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PROGETTARE LA COPERTURA PROGETTARE LA COPERTURA PROGETTARE LA COPERTURA PROGETTARE LA COPERTURA

DELLE DISCARICHE DELLE DISCARICHE DELLE DISCARICHE DELLE DISCARICHE


CON SISTEMI CON SISTEMI CON SISTEMI CON SISTEMI GEOSINTETICI GEOSINTETICI GEOSINTETICI GEOSINTETICI
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
1 11 1
INDICE ARGOMENTI INDICE ARGOMENTI INDICE ARGOMENTI INDICE ARGOMENTI
A. UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI IN DISCARICA
B. INQUADRAMENTO NORMATIVO
C. APPROCCIO PROGETTUALE PER I SISTEMI DRENANTI C. APPROCCIO PROGETTUALE PER I SISTEMI DRENANTI
D. APPROCCIO PROGETTUALE PER I SISTEMI DI RINFORZO
E. CASI STUDIO
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2 22 2
UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI
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3 33 3
FONTE: WWW. geosyntheticsmagazine.com FONTE: WWW. geosyntheticsmagazine.com FONTE: WWW. geosyntheticsmagazine.com FONTE: WWW. geosyntheticsmagazine.com
UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI
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4 44 4
UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI UTILIZZO DI SISTEMI GEOSINTETICI
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5 55 5
NORMATIVA ITALIANA NORMATIVA ITALIANA NORMATIVA ITALIANA NORMATIVA ITALIANA
A livello normativo, lItalia ha recepito la Direttiva Comunitaria 1999/31/CE Direttiva Comunitaria 1999/31/CE Direttiva Comunitaria 1999/31/CE Direttiva Comunitaria 1999/31/CE,
solamente nel 2003, con il Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n. 36.
Lallegato 2 pto. 2.2 del D.Lgs 36/2003 asserisce: [..] al fine di garantire
l'isolamento del carpo dei rifiuti dalle matrici ambientali, la discarica deve soddisfare l'isolamento del carpo dei rifiuti dalle matrici ambientali, la discarica deve soddisfare
i seguenti requisiti tecnici:
sistema di regimazione e convogliamento delle acque superficiali;
impermeabilizzazione del fondo e delle sponde della discarica;
impianto di raccolta e gestione del percolato;
impianto di captazione e gestione del gas di discarica (solo per discariche dove
sono smaltiti rifiuti biodegradabili);
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6 66 6
sono smaltiti rifiuti biodegradabili);
sistema di copertura superficiale finale della discarica sistema di copertura superficiale finale della discarica sistema di copertura superficiale finale della discarica sistema di copertura superficiale finale della discarica.
[]
NORMATIVA ITALIANA NORMATIVA ITALIANA NORMATIVA ITALIANA NORMATIVA ITALIANA
Relativamente al sistema di copertura superficiale finale copertura superficiale finale copertura superficiale finale copertura superficiale finale, nellAllegato 1 nellAllegato 1 nellAllegato 1 nellAllegato 1 del
Decreto Legislativo vengono specificate le caratteristiche che la stratigrafia dovr
disporre per ottemperare alle seguenti funzioni:
isolare il corpo rifiuti dall'ambiente esterno;
minimizzare la quota delle infiltrazioni d'acqua allinterno del corpo rifiuto;
ridurre al minimo lattivit antropica per interventi di manutenzione;
minimizzare linnescarsi di fenomeni erosivi;
garantire sufficiente resistenza agli assestamenti provocati dai fenomeni di
subsidenza localizzata a seguito della degradazione del rifiuto;
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7 77 7
subsidenza localizzata a seguito della degradazione del rifiuto;
Ai punti 1.2.3 e 2.4.3. dellAll.1, vengono dettagliati i requisiti minimi che il sistema deve disporre a seconda se si tratti di una
discarica per inerti o per rifiuti pericolosi/non pericolosi (vedi tabella successiva).
RIFIUTI INERTI RIFIUTI INERTI RIFIUTI INERTI RIFIUTI INERTI
Allegato Allegato Allegato Allegato 1 11 1 - -- - pto pto pto pto. .. . 1 11 1. .. .2 22 2. .. .3 33 3 - -- - IMPIANTI IMPIANTI IMPIANTI IMPIANTI PER PER PER PER RIFIUTI RIFIUTI RIFIUTI RIFIUTI INERTI INERTI INERTI INERTI
1. strato superficiale di copertura con spessore >= 1 m spessore >= 1 m spessore >= 1 m spessore >= 1 m che favorisca lo sviluppo
delle specie vegetali di copertura ai fini del piano di ripristino ambientale e delle specie vegetali di copertura ai fini del piano di ripristino ambientale e
fornisca una protezione adeguata contro l'erosione e consenta di proteggere le
barriere sottostanti dalle escursioni termiche;
2. strato drenante con spessore >=0.5 m spessore >=0.5 m spessore >=0.5 m spessore >=0.5 m in grado di impedire la formazione di
un battente idraulico sopra le barriere di cui ai successivi punti 3) e 4);
3. strato minerale superiore compattato di spessore >= 0.5 m spessore >= 0.5 m spessore >= 0.5 m spessore >= 0.5 m e di bassa
conducibilit idraulica.
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8 88 8
conducibilit idraulica.
4. strato di regolarizzazione per la corretta messa in opera degli elementi superiori
e costituito da materiale drenante.
Strato superficiale di 1 m 1 m 1 m 1 m
RIFIUTI INERTI RIFIUTI INERTI RIFIUTI INERTI RIFIUTI INERTI
Strato superficiale di
copertura
Strato drenante
Strato minerale compattato
GCD GCD GCD GCD
1 m 1 m 1 m 1 m
0,5 m 0,5 m 0,5 m 0,5 m
0,5 m 0,5 m 0,5 m 0,5 m
var var var var
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9 99 9
Strato regolarizzazione
var var var var
GCD: GCD: GCD: GCD: geocomposito drenante
RIFIUTI PERICOLOSI E NON PERICOLOSI RIFIUTI PERICOLOSI E NON PERICOLOSI RIFIUTI PERICOLOSI E NON PERICOLOSI RIFIUTI PERICOLOSI E NON PERICOLOSI
Allegato 1 Allegato 1 Allegato 1 Allegato 1 - -- - pto. 2.4.3 pto. 2.4.3 pto. 2.4.3 pto. 2.4.3 IMPIANTI PER FIUTI NON PERICOLOSI E PER RIFIUTI IMPIANTI PER FIUTI NON PERICOLOSI E PER RIFIUTI IMPIANTI PER FIUTI NON PERICOLOSI E PER RIFIUTI IMPIANTI PER FIUTI NON PERICOLOSI E PER RIFIUTI
PERICOLOSI PERICOLOSI PERICOLOSI PERICOLOSI
1. strato superficiale di copertura con spessore spessore spessore spessore 1 m 1 m 1 m 1 m che favorisca lo sviluppo delle specie 1. strato superficiale di copertura con spessore spessore spessore spessore 1 m 1 m 1 m 1 m che favorisca lo sviluppo delle specie
vegetali di copertura ai fini del piano di ripristino ambientale e fornisca una protezione
adeguata contro l'erosione e di proteggere le barriere sottostanti dalle escursioni termiche;
