Sei sulla pagina 1di 340

DIZIONARIO

DI liRUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PRINCIPALI
PI

SANTI, BEATI,

MARTIRI,

PADRI,
AI

AI

CELEBRI

SCRITTORI ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA CERARCIII.V


ARCIVESCOVILI
CARDINALIZIE
OSPITALIERI,

DELLA
AI

CHIESA

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA

PATRIARCALI,

E E

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII,


RITI,

ALLE FESTE PI
PAPALI,

SOLENNI,

ALLE

ALLE

CAPPELLE

PRELATIZIE, AGLI ORDINI

RELIGIOSI,

MILITARI,

EQUESTRI

ED

NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA

PONTIFICIA, EC.

EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

\0h. LL

(wiy&inrva^,

Pop.

DALLA.

IN V E N E / TIPOGRAFIA
MDCCCLI.

V
"I
I

A N A

DIZIONARIO
DI ERUDIZIO^'E

STORICO-ECCLESIASTIC

PAL
JLalnzzo Spada. jVel rione Regonella piazza Capo ili Ferro , cos\ detta dal nome del cardinale ch'eres);i
,

PAL
la
il

regia al Vaticano,

quantunque opini
scala, ci

JMdizia, che piuttosto la colonnata do-

rica fosse imitata

da detta
rs'elle

che

se

questo
di

edifizio.

con magnifica archipiacentino


Titi,

forse pi probabile,

salepianter-

lettura

Giulio Mazzoni

rene
ticlii

si

vedono 8 "randi

bassorilievi au-

secondo

la

Descrizione del

ma

al

di

marmo

bianco, con figure quasi

dire del Cancellieri da Giulio Merisi, nel


pontilcalo di Paolo ili:

di

grandezza naturale, rappresentanti alparete di Sante Cartoli, e tro-

ben proporzio-

trettante storie favolose di Apollo, se-

nato ne' piani, ha quello nobile con finestre e nicchie con bei profili e con or-

condo

il

vate dal cardinal

Fabrizio F^eralli nel

namenti discreti, quali per al di sopra sono abbondanti ma distinti. La facciata tutta adorna di stucchi e bassorilievi, come Io pure il cortile , lavori dello
i

fabbricare

la

lunga scala, che scende al


,

tempio
nute
in

di

s. Agnese fuori le mura tegran conto per la loro eccellen-

za. IVella saia

superiore trovasi

la

statua

che rappresentano le guerre de' Centauri, oltre molti busti e


stesso architetto
,

colossale di
la

quale

Pompeo Magno, tutta nuda, globo. ha nella mano sinistra


il il

statue.

Il

palazzo pass poi in propriet

Questa statua rara e veramente insigne,


fu scoperta presso

della famif^lia Mignanelli, e

da questa

in

teatro e la curia di

tempo

di

Urbano Vili

al cardinal

Ber-

Pompeo
te ne'

sotto Giulio IH, e

propriamen-

nardino Spada j che

rimodernare e arricchire di vari ornamenti dal Borromino, il quale rifece anche la scala, e di
lo fece

fondamenti

di alcuni edilizi nel vi-

colo de' Leulari, vicino al palazzo della

Cancelleria. Essa giaceva interrata col

pi in un giardino

al

pianterreno esegu
di qui

capo sotto una casa e

il

rimanente della
i

una colonnata
pigliasse
il

dorica, tutta dipinta in pro-

figura sotto un'altra, per cui

rispettivi

spettiva. Si pretende

da alcuni che

proprietari ciascuno intera


s.

la

voleva per

Dernini V idea della sua sca-

La qucslioue

fu portata ai tribunali,

4
i;
i

V
^'iiiilici

A L
si

TAL
Pompeiana
sti

harljaraiuciile sentenziarono

dello stesso Cancellieri


notizie sulla

que-

segasse
tari
si

la stallia,

e ciascuno de* propriealla ca-

poi

ci

d erudite

famiG, p.
vi

avesse

il

pezzo sottostante
111

glia

Spada erededei
delle Opere,
lVi

Veralli nella sua Lett.

sa
1'

(li

sua ragione. IMa Giulio


s

esecuzione di

imped ernioso decreto, e che


scudi, che
la

tera al cardinal

Palletta. Nel

271
la

Luigi Martorelli

il

gian

Pompeo
si

Ibsse un'altra volta de-

Lettera sulla logica della statua di


di

capitato,
i

comprandola per 500

Pompeo. Oltre
dri,
2."

questa

1'

edilzio

con-

litiganti

spartirono, quindi

al cardinal

Capo

di

don Ferro, che avea imil

tiene una raccolta di buoni e belli

quaIN'ella

ma

solo indicher

principali.

pedito tanto danno,


nel suo palazzo ove
si

cpiale la colloc

anticamera, Davide del Guercino,


Carit
3."

ri-

ammira. Gravi ar-

tratto incognito di Tiziano, la strage de-

cheologi allermano essere questa statua


il

gl'Innocenti di Testa,
di

la

romana

sinudacro stesso di Pompeo, eietto gi


congiurati uccise-

nella curia, e ai piedi del quale con sin-

golare combinazione

ro Giulio Cesare. Si pretende inoltre dai medesimi, che salito Augusto nipote di

camera la Giuditta e la Lucrezia di Guido , la disputa di Gesi coi dottori di Leonardo da Vinci, il mercato di Napoli e la rivoluAnnibale Caracci. Nella
zione di Masaniello di INIichelaiigelo dalle
to.

Cesare all'impero, facesse chiudere la detta curia, ordinando che la statua venisse

Bambocciate,

la

isitazione di del Sar-

Nella galleria Cristo preso neh' orto

trasportata nel luogo appunto


tanti secoli
si

ove
e
si

di

GherardodelleNolti,
s.

la

Maddalena

di

dopo

rinvenne. La sala ove


,

trovasi tutta dipinta a prospettive


di pi sonovi

20

pitture a fresco che

Giovanni di Giulio Piomano, il rapimento d' Elena di Guido, Didone sul rogo del Guercino, Ges portanCagnacci,
te

attribuiscono agli scolari di Giulio roma-

lacrocedi I\LTulegna,s. Girolamo d'Alritratto di

no o
gli

ai

Zuccari.

Avendo

la

statua subi-

berto Duro. Nella camera che segue. Cristo del Caracci,


il

ta la separazione della testa dal collo, poi

Paolo

III

venne

gli

ed essendo insorti nearcheologi clamorosi dubbi sopra la


restituita,
,

sua originale identit

dissertazioni e stampati

furono recitate opuscoli pr e

coner, per cui ne citer diverse. Carlo

Fea

Osscn'azioiii intorno alla cele-

bre

stallia di Pompco,\xo\xa 1812. Pronunziarono nell'accademia d'archeologia

contro
conti e

tali
il

osservazioni, F. Aurelio Vis-

conte Giuseppe Alborghetti

Maddalena del Guercino, ritratto del cardinal Bernardino Spada di Guido, due amorini di Correggio e parecchi stupendi paesi. Si ha del eh. Gaetano Giordani //i/o/vzo all'antica ed eccelsa casa Spada, cenni e note per le illustri nozze Spada- Feralli-Fieschi-Ravaschieri, Bologna 1846Palazzo Stoppani o Fidoni. Nel rione s. Eustachio, incontro la chiesa del Sudel Tiziano, la
:

due

dissertazioni.

Quindi Cancellieri nel

dario de' savoiardi, mirabile ediflzio che


dicesi cretto coi disegni di PialTaele
,

pubblicale alcune composizioni poetiche


in lode Della statua colossale di Poni-

pei

peo Magno
l'illustr

esistente nel palazzo

dd prinFeralli,
;

cipe senatore Giuseppe

Spada

So/ietlij

con note, e ci diede l'opuscolo ec, Roma 18 12. G. A. Guat-

tani poscia

stamp

in

Pioma

nel 181 3:

La

difesa di

Pompeo

ossia risposta alle

osseivazion dell' av^. C.

Fea
la

intorno

marchesi Callrelli Minulilli, che il Vasari crede fosse muralo da Lorenzello scolare di quel sommo. Si pretende, che ddpo essere stato in Valicano, secondo diversi scrittori e Cancellieri [Mercato p. I o e 84, ove riporta notizie sul palazzo), vi fosse alloggiato dai Calfarelli Carlo V, che don ad essi l'area per edificare sul Campidoglio
rcHij e per
il

quella celebre statua del palazzo Spada.

hi fine della quale trovasi

Biilioteca

memoria

di tal

Palazzo Cafjadimora del-

PAL
r iiipcratore fu collocata una lapide a
pie cLlla scala, poi rimossa; tiiciitrc del
nio. Essi

PAL
furono
illustrali
1

suo magniico ingresso in lloaia si pu vedere il voi. XXXV, p, 178. Forse tale

rimozione ebbe luoi^o per rpianto


)

si
1

con dolla opera dal Foggini, e dati alla lucenti 8 T, dopo restaurati, dal eh. Nd)by con suppiiinenti d' ordine del cardinal Vidoni proprietario de' medesimi. Nello scavare
i

Ifg^e nel n. 3

dei
1

Dianodi Roma

<S

9.

l'ondamenli di questo palazzo

si

rin-

Carlo
ti

nel

TSGiion istellealtrimeuleggesi in

venne un'antica
ta,

e rozza statua mutila-

in

questo palazzo, creduto disegno di

che fu posta in una nicchia del cone al palazzo Valle, quindi pi tardi

Rairaclc,

come erroneamente

tiguo vicolo rispondente alla via papale

pii libri. Egli in

vero dal d 5 aprile mer1

coled di l^assione, fino al giorno cui ripart da

iii

fu

dato
il

alla statua
di

deforme come

al vi-

Roma, ebbe

alloggio nel

colo
si

pontilicio palazzetto di liei vedere detto

abate Luigi. Questo diceebbe origine dal nome di certo abate

nome

d'Innocenzo \ 111 presso il Vaticano, meglio dappoi accomodato da Pio IV per ricevervi ospiti principi '. A Paazzo Vaticano
palazzo
tro
dissi

Luigi sagrestano della suddetta chiesa dei


savoiardi, eh' era

come

la

statua di for-

me

sfigurate e ridicole, e pel suo goffo

altrettanto, e citai

luoghi
il

in cui lo avea ripetuto. Dipoi acquist


il

ed arguto contegno resosi assai cognito, per bizzarria satiricamente molti cominciarono a chiamare
di lui
la vicina

cardinal iV^o/YW/j/j

donde pasi."

statua col

s ai Schincliinelli, indi al cardinal Pie-

nme,

e gli rest
Il

ilio ni

e suoi eredi.

Il

piano

sa pei satirici.
te notizie sulla

divenendo famoCancellieri ci d erudie sulle altre

d'un rustico akjuanto riseulito e con cornici di


11 2.

medesima,

soverchio aggettale alle finestre.

statue che per vituperare la


si

fama
i

altrui

piano con colonne doriche binate;

fecero parlai-e in diversi lem[)i dai

malil

le finestre

sono ornate con molto buon

dicenti detrattori,

citandone

hbri e

garbo, e ciascuna ha per davanti una


bella ringhiera di pietra, che
in fuori
all' altra

Monilore di

Roma

del i''o8 (sul ([uale

sporgendo

pu

vedersi Diario di

Roma) che ne

trat-

lascia libera la
,

veduta da una
1'

tarono, massime de' dialoghi tra VabaCe

togliendo cos

impedimento

Luigi e
estratto.

gli altri
1

simulacri interlocutori,
5f) e
i

avrebbero opposto le colonne; il cornicione liscio e benissimo adattato, per l'attico superiore nel i8oi fu aggiunto con disegno di Nicola Sansimoni o Giansimoni, e non fa bene. Le parti invi

che

nel illercalo, p.

Spesso

Go, di cui dar un mordaci poeti in Roi

ma, per divulgare

senza e-'porsi

loro

motteggi, aggiunsero ne' loro dialoghi satirici per divertirsi e ridere ad altrui (
spese, talvolta

terne sono grandiose,

la scala
;

comoda
di con-

non senza dire qualche veper interlocutori


le

e a meraviglia ricavata

manca
uno

rit e sensate cose)

veniente cortile perch

il

disegno non fu
de' pa-

statue e simulacri famosi e tanto rinomali

mai compito, tuttavia


lazzi pi

riesce

di

Marjorio
del

vaghi di

Roma

e piuttosto grail

lai

a .Museo Capitolino e

Pasqui/w, dei quali parPalazzo Ruail

ve. iNell'appartamento pianterreno

car-

scHi;

Facchino sotto
1

palazzo Sifeci

dinal Viiloni fece dipingere bellissimi uccelli di

diverse specie, inoltre in questo


si

palazzo

conservano

le

famose tavole

prenestine di marnio, d' un antico calendario romano trovalo nei lyyS in


J'alcst/i/iii
y.i'v

112; di Miidonna poi Madama Lucrezia che descrissi nel voi. XI I, p. 88; del Bahuip.

monelli ora Piombino, del quale "8, XL, rola nei voi. XXV, p.

pa-

o, statua ch' sulla fontana nella via del

opera del vescovo cardii

suo

nome

gi ricordata nel
il

voi.

XXV,
rappre-

nal Stoppain, cio


di

frammenti de' fasti Q. ^ errio Fiacco ricordali da Svelo-

descrivendo
senlaule

fonie a

p.

179

un

satiro

barbuto o Sileno co-

6
ricalo, con
le in

PAL
zampogna mano; dell' abaie
di

P A L
diante

o organo pastora'
Luigi, ed anche

annua corrisposta lo prese la came-

ra apostolica e vi pose la stamperia del

di

Scaiidcrbci^Ji,

cui pallai a Croia,

governo, da ultimo grandemente migliorata ne' caratteri e ne'torchi.

Albakia, Epiro, IMacedoma e altrove, pel

suo rilialto posto sulla facciata della


sa
,

ca-

Vaticano

celebrai Pio

A Palazzo IV iiilroduttore

che abit iu Roma come descrissi a Albania, e perch non sene perdesse la

in esso della

memoria, essendo stata la casa riedificata nel 1843, sul nuovo portone e stala collocata r antica eljgie con sua iscrizione.

stamperia camerale, e Sisto che pure ne fu benemerito. Presso e contiguo a questo palazzo della slampenel i83t, con disegno ria Gregorio X\

del cav. Luigi Valadier


edifizio, sovrastato nel

vi eresse

altro

Lo
nel

Sprengero, in

Roma

nos-'a,

stampala

prospetto dal suo

modo

in Francfort, indica in questo amici coi quali Pasquino suol fare i suoi dialoghi: II a ec stala a, Ir une us ad Carojfae [da\ nome dell'aulico padro-

1660
gli

stemma, per uso

stabile della celebratis-

sima calcografia camerale e dell'archivio della stamperia. Il n. 5i del Diario di

Roma i83sopra
la

fece la descrizione dell'edifi-

ne del palazzo Braschi) palatium posilus, liahe.1 convii'ales duo, Facclitnum in via

zio e riport l'iscrizione in

marmo

posta

Lata,

et

iMarforium

in Capitolio.

Pas-

(juinum nohilihus, Marforiuni ci\ibus, Facchinum pltbi destinanl. Di molle lepide e argute satire, che la maldicenza o
la

Calcografa camerale ed archivio della stamperia. 1 83^. L'importante stabilimento della calcografia molporta
:

viemmaggiormente promovere l'arte d'intagliare e incidere iu


lo egli protesse, per

calunnia pose iu bocca


a'

ai descritti si-

rame
guire

(d'alcune incisioni fulte da


feci
I

lui ese-

mulacri,

loro luoghi

le

riporlo

la sa-

motto nel

voi.

XLVlI,p. 94,
le descri-

tira ch' cos facile ai

romani, fu ed semcondimento de' divertimenli del Carnevale di Roma, del quale parlai ancora a Giuoco. Palazzo Slrozzi, Nel rione Pigna, nel-

106,

i4,ollre l'avere ordinalo

pre eziandio

il

zioni de'

la

piazza (delta ancora delle

Stimmae

musei Gregoriano Egizio e Lateranensecon rami), per cui vi si rinvengono in copia le migliori stampe per vendersi, come si pu leggere nel Catalogo delle stampe della Calcografia camerale incise

te dalla chiesa

deW Arciconfra(ernila)
ai Rustici
,

bulino ed

all'

acqua

forte,

Ro-

presso

il

vicolo del suo

nome. La parte
la

ma

1842.

Lo

stabilimento della calco-

pi antica appartenne

pi

grafia ebbe origine da Benedetto

XIV

moderna agli Olgiali che fu architettata da Maderno interno bene spartito. An; 1

ticamente nel palazzo eranvi molli

mo-

numenti

di scultura e
il

buoni quadri,

ma

perconlo della camera apostolica, gi posseditrice di una ricchissima e preziosa raccolta di rami fatti incidere dai Papi in onore delle arti, ed a vantaggio dei disegnatori, incisori e calcografi.
1

quasi tutto

duca Strozzi trasport a FirenzB ordinario suo soggiorno. Palazzo della Tipografia e Calcogra-

Pontefici suc-

massime Pio VI e Pio VII, aumentarono magnificamente l'importanza


cessori,

fia camerale. Nel rione Trevi, presso la

dei classico stabilimento, a cui furono unite le celebri calcografie Volpato,

fontana omonima.
del cardinale Luigi

Fu edificato dordme
Cornaro veneto, con

CanoGre(vi-

va eCamuccini, quindi per volere


gorio
si

di

architettura biasimevole di

Giacomo

del

XVI la

celeberrima dei Piranesi


abitate in
nel

Duca

siciliano
in

scolare del Buonarroti.

tata da Pio

VI come raccontali
illuslri)

cav. Belli

Dipoi pass

propriet di d. Olimpia

a p.

93 Delle case
uomini

Roma da pa1839
veiuie

Waidalchini-Pamphi!] cognata d'Innocenzo A che r abit, ed appartiene ancora alla famiglia Pamphilj Doria.

recchi

acquistata con

aumento

di gloria pel

Pa-

Me-

pa mecenate delle belle

arti e degli artisti.

PAL
Borgo. Nel none del suo nome, incontro alla fontana di s. Giacomo Scossacavalli che descrissi

Palazzo Torlonia

in

7 che dissi a CoLON.VA FAMIGLIA, parlando del suo sposalizio con d. Teresa Coloiuin, celebrato da
corato di
altri ordini, ci

PAL

nel voi.

XXV,

p.

yS. L' eresse

il

cardi(P'.),

mg."^ Riario Sforza, attuale cardinale ar-

nale Adriano Citslellenseo Castelli

civescovo di
eretto
d.

(ne

pure nel voi. XVII, p. i53 ) per suo uso con architetture di lirainaute Lazzeri, e per vi si vede Io stesso anparlai
di

nella'

Napoli del busto da lui protomoteca Capitolina a


:

Vittoria Colonna, ne trattai nel voi.


p.

XLVII,
ToRLO.xiA

87;

degli obelischi poi in-

damento
lari

quello della Cancelleria

il

nalzati ai suoi genitori, parler a


,

Villa

divario solo nelle finestre quadrangodel pianterreno e ne' pilastri corinti


:

pi binali

il

cornicione semplice ed
la

assai bello;

non essendo

porta di Dra-

niante, discorda colla fabbrica, ed anche


il

anche [)roprietario del Palazzo Torlonia a piazza di Venezia, in cui principahnenle si vede quanto sia munifico mecenate delle belle arti. Questi fece assai ben disporre ed
essendo
gli appartamenti interni culla nomagnificenza e sonluosil, con che fu largo di nobilissiui addobbi, tenendovi

cortile fu rifatto: solido, di bella for-

ornare
ta

ma,

e con facciala di travertini.

Il

car-

dinale lo don ad Enrico Vili re d' Inghilterra che l'assegn per abitazione
suoi ambasciatori in
fu
d^'

nell'inverno brillanti accademie e societ.

Roma,

e poi dal re

Palazzo Torlonia
rione

in via Condotti. Nel


,

regalato al cardinal Lorenzo

Camol-

Campo
,

^larzo

con
la

la

principale

peggi con 6,000 scudi per compirlo,


tre

delle tre facciate


di

per

strada di Rocca

IO supeibi cavalli, e gran quantit


vasellame d' oro e d' argento,
,

Leone

cos delta forse

da una
Ionia.

testa

di

come

di leone posta in

un palazzo
Toi

al principio

narra Cardella
Il

Memorie t. 4 P* 32. Venuti dice che poscia pass in pote-

della via e nella piazza


to costruire dai

Fu

fat-

baroni Nunez con ar-

re de'CoIonnesi, dai quali lo acquist In-

chitettura di Gio. Antonio de Rossi, poscia

nocenzo XII per fondarvi un collegio ecclesiastico di sacerdoti, trasferito

da Cle-

divenne propriet di d. Cario Ronaparte principe di .Mussignano e ora di


Canino, dal quale lo compr d. Marino Torlonia (di cui parlai in pi luoghi come a Conti famiglia e Frascati, gi duca di Bracciano, V., feudo che pel patto

mente XI

all'ospizio di

Ponte

Sisto, cop.

me
la

raccontai nel voi.


1

XXIX,

281, e che per 4,000 scudi lo famiglia Giraud dalla camera apostolica, onorato pi volle della presenza di Pio

280 e compr

di riversibilit ullimatnenle lo cedette al

dinal Giraud.

VI, quando lo abitava il carA Musaico dissi come lo


rev. fabbrica di
s.

principe 0(/e5Crt/t7it) duca di Poli e

dagnolo, di cui parlai nel vi.

GuaXVII, p.

acquist

la

Pietro col-

locandovi

lo studio di tal arte, la

quale
di
d.

77, 78, fallo duca l'omano in un ai suoi primogeniti discendenti, dal regnante Pio

indi lo vendette al

duca d.Gio. Torlonia

(che celebrai

in

pi luoghi,

come

IX con breve de' 2G febbraio 1847. Il disegno di juesla lbbrica buono e sodo,avendo tre facciate; il duca lo ha compito in quadro e abbellito assai, valendosi del eh. architetto Antonio Sarti, che vi ha fatto anche una bella e ben ornala scala, e con suo disegno venne decolato un piccolo appartamento terreno, ove in diverse camere, oltre non poche
opere pregievoli di belle
arti,
si

Anna sua

consorte, tumulati nella Chie/^.,. nella

sa di s.Gio\>anni in Laterano,

splendidissima cappella gentilizia descritta


a p. 9G del Giornale di Roma 85o), ed ora propriet del figlio d. Alessandro,
1

che Gregorio
l'

XVI

fece

gran croce del-

ordine di

s.

Gregorio, liconobbe e di-

chiar" principe di Civiiella Cesi, V., es-

osserva-

sendo pure

titolalo di altre signorie e de-

no dipinti

allegoiici

una

delle quali di-

AL
vi

PAL
esegu
fece

pinse luUa lo slesso Sai li che


ra e a olio sulle paielij
(lolla volta, espi

abbellire
il

anche
via

il

propinquo fabfors.

ottimi ornali e ([uadri a fresco, a tempeolire


il

bricato ed

contiguo palazzino che


di

quadro

ma
si

angolo

alla

Romualdo, e

iueiidovi soggetti allusiil


,

\i olla lilosolia,

tutto con invenzione

che

savia e spiritosa
zione.

e con lodevole esecu-

Della

villa

Torlonia a porta

l*ia,

congiunge alla chiesa di (piel santOj duca d. Giovanni acquist e poi il sul cantorestitu ai Camaldolesi, V ne di questo cuna (juercia di pietra, slem. :

propiiel di d. Marino, parler a Ville


DI

ma

di

Alessandro VII, in memoria di


la

Roma. Palazzo Toiloia gi Pcrospiucl Coril

avere allargato e raddrizzato


Corso,
ta);
il

via del

come narra
al

ilISovacs nella sua vi-

so. JNel rione Colonnii, passato

palazzo

principale prospetto rimane in-

Chigi, in principio cdilicato con architet-

contro

palazzo di

s.

IMarco

l'altro

ture di Girolamo Rainaldi e proseguito


coi disegni di

guarda

to

Il'cevi

Onorio Lunghi, oltre quanAlessandro Specchi. Dai Veropropriet del duca d.


11
,

che dalla piazza de' ss. Apostoli conduce a Colonna Traiana. Arsulla via

chitetto della

prima parte del palazzo fu

spi pass in

Ma-

rino Torlonia.
so sul Corso

suo principale ingres-

coti

portone decorato di
la

Carlo Fontana, con buona e maestosa facciata e bel portone, ora nobilitato di superbe porle di finissimo lavoro. Esso

due colonne sorreggenti

loggia. Pri-

ma

eravi notabile quantit di statue an-

mette in un gentile portico quadro, tutto abbellito con statue e bassorilievi, antiche e

tiche, e molti

cimba li
con

raccolti in

una

stan-

moderne opere;
11

l'atrio

ha 4

sta-

za, congegnali

tale artifizio,

che suo-

nandone uno, ch'era il primo, suonavano tulli gli altri, o pure uno o due soli

a piacimento e lichiesta de'circostanti;


si deve a Michele Todini di che v'impieg ben 4o anni.

l'invenzione

Saluzzo
IVella

doppio e assai elegante^ con due fontane d' acqua Vergine. 1 tre archi in tondo al i ." cortile, ove si vedono pitture di prospettile va, furono cos decorali dal Carelli lo2Ue che circondano il cortile da drittue entro nicchie.
cortile
:

volta

della galleria

si

ammirano
:

ta e da sinistra
filari di

contengono ciascuna due


il

belle e gentili pitture, eseguite a hesco

statue antiche ben ristorate, ol;

dall'Albano e reputalecapolavori vi rappresent con isludiale invenzioni i pianeti e diverse ore del giorno
,

tre multi busti

pavimento

di

marpiom-

mo con figure graftite e


bo, bei
lavori di

intarsiate di

sotto

l'or-

me

di

poetiche allegorie.
J^eiie-

Pahizzo Torlonia a piazza di

Vincenzo Gaiassi. In un gran cancello di bronzo, pregievole lavoro d'Augusto Rho'


fondo
rik,
al 2." cortile

za. Nel rione Trevi, gi de'Fiangipani,

indi de'Bigazzini, poi de' conti Bolognetli,

dai quali Io

compr

d. Gio.

Torlonia

disegno del Carelli: in questo luogo sono pure de' buoni bassorilievi del Gaiassi, esprimenti figure allegoriche. Le
scuderie sono quanto mai
le^anti e magnifiche.
la scala si
si

duca

che lo arricch colla usata sua munificenza di quadri e di modi Eracciano, di scultura
la

pu direedi

Prima

ascendere

numenti

ailichi e

moderni.
11-

trova una sala di architettura

Da

ultimo per

generosit del suo

goliga, assai riccamente decorata con fir

glio principe Alessandro, di cui parlai a

nestre a vetri coloriti

in essa
il

un

ca-

Palazzo Toelosia

in

Eorgo,

1'

edilizio

mino
di

intarsiato di pietre dure,

cui in-

prese aspelto di reggia delle


brati artisti
diflzio
si

arti, pei tanti


])ii

taglio

opera del Monachesi.


si

All' uscir

nobilissimi lavori eseguili dai

celee-

questa sala

osserva

il

gruppo dei
co-

che

ivi

si

ammirano. L'

ZeOiri che portano Psiche, scultura egregia del Gibson.

riuniti in

compone di due gran palazzi uno ( e da ultimo il principe

La

scala

di recente

struzione, riesce mirabile per la bellezza

PAL
de'bianclil

PAL
non
,

9
;

marmi

di cui formala,

tri

eziamlio ne condusse nella volta


a questa l'apoteosi di

in

die

ricciissima pei^li ornainenli delle pitegreji^i


,

mozzo

Telemaco

ture a cliinroscuio degli

Toietti

eseguita pure dal Paoletli. L'ornalissima


sala di P>iclie

Consoni, Paoletti, Capalli


liigioli.

Uianchini e
dovi-

contiene nella volta vari


la

Gli apparlatneiili sono verarnenrare e preziose sup-

quadri, in cui Coglietti espresse


di

storia

te

signorili e principeschi, forniti


pit

Psiche;

di piti

sonovi de' bassorilievi


il medesimo soggetcamera di Diana, ia

ziosamente delle

del Gaiassi, trattanti


to.

pelletlili e mobilie.

con statue in marmo dello Stocchi^ del Dante, del jsetti e deirAlbertoni,con volta assai rie"'^''b'6

piano ornata di teicolunni sono 4

L'anticamera del i. 24 colonne; tra gl'in-

Viene poscia
il

la

cui

Podcsti

dipinse parecchie favole

di tale dea; Galli,

Thorwaldsen
sul!'

e Gaiassi

scolpirono bassorilievi

argomento,
il

Le camere
per
dipinta a

seguenti servono per

letto,

ca e bene scompartita.
Ija nella

La

sala d'angolo

la toletta

e per lo spogliatoio: la

1/

volta l'apoteosi d'Eicole, pittu-

modo

delle

antiche terme, e

re di Laudi.

Viene quindi

la galleria,

il

sonovi iG quadretti mitologici di Bigioli,

cui I." bracciocontiene nella volta le principali gesta


li.

oltre molti intaglie altri ricchi e belli

d'Achille, lavori del l'aoletsi

ornali;

Nel braccio del Teseo


i

vedono

nel-

la 1.^ adorna di stucchi dorati. ^ a e contiene altre pitture di Bigioli; la 3

la volta

fatti di

quell'eroe, operati da!


3. braccio detto delle

di

stile

gotico con bizzarre decorazioni

Palagi, e sonovi pure pitture di IMassab


e del Toietti.
Il

l'ultima adorna di specchi. Gli appar-

lamenti
la

([uattroEt, ha buone pitture di Capaiti.

11

braccio di Bacco ha nella volta di-

situati nel i. cortile contengono camera detta de'quattro poeti, con pitture stimabilissime del Consoni; la ca-

d'Andrea Pozzi. Il braccio del grupp d'Ercole e Lica, in fondo alla galleria, cos detto dal gruppo colossale del gran Canova , che rappresent quel semidio in atto di scagliare in mare il giopinti

mera
pinti

delle illustri italiane,

ove sono

di

del

Carta;

la

camera

di llalfaele,
;

le cui pitture

degli artisti,

sono di Bigioli la camera ove ne efligi alcuni in chiala

roscuro

il

Chiarini;

camera

degli stuc-

vinetto Lica, opera insigne e del le pi i belle

chi, eseguiti
le

che uscirono da quell' esimio scalpelsonovi altre sculture pregieil

da della Bitta; la camera del' prospettive, tutte magistralmente o;

lo: inoltre

perale dal Garetti

la

camera delta di

volissime, cio
la
di,

Vulcano
le

di

Tenerani

Flora di Sola, e
Bienaitni',
;

statue di Binai-

Pistrucci,
la

Dante, Galli e
Podesli, espri-

Traiano, con 1 3 bassorilievi del Troschel, ritraenti le imprese di quel celebre augusto. Salili al 3. piano, si trova V anlicamcia con pitture
di

Thorwalilsen

volta di questo braccio

Raimondi:

vie-

comprende
menti
fatti

gli affreschi di

mitologici;

le

due cupolelte
colori
il

lianno dipinti del Coghelti. Viene poscia


la sala in cui
il

ne poi la cappella ricca di marmi e assai bene scompartita; nella volta, fra g' intagli dorati, si ammirano pitture di Costantino lrumidi;
le

Camuccini
il

conor-

Virti teologali fuil

vito degli Dei, ed


nati
>.

Gaietti esegu

gli

rono scolpite da Carlo Aureli,


slesso dipinse
la ss.
il

Brumidi
s.

ricchi e gentilissimi.

L'anticamera
porle coper-

quadro
s.

dell' altare, col,

dei

piano ha

fusti delle

Trinit
s.

Anna
e
s.

s.

Giovanni,
gli

te di sculture in

bronzo

di

Bhorik,

e le

Marino,
di
le

Carlo

pitturesonodi Scarabellolto. La sala delta di Telemaco ha nelle pareti 5 quadri


di Paoletti
,

postoli nelle
;

storie

Apareti sono pure di Brumidel nuovo Testamento, coAlessandro;

esprimenti

le

gesta di (pieldi

lorite ne' vetri delle finestre,


ri

sono lavo-

l'eioc; vi sono

anco bassorilievi

eguale
al-

del Berlini.

Noter che
i

santi del

qua-

argomeato

scolpiti

da Troschel, che

dro dell'altare,

due primi sono

dei uo-

10

PAL
portali dai geuiloii del principe,
i

PAL
menpi oltre
lazzo
,
:

mi
tre

al

suo temjio e in questo papel

seguenti lo sono de' suoi fratelli e

nel

i527

tremendo sacco

di

del principe stesso;

ma

d.

Carlo commen-

Roma,

vi si

rifuggiarono molti

illustri

no,

datore dell'ordine Gerosolimitano e Piafu rapito dalla morte l' ultimo del

personaggi. Quivi pure abit un suo celebre discendente, Pietro della Valle fa-

1847

compianto da ogni

classe di per-

moso
di

viaggiatore, di cui
il

ci

diede erudite

sone; dopo essere stato esposto in questo


palazzo, fu portato alla chiesa pei solenni funerali, con quella straordinaria

notizie

cav. Belli nel n. 2 3 del Diario

pom-

tate in

Roma 1847, parlando delle case abiRoma dagli uomini grandi. Egli
Gerusalemme
e

pa e accompagnamento che si legge nel del Diario di Roma e delle Notizie del giorno del 84B. A Castel Gandolfo dissi di sua nobile villa e a Conservatorio o ritiro del Sacro Cuore, di cui ])arlai ancora a Orfanotrofio, delle sue
11.
I
1

da'suoi viaggi in Egitto,

altre lontane regioni, port in

Roma sua
form

patria copiosa raccolta di molti oggetti

naturali e curiosit orientali, e ne

un museo bano Vili

rendendosi benemerito del-

l'archeologia e delle scienze naturali.


lo fece

Ur-

generose e caritatevoli cure per

esso.

Pas-

cameriere segreto di
gli

sando per una lunga galleria dipinta a fruiti e fiori sulle pareti con quadretti del Bigioli e nella volta con quadretti di Palmerola, si giunge all'appartamenil to composto di 4 camere. JN'ella i Consoni dipinse la Poesia, la Storia, A,
.'^

spada e cappa, enei 1627


descrissi nel voi.

permise ce61, a sua

lebrare in Aracoeli sontuosi funerali, che

XXVIII,
,

p.

moglie

Sitti

assiria

celebre per avve-

nenza, soavi modi e fedelt coniugale, che


sposata in Nardin avea perduto nel golfj Persico,

stronomia, l'Eloquenza,
altre

la

Filosofa

le

camere hanno diversi abbellimenti. Ritornando alla galleria, da e^sasi entra nella sala pompeiana architettata dal Garetti e da lui ornata, ove sono anche i
dipinti di Prampolini,

onde imbalsamata in Ormus ne avea condotto in Roma la spoglia mortale, alla

quale
il

egli
p.

si

riun nel

i652,
s.

come
nelle

riporta

Camisiro da Pioma,

Memorie

storiche della chiesa di

rappresentanti

le

nozze Aldobrandine,

la

partenza d'Adone
la

Ilaria d' Aracoeli. In questo palazzo si conservano alcune insigni rarit, poich
negliscavi
fatti

e altre antiche composizioni. Segue

ca-

sotto

PiolVne'Iuoghi prodi corla sta-

mera

dedicata alle illustri romane, ove


il

pinqui,
nicione,

si
i

rinveimero molti pezzi


satiri

dipinse parecchie storie

Quattrocchi,
chiare dondipinti di

che ora adornano


(

tutteallusivea celebri

fatti di

tua di Marforio in Campidoglio


scrissi

come

ne:

in altre

camere sono

Ga-

a Palazzo Brasciii), ove furono

gliardi, e

bambocciate
die,

di Diofebi. Pietro

Vitali

ci

Marmi

scolpili esistenti nel


in-

testa

palazzo del duca


cisi e descritti.

d. Gio. Torloiiia,

Palazzo
rione
s.

dell' Unii'erst

Eustachio.

romana. Nel l\ Universit ros.

pure trasportate altre sculture, come la o busto di Giove eh' era sopra il portone; ed oltre questa si ritrovarono eziandio colonne e capitelli, uno de'quali di smisurata grandezza serv per fare lo scudo dell' arme di Pia IV per la sua
Porta Pia.

mana.

Palazzo della
la

inaile. ie\ rione


s.

Eu-

PALENCIA
glia vecchia
,

(Palenlin). Citt con re-

stachio, presso la chiesa di

Valle dei Teatini e

le

Andrea delantiche terme di

sidenza vescovile di

Spagna

nella Casli-

Nerone, oggi dei marchesi del Bufalo.


fece edificare
il

Lo

cardinale Andrea della


il

capoluogo della provincia omonima, a 4o leghe da Madrid, situata in vasta e fertile pianura chiamala
Thierra de Campos, sulla
Carrion che
si

Pialle

romano, che

Cardella dice che

sinistra

del

ne* suoi viaggi arrivasse sino in Persia e

attraversa sopra due

pon-

PAL
li

lai L
e

II

in pietra.

cinta

da antica
lai

buona

lose, e fu

soggetto della tragedia di Cori.a

miuaglia, ha strade

glie, massiujc la
la

neille.
ta in

La

universit cristiana fonda-

Mayor che
portici

atliavcisa

ciH da porla

Ispagna dopo l'espulsione de'mori,

IMonzon a quella del Mercato, e che ha con colonne in pietra; le case in generale sono del gusto gotico e comode; sonovi fontane pubjjliche e ameni
passeggi.

fu eretta in Paleucia dal re Alfonso VII,

e venne poscia trasferita a vSalamanca.

In Palencia, Palanla o Pallanlia, fio-

rirono diversi uomini


il

illustri,

fra'

quali
il

La

cattedrale sotto l'invocazio-

celebre scultore F. di Villalpando,

ne

di

s.

Antolino martire, d'ampia e


Rinaldi all'anno

Tescovo Alonso Fernandez Madrid, autore


di questa citt, e D. Santa-Cruz nominato arcivescovo e vicer di Messico, dignit alle qua-

solida struttura, con fonte battesimale e

dell'istoria

curato. Narra

il

loSi

M.

F.

the Sancio 111 il Grande redi JNa varr, perseguitando nella caccia un cinghiale,
questi
si

li

rinunzi per dedicarsi intieramente agli

rifugi tra le superstiti


s.

mura

studii ecclesiastici.

Quivi da lungo tem-

della chiesa di

Antolino a Iato
il

dell'al-

po sono

in

attivit

linomate fabbriche

tare, e volendolo

re ferire collo spiedo,

di coperte e altre stolfe di lana.

alzato

il

braccio
il

gli ri-mase irrigidito.

Co-

La sede
ledo, finch
di

vescovile fu eretta ne' primi


di

noscendo

non avere rispettato il luogo sacro, bench alterjalo, si raccomand al santo e per la sua
proprio
fallo di

secoli della Chiesa, sulTraganea

To-

Gregorio XIII
lo

la

dichiar
Il

Burgos,

come

ancora.

i. ve-

intercessione ricuper l'uso del braccio.

scovo fu Nestorio, che dicesi discepolo di

Allora

il

re nella sua insigne piet

non

solo rifabbric la bellissima chiesa,

ma

giacendo
tolo
la

la

cititi

sepolta

nelle proprie
11

rovine, la riedific nobilmente.


si

capi-

compone
il

di di
il

i3 dignit, essendo

S.Giacomo apostolo. Qui furono tenuti a i4 e vi fu scelto il concilii: il i. nel i vescovo per Lugo. Arduino t. 6. 11 i." nel i386 dall'anticardinal Pietro di Luna legato di Spagna per V antipapa Clei

1."
il

decano;

4^

canonici com1
1

presi

teologo e

penitenziere, di

VII, al quale successe col nome di Benedetto XIII. Vi furono presenti Gio-

mente
vanni

ralionarii, di io cappellani e altri chierici.

re diCastiglia, 3 arcivescovi e 2

L'episcopio alquanto distante dal-

vescovi.

Ne' 7 suoi canoni

si

rinnova-

la cattedrale, oltre la

quale sonovi altre


col fonte sacro;
i

rono
e che

le

pene contro

gli

adulteri, sugli

4 chiese parrocchiali
conventi sono 5,
i

ebrei, saraceni, santificazione delle feste,


i

monasteri

di religioil

chierici dai vescovi


i

e giudici

si
t.

se G, gli ospedali 2, pii confraternite,

esortassero secondo
C).

canoni.
dal

Concil.

seminario e
\\ l'ospizio

altri

stabilimenti. Di detti

ospedali uno assai ben dotalo, ed ev-

fondato nel proprio palazzo

da Rodrigo Diazde Civar soprannominato Cicl, famoso eroe casligliano di Curgos del secolo XI, derivato dal titolo
Scici, signore, col

El

qua!
lui

titolo lo qualill-

carono

mori da

vinti

con

la cele-

1733 sovescovi: dal i832 lo no registrati ing."^ Carlo Laborda di Burbanales diocesi di Lerida. La diocesi contiene pi luoghi e molte parrocchie. Ogni nuovo vescovo tassalo ne' libri di camera in fiorini 3ooo, ascendendo la mensa a circa i5o,ooo regalium de vellon, gravata
i

Nelle Notizie di

Roma

bre battaglia perduta da 5 re moreschi.

di pensioni.

Rocca di Cid fu detta quella di Temei, donde combatleva con successo nioii, co' suoi compagni d'arme: a Paleucia
i

PALEOLOGO
le.

Teodoro, Cardinad' o-

Discendente
,

dagl' imperatori

rlenle
di

figlio

di

Gianiacopo marchese
dovizia

si

celebrarono

le

sue nozze con


si

Ximena

Monferrato, datosi alla vita ecclesia,

Goniez, e di

lui

narrarono cose favo-

stica

venne

provveduto

di

IX
pingui
Ici^iata
nl)la7,ie
ili
i

PAL
e fatto decano tlel!a cols.

PA E
ed allora compose
spnriis.
il

trattalo

De
i

nothis et

Maria

di

iSaliizzo.

Atiii-

Dopo

avere ricusato

vescovali
la

nic'sso tra

protonotaii apostolici, ad

di iAIajorica, di Ilagusi, di

Avignone e

stanza del re di Cipro suo cogtialo, Paolo


Il

carica di vicelegato di quella citt, iion

a'

8 selteml)ie 1467
s.

lo

cre carinler-

pot dispensarsi quando Paolo


i

IV

nel

dinale diacono di

Teodoro, ed
Sisto

5 jG

lo fece

uditore di rota in luogo del


acquist,

vcnuc

al

conclave di

IV. S<'p[>e

concittadino Pellegrino Fava. Perla la-

luiire allo splendore della nascita, ciui-

ma

d'integrit e dottrina che


al

si

tnansueludme e dolcezza di caralteie, che lo rese a mi tempo amabile e rispettabile. l*er disgrazia fu ferito leggermente colla punta del coltello in un braccio dal suo scalco, nell'alto di trinciare una vivanda: contaminatosi il sangue, compianto da tulli, mori in Asti nel llore degli anni nel 14^1 o i4B4j tenendo sepolto nella chiesa abbaziale di s. Michele di Lucedo
iienle virli, modestia,

Pio IV lo invi

concilio di Trento,

dove ne'gravi
r lino
al

incarichi che sostenne in

quell'augusta assemblea, in;ui perseve-

minosi
cui
i

di piet, dottrina e

suo termine, diede saggi luprudenza, per


facevano senza
il

legali nulla

di lui

consiglio; e della storia che ne scrisse se

ecclesiastici.

ne giov Odorico Rinaldi pe' suoi annali Tornato in Roma, ne ricompens il merito Pio IVa'i2 marzoi 56"),
titolo dei
ss.

nella

tomba

de'suoi antenati.
vescovile d'Asia
la

creandolo cardinale prete del

PALEOPOLI.Sede

Nereo ed Achilleo,
s.

nell'esarcato del suo nouje, sotto


tropoli d'Efeso, erelta ne!
I

me-

quello di

lAIartino

cambialo con a'iMonli, chiesa che


poi

K secolo. Ebt.

ristor con molta spesa,

be

7 vescovi. Orieiis dir.

I, p.

729.

dalla lapide posta fuori della porla


giore. Nel

come apparisce maglo dichiar ve-

Paleopoli, PalcopoUtan,

un

titolo ve-

i566

s.

Pio

scovile in paiiibus sotto Efeso, che con-

scovo di Bologna, venendo consagiato da


s.

Papi, e Gregorio XVI a' giugno 1837 vi nomin mg/ Piaimondo Grillilh domenicano, che fece vicario apostolico del Capo di Buona Speranza.
feriscono
i

Carlo Borromeo, che avendolo

in al-

tissima slima lo consultava negli alTari


di sua coscienza e diocesi, e

con
di

tal

gra-

do intervenne

PALEOPOLI.
Pirgi, erelta nel

Sede vescovile della


la

Con
rare

s.

Pamillia seconda, sotto

metropoli di

la

Ravenna. Carlo si rec a Torino a venesacra vSindone, ed a Ridano lo asal concilio

conoscono 2 vescovi. Oriens dir. t. i, p. 1021. PALEOTTO Gabriele, Cardinale. Patrizio bolognese, perduto il pasecolo. Si
in

sist a conferire la cresima,

ed alla

tras-

dre
gli

tenera et,
,

si

mostr alieno da-

Giovanni Buono nella metropolitana. Egli fu a Bologna ci che fu s. Carlo a ftlilano. Riformali costumi del clero, tolti gli spettacoli
lazione delle ossa di
s.
i

studii

ma
gli

ed inclinato alla milizia; ferito da un dardo, cede ai consi-

scandalosi, introdotta l'osservanza delTri-

denlino, stabilito

1'

uso del catechismo,


ne'monasteri, fonai chierici

de' suoi e

cambi

inclinazione. Indi

restituita l'osservanza

pei suoi angelici costumi ed eccellente

dato
il

il

seminario, celebrato ogni anno


nel-

ingegno, d'anni

24

pi'^se la

laurea e fu
nella

sinodo, aperte scuole

fatto professore di giurisprudenza

l'episcopio che ristor, la cattedrale fu

patria universit, con tal plauso che fu

detto
si

secondo Alciato tra suoi scolari contano Scipione Lancellotti poi cardiil
:
i

la

pure rislaurata, facendovi incominciare cupola di 190 palmi d'altezza. Ivi inoltre istitu confraternite, eresse e dot case pei
le

nale, e Aldobrandini poi


JNel
I

Clemente Vili. 549 oUeune un canonicato nella

catecumeni, pei mendicanti e per


miuislri degl'infermi, cui die la

convertite con savie regole. V'introi

calledrale, proseguendo nella cattedra,

dusse

3e

PAL
chiesa di
s.

PAL
dontle scilo
il

Colombano,

bench alcuni ministri


cerocheil Papa
al

di ci sdegnali fe-

cardinal Girolamo lioncompaj^iiotnrono


trasferiti a
fjiiindi

quella de'ss. Gregorio e Siro;


lui

per

Bologna

si

rinnov nel

lo privasse de'ioo scudi mese che aveagli assegnati attesa la tenuit di sue rendite, e non pii lo ammet-

costume,
lanti, in

rillor'i

nella religione: Cu profu-

tesse all'udienza, prosegu a parlare Iranco.

so co'poveii, massime colle zitelle perico-

Penetralo
la

il

Papa

di sue ragioni, gli

modo
i

mirabile. In una carestia


;

restitu

sua grazia e l'assegno. Grego-

spalanc

granari

predic a tutti l'evan-

rioXI

lo

deput

sulla riforma dellebol-

gelo, insegn

cristiana ai

pubblicamente la dottrina albergava lutti fanciulli


;
i

le ponlificie,

mosti andosi egli sempre sen-

za riguardi difensore della religione, e nel

sacerdoti stranieri, visitava griiifcriui negli

conclave
r
s.

in cui questi fu elell gli

man-

ospedali e nelle case, particolarmetji

c un voto ad esser fallo Papa. Coopealla riconciliazione di

te

fatnigliari

insieme

alle loro
li

che di tutto provvedeva mogli e figli, quindi in

Enrico IV colla
il

Sede presso Clemente Vili,

quale

convalescenza
stabilirsi,
i

mandava

in

villa a ri-

gli affid
I).

l'esame della vita e miracoli del


della congregazione dei

ed in morte amministrava loro sagramenti e raccomandava l'anima;


essi

Giacinto, che perci fu canon zzato, e

lo fece prefetto

con

poi era severo se rei di

manca-

menti, volendo che la sua famiglia fosse esempio di virt. Pubblic in Bologna nel j8o la raccolta di quanto avea operato, col titolo Episcopale Bononiciiiif. jNcI i583 fece erigere nell'eremo di CaI

fama costante che conserv sino alla morte la battesimale innocenza, tenendo sempre in morii ficazione la
vescovi.

carne.

Divolissimo

delia

Beata Vergile

ne, nella cattetlrale di Bologna

Ibiul
pit-

una sontuosa cappella, con organo,


ture,

maldoli una cella solitaria sotto


di
s.

il

titolo

marmi

reliquie,

lasciandole in
fa-

Petronio, ove

si

zionarsi. Sotto di lui

ritirava per perfeGregorio Xlll ele-

morte molli argenti, come dispose a


vore della metropolitana
la
la

sua eredit,

v Bologna a metropolitana, che regal


a suo riguardo della rosa d'oro, e lo an-

sua biblioteca nell'episcopio a


di

comodo
il

degli ecclesiastici

Bologna. Mor in

nover

alla

congregazione

dell' indice
il

Uoma
avanti
la

d'anni 7

),

nel

km)7, ed
ss.

cada-

indi ottenne per coadiutore

nipote Al.
il
i

vere trasferito in Bologna, fu tumulalo


la

fonso Paleolto, dopo essere stato

cappella del

Crocefisso nel-

arcivescovo di sua patria. Sisto


ce prefielto de'iiti e nel
i

lo fe-

confessione, con breve pilaflio, da lui

58() vescovo di

vivenle composto. Scrisse alcune opere


legali, teologiche,

Albano, dove celebr il sinodo, che pure convoc nel vescovato di Sabina, a cui lo trasfer GregorioXlV^ nel ove inol5()
i
i

morali ed ascetiche, di
il

cui ne fa

l'elenco
;

Torrigio,

De script,

cani.

rio

il seminache fu uno de'primi dopo il concilio di Tienlo. liestaur l' antica chiesa di Vescovio, gi residenza de' vescovi di Sa-

tre ristor la cattedrale e apr

8 l'Orlandini ucs^i Scrittori bolognesi p. i^; ed il Fautuzzi, t. 6, p. 242. Le pi rinomale sono: De hono
p.
1

seiieclnlis, e

De

sacri coiisistorii consnl-

tationibus. Tulli gli scrittori


lo

meritamcnle
di sin-

bina, ornandola di pitture e sacre suppellettili;

colmarono

di elogi, e

s.

Carlo lochia-

e rifabbricalo

il

contiguo convenfrancescani.
ai

mo uomo di
goiar piet

grandissima virt e

to,

lo

assegn

ai

riformati

fumilo. La sua vita scritta

Trattandosi in concistoro d'impoire


sudditi pontificii
tare
cia,
i

cattolici

una gravezza per aiunelle guerre civili di Fransi

con zelo

egli solo

oppose

al P(;iileli-

da Angelo Bruni suo famigliare, si legge nel t. G della Raccolta de' pp. ]Marlene e Durando, p. iSBy. Quella del p. Alessio Ledcsma barnabita fu slampala in

ce e al

comune seulimeulo

dc'cardinali, e

Bologna

nel

i647.

li

PAL
PALERMO {P^normilai).
Citth con

PAL
mia
lega.
Il

suo circuito quadrato, con


per tre quinti logore dal
2 porte, ed inoltre difesa
forti, e fra gli altri

residenza .ucivescovilc

cnpil.tle del re-

i)astioni e

mura
1

gno

di Sicilia

viiicia

capoluogo della pioe del cantone di Valle di Palermo,


(^''.),

tempo, ha
batterie e

da

da

dal Ca-

sulla costa settentrionale dell'isola, distante 45i miglia

da Trapani,

oc da Catania,

stello del Molo e dal Castello a Mare. Veduta dal mare o dal monte Pellegrino,

Messina, e 17,'! da Napoli [P\), un'amena e vasta pianura fecondissima, difesa dai venti meridionali che dominano in Sicilia, in un cratere semicircolare, chiusa in parte da montagne sco* scese, come Pellegrino e l'Orlio, ed
in
il

io5da

Palermo
tanfo per

offre
le

uw aspetto incantatore

sue torri, cupole, campanili

ed

altri edifizi,

che pei suoi superbi din-

torni;

ma
Due

l'interno veramente non ri-

sponde
bella.

in tutto

ad una prospettiva
i

.s

strade principali attraversano

in parte dal ridente golfo del suo nome formato dal mare Tirreno, fia capi di Zaffarano e tU Gallo. Longitudine orientale I i2; latitudine settentrionale 36"
i

in tutta la

sua ampiezza Palermo

lo-

ro

assi tagliansi in

angoli retti quasi nel


la

centro e formano
golare
di

piazza oltagona re-

Villona, ornata di belli edifizi


artisti-

6'.
li
li

Questa antica, celebre e magnifica me-

di stile dorico, ionico e corintio

opali ricca

immensamente de'pii
la

bel-

piodolli che

natura volle special-

camente combinati, decorata delle statue di Carlo V, Fdippo II, Filippo III e Filippo IV, e nel centro della quale evvi
la

mente

prodigarle, dandole

un orizzonte

similissimo a quellod'Africa,per cui Dio-

famosa fontana che per grandezza ed

doro ed Erodoto simboleggiarono il genio di Palermo seduto sopra conchiglia


contornato dalle pi squisite e preziosissime fruito, intrecciandolo con le cornucopie dell'abbondanza, affine di esprimere
s

architettonici ornamenti merita ogni lode; chiamata


si

un tempo piazza del Sole, chiama Quattro Cantoneri, da che la


i

citt fu divisa fra

quartieri di
s.

s.
:

Cri-

slina,
sti

s.

Ninfa,

s.

Oliva e

Agata

que-

ampio e

delizioso giardino.
,

ca-

circondari

si

gione di sua feracit


ailivil di
y.ione,

bellezza

florida

lazzo reale, del

chiamano pure del PaMonte di Piet, di Ca-

commercio, amenit

di situa-

stellamare dalla principal fortezza

omo-

agiatezza e cortesia della pi par-

te de' suoi abitanti,

da molto tempo fu
felice.

dato a Palermo l'epiteto di


si

Non
riesce

nima, e de'Tribunali. Una di queste due strade, opera del vicer Macheda o Maqueda che le diede il suo nome, appellasi

pu abbastanza dire

quanto

anche strada Nuova;


il

l'altra

pi bel-

gradevole soggiorno.
te

sede d'una cor-

la

porta
di

nome

di Cassaro e

chiamasi
co-

suprema

di giustizia, di

una gran cori

pure

Toledo. Cassaro voce araba e

te civile, dalla nali di

quale dipendono

tribu-

sigiiifica cittadella, castello, fortezza,

Palermo, Girgenti, Siracusa, Trapani e Caltanisetta; di una gran corte


la provincia di Palermo, un tribunale civile e di uno di comuercio con camera consultiva. Le fun-

me
l'

osserva Muratori.

la cittadella

rocca o castello degli aral)i sorgeva al-

criminale per
di

estremit orientale della citt sopra


il

un'altura; quindi

nome

della strada

zioni municipali

si

esercitano dal senato

composto

di

6 membri, presieduti dal


di al

pretore col sussidio di vari aggiunti.

che vi conduce. Queste due spaziose strade principali hanno belli edifizi tanto pidiblici che particolari, sono ben lastricate con marciapiedi. Le case, in generale altissime,

Palermo ha presso a poco la forma un rettangolo, i cui lati sono rivolti


nord-ovest, e di cui
il

hanno

tetti piatti

e balconi

con grate: non

v' piazza

o capostrada,
la

nord-est, al sud-est, al sud-ovest ed al

che non abbia una fontana.


Il

perimetro circa

passeggio pi frequentato

Mari-

PAL
na fuori di porta Felice e Nuova, nrginedi 80 passi di larghezza, che si eslende kin-

PAL
Guglielmo
I

3f

l'orn di ricchi musaici nel-

lo stile bizantino, rap[)resenlanli storie

go la baia, siuo alia Flora, delizioso giardino pubblico, ornato di statue, di fontane e di chioscljij il luogo di riunione della sera della maggior parte degli abitanti; in vicinanza ovvi nella villa Giulia
il

del vecchio e nuovo Testamento.

La

piaz-

za del palazzo reale grandissima ed

ornala
lippo

nel
in
:

IV

piedistallo

mezzo della statua di Fibronzo con bassorilievi sul circondata da 4 minori


bianco, simboleggianti

giardino botanico, ricco di piante


,

statue in
le

marmo

esotiche

il

cui ingresso
Il

ha

la

forma

di

4
si

virt caidinali.

un antico tempio.
di Sicilia, presso

palazzo reale, resi-

na
di

dislingue per

La piazza pretoriauna fontana degna

denza del luogotenente generale vicer


porta

ammirazione
s.

pel suo disegno', scul-

Nuova

in bellisdeliziosi

ture e bizzarria di costruzione. Quella


di
in

sima situazione, circondato di


giardini,

Domenico

si

abbellisce colle statue

composto

d'

un ammasso
i

di

irregolari edilzi.

La

rocca degli arabi

bronzo di Carlo III e Maria Amalia sua corsorte, e di magnifica colonna sostenente
la

divenne

la

reggia de'normanni,

monar-

statua di simile metallo della


:

chi de'fjuali la riedificarono e vi fonda-

]>eata Vergine
di
s.

la facciata

della chiesa

rono il palazzo nuovo o reale, che grandemente abbellirono, poscia ingrandito, ristorato e ingombrato dai memorati edifizi ne'successivi regni.

Domenico forma
si

altro

ornamento
bella staI

della piazza.

Per non dire


eleva

di altre, nella
la

piazza di Bologni

Nella parte pil

tua in bronzo di Filippo V.

palazzi in
tutti

alla

di esso, sulla superstite torre, fu e-

Palermo sono

in

molto numero e
si

retta nel

1791

la

specola che s'alza

243

grandiosi. Oltre l'arcivescovile,

distin-

sul livello del mare. Questa speha un strumento di passaggi del Piamseden, lungo 6 piedi inglesi, ed il famoso cerchio dello slesso autore di 5

piedi

guono
siede

il

senatorio o pretoriano, che pose molli fram-

cr)la

due statue antiche

piedi di diametro.

Con

l'aiuto di questi

ilromenli

il

celebre Piazzi nel gennaio


pel

1801 vide
tra
i

primo

il

pianeta Cerere
il

menti d'opere greche e romane; quelli de' principi di Butera e Torrerauzzo, e de'ducli di Gravina e d'Anjou. Le chiese di Palermo sono molte, e meritano quasi tutte particolare attenzione.

e fece scoperte che posero

suo

nome

pi insigni astronomi. Annessa al

La cattedrale, della dagli abitanti madre chiesa, sacra a Dio sotto l'invocazione di Maria Vergine Assunta; la fond nel i 170 l'arcivescovo Gualtiero II. E' un vasto cdifizio d'imponente aspetlo, ma d'uno siile misto di gotico e d'arabo-nornianno nell'esterno. La sua forma quadrilunga con traverse in croce, terminale a ciascuna estremit da 4
finestre di stile gotico; nel centro
s'in-

palazzo reale Porta Nuova, che dan-

neggiata dal fulmine, nel


la cui statua di
si

668 venne

ri-

falla: era slata edificata sotto

Carlo V,

bronzo del
di

siciliano Vol-

in allo di

giurare l'osservanza dei


Sicilia

privilegi del

regno

in

mano

dell' arcivescovo.

La

cappella
s.

palatina

e insigne collegiata di lazzo


reale

Pietro del pa-

singolare

monumento,
di

il

nalza

una cupola d'architettura


al

italiana.

cui interno aspetto ispira sorpiesa,

me-

Un

ponte unisce

corpo del fabbricato

raviglia

e mistero.

E'
,

architettura

una quinta

torre d' altra forma,

ma
La

di

greco-arabanormanna
si

e nel ristorarla

altezza quasi eguale alle altre.

fac-

ebbe
II

la

lodevole cura di conservare

ciala principale quella laterale. Si pre-

illeso l'antico.

La fond

nel

giero

conte di

Sicilia, poi

129 PiugRuggiero I
1

senta sopra
la

una piazza prolungata che

divide dalla via

Nuova

l'insieme se-

re di Puglia e Sicilia. ludi

il

successore

luiorientale e semi-europeo grandio-

PAL
silo e
l)ello lielJ'eslciiio, sebljerie

PA L
decnno.La strntla praticala sul tnrso della montagna per giungervi, cost somme immense. Nel if^t con magnilica

socd imponenle; l'inlpinon meno splpn(lido e ineiio

non manchi d'ornati. La


unta da
l'altare
tliezza,
8<j

volta soste-

colonne

di

granito orientale;

[)ompa
i

ecclesiastica fu istituita in

Pa-

d'una stupenda riee distinguesi per una colonna di

maggiore

lernio a'

5 agosto una solennissima festa


vi

annua, che
illuminata
vista
vi
si

attrae

una

folla

immensa

lapislazzuli di straordinaria
in esso vi

dimensione;

di |)opolo. In tal giorno la

metropolitana

scolpile dal

tano. Si

sono le statue dei 12 Apostoli, rinomalo Antonio Palermiosservano pine in questa me-

da tanti ceri, che appena la pu fissare, essendo indescris.

vihile la

divozione verso
eresse
s.

Rosalia dei
altri

tropolitana,

come

ne' sotterranei, molti

palermitani, de'siciliani e di

popoli,

mausolei di

marmo

bianco e di porli-

Nel

iGSG

si

il

monastero delle

do che contengono le ceneri di antichi monarchi, massime normanni sono rimarchevoli le tombe di Ruggiero I re di Sicilia, di due imperatori, di due impe:

l)enedeltine di

Rosalia, cui

Urbano

Vili mand due abiti benedetti, e permise loro portare una croce d' argento sul petto, secondo la forma di quella trovata sulla santa
tail p.
:

ralrici e di

gran numero

di

vescovi e

di

queste

monache

trat-

Vi il fonte battesimale e vi si venerano molte insigni reliquie, fra le quali il corpo d s. Mamiliano primo arcivescovo di Palermo e martire, ed in sontuosa cappella
arcivescovi, olire altri personaggi.

Bonanni, Catalogo par. 4>P- i36. 11 capitolo della metropolitana si compone di tre dignit; la maggiore il cantore
,

la 1."

l'arcidiacono, la 3.'
il

il

deca-

no;

di

94
il

canonici compresi

peniten-

Rosalia vergine patrona ileiurna di argento di prezioso lavoro, ornata di gemme. Essa santific il JMonte Pellegrino, ove nel secolo XII
s.

quello di

ziere e

teologo, di circa

4o
:

beneficiati

la cilt, in

si

ritir dalle corruzioni del


il

mondo;

re-

sl sconosciuto

luogo ove riposavano

ossa, finch nel 1625, mentre PaIcrmo era afllilta dalla peste, miracolosamenle e mediante una visione avuta da un pio uomo, si rinvenne in una grotta del

lesue

monte: portale

le

reliquie in pr-

cessione intorno alla

citlij

prodigiosa-

la cura deputa un beneflciato detto maestro de'cappeilani, con 3 sacerdoti per aiuto. Paolo V col breve Ex debilo, de'iq giugno 1610, concesse ai canonici l'uso della mozzetta e rocchetto; Clemente IX col breve Minislerii sacri, del 6 agosto 1668, vi aggiunse la mitra e la cappa magna e Benedello XIII mediante il breve In beati, de'2 gennaio i 729, per maggiormente

e di allri preti e chierici


delle

per

anime

il

capitolo

vi

niente essa e

la Sicilia
Il

furono liberale
Pellegrino,

decorarli, accord loro la mozzella nera

dal fatale morbo.

Monte

detto dagli antichi '/Wo.v, fu celebre sotto


le

quaresima e avvento, perche meglio dimostrassero anch'essi la


ne' tempi di
tristezza

guerre puniche; Pirro occup un lem-

da cui

la

Chiesa in quelli coni-

po
sci
ivi

suo castello, che ai romani non riuespugnare contro Amilcare Baicas si facevano segnali per indicare l'aril
:

presa.

Sull'officio arcidiaconale di

Pa-

lormo, da ultimo furono pubblicati qiiesii

due

opuscoli.

Simon Francesco Val-

rivo delle navi.

La

grotta in cui

la

reale

des sacerdote: Ragioni ed anlorit in di-

santa

men

vita solitaria e contemplatiin chiesa,


lei
il

va fu cangiala

cui effetto

meraviglioso, conia di

statuadi bron-

fesa della giurisdizione dell'arcidiacono della melropolilana chiesa di Palermo, ivi 1841 tipografa Roberti. Ragionidcl
capitolo della cattedrale di

zo dorato, ornata
lore; la corte vi

di

gioie di gran va
la

Palermo

in

mantiene

collegiata
il

sostegno dell' ofjieio arcidiaconaU\Vix\itv-

di circa io sacerdoti

compreso

prepo-

mo

1842 stamperia Lao.

P A L
Le
chiese parioccliiali in citt sono io
letri,

PAL
yione de' defunti dai cappuccini
si

17
vesto-

che nel giorno della coramemora-

e circa

licl

costume che indossavano in vita, o[)pure secondo eh' essi stabilirono con tolo di s. Pietro collegiata reale detta testamentaria disposizione, aggiungendo (Iella Magione, con decano, soltopriore e soprannumerari religiosi a ciascuno di essi un cartello i8 canonici, corapiesi col nome del defunto e l'anno di sua more secondali. Fra le chiese si dislingue te pio e morale costume, che desta doquella di s. Giuseppe, ove sono belle e lorose sensazioni. Inoltre Palermo contiealte colonne di marmo turchino; ricchissimo di marmi preziosi anche l'altare ne 5 ospedali ( in quello di s. Giovanni maggiore, e vi si osserva una cappella, di Dio de'benfratelli lino dal i83G vi .sojo letti per gi'inliirnii che si curano sotterranea con ornamenti pure ricchissino monumenti innalzati d.il [)io oraiopalicamente ), un liceo o reale unimi. Tra versit fondata nel 1374, ove oltre le 4 zelo degli animosi conquistatori normanfacolt che numerano 3o cattedre, eoa ni, si deve anche noverarsi la chiesa delcorsi pubblici del sistema omiopatico, ne la INIartorana di s. INIaria alla Catena, cos'i chiamata perch essendo posta all'indipendono gli stabilimenti delle belle arti
l'onte sacro,

subiuhio, tutte munite del ed una delle quali sotto il ti-

no

col

gresso dell'antico porlo, atlaccavasi alle

eia reale tipografia; di pi


letterarie,
lettere e

vi

sono societ
di scienze,

capo d' un'enorme catena che fondata il passo del porto chiudeva. Fu da Giorgio Rozio Antichiano, ammirasue

mura

il

come l'accademia belle arti divisa in 4


che per
la

sezioni,

seminario cospicuo, 3 biblioleche,il monte di piet

glio del re

Ruggiero
fu

I,

forse nel

(3 o

rivoluzione scop-

nel

43 quando

riccamente dotata;

piata a'

2 gennaio i84<^ fj incendialo,


i

venne quindi consagrata nel 1173. una delle chiese pi rimarchevoli della
cilia,

E
Si-

calcolandosi

pegni perduti ln valore di

3oo,ooo
ti

oncie.

Vi sono molti convendi

strabocchevolmente adornala nel secolo passato ha stupendi lavori di musaico e bellissimi dipinti. Chiamasi an:

di religiosi,

monasteri

uionache, in
pinacoteca,

tutti circa 9o;divei'si

conservatorii e conla

fraternite.
cui

Interessante

che

di

s.

sue volte

Simeone o Simone, e sotto le nel i283 si congreg la nobilt


d'Ala

siciliana per giurar fede a Pietro 111

ragona, con che ebbe fine


elle

rivoluzione

potentemente contribu nella fondazione il principe di Belmonle il museo archeologico, ricco di abbondante collezione di medaglie grecosicule, e clieogni
;

spense tanti francesi ne' famosi ve-

giorno
sola
la

si

aumenta
si

di oggetti rari

pegli
dell'i-

Meritano eziando di essere ricordate le chiese di s. Matteo o dell' Anima, di s. Giuseppe de' teatini, del ss. Crocefisso, del Ges, di s. Domenico, di s. Zita, dell'Angelo Custode, come pusperi siciliani.

scavi che
;

fauno in diverse parti


il

fonderia reale,

banco pubblico
stabilimenla benefi-

regio o cassa di corte o della nazione nel

palazzo delle finanze, ed


ti

altri
:

d'istruzione e di carit

per
il

re

l'ialtra

detta

Olivella,
s.

l'oratorio del
le

cenza sono destinati, olire


dale degl' inferrai
esposti,
il
,

gran ospe-

santo Rosario e di
li

Filippo Neri;

qua-

il

conservatorio degli

chiese e oratorii sono tutti ricchi di pit-

real albergo de' poveri e la ca-

ture e di oggetti d'arte interessanti. Degne ancora di particolare osservazione SODO le catacombe, il cui iugiesso nella
chiesa de'cappucci ni fuori della citt; queste catacooibe scavate nella viva roccia

sa de'pazzi. Del collegio

seminario gre-

co di Palermo, e delia colonia greca di IMezzcijuso, come del vescovo per leordinazioni in
p.
tal rito,

parlai nel voi.

XXXII,

presentano uno spettacolo straordinario vi si conservano nelle nicchie molti sche:

i52 e i53. Vi risiede altres un vescovo in partii US, ^\ii<.\\cc dell'apostolica legazione chiamata Moiiarchid di Sici'
,

VOL.

LI.

i8
ha.
Il

1*AL
porlo di Palermo piccolo,
sicuro e

P A L

ma
il

co-

con
la

l'altro d' Iato;

le

rovine accennano

modo,

ben munito: ha con faro, e serve egualmente ai


di linea e alle navi mercantili.

molo

passata grandezza. Meritevoli pur di


i

vascelli

rimarco sono
Olivazza, di
e

due

castelli nel

borgo

di

Quattro
,

stile

moresco, chiamali Ziza


dei
fgli

sono

le

fortezze

cio del palazzo reale

Cuba,
li

dai

nomi

d'un emiro
milontananza

della Carit, del Castello e del Molo; tre

che

fece costruire dai suoi arabi in

Presso l'arsenale si vedono nei sobborghi i moltiplici magazzini, le grani

teatri.

rabile situa/ione. Si vede in


l'elevata e bella Monreale.

Mette capo a

diose cantine pei

vitii

siciliani

destinati

Palermo
ta

la

gran
,

via rotabile test costrui-

alla esportazione, e gli

amplissimi granai.
d'industria pro-

da Messina

le

altre

nuove comode

Non manca Palermo


porzionatamente
a' suoi

strade per a Termini, a Trapani, a Corleone, a Monreale. Nel distretto di Paler-

mezzi, ed l'em-

porio del commercio siciliano. \i sono fabbriche di seta introdotte verso la met del secolo XI, e gi assai pi fiorenti
;

mo
le,

si

numerano

circondarii di

MonreaMisilmes,\li

di Partinico, di

Piana,

di

ri, dell'

isola d'Ustica, e di

Carini

se-

di cappelli, tele, guanti di pinne

macom-

de vescovile, e pianticamente patria della vezzosa

line, panni glossi,

ed altre;

ollJcine ripu-

Laide rinomata cortigiana

di

tate di scultura e doratura in legno;

Grecia; a quell'articolo seguendo l'errore


dissi Carini negli Abruzmentre con contraddizione aggiunsi nella provincia di Palermo ove trovaniinns ma liini sit indoclnni esse, qiiam si indocilcni. Gli abitanti di questa metro-

si

pagnie per la gran pesca del tonno, e vi fa pure traflko di acciughe salate, corallo, frutta secche, agrumi ed altro. La

d'un geografo,
,

zi

pianura nei dintorni mesita bene il nome di Conca d'oro che ledieronoi poeti; disposta in antiteatro, animata dalla
pi rigogliosa vegetazione, sparsa di
sini, di verzieri, di eleganti giartlini
,

poli,

ca-

rii, si

ed

Un

compresi quelli di tutti i circondafanno ascendere a pi di 190,000. gran numero di uomini illustri fioritra'

piede del JMonte Caputo trovasi altro giardino botanico colle piante pi rare.
al
11

rono

palermitani, in santit di vita,

dignit ecclesiastiche, nelle scienze, nelle


arti e nelle

fiume Oieto o Ammiraglio mette in


la

armi, di moltissimi de' quali


ai
:

mare
scelli,

sua foce presso l'angolo orien-

fo
lo

menzione
ricorder

luoghi opportuni; qui sola

tale della citt, arricchito di

numerosi ru-

vergine e martire
il

s.

A-

che

vi

entiano dopo aver innaffiate

gala,il

Papa

s.

Agatone,

vescovo di Ve-

le circostanti
ti

campagne. Oltre

interni circondarli, altri

4 descrit4 ^^ ne sono
i

rona Giberti, Giuseppe Galeani; Gio. Filippo Ingrassia, nato per in


dell'isola
,

un

villaggio
colle

che cbiamansi esterni, cio del Molo, di Baida^ di Porrazzi e dell'Ortobotanico, ciascuno con villaggi suburbani. Nel circondario del Molo, dopo il convento dei

illustr questa citt

sue

scoperte in anatomia e medicina. Per supplire a questi brevi cenni in cui


rai

procu-

dare un'idea
si

di

Palermo
la

e suoi su-

minimi, trovasi
colli, e

la real la

Villa favorita dei

buibi,

potr consultare

Topografa
intito-

poco lungi
;

grotta e santuario

di P<7/e/7/20 di Scin, stampata nel 18 18, e l'opera del


lata
:

di

s.

Rosalia

in quello di

Balda vedesi
il

duca Serra

di

Falco

l'altro real sito di

Boccadifalco e

con-

Le

antichit di Sicilia.

vento de'cappuccini. 11 9. poi e io.circondario di Palermo diconsi della campagna, e sono quelli di s. Lorenzo nella pianura boreale che termina col capo Gallo, e di
il

Pilevmo,

Pano riws, che


,

latini chia-

marono
portarne
derivare

dipoi Panorniuin

ebbe dispura-

tata pi volte la sua etimologia; senza rile

molte opinioni, sembrano

Bagheria, ove fra'vari villaggi

gionevoli quelle di Cluvier che pretese


la

castello

Solunlo acquistato dai romani

denominazione di Palermo

PAL
dai (lue molti puoici pan-horuni,v\ie
gniflca riipes cinges.
si

P A L
stVpoca che Palermo incominci ad
sere
la

19
es1'

Palermo
gli

citl ce-

principale citt di tutta

isola,

lebrata anche presso

antichi, e Tuci-

percioccli

dide nana, che

fenicii ali

arrivo delie

colonie greche in Sicilia, fin dal


secolo della fondazione di
lonsi a
i

primo
ritira-

Snacusa era tuttavia in mano de'greci, n quella citl pot mai riprendere il primato, non ostante le dii

Roma,

pine riferiscono che fenicii nella loro prima migrazione trovarono gi esistente Palermo; che se
altri

Panoi inosj

Polibio e
nicii,

altri la

dicono fondata dai

fe-

verse dinastie che successivamente vi dominarono. 1 pisani nel io3 la tolsero ai maomettani, quindi cadde m potere dei I\'onnanni(^l^.);'\\ duca Pioberto Guiscardodel o5q, e Ruggiero del io85 vi staI

deve intendersi pi popolata colla loro colonia, quindi ingrandita. 1 cartaginesi che in seguilo se ne impadronila

bilirono
poi

la loro reale dimora and soggetta Palermo a

d'allora in
tutte le vi-

cende, cui soggiacque l'intera Sicilia, che


a

rono, ne fecero

capitale de' loro posse-

questo articolo riporter. Nel declinar

dimenti

in Sicilia,

ed

il

centro d'un gran

del secolo
l'imperiai

commercio. Cadde in potere de' romani nel 255 prima di Ges Cristo, dopo che Metello sotto le sue mura riport una

Xll dai normanni pass sotto dominio degli svevi, e nel 1266
Carlo
I

sotlo quello degli angioini in

compiuta vittoria sui cartaginesi ; romani le diedero moltissimi privilegi, e fu


i

considerata

come

citl libera

e alleata.

Dai romani pass in dominio ai greci del basso impero, e dall'epistole di s. Gregorio I del 5qo si raccoglie chelachie.sa romana possedeva parecchi patrimoni, e tra quelli di Sicilia di alto e supre-

Contro di essi nel 1282 insorse la tremenda rivoluzione e strage del vespero Sicilia no, e Palermo ne fu principale teatro; onde soltentr sul trono siciliano la dinastia d'Aragona del re Pietro III, indi nel secolo )^V quella di Ferdinando V d'Aragona e di tutte le Spagne. Nel 164? venne la citt funestata da una sommossa, di cui capo fu il calsuoi francesi.

mo dominio
.sore

eravi quello di Palermo, cui dava un distinto amministratore o difeu-

deraio Alessio.

Una

flotta

olandese fu ab-

bruciata nel suo porto nel

1676

dal

du-

o rettore, recLor palrinioiiii Siciliae


SiciliiJe, le cui

ca di Vivonne. Nella guerra per la suc-

o rector

prime stazioni
,

e-

cessione di Spagna, nel 171 3 colla Sicilia


si

rano Palermo e Siracusa coi nomi espressi di patrimonio palerniilaio e patrimonio siracusano. In queste due citt
risiedevano
detto
i

divenne dominio del re di Sardegna;


il
i

rese agli spagnuoli

3 luglio

7 18, e

ministri della
,

s.

Sede, con

titolo e notari

ed era principale
le

1734 vi regna la dinastia Borbonica. La corte di Napoli essendovisi rifugiala nel 1806, gl'inglesi due anni dopo
dal
VI portarono frze considerabilissime onde proteggerla, e vi si stabilirono militai mente sino al i8i4- La costituzione data dal re Ferdinando IV nel 181 2 con

loio uffizio di ricevere


ti

rendite del pari-

imonio

di Sicilia,

giacch in arbitrio
di pagarle

maneva

de'debilori

o in un

luogo o nell'altro. Tutto e meglio pu


vedersi in Borgia, Breve istoria del dominio temporale della Sede apostolica
nelle

del 1820.

due
5.

Sicilie. In
I il

progresso l'impera-

parlamento, si rinnov nella rivoluzione Quella del 18 12 fu di nuovo [)roclamala dopo l'insurrezione del gennaio 1848, gloriosamente vinta dal magnanimo re Ferdinando II che regna.

tore Lodovico
te alla

Pio,

don interameni
-;

Sede la Sicilia, nell'H a Papa s. Pasquale I. 1 saraceni di Kairvau assalirono Palermo nel! 83o, e ne fecero
la

Questa

citt

non conserva alcun


ci

vestigio
si

di antichi

monumenti,

che

attri-

conquista noli 835, formandone


;

la ca-

buisce alle frequenti inondazioni

ed

ai

pitale de'Ioro stali siciliani

ed da que-

terremoti che prov, ed alla profondila

20
del snolo,
t'ii

L
chiamalo
rita

PAL
in Sicilia dalla regina I\rarglie11, fu pure 169 Guaite-

paiticolarmentc mollo dnni6()'i,

neg;iala dalle scosse degli anni

n)adre del re (iuglielmo


i

nf.G,

1823; l'ultima
il

peste che assai

cancelliere del regno. Nel


rio II

l'afilisse fu

cholera del 1837.


vi

inglese, cui successe nel


I

1194

'l

Lai'edecristiana

fu

promulgata d'or-

fratello Barlolorneo

inglese,

trasferito

dine del principe dogli apostoli s. Pietro, la sede vescovile venne fondata nei prisecoli della Chiesa, e

da Girgenli,
stero di
si
s.

fatto cancelliere di Sicilia

Guglielmo IH, mor


Gregorio
ritirato,

nel

1201

nel

da mona-

mi

l'epoca in cui fu elevata

non ben certa a meUopolita-

di Girgenti dov'era-

essendo stato esiliato dalla sua


i

na, poich ira


sta

pi antichi prelati di que-

chiesa per sostenerne con fermezza


ti.

dirit-

primaria chiesa de! regno alcuni sono qualificali aici vescovi. Vuoisi che dopo

INel

1201

Gualterio IH de Polena o
i

Paleario; nel

S.Gregorio VII abbia avuto origine ladignil metropolitica, e che Adriano IV nel

2 i4 Be1 202 Parisio; nel rardo de Castaca traslalo da Cari; Leo-

r54 le soltonietlesse per suffraganee, Malta, Mazzara e Girgenli; lo furono pure Terme e Tiiocala. Nel lyyS Pio Vi a Palermo riun la sede di Monreale, aeque priiicijaliier alla quale Pio VII nel 1802 reslilu la dignit arcivescoviI
,

le, tra le

cui sulTiaganee Girgenti. Al


le

presente sono sulfraganee di Palermo


sedi vescovili \

Mazzara, Cefal,

pani isliiuila da Gregorio XVI II primo vescovo di Palermo fu

Tranel i844e
s.

Ma-

miliano del 297, ed ottenne la palma del martirio nella persecuzione di Diocleziano e Massimiano nel 3 io. Furo-

nardo eletto da Alessandro IV nel 1261, e da Urbano IV consagrato; nel 1278 Pietro II di Santafede palermitano; nel 1284 Giovanni I Misnellio arcidiacono di Palermo; nel 1294 Teodorico; nel 29G Tizio de Colle; nel iSoT Bartolomeo li de'conti d'Antiochia; nel i3ii gli successe il fratello Francesco l cello dal capitolo; nel 1820 Giovanni 11 Orsini romano; nel 334 Parisio II; nel 338 Teobaldo; nel i35i Piogero de Pulleris consagralo da Clemente VI, indi Ottaviano 1 de Labro palermitano eletto dal
I

'

capitolo; nel
I

no successori Teobaldo del 44?? Graziano del 4'Ji Giustino o Giustiniano del 480; indi Agatone; nel 5qo Vittore, cui scrisse s. Gregorio 1, come a Giovanni Felice intervenne al concilio romano del 649; nel 687 Sergio sirio, nel 787 Teodoro che fu al concilio JNiceno II dopo di questi non si hannoaltre notizie sino ad Umberto consacralo arcivescovo di Palermo, altri dicono di Sicilia, poi carcardinali dinale. Piammento che tutti arcivescovi di Palermo, hanno biografe nel Dizionario. Nel io65 Nicodemo arcivescovo; nel io83 Alcherio, cui scrisse s. Giegorio VII chiamandolo arcivesco2 Gualterio I normanno; nel vo; nel
>
;

36o .Arnaldo IMegliore; nel 368 Lodovico veneto nominato da Urbano V; nel 137 fr. Matteo Orsini; nel i383 . Nicola I di Girgenti de'minori,
I

e per sua rinunzia Lodovico II Bonito.

Questi nel i388 celebr in Palermo un


concilio provinciale in cui furono
versi
i

falli

di-

legolamenti sul dovere che hanno

beneficiati di assistere al coro, sui costu-

mi
fi

degli ecclesiastici, sulla percezione dei

ulti de' benefzi, sulla

inumaz/one
coiicilii

del-

lechiese, sulla riparazione da farsi ai luo-

ghi santi. Mansi, Sappi, ai


p.

t.

3,

665.

Nel 1897 Gilforte Riccobuono arcidiacono di Palermo; nel i4oo Giovanni IH de'conti di Procida nominato dal re Martino nel i4ii h"- Giovanni IV
;

122 Pietro

traslato

da Squillace da

Calisto li;

nel
nel
i

normanno;

ii4i Ruggiero Freser i44 '-'goj "c' ^ '66 Steconte di Perche,

da Termine generale de'minori, domandato dal capitolo e confermato da Giovanni XXII nel i4f 4 Ubertino de MaI

fano francese

figlio del

rini

nobile palermitano

alle preci

del

P A L
la legiiin lo elesse
il

P
cesi
tjiie-

L
(r.

capitolo e fu l'ulti-

tuo pei

C'ii

sulFiagi rest sulievalo a

di Toiios;i. i-5t minore ossi-rvanle di

I\Ialteo Basile

l'arete.

lyBy De-

sta Ctilkdia, e

venne consagiato da dello


fi-

nicnico losso celestino napoletano traslato

J'apa. Nel

i434

^iicola

11

di l'iulisco
il -

cclebeii imo, elle tatto anlioaidinale d

l'antipapa Felice V, nel voi. IV, p. i(>4

da MeKi e Uapolla. 1748 IV. Giuseppe Melendea minore osservante scalzo di Madrid, trasferito da Potenza,

pubblicai l'importante sua biografa. Nel

1754 Marcello Papiniano Cusano


diocesi di
s.
i

della

1445
catelli

Mario Orsini

vescovo di Oleron

Agata de' Goti, traslato da


Filingeri cassi-

nello stessoannoSimoiieBologna de Dee-

Olianlo.

762 Serafino
trasferito

palermitano; nel i4^'^ Nicola


i:^Gr'

Ili

nese di Pia, feudo di sua casa, dioce>i di

Puxadesdi Darcelona;nel
lu

JJorgi di Caitagirone, traslato


fi"-

Giovanda Si-

Benevento,
tera.

da Aceren/a

e Ma-

1776 Francesco Sanseverino


d' Alile,

de' pii

ponto; nel i4^9


uielitano di

Paolo Visconti car-

operai della diocesi di Cassano, gi ve-

Palermo; nel i474 Filippo d'AragonaeAu varr, nipote di Ferdinando Vtl'Aragona; nel i4>^5 Pietro de Fuxo o Foix cardinale; nel 14*^9 Giovanni VI di Paternione benedethno, priore
e arcidiacono di Catania sua patiia,quindi vicerdi Sicilia nel i4t)4i iiferisce
il
'

scovo

arcivescovo di Palermo e
i

IMonreale unite,

793 cogli

stessi titoli,

Fi-

lippo Lopez- yRoyo teatino, della diocesi

di

Lecce, traslato da Noia.


P/n^'//7/e/// di

i<So?.

Do-

menico
le

Ci^lnionte napolela-

no, poi cardinale.

i8o3

Kalfaele M-orini-

J'oGt: i,)oq:

teatino napoletano, trasferito da Cosen-

Pirro che

nell'elii di

qo

anni,

za,

arcivescovo di Palermo. 18 iG cardi(^/v/i'z/j^t.

cK'ocaliis filli

Poiitficej uL

adcanlinai ;

nai Pietro

Nel concistoro dei

iiLus iipicciii eveheretur,t\y\ov\^oco\.kin-

po dopo
//iO/ve
feci la

in principio del

i5i

ma non
non
di
gli
Ir.

i5 aprile i833 Gregorio XVI piecunizz arcivescovo Gaetano Maria Trigona e


Parisi, cht a

iiportandoIoilCardella,chenellesue Me-

iZ giugno cre
lo stesso
1

cardinale.

esamin

registri concistoriali,
li

Per sua morte,

Gregorio

XVI

sua biografia. Francesco

cardi-

nel concistoro de'2

febbraio i83e) pre-

nal Reiiolino nel

ijii per nomina


fatto arcivescovo
il
;

coniz/. l'odierno arcivescovo

Ferdinando

Feidinando
successe nel

V
/

fu

IMaria Pignalelli nobile napoletano, preposilo generale de' teatini


della congregazione di

iSig

celebre cardinale

e consuilore
1,

Tommasode
nel
1

YoCaietano;nel laaoGiovanni VII Carandolet decano di Besancon;

propagand
chiesa di
s.

ed in

quello degli 8 luglio lo cre cardi naie, conferendogli per titolo


della Vittoria. A'2
la

545

Pietro IV de 2\igLiai'ia,\w\ci\v-

lAIaria
la

de Ilorosco-y-Arccspagnuolo;nel iSG^fr. Ottaviano li Preconio siciliano de'convendinale; nel


111

i55q Francesco

giugno i85o, sotto

presidenza del cardinal Pignatelli arcivescovo,


cilia,
si

congregarono
gli

vescovi di Si-

i568 Giovanni Vili Cengria spagnuolo; nel 57 Giacomo Lomellini


tuali; nel
1

cio

arcivescovi di JMonieale e

di

Siracusa,

ed

vescovi

di

Girgenti,

di llodi

nel i5'-2 CesareMarulli di xMes-

Sina ;nel t:78q lo


;

Diego de liaedo spagnuocardinal Giovanni o Gian-

Mazzara, Cefali, Piazza , Caltanisetta e Lipari, oltre il cappellano maggiore della real

nel

1G08

il

cappella palatina di

s.

Pietro, ve-

neltino >or/Vi genovese, morto nel iG24-

Cun

questi

Rocco Pirro nel

t.

termina
sacrof,

scovo di Flaviopoli. Nel duomo iuaugurarono il sinodo, che modestamente appollarono congregazione. Indi nel palazzo arcivescovile si tennero le congregazioni
e sessioni, per

la serie degli arcivescovi,iS/c/7/^e

p. 2, iMclropolitaiiae ecclesiae Panorini-

tanae

nolilia. Nelle Notizie di


i

Roma so1

provvedere

ai

bisogni ed al

no
fr.

registrati

seguenti arcivescovi.

-o3

liene delle chiese sicule governate da'no-

Giuseppe Gasch

de' uiiuimi, della dio-

minali pastori.

11

palazzo arcivescovile

2?
innanzi
vestii,
si

1'

L
li

PA

L
:

la

lueliopolitana. L'arcidiocesi

estende per circa

tiene pi luoghi

vo

tcissiito

80 miglia e conOgni nuovo arcivesconelilni della camera apr)Stoi

compone di 4 pi'ovincie, capo delle qua la Giudea emetropoli Gernsaleiime


nella stessa

regione Gerico

Joppe o

lica in fiorini

3oo, ascendendo
a

le

ren-

Jaffa, Ebron, ifi>/?W(7ji,?. Tiene il secondo luogo della provincia Samaria, la cui
citt

dile della

mensa

i5,ooo scudi romani,

contende

di nobilt
i

con Gerusalem-

gravate

di molti pesi.

Abbiamo

del c;in.

Antonino Mongltore panormitano: BitlPanormilatine mctropolitanae ecclesiae regni SiIne. privilegia, et instninienta
ciliae priniariae, cnllecta, noti<:qiie illu-

me, e sporgea suoi termini al di l del Giordano nell'antica Perca; le sue citt principali sono Dora , Cesarea marittima, Napoli o Nahlus, il monte Carmelo. Il
terzo luogo
si

attribuisce alla Galilea con-

strala,
iicella.

Panormi 1734,

tipys Angeli

Fe-

finante con

la

Fenicia, divisa

in

superiore

e inferiore; le sue citt pi

rinomate so-

PALESTINA,

Paese diCanaan, Gin-

no Cafarnao, Scitopoli, Belsaida, Tiberiade o Genesareth, Cerasa,

dea. Terra Santa, Terrad'I<<raello, Terra promessa, Siria Palestina. Contrada


della

Gadara

Turchia
:

in Asia, nel

ria o Soria

la

sud della Simaggior parte compre-

Gadera, Nazareth. Veniva per ultimo ridumea, assai pi vasta delle altre provincie, di cui la maggioi- parte fu aggiunta alla
liti
,

sa ne' pascialati di

Damasco

d' ^cri.

dominazione
le

degli

Ebrei

Israe-

Ha per confine, a mezzogiorno le al te montagne che


la

allorch

12

loro

trib ebbero

separano dall'ardente atmos-

stabilita la

sede nelle tre nominate pro-

fera degli arabi deserti; a

trando verso

il

ponente inolnord bagnata dal Meventicelli

vincie,ecpielli
seliti
;

che l'abitavano erano pro-

le

sue citt pi rilevanti sono


il

Ga-

diterraneo che di l'infrescanti

za, Ascalona.Coi\

Terzi.

