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FISIOLOGIA OMEOSTASI SITUAZIONE DI EQUILIBRIO, CAPACITA DI MANTENERE COSTANTE LE CONDIZIONI DEL PROPRIO ORGANISMO.

Lorganismo pu essere rappresentato come se fosse ununica cellula: 1. spazio intercellulare 2. spazio interstiziale 3. spazio endovascolare Questi tre spazi devono essere sempre in equilibrio. OSMOSI Diffusione di un solvente da una soluzione pi diluita a una pi concentrata. Pressione osmotica: pressione che devo esercitare per tenere lequilibrio tra soluzione ipotonica e una ipertonica. La pressione osmotica legata al numero di particelle e non alla mssa. LEGGI FONDAMENTALI DELLORGANISMO 1. LEGGE DELLELETTRONEUTRALITA o dellequilibrio elettrico: nella cellula devono esserci tanti cationi (cariche positive), quanti anioni (cariche negative). 154 mEq cationi/l = 154 mEq anioni/l. Quindi si considerano le cariche. Elettroliti fuori cellula: Nella cellula: Na+: 135-140 mEq/l Na+: 5-10 mEq/l Cl-: 95-100 mEq/l Cl-: 90 mEq/l K+: 4-5 mEq/l K+: 130 mEq/l Ca++: 9 mEq/l 2. LEGGE DELLISOSMOLARITA: Da una parte e dallaltra della membrana devono esserci lo stesso numero di particelle: 294 mosm/l. Si considerano le particelle. 3. LEGGE DEL PH: il pH il logaritmo negativo della concentrazione di ioni H in moli per litro. Quindi il pH misura la concentrazione di ioni H nei liquidi corporei. Il pH del sangue di 7,35-7,45. Il pH deve essere leggermente basico perch gli enzimi lavorano a pH = 7,4. Un pH < 7 acido, pH > 7 basico. SANGUE: 5 litri. Composto da plasma 3,5 l + figure 1,5 l (GR, GB, piastrine). DEPOLARIZZAZIONE E POMPA SODIO POTASSIO Allinterno della cellula c + K rispetto allesterno in cui c + Na. Entrambi hanno cariche positive ma il K meno positivo del Na cos che si comporta come elettronegativo. Quindi la cellula polarizzata e questa differenza di potenziale tra interno ed esterno pari a -70 mv (potenziale di membrana) ed importante per leccitazione delle cellule. Le cellule eccitabili sono quelle nervose e muscolari. Quando c uno squilibrio nella distribuzione degli ioni positivi e negativi nella cellula, le pompe sodio/potassio intervengono e riportano lequilibrio. Si ha eccitazione quando uno stimolo fa scattare lapertura dei canali sodio consentendo al potenziale di membrana di salire verso lo zero. Ad esempio se entra Na nella cellula e si arriva a un valore di -67 mv, si ha una depolarizzazione locale e le pompe sodio/potassio intervengono riportando i valori normali. Se la cellula arriva al valore soglia -60 mv, le pompe sodio/potassio si bloccano e c la DEPOLARIZZAZIONE: la cellula fa lo spike, arrivando a +30 mv, quindi si eccita e avverte il dolore. A +30 mv si riattivano le pompe che aprono i canali e fanno uscire il Na, iperpolarizzando la cellula fino a -80 mv, per poi ritornare allequilibrio -70 mv. Da quando la cellula iperpolarizzata a quando torna a -70 mv, si ha il periodo refrattario, in cui la cellula non risponde ad altri stimoli.

