colla più grande
sa laonde a' iq novembre i(Ì2f) lo creò
;
integrità, esattezza e vigilanza. Pio VI ai

cardinale preledi s. Silvestro in Capite, 23 giugno 1777 '° creò cardinale prete
e l'imposizione della berretta cardinali- di s. Eusebio, e prò- tesoriere generale,
zia l'eseguì l'imperatore. Fatto legato di successivamente conferendogli le prefet-
Ferrara, con prudenza e valore aumen- ture del concilio e delle acque, le protct-
tò le rendile senza aggravio de' popoli, torie di più città, collegi e luoghi pii, e
the provvide nella carestia. Spurgò il l'impiegò nelle più distinte congregazio-
canale di Comacchio, che prese il suo no- ni; a tutto prestandosi con indefessa e
me, rendendone più salubre il clima; il saggia applicazione, per la vita sistema-
suo nome rimase pure ad una villa da tica e metodica che menava e soleva ,

lui posseduta in Roma fuori di Porta dire: il perder tempo a chi più sa, piìt
Pinciana, ed ancora detta Grotta Pab .spiace. Morì litolare di s. Maria degli

lolla. Per sua opera la nazione Picena Angeli, d'armi 68, a'2 settembre 795, i i

ottenne la Chiesa di s. Salvalorein Lau- compianto da tulli i buoni, chiama lo spec-


ro {V), con l'annesso collegio, contri- chio di virtù e modello di rettitudine, ve-
buendovi pure con sommeconsiderabili, nendo esposto e sepolto nella chiesa di s.

e celebrando con solenuissima processio- Maria in Campitelli, per avere abitato il

ne la festa della Madonna di Loreto, de- palazzo incontro. Il Cancellieri nelle Dis'
scritta dal Cardella , Memorie t. 6, p. scrt. sui Discoboli p. 5:j e seg., riporta e-

2g4, e dal Profdi p. io, nell'opuscolo rudite notizie sull'antichissima famiglia


Antonio Pallotlae card. Nel iGGGotteu- Pallotla oiiginaria di Messina dei conti
ue il vescovato di Frascati, dove aprì il della Rocca, e quelle del cardinale con det-
seminario che per lo più mantenne a sue taglio, in un a quanto dissi nel voi. VII,
spese. Nell'anno santo i65o convitò nel p. 56.
proprio palazzo i poveri pellegrini, ser- PALLOTTÀ Antomo, Cardinale. O-
vendo loro a mensa. Nemico dell'inte- riginario di Calderola nel Piceno, ma
resse, sempre ebbe in mira il pubblico nato a' 23 febbraio 1770 in Ferrara,
vantaggio, e fu d'animo gagliardo. Mo- dal conte Gio. Mario vice-castellano del-
rì in Roma nel 1 668, d'anni 74. "^^ S'oi"- la fortezza, e dalla contessa Giulia Maf-
110 e ora in cui era nato (l'elogio lo ci- fei. Dopo essere stato educato nel semi-
tai nelvoi. Vll,p. 56), e trasportato in nario di Frascati e nel collegio Naza-
Caldarola fu sepolto in s. Caterina. reno di Pioraa , attese agli studi legali
PALLOTTÀ GuGLini-MO, Cardina- sotto la direzione del precedente zio car-
le. Nacque in Macerata dal conte Pa- dinale, e Pio VI nel i 796 lo ascrisse per
ride ; ingegno e aman-
dotato di felice processo fra i prelati referendari , e fe-
te della lettura, apprese le scienze con ce benefìciato di s. Pietro. Pio VII suc-
successo nel collegio Nazareno di Ro- cessivamente lo uouiiuò nel 1800 ca-
PAL PAL 67
nonico Valicano (ed allora rivendicò ai popolo, opera stimabile del cappuccino
colleglli il privilegio del protonotarialo genovese prodotta ad imitazione di Gui-
abbiano prestato giu-
apostolico, tostocliè do Reni ed il codice membranaceo di
;

ramento al cardinal camerlengo); ponen- Ferdinando Cordubense, De consultan-


te del buon governo, annoverandolo fra di ratione, che Cancellieri avea illustra-
i prelati aggiunti alle congregazioni del to con Lettera al cardinal Ani. Pallolla,
concilio e della fabbrica; nel 1802 udi- Pesaro 182G.
tore di segnatura ; 18 14 commen-
nel PALMA. Pianta con ampio fascio di
datore di s. Spirito, nella quale carica foglie nella sommità, spadiformi acute
fu d' instancabile zelo pel buon ordine e sempre verdi, assai comune nella Pale-
vantaggio del pio luogo, onde pubblicò stina, nelle Indie orientali ed occiden-
diverse provvidenze; nel 1 8 1 f) uditore tali ed in altre regioni; in Palestina lepiìi
generale della camera apostolica, in cui Engad-
Ijellepalme furono ne'dintorni di
per la sua rettitudine e attività nel di- di La palma o il ramo di
e di Gerico.
sbrigo degli affari si fece onore. Per tan- palmaèunsimbolodi vittoria, enei trion-
te benemerenze, Pio VII a' io marzo fi ( ne parlai a Ingressi) dai soldati greci
1823 lo creò cardinale prete, e poi gli e romani portavansi palme davanti al
conferì per titolo la chiesa di s. Silvestro conquistatore; si davano ai vincitori dei
in Capite. Questa esaltazione fu cele- giuochi qual premio, ed in segno di vitto-
l^ratacon diversi componimenti, fra'qua- ria o d'onore, per cui si prende anche per

li meritano menzione quelli intitolati, gloria guadagnata in bene operare, e pel


Gralulaliones et yotaj e l'erudito opu- martirio. La palma fu attribuita dai gen-
scolo,ove parlasi ancora della famiglia tili alla dea della Vittoria, ed anche dai

Pallotta e suo stemma: Antonio Pallot- cristiani alle vittorie dei martiri, colla
tae in aniplissiniuni patruni carclinaliuni quale gli artisti li rappresentano o sim-
coUcgiuni a Pio VII P. O. 31. Urbe boleggiano ; tuttavolta avverte il Paoli,
plaudente cooptato Cajetanus Profilius Not. di s. Feliciano, p. St), che la palma
ronianus obsequii et grati animi caussa presso il sepolcro àe Martiri (^.), credu-
gratulatur, Romae 1823. Intervenne ai to per del tempo segno sulficiente per
conclavi di Leone XII, Pio Vili e Gre- indicare un martire, è opinione non
gorio XVI, ed il I
.° lo dichiarò legato ammessa, poiché la chiesa romana per
a lalere di JMarittima e Campagna, per accordare il culto alle spoglie mortali di
cui vedasiil voi. XXXVII, p. 273. Fu un trapassato, vi si determina quando
annoverato a 7 congregazioni, ed ebbe in scopre il testimonio del sangue da lui
protettoria molli stabilimenti pii, città e sparso per la fede, prende però maggior
luoghi registrati nelle Notizie di Roma. forza di sicurezza quando si uniscono am-
Bello di persona, sortì dalla natura fo- bedue i contrassegni. Pei segni certi del
coso temperamento; però fu lodato per Martirio, si può vedere la bella Dlenioria
singolare attaccamento alla s. Sede, zelo per l'im'cnzione di s. Sabiniano martire
ardente pel bene comune, fortezza d' a- cap. 2, del p. Secchi gesuita. Nel campo
nimo e imparziale giustizia. Morì d'an- trionfale della Chiesa inafliatodal sangue
niG4 la sera del 19 luglio i834, presso di tanti martiri, vegetò mai sempre la
Monte Cassiano, in un luogo di sua vil- palma santificata. Dei simboli della pal-
leggiatura, donde il cadavere fu porta- ma può vtdei'si Buonarroti ne' Vetri an-
lo in Roma e sepolto nella sua titolare. tichi, dicendolo esserlo del battesimo,
In segno d'affezione e venerazione lasciò perchè siccome la palma fu forse l'origine
a Gregorio XVI un quadro rappresen- di fingere la fenice, e tenuta questa per
laule Pilulo clic lyustra Gcsìi Ciislo al geroglifico di rinasci inculo, col baltcsi-
G8 r A L P AL
Ilio si linnsce a nuova e piìi felice vita. palme, Cìorn. de Iciler. t. Sa, p. 3G.
I.o èpure simbolo della Giudea, ove tall- Grodeck, De cnerimnma palmarum a-
io (lori vano e se ne oliti vano inGeiu- j)Utl Jiulaeos in festa tabernacitlorum,
salcuirac nel tempio, le pareti del qua- Lipsiae i6c)f). Caipzovii, Philolngema

le furono ornale con palme da Salomo- sacriim de asino I\ fessine Cliristi in ut beni

ne, ed mandavasi im ra-


ai re di Siria flierosolyniani veclore, Lipsiae 1675.
mo di palma d'oro come una specie di W'alchius, De Christi in urheni Hieroso-
tributo; lo è ancora de' giusti e perciò lfninmintroitu,Jenaei'j3S.KìCoìa\,Dis-
vedesi intorno a Cristo, agli apostoli e fjuisìtio de suhstratione et pìgnoratione ve-
ad alili santi come segnale de' martiri; slium ubi locus Matlkaei explicatur^-y. \

la palma poi secondo Seve-


colla fenice, Gissae 1701. Mayeri, Diss. de dominica
raiio, rappresenta Gesù che ascendendo palmarum, Gvìphys 1707. Quanto ri-

sopra la palma della croce e bruciandosi guarda l'istituzione della benedizione,


in essa, per amore volle morire, indi co- distribuzione e processione delle palme,
me fenice risorse trionfante e vittorioso, e suoi antichi riti e significati, ne parlai
della morte e del demonio. Talvolta ne- nel voi. Vili, p.27(S, dicendo della fun-
gli Interessi (F.) i Papi sono stati incon- zione che celebra il Pontefice; anticamen-
trali colle palme, e quando Pio II an- te spettava agli Ostiari [V.) l'uffizio di
dò a prendere a Ponte BIollc la testa fare le palme.
di s. Andrea apostolo, i cardinali e gli al- La Chiesa volle si facesse annua ri-
tri portavano palme mano, perchè nel in membranza del misteiioso avvenimen-
giorno avanti domenica delle palme era to dell' ingresso trionfale di Gesù Cri-
giunta in Roma. Nella domenica delle sto nella metropoli della Giudea, figu-
palme, Dominica palmarum, la Chiesa ra di quello più trionfale che farà il

onora l'entrata trionfale che fece Gesù medesimo Signore alla fine de' secoli
Cristo in Gerusalemme [V.) sei giorni con lutti gli eletti nella celeste Gerusa-

prima di essere crocefisso, riconosciuto lemme. Nel Sacramentario dis. Grego-


e solennemente accolto fra gli Hosaii- rio I si fa menzione di questa cerimonia
na [f .) come DIessia e Salvatore del e della orazione per la benedizione delle
mondo ed il re de' cuori ; cerimonia che palme ; neir altro Sacranwntario ante-
agli occhi della fede fu un trionfo pie- riore di s. Gelasio I, eletto sul fine del
no di gloria e di maestà. Volle fare que- secolo domenica sesta di quaresi-
V, la

sto suo ingresso sopra di un asino su ma ha il titolo Dominica in Palniis de


:

cui nessuno era montalo : sulla via al- Passione Domini, siccome pur leggesi
cuni discepoli suoi vi stesero i loro man- Dell'antichissimo calendario della chiesa
telli, altri i loro panni, e vi sparse- romana, scritto come credesi nel fine del
ro ramoscelli d'ulivo tagliati dagli albe- secolo IV o nel principio del seguente.
ri vicini. Un popolo numeroso ed inno- Questa cerimonia si usò pure da tempi
centi fanciulli precedevano e lo se-
lo molto antichi nella chiesa orienlale,poi-
guivano con rami di palme verdi in ma- chè nella vita di s. Eulimio, che viveva
no, diindo gloria a Dio coi loro applausi verso la metà del secolo V, si apprende
e cantici di lode. Il Baronie all'anno 34, che monaci dopo la festa dell'Epifania
i

n.° 7, dice che l'albero di palma da cui si ritiravano nel deserto per prepararsi
tolsero i rami giudei durò molti secoli.
i alla Pasqua, donde ritornavano ne' mo-
Vedasi il p. Menochio, Stiiore t. i p. SyS, ,
nasteri nel di delle palme, ed il Granco-
dell'albero di palma dalla quale le tur- las ritiene, che monaci l'avessero ap-
i

be presero i rami quando incontrarono presa dal clero secolare, e perciò Croiset
il Signore; Redi, Notizie intorno alle pensa che questo sacro rito fosse istilui-
TAL PAL 69
lo subito clie la Cliiesa per la piolezio- soleva il Papa anche in altri gioi'Si dis-

iie di Coslaulino imperatore potè eser- ti ibuire le palme in segno di vittoria ai


citare pubblicamente le sue cerimonie pellegriniche ritornavano dalla Palesti-
religiose. Nel Goar si espone il rito della na, punendogli al collo alcune croci. An-
chiesa greca, la quale nel sabbato prece- tico è l'uso di mandare in dono ai prin-
dente la domenica delle palme, detto di cipi i rami benedetti delle palme, come
Lazzaro (di cui parlai nel voi. XXI, p. fece Olrico arcivescovo di Milano nel
IJ7) la portare in chiesa le palme, gli I125 col re Enrico V in Germania, a
olivi e i n)irti, e si benedicono, cpiali poi mezzo di Tebaldo vescovo della chiesa
si distribuiscono nel d'i seguente dal pa- milanese; e pi ima di lui Papa Giovan-
triarca o dal suo vicario. Anticamente ni Vili nell'Hyy, come simbolo di vitto-

in Costantinopoli 1' imperatore nel gab- ria, mandò palme a Carlo il Calvo, e Ce-
bato di Lazzaro faceva la distribuzione lestino 111 in Roma donò a Filippo H
delie palme ai servitori e ulìiciali di sua Augusto re di Francia palme e croci.
corte, forse benedette dal paUiaica o dal La domenica delle palme è stata chia-
protopapa. In Milano nel secolo XII si mata Dominica floruiii o ranioruin, poi-
celebrava già con gran solennità la fun- ché in vari luoghi, non solo si benediceva-
zione, ed alcuni rami di palma e olivi si no le palme e rami d'olivo, ma anche i
i

riservavano per regalarsi a personaggi Fiori {V.\ quali pure si portavano e


i

distinti : nella chiesa di s. Lorenzo avea spargevano nella processione, e perciò


luogo la benedizione e distribuzione dei anche Pascila floriun o floriduni, raini-
rami, indi l'arcivescovo montato un ca- palniac, ramoln'ae. Fu pure denomina-
vallo riccamente bardato, si recava alla ta Dominica Lazari, Hosannacj Domi-
basilica di g. Ambrogio, tenendo colla si- nica inclulgcnliae , perchè facevasi in tal

nistra pìccola croce di cristallo, ornata giorno la solenne riconciliazione de' pe-
di palme e di foglie d'olivo, benedicen- nitenti pubblici ; Pascha peiiLuin sive
do colla destra l'alfollato popolo. Il cle- conipeU'iiLiuni, perchè in tal giorno si con-
ro, lasciato l'arcivescovo presso porta Ti- segnava il catecumeni detti
simbolo ai

cinese, andava alla cattedrale a cantar- competenti si lavava il capo


; e perchè
vi la messa. L'abbate di s. Ambrogio de' baltezzandi per essere unti con Olio
colle sue insegne riceveva rarcivesi:ovo, ( F. ), si nominò Capilalavium , rice-
il (juale subito gli dava un ramo di pal- vendo essi poi il battesimo nel sabbato
ma ed una trotta, e ponlilìcava poi in santo, ^'ella chiesa di Milano la tradi-
s. Ambrogio. Questa funzione fu Ira- zione del simbolo ai competenti esegui-
lasciata da s. Carlo, indi ristabilita dal vasi anticamente nel sabbato santo, però
successore Visconti, rimettendo monaci i ai tempi di s. Ambrogio era praticata
nell'antico loro possesso e diritto, ma fu nella domenica delle palme ; la funzione
di nuovo abbandonata dal cardinale Fede- delle palme e degli olivi fu poi intro-
rico Borromeo chegli successe. la Gerusa- dotta : alcune prf;ci e cerimonie sono u-
li'i/nnc. suol farsi solennemente la proces- niformi al rito sono dissi-
romano, altre
sione delle palme ; altre chiese seguono mili. Le Ceneri cavano poi
[f'.) cbe si

particolari riti, ed il Macri in Palinanim da una porzione de' rami d'olivo bene-
Jcstuin, dice che i maroniti portano in detti, sono (juelle che asciutte, e non ba-
chiesa un albero d' ulivo, il quale bene- gnate come per abuso soleva farsi nella
detto si pone a disposizione del maggior chiesa Egitaniense, e perciò proibito nel
olTerente per litnosina alla chiesa, e do- j (io3 dalla congregazione ilc'riti, si spar-
po la processione tutti ne prendono un gono sul capo de' fedeli nel primo gior-
ramoscello per divozione. Anticamente no di quaresima dell'anno successivo. Lo
70 PAL P AL
palme e gli olivi benetlelti si conser- zione che bramavano riceverla dalle sue
vano con pio costume per difendeie dal- mani, da queste le presero tra quelli che
le inlempeiie almosferiche le abitazio- hanno luogo in cappella seguenti per- i

ni e le persone, onde si appendono al- sonaggi, agli altri dispensandole! cerimo-


le finestre e alle pareti del letto. Si leg- nieri e gli accoliti ceroferarii. Le ricevero-
ge nel Burcardo di Alessandro VI, che no dal Papa tutti cpielliin paramenti sa-
paratae fnerunt palniae ijOjdc ciidbux gri, cioè cardinali, vescovi, abbati e peni-
superfaerwit ii. Ilas Papa fedi inca- tenzieri; piùi prelati di fiocchetti, il prin-
mera sua prò conservalione ah
dislrihui cipe assistente al soglio, il senatore, i con-
ictu tonitruì. Quelle che dispensa il Pa- servatori, il maestro del sacro ospizio;
pa in questo giorno sono nella maggior due soli per ogni collegio prelatizio, com-
parte palme intrecciate e tessute di bel- presi gli avvocati concistoriali, i quat-
le e varie forme, lavorate dalle Camal- tro uditori di rota assistenti alla falda,
dolesi (^'•), e pochi rami d'olivo cun cro- alla mitra e alla croce; il reggente della
cette di palme. Le palme pel Pontefice cancelleria , i ministri della cappella, i

e pei principi che sono in Pi.oma si ador- quattro camerieri segreti partecipanti,
nano con fiori freschi o fiuti, e con fet- due di quelli soprannumerari e due di

tuccie nell'estremilà d'oro e d' argento: quelli d'onore, due cappellani segreti e
anticamente i personaggi reali presenti due comuni, il i.° aiutante di camera,
alla funzione recavansi personalmente al due bussolanti; due procuratori degli
trono pontificio a prendere la palma, cui ordini religiosi e due di collegio, il pre-
ora le porta alla loro abitazione il ca- dicatore apostolico, il sotto sagrista, due
meriere segreto partecipante segretario cantori, duechierici, due maestri osliari,
d'ambasciala. Prima dai camerieri segreti due mazzieri due alunni del collegio
,

in giù, nella distribuzione si dava il ramo germanico col gesuita, due caudatari dei
d'olivo verde, e il diacono assistente alla cardinali. Nel giorno delle ceneri si ten-
benedizione nella cappella pontificia non ne l'ordine medesimo, colla sola diffe-
assumeva la stola. Tre palme spettano al renza che tutti membri dei collegi pre-
i