La

Palestina

sovente l'avviva; ed a settentrione dalla


catena del Libano che
to da'rigidi
la

mette

al

coper-

aquiloni. Delle sue diverse accennate denominazioni e loro etimologia


parlai a
in

Giudea,

il

nome

Palestina,

che

ebraico significa ch' coperto, basi

dipende pel governo ecclesiastico dal patriarca di Gerusalemme, comedissi a Patriarca, pel ristabilito esercizio e residenza della giurisdizione in quella metropoli dal regnante P/'o /.Y, determinandone anche luoghi in cui si deve esteni

gnato,

fa

derivare dalla parola palaseli.


si

Questo nome
to.

gnificato esteso, od in

pu prendere in un siun senso limitaLa Palestina presa in un senso limiil

mediante lettere apostoliche de'23 luglio i847) pi'econizzandovi nel concistoro de'4 ottobre mg. Giuseppe Valerzi di Loana diocesi d'Albenga, il quale
derPj
"^

tato, significa
stini,

paese de'

filistei

o pnle-

che occupavano

rjiiella

parte della
il

fece il suo ingresso in Gerusalemme preceduto dalla croce inalbeiata a' 17 gen-

terra

promessa che

si

estende lungo

iMe-

naio

84'^- Alla porta

il

pasci

lo fece

diterraneo, da
so

Gazaa mezzod,

fino veril

salutareda diversi colpidi cannone, e turchi, eterodossi

Lidda al settentrione. Quando mine di Palestina in un senso pi


il

tei--

ed ebrei,

in

gran

folla

pa-

este-

cificamente assisterono a questa


rabile entrata: dipoi
il

memo-

so significa tutto

paese

di

Canaan o

patriarca torn in

Chanaan,
di
al

tutta la terra promessa, tanto


di l del

Roma.
tizie,

E' divisa in tre provincie eccle-

qua che

Giordano: sebbene

siastiche,

per a tenore delle antiche noi.^ a.""

pi delle volte venga circoscritta al solo paese di qua da tal fiume; dimodoch

cio

e 3.^, di cui ciascuna

ha

la

sua metropoli con vari vescovi sufTia-

negli ultimi
.stina

tempi

la

Giudea e
la

la

Pale-

ganei, delle cui sedi parlo ai loro articoli,

passavano per

la stessa

cosa. Secon-

come

di tutte le

denominazioni che

cjui

do

il

Terzi, Siria sacra,

Palestina

si

ho

scritto in carattere corsivo.

Le metro-

P
poli

A
(

L
quale vn ledo
seg.
)

P \L
TI trd> d' Israele
;

??
di

sono Cesarea
il

sulla

nove

esse e por-

pure

voi.

XXX,

p.

"Te

per

la

zione di quella di iMnuasse fiu'ono stabilite nella

i/ Palestina, e gi
lestina; i^f/to^o//

lo fu di lultc In

Pa-

parte occidentale o di qua


le

aulicamente, oggi

Nazn-

del

Giordano, e

due

altre ed

il

re-

relkj per la i.^ Palestina, e Petra per la


3.'

stante di quella di Manasse ebbero nella


la parte orientale o di l del Giordano. Gl'israeliti dopo essere stati a lungo governati da giudici temporanei,

A Monte Liraa-q e particolarmente a


s.

divisione

Guardiamo del

sepolcro,

pu

vedersi

quanto riguarda le vaste missioni di Palestina. La Terra Santa appena fu istituito l'ordine Francescano, fu a lui afldata e meglio pi tardi ai benemeriti minori osservanti, che vi sono mantenuti a fronte di

si

diedero ad un re nella persona di Saufsotto


i

le;

regni di

Davide

e di

Salomo-

ne furono uno de'popoli pi doridi dell'Asia: il regno che si estendeva al nordest sino all'Eufrate

tante crudelt gi usate loro dai

mao-

avea vari porli sul

mettani, dagli scismatici e dagli


In Siria
nentini,
i

eretici.

cristiani

cos'i
riti

tutti quelli

vennero chiamati poche viveano se-

mare Rosso e sul Mediterraneo, ed il suo commercio competeva con quello di 77ro j questa prosperit diminu di molto
dalla separazione delle dieci trib e dallo

condo
lestina

della chiesa

romana. In Pa:

si

tennero due concilii


2. nel

il

t.

nel

stabilimento di due regni rivalidi Giu-

3 i8,

il

quale fu un conciliabolo a favoie


il
i
1

da ed

Israele, e fin coli' essere

aumenre di

d'Ario;
di

'i

sulla deposizione

tata nelle
ni ve e di

guerre che fecero

Nie

Arnoldo patriarca
t.

di
i

Reg.

26; Labb
il

t.

Gerusalemme. o Arduino t. 6.
;

Babilonia, quali non terminacolla schiaviti degl' israeliti

rono che

La

Palestina, anticamente abitata dai

dei giudei. Ciro

permise

agli ebrei di riil

cananei, prese

nome da una
la

delle loro

tornare nel loro paese, di riedificarvi

trib, quella dei palestini,


stei,

flistini

o fdi-

tempio e
ta alla

di ristabilire le loro costituzioni

che ne occupavano

parte occidenil

ecclesiastiche; la

Giudea rimase sogget-

Terzi dice derivare il nome di Palestina da un figlio di Mesram nato da Sem. Quetale, al dire di

Tolomeo, mentre

Persia sino alla conquista d'Alesil

sandro

Grande. Allo smembramento


tli

dell'impelo

questo conquistatore, fu

sta
la

contrada, celebre eziandio


del cristianesimo, offre

come culuno spettacori-

lo interessante nelle

sue diverse famose


:

vicende e rivoluzioni
portai
i

Gerusalemme

cenni istoiici de'principali avveil

nimenti sotto
turchi.

dominio

degl' israeliti,

de' romani, de' saraceni, de' latini e

dei

Dal tempo
,

dei patriarchi fu per-

corsa dai pastori

che aveano

loro ca-

Tolomei, poi ai re di Siria; tiranneggiata da questi ne scosse il giogo, e maccabei con una serie di gloriosi sforzi consolidarono la sua indipendenza; fu d'allora governata dai re asmonei o assamoneicio Maccabei, de'quali e di tutti dominatori della Palestina riportai la cronologia a Giudea. Cadde po^cia sotto il dominio de'romani che
sottomessa
ai
i i

che vanno errando adesso nelle vaste pianure dell'Arabia. Sembra che l'agricoltura vi
pi indipendenti, simili a quelli

vi

stabilirono gli Erodi

come

tributari

lasciando per gran parte dell'amministrazione civile e militare fra


giudei.
il

avesse fatto fra


gressi,

essi

considerabili
la

pro-

quest'epoca

poich

la

sacra Sciitlura

descrifertilisle trac-

teatro degli

le mani dei Giudea divenntj avveniineiiti memorabili


la

ve come una terra ricchissima e sima, ed anche in oggi conserva

ed avventurosi che produssero


gione cristiana.
ro

la relii

La

terra in cui vissero


i

ce dell'antica sua fecondit, all'epoca in


cui gl'israeliti ne divennero padroni. Gio-

patriarchi, predissero
le

profti,

apparve-

su, successore di ^^os,

la

divise fra

le

pto,

immagini che figuravano Ges Criquesto vide nascere, insegnare, ope-

34
to
il

PAL
genere umano.
I

P
romani
irnlali

rare, palile e nioiiie per salvezza di tutdalle frequenti ribellioni tie'gludei, pre-

de friicluosa ad eaiiidcm perci^rinatinnc,


Vcnetiis 1573. Al principio del VII secolo
tici
lilli,

la

Giudea cadde

in

potere de'fana1

sero e distrussero (ieriis.ileaime sotto il coniando di Tito, dispersero tulta la na-

saraceni settatori di Maometto.

ca-

incon)inciando nel

638

dal conquii

zione nelle diverse provincie dell'impero, e da cpiesl'epoca giudei non poteroi

statore

Omar,

rispettarono da prima

luoghi santi e ne trassero un utile dai


pellegiinaggi che vi
si

rialzarsi e formare un corpo romani avcano divisa la parie di qua del Giordano nelle Ire tetrarchie di Giudea propria, Samaria e (lalilea; il paese all'est del Giordano form

no mai pi
politico.
I

facevano;

ma

il
i

sultano d'Egitto nel

1009 prima, ed mussulmani che nel io55 se ne resero padroni, li profanarono e commisero ogni olti-aggio sui
pellegrini.
Il

gran
il

s.

la

provincia di Perca.

Gregorio

FII

avea concepito
la

vasto

Dopo la conversione al cristianesimo dell'impero romano, la Palestina divenne e si mantiene oggetto dell'universale
\enerazione, e da tutte parti accorrono pellegrini a venerai e que'Iuoghi illustrati
i

disegno di liberare

Palestina dai

musfosse

sulmani, e gi lo avea annunziato, ed

avrebbelo

mandato ad
la

elfelto se

venuta meno

persecuzione di Enrico

IV

contro

di lui e la chiesa

romana.

Sifi."

dalla presenza del Salvatore,

come

diilii-

fatte

violenze diedero origine alla

samente narrai a Gerusalemme. Data la pace alla Chiesa,! catecumeni con viaggi Junglii,come riporta s. Girolamo, De locisHtit'hraicis^aniixanosL farsi battezza-

promulgala da Urbano II nel 1096: Pietro l'eremita inliamm tutto l'occidente con la lugubre pittura delle
Crociala.,

condizioni in cui trova vasi la Palestina,


e

re nel Giordano

in

memoria del battesimo

come dolorosamente gravava


la

sul

cuole

quivi ricevuto dal Salvatore. Alcuni principi fecero prender l'acqua dal celebre

re ile'ciisliani

vergogna

di

veder fra
i

mani
in

de' nemici del cristianesimo

santi

fiume, per farvi battezzarci loro lgli. Il s. Sepolcro per noi il santuario pi veiie-

luoghi, l'entusiasmo de' popoli pospose

onore della

{\t!ie

e del Salvatore, la

lando,

la

pi pieziosa delle reliquie. Gelo

terra natale alla terra straniera che di-

rusalemme che
ti

contiene coi circostan1'

luoghi, sono contrade in cui


le valli e
i

aria,

l'acqua, la terra,

monti fan-

no pregustare
del cielo.
11

ai fedeli le gioie inelfabili

venne il supremo voto di tulli. Nel 1099 Geiusalenune e gran porzione della Giudea furono tolte ai mussulmani, e si cre Ialino di Gerusalemme che duil regno
r 88 anni, duranti
cristiani
i

p.

Menochio

nelle Suiore,l.

quali la Palestina

1, p. 333, tratta delle industrie usate gi dai gentili per sopprimere nella Giudea

fu di continuo inondata dal sangue dei e


de'

maomettani. L' Europa

memorie e la venerazione santi. Nel IV secolo la madre


le

tic'

luoghi

stanca da una guerra disastrosa e lontana, e pi


corsi,

di

Costan-

tino l'imperatrice ra Santa,


altri
vi

s.

Elena
la

visit la

Tergli

non inviando che deboli socSaladino sultano d'Egitto conquie

rinvenne

vera Croce e

st la

Giudea

Gerusalemme neh 187;


il

le

re

stromenli della passione del Signoe vi fece costruire que' templi che

autorevoli esortazioni de'Papi e

premio
al-

dell'indulgenze pi
ricupera del

volte risvegliarono

De' frequentissimi pellegrinaggi d'ogni nazione a Terra Santa, parlai ne' citati articoli, avendescrissi a' propri articoli.

nt Crocesignali l'entusiasmo religioso


la
s.

Sepolcro,

ma

sventuin

ratamente
la

colla regione rest

mano
I

done anche trattato Bonifacio Stefano Raguseo vescovo di Stagno: De. pertnni cftliu el obseivanlia Tcrrae Sunctae , ti

de'sultani d'Egitto sino al iSiy, in cui

Palestina cadde in potere di Selim

imperatore de' turchi e fu uaita

ali' iin-

L
brache saranno
Palestina, oltre

P
gli

23

pero otlomano. Essa aveva cessato da lungo tempo d'attrarre ratlenzione sotto
il

rislabilitedaibelgi. Della

autori citati ne'meii-

rapporto politico, allurcli

francesi
la

tovati articoli, ne trattano. Cristiano

A-

coinandali da Ijoiiaparlene fecero


tjuisla nel
si

con-

dricomio: Tlieatrtiia
Ionia
i

Terme Sanclae, CoVoyn^cs


daiis
l'iole.

i'-(K)

tosto.

Ad Egitto

per al^bandonarla f|iiaparlai delle ultime

5()o. Mariti,

vicende politiche del paese. Del prolettorato della sovrana casa di

de Cypie, In Syre et la Palesline, mwa /' lusloire general dti Levant, Neuwied
l'^qi.
/'

Leonardo Nicol Frescobaldi

Borbone o
clie dai

della Francia, derivatole an-

sovrani angioini Roberto e San-

eia eiedi presuiilivi clelia cor<ina di (ie-

Terra Stinta, l\o1818. (iiovanni Failoni, Viaggio in Siria e nella Tena Santa, preceduto
iagi^io in Egitto e in

ma

rnsalenirac, in favore de' cristiani

Ialini

da

notizie geografiche

delle di\'erse re-

detti franchi, dinjoranti in oriente e par-

trioni di

quegli abilnnti ,
e.

coi piani del-

ticolarniente nella Palestina,


teressi politici,

ncgl' in-

l'aulica

nuoi'a Gcritsaleinntc, e colla


s.

che ne'religio'^i, trattai a Francia, Costantinopoli, Gerus.\lemme, GuARniANO DEL s. Sf.i'olcro, Oriente,

pianta del gran tempio del

Sepolcro,

Verona i833. Terre sainte


ris

illnstre,Vi\'

Grecia, nel
Ivi e altrove

voi.

XXXII,

p.

58

e seg.

pure

dissi della

protezione

1837. Ponjoulat, Istoria di Gerusalemme, IMilanu i834- Questione dei Inogii santi per Eugenio Bore, Parigi i85o. ,

e tutela esercitala dalla Francia sulla

Un

estratto di cpieslo libro nella serie

custodia de' luoghi santi, segnatamente


pei

2.^ degli

Annali
1

delle scienze religione,

francescani sul

s.

Sepolcro,
pii

in

che

voi. 9, p.

55.

11

benemerito autore egrei

presero talvolta parte diversi

nionarle

giameiile difende

francescani

contro
scisina-

chi e la repubblica veneta, per

auto-

gl'intiiglii criminosi de'


liei

monaci

revoli sollecitudini de' Papi. iVarrai an-

greci spogliatori di
;

diversi santuari

Cora

le visite al

e custodia de'Iuoghi santi,


1

insieme

(riuano ottenutone!
I

6qo da

Leopoldo

imperatore e da Luigi

XIV

Terra Santa dimostrando, che 78 anni avanti la t."" crociata s trovano relig'osi francesi stabiliti a Gerusalemuie,
in

re di Francia, sulla restituzione a'Irance-

come

risulta dall'alto autentico

del suli

scani de'Iuoghi santi, loro tolti dagli sci-

lano IMonzaffer che proib molestare


religiosi y/YT/R'/tf.

smalici nel i6''4,

come della protezione accordata da Carlo VI imperatore e da Carir) IV di Borbone re di Spagna ai


santi luoghi e lorocuslodi fran-

Riporta la serie de'decreli falli dai sultani ottomani e da'loro piedecessori, che attribuisce la propriet
dei santi luoghi de' religiosi franchi sino
al

medesimi
cescani.
tra la
i

Sono
s'

noli
la

posteriori

accordi

iGyS, data della


il

."
1

ca[)itolazione che
di

Francia e

Porla Ottomana, per


la

riconosca

diritto

formale

prolezio-

quali

impegn

seconda
i

di conser-

ne de' luoghi santi spellante a Francia,


Stabilisce lo
stalo dell'attuai

vare
le cui

oi cattolici latini

santuarii e Ino-

questione,
i

gin di visitazione nella Terra Santa, nel-

mani erano da lcm[)o iminemoi

dichiarando ci che richiedono francascani di Terra Santa e con esso loro tulta intiera la catlolicit,

soldani d'Egitto e le conottomane. Inoltre saranno ripristinate nel tempio del s. Sepolcro le tomcpiisle

rabile, avanti

contro ideili lola

ro persecutori. Spera che


r valere
il

Francia

Ca-

suo

titolo secolare di

proteg-

be dei re Golfredo di Buglione e Baldovino conti di Fiandra (che con iscrizione descrissi a Gerusalemme), risparmiale nell'incendio del

gilrice de' luoghi santi. In falli, la


eia pel

Frau-

suo ambasciatore ha eseguite disantuari usur-

ploinaliche rappiesenlanze alla sublime

1808,

che per mali;

Porta, per rivendicare

guilii

vennero poco dopo diblrulle

sem-

pali dai greci nella Palestina,

Samaria e

i6
Giudea, ed
il

P A L
perare uno de'due denti
di
s.

governo oUomano per le capitolazioni con Francesco I ha riconosciuto


il

Paolo.

Su

questa vetta fu gi contiguo alla chiesa

diritto di prolettorato garantito

un monastero
vocazione di
di
s.
s.

di benedettini

sotto V in-

a Francia da

solenni e antichi concor-

Pietro, fiorendo a'


I,
il

tempi

dati, trattandosi ora di


li

determinare quaCitt

Gregorio

quale vuoisi che pri-

sono

santuari usurpati dai greci.


1

ma
la

di essere elevato al pontificato vi di-

PA lesti; N a
lo stato pontificio,

Praenestin

morasse alcun tempo. Airufilziatura delchiesa successero


collegiata.
la visita
i

con residenza vescovilesuburbicaria, nel-

preti e l'arciprete
il

governo del distretto di Tivoli nella comarca di P.oma, posta nel centro del Lazio (^.), appoggiala alla f]ilda d'un monte, ch' uno degli ultimi conlralForti dell' Apennino nel
,

con
fece

La descrive
s.

Piazza, che

della diocesi, in

un

ai

7 suoi

altari, alla chiesa di

Maria

di IMonteal

rolo fuori

la

porta del castello,

pa-

lazzo de'Colonnesi nella


so,

sommit
la

di es-

quale va a terminare
distante da

il

Roma

circa

monte Gliceslio, 24 miglia, nella

ove

visse

santamente
figlia di

beata

Marprinci

gherita Colonna

Udone

via Labicana, cos detta da Labico[!^.). Celebre negli atti de'martiri la via Labicana o Lavicana e Prenestina, per avervi in esse in

pe

di Palestrina,

con diverse nobili ro-

gran numero sostenuto


rei,
tali

il

martirio, poich fuori della porta Esquilina

era solito di punire


i

esdi

mane, come in monastero, trasferito poi in R^oma presso la Chiesa di s. Silvestro in Capile ( ^. ) ove riposano le sue ceneri nel 1848 il regnante Pio IX ne approv il cullo immemorabile, con
, :

sendo tenuti

cristiani dai gentili, e


Il

officio e

messa. In questo castello fu teil

darvi loro sepoltura.


di tal via, dice
tirio
i

Piazza, parlando

nuto

in orrida prigione

b. fr.

JacopoPietro

ss.

che vi sostennero il marPrimitivo (di cui vedasi il voi.

ne
nel

di

Todi francescano. Clemente XII


la

1782 restaur

chiesa di

s.

XXVIII,

p.

85

e 86), Zotico e

Amanzio,
s.

con architetture

di Michetti,

e pitture

e che vi fu in essa la chiesa di

Gia-

nuario. Del cimiterio a

Tor

Pignattara,
p.

ne tenni proposito ne'vol. X,


p.

235, XII,

nella volta del Costanzi; onde d'antico non avvi che una parte della mura a poliedri, ed un piedistallo con iscrizione,

78, XIll, p. 148. Da piima la citt era sulla pi elevata cima dell' antica
cittadella, sul

che serve
essa

di

vaso per l'acqua santa.


di Pietro

In

un buon quadro
gregge a
la
s.

da Cor-

monte Preneslino, ove


di case

si

tona^ rappresentante Ges Cristo che affida


il

con rocca, e l'antichissima chiesa parrocchiale da cui ebbe il nome di Castel s. Pietro, come dedicata
al

vede un recinto

Pietro: quel celebre

artista gi d'ordine di

Urbano Vili aveil

va restaurata
co.
a'
I

chiesa e fatto

porti-

principe degli apostoli,

il

quale,
di

narrala tradizione, piantquivi prima


ogn'altro luogo del Lazio
stiana,
in
la

La chiesa fu perconsagrata nel 1792 8 novembre dal vescovo d'Anastasionobile preneslino, vicario

religione cri-

poli Graziosi

onde

vi fu

posta la di lui statua


a quella di
la

generale e ausiliare.

Come

luogo

fortifi-

marmo, somigliante
di stile berninesco,

brondico-

cato, questa cittadella

zo della basilica Vaticana; altri

un posto assai vantaggioso, poich domina tutte le terre d' intorno 2

no
l^^

ma

fu scolpita

da

i45

piedi sul livello del


sal la

discepolo

ili

Rusconi. Dicesi pure che

mare,
contro

perci Pirro vi

nel

venir

contribu alla predicazione del vangelo


s.

Roma

per spiarne

posizione.

Paolo, onde nella chiesa fu per memoria collocata una croce, trasportata a

Questo sito fu scelto dai Colonnesi come centro del loro dominio ne'tempi bassi;
ancora conservasi
nesi
la

Comete colle
stoli,

reliquie di detti santi apo-

fortezza de' Colon-

ed

il

cardinal Barberini pot ricu-

d'opera saracinesca, sebbene diroo-

TAL
cala, e sulla porla se

PAL
lo

27
alabastri

ne vede
col

stemma
e la

Rosalia, tutta incrostata di

colle iniziali di Stefano


1

Colonna, che nel

marmi fini, nella quale


po
della

si

mostra un grup-

SS-i

riedific

la

citt

monte
s.

Piet ricavato nel masso vivo

comune stanziano circa 5oo fle come il comune


rocca. Nel

di Castel

Pietro vi

della rupe,

abitanti: esso dipendi

ma non finito, che dicesi di Michelangelo, mentre piuttosto risente lo


Bernini.

verno

di

Palestrina,

il

Zagarolo dal gocui governatore

stile di

Fu

dedicata a
il

tal

santa

risiede in questa

citt.

La

citt

attuale

intieramente fondata sulle rovine del

corpo a Palermo sotto Urbano Vili, e per avere quella citt sperimentato la cessazione della peste;
rini

per essersi ritrovato

magnifico tempio della Fortima, per cui


quasi di forma rettangolare, e s'iimnl-

invocandone
ed
i

il

patrocinio

Hailie-

prenestini, aiuh'essi ne restaro-

za su vari ripiani in

modo
il

piramidale,

come un
di

d ergevasi

tempio.
di
s.

cinta

muraglie, colle polle

Martino,

del Sole, delie

Monache,
s.

Porlella, dei

no illesi. Incominciata dal principe d. Taddeo, con architetture del Contini, nel comp il figlio d. Maffeo. Nel 1677 1692 s. Rosalia fu dichiarata 3.'^ patro''"^

Cappuccini e

di

Francesco, oltre due


si

na della
la

citt. Altre chiese

sono agre
s.

al-

antiche chiuse. Presso alcune

vedono

IMadonna del Truglio,


Antonio,
s.

Biagio, al-

torri quadrilatere e costruzioni diirercnti

l'Annunziata con (jiiadro


s.

di
s.

:ome a poligoni, e di opera quadrata e


laterizia. Diversi

s.

Andrea, a
s.

Maratta, a Francesco,
s.

monumenti

singolari fu-

Girolamo, a

Egidio, a

Maria

rono scoperti
l^"

in

Palestrina; nel lluseo

degli Angeli.

La

cattedrale dedicata a
s.

alienilo sonovi varie statue e bassoi'i-

Dio
tire,

sotto l'invocazione di

Agapito mar-

lievi; e nel

suo Aluseo Gregoriano

Tja-

cittadino e patrono di Palestrina e


il

leranense

(/^.),

Gregorio

XVI

vi collo-

sua diocesi,

cui corpo ivi in venerarelicjuie.

il

celebre Anlinoo.
citt

zione con altre insigni

Circa

il

La

modeina non presenta alcun


di essere

274

s.

Agapito nativo

di Palestrina, gio-

edifizio

propriamente degno
le

par-

ticolarmente ricordato;
ie inferiore

case dalla par-

sono ben fabbricate; il giardino Barberini ridotto ad un orto, che

vinetto di i5 anni, per professare la fede di Ges Cristo, quivi dall'imperatore Aureliano e alla sua presenza fi fatto
flagellare, indi

tormentare e inutilmente
nel luogo ove
i

non ricorda la primitiva magnificenza, se non per le statue mutile e tronche qua e l abbandonale, per im bassorilievo bacchico e per vari
tiche iscrizioni. Nella
piedistalli

esporre nell'anfiteatro di Palestrina alle


fiere,

venendo decapitato
il

fu edificata la cattedrale:

ss.

Anastasio

con anil

e Porfirio,
il

.
i

tratto dal suo

esempio,
la

parte superiore

2."

suo istruttore, ebbero pure


i

co-

palazzo baronale fabbricato sulle rovine dell'emiciclo nel ripiano della Corlina,

rona del martirio,

quadri de'quali nella


Il

cattedrale dipinse l'Onofri.

corpo

di

s.

con architettura corretta del decli-

Agapito, sepolto un miglio lunge dalla


citt, fu poi verso
il

nar del secolo


lebre

XV;

contiene oltre

il

ce-

()'j

\ trasferito nella
sot-

musaico, di cui paller, molti frammenti antichi di scultura e varie


le

sua basilica, nella cappella scavata


terra, detta la grotta di
s.

Agapito, ove
di
1

la famosa della Pace Augusta, l'altra alla Sicurezza Augusta eretta dai decurioni e dal popolo prenestino. Olire la Fortuna in l'reneste vi ebbero templi

iscrizioni, fra

quali

furono poscia
liano e di
s.

riposti

corpi de'ss. Gors.

Fortuna, una

alla

diano e Abundio, colle reliquie


Ninfa. Nel
r r

]Mi-

16

a'

4 genla i;on-

naio

il

vescovo Conone cardinale

sagr,
leschi
si

ma

tre

corpi furono dal Vitel-

iiove,Esculnpio, Igia, Serapide e


la

gli

dei
s.

Penati. Va";a

chiesa baronale di

mandati a Corneto sua patria, ove venerano nella chiesa de' fianccscaiii.

28
alde

PA L
Olire
vi

PAL
la

e solo pol ricuperarsene le relirpiiecnn


di altri santi

parrocchia della cattedrale,


tutn' cu-

per autorit

d'

Inno-

sono due altre chiese parrotcliiali,


con fonte sacro. Incattediale

cenzo Vili e Sisto V, non che

di d.

Tad-

te

deo Barl)erini e dei cardinal Fiancesco nipoti d'Urbano Vili. Questa cattedrale gi era stata ristorala e migliorala da s. Leone li 1, quando a' iG dicembre 17 la consagr solennemente Pascpialell a
i
i

ralo un

canonico eletto per concorso e

a|)provalo dal vescovo.

preghiera di Cenone. Nel


ci Vili vi fece erigere
iiilcio; spogliala

1299

Boniliis.

Il capitolo si compone della dignit dell'arcidiacono, eretta da Pio IV (nel I9'2 avea l'arciprete), di canonici comprese le prebende di teologo e |ienitenzieie (sino dal
1
'J!
I

un aliare a

Ro-

639

64

),

di

9
1

beneficiati e di altri

e distrutta sotto

Eulie-

preti e chierici addetti al divino servigio.


1

genio IV, Wicol

ne promosse
il

la

canonici avevano

insegna corale del-

didcazione, ch'esegu

vescovo cardinal
vescovo cardinal

l'

almuzia, e Benedetto
concesse
la

XIV

nel

1743

Barbo
te

comp
la
il

l'altro
Il

Basso della Rovere.

cardinal Del

MonPio-

cappa magna ad istanza del cardinal Petra, Vi sono in citt 5

Imo

adorn

cappella antichissima del


cardinal Giulio della
il

conventi di religiosi, francescani riformali, carmelitani, cappuccini, Irinitarii


e ddttrinarii benemeriti dell'educazione

Salvatore;
ficarono

vere prolung
la

coro

Colonnesi edi-

cappella di
il

s.

Lorenzo

pei- lo-

pubblica; 2 monasteri di monache, cio


le

ro sepoltura;
di

cardinal Marc' Antonio


l'eoe
il

Clarisse

lrnesiaiie, di
p.

cui parlai

nel del

Colonna seniore

trono vescovile

voi.

XXVI,

i85, e

le

monache
le

marmcj, indi furono ridotti gli altari con cpialche simmetria. L' altare maggiore era in mezzo al coro con cpiaciro donalo da Curzio Caslrucci, il quale dal
Sicciolante
vi

Ijambin Ges per istruire

fanciullecoii

educandato, fondate dal cardinal Francesco Barberini, con breve d'Innocenzo X.\\\, Alias pr parlCj del io settembre

fece

espiimere

la

decolla-

zione di

s.

Agapito, indi trasferito in sa-

grestia, quando nel i65i il cardinal Queva trasport l'altare in fondo della tribuna con quadro del martire dipinto da

1723, nella chiesa e monastero di s. Andrea gi delle farnesiane, e don loro i corpi dei ss. Cecilio e Stratonica marti-

Camassei.
I

Il

cardinal Porlocarrero nel


di Sebastiani risar-

706 con architetture


la

Vi sono 6 confraternite, del Ci ocelissOjdelSagramento, del Piosario, del Carmine, degli Angeli custodi, delle Stimmate; la I .^ fond l'ospedale. Due couri.

c la

ed abbell

buona forma nave maggiore; all'ingresso poi del presbiterio fece erigere con ficattedrale, la ridusse in
le

servatorii,il
1

monte

di piet istituito nel

ni uarini colorili

cappelle
Nel

di

s.

Ideli

fonso e di

s.

Teresa.

1729 sopra

encomiato sodalizio, contribuendovi Angelo Villi mentre nel 632 fond il frumentario il principe d. Taddeo con statuii stampati. 11 seminario indall'
;
1

568

12 archi della nave maggiore s'incominci a collocarvi altrettanti quadri del


CTanquinzio rappresentanti diversi mari

cominci nel 1669, ti asportalo nel 1739


dal cardinal Spinelli nel vecchio episco-

pio ridoltoopportunamente, cui


il

neh 774

L'ampia cappella del Salvatore nel 1750 venne restaurata e abbellita. Wel 1777 il earditirii solferli

da

s.

Agapito.

cardinal Stoppani provvide di scelta


11

libreria.

palazzo vescovile alquanto

distante dalla cattedrale: l'antico tu fab-

iial

Spinola riport l'altare maggiore in


al

bricato sul delubro del lempiodella For-

mezzo

coro, lo
le

form

di

marmo,
i

co-

tuna, nel

"

i5o3
la

lo in

lestaur

il

cardinal
l'in-

me

il

pulpito,
11

balaustre ed

segni

Basso suddetto,
gresso dietro
io

tempo che avea


il

della sacra.
facciata e
il

cardinal Pedicini fece la

cappella del Salvatore;

cancello di ferro del purlico.

ampli quiudi e uiiglior

cardinal

TAL
Snntoiio nel 1602^
dinal Peietti, finch
nelli lo

PAL
fece
il

29
simili

come pur
il

car-

stri,

onorati

con islalua e
nel civile,

dimo-

dello cardinal Spi-

strazioni pubbliche, benemeiiti della patiia,

convert in seminario^ fabbrican-

distinti

nel

militare e

dovi nelle case ove esso era l'episcopio, presso la chiesa di s. Eligio. Pio VI or-

nell'ecclesiastico, nelle scienze e nelle arti,

nelle opere di piet e in altro, lutti no-

din

il

restauro dell' aciinedotlo pubblila

tati dai patrii istorici

avv. Pelrini, e vedi

co, ed interpose

sua autoiil per

la

scovo di Moiilalto Ceccotii, autoie


varie opere; ne accenner
i

costruzione d'una nuova fonie sulla piazza d'Alto. In Paleslrina antichissima

principali.

\
ti

errio Fiacco grammatico, autore del


fasti,
i

l'origine de'suoi magistrati, decurioni e


consiglieri municipali;
i

celebre calendario o
(piivi

cui

frammennel

decurioni erano

rinvenuti nella contrada del-

due, detti duumviri.


siiusero
il

ISe'secoli bassi as-

le Qiiadrelle,

sono
:

in

lioma

Palazdi C>\n-

titolo nobile e militai e di

concia-

zo Sinppani (1^.)
ti

fu precettore dc'nipofigli

testabili, e in

numero
1

di

eletti

da

d'Augusto, Caio e Lucio


sua sorella,
il

scuno de'4
t.

([uartieri cui era

divisa la cit-

Nel i44-^ eranvi

tori, uHciali civici; indi

4 nobili governaEugenio IV sop-

presse

il

consiglio democratico o parla-

mento
che
^ersi
i

civico. Di|ioi

nel

consiglieri fossero 32,

i542 si stabiPi 8 per quar-

maggiore de' quali fu il i. patrono di Paleslrina. Manicio difensore di (".asilino. Eliano sofista. Cesario console. Numerio Sulfezio o Fulfezio autore del tempio della Fortuna.
lia

Tito Flavio che ottenne


tra'quali molli

doni militari,

tiere, poscia

aumentali a ^o. Dopo dicambiamenti, venne stabilito quel

preneslini fiorirono.

Q.

Cecilio Metello, in

Roma

tribuno della

magistrato comunale

come

in tulli

r?iic-

plebe. Q. Aiiicio edile curule. L. Attilio

nicipii dello slato pontifcio, col gonfaloiitre.

comico
stri

insigne. Diversi militali e mini-

Lo

statuto

municipale venne

ri-

de'Colonnesi,

come
i. al

Cristoforo Celli

formato dui ca il i483.

cittadini e dal barone, cirI

e Curzio Castrucci ambasciatori di Fran-

paesi di Castel- J/gido (di

cesco Colonna,
2." al re di

il

re di JVapoli,

il

cui parlai nel voi.

XXV 11,

p.

lyq) e

di

Znncati (ne fo cenno a Papiano), che di-

vo

di

Spagna. Andrea Gacio vescoTerraciiia. Andrea Borgia vescovo

pendevano
gi

dal

governo

di Paleslrina, ogil

di Segni.

Domenico Testa

di

s.

ilo

na-

sono

ridotti a tenute,

i."

fu distrut-

to in Paleslrina, segielario delle lettere


latine di

to nel

1 1 87, il 2." nel i497In Paleslrina evvi dal secolo

Pio VII, e segrelaiio

de' brevi

XVI

il

ai

principi del

medesimo

e di

Leone XII,

consolato dell'agricoltura, di cui protettore


s.

Gordiano,

al

quale nel secolo

XVII

eresse
s.

una cappella decorosa nella

chiesa di

slamp

Egidio: nel 1681 riform e suoi statuti. Essendosi Ibrmala


intitolata

Pio Vili e Gregorio X\ I. Adriano Giprari abbate generale de' vallombrosani. Sebastiano Fantoni generale de'carmelitani; di quest'ordine fu pure il p. Sebastiano Fan Ioni Castrucci autore de Ila. SVoria d^ Avignone, che dedic
al

un'accademia
ponimenli
blica eretta

nel i6()2 pubblic

e^V Incostanti una raccolta de' comcitt

principe
s.

IMaleo Barberini. Persiano Piosa di

Gi-

recitati, colla tipografia pid)-

rolamo della Carit, che ide


della
ss.

\'

O'^ pizia

nella

poco piima,

la

Trinit dei pellegrini di


elli

Boma.

quale continu fino


passalo.
ascritti

alla

mela

del secolo

Angelo A
di
s.

filippino. Xicola Angeli dot-

Essendo in essa molli cittadini Accademia d' Arcadia, da questa nel lySi ottennero l'erezione di una colonia, che si stabih a' 5 ottobre.
a\V

tore in decreti.

Andrea Fulvio arciprete Maria ad I\lartyres e suo fratello

Giovanni, antiquarii e poeti. Agostino Vigorio antiquario. Mariano <leBlaiichel-

In ogni

tempo

fiorirono prenestini illu-

lisLeouaidi ItUeralo. Lucio Antonio Fa-

3o

TAL
tino,

PAL
nato da Ulisse e da Circe. Secondo
Virgilio ne fu fondatore Ceculo figlio di
al

bi giuieconsulto. Gianfrancesco Jacobell

canonista. Gio. Pier Luigi da Palestri-

iia

principe della musica socra,

qua-

"Vulcano, stipile della gente Cecilia; stan-

le articolo parlai di lui

ed a Museo Ca-

do a

tal
i

tradizione la citt venne fonda-

riTOLiNO pel suo busto collocalo nella


protocuoleca. Giuseppe Agapito Cecconi

ta circa
Italia,

tempi in cui Enea


il

si

rec ia
le

contro

quale Ceculo prese


principi latini.

ar-

lioma dell'accademia degl'Infecondi. Eugenio Michetti anatomico. Agapito Colersi compilafu

uno

de'restauialori in

mi, con

gli altri

Ma
di

Viraver

gilio stesso fa dire

ad Evandro
il

ucciso in gioventi

re Erilo Praeneste

tore dell'officio proprio di


na. Cesare Mocci avvocato.
fari

s.

Agapito.

sub
la

'psa,

comech'egli avesse regnalo netdi

Pietro Petrini bibliotecario della Barberi-

contrada prima

Ceculo; da ci deil

Fabio Cristo-

riverebbe contraddizione, imperciocch

musaicista. Agapito Bernardini de-

monte
lasgi
il

e la selva d'elei

che
gli

lo copriva,

po-

lineatore.

Giuseppe Lucchini Segoiuii


s.

teva aver di gi presso

aborigeni e pe-

pittore e autore de' quadri di


ni cattedrale, di
s.

Crispino

nome

di Prenesle,
ivi

che poi Cecu-

Felice

ai

cappuccini,
,

lo

die alla citt

fondata.

Da
i

Solino

di

s.

Isidoro nell'Annunziata

de'ss.

An-

Jpparisce che Prenesle era stata edificala dal nipote d' Ulisse,

tonio e Pasquale ai fiancescani, e de'ss.

che

preneslini

Francesco e Gordiano alle Stimmate. Si tengono in Palestrina due fiere, a'i4 digesto e

davano per fondatore Ceculo, rinvenuto f inciullo presso fuochi fortuiti, donde deliv
la

g novembre; conta quasi 5ooo


Presso Prenesle furono
ville

tradizione di essere figlio di Vul-

abitanti.

cano. Strabone dice che Tibur e

Pr^o

.sontuose degli antichi

romani

una ve
celebre

eite credevansi citt greche, e che dap-

n'ebbe Phnio

il

giovane, altra

il

prima Prenesle
prini o
te
elei,

Simmaco. L'opportunit delle copiose cavedi buona creta accostum preuei

fu chiamata Priiiislo, da vocabolo esprimente mol-

corone, forse dai vari recinti di

mu-

stini
ri

ad impiegarci loro servine' lavoove l'annotazione del giorno

ra che la cingevano, o dalle corone di elei

figulini,

e del console fu utile alle investigazioni storiche. Nel

1846

in

Fiocca di Cave,

(li-

cui solevano incoronarsi gli abitanti, per cui era stata detta anche Stffane o Pilislefane, in significato pure di corone

stante 3 miglia dalla citt, Antonio M.it-

o molte corone.
favoloso
la

difficile

separare dal

uno de'prmii possidenti, nella vicina montagna dopo perseveranti investigazioni rinvenne bellissime brecce che non la cedono in consistenza, vivacit e vatei,

fondazione del regno Prenesi

slino e di Frenesie, la quale

fa

rimonfrigi,

tare a i5 secoli avanti l'era nostra, po-

polala d'aborigeni, indi da coloni

riet alle pi celebrale brecce orientali;

greci e latini. Narrali Petrini, che appe-

ne attiv copia ne
ziose
e

la

cava, da cui in abbondante

na giunto Evandro nel Lazio venne a


battaglia col principe Erilo e l'uccise, di-

estrasse

8 diverse specie, graloro maccbie.


;

distinte nelle

Il

clima di Palestrina puro e fresco

fu-

cendosi questo figlio di Feronia o Giunone poi con Giove ) adorata dai pre(

rono lodati
nocciole, e

suoi vini,

le

sue rose,

le

sue

la fertilit

del lerritorio ab-

bondante

di elei.

Quindi come avendo Prenesle i Enea vi regnava Ceculo, e che ne fu pure re Telegono fineslini.

suoi re, alla venula di

Palestrina, del suo

nome
:

antico

si

leg-

glio d'Ulisse fratello del re Latino,


figlio

il

cui

gono

tre etimologie

Fraenesle, chnlas

PraenesLina- rellesuina, Piaestnno- Pauestre, derivanti

Prenesteo vuoisi egualmente re di Prenesle, ed a Telegono attribuisce Pe-

di tali alberi, o

da elei, per l'abbondan/.a da Prencsteo figlio di La-

trini l'introduzione

d'una colonia greca. Dipoi 1079 anni circa avanti Ges Cri-

PA L
sto,

PA L
(di cui
il

Latino Silvio terzo re d'Alba

Teodosio I promulgala nel 891, posero ter-

parlai a Lazio), ridusse Frenesie sotto

mine

alla celebrit di

questo antico de-

suo dominio e vi mand una colonia. Prima della fondazione di Roma, Numerio
SulFezio prenestino elev
il

lubro del Lazio, e col farlo chiudere e lasciarlo in abbandono ne prepararono la


rovina.
ri

vastissimo

Le

successive scorrerie de'barbagli


:

Fortuna, dopo che ammonito da sogni tagli un macigno o selce, dal quale uscirono fuori incise in legno di quercia le famose sorti prenestine, cio

tempio

alla

mossero

abitanti a riparare fra


portici ed
i

le

sue rovine
ridotti

delubri furono

scacchi o tasselli scritti in lettere antiche.

Nello stesso

tempo

scorse miele
il

da un

ad abituri moderni, ed a poco a poco questa mole immensa scomparve. Rimaneva per ancora intatta una gran parte delle magnifiche sue soslruzioni,
le

olivo piantato presso

tempio, onde per


pi edissero

antiche scale
le

marmoree servivano an-

ingiunzione degli aruspici, che


la

cora per

comunicazioni degli abitanti


ri-

futura celebrit di quelle sorti, queste


cassetta fatta

e conservavano la loro magnificenza, e

vennero deposte in

con

lele

vedevasi torreggiare sulla sommit dei


piani
il

gno

di

tal

pianta

donde

si

tiravano

sorti e le risposte per

ordine della Fortu-

tempio rotondo della dea ch'era VAedes Fortuitae,(ove dicesi avea esistito
il

na, oracolo che presto divent rinomatissimo. E' probabile

che ove

si

custodi-

per ordine
terrato
lito
il

suddetto olivo, alKn-ch nel 1298 di Bonifacio Vili furono smanportico semicircolare e

della

le sorti, venisse collocato il gruppo Fortuna assisa, allattante Giove e Giunone: da ogni parici superstiziosi cor-

vano

tellate le sostruzioni, distrutte le scale, atil

demofuoco

tempio rotondo.

quello che per


al

sero a consultarne l'oracolo.


di

Il

Petrini

la solidit resistette al

piccone e

tempio comprendesse due sacrari, onde contenere due luoghi ove


parere che
il
i

di delta
ri

epoca, lu deformato dagli abitu-

della popolazione e dalla successiva di1

Numerio

lece

credere apparsi
i

gli

accen-

struzione del
lelleschi.

437

fatta

per opera del V

i-

per indurre preneslini all'edificazione del tempio con smisurali macigni poligoni irregolari uno dei sacrari o santuario si disse Acclein Forlunati portenti,
:

La

riedificazione ulteriore del-

la citt sugli

avanzi del tempio della For-

nae, l'altro o delubro,


nae.

Delubrum
al

Forili-

tuna apport nuovi guasti, e prova di fatto lo stato in che vedesi ridotta una delle magnifiche sale chiuse nel seminario.

Furono

addetti ministri

suo cul-

che vi si recarono a sagriflcare, nominer Prusia re di Bilinia col figlio jNicooiede. Nata la citt sulla sommit del monte, gli abitanti scesero quinto, e fra quelli

Essendo il tempio addossato alla falda del monte, venne iimalzato sopra vari ripiani a guisa di scaglioni o terrazzi, con costruzioni di 4 epoche diverse. Di questo
tempio A. Nibby nel 1825 pubblic: Jl (empio della Forlwia Preneslina, memoria
-so

di alla f.ildaper approssimarsi al tempio.

La fama del tempio e delle sorti prenestine and crescendo di credito, quando
Preneste divenula colonia romana, cessala la gelosia del senato

con tavole e splendida edizione a spedell'imperatore delle Russie AlessanI,

dro

quindi

la

riepilog nel

t.

2, p.

4?^
alla

romano, che

ri-

pugnava
stiali,

agli oracoli estranei, fu

quindi

i\M Analiii de dintorni di Roma. La colonia d'Alba rimase fedele


e distrutta

l'oracolo consultato

ma

non sovente dopo

solo dai magila

metropoli, finch ipiesta non fu soggiogala

caduta della

da Tulio Ostilio
resse

3." re di

Roma.
ricor-

repul)blica favorito dagl'imperatori slessi


:

Dopo
tla

quell'epoca Preneste ricuperando


si

la

legge per di Costanzo


di nostra era

emanala

nel

rinilipendenza
pi
il

da

s,

si

353

contro

il

culto antico,
11

suo

nome

fino al
si

e soprattutto quella di Valeutiuiano

in

che

prcnesliui

21 T di Roma, coUegaruno ai lati-

32
Ili

P
per
tistalilire
i

L
:

P
dopo due
al la-

AL
decadenza dell'imla

Taiqiilnii

conda massime
pero.
iN'el

nella

anni e poco prima ddn liallnglia

473

avanzantlosi l*irio per

go Regillo, Preiieste si stacc dalla ioga e riaccostossi ai romani, onde pi tardi


le

vi latina verso

Roma,

sali sulla
i

rocca e

cittadella di Preneste (poich


ni

prenesti-

sue tene soggiacquero alle depredazioe de'volsci nel

ni degli ernici

291. Vel'inva-

nuta meno
sione de'

la

forza
i

romana per
si
si

sommit gi erano scesi nella falda del monte per approssimarsi al tempio della Fortuna), onde incutere timoda
tale

galli,

prcnestini

lasciarono

re ai

romani

sedurre
a
1

d;ii

volsci e

allearono con loro

delle vicinanze della citt

prendere un'idea giusta spaventato pe:

danno

di

Roma
I

nel 372, facendo scor-

r dalia difficolt dell'impresa, retrocedette colle sue genti. In quella circostanza


i

erie nel territorio de'tusculani, de'gabi-

iii

e de' lavicani.

romani non volevano

principali prenestini furono

come

o-

credeie a questa defezione, per nel


essa di
fu loro
ra.

874

staggi trasportati in

Roma
i

e chiusi den-

vemie aperta sotto Velletri, percui formalmente dichiarata la gueri

tro l'erario. J3opo quell'epoca fino al

536
a For-

non

si

ricordano pi

prenestini n Pre-

Ma

prenestini invece uniti ai volsci

neste, tranne la proibizione del senato

presero Salrico colonia romana, usando


"vilmente della vittoria
li
;

Lutazio
stini

di consultare le sorti della


i

quindi

Camdlo
da

tuna Preiiestina. Nel detto anno

prene-

ruppe presso

le

mura

della colonia

non giunsero

in

loro conquistata. Nell'anno seguenlei prcnestini profittando delle dissensioni dei

re della battaglia di
taginesi,

tempo a partecipaCanne vinta dai car-

onde

il

pretore prenestino

Masi

romani, devastarono le terre nemiche, ed osarono attendarsi presso la porta Collina


di

nicioo
altri

Marco Anicio

loro condottiero con

distaccamenti romani e latini


in Casilino,

ac-

R^omae quindi

sulle rive dell'Allia,

quartierarono

come
le

notai a

le feire convicine. Eromani in dittatore Cincinnato, questi in 20 giorni li mise in rotta e gl'insegu fino a l'renesle, espugn gli 8 op-

])onendo a sacco
lelto dai

pERur.iA. In quel frangente avvedutisi che


gli

abitanti avrebbero aperto

porte

al

pidi o terre fortificate dipendenti da loro, prese Velletri e forz

furono portati dalla necessit a ucciderli e si fortificarono in un alla coorte perugina. Questo pugno di circa 1000
vincitore,
soldati arrest le conquiste e le
vittorie

Prenestead ar-

rendersi;di

Irasportin R.omasul

Cam-

d'Annibale, fece per vari mesi una difesa eroica, e forzato dalla

pidoglio

la

statua di

Giove Imperatore,

fame

e ridotto

che come trofeo fu collocata nel teujpio di GioveCapitolino con iscrizione che denotava le castella conquistate da Cincinnato. Rimase ambigua la fede de' prenestini, poich nel 876 corse fuma che mettessero in

a met, ottenne dal vincitore patti onorevoli.

A Manicio
ed
il

o Marco Anicio fu e-

retta nel foro prenestino


ricata,

senato

romano

una statua loin ricompen-

sa

ai

prodi ripatriati assegn stipendio

movimento
la

Ialini.

ro tuttavia

pace sino

al

Mantenne4i^,hi che si

doppio, 5 anni di esenzione dal servizio


e
i

diritti della

romana

cittadinanza, o-

collegarono coi tiburtini e coi veliterni a difesa di Pedo ( Gallicano) contro i

lomani,

quali per sotto

Pedo

li

vinli

sero comandati da Furio Camillo, e

noreche essi ricusarono, preferendo l'iudipendenza patria. Nel 534 a Preneste si unirono gli eserciti per opporsi sul Metauroad Asdrubale fratello d'Annibale, indi segin
ce coi cartaginesi. Preneste nel
se
la

multarono d'una parte


i

delle terre.

Indi

pacor-

prenestini divennero soci del popolo ioe poco appresso


si

5^7

mano

trasfusero in

Ro-

ma le due

famiglie Cecilia ed Auicia, che


illustri e

mata

grave pericolo perla cospirazione tradagli schiavi, e nel 58 si sottomise


i

divennero tanto

famose, e

la sc-

alle orgogliose esigenze del console

Po-

PAL
stumio, nel recarsi a sagrificare alla ForUina. Nel
alto stupore,

PAL
ri-

33

6G4

circa

avendo Pi eiieslr-

ed il fatto egizio che vi si rappresenta, da molli dotti variamente


interpretalo, secondo
pii

cusalo di prendere palle nella


ciale,
i

i^iierra so-

probabile conla

romani

la

dichiararono municipio

gettura dell'avv. Cecconi

ferace inon-

col diritto del suQragio ne'comizi, ascri-

dazione del Nilo. Gli archeologi ne fecero

vendo
alle 3
)

cittadini alle io tribi aggiunte

segno
la

di varie delineazioni e spiegazioni.

antiche, indi fra queste vennero

Si credelte

esprimere
il

le

vicissitudini del-

distribuiti pel fivore di

Mario

figlio

del

fortuna;

viaggio d'Alessandro all'ofatto incognito di

\ccchio
citt

I\lario.

Nella guerra di Siila la


cecidio, poich
il

racolo
Siila;

d'Ammone; un
il

and soggetta ad un
la

corso del Nilo; una carta geo-

essendosi ritirato in essa


rio

giovane Ma-

grafica de'paesi intorno a quel fiume; l'in-

dopo

battaglia di Sacriporto coi

contro di Elena con IMenelao in Egitto;

rimasugli della sua gente, Siila afid a

l'imbarco de'grani da quello per


il

Roma;
le

Luciczio Ofelia
la piazza.

la

cura

di

circonvallare

viaggio di Adriano ad Elefantine, e

Preneste dovette arrendersi a

discrezione, e
si

Mario procurando salvarsi

per uno de' tanti cunicoli che foravail

Vedasi Spreti, Compendio dell'arte dc'imisaici, p. 33 eseg. Avv. Luigi Cecconi, DelpaviincnJo in musaico
feste a lui date.

no

monte,
assimse
a

stretto dalla necessit


;

fe-

rinvenuto nel tempio della Fortuna Prenestina , interpretazione fioma 1827. Car,

ce uccidere dal servo


Siila
il

dopo questo fatto cognome di Felice. Porsi

lo

Fea, L'Egitto conquistato dall' impe-

tatosi

Preneste

mise a processare
;

ratore Cesare Ottm'iano

Augusto sopra

ogni abitante e molti ne pun

ma

stanco

Cleopatra e 31. Antonio, rappresentato


nel celebre mosaico di Falestrina,

della formalit de'giudizi, spietatamente

Roma
:

mand

morte

superstiti

i?,jOOo citla

i82'7. Subito lo conful l'avv. Cecconi

tadini. Si narra
vita a chi

che volendo accordare

loavea ospitato, questi sdegnanla vita

do ripetere

dallo sterminatore del-

Aggiunta all'opuscolo del pavimento in musaico, ec, Roma 1828. Questo insigne musaico nel 1640 fu trasportato nel
palazzo Barberini, ove
si

ia patria, postosi nella

turba

si

fece ucci-

vede, d'ordine
colla

dere. Siila distrusse la citt, ingrand sulle

del cardinal Francesco Barberini,

rovine di questa

il

tempio della For-

direzione de'migliori artefici e de'pi celebri eruditi del

tuna, e ne fond una nuova nella pianura soggiacente a pie del tempio, che mise nel

tempo, e specialmente di
musaici, de'quali trat-

Pietro da Cortona. In Palestrina furono

rango delle colonie

militari,

popo-

pure scoperti
ta
tici

altri

landola di soldati veterani, e delle donne


e raga7zi prcnestini scampati coi piti ro-

Petrilli.
il

Inoltre Siila guarn di por-

solario di Preneste, ove


le

busti dallo

scempio e da

lui

venduti al-

ne indicava
della quale

ore,

come

dissi

un gnomoa Orolo-

l'incanto; indi l'ascrisse alla trib


nia. Poscia trasport seco
i

Meneche per

gio, cio nella basilica

Emilia e Fulvia,

ricchi tesori,
Siila

abbiamo

del lodato avv. Cec-

compresi quelli

di

Mario.

Fu

coni pronipote del vescovo di tal cogno-

volo di aver vinto Giugurta in Africa,

me: Dissertazione sopra

la har'lica

E-

adorn

il

delubro della Fortuna Preiie-

milia e Fulvia Prcnestina,

Roma

1840.

stina col prezioso

nmsaico figuralo, noclli-

La previdenza
giura di Caldina,

di

Cicerone liber Pre-

bilissima greca opera. Contiene esso

neste di nuovi guai collo sventare


il

Scon-

giate con tasselli di pietra


lori

dura a

vari codi

quale doveva nelle

immenso numero
uno spazio
?.
I

di figure,

uo-

calende
tuirla,
fljite

mini, di animali, di navi, di edifizi, di vegetabili, in


di

di novembre farvi massa, e costicome luogo di molta importanza,

2G palmi

di laril

per siluazione e per mura, centro

ghezza su

di altezza,
Lf.

che desta

pi

delle sue sediziose operazioni.

Duraute

il

VCL.

34
Iriumviralo

1'

L
Lucio Antonio
l'iuini

1'

A L

vi si fortific

versarlo del suo impero, onde con-

console e fratello di Riarco, e


sti

quando quevi

sultare
edific

pass a trincerarsi in Perugia, Fulfif?liuoli

via sua cognata co'4

manten-

ne vivo

il

|)arlito

anloiiiano, e

dopo

la

le sorli prenestine. Adriano vi una villa, se pur nonlarammenlala^ dove Marco Aurelio vi perde il figlio Vero di 7 anni. Faustina moglied'An-

perdita di Lucio

vi si ritir

Tiberio Clauantoniani.

tonino

vi

fond

la

scuola Fauslitnana per

dio INerone,

il

solo ch'ebbe onta di ese-

l'educazione delle fiuiciulle; ve n'era alila, in

fiuire la defezione da' vessilli

un

a molli collegi d'arti, di

come

dei

Dopo

la

battaglia d'Azio, divenuto Audell'

mercanti

bestiame, de' pontefici, dei

gusto pacifico possessore

impero,
citt e

lanii, de'cisiarii

o vetturini, de'libeiti, dei


degli auguslali,

am
vi
si

molto

il

soggiorno di questa
la

fabbri, de'fibbricatori,

recava a villeggiare in lettiga. Mol-

de'flamini traiaiiali e de'miuii.


afluenza di gente accorreva a

Grande
Preneste

lo la frequent ancbe Orazio e

na fra' luoghi prediletti, e la NAzzANO.Tdoerionemico degli


la

nomiricordai a Georacoli, vo-

per consultare lesorti della dea,

come

fe-

ce l'imperatore Alessandro Severo, e da

lendo distruggerli, ne fu distornato dal-

questa molle licchezze ne ricavava;

ma
ne

maest e opulenza del tempio della Fortuna, ovvero per essersi risanato da una malattia mortale nella villa di Claudio, posta presso la citt nel territorio pre-

dopo che

le

memorale

leggi imperiali
il

pioibirono con pene seveie

rito e fe-

nestino, per cui ripristin la citt di nuo-

vo

al

grado

di

municipio di 3/

classe. Il-

cero chiudere il tempio, la citt necessariamente decadde; a ci si aggiungano le invasioni barbariche menzionale altrove. Tanta ricchezza e sontuosit eravi nel tempio, che fece dire al filosofo

lustre continu
.sua antichit e

ad essere Frenesie per la per le pubbliche fabbrifra

Cameade:
For-

non aver veduto


Psella

in nessun luogo la

die onde brillava. Era


dalle radici del tempio
alla

queste rimar-

tuna cotanto fortunata.

chevole l'ampio foro, che a due ripiani


si

estendeva fino
edifizi

viaPreuestina; portici, statue,


rinvenuti.

lo

rendevano adorno, come

rilevasi dai

monumenti

Aveva

inoltre

un

magnifico teatro, eretto sotto l'impero di Claudio, il quale vi ebbe la ricordala villa

decadenza dell'impero Frenesie compresa nel ducalo romano, e tranne le calamit che dal contagio o dalle guerre de' vicini le derivarono, pot sussistere nella pianura e sulle rovine del lempio ov'erasi eslesa nel 5 o Teodorico re
fu
:

de' goti permise che

vi si

continuassero a

Claudia, di cui parlai a Ge\azza>'o, diterritorio preueslino;


il

celebrare
s.

gli spettacoli.
li,

Nel pontificato di

cendo del

non che

Gregorio
il

l'emiciclo ove fu affisso

calendario com-

no verso
sie col

pilalo da Yerrio Fiacco, ed


in

un circo ove
celebrava-

essendosi il ducato roma780 dato alia s. Sede, Freneterritorio fu compi esa nel suo do-

mancanza
i

di
:

naumachia

si

minio. Molestando Astolfo re de' longo-

no neltunali ivi fu posteriormente formala la piazza del mercato, denominala Macello. Vi si ammiravano antichissime terme, sovente riparale dagT imperatori,

bardi
detta

Roma
il

Stefano
i

li

detto III, essen-

dovi accorsi in aiuto


re

prenestini, in ven-

dati ed
ste,

marci nel 732 con 6,000 soloccup per capitolazione Prene-

copiosi ricettacoli

di

limpide
loro

acque non solo contribuivano


comodit, ma
JXerone
i

alla

po

che per le devastazioni solfertefu d'uoagli abitanti di ritirarsi entro il re-

agli uside'prenestini.

Sotto

cinto

gladiatoii ivi stanziati cercaio-

na. Frattanto

no
la

di sollevarsi,

ma

fiu'ono repressi dal-

guarnigione cheli custodiva. Domiziasi

no

portava

in

Preneste ogni anno nel-

deHabbatlulo tempio della Fortula citt andava insensibilmente cangiando nome, ed al primitivo si andava sostituendo il derivativo, per l'uso che nella decadenza dell'impero pre-

r A L
valse; imperciocch
sfc .licevano civilas

in

luogo di Praenefa-

PA L Lo sconvolgimento che regnava


l'epoca in tutto
il

35
in quel-

Praenfsln(j,om\e
il

distretto di

R.oma, non
l'usurpa-

ciliiienle

per corruzione cambiossi

noin

permise
lia.

di rivendicare subito

me
in\

iti

Palestri/ia, e ve n' la

memoria

zione derivata dal matrimonio di

Emi-

codice farfense dell'SyS di nostra era.

Per

nel

lojq Nicol

II

volendo ab-

In seguilo ora fu Palestrina direltamente

bassare la potenza de' conti tusculani e


de' signori di
di Galera, loro alVini e collegali,
in

soggetta alla chiesa romana, ora dai Papi

venne concessa

in feudo.

dapprima

nel

Lamentana o Nomento e chiam


ferro e a fuo-

q'-o alla senatrice Stefania,

madre

di

Be-

suo soccoiso Roberto Guiscardo, che

nedettocunte tusculano, iileud a terza


gonerazione
la citt
il

co' suoi

normanni pose a
Morta
di
s.

fratello

Giovanni

co

il

territorio de' prcneslini


alleati.

e quelli di
la

Xllljcol canone di io scudi d'oro e l'obbligo di migliorare la citt: dalla bolla


si

delti

nel

1080

contes-

sa Emilia,

ed

eslintasi in lei l'infeudazio-

determinano per confini


il

del territoil

ne temporanea
se r

rio,

rio

Largo,
il

la via

Labicana,

mon-

vore di Stefania,

Giovanni XllI a faGregorio VII inclutentasse di

te NIas.simo,
la

ponte Cicala, l'acqua Alta,


il

agro preneslino nella bolla di scochi

valle di Caniporazio, ed

monte Fo-

munica contro
re o
na.

usurpa-

linario oFaustiuiano.
il

Stefania successe

ledere le terre della chiesa roma-

il quale ebbe per sucGiovanni e Crescenzio nel IO io: questi incorsero nello sdegno di Benedetto Vili, e Giovanni che s'inti-

figlio

Cenedelto,

Ma

Pietro Colonna

figlio di

Emilia
si

cessori

due

figli

e parente de' conti tusculani,

non

sot-

loinise tanto volonlieri a cedere l'investi-

tura ottenuta dalla sua bisavola Stefa-

tolava marchese e duca,

si

vide costretto

a ritirarsi nella rocca di Preneste,

dove
li-

fu stretto d'assedio nel io

2, e

non fu

contro Pasquale II i loi ed occup Cave, che fu a lui ritolta dal Papa. Nel i loB per unitosi Pietro con
nia, insorse nel

berato se non dopo ch'ebbe promesso di cedere la rocca al Pontefice: la pace definitivamente fu poi conchiusa nel ioi5,

Tolomeo

conte tusculano, assal e prese

Palestrina, imprigion

Berardi Marsica-

restando Giovanni pacifico possessore di

no, poi cardinale e venerato per santo, come spedilo contro di lui. Dopo questo
flttlo^nel
1

io43 morto il marchese educa Giovanni, Emilia sua sorella ch'ebbe il titolo di contessa e gli era succeduta nel dominio di Palestrina, essendosi maritata in seconde nozze con un personaggio della famiglia Colonna (f^.), stipite
Palestrina. Nel
di essa, trasfer in lui e nella discenden-

109 tornandoPasquale
i

II

dal

regno
Nel

di

Napoli, ricuper

domini occu-

pati dai ribelli in


I 1

un

alla citt.

17 reduce Pasquale II da Benevento, e debole per una malattia soffeita in

Anagni, pass
vi

in Palestrina, vi

consagr
Natale, e

la cattedrale, celebr le feste di

za r infeudazicne della citt,


le

malgrado
in

ricevette gli ambasciatori del-

condizioni imposte da Giovanni XIII,


la

l'imperatore d'oriente Giovanni


no, ai quali

Comnele

che

linea investita
Il

dovea estinguersi
il

raccomand rivolgere

ar-

Emilia.

Senni dice che

suo matri-

mi contro

saraceni, unendosi ai crocia-

monio
so

lojo, e che da essi celebr nel nacque Pietro Colonna, il quale divenne un potentissimo signore del Lazio.
1

ti. Dopo l'Epifania Pasquale II part per Roma. Sull'antipapa Teodoiico che Pla-

tina dice creato dal

Nel luglio

048

in

Palestrina

si

ritir

Da-

vedersi Genazzano.
della

popolo di Cave, a Profittando Pietro


II e

maso

II,

non stimando cosa

sicura di re-

morte

di

Pasquale
il

de'torbidi di
II,

slare in

Roma, per ti more degli aderenti di Benedetto IX, probabilmente con animo
di passarvi l'estate,

Roma
I
I

contro

successore Gelasio

nel

18 riprese Palestrina coll'aiuto de'contusculani. Nel


1

ma

vi

mor poco dopo.

ti

187 provenieuli dal re-

36
gno
iia
(li

P
Nnpoli,
si

AL
in Pnlcsliiliiia,

PAL
od altrove, essendo
i

fermarono

Colonnesi principali

li

Innocenzo il e 1' iuperaloic Ijotario the vi perde in Gisone conle d'Ilessia


ivi

sostenitori della imperiale fazione glilhrl-

nemica

della guelfa e perci del Pa11

lino de'snoi primi nfriziali,efii


to. Rislabililosi

sepolil

pa.

Ad Oddone

(in dal

nel
il

r43

in l'orna

go-

ceduto per atto


(iglio di
il

di

concordia

252 era sucOddone HI

\rrno popolate e
guei ra
ai

senato, venne mossa

popoli del Lazio onde riconoPalestri-

scessero
iia

ma non pare fosse soggiogata. Imperciocch nel I i49, l'itornalo di Francia Eugenio III, roe cercando sottomettere colle armi mani, si and trattenendo per qualche
i

il nuovo reggimento, e non and esente da guasti,

Giordano di lui fratello, ed a quesuo Giordano 11; da questi nacquero T figli, Giacomo cardinale, Giosto
(iglio

Oddone, INhitteo e Landolfo. Di Giovanni che mori prima del 1297 ^"* rono figli, Pietro cardinale, Stefano, Giovanni,
vanni, Giacomo soprannomalo Sciarla Oddone ed Agapito. Questi essendo ere,

tempo nelle citt conviciiie che avevano conservata l'indipendenza, e particoItTrmente inPalestrina, di cui era signoie

dominio di Palestrina, si appoggiarono a! loro zio Giacomo cardinale; ed al contrario Oddone, Matteo e Landi diretti del

Oddone Colonna figlio di Pietro, e vi dimoi per qualche tempo. Continuando


i

romani interrotlamente
7

la

guerra

nel

184 presero

d'assalto Pa!estiina e l'ini

pretendendo aver parte nella sucGiordano li, si rivolsero a Bonifacio Vili Papa, il quale volendo oh!)ligare primi ad una concordia coi zii,
dolfo,

cessione di

cendiarono; venuti poi nel


cordia con Clemente
III,

188

a con-

e nello stesso

tempo mettere un presidio


timore dell'aderenza dei

dichiararono non
il

a Palestrina, per

aver dominio diletto sopra Palestrina


2)opolo romano. Ritorn tosto sotto
i

Colonnesi con Federico re d'Aragona e


di Sicilia,

Co-

ne segu rottura formale e fu-

]onnesi,enel 1201 n'erano signori Gior-

neste conseguenze.
1

dano ed Oddone,
i

figli

d'Oddone seniore

Colonnesi coi due cardinali ritiransi


il

mentovato, quali nel i2o3 accolsero Innocenzo III, che disgustatosi de'romani si port in Palestrina e vi dimor alcuni giorni ne'primi di maggio, trasferendosi
a' 7 a

dosi in Palestrina

posero in piena inPontefice,


i

surrezione contro

il

quale
rei

dopo aver dichiarato


dimento de' Giacomo, a'
benellcii
1

Colonnesi

di

fellonia, e deposti dalla dignit e dal goi

Ferentino. Nel

1209

Colonnesi

cardinali Pietro e

ripararono

in Palestrina,

che aveva fama

4 dicembre 1297 eman


armi contro li scomunic
i

Sostenendo il cardinal Giovanni Colonna il partito di Federico II,


di fortissima.

bolla di crociata con indulgenza plenaria


a chi avesse prese le

nel 1241

il

teriitorioprenestino fu rispar-

lonnesi e Palestrina,

Cone

miato dagl' imperiali nelle devastazioni Roma. Dopo la morte di Nicol 111, nel 1280 accesasi in Rofatte ai dintorni di

confisc

beni. Bonifacio Vili

dichiar

capitano contro gl'insorti Landolfo Colonna,


colto

uno de'pretendenti, ed avendo raccogli aiuti di Fi-

ma

la

guerra

civile fra gli Orsini suoi

pai

un grand'esercito,

renti e gli Annibaldi, questi per essersi

renze, Orvieto e Matelica, nel

1298

oc-

primi
sotto

ritirati in Palestrina,
le

gl'inseguirono
il

cup

tutte le terre de'Colonnesi,

meno Pa-

mura, mettendo

a sacco tutto
di molli:

lestrina,

dove

si

ridussero pure Agapito


difesa ostinata e va-

contado e facendo strage


J'elezione di

dopo

e Sciarla.

Dopo una
settembre
il

Martino IV, ternati in Roma gli Orsini, si vendicarono de'nemici. Frattanto una tempesta terribile sovrastava
a questa citt, in parte narrata a Colon-

lorosa, essi coi


stretti in

due cardinali furono


vestiti a

co-

alla resa; portatisi a

Rieti ove

Papa dimorava,

bru-

no, scalzi e col cingolo al collo, in pieno

na, Bonifacio Vili, Frangi.^, Frosinone

concistoro furono perdonati e assolti dal-

PAL
le censure, facendo loro sperare Bonifa-

PAL
ve di Colonna,
lo e altre:

37
pia-

Torre de'marmi. Zagared' oro,

cio Vili di mantenerli nel possessodella

Caetani fu conilannato a

Questa per d'ordine del Pontefice tu smantellata e distrutta dalle fondamenta, tranne la cattedrale, da Teodorico Ranieri poi cardinale vescovo, che ne prese
cill.
il

gare

ai

Colonnesi ioo,uoo fiorini


se

sentenza che inserita nello statuto di

Ro-

possesso: alcuni seri vono, secondo

le

con-

verme eseguita. 1 Colonnesi furono (piindi dall'eletto Clemente V nel i3()(j pienamente assolti, cardii

ma, s'ignora

dizioni accettate dai Colonnesi o per essersi ribellati di

nali ripristinati nella dignit,


ti

ed abilitail

nuovo. L'aiatro solc

le

a riedificare la citt, per cui

vesco-

rovine dc'distrutti palazzi baronali, delle

cospicue abitazioni, delle anticliissiine


di

vo prenestino riprese l'antico suo titolo, in luogo di episcopus Civiiails Papalis.

mura

smisurati macigni, in un

al

san-

La
la

citt sulle rovine del

tuai io della

Fortuna, innalzalo sopra cen-

rocca,

to scaglioni di
salirvi

marmo
il

am[)Ii in

modo da

pera di
gi nel
ficata

cavallo,

cpiale

dai cittadini

tempio, non che andarono sollevando per oStefano Colonna fin dal J07 e i327 era sullicientemente fortisi
1

era stato convertito in chiesa in onore del-

da potere

resistere, se

fosse stata
il

Dio; indi vi fu sparso del sale secondo l'antico costume. Tenuti gli abitanti per ribelli e scismatici, vennero beni, accordando ad essi loro confiscati
la

madre

di

aggredita dalle genti di Lodovico


varo, poich Stefano
vi si

Ba-

ricovr,

dopo

aver col fratello Giacomo contro quel


principe affisso in Pioma il processo di Giovanni XXII. Dipoi Stefano vi si ritir ancora nel 1 34^3 con altri Colonnesi, per sottrarsi allo sdegno del famoso tribuno Nicola di Rienzo, finch dur il suo potere s micidiale a molti Colonnesi. Essendo egli nel i35o risalito al potere, sped a

Bonifacio VII

elicivi

dappresso nella pia-

nura a

pie del tempio, ne'dintorni della

Madonna
chiamaisi
//.v,

dell'Aquila, poco lunge dalla

cattedrale,

una nuova citt edificassero da Cill Papale, Civilas Papa'


citt vescovile cardinalizia,
i

creandola

com'era Palestrina, con bolla de' 2 giugno i2C)g data in Aiiagni. Essendo co-

Stefano

in Palestrina

Duccio

melma e legname, nel i3oo appena nata, per disposizione dello stesso Bonifacio Vili fu atterrata ed arsa, ad eccezione della cattedrale e di poche castruita di
se

propinque.

Una delle diverse


i

bolle spe-

dite dal

Papa per le cose prenestine, del 22 aprile i3o i, dichiar, che Colonnesi da lungo tempo possedevano ingiustamente questo feudo, ed essendo spirato
termine d'investitura, ci avevano
ri-

de Giubileo e Giovanni Catfarello, perch prestasse il suo omaggio; ma Stefano in vece li arrest e mand le sue genti a fare scorrerie sul territorio romano. Infierito il tribuno, mosse l'esercito contro Palestrina, si attend presso s. Maria della Villa, e vedendo difficile l'espugnazione si ritir con animo di tornare ad
assalirla.

In

fatti

nel
di

3 54 ^^ incaric

Riccardo Annibaldi

Monte Compatri,

il

qual capitano del popolo roniano,

ma

nep-

conosciuto Matteo, Giovanni e Francesco Colonna. Morto Bonifacio Vili nel

i3o3,
vette
i

il

successore Benedetto

XI

assol-

cardinali

Colonna da molte pene,


1

ma

proibii riedificare Palestrina. >'el

3o4

j)assato a miglior vita dello

lonnesi

domandarono
la

in

Papa, CoCampidoglio a
i

pure esso pervenne ad impadronirsene, e poco tempo dopo il tribuno fu ucciso, principalmente per le trame dei Colonna. Nel 378 eletto Libano VI, alcuni cardinali si ribellarono, favorendo Roberto di Ginevra amico d'Agapito Colonna, il ((uale fu perci interposto a mediatoI

Pietro Caclani
solFerli

riparazione de' d;nni

re,

per opera dello zio Bonifacio Vili,

vari cardinali in

ond'cbbe luogo un abboccamento di una chiesa campestre

e della devastazione delle altre loro ter-

di Palestrina senza

buon

risultato

poi-

38
elle Pioberlo

PAL
insorse col

P
nome
:

L
alla
s.

di

Cle-

chiarazioue del cardinal legato Isolani,

mente VII, origine del famoso e lagiimevole scisma d'occidente come ad esso, cos al di lui
si
i

che Palestrina era devoluta


de.

Se-

A distruggere

I'

eresia de' fraticelli,


in

successore Benedetto XIII

eh' erasi

annidata anche
Ricf)minciarono
i

Palestrina,
finiii

attaccarono Colonnesi, ponendosi sotto


protezione della repubblica di Firenze

INIarlinoV v'introdusse nel i4^t)i


cescani.
i

In

toibidi fra

Giovanni e Nicola figli di Stefano; indi ricusando da Bonifacio IX la pacificazione


a

Colonnesi nel i43

la s.

Sede, dopo

la

morte
a

mezzo del vescovo di Polignano de Aldictis, mandato loro amministratore della


sede, vollero fare scorrerie sul territorio

di Martino V,per quanto narrai CoLOXNA ed Eugenio IY, il quale tutsi

tavia

romano. Sdegnato Bonifacio IX anche


per
la

carcerazione del vescovo, fulmin


la

i433, prendendo PaEccitata una sedizione da Nicol Fortebraccio capitano del duca di INfilano, a danpacific nel
lestrina sotto la prolezione pontificia.

contro Palestrina varie pene,

sottopose

all'interdetto ecclesiastico, e accord l'in-

dulgenze de'crociati a chi avesse preso

le

Colonnesi no del Pontefice, nel 434 e Lorenzo signore di Palestrina ne favorirono disegni. Venuti nel i435 a nuo1

armi contro. Quindi


tificie di

la

citt fu

stretta

va concordia, essa

{\\

di

d'assedio dalle milizie napoletane e pon-

poich avendo
lestrina
il

Colonnesi accolto

breve durata, in Pa-

Bonifacio IX. da que>ti

venne

rivoluzionario Poncellelto
ai

Vevo-

obbligata a sottomettersi con allo di concordia nel i4oi ed assolta. Ladislao re


di

neranieri e mostrato opposizione


leri di

Eugenio IV,

questi sdegnato con-

Napoli nel i4i 3 avendo assoggettata


co' suoi dintorni,

tro di essi, ne decret l'esterminio: fece


il famoGiovanni flttlleschi ^o\ cardinale, che posto l'assedio a Palestrina a' i giugno

Roma
frire

non seppe

sof-

capitano delle milizie pontilcie


so

che Palestrina non si ponesse nel suo dominio, onde nel i4'4 fece assediarla dal conte di Belcaslro Giovanni Colonna che vi era dentro, solo dopo due mesi d'assedio a'iT. luglio giur fe:

i436,dopo
essersi

ostinata resistenza e

dopo

delt al re, che riguard


lonnesi

feudi de" Co-

come
di

suoi aderenti

Nella vacan-

impadronito de'feudi del contado, a' i8 agosto, festa di s. Agapito, se ne impadron'i a patti, salve robe e persone, ritirandosi Lorenzo Colonna col suo bagaglio e famiglia in Terracina.
cipio
il

za della sede papale,

Braccio

rugino, di

in capo a Montone, ardito capitano peconquistare Roma, donde ap-

venne

Da

prin-

prelato

si

content di

far

morire

pena entrato

ma

il

fug Sforza Attendolo; celebre Nicol Piccinino capitano


Io

Poncellettoeporre un forte piesidio nella piazza; ma nel i437 per sospetti di nuova ribellione si determin di eguagliarla al suolo: prefisse agli abitanti

di Braccio,

fortificatosi

in

Palestrina e

Zagarolo,

come
di

unito a Girolamo Colonluoghi, incominci a

giorni di

tempo per

7 isloggiare, permise

na barone

tali

loro di trasportare tanto le suppellettili

fare scorrerie sino alle porte di

Pioma:

che

il

materiale delle case a loro arbi-

ambedue furono

dichiarati ribelli della


lo

trio, e

Chiesa, ed a'aS settembre

Sforza forvi

marzo

con 12 capo-mastri romani a'^o die principio al suo smantella-

il

campo

sotto Palestrina e

dimo-

r 7 gioini. Dileguossi per immediatamente questo turbine, allorch fu eletto

Papa

agli

novembre Blartino /^Cogiubilo de' parenti e

lonna, con

sommo

mento, facendola spianare col ferro e col fuoco; operazione che dur ^o giorni, dicesi all'insaputa di Eugenio IV allora in Ferrara, onde il conciliabolo di Basilea ascrisse tanto scempio alla sua tolleranza. Gli abitanti
si

de' preneslini, di cui era stalo amniini-

dispersero ne'pae>i

slratore del vescovato, annullando la di-

circonvicini e molti passarono in

Roma.

VA L
La
ti-,

PAL
;

3.)

callcdiiile aiiiora fu smanlellafa

le

vinela calledrale. Nel pontificato di Puolo II

(:iim[)aiie, le
i

mostre
le

di inai ino delle por-

ebbe luogo

la

manifestazione della
del

corpi e

reliquie de'sant vennero

dal Vitelleschi trasportale a Coriiflo sun


patria. Cos

immagine della Madonna siglio in Genazzano (nel


fu pubblicato:
I

Buon Con-

iS3q in

Roma

dopo

Sg anni

dalla

i.

sua

Cenni
ss.

storici sul santit'

ridotta a

si trov di nuovo un mucchio di rovine informi. Rimasta in cima del monte in piedi la rocca, nel 438 per timore che Loren-

distruzione, Galestrina

io

di

Maria

del

Buon

Consiglio di

zo macchinasse sorprenderla, fu distrutta


fnio al
livello delia piazza

dai

Nicol del rione Colonna e da

l'aol(j

romani Pe-

Genazzano). Profitt Stefano Colonna dei dissidi col regno di Napoli che tennero occupalo Sisto IV, per riedificare nel 1482 anche l'antica rocca sul monte Prenestino,e Francesco Colonna suo successore fece altres risorgere
il

nobile pa-

tione del rione Ponte, lasciandoli posto

lazzo baronale dello della Cortina, che

sdibandonato e senza guardie. Ael i43()


tornato Lorenzo
fico,
in

a foggia di emiciclo alle altre fabbriche

Zagarolo,

vi

si

forti'

sovrasta.

Ge.v azzano ricordai la trista

espugn ed arse il luogo, e preso Lorenzo lo mand prigione a Eugenio IV in Bologna, il quale
Vitelleschi
lo

onde

meteora che balen per breve tempo su


Palesti ina e altri feudi de'Colonnesi, al-

lorch Cesare Borgia figlio di Alessandro

pose
JN'el

in libert.

VI
il

sotto vani

pretesti ne
il

usurp

la

si-

144^ dopo
p.

miserabile fine del

gnoria, concedendo
fanciullo

cardinal Vitelleschi, descritto anche nel


voi.

Papa la citt al Giovanni 4orgia, dopo averla


al

XXV,

5i, cominciad annidarsi

dichiarata devoluta

fisco

pontificio;
le

qualcuna delle famiglie profughe ne' dintorni del demolito palazzo baronale, ed
all'aggregato delle capanne
piale a costruire dietro
la

ma

Giulio

II

non tard a ritornare

co-

se nel pristino stato, e liber la citt dai

ivi

princi-

malviventi e da una controversia cogli


Orsini. Nel

schiena del tem-

iSay and soggetta


e

alle de-

pio diedero

il

nome

di

Scacciato

che

vastazioni delle truppe di Carlo

rammentava
l

la sofferta

disgrazia. Nico-

aveano saccheggialo R.oma,


alla pestilenza.

con bolla del 21 aprile i4-+7 'C*


paese e alla cattedrale
gli

Fu
i

V che poco dopo poi militarmente ocsenza turbamento

stitu al

antichi
ai

privilegi, diede pieno permesso

Co-

cupala sotto Paolo IV dalle genti del duca d' Alba nel 556, al modo detto
al citato articolo,

lunnesi di riedificare Paleslrina, capitale

ma

de'feudi ad essi restituiti,

ma

senza fores-

della civile giurisdizione, essendosi anzi


nel seguente
la pace,

tificazioni;

prescrizione che

sembra

anno segnata

in

Cave (F.)

sere stata presto rimossa, poich nel

1448

in casa della

primaria famiglia

Stefano Colonna che


re
la

si

pose a riedifica-

Leoncelli, oggi della nobile famiglia


tei.

Mat-

citt, cinse

lo

Scacciato di
torri, e
vi

mura
tre

merlate

e di

alcune
s.

apr

kal.

con bolla viii Nel 1572 s. Pio martii, per accrescere lustro e splen-

porte, delle di
del Truglio.

Cesario, del Murozzoe

Dopo quest'epoca Paleslrina cominci a prosperare ed estendersi in modo da occupare tutti ripiani e le lovine dell'antico tempio della Fortuna.
i I

dore a Paleslrina, che chiam nobilissima e antichissima, ai baroni confer il titolo di principato, anche in riguardo di
panto.

Marcantonio Colonna vincitore a LeCamillo Borghese si Il cardinal


invagh dell'aria e campagna preuestina,

La popolazione crescendo anche fuori del ecinto, dopo 5 anni quella parte la quale

denominavasi Borgo,

fu colla restaue porle

sul colle
lo

ed avea destinato fabbricarvi una villa Martino; nel i6o5 divenne Pao-

razione delle antiche

mura

com-

e poi

approv

la

fondazione del mori-

presa nella

cill, e risorse dalle

sue 10-

nastero delle Clarisse, da cui uscirono

4o
iii

VA L
i

PAL
prcncsli-

Nel i63o cambiarono signore, dacch Francesco Colonna si trov obbligato dai docospicuo mestici interessi a vendere feudo, ed insieme alle tenute di Mezza
foimalrici di allii.
s'i

modo

riferito nel

voi.

XXVIl,

p.

'j

altrettanto fecero Zagarolo e Palestrina.

Passando

sotto la citt per la via Casi-

lina, trov quasi lutti gli abitanti tripu-

dianti e sr.hierati per riceverne la jjene-

Selva e di CorcoIIo

gi c;istello e feu-

dizione. Al

suono delle bande

e all<j spa-

do) per yy/ijOno scudi, a


fratello
stel

i6 gennaio;
l^arljerini

ro delle artiglierie discese nel padiglio-

ne divenne compratore Carlo

d'Urbano Vili,

il

quale da Ca-

ne con trono, formato con ricchi arazzi e con portiere degli antichi cardinali ve-scovi, e

ottobre,

Gandolfo vi si port il sabbaio a' 19 avendo seco il nipote d. Taddeo


la

del piede

benignamente ammise al bacio il prenestino mg.^ Aronne, da


vescovo
di Lislri

cb'cia divenuto principe per

repenti-

lui (alto ausiliare e

[l.)

na morte
e
il

del genitore, ed
il

tre cardinali

(dal l'a[)a
lo),
il

regnante trasferito a Montaiil

Barberini, oltre

contestabile

Colonna
feudo

clero secolare e regolare,


la

numeclie a-

cardinal Colonna partiti dal


far corte al

roso seminario e

magistratura

Marino per

Papa. Urbano

veagli presentate le chiavi della citt

in

Vili alloggi nel palazzo baronale, nel di


seguente celebr in cattedrale, entr nel

vicinanza di un maestoso arco trionfale

decorato del pontifcio


li

slemma
e

e di quel-

monastero
nedi
si

delle Clarisse, dot


i

3o povere
marted
vi-

de' cardinali vescovo e protettore del


di

fanciulle e liber tutti

prigioni. Nel lunel

comune,

buon disegno

superba pro-

rec a

Genawano,

spettiva, eretto dal gonfuloniere con ana-

de

in Paleslrina le chiese e

conventi dei

carmelitani e francescani, e nel mercoled

torn alla villeggiatura di Castel


le festive

loghe iscrizioni riportate a p. 3 della Relazione del viaggio, e dal n." 4^ del Diario di Roma. Palestrina nel giugno
i

Gandolfo, soddisfatto di tutte

e luglio
se di

844

^^ afflitta

da frequenti scos-

dimostrazioni de'prenestini. Di pi Ur-

bano Vili cre cavalieri 24 preneslini, concessedueannue fiere franche e il mercato settimanale
:

terremoto che danneggi alcuni edifizi, ed a't) maggio iS^q soggiacque al


fatto

altra fiera franca

ac-

blicani

cord Clemente XII, ed altra Benedetto XIV. Narra il Cancellieri nel Mercato, che nel palazzo baronale fu trasportato
il

d'arme ch'ebbe luogo tra repubcomandati da Garibaldi, eie truppe di Ferdinando II re delle due Sicilie che difendeva il Papa.
i

La Incedei vangelo
e Paolo, e che
scovile,
il

tradizione che sia


ss.

letto di

Urbano Vili, formato


sul

di

stata portata in Paleslrina dai


i. vi
sei

Pietro

modello di quelle del baldacchino di bronzo da lui eretto nella basilica Vaticana, con decorazioni e bandinelle di scarlato rosso. Siccome i
spirali

colonne

fond

la

sede ve-

una delle

cardinalizie suburalla
al
s.

bicarie

immediatamente soggetta Sede, coirie una delle collaterali


Pontefice, ed ebbe
11
I

ro-

Colonnesi
beriana
rini

si

seppellivano nella cattedrale,

mano
mino.

il

suo vicedoconosca
s.

trasferirono in lioma nella basilica Lile

vescovo che

si

ossa de'loro antenati


in

Barbe-

morti

Palestrina

si

tumularono

in

s.

Rosalia.

Da

quell'epoca Palestrina

con

titolo di principato, tuttora

ma

sen-

za la qualifica di feudo, appartiene alla

famiglia

Barberini
i.

(''.).

Gregorio

XVI
e
al

Secondo o Secondino che fu al concilio tenuto da s. Melchiade in Laterano nel 3 3 il 2. Gennaro del 4tJ'j; indi Romolo o Romano del 4c)4 > Mauro del 55(), Sergio del 5c)4"i3 incerto. Proculo del JC)5, Majorano del G4(), Stefano
I ;

portandosi nel i843


Lazio,
presso
il

in

alcune parti del

che nel

679 intervenne
del 721,

al

concilio ro-

la

maggio part da Roma Colonna venne festeggiato

mano, Sergio
Icnzio del

Venanzio o Vacar-

74^, Gregorio o Giorgio

PAL
clinale

PAL
fico
in

4f
s.

che consagr Vaiit'ipnpa Costan-

Roma

il

Palazzo di

]\laria

tino di

Ncpi [F.) nel 7G7; Andrea


Cf(]o,

cai--

Maggiore [F.),
nestini, indi

comodo

de' vescovi pre-

tlinale del 760), Coslanlino

ca.\x\'\ua\e (\c\-

donalo a quella basilica:


eletto

l'H^G, Teofilallo cardinale del

Stefa-

no

del c)88 forse cardinale, Pietro cardina-

incnte [II, e

ledel ()()G bibliotecario aposlolico, Pietro

cardinale del

Papael io36
diis

011, Giovanni di cognome cardinale, Uberto dePotutti


i

o Pog'g/o cardinale del io5(S:


sono descritte
le

vescovi cardinali avendo biograle, in queste

cose principali die

fe-

cero perla diocesi. A'^/z/cn cardinale del

o58, Brunone Dini cardinale del 060, Bernardo o Berardo cardinale beneventano del io(3i, morto in Monte Cassino reduce da Gerusalemme; Leoperlo cardi1
1

Papa col nomedi C/enomin in sua vece il cardinal Gherardo o llainardo. Nel 1191 il cardinal Giovanni Conti, non riportato dal Cardella qual vescovo. Nel 1200 Guido de Pare, nel 1207 il 1). cardinal Guidone o Guido Papnreschi cardinale, nel 221 il cardii)/il (iuido Pierleoni, nel I23r il cardinal Giacomo Pecoraria, nel 1249 il cardinal Pietro Capocci amnel
1

187

("u

rainistralore, nel

249

uia incerto

il

car-

dinal Pietro de Barro, nel


dinal Stefano dinal

Vancha,

nel

i252 1273

il il

carcar-

nale del ioG5,


te Z7i7///o/J//

Umberto

delle Cantina-

cardinale del ic-S, Atlone


i

Vicedoraino de Vicedotnini che nel 1276 divenne Gregorio A7(K.): il


Cardella
indi registra
il

082, Bernardo o Beroardo da Benevento cardinale del 1092, Ugone Candido o Bianco cardinale intruso nel iot)3 dall'antipapa Clemente III; /)//7o/je cardinale del oqc), Corrado cardinale del iio5, Conone cardinale del 107 legato apostolico in Palestina, da alcuni creduto Io stesso che Corrado
cardinale del
1

cardinal
il
il

Ghe-

rardo Cupalala. Nel 1278 Erardo di Lesigni, nel 1281

cardinal
cardinal
nel

Girolamo
col

yi/z/.vc/o,

eletto

Papa

(288

nome

di

Nicolo

IV

(F.), che nomi-

o Curione, e vivea nel


successe
il

i23,

in
;

cui gli

cardinal
feci

Guglielmo

ma
il

di
ri-

Conone non

biografia

come non

conosciuto da Cardella, mentre


e lo dice legato ai concilii di
dissi

Paii-

vinio ne parla nel pontificato di Calisto


II,

Colonia

e Frizlar, ove per Io


to Gelasio
II.

celebrato sot-

iVel

So l'antipapa Anai

n successore il cardinal Bernardo o Berardo da Cagli. Nel 1294 il cardinal Simone de Beauliciij indi nel 1297 Bonifacio VIII confer la diocesi in amministrazione a Lamberto vicario di Roma e vescovo d'Aquino; nel 1299 il cardinal Teodorico Ranieri vescovo di Citt Papale, col quale titolo egli si chiam sempre. Nel i3oGil cardinal Wtivo Tagliaferro o Taillefer, nel i3i2 il cardinal Guglielmo lLudagot, nel i3 22 il cardinal Pietro de Prato, nel i3Gi dinal Raimoiulo de Caniiliac,ne\
il
il

cleto
il

II

intruse nella sede di Palestrina

car-

pseudo-vescovo Giovanni. Nel i4i divenne vescovo il cardinal Stefano di Chalons, da alcuni chiamato beato; nel
il

13^3
,

cardinal
il

Simone de Langhani
Clemente VII,
nel
1

nel

l3r7

cardinal Giovanni 6Vo,v.?o seguace

Guarino nel 58 1G4 il cardinal Ugo \entimiglia non conosciuto da CarI

i4^

il

cardinal

s.

dell'antipapa

cardinal Giulio, nel

cardinal Francesco Frignano, nel

385 il 1395

della; nel

I 177 il cardinal il7rt/(//er/o, dal Cardella non ricordato per vescovo pro-

Angelo de Allliclis vescovo di Polignano amministratore, nel 394 il cardinal Ani

tonio Gaetani, e per qualche

nestino, altri credono sia


cello
s.

il

cardinal iMar-

cardinal
to

diacono

di
1

s.

