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;Sul ~llll~L!ttLI tc.ucr;~ticusi I cndir:~ Dio Ijer amori.

ci1 unore di Dio : e l' uoiiio si erige ali' ufficio d i protettore ilella DiriiiitA. Kel concetto seiiiitcocratic0 si vuole appagare lo sdegno cii Dio ; la crcatui.:t i.iconosce la sua inferioritB; e seblei~e Ciccia giirsi dice degli silegni divini punisce il l~eccatoper soli fini ed interessi umani. Neli' uiio e nell'altro concetto i supplizi dei peccatori fanno parte di culto, e la dottrina delle stragi v i e n e ad assumere i caratteri di doruma religioso. Col primo sistema s i spingono i poy~oli massacro dei peccatori per uno al slancio di fede religiosa : col secondo sistema si ottiene lo effetto iileclesimo con lo impulso del personale interesse e col sentimento prepotente ilclla paura, tanto pi gagliarda e cieca quanto pi muore da cagioni arcane ed indefinite (1).
(I) Poco vi vuole a comprrnderr i gravi danni sociali clie sono inerenti a questo sistema col quale mediante la polcnlc, molla dello interesse personale si cccila la plebe alle stragi ed all'ohlio (li ogni dovere di fratellanza: c la sloria di tutti i lampi i:(? niostra gli effetti falali rinnovellali sempre in ne nrcasione di pubbliche calamil. Se1 sistllma semiteocraLico i Principi vollero usurpare i poleri dcl sacerciozio per farne loro pro; ed a quesio fine d o v c ~ l l ~ r o adulare le popolari credenze. A1 sacerdole Principe del reggimento teocralico puro si sosli tuil Principesacertlole dcl reggimento scmiteocralico, perclit: i Sovrani non si appagarono di avere avocato a st? e tolto al siceriiozio la signoria politica: ma avevano eziandio volulo cliicimarc a s! la signoria religiosa come puntello pii1 ( saldo al loro 11islinli.snio.Le pene in qiicsio stalo d i cosc con-

iinnarono i~uaritoai r o ~ ilrtti tlrlilli contrc) lti rrligionc n11 i nvPrtl il cartitlerr di srici*ilicii; furono 311i di cullo, rrrirnonit' r r l i g i o ~ r ;nelle tlrinli insirme coi canlici rlei frdtlli s ~ l i r a r i n al cirlo le gritlii clt>llt: villime straziale, allanazlinle, od arse a IPIIIII fuoco: dis:irrnoriiro concrrlo clie s i crt1tlrva graililiccinici alle ort~ccfiit. Cigriorc. S r l e di signoria fu iluella clie del c n n i l ~ li~R~giiariii fare clramrnlo di propria potenza anclie ~r a 1;i isliiuziont! tlrl Stirilo UiTizio, la quale (indifferenltt alle liIterli civili iinclit: si eserciia nella pura sfera delle interdi~ionic;inoniche)divenneflagellodei popoli c nociimcnlo aiiclir! alla stessa religione nella Spagna ed in altri Rerimi dove si converti nrllo intercsse dei Regnanti in uno slrumcnto d i politica e di tirannide. A quei sacrifici il popolo asqistcrn plautli~nle,ebbro iii uno zelo che rgli crcdcva snnio: ei pensava con cib di procurareasi: mrdesimo lo benedizioni c ~ l e s l i : pers~guilare macellare i p e c c a m i si guard0 come un mczzn e (li espiare i [iropri peccati, e i ftinalici in buona fede prnsaronoguadagnarsi il paradiso col lrucidaregli erelici: psempre la religione si tolse a prelesto per servire interessi p ~ r s o n a l i ed egoisti. I Governanli col proclamrtresifillo criterio della ragionc, puniliva collivarono nella plebe le ic~ndenzeferoci; e le lerriltili guerrc civili clie poscia nacrlucro per causa di religione furono il frullo di tale semenza. Drtto una volla dall'or~colo tlpl Sovrano che gli ereiici rd i brsicnimiaiori si d o v ~ v a n ouccidrre perclii! clal tollrrarli nasccva la prsle e la fame, i1 popolo non piu si credette in rlovrrc di as[~clt:iri* i clccrcii dci tril~unali;ina appena comparsa la famc, la pPsle od allro flagollo fece da s i massacri di coloro C I I ~ mala lignilhrli nemici intlicava come peccatori e come rniserctlcnli, e cosi conie cause dei malori tcmuli. Le aulorilh non osarolio opporsi agl'impeti di qucl torrente che esse avevano scalenato col mrscolare la idea dello interesse personale al santo coiicello dclla religione. Bcri lungi da cid si andb fino atl isiiliiirc dcllc fihslercligiose solenni, i11 commrniorazione tltbi supplizi irrogali ila una plebe ftinaiica ai supposii incrrduli. Clii pr1ris~rc~bI~(* alcuno di /ali fcstc iluririo lultavia? cliil

$09 Nrl 1220 n14l;l cilia di E n g l i i ~ n(Belgio) alcuni Isdrarlili ilesclndo stati a c c u ~ a l di una lirofanazione sacrilega, furono i giusliziati con rfftlrdli lurmc~nli;e il popolo ruppe in un gerirrale masvcro degli Isclraelili. Parve cos meritorici ijursio massacro clie si drcrel6 dovprsene celet~rareogni 50 anni l'anniversario in Engliien con solenne festivii. Cadeva iale ricorrenza nel iS?O, e non si csilb ad eseguirla con ffste cllr dui.~rorio giorni a granilc esullanza popolo.1 ciorollo nali clie nel 1820 davano nolizia di tali feste suggiungevano; qiicsla volta le feslc hanno durato otto giorni: quanto dureranno nel 1S70S
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:. - Idea r o r , ~ ~ r c s . :" Quclla clie io ckiiaino idea lioii~icrb delitto religioso assume duc fi~rine del distinte che n-iutano col mutare di tempi. La pri~na, clic chiaiiler0 idea polikicc;~([.gilica riieva daila storia. si La seconda, che cliiailierb idea politica nlodcrna, ci viene esposta da, alcrine scuole contemporanee di
dii*itt,oycn:~le.

g.

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I~rtidea p o l i l i c ~aiitica clel delitto religioso con~ 3 sisteva i~clh r 'sei.vire 1 religione profcssnta cla un ?.?o11010 l~isopilidi unYalf,a ai politica coiic~~istat~rice, Coi1 isolare la prolria Nazione dallo altro nierc la l~otcntefurza dclla fecle religios;~,coltivando in Ici la ;~liominazioiieclei culti professati da Nazioni circonvicine, oncle inirieilire ogni affratellainento, renderla pi~ energica a respingere le invasiutii strariierc c ad iiivadere alla stia volta le terre adincenti: opl1ur.e ad allargare nello iiiterno le poloslh dci cult r ~ i ~ i riii;l crctlenza ondc unificare in n 1 solo ciillo cli 1 tutti i cittadini con un rnctodo costante (li perse-

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cuzione coiitro i dissiilenti, nella vucluta ili rendere pii1 coniliatto lo stato ed nssoilnrne la unitti.

In tale concetto la religione assume un carattere tutto politico ed e uno dei pit gagliardi strurncnti della signoria. Certo clie simile idea fu portata al suo apice clallo Islanlismo nel suo primo periodo, quando a fine di conquista si pro1)ag:tva con la scirnitarra e con la circoncisione dei vinti dai seguaci di Maometto. Su questa linea possono collocarsi le persecuzioni di Elisabetta cl' Inghilterra contro i cattolici e quelle di alcuni Sovrani di Spagna contro gli Arabi. Nacque da ci6 un ricambio di odii, di persecuzioni e di massacri che fu grande ostacolo allo affratellamento dei popoli. La nazione clie piii si mostrasse aliena da questa via fu 1' antica Roma, la quale tenne una politica tutta opposta. E singolare che mentre i prischi romani volgevano tutti i loro sforzi e tutte le istituzioni loro alla conquista del mondo, e mentre persistevano a chiamare hostes tutti li stranieri; mai si fccero allo intendimento loro uno strumento della religione. Essi anzi con una tolleranza eflrenata rispettarono tutte le religioni dei popoli soggiogati, ed ammettendo nel loro Pantheon il culto degli Dii che si adoravano dalle genti mano a mano aggregate alla vasta Repubblica, correvano per questa opposta via a preparare in Roma la capitale del mondo dove ogni popolo potesse trovare liberta di esercizio a1 culto (la lui professato.

Nel ~ci\~rainclicalo coiicetto la l~irnizione del delitto religioso compenetra inseparabilmente in sk stessa il fine di proselitisrno (1). Non si vuole vendicare Dio ;non si vuole salvare le case dai trernuoti con appagare le ire divine; si vuole invece condurre tutte le genti alla credenza ed al culto dello stato per allargarne ecl assodarne la signoria. I1 fine tutto politico cli tale sistema B incontrastabile.
( I ) fi singolare che i governi i quali lianno prr loro isliluzionedi essere proselilisti prrclik Lrovano ulilit8 politica nello allargare la religione dello slalo, sonorluelli appunto che piu rn~rgicamenlaobictlnno ai cultori di rrligioni dissidenti il pros~litismo come delillo, e con grande srverili lo puniscono.

Quella cl:e io chiamo idea politica nlodewzc~del delitto religioso la esporrb con g1' insegnainenti di C a r m i g n a 11 i nei quali trovasi formulata nel modo piu netto. Noil pu6 (egli dice) 1' autoritti sociale perseguitare il peccato per vendicare il nume off'eso: questo superbo pcnsiero contiene in s medesimo una bestemmia. Ncin pu punirsi il peccato pel fine cli placare la Divinit,?. c salvare il popolo dalle sue vendette: con ci si fa l' uoino giudice, misuratore, ed arbitro dei corucci divini. La punizione rlei dclilti religiosi Iia una base tutta po1itic.n inerente alla costituzione dello Stato. I1 fino della socicti i: il mnilteiiiniento dell' ordiiic iicl mondo

inorale. A quel fine dirigono le autorila sociali ogni modo di coazione diretta, tutti i mezzi preventivi, tutti gli armamciitarii della polizia: n quel fine il magistero penale. Ma 1' occhio ecl il braccio umano sono pur troppo corti qunntunrluc muovailo dall' alto. Non B possibile tutto iiiipedire, tutto prevenire quanto pu condurre ad uu male sociale od alla offesa (le1 diritto: non pussil~ile condurre gli uomini a vincere le depravate passioni col solo timore della giustizia umaiia facilmente elusa e spesso impotente. Per condurre i cittacliiii al fine clell' ordine lo Stato ha dunque 1)isogno di uii appoggio pi potente e pi sicuro: di un appoggio che contro il male opponga la minaccia di un male che tanto piu spa; venta quanto meno si con~prende ma che per la sua inevitsbilita riiltuzza le speranze clie il eolpevole pone sempre nei mendnci, iielle tenebre, negli artifizi. Questo sussidio all' autoritj sociale non pu6 prestarlo che la religione, la cjuale aggiunge una alle sanzione pi certa e pi terril~ile sanzioni sempre incerte e spesso inette di un codice penale4 Non i dunque la religione che abl~iabisogno di 3 essere protetta dall' autoritk dello Stato. E 1 autoritk ' dello Stato che ha bisogi~odi essere protetta e sostenuta dalla religione. In questo senso la religione B una vera iskituxione socinb. Conle tale la proclama il C a r m i g n a n i. Lo Stato col difendcre la religione difende sB stesso, difende una propria istituzione, mantiene una colonna ( e la pi salda) del proprio cdifizio.

