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Gruppo Assembleare Regione Emilia-Romagna

UN FUTURO RINNOVABILE

IL CAMMINO DALLE FONTI TRADIZIONALI VERSO UN SISTEMA ENERGETICO SOSTENIBILE. IL MONDO MIGLIORA E TU VIVI MEGLIO.

gn www.gruppopdemiliaroma

a.it

UN FUTURO RINNOVABILE
RIDURRE IL CONSUMO DI COMBUSTIBILI FOSSILI, MIGLIORANDO LO STATO DELLAMBIENTE E LA SICUREZZA ENERGETICA: QUESTO LOBIETTIVO CHE CI SIAMO PREFISSI PER UN FUTURO DOVE LENERGIA CHE UTILIZZIAMO SIA ENERGIA PULITA, LOCALE, E RINNOVABILE.

Il consumo di derivati del petrolio, di carbone, di metano (dette fonti fossili perch si sono formate nel sottosuolo nel corso delle ere geologiche passate) comporta il continuo consumo di risorse limitate che sono destinate a ridursi nel tempo, emissioni di composti inquinanti dannosi allambiente e alla salute e di sostanze capaci di alterare la composizione e le propriet siche dellatmosfera no a modicare il sistema climatico della Terra. Gli effetti di ci sono ancora in gran parte ignoti, dato che la scienza oggi non riesce ancora a far previsioni certe in proposito, mentre il continuo acquisto sui mercati internazionali di fonti energetiche di cui siamo per la gran parte sprovvisti causa un aggravio dei costi sostenuti per lenergia e un legame duraturo ai contesti geopolitici internazionali dove avvengono le produzioni. Il sistema energetico italiano fortemente legato alle fonti fossili, presenti con una quota largamente maggioritaria e ad esse si aggiungono le rinnovabili, con prevalenza dellidroelettrico costruito nel secolo scorso: si tratta di un sistema che non pu pi rispondere alle sde attuali, che parlano di risparmio, efcienza e fonti rinnovabili per proteggere la salute, lambiente e il clima terrestre. Occorre portare avanti una fase di transizione, gi in parte avviata, verso un sistema energetico sostenibile.

COS LA TRANSIZIONE

LA TRANSIZIONE LA FASE DURANTE LA QUALE PASSEREMO DA UN SISTEMA ENERGETICO INQUINANTE, DIPENDENTE DA RISORSE FOSSILI LIMITATE, DANNOSO PER LAMBIENTE E LA SALUTE, AD UN SISTEMA NEL QUALE LE FONTI DI ENERGIA SARANNO DEL TUTTO NATURALI, COME IL SOLE, IL VENTO, LA BIOMASSA, LA CADUTA DELLACQUA O IL CALORE DELLA TERRA, IN ALTRE PAROLE UN SISTEMA ENERGETICO SOSTENIBILE.

La fonte di energia primaria sar il sole, dato che dal sole derivano le altre fonti rinnovabili, eccetto la geotermica che calore che proviene dallinterno della terra. Per fare questo necessario aumentare il risparmio, lefcienza, e riferire al territorio la produzione di energia, laddove la sorgente naturale presente e sfruttabile. Energia centralizzata signica grandi impianti inquinanti, grandi distanze da superare nella trasmissione dellenergia stessa, fonti potenti ma sporche. Energia decentralizzata signica piccoli impianti legati al territorio e alle rinnovabili disponibili, ai consumi e alla vocazione locali, con la essibilit necessaria a rispondere ai cambiamenti in atto; in denitiva, signica democratizzare lenergia. Il sistema energetico del futuro sar una rete efciente di piccoli impianti distribuiti, di basso impatto e grande adattabilit. Molti studi, inoltre, indicano la possibilit che tra breve, o gi oggi, la produzione di petrolio inizi a diminuire a seguito del raggiungimento del massimo di produzione sulla base delle riserve accessibili; in ogni caso, la diminuzione sul lungo termine una realt a cui non ci si potr sottrarre. La transizione verso un mondo indipendente dai combustibili fossili e in cui le emissioni non siano pi una minaccia al

