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SENZA PREZZO

Sotto la sporcizia c qualcosa che luccica. .Linquinamneto significa denaro.

I fatti riferiti e analizzati in questo opuscolo si spingono fino allestate del 2008. Da allora in poi molte cose sono cambiate e altre ne accadranno. La discarica di Chiaiano stata aperta pochi giorni fa, malgrado al suo interno si siano verificate delle frane e sia stato ritrovato un grosso quantitativo di amianto e di altri materiali tossici. Linceneritore di Acerra quasi terminato e intanto se ne prospetta la costruzione di altri e quattro in Campania. E come se non bastasse la Regione Campania si resa disponibile ad ospitare una delle centrali nucleari che il governo vorrebbe costruire. A noi la scelta. Un futuro fatto di rassegnazione e morte, oppure fermare il mostro con ogni mezzo necessario.

Quando lultimo albero sar stato abbattuto, lultimo fiume avvelenato, lultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si pu mangiare il denaro. La nostra terra vale pi del vostro denaro.
Piede di Corvo - trib dei piedi neri 55

FIBE: Appaltatrice per la costruzione dell inceneritore di Acerra (dipendente impregilo) V.le Italia, 1 20099 SESTO S.GIOVANNI (MI) ITALY) Consorzio imprenditoriale capeggiato dallImpregilo di tale Cesare Romiti, vittoria ottenuta grazie a prezzi pi bassi e macchinari pi vecchi, la FIBE individua come siti in cui costruire termovalorizzatori Acerra e Battipaglia, che in seguito alla sua dichiarazione di zona prevalentemente agricola e alle pressioni delle varie confraternite diessine della zona, viene sostituita con Santa Maria la Fossa, centro agricolo della piana del Volturno. FISIA, VIA DE MARINI 16 GENOVA, 0106096111 gestione dei cdr in campania... estromessa a seguito delle inchieste.

ECOLOG S.p.A., societ creata da Trenitalia S.p.A. nel luglio 2000. Propone agli operatori del settore soluzioni di gestione integrata del ciclo dei rifiuti Ecolog Spa - Gruppo Ferrovie dello Stato Viale Scalo S. Lorenzo, 16 - 00185 Roma Tel. 06/491000 Fax 06/491047 www.ecolog.it e-mail info@ecolog.it

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ARPAC: SEDE CENTRALE Via Vicinale Santa Maria del Pianto Centro Polifunzionale, Torre 1 80143 Napoli Centralino: 081.2326111 DIREZIONE GENERALE Direttore Generale: ing. Luciano Capobianco tel: 081.2326215 fax: 081.2326225 e-mail: segreteria@arpacampania.it DIREZIONE TECNICA Direttore Tecnico: dott.ssa Marinella Vito tel: 081.2326218 fax: 081.2326324 e-mail: dirtec@arpacampania.it

RIPORTIAMO DI SEGUITO LELENCO DI ALCUNE DELLE AZIENDE DIRETTAMENTE COINVOLTE NELLA DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO CAMPANO.

SEAM - Servizio Emergenza Ambientale Via Vicinale Santa Maria del Pianto, Centro Polifunzionale, Torre 7, 80143 Napoli Responsabile: dott. Antonio Ramondo tel: 081.2326447 fax: 081.2326481 DIREZIONE AMMINISTRATIVA tel: 081.2326216 fax: 081.2326209 e-mail: diramm@arpacampania.it

JACOROSSI : ditta appaltatrice per la bonifica del percolato nel 2001. Appalto affidato da Bassolino e dal ministero del Lavoro (allora retto da Roberto Maroni). Le scorie raccolte sarebbero state spacciate per scarti di edilizia per finire, sistematicamente, in cave della provincia di Caserta e Napoli non molto lontano da quelle di Chiaiano JACOROSSI IMPRESE S.P.A. VIA DI VALLERANELLO N. 82, Roma, RM 00128

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13 agosto 2008 Regione, Comune e Provincia di Napoli, Soprintendenza ai Beni Archeologici, Arpac, Corpo forestale, Ente Parco delle Colline, Autorit di bacino, Asl Napoli 1 e 2 si esprimono favorevolmente per la realizzazione della discarica di Chiaiano. 06 settembre 2008 Manifestazione contro lapertura della discarica.

10 Agosto2008 Via libera alla discarica di Chiaiano dalla conferenza dei servizi. A Palazzo Salerno sono arrivati i pareri tecnici favorevoli delle istituzioni interessate. Un ulteriore passo in avanti verso la costruzione della discarica.

24 settembre 2008 Oggi pomeriggio, tra le 13 e le 14, hanno fatto il loro ingresso allinterno della cava cinque camion dellesercito contenenti brecciolino e scortati dalle forze dellordine. 27 settembre 2008 Manifestazione Jatevenne day INSERIAMO UNA PARTE DEL DECRETO EMERGENZIALE CHE SANCISCE PER LEGGE LA DEVASTAZIONE DEL NOSTRO TERRITORIO E LA GALERA PER CHI SI OPPONE A QUESTO SCEMPIO.

- la costruzione di quattro nuovi inceneritori ad Acerra, Santa Maria la fossa, Salerno e Agnano. - sanzioni, fino al commissariamento dei comuni che non si impegneranno nella raccolta differenziata con l'attribuzione della competenza esclusiva dell'accertamento dei reati ambientali per tutto il territorio campano alla procura della Repubblica del tribunale di Napoli. - cessazione dello stato di emergenza per il 31 dicembre 2009. Il decreto legge sull'emergenza rifiuti autorizza lo sversamento nelle discariche campane, anche in quelle che non erano preposte a questo, di rifiuti tossici. Ci vuol dire che nei siti indicati al comma 1dell'articolo 9 del disegno di legge: S. Arcangelo Trimonte (BN), loc. Nocecchie; Savignano Irpino (AV), loc.Pontarza; Serre (SA), loc. Macchia Soprana; nonch nei comuni di Andretta (AV), loc.Pero Spaccone-Formicoso; Terzigno (NA), loc. zzelle e loc. Cava Vitello; Napoli, loc.Chiaiano, cava del poligono e cupa del cane; Caserta, loc.Torrione, cava mastroianni; Santa Maria la fossa (CE),loc. Ferrandelle; Serre (SA), loc.valle della Masseria. In tutti questi luoghi potranno essere sotterrati tutti i tipi di rifiuti tossici tra cui quelli risultati da impianti industriali, compresi i quattro inceneritori previsti in Campania. l'incenerimento dei rifiuti produce scorie solide (pari a circa al 10-12% in volume e 15-20% in peso dei rifiuti introdotti) e in pi cenere per il 5%. Le ceneri volanti e le polveri intercettate dagli impianti di depurazione dei fumi di un inceneritore sono rifiuti altamente tossici (in quanto concentrano molti degli inquinanti pi nocivi).

- la condanna fino a cinque anni di detenzione per chi partecipa e o organizza le proteste. - l'autorizzazione allo smaltimento nelle nuove discariche (quelle protette dai militari) di rifiuti pericolosi.

Il decreto legge 90\ 2008 del 21 maggio prevede: - la nomina a sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all'emergenza rifiuti di Guido Bertolaso. - l'individuazione di 10 siti per la realizzazione di discariche dichiarate zone di interesse strategico nazionale di competenza militare, tra cui Chiaiano, Serre, Pianura.

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Ci che ci ha spinto a scrivere questo documento la voglia di far emergere un punto di vista diverso; un punto di vista che non si limiti a cercare una soluzione che tamponi i disastri creati dalla cosiddetta emergenza rifiuti, come ad esempio la richiesta della raccolta differenziata porta a porta. Il nostro intento quello di affrontare il problema da un punto di vista pi generale in quanto riteniamo che sia il sistema produttivo la causa della situazione in cui versa il nostro pianeta e che ha reso la nostra regione unenorme discarica con tutte le conseguenze nefaste che viviamo quotidianamente sulla nostra pelle. infatti impensabile continuare a produrre con questo ritmo merci che in maggior parte si trasformano in rifiuti senza pagarne le conseguenze, senza che il territorio venga devastato, senza che la nostra salute venga compromessa. Qui in Campania il problema pi evidente perch siamo sommersi letteralmente dai rifiuti, ma nelle altre zone le cose non vanno meglio. Le discariche sono quasi sature in tutto il territorio nazionale, intere zone del paese sono inquinate e improduttive, le popolazioni che vivono a ridosso di inceneritori e discariche muoiono come mosche, le malattie legate allesposizione a sostanze tossiche sono paurosamente in aumento: insomma il capitalismo ci sta sterminando. Quello che abbiamo notato con preoccupazione che nessuno prende in considerazione una critica al sistema di produzione. Comitati di cittadini, varie organizzazioni, politicanti e professorini vari non fanno altro che girare intorno al problema senza mai arrivare al nocciolo della questione. Chi per biechi calcoli politici, chi per interesse, chi per cavalcare la tigre per poi addormentarla non fanno altro che proporre soluzioni che non risolveranno mai il problema. Chi si arricchito sulle nostre spalle continuer a farlo, chi produce merci inutili continuer a produrre, chi paga le conseguenze sulla propria pelle continuer a pagare. Per cui abbiamo deciso di inserire a fine documento una lista di nomi e recapiti di coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla distruzione della terra e delluomo. Crediamo infatti che solo attaccando ogni singolo componente di questo assurdo meccanismo, solo bloccando la produzione si possa ottenere un qualche risultato. ormai chiaro che la cosiddetta emergenza rifiuti sia stata creata ad arte. Attraverso essa stata creata uneconomia parallela che ha portato profitti inimmaginabili a tutti coloro che hanno interessi diretti nella sua gestione (vedi Impregilo). 14 anni di emergenza e tutti i tentativi per risolverla hanno avuto un solo obiettivo: il profitto. Lindividuazione di cave per discariche nei posti pi impensabili, la costruzione di inceneritori gi obsoleti, che creerebbero pi danni

INTRODUZIONE

che vantaggi ne sono la triste dimostrazione. A livello pi generale la politica repressiva dello stato passa ormai solo attraverso la gestione delle emergenze; quella relativa allimmigrazione ha preparato il terreno agli incendi e ai rastrellamenti nei campi Rom, fino ad arrivare alla schedatura di massa dei bambini che vivono in questi campi. L'emergenza energetica ha portato a parlare di nuovo di nucleare e gi nuove centrali vengono progettate con tutte le conseguenze ad esse connesse. Lemergenza spazzatura stata utilizzata anche come strumento di controllo sociale. La legislazione speciale che prevede, tra laltro, che ci che nocivo in altri posti non lo sia in Campania, la criminalizzazione delle popolazioni che lottano per difendere la propria esistenza e il proprio territorio, linfamia dei mass media che hanno buttato fango su qualsiasi cosa si muovesse hanno portato alla militarizzazione in un primo momento delle cave e dei CDR e successivamente di tutto il territorio nazionale, visto che i militari vengono utilizzati per il controllo delle grandi citt. Inoltre grazie al caos creato attorno alla situazione campana si dato il via libera alla costruzione della linea veloce (TAV) in Val Susa e allallargamento della base militare di Vicenza che probabilmente verranno gestite col metodo Campania: legislazione speciale, uso dellesercito, criminalizzazione delle lotte, accordi pi o meno sottobanco con sindaci e rappresentanti vari, etc. Abbiamo partecipato e parteciperemo alle lotte contro la devastazione delle nostre vite e del nostro territorio, saremo sempre complici e nutriamo un profondo rispetto per coloro che si mettono in gioco in prima persona senza farsi addomesticare da politicanti e pompieri di professione; per riteniamo che bisogna uscire fuori da una visione localistica della lotta; non basta opporsi alla costruzione della discarica a Chiaiano visto che ne costruirebbero in altri luoghi, non basta opporsi alla costruzione dellinceneritore ad Acerra o a Ponticelli visto che altri sono gi in funzione e altri ancora sono in costruzione. Ci di cui abbiamo bisogno lottare contro le logiche che hanno creato questa situazione, dobbiamo riappropriarci degli strumenti perch si arrivi ad uno scontro frontale e totale con il sistema politico ed economico che continua a sfruttare e a distruggere.

per circa 15 chilometri, creando enormi disagi agli altri automobilisti. Intanto si segnalano ancora roghi di spazzatura: una cinquantina di interventi dei pompieri si effettuano nel corso della notte a Napoli e in provincia.

1 luglio 2008 I comitati contro la discarica di Chiaiano manifestano a piazza del Plebiscito contro l'arrivo del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Intanto nella notte tre ordigni artigianali sono stati lanciati nei pressi dell'area di Chiaiano presidiata dalle forze dell'ordine. 10 luglio 2008 Dalle prime ore dellalba i militari della brigata Garibaldi hanno preso possesso della cava di Marano dove sorger la discarica. Le prime operazioni sono state quelle di delimitare la zona.

Nella notte secondo fonti della Questura, almeno tre ordigni rudimentali realizzati con bombolette a gas da campeggio sono stati gettati contro il presidio militare, senza tuttavia causare danni o feriti. Un altro attacco a Chiaiano. Un rudimentale ordigno stato lanciato questa notte contro il commissariato del quartiere. Ieri era toccato ad un gruppo di carabinieri di guardia davanti all'ingresso della discarica 12 luglio 2008 Corteo dalla metropolitana di Chiaiano fino a Marano, con la partecipazione di circa 1500 persone.

1 agosto 2008 Un centinaio di persone del presidio contro la discarica manifesta alla stazione marittima dove in programma la conferenza stampa dellimmune presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Nella stessa conferenza stampa Berlusconi dichiara che la discarica di Chiaiano aprir ad ottobre e linceneritore sar costruito nellarea est di Napoli. Iniziano i lavori di realizzazione della discarica, e, come previsto,sono presenti le Forze Armate. I comitati di Chiaiano e Marano protestano contro lingresso dellesercito nel sito di Chiaiano. I manifestanti fanno avanti e indietro sulle strisce pedonali con la conseguente paralisi del traffico nel centro partenopeo

29 luglio 2008 Il presidio permanente di Chiaiano e Marano contro la discarica consente ai mezzi delle aziende per la raccolta di rifiuti di pulire parte dellimmondizia accumulata ai fianchi delle barricate. A seguito dellintervento di pulizia un nutrito gruppo di attivisti si inoltra nella Selva fino a giungere a poche centinaia di metri dalle cave. Si scopre la presenza di una postazione della Guardia Forestale con tanto di jeep e filo spinato che costituisce un vero e proprio check point per chiunque si inoltri sui sentieri verso la cava.

15 luglio 2008 Un centinaio di cittadini di Chiaiano e Marano occupano nel pomeriggio il Duomo di Napoli.

