Sei sulla pagina 1di 59

Della pmva.

Prora jn genere dicesi tutto ci che serve a reiiderci cerri della uerilb di una proposizione. J,3 C ~ T tszza b in noi: la oerirh ~ i e ifatti. Quella nasce dalla creduta cognizione di questa : ma per la fallibiliti umana pu0 aversi quella dove questa non 8; e viceversa* Solo in Dio veriti e certezza si unilicano, cessando di essere 1' una tutta obieiiiva , e i' altra tutta subietliva.

Rapporto ad un fatto possianio trovarci in yualtro stati diversi: o di ig'llnoranra: o di dubbio: o di 111.0babilit: o di cerlezza. Tuttocib che serve a farci progredire dal primo slnto verso I' ultimo dicesi provaSi dice piena la prova quando ci ha portato alla certezza: se alla sola probabililb, B semipiena. Questa non b suaiciente a concludere la colpevolezza: dicova S e r v a n cfie se la probabiliti t? la misura dell' accusa, la sola certezza deve esser quella della condanna.

Coiisiderata dai filosofi negli elcmeriti dai quali pui in noi ilerivare, la cerleaza si clice ~~aeiajfsir~. qunriilu

si desumc dal solo raziocinio fisich quando si desuriie dai sensi corporei - nrorale (o storica) quando si desume dalle altrui attestazioni. J,a cerlezza 1iict;iiisica i: aecessaria; la fisica I: custarite; la moralo cnnl.irrys,ite. In luUe pub insinuarsi I' errore. Ma nclla metniisica lo errore rion pui) aver causa che da un viuio logiro: nclla fisica oltre il vizio logico pub aver causa iInlln ullllrinuzfo~re dei s ~ ~:~ nella storica, oltre il s i vizio logico e I' allucinazione, pu0 aver causa anche dtllla Iricllsogna di chi ci attesta come veri&& cosa una falsa. 1,aoride (ct~ecdrsiasi tlieputato in contrario rl;t l? i I n n g i e r i, R r 1 g n o l i, ed altri) pare esatta la 1 regola che 1s rcrlezzn nictaflsic:~ ~irevnlcalla fisica, e questa alla storica.

Pure nei giudizi crimin5li, in cih che attiene alla verificazione del futlo, non fiossibile ottenere 10 la 1 certezza ~rirretnfisica pura, ni! la Jisica ;e liisogria contentarsi della islr~rica.

Ci0 b co~icordako da tulli qiianto alla certezza rnctnffsiCn. Rla lalnni creilono che il giudico crirniiialo possa trilvolla ottcnero ai~clir, certezza fisfrn del delitto: la lo che si ruolo ceemlilificare ncl caso in ctii esso ve. inifica con gli occllt liropri la traccia o gli effetli di 1111 dalitko; o si conviilce per il pallore o il piartlo lhll reo. Sembra ~ic:i*i) che ilai si cada in equivoco;
3J

poichi: il giudice in questi casi si accerta /lsicuni~rrtc di un fitto dicerso ilal delitto: e poi da questo fatto argomenta il delitto. Jla in tal senso il giudice ilovrebhc dirsi aver la certezza fisica anche qiianclo crede a un testimonio che ode, o del quale legge il cleyusto. Il giudice in qiiei casi si 6 fr'siccrnie~zte accertato clit. il reo ha pianto, che quella macchia i: sangue, come si t? fisicametite accertato che il testimone ha detfu; ma per corirertire la cerlezza di cotesti fatti nella certezza dei delillo, esso ha bisogno di procedere riltre; e trarre questa seconda certezza o dal raziocirtio nei primi casi, o dalla fede nel testirnci~ieriell' riltirno casn.

Cerlcun. Ineramente fisica dcl delilto non puii aver1.9 legitlimamente il giutfice, che nel caso tli delitli commessi innanzi a lui i n udieriza; dei quali la legge lo aulorizzi a prendere immediata cognizione. Perclii: se fosse stato acciileittalmente testimone dcl delitto c2ic it chiamato n giudicare, ei rion poirebbe (giusta la savia distinziutie iriscgnata modernarnento (la1 B o 11n i c r , iti cnnfutazione della contraria dottrina tlel B a r t o l o (1) riprotlotta diil G a b r i e I ) valersi di questa sua personale certezza a fine di condannare; percti unirebbe le fuazioni di giudice e di

lestimone illegilliino.
(1) Arg. m l c y . G 5. 1 ff. fde o//: prnruid. ~ u m b ; ~ r l i i i ~ fra gli trrilicili da C u j a c i o , D o n c l l o , G o t o f r c r l a , PII altri.

La prava perlnnto nei giudizi criminali, merc la qtiale viene a conoscersi la colpovoIezzn o innocenza dell' accusato, non pub ottenersi che col presidio di urtesraaiurii, per le quali il giudice si rerida certo inturno a ciascuna tlclle sette parlicolariti che furono descritte iri quel verso q u i d , y a i s , ubi, quibus ccuziliis, cur, Q U O ~ O ~ Ogiiando -- e clie tutte in , qiialsivoglia delitto esigo110 dal giii~licariteuna pnrticolare rifferrnilzione.

3. 007.
Coleste particolari affcrnlazioni discendendo dalle valutazioni degli elemcnti sui quali si costruisce 1 : ~ prova, questo argomento coriducc nntiiralmente a du1.O dal principio su cui deve coplice esame : stisuirsi la certezza in criminale - 9."dei fonti materiali da cili pub sorgere. Ond' 6 che il presente capitolo si suddivide in due articoli.

