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- 103 ;anLeslo di azione la corruzione. Laonrli.

prr qitcsin tlltllrinn bisogner~bbe dire ps~firc nec~ssario rrlilualit8 la plnrelitU 3\13 M e villimc e la pluraliti rlrgli atti.

inaglio r?c!tecrniriarci secondo la ragione uostra itnzicliP sr?cuctloli: autoritk cliz trrlrini~ioiilcostailti. E In ragione nostra ci porta a studiare la ca7:sl.cper cui si richiede (o come. costituente o c o s e aggraveute) cliics;t2~ uozidizione della ~Bil'zbnlil'b, lcnoi~c.La causa a ne': noi serni~rnevidente non essere oggettiva nia soggattizm. Se In legge clis fa divieto (le1 lenosinio foase puramente oggettiva, il ierpisito della nbitualitk iion avrebbe senso giixridico. Non saprebbe infatti cornprunclersi come la legge prnteggesso il diritto di cliie tninoreilui e di due famiglie, e poi Insciasse senza pz1oteziona il diritto di un solo minorenne e cli una so18 famiglia, yuasichh pur una giovinetta fosso un niente l'esser corrotta, e; un niente fosso per un padre il veclcre corrotta la figli%.Se il movente della legge fosso stato puramente oggettivo non avrebbe posto Yahitudins come condizioi~e, pereh8 il diritto ddlu giovine o Colla famiglia snrebha gih pur troppo stato violato anche con un solo atto. Quando pertalilo la legge trova neIl'abitzuli;iac il criterio determinante ilelin punililiti4 illi soinlri*n chiaro che asso yrocecla pGr una contea?lilazionc purainente soggattizn. Essa protegge indistintamerite tutti i niinorcniii dallc aggressioni di un lenone scnzn guardare se la pcrfitlit mnlizi:t di costui ahbia mosso guerra alla pudicizia di una sola o d i

I11 qinesti~oscillnuio:~.: 2;iiiaiao

pi ininoremii, e cosi alla oggettivit (le1 diritto privato fa prevalere In oggettivith del costu~iie pubblico.

>la in questa contoinplazionc soggettiva la legge non procoile con un criterio di rigore che senza tliscriminnzione colpisca tutti coloro che possono esser caduti a fare un atto rli lenocinio. Essa distingue ci6 che pu dorivare da mornontitanea fragilit, deferenza, amicizia, e Cire come una eccezioi~onella vita clell'iioiilo, da cib che procerle da deliberato o sistoniatico consiglio; e cuopre di un velo i). primo fatto riserbariclo i suoi fulmini contro il secondu. In una parola (diciamolo coi1 frase VOIgare rna esprimciito) chi vuole impunito il lenone non abitualo e punito soltanto l" abitudinario, non trova elomcnto politico d" incriminazioiic tranne nel lciionc per tdest iero. Non si adotta questa formuln poi. ~iicjstiuropeicli:': semhru. inelegante o poco giuridica: r s il concetto quello, cosi ~iellaricettan zione cantile no1 Isnocinio, come in altri sitnili casi dove si apprezza a carne ,zgqil,zvniite o come costituenta un inalefizio Itt conrlizione tlell'abitudiac. Si permetta a no di usare qucstn fwse, la quab se non fosse spiaciuta ai legislatori avrebbe fursc: risparmiato xnolte pratiche difficolti e forse znolte sentenze cha andarono a ritroso del vero spirito c della vera ragione della legge. E la ragione di punire il mestiero e niente altro che i1 mestiero (senza per0 intendere con questa formula di esigere una esclttsivitd) B a parer mio intuitiva. Nel punire il lcuociriio si conte~ilplacon obiettivo la morale

- 105 /)?rbbfii>a il ~ll!btilico o costz~nze: cluesto illeale clelln c morale pul~blicanon si aggredisce per un atto singolo e transitorio; ma pur troppo si aggredisce da ci6 clie nei disegni del colpevole forma un sistema per lui.

g. 2957.
Ci8 posto a me p r e che per dire di dcuno essere egli lenone per mestiero non sia necessario mostrarlo girovago in cerca di parecchie vittime. Colui che tiene in sua casa anche una sola inancipia questuaria speculanclo sul corpo di lei B lenone per mestiero: egli non si b introniesso nel turpe proxenetico per una contingenza eccezionale, ma del proxenetico si . fatto un abito, una destinazione nella sua vita, un elemento di perenne occupazione della sua attivit. Ecco il concetto del vero lenone ricondotto al prisco giure romano nel quale benissimo si configura un' aggressione contro la morale pubblica a causa del giornaliero mercato, quantunque in tale mercato gli sia strumento una sola giovinetta bastevole a i bisogni ed ai fini suoi.

Io pcilso ilunrlue che sia un errore richicdero coine eleiliento dellcz al~itualitci la pluralitk delle vittime, ina credo altresi che sia non mcno erroneo contentarsi della plrrrdit degli aiti considerati nella semplice loro inaterialita. Credo che una, pluralita di pevsofze sin scmpre necessaria, ma queste pii1 persone io non tcngo nccessario ctic: dcbI~nnoessere l(? piii vittirnc, e mi Insta chc sinno i

pi forilicc,tori che per opera tlel lenone hanno profittato anche dell' unica vittima. Concreter il niio pensiero per farlo pi chiaro. Se nii fate la ipotesi di un individuo che venduto ad un ricco signore tenga i11 propria casa 1 ainnsia di questa anche rni' riorenne, e f;~voriscail libertinaggio di quel signore anche pel corso (li un anno o di due, io dico che questo non B lenone abiludinavio; dico che il sixo fatto per quanto riprovevole non aggredisce il costume pubblico ; dico che non evvi elemento politico sufficiente per dichiararlo respoiisabile di delitto tranne rispetto alla oggettivit privata dove egli fosse stata ancora il priino eccitatore della corruzione. Ma se invece mi presentate un individuo il quale poste le ugna addosso ad una misera giovinetta so la tiene al comando suo per fornirla ora a questo ed ora a quello, seconilo che a lui giova o talenta, io penso che costui 6 un lenone di mestiero o abitusinario quantunque eserciti il turpe abito sopra una sola femmina ; io dico che costui offende la morale pubblica e che il suo fatto ha elementi pii1 che bastevoli per essere proclamato delittuoso. Ecco la soluzione che a me sembra doversi dare a questo arduo problema dell'abitudine, sostituendo un concetto razionale alla gretta foririula degli alti O ilellc ritfi~r?c ha dato occasione a clio tante discor(1ie.

Premessi questi cicccnrii sui criterii essenziali del prcsente titolo di reato, vediamone ora i criterii misuratori per. passare dipoi alla contcmplnzione del

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suo grado specialmente rispetto alla teorica della cvmplicit e del conato. E incominciando dai criterii misuratori desunti ilalla considerazione del danno rnediato ripeter0 che fra i medesimi deve figurare la venalitti. tutte le volte che In legge non ne abbia fatto una condizione essenziale del malcfizio. Consistendo il pi o meno del danno mediato nella sua maggiore o minore diCondibilitA; e questa dipenclonclo ctalla pi o meno probal~ilc ripetizione del fatto, comprende ognuno cluanto sin p i i facilr, n prevedersi 13 ripetizione di un lenocinio comniesso per vexialitii, e cosi assunto a specalnzione, che non lo sia un lenocinio cornnlesso per amicizia o relazioni personali verso dello iridividno al qualo si procacciato 1' oggetto dei suoi dcsiderii.

Serlipre in cjueato priino punto di vista e partendo ilal principio della minorata potenza della difesa privaLa primeggia fra i criterii misuratori del titolo di corruzione di minorenni la qzialz'tu personale, ossia il rapporto intercedente tra corruttore e corrotto. I genituri, il marito, i tutori, gli istitutori che debbono essere i guardiani clella pudicizia dei minori alle cure loro niliilnti, i quali rirnpetlo alla ~nalvagitli dei loro naturaii protettori rimangono sonz:~ difesa, violano in uir znodo cosi nioralrnentc riprovevole (1) c rosi politicamente erico colo so la saatitg dell' ufXicio loro dli. meritare giiistamente la severit ilella legge. Tutti i legislatori sono dunque d' accori10 cori 1 scienza in questa aggravante desunta dal n u~aggiordanno rriedinto, che non rncirita iiiscussionc.

(i) La spwisle odiosil di quesln forma d i proXeneliC0 condusse molli a pensare chc nel caso di I ~ n o c i n i o commesso da genitori, mariti, od istilulori, alla sua politica imputabilith non fosse necessario estremo 1'abirudine. I n faccia al dirilto cosiituito di Francia si pronunzi6 in tal senso la Corte d i Parigi il 7 agosto 18%7;ma la (:assazione col decreto del 10 marzo 1848 slabili che anclic al lenocinio dei genilori occorresse lo estremo ilella ahilualilh, come giS aveva la stessa Corle deciso 1'11 seltembrc 1820 aRre Hugeltl. Scmbra perb che ln stesso Corte d i Crtssazione diversamente opinasse nel decreto 21 febhraio .i840 affare Hiely. La opinione che I'abitualith non fosse elemento necessario nel proxenelico dei genilori (clio &l e i g n a t aveva elegantemente chiaons malo infanticidio naorale) si sostenne da C a r n o l comrnentaire sur l'article 334,11.4: la opinione che anche per costoro la punibiliti dipendesse dall'abitudinc si propugn invece virilmenle da C h a u v e a u thi.?orie du code p d ~ l a l n.2791.Qnesta aggravante 6 giustamcntri riconosciuia do tutte le leggi aotichc e moderne e dalla pratica di tutti i paesi. ( l . 6, C. de speclaculis, novella 14: - L e y s e r meditatioaes speciinen. 588, medit. 44) e si costituisce dalla autoriih di fallo senza disculere I' autori\&di dirilto : M o r i n ar'licolo 9038. Si dispuld s c lale qualifica dovesse estendersi a i genitori connivcnli alle forniraiioni dei figli maschi, affermandolo i11 e i s t e r principia juris crim. tit. de ienoc. 8.2, li!. e negandolo C a r p z o v i o praclica quaest. 71, st. 40; a, el jurisprud. pars h., conalit. 20, def. 4. Si ammise anche nella moglie a riguardo del mari Lo: M e n a g i u s amoenitafes jur. cio. ctip. 40. Nori si dialinse ( e r~ucstoa noi senibra ragionevolissima ) Ira figlia nubile o vedova od anche marilala; e neppure si distinse fra madre legittima e madre naturale: Me n o c h i o de arBi6rariis CUS. 534, 12. g. Nella. pratica peraltro inronlrC tlissenso la prtriricdzionc degli istitutori e precettori ai 6enitori, e quaniiinque si ritenesse che ~ n c h e (lup\li il lenocinio fosse aggravalo si ravvisb in Per loro una qualifica rnmo oiliosti (li quella (lei genitori e dei

?L. i 3

marili : B C r l i C h i o praclicartrm conctusio~tumconclus. 40, - K o C li i~zslilzttiot~es 355. Ci dipcndc dal modo g. di guardare la qucslionc: sollo il punto di vista s o g g ~ l t i v o certamente pi odioso il lenocinio dei genitori e marili perchi? violsiio un piii sacro dovere; ma solio un punto di visia oggeliivo pub dirsi pi odioso il leriocinio (lei precettori, pereli& ollrc i diritli della donna viola anche i dirilli dei genitori o marili. Si falta queslione se dovesse guardarsi come lenone il marilo che ricrve prrzzo per dare quietanza dell'adulterio commesso a suo danno. Ncssun dubbio clie la opinione volgare propenda a considerarlo come tale; ma giuridicaui~nlenon piib dirsi altrelianto. C a r p z o v i o (qunesl, 71, 11. 31 et 36) e S l r yir i o (usus nzodernus lib. 4, lit. 8, 11 ) dislinsero Ira prezzo ricevuto avanli, ci prezzo ricevuto dopo I' adullcrio, ravvisando (come B nalnrale) leriocinio nel primo caso e non nel secondo; e ne adducscro a ragione clie se il marito pu uccidere I' adultero molto piii deve potere estorcere denaro da lui. Questa argomentazione fu nornbrillula rlsl K r e s s contmentariunz trd Constit. Carol. nrt, ,129, a. 5, Vedasi anche D a m h o u d e r praxis rsr. critn. cap. 92, e P o g g i elernettia jurisprudentiue criminali~lib. 5, cnp, 6, g. 4L. Ci che I3 notabile si I3 che i n signi dottori ( P u t t m a n n elemenla $. 675, not. e ) negano potersi eslendere la pena del marilo lenone della propria moglie alla moglie lenona del proprio marito quantunque anclie quesla vogliano responsabile. Dci prslici per0 la qualirica del lenocinio non si estendeva ai fratelli ed ai tulori: Pii tt m ; n n elemenln $. 675, nota f. i

a.

di agg r a v i ~desunti dal danno immediato, e consistenti negli speciali effetti clannosi recati al minore corrot.to, sin nella salute, sia nella conseguitane de-

& facile poi riiitrncciare gli altri criterii

rnoralizzazione ; e sarebbe opera vaila il f;it-ne una enutnerazione.

