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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI VERONA

FACOLT DI LETTERE E FILOSOFIA


CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN GIORNALISMO
TESI DI LAUREA
IL CINEMA E LA LOTTA ARMATA IN ITALIA:
dalla fabbrica al caso Moro
Relatore:
Dott.ssa Paola Palma
Laureando:
Francesco Fontana
Matricola N. Vr079995
ANNO ACCADEMICO 2008-2009
Indice

Introduzione 1
Cap. I - Tra lotta armata e cinema: una panoramica 5

1 - Il Iantasma delle Brigate Rosse 5
2 - Il cinema: perche e come 11
Cap. II - Il potere del Potere 23

1 - Un Iilm sul degrado morale di un`Istituzione 23
2 - Gian Maria Volonte: `l`attore` di quel cinema 25
3 - Indagine: un Iilm sul Sessantotto 28
4 - Pericolosi legami con la realta in un Iilm che `ha Iatto legge` 31
5 - Le due Iacce del Potere: il personaggio del Dottore 33
6 - Il carnevale e Iinito? 39
Cap. III - Con Petri si entra in fabbrica 53

1 - L`inIerno e il paradiso dell`operaio 53
2 - Il contesto storico-sociale 54
3 - Com`e nato il Iilm 56
4 - Gli slogan, `la marcia`, la Iabbrica 59
5 - Lulu: l`operaio Massa 61
6 - La vita dell`operaio: la casa, il disagio Iisico, la Iamiglia 65
7 - L`ombra della pazzia: la Iigura di Militina 68
Cap. IV - Tre sguardi su Moro 79

1 - Ferrara, Bellocchio e Martinelli raccontano il caso Moro 79
2 - I misteri iniziano in via Fani 82
3 - Perche Aldo Moro: il primo comunicato delle Br 85
4 - Il Caso Moro 86
5 - Buongiorno, notte 100
6 - Pia::a delle Cinque Lune 117
7 - L`ultima lettera alla moglie: i tre Iilm si incontrano 132
Conclusioni 150
Schede dei film 154
Bibliografia 156
Filmografia 158
Introduzione
Gli anni Settanta, in Italia, rappresentano senz`altro uno dei
periodi piu drammatici e allo stesso tempo aIIascinanti della storia
recente del nostro Paese. La stagione dei cosiddetti `anni di piombo`, dai
limiti diIIicilmente deIinibili, vede nel decennio iniziato con le
contestazioni del 1968 e conclusosi con il rapimento e l`uccisione del
Presidente della Dc Aldo Moro, avvenuta nel maggio del 1978, il
momento centrale, quello piu caldo e concitato. E nella prima Iase di
questo intervallo di tempo che nascono e si sviluppano le maggiori
contraddizioni a livello socio-politico che stimoleranno poi, nel corso
degli anni Settanta, la risposta armata da parte delle Br e degli altri
gruppi della sinistra extraparlamentare.
Gia a partire dal 1970 il cinema propone diverse pellicole che
prendono in considerazione, testimoniano e analizzano il contesto che si
stava vivendo, considerando, spesso in modo piu libero e critico rispetto
ai mezzi di inIormazione, le contraddizioni presenti nella societa.
La mia scelta e quella di raccontare, attraverso alcuni Iilm cardine
del genere, la lotta armata limitatamente proprio a quel periodo
cominciato a Iine anni Sessanta, caratterizzato dagli scioperi, dalle
1
rivendicazioni salariali nelle Iabbriche e dalle tensioni sociali in genere, e
concluso, passando per sanguinari passaggi intermedi, dieci anni dopo in
via Caetani.
L`obiettivo che mi sono posto e quello di mostrare la parabola
della lotta armata di Sinistra attraverso quell`ideale percorso parallelo che
aIIianca la cronaca alla ricostruzione Iilmica: da una parte i Iatti e
dall`altra la rappresentazione che il cinema ne ha dato. Diventa
interessante, dalla mia prospettiva, provare a evidenziare come uno
strumento quale il cinema, che rimane pur sempre legato all`arte e allo
spettacolo, sia stato capace di inserirsi in un contesto tanto controverso e
politicamente problematico, addirittura indagando, a volte, sulla realta.
Nel primo capitolo ho cercato di Iornire un quadro generale di
quello che e stata la lotta armata di Sinistra in Italia: dalle prime brigate
di Iabbrica, alla Iormazione delle Br, dai primi sequestri lampo
all`innalzamento progressivo del livello dello scontro. Il resoconto,
basato anche sulle testimonianze di alcuni brigatisti come Franceschini e
Moretti, si sviluppa nella direzione di una prospettiva, del tutto personale,
che limita l`attivita delle vere Br ad un periodo molto piu ristretto rispetto
a quello che spesso viene considerato. Ho scelto di aIIiancare alla parte
storiograIica anche un paragraIo dedicato alla presentazione dei numerosi
Iilm legati, in modo diIIerente, agli `anni di piombo`, proponendo una
panoramica il piu possibile ampia e completa delle diverse chiavi di
lettura proposte dai registi che hanno parlato di quegli anni.
2
Nel capitolo successivo sono passato a trattare uno dei nodi
centrali, uno degli elementi che hanno Iornito ai brigatisti la base per la
scelta della risposta armata. La tematica considerata e quella dell`abuso e
dell`insindacabilita del potere, raccontata attraverso le immagini del Iilm
di Elio Petri Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970).
Il Iilm, come si vedra di seguito, e tra i primi a mostrarcisi la Iaccia piu
corrotta di un`Istituzione, Iino a quel momento insindacabile, come
quella della Polizia. Il regista mette in scena le perversioni del potere
legandosi, in modo proIetico quanto casuale, alla cronaca del periodo.
Verra dedicato un paragraIo all`attore Gian Maria Volonte, icona
di quel cinema deIinito di impegno politico-civile e protagonista di molti
dei Iilm presi in considerazione nel mio elaborato.
Elio Petri Iornira anche un ritratto della vita in Iabbrica,
mostrando nel suo La classe operaia va in paradiso (1970) le
contestazioni e le lotte operaie. L`immagine tratteggiata dal regista non
trascura, pero, il lato intimo e le nevrosi, causate dalla logorante vita in
Iabbrica, che si riversano nella vita privata dei personaggi. Abbiamo cosi,
soprattutto attraverso l`interpretazione di Gian Maria Volonte, un crudo
ritratto delle gravi conseguenze Iisiche e psichiche che la vita alla catena
di montaggio provoca nell`operaio. Sono pellicole impegnative quelle
proposte da Elio Petri. Il suo e un cinema che guarda alla
contemporaneita e la ripropone senza particolari Iiltri, procedendo di pari
passo alla cronaca e mescolandosi, talvolta, ad essa.
3
Nell`ultimo capitolo si giunge all`epilogo della parabola, alla
risposta piu grave e drammaticamente decisa da parte delle Brigate
Rosse: il rapimento di Aldo Moro. La vicenda viene riletta da tre Iilm
molto diIIerenti tra loro: Il caso Moro (1986), Buongiorno, notte (2003) e
Pia::a delle Cinque Lune (2003), rispettivamente di Giuseppe Ferrara,
Marco Bellocchio e Renzo Martinelli. Le tre pellicole, pur presentando
alcuni tratti comuni, si discostano l`una dall`altra in modo evidente. I
registi si conIrontano con il Iatto di cronaca osservandolo da angolature
assolutamente personali, Iornendoci cosi una chiara immagine della
molteplicita dei punti di vista possibili oIIerti da una drammatica vicenda
politica che lascia in eredita poche certezze e molti punti interrogativi.
4
Capitolo I
Tra lotta armata e cinema: una panoramica
1. Il fantasma delle Brigate Rosse
AIIrontando lo studio della lotta armata di sinistra nell`Italia degli
anni Settanta, con particolare riIerimento alle Brigate Rosse, ci si inoltra
in un terreno ricco di misteri irrisolti, di punti interrogativi e di
contraddizioni.
Si potrebbe considerare metaIoricamente la storia brigatista come
un libro del quale l`ultimo capitolo stenta a essere scritto. Possiamo
inIatti ricostruire, con una certa attendibilita, grazie ai molti e diversi
contributi, i primi capitoli di questa particolare stagione, identiIicabili nei
Iermenti della Iine degli anni Sessanta esplosi poi nella scelta, da parte di
gruppi della sinistra extraparlamentare, di intraprendere la lotta armata
contro i cosiddetti `padroni` e lo Stato.
Cio che risulta invece molto diIIicile, per molteplici ragioni, e
scrivere l`ultimo capitolo di questo drammatico e aIIascinante racconto.
Tutto sembra rimanere ancora oggi in sospeso, sostenuto da qualcosa che
non permette di mettere la parola Iine.
5
Alberto Franceschini, uno dei Iondatori delle Brigate Rosse, tra le
pagine del libro intervista Che cosa sono le Br ci oIIre a tal proposito la
sua opinione sul tassello mancante. L`ex brigatista ci Iornisce la risposta
piu scontata e allo stesso tempo calzante: aIIerma che manca
Iondamentalmente una verita deIinitiva. Dice che ne esistono solo dei
Irammenti che nessuno ha il coraggio di provare a mettere insieme. Nel
seguito dell`intervista completa il quadro parlando di un Iunerale alle Br
mai celebrato, un Iunerale che potra aver luogo solo quando si sapra con
chiarezza qual e il cadavere da seppellire.
1
Un secondo aspetto che non ci permette di congedarci da quel
periodo con delle certezze e legato alla paura. Se ci limitassimo alle date
e al susseguirsi cronologico degli eventi potremmo considerare la
stagione delle Brigate Rosse chiusa gia nei primi anni Ottanta. Piu
precisamente, si potrebbe dire che l`incontro di Pecorile del 1970 dove
i componenti del gruppo extraparlamentare Sinistra proletaria e altri
compagni di Reggio Emilia discutono sulla necessita di passare, come
testimonia Curcio, a nuove Iorme di lotta piu incisive e clandestine
2

sancisca la nascita delle Br e il 1982, anno dello smantellamento del
gruppo dopo il Iallimento politico del sequestro Dozier, ne decreti la Iine.
Ma e la paura appunto, sostenuta dagli omicidi degli anni Ottanta e da
qualche rigurgito di lotta armata negli anni Duemila, a Iar sopravvivere
1
GIOVANNI FASANELLA, ALBERTO FRANCESCHINI, Che cosa sono le Br, Rizzoli, Milano 2004,
p. 11.
2
GIORGIO GALLI, Piombo Rosso. La storia completa della lotta armata in Italia dal 1970
a oggi, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2007, p. 11.
6
lo spettro di quella drammatica stagione aperta alla Iine degli anni
Sessanta e che, per dirla con Giorgio Galli, come realta o come
preoccupazione
3
permane ancora oggi.
Analizzando nel suo complesso il Ienomeno brigatista si possono
identiIicare due assi che caratterizzano lo sviluppo dell`organizzazione,
due periodi che sintetizzano l`intera esperienza: l`incontro tra studenti e
operai e l`aumento progressivo del livello dello scontro. Il primo e
caratterizzato da una specie di convergenza spontanea verso il capoluogo
lombardo. Siamo nell`autunno del 1969. La protesta che dilaga
all`interno delle universita e delle Iabbriche, congiunta a una situazione
di malcontento sociale generalizzato, porta i singoli e i gruppi provenienti
da realta regionali e culturali diIIerenti a incontrarsi nell`industrializzata
Milano.
Tra i protagonisti delle Iuture Brigate Rosse troviamo inIatti
personalita diIIerenti: Renato Curcio e Margherita Cagol arrivano dalla
realta dell`Universita di sociologia di Trento e si trasIeriscono a Milano
per conIluire tra i compagni del Cub Pirelli, la prima brigata di Iabbrica.
Alberto Franceschini, Prospero Gallinari e altri compagni sono Iigli della
realta partigiana di Reggio Emilia, dove avevano lasciato il Fgci delusi
dalla nuova linea del partito. Moretti giunge invece alla grande metropoli
dalla periIeria, per lavorare come tecnico prima alla Ceiet e poi alla
Siemens. Proprio Moretti, interrogato sul rapporto iniziale tra studenti e
operai nel libro intervista Brigate Rosse. una storia italiana, spiega la
3
Ivi, p. 8.
7
relazione tra i due mondi, apparentemente lontani, con una Irase
emblematica: davanti ai nostri cancelli lo studente o smetteva di essere
uno studente o se ne andava.
4

Da questa prima convergenza di operai, studenti e tecnici, spinti
dall`ideale comune della rivoluzione proletaria, tutto si evolve molto
velocemente. Nasce nel Settembre 1969 a Milano il Collettivo Politico
Metropolitano, Iondato dai componenti del Cub Pirelli, tra i quali Renato
Curcio, Mario Moretti e Corrado Simioni. Nel Dicembre dello stesso
anno si tiene a Chiavari la prima signiIicativa assemblea tra i membri del
Cpm. Il Irutto dell`incontro sara un nuovo nome, Sinistra proletaria, e un
documento, il cosiddetto libretto giallo, dove si iniziava a ipotizzare la
lotta armata.
L`incontro decisivo per la nascita delle Brigate Rosse avverra,
come detto sopra, nell`agosto dell`anno successivo a Pecorile, nei pressi
di Reggio Emilia. Qui si conIrontano i componenti di Sinistra proletaria e
quelli dell`appartamento
5
di Reggio Emilia e decidono di conIluire in
un unico gruppo, le Br. Il battesimo uIIiciale della nuova organizzazione
sara celebrato il 20 ottobre dello stesso anno sulle pagine di Sinistra
proletaria, giornale gestito e auto Iinanziato dal gruppo stesso.
A partire dall`estate del 1970 inizia quindi un massiccio
insediamento nelle principali Iabbriche del nord Italia. L`esperienza dei
4
MARIO MORETTI, CARLA MOSCA, ROSSANA ROSSANDA, Brigate Rosse. una storia italiana,
Mondadori, Milano 2007, p. 11.
5
Quelli dell`appartamento sono il gruppo proveniente da Reggio Emilia, Iormato da:
Alberto Franceschini, Prospero Gallinari, Fabrizio Pelli, Franco Bonisoli, Tonino Paroli,
Roberto Ognibene, Lauro Azzolini, Attilio Casaletti.
8
primi nuclei di Iabbrica milanesi, iniziata con la Pirelli e la Sit Siemens,
si espandera rapidamente in altre citta settentrionali (Torino, Genova e in
seguito Padova e Marghera) per poi coinvolgere anche Roma e Napoli.
Il secondo aspetto Iondamentale per analizzare l`esperienza
brigatista, suggerito dall`evoluzione stessa dei Iatti, e quello che vede nel
Ienomeno Br una vera e propria progressione della violenza: una crescita
continua e incessante da tutti i punti di vista, con l`obiettivo di alzare
progressivamente il livello dello scontro con lo Stato.
La lotta inizia con le bombe incendiarie alle auto dei capetti di
Iabbrica e passa rapidamente ai primi sequestri lampo dei dirigenti
Macchiarini e Mincuzzi, rispettivamente nel 1972 e 1973, per proseguire
con il sequestro del magistrato Mario Sossi l`anno successivo e
l`omicidio del Procuratore Generale della Corte d`appello di Genova,
Francesco Coco, nel 1976.
Il 1978 e l`anno tragicamente decisivo per le Br: la scelta di rapire
Aldo Moro nasce dalla consapevolezza dei brigatisti di essere maturi per
conIrontarsi direttamente con lo Stato, e l`apice dell`innalzamento del
livello dello scontro. Il sequestro del Presidente della Dc inIligge pero un
colpo mortale alle velleita brigatiste. Si potrebbe dire che con la morte di
Aldo Moro muoiono anche le vere Br. Il gesto voleva rappresentare un
vero e proprio processo alla Democrazia Cristiana. L`accettazione da
parte dello Stato di una trattativa avrebbe signiIicato un grande successo
per le Br, sarebbe stato il riconoscimento politico al quale i brigatisti
9
ambivano. Ma questo non avviene. Lo Stato si riIiuta di intavolare
qualsiasi mediazione, aprendo un dibattito ancora attuale sulle
responsabilita e sulle vere ragioni della scelta della Iermezza. La condotta
stessa dello Stato, dei vari organismi politici e dei Servizi di Sicurezza
nei conIronti delle Br rimangono complessi e in parte indeciIrabili. Ci
hanno combattuti quando serviva combatterci, ci hanno lasciati Iare
quando serviva che noi crescessimo
6
, racconta Alberto Franceschini.
Una condizione di individuati e non ricercati, provocata Iorse da quella
che Galli nel suo Piombo Rosso deIinisce: una strumentalizzazione da
parte dei soggetti dell`establishment, interessati al perdurare di una
situazione di instabilita che sarebbe dovuta sIociare in una stabilizzazione
politica moderata; risultante, tuttavia, di diIIicile conseguimento, nelle
varie Iasi dell`intero periodo.
7

Il cinema raccoglie tutte queste istanze diventando testimone e
strumento di indagine, Iorse privilegiato, per raccontare le vicende della
lotta armata in una sorta di scambio osmotico
8
, per dirla con Christian
Uva, tra realta e ricostruzione Iilmica dove i conIini tra l`una e l`altra
diventano labili, quasi impalpabili.

6
FASANELLA, FRANCESCHINI, Che cosa sono le Br, cit., p. 132.
7
GALLI, Piombo Rosso, cit., p. 7.
8
CHRISTIAN UVA, Schermi di piombo, Rubbettino, Catanzaro 2007, p. 9.
10
2. Il cinema. perche e come
Lo schermo del cinema ha continuato costantemente negli anni a
mettere a disposizione la propria superIicie, 'pagina bianca sempre
pronta a lasciarsi scrivere dalle 'penne piu diverse.
9
La metaIora utilizzata da Christian Uva nelle pagine del suo
Schermi di piombo esprime in modo puntuale cio che e stato il cinema
degli `anni di piombo` in Italia. Lo strumento Iilmico, dagli anni Settanta
ad oggi, si e aIIacciato sulla lotta armata, proponendo una grande
quantita e varieta di contributi. Ogni singola pellicola suggerisce un
punto di vista, una prospettiva personale e una risposta alla situazione
italiana di quella stagione. La complessita stessa di quel controverso
periodo ha contribuito a stimolare risposte diverse e a Iornire alle singole
`penne` stimoli per produrre un`ampia e variegata gamma di lavori. Cosi,
alcuni Iilm hanno lo scopo di ricostruire i Iatti in modo didascalico,
cercando la precisione del racconto, altri, attraverso decontestualizzazioni
e metaIore, ci mostrano in modo implicito cio che era diIIicile esprimere
in altra maniera, altri ancora, ed e il caso del cinema militante, prendono
una netta posizione politica, contestando spesso apertamente le versioni
uIIiciali dei Servizi di Sicurezza e degli organi di Stato.
Avviene anche, come si vedra in seguito, che il cinema anticipi la
realta, prevedendo nella Iinzione drammatiche evoluzioni della lotta
armata. In ultima istanza, c`e anche un cinema che ispira i terroristi. Lo
9
Ivi, p. 79.
11
stesso Mario Moretti, parlando della sua prima rapina, dice: all`inizio
seguivamo la tecnica vista nei Iilm.
10

La Iinzione permette di giocare con i Iatti, di alludere, di
mescolare ricostruzione a immagini documentarie, possiede insomma
conIini pressoche illimitati. Tutte queste argomentazioni ci Iorniscono il
supporto per giustiIicare la scelta di utilizzare il cinema per raccontare la
passione e la tragedia di quella drammatica stagione.
Uno degli errori che bisogna evitare nell`analizzare le pellicole e
quello di ricondurre la validita dei Iilm alla precisione e alla Iedelta verso
quello che vogliono raccontare o verso il contesto che intendono
riprodurre. A tal proposito, Alan O'Leary evidenzia la diIIerenza tra
storia e memoria. Secondo lo studioso irlandese, la prima e
rappresentata dalla ricostruzione uIIiciale del passato, mentre la seconda
e l`insieme delle percezioni non uIIiciali su cui si puo contare per Iar
diventare un evento un Iatto comunemente noto.
11
Proprio questo e il cinema. Il regista interpreta i Iatti, respira
l`ambiente e raccoglie le emozioni Iacendole convergere in un proprio
punto di vista, non uIIiciale, che pertanto non deve essere veriIicato nella
prospettiva dell`oggettivita. Bisogna ricordare, inIatti, che il cinema degli
`anni di piombo` rimane comunque una Iorma di spettacolo che decide di
conIrontarsi con una realta incerta e piena di nodi irrisolti, dove nulla o
quasi puo essere considerato sicuro e veriIicabile.
10
MORETTI, MOSCA, ROSSANDA, Brigate Rosse, cit., p. 26.
11
ALAN O'LEARY, Tragedia allitaliana. cinema e terrorismo tra Moro e memoria,
Angelica, Sassari 2007, p. 57.
12
Sono molti i Iilm che, a vario titolo, si ricollegano alla stagione
della lotta armata conIluendo in quel Iilone denominato di impegno
politico-civile.
Lino Micciche, scrivendo della situazione sociale negli anni
Settanta, aIIerma: una cinematograIia come quella italiana, che Iin dalle
stagioni neorealistiche aveva trovato abbondante ispirazione nella 'realta
oggettiva e aveva Iatto della propria capacita testimoniale, e del proprio
'impegno civile, la propria 'etica dell`estetica, comincio a non sapere
piu individuare agganci con la realta.
12
Viene meno la rappresentazione
di una realta oggettiva e comunemente riconosciuta, tipica dei Iilm del
dopoguerra sulla Resistenza. Ci si trova di Ironte a un contesto molto piu
complesso e controverso.
Il primo livello del conIronto, quindi, potrebbe essere con la
situazione di guerriglia urbana che si viveva nelle strade delle metropoli.
A Iornirci una prima istantanea di Milano, centro nevralgico della
ribellione nei primi anni Settanta, e Marco Bellocchio, con il suo Sbatti il
mostro in prima pagina, Iilm del 1972. Il regista giustappone, nei primi
minuti di Iilm, immagini documentarie e ricostruzione Iilmica degli
eventi. L`inizio e concitato e contiene molti degli elementi rappresentativi
della guerriglia urbana. Le immagini di repertorio sono di quelle
importanti: il Iunerale di Gian Giacomo Feltrinelli, con le voci della
gente che urla Compagno Feltrinelli, sarai rivendicato (Iig. 1), un
comizio tenuto da un giovanissimo Ignazio La Russa, le bottiglie
12
LINO MICCICHE (a cura di), Il cinema del riflusso, Marsilio, Venezia 2007, p. 10.
13
molotov lanciate l`11 marzo contro la sede del Corriere della Sera, gli
scontri dei maniIestanti con i celerini accompagnati dal suono delle
sirene della polizia. Il Iilm di Bellocchio e, soprattutto, una riIlessione
sulle capacita di un importante giornale di destra - nella Iigura del suo
caporedattore - di manipolare l`inIormazione, di inIangare la realta e di
Iornire in pasto alla Iolla un colpevole, in realta innocente,
preconIezionato. Nel Iilm, e un giovane extraparlamentare di sinistra a
essere accusato dell`omicidio di una studentessa, con l`unico obiettivo di
portare a destra i consensi per le imminenti elezioni politiche. La scena
Iinale mostra un Iiume torbido che scorre lentamente portando con se una
gran quantita di riIiuti (Iig. 2), metaIora, sin troppo evidente, della
borghesia e della societa che di conseguenza e governata da prepotenza e
menzogne.
Quando si prende in considerazione il cinema che Ia riIerimento
agli `anni di piombo` c`e anche, come anticipato, un cinema militante. In
esso rientrano Iilm come 12 Dicembre (1972) di Pier Paolo Pasolini e
Documenti su Pinelli (1970), un Iilm-inchiesta collettivo (Iigg. 3-4),
diretto da Elio Petri, sulla morte dell`anarchico Giuseppe Pinelli,
interrogato dal commissario Luigi Calabresi per la strage di Piazza
Fontana e precipitato `misteriosamente` dalla Iinestra del quarto piano
della Questura di Milano nella notte tra 15 e il 16 dicembre 1969, dopo
tre giorni di interrogatorio.
14
La cinepresa si sposta dalla strada alla Iabbrica in La classe
operaia va in paradiso. Il Iilm di Elio Petri del 1972 e Iiglio dell`autunno
caldo e delle rivendicazioni salariali. E una IotograIia dell`alienazione
della classe operaia e del percorso interiore di un operaio stacanovista,
interpretato da Gian Maria Volonte, che, dopo aver perso un dito alla
catena di montaggio, cambia radicalmente atteggiamento passando da
ingranaggio ubbidiente e sottomesso ai padroni a protagonista e simbolo
delle rivendicazioni. L`inIortunio e la scintilla necessaria che permette al
protagonista di prendere consapevolezza della propria situazione e di
reagire al suo atteggiamento di totale passivita.
Scintille che scatenano inIerni e progressiva presa di coscienza
sono d`altra parte le Iorme della nascita e dello sviluppo della lotta
armata. La stessa strage di Piazza Fontana e considerata dai protagonisti
la scintilla che apre, o deve necessariamente aprire, nuove prospettive.
Dice Renato Curcio: Con la strage il clima improvvisamente cambio.
|.| Si tratta di una svolta che ci lascia aperte solo due strade: mollare
tutto, oppure andare avanti ma attrezzandoci in modo del tutto nuovo.
13

La classe operaia va in paradiso ha anche il merito di avere
Iatto entrare lo spettatore medio nella Iabbrica, impresa nuova per il
cinema, mettendolo di Ironte alla Ienomenologia che ne caratterizza il
suo regime, al taglio dei tempi, ai ritmi, al cottimo alle linee ideologiche
della lotta.
14

13
GALLI, Piombo Rosso, cit., p. 9.
14
ANTONIO GUASTELLA, La classe operaia va in paradiso, Nocturno Dossier, n. 15,
ottobre 2003, p. 19.
15
La classe operaia va in paradiso e Sbatti il mostro in prima
pagina ci oIIrono un primo ritratto, a caldo, della Iabbrica, del Ienomeno
della guerriglia urbana e della gestione dell`inIormazione da parte di un
potente e inIluente giornale.
Tra cinema e realta si instaurano anche altre misteriose
corrispondenze. Lo strumento Iilmico, in alcune occasioni, ha addirittura
anticipato tragicamente i Iatti. E il caso di Todo Modo (1976), di Elio
Petri e di Abuso di potere (1972) di Camillo Bazzoni. Todo Modo (Iig. 5)
e liberamente ispirato all`omonimo romanzo di Leonardo Sciascia ma,
come suggerisce Fabrizio Deriu, nel Iilm di Petri la sottile polemica
anticattolica di Sciascia si era trasIormata in dichiarata polemica
antidemocristiana. |.| Sciascia racconta in Iorma di giallo il raduno in
una sorta di eremo-riIugio-prigione di un gruppo di notabili e potenti
appartenenti alla classe dirigente del paese, per una periodica settimana
di esercizi spirituali condotti sotto la guida di un prete scaltro e
ambiguo.
15
Nel Iilm di Petri sono i membri del partito di maggioranza a
raccogliersi nell`Eremo di ZaIer, un sepolcrale albergo dove si tengono
gli `esercizi spirituali`, guidati dal Iondatore e gestore della struttura Don
Gaetano (Marcello Mastroianni). Protagonista e un certo signor M (Iig.
6), interpretato da Gian Maria Volonte, qui estremamente somigliante ad
Aldo Moro, che nel Iilm e rappresentato come colui che dovra portare la
croce della mediazione sul Monte Calvario dei nuovi assetti politici.
16
15
FABRIZIO DERIU, Todo Modo, in LINO MICCICHE (a cura di), Il cinema del riflusso, cit., p.
404.
16
UVA, Schermi di piombo, cit., p. 36.
16
La serie di eIIerati omicidi che si scatenera all`interno dell`albergo-
convento sono la testimonianza dello sIascio ideologico in atto all`interno
della Democrazia Cristiana dell`epoca. Todo Modo e Iondamentalmente
un Iilm contro la Dc e la politica del suo Presidente Aldo Moro negli anni
del `compromesso storico`. In Todo Modo, per dirla con Christian Uva,
si anticipano in modo proIetico il rapimento e l`uccisione di Aldo
Moro.
17