Ilei tlue principii delln certezza

i ~ icriminale

Nei giudizi crirnin:ili, ove si vogliano condurre i i l 1' obietto loro con ordine razionale, e non convertirli in iin rito superstizioso, o i11 uri giuoco di forza, nou

pu;? il risultato cfcfinitiuo rIeIl,t Itrors cssc.re ai13:7i:~tll rlie sull' uno o siiil' altro (li 11iii:sti t l w piSincir(ii: o 13 rerieztii n~r~rulr dclln Icggt: o 13 iser'lc;za Iridiralc ~ 2 s l l ~ r r n ? ~ z u ( i ).
'1) Jloderiianieule il cliiar~issiriiu prof. 1 i e lr o E l l n r o ' IJC~ lilrro dcl!rr critirir ci,iitr;~irilr,ha ideelo c f i i i l ~ pu:sibilc, c li~clcitif conle C O I I ~ ~ I - I ~ Ci1n~ ~te:'tlt si-Ieril:~, ~ C, ~ f i ei ciire ' r c r l e ~ zl ~ l / r ~ l ir~i]irn)rrirr: C ~ ' se 111-11~ ~ e C non iic afrcrrni il corrccltn ' cnnsisierchbr iicllo sl.ihilirr: pci <)pera di Ic?ce In i7eihersrtii di I X Q rlato grado (li proia pcr I,, (:citidanna, seiiari rendere la roridnriria slessel prc.cctbiv;r in iliodo nssoliito , ncppui'e nel coriccjrso di cliiclir).
jiel sito

Il principio della certezza clellu Icqgc si prende a Insc tiell' nflertrraziurie o nr.jraziorir: clclln. prova, riel sielerns casi cli:tto delle prute Irgali, Esso coriciste in questo: cho 1:i legge clcfiriisca u p ~ ~ i o rq11~li condii xioiii di iii'ui'a rla Ici si esigono peiaclib si nbiiia la j,rIir:4 piln: qan1i pcrclii: si abbia 13 s~rriipinlti.

Cotesto sisleina opera l' cflclio clit! iI giudico, beneli6 non coavinto nell' animo siio della reiiC1, debba pur coridannare, so ha la prouct legale ; viaoversl't : e ~~urc~hi! conto in scnlenza dei foriti da cui rilorcndn va il grado di prova clie afIermii. E per la difficoli:~
~rrdiclrdi avcrc piena pr.ov;r (lei delitti clic il f~ciricrroso occulta con ogni studio, con(1uce come sua tic-

cess:iria consrqucnzn alla condaniia con prova scmpicn!! : rendendo ci0 tr~lic~~abile ricorrere alla gracol Jttziv~tedelle pene sulla [~ro~urzione provc. Qiierlelle sto sistemn gsrieralizzi, la tortura, come mezzo rrerliitn :~ltissinio ad ottenprf: la ronfessionc del reo, ripil(at:r in colesio ordine di it1c.c la reeiiis ilclle provc. -, pure uiia necessitb di talc sislctria la pttoceilura scritra, ine$io giovandoli il metollo iwqrtisil!rs.io. Esso animettr\ 1:i ?'ecisil~r~t! giuilicati. Lo svolgirrieillo piii corndei p l c t i ~del sistema della prova legaie nell' ultimo siio 1rrn:rosso mi senibra di trovarlo altiiato ncl codico (1' istrazionc criminale pubbiicalo in Priissia 1' 19 rleccmbre 4505.lvi si pernicltono i mr:zzi crlercifivi per far confessnro il reo, proscritta ~ierb 13 tortul'tl, Si abidisce I' ar~ticosislerii:~ rilcnianno di r'ii~iettercil giudizio crirninale sul processo scritlo 3 (lei colle::i (li sapienli o fiicoll;li. uuirersitnrie. Costitiiili dei ricrrnanenti tribunali criminali si cotrirnctta loro di girnlicarc y~pellabilineritsulla procediira scritta. I,a prova si (livide in pistta o roinpletcl, che sola 1\11" far luogo alta [iena ordiilaria; o prova incur~~pleta, pui) far lucigo che a pens str~zordi~~nria, iinn sos~~erisiorze istawza. o ad (E' Per 14 prova coriipietn si richiede o la confessione legilliin:~,o i rlucliiii~nti,o IP de[iosizioiii di diic testimoni ineccczionabili. La prova indiretta o indiziaria, non h:ista che alla ~iuniziona straordinaria. Tut1:t la classazionc dcgl' indizi vi si trova ioipt'oilotta.1 con1 flitto dcgl' indizi obbliga alla soa~icrisiorio, aecornpagnatn. in cerli casi dalla sorucgliariza. Insoniiria questo codice proscntb l' ulliiiio riassunto cld rnetodo della prova legalc. hfa nnclie In Prussia dovette ccrlere a1 movi-

mento Europeo. E con la lecge del i 7 luglio i8 k0 ~ i d r ? istiluirsi il giiiclizio orale e il rncloilo della intima conrinzione, come gii in Toscana era avvenuto per In. riforma giudiciriria del 1838.

Il principio della certezza [lell' ?tomo si prende a baso rleli' afTerrriazione o negazione ilella prova, nel sistema cosi detto della intima corrt ilzzione. Esso consiste in qileslo: che la legge niente s occupi degli eleinenli di prova pei quali il giudice dichiara costare del delitto; a Ici basta che 1' irorno cui viene affidato questo grave uilcio si dichiari cotivinto. Cotesto sistema opera clie il giiidice, anche a fronte di una prova C ~ A direbbe pienissima, possa dichiararsi non si convinto, ed assolvere: e viceversa che egli possa condannare seriza ncesune, ctl anzi contro le pii1 aperle testiinonianze, o senza debito di render conto del perchi: condanna. Questo sistema non ammette mezza convirizione, ni! dcgrailazione di pene desunla (ostensibilnicrrte almeno) dalla inferioriti della prova. Esso b 1' unico congru.zmente adattabile al processo accusatori~, il piu conforme all' indole del processo mie sto. Dispensa dalla procedura scrictu; e non ha niente bisogno di giudici giureconsulti. Esso non si presta alla reuisione dei giudicati (1).
(l) Intorno al aistcmn ciella intira:i convinzioiic dissertojudicir onimi rreatrnlicr , A b C g g dc xc~ile)itincondemtariloria es solix jndiciis Isazrd adniillelt* rln ;c pi largamente h! i t t c r m n i e r nel suo libro del processu O I - U ~ P , ed in altri suoi scritti.
rolio S %v v i n g de a

Siccome per tanto nell' uno quanto nel13aitro metodo la legge deve definire, nell' uno le condizioni intrinseche , ncIl' altro le sole condizioni estrinsech~ ilolle prove; cos sta belle che alle prove criminali si adatti sempre il predicato di alti legittini ( i ) , col quale le dellui C a r m i g n a n i .
(1) Nel sistcma delle prove legali la prova deve esser. legittima e nella forma e nella sostanza; e cos solto ambo gli aspetti offre argoniento di una dortrinn giuridica. Ne1 sistema della intima convinzione deve essere legittima ni!lla forma ; c soltanto ra~onalenella sostanza. E cosi sotto ii primo aspetto oflre ar$orncnto di una dottrina yiicridica: non pi sotlo il secondo.

