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Schopenhauer Riassunto: seconda parte

Pessimismo, rifiuto dell'ottimismo, vie di liberazione dal dolore,

L'illusione dell'amore.
L'amore per Schopenhauer uno dei pi forti stimoli dell'esistenza umana, dunque la filosofia deve curarsene. Ma l'amore non ha nulla di romantico, il suo fine solo l'accoppiamento per tramandare la specie. Esempi di questa funzione dell'amore si trovano in natura, come i maschi delle formiche che muoiono poco dopo aver fecondato la regina. Di conseguenza non esiste amore senza sessualit, allora: L'amore procreativo viene inconsapevolmente percepito come peccato. L'amore si macchia di un grave crimine: generare creature destinate a soffrire.

L'unico vero amore che si pu lodare quello disinteressato della piet.

Il rifiuto dell'ottimismo cosmico.


Tra le varie opere di Schopenhauer emerge una critica alle ideologie del suo tempo, effettuata tramite la tecnica dello smascheramento. Il filosofo accusa: La filosofia accademica di Stato, poich chi viene pagato per pensare non pu certo filosofare liberamente ma sar condizionato. Le ipocrisie spiritualistiche dell'amore, quindi felicit dell'esistenza umana; e la razionalit dell'essere.

Ma soprattutto: L'ottimismo cosmico (per cui tutto era governato secondo un progetto razionale e perfetto) che permeava buona parte dell'Europa del tempo. Secondo Schopenhauer infatti anche il pi ottimista fra gli ottimisti portato di fronte alle miserie della vita umana avrebbe cambiato idea, ed per questo che l'ostentato ottimismo diventava quasi una presa in giro della cruda realt. Quest'ultima infatti illogica ed irrazionale.

Infine Schopenhauer contesta anche le religioni, che definisce metafisiche per il popolo , cominciando a delineare un ateismo filosofico ripreso poi da Nietzsche.

Il rifiuto dell'ottimismo sociale.


Altro tema sotto accusa: L'ottimismo sociale, secondo cui l'uomo buono e socievole. Per Schopenhauer invece i rapporti umani sono regolati dal conflitto e dal tentativo si sopraffazione reciproca. L'uomo la creatura pi cattiva, l'unico che prova piacere del dolore altrui e fastidio dei vantaggi degli altri. Quindi l'uomo vive in una societ solo per BISOGNO. Lo Stato e le leggi sussistono per regolamentare gli istinti aggressivi di ogni individuo.

Da queste considerazioni deriva dunque un pessimismo antropologico e sociale, il quale per finalizzato a promuovere la via etica della piet; poich solo chi ha la sensibilit di capire come siano costituiti i rapporti umani pu essere spinto al desiderio di giustizia e amore.

Il rifiuto dell'ottimismo storico.


Schopenhauer polemizza anche su ogni forma di storicismo. Prima di tutto viene ridimensionato il carico conoscitivo della storia, in quanto essa non una vera scienza, infatti limitandosi alla catalogazione dell'individuale non procede per leggi e concetti generali. Ma dedicandosi agli uomini gli storici perdono di vista l'uomo e in questo modo si convincono che di epoca in epoca gli uomini cambino. In realt l'uomo sempre lo stesso dall'inizio dei tempi. Allora per Schopenhauer l'unico modo utile di dedicarsi alla storia :

Passare dalla storia alla Filosofia della storia , evidenziando attraverso gli studi del passato la costante uniformit della storia che si ripete sempre nei suoi contenuti, cambiando solo la forma.

Se quindi la storia il ripetersi di un medesimo dramma necessario prendere coscienza del fatto che il
genere umano in un costante stato di dolore. Il vero compito della storia quello di permettere all'uomo di rendersi conto della propria condizione.

Le vie della liberazione dal dolore.


Per Schopenhauer quindi l'esistenza dolore. Nonostante questo il suicidio viene rifiutato perch:

Non la negazione di una volont, ma anzi l' affermazione, in maniera molto forte, di una volont. Il suicidio annulla solo una manifestazione della volont di vivere, lasciando intatta la cosa in s. Questa infatti muore in un individuo, ma rinasce in tanti altri.