7 agosto 2008 In serata, un ragazzo ed una ragazza residenti a Chiaiano, al termine di un indagine della Questura di Napoli, sono stati arrestati. Le accuse rivolta ai due giovani, che hanno preso parte alle mobilitazioni contro la costruzione della discarica nelle cave di Chiaiano, sono di incendio, devastazione e saccheggioe blocco stradale.

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3 maggio 2008 Comincia il presidio permanente alle cave in via Cupa dei Cani per opporsi alla costruzione della discarica.

BREVE CRONOLOGIA DEGLI AVVENIMENTI DI CHIAIANO

9 maggio 2008 Ancora barricate e roghi mentre permangono i due presidi a Chiaiano; gruppi di cittadini permangono in Via Cupa del Cane e in piazza Rosa dei Venti, mentre cassonetti, immodizie e masserizie ingombrano le strade intorno all'area. I vigili del fuoco nella notte intervengono in almeno 50 roghi dolosi di cassonetti e di rifiuti giacenti per strada, soprattutto nella periferia di Napoli, nella zona vesuviana, a Casoria ed Afragola. 21 maggio 2008 Manifestazione a Piazza Dante.

25 maggio 2008 Il sottosegretario Bertolaso incontra i sindaci e autorit locali dei comuni che ospiteranno una discarica. Bertolaso incontra in prefettura il presidente della municipalit di Chiaiano. 26 maggio 2008 Alle ore 14,00 nella sede del Commissario di Governo si tiene la riunione, presieduta dalla Dott.ssa Marta Di Gennaro, per la messa a punto e approvazione delle indagini geologiche, geotecniche ed ambientali del sito.

24 maggio 2008 Scontri con la polizia: le forze dell'ordine aggrediscono alcuni manifestanti, anche anziani, ed effettuano almeno 2 arresti. Un ragazzo, per scappare alle cariche, cade da un muretto di circa cinque metri riportando diverse fratture.

23 maggio 2008 Individuazione del sito nel D.L. n. 90 per la realizzazione di una discarica per laccumulo definitivo di rifiuti comprendenti anche rifiuti pericolosi, corrispondente alla cava di tufo attualmente usata come poligono di tiro nel Comune di Napoli, al confine tra il Quartiere di Chiaiano e il Comune di Marano.

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25 giugno 2008 Un centinaio di auto condotte dai cittadini di Marano, Mugnano e Chiaiano entrano nella tangenziale di Napoli, percorrendola a bassa velocit

11 giugno 2008 La commissione tecnica di parte, sostiene che, alla luce dei rilievi effettuati con il laser-scanner, i fronti di cava di tufo di Chiaiano non sono in condizione di sicurezza.

10 giugno 2008 Vengono disposte nuove verifiche nel sito.

9 giugno 2008 La repubblica pubblica larticolo Chiaiano via libera dove si afferma lidoneit delle cave di Chiaiano, idoneit subito smentita dal commissariato.La Repubblica non riporta la smentita.

1 giugno 2008 Manifestazione da Chiaiano a Marano, pi di 10.000 i partecipanti

27 maggio 2008 Data d'inizio delle indagini: rilievo tramite laser-scanner delle pareti di tufo, il campionamento dei terreni superficiali nel piazzale di cava .In mattinata, la rimozione dei blocchi dalla strada che introduce al Parco del Poggio Vallesano per permettere lingresso ai tecnici.

Zona in aperta campagna, ampiamente coltivata, che dal 2006 stata adibita a deposito di eco-balle. Secondo i dati avrebbe stoccato circa due milioni e mezzo di tonnellate di spazzatura che sarebbe dovuta essere trito vagliata, ma che in realt stata sempre imbustata tal-quale. La zona del sito un vialone lungo una decina di km, che congiunge le campagne al mare. Prima del disastro ecologico doveva essere una rara bellezza Percorrendo tale distanza per intero si estende il deposito di eco-balle che occupa un suolo di 160 campi di calcio affiancati per un altezza pari al quinto piano di un palazzo. Da qui sgorga un fiume di percolato che sereno e nocivo bagna gli stivali e irriga i campi di fragole ed insalate da cui sembra si rifornisca la Bonduelle. Negli ultimi mesi del 2007 riapre il sito, che accoglier gi nei primi mesi altre 60mila eco-balle. Nel primo mese di presidio si tiene una grande manifestazione degli abitanti di tutto il circondario e non solo. Le iniziative della giornata sono tra le pi varie, come varia la composizione politica. Lo spot generalizzato nelle proteste sembra essere sempre lo stesso: via le bandiere, destra e sinistra, insiemee qui c chi propone una visita al sito del deposito, chi raccoglie firme e chi, disinteressato al gioco truffaldino dei politici, blocca gli incroci stradali che portano al grande centro commercialeun grande calderone da cui non sale buon odore e che vedr per ben presto bruciare la sua zuppa. Infatti, nonostante limpegno degli assidui presidianti, la partecipazione tranne alcuni momenti non mai stata troppo numerosa, probabilmente perch la zona non densamente abitata nelle immediate vicinanze, anche se il puzzo negli anni arrivato a km di distanza. Il presidio di tipo pacifico, si tengono riunioni ed assemblee quasi quotidiane, dove per esempio vengono riportate le notizie degli incontri col prefetto (che chiedeva di pazientare fino alla chiusura posticipata di volta in volta ogni 10 giorni) e si discute sul da farsi. Si attende quanto meno che la ditta venga a mettere i tanto promessi teloni per coprire le eco-balle. Al momento anche alle guardie permesso scaldarsi accanto al fuoco! Con una scadenza pari ai 15 minuti arrivano i camion dai C.D.R., camuffati con manifesti pubblicitari, tra cui il pi gettonato quello di Fisichella che beve drive

RIAPRE TAVERNA DEL RE

beerDiversi e il pi delle volte poco incisivi sono stati i tentativi di bloccarne lingresso, tant che il sito ha avuto rallentamenti che non sono mai andati oltre unapertura a singhiozzo. Il pi delle volte il tentativo disperato di bloccare i camion si svolgeva facendo cordoni di resistenza che qualche volta finivano con tafferugli con la polizia. Diversi i tentativi di salire sui camion, di bloccare i C.D.R. Ma le giornate pi interessanti sono state quelle che hanno visto ergere barricate sulle strade di ingresso. Quella esperienza ha fatto guizzare una nuova luce negli occhi dei presidianti, dando la dimostrazione che far chiudere il deposito fosse possibile, almeno per un giorno! Ma la protesta nel giuglianese non riuscita di fatto a sgominare definitivamente lipotesi di Taverna del Re, di fatti a meno di una settimana dalla chiusura del sito, il 27/12/07 tra lo sgomento di tutti, il prefetto Pansa data lemergenzad il via ad una nuova proroga. Il tam-tam di aperture e proroghe v avanti anche dopo la nomina di De Gennaro, e non si ferma neanche quando a fine febbraio 2008 una donna incatenata si d fuoco per bloccare lingresso dei camion e in ospedale inizier lo sciopero della fame. Ci che si sa attualmente che, dopo la proposta di Prodi di portare le eco-balle ad Acerra, lo stato non ha intenzione di scomodarsi, ha intenzione di costruire un inceneritore proprio a Taverna del Re.

Ore 13,55 Pozzuoli Circa 160 manifestanti attuano un blocco stradale.

Ore 08,00 Pianura Alcune auto date alle fiamme. Il custode di una scuola viene invitato a non aprire la struttura in solidariet ai manifestanti.

Ore 08,00 Quarto Circa 300 persone si riuniscono a via Campana e danno vita al blocco della circolazione.

Ore 23,25 Pozzuoli Allaltezza delluscita Cuma della tangenziale circa 5 persone fermano un autobus e lo danno fuoco, bloccando la circolazione. Allarrivo dei VV.FF. ci sar un lancio di pietre contro lautobotte, senza feriti. Stessa sorte per i CC e P.S. accorsi, i quali, appena scesi dai mezzi, subiranno un fitto lancio di pietre e bombe carta. I manifestanti verranno dispersi con 2 cariche, 4 CC riceveranno cure mediche.

Ore 23,25 Pianura I VV.FF. intervengono per un incendio appiccato allinterno della dicarica dove erano custoditi mezzi e attrezzatura varia per i lavori di allestimento della discarica.

Ore 22,00 Pianura Un autobus di linea viene bloccato da ignoti messo di traverso e dato alle fiamme, dopo aver fatto scendere autista e passeggeri. I manifestanti sono circa in 500; verranno a contatto con un contingente di P.S. appostato l vicino. Gli scontri dureranno circa unora. Un fermo e diversi agenti resteranno contusi.

Ore 21,00 Pozzuoli Blocco stradale in via Campana. Cariche e tafferugli con le forze dellordine per la rimozione del blocco.

Ore 18,30 Pianura In via Montagna Spaccata, 10 CC a bordo di due mezzi militari, bloccati da oggetti di ogni genere sulla carreggiata, vengono presi dassalto da ignoti a volto coperto con mazze,pietre, grossi petardi. Alcuni contusi.

Ore 01,07 Pozzuoli Un auto di CC. viene circondata, i viaggiatori verranno insultati e minacciati da una quindicina di persone allaltezza di via Campana. Lauto riesce ad allontanarsi. Ore 02,25 Pianura Circa 100 manifestanti a volto coperto attaccano una volante di P.S. e un autobotte di VV.FF. che stava spegnendo dei roghi di rifiuti. Alle 03,00 ulterirore scontro con CC e P.S. Le forze dellordine sono costrette ad indietreggiare. Nessun fermo. 08/01/09 Ore 06,35 Pianura Ancora blocchi stradali .

Ore 17,55 Pozzuoli A Monterucello diversi blocchi stradali con 4 autobus di linea che vengono presi e dati alle fiamme. Sia i VV.FF che interverranno per spegnere lincendio sia i CC e P.S. che li scortano saranno oggetto di un fitto lancio di pietre e bombe carta. Si conteranno diversi feriti soprattutto tra i pompieri. Intanto sulla tangenziale continuano i blocchi stradali. In serata verranno bruciati altri 2 autobus da ignoti. 49

Ore 15,53 Pozzuoli Manifestanti bloccano la tangenziale; allaltezza dello svincolo per Monteruscello, scontri fra manifestanti e P.S. 2 di loro resteranno leggermente feriti. Ci sar un fermo.

Ore 19,00 Pianura Ignoti attaccano con lancio di pietre e bombe carta il commissariato di P.S. Ore 21,00 Pianura Autobotte dei VV.FF. viene attaccata da ignoti nei pressi del commissaritato di P.S. Ore 20,00 Pianura Un uomo viene fermato e arrestato perch sorpreso con 6 bottiglie incendiarie e una tanica di benzina nella sua vettura.

05/01/08 Ore 5,00 Pianura In via Montagna Spaccata contingenti di P.S. e CC, mediante blindati, liberano la carreggiata da grossi tronchi di albero e blocchi in cemento vari, allontanano i manifestanti, non pi di 20, presenti con cariche di alleggerimento, e permettono ai camion di ghiaia di entrare nella discarica. Ore 09,40 Pozzuoli Bloccata la circolazione in via Campana da 150 persone Ore 12,00 Quarto Sempre in via Campana, lato quarto, blocchi stradali con cumuli di rifiuti, cassonetti rovesciati e tir e camion temporaneamente presi in prestito. Bloccata luscita della tangenziale. Circa 150 persone.

Ore 18,00 Pianura Un furgone e un auto date alle fiamme in due zone diverse. Ore 18,30 Pianura Un furgone dei CC danneggiato da una sassaiola effettuata da giovani a volto coperto mentre transita in via Montagna Spaccata. Ore 20,00 Pianura Due mezzi dei CC vengono attaccati da ignoti con pietre e bombe carta in via Montagna Spaccata.

Ore 15,30 Pozzuoli Blocco stradale effettuato al quadrivio da circa 100 manifestanti. Verr rimosso dagli stessi alle 20,00.

Ore 13,00 Pianura In via Montagna Spaccata, un centinaio di persone si riuniscono e tentano di forzare il cordone delle forze delordine. Cariche di alleggerimento e qualche contuso da entrambi i lati.

06/01/08 Ore 09,10 Pozzuoli Manifestazione con blocco stradale in via Campana. Ore 16,40 Pianura Ceninaia di persone riunitesi avanti allarea di servizio Esso in via Montagna Spaccata partono in corteo sponaneo. A Pianura il numero di manifestanti arriver a circa 2000 persone. Il corteo dopo aver attraversato il quartiere si scioglier alle 19,45.

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07/01/08 Ore 5,00 Pianura Contingenti di forze dellordine raggiungono i blocchi stradali allaltezza di via Montagna Spaccata. Scortano una ruspa e hanno lordine di rimuovere tutti i blocchi sulla via. Troveranno centinaia di persone avanti a loro che con tenacia, fra una carica di alleggerimento e laltra, riesciranno a non far avanzare le forze dellordine. Solo la prima fila di blocchi verr rimossa, qualcuno cercher di rubare le chiavi della ruspa, qualcun altro riesce a dargli fuoco, purtroppo prontamente spento, qualcun altro verser litri di olio di auto sullasfalto per impedire lavanzare dei mezzi. Si arriver alle 13,30 quando gli ispettori ricevono lordine di fare marcia indietro e tornare a casa.