1 sistema della intima convinzione storicamente il 1 pi antico; come B sloricamente piii antico il tribunale composto di ciltadini rinzichb di legisti, vale a dire

la giuria. In Grecia ed in Roma giudicavasi per convinzione, ed anche sotto 1' Impero. Poscia le nordiche irruzioni, e la cresciuta prevalenza della ignoraaza e della forza introdussero le ordalie e i duelli giudiciarii (4). Ed allora non fu pi n6 prova legale, ni: intima convinzione: 1ioichC: I' ufficio del giudice si reslrinse a verificare se l'accusato era uscito o no vittorioso dallo esperimento; se si era purgato; so il su0 campione aveva o no vinto la pugna. Quando nel de-

ciiilolerzo secolo cotesta foggia ti'trla Ji giti11ii~ai.c scrcrlitossi culto gli anrilemi del (1u;irtri concilio I.fitci*ririense dcl 19 15 (Zj,nacque il processo irirjuiritorir, ; la giustizia penaie venne in t1ia110 dei leglsli ; e di:s$i

crearono il sistcrnn delle prove legali. 8islema iri :illora bei~eficoalla urnariiti. PerchL' in f;iccia ;t leggi iiiirpe che rmncro a minacciare penxliti csorl~itanti e . l:\ morte per quasi tiilti i delitti, fu un iitilc riitlzzo :iri aridolcire il rigore delle pene la facolti di degrticlarle per urirr deficicuza di prova. Da qiiefi' elioca fno a ~ i n i prevalse generrilmcrite in Europa cotesto sistema delle prove legali, tranne in Inghilterra, slreriun imonservatricetlellrt giuria. Di qui gli ir~numere~oli trnttati giuridici sorti in Italia, iii Francia, iri Gciarrinilia per dettare le regolo sulle quali dovea la prova li:gale misurarsi dal giudice, Quando pero la civiltk udiernn noli pi si apprigb dei progressi del secolo SII1, e delle tradizioni del processo inyuisitoriri , sorse, co111e si i: veduto (S. 850) il processo nzista; risorsis In puGblicitR dei giudizi peuali ; e come corollario rinacqut! il principio rlella iritirua corivinziune.
11) Inriiimerevnli sorto gli scritti che ricordailo lo diverse forrne con le quali si compivario quelle solennith cbc UOrriini superli osavano chiamare giudizi di DIO. P l i L vedersi, la dissertazione clcll' li e i n clie trovasi dopo il Il e s o l d n de arte et j r r r ~belli t1 o m m e I jurisprude#liu ~rtunismulica pag. 227 BI e y c r slorirh delle isliiuzioni giudicLar9c vol. i, prtg. 241 T i ss o t droit ptJual ciril. 2, p ~ g 510, et 513. Certo O che di colesta forma risalgono 10 . triidizioni fitio ai libri brblici ; nzruacri, cup. 5, vcrs. 27. $2) I l u c irifluenee du drvit cnnanique sirr le tllauit

penai.

Questo ~ ' i , i n c i l ) i ~ h:& liilta la. sua razionaliti se si ) cuiigiun;c? nlln istituzione dei giurati.

1 giurati (giudici cittnilini) guardati sturictr.t~&et~ie off~oiiu questa vicenda costante : costituiti setnpre dove il ljullolo 6 timaiesso a partecipare dell'aiitoriti politica, spariscono sempre (tranne dai tribunali militari) iivuriqrie i p e r i dello stato si ricoricentrario in uri sali') od in pochi (i).
il) Si vcdauc, sui giririlti gli soritti uotissirai di f isiif dellu a'slili~siune(lei giurciti, Torino 185G) Ci)-

1 clli 1

l i c i l i fi gitrrnli nel ntrouo taeyno d J I t u l i a Miluna 1801 ) cd i l cortlpioiito E1 l l le r tti a i e r f girc1li;io o r a l e , ed iri riiolti altri Stioi scritti ).E sotlh il rapporto storico Sol V e s r.xy[intt(ion d e I' o r i g i l l ~d r ~ jl(r?y - Ik F y i~islilrclionsjrir1iritrire.c ? ) n / . 2 , ~ i i r y 30 ct s i ~ i a - n u tir n z e u il Ic h(i?-. . Yrrtrc 7sortcltitr. I : (1 c li c/c jttrcrta~iinr jirdirio. V.1 I r oe r 8:squisse cfu clrriit (:I-iminel tles Ramnins h1 e y c r i l l l l i t n ~ i o ? r igiicdici(rric. - JVUl t c r flroit crirrrinel d e s .Rn)~~rritis c ~ d i ~pni* RI. I) n iii c s m e , 1 ) n r l ~ Ir ii 1863, pag. (i7 c! ~ r r i t l ;C ncll;i ~r:icluzioric dc.1 $!p. 110 l l n t i , T o r i t i n 'LXtjl, rril. 2 71119. 495, li ;i 1 fhe hislor?y of' tlir rhuil!ncolbl n z r l , r.Iitrp. 12 U c c o t orgnnisntiotr tfc / / t jitsiiee ?oi:l)resuii*e 1'ciri.s 1860, 11 11 li P r o 1;ltrtlc hi.vt(~r~ir/~re Ien. origisii>. t1e.v (lti j l i r ! ~ Ptt?+is18&2. ,

Gaardati politicametite essi sono una dciluzicrne logica di ogni libero reggimento. liesso il popolo n pnrle del potere legislativo, e incoerente negargli purtc nel. lo esercizio del potere giudiciario.

il rapporto della giuslizim, essi porgono occasione a censura per mancanza Oi cognizioni legali. JIa i giudici permanenti vanno incoritru inwce alla censura della abitudine, che cantra,, "nono il cercar serripre delinquenti e deljtli. Con questa diversit, che il rimprovero ai giurati pub eliminarsi con una buoast legge organica che restringa uaramejzle a puro futlo l le questioni da proporsi loro: mentre il secondo rimprovero non ha riparo, perchi: la natura uuiana non si cambia. Oltre a cib co~rtsto obietto va alla radice ilel sistema coslituzionaIe , e del repubblicano ; poicti8 atrimessa la sua eerit$, in parlamento e in comizio (lovreebbero sedere i soli leyisti; clie Dio ce ne liberi.
Sotto

Finalmente salto il rapporto morale, la giuria k ~ ~ t mezzo per cdrrcare il popolo; affezionlirlo alla i l ~ cosa pubblica; e rendere piU simpatica e pii1 efficace la penaliti, corr grande incremento della sua forza ninrale.