Papa, una la tiene in mano e va al came- latizi ebbero la cenere dal Papa, essendo
riere segreto partecipante coppiere, che la minore il concorso de' forestieri . Qual
sorregge quando la lascia ; la seconda la sia il titolo e l'origine della privativa
sostiene il principe assistente al soglio, e concessa da Sisto V ad un antenato e
spetta a lui, ed in sua mancanza al se- discendente della famiglia Bresca di s.

natore o pili degno conservatore, clie e- Bemo nel Genovesato, ora diocesi di Ven-
gualmentela ticnein mano; la terza ch'c timiglia, sulla provvisione delle palme
a disposizione del Pontefice, soleva Gre- in servizio della cappella pontificia per
gorio XVI mandarla al senatore dal Bus- la funzione della domenica delle palme,
iolanle, che le porta ancora ai cardinali non che delle patriarcali basiliche di Bo-
non intervenuti alla cappella e agli am- ma,si legge ueW Appendice cap. i, della
basciatori e ministri diplomatici. Anche Sttlimana santa del Cancellieri, se non
il maestro del sacro ospizio ha altra pal- che quanto al motivo vero della bene-
ma a parte ; altrettanto dicasi delie can- iTì.erenza del Bresca va letto il mio ar-
dele benedette e ornate di talco a colori. ticolo Obelisco Vaticano. Sisto V con-
Nel 1845 e 1846, per rendere più cesse la privativa con diploma, in un al
breve e meno incomoda a Gregorio XVI titolo di capitano del i.° reggimento di
la distribuzione delle candele e palme linea pontificia, col privilegio di portarne
benedette, lunghissima a cagione de'nu- la divisa e d'iimalzarne bandiera sul ba-
mcrosissimi forestieri dislinli d' ogni na- stimento; ed oltre il pagamento delle
PAL PAL 71
palme ima pensione mensile dai palazzi stoso e adorno di belle scolture, ha torre
apostolici il tutto ancoia in vigore. S.
, con orologio antichissimo cui movimen- i

Ilemo, ferace d'alberi di palma, alza que- ti e la Sonata sono regolati secondo il

sta ed un leone per stemma, ed ogni anno corso del sole e dei solstizii; possiede uà
il suo capitolo dona al palazzo apostolico museo d'antichità, in cui si vedono tut-
un fascio di palme, altrettanto praticando ti i ritratti degli uomini celebri di Ma-
il vescovo d'/4lbcuga,aì quale articolo fa- jorca; a lato del palazzo reale vi è una
cendo cenno di ciò e dell'origine del pri- torre quadrata assai alta , che serve di
vilegio, la stampa ommise alla parola ca- prigione, la cui costruzione si attribui-
pitolo l'aggiunto di s. Remo. Le palme bctì ai Anche il palazzo ve-
cartaginesi.
di quel territorio, essendovene pure iu scovile è rimarchevole, come il teatro per
JJordighera, sono di due qualità, la più grandezza. Fra monumenti pubblici
i

perfetta dicesi palma papalina e romana, desta ammirazione la Lonja borsa di


l'altra palma ebraica, perchè gli ebrei ne Palma edificata nel secolo XIV, e ri-
provvedono in ottobreper le loro funzio- corda il ripristinamentodel culto cristia-
ni, non curandosi che siano di color cana- no dopo secoli di persecuzione in quelle
rio e indilTerenti che sieno verdi, cioè per regioni, e la riunione dell'isola di Major-
la festa de' tabernacoli o delle capanne, ca all'Aragona, ond'è che risente dell'ar-
che celebrano in autunno. te moresca, a riserva de' cornicioni che
PALMA. Città con residenza vescovi- sono arabi: essa offre un modello il più
le del vescovo di Majorca (f^-), della puro e di quello stile chiamato gotico
Spagna, capoluogo di provincia nelle applicato all' architettura civile. La di-

isole Baleari e dell'isola di Majorca, al sposizione interna è suscettibile di difesn,


fondo di una baia, il cui ingresso è for- come costumavano di fare i mori in tutti

malo dai capi Bianco e Cala Figuera. i fabbricati de'loro tempi : avvi contiguo
E pure sede del governatore generale un giardino botanico dovizioso di tutte
Ba-
e delle principali autorità delle isole le piante rarissime dell'Isole e dell'A-
leari. Eretta in anfiteatro sopra il por- merica. Ivi tutti i mercanti dell'isole Ba-
lo in forma di semicircolo, è cinta da leari e delle Spagne in diverse epoche
mura grossissime, fiancheggiate da i3 si recano a far le loro assemblee, e ter-
bastioni. Vi si entra per tre porte, e minali gli affari si danno feste pubbli-
malgrado le sue fortificazioni non po- che e de' balli in maschera, che gli abi-
trebbe sostenere un lungo assedio. Tut- tanti di Palma preferiscono a qualunque
te le case sono adorne di colonne di mar- altro divertimento. Tia le piazze la piìi

mo SI nell'esterno che nell'interno, nel- bella e frequentata è quella dei Limiti.


moresco, e quasi tutte di un pia-
lo stile "Evvi il bel passeggio pubblico o Corso
no ed in pietra. Le chiese nella più par- della Flamba. Possiede una società eco-
te rimontano all'epoca del secolo XIII nomica, due collegi o seminari,! casa di
o XIV, ricche di preziose suppellettili: beneficenza, scuola di navigazione, due
dicesi nella cattedrale, oltre il bellissimo biblioteche e due stamperie, fabbriche di
fonte sacro, esservi sei candelabri d' ar- stoffe ed altro. 11 porto formato da uà
genlo massiccio a sette rami, di UD la- molo lunghissimo e stretto, è piccolo ma
voro delicato e bizzarro. La casa muni- sicuro, ben difeso al nord, e protetto dal
cipale, il palazzo reale o del governato- castello s. Carlo e da (|uello di Belver,
re vastissimo, la sala degli spettacoli e il antico palazzo dei re di Majorca. Il com-
grande ospedale, sono edificii rimarche- mercio, la navigazione e la pesca vi so-

voli e rari iu Europa per la solidità il ; no attivi, essendo la città il deposito del-
palazzo comuualc di stile gotico mac- , l' isola. È pallia di Mczcjuida pittore,
72 PAL PAL
Moiez scultore, Lullo tlislinto lolleralo, PALMIERI Andrea Matteo, Carde-
V del f<'u>ioso Caio-y-Surecla marchese naie. Napoletano di egregia indole, nel
della Itomai)a,clie nel 1808 »sal vessi dal- I 5i 8otlenneda Leone X,per rinunzia del
ia Danimarca, ove Nci[)oleoneravea man- zio Vincenzo, l'arcivescovato d'Acerenza
dalo colla divisione spagnuola che servi- e Malera, indi a' 2 dicembre 527 Cle-
i 1

va come ausiliaria nelle armale france- mente VII locreò cardinale prele di s. Cle-
si. I dinlorni sono ameni e ben colliva- mente ed amministratore di Sarno, per
li, coperti di giardini, orti e case di cam- le sue eccellenti qualità e candore di co-
pagna; vi sono bei passeggi e magnifica slumi, che gli conciliarono pure l'airetto
certosa. di Carlo V e Paolo III. Questi nel 534 1

Si pretende clie Palma sia slata fon- lo fece amministratore di Lucerà, e nel
data dal console Q. Cecdio Metello; ma 1 535 di Policaslroedi Conserans. Di cuo-
diquanto riguarda le sue notizie e vi- re intrepido e magnanimo, e di spirito
cende civili ed ecclesiastiche, lo dissi a militare, ad Adriano VI di soc-
si esibii

Majorca. Welle Notizie di Roma sono re- correre col proprio denaro e con cjuello
gistrali vescovi di Palma o Majorca dal
i degli amici cavalieri di Rodi assediati
i

lySo. Solo aggiungerò ai vescovi ripor- dai turchi. Mentre stava per partire col-
tali seguenti, perchè chiamali simul-
i le genti del Papa per sì gloriosa intra-
taneamente di Palma o Majorca. 1700 presa, seppe la perdila di Rodi, per cui
Benedetto Panelles benedellino barcello- poco mancò che ne morisse di dolore. Do-
iiese; 1744 Giuseppe a Zepeda toletano; po IO anni rinunziò l'arcivescovato con
763 Francesco Garrido de la Vega di
I regresso a favore del fratello France-
Tuy 772 Gio. Diaz Guerra di Siviglia;
; I sco, cui già avea ceduto la sede di Sar-
778PietroaliubioBenedeltodiCuenca.
I no, ma questi premorto a lui, il cardina-
Pio X nel 847 preconizzò l'attuale mg.
I 1 le rientrò in possesso delle due chiese, qua-
llall'aeleManso di Villamayor de Campos li nel 1 53 definitivamente
1 lasciò. Otten-
diocesi di Leon. Dalla proposizione con- ne l'amministrazione di Gonza, che do-
cistoriale si rilevano dilFereuze da quel- po breve tempo rinunziò a Troiano Ge-
la del predecessore, e le noterò. Si dice sualdo. Divoto della Madonna, visitò con
la cattedrale, vasto e gotico edifizio, de- esemplar pietà il santuario di Loreto, cui
dicala alla ss. Trinità; la sede suihaga- lasciò considerabili doni. Mentre era go-
Dca Tarragona ; il capitolo con 5 di-
di vernatore di Milano per Carlo V, morì
gnità non si pai la di rendita, né di con-
; in Roma nel i537, d'anni 44? c^*-* sepol-
venti e monasteri; 5 essere le chiese par- to in s. Maria del Popolo.
rocchiali di Palma, 4o quelle della dio- PALMIUA o TADMOR. Sede vesco-
tesi, la quale estendesi a tolta l'isola di vile e grande città della Turchia asia-
Majorca. Un'orribile terremoto de' i/^e tica, nella parte nord-est del pascialalico
i5 maggio i85i, lece morire molli di di Damasco, capitale anticamente della
spavenlo e quasi tulli gli edilizi solfri- Palmirena o regione Palmirena, Paliny-
rono. reue. Prese senza dubbio suo nome dal- il

PALMATORIA. Strumento ad uso le palme che nascono in abbondanza nel

di piattellino con boccinolo o cannello deserto sabbioso che la circonda, essen-


jjer adattarvi una Candela {f^.),cht u^a- dovi anche selve di cipressi. Era situala
110 nelle sacre funzioni i cardinali, i pre- a 35 leghe dalla riva destra dell'Eufra-
lati e quelli che ne godono il privilegio, te, e 60 da Damasco. Non si hanno che
per vedere lume in leggendo. /'. Bugia, congetture sull'origine di Palmira, e de-
Lampadario, Lumi, ove riportai alcune boli notizie sulla sua singolaresiluazione,
« onccssioui per l'uso. sulle fuuli di sue ricchezze, cagione del-
PAL PAL 73
l'erezione de'suoi magnifici monumenli, quisle assunse il nome di regina d'Orien-
e su molti avvenimenti, che limno
altri te, «juindiarmò formidabilmente contro
ignorar l'epoca del suo s[)lendore e quel- i romani, tolse loro gran tratto della Si-
la della sua rovina. Secondo la sacra Sciit- ria, dopo avere debellato il re di Persia
tura Salomone fece fabbricare Tadmor e soggiogato gli assiri. E noto come Au-
o Thoedmor, quasi termine divisorio dei reliano marciò contro di essa con tutte
due vasti deserti della Siria e dell'Ara- le forze deli' impero, che la vinse nelle
bia, dopo di aver fatto la conquista del campagne d'Apamea presso la città di E-
paese di llamath; i greci ed i romani la mesa, e dopo di aver conquistato Palmi-
cliiamarono poscia Palmira, ma gli ara- ra con orribile strage, fece prigioniera la
Li lanominano ancora Tadmor, che stessa Zenobia colle figlie, che condusse
significa Palma: era tra gl'imperi dei a Roma pel trionfo e cinta di catene d'o-
romani e de* parli. La stona romana fa ro. Narra il Terzi che Zenobia, di spiriti

menzione la prima volta di Palmira, al- generosi e guerrieri, dopo il trionfo riti-
lorché Marcantoino sprovvisto di dena- rossi nella villa di Tivoli e si fece cristiana;

ro, pensò rendersene padrone, e così pro- parlava più linguaggi, pose in compendio
curarsi i mezzi per pagaie le sue truppe; le storie di Alessandro, e fu peritissima
ma i |)almireni istruiti di tale disegno, nelle matematiche. Palmira ebbe in se-

benché fosse la città munilissima,si tras- guilo un governatore romano, e Giusti-


portarono colle loro famiglie e ricchezze niano I la fece restaurare. Presa e ripre-
di là dell'Eufrate, di cui coi loro arcieri di- sa in seguito nelle dilferenti guerre che
fesero così bene il passaggio, che l'armata desolarono la uu
regione, oggi Palmira è
romana comandata da Emilio fu forza- villaggio detto Fa yd, abitalo da poche cen-
ta di ritirarsi, rovinando però la città. tinaia di famiglie arabe. Le sue magni-
Palmira era allora capitale di uno stato fiche rovine, forse le più sontuose d' A-
libero, e l'emporio principale delle mer- sia^e dicesi pure di Grecia, restarono sco-
canzie che provenivano per via di terra nosciute sino al i6() [, essendo le princi-
dall'oriente e dall'occidente. Un'iscrizio- pali quelle di splendidi templi, come del
ne greca che si legge sopra una colonna Sole adorato dai palmireni, superbi mau-
fa sapere, che fu eretta da una nazione solei, sepolcri e solido acquedotto. Nel de-
libera, governata dal senato e dal popolo, serto si trova la valle del Sale, che sommi-
un capo o principe; si
alla cui testa era vi nistra sale bianco a Damasco e alle vici-
presume che questa forma di governo ne città; cjuivi Davide sconfisse siri. La i

de'palmireui durasse fino all'anno 272 di fede cristiana s'introdusse in Palmira nei
nostra era, in cui l'imperatore Aureliano primi del IV secolo, segnalata nel 3i i

prese Palmira. Già l' imperatore Adria- dal martirio di Eutropia e delle ss. hU
s.

no l'avea restaurata e chiamata Adria- Lia e Leonida sorelle. Divenne sede ve-
nopoli dal suo nome; indi sotto l'impe- scovile di Fenicia del Libano, sotto la me-
ratoreGallieno, Odcnato decurione o ca- tropoli di Damasco, nel patriarcato d'An-
po de'palmireui si distinse perla sua po- tiochia. JNe furono vescovi i registrati òal-

litica e virtù, per cui l'imperatore lo di- VOriens chrial. t. 2, p. 846 Siria sa- ;

chiarò Augusto, associandolo all'impero: cra p. 128. AI presente Palmira, Pai-


Odcnato fortificò e ingrandì l'almira, e ììiyren, è un titolo arcivescovile in par-
militando pei romani vinse parti e per- i i senza sufTraganei, che conferisce la
libiis

si, e frenò gli arabi. Dopo la sua morte la s.Sede. Nominerò tra quelli che ne fu-
moglie Zenobia, del regio sangue dei To- rono insigniti Filippo Amai abbate di s.
lomei d'Egitto, che regnò in modo tan- Idelfcjuso e confessore di Callo IV re ili
to glorioso, iu cuuscgueuza delle sue con- S[>.tgna,che morì nel i834 lasciando di-
74 l'AL PAL
verse opere, di cui parla il voi. ?., p. jj gnilù di tratto e gentilezza, nobile per
tlegli Annali delle scienze religiose, nel nascita ed elegante nell'aspetto. Am-
(|iiale anno aveva pubblicato in IMacb iti, ministrò la chiesa d'Aveisa, e per l' in-
Meditazioni contro il libro inlilolalo le signe sua dottrina e prudenza, Urbano
rovine di Pahnira. Pio IX nel concisto- IV nel dicembre 12G1 lo creò cardinale
rocle'22 dicembre t84B lo conferì a mg/ prete di s. IMarlino. Per nere calunnie fu