Nel Iilm di Bazzoni si proIetizza invece la morte del commissario
`torturatore` Luigi Calabresi. Il Iilm esce nel marzo del 1972 e mette in
scena l`uccisione di un Iunzionario di polizia, dalla palese somiglianza
Iisica con Calabresi, crivellato dai colpi di un mitra, anticipandone la
morte, avvenuta nel maggio dello stesso anno.
Una risposta ai Iilm sui cosiddetti `commissari di Ierro` e quella di
Damiano Damiani con Io ho paura (1977). Protagonista della vicenda e
Graziano, un brigadiere entrato in polizia per Iame
18
, che ha il coraggio
di ammettere la paura per i rischi ai quali il suo lavoro lo espone
quotidianamente. Con il brigadiere, interpretato da Gian Maria Volonte,
si tenta di restituire umanita alla categoria alla quale appartiene il
protagonista e ci viene mostrata l`altra Iaccia dei Servizi di Sicurezza.
Graziano e il simbolo dei molti Iunzionari, tanto diversi dal commissario
Calabresi, che, sotto la minaccia dei colpi delle Br, vivevano nel terrore.
17
Ibidem
18
Ivi, p. 37.
17
Un`altra chiave di lettura proposta da alcuni registi per spiegare
gli `anni di piombo` e quella del conIlitto edipico. All`interno di questo
Iilone rientrano contributi quali Caro papa (Dino Risi, 1979), La
tragedia di un uomo ridicolo (Bernardo Bertolucci, 1981) e Colpire al
cuore (Gianni Amelio, 1983). Alan O'Leary, a proposito di questi Iilm,
scrive: il desiderio rivoluzionario e reso con la voglia inIantile di
sostituirsi al padre.
19
Prosegue lo studioso irlandese: Si potrebbe
persino sostenere che il ricorso al mito sia una sorta di evasione e che sia
sintomatico di un`incapacita di spiegare in modo concreto gli eventi
traumatici.
20
La chiave allegorica e scelta anche da Federico Fellini. Nel suo
Prova dorchestra (1979) un gruppo di musicisti si oppone al severo
maestro tedesco, progettando una ribellione contro l`autorita. Manca il
coraggio pero di portare a termine il progetto. Ognuno, alla Iine, riprende
il suo strumento e riprende a suonare. L`allusione alla situazione della
societa italiana di quegli anni e piuttosto chiara. Gli orchestrali sono la
raIIigurazione dei cittadini scontenti e il direttore tedesco e l`immagine
del potere dittatoriale. La nazionalita tedesca del direttore crea un
naturale parallelismo tra gli orchestrali e i brigatisti, portatori di valori
della lotta partigiana; ci sono anche gli slogan urlati dai musicisti:
orchestra terrore a morte il direttore; c`e la paura del direttore di essere
19
O'LEARY, Tragedia allitaliana, cit., p. 16.
20
Ivi, p. 17.
18
gambizzato, altra pratica tipica delle Br e, in ultima istanza, c`e la
sconIitta del progetto rivoluzionario.
L`episodio dalla maggiore ricaduta cinematograIica rimane
comunque il caso Moro. Il primo Iilm che racconta esplicitamente la
vicenda del Presidente della Dc e Il Caso Moro di Giuseppe Ferrara, del
1986. Il Iilm, insieme a Pia::a delle Cinque Lune (2003) di Renzo
Martinelli, rientra nei cosiddetti conspiracv film
21
, cioe quelli che
alimentano la visione complottistica.
Punto di vista completamente diverso e quello proposto da Marco
Bellocchio nel suo Buongiorno, notte (2003). Il Iilm, ispirato al libro Il
prigioniero di Anna Laura Braghetti, tradisce volutamente la vicenda
storica Iacendoci immergere in un bagno di sensazioni.
22
Le lacrime
della brigatista Chiara (Maya Sansa), alter ego Iinzionale di Anna Laura
Braghetti, raccolgono la compassione - intesa nel senso letterale del
termine - verso il prigioniero, che si sprigiona in un sogno, mostrato
nell`ultima sequenza del Iilm, dove un Aldo Moro sereno passeggia
libero per le strade di Roma.
Altri contributi recenti sono Trilogia di Aldo Moro di Aurelio
Grimaldi, del 2004, e la serie televisiva in due puntate Aldo Moro Il
presidente (2008), Iilm di Gianluca Maria Tavarelli.
Moro continua quindi ad essere rappresentato. Non stupisce che
sia proprio lui a Iar sopravvivere la lotta armata anche nel cinema degli
21
Ivi, p. 72.
22
UVA, Schermi di piombo, cit., p. 74.
19
ultimi anni: e la vittima prescelta, il mistero irrisolto per eccellenza e
Iornisce quindi illimitate possibilita di intervento.
20
Fig. 1 - Immagini del Iunerale di Feltrinelli (Sbatti il mostro in prima pagina).
Fig. 2 - Il Iiume di riIiuti (Sbatti il mostro in prima pagina).

Fig. 3 - Gian Maria Volonte (Documenti su Pinelli).
21

Fig. 4 - Una delle ricostruzioni (Documenti su Pinelli).
Fig. 5 - Marcello Mastroianni e Gian Maria Volonte (Todo Modo).
Fig. 6 - Gian Maria Volonte nei panni del signor M (Todo Modo).
22
Capitolo II
Il potere del Potere
1. Un film sul degrado morale di unIstitu:ione
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970), di
Elio Petri, e un Iilm Iondamentale per i legami che intrattiene con la
situazione socio-politica della sua epoca. Il Iilm riIlette, per la prima
volta in modo critico ed esplicito, sul Iunzionamento di un`istituzione
come quella della Polizia, mettendo in evidenza le Ialle e il degrado
morale del sistema vigente, che appare intriso di una corruzione
assolutamente insindacabile. Con Indagine su un cittadino, quindi, come
scrive Andrea Minuz: Il cinema di Elio Petri ci Iornisce Iorse delle
coordinate privilegiate per declinare all`interno dei meccanismi della
Iinzione alcuni nodi della rappresentabilita di un decennio (1968-1978)
decisivo per la storia del nostro Paese.
23

Il Iilm, girato negli ultimi mesi del 1969, diventa ancora piu
interessante per gli intrecci misteriosi che instaura con alcuni drammatici
Iatti di cronaca, avvenuti in concomitanza e appena terminate le riprese,
come la strage di Piazza Fontana e la morte dell`anarchico Pinelli.
23
ANDREA MINUZ, Cronaca di una stagione annunciata. Note sul cinema politico di Elio
Petri, in CHRISTIAN UVA, Schermi di piombo, cit., p. 134.
23
Nella pellicola si mette in scena un omicidio, compiuto dal
commissario a capo della Sezione Omicidi di Roma, nel Iilm chiamato
semplicemente Dottore, interpretato da Gian Maria Volonte. L`atto
delittuoso e il motore che avvia le conseguenti Iasi delle indagini,
accompagnate dalle manipolazioni del caso, con l`unico obiettivo di
creare un colpevole comodo o, semplicemente, di tenere nascosto ad ogni
costo quello reale, mantenendo ben salda l`insospettabilita
dell`Istituzione.
Scrive Antonio Guastella: Indagine e una parabola intorno alla
sostanza del potere, ai suoi dispositivi gerarchici, repressivi, giocati sui
rapporti intercorrenti con la categoria del 'godimento e sulla gestione
strumentale e Iondativi del 'sapere.
24
A portare sulle spalle questa
ardua sIida nei conIronti dell`autorita costituita e appunto
`l`insospettabile` capo della Sezione Omicidi. Per proseguire con
Guastella si puo dire che: La sIida del protagonista del Iilm, la sua
partita a scacchi, approntata per riaIIermare in tutta la sua purezza il
concetto di autorita, e la sIida del cinema che gioca sul Iilo del rasoio per
incidere sulla realta con la sua possibilita di critica.
25

Il percorso del commissario, caratterizzato da continue instabilita
caratteriali, porta in primo piano la complessita psicologica del
protagonista stesso, lasciando quasi in disparte l`omicidio avvenuto nella
prima sequenza. Abbiamo a che Iare con un personaggio insicuro e a
24
ANTONIO GUASTELLA, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Nocturno
Dossier, n. 15, p. 23.
25
Ibidem
24
volte debole, destinato a perdere la sIida, probabilmente diIIicile per
chiunque, ai vertici del Potere.
2. Gian Maria Jolonte. lattore di quel cinema
Prima di analizzare Iilm come Indagine su un cittadino al di
sopra di ogni sospetto, La classe operaia va in paradiso e, nell`ultimo
capitolo dedicato alla vicenda di Aldo Moro, Il Caso Moro, e necessario
approIondire la Iigura di Gian Maria Volonte, l`icona del cinema di
impegno politico-civile degli anni Settanta. Quello dell`attore e inIatti il
volto che ritorna, sempre in Iorme diverse, in numerosissime pellicole del
cinema di questo genere.
Chi l`ha conosciuto parla di lui come di un attore non di certo
disponibile a tutto e che, come scrivono Montini e Spilla: Accettava un
Iilm o un ruolo secondo la sua concezione del cinema e guardando alla
possibilita di poter incidere in quel modo su qualche meccanismo della
societa considerato ingiusto o di poter collaborare comunque alla 'ricerca
di un brandello di verita che valesse la pena di denunciare.
26

Il regista Francesco Maselli racconta: Tra la Iine degli anni
Sessanta e l`inizio degli anni Settanta Gian Maria Iu tra i protagonisti
delle grandi battaglie riIormatrici che conducemmo allora nel mondo
della cultura e delle istituzioni.
27
Anche l`attore e doppiatore Glauco
26
FRANCO MONTINI, PIERO SPILLA (a cura di), Gian Maria Jolonte. Un attore contro,
Rizzoli, Milano 2005, p. 10.
27
Interviste contenute nel DVD Gian Maria Jolonte. Un attore contro. i film e le
testimonian:e, documentario, di Ferruccio Marotti, Rizzoli, Milano 2005.
25
Onorato, parlando dell`amico e collega, dice: Quando ci Iurono le
agitazioni chi poteva essere piu capo popolo di Gian Maria? Gian Maria
era il capo popolo e noi Iacevamo gli scioperi per ottenere i diritti degli
attori, quelle cose.
28

L`immagine che emerge, quindi, e quella del `divo impegnato`:
un attore dalla spiccata personalita, molto polemico e politicamente
schierato a sinistra. Adriano SoIri, in un`intervista rilasciata nel 2004,
racconta a tal proposito: Le sue opinioni politiche non erano nemmeno
da considerarsi tali, ma erano un Iortissimo sentimento, un Iortissimo
attaccamento alla sinistra, una specie di Iedelta militante |.|. Era la
Iaccia piu bella della sinistra di allora, compresa quella che si voleva
rivoluzionaria.
29

Lasciando da parte le sIaccettature politiche e l`immagine del
contestatore, ci si puo concentrare sulle grandi capacita mimetiche
dell`attore, che gli permettevano di scendere proIondamente nell`animo
del personaggio interpretato, diventando `altro` da se stesso.
Nel caso di Volonte, non si puo parlare, inIatti, semplicemente di
recitazione; si tratta di un`immedesimazione completa nel personaggio,
perdendo la propria corporeita. Questa sua capacita di riprodurre gli
atteggiamenti, il modo di muoversi, le diverse inIlessioni dialettali
diventano la sua caratteristica peculiare. Volonte e capace di
impossessarsi di ogni inIlessione, risultando credibile in ogni possibile
28
Ibidem
29
MONTINI, SPILLA, Gian Maria Jolonte. cit., pp. 147-148.
26
connotazione regionale, ma soprattutto la voce diventa la cartina di
tornasole per portare alla luce in maniera precisa e compiuta il carattere
piu autentico, anche se a volte segreto e nascosto, dei personaggi
interpretati.
30
Marina Pellanda riporta, nel suo saggio dedicato all`attore,
un`espressione molto signiIicativa di Alberto Crespi che scrive: Dentro
Volonte i personaggi ribollono 'come sciacquare una botte, poi se
n`escono come un 'grande Ioco lasciandolo guarito.
31
L`immagine
suggerita da Crespi e molto intensa e penetrante: rende chiaramente
l`idea di come i personaggi da interpretare Iossero proIondamente sentiti
e costruiti dall`attore. Cosi si potrebbe parlare di un corpo prestato al
cinema, che perde completamente le proprie Iattezze originali per
diventare il personaggio che deve interpretare, in una sorta di immersione
totale.
Paola Petri, moglie del regista, Iacendo riIerimento proprio a
questo calarsi completamente nel personaggio, racconta un aneddoto
riguardante le riprese del Iilm Todo Modo:
I primi due giorni di riprese di Todo Modo Iurono interamente
rigirati, d`accordo tutti, perche la somiglianza con Moro e
impressionante. Per vedere che non gli somigliasse. Gian Maria
non era truccato per niente, pero si muoveva come lui. I primi due
giorni, li hanno presi e buttati nel cestino.
32
30
Ivi, p. 13.
31
MARINA PELLANDA, Gian Maria Volonte, L`Epos, Palermo 2006, p. 63.
32
Gian Maria Jolonte. Un attore contro. i film e le testimonian:e, Marotti.
27
La tecnica stessa di estraniazione da se stesso contrasta in modo
totale con la recitazione caratteristica del cinema del periodo del
Neorealismo. Scrive, a tal proposito, Marina Pellanda:
Recitare per Gian Maria Volonte signiIica opporsi alla
antiproIessionalita che da Rossellini a Pasolini scorre nelle vene
del cinema italiano del secondo dopoguerra. |.| Gian Maria
Volonte, con la sua tecnica di recitazione, si opponeva al
Neorealismo proprio perche studiava per diventare qualcun altro,
quando si immedesima in un personaggio cambiando anima,
apparenza e identita, il puro movimento di trasmigrazione tra
identita psichiche, che solitamente caratterizza l`attore, non gli e
proprio.
33

Il volto dell`attore, oltre al corpo, diventa il punto di Iorza, in
molte occasioni, per la riuscita della pellicola. In molti dei Iilm da lui
interpretati, inIatti, si puo notare l`uso Irequente di primissimi piani che,
inevitabilmente, coinvolgono e catturano l`attenzione dello spettatore.
Nuovamente Marina Pellanda, in un capitolo emblematico dal titolo
Loblio di se per nascere, scrive: Quando nell`inquadratura non c`e
niente che possa impedirglielo, ne diviene naturalmente il centro, si
impossessa del corpo del suo personaggio e a lui si abbandona.
34

3. Indagine, un film sul Sessantotto
Alle ore 16 di domenica 24 agosto io ho ucciso la signora Augusta
Terzi, con Iredda determinazione, ho una sola attenuante: la
vittima si prendeva sistematicamente gioco di me. Ho lasciato
indizi dappertutto, non per Iuorviare le indagini ma per provare,
per provare, non per Iuorviare le indagini, ma per provare, per
provare la mia insospettabilita. Tuttavia, quando hai Iatto
33
PELLANDA, Gian Maria Jolonte, cit., p. 64.
34
Ivi, p. 67.
28
condannare al tuo posto un innocente la tua in sospettabilita non e
provata.
35

La registrazione della propria colpevolezza, che ascoltiamo in una
sequenza centrale del Iilm, diventa l`emblema e la migliore presentazione
della vicenda. L`atto criminoso si consuma nella prima parte: il
personaggio interpretato da Gian Maria Volonte sale le scale di un
palazzo e raggiunge Augusta (Florinda Bolkan), l`amante, che lo attende
nel suo appartamento. Lei gli domanda: Stavolta come mi ucciderai?.
Lui risponde: Ti tagliero la gola. Pochi minuti dopo, durante il
rapporto sessuale, il Dottore compira l`omicidio, tagliando la gola
dell`amante con una lametta. Si premurera egli stesso, dopo essersi Iatto
una doccia e aver disseminato volutamente nell`appartamento tracce e
indizi a proprio carico, di chiamare la polizia per metterla al corrente del
Iatto che, C`e stato un delitto (Iig. 1).
L`omicidio sara il motore che permettera di mettere in scena il
meccanismo distorto delle indagini, Iacendo emergere gli aspetti piu
inquinati del Iunzionamento dell`Istituzione Polizia. Volonte, attore
dichiaratamente schierato su posizioni di sinistra, interpreta l`emblema
del potere, dell`autorita che censura, che usa la violenza, che abusa della
propria posizione di Iorza, creando spaventosi buchi neri nelle gia
malmesse istituzioni italiane.
36

35
D`ora in avanti i dialoghi riportati sono da noi trascritti a partire dai rispettivi Iilm.
36
ALESSANDRA OFELIA CATANEA, Ribaltamenti pericolosi. Limmagine divistica di Gian
Maria Jolonte negli anni di piombo, in Christian Uva, Schermi di piombo, p. 151.
29
Si aIIrontano quindi le contraddizioni dell`istituzione
rappresentata, la possibilita di giocare con gli indizi e con la propria
colpevolezza per scoprire, nel Iinale, che non e nemmeno possibile
dichiararsi colpevole. Scrive Andrea Minuz:
Indagine e soprattutto un Iilm sul Sessantotto E nella prospettiva
scissionale del racconto (un ispettore di polizia che commette un
omicidio disseminando indizi e prove per veriIicare la propria
insospettabilita e che Iino alla Iine combatte la battaglia per la
propria colpevolezza, trovandosi poi costretto dal potere a
dichiararsi 'innocente) che possiamo gia scorgere il deIlagrare
delle contraddizioni della societa italiana dell`epoca.
37
Alla vicenda principale, l`omicidio e le successive indagini, si
sovrappongono altre trame che ampliano la prospettiva, rendendo ancora
piu complesso il Iilm di Petri. Ci sono: i sovversivi, i pregiudizi, i deboli,
anche sessualmente, utilizzati come capro espiatorio e l`aIIascinante e
complessa psicologia del personaggio del Dottore.
Il vero tema di Indagine e 'l`autoritarismo, con tutte le
psicopatologie e le caricature orribili che ad esso si accompagnano.
38

Quella di Petri diventa una vera e propria sIida al Potere. Il
commissario dall`accento siciliano, interpretato da Volonte, e un uomo
apparentemente severo e autoritario che, in realta, sembra non essere in
grado di reggere quel tipo di ruolo, cadendo, in diverse occasioni, in
atteggiamenti inIantili.
37
MINUZ, Cronaca di una stagione annunciata, cit., p.137.
38
Ivi, p. 139.
30
Con Indagine inizia la Iruttuosa collaborazione Petri-Pirro-
Volonte che, accompagnati dalle inconIondibili colonne sonore composte
da Ennio Morricone, daranno vita l`anno successivo a un altro
capolavoro assoluto del genere: La classe operaia va in paradiso.
4. Pericolosi legami con la realta in un film che `ha fatto legge`
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, come scrive
Mino Argenteri, e un Iilm anomalo e pungente. |.| Il primo Iilm
italiano schietto e Iranco su una istituzione sino ad allora
cinematograIicamente insindacabile.
39
Petri ha avuto il merito:
di aver violato un tabu politico: quello della polizia immacolata,
degli organi preposti all`ordine pubblico e alla giustizia, un terreno
su cui gli americani, sin dai remoti anni Trenta, hanno mostrato di
districarsi con una spregiudicatezza carente in Europa e invidiata
da chiunque sentisse le debolezze di una democrazia, la nostra,
gracile, pavida, esposta alla seduzione dell`autoritarismo.
40

Queste aIIermazioni riassumono in modo chiaro la sIida lanciata
dal Iilm, passato indenne alla censura, nei conIronti dell`Istituzione della
Polizia. C`e un`intromissione, quindi, inedita, all`interno di un
meccanismo insindacabile Iino a quel momento.
Lo sceneggiatore Ugo Pirro, parlando del contesto nel quale e
nato il Iilm, racconta:
39
MINO ARGENTERI, I grotteschi di Elio Petri, in LINO MICCICHE (a cura di) Il cinema del
riflusso, cit., p. 174.
40
Ivi, pp. 174-175.
31
Erano da poco Iinite le riprese del Iilm quando a piazza Fontana
scoppio la bomba della strage, tememmo che il nostro Iilm non
sarebbe stato mai proiettato in pubblico per quella coincidenza
sospetta Ira cronaca e immaginazione. |.| All`indomani di Piazza
Fontana, i reportage dei telegiornali sembravano sequenze
strappate al nostro Iilm; la Iinzione divento realta. Eravamo stati
proIetici e rischiavamo di pagarla cara.
41

Nel Iilm viene rappresentata l`esplosione di una bomba nelle
Iognature della questura di Roma, per la quale vengono sospettati e tenuti
in custodia cautelare molti giovani sovversivi dell`ambiente dell`estrema
sinistra extraparlamentare. Il legame con la strage di Piazza Fontana
diventa piuttosto evidente in quanto in quell`occasione Iu accusato
Giuseppe Pinelli, un Ierroviere anarchico che si dimostro poi estraneo ai
Iatti, precipitato dalla Iinestra del quarto piano della questura di Milano,
dopo tre giorni di interrogatorio. Il commissario di polizia rappresentato
nel Iilm diventa, in modo del tutto casuale e automatico, l`incarnazione di
Calabresi, il commissario che aveva interrogato nella questura di Milano
Pinelli e ritenuto dalle Br il responsabile della morte dell`anarchico.
Indagine su un cittadino diventa quindi un Iilm dalla
sconvolgente puntualita storica.
42
Questo misterioso intreccio con la
realta ha Iatto sorgere da subito l`ombra della censura sul Iilm, creando
grande interesse attorno alla pellicola di Petri. Spiega Pirro:
Siccome si era sparsa la voce che questo Iilm sarebbe stato
sequestrato, davanti al cinema c`erano le Iile. A Roma, all`Ariston,
per la prima volta, ci Iu uno spettacolo che iniziava a mezzanotte e
mezza. Perche la gente stava li Iuori e non andava via.
43

41
MINUZ, Cronaca di una stagione annunciata, cit., p. 133.
42
Ivi, p. 135.
32
Lo stesso Elio Petri testimonia l`importanza del suo Iilm, capace
di smuovere, seppur di poco, una situazione stagnante: Per la prima
volta un Iilm che ha parlato, in modo critico dell`Istituzione della Polizia,
e non e stato colpito dal reato di vilipendio. Allora questo Iilm Ia legge.
In piccolissima parte Indagine ha spostato qualcosa.
44
Sembra che il
Iilm abbia abbattuto una barriera o, comunque, scalIito quei meccanismi
che dominavano la societa di Iine anni Sessanta e inizio Settanta. Sempre
Ugo Pirro racconta della prima proiezione del Iilm:
Ad un certo momento teleIono Elio e disse: 'Guarda, ho Iinito il
mixaggio, venite a vedere il Iilm. C`era Zavattini, c`era Monicelli,
mi pare ci Iosse Scola, Quando si spensero le luci, a parte altre
considerazioni, Rutti disse: 'Andrete in galera e ci consigliarono
di andar via da Roma.
45

5. Le due facce del Potere. il personaggio del Dottore
La personalita del protagonista si presenta molto complessa e
ambigua. Come scrive Mino Argenteri:
Il personaggio, senza nome, recitato da Volonte, ha svariate radici:
un piccolo borghese esibizionista ed egocentrico, con convinzioni
medie, propensioni sadiche, culto della virilita, disprezzo per cio
che e diverso. E un poliziotto di scuola Iascista, la cui onnipotenza
ostentata, se malamente dissimula la rivalsa su ataviche
Irustrazioni, emblematizza uno strapotere attribuito al singolo da
una prassi che considera gli strumenti della legge, e la legge stessa,
al di sopra di ogni controllo.
46

43
Interviste contenute nel DVD, Elio Petri. appunti su un autore, di Federico Bacci,
Nicola Guarneri, SteIano Leone, Feltrinelli Real Cinema, BIM, Italia 2005.
44
Ibidem
45
Ibidem
46
MINO ARGENTERI, I grotteschi di Elio Petri, cit., p. 175.
33
La presentazione e perIettamente calzante e rispecchia le varie
sIaccettature del carattere, carico di contraddizioni, del commissario di
polizia.
La narrazione del Iilm, si potrebbe dire, procede lungo due strade
parallele: una ci mostra, cronologicamente, gli sviluppi delle indagini,
(con le loro continue manipolazioni), l`altra, attraverso i numerosi
Ilashback, presenta i ricordi e i lati piu intimi del protagonista e della sua
relazione con l`amante.
Sin dalla prima sequenza, quella dell`omicidio, e in quella
successiva, dell`arrivo alla Centrale di Polizia, il Dottore appare come un
uomo molto severo, autoritario e rispettato. Questa immagine lascera
aIIiorare, come gia anticipato, diverse Ialle, Iacendo emergere alcune
sIaccettature, nascoste e soIIocate il piu possibile, della sua personalita.
A delitto avvenuto, il personaggio di Volonte si reca nuovamente
sul luogo del crimine assieme al resto della Squadra Omicidi. Qui un
sottoposto gli mostra alcune IotograIie ritrovate nell`appartamento, che
ritraggono la vittima in pose, come vengono deIinite nel Iilm, da
cronaca nera (Iig 2). La cinepresa stringe sul volto di Volonte, poi
dissolve sul primo Ilashback: il protagonista ricorda i giochi IotograIici ai
quali si dedicava con l`amante. Aveva l`abitudine di IotograIare Augusta
nelle medesime posizioni nelle quali ritrovava i cadaveri, spesso di
prostitute, dei casi dei quali si occupava. Ci viene mostrato cosi il
34
rapporto, nel suo lato piu macabro e perverso, che il Dottore intratteneva
con la donna.
Attraverso i Ilashback successivi, che riprendono altri momenti
della relazione, otteniamo altre inIormazioni. Un dialogo tra i due amanti
e emblematico (Iig. 3):
DOTTORE
E pensa che io posso sapere tutto di te perche lo stato mi mette a
disposizione tutti i mezzi per mettere a nudo un individuo. E io
voglio Iarti credere di sapere tutto di te. E cosi Iacendo Iaccio
scattare in te il meccanismo del complesso di colpa.
AUGUSTA
Ho capito, Iate come con i bambini.
DOTTORE
Ma tutti ritornano un po` bambini, segnatamente al cospetto
dell`autorita costituita, insomma di Ironte a me che rappresento il
potere, la legge, tutte le leggi, quelle conosciute e quelle
sconosciute: l`indiziato ritorna un po` bambino. E io divento il
padre, il modello inattaccabile, la mia Iaccia diventa quella di Dio,
della coscienza; una messa in scena per toccare corde proIonde,
sentimenti segreti. No ma non ti turbare, io ti sto spiegando una
mentalita. Ma cosa credi? Queste sono le basi sulle quali si poggia
l`autorita costituita. |.| Adesso ti Iaccio vedere come abbiamo
trovato la puttana del Mandrione, sai noi Iiniamo col somigliarci
noi poliziotti coi delinquenti; nelle parole, nelle abitudini qualche
volte perIino nei gesti.
AUGUSTA
Si, si, sei come un bambino. Piu di tutti gli uomini che ho
conosciuto.
DOTTORE
Questo non lo dovevi dire. Che sono un bambino, questo non lo
dovevi dire. Hai capito? Gli altri sono bambini. Hai capito?
In questa sequenza, oltre a spiegare all`amante il meccanismo che
regola gli interrogatori, il Dottore mette in evidenza la paura di essere
scoperto nella sua debolezza. Deve essere ad ogni costo il padre severo e
autoritario che gioca, usando la Iorza, con il bambino-accusato.
L`accusato diventa quindi, metaIoricamente, un bambino soggiogato,
attraverso la Iorza e la coercizione, dall`autorita-padre.
35
Il Dottore e spaventato proprio dal Iatto che questo suo lato
inIantile, che si palesera meglio in seguito, possa venire allo scoperto. Il
Ilashback e alternato all`interrogatorio dell`ex marito della vittima,
picchiato e irriso per la sua omosessualita, al quale i colleghi del Dottore
cercano di estorcere una conIessione di colpevolezza, nonostante la
palese innocenza.
Nel dialogo precedente con Augusta siamo, comunque, ancora
nelle prime Iasi: il Dottore quasi impaurisce la donna e sembra poter
dominare ancora la scena. In seguito la situazione non sara piu la stessa e,
dopo aver scoperto il tradimento da parte di Augusta, il protagonista avra
un violento scontro verbale con lei, nel ha pero la peggio:

DOTTORE
Tu non mi puoi mettere in queste condizioni, io sono una persona
rispettabile, io rappresento qualcuno, io rappresento il potere
Augusta. |.| Ma chi e questo Pace stronza!
AUGUSTA
Se lo vuoi sapere e un ragazzo amico mio che abita proprio quassu.
Giovane bello e anche rivoluzionario.
DOTTORE
Rivoluzionario, guarda che io ti segno sai!
AUGUSTA
Metti giu le mani deIiciente, tu qui non sei alla centrale, sei a casa
mia. Vattene, Io non sono mica uno di quei disgraziati che ti
capitano sotto le mani hai capito? Tu Iai l`amore come un
bambino, perche non sei che un bambino che ti credi?
DOTTORE
Non gridare cosi.
AUGUSTA
Magari la Iai ancora a letto perche tu non sei nessuno, proprio
nessuno.
DOTTORE
Guarda che io avevo scherzato
AUGUSTA
Tu sei un incompetente, tu sei sessualmente incompetente hai
capito?
DOTTORE
E non mettermi le mani addosso
36
AUGUSTA
Tu sei un incompetente, sei un bambino hai capito? Un bambino!
Un bambino!
DOTTORE
E non mettermi le mani addosso