JIalgrnclo i pregi della giuria, essa respinta da molti paesi, o per paure governative, o per prevenzioni sfa~orevoli,o pcrchk il popolo non ancora assai civile per rispondere a questo nobile ufficio, o perchi! piU spesso i vizii del suo ordinamento, quat t! in Fraucin, fanno parere pii1 comodo (li rigetlarlo anzichi! correggerlo. E per una artificiale combinazione si accetta il pi1incipio della ilitirrca convinzione, applicandolo n giudici Icgisti permanenti in ufiicio : i quali deci(ltirio il fatto sulla scorta clclla mcra logica e del sentinierito clefl' aoimo Ioro, e i1 dirilto seconilo i canoni giurisjit'utlenziali. O ~ i d cne avvenne c l ~ c giui dici magistrati non si astrinsero a dar ragione o corito nessilno dclln pronunzia sul [ullo (ccro-detro ), ohhligrindoli perO sempre alla iilolivazione del dirillo.

Findib cliiri~il metodo delle prove legali, il secondo argomento della teoria della prova ( l o studio dei suoi fonti) offri grande interesso. Sotlo il sistema della convinzione non ha egunle importanza: pcrcht! inntilmeute verrel~bea dirsi ad un giudice che un testirnorre 6 ecceaionabile, o che un indizio A remoto, qi~ancloa Irii basta rispoildcrc, io son cunuinto. Pure la dottrina giuridica dei fotrti della prova, bencl16 og#i agatto drscrin di foi'za preceltiva, non pii essere del tiitto intralasciata, e come documento storico , e

rnrne cliinvc !li iinn riomcncl~liira i-lic i ["li' I ~ I I I I T ~ ~ l 1 ~ , i b l i ' 11s;~: e11 $[ICII~ perct16 i v ~ c c l ~ i l*~-t!ri:[tigi~:i'iiJici t~r;lnr!ihrirlatti all' uinile ~ i r i j l ~ ~ i r z i o r i e [ire~rttli lopi~:i. rli possono essere tuttavia di non poca uti:ifi n rliiiinqiie ricordi che se la legge in queslo sistenin rirlr: ctiiede conto al giudicailte del perchi: si:isi convintii. $11 fa precetto perb di convincersi seciirrdunl acicc P! proIinin; e questo precetto cirilc, anctir: clavc riori s rafforza da nessuna guareatigia esteriore, divielle tbrinie cundizione apposta al potere conferito dalla Ierge, i i r i precetto di iiiorale e di reIiqion~ ( I ) .
(1; Sui lirriiii clic In ragione e la ;itrsli~i;i ro;lioiIu i i r i posti al1.1 iutirri:~cunvinzioiie , ved:isi E l l e r o dellrr c.r'i/ir.li ~rirtiLicilc, u p . 41. 3Ia tulti i tiobili sforzi degli ~crittori c nori polr:iriticj r r i . t i uniric:ire In crrnt~lxz.i q~hor-crlr!clii* h:i 11~'r , ii:itrira sun il SOIO regolo della cos~icriz:i,cori Li \ r l i it;i I o yicir. 1 trcq-qo fiicilc che il scrrfinicnto ;issuiria la seiiihiiiil~~i : (le1 qii4ili;io r i ~ l l 'iriclividilo che tion P co~trcttn diir contu :i r:inionuto drll:i sua credenza. I1 c l i c iirstrrfctio~i,vol. 5. g. 512, 3f4, rr. 2. L' Iiiiico rticzzo di rrticlcrc un:i vr~riiirI;I diStirizirii~c\fra 1-1 corivitizioiic del (~.yistir c ]:t corivirizioiith , dcl giiir-cilo si i! rliii~llodi prrssrivcrr ni rn,i;istriiti periii:icotiviiiiienti ai quali si fa l)uli,i di giudicurc per iriti~ii;~ zione, il rlovere di render corito surnniario degli eltliiitirili di prova dai quali 1i;inno desurilo il loro convincimento. 10 ho veduto per rriulti e inolli anni praticiirsi cori qrando utilitb codesto melodo nella aiia 1~:ilriu.Al $\irato clic si colivince per sentinle?rtn rioii p f i ~ ctiicdcrsi cotesio curi(u. Mi! so i! vero cho il rringislruto pcrnrrincnte forrtii 1.1 sua convinzionc secondo i canoni di leqilc tirmenetittca , niantt! tl+ r e ;I lui repugniire dl aceennurue i fonti ; e nientcb i.r[Hlgnii che ci gli s imponga dalln legge. '

Dei fonti della proz)u

il)

c?.i?~iirlalc

Delincanclo i fu~rli della prova in criminale noti jriteiidiamo , conle di sopra (5. 733 ) accennaintrio, d i sirol,rrere t i l i corsa di logica giuilicinria: ma soltanto ricortlarlc le principali rcgi~leed aforismi che su talo argonrenlo s' inscgi-iarorio rielle scuole ed ebbero valoro nellfi. pratica.

T fonti i.lcll:t prova si distinsero in arlificiuli .


uclru~ali ( o sia i?&a~vlificiati). Distinzione, clio qualitunque risalga a C i C e r o n e e ad A r i s t o le i o
Fi

censurb da 31 a r i o P a g a n o con 1' osservare co-

irie nella valutazione di ogni riezzo ili prova tdovc~irlo il giridice usar sempre ilell' arle critica, non esista iiri 11iorlo di prova esente a tiitlo rigore di tcnnirie da ogiii artiiicio. Ma con t:ile censura si travisb il curicetto della distinzione: la quale non colpisce il ftiito proliarite ntlI morilento in cui si calcola la sua esistenza coiilc verili (poicl~i!siciiramente i: iriipossitiiic valtitare qualsiasi prova senza l' :iiiito di raziocinio) Ina colpisce il rapporto dclln cognita con I7incogi1ito: rapporto clie in alcuni casi ~ l f i t n ~ ' a l e . ontolo~icniiientc! ossia nccessririo, come nelIn cortf~ssionct 1ic1 delilti); in :iltri c' tutto Bglin del-

1' arte; ossia pub essere e pub non essere. 110 bisogno di raziocinio a persuadermi se il corifiiwte & sincero. Convintomi di cib non ho piu bisogrio di arte logica per dir pronto il fatto caiifessato.