Giuseppe de Sylva Torres (del quale par- accusato reo, ma senza alcun riguardo
lai a Imdie Orientali, a Goa, di cui lo fe- alla dignità giudicato rigorosamente, ne
ce arcivescovo Gregorio Xf'I, ed ai re- uscì innocente, ond'ebbe la legazione del-
lativi articoli), che nel concistoro de' l' Umbria, Marca Toscana , Venezia e
17 ,

febbraio i85i dichiarò coadiutore cotL Lombardia, nella quale eccitò crocesi- i

futura successione dell' arcivescovo di giiali a prendere le armi contro Manfre-

Eraga, edoltre la solita proposi/ione con- di invasore della Sicilia, e in tal carica
cistoriale, il Papa pronunziò l'allocuzio- proseguì sotto Clemente IV, al cui con-
ne Inter noi'os, riportata dagli ninnali del- clave non intervenne, bensì ai 4 seguen-
le scienze relig. serie 2/, voi. 9, p. log. ti, e morì nel i 27G.
Ivi pure si legge la lettera dell'arcivesco- PALTOS PALTUS. Sede vescovile
vo de' 18 novembre i85o a Pio IX, e la della Siria, provincia di Teodoriade, sotto
risposta di questi de'6 gennaio i85i. la metropoli di Laodicea, eretta nel V se-
PALOSIO o PALOCCl Stcfa.vo, Gzr- XII divenuta arcivescovile. Si
colo, e nel
dinale.Vali'\z\o romano, canonico Liberia- conoscono 5 vescovi. Oriens cliriit. t. 2,
no e camerlengo del clero, nel 1873 Gre- P-799-
gorio XI lo fece vescovo di Todi, ove pub- PALU' Lodovico, Cardinale. V. il

blicò costituzioni di disciplina ecclesiasti- voi. IV, p. i58.


ca. Uibano VI nel dicembre i38i lo creò PALUDI PONTINE. Nella legazione
cardinale prete di s. Marcello, vicario di Campania o Campagna
di Velletri, antica
Roma e camerlengo di s. Chiesa, dichiaran- romana, nel paese de' volsci. Le paludi
dolo suo confessore. Concorse all'elezio- denominate anche Elodi, Velabri o Ve-
ne di Bonifacio IX, che Io nominò arci- lie trovansi in vari punti dello stato pon-
prete della basilica Liberiana, ed incaricò tificio, come esistevano già in gran par-
di presiedere alla rifazione del tetto del- te de'piani d Italia ne'tempide'primi po-
la basilica di Paolo ch'era caduto, e d'e-
s. poli che vi posero piede. Questeprin-
il

sigere perciò le decime e contribuzioni cipali paludi sono diramate, riconcen-


imposte. Dopo due anni che rinunziò il trate, risuddivise e vaste più meno a se-
vescovato, morì nel 1898 in Roma, e fu conda del livello del suolo, della quanti-
sepolto avanti l'altare di Girolamo di s. tà delle acque che vi ristagnano o che vi
detta basilica, cui donò
metà del ca- la ripullulano, delle materie che vi sono stra-
sale di s. Pastore, posto fuori di porta No- scinale o che vi germogliano, dell'indu-
inentana. stria praticala, dell'ubertosità nel terre-
PALTINIERI Simeone, Cardinale, di no circostante e del numero della popo-
Padova. Fu nel 182 creato cardinale
i lazione che le approssima. Di queste pa-
da Lucio III, per rispetto del cui nome ludi eslese sono le Pontine, indi quel-
le pili

avendo nella sua arme sostituito al cigno le delFerrarese in circa 16, che lo smi-
il pesce luccio, fu detto il cardinal del surato lialzamento de'fiumi e del mare
pesce, e morì nel 1200. fa perdere la speranza di ottenerne mag-

PALTINILRI Simeone, Cardinale, giore restrizione, e molte sotterranee pol-


di IMouselice, diocesi di Padova dove , le mantengono le paludi nella provincia:
fu canonico. Dolalo di singolare bcni- le paludi asciugate nel Ferrarese dal Ben-
PAL P AL 7 >

Svoglio, cliedeio origine all'omonimo Fogliano già PomezianOj e P<mtino, per


Luogo di Monlc {f^ .). In cpielln tli Bologna non dire di altri nominati a S. Felice,
Sì contano 6 paludi; multe di queste si parlando di quello di Paola. Delle prin-

potrebbero migliorare, diminuendone la cipali paludi delle altre regioni, fo pa-


periferia e riducendole alla coltivazione rola a'Ioio luoghi.
del riso, raa alle altre è impedimento le Le campagne Pontine sono le piìi gran-
stesse cagioni del Ferrarese. Nella pro- di del Ieri itorio Latino e del litorale. L'a-
vincia di Rai'enna la protrazione del lido gro Pontino nel paese de'volsci fu chiama-
dà motivo all'aumento delle paludi che to per la sua fertilità prodigiosa, granaio
sono 5, onde quasi vano riesce qualun- e dispensa de' romani, giardino del La-
que provvedimento. La valle di Rieti e zio, per la copia e preziosità de' vini ,

paludosa e può bonificarsi stante l'utile frumento eccellente e d'ogni specie di

della caduta e deirinnalzaraento che può fi-ulta; ed i lacedemoni, fiiggendo l'a-

ottenersi del terreno dalle torbe del Ve- sprezza delle leggi di Licurgo, vi si sta-

lino. Le Paludi Pontine sono note fino bilirono per la delizia e abbondanza dei

dal \^i di Roma, nel qual tempo venne aì veri, erigendo un tempio a Feronia dea
costruita la Via Appia e il foro. L'au- della fertilità, così nominata al dire del
mento del lido rende di giorno in gior- Ricchi, La reggia de.\'oUci^. ^5o, descri-
no più difficde il loro asciugamento; co- vendo le città volsche distrutte nel!a pa-
me la natura di quei llumi presenta un lude Pontina, quindi a p. 2 5g tratta si?

ostacolo airefiTetlo delle colmate, lo che fosse possibile a suoi tempi ( I7i3 ) di

bene dimostrò Prony: nel 1778 vi fu a- rendere alla coltura le paludi Pontine.
perto il canale Pio, per dare qualche e- Solcata da fiumi navigabili, nutriva im
saurimentoa quelle acque ivi permanen- giorno le molte ricche e libere città dei

ti. Tanto dichiara il Calindri,vSV7g^^:,'.''o sta- volsci, prima che la soverchiante forza ro-
tistico dello stalo pontificio, p. 8', che mana, con esse, non avesse
nella lotta
inoltre osserva, essere di grande ostacolo fatto strage de'popoli bottino delle do-
,

ai miglioramenti che si potrebbero ese- vizie, e devastalo col ferro e col fujco

guire nelle paludi le stagioni eslive, a mo- tutto il paese. Varie sono le opinioni
tivo dell'aria cattiva ciie vi si respiia in degli eruditi sull'origine del nome Pon-
tali Apprendo dal Nicolai, che
epoche. tino, Pomeiinnni o Ponipliiinni o Pon-
l'agro o Palude Pontina è una vasta pia- iinuni , che sembra derivare da Po-
iiiua tli 180 miglia quadrate, chiusa per niezia, benché disl;inte dalle campagne
ima parte dalla catena delle montagne Le- Pontine. Lo stesso nome venne dato alla
pine fra Cori e Ttrracina, e perla par- palude, la quale piccola ne'suoi piincipii
ie opposta da un'altura o sia collina, che presso Terracina, fu in seguito ampliala
si stacca dal piede del monte di Cori, e per le lunghe e continue guerre che de-
procede seguitamente fino al Monte Cir- vastarono e spopolarono il paese, onde
cello o Circeo o s. Felice (Z^-). Fra 1' u- sommerse la metà del ferace territorio,

iia e l'altra elevazione esiste questo gran e ne contaminò per lungo tratto all'iu-
piano, chea foggia di conca raccoglie le torno l'atmoslera. Vuoisi ehe le città Pon-
acque delle alture circonvicine; e perchè tine nella sola pianura fra Terracina e
inclinalo naturalmente sotto il golfo di Circello fossero 2 3 al tempo de' volsci, ma
Teriacina, quivi lescarica per l'unica foce è alFalto incredibile che vi si potessero
chiamata di Badino, perchè a ponente vi comprendere nel circuito di 12 miglia,
e il mare Mediterraneo. La pianura è come prova il Nicolai. Le città celebri nei

b.ignata dai fiumi Aslura, Ninlèo, Ufen- lerrilurio Pontino ciano sulla riva del
te e Aiuaseuo, non che dai vusli laghi eli inaic Anzio, Ccuuuc, SaUicu, Abluui;
7G PAL PAL
Circello; nella pianura Pomezia, Salii- calure di essi al mare. La palude con ac-

co, Loiigula, Polusca, Albione, Rlugilla, crescersi d'anno in anno giunse quasi ad
Blucinale, Ulubia; sulle alture iu flori- occupare la metà della pianura, ammor-
do statole attuali Cisterna, Cora, Nor- bò e infettò l'aria con putride esalazio-

ia o Norma, Snlinona, Sczze., Pipcr- ni,che prima respiravasi al maggior se-

no, che hanno articoli, delle altre [)ar- gno salubre nella [)ianura e circostanti al-

lai a' loro luoghi. Pomezia o Suessa Po- ture. A queste cause dell'aumento delle
inezia fu la capitale delle città Pontine, paludi, devesi aggiungere, che finché il

e al tempo de' volsci si contavano so- dominio de'romani fu limitato, guerreg-

latnenle 8 città in tutta la pianura Pon- giarono 200 anni coi volsci per possede-
tina e non se ne vedea veruna ove poi si re il bellissimo e foitilissimo territorio;
ebbe la palude; le altre restavano pai te ma assoggettale le altre nazioni e corren-

alla marina e parte nelle montagne Le- do a torrenti le loro ricchezze a R.oma,
pine. Le battaglie fra romani e volsci, incominciarono meno a pregiar le cam-
che indicai a Piperno, per lo più si attac- pagne Pontine, che rendevano il frutto ai
cavano ne'canipi Pontini, e nel 348 di sudori ; differendone i restauri e bonifi-
Boma Terracina fu sottomessa al suo im- camenti, danno progredì rovinosamen-
il

pero ; indi nel 3^3 abbattuta la potenza te. Il console MarcoCornelio Celego pre-
volsca da Camillo, il territorio l'onlino side della provincia Pontina, giudicando
\eune diviso tra' plebei. Appio Claudio bene di porre rimedio al male, verso il

censore del 44^ di Roma fece la magni- 590 di o 593 o 594, pose mano
Roma
fica via Appia, meritamente detta Regi- all'impresa di asciugar la palude e ricu-
uà Viaruni (col foro di cui toccai a Fos- perare il territorio colle proprie legioni,
sanuova), che da Roma conduceva a Ca- riparando la via tra Terracina e Circel-
pua, altri avendo fatto il tratto che arri- lo,ed è creddiile che porzione delle acque
vava a Brindisi, traversando il territorio facesse scaricare in mare, e porzione nel
Pontino, ulteriore prova che la palude canale o fossa praticata rasente la stra-

verso Terracina era ancor piccola, e for- da, onde questa ne fosse sgombra.
se solo a questa Appio fece qualche ar- Trascurali i necessari restauri per tan-
gine pel breve tratto di continuazione di te guerre, riempita la fossa con tronchi
elrada, laonde il Nicolai lo esclude dal d'alberi, virgulti, sassi e sarmenti, « fiu-

noverodei bonificatori del territorio Pon- mi impediti nel libero corso da alberi e
tino, che ancora era intatto dalle acque, piante palustri, rotti gli argini, trabocca-
Nel successivo periododi i4o anni la pa- rono di nuovo e maggior estensione im-
lude presso Terracina crebbe di molto paludarono di fertili campi; guasta e im-
e si dilatò a poco a poco. Essendo la cam- praticabile divenne la via Appia, malsa-
pagna iirigatadai4nietuorati grossi fiu- na l'aria de'contorni. Il console Giulio
mi, oltre altri meno considerabili, pote- Cesare ebbe la soprintendenza della via
rono questi traboccare facilmente nell'e- e spese del suo somme considerabili per
screscenze, allagare e formare nelle parti ripararne i danni e rimuoverne le cause ;

più basse ristagni, trascurati dalle colo- ma divenuto dittatore, avendo formato
nie latine e romane ivi stabilite al decli- il pensiero di asciugar la palude, la mor-
nar della potenza volsca, le quali per ribel • teaccaduta nell'anno 710 di Roma glie-
lioni e stragi indebolite e sperperate, non ne impedì l'esecuzione, che Cicerone cre-
poterono impedire l'allagamento e per- deva d'un'estrema difìlcoltà. U p. Valle,
dita de'territorii, non più usandosi le di- La rtgia Piperno, p. G7, osserva che Giu-
ligenti cure de' volsci nell'arginarne i fiu- lio Cesare era^i determinato di asciuga-

mi, spurgarne i letti, sgouibiaudo le sboc^ le la palude,aucheper far cessare i dau-


PAL PAL 77
ni e le rul)erie che \\ si romnicifovnno d'Italia che seguirono dopo la morte del
sili navi|:,'niili, peiclii' la pnlmlc contene- goto Teodorico, abl>andonati i fiumi,
va alcuni luoghi e nascontligli in cui i la- uscirono dai loro letti e rotti gli argini
dri vi si ritiiavaiio al sicuro. Indi Mar- traboccarono di nuovo e lasciarono mor-
c'Antonio mosln) di voler asciugare le te come prima le acque nelle campagne
paludi, che essendosi dilfuse, orrido di- Pontine, il divenne domi-
cui territorio
venne l'aspetto del territorio Pontino, an- nio della chiesa romana sotto s. Grego-
che per le guerre civili; ed Angusto die rio If, verso il 780. Papa s. Zaccaria ri-
Circello e altre città Pontine in guardia cuperò dai longobardi iVbrwrt e Ninfa, le
.'ille colonie militari, con dividere fra' sol- quali con altre città e luoghi, piìi volte
dati i tei ritorii.Lestrade sempre più ven- furono occupate dai prepotenti signorot-
nero infestate d'assassini, e la palude va- ti romani e altri invasori. Prima di que-

gando liberamente per la sua ampiezza sti i feroci saraceni, scorrendo frequen-
si rese famosa, senza che Augusto null^ temente in con spesse incursio-
Italia,

facesse pel bonificamento del teriitorio ni sul nostro litorale da Civitavecchia a