Nel Iinale l`uomo e accartocciato su se stesso, ripete in
continuazione la Irase tenendo i pugni chiusi e strillando come un
bambino (Iig. 4): e una chiara regressione inIantile. C`e una specie di
instabilita caratteriale alla base: una doppiezza, la volonta di Iar
emergere, con grande diIIicolta, solo il lato piu Iorte e autoritario,
mostrando una sicurezza che, in realta, non gli appartiene. Al
commissariato, durante l`interrogatorio di Antonio Pace, accusato
dell`attentato dinamitardo alla Questura, sembra traballante e maniIesta
grande instabilita, Iinendo per dimostrarsi la parte debole del conIronto:
PACE
Pace Antonio, nato a Ravenna nel 1946, ex studente di chimica,
anarchico individualista, condannato a tre mesi di prigione nel
1968 per resistenza alla Iorza pubblica.
DOTTORE
Lo sai chi sono io?
PACE
Per me tu eri l`amante della signora del piano di sotto, quella che
hanno assassinato.
DOTTORE
Da chi e quando?
PACE
Per me la signora l hai ammazzata tu il pomeriggio di domenica 24
agosto.
DOTTORE
Visto che per te e tutto cosi chiaro denunciami! Denunciami!
PACE
Ti piacerebbe eh? Qui ci sei e qui ci rimani. Un criminale a
dirigere la repressione, e perIetto.
DOTTORE
Tu mi devi denunciare, tu mi devi denunciare. Io ho sbagliato ma
io voglio pagare capisci? E non gridare!
37
Poi, mentre lo studente sta uscendo:
PACE
Aprite! E alla prossima azione ti teleIono! Ti tengo in pugno!
DOTTORE
Ma che Iai? Ma vieni qua, ma non Iare il ragazzo, ragioniamo, ma
per Iavore torniamo in noi. Rilasciatelo, non e niente, rilasciatelo.
Lo studente capisci? Ti tengo in pugno capisci? Ti tengo in
pugno.
Nel Iinale del primo dialogo riportato il Dottore strilla
nuovamente come un bambino, cambiando anche leggermente il timbro
della voce: viene dominato per la seconda volta e c`e la seconda
regressione inIantile. Scrive Marina Pellanda:
Il poliziotto di rango, il commissario dal Iorte accento meridionale,
si accorge di aver Iatto strada ma di trovarsi stretto in una morsa:
esercita il potere in senso repressivo e cieco identiIicandosi con
esso, pur non sentendosi e non essendo il potere. Da qui lo
scaturire di quel senso di impotenza che Petri esempliIica
attraverso la sIera sessuale e l`invidia nei conIronti dello studente
che gli rinIaccia, urlandola, una tragica verita di vittima piuttosto
che di carneIice, costringendolo d`un tratto a mostrarsi non piu
tracotante e chiassoso ma remissivo e supplichevole, o attraverso
la gelosia che prova verso l`amante diventata, quasi a ripagarlo,
insoIIerente della sua immaturita psicologica e della sua
inadeguatezza sessuale. Anche di Ironte alla sIrontatezza di lei,
smessi i panni dell`uomo Iorte e autoritario, il commissario
regredisce allo stadio inIantile. Successivamente commette il
delitto e cerca di Iar emergere in tutti i modi la sua colpevolezza
|.|.
47
La regressione allo stadio inIantile si palesera anche nel Iinale
del Iilm, quando i colleghi di lavoro cercheranno di Iargli ammettere la
sua innocenza. Lui inizialmente si oppone, insistendo sulle numerose
prove che dimostrano la sua colpevolezza, poi cede.
47
PELLANDA, Gian Maria Jolonte, cit., p. 174.
38
Di Ironte alla prima opposizione i colleghi e i vertici del potere
presenti nella sequenza, c`e anche il Questore, lo ammoniscono e due
sottoposti, tenendolo per le braccia, lo picchiano con una scarpa. Il
Dottore si lamenta e si dimena vistosamente: i colpi subiti sembrano
quasi una punizione al Iiglio ribelle e disobbediente. Il sostituto Mangani
dice: Ah.ti Ia cascare le braccia per terra, e un immaturo, l`avevo detto
io che non aveva spirito di corpo, ed ecco come e andata a Iinire
6. Il Carnevale e finito?
All`inizio della pellicola, dopo aver commesso il delitto, il
Dottore torna alla Centrale di Polizia con due bottiglie di champagne in
mano, prese dal IrigoriIero della casa dell`amante. Non appena giunto a
destinazione trova ad accoglierlo, gia nel garage, i colleghi e i sottoposti
che si complimentano con lui per l`operato negli anni di lavoro alla guida
della Sezione Omicidi. Il Dottore sta inIatti per ricevere una promozione
che lo portera a dirigere l`UIIicio Politico. Fara anche un discorso
pubblico durante una riunione (Iig. 5), in una sequenza successiva, dove
esporra i suoi propositi:
Da oggi assumo la direzione dell`uIIicio politico. Tra i reati
comuni e i reati politici sempre piu si assottigliano le distinzioni
che tendono addirittura a scomparire. Nella citta che ci e stata
aIIidata in custodia sovversivi e criminali hanno gia steso i loro Iili
invisibili che spetta a noi di recidere. A noi spetta il dovere di
reprimere. La repressione e il nostro vaccino, repressione e civilta.
39
Il Dottore, tornando alla sequenza precedente, si Ia rimediare
alcuni bicchieri e propone un brindisi (Iig. 6). Tra i colleghi che lo
Iesteggiano c`e un giovane, inginocchiato nel mezzo del gruppo, accusato
di omicidio, che proIessa la sua innocenza. Il Dottore, dopo aver oIIerto
un bicchiere anche a lui, gli dice: Bevi bevi, qui sono tutti innocenti, qui
l`unico colpevole sono io. Dopo un attimo di imbarazzo scoppia l`ilarita
generale: si sta gia anticipando il Carnevale. Il dott. Mangani (Arturo
Dominici), il successore del Dottore alla guida della Sezione Omicidi,
inizia un ossequioso discorso di ringraziamento pubblico:
Nessuno mai piu di te ha meritato una promozione. In questi anni
su 102 omicidi che abbiamo avuto Ira le mani, solo 10 sono rimasti
impuniti. E sono sicuro che in questo diIIicile momento, l`uIIicio
politico ai tuoi ordini raggiungera la stessa eIIicienza della sezione
omicidi. E con l`augurio che tu possa raggiungere gli stessi trionIi
che alzo il bicchiere e brindo alla tua salute e alla tua meravigliosa
carriera.
Il Dottore lo osserva compiaciuto, poi interviene dicendo: E
Iiniamola con queste leccate. Il carnevale e Iinito!.
Il Carnevale diventa la metaIora sulla quale si regge l`intera trama
del Iilm: si vuole mettere alla prova la corruzione morale delle istituzioni
con il Iine di dimostrare l`impossibilita del rovesciamento del
Iunzionamento malato delle stesse. Per l`ispettore compiere l`assassinio
della sua amante signiIica lanciare la sIida al centro del meccanismo, 'al
cospetto dell`autorita costituita, sIidando l`eIIetto di credenza su cui
40
essa si regge.
48
In uno dei dialoghi tra il Dottore e Augusta il concetto e
ribadito chiaramente:
DOTTORE
Io t`ammazzerei con le mie mani!
AUGUSTA
Bel coraggio, sei tu che Iai le indagini
Il Carnevale, nel Iilm, si presenta in diverse Iorme: nei pregiudizi,
sessuali e politici, nella retorica che domina i discorsi e i propositi
espressi dai protagonisti, nelle accuse Ialse ma insindacabili, nei
sovversivi rinchiusi senza motivi apparenti e nelle conIessioni strappate
con la violenza. E la metaIora della Ialsa versione che deve emergere nel
Iinale per mantenere lo stato di equilibrio. Il discorso sulle leccate
pronunciato da Volonte diventa anzi, dovrebbe diventare il Iulcro, il
motore che avrebbe innescato un nuovo meccanismo, che punta il dito e
condanna il sistema. Ecco perche Indagine puo essere letto come il Iilm
sul Sessantotto che sa cogliere il lato lugubre del carnevale momentaneo,
della sospensione temporanea della rappresentativita uIIiciale, che da li a
poco sIocera nella lotta armata e nella strategia della tensione.
49
La condotta dell`autorita, in alcune occasioni, diventera un vero e
proprio gioco, uno sIruttamento cosciente della propria posizione per
inIrangere la legge per il semplice gusto di mostrare la propria
importanza, per dimostrare quanto la legge possa essere riscritta da chi la
controlla in ogni momento e in qualsiasi situazione. In particolare, in una
48
MINUZ, Cronaca di una stagione annunciata, cit., p. 138.
49
Ibidem
41
sequenza ci vengono mostrati il Dottore e l`amante davanti a un semaIoro
rosso:
AUGUSTA
Dai Passa col rosso! Che ti importa della legge?
DOTTORE
Ma cosa vuoi Iarmi Iare?
AUGUSTA
Dai passa col rosso.
DOTTORE
Vuoi che passi col rosso?
AUGUSTA
Ma si Iorza, tu puoi Iare qualsiasi cosa, dai!
DOTTORE
Io lo Iaccio, io vado!
AUGUSTA
Adesso che arriva il vigile Iagli vedere il tuo bel tesserino di
riconoscimento.
DOTTORE
Ma si capisce che glielo Iaccio vedere.
AUGUSTA
Dai Iagli capire che sei un uomo importante, deve tremare, trattalo
male trattalo male.
VIGILE
Patente e libretto di circolazione.
DOTTORE
Servizio. Su per Iavore.
VIGILE
Scusi dottore, scusi dottore.
AUGUSTA
Tu puoi commettere qualunque delitto, te lo dico io.
Oltre all`autoritarismo, emerge la volonta di trattare male e di
umiliare chi e un semplice sottoposto che sta Iacendo il proprio lavoro.
Poi, durante le indagini, il lato carnevalesco che porta il Dottore a
essere un insospettabile emerge in particolare in due situazioni. Ci sono
due tracce, ritrovate sul luogo del delitto, che porterebbero a sospettare
del Dottore: il Iilo della cravatta di seta (identica a quella indossata dal
Dottore) ritrovato tra le unghie della vittima e le impronte digitali lasciate
dal commissario su diversi oggetti della casa. Queste prove vengono
42
palesemente snobbate. Il sottoposto Panunzio mostra le stampe delle
impronte digitali rilevate (Iig. 7), dicendo:
Su una maniglia, e su una tazzina di caIIe dottore, si vede che lei
avra avuto sonno, e questo nella doccia, ma li siamo entrati tutti,
anche il dottor Mangani ricorda? E poi nella cucina, nella cucina,
ecco ecco nella cucina, ma anche li siamo entrati tutti e lei
distrattamente avra preso qualche cosa senza precauzioni e poi sul
teleIono, ma lei senza dubbio quella sera avra teleIonato, ricordo
benissimo che lei teleIono e poi su un bicchierino da liquore, ma
lei si senti male quella sera dottore Ricorda?
Piu tardi il collega Biglia parla della cravatta:
BIGLIA
La sua cravatta azzurra, quella che portava la sera del delitto, dove
l`ha comprata?
DOTTORE
Da Cenci, al Pantheon.
MANGANI
Ne ha vendute due, una a lei che non c`entra. E l`altra dice che si
ricorda di averla venduta a una signora.
Il Carnevale si mostrera anche attraverso la paura, da parte di un
cittadino comune, di riconoscere la colpevolezza dell`autorita. A un certo
punto, inIatti, il Dottore cerca di sviare le indagini o, semplicemente, di
giocare nuovamente con la propria colpevolezza Iacendo acquistare a un
uomo, un idraulico che incontra per caso, 25 cravatte, identiche a quella
incriminata. Il Dottore si presenta vestito e pettinato diversamente e,
dopo aver ottenuto quello che voleva dall`uomo, gli conIessa di essere
l`assassino di Augusta Terzi e lo intima di andare in questura per
descriverlo dettagliatamente e denunciarlo (Iig. 8):
Lei corra in questura: Squadra omicidi, mi descriva
dettagliatamente, descriva nei particolari l`ora il luogo, le modalita
43
del nostro incontro. Per Iavore mi guardi bene mi descriva
dettagliatamente, mi guardi, non capita tutti i giorni di vedere a
venti centimetri di distanza la Iaccia di un assassino, controlli,
cerchi di ricordare come sono pettinato, se ho i baIIi, se non li ho,
come sono vestito, se ho la cravatta. Vada in questura, non Iaccia il
buIIone Iaccia il cittadino.
L`idraulico, quando si trova di Ironte il Dottore in questura nelle
vesti del commissario, mostra grande imbarazzo e si riIiuta di
riconoscerlo.
I pregiudizi sono un`altra tematica centrale nel Iilm. I
rivoluzionari e i sovversivi sono sempre considerati delinquenti,
diventano il capro espiatorio contro cui ci si getta con violenza. Il
Dottore, appena giunto alla direzione dell`UIIicio Politico, legge la
scheda di Antonio Pace, gia segnalato per scontri degli anni precedenti,
che viene deIinito: Sovversivo, passionale, Ianatico, pericoloso. Poi
commenta: Bella Iaccia da galera, al gabbio. Io ce lo mando.
In una riunione in questura si parla anche delle scritte sui muri
che inneggiano al Comunismo, a Marx e a Lenin, mentre Iuori dallo
stabile sono inquadrati due giovani sovversivi. Il Dottore pronuncia
questa Irase: I giovani, i giovani che scrivono sui muri, giovani
studenti, giovani operai che vanno in giro di notte, che parlano di
rivoluzione al teleIono, nelle Iacolta, nei reparti. Tonnellate di vernice
rossa per insultarci. Poi esplode la bomba Iuori dalla Questura e viene
immediatamente ordinata una retata in tutti gli ambienti rivoluzionari e
sovversivi della citta. Si vedono arrivare in Questura, a bordo di pulmini
scortati dalla polizia, decine di giovani sospettati dell`attentato
44
dinamitardo che saranno poi tenuti preventivamente rinchiusi e
interrogati. I pregiudizi giustiIicano e indirizzano le indagini su soggetti
predestinati, come era avvenuto nella sequenza precedente dove l`ex-
marito omosessuale di Augusta Terzi era stato interrogato, diventando
vittima dei giochi di potere dell`Istituzione che, con la Iorza, cercava di
innescare in lui il meccanismo che avrebbe dovuto portarlo a conIessare
la sua colpevolezza (Iig. 9). Nella sequenza, Mangani, rivolto al Dottore,
dice: E cotto, due o tre domandine alla maniera mia e crolla sicuro. Gli
altri proseguono, nei conIronti del sospettato: Allora ti decidi artista,
capellone, Iinocchione che non sei altro vuoi parlare?. Interviene un
altro: E si capisce: tu sei Iinocchione, quella era bella e tu l`hai
ammazzata.
L`unico che ha il coraggio di dire in Iaccia al Dottore la verita e
proprio Antonio Pace. Il giovane, che aveva visto il Dottore uscire dalla
palazzina di Augusta il giorno del delitto, lo accusa direttamente
dell`omicidio, senza pero denunciarlo, lasciandolo al suo posto: Un
criminale a dirigere la repressione, come dice lui nel conIronto.
Nel Iinale del Iilm il commissario di Volonte vuole togliersi
deIinitivamente la `maschera`. Entra nell`uIIicio della Sezione Omicidi,
dove trova seduto alla scrivania Mangani. Il Dottore, con una lettera in
mano e tono Iiero, si rivolge al collega:
Piccolo Iunzionario, questurino, tu non riuscirai mai a
comprendere Iino in Iondo il signiIicato del mio gesto, del mio
sacriIicio, con il quale io intendo riaIIermare in tutta la sua purezza
45
il concetto di autorita, incapaci! L`assassino di Augusta Terzi ve lo
consegno io. Da questo momento sono a disposizione della
giustizia, quando vorrete interrogarmi mi troverete a casa.
Nella sequenza successiva, mentre e disteso sul letto, nel proprio
appartamento, arrivano a trovarlo i colleghi, compreso il Questore e gli
altri componenti dei vertici di Polizia. Proprio il Questore, nel salone
illuminato della casa, si avvicina al Dottore e gli tira un orecchio (Iig.
10): sembra il gesto di un padre che, aIIettuosamente, riprende il Iiglio
per insegnargli qualcosa. Il gesto di sIida dell`ispettore nei conIronti del
Potere, dell`ordine costituito, e destinato a risolversi in uno scacco, in un
abbraccio amorevole del Potere nei conIronti del suo 'Iiglio che ha
sbagliato.
50
Da questo momento tutto pare avvenire alla rovescia. Il Dottore,
con grande reverenza nei conIronti delle autorita presenti, cerca di
dimostrare la propria colpevolezza, snocciolando una per una le prove,
contestate e smontate puntualmente dai presenti che ne mostrano
l`inconsistenza. Ad un certo punto, c`e questo conIronto tra il
personaggio di Volonte e gli altri:
DOTTORE
Pero il Iilo azzurro che e stato rinvenuto nell`unghia, appartiene ad
una mia cravatta.
QUESTORE
E allora dacci la cravatta col Iilo mancante.
DOTTORE
L`ho distrutta.
MANGANI
E perche
DOTTORE
50
Ibidem
46
Perche in quel momento ero combattuto tra il conIessare la mia
colpa e mettervi sulle mie tracce oppure usare del mio piccolo
potere per coprirle.
QUESTORE:
una scissione, una dissociazione, una nevrosi.
DOTTORE
Comunque una malattia durante l`uso permanente e prolungato del
potere. Una malattia proIessionale comune diciamo a molte
personalita che hanno in pugno le redini della nostra piccola
societa.
Uno, tra gli altri, dice poi : Basta con la psicologia, ci vogliono
prove per dimostrare la propria colpevolezza, Dottore. Il Dottore, come
ultima possibilita, porta a supporto della propria tesi alcune IotograIie,
che, pero, vengono strappate davanti ai suoi occhi, mentre i sottoposti
Biglia e Panunzio lo picchiano con una scarpa in mano, tenendolo Iermo
per le braccia (Iig. 11).
Il personaggio di Volonte, nella sequenza, si lamenta nuovamente
come un bambino, ribellandosi e urlando: Io scrivero un memoriale.
Alla Iine il Dottore cede: indossa nuovamente la `maschera`, che
aveva inutilmente tentato di togliersi, e Iirma un`ammissione di
innocenza davanti ai testimoni. Poi, con la `maschera` ben salda sul volto
pronuncia questo discorso (Iig. 12): Colleghi, non dimentichiamo che
c`e un nemico in liberta che conosce i Iatti, e che non li usera soltanto
contro me ma contro tutti noi, contro il potere, contro Dio. Il quesito
posto a titolo del capitolo trova quindi risposta in questa sequenza: il
Carnevale, in realta, non e Iinito.
Nel salone si abbassano le serrande e nella penombra compare, in
chiusura, una didascalia con una citazione tratta da KaIka:
47
Qualunque impressione Iaccia su di noi, egli e un servo della
legge, quindi appartiene alla legge e sIugge al giudizio umano.
48
Fig. 1 - La teleIonata del Dottore alla polizia, dopo aver commesso il delitto.
Fig. 2 - Le Ioto che ritraggono l`amante Augusta in pose da cronaca nera.
Fig. 3 - Il Dottore durante un dialogo con Augusta.
49
Fig. 4 - Il Dottore stringe i pugni in una delle sue regressioni inIantili.
Fig. 5 - Il discorso durante l`assemblea: il Dottore presenta il suo programma.
Fig. 6 - Il brindisi con i colleghi, per Iesteggiare la promozione.
50
Fig. 7 - Panunzio mostra al Dottore le stampe delle sue impronte digitali.
Fig. 8 - Il Dottore conIessa ad un cittadino la sua colpevolezza.
Fig.9 - L`interrogatorio dell`ex-marito della vittima, accusato e maltrattato.
51
Fig. 10 - Il Questore riprende aIIettuosamente il Dottore tirandogli un orecchio.
Fig. 11 - Panunzio e Biglia puniscono il Dottore per la sua condotta.
Fig. 12 - Il Dottore, di spalle, parla ai colleghi.
52
Capitolo III
Con Petri si entra in fabbrica
1. Linferno e il paradiso delloperaio
Siamo nel 1971, nel dopo `autunno caldo`. In piena epoca
consumistica le esigenze produttive delle Iabbriche diventano sempre
maggiori: bisogna produrre per soddisIare la domanda e creare nuovi
bisogni nei consumatori. I ritmi di lavoro richiesti sono vertiginosi e
spingono operai, studenti e gruppi della sinistra extraparlamentare a
maniIestare le loro rivendicazioni.
Nel Iilm di Elio Petri il protagonista e uno strepitoso Gian Maria
Volonte, stavolta nei panni dell`operaio stacanovista Ludovico Massa,
detto Lulu. L`attore sembra avere cucito addosso il personaggio che
interpreta: Lulu e un operaio lombardo, un lavoratore incallito,
assolutamente integrato nei meccanismi della Iabbrica e ben voluto dalla
dirigenza. Ma La classe operaia va in paradiso (1971) e molto piu che
un Iilm sull`alienazione dell`operaio, sul meccanismo del cottimo o,
semplicemente, sull`evoluzione psicologica del suo protagonista che,
dopo aver perso un dito sul lavoro, prende consapevolezza della propria
condizione di schiavo e si ribella; e una trama molto piu complessa
53
quella oIIerta da Petri. Apprendiamo da subito del logoramento Iisico e
mentale di Lulu: ci sono i rumori della Iabbrica che lo tormentano anche
durante il sonno, c`e una situazione Iamiliare completamente alterata, c`e
l`impotenza sessuale, c`e il buio dell`appartamento, colmo di oggetti
Iutili e ingombranti, dove il protagonista vive con la compagna Lidia
(Mariangela Melato) e il Iigliastro Arturo.
Quello di Petri, come scrive Mino Argenteri, e: un Iilm sui ritmi
inIernali di lavoro, ma anche un Iilm sul prezzo che si sconta, Iin
nell`intimita, per un 'consumismo che provoca desideri a comando; un
Iilm sui conIlitti di classe in corso sul Iinire degli anni Sessanta e agli
inizi dei Settanta.
51
Si racconta `l`universo operaio`, in tutte le sue
sIaccettature. La comprensione del Iilm, quindi, puo procedere per
blocchi, aIIrontando le diverse trame che, intrecciandosi, lo attraversano.
2. Il contesto storico- sociale
Il Sessantotto, per dirla con Marco Clementi:
Fu qualcosa di dirompente e segno una cesura con il passato,
aprendo la porta della partecipazione alla vita civile ad attori prima
ai margini. Sostanzialmente Iurono due i prosceni nei quali questi
nuovi attori si esibirono: le Iabbriche e le universita. Esse vennero
occupate e da li si presentarono al Paese istanze nuove e originali
per un mutamento proIondo dei rapporti di Iorza.
52

La classe operaia va in paradiso ci proietta esattamente in questo
contesto. La presa di coscienza e la contestazione, intraprese da alcune
51
MINO ARGENTERI, I grotteschi di Elio Petri, in Micciche (a cura di), Il cinema del
riflusso, cit., p. 178.
52
MARCO CLEMENTI, Storia delle Brigate Rosse, Odradek, Roma 2007, p. 7.
54
categorie di individui Iino a quel momento ai margini della societa,
vengono rappresentate in modo esplicito, quasi didascalico, nel Iilm di
Petri. I cancelli della Iabbrica diventano il luogo privilegiato
dell`incontro tra le diverse categorie, come racconta Moretti nel libro
intervista Brigate Rosse. una storia italiana. Studenti, operai e
rappresentanti dei sindacati distribuiscono volantini di rivendicazione e
lanciano slogan attraverso i megaIoni. Si protesta contro gli orari
estenuanti di lavoro, il meccanismo del cottimo che riduce l`operaio a
una bestia da soma, costretto, per guadagnare qualche soldo in piu, a
sIiancarsi di lavoro.
La lotta delle Brigate Rosse inizia nella realta della Iabbrica: il
primo comunicato delle Br, riportato di seguito, condanna proprio le
distorsioni del meccanismo produttivo:
Un problema di Iondo che ha la classe operaia in lotta in questo
momento e la repressione. I padroni hanno deciso che le lotte
devono Iinire. Denunce, arresti, licenziamenti, cariche della
polizia, coltellate dei Iascisti sono tutti momenti del piano
repressivo dei padroni. Alla Pirelli il padrone si appresta a
sostenere la battaglia contrattuale. Vediamo con quali Iacce si
presenta. Sappiamo che direzione e polizia hanno imposto al
comune di asIaltare viale Sarca per poter Iare caroselli e poterci
legnare.
Anche in Iabbrica si e organizzato ed ha al suo servizio un esercito
di servi da usare contro di noi. Questi aguzzini condividono la
responsabilita di chi li paga e per questo e prudente cominciare a
conoscerli e a tenerli d'occhio!
Eccone un primo elenco con qualche nota di merito.
Il primo di tutti e Ermanno Pellegrini (via Spalato, 5, tel. 603.244).
Capoguardie di Cocca. Ha al suo servizio una quarantina tra
poliziotti e carabinieri neo-assunti. Ha il compito di schedare
chiunque di noi svolga attivita politica. Invia ogni giorno un
rapporto al direttore del personale ed e in contatto coi commissari
di PS.
Suo degno compare e Palmitessa Luigi (via ToIane, 3, tel.
28.55.152).
55
Capoguardie centro, quel bastardo che nell'ultima lotta ha Iermato
gli ascensori durante il picchettaggio.
Questi spioni meritano la gogna!
Nassi "boia" Giovanni (via Resi 7A, tel. 696.010) ideatore cottimo
Pirelli. Da Iattorino a boia. Da abolire come il suo cottimo.
Brioschi Ettore Carlo (via Zara, 147, tel. 681.125). Segreteria
personale cavi. Campione dei crumiri. Durante tutti gli scioperi ha
sempre trovato un buco dove nascondersi. Alla prossima lotta
chiuderlo in un tombino e assicurarsi che non esca piu.
Boari AlIredo (via Matteotti, 489, tel. 24.70.638, Sesto S.
Giovanni, FIAT 125 bianca MI E16671). Gestisce per conto della
direzione il Iamigerato uIIicio interno UIL (ai Cavi). Il piu porco
dei servi del padrone. Guadagna L: 300.000 al mese piu 160.000 di
pensione.
Per ogni compagno che colpiranno durante la lotta qualcuno di
loro dovra pagare!
53

3. Come nato il film
In un documentario intitolato: Elio Petri, appunti su un autore, ci
vengono raccontate dalle voci degli attori e degli addetti ai lavori di La
classe operaia, le varie Iasi della produzione del Iilm: dall`idea stessa,
ricca di curiosi particolari, alla scelta degli attori, passando per le
arrabbiature del vulcanico Gian Maria Volonte.
Ugo Pirro, co-autore del soggetto e della sceneggiaturacon il
regista, racconta:
Inizialmente Iu un`idea di Elio di Iare un Iilm sugli operai. E allora
cominciammo a scrivere questo Iilm; andammo in giro per molte
Iabbriche, soprattutto seguimmo una lotta operaia che c`era a
Roma, qui alla F.A.T.M.E., una Iabbrica dove c`era questa lotta
che era condotta in gran parte da un gruppo che si chiamava Potere
Operaio. Potere Operaio spingeva gli operai a Iare dei cortei
interni alla Iabbrica, tutto questo perche era stato licenziato un
operaio, che si chiamava Tiberio. E noi prendemmo a nostro
modello questa vicenda. C`erano state anche proposte di altri che
volevano produrre, poi, quando sentivano che si trattava della
classe operaia, non ne volevano piu sapere.
54

53
http://www.brigaterosse.org/brigaterosse/index.htm
54
BACCI, GUARNERI, LEONE, Interviste contenute nel DVD Elio Petri, appunti su un
autore.
56
Nulla di inventato quindi: si ando alla ricerca di vere Iabbriche, si
trovarono vere contestazioni e, addirittura, ci si ispiro ad un Iatto vero,
con tutte le conseguenze del caso, per costruire la vicenda del Iilm. Lo
scenograIo del Iilm, Dante Ferretti, spiega:
Abbiamo cominciato a vedere quali erano delle Iabbriche che
erano a disposizione per Iare un Iilm come quello. Ricevemmo una
serie di segnalazioni di Iabbriche occupate, allora siamo andati a
Novara, mi ricordo che siamo entrati dentro e c`erano gli operai, la
Iabbrica era occupata e noi abbiamo trattato, per poter andare
dentro alla in Iabbrica, con il capo dei metalmeccanici, del
Sindacato dei Metalmeccanici di Novara, perche il proprietario
della Falconi non aveva nessun diritto di parlare.
55