La vera risposta al dolore del mondo per Schopenhauer consiste nella liberazione dalla stessa volont di vivere . Ma come pu l'uomo liberarsi da qualcosa che determina la sua stessa esistenza? Schopenhauer non da una giustificazione teorica, ma richiama all'attenzione individui eccezionali (eremiti, santi, ecc). Questi esempi mostrano come con la presa di coscienza del dolore da parte della volont ( la voluntas) si avvia il cammino di liberazione dell'individuo (con la noluntas=negazione della volont). Il filosofo articola il cammino verso la salvezza dell'uomo in tre momenti: arte, morale e ascesi.

L'arte: conoscenza libera e disinteressata che ha come oggetto le idee (le forme pure) delle cose, e allo stesso
tempo fa diventare il puro occhio del mondo chi contempla le idee. L'arte assume una funzione liberatrice perch da all'uomo la possibilit di contemplare la vita e quindi di elevarsi al di sopra della volont e del dolore. Le arti rappresentano cos i diversi gradi della manifestazione della volont, e di conseguenza si possono ordinare in ordine di importanza (dall'architettura alla scultura, poesia, pittura). Tra le varie arti emergono: La tragedia, che l'autorappresentazione del dramma dell'esistenza. La musica, che si pone come l'immediata rivelazione della volont a se stessa. Riprendendo l'idea romantica, la musica capace di metterci in contatto con le radici stesse dell'essere.

Ogni arte liberatrice, ma questa funzione temporanea, dando solo un breve conforto alla vita.

L'etica della piet (morale): un impegno nel mondo a favore del prossimo. Schopenhauer sostiene

che l'etica nasca da un sentimento di piet (o com-passione) attraverso cui percepiamo le sofferenze altrui come nostre. La piet diventa per il filosofo uno strumento di conoscenza. Per mezzo della piet si pu sperimentare l' unit metafisica di tutti gli esseri, i quali sono distinti fenomenicamente, ma costituiscono nel noumeno una stessa realt (Siamo tutti uomini). Allora la malvagit diventa una negazione di tale unit e la piet invece il riconoscimento di essa. La morale si realizza in due virt cardinali: Giustizia: un freno all'egoismo, consiste nel non fare il male. Carit: la volont attiva di fare del bene al prossimo. Diversamente dall'eros (falso amore, perch egoistico), l'agpe (amore disinteressato) amore autentico.

La morale rimane per presuppone comunque un certo attaccamento alla vita, quindi Schopenhauer cerca un'altra via ancora per la liberazione totale dell'uomo.

L'ascesi:

il metodo per cui si raggiunge la liberazione, nasce dal ribrezzo che l'uomo ha per la volont di vivere;ed l'esperienza tramite cui l''uomo si propone di eliminare ogni suo desiderio , persino quello di esistere. Nel cammino ascetico il primo passo la castit perfetta, ovvero la liberazione dal primo impulso umano, quello sessuale. Dopo la rinuncia a tutti i piaceri vengono le altre manifestazioni dell'ascesi: l'umilt, il digiuno, la povert, il sacrificio e l'autologoramento. La soppressione della volont di vivere l'unica via per la liberazione umana perch quando l'individuo si rende conto della cosa in s e riesce a sottrarsi ad essa, quest'ultima non avr pi influenza su di lui, lasciandolo libero. Schopenhauer riprende il concetto di nirvana buddista:

Esperienza del nulla; nulla non inteso come niente, ma bens come negazione del mondo. Il nirvana allora
capace di regalare serenit e pace (in contrapposizione al dolore del mondo). Questa parte della filosofia schopenhaueriana quella pi largamente criticata. Perch:

Se la volont si identifica come la struttura metafisica del reale non se ne pu ipotizzare un annullamento, lo stesso vale per la volont: se la sua essenza il volere, come pu non volere pi se stessa? La fuga ascetica fa si che l'uomo si chiuda nel suo io, cos da non curarsi degli altri viene meno alla piet. Il pessimismo del filosofo ha come unico sbocco quello di indicare la giusta via o ne ha altri? Perch Schopenhauer stesso non ha intrapreso il cammino dell'ascesi??

Queste critiche comunque non sminuiscono la denuncia alla realt crudele da parte del filosofo e altri aspetti della sua dottrina.