Pontino, mentre se ne decanta erronea- Terracina, fuggendo le popolazioni sul-


mente prosciugatole, come è creduto au- le montagne, le campagne Pontine resta-

tore della suddetta fossa o canale naviga- rono trascurate e in balia delle acque. Fra
bile che porsi volle attribuire a JN'erone. IMesa ( antica stazione detta ad medias
l'are che Domiziano ristorasse la via Ap- perchè trovasi alla metà delle 19 mi-
pia, bensì Nerva si accinse a liberarla dal- glia della via lastricata da Traiano ) e
le acfjue, e Traiano che gli successe com- Terracina il paese divenne nuovamente
pì l'opera lastricandone 19 miglia, fab- in gran parte paludoso, onde diversi Pa-
bricando eziandio alloggi e ponti, ricu- pi ne donarono o venderono le lagune o
perandosi roediantei suoi lavori una par- stagni ad uso di pesca; indi insorsero di-
te delle campagne Pontine. I di lui suc- scordie territoriali fra gli abitanti de'cir-
cessori curarono la conservazione della costanti luoghi, massime tra Serraoneta
strada sopra il livello delle acque impa- cSczze. Eletto nel i 794^ Doiiifacio VI II,
ludate. Dipoi cessando i ripari, la palu- fu il primo de" Pontefici, che dopo l'e-
de forzò e ruppe gli argini e insieme co- spulsione de'goti dall'Italia (non però osò
gli edifìzi ingoiò la strada nel secolo V di ricondurre a coltura un paese, ove le
di nostra era, nell'.nssenza degl'impera- acque già da tant'anni solcano ristagna-
tori da lloma. i paesi Pontini si conver- re, come scrisse il Bolognini) sgombrò le

tirono in miserabile deserto e il territo- acque paludose del ducato di Sermone-


rio sommerso si dilatò da Terracina a la acquistato dai Cactani suoi nipoti (si-
Triponziopiesso Foro Appio, poiché for- gnori altresì di altri limitrofi luoghi, dei
mala palude dall'Amaseno e dall'U-
la quali parlai altrove, come a Frosi^one e
fenle, concorsero ad accrescerla l'Aslu- Velletri), col mezzo d'una fossa che sca-
ra, il Ninfeo e la Teppia fiumi superio- vò, non a danno di Sezze, sul cui terri-
ri. Decio Cecina si esibì a Teodorico, di- torio però si rovesciarono poi le acque e
venuto re d'Italia nel 493, di prosciuga- fu origine delle accennate contese, |)re-
re la palude e ricuperare terreni, il qua- i giudizioche devesi piuttosto atlribuire a
le vi aderì, benché ardua e dispendiosa naturale combinazione.
operazione. Volle che il terreno liberato Dimorando 7 Papi in Avignone, le pa-
fosse proprietà del ristoratore Decio e , ludi sempre più si allargarono, e lo sci-
l'intrapresa ebbe felice compimento, con sma incominciato nel iS'-S impedì ai
aprirsi le antiche fossee formandosi nuo- successori prenderne riparo. Terminalo
vi alvei Per le calamità e devastazioni nel i4'7 coll'elezione di Martino V, a
78 TAL PAL
(jucsti pretesero alcuni tlar lodi per ho- le ili Leone X giunsero a turare le boc-
liificamcnli ruUi.ciù che non sussiste. Eu- clie tli 13adiuo, ad onta del riportato van-
genio IV ordinò de'Iavori alle paludi, che laggio e eoa danno de' terreni ricupera-
non furono terminali, e voleva dare allia ti. Sotto Pio IV gli Altemps suoi nipoti
direzione al Ninfeo. iSieolò V s'interpose acquistarono le terre poste a collivazio-
per le dette discordie senza successo, uè ne da Giuliano. Mentre fr. Felice Perei-
iiiandlj ad ellello il nuovo alveo o canale ti era religioso in Sezze diceva pubbli-
divisato dal predecessore. Calisto 111 prò- camente, ch'era riservalo a lui tuettere
ciuò favorire isezzesi e che si continuas- que'cainpiacollura,e divenuto Papa col
se la fossa stabdita da Eugenio IV; ma nome di Sisto V nel i586, pieno di co-
non riuscì perla potenza de'conlrari Cae- raggio e di ardore si propose di manda-
tani portarlo a couipiaiento uè ad esso, re ad elfotlo il diseccamenlo. Neconces-
nè a Pio lì, uè a Paolo II uè a Si- , se l'incarico ad Ascanio Fenizi, architet-
stoIV, che prima aveva favorito Cae- i lo d'Urbino, il quale scelse diversi socii
Inni; perciò il canale di Eugenio IV per sopperire alla spesa. Rivolte le sue
non venne mai prolungato oltre il sito cure alla parte superiore del territorio,
detto il Bastione, diuando così le fatali formò un nuovo alveo o canale cui per la
dissensioni, adonta che Alessandro VI ri- lunghezza e ampiezza fu datoli nome di
chiamasse in vigore la bolla di Pio II Sisto. In breve tempo con esito fortunato
sulle bonillcazioiii Pontine. Nessuno dei si acquistarono 92rubbiadi terreno per
jnentovali Pontefici pensaronoad asciu- semente, si facilitò lo scolo delle acque su-
gare tutta la palude, e farne campi atti periori, migliorando mirabilmente la con.
alla coltura, solo procurarono comporre dizione de' più alti terreni. Sisto V ne
le ostinate dillbcn/.e fra le popolazioni provò gran piacere e per incoraggire la
contendenti, giacche anco ai territoni di prosecuzione dell'opera si recò alle palu-
Piperno e Tei racina giunse l'inondazio- di agli i i ottobre 1089 e vi si tratten-
ne. Commosso di ciò Leone X, concepì il ne i5 giorni; ma la sua morte avvenuta
diseccamenlo della palude per ricavarne nel i5qo, rallentò il valore degl' impre-
iitile e troncare le ire, e a spese della ca- sari, e le acque dopo alcuni anni allaga-
mera cambiato parere ne die
apostolica : rono di nuovo. Allora le comunità Pon-
l'incarico al proprio fiatelloOiuliano de line desiderando ricuperare perduti di- i

Medici generale delle nulizie, onde l'ese- ritti, ricorsero a Paolo V, che ne com-

guisse a sue spese e rischio, donandogli mise l'alfare a un'apposita congregazio-


la pianura che avesse liberata dalle ac- ne di cardinali, quali presero tempera-
i

<jue palustri. Subilo incontrò ostacoli menti onde gl'intraprendenti avessero a-


(lai popoli vicini, e incominciò i lavori dito a ridomandar le spese. Sotto Urba-
dalla parie inferioi e sotto la direzione di no Vili una società di olandesi come ,

Giovanni Scotti, dandosi nuovo alveo , avvezzi a lottar sempre colle acque e l'i-
più corlo e piii rapido corso all' Ufen- nondazioui, si esibirono di seccar le pa-
le con lo scavo del canale detto Porla- ludi e farne de' terreni coltivabili,onde
tore con sbocco alla torre di Badino, con il Papa ne spedì chirografo iGSy a nel
ftlice riuscita e accordo de' teiracinesi, Nicolò Cornelio Witt, che poco dopo mo-
liberandosi ampie campagne dall inon- lì. Innocenzo X ad istanza de'sezzesi, de-

dazione, che furono ridotte a ricca col- putata una congregazione di prelati e car-
lura. Essendo morto Giuliano nel i5i6, dinali,si determinò liberare il territorio

il Papa concesse l'impresa al nipote Lo- Pontino dalle pestifere paludi, e nel 1648
renzode Medici ducadi Urbino,cui mos- ne concesse l'incarico a Paolo Maruscel-
bcroaspralite ilciraciuebi,edc|JO iamoi"- li, ma per mancauza di denari si tiala-
PAL PA L 79
sciò l'opera ben cominciala. Eguale im- della congregazione che dovea tutelarla,
presa fu domandata ad Alessuidro Vìi al solito per private allczioni e riguardi,
nel iG5f) dal fiammingo Nicolò ^Vande^- posponendosi il pubblico vantaggioal par-
pellens, ma non ebbe elfctto perle con- Sostenuto da Clemente Xljd. Li-
licolare.
dizioni, vioa malincuore proseguì l'opera, e mor-
InnocenzoXI nel 1677 assunse il prò- toluid. Baldassare suo figlio con fermez-
gello per la bonificazione Pontina, come za vi si applicò, finché fu costretto abban-
<li rendere navigal)ile Tevere, esibito
il donarla quando si giunse a manoarma-
dall'olaiidese Cornelio Meyer e stampa- Ollone da quei di Sermo-
ta respingere
to poi da lui in Pioma nel iG85, L^ar- ncta,adonta che essa con Sezze avessero
le di restituire, ec. opera stimala. 11 Pa- cltenulo d'asciugare a proprio conto ilo-
pa die ad esaminare il progetto alla con- ro terreni. Da questi lavori eransi rica-
gregazione delle acque, e rivolse tutto il vati molti vantaggi, e ricuperato mollis-
suo animo al diseccaraento delle paludi, simo terreno specialmente a Mesa. Ab-
dilTerendo l'alUa impresa a miglior lem- bandonata l'opera, col guastarsi gli argi-
po, e die per compagno al Meyer ncU'e- ni di nuovo tali luoghi lornarono palu-

sccuzione Innocenzo Boschi, il quale fu dosi. Benedelto Xlllconcepì il desiderio


di parere ristabilire l'opera di Sisto V, del di compiere l'opera tante volte inutilmen-
quale ancora si mantenevano 4ooo rub- le tentala, perchè recandosi due volte a
bia di terreno a grano, a pascoli e a fie- Benevento, vide co'propri occhi il mise-
no; ma disgustalo Meyer pei duri palli rabile aspetto d'un vasto paese un lem-
cd esigenze del commissario della carne- pò fertilissimo, provando dolore che le
ra, sospese l'alfare. Questo riprese vita anteriori spese e fatiche avessero accre-
iiel 1699 a' 22 agosto per ordine d'In- scinto le paludi con rovina delle popola-
iiocenzo XIJ, che dopo avere richiama- zioni.Nel 1727 su perle colline costrui-
to in sé il dominio di tutti paludosi ter- i selastrada diFossanuovacon buoni poii-
renij lo trasferì in Meyer condiveise con- ti, essendo l'antica esposta alle acque dei-
dizioni.Quesl'impresarionominòallesue l'Amasene; quindi risolvette seccare tul-
ragioni d. Livio Odescalchi nipote d'In- ta quanta la palude, e quando vi si ac-
nocenzo XI, onde eseguir a sue spese l'o- cingeva la morte Benedelto XIV"
lo rapì.
pera sotto lu di lui direzione, quale ven- proibì i pali ne' fiumi per la pesca, che
ne ritardala pei prelesli delle coni uni Pon- raltenendo il corso alle ac(jue accresce-
tine e altri proprietari, con infinite liti vano danni e sommergevano la via con-
i

avanli la suddetta congregazione. Cle- solare alle falde de' monti. Fuialnienh;
mente XI, componendo le dill'erenze nel Clemente XIII, bramando guadagnarsi
702, impiegò ogni premura perchè d.
I l'animo de'romani con qualche opera in-
Livio si applicasse all'asciugamento , il signe, seguendo il pensiero di Sisto V,
quale subito l'incominciò, dandone la so- -volle ripristinare il porto di Terraciua
prinlenJenza a Gitone Meyer figlio del abbandonalo, ma trovala la cosa ardua
defunto Cornelio. Ad onta dell'immense e dilllcilissima, rivolse l'animo al disecca-
spese, rinnovatesi le molestie e le esigenze mento delle paludi, progetto che come
indiscrete per balzarlo dall' impresa, il ilprimo avea sempre moltissimi nemici.
Papa mandò sul luogo il cardinal Spino- Incaricò la Congregazione del buon go-
la, cm non riuscì cahnar le tumultuanti verno (^'.), che secondo il suo obbligo
popolazioni, chesolto l'apparenza del he- provvedesie alla sicurezza e comodo del-
ne pubblico cercavano il loro proprio e- le cillà Pontine, e mandò a visitarle pa-
sterminio. L'impresa fu ])ure disturbala ludi il prelato Emcrico Bolognini presi-
dallo stesso cardinal Barberini prefetto dcnle di I*>Iaiillima e Campagna , ed il
8o PAL P AL
ireoriK^Jrn Ancrolo Sani. Essi lifeiironn che tore della bonificazione Gaetano Rapini
la nianiiraavea snfric.iente declivio al ma- bolognese, ingegnere idraulico, che meri-
re per iscaiicarvi le ac(|iie stagnanti , e tò un busto nella protomoteca del Museo
floversi ridiìrie i fiiinii ai letti fatti da- Capitolinole ricevè poi in afìilto generale
gli antichi romani. Il prelato pei far ta- la bonificazione Pontina ; dichiaròcom-
cere i contrari nel i ySg pubblicò in Ilo- missario legale a riformare la linea del
ina: IMtmoric. deli' antico e presente sta- circondario Pontino con facoltà, il giu-
lo delle Paludi Pontine, rimedi e mezzi reconsulto Giulio Sperandini, poi com-
per diseecarlc. Ed il geometra in line di missario della camera aposlolica;ed am-
eletto libro vi aggiunse : Relazione del- pliandola giurisdizione del tesoriere Pai-
Cnccesso alle Paludi Pontine, esibita con lotta, lo costituì giudice esclusivamente
sua pianta, ec. Uicercandosi però impre- ad ogni altro tribunale, per tutte le con-
sari perchè a loto spese intrapiendesse- troversie che potessero insorgere, il qua-
ro l'opera, ninno si presentò, istruiti del le legò la slessa giurisdizione privativa a
tiattamento e vicende degli Odescalchi. Sperandini. Pio VI propose al Rapini di
Clemente XI II risolse di farla a conto del- ripristinarsi Appia una linea
lungo la via

la camera apostolica, incaricandone con che convogliasse e menasse al mare tutte


illimitate ficoltà il cardinal Baldassarre le acque della bassa pianura. Tosto che

Cenci, esci udendo qualunque interloquir- r insigne idraulico studiò tal progetto, e
vi compreso il buon governo e la Congre- trovando che presentava molti vantaggi
gazione delle acque {>'), ed annullando si propose eseguirlo, ap-
sugli altri tutti,
ogni concessione de'Iuoghi paludosi, me- pellandolo il progetto della natura. Di
diante compensi ai possessoii delle terre fatti la linea Pia, a tutto diritto da Pio
che aveano sollérto. Quando questi in- VI denominata, posta nel centro della pa-
cominciarono a reclamare mori nel yGS i lude, avendo bastante pendenza per met-
il cardinale, onde il Papa a'28 novem- tere al mare, e basso livello per racco-
bre gli sostituì il cardinal Simone Bonac- acque delle fosse miliarie, che le
glici e le

corsi egualmente con titolo di delegato furono scavate perpendicolarmente, e per


e commissario apostolico. Ma la carestia inalveare maggiori fiumi e canali d'al-
i

e l'impoverimento dell'erario fece de- ta provenienza, cometa Botte, la Schiaz-


sistere di pensare alla continuazione del- za, il Ninfa, la Cavata, la Cavatella, l'U-
l'impresa. fenle e l'Amaseno, è l'arteria di mirabi-
Appena Pio VI nel 1770 fu esaltato le rete di confluenti, che raccogliendo le

al pontificato, si presentarono a lui due acque tutte che impaludavano il circon-


compagnie di lombardi e francesi, le qua- dario, con grande velocità e forza le con-
li si offrirono d'intraprendere con varie voslia nel Portatore di Badino, che le sca-
condizioni il prosciugamento delle palu- rica al mare. Questo mirabile stabilimen-
di Pontine. Il Papa rigettò l'orterte e con to , che crebbe la gloria dell'idraulica
animo grande vi si accinse egli stesso a italiana e rese celebri i nomi di Rapini,

conto della camera apostolica, dopo i più Asloin e Scaccia, deve a Pio VI anche il
accurati esami e investigazioni. Ingran- primo concetto. L'abbandono delle pa-
dì e rettificò il circondario di Clemente ludi, divenute in parte boscaglie e selve
Xin,facendodi proprietà camerale iter- utiliper carbone, legname da costruzio-
reni bonificati, donde il Circondario ca- ne e ghianda, non che peschiere natura-
merale Pontino ebbe origine, contenente li o artificiali per opera de'paesi limitro-

83 miglia quadrate. Ne! 1777 pubblicò. fi, che nel disordine delle cose pubbliche
Cedola di motuproprio sulla bonifica- se n'erano impadroniti, Pio VI le riven-
zione delle Paludi Pontine j elesse dirct- dicò al governo abolendo le peschiere e
PAL PAL 8 r

ne gran parte, indi fu podta nla-


sbo<!C(i delle paludi, edificò la chiesa e ilconven-
cic mano all'opera con successo. Piosc- to pei cappuccini, e vi pose la prima pie-
giieiido felicemente bonillcamenli, Pio
i ira nel I
790, costruendo pure l'annesso
VI nei I 780 incominciò a recarvisi a vi- edifizio per la posta. Altra chiesa fabbri-

sitarli nell'aprile e maggio d'ogni anno cò a Mesa, ove soleva riposare, visitando
sino al 1796, in vece della villeggiatura la chiesa quando recavasi a Terracina o
di Castel Gandolfo, fermandosi in T'er- da questa a vedere bonificamenti, e vi i

racina, al quale articolo ne parlerò, ve- pranzò nel 1780. Compiuta quasi la bo-
nendo sempre salutalo dai cannoni del- nificazione, fu dato in enfiteusi a colti-
la fortezza di Sermoneta. In dello anno vare il circondario, ricavandosi ne'siti del-
i'-8o eranvi continuamente impiegate la già tetra palude ubertose raccolte di
più di 35oo persone, e già erasi acquistato grani, biade, formentone, non che rigo-
80 rubbi di terreno. Pel viaggio di Vien- gliosi pascoli. La bonificazione Pontina
na non vi si recò nel 782, in cui ema- i resta tuttavia imperfetta, a cagione della
nò un cbirografo alla congregazione del deficienza degli scoli ; avendo impedito a
buon governo, per le spese da contribuir- Pio VI la gloria del compimento di sì

si dalla comunità di Terracina pel nuo- vasta impresa, le vicende politiche e la


vo canale della navigazione, che comin- sua deportazione e morte. Nel i 778 Do-
cia dal suo sbocco in mare e termina al- menico Testa pubblicò colle slampe: Di-
le Macerie vicino a Ponte maggiore, ove scccaniento delle paludi Pontine^ poe-
è una stazione colla posta, così detto da metto. Nella Raccolta degli autori che
un antico ponte d' un solo arco, costruito trattano del moto delle acque di Castel-
consiugolar magnificenza da Traiano per li, nel t. I vi è la Considerazione sopra

passare il fiume Amaseno, nel quale in- la bonificazione delle paludi Pontine;

trodusse rUfcnte con nuovo canale che nel t. 4 I3 Scrittura inedita sulle paludi
manda le acque al mare, che dal suo pre- Pontine. Il Borgia nella dedicatoria a
se nome di Pio. Recandosi Pio VI a
il Pio VI, De cruce Velitenia, ci sommi-
Terracina, sorvegliava e incoraggiva il nistra un'esatta storia delle paludi Pon-
proseguimento energico de'lavori; risto- tine. Vi è di Giorgio Cristiano Alder :

rò e abbellì la via Appia con poste ed Notizia delle paludi Pontine e loro di-
alloggi, e concesse in enfiteusi i terreni seccamento con un esatta carta delle
,