SiE~ttosisteiiia guardato sotto il inero punto di vista terreno apparisce persuadelite ed l-ia trovato un'accoglienza quasi generalc nelle scirole contemporanee. Ria io v i trovo yualclie clifficoltk. In primo luogo rni pare avvilitivo della dignitb clella re1i,gione ricluilln all'uiiiile uficio cli struiiieilto di politica. In secondo luogo traspariscorio nel n~edesinlo le clottrine (1) che avevano preso largo piede nei tenipi nei quali C a r 111 i g n a n i costruiva In sua teorica fondamentale del giure punitivo, e conduce pit o meno alla signoria dello stato sopra la cliiesa. In terzo .luogo parmi clie C a r m i g n a n i in questo punto demolisca cgli medesimo la dottrina fondamentale clel giure punitivo. Non deflette rnai lo illustre professore dal cardine della distinzione fra peccato e delitto: e qui sempre nel vero, percl-ik In societi non ha dirit,to cli punire se non quando e cluanto lo esige la necessitci cli difendere i diritti dei consociati. &la col dare quella sua hase alla repressione doi clzlitti religiosi C a r ni i g 11n n i incontra il pericolo clic iina rigorasa logica rovesci cloiitro lo stespo cardine del suo ir~segilanientoquesta nrgoiiientaziorit! con la quale egli descrive la sula rngiorie ili essere dci delit<ti contro la religione. Inftitti col i1ii.i: clie l'tiutoritri sociale liti diritto di punire le oflesc :illa religiorie percli col mantenere in rispotto la rcligioiic si inantienc una fovsn dello 8iclto, riii pare che si apra 1' adito a punire tutti i peccati, e (al~e perciU l'argo~ne~ito nbhia il vizio di provar f i.1 q~po.Se il diritto sociale iri questa mate-

ria 1ia radice nel bisogilo clic lin lo Stato (li ~ $ 7 1 fruire il sentimento religiogo per vincere le mnlvagie passioni dalle quali il cittailino sarebbe spinto a delinquere, sitiatto fine come lcgitti~lia s repres1 sione di un oltraggio 21ubtilico nt. culto, Icgittimerebbe ugualmente la repressione deIla iiicrcdulitS. e dclle pratiche antireligioso professate in privato. .TostocliD si elimina dalla ragione di piinire i delitti religiosi ogni contcmpIazione di un di?Jtlci di?*stfctmente violato; ma la meiiesiina si fonda in sostanza sopra una veduta di ?cliliEu, qliesta veclutn cli rcndere rnigiiori gli uomini e pii1 ~ I ~ b c t l i c ~ i t i i cittadini colilo possa nrcol mezzo della religiorle, non si s ; ~ restarsi a mezza via e nt!s:lrle lo effetto di autorizzare la repressioric! cli ogni consuetudine irreligiosa, h quale per fcrti~c~ inilel~oliscequella f o l l ~ a dello Stalo col dispogliare gli uomini del pii cnergico impulso a reprimere L! l~assioriie col. rencle~~li cos ( giusta il ragionarne~itn di C a r rn i g n a xi i ), meno proclivi a delinqucro. Questo pare a me durique i sistema corno tutti gli altri; ingegiznsarnonte m architettato e composto ; n1.z che guai1datoaildoritru non corrisponde ni*alle convenienze della reIigione, nD ai bisogni politici, rih ai ucri principii clel diritto punitivo.
(i) Se trovasi talvoi\a ~jualclicformula empirica nei p~'[isieri d i C a r m i g n a n i queslo gli a v v i r n ~ qiiiisi srrnpro quando egli si lascia andare sulle orme i i i Be ri 111 n m. 11 pubblicista inglese che procrileva dalla n~gazionedi ogni leggo naturale polrva tiene roltivilrc la idea di guarrlrirc il gius delle genli e la stessa reiigioiir! come isliluzioni delio Stato. Ma quanto proceda a ritroso del vero consirlerare comr! istiluziono dellu socicih civilo, e cosl come su3 riyliri, la re-

ligionr, non vi i bisogno di dimoslrarlo s chi una volla h a : compreso clie la suprema Ir1gge moralr, cosi nella sua forma pura come nella sua estrinsccazione in legge giuridica, prwsisic alla socieih, c ne I? gencrntrice anzichb generala. Ogni sociefh S un fatto umano; o sia dessa la societii civile, o sia una sorielA di Nazioni, o sia una consociazione religiosa, sempre un fatto umano; religione, logge morale pura, r legge morale giuridica sono fatli divini, TutLo il mcaridro i l i B e n l h a m parlc da un paradosso che ripale a Y o n t e s q u i eu; quello ci06 di porre In afflllto come causa, e la cm:;s i come c&ito. O Dio non rsisip; eil allora non vi 6 pi I ~ g g enioralr, non vi i! pi giure, nB pi vi sono giurisli: iulto B caso o capriccio limano. O Dio PS~SLP, ed egli ha creato qurslo mondo; ed allora egli d c v avrrcAimposlo una Irgge al mondo ~ morale come al monrlo fisico. E poichk rgli volle esser@veneralo ed adoralo dalla sua creatura non polb non darle il dirillo ili vpncrarlo ed adorarlo lilieramente: e queste furono leggi che di lunga mano preceileitero ogni cosliluzione di autorili sociale, la qiiale fu chiamata ad agirc riclla sfera sua suhordinalamenLct alle medesime. Un rito religioso speciale pui, essere isiitueione di questa o di quella gcnte, come u n palio federala puO essersi costiluilo liberamerilc fra alcune Nazioni. bla il iliilto di porgere un cullo a Dio secondo l e proprie crcdenzc, B come la somma legge giurirlica iriternazioiialeun contentito primitivo assolulo della opera crtlalricc.

I1 sist,eina di C a r in i g n a n i sulla presente materia i: falso nella sua radice, ed Ikllace nelle sue applicazioni. E falso in radice perch fa diritto della actilitc; e con ci negando ogni assoluto di legge giuridica nega al giuro penale gli attributi di scienza, e lo 'converte in un' arte variabile a seconda degli utnxii capricci o dei calcoli del tornaconto. fai-

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lace nelle applicazioni, perclib illontre se nc vuole far uso per apporre un liiilite ai culti difforiili (la1 dominante, esso per buona logica non condui.rcbi~e che a perseguitare gli atti commessi per ernpietk e per ateismo, cio la negazione di ogni religione (1).
(1) Lo errore di questa dottrina si fa evidente dalla storia, la quale mostra societ prosperose ancorchh srguaci di false religioni.

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poi osservabile ad ogni modo che il sistema iIi C a r m i g n a n i si biparte in una duplice estrinsecazione, secondoch. esso si applica ad un paese dove si abbia una ~ e l i g i o n edonlinante; o ad un paese che si regga col principio della Zibevt dei culli e clella pii1 completa toilera~-~zn religiosa.

Applicate il sisteiiia di C a r m i g n a 11i ad uno Stato che abbia una religione coine sua, e sia intollerante di ogni altra religione. Esso iiaturalniente vorrA reprimere le offese alla religione maomettana, rua non si prester davvero a re;,riniei.c le oEese fatte alla religione isdraelitica o alla cristiana. Anzi per lui lo stesso culto di cjrieste religioni attiinte in certe forme diventerli, un delitto coiltro la religiorle dello Stato. Ma manifesto che a siiiiile ri~ult~amento non servir di appoggio l'argomentazione di C a r m i g n a n i , perch tutti quei dissiclenti risponderanno con buona logica, voi avete piii ragiono di punire i seguaci deIIn rcligioiic dello Stato rluncido

l~ecchinocontro la inedcsirna che non Ilc a1)bintc di punir noi, i quali scrupolosaniente aclcreiiclo ai prccetti clclla religione nostra vi diamo ogni niigliore guarentigia della nostra obbeilicnza a quel freno religioso del quale voi dite clie ha Lisogno lo Stato come coinplemento delle forze 11ecess:trie alla tutela clell'ordine. E clasvero col sistcnia di C ri r 11 i g n a 11 i 1 1 0 1 pnrmi che n tale ragionamento si IJOSS~ 11 l-ispondere; e cluesto solo nii sembra bastevole n demolirlo.

Ma se al contr:irio lo Stato non k intllurante, si apro110 cli nuovo due possibili Soriuo. I'uO l'autorit& sociale essere tollerante, mn riconoscere uiia~eligio?zc dotniqzct?lle o religione dello Stato. Allora essa vorr8 senza cluljbio fare uiin distinzione. Crederi di essere stata assai conciliatrice se avrh iiliiiacciato delle repressioni contro le offese recate ai culti diversi: m a sr0ri.k spiegare cnergia maggiore, e xiiiiiac(:iare piu gravi peiie per le offese alla cliiesa greca, o anglicana, o alla religione iilaoinettana, scconclo che la legge si detteril a PictroLiirgo a Loiii1i.a o a Costt~ntiiiopoli.Ora l)nrtei~do pi.iiicil)io (li C a I da1 in i g ii n n i non stlrri liossibile rcililerc ragione nvppure di questa diEerenzn.

O fii~tlliu~~i~tc lo Stato tolleraiifc non brii cliffci'oiizn i'rtt culto e culto ~)ci.clii! iion nvra religione vlie cliinuii szc/.r, in3 t~zttcponcnilolc in rin f'nscio consiclort:rl~uiiira~i:eiitccoiiie strii~iicriti tlclln sua Tra. ITI. 27

~ulitica, tutte ugu:tll~ieiiiebuone pctachC!tuttc ugualiiicnte servono al suo Lisogno di aggiuiigcre al freno scnsil~ileun freno sovrnsensil~ile ed allora si ; viciie alla coilscguenza che ho arcei11l:ito teste ilella 1,crsecuzione clel solo ateismo coiisidci.nto conle iiiero ateismo; ed alla l~crsccuzionc contrn~littoriacli fatti opposti, i quali sarnniio ileliito o noli delitto secondo la cli~leriare!igioiie clell" accusato. Le ofiese al13 religione isdraelitica snrt!iiilo ~irinil~ili coiiie reato se comrnc~sod: un isc11.aclifa l)c~'r.lli: c 1110~11'~il~7~110 cllt? iii costui manca quel freno sovrasensil~ila cl:r:ilc? clcl lo Stato 1ia quel 1)isogilo clie solo (giusta Irt ilottrina dcll' niitecessorc, pis~ti~o) autorizza la lmnizioilc tlella offcsa alla rcligioi~c.B1:i lo iCei~ticofatto sarii l~cn lungi clnllo esser delitto se co~~iiicsso rrn cri(?a stiano. Anzi 1:~ iiivasionc della sinagoga per parte dei cristiani o di un iiosii~ofciitpio per paric rlcgli isdraeliti niostred negli :igt;ilti uno cc.cesso (li zclo religioso. Gl' iii~putatidi rluel fatto cliranno con iiiesorabile logica voi 1)uilitc le oE'cse alla religiolio perch ncllct vivacitl~del sc~itiilic~lto religioso voi trovate una forza clie clit gnglinrdia alle vosf1.c dcholi leggi. 11n noi col i-iostro fatto vi al~liiailloinostrato la nostra credenza religiosa, iicl suo nl3og::Co. Una pciia clic voi giristificatc. col bisogiio cli prcvenire i pericoli a i quali vi espone 1 iiiailcanza d i : 1 i*cjligioncnci citt~iilinivoi non liotete, seiizn cadere i11 coatr;irlizione, irrogarla n rioi clic inost rnti~rno col fatto i~ost~ro avere cnrissiiiia la ~iosti.:~ (li religione. Ecco lo stato tlclla cloltrina clie foilciri. 1 ; ~ repi.ccsioli@ tlui dt?littsireligiosi sopra 1:~ idrtc j,cjlilicn seconcln In scuola vilodclwn: ccco Ic suc coilse~iittilzc:e le sue ~~rrj)lcssit,:i.

Ni: t lalc! ~te1.1tlr~s~it't~ - ~ t ~ - 1 ! 1 t 1 1cBr,tl IIJ :trpri111cntr) : ~i ~ii ~r1c~ir1iai.i~~ 1i1ot.i sc:tlntor.i IIL'II:L ?r~'1101:t 111~lit : ~ c.ltc iv p s e r o innrr:izi n coiiiltletxri: 1:~ iliiiiostrszioiit: ilell:r punil~ilitti dci reati scIigic~si C (li cliicl suo fintlr,iiiento. Io t(Jl'lleiL~~ li.:+ Iinco coirie lo e~lcttisii~o a alire sia in~l~ossibilc repugii:iilte iiell:~deiinizioile tli un c l~riiicipio foi1dt~ilieilt:ilc illa qui fiaattanfo iili cailc: cJssei.v;ire lo. fut,ilit:i di siff:,ttto~ u s s i ~ l1)icesi cil(: i~. rin I~uongoi-orno derc 21?cvii'~ delilti ~~cligilliosi i 2reIW e?:ila?-e Z yzreivt7ec i ~ i lseiillire acci~ljissili~~: c i rlunn(1o Ilanno rnusa {la dissirleiizr: di culto, c rre:r risl~nlh1tiiai.e cfhsioni di sr~iiguc iilnswrri (1). Ncssun :WC gomerito Iin. t,nilln nli)i:ircirza iiignilnevole, e nessuno rirgoiiieilto 5 tanto falso e, l~cric*oloro, cluanto co?csto. Se il iktl,o cl~e pr:r siinile i*agioiic volete punire Iin offeso i d i r i t t i di cclcir?zovoi noli avr:te l~isognodi tali e m p i ~ i d ~coiisi(1crazioiii per cscrcitarc i1 inac gistero r~enale i: ~10sti.o : del~itocli cscrcitnrlo per la tutela giui.ii1ic.a che v' incon1l)c : c siffatto rlchito v'iiiconil~e uguali~zente cosi sc gli &si nei loro diritti sono del-)oli, uiiiili, l~assivi,ecl inetti L resgirt: : roti violeiizt: coritro i loro ofreilsori; cl011ie se i meclesiiiii soizo poteiit,i e dispoat,i alle vciidcttc. Dove troverete una legge giriridica In rlu:~le vi faccia Irecetto ili tutclare sultniito i cittadiili lii~fieri c piii disposti ad escrcitnre violelzze; c di al~lialzdotinrc senza t,ut.cln gli offcsi clie per clcbolczza di nnirno o lollornnzn dell' ariirkio I0iao 8oi10 lirr sripl'r~rl "1~ m' ; of1bs;t sciizn ~cazic~nc.. Nuovo (.oilicr: (li giiisfizia !! sarc111,c cjuest o r8lic l~i~nc.l:~iiia.;sc n l ) l ~ . ~ i ~ i I i 11(11 lo ,110

rlel,<jlc e la s ~ i lprotczionti del foric. Sta ncl dirittu ;~ loso o ncui leso la ragione di puiiii.1: o iion p u i i i r e l:% oflesa, e noli gik nella poteriza 011 iinl~otenza,z rc:igire cli chi la pati (2).
( I ) L3 iilc3 volilira di evitare coiiflilli P (li rrnrlcrc iompitla la Nazione mercb la unii2 di culto suggthsi ad alcuni Sovrarii il sistema fcrreo di lrapiarilarr: rl:i prnvineia in provincia Ic famiglie dei cultori di ccrlc rcliginni mcilianlc iina colonizzazionc corilia. Speciale su qurlslo i la dissrsiazionr 5 rl' I c k s i a t t de jzcre slrclutcm 11nperii expellelzdi cltqlre ~rarisplnwlcozdi st~bditos diuersat~u lerrilorii d o m i ~ z oreligione~laanplecte~ttes,clic 1rov;isi rici siioi Opzucula jzwidica pul~blicalia layolsla~-lt17'17, ~ o l i. , opzcsc. 1, pcig. 587. (2) Cornprcride ognuno clir! coi) sill;illo ragioriamrrilo si giu;lificano tulli gli slaluli prnali ;irislocr:ilicirl~~l mcdio rvo. Se si devc punire p ~ fine cli evilare le vrndctic dell'offilsn l si dovrA Lanto piU. punire ciunnio pii1 sono ierniliili tali viwdellr. Era dunque giiislo liiinirr con una tnulla il signorc clie aveva stupralo la vil\ana, pilrcliit i parcriti (li Iri rioii avri8libeso osato una vrnilctta; o punire di morlc. il ~ l r b e o clic avesse offeso una palrizia, prrcli:! i parenri (li qucsln avrielibero esercitalo ventlo~c,di saiigur. Sc la civilt otlirriia Iia feliccmenle rejello Ic consPguctiize iion pci pii iaarilcncrsi in lrcino il principio clic rie I! lcgillin~opadre.