La teorica della complicit presenta in questa materia una questione assai spinosa e combattuta. Stando alle regole generali non saprebbe come eliminarsi la partecipazione addebitabile agli istigatori di colui che fu autore principale del delitto. Qui l'autore principale sarebbe il lenone, e del delitto di questo autore sarehl~epartecipe la persona che tendendo allo sfogo della propria lil~idine lo guadagn con denaro o coli Atri mezzi, e lo indusse all' opera malvagia. Tale sarebbe la conseguenza dei principii fondamentali clella complicitk che designano la prima causa morde del delitto in colui che per proprio vantaggio eccit I' autore a commetterlo, e presentano i termini netti del mandato a delinquere. Questi principii non offrono difficolt finchb si prende a guardare la ipotesi di un istigatore del lenone a1 lenocinio, che sia persona diversa (1) dall' uomo ai sensuali appetiti del quale serve il lenone : non evvi ragione di dubitare in simile fattispecie.
(1) In lormirii N ir lLa consil. 151 per tot. - G o m e z i n E . 80 Thauri, 91. 74, vers. Itein ad& qtlod elinnz Ills.

Ma il dubbio si eleva, (ed e gravissimo dubbio) quando colui che vorrebl~esiporre in acciisa come

coinplice od istigtctore del lenone quello stes~o individuo la cui seasiinlili~si volle 8oillZisBre. Per costui si sostierie la tesi che dcbl~tltioZacere lc regole geil3r;ili deHn corill~licith die salva la ipotesi e di un srxo fktto personale dic di jicr se stesso configuri altro titolo criminoso, iloli possa a lui ohiettarsi alcr~n reato sotto la for:uuln (li partecipazione nel lenocinio: f: ~uolli aiitorevoli criulinalisti, fra i qiisli noiniiier E e Y t a. u l d , pioprignoiio questa

dottrina.

g.

230-1.

Intorrio a ta!e ~ i r ( > l h deljtir inntcnzi tutto av~3 vertire che il ~ieciesima non E U essere da noi stii~ diatu in quei giuristi od jn cluei giudicati che esaminano la ciilestione. pratica riiupctto ad uiio od altro articolo del codice che li governa. Ripeto anche una vcjhti che noi coi~templinmo giure penale il nei prix~itisisifati che la scjcnza pronunzici per- 0sseclusnzn :ti supreriii prccctti della ragione, senza xiimte deferire cla ci6 ciic sin piaciuto :ld uno od altra legislatore. Le leggi penali positivo noi le studia1110 coine termini di analogia ; noi vi ccrcliia.rizo le coi'rispondenzc.! pratiche dei principii razionali j tioi le risliettianio quanclo ci persuadono coine autoritzt B un clottort\, n12 non ctobtiiamo npprcilclere i da+llemedosiuc li: rnnssiule da prou~ulglz~si eoine sciailtific:t verila. OiO portsrebbc necessariilrnentis n1l:t comliletu iieglzziono di una scieizza di giure pcm3e j irnpcrocc.lril ttcl ogni pie sospinto iiicuiltrandosi codici d ~ e ctalzno sanzione a11 uim opinione e codici che daixno sanzioiio alla opinione coiltraria non ~ * i sarebt~e ~ c r i t k pii1 asmlul,a, Ilori vi sarchho pii srien-

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za penale. 11 problema pertanto della corupliclt8 del

fornicatore col lenone no11 pu subire lo influsso di ci6 che in una od altra giurisprudenza (1) siasi detto per interpstrazione di una od altro modo di parlare preferito dai respettivi legislatori. Noi dobl~iam0esaminare in punto nst~~atto vi siano ragioni giurise diche o politiche le quali impongano a1 criiziinalisla di negare potersi faro oggetto di punitiva scinzione h complicit del fornicalore.
(1) Il Rcgio Procurotorr Di1 p i n t ~ n i soslcnrre. avanli la Cawazione la non puniliilili del fornicatoi'o neppure sotto il titolo di coinplicits i n Icnacinio, fondandosi ancora sull'autori!h di l f u y n r t d C Y o i l g l a n s . La contraria opinione s'insegnb da R ti ii t e r (1l3niGd de droit critniite2, voi. 9, pag. 67) e In Lcsi di D u p i ti, che fu rciatia dalla Cassazione a sezioni riuriitc alla qiialc egli calorosamcntc la proponeva, si prese a cornhallcre da G a s l a m b i d e con apposita disserL3zione inscrita nella Reuue iolowskk loln. 9, pag. 70. Ma Lutla I'argomcotaziorie di Gas t arn b i d e parlo dal principio che ilovondo punirci la corruzion~ diretllr, quella ciob commessa clall' uoma lubrico con le sue proprie arti per lo sfogo dei propri appetili, sarcbl~e assurdo lasciare impunita la corruzione kdireltrr, quella ci00 commessa per sfogo dei propri appetiii con la opera (li u n infame mcdiiilore. Ora come egoun vrtle tali? argomento si riducc ad una mers petizione (li principio losiachb aacilli la prima proposizione.Ladottrina tlrgli antichi crirninalicii ctie proc.c{.l~:vnno sul prcconcctto della put~ilii\i\$ assolntn (li cliialuirq~iefornicazione non ha pi vulorc qiiaritlo (come rncisirai ;it $. 148G ) la fornicazione non pih si novcra ira i reati. Qui d ~ i n q u e i: 13 qucslione, e per tal guisa I' argomenlo di Gin s 13.m I) i d 1' si rilorce conlro di Iiii, tlivt~nrriduassurdo chc un f ~ t l o ilor? punibile per sb slcsso ncll'aulor suo ci rerida liunibilti gc!r lo intervcnlo d i iin mriliaiorr. G a s l a m bi d r fii Jclla rcl.

torica designando come riprovevole la impunilh accordata ad uomini luscririosi che fanno mestiere per un raninainento di volutlh di sedurre le giovinelte; e per tal v i s a i n d i r ~ l t n menle lende ariprodurre la punizione della fornicazionesotlo la nuova formula di fornicerione abiludinurin. Ma i principii prcvalsi nella scicnza e nella rnaggiar parte delle odierne legislazioni non ammellono b n l a larglirzza di rigore. Lo stupro non violcnlo non si vuole pi punire tranne quando cada sopra giovinelte al disotto rli seilici anni o presso a poco. Lo slupro della ragazza che versa Ira gli anni scdici ecl i ventnno scompagnato da seduzione slraordinoria, da riilto, o da alfri modi in si: mcdccimi odiosi, piir non si vuole punito. N& a questa impunilh pub portare una cieroga lo accidente che lo stcsso individuo dopo avere stupralo una fanciulla di venti anni a Ini consenziente ne slupri poscia una (;ecorida od una terza di similo eth, sarnprc senza modi criminosi. Lo stupro qualificato dalla abitualiiti u n conccllo nuovo ed inacceitslile. vcro che la Corlc (li Parigi 94 aprilc 1841, 19 giucno i850 e Lione 31 maggio 1869 dissero cbc, l'art. 334 noi, era allririleiili proprio dei lenoni, tua comune a tulli coloro die eccitano aricho, direftarnuals J sfogo delle proprir3 libidini la corruzione ilci miaori. N 3 sei giudicali concordi della Corte di Casstizlonr. fra j queli quelli tic1 87 aprilc, e quello del 1.O maggio l F 5 k pronunziati a camere riuilitc, fissarono la giurisl)rurienzo nel pii1 vPro senso cbe l'art. 33% iion fosso rippliealiilc dove pon rra 1' intcrvenlo al uri tcreo niediatoreilcllacorruzione; con la dicbiaraeioncp~rd stabilita dalla stpssa Corte Siiprcma il fti aprile e il 23 agosto 185% e 10 gerinaio 1856 clie la colpa\iilith (li meiliatori: non venicsr! meno perch: egli avesse avuto lo scopo del aoddisfacimento dei propri sensi senza nessuna veduta veriale.

Questa negativa si volle (la taluno adagiaro sopra una considerazione cmpirica guardando piil paiL Yiir,. Vi. X

- 114 iicoIarxneiite il problema nel. punto di vista de1In prostituzione. Si disse che quatldo ormai una giovinetta era in una casa di tolleranza, i cittadini che ui accedevano non dovevano correr risciiiu di trovarsi irivoluti in uri processo criminale se per itvventura la fernmiiia scelta da loro per i proprii piaceri era stata indotta a prostituirsi per ' opera coll pevolc cli m lenone. La risultante di cjuesta argo~nentazioslee vera; ma l'argomento pecca ilel soAsma di fialsa posiziorie. Ron i: s temersi che l' urlmo lubrico accedundo allo case (li tollerat~zaposstt Irovtirsi esposto nrl una nccusn di cornplicitk in le~iocinio.GtC1 1 opera sua sopraggiunge a delitto or' mai consumato. E poi bnstanu n ~n.lvarlo regole le geiierali della coml~licitb,non essendo egli sciente, n&essendo cnzw dalosa del reato del quale si teme renderlo partecipe. Non sono tali i terrnini nei quali si pone il problcmti. Questo suppone la ipotesi di un uomo lubrico il quale delihcrataincntc alibia (con o senza promossa di premio) indotto alcuno a farsi Icnone, ed a trascinare una minorenne a prestarsi dle iml~urcsric voglie. In faccia a tali ipotesi le cui condizioili si s't~ppongono provate in pro-. cesso (l)cornprencle ognuno clic non si scioglie m a si elude il problerna vencnrlo in campa con la ignoranza o con la buona fcjcle.
(j) Fu in questo senso rtic i sosleiiitori della complicili tlel farnicalora col Ienonc feccro fondarne1110alla loro lesi la 1. 38, S. 4,f l de poenis 1. I , 8. 2, fi de exlt.aor. crlm. - I. unien C. da muliere qrri se proprii.~sereis - l . unica ri q t r i s eam cujus lulela - l. (i, C, :.d judrrris. I n lalc modo di argomeniaziorie si procedo srmprc nri preconcetto che il

fornicalore sia slslo egli la prima causa, il primo motore di tullo il male; che egli abbia per il primo sedotlo il lenone ; far dii le non^, e indotlo cosliii a sellurre alla sua vo11a la i fcrumina, Postisi su tale Lcrreno i soslcnitori della teci clella complicith hanno polulo mortilizzare a t ~ I + i ~loro, e segnalo lare come abuso intollerabile la iinpuniii rtccorrlala a colui tlle fuls prima causa del rnalcfizio rinfaccialo al lenone, Ora quando da simile conrigurazione si vuol Iianrrcl una regola generale che involva nella pciia del lenone talti coloro ckrr kanuo profillalo dell' opera saa, vi B pa tenie equivoco, perch si converle io r ~ g o l ala eccezione, e la rcgola conquistata merck tali argou~cntisi viene poi a spendere anche iii quei caci pi frequenti dovc gli argomenti non corroiio; e cil3 (t sofi~tico, richiedendosi a11onore del vero per lo meno una disiinzionr. Ln ipotesi del ricco clie al~usrindodel suo denaro,posli gli occhi adtlosso ad una giovinclta, li? Isncidictro un lenone da lui prczzo!alo nmneh8 la sarlilcti alle voglie sue, il caw pii1 raro ed eccezionale. Il caso pi frer~uenle e quasi giornaliero 6 quella dcl lenone ciie ha so(lo In inano sua femmine giA perdule lc cluali prwla ni ricliiedenti e piB spesso le va offrcnilo a i giovani vivaci, ai vecclii ccliliatarii, ai viaggiatori siiloli di fresco nella citth, in tal guisa eccitando nei rnetlesinii dcsidrrii (li cose non orileriormenle escogitate da loro, e vendcndo ai medasimi come rara mercequrlle femmine clic sebbene non ancora ventenni sono $ 5 pervenute all'ullima matricola dalla dissolutezza. Sul postulato che il fornicaiorc dehba essere la prima cnuscc del Icriocinio (po. slulato che C vero in un caso su cenlo) si erige lo cdifizio della sua complicit2; e poscia oliennls sanzionc alla massima che i\ fornicator~ insieriie col lenorio corresponsabile del sia lenocinio si applica questa sanziono o ~ l allri novanlrinov(? i casi nei quali il poslulalo una cliirnerti. Cosi con artificiose argomcn taziuiii si nascondc il segreio perisiero, esi ricoriducc la giustizia pcnalc a per~rguitareil peccato.