J'onlini, avendo pure fatto un'aggiunta medesime, Amburgoe Altona 1784- Nel-
ai luogìii di monti per supplire alle spe- le Inscriptiones del Morcelli p. 96, si

se della bonificazione. Le spese supera- legge quella posta in Campidoglio dal


rono quelle definite dal Rapini, ed asce- senato, a memoria della magnanima im-
sero ad un milione 62 1,983 scudi. 1 van- presa di Pio VI. Nel I '^9 I fu coniala la
taggi di sì grandiosa e utile impresa fu- medaglia colla effigie e l'epigrafe: Agro
rono la ripristinazione di detta via, una Pomptin. Colonis Restit. Nel rovescio si
comoda e regolare navigazione pel tras- vede la terra Pontina sedente coronata
porto delle merci, l'accrescimento del- di spighe, che mostra campi asciugali e i

l'agricoltura, de' pascoli eccellenti, con calca vasi che versano le acque indi-
i

razze di cavalli, pecore, vacche e bufa- canti nuovi canali ; pella destra ha la
i

le, l'abbondanza de'viveri e l'aumento cornucopia e si appoggia sopra spighe;


della popolazione, per un tratto immen- a lato vi è l'aratro. Il prelato Nicola M.
so di palude prosciugata, ricuperando al- Nicolai romano, morto uditore generale
la coltivazione le sommerse campagne della camera, come di questa sostituto

Pontine. A Tor Ire ponti, l'antico Tri- commissario al dqiartimento delle Pon-
ponzio, ove s' incanalano tutte le acque tine, ebbe parte nell'azienda, e coi mss.
\0L. LI. fi
8a PAL PAL
de' gesuiti Marco Valsecclii e (liacinfo corse il territorio Pontino, nel 1839 re-
Stoppini, rifusi e migliorali da Nicola candosi a s. Felice, e nel i843 [)orlandosi
Spedalieri, compilò la seguente opeia a vedere la detta utilissima costruzione,
in cui nulla manca, esponendo nel 3." li- traversando per la linea Pio e slraila cor-

bro i falli a lui noli egli alti legali eco- riera le paludi che furono oggetto delle
nomici, e ne 14" riporta memorie idro- le sue sollecitudini, anche pel regolamento
statiche del peritissimo Gaetano Asloilì emanalo sulla congregazione delle acque
bolognese, impiega lo al disecca mento del- a cui Pio VI avea allribuilo la presidenza
le paludi l*ontine: De honifìcariicnLi del- sulle paludi Pontine e Chiane. In am-
le pallidi PonlinCy opera storica, critica, bedue viaggi e in vari punti della via
i

legale, economica , idrostatica, e corre- ebbe Gregorio XVI vive prove di filiale
data d'ogni genere di docianenti, piante divozione da quelle fedeli e religiose po-
topografiche, profili ec. Roma 1800. polazioni, che accorrevano sulla strada
l'io VII, eletto nel 800, per le crili-
i maestra per implorare 1' apostolica be-
die circostanze dell'erario, fece cessale nedizione e per baciargli il piede, come
l'impresa del compimento al diseccamen- permise nel 1839 alla posta di Tor tre
lo delle paludi l^ontine, benché nel mo- ponti a molti del popolo, clero e magi-
to-proprio sull'agricoltura lodò l'opera- strato di Sermoneta, ed a Rocca di fiume
io del predecessore, di tanto giovamento ossequiato dalla magistratura e clero di
air agricoltura e al miglioramento del- Sezze. Nel i843a Mesa e a Tor tre ponti
l'agro romano; ed a' 6 giugno i8o4 e- fu riverito dal vescovo di Terracina e dai
manò la legge sui contratfi enfileutici, cleri, magistrali e abitanti di Sezze e Ser-
pei coloni delle paludi Pontine, riporta- moneta, visitandola chiesa da lui ben ri-

ta nel Bull. Coni. t. 12, p. 170. Il go- storata e ri benedetta dal prelato nomina-
verno francese considerando che Pio VI to:ai due capitoli dellecollegiate dis. Ma-
non ottenne nella bonificazione delle pa- ria e di s.Sermoneta, concesse
Michele di

ludi en'etlo decisivo, incaricò di visitarle al primo la cappa magna con pelli d'ar-

Prony e i cav. Fossombroni e Scaccia, al mellino,al secondo l'uso della mozzella. A


modo narralo dal Fea, che nell'opuscolo, Cisterna {^.), ove termina la linea della
Ristahiliììiento, a p. 36, tratta dell'asciu- via Appia, cioè la più lunga linea retta
gamento totale delle paludi Pontine con che si conosca, essendo da questo punto
nuovo metodo sicuro, perpetuo, facile e fino a Terracina ^n mila metri lunga,
poco dispendioso, producendo la pianta Gregorio XVI dinuovo visitò la colle-
del nuovo lavoro. Ma gli avvenimenti del giata costruita con disegno del cav. Mo-
1814, che terminarono il dominio fran- relli. Afìine poi di esonerare il governo
cese negli stati della Chiesa, impediro- dalle ingenti spese del prosciugamento
no l'esecuzione de'progetti ideati con va- delle paludi Pontine e far consegna di
sto disegno pel completo diseccamento. quei terreni agli enfileuti, fin dal 1842
Nella Raccolta delle leggi di Gregorio istituì una commissione speciale, com-
XVI, vi sono quelle riguardanti la bo- mettendole l'incarico di esibire un pro-
nificazione Ponlina, gli enfileuti, l'agro getto che contenesse il piano de' lavori

e confini, e la cessala giurisdizione con- <jccorrenti all' ultimazione della grande


tenziosa del tesoriere sid territorio: una opera. 11 regnante Pio /A a'3o dicem-
medaglia fu coniata per la nuova costi u- bre 1847 col moto- proprio sul consi-
zione tla lui incominciala e lasciata ben glio de' ministri, a quello de'lavori pub-
avanzata, del nuovo porto e canale di blici,succeduto al cardinal prefello del-
Terracina,con riaprire l'antico e celebre leacque e strade, attribuì quanto spelta
suo porlo. Due volte Gregorio XVI per- alla bonificazione Pontina, cui tlà opera
P A L P A iSl 83
pel lolale compiineulo, ni modo cLe uni- un niilione di scudij compreso racquisto
riTÒ alla sua biografia. di alcunecase vicine, che fu necessario at-
FALUZZI degli Albertomi I'aluzzo, terrare. Intervenne con autorità a 5 con-
Cardinale. Di ima delle più raggiiaide- ciavi, e Innocenzo XII lo fece arciprele
voli e auliclie famiglie di Roma, compili Lateranense, e vescovo di l'orto nel 6c)8. i

con lode nell' università di Perugia gli Essendo morto Lodovico Piccini di Jesi
studi legali e riportatane la laurea, fu suo famigliare favorito, e sentendo ch'e-
iu età giovanile ascritto da Urbano Vili ra più ricco di lui, ne concepì amaro cor-
tra' chierici camera. Servì in varie ca-
ili doglio per l'abuso soverchio che avea
jiche senza proporzionata rimunerazione, fatto di sua benevolenza; si aggravò l'in-

[)ercli»è soleva dire Innocenzo X che ave- fermità da cui era stato colpito, ocome
va «jualilà degne della porpora, ma la sua altri dicono morì a mensa a' 29 giugno
lingua toglieva il merito alle sue virtù. 11)98, d'anni 'j5. Fu sepolto nella chie-
In fatti egli fu propenso senza riguardo sa di s. Maria in Campitelli, nella splen-
a biasimare le altrui azioni, ma bensì dida cappella da lui eretta con 12,000
pel pubblico bene, p(n)gendo con modi scudi a s. Gio. Ballista, dove a pie del-
graziosi. Comechè perito in legge, forni- l' altare si legge nella lapide il solo suo
to di mente per ogni grande alfare, vi- nome.
vace e destro, Alessandro VII lo promos- PAMARIA. Sede vescovile d' Africa
se a uditore di camera, ed a' 14 gennaio occidentale nella JVlauritiana Cesariana,
1664 '0 *^''^^ cardinale prete ile' ss. A- suftraganea della metropoli di Giulia Ce-
postoii, conferendogli nel 1G66 il vesco- sarea. iVo/. Afr. Pamarin, Painaricn, è un
vato di Monte Fiascone (^.). Clemente titolo vescovile in parlibiis sotto Cesarea,
X Altieri, zio della moglie del nipote, co- che conferisce il Papa.
me superstite della nobilissima famiglia PAMBONE DI Nitri.* (s.), abbate. Si
AUierii^F.), adottò anche il cardinale nel- fece discepolo di s. Antonio abbate, e co-
la sua stirpe, e gli die il cognome e lo gl' insegnamenti di quel patriarca degli
stemma come un nipote, allidandogli la antichi solitarii si avanzò nella perfe-
somma degli alTaii con amplissima au- zione della vita penitente, segnalandosi
torità per tutto lo stato ecclesiastico, a se- colla lunghezza ed austerità de'suoi di-

gno di essere tenuto Paluzzi per Papa di giuni, non meno che per la sua saviezza,
fatto. Inoltre lo dichiarò legato di Avi- alle quali virtù accoppiava una grande
gnone e di Urbino, e governatore di Ti- applicazione al lavoro delle mani. Stacca-
voli. Nel 1670 lo trasferì all'arcivescova- tosi da s. Antonio, si ritrasse nel deser-
to di Ravenna, che nel 1 (i-/!. riniuiziòcon to di Xitria; ma passò alcun tempo nel
pensione considerevole, lo nominò vica- monastero delle cellette, ove Rufino nar-
rio di Roma e poco dopo nel 167 lo
, i ra che andò a ricevere la sua benedizio-
elessecamerlengo di s. Chiesa, segretario ne nel 37.J. S. IMelania la vecchia visitò
de'brevi, prefetto di propaganda, protet- l^ambone nel monastero di Nitria,e gli
tore della s. Casa di Loreto, del regno ofTrì 3oo libbre di peso d'argento, pre-

d' Irlanda, degli ordini agostiniano, car- gandolo di accettare questa porzione dei
melitano e domenicano, ascrivendolo a suoi beni per assistere che n' e- i fratelli

tutte le congregazioni, con rendila annua rano in bisogno. Il santo, senza neppure
di sopra a i 00,000 scudi. Ampliò ed ab- interrompere il lavoro delle stuoie, cui
bellì il Palazzo Altieri (^'.), come ne au- era intento, ordinò tosto al suo discepo-
mentò la biblioteca, pel quale edilizio Cle- lo Origene di distribuire tutto quel de-

mente X per (umili contribuì ?., eoo scudi naro ai fratelli della Libia e delle isole,
al me.se, e vuoisi che la fabbrica costasse i cui monasteri erano poveri, e di nou
84 PAM PAM
serbar nulla per quelli di Egitlo, gi.iccliè rd i poveri colle sue proprie mani. In
tjuesla conlrada eia licca e abbondante. Pi orna edificò la Cliifsa de ss. Gio. e,

Avendolo s. Atanasio piegato di lascia- J'tiolo (J^.),ova *\e.' Passionisli (F.). Per
le il deserto per condursi in Alessandria le di luì esortazioni i suoi aniltaiuoli e
a confondere gli ariani, e render tesli- vassalli della Numìdia rinunziarono allo
juonianza alla divinila di Gesù Cristo, scisma de' donatisti, e rientrarono nel
si recò in quella cillà. Morì poi in eia gicmbodella Cliiesa cattolica. Questo suo
(li70 anni, senza malattia né dolore al- zelo per l'iinilà della fede gli meritò una
cuno, mentre stava facendo una cesta ,
lellera di congratulazione da s. Agosti-
die lasciò in legato a Palladio, allora suo no l'anno 4oi. Visse segregato dal mon-
discepolo, nienl'allro avendo di che dis- do e consecrato intieramente agli eser-
porre. Melania si prese la cura de' suoi cizi dell'orazione, della penitenza e della
funerali, ed avendo ottenuta la cesta la- carità non ha però alcun solido fonda-
:

sciata dal santo a Palladio, conservolla mento alcuni moderni i


l'opinione di ,

sino alia sua morte, come cosa preziosa. quali pretendono ch'egli abbia ricevuto
S. Pambone è onorato dai greci ai 18 di gli ordini sacri. Morì l'anno 4'0, ed è

luglio : alcuni caleudarii notano la sua nominato nel martirologio romano il


festa iu altri giorni, e parecchi agiogra- giorno 3o di agosto.
fi danno la sua vita sotto il 6 di set- PAMFILA o PAìAIFILO, Pamphi-
tembre. Ins. Sede vescovile della provincia d'Eu-

PAMMACHIO (s.). Senatore roma- ropa, nell'esarcato di Tiacia, sotto la me-


no, fu nella sua giovinezza compagno di tropoli di Eraclea, eretta nel IX secolo.
studio a s. Girolamo, il quale Io chiama Quattro vescovi registra l'0/v'e«y christ.
r ornamento dell'illustre famiglia dei t. I, p. Il 33.
Camilli. Istruito nei diversi rami della PAMFILIA o PANFILIA. Provincia
Jelleratui a, ed eziandio nella sacra Scrit- ecclesiastica d'Asia, nell'esarcato omoni-
tura, entrò nel mondo l'anno Syo. Fu mo, confinante colla Cilicia all'oriente,

ricevuto nel senato romano, indi deco- colla Siria a ponente, colla provincia d'A-
rato della dignità proconsolare, e sposò sia a settentrione, e col Mediterraneo al
Paolina, la figlie di s. Pao-
seconda delle mezzodì. Si trova menzione della Pamiì-
la (J^')' Egli primo che scoper-
fu il lianellib. i.^de'IMaccabei e negli Alti de-
se gli errori di Gioviniano, e denun- gli apostoli. Fu divisa in 2 provincie, i
."
e
ziolli a Papa Siricio, il quale condannò a."*, sotto l'imperatore Teodosio II appena
quell'eresiarca nel Sgo. Conservò sem- salitoal trono. La Pamfilia i.^avea la cil-

pre stretta amicizia eoa s. Girolamo, il là di Sìdn{F.) per metropoli ; Piipì [V.)
quale trasse grandi lumi dal suo ami- era la metropoli della 1.^ Pamfilia. Pri-
co per la composizione delle sue opere ma della divisione di questo paese ia due
contro Gioviniano. Pammachio perdette Provincie, Piigi era metropoli di tutta

sua moglie dopo 3 anni di matrimonio, la Pamfilia, ove s. Paolo e s. Barnaba


e poiché ebbe latto offerire per lei il san- vi predicarono il vangelo. L'imperatore
to sagriflcio, fece invitare ad un banchet- Adriano amando la Bitinia, per benefi-
to, come coslumavasi allora, i poveri di carla e governarla direllamenle la volle

Pioma ; poscia i ciechi, gli zoppi ed i po- sotto di lui, dando al seaalo in cambio la
veri furono suoi coeredi e gli eredi di Pamfilia.
Paolina, e non usciva mai in pubblico PAMFILO (s.). V. Panfilo (s.).

senza essere segui lo da una schiera di sven- PAMPHILJ Famiglia. Antica e no-
turati. Egli {'tee erigere un ospedale a bilissima romana, continuala dalla non
Porto Romano, dove serviva gl'infermi meno illustre e celebre fimigli^ romana
PAM PA M 85
e or'miula genovese, Doiia l'aaipliìlj Lan- dell'Avellana congregazione, che fu detta
cli. Di questo iiome vi è s. PanifHo (f^.)di anche della Colondja dall'arme dell'isti-

Berito prete e martire, di cui abbiamo tutoie. Pietro ed Alberto P.imphilj furo-
^cla paxsionis a. PaniphUi et xociorurn no compagni ne' sudori e nelle spoglie
ex Eusebil Caesar. (il <juale prese il
nini, di Golfredo di Buglione, nella crociata
soprannome di Pamfilo per venerazione in cui fu con(|uistata Gerusalemme nel
al santo) libvis cimi Coiniii. praevio et I
099. Jacopo e Francesco ebbero dal-
notis D. Papebrocliii in i junii Boll. l' imperatore Federico III nel 1461 il
62, et in t. 2 Op. s. flippolyli, Ila nd). titolo di conti del sacro romano impe-

