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IL TEATRO DI ARISTOTELE: CATARSI E PHARMACON

LEucarestia il farmaco dellimmortalit (San Giovanni Leonardi) La concezione del teatro d' Aristotele rintracciabile nellopera intitolata La Poetica e divisa in due testi ovvero La Tragedia e la Commedia. Nella Tragedia aristotelica s'imitano e si rappresentano le azioni umane. Le verit narrate non sono verit storiche, ma rappresentazioni dellandamento delle cose umane secondo verosimiglianza e necessit. Le virt umane vengono rappresentate seguendo un ordine razionale, in ogni opera teatrale esiste lunione fra lo spazio e il tempo. Catarsi, piet e terrore sono sentimenti che smuovono lanimo del protagonista e dello spettatore. E la catarsi che provoca il piacere Per saperne di pi intervistiamo Sotiris Bekakos, dottore di ricerca in Linguistica Storica presso lUniversitAristotelica di Salonicco, che ci spiega come solo la tragedia pu produrre quella che Aristotele chiama la catarsi, cio la purificazione dalle passioni nellanimo degli spettatori. Secondo Bekakos per Aristotele, chi assiste alla tragedia, prova piet per leroe che apparentemente non merita i mali che gli accadono, e terrore per se stesso, al pensiero che potrebbe capitargli la medesima sorte. Una volta che si arriva allo scioglimento della vicenda tragica, i fatti hanno una spiegazione razionale e per questo, piet e terrore sono acquietati. Mediante la catarsi, la tragedia riscattata dalla condanna di Platone secondo la quale essa nefasta, priva di verit e pericolosa per lequilibrio affettivo delluomo. Sigmund Freud parla di cura dellanima come teatro-terapia utilizzando le immagini teatrali al fine di rendere comprensibili le sue teorie.Descrivendo i processi psicoanalitici anche Freud parla diCatarsi.Quali sono,secondo lei, le analogie fra la concezione di Catarsi secondo Freud e la Catarsi aristotelica?

Il concetto di catarsi aristotelica stato letto in chiave psicanalitica, cio come sfogo liberatorio delle emozioni oppure in chiave idealistica,come purificazione delle passioni e dei sentimenti attraverso la contemplazione disinteressata propria dellarte. Freud sostiene che lArte sia un modo per nobilitare la libido. La libido pu essere considerata la Bellezza al servizio dellattrazione erotica. Secondo Freud ogni opera darte la soddisfazione delle passioni recondite e dei suoi sensi inibiti che stanno nella fantasia d'ogni artista. Freud ha dunque preso tutti i miti greci analizzandoli in chiave psicanalitica. La catarsi fu utilizzata per la prima volta nel 19 secolo come metodo terapeutico da Jacob Bernays, zio della moglie di Sigmund Freud. Questo metodo si basa sullallargamento della coscienza durante lipnosi. Il suo obiettivo di eliminare i sintomi del paziente. Durante questa terapia, nellanimo del soggetto affiorano i brutti ricordi e tutte le esperienze che col passar del tempo si erano completamente rimossi dalla coscienza. Esse mentre affiorano, vengono accompagnate da sentimenti molto intensi. Gli studiosi Breuer e Freud, considerano lefficacia del loro metodo terapeutico come il risultato del libero sfogo attraverso il discorso orale che porta con se tutto ci che negativo. Con il termine sfogo nella psicanalisi si intende quel meccanismo tramite il quale si arriva alla catarsi. Lo sfogo la scarica dei sentimenti e dei ricordi negativi, attraverso la quale il soggetto si libera del sentimento che legato al ricordo di un evento traumatico. In sostanza, nella Psicanalisi, la Catarsi non parte della rappresentazione artistica ma un metodo terapeutico utilizzato per guarire i pazienti che hanno dei seri problemi psichici.

E evidente quindi che per Aristotele, la Catarsi parte della tragedia greca ed un metodo per suscitare la piet, il terrore e la purificazione dai mali nellanimo degli spettatori. Il concetto di Catarsi aristotelica dunque riporta la nostra mente non solo allambito teatrale ma analizzando nel profondo tale teoria, ci accorgiamo che di ci si parla anche nella dottrina cristiana utilizzando come protagonista principale Ges Cristo. Infatti, attraverso la figura di Ges, si compie la purificazione del peccato poich figlio di Dio mandato sulla Terra per salvare e purificare il mondo dal male. Eattraverso la figura di Cristo che purifica,libera e redime, che si compie la catarsi aristotelica. La stessa iconografia ed arte cristiana utilizza immagini e rappresentazioni molto crude e forti come crocifissioni, sangue, personaggi straziati dal dolore cosi come accadeva nelle rappresentazioni teatrali di Aristotele. Se pensiamo alla rappresentazione della crocifissione e morte di Ges in cui centrale limmagine di un uomo comune che decide di morire per compiere quella che lui stesso chiama volont del Padre, ci accorgiamo di quanto speculari possano essere le due rappresentazioni. Ges era figlio di un falegname dunque un personaggio appartenente al popolo, un uomo come tanti venuto dalla folla che poi diventa eroe e salvatore del mondo e che con la sua morte genera la gioia e la felicit e nello specifico la redenzione dal peccato. In una tale compenetrazione tra dottrine i personaggi della Tragedia di Aristotele come Ges Cristo vengono usati come rimedi curativi e redentivi da tutti i mali, in una sorta di farmacia per lanimo umano in cui catarsi aristotelica e Pharmacon(in greco rimedio o veleno)sembrerebbero avere qualcosa in comune.