Si guardr; In cluestione sotto l'aspetto della rnoralitii soggettiva. Sotto il punto di vista morale H e ll o parifica il seduttore al lenone, e C h a u r e a u sotto 1' istesso punto d vista vi trova una irririiena8 diversiti, Euvellrz prova della oscillnzione del senso morale nei giudizi com~arativie del vizio dello indefinito cho noi riniplloveriarno n1 sisternn di R o s s i ! A dimostrare 1:i uguaglianza CIe23 briitturn morale si ij inaneggiatn I' nrgornr\ntu che il danno della corruzione B lo stesso nei dile C : L S ~ .Mtt C ~ U C S ~ O5121 falso modo di argomcntn~~e, yer'cliC il giudizio della conipnrnziono rwiurnlc noil iipentle dal criterio aliiettivo, ma GIRI criterio subiettivu. L' omicidio improyviso ed i1 prcxrleditato recano l' stesso claiiilo, eppure nessuno giudiclisri ugualiiiaritc depravati anlbedar, i micidiali. T1 grado ttisggiors o minore d im' nioralitl nello agente hisagna giudicarlo subiettivamente, o ciok calcolati i diversi moventi e Ic diverse condizioni dcll' aniino dello agente stesso. Ora in questa materia vi P. un pronunciato sul yualo s i puh dire concorde la coscitiiiza uziiversale dei popoli culti, voglio dire il prouunc~i~to relativo alla donna che cado. Il iaondo distingue fra 13 donna che sacrifica la su& pudicizia sull' altare dell' ainore, e la donna clie la sacrifica su.li' altare dell' avarizia ; o mentre guarda la prima con occhio di piett2 nou ha che prezzo per la seconda. ECCO il giudizio morale rngion-~io eticamente su~,zi~le~ct considcrazicjne subiettiva. Questo pruliixnciiaio irrecusabile h fluello che contl:lce per una strcl.ltissirna alialogia ad

uguale giudizio rapporto al corrutlore. Chi corrompe perchk i suoi apuna fanciulla per conto ~~roprio petiti Io spingono a ciO, e sicuramente immorale ; pih imiilorale della donna da lui sedotta : ma la societ non lo parifica a quello essere vile clie corrompe una fanciulla per conto di altri, mosso dalla vile veduta di guadagnare denaro dalla lussuria di un ricco. Non discuter0 sulle ragioni di questo cri12 terio : ma t? 11 fatto positivo che in tutti i delitti, anzi in tutte le azioni turpi, la coscienza popolare getta maggiore riprovazione su chi vi trascende per interesse pecuniario. Il mandante e il mandatario potranno essere giuridicamente posti alla pari nella responsabilit ; ma tutti danno il nome di scellesatcr al nemico che ottenne col braccio altrui lo sfogo di una feroce vendetta ; e danno il nome di scellerato e per soprappi d' infame al prezzolato sicario. La differenza che la opiizioile pubblica fa tra il seduttore ed il lenone, non Q c,lw uno svolgimento di questo universale concetto, che fra tutte le umane passioni tiene sovranamente a vile i' aviditB di denaro. Si potr clire ingiusto questo criterio, ma noli potr negarsi clie sia incarnato in tutte le coscienze. Io credo pertanto che coloro i quali per sostenere la parificazione del seduttore col lenone nella penalita aggrediscono il problema sotto il punto di vista morale, scelgano una strada contraria all'assunto loro. $, 2997. Mi poi sembrato del tutto falso l'argomento che sotto altro aspetto si A voluto dcsunicre dalla considerazione dcl rlanno. Si B detto che la parola np-

- 118 yassionntn eccitata dal desiderio del seduttore esercita sull' aniino della ragazza un fascino maggiore che non In fredda parola del lenone ; e cosi si voluto trovare un danno e pericolo mapgiorz nel fatto di qriello che nel fhtto di questo. Tale asserzione io (;redo assolutan~ente falsa. L' uomo sta sempre in sospetto di chi pnrln per proprio interesse ; e pi faciln~entesi persuade ai ragioilari di persona che crede imparziale e sincera. Ci B nella natura umarin: ed questa la ragione per cui ogni giorno sui rriercati si ve~loi~o concludere dai sensali degli aff k i che le parti avevano tra di loro a lungo trattato direttamente senza mai potersi accordare. La ragazza diffida naturalmente dalle parole di chi essa scorge interessato a trarla ai suoi fini ; ma una falsa amica che la istighi al m:lle non le d soA spetto d'interesse, e riesce pi facilmente allo intento. Anche per questo lato vi P dunque differenza fra i duo casi : anzi B questa la differenza che somrilinistrn una fortr: ragione politica per distinguere. Nclln frorlc In giurisprudenza francese hct con molto 1)uan senso tenuto conto di ciO. Finch taluno si lasci ingaiinnre (lalle parole di chi lo circuiva per intraresse proprio iiuputi a s stesso se vi credette : ma quando intervicnt? un terzo in appareiiza imparzinlc sorgt? la frode criininosa, perch lo ingannato non aveva in faccia a quel terzo apparcnteInente disintcrcssrit,~nessuna ragione cii sospettare. Se 1 storia dt:lle seduzioni si potesse ritrarre nei : t suoi genuini colori io credo che darebbe questo risilltat0 statistico : riuscita rarissima quando il seduttore opero a solo ; riuscita frequentissima quando il fu aiutato da un ai.ti!iciom nusilhrio. Vi

I.

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duiiquc i.un;,gic.fir.i. pericolo alla ~.~!llici~i:t ~ 1Ii.eil1i 11 ed astriti rnncli (le1 leiiorie C I I ~ i:on nei rosi d~etti slanr~i(7+1!0 ri~ii.-r tore.

L' aryomelitu pii1 sottile rna strethrnexite giuridico per cui si avvalora la tesi clellu non complicitH dei forilicatore, emnaa dal confronto delle clnc Icggi e dalla necessita di nrJn yurro i due ordini legislativi in conlradizio~irjfra loro. Una B la legge ctia regola ILS punibililit degli atti commessi per impulso (li ~ J I + O ~ Y ~ C G liljidilze, e questa legge completa rielle s1.10 previ8ioni. UII' altr~ la logge che regola la pue ail~ilitidrgli atti coniiaessi p.ur servire alle libw d.i,ti n l t r ~ t i .La legge clie contempla gli atti commossi per servigio delle libirliiai rcltt9ui pu oslennon dersi agli alti corninessi per libidine ~ ~ ~ o p r i a , corno la legge che ci~ntemplrtqrxcrsti ti.lti izon pu esten(lerci agli altri. L' ultimo fine delle due leggi potrA essere iclenl,ico, ma i priiicipii motori (lei respettivi divieti si,nr, sos!;aiizifilrneilte di8orrni. La legge che contempla e iluterniina gli atti di libidine propria che vogliono dirsi rlelitticjsi cornpleta nella enu! mernziune dnlle sue specie. Se il fatto obiettato alI' uomo impuro cade in una di queste q~ecie(per csernpio violenza carnale o stupro C'' ir1lpubei.e) l' uomo lubriro ., autore p~incipale rel-it' V O del ~ reato ; e, rovesciata la posizione, i1 lenone si rende suo complice. Mn quando il Jlttto 11011 cad0 sotto nessuna (li qii.elle spcr*ir?,la lo,q$o elio regola gli atti c:ornmessi per propria libidine 1 a gii riconosciuto o p o 1 clarnato la irnp~mil~ilitit quel fatto. Col punire tasdi

sativamente lo stupro caduto sull'impubere o accompagnato da violenza e da certi modi di seduzione, essa legge ha gi detto per implicita necessit clie dove mancano quella violenza, o quei modi, o quella et, essa non vuole che sia punito l' autore del fatto. Lo stupro della giovine di diciotto anni non qualificato da violenza o da grave seduzione questa legge lo vuole impunito, e ne proibisce le investigazioni. A quel fatto riconosciuto inlpunibile clalla legge non pu sopraggiungere la punibilitA per l'accidente di un terzo clie vi si sia intromesso, senza portare la seconcla legge a contradire la prima.

I,a seconda legge ha alla sua volta regolato un ordine diverso di fatti procedendo dall' odio contro utin nializin diversa, ed e alla sua volta legge completa 11~11'ordine suo. Essa non ha procecluto per l'aliorrirnento dei nioti libiciinosi, come aveva fatto la prima: essa ha proceduto per aborrime~itoilella iiequizia (lei lenoni i quali tanto pi sono abominevoli in quanto non ngiscoi~oper un moto prepotente di sensi rna per ffeddo calcolo; e tanto pi pericolosi in qunntocli&se la giovinetta pu tenersi gunrditiga rirnpetto alle secluzioni dello amatore nel quale essa vede un interesse a sedurla, non si terrh ugualmente guardinga rimpetto ai perfidi consigli di un terzo che apparentemente imparziale ( quando piii specialmente non sia lenone notorio) le d a credere di consiglicirla ncl solo interesse eli lei. Questa leggo non guarda chi corrompe un minorenne Per conto proprio ; non guarda i corruttori, ma gli

ercitatori, i facililatori, i favoreggiatori della corruzione che altri voglia consumare. V i B duncli~e diversitl't di obietto fra le due leggi, vi distinta enumerazione di specie; e non puo farsene un insieme, trasportando la specie dell' una nell' altra riove non sono, sotto il pretesto della partecipazione. Ecco quella che a me pare la pii1 solida fra le argo~nentazionicon le quali si sostiene la tesi della impunita del fornicatore, quantunque al fornicare siagli stato mezzo Ia opera conosciuta di un lenone.

A questi pensieri parve uriifurmarsi la Cassaziono di Francia nel giurlicato cleI 28 aprile 1842, e no preseru incoraggiamciito i sostenitori della tesi favorevole al fornicatore. Ma gli op~ositoritrovarono alla loro voita appoggio in altro giudicato della Cassazione cli Francia. clel 5 agosto 15.11, e pi special-

mente sii1 giudicato enicsso a camere riunite i1 26 giugno 1838 sostennero che la giurispruilenza si era flssah in cliiesto senso piU severo. In teoria non saprei convinccrmi di tale sistema: la faciliti con la quale iri ogni fornicazione pu intervenire qualche intermediario, aprit~ebbe i'adito ad una Lfinit8 di processi contro i fornicatori, che la legge ha per rrinssima gencrnlc voluto cuoprire di un velo.

Bene vt:ro pero che in Francia In regola della partecipazione si modifica ilella applicazione pratica pcr~hkquella Icgislnzionc richiedendo a punire il

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pmxeneta 1' abitudine, si b detto che I'obitualiti hveya concorrere anche nel complice. Con ci si sono hoderate le conseguenze di un sistema pericoloso (1) ed a mio parere antigiuridico: ma al tempo stesso si B gettata la teorica in un campo dove apparisce (2) sotto un certo aspetto ridicola. L' uomo itilpuro non avrebbe altro da fare se non che niutar lenone ad ogni sua intrapresa venerea, e sarebbe al coperto da ogni accusa di coniplicit& in lenocinio, perchb lo difenderebbe la. mancanza di alli4 tualit. Io so comprendere l'abitualit come estremo del delitto in un autore principale ;ma non so farmi una idea. netta di una complicit abituale.
( I ) vano lusingarsi di trovare uniformith coslante nc118 giiirisprudenze penali, pcr lo influsso in~soriibile f ~ l tspedei i ciali che signoreggiano il srnso rnorale fanno apparire O troppo mili o troppo dure q u ~ l l emassime generali che si vorrchbcro inflessibili. hla il fenomeno di questa flutluanza B pi s ~ n s i b i l e dove il codice clie si dcve inlerpetrare lia predilclto il sislerna di definire i reali con lo materialili anzichb con i c o n c ~ l tideologici, dimrnticando che il delitto nonsi coi stituisce dal puro I ~ t t a principalm~ntcclalle condizioni ma del\' animo rlel giudicahilevenulo in urlo con la volanti del Icgislalore. Quanto pi un codice si i, valuto rendere tassativo, credendo con cid r a g g i u n g ~ r ril bene d'impedire I'arbilrio, tanto pi B dirricile clic uiia massima sarizionata in un caso si riproduca in un caso diverso dove il f;ilto materiale apparisce idcnlico mentre vi smisurata difformith nelle condizioni morali. Si prenda un rsr~mpionelle questioni che sorgono nella presente materia. Una giovinelta di venti anni che languisce nella miseria b corteggiata da un ricco giovane che promelte farla sua sposa quando sia diveriuto libero dispositore di st. La madre d ~ l l aragazza annuisce: e come

respingere la fortuna ehc Ilalte ;il\' nscio 1 Mn 1' annuenzu)fu spinta oltre i limiti dell' oneslo. Ecro la corruzion~ una di giovine: la giovine al di sollo di anni tqenlilno: la cor: ruzione stala futorita: chi la favori eraila madre della fanciulla, e potrh dirsi ancora clie inlervenne in lei la veduta di Ettcro. Gli c l ~ m e n i it~ztilerinlidel maleficio tutti ricorrono a capello. Dovri dunque quella donna pi debole ciie malvagia ~ondarinarsialla reclusione. E poichi: csislt! una Icgge che pari fica i1 complice all' autore principale dovrh solloporei puri! alla reclusione il giovine amalore, clie forse procedevacori lini leali.La rovina ela infamia colpiranno due fariiiglic l dove poieva nascerne una nuova onorala e felicr. i Il srnso morale si ribella: ed ~ c c o per torsi da qursta clie spina bisogna dire che 1' ahiludine csige plurali18 di v i l l i m ~ ; bisogria dire chc rlsn si ammelte complicith ncll'amatore: bi. sogna dir qualclie cosa r:lic salvi la rrpugnanza della Irggt? col seriso morale. Bla 311' indomane in faccla agli slcssi giudici compariscono un vrcchio dissoliilo i:d una madre mcrcanlrss~,ed ecco clie qucllc massimo non sono pih buonc. Questa la storia della giuris~iruilenzapenale come la dimos t r a r ~ ~raccoltc dri giudicali, e come a me l' hanno mole slrala quararil' anni ili pa!ron:ito criminale. I lrgislalori nel deltare lo formule ~ l loroi clivicli nc! cavino opporluno co~ siruiro. Si ilira clie tulto rjparano le atteananli; rispoiido che Ic allrriuanli ricin riparano nulla sc non per caso fortuilo, finchS sorio indefinite, finclii: sono subordinale allr sorti del1' iirnti chc drstina i giurali, e finclii: sona gli efletli loro riilolti s q:lcl!c proporzioni miscrc clic iit alcune leggi nostre si vrggono. Vi era piu lilosolia nell'art. 210 della Carolina, e ni~llbnrl. 116 ilella lvsge toscana del 1786, clic non se ne trovi in t ~ i t ii cottici mocicrni falli e da fare. (2) La regola che a punire il sedu1,tore come complice drl lenane sia n~cessariorrrluisilo l'aI1ilualil9 anclic nel cediiltoro 113. un fnnd,~meriloirrrciisal~iled i ragione, ma urta nello scog'iio che qui rilevo, qucllo ci08 di porgere allo immrzzo d' impunita col mutdre ad ogni volta puro un F~cilc