Che si? c.oil cotcsta vostra, c n s i i I o r ~ z i o t ~voi p ~ e c scindete (la ogni r i g u n n l o ad una Ieslorie tlei dii*itti ilci cittai\ini inerenti al peccato clic ~ o l c t t :puniise corno (Icliito, voi ponete la 1tt;;gc nella lmlia dell:~ ~11~cpotcilza privata. Non puilitc: ilie por iin lilalo che io al~binrecato ad a l t r i rnn p o r rrn ninlc clie altri ~ o r r c l ~ rccarc a xne. Z31ii~ esqcrvi sofisinn pit l~e egli

groosollino di clucsto ! Con siffatto ia:i~ionsrncrito non t7i B pii] confine alla puiiizione tlel peccato. Se arviene clie io viva in una borgata di fanatici i quali niiii:~cciano di tuiiiultusre, invadere la iiiin casa, e fainii a pezzi, l~erclimi piacc di mangiai- carni iri giorno di vencrdi, I' :~utoritcizsociale mi fhrii. carcerare e ini conilannerh a cin(lue anni (li prigionia per il peccato da me commesso, sel~1)enc rnedecol sinlo non aljl~ia oiTcso nessuno: e cotesti dottori clelln scuola politica diranno clic 1' autorith nii ha piinito 1egittiiiiaiiieiit.e perclii?. io viveva in quella borgata; pronti a dire che essa nii punirel~beillegitlimnniente se io comrnettesi lo stesso peccato i11 un' altra l~orgats tollerante c meno violenta? piu Io non arriver mai a pcrsuarlermi di tanta clnsticii8 del giuie l~enale ii di una rel~ressioneclie tro; 02 In sua 11nse e In sritt misurci. non gih nel fatto clie vuole ritinirc, i i ~ n fktto c tielle esigenze dei terzi, nel

-1." Itlcn ~ ' . Y T T ~ I : , ~ I .I1 :cluni-to sislciiin. con ciii si I~ . r l h r:igiouc i1cI liiiniro Ic ofi>sc alla rcligiune io lo tlesigiio coilic foildrito sopra 1 : ~ idca stnlz~~~nlc, perclib il riicclesiiiiu iioii i\ clic uiin svolsi~iientotlella tloiti*iiin 1i11iclniiicilt:ilc clics ti-va nella legge di natura il cnriliiit? dcl iliriito <li jmriiibe coiii~)t:tcnfcnll'nut oiii ;'L so<*i:iIc~. Inyg:: di il:{t 1ii.a Ilcr clisposizioni ],a 1>ro.\rviilciii;ialdcl Ci.c:il orc Iin dato al!n uiilanita (lei c'lorci~iiiior:ili c consi~rliicnzinliilc~~fc diritti : (lei <.)giii diritto h:% 1,cr sito coiilcntifo necessario In pott3slri tlcll:~l,roi,i.in clifvsn: driircliic In lcggc di natura d i o 113 ilnin all' iinnio tlci diritti gli Iia i1:lto ancora

dicoltit cli clifcriilei*li:ma {liista dil9s:~ iit>ii 11uh l:scrcit:irsi sc non col repriiiierc rncdini~tt: pciiu sunsil~ililc azioni lesive dci diritti uiilxii: c siti~iltt~ i.epressiuiie non p u i ef-ticaccinentc? cscrcitarsi ilagli uomini disgregati e neppure dagli iionlini riuniti per niezzo di seiiiplicc roiisociazioiie ordinata sul ~irineipio coiiilileta ug~ruaglinnza: cli ilunrlue xiccessitk cli una autoritri sociale iniposia agli uomini d:~li:i legge cli natura : clui~que l' autoriti1 sociale volut.:t ilalla legge di natura unyatitorit2 armata 11s lei tlcl diritto di punire i violatmi del diritto per clikntlerc, il diritto. Duiirlue nel bisogno della trrtcla gii.1viclica L:I ragione di essere della societi civile C 1 ; ~ potesf 5 in lei di punire : ilulique nello iclentico prinripio la misura cc1 i limiti (li sifljtta poteslh (1). Cnrollario di questa clottrina i la punibilitl~ili tutl i : i fatti lesivi clel cliritto che si cstrinsecliino in un modo da diriliiiuirc nei coilsaciati la coscienza ilelln ~iroprissicuiaczz:i: e per ]:I legge dsi coiitrari altro c.oi.ollnrio la non liunil~ilith perpetua dei fatti che ( cluntitunclue riprovevoli ) non sono lesivi clcl diritto, O che r~uaiituiirlue Icsivi cle.1 diritto non climinuiscono 1 ; ~opinione ilclln siciirezzn. Ordita su queste seiilli1ic:issiiilo fila la dottrina generale c sliecialc clci reati dr'11c punizioni, rimane ora n veilere coi~lc: 111 1iicdcsiiil:t si ccjoriliili n stnbilirc la ~~ulliliilit,{i ciellc! olkse alla religione, ed a quali condizioni essa no diiiiostri In legittimiti, cct in quali In esclucla.
1 2

( I j Vrilasi 'r o I o i11 c i iicllil tliscerlnzioni! intilolaia Oirrlle sirc il prilrripio R ~ I ~ C III I O del g i i ~e pzotiiiao clic oreglio fu,'I i ? ispitrld~ioelkr Ili~rler in d p i di~liiiirol2k.o Irs ?.eligiowe fllle yiq~sI(~ f i i ~ e ~ t z (rj l o d O il~ci~*ili!~len[o, 8; c la sua il y.

Isllcrn inscrita nil!l'At.rhirio giiiridico til t.01. 3, png. 342 T li o ri i s s e n illflrcll jtrrisco~lsitltep~ig.25 - I: r:t n C 1 phi. losopiiie cltb droit pt;12aE p111j. ,133 - S I LI P t) P l dlsstri~~!io qcbrcteiliis i l c t i o ~ i ~ s religiovi V O J L conec~zien e x p ) iucipiis 10s ji4t.k pziblici z~~lir~er.srilis poeuis crii~ii~inlib coerc.er i pos11s s i i l ! ; clove 3 png. 28 tlimoslra clie nnchc la brslrniiili;~ noli pub punirsi se non comc i~bgitbricc(11 priaillo clic profrasa I a religioiie o l t r a ~ g i a ~ a .

O r a correndo sii clucstci, I~IICLL poco vi VUOIC a completare la. dimostrazione. o 110 un diritto pciatiilente ad ogni uomo quello di vedere risl~citato illclistiiltameiltc tutto rluailto O oggetto clclle sa(: nffezioni, clel~e curc, e CICIIO suc spcrnnze t IE o sue oggetto ili tnli speranze, di tnli cure, e ili ta!i aKt:zioni In religione clic ciascilno cvltiva ? Coilie il(?garlo ! Nella offesa recata alla iziin religione si 1x16 iluilque estrinsecare la of3,sn ai1 un diritto inio: o Qriando ci6 avvenga perchi: In offesa alla mi:% rcligione si ilianifesti con un alto aggressivo n danno dclh medesiiila, cluell' atto pub e dew rcprimcrsi dalla legge penale sul solo foiiilnmcnto clclla tutelti, giuridica, perche C: atto lesivo di u 1 diritto del]' uo1 mo, Sc ho diritto a. chiedero al]' autoi*itisociale d i 0 l~roteggail niio cane, il iiiio all~ero,13 mia casa, come non avr0 io diritto ili esigere ugualiilcnte che essa protegga 10 altare iiii~:~tlzi clunlc riii prostro ;LI n~viciiiarnlia1 M ~ O Dio ? SC ho iliritto nd avere Pi'otezione clall" autoiaits licllo scrcizio di (luainnqrre inin inclustrin noil pu0 nogarrilisi ragione ug~:lle ( ai~clioiilaggiore) :td csscrr protetto ricllo escrcizio (lo1 culto cqlp pi'ofcsso c clie pcr In inin f'c1il~

i. un colitenuto della mia personaliti. Non fti n-icstiero arrogarsi 1' audace rnissionc ili vendicatori ili

Dio ; non fa mcetieru liretendci'e d'incluvinare i $:idizi suoi; non ih iiiesticro afler.r:~rsi come il natzi'rago tdle Ei1lnr.i 11:iglie della utiliti, per trovaioci!n lcgiltiiuiti delli1 pr:nn coiitro certi iiioili di offese alla religione. 1:estianio seml~lici giuristi ;seneti, f:u-li.c tla tcolvgi o cla politiri. Con le offese alla religione che si estrinsecnno in certi modi si puO ledere il t1i~'ittodello inclivitluo. Questo e positivo ; e cluesto ci basti per ailagiare sovrn solida base la nostra teorica. I,a importanza della aggressione lmlra vnr i u c ecl accrescersi sc~ondoil nuincro degli aggrediti : e cosi la oifesa alla religione potri, far snrgore il delitto sociale cjuantlo siasi offeso un culto che si professi e si eserciti dalla tutalith o dalla iuaggioranz;~ cla un nuniero indaterminaio di cono sociati. Ci potrk refluire sui criterii misuraiori do1 malelizio : ma In hase della. sua puniljilitkl non deve cercai8siin altro che nella lesione del diritto. Questo i: il cntidinc,: c, coine dal n~eilcsiino declucono si lc condizioni ed i limiti di tale punibilitcl, lo esaminer nel capitolo seguente. Qui ],asti aver posto in sodo il pririeil~io fi3ilrlamentalc clel quarto sistema preferibiic a tutti gli aItri : e basti mcislrare che questo principio dove essere Z C ~ ~ CCU:IIC i' per naO, trirn sua assoluto c costante.

Nel priiilo e secotlilo sisteilin i reati clic npl3cIla110 n rjucsln clnssc dovc~~aiio cliinmarsi c si clliamnrono o//i?secrllir .1?eligia12c. torzo sistenin si Nel

1-25

c!iiaiiznrorio dzlitti contro In q3e!igiblze tlrlko Stafo. Kel rlStccrto sist~lnaP O I I O S ~ du1ioitlinat.i delitti d' il?lollc'l.cc~z;ta 9.eliglo.qn. Ccrto si i c,lie questc cli~rcrsr! . clottrine non l1osrso11o congiirn:~wi e tiiesrolnrsi i i i un sisteii-ia ecle!lico, pela l' ::ntinoilin (lei 1riiir.ipii. Nel primo sistcrnti cloiiliiia il solo princil~iurtncc'bico puro, che procede ilal solo amore clella Divini1.k clie si crede proteggere: nel secondo lo erxl;irismo della ~rtiliiil,che io c1lia111o principio nscetico i11ocl*il, gcrcl~k perseguita le offese alla religione non pcr aiilore e rirei*eiiz~di Dio, nin per il sentimci~to clella paura: nel terzo quel princil~ioinllefiilito ed elastico che si ilicc politiccc: nel cjuarto signoreggin il princil)io gim~idlco,il clu:ile senlpru ~zuiononio cc1 ~i~soluto, non accetta fratxtellanza o compartce cipazioiie 16 dove egli impera. Rlalgrczdo ci6 trovasi spesso clie certe considerazioni accessorie e puramente e~lipi~iclie fhntio troppa forza sulla mente di chi cleve deterininarsi acl uti atto cjualunque; ed i? vero pur troppo clie un rigunrclo cli utilit0, rluantunrlue in sk stesso noil ilicn niente clie valga arl illuniinni*c la freclcla ragione, sllesso seduce e detcrniina i voti delle assenillee cleliheranti a prent1ci.e iiccisioni ; le clurt!i a avversano al principio giuridico, o se linnno appoggio nel meclcsimo non Iro'ilailo negli argomenti acccssoi*ii che un aiuto supcrlluo e spcsso 13ericoloso. Cosi un infermo si det c i ~ i i ~ tal nvolta 3 sorl~iroun n~eclicinalcnon peri~ chh sin razionaliiiciitc coiivinto della sua potenza ~ ~ i i i ~ i t rdcle n~orljo, inn per mora ol~l~crlienza ic al ctliliin altrui, ci1 ecco il clomnia; o per non disgustare i congiilnti, ed ecco In politica; o perch n lui p i ~ c c 1, il,ifo, c,l cr.c*c)iiii:i utilit:~ inc.oiic.lurlciife. al

1I:i il iiiciiico saggia nnii gli l i : ~l>rcsc.iaittoil fi~rri-i:lco 11i-tralcui~xdi tali rnsioni: 1:ensi 11crclik egli conosce avere Iri. legge clcl inoiulo l'isico clctto n rlriello 12 virtii ili sogging:ire il velcilo del niorl+i.