sistema climatico indispensabile e rinviarla signica soltanto peggiorare il problema che poi si dovr risolvere. La Regione Emilia-Romagna si impegna per questo: stiamo portando avanti la transizione da un sistema energetico fossile ad un sistema nuovo, pulito e rinnovabile. Da molti anni la nostra Regione ha effettuato il passaggio alla meno inquinante tra le fonti fossili, il metano, ora tempo di pensare al futuro con la scelta decisiva in favore delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico. Per questo scopo, abbiamo assunto autonomamente limpegno di contribuire concretamente al raggiungimento degli obiettivi 20-20-20 nellUnione Europea, che corrispondono al 20% di riduzione dei consumi, 20% di riduzione delle emissioni climalteranti, e 20% di contributo delle fonti rinnovabili sui consumi nali al 2020, nel territorio dellUnione Europea. Si tratta di una formula importante per il futuro di noi tutti, capace di avviare la vera transizione verso un sistema energetico, ma anche economico e sociale, sostenibile. Per questo scopo, abbiamo assunto autonomamente limpegno di contribuire concretamente al raggiungimento degli obiettivi 20-20-20 dellUnione Europea, che corrispondono al 20% di riduzione dei consumi, 20% di riduzione delle emissioni climalteranti, e 20% di contributo delle fonti rinnovabili sui consumi nali al 2020, nel territorio dellUnione. Si tratta di una formula importante per il futuro di noi tutti, capace di avviare la vera transizione verso un sistema energetico, ma anche economico e sociale, sostenibile.

IL PIANO ENERGETICO REGIONALE

IL PIANO ENERGETICO REGIONALE LO STRUMENTO DI PROGRAMMAZIONE DELLA REGIONE CONTENENTE INDIRIZZI E OBIETTIVI STRATEGICI IN CAMPO ENERGETICO E LE RELATIVE LINEE DI INTERVENTO.

Il nuovo Piano di attuazione del Piano Energetico per il triennio 2011-2013, approvato il 27 luglio 2011 dallAssemblea Legislativa, fondato su tre assi principali: aumento dellefcienza e risparmio energetico in tutti i settori, industriale, civile e trasporti, sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, promozione della liera delle tecnologie energetiche e delleconomia verde. Ma soprattutto, il Piano sceglie autonomamente di raggiungere obiettivi di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili coerenti con gli obiettivi ssati dallUnione Europea, anche qualora la ripartizione regionale (ancora non denita) attribuisse allEmilia-Romagna valori inferiori. Si tratta di una scelta che imprime una svolta netta verso la sostenibilit del sistema energetico e verso leconomia verde, in un quadro italiano ancora prevalentemente fossile, e in cui faticosamente le rinnovabili trovano spazio. Le percentuali indicate devono evidentemente cambiare se vogliamo un futuro sostenibile, pulito e sicuro, mentre le scelte del governo nazionale in materia di energia nel recente periodo sono state caratterizzate da incertezze e difcolt nei confronti delle rinnovabili e del risparmio. Nonostante ci, le rinnovabili sono in costante crescita ed il loro contributo aumenta progressivamente. La Direttiva europea 28/2009 stabilisce lobbligo per ogni Stato membro di raggiungere una quota di energia rinnovabile sul consumo nale lordo al 2020 e lItalia ha come obiettivo obbligatorio il 17%.

