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nei qual nlilii:~specialt?

itllcre~st: la c O ~ ~ S O C ~ ~ I Z ~ O ~ ~ , che per tal guisa viene aggredita non so10 nella sua t~a~iq~lilIit$, ljeii :tnche i11 qirecrli o ~ g e t talla ma i co~isorvazioile(lei quidi ha Ogui cunsocirtto un intcrcsse o un diritto.
( I ) Corlice Toscano art. h38: Progctto Portogliase art. 303, n. 1 .

S~:cosuo CIiITnRLo

- l$/f"tto- Pc:" C~ul2sLO lato

si ~'icoriciucula isp:uionr: ~ l c criterii riiisur:~loririell~~ i inconilin sotto un liunto (li vista clie i: ci.oin.-ianeb : tutti i mnlcfzi : voglio tlirc in cun$iderni;ioao del maggioro o ruitioro GE(wln f i ~ t n z c d i u efle4112;o dot~ rivato dal fkttv. Beno s' i~itundc sotto tale l~unto che di vista p13iilleggi,zil uititerio dc$t~ntu(In1dai~riorecnto alle vite. Anche qu;~lillo incanhinrio riori ahlo bia avuto il preciso fine cli ucciclese (lo che rientra nel terzo criterio) se uno o piil iioiriini iTest~~roliO vittiine clel fatt,n suo, egli b rcslionsaMlc (li omicidio c di lcsiuile lie~sorialograw o grnvissiiiin ( poichb clelle leggiere qui non si ticno conto) clunutunyu@ l'omicidio o la lesione personale fossero oltre la sua intcnzioile. Tale rcslionsabiliti~ pcaeril piil o meno gravomente sopra di lui scconclc~cl~is 8uPse1s guilo rnorti erano coli rrisggiore O iiiinorc facilita prevedibili, S. 3061.

Ma anche prescinilcndo clnlln cniitcml~lxzioilodel diritto ,?li3 vita rnanomcsso dallo inc.endini.io rlii<illtunrluc da lui non ngqr~tlito intenzic,nalrnciitC, lo

efretto dello iiicendio pu tenersi coine suo criterio iiiisuratore nncl~e solo rispetto della proprietk piY nel o meno estesamente danneggiata dal fuoco. Quindi i! classica e dai piii ripetuta la distinzione fra inincendio pu~~z.o, clistinzione nella cendio ~ ~ 2 ~ 2 9e~ 2 0 quale da molti si conipendi0 tutta la trattazione del pre'sente titolo. Qui ripeter che la scienza non puO riiai dettare cifie numeriche. Essa approva in genere il pensiero che nel iuisurarc la quantiti naturale dcll' incendio si tenga conto della maggiore o iiiinore entitl? clei valori arsi, guasti, o distrutti ; cluaiitunyue forse essa iinn approvi (1) clie cli ci6 si kccin un criterio supremo doniinatorc costante della penalita. Ma lo stabilire 1,oi se il limite ille scllnm lo incendio 91?,c1g?zoilal pawo sicno le cento lire o le mille od altra cifra (N) dipende dai tempi e dalle condizioni dei luoglii, come gi osservammo in proposito del f z t ~ t o .La variabilita del valore anche della lilerce monetaria in ragione clei teiiipi o dei luoglii rencle assolutamente improponibile qualiinclue precetto assoluto e determinato su tale argomento.

(i) Gli alcmanni ailcrirono streliamento al pcnsicro clio


i u i h I'alrociii ilcllo iiicc!ndio consisl~sscnrl pericolo, fino (i1 punto di scspirigerc affatto la distirizioire fi8n inccn(1io maSrlo c piirvo, c insclgiiare 1)cri)ldd q?10(111(! eri[, irlcendio da~ri?~zlm clnt utn 91ingn?ii?z,crrt purvnrta : li c i s t er prinsit cipia jtcris cr'irr~inrtlisS. l58, pilg. 81) V c r n e r obserB e r g e r o elccta juro's utrliotlzn)i pnrs I), obsct.v. 17G

criitt. pag. l19 - L c y s e r spc. Ciil, 11lzdit. I l . (2) Variarono non solo gli unlichi, rna variano anclic i i~oilcriii Iilgislvlori nrl ilrtrrminarc la sollima alla quale dcvc Jsceiitlcrc il ilr\iirio i8ecalo dallo iticcndio percl18 qUOst0 si Possa 1iii.c ~~r.u,ld:. coilicc Toscario lo fiss:~ (art. 4 3 3 ) a Il

lire cenio,disponendo che quando l'incenilio non i11~Lia proBotto ne potz61o produrre uta danno p c r s o ~ ~ u o ~ ,uri prel gizsdiaio pntrinaoniale superioro 3 lire crlnlo toscaiic, 1i pe: na si riduca al carcere da sei rursi ti Lro anni.

referirsi czianXlla considerazionc dello effetto dio il criterio desunto dalla pel-ti~ze)ava delb cosa incendiata. Se questa appartiene in sschcsit:cc pf.0prieta a colui che la pose in finmine bisogna prima di tutto osservare se 1' azioric fu diretta ;i. provocare : incendio in cosa altvz~i ove tale intenziniie concorra, la propriet della cosrz iricendinta niente vale a minorare la imputazione dello i~~ceildiario, molto e meno a dirimerla. &a cluando il disegno dell' 8gente ! f u di abbruciare soltanto la cosa sua, bisogna distinguere tra fine lecilo e' fine illecito (1): se il fine fu illecito ( comc avviene tutte le volte clie un proprietario dopo avere assicurato contro il fuoco le per cose proprie, le ponga in fia~nnie carpire il premio dagli assicuratori ) sorgera il titolo di frode, potendosi giustamente ravvisare nei contegiio clcl colpevole un artifizio o un riiancggio dir~tto procua rarsi un ingiusto guadagno. E clucstn forain ili f ~ ~ o d c : potrA tenersi comc pii ociiosa per la speciale odiosit del mezzo prescelto (2).
(1) Nella pratica s i considerb come diretto a lino illccilo l o incendio della propria casa commesso per sotlrarsi ti1 pagamenlo dei tribuli c si disse punibile con pena slrliordinaria: C a r p z o v i o Hesponsa lib. 6, tit. 9, respons. 03. (P) Sullo incendio degli edifizi proprii commesso senza il fine di appiccarc le fiamme agli edifizi vicini disserlb elcgaw

tcmen tc L a v h n Ile: civis n e d a suas dnkr opera incenrlentis iaiptrnilnte. Lipsin 48% : ovc. dimoslra clic per le I ~ g i romaneqncstocaso non incontrava pena, nG come danno dato, 112come incenclio, ilti come eis pubblica; c soslicne clie quando non vi concorra il fine d i ledere gli crllrui dirilli non pu6 per i principii dslla scienza elevarsi a reato. Sotlile una delle qucslioni che egli propone. Colui vhe avendo assicurato la propria casa vi sppicchi il fuoco per lucrare il premio, s e avvenga che scoperta Is frode egli non percepisca lucro vrruno, di che sara responsaltile? d'incendio consumalo, d i frode consumala, o di frode l ~ n t s t a ?Supposlo che ncllc condizioni del fatlo lo incendio come incendio non incontri pena dalla lcgge, il primo titolo non b applicalile. La frolle non si consuma con lo inganno (8.2339) ma con la col&segna clic, lo ingaririato faccia della cosa che si voleva carpire. Dunque nclla fatta ipotesi non si avrebbe che una frode lentattr. Pretende inline i r i s r g n a r ~che qiiando dall'incendio della rasa propria fatto scnza pravo fine si siano estese le tiamnlc alle cose altrui non si abbia che:una lrasgressione di polizia; fondanr.Iosi i n ci6 suila dottrina del L o t z (Iraclatl~sde jurisdictiorze poliliae) e sullo osservare che i romani lasciavano allo c u r e deiln polizia (Digestoisut~t2ib. 1, bit, 13) 81' incendii colposi. Ma oggidi clie la scienza h a riconosciulo, ed i codici hanno proclamato esistere nello incendio colposo i caratteri d i vero dclitlo, questa tesi non pi sostenibile. Sembra piultosto che i romani iritendesscro costituire contro l'incendio colposo u n tribunale eccezionale nei Prefetli dei ~ i g i l i3\10 intento di maggiore celerili c rigore: 1. 3, 5. i, fl". de oficio praefecti aigilum.

31:~ tl'inndu lu inceriilio cli cosa proprin sin 1Sltlo Per fino no^ illecito, I ~ i s o ~ n e di riuovo distiiibucrc rh si: 11r: co11~t:gui O X I U ~ ~ C~nsegtti n < d;~ntlo~LIIc lW-

sone o detrimento al patrimonio altrui. Se tlessuno di tali pregiiidizi ne consegu, B irnpossil~ile trovare in simile fatto un eleinento di 1)olitic.a ii~iputnl~ilith la quale non potrebbe radicarsi nS nella it~telzziotze n6 nello evento (1).
(I) Facilmente comprenilrsi d i r la ciri:nslanza di rssersi posto i\ fuoco ad una casa n b i l n l ~o IEcsti!2alrc trll'nbit(1ziotzc si sia nclla pratica considerala corric tigjiravttntc? anche ncllo incendio della casa propria: (:assazionr d i Francia I5 marzo 6866, affare Cullaril. 313 lale giurispruilenza io rion crcclerci accellabilc sotto il codicc! Toscano tillcso il suo speciale linguaggio. Esso all'arl. 529 conlcrnpla l'in. cendio di casa abilata : all'arb. 430 qiicllo (li casa clcsiinatii all'abitazionc ma non al)itaka: tiil' art. 431 l'incendio di edifizio che non abbia ni! la prim;i ni! la seconda condizione. Poi ncll'art. 438, g. 1, in tcrriiini gerierali dispone cod. Chizcrtqzrl: col $,le (li ftitocerc ai diritti patri~woainli altrzci, o d i procurcirsi tcn gunrlrigno illegiltimo; nppiccfi il fuoco ad un oggcllo d i sitn proprielia della s i ~ e c icotl~ teniplratrs nei precedelzti art. 429, 430 e 1131; soggincc ollrt carcere da tre mesi n cinque anni. Noli piib essere p i ~ manifesta la volonl2i del Icgislatorc (li prelerire nella 1ini~i1rJ della pena conlro 1' iriceiidio di casa propria da ogni rigu:irclo al pericolo delle pitrsone quantlo non siasi convcrtito in danno effr;Uivo. E veramcliitc la ragionc peiqsua<ledi cid. T3 specioso un caso drciso ilalla C:issazionc, di Fi1aiicia il 15 novembre 18G"L.Trallavasi d i uno clic avcvti iriccr\rlialo 1111 ammasso di lcgnamc per ordinr? ilcl proprict;irio. Qiti1:;lionavasi se dovesse tenersi come inccndio (li cosa crllt'rli, perclib l'nulore del dclillo non nc era il paclronci: o (.orno incendio di cosa proprirt, perchi: il padrone ne nvcva dat o l'ordine. F u deciso che fosse incendio di cosa perchh ( s i disse) l'aulore aveva surrogalo s& stesso n1 pro~rielario. Esalla la decisione; ma un poco cmpirica,

a parer mio, 13 ragionc. Non potea t e n ~ r s icome incendio di cosa allrtri; perchZ nell' incendio d i cosa allrui l'autore deve aver l'animo di violare oltre il diritto universale Iuanomesso col n i ~ z ~ o , snclie il dirillo particolare d i proprieti. Clii incendia u n a cosa per orcliirc del proprirtario viola il dirilto universale, perclii? provr~crtnclo un incrnilio reca disiiirbo alla pubblica tranquillit2; ma non viola il dirilto di propriela privata perchb tratlasi d i dirilto alieaabile; c qui validamente alienalo p e r l'assenso del padrone. Sicclib il titolo d7 incendio di cosa allt'zci che suppone la violazione del diritto n ~ 91zeazo e nel fine, non poteva ap1 plicarsi a questo caso, ilove si aveva violazione di dirillo nel mezzo, ma nessuna violazione di diritto nel fine: vedasi I l o r i n art. 7606. Entrambo l e anzidelle questioni fu. rono in Francia risolute lctteralmcnte tlalla legge nelle riforme del codice del 18.30 incominciate il 4832 e compite il 1863.Verlasi il nuovo art. 434 i n E l o y code d'az&dience pag. 416, e sulla storia di quesle riforme P e l l e r i n commettlaire pag. 253.

So finalmente dallo incendio di cosa propriti (1) eseguito a fine non illecito ne clerivb un pregiuclizio o alle persone ocl all'altrui patririloiiio dcvesi nuovamente d j s t i ~ g u c ~ e . il detrirnenio avvenuto Se era facilnzcnte prvuedibile d:~llo agente, lo incendio si punir coiae voloii.ltlrio. Tale B 1a cspressa rlisi30sizione dell'nrl;. 435 S. 2 del coclice Toscano cho in siffdtta ipotesi ricoilduce lo iilcciiilio sotto le regolo gcncrali, senza i~essuliriguardo alla propriet della cosa. Se p o i yucl risultamcnto siiiistro non si Poteva coli Sacilit;~prevcilerc, non B possibile mettere in iiiovimcnto il magistero penais. Si conside1.a Ycvr?ilt,o corno Gjrtuito occasionato da chi versava VOL. TI. 14

(1) Non S ~vidrnlcmrnfccosa praytin quclla prlinrnte :illa nboglie dclllo incrndi;irio. Qucsla conlir.genza si prc.qrntB ; 1 3 (;aaorizic;ni- tli Francia. che doveilr? pigiiarla in csnine n d i1 suo dcrrrin ctrl I) 1iig1io 1868 in aFwe Ditcoux, e c;iss(\ndn

per malivi ELCY~TI 11' CI'FIZIO un r ~ r o d e ~ t nr.1 quale si eril cr proposta :ti giiiriili 13 quesliont! rillrr?Nrit.n sc In r:lSii iiiecliiifiain 31ip;rI~rwweaIloince~hdictrioo ella sua triogiic, siaIiili in priirio luogo cltr i ilirilli ~ [ ~ r l i o na\i marilo siigli sial l~ilidt1i\3 moglie non rclriiwlgoiio alla prqsrieli per il fine tI'iniprnprilire il rcalo (1'iric1taiidio:c quiiiili dissc cbe Itr qu1liih di ~rbittilnnella casa dala allc fiurnrnc 4, ( pc?l coilice 17r;inccqe) ctrcoctanrz3 rryg~.~ii.iare i : - n l i a ~ i di casa alirzii; sr e circoslrinza costi1urit.u se lrnltasi (li ( ' 3 s ~pt'opriu.