2. strato drenante protetto da eventuali intasamenti con spessore spessore spessore spessore 0.5 m 0.5 m 0.5 m 0.5 m in grado di
impedire la formazione di un battente idraulico sopra le barriere di cui ai successivi punti
3) e 4);
3. strato minerale compattato dello spessore spessore spessore spessore 0,5 m 0,5 m 0,5 m 0,5 m e di conducibilit idraulica di 10-8
m/s o di caratteristiche equivalenti, integrato da un rivestimento impermeabile superficiale
per gli impianti di discarica di rifiuti pericolosi;
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10 10 10 10
per gli impianti di discarica di rifiuti pericolosi;
4. strato di drenaggio del gas e di rottura capillare, protetto da eventuali intasamenti, con
spessore spessore spessore spessore 0.5 m 0.5 m 0.5 m 0.5 m;
5. strato di regolarizzazione con la funzione di permettere la corretta messa in opera degli
strati sovrastanti
Strato superficiale di
copertura
1 m 1 m 1 m 1 m
RIFIUTI NON PERICOLOSI RIFIUTI NON PERICOLOSI RIFIUTI NON PERICOLOSI RIFIUTI NON PERICOLOSI
copertura
Strato drenante
Strato minerale compattato
GCD GCD GCD GCD
0,5 m 0,5 m 0,5 m 0,5 m
0,5 m 0,5 m 0,5 m 0,5 m
Strato drenante biogas
GCD GCD GCD GCD
0,5 m 0,5 m 0,5 m 0,5 m
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11 11 11 11
Strato regolarizzazione
var var var var
Strato drenante biogas
GCD GCD GCD GCD
0,5 m 0,5 m 0,5 m 0,5 m
GCD: GCD: GCD: GCD: geocomposito drenante
RIFIUTI PERICOLOSI RIFIUTI PERICOLOSI RIFIUTI PERICOLOSI RIFIUTI PERICOLOSI
Strato superficiale di
copertura
1 m 1 m 1 m 1 m
Strato drenante
Strato minerale compattato
GCD GCD GCD GCD
0,5 m 0,5 m 0,5 m 0,5 m
0,5 m 0,5 m 0,5 m 0,5 m
Strato drenante biogas
GCD GCD GCD GCD
0,5 m 0,5 m 0,5 m 0,5 m
GMB GMB GMB GMB
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12 12 12 12
Strato regolarizzazione
var var var var
Strato drenante biogas
GCD: GCD: GCD: GCD: geocomposito drenante
GMB: GMB: GMB: GMB: geomembrana sintetica in HDPE
PROBLEMI NORMATIVI PROBLEMI NORMATIVI PROBLEMI NORMATIVI PROBLEMI NORMATIVI
in termini di stratigrafie, cio che afferma e sancisce la legge non
risulta compatibile con le geometrie delle discariche esistenti prima
delentrata in vigore del decreto stesso;
lapprovvigionamento di materiali naturali (quali argilla, ghiaia) in
determinati contesti geografici costituisce certamente una voce di
costo nel computo delle lavorazioni non trascurabile (da intendersi
sia come costi diretti che come costi indiretti);
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13 13 13 13
PROBLEMI NORMATIVI PROBLEMI NORMATIVI PROBLEMI NORMATIVI PROBLEMI NORMATIVI
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14 14 14 14
NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE
NTC 2008 NTC 2008 NTC 2008 NTC 2008
DM 14/01/2008 (GAZZETTA UFFICIALE n. 29 del 04/02/2008)
Circolare n. 617 del 26/02/2009 Istruzioni per lapplicazione delle nuove Circolare n. 617 del 26/02/2009 Istruzioni per lapplicazione delle nuove
norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto ministeriale 14 gennaio
2008
CAP CAP CAP CAP. .. . 6 66 6 - -- - PROGETTAZIONE PROGETTAZIONE PROGETTAZIONE PROGETTAZIONE GEOTECNICA GEOTECNICA GEOTECNICA GEOTECNICA
PAR PAR PAR PAR. .. . 6 66 6. .. .11 11 11 11 DISCARICHE DISCARICHE DISCARICHE DISCARICHE CONTROLLATE CONTROLLATE CONTROLLATE CONTROLLATE DI DI DI DI RIFIUTI RIFIUTI RIFIUTI RIFIUTI E EE E DEPOSITI DEPOSITI DEPOSITI DEPOSITI DI DI DI DI
INERTI INERTI INERTI INERTI
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15 15 15 15
[..] in particolare, nel caso di barriere composite, devono essere
valutate le condizioni di stabilit lungo le superfici di scorrimento che
comprendano anche le interfacce tra i diversi materiali utilizzati []
NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE
STATO LIMITE DI ESERCIZIO - SLE
STATO LIMITE ULTIMO SLU
La verifica si imposta nel rispetto della seguente condizione: La verifica si imposta nel rispetto della seguente condizione:
E EE E
d dd d
<= R <= R <= R <= R
d dd d
Ed = il valore di progetto delleffetto delle azioni;
Rd = la resistenza di progetto, valutata in base ai valori di progetto della resistenza dei materiali
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16 16 16 16
Rd = la resistenza di progetto, valutata in base ai valori di progetto della resistenza dei materiali
e ai valori nominali delle grandezze geometriche interessate
NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE
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17 17 17 17
NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE
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18 18 18 18
NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE NORMATIVA PROGETTAZIONE
Gli approcci progettuali consentiti dalle nuove NTC per la verifica agli stati
limite ultimi sono:
APPROCCIO APPROCCIO APPROCCIO APPROCCIO 1 11 1: :: : due combinazioni
combinazione 1: (A1 +M1 +R1) amplificazione dei carichi
combinazione 2: (A2 +M2 +R2) riduzione delle resistenze
APPROCCIO APPROCCIO APPROCCIO APPROCCIO 2 22 2: :: : una combinazioni
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19 19 19 19
APPROCCIO APPROCCIO APPROCCIO APPROCCIO 2 22 2: :: : una combinazioni
combinazione 1: (A1 +M1 +R3)
II PARTE II PARTE II PARTE II PARTE SISTEMI DRENANTI SINTETICI SISTEMI DRENANTI SINTETICI SISTEMI DRENANTI SINTETICI SISTEMI DRENANTI SINTETICI
II II II IIPARTE PARTE PARTE PARTE II II II IIPARTE PARTE PARTE PARTE
PROGETTARE UN SISTEMA
DRENANTE SINTETICO
CONCETTI INTRODUTTIVI
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20 20 20 20
INTRODUZIONE INTRODUZIONE INTRODUZIONE INTRODUZIONE
In discarica (fondo e strato di copertura) necessario prevedere a progetto
delle soluzioni tecniche che siano in grado di drenare liquidi/aeriformi.
Solitamente si soliti utilizzare materiali naturali (inerti).
Non sempre tecnicamente sostenibile.
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21 21 21 21
INTRODUZIONE INTRODUZIONE INTRODUZIONE INTRODUZIONE
~ ~~ ~
Perch un geocomposito drenante venga accettato
come alternativa ad uno strato di inerte, necessario
dimostrarne lequivalenza idraulica
~ ~~ ~
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22 22 22 22
dimostrarne lequivalenza idraulica
DEFINZIONE DI DRENANTI SINTETICI DEFINZIONE DI DRENANTI SINTETICI DEFINZIONE DI DRENANTI SINTETICI DEFINZIONE DI DRENANTI SINTETICI