ENERGIA PRIMARIA CONSUMATA OGGI IN ITALIA


(2009: percentuali sul totale)

fonte fossile

84%

elettricit dallestero

5%

fonte rinnovabile

11%

Il Piano Triennale di attuazione del P.E.R. prevede:

un risparmio energetico di 1,57 Mtep1 rispetto alle previsioni deducibili dal Piano dazione Nazionale per le rinnovabili riguardanti lEmilia-Romagna, che rappresenta una riduzione del 10% rispetto al valore tendenziale aggiornato con la crisi economica 17-20% di energia da fonti rinnovabili sui consumi nali riduzione delle emissioni di gas climalteranti per raggiungere gli obiettivi dellUnione Europea Gli obiettivi si legano alla prospettiva di crescita dellEconomia Verde, con la ricerca, linnovazione, i centri di ricerca come i Tecnopoli, il trasferimento tecnologico. Notevole limpegno nanziario: 139 milioni di euro, suddivise in 15 milioni di contributi per il sistema della ricerca e della formazione, 36 milioni destinati allo sviluppo della green economy e qualicazione energetica del sistema produttivo, 9 milioni al settore agricolo, 30 milioni alla qualicazione edilizia, 45 milioni alla mobilit sostenibile, 3 milioni per azioni trasversali e di programmazione locale. La strada scelta quella dellEconomia Verde (green economy) per un rilancio ecocompatibile delleconomia con lobiettivo di innovare processi produttivi e prodotti, servizi, attivit della pubblica amministrazione, e procedere in stretto rapporto con il mondo della ricerca scientico-tecnologica.

Fonti rinnovabili e territorio


Le fonti rinnovabili per produrre elettricit e calore sono il solare fotovoltaico, lidroelettrico, leolico, il solare termico, le biomasse, la geotermia. Esse sono rinnovabili perch hanno origine dallenergia del Sole in forma diretta o indiretta, o dallenergia della Terra, due sorgenti che si presume saranno attive per alcuni miliardi di anni a venire, e sono pulite in rapporto alle fonti fossili come petrolio o carbone per via dei bassi livelli di impatto
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Mtep: milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, ununit di misura dellenergia

ambientale. Tutte devono contribuire con una quota se vogliamo inuire sulle cifre dei consumi, e ciascuna deve essere riferita al territorio e alle sue caratteristiche. Per fare un esempio concreto, gi oggi lEmiliaRomagna al terzo posto in Italia per potenza fotovoltaica installata, dopo Puglia e Lombardia, con una crescita notevolissima grazie alla quale siamo passati dai 65 MW del 2009 ai 738 MW attuali. Le rinnovabili insieme a misure per il risparmio e lefcienza energetica possono portarci fuori dallemergenza causata dallinquinamento ambientale, modicando il rapporto che abbiamo con lenergia e con lambiente. Per via del loro legame con le caratteristiche climatiche e geograche, e per via della bassa densit di potenza che le caratterizza, le rinnovabili sono strettamente legate al territorio e vanno diffuse localmente. La densit di potenza il tasso di produzione di energia per unit di area (espresso in Watt per metro quadrato) che, seppur con differenze tra le varie fonti, in genere basso per le rinnovabili: questo signica che esse hanno bisogno di maggior spazio per produrre quantit interessanti di energia e andare in sostituzione delle fonti fossili. Con petrolio, carbone e metano si costruiscono centrali di produzione pi potenti, ma molto inquinanti ed esteticamente sgradevoli; con le rinnovabili si realizza un numero maggiore di impianti, ma ad inquinamento praticamente nullo ed in stretta relazione con lambiente locale. Per inserire correttamente le rinnovabili sul territorio perci opportuno un sistema di regolamentazione: nel settembre 2010 sono state emanate le Linee Guida nazionali e successivamente la Regione Emilia-Romagna ha emanato le proprie.

Le regole
Le Linee Guida regionali per le fonti rinnovabili stabiliscono regole precise per la realizzazione degli impianti per tutte le rinnovabili e si basano essenzialmente su due priorit: salvaguardia territoriale ed efcienza energetica (con eccezioni legate allautoconsumo).

