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Cosa deve sapere un cristiano sul Rastafarianesimo 9 gennaio 2012 Autore Lino Bottaro http://www.amicib.org/?

p=1658 Il mio compito di tenere vivo e diffondere nel mondo il messaggio di Marcus Garve y, il padre spirituale di Giamaica Voglio muovere il cuore di ogni uomo nero per ch tutti gli uomini neri sparsi nel mondo si rendano conto che il tempo arrivato, ora, adesso, oggi, per liberare l Africa e gli africani. Uomini neri di tutto il mondo, unitevi come in un corpo solo e ribellatevi: l Africa nostra, la vostra ter ra, la nostra patria Ribellatevi al mondo corrotto di Babilonia, emancipate la v ostra razza, riconquistate la vostra terra (Bob Marley). Il Rastafarianesimo, o Rastafar-I (pronuncia: , nel linguaggio delle I-words), u na fede religiosa di origine ebraico-cristiana. Il nome deriva da Ras Tafari, l Im peratore che sal al trono d Etiopia nel 1930 con il nome di Haile Selassie I e con i titoli di Re dei Re (Negus Negasta), Eletto di Dio, Luce del Mondo, Leone Conq uistatore della trib di Giuda: in seguito alla sua incoronazione, alcuni credenti delle Chiese Etiopi riconobbero in lui il Cristo nella Sua Seconda Venuta in Maes t, Gloria e Potenza, come profeticamente annunciato dalle Sacre Scritture, essend o diretto discendente della Trib di Giuda che affonda le sue Radici nell incontro t ra Re Salomone (figlio di Davide) e la regina di Saba, episodio appassionatament e narrato nell antico libro sacro Kebra Nagast. Il rastafarianesimo nasce infatti come nazionalismo, o meglio, come versione rel igiosa del movimento politico nazionalista conosciuto come Etiopismo, e si ispir ato alla predicazione del leader Marcus Mosiah Garvey. Altri elementi di spicco, che hanno avuto un ruolo primario nella nascita di questo credo sono stati Leon ard Howell, H. Archibald Dunkley, e Joseph Nathaniel Hibbert. A partire dagli anni Ottanta la cultura Rasta si diffusa nel resto del mondo, so prattutto grazie a Bob Marley e alla musica reggae, che ne veicola i contenuti. I Rastafariani accettano gli insegnamenti teologici e morali di Ges, custoditi da ll antichissima tradizione etiopica ortodossa, e credono che Haile Selassie I li a ttualizzi e compia profeticamente in quanto Cristo Nero , tornato secondo le esigen ze dell uomo moderno. Perci, essi credono nella Divinit di Cristo, nella Trinit, nell a resurrezione dei corpi, nell immortalit dell anima, nella verginit di Maria ed in tu tti gli altri dogmi della cristianit Ortodossa. Credono per nel millenarismo, ovvero nell idea che il Cristo debba instaurare un re gno terreno prima della fine del mondo e del giudizio universale, secondo i dett ami dell apostolo Giovanni (Apocalisse 20): Haile Selassie I giunge dunque a reali zzare questa profezia, e regna sui suoi eletti, i Rastafariani, sino al termine della storia. Il loro Testo Sacro costituito dal canone biblico etiopico, stabil ito da Haile Selassie I, composto dell Antico e del Nuovo Testamento, e dai testi ufficiali che contengono la testimonianza storica del Re. In accordo con la tradizione Etiopica, raccolta nel Kebra Nagast, i Rastafariani credono che l Etiopia sia il Nuovo Israele, la Nazione eletta alla custodia della Cristianit nei tempi della frammentazione e della falsificazione, sino all avvento secondo di Cristo, compiutosi in Haile Selassie I. In questo libro riportato l in contro tra Re Salomone e la Regina di Saba, descritto anche dalla Bibbia (1 Re 1 0; 2 Cronache 9); ella, curiosa di conoscere la straordinaria saggezza del Re, s i reca a Gerusalemme, e dalla relazione amorosa sorta tra i due nasce Menelik, c apostipite della dinastia regale etiopica. L Etiopia riceve la missione di preserv are la purezza della Cristianit dopo il rifiuto di Israele e di custodire il cari sma del trono Davidico sino all avvento regale del Cristo, a cui destinato sin dal l inizio del mondo. A riprova della sua elezione, l Etiopia riceve l Arca dell Alleanza, oggi conservata in un santuario di Axum. Haile Selassie I fu l ultimo regnante ad occupare il seggio di Davide, prima della dissoluzione della monarchia, e quest