Piotlosto cotesta divisione yiecca di inesalta eriumerazione di parti, qiirindo esemplifica l e prove inartificiali nei document, tslimorri, , corrfessio~ai del reo; e le artificiali negli irrdisi. Infatti : s~iessissirnoil rayporto tra le iitlestriziorii , 13 confessione, il dncon~eriln, e il delitto che si cerca, i: cuntl~tge~rte: che qilarito dire ha bisogno dell' arte critica per condiirre alla certezza; come 6 itlluitivo oglii qual volta il docunze~rt o , la corife~siore,O la teslinzol~ia~rra prova dinon reltarncnle il delitro che si cerca, nia un altro fatlo a cui vuol darsi valore di argomeriio ed indiziu.

Checcht! sia di cib, i fonti della prova criniinsle si riducono ai qiiattro teste enumerati 1.O dotumsati 2.O confessioni 3.0 testimoni 4.O ifrdizii. I primi tre possono essere fonte senzplice della certezza: il quarto non pub essere clia fonre co~nplcss o , perchh onde possa dirsi che esiste, ha bisogno del presidio di uno degli altri elementi. Irifatli prima di cercare merce 1' artifizio del ragionamento se una data circostanza di fatto valga o no ad ar,(rornentnre 1~ rei&, b necessario cho sia stabilito se 13 cirrostan-

- 539 za medesirria esista o no come verit di fatto; e que-

sta esistenza nori ~iuoessere prorata che col mezzo di uno dei tre funti inartificiali. k il massiriio degli errori quello [li provare uno indizio mediante un alt i a inrtizio. Con questo metodo perniciosissiino si coslruisce una piramide di sofismi.

Documenti.

Doctbmento t? in generale qu3luncluc cosa rliate~~iale che fa testimonianza ( da docere) di un fatto. Piir specialmente diconsi in criminale doci.imonii, o islrum ~ n t i( da i?ist~.uere)tiilli gli sn'itti che servorro u prouare il delifto, o i suoi auiorz' (1). Cos i! docurriento anche un ~ ~ w c e s sverl~ale,con cui un i~ffio cialf: pubblico referisce le vcrificnzioni matcr5iuliila lui fatle coi sensi proprii: poieh8 il mezzo immediato, ctic reca quella vcrificaziotie materiale sotto gli occhi del giudice, i! la scrittura. Laonde rioii se~nbra doversi fare degli acccssi loculi un foii6e speciuie di prova, come ad alcuno piacque.
(1) Questa drfinixionc del ducuitlct~loin crirrri~iulc.sembra don s'intcrlda cos di! nlcurii sostenitori clcll' nccusa ai quali piocc di opporsi aliti prorliiziouc r Icttiirii di carte ctic! 1 0 abbiano curattcre di autcriticili~.Rln davvero codestn 14 opposizione, che ho dovuto t i i l ~ ~ l iiicoritrarc nell,i niia priita tica; i per iiic riltreltuiiio ikicoriccpibilc quaiito nuova. Spetta :

- SGO ,li

ci[i,Iic~del 111~ri:o vi~lut~wc ~ ~ r T i l ~ ; I~rj:~:x:rbrc 4) In iti~

111t

iiorc: (li i:nn scrittur,~ prrhnt:~ci:(\ -i ~trnil~ir~i JiTcs.~ ;i$ I 11.111. : cjfiazjdo I'dcCuea +pc.;so si \al[%. t 1 1 rirl~~irerci cu:i! 1 1 i ; ~I : i l i:] L I I I ~ I , G , I ~ ~scritti inforr~~j,~ t t t * rf?11 n l t p r ~ n l i 'I: ~ I I I ! I ~ : ~ I , di ! P I ~,
I,eiii? cs>erP

11(:ii i iriliiii t - o ~ ~ v ~ f ~ ~ i o p ~ tc (*<$<t i l r ~ ~ ~ ~ ni ~ ld e l~ ; t ~ i ~ r d conle f b ~ t>~ l e il i ~ 11t4 I I W i1c.m 1 ~ 1 6 " fi111Iilrreallro ar;ornmltr sci.ift[~ tniiiiie ~*b!i. t n ~ f t iri)ri[i per inlntr di Iiofsro? Si sa bcnri c!.r nrll I Wc~iiitlaSise rlci sislctla nilslo tiilto I ~ ( ~ \ itssr~rc Dito iii',iIP rii@nie , p~:rcib iio;i pncconrr I P : . ~ P I ~ ~ le c r f t f ~ s l ~ r : iii~ ~ r ~ i ~ jbersoiiri t.ivc3Le che 1103 sici p e r b c ~ n ~ i l i i i ~ t ~ t ~ 1rsrt.I d i l a cr~tkip porrr. 3l;i hisuyiia d i ~ l i n y e r cfra c.irlc c:rr: \ ~ , ~ f i \ ~ \cpri'iri gare la loro 7-itct nel ~jtitlizio o r ( i / c , C ~ X ~ IcC ~ - l d l c1 1i t ~ ~ lctiiitqni:~~j, c t ~ r kC!IP / ~ h / ) t ' t i i ~$i< p r r p ~ t I ~ ) ) l>)[/) t i I/ ~ I I I I L e q ~~*J I t r Io~~i) vita z. vcrirtano iiel dilinftiiii~nta roritc? ir,:rlrr.itt/i ~ w f i ! ~ ~ f ~ f ? i (i ~~t fti:~rl o >~t:ttt di t tl i.i111(:q i i ~ ~ r i ~ r c t ~ ~ ~ f ~ / ~ ~ ) , ~ ~ ~ ~ t t ~ r.olr.)J/lr~, ccitnc I~tlrrt',i~li~~rlli!, rao~il~!:gi, n altro >iriitlt-. Qlif*%i (11-titizior~rz nrin il ccrnpre ~ullicicrilriri~nfs ;ii.vertjl,i, Iii q1l:into a i primi p~t1-3 f,arsi ~jiics~ioiie tl~Il;iloro u ) ~ / ~ ~ t i ~ s i ~ ~ ; liil;, 1rl:I in cJu,into ~i sccoii(l1 noti jiirib f a r ~ iqi~cv.lior,<~ i r d *1~41:1 loro c p r y i ~ h i l ~ l ~ ; .
~i)L-i,