Giorgio, poi pretedi


il

tempo il Guido Maleseco Malosicco, fatdall'antipapa Clemente VII; per nel


i4o9) Gaetani pasnotarsi

Cecilia. l\el

170
nel

cardinal Bcnerepi

concilio di Pisa del

do o Bernercdo,:
lo o

1181 o

ima Pao-

s alla chiesa di Porto, e Malesec rest


nella Preucstina.

Paolino Scolari cardinale, che edi-

Deve

che Bof

4i
nif'acio

PAL
IX
nel

PAL
lessanJro Cesarini, nel i54i d cardinal

i4oi avea dalo per sucpoi llartino

cessore ad Aflliclis nell'ammiiiislrazione

Oddone Colonna
i^\i
il

F. Nel

Francesco Cornaro. Nel 543 il cardinal Gio. Maria del Monle, nel T'jo crea1
i

cardinal Angelo di
il

mariva, nel i43i guano, nel i444

Anna Soincardinal Ugo Lusi'


i437 per ammii44'
di Osi
^i'

to

Papa

col

nome
il

di

Giulio III

{^V.).

Piacendogli

soggiorno di Palestrina

vi

''

cardinal Gio. Berar-

di di Tagliacozzo, nel

aveva fabbricalo un palazzine nella strada lunga, e ritenne la sede fino al 24


febbraio in cui
la
Se.\

nistratore temporale Gio. de Grecis ca-

confer al cardinale
1

nonico
di

di Velletri; nel

s''

^^^^

Luigi Borbone.

557 divenne

vesco-

in successore e corainendatario

Andrea
e vica-

vo
il

il

cardinale Federico Cesi, nel i5<i

Montecchio vescovo
Pioma. Nicol
'
il

mo

cardinale Gio. Moroni,ne\

i564
nel

il

caril

rio di

fece vescovo nel


,

dinal Cristofaro

Madrucci,
,

1.570

1449 1460
ili

cardinal Giorgio Fiesch

nel

cardinale Ottone Truclises

nel

(573
vi

il

cardinal Gio. Torrecreniata

am-

cardinal Giulio della Rovere, che

ce-

inislratore e commendatario, cui nel i463 successe Alessio Cesarei arcivescovo di Benevento; nel 1466 il cardinal Alano Ce/;i'o, nel 147^ il cardinal Angelo Capranica fratello del cardinal Domenico diocesani, quali a vantaggio dei
i

lebr

il

sinodo pubblicato

in italiano; nel

1578
n/, nel

il

cardinal Gio. Antonio Scrbelloil

i583

cardinal Francesco Gani-

hara,\e[ 1587

sudditi de'Colonnesi principalmente fon-

darono
il

il

Collegio Capranica. ^e\ i^'j'

cardinal

Marco Barbo,
Bah'ex, e
Jllichiel.

dinal Gio.

nell' istesso

cardinal Gio.

i49' '1 caranno il Nel i^Q^ '' carnel

il cardinal Marcantonio Colonna, che in Zagarolo tenne il sinodo poi stampato; nel i5c)7 vicario apostolico Venlidio Amatucci, indi vescovo il cardinal Giulio Antonio Sanlorio; nel 1602 il cardinal Alessandro de Medici, divenuto nel i6o5 Leone XI [F.).^e\

dinal Girolamo Basso della Ro\>ere, nel

1606 1608

il

cardinal Agostino

Valerio, nel

il

cardinal Ascanio
il
1

Colonna per

i5o3

il

cardinal Lorenzo Cibo de

Mari

12 giorni, ed

cardinal Antoimiaria
cardinal Gregorio Peil

per pochi giorni, e il cardinal Antoniotto Pallavicino jne\ iSoy il cardinal Gio.

Gallij nel 161


trocchini, nel
to Ginsliniani

il

16 12

cardinal Benedetil

Antonio Sangiorgio nel 1 5o8 il caidiiiale Bernardino Can'ajal, nel 5o(") il cardinal Guglielmo ^m50/ze/j nel i5i2
,

che celebr

sinodo, nel

161 5

il

cardinale Francesco Maria del


nel

Monle,
relti,

1621 ilcardinalOltavio5^il

il

cardinale

cardinal

Marco Vigerio, Giacomo Serra, nel


,

nel
1

i5i6
1

il

dini, nel

1624

cardinale Andrea Pecardinal Marcello

il

car-

nel

1626
1629

il

cardinal

dinale Francesco Soderini

i523 il cardinal Alessandro Farne<;e per un giorno, poi Paolo III (P^.).^e\ iSaS il cardinal Antonmaria del Monte, nel 1024
nel
il

nasi, nel
te

il

Domenico GinLauvisitatore apo-

per

48 giorni,

il

cardinal Pietro Pao-

lo Crescenzi ;
stolico
le,

nel

1637

cardinal Pietro Accolli per pochi gioril

Giambattista Altieri poi cardinanel i64i il cardinal Guido Bentivo-

ni,

cardinal
il

Marco Cornaro per un

glio, nel

mese, e

cardinale Lorenzo Pucci. Nel

i53i

il

cardinal Gio. Piccolomini, nel

1644 d cardinal Anfonso della Queva che celebr il sinodo. Nel i655 il cardinal Bernardino iS)r7(2<^rtf, nel 1660
visitatore apostolico

i533 il cardinale Andrea della falle, nel i534 il cardinale Bonifacio Ferreri, nel i535 il cardinale Lorenzo Campeggi, nel 1537 il cardinale Antonio SanSeverino, nel

Antonio Severoli aril

civescovo di Nazareth, nel 1661


dinal Antonio Barberini,
nella

caras-

cui

senza
fece

il

nipote cardinal Carlo Barberini


al

53c)

il

cardinale Gianvinil

da amministratore e die principio


al dire di

ceuzo Carafa, nel i54i

cardinale A-

seminario

Cardella.

Clemente

PAL
X
fece vescovo nel

P A L
i

43
tale occasione

iG"

il il

cardinal Ricardinal Ceil

ima volta
scrissi le

castello popolato. Nelle citate

naldo d' Esle, nei iG-i


-siire

pagine dichiarai

come per

Facchinetti; nel iG'-q lo divenne

Notizie su Prciiesle antica e

mo-

cardinal Alderano Cibo, nel


ci
*

1G80 il cardinal Lorenzo /?(^7"ir/, nel 1687 il cardio nal Antonio Bichi, nel 1691 il cardinal Palazzo yJllieri, nel 1697 il cardinal Lola

derna
I\Iaria

e de' paesi convicini.


il

Pio Vili nel

j83o nomin vescovo


Pedicini
,

cardinal Carlo

dovico Portocanrro. per


7a nel

cui lonlannn-

1702
i

fu fatto vicario

apostolico
prenesliiio,

l'arcidiacono Cesare Petrini


e nel

708 delegato

apostolico Giuseppe

Crispini vescovo d'Amelia.

Clemente XI
il

dichiar poi vescovo nel 17 io


nal Fabrizio Spnrfa, col quale
1'

cardi-

Uglielli

compie
t.

la serie de'
I
I

vescovi, Italia sacra


I

Gregorio XVI il cardinal Vincenzo Macchi, ora decano del sacro collegio, nel concistoro de'i4dicembre 1840, ed in (piello de' 22 gennaio 1844 l'odierno c.udinal Castiiiccio Castracane degli Antelminelli di Urbino, da lui consagrato e fatto penitenziere maggiore. Ogni nuovo vescovo di poco tassato ne' libri della camera apostolica; le rendite accendono a scudi 5oo,
e

9 I. Nel 7 7 il cardinal Francesco del Giudice, nel 172 il cardinal Francesco Barberini, nel 1726 il cardii,p.
e

gravali di pensione
cesi
si

al

seminario.

La

dio-

estende per jo miglia, e contiene


C/7i'e, Rocca di Cave, Gennzzano, al quale articotutti ; Za^arolo, Gallicano

molti luoghi, cio

nal
])
i;io

Tommaso
il

Ruffo che celebr e slamsinodo, nel l'-Z' il cardinal Gioril

Olevano
(f^^.);

lo parlai di

Spinola, nel i'-39


i

cardinal Gio.
il

Capranica,

Ijatlista Altieri, nel

740

cardinal Vin-

cui dir a

Vito e Pisciano, di s. Subiaco; Palliano [T^ .),Sev-

cenzo Petra, nel 1747 il cardinal Anton Saverio Gentili, nel 1753 il cardinale

rone, descritto nel voi.

XXVII,

p.

287;

Lugnano
e Castel
s.

di cui far

Giuseppe

Spinelli, nel

1759

il

cardinal

cenno a Velletri, Pietro appendice della citt,

Federico Lante,ae\ 1-63 ilcardina! Gio.

in principio
te.

rammentato

nel pi rilevan-

Francesco Stoppani, nel \'-'-5 i! cardinal Girolamo Spinola, nel 1784 il cardinal Marc' Antonio Colonna, nel '"94
i

Sulla citt e diocesi ne trattano, ol-

tre gli storici del

Lazio: Josephus Ma-

ria Suare^ius,

Praenestes antiqua, Ro-

il

cardinal
il

Leonardo Antonelli,
la serie

coi

qua-

niae i655. Sebastiano Fantoni Caslrucci,

le

Petrini termina

de'vescovi,

Prenesfe liberata (dalla peste, con no-

che continuer

colle Notizie di

Roma.

te storiche),

Roma

1G57. Piazza, GerflTp.

1800 cardinal Alessandro Mattei che nel 1804 celebr e stamp in Ialino il sinodo diocesano; 1809 cardinal Aurelio
Rn^'arellaj

chia cardinalizia,

chiesa di Pnlestrina e
lizie.

2i3 e seg. della 4^ delle cardinadi Pale-

Leonardo Cecconi, Storia

8 14 cardinal Diego Innico Caracciolo j 1 820 cardinal Giuseppe iS'/;/i

strina citt del prisco Lazio, illustrata

con antiche iscrizioni e notizie /inora inedite, Ascoli

n^j- per
il

comando

di

Leone XII

nel

1828
la

cardinal FranLesco^er/(i:::o// che rest

756. Antonio Petrini, Di s. Agapito prenestino, della basilica a Ini


I

dolente per non aver potuto visitare


diocesi
:

eretta in Palestrina e delle sue reliquie


ivi

questo mio amorevole ho parlato ancora ( oltre a Pio VII) nel voi.
di

venerate,

Roma

''^93. Pietro

Anto-

nio Petrini,

Memorie Prenestine

di.^poste

XXVni,

p.

i4o e 22G, narrando che


fu a trovarlo
il

n'25 giugno 1829

car-

dinal Cappellari poi Gregorio

XVI. Ci
insien)e

di annali, Roma 179?, con appendice d'iscrizioni sacre, onorarie, storiche e mortuarie.

informa

alloggi nell'episcopio, ed a'


si s.

27

PALIANC), P.ileanum

Pallianuni.

torn in

Roma, dopo breve fermata

Comune

e governo, capoluogo con resi-

Cesario, tenuta del pi iiicipe Rospigliosi,

denza del governatore, distretto e delc-

44
parlai delle

PAL
al

PA L
quale aiiicolo
di Piilcsti'ina

gazione di Fiosinone,

che col Bracalone


di quegli eroi

di

Gcnazzano

fu

imo

comuni
il

di

Serrane e Piglio

che sostennero per onore


\n Barletta [F.),

da cui dipendono, diocesi


{t^-),
iiici,

d'Italia

il

famoso Z)e//o
il

enlro

territorio degli anticlii cr-

come

attesta

Petrini.

Ora Paliano

van-

36 miglia
lu

distante da

Roma. Forte
in varie e-

ta mg.'

Andrea Bizzarri canonico Libecongregazione de' ve-

per natura,
ni,

successivamente

riano, protonotario apostolico partecipante e assessore della

jioche rafl'orzato da mura, torri e bastio-

e da una cittadella o fortezzza o ca-

scovi e regolari; ed
te

ultimamente perdetcanonici della colle


si

stello,

specialmente nel secolo


si

XVI

un

illustri cittadini
I

solo l'accesso pel quale vi


re,

pu entraed ancor questo per mezzo d'un pon11

legiata, cio:

."

Cesare d'Orazi

cui
leg-

notizie e quelle di sue dotte opere

te levatoio.
ti

luogo circondato

di for-

gono nell'opuscolo: Som ma di ragioni per


assegnare
il

mura, con due porle chiamate P>.omaua e Regnicola. Tra gli edifizi si distinguono il palazzo baronaledel principe Colonna, ed [)a!azzi di Tucci, di Petrarca e di Dorascenzi. Tre sono le chiese e due parrocchiali, cio di s. Anna e di s. Andrea apostolo e patrono di Italiano. La chiesa di s. Andiea collegiata grande e bella con tre navate; il capitolo si
i

vero e legittimo autore nella


d.

persona del fn

Cesare Orazi celebre


;

filosofo e teologo d Paliano all'opera

Novae

disquisitiones de

Deo

et

fragmen-

ta coi>mo\o^\ae, pubblicata in Lugano da un anonimo in due volumi, Ferentino i84~; 2. il dotto Giuseppe d'Orazi;
3." Filippo Sidei
i,

del quale

il

d."^

Giusep-

pe Tonelli defunto, medico condotto valente e


zie di

compone
tre

della dignit del preposito, di


di i beneficiati; vi

amato
lui

di Paliano, ci die le noli-

8 canonici,

sono

inol-

sua dottrina e l'iscrizione lapida-

cappellani detti ducali.

questo

capitolo nel

1743 Benedetto XIV, ad

istanza de'Colonnesi, concesse l'uso della

mezzetta paonazza e l'almuzia ai beneIn una cappella si venera l'immagine miracolosissima della Madonna di
ficiati.

Zancati. i'er questa pubblici)

il

can. Fr.

IMartini: Istoria della scoperta, incoro-

nazione e traslazione di Diaria


chiesa di
s.

ss.

nella

Composta nel Giornale Ai cap. 367 ; 4- Francesco Martini mentovato, teologo, filosofo e orato re insigne, autore d'opere e benemerito della patria. Salubre ed elevata la situazione di Paliano con fertile territorio, e quello di Preneste si estendeva sino ad esso, IVe'dintorni evali fundus Caesariaitus, di cui parlai u Genazzano.
ria

da

dico

t.

38,

Andrea
i

di Paliano,

E-oma
p.

Il

eh. Castellano,

Lo

stato Pontificio,
sui
vicini

numeroso, e nel suburbio sonovi cappuccini ed passionisti. Vi sono scuole di maschi e femmine, essendo le seconde istruite dalle maestre
Il

i833.

clero

22 1, dice che nel secolo X monti eroici sorgeva popolosa

citt,

ove

cercavasi nelle universali angustie rilligio,


e denominavasi

Capitulnm o Capitulagli abitanti,

due confraternite. Gli abitanti ascendono a circa 5ooo e fra essi fiorirono diversi uomini illustri, principalmente nelle armi e nelle scienze. Far menzione d'alcuni. Crescenzo da Papie,

un ospedale

nunij

che quando

sedate le

civili procelle,

discesero a pii tranquilla


di

dimora, piacque loro


tosto Pileuni o

chiamarla piut-

poscia

liano valente giureconsulto, che nel i3i


si

che

la

Pileanum che si converti in Paliano. Per il Ndjby narra memoria pi antica di Paliano risi

rec in

y^v'/n-zio^ze,

spontaneamente

di-

sale al 2. periodo del secolo VI, poich

fese la

dalle memoria di Bonifacio accuse e ne usc con onore, vendicando le calunnie e imposture spacciate contro

FUI

nella

cronaca Sublacense
s.

ricorda la

chiesa di

quel gran Papa; Moele o Michele Tosi,

Salvatore acquistata da Giovanni abbate in Palliano, la quale rifabLnicala si vede a destra della via the dal-

PA L
l'osteria della Buffala

PAL
a Piglio
;

4^
s.
i

conduce

nel

^78

il

vescovo cardinal Tnich'tesVip-

eclie l'origine del

nome deli va da un

fon-

plico colle rendite alla collegiata di

An-

do della gente Pollia, e lUfniuUix PolUanux per transizione di pionunzia si fece romani sollevati Pallianits. Nel i ^4
i
i

diea
il

di Paliano, alla finale gi nel

534

vescovo cardinal Valle avea


s.

attrilnii-

to le rendite della chiesa di

Giovansecolo

contro

il

Papa,a'iqaprilepreserola

ter-

ni di Zanouti, castello diruto nel

ra e l'incendiarono.

A Gregorio IX ram-

precedente. Ritornando
nel

al

secolo

XIV

mentai come nel 1282 quel Pontefice, allinedi porre un termine alle discordie numerosi abiintcsline die laceravano
i

iSyS erano

feudatari di Paliano

Conli di Segni Ildchrandino ed Adinol-

tanti di'l!a terra con luella di

Serrone,
la

furono come tali riconosciuti da Urbano VI, ma nel iSSq vennero da lui
fo, e

pei molti baroni

che
la

le

possedevano,
la

discacciati,
ti

ocome
li

ribelli
il

ocome aderensuccessore Do-

occup

colle

sue milizie,

cinse di fosse
di

allo scisma.

Tuttavia

e di alto

muro, e

allissima (lo che fu


(Icll'uiverno

una torre eseguito nel colmo

mun

nifacio

IX

reintegr, dichiarandoli vi-

cnri della terra per

29

anni, investitura

stemprandosi la calcina con acrpia calda ), ed acquistando dai condomini Paliano e Serrone per
iVegli
atti della
si

che Giovanni XXIIl estese a favore di 1-

debrandino fino

a terza generazione.

La

la s.
li

Sede,

fimiglia Conli di quell' epoca ne rimase


in possesso sino a
il

vendita cui

costrinse

Martino

Colonna,
tutte

Gregorio IX,
Pnlinni,
i

nomina

la

rocca e castro
,

quale mentre conferm ad essa


terre

la

rocca e castro Serrons

ed

condomini sono Oddone Colonna signoOlevano, Trasmondo di Tineto, Luca da Paliano, Pietro e Bartolomeo Pito, Pietro da Paliano, Jacopo ed Ungare di
ro, Pietro

che possed va^ ad istanza delle comunit di Paliano e Serrone infeud


le

di questi in vicariato

perpetuo
titoli

propri

nipoti Antonio e

Odoardo; laondedaqiud
de'due luoghi
Colonnesi.
tantipossedimentid<'l-

tempo

le

signorie ei
ai

Vecchio,

Tommaso
di

di Psicol

ancora rimane
la

da Aliro, Teobaldo
ni

Gregorio e Nicol
tutti

La vicinanzaddi
famiglia

IMacaranno, che s'intitolano


e vendita accedette nel

Domidi

de Palliano. A questa prima cessione

J236 Guidone

Colonna, enumerali a quell'arlicolo ed ai relativi, che attorniavano questa terra, dovea condurla prestootardi in loro

Gio. Rolando. Si raccoglie dal Petrini

dominio

intiero,

che sembra in
polente
i

che a

epoca erano compadroni efeudatari di Paliano e Serrone anche Stefania Rossi da Cave e Gio. Leoni da Patale

principio solo fosse in parte, divenendo


]ioi

uno

de'principali feudi di

s"

stirpe. Nelle

vertenze fra

wSislo

liano, famiglie esistenti


li

quando

scriveva.

Colonnesi,

le milizie pontificie,

IV ed dopo l'e-

vescovo di Paleslrina cardinal Pccodi sacre vergini cistercien-

spugnazione

di

Crtir e altre terre, asse-

raria fond nell'illustre terra di Paliano

un monastero
si,

diarono Paliano, ov'era Prospero Colonna, che la difese valorosamente; ma per


togliersi
li,

assegnando loro la chiesa di s. Pietro, fondazione che ricolm di lodi e benedcenze Innocenzo IV, la quale per and
a mancare dopo la morte del cardin.de, che avvenne a'26 giugno 244-1^'-'"'^ "^"s rendilesi slabilunacommeiida,che il Pcti ini congettura essere quella che con liloT

qualunquesospettodegli abitani

condurre no con minaccia do non avessero


fece
l^''o

loro

figli in

Gcnnzza-

di farli trucidare, qiian-

fatto essi

il

proprio de-

Breve per fu l'assedio, atlcsoch il Papa mor a'i2 agosto, ende le truppe tornarono immediatamente
nella difesa.

lodi rettoria di Paliano e delSeironesole-

a Pioma, e l'rospero ricuper

il

possesso

va conferirsi

ai
1

vescovi prenestini,

come

delle terre perdute. Alessandro VI, in fi-

fu concessa nel

32

3 al cardinal Prato, e

vere della sua famiglia Borgia

spogli

46
chiTeiiiIi
i

1'

A L
S;"^,
cjiu;l

PAL
Paliano: dei rigori esercitati da Pio

Colonicsi, e secondo Calintlii,

IV
pa-

Stigf^io del

PoUiJlcio stalo,

j).

contro Gio. Carafa decapitalo e


renti, e delle beneficenze
ai
<t

altri

Papa
;ale.

nel

5o
li

nomin Galiano

ciltuiii-

giustizia resa

Giulio

ripiistini possessi dei

Co-

Caralfeschi da

s.

lonnesi,

ma avendo
di

questi provocato l'innel


i'j2(>

r.AiAFAMir.LiA.

Da

Pio V, parlai a Caqucll'cpoca la casa Co-

degnazione

Clemente VII,

lonna resi

in pacifico possesso di Palia-

la contrada soggiaccpiea devastazioni. Erausiappena rimarginate le piaghedicpie-

no, solo peidil diritto baronale,

quani/ur//.

do
le

a' nostri leujpi

furono aboliti

sto disastro, che nel


la

i54o o i54i,

pei"
il

liacconta

il

Cecconi che nel 1570 per

ribellione de'Colonnesi a Paolo HI,

premure

dello stesso
il

Marc' Antonio
s.

figlio di questi Pier

Luigi Farnese prese

vincitore a Lepanto,

vescovo cardinal

Paliano
te del
I

e lo smantell. Nella sede

vacan-

Ti

iiclises eresse la

chiesa di
i

Andrea

in

appena defunto Paolo IH, Ascanio Colonna occup Paliano e altri


54f),
castelli,

collegiata,

unendovi

beni della chiesa


for-

antica di

s.
i

Maria, poi oratorio della

per cui

cardinali

armarono mi-

lizie per sicurezza del Conclave. Neh 553, non senza grave scandalo, invase Paliano JMarc'Antonio Colonna contro Asca-

memorati. Quindi Marc'Autonio rinnov dai fondamenti la chiesa,


tezza, oltre

fabbricandovi nella parte inferiore una


nobilissima

tomba per

s e suoi, nel

coro

nio suo padre, con

le

liuppe che portava

superiore aggiunse una maestosa cappella

a soccorso del regno di Napoli. Egli era


ivi

con

epitalli

de'Colonnesi

ivi sepolti, al

quando Paolo IV, temendo che parII,

lato della quale fu poi aggiunta

una va-

teggiasse per Filippo

col quale era in


in
il

rottura, lo richiam nel i556 Marc'Autonio non obbed, ed

Pioma,

Papa

lo

ga cappella piena di reliquie. Inoltre Marc'Autonio circond di mura e baloardi la fortezza, e la provvide d'artiglieria
e di armeria, con particolare
te.

priv

di

Paliano
di

e degli altri feudi,


il

crean-

comandanil

do duca
Caiafa
;

Paliano

proprio nipote Gio.


i

Nel

i584

Colonnesi in luogo ame-

in tale circostdnza
le

Caradeschi

no e

delizioso edificarono la chiesa e

ridussero

fortificazioni della terra cosi

me

oggi in gran parte

vedono, in mo-

llo di

renderla per que'tempi quasi inesla

pugnabde. Scoppiata

guerra tra Paolo

IV sostenuto
Lazio
fu

dai francesi, e

Fdippo
Il

II,

il

inondato da due eserciti.

duca

d'Alba vicer di Napoli preso Frosinone, giunse a Genazzano e Palestrina. I papalini e francesi ripresero la seconda, a-

convento de'cappuccini. Nel 1750 il seminario prenestino essendo vivente il ven. Paolo fondatore da'passionisti, a questi don la chiesa di s. Maria diPugHano gi de' conventuali nel territorio di Paliano; religiosi ristorarono il conventino formandovi un ritiro, ed abbellendo la
,

chiesa che nel

Stoppani. Nel
lippo

vendo gi occupato Paliano e Serrone. Trovandosi il duca d'Alba in Genazzano era fra due fuochi, quando JMarc'Antonio dai monti di Subiaco sopraggiunse con altra armata, e fece temere ai romani

zo di
tro
i

1765 consagr il cardinal 1796 il contestabile d. Fidon a Pio VI 2 cannoni di bronquesta fortezza, onde armarsi con1
i

francesi,

quali per presero e sac-

clif^ggiarono la fortezza, ne
le fortificazioni,

che sarebbe giunto presto dentro Palestrina. Ildesiderioquindi della pace fu

comu-

demolirono portandone via 200 carri di spoglie, nelle quali erano molte armature rabescale d'oro di poi oltre le or:

ne, ed

ebbe luogo

nel

iSoy

in

Cave, con

dinarie conlribuzioni,obbligarono
testabile a

il

con-

patto che Paliano fosse consegnato ad una


terza persona, ovvero smantellato rima-

nesse al duca Gio. Carafa.

Morendo

nel

pagare scudi 62,c)5o, come si legge nella Relazione de'patimenti di Pio FI, p. 359. t. 2 di Baldassari. Nel pon-

i559 Paolo IV,

lAIarc' Antonio

ricuper

tificato di

Gregorio

XVI

il

principe d.

PAL
Aspreiio Colonna

PAL
alla
si

47
di finis-

don

stolica la foltezza, e vi
le carceri.

camera apoformarono delsi

PALLA

PALA. Quadrello
ossia tela

sima biancheria
cuoprire

ben insaldata,

Altre notizie su Paliano

pos-

o retta talvolta da un cartone, ad uso di


il

sono leggere in Piazza, Gerarchia cariitializia p.

Calice

(f^-), nel

23f); in Cecconi, Storia di


in Petrini,

Messa
ne,

{f^.), dall'olerlorio alla

Palf.striiia

Memorie

Preiie-

non che

l'ostia sulla

tempo della comuniopatena. Questo


Dicesi

siine

ed in JNibby, Analisi dc'dinforni di Roma, t. 2, il cui articolo colla vedu;

piccolo Corporale [F.)

detto Palla a

palliando, secondo
le,

INIacri.

anche

ta del castello di

Paliano fu riprodotto
16!^.

animetta ptich racchiudesi nel corporasiccome anima nel corpo. Aulicamenil

\it\W4lbiim an. VII, p.

^ khXOTTO, Arac aniculnm, velimi,


velamc/i. Arnese

te chiiidevasi

calice colla palla, ch'era


i

nanzi dell'altare,
tale e pallio.

checuopre luparie diche dicesi anco fronuna semplice corla

molto grande, come usano ancora certosini, anzi formava parte dello stesso corporale ravvolto sopra
il

Originariamente questo papolve-

calice;

quindi chiala

ramento
re
ti

dell'altare era

mossi palla
dell' altare.

cor/;orrt//.?,

perch

sempli-

tina che serviva a impedire die

ce voce palla significa la 2^o^>aglia [F.)

le

non recasse guasto alle casse contenenreliquie de'sanli collocate sotto mei

La

palla dev'essere di lino,


la

perch rappresenta
le

sindone nella qua-

desimi

altari.

Il

paliotto o frontale

si

for-

fu ravvolto Cristo; n la parte ante-

ma
lori

di stoffe differenti, del colore secon-

riore

pu essere coperta di seta, come de-

lo le

rubriche;

come pure ricamato

a co-

cret nel 1701 la congregazione de'rili.

o con oro e argento, con guarniziodi trine e frangie simili. Inoltre sono-

ne

La palla dev'essere benedetta e non rica mata d'oro odi seta. Das. Soler Papa del
I

paliotti di

madreperla,

di

argento e di

75fu proibiloalla
le

religiose e diaconesse

altri metalli, di
rie,

musaico e

di altre

mate-

di toccare le palle sacre, giacch in alcuni

come

rilevai ai loro luoghi,

con istem-

ministeri
chiesa
ni
si
il

mi, immagini di santi e altre figure. Quelli


nobilissimi che servono per la canonizza-

come una

Diaconesse [F.) seix'ivano la specie di Ostiaric. Alcu-

servono di due
calice, l'altra

zione de'santi, sogliono


l)asilica

Papi donarli alla

re

Vaticana per l'ai tare papale, ch'essendo isolalo ha due lati e perci due paliotti, come per ultimo fece Gregorio XVI. Dei paliotti di madreperla e d'arazzo delcappella pontifcia,
II, p.
I

a'suoi teatini

una per cuopriPaolo IV concesse l'uso di due palle


palle,

per

l'ostia.

nel celebrar la messa, l'ima per cuoprire


il

calice,

come

tutti

fanno, l'altra per


servirsene meglio

sovrapporla

all'ostia, e

la

feci

paiola nel voi.

che

la

patena, sebbene usino anche quenaccjue


la

VI

39

2q2

di altro

sontuoso

sta; quindi

coutioversia, se

paliotto della stessa cappella, donato a

sacerdoti secolari o regolari d'altro ordine, che celebrano la messa nelle chiese de' teatini,
palle, sulla

Leone
J'I,
t.
i

dal re di Portogallo, ne parla

Baldassari, Relazione de' patimenti di Pio


2, p. i4-

potessero servirsi delle loro

Sul paliotto si possono legarticoli,

quale pu vedersi Gavanto,


e NIerati
citali
1, e.

gere

relativi

non che Mensa

Pasqua ligo, Quarti


Lamberlini, Della
Cj

da
3,

dell'altare e Pallio.

s.

Messa

sez.

PALITH. Luogo

presso IMagonza, do-

ve fu tenuto un concilio nel 1029. L'arcivescovo di Magonza vi rinunzi alle sue


pretensioni sul monastero di Gander-

che nelle chiese de' teatini, massime in quella di s. Paolo di Napoli,


2.

Certo

ove riposa
e regolari

il

corpo di usano
il

s.

Gaetano
palle,
di

loro fon-

datore, dai teatini e dai sacerdoti secolari


si

sheim
scovo
t.

ne

lasci la giurisdizione al ve-

le

due

che adott

di Ilildesheim.
l.

Reg.

t.

2?; Labb

per

la

sua diocesi

vescovo

\ erona GiI

g; Arduino

G.

beitiamicoecontetDporaneo del santo.

48
f;reci

PAL
gli

PAL
mor verso il 4'J''> ^ Fordun, presso Aberdeen. Le sue reliquie erano anticamente custodite nel monastero di Fordun, ma nel i4o9 Guglielmo Scenes arcivescovo di s. Andrea e primate della
Scozia, le pose in un'arca nuova, fregiata d'oro e di pietre preziose.
s.

la
il

moderni ciiomaiio nrfclc,iq)hcle, palla colla quale ciio|)ioiio nella messa


il

disco in cui riposta l'ostia consagrata,

ed

cajicein cui sta

il

vino ossia

il

san-

gue del Signore. Nel voi. lX,p. 26 e ?.H, parlando della solenne messa die celebra
il

Papa,

dissi

che

la palla

cui cuopresi

il

La

lesta di

calice delta //o/ci o /liola,e\ (piale vo-

Palladio notata

a'(3 di

luglio nel bre-

cabolo trattano Dncange e Carpcntier in


Glossai inni j
stella d'oro,

viariodi
zia;

Aberdeen

e nei calendari di

Sco-

come pure
la

dell'asterisco

ma

in alcuni calendari d'Inghilter-

con

quale cuopresi

l'ostia

ra trovasi a'i5 di dicembre.

y.Scozw,

consagrata sulla Patena (^), acci nel portarsi dall'altare al trono non sia mossa dall'aria o cada sul

Irlanda.

Palladio
Nato da

(s.),

vescovo di Salntes.
succedette a Diil

do

il

rito

pavimento, seconde'greci, spiegandone il simbo/*o/i//7/<:"c7//,

illustri genitori,

dimo
ft.'ce

sulla sede di Saiutes circa

'j'-3,

lico significato Cancellieri,

p.

risplendere

la

sua piet nella cura

G4; come pure


quale cuopresi
il

parlai del puriflcatoio o

palla con merletto e fiocchi d'oro, con la


calice nel portarsi egual-

che si prese di ornare le chiese e di fabbricarnedi nuove. Feccia traslazione del-

mente
zesi.

dall'altare al trono.
(s.),

PALLADIO

apostolo degli scoz-

Era diacono della chiesa di R.oma, e non si pu dubilarecliesia quello stesso clic parti da Roma nel 43' per ordine di Papa s. Celestino I, e fu pri-

Eutropio primo vescovo s. Marlino. Assistette ai concilii che si tennero a Parigi ed a Macon, l'uno nel SyS, l'alle

reliquie di

s.

di Saiutes, e di quelledell'abbate

tro nel

'^'').
il

In quest'ultimo fu deposto

Faustino,
te

quale era slato indebitamen-

consacrato vescovo di Acqs da Palla-

mo
no
tori,

vescovo degli scozzesi che credevain Gesi Cristo.


s.

dio, che perci incontr l'indignazione


del re Gontrano. Palladio fu anche accusato di favorire
i

Secondo alcuni
Patrizio,

scrit-

Palladio,

la
s.

cui missione fu ante-

disegni di

Fredegonda

riore a quella di

venne

cac-

contro Gontrano;
lunnia.

ma

questa era una ca-

ciato dal paese dal re di Leinster, e tor-

n nelle parti .settentrionali della Bretagna, ove dapprima aveva esercitalo il suo zelo. Dal che ne segue, ch'egli era stato

Mor alla fine del VI secolo, ed nominato nel martirologio di Francia

a'y di ottobre.

PALLAVICINO

PALLAVICINI

mandato
si,

a tutta la nazione degli scozzedei quali

molte colonie

erano passale

AxTOMOTTo, Cardinale. Patrizio genovese, discendeva da una delle pi illustri


si

nel settentrione della Bretagna, e s'insi-

gnorironod'una partedel paese conosciuto sotto


il

nome

di Scozia.

La sua miscost molti

sione trov molti ostacoli e

gli

e antiche famiglie d'Italia, che propag in Parma, Piacenza, Cremona, Genova, Torino e in altre citt ove il suo nome in isplendore. II IVIuratoii nella par.
i

travagli: pure predic con molto zelo, e


vi

delle Anticliii Estensi,


gli stati

form una chiesa numerosa. Gli


di

stoivi

non

solo

enumera

che possedet-

rici

Scozia dicono che

la

fede fu
il

te la famiglia Pallavicino,

ma

dicendo di

stabilita verso l'anno


di
1
;

200, sotto
s.

regno
s.
il

sua nobilt, dichiara probabilmente di-

Donaldo

e
d'

il

pontificalo di

Vittore

ma

tutti

accordo affermano che

scendere dal medesimo ceppo che l'Estense, della quale trattai a Modeiva. Il suo

Palladio, da

essi

chiamato Padio,

fu

cognome provenne
vasi Pclaviclno ^Qi-

forse da
i i

primo vescovo del paese, e gli danno il titolo di primo apostolo della Scozia. E-

chese di Lunigiana nel

Obeito marche chiama soprannome, il qua?.4,

PAL
le
tli

volilo

suo

nome

[iioprio e poscin co-

di

Toiirnay, di

giioiiic tic' suoi discenilciili, iiiiil;ilosi in


se[tiito

[>aie di di a'
<)

PAL .9 Cuma, di Lainego, non Genova come scrisse qualcuno; inlo

in

Pallavicino e da

Jilcuiii

vol.-

o i\ marzo i48f)
s.

cre cardi-

f;aitncnte dello Pallavicini. Anloiiiotto

nale prete di

Anastasia. Nel pontifica-

dalla Spagna,
telli

dove insieme co'snoi


si

fra-

lo di'Alessandro

VI continu

nella .cain

esercilavasi nella niercalnra,


i

Ira-

rica di pro-datario,
ta considerazione,

perch l'avea

mol-

sfei nel

("O a Genova e poscia a Pio-

nia, ove.fci

ammesso
il

tra

famigliari del

dezza e

il

stimandone l'intrepicoraggio. Quanilo Carlo Vili

cai diiiai Cibo,

quale avendolo fallo co-

nel fine del


dosi ritiralo
gelo,
il

i49 entr
il

in

Roma,

essens.

noscere a Sislo IV, restando (piesli soddisfallo del suo spirito, Io

Ponlelcc in Castel

An-

adopr per
le lettere
il

al-

cardinal vemie incaricato di ricelui,

cun tempo nello scrivere


stoliche, e nel

apo-

verlo e di trattare con


p

ci che

adem-

i48i

gli

confer

vesco-

con buon successo. Partito nel maggio

vato
lire

di Veiilimiglia.

Ak-ntrestava per paril

se
7.0

Papa e gli succesil deltocardinalecol nomed'InnocenVili, il cpiale non solo cortesemente


da R(jma, mor
li

i4q^ il >e tla Napoli per Roma, e Alessandro VI per Orvieto onde non trovarvisi,
il

Papa

gli afid

il

governo dell'alma da cui

citt col titolo di legalo apostolico e gli"

lo

avca

ottenuto,

ma

in

tempo

del con-

lasci la

cura
la

di

trattare col re

clave

avea dato a guardaiv alcune stanze che avea contigue al suo titolo di
gli

ottenne

resliluzione di tutte

le pia'.ze

Lorepzo in Lucina, avendolo anche fallo nominare tra prelati destinali alla custodia del conclave. Quindi lo promosse subilo a datario, nel quale impiego per
s.
i

alla Chiesa. Quantunque il cardinale fosse di poche lettere, divenne assai colto ed erudito, per la continua conversazione che faceva coi lette-

che avCa occupate

rati

che teneva

in casa.

Una

delle doli

la

sua integrit e singoiar disinteressasi

per che

lo resero

commendabile sopra
prudente libert con il suo parere,

fece

amare da

tutta lioma.

Avea Anlo-

tutto, fu la savia e

niollosoi tilo dalla natura particolare destrezza nel

cui ne' concistori esternava

maneggiare

cuori altrui, e

come
lio

pratic con Alessandro

VI

Giu-

sapeva a fondo

l'arte d'insinuarsi nell'a-

II,

che nel i5o3 lo fece vescovo di


II

nimo

delle persone,

onde

colla dolcezza

Palestrina. .Bench Giulio

per alcu-

del tratto e colla soavit delle maniere

guadagnava il cuore di chiuncpie trattava con lui. Quindiavendo Innocenzo Vili


detcrminato di abolire
lai
ti

ne parole si fosse alquanto sdegnato, luttavolla ne fece sempre gran conio, destinandolo air importante legazione dei
re di Francia e di

cerli
(

magistrati
di

Spagna

in

Savona, per
la

della cancelleria apostolica

cui par-

conchiudere

la lega

contro

repubblitali

nel voi. VII, p.

186)

detti strazio-

ca di Venezia, e venne distinto da


principi facendolo

[Suaiiotas),

istiluili

dall'antecossoil

camminare

in

mez-

re, senza

per restituire loro

denaro,
la

zo di loro e volend(jlo proprio


sale.

commengeneroso

per cui mezzo avevano ottennio


rica, essi
nali e col
|)ielato,

ca-

Moslrossi insignemente
i

ne fecero alte querele co' cardi-

verso
lui

suoi ben alVelti e con quelli che a

Papa, il quale avendoli rimessi al lui accolti con tanta buona grazia, che quantunque pieni di
furono da
malcotileiilo,
fatti,

ricorrevano, somministrando loro de-

naro e impegnandosi per essi. Nellaelezione di Pio III si traltdi elevarlo al pontificato, e

pure si chiamarono soddisdicendolo incantatore di tulli per le


i48(-')

quando mancdi

vita nel
tutti fu

1307
pian-

d'anni
to.

(>(>,

sinceramente da
lu

belle parole che usava. Nel

Innocen-

Ebbe tomba

zo Vili inoltre lo fece vescovo Orense e

bilica

suctfssivameate di Pamplono, di Nicosia,


VOL.
LI.

ma

ba fondala e dotata nella demolizione della tribuna le sue


nella cappella della

Vaticana da

So
ceneii nel
la di
s.
i

PAL
>()6

PAL
trnsffi ile in quels.

furono

argomenti applauditi che

vi Irnti.

Inol-

Go.Ijaltisla nelUciiiesa di

Ma-

ria del

Popolo, dove

si

vede magnifico

avello colla sua stalna giacenle sopra ur-

che adunavasi presso Virginio Cesarini, e per la fania acquistatasi fu celebrato dal
Tassoni nella ScccJiia rapita, l'orlandosi

tre iece parte del congresso de'dotti

na, con nobile epiladio postovi dai pronipoti.

in

Roma

Chigi, poi

Alessandro VII

PALLAVICINO Giambattista,
ilinalc.

Car-

volle essere

raccomandato
la

a Sforza (che

Genovese, nipote del precedenie,


di

poscia ne scrisse
t
il

vita) e ne sperimen-

sotto la cui direzione fu educalo, divenne

patrocinio con introdurlo nella gra-

vescovo zelante

Cavaillon e

vi

ammise

zia pontifcia.

Quantunque primogenito,
lo sfato di

domenicani, intervenendo al concilio di Lalerano V. Perle sue egrgie qualit,


scienza, religionee prudenza, LeoneX nel
1.'

per

la

sua soda piet abbracci

ecclesiastico,

con mollo piacere


lo

Urbae nel-

no Vili che

ammise in prelatura
di scudi

luglio iSi^, lo cre cardinale prete


s.

lecongregazionidell'immutiit e del

buon

del titolo di

Apollinare. In tutti
e

suoi

governo, con pensione

25o. De-

impieghi
*st

si

diport con contegno

maecostu-

senza ostentazione, con

illibati

mi, fedele nel consiglio, grave ed eloquente nel pronunziarlo,


i

caduto dalla grazia del Papa il segretarioCiampoli eridottoa vita privala, Sforza continu nell'amicizia con raro esempio, solendo gli altri seguire
gli
il

onde

riusc gratis-

corso de-

simo a tutti Papi. Ma d'anni 44 essendo in Fabbrica diocesi di Civita Castellana per ristabilirsi in salute, vi mori. Trasportalo il cadavere in Roma, ebbe sepoltura in chiesa di
s.

avvenimenti, amare

per

fini

secon-

dari la posizione

non

la

persona. Tulta-

volta le sue fiequenti visite e soccorsi che


nell'infortunio faceva all'amico, dispia-

IMaria del Popolo, o-

ve nel

5c)6
gli

il

prelato Giambaltisla Pal-

lavicino

eresse onorevole iscrizione.


pii,

Lasci diversi legali


considerazione,
fra'

ed alcuni

di

gran

quali nel suo titolo


e allrellanle

un benefcio, 4 canonicali

prebende, con obbligo di uflciarvi in determinali giorni e celebrare certo

cendo a'maligni, provocarono un raflrcddamento di Urbano Vili versodi lui, che lomossea desiderared'impiegarsi fuori di Roma; laonde nel i632 venne destinato governatore di Jesi, indi d'Orvieto e di Camerino. Mentrepubblicavasi il suopoema de' Fasti sacri da lui dedicalo al Pontefice,

nume-

Dio

gli fece

conoscere

le

vanit del

ro di messe per l'anima sua.

mondo

e disprezzarle, essendo tutto tranfarsi


1

PALLAVICINO Sforza, Cardinale. De' marchesi di Parma, nacque in R.0nia. Ne' suoi verdi anni diede a conoscere quanto prometteva
il

sitorio, e deliberato di

gesuita, fu

ammesso nella compagnia nel 687, d'anni 2t),

ad onta della resistenza del padre,

suo

felice in-

cui dispiaceva veder terminala la di lui

gegno, poich sostenne solnne disputa

carriera prelatizia. Nel i63c) fu destina-

per tre o cinque giorni continui su

lutla la teologia scolastica,

cheavea
1628.
11

ap-

preso dal de
la

Lugo

poi

cardinale, nelcarnel-

quale fu laureato nel

dinal Maurizio di Savoia io


la

ammise

romano,enel i643 venne sostituito nella teologia al celebre de Lugo. Questa calledra poi dov lasciare per l'esame del Cimoso libro di Gi iisenio, fa Ito uno de'pri mi conto a insegnar filosofia nel collegio
sultori tra'i3 teologi a ci destinati, e in-

letteraria adunanza che loriva nel suo palazzo, e gl'inculc coltivar la ret-

torica e la poesia,

come

fece,

recitandovi

sieme prefello degli sludi del collegio. Gi Innocenzo Xloavea ammesso nella congregazione deputata ad esauiinare
il

aloune prodirzioni. ^ enne puie annoverato nella celebre accademia degli Uinorisli
,

li-

bro

Della (grandezza (iella

cliiesa

romao
e
s.

merilaudoue

il

principato per

gli

na

stabililu suU'aulorildis. Pitti

P
lo

AL
i)fl

AL
stirpe

Piiolo, imii oniidaniiato


fu

i<347. Intniile.

PALLAVICINO
Nacque
pose
al

Lazzxho, Cardinasenastato ecclesiastico e


s.

Spada
(ilio

animalo dal cardinal Bernardino a intraprendere la Sloriadelcondi Tri'itn. Divenuto Chigi Alessanricordevole dell antica amicizia
,

in

Genova da
Io

toria,
si

abbracci

servigio della

Sede, in cui

dro

Vn,

dopo diverse
de' chierici

e dei gran merili di Sforza

lo

nomin

esaminatore de'vescovi e consultore del s. ofl7o, e secondo alcuni anche confessore, finch nel i(5q a' io novembre lo pidjhlic cardinale prete di s. Susanna,
|oi

decano camera e prefetto dell'annona e grascia. Avendo prestato l'ocariche, divenne


di
difficili

pera sua in tempi

e scabrosi coti

anco come nunzio di Spagna, Clemente IX a' 29 novembre 1669


lode,
lo
te

somma

di

s.

Salvatore

in

Lauro. Avendo ab-

cre cardinale diacono, e poi Clemen-

bandonato il secolo pei- fuggir gli onori, non sapeva indursi ad accettare la porpora e fu d'uopo che un comando ne vincesse la ripugnanza, continuando pei
l'antico tenore di vita sino alla morte.

gli

confer

la

diaconia di

s.

Ma-

ria

in

Acquiro. Essendo legato di Boil

logna,

popolo
il

si

sollev per aver di-

minuito

peso del pane nella carestia, e

Fu

uiipiegato negli affari pi gravi, essendo


tenuti
i

suoi voti per oracoli.


li

Mecenate

de'Ielterati

di la
t.

con elRisione, negraconversazione e per quanto pot aiudottrina accoppi costandi costutni, e zelo

am

; il suo ruvido tratto disgust la nobilt, e il rigore gl'inimico il popolo. Chiuse per in pace in Roma, per lo pi cagionevole,

corse pericolo di restarne vittima

la

carriera del viver suo, in credito di

A profonda
la

te piet,

candore

ar-

modesto, prudente e generoso co' poveri, nel 1680, d'anni 7", ed ebbe sepoltura in
lui
s.

dente per

cattolica religione e per l'o-

Francesco a
al
p.

Itipa,

chiesa da

noie della s. Sede. Mori in sede vacante nel iGGt, d'anni 60, senza lasciar modo
di fare
i

rinnovata in un
v(j|.

convento,

come

funerali, cui

suppl

il

cardinal
se-

160, dove al lato destro della cappella di s. Pasquale il


dissi nel

XXVF,

Flavio Chigi con ?,ooo scudi, ed ebbe


in

principe Giambattista Rospigliosi


resse
te

gli e-

poltura con lapide elegantemente ornata


s.

un sontuoso mausoleo con eleganil

Andrea
Autore
,

de'gesuiti, ov'erasi ritirato

iscrizione,

da

tre mesi, lasciando erede cjuel novidi

misso

poich pel suo fide cornsecondogenito de' Rospigliosi

ziato.

23

o[)ere
il

inedite

ne legge
\

catalogo

stampate e 7 i\e.\V Ale-

principe Palla vicmo e signore di Galli-

cano

(^.).

uto romano

Oldoino

e nel p. Aff:

Me-

PALLAVICINO
Nacque
tori,

OiMzio,

Cardinale.

nioric della vita e degli, sludi di

cardinal Pallavicino, Venezia


tutte per
la

Sforza 780. Fra

Genova da nobilissimi genipoitalosi in Roma, ebbe da Inin

pi celebre

la

Storia del

nocenzo

il

governo
indi

di

Fabriano, poi

concilio di Trento, che merit tante edizioni e traduzioni, scritta da lu [)er op-

quello di

Fermo,

nel

1668
al

il

ve-

scovato di Spoleto. Trasferito


ziature di

titolo

poila a quella Sarpi, con

malaugmata

di fr.

Paolo
pro-

stile

elegante e fiorito, appog-

giata a importanti documenti.


lissit sulla

La

controversia era necessaria,


le

per distruggere
tlinale ribalte e

cattive impiessioni cail

le nunToscana, Colonia e Polonia egregiamente, nell'ultima adoperandolega che liber si con zelo per la sacra Vienna dai turchi. A' 2 settembre i68t

arcivescovile d'Efeso, disimpegn

gionale dall'altra. In quest'opera confuta


il

car-

Innocenzo Xi
s.

lo

cre cardinale prete di

Sai

pi

con (or-

modo che ninno pot ragionevolmente confutare Pallavicino, tranne qualche fcinatica declamazione.
za e diligenza, e in

Martino a' Monti, indi legato di Urbino. Nel 1691 Innocenzo X.'I lo fece vescovo d'Osinio, ove nel 696 celebr
il

sinodo, e con singolare diligenza

52
visit In diocesi.

PA L

P
cic.iic caidiiiiilo
il'

A
i

Mon

inPiOmanel 1700
essere

d'anni

(xS, dicesi

per dispiacr-re

sialo (orleinenle rini[)roverato ded Papa,

" l'jjma egli csemplaimcnte ricus la siihliiiie dignit. Per (ui il Papa nel concistoro de <) settemiu;l

pcr esscrvisi portato (piandola sua saIute i)rse faceva


l'Iihe

Ine

I'".'i3

|)roniinzi

dotta allocuzione,

temere

tli

sede vacante:
ili

in cui loil la

somma
la

modestia ed eroi-

sepoltura nel vestibolo

sua chiesa

ca virt dei

prelato, per aver costanle-

con isplendida lapidee magnilco elogio, PALLAVICINO PiANUcnOj Caniua/('. Sort'i natali in l'arma da famiglia di
i

meule rinunziato

sacra porpora, che

per replicale volle aveagli olferto, ed ia


tpiello de'.>.3 Io cre patriarca d' Anliocliia in

specchiata nobilt, ed uscito appena

tlagli

partibus; facenilolo esaminatore

anni dell'adolescenza fu inviato a


di Baviera,

Monaco

de\escovi. Compianto come padrede'poveri e sollecito

dove il duca lo accolse cortesemente. Applicatosi quindi allo studio di


le leggi,

commendatore

del

no*

minato arcispedale, mor


luglio
s.

in Pionta a'

23

ambe

ne riport nell'universit

1749

^ '" sepolto nella chiesa di

meritamente laurea di dottore. Dopo alcune vicende pass in Pionia, e fu incaricalo del governo di alcune citt, e poi
inquisitore a Malta. Piichiamato in Ilo-

Spirito avanti l'altare maggiore, cou

iscrizione e

ijuale riporta in

stemma eretto lud nipote, un al iilratlo dell' illiiVairani


\).

sire patriarca, d p.

in

Ciemoneiiiin

ma, venne

fallo

segretario del concilio,

indi governatore di Piouia, cariche esercitate con fedelt e decoro


di
;

bench
la

tar-

a splen177, dido elogio. Notai nel voi. XLI, p. 36, che con questo prelato si confuse dal
in
i

sium inonni nenia

da Clemente XI fu creato cardinale


a'

Novaes nel

l.

i\,

p.

64, Lazzaro Pai-

prete
dis.
la

17

maggio 1706, con


le

chiesa

lavicino nato nobilmente in

Agnese fuori

mura

per

titolo.

Per

i3 giugno i6'S4, da Clemente

sua scienza e dottrina venne ascritto

alle

primarie congregazioni cardinalizie,

gennaio 1721 fallo be, indi nunzio di Firenze,


nel
voi.

Genova a' XI a' 10 arcivescovo di Tedi cui parlai

e mor"i in
sepolto in
lui

Roma
s.

17 12, d'anni 86, Francesco a Pupa, chiesa da


nel

beneficata, avanti l'altare maggiore,

aSo, ed a Maestro di Camera, morto d'anni 60 passali: con>e ottimo amico di Benedetto XIV,
p.

XXIX,

sotto lapide con bell'elogio.

questi gli eresse


le

il

monumento
epilalllo,

sepolcia-

PALLAV ICIJNOAntojj Maria. Nacque


nobilmente dai marchesi Pallavicino in Cremotiaa'i 7 giugno 1674, e dedicatosi
alla

con onorevole

disegno del
chiamato

cav.
fico

Fuga,
nel

il

quale per errore, lipogra-

voi.

LXV,

p.

174

romana

pi-elatura, divent votante

cardinale, anzi .dopo aver altrove corretto Novaes ivi anch'io sbagliai, con dire che avea ricusalo la porpora. Come l'ainore della verit mi fece emendare Novaes,

della segnatura di grazia e segretario della


visita apostolica e revisione delle messe,

BenedelfoXllI nella

."domenica d'olio-

consagr arcivescovo di Lepanlonellacappella Paolina, coracripoila


lo
il

brei724
n.
I
I

cosila stessa mi
poi caduto nel

fa

dichiarare essere io

medesimo abbaglio.
Ozr-

ic)del79/<7/'/o

f//

/io/<7, indi assis.

PALLA\'1CIN0 LazzaroOpizio,
in

slente al .soglio e consultore del

ofizio.

dinaie. De'marchesi Pallavicino, nacque

Nel 1737 Clemente XII lo promosse a commendalore di s. Spirilo, e fu benemerilodi si grandioso ospedaie, massime del conservatorio delle proielle. A premiar-

Genova a'3o ottobre


gli

7 iq. Fatti rego-

larmente

sludi nel collegio Cleoieiiliin cui

no

di

Pioma,

convittore; indi fu

ammesso

entr nel 1732 qual in prelatura

ne la dottrina, mansuetudine,
la

la

piet,

la

prudenza,
lo

la

e deputalo nel i'^^") da Benedetto

XIV

la

soavit de' costumi e

ablegatoaposlolicoiuBaviera a portarela
bei reit e cappello cardinalizio al fratello

giustizia,

Benedetto

XIV

voleva

TAL
(Iiirinipoialoie,
I

TAL
j.

53
rileva

come

disM nil voi. IX,

fu preso

il

fregio della casula o pianeta,

()u. I" lite


(li

dallo stesso PoriUlicegovi'iiiai

chiamato Frixiiim, come


pi, Sii^illo (Iella
si

tore

Macerata, nel

."

aprile

'-

T4

Io

Oarf.
<|ui

p.

10.
la

GaramNon deve-

j)ieconizz anivescovo di

Lepanto e nun-

[lio

intendere

per

parola pal-

ziodi Napoli (nel cpial tenipoehbe incomnienila l'abbazia di


s.

Sola di Benevento),

che cuoprc e princi[)almentc quella veste che usavano gli antichi solio tiilloci

donile

lo trasfer

ziatina di
resi alla
s.

Clemente Xlil alla niniMadrid. A premiar^ servigi Sede, Clemente Xlil stesso ai
i

prap[)orre alla toga e che diciamo iMantfllo

lioluin
niili;

o Mantellelta, Gozzetta (^.), paLforraiuolo e si, corto o piccolo

9.(ysette!nljre

-GG

lo

cre cardinale [irepiak' poi

ovvero Alaitellone
antichissima
senza

(f^.),

veste ta-

te de'ss.
j)ass

Xereo ed Achilleo, dal


s.

lare

maniche con
le sjiallc,

al titolo di

Pietro

in

Vincoli.

lunghe falde pendenti d'and)o


usata dagli apo.stoli,
nini,

Nel
l'er

voi.

XXXVII, p.
cu',

nialil
la

con

283, riportai la ibrfu (allo legato di Uologna.

come

riporta lerp.

Del tribunale della rota


a^\lx

chia-

riputazione ch'erasi acquistata, ap-

mata

pallio;

il

quale fu detto anche

pena
lo

eletto

Clemente

XIV

lo

dichiar se-

Cappa
re,

(f^-).

L'antica veste delta pallio


spalle cuopriva

gretario di slato, cospicua carica in cui

era un [)anno (juadrato o quadrangola-

conferm subito il successore Pio VI, anche coQjenece^lissimo al re di Spagna, e per compensarlo del triregno che nel conclave fu in punto di ricevere in capo,
laond.e esercit
l'-iSj, e|)Oca di
la

che posto sopra


il

le

tutto

corpo, descritto da Tertulliano,


usata principalmente dai gre-

De pallio,
ci,

perci chiamali gens palliata, e .coalle

carica

dal

7(k) al

mune
losofo.

donne; corrispondeva

alla tofi-

sua morte, avvenuta in


Il

ga de' romani, ed era anche segno di


I

lioina a'23 febbraio.

cadavere fu

tras-

medici lo portavano succinto,

portalo in
si

.s.

Maria sopra IMinerva, ove


funerale, indi tumulato se-

perci delti in Egitto pallioforij questo

celebr
la

il

condo
s.

sua disposizione nella chiesa di


di
alle

costume si disse ancora Peonio,da Peone illustre medico degli dei, secondo la

INicola

Appartenne

Tolentino delle haUislnc. piimarie congregazio-

Fu eziatidio proprio degli ebrci,percui narra Buonarroti, De'velri


mitologia.
antichi, fu
di

ni e tenne molte protellorie.

Fu

lodato

per luodeiMzione e prudenza, ed enconiialodal Eorgia nelle Memorie edaaltii.

Ges

Cristo

due

spalle,

costume di fare 1' immagine non solo col pallio sulle ma anco sulla spalla sinistra
la

PALINSESTI. F. PALLIOj Pallinni.


nore
chi,

PERr.\MENA.
Insigne ornamen-

solamente, con
scoperti.

destra e suo braccio

to ecclesiastico e pontificale, insegna d'oe d'autorit,

tefici e

proprio de'sommi Ponda questi conceduto ai palriar'


altri
l'rycoi'/

Talora Ges Cristo si rappresent col pallio nobile raddoppiato come si faceva della toga, secondo il costume dei cinici; questo raddoppiarsi di pallio, duil

primati, mclropolilaiii, e per privi-

plicare

pallio, accadeva

quando

colo-

legio

ad

portalo sopra

le

ro che

vesti pontificali

in

segno

di giurisdizio/rz//o//^/<'

portavano, posta una parte di esso sulla spalla sinistra, facevano girare
lo

ne:

si

vuole da Durando,
I

lib.

l'altra

[)arte dietro alle s[ialle, e i|uesta


il

3, cap.

",

succeduto all'antico Supcrhu-

poi riusciva sollo


di la
la

braccio destro; ()uinalla spal-

lucrale (^.) del

sommo sacerdote, e chiae

rimandavano per davanti

mato ancora Razionale

Omophoriiim,

sinistra,

Scola aposlolalit.i. Stola archicpiscopatiis, Stola ponlifvalis; fu dello anche


J'tirjf;iuii,

porzione di
lio di

soprapponendola su quella [)allio che gi vi era. Il pal[liultoslo granile,

Ges Cristo era


i

perch

si

soleva tessere con

croci dai frigi,

onde

talora

per

il

pallio

soldati se lo dividero in j |)arli, ibrsc perch buone a qualche uso e an-

poich

54
(

rA L
diviso avesse quali he valore.
si

P A L
Il

()

pallio

e pallinii ne'tempi barbari, de'quali palli

semplice o filosolico

vuole anche ado-

parlai a

Carnevale, Giuoco e analo:

peralo dagli

a[)ostoli,

poich essendo giul'assumevatio sulla


vedersi
in

ghi articoli
t(j

e perch pi braccia di detsi

dei, questi l'aveano

adottalo ad imitazio-

panno o drappo
conere
Il

ai

vincitori nelil

ne

de')>apieiili greci, e

la

corsa de'cavalli, fu chiamato


al palio.

palio

tunica o tonaca,
Cancellieri, Dcllt
ritenersi nella

come pu
sacre

teste,

ove dice

termine di pallio pertanto

nell.

metropolitana di
s.

parte del pallio di

Praga Pietro, mandato da

chiesa latina proprio dell'ornamento usato dal


sti

Papa

$n\

Roma
que
il

dall'imperatore Carlo IV.


pallio l'usarono
i

Adun-

sacre, e quello che


lo

Fanone i^T e altre veassumono colro


.')

filosofi e profes-

che

ricevono dai Pontefici sopra

la

sori delle arti liherali greci,

ad imitazioi

giune de'quali sapienti l'adottarono dei; era di forma quadrangolare e di colore oscuro, onde ingrato ai romani. I
cristiani

Pianeta (/' .), quando celebiano solennemente. Il solo Papa pel suo primato assoluto

pu usare

il

pallio,

perch

in esso

evvi la pienissima potest di tutta la Chiesa universale, in ogni

che menavano vita pi auste-

tempo

e luogo, nei

ra, detti asceti, lasciando la toga, prese-

concili), nelle funzioni degli antichi possessi,

ro

il

pallio filosofico portato dagli apo-

non per
si

nelle loro cavalcate, ed


si

il

stoli

giudei, e

come

seguaci della vera

loro cadavere col pallio


nerali e

espone ne'funel

sapienza vollero vestir l'abito degli


tori di essa; lo

ama-

se|)pellisce, e col pallio fu tros.

portarono

le

vergini con-

vato quello di

Leone

morto

4^

'

sacrale a

Dio

e in seguito rimase ai soli


si

Quando
clero,

nel

538
s.

per violenza fu tolto

monaci. Inoltre pallio e palio


il

dice

dal collo di

Silverio Papa, fu detto al

haliacchiiio o omrella quadrata, chia-

mato pure tnappiila o

coiopco, e sotto

che il Pontefice era stato deposto. Gli altri che ne sono fiegiati, possono soltanto usarlo nelle rispettive chiese (me-

questo pallio Innocenzo VII e Martino

V
ed
fra

fecero l'ingresso solenne in


il

Roma;

no speciale privilegio ose


certi

lo

permettesse

il

paliotto fu pure

doni ricevuti

chiamalo pallio, e da s. Giovanni I nel


I,

prelato della chiesa ov'egli accede) e in

tempi determinati, non avendo

la

')25 dall' imperatore Giustino

vi

fu-

pienezza di podest ch' sola nel roma-

rono

Spalli! tessuti in oro; gi l'impeI

ratoie Giustiniano

avea mandati a Pa-

no Pontefice, e come chiamati ad esercitarne una parte non possono portarlo


nelle processioni e in altre
sortire dalla chiesa;

pa

s.

namento
li

Ormi.sda del 5 14 due pallii per ordell'altare di s. Pietro; de'quafatti alle

occasioni di
il

tuttavolta

cardidi ]Mi-

doni

chiese dai principi e dai


si

nal

s.

Carlo Borromeo arcivescovo


il

Papi, nelle vitede'secondi


ti

leggono mol-

lano, e

cardinal Orsini arcivescovo di

esempi. Pallio fu altres voce usata per

Benevento poi Benedetto XIII, sempre


indossarono
ciali.
il

significar

panno
,

di seta,

Compagnoni
i47
;

Mem.
nel
t.

d'

come si legge nel Osimo t. 5, p.


4, elice

pallio ne'concilii

provindel pal-

Clemente HI

estese l'uso

mentre

i, p.

che fu
la fe-

lio in

chi n' fregiato, a tutta la provin-

ancora un tributo annuo

di luoghi sog-

cia rispetto agli


la

arcivescovi, ed a tutta

getti verso le chiese principali

per

diocesi riguardo a' v^escovi, dicendosi

sta de'sanli patroni, alle quali offerte u-

chiesa tutto quel luogo in cui esercitano


giurisdizione.
tare
il

nivausi cerei e altro,


altrove.

come

dissi a Jesi e

tempi

stabiliti

per por-

Per ultimo dicesi palio, il panno o drappo di seta, prezioso talvolta per oro intessuto, che si d per premio a
chi vince nel corso, in latino brUK'iurn

pallio, cio soltanto nella

messa so-

lenne, perch vocali siint in partein solliciuidiais ,


tis,

non

in plenitudinein potest-

sono

il

Natale e seguenti due feste,

PA L
ncll.i (Ielle

Circoncisione, Epif;ini;i, Joinenica

vraslano cpielle delle appendici

e 2 so-

sqiia

palme, gioved e sah!>alo santo, F^ae segienli due feste, Ascensione,

no disposte
tiche e

tra le

prime. Delle formean-

l'cniecoste e seguenti

due

feste,

s.

Gio.

battista, tutti gli Apostoli'; nelle


(Iella

4 feste Madonna, Concezione, Nativit, An;

moderne del pallio quale si vede ne'monumen'i antlihi, pai lano anche il in, p. Casimiro, Memorie d' araceli , p.
i

e Cancellieri, Possessi p.
nanrii, Gerarcli'a crei.,
il

4o

'

''

P-

^<^'

nunziazione e Assunzione di s. Michele, Ognissanti , nella dedicazione della


cliicsa,
tiiir

citato

Garampi

il

Borgia, Illem.

t.

nella consacrazione

de' vescovi,
nell'

ordinazione

dei

chierici,

an-

La diversit del pallio antico latino dal moderno, sia nella forma e tnateria,
si

niveiNario dcH'olleniito pallio,


ste principali
ti

nelle fein
lut-

della caltediale, e

gli altri

giorni espiassi
Il

nel privilegio

rileva da Innocenzo III, al modo com'era stalo ridotto circa il secolo Vllf, De offc. miss. lib. 3, cap. 63. PalUunt

di

Papa Agapito II del t).\.G mand a s. Brunone arcivescovo di pallio Colonia e fratello d'Ottone I,
concessione.
il

col diritto singolare di poterlo usare ogni

quo majores episcopi ut un tur, eU de candida lana conlextum, desuper hahcns circuluni liumeros constringcnleni, et duas Uncas ab uiraque parte pendenillud,
tes,

qualvolta

gli piacesse, e lo

riporta Bona,

/{fr. li tur. Iib.


Il

7.:\; ed Alessandro del 1061 die a Lanfranco arcivesco-

f,cap.

tro,
stri s

quafuor cruces purpureas aule, rea dextris, et a sinislris scd a sini,

duplex est, et simplex a

dextris. Tres

vo di Cantorbery due
speciale,

palili

per grazia
lelteia

etiam acus attrae injgnntnr pallio ante


prclus, super humeruni, et post tergum,

come

si

legge in

una

da

esso scritta a quel


ri

Papa; itnuiii de altaquo sanclilas deex more, stra missas celebrare constuveral. La forma del pallio sino al secolo XII, per lo pi ha quella di un T o di un Y, inalterimi

super dexlerum humerum non in/gitur. f/aec qualibcl acus pretiosuni continet lapidcin. Il sacro pallio in oggi adoperato differisce
colore delle croci,
striscie
li

non

solo

pel diverso
nelle

ma

anche

due

di impiccolita nel secolo


la

XV,

e ridotta-

quasi al collo

esso consiste in

una

spe-

pendenti avanti e dietro, le quane'moderni pallii sono di molto accorincomincialo prima di


>

cie di stola

circa

c)

o fascia stretta o striscia lunga palmi e larga la 4-^ parte d'un


le spalle

ciate;^ stile

vSislo

IV

del 147'

come

si

raccoglie dal cepallio, et


i

palmo; simile ad una collana o cerchio,


che posta sopra
to e la schiena,

rimoniale di Patrizi,

De

qno-

circonda

il

pet-

modo
cana.
detti

traditur,

lib. i, sex.

o, cap. 5; e dal

ed

in

ambedue
le

le

parli

sepolcro di quel
Il

Papa

nella basilica Vati-

pendono due appendici,


no aggiunte,
del
'

quali non so-

pallio

ma

sono

le paiti

estreme

acus e

ferma con tre spdloni spinulae auraed'oio o altro


si

medesimo 6
croci

pallio.

Questo ornamento
o seta nera, e
gli

metallo, talvolta nella parte superiore ricchi di

tessuto di candida lana d'agnelli, avendi talTetl

te

estremi lembi delle appendici terminano


e sono Oliati

gemme, ericordano 3 Chiodi (^.) con cui fu crocefisso Ges: gli spilloni o aghi si fermano sulle croci poste nel dai

con piccole lamine


di

di

piom-

vanti, sull'omero
posteriore, cio al
gli altri sulla

sinistro e nella croce

bo coperte
ticamente
valli,
le

seta

nera,

allineile

non

Papa
il

sul fanone, ne-

pos>a sconvolgersi intorno al collo; ancroci erano rosse.

pianeta;

Garampi

parla

Queste 6

di diverbi

aghi o spilloni gemmali, sedella

croci sono distribuite con eguali inter-

condo l'inventario
Bonifacio

guardaroba

di

1 in

e 4 nella
le
il

mezzo alle appendici o lembi, parte che pusa sul petto e spal-

VHI

e altri

inventarli, eoa
balasci, graalla lana cui

gioie preziose,

guisa di collana, cio 2 in linta so-

nate

pelle groisc.

come zalUii, Quanto

56
forinansi
i

palili taiilo

PAL pd

PA L
P.ipn clic per
le

parole: Pasce o\'cs


si

iica<;,

Pitarc rtgiiot

quelli cui concesso, degli agnelli benedelti dalla lana de'qnali ricavasi,

ntcos,
ri

mandano
s.

poi dai suoi sui cesso-

canaio-

de corpore

Pclri, ai prelati the

ne

gbe

notizie,

oltre ci che lipoitei, gi

sono decotali in segno della loro


lale carica,

pa.vto-

parlai nel voi. XI, p. 27.5, dicendo pure

come

licavasi dalle parole,

che Donino aposloUco li odie la basilica Lateraucnse j)er quanto dir, e si benediconoins. Agnese, palili risvegliano l'idea
l

presso

il

mente
<7"0,

II

Daronio all'anno 104", di Clea Giovanni vescovo di Saleril

no, cui scrisse mandandogli

pallio:

In

del divino Agnello e

del

buon Pastore.
Precursore
in

Ges
to
il

Cristo fu predetto dai profeti sot-

quia de veliere ovis est, inlcllige le oviunipastoreinj anzi anticamente, come


lo nel

nome

di agnello,

il

pallio de'grec, era espressa nel

vederlo esclam: Ecce


l'Apocalisse sotto

^gmcs Dcij nelquesta immagine veni

pallio stesso la figura del

buon Pastore,
2 16, nel-

come afferma Daronio all'anno


diversi

ne lappresentato, per cui cristiani mossi da queste cagioni non solo al cibo eucaristicodierono
eftjgiarono
il

le vesti sacerdotali e nelle altre cose, in

il

nome

di agnello,

ma

simbolici
pist.
i,
s.

Salvatore sotto questa figa-

modi notali da Buonarroti, con emblemi e signidcati. IVell'ci36, ad Hcnnannun co'nitcii lib.
Isidoro Pelusiota

ra ne'Ioro

monumenti enei C'i7//ce (/'.), in un alla figura del buon Pastore (^F.), simbolo di sua infinita carit, e per memoria
ne,
di

dichiar che

il

pallio significa la caiit del

buon Pastola

re evangelico,

il

quale ricuperata

pe-

sua incarnazione e risurrezioosserva Buonarroti.


11

coiella smarrita, se la
e
la

pone

sulle spalle

come

Vestri-

conduce

al

sopra l'uso sacro e profano degli agnelli , riferisce che a Ges, oltre
ni, Disserl.
ti

so della carica pastorale,

suo ovile, ed anche il pecome osserva


p. f\'.

Piazza nel lenolog'o roni.

Parlan-

nome

di agnello

che merit per

la

sua

do

il

Bonanm

del pallio pontificio e del


lo dice
il

si diede anche il litolodi Pabuono, che costituiva noi sue pecore e agnelli; perci non mancarono gli antichi cristiani di figurare ora gli apo-

innocenza,
store

suo significalo,

contrassegno della

somma

autorit che

Fapa ha su
si

tutte

le dignit ecclesiastiche, e

spiega nella

sloli,

ora

penitenti, ora tutti

fedeli in

loraa di questi amabili animali, che in-

formola di concessione a chi n' ornato, per una parte d'autorit che in lale occasione gli concede, senza la quale non possono esercitare molte azioni indicativedi ta!eautoriUL,aventlolodichiarato Inuocenzo III nel cap. 5q. Dicilnr palliiiin
pleniiudo ponlificalis offlr.ii^quoniain in
ipso, et
lis ofjcii

cominciando da Adamo primi uomini non sdegnarono farli l'oggetto delle loi

10 cure e ricchezze. Dalle

rappresen-

lanze del Salvatore in abito di

store colla pecora sulle spalle o

buon Pacome a-

cum

ipso confertur pontifica-

gnello capo del gregge che lo segue, ne

plenilndo.

Nani anlcqunni me-

venne
li

ai

vescovi successori degli apostodi pastori del

(ropolilanns pallio dccorelur non debct


clericos ordinare, pontifices consecrare,

il

nome
il

gregge cristiano
spai-

e l'insegna del Pastorale (^.); quindi per

aut ccclcsias dedicare, nec arcliiepisco-

imitare
le

buon Pastore che sopra


la

le

pus appcllari.
verse
si

misteri e

le

mistiche

portava

pecora traviala, venne siasugli

significazioni del pallio sono molte, e di-

bililo

che indossassero
il

omeri

a gui-

leggono nel Bonanni,


1'

cos quelle

sa

di inozzetta

pallio tessuta di
il

lana

delle croci che


Ioni coi quali
la

ardornano

e degli spil-

degli
i

agnelli.

Aggiunge

Vestrini,

che

si

ferma. In sostanza, dalil

palili

formati di dette lance posti sul cors.

materia con cui composto


gli scrillori sacri,

pallio

di

l'ielro

primo pastore universale

e dalla cerimonia della benedizione, so-

dcll'ovilc

raccomandatogli da Crislo col-

no d'avviso

the

sia nel

PAL
pallio raflgurato

PAL
fullosi

57

Ges

agnello in
il

olocausto

al

divin l'ailio; tlovcrsi

gran-

de esempio imilare eia! vescovo, e cjtiesli non mai climeiilicaisi d'essere il pastore delle aiiin)e, pasloroviutn^ del quale suo
luinistero

che sia stalo introdotto dagli apostoli, e pretende che s. Pietro lo conferisse a INIateriio vescovo di Treveri altri vogliono cheil4-Papf<s. Clemente abbia dato il
:

palliu agli arcivescovi. hi vece siap[)ren(le

un emblema
il

la

materia onsi

dal Baronio all'anno 33G,n." G3, che

fi-

d' conposto
gi dello.
l di

pallio,

per quanto

Ecco come Gregorio


i

XVI

par-

questa insegna neirallocuzi(;iie in


nel

cui

Hjo
'

dichiar

il

patriarca dei

Caldei {y.).
concistoro di

Che per in questo stesso buon grado concediamo hi

no all'anno 32 dell'impero di Costantino il Grande, in verun luogo viene fatta menzione del pallio pontificale, quindi non pare probabile che gli apostoli abbiano avuto un tale uso, poich sembra
che Uu[)erl abbia piuttosto inteso parlare di quel pallio o mantello di cui servivansi
li
i

mistica insegna del pallio preso-di sopra

corpo di s. l'ietro principe degli apostoli, per essergli consegnalo dopo che secondo la prassi avr emessa la pioil

cristiani nella primitiva Chiesa.


(|ue)>to

per indubitato che


I\Iarco

sacro or-

namento
s.

era gi introdotto al

tempo di

fessione di fede avanti colui che deleghe-

Papa

del 336, essemlo certo

lemodi
sto che

riceverla:
il

non dubitando

nel re-

ch'egli

patriarca non sar mai per dila slessa


il

slia {y.),

ne concesse l'uso al vescovo d'Oil quale con esso consagra il


Pontefice,

menticare che
decorato,

veste di cui vien

romano

come
11
t.

si

legge in Ai^/o-

come

santo Pontefice Sim-

nastasio Bibliotecario.
lia dcsagvainciili,

Chardon,

maco ammoni Teodoro Laureacense. presenta


il

3, cap. q, tratta del-

segno della croce, per cui sap1'

l'origine del pallio, figura e privilegi, ri-

pia dover essere compassionevole coi fra


lelli,

])ortando

ed essere crocefisso con


il

alFelto a-

gli

sacro pallio

mondo. Mentre il un pii sublime sacerdozio, non mostri -al di t'uoallettamenti del
dibtintivo di
li

le diverse opinioni. iXarra che de Marca pretende avere alcuni de'primi Papi usato cautele e precauzioni nel concedere il pallio, non conferendolo u quelli che non erano grati ai principi,

alcuna

pompa

e splendore, che anzi

cui perci talvolta

domandarono
concedere

il

be-

un semplicissimo ornamento di pura lana semplicemente intessuto, quando per


altro alle vesti pi preziose
si

neplacito.
essi

I
il

patriarchi d' oriente anche


diritto di
il

ebbero

pal-

sovrappo-

lio ai

metropolitani da loro dipendenti, o

ne, ci a simbolo della carit, la quale

comech meno splendida lurse apparisca di ahune pi illustri virl divine ed

per concessione pontificia come dir , o per usurpata autorit dopo per l'ac;

quisto de'paesi orientali fatto dai crociati,


i

umane

che col[)iscono
tutti

sensi

e gli ani-

patriarchi lo

domandarono

ai

Pon-

mi umani, nulladimeno per


periore a
i

essa su-

tefici,

come venne

statuito nel concilio di

doni divini ed umani.

Lateraiio IV. Essi poi locompaitono ai


loro vescovi, previo
il

Circa l'origine del pallio sacro varie

sono
sima,

le

opinioni degli autori ecclesiastici,


tutti

delt e obbedienza alla

giuramento di ls. Sct\t che loro


voi.
p.
1

bench

convengano

essere anlichis-

prestano quantlo

lo

licevono. jSei

come

apparisce dalle leggi canonialtri

che, dai decreti pontificii e da

do-

98, e XXXll, come Giovanni XI del q3

XVIIl,
brighe

p.

147, parlai concesse per


al

cumenti.
re di
s.

Lino immediato successoPietro comuneniente si attribuis.

il

pallio al patriarca di Costanti-

nopoli e successori senza ricorrere


pa, ci che l'Allacci neg).
\K ?.oj;

Pa-

sce l'istituzione de'vicri p;dlii,


lina, lUizio, Illescas,

come

Pia;

De

itiU-rst.liis
i

Caccino e

altri

C(jme hi statuito che


lo

patriar-

Puipcrto,

Uc

dii-in. ofjc.

cap. 27, scrive

chi orientali poi

dumundussero ogni

58
nei, lo dissi

P A L
ni sulTrngr-

PA L
quanto
di
dir?) in fine)

\olfa e qiiinJi conceilcssero


nel voi,

dentro nnn cassetta


cni chiave tiene
\\\

XXXVII,

p.

iGi,

argento doralo,
il

la

di ci, di sua ferina, materia e significa-

custodia
nie,

[tvei^ello

de maestri di cereniola
il

lo

si

pu vedere
t.

Lnilprando,iy<fvvy:)/. rer.
;

die dopo aver ricevuto dal Papa


i

Jtal.
J,

2, p. 4^<'^

]!oiia,

Rer.

lifiirg.

lib.

lana, la fa filare e tesserne


INIacri

pallii,

ed

cap. 24, i(; e Goai-, Eiicliologin/n graec. p. 2'58. L'antico pallio de' gieci

dice che prima anche ci incomal

beva

decano

di rota. Al Pontefice
fiori veri

in

era chiamato O/iiophorion, essendo una


specie di

manto

di lino

che copriva

le

spalle, somigliante a quell' antico


tini,

JX
si

de laforma che sembra continuasse nel secolo, nel quale a tempo di Fozio,
il

o ordinariamente nel gioved santo, umiliano per un sacerdote o religioso la


fnti,

modo

elegante e cospersa di

lana lemonache(anticamenteeranoquelle

nominale

nel vol.XII,p. 82, poi quel-

crede
prese

p.
ai

Morino che

gi abusivameiile
ri-

le della

Ciiesade^ss. Q(7//ro) che l'han-

dasse

vescovi semplici, di che lo


:

no

tosata dai

due

agnelli

della cui be-

Papa Giovanni Vili

questo, per
il

non deve

fare meraviglia, perch

pai-

nedizione fo paroh a Pasqua,! quali ad esse restano) da loro custoditi per coni-

non reca alcuna preminenza o cangiamento d'ordine come nell'occidente. Il p. Lonanni nel cap.
Jio ne' vescovi orientali

missione del decano della camente destinava il Papa

rota, ed antiil

dice che cominci a U'^arlo senza

76, del pallio usato nella chiesa greca, pren-

monastero, secondo IMacri; poich, essendo stali gli uditori di rota Cubiculari [f^-) custodi
de'corpi de'ss. Pietro e Paolo, per la

me-

derne facolt dal Papa, e che anticamente nella materia e forma era simile
a quello della Ialina, per attestato del ci-

moria della consegna


buita,

di essi a loro attrili

quando Alessandro VII

dichia-

r suddiaconi apostolici, sopprimenilo gli


antichi suddiaconi apostolici, al camerleu-

lato Pelusiola, scrittore greco del 44'^-

Osserva pure che sebbene alcuni l'usano di lana, gli altri Io portano di seta e di
colori diversi, e talvolta
ziosi

go

tle'

quali spettava far custodire gii a-

gnelli della cui lana

formavansi
Pietro.

palili,

con ricami prela

de'Ioro emolimienli assegnandone por-

d'oro e

gemme;

indicare

lana Tus.

zione agli alfaristi di

s.

Quindi

miltti del pastore, e se vero

che

Gre-

Clemente
rota
i

X riconoscendo negli

uditori di

gorio I Io adoperasse di lino o di bisso bianco mischiato con lana, significare la


dignil del Pontefice.
Il

privilegi compartili

da Alessandro

VII, e

come suddiaconi

apostolici anco-

pallio greco

la custodi dei pallii pontificii, senza pre-

molto
pra
le

piti

largo del Ialino, simile ad

una
so-

giudizio di quella parte di custodia che


spetta

stola e lunghissimo,

onde viene posto


la

aW AUttrista

di

s.

Pietro (^.), di

spa4k raggirandosi
la spalla sinistra e

parte destra

sopra

la schiena,
ti
il

pendente dietro mentre la sinistra pendeavanpetto. Il p. Bonanni ci d diverse


pallii

anche a Mansionario, perch uno di essi ne fungeva l' ollizio, detti emolumenti tolseagli altarisli e li trasfer
cui parlai
i

negli uditori.

Laonde per
li

la

benedizioal

figure, coi

latini

e greci

di

pi

ne

de'pallii, l'altarista

consegna

ca-

furme. Del pallio degli orientali parlai


ai loro luoghi.

A Fenestrellac
lai

relativi articoli par-

tesoriere degli uditori di romerlengo la o ad altro individuo de'medesimij togliendoli de corpore b. Petri. Con (juali

dei brandei, veli o pallii,


s.

chesospenregalavi si

personaggi l'uditore
per portarli
al

si

reca a

prenderli
voi.

devansi sul sepolcro di

Pietro o Limi-

trono pontificio, nel

na Jposlolortun (^.), quindi si vano come reliquie, ed ih seguito


scro pure
i

p-

IX, p. 70 lo narrai; ivi dissi ancora quau< do e da chi si benedivano pallii, che soi

paliu pontificali

(anche per

leunemente

li

benedice

il

Papa

in

trono

L
ri-

P A L
sognn propria
scovi,
ilei

5(3

coino inlrotliisse Beneilcllo XlIT,co!


to prescrilto la Benedetto
la

soiunio sncenlole; indi

XIV
t.

collii
1

boi-

dai Ponlenci venne concesso ad altri ve-

lcnim ccclesin<ttiranim, de' 1 agosto


1, p.

174^) pie<!<!0 il suo Bull. cio dopo il vespero della

47'
de'

>

rilasciavasi per grandi cagioni,

che solevano fure gi-andi istanze, e ma giam-

vigilia

ss.

mai
tese

Pietro e Paolo nella basilica Vaticana, ed in assenza del Papa dal cardinale vesco-

Io dierono gl'iniperatori, come prequalche scrittore. Antichissimo l'iiil

so di concedersi

pallio dai Papi, e di-

vo che ha intnonalo vesperi, per lo piii il decano del sacro collegio, ma sull'nlt;ii

cemmo

clie

s.

Simmaco
s.

nel .jo4 lo die


di

Teodoro

di

Loirk metropolitano
secoli
si

a Pau-

re.
lii

Le

orazioni per

la

benedizione dc'pnlil

nonia, indi nel )[3 a

Cesareo vesco-

sono diversesele
il

fa

Papa ose

vi

sitp-

vo d'Arles. Nei primi


a

concedeva
Vigilio del

plisce

cardinale

si

recitano a voce pia:

pochi e di vita santissima.


lo

na,in piedi e senza mitra

nella benedil'asiicr-

5^o

domandarono

e successivamente

7one ha luogo l'incensazione e

ottennero Anxiaiio e Aureliano arcivescovi d'Arles; ne fecero istanza e Io con-

sione con l'acqua benedetta, sommini-

strando
.sorio
il

al

Ponteficerincensicre e l'nsper-

seguirono da

s.

Gregoiio

Giovanni e

cardinal primo prete, non ilcnr-

JMariniano arcivescovi di Piavenna, Vigilio

dinal vescovo assistente, perche col fine


del

arcivescovo d'Arles, e personale Siail

vespero
la

il

suo

offizio

terminato,
la fa
si
il

grio vescovo di Autun, cui

Papa

dicliia-

Qnando
ne
li

benedizione de'pallii
il

cardinale,

bacile che

Li

contiene

p-

r dovere restare soggetto all'arcivesco\o di Lione e che solo prendesse il pri-

sull'altare,

senza alcun

accompagno
il

mo
di
s.

posto

tra' sulTraganei.
I

Da

pi lettere
i

degli nditoridi rota,avvocaticoncistoria-

Gregoiio

si

rileva,

che non solo

e altri,

come

praticasi se l'eseguisce

metropolitani d'Italia reputavano neccssario chiedere e impetrare


s.
il

Papa. Bens due uditori e due avvocati


concistoriali

pallio dalla

assistono ne'Iati dell'altare

Sede,

ma
t.

quelli

pure
11

dell'llliiio e di al-

alia benedizione,

giacch un maestro di
alla

tre

lontane regioni.

Zaccaiia,z//i//-/''r^-

cerimonie prende dall'allarista


fcssione e riporta ad esso
lii.
il

Con-

bronio,

2, p. 79, osserva
il

che l'uso

di

do-

bacile de'pali

mandare alias. Sede


scovi,

pallio dagli arci ve-

Deve

avvertirsi,

che siccome

nuovi
si

sembrastabililonel742,quandonel

pallii

prima

della suddetta vigilia

pon-

conciliodi Germaniacclebrato das. Donifacio, coll'interventodi


gli

gono

dal prefetto di cerimonie ednll'al-

Carlomannoede-

larista, circa in

numero
c<7yj.?u/.z

di i?., nella no-

ottimati del regnodi Fr;incia, fudecre-

minata
lora
ti {
il

cassetta,

palornm, al-

tatochei metropolitani dovessero ull'aposlolicasedia


le
s.

prefetto suole ritrarne altrettanquelli del

domandareil

pallio e in tul!(>
i

4o erano
li

1G87

e in

sua
lo

cose seguir canonicamente

precelti di

casa

custodisce con decenza per averli

Pietro, acciocch tra le pecorelle a Ini


;

pronti alToccasione, ovvero


pili
si

come per

raccomandate venissero noverati che


dilatarsi

col

prima del concistoro eslrae dallacasseltaque'pallii cheoccorrono.Pcr quanto riguarda l'ingerenza degli uditori di rota, si pu vedere il Bernini, Del Iribunnle della vola, p. loq, che riferipratica,

quest'uso,

gli

arcivescovi

coll.i

concessione del pallio venivano dal Papa confermali, riportandone esempi au-

the

di concilii

telici

che domandarono ai Pouconfermare l'eletto e decorarlo del


:

sce avere Innocetizo III spedito

il

pallio

pallio

a quell'epoca gi
i

si

osservava

la

ad un arcivescovo per un uditore.


II

disciplina, che

metropolitani elettiecou-

pallio proprio del

sommo

Ponin

secrali,

tefice nel sacerdozio cristiano,

come

tivescovili
lu
s.

<piello dcjjli ebiei

il

supcrumeralc

fu in-

non esercitas^ero le fun/^ioiu arprima di ricevere il pallio dalScdej ed all'anlico costume apptl-

6o
lo

P AL
Giovanni Vili
n(;ir<S78,

TAL
quando conposcia concessero sifUilto onore al vcscovi.

thiiiii l'^il)tiso di celli iiieliO[)olilani

jiiima di ricevere

il

pallio

che osavano coni

Alcune volte

Pontefici assieme col


li

pallio dierono ai semplici vescovi

pii-

sacrare
iie

snflraganei, laonde

l*onlefci

vilegio di

fecero

una

legge,

come

di recarsi per-

sonalniente in

Roma

a prenderlo, ci

che
gli

non dalla s. Sede a lei appellandosi, il che fece Adriano II con Eberardo vescovo di Nanessere giudicali se
;

non

limisero in osservanza nel secolo XI


arcivescovi
d' Inghilterra.

tes

s.

Leone IX dando

il

pallio al veil

Si continu

scovo di

Mende

gli

confer

privilegio

quindi dai Papi ad ogni nuovo prelato


cui fu accordato l'uso, concedere
lio,
il

d'essere consecrato dal solo Papa, con che

pai-

divenne immediato snffraganeo della se-

^ranne qualche eccezione, come delSollaniese sotto Giovanni

de apostolica, solo riconoscendo


tefce

il

Pon-

r arcivescovo
XIII e
l

per metropolitano. In progresso di


i

dell' arcivescovo Cabaltense nel dominiode'tartari da Clemente Y, aVpia-

tempo fiuono palliati nei esenti e non esenti

vescovi sulfragadalla giurisdizioi

permesso non solo di assumei lo, ma ne potessero servire succes'^ori, a cagione della lontananza de'luoghi menfu

che

se

lie gli altri arcivescovi e vescovi palliati,

quantunque
ti

lontani da

Roma, sono
Il

sta-

ne de'loro metropolitani, non per coadiulori de'metropolitani, e ne fu sempre rigettata dalla s. Sede la domanda, come rigettata l'istanza che ne fece cpi al eh e abbate: per a' 4 giugno 1807 Pio VII
accord il pallio al coadiutore (lell'arcivescovo di Goa, con condizione di farne uso nelle solennit maggiori e di consenso dell'arcivescovo.
Il

seppelliti col pallio,

n questo mai
pallio in prin-

pass;ilp a'ioro successoli.

cipio fu proprio del


chi, in seguito

Papa e

de'palriar-

divenne prerogativa delle diocesi romane,e poco a poco fu congiunta a qne' vescovi che Pontefici dichiararono legati, o vicari apostolici del1

pallio

non

si

suole concedere

ai pa-

triarchi titolari in partibus, perch

non

Inumo
per
la

la

propria chiesa

.di

residenza, n

le diverse regioni.