Di tiile inrlole in cjrdine ai dclitti n:ligiosi i! la consiileraziuilc ripetuta cltt inolti, e dell:~rlu:tle 110 giit dato cenno, clie i ilclitti religiosi clevorio punirsi pcr evitare le reazioni degli entusiasti e le guerre civili. Anche cjuesta si porta coiiie una r:tgione ljolitica : ma lessa t! inutile ilove la piinil~iIith si assodn sul principio giririclico; ed 15 S~tllnccclvve non convcrg;z con rjucsto. Sifft~lto argomento della stessa fucina dalla quale usciva il consiglio di prrnire p i ~scvcramente le iiigi~iricper iiiipeclire i duelli: pii1 severalilente gli adultcrii per distornare i mariti clnllc feroci vendctte: pifi severamente i clanni rurali pcr trattenere clnlle stragi gli offesi agricoltori. Se io non ho il debito di subire quclla pena per una ragione giuridica che emani dircttamente dal fatto mio, conio prioi tu farti ragione ad iruporrncla pel fatto di un terzo a mc estraneo il quale tu sospetti che sia per rcngire con un delitto avverso di iiic? Come puoi sotto il prctesto cli proteggermi da uii malo inccrto e futuro recarmi un gravc riiale certo c presente ? Evidentemente con talc oriline (l" iclec si denatuva la pena: a ci clie i castigo si viene a dar 1' aspetto (li una protezione ! clcl colpcvoIc.

?;il dicasi che da siffatti ragionnri, con i qiinl 3 costeglio di una causa huons o di un precetto vcro

si tiffiistcllnno i-liiante ragioni si possono trovare o liuone o cattive, se ne avvantaggi la causa stessa, e niente ne scapiti la dottrina che si vuoIe assodare. S o : questo un errore. Siffatto sistema pericoloso nello insegiiamento, e pernicioso nella teoria. E pericoloso nello insegnamento, perchh si risica che lo alunno prenda come principale lo argomento accessorio, e capovol~aIn teorica: pernicioso nella dottrina, perdi& potendo accadere talvolta che Io argomento accessorio trovisi in conflitto col principale si uccide questo con quello, etl il supposto alleato diviene micidiale inimico. Non i , possibile lo eclettismo nelle dottrine razionali tranne riuando i pi argomenti si riannodino in un solo principio comune. Se volete costruire la punibilita delle offese alla religione sul principio ascetico affernianilo come domma religioso la punibilit del peccato dalla mano dell'uomo, non dovete cercare altri sussidii. Il domma domma perchb domriin (I); esso non h la colonna della navata di un tcrnl)io che si rafforzi dalle sue sorelle a diritta e n sinistra: esso una piramide clie sta sola eretta, iiiimo'ile nel clescr-to. Se invece v i fate un Dio dello ,Vc~to, ed a rjiiesto indefinito che voi chiamate ragione l~olitica,attril~uitcla genesi di ogni umano clir.itto; C al voslro Snturno fate zcl.iinvo lo indivi~ l ~ i o , fa~iiigliae la stessa religione; invano una In scc70ntln volta vi aff:lticate a cercare sostegni, Ss lo Stato 6 ~x:rcli;~ (lcvc esscrc, e vuolc. perchk vi~ole,

voi i~icstrated i noli aver fctlc nella stessa vostrz dottrina qunnclo andate mendicmilo pretesti per ai: frzarla. Se infine voi corriprendete ( e dico ronlprendete, perrh dal conipr.t1nderla n:isce la nccessiti di riconbsccrin) urin supwnin Icgge (li natura generatrice dei rnppor*tigiariilici della uizlanit che sta per s& sola iilclipericlentenie~~tc ogni i-a~torto cl;~ dil-etto deli'uomc, con Dio e prcccilcritenici.ite ad ogni costituzione di Stato; la legge giu~idica non ammette neppur essa (livisione [li poteri: essa 1ia tutto in sb medesiii-in, la sua ragione cli essere, i suoi limiti, ed anche la. ragione di csserc dello Sfato, servo c blinistro: i vrintaggi che che il suo l~rililo possono derivare ilalla osservanza rli lei sono conseguenze a Ici congenite. che inostrano la perfezione del suo organismo ma non porgoilo In ragione dello csser suo. Sua base incrollnbiic h la legge morale (se voi la riconoscete) della quale essa rappresenta la vita pratica fra uomo e uorno, e nclla immutabilita del dovere trova la imnlutaliilit& del diritto senza bisogno di altri presidii. Soltanto la scuola utilitaria ammettc un y~erpetuoeclettismo ; cd anzi 9 1 incarnazione vivente clello eclettisino, appunto s perche il suo vantato fondamento non un primipio, nia C la negazione di tuiti i principii: perchi? non avvi pi niente cile possa dirsi assolutamente buono dove tutto pub esser buono purchb sia utile; nel modo stesso che il politeismo i? la negazione d i Dio, perchb la coesistenza di rriolti Dii porta allo effetto logico che nessuno di loro sia Dio (2).
(I) Il tipo piu pronuiiziato della signoria drl principio dommatiro nella Irggp giuridica s'iiiconlru nrl!a Turr:lii:i. La

il solo Irgislalore i Maometto, In sola I ~ g g e il Corano. : B L'aulorili giii~liciariaMiissulmaria clir B afillota escli~siv;~rni3nle ai dotlori della legge non rispclta allro precclio. Il Sullano non 113 lf?giltirnamrnte nessuna aulorilh legislativa. Egli nori pu6 npppure inlerpeirnre il Corano senza l'adesione di-i (loliori clclla legge, e s e a Ini piacr [li dettare un riirovo decreto su qiialclic punlo dcl diriiio, le autoiLi1igiiiilicinrie si negaiio alla ohb~dienza ed alla rsecuzione. Percii, i maderni Silllani se Iisnno voluto introrlurre nuovi ordiiiotncriti giuridici indisp~risabili publ~licaamminislrazionr; (come alla pc6rescmpio ni~lle materie comrnerciali~hanno dovuio imporli con la forza, e cosiiluire una scrie d i Lribunali eccezionali perche ne procacciassero la esecuzione, (2) Nei primo sistema il Icgislalore proccde dalla conlcmplaziaiie del soprassensibile, e muove in cerca ilel soprnssensibile; ma il soprasse?zsibillz cIie cgli coritcmpla tutto celeste; il male (peccato) deve reprimersi perclik i: male (off~lsa(li Dio ) srnza cercare cosa n c avvcrrga quaggiii. F i n e della viia umana i. la salute ctcrna; egli non cura clellc tribolazioni; queste sono un mozzo per conseguirla. Logico svolgimenlo dclla religione nel suo conrelto piii puro e suLlime: ma pone i n mano drll'uomo lo sccllro di Dio. Nel scconilo sislrtiia il Icgislalnrc proci?de dalla ronlrriiplazione del soprassettsibile, ma muove in cerca rlel aalzsibile. Il male (peccato) si iIi?ve reprimere pcrclih causa di azrrle (collcra divina) clie producc danni rnaler irrli alla ilmanili fine dclla vita la felicitb. il concrtto che 113 ilella rcligiono il Fnrisco, il cjualc brutalrncntc prega Dio pcr lini moramrritc terrcni, e ialvnlia coi1 crronoa coscienza osa pcrsino rlirigcre Ic prleci al male moralc, e tlomari(lurc la morlt? del suo nrmico. Nel terzo sistrma il Icgislatore proccde t1;illa conlemp1:rzionc del sei2siUiLe, e niiiove in corta rlcl scllsibile: fine della vita umana 1 1 socici$ civilc. Il libllle (peccalo) non si deve rcprimcre 1 se non in cliisiilo cagiona male allo Slalo: cioi. (secondo gli u n i ) roridendolo meno compatlo; o (sccondo gli allri) priv;iiidolo di una lorm drlla quale vuol fare slrumcnlo u proprio

vanlaggio. Lo individuo non che u n servo di1110 Slato, ci1 a questo deve lulto sacrificare, anclie la propria coscirnza. la ultima ~?zatsr.ializzazione concel to r ~ l i g i o s o I. l Iegisdel latore non cura dello inlerno: la religione i una forza est(?: riore; e qiiesia vuol tenore sotto la sila signoria per farrit? suo pro; tlopo aver fallo uiio scIiiavo dello individuo, vuole n si: schiave ancora l e chiese Nel quarto sistema il legislatore procrde ilalla conlemplazionr, del soprnsse~zsibile,e muove in ccrca del soprasssttsilrile. Ma il soprsssrnsiliile che egli cerca e contemplri i: tullo trrreno. Fine della vila 6 il libero clsercizio dell'altihilA indivitlualc; onde ciascuno possa lil~eramcntr intendereal proprio prrfrzionamenlo morale. I,@ Stato lo slrunirlnto iiello inrlividuo: esso non esiste tranne p e r : procarciare che ciascuno si maileiiga libero nello esercizio dellc propria artivili, purchi: rimanga nrlln sua sfera, senza invadere la sfera delle liberi2 allrui. Il lnale (Icsione delle altriii l i h ~ r i Il si deve reprimere soltanto i n quanto invade la liberli allrui, drlla quale fa paric il scntimenlo rcligioso. a la religione contemplata come legge morale fondalrice legitlima (li Itlggt? giuridica r,ei soli rapporti fra uomo ed uomo, intlipendnnl~~mcnte consicli~razionc ogni rapporto fra dalla di l'uomo e Dio, la quale devc lasciarsi intera al giudizio divino. Del rapporto fra I'iiomo e Dio esso non si occupa: rapporii religiosi fra il citiadino e l o Slato non ne conosce. Esso non giiarda il cullo che come rapporto fra individuo ed individuo, in q u l n l n B fra loro simbolo di fratellanza (. di u n i o n ~ ,ed in quanto B in ciascuno una forma cli estrinsecazione della libera altivilh che rsso ha la missione (li proteggere in t u t ~ i .La religione B per lui fonte di diritto in quanlo b forma di lil~erlh.

Noi duncjuc non 1,ossi:~rno ncyipurc ncl p~.cscnn gravissiiilo nrgoiiicilto desert:lrc In iiostru bandiera.

Uiiian:iinente contemplando Ic offese alla religione noi (fiileli seguaci rlel principio clie nella tutela giuridica trova la base, h ragione di essere, i limiti e tutto I'ooiilinariiento del iiic~gisteropenale) non 110ssiamo riconoscere nelle oltraggiate religioni i cnratteri di delitto tranne quando nel fafto inconti.inn~o la lesione clel cliiitto. I1 doniiiia religioso seroiido il quale si governa una ocl altra nazione 11otr~t tiiodificare lo svolgimento applicativo del principio ; lioti.5 anche i-innegarlo, e con ciO al~errare dal diritto ; e questa sara storia c non ragione civile: ma il princi~lio inconcnsso. L a scienza e cosmoliolita. E clu;+nclo conteiiipla qu:ili de1)bano esserc i rcati d'indole religiosa non pti dettare una dottrina Asiatica ed una AEricaiia differente di~lladotti-ina Eulaopea; nel modo stesso che contemplai~do i reati cliretiaziienle polilici (se fosse vero che i ~ e a t poi litici siano delilli defnibili, comnieiisurabili e punibili con i l~recet.liclel girrre liunitivo ) noti liotrebl~e c1ettni.e una dottrina per gli stati moiisrc.l~ic~i diversa da cluelltt clic cletia per gli stati Rcpubhlicnni. I codici locali rlovraiino variare negli speciali prccetti in quanto alle ibrmc, deliltuose n secontla resl~ettivaniunte dcl culto o degli ordirlamenti della Naziond clie voglioiio reggere. Ma i cnrcliiii astratti della iinputabilitk etl i liiiiiti della punibilitii, dovraniio essere sempre e iluppertutto gli stessi. P e r questi pensieri la csposizioiie ctella classe presente conduce a. diic ])noiti clistiiite il nostro lavoro - 1O Lavoro . iilusoiico ; esame clci l~rincipii foiidanieiitali della pu1lil)ilit:i cli:i rc:iti d' inilole religiosa - 2." Lavoino storico; osyosizioiie dei iiio1teplic.i titoli e!ic si crearono i i i ~ lvolgcisc dci t t?iiil~i iiclla y l.esc!ii tc sorie ; c i l

eliminazione di quelli fra tali titoli chi: pii1 non si riconoscono dalla scienza odierna come reati di per sb stanti. Dopo di che non resterh che cliiuclere la trattazione, con lo adclitare quali fra siffntti titoli possano tuttavia ririianere superstiti in un codice in faccia a i veri principii della scienza penale ; e rapic1a:riente descrivere i respettivi ciiterii.
CAPITOLO 11.

Estremi generali dei delilti d'indole ~e;igiostr secondu l a scic~zcu.