Ma n rlilcsto pi-oliosits clcl!t:, CCILIJU cIii~l:~~'so U F ~

pwso?ze che si:i ~ u n s ~ ~ ~ ; ud,zllo iilci:ndio pu sorito gere une grave ( ~ u c s t i ~ ~ l t ],roliosiio a1 ricsso unin ! to!ogico ttn similo efi'ctto u lo iiiceilclio. 1,'orilicidio
o la lesione liellsuilals gra-e o giwissiiila ~ ) I I S F ~ O ~ W osso~'oconseguenza rlir*:*ttnilelle fiaiiilnc susc.iintc, e scnzn nessuna itltroii~issiv:iudel ihtt,o iloXI~ vitti1ii.z S ~ C S S R : e qui b ini,iubitato clie 1 iesp:,risnl~ilil~t l s i: l

risnlo allo iuccnrli~rio.BIa quel sinistro (:vento 1)uO :wcre avuto per causa pi.assi!i~nil f::\ttodclln vittir~1A; qii:lndo (:i rilodo di csen~pio)tnlutio lrr.o.;d (1;~ sullirarlao q)%~*cnto vista del frraco si:tsi ilsto n prealla cipitosn fiign gcttniiifosi d;r rin' n1tiii.a ; o r i ~ h ~ l r nlt,lAi lo ;iccf~rSo fren:ire lc! Ilrirniiii: clivorat rici nl,l~i;biiicoaa tl'afo 13. niortr: o 1 un? grave lcrio;~? iinllib cucrcizic~

licnvfico c.lull' opera sua. Xii queste cd jn consinlili il~otesiin non c.reilei.ei che al fino di aggravare 1 ; ~ ;v;iria del10 iriceni'li~i'io~ quella morte o qucllt. ltisioni si potessero c!unsidcrare coriic cfliztdo delio incendia. Almeno i(:, vi scorj*o gravi ragioni per dubitarne e pro1)eniio per lz upiliioaa piii lujte.

T~izzocaImr:ro F;i:v - L:1 coa;cin])lazioiiriiel 01e propostoci tltiilo iric~ndi~tsio foce sor'gcre riclle pih ariticlie pratitiio ]:t distinzione fra, iricendio scritp!icc e gticlijicalo. Nollrl rlriale tlistiiiziori(: la f:si?nul~ili clueliiiicnto si 3:lolir:ru iiel serisu piii rigorosamente esai,to clell.~. li:&rol;~,np~licaiiclosi al1u ipotesi di una oggfittivila giiit.jilica cii~npZtlss.ica. h sc?uzplice lo iiicendio bcriclii: prtlriiedi t atari1011te commesgo quando procede da aim misti^ r, da spirito di vendicarsi a recare danno o dolore alla llcrsona udiata del l~ropi'ietsriole cai 1icrztineilze si consegnano alle fI:trnine : iicl fitte dello agcritc lo incendju wnplice non xggi5c[lisceche il diritto di proprieta. fi q)ruii@calo invceo lo incentlio qrinutunqiie com]tiessa pcr islarztnncn i.isoiuzioiie qusi~do li:& per jinc In aggressione di rIii ulteriore diritto; ossia ilUalid C sinio ndoporato come niezzo per coinrriettcre uit altro clelitto (I).

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S ~ li li t p r o (eserritrrti~iies pa,ldecllrs ezercil. k9, nd 100) opinu rlovcrsi dire rlualilriilo lo incendio commesso scdiliosc, ci02 (la malte prlcsurrc riiiniir. l i A n l o n Ilfa t l f ? o (de rrimi?l.ibus 1t~g. '10II) soslicnc! clic gli nriliclii alemarlni ~ P S ~ C ! . O ~ O I d C il ~ r~~oarlbr.andc solo inerridio sus'.itaio al
(1)
*e

3 fine di uccicir~~e, nri seguito quPlln parola si vcrrrts 1 ma usando pcr tuili al'inccnrlii congianli a pericolo d i ilruanc ~ i tFra . i crilerii ri~isurillori pei quali si aggrava il dr!lilto ~ tl'incendio nrlia c i l a quantili [)uIiiica novcruno i giaristi I3 rircosllinzs che sis sinio commesso coi1 la opera di prezzrilrzli elnissitri: F e l d o elemenla j u r i s uniijersi pctrs 9, vnp. 4, ?),enabt'. $6, p~g. --- K o C h I~sliluliotfes 957 7.524 -Blcislcr prinripia jicr. fritta. F. 161. Non anneltr: iniporianza 3 t l u c s l ~q ~ ( ~ c i 3 l i t h Crc m a n i ( d e jure criuli,luti il lib. 2 ~ 1 . t .9 , 8. 2: pag. 2tB) P 12 m:iFgior parte {lei CI^, minaliali clic descrivono rlueslo rcrrto sul tipo del giuro roniano. Nt*pptircsi suci1 far)? difilreriza fra lo inceridio cotriiuc!sso di riollii c rlucllo commesso di giorno: I l o cli i i ~ s l i talione8 891.

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5.

3UO.

Le forme coli Ie q~ictli c~riiu~ieiiienle eseiupii1 si plillcano gl'incendi qunlificati sono clueile do1 suscitnincnto di flnxnme al fi~icd i esordire o di consumare urltl lierfiuolliorie : o al fine di comtnetter furti e saccheggi, clie b il caso pii1 freriueite nelIa rcaltA deile coso. 111 alcixni taiapi si vide frequenliscix~~a questo moilu h:~rbaro di tusi strada a coiiir~ieti~er furti con eccitare fianlrno in un tcatro OLI iri urla chicsa otl in un iiiorcatn ari ovcasinne (li popolosn C O I ~ C O ~ S Oper proilttnre clc!lo sgomento c\estato clnk~ , ishritaneo terrore, onric Pdre un pinguc J.iotf,iilo sui inal capitati cittatlini. Fra gl' incondi qu:lliRcnti si trova pure enumerato qucllo che si suscita al precisu inteildimento di recar morte ad un ntiiiiico clie si s,z csscro nella casa uiln clualc si niipiccw il fuoco (1). S i lianno qui pure clue delitti gravissimi, l'uno dei quali rion i! che un mezzo per giirngere all'altro ; si 13 1 c~mplcssivitcl, diritti volontarianient~ 1 3 dei ed

+!Yettivninente aggrediti: e tanto rrii pari? che lxxsti perchh lo inceliilio in siftatte conilizioni non si possa dir scrilplice. E per4 indifferente clie si definisca cluesto caso conie otnicidio clunlificato clrt1 uneuso, o come incendio r~ualiEcatoclal fiw. Sempre la coliseguenza sarh che un fatto C O S ~ barbaro del~ha noverarsi fra i reati atrocissimi (2) e collocsrsi a1 supremo gradino nel rapporto della pennlita. Ln accettare per6 P una o l' n tra di tali denoniinazioiii 1 non b inctiflerente iiel i.:~pporto del ie.iitcttico, perch se vi scorgeremo un ou~icidio cjualificato dal niezzo non vi troveremo reato consumato e perfetto se non rluancto ne sia susseguita la rnoite: laddove se lo clireriio incendio qualificato dal fine, il reato sar consumato col solo appiccamento del fuoco ancorch la rittirna designata sias [aiutante fortuna) potuta salvare.
(i) Che anche lo incendio a fine tli omicidio sia qualiF c l d e e l ~ m e n t ujuris universi pnrs I, cap. 4, nz.en$br. 46, pag. 166; e D C C i a n o lrnclatus c?.i~ni~&nlis 2, cap. 5, H. 4, pag. 29k, i1 quale con lib. altri volle pure distinguere l'incendio in aiolenlo e clattdestino. Ma tnlo dislinzione E di poco frutto nclla scienza e nel foro, pcrchb il pi delle volle la 2% in luogo d i qualificare lo iiicendio lo furh clcgcnerare in viole~zzapubblica; e quando per altre circostanze lo incendio siapih grave della publiccl, qucslo d i pih avr poca cficienza. (31 Lal,intitolazionc di rlelitti nlloci ed atrocissinri,dala universalmente nella vcccliia pratica a certe forme criminosf; non fu ii3ei.a distinzione di w o ~ ~ idiclro alla parola vi stella c: Pllr trappoi~na terribile rrallL ;\In quesla realti non fu uguale in lultc Ic: anticlic prnliclie. Appo alcuric! delle mcdcsimc Ix Ilia\ifica (li alrocr: etlriliuita nd un delitto poilava non solo
Pcnlo it, comune dottrina :

allo eEello naturale e tollerabile (entro cerli limili) di nnn penali lh pih srvera; ma brnsi allo ul teriore etl iniquo effetto (li ammeltiarenei drli~lialroci prove ~ccezionali,o(comedicev~i~i) privilrgialr; (li sct~nilcrc condanna con prove minori; d i alla restringrrc i lrrrriini t! Ir facolth tlefensionali; di punire i coniplici alla pari degli aiilori principali, il tentalivo ali3 pari dei consumato di~liiio; altro consimili enormezzi:! con It? quali ril vonculcnvasi la umaniti, il buon senso ela gius[izia: avvrgri:ici16 ptlr I'opposlo ld maggiore atrocild del drlitlo portando i? maggiorc gravilh di castigo lo effetto sul procedimento tlehhn c w r e precisamenle il conlrario; vale a dire di t c n ~ r s pib esii tanliallacondannae di concedere Iarghezzemaggiorialladifcs;~ iri ragione d ~ maggiore pcricolo che sovrasla alla inriocenz;i. l Queslo irragionevole effrllo della afrocild tlel delilto nori fu yerb, come ho rfetlo, uriivrrsalmente acceltato: e dcve dirsi n lotlr tlrl vern chr: spixcialm~nle nrllc priiliclit: alrmarinc prrvalse 13 oliposl;~regola (-1ir (1cll:i alrocil4 drl delillo tlovtlssi! trnersi conlo por ngirr ~ccrzioiialnrntctin puwieado ozoll ?ero itt pi.oceiierrdo : .\lo l l r o sameslr iunb lib. 3, rop. 17. 1 r;intinisti lrnvarnno npII;i qua1ifit:s rli ntrore o alrorissinlu I ' a r ~ o m ~ r i l(liun ulir1rinrr r~nitlto, n proponrndosi la r.fi~rslionf: ?l1 poi 1 n ~ 1 1 ~ s i n i i dovl~c3t3 rio accordarsi 13 imrnuniih ~ c r l c 0 siilslica. 'ralti tliihl)io pigliossi ad esamc anclie ncl reaici tl' inerntlio come prib vrr1er.i in i: o r t i n il a fom. 9, daria. 105.
cl

TA r:tgionc iIt!o nggravnii~ento dciio iriccndio qii:~litlr~ato ncllc siie pii1 c o m u n i s e r i ~ ~ l i f i c a z i i ~ t l i n o n s i tiBova soltanto riella p l u r a l i t i (lei d i r i t t i a? grediti, l n a eaiaiidio nello a u m e n t o ciel clarino med i a t o e della s u a diffondibilit; c sotto t a l e a s p e t t o questo critelSio l i s un c a r a t t e r e p u r a m e n t e politic0. Infatti si c o m p r e n d e a g e v o l n i e n t e - c h e dello i n c e n d i o cornrfi(!cso pcr r i i ~ n i s l ao v c n c l e t h nciii temono I:&

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ri2jetzit)irc n proprio pregiutlizio ii!tti c.olorcj clie .s:~nrio di 11011 avere feroci ~ieruic-i.X:L al curitrario Ja riltetizioire di un inccrrdio C O ~ ~ ~ I I P S F O fine (ti per f'urto o saccheg~iosi p116 prevedere da ciascuno ~omcl! probabilissima a proprio clanilo, e non avvi citt~clinoche osi dirsi sicura iri faccia n sii~~i!c fornin di nialefizio. Dallo inren:li:linii:, ljcr niiiiisttl ir:i posso (lifendere coi1 In mia piirata prirdcnz:~,con h uniilt:~ dei niiei motli, con 1,~ rnrscgnnziorit: ai soprusi ; ri:a dallo incendiario per fine di furti^ noil avvi prurlenzrt privata d i e riesca a proteggerci. Ecco perchi? mi piacque riferire questo terzo criterio piuttosto a1 11:iiino nlecliato ed alla yunrltittl politica clel malciizio.

Vcnentlo 01-n al1>1. cconternj~l3ziont! grado ncllo dcl iiicentlio, cpec;ta ispezione ci riciiiarna a t r e (listirizioni. Lo incciiriio dividesi in c7o?oso C cnZposo; in intpvouciso e j,i)*enicriitctto:e queste due (1ist.iilzinni npl)cllano alla fhrza iilornle saggettiva del iiialefizio. I)ividc:si inoltr;, in co~zszuilccto e te?ztal'o; e qucsto nppclla al grado nclltt sua fi3r1za fisica. Qriestc tre distinzioni ci scliiriclono inn:~nxiire distinlo teoriche.