Nel secolo \

Il si

condella

cesse a diversi vescovi benemeriti

vi titolari.

medesima ragione agli arcivescoNeppure si concede agli arci-

chiesa romana, e nel seguente la maggior

vescovi cattolici di rito greco, ruteno,

ma-

paite tiiiietropolitaju furono dotali di


t.ile

ronita, siriaco, raelchita, ec. perch in essi

insegna. Nota

Chardon, che

semsi

lo g<jde
ai

il

solo patriarca;

si

concede
greco-ru-

plici vescovi

per cagione del pallio

at-

pei
tenOj
li.

metro[iolifani di
a quelli di

l'ito

tribuiiono
tropolitaoi,

il

nome
bench

di arci^'c scovo e Te-

come

Riovia e Leopo-

senzione dalla giurisdizione de'loro mei

Papi

nell'insignirli

conceduto il pallio per privilegio apostolico e in perpetuo alle chiese veSi


scovili

dela prerogiitiva del pallio avessero av-

di 0-,tia, Pavia,

Arezzo,

Autun,

\ertilo,non volere portare pregiudizio


diritti

ai

Wurmia,

metropolitici u alla disciplinajma


1

invece dipoi ro
il

decorati del pallio scosse-

giogo dell'obbedienza canonica, col

Cinquechiese e I\Ialta, per non dire di altre che noto a' loro luoghi, cos le accennateconcessioni. Narra il Macri, che l'iraperatoErbipoli, Passavia,
re Giustiniano
I

pietesto del bene della Chiesa ricoprendo


la

lo

domand
I

pel vesco-

propria ambizione. Cos fecero


di

grando vescovo
renze die
sore
il

Metz, cui

Godeper benemcil

vo

di Giiistinianopoli, citt

cala,

ma

s.
i

Agapito

lo

da lui ediflneg per non pre-

pallio

Stefano

ili, e

succes-

giudicare

metro|)oIitani,

importunando
lo

Angelramoche si attribuirono il titoloarcivescovile, come fecero al tri e principalmente il vescovo di Dol,onde Pa1

quindi Papa Vigilio, questo


Talvolta
il

accord,
ni

pali io sia lo

conceduto
vita

ve-

scovo
si

di

qualche cattedrale
pallio personale,

durante;

pi

con riserve solenni e cautele, di rado

chiam

perch coq-

P
me
(la

L
non
ili

PAL
nlla cliicsn, co-

61

estinto alla persona,

l'cbbcTO
s.

vescovi
tli

Pace

nel

5G8

1807 allorch Irasfen aSocpusio l'arcivescovo ili Lubiana Biif^iilo, gli licunrl

Pny. nel 179.4 *^^ Benedetto XI li, di Marsiglia nel 1731 da ClenicMle XII (nel 85 Pio IX Io concesse

Pio V,

so di continuare ad nsaie

il

pallio; lo ne

^ pure nel
Sccpiisio, nel

18?. 3 a Clinlons
187,'?,

vescovo di
quale per

a Cliabons vescovo
(

perpeloo) indi da Pio VII vescovo di Troyes che aveva dimesso rorcives(Tovato d'Auch, e quello d'A utim cheavea dimesso -l'arci vescovato
alla chiesa in
;

di Piiy liiftlalo

ad Amiens

al

nel

80.

il

diverse consuetudini l'avea concesso nel

1817,
ciali
al

in un al vescovo d'Autun, //e v^edono gratnc coiicessum), e nel 8^3


r

di Tolosa, ed a loio lo sped senza la con-

vescovo

di
il

Perpignano, per cui facecardinal


poi

sneta istanza in concistoro, e ci per

le

va premura
ncrre.

piemnre
riti di
il

di

Napoleone, ed

in vista de' luc-

Essendo
il

Clermont-Tonun arcivescovo tra-

qne'prelali.

pallio

Qualche volta ebbero anthe alcuni vescovi litolari in


nel

sfi^ritoadaltrasedearcivescovile residenziale, ritiene

pallio della priina;efa u-

pa rtib US come
,

iG>5
;

l'arcivescovo di
gli arci
i

so del secondo pallio die ricev e impetrdallas. Sede,


la

iMira,nel il>7() e nel 1670)


vi

vosco-

tpiale lo

concede per-

di IMarcianopoli

nel i()ti

palliar-

che

chi di Costantinopoli, Alessandria, Antio-

chia e

Gerusalemme;

nel

1671

gli arci-

vescovi di Tarso e di Damasco;nel


l'arci

iGyS
il

vescovo di Cesarea, nel 178)


di

veri-

scovo

Babilonia, che nel i8'|r)


(le j'itre

lo

cevcile

dal
la
si

Papa regnante per


sede arcivescovile,

nuova chiesa sia pii stretto; anzi ritornando alla prima sede donde fu traslalo, deve domandare un 3. e nuovo pallio in vigore di una nuova piovvisione, senza il quale non pu in essa esercilare giurisdizione. Va avvertito che morenilo colui che abbia consegnilo due
alla

avere dichiarato

o tre
la

pallii,

deve

vestirsi

con

(jnello delgli altri si

Siccome
ilo lu
le

il

pallio

ritiene

sempre, quan-

chiesa che avea per ultima,


sotto
il

arcivescovo di chiesa residenzia-

pongono
al

capo. In caso di perdi-

passa ad

una

titolare

non

lo

perde,

la del pallio,

bisogna

domandarne

altro

anzi divenendo poi

arcivescovo di altra

Papa, non polendosi usare quello di


essendo un ornamento personale,
e

chiesa lesidenziale ne riceve

un
il

altro e

altri,

viene sepolto con due pallii:

cardinal
il

Dal Cardella
ilinal

da Lello

Cadolini arcivescovo di Spoleto ebbe


pallo,

Cardona

nel condursi

quindi arcivescovo titolare

di

Eri-

ni all'arcivescovato di

ha,cheilcardopo liauMonreale, in masi

dessa e lesidenziale di Ferrara perci

re gli fu

rubato

il

pallio dai

corsari, lo

cev altro pallio dalle mani di (iregorio

che saputo da Clemente VII, senza islanza gliene trasmise allio nel
"'>,'),
1

XVI

nella cappella segreta del


ci

Vaticano

eil car-

agli8 febbraio 184.3. L'ai

vescovo che ha
il

dinal Orsini niedianie moto-pro|)rio poulificio lo

dimesso

la

propria chiesa, conservando

titolo arcivescovile,

o che viene traslalo a chiesa vescovile o a titolare ancorch

ci quella chiesa

consegn alsuo procuratore, acnon restasse senza que-

st'onore.
Piciins

Avendo Sansone arcivescovo


in

di

non pu usare il pallio, ci che conferm Innocenzo III e la congiegazione de'riti nel i6o4, quando l'arci vescovo di Ragusi fu trasferito a Maiorca; benscomehodelto, il pallio rimane presparticolare,

incoronato Luigi VII

Bourges^

l'arcivescovo di (piesta citt pretese che


nella propria chiesa spellava a lui
ritto e ricorse a
il

ili-

Eugenio
pallio,

III; questi pri-

v Sansone del
II

so l'arcivescovo e con esso


sotto
il

si

seppellisce

ricevimento del pallio conferisce

hx

capo, altrettanto facendosi se chi


pallio perla sua chiesa n perprili

jii;nezza del jtontillcale ollicio.


li

gode

il

vescovo non ha pieno diritto

Siccome nel suo


l'ar-

\degio, morisse fuori di provincia. Pio\

\cscovalo se non consccrato, cos

(2

PA L
lia
il
il

TAL
ngnelli, e

civescovo nella sun piovinciii non

somministrine

la

inaleria del

pieno polcM e (indie non


lio,

lia

lircvulo

pai-

e]iiima non pu rsercilaie quelloclie


cose maggiori e pi gravi,
il

simbolo delia pienezza della paslorale podesia, derivare alle chiese minori la propria dignit e lustro,

riguarda l'ordine arcivescovile, per lo ine-

come

dal suo ve-

ne

le

come sa,

scovo deriva negli


se

altri la

assunzione ed
cliie-

rebbe convocare
consecrare
i

concilio pfoviuciale
il

elezione a pastori de' popoli e delle

vescovi, dare

crisma, de-

diverse dil

mondo.

11

pallio

si

d
la

in

dicar chiese, ordinare chierici, ed altro


cile

Co/if/.?/o/"o,

o particolarmente se per grasi

non pu

esercitare senza

il

sagiifizio

zia speciale

personale, perch

pe-

messa nelle principali solennit e tempi dichiarati di sopra, e s. Gregorio


della
1

tizione in concistoro nasce da

un

dirillo.

Gregorio

XVI
il

colle sue

mani consegn
il

riprese l'arcivescovo di

che portava il pallio nelle imlladimeno accordar facolt


di consecrare
il

Ravenna perprocessioni: pu
a' vescovi

privatamente
if/77//'a,9_,

breve

Niiil certe iiobis

de'

G aprile 1846, ed

pallio

ul

cardinale

Ugone de

la

Tour

d'Aiiverfa-

suo sulragaiieo, ed

al-

gne Lauraguais vescovo d'Arras, con


colta d'usarlo ne'tempi prescritti in

tro fare che sia eseguibile colluso della


-Stola,

Ar-

cme consecrar
di

vasi sacri, destinail

ras e sua diocesi,

concedendolo
piti

alla sola
lo di-

re e benedir cimiteri, ec. Per


iial

cardi-

sua persona peisingolari meriti che


stinguono, e per aver
to arcivescovati

Lorena arcivescovo di Iieims, quantunque non avesse ricevuto


vi

Lodovico

volle rinunziadi

il

per amore
s'

sua chieil

pallio,

ollenneda Gregorio XIII di poterconvocare il sinodo provinciale. Vedasi


e(u<;ii pallii,

sa

il

cardinale

inginocchi e

Papa
il

senza formalit glielo impose, facendo

Layman, Deauctorilate
cunclus n."
1

cap.

segno della benedizione.

cardinali, ben-

2,
il

ed

trattatisti.

Perdendo
al-

che hanno tutte

le

insegne vescovili,

non
e

arcivescovo

pallio

pu

esercitai'e lesue

godono questa
quelli

del pallio, tranne quelli

incondjenze Hiich ne abbia ricevuto


tro;
il

costituiti nelle dignit cui concesso,

palliodi cui

non pot
:

far usoquel-

che l'usano per privilegio,


l'istanza pel pallio nel

lo cui fu
si

accordato, deve bruciarsi e portanto decret


1

Dovendosi fare
concistoro

le

ceneri nel sacrario

la

seguente a quello della pre-

congiegazionede'riti nel
ti

606. Nelle par-

conizzazione delia chiesa, non concedendosi che dopo la spedizione delle bolle, come disposero s. Pio V e Gregorio XIII, cos l'uditore del Papa accorda dispensa
d' abilitazione

lontane, con didereuti occasioni o coi-

rieri se
il

ne spedirono due per prevenire

caso di perdita d"uno;giunti


loro destino,
Il

ambedue
e gi-

al

uno

si

respinge a lio-

per ottenerlo nello stesso

ma.

pallio

simbolo della dignit

concistoro. Sul
lio in

modo di domandare
la

il

pal-

risdizione

metropolitica de' patriarchi

persona o per procura, senza

quale

primati, metropolitani o arcivescovi, de-

concedesiagli arcivescovi dell'Indie; eco-

impetrare entro lo spazio non piti di tre mesi dalla ricevuta conseciazione
vesi

me

il

prelato uditore abilita a conseguirsi

nellostessoconcistorodellapreconizzazione, feci parola nel voi.


ta solennit

episcopale, o conferma se gi consecrato,


l'.rima della

XV,

p.

232: quan-

quale impetrazione non pu


di giurisdizione

bisognava per chiederlo an-

esercilarsi

vcrun alto
ile

licamente, lo racconta Baronio all'anno


i

funzione vescoN

o metropolitica al

mo-

iS^, n. 35. Se quello che deve avere


pallio presente in

do detto,
scovo.

anzi strettamente
il

non
si

si

polreb-

il

Roma, ne

fa

egli

he assumere

titolo e

nome

di arcive-

stesso l'istanza in concistoro vestito di cap-

Con questa

disciplina

voluto in-

pa, insieme a i\n Ak'^'occiIo concistoriale


(^^.)genufle.s.si, cio

dicare dalla patriarcale e cattedrale basilica

Lalcrancnse, neirulh

ire al

Papa i due

coucisloro,

appena terminato prima che il Papa ne parla;

il
i

L
le
il

PAL
cirdinal pone indosso
il
il

63
pallio reci-

non preieuli dopulann mi piocmntore.

Un a V vocale concisloiiii le nello stesso con


cislnro

tando un'orazione secondo


e cerimoniale

pontificale

non

pu?) fare

l'

istanza per
:

palili, cos'i dicasi

de'procmatori

il

due primo

ricevuto
ni

romano, ed esorta chi lo ha custodirlo diligentemente, ed


ai rispetti-

rsctnpio della postulazione del pallio fatta

procuratori di trasmetterlo

da un avvocalo

concistoriale del
il

vi prelati,
JN'el

per mezzo di persona sicura.

i5ic),

come

riporta

Cartari,

^dvoc.

n.'

17 del Diario di

Roma i8o5
il

si

syllabuin,p. io4- Talora per alcune cir-

dice del concistoro tenuto da Pio VII nell'episcopio di Parigi, e che

costanze furono accordali senza formale


jietizione,

procurato-

come

fece

Pio VII con diversi

le del metropolitano di llalisbona

doman-

1804, con rescritlodcl nominato udilore, e perci dispens ancora di destinare uno speciale procuratore, pagandosi
nel

per le consuete propine. Ci avvenne perch il Papa dovea partire per Pai'igi, ed
in favore degli arcivescovi di Amalfi, di

d il pallio, rome per s ft^ce l'arcivescovo di Tours. " Essendo quindi pnitiloil Papa dall'episcopio, il cardinal Braschi primo diacono, fece dire la messa da uno
de' suoi
i

cappellani, essendo sull' altare


;
i

Trani, di Manfredonia, di Rossano e di


lenecnela o Caraccas.

due pallii due arcivescovi di Tours e di Bordeaux (d quale avea gi ricevuto


il

Un

cardinale che

pallio,

ma noneragli ancoraslato imla

come
stia

arcivescovo o

come vescovo d'O-

posto) fatta
slato
il

professione di fede e pre-

ha l'uso del pallio, in concistoro non movendosi dal suo posto, subito dopo preconizzato fa personalmente o per procura d'altro caidiiiide
la

giuramento, colle consuete preci


il

die loro

pallio,

ed

due arcivescovi

die-

rono
Il

in seguilo la

benedizione.

postulazione colla
forn)o!a prodal cardinal

pallio fuori di
(la

Roma

si

deve
al

ricesi

ibrmola,a cui

il

Pontefice risponde: Prola

vere

un arcivescovo o vescovo,

in

pediem dahrnus. Ecco


nunziata a Gresforio

terra che in

mare;

ma

quanto
il

vesco-

XVI

vo

di

Malta, che ne gode

privilegio,

Macelli pel decano cardinal Micara infer-

essendovi nell'isola altro vescovo., Pio

non \ II

mo.

Bealssiic Pater.

Ego

Piiirentius

a'20 settembre 1807 con suo breve deleg ad imporlo la dignit della cattedrale,

S.R.E. caidinalls IlJnccJdprocurnlorrcv. card. J/icnra cheli ecclcsiae Osliensis

premesso

il

giuramento

del

vescovo.
l'im-

pr pai le tjusdcm rei', card, et procuralorio nomine inslniiler, instonliiis, et inslantixsinie

All'attuale arcivescovo di

Monaco

pose
la

pelo ci tradi etassigiiari pallium


PclrisiiiiijUuiii in

nunzio apostolico che pontific nelmetropolitana, e nel d seguente segu


il

decorporcb.
slieiiii
tli li.

nitudo poutifcalis ofcii.pro


iibi

quo est pieecclesia O-

l'installazione del prelato nella

medesicardinali

ma. Innocenzo VI commise


Molile e

ai

petizioni, cambiali
IN'cl

voi.

commissa. Le altre formoie nomi, sono eguaXIX, p. 28 r, dissi che seconi

Tour

di

dare

il

pallio al cardi-

nal Bertrand, che

come vescovo

d'Ostia

do r antica disciplina
diacono o in sua vece

il
il

cardinal primo

pi antico, imai

pone

ai presenti

o consegna
il

procura-

dovea coronare in Roma l'imperatore Carlo IV. Il nunzio Archetti fu delegato in Pietroburgo a dare il pallio all'arcivescovo di Mohilo\v da Pio Vi, ed il
Bercastel, Storia del crisi,
t.

lori degli assenti

pallio, previo glurus.

35,

p.

i,

luento di fedelt alla

Sede, dovendo asil

riprodusse
ziata

la bella

allocuzione pionuiicircostanza. Ai
il

sistere a questa tradizione

camerlengo

dal prelato in tale

degli uditori di rota, invitalo dal prefetto delle cci inionie.

cardinali

suole

imporlo

Per

cpiesla imposizio-

sua cappella segreta; per


ci fece nella cappella

Papa nella Urbano VIII


Spinola

ne o consegna, nella caj)pella privata del


cardinalcbi celebrala uicssa, dopolaqua-

Boighesiana della

basilica Liberiana, coi cariliuali

C4
(Vi

PAL
avrliiep.'copalis
iii/iis

PAL
XI
iic;l
i

e Alhnrnnz, aicivcscovi di rompn;loIIn e

Tainnlo;

c(^l(;m'iiU;

IT

[vel pnUiiirh(ili<i) nnnppellnlinne, ut co usnris intra co


tuain certisdichns qni expiinmn-

l'Ascensione, avendo cckl)ialo messa nella basilica

cb'r.iani

Lafcrancnse,

ivi lo

diede al car-

tur in privilcgiis ab apostolica sede conccssis.

dinal Aslalli decano. Pio VII nel kStio


nella cappella Paolina del Quirinale l'iai-

In nomine Pa -^
-jjf

Iris^ et

Fi -^ Hi,

et Spiritus
le

sancii,
il

pose
i^orio

al

cardinal Soniaglia decano.

Gre-

quindi bacia

Amen. Il cardinapiede e la mano al l'ail

XVI

nella cappella segreta del

Va<tI

pa,e ne riceve l'amplesso doppio, recandosi poi


il

licano

lo confer"! a'

2(S-gennaio

i84'?-

cardinale a ringraziare

l*a-

cardinal de Angelis arcivescovo di Fer-

pa nelle sue stanze.


sta funzione, in cui

A
il

Urnedizione e Condi

mo

nella cappella dell'Annunziata del


1

sacrazione DEL Pontefice parlai


cardinal
il

que-

Quirinale nel

^44

^g''

'

'

luglio al car-

r.

diaco-

dinal Micara decano e vescovo d'Ostia;

no, aiutalo dal 2.,


tificale al
tai

impone

pallio

pon-

ed
di
11

ai

29

al

cardinal Carafa arcivescovo

Papa,

colla forinola

che liporfer-

cardinale
il

Benevento, col seguente cerimoniale. si porta nel luogo ove deve


pallio, in abito del colore cor-

nel voi. Vili, p. iGG,

dopo averglielo

dato a baciare nella croce posteriore,

ricevere

lente, ed ascolta la messa d'

un cappel-

mandolo con tre Quanto riguarda


i-elle PONTIFICIE,

spilloni d'oro gioiellali.


1'

uso del pallio nel Pa-

lano sccrieto a sinistra del genutlcssorio


del

pa nelle altre funzioni, lo descrissi a Cap-

Papa

(il

quale non necessario che

vi asMsl;i)

con banchetto e cuscino, nel

ne dopo

la

messa

avvertendo che lo ritiese ha luogo la solenne


il

lempo il pallio sidl'altaie in Coruna' angeli I sopra un tondino d'aigenlo. Terminata In messa, il caidinale depone la mozzetta e la niantelletta, ed assume
fpial

benedizione, altrimenti

cardinal diaco,

no del vangelo che glielo ha messo lo leva e pone sulla mensa dell'altare. Vedasi il Chiapponi, /^c/r/. ss. p. 227 e 236.
Osserva l'Olstenio, che riconoscendosi
la

sopra

il

rocchetto l'amitto e
11

la

pianeta

bianca.

Pontefice vestito di rocchetto,


stola, assislitodal

tomba
il

del principe

degli apostoli

come

mozzetta e

vescovo sarocchetto

principio della potest spirituale e delgiurisdizione ecclesiastica che


risiede

grista, dall'uditore di rota

in

la

e manlelletta, dal prefetto delle cerimonie, e dai cappellani e chierici segreti in cotta,
si

nel
te

Papa suo successore, questi anlicamens slesso levava


di
s.
il

da

sacro pallio dal


lo
si

dia in

pone mezzo

a sedere su faldistorio

o se-

corpo

Pietro e se

metteva sopra
levano
i

della pradella dell'altare, o

le spalle,

donde tuttora

palili
si

nel lato del

vangelo se nel tabernacolo


Il

pei patriarchi e metropolitani, e loro

il

ss.

Sagramento.

cardinale recasi a-

vanti al

Papa

e in piedi rinnova la po-

stulazione del pallio, indi genuflesso legge


il

danno, come segno della comunicata giurisdizione. Finalmente diversi di quelli che hanno 1' uso del pallio, con la figura ne ornano la parte superiore de' loro slemmi. Si pu inoltre leggere sul pallio:

giuramento. Quindi
il

il

Pontefice pren-

dendo

pallio dall'uditore di rota


il

che ne

sostiene

piatto genuflesso a destra, tela

Co loger, Oy95c.
sopra
il

t.

37,

p.

43j:

Disscrt.

nendoli sagrista
il

bugia ed un cappellano
cardinale
il

pallio degli ebrei e de' cristiani.

libro,

impone

al

pallio, leg-

C. P. Riether,

Adhonorcni oninipolcnlis Dei et B. Mariac scmper i'irginis, ar bb. nposlolonini Petri et Panli, nec non
gendo
ipiesta l'ormola.

De pallio archiep., Jenae 1628. M. Paolo Leone, De auctorilate et usa palla pontificii, Romae i649- ^^
Cralion, Palliuni archiepiscopale, Pari-

ecclcsiae N. libi conimissae, tradiinus libi


palliiiin (le

siis

1GG9. A. Baldassarri gesuita. Il pallio


Disseti, jnridico-canoiiica

corpore

b. Pelli siiniptiini, in

apostolico dilucidalo, \euez\a 17 19- C.

c/no est pleniludo pontificalis officii cuni

M. Seidel,

de

P
on'ffinc, u.<!u

AL
le

PA L

6j

elauctoritate pdUi archi cp.,

romana. Di cuore grande e generoso

G. Periscili, Tracanonica de origine, usa et anetoritalc palla archiep. ubi siinnl fura xtdis fllogitnliiia cantra llcrbipolenseni de coltalo huic nuper palili usu vindicaturj et J. Gasp. Barlhel, Dissert. de pallio sub incundeni revocatur. Dissert. de pallio
JJelmstiidii X'J^S. i.

giov altrui e lasci monumenti degni


di eterna
ri

ctatio

memoria. Liberale

co'forastie-

e pellegrini, prolesse Tasso; fond nel

cani i'indiciis palla I/erbipolensi, Ileibi-

suo palazzo, ora de penitenzieri Facani, un collegio per 12 studenti d teologia, che lasci sotto la cura del nipote poi cardinale, provocando loro beneflcii e dignil. In Cosenza istitu il seminario
con rendile, e v'introdusse gesiuli; dai fondamenti fabbric nuovo coro e presbiterio, ed un portico presso l'episcopio
i

1743. Acccdunl Daw. Papebiocliii, usu et forma palla aniniadi>ersioncs, cuni nutbusdani obseri'ationibtis, Ilei instaclii 1^5^.. J.GavnevV, Dissert. de usu
poli

De

per ricovero de' poveri nelle pioggie, trasferendo


te.
il

palla,

intei-

Disciplina populi Dei, Fleu-

battisteiio in silo pi decendell'

ly, eillta a F.

A.Zaccaria, Venetiis 1783.


si

Zelante

onore

di

Dio e del de-

Gio. L. Beiti, AnUchil del pallio e se


se volgari p.
5r/7.<'rc/. di
gii,

coro de' sacri templi, ne edilc alcuni,


altri abbell e restaui.

concede ai metropolitani? nelle sue Pro-

In Caldarola e-

273, e nel

t.

delle Dis--

resse la collegiata di
dite,

s.

Martino con rendi


s.

Zaccaria, p. ii'.

Dom.Georle Dissert.

ed

il

monastero

Caterina con
Ginesio (della

Liturgia liont. Pont., fra

doli per povere zitelle da nominarsi dagli eredi.

recitate ncll'accad. di

cordala nel n.

ma

-j],

in

Benedetto XIV, ri6721 del Diario di Rouna quella diFr. L. Schnell;


il

Nell'abbazia di
voi.

s.

quale parlai nel


le

chiese della

XL, Madonna
s.

Del pallio usato dai prelati, e perch di


(Hiesto si servono nell' amministrare

rio.

Passalo

al titolo di

290) edific s. GregoLorenzo in Lup.

e di

sa'

cina, restaur la parte minacciante rovi-

gramento dell'ordine e non


lio pontificale
;

in quello del-

na, e

il

contiguo palazzo del


di Frascati,

titolare, cui
i

la confermazione; la vera origine del pal-

fece notabile aggiunta. Nel 161

diven-

da

il

da chi unicamente dipenconferirlo j a chi sia sempre stalo so-

ne vescovo
giore di

ove nella catte-

lito il

sommo

Pontefice di conferirlo nel-

la chiesa greca e latina, e quale finalmente sia l'uso

del medesimo.
Gio. Evangelista, Car-

mag1620 di Porto. Dopo essereintervenuto a 6 conclavi, mor in Roma nel 1620, d'anni 72,6 tradrale eresse con eleganza l'altare

marmo,

e nel

PALLOTTA

sferito in Caldarola, fu sepolto in dello

dinale. Nac(jue in Caldarola, diocesi di Ca-

monastero,
nel
I

in cui

il

cardinal Guglielmo

merino, d'una delle primarie famiglie. lu

788

colloc onorevole iscrizione a lui

Roma entr nella corte del cardinal


tijda cui ottenne
il

PeretIVIaria

e al seguente cardinale suoi consanguinei.

canonicato
il

in

s.

Sebbene

di esteriore austero, fu pio,

ad Martyres. Divenuto
sto

cardinale Sis.

alfabile,

umano, benigno,

uUlcioso e di

V,

lo lece

canonico di

Pietro

si-

candidi costumi.

gillatore della penitenzieria, segretario

PALLOTTA
le.

GiAvinATTisTA, Cardina-

de'memoriali e datario, lo consagr nel ")<S7 arcivescovo di Cosenza, e a' 8 dii


1

Nacque

in

Caldarola, nipote del preces.

dente, e

s'istru nel convitto di


il

Bernardo

cembre lo cre cardinale preledi s. IMatteo in Merulana e arciprete della Chiesa


di

di Perugia, sotto

celebre Bonciai'io. Grevicelegato di Ferrara,

gorio

XV
illesi

Io fece

Pietro in f'^aticano (^.), colla prefcltura della fabbrica e la carica di pros.

UrbanoVIlIcolleltoreapostolico in Portogallo, dove con invillo coraggio mantenne


i

datario.

La sua
VOI.. LI.

integrit e

prudenza

gli

diritti ecclesiastici,

procac-

procacciarono l'applauso

di tutta la cur-

ciandosi l'aminirazione degli stessi avver-

66
sari,

PA L
come
rilev tle

PAL
ma, e
si

Lugoncl libro a Idi dedicalo: Iter Lanrclanac Uomus.Tovnato in Roma ne fu eleUo governatore, ed imparzialmente amministr la giustizia. Inoltre Urbano Vili, in premio
di sua mirabile integrit, lo consacr ar-

distinse nelle conclusioni di

fi-

losofa, e

nella recita delle dissertazio-

ni e discorsi.

Presto venne impiegato a

servire la

s.

Sede, e

come

uditore del
fe-

nipote di Clemente XIII, questi lo

ce canonico Vaticano, giudice della rev.

civescovo di Tessalonicaj e sped nunzio


straordinario all'imperatore Ferdinando
Il

fabbrica, prelato domestico e altarista.

Clemente
la slessa

XIV

lo

nomin economo
s.

del-

per allontanare

la

guerra da

Italia, e

fabbiica di

Pietro, segretario

vi rest nunzio ordinario,

sostenendo l'onore del princii)e e le ragioni della Chiesa laonde a' iq novembre i(2f) lo cre
;

del

buon governo,

e tesoriere generale,

carica che disimpegn colla

pi grande

integrit, esattezza e vigilanza. Pio

VI

ai

cardinale preledi

s.

Silvestro in Capite,

23 giugno 1777
di
s.

' cre

cardinale prete

e l'imposizione della berretta cardinalizia l'esegu l'imperatore.

Eusebio, e pr- tesoriere generale,


le

Fatto legato di

successivamente conferendogli
ture del concilio e delle acque,

prefet-

Ferrara, con prudenza e valore aument le rendile senza aggravio de' popoli,

le

protctpii,

torie di pi citt, collegi e luoghi

the provvide nella carestia. Spurg il canale di Comacchio, che prese il suo nome, rendendone pi salubre il clima; il suo nome rimase pure ad una villa da lui posseduta in Roma fuori di Porta Pinciana, ed ancora detta Grotta Pab lolla. Per sua opera la nazione Picena ottenne la Chiesa di s. Salvalorein Lauro {V), con l'annesso collegio, contribuendovi pure con sommeconsiderabili, e celebrando con solenuissima processione la festa della Madonna di Loreto, descritta dal

l'impieg nelle pi distinte congregazioni; a

tutto prestandosi con indefessa e


la vita
,

saggia applicazione, per


tica e

sistema-

metodica che menava e soleva dire: il perder tempo a chi pi sa, pit .spiace. Mor litolare di s. Maria degli Angeli, d'armi 68, a'2 settembre 795,
i i

compianto da

tulli

buoni, chiama lo spec-

chio di virt e modello di rettitudine, ve-

nendo esposto e sepolto nella chiesa di Maria in Campitelli, per avere abitato
palazzo incontro.
scrt.
Il

s.
il

Cancellieri nelle Dis'

Cardella

Memorie

t.

6,

p.

sui Discoboli p. 5:j e seg., riporta e-

2g4, e dal Profdi p.

io, nell'opuscolo

rudite notizie sull'antichissima famiglia


Pallotla oiiginaria di Messina dei conti
della Rocca, e quelle del cardinale
taglio, in

Antonio Pallotlae card. Nel iGGGotteuue il vescovato di Frascati, dove apr il


seminario che per
proprio palazzo
lo

con detVII,

pi mantenne a sue

un

quanto

dissi nel voi.

spese. Nell'anno santo


i

i65o convit nel

p. 56.

poveri pellegrini, ser-

PALLOTT Antomo,
riginario
di

Cardinale.

O-

vendo loro a mensa. Nemico dell'interesse, sempre ebbe in mira il pubblico vantaggio, e fu d'animo gagliardo. Mor in
110 e

Calderola nel Piceno,


in

ma

nato

a'

23 febbraio 1770

Ferrara,

dal conte Gio. Mario vice-castellano della fortezza,


fei.

Roma nel

668, d'anni 74. "^^

S'oi"-

e dalla contessa Giulia

Maf-

ora in cui era nato (l'elogio

lo ci-

Dopo
di

essere stato educato nel semi-

tai nel

voi. Vll,p. 56), e trasportato Caldarola fu sepolto in s. Caterina.

in

nario di

Frascati e nel collegio NazaPioraa


,

reno

attese agli studi

legali

PALLOTT
le.

GuGLini-MO, Cardinafelice

sotto la direzione del precedente zio cardinale, e Pio

Nacque
;

in

Macerata dal conte Pa-

VI
i

nel

796

lo ascrisse
,

per

ingegno e amante della lettura, apprese le scienze con


ride

dotato di
nel

processo fra

prelati referendari
s.

e fe-

ce benefciato di

Pietro. Pio VII sucnel

successo

collegio

Nazareno

di

Ro-

cessivamente

lo

uouiiu

1800

ca-

PAL
nonico Valicano (ed allora rivendic
colleglli
il

PAL
ai

67

popolo, opera stimabile del cappuccino

privilegio del

protonotarialo

genovese prodotta ad imitazione di Gui-

apostolico, tostocli

abbiano prestato giuramento al cardinal camerlengo); ponente del buon governo, annoverandolo fra
i

do Reni ed il codice membranaceo di Ferdinando Cordubense, De consultan;

di ratione,

che Cancellieri avea

illustra-

prelati aggiunti alle congregazioni del

to con Lettera al cardinal Ani. Pallolla,

concilio e della fabbrica; nel

1802

udi-

tore di segnatura

datore di

s.

18 14 commenSpirito, nella quale carica


;

nel

Pesaro 182G. PALMA. Pianta con ampio fascio di foglie nella sommit, spadiformi acute

fu d' instancabile zelo pel

buon ordine
1

sempre
stina,
tali

verdi, assai

comune

nella Pale-

vantaggio del pio luogo, onde pubblic


diverse provvidenze; nel

nelle Indie orientali

ed occiden-

f)

uditore

ed

in altre regioni; in Palestina lepii

generale della camera apostolica, in cui

per
te

la

sua rettitudine e attivit nel disi

sbrigo degli affari

fece onore.
a'

benemerenze, Pio VII


lo

Per tanio marzo


gli

EngadLa palma o il ramo di palmaunsimbolodi vittoria, enei trionIjellepalme furono ne'dintorni di


di

e di Gerico.

fi (

ne parlai a Ingressi) dai soldati greci

1823
in

cre cardinale prete, e poi


s.

confer per titolo la chiesa di

Silvestro
cele-

romani portavansi palme davanti al conquistatore; si davano ai vincitori dei


e

Capite. Questa esaltazione fu

giuochi qual premio, ed in segno di vittoria o d'onore, per cui


si prende anche per guadagnata in bene operare, e pel martirio. La palma fu attribuita dai gentili alla dea della Vittoria, ed anche dai

l^ratacon diversi componimenti, fra'quali

meritano menzione quelli

intitolati,

gloria

et yotaj e l'erudito opuove parlasi ancora della famiglia Pallotta e suo stemma: Antonio Pallot-

Gralulaliones

scolo,

cristiani alle vittorie

dei

martiri, colla

tae in aniplissiniuni patruni carclinaliuni

quale

gli artisti
;

li

rappresentano o simil

coUcgiuni a Pio VII P. O. 31. Urbe plaudente cooptato Cajetanus Profilius

boleggiano
Not. di
presso
il

tuttavolta avverte
p. St),

Paoli,

s.

Feliciano,

che

la

palma

ronianus obsequii
gratulatur,
conclavi di

et grati

animi caussa
ai

sepolcro e Martiri (^.), credu-

Romae
il
I

1823. Intervenne
e
.

to per del

Leone XII, Pio Vili

Gre-

indicare

tempo segno sulficiente per un martire, opinione non


la

gorio

XVI, ed

lo dichiar legato

ammessa, poich
accordare
il

chiesa

romana per

lalere di JMarittima e

Campagna, per

culto alle spoglie mortali di


vi
si

il voi. XXXVII, p. 273. Fu annoverato a 7 congregazioni, ed ebbe in

cui vedasi

un

trapassato,
il

determina quando

scopre

testimonio del sangue da lui


la fede,

protettoria molli stabilimenti

pii, citt e

sparso per

prende per maggior


si

luoghi registrati nelle Notizie di

Roma.

forza di sicurezza

quando

uniscono amDlenioria

Bello di persona, sort dalla natura fo-

bedue

contrassegni. Pei segni certi del


si

coso temperamento; per fu lodato per


singolare attaccamento alla
s.

Martirio,

pu vedere
s.

la bella

Sede, zelo

per l'im'cnzione di

Sabiniano martire

ardente pel bene comune, fortezza d' animo e imparziale giustizia. Mor d'an-

cap. 2, del p. Secchi gesuita. Nel campo trionfale della Chiesa inafliatodal sangue
di tanti

G4 la sera del 19 luglio i834, presso Monte Cassiano, in un luogo di sua vilni

martiri, veget

mai sempre

la

leggiatura,
lo in

donde

il

cadavere

fu porta-

palma santificata. Dei simboli della palma pu vtdei'si Buonarroti ne' Vetri antichi,

Roma

e sepolto nella sua titolare.

dicendolo esserlo del battesimo,


la

In segno d'affezione e venerazione lasci


a Gregorio

perch siccome
di fingere la

palma

fu forse l'origine

XVI

un quadro rappresen-

fenice, e tenuta questa


col

per

laule Pilulo clic lyustra Gcsi Ciislo al

geroglifico di rinasci inculo,

baltcsi-

G8
Ilio
si

r A L
linnsce a

P
e pii felice vita.

AL

nuova

pure simbolo della Giudea, ove tallGeiusalcuirac nel tempio, le pareti del quaI.o

palme, Corn. de Iciler. t. Sa, p. 3G. Grodeck, De cnerimnma palmarum aj)Utl

io (lori vano e se ne oliti vano in

Lipsiae

Jiulaeos in festa tabernacitlorum, i6c)f). Caipzovii, Philolngema


I\

le

furono ornale con palme da Salomoai re di Siria

sacriim de asino
W'alchius,

fessine Cliristi in ut beni

mandavasi im ramo di palma d'oro come una specie di tributo; lo ancora de' giusti e perci
ne, ed
vedesi intorno a Cristo, agli
apostoli

flierosolyniani veclore,

Lipsiae

1675.

De

Christi in urheni Hieroso-

lfninmintroitu,Jenaei'j3S.KCoa\,Disfjuistio

ad
la

alili santi

come

segnale de' martiri;

slium ubi locus Matlkaei

de suhstratione et pgnoratione veexplicatur^


-y.

secondo Severaiio, rappresenta Ges che ascendendo

palma poi
la

colla fenice,

Gissae 1701. Mayeri, Diss. de dominica

palmarum, Gvphys 1707. Quanto

ri-

sopra

palma

della croce e bruciandosi volle morire, indi co-

in essa, per

amore
del
i

me

fenice risorse trionfante e vittorioso,

della

morte e

gli Interessi

(F.)

demonio. Talvolta nePapi sono stati inconII

guarda l'istituzione della benedizione, distribuzione e processione delle palme, e suoi antichi riti e significati, ne parlai nel voi. Vili, p.27(S, dicendo della funzione che celebra il Pontefice; anticamente spettava agli

trali colle

palme, e quando Pio


la

antesta

Ostiari [V.) l'uffizio di

d
di
tri

a prendere a Ponte BIollc


s.

fare le palme.

Andrea apostolo,

cardinali e

gli al-

mano, perch nel giorno avanti domenica delle palme era giunta in Roma. Nella domenica delle palme, Dominica palmarum, la Chiesa onora l'entrata trionfale che fece Ges
portavano palme
in

La Chiesa volle si facesse annua rimembranza del misteiioso avvenimento dell' ingresso trionfale di
sto nella

Ges Criche far


il

metropoli della Giudea, figualla

ra di

quello pi trionfale

medesimo Signore
con

fine

de' secoli

Cristo in

Gerusalemme [V.)

sei

giorni

prima di essere crocefisso, riconosciuto e solennemente accolto fra gli Hosaii-

lutti gli eletti nella celeste Gerusalemme. Nel Sacramentario dis. Gregorio I si fa menzione di questa cerimonia

na [f

.)

come
il

DIessia e Salvatore del


;

e della orazione per la benedizione delle

mondo
no

ed

re de' cuori

cerimonia che
trionfo
pie-

palme
secolo

neir altro Sacranwntario antes.

agli occhi della fede fu di gloria e di

un

riore di

Gelasio
la

I,

eletto sul fine del

maest. Volle fare que-

sto suo ingresso sopra di cui nessuno era

un asino su
sulla via
i

montalo
vi

al-

domenica sesta di quaresima ha il titolo Dominica in Palniis de Passione Domini, siccome pur leggesi

V,

cuni discepoli suoi


telli,

stesero

loro
vi

man-

Dell'antichissimo calendario della chiesa

altri

loro

panni, e

sparse-

romana,
secolo

scritto

come

credesi nel fine del

ro ramoscelli d'ulivo tagliati dagli alberi vicini. Un popolo numeroso ed inno-

IV

o nel principio del seguente.

precedevano e lo seguivano con rami di palme verdi in mano, diindo gloria a Dio coi loro applausi e cantici di lode. Il Baronie all'anno 34, n. 7, dice che l'albero di palma da cui
centi fanciulli
lo

Questa cerimonia si us pure da tempi molto antichi nella chiesa orienlale,poich nella vita di s. Eulimio, che viveva verso la met del secolo V, si apprende che monaci dopo la festa dell'Epifania
i

si

ritiravano nel deserto per prepararsi

tolsero

Vedasi

il

rami giudei dur molti secoli. p. Menochio, Stiiore t. i p. SyS,


i , i

alla

nasteri nel di delle


las
i

dell'albero di

be presero
il

palma dalla quale le turrami quando incontrarono

Pasqua, donde ritornavano ne' mopalme, ed il Grancoritiene, che monaci l'avessero apistilui-

presa dal clero secolare, e perci Croiset

Signore; Redi, Notizie intorno alle

pensa che questo sacro rito fosse

TAL
lo subito clie la Cliiesa
iie di

PAL
per
la

69
gioi'Si dis-

piolezio-

soleva
ti

il

Coslaulino imperatore pot eser-

ibuire

Papa anche in altri le palme in segno di

vittoria ai

citare

pubblicamente
Nel Goar
si

le

sue cerimonie
il

religiose.

espone

rito della

che ritornavano dalla Palestina, punendogli al collo alcune croci. Anpellegrini


tico l'uso di
cipi
i

chiesa greca, la quale nel sabbato prece-

mandare

in

dono

ai

prin-

dente

la

domenica

delle palme, detto di


voi.
le

rami benedetti delle palme, come

Lazzaro (di cui parlai nel IJ7) la portare in chiesa


olivi e
si
i

XXI,

p.
gli

fece Olrico
I

palme,

n)irti, e

si

benedicono,
d'i

cpiali poi

distribuiscono nel

seguente dal pa-

arcivescovo di Milano nel 125 col re Enrico V in Germania, a mezzo di Tebaldo vescovo della chiesa milanese; e pi ima di lui Papa Giovanni

triarca o dal
in

Costantinopoli
di

suo vicario. Anticamente 1' imperatore nel gabla

Vili nell'Hyy, come simbolo

di vitto-

ria,

mand palme

a Carlo

il

Calvo, e Ce-

bato
delie

Lazzaro faceva

distribuzione

palme

ai servitori e uliciali di

sua

corte, forse benedette dal

paUiaica o dal

protopapa. In Milano nel secolo XII si celebrava gi con gran solennit la funzione, ed alcuni rami di palma e olivi si
riservavano per regalarsi a personaggi
distinti
:

nella chiesa di

s.

Lorenzo avea

luogo la benedizione e distribuzione dei rami, indi l'arcivescovo montato un cavallo riccamente bardato,
basilica di
g.
si

recava alla
colla
si-

Roma don a Filippo H Augusto re di Francia palme e croci. La domenica delle palme stata chiamata Dominica floruiii o ranioruin, poich in vari luoghi, non solo si benedicevano le palme e rami d'olivo, ma anche i Fiori {V.\ quali pure si portavano e spargevano nella processione, e perci anche Pascila floriun o floriduni, rainipalniac, ramoln'ae. Fu pure denominata Dominica Lazari, Hosannacj Domilestino 111 in
i i

Ambrogio, tenendo

nica inclulgcnliae , perch facevasi in

tal

nistra pccola croce di cristallo, di

ornata

giorno
nitenti

la

solenne riconciliazione de' pe;

palme

e di foglie d'olivo, benedicenIl

pubblici

Pascha
in tal
ai

peiiLuin

sive

do

colla destra l'alfollato popolo.

cle-

conipeU'iiLiuni,

perch

giorno

si

con-

ro, lasciato l'arcivescovo presso porta Ticinese,


vi la

segnava

andava alla cattedrale a cantarmessa. L'abbate di s. Ambrogio


rarcivesi:ovo,
di pal-

colle sue insegne riceveva


il

catecumeni detti si lavava il capo de' baltezzandi per essere unti con Olio nomin Capilalavium , rice( F. ), si
il

simbolo
;

competenti

e perch

(juale subito gli

dava un ramo

vendo

essi

poi

il

battesimo nel sabbato


tradiai

ma
s.

ed una trotta, e ponlilcava poi in

santo, ^'ella chiesa di Milano la

Ambrogio. Questa funzione fu Iralasciata da s. Carlo, indi ristabilita dal successore Visconti, rimettendo monaci
i

zione del simbolo


vasi
ai

competenti esegui-

nell'antico loro possesso e diritto,


di

ma

fu

anticamente nel sabbato santo, per tempi di s. Ambrogio era praticata nella domenica delle palme ; la funzione

nuovo abbandonata dal cardinale Federico Borromeo chegli successe. la Gerusali'i/nnc.

delle

palme
:

e degli
prf;ci e

olivi

fu

poi intro-

dotta

alcune

cerimonie sono ualtre


si

suol farsi solennemente la proces-

sione delle
particolari

palme
riti,

altre chiese

seguono

ed
i

il

Macri

in

Palinanim
quale bene-

Jcstuin, dice che

maroniti portano in
il

chiesa

un albero
si

d' ulivo,

sono dissicavano poi da una porzione de' rami d'olivo benedetti, sono (juelle che asciutte, e non bagnate come per abuso soleva farsi nella
niformi
al rito

romano,
[f'.)

mili.

Le Ceneri

cbe

detto

pone a disposizione del maggior

chiesa Egitaniense, e perci proibito nel


j

olTerente per litnosina alla chiesa, e do-

(io3 dalla congregazione

ilc'riti, si

spar-

po

la

processione tutti ne prendono

un

ramoscello per divozione. Anticamente

gono sul capo de' fedeli nel primo giorno di quaresima dell'anno successivo. Lo

70

PAL
zione che

AL
riceverla dalle sue

palme e gli olivi benetlelti si conservano con pio costume per difendeie dalle

bramavano

inlempeiie almosferiche

le abitazioal-

mani, da queste le presero tra quelli che hanno luogo in cappella seguenti peri

ni e le persone,
le finestre e alle

onde

si

appendono

sonaggi, agli

altri

dispensandole! cerimo-

pareti del letto. Si leg-

nieri e gli accoliti ceroferarii.

Le

riceverosa-

ge nel Burcardo di Alessandro VI, che paratae fnerunt palniae ijOjdc ciidbux superfaerwit ii. Ilas

no dal Papa

tutti cpielliin

paramenti

gri, cio cardinali, vescovi,

abbati e peniil

Papa fedi incapr conservalione ah ictu tonitru. Quelle che dispensa il Papa in questo giorno sono nella maggior parte palme intrecciate e tessute di belmera sua
dislrihui
le e

tenzieri; pii prelati di fiocchetti,

prini

cipe assistente
servatori,
il

al soglio,

il

senatore,

con-

maestro del sacro ospizio;

due

soli

presi gli

per ogni collegio prelatizio, comavvocati concistoriali, i quat-

varie forme, lavorate dalle

Camal-

tro uditori di rota assistenti alla falda,


alla

dolesi (^'), e pochi rami d'olivo cun crocette di palme.

mitra e alla croce;


, i

il

reggente della
i

Le palme
o

pel

Pontefice
si

cancelleria

ministri della cappella,

e pei principi che sono in Pi.oma

ador-

quattro camerieri segreti partecipanti,

nano con

fiori freschi

fiuti,

e con fet-

due

di

quelli

tuccie nell'estremil d'oro e d' argento:

quelli d'onore,

soprannumerari due cappellani

due

di

segreti e

anticamente

personaggi

reali

presenti

alla funzione recavansi

personalmente al trono pontificio a prendere la palma, cui


ora
le

porta alla loro abitazione

il

ca-

meriere segreto partecipante segretario


d'ambasciala. Prima dai camerieri segreti
in gi, nella distribuzione
si

dava

il

ramo

due comuni, il i. aiutante di camera, due bussolanti; due procuratori degli ordini religiosi e due di collegio, il predicatore apostolico, il sotto sagrista, due cantori, duechierici, due maestri osliari, due mazzieri due alunni del collegio germanico col gesuita, due caudatari dei
,

d'olivo verde, e

il

diacono assistente alla

cardinali. Nel giorno delle ceneri

si

ten-

benedizione nella cappella pontificia non

assumeva la Papa, una la

stola.

tiene in

Tre palme spettano al mano e va al came;

ne l'ordine medesimo, colla sola differenza che tutti membri dei collegi prelatizi ebbero la cenere dal Papa, essendo
i

riere segreto partecipante coppiere, che la

minore
sia
il

il

concorso de' forestieri


l'origine della

Qual

sorregge quando
sostiene
il

la lascia

la

seconda
al soglio,

la

titolo e

privativa

principe assistente

concessa da Sisto

ad un antenato e
s.

spetta a lui,

ed in sua mancanza

al se-

discendente della famiglia Bresca di

natore o

pili

degno conservatore,
la

clie e-

Bemo

nel Genovesato, ora diocesi di


sulla

gualmentela ticnein mano;


gorio

terza ch'c

timiglia,

provvisione delle

Venpalme

a disposizione del Pontefice, soleva Gre-

in servizio della cappella pontificia per


la

XVI mandarla
le

al

senatore dal Busai

funzione della domenica delle palme,


delle patriarcali basiliche di

iolanle, che

porta ancora

cardinali

non che

Bo-

non intervenuti
il

alla cappella e agli

am-

basciatori e ministri diplomatici.

Anche

maestro del sacro ospizio ha altra pala parte


;

ma,si legge ueW Appendice cap. i, della Sttlimana santa del Cancellieri, se non che quanto al motivo vero della beneiT.erenza del

ma

altrettanto dicasi delie can-

Bresca va letto

il

mio

ar-

dele benedette e ornate di talco a colori.

Nel 1845 e 1846, per rendere pi

breve e
la

meno incomoda a Gregorio XVI


palme

distribuzione delle candele e

Obelisco Vaticano. Sisto V concesse la privativa con diploma, in un al titolo di capitano del i. reggimento di linea pontificia, col privilegio di portarne
ticolo
la divisa e d'iimalzarne

benedette, lunghissima a cagione de'nu-

bandiera sul badelle

mcrosissimi forestieri

dislinli d'

ogni na-

stimento; ed oltre

il

pagamento

PAL
palme ima pensione mensile dai
apostolici
,

PAL
palazzi
stoso e
i

71

adorno di belle scolture, ha torre

il tutto ancoia in vigore. S. Ilemo, ferace d'alberi di palma, alza questa ed un leone per stemma, ed ogni anno il suo capitolo dona al palazzo apostolico un fascio di palme, altrettanto praticando

con orologio antichissimo cui movimenti e la Sonata sono regolati secondo il


corso del sole e dei
solstizii;
si

possiede

museo
ti
i

d'antichit, in cui

vedono tut-

ritratti degli

uomini celebri di
vi

Mauna

il

vescovo d'/4lbcuga,a quale articolo fa-

jorca; a lato del palazzo reale


torre quadrata assai alta
,

cendo cenno di ci e dell'origine del privilegio, la stampa ommise alla parola capitolo l'aggiunto di s. Remo. Le palme di quel territorio, essendovene pure iu JJordighera, sono di due qualit, la pi perfetta dicesi palma papalina e romana,
l'altra

che serve di
si

prigione, la cui costruzione


bct ai

attribui-

palma

ebraica, perch

gli

ebrei ne

Anche il palazzo vescovile rimarchevole, come il teatro per monumenti pubblici grandezza. Fra borsa di desta ammirazione la Lonja Palma edificata nel secolo XIV, e ricartaginesi.
i

provvedono in ottobreper le loro funzioni, non curandosi che siano di color canario e indilTerenti che sieno verdi, cio per
la festa de'

corda

il

ripristinamentodel culto cristiasecoli di persecuzione in quelle

no dopo

regioni, e la riunione dell'isola di Major-

tabernacoli o delle capanne,

ca all'Aragona, ond' che risente dell'arte moresca, a riserva de' cornicioni che sono arabi: essa offre un modello il pi puro e di quello stile chiamato gotico

che celebrano

PALMA.
le

autunno. Citt con residenza vescoviin

del vescovo di

Majorca
di

(f^-), della

Spagna, capoluogo
isole

provincia nelle

applicato

all'

architettura

civile.

La

di-

Baleari e dell'isola di Majorca, al


di

sposizione interna suscettibile di difesn,

fondo

una

baia,

il

cui ingresso for-

come costumavano
i

di fare
:

mori

in tutti

malo

dai capi Bianco e Cala Figuera.

fabbricati de'loro tempi

avvi contiguo
di

e delle principali autorit delle isole


leari.

pure sede del governatore generale BaEretta in anfiteatro sopra


il

un giardino botanico dovizioso


le

tutte

piante rarissime
i

dell'Isole e dell'Adell'isole

por-

merica. Ivi tutti


leari e
si

mercanti

lo in

forma

di semicircolo, cinta

da
i3

delle

Spagne

in diverse

Baepoche

mura

grossissime, fiancheggiate da

recano a far
gli

le loro

assemblee, e terfeste

Vi si entra per tre porte, e malgrado le sue fortificazioni non potrebbe sostenere un lungo assedio. Tutte le case sono adorne di colonne di marbastioni.

minali
tanti di

affari si

danno

pubbligli

che e de'

balli in

maschera, che

abi-

Palma

preferiscono a qualunque

altro divertimento.

Tia

le piazze la pii

mo

SI

nell'esterno che nell'interno, nel-

bella e frequentata

quella dei Limiti.

moresco, e quasi tutte di un piano ed in pietra. Le chiese nella pi parte rimontano all'epoca del secolo XIII
lo stile

"Evvi

il

bel passeggio pubblico o Corso

della Flamba. Possiede

una

societ eco-

nomica, due collegi o seminari,! casa di


beneficenza, scuola di navigazione, due biblioteche e due stamperie, fabbriche di
stoffe

XIV,

ricche di preziose suppellettili:


il

dicesi nella cattedrale, oltre

bellissimo

fonte sacro, esservi sei candelabri d' ar-

ed

altro. 11

porto formato da
e stretto, piccolo

genlo massiccio a sette rami, di UD lavoro delicato e bizzarro. La casa municipale,


il

molo lunghissimo
sicuro,
castello

ma

ben
s.

difeso al nord, e protetto dal


di

palazzo reale o del governatoil

Carlo e da (|uello
navigazione e
essendo
la citt

Belver,
Il

re vastissimo, la sala degli spettacoli e

antico palazzo dei re di Majorca.

comvi so-

grande ospedale, sono


voli e rari iu

edificii

rimarche;

mercio,

la

la
il

pesca

palazzo

Europa per la solidit il comuualc di stile gotico mac,

no
l'

attivi,
isola.

deposito delpittore,

pallia di Mczcjuida

72 Moiez

PAL
scultore, Lullo tlislinto lolleralo,

PAL
marchese
vessi dal-

V del f<'u>ioso Caio-y-Surecla


della Itomai)a,clie nel
ia

1808

sal

Danimarca, ove Nci[)oleoneravea mandalo colla divisione spagnuola che serviva come ausiliaria nelle armale francesi. I dinlorni sono ameni e ben collivali,

Matteo, CardeNapoletano di egregia indole, nel 5i 8otlenneda Leone X,per rinunzia del zio Vincenzo, l'arcivescovato d'Acerenza e Malera, indi a' 2 dicembre 527 Clemente VII locre cardinale prele di s. Clemente ed amministratore di Sarno, per
naie.
I i
1

PALMIERI Andrea

coperti di giardini, orti e case di


vi

cam-

le

sue eccellenti qualit e candore di cogli

pagna;
certosa.

sono bei passeggi e magnifica

slumi, che
di

conciliarono pure l'airetto


1

Si pretende clie

Palma

sia

slata fon-

di

data dal console Q. Cecdio Metello; quanto riguarda le sue notizie e

ma
vi-

Carlo V e Paolo III. Questi nel 534 lo fece amministratore di Lucer, e nel 535 di Policaslroedi Conserans. Di cuo1

re intrepido e
militare,
si

magnanimo,

e di spirito

cende civili ed ecclesiastiche, lo dissi a Majorca. Welle Notizie di Roma sono registrali vescovi di Palma o Majorca dal
i

lySo. Solo aggiunger ai vescovi riportali seguenti, perch chiamali simultaneamente di Palma o Majorca. 1700 Benedetto Panelles benedellino barcelloiiese; 1744 Giuseppe a Zepeda toletano; 763 Francesco Garrido de la Vega di Tuy 772 Gio. Diaz Guerra di Siviglia;
i

ad Adriano VI di soccorrere col proprio denaro e con cjuello cavalieri di Rodi assediati degli amici dai turchi. Mentre stava per partire colesibii
i

le

genti del

Papa per

gloriosa intra-

presa, seppe la perdila di Rodi, per cui

poco manc che ne morisse di dolore. Dopo IO anni rinunzi l'arcivescovato con
regresso a
sco, cui

favore del fratello Francela

gi avea ceduto
questi

sede di Saril

778PietroaliubioBenedeltodiCuenca. Pio X nel 847 preconizz l'attuale mg. llall'aeleManso di Villamayor de Campos diocesi di Leon. Dalla proposizione concistoriale si rilevano dilFereuze da quelI I

no,

ma
1

premorto

a lui,

cardina-

le rientr in possesso delle


li

due chiese, qualasci.

nel

53 definitivamente
1

Otten-

la del
la

predecessore, e le noter. Si dice

cattedrale, vasto e gotico edifizio, dess.

dicala alla

Trinit;

la

sede suihaga-

Tarragona ; il capitolo con 5 dignit non si pai la di rendita, n di conventi e monasteri; 5 essere le chiese parrocchiali di Palma, 4o quelle della dioDca
di
;

tesi, la

quale estendesi a tolta l'isola di

ne l'amministrazione di Gonza, che dopo breve tempo rinunzi a Troiano Gesualdo. Divoto della Madonna, visit con esemplar piet il santuario di Loreto, cui lasci considerabili doni. Mentre era governatore di Milano per Carlo V, mor in Roma nel i537, d'anni 44? c^*-* sepolto in s. Maria del Popolo. PALMIUA o TADMOR. Sede vescovile e grande citt della Turchia asiatica, nella

Majorca. Un'orribile terremoto de' i/^e i5 maggio i85i, lece morire molli di
spavenlo
rono.
e quasi
tulli
gli

parte nord-est del pascialalico

edilizi solfri-

PALMATORIA.
di piattellino
jjer

Strumento ad uso

Damasco, capitale anticamente della Palmirena o regione Palmirena, Palinysuo nome dalreue. Prese senza dubbio le palme che nascono in abbondanza nel
di
il

con boccinolo o cannello


cardinali,
il

deserto sabbioso che

la

circonda, essen-

adattarvi una Candela {f^.),cht u^asacre funzioni


i
i

dovi anche selve di cipressi. Era situala


a

110 nelle
lati

pre-

e quelli che ne

godono

privilegio,

te,

35 leghe dalla riva destra dell'Eufrae 60 da Damasco. Non si hanno che


di

per vedere lume in leggendo. /'. Bugia, Lampadario, Lumi, ove riportai alcune

congetture sull'origine

Palmira, e de-

boli notizie sulla sua singolaresiluazione,


sulle fuuli di sue ricchezze, cagione del-

onccssioui per l'uso.

PAL
l'erezione de'suoi magnifici

monumenli,

quisle assunse
te,
i

il

PAL 73 nome di regina d'Orien-

avvenimenti, che limno ignorar l'epoca del suo s[)lendore e quele su molti
altri

juindiarm formidabilmente contro romani, tolse loro gran tratto della Si-

la della

sua rovina. Secondo

la

sacra Sciit-

ria,

dopo avere debellato


gli assiri.

il

re di Persia

tura Salomone fece fabbricare

Tadmor

e soggiogato

noto come Auvinse nelle


citt di

o Thoedmor, quasi termine divisorio dei

reliano marci contro di essa con tutte


le

due
bia,

vasti deserti della Siria

e dell'Ara-

forze deli' impero, che la

dopo

di

aver fatto
i

la

conquista del
i

campagne d'Apamea presso la

E-

paese di llamath;
Li
la

greci ed

romani
gli

la

mesa, e dopo di aver conquistato Palmira con orribile strage, fece prigioniera la
stessa

cliiamarono poscia Palmira,

ma

ara-

nominano ancora Tadmor, che significa Palma: era tra gl'imperi dei romani e de* parli. La stona romana fa menzione la prima volta di Palmira, allorch Marcantoino sprovvisto di denaro,

Zenobia
il

colle

figlie,

che condusse
di spiriti

Roma

pel trionfo e cinta di catene d'o-

ro.

Narra

Terzi che Zenobia,

generosi e guerrieri,

dopo
si

il

trionfo riti-

rossi nella villa di Tivoli e

fece cristiana;

pens rendersene padrone, e


i

cos pro-

parlava pi linguaggi, pose in compendio


le storie di

curarsi

mezzi per pagaie


di

le

sue truppe;
disegno,

Alessandro, e fu peritissima

ma

|)almireni istruiti

tale

nelle matematiche.

Palmira ebbe

in se-

bench

fosse la citt munilissima,si trascolle loro famiglie e ricchezze

guilo un governatore romano, e Giusti-

portarono

niano

la fece

restaurare. Presa e ripre-

di l dell'Eufrate, di cui coi loro arcieri di-

sa in seguito nelle dilferenti guerre che

fesero cos bene

il

passaggio, che l'armata


fu forzacitt.

desolarono
tinaia di

romana comandata da Emilio


ta

villaggio detto

di ritirarsi, rovinando per la Palmira era allora capitale di uno

uu Fa yd, abitalo da poche cenfamiglie arabe. Le sue magnila

regione, oggi Palmira

stato

fiche rovine, forse le pi sontuose d'

A-

libero, e l'emporio principale delle

mer-

sia^e dicesi pure di Grecia, restarono sco-

canzie che provenivano per via di terra


dall'oriente e dall'occidente. Un'iscrizio-

nosciute sino al i6()

[,

essendo

le

princi-

pali quelle di splendidi templi,

ne greca che si legge sopra una colonna fa sapere, che fu eretta da una nazione
libera,

Sole adorato dai


serto

come del palmireni, superbi mauacquedotto. Nel de-

solei, sepolcri e solido


si

governata dal senato

e dal popolo,

trova

la valle del Sale,

che sommie alle vicii

un capo o principe; si presume che questa forma di governo de'palmireui durasse fino all'anno 272 di
alla cui testa era vi

nistra sale bianco a

Damasco

ne

citt; cjuivi

fede cristiana

siri. La Davide sconfisse s'introdusse in Palmira nei


i

nostra era, in cui l'imperatore Aureliano


prese Palmira. Gi
l'

primi del IV secolo, segnalata nel 3i


dal martirio di
s.

imperatore Adria-

no

l'avea restaurata e

chiamata Adria-

nome; indi sotto l'imperatoreGallieno, Odcnato decurione o canopoli dal suo

Eutropia e delle ss. hU Lia e Leonida sorelle. Divenne sede vescovile di Fenicia del Libano, sotto la metropoli di Damasco, nel patriarcato d'Antiochia. JNe

po de'palmireui
litica

si

distinse perla sua po-

furono vescovi

registrati al;

e virt, per cui l'imperatore lo di-

chiar Augusto, associandolo all'impero:

Odcnato fortific e ingrand l'almira, e militando pei romani vinse parti e peri i

VOriens chrial. t. 2, p. 846 Siria sacra p. 128. AI presente Palmira, Paiiyren, un titolo arcivescovile in parlibiis
s.

si,

e fren gli arabi.

Dopo

la

sua morte

la

moglie Zenobia, del regio sangue dei Tolomei d'Egitto, che regn in modo tanto glorioso, iu cuuscgueuza delle sue con-

senza sufTraganei, che conferisce la Sede. Nominer tra quelli che ne furono insigniti Filippo Amai abbate di s.
Idelfcjuso e confessore di

S[>.tgna,che mor nel

Callo IV re ili i834 lasciando di-

74
tlegli
(|iiale

l'AL
il

PAL
voi.
?.,

verse opere, di cui parla

p.

jj

Annali delle scienze religiose, nel anno aveva pubblicato in IMacb iti,
il

gnil di tratto e gentilezza, nobile per nascita ed elegante nell'aspetto. Am-

ministr

la

chiesa d'Aveisa, e per

l'

in-

Meditazioni contro
rocle'22 dicembre

libro inlilolalo le

signe sua dottrina e prudenza,

Urbano

rovine di Pahnira. Pio

IX

nel concisto-

IV

nel

t84B

lo confer a

mg/

prete di

dicembre 12G1 lo cre cardinale s. IMarlino. Per nere calunnie fu

Giuseppe de Sylva Torres (del quale parlai a Imdie Orientali, a Goa, di cui lo fece arcivescovo Gregorio Xf'I, ed ai relativi articoli), che nel concistoro de' 17 febbraio i85i dichiar coadiutore cotL
futura successione dell' arcivescovo
di

accusato reo,

ma

senza alcun

riguardo

alla dignit giudicato

rigorosamente, ne usc innocente, ond'ebbe la legazione dell' Umbria, Marca Toscana , Venezia e Lombardia, nella quale eccit crocesigiiali a prendere le armi contro Manfre,
i

Eraga, edoltre
cistoriale,
il

la solita

proposi/ione conl'allocuzio-

di invasore della Sicilia, e in

tal

carica

Papa pronunzi

prosegu sotto Clemente IV,


e

al cui

con-

ne

Inter noi'os, riportata dagli ninnali del-

clave non intervenne, bens ai


ti,

4 seguenvescovile

le scienze relig. serie 2/, voi. 9, p. log. Ivi pure si legge la lettera dell'arcivesco-

mor nel

27G.

PALTOS PALTUS. Sede


la

vo

de' 18

novembre i85o

a Pio IX, e la

della Siria, provincia di Teodoriade, sotto

risposta di questi de'6 gennaio i85i.

metropoli

di

Laodicea, eretta nel

V se-

PALOSIO o PALOCCl Stcfa.vo, Gzrdinale.Vali'\z\o

colo, e nel

no

e camerlengo del clero, nel

gorio XI lo

romano, canonico Liberia1873 Grefece vescovo di Todi, ove pubnel

XII divenuta arcivescovile. Si conoscono 5 vescovi. Oriens cliriit. t. 2,

P-799-

PALU'
voi.

Lodovico,
i58.

Cardinale. V.

il

blic costituzioni di disciplina ecclesiastica.

IV,

p.

Uibano VI

dicembre i38i
s.
s.

lo

cre

PALUDI PONTINE.
di Velletri, antica

Nella legazione

cardinale prete di

Marcello, vicario di
Chiesa, dichiaran-

Roma e camerlengo di
ne
di Bonifacio

dolo suo confessore. Concorse all'elezio-

Campania o Campagna romana, nel paese de' volsci. Le paludi denominate anche Elodi, Velabri o Velie

IX, che

Io

nomin

arci-

trovansi in vari punti dello stato pon-

prete della basilica Liberiana, ed incaric


di presiedere alla rifazione del tetto del-

tificio,

come
d
vi

esistevano gi in gran parItalia

te de'piani

ne'tempide'primi poil

Paolo ch'era caduto, e d'esigere perci le decime e contribuzioni


la basilica di
s.

poli

che

posero

cipali paludi

piede. Questeprinsono diramate, riconcen-

imposte.

Dopo due anni che


1898
la

rinunzi

il

trate, risuddivise e vaste pi

meno

a se-

vescovato, mor nel

in
s.

Roma,

e fu

conda

del livello del suolo, della quanti-

sepolto avanti l'altare di


detta basilica, cui
sale di
s.

Girolamo di met del caPastore, posto fuori di porta No-

t delle

acque che
vi

vi

ristagnano o che vi
vi

don

ripullulano, delle materie che


scinale o che

sono stra-

germogliano, dell'indu-

inentana.

stria praticala, dell'ubertosit nel terre-

PALTINIERI Simeone, Cardinale, di Padova. Fu nel 182 creato cardinale da Lucio III, per rispetto del cui nome
i

no circostante e del numero della popolazione che le approssima. Di queste paeslese sono le Pontine, indi quelFerrarese in circa 16, che lo smisurato lialzamento de'fiumi e del mare fa perdere la speranza di ottenerne mag-

ludi

le pili

avendo
il

nella sua

arme sostituito
il

al cigno

le del

pesce luccio, fu detto

cardinal del

pesce, e mor nel 1200.

PALTINILRI
di

IMouselice,

diocesi di

Simeone, Cardinale, Padova dove


,

giore restrizione, e molte sotterranee polle le

mantengono

le

paludi nella provincia:

fu canonico.

Dolalo

di singolare bcni-

paludi asciugate nel Ferrarese dal Ben-

PAL
Svoglio,
cliedeio

P AL

>

origine

Luogo di Monlc {f^ .). S contano 6 paludi; multe di queste potrebbero migliorare, diminuendone
periferia e riducendole alla

all'omonimo In cpielln tli Bologna


si

Fogliano gi PomezianOj e P<mtino, per non dire di altri nominati a S. Felice,


parlando
cipali

di quello di Paola. Delle prin-

la

paludi delle altre regioni, fo pa-

coltivazione
le

rola a'Ioio luoghi.

del riso, raa alle altre

impedimento

Le campagne Pontine sono le


di del Ieri itorio

pii

granL'a-

stesse cagioni del Ferrarese. Nella

pro-

Latino e del

litorale.

vincia di Rai'enna

la

protrazione del lido

gro Pontino nel paese de'volsci

fu

chiamagranaio

d motivo all'aumento delle paludi che 5, onde quasi vano riesce qualunque provvedimento. La valle di Rieti e paludosa e pu bonificarsi stante l'utile
sono
della caduta e deirinnalzaraento che

to per la sua fertilit prodigiosa,

e dispensa de' romani, giardino del


zio, per la copia
e

La,

preziosit de' vini

frumento eccellente
fi-ulta;

e d'ogni specie di
l'a-

pu
Ve-

ed

lacedemoni, fiiggendo
vi
si

ottenersi del terreno dalle torbe del


lino.

sprezza delle leggi di Licurgo,


bilirono per la delizia e
a veri,

sta-

dal

Le Paludi Pontine sono note fino \^i di Roma, nel qual tempo venne
il

abbondanza
al

dei

erigendo un tempio a Feronia dea

costruita la Via Appia e

foro.

L'au-

della fertilit, cos

nominata

dire del

mento no pi

del lido rende di giorno in giordifficde


il

Ricchi,

La

reggia de.\'oUci^. ^5o, descri-

loro asciugamento; co-

vendo

le citt

volsche distrutte nel!a pap.

me

la

natura di quei llumi presenta un


nel

lude Pontina, quindi a


fosse possibile a

2 5g tratta
(

si?

ostacolo airefiTetlo delle colmate, lo che

suoi

tempi
le

I7i3

di

bene dimostr Prony:

1778

vi fu

a-

rendere alla coltura


giorno
volsci,
le

paludi Pontine.

perto il canale Pio, per dare qualche esaurimentoa quelle acque ivi permanenti.

Solcata da fiumi navigabili, nutriva

im

molte ricche e libere


la

citt dei

Tanto dichiara

il

Calindri,vSV7g^^:,'.''o

sta-

prima che

soverchiante forza ro-

tistico

dello stalo pontificio, p.

8', che

inoltre osserva, essere di


ai

grande ostacolo
potrebbero ese-

miglioramenti che
le

si

con esse, non avesse fatto strage de'popoli bottino delle dovizie, e devastalo col ferro e col fujco

mana,

nella lotta

guire nelle paludi

stagioni eslive, a
si

mo-

tutto

il

paese.

Varie sono

le

opinioni

tivo dell'aria cattiva ciie vi


tali

respiia in

degli eruditi sull'origine del


tino,

nome Pon-

Apprendo dal Nicolai, che Palude Pontina una vasta piaiiiua tli 180 miglia quadrate, chiusa per ima parte dalla catena delle montagne Leepoche.
l'agro o

Pomeiinnni o Ponipliiinni o Ponche sembra derivare da Po, niezia, bench disl;inte dalle campagne Pontine. Lo stesso nome venne dato alla
iinuni

pine fra Cori e Ttrracina, e perla parie


si

palude,

la

quale piccola ne'suoi piincipii

opposta da un'altura o
stacca dal piede del

sia collina,

che
Cir1'

presso Terracina, fu in seguito ampliala

monte
al

di

Cori, e

procede seguitamente fino


cello o Circeo o
iia e l'altra
s.

Monte
Fra

per le lunghe e continue guerre che devastarono e spopolarono il paese, onde


la met del ferace territorio, contamin per lungo tratto all'iutorno l'atmoslera. Vuoisi ehe le citt Pon-

Felice

(Z^-).

u-

sommerse
e ne

elevazione esiste questo gran

chea foggia di conca raccoglie le acque delle alture circonvicine; e perch inclinalo naturalmente sotto il golfo di
piano,

tine nella sola pianura

fra

Terracina e
de' volsci,
si

Circello fossero 2 3 al
alFalto incredibile

tempo
che
vi

ma

Teriacina, quivi lescarica per l'unica foce

potessero

chiamata
e
il

di

Badino, perch a ponente

vi

mare Mediterraneo. La pianura


Aiuaseuo, non che dai vusli laghi

comprendere come prova il


lerrilurio

nel circuito di
Nicolai.

12 miglia,

Le

citt celebri nei

b.ignata dai fiumi Aslura, Ninlo, Ufente e


eli

Pontino ciano sulla riva del

inaic

Anzio, Ccuuuc, SaUicu, Abluui;

7G

PAL
calure di
crescersi
essi al

PAL
mare. La palude con
in
ac-

Circello; nella pianura Pomezia, Saliico, Loiigula, Polusca, Albione, Rlugilla,

d'anno
la

anno giunse quasi ad

Blucinale, Ulubia; sulle alture iu

flori-

occupare

met

della pianura,

ammorse-

do statole attuali Cisterna, Cora, Noria o Norma, Snlinona, Sczze., Pipcrno, che hanno articoli, delle altre [)arlai a' loro luoghi. Pomezia o Suessa Poinezia fu
la

b
ni,

e infett l'aria con putride esalazioal

che prima respiravasi gno salubre nella [)ianura


ture.

maggior

e circostanti al-

queste cause dell'aumento delle


il

capitale delle citt Pontine,

paludi, devesi aggiungere, che finch

e al

tempo de' volsci si contavano solatnenle 8 citt in tutta la pianura Pontina e non se ne vedea veruna ove poi si
ebbe
alla
la

dominio de'romani
re
il

fu limitato, guerregvolsci

giarono 200 anni coi

per possedee corren-

bellissimo e foitilissimo territorio;

palude;

le altre

restavano pai

te

ma assoggettale le altre nazioni


do a
torrenti
le

marina

e parte nelle

pine.

Le

battaglie fra

montagne Leromani e volsci,

loro ricchezze a R.oma,

incominciarono
sudori

meno
i

a pregiar le
il

cam-

che indicai a Piperno, per lo pi si attaccavano ne'canipi Pontini, e nel 348 di Boma Terracina fu sottomessa al suo impero
;

pagne Pontine, che rendevano


;

frutto ai

differendone
il

restauri e bonifi-

camenti,
te. Il

indi nel

3^3 abbattuta
il

la

potenza
l'onlino

danno progred rovinosamenconsole MarcoCornelio Celego predi

volsca da Camillo,

territorio

side della provincia Pontina, giudicando

\eune diviso

tra' plebei.

Appio Claudio

bene

porre rimedio

al

male, verso

il

censore del 44^ di Roma fece la magnifica via Appia, meritamente detta Regi-

u Viaruni
pua,
altri

(col foro di cui toccai a

Fosa

o 593 o 594, pose mano all'impresa di asciugar la palude e ricuperare il territorio colle proprie legioni,

590

di

Roma

sanuova), che da

Roma conduceva
fatto
il

Ca-

riparando
lo,

la via tra

Terracina e Circel-

avendo

tratto

che

arri-

vava a Brindisi, traversando il territorio Pontino, ulteriore prova che la palude verso Terracina era ancor piccola, e forse solo a questa Appio fece qualche argine pel breve tratto di continuazione di
elrada, laonde
il

ed creddiile che porzione delle acque facesse scaricare in mare, e porzione nel
la

canale o fossa praticata rasente


Trascurali

stra-

da, onde questa ne fosse sgombra.


i

necessari restauri per tan-

te guerre, riempita la fossa

con tronchi

Nicolai lo esclude dal

d'alberi, virgulti, sassi e sarmenti,

fiu-

noverodei bonificatori del territorio Pontino, che ancora era intatto dalle acque, Nel successivo periododi i4o anni la palude presso Terracina crebbe di molto
e
si dilat a poco a poco. Essendo la campagna iirigatadai4nietuorati grossi fiu-

mi impediti

nel libero corso


gli

da alberi e

piante palustri, rotti

argini, trabocca-

rono di nuovo e maggior estensione impaludarono di fertili campi; guasta e impraticabile divenne la via Appia, malsa-

na

l'aria

de'contorni.
la

Il

console Giulio

mi, oltre

altri

meno

considerabili, pote-

Cesare ebbe
ripararne

soprintendenza della via

rono questi traboccare facilmente nell'escrescenze, allagare e formare nelle parti


pi basse ristagni, trascurati dalle colonie latine e

e spese del suo


i

somme

considerabili per
le

danni e rimuoverne
la

cause

ma
il

divenuto dittatore, avendo formato


palude,
la

romane

ivi stabilite al decli-

pensiero di asciugar

mor-

nar della potenza volsca, le quali per ribel


lioni e stragi indebolite e sperperate,

non

accaduta nell'anno 710 di Roma gliene imped l'esecuzione, che Cicerone crete

poterono impedire l'allagamento e perdita de'territorii, non pi usandosi le diligenti

deva d'un'estrema

diflcolt.

p.

Valle,

La rtgia
lio

Piperno,

p.

G7, osserva che Giudi asciugai

cure de' volsci nell'arginarne


i

fiu-

Cesare era^i determinato

mi, spurgarne

letti,

sgouibiaudo

le

sboc^

le la palude,aucheper far cessare

dau-

PAL
ni e le rul)erie
sili

PAL
si

77
la

che

\\

navi|:,'niili, peiclii' la

romnicifovnno pnlmlc contenei

d'Italia

che seguirono dopo


letti

morte del
i

goto Teodorico, abl>andonati uscirono dai loro

fiumi,

va alcuni luoghi e nascontligli in cui


dri vi
si

la-

e rotti gli argini

ritiiavaiio al sicuro. Indi


di

Marle

traboccarono di nuovo e lasciarono morte

c'Antonio mosln)

voler asciugare

come prima
il

le

acque

nelle

campagne

paludi, che essendosi dilfuse, orrido di-

venne l'aspetto del


che per
le

territorio Pontino, ancivili;

divenne dominio della chiesa romana sotto s. GregoPontine,


cui territorio
rio If, verso il 780. Papa s. Zaccaria ricuper dai longobardi iVbrwrt e Ninfa, le quali con altre citt e luoghi, pii volte furono occupate dai prepotenti signorotti romani e altri invasori. Prima di questi
i

guerre

ed Angusto die

Circello e altre citt Pontine in guardia


.'ille

colonie militari, con dividere fra' soli

dati

tei

ritorii.Lestrade sempre pi venla

nero infestate d'assassini, e

palude va-

gando liberamente per


si

la

sua ampiezza

feroci saraceni,
in

scorrendo frequen-

rese famosa, senza

che Augusto null^

facesse pel

bonificamento del teriitorio


creduto au-

Pontino, mentre se ne decanta erronea-

mente prosciugatole, come


bile

con spesse incursioni sul nostro litorale da Civitavecchia a Terracina, fuggendo le popolazioni sulle montagne, le campagne Pontine resta-

temente

Italia,

tore della suddetta fossa o canale naviga-

rono trascurate e
IMesa
(

in balia delle

acque. Fra

che porsi volle attribuire a


che Domiziano ristorasse

JN'erone.

antica stazione detta


alla

ad medias

l'are

pia, bens
le

acfjue,

la via ApNerva si accinse a liberarla dale Traiano che gli successe com-

perch trovasi
glia

met

della via

lastricata

delle 19 mida Traiano ) e

p l'opera lastricandone

19 miglia, fab-

bricando eziandio alloggi e ponti, ricuperandosi roediantei suoi lavori una parte delle

Terracina il paese divenne nuovamente in gran parte paludoso, onde diversi Papi ne donarono o venderono le lagune o
stagni ad uso di pesca; indi insorsero di-

campagne Pontine.
la
il

di lui suc-

scordie territoriali fra


costanti luoghi,

gli

abitanti de'cirtra

cessori

curarono

conservazione della

massime
i

Serraoneta

strada sopra

livello delle
i

acque impa-

cSczze. Eletto nel


fu
il

794^ Doiiifacio

ludate. Dipoi cessando

ripari, la palu-

primo

de" Pontefici, che

VI II, dopo l'e-

de forz e ruppe
gli edifzi

gli
la

argini e insieme co-

spulsione de'goti dall'Italia (non per os

ingoi

strada nel secolo

di nostra era, nell'.nssenza


tori

degl'imperasi
il

ricondurre a coltura un paese, ove le acque gi da tant'anni solcano ristagnadi


re,

da lloma.

paesi Pontini

converterrito-

come

scrisse

il

Bolognini) sgombr

le

tirono in miserabile deserto e

rio sommerso si dilat da Terracina a Triponziopiesso Foro Appio, poich for-

acque paludose del ducato di Sermonela acquistato dai Cactani suoi nipoti (signori altres di
altri limitrofi

luoghi, dei

palude dall'Amaseno e dall'Ufenle, concorsero ad accrescerla l'Aslura, il Ninfeo e la Teppia fiumi superiori. Decio Cecina si esib a Teodorico, divenuto re d'Italia nel 493, di prosciugare la palude e ricuperare terreni, il quale vi ader, bench ardua e dispendiosa operazione. Volle che il terreno liberato fosse propriet del ristoratore Decio e l'intrapresa ebbe felice compimento, con aprirsi le antiche fossee formandosi nuovi alvei Per le calamit e devastazioni
la
i

mala

quali parlai altrove,

come

a Frosi^one e

Velletri), col mezzo d'una fossa che scav,

non

danno
si

di Sezze, sul cui terrile

torio per

rovesciarono poi

acque e

fu

origine delle accennate contese, |)re-

giudizioche devesi piuttosto atlribuire a naturale combinazione.

Dimorando
ludi

7 Papi in Avignone, le pasi

sempre pi

allargarono, e lo scinel

sma incominciato
nel

iS'-S

successori prenderne riparo.

imped ai Terminalo

i4'7

coll'elezione di

Martino V, a

78
(jucsti

TAL
pretesero alcuni tlar lodi per hole
ili

PAL
Leone

giunsero a turare

le

boc-

liificamcnli ruUi.ci che

non sussiste. Eualle paludi,

clie

tli

13adiuo, ad onta del riportato van-

genio IV ordin de'Iavori

che

laggio e eoa
ti.

danno

de' terreni ricupera-

non furono terminali,


per
le

e voleva dare allia

Sotto Pio

IV

gli

Altemps suoi nipoti


poste a collivaziofr.

direzione al Ninfeo. iSieol

V s'interpose

acquistarono

le terre

dette discordie senza successo, u

ne da Giuliano. Mentre
ti

Felice Perei-

iiiandlj

ad

ellello

il

nuovo alveo o canale


si

era religioso in Sezze diceva pubbli-

divisato dal predecessore. Calisto 111 pr-

ciu favorire isezzesi e che


se la fossa stabdita

continuas-

camente, ch'era riservalo a lui tuettere que'cainpiacollura,e divenuto Papa col

da Eugenio IV;

ma

nome
re

di Sisto

nel i586, pieno di cosi

non

riusc perla

potenza de'conlrari Cae-

raggio e di ardore

propose

di

manda-

tani portarlo a couipiaiento u


,

ad

esso,

ad

elfotlo

il

diseccamenlo. Neconces-

sto

n a Pio l, u a Paolo II u a SiIV, che prima aveva favorito Caei

se l'incarico
lo

d'Urbino,

ad Ascanio Fenizi, architetil quale scelse diversi socii


le

Inni; perci il canale di Eugenio IV non venne mai prolungato oltre il sito detto il Bastione, diuando cos le fatali dissensioni, adonta che Alessandro VI richiamasse in vigore la bolla di Pio II sulle bonillcazioiii Pontine. Nessuno dei jnentovali Pontefici pensaronoad asciugare tutta la palude, e farne campi atti alla coltura, solo procurarono comporre
le

per sopperire alla spesa. Rivolte

sue

cure alla parte superiore del territorio,

form un nuovo alveo o canale

cui per la

lunghezza e ampiezza fu datoli nome di Sisto. In breve tempo con esito fortunato
si

acquistarono 92rubbiadi terreno per


facilit lo scolo delle

semente, si
periori,

acque sula

migliorando mirabilmente
alti

con.

dizione de' pi

terreni. Sisto

ne
la

ostinate dillbcn/.e

fra

le

popolazioni

prov gran piacere e per incoraggire


prosecuzione dell'opera
di agli
i
i

contendenti, giacche anco

ai territoni di

si

rec alle palue vi


si

Piperno e Tei racina giunse l'inondazione. Commosso di ci Leone X, concep il diseccamenlo della palude per ricavarne
iitile

ottobre

1089

tratten-

ne i5 giorni;
nel
sari, e le

ma

la

sua morte avvenuta

e troncare
apostolica
:

le ire,

e a spese della ca-

cambiato parere ne die de Medici generale delle nulizie, onde l'eseguisse a sue spese e rischio, donandogli la pianura che avesse liberata dalle acl'incarico al proprio fiatelloOiuliano
<jue palustri.
(lai

mera

i5qo, rallent il valore degl' impreacque dopo alcuni anni allagarono di nuovo. Allora le comunit Ponline desiderando ricuperare perduti diritti, ricorsero a Paolo V, che ne comi

mise

l'alfare a

un'apposita congregazioi

Subilo

incontr ostacoli
i

popoli

vicini, e

incominci

lavori

dalla parie inferioi e sotto la direzione di

Giovanni Scotti, dandosi nuovo alveo , pi corlo e piii rapido corso all' Ufenle con lo scavo del canale detto Porlatore con sbocco alla torre di Badino, con ftlice riuscita e accordo de' teiracinesi, liberandosi ampie campagne dall inondazione, che furono ridotte a ricca collura. Essendo morto Giuliano nel i5i6, il Papa concesse l'impresa al nipote Lorenzode Medici ducadi Urbino,cui mosbcroaspralite ilciraciuebi,edc|JO iamoi"-

ne di cardinali, quali presero temperamenti onde gl'intraprendenti avessero adito a ridomandar le spese. Sotto Urbano Vili una societ di olandesi come avvezzi a lottar sempre colle acque e l'i,

nondazioui,

si

esibirono di seccar le panel

onde iGSy a Nicol Cornelio Witt, che poco dopo mol. Innocenzo X ad istanza de'sezzesi, deludi e farne de' terreni coltivabili,
il

Papa ne sped chirografo

putata una congregazione di prelati e cardinali,


si determin liberare il territorio Pontino dalle pestifere paludi, e nel 1648 ne concesse l'incarico a Paolo Maruscelli,

ma

per mancauza di denari

si

tiala-

PAL
sci l'opera ben cominciala. Eguale im-

PA L
della congregazione che
al solito

79
dovea tutelarla,

presa fu

nel iG5f) dal


pellens,
dizioni,

domandata ad Alessuidro Vi fiammingo Nicol ^Vande^ma non ebbe elfctto perle conil

per private allczioni e riguardi,


il

posponendosi
licolare.

pubblico vantaggioal par-

Sostenuto da Clemente Xljd. Livioa malincuore prosegu l'opera, e mortoluid. Baldassare suo figlio con fermezza
vi si

InnocenzoXI nel 1677 assunse


gello per
<li

pr-

la

bonificazione Pontina,
il

come

applic, finch fu costretto abbansi

Tevere, esibito dall'olaiidese Cornelio Meyer e stampato poi da lui in Pioma nel iG85, L^arrendere navigal)ile
le di restituire, ec.

donarla quando
ta respingere

giunse a

manoarma-

Ollone da quei di Sermoncta,adonta che essa con Sezze avessero


cltenulo d'asciugare a proprio conto iloro terreni.

opera stimala.

11

Pa-

pa die ad esaminare il progetto alla congregazione delle acque, e rivolse tutto il suo animo al diseccaraento delle paludi,
dilTerendo l'alUa impresa a miglior lempo, e die per

Da

questi lavori eransi rica-

vati molti vantaggi, e ricuperato mollis-

compagno

al

Meyer ncU'eil

sccuzione Innocenzo Boschi,

quale fu

di parere ristabilire l'opera di Sisto

V, del

quale ancora

si

mantenevano 4ooo rub-

bia di terreno a grano, a pascoli e a fie-

no;
ra,
iiel

ma

disgustalo

Meyer

pei duri palli

cd esigenze del commissario della carnesospese l'alfare. Questo riprese vita

simo terreno specialmente a Mesa. Abbandonata l'opera, col guastarsi gli argini di nuovo tali luoghi lornarono paludosi. Benedelto Xlllconcep il desiderio di compiere l'opera tante volte inutilmenle tentala, perch recandosi due volte a Benevento, vide co'propri occhi il miserabile aspetto d'un vasto paese un lemp fertilissimo, provando dolore che le
anteriori spese e fatiche avessero accre-

1699

a'

22 agosto per ordine d'In-

scinto
zioni.

le

paludi con rovina delle popola-

iiocenzo XIJ, che


to in s

renij lo
dizioni.

dopo avere richiamail dominio di tutti paludosi tertrasfer in Meyer condiveise coni

Nel 1727 su perle colline costruiselastrada diFossanuovacon buoni poiiti,

essendo l'antica esposta alle acque dei-

Quesl'impresarionominallesue ragioni d. Livio Odescalchi nipote d'Innocenzo XI, onde eseguir a sue spese l'opera sotto
lu di lui

l'Amasene; quindi risolvette seccare tulta

quanta
la

la

palude, e

quando

vi si

ac-

cingeva
proib
i

morte

direzione, quale ven-

pali

Benedelto XIV" ne' fiumi per la pesca, che


lo rap.

ne ritardala
avanli
la

pei prelesli delle coni uni

Ponliti

tine e altri proprietari, con infinite

raltenendo il corso alle ac(jue accrescevano danni e sommergevano la via coni

suddetta congregazione. Cle-

solare alle falde de' monti. Fuialnienh;

mente XI, componendo le dill'erenze nel 702, impieg ogni premura perch d.
I

Clemente XIII, bramando guadagnarsi


l'animo de'romani con qualche opera insigne, seguendo
-volle
il il

Livio

si

applicasse all'asciugamento

il

pensiero di Sisto V,

quale subito l'incominci, dandone

la so-

ripristinare

porto di Terraciua

prinlenJenza a Gitone Meyer figlio del defunto Cornelio. Ad onta dell'immense


spese, rinnovatesi le molestie e le esigenze

abbandonalo,

ma

trovala la cosa ardua

e dilllcilissima, rivolse l'animo al disecca-

mento
il

delle paludi, progetto

che come

indiscrete per balzarlo dall' impresa,

il

Papa mand
la,

sul

luogo

il

cardinal Spinole

primo avea sempre moltissimi nemici. Incaric la Congregazione del buon governo
le cill
(^'.),

cm non

riusc

cahnar
il

tumultuanti

che secondo

il

suo obbligo

popolazioni, chesolto l'apparenza del he-

provvedesie alla sicurezza e


Pontine, e
prelato

comodo

del-

ne pubblico cercavano

loro proprio e-

mand a

visitarle papresi,

sterminio. L'impresa fu ])ure disturbala


dallo stesso cardinal Barberini prefetto

ludi

il

Emcrico Bolognini

dcnle

di I*>Iaiillima e

Campagna

ed

il

8o
la

PAL
snfric.iente declivio al
le ac(|iie

P
ma,

AL
del

ireoriK^Jrn Ancrolo Sani. Essi lifeiironn che

tore della bonificazione Gaetano Rapini

nianiiraavea

bolognese, ingegnere idraulico, che merit

re per iscaiicarvi
floversi ridirie
gli antichi
i

stagnanti
fatti

un busto nella protomoteca


bonificazione Pontina
;

Museo

fiiinii ai letti
Il
i

da-

Capitolinole ricev poi in


la

afilto

generale
linea del
il

romani.

prelato pei far tain Ilo-

dichiarcomla

cere

contrari nel

ySg pubblic

missario legale a riformare

ina: IMtmoric. deli' antico e presente sta-

circondario Pontino con facolt,


missario della

giu-

Paludi Pontine, rimedi e mezzi per diseecarlc. Ed il geometra in line di


lo delle
eletto libro vi

reconsulto Giulio Sperandini, poi

comcamera aposlolica;ed amgiudice esclusivamente


le
il

aggiunse

Relazione del-

pliandola giurisdizione del tesoriere Pailotta, lo costitu

Cnccesso alle Paludi Pontine, esibita con

sua pianta, ec. Uicercandosi per impresari

perch a loto spese intrapiendessesi

ad ogni altro tribunale, per tutte troversie che potessero insorgere,


le

con-

qua-

ro l'opera, ninno

present, istruiti del

leg la slessa giurisdizione privativa a


al

tiattamento e vicende degli Odescalchi. Clemente XI II risolse di farla a conto della

Sperandini. Pio VI propose


ripristinarsi

Rapini di

camera apostolica, incaricandone con


il

illimitate ficolt

cardinal Baldassarre

Appia una linea che convogliasse e menasse al mare tutte le acque della bassa pianura. Tosto che
lungo
la via

Cenci, esci udendo qualunque interloquir-

r insigne idraulico studi tal progetto, e

compreso il buon governo e la Congregazione delle acque {>'), ed annullando ogni concessione de'Iuoghi paludosi, mediante compensi ai possessoii delle terre che aveano sollrto. Quando questi incominciarono a reclamare mori nel yGS novemil cardinale, onde il Papa a'28 bre gli sostitu il cardinal Simone Bonaccorsi egualmente con titolo di delegato e commissario apostolico. Ma la carestia e l'impoverimento dell'erario fece devi
i

sugli altri tutti,

trovando che presentava molti vantaggi si propose eseguirlo, apil

pellandolo
fatti

progetto della natura. Di


a tutto diritto

la linea Pia,

da Pio

VI denominata, posta nel centro della palude, avendo bastante pendenza per mettere al

mare, e basso livello per raccoacque delle fosse miliarie, che le furono scavate perpendicolarmente, e per inalveare maggiori fiumi e canali d'alta provenienza, cometa Botte, la Schiazglici e le
i

sistere di

pensare

alla

continuazione del-

za,

il

Ninfa,

la

Cavata,

la

Cavatella, l'U-

l'impresa.

fenle e l'Amaseno, l'arteria di mirabinel

Appena Pio VI
al

1770

fu esaltato
lui

pontificato,

si

presentarono a

due
qua-

compagnie di lombardi
li

e francesi, le

si

offrirono d'intraprendere con varie


il

le rete di confluenti, che raccogliendo le acque tutte che impaludavano il circondario, con grande velocit e forza le convoslia nel Portatore di Badino, che le sca-

condizioni

di Pontine.