CELLULE NERVOSE E MUSCOLARI ECCITAZIONE CONTRAZIONE NEURONE dotato di un corpo cellulare, un lungo prolungamento detto assone, brevi prolungamenti ramificati chiamati dendriti. Alle estremit degli assoni si trovano strutture a bulbo, chiamate bottoni sinaptici che formando le sinapsi, hanno il ruolo fondamentale di propagare limpulso nervoso tra lassone di un neurone e un dendrite di quello seguente, oppure da un assone a una fibra muscolare (placca neuromuscolare). Gli assoni dei nervi periferici sono normalmente avvolti da una guaina bianca lipoproteica, la guaina mielinica, e vengono detti fibre mieliniche; gli assoni privi di guaina vengono chiamati fibre amieliniche. La guaina mielinica costituita dalle cellule di Schwann, di forma appiattita e disposte una accanto all'altra per tutta la lunghezza degli assoni. Queste cellule si avvolgono in numerosi giri, in modo da formare un manicotto membranoso intorno all'assone. La guaina mielinica non continua, ma si interrompe nei brevi spazi che separano ciascuna cellula di Schwann da quelle adiacenti: tali spazi sono detti nodi di Ranvier (unico spazio nel quale la cellula nervosa sta in contatto con gli spazi interstiziali). La guaina protegge l'assone e aumenta la velocit di conduzione degli impulsi nervosi (gli scambi avvengono solo nei nodi di Ranvier, quindi saltando da un nodo allaltro, sono pi veloci). Nelle fibre amieliniche la depolarizzazione a trasmissione lenta perch essa avviene prima nella zona intorno al nucleo, poi gradualmente si depolarizza lassone. La cellula nervosa a riposo ha carica negativa allinterno e positiva fuori ( polarizzata). Se eccitata con uno stimolo la cellula si depolarizza (fenomeno elettrico), e la depolarizzazione arriva al bottone sinaptico dove ci sono delle vescicole che contengono acetilcolina (neurotrasmettitore) che si vanno a legare al recettore specifico (recettori colinergici) sulla membrana della cellula muscolare (fenomeno chimico) e liberano il loro contenuto. La cellula muscolare si depolarizza, fa lo spike (fenomeno elettrico) e poi avviene la contrazione (fenomeno meccanico). Per avere una nuova stimolazione il recettore deve liberarsi dellaceticolina e lo fa attraverso lenzima acetilcolinesterasi che divide le molecole di acetilcolina in acido acetico + colina, poi entrambe sono riassorbite dalla cellula nervosa e si riformano le vescicole. FIBRA MUSCOLARE Ogni fibra muscolare composta da sarcolemma (membrana cellulare), sarcoplasma (citoplasma) e reticolo sarcoplasmatico (rete di membrane che circonda una miofibrilla). Come le altre membrane cellulari il sarcolemma possiede un potenziale di membrana che se alterato d luogo alla prima fase della contrazione. La contrazione in un muscolo resa possibile dalla contrazione simultanea di tutte le parti della fibra muscolare, perci il segnale per la contrazione deve essere distribuito rapidamente. Gli impulsi elettrici trasportati dal sarcolemma viaggiano lungo i tubuli T (o traversi), canali che dal sarcolemma si estendono trasversalmente nel sarcoplasma. Ramificazioni dei tubuli T circondano nel sarcoplasma strutture cilindriche dette miofibrille, ognuna

delle quali formata da fasci di miofilamenti proteici composti da actina (sottili, banda I, pi chiara), miosina (spessi, banda A, pi scura), tropomiosina, troponina. Actina e miosina si attraggono chimicamente, ma a riposo i siti attivi di actina sono ricoperti da tropomiosina. Le teste delle molecole di miosina hanno forma di mazza da golf e durante la contrazione si ripiegano verso lactina e formano i ponti trasversali. I miofilamenti sono organizzati in unit funzionali dette sarcomeri (tra due linee Z). Quando arriva il potenziale dazione dal bottone sinaptico al sarcolemma, limpulso passa nei tubuli T e avvia il rilascio di ioni calcio da alcune cisterne che sono nel reticolo sarcoplasmatico. Gli ioni calcio si vanno a legare alla troponina che cambia posizione e sposta la tropomiosina dai siti attivi dellactina, cos che le teste di miosina si legano allactina formando i ponti trasversali. Poi ciascuna testa di miosina si flette alla base e tira il filamento di actina verso il centro del sarcomero. Questo processo fa s che ciascun sarcomero si accorci, lungo tutto il muscolo; poich tutti i sarcomeri si accorciano nello stesso istante, si verificher una riduzione della lunghezza dell'intera fibra muscolare. Actina e miosina scorrendo una sullaltra fanno quindi contrarre il muscolo. Avvenuta la contrazione della fibra muscolare, il calcio viene nuovamente trasportato allinterno delle cisterne nel reticolo sarcoplasmatico. Quando una fibra muscolare si accorcia, essa esercita una forza. Poich i muscoli dello scheletro funzionano secondo il criterio del "tutto o nulla", quando una singola fibra si accorcia, essa genera la massima forza di cui capace, ovvero non in grado di dosare la forza di contrazione (come, invece, avviene nel muscolo cardiaco). L'entit della forza prodotta durante la contrazione di un muscolo, dipende da due fattori: 1)la dimensione delle singole fibre (una fibra tanto pi forte quanto pi grande); 2) il numero di fibre muscolari che si contraggono simultaneamente.

IL CUORE Il cuore un muscolo striato involontario che svolge la funzione di pompa necessaria per mantenere costante il flusso sanguigno nellorganismo. Ha una forma conica, con la punta rivolta verso il basso e verso sinistra; delle dimensioni di un pugno, situato allinterno del mediastino. circondato dal sacco pericardico, formato da due strutture: fibrosa (aderente a lato interno dello sterno); sierosa (aderente al cuore). Tra i due foglietti c 15 cc di sangue. Parete del cuore: epicardio (esterna), miocardio (muscolo che fa contrarre il cuore), endocardio (il pi sottile, riveste le superfici interne del cuore). Il cuore composto da 4 cavit: atrio e ventricolo dx e atrio e ventricolo sx. Gli atri sono separati dal setto interatriale, i ventricoli dal setto interventricolare. La parete del ventricolo sx pi spessa di quello dx perch deve pompare il sangue pi lontano. Tra atri e ventricoli ci sono valvole atrioventricolari: a dx tricuspide, a sx bicuspide (mitrale). Allinizio di arteria polmonare e aorta vi sono le valvole semilunari che impediscono al sangue di rifluire dallaorta e dallarteria polmonare nei corrispondenti ventricoli.