o incoraggia i Rastafariani a riconoscere in Lui il compimento delle promesse di vine. Essi osservano la morale cristiana, ubbidendo ai dieci comandamenti del Sinai ed alle regole d amore dettate da Cristo: Ama il Signore Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e Ama il prossimo tuo come te stess o (Luca 12, 28-31). Istruiti dalla tradizione etiopica e dalla decisiva predicazi one di Haile Selassie I, i rastafariani nutrono un particolare rispetto per le a ltre culture religiose, e parlano di parentela spirituale dei mistici di tutte le culture storiche, utilizzando un espressione del Re stesso. Pur difendendo il prim ato della propria identit, i rastafariani sostengono che si pervenga alla salvezz a mediante la Fede nel Divino e l osservanza della morale naturale, aldil delle pos izioni teologiche e metafisiche: da questo procede il loro vivo interesse per gl i altri culti, considerati, sempre in riferimento ad una frase di Haile Selassie I, vie del Dio vivente , che non possibile giudicare. Sono quindi dottrinalmente c ontrari al settarismo religioso, come si evince anche dalla lettura del testo sa cro di riferimento, il Kebra Nagast. Per giunta, essi professano i precetti politici che il Re ha trasmesso loro, com pletando, a loro avviso, la rivelazione storica. Credono dunque in una moralit in ternazionale retta dal principio della sicurezza collettiva, dell autodeterminazio ne dei popoli, dell uguaglianza dei diritti, della non-interferenza, e nel riconos cimento di un ordine sovra-nazionale che ripudi la guerra, per la ricomposizione pacifica delle dispute e per la risoluzione dei problemi comuni, istituzionalme nte governato dall ONU, di cui Haile Selassie I fu Padre Fondatore. Credono nella necessit di costruire sistemi politici liberali e democratici, fondati sull osserva nza della Dichiarazione dei Diritti Umani e difensori della libert civile, econom ica, spirituale e culturale, rifiutando dunque ogni ideologia e statolatria tota litaristica, di destra e sinistra, che assorba l anima umana, possesso esclusivo d i Dio; credono inoltre nella necessit di uno Stato socialmente impegnato, che non si limiti a garantire negativamente la libert, ma che guidi e educhi l uomo, pur l aicamente, al rispetto del prossimo e di Dio. Inoltre, i rastafariani sostengono che sia necessario affrontare con particolare attenzione, per il benessere dell i ntero globo, il problema del continente africano, il pi povero ed afflitto del pi aneta in virt di secoli di sfruttamento e aggressioni, eticamente meritevole di u na riparazione storica. Forti dell esempio di Haile Selassie I, considerato comune mente il Padre dell Africa Unita e principale fondatore dell Organizzazione dell Unit A fricana, chiedono che l Africa realizzi l unione continentale, liberandosi dalla dip endenza dai poteri stranieri, recuperando la propria identit, e sviluppandosi sec ondo modelli politici e culturali propri, che tali poteri hanno cercato e cercan o di strapparle. Gli africani deportati, in particolare, per raggiungere la pien ezza di s e fronteggiare il proprio disagio storico, devono ricordare le proprie origini e onorarle, e lavorare attivamente per questa causa: in tale ottica che l idea di rimpatrio, a cui Haile Selassie I dedic parte delle sue energie e per cui mise a disposizione un ampio territorio etiopico, acquisisce un significato vit ale. I Rastafariani credono che Haile Selassie I sia Cristo per varie ragioni. Credon o Egli esprima una santit assoluta, e che abbia compiuto opere miracolose, princi palmente di natura politica, in Etiopia e nel Mondo; credono che Egli, come Ges, compia le profezie della Scrittura Sacra, sia in termini espliciti che allegoric i, ponendo particolare attenzione sull Apocalisse di Giovanni, finalizzata alla de scrizione della Venuta Seconda di Cristo; credono nella veridicit dei Suoi titoli e nella Sua testimonianza, che tendono a proiettarlo nella trascendenza e nel m istico: molti tuttavia negano che il Re abbia mai avanzato tali pretese, sostene ndo invece che le abbia rifiutate espressamente. Pensano che tali posizioni ignorino il contenuto della Rivelazione, e che l attegg iamento resto di Haile Selassie I compia perfettamente le linee della Cristologia c ristiana.