Il

prosciugamento delle paluPapa rigett l'orterte e con


vi si

rica al to
,

mare. Questo mirabile stabilimenla

che crebbe

gloria
i

dell'idraulica
di Rapini,

animo grande

accinse egli stesso a

italiana e rese celebri

nomi

conto della camera apostolica, dopo i pi accurati esami e investigazioni. Ingrand e rettific
il circondario di Clemente Xin,facendodi propriet camerale iterreni bonificati, donde il Circondario camerale Pontino ebbe origine, contenente

Asloin e Scaccia, deve a Pio VI anche il primo concetto. L'abbandono delle paludi,
utili

divenute

in

parte boscaglie e selve

per carbone, legname da costruzione e ghianda, non che peschiere naturali

83 miglia quadrate. Ne! 1777 pubblic. Cedola di motuproprio sulla bonificazione delle Paludi Pontine j elesse dirct-

fi,

artificiali per opera de'paesi limitroche nel disordine delle cose pubbliche

se

n'erano impadroniti, Pio VI


al

le

riven-

dic

governo abolendo

le

peschiere e

PAL
gran parte, indi fu podta nlacic mano all'opera con successo. Pioscbonillcamenli, Pio giieiido felicemente
ne
sbo<!C(i
i

PAL
delle paludi, edific la chiesa e to pei cappuccini, e ira nel
I

8
il

vi

pose

la

convenprima pie-

790, costruendo pure l'annesso

VI

nei

780 incominci

a recarvisi a vi-

edifizio per la posta. Altra chiesa fabbri-

sitarli nell'aprile

e maggio d'ogni

anno

c a Mesa, ove soleva riposare, visitando

sino al 1796, in vece della villeggiatura

Gandolfo, fermandosi in T'erracina, al quale articolo ne parler, venendo sempre salutalo dai cannoni deldi Castel
la fortezza di

quando recavasi a Terracina o da questa a vedere bonificamenti, e vi pranz nel 1780. Compiuta quasi la bonificazione, fu dato in enfiteusi a coltila chiesa
i

Sermoneta. In dello anno

vare

il

circondario, ricavandosi ne'siti del-

i'-8o eranvi continuamente impiegate pi di 35oo persone, e gi erasi acquistato

la gi tetra

grani, biade, formentone,


gliosi pascoli.

palude ubertose raccolte di non che rigo-

80 rubbi

di terreno. Pel viaggio di


i

Vien-

La

bonificazione Pontina

na non vi si rec nel 782, in cui eman un cbirografo alla congregazione del buon governo, per le spese da contribuirsi dalla comunit di Terracina pel nuovo canale della navigazione, che comincia dal suo sbocco in mare e termina alle Macerie vicino a Ponte maggiore, ove una stazione colla posta, cos detto da un antico ponte d' un solo arco, costruito consiugolar magnificenza da Traiano per
passare
il

resta tuttavia imperfetta, a cagione della

deficienza degli scoli

avendo impedito a

Pio VI

la

gloria del
le

compimento
i

di

vasta impresa,

vicende politiche e

la

sua deportazione e morte. Nel

778 Do-

fiume Amaseno, nel quale

in-

menico Testa pubblic colle slampe: Discccaniento delle paludi Pontine^ poemetto. Nella Raccolta degli autori che trattano del moto delle acque di Castelvi la Considerazione sopra li, nel t. I la bonificazione delle paludi Pontine;
nel
t.

trodusse rUfcnte con nuovo canale che

I3
Il

Scrittura inedita sulle paludi

manda le acque al mare, che dal suo prese nome di Pio. Recandosi Pio VI a
il

Pontine.

Pio VI,
tine.

De

Borgia nella dedicatoria a cruce Velitenia, ci sommi-

Terracina, sorvegliava e incoraggiva

il

nistra un'esatta storia delle paludi

Pon:

proseguimento energico de'lavori; ristor e abbell la via Appia con poste ed


alloggi,
J'onlini,
ai

Vi

di

Giorgio Cristiano Alder

Notizia delle paludi Pontine e loro di-

e concesse in enfiteusi

terreni

avendo pure fatto un'aggiunta luogii di monti per supplire alle spe-

seccamento con un esatta carta delle medesime, Amburgoe Altona 1784- Nel,

le

Inscriptiones del Morcelli p. 96,

si

se della bonificazione.

Le

spese supera-

legge quella posta in Campidoglio dal


senato, a

rono quelle definite dal Rapini, ed ascesero ad un milione


taggi di
s

memoria

della
I

magnanima
I

im-

62 1,983

scudi.

van-

presa di Pio VI. Nel

'^9

fu coniala la

grandiosa e utile impresa fu-

rono

la

ripristinazione di detta via,

una

comoda

e regolare navigazione pel tras-

porto delle merci, l'accrescimento dell'agricoltura, de' pascoli eccellenti, con

medaglia colla effigie e l'epigrafe: Agro Pomptin. Colonis Restit. Nel rovescio si vede la terra Pontina sedente coronata campi asciugali e di spighe, che mostra calca vasi che versano le acque indii i

razze di cavalli, pecore, vacche e bufale,

l'abbondanza de'viveri e l'aumento

nuovi canali ; pella destra ha la canti cornucopia e si appoggia sopra spighe;


i

della popolazione, per

un

tratto

immen-

a lato Nicolai

vi

l'aratro.

Il

prelato Nicola

M.

so di palude prosciugata, ricuperando alla

romano, morto uditore generale

coltivazione le

sommerse campagne
le

della camera,

come
al

Pontine.

A Tor
s'

Ire ponti, l'antico Tri-

commissario
tine,

di questa sostituto dqiartimento delle Pon-

ponzio, ove
\0L.

incanalano tutte

acque

ebbe parte nell'azienda,


fi

e coi

mss.

LI.

8a
de' gesuiti

PAL
Marco
rifusi

PAL
corse
il

Valsecclii e (liacinfo

territorio Pontino, nel


s.

1839

re-

Stoppini,

e migliorali da Nicola
la

candosi a

Felice, e nel

i843

[)orlandosi

Spedalieri, compil
in cui nulla

seguente opeia
nel 3."
li-

a vedere la detta utilissima costruzione,

manca, esponendo
le

traversando per
riera le paludi

la

linea Pio e slraila cor-

bro

falli a lui noli

egli alti legali eco-

memorie idroGaetano Asloil bolognese, impiega lo al disecca mento delstatiche del peritissimo
le

nomici, e ne 14" riporta

che furono oggetto delle sue sollecitudini, anche pel regolamento emanalo sulla congregazione delle acque
a cui Pio
sulle

VI avea

allribuilo la presidenza

paludi l*ontine:

De honifcariicnLi del,

le pallidi

PonlinCy opera storica, critica,


idrostatica, e corre-

legale,

economica

data d'ogni genere di docianenti, piante topografiche, profili ec. Roma 1800. l'io VII, eletto nel 800, per le crilii

paludi Pontine e Chiane. In ambedue viaggi e in vari punti della via ebbe Gregorio XVI vive prove di filiale divozione da quelle fedeli e religiose popolazioni, che accorrevano sulla strada
i

maestra per implorare

1'

apostolica beil

die circostanze dell'erario, fece cessale l'impresa del compimento al diseccamenlo delle paludi l^ontine,

nedizione e per baciargli

piede,

come

bench nel mo-

to-proprio sull'agricoltura lod l'operaio del predecessore, di tanto

permise nel 1839 alla posta di Tor tre ponti a molti del popolo, clero e magistrato di Sermoneta, ed a Rocca di fiume
ossequiato dalla magistratura e clero di
Sezze. Nel

giovamento
e-

air agricoltura e al miglioramento dell'agro

i843a Mesa

e a

Tor tre

ponti

romano; ed
la

a'

6 giugno i8o4

fu riverito dal vescovo di Terracina e dai


cleri,

man

legge sui contratfi enfileutici,

magistrali e abitanti di Sezze e Serlui

pei coloni delle paludi Pontine, riportata nel Bull.

moneta, visitandola chiesa da


storata e
to:ai
ri

ben

ri-

Coni.

t.

12, p. 170.

Il

go-

benedetta dal prelato nomina-

verno francese considerando che Pio VI

due
s.

capitoli dellecollegiate dis.

Ma-

non ottenne

nella bonificazione delle pa-

ludi en'etlo decisivo, incaric di visitarle

Prony

cav.

Fossombroni

e Scaccia, al

modo

narralo dal Fea, che nell'opuscolo,


delle paludi

Ristahiliiento, a p. 36, tratta dell'asciu-

gamento totale nuovo metodo

Pontine con

Sermoneta, concesse al primo la cappa magna con pelli d'armellino,al secondo l'uso della mozzella. A Cisterna {^.), ove termina la linea della via Appia, cio la pi lunga linea retta che si conosca, essendo da questo punto
ria e di

Michele

di

sicuro, perpetuo, facile e

fino a Terracina

poco dispendioso, producendo la pianta del nuovo lavoro. Ma gli avvenimenti del 1814, che terminarono il dominio francese negli stati della Chiesa, impedirono l'esecuzione de'progetti ideati con vasto disegno pel completo diseccamento. Nella Raccolta delle leggi di Gregorio XVI, vi sono quelle riguardanti la bonificazione Ponlina,
gli

Gregorio
relli.

XVI

di

giata costruita

^n mila metri lunga, nuovo visit la collecon disegno del cav. Moil

Afine poi di esonerare

governo

dalle

ingenti spese del prosciugamento

delle paludi

Pontine e far consegna di


speciale,

quei terreni agli enfileuti, fin dal


istitu

una commissione

1842 com-

enfileuti, l'agro

e confini, e la cessala giurisdizione con-

tenziosa del tesoriere sid territorio:

una
u-

mettendole l'incarico di esibire un proil piano de' lavori <jccorrenti all' ultimazione della grande opera. 11 regnante Pio /A a'3o dicemgetto che contenesse

medaglia
zione

fu coniata per la

nuova

costi

tla lui

incominciala e lasciata ben

bre 1847 col moto- proprio sul consiglio de' ministri, a quello de'lavori pub-

avanzata, del

nuovo porto

e canale di

Terracina,con riaprire l'antico e celebre suo porlo. Due volte Gregorio XVI per-

succeduto al cardinal prefello delacque e strade, attribu quanto spelta alla bonificazione Pontina, cui tl opera
blici,
le

P A L
pel lolale

P A
ni

iSl

83

compiineulo,

modo

cLe uni-

un
di

niilione di scudij

compreso racquisto
5 con-

riT alla sua biografia.

alcunecase vicine, che fu necessario at-

FALUZZI

degli Albertomi I'aluzzo,

terrare. Intervenne con autorit a


ciavi, e

Cardinale. Di ima delle pi raggiiaidevoli e auliclie famiglie di Roma, compili

Innocenzo XII

lo

fece arciprele
i

Lateranense, e vescovo di l'orto nel 6c)8.

con lode

nell'

universit

di

Perugia

gli

Essendo morto Lodovico Piccini


ra pi ricco di lui, ne concep

di Jesi

studi legali e

riportatane

la

laurea, fu

suo famigliare favorito, e sentendo ch'e-

iu et giovanile ascritto
tra' chierici
j

da Urbano Vili

amaro corl'in-

camera. Serv in varie caiche senza proporzionata rimunerazione, [)ercli soleva dire Innocenzo X che aveili

doglio per l'abuso soverchio che avea


fatto di sua

benevolenza;

si

aggrav
a'

fermit da cui era stato colpito,


altri

ocome

va jualil

lingua toglieva
In fatti

degne della porpora, ma la sua virt. il merito alle sue egli fu propenso senza riguardo

dicono mor a mensa

29 giugno

11)98, d'anni 'j5.


sa di
s.

Fu

sepolto nella chie-

Maria
s.
si

in Campitelli, nella splenlui eretta

a biasimare le altrui azioni,


pel pubblico bene,
graziosi.
to di

ma

bens

dida cappella da
scudi a
l'

con 12,000
solo

p(n)gendo con modi


perito in legge, fornialfare,
vi-

Gio. Ballista, dove a pie dellegge nella lapide


il

Comech

altare

suo

mente per ogni grande


camera, ed
a'

nome.

vace e destro, Alessandro VII lo promosse a uditore di

PAMARIA.

Sede vescovile

d' Africa

14 gennaio
ile' ss.
il

occidentale nella JVlauritiana Cesariana,

1664

'0 *^''^^

cardinale prete

A-

suftraganea della metropoli di Giulia Cesarea. iVo/. Afr. Pamarin, Painaricn,


titolo vescovile in parlibiis sotto

postoii, conferendogli nel

1G66

vesco-

un

vato di Monte Fiascone (^.). Clemente

Cesarea,

X
la

Altieri, zio della

moglie del nipote, cocardinale nele lo

che conferisce

il

Papa.
(s.),

me

superstite della nobilissima famiglia


il

PAMBONE
gl'

DI Nitri.*
s.

abbate. Si
co-

AUierii^F.), adott anche

fece discepolo di

Antonio abbate, e

sua stirpe, e

gli

die

il

cognome

insegnamenti

di
si

quel patriarca degli

stemma come un

nipote, allidandogli la

antichi solitarii

avanz nella perfedi-

somma
torit

degli alTaii

con amplissima au-

zione della vita penitente, segnalandosi


colla

per tutto

lo stato ecclesiastico, a se-

lunghezza ed austerit de'suoi

gno

di essere

tenuto Paluzzi per Papa di


dichiar legato di Avidi Ti-

giuni,

non meno che per

la

sua saviezza,

fatto. Inoltre lo

alle quali virt

accoppiava una grande


ritrasse nel deser-

gnone
voli.

e di

Urbino, e governatore
lo trasfer

applicazione al lavoro delle mani. Staccatosi

Nel 1670

all'arcivescova-

da

s.

Antonio,

si

to di

Ravenna, che

nel

(i-/!.

riniuizicon
vicai

to di Xitria;

ma

pass alcun

tempo

nel

pensione considerevole,
rio di
,

lo

nomin

elesse

Roma e poco dopo nel 167 lo camerlengo di s. Chiesa, segretario de'brevi, prefetto di propaganda, protettore della s. Casa di Loreto, del regno
melitano e domenicano, ascrivendolo a
tutte
le

monastero delle cellette, ove Rufino narra che and a ricevere la sua benedizione nel 37.J. S. IMelania
la

vecchia visit

l^ambone nel monastero di Nitria,e gli ofTr 3oo libbre di peso d'argento, pregandolo
di accettare questa
i

d' Irlanda, degli ordini agostiniano, car-

porzione dei

suoi beni per assistere

congregazioni, con rendila

annua

di sopra a
bell
il

i 00,000 scudi. Ampli ed abPalazzo Altieri (^'.), come ne au-

che n' erano in bisogno. Il santo, senza neppure interrompere il lavoro delle stuoie, cui era intento, ordin tosto al suo discepofratelli
lo Origene di distribuire tutto quel denaro ai fratelli della Libia e delle isole,
i

ment la biblioteca, pel quale mente X per (umili contribu


al me.se, e vuoisi

edilizio Cle?.,

eoo

scudi

che

la

fabbrica costasse

cui monasteri erano poveri, e di

nou

84
tjuesla

PAM
gi.iccli

PAM
rd
Pi
i

serbar nulla per quelli di Egitlo,

poveri colle sue proprie mani. In


la

conlrada eia licca e abbondante.


s.

orna edific

Cliifsa de

ss.

Gio.

e,

Avendolo
le
il

Atanasio piegato di

lascia-

J'tiolo (J^.),ova
le di

*\e.'

Passionisli (F.).
i

Per
allo

deserto per condursi in Alessandria


divinila di

lu

esortazioni

suoi aniltaiuoli e

a confondere gli ariani, e render tesli-

vassalli della

Numdia rinunziarono
Cliiesa cattolica.

juonianza
si
(li

alla

rec in quella cill.

Ges Cristo, Mor poi in eia

scisma de' donatisti, e

rientrarono nel

gicmbodella

70 anni, senza malattia n dolore alcuno, mentre stava facendo una cesta
,

zelo per l'iinil della fede gli merit


lellera di congratulazione

Questo suo una


s.

da

Agosti-

die lasci

in legato a Palladio, allora

suo
dis-

discepolo, nienl'allro

avendo

di

che

no l'anno 4oi. Visse segregato dal mondo e consecrato intieramente agli esercizi

porre. Melania
funerali, ed

si

prese la cura de' suoi


la cesta la-

dell'orazione, della penitenza e della


:

avendo ottenuta

sciata dal santo a Palladio, conservolla

sino alia sua morte,


S.

come

cosa preziosa.

Pambone
:

onorato dai greci ai 18 di


la

luglio

alcuni caleudarii notano

sua
set-

festa iu altri giorni, e parecchi agiografi

danno

la

sua

vita sotto

il

di

tembre.

non ha per alcun solido fondaalcuni moderni i quali pretendono ch'egli abbia ricevuto gli ordini sacri. Mor l'anno 4'0, ed nominato nel martirologio romano il giorno 3o di agosto. PAMFILA o PAAIFILO, PamphiIns. Sede vescovile della provincia d'Eucarit

mento

l'opinione di

PAMMACHIO
studio a
s.

(s.).

Senatore roma-

ropa, nell'esarcato di Tiacia, sotto la


tropoli di Eraclea, eretta nel

me-

no, fu nella sua giovinezza

compagno
Io

di

IX

secolo.

Girolamo,

il

quale

chiama

Quattro vescovi
t.

registra l'0/v'ey christ.

r ornamento
Camilli.

dell'illustre

famiglia dei

I, p.

Il

33.
o

Istruito nei

diversi

rami della

PAMFILIA
mo, confinante

PANFILIA.

Provincia

Jelleratui a, ed eziandio nella sacra Scrit-

ecclesiastica d'Asia, nell'esarcato

omoni-

tura, entr nel

mondo l'anno Syo. Fu

colla Cilicia all'oriente,

ricevuto nel senato romano, indi deco-

colla Siria a ponente, colla provincia


sia a settentrione, e col

rato della dignit proconsolare, e spos


figlie di s. Paoprimo che scoperse gli errori di Gioviniano, e denunziolli a Papa Siricio, il quale condann quell'eresiarca nel Sgo. Conserv sempre stretta amicizia eoa s. Girolamo, il quale trasse grandi lumi dal suo ami-

Paolina,

la

seconda delle
fu
il

mezzod.

Si

d'AMediterraneo al trova menzione della Pamiin 2 provincie,


."
i

la (J^')' Egli

lianellib. i.^de'IMaccabei e negli Alti degli apostoli.


a."*,

Fu divisa
La

sotto l'imperatore

Teodosio

II

appena
la cil-

salitoal trono.
l di

Pamfilia i.^avea
;

Sdn{F.) per metropoli


metropoli della
1.^

Piip [V.)
Pri-

era

la

Pamfilia.

co per

la

composizione delle sue opere

ma
la
vi

della divisione di questo paese ia


di

due

contro Gioviniano.

Pammachio

perdette
san-

Provincie, Piigi era metropoli

tutta

sua moglie dopo 3 anni di matrimonio,


e poich ebbe latto offerire per
to sagriflcio, fece invitare
to,
lei
il

Pamfilia, ove

s.

Paolo e
la Bitinia,

s.

Barnaba

predicarono

il

vangelo. L'imperatore

ad un bancheti

Adriano amando
sotto di lui,

per benefila

come coslumavasi
;

allora,

poveri di

carla e governarla direllamenle

volle

Pioma
veri

poscia

ciechi, gli zoppi


gli

ed

podi

dando
(s.).

al

seaalo in cambio la

furono suoi coeredi e

eredi

Pamfilia.

Paolina, e non usciva mai


turati.

in

pubblico
a

PAMFILO
PAMPHILJ
bilissima

V. Panfilo

(s.).

senza essere segui lo da una schiera di svenEgli


{'tee

Famiglia. Antica e no-

erigere

un ospedale

romana, continuala dalla non

Porto Romano, dove serviva gl'infermi

meno

illustre e celebre fimigli^

romana

PAM
e or'miula genovese, Doiia l'aaiplilj Lancli. Di questo iiome vi s. PanifHo (f^.)di

PA
anche
della

85
dell'isti-

dell'Avellana congregazione, che fu detta

Colondja dall'arme
ne' sudori e

Berito prete e martire, di cui abbiamo

tutoie. Pietro ed Alberto P.imphilj furo-

nini,

^cla paxsionis a. PaniphUi et xociorurn ex Eusebil Caesar. (il <juale prese il soprannome di Pamfilo per venerazione
cimi
Coiniii.

no compagni
di

nelle spoglie

Golfredo di

Buglione, nella crociata

in cui fu con(|uistata
I

Gerusalemme

nel

al santo) libvis

praevio et
junii
Boll.

notis

D.
in

Papebrocliii
t.

in

62, et
17 18,
p.
I.

2 Op.
et

s.

flippolyli,

Ila nd).
i

p. "y-XJ,

apud Surium

j'un.

099. Jacopo e Francesco ebbero dall' imperatore Federico III nel 1461 il titolo di conti del sacro romano impero. Antonio god gran stima da Sisto
IV, che fece passare da Gubbio in

Caferri pubblic in

lode de' V'am.-

Roma

philj

un Discorso,

in cui pretese dicliiaia-

re die
pliilio

Numa
,

Ponipilio,che chiama

Pam-

questa famiglia, e distinte. Dal suo

impieg in cariche figlio Angelo nacque


lo

discoso dalla famiglia Panfilia

Pamphilio che

nel

i527

nel sacco di

Ro-

da Pam])hilio le greco de" dorici, 3 5o prima dell'edilcazione di Roma, cavato da autodi Sparta, in([iiella citt fondata
ri

me

die in sua casa siciu'o ricovero agli

amici.

storici, e

dedicato

al cav.

Girolamo

Brusoni. Questo discorso venne qualificato un composto di adulazioni. Della


lamiglia Pampliilj trattarono Jacobilli,
SaiicL. U/nbriae, nella vita del b.
fo
;

Furono suoi (gli Camillo e Girolamo, questi caidinale, il primo fu padre di Pamphilio, di Gio. Battista che divenne Innocenzo X (/^.), di Alessandro e Benedetto che morirono gio vaili j e di Prudenzia e Agata monache, la seconda
delle oblale di

Lodo!-

Toc

de' specchi f per

il

Vincenzo Armanni da Gubbio, nel Catalogo degli uomini illustri di sua patria Bagatti nella Fila d' Innocenzo X;
;

Marchesi, Galleria dell' onore, dice che

Antonina
cugina,
si

sorella d' Innocenzo X, forse marit con Paolo Gualtieri di


si

p.

Gam berli

nel

Compendio
altri.

dello spec-

Orvieto. Pamphilio
te del
II,

distinse per gra-

chio della verit, ed

Vuoisi che dei

vit e altre belle qualit, serv nella cor-

Pamphilj
la

iieno fioriti in

magistrature nelgli altri

granduca

di

Toscana Ferdinando
magistrature
la

repubblica romana, e passali poi nella

ed in

Roma

esercit le

Franconia. Di ((uesta famiglia fra


fu

del Campidoglio e probabilmente fu con-

Amanzio Pamphilj
il

dell'ordine eque-

servatore e vice senatore. Spos


d.
lai

famosa
e

stre,

quale seguitando Carlo

Magno
al-

Ohmpia

Maidalchini, della quale par-

nell'Italia, fu

da questo premiato con

a Innocenzo

relativi

articoli,

cuni castelli e collarine de'fraucesi, delle


quali ancora fanno uso, cio tre gigli d'o-

n'ebbe Camillo, Costanza Camilla maritata al principe Ludovisi, e Olimpia


data
in

ro in

campo

azzurro, traversato &a aste


il

moglie a Giustiniani principe


la

di

rosseche rappresentano

lembod'un
,

bal-

Bassano.

dacchino del re

di

Francia

con

la

co-

Dopo
tello

morte

di

Pamphilio,

il

fra-

lomba con ramo

di olivo in bocca,

sim-

Gio. Battista cardinale, nel

644
^

bolo di pace, ed descritto da Pietrasanta, Tesserne geutililiae p.

438. A-

divenne Papa Innocenzo X, che essendo dominalo dalla cognata d. Olimpia Maidalchini
,

nianzio Pamphilj

si

stabil

nell'Umbria,

si

lasci quasi
lei;

sempre

cieca-

ove Pietro suo


la
te,

figlio

contribu nel

917

mente influenzare da

cre cardinale

alla riedificazione di

famiglia

si

Gubbio (^), in cui propag e divenne possen-

immensamente
nale

r inetto nipote Maidalchini, ed arricch la propiia lamiglia. Pri-

con l'acquisto di molte terre e col tied ivi parlai ancora del b. Lodlfo vescovo di Gubbio e fondatore
tolo di conte,

mieramente a'i4 novembre cre cardiil figlio di Pamphilio e suo nipote Pamphilj Camillo [f), colla soprinten-

86
denza
lati,
al
tli

r A

?,I

PA
onde
nel possess.

M
generale di

tulli gli ad'nii,

coi discendenti, e lo zio lo fece

so preso a'23 cavalc cogli altri poipu-

Chiesa: da
il

incedendo nel medesimo e appresso PonteHce il paienle Cristofoio l*aniphilio capitano delle guardie. Avendodetlo a Innocenzo X quanto riguarda Pauii

(che

nacquero Gio. liattista Papa voleva impubere creare carlui

dinale,

come
il

dissi

nel

voi.

IX,

p.

295,
e-

facendo

novero de' cardinali

fatti in

giovanile et;

ma non

essendovi allora

philj,

qui riporter alcune necessarie

in-

sempio nonio
che compi
contro
nale.
il

fece) principe di Carpincto,

dicazioni.

D. Olimpia compr per


delizioso castello di
s.

la

sua

palazzo dal padre eretto in-

lmiglia

\\

Marti-

al collegio

romano

e annesso a

no, situato sulle vette del

Cimino presso

quello del Corso, e Benedetto poi cardi-

Viterbo, gi abbazia de'cisterciensi soppressa da Pio


ticanOj per

Innocenzo

IV

e unita al capitolo

Vate-

successe Alessandro

mori nel i655 e gli VII Chigi, che agogli

24,5oo

scudi, oltre

due

nizzante avea desiderato ciie desse

succe-

nute nell'agro romano. Il Papa con chirografo de' 7 ottobre 164^, Bull. Fot.
t.

neir encomiarlo

al

sacro collegio.

INondimenoquesli neg
e con gravatoria
1'

a d.

Olimpia Mai-

3, p.

260, autorizz

il

capitolo all'a-

dalchini di ammetterla al bacio de'piedi,

lienazione del castello, e questo dichiar

obblig a sbarazzate

principato: lo accrebbe di edifizi per co-

de'traverlini piazza JNavona e


la

compiere
ri-

modo

del popolo, orn

nuovamente
s.

la

fabbrica di
i

s.

Agnese, dopo averle

chiesa del titolo abbaziale di

Martino in Moutibus nullnis clioecesis, con capitolo e abbate, e la restaur con notabile
spesa, indi l'onor di sua presenza, avenil

mandalo

preziosi vasi d'oro


pii

che volea
le inli-

donargli. Di

Alessandro VII

ni partire da Pioma entro tre giorni per


Orvieto, donde non potesse uscire senza

done fatto abbate


(f^-)-

suddetto Maidalchini

suo permesso. D. Olinqiia inutilmente


inteipose
ni,
il

vi

L' abbazia
s.

ai

monaci, e
il

un tempo appartenne Gregorio VII fece restaule

cardinal Francesco Barberi-

onde

recatasi in Orvieto

mori

di [le-

rare

monastero, ne rivendic

usur-

ste nel

pate possessioni e altre ne don. Inoltre

Innocenzo

{F.), riedific

la FillaPanphUj Palazzo Pamphil/ (A.) a piazza Navona, come pure rifabbric la contigua Chiesa di s. Agnese {F.), e r annesso Collegio Pamphilj {F.). Con due bolle dichiar patronato dei Pamphilj l'abbazia, il collegio e propinqua

fabbric
il

1607, dopo pochi mesi: altri dicono che fu trovata nel suo magnifico palazzo di s. Martino (da ultimo rovin
la sorprendente scala carrozzabile), vittima del contagio e abbandonata da tutricchezze e di s ti; lasci giandissime

infelice
tista fu

fama.

Il

nipote suo d. Gio. Batla

celebre per

liberalit co' po-

chiesa, con cardinal

prolettore al

modo

anche detto nel voi. XXXI, p. 224. Il cardinal Camillo con dispiacere dello zio
nel

1647 rinunzi
la

il

cardinalato per con-

servare

famiglia, e sposandoti.

OlimPiossa-

donava 20,000 scudi l'anno e in quello del giubileo 1700 scudi 5o,ooo. Nel 1671 spos Violante Facchinetti pronipote d'Innocenzo IX, dalla quale ebbe Girolamo Pauiphilj nel 1681 perde la madie d. Olimpia Aldobrandini, la quaveri, cui
:

pia Aldobrandini principessa di

le lasci la

primogenitura
ai

di

sua casa col


Gio.

no, vedova di Paolo Borghese, s'ebbe le

principato di Pvossano

Borghese [F.],

ricchezze di Clemente VIII, di cui


glie era

la al

moPa-

e la secondogenilura ai

Pamphilj

pronipote ed eiede, in un
(/".)
al

Battista riedific e

abbelfi ai

iMiniiin

lazzo Pampnlj

Corso, ed alla

[F.) la chiesa di

Villa Belvedere di Frascati (^), poi ritornata agli Aldobrandini. Il principe d.

In quella di
to a

s. Francesco di Paola. Agnese termin il deposiInnocenzo X incominciato dal pa-

s.

Camillo fu aggregato

alla nobilt

veneta

dre, che descrissi nel voi.

XXXVI,

p. 2 1,

PA
lieri

PAM
la villa di Frascati.
i

S;

lua caddi in errore per seguire Ciincel-

dogenitode' Borghesi Aldobrandini, con


I

(come

fece IN'ibby; tiicnlre \ einili,

Nasi, Melchiorri, Cipriaiii, l*aiiciroli colle

seguenti 5 cardinali, ed

Pamphilj ebbero Doria 6, coi

giunte di Posteria e Cecconi non de-

me pu

vedersi alle loro biografie, 3 dei

scrissero il mouuniento) tanto minutamente istruito delle cose de' Paniphilj, non essendovi il busto di bronzo, come mi avea pure alFermato un addetto alia
cliiesa

quali col

cognome

di

DoriaPamphilj.
iis

Vedasi G. Sdoppi, Doriariun gentiensiuni genealogia, et


et
I

ex

impcratoritni
\

regimi origo, Auguslne


I .

indelicoiimi

neir interpellarlo s'eia vera

l'as-

63

Credesi che venga

la

famiglia

Do-

^ertiva di Cancellieri;

ma

eccone

la

de-

scrizione

emendala.
tutto di
artista

Il

monumento d'Inbianco, scul-

nocenzo

marmo

[)ito dall'

che nominai nel citalo

luogo. Sovrasta 1' urna sepolcrale (con r iscrizione: Innoceiitius Paniphilins

da Arduino de' Visconti di Narbona che in Genova spos una signora delia famiglia Volta ora Cattanei, chiamala Oria, e (piindi il nome Doria alla famiglia, che tosto divenne chiaiissiina per
ria

calore e per ogni altro pregio. Si divi-e


in pii

liomanus Pouf. OpC. Max.) il Papa in mezza figura, iu atto quasi di benedire
e vestilo con piviale e tiiregno: a destra

la
la

rami, ed in Genova fu una delle


nobili e pi polenti:
fu

4 pi antiche, pi Andrea il Grande,


nipote per
(/
.)
:

chiamato padre e

statua della Religione, a sinistra quel-

liberatore della patria. Giaiuieltifio suo


nella

della Giustizia,

ambedue
rivolle

sedenti nelle
ver>.f)
il

congiura de' Fieschi


Gio. Andrea e-

estreuiit dell
lelce.

PonSilos rilluslr con due epigrammi,

urnae

il
i

di lui

i. figlio

redit
la

possedimenti d'Andrea e fond


di
il

p. 34'^

Mausolea

roin. Pont,

li

traspor
in

linea de' duchi


di Napoli
di
;

Melfi, ducato del


2." fece quella

lo del

cadavere dal Vaticano


quale dichiar

detta

regno
duchi

dei

chiesa segu ne! pontificato d' iimoccii/o

Tuisi principi d' Avello, che


di Melfi,

XI,

lonieir del

Pamphilj Confapopolo romano (/^'.) Girolamo ebbe in mogli prima Isail


i

pass nella Colonna. AllroGiovanni An-

drea IV duca

per
nel

la

sua ava

Anna Pamphilj moria


1

bella Conti, poi Olitnpia CallareHij e lasci


I

Benedetto Pamphilj che a'5 giugno 726 spos Teresa Olimpia Borghese.
figlio

1728, eiediai l nel 1760 il [)rincipalo di Laudi 3 maggio Francesco lo dichiar prin; I

cipe dell'impero e di Torr2;ia negli stali


sardi,
le
al

Loro

ed ultimo dei
la

Pampini]

fu

ed a'3o dicembre eredit

beni e

Camillo, che fece


palazzo
nezia
al

facciata esterna del

propriet de' Pamphilj che aggiunse

Corso, fabbric a piazza di VePalazzo Pamphilj [V.), e ^tv compensare la chiesa di s. Agnese del ricil

suo cognome.

Ebbe

per

fratelli

car-

dinali
titoli

co

Ostcnorio

(f^.),

eh' erale

stato ru-

de
fli

di

/emonio e Giuseppe, ed ai detli e siguoi ie aggiunse quelli di granSpagna di prima classe, principe
nella legazione di Velie-

bato, altro magnifico e prezioso ne do-

Valmonlone
Martino,

n
nel

alla

medesima.
la

Con

lui

termin

tri, s.

1760

nobilissima

famiglia

Pam-

voia
il

philj, celebre

per generosit, magnifivirti,

ec. Da Leopolda di SaCarignano sua consorte, nacquero principe d. Luigi Gio. Andrea, il car-

cenza, soda piet, profonda religione e

dinal Giorgio, d. Eleonora, d. Vittoria,

per l'esercizio delle pi belle


in

che

ed
d.

il

virtuoso cav. d. Carlo.

Il

princi|)e

mi ulle ricchezze meritamente ereditarono colla primogenitura Doria Laui

Luigi nelle calamitose conseguenze

della pace di

Tolentino
della

si
s.
il

rese

somma-

di,

d'antica, potente e famigerata fami-

mente benemerito
lire

Sede, poich
solo a garandell-i

glia di

Genova, come

dissi a quell'artiil

con atto maii^nanimo fu

colo: la secondogcni tura l'ebbe

secon-

con ipoteche del fidecommisso

88 un milione
ti
d'i

M
l'

PAM
imprestilo di

piiinogeniliiia l'amphilj

maritata

ai principe di

Campagnano

d.

scudi, a/ione ohe giusta-

inente celebr Baldassari, Rclaz. clc'pa-

Sigismondo Chigi, defunta; 3." d. Filippo Andrea; 4- d. Domenico cavaliere gerosolimitano. Nel

me n li

(li

Pio

VI

t.

2,p.23. D. Luinel
i

i838

a'

2G gen-

gi successe al

padre

820

nel prinsi

naio d. Filippo successe nel piincipalo al

cipato e nell'esercizio delle virt;


sliose per

di-

padre e nel
boi

839

spos lady Maria Tal-

esemplarit, singolare umilpel culto divino e

figlia del

benefico conte di

Shrew-

t ed

animo generoso
;

sbury

(di cui

parlai a IiVgiiilterra), so-

co' poveri

luoii compianto ne'primi del 1838, e quale l'encomi il n. 2 del Diai

rio di

l'eccelsa

Roma. Nel 1810 erasi sposato aldama d. Teresa Orsini de'duclii


le

di Gravina,

cui preclare doti e opere

Caterina Guendalina che ce Borghese famiglia. Da questo matrimonio sono nati: i. d. Teresa Maria nel 1840; 2. d. Gio. Andrea, nato nel palazzo di Albano, ove ebbero luogo
rella di d.

lebrai a

Roma ricorda con ammirazione e gratitudine, come fornita di cuore benefico e umano, onde fu rifugio
di cristiana piet
agl'infelici, e di

quelle splendide feste narrale nel n.'


delle Notizie del giorno

37
d.

i843;

3.

amabile e colta convercampi ov'essa esercit la sua ardente carit e zelo furono gli Ospedali dis. Giacomo e del ss. Saisazione
:

principali

valore {V.), ed in questo


fpedaliere j

istitu
ss.
il

le

O-

Andrea nel i845 defunto ; 4-" Guendalina nel 1847PAMl^HILJ Girolamo, Cardinale. Patrizio romano, merit l'intrinseca amicizia del suo direttore spirituale s. Fdippo Neri. Applicossi allo studio della giuLuigi
risprudenza, e pei progre>si

V Ospizio della

Trinila

che

vi

lece,

di cui fu edificanle priora;

ed

Conserlei

Gregorio XIII
fizio
si

lo elesse

reggente della can-

vatorio del Refugio {V.), che da

prin-

celleria e uditore di rota, nel

quale uf-

cipalmente ripete

la

fondazione.
n.

Mon nel
29delle

acquist straordinaria celebrit di

1829, ed

il

supplimento del
si

Notizie del giorno, ne pubblic l'interessante necrologia. In essa


legge, che fu

benemerita
t philj e

di belle escavazioni d'antichi-

operale nella magnifica villa


nel vasto
sulla

Pam-

Lorivano
di

lenimento di Lorio o via Amelia, presso Castel

Guido dell'ospedale di s. Spirilo, avendone illustrato monumenti rinvenuti il celebre Girolamo Amali. Nicolai, Meni,
i

nome. Alieno dai cortigianeschi ossequi, Clemente Vili volendone premiare le virt, a'9 giugno iGo4 lo cre cartlinale prete di s. Biagio dell'anello. Paolo V lo nomin vicario di Pvoina, ove mor nel 1610, d'anni 66, per aver dormilo in una camera di fresco imbiancala. Fu sepolto in s. IMaria in Vallicella, con magnilcD epitaiiio postovi dai nipoti, uno
de'quali iu Innocenzo X,alla quale chiesa e all'annesso oratorio dell'Assunta lasci le suppellettili di sua
pella.

della

campagna

roni. par.

r, p.
,

72, par-

lando della tenuta Eottaccia

succeduta

domestica cap

>

air antica citt e castello Lorivano, ove


si rinvennero marmi antichi nel 1781, lodando la piet de' Doria Pamphilj, par-

PA .MPtIILJ G AMBATTisTA,
le.

Cardina-

Lv\ocENzo

Papa.

la dell'obbligo

ingiunto agli eiedi di te1

nervi ospedale per


delle confinanti, e

icevervi g' infermi

delle tenute spellanti alla famiglia

come

Camillo, Cardinale. Paromano, nacque in Napoli da Pamphiiio e da d. Olimpia Maidalchini. Si


trizio

PAMPHILJ

una carrozza per condurli negli ospedali di Pioma.Dad. Luigi e da d. Teresa nacquero r. d. Andrea
:

applic nella fanciullezza alle arti libejali, e

sopra ogni altra ebbe


le

la

poesia

per

lui

pi grandi attrattive, e comla filosofia,


le

in cui
doti,

il

cielo raccolse a dovizia mirabili

pose versi; non liascur

morto

nel

i835;

2." d,

Leopolda

malemaliche

e l'archilettura.

Divenuto

PAM
Papa
Io zio

PA
X^
subito lo fece
lo

RI

89

Innocenzo

generalissimo
111

ili

s.

Chiesa,

ma

di

nuovo

generale delle milizie, e quanto lece


dissi ne* voi.

segno del suo animo incostante, cos


quello di sua madie.
11

23T, e XLIII, p. 28. Questa promozione fu celebrala con diverse composizioni citate dal Caiicellieri nel suo J/e/r<7/o, ove sono molle erudizioni sui Pamphiij; quella de! Unisoni porta per titolo: Le glorie Painpp.

XXVIII,

di

principe fu

di tanta piet,

die ai Gesuiti [f^.) riedifc e magnificamente abbell la chiesa dis. Aiuheaal Quirinale, facendo allrettanto con quella di s. Nicola da Tolentino, ora delle
/)^i/.v/('/p (/^.),

restaurau-

ode con osservazioni storiche. Qiiindi il Papa poco dopo a' i4 novembre
He,

do la chiesa delle cappuccine di s. Lrbano e donando i5,ooo scudi al conservalorio di


voi.
s.

iG44
ria in

Io

cre cardinale diacono dis. JMacolla

Eufemia, come notai nel

Domnica,

soprintendenza di

XIX,

p. i.\i).
tale,

La sua

carit verso

tulio lo stalo ecclesiastico, e legato d'A-

poveri fu

che oltre

alle

quotidiane

\ignone. In ogni aliare mostr destrezza

limosineche loro facevaabbondanteuieute, in

ed us di sua dignit con tal moderazione e accorgimento, che si rese grato non meno ai ministri de' principi che a questi. La Spagna gli confer il pingue arcidiaconato di Toledo, che poi rinunzi a d. Giovanni d' Auslria la Francia gli assegn la famosa abbazia di Gorbia ; e la repubblica veneta lo aggreniirabile,
;

un giorno dispens

3, 000
s.

rubbia
e-

di grano. Nella chiesa di

Agostino
tli

resse la nobilissima cappella

s.

Tom-

maso da V illanova, ornandola con statuee preziosi marmi, ed alla basilica Vadon molti candellieri d'argento. PAMl^lllLJ Be\edf,tto, Cardinale. Romano, nacque dal principe d. CauiilIo ni|)()te d'Innocenzo X, e da d. Oliuipia Aldobrandini. Innocenzo XI per reticana stituzioue di cappello,
1 il

alla

sua nobilt coi discendenti. In didi negozi ardui e spino-

versi
si, si

emergenti

somma lode, e benche giovane d'et procedette con prudenza come un vecchio. JNella guerra di C^7./ro seppe scegliere a capi persone degne, e prontamente (orm numerose mitizie. Procur di non aggravare tostato con gabelle, di far amare e riverire lo
disinipegn con
zio severo e di

.
1

settembie
di
s.

68

lo

crecardinalediacono

Alarla
in

in Portico,

donde pass a

s.

Maria

Via

Lala,e
di

lo fece

gran priore gerosolimitano


gli allid la le-

Roma. Alessandro \lll

gazionedi bologna, InnocenzoXII,lofece arciprete Liberiano e prefetto di segnatura, e lo prepose a


d'

temperamento alquanto
la di

quanto

fece a

Porto
vi

aspro; e sotto

lui

sagace direzione

Anzo,
fsse

e per la

congregazione che

conchiuse

che gli guadagnarono la stima universale. Essendo l'unico rampollo della famiglia Pam/;/*///' (A.), con approvazione della matlre volle continuar-affari
la,

istitu

ordin che sempre un Pamphilj

ne

membro;

indi lo trasfer all'are-

cipretiua

Lateianense, ove con raro


la

senipio apr e chiuse

porta santa nel

la

per cui a'?, gennaio 1647 rinunzi porpora e spos d. Olimpia Aldobrandini, dalla quale riport due maschi, cio
i

1700 e 1725, e fece le staine de'ss. Andrea e Giovanni. Clemente XI nel 704
i

lo

nomin

bibliotecario, e

come

i.dia-

Giainbattista che

gli

successe nel prmci-

pato, e Benedetto poi cardinale, oltre 3

femmine. InnocenzoX, credendo


zia, l'esili a

vilipe-

cono coron Innocenzo Xlll. Intervenne a 6 conclavi e mor in Roma in quello del i'-3o, a' 20 marzo, d'anni 77.
Lasci immense

sa la dignit cardinalizia per tale rinun-

somme

alla famiglia, e

Caprarola, e dichiar car-

fu se[)ollo ins. Agnese senza funebre

mo-

dinal nipote Camillo Astalli ^cwe poicad-

de

in disgrazia.

Rientrato in favore

il

numenlo. l'AMlMllLJ
diuidc.
/'.

COLOXXA

Pietro, Cz/-

principe nipote, lo

nomin Innocenzo

Colo.nna Pamphilj.

^.
PAIMIERS

M
I
t.

P A
successori
2, par.
i,
si

M
i8oi
la

[Ajyaniien). Cilli con re-

leggono nella O.illu chr.


p.

sidenza vescovile di Francia, nel diparliineiilo dell'Arige,

i63, e nelle Notizie di


nel

che forma

la diocesi,

Roma. Pio VII


ristabil

soppresse e

capoluogo di circondario e di cantone , i8i leghe da Parigi, in fertile pianura


sulla destra riva dell'Arige, sede di Irij)uuali e dell'autorit. Assai

1817. Gregorio XVI nel i84'j fece l'attuale vescovo mg.' Guido
nel
diocesi di

grande e ben
corrispon-

Alouvry della nuovo vescovo

Rennes. Ogni
Citt'cou

lassato in fiorini 370.

distribuita, la fabbrica

non

PAMPLONA {Pampilonen).
gna
e forte,

dente Lacattedraledicesidisegnodi Mansard, sotto l'invocazione di s. Antonino vescovo, con l'episcopio contiguo. Il capitolo si compone di 8 canonici, tuio dei
quali arciprete parroco, e di diversi onorari, e nelle feste pel divin servigio
vi

residenza vescovile nella Navaria di Spa-

capoluogo

di provincia, a

70

leghe da Madrid, sopra un piano elevato, la di

cui superficie

presenta

alcune

colline, circondata
renei.

da montagne de' Pidi quelle

Occupa una

colline, di

accedono gli alunni del gran seminario, essendoveue altro minore. Vi sono confraternite, case
religiose, ospedale, teatro
I

forma

irregolare, nella fertile valle sul-

la sinistra

dell'Arga, e

vi

sono

le princi-

pali autorit della provincia. Cinta

da uu

e fabl)riche d'acciaio.
tili

dintorni sono fer-

muro

bastionato, difesa da due forti e-

di grani, fiiitti e pascoli,

con sorgen-

sterni e

te ferruginosa e sabbie aurifere. Nel

me-

pure una
lippo
il

dio evo Pamiers

si

chiamava Fredela.s o

li,

da una lunetta trincierata ha cittadella al sud costrutta da Fi che nulla risparmi onde farne
,

Fredtlaluin, poi Jpainiae o Paniiac, e fu capitale dell'antica contea di Foix, ai-

pi formidabile baluardo di questa par-

te della

Spagna. Le strade sono


vi

belle, le

quante volte saccheggiata. In sua origine abbazia di s. Antonino di Fredelas, fondata verso la met del secolo X, fu poi dei
canonici regolari di
to
i

s.

Antonio. Inseguial-

sono 6 fonti. Oltre il bel passeggiodiTaconera, venesono 3 altri fuori le mura: 6 ponti comunicano alla riva sinistra della riviera, ove stanno il
case senza gusto,e

conti di

Foix avendo fabbricato


alla citt, di cui

l'intorno e al vicino castello di Pamieis,

questo die origine


ti

con-

sobborgo Rochapea e quello della Maddalena. Pamplona non ha alcun pubblico edifizio veramente osservabile, tranne il grande palazzo pubblico, sostenuto da arcate, ma senza gusto; la zecca, palazzi del governatore, de'consigli ove soi

e gli abbati furono consignori.


a'

Bonifal'ab-

cio Vili

i6 settembre I2C)5 eresse

baziale chiesa in cattedrale, e col


torio che tolse da Tolosa

terri-

form un veancora. Vi
la-

no

gli

archivii,

tribunali e

le

prigioni.

scovato, che a quell'arcivescovo dichia-

La

cattedrale con altissima torre e con

r sulFiaganeo,
sci
il

come

lo

capitolo regolare, l'unico che per


nel regno,

lungo tempo rimase


di

composto

dignit e

g canonici

tutti regolari, e

12 semi- prebendati secolari, con 25,ooo


lire di

Beata Vei'gine Asche per la sua antica costruzione gotica, grandezza e interna ricchezza, in cui il sepolcro di Carlo IH d'Evreux, maritod^Eleonora di Cabattisterio, sacra alla

sunta,

non

rimarcabile

rendite pel vescovo, ch'era presislati

stiglia,

avendo contiguo l'ampio


Il
s.

comodi
i

dente degli

del contado di
11

Foix
.
l

do

episcopio.

capitolo gi de'canonici
si

assisteva a que'di Linguadoca.

ve-

regolari di

Agostino,

compone

scovo fu
losa,

s.

Lodovico arcivescovo
le
;

di

To-

dignit, prima delle quali l'arcidiacono,


delle

che conserv

due chiese con belo fu

prebende canonicale

e teologale, e
;

neplacito apostolico

pure Jacopo ilei Forno, nato in Saveidun nella dio tesi, che nel SS.jdiveune BeiicdetloXl l.
j

di alcuni poizionari ealtri chierici

il

par-

roco ha cura delle anime. Vi sono altre


3 chiese parrocchiali col fonte sacro, 7

PAM
conventi
di religiosi, 2 inonaileri di

P A
mode re di

M
XX,
che
i

Na varr

perci ottenne da Pa-

luulie, confraternile, seminario, ospizio

pa Giovanni
plona.
ISel

XIX
on
si

detto
il

pegli esposti,

grande ospedale, casa


la

di ri-

naci potessero eleggere


1

vescovo di

moPamper

lugio cou oAcine di lavoro, collegio e teatro.

celebr un concilio in
ristabilita

Prima

era vi

congregazione de' C<3(f^-)-

Pamplona,

in cui

fu essa

noiici regolali

diPmnplona

E
di

paI\li-

sede del vescovo, presiedendolo Ponzio

tria di IMoret storico di

Na varr,

vescovo d'Oviedo. Alessandro IV statu


clie

gueld'AnchetascuUore,di Ilurtado profondo


scrittore,

del generale Elio, ec.

to dal vescovo di

dintorni sono Urlili e

si trovano piriti di rame. L^origine della citt si perde nella notte del tempo. Pompeo l'ingrand e la restaur e gli die il suo iione, onde fu

Navarra fosse unto e coronaPamplona. Il vescovo Arnaldo di Pnyana nel 3 '" vi tenne un sinododiocesano. Innocenzo VI nel 3 ><)
il

re di

Pamplona il nipote Monlnrco. Nel 14^9 il vescovo


cre cardinale e vescovo di
cardinal Bcssarioiie
do. Alessandro
vi

iopolis.
lio

chiamala Fompdon, Ponjplona, PompeMolto sollr dalle vittorie di GiuCesare, indi soggiacque
ai goti nel

celebr un sino-

VI

fece vescovo di

Pam-

secolo, e
il

cadde
la

in

potere de inori verso


scacci spesso
tali

plona e cardinale il figlio famoso Cesate Borgia [V.), che rinunziate le dignit
rest

ySo. Carlo

Magno

morto

nella battaglia per l'assedio

popoli e loro

tolse nel

778. Divenuta
(^.)j
i

del castello di Viane, diocesi di

capitale del regno di


vi

Navarra
il

re

na, a' 12
rio del
sa.

fermarono

la

residenza e sostenne di-

Pamplomarzo iSoy, giorno anniversasuo possesso come vescovo di es


I

versi assedi. Nel

\5ii
i

ne impadron, ed

ducadAllja se francesi nel i52i fel'eil

Nel

ji

fu eletto

il

cardinal Albivt
II

dal capitolo,
le

ma

Giulio

ricus

le

bol-

cero ogni sforzo per prenderla contro


nergica difesa dis. Ignazio Loiola,
le

per essere intervenuto


;

al

conciliabolo

qua-

di Pisa
/o/;o,

nomin

in vece

il

cardinal Saii-

ebbe infranta
al

la

gamba

destra che pro-

dusse scoraggiamento ne'suoi, per cui ce-

che ricusato dal capitolo, questo fu interdetto, flnchobbed. Dipoi Leone X


le

derono
ilonare

nemico preponderante; onde


fon-

concesse

bolle al cardinal d'AIbrel,


possesso, n

ma

poi deriv la di lui vocazione di abbanil

non ne prese
te. Il

god

le

rendi-

mondo, divenendoglorioso
i

vescovo cardinal Alessandro Cesai

datore della compagnia di Ges, ed un

rini nel

53

celebr

il

sinodo e pubblic

gran santo. Di nuovo

francesi l'occupa-

Slatitln et constitiUiunes.

La

peste

vi

lece

rono per sorpresa nel 808 e la conseivarono sino al 181 3. Cadde egualmente in loro potere nel 1823. Si vuole che gli abitanti fossero primi navarresi che abbracciarono il ciislia1 i

strage
il

pii volte,

onde
di

in cjuclla del

1721

popolo fece volo

non rappresentarestandone pregiu-

re pi

commedie,
il

ma

dicato

teatro, propriet dell'ospizio dei

bastardi, Benedetto Xlil


lo con tre esposizioni del lo e

commut
ss.

il

vo-

nesimo. La sede vescovile fu eretta nel

SagramenPurilcazioci

V secolo sotto la metropoli di Toledo, donde Gregorio XIII la fece sulTraganea di Burgos e lo tuttoi'a. 11 i." vescovo fu s. Firmino, martirizzato ad Amiens, patrono della
s.

una processione per


li

la

ne, e per ulliino

liber

anche da

con somministrare 5oo scudi per


dela,

la fab-

brica della chiesa de'caimelitani di

Tu-

citt,

ch'ebbe tra'successori

come
di

si

legge nel breve Cimi Sa/i1

ri

Maiciano. Per le incursioni de'barbamori messa in disordine la sede vescoi

clissiinns, de'
tizie

marzo

729. Nelle I\oi

vile,

vescovi di

Pamplona

la

trasportasul-

dal

Roma sono registrali 1735. Lo dal i83o mg.^


di Barcellona.

vescovi

Saverio

rono nel monastero Leirense, situato


lo

Andriani

La

diocesi

am-

sommila

de'Pii enei. SancioIII

il

Gian

pia e contiene <)oo parrocchie.

Ogni nno-

9*1

PA
eli

INI

PAN
vanienle.

vo vescovo
venclo

lassato in i^joo noriiii, a-

Fu

assai florida

quando

il

com-

rendile

3oo,ooo

circiter

rega-

lia (le Vellon, gravati di pensione.

PAMPLO.XA NUOVA.
I'ami'lona.

F. Nuova
Indiis,

mercio dell'America meridionale coila Spagna si faceva col mezzo de'galeoni,ed era un emporio di merci d'Europa e di America. Nel 1740 decadde il commercio,

PANA IMA' {de Panama in


naiiiaien). Citt

Fa-

allorch

le

ricchezze del

Per furono

con residenza vescovile nell'Arnerica meridionale, nella repubblica di Colotibia, capoluogo del dipartimento dell'Istmo o Nuova Granala, e
del suo nome, sulla conord del golfo di Panama, a i6j leghe da s. Fede di Cogota, sopra una piccola penisola difesa da un proseguimendella provincia
sta

tiasportale pel
tico

mare
il

del sud nell'Atlan-

raddoppiando

capo Horn, e dac-

ch gli altri porti furono ammessi a godere la libert commerciale. Vi si tenne il congresso di tulli nuovi stati d'America separatisi dalla Spagna. La provincia di Panama occupa la parte orientai

le

del dipartimento
l'istmo di

dell'lstmoecompren;

to di piccole isole. L'aria malsana,


lori fortissimi.

caal-

de

Guarnita Panama da
si

golfo

Panama rinchiusa fra omonimo e mare delle Antille, ed


il
il

cune opere
niasi

di forlifica/.ione,

divide in

attraversata da una catena di montagne.

alta e bassa citt, e questa ulticua chia-

La

sede vescovile, secondo Commanville,

El Farai ed

la pi popolala. Ri-

fu eretta da Leone

nel

i5i5,

altri la

marcasi una gran piazza pubblica, l'ospedale e la cattedrale, che lia prossimo l'episcopio. Quella dedicata alla Beata

i534 da Clemente VII, indi fatta sulfraganea di Lima nel 1545 da Paolo HI ora lo di s. Fede
dicono
istituita

nel

Vergine
posto di

sotto

il

titolo la
Il

antiqua, con

di Bogota.

11

i."

vescovo fu Vincenzo di

ballisterioe 2 parrochi.

capitolo
i.'^

comil

dignit, essendo la

de-

chierici.

cano, q canonici e diversi cappellani e Vi altra chiesa parrocchiale col


fonte sacro,
i\\

Pedrosa domenicano. La serie de'vescovi nelle Notizie di Roma si cominci dal I74'2. Al piesenle lo mg."^ Gianfrancesco

Manfredo gi vescovo

di Miriofidin.

monastero
bella

di

monache,

partibui, fatto nel i84'J> coadiutore del

coiiCraternile, seminario, collegio con cat-

predecessore.

La

diocesi amplissima e

tedre.

La rada

ma

pericolosa, la

costa bassa ed olfre


co, fermandosi
i

un semplice sbaril

grossi navigli nell'isole

comprende leprovincie diPanam e Veragiia. Ogni nuovo vescovo tassato di 33 fiorini, essendo le rendite 4000 0"
liete di

Perico e Flaminco: non ostante

com-

quelle parti, pagate dal governo.

mercio considerabile. Panama significa luogo abbondante in pesce. Allorch gli spagnuoli vi si stabilirono nel i5iS, fon-

Sede vescovile della Mauritiana Cesariana, nell' Africa occidentale, sotto


la

PANAT0RL\.

metropoli di Giulia Ce-

darono Panama a 4 legbe dall'attuale ; distrutta la prima citt nel iGyS da Morgan,
gli

sarea. Noi. Afr.

PANCERNI PANCIERA Antonio,


Cardinale. Nacque da nobile e povera
famiglia di Portogruaro nel Friuli.
tosi

abitanti pi bella la ricostruiro-

no

ili

piano migliore. Invano tentarono

Da-

stabilirvisigli scozzesi nel

1699

sul golfo
le

alla

giurisprudenza, mostr in Rola

Darien, e perirono pel clima e per


re
;
i

guer-

ma

tra'notari

sua abilit, e

francesi stabilitisi nel


I

1740 furoisti-

viatore lo conobbe Bonifacio


segretario, nel

come abbreIX e fece suo


di

no

trucidati nel

754
:

dagl'indiani a

iSpS vescovo

Concor-

gazione degl'inglesi
lo costru

il

governo spagnuol

dia, forse gi arcidiacono della cattedrale,

un furtesuUefrontiere per sogtenibili

e l'autorizz ad usar le proprie insegentilizie

gelfaie quegi indigeni,


di del i7'j6 e

incen-

gne
bi

de'Tomacelli, come vede-

17H4

'^ distrussero

uuo-

nelle

monete che coni qual patriarca

PAN
<!'

PAN
il

93
onde proper allon-

Aquileia, alla qual dignit

cnpilolo

nigiia facilit

con

la

quale diminuiva ai

Io elesse nel

i4o2. Dopo 4 aiini ili felice governo, divenne inviso a molli signori

benc'Iciati le spese delle bolle,

cur invano
prire
la

oilrirgli vescovati

e luoghi del Friuli,

massime da Cividale,
{)0Si

tanarlo; dipoi nel iGqf) lo incaiic di a-

per invidia di vederlosalito a tanta


sanza
,

porta santa della basilica di

s.

e per aver investito

fiatelli

del

Paolo. Clemente
rio di stato,

XI

lo

voleva segreta-

castello di
le

Zoppola con giurisdizione;


ef'etto.

ma

ma

si

scus e accett la pre-

accuse fatte in concistoro a Innocenzo

fettura del concilio.

Form una

domesti-

VII non ebbero

Quelle
il

nemici
rjualelo

ca e scelta libreria, ricca di mss. e cele-

liniiovarono a Gregorio Xll,


priv del patiiarcatoa'
i I

brala dal Piazza nel r".?fro/og''o


in

3 giugno i4o8,

Roma

nel 17 18, d'anni

anche per avere come predecessori tralasciato di pagare alcune pensioni alla s.
Sede.
1

sciando un'eredit di
fu sepolto in
s.

Mori 90 circa, la200,000 scudi, e

Pancrazio, al cui titolo

cardinali ribelli al Papa, da Livor-

era passato, innanzi l'altare maggiore con


semjilice lapide gi da lui postavi, alla
(piale altra

no l'invitarono a disobbedire, e dal concilio di Pisa venne conformato nel possesso di sua chiesa. Giovanni XXI 11 perla pace del Friuli ne procur la rinunzia e
l'ollenne, creandolo cardinale prete di
s.

fu

aggiunta con magnifico

elogio e le insegue gentilizie.

IS'acque

PAJNCIROLI GiANjAcoro, Cardinale. da un semplice sartore in Rocui di questa origine volle con-

Susanna a'6 giugno i4r


cfincilio di

intervenne al
(pia-

ma, per
servare

Costanza, contribu alle ele-

memoria

nello

stemma, formanalla giu-

zioni di
le

Martino
in

Ve

Eugenio IV,

il

dolo d'un panno. Applicatosi con indefesso

per

la

sua virt e singolare abilit l'im-

ardore e mirabile successo


lo

pieg

importanti legazioni,

lo pre-

risprudenza, fiequent

studio di Piiui-

mi con assegnamenti enei i43i


vescovato di Fascali. IMor in
detto anno e fu sepolto in
onorevoli esequie.
s.

col

philj uditore di rota, poi

Innocenzo

X,

Roma

nel

dedicandosi intieramente a lui; fu corrisposto con affetto per l'integrit de'suoi costumi ed acutezza d'ingegno. Dopo a-

Pietro con

PANCIATICI Baldino,
Nobile fiorentino,
l'avvocatura sotto
si

Cardinale.

vere cseicitato l'avvocatiiiii, segu


lato alle nunziature di Napoli e

il

pre-

acquist fama nel-

Spagna
in

suo parente
pidoglio, indi
della

lo fece collaterale di

De Luca. Clemente IX Caml'iidlessibisi

quale uditore
quali Io zio
riere d'

di esse.

Tornalo

Roma

s'introdusse coi cardinali Barberini, pei

luogotenente dell'uditore
rinunzi quando

camera, carica die per

lil e giustizia

dovea proferir sentenza tra Clemente Xe Colonna pel feudo di Carbognano. Innoceni

Urbano Vili lo fece cameonore soprintendente del cardinal Fiancesco e nunzio ai principi d'I,

talia e
la

ministri

di

Spagna per
in tal

trattar

pace,

come adatto

commissio-

zo
le

XI

gloriandosi di

promuovere

dotti

e virtuosi,

bench

negletti, l'impieg nel-

squisito intendimento,

ne per eccellente perizia nelle leggi e di sebbene di esterio-

segreterie della visita e de'iegolari, in-

di lo lece

commendatore

di

s.

Spirilo e se-

gretario de'vescovi e regolari. Alessandro


\ III
lo

Divenuto uditore di Spagna e patriarca di Costantinopoli, a' i3 luglio 1643 Urbano


re disaggradevole.
rota,

nunzio

di

dichiar datario e patriarca di


a'
1

A
al

III lo

cre cardinale pretedi


Celio.

s.

Stefano

Gerusalemme, ed

3 febbraio
s.

1690

lo

Monte

Nel conclave per morte


riuscita l'esaltai

cre cardinale prete di

Tommaso
conferm
gli si

in

di esso,

non essendogli

Parione. Innocenzo XII


ve e molesto, poich

lo

nel

zione del cardinal Sacchetti j rivolse


sluizi

suoi

dalarialo, nel cui esercizio


si

resej^iaalla

per quella del cardinal Pam[)liil|,

opponeva

be-

che divenne luncceu/.o X. Per graliludi-

4
ne
lo,
il

'

i\

P A N
(>v'ol)be

nuovo Popa
le

lo fece segretario di siapii

occasione nell'invasione degl'ini

ma

malallie

o
nel

meno sempre
i

Io

periali fiancesi, di manifestare di


la

nuovo
lo

Inivagliaroiio, e

mori

(rj

d'anni

G(.

coraggiosa sua fedelt. R.ipristinatonel


il

Fu

sepolto in

s.

Silvestro al Quirinalea-

18 i4

governo papale, Pio VII

di-

vanli l'altare maggiore, con lapide ornata e iscrizione. Lasci


sto,

chiar delegato di Pesaro e Urbino, indi

fama

di cauto, giu-

come benemerito
de' suoi meriti

preside lo promosse a

prudente, nemico dell'avarizia e dei

segretario di consulla, poscia in


e del

premio

regali,

sebbene

fu

nel

numero

di

quei

lodevole disimpeil

che
a
in

s,

non sono buoni giovare n quantunque costituiti potere, o per mancanza di attitudine
in efTetto

gno
di
s.

delle cariche esercitate,


lo

Papa

ai

u agli

altri,

IO marzo 1828
Sabina, e

cre cardinale prete

Io fece protettore di

Carpaci-

o per estrema delicatezza.

toceto e di Cossignano.

D'animo
god

PANCRAZIO
pad
il

(s.),

martire.

A Roma
dopo

fico, di filosofici

e semplici costumi, di

martirio in et di i4 anni, deca-

maniere
mesi
la

dolci e cortesi,

circa

10

pitato sotto Diocleziano nel 3o4,

avere generosamente confessato Gesti Cristo.

ma

porpora, e d'anni 78 mor inRod'apoplessia il i." febbraio 1824,


e fu sepolto nel suo titolo.

Fu

sepolto nel cimiterio di Calepoil

tlopo essere intervenuto al conclave per

dio, che prese poscia


la

suo nome, e nel-

Leone XII,

contigua Chiesa di

s.

Pancrazio [F.):
I,

PANDOLFl ALBERICI
1M\RU, Cardinale. Nacque
in

Francesco
Orvieto da
i

citai gli alti del ibf).

martirio nel voi.

p.

tale fu

ra

Una porzione della sua spoglia mormandala ad Oswi re d'Inghilterda Papa Vitaliano del 6)7. Nella deldisperse
le

nobile e antichissima famiglia a'

8 mar-

zo 1764. Fino dai pi verdi anni venne

annoverato
e nel

fra 'canonici della cattedrale,

ta chiesa,

sue reliquie nel

i8i4

Pio VII lo

nomin prelato

1798, lo furono nuovamente nel 1849 da una turba di repubblicani, quando

domestico e referendario delle due segnature; quindi ebbe luogo fra' ponenti
di consulla e
pili

manomisero e predarono il tempio e il convento annesso. Divenuto il tempio un mucchio di devastazioni, nel i85i fu restaurato e consagrato. Tutto meglio descritto ne' n.i 83 e q8 dell' Osse/valore

ne divenne decano, per cui


Ira' prelati dell'

volte funse le veci del segretario, co-

me

pure fu ascritto

im-

canonico di s. Pietro e nel i83o suo maestro di came-

munit. Pio Vili

lo fece

Romano i85i. Il martirologio romano fa menzione del martirio di s. Panil

ra, in ((uesto uffizio lo

rioXVI,ea'2

luglio

conferm Gregoi832 lo pubblic


titolo gli confer

crazio

giorno

lO

di

maggio.
in Cartoceto,

cardinale prete, avendolo creato a'So set-

PANDOLFl
que
a'

Luigi, Cardinale. Nac-

tembre i83i. Indi per


la

G settembre 1751

chiesa di

s.

Prisca, e lo

annover
virti

alle

Fano, da famiglia ascritta al ceto primario di Pesaro, Fano e Ascoi


tliocesi di
;.

congregazioni dell'indulgenze, consulta,

buon governo

e acque.

Le

eccle-

Falli

gli

studi nel collegio de' nobili di


in

siastiche di cui era

adorno,

la rettitudi-

Fano, applic
ritto, e

Pioma

al

pubblico di-

abbracciata la clericale carriera,

fu per
e per

4 anni vicario generale di Todi 9 di Pesaro. Accaduta la rivoludijtinse per


alla

ne e diligenza con cui esercit gl'impiegli vennero aftldati, la carit e compassione verso gl'indigenti ne formaghi che

rono

l'elogio.

Mor

in

Pioma d'anni 71,


il

zione francese nel declinar del secolo passato,


si

a'3 giugno i835, e trasportato

cadaven-

prudenza

e attacca-

vere in

ss.

Apostoli,
la

il

cardinal del Dra\f\d\

mento

preside di Monlallo,

buona causa. Pio VII lo fece donde pass ai go-

go celebr

messa di requiem,

ne tunnilato nel suo

titolo cardinalizio.

verni d'Ascoli, d' Orvieto e di Perugia,

PANDOLFINI

Nicol, Cardinale.

P A

.\

PAN
11

9
dalle

>

Potriziofiorenlino, da canonico della

tropolitana di Firenze, Pio

lo
11

menomi-

nome,
eie

di cui

si

cosliluiscono molle spe-

eie e variet, dipendenti

due spetrllicurii

n chierico

di

cameia, Paolo

lo fece

primitive, frumento
il

duro,

scrittore apostolico, Sisto

IV

lo incaric
II,

furgi(lum,e

frumento

gentile, Irilicum
il

dell'educazione del nipote poi Giulio


e nel i4''4 'o
f''f^''''T*^

hibcnuim. Nella sacra Scrittura

pano
he-

vescovo

di Pistoia,

talvolta significa ogni specie d'alimento,

indi governatore di Benevento. Innoccur.o

come

l'accjua significa ogni sorla di

Vili

gli

confer

la ricca

abbazia di

s.

vanda, e dicesi figuratamente in diversi

Zenone

di Pisa, e

Giulio

li lo volle le

a suo

modi; rpiando noi domandiamo a Dio


nostro

il

segretario e uditore per

cause pi g-

pane
i

f/uolidiano, s'intende tutto

Jose e interessanti, ascrivendolo alla pr-

ci cli' necessario alla vita. Gesi Cristo

pria famiglia Rovere. Dicesi che

non

lo

bened

pani prima di distribuirli alle

cre cardinale per essersi opposto alle sue


opinioni
;

turbe, moltiplicandoli prodigiosamente,

ma Leone

vi

suppPi all'imil

Dio
li

fece a diversi santi

operare miraco-

provviso e benchr assente

i."

luglio

nella moltiplicazionede'pani. Gli ebrei

s.

IDI 7, dichiarandolo cardinale prete di Cesareo. A lodata vita die fine in Pi-

cliiamavatio pani di proposizione quelli

con santa mortc,sinceramente compianto, nel i5i8, d'anni 78, chiaro per scienza e dottrina, per compassione e lisloia

che isacerdoti di settimana [)onevano tutti giorni di sabbato nel tempio sulla tai

vola d'oro, ch'era nel santuario davanti

beralil co'poveri,e per l'amore verso la

sua chiesa che govern 44 anni. Coi beneficii ne accrebbe il lustro, aument il
collegio de' chierici, fond
di
s.
il

Signore; erano 12 per distinguere le non potevano essere mangiati che dai sacerdoti, quando ogni settimana si
al

tribi e

monastero

rinnovavano. Gli eUreiavevano moltemaniere di cuocere il pane, ed oltre 1' uso


ordinario del fuoco, talora lo cuocevano
sotto
la

Nicol e
le

la

dignit arcidiaconale, ed

accrebbe

renditedella mensa, onde dai

cenere o sopra lastre di metallo


1 romani da pringrano crudo o Io fail

pistoiesi fu

chiamato

alVtt uosa

mente

pa-

o sopra pietre riscalda te.


cipio

dre spirituale, e per amore

gli

eressero

mangiavano
bollire

il

una statua. Il cadavere trasferito a Firenze, tomba degli antenati.


riposa nell'abbazia fiorentina, nella

cevano

come

riso

poi i'abbru-

PANDOLFO,
nella

Cardinale.
s.

Fu
in

offerto

stolironoeNuma istitmuna festa perque^ sta .scoperta. Poco dopo cominciarono a pestare il grano ne'mortai e a farne una
pasta, pei'ci dai loro vicini furono detti

puerizia a

Benedetto
II

Monte
le

Cassino, ove ne profess la legola, e per

niangia polenta. Nel


il

4'^'^

avanti

la

no-

sue splendide doli Pasquale


lo cre cardinale prete.

del

lopq
fos-

stra era trovarono

modo

di fare la pa-

Non pare che

sta forte e poi delle focacce o schiaccia-

se vescovo d'Ostia,
ni, e scrisse
i

comealTermano

alcu-

sermoni per
e

le feste di tut-

gere all'arte di fare

lo fanno.

gran passo per ginnpeil pane. Questa r non divenne comune in Roma prima
le,

ed ecco fatto

il

Pane azzimo
Pane.

Fermentato.
11

/'.

dell'anno i5o innanzi della era, e pro-

pagandosi, gi

al

tempo d'Augusto
i

v'e-

PANE E Pane
tiis,

BENEDETTO.

pnne,pai'a-

un cibo comunissimo
:

fatto di

da .3oo fornai che Io facevano o cuocevano, avendo loro muli-

lano

in

Roma

lina di grano o di biade,

come

orzo, vetutta la
Il

ni, e

giunsero a fare

il

piine cos

buono
il

na e

simili

pane
il

significa

anche

e bello

come

in Alene,

dove

si

faceva

vettovaglia e
dicesi

vitto necessario.

grano

pane

assai

prima che
a

in lioina, e forse ai

niente

anche frumento, il quale propriail seme della pianta dello stesso

lcm[)i vicini all'et di Tritlolento.


1

Dopo

romani, primi
i

cuocere pane sembr;i

96

PAN
baristi A 5
I

P A N
e
II.

che fossero gli ahitanti (l(!lle O.iIIie, donde poi se ne dilat l'uso per liilta luuopn. ^. Annona, Agricoltura egli arlicoli

Osserva Bonanni, Ge-

rarchia,

71, cercando chi principi dopo Ges Cristo a consagrare il pane e


p.

lelalivi.

Della distribuzione
di palazzo,

tlel

pane

il

vino, che gli apostoli differirono celela

che

facevasi nel palazzo pontifcio, chia-

brare
ste,

Messa (F.)

fno alla Penteco-

mala parte
parlai

pancm honona,
di

e da tale astinenza provenne l'uso anil

anche a Palazzi apostolici e

tico ne'sacerdoti di celebrare

sagrifizio
fi-

sua origine. Dell'oblazione e tributo di sette pani cj.e il capitolo d'Anagni fa al

4o

giorni

dopo l'ordinazione.

Si vuole

Papa quando
rittima e
rola nel

visita le provincie di MaCampagna ogni sabbato, feci pavoi. XXVII, p. 275: questo o-

gurala nella messa l'oblazione de' pani che gli ebrei facevano 5o giorni dopo la
loro Pasqua, e perci convenire che la

niaggio Gregorio
volte,

XVI

lo ricevette

due

prima si celebrasse nella Pentecoste che appunto cade in eguale epoca. Ciampini,

quando si rec a s. Felice (/^.), e quando nel i843 visit ylnogtiij e Pio IX nel i85o in Fresinone. Furono anstabilite distribuzioni di pani ai

De

perpetuo azynioruin usa

in eccle-

sia latina, vel salleni

romana,

rpta oc-

casione vox fermenti in llclchiadis et


Siriciis decretis,
tii

che

ca(

ne

in epistola

Innocen-

pitoli,

come

fece Thalari in
1

Lione
disse

Io

I rom.

Pont, aliqiie veleres rilus de-

notai nel voi. IV, p.

63), e

si

pane

clarantur,

Romae 688.
1 :

Il

pane fermen-

di capitolo o capitolai e

i\i^e.\\o

che (juo-

talo o con lievito serve per l'Eucaristia


agli orientali

lidianamente
zione

si

distribuiva a ciascun casi

l'infranta
le

unione tante vol-

nonico; non che ai poveri, di che


a'

fa

menGio-

te

conchiusa tra

chiese greca e latina,

loro luoghi,

come per

feste, e di
s.

come pur
si

dissi nel voi.

XXXII,

p.

i35,
in

quella per S.Giovanni in Pioma in

altrdjuisce all'uso del

pane azzimo

vanni della IMalva. trattai ne' voi.


p.

XXVI,

questa e nell'altra di quello fermentato;

1G7 e 194,
s.

chiesa di
COS,

XLV, p. 189. Perch la Biagio della pagnotta dicesi

per molli orientali consagrano in azzimo,

come
di

rilevo a' loro articoli. Nel concilio


i

ne rendo ragione a Patriarcato armeno, parlando di essa in un alla distribuzione de! pane. Ora passer a dire del-

Firenze

greci

convennero che

si

po-

teva consagrare anche col pane azzimo;

quindi

monaci greci

di Grotta/errata,

lEucaristia distinta col


e del pane benedetto:
la

nome

di

pane,

di Puglia, Calabria e Sicilia

giudicarono
la for-

sacra Scrittura

spedienle con approvazione di Eugenio


1

chiama altres la comunione, frazione di pane; perch la sacra Scrittura non dice tagliare ma frangere il pane anche per
l'Eucaristia,
eccl. lelt.
il

Vdi celebrare con


usata dai

l'ostia

secondo

ma
di
ni

latini,

mischiatovi un poco

Sarnelli Io spiega nelle Leti,

formarono

fermentato, e poscia interamente si uall'uso dell'azzimo per di-

21, t. 3. Pani di cera o sacri furono detti gli Jgmis Dei heiiedelti ( F.),
quali parlai anche nel voi. IX,
11

stinguersi dai seguaci di IMarcod Efeso,


il

<Iei

p.

35.

maggior parte

quale era ritornato allo scisma colla degli orientali. Della con-

pane azzinio o senza


la

lievito, serve ai

troversia e questione,
di fatto, sull'azzimo e

non

di fede

ma

sol

latini, e
li,

ne'primi secoli anche agli orienta-

fermentato, vedasi

per

consagrazione

eW

Eucaristia

Zaccaria,

i^to/'./e/^. voi.

4)P-8i
i
,

Rodot,

(Z'.),

chiamata pane degli angeli e pane celeste. Se ne tratta a Oblazionf,, Ostia, Azzimo, Comunione, ove dicesi di quella
sotto le

p.32 3; Berlendi, Dell' oblazioni all'altare, ove dice


in Italia, hb.

Del rito greco

due

specie e del
i

modo

di

con-

che fu indifferentemente offerto e consagra to il pane azzimo fermentato e dato in

servarsi l'Eucaristia che

lungo tempo, su

di

greci fanno per che parlai pure a u-

comunione; ed
lelt.

il

Sarnelli, Leti. eccl.

t.

6,
az-

c),dc\V culogic istituite nel

pane

P
zimo,

N
Ziizoni e nelle

PAN
dopo V Offertorio, dorati e inargentati
Chiapponi,

97
:

pane deslinalo alla consagi azione, che non basliimlo per raccresciineiilo ile' iicleli si adoper per eiilogie il feiQienlalo, de fernitnlo, non
nvaiivi del

come

Consagrazion de'vescovi
il

Ada ss.,

ci

la

spiegazione

n)isteriosa di ((ueste offerte, della

forma

pane fermentato de'gieci, da loro introdotto pi lardi nel seeolo XI, poich nella

circolare de'pani e della loro doratura e

inargentatura.

chiesa latina

la ^a\u\i\

fenncnlo
i

fu vosi

gia per divozione


to,

ce metaforica, in significalo che

preti

pane benedetto si maninonoredi qualchesanperch benedetto con preghiere e inIl si

fermentassero, cio

si

unissero al

Papa

vocazioni di esso, cui

attriijuisce la vir-

comunione, essendosi sem pre celebrato in azzimo nella chiesa romana, lo che dichiara Sarnelli stesso t. q, lett. 28, dell'origine del pane bianco e sottile per l'Eucaristia o Onda. Del paper
la via della

t di guarire diverscinfermit. In

Roma

Varciconfratcrnila del Corpo di Cristo,

ogni domenica distribuiva


detto;
si

il

fa

ancora distribuzione
le feste di s.
d'i

benedetto per
Chiesa di
s.

pane benedi pane Rocco duis.

ne o fermento benedetto dal Papa che


dispensavasi nel sabbato di passione, parlai

V arcicoifralernita,

s.

Ciriaco dalla

Maria

in via Lata, di

Nis.

ne' voi. XII, p. 39, e


isti

XXI,

p.

57: del

cola di Tolentino dagli agostiniani, e di

pane benedetto e sua


si

tuzione, che da va-

Biagio della Pagnotta.


cuifacevasi
la

Tra

le

chiese in

come supplimento
a

all'Eucaristia, trat-

distribuzione, nominer anss.

tai

EuLOGiE,

cos della loro distribufigli


si

cora

la

Chiesa della
.'^

Aiinunzialella

zione in segno di unione quali

tutti

{V.) in R.oma, famosa pel suo concorso

d'un padre, e
ni, e

di fratellanza,

onde
i

man-

popolare nella

domenica
voi.

di

maggio.
parola

davano eulogre reciprocamente


:

cristia-

Della benedizione del pane

feci

ve ne sogo testimonianze del IV sevescovi scambievolmente facevacolo no altrettanto nelle feste di Nntalf e Pa1

pure a Pasqua, e nel


le

V, p. 64PANEA o PANEADE. Sede vescovidella Palesliua i.'^ o della Fenicia ma-

squa, ^uvt

in

testimonianza di unione e

rittima, sotto la metropoli di Tiro, eretta

fratellanza, e talvolta

anche l'Eucaristia,

forse nel

secolo, corrisponde a Cesale

poi proibita, detta eziandio eulogia. Si

rea di Filippo presso

sorgenti del Gior-

mandavano
ai principi
:

eulogie ai re, alle regine ed

dano.

Dopo

la

guarigione della donna


vi eresse la

un avanzo
gli

di

questa antica di-

emoroissa, questa

celebre sta-

sciplina
ft^sle

sono forse

augurii di buone
si

tua del Salvatore, che Massimo o Giulia-

pani particolari che


(il

fanno anpievani

che adesso a Natale

pangiallo) e a
i

Pasqua

(le pizze).

In Venezia

no Apostata fece abbattere. Registra 5 vescovi VOriens chr., t. 2, p. 83 i, e nel t. 3, p. 1 338, 5 vescovi latini, istituiti sotto
il

delle chiese matrici nel sabbato santo di-

patriarca di
di Belinas.

spensavano un pane benedetto a ciascuno dique'parrochi che vi concorrevano per


l'acqua battesimale,
il

me
un

Gerusalemme col noPanca, Paneadcn, ora


Tiro.

titolo \G%ciW\\ein parlibus sotto

che era un'immai

PANEFISO. Sede
gustamnica
i.^,

vescovde dcll'Auil

gine delle antiche eulogie.


si

Che mandavano scambievolmente

vescovi

sotto

patriarcato d'Asecolo, capitale

l'Euca-

lessandria, eretta nel


di prefettura.

IV

ristia

o eulogie, ancorch lontani, e di

portarla seco ne' viaggi, vedasi Eucaristia

PAiNEGlRICO, Panegrica
razionein
lodi;

oratio.

O-

che precede

Papi
dissi

ne' viaggi.

A O-

dellaB. Vergine e de'santi,

BLVTE e OnLAziosi

dc'pani che nel-

o per alcun mistero di Gesi Cristo, o per


altro

l'antica liturgia servivano al sagrifizio


della messa, per cui sene vede la
ria nelle oblazioni de' pani nelle
VOI.. II.

memo-

Canonlz-

argomento. Questo genere di sacra eloquenza non vuole rimuoversi da quella forma propriamente laudativa di che si

98
piacque
s.

PAN
Basilio

PAN
di
s.

IMagno nell'elogio

pure col una pubblica scuola per


la
sti

la sac(jI-

Goitlio niarlirc, es.


tli s.
.

Ambrogio
(.lei

in quello

cra letteratura. Trascrisse egli slesso

Agnese. T' PEEniciic e I'iedicatori.


nrl principio

n^aggior diligenza

la

Bibbia, di cui di-

romani

loro consolato

ibul pi copie gratuilamenle; corresj>ti-

recilavano un panegirico in lode tlell'imperatore. Panegrico


ecclesiaslico de' greci
discorsi in lode di
tij

se le copie degli altri, e restitu alla

si
,

chiama

il

libro

rezza

oiiginale la versione de' settanta.


l'apologia di Origene, in

conlenente molli
e de'san-

Compose

Ges Cristo

bri, de'quali

non

ci

disposti

secondo l'ordine de'mesi. Cidiscorsi,

e copi di pr(;pi io

5 lirimane che il primo, pugno non poche delsti-

ter alcune collezioni di panegirici. Tornielli,

lesueopere, di cui fcea grandissima

Panegirici e

Piacenza

ma. La sua maniera


sima:
egli
ai

di vita era austerisil

17G7. Rossi, Panegirici, Yeueia i'j55.


Venini, Panegirici e discorsi sacri, Venezia 1782. Trento, Panegirici e discorsi

aveva distribuito

suo patri-

monio
darsi

poveri, e stava nella solitudi-

ne, per servire pi liberamente a Dio, e


alla fatica

morali, Venezia

790. Canovai, PaneI

con minor distrazione.

girici,

Firenze- 18

7.

Bihliolcca scclla

di orazioni sacre e colltzionc completa

Airestato nel 807, sostenne le pi crudeli tortuie pereonfessare e difendere la

de' panegiici per


migliori scrittori,

le feste

del Signore,

sua fede, e dopo essere rimasto pressoch

della B. Vergine e de' santi, tratta dai

due anni
Cesarea
tri
li

in

prigione,

pat'i

il

martirio a
al-

Como

1825, tomi 25.

16 febbraio del Sog, con

Donaduni, Prediche e pa?iegirici,jeigamo 1828. Galleria di sacra elo(juenza, ovvero collezione di scelti panegirici prc'
ceduti dalla vita di Gesi Cristo scritta

confessori, de' cui atti parlai a P.m-

pniLj FAMIGLIA.
J. di

La

sua festa segnata

il

giugno.
bellissimo in

PAINGE LINGUA. Inno

da A.

Cesari, Bologna i833. Deani, O-

lode dell'istituzione e mistero dell'Eucaristia e delle specie sagianienlali,

razioni panegiriche, parcnetiche e fune-

che

si

1816. G. De Ferrari, Panegirici, Boma i85i. Di altri panegirici e secondo gli argomenti parlai a' loro
bri, Bi escia

eanta nelle sue processioni, e con maggior frequenza


le iiltinje

due
si

pai

ti,

Ta/ipri-

tuni ergo e Genitori, che

cantano

luoghi,

come

nel

voI.XLIV,

p.

25i.

ma

della benedizione dell'Eucaristia.

Da

PA^EiAlOTlCO. Sede
eretta nel

vescovile di

l'amlilia 2.", sotto la meliopoli di Pirgi,

IV

secolo.
t.

Riporta 5 vescovi
(s.),

'Oricns dir.

i,p. io32.

PAPsFlLO
e martire.

PAMFILO

prete

Nacque
si

a Berilo, di ricca e
la

ragguardevole famiglia; pass


et negli studi, e
sii

prima

occuj) poscia ne' p-

pi eminenti della niagislratuia. Co-

nosciuto appena Ges Cristo, lasci ogni


cosa
e
si

per darsi alla pratica

della \irl,

dedic allo studio della sacra Scrit-

da un antico scoliaste di Sidonio si sostiene che sia stalo composto da Clnudiano Ecdicio Mamerto fialello di IMameilo vescovo di A ienna ; da altri si attribuisce a Venanzio Foi lunato, eche lo compose allorch .s.Radegunde regina de fianchi port a Poilieis la leliquia della ss. Croce, donatale da Giustino Il iinperalure; da s. Francesco di Sales nel suo T ejcilhun Crucis, a Teodolfo vescovo d'Orleans dell 83o, e da Natale Alessandro a s. Tommaso d' Ae

Gennadio

tura, ponendosi nel


li

numero

dei discepo-

di i'ierio,

il

quale eia succeduto ad O-

lingua di un lasiliano

rigene nella glande scuola di Alessandria.

Abbiamo Traduzio/ie del Pange Roma 782 De' due inni, Pange lingua e Lauda Sion
quino.
,

Dimor poi a Cesarea nella Palestina ove form una numerosa biblioteca, di
cui fece

dell'angelico dottore, versione di de


gati,

Ro-

Rouia 1792.
TuEssio o Thejo

douo a quella

chiesa,

ed aperse

PANI ACQUA

Ga

PAN
BRiELE, Cardinale. Spagnuolo, tloltore di
gli

PAN
successe
(/^.), a'

9<)

nell'

anlipapato

ClemenlK

Sainmanca,

religioso e aicidiacoiio del

/^///

IO giugno \\i5 e coronala

militare oidiiie cistejciense di Calalrava


e del terz'ordine di
s.

to a' 17.

Dopo

sua rinunzia, Martino

Francesco, per a1'

V che avea promulgato una crociata contro Paniscola, assolvettegli scismatici abitanti.

ver esercitato con applauso

ufllcio di

giudice nella regia curia, ad istanza di

Di

tutto, oltre

citati articoli, si

Fdippo III re di Spagna, Paolo \' ai dicembre i6i5 lo cre cardinale prete di (3^5 fu fats. Bartolomeo all'Isola. Nel
i

parla ad Avig>o.\e e Palazzo apostolico

d'Avignone.

PANNILINI SACRI. La
dic conveniente che
i

Chiesa giusi

to arcivescovo di Salerno e i. presidente del consiglio di Castiglia,


si

pannilini su cui

in cui

non

depone Y Eucarista

nel

tempo

del

s.

sa-

mostr troppo alTezionato


(SSo e rimase

alla
ivi

s.

Sede.

grifzio e quelli usati dai sacerdoti

per ce-

Nel 1627 traslatoa Malaga,


I

mori nel

lebrarlo, fossero consecrati a tal uso

onorevolmente sepolto. Fu impegnalissimo per la sentenza dell'immacolata concezione di Maria Vergine. PANIO, Phanarium. Sede vescovile di Tiacia, nella provincia d'Europa, sotto
la
1

con una benedizione particolare. Tali sono le


Toi'aglie d'altare,
Cotteci Corporali,
gli
i

Aniitd,

Camici,

le

Purificatori, le Palle

(veggansi questi articoli e quanto dissi nel


voi.

XLIV,

p.

2-5). Nell'antica legge Dio


di

tneliopoli d'Eraclea, eretta nel secolo


e poi estese la sua giurisdizione su Pio:

avea ordinato

consecrare

tutti gli

or-

dosto

elevata nel secolo


gli fu
\'

XVII ad
i

arci-

vescovato,

unito Neochorium. RiOritiischr.i. i,p.

namenti del tabernacolo e del tempio; con pi ragione conviene che sia osservato lo stesso per rapporto alle mense degli altari

porta 7 vescovi
e
t.

I20j
Citt

del cristianesimo, su cui


si

il

Fi-

3, p.

966.
o

gliuolo di Dio

degna rendere

s stesso
il

PANISCOLA
di

PEMSCOLA.
di

realmente presente e rinnovare


grifzio.

suo sad'al-

Spagna

nel

legno

Valenza, poco km-

La benedizionede'panniliiii
si

g da Tortosa, ali imboccatura dell^Ebro, delta antican)ente Cresoneio, ove fu te-

tare cantica, poich

trova nel sagraI,

mentario
levi nel

di

s.

Gregorio

e Oliato di

Mi-

nulo un concilio ne' primi tempi della Cliiesa.Conie inespugnabile eappartenente alla sua casa, nel \^i% in novembre, da Pcrpignano (^'.), vi si ritir V antipa-

V secolo parla di
s.

questi pannilini,

si

legge nelle note del


Silvestro
I

Ordin
si

p. Menard, p. 197. che ilsagrifizio non

potesse celebrare in panni dipinti o di

pa Btnedftlo XIII[ /^.), e celebr un conciliabolo, clie riporta d'Atticliy, Pile elei

seta,
i

ma solamente
si

di

puro
pii

lino.