Z ] I C C ~ ~ ~ ~ ~ I I ! ~ \ L10110 i l R

1i5t~llli~1

(1

l clocumcriti dcvorio essere guardsti scrn1ir.P soM.n duplice rapporto. In rapporto a se medesirrii, per coristtilarne la forza esterime; e in rapporto al delitl[l. per valutarne la forzu ititeriore. Si pro~luc~e mo' (li (n. csempio) una lettera clie si afferma mia. fo npgo clic il carattere sia mio, e occorrono n. vincere qilestn tic::aliva verifrcazioni e perizie. Ecco il documento nello 5t:idio dclln w a prova estcriorc. Esce da questo sl;tdio qiianllo 6 accertato che 1 lettera i: mia; nia con ci;, 3 irori i! :incora concluso che egli faccia prora del rlcliltl)

- 361 cercato. Il documento allora passa nel secondo stadio della discussione sulla stia intima concludenza: il senso di quello scritto i3 ambiguo. Vi si parla del delitlo iri questione, o di altro fatto innocente? Percli dal documento scat~iriscaun indizio di reiti bisogna che egli vinca questo secoi~doostacolo dopo aver vinto il primo. Istituire la seconda indagine prima di avere esau. rito la prima t! sofisma.

1 documenti possotio essere o pubblici o yvwuti,

secunilochh emanano da un' auloritii cornpctente, o da mano privata, Nel primo caso possono offrire in loro sbssi l' altivitic estenda completa, Biio ali' accusa di falso. Ncl seconclo caso prima di calcolarrie la efficacia iritcriol.e ( o obietliva) d e ~ oil gindice accsrtxsi della loro efiicacia estertm ( o suhie~ritja); sia per confessioni del reo, sia per atteslazioni , o per verificazioni peritiche.

difficile concepire iin doctirnento che possa (li ~ I I P YL! SOIO hnstara al processo, e porgere ~ii'ovacoitiplet;i ctrtl delittv. Prrclii; olfre alla nccrs~ilidi d t ~ i i IIIC?I~R Im~ic In eliicaci:~ st4hir/i.izin dt:l cl'ortimciito ijii:~iiilooi non sin pubhliro , la sua cnicacia ubierriiia 11:i s~~lqirr: E O ~ Iilel 1iresid10 (li alire pi.ove: o siil ~~ IO rlicl il (locuirienl(\ si irferisca nl mtitrlrlule, r? si affcrsini coiiie ~ . c i s f i l ~ t l j ~ r i m;iielizio; nel qiial caro ilel 36

resta a provarsi crliurrdc lo sprrialc, e il formale 1101 reato: o sin ctie ci referisca alio spilinle, affcrrn2ridolo come iririicutiiio del c01pc~i)le;il ~IIIYI~: n:lluraImente d e ~ eessere dimostrato o per confessioni, o PPI' attestazioni: o sia che voglia referirsi al fiirniule, rilevando dal rnedesimo la proeresi criminosa; che l ~ i s o gna consolidare sopra argomenti e fatti accessurii, ~ e i ' i ficsti per altre vie. Il.
Confessioni.

Dicesi confessione del reo qualntique affermazioi~e da lui emessa a proprio carico. In questo sta 13 essenza della col~lgssione,che per tal guisa si cotitrqipane alle i?~!pugtrative, alle scccziev del]' accusato. cc1

La confessione do1 reo pub cadere o sul delitto, o sopra un fatto diverso che per argomentazione voglia spendersi come indizio del delitto.

li] tuttl i casi la confessione non B legiltimn ( ci06 non 6 conforme alle contlizioni ctie la ragione esige per la sua credibiliti ) se non accompagriata dai seguerili caratteri :

- liG3 deve essere preccdula dalla prova del lijat~riuls:cib anche nei delitti di fallo tralzssurtte , e molto pi in quelli ili fcltto pcn~inttelcie. 8.0 deve essi6r gitcdiciule; emessa ci08 in faccia al giiidice competerile. 3.O deve essere erriessa al seguito (li itrterrog~lrorio; nou ulti'onea perclii! cib fi sosl~cttare clie il reo abbia qualche'segreto moti~oper fingersi colpevole (4). 6.O deve emanare da persona inl~lligetitee libera. 8.0 deve essore eruessa in modo principale, onde apparisca sirria a avvertita; non incidet~tal~ne~tle. G.O deve ossarc spolatctltca: non estorta per via di violenze o Asiclie o morali, le quali lasciailo sempre dubbiosi della sinceriti1 di clii parla: n6 per via di artifizi, li quali ( per quanto euonlualmentc utili alla curiosit dello inquireate) con~lcirrebberola giustizia a profittare di ulia immoralia. 7.0 - deive cadere sii case possibili. 8.0 deve essere univorrt. 9.0 deve essere costufdle :rion revocata, sia immadialsriiento, sia in un successivo esame. 10.0 - deve essere esprasa; non taciia quale 6 quella rlesunta d:tlle transai,iurii. 1 1 .0 deve essere vera, uou @ti tn ;quale B quella rlic si iiiduce dalla conttimaciii-. IL0 rlcvc! essere nesiilc4, non nutl;i : e in ci0 ~ ~ f i s i s tla nlag~iorfiirza prubatoria ilellc c~rifessiarii. e Di questo reqt~isttofa p:irte la ~erifirauio~re cirdelle castnnze con le garili il reo n~~comliapn,a sua GOlil fessiolic (2).
1."

- 364 Il ) E singolare il caso ricordato di1 M I t t c r ni a j r r ili iiri malfattore che ci confessb reo di un delitto avvcniito d m t u e ~ l non e r a , per prncaccinrci nella centrnzn cond~nnatorin i pcr quel lieve delitto un docuriicntn che ~itistificnssc sito il nlibi e lo ponesse al coperto dalla pena incorsa da lui per atroce misfatto altrove commesso. Cosi un niarcscinl(o d i Francia si fece nel passato secolo condannare per uno stupro da un tribunale di Provincia, per vincere la lite che gli aveva ruosso contro la moglie a finc di nullila di matriu-ianio per impotenza. Io ebbi a ninno iin giovine cos perclufo ad ogni senso di onore, e cos deserto di ogni virtil ciitndina, che si finse colpevole di uri piccolo furto per ortenerne esenzione dalla leva militare. (2) Vrd:isi W i n s p c a r e disaerlnz. I d c l l ~ i cnn/icssi~)trr~ dei r ~ i H e i jl i ij de ai probatio~iin ~ l l c t r r nI i n b ~ tcr118i feasio criminis rei.