Definiti anche geospaziatori (dallinglese geospacer), sono caratterizzati da
una struttura tridimensionale interna ad elevato indice di vuoti a cui viene
accoppiato uno o due elementi filtranti in tessuto non tessuto.
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23 23 23 23
CLASSIFICAZIONE TERRENI CLASSIFICAZIONE TERRENI CLASSIFICAZIONE TERRENI CLASSIFICAZIONE TERRENI
ARGILLE (particelle < 2 micron)
LIMI (particelle da 2 a 50 micron) LIMI (particelle da 2 a 50 micron)
SABBIE (particelle da 50 micron a 2 millimetri)
GHIAIE (particelle > 2 millimetri)
Le argille ed i limi possono essere considerati impermeabili impermeabili impermeabili impermeabili.
I limi medi e grossolani e le sabbie fini di media e bassa permeabilit bassa permeabilit bassa permeabilit bassa permeabilit.
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24 24 24 24
I limi medi e grossolani e le sabbie fini di media e bassa permeabilit bassa permeabilit bassa permeabilit bassa permeabilit.
Le sabbie e le ghiaie materiali ad elevata permeabilit elevata permeabilit elevata permeabilit elevata permeabilit.
CLASSIFICAZIONE TERRENI CLASSIFICAZIONE TERRENI CLASSIFICAZIONE TERRENI CLASSIFICAZIONE TERRENI
Area A e B: Area A e B: Area A e B: Area A e B: terreni argillosi - drenaggio non
necessario, permeabilit molto bassa (kv< 5.10-8
m/s)
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25 25 25 25
m/s)
Area D Area D Area D Area D: terreni sabbiosi - drenaggio non necessario,
permeabilit molto alta (kv> 5.10-5 m/s)
Area C Area C Area C Area C: terreni limo sabbiosi - drenaggio necessario
PRESTAZIONI IDRAULICHE DELLINERTE PRESTAZIONI IDRAULICHE DELLINERTE PRESTAZIONI IDRAULICHE DELLINERTE PRESTAZIONI IDRAULICHE DELLINERTE
La portata smaltibile da uno strato di materiale granulare avente una
conducibilit idraulica k soggetto ad un gradiente idraulico i fornito dalla
relazione di Darcy
kiA Q=
[m3/s]
t = spessore
L = larghezza = 1
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26 26 26 26
26 26 26 26
kit q =
[m3/s m]
Il ks del terreno pi permeabile che richieda un drenaggio di ca.ks. = 5 x 10 5 x 10 5 x 10 5 x 10- -- -5 m/s 5 m/s 5 m/s 5 m/s
CALCOLO PRESTAZIONI IDRAULICHE DELLINERTE CALCOLO PRESTAZIONI IDRAULICHE DELLINERTE CALCOLO PRESTAZIONI IDRAULICHE DELLINERTE CALCOLO PRESTAZIONI IDRAULICHE DELLINERTE
[m3/s m]
k = 5 X 10
-5
m/s
[m2/s]
q = k*i*t q = k*i*t q = k*i*t q = k*i*t
i = 0,04 (circa 2 )
t = 0,5 m
q = 5*10 q = 5*10 q = 5*10 q = 5*10
- -- -5 55 5
x 0,04 x 0,5 = 0,1*10 x 0,04 x 0,5 = 0,1*10 x 0,04 x 0,5 = 0,1*10 x 0,04 x 0,5 = 0,1*10
- -- -5 55 5
[m2/s] [m2/s] [m2/s] [m2/s]
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27 27 27 27
27 27 27 27
TRASMISSIVITA IDRAULICA DI UN GEOSINTETICO TRASMISSIVITA IDRAULICA DI UN GEOSINTETICO TRASMISSIVITA IDRAULICA DI UN GEOSINTETICO TRASMISSIVITA IDRAULICA DI UN GEOSINTETICO
Il geocomposito drenante dovr garantire una portata idraulica specifica superiore
alla portata ottenuta per lo strato di materiale inerte, nelle medesime condizioni al
contorno (in termini di gradiente idraulico e pressione applicata).
PORTATA IDRAULICA SPECIFICA = TRASMISSIVITA IDRAULICA
Si calcola in laboratorio secondo la norma UNI EN ISO 12958 UNI EN ISO 12958 UNI EN ISO 12958 UNI EN ISO 12958
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28 28 28 28
28 28 28 28
APPARECCHIATURA DI MISURA APPARECCHIATURA DI MISURA APPARECCHIATURA DI MISURA APPARECCHIATURA DI MISURA
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29 29 29 29
29 29 29 29
APPARECCHIATURA DI MISURA APPARECCHIATURA DI MISURA APPARECCHIATURA DI MISURA APPARECCHIATURA DI MISURA
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30 30 30 30
30 30 30 30
DEFINIZIONE DI TRASMISSIVITA IDRAULICA DEFINIZIONE DI TRASMISSIVITA IDRAULICA DEFINIZIONE DI TRASMISSIVITA IDRAULICA DEFINIZIONE DI TRASMISSIVITA IDRAULICA
Esprime la quantit dacqua che il materiale riesce a trasportare
longitudinalmente nellunit di tempo per unit di larghezza al gradiente
i = 1 assumendo un flusso laminare.
Viene espressa in (m mm m
3 33 3
/s m /s m /s m /s m - m mm m
2 22 2
/s /s /s /s oppure l/s m l/s m l/s m l/s m).
1 m
3
= 10
3
l
= k * t = k * t = k * t = k * t
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31 31 31 31
31 31 31 31
k k k k = permeabilit nel piano del gtx (m/s)
t tt t = spessore del prodotto (m)
PERMEABILITA DEL FILTRO PERMEABILITA DEL FILTRO PERMEABILITA DEL FILTRO PERMEABILITA DEL FILTRO
Lacqua penetra nel geocomposito in direzione perpendicolare attraverso il
geotessile filtrante. La permeabilit in direzione perpendicolare data da (legge
di Darcy):
k = q * t / 10 k = q * t / 10 k = q * t / 10 k = q * t / 10
5 55 5
Dove:
k = permeabilit (m/s)
t = spessore del gtx (mm) = 1 mm
q = capacit filtrante (l/m2 s) = 100 l/m2 s
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32 32 32 32
k = 10 k = 10 k = 10 k = 10
- -- -3 33 3
m/s m/s m/s m/s
PARAMETRI INFLUENZANO LA TRASMISSIVITA PARAMETRI INFLUENZANO LA TRASMISSIVITA PARAMETRI INFLUENZANO LA TRASMISSIVITA PARAMETRI INFLUENZANO LA TRASMISSIVITA
A. PRESSIONE APPLICATA SUL PRODOTTO (kPa)
B. GRADIENTE IDRAULICO (geometria del piano di posa) B. GRADIENTE IDRAULICO (geometria del piano di posa)
orizzontale
verticale
obliqua
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33 33 33 33
PRESSIONE APPLICATA PRESSIONE APPLICATA PRESSIONE APPLICATA PRESSIONE APPLICATA
A. DRENAGGIO VERTICALE
H HH H
B. DRENAGGIO ORIZZONTALE
P = k P = k P = k P = k
A AA A
* ** * *H *H *H *H
H HH H
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34 34 34 34
P = P = P = P = *s *s *s *s
s ss s
GRADIENTE IDRAULICO GRADIENTE IDRAULICO GRADIENTE IDRAULICO GRADIENTE IDRAULICO
i = sen( i = sen( i = sen( i = sen() ) ) )
I = 0,04 I = 0,04 I = 0,04 I = 0,04 = 2 = 2 = 2 = 2
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35 35 35 35
i = sen( i = sen( i = sen( i = sen() ) ) )
I = 0,1 I = 0,1 I = 0,1 I = 0,1 = 5 = 5 = 5 = 5
I = 1 I = 1 I = 1 I = 1 = 90 = 90 = 90 = 90
ESEMPIO DI SCHEDA TECNICA ESEMPIO DI SCHEDA TECNICA ESEMPIO DI SCHEDA TECNICA ESEMPIO DI SCHEDA TECNICA
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36 36 36 36
ESEMPIO DI SCHEDA TECNICA ESEMPIO DI SCHEDA TECNICA ESEMPIO DI SCHEDA TECNICA ESEMPIO DI SCHEDA TECNICA
(