Quando

pannilini

perdono
le

la

loro forma, ovve-

cardinali

t.

2.

concilio di

Costanza fece

ro

quando non
perdono

pu

farne uso de
la

citare l'antipapa per


cliiniacensi di

mezzo di due dottori Paniscola, e dopo che fu


mor

cente per
ro,

funzioni del santo ministela loro

benedizione.

compilato
nel
.

il

[uocesso lo depose dui pontifi-

lecito,

senza ofleudere

Non sommamente
le

calo. L'ostinalo Benedetto XIII qui


I

decenza, far servire ad usi profani


chie biancherie e
sa;
gli

vec-

settembre 4'^3, altri elicono a'ac) novembre i4'246fL> sepolto


io

giugno o

orniuuenti di chiele

ma

devonsi abbruciare e gettarne

nella cliiesa parrocchiale,

donde dopo 6

ceneri in

uu luogo che non


;

sia cal[)eslasi

anni fu trasportalo ad lUescus o Igluera d'Aragona, terra di sua famiglia, e sepolto nella fortezza in luogo profano, nel
qii.ile
si

lo dai passeggieri
gli

altrettanto

dica de-

conserva incorrotto nel dominio

del conte di Murala, al dire del p. Giacobbe, Bill. Poni. p. >.'j7. In Pauiscola

Arredi sacri e e' Paramenti sacri {f^.), quanto all'uso profano, per quando primi sono fusi o ridotti col fuoco iid altra forma, non sono pii considerali ai redi sacri. Di lino bianco fu la prii

100

PAN
veste
ilei

PAN
e degli al-

ma
tri

sonimn sacerdote
:

come uno
dopo a' 27
s.

de' loro

principali protettoli
la

saceidoli degli ebrei

del vario uso

Lncn, celebrandosi

sua festa

delle vesti di lino ne" primi tem[)i della

di Iu^Iio.

Chiesa, in cui

vesti di linocandide, vedasi

la messa con Conanni, Gerarchia, [). cp.. Che Pio Vllpioiln l'introduzione dell'uso de'tessuti di cotone
si

eelcbiava

PAjVTALEONE Antero o Auciiero, Cardinale. Nacque in Troyes di oscuri


e poveri genitori, arcidiacono di

nelle saeie suppellellili, lo dissi nel voi.

Laon, Bayeux, lo zio Urbano IV nel dicembre 1261 locrecardinale prete


canonico
di
s.

XL,p.
ti

34.

f^.

Paramenti sacri. Di
parlai nel voi.

cer-

di

Prassede, indi

gli

afld alcune le-

fazzoletti

o tovaglioli che s'involgeva-

gazioni e molto anicch.

Avendo

il

Pa-

no al collo del Papa,


p.

XXllI,

pa cooperato all'edificazione della Chiesa


di
s.

177.

Urbano
;

Tebalde, suffraganea del patriarca d'Alessandria. Riporta 6 vescovi VOricnschr.


della

PANOPOLI.

Sede vescovile

t e abbell

canonici, e

il cardinale l'aumenfond una collegiata di regal di sacri ornamenti, pre-

{y.),
vi

ziosi arredi,

molli vasi d'oro e d'argene sacre immagini. 7

602. Panopolij Paiiopoki, un titolo vescovile m partibus solio Antiuoe che conferisce il Papa.
t.

5, p.

to, libri colali

Inter-

venne

all'

elezione di

Papi; mor nel

PANTALEOiNE
tire.

(s.),

medico e mar-

Era medico dell'imperatore Gale-

1287 o 1288, e fu sepolto nel titolo, in un avellodi marmocon epitiiffio inversi. PANTALlA.Sede vescovile della Dacia

Massimiano, e professava il cristianesimo, ma vivendo in mezzo ad una corlio


te idolatra,
le false
si conform a poco a poco almassime del mondo, e rinunzi poi alla religione. Per le ammonizioni di un zelante distiano, nomato Ern)olao

mediterranea, nella diocesi


metropoli

dell'I

Ili-

ria orientale, sotto la

di

Sar-

dica.

Orienx chr.

t.

2, p. 3 06.

Sistema filosofico appella to anco ty^jmoi/wjo. Parlando di questo


il

PANTEISMO.
Bergier
lo

chiama sistema d'ateismo


figlio di

detest per la sua apostasia, e rientr


in seno alla Chiesa, null'altro

inventato da J^enedetto Spinosa

bramando
la fede.
,

in appresso che di espiare la sua colpa,

spargendo

il

proprio sangue per


al

Per meglio prepararsi


di Diocleziano,

martirio
la

che

sperava sofiiire durante

persecuzione
suoi beni ai

che infieriva a Nicomei

dia nel 3o3, distribu tutti


poveri.
iia

un giudeo portoghese, che profess l'evangelo e mor nel 1677. Consiste priucipalraente nel sostenere che l'universo Dio, ovvero che non vi altro Dio che l'universit degli enti. Quindi ne segue che luttoci che succede l'etifetto necessario delle leggi eterne e immutabili della natura, vale a dire, di

Poco tempo dopo fu preso in ucasa con Ermolao, Ermippo ed Er:

un

ente infinito e
assur-

universale, che esiste e necessariamente


agisce.

mocrate, e con essi sottoposto a diverse torture indi furono decapitali. I greci

E agevole cosa
Le

conoscere

le

de ed empie conseguenze che nascono da


questo sistema.
testabili
te

mettono s. Pantaleoue nel numero dei grandi martiri. Procopio parla di una
chiesa a lui dedicata in Costanti nopolij

assurdit

empie

e de-

di

Spinosa furono perfettamen-

che

fu poi

rifabbricala dall' imperatore


le

mero

bene confutale da un grandissimo nudi autori. Il panteismo spinosistial

Giustiniano; e
l trasportate.

sue reliquie furono coparte se ne con-

co dal materiale fu poi portato


rale e prese pi esso
i

mo-

Una gran

moderni
di

le

varie fordi ra-

serva ora in
il

s. Dionigi presso Parigi, ed capo del santo custodito a Lione, o-

me

denominazioni

panteismo,

zionalismo, di socialismo, di comunismo.

ve credesi portato nel IX secolo.


dici

me-

Contro

il

panteismo moderno scrissero

onorano

s.

Pantalcone o Pantaleo

diversi, e in

Pioma

seguenti.

Il

p.

Pian-

PAN
ciani gesuita uell'analisi dell'opiiscolosulla filosojiu

PAN

IDI

del crisliaiicsinio di Doulain,

che Gregorio XVI avea gi esortato con breve (ripoilato negli Annali delle scienze
rei. voi.
I,

p. i?.") a rilialtare le

sue

doltiine eroltenne(come leggesi in delti

panteismo nella fdosofafrancese modera na. La societ nel 1848-184*) ^i* minacciata non solamente dall'idra spaventevole del comunismo, ma dal socialismo, cio a dire da (juelle dottrine che coraIxittendo ad un tempo le propriet personali e le libert individuali, vorrebbe-

ninnali
cile

v.

io., p.

437)>
:

lo

dimostra

di fa-

confutazione

l'analisi nel v. 3, p.
i

ro strascinare

le

nazioni all'orlo d'una


Il

32
si

degli stessi Annali. Nel v.

5, p.

220

dissoluzione sociale.

radicalismo

la

riporta la dissertazione di d. Fili[)po

Gerbet vicariogeneraledi iMeaux, uno dei Catlinlique, con osservazioni sul razionalismo lllosoflco in Francia o varie forme nell'insegnamento attuale; ed a p. 357 la dissert. (stampata pure a parte nel i8/i'>)> Del panteismo consideralo nelle
fondatori del giornale X Universil

guerra dichiarata contro ogni principio che ha servito finora di base alla societ:
la

una osti le opposizione contro ci ch'ella teoria della

considera siccome diritto essenziale al-

la

sua conservazione ;

ne-

gazione religiosa.
sa,

vuole pi n Chien Papa, n gerarchia ecclesiasticaj


ai

Non

bens in tutto eguaglianza, morte


ti, ai

pre-

sue conseguenze sociali,


Perfetti, in cui

dell'ai).

Filippo
fu-

mostr (pianto sieno

neste le conseguenze sociali del pantei-

chiunque ha propriet. Dichiar il celebre conte Alontalembert di recente, che demagoghi anarre, ai ricchi, a
i

punto di vista i. de'principii morali del panteismo 2. nelle sue conseguenze religiose; 3. nella l'orma politica che impone alla societ. In INIilano nel i84^- fu pubblicato da H. L. C. iNlaret Sai^gio sul panteismo nelle societ moderne. Egli anche dotto autore della Teodicea cristiana, oi'vero rafsotto
il

smo

triplice

chisti e perturbatori del

1848-1849

fu-

rono e sono uomini cbedichiarano da per tutto una guerra implacabile all'umana
natura, alle condizioni fondamentali della societ, alle

basi eterne della verit, del

diritto e della giustizia sociale.

VUnivers^

foglio politico religioso di Parigi, a' 2 3 giu-

gno i85o, facendo una chiara definizione


del socialismo, lo spieg." Esso
il

fronto della nozione cristiana colla no-

panteipoliti-

Dio .'Se ne legge breve analisi nel v. 18, p. 3i5 degli Ann. Nel u." 6c) del Diario di Roma i843 evvi un sunto del ragionamento del p. G. Mazio gesuita, in cui prese a dimostrazione razionalista di
re lo spirito dell'Hegelismo ne' suoi rap-

smo con
che e
teismo

tutte le sue

conseguenze
costituisce
il

sociali.

Quanto

il

pan-

come

principio

come

applicazione sociale

".

comunismo Qual secolo


falsi siste?

fu pi del nostro fecondo

di
di

mi, di teorie ingannevoli,


re viene
del

utopie

Pu-

edommalici verso la religione cristiana, poich 1' Hegelismo fu se non l'unica, certo la precipua cagione che ingener e aliment le tre forme, onde
porti storici
1

chiamato il secolo de' lumi e progresso! Quasi tutti quelli che si


stati,

prefissero rovinare gli

incessante-

inciedidit

si

veste ai nostri tempi, cio

mente lavorarono per distruggere l'idea di Dio e per cancellare il rispetto che gli
dovuto.

il

panteismo
il

idealistico, d progresso in re-

ligione, e

gnosticismo teologico. Nei

n.

PANTENO
professava

(s.),

padredella Chiesa. Si-

Diario di Roma i84"J si palla del ragionamento del p. Benigno ila Vallebnona minore osservante, sulle

56

89

del

ciliano di nascita, fioriva nel secolo II, e


la filosofia stoica. Il

suo amo-

re alla virt gl'ispir della stima pei cristiani, e

moderne
nalismo
p. d.

lllosoliche discipline del razioe

conosciuta

la llsil

delle super-

panteismo; e della

dissert. del
,

stizioni del

paganesimo,

a[)r gli

occhiai

Placido de

Mauro

cassinesc

Del

raggi della lde.

Dopo

la

sua convcrsio-

01
ne studi
i

PAN
liliri

PAO
i

santi sotto

discepoli im-

cabile nella letteratura


ecclesiastiche.

dello

antichit

mediati degli apostoli, e

si

rec in Ales-

sandria di Egitto, dov' era una celebre


scuola fondatavi dai discepoli di
co.
s.

IMar-

Fatti rapidi progressi nella scienza

Paolo Manuzio lo chiamava u'lluonem antquariim histnrinrum. Mor a Palermo nel 568, d'anni 3(),e lasci molte opere, di cui ci diede
i

delle lettere sacre,


t tenesse celato
il

quantunque per umilsuo raro insegno, ven-

un catalogo

il

INIafTei,

piene di profonda

erudizione e dottrina, scritte con molta


facilit, nella

ne suo malgrado conosciuto, e fu perci posto ad insegnare nella scuola dei fedeli, circa l'anno 179. La sua altitudine, aggiunta all'ottimo metodo d'insegnamento, gli merit distinta riputazione le sue lezioni instillarono nel cuore di chi l'a;

singolari e
1.

maggior parte su materie non trattate. Di lui abbiamo: Cronaca de Papi e cardinali j 2.
delle.
\'ite

Conliniiazione e annotazioni

de'Papi di Platina, da Sisto 1 1^ fino a. .?. Pio Vj 3." Trattato sulla primazia di
s.

scoltava

la

luce delie scienze e

1'

amore

Pietro j 4- Trattato sugli antichi


i

riti

Tale testimonianza lende a lui Clemente di Alessandria, uno de'suoi discepoli, il quale Io chiama per la sua eloquenza l'/^pe d Sicilia. Arrendendodelle virt.
si

di seppellire

morti e sui cimiteri de

cri-

stiani j 5. Delle sette principali basili-

che di

Roma j

6. De\>escovati, titoli e

diaconie de cardinali ; 7. Del battesimo

alle istanze degl'indiani,

che

mercio traeva

in Alessandria,

il comabbando-

pasquale e origine degli Agnus Dei


Delle
sibille e degli
11

j 8.

oracoli; 9.

De

im-

la

sua scuola, per portarsi nelle Inla

perio romano.

dottissimo cardinal Mai

die a combattervi
ni, col

dottrina de'bracma

permesso
le

del proprio vescovo

De-

ne'due ultimi de'dleci volumi del suo SpicHegium romanum, di Panvinio ci diede:
la
I

metrio, che lo fece predicatore del vangelo per


ferisce

nazioni orientali. Eusebio ris.

mentario

De basilica Vaticana ; 2." ComsuW antica famiglia de'Fabi e


de' Massimij 3."

che

Pnnteno trov

nelle Indie

moderna

Sopra

l'o-

alcuni semi della fede, sparsivi in avanti


;

rigine de'cardinali.

Ma

di

queste e altre
il

vi
s.

trov anche un libro del vangelo


in lingua ebraica,
s.

opere meglio a vedersi


ann.
i

Saggiatore,

di

Matteo

che

vi aal-

vea lasciato

larlolomeo. Piitornato

cuni anni dopo in Alessandria, continu

ad insegnarvi^ ma solo in privato, essendo allora quella scuola diretta dal celebre Clemente. Egli esercit quest'impiego fino al regno di Caiacalla, cio fino
verso l'anno 21
sto sant'

che giustamente osserva che tante opere a slampa e mss. di vario argomento, di gran mole e di ogni dottrina cumulatissime, ninno le crei., p.

7?

e 8r,

derebbe dettate da un uomo solo in cosi breve giro d'anni, ma si di un'accademia e in volger lungo di tempo; ci che for-

uomo termin

beata una vita


gesi

Rufino dice che quecon una morte nobile ed eccellente. Leg(3.

ma

il

pi splendido elogio del Panvinio.


(s.),

PAOLA
genie.

vedova. Nacque

in

Ro-

ma a'5 di maggio

del 34^, d'illustre pro-

il suo nome ai 7 di luglio in martirologi dell'occidente.

lutti

Alle prerogative della nascita ule

nendo immensi poderi e


se qualit dello spirito,
si

pi lumino-

PANTEON,
s.

Pantheon. V. Chies.4 di

RIaria ad Martyres, Museo Capitolino, Palazzo apostolico di s. Maria ad Martyres. A Parigi e Napoli parlo di
quelli

marit a TossoziOjdella famiglia Giulia, ed ebbe quattro figlie e

un

figliuolo.
lo

due

sposi mio-

slravano a
te di

Roma

spettacolo edifican-

che

ivi

sono,

cos'i

de' principali ai

luoghi loio.

t di

una vita cristiana; tultavolla la virPaola non era ancora giunta a quel
il

PANVINIO
rona e
si

Onofrio. Nacque a Ve;

grailo di perfezione ch'esige

vangelo, e

fece agostiniano

come

infati-

come

ic altre

dame

sue pari viveva nel-

PA
le delizie

O
,

PAO
ileillla

io3
alla

e nelle

moihiilerze

al

ma

madre, avendo gi provveduto


il

lusso

ed

alle vanit.

Essendo rimasta

ve-

loro educazione cristiana.


tiva essere doloroso

Quanto pi sensi

dova

in et di

22 anni,

risolvette di stac-

carsi dal

mondo
il

per consacrarsi inferarisos.

mente

a Dio.

Questa sua generosa


la

luzione fu

frutto delle esortazioni di

Marcella, sua aoiica,


tutta
la

quale edificava

queaccendeva del desiderio di compirlo. Represso quindi il materno suo alfetto, s'imbarc sopra un vascello, che fere vela verso l' isagrilizio di
sta

separazione, tanto pi

intraprese

Romacolla sua singolare piet. Paoun tenore di vita dei pi

sola di Cipro.
ci

Dopo essersi
le celle

trattenuta die-

giorni a Salamina cons. Epifanio, pasdei pi celebii soIl

austeri, vietandosi l'uso delle carni, del

s a visitare
litali

mele e del vino; solo ne' di festivi condiva con un po' tl'olio ci che servi vale tli nutrimento. Per
pesce, della uova, del

d'Egitto e della Siria.

governa-

tore della Palestina aveale fatto prepa-

rare a
fico
;

Gerusalemme un
ella volle

palazzo magni-

castigare la sua passata delicatezza gia-

ma

invece abitare in

una

ceva sulla terra, che copriva con un


licio,

ci-

meschina
gli in
lei

cellelta.

La

vista degli augusti

incessantemente intenta a morti-

monumenti
i

della nostra redenzione svepili vivi

ficale la sua

carne con rigorosi digiuni,

sentimenti di fervofiglia

e a stringersi

sempre pi

Dio colle pie

re. Stabilitasi poi

con sua
si

Eustola dire-

lezioni e coH'esercizio

continuo dell'ora-

chia in Betlemme,

rinchiuse in un me-

zione. Ella spendeva in limosne


lo quello

non

so-

schino casolare, ponendosi sotto


zione di
s.

che rispaimiava

il.ille

sue an-

tiche spese ed abbigliamenti

mondani,

ma

eziandio quella porzione di avere di cui

potea liberamente disporre. La riunione

Roma nel 382, le diede occasionedi fare particolare conoscenfra' quali s. Paoza con alcuni di essi
di molli vescovi in
,

lino di Antiochia e

s.

Epifanio

di Sala-

Girolamo. Tre anni appresso fece fabbricare un ospizio sulla strada di Geru'<alemine, e mi monastero di uomini, di cui fu affidato il governo a s. Girolamo. Fece inoltre fabbricare tre monasteri di donne, quali non formavano che una sola casa, perciocch tutte le sorelle si radunavano in una cappella coi

mmo, che alloggiarono in

sua casa. Aven-

mune

per

l'ulfiziatiira del

giorno e della

do perduta la maggiore delle sue figlie, nomata Dlesilla,si abbandonal pi profondo dolore; laonde s. Girolamo, ch'era stato suo direttore nei due anni ch'egli avea passato a Roma, le scrisse una
lettera per confortarla e per ri[)renderla

notte, recandosi la sa vicina.

domenica ad una chieEsse vivevano sotto una rego-

osservando una stretta le guidava con ammirabile carit e prudenza, dando loro l'esempio di tutte le virli del loro stato.
la assai austera,

clausura, e Paola

insieme della sua soverchia tenerezza.


alla fine a vincere
la
il

Mentre
il

la

santa viveva nella solitudine,

Paola impar
tratto della
te

sua
ri-

suo

figlio

Tossozio

si

spos a Leta, dal


la

debolezza e a ricopiare

in s stessa

quale matrimonio nacque


la,

donna

forte. Nel

897 perdet-

per

la

cui educazione cristiana

giovane Paos. Gi-

rasi

anche Paolina sua seconda figlia, ch'omaritata a s. Pdminacliio (^.). Eu-

stochia, eh' era la terza, rimase

sempre

vergine e non

si

stacc mai da sua


il

made-

dre. Si accrebbe frattanto in essa


siderio della solitudme, a

misura che inbeni, gli amici


fosse Icuerissi-

terna vasi nella contemplazione, e risolse


di

abbandonare
i

la

casa,

e lino

suoi

ligli,

bench

rolamo scrisse a Leta una lettera. La giovane l^aola fu poscia mandata al monastero di Betlemme, ove successe all'ava cheaveala cresciuta alla pi sublime perfezione. Finalmente giunse il momento in cui la santa dovea ricevere incielo la ricompensa delle sue virti. Nell'ultnna su. malattia e massime nell'agonia recitava continuamente quei versetti dei sai-

io4

PAO
di qiinnlo
plici

PAO
404?
'"
si rivest di semrobe per mantenersi pii perfettamente nellumilt e nello spirito di pe-

mi die esprimevano il suo tlcsiderio di iinirsi a Dio nella Gerusalemme celeste,


Ella mor a'^d di gennaio del
eti

possedeva,

avendone passati 20 a Betlemme. Fu il suo corpo portato alla chiesa da alcuni vescovi, con religiosa pompa, e sepolto in mezzoalla chiesa della grotta di Betlemme. La cattedrale di Senspretendedi avere il corpo di s. Paola, e ne celebra la festa ai ay di gennaio, ma nel martirologio romano menzionata ai 26. S.Girolamo ci diede la vita di questa celebre santa dama romana,
di 5'j anni
,

nitenza. L'eroica virt di Paolino gli


rito le

mes.

lodi

de' pi rispettabili ministri


s.

della Chiesa, d'un

Ambrogio, d'un
s.

Agostino, d'uns. Girolamo, d'un


i

Intar-

tino di Tuius; mentre seguaci del mondo ne fecero il soggetto di amare critiche, allnbuendo il di lui ritiro ad un umor melanconico, ad ima segreta ipocrisia o ad altre somiglianti cagioni. li po-

polo di Barcellona concep tanta stima

della quale era stalo

il

direttore, nella

let-

per
il

tera che scrisse a


la

s.

Euslochia

figlia del-

lui, che lo sforz ad ordinarsi prete giorno di Natale del 3q3, al che ac-

medesima.

consent a condizione che sarebbe libero


(s,),

PAOLINO

vescovo di Nola, chia-

matodai latini Ponzio Meropio Paolino, Nacque a Bordeaux nel 353, contava una
serie di senatori illustri
glia^ e

dove gli fosse do disegnato di ritirarsi


di recarsi

in in

grado, aven-

una specie
s.

di

romitorio, vicino
di Nola, di essere

al
il

sepolcro di

Felice

nella sua fumiprt--

portinaio della chiei

Ponzio Paolino suo padre era


il

sa del santo, e di praticarvi


ficii

pi umili uf-

fetto del pretorio nelle Gallie e

magistrato

dell'

primo impero d'occidente. Di


si

per tutta

la

dopo
te
si

la festa di

Paolino Pasqua dell'anno seguenvita. In fatti

sua

spirito acuto

ed elevato,
allo studio

applic lin

rec in Italia, e ritiratosi a Nola,

da fanciullo
sia e di

de' diversi

rami

essendosi unite a lui molle pie persone,

di letteratura,

ed ebbe a maestro di poeeloquenza ilcelebre Ausonio. Pri-

ne form una societ: si sottomisero tutti ad una regola, e dedicaronsi alla pratica di tutte le austerit

ma
s

del 379 fu nominalo console, e spouna spagauola per nome Terasia, rag-

della vita

mole

nastica. Paolino celebrava ogni


lodi di
s.

anno
i

guardevole pel suo raerilo personale e per la sua piet, e che gli rec in dote
molli beni.
1

Felice con

un poema,

de' quali

rari

talenti

e le virt di
sii-

ne abbiamo ancora oggid i4 o 5. Egli viveva da i5 anni nel suo ritiro, allor-

Paolinogli procacciarono universale


delle

che

fu

eletto a successore di

Paolo ve-

jna e venerazione. Tuttavia disgustato

umane

grandezze, in seguilo delle


s.

scovo di Nola, morto nel 409- I goti che nel 4' o devastarono ritalia,lo fecero prigioniero,per non lo tormenlarono,come

conferenze avute in Milano con


brogio, e a Vienna con
s.

Am-

Martino e con s. Delfino vescovo di Bordeaux, si ritir con sua moglie in una piccola terra che avcano in Spagna, ed occuparonsi enIrambi della loro santificazione dal 390 al 394. Avendo quivi perduto l'unico
obbligarono di reciproco consentimento a vivere iu perpetua
si

neppure
lui.

gli altri

ch'erano

slati presi

con

Vissesinoall'anno 43 i,morendosandi

tamenlein et
vernata
la

78

anni,

dopo aver gogli scritti di s.

sua chiesa con zelo, vigilanza,


restano che 32 Poeffi/,

dolcezza e carit. Di tutti

Paolino non

ci

loro (igliuolo,

Lellcrc a diversi personaggi distinti,

5o un

Discorso sull'elemosina, e
inarLriodi
s.

la

Storia del

continenza. Paolino vendette


ni, e

suoi be-

Geiiesio cV Arles :\a^\i\am-

ne distribu

alle chiese; cos


glie, la

il prezzo ai poveri ed pure quelli della ino-

pia edizione di queste

Verona per cura

quale spogliatasi ad esempio di

lui

opere quella di con \e Disseriazioni del Muratori intorno a s. Paodel Malfei,

PAG
Imo.

PAO
culcina
il
-2

io5
si

La sua

festa

si

di

me
i)er

aveva un eccellente ingegno,

volse

poi agli sludi, e vi fece grandi progressi,

Paolino
INLigiio nel

(s.),

vescovo di Yorck.
s.

Fu

modo

niaiulalo in liigliilleria da

Gregorio
la

gnare

che presto fu in grado d'in.sepubblicamente. Carloinagno gli


nel

Gol

pts-

predicarvi

fede

mand
dava cu e
il

con paiecchi
diuvare
lo
s.

alili

missionari, e per coa-

77G un rescritto in cui gli nome di mnestro di gramniadlocchfa credee per ricomdiede una terra
;

Agostino.
le

Con grandissimo

ze-

di veiierahilissiino,

intraprese

sue fatiche apostoliche

re ch'egli fsse allora prete

regno di Ivent. Avendo Edwino re del [Northunibcrland ollenuta la mano


nel

pensare

il

suo merito

gli

Edclburgn principessa di Keiit, a condizione che le avrebbe lasciala la libert


di

in Lombardia. Sembra che in (jucll'anno medesimo Paolino fsse innalzalo al1.1

sede patriarcale di Atpiileia. Assislet-

di professare la religione cristiana, fu in-

le ai coiicilii di

Aquisgrana

nel yHc), di

caricato Paolino di accompagnarla, e

s.

Giusto arcivescovo sacr vescovo ai


?.

di
)

Cantoibery

lo

con-

Ualisbona nel 7q2 , di Francoforte nel 7C)4, ed uno ne radun egli stesso nel
Friuli nel
certi errori

luglio delG'.o.

Edri-

yqi o 796,

in occasione di

Avino dichia rossi in favore del cristiane-

che cominciarono a diffonIncarnazione e sulla proces-

simo, e nel giorno di Pasrpia del


cevette
il

Gir

dersi sulla

battesimo da

s.

Paolino a \ orck,

sione dello Spirito santo. Per incarico di

con Osfrido suo (iglio ed llda sua nipoLa conversione del re fu seguita da te. molte altre, e pagani venivano da tutte parti a chiedere di essere istruiti. S. Paoi

Carlomagno scrisse insieme con Alenino,


contro Felice d'Urgel ed Elipando, confutando loro errori. Zelando eziandio
i

la

conversione degl'infedeli, and a preil

hno predic anche

la

icde nel regno di

dicare

vangelo

ai

popoli della Carin-

Mercia; battezz 15 lecca principe o governatore di Lincoln, e fece quivi edificare una chiesa di pietra, nella quale consacr Onorio vescovodi Canlorbery, do-

tia e della Sliria, tra'quali v'

erano an-

cora molti idolatri. Contribu pure colla

sua predicazione alla conversione degli


unni.
.\ell'

802 tenne un

concilio nella

po
tali

la

morte

di

s.

Giusto. Gli angli orien-

citt di Aitino.

ricevettero paiimenti la fede per lo

zelo di Paolino e del re

Edwino. Morto
G33,
il

questo principe
.santo
di

in battaglia nel

Finalmente termin una di gennaio vita piena di meriti agli i deir8o4, giorno in cui notala la sua festa neh' antico messale di Aquileia ed
i

vescovo dovette condinre nel paese


la

in molti martirologi di
al

Alemagna;

ma

Kent

regina Edelbuiga, e lasci


al

la

presente viene celebrala a'28 di genGli scrini di


s.

cura della chiesa di \ orck

diacono Gia-

naio.

como.
644?
lebia

Fu

poi consacrato vescovo di

Ho-

Sacro sy Uni) US,

cos'ideilo

Paolino sono: i." perch vi con-

Chester, e fin di vivere ai


'^''jpoif)

i o ottobre del annidi vescovato tra Yorck

fo la l'eresia di Elipando colle sacre sillabe, cio co' passi della Scrittura. 2. /-

e Rochester.
il

La

festa di

s.

Paolino sice-

slruzione salutare
zala
fallo
libri

IO d'ottobre, nel (jual giorno

a'

menzionalo nel martiiologio romano, e IO di gennaio facevasia liochester cjuella della

ad un conte, indirizad Enrico, che Carlomagno avea conte o duca del Friuli. 3." Tre

contro Felice d' Urgcl. 4."

La

rego-

traslazione del suo corpo.

la della

fede, poema
ariani,
i

in

versi esametri

PAOLINO (s.),
Nacque
nel Friuli

patriarca di Aquileia.

contro
chiani.

gli

nesloriaoi egli cuti-

verso

il

72G,

suoi

5f

Inni e Lcllerc.

genitoii viveano in

campagna, coltivando un poderctlo, ed egli stesso ne' suoi


priuii anni lavorava lu terra;

PAOLINO, Cardinale
di

prete del titolo


ili

Giulio e di Calisto o
lior sotto

s.
l

Maria
del

in

ma

sicco-

Trastevere,

Gelasio

/[(ji-

oG

PA O PAOLO (s.), npostolo.


fu

P
sii gli

AG
io

sOj nella Cilicia,

Nacque a Tdrdapprima nomato


privilejjio

Signore, e che volete eh'

faccia ? G-

comand

di alzarsi e di

andare n
la

Saulo, ed era giudeo della trib di Be-

Damasco, ove

gli

farebbe conoscere
si

niamino. In conseguenza del


so, era cittadino

sua volont. Saulo dunque


chi aperti, fu condotto a
la

alz, e
gli

non
oc-

accordato da Augusto alla citt di Tarromano. Suo padre lo


in tenera
la

vedendoci punto, bench avesse


casa di

mand
moso
dei

et

Gerusalemme,
fa-

Damasco, nelun ebreo chiamato Giuda, ove


giorni

ove studi

legge sotto Gamaliele,

rimase

tre

senza

vedere, senza

dottore degli ebrei, e fece grandi

mangiare e senza bere. Poscia Anania,


per ordine del Signore,
tarlo,

progressi negli studi. Strettosi alla setta


farisei,
si

recossi

visi-

distinse col

suo zelo per

la

legge e per

le

tradizioni giud.iiclie, e fu

uno

de' pi ardenti nemici e persecutori

ed avendogli imposte le mani gli rese la vista. Dopo di che Saulo dal medesimo ricevette il battesimo, ed essendosi ristorato col cibo, ricuper
ze.
le

della nascente chiesa cristiana. Egli


istigatore e
si

fu

for-

trov presente alla morte


le vesti di

Egli rimase alcuni

giorni

co' disce-

di

s.

Stefano, anzi custodiva


lo

poli di

Damasco,
nella

si

pose a predicare
,

coloro che
orazioni
la

lapidavano

eppure
egli

alle

Ges
tutti.

sinagoga

con istupore di

del protomartire
I

dovette
i

In questa guisa un bestemmiatore

sua conversione.

sacerdoti e

ma-

gistrati de' giudei

eccitarono in seguito

mia
di

fiera persecuzione

contro

la

chiesa

un [)ersecutore fu mutato in apostolo, un va<>o di elezione, ed uno de' principali strumenti di cui Dio si
e e divenne
serv'i

Gerusalemme,

e le violenze di
il

Saulo

per

la

conversione del mondo. Ri-

giunsero a tanto che

solo suo

nome

tirossi in

seguito nell'Arabia, in

un luo-

metteva terrore ai fedeli. Non respirando che minacce e stragi contro discei

go poco discosto, ed ignorasi quanto temR.itorpii abbia passato in quel ritiro.


nato a Damasco,
vi

poli di

drio e

Ges Cristo, si present domandogli lettere che


professavano

al sinegli
i

predic di bel nuogli

des-

vo

la fede, e

confuse
;

ebrei eoo
essi
1

una
forfra-

sero la facolt di pigliare tutti


di

giudei
la

forza maravigliosa

perlocch

Damasco che

fede
af-

marono
telli,

il

disegno di farlo morire.


lo

cristiana, e menarli a

Gerusalemme

per salvarlo,

calarono di
finestra

notte

finch fossero rigorosamente puniti.

Ma

in

una paniera, da una

che riufug-

mentre pieno di furore si avvicinava a Damasco, scese dal cielo una gran luce, clie circond lui e quelli che lo accompagnavano, per cui caddero tutti stramazzando a terra per lo spavento (i pittori rappresentano Saulo caduto da cavallo,

sciva sulle
gi

mura

della citt,
si

donde
il

furtivamente, e

rec a Gerusalem-

me

per visitarvi per riverenza


s.

prinI

cipe degli apostoli

Pietro (^.).

di-

scepoli al suo arrivo lo

temevano,

ma
Ga-

Barnaba ^\li suo

condiscepolo sotto

ma
I

il

Sarnelli, Lell.eccl.

t.

5, lett.

maliele, avendolo condotto agli apostoli

5S, n.
lo ud

1,

sostiene ch'era a piedi,

non

Pietro e Giacomo, raccont la sua conversione e progressi nella fede.

a cavallo in detto viaggio). Allora Sau-

Dimor

mia voce che gli disse: Saulo, Saulo, t perche mi perseguiti.'' Al che egli rispose: Chi side voi, Signore? e questi gli disse Io sono Ges Nazza:

reno che tu perseguili. ()aes\.o do\ce rim-

5 giorni, riconoscendo in lui il capo di tulli e pastore della Chiesa universale fall(j da Cristo, come osservano e dichiarano s. Girolamo, s. Ambrogio, Teodoreto ed Ecumenio. An-

con

s.

Pietro

provero spense

il

furore di Saulo, e lo

che col

gli

ebrei

gli

lesero insidie, on-

mut
de,

un uomo alfatto nuovo; laontremando da capo a piedi, esclam:


in

de pass a Cesarea, quindi imbarcoNsi


alla volta di

Tarso sua

patria.

Pi

di 3

PAO
anni

TAO
In questo Ilioalla Cilicia

107
Lupi, DisserC.

occup a predicare go e nelle contrade vicine


si

^na
t.
i

e lW
1

Narhona;

\l

p.

ed

alla Siria, e le

sue predicazioni furono


felice successo. Nell'alis.

coronate del pi

no 43

di nostra era

Barnaba

lo

con-

Sy, ripugna che l'assumesse nel p. battesimo: su queste ed altre dilFerenti opinioni si pu vedere il Unronio, an. 36, notando die Paolo in ebreo signi,

dusse seco in Jiiliocha, ovedimoraro-

fica mirabile.
l'

no insieme un anno intero, ammaestrando fedeli, che incorainciossi allora a chiamare Crisliani. La carestia che sopravvenne in quel tempo nella Giudea
i

isola di Cipro,

Pirgi nella

Paolo e Barnaba, lasciata Pergn o si recarono a Pamfilia, ove Giovanni Mar-

co, eh' erasi unito


far ritorno a

ad essi, li lasci per Gerusalemme. Andarono


in quella

indusse
re
i

fedeli di

Antiochia a soccorredi

poscia iu Antiochia, capitale della Pisidia, e

Gerusalemme, accattando per essi, e mandarono loro le raccolte limosine per mezzo di Paolo e Barnaba, quali, eseguita la commisloro fratelli
i

Paolo predic

sinagoga
dai
Cristo,

due giorni

di sabbato. Molti, mossi

suoi discorsi, credettero in

Ges

ma

pi dei giudei

si

sollevarono con-

ad Antiochia. Fu, a quanto sembra, in quel tempo, che avvenne il rapimento di s. Paolo sino al terzo cielo, del quale parlava i4 anni dopo : per quanto si pu apprendere dalle sue epistole, sembra che nel rapisione, ritornarono

tro di lui, e lo cacciarono dal paese insierae

con Barnaba. I due apostoli, dop aver loro rimproverata con franchezza una tanta perfidia, e scossa la polvere dai propri calzari, si ritirarono ad /conio, dove convertirono molti giudei e
gentili, fra' quali
s.

mento
dato,

gli fosse

mostrata

la

conversione

Tecla, e

vi

si

trati

delle genti, alle quali

dovea essere manil

avendo anch'egli ricevuto


*'

dono
con
s.

tennero lungo tempo per assodare velli fedeli. Costretti a fuggire di


per sottrarsi
al furore

nocoli
i

delle lingue. Partito d'Antiochia

degl'increduli,

Barnaba nell'anno 44>

'^'^

a Seleu-

eia, ove imbarcossi alla volta di Cipro,

quali volevano lapidarli, portarono il vangelo a Lislra, a Dcrbc e in altri luo-

Predic da principio a Salamina nella


sinagoga, poi attravers tutto
il

ghi della

paese
pr-

insino a Pafo, citt situata all'opposta

parte

dell' isola,

e dove risiedeva
il

il

console
si

romano Sergio Paolo,


il

quale

predicando nelle citcampagne. Avendo s. Paolo sanato a Listra uno storpio, che non avea mai camminato, il popolo, spettatore di due apostoli tale miracolo, riguard
Z^/crtO'iiVZj

l e nelle

convert e ricevette

battesimo, mal-

siccome
l/i.

iddii, e

voleva olfrir loro sagri-

j'esu,

grudo gli artificii del mago Eliinao Z?arche opponevasi alla predicazione dell'apostolo, e che divenne cieco tutto ad un tratto in punizione della sua malizia. Alcuni scrittori avvisano che l' apostolo abbia preso il nome di Paolo in
questa circost:mza, e
solo con questo uella
gli
s.

Ma

quel medesimo popolo, ukI a


s.

poco, la[)id

Paolo, e lo strascin codella


citt.
i

me morto
per
la

fuori

Piiavutosi

fedeli, il cura che ne presero giorno appresso parli con s. Barnaba, e venne a Derbe,dove fece moltissimecou-

Luca

lo

chiama
cam-

versioni.

Ritornarono ambedue

a Listra,

continuazione de-

ad Iconio e in

altri luoghi, a line di or-

y^mV; altri Credono ch'egli abbia


il

bialo

nome

nella

sua

conversione,
fede Scrdi
ve-

dinarvi dei preti per ciascuna chiesa; e dopo un'assenza di circa 3 anni, si con-

ma
to

pili

probabile che l'abbia muta(piale [iimi/.ia

dopo

di avere ridotto alla

gio Paolo suddetto,

sue apostoliche fatiche, che poi fu scovo illusile


ui

dussero in Antiochia di Siria. Nei 4 > ni seguenti, s. Paolo predic nella Siria e nella Giudea, e cretlesi che durante (jueslo intervallo abbia portato il van

molle

citt

della

Spa-

gelo nell'occidente, sino iu Illinu.

Par-

io8
silenzio

l'AO
visit le chiese
i

l'AC)
eli

Iniido (Ielle sue missioni, egli passa sotto

Siria, di Cilicia
la

e di

miracoli e

le

conversioni opefati-

Pisidia; poscia

percorse

Licaonia, la

rate: dice bens che

dur lunghe
l'u

Frigia e la Galazia. L'apostolo avea for-

che, che ricev pi colpi, e

spesso mes-

malo

il

disegno
;

di

andare a predicare
essendo slato chia-

so in prigione. Si vide sovente presso alla

nell'Asia JMinore

ma

morte ed esposto
gli

a molti

pericoli;

mate da Dio ndla


co
Sila,

llaccdonia, prese se-

giudei

diedero per ben ciiupie volte


i

Luca
la

Tinioteo, che circoncise

3(^ colpi di sferza, e tre volte

roraaii

(bench

circoncisione

dopo

la

morte

di

bnllerono con verghe. Tre volte fece naufragio, e pass un d e una notte nel
lo

Ges

Cristo non era obbligatoria, anzi ad


si

onta del divieto,


per procacciargli
strare che
scia

permise come

indille-

fondo del mare loccli viene spiegato in diversi modi, e s. Gio. Crisostomo, Teodorelo ed altri intendono in allo mare,
:

rente lino alla rovina di


la

Gerusalemme)

stimade'giudei e

mo-

combattendo co'llutti e co' venti dop un naufragio. Nell'anno 5i s. Paolo trovavasi in Antiochia, donde per divina rivelazione si port al concilio tenucio
lo in rpiell'anno a Gcrusaleininc, in cui

nonera nemico della leggejpol'ordin, e venne a Samotracia, isola


11

del

mare Egeo.

d seguente

si

trasfer

conSilaaNapoli, citt marittimadellaMacedonia,edi l a Filippi, co\oiV\a romana,

Tra

le

persone convertite da
di

s.

Paolo,

vi

esso e

s.

Barnaba narrarono
fra' gentili colle

il

successo

ottenuto
ni,

loro predicazio-

consultando
s.

gli

apostoli sulla circons.

porpora chiamala Lidia, la quale ricevette il battesimo con tulta la sua famiglia, ed invit l'apostolo

una mercantessa

cisione, cio

Pietro e
s.

Giacomo

ve-

ad alloggiare
lo scacciato
il

in

suacasa. Avendos. Paodal corpo di una

scovo della

citt:

Pietro sentenzi su
predica-

demonio

detta questione. Nello stesso concilio fu

schiava, la quale, indovinando,

produ-

imposto a Paolo e Barnaba


zioue e
la

la

ceva a'suoi padroni un grosso guadagno,


costoro
irritati
i

prolezione de' gentili, mentre

sollevarono
li

il

popolaccio
di-

Pietro avea ricevuto da Dio l'apostolato


delie genti, predicando anch'egli ai gen-

contro
nanzi

santi apostoli, e

menarono
li

ai

magistrati,

che

fecero ver-

restando

come Paolo fece il simile cogli ebrei, comune ad ambedue la predicazione, come avverte s. Girolamo, nel
tili,

gheggiare come sediziosi, e cacciare in

un'oscura prigione. Nella notte avvenne un grande tremuoto, per cui si aprirono
le
i

s.

che tuttavia fu preferito s. Pietro. Cos Paolo ricevette l'apostolato. A lui, coa

porte della carcere, e caddero infranti ceppi de' prigionieri.


quelli
Il

carceriere, cre-

me

Barnaba ed

a Mattia, sebbene

fossenel

numero

de' 12 apostoli

non scelti da

dendo che
s

che

vi

erano rinchiusi
uccidersi
;

fossero fuggiti, stava per

ma

Ges

Cristo, fu dato questo titolo e fu

Paolo

lo assicur

che ninno erane uil

aggregato nel collegio apostolico, perch


lo stesso

scilo.

Quest'uomo, mosso dal mii'acolo


bont dell'apostolo, chiese
bat-

Ges Cristo avealo chiamato in modo particolare, e perch ebbe molta


gli

e dalla

lesimo,
glia.

come

altres tutta

la

sua famii

parte in tuttoci che fecero


lo e

apostoli

perpropagareilcristianesimo.DipoiPaotiochia

Barnaba accompagnarono ad AnGiuda e Sila, i quali erano stati


le

servi I magistrati ordinarono che Dio fossero posti in libert, anzi ricusando s. Paolo di uscire dalla prigione, magistrali medesimi non si giulinch
di
i

depulati per portarvi


cilio.

decisioni del con-

stitcassero di

avere trattati cos indegna-

Dopo aver dimorato alcun


s.

temjio
f-

mente

dei cittadini
li

in questa citt,

per confermare nella

roiio al carcere e

romani, essisi recapregarono di uscirne,

dei novelli convertiti,


a

Paolo

scelse Sila

compagno

de' suoi viaggi apostolici, e

Poich'ebbero fondato una florida chiesa a Filippi, gli apostoli passarono per

P
Tcssalonica. Quivi
hrei e Jnon
scitatasi

AO
s.

PA
predic Ire
ele

109

Anfipoli e per Apollonin, e rccaronsi a


l*;iolo

rio di Priscilla, di cui trattai in pit luo-

ghi e nel voi. Xlll, p. i.jo.

volte nella sinagoga, converfi alcuni

Da

Corinto Paolo scrisse nell'anno 5^


ai

numero

tli

genliii

poi su-

sue due epistole


le

tessalonioesi,

le

una sedizione, dovette partire

quali sono

prime

uscite dalla sua pencitt

ia

e se n'

tempo di notte dalla citt con Sila, and a Berrca. Forzalo ad alvi lasci

na. Solferse in questa

balliture e

lontanarsi da quella citt, a cagione di

un tumulto eh' erasi sollevato, Sila e Timoteo, e prese la via


(di che meglio parlai nel voi.
p.
\r>J\

di /tiene

XXXH,
sina-

molte persecuzioni fattegli dalla malizia dei nemici della verit; tuttavia non cadde d'animo, attese alla predicazione, e vi oper molte conversioni. Dopo 8 mesi prese la via di Cencrea o Ceneri, con
1

e 19.7

).

Ivi preilic

nella

goga degli
te
il

ebrei,
ai

annunziando parimengentili

intendimento di andare a Gerusalemme per celebrarvi la festa della Pentecoste.


Si fece quivi tagliare
i

vangelo

nelle

pubbliche

capelli

per sod-

piazze ed anche nell* Areopago.


sio,

Dionila

disfare

uno

degli

areopagili,

abbracci

pure molle altre persone. Timoteo and a trovare s. Paolo in Alene, ma sembra che Sila sia rimasto pi lungo tempo nella Macedonia. L'apostolo, dopo aver mandato Timoteo a Tcsfede, cos

suo volo di Nazareato , cio al suo termine o quando alcuno moriva alla loro presenza. Celebrata questa feil

sta

Gerusalemme, ritorn ad Antiola

chia; scorse di nuovo

Galazia,

la

Fri-

gia ed altre contrade dell'Asia, incoiag-

salonica per sostenere quei fedeli, ch'e-

giando per tutto fedeli Cappadocia ad Efeso, e


i

ripass dalla

vi

rimase circa

rano perseguitali, part da Atene e recossi a Corinto, ove alloggi in casa ili Aquila e di l'riscilla sua moglie, quali
i

tre anni
le

sempre occupato

in istruire nel-

lari,

pubbliche piazze e nelle case particoaflidando il governo della chiesa a


i

come lui si procacciavano il sostentamento con l'arte scenoftioria, facendo tende di pelli pei padiglioni del campo:
lavorava anche Paolo, com'era solilo
fa-

Timoteo suo discepolo. Le sue fatiche e


te in

miracoli moltiplicarono prodigiosamen-

Efeso

il

numerode'cristiani ;mase

vi

trnvdelledisposizioni favorevoli alla pre-

re, per non dare motivo a mormorare che predicava col prelesto di girare il

dicazione

ilei

vangelo, ebbe altres molti

avversari, e solfrdellecrudeli persecuzioni


;

mondo
vere
il

e guadagnare,

bench era condi rice-

fu

anche esposto

alle fiere,

ma
ai

ne fu

cesso ai predicatori
vitto,

evnngelici

liberato da Dio.

Due
la

anni innanzi avea da


Calati:

avendolo detto il Signore. Paolo fosse per nobille sapere illustre, pure impar l'arte, cos costumando quei che studiavano legge. Devesi notare he ss. Aquila e Priscilla o Prisca giudei di Ponlo, da Roma

Corinto scritto
to, poscia

sua lettera

Avvegnach

s.

nel 5(> scrisse da Efeso a que'di Corin-

and

di
la

nuovo

nella INIacedonia.

Troade^ donde si rec Di l scrisse


terza

sua seconda lettera a que'di Corinto,


quali fece

ai

non guari dopo una


s.

eransi ritirali a Coiinlo, e poi vi

ritor-

visita.

narono

nel luogo ove abil


fu eretta la

s.

Paolo, cio
s.

stabil

il

Fu allora, dice modo con cui


il

Agostino, che

dovevasi assistere
si

nel sito in cui

Chiesa di

ai divini misteri,

e che ordin
ss.

dovesse
del
Sii

Prisca, di che parlai anche nel voi.


p.

XXI,

ricevere a digiimo

Corpo

3-: diversi autori li dicono convertili da s. Paolo, altri battezzati da s. PieUn'altra Priscilla
s.
[\\

gnore.

Ivi

condann

l'incestuoso, ed

nen)ici stessi di

tro.

madre

di

s.

Pu-

dente che alloggi


dosi sotto
il

Pietro, conoscenil

Paolo testificano del suo cehbato, ed falso che avesse moglie; Ahione lo calunni co" suoi seguaci che

suo

nome

celebre cimite-

avesse voluto ammogliarsi,

ma

egli

fu

no
relilje

TAO
nvanti e

PA
l'aposlolalo, ci
')'j,n.
iiltitiie

dopo

haltiintlo

Baionio all'ali.

5q

eseg.

di di

Inoltre

in

gli orefici

Efeso pali persecuzione daed argentieri, che per Ini pi

popolo gett un grido (iiioie, o domand la sua moi-le; (piiuil tribuno Io fece entrare nella fcjitezparole,
il

za, e lo

avrebbe

fatto frustare, se

Paolo
cit-

non vendevano le immagini di Diana, Nel 58 scrisse da Corinto In sua lettera ai romani, nella quale dimostrava un ardentissimo desiderio
di vederli,

non

gli

avesse fallo conoscere ch'era


Il

ladino romano.
fece dire al

giorno appresso Lisia


dei

gran sacerdote e a quelli che


il

ed accerdi

componevano
recarsi

concilio

giudei, di
essi
il

andare a visitarli. Dopo aver soggiornato tre mesi nella Grecia e lasciato Tito in Candia o Creta, alla cura di quella chiesa, part
lavali eh' erasi posto in

cuore

da

lui,

per rilevare da

ve-

per portine
l'Acaia.

ai fedeli della

Giudea

le

li-

condotto anche s. Paolo, ma allorch volle cominciar a parlare, il gran sacerdote Anania gli fece dare uno schialfo. L'apostolo fece senro slato delle cose.
tire
1'

Fu

inosine raccolte nella Macedonia e nel-

ingiustizia dell'onta ch'erasi fatta

Pass qualche tempo a Filippi, ed un mese intero a Troade, ove rese la


vita
finestra, essendosi

ad un

uomo
d'

innocente, e ch'era tra


:

le

mani
doI.se

tre

ad un giovinetto, cheseduto sopra la addormentato menparlava l'apostolo, cadde dal terzo

un magistrato romano se ne con Anania, e lo chiam muro im-

hiancnlo, cio ipocrita.


d

La resurrezione

Ges

Cristo essendo l'articolo princi-

piano, e fu trasportalo morto. Trascorsi

ed imbarcatosi a Tiro, venne a Tolemaide, po.sciaa Ulileto e a Cesarea,


altri paesi,

s. Paolo disse che non era accusato che per sostenere la re-

pale della nostra fede,

surrezione de' morti.

farisei,

quali di-

ove fu alloggialo da Filippo diacono. Sic-

come
a

il

profeta

Agabo

di

Cesarea, uno

de' discepoli del Signore, predicevagli che

Gerusalemme sarebbe
i

stato caricalo di

ferri,

fedeli lo

supplicarono a non an-

fendevano con zelo questo ultimo punto contro sadiicei, entrarono allora dalla parte dell'apostolo, per guisa che nacque una grande conlesa tra gli stessi giudei. Essendosi poi formata una congiui

darvi

ma
il

egli rispose eh' era


la

pronto a
la stessa

ra per
figlio di

trucidare

s.

Paolo, scoperta dal

solFrirenon solo

prigione,
di

ma

sua sorella, Lisia lo

mand

sot-

morteper
tinu
il

nome

Ges
il

Cristo^ e con-

lo

buona

scorta a Cesarea dinanzi al goIl

suo viaggio. Entr in Gerusanel 58, ciica

vernatore Felice.
iiia

gian sacerdote Anail

lemme
la

23. anno

dopo
era

ve lo segu coU'oratore Tertullo,


lo

sua conversione, e

la

sua prima cura

quale

accus di far nascere delle turla

fu di distribuire le limosina di cui


stato incaricalo.

bolenze e di predicare

novella reli-

Ad

onta ch'egli ponesse

gione de'Nazareni, cio de' cristiani. L'apostolo pot tacilmeute provare che noti

ogni cura per non destare sospetti negli

non ommisero di suscitare il popolo contro di lui, gridando che disprezzava il tempio e la legge di Mos, e sarebbe stalo ucciso, se Claudio Lisia
ebrei, questi

era entralo in alcuna sedizione, e confesso

che adorava Iddio conformemente

alla dottrina di quelli


tori

che

suoi accusa-

trattavano d'eretici, e che in aspet-

tribuno romano non

lo avesse tolto dalle

tazione del risorgimento generale, cosi


de' buoni,
di

mani

de' suoi nemici per farlo

condurre
il

come

de' cattivi

si

studiava

nella fortezza. Avendogli

per

trib-

menare una
lo

vita irieprensibile. Feli-

no permesso di parlare al popolo, s. Paolo fece un discorso in cui raccont la maiiiera

ce lasci tuttavia l'apostolo in prigione

per

spazio di due anni, volendo far co-

miracolosa colla quale era stato


la

sa grata ai giudei.

Essendo Porcio Feste

convertilo, e
re ai gentili.

sua missione di predica-

successo a Felice nel governo della Giudea,


s.

Appena pronunziale queste

Paolo

111

di

nuovo accusalo da-

PA O
vnnli
a Ini

PAO
n
in

III

Hai

j^iiidei

nin ne appell al-

lo e stelle prigione anciic qtiando ritor-

j'iiiiperatore per

non es>eie alilwiidonaSic-

Roma.
gli

In capo a

due anni, non


la

es-

to nlla rabbia de' suoi persecutori.

sendosi presentato alcun accusatore contro di lui,


I

come bisognava mandare


ma, Feslo
sto.
lo

s. Paolo a Roconsegn ad un centurione

fu

accordata

sua libe-

azione.

cliianialo Giulio, della legione di

Augu-

stali di

Partirono con

lui s.

Luca, Aristarl'oposto-

cap.
gi di

apO' Luca, quali, cominciando dal 3., non sono che la storia de'viag-

Qui

finiscono gli /4tti de^li


i

s.

co

macedone cbe accompagn


e
s'

s.

Paolo. Alenlre

il

santo era pri-

lo in

molli viaggi, poi martire) ed alcu-

gione a

Roma,

(ilippesi gli

mandarono
gli

ni altri cristiani,

iml)arcarono

tulli

Epafiodilo loro vescovo, perch


segnasse dei danari e
gli

con-

ad Adrumelo, porto di elisia, dal quale dopo lunga e penosa navigarione giunsero a flJnl/n, ove si salvarono purle a

prestasse assi-

slenza. L'apostolo scrisse loro


rissiuja lettera, in cui

una tene-

esorlavalia guar-

nuoto, parte sugli avan7 del vascello, che dopo lina fiera burrasca di /\ giorni col
si

darsi da certi predicatori, che pretende-

vano

di assoggettare

cristiani alla leg:

ruppe. Gli a])ilanli ricevettero


i

ge della circoncisione
ciedesi scritta

questa epistola
Circa questo
fuggi-

cortesemente naufiaglii. e pel prodigio operalo da Paolo lo cridctleio un dio. 1/apnstolo co' suoi (omp.igni tilloggi in rasa di Publio, al quale risan il pa-

l'anno

G?,.

tempo converti Onesimo, schiavo


tivo di

dre

altri

portarono

loro malati all'a-

Filemone e lo rinvi al suo padrone con una lettera, in cui sollecitava il perdono e la libert del colpevole,

poslnlo e restarono guariti.

La

ricono-

facendolo altres portatore d'una


ai

sren7a inspir quegli abitanti senlunenti

sua epistola

colasesi, nella quale daconiiigli

di

venerazione per

gli

ospili

siccb

va ad

essi savi

contro
i

certi

di-

sonirninislrarono in copia lutto ci cli'era loro necessario. S. I^aolo,

scepoli di

Simon niago,
fra
i

quali tentava-

dopo

esser.si

no d'introdurre
l'

fedeli

un cullo supure dalsi

fermalo

Ire

mesi in quell'isola, s'imbar-

perstizioso degli angeli. Scrisse


Italia
la

c co' suoi compagni alla \olta diPioma,

sua letleia agli ebrei, che

ed approd iMialnirnte a rozzuoli, presso Napoli,


criNtiani
si

colloca verso l'anno 63.

Non

guari do-

dove avendo trovalo alcuni


ferm.sette giorni con
essi.

po

la

sua liberazione
in

s.

Paolo pass da

Po-

Roma

Oriente, come aveva promes-

scia prese la strada di

Roma

(incontralo

so nelle sue epistole.

Fece nuovi viaggi,

in quel luogo 25C), e


pi

che
p.

dissi ne' voi.

XXVI,

i8), e vi
i
.

XIII, p. giunse, nella

piedic in diverse contrade, soffrendo

ima vera dell'anno f) Essendo sialo consegnalo ad Afranio Burro prelello del pretorio, venne trattalo con molla umanit, e gli fu anche permesso di star solo con una guardia. Aveva la libert di predicare il vangelo a quelli che andavano a lui, e le sue istiuzioni producevano maggior frutto fra' gentili, che non fra gli ebrei. IVel lingo ove l'apostolo dimor, i>lru( lido e battezzando gentili, ftuono erette, la chiesa di s. Paolo
i

ancor prigionie, torture, mali trattamenti, e correndo pii volte pericolo di perdere
la vita.

Dalla sua epistola

ai

ro-

mani sembra che avesse deliberato di andare nella Spagna, divisamenlo che non esegu a detta di Papa Gelasio I, mentre stanno per l'allermaliva molti
santi padri greci e latini, riportali

da Ba-

ronio all'anno 61, n.


gi apostolici

1.

INei

suoi viag-

piant

la

fede in tulli quei

luoghi descritti ne' rispettivi articoli e


nella
sta
s.

alla Regola,

p.

78, e

che descrissi nel toI. la Chiesa di s. DJarin


:

XXV

f,

maggior parte qui ricordali. GiuGirolamo scrisse la sua prima let-

in via

tera a

Timoteo da

jVicopoli nell'l^piro:

Lata (f.)

iu

questo ultimo luogo ubi-

a Tito scrisse dall'Acaia. Riloru in

A-

->.

PAG
e n

PAO
cosa di
i^li

sia,

Troade

alloi^'gi in

uno
al-

s.

Paolo,

se riposto

nel

luogo ove Co-

de' fratelli cliiamalo Carpo. l''ece


tri

stantino eresse la Chiesa dis.


via Ostiense. Si vuole che
bia diviso
i

Paolo nella

suoi viaggi

iioii

senza dinicoll e pe-

s.

Silvestro ab-

ncoli, e dall'oriente ritorn in

Roma

ver-

corpi de'ss. Pielroe Paolo, col-

so l'anno G4, altri scrivono prima, altri

locandoli a

met

nelle loro basiliche

di

dopo, tuttoch Dio

gli

avesse fatto conoii

Roma, chiamate
altri

Liinina poslolorun_;
le loro TeLorenzo o Sanata

scere ch'ivi avieJjhe sofferto

martirio.

sono d'avviso che ciascima contenproprio: inoltre colloc


s.

Dimostra s. Dioniijjio vi accompagnato da


correre laChiesa

di
s.

Coiinto ch'eraPietro, per soc-

ga

il

ste nell'oratorio di

da JNerone, preil vangelo e la pudicizia alle donne, e predicendo la rovina di Gerusalemme. Dice s. Gio. Grisoslomo che s. Paolo fu imprigionalo nel Caicere Mainerliio per
afTlilta

Sanctoruni, donde Urbano


t nel tabernacolo

le

traspor1'

dicandovi

ambedue nuovameile

che sovrasta
s.

altare

papale della Chiesa di


terano.
II

Giovanni inLat.
i
,

Piazza, Enterologio

p.

4i

racconta, che

non sapendo
corpo di
s.

s.

Silvestro

qual fosse
di
s.

il

Pietro e quello

ordine di Nerone, avendo convertita una concubina eh' esso amava perdutamente. In tempo della sua prigionia, che deve esser diuata circa un anno, guadagn

Paolo, fotta orazione con digiuno,

fu rivelato
ri

da Dio: che
s.

le

ossa

maggiodi
s.

erano

di

Paolo,

le

minori

Pie-

tro.
stoli

Altre reliquie de'principi degli apo-

aGes
ra.

Cristo un coppieredell imperato-

re, locch

accrebbe
s.

di

molto
ci fa

la

sua colle-

un braccio
chiesa di

sono sparse per lutto il mondo, ed di s. Paolo nella suddetta


s.

Lo

stesso

Paolo

sapere che in

Paolo

alla

Regola, secondo
e

il

f[uel
ti;

suo disastro fu abbandonalo da tut-

Piazza,

il

quale
I

a'

25 gennaio, 2q

3o

ma

aggiunge che Dio

lo

ricolm di

consolazioni e lo fortific. In rpiel tem-

po scrisse la sua seconda lettera a Ti moteo, ed un'altra a quelli d'Efeso, in cui prende il titolo di prigione di Ges Cristo. Finalmente videavvicinarsi il termine delle sue fatiche e pene: lo Spirito santo, secondo Prudenzio, aveagli rivelato molto prima il giorno e l'ora della sua morte. Il suo martirio avvenne il d 2f) giugno dell' anno 65 o G6 o 69 ,
essendo diversa l'opinione degT
s.

."agosto registra quelle che sono in Pioma. Abbiamo dal Raronio, che Giovanni HI mand capelli di s. Paolo

giugno, e

Vienna; e che l'imperatrice Costanza, avendo in Costantinopbli eretta una chiesa a s. Paolo, domand a s. Gregorio I la sua lesta o parte del corpo; ma il Papa non potendo compiacerla, promise mandarle porzionedelle Catene che l'apostolo port al collo e alle mani, purch riuscisse segarle colla
all'arcivescovo di

istorici

lima.

Ria delle reliquie de'

ss.

apostoli

Paolo fu decapitato, e non crocelisso come s. Pietro, perch era cittadino romano (Buonarroti, Osservazioni sui vetri p.

ed epoca del martirio, meglio ne tratto


a
e
s.

Pietro,
s.

come

delle

loro

immagini,

perch

Paolo ne'

sigilli

e ne'

monu-

85, spiega perch

il

ritratto di

s.

menti antichi occupi

la

parte destra, ed
1'

Paolo in un frammento collocato quasi in mezzo ad una cioce), nella via Ostiense in un luogo chiamato alle acque Salvie. Su di the vanno letti gli articoli, Chiesa de'ss. Vincenzo ed Anastasio ALLE tre FONTANE O ALLE ACQUE SALVIE, Chiesa di s. Maria in Scala Coeli, Chiesa di s. Paolo alle tre fontane, ove riportai l'opinione del Fea sul corpo di
,

altre notizie riguardanti

eloquenlissi-

mo

dottore delle genti. Bianchini parlandelle chiese di

do de'musaici
sono
i

Roma, ove
s.

ritratti

de'due apostoli, dice che

l'ielro vi rappresentato capilUs uherlini

ahundanteni, iisdemquem crispisj


lo

e s.Pao-

recalvastruni supra frontein, nasii

aquilino,

barba proniissaj il perch ne prende ragionea giustamente riprendere

PAO
quei
si

PAO
s.

ii3
ne Irequenti
s.

|>il!oii, clic

conilo la ragion tUI vero

freltanlo se magistrali, forse per rendere pili sonora la pronunzia


discorsi alle

fanno aidili di ritrarre calvo


s.

Pitho

capelluto
li.

Paolo,

come

osserva l'ulido-

pubbliche assemblee. Ordisi

tarsi s.

Questi aggiunge, che nel rappresenPietro che parla con s. Paolo,

nariamente

rappresenta

Paolo reg-

gere una spada, come stromento del suo


martirio, al dire di Polidori; o qual sim-

forse voglia alludere all' abhoccanienlo che questi chhe con lui sulla ilottrina di Ges Cristo ; e dove viceversa Paolo, al rimprovero che da questo ricev

bolo della predicazione evangelica

per
lo

quanto notai nel

voi.

XV,

p.

iio;

Pietro di troppa
Ira loro

umana prudenza, rimprovero che non ruppe menomamente


il

vincolo di carit; e se in

uno

stemma poi della sua basilica, formato da un braccio colla spada impugnata, lo descrissi nel voi. XII, p. 28 i. L'anonimo autore: Le chiavi di Pietro e la
.^pada di Paolo (Italia
gnificare la

lo 7elo, nell'altro fece palese la bella virili

i833), dice

si-

della umilt.

Ma

su questo
il

punto conIl

prima

la

potenza spirituale,

troverso e se Pietro U

Cefa ammonito
Saruelli,

alludendo

da Paolo,
Leti. eccl.

lo dico a
,

s.

Pietro.

t. I p. 1 58, ecco come descrive reflgie di s. Paolo. Era piccolo di corpo e alquanto piegato; di faccio biau'

co e neJ sembiante mostrava che non avea; la testa piccola,

pii

anni
occhi
;

gli

graziosi, le ciglia pendenti all' ingii

il

alla temporale la seconda, concludendo che il clero puii ritenere ambedue le potenze. Ma delle reliquie e di tulio quanto riguarda principi degli apostoli, massime nella parte bibliografica, copiosamente ne tratta Cancellieri, segnalamenle nelle Memorie delle sacre teste. Il p. Papebrochio nel t. S jui

naso con grazia curvo e alquanto lungo, la barba folta e parimenti lunga, e tanto essa

;?//'

de'Bollandisti parla de'

monumenti,
i

reliquie, traslazioni, miracoli, apparizioni, feste, chiese e altro

come
".
Il

la

chioma sparsa

di

peli

riguardanti

ss.

canuti

Buonarroti, Osservazioni sui


lo

Pietro e Paolo, non che de gladiis apostoloruni


,

vetri p. 76,

descrive quasi in egual


di

poich pel coltello usalo da


la

capo calvo nella parte davanti , con occhi lioniui, notando, che la chiesa romana ebbe particolnr mira di mantenere le vere immagini de'due principi degli apostoli, per cui in musaico particolarmente furono collocate nelle chiese di s. Jgata alla Suburra, di s. Lorenzo fuori le mura, di s. Teodoro,
di
s.

modo, dicendolo

Pietro nel tagliar l'orecchia a Malco, alcuni intendono

spada; ovvero
i.

come
1G4,

pensa

il

p.

'Menoc\\\o, Stuorc

?,,p.

in significato di

punire colle censure ecsi

clesiastiche. Gli spagnnoli

gloriano possi

sedere

la

spada

di

s.

Paolo, che
al

dice

donata dal cardinal Albornoz


do:
il

mona-

stero sitlense de'girolamini presso Tole-

Cecilia, di
t.

s.

Maria Maggiore
le

ec.

IN'el

3 dell' Anastasio e nell'appendice

e l'uso.

Papebrochio ne descrisse la forma Ad EiMSTOLE DI s. Paolo, nel nosi

si

possono vedere

immagini de'due
p.

a-

verarle, accennai alcune delle tante ope-

posloli delineate da antichissimi

monuri-

re apocrife elicgli

attribuiscono. Delle

menti. Vettori nel Fiorino

149?

epistole e di tutto ci che appartiene al

marca, come dette immagini ne' sigilli ponliilcii hanno il labbro supcriore se non raso aifallo, certamente molto accortalo
e toso, forse essendosi

santo apostolo ne tratto in


coli

tulli gli arti-

che

lo

riguardano, ed

in quelli

qui

distinti

con carattere corsivo.


s.

Ad ApostoPaolo, chia///?05^o/o
il

tagliatoli labbro
il

lo indicai l'apostolato di

superiore per prendere

sangue senza

mato per antonomasia


predicato
l'

Z?/i'//2o,

pericolo nell'uso dell'Eucaristia, o per

e dottore delle genti, per avere

primo
santi

pronunziare
la

parola di

popolo pi speditamente Dio; gli spartani facevano alal


II.

Evangelo,

scritto dai

Evangelisti.

VOL.

Jwb^nrvairvt,

TOP.

it4

l'AC)

PA

Siccome all' articolo Conversiose n COMMEMOIIAZIONE DI S. PaOI.O III liSOlbai


in questo di parlare delle
tiiic feste,
il

hie-

"vemenle
dice che

1'

eseguisco.

Parlando

Uuller

anche dei vescovati e l'ordine equestre, che (uruno eretti in onore del santo apostolo e col di lui nome. Nello stesso giorno si celebra la festa di s. Anania martire e discepolo di

della Cesta della Coin'ersione di


la

s.

Paolo

Ges

Cristo che bat-

Chiesa

tiell'istiluirla

a'sS gen-

tezz e istru

s.

Paolo,

col

quale

in

Dasue

naio, ebbe in miia di ringraziare

Dio

masco,

in Eleuteropoli e altri
il

luoghi di
le

operalo un tale prodigio, un esempio dell'efficacia della grazia di Ges Cristo, di mettere innanzi ai penitenti il modello di una vera conversione; oppure come osservano altri, onde ringraziare l'Altissimo, [)er aver cangiato prodigiosamente un peccatore

per aver

egli

oriente predic

vangelo, essendo
s.

di proporci

Roma. Festa della Commemorazione di s. Paolo. Ammirando e venerando la Chieceneri nella chiesa di

Pi assede di

sa la salda unione, la congiunzione degli

animi, tanto nelle fatiche apostoliche,

quanto
ss.

ne' patimenti e nella

morie dei

in apostolo.

]\el
s.

luogo

in

cui segu

la

Pietro e Paolo principi degli apostoli


del cristianesimo, per

conversione di

Paolo,

lu poi

per me-

sommi campioni
s.

moria
attesta
s.

edificata
s.

una nobile
1

chiesa,

come

Agostino, serm.

4,

De

coiivcrs.

PauU.

Si parla di cpiesta festa in pa-

recchi calendari e messali dell'S." secolo,


in qualche martirologio passa pel gior-

chiam, illi duo uiuii crani, nondivisemai la memoria di Paolo dalla CLlebrazione delia festivit ad onore di Pietro, e viceversa ebbe sempre in uso di ricordare il primo vicario
cui

Agostino

li

no

di

una

delle traslazioni del suo cor-

di

Ciisto nella festa dedicala al dottore


i

po, ed limocenzo

HI

del

198 ordin

di

delle genti, e perfino stabih che


vi

vesco-

celebrarla solennemente. Hssa stala di

ad ambedue presentassero uu tributo

obbligo nella maggior parte delle chiese d'occidente, e come si apprende dal concilio

di religioso

cri liinini.

omaggio ha festa

nella visita de' sa-

del natale de'

due

d'Oiford del 1222 (Labb

t.

2, p.
le-

274), era un tempo nel


ste di

numero

delle

grandi apostoli, non a dubitarsi che sia stata celebrata a' 29 giugno subito

precetto lu Inghilterra.

IVci voi.

dopo
a

il

loro martirio, poich


e a Festa, gi nel
il

come

dissi

IX,

p.

i5o, e Xllj

p.

2u3 (non come per


i^',

MARTira

2. secolo

errore di slampa nel voi. Vili, p.


fu equivocalo colla
lipoitai che Sisto

solennizzavasi

giorno della morte dei

Coinncmorazione),

martiri, detta natale.

ordin che si celebrasse in questo giorno cappella papale nella basilica di s. Paolo; e ne' voi. IX,
p. i5i, e Xll, p.

])rimi secoli della Chiesa, e lo


1'

Quindi sino dai conferma

ed

inno di Prudenzio nato verso il 34<^, il sagramentario di s. Gelasio 1 Papa

2o3

spose Gregoiio

XVI

e 225, quanto diperla celebrazione

del 4^2, iPapi in detto giorno celebravano nella basilica di s. Pietro e in quella
di
s.

della festa in della chiesa, in onore di s gran maestro, esemplare perfettissimo di

Paolo quelle sacre funzioni che dep.

scrissi in piti

ogni virlai

fedeli

d'ogni slato. Sotto

l'ui-

XXXI V,

luoghi e ne'vol. 1\, p. 78, i54- jNon conoscendosi


si

\ocazione della conversione di s. Paolo furono innalzate molle chiese, ed in Ro-

quando tali uffiziature due giorni distinti 29

separassero nei

3o giugno,

seb-

ma

la

Ciitsa di
la
s.

s.

llaria della Villoria,

mentre

con"i esazione de' chierici re-

golari di

Paolo o haniabil venne

isti-

medesima invocazione. Sono poi iimiuiierevoli monumenti le


tuita sotto la
i

bene si continuasse e tuttota si prosegua nel primo a celebrare la festivit de' ss. Pietro e Paolo, s. Gregorio 1 del 590 ne ordin con decieto apostolico la celebrazione, che per eoslumeeconsuetudiue della

chiese e le funduzioni di pii istituii, ed

romana

chiesa era stala stabilita,

il

cui

PAO
rito fin-sn

PAO
p
le

i5

poteva aver cessalo a cagione


e delle rovine spceialmeBtc

-111,

istitu

le

cappelle dell'oliava

Icli'anlieliit
tlulla hasilica

Iella Itista

de'principi degli apostoli nel-

Ostiense. Certo

per conil

chiese ove sono le loro

senso degli scrittori e del Daronio, che

giorno della
silica
tli

memorie e nel Commemorazione nella baCrego-

medesimo s. Gregorio 1 istitu specialmente la festa della Coiniiumonizone di s. Paolo, da celeln-arsi ai 3o di giugno, separandola cos dalla festivit coiiuuie a rpiell'apostolo e al suo prediletto com|)agi)o
s.

s.

Paolo, con linlcrvento de' ve-

scovi assistenti al soglio; finch

rio

XVI

rese pi solenne nella basilica

Pietro.

La lagione
il

della

divisione l'accennai ne'citati luoghi, cio


e

principuluiente per

lungo tratto di

riunendo al([uanle di quelle cerimonie che gi in diversi tempi si usarono dalla divozione de'Papi verso il santo apostolo, il che egualmente ri[)ortai ne' ricordali volumi.
tale giorno,

via e separale fino dal


lia le

Tevere che

dista

Paolo
per
le

(s.),

martire in

F.gitto.

Era

due basiliclic. Allora la festa della Conunemorazione fu registrata ne'martirologi co'titoli di

capo di Sy cristiani, assai pi chiari pei doni della grazia, che per la nascita o
dovizie,
il
i

NalnUs

ci celt'hraiio

quali fecero

il

disegno

ifrrnm
Ptiiili
ii

v.

I\iui apostoli j
(\i

di

Nulalis

s.

di predicare

vangelo nell'Egitto loro

a postoli j

Coinmemoratios. Pun-

patria. Paolo presi seco

suoi (rateili,

apostoli; di Roinac,
s.

imo pcrtotuni

or-

beni fcsiivitas

venne solennizzata con quella pompa che convenivasi al vaso di elezione e al comproPalili apostoli j e
lettore della sede del cristianesimo.

llecombo 8 si volse verso tramontana; Teona con e"ual numero ebbe l' incario

and verso
con
altri

l'oriente, ncntre

Le
ri-

co di predicare nella parte meridionale, toccando a Papia l'occidente insiemecogli altri

memorate cerimonie
intitolato
Pollicitiis j
i

si

leggono nel
i

8 compagni. Onesti santi mis-

tuale del canonico Benedetto del

Miiseum taL t. 2, p. tempo per, variando le cerimonie della festa della Commemorazione, variarono
1

i43 pres.so Mabillon 8. CoU'andar del


,

sionari s'adopciarono con zelo indefesso


a far conoscere
gl'ignoranti,
i

Ges Cristo ed mondando da' loro


Avvertitone
1

istruire

peccali

veri penitenti.

imperato-

re, fece pigliare questi santi predicatori,

pure

giorni ne' quali


s.

il

Papa, portanvi

ed us con

essi

promesse e minaccie per

dosi alla basilica di

Paolo,

celebrava

indurli a sagriflcare. Paolo rispose in no-

o assisteva al sacrifizio coi cardinali e gli altri che hanno luogo nella cappella pontificia,

me

sto morire,

oltre

il

lecarvisi nella ricorrenza

delle stazioni,

omelie

in

pronunziando sermoni e lode dell' apostolo. Per le vi-

che desideravano pi preche rinunziare alla loro fede ; quindi furono tutti condannati a morte. Quelli che aveano picdicato nella parte orientale e meridionale dell' Edi tutti,

cende de'tempi e trasferimento della sede in Avignone e successivo grande scisma, trasandata lacelebrazionedelleponlilcie

gitlo

furono abbruciali

vivi

quelli

ehe aveano annunziata la fede nei paesi settentrionali venne mozzata la testa, e
quelli
te
il

funzioni nella basilicaOsticnse, Sivi stabil le

sto
2.^

cappelle papali della


,

domenica

di

quaresima

della 4-' dels.

che aveano alFaticato all'occidenfurono conntli in croce. Ci avvenne giorno 18 gennaio, ma gli alti di quesanti martiri

l'avvento e della Conversione di


lo,
la

Pao-

sti

non dicono

tli

piai

anno.

continuandosi a celebrare

il

natale e
,

PAOLO (s.), martire in Palestina. Uno


de'pi
za,
illustri confessori,

commemorazione
al

di

s.

Paolo

come

che, presi a Gali-

in pii

luoghi narrai; finch Benedetto

mentre assistevano
il

alla lettura dei

XIV,
1

modo

jo, XII, p.

IX, |). i4<)> 202, 22jcseg., e XXIV,


detto ne' voi.

bri santi, patiiontj

martirio nella per-

secuzione dj Masbiiriiauo Galcrio, sotto

iiG

PAO
(Iella

PAO
Palfislina,

Firmilinno {^ovcrnalore
(jnando

nel (1escilo;e fu seppellilo dallo stesso


s.

nel 3o8. C(jiulannato a peiileie la lesla,


il

Anlonio,

carnelce era in piocinlo di

te scavata

in una fossa portentosa iiienda due leoni. Dicesi che il suo

troncargliela, chiese

un qualche

istante,

ed ottenutolo, preg ad alta voce il Sigiuie per la pace della Chiesa, pei gidei e pei pagani, allineile conoscessero
verit della
liule,
la

corpo fosse poi lato a Costantinopoli nel XII secolo, per ordine dell'imperatore Michele Comneno. Da (juesla citt fu trasportato a Venezia nel i^.jo; quindi
colla permissione della repubblica veneta.

pregando eziandio per tutti quelli ch'erano presenti al suosnpplizio, pel suo giudice, pel principe e fi))o pel suo carnefice. Finita la preghiela present
il

Luigi

re

d'Ungheria

fece fare

una
cu-

terza traslazione delle reliquie del santo,

che furono deposte a Buda sotto


slodia degli eremili di
s.

la

collo, e l'esecutore glielo

Paolo. Si d

mozz. La sentenza fu eseguila ai sj di luglio del detto anno, ed in tal giorno il niarlirologio romano ne fa menzione. PAOLO (s.), martire in Roma. /\
ss.

Giovanni e Paoio martiri, Ciuksa de' Gio. E Paoio, e Passionisti. PAOLO (s.), primo eiemita. Nacque nella bassa Tebaide, ed in et di i5anss.

orchnariamenle a s. Paolo il titolo di piivio eremita per distinguerlo da altri sanla sua festa noti dello stesso nome: tata ai io di gennaio in molli antichi martirologi d'occidente; rna nel martijologio

romano

posta ai
/^. s.

lAnlologio de'greci.

5, come nelPaolo l'Ere-

mita, ordine religioso.

ni perdette

suoi genitori.

Istruito ab-

PAOLO
e visse

(s.),

//

Semplice, anacoreta
idiota

bastanza nelle lettere greche ed egiziane,


le doti del

della Tebaide.

Era un povero ed

suo cuore rispondevano alla prontezza del suo ingegno. Viveva pale cri-

lavoratore, di semplici e santi costumi,

cifcamenle nella pratica di tulle


sliane
virli,

niale. In et di
serto,

allorch l'imperatore Decio

dapprima nello slato matrimo60 anni si ritir nel depregando s. Antonio di riceverlo
de' suoi
discepoli.
11

mosse una crudele persecuzione contro i cristiani nell'anno aSo, per cui si rifugi nel deserto. Ivi scelse per sua dimoja una caverna vicino alla quale eravi una fonte, colla cui acqua si dissetava, ed una grande palma, delle cui foglie
,

nel

numero

santo

abbate, esortatolo dapprima a ritornar-

sene a casa,ccKniech lioppo avanzato in et, tocco poi del suo fervore e provala

tessevasi gli abiti e delle cui frutta nudrivasi.

maniere la sua obbedienza, lo Paolo seguendo esatlamenle gli avvisi del suo maestro, pervenne in poin diverse
accett.

Aveva 22 anni quando entr nel


la

co tempo

adima eminentesantit. Quan-

deserto, ed era sua intenzione di rima-

nervi finch durasse

persecuzione;

ma

gustale

le

dolcezze della vita contempla-

liva e penilcnle, risolvette di

rienlrare nel

non pii mondo. Fino allel di 43


il

anni non visse che delle frutta della sua

palma

in tutto

reslanlc di sua vita

fu miracolosamente pasciuto da

\o, che ogni giorno porlavagli

un cormezzo pa-

ne. Rimasto sempre sconosciuto, soltanto poco primadi sua morte perdiviiia rivela-

zione

si

rec a visitarlo

il

grande

s.

Aulo3^"?.,

nio patriarca de'cenobiti. Mor nel


tn eia di
I

i3 anni, avendone passali 90

Antonio si fu rassicuralo con ogni sorla di prove delle buone disposizioni del suo discepolo, e lo ebbe perfellamente ammaestrato nei doveri della vita solitarla, lo mand ad una celletta lontana una lega dalla sua, ove spesso lo andava a visitare. Aveva di lui s alla stima, che proponealo agli altri come modello; a lui mandava gli ammalali e gli ossessi eh egli non avea potuto guarire, aveudo conosciuto che Dio avea fatto a questo Solitario assai maggiori grazie che non a s stesso e Paolo non mancava mai di ollenere la loro guarigione colle
do
s.
,

PAO
sue preghiere. Mor poco dopo
1'

PA
anno
gior-

117
sua sede. Conesilio,

gazione

di essi

il

santo vescovo fu un'al-

33o.

greci ed

Ialini l'utioiaiio

il

tra volta scaccialo dalla

no

7 di marzo.

dotto dapprima a Tessalonica, senza che

PAOLO

(s.),

vescovo di Narhona.
a predicare
il

Fu

gli fosse
i

assegnalo

il

luogo del suo

mandato da Roma

vange-

suoi

nemici non rimasero dal perse-

lo nelle Gallie, al principio o verso la

la del secolo 111, e forse

vi

meand con s.

guitarlo. Carico di ferri lo fecero

man-

Salurnino
il

di Tolosa. Egli In l'apostolo e

primo vescovo
sua vita col
il

feise per Gesi^i Cristo, tuttavia


la

Narbona. Mollo sofnon lini martirio. Prudenzio dice


di
la

dare a Singara nella Mesopotamia, donde fu trasportato ad Eraesa nella Siria, dipoi a Cucuso, sui confmi della Cappadocia e dell' Armenia. Fu ivi linchiuso
in

un'oscura prigione e lasciato senza alcibo.

che

nome

di

queslo santo rese celebre

cun

Dopo 6

giorni, avendolo trola

la cill

diJNarbona. Onorasi moria ni 2 2 di marzo.

sua me-

valo ancor vivo, ebbero


strozzarlo;
to

crudelt di
il

ma

per coprire

loro delit-

PAOLO

(s.),

vescovo di Coita n tino,

poli, martire.

Nato a Tes>a!onica
il

era

tliacono della chiesa di Costantinopoli nel

pubblicarono essere morto di malattia. Il suo martirio avvenne nel 3 To o 35 1. 11 corpo del santo fu portato ad
Ancira nella Galazia, poi a Costantinopoli nel

^^o, allorch

vescovo Alessandro,

mo-

rendo, lo nomin suo successore, e quindi fu collocato su


le.

38

1,

donde

fu
si

traslato a

Vele
s.

quella sede episcopa-

nezia nel 1226. Quivi

venerarono

Egli aveva

un' alliludine singolare

sue preziose reliquie nella chiesa di

alla predicazione, era caldissimo zelato-

re della fedo cattolica ed


la sella

il

terrrore del-

LorenzOj (incile Ji tempo non mollo lontano furono trasferite in Dalmazia, insie-

ariana. Calunniato e deposto pei


protelli dall'im-

me
li

a diversi altri corpi di santi, de'qua-

maneggi degli ariani,


peratore Costanzo,
rec a

andava

ricca Venezia.

La

festa di
si

queil

rilirossi in occidente.
si

slo santo vescovo e martire

celebra

Trattenutosi qualche tempo a Treveri,

Roma, ove trov


al

s.

Atanasio, ed
s.

giorno 7 di giugno. (s.), vescovo di Trois-Cha-

PAOLO

intervenne
1

concilio tenuto da

Giulio

teaux. nel Delfinalo. JVou

si

hanno

sicu-

nel 341. Indi per ordine di queslo Pa-

re notizie intorno la vita di queslo santo vescovo, il quale sembra essere quel Paolo che sottoscrisse al primo concilio di Valenza l'anno 374- Usuo corpo, ch'era nella cattedrale di Trois-Chateaux, fu

pa torn a Costantinopoli, ma non pot ricuperare il suo seggio che 1' anno seguente, dopo la morte di Eusebio ariano, che l'avea occupalo. Gli ariani

per

altro scelsero a loro vescovo

Macedonio,

brucialo dagli ugonotti nel

i'ji

non

ed

in seguito di ci

accadde una violen-

essendo restato che un braccio, eh' era


rinchiuso in un reliquiario appartato. Alcuni marti rologisli erroneamente credettero che questo santo fosse
di

ta sedizione nella cill, per cui l'impera-

tore Costanzo cacci Paolo in esilio.


i

Non
san-

sa

precisamente

il

luogo
si

in cui

il

to iu esiliato: nel

344

trovava

di

nuo-

un vescovo Trojes nella Sciampagna. La sua feil

vo a Costantinopoli, venutovi con lettere di raccomandazione di Costante imperatore d'occidente. Costanzo

sta notata

i." di

febbraio ne'marli-

roloci di o

non acconsent
timore

eh' egli risalisse la sede, che pei


di tirarsi

Usuardo. Paolo (s.), i. vescovodiLeoninBretagna. Scendeva da una illustre famiglia


e di

Adone

addosso

Iralello;

ma

armi dell'inipcratore dopo la morte di (juesli, avle


isti-

di
la

Cornovaglia, e pass
scuola di
s.

primi anni

al-

lltuto. Si ritir poi in


la

uu

venuta nel 3jo, dichiarossi grandissi-

deserto, ove in se ritrasse

vita de" pri-

mo

proteggitorc degli eretici, e ad

mi anacoreti. Indi pass ncH'Armorico

rA

()
im'is(>I.i

PAO
bi ben presto l'aspetto della sua diocesi,

piccola Biclagiiaj osi ferm in

posta riiripelto alla

costiera clic abita-

popolo haibaro e involto nelle IcmcIjic (.loll'itlolatrin. Qnivi


gli osistniani,

vano

.si

che molti abusi avevano deformato, meriti) la stima dei re DagoI)erlo e


lui figlio,
pili

Sigeberto di
zia dei
virili,

non che l'amicile

menava ima
cibandosi
clic

vita al lutto angelica,


ili

non

vescovi

celebri per
la

loro

pane, n bevcntlo elie

che vantasse allora

Francia. Rb)-

acrpia, e solo nei di festivi

aggiungendo

verso l'anno
s.

G3i,e

fu seppellito nella

un

po'di pesce. Si rec poscia a predica-

chiesa di
fililo

Saturnino, ch'egli stesso avea

re la fede agli osismiani, con felice successo, e

edificare a
il

Verdun, e che prese poil

fu

ordinato vescovo; essendo

scia

suo nome. Esso onoralo


di febl)raio.

gior-

prete fin da

quando
slabi Pi

lasci la

lagna,

l'agli

la

Gran -liresua sede a Leon

no 8

cill degli osismiani,

nome.

IS'on

che poi prese il suo pens quindi che ad adem-

piere alle funzioni del suo ministero, e

giunse ad estirpare nella sua diocesi tutte le superstizioni del

DI Lathe (s.), anacoreta. Fiun ulficiale dell' iuq)cro, ucciso combattendo contro maometlani. Essendosi Eudocia sua madre ritirata coi figli nella Bitinia, Paolo dopo la morte

PAOLO

glio di

paganesimo. Aven-

di essa

si

separ dal
di

mondo

si

pose sot-

dogli

il

governatore donala una casa nelBas, egli


vi

l'isola di

nastero, e

cambi in un momise dei monaci fervorosi


la
la

che

lo

aveaiio seguito nell'Armorico. Desolitudine,


il

monamonte Lalre. Rinchiusosi in seguito in una grotta sulla cima diffueslo monte, non si cib per alquanto la

guida

Pietro aljbate del

siero di Caria sul

siderando per sempre


so ad

ri-

te

settimane che

di

ghiande verdi
il

le

nunzi lepiscopalo, addossandone


sare
ro,

pe-

quali facevangli vomitare infino

san-

il

un suo discepolo, aflne di rimanente de'suoi giorni nel


ai

[)asriti-

12 marzo verso il 5^3, 100 anni. Le sue reliquie furono trasportate a Fleury o s. Benedetto sulla Loira, al tempo delle scorrerie dei normanni ma furono poscia diin et di quasi
;

ove mor

G mesi l'abbate lo richiam monastero; ma non guari dopo gli permise di seguire la sua vocazione. Si ritir quindi in una grotta situata sopra un'altissima rupe, ove nei 3 primi anni
gue. Do[)0
nel
solFerse grandi tentazioni, di cui trionlo
col fervore

e colla continuazione delle


la

sperse dai calvinisti.

La sua

festa

si

cele-

sue pregliiere. Sparsasi

fama

di

sua

bra

ai

1 di marzo, e nell'antico brevia-

santit, molle persone desiderarono di vi-

rio della diocesi era notata ai 10 di otto-

vere sotto

la
si

sua direzione, per cui

iti

bre, che
ia

sembra
(s.),

essere stato

il

giorno del-

breve
la

egli

form una laura presso

al-

traslazione delie sue reliquie.

PAOLO
que
fcnoic.
in

vescovo di Verdun. Nac-

in Francia, in quella parte che 1' aiiouimo autore della sua vita chiama //i-

sua caverna. Dopo l'i anni, frastornalo dalle frequenti visite che riceveva, and a nascondersi nel luogo piia[)partalo della

Dopo essere vissuto nel mondo modo edificanlissimo, ritirossi fra gli
,

quando

montagna, venendo per di quando alla sua laura per fratelli. La brama di magincoraggile
in
i

eremili dei monli di Vosges presso Tree dimoi (pialclie tempo intorno monte Gebemia, che dal suo nome fu poi appellalo Paulbcrg o Polbtrg. Po-

gior ritiro lo indusse a passare nell'isola


di

veri

al

sopra

Samo, ed ivi si chiuse in una caverna il monte Ceree; ma fu presto scoisola,


i

perto, e venuti a lui de'discepoli, ristor


le

scia

si

lece religioso nell'abbazia di Tlio-

3 laure di quest'

che

saraceni
di

ley, nella diocesi di

Treveri;

ma dovelle
cam-

aveanorovinato. Allorch
tte

monaci
1'

La-

abitaudonaie

la

sua solitudine, essendo

seppero ch'egli era a Samo,


fra essi.

obbli-

ilulo elello vescovo di N crduu. ilgli

garono a utoruare

Iieudulosi

PAO
alle loro preghiere, visse
ivi

PAO
nella peni-

119
i

PAOLO II, Papa CCXXI. Pietro Barbo nobile veneto, a' 26 febbraio ji8 nacque in Venezia da Nicol Rarbo e da Polissena Condulmieri dama d' insigne piel, sorella di Eugenio IV e nipote di Gregorio XII Correr o Corraro a Co-v:

fcn/.a e nella conteniplazinne, e

mor

nel-

l'anno 9)Gj

a'

5 dicetnhre, giorno in cui

onorato dalla chiesa greca.

PAOLO PAOLO

DELLA Croce. V. Passiomsti.