Riconosciuta nel t~isognoclella tutela giuridica la sonirna ragione della punibilitit aiico pci fatti ctie aggrediscono la religione, e fi~cilestabilire per logica deduzione d i quel principio lo condizioni che debbono ricorrere in un fdtto percli l'autorit sociale possa punirlo come aggressivo alla religione (indipendentemente dalla lesione di altri diritti) come delitto, senza abusare dei suoi poteri ed invadore le libert civili. Queste sono tre - 1." Intenzione diretta ad offendere la religione -2." Atto esteriore offensivo clellu religione - 3" Pubblicit . che accompagni quell'atto (1).
( I ) R o b c r l i c o ~ s or o r n p k ~ odel dirillo penole col. 4, [il. i, ptrg. 19 e segg. R ri f f a c i l i noirrolesin p e w f l ! ~ Eib. 2, l i t . 4, cap. 1 e 2 C h a u v cri u ~ h o r i doc code ~. pentrb g. 2225.

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1 I~lta,~sio~ze : diretta :iL( oi2ndei.e 13 religione n come ci-etleizza o coiile cirlto - Lo che k ben diverso chi seniplice fine c"ii violare il precetto +neligioso pela soilclisf;tre un proprio appetito, qiiant unque facciasi per iniscredenza o scetticismo. In ci6 consiste la forza mor:tle soggettiva del clelitto antireligioso. Troppi sono gli atti coi quali la religione si offenrle, e sono appunto tutti rluelli coi quali si pecca: ma perch appunto si pecca per soddisfare appetiti nostri anzicb con l'aninio di muovere guerra alla religione ed alle sue istituzioni, o se anche vi b I' animo avverso alla religione, questa vuolsi osteggiare come legge e non come culto professato da altri, cosi il ~ e c c u t o rimane nella sfera (lei rapporti 11% 1' uoiilo e Dio ; e niente invadendo i rapporti giuridici tra uomo e uomo, non vi si puO trovare il delitto, vale a dire la lesione del diritto altseui. Finch t u pecchi per impulso di un appetito qualunque (li tuo creduto bene, io potr averne dolore come fiatello perch veggo il pericolo dell' anima tua, ma non potr dire clie t u hai leso z divitto ??zio finm ch non veggo in te il proposito (li aggredire In religione oil il culto da me professato. Sta in ci6 lo elellzejzlo 4no~*ule presente ordine di malefizi del che per la natura loro si converte in .i~fnlc)*iale del defitto. Col tuo peccare t u offcnili In rcligione nei l'apporti che ha con le, e ci non mi d ragione n lagnarmene come di oflEsa utiu: a r~uesto fine l ~ i sogna clie t u agg?wliscn 13 rcligione nei rapporti clie ossa, Iia con me, in quailto coiigiungciitlosi cliicl VOL.VI. 28

culto alla niia personalit con atL2c:nre il mcdesi~iio attncclii la ~nin persona. Vi potranno essere t~*nsgl*essioni d i polizia contro la religione andie per Iriera imprudenza, nia non vi potranno essere delitti col21osi (1) di (liresto genere, come non pu esservi ingL~.criacoZposa; perchh qui come negli oltraggi nll'onore l'ajzimo di~ctto' alla offesa attiene aIIa e.?sctzzialita del reato ed al vero colpus c?*in~ilzis. Vi potranno essere veri e propri delitli anclie senza tale animo, quando la intenzione di chi veniva offendendo 1 religione con la opera sua dirigevasi ad s un fine diperso lesivo d i alt)-o dirilto; rria allora la nozione del reato respettivcimente einergento duvrh desurnersi i1ali'aItio diritto aggredito come fine, pcrcli la offcsa alla religione un accide)zs rispetto alla proeresi del colpevole. Stabilito una volta cltc il delitto 8 un en.te giuridico, e che il suo oggetlo (S. 42) il diritlo aggredito, cjuesto estremo b un:L deduzione che sorge spontanea in tutti quei rnalefizi dove il diritto si congiunge ad unti idea e non esiste nella sola materialitu; perch la idea non si pu offendere seiiza una idea antCqonistica.
( i ) Si B disputato sr. i Romani cstrndcsscro la puiiizionc civile anche alle oKcse contro la Religione meramcrile colpose, Cib volle asse~-irsiin ordine al prisco giurc. Romano per le gravi pcne minacciale alle Vcsiali clii: ;ivc,s.;rro Insciato ~ s l i n g u e r s i\ sacro fuoco. hla qui si replica, i n primo i luogo, clie traltandosi iri qucl caso dclla violaziorio (li un prciwiso dovcre incom:jcrite alla sacprdotecsa di Veda, 13 omissione assunteva il carallere di dolo. E si replica poi che quella ncgligeriza non si puniva dai hlagistrati civili, rna si deferiva alla cognizione Ji.1 Collegio dei Pontcfici,i quali avevano una giuristlizioncspccialc copra lc vcrgini conwcratc n quel culto

r sopra ili loro esercitavano indubitatamcntc anclie lo j u s ailue el .necis. Clie piu generalmente sollo gl' Imperalori si considerasse conie d e l i ~ t oanclie la sola negligrnza circa le cose religiose s i volleargomenlarc dall'edillo di Graziano e Valenliniano alla l. 1, C. d s cr-iinine sacrilegii, ove lepgesi - qui divina6 lcgis sanctilatena a u t nesciendo ormitiunt, azct negligendo oiolant e offhtdunt snrrilegir~mcomtnillzcnt: W i n s s i n g e r de (Zeliclis culposis, seclio 3, 8. 1 de daliclis circa sacra. Rla poiclii? sappiamo quanla fosse in quel periodo la mania clegl'lmperatori d i farla da canonisli, e poichb i n quello edillo nienle s i parla di delillo e d i pcnn, pu6 benissimo Irovarsi col una mera definizioni! del sacrilegio in senso canonico non derogalricc alle rcgole generali circa la punibilith delle offese alla religione per parte ilci magistrati civili. Per quanlo fosse caldo lo zelo di quelli i n ~ p r r a t o r rcpugna clie si spingesse fino al punto di condani ilare al vivicomburio e alla forca non sollanlo i peccali volontarii, ma anche i falli di coloro qui nesciendo ornitlunt i precetti divini. Quel testo spingendosi alla punizione della ignoranza prova troppo e non pul) a d o p ~ r a r s icome argomcnio ilella tcsi conlraria. hla fosse qual vuolsi la opinione degl'impcratori circa i falli off'ensivi della religione comrncssi per mcra disarurrarlcazn, rcrlo 6 che il criminalista non poircbhc ncppurc i n questa occasione accrllare come regcila (li giuslizia i dcltali Romani. Vedasi la nota a g. 2362.

2.u Atto esle,io~*eesecut.it~odel ine ostile alla religione - Se le offeso alla religione non possono punirsi come reati trnnnc in quanto ledano il dir-ilto che ha l uomo al rispetto del culto da lui pro' Iessclto, B manifesto che i soli atti esterni possori0 iiicriminarsi, perchc! con gli atti mcramentc interni C iinpossibile ferire i diritti altrui. La liberth del

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pensiero e delle opinioni non pu int erilirsi dal]' uomo ali' uomo senza erompere nella pi intolleral~ilc delle tirannidi. I1 sindacato dei pensieri umani non spetta clie a Dio. N& ci proceae gi. dallo insulso argomento che solo a Dio siano noti, avvegnach tale argomento verrebbe raeno quando lo incfuisito coiifessasse (1) i propri pensieri: bensi per la solita ragione clie con gli atti interni non essendo possibile violare i diritti altrui, non vi potesth Zegitti1 1 (ti punire. Io posso esigere che tu non vada 12 propalando ad altri le opinioni disonoranti che tu nutri rapporto a tile, ma non posso pretendere che tu cancelli nel tuo aniino cjuellc sinistre opinioni, non posso importi che tu mi stinii e che tu mi giue dichi onesto, quando t11 non scati per me d ~ disprezzo ed hai convinzionc~che io sia Gisonesto.
(1) E difalli i proccssi per i!rcsia porliirano scco pcr buona logica 13 nfccssiii clella lorlura come mwzo di oltciicre Iir rivc!lazione delle scgrctc, opinioni di u n accusalo.

diccsi dell'atto intcrrin rispetto alIa sua iinpotenza di Iedere i diritti altrui, ripctesi anche degli atti esterni quando avvengano senza pubblicitb (1). I1 diritto clie ha l' iio~noa veilcrc rispettata la propria religione non pu cssere offcso da atti coiiimessi in privato : per poter dirc tiggreilito il mio culto vi Lisogno di un fatto estcriore clio inanifestandosi ai sensi di molti porti il culto stesso a11 un discredito. I,a ingiuria contro lo individuo puO csscre dclitto nnclie commessa in pri3.' I'zcbblicita

- Ci che

~aCtt,l)crcli;' il scntirnii vitup~~.:iri~ i ~ r ;dolore mi i t:cl nvvilin~cwto;ed iu Iio il diritto che quel (lolore, (*li(, tliiello :~vviliinentotion ini si faccia soffrire (falla

i:lalizin di un nemico. M la ingiuria che altri rechi a ~irivatamentealln mia religione non nii puO recar rlciIore per rnc, iiia soltarito (lolore per colui che con tale offe~a veggo avviarsi alln perilizione ilell' anima sua, c questo non rrii dh ragione a domanflare una pena: non posso chiedere che Tizio si metta in carvere perchi: desid1:ro condurre a salvaniento l' aniina di Tizio. Perch io possa dire esteriormente offesa la mia religione bisogna che io alleghi il timore di un tliscretlito nel cluale In medesima possa essere condotta dal fatto clell'offensore; C perch io possa dir (pesto necessaria la pubblicit dell'oltraggio. Alfrimenli non si ha che la offesa n Dio, se pur vuolsi adoperare questo modo orgoglioso e iperbolico di parlare, giaccli: nella verit delle cose Dio & invulneral~ile, il peccatore non offende che e SB stesso e 1' anima sua. Offendere B parola che non sta senza un correlativo di patinzento, laonde con usare questo modo si attribuisce senz' avvedersene ali' Ente Supremo una vita di perpetua sofferenza per la serie continua d' innumerevoli peccati che tuttorli si commettono da tanti milioni di creature iilimemori di lui e ingrate ai suoi benefizi.
( 1 ) La ri~ligionc sosl~intivarncnleguardata B impassibile ed invulnerabile da qualsiasi dclitlo umano. Gli alli empi non hanno dunque possibilili di danno sc non in quanto agiscono sall'ariimo allrui: o col ilcstare u n senso di ribrezzo e dolore offendendo in un allro uomo il senlimenlo religioso che B congiunto alla sua pcrsonaiiti; o con io eccilare allri al disprrzzo della i i b a rc~ligiosa.

JI;Lquesto teizo recli~isitodel clelitto religioso 112 l~isog,.iio itiia s1tiug:tziune. La pubblicit in un fntto (li 1m') t!ssw'c coizco?i?itn?z/e fntto stesso, e pu esal sere szccct~ssira.Sulla conconzita~ztenon fa rnestieri tli nsservazioiii. Essa nei congrui terinini costituisce lo elciiiento della responsabilit clello agente in faccia ;(Ha. legge punitiva nei delitti contro il culto come in cluelli contro la inorale.

JIa rluaritlo i? alla pulrblicitit cmzconzitante delche 1' atto ccjtiivnlga per gli ailuicletti fini la pul)blicit successiccc, valc a dire lo scandalo derivato dal fatt o ? Riproduco cliii quel pensiero che arl altre occasioni ho rriailifcstato : ncsszuzo pzt essew vesponsabile d ~ ' ifiitli 1tl17-ui.Bisogna dunque distinguere tr,z reati ili fatlu pe~*i~zulzente 51 ) e reati di fatto ( S. trc~?zsc~i?zle. delitti di fatto permanente non fa Nei tlivnrio la deficienza tlclla pzibblz'cit co?zcorniln?zte cliiniido la succcssilla conseguenza inerente al fatto incclesinio. Non giova all' empio che contatiiin o riippe per dileggio l'altare o la sacra immagine lo i~llogareche ci6 fece s e m a 27z(Oblicith,ma con t u f f o il niistcro, nottiirnamentc, e usando ogni cura per noli esser vcdilto. Frivolo tale pretesto, perclii? l'oggetto sacro contaminato o rotto essentlo esposto alla vcrzerazionc dei fedeli rimaneva testirnonc al p111)l)licotlell' oltraggio recata al culto ; c clucstn l)ul)l~liciti ofirisivn ilel seiitiiilonto religioso iloi CC-

deli coinc era insepai.nl)ile dal faftci tic1 colpevole, cosi non pot non esscre nelle sue volonta. Bene dui~rlric ne t r a r r i elcniento per ol~iettargli fatto se il coine clelitto, quando la cosa aggredita esserillo pubblica la pubblicila successivtt si congiunge con i' atto or*culto per un nesso antologico ed i~IcologicoCIJI~. 1' atto medesiino.