CIRCOLAZIONE SANGUIGNA Il sangue non ossigenato proveniente da tutto il corpo entra attraverso le vene cave superiori e inferiori nellatrio dx, poi passa attraverso la valvola tricuspide nel ventricolo dx e da qui attraversa la valvola polmonare e entra nellarteria polmonare. Raggiunge i polmoni, si ossigena e attraverso le 4 vene polmonari entra nellatrio sx, attraversa la valvola mitrale e passa nel ventricolo sx, poi attraverso la valvola aortica entra nellaorta ascendente e va in circolo in tutto il corpo. Il ventricolo sx pi spesso del ventricolo dx perch ha pi pressione. SISTEMA DI CONDUZIONE Le cellule cardiache sono autoritmiche, cio si contraggono in assenza di stimolo nervoso. Limpulso viene generato dai piccoli fori che sono alla base del cuore che permettono lo scambio tra Na e K generando la depolarizzazione e quindi lo spike. La contrazione del tessuto muscolare cardiaco, che permette il pompaggio del sangue, viene generata da particolari gruppi di cellule (nodi), capaci di produrre impulsi elettrici in modo autonomo e ritmico. Questi stimoli hanno origine dal nodo seno-atriale, situato nell'atrio destro; raggiungono poi il nodo atrio-ventricolare, localizzato alla base dellatrio destro; attraversano il fascio di His (fascio di fibre nervose) lungo il setto interventricolare; arrivati allapice cardiaco ritornano su grazie alle fibre di Purkinje (piccole ramificazioni) e raggiungono tutte le cellule del cuore. Se non funziona il nodo SA, che d il tempo (60 batt/min), prende il suo posto il nodo AV (30 batt/min).

CICLO CARDIACO Dura 0,8 secondi e comprende tutti gli eventi che si verificano durante il battito cardiaco: sistole (contrazione) e diastole (rilassamento) di atri e ventricoli. Il sangue si muove grazie alla differenza di pressione. Il ciclo si divide in 5 fasi: 1. SISTOLE ATRIALE: gli atri si contraggono per riempire al massimo i ventricoli rilasciati attraverso le valvole AV aperte (le valvole SL sono chiuse). Il volume di sangue contenuto dal ventricolo al termine della sistole atriale detto volume telediastolico. Coincide con londa P dellECG. 2. SISTOLE VENTRICOLARE ISOVOLUMETRICA: fase tra linizio della sistole ventricolare e lapertura delle valvole SL. Gli atri sono rilasciati, i ventricoli iniziano a contrarsi e la pressione aumenta (il volume rimane costante) cos che si chiudono le valvole AV. 3. EIEZIONE VENTRICOLARE: raggiunta la pressione di 25mmHg nei ventricoli, che supera quella Delle arterie, si aprono le valvole SL e il sangue viene espulso dal cuore (volume sistolico: 80 ml). Il sangue che rimane nel ventricolo alla chiusura delle valvole SL detto volume telesistolico: 50 ml. 4. DIASTOLE VENTRICOLARE ISOVOLUMETRICA: inizia la diastole ventricolare; il periodo che va dalla chiusura delle valvole SL e lapertura delle AV che non si aprono fino a quando la pressione degli atri non supera quella dei ventricoli rilasciati. Volume telediastolico: sangue presente nel ventricolo alla fine della diastole ventricolare.