110 detto iil tllvcrsi Ii.~n~i.lli chi i f.ttf,i c*r,$w,<i rion Doi.goilu eletilijnto tli p1:lific~r ii,~li~l:~I~ilii t t ~ l(! Y t,u Voltu IInn so10 elic! iicsxiin i1ani.io rie sin coiisogi~ito

(non potcntln niiiiiret,tc.rf;i t c ~ i t ~ ~ tdi ~lelitto ivo colposo) ina uric.Iii! clu;~i~tlo dni~t:o clic 110 c o t ~ s c g ~ ~ i Iter il (Ira Wiiin sua n~intc~pi.nl)iIi~ I'ei8 ripplic-axiouc di I:ik (1).

principio non si concepisce come delitto la figura del ficrto co@oso n quella del danno dato colposo. Questa regola generale io tengo come vera e costante. Malgrado ci6 i nloclerni legislatori (codice Toscano art. 440) ravviunno un delitI,o anche nello iizcendio coij~oso(2) e lo ccjlpiscono in certi casi con pene afflittive d i corpo. D:& ci0 si coctradicc forse la regola prcstabilita o si fn alla meilesiina un:^ speciale eccezione? N;! l'uno, ne l'altro. Da ci& invece si conh r t n 1:~tesi priniar-i:' da noi sostenuta che lo incentlio male si n o v e r i fra i danni (lati e fra i delitti contro Ic propricth; e rlebba invece piii coi~gruauientc collocarsi fra i reati sociali contro la pubMica t r ~ ~ ~ ~ i p i l l i i i . (1) La rcintegrabilit2 dcl danno nello incendio ese~ile da
pregiudizio alle persone fece accogliere la massima clie nello incenrlio mcramcnle colposo In riparazione del dnrbno per partc ilrl drlitiqnentc esimesse dalla pona, o almeno la riilucesse ai minimi lcrmini. Fondamento d i tale llourina fu un frarnmenlo di C a j o (1. 8, $ de i n r e t ~ d i o pcl quale 10 ) incendiario colposo si sollopone a lievissima pena e si econrra anclic (la qiicsla yrrando abhia riparalo il danno inferilo. Non 6 tluriquc mrraviy\ia clie questa regola bcnigna trovisi prevtil~~riic i do1lori.r B e r l i cli i o (pnrs 4, Confra clirs. 2; I, C y s r r spec. 541, ?nedi[. i0 -- R r r g e r elccln j t : t i s criuiiltulis pag. .i 10 --. K o c 11 inslittcliolles S. 525. lo non crcdo prr0 clie possa ilarsi grande importanza a l risarcimenio privalo nello incendio doloso; quantunque ?V e i ss b c i n ( dissertalio de poeni6entia eficacii posi delicttlm consuminalum png. 2 4 ) sostenga che lo incendiario il quale (lnpo appiccato il fuoco si adoperi per subitaneo pcinlimento I smo~3t'lo. e vi riilsca, dehlia in ci0 trovare lina scusa af l l ~ l i i t ogiil ConSllinri~~; ci0 sanzioni VailJ arb. 310, C

(4) Dello inccndio colposo tratt specialmenlc R a u e r n r i siioi opuscoli, optisc. 31, 101th 3 , png. 332) - B a s i l i c o decisio 18 7iV i n ss i n g e r Responsio do delictis czrlposis, Bruxelles 3S04, secl. 3, ! i, et 2 . C a p y c e l a l r o consz~lfrrtionesEib. 2, c o ~ ~ s i ~135 - M a r c i a n o liber singtclt. luris de ittceadiariis 11. 9 st seqq. - C a r p z o v i o jurisprudentin forellsis pars 4, constit. 17, defin. 42, 13. E Ialamt>nle C e s a r e E u r r i nella disserlalio de iacendio pubblicata in blilano il 1645, per tot. : notevole fra i Respowsn Tt~bingetzsb respons. 61, vol. 8 clie dichiar colposo l'inil , cendio sviluppato per ccrnbustione spontanea nel fieno riposto troppo umido: decisione che mi piace notare per la frequenza del caso. E questa fu appunlo 13 fallispecie che diede occasiono al succilalo lavoro del B u r r i . Appo i civilisti b argomcnlo di frequenli dispute lo asserto che gl'incendii si presumano sempre avvcnuti p e r colpa des1' inquilini: F ac h i n e u s co~itrov.jur. 116. I , cap. 87 L i i b l e r de incendio cap. $ ?t. 20 - C r u s i o de indiciis lib. 2, pars 2, cap. 37, va. 24 pag, 202 - D a m h o u d c r praxis rerurtb crinainaliunt cap. 10G, 12. 9. Presunzione che non potrebbe trasportarsi nellc materie penali, nelle quali 1' onore della prova spciia sempre all'accusatore. Laondc poco valore lianiio oggidile presunzioni di dolo o di colpa nrlll'inccndio, sulle quali sudarono i pralici : IE r e ss i), C. C. C. art. 425, 9. 4 - B o e li m e r o meclilntioizes in C(zro1it~aniart. 125, 5. 14. Il H o c h e n (de jure viclizac pars 2, cap. 5, pag. 110) denuiicii, come 1s pi frcrluente caiisa degl'inccntlii colposi il mal uso ili f i r c Iiiutc ccne, c gettandosi i n Ictto ubriachi dimcnlicarsi di sniorzarc la candcla. S c costoro avessero scrilto a i tcmpi odierni non avrebbero omesso di denunciarci fiarnmifcri coirir frequente cagione d'inccndii. hIa lo cose inanimate iion hanno colpa; l c cause dei danni dcgli inforlurii sono o la nlalvagil9, o la imprudenza degli uomini chc abusano o malc usano di I i i t t ~ !Ic cose.

1,~ dottriiia che li& rciritcgral~ilit~i coiiili1et;t LI :l dai1110 respinga In punil~ilititrl-i fatti rolposi, ilori trov:~i suoi terinirii nel re:tto il'inccnclio; al~piinto perctii! il clazino che costit uiscc la srra sperj:tle es ti.'?nziaiit.;t, e cos l'oggettivo giuridico di questo ni:iieflzio, non P. la proprie ti^ privata, ma iuvece In pulibl ica tranqui1lit.A profonilamerit tr t: I:trgninent P cornxnossa allo aspetto rlclfo iilimiiienta pi-:rico:o ili persoilc C rli averi. La r;tsn nl~1iruri;itn o lo messi : t r t t 1 i i l i : i n l risptto ibil detr-iiricnto p:~trinioriiiil~:ri~t~lssi .rli~:ntt+ j ~ ~ i l n d ~ L : ~ io lnrg~ziui~ntc coilili;.nsi il prol:inil.t.si.io rlnnnilinc c8ato. 31:~ il torbrore ini:iis:io ti. ftrtt:t, i i i i : b ~ l i ~ t10 tin~ , rlefinibili e3 irrc.frc~i;ll)ili roilap!:iiiA1lee di ciilel t,(:r.rorc e della agltnziorir! tlegli sl~iiiti rie insi?pan'/l-)ilt! rhe effetto, non si lir~ssotlorit1~zri.i:ad eeatto vtilorr? n non si riparano col dat~nro.Iii qui la c?crnveniciiza oggi univer'salrricritc ricoiiosciuta (li niinacciaro pthn{? anche coritro lo incclzclio co!poso (1).
ti.

( l ) Si volle da molli trovnrcl u r i ~partccipaziotic colposn nello inccnilio n ~ fiilto ili ctii rhi3i11at0 :i p r ~ ~ t snrcot'qo l ar vi si rifiuti. Vn la piiiiit)ilit(i 11i tale rifiiilo E: ttssni colilrnversa; la negarono B a l il o, C bl o n l c r C ii t i n itb atnlnlirl)r Bono1liu6 lib. 8, rrsbr. 2:; i,, pr.i,ac.; Dia In aiY~rmaror'n Y i r r i n a c c i o qt;nbsl, It0,n. I54; r R e r l i e i i i o practiwrum conclrrsionurn pars 4, conclus. 25, puy. 29: i qiiali fllrono confiilati (la Rs yri a l tl o obsercalioaes cnp. 13, T. 4. 74. 22 e( seqq. K o c l t (inslilulfotics S. $29 JO novisrb riicntcmrria rtic fra i complici elirrrn incoltr IL i)rcotdio nicxiliittla non ferotts, rd allrgn a suo s o ~ t c g r l l iil 1, P y s I' r ( s ~ L ' c6 % . 1,

tnerlil. ti) il yualc pcrb se ammette doversi punire anche i cittadiiii (non i fi~rcstirri) invilnii a prestarsi a seiiaru ctie l'incendio vi si rifiuiano, percht. trova in loro 13 violazione

d i un clorertt civico, e rc~~iaiti\lamcoLe dirilto un

pl.rfi>ui)

nella socitbl:\ a riclri~dcraI' opflra loro, non sogna per allro di vcjlrinlipilriiti conie conrplici. La discordia si concili0 ilal B o n f i n o ( 01 ba)uzirtteizl(t cap. 40, n 20) distinguentlo so

il pOSS('re aiuto ci;ponc17a a pericolo, ed in tal caso ncg la

puiiibililh; aE~?rmnntiolti quando l'aiuto poteva prestarsi senza pericoIo t? (1~11no proririo; C qIIcsta opinione, mi sernhra 11 piu convcriieritr a11 titi popolo ciilto. Il negato soccorso . pub ~strinsrclirsiin doppiti forma : o cnl rifitiliirsi di operare coli In persona, o con lo irn[iedirc. di attingere acqua al proprio pozzo o alla propria fontrt, C simili; e q ~ l c s l asccontla forma i pib oiliosa Jcllli prima perchi: non la cuoprc il li: rnorc (li pi30prio ptlricolo. Odicisiscima poi C la fornia che sorge c~i~linclo nnmero d i braccianti accorsi impongono un un prezzo esoi.bi~lintc opera loro, in 1;11guisa cscrci tando alla violenza sul1'~ltrui volonlh, C clitasi con estorsioiic spcculariila sugli irifortiiriii, c moslrantfo un animo crudclc ad un ieiiipc) e renalc. Sollo due formc pub del pari cslrinsecarsi la in~pu1:tl~iliiiiclie voglia st:~tuirsi contro il negato soccorso: piib clcllarsi apposito arlicolo di Icggc: puO proporsi la t ~ s i ili iina colpa ri~peltoai iI:inni personali clie pel nrgrito soccorso siano conseguili ;lo che peraltro rnolto dificilmcnte si so~trrrh, Tiilli i popo!i culli elil~crocura di staliilire degli iillicii spclcitilrnrntr rlrstinati a scipirr gl' incrridii (l. P et 3 fj: tic ofl(*io j)r~[efecli liyillfl1l ;: i11 Roma qiirsla cura inrrlinbrva 71 caoi'po (liti vigili cnpitan~lo(la un Prcfello special,! a tlal Trilr1.iiio dei sigili, c molto saviamcrilc orgriniz2 3 1 0 ; ~01112rlt'~:'il:~ I C 11 P 11 C r d d itiretldiis CIIP. 3. -S A l (ls a n t1 r:r ri t i A l r s ,l n (l i'o dicrain geainliurn lib. 6, orp. L7 - - Il;\ lri l)c i-: r i' tlissrrlaliunea jtcris, disse1 t . 1 -- iI o u c k tlrssiri tcilio rtc: oflcio pruefecli vigilurn circa itirej~~li((, 0 1 ) i 1%i C 11 s ih8s. I ~ O V . vo!, 3, ~ o t2,~ dia+ ridi' SU t, S . Ui<piitano gti c.rui\ili iniorno agli slribnbcnli dei quali

i romani facevano nso pcr eslinpii:.re fil' incrndii; t] cib ad occasione della 1. 3, 8. 3, f f . ?.e oflrio praefecti cigiltlrn: vttfasi T u r n P h lib. L, anirnnd~ersionqrnt, cnp. 29; el lib. 19, cnp.2:3. G17inc~ridiicolposi cadevano i n Roma. talvolla solto la Irggo Arluilin P 131~0113no : C II 1-1 n i>g i e t e r collulio legz~mdlosnirnrziw e1 r.omntkiirtloz l i t . 14, png. 2V2. Cib clie vuole not~irsi coinr una singolari15 storicii LS qtlesto: ncll' America si~ilenlrionale compagnie dei pompieri sono le acsociaziorii privrilc che pi1rloro speculriziorie si cosliiuiscono, si orgiinizzctno, e fornile dei mezzi opportuni fiiino a gara per correre a seililre gl' inccndii. Ora dal liber s i i ~ g n l o ~ - i s ili P a o l o d s oficio praefccli vigilurn, risulta che anche i~i:II1 antica Roma si errino cosliluile qircstr associazioni pi'ictic in visla di uri prcmio f~cevctnomestirro [li accorrcrc a sellar': gl' inccnilii. Tanto vrlro tlie le isiililzioni poIlli'.lie fanno lc Icggi e i coslunii!

I processi d'incendio (per quanto me iie ha insegnato la praticn) s'impacciano spesso nella ricerca del mntsriale e del fov?~iale.Non gia che sia arduo porre in chiaro che una casa od una messe fu distrutta dal fuoco. Ma ? spesso difficile di accertare s e le fiamme fossero eccitate ddla mano deli'ilomo anzich. dal caso, specialmente in certe materie nelle quali si sviluppa frequente la combustione spontanea, e cosi rimane incerto se abbiasi un delitto od un infortunio. Quando poi sin accertato che la mano del1 iioilio eccitava il fuoco, potrh agevolmente l'autore ' ricorrere al pretesto della disavvertenza. Ardua tesi per un accusato sosteliere (li avere an1iilen:~to Un colpo di stile per inera imprudenza: impossibile iiellpiire allegarlo in uno stupro, od altri siiiiili reati iiei

quali il concetto della colpa nori trSovsrtermini. 313 I;& ti.eqiieriza rlcgli incenclii ilestnti Iicr incuria 11uG ~ ~ r dere facile a pruporsi, e tlitlicile lz rel)e!lersi 1:i (!eduzione rlcllrt coll)a. In sii~iiliconflitti non purj In scienza porgere dettati sic~iri,perclii. si entra ncl campo delle questioni intenzioiinli seingre infiucrlzate dalle srariatissime contingenze clcl fatto. Solt m t o put dirsi cric oltre Yapprczznzioi~edi tali contingenze, ~ecoiidoi casi, il giudice duvr.;i nttingei-t2 il pi potente criterio in tale disamina dalla c(tzis{c a deli.rzq:!oi.e, elrc i.: sempre gagliardo argonicnto (sin dove rrinnclii, sia tlo~c! + o ~ ~ ~ onelle) indngiiii ( rra intenzionali: e clic in clualuncjuc stato (li du1)Lio dovri seiilprc presumere la mancni-iza di dolo se riscontri urgentissixi~inon lo assicurano, e se lo svolgimento del fstto si adatta con verosiiniglinnza ad csclucIerlo.

i -

g.

:~o*iL:.