17 18, p. "y-XJ, et apud Surium i j'un. ro. Antonio godè gran stima da Sisto

p. I. Caferri pubblicò in lode de' V'am.- IV, che fece passare da Gubbio in Roma
philj un Discorso, in cui pretese dicliiaia- questa famiglia, e lo impiegò in cariche
re die Numa Ponipilio,che chiama Pam- distinte. Dal suo figlio Angelo nacque

pliilio , è discoso dalla famiglia Panfilia Pamphilio che nel i527 nel sacco di Ro-
di Sparta, in([iiella città fondatada Pam- me die in sua casa siciu'o ricovero agli
])hilio le greco de" dorici, 3 5o prima del- amici. Furono suoi (ìgli Camillo e Giro-
l'edilìcazione di Roma, cavato da auto- lamo, questi caidinale, il primo fu pa-
ri storici, e dedicato al cav. Girolamo dre di Pamphilio, di Gio. Battista che
Brusoni. Questo discorso venne qualifi- divenne Innocenzo X (/^.), di Alessandro
cato un composto di adulazioni. Della e Benedetto che morirono gio vaili j e di
lamiglia Pampliilj trattarono Jacobilli, Prudenzia e Agata monache, la seconda
SaiicL. U/nbriae, nella vita del b. Lodo!- delle oblale di Toc de' specchi f però il

fo Vincenzo Armanni da Gubbio, nel


; Marchesi, Galleria dell' onore, dice che
Catalogo degli uomini illustri di sua pa- Antonina sorella d' Innocenzo X, forse
tria Bagatti nella Fila d' Innocenzo X;
; cugina, si maritò con Paolo Gualtieri di ^

p. Gam berli nel Compendio dello spec- Orvieto. Pamphilio si distinse per gra-
chio della verità, ed altri. Vuoisi che dei vità e altre belle qualità, servì nella cor-
Pamphilj •iieno fioriti in magistrature nel- te del granduca di Toscana Ferdinando
la repubblica romana, e passali poi nella II, ed in Roma esercitò le magistrature
Franconia. Di ((uesta famiglia fra gli altri del Campidoglio e probabilmente fu con-
fu Amanzio Pamphilj dell'ordine eque- servatore e vice senatore. Sposò la famosa
stre, il quale seguitando Carlo Magno d. Ohmpia Maidalchini, della quale par-
nell'Italia, fu da questo premiato con al- lai a Innocenzo X e relativi articoli, e
cuni castelli e collarine de'fraucesi, delle n'ebbe Camillo, Costanza Camilla ma-
quali ancora fanno uso, cioè tre gigli d'o- ritata al principe Ludovisi, e Olimpia
ro in campo azzurro, traversato &a aste data in moglie a Giustiniani principe di
rosseche rappresentano il lembod'un bal- Bassano.
dacchino del re di Francia , con la co- Dopo la morte di Pamphilio, il fra-

lomba con ramo di olivo in bocca, sim- tello Gio. Battista cardinale, nel 1
644
bolo di pace, ed è descritto da Pietra- divenne Papa Innocenzo X, che essendo ^

santa, Tesserne geutililiae p. 438. A- dominalo dalla cognata d. Olimpia Mai-


nianzio Pamphilj si stabilì nell'Umbria, dalchini , si lasciò quasi sempre cieca-
ove Pietro suo figlio contribuì nel 917 mente influenzare da lei; creò cardinale
alla riedificazione di Gubbio (^•), in cui r inetto nipote Maidalchini, ed arricchì
la famiglia si propagò e divenne possen- immensamente la propiia lamiglia. Pri-

te,con l'acquisto di molte terre e col ti- mieramente a'i4 novembre creò cardi-
tolo di conte,ed ivi parlai ancora del b. naleil figlio di Pamphilio e suo nipote
Lodùlfo vescovo di Gubbio e fondatore Pamphilj Camillo [f), colla soprinten-
86 r A ?,I PA M
denza tli tulli gli ad'nii, onde nel posses- coi discendenti, e lo zio lo fece generale di
so preso a'23 cavalcò cogli altri poipu- s. Chiesa: da nacquero Gio. liattista
lui

lati, incedendo nel medesimo e appresso (che il Papa voleva impubere creare car-
al PonteHce il paienle Cristofoio l*ani- dinale, come dissi nel voi. IX, p. 295,
philio capitano delle guardie. Avendodet- facendo il novero de' cardinali fatti in

lo a Innocenzo X quanto riguarda Paui- i giovanile età; ma non essendovi allora e-

philj, qui riporterò alcune necessarie in- sempio nonio fece) principe di Carpincto,
dicazioni. D. Olimpia comprò per la sua che compi il palazzo dal padre eretto in-
làmiglia \\ delizioso castello di s. Marti- contro al collegio romano e annesso a
no, situato sulle vette del Cimino presso quello del Corso, e Benedetto poi cardi-
Viterbo, già abbazia de'cisterciensi sop- nale. Innocenzo X mori nel i655 e gli
pressa da Pio IV e unita al capitolo Va- successe Alessandro VII Chigi, che ago-
ticanOj per 24,5oo scudi, oltre due te- nizzante avea desiderato ciie gli succe-
nute nell'agro romano. Il Papa con chi- desse neir encomiarlo al sacro collegio.
rografo de' 7 ottobre 164^, Bull. Fot. INondimenoquesli negò a d. Olimpia Mai-
t. 3, p. 260, autorizzò il capitolo all'a- dalchini di ammetterla al bacio de'piedi,
lienazione del castello, e questo dichiarò e con gravatoria 1' obbligò a sbarazzate
principato: lo accrebbe di edifizi per co- de'traverlini piazza JNavona e compiere
modo del popolo, ornò nuovamente la la fabbrica di s. Agnese, dopo averle ri-

chiesa del titolo abbaziale di Martino s. mandalo i preziosi vasi d'oro che volea
in Moutibus nullnis clioecesis, con capi- donargli. Di piìi Alessandro VII le inli-

tolo e abbate, e la restaurò con notabile niò partire da Pioma entro tre giorni per
spesa, indi l'onorò di sua presenza, aven- Orvieto, donde non potesse uscire senza
done fatto abbate il suddetto Maidalchini suo permesso. D. Olinqiia inutilmente vi

(f^-)- L' abbazia un tempo appartenne inteipose il cardinal Francesco Barberi-


ai monaci, e s. Gregorio VII fece restau- ni, onde recatasi in Orvieto mori di [le-

rare il monastero, ne rivendicò le usur- ste nel 1607, dopo pochi mesi: altri di-
pate possessioni e altre ne donò. Inoltre cono che fu trovata nel suo magnifico
Innocenzo X la FillaPanìphUj
fabbricò palazzo di s. Martino (da ultimo rovinò
{F.), riedificò Palazzo Pamphil/ (A.)
il la sorprendente scala carrozzabile), vit-
a piazza Navona, come pure rifabbricò tima del contagio e abbandonata da tut-
la contigua Chiesa di s. Agnese {F.), e ti; lasciò giandissime ricchezze e di sé
r annesso Collegio Pamphilj {F.). Con infelice fama. Il nipote suo d. Gio. Bat-
due bolle dichiarò patronato dei Pam- tista fu celebre per la liberalità co' po-
philj l'abbazia, il collegio e propinqua veri, cui donava 20,000 scudi l'anno e
chiesa, con cardinal prolettore al modo in quello del giubileo 1700 scudi 5o,ooo.
anche detto nel voi. XXXI, p. 224. Il Nel 1671 sposò Violante Facchinetti pro-
cardinal Camillo con dispiacere dello zio nipote d'Innocenzo IX, dalla quale ebbe
nel 1647 rinunziò il cardinalato per con- Girolamo Pauiphilj nel 1681 perde la :

servare la famiglia, e sposandoti. Olim- madie d. Olimpia Aldobrandini, la qua-


pia Aldobrandini principessa di Piossa- le lasciò la primogenitura di sua casa col
no, vedova di Paolo Borghese, s'ebbe le principato di Pvossano ai Borghese [F.],
ricchezze di Clemente VIII, di cui la mo- e la secondogenilura ai Pamphilj Gio.
glie era pronipote ed eiede, in un al Pa- Battista riedificò e abbelfi ai iMiniiin
lazzo Pampìnlj (/".) al Corso, ed alla [F.) la chiesa di s. Francesco di Paola.

Villa Belvedere di Frascati (^•), poi ri- In quella di Agnese terminò il deposi-
s.

tornata agli Aldobrandini. Il principe d. to a Innocenzo X incominciato dal pa-


Camillo fu aggregato alla nobiltà veneta dre, che descrissi nel voi. XXXVI, p. 2 1,
PA M PAM S;
lua caddi in errore per seguire Ciincel- dogenitode' Borghesi Aldobrandini, con
lieri (come fece IN'ibby; tiicnlre \ einili, la villa di Frascati. I Pamphilj ebbero
Nasi, Melchiorri, Cipriaiii, l*aiiciroli col- i seguenti 5 cardinali, ed Doria 6, co-
i

le giunte di Posteria e Cecconi non de- me può vedersi alle loro biografie, 3 dei
scrissero il mouuniento) tanto minuta- quali col cognome di DoriaPamphilj.
mente istruito delle cose de' Paniphilj, Vedasi G. Sdoppi, Doriariun gentien-
non essendovi il busto di bronzo, come siuni genealogia, et ex iis impcratoritni
mi avea pure alFermato un addetto alia et regimi origo, Auguslne \ indelicoiimi
cliiesa neir interpellarlo s'eia vera l'as- I 63 I . Credesi che venga la famiglia Do-
^ertiva di Cancellieri; ma eccone la de- ria da Arduino de' Visconti di Narbona
scrizione emendala. Il monumento d'In- che in Genova sposò una signora delia
nocenzo Xè tutto di marmo bianco, scul- famiglia Volta ora Cattanei, chiamala
[)ito dall' artista che nominai nel citalo Oria, e (piindi il nome Doria alla fami-
luogo. Sovrasta 1' urna sepolcrale (con glia, che tosto divenne chiaiissiina per

r iscrizione: Innoceiitius Paniphilins X calore e per ogni altro pregio. Si divi-e


liomanus Pouf. OpC. Max.) il Papa in in piìi rami, ed in Genova fu una delle
mezza figura, iu atto quasi di benedire 4 più antiche, più nobili e più polenti:
e vestilo con piviale e tiiregno: a destra Andrea il Grande, fu chiamato padre e
è la statua della Religione, a sinistra quel- liberatore della patria. Giaiuieltifio suo
la della Giustizia, ambedue sedenti nelle nipote perì nella congiura de' Fieschi
estreuiità dell urnae Pon-
rivolle ver>.f) il (/ .) : il di lui i.° figlio Gio. Andrea e-
lelìce. Silos rilluslrù con due epigrammi, reditò i possedimenti d'Andrea e fondò
p. 34'^ Mausolea roin. Pont, li traspor la linea de' duchi di Melfi, ducato del
lo del cadavere dal Vaticano in detta regno di Napoli ; il 2." fece quella dei
chiesa seguì ne! pontificato d' iimoccii/o duchi di Tuisi principi d' Avello, che
XI, il Pamphilj Confa-
quale dichiarò i passò nella Colonna. AllroGiovanni An-
lonieir del popolo romano (/^'.) drea IV duca di Melfi, per la sua ava
Girolamo ebbe in mogli prima Isa- Anna Pamphilj moria 1728, eiedi- nel
bella Conti, poi Olitnpia CallareHij e la- lò nel 1760 il [)rincipalo di Laudi ai ;

sciò Benedetto Pamphilj che a'5 giugno 13 maggio Francesco lo dichiarò prin- I

I 726 sposò Teresa Olimpia Borghese. cipe dell'impero e di TorrÌ2;ia negli stali
Loro figlio ed ultimo dei Pampini] fu sardi, ed a'3o dicembre ereditò i beni e
Camillo, che fece la facciata esterna del le proprietà de' Pamphilj che aggiunse
palazzo Corso, fabbricò a piazza di Ve-
al al suo cognome. Ebbe per fratelli i car-
nezia Palazzo Pamphilj [V.), e ^tv
il dinali /emonio e Giuseppe, ed ai detli
compensare la chiesa di s. Agnese del ric- titoli e siguoi ie aggiunse quelli di gran-
co Ostcnòorio (f^.), eh' erale stato ru- de di Spagna di prima classe, principe
bato, altro magnifico e prezioso ne do- fli Valmonlone nella legazione di Velie-
nò alla medesima. Con lui terminò tri, s. ec. Da Leopolda di Sa-
Martino,
nel 1760 la nobilissima famiglia Pam- voia Carignano sua consorte, nacquero
philj, celebre per generosità, magnifi- il principe d. Luigi Gio. Andrea, il car-
cenza, soda pietà, profonda religione e dinal Giorgio, d. Eleonora, d. Vittoria,
per l'esercizio delle più belle virtìi, che ed il virtuoso cav. d. Carlo. Il princi|)e
in mi ulle ricchezze meritamente eredi- d. Luigi nelle calamitose conseguenze
tarono colla primogenitura Doria Lau- i della pace di Tolentino si rese somma-
di, d'antica, potente e famigerata fami- mente benemerito della s. Sede, poiché
glia di Genova, come dissi a quell'arti- con atto maii^nanimo fu il solo a garan-
colo: la secondogcni tura l'ebbe il secon- lire con ipoteche del fidecommisso dell-i
y

88 P A M PAM
piiinogeniliiia l'amphilj l' imprestilo di maritata ai principe di Campagnano d.
un milione d'i scudi, a/ione ohe giusta- Sigismondo Chigi, defunta; 3." d. Fi-
inente celebrò Baldassari, Rclaz. clc'pa- lippo Andrea; 4-° d. Domenico cavalie-
ti me n li (li Pio VI , t. 2,p.23. D. Lui- re gerosolimitano. Nel i838 a' 2G gen-
gi successe al padre nel i 820 nel prin- naio d. Filippo successe nel piincipalo al
cipato e nell'esercizio delle virtù; si di- padre e nel 1 839 sposò lady Maria Tal-
sliose per esemplarità, singolare umil- boi figlia del benefico conte di Shrew-
tà ed animo generoso pel culto divino e sbury (di cui parlai a IiVgiiilterra), so-
co' poveri luoii compianto ne'primi del
; rella di d.Caterina Guendalina che ce
1838, e quale l'encomiò il n.° 2 del Dia- i lebrai a Borghese famiglia. Da questo
rio di Roma. Nel 1810 erasi sposato al- matrimonio sono nati: i.° d. Teresa Ma-
l'eccelsa dama d. Teresa Orsini de'duclii ria nel 1840; 2.° d. Gio. Andrea, nato
di Gravina, le cui preclare doti e opere nel palazzo di Albano, ove ebbero luogo
di cristiana pietàRoma ricorda con am- quelle splendide feste narrale nel n.' 37
mirazione e gratitudine, come fornita di delle Notizie del giorno i843; 3.° d.
cuore benefico e umano, onde fu rifugio Luigi Andrea nel i845 defunto ; 4-"
amabile e colta conver-
agl'infelici, e di Guendalina nel 1847-
sazione : icampi ov'essa eser-
principali PAÌMl^HILJ Girolamo, Cardinale.
citò la sua ardente carità e zelo furono Patrizio romano, meritò l'intrinseca ami-
gli Ospedali dis. Giacomo e del ss. Sai- cizia del suo direttore spirituale s. Fdip-
valore {V.), ed in questo istituì le O- po Neri. Applicossi allo studio della giu-
fpedaliere j V Ospizio della ss. Trinila risprudenza, e pei progre>si che vi lece,
di cui fu edificanle priora; ed il Conser- Gregorio XIII lo elesse reggente della can-
vatorio del Refugio {V.), che da lei prin- celleria e uditore di rota, nel quale uf-
cipalmente ripete la fondazione. Mon nel fizio si acquistò straordinaria celebrità di
1829, ed il supplimento del n.° 29delle nome. Alieno dai cortigianeschi ossequi,
Notizie del giorno, ne pubblicò l'interes- Clemente Vili volendone premiare le
sante necrologia. In essa si legge, che fu virtù, a'9 giugno iGo4 lo creò cartlina-
benemerita di belle escavazioni d'antichi- le prete di s. Biagio dell'anello. Paolo
tà operale nella magnifica villa Pam- V lo nominò vicario di Pvoina, ove morì
philj e nel vasto lenimento di Lorio o nel 1610, d'anni 66, per aver dormilo
Lorivano sulla via Amelia, presso Castel in una camera di fresco imbiancala. Fu
diGuido dell'ospedale di s. Spirilo, aven- sepolto in s. IMaria in Vallicella, con ma-
done illustrato monumenti rinvenuti il
i gnilìcD epitaiiio postovi dai nipoti, uno
celebre Girolamo Amali. Nicolai, Meni, de'quali iu Innocenzo X,alla quale chie-
della campagna roni. par. r, p. 72, par- sa e all'annesso oratorio dell'Assunta la-
lando della tenuta Eottaccia , succeduta sciò le suppellettili di sua domestica cap >

air antica città e castello Lorivano, ove pella.