LE LINEE GUIDA: indicano le aree e siti non idonei alla installazione di speciche tipologie di impianti rendono partecipi gli enti locali, i comuni, la provincia e la regione, con i piani territoriali e urbanistici, e le normative relative tengono conto del paesaggio, dei calanchi, del sistema forestale, dei corsi dacqua, delle aree archeologiche, della costa, con lindividuazione, per esempio, dei coni visuali la cui immagine storicizzata e identica i luoghi valutano la produttivit specica di energia degli impianti per avere elevata efcienza energetica fanno riferimento a criteri tecnici per la mitigazione degli impatti sul territorio, alla distanza di provenienza nel caso delle biomasse, evitano la concentrazione locale degli impianti e gli insediamenti isolati capaci di frammentare la struttura del paesaggio rurale stabiliscono labbattimento delle emissioni odorigene, che possono aver luogo con gli impianti che utilizzano biogas, e il loro monitoraggio privilegiano le aree marginali e gli edici per la realizzazione di impianti fotovoltaici, e consentono impianti da costruirsi a terra stabilendo limiti alla supercie agricola occupata

I Criteri Tecnici ssano i requisiti per la realizzazione e la gestione degli impianti, al ne di mitigare le conseguenze sul territorio. Coloro che propongono la realizzazione di uno di questi impianti dovranno attenersi alle regole stabilite. La realizzazione degli impianti a fonti rinnovabili sul territorio indispensabile e deve avvenire in modo corretto, tale che ne garantisca la sostenibilit ambientale, sociale, paesaggistica.

PERCH LE BIOMASSE?

TRA LE FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE, ED INSIEME ALLE ALTRE, LE BIOMASSE AVRANNO UN RUOLO IMPORTANTE IN PIANURA DOVE IL TERRITORIO A PREVALENTE VOCAZIONE AGRICOLA, INDISPENSABILI IN PARTICOLARE NELLA FASE DI TRANSIZIONE.

Non sarebbe possibile, infatti, modicare lattuale sistema energetico in favore delle fonti rinnovabili scegliendone una sola, per esempio il solare fotovoltaico: per raggiungere il 20% occorrerebbe unestensione di oltre 200 chilometri quadrati coperta di pannelli. Il carattere intermittente della fonte e la sua dipendenza dallintensit dellinsolazione non garantirebbero la continuit della produzione. Analogamente la produzione idroelettrica dipende dalla stagione e dal clima, la produzione eolica dal vento. Le rinnovabili nel loro insieme, invece, consentono di conservare la sicurezza del servizio di fornitura di energia alle famiglie, agli ospedali, alle scuole, alle attivit produttive. Le biomasse correttamente regolamentate sono una fonte di energia rinnovabile in quanto emettono lanidride carbonica che i vegetali da cui provengono hanno assorbito mediante la fotosintesi, sono pi economiche dei combustibili fossili e sono adatte ad impianti di bassa potenza, che consentano di utilizzare biomasse locali (liera corta). Il ricorso alle fonti rinnovabili, e fra queste alle biomasse, nel quadro delle scelte di riduzione del ricorso ai combustibili fossili e delle emissioni inquinanti, promosso dalle direttive comunitarie e incentivato in Europa.

La Direttiva UE 2009/28 denisce allArticolo 2 il signicato del termine: biomassa signica la frazione biodegradabile dei prodotti, dei riuti e dei residui di origine biologica dallagricoltura (incluso sostanze vegetali e animali), delle attivit forestali e industrie relative incluse attivit di pesca e acquacultura, ed anche la frazione biodegradabile dei riuti industriali e delle comunit urbane.