Questi canoni, che furono sotto il sistema delle prove legali altrettanti precetti giuridici, non sono oggi che regole di critica; le qriali devono pur sempre anchr! come tali avere gran valore appo il giiidice imparzi:tle. La confessioce corredata tfa cotesti requisiti ebhesi un tempo come fonte di p w u a piena: e poichi: parve non potere essere tranquilli sulla colpahilitj se il reo non ne convcniva, si applaud ai1 ogni mezzo che portasse il reo 3 confessare. Poscin per una reazione di idee si levb all' apice il discretlito deila confessione, proclamantlola il piu inetto tra i mezzi di prova, sino a tal punto che appo alcuni parve rlisiimano lo interrogare il reo sul proprio delitto ( l ) . L3 veriti sta semprc nel giusto mezzo.

(1) Che il reo abbia diritto a tacere e non gli si possa fare alcun carico del suo rifiuto a rispondere, e molto meno ( a mio credere) costituirne una nuova circostanza aggravante lo ha riconosciuto B o n n e v i l l e , e D e s s a l l e s (Detention preventive pag. 1 8 , e 19 ) e gi lo aveva insegnato quel precursore di tante verit che fu P i e t r o A yr a u l t o r d r e ,formalile' et instruction judiciaire liv. 3 , pnrt. 5 , n. 27. Nella Inghilterra (che da tanti si propone, per supernciali nozioni, come modello di giustizia penale) vige la pratica che sul reo confesso non si chiede verdetto, ina esso si consegna al giudice perclie senza pi applichi la pena; Io che riproduce quella vecchia regola adversus cotifileutern dutur judelc: n o n r e i judicandae sed aestir r ~ t nd uc. r

S.

933.

Si agitb pure viva questione sulla scindibilitu della confessione : questione che si estende ancora alla scindibilit dei deposti testimoniali. Siffatta questione deve in criminale risolversi distinguendo giusta la formula dell' E l l e r o ; secondochb il fatto principale 6 comprovato, o la qualiti reprooala per altra via. Non avendosi altronde n lo assodamento del principale, nt! la confutazione della qualit, lo scindere sarebbe un capriccio illogico e crudele.

al fine di ottenere o la confessione, o la impugriativa, o le eccezioni del reo, che si esige nei processo criminale (qiialunque siane la forma) lo esame o i~zl~rroyalorio dello impiitato.

Dicesi sommario I' esame del reo elle c3tle srrltanto stilla identificazione di persona o di qiialitr't: urd i ~ i a r i oquando cade sal fatto delittuoso.

L'esame ordinario dicesi piatto, quando si liniita a richiamare il reo sulle circostanze che cade in acconcio indagare; senza niente obiettargli. Diccsi esame o costituto obiettivo (1) quando al reo si contest:tno le risultanze degli atti che starebbero a coritidaclirlo, onde egli replichi a tali obietti secondo sua cognizione o pensiero. Il costituto obiettivo nel processo inquisitorio k il primo germe della contestazione dell' accusa, e sarebbe gravissimo vizio 1' ometterlo : nel processo orale si fa col richiamare 1' accusato n fare le sue osservazioni su cib che in sua presenza hanno deyiosto i testimoni. E qui non mai bastarilernerile raccomandata ai giudici che dirigono i1 dibattimento la tolleranza. Sarebbe vizio gravissimo se al reo che vuole obiettare una qualche cosa avverso il testimone che lo ferisce, si troncasse la parola prima che esso avesse spiegato il concetto di ci6 cile vuole opporre. l1 reo tion 1% per essere miito spettatore del giudizio. Dal lasciarlo dire spesso avviene che meglio si cliiarisca la sua colpevolezza, ma spesso avviene altres clic sc ne chiarisca la innocenza. E in ambo i casi vuole giustizia che siasi pazienti con lui. Lo interromperlo ri-

- 567 rcla o 13 prestinzione di avere indovinato ci6 che vuol dire, o una convinzione precoce della vaniii del sno (letto :e ci fa sempre un bruttissimo senso nel pubblico.
(1) doloroso vedere clie alcuni procedinienti odierni abbiano dimenticato la necessit del costituto obiettivo, quasi ritenendola incompatibile col giudizio orale. Dove iion si abbia processo scritto ci st;ir bene: ma nel vero processo misto & un grave inconveniente. Da un lato ne pub soffrire la giustizia, perch quei discarichi che i1 giudicahile viene a dare al dibaltiioento possono essere suggeriti dal difensore dietro cognizione del processo: dall' altro lato ne pub patire la innocenza, percli i giurali possono sospettar e ( e spesso avviene tale sospetto) che i discnrichi dGi al]' udienza siano ingegnosi trovati del patrnno; iiientre su il giudicabile avesse avuto iin esame obiettivo li avrebbe dati identici dalla sua segreta, e cos in condizioni di maggiore credibilita.

5.

937.

Nell' interrogatorio dei rei i progressi della scienza non tollerano pi clie si adoperi il giuramento col quale un tempo si poneva un infelice in lotta fra la propria coscienza e il proprio pericolo. Oltre a cib 13 ragione impone certe regole da osservarsi per raggiungere il fine al qnale ordinato; regole che le leggi procedurali devono pii1 o meno esplicitamente imporre come precetto agli interroganli.

Tali regole, die si accomunano congruamente anche agli esarni dei testimoni, sono le seguenti -

usare sempre metodo analitico - 1 " . ccrcare nel linguaggio la maggiore precisione e ci~icirezZG 3.0 - esaminare ciascuno separatame?dte 4.O invitare I' interrogato a indicare i mezzi di comprovare ci che afferma 6.O ove l'esame debba esser recato in scritto, farne lettura, e chiederne la conferma, e possibilmente la firma all' in6." evitare il suggesto. terrogato
i."

Il szlggesto in genere consiste nel procedere per guisa da presupporre certo cib che si cerca; e cosi suqgerire al rispondente la risposta: la quale per conseguenza non viene piu ad essere la spontanea espressione dell'animo suo, e la manifestazione genuina di cib che egli sapeva prima di venire allo interrogatorio, ma un eco di ci che il giudice stesso gli ha suggerito. Viziosissimo ogni interrogatorio che pecca di suggesto. Vizioso logicamente, perch procede su petizione di principio. Vizioso giuridicamente, perch fa dubitare della veridicita della risposta.