Pisani: contrada una volta votata allagricoltura e al taglio del legname per la facilit di lavorazione del terrenoda qui il nome di Pianura. La contrada ora circondata da montagne artificiali di spazzatura prima inesistenti, da l si vedeva il mare prima che negli anni quella terra di crateri naturali ingoiasse quantit indicibili di spazzatura. La prima apertura della discarica avvenne il 5 gennaio 1921 sotto la gestione dei La Marca-Di Francia, due famiglie storiche di Pianura proprietarie di 30 ettari dei 50 di gestione comunale. Vero che a quellepoca pochi erano i materiali inquinanti, ma quella di contrada Pisani era gi prevista dovesse diventare la pi grande discarica d Europa e la seconda nel mondo. Dopo continue saturazioni dei crateri la discarica fu riaperta negli anni 80 grazie ad un accordo tra i Di Francia e Cutolo. Lo sversamento sarebbe dovuto durare per venti anni in modo da creare cumuli di spazzatura che ricoperti di terreno avrebbero creato la base per un campo da golf. Rovinando i piani di chi gestiva la discarica questa chiude nel 94 perch utilizzata come sversatoio di tutta la regione, e non solo di rifiuti leciti: 16 tonnellate di scarti di collante acrilico della Sicaf (Novara) 21 tonnellate di fanghi provenienti da impianti di depurazione di Ferolenet (Milano) 22 tonnellate tra vernici, resine e fanghi (Padova) 25 tonnellate di frazioni di rifiuti speciali di cosmetici scaduti (Roma) 50 tonnellate di vernici della Sicaf (Novara) 79 tonnellate di rifiuti speciali industriali (Ferrara Torino) 113 tonnellate di polveri di amianto dal centro di stoccaggio di Torino 522 tonnellate di fanghi di verniciature (Milano) 1.106 tonnellate di scorie e ceneri di alluminio (Milano). Ma Pianura intanto nel 93, tramite il decreto Ronchi, rientra nei piani per il salvataggio dei Campi Flegrei. E cos tra un accordo e laltro tra Bassolino e lEnte

Un po di storia

CONTRADA PISANI

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I primi giorni del presidio videro una forte partecipazione locale. successivamente la gente dal paese accanto accorse per protestare a fianco della popolazione di Pianura. Vano fu il tentativo di politici e caporioni di emarginare i nuovi giunti, dipingendoli semplicemente come rivoltosi che nulla avevano a che fare con il loro pacifico presidio. Ben presto la protesta prese tuttaltro carattere, tant che il giorno stesso furono bloccate le vie daccesso alla discarica e i binari del treno che congiunge Pia-

Parco si ha una proroga della chiusura della discarica fino al 1996 in modo da poter far sversare i rifiuti provenienti anche da Caserta, Aversa e Giugliano. Nel 96 iniziano le vertenze contro lutilizzo dei fondi provenienti dalla C.E.E., i quali servivano per la bonifica dellarea per realizzare sui crateri naturali centri commerciali, alberghi ed il famoso campo da golf progettato da Cutolo e compari. Ma i lavori furono bloccati. Nel 2002 inizia la bonifica dellex area siderurgica Italsider di Bagnoli e ai Pisani (contrada vicino Pianura) avrebbero voluto sversare tra le 800.000 e il 1.000.000 di tonnellate di rifiuti fatti passare come inerti. Lamministrazione di Pianura, per mantenere gli equilibri politici, autorizz laccesso solo a rifiuti inerti di abitazioni civili, inoltre in quellarea fu scoperta una mini discarica di rifiuti illeciti di propriet di un certo barone Zampiglione. Nel 2003 Nugnes e Diodato (due politici della zona, uno della Margherita e uno di A.N.) proposero al sindaco di Napoli di utilizzare capannoni dellex area Di Francia come siti di trasferenza con un atto notarile tra A.S.I.A. e Di Francia per la riparazione e la manutenzione di mezzi e per il trattamento di rifiuti secchi. Lontano dai riflettori ci fu una forte mobilitazione degli abitanti dei Pisani repressa dallallora ministro degli interni Pisanu. Vi furono violente cariche in pieno giorno da parte di guardie giunte dal Lazio, dalla Puglia e dallintera Campania, che presero dassalto gli abitanti organizzando unimboscata da tutti i lati della montagna e precludendo ogni via di uscita. Lapertura questa volta fu concessa solo per pochi mesi. Molteplici furono focolai di resistenza ai Pisani, sovente qualcuno bloccava i binari del treno con bombole del gas, ma il motivo di tali gesta restava per lo pi taciuto dai media. Come se il problema dellapertura della discarica fosse solo del quartiere. Per anni il malessere si era tentato di gestirlo in termini elettoralistici: la stessa Iervolino negli anni passati aveva detto: mai pi ai Pisani Dopo circa 11 anni dallultima chiusura del sito, nellultima settimana del dicembre 2007 si decise la riapertura della discarica. La popolazione scese immediatamente in strada costituendo un presidio permanente.

Quella che segue una raccolta di avvenimenti avvenuti a Pianura nei giorni del vivo della protesta contro la riapertura della discarica. La maggior parte delle informazioni sono state prese dallinformativa della Digos di Napoli fornita ai giudici per linchiesta che ne seguita. Non tutto stato riportato, tante le cose accadute in quei giorni e, ovviamente, non tutte a conoscenza della polizia. Basta fare lesempio di Quarto, dove i blocchi sono durati cos tanto da lasciare una cittadina da 60.000 abitanti senza latte, benzina e sigarette per 2 giorni. Solo dopo lappello del sindaco al Tg1 nazionale, che definiva la citt come sotto assedio, intervenuto lo Stato a ristabilire una sorte di ordine. Detto questo, leggendo la cronologia che segue, ci si pu benissimo fare unidea del clima e del fermento che cera non solo a Pianura, ma anche nel circondario. Tutta la zona flegrea era interessata da manifestazioni o blocchi stradali, sia in solidariet con la lotta di Contrada Pisani, sia perch la monnezza non veniva raccolta da mesi. E se si ben attenti si riesce ad intravedere laffanno dellapparato statale a gestire proteste sponantee quando si generalizzano a macchia dolio. 03/01/08 Ore 03,00 Pianura Un autobus di linea viene bloccato e dato alle fiamme da giovani a volto coperto

BREVE CRONOLOGIA DEGLI AVVENIMENTI DI PIANURA

ore 11,30 Pozzuoli Circa 150 persone attuano un blocco stradale riversando cassonetti e rifiuti sulla carreggiata per solidarizzare contro la riapertura della discarica a pianura. Alle 14,00 i manifestanti si disperderanno autonomamente. Ore 16,30 Pozzuoli Riprende il blocco stradale, sempre in via Campana, con le stesse modalit della mattina. Il blocco verr rimosso dai manifestanti alle 19,30. Ore 21,00 Pianura 200 persone partono in corteo spontaneo per raggiungere lingresso della discarica; nel tragitto una Fiat brava CC BF 326, in dotazione dei CC di Firenze, viene attaccata e danneggiata mentre incrocia il corteo. Nessun ferito. 04/01/08 Ore 04,00 Pianura Ignoti incendiano 4 autobus di linea

Ore 18,00 Pianura Numerosi blocchi stradali effettuati nelle principali vie del quartiere isoleranno pianura per lintera serata; nel frattempo ci sar la chiusura, non sempre spontanea, di tutte le attivit commerciali.

Ore 09,30 Pozzuoli Circa 200 manifestanti attuano un nuovo blocco stradale in via Campana. Verrano usati gli stessi cassonetti e rifiuti del giorno precedente, che risalgono a mesi prima. Alle 21,30 i manifestanti si disperderanno.

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Basta adagiarsi aspettando lintervento dallalto o al massimo indignarsi se questo stato nullo o parziale. Creiamo momenti di socializzazione liberati dalla logica del profitto. Tentiamo la strada dellautorganizzazione. Consapevoli delle difficolt della lotta radicale, altrettanto consapevoli delle infinite possibilit degli uomini liberi. Assemblea permanente contro le nocivit 13 ottobre 2007 Napoli

invece di cercare insieme delle vie di uscita e tagliar fuori dalle proprie vite chi, consapevolmente ha accettato, se non addirittura pianificato, la devastazione e linquinamento della terra in cambio di un proprio tornaconto economico. Per quanto riguarda invece lapproccio risolutivo di chi cerca, nel proprio piccolo, di arginare questo disastro ambientale, poco si pu biasimare se non che si tratta di un tentativo pi utile a mettere a posto la propria coscienza che efficace nel risanare i disastri dovuti allo sfruttamento del pianeta. La realt che luso, ad esempio, di pannelli solari, di mezzi pubblici, di piatti in ceramica in risposta ad un certo tipo di inquinamento, non fa altro che crearne uno diverso come la devastazione di montagne per lestrazione del silicio, lammassare in spazi ristrettissimi esseri umani sullorlo di una crisi di nervi, labuso di detersivo e cosi via. La realt che siamo fottuti. Qualsiasi cosa facciamo nella societ del consumo porta con se la realizzazione di nuove merci, nuovi prodotti, nuovi rifiuti. Il consumo critico non elimina il capitale, la raccolta differenziata contribuisce attivamente alla creazione di nuove merci, il riciclaggio una frivolezza dato che ci sono magazzini e magazzini pieni di prodotti da immettere sul mercato. La realt che siamo tutti sulla stessa barca, una barca che sta pian piano affondando; il vero problema non essere consapevoli o meno di ci che sta accadendo, il vero problema trovare una scialuppa di salvataggio e allo stesso tempo contribuire attivamente ad affondare la barca.

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nura con la citt di Napoli. Inizi il blocco dello shopping dellultimo periodo natalizio. Tutte le strade furono presidiate con blocchi stradali strategici di primo mattino per impedire a tutti di andare a lavorare. I media si impegnavano nel presentare come unica via di uscita dallemergenza la costruzione di un inceneritore, mettendo le popolazioni le une contro le altre: chi non voleva lapertura dellinceneritore contro chi camminava tra i rifiuti per strada, chi chiedeva con pi o meno forza il ritiro della spazzatura contro chi era in lotta contro lapertura della discarica La vera via di uscita era unirsi contro chi per decenni, speculando sulla salute dei pi, ingrassando i propri guadagni, aveva fatto salire precipitosamente il numero di morti per tumore e di malformazioni neonatali. Lindignazione trovava la forza di trasformarsi in azione. 31/12/07 riunione in prefettura. lultimo giorno di Pansa da commissario, prima di cedere il posto al suo vicario, Umberto Cimmino, che sembra a disagio in un ruolo cos impegnativo. Lo aiuter comunque Alessandro Pansa, in quanto prefetto, nell individuare siti alternativi. Il comune di Napoli dice per di non averne a disposizione, mentre i militari ne offrono solo uno in provincia di Salerno. Vengono appesi striscioni a Napoli prima del concerto di fine anno che vorrebbe mettere in secondo piano la scomoda resistenza di quei giorni. Intanto roghi di rifiuti e di auto divampano in citt. Il 2/01/08, dopo il brindisi di fine anno, la tensione arriva alle stelle quando si scopre, per una fuga di notizie, che per quella notte sono previste cariche della polizia e con esse la presa del sito. Nessuno arretr ma furono, anzi, rinforzati i blocchi stradali. Allalba con estremo stupore dei presenti, si videro mezzi pesanti della polizia precedere le ruspe. Fu aggirata la montagna distruggendo le vie dei maneggi e le campagne. Amarezza ed incredulit si diffusero tra la gente del presidio insieme allodio verso la stampa che a distanza di nemmeno un paio di ore gi esaltava il metodo utilizzato dal governo per aggirare la popolazione. Sentimento quasi generalizzato e destinato a crescere. Ma la lotta era solo agli inizi il presidio dei manifestanti occup una pompa di benzina localizzata di fronte al varco utilizzato dagli sbirri per salire alla discarica. Nei giorni a seguire il numero di persone aument vertiginosamente: dai comuni vicini giungevano decine di persone in corteo che con la loro rabbia e determinazione contribuivano alla crescita della forza della protesta. Grande fu la festa quando si alzarono le fiamme dalla discarica divampate dai teloni per il coibentaggio. Il 4/01/08 Contro i cordoni di poliziotti, in un capodanno che sembrava infinito, furono tirati alcuni petardi ed in serata una gazzella dei carabinieri fu colpita con

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un estintore. Intanto furono bloccati anche i paesi vicini, aumentando il blocco sostanziale delleconomia, tant che il paese di Quarto rimase per due giorni senza n pane n latte. Le tangenziali erano in tilt. Nella stessa nottata furono dati alle fiamme alcuni autobus utilizzati per bloccare le rotonde. Venne attaccato a sassate e petardi il commissariato di polizia di Pianura. Furono inoltre danneggiati i mezzi necessari per iniziare i lavori di preparazione del terreno della cava (fu incendiata una pala meccanica). Sabato 5/01/08 alle 5.30 numerosi squadroni di guardie dassalto costrinsero i manifestanti alla ritirata. Il resto del presidio disperso si un agli abitanti che giungevano dalle zone limitrofe, anche se gli sbirri avevano tagliato le vie di comunicazione tra i due presidi, ben decisi ad ostacolare larrivo di altri sbirri e ancor di pi a far indietreggiare le ruspe che di l a poco sarebbero arrivate per rimuovere le barricate. Quel giorno, tra i manifestanti vi erano molti anziani verso cui i poliziotti non ebbero nessun riguardo: nel corso delle cariche un uomo di oltre settantanni fu letteralmente calpestato dagli stivali di quelle merde senza dignit.. Fu impedito con forte resistenza il cambio di turno delle guardie. Mentre si cercava di impedire larrivo dei mezzi per i lavori, un uomo sal su una ruspa e venne colpito ripetutamente alla testa dalle guardie. Ne segu una sassaiola con vari feriti negli scontri e giornalisti aggrediti. Dalle 9,55 in poi alcune decine di manifestanti occuparono la linea ferroviaria Roma-Napoli nel tratto tra Pozzuoli e Giugliano. A seguito dei pestaggi del giorno prima si riaccese la rabbia, si incrementarono i blocchi stradali; quella sera e quelle seguenti sarebbero stati i momenti pi caldi della protesta. La composizione dei partecipanti alla protesta era tra le pi svariate, ma mai qualcuno inve contro chi, utilizzando altre pratiche e mezzi, attu una rivolta senza compromessi contro laggressione statale che avrebbe potuto essere domata solo con una forte repressione. Nelle nottate di presidio una sola idea animava le persone: bisognava restare tutti uniti. I giornali sbandieravano presunte infiltrazioni di ultras e camorristi. Ogni accusa

Dopo aver partecipato alla manifestazione del 19 maggio a Napoli, dopo aver constatato anche nei successivi momenti dincontro, spontanei o organizzati, che lunica alternativa possibile suggerita, in maniera cosi ossessiva da non poterla che chiamare parola dordine la raccolta differenziata, prima di assistere ad un ulteriore momento di piattume ideologico e critico meglio spiegare in breve perch per noi questa soluzione non che fuorviante, se non del tutto inutile. Una critica della gestione dei rifiuti fine a se stessa, senza una successiva messa in discussione del sistema di produzione che ne alla base, ricorda pi il piagnisteo di chi, spossessato di qualsiasi voglia e forma di ribellione, impreca al destino infausto piuttosto che rivendicare la base di un percorso di contrapposizione allesistente ordine sociale. Se poi, per un attimo si riflette sulla perseveranza di chi si ostina ad incentrare tutte le proprie attenzioni sui presunti vantaggi che la raccolta differenziata porta ai paesi civilizzati che la utilizzano senza soffermarsi sul nostro contesto economico e sociale, ci si accorge del tentativo di questi ultimi di evitare la presa in considerazione di una soluzione solo apparentemente utopistica: la fine della societ delle merci. Infatti la raccolta differenziata non diminuisce bens aumenta il consumo e linquinamento; basta prendere come esempio il percorso delle bottiglie di vetro griffate : depositate negli appositi contenitori, ammesso che vengano portate nel luogo adatto di smaltimento, vengono fuse perprodurre nuove bottiglie di vetro! Ricapitolando si ha : Rifiuto (bottiglia) >>> Smaltimento (energia) >>> Prodotto (bottiglia) In pratica da un rifiuto ne otteniamo uno uguale ma con un consumo di energia. Ancora peggio constatare con quale facilit labbaglio della raccolta differenziata venga propinata dai soliti politici e politicanti come risposta efficace ed immediata ad una massa goffa e imbrigliata nellormai dilagante arrendevolezza propria di individua da una parte stanchi dei ritmi disumani del lavoro e della produzione ma dallaltra appagati da quel benessere industriale che ne deriva. Si vuole un aria pi respirabile ma non si riesce a rinunciare allauto. Si vogliono meno rifiuti in strada ma si continua a consumare quintali di merci. Si vuole un cibo pi sano e di qualit ma si continua a comprare prodotti tutti uguali e visivamente accettabili nei supermercati. Allora non stupisce quando, di fronte a tante persone riunitesi in piazza per manifestare un malessere comune si ascolta da bocche diverse un'unica soluzione, e tantomeno stupisce che le stesse bocche chiedano ai responsabili di questo disastro (stato, assessori, politici, imprenditori, ecc..) di trovare una soluzione,

NON DIFFERENZIAMO, DIFFERENZIAMOCI!