3. 3202.
Ma nei delitti di fatto t ~ a seunle, come in quelli n nei quali (benchb di fatto permanente) non eravi pubblicith nella cosa materialmente offesa, non pub dirsi altrettanto. Le parole empie uscite dal labbro fra le domestiche mura, o la profailazione di una immagine di privata spettanza e non destinata alla venerazione del pubblico coinmessa in privato luogo e solitario, sono fatti i quali non possono acquistare l)ubblicit tranne per alh*o successivo mio fatto o per alt900 fatto del terzo. Se la pubblicit nacque per altro fatto mio, perch non pngo di quanto aveva eseguito in privato io fui {uello che lo portai a notizia del pubblico, la pubblicit incriminatrice ( e cosi la iuesponsabilith in faccia alla legge penale) esiste ugualmente (henchb accompagni il secondo fatto e non il primo) perch le due azioni nella sostanza si unificano ideologicamente, e giuridicamente. Ma se al contrario un terzo contro la volonth e previsioni mie andb propalando cluelle parole privatamente da me prottiritc; o col portare in mostra a tutto il vicinato la iiilrnagine da me lacerata segretamente, diede publ~licithal fatto mio e produsse quello clic diccsi scnndolo; io persisto anche qui a sostciicre ncr rcnoln rlic a1 fatto mio manca lo cstre-

mo della piibl~1iciti~ che ingiusto sarebbe frirrrii c responsabile deli' altrui malignith o clcll' altrui i mprudenza. Questa proposizione senza contrasto si applica giorn:ilrnente nei tribunali in tema (1' ingiurie ; alle quali se eiilcsse in privato non si aggiunge mai 1:t coiiilizic~ncdella pubblicitri, seblscnc cluanilo furc~noverlnli un terzo le abbia ripetute e narrate alla intera citt5, o quando furono scritte e tenute occulte un terzo le abbia a dispetto dello scrivente propalttte e diffuse; perch una proposizione coei rigurgitante di veriLS che neppure si pone in dubIlio dove le suscettivit rnorali non fanno velo a i (lettati della ragione. La proposizione identica io credo pure che debba ripetersi nel tema dei delitti coritro la morale e contro la religione. Gli estremi della punihilit ilcl fatto mio ilevono cssere nel mio fatto stesso: quanclo non vi furono non pu aggiungerveli a risico riiio la volont8 nemica o la irnprontitudine di un terzo che agiva contro 12 mia volontd e fuuri ilelle mie previsioni. 1 problema ri1 tiotto ai rriinirni termini Q questo: se possano a m e obiettarsi come dolosi gli effetti che risultarono dal fatto di un terzo non voluto da me. Questa responsabilitA del fatto alieno o di una volont contraria alla niia potri in cyualche caso tenersi a mio calcolo in ragione di colpa: ma la fignra di delitto colposo nei reati contro la religione io non la credo per morlo alcuno (1) accettabile, postochb si ricorioscc costitutiva della essenza loro la intenzione diretta.
( I ) 1.:) proposizic~ri~, noli siavi dclilto colposo conlro rlic la r ~ l i r i n n t .il inlli~lrilal;~: i u l i a n i is~ilzcziouri di di1 i l l o G pa~tole vol. I V. 4 , 1mg. 51. Vctla~i I n noia a 3. 2337. ,

go

Da rliicste tre coriilizioiii si cleduce in primo 1ric:1i~ eliminnziolie cli parecchi titoli clalla presente: classe; e pnscin In circosrrizione dei titoli che vi rii~~nngono, i respettivi loro criterii. crl C A P I T O L O 11 1. Titoli da t.li~7inatzsidalla presente cZasse, o pel*cJrd non sono delitti, o pelacJd spettano ad altra classe.

Pcr applicazione degli nnteposti cardini, o critcrii c?ssenziali del delitto religioso in gcnel-e, vediamo quali siano i titoli speciali che le odierne scuole lianno posto fuori d:111:~presente classe, se1)bcne per Iilngo tciiipo ritenuti nel novero dei tlelitti contro In rt:liginnc. Essi solio i scgrienti.

Prcmclto a clilcstn esclusioni! cEic io non faccio ciililora su cluellc lcgislnzic~nicli alcuni antichi popoli chc tutti iridistiiltnmcntc i peccati coiivcrtirono in delitti. Talc iclca b troppo antica pesche meriti s ~ r i c~otzfi~tnzione, si?hbenc nnchc in tempi a noi :~ E ~biiiriciili sia pinciiito n clrialche Icgislatoro fanatico (li miii:iccinrc piwc corporali (1) contro la inosser~;iiiz:itlci kiciri~ith~tivi,contro 1' ilso di carni o lat-

iicini in quaresima, contro le loro somniinistrazioni, rt~titrola tcnuta e lettura di liljri proibiti, e simili; siffatti slanci non ebbero mai serio seguito nelle giurisprutfenze, n trcvnrono un eco nelle sruolc anche le pii1 ortodosse d i giure penale. Basta dirnanthre qual sia il divitto che si lede con sirilili fatti : e rispondendo, nessztno, B presto mostrata In futilit d i quei ridicoli conati di un bigottisrrio ignorante. Io mi fermer dunque soltanto sovra quei titoli che pii1 a lungo, e pih generalmente si mantennero come reati nelle scuole e nel foro, ma che i progressi

ilella dottrina penale hanno ilenaturato e ridotto al loro genuino valore.


( I ) Nrl giii Ducalo Irirrhi~sr puliblirossi il 24 tlrcrrnbril1517 confcrin:iio i1 5 iebhraio 1823 rcil

1111 tlrlcrr~tonuovamtliit(:

rliialti minacciarasi la carccrc (irio a.111lo piiirrii a chi avesse v ~ n d u l olalie in qaaresirna, 3 rlii avesse lavorato in giorno ~ i clomenica, o tenuto aprrto buuiylir. A Ilro tlecreto del I S i rua$gio 1823 rniiiar-ciava la pt'igioriia da lino a scli mesi e la mulla (fa Irrceiito a cinquerrnio lire a qualnnrlue privalo che iivcsse tcriulo [irisso di sB 1ihi.i proi bili stxriza averne il (leIiilo permesso, o clic: avcntlolo \i avesse irnprtastati a prrsona che non ne fosse munila. I n r[utbl drcrc\fo nolevolo l'art. 3 che dava libera balia di pcrquisirr i i i t t ~le case in ccrca (li libri proibiti, e l'art. 4 ctip dava il terzo d ~ l l s u t l d ~ l l m u l l ~ c r al delatorr, o allo agenle clella forza il quale nvrssc est'guifo la perquisiziotic. Allro dorreto del 2 giugno 1643 miriacciavti la carcere da sei mesi ad un anno contro clii avesse anche privatamente comunicato ad altri massime non orlodossc. Quesle cd altre simili leggi provenivano dalla giii Regina ii'Elruria la qualci aveva lascialo rc>rninisc~nza suo Ilreve dt:l regno in Firenze col codice ppnale tlcl 28 maggio 1807, porhisrinio conosciiilo [1r113 scicnza pcrclir d i ~ c n u i o rorti8

4 13 Jiiblicigroficn, r nirnlc conosciulo nrl foro perclib non mai pnr[:i;'lo ;i0 rsccuzione tlalla mngistrnlura toscana. Noterb in q u c ~ l oc o d i c ~l'art. Q9 i l qualr minaccia 13 g a l ~ r a viia n a cliiunque cornnielta o l l i cl'enbpieta in yrzclblico, P fa [i?ri;l di rnorle ignominiosa ed irif;imr a chi insclgni publiliratnt~nir! rilassime conlraric alla ciillolii~~ religione, r l'arl. 33 clia tistende fino allo galrra a vita lii: prna dclla brsternniia. Q~ieslo I r g i non si sono mai prcsc s11 stlrio fra noi. In Francia unii logge del 1814 cnrnrnin:ivrt p t n r di pc~liziaa cliiunc~uc lavorassr i n giorno festivo, o la Corte cli Cassaeiona col suo dccrPto dcl 20 aprile 4866 (h1 o r i n nr l. SBlO j ha dicliiaralo rlic 6 ccirnprc in vignrr, c coiilrrmalo una ronclnnna inflilla in apl~licazionoclel nirtlei.irnn coiilro un talo clio in giorrio d i domenica portava delle lrbgna a casa sua. Qiicstc mescolanzc di sapro C d i profario nell'nutorilh c i ~ i l c furono univ ~ r s a l nella Erirczpa caitolica fino alla rivoluzione d i Pranria, i B 1- i l I o n (diclioi~ncliterles nt7&ls iiolables, ~ n o tdimaltches) raccoglie mollissime ordiniinie rrlalive alla proibizione del Invoro nei giorni f ~ s t i v i ed allrr na riporta anclie drl secolo ; Iiassako (alla parola carn~e) relsiive alla vcndita d i lulticini t! di carni in [ernpo di qulirrsimn. Sa i n E E il rn c (diction*inire do lri pennlilc!, aaot j ~ t m e )ricorda fra gli i11tri un giu(licalo rlijl98 lilglio 1629 in forza dct quale fu mozza 12 iesla a (in crrto Cliiutiio Guillon pcrrli:? iiveva mangiata u n pezzo ili rnrnc (li ciiv:illo in giorno di magro. Ricorcla pure conic! si ptinics~ o m c rrcsia cligiunare in giorni n ~ quali non e r a r i ingiuiito :li catlolici il iligi\ino, e riferisce la srnlcnzn capilalc, prnniinziata caiilra una dama di Borrl~niixcolpcvolc di aver tligiiriato in gioriia t f i ilonicriira : c cliiudc 1' arlicolo riporInni10 un piu11ir;ito drl Triliunala di Perpignano del 9 iuglio 189:; clir a dispcllo drllil incislcnze drl Procuratore del Ro. il qiialc ctiirtlrva si condannacs~ro una mulla d i irecento a fr;riirlii c n11 iIn anxio rli prigionili'qu~llrogiovani come colpivtili i l i :ivcr mstigiato cosiolclie i11 giorno di sabalo, ne ~irniiiirizio I'assoliiziaric diclii,irando che la irifrazionc dei coiniiri!l;~iii~riiidt~lldclii.tsa non cra drlilto.

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i$,~::.!tt ( l ) -- Coi1 (11it:~toI ~ ~ J ~ I U : : I ( V ~ : ~ ~ ) il~ : I si I di r . o l : ~ oclil: tievitmu iic!IIo y i , ~ 11ri"iis c.ime(lciizc? cl:ri tloini~iictclla rl:ligitini: cnttolic:~ p!?-i' ~irobssarc! uii culio rliffcrcilte ilal riostm i11 r[rinlehe sua tbriiia ililtt.ovata e rtnaieniizz:ttir dalla cliics:~. La 11ef1~i~ione ti(:1Ia brcsin nella prc~pritr. essenza nnn spultn clii> aII;i c-liiesa, n competo n rioi dcscrivur~ie presento al luogo le gradazioni c le vnricth. Si ot~cupinocli cii, i tl?logietl i cnnotlisti. A noi I~nstiosservare clio 10 S5isc~ crstlenzo in 1~1:Lteiin ili religione clevoao I)::i~c fi.)rniru irintoria alla aliicisn. (li giudizii c punizioni t:nnonidie ; iua ili~thi!rinlnngono ncllo stato ili l,iii9;b erelienza, o di professione segrotn cli un crilto ilifforine, o di rni~ilifistnzio~ic cor~ddunxi:~!~ Jcllu ~'ropr.ic:! opinioni, i' a u f ~ r i t hsecolare non ha diritto di farseno giudice nb cli uiiiinccimre castighi, per la tante volta ripetuta rngioiio clic il codice pcnalc non l,uG co1ytii.c dove noi1 trova orcso zcn df~ilto: che e iiessuno l1116affermare (li aver0 il clirilto c . 1 io cre~ tln cih rhc egli credo, O che oilorl Dio con qucl rito col clunlo a, lui piace onorarlo nnzich col iajo, I1 titolo di cresia si C duncliie a l)~xoria r'ngionc cancel1 ~ tini rfiilici ~ ~ t ~ contemliosanoi e dallo stesso codiru Gregorinxio, e posto (la bnndcz dai mocierxii istitutisti (li giurc penale.