5. RIEMPIMENTO VENTRICOLARE PASSIVO: si ha ritorno venoso del sangue dalle vene cave (0.1 secondi) e fa aumentare la pressione degli atri. Quando la pressione degli atri supera quella dei ventricoli, si aprono le valvole AV, e il sangue passa ai ventricoli rilasciati, portando aumento del volume ventricolare. Infine c la DIASTASI: (0.2 secondi) il periodo di riempimento pi lungo che fa aumentare pressione e volume interventricolari. PRESSIONE SISTOLICA: 120 mmHg, forza con la quale il sangue colpisce le pareti arteriose quando il sangue espulso dai ventricoli in sistole. PRESSIONE DIASTOLICA: 80 mmHg, durante la diastole ventricolare, fornisce dati sulla resistenza opposta dai vasi sanguigni periferici. PRESSIONE CAPILLARE: 35/18 mmHg. GITTATA CARDIACA: quantit di sangue espulsa da ciascun ventricolo in un minuto (5,4 l/min). Il cuore non pu andare in tetania (stare fermo in contrazione) come gli altri muscoli ma si deve rilasciare assolutamente per potersi ossigenare. Nel periodo refrattario non si pu avere una nuova stimolazione. Il suo periodo refrattario lungo quanto levento meccanico. TONI CARDIACI Sono 4: 1. SISTOLICO: inizio della contrazione ventricolare, determinato dalla chiusura delle valvole AV. 2. DIASTOLICO: inizio del riempimento ventricolare, generato dalla chiusura delle valvole SL. 3. generato dal flusso di sangue nel ventricolo durante il riempimento diastolico. 4. determinato dalla contrazione atriale. ELETTROCARDIOGRAMMA Rappresentazione grafica dellattivit elettrica del cuore dovuta alla differenza di potenziale della cellula (esterno positivo, interno negativo). Non legge la sistole o la diastole che sono fenomeni meccanici, ma la depolarizzazione, cio le variazioni elettriche. Lenergia pu essere rappresentata anche sotto forma di vettore. La cellula cardiaca avendo differenza di potenziale carica dal punto di vista energetico, quindi si pu disegnare come un vettore. Il cuore composto da miliardi di cellule che esprimono un vettore; la sommatoria di tutti i vettori delle cellule d come risultato un vettore unico che si trova al centro del cuore e che va da destra verso sinistra e da dietro verso avanti. Gli elettrodi dellECG leggono la direzione del vettore del cuore sia sul piano orizzontale che su quello frontale. Se il flusso elettrico va verso il polo esploratore si avr deflessione positiva; se invece il flusso si allontana si avr deflessione negativa. NellECG ci sono 5 onde: P: positiva depolarizzazione atriale Q: negativa R: positiva depolarizzazione ventricolare S: negativa T: positiva ripolarizzazione ventricolare La ripolarizzazione atriale avviene nel QRS ma non si vede perch il ventricolo pi grande dellatrio quindi lo nasconde. Sul piano orizzontale il vettore viene letto dai 6 elettrodi precordiali (derivazioni unipolari): V1 = -V2 = +/V3 = ++ V4 = ++

V5 = ++ V6 = ++ Sul piano verticale il vettore viene letto da 3 elettrodi: R sul braccio dx, L sul braccio sx, F sul piede sx che formano il triangolo di Einthoven. C poi un quarto elettrodo posto sul piede dx che rappresenta la massa, lo scarico a terra ed lelettrodo indifferente. Le tre derivazioni sono lette sia comparate luna allaltra (3 derivazioni bipolari): I: R rispetto a L = +/R L II: R rispetto a F = -III: L rispetto a F = ++ sia comparate allelettrodo indifferente (3 derivazioni unipolari aumentate): AVR = - AVL = +/ AVF = ++ MASSA F ARTERIE Vasi di grosso calibro dotate di una parete robusta ed elastica. Sono formate da differenti strati di tessuto detti tuniche, analogamente a quelli delle vene: tunica avventizia: tunica esterna, formata da tessuto connettivo ricco di fibre collagene; sulla sua superficie si trovano i vasa vasorum, ossia vasi di calibro estremamente piccolo che svolgono funzione nutritiva della spessa parete del vaso. tunica media: strato intermedio, composto da un tessuto connettivo in cui sono presenti soprattutto fibre elastiche e, pi internamente, da uno strato di tessuto muscolare liscio le cui fibre sono disposte trasversalmente rispetto allasse del vaso; tunica intima: strato pi interno, costituito da tessuto connettivo elastico, e da un endotelio, cio da uno strato estremamente sottile di cellule epiteliali che poggiano su una lamina basale (una sorta di membrana di natura gelatinosa, priva di cellule e ricca di fibre collagene). La circolazione arteriosa collegata a quella venosa attraverso la rete dei vasi capillari. Le arterie si dividono in: elastiche: grandi arterie. Laorta ha comportamento elastico. muscolari: piccole e medie arterie. Man mano che si allontanano dal cuore. Le arterie muscolari sono capaci di contrarsi o dilatarsi. Nella contrazione si riduce il lume e ci rappresenta una resistenza per il flusso ematico. Quindi per far passare la stessa quantit di sangue nella stessa unit di tempo in un lume ridotto, c bisogno di una pressione maggiore. Il sangue nel centro della cellula scorre pi veloce, mentre rallentato dallattrito della parete. Man mano che le arterie si dividono aumenta la superficie totale, cos cambia la pressione e diminuisce la velocit. Nei capillari la velocit di scorrimento del sangue molto bassa, ci favorisce gli scambi.