1,t~ dislirizionir fra incendio in?;llllozcisoc premeclltnfo>hn contro di sl: 1 universalit& clellc vecchie 2 pi8titidic. Fn {?acerito Ijorclie ripetxto clic lo incendio era un delitto costantei~iciltepr~meditat~oche doe vera seinyJic pi'esurucrr:i tale (l).lia cpcsfa dottrina delln prci~ieitit:tzione in mollo assa!ri:a presunta io Iio sempre recisanicrite dissci~tito. Non ailiinetto per prilicipio presunzioni $ci-is et C?E ~ I I I ' C ~nntcria in perralc. 13 Ir, rarionc o la t?~1)crieilzc~ di~riostranoche speci:Jnicnfc clolx~gli o d i c ~ i ~ i progrcxsi delle arti b ~~ossiLilissiiilo iticcirdio istaiitancsinente risoluto, urlo ci1 i s t : ~ i i f : ~ n c : : i i i ~ c j ~ eseguito. ,4111111~s~;~ volta ~tt~ un3 tale posui\iiJiiit, tbc: (1:~ iii?ssur.io si puii in punto di i'iitto s~~ri::;11~'l1tt (*ol~tt.ailir~, In clottriiin rlcl grado ci

ridiixna ai1 esamiilare se i ~ c l clditto d"ine2ndio sia o no da ammettersi la scusa deH' i,,g~cfu degli uJctti.
(I) L3 presunzione di pre~i-i~~iilaziorie inrcniiiu cerinella surb D' A n P 111 3 n (de ? ~ e d i l a l deliclo ltog. 51 ) P 1;i coilio batti: anche R o u s s e a u d d e l a C o m b e (ntizliires criutinelles jliuy. 91) il quale sosticrie clie anrl:o i ronini~idi. slingiicssero fra inccridio d' i m ~ e t u irirciidio pi.rilli~i!ilalo. e

Su ci io sostengo non esservi ragione nessuna per negare la degradante. La gravita speciale ed il pi spaventoso pericolo cii un delitto sono buone ragioni per esercitare pii1 tenace riyore nei casi ordinarii : ma non sono buone ragioni per non clistribuire la imputazione seconclo la maggiore o minore colpevolezza dello agente; e cosi per non valutai'e la minorazione dello arbitrio che produsse nella sua determinazione criniinosa la forza di iins passione impetuosa e veemente. La ilott~ina. clelitti cccetdei tuati nei quali non si debbano ammettere scuse n& di cta (l), n di alterazione di animo, ai: di libert menomata o compressa, oriilai rejctt,a da tutte le buone scuole. La quantit dei delitti h s una ragione di calcolo tutta sua propria: il grado dei cleiitti ha una ragione parimente tutta sua propria ed indipendente dall'altra; per cui essa entra in tutti i inaleflzi dovunque le condizioni di ~uattorialit le porgano accesso.

(a) D c s p i n e (ps$cologie tzalurelle ~ o l .3, pciy. ,133)


sosliene che nella elli dai 10 ai 25 anrii ci suscila uno sl:tlo nciiropatico nel cervello dell' uorno clie 10 ~rliscii~a hrua

ciare ppr il solii piacere di vrrfer liruciare scnza nilssnno impulso di odio o venrleitn: c di.;linguc scirnlific.arncnte quclsta fasii rnorbosa dalla monomania inccndiarin clic s' imliosSPssa di uomini in avanzala, e clie cgli dice piu (liflicilwenfe gunrit~ile.Il giusista liisogna riconosca I' auloril3 degli iiomini t i i scienza che afirrriano siff'ailr! morhosilh. Ma qiiando r i ~ n i r a cilo dominio p r r dclermiiirirc sino a qiinl ntll punto lo agcntc clie ne B colpito rimanga polilicatnc~nteimpulaliilc i1 costretto ad csiiari! in faccia allo imprrioso bisoi gno r l ~ ciliridini di essere difcsi contro siil'iilli illaniaci. Cib che lti,~dctlrto affermar4 si 6, clie quarido gli uomini di a r t e assicorino rlic il giutlicabila era a f f ~ l l o consitilili m o r l ~ i da l? pena di m o r l ~ colpisca pcr 1 ~ g g il suo caso non pochr! e 1 9mai esssrc tranquillamonie alq~licala. mrrilevole i n 1 qticsto liliro di ossrrvazionc? la dispula irisorla fra un Presidrtnte r11.lla Corte (1' Assise ed un aliilnicla clic soslenevrt la non impu1;iliililb d i u n accusalo colpevole di vcnli inccndii, tcsloalmcnln riprodolta a pag. 142. Nella medesima s i dipinge al vivcs la lotta fra la dollrina degli alicnisli e la dollriiia dci giurisii.

Non evvi ragione per cui debba -par8ificarsi riella pena chi da lunga i ~ ~ a n o rueilitb e preparo lo incendio della inia casa; e clii per un oltraggio che io gli abbia recato o fosse a~iclie violenze sovra di lui ingiuper stumenlc esercit,ato, coininosso a sul~itaneosilegno, invece cli configgermi un pugriaIe nel petto ( che allora voi lo direste provocato e scusato in faccia al iitolo di omicidio) al~bia strisciato ai propri p n r i i un fililimifero e resolo ardente lo al~biasenza dimora i-! sntlc l'iiii~pr>tn rjiiello sdcgno gettato nella ~ n i a di c:ilntin;l i: ~~rociirctto incendio clello eilifizio. SB il Io $:rado li-I>19 sua r,z&cc nella coiifcmplnzioiie della

forza morale soggettiva del delitto, e dei sommi cariiini di giustizia, i quali per principio generale comanilano che dovunque si degrada quella forza inorale si debba altrettanto degradare h imputazione, io non veggo sulficienti ragioni che possano sottrarre una od altra fornia criminosa dalla sovranit inorale e giuridica di tali principii. Si argomentb il contrario dalla l. 28, . 12, I(j: de 2ionzis; nia fuor di o proposito, perchb quel frainmento contenipla ! incendio preordinato acl un altro delitto, c cosi 1 pres meditazione sorge dal fritto e non da lwesunzionc. Io vcggo possibile nello incendio anche il moclerame della incolpata difesa. Chi oserebbe negarmelo se sequestrato dai briganti appiccassi il fuoco alla casa per sottrarmi dalle loro mani !

Cib che dico ilell'iiiilpcto dogli affetti c clel niodernmc vale per tutte le altre ilcgraclnnti e dirimenti che discen(1ono dalla ininorata forza rriorale soggettiva del inalcfizio; come 1.3 minoretc (1) la ebbrezza, il sordomz~tis~izo, imbeciltilci. Avverse la siffatta equiparazione la falsa dottrina che nei delitti atrocissimi non si amrncttcsscilo tali degradanti, 10 che port molti n negarle nei pi~ gravi casi d' incendio. Ma questo fu uno dei tanti errori nei quali si avvolse il giure punitivo Bncli rimase in preih dello empirismo per la ignoranza dci princi1)ii f i ~ ~ i damentali della imputazione, e fu nppiiiito lo c~iipirismo il fonte della dottpina dei ficlitii in materia di scusa.

(1 j La esrucnnie rlelln ct4 minorile in q u ~ s t o reslo si ammette (la-K oc h itislilntiottes S. 527 - E n g a u elembt~ir, jirris uiini~lolisg. $39 - '(l P i s t C P prinripia jict CI.;minali$ 8. j63 Br o li c c sekctaa obszt.t~ofio~ie.~ juris, t e g s c r spec, tiil, tierl. 14. Si vedano i obstn,. 690 liesporisu TsBi?lgeiasin voJ. 4, resp. 8. Al contrario P u t lru a n n (sbrnelrlu $. 241) drviaiido dalla consueta csattezzn rlellc sui: derluzioni pcr otiljrilire alla apeciuli\B di una Icggc! ssssonica, insctgnb clie :i11incorrere la pena d i morle per un walo d'inc~tidio Bastass~ aver cornpilit l'[?[h di 14 anni: c C a r p z o v i o ( jzirispr~ld.lc)lliitf~t'ensispnrs 4, cosslit. 47, def. 4 l ) o!ibeilen?lo illlti l . f ~ r ein o~fznibus dds regulis fi juris, amrnrlte la cscusantc ilclla minore ?l$, 18 mee per drsima dice doversi soltoporre i miriori alla pena gkidii in luo~;o r~ivicornliurinn. e da ossrrvnrsi rlic li scriilori del Xa sassoni subiscono lo infl~iscodel rnandaln sasqonico dtll I(f novembre i74,l rigurgifarite d i ogni srvflrilh. Srmbra clie iri quella epoca gi'iricendii in Sasconia ftissclro salili ad una frrclaenza spaventosa. CiO ei rileva dal irororr ereila in Dresda nel 17419 iina cassa centrale destinala allo esclusivo fine di soccorrere i danneggati ilagl'inaendii; dal iiurnpro degli cdiW che in quel torrio di icrupo si succedcllcro col& su qupstn materia ; e dalla eccezionali disposizioni di rigorr, consistenti non solo nel punire la non rivelazione degl'incendi faturi (lo cfir:sostenevasi sul ginre romano dal L o ys e r specime)~.551, medit. 16) ma nel negare ogni scusa, nel punire il negato soccorso come fatto di au~ilio, negare la nel Brescri?.ionc, C simili. Di una specialila di tempi porge argomento ezianrlio il precello espresso nel mandato del 1741 chc imponr? clovnrsi esso Icggerl: una volt:~ogni mese inter ~okrnninall' al/rire di ciascuna parrocrliia. Essendo andata in qualclic liiogo in rli.ssuetudinr, siffalla l~?ltura voile sosi slcnera che in trili luoglii piU rion fossero applicabili lo penn 0 disposizioni eccezionali di qticllo edillo; ma h l e opinione fu reiclla: W i c s a n r l opzssc, il: p g . i60 -- P u t l m a n n elernctlb g. 248. VOL. T . I I5

Si cre~lctte(-11;: diiriinuirc In. 1)eil:i 31 iriiiiuro 011 sr,i'rb,iliuto altro non f~sse che rrri atto di jvictit, o,l :;I!ora p:trve i o z i ~ osi usasse pict5 ~ ~ k 1 T o u t i un noise c.ol~~evole Iievc ~'eato,ma n(:n cbntiJo il 1si.rdi tlni:lle, contro lo incez~ilitirio,o contro il parricidnO I,o errore stava nel printo di pnrterizz. Ln pictti i; l~arolavuota. di scnso iiel giurr: 1)et:iilc elio dcvu averte per sola guida 1s ginstizia. 1,a yliliit iL/ uII sel~:it12unfo non una 12crgioizc; e ycr divenir tale e 112bisogno di coniiettersi con un principio politico t] con uii pi.incipio giuridiclo, alirhe: ~ c l l e stesse di~tiinuentiilella penri. Cc,si se un sulip!iuio sin per iiluwere a 11iet5 il pirI~f~Iicorr le condizioni Xc contlnnnato, non i1 sentiiliezito della pieta qiieljo ctia porta a ulinornre la pena ma la r:lgiorio politic3 cl!~ripro~n punizioni qunnilo con ecr=itareh It> ~oirlrniecrilziuneverso il cciiidrr~inatorcridu~io pena In contraria al suo ili~e:cosi quantlo iil val(:tudiii:+i'io si commirta la pena pcrchi? iin lui insoliport,~l)ile, iion s i obbtidi~ce :illx yklSi, 1x8ai prilicipiu giili1idico tlic proclama in~iustnla pena qiia~itlole irifcirsnitil dcl cnndsxiiiaio la renciano esiirl)itsnte e ass:~i l~iit grave chc agli a1tr.i. Kel!e ~riinoi~stnt~i della iinpoi ~wtnzionenon b 111aiVCYO CIIC si o ~ I I F ~ ~ ~ a'iin ~~iictil. cc: I? stretta o rigorosa giiist.tiziu j i ~ ~ p i ~ t n ~ ~ o ~iioiio 4'11 Ininore lriciditrl d'intcltetto, 0 li\,cyt'b deterniillazio1W (1) e quindi uri meno nel dc.]ittri nel SUO elelil~~lto Inoiwle. E se giilstisia ~ I J C , ] ~c.iic s'irnpul i 111~110 do\.(? si trova rneno, iuin vi E: fitula di reato ([)chi' (l1laritu csiiso) in cili possa rliijltjtti:\rbi sriuS

al

iriiquilii ila qilella i.e;:oln di pi.opor.zione. Riconduciaino s e m p r e tutti i l i r o l ~ l e i n iai principii, e difficilniente ci troveremo nello e r ~ ~ a r e .
(1) L3 istantaneil della risoluzione i? il modo di csserr? orilinario dellaqlianlitii n ~ delitti sotto il punto di vista dt1llo i elrmrnlo morale. I,a dclil~eratapreordinazione ne alimenla 13 quanlit$ p ~ r c h t in faccia a clii agisce con maturo slurlio ! si prroedr meno potente la difesa privata e quindi si accrrs r r il danno medialo rtella sua intensil9. Lo ammettere come miiiorante I'imprto drgli affrtii non procede nhda senlimrrilo i l i pi$ta, n da riguardo polilico, n6 alliene alla qzln?llild (ltll realo. Esso i? una forma &l grado nel delillo, perchi: la pscssionr di u n affetlo impeluoso c.d islantanro minora I'arIrilrio d e l l ' a ~ e n t enel momento della determinazione crimiriosa, e cos degrada la forza morale soggetliva di quel deliito jl quale s'impula meno per debito cli stretta e rigorosa giustizia. Dal cbe bisogna concliirlcre non esservi delitto p r r cluanto atroce c i e i n ~nassimanon inconl.ri possibilith discusa per la ingiusta provocazione. RIalgrarlo cib fra gli anliclii pralici insegnarono parccclii che la scusii drllla p r ~ ~ o c a z i o n e non fosseammissibilenello incendio.Scrgliamo fra quesli u n o {'leipi illuminali ( i l G s a n t i O de defeltsiono reortbm lotn. 9, png, 137) e w d i a m o gli a r g o i n ~ n t icoi quali soslienr! la rigida lesi 1.O perrliu I' i n c ~ n i l i oprcsiippone sernpre un ijlrerrallo fra la ingiuria palila a la vendetta incendiaria : ollima ragione giB posla innanzi da C a r p z o v i o (f~raclicn ([naest. 38, n. 68 el seqq.) C accettabile quando l'intervallo vi fu: ma insulsa rjiiando la reazione fu i s l n ~ ~ t u ~ z s iirie n ~U~iliat:l, COIIIC nei t ~ r n i i r i id ~ ~ i ' n l ~ l e n clic s i disculc l ~n 2."per a r g o ~ l ~ ~ dallo Icggi sjiccilili sul duello In quali nonlo Kano ai daeilisli la scass tlclla 1irovoc:izione :argomenio clit? ciidc in un circolo vizioso, C clie si rilorcc contro gli opposilori dove ariche al duellisla provoralo si niinora 13 pc.113. Sembro oggi incomprcnsil~ilcclic pcr siffatti argomriili si Suslencssr un3 tesi ccudr:le oli ingiusta snclie d a q1114 crimi-

nalisti che (come il G r a n t i o ) riferirono la scusa dell'impeto degli affell alla ininorala forza della volorilh. I migliori perallro anche sul cadere del passalo secolo avevano ~ h b a n donato questo rigore, e K o c h ( instiluliotres 5. 530) insego6 senza esilnzione doversi cimmeitoro atirlic nel reato d'incendio la mitigante del giusto dolorc. Vednsi 13 noln 2 u S. 3070.