=
4 3 2 1
* * *
1
FS FS FS FS
q q
nom amm
Dove: Dove:
q
nom
= portata specifica nominale del GCD calcolata secondo EN ISO 12958 (l/sm);
q amm = portata specifica ammissibile del GCD;
FS1 = fattore di danneggiamento che tiene in considerazione il fenomeno dellintrusione
del geotessile allinterno dellanima drenante;
FS2 = fattore di danneggiamento che tiene in considerazione il fenomeno del creep dei
materiali polimerici;
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37 37 37 37
materiali polimerici;
FS3 = fattore di danneggiamento che tiene in considerazione il fenomeno del
clogging di natura chimica;
FS4 = fattore di danneggiamento che tiene in considerazione il fenomeno del
clogging di natura biologica;
GHIAIA VS DRENANTE SINTETICO GHIAIA VS DRENANTE SINTETICO GHIAIA VS DRENANTE SINTETICO GHIAIA VS DRENANTE SINTETICO
RENDIMENTO IDRAULICO RENDIMENTO IDRAULICO RENDIMENTO IDRAULICO RENDIMENTO IDRAULICO
di uno strato di 50 cm di GHIAIA di uno strato di 50 cm di GHIAIA di uno strato di 50 cm di GHIAIA di uno strato di 50 cm di GHIAIA
RENDIMENTO IDRAULICO RENDIMENTO IDRAULICO RENDIMENTO IDRAULICO RENDIMENTO IDRAULICO
del GCD del GCD del GCD del GCD
i = grad. idr. = 0,04 (2)
K K K K
ghiaia ghiaia ghiaia ghiaia
= 5 10 = 5 10 = 5 10 = 5 10
- -- -5 55 5
m/s; m/s; m/s; m/s;
s = spess. = 0,5 m; s = spess. = 0,5 m; s = spess. = 0,5 m; s = spess. = 0,5 m;
s = s = s = s = spess spess spess spess. . . . terr terr terr terr. = 1 m; . = 1 m; . = 1 m; . = 1 m;
s s s s GCD GCD GCD GCD = 20 mm = 20 mm = 20 mm = 20 mm
g g g g
terr. terr. terr. terr.
= peso spec. = 18 = peso spec. = 18 = peso spec. = 18 = peso spec. = 18 kN kN kN kN/m /m /m /m
3 33 3
; ;; ;
P = P = P = P = s*g s*g s*g s*g = 18 = 18 = 18 = 18 kN kN kN kN/m /m /m /m
2 22 2
~ 20 ~ 20 ~ 20 ~ 20 kPa kPa kPa kPa; ;; ;
Q Q Q Q
ghiaia ghiaia ghiaia ghiaia
= K*i*s = = K*i*s = = K*i*s = = K*i*s =0,1*10 0,1*10 0,1*10 0,1*10
- -- -5 55 5
m3 / s*m m3 / s*m m3 / s*m m3 / s*m
Q Q Q Q
GCD/20 kPa GCD/20 kPa GCD/20 kPa GCD/20 kPa
= = = = 1,10 l / s*m 1,10 l / s*m 1,10 l / s*m 1,10 l / s*m Q Q Q Q
ghiaia ghiaia ghiaia ghiaia
= K*i*s = = K*i*s = = K*i*s = = K*i*s =0,1*10 0,1*10 0,1*10 0,1*10
- -- -2 22 2
l / s*m l / s*m l / s*m l / s*m
Trasmissivit nominale
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
38 38 38 38
Q Q Q Q
GCD/20 kPa GCD/20 kPa GCD/20 kPa GCD/20 kPa
= = = = 1,10 l / s*m 1,10 l / s*m 1,10 l / s*m 1,10 l / s*m Q Q Q Q
ghiaia ghiaia ghiaia ghiaia
= K*i*s = = K*i*s = = K*i*s = = K*i*s =0,1*10 0,1*10 0,1*10 0,1*10 l / s*m l / s*m l / s*m l / s*m
Q Q Q Q
GCD/20 kPa GCD/20 kPa GCD/20 kPa GCD/20 kPa
= = = = 0,36 l / s*m 0,36 l / s*m 0,36 l / s*m 0,36 l / s*m Q Q Q Q
ghiaia ghiaia ghiaia ghiaia
= K*i*s = = K*i*s = = K*i*s = = K*i*s =0,1*10 0,1*10 0,1*10 0,1*10
- -- -2 22 2
l / s*m l / s*m l / s*m l / s*m
Trasmissivit ammissibile
REQUISITI ESSENZIALI REQUISITI ESSENZIALI REQUISITI ESSENZIALI REQUISITI ESSENZIALI
1. COMPRESSIONE DEL NUCLEO: lanima drenante
deve poter evitare una riduzione significativa del suo
spessore nel tempo e sotto determinate condizioni di
carico;
2. COMPENETRAZIONE DEL FILTRO: necessario
evitare la compenetrazione del geotessile filtrante
allinterno dellanima, riducendo in questo modo la
capacit drenante del geocomposito;
3. INTASAMENTO E COMPRESSIONE DEL
FILTRO: necessario evitare che il filtro si intasi e si
comprima, dovendo pertanto soddisfare due criteri:
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39 39 39 39
CRITERI DI RITENZIONE: evita la fuoriuscita delle
particelle di terreno (fenomeno di sifonamento);
CRITERI DI PERMEABILITA: deve essere in grado di
garantire il passaggio dellacqua;
COMPRESSIVE CREEP COMPRESSIVE CREEP COMPRESSIVE CREEP COMPRESSIVE CREEP
Dreni collassabili Dreni collassabili Dreni collassabili Dreni collassabili
S
p
e
s
s
o
r
e