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lenone. Sempronio procurb la corruzione di Ire giovinelLedi7rCrsP; a servizio di Cajo, I' ullra (li Mevi0, 1' altra di Sejo, ciascuno dei quali avevalo a ci6 Provocaio con doni e promesse, Secondo \a predella regola noli PUb punirsi come complice di Sempronio n6 Cajo, ne hlcvio, il& Srljo. In r~ucsto senso si pronunzid anche pi recenlemcnb la Goi'Le di (:a%sazione di Francia nel giudicalo del 10 iiov~mbre1860, e nello stesso senso decise la Corte di Melz il 29 aprile i8G8. La ragione irrecusabile di lale dollrina sta in questo che se si giudicasse allrimenli, la condizione del complice sarebbe deleriore a quella dell' autore principale. Sembra pcrb che allra volta siasi deciso il contrario per I'argomenlo che l'art. 60 del codice Francese non richiede I' abitudine I? cnstiluire la complicith. Ma tale argornenlo B fallace. L' art. GO e qualunque altro che colpisca la complicit8 non si occupa di abitudine o non abiludine, pcrchi: generale ed applicabie anche ai delilli clie non richiedono per estremo I'abiludine. Ma la complicilti esige sempre che il fallo principrile a cui si accede sia in s6 un realo. Ora non essendo tale un alto di Ienocinio unico, che trae la colpevolczza polilica non da s medesimo ma da altri falli distinti ai quali i1 complice d i quello noil prese parle, e rcpignanle che chi plirtccipb ad u n fallo in se non piinibile incorra una prna per cagione di altri fatti ai qnali non partecipd, e clie non avevano con quello ne connessione oniologica, n&connes;ioiie idcologica, masol. tanto un legame giuridico esteriore e puramenle personale all'aulora come lo ha la recidiva e la continuazione, indifferenti al partecipe clie non sia ne recidivo, n6 continualore. Vcilasi M o r i n a t l . 7568,7668, c t 8711. Quando I' abitudine i: estremo della punihilitii. (e-cosi anche nella usura) bisogna che 1' abitudirie slia ne1 rnpporlo inlercedente fra I' autore principale ed il Comp\ick?. A questo sistema di ragionamento che dilegua aff3lt0 1' apparente assurdo di una complicilh abituale non vi i! modo di rispondere, c sarebbe a mio credere ingiusto passarvi sopra. Ma rimane pcrd scmprc \a singolarif pratica che col miitare lenone si guarenlisec la impunilh.

Se Cajo venne s ripetuli congressi con la giovinclla da lui corrolla, e incautamcnte la menb sempre nella casa di Scmproriia, egli per la dollrins franccsc B perduto. Semproni:~ cbo a sipriuli alli impreslb la casa, (i lenona ahiliiale. Cajo 6 s u o complice pcrchk partocirib iii quella ahilualiia. Cajo dunque gliilli la ragazza una volta i n casa (li Scmpronis, una volla i n casa di 'i'rorlora, un' altra in caqa d i Seja, cd 6 sal\lo, Non pub punirsi come autore dirsllo di corruziorie, perchb non vi cono lermini di punibililh sollo questa forina. Non come cuniplicc (li Senipronia, (li 'reodora, o cli Seja, perclib i f ~ i i i dello impreslar la casa esscndo unici in ciasciina cli qiiclle donne non sono i n st3 stessi guardati come lenocinii punibili. , me pare che sia cosi. f3 perO da oss~:rvarr;i come prova 9 ulteriore dclla incostanza dclls giuricprudenzu che, malgrado le tlt>cisioni riferiic sopra a 5. 299h nota, u n giutlicato delli] (:ostr+ di Cassiizione del l 2 gennaio 1567 (11o r i n art. 8370) lrovblti punibililhnell'abitudinndi corronlpercgiovinette per proprio sfogo ancorchh non vi fosse intcrvenio di mediatore. A1 conlrario V o is i n ( d ~a cornplicild pog. jb4 el 455) l sostiene clic 1' 41-1. 335 non I? fatlo per c h i corrompe diretlanic?lte Ic minori u sfogo proprio, e chc questo non p u b ctsser colpilo da pena lranne come complice 11~1 Irnone. DPI reslo a siffatta compliciti non I? nccrssario che il fornicnlore abbia individualmente dfisignato al lenone le ragazze da sodurre : h1 o r i n art. 5750.

lk vero altres clic poco sentiti i~t:Ilit 1)r;~tic;~ sc)no gli eirtstti di una ocl altra ~ticissiiilarigurosa yrevalerite in questa materia, perclik io posso ripetere i11 proposito del leilociiiio ci6 ci13 gik dissi sul coiiio
del duello griardato nello stato di futro (S. 2918) clel rchtivu giure l ~ c n ~ lSi. pub scuzn esagerazione e affermare chc giornaliuenle si cotnilir~ttoiln niiylinict

di atti di lenocinio nel regno, e che non Se ne porta ;kd accusa forse neppure uno su diecimila. I1 mal costume B sempre pi potente della legge, ed prudente consiglio dei pubblici accusatori di lasciar dormire una legge la quale se fosse applicata con la debita vigilanza e rigore empirebbe la curia di processi senza numero e le famiglie cli disturbi fatali. Come agire ( a modo di esempio ) quando il preteso complice del lenone fosse un coniugato? Si porterebbe ad udienza uii processo di adulterio senza la querela del coniuge? Qui di nuovo si urterebbe in un principio carditiale in materia di reati di carne che preferisce la impunita ai disturbi delle famiglie. E se si volesse rispettare questo riguardo quando il complice del Icnone B conii~gato,si verrebbe all'assurdo di punire i meno colpevo~ie cuoprire di un velo i piil colpevoli. Vi sono clclle sanzioni le quali se si meditano da chi ha capericilza pratica della vita sociale e della vita forcnse, appariscono vergate per siriimet~ia(li un codice ina cori lo intendimento che non si applichino traiine in casi estremi di tanto in tanto come promemoria :ti cittadini, e su gente uol3zre; e dcstinatc a stst~trc nei codici come i fantocci nei cuinpi sementati. Certo e che mai non si vide n niai si vedr un conte ed utia contessa processati per coi~iplicitAin lenocinio. E dico che se un giorno tutti i pubWici Ministeri e tutti gli agenti di polizia del Regrio il' Italia si accordassero nei disegno di perseguitare n tutta oltranza i lenoni ed i loro pretesi coinplici, 0 di condurre % Y ~ G O ~ O osservanza la legge contro i] ]eS~ ncciiiio, di questa iegge si vedrebbe presto ~brollorre 1' almlizione.

,l. c0nviiicei.e di questo vero supponiamo cIic Ie cltiestioni agitate nella giurispriide~iz,zfrancese con tanta vicenda si risolvessero in Italia, nel senso pi severo, c dovessero arlattarsi 31 codice Toscano od d Sardo. In primo luogo riinnne sempre la l~crplessitii nella formula del coclice Toscaiio f~lt.ot-i?~efur o cilitare la prostituzione: e rimane la perplessit nella formula del codice Sardo ficz-ovilAeo faciliin?*e la corruzione. PITella lettera di questi arlicoli niente avvi che elimini i dubbi e che cozrti al lenone il caso previsto dai medcsiini. Ognuno crede che la si colpisca soltanto chi coopera allo sfogo degli appetiti altrui; ma ci6 si crede perch e valuta intesa che debba esser cos, non gi8 percli nella l e g o si definisca il fatto in guisa d a noli permettere di estenclerlo anche agli atti coiilmessi per soddisfncinicnto clolln propri:l libidine: e quantunclue io non abbia accettato similc interpretazione, ho ir~ostratoper che anche la meclesima B piaciuta ad altri. L'art. 300 del codice Toscano adopera, e vero, In parola lenocinio, come inciso : ma In parola lenociliio non h col& il definiente; bensi il definito: e la vera formula definiente sta nello parole clzi ngevolct la p ~ o s t i tztzi07~ C O Y ~ * Z L Z ~ O ? ~ ~ il codice Saiodo ail' arO nllqazii. ticolo 421 iInn usa poi ileppure la parola lcilocinio m a con locuzione generale prinisce chizrnqzre incizccc! od c c c i l c ~ZIFECG ~ ? L " ~ ~ Is ~ ~II Z Oc? ~ C ~ 1 , 7 % F ~ ~ ? Z ~ ZO ~ Z O ?o ~ * eli L ?ze agecolch Z C O I * Y ? ! S ~ O ~ C . 6 ii~anifcsto a Ora clie agecola la corriizionc e iachlcc trllu I ~ * o . ~ l i t z / s inon~ on solo chi rirrsiil~tlaiina :niiii~r~.nnr: C ~ i - c ?(ti sP copia ;L

ad un altro quanto chi la eccita o In induce a prestarsi alle voglie proprie. Se si leggono quegli articoli con la idea preconcetta che vi si debba trovare descritto i].lenone, vi si troverh ci6 clie si cerca; percli facile trovare ci che si cerca in una disposizione di legge quando si B prestabilito nell'animo che cid vi sia, ed io pure credo che in realt$ sia stata tal0 la "mente del legislatoro. Dia chi si fdrn-ii alla lettera senza idea preconcetta puO benissimo persuadersi che il legislatore ebbia in quelli voluto punire anche coloro che mediante c1en:iro intlucono la minorenne a prestarsi alle proprie voglie. In faccia alla materialith delle parole non si pu negare che costui non abbia eccitato Z coi.rz~zione a allrzli. Cib non Q e non si voluto dai due legislatori, perchb sarebbe assurdo che dove non si punisce lo stupro ottenuto mediante lusinghe si punisse lo stupro (che sempre una corruzione) ottenuto mediante denaro. Repugnante agli occhi di ognuno che si protegga la giovine che alacremente si arrende alla vista dell'oro, mentre non si protegge la giovine che esitante cede al fascino dell'amore. Ma per sostenere che ci non tiisogna col ragionamento soverchiare la lettera di quelli articoli Ia quale parrebbe dire il contrario; e se questo co11trario fosso accolto in un giudicats (corne sarabbe probabilmente accolto in un verdetto (1) se la questione fosse pl'oposh ai giurati) la Cassazione potrebbe forse annuarlo per aver violato lo spirito dell'art. 4-21, ma non per averne violato la. lettera, Miglior senno nella definizione (quantunque severo lielb pena) mostrd il codice Gregoriano che alI'art* 181 disse, it colpeuole di lenocinio 2 ppolito,

senza studiursi ,z dcfinir.e i~ialr: c.iG che non nvev:i t~isogiiocli esser clcfiiiito.
(i) Io ne vidi lo csrmpio a13 una CorLe di Assise della nostra Maremma. Tradotto un uomo come colpcvnle di violenza carnale esercitain sopra una donna di trentacinquc anni il pubblico dibaltimenlo dilegu0 ogni oml~ritilella violenza, prine rese inevitabile una risposta n~gativasulla ~[ueslione cipale. I1 Presiclenle nella seduta ( a quanto egli mcclcsimo disse a m e ) di salvare Io spese al fisco propose come questione suppl~rilentariase I'accirsato fosse colpcvole di slup ~ per sedi~zione. difesa fo lanto incsperla da tollerare o La quella questione che cra i n conlratlizionc! ti1 trsto dcl codice Toscano. I giurali risposero affermalivamente. E coci ebbe sanzione un mostro giuridico, e s'inllissc una pena dove mancar1ano tulti gli estremi ricliiesti dalla legge punitiva.13isogna dire clie agiscono mollo prudenlcn~cntc cerli pubblici IIinisleri (come clualcuno io rrc viili) i quali lianno per sistema di usarc dclla facolth della libera ricusa per escludere lutti i giurati pi intelligenti e formarsi un collegio (li rape. Rla quesia non i: la prurlenza di rlii vuole la giuslizia: 13 la prudenza di chi tienc per sua divisa Viwcasi per uirletde, o per iagun~zo, vincer sempre fu lodevol cosa, Il

1It~ turninino :~li'argoiiieiito clclh coiill)licilA e proccilianiu oltre. ilccctlata In regola che vuol puriilo c o m e c*oiiq)licc c1i leilociilio anclie colui a pro del quale il S;~voreggic~torc ilcll:~corruzione si n d o l ~ c r b , so qiiesta regola si al~plicxssoalle leggi nost~eliori vi sn~ehbci a g i u i i c per iioir rcnilcrln coiiiuile ezinndio al caso rlclln prostituzione. Quarido iiiic ipotesi si coittcrn;,Inno d t ~ artirulo iinico sar-cbbc ni.bi1111 VOL. VI. 9