Sulle parole di Ferretti prosegue Pirro: Dove e successo questo
paradosso, che gli operai che erano stati licenziati diventarono comparse
per Iare la parte degli operai.
56
Anche nella Iabbrica piemontese, quindi,
ci si trova di Ironte alla medesima situazione di Roma. Prosegue lo
scenograIo:
Mi ricordo che camminando all`interno della Iabbrica c`erano una
serie di scatole di cartone buttate a terra. In una scatola c`era un
pugno chiuso, non chiuso cosi (lo scenograIo mostra il pugno
chiuso con l`indice rivolto verso il basso) che indicava, come al
posto di una Ireccia (Iig. 1), e mi ricordo che ho detto: 'Oh guarda
che bella quella cosa, e lui ha detto: 'Ah, questa e un`idea
spettacolare, ma perche non la mettiamo sul muro, come il padrone
indica all`operaio che deve lavorare, per cui col dito.
57

L`idea e senz`altro brillante: nella prima sequenza girata
all`interno della Iabbrica la mano disegnata sul cartone appesa al muro
55
Ibidem
56
Ibidem
57
Ibidem
57
rende in modo eloquente il rapporto che lega gli operai ai padroni. Poi
Pirro parla del suo protagonista:
Volonte, che era stato un Iorte contestatore, nel Irattempo era
diventato molto ortodosso, seguiva molto la linea del Partito
Comunista. E trovava che il nostro copione Iosse contro il partito.
Volonte si scontro anche cogli studenti; Iecero a cazzotti davanti
alla Iabbrica. E, ad un certo momento, Iu provocatorio nei miei
conIronti ed io lo aggredii. Insomma, vari episodi.
58

Flavio Bucci, un attore del cast, aggiunge: Erano liti con Petri,
ma tante volte eran liti con Pirro, insomma.Poi era anche un po` a
livello schizoIrenico, capito? Poi Gian Maria aveva sempre bisogno di
essere caricato e incazzato.Non era certamente uno tranquillo.
59

Per ricreare la sensazione di realta nell`attore, lo scenograIo racconta un
trucco, un`idea che ha avuto a Cinecitta durante la preparazione di alcune
scene girate in interni:
Ho detto all`attrezzista, prima che lui arriva, di cuocere qualcosa in
cucina, di Iare un soIIritto con l`aglio.In modo che uno entrava
dentro e si sentiva in un posto vero. E cosi lui e entrato, ha sentito
l`aglio e ha detto: 'Stupendo, bellissimo, tutto vero, ma perche?.
Questa e la piccola idea che ho avuto, di Iar si che entrasse in un
posto che odorasse di vero.
60

Mariangela Melato, Lidia nel Iilm, parlando stavolta della recitazione di
Volonte dice: Non so se lui in realta insegnava a recitare, ma certo
insegnava il pensiero che tu dovevi avere. Non ti diceva mai: 'Dilla cosi
58
Ibidem
59
Ibidem
60
Ibidem
58
o dilla cosa, ma 'dilla come ti pare, ma quello che deve arrivare e
questo pensiero, e questa idea.
61

4. Gli slogan, la marcia, la fabbrica
Gia nella prima delle sequenze girate ai cancelli della Iabbrica
BAN, dove lavora Lulu con gli altri operai, avviene l`incontro-scontro tra
gli operai e i rappresentanti degli studenti (Iig. 2). Il primo discorso
pronunciato da un universitario e signiIicativo e di grande impatto:
Operai, operaie, vi parlo a nome dei vostri compagni studenti, sono
le otto del mattino, oggi quando uscirete sara gia buio, per voi la
luce del sole oggi non splendera, vi cuocerete al cottimo, otto ore
di cottimo e uscirete vecchi, svuotati, convinti di aver guadagnato
la vostra giornata e invece sarete stati derubati, si derubati di otto
ore della vostra vita. Non e col cottimo che dovete guadagnare di
piu, ma col vostro legittimo salario.
L`eloquente metaIora del sole rende in modo penetrante il senso
delle tenebre che avvolgono l`intera vita dell`operaio: entra in Iabbrica
con il Ireddo e la nebbia del mattino ed esce quando il sole e gia
tramontato, non vede mai la luce. Si sovrappone la voce di un altro
studente: Per spezzare l`unione tra padroni e sindacati vi proponiamo
una Iormazione di comitati unitari di base di alleanza rivoluzionaria tra
operai e studenti. La musica di Morricone in sottoIondo scandisce il
Iluire del `Iiume` di operai che varca i cancelli e procede ordinatamente e
con passo cadenzato verso le porte della Iabbrica (Iig. 3). Sembra una
vera e propria marcia: gli operai avanzano compatti e con lo sguardo
61
Ibidem
59
rivolto verso il basso, gettano all`aria i volantini che vengono consegnati
loro, scansando Iisicamente i maniIestanti. Sono delle marionette, degli
automi senza alcun tipo di coscienza o pensiero, dei semplici ingranaggi
appartenenti alla Iabbrica. Lulu cammina inIreddolito, con le mani in
tasca, nel mezzo del gruppo (Iig. 4).
Ad accogliere gli operai all`entrata (Iig. 5) c`e il messaggio di
buongiorno dei vertici, divulgato attraverso gli altoparlanti: La direzione
aziendale vi augura buon lavoro. Nel vostro interesse badate alla
macchina che vi e stata aIIidata con amore. |.| E non dimenticate che
macchina piu attenzione uguale produzione. Dentro la Iabbrica si
mescolano gli accenti, ci sono molti operai emigrati dal meridione per
lavorare nelle Iabbriche del nord. Il lombardo Lulu, Iiero delle sue origini
(in una scena, presentandosi dice: Massa Ludovico, detto Lulu,
Lombardia, quasi Svizzera), spesso disprezza i colleghi meridionali e si
rivolge a due nuovi assunti, arrivati dalla Puglia, dicendo: Questo qui e
un mestiere che puo Iare anche la scimmia, allora lo puoi Iare anche te.
La prima marcia verso la Iabbrica avviene in modo regolare: gli
operai arrivano, ignorano i maniIestanti e si mettono al lavoro. Dopo
l`inIortunio al dito la `marcia` di Lulu non sara piu cosi disciplinata: gli
slogan disturberanno la sua coscienza, gli entreranno nella mente,
convincendolo che Iorse c`e qualcosa che non va. Nello sciopero
generale successivo, sara di Iatti in prima linea, davanti alla Iabbrica.
60
Il secondo appuntamento davanti ai cancelli, la mattina seguente,
comincia nuovamente con il messaggio di un sindacalista al megaIono:
Operai della Ban, i tre sindacati uniti richiamano alla lotta contro i
ritmi, contro le qualiIiche, alla lotta per la salute, per guadagnare
piu soldi e avere piu tempo a disposizione da stare con i vostri Iigli
e le vostre mogli, Quando Iacevate mille pezzi al giorno vi davano
trecento lire di cottimo, ora ne Iate tremila coi nuovi tempi e il
cottimo e rimasto sempre lo stesso. Questo vuol dire per la Ban un
aumento di miliardi di proIitti.
In tutte queste Iasi lo spettatore e disorientato dal mescolarsi delle
voci e dal loro volume, sempre altissimo. Sara cosi per tutto il Iilm e non
solo davanti ai cancelli. Anche in Iamiglia si urla, il tono della voce non
si abbassa mai. Il sistema Iabbrica, dove la comprensione diventa
diIIicoltosa a causa del Irastuono dei macchinari, si trascina anche Iuori,
nella vita privata dell`operaio.
5. Lulu. loperaio Massa
La musica di Morricone Ia da sottoIondo ai titoli di testa del Iilm
di Petri: e una marcia, condotta con uno strumento elettronico che imita
la pressa, atta a riprendere la scansione ritmica del tempo e del rumore
Irastornante della Iabbrica.
62
Questi rumori si mescolano ai suoni degli
strumenti musicali, mentre un tamburo scandisce una cadenza regolare e
incessante. Alla marcia di Morricone si sostituisce, nella sequenza
iniziale, prima il ticchettio e poi il suono della sveglia nella camera da
62
ANTONIO GUASTELLA, La classe operaia va in paradiso, Nocturno Dossier, n. 15,
ottobre 2003, p. 19.
61
letto di Lulu che dorme accanto alla compagna Lidia. Il Iilm sara
scandito, nelle diverse Iasi, dai rumori dei macchinari che, anche Iuori
dalla Iabbrica, rimarranno a tormentare la mente del protagonista
dettando il ritmo della sua vita. Lulu, inIatti, si alza dal letto con un
aspetto terribile: e sudato e con il viso arrossato (Iig. 6), appare gia
sconvolto ancora prima di iniziare la giornata. La compagna gli
domanda: Come stai, amore?. Lui risponde: Tutto qui, nel cervello.
Nel cervello c`e la direzione centrale, decide, Ia i progetti, i programmi e
da il via alla produzione. Prosegue: Il mangiare va giu, e qui c`e la
macchina che schiaccia ed e pronto per l`uscita, uguale che in una
Iabbrica. L`individuo e uguale alla Iabbrica. L`immagine dell`operaio
che abbiamo nella prima sequenza e quella di un individuo che si
identiIica, anche nelle Iunzioni Iisiche, con la Iabbrica.
L`operaio di La classe operaia va in Paradiso ha un cognome-
concetto: si chiama Lulu Massa, l`operaio massa non specializzato
che si aIIaccia sulla scena italiana in concomitanza con lo sviluppo
industriale e il presunto miracolo economico, l`uomo che riassume
il senso sociale e sociologico del proletariato aIIlitto dalla malattia
mentale del cottimo.
63

Non ha un`identita propria, e completamente automatizzato e
inglobato nel sistema-Iabbrica che regola la sua esistenza.
Poi, nella sequenza successiva, l`operaio Massa varca i cancelli e
marcia assieme ai compagni verso le porte della Iabbrica, ignorando gli
slogan urlati nei megaIoni dagli studenti e dai rappresentanti dei sindacati
63
MARINA PELLANDA, Gian Maria Jolonte, cit., p. 71.
62
che inneggiano alla ribellione e allo sciopero. E una Iorza della natura
Lulu: la cinepresa indugia sul suo volto sporco e sudato, mentre lavora ad
un ritmo Irenetico, come un automa, alla sua macchina (Iig. 7). Ludovico
e amato dalla direzione: i suoi ritmi di produttivita diventano il parametro
di riIerimento della Iabbrica che, durante i periodici controlli, multa gli
operai che non raggiungono la quantita stabilita di pezzi al minuto. Gli
operai Iiniscono per odiare Lulu: Te non muori mica sul tuo letto sai, te
muori qua sulla macchina, dice uno di loro. Io sono un campioncino
qui dentro, spiega invece Massa a un nuovo assunto, durante la pausa
per il pranzo.
Un giorno la sua macchina si inceppa. Lulu, nel tentativo di
liberare il pezzo che bloccava il meccanismo, perde un dito. La
cinepresa, che Iino a qualche istante prima inquadrava, in primissimo
piano, il volto di Volonte, impegnato nel lavoro, si soIIerma sul sangue
che scende tra gli ingranaggi (Iig. 8). Sara la svolta per Massa. I
compagni inveiscono contro i membri della direzione, spettatori
indiIIerenti dietro una vetrata protettiva, urlando: Voi ci tagliate i tempi
e noi ci tagliamo le dita. A proposito di questa scena, Furio Scarpelli,
sceneggiatore di Iilm come, tra gli altri, I soliti ignoti e La grande
guerra, dice:
E c`e quel pezzo bellissimo in cui e talmente convinto che quello
che sta Iacendo e quello che deve Iare che minimizza il Iatto che
gli sia saltato il dito e dice 'No, non e niente, non e successo
niente, non e successo niente. Senti come questo corrisponde a
63
una condanna di quel modo di corrompere l`animo umano, l`animo
di chi lavora con i Irutti del mercato.
64
Durante un controllo della produttivita, vediamo Ludovico
cantare a squarciagola una canzoncina: ormai e sull`orlo della pazzia. La
quantita di pezzi da lui prodotti risulta, per la prima volta, inIeriore alla
media. Sotto la minaccia di essere multato risponde urlando (Iig. 9),
sempre rivolto ai membri della direzione nascosti dietro quel vetro
protettivo arancione che li separa dai `servi`: Avanti, datemi la multa,
pero voi mi dovete restituire tutto quello che mi avete rubato quando
Iacevo lo stacanovista. Dovete ricacare tutto, anche il dito.
Poi ci sara un`assemblea in Iabbrica, per discutere sull`abolizione
del cottimo (Fig. 10). Lulu sale sul palco e, con spiccato accento
lombardo, pronuncia il suo discorso:
Gia che ci siamo perche non lo raddoppiamo questo cottimo, cosi
lavoriamo anche la domenica, magari veniamo dentro anche di
notte.Anzi magari portiamo dentro anche i bambini, le donne.i
bambini li sbattiamo sotto a lavorare, le donne ci sbattono a noi un
panino in bocca e noi via che andiamo avanti senza staccare,
avanti! Avanti! Avanti! Avanti per queste quattro lire vigliacche
Iino alla morte |.| Lo studente dice che noi siamo come le
macchine, capito? E io sono una macchina, io sono una puleggia,
io sono un bullone, io sono una vite, io sono una cinta di
trasmissione, io sono una pompa! E adesso la pompa l`e rotta, la
va pu, e non c`e piu verso di aggiustarla la pompa adesso. Io
propongo questa proposta di lasciare subito il lavoro tut e chi non
lascia il lavoro subito adesso e un crumiro e un Iacia de merda.
E un intervento di grande valore e la presa di posizione piu Iorte
e deIinitiva. Da questo momento, si opporra ai padroni e diventera parte
64
BACCI, GUARNERI, LEONE, Interviste contenute nel DVD Elio Petri, appunti su un
autore.
64
attiva nelle rivendicazioni. Nella sequenza successiva Massa, durante uno
sciopero generale, dira ai compagni: La Iabbrica va avanti se noialtri
siamo la dentro ma se noialtri siamo qui Iuori cosa van dentro a Iare i
dirigenti?. Paghera a caro prezzo questo atteggiamento. Qualche giorno
dopo, inIatti, verra Iermato ai cancelli della BAN, il nome della Iabbrica,
dove gli verra consegnata la lettera di licenziamento. Lulu strappa dalle
mani di uno studente il megaIono e grida: Avete visto, ho perso il posto!
Prima mi mettono sotto con l`automobile, poi mi licenziano, ce l`hanno
con me, mi vogliono morto. Scioperate! scioperate operai, compagni,
Iacciamo lo sciopero!. I compagni, qualche giorno dopo, riusciranno a
Iarlo riassumere e dal megaIono di un compagno uscira questa Irase:
Compagni operai abbiamo riportato una vittoria sui due obiettivi che ci
eravamo proposti: la riassunzione di Massa e la regolamentazione dei
cottimi. Si sovrappone, pero, la voce di uno studente che ribadisce lo
slogan iniziale: Oggi, dopo otto ore di lavori Iorzati, uscirete e sara di
nuovo buio! Il sole per voi, oggi, la luce del giorno per voi non
splendera. Nonostante i risultati ottenuti, si ha l`impressione che la
storia di Lulu potrebbe Iinire da dove era iniziata.
6. La vita delloperaio. la casa, il disagio fisico, la famiglia
Nella prima sequenza del Iilm Lulu si sveglia e raggiunge, sudato
e sconvolto, la cucina. La casa e colma di oggetti: la cinepresa si
65
soIIerma sui pupazzi, sui soprammobili, sui palloncini e sulle altre
cianIrusaglie inutili disseminate per l`appartamento. Seduto a tavola,
ancora apparecchiata dalla sera prima, con un giornale sportivo in mano,
parla con Arturo, il Iiglio della compagna Lidia. La situazione Iamiliare e
complicata: Lulu e separato dalla moglie, che vive con un collega della
Iabbrica, e abita con un`altra donna. Lulu ha anche un Iiglio suo,
Armando, che vive con la madre e vede in rare occasioni. La prima
sequenza, quindi, mostra gia, oltre ai problemi Iamiliari e Iisici del
protagonista, anche l`immagine del consumismo che si insinua e si
impone pure nella vita di un operaio con scarse possibilita economiche.
Sia il motivo della malattia che quello del consumismo si
riproporranno in altre occasioni nel seguito del Iilm. Alla mensa, Lulu
oIIre il proprio cibo a due colleghi, dicendo: Se volete anche il mio di
mangiare prendetevelo, prendetevelo perche tanto io non c`ho Iame, c`ho
uno spacco qui dentro. La sera, a casa, davanti al televisore con Linda e
Arturo, ha un leggero malessere e dice: Si riIorma, si riIorma, il ritorno
dell`ulcera. Successivamente scopriremo che oltre ai patimenti
provocati dall`ulcera soIIre anche di patologie polmonari, causate da
un`intossicazione da vernice. Nella stessa sequenza, durante la cena,
Lidia si lamenta con il compagno per la prolungata e Iorzata astinenza
sessuale, provocata dai continui malesseri e della stanchezza di Lulu. La
Iabbrica condiziona l`essere umano anche nelle sue Iunzioni vitali piu
semplici, lo svuota di tutte le sue capacita privandolo delle energie
66
necessarie per compiere qualsiasi gesto. La sessualita diventa
un`importante metaIora. Nel garage della Iabbrica, durante lo sciopero,
Lulu ha un rapporto sessuale con una giovane operaia: il tutto sembra
molto diIIicoltoso, i due si contorcono con grande Iatica all`interno
dell`auto. Poi, durante la protesta e lo sciopero generale, vediamo l`arrivo
del pulmino con a bordo i crumiri e i dirigenti. Viene inquadrata una
coppia di uomini, seduti uno di Iianco all`altro, dall`aspetto e dal timbro
di voce Iemmineo. I due sono terrorizzati dal vigore della protesta e uno
si rivolge all`altro dicendo: Io odio la violenza. Qui si vuole mostrare
la debolezza, anche sessuale, di chi e vittima prona al sistema-Iabbrica.
In una delle sequenze Iinali, Lulu e in casa, licenziato,
abbandonato dalla compagna, e vestito con camicia e cravatta si aggira
tra gli oggetti dell`appartamento (Iig. 11) parlando da solo: Vendo tutto,
liquidazione. Passa in rassegna le varie suppellettili della casa, le
presenta ad alta voce e conteggia quante ore di lavoro gli sono costate.
Cosi, davanti ad un quadro: Quadro pagliaccio, dieci ore,
ventiquattromila, novemila, cinquemila. Poi, constatata l`inutilita di
quella collezione, aIIerma: Se becco io guarda quello che c`ha le idee di
Iare sta roba. Quattro sveglie, c`ho quattro sveglie io, chissa perche.
Poi reagisce anche Iisicamente prendendo a calci un pupazzo che poi
getta con rabbia dentro a uno sgabuzzino colmo. Lulu, successivamente,
si rivolge ad un paperone gonIiabile dicendo: Cosa Iai, controlli?
Controlla! Caschi, adesso? Fai il Iantasma. Vuoi metter paura a me? Cosa
67
controlli? Ti spacco guarda. Controlla lui. Ma cosa controlli?.
Prende a pugni il giocattolo gonIiabile e lo buca con la sigaretta accesa.
Gli oggetti, verso i quali inizialmente era indiIIerente, per il `nuovo` Lulu
assumono un signiIicato sinistro: sono la prova palpabile
dell`assoggettamento della sua mente a un sistema che lo ha dominato.
7. Lombra della pa::ia. la figura di Militina
La minaccia della malattia mentale, che tormenta Lulu dall`inizio
della vicenda, e personiIicata da Militina, un ex-operaio della catena di
montaggio che, impazzito, vive in un manicomio. Le espressioni, i
discorsi, l`aspetto stesso dell`aIIascinante personaggio, interpretato da
Salvo Randone, rendono palpabile l`avvertimento e diventano un monito
per l`operaio Massa: Militino e una drammatica quanto credibile
proiezione di quello che, in breve tempo, potrebbe diventare anche lui.
Lulu, dopo l`inIortunio alla mano, prende tristemente
consapevolezza del rischio che sta correndo e, spaventato da certi `strani
pensieri` che lo tormentano, decide di andare a Iar visita a Militina, per
capire a che punto si trova il suo percorso verso la pazzia. Nel
manicomio l`ambiente e grottesco e inquietante. Durante il dialogo, con
il sottoIondo dei deliri dei rinchiusi, i due sono seduti l`uno di Iianco
all`altro, ripresi con dei primi piani alternati (Iig.12):
68
LULU
Come hai capito che stavi diventando matto?
MILITINA
Ogni tanto mi veniva Iuori qualche stranezza.
LULU
Che stranezze erano?
MILITINA
A tavola, quando si mangia no, le posaste, devono stare tutte belle
dritte, in Iila sai, come soldati. Ecco io stavo a tavola, mangiavo e
in quel momento sognavo di essere ancora nella Iabbrica.
LULU
Sapevo io.sapevo.
Lulu e spaventato. La sera prima, durante la cena, si era lamentato
con Lidia per l`allineamento impreciso delle posate. Militina dicendo:
mangiavo e in quel momento sognavo di essere ancora in Iabbrica
esempliIica l`immagine dell`uomo-Iabbrica e Ia tornare alla mente dello
spettatore la prima sequenza del Iilm, dove i rumori dei macchinari
tormentavano Lulu. Militina spiega a Lulu le cause della pazzia, e lo Ia
utilizzando un`immagine eloquente, parla della `scelta` del cervello di
Iuggire:
Noi Iacciamo parte dello stesso giro, padroni e schiavi, dello stesso
giro. I soldi, noi diventiamo matti perche ce ne abbiamo pochi e
loro diventano matti perche ce ne hanno troppi. E cosi, in questo
inIerno, su questo pianeta pieno di ospedali, manicomi, cimiteri, di
Iabbriche, di caserme e di autobus, il cervello, a poco a poco, se ne
scappa. Sciopera!

Alla Iine del colloquio Militina saluta Lulu dicendogli: Buona
permanenza e cammina verso l`uscita. Lulu lo rincorre spaventato e lo
riprende: Veramente sono io che devo andar via. In questo Irangente
sembra che il Militina voglia Iar capire a Lulu qual e il suo destino se non
modiIichera il suo atteggiamento. Poi, abbiamo l`ultima emblematica
69
battuta, mentre Lulu sta gia scendendo le scale, che racchiude, Iorse, la
voglia che Militina ha ancora di evadere: Lulu, quando ti ricoverano,
porta le armi.
Lulu, dopo aver perso il posto di lavoro, un giorno va a prendere a
scuola Arturo, il Iiglio della compagna, a lui molto aIIezionato. Vedendo i
bambini uscire in gruppo dai cancelli della scuola gli ritorna alla mente la
marcia degli operai verso le porte della Iabbrica e ripete due volte a se
stesso e al bambino: Mi sembrate operai piccoli. E un altro riIlesso
della Iabbrica.
Poco dopo Lulu, ormai certo della sua Iollia, torna a trovare
Militina. Nella prima inquadratura lo vediamo ripreso attraverso una
grata: un pazzo di Iianco a lui inizia a vaneggiare parlando di previsioni
meteorologiche ed elencando Iormazioni calcistiche. Si ascoltano Irasi
indistinte e deliranti. Poi interviene Militina: Se vuoi diventare matto,
credi a me, devi ritornare in Iabbrica, io sono diventato matto in
Iabbrica. Lulu e paonazzo in volto (Iig. 13), rimane seduto di Iianco a
un rinchiuso che lo guarda e sorride: lui risponde al sorriso, pare essere
coinvolto nel circolo della malattia mentale. Militina, nel Irattempo, e in
piedi davanti a un muro. Ha le mani posate alla parete (Iig. 14) e cerca di
abbatterla con i pugni, anticipando il sogno narrato nel Iinale del Iilm.
Poi, stremato, si siede, e Ludovico lascia il manicomio parlando,
conIusamente, di quel `muro` con gli altri rinchiusi.
70
Tornato al suo posto di lavoro in Iabbrica, Lulu racconta ai
compagni di aver sognato un muro da abbattere. Gli operai sono in Iila
(Iig. 15), ognuno alla propria macchina, uno di Iianco all`altro. Si sente
un operaio che dice: Lavorate schiavi! Lavorate schiavi!. Poi
interviene Lulu che inizia la sua narrazione. Il compagno di viaggio di
Lulu, nella visione onirica, e Militina che, in sogno, gli avrebbe detto:
Ma spacchiamo su tutto e andiamo dentro, ma si spacchiamo su tutto e
occupiamo il paradiso!. Il Irastuono delle macchine durante il racconto e
assordante: gli operai non riescono a capire quello che dice Lulu e si
passano dei Irammenti di sogno, che subiscono inevitabilmente
variazioni lungo il tragitto, come in un teleIono senza Iili. Lulu, mentre
avvita con Iorza dei bulloni, prosegue con il racconto che incuriosisce
sempre piu i compagni. Il Iinale e piuttosto amaro:
LULU
E giu contro sto muro.E il muro e andato giu.
COMPAGNO 1
Si vabbe, ma cosa c`era dietro a sto muro?.
LULU
La nebbia c`era.
COMPAGNO 2
Si ma che c`era in questa nebbia?.
LULU
Prima niente, poi ho cominciato a guardare e ho visto venir su il
Militina, poi ho visto un pirla con un dito di meno e penso.quello
li sono io. |.| Uno a uno siete venuti avanti tutti voialtri,
c`eravamo noialtri nel muro, nel polverone, nella nebbia.
L`inIerno dove la classe operaia ha vissuto sembra essere separato
dal paradiso da un muro da abbattere, una barriera che avrebbe permesso
agli operai di uscire da quella prigione. I compagni sembrano, seppur in
71
modo conIuso, convinti di poter abbattere questo muro e si preoccupano
di chiedere a Lulu se c`erano anche loro in quel paradiso della classe
operaia vagheggiato dal Militina. Dietro al muro, pero, non splende la
luce del sole, c`e nuovamente la nebbia, quella che li accompagnava in
Iabbrica al mattino: c`e un altro inIerno.
72
Fig. 1 - La mano che indica agli operai il `loro dovere`.
Fig. 2 La contestazione Iuori dalle porte della Iabbrica.
Fig. 3 - La marcia degli operai.
73
Fig. 4 - Lulu marcia verso la Iabbrica.
Fig. 5 - Si entra in Iabbrica. In alto a sinistra gli altoparlanti.
Fig. 6 - Lulu, sudato e sconvolto al mattino presto.
74
Fig. 7 - Il volto del cottimista Lulu mentre lavora alla macchina.
Fig. 8 - Il sangue tra gli ingranaggi della macchina di Lulu.
Fig. 9 - Lulu inveisce contro la direzione.
75
Fig. 10 - Lulu prende la parola nell`assemblea.
Fig. 11 - Lulu si aggira tra i vari oggetti della casa.
Fig. 12 - Lulu a colloquio con Militina.
76
Fig. 13 Al manicomio. Il colloquio successivo con Militina.
Fig. 14 - Militina tenta di abbattere `il muro`.
Fig. 15 - Gli operai ascoltano, in Iila alle loro macchine, il sogno di Lulu.
77
78
Capitolo IV
Tre sguardi su Moro
1. Ferrara, Bellocchio e Martinelli raccontano il caso Moro
La vicenda del sequestro e dell`uccisione di Aldo Moro
rappresenta uIIicialmente un mistero irrisolto del periodo della lotta
armata nell`Italia degli anni Settanta. Non ci sono certezze o verita
assolute, solo una quantita smisurata di contributi, di vario genere, che
propongono un`altrettanto ampia varieta di punti di vista.
Il cinema accoglie queste diverse possibilita e, con Il Caso Moro,
Buongiorno, notte (2003) e Pia::a delle Cinque Lune (2003), propone tre
Iilm che rivolgono il proprio sguardo sulla vicenda.
Il Caso Moro e un Iilm di Giuseppe Ferrara: il primo dedicato al
sequestro del Presidente della Dc. Il regista, nella Iase iniziale, prende
come base e riIerimento storico per la ricostruzione della vicenda il libro
I giorni dellira, scritto dal giornalista americano Robert Katz e
pubblicato nel 1980. Come racconta Ferrara stesso, pero: Il libro di Katz
ha inIluenzato pochissimo la nostra sceneggiatura. |.| Katz voleva Iare
un Iilm di Iantapolitica; un po` come quello di Martinelli; voleva metterci
un brigatista che sapeva le cose sul caso Moro, e che veniva ammazzato
79
in carcere. Ma quando mai?.
65
I disaccordi tra il regista e l`autore di
riIerimento portano cosi alla sospensione della collaborazione tra i due.
E un Iilm coraggioso, quello di Ferrara, che aIIianca a un`attenta
ricostruzione cronologica dei Iatti la rappresentazione esplicita della
regia occulta, pilotata da P2 e Cia, che avrebbe caratterizzato la gestione
delle Iasi del sequestro, mantenendo salda la linea della Iermezza. A
interpretare Aldo Moro e Gian Maria Volonte, calato perIettamente nella
parte e incredibilmente somigliante all`originale.
Nel 2003 escono Pia::a delle Cinque Lune e Buongiorno, notte,
rispettivamente di Renzo Martinelli e Marco Bellocchio. I due Iilm si
accostano ai Iatti in modo completamente diIIerente: Martinelli prende
come soggetto il libro di Sergio Flamigni (consulente storico della
pellicola), La tela del ragno e propone il classico Iilm di indagine
storico-politica. Lo stesso regista conIida in un`intervista la sua passione
per i documenti: Mi aIIascina molto il lavoro che precede la scrittura,
perche poi ho veriIicato che proprio lavorando sui documenti mi scattano
le idee, da sole.
66
La meticolosa ricostruzione dei Iatti, ricavata dal testo
di Flamigni, diventa la base per mettere in scena la teoria complottistica e
cospirativa. E un Iilm, per usare un`espressione di Alan O'Leary, sul
patrimonio inIangato.
67