(
m
m
)
Dreni comprimibili Dreni comprimibili Dreni comprimibili Dreni comprimibili
Pressione (kPa)
S
p
e
s
s
o
r
e

(
m
m
)
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40 40 40 40
COMPRESSIVE CREEP COMPRESSIVE CREEP COMPRESSIVE CREEP COMPRESSIVE CREEP
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
41 41 41 41
COMPENETRAZIONE DEL FILTRO COMPENETRAZIONE DEL FILTRO COMPENETRAZIONE DEL FILTRO COMPENETRAZIONE DEL FILTRO
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42 42 42 42
CRITERIO DI RITENZIONE CRITERIO DI RITENZIONE CRITERIO DI RITENZIONE CRITERIO DI RITENZIONE
Fornisce il diametro significativo dei pori del filtro Of a partire dalle
caratteristiche del terreno (coefficiente di uniformit Cu e densit relativa Dr).
1< C
u
< 3 C
u
> 3
D
r
< 50% O
f
< C
u
d
50
O
f
< 9 d
50
/ C
u
50% < D
r
< 80% O
f
< 1,5 C
u
d
50
O
f
< 13,5 d
50
/ C
u
D
r
> 80% O
f
< 2 C
u
d
50
O
f
< 18 d
50
/ C
u
Criterio di Giroud
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43 43 43 43
Criterio di Giroud
CRITERIO DI PERMEABILITA CRITERIO DI PERMEABILITA CRITERIO DI PERMEABILITA CRITERIO DI PERMEABILITA
Il criterio di permeabilit di un geotessile rappresentato
dalla seguente relazione matematica:
terreno
n
g
k k * 10 f
Dove:
K
g
=permeabilit normale del geotessile (m/s);
n =parametro variabile dalle caratteristiche del prodotto;
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44 44 44 44
n =parametro variabile dalle caratteristiche del prodotto;
K
terreno
=permeabilit del terreno (m/s)
II PARTE II PARTE II PARTE II PARTE SISTEMI DRENANTI SINTETICI SISTEMI DRENANTI SINTETICI SISTEMI DRENANTI SINTETICI SISTEMI DRENANTI SINTETICI
III III III IIIPARTE PARTE PARTE PARTE III III III IIIPARTE PARTE PARTE PARTE
PROGETTARE UN SISTEMA
DRENANTE SINTETICO
ESEMPI PRATICI DI DIMENSIONAMENTO
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45 45 45 45
DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE
Nel caso in cui i dati di pioggia fossero disponibili, mediante la ricostruzione
della LSSP, sarebbe possibile stabilire il dato idraulico relativo alla portata in
ingresso al GCD e quindi essere in grado di valutarne la sostenibilit tecnica
della proposta. della proposta.
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46 46 46 46
DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE
Si ipotizzi di aver ricostruito la LSPP, e di essere in grado di esplicitarla attraverso
i valori dei due parametri a e n.
Siccome ciascuna curva in funzione del tempo di ritorno (T), necessario
focalizzare lattenzione su una curva a tempo di ritorno fissato (T*), che per il
presente campo di applicazione, potrebbe essere compresa tra i 10 e i 25 anni.
n
r
t a h * =
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47 47 47 47
presente campo di applicazione, potrebbe essere compresa tra i 10 e i 25 anni.
DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE
Assegnato tempo di ritorno, dividendo laltezza di precipitazione (mm) per la
durata (h), si ottiene lintensit di pioggia j jj j (mm/h) critica ricercata:
h
possibile correlare lintensit di pioggia j jj j, con la portata specifica di pioggia
qr qr qr qr, attraverso la seguente relazione, consentendo la quantificazione della
portata di progetto per unit di superficie.
1
*

= =
n
r
t a
t
h
j
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48 48 48 48
j q
pioggia
* 10 * 777 , 2
7
=
[m/s oppure m3/sm2]
DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE
Nel caso in cui la superficie che si sta considerando non dovesse essere
orizzontale, sar necessario correggere la relazione che definisce la portata di
progetto, attraverso la seguente relazione:
Dove:
Q
pioggia
= portata di pioggia insiste sullarea A, da drenare [m
3
/s];
) cos( * ) cos( *
) cos(

pioggia
pioggia pioggia pioggia
progetto
q
A
Q
A
Q
A
Q
q = =
|

\
|
= =
[m3/s m2]
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49 49 49 49
Q
pioggia
= portata di pioggia insiste sullarea A, da drenare [m /s];
A = superficie orizzontale su sui insiste [m
2
];
= angolo di inclinazione della superficie considerata [].
DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE
Il passaggio successivo quello di valutare la quota parte della portata specifica
che intercetta la superficie di riferimento, si infiltri nello strato di terreno e
raggiunga il GCD.
Per poter considerare questo fattore, occorre introdurre il fattore di infiltrazione . Per poter considerare questo fattore, occorre introdurre il fattore di infiltrazione .
* ) cos( *
pioggia progetto
q q =
[m3/s m2]
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50 50 50 50
DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE DIMENSIONAMENTO DI UNO STRATO DRENANTE
Il passaggio finale poi quello di considerare la lunghezza L LL L del tratto
considerato, ottenendo la portata di progetto su cui valutare le prestazioni del
GCD.
L q L q Q * * ) cos( * * = =
[m3/s m]
L q L q Q
pioggia progetto progetto
* * ) cos( * * = =
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51 51 51 51
II PARTE II PARTE II PARTE II PARTE SISTEMI DRENANTI SINTETICI SISTEMI DRENANTI SINTETICI SISTEMI DRENANTI SINTETICI SISTEMI DRENANTI SINTETICI
IV IV IV IVPARTE PARTE PARTE PARTE IV IV IV IVPARTE PARTE PARTE PARTE
PROGETTARE UN SISTEMA
DRENANTE SINTETICO
STRATO DI INTERCETTAZIONE BIOGAS
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
52 52 52 52
STRATO DI INTERCETTAZIONE DEL BIOGAS STRATO DI INTERCETTAZIONE DEL BIOGAS STRATO DI INTERCETTAZIONE DEL BIOGAS STRATO DI INTERCETTAZIONE DEL BIOGAS
Per poter affrontare tecnicamente la questione relativa la captazione del biogas
prodotto allinterno della discarica mediante un GCD, necessario introdurre
anche la relazione relazione relazione relazione di di di di conversione conversione conversione conversione che che che che consente consente consente consente di di di di ottenere ottenere ottenere ottenere la la la la trasmissivit trasmissivit trasmissivit trasmissivit
equivalente equivalente equivalente equivalente del del del del gas gas gas gas (LFG landfill gas) in in in in termini termini termini termini di di di di valore valore valore valore della della della della trasmissivit trasmissivit trasmissivit trasmissivit
idraulica idraulica idraulica idraulica del del del del GCD GCD GCD GCD riferita riferita riferita riferita allacqua allacqua allacqua allacqua. idraulica idraulica idraulica idraulica del del del del GCD GCD GCD GCD riferita riferita riferita riferita allacqua allacqua allacqua allacqua.
LFG
LFG
20 H
20 H
LFG
20 H

=
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53 53 53 53
STIMA DI PRODUZIONE ANNUA BIOGAS STIMA DI PRODUZIONE ANNUA BIOGAS STIMA DI PRODUZIONE ANNUA BIOGAS STIMA DI PRODUZIONE ANNUA BIOGAS
Verificata la possibilit di trattare il gas disponendo dei valori di laboratorio
relativi allacqua, il passaggio successivo quindi quello di stimare il tasso di stimare il tasso di stimare il tasso di stimare il tasso di
produzione di biogas produzione di biogas produzione di biogas produzione di biogas.
Calcolare questo parametro estremamente difficile e soggetto come anticipato Calcolare questo parametro estremamente difficile e soggetto come anticipato
a numerose approssimazioni, visto il numero di variabili da cui dipende il valore
finale della grandezza considerata.
Alcune valutazioni di carattere approssimativo riportano per lItalia valori compresi
tra i 2,5 m
3
/t/ anno e 7,5 m
3
/t/ anno.
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54 54 54 54
STIMA DI PRODUZIONE ANNUA BIOGAS STIMA DI PRODUZIONE ANNUA BIOGAS STIMA DI PRODUZIONE ANNUA BIOGAS STIMA DI PRODUZIONE ANNUA BIOGAS
rifiuto rifiuto media gas gas
H r Q =

Dove:
Q
gas
= portata specifica di biogas [m
3
/s/m
2
]
r
gas
= tasso di produzione di biogas [m
3
/kg/anno];
H
media rifiuto
= altezza media del rifiuto stoccato in discarica [m];

rifiuto
= peso specifico del rifiuto [kN/m
3
].
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55 55 55 55
STIMA TRASMISSIVITA RICHIESTA STIMA TRASMISSIVITA RICHIESTA STIMA TRASMISSIVITA RICHIESTA STIMA TRASMISSIVITA RICHIESTA
Il passaggio successivo poi quello di valutare il valore richiesto relativo di valore richiesto relativo di valore richiesto relativo di valore richiesto relativo di
trasmissivit del GCD trasmissivit del GCD trasmissivit del GCD trasmissivit del GCD, affinch il sistema sintetico sia in grado di intercettare e
drenare la Q gas definita al punto precedente.
(
Q
2
Dove
Q
gas
= portata specifica di biogas [m
3
/s/m
2
];

gas
= peso specifico del gas [kN/m
3
];
(

8
L
u
Q
2
max gas
gas gas
required gas
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56 56 56 56

gas
= peso specifico del gas [kN/m ];
u
gas max
= pessione massima del gas sotto copertura [kPa];
L = distanza tra i collettori drenanti [m];
STIMA TRASMISSIVITA AMMISSIBILE STIMA TRASMISSIVITA AMMISSIBILE STIMA TRASMISSIVITA AMMISSIBILE STIMA TRASMISSIVITA AMMISSIBILE
Valutata la trasmissivit richiesta del GCD, necessario applicare la solita procedura
che sconta il valore richiesto (required) mediante opportuni fattori correttivi per
ottenere il valore ultimo di esercizio (ultimate) (relativo al comportamento del
prodotto nel lungo periodo).
FS
IN
= fattore correttivo allintrusione del geotessile allinterno dellanima drenate;

=

=
5
1 i
i gas required gas ulitmate
FS
OVERALL BC
5
1 i
CC CR IN i
FS * FS * FS * FS * FS FS

=
=
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57 57 57 57
FS
IN
= fattore correttivo allintrusione del geotessile allinterno dellanima drenate;
FS
CR
= fattore correttivo dovuto al fenomeno del creep;
FS
CC
= fattore riduttivo al fenomeno del chemical clogging;
FS
BC
= fattore riduttivo al fenomeno del biological clogging;
FS
OVERALL
= fattore riduttivo generale;
STIMA TRASMISSIVITA AMMISSIBILE STIMA TRASMISSIVITA AMMISSIBILE STIMA TRASMISSIVITA AMMISSIBILE STIMA TRASMISSIVITA AMMISSIBILE
Il passaggio finale poi quello di applicare la relazione di equivalenza che permette
di ottenere il valore di trasmissivit del gas rispetto alla trasmissivit dellacqua:
20 H
gas

=
gas
gas
20 H
20 H
gas
20 H

=
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58 58 58 58
CASI APPLICATIVI CASI APPLICATIVI CASI APPLICATIVI CASI APPLICATIVI
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59 59 59 59
CASI APPLICATIVI CASI APPLICATIVI CASI APPLICATIVI CASI APPLICATIVI
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60 60 60 60
V PARTE V PARTE V PARTE V PARTE SISTEMI DI RINFORZO SISTEMI DI RINFORZO SISTEMI DI RINFORZO SISTEMI DI RINFORZO
V VV VPARTE PARTE PARTE PARTE V VV VPARTE PARTE PARTE PARTE
PROGETTARE UN SISTEMA
DRENANTE SINTETICO
SISTEMI DI RINFORZO
VERIFICHE MECCANICHE
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61 61 61 61
VERIFICHE MECCANICHE
INTRODUZIONE INTRODUZIONE INTRODUZIONE INTRODUZIONE
Volendo propendere per un sistema di copertura definitivo geosintetico,
occorrer preliminarmente verificare che lo stato tensionale che si generer
allinterfaccia tra ogni strato sintetico, risulti compatibile con le caratteristiche
meccaniche dei materiali previsti a progetto.
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62 62 62 62
DATI DI INPUT DATI DI INPUT DATI DI INPUT DATI DI INPUT
Per impostare tali verifiche occorre definire i seguenti parametri:
geometria della scarpata su cui andr prevista linstallazione del sistema (lunghezza,
pendenza);
caratteristiche del terreno di copertura finale (spessore, peso specifico, coesione, caratteristiche del terreno di copertura finale (spessore, peso specifico, coesione,
angolo di attrito);
caratteristiche meccaniche dei materiali geosintetici previsti nel pacchetto di chiusura
(resistenza a trazione ammissibile, angolo di attrito allinterfaccia superiore ed inferiore,
adesione superiore ed inferiore, spessore );
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63 63 63 63
DATI DI INPUT DATI DI INPUT DATI DI INPUT DATI DI INPUT
Il peso dellammasso di terreno peso dellammasso di terreno peso dellammasso di terreno peso dellammasso di terreno (W) previsto sopra lultimo geosintetico previsto,
si calcola nel seguente modo:
L s W =
Dove:
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64 64 64 64
Dove:
= peso specifico del terreno [kN/m
3
];
s = spessore del terreno di riporto [m];
L = lunghezza della scarpata [m];
W = peso del terreno di riporto [kN/m].
DATI DI INPUT DATI DI INPUT DATI DI INPUT DATI DI INPUT
Detta la pendenza della scarpata, il peso proprio W si pu scomporre nelle due
componenti normale componenti normale componenti normale componenti normale (W
N
) e parallela parallela parallela parallela (W
P
) al pendio:
( ) cos =W W
Mediante dei tests specifici
(UNI EN ISO 12957-1 prova
di taglio diretto e UNI EN ISO 12957-2)
( ) cos =W W
N
( ) sen W W
P
=
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65 65 65 65
di taglio diretto e UNI EN ISO 12957-2)
possibile definire le caratteristiche, per ciascuna interfaccia, in termini di angolo di
attrito ( ) e adesione (a aa a) che consentiranno di eseguire le verifiche meccaniche di
integrit dei prodotti.
TEST DI TAGLIO DIRETTO TEST DI TAGLIO DIRETTO TEST DI TAGLIO DIRETTO TEST DI TAGLIO DIRETTO
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
66 66 66 66
TEST DI TAGLIO DIRETTO TEST DI TAGLIO DIRETTO TEST DI TAGLIO DIRETTO TEST DI TAGLIO DIRETTO
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
67 67 67 67
TEST DI TAGLIO DIRETTO TEST DI TAGLIO DIRETTO TEST DI TAGLIO DIRETTO TEST DI TAGLIO DIRETTO
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
68 68 68 68
FONTE: MANASSERO AT AL. 1997
SFORZI TANGENZIALI SFORZI TANGENZIALI SFORZI TANGENZIALI SFORZI TANGENZIALI
Una volta noti gli stati tensionali tangenziali ti di tutte le interfacce, sar sufficiente
per ogni materiale considerato, eseguire il seguente controllo:
( )
inf sup max
>
Dove:
( )
inf sup max
>
s
T
max
max
=
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69 69 69 69
FONTE: MANASSERO AT AL. 1997
T
max
= resistenza a trazione massima ammissibile del geosintetico considerato [kN/m];
s = spessore del geosintetico considerato [m];
t
max
= tensione massima ammissibile del geosintetico considerato [kPa];
SFORZI TANGENZIALI SFORZI TANGENZIALI SFORZI TANGENZIALI SFORZI TANGENZIALI
Solitamente, per impostare il problema in favore di sicurezza, si trascura il fattore
adesione (a) sviluppando la verifica di integrit meccanica nel seguente modo:
( ) ( )
sup sup
tan cos

=
i i
W T
La tensione indotta sul singolo strato geosintetico sar pertanto:
( ) ( )
inf inf
tan cos

=
i i
W T
i
i i
i
s
T T
inf sup

=
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70 70 70 70
Oppure ragionare in termini di forza a trazione:
inf sup
=
i i i
T T T
SFORZI TANGENZIALI SFORZI TANGENZIALI SFORZI TANGENZIALI SFORZI TANGENZIALI
Linterpretazione del segno della tensione va interpretata nel seguente modo:
il geosintetico sar sottoposto ad uno sforzo di trazione;
il geosintetico sar sottoposto ad uno sforzo di compressione;
0 >
i

0 <
il geosintetico sar sottoposto ad uno sforzo di compressione;
Chiaramente nel caso in cui il geosintetico fosse sottoposto a sforzo di trazione,
occorrer verificare se non eccede la sua massima capacit di resistenza.
Il passaggio finale consiste nel calcolare il fattore di sicurezza associato:
0 <
i

T
FS
max
=
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71 71 71 71
i
T
T
FS
max
=
VI PARTE VI PARTE VI PARTE VI PARTE VERIFICHE ALLO SCIVOLAMENTO VERIFICHE ALLO SCIVOLAMENTO VERIFICHE ALLO SCIVOLAMENTO VERIFICHE ALLO SCIVOLAMENTO
VI VI VI VIPARTE PARTE PARTE PARTE VI VI VI VIPARTE PARTE PARTE PARTE
PROGETTARE UN SISTEMA
DRENANTE SINTETICO
SISTEMI DI RINFORZO
VERIFICHE ALLO SCIVOLAMENTO
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72 72 72 72
VERIFICHE ALLO SCIVOLAMENTO
MODELLO CONCETTUALE FISICO MODELLO CONCETTUALE FISICO MODELLO CONCETTUALE FISICO MODELLO CONCETTUALE FISICO
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
73 73 73 73
MODELLO CONCETTUALE FISICO MODELLO CONCETTUALE FISICO MODELLO CONCETTUALE FISICO MODELLO CONCETTUALE FISICO
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
74 74 74 74
L=lunghezza del pendio; t=spessore del terreno; W=peso del terreno; N =
componente normale al piano di W; Fs=componente parallela al piano di W;
PP=spinta passiva al piede; Rg=resistenza del geosintetico di rinforzo;
=coefficiente di attrito allinterfaccia critico; =inclinazione del pendio.
APPROCCIO PROGETTUALE APPROCCIO PROGETTUALE APPROCCIO PROGETTUALE APPROCCIO PROGETTUALE
APPROCCIO 2: A1+M1+R3 A1+M1+R3 A1+M1+R3 A1+M1+R3
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75 75 75 75
FORZA AGENTE FORZA AGENTE FORZA AGENTE FORZA AGENTE
Le forze agenti sul sistema sono rappresentate dalla componente della forza
peso del terreno lungo il pendio.
L t W * * = L t W * * =
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76 76 76 76
= peso specifico del terreno (kN/m
3
);
t = spessore dello strato di terreno (m);
L = lunghezza del pendio (m)
AZIONE DELLE FORZE AGENTI LUNGO IL PIANO AZIONE DELLE FORZE AGENTI LUNGO IL PIANO AZIONE DELLE FORZE AGENTI LUNGO IL PIANO AZIONE DELLE FORZE AGENTI LUNGO IL PIANO
La componente parallela la pendio generata dalla forza peso Ed
) ( * sen W Fs Ed = = ) ( * sen W Fs Ed = =
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77 77 77 77
FORZE RESISTENTI FORZE RESISTENTI FORZE RESISTENTI FORZE RESISTENTI
Le forze resistenti allo scivolamento sono:
R p m g R res d P R R F R / ) / ( / + + = =
Assumendo sia per la resistenza
del rinforzo gsy che per langolo
di attrito alinterfaccia
m = 1,1
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78 78 78 78
CALCOLO RESISTENZA DI PROGETTO DEL RINFORZO CALCOLO RESISTENZA DI PROGETTO DEL RINFORZO CALCOLO RESISTENZA DI PROGETTO DEL RINFORZO CALCOLO RESISTENZA DI PROGETTO DEL RINFORZO
Secondo la nuova normativa Rd >= Ed
d d E R >=
s R p m g F P R R >= + + / ) / (
) ( * * p s R m g P R F R >=
) 10 , 1 ( 10 , 1 * * p s g P R F R >=
) tan( * N R =
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79 79 79 79
) tan( * d N R =
) / ) ( arctan(tan m k d =
CONDIZIONI SISMICHE CONDIZIONI SISMICHE CONDIZIONI SISMICHE CONDIZIONI SISMICHE
In condizioni sismiche, variano sia le componenti Fs che R
) ( * * / ) cos( * * ) ( * sen k W k W sen W Fs E v h d + + = =
) tan( * d N R =
) cos( * * / ) ( * * ) cos( * v h k W sen k W W N + =
R p m g R res d P R R F R / ) / ( / + + = =
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80 80 80 80
CONSIDERAZIONI FINALI CONSIDERAZIONI FINALI CONSIDERAZIONI FINALI CONSIDERAZIONI FINALI
) ( * * p s R m g P R F R >=
Per ridurre in valore assoluto Rg possiamo:
RIDURRE FS RIDURRE FS RIDURRE FS RIDURRE FS (dipende dalla geometria del problema)
AUMENTARE R AUMENTARE R AUMENTARE R AUMENTARE R (dipende dallangolo di attrito allinterfaccia)
) ( * sen W Fs =
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81 81 81 81
) tan( * d N R =
ANCORAGGIO IN TRINCEA ANCORAGGIO IN TRINCEA ANCORAGGIO IN TRINCEA ANCORAGGIO IN TRINCEA
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82 82 82 82
ANCORAGGIO IN TRINCEA ANCORAGGIO IN TRINCEA ANCORAGGIO IN TRINCEA ANCORAGGIO IN TRINCEA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
83 83 83 83
ancor g ancor ancor FS FS R R FS FS * / * = =
STABILITA BERMA STABILITA BERMA STABILITA BERMA STABILITA BERMA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
84 84 84 84
berma taglio g berma taglio taglio FS FS R R FS FS = = * / *
MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
85 85 85 85
MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER
Solitamente, quando si vuole introdurre preliminarmente il concetto di stabilit
traslativo di un sistema composito, imposta una verifica allequilibrio limite per
un pendio indefinito.
Il piano di potenziale scivolamento considerato avere una pendenza , ,, , ed il Il piano di potenziale scivolamento considerato avere una pendenza , ,, , ed il
sistema composito iniziale costituito da uno strato di terreno di spessore s ss s posto
sopra una geomembrana in HDPE.
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86 86 86 86
MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER
La stabilit del sistema verr chiaramente espressa mediante il rapporto tra le
forze stabilizzanti e le componenti che invece tenderanno a rendere instabile il
sistema, adottando il classico approccio del fattore di sicurezza:

nti stabilizza forze

=
zanti instabiliz forze
nti stabilizza forze
FS
( )
( )
( ) ( )
( )
( )
( )