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trario pretendere che le regole della complicit& ttlcessero in una ipotesi mentre si vogliono far valere nell'altra. Ed allora quella regola bisognerebbe che IQsse ancora comune ad amhd le parti che profittarono curnalmente della opera del lenone. Questa logica necessit concatena insieme le due proposizioni per modo inseparabile. Laonde le costituzioni elettorali Sassoniclie (constit. 29) sentirono il ltisogno (li letteralmente disporre non potersi 1x1nire coine complice di lencicinio Iri. lirostitutn cluantunque si fosse vnlsx ili lenoni per esercitare la sun , prostituzione. A1 iiloi~~etito il minore in tale che etA da avere piena i~cslionstthilikidegli atti siioi (perdi superiore agli anni dicintto) t! rep~gnante che a lui si dia Ia patente d'inilrunith cluando il suo compagno di piacere si punisce corne complice di lenocinio. Questa palpabile contradizione diviene anche pi sensibile in fitc(:it~al codice Sardo che conienipla cliizcnque faciliti o fauo?*iscct In corruzione di persone dcl'zino o dell'allro sesso nlinovi d i alt)bi wntu~zo. il minore di anni ventuilo Yuomo al Se quale ?l servo a preghiera sila abbia condoi,to 1.1 prostituta, si dovrn egli corno complice rlliel preIcso lenonc puriise costei che non cerc e fn cercata, od anclie il giovinc ventenne ];L coi.ruziollc del clualc fii VOI-ih? Nuove colltr.adizjuiii pcrl)]eshitA in clilcsta dottrina.

l~in:il~iicntc amiiicssn la corrcspoilsn1)ilitii. ilcl libci.tino col Icnoilc si ripi.ociuce il clultbio sullti, cornuiiic.nziotie dcllc aggravani.i l)o*sq)i del le tioilruti

131 Questi era iI padre del gioviiie ventenne, e fu il la padre stesso J i e gli ~mcacci prostituta; oppure era la madre della ragazza ventenne c fu dessa che la indusse a gettarsi in l~raccin dello ainatore. Quel padre o questa inadre sono colpevoli di lenocinio qualificato. Se la prostituta nel primo caso e lo amacorresponsabili cli tore nel secondo caso si ~~ogliono lenociilio dovr o no pesare sopra di loro h qualifica personale del principale autore? In tale cluestione l' analogia col parricticlio e perfettissima, e se in tema di parricidio si scioglie sulle orme di Ross i nel senso favorevole al coinplice, oppure sulle orme di C a r n1 i g i i a n i si scioglie nel senso a lui sfavorevole, la soluzione deve essere identica in tema di leilocinio. &/Ia tutte queste perplessit mi eonferm:tiio nello opinioni gi sopra emesse ; cio che la nozione del lenocinio come delitto debba ricostruirsi sopra eleriieiiti puramente politici sottraendola a quei ruderi che s~tpcrslitial naufragio della signoria dell' ascetismo rimangono piir sempre quc4s.i .izalzl~>s gurgite casto a fhre capolino qua iiz e la iiell'oc~iesnogi~1i.epenale; e che il lenocinio del~ba considerarsi come reato purameiite $e$-sonale non comuliicabile al iornicatore ; che per principio geilerale la scienza e leggi odierne proclamano non per doversi punire, e che non pu divenire l~unibile la sola circostanza di essersi vilso della mediazione altrui a procurare lo sfogo dei propri appetiti.

Xon iilciio gravi sono i clu1jl)i che l~rcscritn sl~ila Ilos:: ~llntc:#jc\ cluesio titolo j i ~ (li ordine alla tcol'ic.;~

del conalo. Non vi sono serie difficoitk filiche si puarda il fatto di chi abbia indotto ulla p~~ostitziwione. Io penso clie di questa figura non possa farsi un delitto forinnle. Per dirlo consuiilsto l~is0gilei.h che concorra lo et,ejz$o, vale n (lire che la giovinetta scdottn siasi effcttivnrneizte prostituitn. Lc blanclizie, le arti per quanto insidiose e prolungate pcr indurla a ci, clrisndo furono rcnclute vane o clnlla virtl di lci o ilalla fortuna, non possono darci il delitto 1)crfetto. Vi sarli nei congiui teimlini un tentativo, !a punibilittt del quale clipcti(lcri~unicnmcntc dal de19erminnrc se in cjuclle arti c in (luci inodi ii~sidiosi concorse o no In iilonciiii necessaria a costituire lo elemento materiale clol tcninti~ro criminoso, e in novantanove casi su ccilto dovsi dirsi che la noli riuscita (1) fu conseguenza dcll:~ inidoneit& dei mezzi adoperati.
(1) IJacili~~rnlr scorge cliiale a n ~ p i o varco 3 psoc(~ssi si criminalisi sctiiuclci conlo arnmeilere Lroplio precipitoscirnciilc la punibilili del Lrnlritivo in r~iicslunialr~sia.Ogni proposizione immcdistcimciilc re.jrila ditlla onesta doniia sarh 1111 lvntslivo. Vi i: il fcrino proposilo: vi i: la manifesiazione cnn alli rslcrni: vi i: il principio tli es~cuzionrt.3I:i cib sarcbbe inlollcrnbile ncllci pratica. B dunquc nci3cssitii porre iin arginr a c~ilrslo Ilirrrnli; corivt~rtcnilo rliinsi i n iinn prrsiinzicno 11' idofteil d i ?~ie:ai il fallo drlla nori riiisciiti.

Ma la diflicoltrl sorge qunudo si coiitciiil~lai' altra figura; quella cio della coi.~~uz.ione; l:% diflicoltii e si accresce per noi poichb abbiamo prestnbilito clip

- l:j2

qui ileW,a iuteadersi (li corruzione fisica c 11011 11 corruziouc seinplice s i ~ o i * ~ cQui 1~isognn b. contemplare tre rnoiuenti diversi. Il primu motuicnlo ce lo l~i'esei~t:ino tutti gli atti coi clu;i.li il Icizonc tenta condurre la gioviiretfrr. al ~rnrtitosiio : e qui situno chiari ripztenclosi ci6 clie Iio detto di copia, vnlc a dire che iioii ;~I~l~inmo che un tentativo ventualallrv mente puniljile coine tale. I l secondo iriomeiito U quello in cui la gioviinetta fkttasi persuasa dalle malc arti &;l leuone ci reca fra le braccia deIY uomo iinpuro che la ciesidera. 11 terzo moinento b quello iii cui l'uomo impuro cowipie il sorldisfacimento dei suc~icarnsli appetiti. Ora fra cpel secolillo e terzo inomeiito pii6 intcrvcilire uii od,;~colo.PuD comiliuow r s i a yici.5 l' UOQIO ~ I I J ~ U YC )desistere dal ~ ~ c n s i c r o C di sacrificare li1 i~~nocenzz, puUnmnc:~re ai sensi ln ]x?rsovera~iz., o clovo~siclirc eli lui iel7n)~ i?nZlclZe siile iclz!; possoilo soprnggiuiigere irilpeilirnenti strnnierk, Q per clutlluilclue di tali c:tusc ]:L gioviiiettn -ripoi.tai*e intatta al suo domicilio la propria pudicizin senza clie sin svvcnutti. nessuna contaiuinazione del corpo suo. 111tale ipotcsi si clirB chc la opera dcl lenone fu perfetta u che il suo maleilzio deve punirsi coriic consuninto? Io nc (liiljito seriamente. Tenuto fermo il pi*ii~cil~iu qui cto1)l)asicontemplare la sola clie coiaruzioileiisicn (seiiza tlella ilualc rluesto reato diverreblse per~~etrrttiileiitc formale) io troverei nella fatta ipotesi piutloslo i tcriniili di uii Iciiocinio mnncntct clic non (ti uii lenociilio coisuiliaio. La qucstioiic ~imc~nin un cariliiie ilella teorica: tlefiiiirc ciob atl se il lei~ocilii~ d1:Iit to ~ I I C I I C I ~ ~ Q Z G d~littof 0 ~ O U ? U ~ C(1). Xoil c.rcil si l~ussacustituirc tra i delitti formali, perclik In lc'ggc vuol proteggere In pndici-

zia da una uiolazioiir: che non esnurism i tcriiiil~i clelln sua prrniciosit:i sc non quando i el;rcttiz:ct, cc1 . anche perclii, facendo del lenociilio uii delitto ~ O P maic ~ni~eliliu illiniitnto il cnmlio deUc nccuuc colitro tl~oltiztli tropl~rr sllesso xiyeiuti iicl1,z vita ma che sono piuttosto iniprudenze che veri reati, e vogli0110 esscrc respinti P le trtisgressioni [li polizia. : , I rigore di tcrinini somnlinistrnre un lil~roosceno, o inosti3aro un:\ iiiipressioile oscena BCI un giovinetto, od usare osccni cliscorsi in presenza sua, eccita In carruxione. Ad 0gnu110 di tnli atti dovrebbe ~ispontlerolo i~iziniliento di un processo per corruzione di niiiiori sc cluesto reato fosse formale; ed cigriuno (li tnli processi dovrebbe imincrgersi in una inllngine intcnxioiinle scmprc ardua c pcricolosn. D'altronde tritte lo leggi contciiil~orsneo coiitcmpla~~clo fatti ramo clollie (ti per sZ, stanti, detquei tnllclo spcciali sanzioni contro le rncciesirne o corno delitti o coii~r:t,rnsgressioni, hmno nlustrnto (per quziito a me pnrc) che n pii^ gvtivc cc1 odioso ti1 tolo (li corauzione di rkiinori non bastava la sala potcn~iulitu di corj'onq~cr-ernn vi f?;icevamt?st'ierc In eflttivit5 i1t:ll:t rorruzinrir! proctzrnla. Mi coiiferiil~ il1 qucstn o~iinioiioil non aver rnni Y C ~ I L ~t,ra 110i O che siasi ncppurrt ttintnto dalle yulilrlichr: accnsc di tradurre iii gi!xilizin uii iricIiviiliro cc>;no Ici~onose 1io.n quaiiilo si nwun in xiintin 1 1 prova i i i n t c ~ ~ i n l ~ 2
dcllrn corruzione
avrciii1t:i

ti),

( I ) Piire rhc i pr:iiiri non rsilnsscro n riconp~cercnel ICnocinin un delitto maletinle insrgnnntlosi da tntli rlic non si 11ctib3 npp1ic:irc I n prna nrdinnria nisi secttlo ercctir ndulIct ii rei stirp) i. ritv \isliiitlo roci iii cliioalo il solo monlcnti*

ccnsumalivo (lei malciizio: A f f l i c t u c coniiealurio nd constil, Neap. rubr.icn 43 - &lon o C li i 11s de arbitrnriis cns. 535, a.4S - F a r i n a c C i ti s praxia quaesl. 144, n. 17 et 33 - P a s cli a l i u s de patria potestale prirs 2, cap. 10, 11. 22 - S t r y k i o disserlalionzrna vol. 2, diap. 7 de jure Bl/i~adilinrui?t 6, t & . 61)- C l a s e n cotni~ie~tt. C. C. C . cap. in art. i23 - E n p a u elemenln j tbris crinei?zalis lib. 1, S. 86% - i v i - czcln attelatali la?ztun 1euoci)zii T B U M est, C Z I ~ ~ ( S soldicitatioern coittu miizisze est szcbsectctzcs. E ccrlamentt? ci6 si conforla in quanto al testo rornano dalla l. i, 8. f i 1 1 . fl". de elr;traord. crim. che i: chiarissima in cjueslo senso. Vcdasi B r u n n e m a n n o a d d i c t a m legem e P l a t n e r d e e x Zrrtord. critn. pug. 195 et seqq.: ed anzi (come avvcrli lo A l b e r i C o nel commentario a qucsto frammento ) del riiedesimo i nostri dottori si servirono a sostenere come comune dottrina che i romani punissero il conato sempre pi rnitrmenle del consumalo ilelitto: dottrina clie poscia malamente si volle convertire nella proposizione contraria (la C u,j 3 C i O fondatore dell' opposta scuola. (t-) Allro B n dirsi dove la corruzione nzornls si equipari alla fisiccl. Vcllasi 13 n o f ~al 5. 296%

h questa inin opinione sembra contraria la giu-

risprudenza francese. Pare clic in Francia quanclo 1 lenoila ha ttilllto fatto (1) da porre la femmina 2 li1 balia ilell'uonio altro non si cerchi, e si cuopra il resto di un velo clicliinranclo ormai consumato il lenoc,inio. I1 lenocinio si considera come esaurito in quatzz'o a s6 clunnclo ha l~crsesrerntol'azione crirninosa fino a1 rnoniento di c1:zre all'uomo la signoria clcl corlJo agognnto. In questo si trova lo cccnlo clic cosiituisce il iiioi~.iciito c.orisurnntivo dello cccitaiiiciito