La Commissione Europea ha poi elaborato nel 2010 un Rapporto sulle procedure che garantiscono la sostenibilit delle biomasse in genere, nonch delle coltivazioni appositamente dedicate alle biomasse. Lutilizzo delle biomasse pu avvenire mediante la produzione di biogas o mediante la combustione diretta. La scelta va fatta in relazione al tipo prevalente di biomassa disponibile. Con la tecnologia a biodigestore si trasforma la sostanza organica in biogas tramite la digestione anaerobica di appositi microrganismi. Il biogas, con un notevole contenuto di metano, viene poi utilizzato per produrre energia elettrica e calore. Il prodotto rimanente un digestato inodore, ammendante agricolo, che pu essere utilizzato per fertilizzare i campi, apportando sostanze nutritive che evitano il ricorso a concimi chimici. La combustione diretta avviene grazie allutilizzo di stufe o caldaie che utilizzano come combustibili residui legnosi, come cippato o pellet, o residui agricoli come paglia o semi. E adatta a territori caratterizzati da attivit forestali. LUnione Europea promuove il ricorso allenergia da biomassa, previo il rispetto di regole precise che ne garantiscano la sostenibilit.

La situazione in Europa vede da anni una crescita del settore biogas, che nel 2009 ha raggiunto le cifre seguenti:

BIOGAS IN EUROPA
ENERGIA Europa Germania Italia 8,3 Mtep 4,2 Mtep 0,4 Mtep ENERGIA ELETTRICA 25,2 TWh 12,5 TWh 1,7 TWh

Il biogas in Europa ha raggiunto il valore di 8,3 Mtep, e 25,2 TWh2 di elettricit prodotta, come evidenziato

nella tabella. Della quantit totale di energia da biogas nellUE, la met appartiene alla sola Germania, mentre del totale di elettricit prodotta, la met appartiene di nuovo alla sola Germania. Estremamente basse risultano attualmente le quote italiane. Oltre il 50% degli impianti nellUnione utilizza biogas di origine agricola, con scarti delle lavorazioni, deiezioni animali, e colture energetiche. I restanti impianti utilizzano fanghi di depurazione oppure gas da discarica. Un impianto ha bisogno di una certa quantit di biomassa per funzionare, perci occorre valutarne la disponibilit considerando gli scarti delle produzioni agroalimentari, delle attivit zootecniche, i residui, ed eventualmente integrarle con coltivazioni apposite. Tra le colture energetiche, la pi diffusa il mais, ma anche il sorgo, il triticale o lerba. Anche nel caso dellutilizzo energetico delle biomasse occorre fare riferimento a criteri di efcienza ener-

getica: il bilancio energetico deve essere positivo. Si tratta cio di valutare il contributo delle diverse fonti di energia che concorrono al processo produttivo, la quantit di energia che si ricava alla ne, e calcolare il rapporto di questultima sul primo, che deve risultare positivo. In altre parole, lenergia prodotta dallimpianto deve essere maggiore di quella utilizzata nel complesso delle operazioni (coltivazione, trasporto, ecc). Questo accade normalmente in un impianto ben fatto e correttamente dimensionato in rapporto alla disponibilit locale di biomasse, dato che lenergia utilizzata nellintero processo molto inferiore rispetto a quella che viene prodotta.

Quali incentivi?
In Europa lutilizzo delle biomasse viene sostenuto e incentivato economicamente. Lo scopo, come tutti gli incentivi per le fonti rinnovabili, consiste nel sostenere tecnologie recenti a basso impatto ambientale, e far s che possano competere con le fonti energetiche tradizionali. Il sistema di incentivazione in Germania, per fare un esempio, prevede diverse tariffe base, alle quali si sommano una serie di premi per lutilizzo di colture energetiche, di letame o per la cogenerazione. Esse ammontano a 0,1167 /kWh3 , per impianti di potenza inferiore a 150 kW4 ; a 0,0918 /kWh no a 500 kW di potenza; a 0,0825 /kWh, no a 5 MW; a 0,0779 /kWh, no a 20 MW. In Italia, la tariffa (L. 99/2009) per lenergia elettrica elevata ( la pi alta dEuropa, ma quella tedesca si avvicina molto se si sommano i premi), e ssa 0,28 /kWh per lelettricit prodotta da biogas, per impianti con potenza inferiore ad 1 MW. Per potenze superiori si ricorre al meccanismo dei Certicati Verdi. La dimensione da preferirsi per limpianto va posta in relazione al territorio e alla disponibilit di biomassa locale. In Germania, per esempio, ci sono molti impianti piccoli (per ottenere la notevole
TWh: terawattora, miliardi di kilowattora, ununit di misura dellenergia. I dati sono del 2009. /kWh: Euro per ogni kilowattora. 4 kW: kilowatt; MW: megawatt, unit di misura della potenza.
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quantit totale di cui sopra, i piccoli impianti devono essere pi numerosi), e impianti di dimensioni maggiori. Sempre in Germania, viene gi prodotto biometano da immettere nella rete del gas.