APPARATO RESPIRATORIO Comprende: 1) VIE RESPIRATORIE SUPERIORI NASO: scalda, umidifica e filtra laria. Composto da porzione esterna e cavit nasali. La schisi del palato divide cavit nasale da quella buccale. Seni paranasali: 4 coppie di cavit, prendono il nome dalle ossa cui si poggiano (sfenoide, etmoide, frontale, mascellare sup), danno aria nella cavit nasale. Mucosa nasale: molto vascolarizzata e contiene neuroni olfattivi. FARINGE:muscolo ricoperto da mucosa, via comune ad apparato digerente e respiratorio, permette il passaggio dell'aria dal naso alla laringe e, da questa, alla trachea. Lunga 12,5 cm divisa in tre porzioni: rinofaringe, orofaringe, faringe laringea. LARINGE: Organo della voce posta tra faringe e trachea (cartilagine, muscoli, tess.fibroso). Le cartilagini che formano il cilindro si dividono in pari (aritenoidi, corniculate del Cantorini) e impari (epiglottide, cricoide, cartilagine tiroidea). Nella laringe vi sono 2 pieghe (corde) vere per la fonazione e 2 false che proteggono le vere. Epiglottide: cartilagine che ne ricopre lentrata. 2) VIE RESPIRATORIE INFERIORI TRACHEA: Da laringe a bronchi principali, lunga 11 cm, formata da anelli cartilaginei intervallati da muscolatura liscia (ne prevengono il collasso), internamente rivestita da epitelio ciliato. BRONCHI: la trachea si divide nei 2 bronchi principali (il dx pi largo e verticale). Entro il polmone il bronco si divide in bronchi secondari che si ramificano in bronchioli, poi in dotti alveolari i quali terminano in sacchi alveolari le cui pareti sono formate da alveoli. Alveoli: sacchetti circondati da capillari. Hanno parete sottile per facilitare lo scambio che avviene a livello della membrana respiratoria. Negli alveoli ci sono delle cellule chiamate pneumociti di primo e di secondo ordine che producono surfattante, sostanza che mantiene la tensione di membrana alveolare in modo da mantenere lalveolo come struttura autonoma (impedisce di collassare) durante lespirazione. LEGGE DI LAPLACE: maggior quantit di surfattante negli alveoli piccoli rispetto a quelli grandi per ottenere la stessa pressione negli alveoli. POLMONI: Organi conici, situati tra loggia sopraclavicolare e diaframma, separati dal mediastino. ILO: fessura sulla faccia mediale (o mediastinica) in cui entrano i bronchi principali, arterie e vene polmonari, linfatici e nervi dei polmoni. Polmone dx: diviso in 3 lobi (pi grande) Polmone sx: in 2. Lobi: divisi in segmenti. Sono rivestiti da due membrane protettive, le pleure: quella pi interna (viscerale) ricopre i due organi, quella pi esterna riveste la superficie interna delle coste (parietale); le due pleure sono separate da un fluido lubrificante. SCAMBI GASSOSI Gli scambi gassosi avvengono solo negli alveoli. Laria si sposta sempre per differenza di pressione. La pressione atmosferica pari a: 1 atm = 760 mmHg. Il ciclo respiratorio composti da due atti: inspirazione: il diaframma si abbassa, i polmoni si espandono e la pressione daria al loro interno < di quella atmosferica (759 mmHg), cos entra aria. espirazione: il diaframma si alza, diminuisce il volume della cavit toracica e la pressione intrapolmonare > della P atmosferica (761 mmHg), cos esce aria. Nello spazio pleurico, c una pressione negativa di -4 mmHg sia durante lespirazione che durante linspirazione, ci permette al polmone di andare dietro al torace quando si espande. VOLUMI RESPIRATORI: si misurano con lo spirometro. VOLUME CORRENTE: aria che inspiriamo e espiriamo normalmente - 500 ml

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VOLUME DI RISERVA INSPIRATORIO: aria che inspiriamo con inspirazione forzata - 3300 ml VOLUME DI RISERVA ESPIRATORIO: aria che buttiamo fuori con espirazione forzata - 1000 ml VOLUME RESIDUO: aria che rimane negli alveoli dopo unespirazione massimale - 1200 ml. CAPACITA POLMONARI (somma di 2 o pi volumi). C.VITALE: VC + VRI + VRE C.INSPIRATORIA: VC + VRI C.FUNZIONALE RESIDUA: VC + VRE + VR C.POLMONARE TOTALE: VC + VRI + VRE + VR Ritmo= ordine atti frequenza= numero atti (16-18/min) profondit= V.aria dallint allest dei P. SPAZIO MORTO: volume daria che non partecipa agli scambi gassosi perch rimane nelle vie aeree (faringe, laringe, trachea, ecc...) senza raggiungere gli alveoli. Se si inspirano 500 ml di aria, 150 ml rimangono nello spazio morto e 350 arrivano agli alveoli. Durante linspirazione la prima aria che entra negli alveoli laria vecchia, laria ultima che uscita dagli alveoli durante la precedente espirazione (lO2 si diluisce con lCO2 e il vapore acqueo del vecchio ossigeno). Durante lespirazione, la prima aria che esce quella dello spazio morto, ultima aria rimasta nelle vie aeree durante lultima inspirazione. ARIA Laria che entra una miscela di gas, formata fondamentalmente da: azoto N2 l80% circa e ossigeno O2 il 20% circa. Una piccola parte composta da vapore acqueo H2O (0,5 %) e anidride carbonica CO2 (0,4 %). PRESSIONE PARZIALE (P): pressione dovuta ad un singolo gas allinterno di una miscela gassosa. La somma delle pressioni parziali equivale alla pressione totale esercitata dalla miscela di gas, nel caso dellatmosfera, quindi dellaria inspirata: 158 + 596 + 0,3 + 5,7 = 760 (mmHg). Quando laria entra nelle vie aeree, la sua composizione si modifica perch si mescola con laria rimasta nello spazio morto nel precedente ciclo respiratorio, quindi laria alveolare contiene meno O2 e pi CO2 rispetto a quella atmosferica. Anche laria espirata che lascia gli alveoli si mescola con quella rimasta nello spazio morto cos che si avr una differente composizione sia dallaria alveolare che da quella atmosferica.