Ispirato al libro Il terrorista della brigatista Anna Laura Braghetti,
inquilina di via Montalcini durante il sequestro, Buongiorno, notte rigetta
65
FRANCESCO VENTURA, Il cinema e il caso Moro, Le Mani, Genova 2008, p. 165.
66
Ivi, p. 149.
67
O' LEARY, Tragedia allitaliana. cinema e terrorismo tra Moro e memoria, cit., p. 22.
80
invece l`idea del complotto, raccontando la vicenda attraverso gli occhi e
i sogni di Chiara (Maya Sansa), alter ego Iinzionale di Anna Laura
Braghetti, che sogna la Iuga del suo prigioniero. Nel Iilm ci viene
mostrata la vita quotidiana nell`appartamento di via Montalcini: Chiara
rientra dal lavoro, lava, stira i panni e cucina per tutti. L`immagine poco
credibile dei terroristi messa in scena da Bellocchio e, tuttavia, in linea
con quanto raccontato nel libro al quale si ispira. Il Moro osservato
segretamente dallo spioncino della porta della `prigione del popolo` non e
per nulla, come si dira meglio in seguito, Irutto delle Iantasie del regista.
Attraverso i sogni e le speranza di Chiara entriamo prepotentemente in
contatto con la tragedia intima della protagonista, rappresentata quasi
come una `seconda prigioniera` di via Montalcini. I brigatisti hanno
psicologie complesse: traspaiono dai loro volti la paura, l`emozione e, in
alcuni Irangenti, anche l`umanita. La recitazione degli attori che li
interpretano non e monotonale, ma carica di coinvolgimento e
soIIerenza: si potrebbe dire che con Bellocchio i terroristi tornano a
essere rappresentati come degli esseri umani. Come scrive Alan O'Leary:
Con questo Iilm si puo dire che termini l`esilio simbolico del
terrorista.
68

68
Ivi, cit., p. 23.
81
2. I misteri ini:iano in via Fani
E giovedi 16 marzo 1978, poco prima delle 9 del mattino. Il
Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro sale a bordo di una
Fiat 130, sotto la sua abitazione, in via del Forte TrionIale, 79. A seguire
l`auto del presidente c`e, come di consueto, l`AlIetta di scorta. E un
giorno particolare: il Presidente, inIatti, si deve recare alla Camera, dove
i deputati voteranno la Iiducia al nuovo governo di unita nazionale, il
quarto presieduto da Giulio Andreotti, ma il primo sostenuto da un
accordo programmatico elaborato anche dal Pci.
69
Principale sostenitore
dell`apertura della maggioranza governativa e proprio Aldo Moro.
La macchina del presidente giunge in via Fani. All`incrocio con
via Stresa una Fiat 128, da poco immessa nella carreggiata, si Ierma allo
stop, non permettendo il passaggio. La macchina e guidata da Mario
Moretti, il capo delle Br, e in pochi secondi si scatena l`inIerno. Un
commando terrorista apre il Iuoco sulla scorta dell`Onorevole, uccidendo
gli agenti RaIIaele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio
Rivera e Francesco Rizzi (quest`ultimo morira poco dopo all`ospedale).
Aldo Moro, quasi illeso, viene caricato su una Fiat 132 blu che si dilegua
rapidamente, scortata da altre due auto del commando.
La cronologia della strage di via Fani qui presentata e
volutamente scarna ed essenziale. La realta veriIicata dei Iatti si limita,
inIatti, a pochi avvenimenti. Non sappiamo con esattezza il numero dei
terroristi che componevano il commando e, soprattutto, se erano le sole
69
SERGIO FLAMIGNI, La tela del ragno, Kaos, Milano 2003, p. 39.
82
Brigate Rosse. Scrive Sergio Flamigni: Non e mai stata eIIettuata una
perizia complessiva sullo svolgimento dell`azione, elaborata in base a
tutti i dati oggettivi e agli elementi testimoniali raccolti; non si conosce
l`esatto numero degli attentatori, ne dunque la loro identita.
70

Moretti, nel libro intervista Brigate Rosse. una storia italiana
sostiene, in diversi Irangenti, la scarsa preparazione balistica dei terroristi
che hanno preso parte all`azione e dice: Il nostro addestramento militare
avrebbe Iatto ridere un caporale di qualsiasi esercito.
71
La ricostruzione
del capo delle Br e molto poco credibile. I colpi che hanno Ireddato in
pochi secondi i cinque agenti della scorta, senza quasi scalIire Moro, non
potevano di certo essere esplosi da un manipolo di guerriglieri mal
addestrati. Sergio Flamini `risponde` a Moretti raccontando della
presenza di un tiratore scelto in via Fani, quello che poi sarebbe Iuggito a
bordo della moto Honda, avvistata da un testimone durante l`azione.
72
Riporta inoltre, a supporto della propria tesi, le parole di un generale dei
servizi segreti che, giunto sul posto della strage, avrebbe deIinito
l`azione: un vero e proprio gioiello di perIezione.
73
Un altro mistero e legato alla scomparsa delle borse che Moro
portava con se. Secondo la testimonianza di Eleonora Moro, moglie del
Presidente, il marito aveva solitamente con se cinque, delle quali
solamente due sono state ritrovate nell`auto che lo trasportava.
74

70
Ivi, p. 41. 71
MARIO MORETTI, CARLA MOSCA, ROSSANA ROSSANDA, Brigate Rosse. una storia italiana,
cit., p. 119.
72
FLAMIGNI, La tela del ragno, cit., pp. 43-44.
73
Ivi, p. 42.
74
Ivi, p. 64.
83
La dinamica dell`incidente stesso e un punto oscuro. Ferrara si e
servito della versione del memoriale Morucci e ha messo in scena il
conclamato tamponamento a catena all`incrocio di via Fani. Moretti
stesso, rispondendo alla domanda di Carla Mosca e Rossana Rossanda:
Non ti sei Iatto tamponare dalla 130 di Moro? Si e sempre detto
questo, risponde: No. Un tamponamento li avrebbe messi in allarme e
invece dovevo tempo ai compagni di avvicinarsi.
75

Anche nelle analisi di Flamigni sono conIermate tali incertezze e
sorgono dubbi, oltre che sul tamponamento, escluso categoricamente
dallo studioso, anche sulla traiettoria dei proiettili che avrebbero
raggiunto la scorta.
Dopo quel 16 marzo i misteri si moltiplicheranno in modo
esponenziale. La gestione politica dei 55 giorni di prigionia e un terreno
quasi completamente oscuro. Le trattative, le versioni spesso contrastanti
dei brigatisti, le presunte connivenze dei servizi segreti, via Gradoli, via
Montalcini, il Memoriale di Aldo Moro e le sue lettere sono ancora
materiale, in gran parte, inesplorato.
75
MORETTI, MOSCA, ROSSANDA, Brigate Rosse, cit., p. 130.
84
3. Perche Aldo Moro. il primo comunicato delle Br
Giovedi 16 marzo un nucleo armato delle Brigate Rosse ha
catturato e rinchiuso in un carcere del popolo ALDO MORO,
presidente della Democrazia Cristiana. La sua scorta armata,
composta di cinque agenti dei Iamigerati Corpi Speciali, e stata
completamente annientata. Chi e ALDO MORO e presto detto:
dopo il suo degno compare De Gasperi, e stato Iino ad oggi il
gerarca piu autorevole, il "teorico" e lo "stratega" indiscusso di
quel regime democristiano che da trent'anni opprime il popolo
italiano. Ogni tappa che ha scandito la controrivoluzione
imperialista di cui la DC e stata arteIice nel nostro paese, dalle
politiche sanguinarie degli anni '50, alla svolta del "centro-sinistra"
Iino ai giorni nostri con "l'accordo a sei", ha avuto in ALDO
MORO il padrino politico e l'esecutore piu Iedele delle direttive
impartite dalle centrali imperialiste. E' inutile elencare qui il
numero inIinito di volte che Moro e stato presidente del Consiglio
o membro del Governo in ministeri chiave, e le innumerevoli
cariche che ha ricoperto nella direzione della DC, (tutto e
ampiamente documentato, e sapremo valutarlo opportunamente),
ci basta sottolineare come questo dimostri il ruolo di massima e
diretta responsabilita da lui svolto, scopertamente o "tramando
nell'ombra", nelle scelte politiche di Iondo e nell'attuazione dei
programmi controrivoluzionari voluti dalla borghesia imperialista.
Compagni, la crisi irreversibile che l'imperialismo sta
attraversando mentre accelera la disgregazione del suo potere e del
suo dominio, innesca nello stesso tempo i meccanismi di una
proIonda ristrutturazione che dovrebbe ricondurre il nostro paese
sotto il controllo totale delle centrali del capitale multinazionale e
soggiogare deIinitivamente il proletariato. La trasIormazione
nell'area europea dei superati Stati-nazione di stampo liberale in
Stati Imperialisti delle Multinazionali (SIM) e un processo in pieno
svolgimento anche nel nostro paese. Il SIM, ristrutturandosi, si
predispone a svolgere il ruolo di cinghia di trasmissione degli
interessi economici-strategici globali dell'imperialismo, e nello
stesso tempo ad essere organizzazione della controrivoluzione
preventiva rivolta ad annichilire ogni "velleita" rivoluzionaria del
proletariato. Questo ambizioso progetto per potersi aIIermare
necessita di una condizione pregiudiziale: la creazione di un
personale politico - economico - militare che lo realizzi. Negli
ultimi anni questo personale politico strettamente legato ai circoli
imperialisti e emerso in modo egemone in tutti i partiti del
cosiddetto "arco costituzionale", ma ha la sua massima
concentrazione e il suo punto di riIerimento principale nella
Democrazia Cristiana. La DC e cosi la Iorza centrale e strategica
della gestione imperialista dello Stato. Nel quadro dell'unita
strategica degli Stati Imperialisti, le maggiori potenze che stanno
alla testa della catena gerarchica, richiedono alla DC di Iunzionare
da polo politico nazionale della controrivoluzione. E' sulla
macchina del potere democristiano, trasIormata e "rinnovata", e sul
nuovo regime che essa ha imposto che dovra marciare la
riconversione dello Stato-nazione in anello eIIiciente della catena
imperialista e potranno essere imposte le Ieroci politiche
economiche e le proIonde trasIormazioni istituzionali in Iunzione
apertamente repressiva richieste dai partner Iorti della catena:
85
USA, RFT. Questo regime, questo partito sono oggi la Iiliale
nazionale, lugubremente eIIiciente, della piu grande
multinazionale del crimine che l'umanita abbia mai conosciuto. Da
tempo le avanguardie comuniste hanno individuato nella DC il
nemico piu Ieroce del proletariato, la congrega piu bieca di ogni
manovra reazionaria. Questo oggi non basta. Bisogna stanare dai
covi democristiani, variamente mascherati, gli agenti
controrivoluzionari che nella "nuova " DC rappresentano il Iulcro
della ristrutturazione dello SIM, braccarli ovunque, non concedere
loro tregua. Bisogna estendere e approIondire il processo al regime
che in ogni parte le avanguardie combattenti hanno gia saputo
indicare con la loro pratica di combattimento. E questa una delle
direttrici su cui e possibile Iar marciare il Movimento di
Resistenza Proletario OIIensivo, su cui sIerrare l'attacco e
disarticolare il progetto imperialista. Sia chiaro quindi che con la
cattura di ALDO MORO, ed il processo al quale verra sottoposto
dal Tribunale del Popolo, non intendiamo "chiudere la partita" ne
tantomeno sbandierare un "simbolo", ma sviluppare una parola
d'ordine su cui tutto il Movimento di Resistenza Proletario
OIIensivo si sta gia misurando, renderlo piu Iorte, piu maturo, piu
incisivo e organizzato. Intendiamo mobilitare la piu vasta e
unitaria iniziativa armata per l'ulteriore crescita DELLA GUERRA
DI CLASSE PER IL COMUNISMO. Portare l'attacco allo stato
imperialista delle multinazionali. Disarticolare le strutture, i
progetti della borghesia imperialista attaccando il personale
politico-economico-militare che ne e l'espressione. UniIicare il
movimento rivoluzionario costruendo il partito comunista
combattente.
76
4. Il Caso Moro
4.1 Un montaggio alternato. prima della strage
La prima sequenza del Iilm, anticipata da una didascalia che
scorre su sIondo nero (Iig. 1), ci mostra la targa di via Mario Fani,
qualche minuto prima della strage, e una motocicletta arrivare a tutta
velocita e Iermarsi sotto il cartello: sta eIIettuando un sopralluogo. Il
regista, dopo questa prima breve sequenza, ci mostra, con un montaggio
alternato, il Presidente, la scorta che aspetta Moro sotto casa e i brigatisti
che si preparano all`agguato. Siamo all`interno dell`appartamento di Aldo
76
http://www.brigaterosse.org/brigaterosse/index.htm.
86
Moro, la cinepresa si soIIerma subito sul nipotino del presidente, Luca,
mentre gioca su un triciclo nel corridoio. Il bambino raggiunge il nonno
che gli racconta una curiosa Iavola, parla del `lupo cattivo`. A tal
proposito il regista spiega come si e arrivati alla scelta della Iavola:
Quando abbiamo girato la scena in cui racconta al nipotino una
Iiaba, Volonte e venuto da me e mi ha detto: Che Iiaba devo
raccontare? Mah, per esempio Cappuccetto Rosso, Iai tu..
Allora se lei va a prendere il libro di Curcio di cui Volonte Ia la
preIazione si intitola Wtki inizia con una Iiaba stranissima: su
certi lupi (che sarebbero le Br, probabilmente) che leccavano dei
coltelli che tagliavano la loro lingua diventando rossi di sangue.
Quando sento che racconta questa storia al nipotino, gli chiedo:
Ma che Iiaba e?. E la Iiaba di Curcio.
77

Il racconto del regista prosegue e svela un altro curioso
particolare sulle intenzioni di Volonte. Dice Ferrara:
Gian Maria voleva intenzionalmente Iare un Iilm contro Moro.|.|
Ha rivelato che voleva attaccare Moro e Iarne una Iigura negativa,
ma in sostanza non c`era riuscito. |.| Il personaggio reale, a cui
lui si era cosi Iedelmente ispirato, gli e saltato addosso e in un
certo senso lo ha dominato.
78

Tornando al Iilm, segue, nella sequenza successiva, il percorso in
macchina del presidente, scortato dall`AlIetta. Il capo delle Br e
appostato sul lato destro di via Fani, poco prima dell`incrocio con via
Stresa. La cinepresa stacca sull`orologio al polso del brigatista: segna le
nove meno dieci. Poco prima che arrivi la macchina di Moro la 128 si
immette nella carreggiata e si Ierma improvvisamente allo stop,
provocando il Iamoso tamponamento (Iig. 2). Il capo delle Br scende
77
VENTURA, Il cinema e il caso Moro, cit., p. 155.
78
Ivi, p. 55.
87
dalla macchina con un altro uomo e apre il Iuoco sui due agenti di scorta
seduti con Moro nella Fiat 130. Dal lato sinistro della strada vediamo
sbucare quattro uomini vestiti da avieri che sparano sulla scorta a bordo
dell`AlIetta. Il capo delle Br, in seguito, uccide, sparando alle spalle,
l`unico degli agenti che aveva tentato di rispondere al Iuoco.
Conclusa la strage ci sono alcuni secondi di silenzio: si sente
solamente un cane abbaiare mentre la cinepresa inquadra l`interno di una
delle macchine, con il sangue che cola ai piedi di uno degli uomini
rimasti uccisi. Poi vengono ripresi in successione, con dei primi piani, tre
dei quattro terroristi vestiti da avieri: hanno il Iiatone e il volto
spaventato. Il capo delle Br preleva bruscamente Aldo Moro,
evidentemente scosso e ancora immobile sul sedile della sua automobile
(Iig. 3), lo carica su una macchina e Iugge accompagnato da altre due
vetture.
A proposito della ricostruzione di questa sequenza, il regista di
Pia::a delle Cinque Lune, Renzo Martinelli, aIIerma: Beppe ha girato
un Iilm troppo a ridosso dei Iatti. Mette in scena il memoriale Morucci
Moretti: spari da sinistra, doppio tamponamento, esattamente quello che
dice Moretti. Un Iilm troppo vicino ai Iatti, che viene inevitabilmente
sviato. E un Iilm che nasce vecchio.
79
Nelle aIIermazioni di Martinelli ci
sono alcune imprecisioni. Innanzitutto, Iacendo attenzione alla
ricostruzione di Ferrara, si nota che uno dei brigatisti vestito da aviere
spara anche da destra; in secondo luogo, Moretti, nel libro intervista
79
Ivi, pp. 144-145.
88
Brigate rosse. una storia italiana, come detto sopra, nega il
tamponamento.
4.2 Le borse scomparse
Nella sequenza successiva vediamo la polizia eIIettuare i rilievi
uIIiciali sul posto della strage. Arriva anche Eleonora Moro (Margherita
Lozano), la moglie del Presidente. Si muove sbigottita e con passo lento
tra i cadaveri degli uomini della scorta, si inginocchia davanti a uno di
loro e gli passa una mano sul volto, come per chiudergli gli occhi. Le
immagini che rappresentano Eleonora Moro sono alternate a quelle di
una donna nella cucina di un appartamento, mentre attende notizie dalla
radio: e una brigatista, probabilmente si allude ad Anna Laura Braghetti.
Poi la cinepresa torna con uno stacco in via Fani e segue il movimento di
un uomo, chiamato nel Iilm Della Vedova, che preleva all`interno della
Fiat 130 una delle tre borse presenti. Segue il dialogo tra Eleonora Moro
e il generale Altobelli:
ELEONORA MORO
Mio marito aveva delle carte importanti con se. Questa mattina
aveva tre borse, le avete trovate?
ALTOBELLI
Le hanno portate via i rapitori.Ne siamo convinti.
ELEONORA MORO
Non dovreste esserlo.
GENERALE
Non capisco.
ELEONORA MORO
Senta generale, io ho Iatto l`inIermiera. So quanto tempo ci vuole
perche il sangue coaguli: vari minuti almeno.Se tutte e tre le
borse Iossero state portate via nello stesso istante, anche li dove
invece e pulito sarebbe colato il sangue. Quella borsa e stata presa
da poco.
89
GENERALE
I testimoni aIIermano il contrario, signora. Quelle carte importanti
sono nelle mani delle Brigate Rosse.
ELEONORA MORO
Le Brigate Rosse? Come Ia a saperlo? O ha i testimoni anche per
questo?
ALTOBELLI
Mi scusi.
Dopo l`ultima battuta il generale si allontana. E il primo degli
episodi sospetti, che avra un seguito in un successivo dialogo al
Viminale:
DELLA VEDOVA
Che ne Iacciamo della borsa?
ALTOBELLI
Sta bene dove sta.
Gli incontri al Ministero degli Interni diventeranno un motivo
ricorrente nel Iilm: e il luogo dove la classe politica e gli uomini di potere
si incontreranno per decidere la gestione politica del sequestro.
4.3 La classe politica, le lettere ad Andreotti e Zaccagnini
I politici, e i vari `potenti` rappresentati nel Iilm, sono interpretati
da attori, molto somiglianti agli originali e chiamati con i veri nomi.
Scrive Flamigni:
Durante il sequestro Moro Iurono attivi, presso il ministero
dell`Interno, tre gruppi di lavoro: il Gruppo tecnico-operativo, il
Gruppo InIormazioni, il Gruppo esperti. Risultera impossibile
90
ricostruirne con precisione l`attivita durante i 55 giorni della crisi,
in quanto dagli archivi del Viminale scompariranno verbali delle
riunioni e vari documenti |.|. Di certo c`e che durante
l`emergenza del sequestro, al Viminale la Iaceva da padrone
l`esperto americano Steve Pieczenik, consigliere speciale del
ministro dell`Interno Cossiga.
80

Nel Iilm di Ferrara questi incontri vengono rappresentati in tutte
le Iasi salienti del sequestro. Prende parte alle riunioni anche il
consulente americano, menzionato da Flamigni, giunto appositamente da
Washington (nel Iilm verra chiamato Mike Cernak). Proprio
quest`ultimo, in una delle riunioni, aIIerma: Le lettere dovranno
apparire estorte con torture, droghe, con una pistola alla testa o qualsiasi
altra diavoleria. Si getta quindi molto piu che un`ombra sulle direttive
che sarebbero giunte dagli Stati Uniti, contrari all`ingresso del Pci nella
maggioranza. Lo stesso Moro del Iilm, in uno degli interrogatori nella
`prigione del popolo` dice: A Washington non sono mai stato visto di
buon occhio. L`immagine della politica che emerge e corrotta e
ipocrita: nel corso del Iilm c`e persino un incontro tra alcuni esponenti
politici e dei servizi di sicurezza con Licio Gelli, il `maestro venerabile`
della loggia massonica P2. La linea della Iermezza e dell`occultamento
della verita sara Iermamente sostenuta anche da Andreotti che, sia nella
realta dei Iatti che nel Iilm, dopo l`arrivo della lettera scritta dal
prigioniero a Cossiga, preIerira considerare lo scritto non moralmente
attribuibile a Moro.
80
FLAMIGNI, La tela del ragno, cit., p. 127.
91
L`altra Iigura centrale tra i politici rappresentati nel Iilm, oltre al
Presidente del Consiglio Andreotti (Daniele Dublino), e quella di
Benigno Zaccagnini (Bruno Corazzari), all`epoca Segretario della Dc.
Nella ricostruzione Iilmica, in due diIIerenti Iasi, entrambi sono colti da
malore: le reazioni dei due sono pero molto diIIerenti. Andreotti si sente
male subito dopo aver appreso la notizia dell`azione di via Fani. Nella
sequenza, Cossiga e Zaccagnini si recano nell`uIIicio del Presidente per
sincerarsi sulle sue condizioni di salute (Fig. 4):
COSSIGA
Come ti senti?
ANDREOTTI
No, niente.tutto regolare.
ZACCAGNINI
Ma Giulio, che cosa stiamo Iacendo? Di la si sta parlando di tutto,
tranne che di Moro. |.| Ma per noi della Democrazia cristiana
l`unica cosa importante deve essere la vita di Moro.
COSSIGA
Non perdiamo la calma. Tutti gli occhi del Paese sono puntati sul
nostro partito come mai prima d`ora.
ZACCAGNINI
Ma e in gioco la vita di Moro.
ANDREOTTI
Zaccagnini, e in gioco il governo.
Nel primo conIronto si nota la grande Ireddezza di Andreotti di
Ironte alla tragica situazione. Passa allo spettatore l`idea che prevalga in
lui la ragione di Stato, mentre per Zaccagnini, amico di Moro, sembra
essere Iondamentale la vita del prigioniero. In seguito proprio
Zaccagnini, mentre si trova in Parlamento, ricevera una lettera da Moro:
Caro Zaccagnini,
moralmente sei tu al mio posto, dove materialmente sono io, tu che
mi hai voluto alla carica di presidente nonostante la mia motivata
92
riluttanza. Ed e doveroso aggiungere che se la scorta non Iosse
stata del tutto al di sotto delle esigenze della situazione io Iorse
non sarei qui, tengo a precisare di dire queste cose in piena
lucidita, senza aver subito alcuna coercizione della persona. Ma in
verita mi sento abbandonato da voi. |.| Ci vuole davvero
coraggio per pagare per tutta la Democrazia cristiana avendo dato
sempre con generosita. Tu hai dunque una responsabilita
personalissima, il tuo si o il tuo no sono decisivi. Ma sai pure che
se mi togli alla Iamiglia l hai voluto due volte, e questo peso non te
lo scrollerai di dosso piu.
Il Segretario della Dc, nella sequenza, ha uno svenimento.
L`immagine che ci viene presentata e quella di un uomo combattuto, con
i nervi a pezzi. La lettera e letta dalla voce Iuori campo di Aldo Moro,
molto duro nei conIronti del collega e del partito.
Aldo Moro, nella realta dei Iatti, scrivera molte disperate lettere
per arrivare a un compromesso che gli renda salva la vita e, il 24 aprile,
arrivera a stenderne un`ultima, durissima, che tra le righe recita: Non
accetto l`iniqua e ingrata sentenza della Dc. Chiedo che ai miei Iunerali
non partecipino ne Autorita dello Stato, ne uomini di partito.
81
4.4 Aldo Moro, le Brigate Rosse e gli interrogatori
Il regista Giuseppe Ferrara, in un`intervista riportata da Francesco
Ventura nel libro Il cinema e il caso Moro, parlando di Volonta, racconta:
Gian Maria si e voluto documentare in una maniera rigorosa, a
livello stanislawskiano, per evocare, quasi Iosse un medium, la
Iigura di Moro e riportarla in vita. Pensi che si e chiuso in una
stanza per un mese col costume che avevamo gia scelto, leggendo
e vedendo in video le dichiarazioni e i saggi di Moro. Ha
tappezzato le pareti con gigantograIie delle Ioto di Moro e si e
immerso totalmente e nella prigionia e nel contatto con la sua
Iigura. |.| E Volonte, poi, non assomigliava per niente a Moro. Il
81
Ivi, p. 321.
93
trucco si e limitato a imitare la Iamosa Irezza, la striscia di
capelli bianchi: non c`e altro. |.| La Iusione vera e avvenuta
interiormente, psicologicamente.
82

Il Moro di Volonte e molto diverso da quello, ugualmente valido,
interpretato da Roberto Herlitzka in Buongiorno, notte. Nel Iilm, Ferrara
ci mostra il presidente sempre vestito con pantaloni e camicia, lontano
dalla rappresentazione che ne da Bellocchio: un uomo esile e anziano,
che esprime un senso di Iragilita Iisica. E sempre vestito con un pigiama
grigio.
83