I (s.),

Papa

XCVL

IMoIti lo vo-

gliono della famiglia Orsini, e creato cnr-

nuLMiERi parlai di questa e delle famiglie


stri

dinalediacono das. Zaccaria, ovvero dal


proprio fratello Stefano
Ja cui
II

Corraro

Barbo. Ebbe per mae-

detto IH, per

nelle belle lettere Agli fiorentino, poi


lui fitto

morte a

pieni voti fu eletto l'apu

da

vescovo di Volterra, Calile-

e consecrato a'2f) maggio 7)7.

Prima
a

ili

questa funzione scrisse lettera

l'ipi-

no redi Francia, pregandolo di continuale a norma del patto stabilito col suo
predecessore,
la di lui
;

nomin vescovo d'Albenga, e ngifllo vescovo d'Aquila, che cre cardinale. Dicono alcuni che Pietro essendo in procinto di partire in
rino genovese che poi

protezione in fa-

una nave che avea


zia e

gi carica di

mercansi

vore de'romani

dipoi lo scongiur a co-

sentendo l'esaltazione dello zio Euil

stringere Desiderio re de' longobardi a

genio IV, ne abbandon

disegno e

rendere interamente alla romana chiesa tutti


i

ferm a Venezia per


che avea trascurato.
nulla di ci

applicarsi agli studi

patrimoni

usurpazioni di altri
egli

territori! della
il

medesima, bench
contribuito
all'

o
si

fratello avesse
al

innalI

zamento
port da
e

trono di Desiderio. Paolo

lui in

Ravenna

al

modo

che

INIa il Canesio, che rammenta, dice che passando Eugenio IV a Ferrara, chiam Pietro appresso di s, gli die nominati maestri e dopo qualche tempo lo fece arcii

dir a Pesaro, a difesa della

PeiUapoU
s.

diacono di Dologna,protonotario apostolico partecipante, poi


s.

AeW Esarcalo.
il

Nella casa paterna fonla

commendalo re di

monastero e

Chiesa di

Sih'e-

Spirito, ed a' 2 2
s.

Siro in Capite {F.).

t in
lo

Roma molti
s.

corpi santi, in
li

Dai cimiteri trasporun a quelcolloc con pi


fi-

nale diacono di
sotto Nicol
co,

giugno lo cre cardiMaria Nuova, donde


al titolo di
il

V
al

pass

s.

MarJ>

di

Petronilla, e

contiguo

quale fabbric
s.

sontuo-

decenza. Fece da Padrino (F.) alla


glia di L'ipino, col (juale

so

Palazzo di

31 arco (F.). Nel i44


arciprete

molto si adopr per introdurre nel suo regno il cauto romano. Per la conversione dell' imjieralore Costantino

lo zio lo

nomin
1

disila basilica

Vaticanaencl
vescovato
di

446 commendatario

del

Cervia, che cambi nel i4">i

Copronimo

i'

esor-

con

([nello di

t ellcacemcnte a lasciar l'eresia degl'i-

lo elesse

vescovo di Padova
in

Vicenza e nel ijjO P'^^ '^ per alcun


;

conoclasti,

ma

esso nella sua ostinazio-

tempo ebbe
lare di
s.

ne ricus lesuepaterneesortazioni e tratt indegnamente legali apostolici. Govern IO anni e uu mese con mollo sapere e prudenza. In una ordinazione cre 3 vescovi, 12 preti e 2 diaconi. INIor ai a<S giugno del 767,6 pel 1." fu sepolto nella Chiesa di s. Paolo fuori le /mira (F.), ove erasi ritiralo pel caldo dalia
i

commenda la chiesa titoCecilia, Accompagn Pio II nei


Mantova edi Ancona dove concome ne fu liberato dal:

viaggi di

trasse la peste
la

Madonna
il

di

Loreto che

gli predi.sse il

ponlillcato, e

come da

cardinale ne incolo

minci
be stato

sontuoso tempio, a Loreto


4-

narrai; lo zio aveagli predetto che sarebil

Papa dopo

citt,

ma

pochi mesi dopo fu trasferito

to dissi sul conclave,

di lui. A quanche alcuni voleva-

in s. l'ictro, ncll'uratorio

che avea

L\])-

bricato [)reisu l'altare maggiore.


la s.

Yuc

ne' voi.

Sode uu anno

un me^c.

no celebrare in s. Maria della .Mine va^ X,p. i82,eXV,p. 284, agg'""' jG { ger che ucl Vulicauo a'27 agosto
i

120
si

PAO
i

PAO
donativi e pel piimoafild
le
ci.
il

rinchiusero 19 o meglio 21 caitlinali,enel . scrulinioa'So agosto con am-

governo del-

fortezze a prelati e a degni eccloiasti-

mirazione di
in et di

tulli e>iSo rest eletto

Papa
di

Nel voi. Vlj


abol certi

p.

iq

dissi

come Paolo
vendic con
vol-

46

anni, clic

cambi

il

nome

11

ulliziali de'

brevi, e parlai
si

Pietro in quello di l'aolo II. Aveva egli presopri ma pi II llosto destinava di prenderei!

di Platina,

uno

d'essi,

che
la

calunniarlo,
te.

perci

carcerato due

nome di

Forojoso, ilclienon lu am-

Piag severamente
e
curiali,

corte d'ogni
tutti gli

messo dai cardinali, perchessendoegli assai bello non fosse tenuta vanit, come pure non soddisfece il nome di Marco che avrebbe voluto, ed anche questo lasci per non darsi a conoscere troppo propenso alla sua patria. Fu coronato ai 6 ovvero a' 19 settembre e nello stesso giorno con solenne cavalcata si port a prendere possesso della basilica Lateraiiense.

simonia o estorsione; riform


ulliziali

ed ebbe

la

casa ri-

piena d'uomini onestissimi. \J Accade-

mia

(l'archeologia {^^.) solfr alcune vi-

cende solfo di lui. Nel )4^7 "" '' v*^" scovalo tli l'Vigcnto a quello d'Avellino.

iel l'affitto de'beni ecclesiastici per

pi

di tre anni, e nel

1468 stabih

la

pace

d'Italia (f^-). Accolse in

Roma

splendi-

Dopo

la

sua elezione seguit l'u-

so che avca da cardinale, di vegliar tut-

damente l'imperatore Federico HI, spendendo nell'alloggio sopra 18,000 scudi,


facendogli regali preziosi allorch part,
cos alla sua comitiva, oltre a trattarlo a

pranzando a ora di vespero cenando poco prima dell'alba, ond' che difficilmente sentiva alcuno ad udienza prima di notte. Le prime cure di Paolo li furono la guerra contro turchi, onde fu largo con
ta la notte,

sue spese per tutto lo stato ecclesiastico,


e al donativo dello stocco e berrettone be-

Scanderbeig,

coi parenti del

con Caterina regina

di

Paleologo e Bosnia: il tutto

La modestia di Paolo l non permise che Cesare gli tendesse l'ufficio i\\ Paln fremere [(^.): a di lui istanza
nedelli.
istitu l'ordine

militare di

s.

Giorgio e

il

narrai nel voi. XVllI,p.

59 ed

altrove.

vescovato di Vienna. In due promozioni creqcardinali, fra'quali

Come magnifico

in tulle le sue azioni, fegli

ce un preziosissimo triregno, e riprese

arcivescovi di Denevento che lo adope-

ravano, come loro vieto di


dalla
ss.

farsi

precedere
le

Eucaristia.

Aument
le

prero-

gative de' cardinali, cio accord loro la


berretta e berrettino rossi,

mitre di da-

nipoti Darpromozione cre segietamenle 4 cardinali, clie non pubblicali cre di nuovo il successore , tranne Giovanni di Breslavia. Altri preteselo che avesse pur creali cardinali U' gone de Contro Itez francese e Lorenzo
i

io,

Zeno

e Micheli. In altra

masco bianco,
cistori e nelle

banchi

pii alti \\&


le

congual-

cappelle papali,
nelle loro

drappe

di scarlatto

mule, ed

ai cardinali

che non avcano scudi

4ooo

gli nitri che registrai nel voi. 3o4- L' ingrato Ferdinando I re p. di N<ipoli, dimentico de'beiiellzi ricevuti dalla chiesa romana, tram insidie per

Barozzi, e

IX,

di rendita ecclesiastica, assegn di piat-

indebolirne

le frze,

per cui

il

Papa nel

100 scudi d'oro il mese. IVel i466 scomunic e depose dal regno di Boemia Giorgio Pogebrac fiutore degli usto
siti
;

1469
anno

fece lega

per 2 5 anni colla repub-

blica di Venezia, coi capitoli

che a detto

riporta Rinaldi

ai n.

i\e. 26. Quin-

represse la setta de' halicelli


i

ripri-

di essendosi posto in

cuore Un dal prin-

stin nella basilica Laleranense


nici regolari
eli s.

Cano-

cipio del suo pontiilcato di riacquistare


alla

do

secolari a quella di

Agostino (^.), deputans. Lorenzo a Sanai

Chiesa
i

principali che gli

aveauou-

surpato

tiranni

nelle turbolenze, deli-

da

Sanctorinn. Proib rigorosamente

legati,

governatori e giudici di ricevere

ber ricuperar Rimini e alcune terre occupale da Roberto iMalatcta,che come

PAO
bastardo erano devolute
lica
;

PAO
alla

121

sede aposlo-

morie Cancsio,
se,

Ira le quali

ma

le

sue milizie l'uiono disCatte da

credibile la copia di

sembra piti catarro che l'oppres-

deltore,che iiirraltoredclla pace, soccerdominii se Roberto. Dilat nondimeno


i

cresciuto coll'aver cenato in giardino


pei cibi a ci confacen-

capo scoperto e

ecclesiastici

con

l'i

luoghi

forlissiiiri

non

li,

come

fluiti, cacio e pesci

molto lungeda Iloma, ch'erano di l'averso conte d'Anguilhira, con Alviano e le


lerre vicine di Uignano, Gallese colla fortezza e altra

mangiare, del che


stenersi Vab-rio di

lo

che soleva avea avvisato ad a-

Viterbo insigne nie-

dico,

due

fortezze Saraceno e

non lontana, Corchiano, le Torano G mi-

come contrari alla pingueduie sua, senza moto n esercizio e perci pi| soggetto ad

una micidiale affluenza

di

ca-

glia distanti

da Tivoli, Cesena, Berlino-

io e altri luoghi di
li

Romagna;

cpiali tut-

liivoAiMav\m,Dci;li archialri loiili/icii, t. i,p. i 70, parlando de';er//t/' di Paolo


IIj lascia ai

senza apparalo di guerra e senza san-

maligni

il

sospettar di vcleagli sciocchi

gue,

ma

per libera e spontanea dedizio-

no

la

mortesi repentina, ed
il

ne degli abitanti, passatone nel dominio papale. Fabbric le fortezze di Todi, Cascia e IMonte

impostori e superstiziosi
strangolato da certi
rinchiusi, con) scrisse
di

che fosse demonii che tcnea


dire,
il

Leone, per frenare

le

discori

diarista

l'aolo
il

die de'cittadini e render pii sicuri


llni

con-

Benedetto del Mastro presso


t.

IMuil

coll'Abruzzo.
II
i

valori,

dei^Vi

Scrittori (l'Jlalin, ed

Nel 1470 Paolo


tante lega di tutti
tro
i

conchiuse l'impor-

Morneo

principi italiani con-

suo Mfsteriuni iniqui tn li s, che fu confutalo dal p. Gretsero ncW'Enel

turchi

e passando per

Roma

F-

xani. mysterii Plessei

derico piincipe di Taranto figlio del re


di Napoli, gli
ta e lo

don

la

rosa d'oro benedet-

e. 54- Seguile le consuete cseijuie, fu sepolto in bellissimo deposilo nella Chiesa di s. Pietro, ove lo
s. Marco da mentre da arciprete della basilica vi avea anche edificato un altare ai principi degli apostoli con abbondante dote, il contemporaneo Canesio ila lui

tratt con

somma

magnificenza
facendolo

descrissi, e nella cappella di

per lutto

lo stato ecclesiastico,

lui eretta,

accompagnare da prelati e cavalieri. Con mia costituzione stabil che ilg^/i//('0<^/eZVanno santo si celebrasse ogni 5 anni,
91

come

14"' accolse sontuosamenlc Borso d'Este vicario di Ferrara (K),e lodichiar formalmenle duca. Continuava il Papa lodevolmente il suo ()onlifcato, allorch avendo compito 53 anni, 5 mesi e 3 giorni del (nell'isi

osserva,

^'el

fatto

vescovo

di

Castro nel Palrinionio,


grandissima, eroi-

lo descrive di statura

ca e quasi
di

due palmi sopra l'ordinaria; fguia elegantissima e avvenente; di


,

color bianco, fronte spaziosa


cale,

ciglia ar-

scrizione del deposito

si

legge 10 mesi e

2G

governo di 6 anni, io mesi e 26 giorni, dopo aver cenalo allegramenle nella notte del 2 5 venendo il 26 luglio del i47i,la mattina fu trovalo a Ictlo morto d'apoplessia, che quattro volte gii avcalo colpito, due delle quali nel ponlilicato.il Filelfofu di parere che i due gran meloni che si mangi e pesci piccoli del Tevere gli produssero tal morte, togliendogli colla copia de' Mali, generali da qtie'cibi nello stomaco, la regiorni
)

il

non unite, occhi biondi, naso un poco adunco, cervice grossa, capelli rari e neri, corporatura pingue e lutto
proporzionalo. Collasuaelfigieesuoslcni-

ma

ma,

in zecca pontifcia vi
lui

sono 4
s.

conii di

medaglie per
chiesa quasi

battute, celebranti Tedi

didcaziune del palazzo


i

Marco,
;

la

cui

if djbric e

abbell

lo zelo

in estirpar l'eiesia e quello

per

la paciii-

cazione d'Italia. Si dice che fosse facile al pianto e che procurava otteneie colle

lagrime, ciche non poteva persuadere


:

colle sue ragioni

tale

ilebolez/.a

rimar-

spiruziune.

AUie

cagioni asseijna di sua

cala soprattutto d;>gli scrittori prolcslau

ict

PAO
inconciliabile con la cllgnil e

PAO
pena
la

ti,

seiiiljia

di

morie; cambiava questa pena


carcere e cols.

la

fcrnie/za del suo carattere, e


[)olitico,

come grande-

coll'esilio, colla galera, col

de
la,

quale

altri ce

lo baiiiio

piiglonedi Castel
ridusse

Angelo, colla qua-

scrilto.

Come

amantissimo delle antichi-

le

non pochi giovani romani scail

essendo cardinale da per tutto ne rac-

pestrali.

Nei

colse e ne

form ricchissimo museo con

dichiarai

voi. IX, p. 291, e X, p. 28, suo zeloj avvedutezza e sini

copiosissima serie di medaglie, nel discer-

golare iuparzialil nel creare


e conlerire
t.
i

cardinali

nere
zia,

le

quali avea acquistata tanta perile

benefizi ecclesiastici e digni-

che appena

vedeva sapeva dire di

Am

e protesse

quale imperatore o imperatrice fossero, Dopo la sua morte^ oltre gli arazzi e preziosissime suppellettili d'oro e argento,
di

rati

e tanto pi (juauto
alle

grandemente Iellemaggiormente
i

accoppiavano
costumi
,

lettere

la

bont dei

quindi solenne impostura ci

gemme e

pietre preziose, fu trovato nel

suo scrigno sopra un milione di scudi, come all'ermo Fasolo vescovo di Feltie, il quale avea in mano la computisteria del Papa, che furono deposti in Castel s. AngeloepoiconsegnatialsuccessoreSistol V.
Molli scrittori hanno attaccata
la

che alcuni scrisseio incontrario. Sotto di lui fu compilato lo statuto di Roma,


e nel

Palazzo

I^Iassinii (F.)

fu

intro-

dotta in R.oma l'arte della stampa. Seuza ledere


i

doveri imposti

al

carattere re-

ligioso del Pontefice,

me-

verlire

il

popolo, e

al

molto procur dimodo detto a Car-

moria

di

questo Pontefice e molli l'han-

no

difesa. E" vero ch'egli

mor amalo da
che

pochi e da quasi
vero
altres,

tutti odiato, senza

apparisca ragione alcuna manifesta;

ma

che assai pi motivo die-

de
il

egli

per essere piuttosto lodato che

biasimato. Nel cardinalato ebbe ad

emulo

famoso cardinal Mczzarola, enei pontificaio a detrattore Platina naWe File de' Papi piene di calunnie, perch ne avea provocato la carcerazione, bench lo lodasse nel suo Wbvo y:llU'rcatio, in cui celebila paced'Italia.PaololI fu
limosiniero, che
le
s

nevale ni Pvoma, della cui origine parlai anche a Giuoco; e siccome fece incominciar le corse per la Via Lata sino al suo palazzo, la via prese il nome di Corso e il divertiinentodelle maschere venne aumentalo siccome piacevole al Pontefice, (Vedasi il llocca. Opera t. i, p. 4^^ An carnisprivii inala consuetudo ab tth

nicoruni Ittpercaliiini siiperslilione oiigi'


neni traimi P ) In questo tempo di Iripudio fu scoperta una congiura tramata dagli

accademici memorali,

ma

Paolo

II

in

liberale e

vece di vendicarsi dell'autore Freolo avvocato concistoriale, lo perdon e reinle-

non vi fu povero, il quada lui non ricevesse soccorso, seguatamente con personaggi caduti in di>giazia e coi cardinali
tutti
i

non ben

provvisti.

Per

gr nelle dignit e onori di cui era stadivertilo spogliato; e fece continuare menti carnevaleschi, solo facendo girare
i

rioni di

Roma

avea persone de-

per

la citt

pattuglie di milizie.

slinale a distribuir mensili soccorsi agli


indigenti: visitava talvolta
te gl'infermi,
li

generosit e clemenza dimostr,

La slessa quando

amorevolmeule

giuocaudoa palla un norcino,


potessi
lui

nel

manche da

consolava con benigne

darla forlemeute per aria, esclam: oli

parole e dava loro a bere


ne. Nel i."
I

medici-

mandar

cos

Paolo

11

ci

anno

del pontificato

mand

saputo, con risata ud l'imprecazio-

00,000 scudi

te altra

agli ungheri e nel seguengran somma, come pi esposti


i

ne del temerario. Fu benefico anco cogli Ebrei (F.). Gli piaceva pranzare in coui-

all'invasione de'turchi.

Fu

si
i

giusto, che

mai senza castigo malviveuti; s clemente,, che non permise che nel suo governo fosse eseguila in alcuno la
lasci

non

pagnia e per spesso avea con s a tavola qualche cardinale o ambasciatore,


con alcuni prelati e uomini dotti
Xll, p. io, dissi
nel voi.

come

si

rec a uu prau-

P
7.0

AO
cnidiimli
,

PAO
e i^ltilivo e
clic e hitlne, \c

123
In poesir,

die fiicevnnn

matcniiitiche e
versi

fiict'lo

prese l'iilUnio liioyo

tlclla

tavola,
i

onde compose
losi in

con

facilit.

Uestitnid;i

orilnaiulo che

ninno

si

movesse. Tra

Roma

fu fatto

successivamente

non Ih solo Paolo li a essere empiamente calnnniitlo, mentre meritavano tntt'aitri trattamenti; ma come gli suoi ini[)araltri anche Paolo II ebbe ziali apologisti che ne glorificarono le magnanime azioni, che qui abbiamo inPoiilcdci
i

Innocenzo Vili scrittole e protonotarir apostolico, alcuni lo dicono caduto in di


lui disgrazia,

per cui part da


I

Roma

t!:i

Alessandro ^

tesorieie della camera, e

conoscendo

il

suo merito e quanto

di s

(hcatoea'loro Inoyhi descritte, ribattendo


le altrui

imposture, e

ilalle

confutazio-

21 settembre 493 Iocreocardin.de diacono de'ss. Co'ina e Damiann. chiesa che poi
pionielleva, di anni
circa a'
il

^5

ni emerse, col
la

tempo che
II

tutto scuopre,

cardinale conresse

ai

francescani

ilei

limpida verit.

celebre cardinal Qui-

terz'ordine.

Lo

stesso Alessaiidio

VI nel

nni pubblic
to

la vita di cpiesto

Poutcdce,
di det-

iinitamentend una forte apologia

1499 o" cojifet il vescovato di Monle Fiascone, l'invi legato a Viterbo, e p')i
ad incontrare Carlo Vili re
Giulio
sti

Pnuli 1 veneMich. Cancsiivitcrh, ex codice Aii^cUcae bill. (Itsiimpld ,praciiissis ip.tiiis ss. Ponliflcis viidiciis advcr-

Papa con

cpiesto titolo;

di

Franci

1.

ti

P.

I\I. i'ilae

II

nel
la

i5o>

azione

chiesa di

amminiBerliiwroenA ToS
gli

die in

quella di Fence, facendolo arcipi-ete della


I

sua Plaliiiam, aliosquc dttractores, Ilo-

Chiesa di
Tioc) lo

s.

Gio. in Luterano

[F'.).

Nel

mae
ta.

yj^o. Pi

il

Quirini tratt di Paolo

11 a p.

Abbiamo pure

De
cis

iG della Tiara e pnrpnrn venedi Gaspare Veronese i^estis tempore clenienlissimi Ponlifi:

2 di

nomin vescovo di Parma, nel Falva e Sulmona. Leone X gli


i

affid nel
s.
i

il

governo delle chiese di

Pons

e di Benevento;
t\\

Clemente
,

\'II
i

ii;:l

Paidi Il,Ub. Ili, presso


t.

il

^Minatori,

^l'S LinaWc

Soana e Anagni

nel
le

lilo

Script, rer. ital.

3, par. 2, p.
i

loji- H
78, pubaltri,

la

chiesa di Bitonfo, e nel

i533

dio-

citato Marini, Archialrii. i, p.

cesi di

Forti e Sora. Alcuni

di questi veri-

blic

il

1. di detti libri

che

il

INIuratori

scovati tenne per poco tempo, altri

mai pot avere


ove sono
l'aolo
le
11

e forse
i

nemmeno

descritti costumi e modi di prima e dopo il papato, e quae quanta fosse la famiglia che avea se-

nunzi con regresso, come pratic con quello di Reoeveiito. Essendo legato della

^larca (con lode dal


s.

5o.'j.

al

lio^),

pass alla diaconia di

Eustachio, e co-

co.

Vac

la s.

Chiesa

L'i.

giorni.

me
Alessan-

r."

diacono pubblic e coron Leo-

POLO

111,

Papa

CCXXX.

dro Farnese,

di antichissima famiglia ro-

ne X, che Io destin legato all'imperalo10 Carlo V, locch per maLillia non ebbe
effetto,

mana, uaccjue in Piuma o secondo alui in Canino feudo di sua casa (per cui ne
parlai a Farnese famiglia, ove riportai

ed

il

sacro collegio l'incaric d'in-

contrare Adriano VI reduce dalla Spagna, secondo Cardella. Successivamente


fu eziandio vescovo suburbicario di
scali,
,

lutto quanto riguarda questa e Paolo


in

111,

Fra-

suo celebre palazzo), a'28 o 2.) febbraio i4G8, da Pier Luigi e (a Giovannella CaeUiui dei duchi di Sermoneai

un

Sabina, Palestviua Porlo, ed Ostia e f elicili j e per io anni decano del


sacro collegio.
sen/.a di

Con somma

lode

nell'.is-

la: altri lo dissero

naloa'23eiu Viter-

Clemente VII, due

volte sosten-

bo. Ne'priu)i suoi anni in

maestri

il

Rouiu ebbe per famoso Pouqii^nio Leti e il


,

dotto Gio. baltiala Pio bolognese


Iraslentosi a Firenze,

iodi

ne la legazione di Roma, e uel 1 529 liccn col carattere di legato l'imperatore venuto in Italia. Le sue rare qiialil
lo resero lauto grato a

come

di

pioulu in-

gegno apprese cgrcgiamculc

le lettere g c-

viciuu a morire esclam :Sc

Clemente \ II elie il poublka-

2.1
to
k

PAO
coiifeilssc

PAO
nnnilnrrei
ricevette in

per

cieclitt. io
il

Roma

Carlo V,

al

modo

det-

Faincse successore. ]\e'4o anni die il cni-clinale sostenne con applauso universale l'onore della porpora, intervennea 5 conclavi. Entralo in quello del iSS^agli i ottobre, oj elettori nel i." giorno per
nel
tcstaineiilo
cardiiKil
i

mio per mio

to a I.NGREssi IX lloMA, trionfante per hi

spedizione di Tunisi, nella quale Virginio Orsini capitanava le galere pontilieie, e

per
il

la vittoria

ottenuta

il

Papa

re-

gal

celebre Doria dello stocco e berIII

rettone beneilelti. Paolo


detto
la

avea bene-

ispirazione e nel 2. per iscrutinio, cio


a'
I

flotta a
il

Civitavecchia (alla cui

3 di detto

mes^

lo elessero

Papa d'an-

67, con schedule aperte (di questa elezione e memorabile concia ve parlai ne' voi.
ni

XV, p.
no

3.41,

eXXF, P.28G), con

partico-

lar giubilo de'romani, poich da Marti-

maschio): 20,000 schiail famoso Barbarossa disfatto. Nel pontificale che il Papa nel giorno di Pasqua celebr in s. Pietro (non Clemente VII, come Cancellieri riport a
fortezza fece
vi

furono

liberati e

tefice concittadino,
feste

non aveano pi avuto altro Pononde furono fai te grati e spettacoli magnidci a'aq ottobre
il

p.

2o3 Aq
il

Possessi), Carlo

vi assist

ve-

stito dell'abito

imperiale, tenendo lo scetdi

tro

marchese

Brandeburgo,
il

lo

stoc-

e"5novea)bre:

suo parente Ascanio Co-

co mg/deBreses,

globo imperiale Pier

lonna, con Battista Savelli, Giuliano Cesariui e altri signori nella piazza dis. Pie-

Luigi Farnese ; gli levava e metteva la corona Ascanio Colonna, ed il berrettino


la corona il marchese del Vasto. Delimprudenza commessa da Carlo V in concistoro, parlai nei voi. XV, p. 1 99. Per

tro iecero
stra,

un piacevole carosello o
si

gio-

sotto
l'

poich armati a cavallo e cogli

scoili

in

due squadre

lanciavano pignatte di
colle lancio.
si

terra cotta; indi sulla piazza de'ss.


stoli
eil

combatterono

ApoQueste

luogo della celebrazione del concilio de-

altre allegrezze

leggono

in

Cancel-

lieri ne'

Possessi. Tuttavolla a

Colonxa

il PaColon nesi. Essendo nato in tempo di Paolo II prese il nome di Paolo ili alciuii dicono che si volesse chiamare Onorio \^, ma che cardinali lo persua-

registrai le rotture insorte poi tra

pa e

Mantova, ne\ i537 Vicenza, e (1nalmente nel 1542 Trento [V.). Quel zelo che Paolo 111 nudr per l'intera eslirpazione dell'eresie, mostr ancora per la riforma de'coslumije per avendo gi
stin

denunzialo

il

concilio, per ovviar princos

cipalmente a quelle,

per trattare ef-

fcaceinente di questa, nel

sero a imporsi quello di Paolo.

Fu

co-

una congregazione
doltriiio,
i

di

iSSy form 9 personaggi per

ronato marted 3 noveudjre, nel qual giorno un la chiesa di Canne a quella di Nazareth, ed agli
I

costumi e dignit cospicui, cio

cardinali Conlarini, Carafa, Sadolelo

aprile

53

si

port

con gran

pompa

piendere possesso del-

la basilica

Lateranense.
e priv del regno d'Inghil-

Scomunic
di

terra {P'.) Enrico Vili. Per l'apostasia

Polo s /^/fg'o^o arcivescovo di Salerno, Aleandri arcivescovo di Brindisi, Giberti vescovo ili Verona, Cortese abbate cassinese e il p. Badia maestro del sacro palazzo, quali compilando un libro, in cui
e
i

Occhino voleva estinguere l'ordine dei Cappuccini {^.), che poi benefic; indi
Calvinisti e altri eretici,

contenevansi
sari alla
all' utile

principali articoli

neces-

buona

disciplina della Chiesa e

per r esterminato numero de' Luterani,

udizio del sovrano Pontefice e


i

avendo delibe-

de'vescovi, lo presentarono nel

538

al

ralo opporsi
l'i,

ai

perniciosissimi loro erro-

Papa, il quale non

lo

pubblic, perch nel-

sped

suoi nunzi a' principi cristiani

l'essere ricevuto dal concilio, acquistasse

per celebrare un concilio generale, clie pubblic con bolla de'2 giugno 5 36, sot1

maggior autorit
allora
li

e forza.

capitoli

per

pidjblic in

Germania
tali,

l'eretico

toscritta

da 26 cardinali,

nel quale

anno

Stuimio con spiegazioni

che furono

PAO
cagione che
si

PAO
Minerva;
(/'.),
la

i2i

nell'iiulice ile' lihii proibil

congregazione de' Soma<!rlii


l.
\'

trova

il

consiglio di questa congregail

Varriconfraternita della

del-

zione,

come prov

cardinal Quirini, e
Quirini. Vedasi

la Visitazione depili orfani j fraternit del


lica
ss.

arcicon

iioupiacqtieal prolestanteSclielornionella

Sacramento
i

della basi-

sua Episl.

p. Catalani, p. p.

ad card. De secr. s.

il

con. Ind.

lil).
t.

i,

Vaticana ; ed istitu cavalieri di s. P^o/o(/<). Nel i54i Paolo III si port

4^j^al'>l Alessandro,

///>/. cccl.

7,

42,

il

quale riporta questi capitoli, che


1

lurouo pubblicati pure nel 53r) in Anversa e nel 161 2 in Parigi insieme cogli
alti del

Lucca (V.), per aderire alle brame di Carlo V, ma non pot pacificarlo con Francesco I, n che movesse contro l'ima

pero de'turchi; tutta volta ottenne l'apertura del concilio in Trento pel seguente

sinodo di Pisa per torre lo


la

sci-

sma. Dopo
neti, a

presa di Cissa in Dalmazia

atmo.
i

Ad

islar)za di

s.

Ignazio accreb-

falla dai turchi,

inquietando questi
e

ve-

be

privilegi de'iVpo//// (/'.), e

firm una
Congrega-

preghiere del Papa rimperalore

congregazione pel tribunale della Penitenzicria (E.), islitucndo la

Carlo

forn

82 galere

3G Paolo
il

III,

ma non

fu felice l'esito, perch

Doria

zione dell' Inc/uisizione (V-).

generale imperiale a Prevesa non volle combattere Barbarossa. Considerando poi Paolo Ili, che la guerra tra Carlo \ e Francesco 1 re di Francia pregiudicava alla religione, nel i538 si abbocc con
essi a

Nel 1543 Paolo


to, nella ocesiW

111

si

port a Basset(^^),

Borgo s. Donnino

per rimuovere Carlo


tro
i

dalla gueira conil

francesi, ed ottenere

ducato
il

di

Mire-

lano per un Farnese,

ma

tutto senza

Nizza (/'^.), accordando al secondo che senatori del parlamento di Parigi polesseio nominare ai benefizi, e mei

successo;onde per
stitu a

.ffo/o^/^a

il

Papa

si

Roma, traversando
lo

tulio lo sla-

to ecclesiastico, per cui

rimarcai nei

glio lo dissi a

Francia
di

la bolla
1

nel

t.

luoghi ove pass. Paolo III costitu censore e riformatore della corte e palazzo
pontificio
il

Coli, rcr.cler. Gallic. , cd\2.

636. Ot\a

tenne ima tregua

10 anni, delta

tre-

cardinal Ridolfo Pio, che a-

gua
re
,

di Nizza,

la citt di

Novara

pel suo

vca fatto legato di


senl.

Roma quando
pel

se n'as-

figlio

Pier Luigi Farnese dall'imperato-

Aflaticandsi

mantenimento

ma

non pot indiuli


al concilio,

a recarsi co'lo\n

10 vescovi

che anzi
la

Genola lie-

va a loro istanza eman


joga: per l'ambizione
di

bolla di pr-

Carlo

gua ebbe breve durata. Frallanto per consiglio di Ferdinando] re de' romani, sped in

Germania

il

cardinal Aleandri per


tra'callolici e

scomunic e depose Armanno arcivescovo di Co/o/2/Vz (^.) per a vele apostatato. Mentre dimorava nel palazzo di s. Marco, fece edificare il Palazzo d'Araceli (^.), con arco di comunicazione. Nella guerra intrapresa da Carlo V in Germania, il Papa l'aiut colle
della fede,

combinare una concordia


proleslanli

sue milizie capitanate

(.],\\

nipote Otta-

ro raggiri;
llalisbona

;ma questi come pure


compagnia

lo

delusero co'lo-

vio Farnese, che avea aecoupagnalo l'im-

invi alla dieta di

peratore suo suocero nell'infelice spedizione d'Algeii. Nel i54'"


ppi"

il

cardinal Conlarini.N'el
di

i53q

l'epidemia

approv
te
ta

Ges, che lauconquiste aggiunse alla Chiesa e tanubertosa messe raccolse nel campo della

che affliggeva Trento, il Pa[)a trasfer il concilioa ^o/c>i^'W,malgiado la ripugnanza di Carlo V, disgustato perch Paolo III avea infeudalo a Pier Luigi Farnese Parma e Piacenza, queste pretendendo suo

le lettere,

come

dichiaiai a Gesuiti [1'.);


il

ed inoltre approv
zi spirituali (r.)
di

libro degli Eserci-

altres

Ignazio. ConferV arcicon fraternit del ss. Sas. s.

ilominio del ducalo di Mdano. Per tale


discoi dia
(/'.),
,

Carlo

pubblic V Interim

cramento

nella chiesa di

IMuria sopra

riprovalo dal Pontefice che sped

iiG
liuiiz,!

TAO
in r.criniinia.

l'AO
Cnslriissc sul HIoiilc Ji'ciilluo

in iiieaioria di

Sar sempre celebre l'aolo il I, nuli huiu pel suo


la

un

])n\onV'

do, tiemol

costante

impegno per

paee della Cliicdegli

sa e d'Italia, anzi del


ni (ino conoscitore,
Ili,

mondo,
per
le

uomi-

sue rare vir-

come per prudenza,

giustizia, piet,

nudezza d'animo, umanit, clemenza, a ilabil ita, costanza nelle cosca werse, uiogi

tempio di Pallade nel l()ro loniano; restaincon somme spese la haslica La le rane zia e e le concesse niolti privilegi; orn con gran magnilicenza la basilica Faticana, e tra le cose che fcce al contiguo Palazzo faticano, qui nominer la magiiilca cappella Paolina,
il

derazione, liberalit massime coi


rati,
cieile

lette-

le

pitture della Sistina, e l'annessa sala

magnificenza, dottrina e cognizione


cose divine ed

regia per ricevervi le ambascerie solenni. JN a III


ti

umane; ma ancora

Roma

soltanto restrinse Paolo

opere da lui generosamente eseguile, che lungo sarebbe enumerare,


per
le belle

le

sue benelcenze. Molte ne compar(^F.),

al

santuario di Loreto

che

visit,

i^^ssendo

Roma

al

tempo

di lui

deforme

ed
fu

alia chiesa della

Madonna

della

Querla

per

la

tpianlit e bruttezza de'vicoli.meu-

eia presso l ilerbo (F.), della qiial citt

tre allora

quasi ogni casa era isolata, con

pure benemerito. A Perugia eresse


i

summodisp'endio la ridussea miglior forma, spianandogli edilzi mal fabbricati, togliendo vicoli superflui, addrizzando
i

fortezza, per essere insorti

perugini per
li

gravezze di gabelle;e rese


la
ti

pi

sicura quel-

d'Ancona.

Istitr in diversi

tempi mole

le

strade e ampliando
fa

le

piazze,

come

se

vescovati, altri dichiar arcivescovati,


s.

ne

eretta

memoria iiell iscrizione con statua nel 543 in Campidoglio (F.),


1

Tra' vescovati nominer


s.

Tommaso

nella cui piazza trasfer


stre di

la

statua eque-

bronzo

di

Marc'Aurelio, e siccotrovasi
il

ine nel

museo Farnesiano

me-

diiglionedi tale imperatore col Castore,


forse da questa

medaglia prese

l'idea del

trasporto, per unire jM. Aurelioalie sta-

lue colossali di Castore e Polluce: Paolo


111 stato
le

uno de'primi

raccoglitori del-

moneta paolo prese il nome da lui, prima chiamaiidusi giiilio. Compr Sg case e le demob per aprire una strada comoda
medaglie antiche
in Italia; la
,

Capoverde nel 1 534 ; Antequaiauel i535; Mechoacan nel i536; Cusco nel 1 537 ^ ^ ^4? Chiapa nel 1 538; Comayagua nel 1 53t), ossia conferm l'erezioiie fatta da Clemente VII nel i53i; Faro nel i 53f), cio vi trasport la sete da Silva, che Commanville protrae al i5go; Tursi nel i544j Leiria nel i544 o i545; Miranda nel 545; Popayan e Quito nel i546; Paraguay, Jucalan e Merida nel i547; Guatimala nel i534
di
j
i

Giacomo

o nel

i547;

Portalegre nel

i549-

Tra

le

sedi vescovili elevale al

grado ar-

che da ponte s. Angelo conducesse a via Giulia, che finita nel 543 rest dal suo nome chiamala Paolina e oggi Paola,
i

civescovile, ricorder

\5^Q>; Evora nel


i

Lima nel i53r) o i54o; Messico nel


i

546 o
il

547

D(Ji'i'"go "el

547-

come

se

ne vede

la iscrizione

presso al

Istitu

tribunale della Kjta bologiie-

j)()nle. Altra via Paolina quella detta de'due Macelli, perch aperta da Paolo

se e

concesse privilegi alla rota

romas,

na

restaur

1'

universit di INlacerala,

IH, presso s. Andrea delle Fratte: la stiada dei Babuino, ov' \d Foitanaon\uv\\ma, fu pure aperta dal Papa, e prosegui la 1.' fino a piazza del Popolo. Fabbricb l'edifizio che dovta servire agli Ur-

e proib che ne' luoghi soggetti alla

Sede

si

ritenessero

beni dal naufragio


ai

a terra gettali.

Permise

francescani re-

citate liiflizio dello Sposalizio della Reata \ ergine, servendosi


livila
;

diquello delia INadei beati

fani[F.), che arricch di am|)lissimi


vilegi,

pri-

e [lose nel

numero
Sicilia,

Gu-

come

si

legge nell'iscrizione posta


s.

glielmo cremila di
i'aolo 111 in
i

nciia iuio clutsu di

Manu

in

Aquuo.

3 piomoziuui cre b<j o

PAO
^
r

PAO
sudditi, perch
li

127

(essendo errore tipografico quello del

avca gravali di

nume*

voi.

XV, p. 98) cardinali, rra'(|uali usciro1

l'ose gabelle, delle

no

soggetti celebri che illustrarono

il

sacro

no prima
dine.
sto

di

quali li sgrav un giormorire e per con bencf

non cheGiuliolII, Marcello li, l'aolo IV e Pio ,e tra essi vi comprese


collegio,

7o ritardalo a poterne ricavare gratitu-

4
in

nipoti, oltre INicol

Gaehm nipote
ed
ai

cu-

Ognuno avrebbe desidera lo che quegran Papa non avesse dimostralo lauNon
si

gino.

Di

essi

parlai a

Farnese famiglia,
feudi che loro

to allaoco a'suoi [)arenli.

pu ne-

un

alle onorillcenze

gare che

cardinali suoi nipoti risplen-

diede, come Castro, Canino, ]\epi, Vavma, Piacenza, Camerino e altri luoghi.
Ivi

derono per le pi magnanime azioni, ci the niosse l'invidia di cui non inai retto
il

pure narrai che

figli

dell'ucciso Pier

giudizio, e chi siede in allo invi-

Luigi sposarono, uno


l'alilo la figlia
cjuali dispiaceri

la figlia di li

Cai

lo

V,

diato da molti che sono in basso, senza


riflettere
il

d Eurico
per

re di Francia;

che

il

nascer grande ventura,


I

Parma

[P.)

gli

die-

farsi virt.

nemici della Chiesa al


contro
la

rono
to

parenti ingrati, che lo condussero

solito

sfogarono

la loro bile

me-

al sepolcro, e quali parole di

pentimenPontefice

pronunziasse. Op[)resso

il

dall et, dalle fatiche solVerle perla Chiesa, per l'indicato

gliarda febbre, e
1

motivo fu colpito da gamor a' 10 novembre


mesi 8, giorni 10,0 82

549, d'anni 8

i ,

e quasi 9 mesi, e di pontificato anni ]5 e giorni 28, dopo aver promulgato \'y4n110 santo X[f\), [)er cui in due medaglie
rappresentalo in atlo di aprire
ta santa,
la [tor-

moria di s illustre Pontefice, cui fecero vergognoso eco i sudditi malconlenli; ma il senno e la sperieuza di mali maggiori che jiatirono, fecero nascere bea presto in tulli gli animi desiderio di lui, candjiando il biasimo in pentimento e venerazione, come di tale, che menle e
cuore
all' idla dignit conformi rec e mantenne. Fu di mezzana statura, di breve capo, occhi scintillanli lungo naso, maestosa barba, labbra alquanto emi,

do
al

la

quantunque non l'apr. Essensua morte accaduta in un palazzo

nenti, robusto di forze e

un

po' gibboso.

Quirinale, fu senza

pompa

dai suoi do-

incblici trasportalo alla

basilica Vaticain

Dett alcuni poemi, illustr l'epistole di Cicerone ad Allico, ed olire le sue costituzioni, sono lodale
a Francesco
I,

na, ove venne poi tumulato

sontuoso
p. 2<)8,

le

deposito che descrissi nel voi. XII,


e al citalo articolo Farnese, ove
lai

a iS'ausea,

lammeusi

cardinali Sadolcto e

Carlo V, ad Erasmo, ai Cortesi, e ad altri.


lettere a

l'opera cui Io lodarono

il

cardinal Quileggo-

Nella zecca pontificia

iini e

r Amaseo;

altri

encomii

medaglie per

lui

battute, in

abbiamo 7 conii di memoria

no

in Panvinio, l'ila di Paolo III; in Paolo Manuzio nella prefazione al cardi-

degli abbellimenti di PiOina, di aver cu-

rato l'abbondanza, del palazzo Farnese,

nal Farnese; ed in Gio. della Casa, nella


1 ila di

per

gli aiuti dati ai

veneti

onde

fu libe-

Bembo maligne
:

falsit scrissero

rata Corf dall'assedio de' turchi, e cogli

Occhino, A ergerlo, Baleo, SleiLa morte di Paolo 111 trasic le lagrime di tutti cristiani, che lo riconoscevano per uno de'pi insigni Pongli eretici

dano

e altri.

stemmi Farnesiani. .Vac la sede apostolica due mesi e ?.8 giorni. PAOLO lY, Papa CCXXXIII. Giampietro Carafd napoletano, di nobilissima

lelci.
i

Pel zelo the avca di beu regolare


di

costumi e

esaminale

la

verit, era

solito tener

presenle alla sua tavola ec-

cellenti filosofi e teologi, a'quali soinn)i-

28 giugno \^r' da Giannantonio conte di Alatalona e da A itloria Camponesca aquilana, nella terra di s. Angelo della Scala piuttosto in
famiglia, nac(|ue a'

nistrava l'aigomcnto per discorrere.


vero, che

Capriglia baronia di

s.

Angelo, vicino a

uou

ci

mollo amalo dui suoi

Bcucvculo, ucl Principato Citeriore del

i:;..8

PAO
di Napoli.
si

PAO
ossfiulo di hii
repiPtisiljlle

legno

La matlic

condolla, onde

si

fece aiii;:

giavidii

rec a flJonlc Icri^int: per con-

re aiiclie

da chi odiava
si

la virili

il

cielo

sacrarlo alla IVIadrc di Dio, (juaiido ca-

lavori vita

lodevole con prodigioso av-

valcando per quelle alpestri inoiilagne,

veiiiineiito, per

conlermarlo

in

essaenel
solilo

un romiloi'avvis di camminare pi psalamenle e custodire con rispetto maggiore chi avea in seno, che col tempo dovea essere Papa. Tanta impressionelece questa predizione in Vittoria, che lor-

timore
glie

di

Dio

e preservarlo dalle lusin-

della corte e del secolo.


la s.

Era

Alessandro VI tenere

Eucaristia in

una scatola

(in

una

pisside l'usava nella

sua deportax.ione Pio /^/, /^fJi) o palla


d'oro, e portarla seco di nascosto.

nata a casa narr che teneva in

grembo
Ili

Tro-

un
sii

Pontefice.

Nato

il

bambino

alle-

vandosi senza questo conforto a solenne


convito negli orti del cardinal Castelleiisc,

vato alla piet,

ma

non vero che veche solo hepaterna,


in
s.

l'abito de' ilomenicani,

arbitro de'suoi affari, die

la

chia-

quenlava come
ji

vicini alla casa

ve di sua camera a Giampietro perch


sul tavolino presa la scatola
le gliela recasse,

che

si

fece
di

monaco benedettino
bensli

prontamen-

Severino

Napoli:

volea abbrac-

senza dirgli del conte-

ciare l'islitulo degli eremiti camaldolesi,

unto, forse avendo timoie d'incorrere in

Paolo Giustiniani superiore e suo grande amico non volle accettarlo. Si applico con felice successo allo studio delle
sacre e belle lettere e di

ma

alcun pericolo. Entralo Giampietro nella

pontifcia

stanza, rimase sopralfatlo


l'apa morto per ter-

della lucesfavillanleclie usciva dalla palla,


e vide in visione ra e
i

lingue, peri,

il

lissimo principalmente della latina


Jjiaica e greca,

e-

cardinali in atto di procedere al-

nelle quali

fece

tanto

l'elezione del successore.


lo
i

Caduto

al

suo-

progresso, che

quando per Leone

sog-

per ispavento, semivivo

lo raccolsero
altri sbigot-

giornava
i

in

Venezia, procur convertire

domestici palatini,

quando
il

greci egli ebrei, o meglio

quando

visi

liti

recavano

in falli

Pontefice mori-

lilir.

In

occasione che Alfonso li nel

i4f)4 riand a
lessandro

Roma

l'arcivescovo di

bondo per quanto narrai alla sua biografia, e poco dopo fin di vivere. Giulio li
per cessione del cardinal Oliviero nel i5o4 o i5o5 lo costrinse ad accettare
l'arcivescovato di Cliieti, mentr'egli da-

Napoli Alessandro Carafa per trarre A-

VI

in
il

lega con lui e invocar

altre grazie,
iiipote

prelato condusse seco


lo aftid alla

il

Giampietro e
lo

cura

va opera all'incremento eWospedale di


s.

dell'altroziocardinal Oliviero Carafa, che

Giacomo, e

ue\

5o6

lo

mand

in Ins.

raccomand al Pontefice e jiteiuie seco ad apprender ottima scuola. Scorgendo il cardinale la gravit di
caldamente
costumi, l'ingegno stiaordinario del ni-

ghilterra collettore del denaro di


ir, indi

Pie-

nunzio

in

Napoli a Ferdinando

possesso,
,

pote e

il

suo amore per


di

lo studio, gli otil

che da Spagna recavasi a prenderne onde complimentarlo in suo nome comeesegu\ con tal decoro che sem-

ienne in et

20 anni un vescovato,

brava
presso
lo

egli
il

slesso esseie

il

Papa. Piest

quale non volle accettare, ma procur die fosse conferito al suo maestro. Verso
ii

re,

che

lo

ed anco col successore Carfece consigliere segreto e capforse

i5oo Alessandro VI
gli

lo fece

camerie-

pellano maggiore,
co a

quando

si

re-

re segreto,

confer diversi benefizi,

tra'quali canonico primicerio della chiesa

Madrid. Nel i5i3 portandosi al concilio Lateranense, coJ segno della eroce e gettando nelle

diNapoli e canonico retloredella chics.

fiamme

vn\

Agnus

sa di

Ilaria a Secula.

Quantunque

si

Dei benedetto,
va per rovinare
lo fatic nel

estinse l'incendio che stail

trovasse in una corte corrotta e ben prov-

castello di Popoli. I\Iol-

veduto, conserv illibalo coulcguo e

ir-

concilio, e

prima

della

8.

r
sessione

A
1'

()

PAO
nunvogliono di
s.

129
di
;

Leone

incaric della
si

Pancrazio o
s.

s.

Sisto, e

ziahira d'Ingiriheria, ove

Iraltenne 3

gli restitu la

chiesa di Chicti

indi pas-

anni bene accollo dalie. Nel i5i5 pass alla nnnziatina di Spagna con Ferdi-

s al titolo di

processo di
di
al

Maria tempo fu

in Trastevere.

In

fitto arcivescovo

nando V, per
il

invitarlo alla

lega coiUro

Napoli
ili

(che da Papa ritenne sino

turco, essendosi prima Irallenulo in


d' Anstiia

Erus^ielles per trattare allari importanti

37 e benefic), e vescovo di Albano, Sabina, Frascati, e di Ostia e Velletri,

con Margherita
delie

governatrice
le

divenuto decano del sacro collegio.


protettore di Germania,
s.

Fiandre. IMolte furono

distinIo no-

Fu nominato
Ungheria
prefetto del
s.

zioni usategli dal re, e Carlo

min
I

all'

arcivescovalo di Brindisi
le

nel
sinalla

5i

f).

Adriano VI die ne conobbe


lo e

Girolamo; Trento e della congregazione per la riforma


e degli eremili di
ofrizio,del concilio di

golari virt in Ispogiia,

chiam

della penitenzieria, e visitatore apostoli-

riforma della coite


\ol.

pel ristabilimento

co di

Roma. Questi

quel

venerando

della disciplina del clero,

come
al

dissi nel

personaggio, che vedremo tanto oltraggiato e peggio d'un Giuda, e che fu Se-

XXlll,

p.

60; indi

successore
i

Clemente VII
arcivescovati,

nel
si

i524 rinunzi due ritir a menar vita soi

gno
ne

delle pi

empie calunnie! Interven1

ai

conclavi di Giulio III e Marcello

litaria, e distribuito
ri,

fond con

s.

quanto avea a'poveGaetano Teatini (f-),


1

II, nel

quale

a'

5 maggio i^iS entraro-

no 45

cardinali, e siccome Carlo


il

vo-

cos detti dal vocabolo

itino di Chicli,

leva escluso

cardinal

Carafa

questi

Thcale,

facendone

voti

solenni nella

basilica Vaticana nel i525. Mentre ambedue abitavano una piccola casa al Monte Pincio, onde darsi pi d)eramente al-

pronunzi quelle magnanime parole che riportai a Esclusiva (ove feci menzione
della bolla che poi
biziosi

eman contro gli amI

del pontificato).

sacri

elettori

l'orazione e alla penitenza,

Roma

fu bar-

in principio

erano

divisi

ne'pareri: quei

baramente saccheggiata dall'infame esercito di Carlo V, per cui furono co'compagni empiamente maltrattati e carcerati. Non senza prodigio Giampietro pot fuggire a Verona, indi ritirarsi a Venezia,

eh'

erano propensi a dello imperatore,


sui

procuravano che l'elezione cadesse


cardinali Carpi,

Polo, IMoroni o Pozzi,


gli

ma
ti

ripugnavano a ciascuno

adereni

di Francia.

togliere la dilferenza,
d'
al

ove co'suoi religiosi condusse vita apostolica, e diligendo nello spiritos. Ginella carit che

cardinali

Alessandro Farnese e
voi.

Esle

proposero Carafa, che rest eletto

mo-

rolamo Miani o Emiliani


chiamato a
rito nella
la

do detto nel

XXI,

p.

2 iq, reni tenie

questi aveva pegli orfani e poveri.

Ri-

da Paolo IH, che volea usare del suo consiglio e del suo spiriforma della
discijilina e nel-

Roma

e d'anni 79, a'23 maggio, giorno dell'Ascensione. Prese il nome di Paolo IV per
la

divozione a
111 e dei

s.

Paolo e

in

memoria

di

Paolo

Farnesi suoi benefattori.

celebrazione del concilio generale, se


coslaiiza;

A'2(S fu coronato dal cardinal Pisani sui

ne scus con modesta


plicando
il

ma

re-

gradini della basilica Vaticana, e fece im-

Papa per

la terza volta l'in-

vito, fu costretto

obbedire per non opporsi ulteriormente alla volont di Dio


il

bandire un sontuosissimo banchetto ai cardinali, ai duchi di Ferrara e di Urbino e agli ambasciatori, non ricordandosi alcuno di aver mai veduto tanta magnificenza in questa funzione; indi
a'

maiiiitstata pel suo vicario,

quale

Io

costrinse a'9,2

dicembre
voi.

53f) ad accetta-

28

re

il

cardinalato, con quella ripugnanza

ollobre i5vi prese possesso in lettiga e

che notai nel


per titolo
la

V,

p.

lyS. Gli confer


s.

chiesa di
LI.

Clemente,

altri

con molta solennit della basilica Laleranensc, ritornando dalla quale nacijue

VOL.

3o

rA
i

PAO
Dipoi per quanto accennai nel voi. XV, p. 220, sostenne la guerra della Campagna di Pioma contro Filippo 11 redi Spagna,

toiilesa fra

Papirio Capizucchi rotnan'

dante delle milizie e caporioni, da 'quali lesl perlina picca feiilo nella coscia. Di quali personagfji dotti si circond, co-

avendo

in

Ca^'e (^F.) luogo

la

pace: di
a

me

volle essere trattalo esternamente,

essa parlai in pii luoghi,

come

Caraf-

<]uaiilo alla dignit di

Papa

e sovrano,
li

fa FAMIGLIA, a Milizia, B Francia, a Gr-

da quali famigliari fu servito e come

tratt con riguardo, lo descrissi nei voi.

NA7ZAN0, ed altre terre circostanti a Roma, nonch a Colonna famiglia che spogli di Paliaio {F.), e altri feudi che die

XXIII, p. 6i, G4, 66, e XLl, p. 2^8. Considerando poich l'austeril con cui
era vissuto, avea cagionato nella

a'propri parenti.

Il

duca d'Alba comanin

magcon-

dante dell'esercito regio, ebbe


la

dono
Della

gior paite de' lomani

gran timore del


siffatto

rosa d' oro. Vedasi

il

Piuscelli,

luo governo, per dileguare


cetto, subitosi

gnifico:

li

mostr loro liberale e macolm di beiieficii, conferm


li

loro

gli

antichi privilegi e quelli concessi


arricch di grazie,

dai predecessori,

am-

guerra della Campagna di Roma e del regno di Napoli,nel ponlifealo di Paolo ir, Venezia i56o. Pubblic salutare bolla sui beiiefzii; istitu la Congregazione del terrore degli ijjziali di Ro-

pli raulorilde'conservatori e senatore,

ma

(P.), da lui presieduta per rendere


a
lutti.
gli

dichiar prefetto di Pioma


bino, e

il

duca d'Ur-

giustizia

Rinunziando
il

1'

impeFer-

rimovendo il cardinal d'Este dal governo di Ti voli, questa citt don a Roma. Divenuto di essa la delizia, per gratitudine romani gli eressero una statua in Canqiidoglio dopo l'espulsione de'nipoti,
i

ro Carlo V,

successe

fratello

dinando
cia, e

senza l'approvazione pontifi-

di

che

Paolo IV energicamente protest, trattai nel voi. XXIX, p. 162.


in vesco-

Eresse in arcivescovato Goa, ed


vati

scolpila in
1

marmo dal

celebre Pirro Ligole

io,

il

quale con un trattato celebr

sue
i

beneficenze, frale quali da notarsi che

Malacca e Cochina o Goccino, ed altri. Nella Fiandra e Paesi Bassi {F.) istilu i4 vescovati, ed eresse in metropoli

Godo

scudi che riceveva mensilmentedalli

la dateria, egli

distribuiva alle famiglie


I

Utrecht e Cambray. Conferm e ampli contro l'eresia la Congregazione


cui attribu quel-

povere e virtuose.

romani senza stipen-

dell' in(jnisizione [F.),


le

dioformaronsi inguardia peimanentedel


corpo, per vegliare alla custodia del sovra-

carceri che descrissi

nel

voi.

IX,

p.

no

furono

insigniti in

numero

di

120

dell'ordine equestre (dello speron d'oro

2G8, con grave dispiacere de'romani. Per accrescere il culto divino e la maest nelle cose sacre molto si affatic Paolo

secondo Angeli), e da essi ebbero origine le Lande spezzale (F.), (nel medio evo le lande spezzate, ossia quelli che aveano questo nome, si dedicavano alla volont de'loro signori per
la vita e

IV.

Fu
j

egli

autore del pieconio ne'


possesso delle

concistori

e della professione di lde


i

che fanno
rinunziato
tare uflizi

vescovi nel

diocesi, e proib
il

che

vescovi religiosi,

per

la

vescovato, potessero eserciloro ordine.

morte nelle pii rischiate fazioni). Eresse V Irlanda (/ .) in regno, procur ristabilire
il

nel

Obblig

gli
i

ordinari a
religiosi a
i

risiedere

nelle diocesi, ed

catolicismo

in Inghilterra, e

prese ligorose priiwidenze sugli


(/'.).

Ebrei
propasi

Sped

in

Polonia Lippumano vela

dimorare ne' monasteri. Condann libri empi ed eretici, facendone stampare l'indice; pun bestemmiatori e
i

scovo di Verona, per impedue

le

meretrici

l\\

zelante della riforma dela

gazione dell'eresia penetratavi. Quindi

gli ecclesiastici.

Rinnov
si

festa della

Cat-

un ad Enrico
gli

11

re di Francia, contro
l'

tedra di s. Pietro

(/'). Istitu la

solennit

spagnuoli che devastavano

Italia.

con cui

il

Papa

porta alla Cappella del-

PAO
t Annunziala,
di
la

PAO
lavia con zelo nei dello stato.

Cappella cardinalizia

governo della Chiesa e


a s
i

s. Tommaso d' Acpiino e confcrin hi Cappella dell'Assunta nelle cappelle segrete volle che ardesse cera invece d'o:

Chiam
il

cardinali e lo-

ro

raccomand

tribunale dell'inquisi-

zione; indi vicino a morire voleva ve-

lio, cos

all'aliale di
le

s.

Pietro per
la

la fe-

sta

ordin

tende per

processiono

dicendo con Vespasiano, non convenire al principe morire in letto, ma


stirsi,

del

Corpus Domini j

istitu le

prediche

nel palazzo apostolico, forse per la

qua-

oppresso dal male non pot levarsi e mor a' i5 o 18 agosto j5g, venerd, a

resima e avvento. A Palazzo Vaticano notai quanto vi fece. Statu di rito doppio
la festa di
il

?,

Ola, d'anni 83, mesi

e giorni 20, e

di pontificato

s.

Domenico,

il

cui ordi-

(lupo aver in

4 y""i, 2 mesi e^y giorni, 4 promozioni creato 9 car1

ne e
dei

francescano benefic, cos quello

dinali, fra 'quali

s.

Pio V. Di Giovanni

teatini cui concesse

due
e

palle nella

mes.sa; e in Barcellona e Portogallo per-

da Sessa suo amico e medico che ricus il cardinalato, dicendo de'suoi medici,
parlai nel
to nel
voi.

mise

culti di

s.

Raimondo

di

s.

Eli-

XLIV,

p.

i32.

Fu

sepol-

sabetta. Ridusse r udzio divino breve a

Brei'iario (/'.). Pun seveiamente Osio

segretario de HJemoriali [f^ .). Rivoc al-

cuni legati nelle provincie e


njinore spesa
i

vi sostitu

per

con Orazione funebre. Le sue belle qualit non gli poterono conservare l'amore del popolo romano, che fomentato dai segreti e poe lodato tenti nemici, infuriato co'se
te cogli ebrei

Vaticano

prelati governatori.

Pi

empiamenstatua, strae gillau-

de'predecessoii fu benevolo co caidinali,

a spezzarne

la

che udiva volonlicri e tratteneva seco a


desinare,e
ti;

scinandola 3 giorni per


(Ione la testa nel Tevere,

la citt

in

un giornodi carnevale

tut-

dopo averla un
gialla, in ven-

ed introdusse nel sacro collegio

la coIl

ebreo coperta colla berretta

spicua carica di Vicario di


dinal Medici che
gli

Roma.

cardi

detta d'avergli imposto riprendere quel

successe col

nome

Pio IV (/'.), dovendosi portare ai bagni di Lucca per informit, lo fece visitare in suo nome dal cardinal Alfonso Carafa
I

segno, donde alcune pie persone la ricavarono: distrusse le armi e monumenti della famiglia Carafa, abbruci la
i

casa e carcere dell'inquisizione, facendo-

e consegnargli mille scudi pel viaggio.

ne uscire
torit

prigioni, indispettiti dell'aual

cardinali Carpi, Pacecco, Savelli,

No-

aumentata
i

tribunale.

Questo

inil

bili

e altri ornati di probit di costumi,


la

solente e iniquo oltraggio volle punire

godettero distintamente
AxN>"o.\.\ dissi

sua grazia.

Ad

successore Pio V, e solo perdon ad istanza del cardinal Carlo e del sacro collegio,

come due
i

volte liber

Ro-

ma
ad

dalla carestia. Elev al cardinalato e


altre dignit

suoi nipoti,

ma
il

poi so-

obbligando per il senato romano ad espiare .s gran reato, a risarcire danni


i

spettando di loro rea condotta,

suo a-

cagionati all'inquisizione, e ad assistere

more cominci
i

a ralFieddarsi. Discoperti

ogni anno
blica alla
s.

loro abusi, con

magnanimo eroismo

li

a' 7 gennaio in forma pubmessa cantata nella Chiesa di


1

spogli delle cariche ed esili da R.oma,


in

Eustachio, poi commutalocun l'annua

un

al

cardinal Carlo soprintendente


:

ollerla di

un

calice d'argento e

torcie

di tutti gli alFari te

tutto dettagliatamen-

di cera alla ner\'a,

Chiesa dis.

Maria sopra Mititolo car-

Caraffa fa.miglia. Pieno gaudio vedendosi sciolto dai legami del nepolibmo, trovandosi oppresso dalraccontai a
di
le

da Paolo IV elevata a
(piesli a

dinalizio e Conferito al cardinal Ghislieri.


s.

Successo
ed

Pio

1\' col
le

nome

di

giavi cuie, dui domestici dispiaceri e

Pio V,fei;e trasportare


in

ceneri in det-

dall'et, passati tre

dropisia

il

1."

mesi a:nm.il maggio, conliuuaudo


:<i

d'i-

ta chiesa,

riparazione del mal fat-

lut-

to,

a spese del popolo

romano

gli fece e-

ila
ino, descritto nel

PAO
marvoi.

PAO
elle in esso osservasse
il

rigere quel magnifico deposito di

dlglimo per tre

XII,

p.

i43, colla

giorni della settimana, con che die


esetn[io in li'uqio

buon
si

spesa di

6,oao

scudi, con sua iscrizione


ai posteri:

che

il

digiuno poco
si

che

lo

dichiara

Pontefice eloliberale^, d'ani-

osservava.
bile
vita,

Ilgli

adunque

rese rispetta-

quente, dotto, innocente,


vizi e

pel

nio grande, integerrimo, vendicatore dei

ma

scrive

suo zcloj carila e regolarit di il p. Berlhier nella Storia

propagatore acerrimo delia cattoOitie a ci


s.

Gallicana, ingannato per lungo leupo


dai parenti, in>pegnato perci in cattivi
alfiui,

lica felle.

Pio

Y
di

stabd che

ogni anno nell'anniversario


si

sua morte

celebrasse nella stessa chiesa cappella

sigli, rese nel


i

troppo pronto e impetuoso ne'consuo pontificato poco utili


viriti.

cardinalizia dalla congregazione dell'inquisizione,

SUOI distinti talenti e rare

Di quedei

assegnandone

le

rendite, co-

ste

fanno lungo dettaglio


vita.

gli storici

me
lo

notai nel voi. IX, p. 127. Dipoi Clefece rialzare la statua di

Papi particolarmente
sero
lo,
la

quelli che

ne scris-

mente Vili

Paofece

Tra

questi sono

Camajo:

IV sopra un

piedistallo, in cui

Castaldo, Antonio Caracciolo

De

vi;

incidere questa iscrizione: Paulo If"^ P.


AI. sceltnuii iiidci integerrimo, catholi-

/^, Coloniae Ubioruni 1612 Bartolomeo Carrara, sotto nome anata Palili
il
:

cae

fiiei

acerrimo propugnatori.
di statura

Era Paolo IV
infossati

grande,
di

di vol-

grammatico di Carlo Bromato da Erano Storia di Paolo IP', Piavenna 74^,


1

to macilente, di aspetto austero, d'occhi

scritta

con molta diffusione,

critica e di-

ma

vivi, di

naso corto,

barba

ligenza; e
tifcis

Francesco Magio

De ss. Ponnella zecca

rada e
tale

di

corpo gracile,

ma

sano a segno

Palili IP' inciilpata vita, disquis-

che fino

all'ulliaia malattia

era mai servilo dell'opera de'medici,


ostante che
stato poco riservato.

non si non

tionts hisloricae.
pontificia

Di Paolo IV

abbiamo

7 coniidi medaglie per


fasti,

nelle qualit del vitto fosse

lui battute, celebranti diversi suoi


la

La sua voce
Il

era gra-

pace con Filippo


gli

II,

provvedimenti

ve e

suoi gesti dichiaravano la sua

mo-

per
Dio.

ebrei, la venerazione alla casa di

destia e la sua dignit.

suo temperalo incli-

mento
nava

il

suo ardente ingegno

A Caraffa famiglia poi e ne' voi. XXXII, p. 42, XLI, p. 258, XLIV, p.
87, riportai
le

rendeva piacevole. Per dire qualche cosa del tenore di sua vita, sempre osservato fiall'iracondia,
la virti lo

ma

severit colle quali Pio

IV
il

tratt

parenti di Paolo IV, per cui


il

cardinal Carlo fu strangolato,

duca

no dai primi

suoi anni, ne'quali incominil

di

Paliano decapitato,

il

cardinal Alfon-

ci ad avvezzar

suo corpo con rigorose


le

so multalo, ci che celebr con


glia
cessi
;

medai

penitenze, e nel tratiare non die mai oc-

ma
{.Va s.

riveduti rigorosamente

pro-

casione di offendere

orecchie altrui con

Pio

Ve

dal sacro collegio, fu-

parole che non fossero regolate dalla


destia

mo-

epi savia compostezza, li suo vitto appena gli poteva mantenere la vita. IVel pontificato la sua tavola era imbandita quasi sempie di 20 piatii, ma questa

rono dichiarale ingiuste tali sentenze , il capo a Pallantieri governatore di Roma, reintegrati Caiaffi
perci troncato
i

degli onori e benefizi,


zie e

colmando

di

grae

rendite

perseguitati famigliari

magnificenza riguardava

pii

il

deco-

ministri di Paolo IV. Del quale abbia-

il suo piacere, mentre appena prendeva il necessario per nutrirsi. Usava assai poco del vino, e questo

ro del grado che

mo

Z)e

clesia

symholo ; De emendanda ecad Pauluni IIIj Eegulae theali-

del pi

comune

di

Tei racina. Spesse vol-

te digiunava fuori ilell'avvenlo, nel quale si

asteneva sempre dalla carne

ben-

la s. Sede 4 mesi e io giorni. V, Papa CCXLllI. Camillo Borghese nacque in Roma nobilmente a' 7 settembre 55?., da Marcantonio ce-

noritm.

\ac

PAOLO

PAO
Flaminia Astalli dama romana. Con ottima indole, ebbe dai pi verdi anni inclinazione alil.

PAO
lo
in

33
re-

lebre giureconsulto e da

conclave, mentre

cardinali
il

cavansi in cMpjclla per adorare

cardi-

le lettere, alla

piet e alle pi belle viril

inanteiuie
iilibiito

candore de'suoi costula

mi
ti

per tutta

vita,

come

il

te-

nero

alfetto verso la

Beala Vergine, tutstudi, in


il

nal Toschi, il cardinal Raronio protest che non ne sarebbe utile l'elezione, onde colleghi in numero di 82 si voltarono in favore ilei Baronie stesso, il quale energicamente li dissuase, persuadeni

preludi

della sua futura grandezza.


gli

doli

in favore

del cardinal

Bellarmino

Compiti con successo


gia la filosofa, in
stituitosi in

Peru-

gesuita,
cia
si

che per con

vigorosa efllca-

Padova

diritto, re-

sottrasse dal pontificato. Pertanto


i

Roma,

trascorse rapidamen-

furono proposti
Aldobraiidini,
(rancesi e
te degli

cardinali ArlgonieBor-

te la carriera degli onori edignit ecclesiasliclie.

ghese, e questo dui cardinoli Montallo e


cui accostatisi
i

Ammesso dapprima
d'ambo
le

tra gli

av-

cardinali

vocati concistoriali, indi negli abbreviatori e

referendari

segnature,
di
s.

prontamente la maggior parelettori, il Borghese fu acclamadetto a


CEr.i,.\

divenne vicario delia basilica ria Maggiore. Nel i588 Sisto


lode di rara prudenza
in

Ma-

to

Pa|)a la sera de' 16


al

Io fece

53,

modo

maggio, d'anni oel concla-

vicelcgato di Uologna, che govern con

ve, e ailoiato.

Non

essendosi in conclave

tempi

dilcili.

mai parlalo
te alla

di lui, nella
in

Gregorio
se con
zia,
'

W\

mattina seguens.

lo sostitu al

defunto

frafini-

3.^

adorazione

Pietro molti

tello uditore di

camera, carica che

diibilavario di sua elezione, alriferire del


eeleljie

mollo decoro, integrit e giustionde Clemente Vili determin d'in11

Adriano
la

Politi suosegretario,

an-

che per

sua fresca et, dimostrando


:

caricarlo della nunziatura straordinaria

appena \o anni
.;altazioiie,

conosciutasi
le

la

sua e-

Spagna, con fiicoll di legiilo a lalcrc, uelhi quale si diport con tal valore, che poco dopo il suo ritorno a'5 giugno 5g6 lo cre cardinale prete
a Fili()po re di
I

universali furono

allegrez-

ze per

la

riputazione che godeva. A '29,

giorno

me di
ici

coronato col noPaolo V, ed a'6 novembre congran


di Pentecoste, fu
si

di

s.

Lusebio

titolo

che permut con


s.

pompa

rec a cavallo alla basilica La-

quello de'ss. Gio. e Paolo, poi di

Gri-

sogono. Nel

59- lo fece vescovo di Jesi che dopo due anni linuiizi, e nel i6o3
i

anen-e pel possesso. Pubblicato il gibilfo pernii felice governo, ordin ai vescovi dimoranti in Roma di ritornare al governo delle diocesi, astenendosi nei primi momenti di concederegrazie, onde farlo maturamente. A Congregazione de auX11.11S e a Molina, dissi che permise soste-

lo
di

nomin
s.

vicario di ftoma e protettore

Scozia. Essendo della congregazione


offizio, ebl;e col

del
ti

cardinal Slndra-

commissione nell'anno santo 1600 di procurare la conversione degli eretici che recavansi a Roma, onde nel solo mese di luglio 5o abiurarono gli errori , istruiti nelle verit cattoliche, venendo vela

nere

la

propria sentenza sulla grazia ai


ai gesuiti, ai

domenicani ed
alid
il

quali ultimi

collegio scozzese.
dilfereiiza colla

Un' aspra
di

repubblica

nerato qua! futuro Papa


a

ne fu presagio
dell'arme
al

N'enezia, cominci a rendere rimaril

quanto dissi parlando Borghese famiglia,


di
[)er

di lui e
la

chevole

quale arme

rono

la

cagione.

suo goveriiojdue punti ne fuIl primo perch nel 606


1

dii
ti

Bzovicj fu meritata dagli antena-

quanto avevano
Ci\\

faticato contro

furono calcer ti senza pontificio permesso .Scipione Saraceni o Sanazino canonico di Vicenza, e Brandolino Valmarino o conte Brandolin Val rie Marino di P'orl

ghibellini, ^cv
l)ero
il

con

la

loro aquila, eb-

drago de* guelfi. Per morte di Leone XI, agli 8 maggio 160 5 entra-

abbate

di

Narvesa

Ncveza, accusati

al

34
due

O
p!

P
e
fr.

AG
fiar-

cnniiglio de' dieci di gravi dclilli. L'siltio fu per


:

Fulgenzio suo emulo, che


si

fmanati d;d seii;ito entello del io gennaio iGo3 viet scilo rigorose pene fondar ospedali, modecreti
nasteri, congregazioni religiose, chiese e

licolarmenfe
ti

distinsero in inveiti ve con-

la

corte pontificia, a favore della (juai

Ic

si

resero chiari

cardinali Baronio e
:

Ijeilarmino. Vedasi Fagnani


fin et i'nliditalc

De /usti-

confraternite senza l'autorit del senato; l'altro del i6

censurai uni Paitluin T^

marzo i6o5

proib in

P.

M.

in reinpuhlicain

Fcndain ^Womae

tnlli gli stali e liioglii della

repubblica,

i()07. Islovia dell' interdc'lto e cose pas-

come avea
to,

fallo nel

i53( per Venezia

sate fra

Paolo

Ve

la repubblica di Ve-

e suo ducato, che a titolo di testamen-

nezia, Mirandola i6:?4' i"tto s'incam-

vendila o altra causa,

si

potesse lai

minava ad un'aperta guerra


blica e la
di
s.

fra la

repub111 re

sciar in perpetuo,
ni

vendere o alienare

be-

Sede, allorch Filippo

immobili degli ecclesiastici per pii^i di due anni, n questi li potessero acquistare senza il consenso del medesimo senato.

Spagna
i

vea nel
re

Papa le truppe che amilanese, promettendo di ridurofi al


li

veneti a implorar perdono, mentre

Essendo Paolo

acerrimo difensore
e

segretamente
causa
rico
f<'de

animava

a sostenere la
;

dell'immunit

ecclesiastica

vedendo

comune

della sovranit

ma

questa doppiamente conculcata, siccome

IV

re di Francia,

sempre

di

Enbuona

Genova avea

di

recente piegato in occa-

sione quasi simile,

domando

pel

nimzio

Orazio Mattel
rati, la

la

liberazione dei carce-

attaccalo a Peoma, gli olfr la sua mediazione e sped il cardinal Gioiosa ambasciatore a Venezia. Questi prima di
[tarlire

rivocazione de'decreti, e fece gra-

da Roma, a'22 marzo 1607,

ot-

vi

lagnanze coll'ambasciatoreiViini.
la

Non
ir-

tenne da Paolo
solvere
i

piena autorit di aspa-

desistendo

repubblica dall'operato, ad
il

veneti dalle censure incorse, di


la

onta delle ragioni che espose,


ritalo

Papa

levare l'interdetto e di conchnicler


ce,

da

tale resistenza, nel concistoro


1

come
4

si

legge nella bulla Ficel


t.

illius,

de' 17 aprile
nali,

606,

col

voto di 4o cardiin

de'

aprile, Bull. Eoni.

5, par.
le

3, p.

tranne uno nato suddito veneto,

2 52.

Ambo
ai
i

le parti

rivocarono

incocar-

fece intimare

un

terribile monitorio

minciate ostilit, consegnandosi


dinale
aprile
in
1
i

al

tutto

lo stato

veneto, con interdello e

due

ecclesiastici, e rii

dichiarazione che se in
si

^4

giorni non

mettendosi

perfetta concordia

dif-

obbediva,

il

dose e

il

senato sarebbe3 giorni incorretutti


i

ferenti partiti.

veneziani promisero spe-

ro scomunicali, e

dopo

dire un aul)asciatore straordinario per

rebbero nella

slessa

pena

sudditi

ringraziare
tuito
si
il

il

Pontefice di avergli resti-

della rcpubljlica,

come

in fallilo

intim
la

suo amore,

ma non

vollero che

nel concistoro dei i4 maggio.

Ma

re-

parlasse d'assoluzione. Paolo

fu lo-

pubblica ordin sotto pena di perpetuo


esilio,

che ninno obbedisse


il

all'inlercletto.

dalo per aver saggiamente retroceduto dall'impegno, piultosto che arrischiare e

nunzio ei religiosi lo riportai ne'vol. XXX, p. i25, XXXVl, p. 55. Dalle due parli uscirono moltissime scriltnre che dichiaravano l'animosit de' due partiti, e come la
causade'venelieraqnella de'pri nei pi, questi

Qii&l conlegno tennero

provocare mali maggiori.

Paolo
prestar a
ze per
ni

proib

a' cattolici

inglesi di

Giacomo I re d'Inghilterra il Giuramento {V.); conferm l'indulgen-

per

la

loro ambizione ne

la vittoria.

Nel

bramavano numero prodigioso di scritil

le quarant" orej ricevette solenambascerie da Etnico IV, dal Giappone (V.), e dal re di Congo, di che

parlai ne'vol.

XII,
la

p.

122,

XXVII

tori,

veneziani ebbero olire


il

giurecon-

snltoLeschasiei-,

famoso

fr.

Paolo Sar-

p 2750 menia. Termin

da'patriarchi di Babilonia e Ar-

clamorosa questio-

PA O
ne de' Carmelitani
ic del
(f^.)
stili' iiidulj^eii-

PAO
dronir! di

13

Cannine,

e represse quella della


s.

Concezione. Canonizz

Francesca RoiS.To
la

mana

(le cui ohlate nel febbraio

nella basilica Valicana collocarono

sua

statua scolpita

cardinal

s.

da Pietro Galli ) ed il Carlo Borromeo; per equi,

Ginevra^ di Cipro. Deplor la morte di Enrico IV, e pacific la Francia colla Spagna, la qiird pace si pubblic con gran feste in Iloma. Montato sul trono francese Luigi XIII, la buona intelligenza fu alquanto liubata pel libro de! vescovo di Scez Suarez condannato dal parlamento,

pollenza
fic

s.

Sii vestro Gozzoliiii, e

beati-

ma

il

Papa ottenne

la

sospen-

Filippo Neri, Ignazio Loiola, Fran-

sione del decreto, anzi consegu che quello di Ilicher fosse

cesco Saverio, Lodovico Deltiando,

Tom-

censurato cou)e lesivo


religione in

maso

di

Villanova, Pasquale Baylon,


culto di

alle

pontifcie prerogative. Nel suo zelo


fece rifiorire la
i

Isidoro agricoltoie^Gioaccliino Piccolomini, Teresa del Ges. Concesse


il

indefesso,

r)uemia. Pviform

tribunali della curia

martire a s. Alberto vescovo di Liegi, ed accrcbbequello di Stanislao Kostka, Luigi Gonzaga, Pio V, Giacomo da Venezia,

romana; comprese Comacchio nella bolla in Coena Domini. Per lo splemlida ornamento di Roma Paolo V prese luogo
fra predecessori che pi l'abbellirono sontuosamente, con la massima che il
i

Margherita Castellana, Filippo e Pella

legrino serviti. Fece universale

festa

di s. Casimiro re di Polonia, quella di s. LbaliloequeUa delle Slimmatedi s. Francesco ed istitu le feste de'ss. Angeli Custodi e di S.Lorenzo Giustiniani. Aument r indulgenze delle y chiese, che fre(juentemente visitava coi cardinali e vescovi, e v'mtrodusse le processioni e il ricevervi la comunione. Decret a tutti Vescovi dimoranti in curia, la residenza in diocesi. iXon fu minore la cura che
;
i

fiibbiicare una carit pubblica. Di quanto magnificamente e con animo grande esegu, ne parlai principalmente a

Chiesa di

s.

Pietro, a Chiesa di
nella sua

s.

maravigliosa cappella eresse uno stupendo moNLaria

Maggiore, ove

diuostr pel decoro e accrescimento degli


ti,

numento di gratitudine a Clemente Vili che lo avea creato cardinale a Pauzzo Vaticano, a Palazzo Quirinale, a Foxtane DI Roma, prendendo il suo nome di Paola 1' acqua che v' introdusse ( i
;

ordini religiosi, onde

come

quelli del
e

Maurizio
li

neapprov molCarmelo, che un a'ss. Lazzaro ; Domenicani rii

repubblicani del 1849 distrussero la fontana di piazza di Castello); a Biblioteca

Vaticana, ad Arciuvio della

s.

Sede.

formali di Liuguadocajle Orsolinej queldi

Nostra Signora,

della Fluitazione

Apr, ampli e drizz molte strade dell'alma citt, prima anguste o storte, tra
le quali quella

Oratorio j de' Dottrinari, e^U Eremiti camaldolesi di Monte Corona, del


*ic\'

che dalle quattro fontane

cui

eremo

di

Frascati (F.) fu benemeai

rito,

come e Benfratelli, concedendo

Cistcrciensi fare gli /4gnus Dei.


ai

Ordin

regolari l'insegnamento delle lingue e-

braica, araba, greca e latina;


la

conferm

di
si

congregazione dei preti della chiesa s. Lorenzo in Dnmaso. Pei cistercieii-

di Spagna stabil un vicario generale. Esort Filippo HI percli nell'Olanda

fosse libero l'esercizio del culto cattolico,


e

da

lui

ottenne dal regno l'espulsione


il

Maria Maggiore, l'altra che da porta del Popolo va a Ponte Molle; con quelle del Trastevere rese vantaggio alla regione. Aument il monastero delle meretrici convertite, eresse un prezioso altare nella Chiesadis. Agnese fuori le mura, miglior il porto di Fano, e fecedi pi a quellodi Civitavecchia; comp la fortezza di Ferrara, rese pi agevole la navigazione del Tevere^e rifabbric il ponte di Ceprano, pel cjuale fu battuta un> medaglia, e ne disecc le
conduce a
s.

de mori. Eccit

duca

di

Savoia a iinpa-

paludi, al dire di Novaes.

Lungo

assai sa-

i36
relibese tiiUe
lo
le

PAO
opere niaqninL-liecli Pao,

PAO
facendone
e al-

si

volessero rei^i>>trare

con singolare raccoglimento la messa quindi accresciuto nella notte il male,


,

parola a'ioio luoghi,

e le iscrizioni e ar-

a'

28

colpito

da leggiero
sole,

letargo sul

mi sue che s'incontrano por lloma


trove ne sono lestinionio.

tramontar del

dopo

il

ricevimento
la professioil

Ad

onta di ci,

de'sagramenti, pronunziata

accrebbe
scudi;
lari, p.
il

il

tesoro pontificio di

900,000

ne di fede, ad ore 2 3 rese


al

suo spirito
i3. Se-

Cancellieri nelle Dissert. eptslo-

Creatore, d'anni
I

69 non
quando

compiti, e di

ig4, dice che ripose pi milioni


s.

pontificato

j,

mesi 8 e giorni
nel

d oro

in Castel
in

Angelo, e che avendo

polto nel Vaticano,

1622
si

ai

rinchiuse

un muro 4<JO,ooo doppie d'oro per qualche suo disegno, il muratore Io rivel al successore. Narra il diarista Gigli pel che Paolo V nel 161 i. fece battere mezzi baiocchi di rame.
,
1 i

3o gennaio
incorrotto
il

fu aperta la tondja

trov

cadaveie, indi

il

nipote ce-

lebre cardinal

Borghese con maestosa


trasportare alla suddetta
1."

pompa

lo fece

sua cappella, ove nel


e

febbraio
j

si

ce-

S'interpose felicemente nelle iliscordie


insorte fra
il

lebr solenne funerale con 3

cardinali

duca

di

Savoia

il

govei na-

gran niiuero
XII,

di prelati, e

venne tumu

toredi Milano, non che nella guerra della


Valtellina, sostenuta dai cattolici contro
i

lato nel bellissimo deposito (descritto nel


voi.
p.

12 3) che vivente colla capivi

protetti eretici

altrettanto pratic tra

pella erasi edificato,

ponendogli

il

car-

ducadi Savoia e quello di /I/rt/^Zoi-rz, al qualeannull il matrimonio percontraril

dinale lungo epitalllodi lode. Vedasi, Drcl'e

racconto della trasportazione del cor-

iie alilo, al

modo detto a Dispenseceledui.


l'a-

Avendo Paolo V accordato facolt al marchese Enzio Bentivo"lio di esesruir

po di Papa Paolo f, dalla basilica di s. Pietro a quella di s. Maria Maggiore,

con l'orazione recitata nelle sue

e.ve-

sciugamento delle paludi fra fiumi Po e Tartaro nel ferrarese ebbe origine il Luogo di jMoiite Benlivoglio, di che parlai a /^Ojg/z/ <:///)/o/z^/(/^.), in un a quan,

quic e alcuni versi posti nell'apparato

(e

con rami),
mirabili
le

Roma

1623. Maestosa e
la

pii

che ordinaria era

sua statura,

ma

pi

virt di cui fu adorno: la [)u-

Papa fece per essi e dell'istituzione Monte Farina. Eresse il banco delV Ospedale di s. Spirilo (P\) ampli la
to
il

rit esteriore indicava l'interior

candore

del

dell'animo,
to vergine.
lo

onde molti dicono Ammiravasi in lui

esser

mor-

piet e ze-

giurisdizione

della

congregazione

del

grande della religione e del bene coe arte nel

buon governo, riformando il rituale romano, e concedendo privilegi agliabbreviatori. A G^rMANiA e Palatino dissi
quanto Paolo V aiut l'imperatore contro gli eretici, anche con llilizie [P^.), ove
feci

mune, somma prudenza


neggio degli
affari
;

ma-

insigne verit nella

condotta, rigorosa giustizia control perturbatori della pubblica tranquillit,

ma-

niere alFabilissime; liberale con tutti, mas-

parola

dell' interposizione

praticata

coi veneti e l'arciduca d'Austria.

Cixa

narrai
fice.
li,

le

concessioni del zelante Ponte-

In IO promozioni cre
quali tre parenti, ed

60 cardinai

fra'

successori

sime co'poveri,a'quali dispens colle mani un milione e mezzo di scudi d'oro, oltre a 800,000 scudi che impieg nell'abbondanza dell'annona, per la quale giunse ad aprire forni per suo conto, oltre gli stabili soccorsi
ci

Gregorio e Urbano Vili. Finalmente in mezzo alle gravi cure del papato, presago della vicina morte, visitate devotamente le chiese di s. Sebastiano, di Agnese e di s. Alaria IMagglore, a'24 s.
gennaio iG
i

XV

che diede

ai cattoli-

perseguitati, principalmente d'Inghil-

terra.

sa

Per l'incrementoe gloria di s. Chieriemp di missionari le Indie, ed istidiversi vescovati, tra'quali nel

Im
s.

per l'ultima volta celebr

Croce, nel

i6o6 Meiiapor,

nel

160 1G20

PAO
Pnrangoer>iieiiosAircs, piomovendo nel
tiniie tra
il

PAO
pontificato di Paolo

i37

V,

et di

1609
tore

atl

arcivescovato

l'Iata.

Restaura-

(jicgoiio

XV,
1

era

pii infastidito di

29

clell.i

disciplina ecclesia>tica, cur la

mesi

di

papato

di questo,

che gi n(jn fu-

felicit del cristianesimo. Oj'nisriorno of-

rono

di (|uasi

(riva

il

sacrifizio,

premessa

la

confessio-

zecca pontifcia

G anni di quello. " Nella vi sono 10 conii di sue


il

ne, praticando (jiiolidianainente molli eserci/.i

medaglie, celebranti
sta.

di piet, l'er

celebiare colla

tlo-

vnla maest

le pontificie

funzioni, fece
la

te

Queste da molli

olire

le sue opere e geBzovio furono descrit1

storici e nel

una picziosa mitra, poich


cenza era ordinaria in tutte
ni, e lo

magnifi-

Storia del ponlificaio di Paolo V.


la s. (diicsa
I I

766 da Goujet Vac


:

le

sue azio-

giorni.
I

dimostr ancora nella

villa IVIon-

lAOLO, Cardinale. V. Paolo


J'apa.

(s),

dragonedi Frascati (F.), cIiedis[)ose per villeggiatura de'Fa[)iedi cui molto si dilett. Se non avea die una volgare lelleralura, era per bene istruito nella dottrina canonica e beneficiaria, e singolar-

Paolo,
di
s.

Cardinale. Prete cardinale


iiell'

Ial!)ina,

853 intervenne

al

concilio di

Roma di s. Leone IV. Paolo, Cardinale. Vescovo cardial concilio


11

mente dotto nella legale. Tutti gl'isloriponi ficaio di Paoci convengono clie lo V sarclibe degno di paragonarsi a tpielil

nale d'Albano, fu
Pietro.

di

Roma,

tenuto nelI'tSGo da Adriano


silica di
s.

nella ba-

lo de'pii

glandi Papi,

ma

viene taccialar-

PAOLO,
nale
si

Cardinale. Diacono cardial

to

da taluni come troppo attaccato e

trov

concilio

romano, adu-

go di ricchezze co'parenti, di cui assai ne promosse l'ingrandimento, bench ci oper


per
al
la

nato da Giovanni Vili neir872.

PAOLO

(s.) (v.

Paidi). Citt con re-

modo

detto a IIorguese famiglia,

sidenza vescovile nel Brasile, capoluogo


della provincia e

(piale acrpiist
.). Il

anche

il

Palazzo
diarista

comarca omonima,

so-

Dorghesei^l
ta

citalo Cancellieri ripor-

pra una piccola altura, nella vasta pia-

un brano del contemporaneo

nura

di

Piratininga,al confiuente del Tae

Gigli, dell'immediato successore (iregorio

mandatahy

deH'flynhangabahu, non

XV, eletto

nel 2. giorno di conclave,

lunge dalla riva sinistra del Tiet a


tore e autorit della provincia.

85

del (piale egli scrive.

Quando
il

fu assun-

leghe da Rio Janeiro, sede d(d governa-

to al ponli(icato,era incrcddjile la espet-

La

situa-

tazione che di

lui

ayea

[opolo,

come

zione deliziosa ed
belle strade,

il

dima

dolce,

quello che desideroso di cose nuove, era


infastidito del lungo pontificato di Paolo V. Ma in pochissimo tempo si conobbe quanto si era ingannato; pcrcli non solo iKM avvennero quelle cose di bene, che
si

molle piazze
sono

e fonti

con pub-

bliche, bellissimi ponti di pietra. Gli edifizi pii notabili


il

palazzo del go-

vernatore, gi collegio de' gesuiti,


tico episcopio e
il

1' anconvento de' carmeli-

era immaginato,

ma

anzi altre fuori

tani.

La cattedrale vasta
Il

dedicata alla

dell'opinione di ognuno, che dispiacque-

Beata Vergine Assunta.


poslo di

capitolo coini." l'arcidia-

Onde tosto, et non occultamente cominci a richiamare il gi morto Papa Paolo V, di maniera tale, che vi fu chi non si vergogn di chiamare il suo nome, appunto sulle orecchie di Gregorio XV, mentre egli passava, llora
ro grandemente.

4
I

dignit, di cui

cono, di

o canonici non compresi il teologo e penitenziere,di io cappellani cantori e di 6 chierici un canonico parroco.
;

Vi sono due

alti

e chiese parrocchiali

con

ballislerio, 3 conventi di religiosi, 2 coo-

essendo
re,

egli morto, non quanto paresse per

si

pu esprime-

servatorii, diverse confraternite, un ospe-

ci al po[)o!o di

dale militare e

il

seminario. INell'ultima
il

respirare. Perciocch facendo coinpara-

proposizione dicesi mancare

vescovo

38

O
il

r A o
liccnja
l)iI>Iio-

clell'eplscopio.

Avvi pure
le

le.

La

diocesi

tpcneiin tealio.Tia

manifatture, eccelcose ne-

scovo tassalo

ampia; ogni nuovo vein fiorini 116, con circa

lonlisonoi
cessarie,
cie.

nieil('tli,ecl lia ttitlcle


le

8000
li

crociali di rendita.

abbondanti

capre

di scella spe-

Tanto

nella citt che ne'clinforni soi

DI INllNESOTA {s. Palide Minesola). Citt con residenza veregnante Pio IX

PAOLO (s.)

Nel i552 gesuiti NoPjndarono una colonia, ove esiste attualmente questa citt, e travagliarono con successo alla conversione della trib indigena dei guayanas che abitavano il paese; la buona intelligenza fra portoghesi e g' indigeni fece jironlamcnle prosperare questo stabilimento in modo, che all' epoca iu cui il
llevi bei giardini.

scovile dell'America settentrionale negli


Stati Uniti, eretta dal
a'

brega

e Ancliieta

iq luglio i85o, col breve Ex debito apostolici rmiieris, la cui fondazione fu


proposta nel concilio 7. tenuto nel
in

1849

Baltimore, creando in
a'

i.

vescovo mg.'