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TRASPORTO DI OSSIGENO In parte lO2 disciolto nel sangue (5%), in parte legato allemoglobina (95%). La molecola dellemoglobina formata da quattro catene proteiche due alfa e due beta, a ciascuna delle quali legato un gruppo eme (porfirina), che chimicamente un tetrapirrolo. Al centro del gruppo eme legato un atomo di ferro che ha il compito di legare la molecola di O2. Nel punto in cui il capillare polmonare pi vicino allalveolo, lO2 per differenza di pressione, attraversa lepitelio dellalveolo, poi lendotelio del capillare, la parete del GR e si va a legare allemoglobina HbO2. Il legame di una molecola di ossigeno con una delle quattro catene proteiche dellemoglobina determina una modificazione nella conformazione delle altre tre catene che ne aumenta laffinit per il legame con altre molecole di ossigeno (reazione autocatalitica). Quindi il primo ferro dellemoglobina si lega allO2 con difficolt, ma facilita la reazione di caricamento dellO2 delle altre molecole di ferro. Hb + O2 HbO2 HbO2 + O2 Hb2O2 Hb2O2 + O2 Hb3O2 Hb3O2 + O2 Hb4O2 Poi lemoglobina raggiunge gli altri distretti corporei e in presenza di una pressione parziale di ossigeno pi bassa (circa 40 mmHg), cede lO2 ai tessuti. Come si caricano facilmente di O2 gli ultimi ferri, cos facilmente lo cedono, al contrario del primo che lo cede con difficolt. Questo fenomeno di reazione catalitica responsabile della curva di dissociazione dellemoglobina che esprime laffinit dellHb per lO2. Tanto pi sono affini, pi difficile che lemoglobina ceda ossigeno. La curva descrive la percentuale di saturazione dellHb in rapporto alla pressione parziale di O2 nel sangue. Al valore di 100 mmHg della pressione parziale di O2, la saturazione dellemoglobina vicina al 100%, cio lHb ossigenata al 100%. Se la PO2 aumenta, la saturazione sale e lHb immagazzina O2. Se laPO2 diminuisce lHb libera O2.

La curva di dissociazione dellemoglobina influenzata dal pH , dalla temperatura corporea e dalla PCO2. Lacidosi metabolica dovuta spesso alla non ossigenazione dei tessuti, quindi quando si abbassa il pH lemoglobina cede pi O2. Quando la temperatura aumenta il metabolismo viene aumentato c pi richiesta di O2, cos che lemoglobina ne deve cedere di pi. La curva si sposta verso sx, quindi c pi affinit se: 1. > pH 2. < Temperatura 3. < PCO2

La curva si sposta verso dx, quindi c meno affinit se: < pH > temperatura > PCO2 TRASPORTO DI CO2 Il GR, arrivato in periferia, cede O2 e si deve caricare di anidride carbonica che il prodotto finale della combustione degli zuccheri. Il 5% della CO2 viaggia disciolta nel sangue, l80% come acido carbonico. La CO2 trasportata sotto forma di bicarbonato. La CO2 entra nel GR e grazie allenzima anidrasi carbonica reagisce con lH2O formando acido carbonico H2CO3, questo acido si scinde immediatamente in ioni H+ e ione bicarbonato HCO3-. Lo ione bicarbonato, solubile in acqua, esce dal GR e va nel plasma, viaggia nel sangue e arriva al polmone dove rientra e avviene la reazione inversa formando CO2 che viene espulsa. GR CO2 + H2O H2CO3 CO2 H2CO3 H + HCO3 HCO3

Il rapporto bicarbonato-acido carbonico il principale sistema tampone dellorganismo. I sistemi tampone impediscono le variazioni del pH. Questo sistema pu essere utilizzato sia come gas che come liquido, quindi pu essere eliminato sia dai polmoni che dai reni.