La ilistinzione fra incendio tentato c consu~~zalo ricliian~aanche essa ad iinportantissirne osservazioni speciali, ed al riconoscimento di gravi errori incorsi dalle vecchie scuole nella delimitazione del tentativo d'incendio. Leggesi in molti e molti crirninalisti dettata la regola cho nello incendio il t.entativo clebbct punirsi alla pari del delitto consurnato. hla H e l l f e l d nella nota allo E 11g a u (dlern. jui-is c?*inl. 9. 430) si scagli con acri parole contro siiile errore, dicendo che quelli i qiiaii insegnano doversi l'attentato incendio punire alla pari del consuniato ncsciunt quid diczcnt, qitum in flpurfirnis escitatis qitnernnt conatztm. Non B vero che if tentativo si possa mai punire neppure nello incendio alla pari del consumato delitto, perch non avvi delitto eccettuato dalla applicazione delle degradanti qualunque ne sia la natura. E un equivoco lo i?segnar cio: e 10 equivoco nasce qui corue in tanti altri delitti sociali dal prendere coine tentutivo quello die giA presenta, un delitto perfetto. Lo incendio si definisce appunto lo eccitamento di un f'uoco pericoloso perchb, data la condiziono di p e r i c o l ~ s ~ n e h fiamma suscitata, il solo averla cccihta csaula coneuni~\zioncdel reato. Purch il fuoco

sissi npyiccato a11.1 cosa che vui~lciarilere, non si deve aspetta~eulteriore ercnto per proclnn~are la consutuazione del malefizio. Ci s' insegn dal C a rm i gli a n i con l*%foriiiula cztnz al-sel3inf aedes, e si riconosce da tutti i migliori criminalisti contemporanei (1).
(l) mcrila oggi cii cssere presa in esame la dottrina crNon ronea (li molti pratici che per la odiosili speciale vollero Erovari? nella minaccia 'iiiccndio un tentativo. Dtim h ouder (praxis cri?ninnlis cap 405, 18. 10) ricorda un modo speciale di minacciare lo incendio in uso ai suoi tempi, col dire ti metter i n casa un gallo rosso. Posto che per gli usi di rlualche paese con quella frase si esprima da un lato, e dall'altro si comprenda il disegno d'incendiare, vi si trover bene e soggctlivamentc c ogsettivcirn~nte quanto hasla a coslituire la minaccia: ma la minaccia in qualunque sua fase o forma (S. 357 e 1573) non sarh mai un conato.

]E questa una ulteriors riprova del congruo collocameilto dello incendio fra i ~ a t socidi. Chi noil i ravvisa che un danno dato, aspetta che la casa (lata alle fiamme sia totalmente consumata per ilire che il delitto e completo e perfetto; e tale non lo riconosce finch rimane eretta una parte di quella a casa clie si ~ ~ o l e v dallo incendiario distruggere ; porche fino a cjuesto iiioiilento il colpevole non ha anche prodotto tutto quello effetto che voleva produrre. Ma poichi! l'oggeltivo prevalente nello incenelio non iz il dirilto (li propriet ma la pubblica tranrliiillit, e la lesionc di cjuesto diritto utiivers,.tlo giii esaurita col solo appiccarc il fuoco; cosi nello

- 280 nppi~rnrnento(le1 f['rioc.o si trov~iquanio 1i:istn pcSr infliggere tiittn In pena ordinaria, non pereli@il tentativo si punjscz aila pari del delitto consuriinto, mn ~~crrlii! cliiul Bitfo pii1 n611 si ravvisa un scinplicl? in tcnt~~tivo, rril delitto l~ci'fetto(1). liln

( I ) Andb forsr piii cilire i l codicc zlu$triaco clie all'nrl. 16ti


~ l i s fri o t ~ ~ n t n i il lio t > I i t l ~ ~ ~ I tl'iricenilio quando cra ifrtrnprean ~rtr'nsioilt!per cui aerotido il suo dise!]~io, abbifi n desinlsi

rra inrelldia 1le6Ce aLI~*iii proprield. qtrundo ririrlrc il f(roc'0 no?&sia sroppiulg, s noa nbfiio rogiotzalo rrlctrn rr'rrir~ta.

IZiinnne duxlrlue In regola cIic ancllc l'incendio niiimci tii. ulia i1egrnd;into ilella sua forxa fisic:~ puR11la si ferriii] n scruylier! teritativo; salvucli~ dirlo 1 per simasto tetitaiivo 1~isOg::iiil il f t i o c ~non ancorra che %is h npprcso agli oggetti C ~ O vulevmo a ~ * d e r ~ . si IJo incendio alipiccilto non ~eritntivo(l), ma :in]inette p c ~ % tcritizlivo rielIn sua f i t s ~ iin precedcnt-e, e q m d cjticsto sia tale d : ~incritnre i r n p i ~ t s z i ~ l l ~ u no tlovrf~pur wiiilirc. imput,;irsi meno. KOD i? peri, vero clie lo inccn~!io ~ i i riii cl~litto purnmc!nto fo)-infc nel ripnroeo ~ c ! i dvlln, p.iroln. Esso noli si c(,lild ~o pltlt:~ coix la sula azione tlcl colpevole ~ r t : ~ bisor i:~ gt10 di un ci.ciztn: se non eh,: t n ! ~ everito xion b 13 caoiisiiriiaziorietuttilt: della c a m Inn nppuxito 10 api ~~irc.:irnt~ntu fiiocci alla n~ei.lt:siirla, ossia la c$cfe del lntio i ~ n i s ,la rlii:iIi: [ ~ i h non scmprc riiiscirc riinlf=r'a!ln q!i sforzi cIr:lJo srellcratlir

(l) C!ic lo i n c ~ n d i odouessn aversi Dir r a r \ w n a l o col solo iicccndimcnto parve rnodei'namenic, rncttcrlo in dubhio lo 3 o n g c, De deliclis tonlrn ~ e n p u b l i c n ~ n rtfdn~issisool. 2, png. 153, ma posria a png. 153 :iccellb anch'cgli Iri coiune opinione.

ura la imput~biiit2t prjliticn del tentativo nello iiicenrlio soggiace alIe regole generali che dctcrmirimo le condizioni della punibilith del corlato in ogiii altro mdefizio. Sar cio necessttrlo a tal fine lo elemento i~ te?zwioizaie;vale a dire I~isognerhdiniostrnre che il tizzo ardente fu avvicinato al?a mia cns:l col fine cli porla in iian~mee non col solo iiiie di spaventarmi ciil esprimcrmunn minaccia: e snr5 (li 1ii necessario che ricorra nel fhtto lo elemento made?*iuiedel conato punibilc, vslt: c?, dire chc quell'xtto a1 quale arrestossi I'azioiie del colpevole avesse in sD la ido?zailic suiilciente per produrre il male voiuto, ossia 1% attitudine di ~iiscitarclo incendio. So uu tizzo ardcnte fu gettato in una stanza affatto Viiotn ~ O T B era i~,~possibile si s i 7 i l u p p s ~% che I: ~ fiamma per niaticnnzo (li ~ o ~ n l ~ ~ s t ici i iavrL 1111 l li tentatiro d' incendio ~iell,t,intcrizionc dc-11~agente, ma poicliii il htto e~tcrioie iiun aveva 1ioti:nzn (li 1'i~ponclet.c clriella iii3Ivagia inlenxioile, e ncssuiia a intciizioi~epzr rli~aiit 1na1va;yitt punii~ilcse non o ]t! ticne diet~o uii atto estcriosi! o dnrii~oso o pcidicoloso, cosi non 1,oti.a tro~ai'si i11 sifTatta ipote~i Un tentativo giuridicnincnte lale, e comc tale punibile. Quando si b cl~fto lo inceililio ammette una clie filse di tentativo prcceclelito allo appiccnriiento ilrl i~lcicci, la yaalc pu6 csyere punibile cornc conato v:-

concio le regole generali di questo, non occorre a g giungere di pii1 per chi ormai conosce le regole Sondariientali della iiilputabilitit politica del tentativo.

Epilopando con esempi questa teorica si puh afferrilare la soluzione differente dei sei casi seguenti - 1." Fu gettato il tizzo ardente nella mia casa: si apprese il fuoco alla mobilia, n ~ a non ancora si era comunicato ai palchi e serrami, quando i vicini accorsero e spensero il fuoco: si ha un zizccndio co~zsuv~ato 2.O I1 tino ardente aveva potenza di appiccars il fuoco alle masserizie clella casa ove fu gettato, e quindi alla casa stessa; nia i vicini accorsero veloci e lo spensero prima che il fuoco si comunicasse alle cose mie: si ha un incendio ?~cG?z-cato - 3." I1 tizzo ardente consum sb stesso e fi1 insufficiente a comunicare il fuoco alle cose niie. Si avrti. un inccizdio tentato; non un incendio mancato, perchb il non successo fu conseguenza del moclo cli agire del collievole senza intervento di nessrla fortuito, e di nessun impedimento esteriore 4.' 31 tizzo ardente non potb a nulla comunicar fuoco perch nientu di combustibile esisteva nella stanza vuota. Non si hanno neppure i termini di tentativo pt1riil)ile per la inidoneiti assoluta ilci mezzi, e por 1 3 mancanza di un soggetto passivo sul rlunle f o s ~ possibile la consumazione - 5.0 Lo inceildiario fii sorpreso ed impedito mentre era i11 presenza della casa mia e stava per nppiccarvi il fuoco. Avremo lln conato ;r)i*ossito- 6." Esso fu sorpreso e trafa teniito per via niciitre avvicinavasi coi~~hustibili

alla mia c a s a p e r porla i n fiamiue. Si a v r i un co(1) nato ?*e~noCo poicli gli atti esecutivi non sonosi ancora esercitati s u l soggetto passivo ctclla consumazione. T u t t e q u e s t e soluzioni presuppongririo (gi s'intende) la intenzione diretta a procurare lo incendio.
(1) prr vere che in alcuno pratiche prevalse l$ massima doversi punire di morte anche la sola cospir~zionc d'incendiare benclib non seguita da esecuzione: C o l c r o decis. 186. Ma siffalla regola inspirata alla nota eccezionalith (lei delitti alrocissimi cd alle speciali Icggi sassonichc: non pu trovar plauso nelle scuole e praliche moderne appo lo quali abbia prevalso la dottrina della minore imputazione. La questione b di principio: e una volta riconosciulo chi? chi ha fatto meno si deve imputar mcno, non Iia nessun valore 12 maggiore o minore atrociti del misfiillo, se non in quanto dove B maggiore il lipo della penalith ordinaria, la drgradanle del tentalivo porterh sempre a grave pena; ma la regola di proporzione sarA semprc l' istessa. H y e (nei suoi Coinnaenti al codice penale alcslriaco pag. 465, edizione ilaliatza) sosliene che lo aggirarsi con i combuslibili preparati attorno la casa alla quale si deslina appiccarc il fuoco costituisce u n tentativo punibile d' incendio; e veramente schbene non sia con cid principiata la consumazione dello incendio ne peraltro incominciata la esecuzione.

Qui i' peraltro mestieri d i bene determinare quale d e l ~ b nessere l'oggetto a c u i siasi appiccato il fuoco p e r a v e r e l a consumazione del delitto. La fornluliz ar-sel*it~t jnm ccedes del C a r m i g n n n i pud dar luogo ad u n dul~bioc h e c1obl)iaino esaiuinare.

1: raro '

il caso rlit; chi vuole pori'~:in fiaililiic una q:;is:~ incomirici i1aIlo np;~iicnrc il firoco ; clucl coiilt bustiliili clie per essoilc fixu jl~izclct ( I . C I ~ ~ I i L f m dzrs Zri, fl: de blsll-ztct. t.el i f i s l ~ ~ : r sI. t . ~ ull. /fi de act. e ~ ~ t pveud.) ddlli~ t. cas:! X ~ L ~ C S ~ I I f:%nlio n(! J ~ parte integrante: il pii1 ilcllc vultc: pcr il fine (li sbl~ruciareuna casa si appicclieri~il fr;oco ~1 1110Ililinre coiitencito nella rilcdcsi:iia, o n delle materie coin1~ustil)ili sono l i dexitro. 0i.n (ju~tiilo clic sinno posti in fic~uiinncotesti rnoljili, niwaserizie, o(1 :iltro, ma il fuoco non siasi ancora coiiii~nicntuai p:ilchi, alle trava, agli usci (l),o ad altro parti cli quel casatnento, c ~ ) r i n ~ i riiieati) efktto vorip ut iliiiei~i~ di l sopito, si ~rutrhegli dire rhc! nllr casa iion ancora I'u appiccnto i1 f'uoco, e c l ~ e pcrcih siarilo scnipre ilci tormiili d' incendio lerizato anzirlii: in rluclli di corisuriiato? Io non lo creda conle iloli lo iia ciutluto Yecentemente la Cortc di Ctissttzione ili Firenzc nel ctecreto del di 8 gennaio 1868 : Amtali di yiz~?-iqw'zldenua italiana col. 11, i, 2,0'7. Sc potrh farsi cli~cstione o d'intenzioiie o di l~otenza, soluzicriie sala rsi, (2) differente; ma tranne citi quallilo 10 iin~iinio sono suscitate dentro un casanento, ~ u G C I I Z ~ ZipcrS bole dirsi jana aedcs arset*u~lt, il fuoco eccitato e
.l$$,

a.

nel contenuto si deve considera1.c conie appiccnto al conlinetite.