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abitanti erano camorristi, tutti i manifestanti feroci tagliagole, chiunque dissentiva un terrorista. Ma neanche i parolai del governo con le loro stronzate a mezzo stampa sono riusciti nellintento di buttare merda. La gente di Pianura si permessa di opporsi e per questo adesso deve pagare. I clan politico-industriali non accettano repliche quando mettono le mani su un territorio soprattutto ora che i loro interessi si sono spostati in un altra zona. Hanno bisogno di dare un esempio a chi si ribella. Gli arresti effettuati per i blocchi di Pianura sono arrivati proprio adesso che si sono riaccese le proteste a Chiaiano. La tecnica quella solitamente usata: affermare che tra la gente del posto ci sono infiltrati che fomentano solo violenza, fare una divisione tra bravi cittadini e sobillatori feroci. Tecnica che molto probabilmente verr riutilizzata anche nelle indagini sulle proteste di Chiaiano. Sono giorni, infatti, che i mezzi di disinformazione parastatali continuano a puntare il dito su alcuni dei facinorosi di Pianura che sarebbero stati presenti anche nelle proteste di Chiaiano. Visto che si stanno aprendo nuovi fronti di lotta - come ad Andretta (Av) dove vogliono aprire una megadiscarica da 2 milioni di tonnellate, ad Acerra dove sta per entrare in funzione linceneritore (chiamiamolo col nome suo), a Ponticelli dove prevista la costruzione di un altro inceneritore - uno degli strumenti per sedare ogni rivolta proprio la criminalizzazione delle popolazioni che si oppongono alla devastazione del proprio territorio. Lo spauracchio degli infiltrati, della presenza di camorristi, di ultras scatenati, di estremisti politici serve solo a coprire, in maniera alquanto maldestra, il fatto che chi si ribella chi subisce sulla sua pelle la devastazione del proprio ambiente. Solidariet con le popolazioni in lotta. Anarchiche e anarchici a Napoli ottobre 2008

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fu rispedita al mittente, consci che lo stato fosse lunico colpevole delle strade bloccate, delle scuole deserte e dei negozi chiusi. Non riusc il governo, tramite i giornalisti asserviti, a far calare la partecipazione. Non pass la teoria dellinfiltrato ma anzi si fece strada la consapevolezza che lultras non fosse una categoria aliena dal genere umano, ma che si era l tutti uniti per difendere il territorio da unennesima invasione e con esso il proprio futuro. Il 06/01/08 Arrivano cortei sia spontanei che organizzati ai Pisani Il 07/01/08 nonostante alcune cariche di alleggerimento vennero comunque bloccati i camion diretti alla discarica che portavano ghiaia. Il sindacato di polizia richiese di poter utilizzare le pistole elettriche contro la popolazione Il 08/01/08 nel tardo pomeriggio, contornati da numerose telecamere delle pi svariate televisioni, la polizia i carabinieri, la finanza e la forestale abbandonarono il sito. In molti festeggiarono ma era chiaro che si trattava solo di una strategia per alleggerire la tensione. In realt i poliziotti si erano dislocati in tutto il circondario. Avendo fallito con la forza i fautori della discarica tentarono vie meno dirette offrendo (quella sera stessa) ad alcuni partecipanti al presidio posti di dirigenza nei lavori da effettuare nella discarica. Il tutto fu sbandierato e deriso in pubblica piazza davanti a centinaia di manifestanti. Non tard a palesarsi quel tipo di minaccia a cui siamo ben avvezzi da queste parti Al termine di un vertice in prefettura Cimmino conferm la scelta del sito di Contrada Pisani come idoneo a raccogliere rifiuti . Nelle ore che seguirono riesplose la guerriglia con svariati tentativi da parte degli sbirri di forzare i blocchi. Venne data alle fiamme la pompa di benzina dellassessore Diodato, strategico punto di rifornimento per i camion che avrebbero dovuto sversare l la spazzatura. Furono inoltre devastate le sedi di A.N. e della Margherita. Il 09/01/08 ci fu un partecipatissimo corteo a Napoli contro il piano rifiuti. Si parl di 10.000 persone Il governo propose di stoccare parte dei rifiuti in Sardegna. Il 10/01/08 venne nominato nuovo commissario straordinario lex capo di polizia

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Unulteriore cronologia riportata in appendice. Per quanto gli episodi parlino da s, soprattutto nel momento in cui ne sono accaduti cos tanti, necessario provare ad allacciare i vari fili per poter presentare un quadro un po pi limpido delluniverso napoletano e per dare, a chi Napoli la conosce solo tramite gli articoli di giornale o per sentito dire, una possibilit di vederci pi chiaro. Ne abbiamo discusso molto e tanto ancora se ne parler delle rivolte di Pianura, e non per nulla; chi ha vissuto questa esperienza dallinterno si sicuramente trovato catapultato in un contesto tanto originale. Il contesto

De Gennaro, macellaio responsabile dei violenti pestaggi alla scuola Diaz e alla caserma Bolzaneto a Genova durante il G8. Divent palese che il governo stava cercando di reprimere questa ribellione, potendo essa fornire un esempio di resistenza alle altre comunit in lotta. La lotta continu fino a quando venne diramata la notizia che la cava non sarebbe stata pi utilizzata a causa della presenza di grosse quantit di materiale fortemente tossico. Da quel momento in poi la partecipazione andata via via scemando, anche a causa del silenzio delle istituzioni sulla possibile apertura della discarica. Verso febbraio De Gennaro propose come alternativa allo sversamento di rifiuti lutilizzo della cava come deposito di eco balle, e nei cantieri limitrofi lo stoccaggio delle ceneri residue. Trover ancora unopposizione alla sua proposta, ma questa volta meno intensa. La discarica verr definitivamente chiusa da uninchiesta aperta dalla magistratura sul ritrovamento di rifiuti altamente tossici.

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il caso di puntualizzare che entrambi i quartieri di Pianura e Pisani, trovandosi alla periferia di Napoli, rispecchiano la realt emergenziale della suddetta citt. In tale contesto sempre stato diffuso il populismo dei vari partiti, soprattutto quelli di destra ed estrema destra, che va a tamponare i piccoli problemi quotidiani. In particolare nei Pisani dove, dopo svariate lotte per ottenere una scuola e servizi minimi, tuttoggi ancora non ci sono fogne, illuminazione stradale, strade asfaltate,ecc.. In tal quadro negli anni stato semplice scegliere il cittadino modello che si sarebbe fatto portavoce delle proteste dei cittadini. Allinizio del presidio tali politicanti sono stati ovviamente tra quelli che ci additavano come i facinorosi, gli estranei, ma questa storiella delluomo nero venuto da lontano non ha dato i risultati sperati anche se alla sola vista di certi volti ci prudevano le mani, e i momenti di attrito non mancarono, preferimmo sconfessare la loro pratica piuttosto che attaccarli frontalmente.

Nel dicembre dello scorso anno il prefetto di Napoli Alessandro Pansa indicava la discarica di Contrada Pisani come idonea allo stoccaggio delle migliaia di tonnellate di munnezza presenti per le strade di Napoli e provincia. Negli stessi giorni la popolazione di Pianura cominciava a protestare contro la riapertura di una delle discariche pi vecchie e pi grandi dEuropa. Basti pensare che la discarica stata aperta nel 1921 ed stata utilizzata a fasi alterne fino al 1994 anno in cui stata chiusa ufficialmente. In realt il sito stato riutilizzato pi volte fino alla protesta del 2003, quando una riapertura di pochi mesi ha scatenato blocchi spontanei in tutto il quartiere sedati prontamente dalle armate di stato a manganellate. Da allora essendo la zona una delle pi contaminate dEuropa lutilizzo della discarica stato accantonato. Quando si parla di contaminazione si deve sapere che il quartiere di Pianura ha un indice di malformazioni fetali e un tasso di tumori tra persone di qualunque et spaventoso. A Pianura si scaricato qualunque rifiuto tossico in quantit che conosciamo solo in parte. Ma questo il ruolo che hanno le discariche, sotterrare qualunque tipo di scoria industriale senza che se ne possa capire la provenienza e soprattutto la pericolosit per noi e per le terre che abitiamo. Pensavate che una discarica servisse a raccogliere solamente i nostri sacchetti di munnezza? Certo quelli sono buoni per nascondere i rifiuti tossici. Questa era la situazione a Pianura nel Dicembre dello scorso anno quando migliaia di persone scesero per strada per impedire lennesima vessazione. Ci furono di nuovo le proteste e le bastonate delle bande armate statali, ci furono i blocchi e le barricate per difendersi dalle bastonate. Anche in quei mesi di freddo intenso ci fu gente a presidiare lingresso della discarica per parecchie notti di fila. La popolazione di Pianura aveva deciso che resistere era lunica cosa da farsi, aveva deciso che il proprio territorio, la proprio vita, il futuro dei propri figli non erano merce in vendita, che nessuno per ragioni di perpetua emergenza, di mero profitto diciamo noi, poteva decidere di mandare a morte una comunit che aveva gi un piede nella fossa. Ma per chi devasta interi territori, per chi calpesta la dignit di intere comunit per i suoi fini di potere, tutto questo rappresenta una sfida, una ribellione che deve essere schiacciata con qualunque mezzo. Ed ecco che quando le bastonate non servono, comincia il bombardamento mediatico: in quei mesi tutti gli

NAPOLI, PIANURA

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ziare a breve. Tra non molto la Campania sar ancora una volta lo sversatoio dEuropa con la novit che ora si bruceranno tutte le scorie delle grandi opere che i governi di destra o di sinistra cercano di imporre un po dappertutto. Ora la calura estiva passata e gli appelli del governo a far presto per scongiurare il dramma igienico sanitario sono dimenticati ma i problemi si ripresentano uguali da 15 anni. A noi la scelta: un futuro fatto di tumori e malattie oppure liberarci dal giogo degli sfruttatori con qualunque mezzo necessario. ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO LE NOCIVITA Settembre 2008

Tutti dovevano sapere attraverso lassemblea quello che succedeva e discutere ci che si sarebbe potuto fare. Ovviamente a questa pratica non si avvicinarono mai i politici, che anzi tentavano di continuo di boicottarla. E banale dire che i capannelli continuarono ma in molti diedero valore a questo metodo collettivo in cui si inizi tra laltro ad attaccare la politica delnon a casa mia, tanto cara ai burattinai del potere. Attraverso lassemblea si potuto svelare i tentativi di mistificazione della realt, avvalorati anche da tecnici imbecilli, secondo i quali linceneritore di Brescia (in quei giorni utilizzato come esempio di sana gestione dei rifiuti) non arrecasse danni alla popolazione; tesi usata dal dominio per circoscrivere la lotta di Pianura ad un semplice problema locale, nel tentativo di evitare una possibile fusione di pi fronti (ad esempio con quello della lotta contro linceneritore di Acerra). In questi momenti di confronto si discusso, anche se non approfonditamente, delle alternative al sistema attuale di produzione e smaltimento che andassero pure oltre la raccolta differenziata. Inoltre, lassemblea ha dato la possibilit ai pi di venire a conoscenza delle altre popolazioni in lotta, vicine e lontane, e delle azioni fatte in solidariet con la lotta contro la discarica dei Pisani. Lontane dallaffermazione dei fascisti: ognuno pensi ai problemi suoi che avrebbero voluto quindi isolare quella protesta dal contesto pi ampio di devastazione ambientale e non solo, alcune donne andarono a condividere lesperienza del presidio con un altro nascente a Villaricca. In un simile contesto iniziale, dove la parola assemblea era ai pi sconosciuta, dove la maggior parte dei presidianti era abituata a delegare e a lasciar fare al politicante di turno, abbiamo assistito ai primi segni di cedimento del meccanismo della delega, abbiamo visto vacillare i suoi ingranaggi principali: il ruolo di mediazione e il potere del rappresentante politico. I politici furono tutti ben accorti a presentarsi con una posizione opposta a quella di Diodato, favorevole alla riapertura della discarica. Nonno, De Falco, Nugnes, Palmers erano s presenti in quei giorni ma lo erano anche perch costretti dalla loro appartenenza al quartiere. Non potevano assolutamente tirarsi indietro, pena la fine della propria carriera politica. Allora ecco che Nonno (A.N) te lo trovavi mattina e sera al presidio, creava il suo capannello, parlava con la sua gente, decideva la sua strategia ma non determinava o sceglieva la linea dei manifestanti, tanto che vicino a s, a debita distanza, cera anche un folto gruppo politicamente e umanamente opposto. Ma bisognava non far aprire la discarica, il resto era momentaneamente messo da parte. Il fu Nugnes, allora I politici

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assessore al comune di Napoli, cera poco pubblicamente, saltava fuori nei momenti di maggiore partecipazione al presidio (il consenso lanima del politico), stringeva mani, si dichiarava vicino ai manifestanti, ma non si esponeva pi del necessario. Palmers (margherita), con la sua schiera di legalitari, era invece pi presente sui giornali e ai cortei a Napoli che non al presidio. Inoltre si era arrogato il ruolo di portavoce dei pianuresi, tanto che ormai lo si vedeva dappertutto, ma era molto slegato dal contesto. Non a caso il suo striscione pianura per la legalit (?!) era portato dalla solita schiera di onesti cittadini che avevano colto la palla al balzo per approfittare dellattenzione mediatica rivolta alla protesta per far passare la propria richiesta di una maggiore presenza dello Stato a Pianura. Si pu dire che abbiano scelto proprio il momento adatto! De Falco (F.I.), anche lui molto presente durante il presidio essendo di Contrada Pisani. Infine Diodato (A.N.), che oltre alla faccia ci ha perso pure un po di soldi. Sua era la pompa di benzina che prese fuoco durante le notti pi calde, cos come un negozio di abbigliamento che magicamente si ritrov distrutto e svuotato. Come consigliere comunale si era dichiarato favorevole alla riapertura della discarica, avendo i suoi buoni motivi, e per questo per scendere al presidio e poter parlare era sempre accompagnato da personaggi poco rassicuranti. Il caso volle che la mattina del 5, dopo lingresso dei camion scortati dai blindati, si present da solo e questa volta, sempre personaggi poco rassicuranti, ma che in questo caso indossavano la divisa, dovettero accompagnarlo a casa. Da quel giorno si sent poco parlare di lui. Forse lesempio pi rappresentativo dellatteggiamento dei manifestanti nei confronti dei politicanti fu la modalit con cui accolsero Fiore e la Mussolini; in citt Pianura rinomata come quartiere tendenzialmente destro, quindi i due sciacalli non potevano esimersi da dover fare una passeggiata propagandistica. Purtroppo per loro, avevano fatto i conti senza loste. Da premettere che al presidio erano ormai presenti da un po di tempo anche le persone che portavano avanti il progetto della radio pirata Radiolina e, durante unassemblea molto partecipata, i compagni pi attivi della protesta venivano invitati da un personaggio di estrema destra e la sua scorta tutta napoletana muniti di pistole a lasciare momentaneamente il presidio. (A Chiaiano invece, in nome della democrazia, la Mussolini sar accompagnata dai presidianti stessi, tra cui vari disobbedienti, allinterno della cava). I due sciacalli non trovarono nessuno ad accoglierli, e quando cercarono di mettere i loro sporchi vessilli sul gazebo del presidio, i presidianti fino a quel momento indifferenti li invitarono senza mezzi termini ad appenderseli in casa propria. Fu talmente un flop che al TG non venne neanche menzionata la notizia.