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( i ) R c n a z z i (elo~t,eillrr jro*is cri ubiictlis lib. 4, cnp. 4, Y. l) (&osirltii'niii9c, In prcl.:ia Ilitc~'csi.~i u i n i n ci n l i ~ l l i j i ( ~ i r ~ q?li/lquicl Pht i n l i u n ~ o07 lodotuo I clijioais clogrnulilrcis wlt * c J r s ~ t l ? ~ t , rilnof~icli i11 g ~ - ~ r i I~ ! ~ I ~ I I ~ ~ ~ ~ ~ Irntw/L 1 I l ~ !Io

vriLcsr.rir1r.u circa F ~ L ' I I Inon t'nvvisrintlosi la ~ r ~ b s i u ; iirrro bizio dello iitlr~llelioSP noli \ i ci 3pgiiinge la ~icriin:ii.in iIr4lla volorii5 ;P disstlro ctcsinrfn I' airlorr dfnlfalqo doiiirnii ~ ~ ~ jroloro iclic In srgnit;it.nno. 1 rlirnolopia (li rliirsta t i ~ a , parola si dpsunif: (In\ grpco, PII rquivnlc a cil la. Fu iale I'udio corilro gli erelici rlie i periali.;ii i n q n n v a n o dovrrsi piiriirc in ~ U P S L O r('ato nnclie il colo pensiero tion maniBlsialo roii aici esreriori : CI a r o qtcticst. 91, n. 9 - Tuscli i o loin. 1, ro~iclas. 409, IL. 2 - 1 C 11 O cli i O I ~ B i~t.biiro~ rils. 1 iis %O, n. 6 F n r i n ti c c i o qzlnesl. 1413, ?i. i 14. Yrilasi perb T h O ID3 s i Q disserlaiio a a lineresis sit C? i~nettC o c c r j o cxsrcilutiot~esr~rrusc~e 9, ilxel-cil. 4 4. prrg. vol. 27 L de jurc circa hrrei elicos - D a r i e s o!~serwnlioiicsjury. anltcr. obser. 40, 5;. 20 - Z i P 01 P r ad Q r o t i n ui lib, 2, cap. 8, S. 39 - S lr y C k i o uriar ~oder#tis,l i l , ds pr'inrli,$ delidis 6 - I;r or. n i!v r g lr P n dc lfigibus clbrogaris, in C. Eib. 4, lil. 6, p~rg.13 - L c p s or naedilnliones i12 ponderlas spcc. 566, inedii. 31 - P u t L m a n n elenarala j t r ~is o-indrialis x. I i O , dove nc insrgna ciir il ilclilto rli rriloro rlie temcruriamcrile sccu:aiio allri d i cresin iliecsi o'iact4 haaretificii, e cita una dissertazione sp~ciale(lrl L{ c c!i r! nb (: rg de crimi*t~e haorelificii, la cliialc fu publilicslri i n Lipsia l'anno 4737 respondcnle Doring,
n11i

Al titolo di e ~ c s i a B sostituito il titolo (li 271-osi p c c l ~ t ~ i o ~ zempi domw&i,o diproselil.ismo, il quale di ~ surgc qrixndo i1 seguace di dottrine eterodosse non si liinitw s nodrire nella animo tali dottrine ed a professare un culto diffor~necla quello clia prevale rzcllo stato; ma iiioltre usa arti a diffondorc negli t ~ l l i i l t i;~ltruile proprie opinioni, c ~ u guadagnare l pi'uscliti alla Icdtl da lui professata. Questo pud essure nei coiigrui t(:rlmitii e casi rnantenuto nel no-

vero dei veri delitti, come n suo luogo dir : nia ci6 dipende dalla condizione speciale dello Stato al quale si detta il codice, e cluesto io voglio qui avvertire e premettere una volta per sempre per meglio porre in luce la presente teorica.

Uno Stato si pu trovare sotto il punto di vista della religione in tre condizioni diverse : intollerans u : t o l l e ~ * a ~ z i n: i f e l w z a a . Lo essere un governo md costituito in una od in altra di queste tre condizioni esercita influsso vitale sulla presente niateria, sulla definizione dei fittti punil~ilicome offese alla reli-gione, e sui limiti respcttivi della. punibilit. Questa iliversita di condizioni essenziali non pub mai giungere a cancellare i principii espusti nel capitolo precedente in ordine alla essenza (le1 ilclitto religioso; ma pii6 nzodificare in clualclie parte la loro applicazione.

k t o l i e ~ a z t e(1) un governo quando non am-

mette nel territorio sottoposto alla propria signoria alcuna professione cli culto che sia difforme dalla sua. Questa intolleranza pu cstrinsecarsi in diversi gradi. Sar nel grado somnio quando interdica affjtto ogni culto clifforme cos pubblico, come private), e cli pi pretenda costringere i dissiilcnti acl abiiirare la fcde da loro proft?ssata, e ad abbracciare la sua. Cos fu intollerante lo Islarnismo nel suo prinlo periodo : cos furono intolleranti alcuni Impcrntori contro i primi cristiani. 'I'alc: Stato certainente per

~SSC~C Ii ICICO st1' t IJ( i~tore, c'c~ll~i non scio il I !rsric C r& pi'osclitisnio nin anr 111: 1t ~irufcssionecli ogni ciilt o : tli!forii~e. Srirh la intollei-anzn in un grado inferiure clirnntlo il governo astenenilosi da ogni persecuzione diretta coiitru i ilissidenti interitiri pero clualunque pubblico esercizio di culti difs~rnli, e perseguiterh iizdir*etlnnzeizle i dissidenti con lo alluntaiia~~li dai publ~liciimpieghi, dalle onorificenze, e da ceiaii diritti crvili e politici. Intorno agli Stati cos iiitollernnti noi non a1)I:iairco alcun precetto a ricordare; diciamo soltanto clie essi sono in una condizione n72tignr~~idica:cici liasta n comprendere che non pose sono dettkrsi precetti giuridici per chi si b post.0 radicslmcnte in opposizionc alla legge giuridica.

( l ) Nitll'~nli~liilii furono srnza rliil~bio iiiiollrranii gli isdrncliti. La cosa h d u b l ~ i ain ordirle ai Grrci; e recrnicmente (:a i l l e m c r in una dissilrtazione irililolnin 11j bibcr1S ds con.~cie?zce Ir rlfhencs (Rczrue ds legislalion (rmriesne e6 moclertle, ann. 1870,pag. 3'11) lia con niolla cruclizione soslenuln lo iridifforenlismo drgli Aleniesi.

Sono tolle~*antiquei governi che atlotl.ano come dominante un culto religioso (cattolico in Francia ed Italia ; protestante a Berlino e Londra; greco in Ilussia) sotto il nomc di religione dello Stato, o di ioeligio~lc dellc. ~~~ccggioranza iTct,"iolzeo di redella ligione do~i~inn?zte. governo sifhtto tollera ogni Un i~ltro culto riconosciuto ; permette la erezione (li tcmpli C lu custituaionc di separate congreghe ai ilissident,i, lo ci.sercizio anche pubblico cielle res-

pettive religioni, ed anco uguagli3 i noii corifurii~isti ai conIorinisti nel goclimento dei diritti civili e politici (al clie si d il nome di er1?~17ci11iczioize) qiinndo perviene al sommo grado clelln sua tolleranza, che lo porta a respingere ogni modo di persecuzione lanto diretta quanto indiretta. Un governo i11 c.ondizioni siffatte non sogner5 certamente di scriverc nel suo coilice il titolo (li eresia. Ma anche in f~icciaal meclesirno potri nascere ilul~l~io debba se riianteilersi come delitto il 1,roseliCtis,szo : e questa grave questione esamineremo ncl seguente capo al titolo relativo. S. 3271. Finalinente dicesi ilzdi(f'e~c?zte quel governo chc non proclama nessun culto come religic~nedello Stato ma tutti considcrs i cittadini come uguali in fhccia alla. legge clualunrlue sia In loro credenza in Icina di religione, a tutti permette di pt:usare e credere ed onorare Dio a talento loro sciiz'ltvere l~rcdilezioni ne usare protceiotii o accordar privilegi ai seguaci di uno piuttosto che cli altro rito. Uno Slato siffcltto porta al silo ultirno pronunciato il principio della. libertk di coscienza. Esso pcr deduzione appunto di tale principio dovrh punire inclistiritamente e con uguale misura Ic aggressioni violente contro ogni culto che si l>rofessi da poclii o da niolti dei cittadini, ma noii patri intei~liresotto nessuii pretesto il proselitisrilo in rliinlunque iOrilia si iuni7i.Sesti purchb non violenta ; nt:lln r~rrale il~utcsi criiirinositi iion sta ilel proselitisirio liin iivlln fui.iiln. Promesse queste osservazioni rli fiklto l)ioScguo la mia cscui*siocic.

'2." r l ~ ) u : : f . / ~ - ~IJ'al)ustssi:i. 1)irh essere o da1l;t sii i6eligio)~e 11211' 01'~liize Si ha la prima nel fhtto O (l). di chi abiura la religione in cui nacque: si Iia la seconda nel fatto di chi essendosi ascritto per voti solenni al clericato o ai1 un ordine moilnstico ne faccia abiura per tornare alla condizione di laico. Un governo intoilerante manterrii fra i delitti cotesto fatto, perchk nega il diritto di libera coscienza : ma un governo tollerante non pot,ri fare altrettanto, e il titolo di apostnsin non potra leggersi senza assurdo nel suo codice. Soltanto potri meritare esame la punibiliti della apostasia nel caso che sia susseguita clal reato di i)igainiu ( la qiralo come sappiamo puO essere propria e puO essere assimilativa) perchb in questo successivo fatto noli si della religione o dei contempla il nlero ai~l~audono voti, ma la ofyescz al matrimonio e all'ordinc delle fainiglie.
(I) La parola nposlnsia i l ~ r i v adal groco e significa descrzionc: R e n a z z i slernenlu juris crirrbinalis lih. 4, cap. 3, $. l . aposl(ttn collli CIIC 3bbaridona affallo la religione crislian3,menlre so rinnnga soltanlo alcuno dei suoi ilornmi non i: che et'sliro: nci primilivi lempi si consiilerh l'aposlala clie p;issava a1 paganesimo I'omr! poggiorr di qiirllo clio passava al giudaismo: era hcri naiurali: rlic i sacri canoni infiiggcsst~ro agostali lascomunica rd allrepcne canoniche. agli Gl'lmperalori vollero aggiungervi pcne temporali; e T e o ci os i o e V a l e n l i n i a n o inflissero la pixclita degli ullicii, la perpclua infamia, la confisca dei beni, e la privazione iIt!lla icsiamcrilifazione. Spinscro perb la pclria anclie alla morlc VOL. VI. 29

qrisnilo lo ,~poGla!n nrrcsi! s ~ t l a i l oaliri n acgriiltire il suo perlilr, rq~rnpin:I. Ei, C. ds i~poulntis:e si dicliiard il~ipresrt ifliOile 1':izionr prriale raniro fali clrliiirlu~nii.DPII:~apostnsin doli' oriline piirrva C ~ poilo rlriv~scrroocruparsi i P crifi~ini\lisli, \P liygi 1:1i(-li?;p~rrIi2pri\ q1i~s1a mat~>rig una pii1 11i diwiplina ~ I I Ptli ( l o ~ n m afifa $1' l r r ~ [ ~ ~ r , ~Y oiri iP n, l: 1 i n i a n o t> $1ri r r i a ri o (I. al&.C. /*le nposlnlis) stlrriiiianrlo ~IIP;I:I n1311\d (1t$gI7 iri~p{~ralorir w i di q \ i r ~ y ~ b 'ra~u t ~ ~ r i I i g I SPCOI~IPC ntllt! cosrl (li rtoliqirin13(ni:iniit c h , ~ c;iu.;a (li innle fu di.curdir t* (:i rovina allo impero, P eliil Iii~icrtl conrlurrmr allo srisa:~ p a r v ~ r o v ~ l (ilelt:lr(? \ir1 [ ~ r ~ ~ ~ i ~ t l i ipilrii- r l l o ) ~r n~~ livn atii:Iii* rorriro il rnot\ncci o rliicrico rliv {linidliilrioproprici abbari(1oiins~c I' ;illiio. 1)ico purw, pc,rc.lii: I ) ~ n i a t!ssmi riiiiii qndln cosliluzi~irlrr ~i:id rlii!lii;lrai cririit~rn;~li aeitiplire In aposiasin dnll'oi'dine o pii~linqtoil pnzse~qioinsiiln~eeoii q i l ~ s t a ri7c.sia zii carrit:iiinntii. I3i;rt~ ad q[ii,llii I c p g ~ J ~ c IlirJr ] ~ autorizziire lo zelo dci prntiri a cltaitaril prtiirltrriipor~;ilicontro i deseriori dcll' ordini1. insrgoiir!(lo elio si ilovr~rrino soliriporri, alla infamia, alla confisca ~ 1 ( Iw!ii. m1 il1 11:111ilo ~ r p ~ t u o ~i p 4:tl Regno : J o u s s e jtaxlice criaii 8116 rol, 3, prrg. 470. Conisn gli aposlali rlalln rc4igionr:1a pratica matilriinc*iiidisiinI:itriciiri* la pena d i morte: F a r i n a c c i o qi6rr~st. 183. n. 34, ot seqq, V o u gl a n s i~zslilzclt?~ 4.32,il q u c i l t b pc~rtilirn i I t l \ i0 ptrg. dai suoi antccessori i n qiiaiilo iill'spostrrsii~ tI;ill'cirtlin~. insrgnando doversi sotloporrt? :\ sole pcrie clirionirllc. rioltibilela tliscordia Trai civiiisli e i ca~ioiiiqii tcma (li upo~in.si:i; in prroh2 mpnlrr? la chicsa sr!mpro pronlii al prlrilono iris~gnava Oov~rsi e r i ~ ~ ) aallo nposiata che ricrcdillo~i tl!~llorrrot'ii p re iic avrssr fallo abiura tornando i n wno alla vcr:i religioti~, i civilisli ~ol(~viino incsornbilmente si colpisscl {li rriorlc che l~rncii rauveiluto, senza aspeltare che ci si rentlessc relapso; rigore rmx'itamente censuralo da P e1 z o f f e r AI-cailorolna slnlfrs fib. 7, cap 3. p r g . 23,

clrinlido (1) la eresitt non si restringe a pochi individrii nia si pone iii esscre da un nurnero esteso di cittadini i quaIi finilano una cliiesn od un culto difforn~eda quello rtoininante. Questo fatto si vorrb sempre tenere come tlelitto cla un governo i?ztollerante: si guarileri coiiir? innocuo cla un gorerno i?zdiff(;:.ente, il quale professi i1 principio che Io Stato non ha religione, con tutte le sue conseguenze. Xa anc3e da uno Stato follerante non potrh elevarsi a rlelitto tranne rlunnrlo degeneri in publ~iicavi01en~a.Fu detto che lo scisnin era una sedizione religiosa; ma In sedizione i.t:lipiosa non clelitto se non si trainuta in sediziorze po/itica, vale n dire in una lotta violunta di una parte cli cittadini contro altra lmrte.
3." .Scisit~n- Si 11.2 lo
scisl~ln