APPARATO DIGERENTE Tubo che parte dalla bocca e arriva allano ed ha il compito di assorbire il cibo per utilizzarlo in vari modi. Nella digestione si distinguono 2 fasi: meccanica (masticazione, deglutizione, peristalsi che cambiano lo stato fisico dei cibi), chimica (reazioni enzimatiche favorite da saliva, bile, succo pancreatico, succo gastrico che riducono sostanze complesse come amido, proteine, grassi, ai loro componenti elementari = glucosio, acidi grassi, aminoacidi). Il tubo gastrointestinale ha quasi sempre la stessa struttura: allinterno c la mucosa fatta da epitelio e lamina propria, la mucosa poggia su uno strato muscolare detto muscolaris mucosae, sotto c la sottomucosa (in questo strato arrivano i vasi), poi 2 strati di cellule muscolari (interno circolare, esterno longitudinale) e infine c la sierosa (peritoneo), diviso in due foglietti: parietale e viscerale. Non tutto lapparato ricoperto da peritoneo (es: nel torace non c). I due strati muscolari permettono la PERISTALSI: movimento involontario unidirezionale regolato da due plessi: mioenterico e sottomucoso. Altro movimento del tratto gastrointestinale la SEGMENTAZIONE: mescolamento del materiale con i succhi digestivi attraverso movimenti ritmici. BOCCA: attraverso la masticazione e la saliva il cibo diventa bolo (ghiandole salivari: parotide, sottomandibolare, sottolinguale). La saliva contiene 2 sostanze: Ptialina (o amilasi salivare): enzima che attacca i carboidrati complessi (scinde per idrolisi amido e glicogeno). Ha propriet antisettica. Lipasi: digerisce i lipidi *Idrolisi: processo chimico attraverso cui un composto si unisce con H2O e si scompone in elementi pi semplici. FARINGE: organo comune alle vie aeree e all'apparato digerente. Si distinguono una porzione superiore (nasofaringe o rinofaringe), una mediana (orofaringe) e una inferiore (ipofaringe). Al passaggio del bolo lepiglottide si chiude come una moneta per evitare che il bolo arrivi in trachea. ESOFAGO: trasporta attraverso la peristalsi il bolo allo stomaco. Lungo 25 cm, parte dalla VI vert c, attraversa mediastino, diaframma e arriva allo stomaco. Si trova dietro la trachea, davanti la colonna vertebrale. STOMACO: a sinistra del corpo, sotto il diaframma, dietro il fegato, a forma di J. Composto da: fondo (sopra lo sbocco dellesofago); corpo (tra fondo e curva della J); antro (connesso al corpo). Ha due valvole: cardias (sfintere nella porzione superomediale lunga 3 cm, secerne protezione per esofago da acidi gastrici); piloro (sbocca nel duodeno). Quando arriva il bolo nellantro le cellule G producono gastrina, ormone che stimola la produzione di acido cloridrico (HCl) e pepsinogeno. LHCL prodotto dalle cellule parietali del fondo ed ha la funzione di trasformare il pepsinogeno, enzima inattivo, in pepsina rendendolo attivo (scinde le proteine).

LHCl si forma facendo reagire CO2 + lH2O. Nella cellula parietale si forma H2CO3 acido carbonico che si dissocia in H + HCO3 bicarbonato. Il bicarbonato esce e per mantenere lequilibrio delle cariche entra il cloro Cl che insieme a H forma lHCl. Lacido cloridrico ha un pH = 2, quindi fortemente acido; per proteggere la parete gastrica ci sono cellule mucipare che producono muco. FEGATO: ghiandola pi grande del corpo, situato sotto il diaframma nellipocondrio dx. Formato da 2 lobi (dx 5/6 del totale, sx 1/6) divisi dal legamento falciforme. Molto vascolarizzato, si collega allapparato digerente allaltezza del duodeno con le vie biliari extraepatiche. Funzioni del fegato: Secrezione bile Regolazione del metabolismo di grassi, proteine e carboidrati Regolazione ematica: le cellule fagociti Kupffer presenti nel fegato, eliminano eritrociti danneggiati, detriti cellulari, patogeni circolanti. Detossifica alcune sostanze Immagazzina sostanze come Fe e vitamine Le unit funzionali del fegato sono i lobuli epatici, cilindri esagonali, separati tra loro dai setti interlobulari. Alla confluenza di pi lobuli ci sono gli spazi portali che contengono tre condotti, ramificazioni di arteria epatica, vena porta e dotti biliari. Questi irrorano i capillari (sinusoidi) che confluiscono al centro del lobulo nella vena centrolobulare, questa a sua volta confluisce nelle vene epatiche e da qui nella vena cava inferiore che torna al cuore. Le cellule estraggono dai sinusoidi il materiale per fare la bile che viene raccolta nel dotto biliare. Dotti biliari: la bile secreta dalle cellule epatiche nei dotti biliari che a loro volta veicolano la bile nei dotti epatici dx e sx, i quali si uniscono a formare il dotto epatico comune. Il dotto epatico comune si unisce con il dotto cistico (proveniente dalla cistifellea) e va a formare il dotto biliare comune, o coledoco che penetra nella parete del duodeno (nella papilla maggiore) dove si unisce al dotto pancreatico. Colecisti: 7-10 cm, organo a forma di pera, sotto il fegato. Immagazzina 50-60 cc di bile, concentrandola (elimina H2O) di 5 volte rispetto a quella prodotta dal fegato e la scarica nel duodeno quando vi arriva il chimo. Quindi la bile contenuta nella colecisti una soluzione soprasatura, cio c pi soluto rispetto al solvente, ed una soluzione instabile perch se cambiano i rapporti di concentrazione pu precipitare. La bile una soluzione tra colesterolo e lecitina, se si altera questo rapporto la soluzione precipita sotto forma di calcoli. La bile serve per lassorbimento dei grassi: i sali biliari emulsionano i lipidi trasformandoli in piccole gocce in modo da aumentare la superficie disponibile per lattacco enzimatico.

La bile elimina inoltre i prodotti di degradazione dei globuli rossi che sono distrutti dalla milza. MILZA: organo emocataretico, distrugge cio i globuli rossi invecchiati. Rompe lanello pillorico delleme, il Fe viene utilizzato per formare una nuova molecola di emoglobina, ed il resto della struttura si lega allalbumina diventando bilirubina (insolubile) e tramite la vena porta raggiunge il fegato. Qui lascia lalbumina, che torna in circolo, e tramite lenzima glicoruniltrasferasi si lega allacido glicuronico (idrosolubile) diventando bilirubina coniugata, pigmento che entra nella composizione della bile. Poi la bile va nel duodeno e viene trasformata dagli enzimi in stercobilina che d il colore marrone alle feci. Siccome idrosolubile pu essere eliminata anche con le urine dove forma lurobilina responsabile del colorito giallo. PANCREAS: dietro al peritoneo a livello della II vertebra lombare; tre tratti: testa (verso il duodeno), corpo e coda (verso la milza); dotto di Wirsung e dotto di Santorini convogliano il succo pancreatico verso l'intestino. Funzione esocrina: quando il chimo acido arriva nel duodeno, viene prodotta secretina che determina la produzione del succo pancreatico composto da: Bicarbonato: ha il compito di riportare il pH a 7 perch il duodeno indifeso verso lHCl Enzimi: amilasi (trasforma carboidrati complessi in molecole semplici); lipasi (trasforma trigliceridi in acidi grassi e glicerolo), secreti gi in forma attiva; proteasi (tripsinogeno, liberato in forma inattiva e riversato nel duodeno dove viene attivato dallenzima enterochinasi e trasformato in tripsina che trasforma proteine in aminoacidi). Funzione endocrina: produzione di glucagone, insulina e somatostatina, rispettivamente dalle cellule alfa, beta e delta le quali sono raggruppate in strutture dette isole di Langerhans situate nella coda. Linsulina lormone che regola lassorbimento di glucosio da parte delle cellule. Il glucagone ha lazione opposta dellinsulina, alza la glicemia. La somatostatina inibisce la secrezione di glucagone e insulina. INTESTINO TENUE: duodeno: 25 cm, a forma di C, parte dal piloro, in esso vengono riversati i prodotti di fegato e pancreas, attraverso coledoco e dotto di Wirsung regolato dallo sfintere di Oddi; digiuno (2,5mt); ileo (3,5 mt). Il cibo dopo lo stomaco arriva nel duodeno dove vengono prodotti 2 ormoni: 1. secretina: stimola il pancreas a produrre succo pancreatico 2. CCK colecistochininpancreozimina: stimola la contrazione della colecisti e fa uscire la bile in risposta al pasto grasso nel duodeno. Parete del tenue: formata da pliche (pieghe) ricoperte da villi (estroflessioni della mucosa specializzate nellassorbimento dei materiali nutritivi), ognuno coperto da microvilli (che servono per aumentare di 100 volte la superficie intestinale). Ci sono inoltre le cripte intestinali che contengono cellule calciformi secernenti muco e alcuni linfonodi sparsi. INTESTINO CRASSO: cieco (5-8 cm), dalla valvola ileo-cecale, una tasca a fondo cieco situata nel quadrante inferiore dx delladdome, si suppone serva per la riproduzione della flora intestinale (appendice vermiforme: prolungamento del cieco, posta sotto lileo); colon suddiviso in: ascendente: posizione verticale, lato dx, dal cieco alla flessura epatica (sotto fegato), trasverso: posizione orizzontale, da flessura epatica alla flessura splenica (sotto milza), discendente: lato sx delladdome, dalla flessura splenica alla cresta iliaca, sigmoideo: a forma di S dalla cresta iliaca al retto (ha un angolo di 90 a sx); retto ultimi 15-20 cm, sfocia nel canale anale e presenta tre pliche. La funzione del colon di assorbimento dellH2O per rendere le feci solide.