(1) Era specia\i: prraso g17incilnilisrii rninnni I' iiso (li spargitre zolfo sugli usci, c p o x i a sl\pic.c;irvi il fiiciro. coiuc si Iin da G i o V e n a l e I slil, 13) h c e n d i n s t l p l t t l ~ . ~ )o @ f ~ l ( ~ r ulqite dolo, pritnos q t ~ r s i j r jl~iitra colli!lit igtzas. (9) Sul momcnlo cu~zsrinirrtico d1.l roaiu (l' inc:criilio n'dasi K c l cl li o d l de ro~~su~nt~\ioric! d~lir/or.tcut cili?, 2,

p~f.7 $ 1 . Il B t l r q f i ro { e!tlcl criniiiiali(z p q . i 8 ) drtInr!rlrc r:ntlqtcr p,ir1111~ Coilsntn~tifltirmincerriliirin rocrzri nire rredes sitzt infl~ia:uiiltzr,S ~ F L !1t2at:ria ~ C C C I I Y I I sii. B-8qzce ~ ! n i i i i snfirit ~:a;itsrinead igiii>rn cgiicipietvinin irpine pusilio, sed in/l:nzrianlio pr-uc.plrtcilni.. qitn:nqirnm iJ trsrcssu nou est, ril ued~1.sa~'desniu!, P I L ~ i g i l ~ r i ~ in g ~ - i ~ n R ti de pi,rplcssit3 sollo inlenilerr: la regola che egli volila ciabilirr. Alcuni opiaariilo ch:: 13 cnrisumazione d ~ l l o incendio si avtisw sollnnto qnaiido il fuoco era (~ppic~tzto casa clie alla si i o l c ~ a l ~ h r i l c i a r(~cumr B o r: li m e r o merlitationes i ~ a C. L'. C.pay.513,ail art. 123, 5. ii):illegtrono il B e r g e r o come ~ a u t o r cili tale opinione; altri irivcccl ( c o m e P u t tma a n elcnlenln cap. 13, $. 130 e l 2 4 0 ) opinando clie lo inct~n~lio g i i consumato qiiando Ic fiarnmn erano eccifosse corubi~slihilc ni~ldianlc r~ualt!si voleva la talo nillla u~rlei-ia cBomuiiic.arr,i l fuoco alla cass, lrovarono pure essi che il BP,I'~F!I'o aveva dello a modo loro. 11 C a r m i g n a n i con la forniilla arse) itit aedes 1~arvr adcrire riiultoslo in quanto alla nirssiuia conlroversa alla opinione del B o e h m e r o: ma a me persuailc nieglio la scconrla opinione. Torna male a dislinguf~ri: co~ir:aliisse e immoliilizzuto nella casa, e cose fra mobili che vi stanno iirriii'o o J'appres50: n6 sembra ragionevolc! clic mcntrc i: cvr~szimnio1' incendio quando E cominciato ad ardcrc l'uscio della casa, perchi: i! u n affisso: sia poi l e ~ ~ t d l1,o non ariclie consumalo l o inccndio clic gili (livampa in u n ammasso di lilgnami posto \h eniro, solo perchC ~ [ i ~ n l lstanza avcva una volta ed i i fuoco non si era a anche comunicalo all' tiscio od alla finrstra. Pcr mr: non vrggo ragione d i disliiiguerc, specialmente quando i mobili po:;li in tiamme sisno detztro la casa. Questa opinione si aoslicnc: dal K c t c l h or1 t (tcbi supra png. 4 3 ) come prevals;~nel giurc romano - ivi - Quam p r i m u m igilur r~edifiri~~na ir~s, 3 qua itt illud t r a t ~ s i r e sivi.: e debebal ignis, iiiflt~tnincirico~yerat, ~ t c e ~ t dcrimetz romanos pro consuvai ii mulo haiuissc, p pere vWetilr. Laontla acu1:tmente osserva rlict il nome d'iiiccntlio fu dalo i t n p r o p i ' i ~ m t n t a rliicslo ~

- 236 delillo per amore (li brcviii, douen{lo pi proprinm~iile dirsi eccilnzione di fiamme.

hla queste osservazioni sul ?i~u,lei,iaZedel tentntivo o della consumazione ci obbligano a riedere un istante allo elemento intenzionale per una distinzione che sottilissima, ma che riesce capitale in pratica cosi nello incendio consumato conle nel tentato. Prestabilito che sotto il rapporto del materiale la fiamma eccitata nei mobili posti in una casa abitata presenti gih co?zsz~rnafo titolo d' incendio il di casa abitata (come ritenne la Cassazione di Firenze) siffatta regola deve sempre intendersi nel presupposto che lo elemento intenzionale sia dal suo canto speciflcanzente assodato. Non basta la intenzione in genere d'incendiare, la quale agevolmente scaturisce dal fatto materiale: per obiettare come tentato o consumato lo incendio di casa abitata bisogna provare in specie che si voleva dal colpevole incendiare appunto la casa. Una i! la intenzione d'incendiare lo edifizio : un' altra puO essere la intenzione di abbruciaro un mobile. Suppongasi che taluno abbia nel suo scrittoio una obbligazione, un testamento, un processo che a me interessa distruggere. 10 appicco il filoco a quel 1110bile per siffatto fine, t! come veggo assicurata la distruzione di quello, do io stesso l'avviso, ed il fuoco tosto circoscritto ; poich d altronde (quantunque ' eventualmente possibile) era assai difficile che le fiamme da quel mobile per avventiira isolato si comunicassero alla stanza vuota di combustil~ili.potr

egli dirsi che ho respettivainente tentalo o consuinato un incendio di casa uitntu? Io ne dubiterei. Lo elemento materiale, e lo elemento intenzionale 1i:inno ciascuno una vita giuridica distinta, o debbono distintamente assodarsi (1).
(1) Lo eloinilnlo inteiizionale pub ancora in casi clcr:ezionalissimi rimiinere dul~bioso quando I' appiccamcnlo del fuoco risuiii fallo come minaccia o comc rnrzzo di roazione prr raggiungere un fine prrciso. Questi furono i tcrmini che si incontrarono nel caso d i un oLliciale di poli%ia il quale avrndo n~unrlalodi arrestare u n conlumace ribelle e refi.altario mise il fuoco alla casa dovi: erasi colui r~fi-igialo, quesli e preferi lasciarsi divoriire dalle fiamrnii anzichB consegnarsi. Dai primi giudici lo inccndiario f u condannalo a mortc; m:i il Parlarneiito di Parigi con decrelo del 15 luglio 1600 riformb la senlenza limitando la condnnna alla rcbfilsione rlri danrii. Questo caso viene riferito come proiiigioso da B r i Il o n dictio~ztzait dcs nrrels nolnbles, mal i~bce~ardic, 13. e n.

Non avvi finaltriente ragione per cui nel reato d'incendio si debba deflettere dalle regolo gonerali della complicitl~(1) in iluanto le medesinie portino il partecipe ad una punizione minore cli quella clie S' irroga all' autore principale. Le istruzioni a commettere incendio, i concerti con lo incendiario, la SOmministrazione di coinbustibili o mezzi per eccitare il ft~oco,sono evidenteinente casi di semplice ausilio. Ma facilmezlte in questo reato farxriuo passaggio negli atti di correith tutti quelli che iiiterverr:~nrlo nel momento consumativo, consistenti in cooperazione attuale allo eccitainento ilelIa iiniuriia.

Ma poidic ormai eapliiniiio che il delitto d'incendio consuniato to~toclila fiamma k destata, lrotri sorger duljbio iiitori~oagli atti successivi di fronte 311' altra regola che non animettc conqilicit8 in quanto fnccinsi dopo In, co?zs?rnznzione del reato. Usare inezzi per propagare lo incendio o per nccelernrne i guasti, porgergli rtlimeilto, impedire i soccorsi, SOno tutte cose clie avvengono a fiaicii~agi5 suscitata. PotrA egli dirsi clie t,rattasi di fa.~.o~.eggict~r!eizto t non di compIicit;i, 11ei'clih tutto ci6 avvenne clusn: do il cielitto era consuniato ? 1 diibliio non ~pprods, 1 e trovasi in cici la vera co.iar-eitli, ~ i u t t ~ s che l'ai/l to silio, per doppia ragione - 1.13 P e r 12 nozione clel iavorcggi,znicnlo, il ijutile ilegcncra sempre in partecipxzioiie n ipeato quando questo sin stato aiiche con atti successivi alla sua consuinazione condotto a consepto?se ~ilfcrior*i 2.1J In j~c~oseve?+nlzzn - Per di '~fio~clbilitu ilii.itto uggi*edito, la quale presennel tnnilci negli atti successivi alla consumazione dcl rnnlefizio una ulteriore violr~zioneclello identico diritto giii violato coli quello, ~ i c r.ilz?tzio.rn o ne co%tinzia la fase consuinativa anzi'cli limitarsi n favorire il cleliiit~ucnte,come i11 altri ni~alogliicasi 110 1lOf3t~.
( l ) Vvilasi
13 rioi;i

? a 1:, 3070.

Dopo cdlie ubbisrtlo vcilrilo ii.i.cig;it:i. In pena tli 1 i i o l . l ~ii~lilcvcccliie leggi ai i,sllti r.cnti (li ~uinorc iuipurtriiiza, non farL iiiurnviglia r ) i ~ delitto 118s1111 I)Wo C s;inYc!itoso ij11:~11to 10 i ; l ~ ~ n ( lill~~llt~;tSSL' i? i~i

- E::$' appo la ni'qgior parte cielle naziorii (1) si&tt:r petin, n$ che la rnedesiruri, si c.onservi per 10 for1~0 piii gr;?-\ri questo reiito in tutti quei codici coiidi f.clilporaneiche l!:~uno resistito al ii~ovimentoallolizionista [N), Lo inccndio t; fiilc di oitlicidio, e l'oiiiiciclio a fino di lucro si liossono giustt~inonte dcsictnnt-ecoine Io due liguide cr8i!liill~se quali spetta alle h infniile :;lorin cli tissi.rleisi sul vertice delle ilzie coluaric che reggolio I scala peucilt.. Ma I8 riecess siit~di git~stiziache le peri+ siano clistril~iiitc la con debita prol~orzioiit? misura deilri clecrcseenztc della n inalizia e dc1 ilanno, iiril~ont!clic Ia pena SUpPcmii, si riserbi a quei casi ~Z'iacczidiotici quali si esctui'iscono tutti gli eleinenti tlolla iwiasc(i1xia cluaxrtitit criiliiiiosa; o di l& si disccnd:t per gradi Ario alle iilfiiris rieuz~U1Rsulla norws clci critcrii rnisrirattori sriperiorineilte enuricidi. su qrleste basi B rugol3ln la peaalitk drll'incoriclio nr:l coclice Toscario i1:rll'art. SC!r) ;ill?nrt. 440; e nel coilicc Sardo dall'art. 050 311' xrt. 655. CiO chtle t? osserv:~l~ile CO11e1 dice Tosc:ino si .4 clie all' ai%. 432 riettt~precetto apposito :i W ncli! lu ricn,x rltlllr~ inci?riciio si gradui ~ccontlo il ~711?21?0 j~oten;/clle, conti'iidiccndo in tar guisa :~lI:i ruljrBicacl,z lrii arinit~tl?n i l t i t t F t ~ tit~110 qua11110 rollocn fra i dnuni dcrti: c t;icr:~i~lo lo invece uiiinggio agli iiltiiiii pronuilcitrti ilclln iiottriua, d i e oriiz:i,i 16icils:~ circoscri-care l'oggelti~odi rli~rst~o reato nel soi-il!!lic.e patriiilonio ~il'iv:ito.
(l) Iwn:i rli rno?tr confro gl'iriri!nilitlrii si cons~rvb L:! ni'llr ]~i':ilii~liri r j ; i : i i i i l o il fuacu cr;i.;i np~iirclilaatl una C i l W : 1' 1111 ri\ i O l * ~ ~ t , li$. l i ,~ ~01i.gi1, ~ I C T101. ~i 73, Da t 0I O L. i! fl C/,- nfiriu p ~ v ~ > f e el5iIji1t11?1, ?t. 4, ct 9 1 p 1 0[i 1 1

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o ds arbilrariis cas. 390 -- P a n i m o l l e decis. 7% Alla morte pure elrvarono la pena dello incendio le antiche leggi porloghesi ( h1 c l l i o instltzctiones juris criminalis Lusitani pag. 103, S. IO):alla morle le anticlie leggi spagnole (Puero Juzgo ley 1, lit. 2, lib. 8 - Nzteva recopilacion lsy 19, tit. 15, lib. 19, S. 3); alla morte le ordinanze di Francia ( B r i l l o n dictionnaire de arrdls, 11~01i t ~ c e ~ i d i e , 92. 13 S a i n t E d m e dictionnaire de En penaliid, mot incendie); e generalmenle pcr tulia Europa. In Toscana la pena di morle minacciavasi agl' incendiarii dalla legge del 7 sc~lembre 1688. Ma la legge del 30 agosto 1795 quantunque ripristinasse la pena di morle in Toscana non riprodusse la minaccia della medesima contro gl'incendiarii, mantenendo nei casi pi gravi la galera a vita, alla quale era stala ridotla la pena capilale del codicc Lcopoldino del 1786. Tutle le disposizioni della cosiituzione Carolina contro g17incendii si compendiano nel suo art. 125, ove orilina che i maliziosi e facinorosi incendiarii si consegnino al fuoco; e qui finisce. La troppa sridith della Nemesi su questo argomento si 13mentb da W a e c h t C r ( dissertati0 de crimine incetzdii, Lipsia 1833) come causa delle tante scissure sorte in Germania nello interpetrare quell'articolo; intorno alle quali divergenze ollre a C l a s e n , K r e s s , e B o o b m c r o nei respellivi conimenti, sono a vedersi le due disserlazioni de itzccndiis dell' li a m 11 c r g e r poste in fronlc alla sua raccolla; C P u L t m a n n cleaettla W. 237. (2) Il codice Spagnnolo del 1848 lirnilb (arl. 467 e 485) la pena di morte allo incendio di case abitate, fermandosi per le case semplicemr~iiti? desti4nale alla abitazione alle pene inferiori secondo i casi. I1 codice Francese del 1810 conservb la pena di morte (art. 434) conlro chiunque ponesse il fuoco 3 edifizii di quaiunqu~sorta, a I-ioschi, a messi, od a legnanii o raccolli ammiiccliiati; Ic quali effrrnatissime disposizioni si estesero dagl'irilerpetri anche allo incendio della cosa propria quando fosse commcsao pel fine (li nuocere ad allri, per esempio agli assiciiratori: R Og r o n code p8nal expli-

arl. i3k. Estensione letieralmcnle riprodotla sollo cerle condizioni nel lesto della I ~ g g edalla riforma del 1832, e mantenuta nella riforma ~1~11563. quale ullima riforma Sulla f: r n e (rfor~nesds la lkg'gislalio~tpdnnl png. 9 1 ) iamenla o cile abbia aggravalo il rigore rlclla prccedenlc Icgislazionc, (vi esprime censure anclir M o r i n (art. 7837) affrettando coi voli una ulteriore e migliore riforma. Qualunque sia la pena suprcrna alla rlulilo il legislalore voglia far salire la sua severil conlro gl'in~~encliarii, a me pare che non risponda ccrto a giustizia equiparar^: la casa desli~iada all'abitazione rna iion abitata, alla casa ailualmentc abitala. Poco vi vuole a corilprenilerc le ragioni di distinguere caso da caso. Non distinguono fra casa abilatn r: destifiala all'abitazione il coctice di Neuchatel art. 234; Vaud art. 314! n. E; Friburgo art. 120; Estense art. 591, F. I ; Svezia cap. 49, f. 1 ; Parma art. 49G; Portoghese tlcl 1852 art. 468; Belgio ari. 510; Vallese arlicolo 322; Prussiano art. 285; Ticinrse art. 389. Rispettano la distinzioni: differeriziando nella ppna, oltre il codiae Spagnuolo testi: cilato, il codice di Malte art. 2% a 288; Austriaco 3.167, !?t,f; Progcito Portoghese art. 307, n. 4 ; Grigioni art. 192 I? 194; PerU art. 162 e segg.; Bolivia art. 7C3; Isole Jonie art. 813 e 816; Bavaro del 1813 arl.248; San Ilarino arlicolo 619, 590.
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CAPITOLO IV.
I\Iiiia o r u i n a .