tan
tan tan cos tan
=

=
sen W
W
sen W
N
FS
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87 87 87 87
Le conclusioni che si possono trarre sono che la stabilit del sistema dipendono
univocamente dai parametri geometrici del pendio e dalle caratteristiche
allinterfaccia presenti allinterno del sistema composito.
MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER
In realt, le condizioni al contorno sono alquanto differenti; ci costringe
necessariamente di complicare il modello introducendo la geometria del pendio
definito.
Il procedimento di calcolo che viene proposto quello di Koerner Koerner Koerner Koerner (Koerner, Hwu -1991, Giroud e Beech
1989, Ling e Leshchinsky 1997).
Lapproccio matematico seguito dal metodo di calcolo, si basa sulla teoria dellequilibrio limite teoria dellequilibrio limite teoria dellequilibrio limite teoria dellequilibrio limite, applicato
ad un pendio definito.
Concettualmente studia lo stato di equilibrio limite di uno strato di riporto di terreno, posto direttamente a strato di riporto di terreno, posto direttamente a strato di riporto di terreno, posto direttamente a strato di riporto di terreno, posto direttamente a
contatto con una geomembrana liscia contatto con una geomembrana liscia contatto con una geomembrana liscia contatto con una geomembrana liscia (viene considerata la superficie di contatto generalmente pi critica).
Koerner adotta il modello del doppio cuneo modello del doppio cuneo modello del doppio cuneo modello del doppio cuneo, lungo un tratto di versante di lunghezza L. Il terreno di
ricoprimento ha uno spessore costante (t), e linterfaccia caratterizzata dai due parametri a a a a (adesione) e
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88 88 88 88
ricoprimento ha uno spessore costante (t), e linterfaccia caratterizzata dai due parametri a a a a (adesione) e
(angolo di attrito).
Allo scopo di quantificare il livello prestazionale del sistema, viene definito un FS, dato dal rapporto tra le
forze stabilizzanti e instabilizzanti, valutate lungo la linea di massima pendenza.
MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER
Per determinare il fattore di sicurezza (F.S. F.S. F.S. F.S.) necessario definire le
seguenti grandezze, relative alla parte del cuneo attivo (A) e passivo
(P).
Per la parte attiva avremo: Per la parte attiva avremo:
|
|

\
|

=
2
tan
sen
1
h
L
h W
2
A
= cos W N
A A
|
|

|
=
h
L c C
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89 89 89 89
|
|

\
|

=
sen
h
L c C
a a
MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER
Impostando le condizioni di equilibrio in direzione verticale direzione verticale direzione verticale direzione verticale, si perviene alla
seguente espressione:
+ C tan N

+
= sen
. S . F
C tan N
cos N W sen E
a A
A A A
( ) ( )
( ) . S . F sen
sen C tan N cos N W .) S . F (
E
a A A A
A

+
=
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90 90 90 90
MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER
Per la parte passiva, avremo invece le seguenti grandezze:

=
2 sen
h
W
2
P
2 sen
+ = sen E W N
P P p

=
sen
ch
C
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91 91 91 91
MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER
Da cui impostando la relazione di equilibrio in direzione orizzontale direzione orizzontale direzione orizzontale direzione orizzontale, si ottiene:
tan N C
cos E
P
+
=
. S . F
cos E
P
P
=
( )
+
=
tan sen . S . F cos
tan W C
E
P
P
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92 92 92 92
MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER MODELLO DI STABILITA KOERNER
Impostando infine la condizione al contorno di uguaglianza EA = EP EA = EP EA = EP EA = EP, si ottiene
una equazione di secondo grado del tipo ax2 + bx + c = 0, con x = F.S. x = F.S. x = F.S. x = F.S., la
cui soluzione :
a 2
ac 4 b b
. S . F
2
+
=
( ) = cos cos N W a
A A
( ) + = tan sen cos N W [ b
A A
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93 93 93 93
A A
( ) + + cos sen C tan N
a A
( )] tan W C sen
P
+ +
( ) + = tan sen C tan N c
2
a A
MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
94 94 94 94
MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO
La resistenza T TT T considerata nel modello di calcolo la resistenza resistenza resistenza resistenza
ammissibile ammissibile ammissibile ammissibile calcolata a partire dalla nominale nominale nominale nominale, applicando degli
opportuni fattori di sicurezza.
| |
|
|

\
|

=
bio / ch creep inst
ult allow
. C . F . C . F . C . F
1
T T
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95 95 95 95
MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO MODELLO DI STABILITA KOERNER CON RINFORZO
a
ac b b
FS
2
4
2
+
=
( ) ) cos( ) ( ) cos( sen T N W a
amm a a
=
( ) [ ] + = ) tan( ) ( ) ( ) cos( sen sen T N W b
amm a a
( ) ( ) ] ) tan( ) ( ) cos( ) ( ) tan(
p a a
W C sen sen C N + + +
( ) ) tan( ) ( ) tan(
2
sen C N c
a a
+ =
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96 96 96 96
VII PARTE VII PARTE VII PARTE VII PARTE CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO
VII VII VII VIIPARTE PARTE PARTE PARTE VII VII VII VIIPARTE PARTE PARTE PARTE
CASI STUDIO
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97 97 97 97
VII PARTE VII PARTE VII PARTE VII PARTE CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO
DISCARICA RAVENNA DISCARICA RAVENNA DISCARICA RAVENNA DISCARICA RAVENNA DISCARICA RAVENNA DISCARICA RAVENNA DISCARICA RAVENNA DISCARICA RAVENNA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
98 98 98 98
DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
99 99 99 99
DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
100 100 100 100
DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
101 101 101 101
DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
102 102 102 102
DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
103 103 103 103
DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA DISCARICA HERA RAVENNA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
104 104 104 104
VII PARTE VII PARTE VII PARTE VII PARTE CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO
DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
105 105 105 105
DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
106 106 106 106
DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
107 107 107 107
DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA DISCARICA LATINA
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108 108 108 108
VII PARTE VII PARTE VII PARTE VII PARTE CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO
DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA
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109 109 109 109
DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
110 110 110 110
DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA DISCARICA CALTANISSETTA
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111 111 111 111
VII PARTE VII PARTE VII PARTE VII PARTE CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO
DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
112 112 112 112
DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA
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113 113 113 113
DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA DISCARICA GRECIA
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
114 114 114 114
VII PARTE VII PARTE VII PARTE VII PARTE CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO
DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI
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115 115 115 115
DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
116 116 116 116
DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI DISCARICA BALCANI
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
117 117 117 117
VII PARTE VII PARTE VII PARTE VII PARTE CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO
MESSA IN SICUREZZA MESSA IN SICUREZZA MESSA IN SICUREZZA MESSA IN SICUREZZA MESSA IN SICUREZZA MESSA IN SICUREZZA MESSA IN SICUREZZA MESSA IN SICUREZZA
PERMAMENTE PERMAMENTE PERMAMENTE PERMAMENTE
VENETO VENETO VENETO VENETO
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118 118 118 118
MESSA IN SICUREZZA VENETO MESSA IN SICUREZZA VENETO MESSA IN SICUREZZA VENETO MESSA IN SICUREZZA VENETO
ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011
119 119 119 119
MESSA IN SICUREZZA VENETO MESSA IN SICUREZZA VENETO MESSA IN SICUREZZA VENETO MESSA IN SICUREZZA VENETO
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120 120 120 120
VII PARTE VII PARTE VII PARTE VII PARTE CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO CASI STUDIO
DISCARICA AV MI DISCARICA AV MI DISCARICA AV MI DISCARICA AV MI- -- -TO TO TO TO DISCARICA AV MI DISCARICA AV MI DISCARICA AV MI DISCARICA AV MI- -- -TO TO TO TO
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121 121 121 121
DISCARICA MILANO DISCARICA MILANO DISCARICA MILANO DISCARICA MILANO
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122 122 122 122
GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE
DELLATTENZIONE DELLATTENZIONE DELLATTENZIONE DELLATTENZIONE
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123 123 123 123
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