i l ) Srisrnzn (p?roja gi'ri8a clis vali* srissicra o sepiirazione)

fu tlai canonisti specializzala come parola dekignatricc il fatto (li clii si divideva dalla cliirsa cailolica: Iin per suo.implicito la ercsia, ma se ne c l i s i i n g ~ rper i l SIIO ~ s l r i n s r c a r s n ~ l l , ~ i coslilusione di una cliitlsa scpariita : R c n ;ii z i e k u c n l a jur. , erim. lib. 4, cnp. 5, #. - U r s a g a ifisliltllio~zt!s ci'irrzirtcr8 les lib. 1. tit. 7 - I) r C i a n o Iractalus rrirriis~tleslib. !, i cap. 67. LAIrppi mnsaiclic, distiriguevano la npostasia sirzgolare dalla c o l l e ~ t i ~ ~T h o n i s s r n turies sirr l'histoire a: dq4 droit rriminel, appenrlire A, piig. 148. Poirtib mc?niro pire clic la apost;isia di un solo individuo noli porlassc clicl pcna patrinioniale, c o n u o la apostasia di tina intera ciilil si procerlelle col frrro e col fuoco C con la iil~imatlistruzione rlella ci112 ribrllalasi al vcro Dio. Lo scisma pub fricilriirnle as;umcre un culorc polilico i n qnci pacxi nci ilricili la rclli-

gionc dello SI310 sia intollcranle; ed allora piib preiidcrc il c.ara1ler.e di sedizione. Lo S c h i I t e r o i i ~ s ~ g n b lo scisma che t! In eresia non presrntasscro Jiff(1renq ma di ci6 vi?nne ripreso come d i gravc rrrore da L e;y s e r medilationes in p~inderlasspcc. 667, coroll, 7. La pena conlro gli scismatici ntvlla pralica fu - i.'' la confisca dei beni, - 2 . O la privazione degli oiiciri :ai quali casiighi si aggiungeva talvolla anclie una pena corporale: J o 1 ssi? juslicc critni~zelle1101. 3, 1 png. 470. i.o:scismn si divise anrora in p~cro e misto dando i l primo nome allo scisriia che ecce;l,ionalmeriLe non conlic~iio eresia: A I a foro c~.im%tlale S. pag. 98. Bla G i u l i a ri i vol. (isliti~zioriid i di1 illo cri~ninnlevol. 2, prrg. 6 7 ) nc3ga riii: per noi orlodossi possa t$sisLrre scisiiia stlnza crcsia. Al con: di trario il ( o n l o l i raricilllit~ri!del lr*il~iinale appcllo in Bologna ncl 1827 inaogritiva rirl siio lrtrllalo dei delilli e delle pene (vol. '3, pny. 41 ) chi: gli scismatici propriam~nle non sono eretici, ma che poi lo scisma clcgrnera in eresia in quanlo proclama potcrvi esserc salrile rlcrna fuori tlella unii& tlclla chiesa romana.Come poi ilisiirigiiasi lo scisma in interno od rsterno lo insclgiiario i canoriisli, ai rliiali dohbiarrio irilrramente referirci in quesia m a t ~ i a Nclla pratic.a crimiiiale . i proc~ssi scisma Si corifusero coi processi di eresia: ma di poichb lo scisma ordinariamrnte si cstrinsclca con la scgregazione di numerose popolazioni,le dispute si sono pia spciso ~omlial(u1enei campi d i Blarte che riel lcrnpio (li Tcmidc, e se offrono pochi rnonumrriti intorno allo scisma gli annali ilella giuslizia, ne offrono di troppo copiosi ~ l annali d ~ l l c i Iiattaglic. Vt~laSi T i s s o t 1c droil pktzol col. 2, pug. 263, e1 sziit'.

4." &C?-ileyio (1)-- Questa rubricri occupo a lurigo gli scritti dei vecclii crirninrtlisti, i quali ne fecero un titolo speciale e gravornente punito fra i delitti contro la religione. Esso si costituisce da clwlsisia

violazione di cosa o persona sacra. lT,z In scienza oilierna non conserva questo titolo come titolo di per sb stanf.e ; e per buone ragioni.
( I ) Cosliluisrc! sacrilegio qualsisia oiolaxiorie (li cosn n jjersolin saera: P a n i m o l l c decis. 6%- Z u f f i o instii?~. iioncs cvimi~tales lib. 8, li1. 92, png. 81 - B a r li m e r n c~.rercitut. 100 - B o C P r o diaputnlioizes lom. I , clas. 4, dispclt. 10 - V r e d (>m i r r li disscrlptio de sacrilegio, h

Urreclil 1832.

Infatti se i1 sacrilegio si commette per solo einpio fine, e non corae mezzo o accidentale concomitanza dello sfogo di altra passione, offrir& bene le condizioni della punibilit nella sua forza morale soggettiva: ma percl18 esaurisca tali condizioni non solo nella forza fisica soggettiva (atto esteriore) ma anche nella forza fisica oggettiva avrd bisogno della pr~hbticitci, ed allora coi~correndosimili estremi la scienza ecl i codici odierni puniscono questo fatto, non pii1 in quanto mcrairicnte sacrilegio, ma in quanto si cstrinseca in oltraggio al culto, s sotto questo titolo, che troveremo a suo luogo.

Clie sc poi rn:tiic neil'ageiito lo anirno dilaetto al1 aggreclirc la religio~ice soltanto gli accadde di violare cosn o persona sacra mentre intendeva alla lesione (li altro diritto, allora il sacrilegio non potendo assunicru forma di spcc.i:ile ilelit.to religioso per il difetto (,S. 3257) dello elcmeiito morale, si guar-

der soltanto conle qualific.:~ del rcato priii:.iltnle emergente dal diritto principalmeitte aggredito nei (lisegrii del colpevole. Cosi oggi si qualifica la lesio,:e pei-sonale, o la iilgilrt.ic~se inferitn a persona ecclesi:lstica, per causa di odio prsonale e non per fine d'iiii-ipedirle lo esercizio clcl culto :cosi si rlualifica lo stlcpro od il fiu*to se caduti sopra vergine sacrata a Dio, o soprn cosa sacra i11 un tempio. Cosi pub qualificnrsi il clnnno dato quai~iio avvenga u 2 guasto di cosa, sacra senza lo inteudimznto di aggredire il culto a1 quale essa serve: questa una teorica orniai uiliversalinente riconosciuta, la quale procede oi.ilin;lta e costailte sopra i principii fondamentali clella classaziorie dei rc~ltigi tante volte applicati e cliiariti nel mio lavoro.

5." ,11(1gic~c ~ o l ~ l i l e g i(1) - Non 11ristorol)I:ci.o o r);~i.ecc.lii vu!un~i a ricordt~rcil nuinero delle vittiiiic arse vive per tii.olo li sti*egc)ncria,di irittpia, di commerci e patti satanici. Fu cjucsto un corpo (li dottrina tutto a1)cci:ile ;)ci vecchi criifiinalisti, Trattavtisi cli lottai-e col iiuniico del gcnerc uui:tl~u trollpu p.)toiitc: e i~inlignopcr cssore vinto dalle ;irti nust re. Uisogniiva stiit1iar.e i~ieazislr:.ioriliiiui*ii ecceziocc1 litili ili procedura; i riti giiicliciarii raffrzarc cc11 presiilio delle tortiir'e o con lo aiuto degli csorcisiili. Tali processi offrivano pertanto il IJ~U strano iiiiscilglio d i forme girrrirliclrc e (li riti religiosi. Altissinio era lo iritet.csst! (li sl)cngcrG la trclaenila genia dcgli stregoni u dci fattuwhiol-i, pci-~h pii1 trntnon tuvasi soitnilto di mnnIeucr*ci11 rispt:ttu In rcligioiic

ma (li provverlere alla salvezza vomunc : as-vcgii,zrli costoro fattisi scliiavi e str~umciitodel dicivolo pcrpefuo ncstro pcrsecutrjrd lo serviv:ino alla propagazione di tutti i, mnIi suila tei.rtt etl alla distruziorie (se fosse st;:tci possiljile contro i voleri di Dio) ilclla razza atlamitica. Portala la cjuestionc su tale terreno non era pii il semplicv Z ~ ( J religioso cpello che e ~ c i t a ~ ~ masse ad infierire contro i inaghi e conle a tro le sti.cgl~e:ertl il gagliarclissiiiio istinto della 1;rol)rin conservazione. E con cib si spirpn tutta una stoi8iil di Yanguv

(1) N ~ l l ab:ii:i eiimcilocia so?tilryio ~ipniliraqric.lls soia d k i n o z i o n e qiinc pn. so7.lo1rr $1: Il tlnnzxi c l ~ > t n e n i ~ jtiria friinirinlis lih. 4, rnp. 6. Y. 1. Ma nrlle rrimiriali iliwipline W r i n P solln qiirslo rionir>tliinliinqiii* liso (li arli magirli~, i C ppnalisli tlisiinsrro il sorlilogio di~linnlorio(liil molrfico e ~lal!ocrrnc~lovio. ATcyi).i~~nn~?,cin qi~rllacIii1inszinncrlie fu tlrlin fii~c~v;isi In evor:izioric tlfli 11rmoni P ~ l mosli; cos cl11)rsi con ~ i 1;) rliirornni~oiii.la girorrln~rzicr,la piroinnnzin, c I'cislro(ogirt s ~ r o n t l oil v:irio fciiilr tl~llailivinazionr. I sorlilcglii lt?olr$r-l 1.1)l)rro il riomr spi~ritilrtli slr~pliirirl linguaggio 11nlp:irc: r In ! l i cqo tliffftri ilallo jr,li~ilot(~ rirrchk qursio O n~:iIo[irns(lnx:i s ~ i volonlh D a n) 11 o 11 il tbr p?*nzis criirlitta;~ lis rnp. 61 -- O l i l r rl\: n ps Ircrrlntrr~ dtto ronii.n Cfli.i)zolqin))t pr/nt:? I , /?LJ~(J.Y qlrnrsl, 9. png. 988 - il a e r n r d u s 3. i ? ~ X I 1 (nhttliir. rnp. 23 - 13rn n 11l de lugiliinm maleI, firos 111 S I I ~ I L Si n t ' i ~ ~ / i g ~ ~ i l C i~ J t'it~rrtidit (rlioIle ;itk 01~1 l I I 11 rb i* k o p s obsct.o,~lro~tes crirnirrrr/r~spng. 37.3 - l d .'i n ga f'ariorthwa jilris isirilis rnp. 16. png. 134 I< l olc consilia lib. 3, rojts. 206, cl 197 - F l o c rclt i o da rrirninr. rojijut nliotr in spii iithic~r~ B o I ri i n fi rliss. ifc niogin R c i n(. l i i 11g l i cicluiirs rlr .~rigis - Ii 1 (I i n v~liust~r 23, png. 4 187 I. - C, n l r r o d,!ris, 180 - J o n g C dt. deliciis r o n l l ~ ir:nia

publbcam ~ d m u s i scol. 2, pnts i, qrcacsl. 4 - T h a m a s i o disserbaiio de crimiiie nir~giae;il&ejas colleci. tiob. 3, diaserb. S - SI: ti o r n c dc ningin e wimintcnt serie p r o s c ~ i benda, lviltdntbdrgct 1789 T o l l o z a n de rtil~ficis et mlilhem~licis;i ~ b e l r i c li r llbesccirr. velcls vol. 1 , lonr 3, O dtsaet l. 95 - A l p li a n i jur. ctim. lib. 2, [il. l , cap. 1 k $01lilr.ge'o F. 55 - C o l l i n d e P1 ri ncy diclionliaire i~rferriiil,bot mayiciens, magie, chnt mes, mcrls@res. U n a cbsposizionecomplt~ta un processo di magia del sccolo dedi rimosriiimo lrovasi nri Heaponsn Tubingeiisia vol. 4, resp. 86. E n r i c o Bo u g ii t? t, giudice a san Clauilio i n Francia (:onL~a,rirl suo (1isi:nrso sopra gli streghi si vaniri (li avi:rne filti bruciare millt: rinqi~cc~nlo dieci anni: T i s s o t fioin lice sur Z'klnblissemsrrl de I'inqzciaition GIL F~.nnche Cornlb png. 19. i-, singolare che M u y a r t d e V o u g t a n s ( l o i x crimi?helkts dnrrs 6'01dre t l a i u ~ e l i e )ilrplora clie oggidi pia non si vrggano sirrglii, e ne incolpa la inci'cdiililh.

Oggigiortio la fedo nella potenza ilegli str~lgoni cessaf:~, e la cretlunza a buona fede coltivitta nei inalefizi di alcu~io1:i. qual(: sia stata causa di feririlento o uccisioliu i danno del supposto strcgonc, : non si ammette $1 nemnieilo come scusa (1) al reato di fierimento del quale essa sin stata la causa. 1 titolo di nlngin (2) i3 cnncclIato da tutti i codici 1 (*ontcinporanei. Se un allucinato crede a buonn fede tii essere fornito di potenze sl)rannaturitli si consegna ai medici ed al manicomio ; se taluno col pretesto di sapienza e potestk soprannaturale spaccia prascrizioni, corne filtri amorosi, come bevande abortive, com3 poculi proilut,tivi di sterilith, cl'impotenza, o simili, pronto seconrlo le circostanze (le1

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