I rastafariani rifiutano l idea del decesso fisico o spirituale di Haile Selassie I, credendo nel suo occultamento volontario agli occhi degli uomini. Secondo la teologia cristiana, infatti, Ges Cristo muore una sola volta e risorge definitiva mente, espiando il peccato umano (Lettera agli Ebrei 9, 26-28 ); la Sua seconda venuta rappresenta il tempo del Regno glorioso, non della passione e del sacrifi cio. I misteri che ancora oggi avvolgono la scomparsa di Haile Selassie I (la ma ncanza di foto, video, la negazione dei funerali, la scelta di non mostrare il s uo corpo, la provata falsit delle cause fisiche addotte per giustificare il deces so) sono per loro la dimostrazione della veridicit della propria fede. Credono du nque che Haile Selassie I sia ancora corporalmente vivo e presente sul trono d Eti opia, e che essi costituiscano il Suo Regno. L idea che il Rastafarianesimo sia riservato agli africani e che escluda la partec ipazione dei bianchi assolutamente falsa e priva di fondamenti teologici. Haile Se lassie I, secondo lo spirito del Vangelo, ha insegnato l assoluta uguaglianza dell e razze ed ha predicato il proprio messaggio a tutte la nazioni. Sono presenti t ra gli occidentali forti comunit rastafariane e personalit importanti per la stori a del movimento, che vivono in piena comunione religiosa con i propri confratell i di stirpe africana. Forme di possibile diffidenza e razzismo devono essere ass ociate a comprensibili tensioni storiche, e non alla cultura spirituale. I rastafariani, in accordo con i precetti di Haile Selassie I e con i contenuti del Kebra Nagast, predicano il rispetto del proprio corpo attraverso una corrett a e sana alimentazione, l esercizio fisico e l astensione dalle droghe, ovvero ci che loro chiamano pratica dell Ital , un modo vitale di intendere il proprio rapporto con la Creazione.. I rastafariani sono comunemente conosciuti per i cosiddetti dreadlocks, delle lu nghe e dure trecce che caratterizzano la chioma di alcuni fedeli. Si tratta di u na pratica facoltativa, e molti rastafariani non sono Nazirei. Queste costituiscono la realizzazione materiale di un voto biblico, il Nazireato , descritto nella Legge Mosaica (Numeri 6) e custodito nella Cristianit dalla sol a tradizione etiopica. Questa pratica ascetica comporta la consacrazione del pro prio capo e dunque l astensione dalla tonsura e dalla pettinatura, generando natur almente le celebri trecce (Giudici16:13-19); implica inoltre l astensione da alcol ici, uva e derivati, e una dieta vegetariana. Queste tuttavia sono pratiche asso lutamente facoltative e pertanto non vietate, sebbene sia predicata l astensione d alle forme di ubriachezza. Il Kebra Nagast racconta di come un Angelo apparve alla madre di Sansone, ammone ndola di non tagliargli i capelli e farlo crescere puro, illibato e nazireo. La figura di Sansone pelato, cieco, incatenato, un esempio di ci che pu accadere a ch i usa il metallo di Babilonia, a chi si fida di donne cattive e disubbidisce i c omandi divini. Bisogna conservare la propria integrit fisica e morale, e i capelli sono un simbo lo, da custodire gelosamente. Conservate la vostra cultura, non abbiate paura dell avvoltoio, fatevi crescere i r iccioli (Bob Marley). Cappello caratteristico di molti rastafariani il tam, classico cappello con i co lori della bandiera etiope, spesso con visiera. Seppur venga riconosciuto in gen ere che il reggae sia la musica dei rastafari per definizione, questa cominci ad essere associata definitivamente alla religione alcuni anni dopo la sua nascita. Effettivamente la religione si svilupp molto prima della nascita del reggae stes so. Prima di ci la musica reggae era propria del movimento britannico degli skinh ead, oltre che dei rude boy giamaicani, tanto che la prima forma di reggae conos ciuta spesso con il termine skinhead reggae. La musica gioc un ruolo fondamentale nella cultura rastafari, che venne portata alla luce tramite il reggae nei prim

i anni 70 da artisti di fama internazionale come Bob Marley e Peter Tosh. I Rasta utilizzano la marijuana come erba medicinale, ma anche come erba meditat iva, apportatrice di saggezza, ausilio alla preghiera. Viene sostenuto che l erba Ganja sia cresciuta sulla tomba del re Salomone, chiamato il Re Saggio, e da ess o ne tragga forza. La marijuana anche associata all Albero della Vita e della Sagg ezza che era presente nell Eden a fianco dell Albero della conoscenza del bene e del male. Non puoi cambiare la natura umana, ma puoi cambiare te stesso mediante l uso dell Erb a In tal modo tu permetti che la tua luce risplenda, e quando ognuno di noi lasc ia risplendere la sua luce, ci significa che stiamo creando una cultura divina. I rastafariani, comunque, predicano la disciplina morale ed il controllo di s, e sono avversi ad ogni forma di ubriachezza. Nel 2008 la Corte di Cassazione, con la sentenza numero 28270 della Sesta sezione penale, accogliendo