Le malizie umane da un lato ecl il progresso mePaviglioso delle arti dall' altro laio hanno sempre concorso a deludere le diligenze (lei legislatori penali ; le yrime con inventare nuove forme criminose; le seconde col fornire nuovi strumenti alle iniTor1. VI. 16

tliistric, (lei quali noli tnrc1:trono i n1Jfiittoi'i a trarre p;~rtitu.Gli antichi legislatori quantlo avevaiio desrritto per rniiiuto i1 deIitfo ci' inceililio in tutte le siie p~ssii~ili estririsecazioni non credevano di avere I:!sci;~tobcuile; iiln 1;~in-ienzione ~lellapohrerc piric.;t costriiiue i legislatori maderiii ncl atr;>iuirgelLe :illa reccl~ia o~~umcrazione ailche i1 delitto di il)iiw. Ariche questi pero alla loro jri.ultrt 11ol:o nverc cstiuisiio lo diligenze loro a clcscr'ivere lc condizioili di questo nuovo titr)Io tIi reato, si trovaroiio delusi 11;illc scolieri.(: ii1tcrior.i dei ~ l t p w t: (lei y; It? quali i u, liailiio uiostrab 1l011 essere con~yilcta nozione del la tlclitto di rninn, quniido 1:~siirz clescrizionc si ri1ix1isce solt811to alla i;~i'za c~pl(.isiv;l ~1~11:~Z ? : C P ~ Z ~?u y ~ i i ~ i c(1). n
(1) il realo di mina non co:ilrmplalo g(~iiwraliiiriiie dus~li ii;lilnlisti i:riininsli sembra p r i ~ c o n i u a rlol P o gf: i 1701. 4, l~ 1'". 111.

5,

:301+1.

Iiil'atti sriliravvcriilct il pnz gi'nxidu olttuicnto ili servigio ali' iruuio in:), alla sua volta 1iossi11iIe stri1131?11t0 di li~isf'tti ptlr partc di cili ne piboc~zi'iiilnlizi(~sniiiunte 1 espnxisior~in uiia Gtanzn c h i r : ~ ~l 1; a, I ~ I W il pi.upr.ic!tario ci~traaclovi liiiila ~ic.lilt1Jelio col rliicn. 1 ncconsjonc istantanea e cosi la ruin:t s 1)r.ogr.io t:iliiizia, e forsu ];L l)r~l)ri;iIS~C)F~C.. i l o r ' :<i ~ t~ capi che limitare In cluscrixionc di rluesfo retito nll~k :iccc~sio~~cj101rc1.cl~i/'i{'f$ 11~~11~ : ~ s t : t y : ~ j$:;udi ~ gtio, a~i~l~icnoc'li si russo yolilto fittl.i],uir.c. ai rioii riutlici 1:~1iali:i tli rort~1nlill:tt-a J i ~ i i l~~~c t, ~ l cc.~~uZo: i O I :i11una liucjri;, :rriiniiiii$til/~~i~~

- 2 i:3 ne di giustizia. Percici il codice Toscano all' art. 441 uso h furmula - ivi - Chiz~.izque qnedinnte incendimento di polzcre pil-icn, 0 d i alt?-enite?*iesinzilmente pevicolose e credette di aver cosi colmato la lacuna. fila questa sempre urla xtna lusinga finch si formano deliilizioni soggettive.

La definizione toscana ha p:i.riricczto 3ll' accensione di polcere pirica la accensione del gaz o di altre materie siiiiili; riia Iia seiilpre posto come estremo tlcl delitto lo incc~zcti~~~e~zto.ruiiia di uno ediOra la fizio si pu istantnneamr:nte cagictnare iuetliante una scossa violenta ed iiiefrenabile, ;mclie senza ipzce~zdilitento; e questo caso resta fuori dalla ilefiniziono che si clgeclette studiosaniente conl~letata. proprieI1 tario di una officina massa mediailte vapore ha discacciato un lavorante: costui per fino di vendetta una valprima di allontanarsi guasta alla ~liacchiiia ~ o l di sicurezza, o vi usa altra nializia per. cui a essa debl~aesploclere; e torilati gli operai al lavoro, clifjtti essa esplocle, e ruina lo stabilimento. I1 f~ttto gravissi~noaliche quando sieno rinastc imliliini le vite degli operai : lia il delitto nuii ln oper'ato per ijzcettdieize~zto:manca un estrenio della definizione; e il rigore giustamente serbato contro questa fornin di maleflzio non piu al-iplicsbile (1). Du1~l)ncluiicluc anchiu uiln ~wlt:+ripetcrc che lc clcfinizioni ~;oggeltezie sono sempre viziose e fnllaci. Clii vorrehbc deiiirii*el'ooiliicidio con In foriiiula colpo cii coltello, colpo di llastono o siinili'? LLLesseri.zialiti del ibc;lt ( ciztc giln*iclico 1)iuttostochCcilto o

di

PGLEO) iieIIx vivlazione del c?ii.itto. Lc ragioni iz

di specinlizzari.re lc ciirurse figure a causa dei di.r-cssi jilczzi atlciperati o di altra circostailze soggettive ilori n;lscono mrti 11:~un odio g7.ntz~itoche il lcgislatoi'e abbia coi~tro quei ??ze,czi, coi~t~ro Q qucllr: ciicost:lilze ; ma semprae dalla previsione di un effetto (morale o fisico) pi grave che tiene dietro n ijuelli? circost,xize crl a quci mezzi. 1 r-tiuvento radi1 ctile della ragione leyis!atit'a seiiq)rt! in utin 03,gettivit:'~o fisica o rloralc. Ti deve esser cluxicluc

(rost;tuiiterrienteil mcjclo 1 espriniero il coricelto le% xislativo referendo In nozione n questa 04 a iiuelIcz ogget liritit : vi d e ~ esscve sern~ii.~ c njncln cli fon11 illare uiia definizione oggcttivn. E trov:tta rl~nestlz ntrn .<i P piii pericolo d insufiic.ieiizn nella legge; ~ i o n ' vi i pericolo di arl~itrii : giudicit~li;iioii vi licric010 di errori p~';tt.ici.
(i) Allriincrili s;ird,bi> a ~liraiin fdcciri a1 coclirc !hr.iln cliz ticll'arr. GSIO u i b itivccn iIrlla parola. iitcs~zditrislzlo13

parola ~spiosiont.

Currcntlo PZI clusta liritl:~ ju 110 pi,stu iiull:t rril~i'i-a del pres~iltccapitolo Ic p:irlcile +i+.ij?lllO ~ ~ t l i ~ l l l . t3ucstc due parole riproducono il coiirtitto fr:t lrt noziono sO$gottiva c 13 ~ioziuncoggctkiv:~. La p:broln s.zti?la( pi classica ) ilasiglla 1" cirett o s~~ccialc ( fu'zrz fisica oggettiva iicl n.islcizio) al qiralc il legisk i l ~ i ' evoli(.! :tlit ivenirc. L:t ~l:trr,Ja. ~ ~ ~ i jctcsci4ivo I U ~ - . rrc L +'aillr:iilC! 11ti:t 1rial.f;rialiti~ (liil iaudo di ,zzioliu ( fbrza fsic:l soggelti~,? (>i1 incvl1tr:i. i]. l,crictglo ~ ' tlnii itl) i ~0iIIlllr:tn cniuiiiei1azir?nc;li c;tsi ,]li si tccingn.

Io duiiqile definisco il delitto di rsuinn - In disiruzione toiule o jicciriccle d i 2 n cdifiaio opcval(x c con n i c x i che agiscono islnnta?zealile)zte e is,?.efrc?zabiZf?ia~zte. ci0 parini cli avere posto in sodo i Con criterii pei quali rl~icsto speciale delitto merita speciali l~rovvisionie si parificrz nella penalitti allo inccndio. Se un edificio siasi distrutto a colpi di ariete, il prolungamento clell' opera porgo balia alln difesa privata, ed agio al pentimento ecl alla clesistexizn. Perci0 la istatitu~teitarlell' azione e Irt sua ivt.cf~*e~zabilitci per parte ailcorn dello stesso agente rlanno al rcato ci ~ z t i i l nil carattere coslitutivo della sua prriiniuoiizs F! 10 r(3ntluno affine allo inccnclio,

~Xn%;i per r l ~ l c s t o 1;lfo il ilr!litto (li ?-villa i>p i U spnvciitoso dello stcssu iircalidio. T,o iilcendio l~iii\ (TMCI'O ili~gli accr~rsisopito nei ~rriiiiordi dclln sua &?raslnziriiic, non nlf rul.lnilto .]:tmina. Iinllo incoriilio p0SSO;lo s?it,r;~rsi gli it11i~:tltiidell;~ ~:isa:non cosi cl:illn ininn. Qri:~tiil 1ici't:tnto 1 ruina ;li iln atliflzio 8 sinsi consumntn iriciIi:~ntoforze cho ngisrcinc~Icntai~iciitt? fi*cn;il)ilnie~xtc si li. clla uii dailiio (lato, c iloil il rlua.lc rientra ~ 0 i t 0 0 regoll' ge11e131i (li tale llln1 lefk~io,RIn rl~inirlri 13 ilistruzionc si ~ o l l o ,iirodiiri'e roii liiexzi che :igivnnu ist:iiifniloarnente cd irreficiiahilii~c-iiilc,il rcato ~ii~c\seiitn pericoli maggiori chf? noli iic l'rcscriti lo in(lcilrlio, t? iiicntre nicritn scilza

~ltibbio csserc contemplato in un buon coclice punidi tivo come figura spc~ii~l~llente ocliosa, l i i l ~ r t f l ~ j ~ ~ sotto ~lucstocispctlo incritevnle aiipora cli pila. inagioro dello stesso iuceritlin. bl:\ poiclil: guarfiato sotto altro as~etfo itlcendio i11 certo condizioiai locali o xt10 mncfericlie ha una llotcnza nociva pii dilnfabilt!, nie~itrcla mina noil pone a pcricolu clie lo edifizio roi~troil qu:~le b diretta, od al pi gli attigui, e non 1)uh m:ri estcnilessi ad una intera citti~;cos le paIcr-ize nocive cli ijiiei clrie fatti in certo lnodo si cquilltrano, compenuandosi lrt intetzsili~ilella 120tcriza. da~lno?n In sila cliRondil~ilitj, e viceveiacon sa; e liuO ncccttarsi come l,iion,z In parificnzione nella yenn, adottata gcneraliiiente dai codici odierni.

Giovi perb ilotara clio cjuesto r o d o B rlifYerenie rifktto (In (lucilo descritto a11'a~t. '35 del codice penale Prnl~cesc,e l& ~ r i i ~ i iililistintamente di niorte to ( i i o ~ iche (13 altri coclici ) e consisferxte nello inceriilio di iia illqirisito di polvere pii-icn cli ~>iibblicn pert inonzx. Iii tnl(1i':tlt,u 1)i'cv;ilc In considcraziont! dslln pcrt inrnza l)ul)!>lic.:i, iIclln ngg-ru:;siono eii1lti.c) lo Staio, fnc piEd)n1)ili: ostrhgginre .il ~o~fcrtii.,1~oi'di ;C ('i;) rcttniriontt? si cr,bll(.icO f1.n i lyari c,iirtibu la siclcIXe;:n .i,bl~i~~za Stnln, e se 1 1 fece uiin i"ui>ii1;1 delio ~ di pc?qcl!c(:21iujlc; clir: inostrbnai1 evidenza n'on C$lo sere (jucstn 1% setlc nella quale doblianio ti.:ktinrllr!.

- 217

irninnc n1 fiiie ili rniifc*rierrr le 11 x~.suiiil iii:ifcri:ili iriseivvionti ai 1)isitgni rleli' ~ 0 1 1 1 0 , o d~3tin:lio;l1 srirvizio lirrtjidico, od al pubblico oriiato. Iriilifl't~rciitc ii In diversa litntci-in con 1 qilrile lo ediiizio possa 2 cqsere costrriito. afa so la esplosione cli iiiin I,urnl~;c si y1'01luc3 all' apcrii:~O S O V U D ~ U C non ~lri:'::~i nuc )cere ad cdifizi nori ri si prstrh rnvvicar~i! rti:tto di ~ ~ z i i l a-, 1 al pir uii ~it.tent:itocuiitro le pe;.~ol?c. 11 s UCI 'faili cili ~ualiziosairii~ntt! al?piccasste il firocci :\l ptrolio gsllogginizic in rpei Ilroghi dove cwistoao fontane di tal0 s~stanza sai1el~l>rf. c~~Xpevo!eil'incsnslio C non di ~niiia.b B E+: ai i~pliiccassc fuwn il nelle gallerie di uiia iniairrn tiil urla crjri*cni,(: cli $22 inllnmrnnbile, e nc protluceese la cleb)~l:tzicrne, avremmo la ininrt o ilrtlosn o colposa, lierclib clue'tle gr~llerie sono nn eiliilzio ikl quale si i; procurata la riiina con ri~ezzivlic rigiscono irrefiecnabiliilente e istaiitanaamentc.