In Il Caso Moro il prigioniero tenta subito di prendere l`iniziativa,
proponendo di scrivere lettere, in una scena cerca addirittura di avvisare,
battendo con uno sgabello sul soIIitto, gli inquilini del piano di sopra; poi
cerca di collaborare con i suoi carcerieri chiedendo: Cosa possiamo
Iare. Insieme?. I colloqui (Iig. 5) sono molto tecnici nelle
argomentazioni e rispettosi nel tono:
MORO
Credo di non aver capito cosa vi ripromettiate dalla mia
prigionia?
CAPO BR
A noi interessa cio che puo scatenare la campagna di primavera
nell`aria rivoluzionaria. A noi interessano le trame che lei ci puo
svelare, della controrivoluzione che e in atto. Per adeguare l`Italia
all`imperialismo delle multinazionali, al Sim.
MORO
Sim? Mi scusi vorrei chiarire meglio il suo pensiero.
CAPO BR
Stato imperialista delle multinazionali. Il super governo che
stabilisce Ierree linee politiche di sviluppo sociale per ogni paese
occidentale contro la classe operaia, per l`Italia e il suo partito che
deve Iare rispettare queste linee.
BRIGATISTA
82
VENTURA, Il cinema e il caso Moro, cit., p. 153.
83
Ivi, p. 51.
94
E lei, come massimo esponente della Dc ne e l`esecutore.
MORO
Esecutore? E da chi prenderei le direttive?
CAPO BR
Dalle centrali. Cia, Trilateral, Pentagono, Bonn, Whashinghton.
Il conIronto e quasi sempre centrato su tematiche strettamente
politiche. Il capo delle Br, Maurizio (Mattia Sbragia), in uno dei
successivi interrogatori, insistera nuovamente sull`argomento, quasi
irritato dal `Iumo` che, secondo lui, gli stava vendendo il Presidente,
dicendogli: Noi vogliamo sapere il ruolo del suo partito in questa
cospirazione internazionale contro la classe operaia.
I brigatisti che gestiscono il sequestro nel Iilm sono sei. Ci sono
inIatti Maurizio e la compagna, ispirati a Mario Moretti e Barbara
Balzerani; poi c`e la coppia che si riIa alle Iigure di Valerio Morucci e
Adriana Faranda, con il compito di gestire i rapporti con l`esterno e di Iar
giungere a destinazione le lettere del prigioniero e i comunicati. In ultimo
c`e la coppia dei carcerieri, ispirata a Prospero Gallinari e ad Anna Laura
Braghetti. La brigatista Braghetti del Iilm (Enrica Maria Modugno),
anche se lontana da quella interpretata da Maya Sansa in Buongiorno,
notte, dimostra spesso grande umanita nei conIronti del presidente,
rivolgendosi a lui spesso in modo gentile e quasi aIIettuoso.
Il Moro di Ferrara, per gran parte del Iilm, sembra non perdere le
speranze e instaura un rapporto molto stretto con il suo carceriere e
principale interlocutore, Maurizio (nome di battaglia del capo delle Br
Mario Moretti). La risposta alla lettera scritta dal presidente a Paolo VI,
95
con quel Liberate l`onorevole Moro, semplicemente e senza
condizioni, sIerra pero il colpo di grazia alle speranze del prigioniero.
Moro capisce che non c`e piu nulla da Iare e, stanco di combattere, inizia
a lasciarsi andare e scrive un`ultima commovente lettera alla moglie.
4.5 Le telefonate delle Br e via Caetani
Tra i rapporti che le Brigate Rosse hanno tenuto con l`esterno ci
sono in particolare due drammatiche teleIonate, una rivolta alla Iamiglia
di Moro e l`altra ad un assistente universitario dell`onorevole, tale
proIessor Franco Tritto. Sono entrambe ricostruite nel Iilm. L`audio
originale e raggelante, specie in quella rivolta a Tritto, ma il regista
sceglie, ancora una volta, la strada della ricostruzione. Si riporta di
seguito la trascrizione della teleIonata originale, eIIettuata da Moretti:
MORETTI
Senta io sono uno di quelli che ha qualcosa a che Iare con suo
padre, devo Iarle un`ultima comunicazione. Noi Iacciamo questa
teleIonata per puro scrupolo, perche suo padre insiste nel dire che
siete stati un po` ingannati o probabilmente state ragionando su un
equivoco. Finora avete Iatto tutte cose che sono, non servono
assolutamente niente, Noi crediamo che.invece ormai i giochi
siano Iatti e abbiamo gia preso una decisione, nelle prossime ore
non possiamo che eseguire cio che abbiamo detto nel comunicato
numero 8. Quindi crediamo solo questo, che sia possibile un
intervento di Zaccagnini immediato e chiariIicatore in questo
senso, se cio non avviene rendetevi conto che noi non potremo Iar
altro che questo. Mi ha capito esattamente?
FAMIGLIA
Si l`ho capita benissimo.
MORETTI
Ecco, quindi e possibile solo questo, l`abbiamo Iatto
semplicemente per scrupolo, nel senso che sa una condanna a
morte non e una cosa sulla quale si possa prendere cosi alla
leggera neanche da parte nostra, noi siamo disposti a sopportare le
responsabilita che competono,che ci competono e vorremmo
96
appunto, siccome suo padre insiste, crede che appunto non siate
intervenuti direttamente mal consigliati.
FAMIGLIA
No, noi abbiamo Iatto quello che abbiamo potuto Iare, perche ci
tengono proprio prigionieri.
MORETTI
E ma guardi, il problema e politico, quindi a questo punto deve
intervenire la Democrazia cristiana. Noi abbiamo insistito
moltissimo su questo perche e l`unica maniera su cui si possa
arrivare eventualmente a una trattativa, Se questo non avviene
nelle prossime ore, io non posso discutere, non sono autorizzato a
Iarlo.devo semplicemente Iarle questa comunicazione: Solo un
intervento diretto, immediato e chiariIicatore preciso di Zaccagnini
puo modiIicare la situazione. Noi abbiamo gia preso la decisione,
nelle prossime ore accadra l`inevitabile, non possiamo Iare
altrimenti, non ho nient`altro da dirle.
84

Nel Iilm sono ripresi in modo alternato il capo delle Br in un
teleIono pubblico, la moglie del presidente nel suo appartamento e una
mano che trascrive la teleIonata a mano. La ricostruzione della teleIonata
e molto Iedele all`originale nei contenuti.
Tra la prima e la seconda teleIonata c`e la sequenza dell`uccisione
del Presidente. Vediamo entrare nella `prigione del popolo` la brigatista
che porge, senza dire una parola, l`abito a Moro. Poi entra il capo delle
Br e gli comunica la volonta di liberarlo. Moro sembra capire che lo
stanno portando a morire e, rassegnato, segue i brigatisti nel garage (Iig.
6), dove sara Ireddato dai colpi di un mitra nel bagagliaio della Renault 4
rossa. Nella sequenza si alternano le immagini del Presidente a quelle
dell`incontro organizzato nella sede della Democrazia Cristiana, dove si
discute e si ammette il Iallimento politico. Il regista poi ci mostra un
tratto della strada percorso dalla Renault 4, con in sottoIondo la voce
84
La teleIonata riportata e da noi trascritta a partire dal programma televisivo Blu notte,
misteri italiani, di Carlo Lucarelli e Giuliana Catamo, condotto da Carlo Lucarelli, Rai
Tre, aprile 2004.
97
Iuori campo del brigatista che eIIettua la seconda teleIonata, quella a
Tritto. Durante il breve colloquio l`interlocutore non ci viene ne mostrato
ne Iatto ascoltare e il brigatista e ripreso all`interno della cabina
teleIonica solo nella parte Iinale della teleIonata. Vale la pena, comunque,
di riportare parte della drammatica teleIonata:
MORUCCI
E il proIessor Franco Tritto?
TRITTO
Chi parla?
MORUCCI
Dottor Nicolai.
TRITTO
Chi Nicolai?
85
MORUCCI
E il proIessor Franco Tritto?
TRITTO
Si ma io voglio sapere chi parla.
MORUCCI
Brigate rosse. Ha capito?
TRITTO
Si.
MORUCCI
Adempiamo alle ultime volonta del presidente comunicando alla
Iamiglia dove potra trovare il corpo dell' onorevole. Aldo Moro.
Mi sente?"
TRITTO
Che dovrei Iare? Se puo ripetere...
MORUCCI
Mi sente?
TRITTO
No.Se puo ripetere...
MORUCCI
Non posso ripetere, guardi. Allora, lei deve comunicare alla
Iamiglia che troveranno il corpo dell'onorevole. Aldo Moro in via
Caetani. Via Caetani. Li c'e una Renault 4 rossa. I primi numeri di
targa sono N5.
TRITTO
Devo teleIonargli io?
MORUCCI
No dovrebbe andare personalmente.
TRITTO
E non posso.
MORUCCI
Non puo? Dovrebbe per Iorza.
TRITTO
85
E il nome utilizzato dalle Brigate Rosse nei contatti con i collaboratori di Moro.
98
Per cortesia no.
MORUCCI
Mi dispiace ma.se lei teleIona non.verrebbe meno
all`adempimento delle richieste che ci aveva Iatto espressamente il
presidente.
86
Dopo la teleIonata si ritorna all`interno della sede della Dc.
Zaccagnini, seduto al tavolo, riceve personalmente la terribile notizia.
Vediamo il Segretario della Dc alzarsi lentamente dalla sedia, sbigottito e
con lo sguardo immobile (Iig. 7), e dire: Il delitto e stato compiuto. A
nulla sono valsi tutti i nostri sIorzi per salvare la vita all`amico Aldo
Moro. Il corpo di Aldo Moro giace a pochi metri da qui e dalla sede del
Partito comunista.
Poi scorrono le immagini di repertorio, con l`audio originale
dell`epoca, di via Caetani aIIollata di gente (Iig. 8). Dopo le immagini
documentarie, torna il Moro di Gian Maria Volonte, inquadrato nel
bagagliaio della macchina (Iig. 9). Sentiamo la voce Iuori campo
dell`attore che recita: Per una evidente incompatibilita, chiedo che ai
miei Iunerali non partecipino ne autorita dello Stato ne uomini di partito.
Chiedo di essere seguito solo dai pochi che mi hanno veramente voluto
bene. L`immagine dissolve in nero e, prima dei titoli di coda, compare
una didascalia, che rimane Ierma per alcuni secondi:
I brigatisti coinvolti nell`uccisione di Aldo Moro sono stati
arrestati e condannati (22 ergastoli). Ma il Caso Moro, uno degli
assassini politici in cui convergono e si modiIicano i destini di un
Paese, resta ancora pieno di ombre.
86
Trascrizione della teleIonata a partire da Blu notte, misteri italiani, di Carlo Lucarelli.
99
5. Buongiorno, notte
5.1 La prigione di Chiara
Buongiorno, notte inizia nel buio di un appartamento. Mentre
scorrono i titoli di testa la cinepresa si muove, con un lentissimo carrello,
all`interno dell`abitazione vuota. Sentiamo la voce del venditore che
accompagna una giovane coppia interessata all`acquisto della casa.
L`appartamento e quello di via Montalcini, 8 e la coppia sono i brigatisti
Chiara (Maya Sansa) ed Ernesto (Pier Giorgio Bellocchio), personaggi
ispirati alle Iigure di Anna Laura Braghetti e Germano Maccari. L`agente
immobiliare rassicura i due sulla riservatezza della struttura:
L`appartamento nella sua proprieta e completato da un garage nel
piano seminterrato, al quale si puo accedere tranquillamente anche
attraverso l`ascensore. C`e un doppio ingresso, si puo entrare
direttamente dal garage nella cucina. E una realta molto tranquilla
e riservata.
87

Poi apre la porta e guida la coppia all`interno. Colpisce subito la
meccanicita dei movimenti dei due, che Iingono, con scarso successo,
disinvoltura. Ernesto, rigido nella sua giacca, non dice una parola e
sembra terrorizzato. Chiara ha il volto immobile e non si spinge oltre
qualche sorriso Iorzato e innaturale. Sono spesso inquadrati con primi
piani e mezzi primi piani, a volte prolungati. Le parole del venditore
diventano per lo spettatore, concentrato sui volti di Chiara ed Ernesto
(Iig. 10), un insigniIicante brusio di Iondo al quale non si Ia attenzione.
87
VENTURA, Il cinema e il caso Moro, cit., p. 57.
100
I giochi della luce che passa attraverso le Iessure delle veneziane
crea su muri e pavimenti disegni orizzontali che ricordano molto le sbarre
di una prigione. Non e pero, probabilmente, alla gabbia di Moro che il
regista vuole alludere: sembra molto piu evidente il riIerimento ai limiti
Iisici e psicologici che terranno imprigionata Chiara. Ernesto, nella
sequenza, conta i passi di quella che sara la `prigione del popolo`, il box
dove sara tenuto prigioniero il Presidente.
5.2 Un film in soggettiva
Il regista ci Iornisce due possibilita, esclusa qualche eccezione,
per vedere Aldo Moro (Roberto Herlitzka) nel corso del Iilm: attraverso
le soggettive di Chiara che osserva il prigioniero dallo spioncino della
cella, e nei sogni della brigatista stessa. Una prospettiva inedita quella
scelta da Bellocchio, suggerita dall`esigenza personale del regista che,
nell`introduzione alla sceneggiatura, scrive: Non potevo subire la
tragedia di venticinque anni prima, non potevo accettare quella Iatalita
religiosa. Dovevo tradirla, dovevo ribellarmi a quella cronaca inerte,
indiIIerente, disperata.
88
Il tradimento di cui parla il regista Ia
riIerimento all`epilogo alternativo, di cui si dira in seguito.
Al centro della narrazione c`e il rapporto, soprattutto immaginato
e sognato, che intercorre tra Chiara e il suo prigioniero. In una scena, nei
primi minuti del Iilm, la cinepresa inquadra Chiara mentre dorme. Al
suono della sveglia la ragazza allunga il braccio, la spegne e con uno
88
UVA, Schermi di piombo, cit., p. 74.
101
scatto si alza. Dal letto cade un libro, e la Sacra Famiglia di Marx ed
Engels. Come suggerisce Christian Uva: La vera protagonista di
Buongiorno, notte e una 'sacra Iamiglia in cui la vecchia, canonica
tematica di Bellocchio e della sua generazione, ovvero la messa a morte
dei padri, trova la sua deIinitiva e Iorse ultima celebrazione.
89

Il rapporto tra Chiara e il prigioniero e inIatti Iiliale. Si percepisce
nella donna l`ansia del distacco inevitabile dal padre. Diventa
un`ossessione che prende Iorma nei sogni e in un continuo spiare dallo
spioncino della `prigione del popolo` (Iig. 11). Questa necessita di
controllo ossessivo si esplicita nel Iilm anche in un dialogo tra Chiara ed
Ernesto:
ERNESTO
Sei andata a guardarlo cinque minuti Ia. Sembri mia madre con il
rubinetto del gas.
CHIARA
E` che devo sempre assicurarmi che ci sia, che non e tutto un
sogno. Quando lo vedo mi rassicuro.
ERNESTO
Perche vorresti che Iosse tutto un sogno?
CHIARA
Non lo so, una cosa o l`altra.
ERNESTO
Io ho gia risolto: non sogno piu.
Il dipinto poco credibile che il regista ci Iornisce dei brigatisti e,
seppur spinto all`eccesso, in linea con quanto si legge sulle pagine del
libro Il prigioniero. Anna Laura Braghetti scrive:
89
Ivi, pp. 75-76.
102
Lo spiavo ogni sera, come per capacitarmi che Iosse davvero li, in
casa mia, mentre tutti lo cercavano, mentre il mondo intero parlava
del sequestro, Iaceva congetture su di noi, ci malediceva, ci dava la
caccia. Lo guardavo scrivere, leggere, sedere sulla sua branda con
la testa Ira le mani.
90
Anche la `gabbia`, che imprigiona Chiara nel Iilm, e un tema
ricorrente nel testo. L`ex brigatista racconta il disagio della doppia vita
alla quale era costretta: impiegata al Ministero di giorno e carceriera di
Moro la notte; scrive dell`ansia che la divorava, del bisogno di accertarsi
della presenza di Moro attraverso quello che lei deIiniva l`occhiolino
magico
91
e di tenere a Ireno le emozioni e la compassione: La pena non
era contemplata.
92
Buongiorno, notte, di conseguenza, non e da considerarsi
propriamente un Iilm `su Moro`: e invece la scelta di una prospettiva
inedita, che mostra i Iatti solo in Iunzione delle sensazioni e dei pensieri
che provocano nella protagonista, Chiara. Questa lontananza dagli
avvenimenti diventa lampante nella sequenza che segue all`azione di via
Fani, non ricostruita nel Iilm. La cinepresa mostra l`arrivo dei tre
brigatisti nell`appartamento, mentre trasportano il Presidente in una cassa
di legno all`interno della `prigione del popolo`. Nell`inquadratura, pero,
c`e in primo piano un bambino (Iig. 12), aIIidato dalla vicina a Chiara per
qualche ora. I brigatisti rimangono sullo sIondo, Iuori Iuoco, sentiamo
90
ANNA LAURA BRAGHETTI, PAOLA TAVELLA, Il prigioniero, Feltrinelli, Milano 2003, p.
173.
91
Ivi, p. 149.
92
Ivi, p. 61.
103
solamente la voce del capo delle Br che chiede a Moro: Presidente, ha
capito chi siamo?. E la risposta: Ho capito chi siete.
Oltre agli sguardi di Chiara dallo spioncino l`altro strumento al
quale ricorre il regista per proseguire nel suo racconto, come gia
accennato, sono i sogni. In una visione onirica, Chiara prende addirittura
per mano il prigioniero: arriva sino alla porta d`ingresso e si avvicina con
l`occhio allo spioncino, ma il pianerottolo e pieno di poliziotti, non puo
Iarlo Iuggire. In un altro dei sogni c`e un vero e proprio incontro di
sguardi tra Moro e Chiara: il presidente passeggia tranquillamente per le
stanze della casa, in sottoIondo c`e la musica di Shubert, si accomoda su
una poltroncina accanto al letto della donna e la osserva Iissamente. C`e
un accenno di sorriso sul volto di Moro (Iig. 13) che, scuotendo il capo,
Iissa la `Iiglia ribelle` in modo comprensivo e compassionevole, quasi
volesse chiederle: perche stai Iacendo una cosa cosi stupida?. Lei
distoglie lo sguardo e si sveglia.
La visione onirica Iinale e il completamento delle Iantasie della
brigatista: il prigioniero, sorridente, esce dall` appartamento di via
Montalcini e passeggia sereno per le strade di Roma (Iig. 14).
5.3 La misteriosa sceneggiatura
In una scena, appena successiva all`azione di via Fani, il capo
delle Br Mariano (Luigi Lo Cascio), sIogliando le carte contenute nelle
borse di Moro, trova un documento inaspettato: e una sceneggiatura dal
104
titolo Buongiorno, notte (un particolare curioso, che assumera signiIicato
nel seguito del Iilm).
Al Ministero, dove lavora Chiara, intanto, i colleghi parlano del
sequestro. Chiara cerca di evitare l`argomento, quasi di Iuggire: in una
scena sale in ascensore e, di Ironte ad un uomo con un quotidiano in
mano, abbassa lo sguardo. Al lavoro gli si avvicina Enzo (Paolo
Briguglia), un giovane collega che, attratto dal Iascino misterioso di
Chiara, cerca di conoscerla meglio. La ragazza tesse con Enzo un
rapporto che diventa progressivamente sempre piu stretto e conIidenziale,
arrivando persino a parlare del sequestro, senza pero mai conIessare la
sua identita di brigatista. Enzo, gia in uno dei primi dialoghi, le conIida
di aver scritto una sceneggiatura dal titolo Buongiorno, notte e le propone
di leggerla. In una sequenza successiva c`e questo dialogo tra i due:
CHIARA
La tua sceneggiatura e Ialsa dall`inizio alla Iine.
ENZO
Perche Ialsa?
CHIARA
L`immaginazione non ha mai salvato nessuno, la realta e tutta
un`altra cosa
ENZO
Ma l`immaginazione e reale. E reale immaginare che nel gruppo
dei sequestratori ci sia una donna, questa idea mi piace, mi
convince.
CHIARA
Ma che dici? Che c`entra? Come una donna?
ENZO
Si ho cambiato tutto il Iinale, io ho immaginato una ragazza molto
giovane, una che e entrata nella lotta armata non perche si e letta
tutto Il Capitale, una come te
CHIARA
Che c`entro io?
ENZO
105
Una come te, me la sono immaginata un po` come te, giovane,
bella, ma che Ia di tutto per nasconderlo. Questa ragazza vuole
salvare il prigioniero, pero non vuole tradire i suoi compagni. Se
chiamasse la polizia sarebbe un tradimento troppo grande. Ma sei
d`accordo?
CHIARA
Non lo so, vai avanti.
ENZO
Comunque deve prendere dei rischi, altrimenti sarebbe tutto troppo
Iacile
CHIARA
Perche dovrebbe Iarlo, come puo una terrorista che ha partecipato
al sequestro, in meno di due mesi.?
ENZO
Perche di colpo ha orrore per l`assassinio, perche non ci crede piu!
Anzi, lei s`inIuria con se stessa per essere stata cosi cieca, e cosi
stupida. Deve Iare qualcosa. Deve assolutamente Iarlo per non
impazzire.
L`apertura nei conIronti del collega rischia di metterla in pericolo.
Chiara ha il Iiatone durante il conIronto, e impaurita, si riconosce
perIettamente nella protagonista della sceneggiatura scritta da Enzo. Si
sente prigioniera di se stessa e della propria condizione: in un passaggio
del dialogo la vediamo inquadrata attraverso la ringhiera delle scale (Iig.
15), come Iosse dietro le sbarre di una prigione. Tenta a tutti i costi,
contro la propria volonta, di ribellarsi alla verita che la sceneggiatura
racconta. Enzo diventa cosi lo spettatore di un Iilm che lui stesso ha
scritto e, in una delle sequenze successive, verra arrestato senza un
motivo apparente.
Il signiIicato della presenza di questa curiosa sceneggiatura puo
essere molteplice. Secondo la prospettiva suggerita da Luca Bandirali ed
Enrico Terrone in un articolo sulla rivista Segnocinema, Enzo sarebbe
colui che sa gia le cose, lo sceneggiatore dell`intera vicenda, e che non
106
ha, quindi, bisogno di vederle. Non si spaventa neppure quando
nell`ascensore viene disegnato il simbolo delle Br, anzi, gli da le spalle.
Quando il controllo della sceneggiatura deve arrendersi alla verita dei
Iatti perche l`universo del Caso Moro e davvero un universo concluso,
gia scritto dalla realta allora l`eroe anacronistico lascia il racconto di
cui reggeva le Iila. Esce di scena |.|.
93

Un`altra prospettiva e suggerita da un intervento del regista
stesso, riportato da Patrizia Caproni nel libro Lo sguardo inquieto, che
spiega il poco chiaro arresto di Enzo aIIermando: Perche signiIica che
lui e proprio il portavoce di una certa linearita e purtroppo per noi c`e in
ogni spettatore una parte che vorrebbe sapere tutto, che vorrebbe
spiegarsi tutto.
94

In base a questa seconda prospettiva, Enzo rappresenterebbe un
limite alle inIinite possibilita dell`immaginazione: un Ireno che andava
assolutamente `arrestato`. Lo scontro tra immaginazione e realta,
argomento aIIrontato da Enzo e Chiara, e inIatti una delle tematiche
Iondamentali nel Iilm. Chiara varca continuamente i conIini della realta,
ne scruta le diverse possibilita attraverso i sogni e l`immaginazione,
senza voler mai ammettere le proprie speranze. L`indecisione e il
conIlitto interiore della ragazza sono evidenziati anche in un`altra
sequenza: quando apprende, attraverso la televisione, il successo
dell`azione di via Fani. Chiara, seduta sul divano, esulta per la notizia
93
LUCA BANDIRALI, ENRICO TERRONE, Il nuovo eroe del cinema italiano, Segnocinema n.
125, gennaio/Iebbraio 2004, p. 6.
94
PATRIZIA CAPRONI, Lo sguardo inquieto, cit., p. 70.
107
(Iig. 16). Un istante dopo, pero, sentiamo un suono off acuto e assordante
che la `richiama all`ordine` e riporta sul suo volto, improvvisamente,
un`espressione seria e angosciata. L`acuto segna il picco emotivo: e uno
scontro violento di emozioni contrastanti, una specie di auto-censura, un
Ireno, proveniente dalla coscienza, che la ammonisce e non le permette di
esultare per l`esito positivo di una strage. Oltre che vedere con gli occhi
di Chiara, lo spettatore `sente` i rumori della sua coscienza: si vive il Iilm
quasi completamente in soggettiva.
5.4 Locchio delle Brigate Rosse
In una sequenza del Iilm lo spettatore abbandona la prospettiva di
Chiara e ha l`opportunita di vedere con gli occhi delle Brigate Rosse, di
guardare in Iaccia il terrore che anche solo il simbolo della stella a cinque
punte genera tra la gente.
La sequenza si apre con la macchina da presa posizionata
all`interno dell`ascensore del Ministero, dove lavora Chiara, con
l`obiettivo rivolto verso le porte. L`ascensore si apre, ad attenderlo c`e la
ragazza: da uno sguardo all`interno, si Ierma impietrita qualche istante e
si volta scendendo speditamente per le scale. La sequenza e costruita con
un montaggio alternato: si avvicendano le riprese delle persone che, ai
vari piani, Iuggono spaventate a quelle della brigatista mentre scende le
scale. E il panico collettivo. L`ascensore passa di piano in piano e la
cinepresa continua ad inquadrare la gente terrorizzata davanti al simbolo:
108
una donna addirittura allunga la mano all`interno e la ritrae subito, ha le
dita sporche di `sangue`. Lo spettatore non sa ancora cosa si nasconda di
cosi mostruoso all`interno della cabina. L`unico ad entrare, dopo un
momento di esitazione, e Enzo. Quando arriva al piano terra il ragazzo
trova ad attenderlo una calca di gente sbigottita. Lui esce lentamente,
quasi stupito da tutta quella Iolla spaventata. Solo qui il mistero e svelato
allo spettatore: la cinepresa e posizionata dalla parte opposta e ci mostra
Enzo, quasi impassibile, nonostante la stella rossa alle sue spalle (Iig.
17). Un uomo gli chiede: Ma non hai visto?. Lui risponde: E allora?
Mica l`ho Iatta io.
In quest`ultima parte della sequenza il conIronto avviene, grazie
al cambio di posizionamento della macchina da presa, sia a livello
dialettico che Iilmico.
Enzo e sceneggiatore, e dunque coscienza uniIicante del testo
stesso; non ha realmente bisogno di guardare le cose, le ha gia scritte e
dunque le ha gia viste.
95
Il suo volto che, grazie alla proIondita
dell`inquadratura, vediamo aIIiancato al simbolo delle Br, crea
un`immagine estremamente suggestiva. Le porte bianche dell`ascensore
diventano un sipario che nasconde un sanguinario e macabro segreto. Ci
e concessa dal regista una sorta di soggettiva delle Brigate Rosse. La
stella diventa `occhio` e, per l`unica volta nel Iilm, lo spettatore guarda in
Iaccia l`orrore provocato da quel simbolo.
95
BANDIRALI, TERRONE, Il nuovo eroe del cinema italiano, Segnocinema, cit., p. 5.
109
5.5 Il tema della Resisten:a
Pensavo alla lettera che ha scritto Moro alla moglie, l`ho letta
stamattina sul giornale, ricorda un libro che mi leggeva sempre mio
padre, Lettera dei condannati a morte della resisten:a. E una battuta di
Chiara in un dialogo con Enzo. Il tema della Resistenza e inIatti molto
sentito e richiamato in diverse occasioni in Buongiorno, notte. In una
sequenza, in particolare, Chiara va, insieme a Enzo che si Iinge il
Iidanzato, a casa della zia per un pranzo all`aperto, in memoria del padre
partigiano.
La sequenza si apre al cimitero, dove Chiara con alcuni Iamiliari
recita una preghiera davanti alla tomba del padre. Poi, con uno stacco, la
cinepresa ci porta davanti a una tavola apparecchiata in giardino. Uno dei
commensali si alza per Iare un discorso:
Anche il tempo piu lontano, non dimentica il partigiano. Siamo
venuti dal nord per ricordare questo amico, papa di Antonio e di
Chiara. Credeva molto nelle immense possibilita dell`uomo e
diceva: se un uomo esprimesse soltanto un quinto delle sue
possibilita, tutti i problemi dell`umanita sarebbero risolti,
regnerebbe solo l`amore, la pace, la giustizia, la Iratellanza, la
gioia della vita.
Chiara rimane sullo sIondo, sorridente, seduta sul prato assieme a
Enzo e al Iratello Antonio. Il discorso Iornisce lo spunto ai due ragazzi
per conIrontarsi su altri temi:
ENZO
Eppure c`e una verita.che gli uomini eIIettivamente Ianno molto
meno di quello che potrebbero Iare. |.| Invece c`e gente che.
110
Ianno sempre la stessa cosa, poi di colpo vogliono tagliare per i
campi e cambiare il mondo con un colpo di pistola, e non si
accorgono che la loro vita, quella di tutti i giorni, e uno zero
assoluto. Ho letto su un giornale che un brigatista tra un assassinio
e l`altro leggeva Tex Willer e si masturbava con le riviste porno,
questa e dissociazione pura.
ANTONIO
Ma che c`entrano i brigatisti?
ENZO
Ma come che c`entrano?
ANTONIO
Guarda che i brigatisti danno la loro vita per gli sIruttati, per chi
non ha giustizia. Meritano rispetto.
ENZO
Senti come parla tuo Iratello.
ANTONIO
Guarda. Sono molto meglio di me che me ne sto su un prato a
Iarmi una canna.
Chiara assiste in silenzio allo scambio di battute. Si parla delle
possibilita dell`uomo. Enzo condanna duramente i brigatisti, mentre il
Iratello di Chiara li erge quasi a martiri, creando un parallelismo diretto
con i protagonisti della Resistenza. Durante la conversazione, sentiamo in
sottoIondo la voce dell`uomo che, a tavola, prosegue il suo discorso: le
voci si intrecciano e si sovrappongono, gli argomenti si conIondono. Il
regista colloca al tavolo i `vecchi`, che parlano di una realta lontana, e sul
prato i `giovani`, che spostano l`argomento su una realta diIIerente. Si
creano relazioni, un po` conIuse, tra partigiani e brigatisti, su diversi
livelli.
Poi, a tavola, viene intonato un canto partigiano: la lontananza e
colmata, Enzo prende per mano Chiara che, serena, lo segue e raggiunge
gli altri commensali.
La seconda sequenza del Iilm dove si tratta il tema della
Resistenza e quella dell`ultima lettera scritta da Moro alla moglie, di cui
111
si dira meglio in seguito. In questa parte, la voce Iuori campo del
Presidente della Dc, e alternata a quella di un condannato a morte della
Resistenza che scrive un`ultima lettera alla Iidanzata.
Il motivo si ripresenta anche nei sogni di Chiara, nelle immagini
che attraversano la sua mente prima e durante le visioni oniriche (Iig.
18). Scrive Adriano Apra:
Ai sogni di Chiara si accavallano immagini della rivoluzione
sovietica (la panchina su cui mori Lenin, il volto di Stalin, quello
intensissimo di una donna ripresa da Vertov), ricordi
cinematograIici legati alla resistenza (le indimenticabili scene di
Paisa e dell`esecuzione dei partigiani).
96

5.6 Pericolose incursioni
In una delle prime sequenze del Iilm, mentre Primo (Giovanni
Calcagno) ed Ernesto stanno costruendo la libreria che separera la
`prigione del popolo` dal resto dell`appartamento, vediamo Chiara nel
salone, intenta a riordinare alcuni libri. Poi un`unica inquadratura ci
mostra due elementi di disturbo: oltre al lenzuolo che cade nel giardino
dal piano superiore, inIatti, vediamo sullo sIondo, attraverso le grate della
Iinestra, la vicina di casa che Iuma una sigaretta sul balcone, con lo
sguardo rivolto verso l`interno dell`appartamento di Chiara, quasi per
spiarla. Poi suona il campanello: e l`inquilina del piano di sopra, venuta a
recuperare il suo lenzuolo. Nella breve sequenza domina la paura, si
percepisce il terrore di essere scoperti.
96
ADRIANO APRA, (a cura di), Marco Bellocchio. Il cinema e i film, Marsilio, Venezia
2005, p. 221.