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Solo pochi mesi fa, prima della calura estiva, allapice della perpetua emergenza rifiuti che da 15 anni ammorba il territorio campano, i clan politico finanziari tuonavano sulla necessit di costruire nuove discariche sul territorio arrivando a militarizzarlo e varando un nuovo pacchetto di leggi destinato a reprimere pi duramente i dissidenti al progetto progresso infinito. da tener conto che la sempre pi massiccia produzione di merce e quindi il suo smaltimento sono due facce dello stesso affare che porta profitti per pochi e miseria per tutti. Un sistema di produzione che continua ad aprire ipermercati per poter vendere montagne di merci prodotte a ritmo forsennato avr sempre bisogno di nuove discariche ed altri inceneritori. Anche la raccolta differenziata tanto acclamata da molti non far altro che aprire un nuovo canale produttivo che si affiancher a quello gi esistente incrementando lo sperpero di energie e risorse nello sfruttamento delluomo sulluomo. Ma necessitiamo veramente di un sistema produttivo che devasta la terra che abitiamo? Tutto questo con o senza il consenso della popolazione che dovrebbe assistere allesproprio della propria terra quasi felice di essere di aiuto a riempire i portafogli dei soliti infami. Fortunatamente non tutti sono cos mansueti infatti solo pochi mesi fa prima della calura estiva, la popolazione non servizievole che abita i territori invasi resisteva ai tuoni governativi al riparo di barricate ribadendo alle armate statali che fino a quando ci saranno infami disposti a devastare un territorio ci sar gente pronta a difenderlo. Ed erano tanto confortevoli e davano tanto riparo quelle barricate che sono passati dagli ultimatum tuonati ai sussurri della trattativa sui tavoli del dialogo. Trattativa fatta come sempre sulla pelle della gente. Trattativa che nullaltro ha deliberato che il ripetersi di rilievi tecnici atti a dimostrare lidoneit o meno del terreno a fare da discarica, rilievi gi effettuati che ne avevano stabilito linagibilit. A garanzia della trattativa sono state rimosse le barricate e dopo un po il dialogo diventato monologo. Ovviamente i rilievi tecnici hanno dato esito positivo, le cave sono state invase dai militari e i lavori sono iniziati il primo settembre. Allo stesso tempo il clan del progresso composto da governo, amministrazioni locali e imprenditori ha affermato a tambur battente di aver posto fine allemergenza sotterrando il tutto nelle campagne limitrofe del napoletano e del campano. A breve la discarica sar funzionante, i lavori dellinceneritore di Acerra sono quasi completati e quelli dellinceneritore di Ponticelli potrebbero ini-

PRIMA DELLA CALURA ESTIVA

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progresso lastricata di miseria, guerra e malattie per lintera popolazione perch in nome del loro progresso che ci vogliono pi merci, pi discariche, pi inceneritori e pi raccolta differenziata per aiutarli a creare pi progresso per loro e pi miseria per tutti. Naturalmente tutto questo poggia sul consenso democratico della popolazione e qualora questo dovesse mancare qualunque oppositore da bastonare. E se il terrore delle armate statali non basta si possono sempre fare nuove leggi che permettono di imprigionare chi dissente per qualche manciata danni, come fossero noccioline. Tutto questo contornato dal fiume di stronzate messe per iscritto o audiovisive che giornalisti infami (vedi Attilio Bolzoni) continuano a sparare, come ad esempio la porcata della distribuzione gratuita di cocaina per resistere meglio ai presidi, della retribuzione in base a un particolareggiato listino prezzi per ogni cassonetto bruciato o sasso lanciato e chi pi ne ha pi ne metta. In fondo non c nulla di cui meravigliarsi questo da sempre il trattamento riservato dai mezzi di informazione per chi dissente e si oppone alle decisioni dello stato. In questo volantino non abbiamo mai menzionato esplicitamente Chiaiano per il semplice motivo che il problema non riguarda esclusivamente questo quartiere, riguarda invece centinaia di migliaia di persone che abitano una qualunque citt della Campania che dovrebbero sentirsi direttamente coinvolti, invece di sentirsi estranei al problema, e agire di conseguenza. In questo volantino abbiamo voluto parlare di quello che succede e pu succedere in uno qualunque dei territori occupati dal clan del progresso. Alla devastazione del territorio da sempre e dovunque, poco importa il paese natio, si risponde anche resistendo sulle barricate. Solidali con gli abitanti di Chiaiano e Marano. Solidali con noi stessi.

anarchici e anarchiche a Napoli

30 maggio 2008

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Ben diverso fu invece l'atteggiamento dei manifestanti nei confronti di stampa e media. Come accade in tutti i presidi composti da realt popolari, l'arrivo dei media e la conseguente attenzione sono all'inizio auspicati e poi caldamente appoggiati. Che la stampa parli della propria lotta pare sia il vero obiettivo di molti presidianti, tanto la tv diventata fondamentale per la propria esistenza. Purtroppo questo atteggiamento molto condiviso nella realt italiana, basta infatti vedere come si comportato il movimento dell'onda studentesca e la fine che ha fatto. Anche a Pianura quindi, soprattutto i primi giorni di presidio, quando i partecipanti non superavano la trentina di unit, l'arrivo della stampa fu accolto s a braccia aperte, ma anche a culo stretto. Molti di loro non avevano dimenticato la complicit dei media qualche anno prima, quando vennero picchiati nel silenzio pi totale. C'era quindi una collaborazione con i giornalisti, nella speranza che questi diventassero un mezzo efficace per esporre e rilanciare le proprie rivendicazioni a livello nazionale, ma non mancava la diffidenza nei confronti degli stessi, stando bene attenti a cosa far riprendere e fotografare e cosa no. Il resto poi venne da s. Quando i pennivendoli dimostrarono per l'ennesima volta la loro natura, adducendo le infiltrazioni di camorristi, di delinquenti prezzolati, di folli estremisti per screditare agli occhi dell'intero paese la protesta ed evitando metodicamente di mandare in onda o pubblicare la violenza della sbirraglia sui manifestanti inermi e tacendo sulle colpe dei politici, le cose cambiarono, e non di poco. L'odio andato crescendo e si radicato man mano che si svelava la natura fittizia dell'interesse mostrato dalla stampa nei confronti dei manifestanti e delle loro ragioni; divenne chiaro che l'interesse dei pennivendoli era quello di fare il gioco della lobby politica pronta a prendere il posto del centro sinistra campano affinch la questione della riapertura della discarica fosse archiviata. Nei fossi stato ritrovato di tutto, ma non stato menzionato un solo fattivo responsabile politico della bomba ecologica. Fotoreporter insultati e malmenati, telecamere rubate o distrutte, troupe televisive allontanate con lancio di petardi e scortate dalla sbirraglia, sono episodi figli della spettacolarizzazione mediatica di quei giorni. Non dimentichiamoci che le immagini di Pianura hanno fatto il giro del mondo, tanto che erano presenti anche giornalisti giapponesi! Non che si voglia essere ripetitivi, ma riteniamo che sia necessario sottolineare lo specifico atteggiamento nei confronti della stampa messo in atto a Pianura; questo uno dei motivi che ha messo lo stato in difficolt. Infatti, una delle strategie pi efficaci, che consiste nel divide et impera, a Pianura non ha avuto effetto.

La stampa

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stata proprio questa diversit tra i manifestanti, accomunati da condivisioni di esperienze e di intenti, a dare alla lotta di Pianura la linfa e la creativit necessarie per riuscire ad evitare che la discarica venisse riaperta. Era sempre un da farsi, da parte di tutti. E non era mai dettato da una qualche mente superiore. Infatti, mentre qualcuno era intento a rinforzare i blocchi, qualcun altro incendiava le ruspe e i teloni dentro la discarica, altri prendevano in prestito i mezzi pi adatti per le barricate, altri ancora attaccavano le pattuglie isolate, altri mantenevano il presidio e altri si preoccupavano di dar da mangiare e bere a chi vi avrebbe passato la notte, altri avvisavano dalle strade limitrofe i movimenti nemici, altri semplicemente offrivano un caff o si informavano su quel che stava accadendo. Nessuno aveva la possibilit, nonostante ci siano stati vari tentativi, di arrogarsi il diritto di dire cosa fosse giusto e cosa sbagliato, cosa bisognava fare e cosa no. Quel che accadeva di notte era considerato altrettanto utile a ci che avveniva di giorno, e quindi non veniva condannato dai presidianti. Infatti nessuno si sogn di fare dichiarazioni infamanti nei confronti degli altri manifestanti, neanche nei momenti in cui lattenzione della stampa era ai massimi livelli. Gli scontri notturni erano visti un mezzo come un altro per poter raggiungere lobiettivo; chi aveva voglia vi partecipava, chi non se la sentiva rimaneva a casa, ma non condannava. Esemplare fu la raccolta di soldi per tre ragazzi fermati una notte, fatta per pagare lavvocato. Stessa cosa avvenne a Chiaiano, ma il contesto era molto diverso. Tanto vero che, dopo gli arresti di inizio ottobre per gli scontri di gennaio, a Pianura nessuno si permise di condannare gli arrestati, e le uniche dichiarazioni rilasciate ai giornali erano sempre a favore e mai contro chi ha subito la repressione. Cosa ben diversa, invece, ha fatto Mauro Bertini, a nome del presidio permanete di Chiaiano, che in quei giorni dichiar che anche loro, durante le proteste a Villaricca, furono avvicinati da una fantomatica banda di guerriglieri di professione, pronti a creare il panico in cambio di 10.000 euro, avvalorando cos le tesi della magistratura e prendendo definitivamente le distanze da certe pratiche.

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Sono ormai 15 anni che la Campania sopravvive in uno stato di emergenza perenne, ciclicamente il problema rifiuti si ripresenta alla vista e allolfatto della popolazione. La classe politica e imprenditoriale, in questi anni, si arricchita di pari passo con il crescere del problema senza mai risolvere nulla. Secondo questi papponi basterebbe fare una decina di discariche, qualche inceneritore e un po di raccolta differenziata e il problema risolto. Poco importa se il numero di tumori e malformazioni alla nascita semplicemente raddoppiato per la popolazione che vive nei dintorni. Qualcuno direbbe tristi coincidenze! Nuove discariche, nuovi inceneritori e la raccolta differenziata sono le premesse per la produzione ancora pi massiccia di altra merce. Ma se si vuole risolvere lemergenza perch continuare a produrre e a distribuire altra merce? Se si fa la spesa in un qualunque supermercato met di quello che si compra diventer immondizia senza considerare la qualit; ma questa una minima parte, infatti la parte pi considerevole di rifiuti da smaltire oltre quella urbana sono le scorie che il ciclo produttivo crea per produrre quella merce scaffalata nei supermercati. I rifiuti e il loro eventuale smaltimento sono stati e sono un affare sicuro e redditizio, ecco perch in 15 anni il problema non si mai voluto risolvere. Evidentemente se siamo a questo punto il problema non nellincapacit di smaltire i rifiuti ma nella sovrapproduzione di questi. Non un caso se ultimamente i cani preposti allo smaltimento si stanno azzannando tra loro, losso grande e varie figure istituzionali come il prefetto e il vice commissario sono indagati, tra laltro, di truffa, questi per non sono che regolamenti di conto tra i vari clan politico finanziari che si contendono losso. Lemergenza rifiuti rimane ed ecco allora che il sistema politico indossa il guanto di ferro e decide che la discarica deve essere fatta e si far poco importa che sia a ridosso di centri abitati o su falde freatiche da cui attingono lacqua gli ospedali e i quartieri nord di Napoli, poco importa se la munnezza contaminer terre coltivate da secoli, poco importa se la strada del cosiddetto

EMERGERE DAI RIFIUTI

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Innanzitutto rimandiamo le accuse di inquinatori al mittente, non abbiamo fabbriche che scaricano liquami tossici nellacqua che beviamo, non abbiamo catene di produzione che scaricano scorie nelle terre che abitiamo e neanche ciminiere che riempiono di diossina laria che respiriamo. I megamercati dove siamo costretti a far spesa non ci appartengono, le merci che volenti o nolenti siamo costretti ad acquistare non ci portano nessun beneficio ed anche il nostro sacchetto di monnezza appartiene ai rapinatori del pianeta. Qualunque cosa esce da questo sistema di produzione sistematicamente inquinamento e fonte di miseria. Per smaltire tutto ci non ci sono inceneritori o raccolta differenziata che tengono. Quello di cui necessitiamo farla finita col sistema di produzione industriale. Anarchiche e Anarchici a Napoli estate 2007

In un mondo dove siamo completamente privati della possibilit di provvedere da noi ai nostri bisogni e desideri, dove lunica cosa apparentemente accettabile ed accettata farsi produttori del profitto di questi parassiti, la soluzione che vorrebbero imporci quella di aiutarli a raccogliere la merce che devono rivenderci cos da creare un nuovo business e ricavarne un ulteriore guadagno, perch in questo sistema di sfruttamento e oppressione lasservimento e il profitto devono essere totali.

sia realmente cos e dopo questa ecoballa ecco la soluzione urlata a gran voce, di cui chi sempre in cerca di briciole di potere si fa portavoce e sostenitore: raccolta differenziata!