il ricorso di u n imputato rastafariano, ha dato per la prima volta rilievo all appartenenza a tal e religione. L imputato era stato trovato in possesso di una quantit pari a venti v olte il limite, indicato dalle legge, oltre il quale si rischia l incriminazione p er spaccio di sostanze stupefacenti. La Cassazione ha annullato la sentenza di c ondanna, avendo ritenuto non sufficientemente motivata la decisione di merito ch e aveva affermato la finalit di spaccio esclusivamente in base alla quantit di stu pefacente detenuta, senza tenere in alcun conto le affermazioni dell imputato, per cui la dose detenuta era giustificata dai precetti del rastafarianesimo; tuttavia l imputato ha dovuto pagare una sanzione amministrativa come la legge prevede per l uso personale di sostanze illecite. I rastafariani giustificano diversi punti del loro credo appoggiandosi sul testo biblico. Su un sito dedicato alla religione Rastafarian si legge: I concetti fondamentali del credo Rastafari sono l odio verso la societ corrotta del la leadership mondiale bianca e capitalista, il mondo occidentale bianco, la soc iet oppressiva, la cultura imposta dal regime. I Rasta sono convinti che la Marij uana sia in grado di accrescere la propria autocoscienza per entrare in contatto con la verit di Jah e del mondo, infatti viene considerata il seme della saggezz a. A difendere l utilizzo dell erba, inoltre, ci ha pensato la Sacra Bibbia, la qual e sostiene che essa un dono di Dio Padre (potete controllare a tale proposito Ge nesi 3:18; Esodo 10:12; Proverbi 15:17). Tipico dell aspetto fisico dei Rasta sono i dreadlocks, lunghe ciocche di capelli annodati, la capigliatura e modellata s ulla criniera del leone, simbolo della Trib di Giuda. Essi portano i capelli cos l unghi perch secondo le loro leggi non possono tagliarli. Questo dovuto al fatto c he la Bibbia riporta un passo che dice testualmente: Nessuna lama toccher il capo dei fedeli . I rasta si considerano la 13 trib d Israele e come le altre dodici seguon o le dieci leggi di mos e la Sacra Bibbia in maniera scrupolosa . Possiamo notare qui come la Bibbia venga rigirata in modo arbitrario per avallar e idee ad essa estranee:

1. I versi biblici citati non parlano di allucinogeni, ma di vegetali. Il verso in Genesi dice: mangerai l erba dei campi ; quello in Esodo parla di cavallette che d istrussero l erba dei campi in Egitto; e quello in Proverbi dice, allegoricamente: meglio un piatto d erbe, dov l amore, che un bue ingrassato, dov l odio . L uso di so lucinogene di origine vegetale per entrare in contatto con il divino ed espandere l a propria autoconsapevolezza , in realt, un insegnamento sciamanico, e new-age, in aperta antitesi con l invito delle Sacre Scritture che ci presentano un Dio che br ama il ritorno a s delle sue creature e che per esse d loro il suo stesso Figlio, Ges. 2. La Bibbia non dice affatto che nessuna lama deve toccare il capo dei fedeli. Piuttosto, esisteva sotto la legge dell Antico Testamento il nazireato , un libero vo

to di consacrazione personale; l uomo o la donna Israelita che faceva questo voto non doveva radersi i capelli per tutto il tempo dello stesso e doveva astenersi da qualunque tipo di bevanda alcolica. 3. In tutta la Bibbia si parla sempre e soltanto di 12 trib d Israele, mai di una p resunta tredicesima trib, passata o futura. Sul sito rastafariano citato prima si legge ancora: Essere Rasta significa essere totalmente libero, tuttavia esistono regole morali e scritte che, in aggiunta alle dieci precedenti, aiutano a mantenere sano il co rpo e la mente: 1) I Rasta rifiutano ogni tipo di deturpazione del corpo, come: radersi, tatuars i, tagliarsi i capelli. 2) E sconsigliato mangiare carne, mentre il maiale e i mo lluschi sono fortemente proibiti. 3) JAH RASTAFARI l unico Dio supremo. 7) Un unic o desiderio di riunire tutto il mondo sotto le regole di Selassie, con seguaci c he costituiscono un unica fratellanza. 9) Devono essere rispettate le antiche le ggi di Israele. In definitiva, il credo rastafariano si fonda essenzialmente su un interpretazione arbitraria dell Antico Testamento. Questa interpretazione include: 1. la sostituzione di Ges con un altro presunto messia (Selassi, che mai pretese d i esserlo) e si legga a proposito Matteo 24:23-28; 2. il divieto di mangiare certi alimenti (la Sacra Bibbia definisce bugiardi quell i che ordineranno di astenersi dai cibi che Dio ha creati , cf. 1 Tim. 4:3,4); 3. l obbligo di seguire la legge mosaica, il che implica il rifiuto dell opera e del la persona di Ges (si leggano ad esempio Galati 2:21, 3:11-14). Le Sacre Scritture ci ricordano che la legge mosaica non fu data perch l uomo potes se rendersi giusto tramite essa ma, anzi, che essa servita per aprirci gli occhi sulla nostra condizione di esseri caduti e ingiusti: la legge stata come un prec ettore per condurci a Cristo, affinch noi fossimo giustificati per fede (Galati 3: 24).