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Facebook, 3.

500 amici e una grande solitudine


Come Facebook e la logica del disimpegno hanno ingannato tutti noi Pensare alcuni anni fa di poter interagire con una comunit di oltre tremila persone e intrattenere con loro un filo diretto mi sarebbe sembrato assurdo, incredibile. Oggi dopo appena due anni dal mio ingresso nel social network pi famoso del mondo, verifico che mi circonda un grande senso di solitudine. Perch accade questo, perch la risposta dopo un cos grande ed assiduo impegno questa? Quali meccanismi regolano questi contesti sociali? Il web 2.0 ha lanciato e sostenuto il concetto che grazie a questa nuova metodologia era possibile non solo essere pi visibili, ma anche in grado di avviare interazioni interessanti. Purtroppo verifico che non cos, se postate in un intervento pieno di contenuti, vi accorgerete che le risposte saranno pochissime dellordine di poche unit, che non arrivano quindi alla decina. Se a postare, invece di un signor nessuno come me, un personaggio politico o dello spettacolo, ma di secondo o terzo piano vedrete che le risposte saranno pi numerose, anche a fronte di frasi sconclusionate o banali. Ma qual la motivazione che conduce a questo comportamento? Secondo me c ancora il retaggio del mezzo televisivo e del comportamento indotto da tale mezzo di comunicazione. Pasolini asseriva che il processo consumistico era inarrestabile e produceva una forma di asservimento che neanche il fascismo, in quanto dittatura, era riuscito ad ottenere; era il 1974. Grande mezzo di diffusione del consumismo di massa stata e continua ad essere la televisione, con i suoi modelli, con il suo pseudo benessere. In questo contesto, si inserisce il nostro modello, il social network figlio, quindi succube del modello televisivo, dove ognuno di noi alla ricerca del quarto dora di popolarit, parafrasando warrol. Per chi fruisce di questo strumento innovativo, ancora ancorato ai vecchi schemi e quindi ricerca nel personaggio famoso quella sponda che faccia da amplificatore. Quindi in conclusione il social network un pessimo strumento di visibilit e tecnicamente in grado di fornire redemption totalmente mediocri. Questa la grande delusione di chi vi scrive, o meglio scrive, ai pochissimi che leggeranno. Ai famosi tecnici che garantiscono redemption da capogiro, grazie ai social network, consiglio di essere un po pi onesti sia con gli utenti che con loro stessi. La regola che se non sei nessuno non hai seguito, ne qui ne altrove. A meno che, ma questo vale per tutti i mezzi di comunicazione, non si faccia un atto estremo e questo pi che una constatazione diventa una segnalazione di pericolo. C il rischio concreto che per apparire si facciano gesti estremi e questo diventa un contesto deprecabile, dove per si rischia di cadere. Paradossalmente il mezzo sociale diventa un potenziale catalizzatore di idiozie rischiosissime compiute in cambio di qualche centinaia di click. No non mi sento onestamente della partita, preferisco scrivere, supplicare forse un click, mantenendo la mia personalit, in attesa che qualcuno, dico qualcuno dei miei 3.500 amici si accorga di quello che dico propongo. Questa la mia vendetta, a voi provare che quello che ho detto non vero e che chiunque pu raggiungere alti livelli di visibilit.

A voi ora la scelta, ma sono sicuro, solo pochi click mi piace per questo scritto, troppo lungo, troppo noioso, dopotutto ancora festa per limpegno ci saranno giorni migliori. Domenico Gioia