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Il 6 ottobre 2008, su disposizione del tribunale di Napoli, la digos e la polizia arrestano 39 persone, nellambito dellinchiesta sugli scontri di gennaio a Pianura, con accuse che vanno da associazione a delinquere a devastazione, da sequestro di persona a porto darmi, un po di tutto insomma. Non ci sembra interessante scendere nelle ricostruzioni particolareggiate di ogni caso, questo vile esercizio lo lasciamo alla magistratura, ci che importante sottolineare la linea di intimidazione dello stato. Gli arresti e la gravit delle accuse, contornati da una campagna mediatica creata ad hoc, sono serviti da avvisaglia a tutte le altre realt in lotta. Il messaggio che hanno voluto mandare stato chiaro: ecco cosa spetta a chi si rivolta contro la ragion di stato. Chiaiano in arrivo, la Val Susa sar la prossima. I punti fondamentali su cui hanno focalizzato lattenzione dellopinione pubblica sono in particolare due: linfiltrazioni di varia natura e la regia politica. Lo scopo, a nostro avviso, stato, da una parte, il tentativo di criminalizzare e denigrare una lotta che gli era sfuggita di mano, e dallaltra ridurre la stessa ad un mero tentativo da parte di qualcuno di voler dirigere la protesta, per soddisfare la sete di potere e legemonia personale. Nellutilizzo di tale tesi si rende evidente che lesempio aggregativo che si avuto a Pianura, qualcosa di incontrollabile e pericoloso per il domino statale qualora non sia filtrata da politiche concordate con il potere. Non concepibile per chi governa che, senza capi di professione, una popolazione si mobiliti per contrastare il volere dei potenti. In tale ottica facendo risultare la protesta di Pianura, come una vicenda gi concordata da esponenti locali ha fatto si che questultima non venisse presa come esempio positivo, per alcuni dei tratti che lhanno caratterizzata, dalle altre realt in lotta. Il continuo martellare di tv e giornali, sia a gennaio durante la protesta che a ottobre per gli arresti, battendo sulla nobile causa dei pacifici dimostranti rovinata da infiltrazioni camorristiche e follia ultras, dappertutto ha attecchito tranne che a Pianura. Dappertutto si parlava di una protesta manipolata dalla camorra o dai fascisti, tant che nella stessa Napoli, gente a noi molto vicina, ha stentato a

Gli arresti

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partecipare alla protesta, ripetendo a nostra sorpresa le tesi giornalistiche. Quando si dice il potere dei media Comunque, se proprio vogliamo dirlo, che le infiltrazioni della camorra ci fossero non affatto una novit, ma non erano diverse da quelle che ci sono nel Comune di Napoli, nella questura, nella magistratura, ecc.. E i tanto terribili ultras non sono altro che gli stessi ragazzi del quartiere, che hanno nella curva uno dei minimi punti di aggregazione in una citt, che per la maggior parte altro non offre che violenza e miseria. E che la polizia sia un loro nemico, questo non ci meraviglia n ci stupisce. Purtroppo una cosa di cui si sicuramente sentita lassenza stata una risposta, da parte di chi a Pianura ha vissuto quei giorni e quelle notti, agli arresti. La posizione presa da tutti quelli che non sono stati colpiti dalla magistratura stato un netto calo di sipario; quella presa dagli arrestati invece stata di slegarsi dal contesto e difendersi individualmente. Pensiamo che questo derivi da diversi motivi, e non da un semplice menefreghismo generale. Sicuramente la tempistica ha avuto il suo peso. Labilit della magistratura stata quella di compiere gli arresti a 10 mesi di distanza dagli avvenimenti accaduti, in un contesto sfilacciato in cui la fiamma della protesta era bella e spenta gi da un po. Inoltre, accusare parte degli arrestati anche di avvenimenti lontani dalla protesta di gennaio (infatti pi di una decina sono accusati per reati legati al mondo ultras) non ha fatto altro che stroncare sul nascere una possibile risposta. Per finire, non abbiamo utilizzato il termine vittoria per quanto riguarda la lotta di Pianura, perch la politica di devastazione e militarizzazione del territorio prosegue senza tregua.

Di seguito riportiamo i testi di alcuni volantini e manifesti distribuiti in alcune delle manfiestazioni avvenute in Campania. Fermatevi e guardatevi attorno. Potete vedere fiumi di asfalto, sciami di automobili, montagne di cemento, boschi di antenne paraboliche, alveari che chiamiamo abitazioni. Il nostro habitat innaturale questo, un inferno a cui siamo stati condannati dalle brame di profitto e potere di pochi parassiti. In questo inferno vorrebbero farci credere di essere padroni delle nostre scelte e del nostro tempo. Vorrebbero farci credere alle loro menzogne di progresso e benessere quando la maschera caduta da tempo e miseria e sfruttamento sono intorno a noi. Ma proprio perch noi, sfruttati di questo mondo, abbiamo ancora attimi di lucidit e consapevolezza per renderci conto di dove viviamo e quali surrogati siano le nostre vite, ecco che ciclicamente ci troviamo ad affrontare le cosiddette emergenze, oggi limmondizia, domani la criminalit e poi il terrorismo e poi chiss. Tutto questo per addormentare e soffocare quei barlumi di coscienza indicatori di quanto questo sistema faccia schifo. Oggi lennesima emergenza, quella dei rifiuti, colpisce lodorato e la vista di chi costretto a sopravvivere tra cumuli dimmondizia nelle periferie cittadine. Nel sud Italia, estrema periferia della fortezza Europa, quella dei rifiuti non unemergenza una costante invariabile. Gli scarti delle logiche di profitto e rapina della terra in cui abitiamo finiscono in quello che mangiamo, in quello che respiriamo, in quello che beviamo. Il risultato che di fame non si muore pi ma si muore di tumore a qualunque et. E dopo averci spossessato di tutto quello che umanamente ci appartiene cosa fanno i signori governanti e i loro baciaculo in doppiopetto? Scaricano la colpa su di noi. Perch siamo noi sfruttati gli inquinatori. Siamo noi oppressi a creare immondizia, come se la causa della mancanza dacqua il nostro rubinetto che gocciola e non le migliaia di chilometri cubi dacqua necessarie alle industrie per raffreddare i loro impianti, che la sporcizia per strada dovuta a chi getta carte a terra e non linutile quantit di imballaggio che avvolge qualsiasi cosa (quante volte dobbiamo scartare la stessa cosa?). Come se laria irrespirabile solo causata dallutilizzo delle auto e non soprattutto degli scarichi costanti delle ciminiere di ogni tipo di fabbriche. Sono riusciti ad argomentare cos bene questa puttanata che c chi crede che FERMATEVI E GUARDATEVI ATTORNO

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coincidono totalmente allinterno del sistema economico che fa del profitto lunico obiettivo. inutile ribadire che i profitti di costoro sono direttamente proporzionali allaumento di tumori, di malattie infettive e malformazioni alla nascita di cui la Campania detiene il triste primato. Per essere precisi ci sembra sbagliato utilizzare due termini, politica e camorra quando se ne potrebbe usare uno solo che li comprende entrambi: Stato. Ed proprio questo che dobbiamo attaccare e distruggere per riprendere pieno possesso delle nostre capacit di gestire la nostra esistenza.

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Quello che accaduto a Chiaiano un chiaro esempio di come la societ in cui viviamo sia totalmente manovrata dal giogo del potere, da quei pochi che hanno deciso di sfruttare al massimo ci che la natura ci offre, di arricchirsi sulla pelle e sulle spalle di coloro che nientaltro vorrebbero se non vivere la propria esistenza senza alcun tipo di sfruttamento, n della loro terra, n di loro stessi, n dei loro figli. E opportuno fare un passo indietro, spiegare ed analizzare i singoli avvenimenti per capire, in questo teatrino fatto di decisioni prese senza tener conto della volont della gente del posto, di tira e molla, di false soluzioni, la storia dellEmergenza rifiuti in Campania, unemergenza creata appositamente per spostare lattenzione dal reale problema delleccessiva produzione di merci e ci che ne consegue. Conoscere gli avvenimenti di Chiaiano indispensabile anche per comprendere lampio margine di profitto ricavato e che si ricaver dalla costruzione degli inceneritori, dalla costruzione e dalla gestione di nuove discariche, insomma da tutto ci che vogliono far passare come soluzione, ma che in realt rappresenta unulteriore possibilit di investimento e di guadagno. Sono passati 14 anni da quando, nel 1994, allolfatto e alla vista della popolazione campana i media istituzionali presentavano la tanto citata emergenza rifiuti, un ospite che ha soggiornato troppo di pi dei temuti tre giorni. Da allora si sono succeduti sempre gli stessi governi, morto un papa e se n fatto un altro, ma invece di essere risolta, lemergenza rifiuti ha continuato a riempire le tasche della classe dirigenziale campana e non solo. Come pu unemergenza durare 14 anni? Anche se sarebbe pi appropriato chiedersi perch persiste questa emergenza? Questo scempio dovuto durare anche per permettere lo sviluppo di aree industriali del nord che per prosperare avevano bisogno di smaltire a costo zero e lontano dal loro territorio le scorie del ciclo di produzione. La devastazione del territorio campano in linea con lottica del capitalismo mondiale ovvero lo sfruttamento globalizzato. In alcune regioni del mondo vengono reperite le materie prime e se le popolazioni locali dissentono, le bombe intelligenti sono un ottimo interlocutore. In altre regioni le materie prime vengono trasformate in merce perfettamente inutile poi venduta in ogni angolo del pianeta. In altre ancora invece gli scarti del ciclo di produzione vengono sotterrati o bruciati. Poco importa se la catena industriale deve distruggere intere popolazioni per reperire materie prime; poco importa se la lavorazione di queste ultime devasta interi territori e solo qui in Italia ogni

LA LOTTA SI SPOSTA A CHIAIANO

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giorno lascia sei persone morte a terra; poco importa se le scorie della produzione avvelenano lacqua che beviamo, il cibo ch mangiamo, laria che respiriamo e che soprattutto avvelenano il nostro futuro. Nei piani odierni, la Campania dovr essere appestata con ben altre 10 discariche che oscillano da una capienza di 700.000 tonnellate (Chiaiano) a quella di Andretta, una fogna a cielo aperto di 2.000.000 di tonnellate e altri 4 (forse 5) inceneritori di cui 2 nel napoletano (Acerra e Ponticelli). Tutto ci non passato sotto silenzio. Le popolazione delle aree indicate hanno manifestato il loro dissenso in maniera determinata, ma non tutte hanno avuto onor di cronaca, ne un esempio la manifestazione di Andretta (in provincia di Avellino) che ha visto la partecipazione di 10.000 persone passata completamente sotto silenzio. Mentre altre zone sono state per mesi nellocchio del ciclone mediatico come Chiaiano e precedentemente Pianura, un altro quartiere di Napoli dove era prevista la riapertura di una discarica chiusa da decenni che aveva gi seminato morte e distruzione. Le cave di via Cupa del Cane, sito che lo stato ha deciso di destinare allo stoccaggio dei rifiuti della citt di Napoli e dei comuni limitrofi, sono situate allinterno dellunico polmone verde cittadino. Le cave finora interessate sono tre, tutte di propriet della Fibe, ma in effetti in tutta la zona se ne contano ventuno, tutte possibili futuri sversatoi. Il progetto del supercommissario Bertolaso quello di depositare, nella discarica di Chiaiano, circa 700.000 tonnellate di rifiuti tal quale, con la delega, a livello legale, di poter sversare anche qualsiasi tipo di rifiuto tossico. Per descrivere la spaventosa situazione campana, allo stato attuale lapertura della discarica non andrebbe a gravare ulteriormente sullormai devastato territorio campano, da decenni sito di stoccaggio di rifiuti tossici/industriali provenienti il larga misura dalle fabbriche del nord Italia, ma anche europee e americane.

quantomeno fuorviante e riduttivo perch, coscientemente o meno, si distoglie lattenzione dalle responsabilit dellapparato politico. I clan infatti non fanno altro che gestire per conto della politica gli affari sporchi. Dare colpa di ci che accade al territorio in cui viviamo alla camorra e alla politica corrotta serve unicamente a far credere che esista una politica buona, pulita, che ha a cuore gli interessi delle persone e della loro salute. Quindici anni di disastro ambientale dovrebbero essere pi che sufficienti a sfatare questo mito. In un tempo cos lungo chi pu dire di non essere venuto a conoscenza dellinfame gestione dellaffare rifiuti? E tutto questo scempio si poteva realizzare senza la collaborazione (o almeno il tacito assenso) di tutta la classe politica? Dove non sono essi stessi i gestori e i beneficiari degli introiti che si ottengono dalla gestione dei rifiuti costoro sono comunque responsabili della protezione e dellappoggio dato a chi in vece loro andr a lucrare sulla nostra pelle. Accusare i clan di essere gli unici responsabili del disastro ambientale fa dimenticare che il potere politico il primo responsabile; difatti senza lappoggio di questultimo non sarebbe mai stato possibile alla camorra gestire cos a lungo laffare rifiuti. Non si pu e non si deve quindi sperare nellintervento di un qualche potere buono e democratico (stato, regione, commissario) che ci venga a salvare dal disastro. infatti sotto gli occhi di tutti che tali poteri e gli uomini che li rappresentano hanno tutto l'interesse a che la mobilitazione delle persone che vivono nei territori devastati abbia termine per poter infine riprendere tranquillamente a gestire lo smaltimento dei rifiuti con i risultati che tutti conosciamo. La nuova buffonata del governo che ha dichiarato la fine dellemergenza in Campania va proprio in questa direzione. Ribadiamo che quando parliamo di apparato politico non intendiamo uno o pochi politici disonesti collusi con i clan. Piuttosto intendiamo che la gestione criminale del territorio sia il frutto della politica dellintera classe dirigente che mira unicamente al profitto e al controllo del territorio anche attraverso la gestione della cosiddetta emergenza ambientale. Lapprovazione dei decreti emergenziali per la Campania da parte del parlamento, ne lesempio pratico e lampante. In questo caso anche con lutilizzo dellesercito nella gestione delle cave, degli inceneritori e dei CDR, ha imposto le proprie scelte, a dispetto di tutte le proteste, permettendo ai clan o alla classe imprenditrice (quale la differenza?) la gestione del business. Apparentemente sembrerebbe che lopposizione popolare sia stretta tra due fuochi; da un lato lo stato con i suoi decreti emergenziali e il suo apparato repressivo, dallaltro il potere della camorra e il suo apparato di sgherri. Noi crediamo invece che queste non siano altro che due facce della stessa medaglia poich chiaro che gli interessi dello stato e della camorra