alla corrilzione, ed in ci6 che avvenne o 1lon nvvenne dipoi noil si vede c:he un conseguente pii1 O mcn(> grave delitto g i i ~consuinato. Su t d c p~0blel~ki~ molto irifiuisce nell:~soluzione pl-ctticn il linguaggio n:lol~erato ilal Icgislatore iielln clefinizione del malefizio, Se si conteinpla nella deflilizioile chi eccita (coti~e coclicc Toscniio) o chi pro150ca, avrh 19~1011 nel terrcno la tesi clie trova 13 consuiil~zio~ic: lenoclcl cainio ncllo eccitaile o p,*ol;oca?v: ina allora (guarilisi Lene a cib) si corre un passo l ~ i iiinailzi clie ~ rion si vnolc, ~iuicliknon so10 si avrti il lenocinio consunint,o ciuaiido In feniniiiia si rese pronta ai desiderii dell'uomo, nln lo si avrS eziarirlio nella istigazione non accolta: io non vedo transazione possibilc; o il rcata consiste nello eccitave, o il reato consistc ncl co~~o??12~s1*c. So consiste nello eccitns-e desso 6 esaurito anche cluanclo eccitnssi la renuente; se c.onsiste nel c o ~ ~ ~ ~ o : , t p e . t ~ znoli i: conciixri:ito filiilccso clih l:\ i1oiin:i. il inci~nt:~iiiinat:i, a1 ceiltinrio la legSc gi? (>oiilci!it~la c , t ltlcliiiii.ionc clzi S~rrl~tce p r o r~ ~ allft .clilusic,?lr (coilic nei cotiicc Sardo) o chi ~~$-oc?u*Cc ] L rurruxio~li~, : c1ovrcl)l~e piudicarsi cliversniiiel~tc; c ]:t ~ c ~ ~ s u I \ ~ c\o\rl'cli l ~ ~ I c t twe ~ 1 atto c2rilale ; L x ~ ic a s p 1 : L V \ ~ \ ~ U ~ 'r;~llf~~ ().sScrc 10 i n f l ~ ~ g o una pI). plli) (li l'ol:~ O di uli':i\tl'a i i ~1111 ; \ r f i ~ &(li ]pgg~!C;u:lr(lato l'ik1':Iti O il l)niri:'i:::i sc.icl~tific:Lliic~nfc io pyo~ K ' l l i l O :i. tl~hii~clYl1pcr In culls~lintixic;nc C Jel lL1lln~ c,iilio 13 iii:itci.i:iliti rfuli' c.;irnaln :r,vveiluto, pcl?cllh l'ol)ic'tti\O d i c[iics',o rc:~to non p;irmi si debba 1 icc)ii\is:'uf'c il1 :!Ili.o ~ l i c ncllti corriizioilc fisica.
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si I 1;1 nozioni! clic si accrbti comc dctrrgutiiliililj clrl 1i)norinio ccrlo 6 pcrU chc sc il

f;llti) impiiialo al giiiilicaliilr! non ha avi110 un'asiotle diretin sullo eccilamcnlo o fon?cr~to della corruzione o prostiliizione 6 impossibile adattarvi la figura del Icnocinio. Di questa verilh pare non fosse persuaso quel piihblico llinistero che metliarile u n siio appello prnvoci3 il giudicato tlclla Corte di Rrnnns clel 6 deccinl~re1865 rifcrilo da h o r i n arl. 8186. ! Trillavasi d i un giovinc signorotlo, il quale aveva provveduto pcr farne dono a certe s u e amiche abili cc1 oggeili di ornalo da tiri mercante, ~enissimoscienle dell'iiso al quale il giovinc clcslinava quegli oggetti. L' accusa tradusse quel mercanlc come colpevole di avcrc facilitalo la corruzione o la prostituzione; e non paga d i una prima scnlenza assoluloria, ne appelli3 alla Corle cli Rcnnes: ma ri'el~be la peggio. Ecco gli estremi a i quali rischia condnrrc una nozione Iroppo vaga cd elaslica del Ienocinio posla i n mano ad accusalori o troppo bigotti, o Iroppo zelaiili.

Ala sc questo proljleina dell'attentnto si coinbina col r)ro!~lan!n della coi~lplicitit,nuove dificolfi ci si fa11110 innanzi. iiccott~~tc duc regole fi-ancesi che le il lcilocinio si coilsuriii col solo porre la fernmin:~in Italia clell' uoiiio, e clie questo possa punirsi come complicc del lonoite, clie dircmo del caso in cui quest'uuo~oper uno spoiitnnco pentiment~ abbia poi i.i:ip~:t tato In innoceiii:a clclla fhi~ciiilln Mcclitiamo s u ? q~icstnipcrtcsi. So il lciiocinio non b ancora consua mato 1 suliixione h sciiiplicc; e cc la porge la dottrina gulicrale clcl teiitati~o.Iii rluanto tll'uomo salut;~~~iieiitt? C t.clilyestivaiiieutc pentito abl~iamoun teilfati~ro rimasto tnlc per voloat dello agente e l)cl.cii~ noil 11uuiI)ilc;nin iii quanto al lenone abbiariio nii tcnt+ni,ivoriiiinsto ialc per un fortuito indi-

- 135 penduiite dalla sua volontci:, cd il ieiioilc si deve punire: e sareino tranquilli si: rlircste hasi. >In so il lenocinio si lin come gi co~zs?!vifito r11~11xlo In femmina fu posta in l~aliacleji'arnatora questc regole ci al~l~aticloiiano. Abbiamo un p c t ~ itt?e!zto sopravve?zztto a delitto giri cojzszinzato :il quale potrh, essere un attenuante clella pena se la legge cspessainento lo dichiara tale, ma non cancella la iinptitazione del reato perfetto: dunque punirete cluest' uoilio che dopo aver cecliito ad un estro nlomclitaneo coltivato i11 lui dalla lenona eWjc poi tanta virt da resistere ai propri appetiti rluando l'oggetto di quelli si oEriva ilocile al loro soddisfacimento'? Ci mi pare che repugni al senso inorale. Diretc forse che questo reato lia un momcnto di consuniazione per 1 alrtove 211.izcij1ctle,ed un altro mo' niento di consuniazioi~epii1 lontniio per il conq~lC ce ? Questo B un controsenso giuriclico. Ecco una nuova posizione della questione la quale sempre pii1 mi detcrmina nella opinione che il lenocinio abbia il suo momento consuniativo nello evcinto carnale.

Per citi chc nttieiic alli! degradanti iiiorali io noli vcggo alcuna specinlitA iiicritcvole rli cssere segnalata in quosto iiialefizio. Nulla di speciale nel Yapporto della ubriachezz:~,iiiil~ecillit,$ simili. Quanto e ilgli affetti noli pub t1i~ovnrvisi altro in~l~eto tranne l' illipeto della miseria. 13 in orciine alla minorith 11u0 ricordarsi ctie i dottori (1) elevarono dubbio se cluesta ilovcsse animeticrsi eomo sclisa nel Icnncinio. 31% 8 i1ulil)io nacqiio (In ;ti::omcnti co:ji fyiyibli thc non incrit,.riio diwiisionc.

(1) T 1-1 e s 3 u r u s d c c i ~ i ~ ~ ~ e ~ decs. iGi - C n Pedenionl. b n l l o resalulioneir cns. 13'1 - Pa s C h ti 1 de palrirz p d e stlcte pars 9: cap. IO, 2i , 22.

Eens non posso ornettere una osservaziorie di confronto. Se un ~01x0com~uetteun ratto improprio, non pu per i all' onore ed alla rjuictc delle famiglie essere perseguitato (S. 1999) trannc a querela clei genitori. Di pii1 il nintrintoiiio successivo gli giova o per attenuare ocl aitco (secondo i vari casi e legislazioni) per cancellare In sua colv. Ma se il rapitore fu aiutato clall'opera di un lenono il riguaiddo alle famiglie tnca, e lo si porsegriita s pul~l~lica =ione sotto il titolo di co~aplicedi lenocinio, e di pk;i il successivo inatrimonio non ha effetto giuridico a suo favore. Pu egli ammettersi che in odio del lenone vengasi a tali conseguenze contro il rapitore? Sia cjuesta una prova novella della vcritii della dottrina dei delitti pedissequi che sola pub riparare a simili contradizioni.

La penallilk dcl lcnocinio nclIc antiche legislazioni e l~ratiche si elev alle pi alte proporaoni. Si minacci la infamia, In recisione delle orecchie, e nei casi pi gravi anche la morte (1). I coilici conteniporanei si limitano generalmente ad iilfliggare ltx carcere al lenocinio semplice, riscrbnildo In reclusione o casa di forza o galera sccondo le difi ferenti scale prslmli ai Iciiocinii rl~xilificati ycr h %

violazione di speciLlli doveri. (Jilniiilo il lenoile cnadiiivi ad atti violenti gin ho :letto clie -questo reato rimane assorbito nell'ciltru c iion occol.rc: cjrii ripcteriie 13 coiiscgiienziaic c2cliti. pvii:i.
(1) In Grccia rimane incerto se la pena dP1 IPnOnl IOSSe rapitale come apliarirehhe da E s cli i n c o piiitlocto pPCUniaria come oliparirebhe ila P l u l a r C o, allegati amhedue da I l l e u r s i o l'hcriiis Allica pag. 17. La Carolina all'art. 128 contmind contro i lenoni colgnri la infiimia, rimetle~rdascne quanto alla alire prne al giure comiinc. Cid clieile occasione (li corrprp alla piwa capitale a quci giiirisli i quali supponevano clic lo Ioggi Romane ctl il dirillo Cesareo infliggcssero la mnrti! ai Ir\ncirii, mn questo era un errore gravissimo, come lio gia annolalo di sopra. TAC 10 dirnosira anche I, c y s e r nrerlilaliones in Poitdeclrr.~spcr. 588, ovcj insegna che in Ronia non si puniva di morii> nrppiirc il lenocinio clualilicaio. r, taccia di temcriti la opiriione contraria: B o e hiii e r o rrtedilri.tio)aes i18 C. C. C. art. 122, . 5, pag. 4.88. Ci6 rcntlelte flutluantc la penalil dei lenoni in Grrmania, come in avverte \V a l c h i o iwl~~odsctio co9tlroz1ersias jnr. civ. ritp. 7, $. 16, p ~ i g .695. I3 o m m e1 (rapsodine obsero. 286) nr, avverte che p14 rrlsponsi clr.lla facolth Lipsicanse gii~mmai si pun di pena corporale il Irnociriio volgare, (1uello ciob cndulo su fcmininc. g i i date a\ mc3relricio, ma si applicb sol. innto In i'clcgazione lemporaria. L'arl. 423 della Caroliiia, c 1;) Coctitiizionc Eli>Ltortil(:Sassonica (pa1.s 4, collslil. 39) nziri;icciavano la fustig~azioriccongiunta alla rclcgilziolle prrpe1113 Conti'O il Irnocinin qtln~ificato qilanilo fosse gl-,ltuilo, non facendo Dassag6io alla pena c:ipitale tranne quando il nicdsirno fosso ( l u ~ ~ s t io; ~1133 per P P O C C ~ ~a~ questa peua C suprpmlt Si ricliicde ( rviilcnlrmcn~e unli sottigliezza pilr umal1itaria)clic il lucro si fossr: rff,l~tivampril~ pprcctlo: p 11 1 tm a n n e ~ e m e l l t n$6~. eri? S. 681. Non i a sorprendcrc c l l ~ . : si punisse di mortc i1 enocinio qii;l~idodi morte piinivasi

l'adulterio prrchk B una sentenza riprtiita da lulli i prslici l e t ~ oueqz~ioradiblloro : C s a V,P t t a C O I I S . 1114, 11.8 C o Pt i a d a decis. 89, n. 9U -- R o v i l o i?& r a g ~ ~ ~ u t i pragna. 1, p ca, png. 420, 12. 6 V i v i o Decisiones decis. %l, 91. 43, bia tali pene vcnnero poi i n clicsiietudine ncl\l:\ Gcrrnaiiia, e alla fustigazione si soslitui il carceri3, e alla poila capilale Pergastolo. Una Costituzione del Regno cTi Napoli (acccnnnla da bl e n o c h i o [le arbilruriis cas. 536, n. 6 ) minacciava alla madre lenona d ~ l l afiglia il [aglio dcl naso, iluando perb avesse agilo per fine di lucro. DIa srrul~ra clie in qurl Rrame 13 pena oiclinaria fosse la fustigazionc con mitra: R o v i Lo praym, 1, pag. 490, tz. 2. F a r i n a c c i o (qunest. 144., 12. 20) riccirda esscrsi puniti i Icnoni col versar loro piombo liqucfalto nella 1~occ;iclie con Ic male prrsua. sioni era stata strunicnto al delitto. Nella Spagna ailestano C o r l i a i l a (clecis. 89, 98. 97) c P e g u c r a (decis. 15, gz.13) essrri-! andati in dissi~clurlinei supplizii contro i lenoni c punirsi con la frusta c con Iti imposizione dclla mitra,a cui si oggiurigcvaiio cinque anni di rsilio solltinlo quan(lo traltnvasi di genitori. QuesLo rincaro di pcna iion si applicava per6 :li mariti lrnoni pci quali ( c o m e n e avverle 1 a t 111 c n e t S a n z da reginaine regtzi Vulc~ttiuecrcp. 8, 1 92.19'1) unicamcntc si turilava la forma dclla mitra dandole quclla con(igur;~zionc, risponrlova agli cff'etti procacciatisi clic rlal marito. Sinpolaro era 1'~rliliodi 1,iulprarido (clir. Lro; ici v;asi n i l l C C o r , i s c li Co?.pllc j1tl.~ G@l.~)lfl?l ntiliqui col. 4096) t l o ~ c i punisco di norli3 la moglie ~ 1 siasi~ pres 1 stala a1l':idiillr'rio prr orcline drl marito Iiicnlre 31 marito che ilicldu l'ordinc e al druilo clic ne f r u i non s'impone che pcna pecuniaria. In Turcliia secondo T o r n a u w jdroit 11121snlr)tcc?& pig. 996) il lcnocinio cadulo s u vcnrre nefailda o i n aclullerio si punisce con se1llinln~:inqiie colpi di bastone. Il codicc Annnmilri (lib. 3, pnrl. 7, sect. 2 : A 11h a r e t Code A):aarnilc lou?. 1, pog. 321)) piinisce il Irrionc della moglie con nov:ir\la colpi (li bauloiic; il i:oclicc Cl~incsc(divis. 3, o i p . 3, se;. la?) minaccia ottanta colpi d i I)a%tonc chi db u

nolo la moglie e sessanla a cli dh a nolo 13 figlia. L e mtictie Ordinanze di Francia punivano i Irnolii Con la frusla pubblica ala gogna, susseguite dal\' esilio o dalla reclusione. Singolare era la costumanza di Tolosa ricordala da J o u s s e (Susticc criminclte uol. 3, pag. 813) per la quale le lerione prima di chiuderle nelle case di detenzione si davano in speltacolo al pubblico luffandolc per tre volte cliiuse in una g hbia di ferro nelle acque dclla Garonna. N a r 6 e nel suo a libro intitolato Cuiiositds jjtrdirinirca a pirg. 404 ricordo la pena inflitta aParigi 1'11 luglio 4750 arl.una cerla Giovan?lra Jloynon pubblica lenona. Coslei fu posla a cavallo sopra un asino con la faccia volta verso la coda e con un carlello sopra le spalle dove era scrillo - Rzc)"iana pnbblica. Veniie fradala all'uscirc della prigione dcl Grand Chatelet; e quindi proccssionalmente condolla a porla san Michele dove ricovctte la peur-de-lis (cioi! fti bollata) c quindi collocata in una vellura e condotla fuori di Parigi in esecuzione del bando. Osserva V a r L' e che q u ~ s t cdanne ordi:iariamciite ' uscivano da una porta e ricntravorio da un'altra porta i11 Parigi, dove collocandosi sotto niciilito nome in altro qiiarticre corilinuavano il loro nefando tralireo. Io osservo che la Maynai~ ehbc quella pena per avere rapito e corrotto una bambina di dieci anni; lo chc in bccia alla scuola e leggi moderne portando assorbimento del rnc3zzo nel iine avrebbe n68i SOtlOposlO colai ad una penti assai pi severa. Nola B a r h i e r, dal quale b eslratta qucl\a notizia, clie celle crrlion n be~ttccowpdiverti le petrple; ed 6 racilc il creder\o, Queste punizioni errino sctindali.

Nul cliiuderc il prestmtc capitolo sc io volgo addietro lo sguardo su r/uanto Iio quivi rxcoltu, simile a colui che si volge alt o n d a ~ r i g l i o s ae gz~atu;e dimamio a rne stesso qual sin la fosmuln scieiitific~

- 143 da i n s e g n a ~ inel l~resenteargomento, debbo con dolore confessare che la forniula non ancora trovata. La esit:triza noti e soltanto nelle penalit (che su queste B facile intendersi) ma bens nella nozione; s perchi-: delicata la linea che distingue nella presente materia i fatti politicariiente innocenti dai fatti meritevoli di pena; e quelli incritevoli di essere repressi come delitti da quelli che debbono soltanto essere iiioderati dalla po!izia punitrice : si pereli% si tvovano i r i ,ur.to costante le esigenze del buon costume con le necessitti imyoste dalla quiete delle famiglie, e si viaggia sempre fra il timore di lasciare senza pena un atto brutale, e il l~ericolodi convertire in delitto una giovanile imprudenza; fra il timore di Irtsciare indifesa la giovent, ed il pericolo di rovinare 12 fama e lo avvenire con In pubblicith ili un processo: si lrerclik la storitt delle relative legislazioni e delle relativo giil~isprudenzenon prescntn che fiuttuanze e contradizioni. Una e la nozione do1 lcilocinio del giure romano, un' altra quella degli statuti e codici dei tempi di mezzo ; un' altra b quella delle legislsxioni moderne. Fra queste io mi sono liniitato a contemplarne tre sole (l)la Toscana In Sariln e la Frunccsc per non aumentarilc le sinuositU del lrtterinto nel cjuale io doveva qui aggirarmi. Mn airchc: i11 clucsta. dosi liiiiitata contemplaziolzc nl~bitiiuoiizcontr:~to divergenze sos~~nzialissime. Clio piii? Anche nella sola giurisprudenza di Francia al~hianloincontrato una fliittuailza da. smarrire lo intcllctto. Sovrit ogni punto della materia atiu:ile sono anilati per oppostc vie i pi eminenti scrittori, o por cli~orscvie i tribun:ili, correndosi con pcr'pctria viccndn agli estremi ol~psti.La de-

licatezza dell' argomeiito, In lotta fra il principio morale e il priiicipio politico, la inilii;ta vari:lljilitil d' ipotesi che offre questa i~interin coinpletano le difficoltk, e forse non lasciano seiiipre libero lo intelletto nella scelta delle cleduziorii scieiitificlie die vogliolio essere proclniiiate, Io non esito a dire clie fra tutte le speci;ilit;j, ciiiiiiilose la prcsente e quella che pii m i M p:~ruta spiiios:i ci1 ardua. Le lcgislaziotii moderne 'hanno voluto far lloiLipn di protezione della casti ti^, piU clie li01 f;tcesscro Ic antiche, per cluel nierlcsiino singolare iilipulso cha spinse sempre i lcgislcttor~i peiisnrc clie con uila lcgge a si faccia diga al torrcntc. Rln quello che vi cli certo si i! che qualuncluc pensiero prevalga nel1' animo del legislatore, sia ilesso il morale ocl il 120litico, i cittadini lianno diritto di trovare nclln legge chiaramente dettate lo rego!~della loro condotta e noli giA con furriiule sibilliiic riiiipetto alle quali 1;~ storia della giuris:)ruclenza di un inczzo secolo lin mostrato pur troppo conic 1:~ punibilitl, o la innocenza di un atto uinatio sia dipcsa dal illese o dall' anno nel quale l' autore del metlesimo fu inviato a giudizio. Se d;il mio lavoro non potrii. ca~~,zi.si rttro costrutto, questo :tlrneno ne t,rarioeilio per fermo che ii presente reato lia tilttora bisogllo di ctudio e cli pi esatta circoscrizione.
(l) Iilcnlii~lie qurslioni si si~llcvaronoiii f:~ccia311' i~rl. 374 del (*odicc P~rmcrisced al\' art. k3k di:\\' antico codice Piemoiilcsi*, C 1i come allrnvc sorse connillo di opiiiioni. Pub vedersi il giudicato dclla Corle di Appcllo d i l)urriia ilcl 2 maggio 4861 riferito ncll'Eco dei 'rribu)tlali ili qiiell'anno a pug. 985, e il comnicnto clie Irggcsi coli in cslcc della

- li:, medesii~iaE noli puh essere diversarncnle e cari sempre cosi Iinclii! i Irgislalori si oslineraririo a ilarc ilcl presenle rcato una definizione chc comprenda una srric variahilc di casi come ideniici menlrr ecisle fra loro smisurala differenza. Non baqla diversitic:iro nclla pean; bisogna diversificare nella troziotze, perchk la rliircrenza t r : ~caso e caso non scniprc conducc a punire piih o met20, ma conduce a do?~ersi tton o ~lovcrsipunire. Causa nrccssaria della inccrtczan di opinioni e di giurispruclenzc?. fu ( a parpr mio) lo sbaglio di aver vciIiilo dare a questo rrato una sola nozione cliiudcnrlo gli occhi alla svariatczza tlt.lle ipotesi che polevano cadervi. Ci8 rhc non pt.iO lasciarsi impunito nci genitori pu convenirci, clie rimanga lale negli estin9zei: cid clie tliiuantla repressione se cade sopra una giovine di tredici anni potrS pii1 convenientemenle cuoprirsi (li un ~ ( ~ 1 0cade sopra giovine d i se cenli anni. Quesit? clifferenzinli sono cosi palpahili da far meraviglia come mai tanti legislatori successivi abbiano persistito a chiudervi gli occhi nel crrcare i limiti della punibilil in questi fatti. Cos lc leggi hanno posto i magistrati riella necessit di farla da legislatori pcr obbedire ora alla pubblica opinione, ed ora al senso niorale. La Corte di Parma nella suindicata sentrnza fu trascinata dalla ~iefandabrutali lli del caso che a lei presentavasi, e senti ribrezzo a lasciarlo impunito. lla proclamando che rlucll'art. 373 colpivii anche la corruzione f ~ t t n conto proprio si affrcttd a rinper negnrcl le conseguenzr di siffalta massima clie avrebbe portalo diritlo a punire di carcrrr la fornicacione anticipata di due lidanzali vrntcnni. Percid insegnava che sotto quell'articolo non cadrtvano tiilto le fornicazioni o srduzioni (li giovani ma soltnnto le seduziotal deliberalo. In tal guisa insinuando clic si stabilisse la irnpunibiliih per gli effetti del\''amore, r, la piinibilita per gli effetti della libidine. Io non tiego clic lalc. distinzione abhia uii fondo di verilh e giuslizia; non nego clic i Irgislalori possano ulilizzarla. Ma dico clie la dislinzionc nclla Icgge rion vi ; e ctie lo introtlurvela opera tla Irgislatorc. Vcdasi anche la nota a 5. f $78. .
T 7 0 ~ VI. .

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senso piU severo e pi repressivo. B Ou b 6 e espone CQrl molla erudizione le nlimerose questioni alle quali ha dato luogo la legga sudilclia. Nui nori crediamo d i farne srgomrnto cli stutlio, pcrclil? non ammettiamo in faccia a i principii scientifici questa spccialit4 criminosa figlia di vedule politiche. Se nel fiwe non vi t! rlelitto non pub t r s e n e un delitto. Se il fine Ii delitluoso non vi ii bisogno di fsirne una figura psrlico\are,prrclik rientra nella sprcic a\la cjuale l o ricliiama i l linr. La ulilith 11i:lla creazioncl di rlucslo titolo consiste tutta riel dar balia [li perseguitare i giornalisti del parlito opposlo al govrrrio. La scicrizd criminale sdegna d i sceridure dalla propria allti~zriprr sibrvire (li stsii:nciito ai partiti polilici, o i i l l t ~ ~ p t ~ ~ ~ l a . / .hor%a. l i i~rii~ t\n;ilogiii> osservazioni possono farsi circa le ullocnziotai n1 popolo. Qui i codici conl(wporanei (cuilice Fi3ancrse ari. 281 sul qualc i! a vtvl[~rsiB I a n c li e ~lufltritoaeelilde ~119. a 29: il Tosrono art. 137, Sardo 1 art. 260) Iianrio preo in corisiilr~r;izionr!spccialc il fai t o dei ministri di un cullo cnlieabrisaiiclo del loro ministero abbiano cccilalo il popolo coiilro il governo. Coristando del pravo Cinc qui si hanno i veri lrrmini di delitlo consumalo in si! slessn, e la sua sede Congrua S la presente. !a a mc parrelil~e l clit: tali. rrato dovesst~contrmplarsi sotto u n punlo di vista piit gcneralc; e chc tlpl rrato cosi ticfinilo dovesse farsi una aggravante nellt! quali18 personali di chi tennc la sediziosa sllocuzione. Atl ogni mtiilo prrb d o v r e l ~ t ~fbss~rsihcn giiare dinglii nel definire questa forma di malefizio onde nori converlire in delillo Ic i~riprudenzr(li una pr~ripitiliaparola o gli sfoglii di un mal frrii;ilo ilolore. Sono a rir11tli[arsis n r i 8 \t? osscrvaziorii di T li e z a r d dt, lo reuisio,~&t code p e ' ~ ~ i i l e7b Belgiqtte; nella Reulce c1.iliqrle vol. 31, por/. 455. Al\' 0ggetliv0 della pubblica lrantli~illildovreb1,c referirsi alit?htl io inilcbito ritiillo di s:icramenti per parte dei rilinistri tlella religione quando potesse rlevarsi a delitto : lo che riolt credo. Dovrebbe ritfilrirsi ai iIr~\illi conlro la pilbl,lit:fi Iranr(uillii, pcrrhk similc riluto iion gia si punirc},hc per guarcn1it-e ;li caltolici i sarramcnii clic ilcsidcrano ma solianio

- 131 ppr evitara i disordini e le agitazioni c.lir siniili riIirili frp([uenlcmente cagioniino. Na io non crcrlo C!IC (li cib possa farsi iin dc~litloni: in alcun modo occuparsene I' autorili secolare. L'art. 268 tlel codice Sardo che punisce di carcere il sacerdote il qu:ilo indehitamente si rifiiili atl ainrninistrarc isacramenli ed a preslare altro ullicio di suo minis!rro quan(.io ne venga richiesto, ha uri unico precederitc nell' arl. I:J!), 5. 2 del coriice Portoghese del 1852 il qualo prevecle simili rifiuti e li punisce col carcere da tre mesi a tre anni. Ma i criminalisti portoghesi i F e r r a o tkeorin do direilo p e n ~ l Portuyzuz COI. IL, pag. i 13 ) si scagliarono energicamen L e e una ordinanza del 31 marcontro quella disposizione, zo 1853 privb 1' art. 139, S . 2 di ogni virt esecutoria. Anche nell' antica Francia esistevano delle consuetudini per l c quali I' auloritiisecolare procedeva coritro i parroclii che avessero negato sepaltura ai loro parrocchiani ; e S a i n t E d m e (dictiont~aire dr: IB pkncilirt?, V I O C sdj~ult~cre) ricorda pa. recchi giullicati in queslo senso. Ma una circolare dcl 15 giugno 184.7 interdice ogni reviviscenz~di quelle pratiche. I Pubblici iilinisteri Italiani presero sul serio l' art. 268 del codice Sardo, e rnolti furono i processi eccilati in base a l meclesimo: ma io non vidi mai proferire una sentenza di condanna. Quella disposizione infalti contraria ad ogni senso giuridico, e reyiugrnando anche al senso morale dei giudicanti li ha portati e li porterh costantemente ad assolvcre. Come la chiesa non pud sindacare un ufficiale laico che rifiuti l'ufficio suo a chi ne lo implori, cosi l'autorith secolare noli pu chieder conto a i sacerdoti del perch neghino od accordino i sacramenli. Amministrarli o negarli l! nelle Plicollh conferite d 3 C:risto esc:lusivanente al clero; e questo non ne devo rispondere clic a Dio, alla propria coscienza, o tiilto a1 piu ai suoi superiori ccclesirislici. Coslringere con la rninaccia della pena un sacerdote ad amministrare qualunqiie sacriamenlo clir? rgli creda dovero di coscienza sua rifintare una vera lirannide, che pone ili;sacerrlote fra ilfbi, vio clella prigiortc c clcl Iraclimerito del proprio dovere; B

11s

( I ) Ctii interitlrsse la formula della pzibblicn trnngl~illiih


i n 11n stlnso niciteriale nc troverebbe un caso npgli slrcpiti

nollibrtii ctir. rrrtamcnte sonn un distiirho alla quielc d ~ g l i ;iliitan\i di una ritlii. Bla il c o n c ~ t t odella. p r e s ~ n t e classe non si ispira alla vrtliita di prolrqqrre 1;i quicte. fisica dei ci113ilini ai quali spirrrr 1:i molestia tlili rumori avversi al sonno cc1 ai srrii siiidi. Nplla prilscnte classe si protcpgr la quielt! ~nornlecompromessr, per uri subiianco sospelto di comllnia ptlricolo. Gli slrtyiti delle citlh sono conseguenza i n ~ v i t a b i l s ilelle metlesimr; ondc disse O r a z i o, si le r)zclui.$ slrepitus1 1 1 1 ~ roltirurn, si cflzrpo~ln liiedit, Ft?rentinr~m r e jzcbeho. i Vi sorio perb degli sircpiii cliit iinilando fuori tlrli' uso iItslla vita cii1:idina vogliono rlssrre moilerati. J1ii I: csagrrato nep~ ~ r pvnslire di e?cvarn 3 drlilli simili fntli. I mrdcsinii non ir prissono r s w e chc /rtisgrc!ssioni di polizia, e sollo qiicsta foriiia In cnnlravvrnzione si ~ e f c s rin Fr;incia anche al la~ tiq;ito dtli cani (11o r i n art. 8582) C so~.gi:icra regole spersi:ili in proposilo (114 psriecSip:inli : B o r i n nrb. 8062. PiSi I ;iniiie il rnncptto tlclla prr;clntP cl:iss~,s;irrbhe lo ~ p n r g i qiienlo d i hlcr. no\~cllaallnrrrinlrii-i ilcl pnpnlo, qiionilo peri, qiriiio nlaliziosameritc invrrit:iis O diEilsf1. Il ('3rtIinal Cosca con tlt!crelo del 9 scltt.mlire 140'3 f t irrogare in Bologna la (le~ rapitazione per c o t ~ s t odrlittn. >la u n rclalu i n g r n e r r solio qiiecla formula non passiliila slaliilii~lo prrchi: I:i indole ; iit3 varia sostanzialinenle sccondo il clivrrso Iinc pikr c u i si fccr lo spargimento malizioso di false novelle. P11h nori ?asrrc? che una frode: pui, non rsstlrt: chi: una diffatr~an~ioae; piib salire al litoln d i perdrtcllione qu;iotlo sia inleso u promiiovcri! un rivolgirnrnto politico; qunnilo :ihtiia p r r lne i \ athniplico etbcitanientodel popolo scrrza v r r i u t ~ d i sticchcggi o o (i rivoluzioni, il titmullo susci\alo pppspntpri iri si: sicsso il nirrlrriale dt!llii violenza pubblica d ~ l l 'quale sarh stalo ;~ illi n1rzi.o la frilsa novcll;~, conie poteva i ~ s ~ O i b l o il prczzol:iIncnto (li uomini o$ altro mezzo qualunqiie purcbi: ri~lsciii) allo scopo; e st! IlOn riuscito iIu;\iil~ln~lue idoneo sa1.b un te~kiaiivo(li piibblica violenza. liilorno allo spavgimenlo citi-

l o ~ o f~lse (li nolizir! L; uiciia nrl 1859 una nionoqi,afia (li R o u 11Be tl~llaqiiale t r o l a ~ i i.siraiio nrlla Revue rtiliun qus rol. 33, png. 378. Queslo 1aioi.o prPstlnta cornplela la sloria del d~nlitrodi false iiolizie in Francia. E s ~ o creato fu ccd$ cctri la l e g y tli~l9 noveinbre 1816 leggtndi occasionr, e transitoria de\tala a\ salo fine di frenare le vor.i,di misure reirive atlribuiie alla resiaurazionr peiB [?nere iri allarme i Francesi. La natura di legge occusioriale la portd preslo iri climenticanzn. Xa la rivnluzionr del lSi8 avrndo proclamalo li1 sovranil$ 11cl popolo, a riome di qiicsl:~ si disllu la 1~g:)r rlel 27 luglio 1859 che con una grrii%~liliPII uno indr~finilo da far paura purii severamente qiiesto nuovo diblitlo di spnndimenlo di false noiizir. E cos 3 1101ne della liberla polilic'i d iiiccpp, la 1ibi:rth civile nrlln comunicazionr dci prnsirrn. Fenomeno ordinario e cosianti? ijcl quale abbiamo rccenli prove ancbrb in Italia clit? la l i l,r*rib civile rion E rriai larito c.nriculcata appo un popolo i1uanio;nei licrioili nei quali escosi csalta all' amore dcllolibcrth poliliche. LibrbrL2 in piazza:sc.liiav i t u i n casa. Poscia uii decrelo dr:l 17 febbraio 1852 tenl0 di meglio definirc i cariitleri di queclo tlclilto contro la pacc pubblica conservando la pena eclrndil~ilea mille franchi ti multa ed un aniio di carcpre. hla con infelice successo, perchi: Iirclsto si vide che la Icgge dcl 1852 avcva dcfiniio niei~te: aveva clefinito se lo ~[largimerltopunibilc fossi! non clucllo fai to per via di s l n o t p ~ad ririclie pcr via di letler-8 o scritli; non a r c m dclinilo 3 qual nutne7.o di persone dovesse contunicarsi la falsa notizia trovarvi lo cslremo della ~tzl6blica;ione.Nnn dclini sebla puhbl icazionc dovcva o no esscr fatta a prc~vof i i t e : non defirii se doresse punirsi anclie colui clie I' avesse ripi'oilolta a 6 ~ 0 i t i . 1fcde rredcndo\a vera: non tlelii~i clovcsse punirsi sollanlo q i i ~ n d o spargimento era se lo ~iocivo: dcfiiii se il danno t(lrnulo dalla diviilgaziorie (10non V O V ~C S S C ~daniio pttbbli1.5 o l~asltisscl'apprensione di un ~~P Iawi danno pt'izxilo. IJ3 I I ~ L FI';IIIC~~SC (uito qucsio nrl bujo; 1 : ~giurisprutlcnz:~cl~\~eLIt~ ric~r:c~s~ar.i;irric~~~o occuparsi (li dccirlrrr ad tiria a11uiia tali qilnslioni ;o le decise tialuralrtictite
11cIr

f1

(SEGUE)

SEZIONE S E C O N D A

La parola tra?~q~~iblitb il 11ililtO (li vista insolio teriorc esprimo uno stato ru:iIc doll'nnirtlo consistente nella assonz:i cli ogni ooi~l:~ioziovevioleni n che lo agiti sp~:cialmci~l,e ira, ]v+i' dolore o Iicr lier timore. Sotto il punto (li -vista cstcriorc (1) espriine quel corr.i~poiid(riitr:tc stato dcl eoqin c*c)nsictciitc nella, assonzii. tli ~~inviiuenfi ctinordinail iil~petrrosi cunc vulsi. Quniido tali st:tt.i si contcrnpl:zito in uri narnero indefinito cli citla~fii~il)o~~sibilinctite tutti, si usa e in la formula trnncluilliti~~ir~l)ljlicn, Qizei thtt i pci quali si desta noll' aiiimo di 1,111 numero inrlefinito di citteadirliuii conciiarncillu cti :lffctti dcilorot7i o trcpidnnli pei quali 110 conseqilc lo agitarsi iii una nioltitiidini!
si dicniic, nffrinsi~i ilella p?rhhJicn i1*(enrj7rillilri.

iina

coazionr, una violeiina morale ronlraria alla sirssa liiierlh d i coscienza proclamata dai governi civili. Se il rifiulo fu accompagnalo da insulti, corilumrlic o violenze per parte del parroco, sorgilrb la iigura del delillo comune secondo l a tialura dei fatti. E se possono esservi speciali ragioni relalivc! al riliulo di srpoltura quesle appellano a circoslanze eccezionali, deilc quali ilirb n 1 4 a classe dei r ~ a l icotttro la 921bblica salute. Ma prrscirideiido da ogni altra figura criminosa clhe rlmrrga ilal fatlo, il solo riluto dei sacramenti non puD cssrrc ne delitto n6 trasgressione, percli8 il polere laico non 113compclcnzir a giudictire se quel rifiuto fu o no doveroso.

La tranquilliti P il fne della consociazione unlana; il fine del iilagistero penale. L'autoritA sociale che tutela i nostri diritti produce la siczweazn di tutti : ma questo B poco se tutti non hanno ezianclio la coscienza di essere sicuri, perche la opiniorze dellu siczcj-osuu P, indispensal~ile a1 libero e coniplcto svolgiiuento delle umane attivit. Ogni delitto rninora piii o meno secondo le varie sue condizioni In opinione della sicurezza in un numero indefinito (li cittadini, e possibilmente in tutti ; e questo b il lato politico di ogni malefizio. In tal senso tutti i malcfizi possono dirsi offensivi da puhhlica tranquillit. Ma quancto gunrdasi in loro la offesa alla pribMica tranquilliti pel fine di sceverarnc alcuni e 1)orli sotto una classe speciale che tragga il suo ilorno da questo prominente oggettivo, non si considera soltanto lo effetto comune a tutti i reati di eccitnra nei consocinti un senso di dolore per lo nccltd~to, un senso di timore svegliato dalla preed visinrlc di una prolinl~ilej*ipc/i:ione di quel fatto :

rjuecrc~non eli- cl:~nno ??tediato.P e r costruire una cl:is.de speciale su ciuell'oggettivo bisogna d i e la comtnozionc indcfiriitcr tlcgli animi e il consecutivo agitarsi clelle moltitudini proceda dalle condizioni intrinseche al fatto me~lesirilo,in quanto ne sorga i1 sentiiilento di proprio pericolo nt~lle possibili conrcgucnze clel fatto stesso, indipendentemente da ogni previsione clel suo futuro rinnuovamento. Allora questa corn~iiozioneindefinita delle moltituclini rappreclerivante da quel senta un vero clanno in~fizedinto inalefizio : danno clie soverchianclo nella sua politica importanza il danno immediato che il colpevole volr~a recare o reco ad tin deterrniuato individuo, o :icl una determinata fjriiiglia, esige che portisi il fatto in una classe speciale ; e il reato che pei fini tlcllo agente avrebl~eappartenuto ai delitti naturali faccia passaggio nei delitti sociali : sicch il danno immediato recato a inolti e la sua diretta diffonclibilith determini la nozione e le misure del malefizio a preferenza del danno immediato che si arrecb o vo1t:va arrecarsi dal colpevole con la Iesione dcl diritto pnrticolare.

Qriesto effcito di una straordinaria commozione ilell:~ liloltituiiine pub avvenire come conseguenza cccciden,tale ilcl rnnlefizio: ma ci non deve considerarsi corne ragione bastante per tramutarne In classe. Non pub considerarsi a tal fine ; perch non un e f i t l o costante do1 resto, rila un evento eccezional i: straordinario. Non deve consirlerarsi a la1 fltii: ; percliit b uii evento che rion ~iot,cvcapresiiiriersi preverlrito clallo ;~.gcnfe.

I,a iiccisiune di una persona nella quale si volgono gli affetti di tutti i cittadini commessa di pieno giorno in una popolosa citth, sars occasione di moviniento straoi.clinario, ecciter3 un compianto u~iiversale, un rapido accorrere di tutti, un clesertare delle case c delle officine, uno acclamare per dolore o per fremito di sdegno avverso l' autore del fittto ; prorlurrh in una parola una dimostrazione ed un vero tumulto l)opolarc: ma rluesta contingenza non lo farR. mutare di classe. Lo stesso dicssi di un furto coiiimesso in un teatro, in una chiesa, in un tribunale, in un mercato, dove una gran folla di popolo radunata siasi repentinamente commossa a quel furto, e nc sia conseguito un vero disordine pubblico. Tali circostanze potranno nei congr~ii casi guardarsi come aggravanti del fatto reo, come ragione di auiiiento nella sua cjuantith naturale, ma non varranno a mutare il titolo clel rntilefizio percllb non escono dalla sfera delle accidcritnlit8 nzof*ali del reato. A tale effetto bisogna clie la commozione di un nuinero indefinito di cittadini sia una conseguenza ordinaria e costante della indole stessa del fatto ; e Aglia di un senso di pcricolo proprio destato in ciascuno, o della coscienza che il fatto abbia aggredito tal cosa a cui ciascuiio sente di avere come membro di quella consociazionc un diritto. Per questa prinia idea si circoscrivoiio i reati da noverarsi nella. classe che prendiamo actesso cid csai.ilinare.