112
In quella successiva, durante l`azione di via Fani, Chiara e a casa
che attende trepidante notizie dalla televisione. Mentre e divorata
dall`ansia sentiamo suonare il campanello: e, nuovamente, l`inquilina del
piano superiore che si presenta con il Iiglio in braccio e prega Chiara di
tenerglielo per qualche ora. Nonostante il riIiuto, la vicina, in modo
sbrigativo, aIIida il bambino alle braccia della brigatista e se ne va di
Iretta. E il panico totale. Chiara si trova a dover accudire il bambino
mentre attende il rientro dei compagni con l`onorevole Moro: la tensione,
in questa sequenza, raggiunge livelli altissimi. Poi, il giorno successivo al
sequestro, sull`autobus che la porta al lavoro, Chiara si `scontra` con una
maniIestazione sindacale. Un gruppo di giovani, muniti di bandiere rosse,
sale correndo sul bus: lei Iugge spaventata.
Anche le immagini televisive dei Iunerali della scorta la
inquietano proIondamente. La ragazza si trova nel salone, sta stirando dei
panni. Sente l`audio e si avvicina lentamente al televisore che mostra le
immagini dei Iunerali di Stato. A Chiara non riesce di rimanere
indiIIerente. Sulle parole del sacerdote vediamo una carrellata dei politici
nelle prime Iile della chiesa: ci sono tutti i protagonisti della vicenda,
probabilmente l`unico momento nel quale il regista, sempre attraverso i
media, ci vuole mostrare i volti ipocriti della classe politica.
113
5.7 Gli interrogatori
In Buongiorno, notte le tematiche trattate negli interrogatori (Iig.
19) delle Br ad Aldo Moro sono molto diIIerenti rispetto a quelle de Il
Caso Moro. Si parla raramente di politica, molto piu spesso si trattano
argomenti come: religione, morte e Iamiglia. Solo nel primo
interrogatorio, mostrato dal regista con una soggettiva di Chiara dallo
spioncino, si discute della lotta di classe e del processo alla Dc. Mariano
dice: Ma tu sei la Democrazia Cristiana. Noi non vogliamo processare
te come persona, il privato cittadino, il padre di Iamiglia, ma cio che
rappresenti: il simbolo, il partito che tu incarni. Cosi come io rappresento
tutto il proletariato. Questo argomento non si tocchera piu nei successivi
dialoghi. Moro, in uno degli incontri, chiede al rapitore: Lei ha dei
Iigli?. La macchina da presa inquadra in primissimo piano Mariano,
incappucciato: gli occhi del carceriere sembrano sorridere (Iig. 20).
Mariano cade nella trappola: inizia a considerare Aldo Moro
sempre meno come il Presidente della Dc e come un simbolo, e sempre
piu come un uomo. Il capo delle Br tradisce progressivamente
l`intenzione dimostrata nel primo colloquio. E un uomo, Aldo Moro, un
nonno che si preoccupa per la sorte propria e del nipote Luca: Io non
posso lasciare solo mio nipote. Mi e molto aIIezionato, si ammalerebbe,
non sopporterebbe la mia scomparsa, dice in un momento del Iilm.
Nella sequenza dell`interrogatorio che porta alla condanna a
morte, Mariano esce sconvolto dal conIronto, e sudato e ansimante. Parla
114
con Chiara (Iig. 21) e le dice: Per obbligarli a trattare, quasi per
rassicurarla. Il rapporto che il capo delle Br tesse con il suo prigioniero
diventa progressivamente sempre piu stretto, quasi collaborativo. Il
drammatico esito della vicenda, non ricostruito dal regista, ci viene
presentato quasi come una scelta obbligata, determinata dalle `non
risposte` ottenute dai politici. Chiara, nel Iilm, prega Mariano di
ripensarci o di rimandare quanto meno l`esecuzione: lui nega questa
possibilita, ma, anche da parte sua, sembra essere una decisione molto
soIIerta.
5.8 La condanna e la fuga di Moro
Nella sequenza si completa il percorso onirico di Chiara. Dopo la
decisione di condannare a morte Aldo Moro, la brigatista si rivolge ai
compagni dicendo: Non capisco perche dobbiamo ucciderlo. Niente mi
convince che sia giusto Iarlo. Poi: Beh, non si potrebbe rinviare un
altro po`?. C`e molta linearita con il racconto di Anna Laura Braghetti.
Si legge nel suo libro:
Compresi che le mie argomentazioni non avevano nessun peso,
non contavano niente di Ironte alla logica delle Br. Potevamo
metterci su un altro piano, dimostrare che eravamo migliori, e non
imitare l`incapacita di recedere della Dc, del Pci e del governo.
97

Nel Iilm questo tipo di ragionamento, che aIIianca
l`atteggiamento delle Br alla politica della Iermezza della Dc, trova
spazio in un dialogo tra Enzo e Chiara:
97
BRAGHETTI, TAVELLA, Il prigioniero, cit., p. 81.
115
CHIARA
Pensi che lo ammazzeranno?
ENZO
Certo. Se loro non ammazzassero gente non sarebbero niente, sono
pazzi e stupidi, questo mi Ia paura.
CHIARA
Io non ti capisco, anzi mi Iai rabbia. Parli dei brigatisti come se
Iossero dei dementi |.|. Ma gli altri non li vedi, le Iacce del
potere democristiano e tutti i loro servi, la loro ipocrisia.
ENZO
I brigatisti sono peggio, perche li vogliono imitare.
A questo punto l`immaginazione, suggerita come `reale` da Enzo
in un precedente dialogo, diventa l`unica via di Iuga possibile.
Chiara, mentre prepara la cena che precede la Iuga-uccisione di
Moro, scrive al Presidente su un tovagliolo di non mangiare, poi versa
nella pentola una boccetta di sonniIero. La scena della cena e molto
suggestiva: i quattro seduti attorno al tavolo apparecchiato si Ianno il
segno della croce prima di mangiare (Iig. 22), Chiara rimane immobile a
osservarli, con gli occhi Iissi.
Il regista rallenta, in questo Irangente, lo scorrere delle immagini,
il tempo si dilata donando grande drammaticita alla scena: e l`ultima
cena. Il sistema del rallentamento dell`immagine era stato utilizzato
anche in precedenza dal regista quando Primo e Mariano si erano tolti,
per la prima volta, il cappuccio davanti al Presidente.
Mentre Primo, Ernesto e Mariano stanno ancora mangiando,
Chiara si alza dicendo di non avere Iame e, senza Iarsi vedere, va ad
aprire la porta della cella di Moro. Mentre tutti dormono, la cinepresa ci
mostra il Presidente che esce dalla sua prigione, indossa un cappotto e
116
lascia indisturbato l`appartamento. Lo vediamo passeggiare all`alba,
sorridente, per le strade di Roma, con in sottoIondo le note dell` Opera
94 di Shubert.
Poi, a distogliere lo spettatore dal sogno, irrompe violentemente
la realta: vediamo Chiara addormentata, mentre i tre brigatisti aiutano
Moro ad uscire, bendato, dalla `prigione del popolo` (Iig. 23); lo stanno
portando a morire. Scorrono poi, sulle note dei Pink Floyd, le immagini
di repertorio del Iunerale di Moro. Ci viene presentata una nuova
carrellata dei volti dei politici nei primi banchi della chiesa (Iig. 24).
Nell`ultima scena, pero, si ritorna nuovamente a vedere Moro camminare
per le strade di Roma, sotto la pioggia, con la musica di Shubert quale
sottoIondo. Il regista ha voluto Iar prevalere, nel Iinale, le possibilita
dell`immaginazione e di un epilogo diverso.
6. Pia::a delle Cinque Lune
6.1 Lincipit
Prima dei titoli di testa, a introdurci nella vicenda, scorre una
didascalia dal basso, su sIondo nero. E una Irase di Aldo Moro, parla
della ricerca della verita (Iig. 25), chiave di volta del Iilm di Martinelli.
La prima inquadratura e una veduta aerea di Siena. La cinepresa
riprende la citta dall`alto, Iacendola apparire, con un eIIetto ottico,
sIocata e di Iorma sIerica. Poi, con uno zoom improvviso, ci porta a
piombo sopra la torre del Mangia (Iig. 26), in Piazza del Campo,
117
anticipando un motivo che si capira meglio solo in seguito. La macchina
da presa, con uno stacco, passa alla piazza: e il giorno del Palio
dell`Assunta che combacia con la giornata di congedo del Procuratore
Capo di Siena, Rosario Saracini (Donald Sutherland). Dopo il saluto a
Branco (Giancarlo Giannini), Iidato uomo della scorta, il Procuratore
torna a casa. Trova il portone d`entrata aperto e, appena entrato
nell`androne del palazzo, viene assalito alle spalle da un misterioso
aggressore che, puntandogli una pistola alla testa, dice: La prego di non
muoversi signor giudice, non si tratta di una rapina, non voglio Iarle del
male, voglio solo che dia un`occhiata a questo. Lascia cadere a terra un
pacchetto, che poco dopo scopriremo contenere una vecchia pellicola, e
scappa. Il Procuratore, stravolto e ancora inconsapevole del contenuto,
rientra nel suo appartamento e inserisce il nastro nel proiettore. Sulla
parete del salone iniziano a scorrere le immagini, riprese da un terrazzo,
della strage di via Fani e del rapimento di Aldo Moro (Iig. 27). Il
particolare che salta immediatamente all`occhio nella ricostruzione del
regista e la dinamica dell`incidente: la Fiat 128 di Moretti si Ierma
lentamente, il Iamoso tamponamento non c`e. Da queste prime immagini
deduciamo gia diversi elementi importanti: siamo in una citta che non e
Roma, probabilmente per mostrare in modo metaIorico l`ampiezza della
prospettiva del regista nell`analizzare i Iatti; in secondo luogo, la visione
conIusa e dall`alto della prima inquadratura diventa metaIora della scarsa
chiarezza che, Iino a quel momento, aveva regnato sul caso Moro. In
118
ultimo, la dinamica dell`incidente mostrata nella pellicola e nettamente
diversa da quella ricostruita nel Iilm Il Caso Moro e raccontata dai
brigatisti che Iacevano parte del commando.
Il giorno seguente, durante la cerimonia pubblica di congedo,
Saracini, nel suo discorso aIIerma: Nell`appassionata ricerca della
verita, nell`evocazione e nella diIIusione della verita risiede il segreto
della vita. Questa dichiarazione sara il motore di tutto il Iilm.
6.2 Limpunito
Dopo la cerimonia, mentre Saracini saluta gli amici e i colleghi,
suona il cellulare di Fernanda (SteIania Rocca), il sostituto Procuratore. E
lo Sconosciuto che, dicendo di essere il medico del giudice, chiede di
parlare con Saracini:
SARACINI
Pronto .Si. Ero preoccupato.
SCONOSCIUTO
Ci vuole molta prudenza signor Giudice, deve stare molto attento;
e solo adesso?
SARACINI
Si.
SCONOSCIUTO
Ha dato un`occhiata al Iilmato? Dovrebbe averlo trovato
interessante. Lei conosce il Iosso di Sant`Ansano, vedra un
cantiere, c`e un varco, entri nel Santa Maria della Scala stanotte
all`una. Io saro li.
Saracini si deIila per poter parlare liberamente: la cinepresa
alterna le inquadrature del giudice che parla al teleIono ai primi piani del
volto, preoccupato e insospettito, di Fernanda.
119
La sequenza dell`incontro e introdotta da una nuova carrellata
aerea di Siena. La cinepresa si avvicina, con un rapido zoom,
nuovamente alla torre, la evita soltanto all`ultimo e scende a picco nelle
strade della citta, Iino al cantiere adiacente ai sotterranei: non e ancora il
momento di guardare le cose dall`alto, bisogna eliminare molto `Iango`,
le indagini sono ancora al livello del sottosuolo.
Il giudice e ripreso in campo medio, mentre si inIila nel varco e si
avvicina ai sotterranei. Poi entra. Qui avviene il primo interessante
dialogo, di persona, con il misterioso interlocutore (Iig. 28):
SCONOSCIUTO
Eravamo in molti quel giorno in via Fani, e non c`eravamo solo
noi.
SARACINI
Noi chi e che vuol dire che non eravate soli, chi altro c`era?
SCONOSCIUTO
Troppe domande signor giudice. Dimenticavo, lei e abituato a Iare
domande e a dare ordini ma con me non potra Iarlo, capito?
SARACINI
Si, si certo, ma e un Iilmato impressionante.
SCONOSCIUTO
Ed e autentico, quando saro certo di potermi Iidare di lei gliene
Iorniro la prova; e un posto lugubre non trova? Morte dappertutto.
SARACINI
Quindi lei era in via Fani. La mia non e una domanda
SCONOSCIUTO
Ricorda la moto Honda? Quello dietro che spara con il mitra? Quei
due non li avete mai trovati. Io ero seduto dietro.
SARACINI
Le posso chiedere perche adesso, perche dopo venticinque anni?
SCONOSCIUTO
Sapevo che lei mi sarebbe piaciuto. Ho un tumore. Mi hanno
dato due mesi, Iorse meno, non voglio portarmi la verita nella
tomba. Sono state dette cosi tante bugie Rosario, le dispiace se la
chiamo Rosario?
SARACINI
No.No, assolutamente, la prego, mi chiami pure Rosario. Che
vuol dire tante bugie?
SCONOSCIUTO
Lo scoprira da solo.
SARACINI
120
Ah, ma non capisco perche abbia scelto me. Io sono solo, ero solo,
un semplice Procuratore di provincia.
SCONOSCIUTO
Perche sono anni che la vedo passare davanti al mio negozio.
Adesso basta, quest`incontro sta durando troppo. Ricorda il
Memoriale di Aldo Moro? Quei block notes sui quali il presidente
scriveva le risposte alle domande delle Brigate Rosse.
SARACINI
Ho letto tutto quanto e stato pubblicato in merito ma, nessuno
Iinora ha mai visto quegli scritti.
SCONOSCIUTO
Io si, so do sono gli originali scritti a mano. Io so dove si trovano.
Se lei vuole la posso portare Iino al Memoriale.
SARACINI
Si ma le Brigate rosse hanno Iotocopiato ed e stato reso pubblico
il contenuto dei block notes.
SCONOSCIUTO
Non i punti cruciali. Non quello che Moro ha scritto sui s. Se
saro sicuro che lei non nascondera la verita le daro quei block
notes, Rosario.
SARACINI
Ascolti, arrivato a questo punto della vita non ho niente da perdere,
niente e se ora ho la possibilita di lasciarmi dietro qualcosa di
importante ecco, le do la mia parola, tutto quello che e contenuto
in quei block notes.. Verra. E ancora qui?
Mentre il giudice sta ancora parlando si sente il rumore di una
porta chiudersi, lo sconosciuto se n`e andato.
Anche in questa sequenza si anticipano diversi argomenti salienti.
Siamo solamente al primo capitolo di una vicenda che, guidata da una
serie di indizi, portera il giudice verso la verita. Si parla gia della
presenza di `altri`, in via Fani, della moto Honda e delle tante bugie non
ancora emerse.
Martinelli utilizza lo stratagemma di mettere in bocca a un
brigatista, un impunito di via Fani, i risultati dei suoi approIondimenti e
delle indagini eIIettuate con la consulenza di Sergio Flamigni. Il Iilm, ai
limiti della Iantapolitica, risulta con questo espediente sicuramente molto
piu coinvolgente e credibile.
121
6.3 Gli altri dubbi di Martinelli
Le rivelazioni portano Saracini a procedere passo dopo passo
verso la soluzione dell`enigma. Oltre alla strage di via Fani, il regista
ricostruisce in maniera rigorosa molte altre Iasi del sequestro Moro. La
stessa `prigione del popolo`, mostrata nella scena della polaroid scattata a
Moro davanti al drappo delle Br, e molto diIIerente da quella raccontata
dai brigatisti e da com`e presentata negli altri due Iilm.
Francesco Ventura, nel suo Il cinema e il caso Moro, riporta le
considerazioni di Martinelli a riguardo.
98
Il regista spiega di aver
ricostruito la cella a Cinecitta, cosi come era stata descritta dai brigatisti e
si riIa al reIerto dell`autopsia per dimostrare l`incongruenza di tale
racconto. Cosi nell`autopsia si legge:
Il cadavere si presenta curato nel senso dell`igiene personale.Si
da atto che tutti gli indumenti sono in buono stato sia di
conservazione sia di pulitura; in particolare sugli indumenti a
contatto con la superIicie corporea non si osservano segni riIeribili
a sudorazione. |.| Si da atto che le unghie non debordano dai
polpastrelli, sia al livello delle mani, sia al livello dei piedi.
99