si rinvennero marmi antichi nel 1781, PA .MPtIILJ Gì AMBATTisTA, Cardina-
lodando la pietà de' Doria Pamphilj, par- le. F . Lv\ocENzo X Papa.
la dell'obbligo ingiunto agli eiedi di te- PAMPHILJ Camillo, Cardinale. Pa-
nervi ospedale per 1 icevervi gì' infermi trizioromano, nacque in Napoli da Pam-
delle tenute spellanti alla famiglia come phiiio e da d. Olimpia Maidalchini. Si
delle confinanti, e una carrozza per con- applicò nella fanciullezza alle arti libe-
durli negli ospedali di Pioma.Dad. Luigi jali, e sopra ogni altra ebbe la poesia
e da d. Teresa nacquero r.° d. Andrea : per lui le più grandi attrattive, e com-
in cui il cielo raccolse a dovizia mirabili pose versi; non liascurò la filosofia, le
doti, morto nel i835; 2." d, Leopolda malemaliche e l'archilettura. Divenuto
PAM PA RI 89
Papa Io zio Innocenzo X^ subito lo fece generalissimo ili s. Chiesa, ma di nuovo
generale delle milizie, e quanto lece lo 111 segno del suo animo incostante, così
dissi ne* voi. XXVIII, 23T, e XLIII,
p. di quello di sua madie. 11 principe fu
p. 28. Questa promozione fu celebrala di tanta pietà, die ai Gesuiti [f^.) rie-
con diverse composizioni citate dal Caii- difìcò e magnificamente abbellì la chiesa
cellieri nel suo J/e/r<7/o, ove sono molle dis. Aiuheaal Quirinale, facendo allret-
erudizioni sui Pamphiij; quella de! Uni- tanto con quella di s. Nicola da Tolen-
soni porta per titolo: Le glorie Painpìà- tino, ora delle /)^i«/.v/('/ìp (/^.), restaurau-
He, ode con osservazioni storiche. Qiiin- do la chiesa delle cappuccine di s. Lr-
di il Papa poco dopo a' i4 novembre bano e donando i5,ooo scudi al con-
iG44 Io creò cardinale diacono dis. JMa- servalorio di s. Eufemia, come notai nel
ria in Domnica, colla soprintendenza di voi. XIX, p. i.\i). La sua carità verso i

tulio lo stalo ecclesiastico, e legato d'A- poveri fu tale, che oltre alle quotidiane
\ignone. In ogni aliare mostrò destrezza limosineche loro facevaabbondanteuieu-
niirabile,ed usò di sua dignità con tal te, in un giorno dispensò 3, 000 rubbia
moderazione e accorgimento, che si rese di grano. Nella chiesa di s. Agostino e-

grato non meno ai ministri de' principi resse la nobilissima cappella tli s. Tom-
che a questi. La Spagna gli conferì il maso da V illanova, ornandola con sta-
pingue arcidiaconato di Toledo, che poi tuee preziosi marmi, ed alla basilica Va-
rinunziò a d. Giovanni d' Auslria la ; ticana donò molti candellieri d'argento.
Francia gli assegnò la famosa abbazia di PAMl^lllLJ Be\edf,tto, Cardinale.
Gorbia ; e la repubblica veneta lo aggre- Romano, nacque dal principe d. Cauiil-
gò alla sua nobiltà coi discendenti. In di- Io ni|)()te d'Innocenzo X, e da d. Oliui-
versi emergenti di negozi ardui e spino- pia Aldobrandini. Innocenzo XI per re-
si, si somma lode, e ben-
disinipegnò con stituzioue di cappello, il 1
.° settembie
che giovane d'età procedette con pru- 1 68 i lo creòcardinalediacono di s. Alarla
denza come un vecchio. JNella guerra di in Portico, donde passò a s. Maria in Via
C^7.«/ro seppe scegliere a capi persone de- Lala,e lo fece gran priore gerosolimitano
gne, e prontamente (ormò numerose mi- di Roma. Alessandro \lll gli allidò la le-

tizie. Procurò di non aggravare tostato gazionedi bologna, InnocenzoXII,lofece


con gabelle, di far amare e riverire lo arciprete Liberiano e prefetto di segna-
zio severo e di temperamento alquanto tura, e lo prepose a quanto fece a Porto
aspro; e sotto la di lui sagace direzione d' Anzo, e per la congregazione che vi

conchiuse che gli guadagnarono la


affari istituì ordinò che sempre un Pamphilj
stima universale. Essendo l'unico rampol- ne fòsse membro; indi lo trasferì all'ar-
lo della famiglia Pam/;/*///' (A.), con ap- cipretiua Lateianense, ove con raro e-

provazione della matlre volle continuar-- senipio aprì e chiuse la porta santa nel
la, per cui a'?, gennaio 1647 rinunziò
i 1700 e 1725, e fece le staine de'ss. An-
la porpora e sposò d. Olimpia Aldobran- drea e Giovanni. Clemente XI nel 704 i

dini, dalla quale riportò due maschi, cioè lo nominò bibliotecario, e come i.°dia-
Giainbattista che gli successe nel prmci- cono coronò Innocenzo Xlll. Interven-
pato, e Benedetto poi cardinale, oltre 3 ne a 6 conclavi e morì in Roma in quel-
femmine. InnocenzoX, credendo vilipe- lo del i'-3o, a' 20 marzo, d'anni 77.
sa la dignità cardinalizia per tale rinun- Lasciò immense somme alla famiglia, e

zia, l'esiliò a Caprarola, e dichiarò car- fu se[)ollo ins. Agnese senza funebre mo-
dinal nipote Camillo Astalli ^cwe poicad- numenlo.
de in disgrazia. Rientrato in favore il l'AMlMllLJ COLOXXA Pietro, Cz/-
principe nipote, lo nominò Innocenzo X diuidc. /'. Colo.nna Pamphilj.
^. 1» A M P A M
PAIMIERS [Ajyaniien). Cillìi con re- I successori si leggono nella O.illìu chr.
sidenza vescovile di Francia, nel diparli- t. 2, par. i, p. i63, e nelle Notizie di
ineiilo dell'Ariège, che forma la diocesi, Roma. Pio VII nel i8oi la soppresse e
capoluogo di circondario e di cantone , ristabilì 1817. Gregorio XVI nel
nel
i8i leghe da Parigi, in fertile pianura i84'j fece l'attuale vescovo mg.' Guido
sulla destra riva dell'Ariège, sede di Iri- Alouvry della diocesi di Rennes. Ogni
j)uuali e dell'autorità. Assai grande e ben nuovo vescovo è lassato in fiorini 370.
distribuita, la fabbrica non è corrispon- PAMPLONA {Pampilonen). Città'cou
dente Lacattedraledicesidisegnodi Man- residenza vescovile nella Navaria di Spa-
sard, è sotto l'invocazione di s. Antoni- gna e forte, capoluogo di provincia, a 70
no vescovo, con l'episcopio contiguo. Il leghe da Madrid, sopra un piano eleva-
capitolo si compone di 8 canonici, tuio dei to, la di cui superficie presenta alcune
quali è arciprete parroco, e di diversi o- colline, circondata da montagne de' Pi-
norari, e nelle feste pel divin servigio vi renei. Occupa una di quelle colline, di
accedono gli alunni del gran seminario, forma irregolare, nella fertile valle è sul-
essendoveue altro minore. Vi sono con- la sinistra dell'Arga, e vi sono le princi-

fraternite, case religiose, ospedale, teatro pali autorità della provincia. Cinta da uu
e fabl)riche d'acciaio. I dintorni sono fer- muro bastionato, difesa da due forti e-
tili di grani, fiiitti e pascoli, con sorgen- sterni e da una lunetta trincierata ha ,

te ferruginosa e sabbie aurifere. Nel me- pure una cittadella al sud costrutta da Fi -
dio evo Pamiers si chiamava Fredela.s o lippo li, che nulla risparmiò onde farne
Fredtlaluin, poi Jpainiae o Paniiac, e il più formidabile baluardo di questa par-
fu capitale dell'antica contea di Foix, ai- te della Spagna. Le strade sono belle, le

quante volte saccheggiata. In sua origine case senza gusto,e sono 6 fonti. Oltre il
vi

abbazia di s. Antonino di Fredelas, fonda- bel passeggiodiTaconera, venesono 3 al-


ta verso la metà del secolo X, fu poi dei tri fuori le mura: 6 ponti comunicano alla

canonici regolari di s. Antonio. Insegui- riva sinistra della riviera, ove stanno il
to i conti di Foix avendo fabbricato al- sobborgo Rochapea e quello della Mad-
l'intorno e al vicino castello di Pamieis, dalena. Pamplona non ha alcun pubbli-
questo die origine alla città, di cui i con- co edifizio veramente osservabile, tran-
ti e gli abbati furono consignori. Bonifa- ne il grande palazzo pubblico, sostenuto
cio Vili a' i6 settembre I2C)5 eresse l'ab- da arcate, ma senza gusto; la zecca, pa- i

baziale chiesa in cattedrale, e col terri- lazzi del governatore, de'consigli ove so-

torio che tolse da Tolosa formò un ve- no gli archivii, i tribunali e le prigioni.
scovato, che a quell'arcivescovo dichia- La cattedrale con altissima torre e con
rò sulFiaganeo, come lo è ancora. Vi la- battisterio, sacra alla Beata Vei'gine As-
sciò il capitolo regolare, l'unico che per sunta, non che per la sua
è rimarcabile
lungo tempo rimase nel regno, composto antica costruzione gotica, grandezza e in-
di 6 dignità e g canonici tutti regolari, e terna ricchezza, in cui è il sepolcro di Car-
12 semi- prebendati secolari, con 25,ooo lo IH d'Evreux, maritod^Eleonora di Ca-
lire di rendite pel vescovo, ch'era presi- stiglia, avendo contiguo l'ampio e como-
dente degli slati del contado di Foix e do episcopio. Il capitolo già de'canonici
assisteva a que'di Linguadoca. 11 l

ve- regolari di s. Agostino, si compone di i 2
scovo fu s. Lodovico arcivescovo di To- dignità, prima delle quali è l'arcidiacono,
losa, che conservò le due chiese con be- delle prebende canonicale e teologale, e
neplacito apostolico pure Jacopo ; lo fu di alcuni poizionari ealtri chierici ; il par-
ilei Forno, nato in Saveidun nella dio roco ha cura delle anime. Vi sono altre
tesi, che nel SS.jdiveune BeiicdetloXl l.
j 3 chiese parrocchiali col fonte sacro, 7
PAM P A M 9 I

conventi di religiosi, 2 inonaileri di mo- de re di Na varrà perciò ottenne da Pa-


luulie, confraternile, seminario, ospizio pa Giovanni XIX detto XX, che i mo-
pegli esposti, grande ospedale, casa di ri- naci potessero eleggere il vescovo di Pam-
lugio cou oAìcine di lavoro, collegio e tea- plona. ISel 1 oòn si celebrò un concilio in
tro. Prima era vi la congregazione de' C<3- Pamplona, in cui fu essa ristabilita per
noìiici regolali diPmnplona (f^-)- E pa- sede del vescovo, presiedendolo Ponzio
tria di IMoret storico di Na varrà, di I\li- vescovo d'Oviedo. Alessandro IV statuì
gueld'AnchetascuUore,di Ilurtado pro- clie il Navarra fosse unto e corona-
re di
fondo scrittore, del generale Elio, ec. 1 to dal vescovo di Pamplona. Il vescovo
dintorni sono Urlili e si trovano piriti di Arnaldo di Pnyana nel 3 '" vi tenne un 1
1

rame. L^origine della città si perde nella sinododiocesano. Innocenzo VI nel 3 ><) 1

notte del tempo. Pompeo l'ingrandì e la Pamplona il


creò cardinale e vescovo di
restaurò e gli die il suo iionìe, onde fu nipote Monlnrco. Nel 14^9 il vescovo
chiamala Fompdon, Ponjplona, Pompe- cardinal Bcssarioiie vi celebrò un sino-
Molto sollrì dalle vittorie di Giu-
iopolis. do. Alessandro VI fece vescovo di Pam-
lio Cesare, indi soggiacque ai goti nel V plona e cardinale il figlio famoso Cesate
secolo, e cadde in potere de inori verso Borgia [V.), che rinunziate le dignità
il ySo. Carlo Magno scacciò spesso tali restò morto nella battaglia per l'assedio
popoli e loro la tolse nel 778. Divenuta del castello di Viane, diocesi di Pamplo-
capitale del regno di Navarra (^.)j i re na, a' 12 marzo iSoy, giorno anniversa-
vi fermarono la residenza e sostenne di- rio del suo possesso come vescovo di es
versi assedi. Nel \5ii ducadAllja se
il sa. Nel I ji I fu eletto il cardinal Albivt
ne impadronì, ed i francesi nel i52i fe- dal capitolo, ma Giulio II ricusò le bol-
cero ogni sforzo per prenderla contro l'e- le per essere intervenuto al conciliabolo
nergica difesa dis. Ignazio Loiola, il qua- di Pisa ; nominò in vece il cardinal Saii-
le ebbe infranta la gamba destra che pro- /o/;o,che ricusato dal capitolo, questo fu
dusse scoraggiamento ne'suoi, per cui ce- interdetto, flnchèobbedì. Dipoi Leone X
derono al nemico preponderante; onde concesse le bolle al cardinal d'AIbrel, ma
poi derivò la di lui vocazione di abban- non ne prese possesso, né godè le rendi-
ilonare il mondo, divenendoglorioso fon- te. Il vescovo cardinal Alessandro Cesa-
datore della compagnia di Gesù, ed un rini nel i 53 i celebrò il sinodo e pubblicò
gran santo. Di nuovo i francesi l'occupa- Slatitln et constitiUiunes. La peste vi lece

rono per sorpresa nel 808 e la conseiva-


1 strage piìi volte, onde in cjuclla del 1721
rono sino al 181 3. Cadde egualmente in il popolo fece volo di non rappresenta-
loro potere nel 1823. re più commedie, ma restandone pregiu-
Si vuole che gli abitanti fossero pri- i dicato il teatro, proprietà dell'ospizio dei
mi navarresi che abbracciarono il ciislia- bastardi, Benedetto Xlil commutò il vo-
nesimo. La sede vescovile fu eretta nel lo con tre esposizioni del ss. Sagramen-
V secolo sotto la metropoli di Toledo, don- lo e una processione per la Purilìcazio-
de Gregorio XIII la fece sulTraganea di ne, e per ulliino li liberò anche da ciò
Burgos e lo è tuttoi'a. 11 i." vescovo fu con somministrare 5oo scudi per la fab-

s. Firmino, martirizzato ad Amiens, pa- brica della chiesa de'caimelitani di Tu-


trono della città, ch'ebbe tra'successori dela, come si legge nel breve Cimi Sa/i-
s. Maiciano. Per le incursioni de'barba- clissiinns, de' 1
7 marzo i 729. Nelle I\o-
ri mori messa in disordine la sede vesco- tizie di Roma sono registrali i vescovi
vile, i vescovi di Pamplona la trasporta- dal 1735. Lo è dal i83o mg.^ Saverio
rono nel monastero Leirense, situato sul- Andriani di Barcellona. La diocesi è am-
lo sommila de'Pii enei. SancioIII il Gian pia e contiene <)oo parrocchie. Ogni nno-
9*1 PA INI PAN
vo vescovo è lassato in i^joo noriiii, a- vanienle. Fu assai florida quando il com-
venclo eli rendile 3oo,ooo circiter rega- mercio dell'America meridionale coila
lia (le Vellon, gravati di pensione. Spagna si faceva col mezzo de'galeoni,ed
PAMPLO.XA NUOVA. F. Nuova era un emporio di merci d'Europa e di
I'ami'lona. America. Nel 1740 decadde il commer-
PANA IMA' {de Panama in Indiis, Fa- cio, allorché le ricchezze del Perù furono
naiiiaìien). Città con residenza vescovi- tiasportale pel mare del sud nell'Atlan-
le nell'Arnerica meridionale, nella repub- tico raddoppiando il capo Horn, e dac-
blica di Colotiìbia, capoluogo del dipar- ché gli altri porti furono ammessi a go-
timento dell'Istmo o Nuova Granala, e dere la libertà commerciale. Vi si tenne
della provincia del suo nome, sulla co- il congresso di tulli nuovi stati d'Ame-i

sta nord del golfo di Panama, a i6j le- rica separatisi dalla Spagna. La provin-
ghe da s. Fede di Cogota, sopra una pic- cia di Panama occupa la parte orienta-

cola penisola difesa da un proseguimen- le del dipartimento dell'lstmoecompren-


to di piccole isole. L'aria è malsana, i ca- de Panama è rinchiusa fra
l'istmo di ; il

lori fortissimi. Guarnita Panama da al- golfo omonimo e mare delle Antille, ed
il

cune opere di forlifica/.ione, si divide in attraversata da una catena di montagne.


alta e bassa città, e questa ulticua chia- La sede vescovile, secondo Commanville,
niasi El Farai ed è la più popolala. Ri- fu eretta da Leone X nel i5i5, altri la

marcasi una gran piazza pubblica, l'ospe- dicono i534 da Clemente


istituita nel
dale e la cattedrale, che lia prossimo l'e- VII, indi fatta sulfraganea di Lima nel
piscopio. Quella è dedicata alla Beata 1545 da Paolo HI ora lo è di s. Fede
;

Vergine sotto il titolo la antiqua, con di Bogota. 11 i." vescovo fu Vincenzo di


ballisterioe 2 parrochi. Il capitolo è com- Pedrosa domenicano. La serie de'vesco-
posto di 4 dignità, essendo la i.'^ il de- vi nelle Notizie di Roma si cominciò dal

cano, q canonici e diversi cappellani e I74'2. Al piesenle lo è mg."^ Gianfrance-