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che li produce e accetta la necessit di doverli in qualche modo smaltire, allestendo dallimballaggio fino al successivo utilizzo, luniverso perfetto di un ciclo di smaltimento che avrebbe solo bisogno di essere tecnicamente gestito, confidando da una parte nella capacit organizzativa dello stato e dei processi di razionalizzazione industriale, che per definizione una razionalit impenetrabile, e dallaltra in una selezione di comportamenti ecologicamente sostenibili ed eticamente responsabili, da parte di coloro che continuerebbero cos ad essere delle mere appendici di processi economici che li sovrastano.Alla pari del cittadino consumatore, i fautori di un mondo che si pretende senza rifiuti non vedono altra via di uscita da questo pianeta assediato dallindustria e incancrenito dai rapporti mercantili, che quello di chiedere ogni volta lintervento dello stato, nellillusione che esso riduca e renda impalpabili i rifiuti e le scorie prodotte da una societ, che ad ogni aumento decretato del tenore di vita e del tasso accettabile di inquinamento rende gli individui di in grado pi incoscienti e impotenti. Senza pi i saper fare di una volta e i legami sociali tramandatici dalla storia umana, senza pi cultura e spirito di iniziativa per affrontare consapevolmente insieme agli altri i problemi che ci attanagliano, ci ritroviamo sempre pi inermi davanti alla marcia catastrofica di un mondo che fatalmente sprofonda nelle sabbie mobili dei suoi scarti di produzione, e che su tutti i fronti non fa che conseguire risultati assolutamente funesti e incontrollabili: disastri cosiddetti naturali, sconvolgimenti climatici, desertificazione, epidemie, aggravamento delle patologie, e non per ultime, disfunzioni brutali nella gestione tecnoscientifica del dominio, come quella appena registrata a Napoli e fatta accettare sotto il nome di emergenza rifiuti. La produzione di emergenze fittizie e disastri reali infatti diventata lordinaria amministrazione di un dispositivo paralizzante, che ipoteca il futuro per mezzo delle sue stesse distruzioni, e che annichilisce il presentimento e lintuizione di un altro avvenire, con lanestetico di misure palliative e dementi risoluzioni (come lanidride carbonica in Germania catturata dallatmosfera e a loro dire tumulata sotto terra per disinquinare laria), che risolvono i problemi solo amplificandoli, e che servono in realt unicamente a prolungare il saccheggio senza fine di tutte le risorse esistenti e la distruzione sistematica di quellambiente proprio alla vita degli uomini In tale rovinoso contesto, esigere dallindustria produzioni pulite e dallo stato che lavori senza sosta al riciclaggio degli avanzi delle sue porcherie, denota uno sconsiderato distacco dalla realt, caratteristico di tutti coloro che ritengono pi redditizio sorvolare sulla totalit dei problemi dalla societ industriale. Inoltre pensare che la causa principale del cosiddetto disastro ambientale sia da imputare esclusivamente ad organizzazioni camorristiche e mafiose ci sembra

Limpatto, invece, si far sentire direttamente sulla popolazione che vive nelle immediate vicinanze delle cave, le quali distano poche centinaia di metri dai grandi agglomerati residenziali; non dimentichiamoci che nellultimo decennio in Campania il tasso di malformazioni infantili raddoppiato e quello delle patologie tumorali schizzato vertiginosamente. Senza dimenticare poi limpatto indiretto generato dal percolato, che coinvolger anche chi vive lontano dalla discarica, data la presenza nelle vicinanze di campi coltivati o delle falde acquifere sotterranee, le stesse che riforniscono alcuni tra i gli ospedali pi grandi della citt. Tutte queste controindicazioni furono gi prese in considerazione da Bertolaso e dal suo staff di tecnici, tanto che quando il precedente governo sugger lipotesi Chiaiano durante una delle infinite crisi dei rifiuti lo stesso super eroe in casacca blu si rifiut categoricamente di prenderla in considerazione la proposta. Questo, ovviamente, prima di Pianura. Ma andiamo con ordine. Il 30 aprile scorso, Gianni De Gennaro, subentrato in gennaio a Bertolaso nel ruolo di commissario speciale per lemergenza rifiuti in Campania, indica Chiaiano come sito idoneo per la costruzione della discarica senza valutare le problematiche sociali e ambientali che ne conseguiranno; inserisce cos via Cupa del Cane tra i 10 siti scelti dal governo allinterno del decreto sullemergenza rifiuti. Nemmeno il tempo che la notizia viene passata alla stampa che gli abitanti di Chiaiano, Marano, Mugnano danno vita ad assembramenti spontanei che daranno successivamente vita al presidio permanente. Durante questi giorni ci si prepara per il 21 maggio, giorno i cui verr svolto a Napoli il primo consiglio dei ministri del nuovo governo Berlusconi. Il 3 maggio (erette le barricate) inizia il presidio permanente sulla strada che porta alla cava, composto da tutti coloro, del luogo e non, che hanno deciso di opporsi allallestimento della megadiscarica: sono presenti individui e famiglie che hanno a cuore il proprio futuro e quello del territorio in cui vivono. Il 21 maggio si svolge in citt una manifestazione abbastanza spenta in cui non si registrano momenti di tensione. Dopo che la manifestazione viene bloccata dalla polizia allaltezza di piazza Municipio, un po per la pioggia e un po per aver capito landazzo dello schieramento in blu, fermamente deciso a non concedere un solo passo in pi di quello che si era dato, il corteo si scioglie sulle note di condite offese rustiche rivolte a Berlusconi & co. Non passa molto tempo e si apprende per via mediatica, la via preferita dal furbo Berlusconi, che guarda guarda Guido Bertolaso il nuovo commissario straordinario ai rifiuti, vengono individuati 4 siti per la costruzione di inceneritori e i 10 siti di stoccaggio vengono confermati ufficialmente, si equiparano i luoghi dove verranno costruite le di-

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scariche alle aree di interesse strategico nazionale. In altre parole avviene una vera e propria militarizzazione del territorio, il tutto aggravato dalla decisione di procedere allarresto, con detenzione fino ai 10 anni per chi fosse individuato come capo istigatore delle rivolte e fino a 4 anni per chi compisse blocchi stradali o entrasse nelle discariche ed impedisse lo svolgimento dei lavori. La presenza dei militari , inoltre, unaltra astuta mossa del governo che comincia ad attuare una politica repressiva ed autoritaria in una zona circoscritta e non pacificata, per poi passare, come realmente accaduto, al controllo di intere citt. Un decreto fatto ad arte per spianare la strada alle lobbies che gestiscono lintero affare dei rifiuti; gi di per s, lemergenza rifiuti rappresenta una situazione economicamente vantaggiosa per larghi settori dellimprenditoria che gestisce la crisi e ricava profitti dal sistema di smaltimento, ovviamente favoriti dalle istituzioni politiche nazionali e locali. Il 23 maggio, il capo dello stato Giorgio Napolitano firma il decreto sullemergenza rifiuti, decretando ufficialmente Chiaiano come uno dei dieci siti campani dove sorgeranno nuove discariche. In previsione di una sicura risposta, la polizia carica preventivamente centinaia di persone, tra cui molti anziani e bambini, che si erano riuniti al presidio per attendere il verdetto finale; il bilancio di tre arresti e diversi feriti. La mattinata del giorno successivo i manifestanti si danno appuntamento alla rotonda rosa dei venti, il clima sembra essere sereno, sono presenti le forze dellordine in assetto antisommossa ma pare che questo non infastidisca pi di tanto i presenti. Qualcuno per, blocca un autobus e lo mette di traverso a m di barricata. Al tentativo della polizia di avanzare per rimuovere lautobus, i manifestanti risponderanno con un fitto lancio di oggetti, tra cui qualche molotov e bombe carta; il bilancio degli scontri di 2 feriti, un ragazzo riporter gravi ferite dovute al volo di diversi metri causatogli dalla spinta di qualche anonimo sbirro durante la carica. Gli scontri porteranno allallontanamento della polizia e alla creazione di diverse barricate per difendersi dallattacco delle truppe di occupazione. Nei giorni a seguire, vista linconvenienza del continuare un muro contro muro, data la pericolosit di uneventuale radicalizzazione della lotta, lo stato agisce attraverso i canali meno evidenti e pi subdoli della contrattazione democratica istituzionale. Bertolaso si danner giornate intere per incontrare i sindaci e le amministrazioni locali e rassicurarli della sicurezza e bont delle proposte del governo; intanto pioveranno appelli da tutte le parti in cui si inviteranno i dimostranti alla calma e alla ragionevolezza. Gli avvoltoi della stampa, come da copione, monteranno una campagna diffamatoria nei confronti dei presidianti, arrivando perfino a de-

mantenimento dello stato e della societ capitalistica nel quadro di un disinteresse generale verso le reali necessit umane. Affrontare tali questioni avrebbe non solo aiutato a rinvenire delle comunanze con le lotte attuali contro opere che in nome della modernizzazione e di interessi che non ci appartengono minacciano ancor di pi lesistenza gi precaria degli uomini. Ma avrebbe certamente dato anche pi armi ed argomenti alla difesa dellinteresse immediato, mettendo sul tavolo attraverso il rifiuto dello stato la questione fondamentale di ritrovare, con la costituzione di reali assemblee permanenti, i modi e le forme per la riappropriazione collettiva di una vita sganciata dalle costrizioni del sistema produttivo. Non nutriamo nessuna illusione circa leventualit che un simile processo di appropriazione si realizzi prontamente, troppe sono le difficolt, dovute ad una decennale passivit, da affrontare e superare. In pi, in tutti questi mesi, i professionisti della politica hanno tentato di svuotare di ogni significato quelle iniziative che si opponevano alla riapertura di nuove discariche. Essi si sono preoccupati di far confluire tutte le attenzioni sulla denuncia del mal funzionamento dellapparato politico, richiedendo insistentemente dimissioni e assunzioni di responsabilit da parte dei suoi rappresentanti dai quali non di meno si esigeva lattuazione immediata di un piano alternativo per la raccolta dei rifiuti. Cos, per non perdere il treno della storia, rischiando di rimanere indietro nel nuovo processo di civilizzazione politicanti, pompieri e pretastri, sempre pronti ad infilarsi in ogni nuovo fronte di lotta, si sono appigliati allultima ecoballa dei padroni: Raccolta differenziata!, suggerisce il buon senso ecologico! Va da s che una qualche forma di opposizione reale pu aversi solo se, l dove non la si aspettava, riesce a far presa sul mondo. Se capace di avere la meglio sugli specialismi e favorire la discussione tra tutti gli individui. Se riesce a darsi delle forme autonome di lotta e agisce in modo da poter ottenere, nei termini di una vita migliore, dei risultati immediatamente tangibili per quelli che vi sono coinvolti. Se di volta in volta essa trova infine dei campi di applicazione per lesercizio e lo sviluppo di una coscienza critica della totalit dellesistente, e invoglia quindi a farsi carico in prima persona del proprio destino, il quale proprio nelle lotte appare come legato a quello degli altri. Con la raccolta differenziata, la quale non fa altro che trasferire altrove, senza sopprimerli, i disastri e la marea delle contraddizioni che necessariamente risultano dallo sfruttamento degli uomini e della natura, si ricorre a soluzioni tecniche anzich a radicali soluzioni sociali e si resta in pari tempo destituiti dalla possibilit di intervenire sulla realt alienante di tutto ci che siamo comunque costretti a consumare. Una critica che trova come unica soluzione la raccolta differenziata evidentemente parziale. Separa i rifiuti dalla societ delle merci

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per abolire insieme i presupposti che la rendono necessaria. Leconomia, lo stato creano le condizioni concrete per lalienazione e lo spossessamento e privano gli individui della possibilit di decidere liberamente come vivere, imponendogli di continuare a sottostare, in ogni aspetto della loro esistenza, a ci che stato dispoticamente scelto da altri. Insomma n i presidi locali di cittadini, n le varie manifestazioni, n le varie assemblee hanno sviluppato una critica che considerasse la costruzione di inceneritori e lapertura di nuove discariche, come una delle tante necessit nefaste del dominio delleconomia e della produzione di merci: ovvero ci che realmente a monte della proliferazione di rifiuti. Conseguentemente i risultati ottenuti sono stati molto pochi e la critica alquanto parziale e poco efficace. Con tutte le strade della citt e della sua provincia ricolme per mesi di spazzatura, e un governo che non poteva offrire altra via duscita che quella di ammassarla nei pochi acri di terra da queste parti rimasti disponibili, ci si sarebbe potuto aspettare che almeno qualcuno osasse mettere in discussione il modo di vita alienante e consumistico, che tra tante turpitudini rende necessario un piano di smaltimento dei rifiuti. Possiamo avere infatti ogni tipo di oggetto che al giorno doggi rappresenti il benessere e la comodit, lappagamento istantaneo di una profusione di esigenze illusorie e siamo tuttavia privati dei requisiti fondamentali per accedere a un minimo di autonomia e al soddisfacimento dei pi elementari bisogni umani. Siamo costretti a lavorare e allo stesso tempo dobbiamo auspicare di poter viaggiare su mezzi di trasporto che ci riportino quanto pi velocemente a casa. Viviamo una penuria di relazioni sociali, stentiamo a dare un contenuto alle nostre giornate e siamo costretti a fare angosciosamente ricorso a una miriade di sedicenti comfort e di protesi tecnologiche per produrre e far funzionare le quali i governi ci sbattono in faccia la necessit di moltiplicare le fonti di energia. Siamo a tal punto subordinati allindustria e alla rete di distribuzione delle merci, che se queste venissero improvvisamente meno, metterebbero gli abitanti delle citt dove si pu trovare ogni cosa a portata di mano nellimbarazzo di reperire persino da mangiare e da bere. Ci ritroviamo cos del tutto imbrigliati in un meccanismo sociale che sempre pi ci porta a dipendere dal potenziamento di quelle necessit industriali esclusivamente funzionali al

nunciare paghe in denaro e cocaina gentilmente offerte dalla solita camorra, che si rivela sempre un utile deterrente nelle situazioni pi scomode con tanto di prezzario, a chi compiva pi danni. Spendere fiumi di offese nei confronti di tale gentaglia, in questo ambito, non lo riteniamo necessario. Ci interessa di pi concentrarci e capire su come il presidio arrivato, la mattina del 27 maggio, ad accettare di rimuovere le barricate. Sar questo il momento in cui i presidianti di Chiaiano perderanno la loro lotta, permettendo allo stato di entrargli in casa, sebbene dalla finestra anzich dalla porta principale. La sera del 26 alle 20.00 fu indetta unassemblea in cui il sindaco di Marano (da tenere presente che via Cupa del Cane rientra nella circoscrizione di Chiaiano, mentre la rotonda rosa dei venti, lo spiazzale dietro e il resto della strada che precede la via daccesso alla discarica, rientrano nel Comune di Marano) riferir del suo incontro con Bertolaso. A quellora erano presenti poco meno di un migliaio di persone curiose di conoscere la risposta del governo alla loro decisione di non voler vivere, in un prossimo futuro, a contatto con la discarica. La maggior parte di loro se n andr delusa, abbandonando lassemblea prima che il dottor Perrotta arrivi. I pi tenaci, infatti, dovranno aspettare ben quattro ore per capire, gi dallespressione del volto da uomo messo con le spalle al muro, che il dado era tratto. Piccola curiosit, durante questa lunga attesa i capoccia delle realt del movimento napoletano si erano rintanati dentro lInsurgencia, fortino dei disobba napoletani. Per farla breve, il sindaco riporta la posizione indiscutibile del governo: la barricata principale, quella della rotonda, deve essere rimossa; meglio se da parte degli stessi manifestanti, senn entreranno in azione le migliaia di divise che erano state assembrate da diversi giorni nelle caserme limitrofe. Come segno di disponibilit, Bertolaso accett listituzione di una commissione di tecnici, 5 governativi e 5 proposti dal presidio, che avrebbe avuto a disposizione 3 settimane per effettuare i rilievi e che si sarebbe espressa sulladeguatezza o meno