Quali conseguenze causer laumento del ricorso alle biomasse sul nostro territorio?
Tutte le rinnovabili sono sottoposte a regole, stabilite nelle Linee Guida, riguardanti il loro corretto inserimento nel territorio, e tutte le rinnovabili sono strettamente legate alle caratteristiche ambientali, industriali, urbane, antropiche locali. Stime fondate sulla previsione di diffusione delle rinnovabili al 2020 e sulla quota di biogas valutano che la supercie di terreno agricolo da destinare a colture dedicate sar ben al di sotto del 10% del territorio agricolo totale della nostra regione. Una parte assolutamente sostenibile e non in contrasto con il permanere dellagricoltura ad uso alimentare. Per fare un esempio concreto e attuale, i 36 impianti autorizzati o in fase di autorizzazione nelle province di Bologna e Ferrara richiederanno per colture dedicate meno del 4% dellintera supercie coltivata a seminativi delle due province. Infatti, ipotizzando 300 ettari destinati a colture dedicate per ogni impianto da 1 MW, si ottengono 10.800 ettari che, rispetto ai 287.000 ettari di terreni a seminativo di entrambe le province costituiscono il 3,8%. Rispetto invece alla supercie agricola totale delle stesse province di Bologna e Ferrara, sono il 3,2%. Si tratta di estensioni inferiori a quanto veniva sottratto con il set-aside. Il destinare una parte delle coltivazioni ad usi energetici invece che alimentari pone a molti un tema etico, e come tale va considerato con rispetto. Va ricordato per che gli usi energetici di combustibili fossili pongono ugualmente un tema etico: il consumo di risorse limitate e lemissione di inquinanti avviene prevalentemente nella parte industrializzata del mondo, mentre le conseguenze ambientali riguardano

tutti, e soprattutto i Paesi pi poveri con i cambiamenti climatici e la deserticazione. Le coltivazioni dedicate, inoltre, non possono essere esenti dalle buone pratiche agricole che devono tendere a metodi sostenibili riguardo il ricorso a sostanze chimiche e alluso di acqua, e alla tutela della qualit del suolo in termini di fertilit e prevenzione dellerosione. Queste pratiche riguardano tutte le coltivazioni, anche quelle tradizionali. Il divieto di ricorrere a vegetali geneticamente modicati rimane inalterato. I prodotti agricoli di valore, inoltre, non sono alterati dalla presenza di impianti e colture bioenergetiche, e non c alcuno studio o rilievo scientico che provi il contrario. Tramite la tecnologia a biodigestore, la biomassa viene trasformata in modo naturale in metano e biossido di carbonio tramite microrganismi anaerobi che sono naturalmente presenti negli intestini di ogni animale, compreso luomo, e fermentano in assenza di aria il materiale organico trasformandolo in biogas. Il rischio sanitario in processi industriali per la produzione di biogas minore delluso comune del letame, dei liquami o del compostaggio, dato che i trattamenti di stabilizzazione e igienizzazione che caratterizzano la produzione secondo protocolli stabiliti riducono la carica batterica. Un sistema di monitoraggio e controllo dovr vericare inoltre il rispetto delle norme e la sostenibilit della liera bioenergetica.

URO E FUT BIL UN OVA RINN


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