Vi è altra chiesa parrocchiale col
chierici. sco Manfredo già vescovo di Miriofidìin.
fonte sacro, i\ì\ monastero di monache, partibui, fatto nel i84'J> coadiutore del
coiiCraternile, seminario, collegio con cat- predecessore. La diocesi è amplissima e
tedre. La rada è bella ma pericolosa, la comprende leprovincie diPanamà e Ve-
costa è bassa ed olfre un semplice sbar- ragiia. Ogni nuovo vescovo è tassato di

co, fermandosi i grossi navigli nell'isole 33 fiorini, essendo le rendite 4000 ™0"
Perico e Flaminco: non ostante il com- liete di quelle parti, pagate dal governo.
mercio è considerabile. Panama significa PANAT0RL\. Sede vescovile della
luogo abbondante in pesce. Allorché gli Mauritiana Cesariana, nell' Africa occi-
spagnuoli vi si stabilirono nel i5iS, fon- dentale, sotto la metropoli di Giulia Ce-
darono Panama a 4 legbe dall'attuale ; sarea. Noi. Afr.
distrutta la prima città nel iGyS da Mor- PANCERÌNI PANCIERA Antonio,
gan, gli abitanti più bella la ricostruiro- Cardinale. Nacque da nobile e povera
no ili piano migliore. Invano tentarono famiglia di Portogruaro nel Friuli. Da-
stabilirvisigli scozzesi nel 1699 sul golfo tosi alla giurisprudenza, mostrò in Ro-
Darien, e perirono pel clima e per le guer- ma tra'notari la sua abilità, e come abbre-
re ; i francesi stabilitisi nel 1740» furo- viatore lo conobbe Bonifacio IX e fece suo
no trucidati nel I 754 dagl'indiani a isti- segretario, nel iSpS vescovo di Concor-
gazione degl'inglesi : il governo spagnuo- dia, forse già arcidiacono della cattedra-
lo costruì un furtesuUefrontiere per sog- le, e l'autorizzò ad usar le proprie inse-
gelfaie quegi indigeni, l tenibili incen- gne gentilizie de'Tomacelli, come vede-
di del i7'j6 e 17H4 '^ distrussero uuo- bi nelle monete che coniò qual patriarca
PAN PAN 93
<!' Aquileia, alla qual dignità il cnpilolo nigiia facilità con la quale diminuiva ai
i4o2. Dopo 4 aiini ili felice
Io elesse nel benc'Iìciati le spese delle bolle, onde pro-
governo, divenne inviso a molli signori curò invano oilrirgli vescovati per allon-
e luoghi del Friuli, massime da Cividale, tanarlo; dipoi nel iGqf) lo incaiicò di a-
per invidia di vederlosalito a tanta {)0S- prire la porta santa della basilica di s.

sanza , e per aver investito i fiatelli del Paolo. Clemente XI lo voleva segreta-
castello di Zoppola con giurisdizione; ma rio di stato, ma si scusò e accettò la pre-
le accuse fatte in concistoro a Innocenzo fettura del concilio. Formò una domesti-
VII non ebbero efì'etto. Quelle i nemici ca e scelta libreria, ricca di mss. e cele-
liniiovarono a Gregorio Xll, il rjualelo brala dal Piazza nel r£"».?fro/og''o Mori
privò del patiiarcatoa' I 3 giugno i4o8, in Roma nel 17 18, d'anni 90 circa, la-
anche per avere come predecessori tra- i sciando un'eredità di 200,000 scudi, e
lasciato di pagare alcune pensioni alla s. fu sepolto in s. Pancrazio, al cui titolo
Sede. 1 cardinali ribelli al Papa, da Livor- era passato, innanzi l'altare maggiore con
no l'invitarono a disobbedire, e dal conci- semjilice lapide già da lui postavi, alla
lio di Pisa venne conformato nel posses- (piale altra fu aggiunta con magnifico
so di sua chiesa. Giovanni XXI 11 perla elogio e le insegue gentilizie.
pace del Friuli ne procurò la rinunzia e PAJNCIROLI GiANjAcoro, Cardinale.
l'ollenne, creandolo cardinale prete di s. IS'acque da un semplice sartore in Ro-
Susanna a'6 giugno i4r i • intervenne al ma, per cui di questa origine volle con-
cfincilio di Costanza, contribuì alle ele- servare memoria nello stemma, forman-
zioni di Martino Ve Eugenio IV, il (pia- dolo d'un panno. Applicatosi con inde-
le per la sua virtù e singolare abilità l'im- fesso ardore e mirabile successo alla giu-

piegò in importanti legazioni, lo pre- risprudenza, fiequentò lo studio di Piiui-


miò con assegnamenti enei i43i col philj uditore di rota, poi Innocenzo X,
vescovato di Fàascali. IMorì in Roma nel dedicandosi intieramente a lui; fu cor-
detto anno e fu sepolto in s. Pietro con risposto con affetto per l'integrità de'suoi
onorevoli esequie. costumi ed acutezza d'ingegno. Dopo a-
PANCIATICI Baldino, Cardinale. vere cseicitato l'avvocatiiiii, seguì il pre-
Nobile fiorentino, si acquistò fama nel- lato alle nunziature di Napoli e Spagna
l'avvocatura sotto De Luca. Clemente IX quale uditore di esse. Tornalo in Roma
suo parente lo fece collaterale diCam- s'introdusse coi cardinali Barberini, pei
pidoglio, indi luogotenente dell'uditore quali Io zioUrbano Vili lo fece came-
della camera, carica die per l'iidlessibi- riere d'onore soprintendente del car-
,

lilà e giustizia rinunziò quando


dovea si dinal Fiancesco e nunzio ai principi d'I-
proferir sentenza tra Clemente Xe Co- i talia e ministri di Spagna per trattar
lonna pel feudo di Carbognano. Innocen- la pace, come adatto in tal commissio-
zo XI gloriandosi di promuovere i dotti ne per eccellente perizia nelle leggi e di
e virtuosi, benché negletti, l'impiegò nel- squisito intendimento, sebbene di esterio-
le segreterie della visita e de'iegolari, in- re disaggradevole. Divenuto uditore di
di lo lece commendatore di s. Spirilo e se- rota, nunzio Spagna e patriarca di Co-
di
gretario de'vescovi e regolari. Alessandro stantinopoli, a' i3 luglio 1643 Urbano
\ III lo dichiarò datario e patriarca di A III lo creò cardinale pretedi s. Stefano
Gerusalemme, ed a' 1 3 febbraio 1690 lo al Monte Celio. Nel conclave per morte
creò cardinale prete di s. Tommaso in di esso, non essendogli riuscita l'esalta-
Parione. Innocenzo XII lo confermò nel zione del cardinal Sacchetti j rivolse i suoi
dalarialo, nel cui esercizio gli si resej^ia- sluizi per quella del cardinal Pam[)liil|,
ve e molesto, poiché si opponeva alla be- che divenne luncceu/.o X. Per graliludi-
©4 ^ '
A i\ P A N
ne il nuovo Popa lo fece segretario di sia- (>v'ol)be occasione nell'invasione degl'ini
lo, ma le malallie piìi o meno sempre Io periali fiancesi, di manifestare di nuovo
Inivagliaroiio, e mori nel i (rj i d'anni G(». la coraggiosa sua fedeltà. R.ipristinatonel
Fu sepolto in s. Silvestro al Quirinalea- 18 i4 il governo papale, Pio VII lo di-
vanli l'altare maggiore, con lapide orna- chiarò delegato di Pesaro e Urbino, indi
ta e iscrizione. Lasciò fama di cauto, giu- come benemerito preside lo promosse a
sto, prudente, nemico dell'avarizia e dei segretario di consulla, poscia in premio
regali, sebbene fu nel numero di quei de' suoi meriti e del lodevole disimpe-
che non sono buoni giovare né
in efTetto gno delle cariche esercitate, il Papa ai

a sé, uè agli quantunque costituiti


altri, IO marzo 1828 lo creò cardinale prete
in potere, o per mancanza di attitudine di s. Sabina, e Io fece protettore di Car-
o per estrema delicatezza. toceto e di Cossignano. D'animo paci-
PANCRAZIO (s.), martire. A Roma fico, di filosofici e semplici costumi, di
pad il martirio in età di i4 anni, deca- maniere dolci e cortesi, godè circa 10
pitato sotto Diocleziano nel 3o4, dopo mesi laporpora, e d'anni 78 morì inRo-
avere generosamente confessato Gesti Cri- ma d'apoplessia il i." febbraio 1824,
sto. Fu sepolto nel cimiterio di Calepo- tlopo essere intervenuto al conclave per
dio, che prese poscia il suo nome, e nel- Leone XII, e fu sepolto nel suo titolo.
la contigua Chiesa di s. Pancrazio [F.): PANDOLFl ALBERICI Francesco
citai gli alti del martirio nel voi. I, p. 1M\RU, Cardinale. Nacque in Orvieto da
ibf). Una porzione della sua spoglia mor- nobile e antichissima famiglia a' i 8 mar-
tale fu mandala ad Oswi re d'Inghilter- zo 1764. Fino dai più verdi anni venne
ra da Papa Vitaliano del 6)7. Nella del- annoverato fra 'canonici della cattedrale,
ta chiesa, disperse le sue reliquie nel e nel i8i4 Pio VII lo nominò prelato
1798, lo furono nuovamente nel 1849 domestico e referendario delle due se-
da una turba di repubblicani, quando gnature; quindi ebbe luogo fra' ponenti
manomisero e predarono il tempio e il di consulla e ne divenne decano, per cui
convento annesso. Divenuto il tempio un pili volte funse le veci del segretario, co-
mucchio di devastazioni, nel i85i fu me pure fu ascritto Ira' prelati dell' im-
restaurato e consagrato. Tutto meglio è munità. Pio Vili canonico di s.
lo fece

descritto ne' n.i 83 e q8 dell' Osse/va- Pietro e nel i83o suo maestro di came-
loreRomano i85i. Il martirologio ro- ra, in ((uesto uffizio lo confermò Grego-
mano fa menzione del martirio di s. Pan- rioXVI,ea'2 luglio i832 lo pubblicò
crazio il giorno lOì di maggio. cardinale prete, avendolo creato a'So set-
PANDOLFl Luigi, Cardinale. Nac- tembre i83i. Indi per titolo gli conferì
que a' G settembre 1751 in Cartoceto, la chiesa di s. Prisca, e lo annoverò alle
Fano, da famiglia ascritta al
tliocesi di congregazioni dell'indulgenze, consulta,
ceto primario di Pesaro, Fano e Ascoi ;. buon governo e acque. Le virtìi eccle-
Falli gli studi nel collegio de' nobili di siastiche di cui era adorno, la rettitudi-
Fano, applicò in Pioma al pubblico di- ne e diligenza con cui esercitò gl'impie-
ritto, e abbracciata la clericale carriera, ghi che gli vennero aftldati, la carità e

fu per 4 anni vicario generale di Todi compassione verso gl'indigenti ne forma-


e per 9 di Pesaro. Accaduta la rivolu- rono l'elogio. Morì in Pioma d'anni 71,
zione francese nel declinar del secolo pas- a'3 giugno i835, e trasportato il cada-
sato, si dijtinse per prudenza e attacca- vere in ss. Apostoli, il cardinal del Dra-
mento alla buona causa. Pio VII lo fece go celebrò la messa di requiem, \f\d\ ven-
preside di Monlallo, donde passò ai go- ne tunnilato nel suo titolo cardinalizio.
verni d'Ascoli, d' Orvieto e di Perugia, PANDOLFINI Nicolò, Cardinale.
P A .\ PAN 9 >

Potriziofiorenlino, da canonico della me- nome, di cui si cosliluiscono molle spe-


tropolitana di Firenze, Pio 11 lo nomi- eie e varietì», dipendenti dalle due spe-
nò chierico di cameia, Paolo 11 lo fece eie primitive, frumento duro, trllicurii

scrittore apostolico, Sisto IV lo incaricò furgi(lum,e il frumento gentile, Irilicum

dell'educazione del nipote poi Giulio II, hibcnuim. Nella sacra Scrittura il pano
e nel i4''4 'o f''f^''''T*^ vescovo di Pistoia, talvolta significa ogni specie d'alimento,
indi governatore di Benevento. Innoccu- come l'accjua significa ogni sorla di he-
r.o Vili gli conferì la ricca abbazia di s. vanda, e dicesi figuratamente in diversi
Zenone di Pisa, e Giulio li lo volle a suo modi; rpiando noi domandiamo a Dio il

segretario e uditore per le cause più gè- nostro pane f/uolidiano, s'intende tutto
Jose e interessanti, ascrivendolo alla prò- ciò cli'è necessario alla vita. Gesìi Cristo
pria famiglia Rovere. Dicesi che non lo benedì i pani prima di distribuirli alle
creò cardinale per essersi opposto alle sue turbe, moltiplicandoli prodigiosamente,
opinioni ; ma Leone X vi suppPi all'im- Dio fece a diversi santi operare miraco-
provviso e benchr assente il i." luglio li nella moltiplicazionede'pani. Gli ebrei
IDI 7, dichiarandolo cardinale prete di cliiamavatio pani di proposizione quelli
s.Cesareo. A lodata vita die fine in Pi- che isacerdoti di settimana [)onevano tut-
sloiacon santa mortc,sinceramente com- ti giorni di sabbato nel tempio sulla ta-
i

pianto, nel i5i8, d'anni 78, chiaro per vola d'oro, ch'era nel santuario davanti
scienza e dottrina, per compassione e li- al Signore; erano 12 per distinguere le
beralilà co'poveri,e per l'amore verso la tribìi enon potevano essere mangiati che
sua chiesa che governò 44 anni. Coi be- dai sacerdoti, quando ogni settimana si
neficii ne accrebbe il lustro, aumentò il rinnovavano. Gli eUreiavevano moltema-
collegio de' chierici, fondò il monastero niere di cuocere il pane, ed oltre 1' uso
di s. Nicolò e la dignità arcidiaconale, ed ordinario del fuoco, talora lo cuocevano
accrebbe le renditedella mensa, onde dai sotto la cenere o sopra lastre di metallo
pistoiesi fu chiamato alìVtt uosa mente pa- o sopra pietre riscalda te. 1 romani da prin-

dre spirituale, e per amore gli eressero cipio mangiavano il grano crudo o Io fa-
una statua. Il cadavere trasferito a Firenze, cevano bollire come il riso ;
poi i'abbru-
riposa nell'abbazia fiorentina, nella tom- stolironoeNuma istitmuna festa perque^
ba degli antenati. sta .scoperta. Poco dopo cominciarono a
PANDOLFO, Cardinale. Fu offerto pestare il grano ne'mortai e a farne una
nella puerizia a s. Benedetto in Monte pasta, pei'ciò dai loro vicini furono det-
Cassino, ove ne professò la legola, e per le ti niangia polenta. Nel 4'^'^ avanti la no-
sue splendide doli Pasquale II del lopq stra era trovarono il modo di fare la pa-
lo creò cardinale prete. Non pare che fos- sta forte e poi delle focacce o schiaccia-
se vescovo d'Ostia, comealTermano alcu- le, gran passo per ginn-
ed ecco fatto il

ni, e scrisse i sermoni per le feste di tut- il pane. Questa


gere all'arte di fare pe-
lo fanno. rò non divenne comune in Roma prima
Pane azzimo e Fermentato. /'. dell'anno i5o innanzi della era, e pro-
Pane. pagandosi, già al tempo d'Augusto v'e-
PANE E Pane BENEDETTO. 11 pnne,pa- lano in Roma
da .3oo fornai che Io fa-
tiis, è un cibo comunissimo fatto di i'a- cevano o cuocevano, avendo loro muli- i

lina di grano o di biade, come orzo, ve- ni, e giunsero a fare il piine così buono
na e simili : pane significa anche tutta la e bello come in Alene, dove si faceva il

vettovaglia e il vitto necessario. Il grano pane assai prima che in lioina, e forse ai
dicesi anche frumento, il quale è propria- lcm[)i vicini all'età di Tritlolento. Dopo
niente il seme della pianta dello stesso 1 romani, primi i a cuocere pane sembr;i
96 PAN P A N
che fossero gli ahitanti (l(!lle O.iIIie, don- baristi A 5 I e II. Osserva Bonanni, Ge-
de poi se ne dilatò l'uso per liilta luuo- rarchia, 71, cercando chi principiò
p.
pn. ^. Annona, Agricoltura egli arlico- dopo Gesù Cristo a consagrare il pane e
li lelalivi. Della distribuzione tlel pane il vino, che gli apostoli differirono cele-
che facevasi nel palazzo pontifìcio, chia- brare la Messa (F.) fìno alla Penteco-
mala parte di palazzo, pancm honona, ste, e da tale astinenza provenne l'uso an-
parlai anche a Palazzi apostolici e di tico ne'sacerdoti di celebrare il sagrifizio
sua origine. Dell'oblazione e tributo di 4o giorni dopo l'ordinazione. Si vuole fi-

sette pani cj.e il capitolo d'Anagni fa al gurala nella messa l'oblazione de' pani
Papa quando visita le provincie di Ma- che gli ebrei facevano 5o giorni dopo la
rittima e Campagna ogni sabbato, feci pa- loro Pasqua, e perciò convenire che la
rola nel voi. XXVII, p. 275: questo o- prima si celebrasse nella Pentecoste che
niaggio Gregorio XVI lo ricevette due appunto cade in eguale epoca. Ciampi-
volte,quando si recò a s. Felice (/^.), e ni, De perpetuo azynioruin usa in eccle-
quando nel i843 visitò ylnogtiij e Pio sia latina, vel salleni romana, rpta oc-
IX nel i85o in Fresinone. Furono an- casione vox fermenti in lìlclchiadis et
che stabilite distribuzioni di pani ai ca- Siriciis decretis, ne in epistola Innocen-
pitoli, come fece Thalarìi in Lione ( Io tii I rom. Pont, aliqiie veleres rilus de-
notai nel voi. IV, p.