Giuseppe Crelin

23

luglio stesso, e di-

chiaiando questa chiesa suffraganea di s. Louif, che a'4 naggio 1847 avea elevata
le

J'orlogallo e

il

Brasile pa.ssarono sotto


II

il
i

ad arcivescovato,
sedi vescovili di

cui

pure assoggett
,

Spagna, paulisti furono assai forti , onde resistere agli spagnuoli e costituirsi in repubilominio
di

Filippo

re di

Dtibiique

Milwanquesta fu
erette

Itia,

Naski'ille e

Chichagia
alla

( )

eretta a'

28 novembre i843

da

blica indipendente, che sussistette fino al

Gregorio
nel

XVI

quale ultima sede

Homento
la

in cui

il

Portogallo ricuper

sua indipendenza primitiva. Quantunil

que

paese sia ora sguarnito d'oro o di

1848 Pio IX die in vescovo mg.' Giangiacomo Van der Valde gesuita. Altre notizie non mi riuscito rilevare
ne
n dalla geografia, n dalla congregaziodi propagandaj^Jf.

diamanti, nientemeno visitato poco dagli stranieri,


le uscite

essendo guardate
di arresta-

da

soldati

che hanno diritto

PAOLO
ligioso. E"
lo

(s.)

PRIMO EREMITA. Oidiiic res.

re e di esaminarci viaggiatori. L'inglese

comune sentenza che

Pao-

Mawe

visit

questa citt da qualche an-

no con peiniesso del governo e fu ricevuto con ospitalit e benevolenza. La sede vescovile, ad istanza del re Giovanni V, l'istitu Benedetto XIV colla bolla Candor litcis aelernae, de' 6 dicembre 174", suo Bull. t. 2, p. 53,- formandola con parte della vasta arcidiocesi di
1

primo eremita della Tebaide in Egitto, propriamente istitu in quella regione il monachismo, che s. Antonio abbate, chiamalo il patriarca de'cenobiti e
degli asceti, l'ordin e regol.
s.

Adunque
s.
il

Paolo, secondo l'opinione di


scrisse la

Giro-

lamo che ne

vita,

Rio Janeiro o Baia

di tutti

-Santi

s.

autore della vita eremitica: egli ce regole bens col suo esempio allett
,

primo non fe-

Salvatore, di cui la dichiar sulFraganea

molti alla vita religiosa e solitaria.

Me-

come
Ijra
:

Io

ancora, e

nomin

i.

vescovo

glio trattai altrove questo grave ai'go-

Bernardo Piodriguez Nogueira


consultato da
questi se

di
i

Coim-

mento,
altri

di

quanto
p.
1

fece

s.

Paolo e degli

regolari

primi abitatori de'deserti,

come
p.

nei
'

viventi nelle case de' secolari erano soggetti agli ordinari, rispose

voi.

XX,

2 e

3,
Il

XLVI,
p.

BenedettoXlV

52,

XLIX,

p.

70

e 79.

4 e Bonanni che

plFermalivamente, col breve Pontifcia^ de'27 maggio i'j^6, Bull. MagJi. t. 17,
p. 28.
I

nel Catalogo p.
la figura,
s.

129

e i3o, ne riporta

insieme a quella de'monaci di


il

successori

sono riportati dalle

Paolo, riferisce che trasferito


in

suo cor-

JSodzie di Ro'iia. L'ultimo, fatto vescovo


nel 1827, era

po
la

Ungheria
s.

nel 12

e collocato nel-

mg.'^Emmanuele Gioacchino Gonsalves de Andreade della diocesi di Funcha!,ma di recente la sede vacan

be origine quest'ordine;

Lorenzo presso Buda, ebma il p. da Laura, Compend. par. 2, voi. 2, dice ohe
chiesa di

TAO
il

PAO
rimise
ai

l3;1

corpo nel i38i da Venezia fu Jrnsfemonaslero di s. Lorenzo ove abitavano 5oo religiosi che d e notte canlito al
le

meo, per sua disposizione, rest la cura del monastero a F. Antonio, il cpjale la
vescovi
successori del defunto.

tavano

divine lodi, divenendo col temin

Achille e poi Ladislao.

po l'ordine potente
s;dii
Icft.

Ungheria

e pro-

vendo

scritto

il

b.

A F. Antonio aEusebio per l'unione,


la
s.

prietario di terre e piincipali con vassignori.


I

Ladislao conferm
to l'invocazione di

congregazione

sot-

Il

Sarnelli, Lelt. eccl.


s.

t.

8,

Paolo

i.

eremita,

/{.,

tratta: se avanti

Paolo
;

pri-

dichiarato protettore principale. L'ordi-

mo

eremila ve ne siano

stati altri

conper-

ne ben presto

cliinde che
t'elto

prima

di

lui

ninno
h.

fu

si propag per l'Ungheria, Alcmagna, Polonia e altre parti. Uniti

eremita. Istitutore dell'ordine sotto


il

cos gli eremili, elessero

per superiore col


b.

la

sua invocazione fu

Eusebio no-

nome
nel

di provinciale

il

Eusebio, che

l)ile di

Slrigonia che dalla pi tenera et

11^1 ottenne una luiova approva-

ebbe amore alla solitudine. Per la sua piet, bench dollo^ sacerdote e canonico della cattedrale
il
,

zione dell'ordine da Ladislao. iMa venuto in cognizione dell'anteriore divieto di

rinunzi

al

vescovo

Innocenzo HI
si

di stabilirsi

nuovi ordini,
ot-

grado per darsi a lente, con dispiacere


virli.

vita ritirata e penidi tutti, risplenden-

rec in Pioma da
la

Urbano IV ed

tenne
la di

conferma dell'ordine

colla rego-

do per ogni

Distribuiti

beni

ai

poveri, nel 15.4^ con alcuni

compagni
ca-

and
verne

nella solitudine di

Pisilia, foresta

s. Agostino, per ritieltendolo pel meglio a Paolo vescovo di Vesprin. Vedendo questo prelato che monasteri del
i

del territorio di Strisfonia,


si

ove nelle

b.

Eusebio non avevano


vece della regola di
s.

snflcienli reni

ferm con
vita.

essi

ad abitarle mesi

dite per vivere senza mendicare, nel


in

268

nando santa
li

Quindi
la

recarono moleremi-

Agostino altra

da

lui

per abbracciare

lo stato

ne prescrisse, che alcuni pretendono quella di s.

tico,

ponendosi sotto
in visione

sua direzione. Covi-

Benedetto,

ma
si

negli annali del-

nobbe

che avrebbe tratto pi


il

profitto se avesse co' suoi adottato


I

vere cenobitico, laonde nel 2 To fabbric vicino la chiesa di s. Croce, a cui anni dopo fu aggiunto
il

/\.

menzione. Eusebio santamente a' 20 gennaio 1270 in s. Croce, e dipoi nel I2gy il vescovo d'Agria Andrea die ai
l'ordine di ci
fa

non

Mor

il

b.

monaslero che vuoisi fondato da Bela IV re d'Unghelia, che gh don molle terre. Avendo allora il b. Eusebio saputo che altri eremiti vivevano esemplarmente, con regola loro data da Bartolomeo vescovo di Cinque Chiese, li preg a trasmettcrglie 1;), onde farla osservare al monaslero di l'isilia, e avendo loro proposto unirsi in

religiosi altra regola

che osservarono

fi-

no al i3o8; quando il cardinal Gentile Parlino da IMonlefiore, legato di Clemente V in Ungheria, restitu quella di s. Agostino che tuttora professano, e loro permise compilare le costituzioni. Le approv ad istanza di Carlo re d'UngheI

ria,

Papa Giovanni XXI con bolla del novembre iSig (o 1828 secondo No1

un

sol

corpo, subito ebbe elFetto. Quelli


Ini
si

unirono chiamavansi cremiti di s. Giacomo di Palach istituiti nel "1 da detto vescovo. D.ippoioh egli, j 2 riuniti molli eremiti del suo tempo,
,
I i

che a

vaes), con facolt di eleggersi il generale, esenzione dalle decime delle terre colti-

vale dai

religiosi,

ed

altri privilegi.
1

gorio XI nel i37i enei

Gre877, chiaman-

do Ordo canonicus
r

l'

ordine, lo esent

piescrisse loro

taclij

monastero col dotandolo


il

una regola e edific un titolo di s. Giacomodi Pa


di rendile e

dnlla giurisdizione degli ordinari, dichia-

mdolo

iumediata mente soggetto alla


I.

s.

riserbando-

^tiiXi.',

e ci a richiesta del le Luigi

Bo-

scne

"o verno. Alla morie di Dartolo-

nifacio

IX

fece

religiosi parlccipidi tulli

i4u
i

l'AO
i3qo,e
Mfir-

PA
colore da per tulio

O
1'

privilegi (.le'cerlosiiii ne!

usano

in coro.

Il

tiiio

coiifeinKimlo tutte qiujsle giazie


proil/i

priore generale risiede nel convento della

nel

i4i7) loro
il

passine ad

al Ir
\.
tli

provincia o regno in cui nato, ed


stati

ha
i

ordine, senza

beneplacito poiililicio.

voto negli
prelati.

d'Ungheria

e posto tra

Chiesa

di

s.

Stefano al Monte Celio,

Roma,
del
i.

narrai

come Nicol V con


nel
i

bolla

Perle vicende de'tempi l'ordine perde molti conventi. Per questi religiosi o
i

maggio i4'H> o

^'T, la

die

monaci,

detti

ancora Paolini,[i';\
in

a qnest'oiiline, ecoiue (Gregorio XIII nel

monasteri che hanno

Polonia,

vi

i5"8 con l'entrale la concesse al CkUcgio Germanico IJii^arico (^^.), che la possiede; onde leligiosi passai-ono ad un piccolo convento presso s. Maiia Magi

cpiell(j di

CzesfochocAviac, ossia Chiaro


di

Monte, residenza del generale, quello


Cracovia
ec.
:

in

Piupella, quello di LesnioAV


s.

il

loro noviziato in

Barbara.
di vi-

giore con chiesa, in cui ferm


za
il

la

residenl'io

M(jlli relig osi fiorirono


ta,

per bont

procuratore generale, finch

per nobilt, virt, dottrina, e molti


III

VI accord
descrissi

l'nna e l'altra al Cofservafo-

fui'ono vescovi e arcivescovi, Giulio

rio della ss. Trinit (f^-), che e-iste,

ove

creando cardinale lJartinusio VViscno\viski.

pure

la

1643

col

])reve

Bull, de j)rop.,

Urbano Vili nel Exponi del 7 agostf>, Append t, ijp. 228, richiesa.

Vie pure
miti di
s.

la congregazione degli erePaolo i. eremita di Lisbona

formandone
i

le

costituzioni, ne

conferm

o l'orlogallo; eccone l'origine.

Mcndo

privilegi,

come

fece Alessantlro VII nel

i658. Clemente

nel
si

676 ordin che


studi
;

Goniez de Simhra, nobile, dopo essersi distinto nelle armi enei i4'5 alla presa di

in 8 loro conventi

erigessero

Ceuta, disprezzandogli onori e disi

che ninno potesse essere promosso alle dignit dell'ordine se non era dottore in
teologia, tranne dispensa del definitorio

gnit del secolo,

ritir in

una

solitudi-

ne presso
dal suo

la

sua patria Setuval in Por-

log ilio, ove fibbric

un oraloiio detto
Pei-sever in
in

per gravi ragioni


tesse

che

al

dottorato po-

nome Mendoliva.

ammettere

il

generale dopo rigodottori di

questo luogo per molti anni penitenze e orazioni,


visitavano

continue
lo

roso esame, e che


privilegi

numero

lii

per cui venuto in

mitato dal capitolo generale, godessero delle universit. Pio VII col

slima e gran venerazione, quelli che

Jjreve Rcligionis, del

16

Bull. coni.

t.

12, p. 3o2,

aprile 160 5, conferm l'ele-

zione del ministro provinciale di Galizia


e
la

congregazione

di tal provincia, desti-

nandola casa di probazione e professione. Le osservanze principali di questi religiosi consistono nel mangiar carne tre
volte
tati,
la

largamente gli facevano doni. Eranvi in Portogallo gli eremiti di Serra Ossa istituiti nel 1186 da Benedetto romano o da Ferdinando Anez Yanez; essendo morto il loro superioie Giovanni Fernandez, in suo luogo elessei-o

D(jpo

IMendo, aHdandosi alla sua direzione. a ver inutilmente ricusato, un gli ea quello di Ser-

settimana, eccettuati

tempi

vie-

remi che aveva fabbricato


ra Ossa, e lo dichiar

ninna cosa prendendo nelle

vigilie

della

Madonna, e

in diverse mortificazio-

ni; usano panni di lino, e l'abito che pri-

ma
il

era scuro fu mutato in bianco circa i34i,oi che approv Urbano V, onde portano veste, scapolare, e cappuccio

capo della congregazione, cui die nome di s. Paolo i, eremila. Il sani' uomo god ralTetto del re Edoardo, che udiva le sue parole come oracoli di un angelo, e pieno d'anni e di meriti mor a'24 gennaio 1481. 11
capitolo

attaccato ad una mozzetla di panno. In


citt

nomin successore Lupo

di

Por-

usano cappello e lungo mantello nero, che in Germania bianco, delqual

tello e c-jcapil

le costituzioni pel

buon

regolamento della congregazione, che poi

PAO
nlquanlo vnrlate approv nel
gorio XIII,
tliiie,
i

P
)78 GreVII,
I

A
:

O
ne pallai nel

rono 200,000 scudi

voi.

in

un

alla c(inli?nna lell'or-

per

le

istanze del cariliiial Enrico

85, egli un a quelli iW'Wo Spcp. ron d'oro {!'.). Il p. Bonanni nel Calalago p. 93, riportando la figura il'un cavaliere di
s.

di

regola il quale avea stahilil;i la Agostino per uni!brniar>i agli eremiti d'Ungheria. Indi religiosi si obblipoi re,
s.
i

Paolo, coir autorit della

bolla d'is^tituzione scrive cos. Paolo IH,

garono con

voti solenni

e vestiiono to-

grato alle sominiiiislrazioni pei bisogni


dello sialo,
li

naca color tan, scapolare, mantello e coppello nero; furono promossi agli ordini sacri,
si

dichiar partecipanti e peralla nobilt colle famiglie,

petui commensali del palazzo Lateraiiense


;

applicarono nllo studio e alla


e circa

li

aggreg

predicazione, onde fondarono un collegio in

con facolt pure a queste d'inquarlare


negli

Evora

6 conventi
VII
la

nel re-

slemmi

gigli farnesiani,

propria in-

sto del Portogallo, tutti soggetti al generale. Sotto Alessandro

segna. Li autorizz a conseguire pensio-

con^re-

gazione
poi
si

si

un a quella d'Ungheria,

ma

200 scudi, bench godessero l'indulto concesso a'cavani ecclesiastiche fino a


lieri di s.

divise restanilo

generale, Sfbbt-ne

ognuna col proprio mantengano le stesse

Pietro

[J^-),

privilegi di quel-

l'ordine e collegio vacabilista. Acciocch poi fossero distinti


ufizi
fi-a

osservanze e dilferiscauo solo nell'abito.

tutti gli

ordini e

Innocenzo \1 col breve Exponi nobis de'23 novembre \&'j<, Bull. Ront. t. 8, p. 3o, conferm alcuni statuti dell'ordiAhrellanfo fece Pio \1 a' 7 luglio "'9 col breve Expedit , menti e ad istanza della regina Maria], col breve
ne.
Sceltila, de'

della corte

romana,

prescrisse loro

abito nero da portarsi ne'novendiali funerali per

molte

de' Papi, e di colore

rosso nel gio nodelli! solenne coronazio-

ne del Pontefice. Volle


parte sinistra di

di

pi che nella
tosse espresso

tal veste

24 marzo

792, Bull. coni.

un braccio nudo con

in

pugno ima
di
s.

spa-

t.6, p.

io8,et. q, p. 1 80, deleg il cardinal patiiarca di Lisbona a restituir la pace e


tranquillitalla congregazione, nella qua-

da, e questa fosse l'insegna dell'ordine (

slemma ancora del monastero lo di Roma, come scrissi nel


p.

PaoXII,

voi.

le fiorirono religiosi di

santa vita, ce!el)ri


Il

per dottrina e
zione di
nella

tlignili ecclesiasliclie.

Paolo apostolo si rappresenta con ispada impugnala), coI,

23

forse perch

s.

jMorigia e .dtri parlano d'una congregas.

m'

la

croce bianca dell'ordine gerosoli-

Paolo primo eremita,

istitinta

mitano, proibendo Paolo HI. che niun


altro potesse portarla, sotto pena di sco-

Spagna; ma

pic>b;ibile che

non

fsse regolare. Altra ve


i

ne

fu in

Francia,

cui religiosi erano t[[\ fiati della nior-

tf, perch in mezzo allo scapolale portavano l'efllgie di un teschio di morto,

e perch dicevano a tulli ricordarsi della

munica e di 1000 scudi. A tempo di SiV questi cavalieri erano ufizi vacabilisti che acquistavansi per denaro con fruito; sotto Innocenzo XI quelli di nomina del vice-cancelliere erano i3, ma
sto
gliela tolse. Piiporla
il

morte: sembra che Urbano Vili

l'ab-

Ricci, De'giubilei

bia soppiessa.

universali p.
del
dia della

160

e 3 18, che in quello


alla custo-

PAOLO (s.), Cavalieri e soldati di s. Paolo. Ordine equestre e collegio di vacabili

1625 Urbano Vili pose


porla di
s.

Paolo 4 cavalieri

hlwii innumerodi 200 da PaoI

di quesi' ordine,

ordinandogli tenere in

lo 111 nel

540 per sovvenire

ai

bisogni

mano
s.

bacchette con 'hcih'wre: Equiles

delia

s.

Sede, colla bolla /ojaou5Po/i//-

Paulij e che Clemente

in

quello

fex, spedita a' 7 luglio 1547 (riportata ancora a p. 2 ) delle 3Ieuiorie dtllospei

del
ta

1675
1

colloc nella slessa porla sani

per

assistenza

cavalieri

di

s.

Pao-

roii

d'oro,

Koma

1841), onde contribui-

lo, coi banclii e

con baslooi con

lettere

4^
il

P
loro

o
Teiietlello

PAO
XIV
della in Cappella, di cui dii ad CJniver-

espriineiili
jitll'

iili/io.

anno snnlo
i

del
eli

l'j'jo

con
s.

tliscorso

srrA ARTISTICHE, parlando de' marinari.

eccit

cavalieri

s.

Pietro e

Paolo a

ben guardare le basiliche, acci non vi si commellessero disordini. Dipoi il collegio e ordine
si esliiise.

Dal Costanzi po\,nc\[' Osseri'atore di Roma t. p. 170, si apprende quanto riporto. L'unione o adunanza di s. Paolo, fondata fin dal 1790 e canonicamenI
,

PAOLO
ci

(;.).

Congregazione
[/'.).

di chieri-

te ap])rovata nel

maggio i7C)7,oltie
spiri-

regoliii-i

Biiniabili
(s.)

l'aver dirette le sue cure con diverse di-

PAOLO
gli

ecclesiastici

Apostolo. Pia unione per studenti ed in benefizio


ceto.

jamazioni
altri

al

vantaggio e cultura

tuale degl' infermi, de' poveri e di tanti

de' fedeli
ria

d' ogni

Ebbe
il.

la pi
s.

ima

d'ogni ceto, a'quali essa cerca di aci

origine nel!' Ospedale di

Maria

della Consolazione, poich


lici

Luigi Fe-

ex gesuita riun

rali mg."^

nelle camere prioFortunato Pinchetli, d. Vind.

onde menare una crisi ben anche occupala a promuovere e coltivare nelle
crescere

mezzi

stiana e santa condotta,

cenzo Fiorini priore,


d. Salvatori
rizi

P<uadisi ex ge-

persone di chiesa collo spirito di santit proprio del loro ministero l'amore allo
studio,

suita, d. Francesco Buffa poi filippino,

ex gesuita, d. Giuseppe

Maucap-

onde promuovere
la

riuscissero vieppi adatti a


il

culto di Dio, a sostenere

poi priore e d. Pietro Cavallo

verit della religione contro gli assalti

pellano, ed incominciarono a trattare teo-

de'suoi nemici, ed a condurre e ritenere le

logicamente e misticamente intorno


casi di coscienza.

ai

anime

del prossimo nella via della

Essendo anguste
di mg.''
altri

le ca-

salute.

A
la

questo oggetto non solo ella

mere

priorali, trasferirono
gli auspicii

l'adunanza nel
Medici,
ospedali,

tiene in ogni

i5 giorni una conferenza


vescovi e dal miglior

salone sotto

morale,

quale frequentata da cardiecclesiastici di

quindi

si

diramarono per

nali, aixivescovi e

alle carceri, ai servi di

pena, sempre per

ceto degli
cui
le

Roma,

ed

iu

eseicitare opere di cristiana piet, finch


nel vortice repubblicano la bella islilu-

dopo la discussione d'un caso morasi fa una pia esortazione adattata alla

zione rimase sommersa; poi surse a novella vita e diede origine alla pia unio-

condizione degli astanti;

ma

inoltre

si

ne, della quale


leoni, gi

il

can. Lodovico Ponzie ono-

da essa stabilita una speciale diramazione diretta al fine d' incoraggire giovai

membro della medesima

ni ecclesiastici allo studio,

acciocch

rie-

romano, cos dice nell'Orazi one funebre per la morie del.p. Luigi Felici della compagnia di Gesi istitutore della pia unione di s. Paolo apore del clero
stolo,

scano vantaggiosi alla Chiesa ed alle ani-

Roma

1818.

-'

Nelle squallide

mu-

la della Consolnzione die


il

cominciamenlo

quella pia unione che pianta feconda di\cnne,in breve ora s vasti suoi rami
i

me. Una pia pei'sona dispose d'annui scu2,000 di rendila, per impiegarsi in pensioni e premi a chi d saggio secondo le regole stabilite e approvate da Pio VII li 3o agosto 1822 col breve: Ex quo aclernae lueatis inaccessa Consilia di grande profitto nella teologia dommalidi
,

s ubertose produsse le sue frutta, che non avvi ora mai in Roma, in Italia, iu Europa, anzi nell'oibe tutto cattolico, re-

ca, nelle

materie apologetiche della

reli-

gione, nel diritto ecclesiastico, nella sacra scrittura, nell'intelliireiiza delle lin-

gione alcuna, che


senta ed
i

la

soavit non ne

riil

vantaggi

".

Tanto
'02.

riferisce

gue greca ed ebraica e nella teologia morale unita alla predicazione. Peitan,

(h. cav. Belli, Dell'origine dell' ospedale

to,

determinatosi dai censori della diiailellu

della Consolazione p.

Dipoi

la

pia

uiazione degli ecclesiastici studenti


pia unione
il

unione

si

tiasporl in

s.

Maria ad Pineai/i

concorso da tenersi sulle

PA O
nialerie col
ni

PA
di
i

/r

premio

di

3o o

5 zecchi-

che supera

tutti gli altri tanto nel

meri-

romani o medaglia d'oro di rilevante valore, con quello delle pensioni, si previene con avviso slampalo giovani
i

to della dissertazione, quanto nel saggio estemporaneo riceve subito una medaglia d'oro d'un rilevante valore: gli altri

ecclesiastici
si,

che volessero esservi ammescensore segretario gei

sono dichiarati

i."

accedente, 1, 3.",
il

di presentarsi al

ce.

La

dissertazione ed

saggio estemcolle
il

nerale onde conoscerne


sti

requisiti richie-

dal breve di Pio VII, ed esibirli

prima

poraneo vengono pubblicali aggiuntovi in poche parole


censori.

stampe,

giudiziodei

del concorso
I

soggetti che

medesimo. concorrono

A questo, quando
si

il

concorso sia

a qusti pre-

per

la

pensione,

conferisce

un assegna-

mi o pensioni debbono essere romani o almeno da un anno domiciliati in Roma; debbono essere immuni da qualunque eccezione sul costume; debbono aver hequentalo una qualche congregazione o
pio esercizio conveniente
al

mento peipeluo di scudi 200 all' anno, quando egli non abbia una rendita maggiore di 5o scudi all'anno, o in beni ecI

clesiastici

in qualsivogliano altri fondi.

Se

clero; debil

bono aver compito lodevolmente


scuole di

cor-

maggiore sar membro d' onore della diramazione. Se poi un membro partecipante acquista nuove rendil'abbia

so di filosofia e teologia nelle pubbliche

te,

per cui oltrepassi quella di scudi i5o,


sar diminuito a proporzione
l'asse-

Roma, o

se l'avessero fatto al-

gli

trove o privatamente dovianno essere e-

samnati e approvati su
detti censori,
cii<!,

tali

scienze

da
Il

gnamento. Ogni partecipante dovr applicarsi nel corso dell' anno in qualche
lavoro scientifico, che al principio dell'anno proporr
ai

dovranno essere

in sa-

o almeno prossimi ad ordinarsi.

censori, e c[ueslo po-

modo

con cui questi candidali potranno


la

tr essere quello di

comporre un'opera

ottenere
altro se

pensione o

il

premio, non

non il concorso, il quale si tiene almeno una volta all'anno. La forma de! concorso la seguente. Si piopongono pubblicamente 5o tesi sopra una materia piopria di
scettibili di

o di abilitarsi alle pubbliche caltedre, o ad essere consultore di qualcuna delle

5 congregazioni
citarsi nella

ecclesiastiche, o di eserpili

predicazione e simili. Di

dette scienze, tutte su-

dovr prestarsi almeno ne'd festivi cin qualche straordinaria circostanza a Ile opere di piet della unione, alle quali

pingui dissertazioni: in

un

sar

giorno destinato ne viene estratto uno per bossolo


alla

destinato, col ministero anche della di-

presenza de'concorrenti,
di
i

vina parola e coll'ascollare


ni.

le

confessio-

ciascuno dc'quali nello spazio

5 gior-

Non potr

egli assentarsi

senza espres-

ni vi stende una dissertazione, che consegner in mano de'censori. Da questi viene esaminata e quelli la dissertazione
,

sa licenza del legolalore primario, d'or-

dinario arcivescovo

o vescovo o altro
la di

prelato, in ciascun giorno in cui


lui

de'quali merita l'approvazionCjSono

am-

opera possa servire alla diramazione


in

messi ad un saggio estemporaneo analogo alla materia trattata nella dissertazione.

o all'unione, n

alcun giorno festivo,

eccettualo l'ottobre. Tal compiacenza di-

ro

si

Rispondono essi alle idee, the lopropongono di dichiarale, ovvero


che
gli
si

alle obiezioni iscritto e


si

presentano in

mostr Pio VII del [irogetto di tal diramazione della pia unione di s. Paolo, nel prevedere appunto gli oltimi elfetti
ch'era per portare alla Chiesa, tanto per
sostenere
eretici,
le

possono trattenere per lo spazio di 5 ore a stendere le loro risposte, Senza aiuto di libri e senza confabulare
con alcui;o, e consegnano quindi
to ai censori.
lo scrit-

verit cattoliche contro

gli

fedeli,

quanto per coltivar lo spirilo dei onde riconduirc a buon senno


i

Quello fra

coucorienli,

traviali;

ed acceudeie

di

nuovo fervore

i44
i

i^AO
<;Ii('

PAO
di

cuori tiepidi,
i

non contonlo

aver

Nacque
di

in Forl

da Giovanni de' conti


vantag-

approvato
l'istessa

regolamenti, volle the cassa pubblica cooperasse al man(li

l(M

Calboli e Bernardina Masseri. Sino

dalla tenera et fece concepire

tenimento e accrescimento della medesima diramazione, ordinando al tesoriele generale, chediil


ministri
pniitifiiio

giose speranze.

Lo

zio Fabiizio famiglia-

re di Clen)ei)te Vili,
to

primoe benemerilo fece

erario .som-

vescovo di citt della Pieve,

un altrellanto

della reudita che

venire in

Roma
al

ne prese cura.

Lo

pose

gode questa diramazione, purcli non superi gli annui scudi 4.000. l'atroiio specialissimo della pia unione l'apostolo
s.

agli studi nel collegio

romano

e lo rac-

comand

patrocinio del cardinal Al-

Paolo, e protettore

il

cardinal

vi-

dobrandini nipote del Papa e all'amicizia del cardinal Baronie^ il quale conosciuto
il

cario di

Roma:

regolatori primari suc"^

suo acume

di

mente

l'erud nel-

cessivamente furono, mg.

Fdonardi
di

fon-

lescienze sacre. Dedicatosi alla giurispru-

datore de'siiddetli concorsi


sacra scrittura con premi
zecchini;
i

di teologia e

denza con successo lungamente difese

le

3o o i5 cardinaU Soglia e Acton quan;

cause forensi, massime nel gius canonico,

onde

si

acquist fama e

il

favore di al-

do erano
lo
rio.
il

prelati; mg."^ Bruuelli

ed ora

cuni sovrani e de'principali signori, eser-

rng.'^

Alberto Baibolani .sotto-dataalla pia

citando

il

ministero di diversi principi

Leone Xll concesse

unione

dell'impero in

Roma. Paolo

lo desti-

s.

piano del chiostro della Chic.fn di Diaria della Pace e l'uso della chiesa
i.

n uditore

del camerlengato, disinqie-

gnandosi con lode nella lunga assenza del


cardinal Aldobrandini camerlengo. Ricusati parecchi vescovati, Gregorio
lo

per

le

sue funzioni. Questa per colle


il

rendite e

rimanente l'accord

all'o/vz-

XV

lorio notliirno istituito dal cardinal


tonelli,
il

AuA li-

annover

fra' prelati, e

Libano Vili
s

quale oratorio ha mg.' Canali,


avvertirsi,
ivi

il

suo supeil

lo fece segretario del concilio e deli'

riore

lo fu

lo

can.

munit,

ma

l'esercit

3o anni,
e,

imperaesse-

ni vitti.

Deve

come dicemmo

vere ricusato altre miti

come per
s.

a detta chiesa, che


del

pure l'opera pia

re stalo segno alla bassa

e liprovevole
offizio

s. Cuore di Ges, collocatavi da Leone XII quando l'assegn alla pia unione di s. Paolo ed all'oratorio notturno. Va-

invidia; fu pure consultore del

ed esaminatore de' vescovi. Dimenticato

da Innocenzo X,
riti

in

rie

essendo

le

diramazioni della pia ustudenti,


i

e invitta pazienza,

premio de'suoi meAlessandro VII

nione,

come
i

gli o.spedali, gli

iiiialmente a'9 aprile

1637

lo cre car-

marinari,

detenuti, la conferenza del


la

dinale prete di

s.

Gio. a porta Latina e

caso morale,
tisti,
i

congregazione degli ari

prefetto del concilio.

Quantunque
il

di gra-

sono luoghi in cui l'cseicita. La diramazione de' marinari in s. Maria in Cappella, dove fu
militari, diversi

ve et, prosegu con indclssa a[)plicazio-

ne

ne' suoi uffizi.

Restaur
s.

suo

titolo,
si-

ed abbell

la cappella del

apostolo

benemerito e largo direttore


gnucci;
torio di
rale
gli artisti si
s.

1'

ab.

Va-

tuala presso la chiesa, con pitture espri-

riuniscono nell'ora-

menti

il

suo martirio. Mor


luglio,

in

B.oma nel

Maria della Pace; il caso moche prima tenevasi nella chiesa (\e\si

1661 a'g
filippini,

d'anni 8f, e fu sepolto

avanti l'altare maggiore della chiesa dei

Y Lniversit romafia, ora


nedi ogni \5 giorni
in
s.

tiene ne' lu-

con lapide e magnifico elogio,


nipote Carlo decano di secensori della corte

Apollinare.

postavi dal

PAOLOTTE.
PAOLOTTI.
MlNIMf.

Monache. F. MiMMr. Ordine religioso, r.

gnatura.

non aven-

do
il

difetti

da opporgli, presero a criticare


franco e leale con cui risponde-

modo

PAOLUCCI

Fr.\ncesco, Cardinale.

va e sentenziava, ci che torna a suo ci-

PAO
"io
iria,

PAO
ne avea incominciato
lo a
la visita.
(|ii:ili;lie

i4>
Ritornasua esalta-

sommo.

Altri lo dissero di pocn flein-

e che per aver pnilato con


litaitl
i

Roma
si

nel 169C) per la

libert in pubblico,
di sua carriern.

progressi

l^AOLUCCI
t

Fabrizio, Cardinale. De'

trov air apertura delle porte sante. Nel settembre 1700 morto Innocenzo XII, il successore Clemente XI lo
zione,

conti di Calboli, dalla

nacque

in Foi-ri, e sor-

nomin

segretario di stato, in cui perse-

natura carattere dolce e mansueto e illibati costumi. Pollalo in Roma di 8 anni, il pr- zio cardmal Fran-

ver nel lunghissimo pontificato, ed in luogo della linunziatasedegli die una pin-

gue abbazia

nel

cremonese

e lo fece

pure

cesco ne prese direzione. Divenne spertissiino nella scienza legale e nella storia

penitenziere maggiore. Nel conclave gli

ecclesiastica, e datosi a vita di vota e tutta

mancarono tre voli per succedere a Clemente XI, e ne imped l'einttuazione l'esclusiva imperiale, in che
il

dedicata alle opere pie, Innocenzo

XI

cardinale die
L'eletto Inno-

lo dichiar nel
ta,

i685 vescovo

di

Macera-

eroica prova di sua

virti.
il

se

ove dissi quanto euiinentemenle si rebenemerito; esempio di pazienza e mansuetudine si guadagn il cuore di tulli. IN'el i(3(")i per volere d'Innocenzo XII ebbe ad un tempo ramministrazio-

cenzo XIII

gli

commut

penilenziera-

to colla carica di

vicario di

Roma

successivamente fu ancora prefetto dei


riti,
s.

de'vescovi e regolari e segretario del

ofllzio,

non che vescovo

di Porto, poi

ne di Fermo, di cui visit la diocesi e si dimostr sollecito pastore, fondando un monastero alle domenicane e promovendo l'edificazione di due conventi ; indi
nel
rara.

d' Ostia e \ elletri, chiese

da

lui

benefi-

cale. IMor

decano del sacro

collegio, do-

po essere stato pi volte visitato da Benedetto XIII, a' 12 giugno 1726, d'anni
76.

1697 fu Morto

trasferito allo
il

sede di Fer-

Fu

sepolto in

s.

Marcello
s.

al

destro

fratello prelato sotto

un
l'e-

lato della cappella di

Pellegrino, in e-

cocihio, per compassione del suo dolore


il

Icgante avello, colla sua efligie scol|)ita


in

Papa

lo invi

nunzio

in

Polonia per

marmososlenuta dalla fama

e con bel-

lezione del successore di Giovanni

III,

lissimo elogio.

incontrando
fluiore,

la

soddisfazione del beneil

PAOLUCCI MERLIXI Camillo,


dinaie.

Car-

come

riporta

Cardella;

ma

il

Nato nobilmente
Ilomadallo

in Forl, chia-

dotto

p.

Theiner, Storia del ritorno

al-

malo
di
la

in

zio cardinal Fabrizio,

la Chiesa de' regnanti di Sassonia,

nel

que^ti lo fece studiare sotto la direzione

descrivere quello dell' elettore Federico

Lamberliui poi Denedelto XIV, nelgiurisprudenza in cui fu laureato. Clelo

Augusto

li,

eletto re di Polonia nel

697,

narra che Innocenzo XII partecip nel


concistoro de' 18 gennaio

mente XI

ammise

tra' famigliari,

lo

1698

la di lui

fece canonico Laleranense e

conversione, quindi invi

al re in

Var-

savia per nunzio straordinario Paokicci

ponente del buon governo. Innocenzo XIII l'assegn per luogdteiienle allo zio; Eenedello XIII
lo

vescovo di Ferrara, onde congratularsi


del suo innalzamento al trono polacco e
del seguito ritorno alla Chiesa,
il

nomin segretario

della cifra, Io fece ar

civescovo d'Iconio e dichiar nunzio pel

quale

donativo delle fascie benedette


di

al figlio

prelato nel suo breve soggiorno in Polonia


si

acquist grandi ineriti. Innocen-

Giacomo III, al modo narrato ne' voi. XXXIII, [). 228, XXXV, p. 100. Sconvolta
la

zo XII che in premio delle sue fatiche


l'avea cicalo in petto cardinale a'2?. luglio ir)97, quindi
lo

Polonia per
trono,
lo

le

gan; de'compeli-

tori al

lo stesso

Eenedello XIII
vi fece

a'ig dicembre 1699 pubblic prete de' ss. Gio. e Paolo,


gi s'era
restituilo a

nel

72T

sped nunzio e

moal-

stra di destrezza e
la

prudenza; Passalo

quando

Ferrara e

voi.

LI.

nunziatura di Vienna nel 1738 per IO

)4<i

1'

A P
le

PA P
sue qua(li

disposizione
Jit gli

ili

Clcmciile XII,
la

Icn

AeeipicnSj spiegazioni convenienlis-

conciliaiono

{grazia

(^arlo

sinical significato di

nome

cos misterio-

e di Maria Tei-esa sua

figlia. Taiili

so e \ciieral)ile.

meliti conipeii'< lUncdcllo

\IV, creanPaolo
1

dolo cardinale
a'q selleinhre
i

pi ole dc'ss. Gio. e

Per su quella di Pater J^atrtii, molti non vi convengono, come si apprende da molle lettere sinodali dirette al

74 3, indi nel 74G lo destili) legato di Ferrala e prolcllorc dei camaldolesi. Nel 1762 divenuto vescovo
di ]'oilo, per le sue indisposizioni ricu-

romano

Pontefice e in particos.

lare da quella de' vescovi dell'Epiro a

Ormisda
o

del 5i4) in cui

si

legge:

Domiet

Nostro per cuncta Sanctissii/io,


,

s passare a Ostia, e
)
I

mor

in

Ivoma

agli

in

s.

giugno 1703, d'anni 71. Marcello nella cappella

Fu
di

sepolto
Pelleil

Beatissimo Patri Palrnin comininistro, et jiincipi episcoponirn Ilnrniisdae Papae.


tiilo
tri

s.

Con
il

questa (orinola
il

si

sarchile ripe-

grino, e sopra la porla della sagrestia

titolo e

significalo: [)iulloslo alla

'ratello marchese Cosimo gli eresse un inonumenlo in marmo col suo ritratto .sostenuto da due genii^ sotto al quale si legge un magnillco elogio. PAPA, Pontifi'X Blaximusj Antlstcs sacrorum maaii/usj Paras et wagister ilmslanonnn, Parens noviinis chrislia' ni, Parens puhlicus calholicinominis: cos
il

interpretano
le

voce

Papa con
iniziali, le

dis-

giungere

delle lettere

quali

riunite, ciascuna viene a

formaie la voce. Agnello Anastasio, iS/o/vV? degli Antipapi,


parlando del

nome Antipapa

{V-), che si-

gnifica colui che usuipandosi la santissi-

ma
al

podest papale che non gli spelta Papa ex diametro opposto, riporta l'ola

iMoreelli.

Il

sommo
lena
:

Pontelce, vicaaltre definizioni

pinione di coloro che tlcdusseio

voce

rio di Ci isto

in

Papa
latini

dalla particola

riportai nel voi.


di
li,

XXI, p. 197, parlando sua elezione e ne'tanti relativi articoa

dinota alto di

Pape, che presso i ammirazione e stu-

pore, perch l'altezza e sublimit del gra-

come

Nome

de' Papi,
stati della

li

Papa

an-

do

e della

dignit papale, superiore a

Sede apostolica, di che tratter a Sovranit pontificia. Dacch il Pontefice ( V.) ha accettalo la suprema dignit a cui stato eletto, egli comincia a chiamarsi Papa (col qual nome furono acclamali alcuni, e se Giovanni XXII si dichiar tale, lo dissi nel voi. XXI, p. 212, 2ig, 223), su di che a vedersi il Raynaud, Opei\ t.
che sovrano degli
I

tulle le cose create e solamente alle di-

vine inferiore, non possa con termini


gnificativi spiegarsi, se

si-

non

se col

render-

ne segno d'altissima meraviglia. Il Vettori, Fiorino d'oro p. 164, conviene che


la

voce

Papa
in

trae la sua origine dal grerife-

co Pater, onde Walfrido Slrabone


risce,

che

questo senso pass

in signi-

o, p.

80, nell'indice de'

titoli

del

romano

l'onlcfce:

quanto alle interpretazioni del

ficalo di dignit o uflicio, adducendo esempi della voce usala in simile maniera, come pure che fu nome proprio presgentili e presso primi cristiani, noa mancandone posteriori esempi, come da altri nomi propri sortirono altri titoli di

vocabolo Papa, oltre a nominar poi di-

so

che ne trattarono, si possono vedere barbosa, Jiir. ecclcs. lib. i, cap. 2; Petra, Coniment. adconst. apost.
versi autori
t.

dignit; vocabolo che


nelle sottoscrizioni con
e

Pontefici

usano

I, 3, n.

hoWauAh, Ad. ss. /un.

PP. r. Diploma
i
i

t.

5, p.

25; Lamberlini,
1
,

De synod.

dice-

ces. lib.
il

nome

cap. 3, 4- Vi'ols' derivato Papa dalla greca voce Padre

Diurno. Anticamente presso greci erano cos chiamali tulli chierici, come the padri del popolo, non altrimenti che
presso
ni
i

(F.), dal titolo di


ter
le

PJter PAtraej da PAPAliuinj da PAslor PAstonmij daliniziali

turchi tuttora

sacerdoti cristia-

vengono delti

P(7/Wi'.v/.;

ma poi

vesco-

IcUere

Petri Apostoli Potest-

vi couie priiaali e soviastanti ai chierici

PA V
se

PAP
solumcnle. Tra
i

147
Milano nel
il

l'appropriarono

essi

dosi Arnolfo arcivescovo di


finir di detto secolo

i^rt'ci

(/'.).
ila

rarciprete chiamato Protopapa La Ptipcssa Gioi'anna^r.) ranci("avola. Il Benif^iii osserva nel San-

titolo di
gli

Papac
antichi

Urbis Jlcdiolani, per imitare


vescovi,
tefice
i

^iiiciio,
tlinal

che

ivi

giunse nel

a/j-S

il

car-

Ranieri Capocci con estesissime fa-

coll e col

nome

di

che a que'le.mpi non


piHlo
alli;

Fice-Papa mai si era

titolo
:

inteso

quali al [)ari del romano Ponerano chiamali i'apa, Gregorio V del ()q8 ne fece doglianza, mentre il costume, almeno d'Italia, avea introdotto che a'soli successori nella cattedra di s.

(pialche altro esempio posteriore Io


biografie de'carcliiiali
;

ri-

Pietro
s

si

desse questo titolo.

Fu stimata

quan-

giusta la lagnanza, che nel concilio di


si

do Clemente Vili and a Ferrara, lasci T'icc-Pipa in Ron)a il cardinal d'Avalos. A Legato dissi pnrediquelli di Ro-

Pavia

decret, che Arnolfo desistesse

dal chiamarsi Papa, a detto

amio

ripor-

tandolo Muratori negli Annali. Ci non


ostante
gli

ma
11

nell'assenza de'Papi.

scismatici dipoi, a dispetto del

nome

di

Papa ne'primi tempi


a
lutti
i

del-

romano

Pontefice, ch'essi mortalmente

la

Chiesa fu

comune
i

sacerdoti

venerandi, onde trasse l'origine l'uso di


c\\\ii\xnv

odiavano^ cominciarono ad arrogarsi il o per meglio dire col titolo di Papa


,

padri

preti regolari, e poi


:

fu

Cenni, ad attribuirlo illegitlimamente ad

particolare de'vescovi soltanto

l'usaro-

un

falso

Papa, onde fu d'uoj)0 che

s.

Greordi-

no principalmente patriarchi
i

di

Costan-

gorio VII nel concilio che celebr in R.o-

tinopoli

e d'Alessandria;
s.

s.

Girolamo

ma

nel

1076 contro
al

gli scismatici,

scrivendo a

Agostino vescovo d'Iptitolo


:

nasse con decreto rigorosamente che fosse solatnenle dato

pona
rt

gli

d questo
ci
s.

sondo

reverendissimo

Domine vePapae Augli stessi ti-

romano
\\\

Ponteli-

ce: e l'attesta

il

Caronio,

Mar tyr.ro ni.

gustino.
toli agli
tri

Agostino dava

ajlu vescovi suoi

colleghi.

Al-

dicono che questo


ai

nome
,

fu
s.

comuEuloi47j

ad diem io januar. et 23 jun. Convengono ancora in questo Sirmondo, Annoi, ad Ennodii episl. i,lib. 4;ed il MabiUon,

ne
gio

vescovi fino al

vescovo di
jo.
Il

tempo di Cordova che


in

De

re diploin.

lib.

2, cap. 2, 8;
il

fior nelp.

ma sembra non
viar. gest.

convenirci
t.

Pagi, Bre-

r8
vi
i

Papebrochio,

Conat.

n.q, vuole che essendosi chiamati v'e^co-

romani Pontefici fino a s. Siricio del 385, fosse questi il i. di cui si abbia nodie
si

Addcnd. p. 588, mentre dice ncscire a quo acceperit Canlelius, id in synodo romano sub
RR. PP.
:

3, in

tizia,

chiamasse Papa, intitolan-

nini in

Gregorio VII sancitum esse : ncque edecem, quas hic Ponlifex Romac

dosi con silfalto


scrisse

nome
s.

nelle lettere

che
'^

cclcbravit, synodis^ mjusniodi decreti ve-

per

diverse

provincie.

Seguit

stigium aliquod reperitur. Resta per mal-

((uesto

esempio

Leone

del 44^>

levadore del Cantelio


e allri,
le
rii
:

lo stesso

Baronio
paro-

t|uale nell'epistola

17 s'intitola: Leo

soggiungendo

alle riferite

Papa
t.

Universis per Siciliani constitnlis.


Cantelio, Ilist.mttr. Uri.,
i,

flaec in registro cpistolaruni Grego-

Come osserv

2, par. 2, diss.

cap.
di

1.

Nel secolo

VII, qnod asservatur in bibliotheca Vaticana, ubi canones cj US synodi scriIl

VI Ennodio vescovo
doro

Pavia, Cassio-

pli habentur.
tli

solo patriarca scismatico

chiamar Papa il vescovo romano, e lo attesta Cantelio t. I, par. I, diss. i,cap. -.ma non era a questo dato tal nome, come ad esso solo si dava nel fine del IX secolo e principio del X. Imperciocch, assumeue Liberalo solevano
i

Alessandria continu a chiamarsi Pa:

pa, intitolandosi

N. miseralione divina

Papa,

et

patriarcha
et

magnae

urbis Ale-

xandriac,

jadex

orbis errarum.

L'-

chellense asserisce che fu Ilierocla patriarca d'Alessandria


il

."
1

ad essere ap-

i/,8
jtcllalo
t.

PAP
Papa
p.

PAP
prerogative, podest e autorit. Sull'ini'allibilil

TI,
I

I.

p.

240. Vetasi Orici.<: dir. 38o, c Rcnnudot, Litiirg. 01 ie/il. 3o3. Il pali inrca ili Coslaulinonel
il

pontificia nelle decisioni di

ie.-

de, vittoriosamente piovalo, che

quan-

poli (lava al ]*apa

titolo di l^Iarario-

lato {f^-)o Beatissifiio.

IV/pa

il

Chiamasi duiKjue romano Pontefice, scriveva un a-

uonimo (iaiicese, Des ancslinns cnrintscM,


p.
'd

788, perch egli


il

il Padre de' ]\i(lii Padre universale, mentie presiede

alla

Chiesa universale ed apostolica, ocil

do il Papa definisce ex cathedra, non pu errale. In pi luoghi e ne'concilii,e in quello stesso di Basilea {T'^.), non che a CosT\NZA, ho detto del primato del Papa di vera e propria giurisdizione, immediata e suprema sopra tutta la Chiesa universale, anche sopra la Chiesa adunata
in

cupando

luogo del principe degli adi

Concilio

{J^'.),

in virt del

qual

postoli. Gli eretici

(|ueslonome

non possono soffrire Papa: eglino lo danno per

primato, che
trasferirsi,

a niun altro vescovo


far leggi
vi

pu

pu

che obblighino

ingiuria ai cattolici appellandoli Pnpisti.

tutta

la

Chiesa, n

bisogno che la

Scrissero su rpiesto titolo: Cenni, Disseri.


S'trt:

y.lSum.
ut

5.

Gregoiiiis

FJIdtcrc-

come sostiene Zaccaria nelVAnifehbronio. La rinnovazione, che si


Chiesa accetti,
fa talvolta ne'concilii, delle

Papne nomcii
Orbe
I

luiicuni csset in

cause defini perch


i

iiiiivcrso

christiano, nec licerci ali-

te dai

romani

Pontefici,

non

eni scipsum,
lare,
i.

\'tl

aliiim co

nomine appelli-

padri sospettino di una erronea definizione.

i,p.

Si,

sciilla in italiano cui

Le
i

opposizioni che talvolta inconPa[)i,

tolo Ialino.

Bracci, Eliniologia de

nomi
iGq".

trarono

non provano

l'universal

Papa

Pontifcx,

Roma iG3o

persuasione della i-tfoimabilil dei loro

Dielman, De\'Ocihus Papaeaetadbii^ dissertado historica, Witlembeigae 1G72. Echellense, De orgine nominis Papae nec non de illius proprielale in Ilom. Pontficc, adeoque de ejiisdem primalu contra Seldenum, inp. 1 Eulychii pa(r. A-

un agli alargomenti sull'infallibilit pontificia, si possono vedere nel dottissimo p. Cappellari, poi Gregorio XVI, liti.ionfo deltri

giudizi. Questi i\ue punti, in

la

s.

Sede. Pio
(li

W condann

il

pestifero

libro

Joseph Eybel

(di cui feci

cenno

lexandnni
via fosse

{'indicati,

Komae 6G
1

A ma-

nel voi.

XXIX,

p.

181): Quid

est

Papa?

Ennodio diacono di Paprimo che appropriasse al romano Pontefice la prerogativa di PapaPueWe sue Leti, erudite, Genova i5. Wenochio, Siiiore t. 3, p. 89. Per cjual causa il Pontefice romano si chiami Papa. Solleiius, in Diss. fmidam. ad ser. chronol. patriarchar. Alexandr. de origine et nolione nominis Papae. A. L. '^mi\, Lettera sull'origine ed uso del noine Papa, Padova 1798. Angelini, Discorso ciinosissimo intorno alla mutazione de'nomi de" Papi nella loro create, Lettera, se
il
i

Viennae 1792, col breve Super soliditate, de'28 novembre 1786, Bull. Cent. t. da tutte le chiese accet7, p. Gr talo come giudizio dommatico. In Assisi nel 1789 fu stampato; La \'oce di Pietro nel brei'e del santo padre Pio ^ T, che condanna il libro : Quid est Papa? Abbiamo inoltre, del gesuita Giambattista Noghera Cosa e il Papa ? Bas sano 1783; del p. Tamagna, Origini de' cardinali par. i, cap. i Che coi ,

.f.

sa

il

Papa.'' e del p.

dementino

Cini

zione, Venezia

Sgo. ed a Porpora

Kon impedimento al Pontificato [V.),


l'oscura e bassa origine;
dico, se

pu

esserlo chi Jon cardinale.

InnuMerabili sono gliarlicoli su tutto ci

che riguarda

il

J'apa, ed eziandio le sue

supremazia e prerogative, Roma i835. T'. CroNotoGiA DEROMAM Pontefici. Innumerabili autori si occuparono della storia dei Papi, come quella che comprende e interessa lutto il mondo. Se ne potrebbe formare una copiosa biblioteca, come pu
e
il

Chi

Papa,

riflessioni sulla

PA
rilevarsi dagli articoli

P
ljiu;^'i'a(ci

PAP
d'ogni
Jrio

149

a Giulio

II, Venezia. Papire Mas-

l'apa, ove riporto

principali scrittori che

delle loro geslaeponli(jcato scrissero nel-

soli. Dei vescovi di Roma. Nardi, Compendio delle vite de' romani Pontefiei. Longlii,

loro opere o con apposite storie, ed gran nnniero ne furono autori gli stessi loro famigliari donic>tici o ministri (juali testimoni delle loro a/.ioni, con imle in

Breviario storico de' Pontefici e dei

concila. Pagi,

Breviarum Ponlificuni

ro-

mensa
ici.

utilit della storia rcclesiiolica

che
bio-

cullegala con quella de'

sommi

l*onte-

manoruin, Antuerpiae 1717. Panvinio, Cronaca de' Papi cardinali. Ciacconio, f'ita ed azioni de' sonimi Pontefici e dei cardinali fino a Clemente f''III. Vedalisi

Quelli pertanto ch'ebbero

tali

le

biografe di Ciacconio,
le

non che

di

grafi,
ticoli,
I, s.

come pu

liscontrarsi ai
s.

loro ar-

Oldoini e Panvinio per

opere che

scrisF'i-

piinci|)almente sono
II,

Giegorio

sero sulle storie de' Papi, (juarnacci,


tae et res gestae Pontiflcum rom.,

Leone IX, Gelasio

buiucenzo IV,

Ro-

(Iregorio XI,

Urbano VI, Innocenzo Vii,

Gregorio XII, Giovanni

XXII I,

iNicol

sve vilaruin

\, Pio

II,

Leone X, Adriano VI, Gre-

701. Ciampini, Examen lib. poni, rom. Pontificnm quae sub nomine, Romae 1G88. Del Libro ponti-

mae

gorio XIII, Sisto V, Alessandro VII, Cle-

ficale parlai nel voi.


lazzi,

mente XI, Benedetto XIII, Cleaien le XII, j)cr non dire di altri. Si pu anche veOrazioni fu.vedri, ove registrai cpielle ancora composte pei Papi defunti dai cardinali ebbero loro famigliari. Anche
liere
i i

XVlII,p. 3i4- PaGesta Pontiflcum romanoruni. Ve,

neliis. Piatti

Storia critico-cronologica

de' romani Pontefici. Can.

Giuseppe de

Novaes, Elementi della storia de'sommi


Pontefici
e

da

s.

Pietro sino

a Pio

VII

loro domestici biografi,

come

Paleotti,
i

lui dedicati,

Millmi, Guidobagni, Gozzadini e altri:

pel Bourli, 3.^

1821 edizione. Del medesimo,


tomi
17,
vite de'

Roma

cardinali Dentivoglio e Quirini scrissero

Introduzione alle
fici

sommi Ponte-

da loro la propria storia. Tra quelli che compilarono le vite e la storia generale de'Papi, mi limitera ricordare segueni

sieno dissertazioni storico -crtiche

dell'elezione, coronazione e possesso dei

ti

An.istasii Bibliolliecarii,

De

vitis

ro-

Tiianoruni Ponlifcuin
lo

b.

Petro aposto-

medesimi, tomi due, Pioma 1822, stamperia dell'ospizio apostolico. Gi queste opere aveano meritato de' grandi elogi,

ni

ad Nicola tini /, acljcctis vilis Adi inII et S/ephani n, anelare GuillclBibliothecario, colle note di France-

come deW Effemeridi


negli anni

letterarie di

Roma

iito

sco Dianchini,

Romae

1718. Roselli car-

dinale, /io//Ja/Jo/va/i Ponti ficuii gesta, da


s.

Leone IX
iVi

a Celestino V, inter Script,


f^ite de'

ilal.

Muratori. Platina,

sommi

1770, 1777, 17896 1793. Barone Henrion, Storia de'Papi, da s. Pietro fino a Gregorio XVI, tomi due, Torino i84o. II can. d. Giuseppe Graziosi ci chla dissert. pubblicata negli Annali delle
scienze relig. voi.
si
i

Pontefici

da

s.

Pietro fino

a Clemente \I,

i, p.

3 j4

con le note e la cronologia ecclesiastica del Panvinio, Venezia 1715. Baluzio, l'itae Paparnin A^'cnioneasis. Burio , Piomanoruru Pontifieuin bi-evis notitia,
Patavii 177.4. Sandini, ritae Pontiftcttni

della critica, deludendo le

I progresmal fon-

date speranze de' novatori fornirono nuovi e preziosi documenti ad illustrare la


storia de'roinani Pontefici. Dice clie illu-

strarono
ti

I.i

storia

de'Papi non solo mol-

ro'nanornm, Ferrariae 1748. Sangallo, Gesta de'soriinii Pontefici romani, Venezia


I

cattolici

scrittori,

Fnelon, Bernard,
s.

Frayssinous, Jandot, de

Victor,

Cha-

iiticia,

la viUi

764. Giacobbe, Bibliotheca PonParigi iG43. Stella, Storia delde sommi Pontefici da s. Pietro

teaubriand, de Maistre Fuger,

Le Frano,
ancora trd
Coquerel,

Pluquet,Raoul-Rochelte,
i

ma
,

dotti

protestanti Ancillon

rSo
Goiihs
,

TAP
Plniik,
INIiillei-,

PAP
Voigt, Liiclcn,
cordatilce della vita e messaggiera
steri della vetust.
ai

po-

llurter (poi converlito al callolicisiuo, e


lo celebrai in
(i)e

della

bioiiiafia

di

s.

Gregorio
p.
I

VII), ed
il

altri.
vi

Nel

voi.

i4,

Quindi ben a lagione il prof Vaccolini in un bell'articolo sul glorioso e magnanimo Alessandro ///
(il
ti

di detti

/annali

(stampalo ansfori,! dt-i

quale oltre alla sua biografia in tanluoghi celebro), pubblicalo uell'y/ //<//

che a parte)

Discorso sulla

sommi

Polc/ri Iclfo iiclV accademia di


ili

de' IO

giugno 1848, rimarc:


suo cadavere fu portato
tristi

>

Quan-

religionp callolica

Roma, da

mg.''

Ga-

do
di

il

alla chiesa

spare Grassclliiii chierico di camera, pr


presidente del censo,
osserva, che
tificalo e
il

Laterano, alcuni
nella
di
la

che non perdo-

Roma
il

celebrare

1842. Egli romano ponla

nano

loro stoltezza, imprecarono

contro
contro

lui,

gitlarono fango e pietre

vendicarlo dalle olFese che


la

bara, appena permisero un luoall'

critica

inten>peranle o
egli

calunniatrice

go

di

requie
st,

estinto.

Ma

egli

potea

eresia vers a piene inani stilla storiai del

diredi

medesimo,
la

lull'uno che celebrare

istorie e ne' benefatli vive

post fata resurgo, ([uano nelle "

immortale.

Chiesa di Ges Cristo e vendicarla; tanla

Dopo

la

morte

di

P^ofo

/^ la sua

sta-

to

gloria e

destini di

lei

sono

inse-

tua fu trattata

come

fosse stata quella

paiabili dalla gloria e da'destini di quello.

d'un Giuda, bench eretta per gratitudine dal senato e popolo romano, ed altrettanto sarebbe occorso a quella ch'essi

benemerenza acquistarono qne'rnagnanimi che impremlendo a


Itjde e

Gran

trattare con imparzialit della storia ge-

aveano innalzato
vi
si

al

gran Sisto
i

se

nerale

speciale de'Papi, felicemente la

di<gonibraronoda quelle macchie e menzogne, che originate dall'ignoranza o dal


livore,

e libri

fuiono ripetute da cento bocche poich detrattori contaminaroi

opponevano suoi affini Orsini e Colonna. Avea ben ragione Alessandro T'II di ricusare simile simulacro dopo la Pcstdenza (^.), per le cui

non

saggie cure ne fu represso l'impeto desolante.


il

no
li,

la

verit di

importanlesloria e spes-

Per non

dire di altri, Pio

FU,

so ancora la generale opinione de'popo-

cui

nome

glorioso elogio, con quan-

con iscandali e funeste conseguenze;


chi fu mirabile esempio

te
la

nefande salire da alcuni s'imprec alsua memoria


la storia
!

spacciando quello d'immacolati costumi

un debosciato
di vita sobria,

Nel suddetto discorso

si

compendia an-

semplice e frugale un inil

cora

del pontificato e del suo

temperante! ed
giusto

provvido e clemente e storici che maliziosam.ente si astengono nominare un qualche benemerito Papa, dopo aver

ministero diviso in quattro epoche, cio


dall' origine a

un tiranno! Vi sono poi

principio del

per tutto

il

Costantino, da questo al medio evo e verso il 5oo, medio evo sino al risorgi-

millantato imparzialit, essere puro storico, scritto la

mento
esso

della civilt

europea
si

al

i5oo,
In

semplice vei

ila.

Invece

tal-

indi dal secolo

X\I

all'et presente.

volta chi appartenne a potenti e ricche


famiglie, per le clientele e mezzi ellcaci
di esse, s'ebbe elogi e meriti esagerati al-

precipuamente

ragiona

dell' ec-

cellenza dello studio della storia de'


pi,

Pa-

quale risorta ai nostri giorni, con-

l'estremo, ed anco a
li

danno
al

di altri,

qua-

siderata ne' caratteri generali, che devo-

per mancanza di sostenitori furono la-

no

sciali e

abbandonati

tempo, che per

aversi in vista da coloro che ne intraprendono la trattazione, dovendosi col-

suole scoprire

la verit,

ccme

si

pu

ve-

locare alla sua vera luce e ricondurli all'et in

dere

alcune biografie. Imperocch l'istoria testimonio de' tempi, luce famiu

che devolmente

vissero,

come da ultimo

lo-

fece

il

eh. cav. Luigi Criso-

meggiaule del vero, maestra

e iusienie ri-

stomo Ferrucci

nelle erudite e dotte //i-

P A
fizio /
r

l'

P
sopra foiria

.\

P
secoli

ve.sligdzoni slorico critiche

delIaChiesa universale divenne indi-

li figliuolo di Ferrnccio, Firenze

visa
ri

da quella de'Papi. Ne'

barba-

84?- Ora poi ci lia clalo, Coiiliimatio libroruin Frodoardican. /yeniensis,derorn. Pontificibus post Lconein f^Il, Luci 8 5o.
1

e oscuri la storia principale quella

del papato; n solo in lloma o dai ro-

mani,
tutto

ma
il

quasi in tutte

le

chiese e per

Ili

questo anno
s.

il

eli.

cav. Scolari,

Roma
ipsa
al-

mondo furono

sparse e conser-

e la

Sede, a

p. Gc),

ilopo aver dichia-

rato, che ogni

Papa come uoaio,<'^

circiiindatus in/nnitate, ossei\a circa

vate le memorie storiche de'Papi, perch con tutte ebbero essi a mescolarsi, da loro o create o approvale o provvedute di
pastori o ridotte alla fede, o se tralignanti

la vita e azioni di alcuni Popi, de'ipiali

non so pi se l'amor del vero, o l'irreChe ligione si adoperarono a screditare:


'

il

cattolico legge le storie dei Pontefici

con occhio ben altro che quello degli erelici o protestanti e che ( anco dopo
;

combattute e dannate; quindi monumenti della storia papale vennero raccolti s in oriente che in occidente ne' pi celebri e anche remoti chiostri, come nelle pi solenni e pubbliche assemblee o
i

fatta la debita separazione tra

cousigli

concilii.

Autorit suprema de'piincipi e

del Pontefice e quelli

del principe), in

de'popoli, grande

ci stesso che pi\ gli potrebbe spiacero


(se

luogo, ne lega

si

avvenimento non ebbe rannod, n successiosi si

pur vero)

ador)*

sempre

gli

arcani se-

greti della

onnipotenza divina, u tiene


i

ne si decise, n tregua n pace n regni sorsero, n conquiste


cipi

strinse,

forma-

a scandalo e danno della religione falli qualunque che da Dio permessi, anche
nella persona del suo slesso
terra, servouo seujpie ai

rono, n crociate s'intrapresero, n prin-

Vicario in

fini della

sua
sia,

dettarono leggi o cinsero diadema Papi con sasecoli, che lutare influenza non vi primeggiassero
per circa dieci
i

gloria e de' suoi arcani disgni. Posta an-

come

re de're;

onde

storico

non avvi

in

che
la

in fatti (e

non mai concessa) che

Europa, n
di essa,

forse archivio in alcun

regno

poco lodevole privata vita d'un qualche sommo Pontefice, non risulter che

che non narri le loro azioni o non ne conservi qualche prezioso docu-

sempre pi vantaggiosa l'idea di una religione, che anche mal servita dai suoi ministri, nientemeno vince e sta ferma.
D'altronde, n bisogna dimenticare
l'o-

mento. Col rinascer delle


tere sorse in
sa,
il

arti e delle let-

lodevole disegno di riunire

un sol corpo la storia di tutta la Chiequando la malignit degli eretici, scile

portcthatreses e^^edi
ilisconoscere
la

s.

verit,

Paolo ; ne si pu che ci non ostan*


il

smalici ed increduli astrinse dotti uo-

mini ad alfrontare
tit

armi, onde
si

la

san-

te iu qualsivoglia

romano Pontefice

e dottrina de' Papi

dilaniavano,
loro ricer-

Jdcs tua nunquain deJicicL del Salvatore, sta

tale fu la

immensa mole de'monunienti


si

per oltre 18 secoli


la

Dopoch
sa sorse

sede della

immoto". romana chie-

d'ogni secolo, che


che, che
i

offr alle

sommi Baronio, Bellarmino


scrittori, furo-

ove era quella dell'impero del


i

ed

altri

numerosi grandi

mondo, ed

primi Pontefici raccolse-

no

insufficienti a tulli

poterli raccoglie-

ro r autoril e le tradizioni di colui che dalla bocca stessa di Ges Cristo fu dichiarato fondamento e principe della bua Chiesa, era ben naturale che [)rii

re o ordinarli o interpretarli, e (|uelli che vennero dopo continuando la bella

impresa, non
to,

la

condussero a compimen-

mi
ri

atti cristiani
si

ed

pii

antichi sculto-

restando per tre secoli la storia dei Pa[)i in molte parti quasi una solenne
la verit.

ecclesiastici

volgessero a raccoglierne

congiuia contro
stri

Laonde

a'

no-

le

gesta

gelosamente custodirle e tratulli


i

giorni diversi scrittori e taluno pio-

maudarlc u

fedeli

tpiiudi la blu-

teslaute e d'oltremontijpresero a narra-

tSi

PAP
rie la

PAI'
pi lunga e mai interrotta de' soil

re con miglior coscienza e pi salda dotIrina la vita di alcun insigne Pontefice,

vrani che mai vide


giunti
ai

sole, e la

pi parte
le

onde levarono giustamente tanto grido


di s, rivendicandone la storia sfigurata

soglio

quando

gi slancile

forze e curve
travagliiili
gli

le spalle,

e brevi de' pii e

o calunniiitn, nio//a e tronca, contaminata e sanguinolenta dalle tante cagioni

anni del regno, e nuovo


tutti

ciascuno alle arti del medesimo; pure


trovansi

enumerate
scurare
la

dal sullodato discorso, che

f'e-

quasi

uomini singolari
vita, chi

cero misero governo della storia per ogloria de' Papi,

e rinomali, chi per santit di

massime

di

per iscienza, chi per insigne prudenza;


cos'i

quelli che particolari passioni denigiarono nel voluminoso arsenale delle caIiumie e menzogne stomachevoli, con iscandalo di tutta quanta la cristianit,

per tortezza d'animo, ardire diutra-

prese, generosit di pensieri, benevolen-

Le

fivliche

e severa critica di IVIiiller,

non che pieni di sottile accorgimento negli allari, grandezza d'impero, eloquenza vincitrice , coraggio inza senza limiti
;

Raun^er, Leo, Voigt.Ilurter, Hock, Ilauke, Lingnrd e altri, anche stranieri alla romatia sede, vollero richiamare alla storia veritiera della
l'ralelli,
si

vincibile, forze instancabili


glio
;

ad ogni trava-

martiri nel

tempo

delle persecuzio-

ni, teologi
ri

ne secoli dell'eresie, pacificatole

come

fece

medesima loro conGobbet co'suoi inglei

tra le

rivoluzioni e

guerre; alcun
essi

carattere, alcun

ingegnoad

non man-

colla Stori/i della

riforma protestante,
atti

co, perch a ciascun bisogno della Cbiesa

Noi abbiamo negli


le chiose, e

pubblici de'pi

e della societ essi

non rispondessero, n
di

grandi imperi, nelle tradizioni di tutte


fino nella
e pii

alcun secolo

fu

privo

grandi Papi, n
lus-

memoria
la

de' popoli

alcuna

c.itastrof'e nel

mondo che non


tra essi.

pi remoti
pili

barbari

serie
,

delle
tli

se o allVontata o

assistita

o Irionlta da Altro

preclare intraprese de' Papi

cui

alcuno sovrano ingegno


liticalo

in

ogni terra
i

suon

la

voce e
latti

si

molli-

manifesto caratlere della storia del pon riposto nella splendida opera
della divina provvidenza, che tutta
la l'investe e signores^gia,

plicarono
solenni
la
il

beneflcii.

Sono

grandi e

mondo

converlitodairidolatria,
le

quau-

chiesa sedulaal fianco dell'impero,

]iiieospicue chiese nell'oriente e occidenle fondale, apostoli spedili alle


p.i

governare
gli speciali

la

Chiesa fino

non solo per alla consumatutti

nazioni

zoir de' secoli,

ma

per governare

crudeli e seUaggie.
i

le

baibariehe
1"

suoi

andamenti

in questa terre-

iirui'ioni nrre>tate.

de\astalori del ro,

sire carriera.
pi

La
tal

storia finalmente de'Pa-

niaiio

impero

uiaiisueliitti

(>ceideiite
ilei

presenta

prezioso, importante e

salvato dalle spaile e dalle ilamnie


iiuissulmnni,
la

quasi unico complesso di universali nozioiii,

societ sostenuta,
le

le

A-

che

fu

precisamente

la

primiera ca-

meiiclie e
7c e
le

le

Indie dumeslicale,

scienle arti

gioiie e origine di questa

mia <[ualuuqiie

lettere salvate e protette,

opera e Dizionario.

recato al pi glorioso splendore, e sopra


tuttii
la

PAPA
romano,
s.
i

dottrina di

Ges Cristo serba-

fu

Giovanxi, Cardinale. Patrizio creato canlinale diacono di

ta e

rindipendenza.

tramandata immacolata, la libert, la maest ilella Chiesa faisuo pi


bastaaltri
latti

.\gala i\d

Giovanni

\1X

detto

XX del

024

e losegu in Aquileia

ta xiueitrice per iq secoli d ogni

a consacrare la

quando si rec cattedrale. Xel io36 Deil

feroce nemico. Onesti e

nedetto IX
lestrina.
cilio di

qli

confer

vescovato di Pa-

no

a far della storia de Papi

la pii

me-

Dopo

essere intervenuto al con-

ravigliosa narrazione e cle'l'ontLlci il pi sublime modello di altissiina mente e di

magnaaiuio

pello.

Papi formano

la se-

Lalerano nel io3-, moi- in Ro1040, d'anni 38, e tu sepolto nella sua diaconia cou iun^jo epitalllo iu versi.

ma

nel

PAP
PAPARESCHI o PAPA Cardinale. V. In.\ocf.>/o 11 Papa. PAPARESCHI
le.

PAP
Ghecorio,
prete di
s.

i53

GREGonio, Cardinali

Romano,

dallo zio Innocenzo


i

nel

clicemhie
i4r.

i\Z\ o
s.

i35

fu

creato car-

dinale diacono di
il
I

Angelo, mori verso

Lorenzo in Damaso, indi legato d'Irlanda, ove per la contrariet del re Stefano non si rec, bens nel i Sa col vescovo di Lismore Cristiano, ricevuto dal re di Scozia Davide I colle maggiori dimostrazioni. Celebr un concilio in Irlanda nel nuovo monastero di ]Meli

PAPARESCHI
Romano, dal
(jnaiesima
i

Pietro, Cardinale. lalello Innocenzo li nella

lifonte, nel

quale furono confermale

le

sedi arcivescovili, insignite co'pallii cli'erasi portato, e riformali molli abusi.

\^i fu creato cardinale ve-

Tor-

scovo d'Albano, e com[) la basilica di s. ISIaria in Trastevere, incominciata a rest.uuare dal l'ontelce. lutei venne
lezione di tre
all'e-

nato

in

Roma
1 1

con gran fama

di sanlil,

mor

nel

liS circa.

PAPAKONI Rolando,
bile sanese o francese,
virti e

Cardinale. "Sodi giiui

Papi e

mon

sotto

Euge-

monaco

nio HI.

straordinaria letteratura, deca,

PAPA RESCHI Cis ZIO, Cr7r^//irt/<'. Romano, nipote o consanguineo d'Innocenzo 11, nel marzo 58 Adriano IV lo cre cartlinale diacono di s. Adriano, poi Alessandro IH lo fece prete di s. Cecilia. Singolare per la divozione verso la Madonna cui edific una chiesa, come per
i i

1177 vescovo di 184 Lucio IH lo cre cardinale diacono di s. Maria in Portino


d'

Avranclies
I

nel

Dol, nel

uS3 o

co, indi spedilo in Inghilterra

pacifl-

care

il

re di Scozia

Guglielmo con Gios.

vanni arcivescovo di

Andrea. Urbano

IH

lo

nomin legato
1

di

Lombardia, mo-

la

costanza e fermezza con che sostenne


i

rendo

Alessandro III; mori nel

i83.

l^APARESCHI oPAl'ARONI Cui do, Cardinal . Romano, della famiglia d'Innocenzo li, ad elegante aspetto un straordinaria pazienza e
illibali

in Pisa nel 187, il giorno precodenle all'elezione di Clemente IH. PAPESSA Giovanna fnta. /^. Gio-

vanna, favola.

PAVIA,

seu

PUPIA. Sede

vescovile

costumi. Clei

della provincia proconsolare di Cartagi-

mente HI
cartlinale,
s.

nel settembre prima diacono

iqo

lo

cre

ne, neir Africa occidentale, sullraganea


della metropoli di Cartagine. Conc. Bolli/. Papia, Az/j/cv/, un titolo vescovile
in

e poi prete di
s.

Maria

in

Trastevere e arciprete di
legato di

Pietro.

Fu

Lombardia
il

e della

parLibns sotto Cartagine che conferiil

Marca, nel 1207 vescovo


ritenendo
in

di Palestrina,
titolo.

sce

Papa.

commenda

Quale

PAPOIjL(s.),

Fammi

sancii Papuli.

legato d' Innocenzo IH assolv in Veroli

Citt vescovile di Francia, dipartimento

Marcnalilo dalla scomunica. Nella legazione di Germania,


vasse in necessit,
ni.

quantunque si tronon volle ricever do,

guadoca, situala
bazia di
s.

dell'Ande, canlonediLauragais nella Linin pianura a i83 leghe


l'antica

da Parigi. Era considerabile

ab-

Avvisalo da visioni soprannaturali

invit Innocenzo

IH a consecrare

la

sua

chiesa titolare, e mor sotto di esso; alcuni lo

Benedetto, fondata sotto l'invocazione di s. Papulo martire o Papoul, ." vescovo di discepolo di s. Saturnino
i

confondono
o

col cardinal Pierleoni.

Tolosa. Presso
la

la

sua tomba

si

fabbric
al-

PAPAUOM

PAPARO
romano
di
,

Giovaxm.
d'elegante

chiesa con monastero, e se ne attribui-

Cardinale. Mobile

sce la fondazione a Cai lo

Magno, o

aspetto, virliiosissimo,

e facondia, nel d delle ceneri


lestino
II

lo

molta scienza i44Ce'' cre cardinale diacono di s.


1

neir8i7 quivi (r mossi un borgo, che divenne [)iccola citl,e nel i5i7 il corpo di s. Papulo fu trasferito

meno

esisteva

Adriano, e nel

5o Eugenio

111 lo fece

iu

Tolosa nella chiesa di

s.

Saluruiuo.

II

P A P
XXII
nel
i

P A B
i

Oiovnnni

7 l'eresse in cal-

guadoca.
sa

Ivi

ti

fabbric poscia una chielui

Icdialc siifTragatiea di Tolosa,

ma

il

ca-

con una badia a

intitolata

il

pilolo rest regolare sino al iC'jo, incili


lo secolarizz

luogoov'era posta divenne una


siderabile, che prese
f^. s.
il

citt

con:

Clernenle X. Consisteva nel


i i

nome

del santo

prevosto, con
ciali. Il
i.

canonici e

altri

benefidell'il-

vescovo fu Bernardo

de la Tour di INIirepoix, gi abbate, e mori nello slesso 3 7, succeduto da Miisfujoli poi cardinale. Fra i
lustre famiglia
1

Papoul. La sua festa notala il giorno 3 di novembie. PAB.A' [de Far seit Paran). Citt
con residenza vescovile dotta ipnve Bclci

de Par^y.), del
la

Brasile,

capoluogo del-

successori

nominer
si

cardinali
,\

Pietro

provincia e del distretto del suo nosulla destra del

Crosso, Rupescssa ,
viali,

Malrosio
i

tre Sai-

me,

Tocantin,chiamatr>
al

ha da Clienu, Ardi, et episc. Galliae p. 53o. ^cWe Notizie di vescovi dal 173). i?OMJa sono registrali II vescovo Gio. Battista I\I. de IVIailIc de la Tour Landry di Le Mans, traslato da Gap, rinunzi nel 180 i quando Pio VII pel concordato soppresse la sede, e mor nel 8o5. 11 vescovo assisteva agli stati di Linguadoca, e avea 20,000 lire di rendila, contenendo la diocesi 56 parrocchie. PAPPA. Sede vescovile di Pisidia ,
,
I

come

altres
te della

Para

in

questo luogo,
in

confluenaspet-

Guama

una pianura, a 55o

leghe da Rio Janeiro.


to,

K d'ameno

molte piazze, case solide ed eleganti. Rimarchevoli sono il palazzo del governatore e la cattedrale di con strade
belle,

magnifica strutturadedicataa Maria Vergine delle Grazie, con battistcrio e parroco,


pitolo

avendo incontro
si

l'episcopio.

Il

ca-

compone
il

di

dignit,

i.*

delle

quali

decano, di 10 canonici, 8 be-

sotto la metropoli d'Antiochia, eretta nel

neficiali,
li

V
t.

secolo. Riporta
I, p.

4 vescovi

V Oriens chr.

IO cappellani cantorie altretaccoliti, IO ministri del coro e altri

1007.

ecclesiastici.

Vi sono due

altre chiese par-

PAPPACODA Sigismondo,
le.

Cardina-

rocchiali, col fonte sacro in una,

duecon-

Patrizio napoletano, rispettabile pel

venti, ospedale, seminariopresso l'episcopio, gi locale de'gesuili, collegio, giar-

sapere e virt, Alessandro VI nel 149^ lo fece vescovo di Venosa e nel i499 <^li

dino botanico
to
i

buon
vi

arsenale. Nel por-

Tropea. Avendo aiutato Clemente VII


assediato in Castel
dicesi averlo
il

s.

Angelo, in questo
I

Papa a'2

novembre i527

giungono facilmente. I dintorni ch'erano malsani, non han pi tal difetto dopo la distruzione delle macnavigli

non

creato cardinale, o destinato alla dignit, cui


il

chie e la moltiplicazione di mandrie.

La

vicer di Napoli desider che


assai

sede vescovile fu eretta da Clemente XI,

fosse preferito altro soggetto a lui

con bolla del 4 marzo


di s. Salvatore.

9, sulTraganea

gradito. Altri riferiscono che elevato al


si content rimaner vescovo per singoiar umilt, come realmente si legge nell'epitaffio di sua tomba, essen-

Le

Notizie di Fioma\ni

cardinalato,

cominciarono a riportarne vescovi dal 1738, e pel I." fr. Guglielmo di s. Giuseppe dell' ordine di Cristo di Lisbona.

do morto
8
i,

nella sua diletta chiesa, d'anni

nel

i536.
prete martire.

Dal 1844 'o ^ mg. Giuseppe Alfonso de Moraes Torres della congregazione del"^

PAPULO(s.),
te delle fatiche

Fu a pars.

la

missione di E.io Janeiro. La diocesi


la

si

apostoliche di

Satur-

estende per tutta


contiene pi di

provincia di Para e
parrocchie. Ogni ve-

uino primo vescovo di Tolosa, e predic con lui la fede ai popoli the abitavano al mezzod della Francia nel III secolo.
Pat
il

90
16

scovo tassato

fiorini,

con circa 2400

scudi di rendila.

martirio

al

cominciamenlo

del re-

gno

di Dioclcziauo nel Lauragais, iu Liu-

nale. Nobile

PAR.ACClAi\I GiANDOMEMco, Cardiromano, originario di Sie-

^PAR
na, unto a'G magi;io i(47, nvoinlo corlispnsto alla vivacit del talento cu'pii
r ipi<li

P
re

i5j

progressi nello studio, da Clemendi

prove del suo acuto e ponolrnnle ingegno. Benedetto \1V nel febbraio 174' lo ammi>;e in prelatura, essendo gi suo

te

\ Tu ammesso

23 anni

lia'piclati, e

cameriere
giata di

presto acfpiist credito slraotdinai'io per


l'abilit e

franchezza con cui rifeiiva

le
il

onore e priore della colleMaria in Via Lata; indi successivamente Io annover tra'referendaii
d'
s.

cause in segnatura. Sostenne con lode

governo di Henevento sotto Innocenzo Xf, f quale uditore del suo segretario di sfato cardinal Cibo, e poi col cardinal Barberini

delledue segnatiu-e, lia'piclali della congregazione della fabbrica di s. Pietro,


lo

nomin luogotenenledeiruditoredellii
di

camera, nel i7')4 "ditore


sultore del
s.

rota, con-

che

lo fece vicario della

basilica

olizio e de'riti, e

votante

Vaticana.

Fu

votante di segnatura e po-

della congregazione di
to decano della rota.
f)

nente

di consulta, e

Clemente XI

Io volle

Fermo. DivenuClemente XIII ai


arcivescovo di

proprio uditore,

lo f^ce

canonico Vaticacardinale prete


sii-

luglio

'7^4
indi a'

lo elesse

no, prosegretario de' vescovi e regolari, e


a'
I

Fermo,

26 settembre 1766 cre


s.

maggio 70G
i

lo cre

cardinale prete di

Calisto.

Come

arci-

dis. Anastasia, protettole de'celeslini,

vescovo e principe
citt,

di

Fermo

fu sollecito
dellii

vestrini,benfralclli, scolopi e dottrinari,

della utilit de'diocesani e

decoro
al

annoverandolo
Nel
glia,
ilei
I

a tutte le congregazioni.

onde molti vantaggi prociu'

pub-

7 i4
si

If>

ove

nomin vescovo di Sinigadiport come padre amoroso


;

blico; poich ottenne al magistrato le vesti

municipali, due porte ampliate e abmigliorate


le vie

promosse la piet, estirp gli abusi, pose uomini savi e dotti al governo delle parrocchie, la provsuo popolo
vi

bellite,

e fatta

la

ma-

gnifica del Girone,


ti

diversi edifzi,

aumentati e riparaottenendo nel i77'2 d;i

vide nella carestia con profusissima caiil verso


i

poveri, e co' soccorsi ottenuti


la

da Ronia

preserv dalle scorrerie dei


Dolcigno, dalla schia-

pirati e turchi di

Clemente XIV 1' edificazione di Castel Clementino colla collegiata di s. Marco, in luogo dell'anteriore chiamato Servigliano. Amoroso e zelante pastore, implor pel capitolo della cattedrale vesti

vit de'qualj redense

^o marinari, con

limosine raccolte per ogni parte e per quelle specialmente da lui contribuite. Ri-

chiamato nel 17 17 da Clemente Xl, pei suoi gran meriti lo dichiar vicario di

paonazze e ad essa don sacri arredi. Celebr il sinodo, fu benemerito delle monache di s. Giuliano edi s. Cipriano, miglior l'episcopio, fece rifiorire
nelle chiese e
to dissi a
il
il

decoro
si

Roma, rinunziando

il

vescovato con

vi-

divin culto, ed oper quan-

vo dispiacere de* diocesani. Esercitata If nuova carica con plauso, integrit e vigilanza,mor in Roma agli 8 maggio t2
1
i

Fermo. Mai permise che

polui

nesse segno di

memoria

alle cose

da

regalate o erette, essendo a

un tempo

dis-

nel giorno in cui nel conclave fu

eletto

interessato, magnifico e limosiniero. In-

Innocenzo XI li, dal quale era uscito per


male, d'anni 70 non compiti. Venne sepolto nella chiesa di s. Rocco in elegante e nubile avello col

tervenne con arjtorit


clavi di

di consiglio ai

con-

suo busto

di

mar-

Clemente XIV e Pio VI, del quale god l'alletto. Mor in Fermo a'2 gennaio 1777, d'anni 62 circa, assai pianto,
ove
gli

mo e
lizia

iscrizione, nella sua cappella genti-

e fu sepolto nella metropolitana,

sacra alla

Madonna.

eresse

un

monumento
il

il

fiatello

Gio.

PARACCIAN'I RUTILI Urbino, Car.


dinale. Nobile romano, venne alla luce
in

Francesco, con isci2one che colle sue


notizie riporta
iiaiin, p.

Catalani,

De

eccl. Firdi bel-

Roma

agli

8 febbraio

5, ne'colle-

3o6. Di spirilo elevato,

gi di

Praloc Modena die

negli studi chia-

la

mente, attivo, retto e dotto giurecon-

jG

par
tli

pa r
cntlaico fiardif, (Iella rjual pni'ol
ci l'ccevo
i

sullo, previdente e

cuor generoso, a-

greper-

niava cl'esseie illuniinato e istruito nelle cose diocesane, temperandola sua digiiili

paraclcisos,
i

i'oise j^vesa di\

siani,

ed

alm'i

paradisus. Pare probasorgenti ell'Eufrapoi-

senza avvilirla.

Amato

e lodato pa-

bile

che

il

paradiso terrestre fosse nelle

pronunzi lelogio funebre d. Nicol Pietra profosore dclorpienza nell'universit, che fu stanistore, ne'soleiiiii funerali

l'Armenia, verso
le,

del Tigri, del

Faso edell'Arasso,
in

che s'incontrano
ri

quel paese

caratle-

Fermo. Delia prelatura istituita feci cenno a Gallese, percli goduta da mg.*^ iMcola Clarelli Paracciani, da Gregorio XVI creato cardipafo
in

pe'quali

la

sacra Scrittura ne indica la

dal cardinale

situazione.
le

La pi comune sentenza vuosia stato

che

il

paradiso terrestre

dal

diluvio universale tolto e distrutto.


di esso riun
lieri

Su

naie e vescovo di JIonle Fiascone.

alcune
t.

eriidizioiii

Cancel-

PARADISO,
i

Paradisus. Luogo dei

nelle Dinsci

episL bibliog., e nelle

beati, soggioino della beatitudine eterna,

Ossen'. sulla divina


ft?.

commedia di Dan-

dove Dio premia giusti. Come sulla terra non si conosceva luogo pi delizioso che un giardino ornalo di fiori e di frutta, si appell paradiso il luogo dove Dio rende felici per sempre santi. >'iuiio potuto entrare in paradiso pi ima che Gi

Sul paradiso celeste di quel divino poeil

ta,

p.

Marco Gio. Ponta prepositogei

neiale tle'soniaschi, di recente nell' yJlItiin

n.i2 e^"), an.


:

5, ci

die l'eruditis-

8 Cristo con

la

sua risurrezione e asceule


i

sione ne aprisse

porte, aspettando Tugiusti nel

simo articolo Rosa celeste, ossia d Paradiso di Dante Allighieri delineato secondo l'ordine del lesto e brevemente descritto. 11 paradiso de'genlili si chiam

mana

redenzione

Limbo

(/^.),

Campi
li

elisi,

soggiorno destinato
alle

ai I\Ia-

limbo de'batubini moiti seuza battesimo, che non possono entrare


di verso dal in paradiso pel peccato originale.
si

[('.), alle

anime o

ombre
si

degli uo-

mini virtuosi che segnalali

erano con

Come

azioni utili all'umanit, con fatti eroici

dispula ove fosse situato

il

paradiso ter-

Eden, giardino o soggiorno delizioso creato da Dio nel 3. giorno del mondo, dove avea collocalo Adamo ed Eva dopo averli creali e vi stettero finch dur la loro innocenza, quindi discacciareslre o di
ti per aver disobbedito e peccato mangiando il frutto vietato; molto meno si sa dove sia il paradiso celeste, dove speriamo andare vedasi Bergier, Diz. encicl. 11 can. D. Danesi, Ragio/iamenti sul:

o con un merito luminoso ivi si esercitavano in cose a cui avessero avuto gnio nella vita. In questo luogo di place:

re, di soddisfazione, di riposo e di gioia

legnava un'eterna primavera vi scorreva il fiume Lete con dolce mormorio e


:

le sue onde facevano obliare della vita, secondola mitologia. Gli autori che scrissero sui Campi Elisi, li riport Cancellieri

a p.

265

del Mercato.

Gli antichi

cristiani

chiamarono paradiso Vaino o


vi
lii

catodel

l'Eden, Prato i84'2j lagiona sul siguiflnome Eden o paradiso terresti e,


delia situazione geografica nella parte o-

portico della chiesa, e per l'ordinario


si

trattenevano
:

penitenti finch erano

cenziati

per aver Papa

rientaledella terra, pi orientale che


serli d'

de-

cale magnificamente di

Dono I lastrimarmi il pavigli eieti-

Arabia, alla sorgente di

4 fiumi

mento
ci

dell'atrio di

s.

Pietro, fu cliiama-

Erivan o Armenia antica alcuni pretendono fosse il giardino di Eden) della sua natura e delizie, de'due alberi collocati nel mez70, della felicit dell'uomo nell'Eden ec. La parola pa(nella provincia di
;

to paradiso.

Con questo nome


le

adamiti chiamarono

loro chiese desi

testabili.

Questo nome

talvolta

die an-

che ad alcuna chiesa, ed a citt e luoghi, Gli antichi cristiani simboleggiarono il


paradiso ne'fjori e negli alberi colle fo'

7-rti//io

deriva dall'ebraico o piuttosto dal

PAR
glie, nei loro

PAR
E' di fede

57

fu cliiamata

monumenti. T.n I,onil)ar(lIa paradiso d' Italia.


il

che

la

visione intuitiva o co-

gnizione di Dio, nella quale consiste es-

Quanto

allo stalo ilegli eletli nel pa-

senzialmente
ineguale
cuni
flu

la

beatitudine del cielo,

indiso celeste,

premio che Dio


tulli cpielli

lia

pie-

fra gli eletti; vale a dire, in al-

pnrato nel cielo per

che muo-

pii perfetta
il

che in

altri,

iono in iviato di grazia, ed hanno bastantemente soddisfatto alle pene dovute ai loro peccati o in questo mondo con le Indiligenze (/^.), e con le opere buone, o nel Pitrgalorio (f^.), si chiama dai ss. Apostoli, ^ifa eterna. Ne' hbri santi
il

concilio di Firenze;

come deperch mer-

cede delle loro biidiie opere, distribuita secondo le leggi della giustizia, lo che in-

segna
.si

pa-

Matteo. Questa disuguaglianza dalla maggiore o minore comunicazione del lume di gloria, che Dio ins.

forma

radiso indicato ancora con


Ira' quali

altri

nomi.

Paradiso,

citt

santa, nuo\'a

fonde nell'anima dell'eletto e che perfeziona l'intelletto per renilcilo capace di


fissarsi in lui.

Giriisalenime, regno di Dio e di Cristo, casa del Padre, convito, nozze dell'agnello. E chiamato ancora OV/o, il quale

passione che

La immunit poi da ogni godono le anime in paraunione con Dio, ren-

diso, e l'intima loro

vocabolo

si

piglia dalla Scrittura e nel-

l'uso

comune, anche per Iddio

[)ei

suoi

altributi.

sono tre

cieli,

quello dei

de ciascuna perfettamente contenta <lel suo grado;e la cognizione che altre sieno beate in grado maggioie, non reca loro alcuna iiKpiietezza.
intuitiva di Dio,

pianeti, quello delle stelle fsse

od

il

fr-

Con

la

cognizione
attribu1"

mamento, ed

il

cielo de'cieli,
la
i

il

ciclo
di

emDio,

gli eletli

hanno quella
oggetto

pireo o terzo cielo, ch'


degli angeli e di tutti

dimora

delle divine persone, dei divini


ti,

Ideati,

f^.

Coro

dei misteri che

formavano

DEGLI AxGFLi. Bisogna guardarsi bene dal

della loro fee, e di tutte le verit


t