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delle cave ad ospitare la discarica. La soluzione, per quanto ben infiocchettata che fosse, non convinse tutti. Cerano troppi lati oscuri: e se i tecnici avessero detto che andava bene? cosa voleva significare la delega a sversare qualsiasi tipo di rifiuto, quindi anche quelli tossici? Lo stato non ha mai mantenuto le promesse, perch avrebbe dovuto iniziare proprio in quel momento? E cos via. Il sindaco, vendutosi il presidio spudoratamente perch aveva accettato la decisione di Bertolaso, viene smascherato facilmente dagli stessi abitanti tanto che parte una contestazione a cui noi ci unimmo. La barricata per viene smontata e, a chi non era daccordo o non del tutto convinto dellutilit del gesto viene risposto che le barricate non avrebbero retto allimpatto dei blindati, che non cera abbastanza gente a difendersele, e, sempre la solita pappardella, il dialogo avrebbe salvaguardato lincolumit della gente. Certo, forse non si era in tanti ad essere decisi ad opporsi alla violenza dello stato, e sicuramente, per quanto fosse stata fatta ad arte, la barricata non avrebbe retto da sola. Per nascondersi dietro la facile scusa dellincolumit della gente troppo. Con la stessa determinazione con cui si evita il contatto e lo scontro con le forze dellordine in nome della salvaguardia della salute della popolazione allora allo stesso modo bisogna evitare che si faccia la discarica, visto che questa avr effetti ben pi devastanti che si perpetueranno negli anni. Elevarsi a paladini della sicurezza della popolazione non ha fatto altro che portare attualmente allapertura della discarica presidiata dai militari. Chi detiene il potere sa benissimo che uno scontro aperto contro una popolazione decisa a battersi sul proprio territorio non conviene. Dove c uninvasione nasce una resistenza. Quelle barricate erano il simbolo della resistenza di una popolazione che non voleva pi saperne delle decisioni prese a discapito della propria salute a beneficio delle tasche di pochi. Al riparo di una barricata si creano rapporti tra persone che non sono mediati da nullaltro se non dalla volont e dal desiderio di resistere. Ecco perch tutti i mezzi di controllo sociale in mano al clan del progresso sono stati utilizzati per demolire il simbolo di questa resistenza, anzich la protesta in s. Il costruire barricate e il difendere la propria terra suscitano indignazione a destra e inviti alla moderazione a sinistra; e mentre la prima auspica un rapido ritorno allordine anche a costo di distribuire un po di sane manganellate redentorie, la sinistra tenta di trovare, attraverso la mediazione, la soluzione pi ragionevole (per loro ovviamente) cercando di far calmare le acque in maniera da far passare sotto tono le proposte meno accettabili. E allora cosa di pi tranquillo e democratico che usare come interlocutori per questo ennesimo atto di repressione gruppi di rivoluzionari ragionevoli, facendogli svolgere il compito di pompieri della situazione, approfittando della loro

In questo scritto sono riportate delle riflessioni sviluppate a seguito di una serie di incontri avvenuti nel periodo in cui era in atto la mobilitazione di Serre (maggio 2007), quando il fulcro di qualsiasi iniziativa, assemblea o corteo, era la raccolta differenziata propinata come unica risposta all emergenza rifiuti. Levolversi della lotta, in luoghi diversi, dar ben altri sviluppi.

RIFLESSIONE SULLA SOCIETA INDUSTRIALE E DELLE MERCI

Quando un mondo marcisce tra i rifiuti che produce sempre pi abbondantemente, chi si ostina ad imputridirsi con esso non pu che chiudere gli occhi, turarsi il naso e continuare incoscientemente a gozzovigliare con ci di cui ci si dovrebbe invece disfare. Pochi producono, sottraggono, dilapidano, inquinano, smaltiscono. Molti consumano, si svagano, votano, lasciano fare, senza darsi troppo la pena di ragionare sulle cose che li avvelenano e che li dominano, salvo poi lamentarsi di essere stati serviti male, quando lolezzo che si diffonde dal volto sfigurato di una terra ridotta a una pattumiera, riporta ai sensi lo scenario della degradazione di una vita che non possono produrre essi stessi, e che non sembra promettere altra esperienza che quella delle innumerevoli calamit procurate dai progressi dellavanzata economica. Coloro che pure sostengono di voler fare a meno di inceneritori e discariche e di voler lottare per un mondo dove chiss grazie a quale prodigio spariscono i rifiuti ma non le merci, sono ben accorti a evitare, ad ogni occasione, una critica radicale a una societ che costringe gli individui ad affaticarsi insensatamente tra cumuli di spazzatura ed esalazioni nocive. Cos n levidenza n la ragione sono sufficienti ad aprire gli occhi a chi preferisce coltivare lillusione che basti raccogliere, differenziare, riciclare (corollario moderno dellingiunzione padronale Produci! Consuma! Crepa!), perch un mondo inaridito dalla produzione industriale e devastato dallinquinamento possa un giorno diventare quel paese della cuccagna promesso dallo sviluppo illimitato delle forze produttive. In Campania molte sono state le proteste in questi ultimi due anni contro lapertura di nuove discariche che hanno per qualche tempo contribuito a scuotere un po gli individui dallapatia, generando, seppur in ambiti circoscritti, incontri, discussioni, lassunzione di prese di posizione, perfino la larvata idea di un movimento pratico di contestazione. Ma ci che pi di tutto di esse rimane lamara constatazione della mancanza di una volont critica degli individui che non trovano pi in loro stessi le ragioni per rifiutare questa societ nel suo insieme. Questo confusionismo pigro e interessato impedisce di chiarire che non si tratta di opporsi solo allapertura di questa o quella discarica, ma che bisogna lottare

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pea, lepilogo di Chiaiano stata lapertura della discarica. La lotta di Chiaiano evidenzia un dato di fatto da cui le prossime lotte non potranno prescindere: lo strumento del ricorso alla magistratura, che i cittadinisti hanno utilizzato fino ad oggi, diventata unarma pressoch inutile, avendo lo stato dichiarato i siti di stoccaggio come siti di interesse strategico nazionale, passandoli cio sotto il controllo giuridico dellesercito.

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presa e credibilit fra la popolazione, in cambio di un po di visibilit mediatica nazionale e di una gentile concessione di spazi comunali? Allora non stupisce la difesa a spada tratta del sindaco di Marano, non stupiscono gli inviti durante le assemblee a potersi esprimere in base al luogo di residenza (potete non crederci, ma questo stato detto da un emerito cretino di Insurgencia pur di impedirci di intervenire) cos da mettere contro i presidianti locali e i solidali non del luogo, non stupisce la volont di isolare chi era in contrasto con legemonia di pensiero e di azione, che con il passare del tempo si fatta sempre pi fittizia, non stupiscono gli appelli a tenere la lotta nellalveo istituzionale. Nel frattempo per la trattativa ha dato modo al governo di salvare la faccia, mentre le valutazioni di impatto ambientale fatte dagli esperti del governo hanno ovviamente dato esito positivo allidoneit delle cave, e a nulla sono servite le contro perizie dei tecnici del comitato, con buona pace di chi si appellava ad un minimo senso di dignit e coerenza di Guido Bertolaso, che lanno precedente aveva espresso parere totalmente opposto. Via via con il passare dei giorni, nellattesa delle perizie, lattenzione della stampa scema fino ad ignorare quasi completamente le vicende di Chiaiano, e di conseguenza scema anche la partecipazione dei curiosi che erano s in gran numero, ma che sono ovviamente venuti meno nel momento pi difficile. Le altre barricate verranno allora rimosse e sostituite con un palco e svariati gazebo, generosamente offerti dal Comune di Marano, che ospiteranno anche banchetti per le degustazioni e vendita di prodotti tipici locali e un info/shop point dei disobba (da segnalare la maglietta guerrilla). Si arriver cos, tra manifestazioni locali e nazionali, come quella del 2 giugno, concerti, proiezioni, sagra della ciliegia, ecc. al 10 luglio, giorno in cui alle 5.00 del mattino i militari prenderanno possesso delle cave, recintando la zona con del filo spinato e mettendo su una specie di check-point molto simile a quelli in Iraq. La rabbia tra la popolazione tanta, cos come tanta per la rassegnazione generata dalla consapevolezza che ormai lesercito entrato e per cacciarlo non ci si pu certo appellare a sagre e concerti. Il presidio verr man mano disertato, soprattutto da quei ragazzi che avevano messo tutte le loro energie nel difenderlo nei mesi precedenti. Da non dimenticare per che non tutti sono rimasti con le mani in mano, accettando passivamente i soprusi dello stato. La notte da sempre d buoni consigli, e di notte alcuni sconosciuti hanno colpito pi volte le pattuglie di carabinieri, polizia o esercito con lanci di molotov, bombe carta e ordigni rudimentali Una notte venne assaltato il commissariato di Chiaiano, e un auto del segretario personale del sindaco fu data alle fiamme, vari autobus verranno presi dassalto e bruciati.

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Il 6 agosto una coppia di ragazzi, tra i pi presenti al presidio durante i mesi precedenti, verranno arrestati con laccusa di aver partecipato ad un raid la notte prima contro un autobus e di aver picchiato il conducente. Le prove sono delle intercettazioni ambientali ottenute con una microspia piazzata nellauto del ragazzo. La ragazza verr rilasciata perch incensurata, il ragazzo finir a Poggioreale (oggi libero ma condannato a 3 anni). La stampa ovviamente monter il caso, meravigliandosi di come lei, da tutti riconosciuta come una brava ragazza, che studia alluniversit, possa aver compiuto simili azioni. Ovvio, stata fuorviata da lui, ragazzo senza lavoro fisso, appartenente ad un gruppo ultras napoletano, ecc.. i comitati di base per, si defileranno dalla polemica, sentendosi vicini ai ragazzi ma condannando apertamente chi compiva atti che avevano come unico fine quello di isolare la lotta. Sempre la stessa storia. E su questa scia che il primo settembre sono iniziati i lavori di impermeabilizzazione della cava, grazie soprattutto al certosino lavoro di reintegro delle lotte in ambito legalitario. Dopo agosto la situazione si rovescia. Quelli che tanto parlavano di incolumit della gente, facevano appelli alla ragionevolezza e alla calma, si chiamano lo Jatevenne Day, manifestazione nazionale, per il 27 settembre, con appelli simili a quelli dei giorni pre g8 fatti dalle tute bianche: entreremo nella discarica e cacceremo i militari! Boh? Vedere persone che cambiano opinione da un momento allaltro sempre un avvenimento alquanto strano. Ci chiedevamo in quel pe-

riodo se girasse, a Chiaiano e soprattutto in certi ambienti, il virus del morbo del Dr. Jekill e Mr Hyde. No, la spiegazione era molto pi semplice. Messi alle strette dagli avvenimenti, poich da una parte continuavano carotaggi e iniziavano i primi lavori di impermeabilizzazione delle cave e dallaltra la stampa, perfino quella locale, non degnava i comitati di alcuna attenzione se non di qualche trafiletto una tantum, gli organizzatori optarono per il colpo di scena mediatico. Ed ecco che, come le mosche, iniziano ad arrivare i primi timidi segnali di attenzione della stampa. Intanto la popolazione chiaianese e maranese veniva fomentata con facilit, data la rabbia che covava ognuno nei confronti delle forze dellordine. E non a torto. La possibilit di perdere il controllo della piazza era elevata, e chi si era chiamato il corteo, da buon capo piazza qualera, ne era ben consapevole. E quando una popolazione vessata a perdere il controllo, allora non ci sono n santi e n madonne per fermarla. Per questo motivo, con il trascorrere dei giorni le notizie sulle intenzioni del corteo diventano, come da copione, sempre pi confuse e rarefatte. In questo clima si arriva al corteo del 27. C abbastanza gente allappuntamento, la presenza di solidali esterni non tanta, ma ci si aspettava di peggio. Pi o meno ci siamo tutti, ma mancano le famose difese in plexiglas erano state sequestrate la mattina stessa con unazione molto spettacolare dalle guardie con blocchi stradali e mitra in mano. Un corteo disarmato e gioioso arriva avanti allo schieramento dei caschi blu, che non erano pochi, si arriva al contatto, qualche spintone un passo indietro e uno avanti, il nervosismo inizia a salire e dal camioncino arrivano appelli alle prime file per fare dei passi indietro (ma non bisognava resistere un minuto in pi di loro?) perch si stava valutando le controproposte fatte dallo stato alle loro richieste di far entrare il sindaco di Marano e una delegazione di cittadini, cio loro dei comitati, nella cave per monitorare a che punto fossero i lavori. E mentre la farsa si era stagnata sul sindaco s, i comitati no, parte la carica di alleggerimento. Bench disarmati, la prime file una risposta la danno: 4 poliziotti contusi e uno ferito da un petardo. Delle barricate per far convogliare la gente in fuga e bloccare minimamente le guardie vengono create in pochi istanti, inizia a crearsi un gruppetto sempre pi folto di rivoltosi ma la presenza dei pompieri raffredda gli animi, si opta per tornare a casa tranquilli ma con molto amaro in bocca. Se lobiettivo del corteo era quello di ottenere per un giorno la visibilit dei media nazionali, allora si pu dire che stato un corteo riuscito. Se, invece, si voleva creare una resistenza pi ampia e compatta, il corteo stato un fallimento. Le mobilitazioni sono continuate. Per quanto i comitati abbiano provato con tutte le vie istituzionali possibili ad opporsi, con interruzioni dei consigli, blocchi stradali, presidi sotto la prefettura, arrivando persino ad appellarsi alla corte euro-

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