Aggiunge Martinelli: Dunque, e evidente che il presidente Iu
tenuto prigioniero in un locale suIIicientemente ampio e dotato di servizi
igienici.
100
Nel suo Iilm, inIatti, ci viene mostrata una stanza abbastanza
grande: con un letto, un comodino e una scrivania con sopra un Iaretto.
98
VENTURA, Il cinema e il caso Moro, cit., p. 59.
99
Ibidem
100
Ibidem
122
Con il procedere delle indagini i dubbi si sommano e ogni nuovo
indizio porta a nuove clamorose scoperte. All`interno di un casolare nella
campagna senese, proprieta del giudice, quest`ultimo, Branco e Fernanda
si incontrano per analizzare il video di via Fani. Saracini esclama: Ma vi
rendete conto che, il giorno del rapimento di Aldo Moro, Francesco
Cossiga aveva istituito non uno, non due, ma ben tre diversi comitati per
aIIrontare la situazione? Niente in Italia era mai avvenuto cosi
velocemente.
In una sequenza centrale del Iilm, i tre analizzeranno anche la
dinamica dell`omicidio Moro. Dopo la commovente scena dell`ultima
lettera scritta alla moglie, uno stacco di montaggio ci porta davanti a una
cabina teleIonica, dove un uomo sta Iacendo una teleIonata. E la
ricostruzione della chiamata delle Br al proIessor Tritto, assistente
universitario dell`Onorevole Aldo Moro. L`audio, stavolta, e quello
originale, e le immagini si alternano tra ricostruzione della teleIonata (si
vede, in bianco e nero, l`uomo nella cabina) e le riprese su Saracini,
Branco e Fernanda che ascoltano il documento seduti attorno a un tavolo.
Vengono inquadrati, in modo alternato, i volti impietriti dei tre.
Quando si Ierma il nastro, interviene, con un tono molto soIIerto,
Saracini: Allora.Siamo al momento della morte di Aldo Moro, il suo
corpo viene ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4 in via Caetani, alle
13 e 30. Dopo irrompono violentemente le immagini di repertorio: sono
quelle di via Caetani aIIollata, della Renault 4 con il bagagliaio aperto e
123
del sacerdote che benedice la salma del Presidente. Poi il racconto del
giudice si sovrappone alla ricostruzione Iilmica dell`omicidio e del
trasporto del corpo nel bagagliaio dell`auto. Il regista, seguendo
nuovamente la linea conIutativa, smonta la versione uIIiciale attraverso
le parole degli interpreti del Iilm. Roma era blindata e la polizia era
dovunque. E loro avrebbero percorso tutto quel tragitto con un cadavere
nel bagagliaio? dice il giudice. Poi Fernanda, porgendo un Iascicolo a
Branco, aIIerma:
Questi sono i rapporti della scientiIica. Secondo questi rapporti,
il cadavere e rimasto nella stessa posizione dopo i colpi sparati
dalla calibro 9: quindi l`esecuzione deve aver avuto luogo nelle
vicinanze di via Caetani, perche il corpo non sarebbe potuto
rimanere esattamente nella stessa posizione se la macchina avesse
percorso diversi chilometri in mezzo al traIIico.
I tre parlano anche della traiettoria dei proiettili: ci viene mostrata
la ricostruzione dell`autopsia, con delle IotograIie a supporto, che
dimostra che i colpi sarebbero stati sparati dall`interno e non dall`esterno
dell`automobile.
In una Iase successiva del Iilm, Saracini riceve dal suo
inIormatore un dischetto, ricco di importanti inIormazioni, che lo
condurranno a Parigi, a incontrare un personaggio misterioso, chiamato
nel Iilm Entita (Iig. 29):
SARACINI
Vede, sono qui per un motivo preciso: vorrei che mi parlasse di
Hyperion.
124
ENTITA
Era una scuola di lingue uIIicialmente, voglio dire. |.| Era una
sorta di centro assistenza per i vari gruppi dei militanti marxisti
europei: l`Ira, l`Eta, l`Olp, e naturalmente le brigate Rosse.
SARACINI
|.| Quindi devo presumere che in qualche modo Hyperion abbia
deciso il rapimento di Aldo Moro.
ENTITA
E Yalta che ha deciso il rapimento. |.| Nel `78 l`Italia aveva il piu
Iorte partito comunista d`Europa, che grazie al disegno di Moro
era pronto al grande balzo: la diretta partecipazione al governo. Per
Yalta rappresentava una minaccia inaccettabile. Hyperion ha
contribuito a cancellare quella minaccia.
Prima di terminare il colloquio, l`Entita consegna a Saracini un
Iascicolo, dicendo: Vuole sapere la verita? Legga questo, poi si
allontana.
Nella sequenza successiva, il giudice torna nella sua casa di
Siena. Una volta giunto nell`appartamento, mentre parla con la Iiglia,
sente provenire dalla strada il rumore di un incidente d`auto, scende le
scale e trova il corpo privo di vita dell`antiquario, che aveva il negozio
vicino a casa sua, steso in mezzo alla strada. Il giudice nota la pistola che
l`uomo ha nella giacca e ricorda l`aggressione che aveva subito all`inizio
della vicenda: l`antiquario era il suo inIormatore.
Le indagini proseguono assieme ai segnali che intimano al
giudice e ai suoi collaboratori di bloccare le ricerche: le case di Saracini
vengono perquisite e messe sottosopra da qualcuno che cerca il
pericoloso dischetto, i Iigli di Fernanda vengono rapiti e il marito della
donna morira in un incidente stradale.
125
6.4 La famiglia a pe::i
Lo stretto legame di Aldo Moro con la sua Iamiglia diventa lo
spunto che suggerisce al regista di creare un parallelo tra la situazione di
Fernanda, l`unica con una Iamiglia e dei Iigli piccoli, e quella del
Presidente della Dc.
In una sequenza vediamo la donna rientrare a casa. Trova il
marito, Francesco, ancora inconsapevole delle indagini che la moglie sta
eIIettuando. Si rivolge a lei, preoccupato, per capire qualcosa di piu della
situazione (Iig. 30):
FRANCESCO
Non voglio sapere su cosa tu e Saracini state lavorando, voglio
sapere soltanto una cosa.E pericoloso?
FERNANDA
Forse, in un certo senso puo darsi. Saracini ha.una Ionte gli ha
portato un documento. La Ionte di Saracini si trovava in via Fani
quando Moro e stato rapito. Lui sa dove si trova il memoriale,
l`originale del memoriale di Aldo Moro. Questo tizio era un
terrorista.
FRANCESCO
Cosa vuol dire era?
FERNANDA
C`e stato un incidente di macchina, sono venuti per dirmi questo.
FRANCESCO
Chiunque si sia avvicinato a quel documento ha pagato con la vita
|.|. Tu hai due Iigli e hai me |.|.
FERNANDA
Io sono un magistrato, |.| siamo a un passo dalla verita.
FRANCESCO
Metti a repentaglio la tua Iamiglia.
FERNANDA
Non voglio parlarne piu...smettiamola.
Lo scontro verbale e molto violento. Fernanda esce Iuribonda di
casa e, passando, Ia cadere una Ioto di Iamiglia dal tavolino. Francesco la
raccoglie tra i Irammenti di vetro, la strappa con grande rabbia e la getta
sul tavolo.
126
Poi uno stacco improvviso ci mostra Moro, di spalle, nella
`prigione del popolo`, mentre scrive l`ultima lettera alla moglie. Ne
sentiamo la voce Iuori campo, che legge lo scritto. Con un sottoIondo
musicale, da questo momento, ci verranno mostrate in modo alternato le
immagini della cella e quelle della Ioto strappata in due (Iig. 31), che
lascia Fernanda da una parte e il marito con i Iigli dall`altra. La cinepresa
si avvicina, con un lentissimo zoom, all`immagine sul tavolino che
mostra la Iamiglia `strappata`, poi stacca improvvisamente sulle
immagini ricostruite di Moro che scrive.
Il parallelismo tra le due Iamiglie creato dal regista e di grande
impatto emotivo. La distruzione della Iamiglia di Fernanda, rappresentata
simbolicamente (dalla Ioto), avra eIIetto anche nella realta: nel seguito
del Iilm il marito del Sostituto Procuratore sara vittima di un Irontale con
un camion, provocato volutamente da qualcuno.
6.5 Dal sotterraneo alla torre. il percorso di Saracini
Il primo incontro tra il giudice e lo sconosciuto inIormatore era
avvenuto in un sotterraneo: ora le cose sono diventate molto piu chiare,
Saracini puo permettersi di stendere il proprio sguardo sulla vicenda
Moro da una prospettiva migliore, dall`alto di una torre.
Il giudice, ormai vicinissimo ad avere tra le mani il Memoriale,
conduce i due collaboratori sulla torre del Mangia, in Piazza del Campo
(Iig. 32). Nel salire si Ierma a diversi piani, indicando metaIoricamente le
127
tappe dell`indagine che l`hanno portato a possedere le diverse
inIormazioni. Saracini, salendo le scale, dice: La nostra indagine va
avanti da un mese e mezzo. Quando abbiamo cominciato,
metaIoricamente, ci trovavamo giu, nella piazza. Dopo pochi gradini si
Iermano e si aIIacciano sulla piazza: e la prima tappa. Saracini prosegue:
E da questa altezza che abbiamo capito che il sequestro avvenuto in via
Fani era decisamente un sequestro anomalo. Andiamo.. La scalata
prosegue: arrivano a circa meta della torre, alla seconda tappa, si
aIIacciano e osservano il panorama da un`apertura della torre:
SARACINI
E adesso guardate.Cosa vedete?
BRANCO
Beh, da qui si vede meglio tutta la citta, la direzione dei vicoli,
delle strade.
SARACINI
E da questa prospettiva che ci siamo resi conto che quello di via
Gradoli era decisamente un covo anomalo.Venite.
La macchina da presa, durante il percorso dei tre, spesso riprende
la torre dall`esterno (Iig. 33), girando attorno ad essa, per poi scendere e
raggiungere il giudice. Si sale ancora, arrivando a tre quarti della torre:
SARACINI
Da qui possiamo vedere tutta la citta. meraviglioso. Bene, da
questa altezza cosa abbiamo scoperto?
FERNANDA
Che Moretti era un capo terrorista anomalo.
SARACINI
Assolutamente si. Venite, andiamo in cima.
128
La cinepresa a questo punto gira attorno alla vetta della torre e ci
mostra il giudice uscire per primo dall`ultima rampa di scale, con le
braccia al cielo. Si rivolge nuovamente a Branco e Fernanda:
SARACINI
Vedete, io vi ho mentito, non sono andato a Milano ma a Parigi,
per incontrare un uomo che per ora chiameremo l`Entita. Ignoro il
suo vero nome, ma posso dirvi che cosa mi ha detto.Mi ha detto
che aveva avuto collegamenti con un centro culturale chiamato
Hyperion.
FERNANDA
Hyperion? La scuola di lingue di Parigi?
SARACINI
In realta era solo una copertura della Cia. Hyperion era la stazione
piu importante d`Europa. Il suo obiettivo principale era evitare
impedire la salita al potere del Partito Comunista nell`Europa
occidentale |.| Proprio in quel periodo, sono avvenuti in Italia
due eventi cruciali.Il primo e stato l`importazione dall`america
della P2, una loggia massonica ultra-segreta e ultraconservatrice. Il
suo capo era Licio Gelli, nemico giurato del partito comunista. Lo
scopo della P2 era impedire con ogni mezzo, che i comunisti
andassero al potere in Italia. Il secondo evento e stato
l`inIiltrazione dei Servizi Segreti nelle Brigate Rosse, che
dovevano essere controllate, manovrate e usate. Una strategia
classica. Fino al 1974 le brigate rosse avevano compiuto solo
azioni incruente, ma a questo punto Hyperion decide di utilizzarle.
Viene inIiltrato un ex Irate Irancescano: Silvano Girotto, chiamato
Irate mitra. In poco tempo viene messa sotto controllo l`intera
struttura delle Brigate Rosse. |.| Stando a quanto dice l`entita,
nella logica di Yalta il disegno di Moro di portare i comunisti al
governo e impensabile. E` qualcosa di assolutamente inaccettabile.
Nel `45 inIatti Churchill, Roosvelt e Stalin si erano incontrati
Yalta per stabilire le rispettive sIere d`inIluenza. L`Italia venne
data all`occidente ed e li che adesso deve rimanere per mantenere
l`equilibrio delle Iorze. Ecco perche il disegno politico di Moro
non Iaceva comodo a nessuno. |.| L`Entita mi ha dato in regalo
questo manuale. E` il Iield manual, un manuale operativo preparato
dai servizi segreti dell`esercito americano nel 1970. Direttiva FM
3031b, top secret. Contiene tutte le misure che devono essere prese
nei paesi alleati nel caso di una probabile vittoria elettorale
comunista, o di una loro imminente minaccia armata. E` tutto
scritto qui, nero su bianco. Dice agli agenti esattamente cosa
devono Iare, che intervento mettere in atto e come metterlo in atto,
dall`inIiltrazione alla provocazione; quale azione violenta
intraprendere Iino a, leggo testualmente: 'il sequestro e
l`assassinio di leader politici. Beh, questo e tutto. E il quadro
generale di tutto quello che sappiamo sul caso Moro.
129
Nella sequenza si alternano ai primi piani dei tre le immagini di
repertorio che mostrano Aldo Moro, Andreotti, Licio Gelli e Yalta.
Il quadro sembra essere quasi completo: il giudice ha quasi tutte le
inIormazioni che gli servono, manca solo un piccolo passo per arrivare a
mettere le mani sul Memoriale. Dice, in conclusione, rivolgendosi a
Branco: Io so in quale stanza si trova il Memoriale. Mi manca solo la
chiave. La chiave e la password, quella che mancava a Saracini per
accedere, nel dischetto che gli era stato consegnato, alla cartella che
conteneva le inIormazioni sull`ubicazione del Memoriale.
Saracini, in una delle sequenze Iinali, viene aggredito di nuovo
mentre si trova con Branco. Dopo l`attacco, sventato, consegna alla Iidata
guardia del corpo il dischetto e gli comunica la password segreta, della
quale e da poco entrato in possesso. Il giudice e stato convocato a Roma,
dove e atteso in un appartamento, proprio in Piazza delle Cinque Lune.
Giunto a destinazione, trova un`inaspettata sorpresa: ad attenderlo c`e
anche Branco, che, davanti al giudice sbigottito, pronuncia questa Irase:
Vede, Saracini, a volte veniamo travolti da eventi molto piu grandi di
noi. Mi dispiace.
La cinepresa riprende il giudice di spalle (Iig. 34) e, con un lento
carrello all`indietro, raggiunge la porta d`ingresso, sale lungo la tromba
delle scale, attraversa il tetto e continua a salire sino a Iornirci una
panoramica di Roma che, con una dissolvenza incrociata, si trasIorma in
una tela di ragno (Iig. 35). L`immagine poi dissolve in nero Iacendo
130
apparire una citazione di Solone: La giustizia e come una tela di ragno:
trattiene gli insetti piccoli, mentre i grandi traIiggono la tela e restano
liberi. Mentre scorrono i titoli di coda, vediamo Luca, il nipote di Aldo
Moro (chitarrista e cantautore), che suona e canta la canzone Maledetti
voi (Iig. 36), da lui stesso composta. Di seguito il testo:
Maledetti voi Signori del potere
che muovete la vita di persone
coi vostri Iili da burattinai
Maledetti voi e i vostri ideali
Che destinate a sorte incerta noi poveri mortali
Maledetti poi
Per aver ucciso la mia vita di bambino
Che non aspettava altro signori miei
Che parole come "Arrivederci...Addio...A mai!"
Maledetti voi e maledetti noi
Ancora grazie poi
Di questo incanto di paese che trema
l'orrore di una guerra e si nasconde
Nelle chiese sempre aperte
Tranne quando Iuori piove piu Iorte
Maledetti voi
Che lasciate che vite di bambini siano regalate al vento come tanti
palloncini
E non pensate mai
Signori miei
Ad occhi che ti guardano e ti chiedono
Tu da che parte stai
Tu da che parte stai
Spero che sia la mia
E cosi
maledetti noi destinati ad un dolore antico
E sempre vivo regalato da voi alle nostre vite
Maledette bombe senza nome
Che lasciate alla pioggia il compito di pulire
E nel dovere di capire perche
E quanto ancora voi
Signori del potere dovrete ditruggere noi
Ricotruire,uccidere, non Iar risorgere
parlare e non capire
E mi chiedo se anche voi
avete un cuore che piange e che ride come il mio
E se di tanto in tanto ci parlate con Dio
Quando la notte ascolta il suono
Dei vostri pensieri piu lunghi
E cosi
maledetti noi destinati ad un dolore antico
E sempre vivo regalato da voi alle nostre vite
131
Maledette bombe senza nome
Che lasciate alla pioggia il compito di pulire
E il dovere di capire perche
7. Lultima lettera alla moglie. i tre film si incontrano
La sequenza dell`ultima lettera scritta da Aldo Moro alla moglie,
ricostruita in tutti e tre i Iilm, sembra Iar avvicinare, per un momento, le
prospettive dei registi. Vengono abbandonati i rispettivi punti di vista, per
lasciare posto a una scena molto commovente. Riportare il testo originale
della lettera:
Mia dolcissima Noretta,
dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto Iorse ad un mio
equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo,
al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa
in se e dell'incredibilita di una sanzione che cade sulla mia mitezza
e la mia moderazione. Certo ho sbagliato, a Iin di bene, nel
deIinire l'indirizzo della mia vita. Ma ormai non si puo cambiare.
Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si puo solo dire che
Iorse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli.
Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilita della D.C. con il
suo assurdo ed incredibile comportamento. Essa va detto con
Iermezza cosi come si deve riIiutare eventuale medaglia che si
suole dare in questo caso. E' poi vero che moltissimi amici (ma
non ne so i nomi) o ingannati dall'idea che il parlare mi
danneggiasse o preoccupati delle loro personali posizioni, non si
sono mossi come avrebbero dovuto. Cento sole Iirme raccolte
avrebbero costretto a trattare. E questo e tutto per il passato. Per il
Iuturo c'e in questo momento una tenerezza inIinita per voi, il
ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di
ricordi apparentemente insigniIicanti e in realta preziosi. Uniti nel
mio ricordo vivete insieme. Mi parra di essere tra voi. Per carita,
vivete in una unica casa, anche Emma se e possibile e Iate ricorso
ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze.
Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi,
capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che
passa per le tue mani. Sii Iorte, mia dolcissima, in questa prova
assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore.
Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso aIIetto ed a te e
tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei
capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedra dopo. Se
ci Iosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con
te e tienimi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto
Luca), Anna, Mario il piccolo non nato, Agnese, Giovanni. Sono
132
tanto grato per quello che hanno Iatto. Tutto e inutile, quando non
si vuole aprire la porta.
101
Ognuno dei tre Iilm seleziona, cambiando a volte la Iorma, alcune
parti della lettera, che vengono lette dalla voce Iuori campo
dell`interprete di Moro. In Il caso Moro ci viene mostrato il presidente
nella `prigione del popolo` che, con la barba lunga e l`espressione del
volto oramai rassegnata, prende una penna e inizia a scrivere (Iig. 37). Le
immagini staccano sulla moglie, ripresa nel suo appartamento con la
lettera del marito sotto gli occhi, posata su un tavolo. La voce Iuori
campo continua la lettura mentre la cinepresa gira lentamente attorno alla
moglie del presidente, arrivando a mostrare il volto immobile e
sconsolato della donna. Alla Iine della lettura uno stacco improvviso ci
riporta nella prigione: la cinepresa e a picco sopra la cella, a schiacciare il
presidente e la brigatista che gli porta l`abito e che, senza dire una parola,
chiude la sedia di Iianco al tavolino ed esce: non c`e piu tempo.
Anche Martinelli, in questa parte del racconto, abbandona le sue
indagini e lascia che lo spettatore sia coinvolto in un momento molto
emozionante. Le parole di Aldo Moro, come detto precedentemente, si
sovrappongono alle riprese della Ioto strappata della Iamiglia di Fernanda
e ad alcune immagini del presidente che scrive. Nella parte Iinale della
sequenza, durante la lettura delle ultime righe, ci vengono mostrate
vecchie IotograIie di Aldo Moro con la moglie e la Iamiglia (Iig. 38). A
101
Ventura, Il cinema e il caso Moro, cit., pp. 86-87
133
questa Iase, molto commovente, il regista giustappone, con uno stacco di
montaggio, la sequenza della drammatica teleIonata delle Br a Tritto.
Anche in Pia::a delle Cinque Lune Ia irruzione la realta. E un passaggio
improvviso e violento quello proposto: veniamo letteralmente
scaraventati dall`ascolto di una lettera carica di aIIetto e amore a una
teleIonata di morte.
Molto originale e toccante e la scelta di Bellocchio. Il regista
alterna la voce off di Moro a quella di un condannato a morte della
Resistenza che legge la lettera scritta alla Iidanzata. Chiara nella
sequenza e seduta sul letto, con la lettera del presidente in mano: poi la
cinepresa inquadra Moro, sempre attraverso lo spioncino, seduto sul
letto, con gli occhi che lacrimano. C`e un particolare importante: ad un
certo momento, nella Iase Iinale della lettura, la cinepresa ci mostra il
dettaglio dell`occhio del brigatista Mariano che si avvicina allo spioncino
per osservare Moro. Probabilmente il regista ha voluto Iar convergere in
questa sequenza la prospettiva di Mariano in quella di Chiara, come
suggerisce la stessa Anna Laura Braghetti che, parlando di Mario Moretti
(Mariano nel Iilm), scrive: Gli ripugnava uccidere un uomo con il quale
aveva trascorso tanto tempo.
102

Poi, improvvisamente, la voce di Moro sIuma e gli si sovrappone
quella del condannato della Resistenza: Amore mio, domattina all`alba
un plotone di esecuzione della guardia repubblicana Iascista mettera Iine
ai miei giorni. Sulle parole scorrono immagini di repertorio di
102
BRAGHETTI, TAVELLA, Il prigioniero, cit., p. 179.
134
Iucilazioni di partigiani e scene tratte da Paisa di Rossellini: sono dei
Ilash alternati ai primi piani del volto di Chiara, la quale piange seduta
sul letto (Fig. 39). Si chiude la sequenza proprio con un prolungato primo
piano del viso della brigatista, sconvolto e bagnato dalle lacrime.
Nei tre Iilm viene evidenziato lo scontro tra immaginazione e realta,
amore e morte. Nella sequenza de Il caso Moro a riportarci alla dura
realta e la brigatista che entra nella cella, chiude la sedia, come per
indicare che il tempo di scrivere lettere e Iinito, e consegna a Moro
l`ultimo abito che indossera in vita.
In Pia::a delle Cinque Lune veniamo bruscamente distolti dalle
parole d`amore per la moglie, la Iamiglia e gli amici dalla drammatica
teleIonata che indica dove recuperare il corpo.
In Buongiorno, notte, con l`accostamento tra la situazione del
Presidente della Dc e quella del partigiano, il regista vuole alludere alla
condanna subita da Moro da parte dei suoi compagni di partito e
dell`intero mondo politico. La lettera di Moro e quella del condannato a
morte della Resistenza hanno in comune la caratteristica di essere libere
da odio e rancore. Entrambi hanno perso le speranze e accantonano i
sentimenti negativi, lasciando alla Iamiglia e alla donna che amano
un`ultima lettera serena e carica di tenerezza.
135
!"#$%&'#(')' (1986)
Fig. 1 - La didascalia iniziale.
Fig. 2 - Il tamponamento.
Fig. 3 - Moro nella sua automobile dopo la carneIicina, evidentemente scosso.
136
Fig. 4 - Da sinistra: gli interpreti di Cossiga, Zaccagnini e Andreotti.
Fig. 5 - Moro a colloquio con il capo delle Br in uno degli interrogatori.
Fig. 6 - Moro nel bagagliaio dell`auto, prima di essere giustiziato.
137
Fig. 7 - Zaccagnini, appena appresa la notizia della morte di Moro
Fig. 8 - Immagini di repertorio di via Caetani.
Fig. 9 - Volonte, nel bagagliaio dell`auto.
138
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Fig. 10 - Ernesto e Chiara.
Fig. 11 - Chiara controlla Moro dallo spioncino.
Fig. 12 - Il bambino in primo piano e i brigatisti sullo sIondo.
139
Fig. 13 - Lo sguardo di Moro nei conIronti di Chiara.
Fig. 14 - Moro passeggia libero per le strade di Roma.
Fig. 15 - Chiara inquadrata attraverso la ringhiera.
140
Fig. 16 - Chiara esulta davanti alle tv per l`esito positivo del rapimento.
Fig. 17 - Enzo nell`ascensore con il simbolo delle Br alle spalle.
Fig. 18 - Un`immagine tratta dai sogni di Chiara.
141
Fig. 19 - Un interrogatorio. Moro di Ironte al brigatista Mariano.
Fig. 20 - Gli occhi sorridenti di Mariano in un conIronto con Moro.
Fig. 21 - Mariano e Chiara.
142
Fig. 22 - L`ultima cena prima dell`esecuzione della condanna.
Fig. 23 - Chiara dorme, mentre gli altri brigatisti conducono Moro a morire.
Fig. 24 - Giulio Andreotti. Immagini di repertorio dei Iunerali di Moro.
143
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Fig. 25 - La didascalia iniziale.
Fig. 26 - La visione dall`alto, Piazza del Campo.
Fig. 27 - Saracini visiona il nastro con le immagini del rapimento di Moro.
144
Fig. 28 - Un primo piano di Saracini nel primo incontro con lo Sconosciuto nel buio del
sotterraneo.
Fig. 29 - Saracini (a destra) a colloquio con l`Entita.
Fig. 30 - Il dialogo tra Fernanda e il marito Francesco.
145
Fig. 31 - La Ioto della Iamiglia `spezzata` di Fernanda.
Fig. 32 - Da sinistra: Saracini, Fernanda e Branco sulla torre.
Fig. 33 - La cinepresa gira attorno alla torre.
146
Fig. 34 - Saracini nell`apppartamento di Piazza delle Cinque Lune.
Fig. 35 - La tela di ragno.
Fig. 36 - Luca Moro canta la sua canzone Maledetti voi.
147
L`ultima lettera alla moglie
Fig. 37 Moro scrive l`ultima lettera alla moglie dalla prigione del popolo (Il
Caso Moro).
Fig. 38 FotograIie di repertorio di Aldo Moro con la Iamiglia (Pia::a delle
Cinque Lune).
Fig. 39 Chiara piange con la lettera di Moro tra le mani (Buongiorno, notte).
148
149
Conclusioni
Nelle pagine che precedono ho cercato di mostrare e, spero,
dimostrare quanto il cinema possa essere considerato un valido testimone
e indagatore di un periodo storico complesso come quello dei cosiddetti
`anni di piombo` in Italia.
Nella selezione del materiale per la mia tesi mi sono posto di
Ironte al periodo della lotta armata nel modo piu aperto possibile, sia nei
conIronti dei diversi contributi storiograIici consultati sia di quelli Iilmici
visionati, lasciandomi interrogare e liberamente coinvolgere dagli stessi.
Cio che e emerso da questo studio e la presenza di una molteplicita di
punti di vista molto diIIerenti e contrastanti, a volte, tra loro.
Si potrebbe prendere lo spunto per proseguire
nell`argomentazione proprio dal titolo del mio ultimo capitolo: Tre
sguardi su Moro. Il concetto stesso di `sguardo` esempliIica l`idea della
varieta di racconti possibili, della possibilita, gettando l`occhio in modo
diIIerente o scegliendo soggetti diversi, di mostrare sempre qualcosa di
nuovo.
Il mio lavoro diventa quindi uno di questi sguardi rivolti alla
stagione considerata: una prospettiva personale, un`osservazione dei Iatti
150
da un`angolatura speciIica suggerita dalla consultazione e dalla visione
stessa dei diversi contributi.
L`attenzione si e concentrata su alcune Iasi della lotta armata e,
per raccontare quelli che reputo i momenti cruciali, ho prediletto il punto
di osservazione di alcuni registi rispetto ad altri. Il cinema attraverso
alcune pellicole rende conto della drammatica immutabilita di alcune
situazioni politico-sociali.
Nel secondo e nel terzo capitolo mi sono servito dei Iilm di Elio
Petri Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e La classe
operaia va in paradiso per Iornire una vera e propria istantanea, piuttosto
colorita, della societa dei primissimi anni Settanta e della sue
contraddizioni. Attraverso l`analisi dei due Iilm considerati penso di
poter dire di essere riuscito a Iar emergere le immense possibilita dello
strumento Iilmico che, sostenuto anche dalle interpretazioni dell`attore
Gian Maria Volonte, diventa capace di creare una consapevolezza
comune, scendendo nel proIondo dei gangli della societa. La triste
immagine che emerge e quella di una societa a compartimenti stagni: il
Potere deve rimanere ad ogni costo al suo posto e chi e marginale non ha
alcuna possibilita di emergere dalla propria condizione. Nel Iinale di La
classe operaia, nel racconto del sogno del protagonista Lulu, sembra
esservi nulla piu che una semplice illusione dell`esistenza di un paradiso
operaio, e in Indagine su un cittadino e dimostrata l`impossibilita da
parte dell`autorita di togliere quella maschera di ipocrisia che porta sul
151
volto. Si inscena l`inattuabilita del cambiamento e del miglioramento di
determinate situazioni, si evidenzia l`obbligo di ricostruire, dopo un
momento di apparente trasgressione, l`ordine iniziale. Il regista, inIatti,
nel Iinale, rigetta i suoi protagonisti, `eroi mancati`, nello stesso inIerno
dal quale erano partiti. Il cinema di Petri diventa uno sguardo realistico e
disincantato nei conIronti della condizione di quella societa che, quasi
vent`anni dopo, avra il suo capitolo piu drammatico.
La metaIorica parabola della lotta armata, presentata nella Iase
introduttiva, si conclude con la trattazione della vicenda di Aldo Moro.
Nei Iilm considerati, l`amara conclusione e dettata, oltre che,
logicamente, dall`epilogo stesso della vicenda, anche da altre scelte dei
registi. Nel Iinale de Il Caso Moro la voce di Volonte ripete un messaggio
ripreso da una delle lettere scritte da Moro durante la prigionia, dove
chiedeva alle autorita di non partecipare ai suoi Iunerali; In Buongiorno,
notte al sogno di Chiara che immagina un Aldo Moro libero si aIIiancano
le immagini degli altri brigatisti che accompagnano il Presidente della Dc
a morire e in Pia::a delle Cinque Lune il giudice Saracini, giunto quasi
ad avere tra le mani il Memoriale di Aldo Moro, si trova tradito dalla sua
Iidata guardia del corpo Branco. Nel Iilm di Martinelli, l`immagine della
tela di ragno che intrappola gli insetti piccoli lasciando liberi quelli
grandi, mostrata attraverso una citazione di Solone che appare come
didascalia, getta una pesante ombra sulla gestione politica del sequestro,
152
lasciando intendere che i maggiori responsabili del drammatico epilogo
della vicenda non siano mai stati condannati.
Solamente Il Caso Moro, girato nel 1986, dei tre Iilm presi in
considerazione, puo essere visto come relativamente vicino ai Iatti
raccontati. Buongiorno, notte e Pia::a delle Cinque Lune, entrambi del
2003, diventano la testimonianza di quanto sia ancora attuale per il
cinema conIrontarsi con quel periodo. I numerosi enigmi e i casi irrisolti
legati alla stagione degli `anni di piombo` hanno oIIerto e, probabilmente,
continueranno ad oIIrire allo strumento Iilmico illimitate possibilita di
intervento e di rappresentazione.
153
Schede dei film
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970)
Regia: Elio Petri; sceneggiatura: Elio Petri, Ugo Pirro; IotograIia: Luigi
Kuveiller; musica: Ennio Morricone; montaggio:Ruggero Mastroianni;
scenograIia: Carlo Egidi; costumi: Angela Sammaciccia; interpreti: Gian
Maria Volonte (il Dottore), Florinda Bolkan (Augusta Terzi), Orazio
Orlando (Biglia), Gianni Santuccio (il Questore), Salvo Randone
(l`idraulico), Arturo Dominici (Mangani), Sergio Tramonti (Antonio
Pace), Massimo Foschi (marito di Augusta), Aldo Rendine (Nicola
Panunzio), Fulvio Grimaldi (Patane), Pino Patti (il telegraIista);
produzione: Marina Cicogna e Daniele Senatore; origine: Italia; durata:
103`.
La classe operaia va in paradiso (1971)
Regia:Elio Petri; sceneggiatura: Elio Petri, Ugo Pirro; IotograIia: Luigi
Kuveiller; musica: Ennio Morricone; montaggio: Ruggero Mastroianni;
scenograIia: Dante Ferretti; costumi: Franco Carretti; interpreti: Gian
Maria Volonte (Lulu Massa), Mariangela Melato (Lidia), Salvo Randone
(Militina), Gino Pernice (il sindacalista), Luigi Diberti (Bassi), Flavio
Bucci (operaio), Ezio Marano (il cronotecnico), Renata Zamengo
(Maria); Donato Castellaneta ('Marx); produzione: Ugo Tucci, per Euro
International Film; origine: Italia; durata: 125`.
Il Caso Moro (1986)
Regia: Giuseppe Ferrara; sceneggiatura: Robert Katz, Armenia Balducci,
Giuseppe Ferrara; IotograIia: Camillo Bazzoni; musica: Pino Donaggio;
montaggio: Roberto Perpignani; scenograIia: Francesco Frigeri; costumi:
Laura Vaccari; interpreti: Gian Maria Volonte (Aldo Moro), Margherita
Lozano (Eleonora Moro), Sergio Rubini (Giovanni Moro), Mattia
Sbragia ( I brigatista), Bruno Zanin (II brigatista), Consuelo Ferrara (III
brigatista), Enrica Maria Modugno (IV brigatista), Enrica Rosso (V
brigatista), Maurizio Donadoni (VI brigatista), Daniele Dublino (Giulio
Andreotti), Piero Vida (Bettino Craxi), Bruno Corazzari (Benigno
Zaccagnini), Gabriele Villa (Francesco Cossiga); produzione: Mauro
Berardi per Yarno CinematograIica; origine: Italia ; durata: 113`.
154
Buongiorno, notte (2003)
Regia: Marco Bellocchio; sceneggiatura: Marco Bellocchio; IotograIia:
Pasquale Mari; musica: Riccardo Giagni, Pink Floyd, Franz Shubert;
montaggio: Francesca Calvelli; scenograIia: Marco Dentici; costumi:
Sergio Ballo; interpreti: Roberto Herlitzka (Aldo Moro), Maya Sansa
(Chiara), Luigi Lo Cascio (Mariano), Paolo Briguglia (Enzo), Pier
Giorgio Bellocchio (Ernesto), Giovanni Calcagno (Primo), Giulio Bosetti
(Paolo VI), Gianni Schicchi Gabrieli (amico di Iamiglia di Chiara),
Antonio De Matteo (Antonio, Iratello di Chiara), Simona Nobili (vicina
di casa sul balcone), Roberta Spagnuolo (Sandra, la vicina con il
bambino), Daniele Zamboni (agente immobiliare); produzione: Marco
Bellocchio, Sergio Pelone per Film Albatros Rai Cinema; origine:
Italia; durata: 103`.
Piazza delle Cinque Lune (2003)
Regia: Renzo Martinelli; sceneggiatura: Renzo Martinelli, Fabio
Campus; IotograIia: Blasco Giurato; musica: Paolo Buonvino;
montaggio: Massimo Quaglia; scenograIia: Franco Vanorio; costumi:
Luigi Bonanno; interpreti: Donald Sutherland (Rosario Saracini),
Giancarlo Giannini (Branco), SteIania Rocca (Fernanda Doni), F. Murray
Abraham (Entita), Aisha Cerami (Ombretta), Greg Wise (Francesco
Doni), Nicola Di Pinto (antiquario), Federica Martinelli (il tecnico
inIormatico), Philippe Leroy (il barman); produzione: Martinelli Film
Company, Istituto Luce, Spyce Blue Star, Box! Film; origine: Italia,
Germania, Regno Unito; durata: 123'.
155
Bibliografia
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http://www.brigaterosse.org/brigaterosse/index.htm
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Filmografia
Film
Documenti su Pinelli, di Elio Petri (1970)
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, di Elio Petri (1970)
La classe operaia va in paradiso, di Elio Petri (1971)
12 Dicembre, di Pier Paolo Pasolini (1972)
Abuso di potere, di Camillo Bazzoni (1972)
Sbatti il mostro in prima pagina, di Marco Bellocchio (1972)
Cadaveri eccellenti, di Francesco Rosi (1976)
Todo modo, di Elio Petri (1976)
Io ho paura, di Damiano Damiani (1977)
Prova dorchestra, di Federico Fellini (1979)
La tragedia di un uomo ridicolo, di Bernardo Bertolucci (1981)
Tre fratelli, di Francesco Rosi (1981)
Il Caso Moro, di Giuseppe Ferrara (1986)
Buongiorno, notte, di Marco Bellocchio (2003)
Colpire al cuore, di Gianni Amelio (2003)
Pia::a delle Cinque Lune, di Renzo Martinelli (2003)
Aldo Moro - Il presidente, di Gianluca Maria Tavarelli (2008)
Documentari
La storia delle Brigate Rosse, doppia puntata all`interno della
trasmissione televisiva Blu notte, misteri italiani, di Carlo Lucarelli e
Giuliana Catamo, condotto da Carlo Lucarelli, Rai Tre, Aprile 2004.
Gian Maria Jolonte. Un attore contro: i film e le testimonian:e, di
Ferruccio Marotti, Rizzoli, Italia 2005, DVD, durata: 111`.
Elio Petri. appunti su un autore, di Federico Bacci, Nicola Guarneri,
SteIano Leone, Feltrinelli Real Cinema, BIM distribuzione, Italia 2005,
DVD, durata: 84`.

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