Del pari :~lln ~isziurir?rlullo ~c?ifl,rio 11ost~n C ~ ~ ~ I I O soggetto ~inssivod::lI;~ follza iisivn (li (juesto inr:lto ti indifferente rlic dos.;o sin. ivzfisso ne1 sriolo? 9 ?lalctilfc. Quindi nel modo r;ti;ssc? c l ~ : i~lci'iiilio un lo di 1)nstiincnto iri ranre od erluiptiggit~to,O ii~ccnilio (li rasa al~itilfn,o rlc>stinntn nll'abit~izioi~ntosi la co; Jririnicazioi~c:cicl liioco cid rrii:r santa 1nrltr.m ( 1 ) di una nave, o mia torpcrljnc (:li(& 1'nl)lii:~ fatta saltal ! i11 aria, c1u:~iido Ilrcivt'iign dnl1:t nzalizi:~ o (1811;~ u iriiprarlonz:~ilcll'iir~irio S:IIY'Lrina winn o dolosa o ~ ~ l [ i c ~ sn1vot:lii: il Ilt-ic qt,cci:i]~ un' rig~ressione :~ , . t (li c r ~ l l t ~ Io Sf:ito 11nn t r n ~ l ~ ~sitiiilo f i i t t ~ jll 1 1 3 o rii 11

n e r i c distinta e pii clcvata. XL'r! credasi che nccettata la pariicazionc delle penalitd sin uria, soilsiicheria far questinrie di uno o di un altm nome da darsi al reato, Nel giiiru penale non O mai t r o p p la esattezza del linguiqgio : qui poi specialmente puB offrire grande interesse che un fatto si ciefiriisra, come incendio o corno ruina, pei' cio die nndrh dicendo i11 ordine al mornento consumativo.

(4) La quesiionc se uo capihno possa apporre i\fuoco al rl~posiludelle polveri torrn~nlnriedeila sua nave presso a cadrre in mano drll'inimico al doppio fine d i evitare In presa di quella P recar d a n n o a questo, si e s ~ r n i n a bacdal r n n i o de jtire rnur.ili~tiocl tzottali Eb. 3, cap. 10. 1 piii s e v ~ r moralisii si quali piace riprovare simile azione si troi vano alqilarilo iin[incciaii per l o ~sernpiod i Gsiisonp: m:i sC n r sbrigano cliclwio c h Sarisone fn ispiralo da Dio.Noi ris~ pcltisrno i\giiirliziotlvi moralisti, ma diciamo clic Pietro Micca sarh sclrriprc vcncrnto nella reminisc~nzadci poslori, e cllfl i sacrrdoli i qiitili ~ r u t l i v a i i o13 nostra infanzia ci f;tr~valio iniponrc s miirnori;l il Lilio di rliiel ninrlirc dillla patria canriic il fotln di \in cbisor.

Comprendi~sirliinriuc, che il soggetto passivo del r e a t o di i~iinnsono gli cdifizi, come sopra ileiiriiti, t? che il suo oggetto O il diritto clic i cittadini hnn1 0 Ala loro eonservazionc. La sicurezza person:llc 1 non l'oggetto prominente di questo rnalcfizio. Ovt:
la medesima sia posta a pericolo od eEettivament@ lesa per effetto ctella mina, questa sark ~iiiia, coniinA'oilza e~terioredcl reaio, iina ciryostanza In r ~ u d e no aumcnterh In quantiti; ma nichto csscilaiulc nllt:

--2.19

rcinilizicit~igiuridiche 1101 reato. Chc se una mina

simi diretta s danno di lucrtie abitato coI p?ze preciso [li fili. perire un nernic-o, sorger per v i r t i ~ di riilel Iino il titolo (li omicidio, o consumato, o mancato, o teiitato ; il quale fni1L concorrerizn col reato tli militi che ha servito di mezzo; e si applicher la pena dell' uno 0 deIi'altro malefizio secondo la orniai nota dottrina della prevalerza.

Il diritto pertanto ciie si ctontempla come costifuenle la spccixlu oqgettivih giuridica [Ti questo malefizio P i1 diritto n!a conscl*cacioizcdegli ec2ifiw"i. 13 tale diritto qui si contempla nella forma (li dirillo fhlziversaie yii~ttostocli! nclln. serril~licc forni:^ di di?*ilto pnrticokc~-e. ci6 sta appunto la ragione per In cui questo rleiitto si rc!feriscc alla clnssc dei sociali. X sifilttn coiwlusionc si condiissero niolti fnccnrio appello 2113 vecchia it?go1,2 i'lzter6st reip~cbZicnene z7'bs ruinis defo~*$izelza': rjuesta considcrrizione piiu epser buoiia a ralutabile, ma non basta a completare il concetto della socialiti del prescnif: reato, I I ~ !a dni.ric in tnlti i casi ragione, V i ~0x10 nltre consirtorntioni rln aggiurkgere. Ogni edifizio (*ostruito dfill' arte umana b mia coriquista clio lia fatta l uo' rno sulla nat1ir.n : In consuci;\zione hw interesse che tali conquiste si conservino, affinchb soddisfatto lo interesso egoista del costrutlore si avvantaggino dollc medesirnc tutti i consocinti ed i loro posteri, C non si sperperi i1 l~etieflzio ottenuto. Oltre a questo ragioni d i o pure hanno un valore, se ne incontra un'nltrr~ pii1 dircita C sensibile che non lascia

dubbio sulla vera natura di rlucsto reato, e clie si cuncreta soltanto nella forma clella aggressione contro lo edifizio eseguita al niezzo di mina. I diritti o le speranze clie i consoeiati ed i posteri hanno s sullo edifizio; come pure lo iiiteresse clie 1 citt non deturpisi con ruine osteggiano oltre la mina qualunque altra demolizione o ilistruziorie anche operata con leve, o lenti colpi di martello: ma cluesti non saranno c!ie danni dati ove ne ricorrano i termini. Vi B dunque un' altra piu speciale e dcterminante ragione per ravvisare nella nlina ( n differenza degli altri danni dati ) un' aggressione al diritto universale : e questa bisogna riconoscerla nella istantaneit ed irrefreilabilitt, e nel moclo di azione particolare alla rniila.

La esplosione di una inilla ~ i i i b eventualmente essere di tanta forza da fhr crollare edifizi attigui a quello contro il quale fu diretta 1' azione. Nelle varie cont,ingeiize dei casi B indcterrninnto o incleterminabile questo pregiudizio al iliritto clic un numero indefinito (li cittadini ha :illa conservazione del proprio edifizio. Pub inoltre cvont,ualriente nuocere, alla vita od alla iritegrith personale dei passoggieri, cosicchb tutti i cittadini possono dire clie se fossero in quello istante passati per col& sarel~bcro rimasti o uccisi o feriti. Ecco il carattere sociale del malefizio, consistente nella potenza (li offentlere i diritti di un numero intlctcrrninnto (li cittadini. Di qui la costernazione (li tutta In contracla c lo silavento di chi sa quanti alla esplnsioiic rli utin riiiila.

Questi effetti non pertengono niente aff~tto danno al mediato: rientrano inclubitatamente nel danno diretto ed iirin~ecliatodel rnalefizio : sono inerenti alla speciale forza fisica oggettiva della mina. Non pu duriclue contrastarsi seriamente la socialith del presente reato. Che vale obiettare che tali effetti manclieranno quando si supponga che In mina sia diretta contro una casupola isolata e posta in una vasta solitudisi ne? Suan~lo definisce un reato e gli si assegna la congrua classe, bisogna guardare i casi ordinarii e quelli die piu spesso riusciranno pii1 gravi. Se si tenesse dietro alle ipotesi eccezionali e pi rare noli si potrebbe mai costriiire una classazione di clelitti. Lo isolamento o la solitucline della casa minata 110tranno dare argorriento al giudice di attenuare 1 ; ~ pena. Ma la nozione giiiriilica del inalefizio non puh scientificamente clefinirsi correnclo dietro a116 ipotesi straordinarie. S. 3102. Tengasi dunque fcrino che il reato di ii~inn, rt novorarsi fra i dclitt i sociali, cc1 il suo s o ! ~ e t f paso sico devono cssure gli eclifizi. Ma si ricui.ili altresi q~iellaregola gcncrnlc iln noi iii tante occasioni escinplificata clie non h iieccssario ad avere uno oil altro nialctizio incontrare una nggressioilc malerial?ltetzle ($il-etEasullo S ~ I C C ~ ~ I C soggetto passivo (li quc! reato. I1 fine dev' essciacdii-ctlo ;ni:i. i iiieaxi possonn esscrc irrdirelli senza. die per tale inilirezione si rnuti In indole giiiriilica del iiinlcfizio. Escniplifichiamo aii~liequi. La mina deve csserc diretta contro uii eclifizio, ina non 6 necessario chc, sia costruita denIrlo lo eilifizio, o sotto lo crlitizio, o ad. inzl,~edintu

- 232

cotztstlto (li qutlllo tutte lo rolte clie era diretta dal

disegno dc1i'agt:iite 3113 r u i m dello eilifizio, ed aveva potenza di procurarlo. Una mina fhtta a clualdie distanza ciello eclifzio nei penilio del colle adiacente pub farlo ruiiiare; una i ~ ~ i i fatta nel monte sovrala stante pu rovesciare sull'eciifizio un diluvio di grotte e riiateriali rlie nc prociucano la ruina. Data tale potenza o tal fine inutilmente? si tenter eliminare il pii1 odioso titolo di ruina allegando che la esplosione si procurb fuori dello ecliiizio. Queste osservazioni erncigono s~~ontanee principii gencrali dai una volta riconosciuti; ma abbiamo voluto svolgerle ad evitare cliialurique dul~l~io possa nascere nella che mente ilci nostri alunni, a i quali soltanto si dirige il nostro lavoro. Noi non avcinmo mai la presunzione di scrivere per i dotti, e pcrcib siamo qiialc11e volta nliiiuziosi.

Cos concepita In ide:i. del presente titolo di reato e la sua aiixlogin con lo i~ccndio,nc coriscguc che nel presente capo non volendo r i p t e r e le osservazioni dello antecedente possiamo riferirci al rnedcsimo per ci che attiene ai criterii rnisuratori ed al grado del reato; limitaniloci soltanto a notnrc! cliic?.lche iniportantc! specialit.

Osserver in primo luogo che noi1 avvi rapiolle di far differenza fra lo incendio e 12 mina in che riguarda la pc?*ti?ianzn materiale servito del

delitto. Nel inodo stesso che reo d'incendio tanto chi al~piccail fuoco zct un ammasso iii combustibili che io aveva nella mia casa, quanto chi porti quei coiubastibili dalla casa sua per eccitare le fianime nella casa miu; tanto colpevole di ruina, chi scientemente appicci, il fuoco ad un ammasso di polvere pirica che io aveva in inia casa, quanto cl'ii porto seco lo involto di polvere che gett nella uiict casa e del quale poscia procuri, lo esplosione. Ma i due punti d-ie voglioilo pii specialmente essere notati conre ~mssibilidiifercnziali fra lo incendio a la mina :ippellano allo elerxe)zto i?zte)zzio)zale al nzonzento ed

cofzszlmcctiro.

In ordine allo ele,.rzenlo i~~te?zzionale, faccia a8 ip un'accusa il' inceizcbio sarB difRcile dove si ebbe lo appiccamento del fuoco accogliere la deduzione di un fine diverso da cluello cl' incendiare : ma nella ~ r ~ i n a essere bene altrimenti. E frequente che puir un ncmico getti in casa del nemico qualche piccola honiba al solo fine cli fa?+gli pazi?-a; applicare a quosta forrna cli minaccia la penalit della ruina consumata non k possibile, per ci che dir fra poco rispetto al momento consumat,ivo. Applicarvi il tinon tolo di tentatizio d i ~ztina neppur questo possibile per difetto della specifica intenzione indispensubile allo olen~entomorale del conato. Bisogner dunque in fhccia ad ogni accusa cii mina sottoporre i speciale ricerca la. intenzione dell' agente ; e quanl do anche la csplosionc (li quella boniba abbia cagionato clrutlche piccolo guasto nclla stanza ovc i i ~

gettata non si dovr correre alla applicazione del't' art. 441, n& alla dichiarazione del tentativo del reato in quello previsto, se non $ liquida la volanti dello agente di procurare una ruina totale u pareiulc dello edifizio, anzichi? atterrire soltanto.

Xu'ella indagine del l?zomento conszrmatico tltl i1e3to vi b poi notabile cliffereriza fra la mina e lo incondio. Nello. iacenqio abbinlao veduto che il delitto &i Consuma c'on 10 eccitav~ento fuoco: o eiio pub incorrersi tutto il rigore dclla legge che punisce 10 incenaio quando ancora il dailno rcrhnto allo eclifizio sia stato minimo ed ii~conclu;lentc. La ragione tli ci6 si trova in qunsto clic nel reato cl'incctidio il criterio della odiosii8 si rlesuino dal dalino poteriaiale; ma la vera ultirna ragione di quella regola si deve trovare in questo clic lo incendio i11~piegnnilo intervallo di tempo a compiere la Sua opera distruggitrice, il non coriseguimento dellti distruzione dovrd, sempre attribuirsi al soccorso tcmpestivo o ad altre cventualitA indipendenti dal liliio clcl colpevole. Nella mina non b cosi. Se la forza della esplosione fu tanto minima da non pi~ocliirrc nessun danno neppure parziale nella sostn?zsczdello ediilzio, non pu attribuirsi per certo 116 alla opera dei pompieri, n& ad urin dirotta pioggia sopi'avvonuta dopo lo eccitamento del fuoco, r ~ b 1111~1F1\cBatl ciale direzione di venti. Bisoglia dire che quella mina non era una mina, ma tiitto al pii[ uri tentativo di mina quando consti apertamento 1;i intciiziolie di cagionnrc In ruiiia. ~a aiyilnessn lirirc tdr: