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Altri codici hanno clistinto i' occztltanzenlo (1) di funciz6ZZo dalla soppressio~zedi stato, presentandoli come due titoli

diversi. hIa qui $ nuovo vi confasione d' idee, perch o la occultazioiie materiale del fanciullo ebl~eper fine di privarlo dello stato di famiglia chu a lui apparteneva; ed allora i' occultamento non essenilo che uno dei mezzi conducenti alla soppressione di stato non vi ha ragione di costituirne un titolo differente da questo : o 1' occultamento si esegui nella veduta di trarre un benefizio qualunque dal c o ~ p o fanciullo, ecl allora del si ritorna nel titolo di plagio sostanzialmente differente dal titolo ' di che si parla e di gran lunga pii1 grave. Le quali confusioni si roglioiio censurare non solo perche deviano dalla rigorosa esattezza della scienza, ma perche conducono necessariamente allo ingiusto effetto di una sproporzione nella penalit. I1 legislatore presentando a si? stesso come uguali e congeneri delitti che sono difformi, si fa naturalmente a contenlplare la pi prominente di tali figure, e adattando 12 penalith alla gravezza cli questa, viene a minacciare una pena esorbitante alle altre che ha inavvertentemente conglomerate. Cosi avvenne al corlice Francese del 1840. Mise alla pari il fatto di rapire un fanciullo ai genitori col fatto di quclla donna che per suoi fini avesse sirriulato di essere madre. La gravit del primo fatto lo port a miilacciars la pena della reclusione da 5 a 10 anni; e cosi codesta pena si trov inflitta anche al secondo fatto quarituncluc sia intuitiva la differenza di gravit che fra 1' uno e l'altro interceile.

(1) La osservaziolie da nie falla in ordine alla inutile superfetazione del titolo di occultamento, la ritrovo nel i>e i l e r i n feommentaire de li1 loi des 18 ovril 13 m a i 1863, pag. 178 et 180) in critica all' art. 3 4 5 del COdice Francese. L' occultamento frecldj egli dice non pii) presentare. una figura criminosa di per s stante. O si rapito il fanciiillo; ed il delitto sta nel ratto, e 1' occultamento non che un seguito dell' azione criminosa rispetto all'autore, u un futlo di complicit rispetto ad altri: o il fanciullo riiiiasto al suo luogo, e soltanto si tenuta nascosla la sua nascita per togliergli lo staio di famiglia che avrebbe dovulo avere; ed allora il delitlo sta nella soppressione di siato di cui I' occultomenlo non che un mezzo. Questa verit cos palpahile che i l Co s e n t i n o f codice pcnale itolic~no cinnotuto png. 348) ed alt.ri comnienlatori del codice Sardo, quando si sono accinti a delineare i fatti che la legge clesignava col nome di occullconento non hanno saputo fare di meglio che riunirli col rapimento, ed indic:ire la occiillazione conie un seguito o come un mezzo della sottrazione del fanciullo.

f3.

1958.

Nel puro concetto di questa serie cli reati si B mantenuto a niio credere il codice Toscano. Esso all' art. 259 riduce a tre le relative specie, e di ciascuna cli loro determina la nozione desumendone il criterio essenziale dal fine. Esso clescrive le tre forme materiali in cui si estrinseca questo reato con i verbi soppv-.ir)zei*e,carnbiar*e e suppor9*eun infante: abbiamo dunque tre fatti nei quali si compendiano tutti i possibili modi di porre in essere la violazione del diritto allo stato di famiglia; cio la soppressione d' infante, il cambiamento d' infante : la szcpposi,-io~ze d' infante : di ciascuno dei quali delineeremo tra poco le condizioni e le contingenze.

- 493 Ma questi tre fatti devono avere tutti il carattere che costituisce la speciale oggettivit giuridica do1 presente titolo: vale a dire debbono eseguirsi al fine pro~sinaodi altercwe lo stato di famiglia di un fariciullo. Cio pu farsi tanto per procurare uno stato di famiglia a chi non spetta, quanto per torlo a chi spetta, lo che attiene al fine remoto che deve aversi in vista come criterio misuratore, giusta quello che fra non molto svilupperh. In quel fine prossiino consiste 1' elenzento inte?z,ciolzale di questo malefizio : un altro fine lo fa degenerare in diverso titolo.

S. 4059.
In quanto allo elenielato nzateriale non vi circoscrizione di modi od atti nella nozione di questo reato, purchB quelli adoperati siano idonei a rnggiungere il fine suddetto, e pnrch non facciano trascendere 1' azione in un piU grave riialefizio : e tale trascendimento pu avvenire cos in ragione dei mezsi che per avventura ledano un diritto poxiore, scegliendo (a ~riodo eseinpio ; S. l376 e segg.) di il modo della e.vosiuione.; quanto in ragione del fine se siasi alterato lo stato al fine remoto di ledere un diritto poziore, per esenipio di costruire una calunnia. per indispensabile che lo individuo sul quale 1' azione caduta sia un fanciullo, vale a dire che sia nato di fresco sicch non abbia ancora potuto acquistare il possesso del vero suo stato: lo che porta alla conseguenza che 1' ilidividuo del quale si alter lo stato civile non pu mai essere n&autore nb partecipe del malefizio. Se un adulto alteri il l~roprio stato attribuendosi una famiglia, un grado,

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una condizione che non ha, dove ci6 faccia per fine malvagio commetteri un delitto diverso, Dia non un delitto contro i diritti di famiglia. Dove lo i'accia per mera boria o pompa noi diciamo per opiniune nostra che non commette delitto veruno, yuantunque la giurisprudenza di Francia (1) giudichi diversanlente.
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(1) Vcdasi ci che dicemmo a1

S. 1746 nota.

La snppr*essione che S la prima foriila esturiore di cinesto malefizio si ha tutte le volte che per qualsivuglin iuodo si toglie al fan~iullo stato vero senza lo attril~uirglisne un altro; cosicclii~egli si trovi nel monclo senza sapere a qual fcliniglia appartiene. I genii,ori legittimi che gettino In prole alla ruota ( i quali gik dissi al S. 1387 non potersi considerare coiue rei di esposizione d'infanti ) si rendo~ioresponsabili di questo reato (1): come pure coloro che consegnino ad estranei il fanciullo affinchb lo tengano perpetuamente all' oscuro della sua vera origine e dei suoi relativi diritti. Ma a mio credere potrel~beaversi la soppi-essiorie di stato anche in una alterazio~iepnrziulc, quando, per ipotesi, si fosse j~resentato un fanciullo al fonte battesimale mententlone ilolusamente il sesso senza nionte altro alterare nelle suo condizioni di famiglia.
(1) 1,eg;;rtsi in A C C o l l :I s fcontli~iuns des c,nftrn/ri ns hors ~ / ~ u ~ i f rp(<!/. 111, Paris 1865 ) che allualmeiite s i ye trovano iri Francia i111 rniliorie e cirrqueccniornila ciih;~dinj in stalo d c illcgilliinilh. Crcllesi forse clie tulti costoro siano ve-

ramenlc getierali da concubito illecito, e clie non ve ne sia uon parte iiotavolo di abb;indorinii barbaramente clni genitori legittimi? Il delillo di snppressione di sI;ito B pi frcqupriie che non si crede, perch la impotenza della vittima IO fa troppo spesso rimanere nelle tenebre.

Gli estremi della so11p?-essionesi esaurirebbero, per quanto ho cletto (li sopra, anche nella consegna fatta del fanciullo alla ruota per conto clella madre illegittimamente fecondata; avvegnach con ci si distrugga quello stato qualunque che ilavar.io al fanciullo le sue relazioni di filiazione, e gli s' impedisca di esercitare i diritti che le leggi gli avrebbero accordato. hla a costituire in un fatto di tale natura un reato puilibile si oppongono gravi riguardi politici, onde evitare I'infanticidio o la esposizione a cui spingerebbe il pericolo di una pena contro la consegna alla ruota. Aggiungasi che si oppone anco un argomento giuridico; inquantoch non trovasi il dolo specinb costitutiro del presente malerizio nella Ihiiciulla illegittimamente fecondata, la quale sedotta dal desiderio di nn;conrlere il proprio fallo non considera nella sua prole uno stato giuridico che voglia dist,ruggere maliziosaiilcnte ; e tende il piu delle volte a procurarle quei pronti e necessari soccorsi c11e la propria situazioile le torrebbe di porgere.

Il c(~~nbfci~zeqzto o sostilzcsio~zcavviene quatido o per ol~ci-ndei gcnitori respettivi, O di una nritrice, o di chiunque altro, si barattino nella cuna (t) due

- 496 fanciulli onde procurare che 1' uno e I' altro crescano come rampolli di una famiglia alla quale veraniente n& l'uno n 1 altro appartiene. In questa forma cli ' malefizio il clanno dell' individuo camJ~iato r~clr~li!il-i k ed euentztale. 1 fanciullo che dalla ricca cuna passi) 1 nella povera pati grave ecl ingiusto clanno cli altrettanto di quanto incontri5 ingiusto guadagno l'altro fanciullo che dalla povera pass0 alla ricca. &la non pub valutarsi questa indebita compensazione per minorare la gravita del fatto, nel modo medesimo che ugualmente sarebbe reo di furto chi avesse tolto una sonlma ad un ricco per farne largizione ad un miserabile. Soltanto p116 essere valutata come criterio misuratore della yuantita naturale di questo malefizio Ia circostanza della scienza e consenso dei genitori. Se il barattrl si esegui per volontL comune (lei genitori (lei due fanciulli il llelitto se%)plice; e soltanto potr usarsi mitezza verso i genitori poveri che consentirono a trasportare 1' ainata prole in cuna dorata; ed esercitarsi rigore contr i genitori snaturati clie per vedute loro personali consentirono a spogliare il proprio figlio dei diritti a lui guarentiti dal suo nascimento. Ma cluando il baratto si eseguisca alla insaputa di alcuno dei' genitori il delitto si rende complesso, perch oltre ai diritti dal fanciullo si ledono quelli dei .genitori, che si trovano fra le braccia rina prole non loro: e (la ci6 se ne aumenta la cluailtit naturale.
(1) Quando qui si usano da mie le parole infultte e ccirnbiaiiienio nrllu cnllrr si usano dctnostrnliunme)ile e iioii per farne iin rec]uisilo essenziale. Io professo la opinione che questi dclilfi pnssrinr) ( iri ccrte condizioni ) verificarsi

nella loro forrna ordinaria e complcla anche rr diinno di (rdiiltu. In geuer:ile corre altri inenle la idcd della creatura cltc ilon conosce il suo stato e che non 5 in grado di cercarlo o di r e r l a ~ n n r l o . Convengo che qiicsto sar il caso pi freg~ioltc, rlia non S l' itrliro l.I1 Pu essersi commesso a danno di un dcmente di dieci anni o di un sordo niuto di sedici anni - 2 n Il delitto non si esrurrsce soltanto con il non fifre cqclistn?*clo stato, rria anciie con il togliere uno stalo acquistato 3 . O Se un uomo provelto si assenta dalla patria e per lunga stagione mttncnnclone notizia, alcuni congiunli per usurparne il retaggio foggiano lettere o con altre arti ne fanno credere la morte, non sar qui una soppressione di stato? Con il far passare un vivo per rnorio non si soppri~ueuno slnto d i f(lv?iglici ? Primo cardine di tutti i rapporti di fa migli;^ non & dessa la uitn? 4 . O I1 codice Francese non refer egli all' obiettivo dei reali contro lo stclto di famiglia i falli clie conlempla agli art. 199 e 200 ( vedasi B l a n C li e qilutrime elzcde a r l . 199 el 200, piig. 26)qrrantunque commessi su persone nilzJleP 5.0 Non deve egli dirsi lo stesso dei casi contemplati da quel codice nell? art. 192. Io non veggo dispari[& di ragione in quanto al collocainento fra questo caso e gli altri test& ricordati. Ripeto che questa classe di reati forse quella che pi ha bisogno di ogni altra di riordiriamento e di elaborazione 6 0 Stimo erronea piire la opinione di chi vor. scientifica. rebbe fare di questi reati un delitto proprio, insegnando che si conioletta soltanto da coloro che hanno l' obbligo perso?tute di assicurare lo stato al fanciullo. hla s e S possibile in fatto cie lo stato civile di un:^ persona si aggredisca per opera di estranei non dovrh duiiquo essere protetto contro 7.O Equivocat;i eziandio mi scmbr I i i tali aggressioni? opinione (li chi andando at coiicelto dinniclriilmerite opposto 3 precedente insegnb che la soppressione tli slnto iion po1 teva verificarsi tranne dove esisteva una precedente dichiarazione di stato; e clie in mancanza di questa, il reato doveva denominarsi occzcltn~ionce non soppressione. Qui lo cqui-

~~~~sona

VOL. 1 1 1.

3P

viicu consiste nel confondere i l d i v i f i o cou 1:i prn2~1rlel diiitto. Piib csscre tlirei'cil nella forma secoridoch un diritto -1 vilole distruggere t l i r c l t n l / ~ e n ( r ;oppcre per siungere :* questo fine se ue distrugge lo pri~u:c;ma 1' obirt~ivogiuridico i I' identico. Si confuso ancora i:l occul~azione corpo con . di In occultazione di nome; ossia non si Lene distinlo rorn~a da fornia. Insomma questa ninleria 6 indigesta cogi negli ccrittori come nei codici.

stq2iosiz20ne puO essere o di funcizcllo, o di parto. E szyposi,"ione di gajmto(4) quando una donna simuli per privati suoi fini la gravidanza ed il parto presentando come frutto di questi fatti che mai non hanno esistito una creatura non sua. E sui,r,osisio~ze fc~+zciullo la gravidanza ed il parto di se realmente hanno esistito, rna perchi? il frntto dei rnedesirni mancato ai viventi si B posto in luogo [li quello un altro fanciullo. Questa diversit per altro fra supposizione di paqnto, e supposizione d' 2%fwtzlt! non pub avere influsso sulla quantit del reato. Cos ncll' uno coine nell' altro modo vi e un delitto ininore che nel carnl~iun~ento quando non evvi il fariciullo che deteriori di condizione. Ma ancl~equi puo essere vnlutal~ilcla circostanza del consenso o della ignoranza nei genitori ai quali si suppone un iblio; e la circostanza del consenso dei genitori ai quali il figlio si B tolto per supporlo ad altri: avvegnachb se qucsti riltimi ne siano rlissenzienti il rcnto si complica col titolo (li plagio. Ma cjuando questa forrna si svolga nella sua massima semplicith e col consenso di tutti i genitori, non vi B gravit che possa stare al confronto di cluella che si
La

499 presenta nelle altre forme. I1 fanciullo morto o non nato non offre terniini di Icsione cli diritto. I1 fanciulla supposto entrando in una famiglia pii ricca priac2agua pi felice awenire. 1 quattro genitori sono tutti lieti e contenti: sicchi! tutto il danno colpisce i congiunti ( se ve ne ha ) ai quali con ci0 si t,oltn, la speranza di una successione. Ora questo elemento di dacno pu essere bene valritabiIe clusndo i diritti dei congiunti siano in qrralclie rilodo quesifi ( legittima, fr:rlecommesso, enfiteusi pattizia ) Dia insignificante quando i congiunti a1)Liano una mer:i speranza che pu essere delusa cln un testamento. (-3,uandoio sona libero di spogliare i cugini con un atto di ultima volontri, dove i! il mio delitto se arno rieplio pigliare il barnl~iuo illegittimo della fantesca e supl~lirealla mia orbita con il supporlo partorito dalla inikconda inia nioglie?
(1) L:) rnsteria della supposizione del parlo, Ic sue vutie ~ ~ c n a l i ied i suoi speciali iiidizii, larganiente si espohrro d:11 , C ;i l d c r o decisiowes C~>tlbnloninetltcis. (il p ~ r /olurrr; uve riferisce un giudicato ilpl Scnnto di Catalogna 17 niurzn 1660, che condannb :illo esilio per quirtdici anni U I I C I iiiatrona clie aveva stipposlo un parlo por indurre 11 siin ;irii~ntea sposarla.

S.

1064.

Laonde ripeto adesso ci6 che gi altrove (5. 1389) accennai, I codici contemporanei ponendo in un fascio tutte queste svariatissime contingenze non hnnno servit.~ b;~stantemente giustizia, perchh hanno alla rinificato nella pena fatti diversi cos nelle loro condizioni antologiche, quanto pi specialmente nelle loro condizioni giuridiche. In primo luogo dovrebbe

- 500 clistinguersi fra le azioni commesse per imp~Isodi odio o contro i genitori o contro il fanciullo, e yuelIc commesse per irupnlso di amare o verso lui o verso aItci, La szcp1~0sz'zione parto o d'inf'ante si presta di piu specialmente a questa osservazioize. Il reo d E sappressio~aedi stato non pab agire che per fine malvagio; necessariamente cagione di grave danno alla vittima. La s~q~posiu"io?ze contrario pu avere al un fine remuto buono in se stesso coms lo ha I' adozione: con essa certamente s'intends a xnigliarare 3 condizione del fancinllo. Anche. quando sia ihcttlz a ad insaputa dei genitori pu prucoclere dal desiderio di. bendicare la creatura risparniianih nel tsmpo stesso ua grave dolore ai gonitori a cui sia morta In vera prole mentre era a anrrtrice. Lo stesso a dirsi se trattasi d i supposizione d fanciullo fatta nel fine di contentarro an avo od un marito nel desiderio che. egli ha di avere tliscendenza. E quando anche sia fatta aI fine iXi togliere ad estranei 1% speranze della aaccessiono, quando costoro non possono vantare un (IirjEto quesito, non vi 4 propria~ n e l ~ (come ho detto) un danno di grande importe tanza, e non vi & rnaivagith nell'azioxie. Questn ueritci si B intraveduta dal codice Toscano, il quale (arti* colo 239, S. N ) mentre alla soppm8sione e sostftuzioizu inalteralilruente infligge la ca5a di forza da tre a sette anni, amniette che la pann possa ilisceadcre por Irr szcppasiuionc*,alk carcere cla sei mesi ' a tra anni, accennaorlo in tal guisa alla differenziale che intercede fra i due reati nel rapporto della loro quutntiM, Ha questa diversitit di nzisura, avrebbe dovuto, secondo il mio debole avviso, essere gzreceltiva anziche rneramente facoltativa, come evidentemente

- 501 lo nell' articolo toscano, dove lascia all' arbitrio del giudice il decidere se il caso e leggiero senza definire la leggerezza. In una parola io vorrei che della supposizione cli parto o d' infante si facesse una figura distinta dalla soppressione e dalla sostituzione, le quali presentano sempre danno gravissimo ad un fanciullo innocente: vorrei che nella supposizione si distinguesse il caso della vedova che tende ad usurpare la erediti cli diritto pertinente ai congiunti del marito, e si punisse pii severamente clegli altri casi secondo il criterio misuratore dei delitti contro la propriet, ai quali in sostanza e per gli effetti e per la intenzione si affratella. I1 criterio misuratore nei delitti contro la proprieti , come vedrerrio, il valore del tolto. Qui la vedova simula una gravidanza ed un parto per arricchirsi : perch in questa forma speciale della usurpazione dell'altrui dovr affatto dimenticarsi il criterio desunto dal valore, e porre alla pari in faccia alla legge la vedova che con siffatta frode usurpa poche masserizie e quella che usurpa un patrimonio cospicuo? Negli altri casi vorrei poi che si distinguesse la supposixione avvenuta col consenso di ambedue i genitori ai quali si suppone la prole; la supposizione avvenuta per volont di un solo di loro ; e la supposizione consumata alla insaputa loro. Altro il delitto di due conjugi orbi che volendo dare a credere al monclo di avere un figlio se lo procurano da una contadina e lo fanno erede del loro nome e della loro fortuna senza danno di alcuno: altro & il delitto di una moglie che per far pago il marito nel desiderio cli prole e guadngnarsene meglio gli affetti, profitta della sua assenza

per presentargli come sua una creatura accattata onde tenergli occulto lo infortunio della ejczione immatura o della morte di quel figlio del quale esso partendo ' aveva lasciata incinta. Altro il delitto l tiella nutrice la quale essendole morta la creatura fidatale per allattarla riporta ai creduli genitori una creatura diversa o propria o raccolta da altri. Io trovo disparita tanta fra caso e caso che mi repugna vederli tutti unificati in un articolo e in una pena.

Iil secondo luogo io pongo a confronto ii delitto di adulterio susseguito ila fcconclazione e il caso di supposizione di parto per opera clella moglie ad inganno clcl marito. In che differiscono nel fondo della cosa le due fattispecie? Si nell' una come nell'altra al credulo marito si presenta un figlio non suo perch8 egli come suo lo raccolga amoroso fra le braccia ed a quello elargisca le sue cure e le sue proprieta. Se non che 1' adultera oltre a ci9 ha tradito la fede conjugalo; Io chc non si 6 fatto dall' altra donna. Ebbene : trovate leggi che a questa minacciano la reclusione ed a quella che accoppi all' inganno la infedelt infliggono una breve carcerazione. Io convengo clella diflicolt di bene prestabilire in una legge queste differenti ipotesi ma non lo credo impossibile: e nessuno potr negarmi che giustizia vorrehbe lo fossero.

In terzo luogo non dovrebbe egli distinguersi il caso no1 quale il delitto siasi condotto a flne to-

- 503 gliendo :i1 fanciullo i: possesso di stato che gli spettava o irnmettendolo in un possesso indebito, senza dar vita ad a n documento che certifichi il falso stato; e11 il caso in cui siasi spinta la frode fino al punto di creare questo documento fallace? Ci costituisre evidentemente un falso, sia pure un mero falso I J I ? ~ sonale, ma sempre un falso. I codici che hanrio cosi elevato la pena di questi reati forse si sono inspirati al concetto romano che ravvisava in loro una specie di falso in pubblici documenti. Ala io domando se la supposizione, soppressione, e sostituzione che si compiuta senza alterazione o falsiti di pubblico clocumento con lo immettere il fanciullo nel possesso del falso stato, lasciando in pace i documenti di nascita come stanno secondo il vero, siano fatti che cadono o no sotto questo titolo? Si: non vi cadono, si B lasciato senza repressione fatti che possono essere di grandissimo nocrimenlo, perch il possesso di stato pu ad un dato tempo essere attributivo di diritti importanti, ed esigibili quanto se fossero assorlati da un documento. Se vi cadono, non B conforme a giustizia che si adegui nella pena una frode commessa senza il concorso di falso in documento pubblico, ed una frode accompagnata da si grave reato. Certamente non vorr dirsi che in faccia al testo di quelli articoli i A quali prevedono il caso speciale, si possono obiettare come due delitti, la supposizione ( a modo di esempio) ed il falso personale negli atti dello stato civile, e cos infliggere due penalitk.

In quarto luogo bisogna considerare anclie nel delitto di sztpposizione se vi fu una causa radicalmente gz2rstu clie condusse a quel fatto; cosicchb esso possa prendere 1' aspetto di una rvagione fattasi. Un marito reduce da lungo viaggio trova incinta la moglie. Cosa fare? Egli inclina a perdonare alla donna: la piet e 1' affetto verso d lei, la fede nel suo pentimento, il desiderio di non recare disturbo alla fa~nigliae non spezzare un nodo che presenta dei vantaggi, lo distolgono dal porgere qaerela di adulterio. illa 1' intruso non puh assidersi al banchetto cli famiglia; l' aiilor proprio dcl marito non tollera di vedersi ogni giorno fra i piecli il testimonio della onta sua : Ia voce di quell' innocente che lo chianiera padre sar un pugnale al suo cuore rilcerato: giustizia non permette che il retaggio dei figli legittimi gi nati o di quelli che nasceranno si usurpi da1 frutto di un delitto. Il marito perdona, ma a condizione che lo stato cleI fanciullo sar soppresso. Con ci8 B tolto il disonore, restituita la quiete aIIa faniiglia, ed obbedito alla giustizia: la moglie sente la convenienza della condizione, aderisce ; e tutto fatto di comune accordo, e 1' orizzonte della famiglia torna sereno. Ma sorge 1 accusa pubblica. ' Ecco rin delitto rli soppressione che il codice Francese punisce con la reclusione da cinque a dieci anni, c il codice Sardo con In relegazione di pari tempo. Quale speranza riniane alla coscienza pubblica in faccia ad un giudizio cl-ie svolgasi in tali conclizioni? Quella sola di incontrare giurati intel-

- 505 ligenti i quali rinneghino la verit, dichiarando non constare di soppressione. Le soIe circostanze attenuanti non bastano, perchh queste porterebbero a tre anni di relegazione in faccia al codice Sardo, ed al carcere da uno a cinque anni in faccia al codice Francese ; penalita sempre soverchia per l' infelice marito in simili condizioni di fatto. Un magistrato toscano al17ombra clel nostro codice ne uscirebbe col titolo di ragione fattasi, e condurrebbe la cosa ad uno stato di maggiore verit giurjdica e di maggiore equita. &la non bisogna aspettare che i giudicanti facciano uno sforzo di coscienza od uno sforzo d' ingegno per ridurre la legge a termini di ragione. Per quanto possibile vogliono essere dalla legislazione penale distintamente previste tutte quelle contingenze che esigono speciali provvediinenti, e delimitati i fatti che porgono sostanziali differenze di gravita morale e politica (1). Torno dunque a dire che questo titolo di reato ha bisogno di [ilteriori elaborazioni nella scienza e di correzioni 1egislative.
(1) Non potrebbe provvedersi a questo caso ( frequente ilelle famiglie pi assai clie non si crede) adattatido LI; la teorica del falso cotnmesso per provare un fallo vero? Il padre di famiglia che manda agli esposti il prodotlo indubitnlo di un adulterio, sopprime uno stato fctlso perchi: si rispetti Io stulo .Oel'o.

Resta a dire qualche cosa in orclinc al tentatico, poichb l' argomento del grado non presenta specialita eccezionali in questo genere di reati: ma il pro-

- 5OG blemn del conato B ulrjnanto discile. Trattasi di stabilire qual" b il vero mosento della consumazione sia nella sopp~essione, nella sostitz~ziorl2e, nella sia sia supinosizio~ze infante. Qui si comincia dnllo stad' bilire clie il riiorncutl:, clella consumazione non pub cercarsi nel raggiungimento dell' ultimo fine dell'agente. Questo fne B di ottenere che il fanciullo mai non giunga al godimento del vero soo stato, o si mantenga in quello stato falso che gli si vo:le imporre. Ora fino a che vive quell' indiviilno potendo scuoprirsi la frode e restituit lo al possesso del vero suo stato, se Ia coi~sumazionesi cercasse nel raggiungimento dell'ultin~ofine clell' agente si verrebbe che all' assu~~do il delitto non sarebbe mai consurilato fino alla morte di colui clie ne era il soggetto passivo. Possiamo dunque procedere con tutta sicurezza ad afi'errnare che alla consumazione di qucsti reati non sia necessario il raggiungimento dell'zcltinzo fine. E qui si conferma la nostra ~egola genevule che la consumazione dei reati non deve cercarsi nella obiettivith id~?ologicw sempre nella ma obiettivit giztrridicccc (1).
(1) Vedilsi la uostra dissertaziolie sul momento consuljrutiuo del

furlo.

5.

1969.

Ma la diflcoItS s'incontra nel determinare se alla consuaiazione del malefizio basti siasi eseguito quell' atto materiale del trlislocamento del faiiciullu pel quale esso viene a spogliarsi del possesso di quello stato che gli apparteneva, o ad immettersi nel possesso di uno stato che non era il suo : oppure se oc-

corra di elle sinsi posto in esscrc: qucll'atto solenne ( o battesimo, o iscrizione ai registri ) clie gli usi e Izggi locali prescrivono come testificazione dello stato civile di ogni cittadino. E la clifllcolt& cresce se si contempia il duLl~i0 rispetto alla ipotesi della sgppj*essioizeperchk qaesta pub estrinsvcarsi soltanto iri un atto negativo. Avvicinianioci alle diverse ipotesi per meglio comprendere il dubbio e concretarlo. Una nutrice aveva un bainbiilo ad allattare : questo essendo morto, essa ne ha trovato un altro, e ponendoselo al seno Iia mantenuto i genitori nella illusione cIie il loro figlio vivesse, ed ha mensilnieiite ~.iscossoIe mercedi. Se Ia frode viene scoperta essa" dirh che la sua sola intenzione era quella di scroccare le gaghc, ma che per quando le fosse stato ricliiesto i1 bamllino avrebbe palesato ai genitori 1' infortunio patito e clriello sarebbe rirnasto a cui spettava. I1 delitto di costei dovrd giudicarsi con Ic minime proporzioni di una scroccheria. di meschino valore; oppure qrialificarsi come tentativo di sostitrizione d' iiif~inte;oppure punirsi come sostituzione consumata? Una donna che mai non fu incinta, o che si sgrav di creatura morta, si fece recare un l~amhinoaltrui, C lo esibi alla famiglia ed ai conoscenti come il frutto delle sue viscere, e lo tenne come suo figlio: ma quel bambino era gid stato hattezzato oil iscritto a nome dei veri suoi geilitori ; oppure non cra inai stato n& battezzato n iscrittu, e la dolilla clic andava dicendo di averlo 11artorito ilon avova ancora avuto il coraggio di farlo iscrivere a nome sgo. Costei discoperta che sia patri dedurre (li nou ttvci.0 ancora consumato i1 clelito perchi! 1' ritto solenne di registrazione a su0 nome non fu

- 508 ancora eseguito ed essa era ancora in tenipo a peritirsi. Una maritata ha dato alla luce un figlio ; i conjugi lo tengono presso di loro, o lo consegnano a d una nutrice: ma passano i giorni ed essi n o n procacciano la iscrizione di quel figlio n sotto u n a falsa indicazione, n& sotto la vera: inquisiti, essi diranno, che non volevano altrimenti sopprimere lo stato di quel fanciullo, ma soltanto pigliavano il comodo loro per farne la constatazione: d i r a n n o ancora che avevano grande tentazione cii sopprimerne lo stato per sottrarre il figlio agli oneri pubblici ; m a che tuttavia pendevano incarti, e probahilrn ente 'si sarel~bero pentiti. Di siffatte procrastinazioni al ljattesimo per sospetti maritali se ne sono vedute, che poi lianno finito con ridurre il marito ad accettare la prole merce compensazioni ed accordi di famiglia. Se in questo frangente sopraggiunge la mano della giustizia, dovr egli dirsi che si ha nel ritardo un tentativo di soppressione (principio d i esecuzione che consisterebbe nel non f a r e ) o che si ha il delitto consumato? o che si hanno d e i m e r i momenti preparatorii che non rivelano ancora abbastanza la volonta di cielinquere, sicch& t u t t o si sciolga in una contravenzione? Due amiche hanno partorito 1' una una femmina e l'altra u n maschio: si sono cambiate la prole dando ciascuna di loro a credere di avere procreato un figlio di sesso diverso dal vero: prima che sia fatta la iscrizione contro la verit dello stato di quei due neonati dovra dirsi consumato il delitto, dovrii dirsi c h e fu tentato, o che fu preparato soltanto? Su queste ed altre simili contingenze io ho meditato lungamente : ed ingenuo confesso che non mi B riuscito trovare

- ,309 una formula In rjriale possa servire di norma costante e generale alla soluzione del prol~lenlanelle diverse configurazioni dei casi.

S.

ISSO.

La falsa iscrizione scioglie tutti i nocli e purta senza duJjbio alla coizsuriiazione, nia per Ia sua sole mancanza non parmi che come regola assoluta si possa stabilire che il reato rimanga sempre 11cr. cagione di tale difetto nella sfera del tentativo. Riil spetto al titolo di sopp~*essione criterio clella consumazione si pu trovare sufficiente nello a1,banduno del fanciullo ad altre niani, purclii: sia certa la deterniinazione di far cib col fine di togliergli il vero suo stato. Ma prestaliilire con una regola assoluta cjaali saranno le circostanze che riveleranno alla giustizia quella rea determinazione mi pare impossibile. SicchB pab dirsi che dato I' abbanclono ad altre mani col fine suddetto, o vi delitto consumato o non vi iJ niente; perche o il giudice si fa certo di quella intenzione, e la esecuzione i? coml~leta;o non se ne accerta, e non vi b neppure tentativo. Rispetto al titolo di sostitzczione ( o cumhiu"~"~ze?zlo) parmi altresi che il momento della consuniazione stia nell' abl-~anclono respettivo delle creature eseguitg dalle duc madri. Si dir che desse potevano utiln~ente pentirsi, e ciascuna di loro riturnare i figli al vero loro stato. Ma il criterio della utilitit del pentimento non 6 sempre sicuro per escludere la perfezione del delitto. Anche chi espose " ' infante poteva pentirsi e tornare a riprenderlo; i anche il ladro pu pentirsi e riportare la roba al

padrone: ma ad onta di tale possibilith i loro. tlelitti si tengono per consumati, perchc? la irrctrattabilit dell' effetto non B coiiclizione consurnativa chr: di pocliissiuii nlalefizi.

La ipotesi finalinente della szr1,pos.iziwte mi tiene anche piu incerto ed esitante. Finchb il figlio srrytposto non fu coi modi legali costituito nelIe apparenze del falso stato, pi volentieri inclinerei n riconoscervi un mero atto preparatorio ; o tutto n 1 piu nn solo principio di esecuzione del reato quando In detcrminazioi~efosse bene accertata. Prima di quel momento la voloiitci criniinosa ncin si mostrata ancora perseverante fino allo estremo : 121 natura del fatto csigeva un ultimo complemento. Le dichinazioni al marito, ai parenti, ai vicini, e la introduzione del fanciullo nel letto della donna, erano atti esecutivi cli un' azione che aspettava per6 il perfezionamento criminoso dalla dicl-iiarazione officiale. A prima giunta questi ponsieri r:i porterehber0 ad opinare che fino a cjucl momento fissiilli, sempre nella sfera clel prossiriio conato. Ma il' at,tronde bisogna riflottero che in faccia alle leggi c: alla giurisprudenza, il possesso di stato, ope.r:itivo #li eff'etti giuridici gagliardi e gtaavissimi. E s e rlnnque il figlio supposto noil si fosse inai inscritto a nome dei falsi genitori, ma pur ei fosse cresciuto ire1 possesso del falso sfato, dovrebbe egli dirsi cht: i1 ilclitto non si sarebbe consumato mai benchii il pravo fino si fosse raggiuntoi$ RIa il possesso d i stato quando si compie? L' incoarlo equi~ralu conia1

- 511 pirlo? Una madre che ha perduto il proprio bambino p a ~ ' f a r s irecare 1' altrui per un sollievo al suo dolore o per un bisogno fisico: la consumazione del 'reato consister dunque in una mera parola, nello aver detto questo t? mio figlio, ed avremo un delitto ve.~~bule? Ecco le gravi c1iRicolt che ho voluto accennare su questo clelicato problema, intorno al quale non tr0~70luce negli scrittori, e che vorrei si sciogliesse cla altri pii1 abile e fortunato di me.
ARTICOLO

11 1.

Dalle leggi romane il delitto (li supposisione di parto consirleravasi conio un falso, e punivasi con Ilil pena del falso testsinentario: Icg. llc) et 30 f l ud leg. Co1*?2. fc[Tsls; et leg. 1 et IO C. cod. t.it. Ed 6 c?e iiotabile come per 1:~ sutltletta Icg. 30 5. 1 questo delitto non fosse di azione pubblica, ma sc ne pormettesse l'accuss a quei soli della fa migli:^ che pnteva110 avervi interesse. Pensano per gli eruditi che nall'antitica Roiii:~ non si avessero provvediri~enti speciali salvo In legge di Etoniolo (ricordata dri. P l rit*a r c o nella vita di qriosto R.e) cho si liriiitava n ~icrmottere niarito di ccinyeda~c rnoglie quantlo al la gli avesse sup~~osto figlio. Ed anzi ulcririi colpiti uii dal veilere come gli antichi comici romani poncssero iii scena cosi ili freclrlerite storie d'infanti sostituiti o sripliosti, congetturarono che ci si facesse appunto da loro al fine di eccitarc la vigilanza dei magistrati

onde provvedessero a questo delitto. Quando poi sopraggiunsero le pene contro gli arti ed i celibi, questo reato dovette divenire frequentissimo in Rom:*; e ci6 forse eccitb la costituzione di Antonino ( I ) che per il primo decretb dovervisi applicare la pena del falso.
(1) per grave divergeriza negli scrittori intorno alla pena che veniie ad incorrersi in Roma per la costitiiaione di Antonioo; discui~ridosiIotariieitte s e la poena cupitis indicasse In morte ossivvero la deportazioti~.Sono per la morte: P e g u e r a decis.crim.80,n.S A f f I i c l o decis.21,n. 8. Sono per la deporlazione: Sa r n o praxis crim. cap. 46, n . 2 5 et sepq. P a r i r i a c c i o qunesl. 150, n . 242C a r p z o v i o prctcticn pnrs 43, qliacst. 93, n. 27 il1 e ri oc h i o de urbitr. lib. 2, cas. 206, n. 5 .

La prstica and6 sempre piG crescendo nell' odiosit contro questo delitto ( I ) e per tale cagione secondo i costumi d'allora si venne insegnando che contro il medesimo clove~;ccfalosi urt 21rocesso privilegiato; formula bestiale che traeva seco le conseguenze di potere esaiilinars i figli contro la madre, i complici e gli interessati come testimoni, di ammettere le ritrattazioni dei fidefacienti, di concedere a1 giudice balia di cercare le prove anche fuori del processo in virt di un suo potere discrezionale, ed altre tali enormezze insegnate dal feroce M a s C a rd i (deprobat. conclz~s. 1147) e dai suoi seguaci : le quali cos spesso lordarono le procedure dei teinpi passati; ed avverso cui b mestieri che la scienza op-

ponga una barriera costante affinchb non tornino idre novelle a far guerra alla umaniti ed alla giustizia.
(1) Per alcuni slaluti considerav;isi questo delitto coirie capiltile: G r i v e l l i tlecisiotles Bolatnae dec. 101, 11, 9 F a b r o i n codicenz lib. O, tit. 13, def, 13 B o e r i o (le. cis. 82, >t. 8 . 111 Spii~uiipunivasi con la rleportazione o con lo esilio: Ve l a s c l i i e z consilic6 lib. 1, consil. 96, n. 26 et 26 C a r r a n z a de pcirlz~?~ut111'c(li leyiti~nodnp. li, sect. l , et 71. 18, 19, et 20. Alcuni vollero costiluire un gius singolare contro gli ostetrici puneiido in loro pi gravemenle questo delillo: P o r n e i. i o YerciIn q i i o t i t l i n ~ t ~ l r ulib. 1, cap. 20, ~n i n fin. Gr e go r i o s~nlrrg~nu jiiris tib. 36, cup. 5, rr, 3. Nelle Pdrtidas fleg 8, tit. 7, p r r ~ l 7 ) si mantenne questo . delitio nella serie [li quelli da perseguitarsi a sola azioiie privatii; escludendo per dal diritto di accusa il figlio, iri coiiforinii della disposizione generale contenula nella ley. 11, S. 1, ff. de ctcczcsn~io~zil~t~,~. In Pi.ancia secondo J o u s s e fjtcslice c ~ , i ~ ~ i i n c l l e 4 , tit. 52, 9%. 5 ) si puniva di triorte; par. e secoodo Ro u s s e a u d dc la C o m b e f tcrtidres crin~inelle? p~trt.l clictp. 2 , sect. 1, dist. 2 ) col baiido perpetuo. , Nel Portogallo per le Ordinanze Alfonsirie ( hl e l l i o ittslilnt. j ~ t - ic,r~r ~ i J,i(sitct?ii tit. li,S. ! i i . .) punivasi con la relecnzioiie al Br;isile. Qiliii~loalle costuiiinnzc di alcuiii pacsi di Alciiieg n v ( . i vedersi L e ri C h I, co~isilictdlldo).~rrn; cnsilitlt)t sriyel.witt~lc~.tc?.irw p'iy. 567. Anche le vecchie pratiche Toscane senibra clie ricorressero per questi falli ;iIIii pciia del falso : 8 :lb p l l i o iu s r r ~ ~ ~ i n a , Jitlsut11, n . 4 . oerbo

La CnroIina non avuvn sl~ecialedisposizione per clriesto reato. Cosicch gl'interpetri ebbero ricorso al diritto coiilnile per applicarvi 1' art. 112 della costitrizione, clic contemplava il falso; e su questa base VOL.111. 33

- 514

irrogarono la fastigazione : P n t t rn a n n elcllienln S. .'i37 - C a r 1, z u v i o p~.actica qrrcrrsl. 9.3, vs. C) ! - C l a s e n ad a ~ t 112, C. C. C.jrcrg.347. I (TJ. dici cunteniporanei non 6 meraviglia che siano staii fluttuanti nel clcterininare la pena di questo rcuto poich vedenimo corile fluttuassero nel determinarne la nozione. Ferisce infatti la mente il passaggio dn una estremiti di rigore ad una estremitll di nlitezza. Rii~pettoai codice di Fril~urgo( art. 1'31) ) clic! spinge a dieci anni di lavori forzati la pena della sopl~ressionedi stato; al codice di Varid (art. 249) che minaccia dieci anni di reclusione; al codice delle Isole Jonie (art. G G 5 ) clie minaccia la casa di disciplina siiio n dieci anni; a1 codice del Vallese clic ( art. 257 ) miiiaccia la reclusione fino a dioci anni ; n1 coili~c: Portoghese ( art. 340 ) che minaccia la do~ ~ ~ r t a z i o(degredo) fino a quindici anni: si inne contrano altre legislazioni che scendono alle inf rrio pene; come il codice Peruviano (art. 575) e il Culiviano (art. 651) che applicano la reclusione da tino a tre anni; e il codice del Urasilc ( art. 254 ) che infligge la prigione da quattro mesi a due anni. Fra queste non puO noverarsi il codice Toscano che ( art. 230) commina la casa di forza da tre a sette anni salva la limitazione accennata di sopra; n il codice Sardo (1) che (all'art. 506) irroga la relegazione da cinque a dieci anni.
( I ) uoa speci;tliiR delle leggi Sarde la disposizione dclI' iirt. 32: del codice di procedur;i tlel 186G ivi N i r.eati d i soppreusione d i stato l' cizionr pericile t m r r c pud pro~~rztrioerxi dopo In seritenau d~finilivti.(lcl girrche dice civile sull~iQ I I L ~ S ~ ~ I ) P IC stutu. La IIUDIC dlsposizlolle d

- 515 quenlo sia ridicola e. varia lo inosirei a luce meridiana in un articolo intitolato prcgizuZicialii clie fu per la priiiia volta pubblicato nel 1872 dal giornale le dcgyi di Gcriova. Storicamente vuole essere notata la lcg. 2, C. de tastibus, la quale noti rininietfeva si provasse con il riiezzo di lestimoni la ingenriil.

C A P T T O L O VI. S o t t r a z i o n e cli m i n o r i .

Quantlo espoilemnlo (C;. 2663 a 5. 2701 ) i ilelitti contro la Iiberti inilivicluale dovemmo tcnerc proposito del pklgio e clel 1na610: i quali due reati vedemiilo in sostailza avere a comune le condizioili esteriori clella loro mnterialit, e diversificare soltanto in ragione del fi?za; clie nel ratto deve essere quello di libitliile o di matrimonio, e nel plagio quello di un' altra qutilsiasi utilit; chc si speri trarre ilal corpo della persoti:\ nl~clotta,o ritonuta coiitro suti voglia. Questi ilue reati nella loro configtirtiziurir: p?'op~~in vecleramo avere conie esserizialitj comtiiic la contliziono che l'abduzione o Ia riteilzione si consurilnsscro C0?26?~0Itc vololztci t7clln ilcvsona ? Y I ~ J / / I ( , sia r~crclibclla fosse affatto incapace di consentire, o fosse ing;iiiiintn, o rcalrriuntc? ilissentisse e resistesse alla occuliazione ai.11itraria rlellc? sua persona. Laonde questa proniincnte oggcttivith ilcl clirittc) alla IiLertS~inclivitlorilc violato col iiinlefizio, ci costrinse a collocare rjriei fatti ncllri. classe clci dclitti contro la libertt personale. Ma fin il'allora ilotainino che il plagio cd il ratto potevano assuincre una forina

eccezionale od in~ps.opria quando la persona ritenata o condotta via fosse stata consenziente. In talc ipotesi era manifesto clie di restrizione alla lil-~ertk iiidividuale non poteva adombrarsi neppure la imiuagine, mentre invece la persona clie si diceva rapita aveva esercitato la sua liberti1 segaitando spontaneamente il sedicente suo rapitore: perlocht! queste forme eccezionali sfuggivano da quella classe (1).
(1) In quanto alle altre forme criminoso che potrebbero noverarsi nella classe dei reati i quali hanno il loro obiettivo nei diritti dei genitori sulla prole, pu vedersi T h o n i s s e n e l u d e sur 1" llisloit-e d21 droit crii)li~zelvol. 2, oppcnd. A, chrrl?. 4,prry. 150.

Na vi possono essere clei casi nci quali se il consenso della persona che si (lice rapita riduce ad un l~aradossotrovare il criterio del malefizio nel diritto alla libertii, individuale, sottentrino altri critcrii clie porgendo una diversa oggettivit giuridica off'esa dal fatto iriipongano se ne costituisca titoli speciali di malefizio per la violazione verificatasi non dei diritti inerenti alla persona via condotta, ma cli diritti inei-cnti acl altre persone rispetto a quella. Questi diritti non possoiio radicarsi in altro che nclle relzioni di famiglia: e perci quelle forme speciali che si estrinsecano nel plagio inpnoprio e nel ratto .il?zpi*o211'io dicendolo in genere nella sotZs-nuionc (o (! naiizo~~i) ,i vengono per necessith logica a trovare conveniente sede nella presente classe di mtilcfizi. I,a societh parentale vedemmo test come sviluppi nei figli dei diritti verso i genitori, e cosi dei [lo-

- 517

veri giuridici in questi rapporto a quelli. I1 principio fondamentale che insegna come il dijlitto abbia la sua vera genesi nel douere (essendoch se la legge suprema impone il dovere logica necessita che ella compartisca il diritto a tutto ci che indispensabile per 1 adempimento di quel dovere) mo' stra evidente la origine dei diritti reciproci dei genitori sui figli, e cosi della patria potest. Se i genitori hanno il dovere di nodrire, educare, ed istruire la prole debbono avere il diritto di comandarle, di tenerla presso di loro, di vigilarne la condotta, ed interdirle tutto ci6 che credono esserle di nocuiuento o fisico o morale. I1 diritto di patria potesta si viola dunque dai figli che prima di quel periodo di vita in cui per la maturit della prole cessa la necessita costitutiva del rapporto giuridico (oltre il quale periodo non rimangono che rapporti merarnente morali) si sottraggano dalla casa e vigilanza dei genitori.

A tutto rigore di principii trovando l'oggetto di questi reati nel diritto dei genitori e di altre persone aventi autorith sopra i giovinetti bisognerebbe concluderne che anche il figlio che fugge 12 partecipe ( o forse meglio autore principale ) del malefizio insieme con lo estraneo che lo conduce o lo accoglie. E non mancarono statuti i quali sottoponessero a modiche coercizioni anche la rapita consenziente. Ma la idea di comunicare la imputabilit politica anche al figlio che si sottrae dai genitori o dai tutoil, non poteva guadagnare signoria nella dottrina

- 018

penale: sia perchi\ si I>rcsnrila clie il giorinc iilesyerto abbia snbito la scilrizione tlello estraneo: sia 1,ercIi sarebbe stato crritlelc ecl irnpolitico che i genitori denunciaiido (1) il fatto esponessero a giudizio ci.irninaIc i propri figli. Invalse clunyuc la regola che il minore fuggito clnlla casa paterna si cu~~siclcrasse come mero soggetto passivo del reato del rjnale erano pazienti i genitori, e chc aveva il srio oggetto nei diritti di qriesti su clucllo: e tiitta la severitJ5 ~1~113 giustizi;^ punitiva si strinse s11l capo degli cstranei clie avessero istigato il miaore a fuggire o Io avessero air~tatoo raccolto o rinscosto. I1 giovinetto rimase in tal guisa in una sitriitzinne internscclia: non fu ne agente ne l~aziantc,rlia un mero elemento indispens..nl~ile corripletarc In soggettia vita del malefizio.
(1) Per la odiosifa conlro il rcrtto Giiislirii,tno ncllii leg. 1; nrpt:r u i ~ * y U z t t ~niin:icci la drq~nrl;izinnc coolro i :~ gcriilori ctie tzol~ lo crvesscro de~rur>ci(rto, che lo nvesser-O o pcr.rlonrito. E parccctii slal(r(i rriniitrnncro siffallo rigore: RI c n n rrlrsc~uiriir~rlcs j r t s L e r i d i r ~ ~ z ~ i00s.t 681, 11. 9. M i \ l i i i i i rrrl ~t~ r lrtssi d:ili:~pri~lica ptsr 11 r c ~ ~ l o ~ l p o p r i o : S. 1991. i~ vedi
p. /le

In q~iestocleilicnto la condizii~net>~scnziitlo 11110 variare secondo il vario modo di veclcrc dellc scuole o dei legislatori ; uvtrcgnad~l:possano dnllc Icggi civili venire stal)iliti differenti tcrmirii alla ~ ~ ? c ~ , q g i o ~ c eli6 ecl alla prctrics jio6cstc-i; 1)Jr escmpiu yu0 In minore eti finirc n vcntiiri' anni e 1:i. patria potwtir finiro ai trenta. Allora puO nascere il grave ilrll)l)io

- 519 se la sottrazione del figlio per essere elevata a delitto abbia bisogno di violare quella patria potest pi piena che hanno i genitori sulla prole minorenne, o quella autorit che hanno i tutori sui loro pupilli; oppure se le basti lo avere violato quella patria potest meno piena che i padri conservano per un certo periodo anche sopra i figli maggiori per certi effetti determinati dal giure civile. E su questo proposito esaminando il problema in faccia alla scienza io sarei di opinione che non ciovesse aversi riguardo nessuno alla patria potest eventualmente prolungata da alcune leggi civili oltre la etk maggiorenne. Negli odierni costumi l' uomo giunto alla et niaggiore, dove anche voglia considerarsi per certi effetti patrimoniali tuttavia subordinato alla autorith paterna, deve per mio avviso essere libero dispositore della propria persona. I1 codice penale Toscano rispett questa veriti nei termini di ~~Zctgio, come altra volta (S. 2671 ) notai. Rla in prop~sitodi ?*atto dovr tornare fra poco su cinesto argomento.

Determinato cosi come si costituisca In impro~rrictknel plagio e no1 ~ ~ n l lclunntlo assriinorio il o titolo comune di sntZ~.nzio~?e nzino~~i, di rimane :i mostrare conzc ritornino ad aver valore le differenziali iilterceilciiti fra quei tlue titoli in ragione dcl cliverso fine. Iinl~croccllsc: In sottrazione do1 minore alla potcsttl patria o tutoria (1) si faccia pel ilne (li lil~idiiieo cli matrimonio, avremo il titolo tli ~nllo i~izpi.ol~vio; sc si faccia per altri fini avrce

il titolo di plagio iwzp+oljri~. quali due titoli I (quaiido si vogliano considerare come fatti meritevoli di sanzione penale) non differiscono soltanto nel nome, m a sopgiacciono anche a regole diverse in qrianto alle loro condizioni essenziali; e molto variano nella respettiva penalith.
n10

(1) Anche nel tutore si ravvisano dei veri diritti sopra il pupillo, i quali non possono da questo violarsi senza evitare relalivi provvedimenti. La genesi di tali diritti .si trova nel diritto connato clie Iia ogni uomo di esercitare la propria :illivi[& a bent4zio del S U O simile quaiido versi in condizione di averne bisogno; come bene spiega I' esimio Prof. T o I o m e i diri(to )~rii.zt~(t/e 212, e B a r o l i diritlo wilzir(i1r S. 91 S.

11vallo 6 ~ p * o p - i o per sue condizioni - 1.O 1' al>ha duzione o ritenzione - 2 " il consenso della rapi. ta - 3 . O la et8 4 0il dissenso dei genitori (1) . 5." il fine d i libidine o n~atrimonio.

(1) La figura del ratto improprio si adatt in 1t;ilia anche al fatto di chi avesse condotto via una schiava altrui per fine di mescolarsi con lei o di Carla sua nioglic. Sui relativi

provvedimenti degli statuti italiani e sulla durata nelle varie republ~liclied 2 Italin della schiavit delle donne barbaresclie lino al secolo XVIl vedasi I' erudito scritto di S a l v a t o r e Bo n g i intitolato Lc schiaae orielitali in Italia, che trov;isi nella 1iTzrovn Aatologtc vol. 2, pug. 255.

i." L' cibclz~zr,zio?re vits?zzio?ze costituisco lo eleo mento materiale (1) su cui niente abl~ianioda aggiungere a quanto diceinmo al S. 1689 e seguenti. Bens e da notare clie se nella ipotesi c7el ratto proprio (violento o quasi violeilto) il giudicabile deve per necessitti presentare uua certa serie di atli materiali da lui posti in essere per consumare la violenza o 1' inganno; nel ratto improprio per lo contrario la rnaterialit. criminosa puO tutta esaurirsi nel fatto della stessa ragazza, ed a questo la irnputaljilitt'l del rapitore collegarsi per un solo oz'rxolo ~~zoz-ale senza nessana sua fisica partecipazione. Quando ( a modo di esempio) egli abbia indotto la ragazza a fuggire, e preparato il locale dove essa anilrh a nascondersi, o fissato il punto di riunione, la evasione dalla casa paterna si consuma esrlrisivainente dalla ragazza senza nessun aiuto dell'altro. Ci6 costituisce un materiale tutto esaurito ilal soggetto passivo del malefizio, ma nondimeno i'autore del malefizio e esdusivamente (2) chi ne fu causa morale; appunto perclik data la non imputabilitA dello esecutore materiale del fatto, yticsti giuridicamente viene a guardarsi come un mero strumento cli chi gli diede lo impulso; l'alto materiale di lui si considera come fatto da quello, ed esso per conseguenza I'wzico e vero autore del reato.
(1) Credelte laluno trovare la origine della iorn~ula ratlo

i n purenles in un' antica consuetudine di Francia. Ala Le ys e r f spcc. 593, nledit. C) ) dimoslrb con molla erudizione

- 5t)Z che il ratto i1i pnrentes coiiosciuto dalla an1ic;i Francia era d' inclole ben diversi1 da quello che con siff~ttaformuin si designavi1 itppo le altre nazioni; essendocti in Francia ci punisse come delitto il matriirionio contralto senza c o n s ~ n - o dei genitori sotto la denominazione di ratto in prirentes; cosicchi: questo titolo ebbe col l'attitudine speciale di coiiiprendere anche il ratlo dell'tronzo e il ratto senza c~bclusione: lo che nota L e y s e r essere una specidlit uiiica, ignota presso tutle le altre nazioni. Ciiecch sia di ci, certo 6 che nella pratica iiniversale le formule ratto in parertles o vi8 in prrrercles non si applicitrono s e non dove ricorreva lo vera abduzione della ragazza consenziciite. (2) Non mancato chi abbia espresso opinione clie fosse conveniente di punire anclie la raqazzn per li1 fuga dalla casa paterna, inrluanlochh ancli' essa viola i diritti di famiglia. Anche 1' esimio Consigliere iiI a r t i n e l l i nel suo P r o d ~ o m o al codice penrtle vorrebbe si puuisse la ragazza. iiIn per quanlo io rispetti la dottrina di questo sapiente magistrato, e trovi nel suo libro molli pensieri apprezzdbili per novit e giilstezza, non mi soscriverei in queslo parte alla sud opinione per le due ragioni che ho accennato al 5. 1977. Aggiunger ancora che essendo (come dir a suo luogo ) generale Iti dottrina antica e moderna sul proposito della non punibilith del furto commesso dal figlio a danno dcl padre, facile si scorge quale analogia corra Ira caso e caso; e come 1' argomentazione che 1' illustre scrittore desume dalla violazione del diritto paterno commessa dalla figlia non sia sempre buona ragione per dinienticare i riguardi che osteggiano il procedimento penale. Una sentenza del tribunale di Spalatro del 18 gennaio 1865, n. 2544 condaniib a pena aflittiva una rlonzcllii che aveva cooperato ai proprio rapimento. Quei giudicaali mossero dal principio che le disposiziorii generali in tema di coniplicitli non trovrivario ueiia legge uiia lii~iiiiizionc nel caso del ratto: mii cib cile pi delte argomento a qud ;iudicC~fosi fu clic la difesa sosteneva la non punibilith sulla regola che nessuno poteva essere al tempo stesso sojgello

- 523 altivo del reato e formarne nei diritti a lui spettanU I' oggetto. Ora fu fitcile a1 tribunale (li eliiiiinare questa p;iradossnle applicazione della regola, osservando che I' oggclto del ratto improprio non sono i diritti della ragazza, nia i diritti dei genitori; e cos toriib a capello i l ragionamento del BI ti r t i n e l l i. il1,i;i la Corte Suprema di giustizia in Vienna, con sentenza del 7 giugno 1865, assolvette la fanciulla per la ragione clie le regole generuli sulla coniplicil suppongono uii' azione materialiiie~itcdiretta a datino del terzo; aghiungeiido ancora clie la fuga dalla casa paterna non pub essere dcliito perchk specialuieole prevista dal S. 145 del codice oivile austriiico. Piire a nie che la lellercl dslla legge oKrisse In via pi sen~plice per risolvere la queslioi~ein questo secondo seilso.

2 . O I1 co?zseszso dclia rapita b il criterio che clistingue il ratto (1) improprio dal proprio. I consenso 1 estorto per violenza morale o per inganno non i, . consenso giuridico. BlIa rlnanclo l'assontimento fu spontaneo, e la ragazza fugg per gettarsi clcsiderosa nelle braccia ilell' aiitante suo con piena scienza di ci6 che fhcevn e tlcl line pcr cui fuggiva, inutilincnts si portei*el)bcroin caiiipo lo urti anlatorie e la seduziorit! per negare In veritd del corisenso prestato. Inutilillcnt~(le1 pari in faccia a clueIle legislazioni chc iilniitciigoiic, il ratto iml-~roprio nonel vero dei delitti, si prc?tonrlercbbe in n i ~ senso tutto opposto distingrierc Sra co~zse~zsoco~~~ct~zclo c per sottrarre il rapitore alla pena. Questa consiilernziiiiie so puO influire sui r~ritcrii iliisuratori della cluaiitith non a1t1:ra i criterii essenziali clcl malefizio. PuO be~iissinio:~rr\rciii~c una ragazza ebbra CI' amore chc o stanca (lei rigori donlestici immagini essa mede-

- a24 sinla la propria fuga, la proponga, la raccomandi, e coli preghiere e lagrime iniluca il rapitore a darle mano. Tuttoci potrn valutarsi a discarico del giovine per attenuare il suo fallo; ma non denatura il delitto. Anche le sevizie, per quanto gravi ed intollerabili, dei genitori non possono guardarsi come circostanze clie escludano la criminalit. Un tribunale di giurati che non pronunzia mai per dettato cli ragione m a per ispirazioni dal momento, potrtil forse in tale stato di cose rispondere con un verodetto negativo sul ratto. &la il magistrato forza che si limiti ad attenuare, non potendo in faccia al precetto della legge ammettersi che una ragazza, per quanto stimisi malmenata, aljl~iail diritto non solo di porsi in salvo, ma anche quello cli gettarsi in ljraccio all'amante, e che questi faccia atto legittinio col torsela in moglie. In simile ipotesi sarebbe pero evidente clie il reato non si consumerebbe con l' abduzioile ma con la ritenzione. Se si cambia il liae del'azione, come dir6 tra poco, la cosa diversa.
(1) I'resso molti popoli anticlii i l rnllo fu la forala di contrarre le nozze che si us spesso ia modo rcale, come ;illesia la storia delle Sabirie, e delle Sparlane rapite dai Rlesscni, e quindi resib come sirnbolo nelle cerirrionie nuziali di parecchie genti. Succedette al ratto la compra delle fanciulle che dura ancora in Oriente. Poscia venne 1;i dote, la quale bericli proibita da diversi legislatori Greci aliinclii: In donna non cenibrasse comprare il marito, serv a grande slrumeiiio di civilla rialzando la persona della dorina nella t~iiiglia.

3 . O La eth richiama a due distinte contemplazioni ; vale a dire al terniine a qlro, e al termine ad qzbejn.

In quanto al termine a qzro vi deve essere un periodo dentro al quale il consenso della ragazza si abbia come nullo per la incapacit assoluta in lei di errietiere un consenso giuridico. Allora il fatto cade in quella configurazione clie fu detta per assimjlazione uiokntcc, ma che meglio ( a parer mio) deve dirsi piuttosto di setlzczio~zei~reszr,?zta; la grande per ragione che la violenza esige il dissenso, e che chi non i! capace di consentire non iJ. neppure capare cli dissentire. illa qtialunqrie sia la formula che si prescelga sorge in tal caso la configrirazione del ~ d t 2xPoprio. Questo termine a qzco il codice o Toscano (art. 2 8 6 ) lo fiss0 ai dodici anni, distiriguendo per altro un periodo interniedio per certe ~ilodificazioni dell' azione e della penalit. Clii per fine di lil~icline o di matrimonio rapisca una fanciulla inferiore alla etA cosi determinata dalla leggc, inutilrilentc farel~beappello al consenso della giovinetta (1) per irnpropriare il titolo (le1 suo reato. In cluaiito al terrnine ad qzie?)z la dcfinizione del medesimo dipencle dalla soluzione dcl clubbio che 1 0 accennato di sopra. Dove le leggi civili fanno du1 rare In patria potestit oltre la maggiore et dei figliuoli, sorge il clubbio se la fuga dalla casa l~aterna per fine di inatrimonio o libidine dalla figlia che abbia cornpito gli anni veiituno (termine della rninoretii) ina non cotiipito quegli anni ai quali la paclisciolttl ( pcr esempio i trenta ) tria potestii ~rienc

rnatriinonio al mezzo della fuga: i1 padre ne clicsentiva. Oppure il caso era rovescio. Che dovri tlirsi? (1). Certainente se il diritto leso in questo malefizio quello della patria potestLi, poichb la medesirria vivente il padre concentrasi in lui, il delitto niente perder& clelle sue condizioni essenziali per l' annnenza materna, la quale potrk soltanto conside~arsi conle una cliininuente. E ad ogni modo cluando anclie si volesse riconoscere in entrambo i genitori dei diritti ugualmente gagliardi sopra la prole, TrarreLhe allora la regola del testo a!la I. Sc~bi~zzrs n". conzn~t!jzi divi'clzszclo, che rielle cosc coniuni 1 vu 3 lonta di chi nega prevale a quella di chi consente; onde il dissenso di uno dei genitori n:riderel~l~e inefficace il consenso dell' altro.
(1) Pii doiriandarsi s e ad ilrer(> la vis i n parenlcs, che costitriisce la oggettivili del rotlo inlpi-oprio, sia uecessaria nei genitori la condizione di legitlinii. Quesla questiolie f u esaminata in Francia dove il ratio iniproprio (clie nierile i . punito s e I i i ro2azz:i 11a pi di sedici a n n i ) S p:li.ificiito al rirtto proprio se cade s0pi.a una donzella al disotto di srdici anrii. E fu deciso che la legittiriiili dei natali fosso circo~iariza indirerente, bii~tsiidoalla [~iiiiibiiildel rntio della cousen.zi~iiteirifcrioi'c :{i sedici ariiii il dissenso della miidrc anche naturale quarido ft~sscriconosciula per Icile ed avesse ]:i direzione dellii f:inciiilla: vedirbi i\l o r i i i . / O ~ L Y ~ I ( d~ ~ dr.011 I ' crbtincl a r t . 6693, 7324 et 797.4, ove ri1iori:i il giiidicaio della Corte di 13ordeaiix del 24 ng04io l S ( j 4 riel senso budrlcito. La queiiione relativa aliii figlia di iriadre vcdova rapitii (liss~nzienteI;I rnzidre la tratiri P u I t ai ;I n n rrtlz'crs(rrioru?rc 2101. 2, ctlp. 20, pag. 200. Iii praiic,~ io ebbi i l caso del1:i madre vedova che voleva dare querela corilr'o il rrrpilorc? della figlia, menlre il lutore couscntiva i11 matriinonio e tic-

costituisca delitto per l'amante che l'abbia seco raccolta ai sucldetti fini. In punto astratto di diritto 110 gi detto che cio non nii pare ammissibile. Eon ostaate semlsra che il codice penale Toscano al1' art. 287 ponga come termine ad qs6e:in della irnputabilit del mtto improprio non gii la e t i niaggiore della ragazza, ma la sua liberazione dalla pntria polest.
(1) Pcr Ic scuole e leggi contemporanee il drliiio di riilio irriproprio non cade che sopri] una donna. ()uiiindo iiivecc sili una dorinii clie per fine di libidine o di ni;itrinioiiio sottragga un giovinetto consenziente ~ 1 1 autorit dei ji~nilori,i l ' fatto hfugge alla moderna nozione. Sembra per clie iieII:i pratica siasi talvolta punito in addietro nilche .qrieuto fatto per irnn di qiielle analogie delle qiiiili troppo si iiliusb nelle rnaterie penali: vediisi B r i l l o 11 d i c t i o w ~ n i r e des a r ~ e i s , ruot ivrrpt, png. 677. La ragione d i distinguere trovossi in questa che il siovine sedotto uoa perdendo 1' onore, dal ratto di lui non ric tlerivri il costringitiiciito dei genitori a coiisentire le nozze.

#. i98 L.
4," I1 t i i s s c ~ i ~ s (lei genitori B il quarto estrctno ri Jcl iS:itto iiiiprolirio; e qui ii~nnifestoche in f:wcin ad uii pi~cli~e r'eiiilritosi clolei.ite del ratto dell:~ figliuola riun b a lui clie incoiiil~crli provare il disseilsv, nicx i: all'iticcusato clie inconibe (sc lo prii ) di 1irr.n7arc il conseusi): ub I'nciliiientc a lui potrh inentlrsi '~tioiioil l~rctestodi un consenso taclito o di un consenso l,i'c~sunto. &la una cliflicoltti lbriib nnsccrr: nulltx ipotcsi (li divcrgcnza f1.n i genitori (1). I,n II~:IC~I*P, 1110110 di eseiiipio, era in accordo con a !a liglin o cori I' amante di lei per procacciare il

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gava dare querela: e sotto il governo delle leggi Toscane prevalse la volont del tutore. Appo noi senza dubbio il ralto non cessa di essere improprio percti siasi usata violenza vera contro i guardiani della ragazza quando questa era consenziente. Ma in faccia al $. 96 del codice Austriaco ciL fu argouiento di questione: vedasi la relativa disseriezione di K i t k a nell' Eco dei Tribulzctli n. S54, A n ~ t o lS58. (2) Un caso singolare si verifica nella ipotesi cli una vedova la quale sia passafa a seconde nozze mentre ha una figlia minore del primo letto. Veiiuti in dissidio i nuovi conjugi, s e il secondo marito conduce a coabitare secolui la figlia della moglie che spontanen lo seguita ma contro i voleri della madre, si dimanda se a costoi serva di scusa la qualit di palrigno e contutorc della rdpita. (Juesto caso si present ai tribunali di Francia nell' affiire Pillon, e fu deciso dalla Corte di Cassazione con.decreto del 14 decembre 18GO nel seriso della criminosiiS; e civ fu giustaniente deciso perch 1' obiettivo di quel ratto iinproprio erano i dirilti della niadre sulla propria figlia niente modificati dalle secondo nozze. S e peraltro IO stesso c;isO si verificasse rispetto ad una figliil C O ! ~ I ~ I !non Z~ dovrebbe dirsi altreltanto, perclik coesistendo in entrambo i genitori il diritto parentale sulla minorenne si potrebbe avere il tilolo di ragion faltaci; mai quello di ratto, trannc i l caso di conjugi scpariili giudici:ilriierite con ~lcstinazioriodi custodia esclusiva accordala sullit prole ;id uno di loro.

Finalmente il fine di libidine o di matrimonio costituisce la nota caratteristica del ratto improprio. Vi 6 differenza tra questi due fini sotto il punto di vista i-oorale; ma sotto il punto di vista giuridico tanto l ' u n o quanto l'altro bastano a costituire la criniinosits del fatto: e soltanto puo dirsi che il fine oiiesto clel matrimonio meriti un riguardo di belli5.O

gnit rispetto al flne pravo della libidine. E tale benignit hanno esercitato le legislazioni contemporanee. Il codice Toscano (art. 287) mentre al g. 1 niiilaccia la carcere da tre a diciotto mesi contro il ratto improprio, ammette al S. 2 che la carcere possa discendere fino ad un mese se il fatto accadde per fine di niatrimonio, qz4ando li;?*ovi ztna speciale disco@u ~zeZcosztegno di clti ha la pati-ia potest o P autorili&tzbtorin sopra Zcc dosztza. Clausola elastica, che agevoliiiente si presta cosi a designare le sevizie paterne, come la troppa rilassatezza nella educazione della figlia, ed anche una soverchia docilitti nel permettere che i due giovani an~oreggiassero.

RIa gli effetti giuridici del matrimonio fra ralitore e rapita susseguito al ratto inlproprio porgono argomento di pi speciale disamina (1). Quando lo amatore a cui fidanza erasi posta In giovinetta per libera determinazione del proprlio 'clolere, cotnpie onestamente il do~rere menanclola a inoglie, qriesuo sto fatto successivo certamente non c1istrr.igge 1' aritecedente aziooe delittuosa; e contradizione giuridica non consentirebbe si dicesse tal cosa. Pure da cotosto evento successivo due effetti risultano che la giustizia deve pigliare in esame. I1 primo si che la pi~ onesta intenzione dell' agente di condurre via la ragazza per farIa stia moglie non B n rina ipotesi n un assorto, ina una veriti dimostrata: laoncle clall' azione (le1 giudicabile radicalineilte si esclucle ogni sospetto del pravo flnc clell:~libidine. Il secondo si b che cosi composta per afitto reciVOL. 1 1 1. 31 1