Guardato rapporto al suo oggelto il suggesto pu cadere o sui fatti, O sulle cose o sulle persone. Cade siii [atti dei quali si cerca la sussistenza, quando cansiste nel porre entro la interrogazione la risposta a ci0 che si brama sapere, o l' affermazione di cosa tuttora incerta. Cade sulle cose o persone che si vogliono

hierititicarr!, quando si presenta alla recognizione quelI' wrrra cosa o persona clie il giiidice presuppone iil~iiiific~ita. $. 94i Guardalo rapporto al modo con cui si pone in essere il suggesto dividesi in verbale e reale. I1 verbale i? quello che si fa col presentare la dimanda capziosamente. Il reale quello che si fa con atti materiali di intimidazione e violenza. Vi suggesto quando cercando la identificazione di un oggetto o di una persona si presenta ( come ho detto ) allo interrogato quel tale oggetto o persona che 1' accusa vuole identificare non mescolandolo con altri. Questa forma di 1 suggesto mista di reale e di verbale. $ reale in quanto con la presentazione di quella cosa si suggerisce allo interrogato la idea della identit di quella cognita con la incognita che si cerca. $ verbale in quanto con la interrogazione viene a suggerirsi tale idea di identiti.

8.

942.

I1 pi barbaro, il pi esecrato, e il piu illogico frai suggesti reali la tortura (I). Sottoponendo 1' interrogato ai tormenti si presuppone che egli sappia cib che nega sapere; si presuppone vero ci che impugna ; si presiippone colpevole : si presuppone in una parola ci che forma oggetto tutlora incerto della investigazione. Di piu si sottopone al male grave ed eflettivo dei tormenti un uomo, del quale e dubbio tuttora se sia innocente u colpevole, o se sia sincero

- ,370 -13ppure menclace nelle dicliiarazioni che si ~iinlf:cnstringere a ritrattare ( ) Infine si violano i precetli 2. tlells legge naturale, percIi si usa ilel corpn umano taorne strumento ai nostri desiderii. Gli antichi Greci, e in generale tutti i popoli meridionali, la usarono indistintamente. I Romani non ne usarono che contro i servi, percht? li consideravano come cose ;ma sottc? 1' impero d' oriente si scord affatto questa distinzione. Le invasioni dei popoli del nord i quali, quantunque barbari, meglio rispettavano la umana personalit, la fecero cessare per tutto l' orbe romano. Esclusa ilalla legge Salica, Ripuaria, Bavara, e proscritta dai Carlovinpi , per qualche tempo sconiparve. Ma i processi di eresia ne avevano necessiti, perclii: senza le rivelazioni dell' accusato male si potevano conoscere le sue credenze. E la tortura risorta nci tribunali ecclesiastici, allargatasi col processo inquisit o r i ~ ,accarezzata per ottenere la prova legale; torni) ad invadere quasi tutta YEuropa, dove per parecclii secoli ne fu fatto un abuso orribile con le t:liiaglie, con le corde, coi chiodi, coi cavalletti, e cori cento altri ritrovati t11 iina curiosit crudele. Nt: soltanto si torturarono 21' inquisiti, ma aiiche i testimoni e per poco che il deposto loro non rispondesse alle mire della inquisizione si niarloriarono barbaramente. La storia mostrb che cui tormeriti si erano ottenute spessissimo confessioni di cose false e di cose impossibili. La ragione mostr che per cotal guisa la reiti e la innocenz:l dipendeva dal coraggio. e dalla durezza dei nervi del giudicabile. La umanit si rivolt coritro un nietudo atroce che storpiava gli uomini (3) per

- 571 un mero sospetto. Ed una clclle piu belle conqtiicte di cui la civiltg odierna possa supertire, fu quella appunto di conrlannare al fuoco tutti questi arman~entarii di una giustizia insana e feroce. Sembra impossibile che per un rispetto a ci che d stato fattu per si lut~goteml~oda tardi popoli culti con coscierlza d i fnre cosa 6tiona, siasi udito ai nostri giorni risuscitare l'elogio della tortura, come di cosa non tarito irragionevole, e in certi tempi e condizioni anclie vantaggiosa 1 Tali sono le conseguenze dell' amore troppo cieco del sistema cos detto storico.

(1) La tortura si censur ciai moralisbi. Dopo sant7Agostino, la B r u y e r e e C h a r r o n ( d e la scigesse liu. 1 , chnp. 4 , S. 7 ) notarono che per timore cli uccidere un irinocente gli si faceva peggio che ucciderlo. Fra i pubblicisii G r o z i O nelle sue lettere f lettera 693 ) la proclamava il presidio dci rei robusti. h1 a s c a r d o ( dc probationibus conclus. !l01 ) ne mostrava i danni alla innocenza. I novatori Italiani del passato secolo la stigmatizzarono come tutti sappiamo. In Austria fu abolita p r r le cure di S o n n e nf e l s . In Toscana per editto di Leopoldo I. In Francia per il decreto del 24 agosto 1780. La storia della sua abolizione in Prussia ce la d B oli m e r o ?&owimzjzis controuersunz observ. 74. Non mdncarono per uomini di tanto CUOr e e di tanto senno dd ncgarsi alla voce della urrianit ed alla luce della evidenza prentltlntlo audaceiiierile a sostenere questa oboii~iiiaziooc si veda L a rn p r e c h t, analecta de tor: t u r a , e O p g e l d e r de qilnestionibus siue tortura reor u m . Dov7 (5 la ingiustizia, dicevasi dai sostenitori della tortura? Non i: anzi giristo che un uoino sopporti la pena di aver dato occctsione (li sospctture di lui! Di che lagiiasi i l reo? sogt;iuii~cv;iiio altri: la torlura i: a tutto f u v o ~del-

- 573 1' accusato; percli lo fa yilrdice in cnttsa propritc. Persista a negare, ed salvo.

(2) Chi voglia formarsi una idea dell' antica tortura legga i tre volumi del T o s e l l i foro crii~i~zcile Bo1oyne.s~ Bologna 1841 -42 : dove si trovano fedelmente estratti mal ti esami di accusati o di testimoni sottoposti a to~nienti. (3) un fatto storico che un capitano di niasnadieri assuefaceva i suoi uomini alla tortura, come si assuefannn oggi agli esercizii militari, perch potessero sostenr.i.la CCIdendo in mano della giustizia.

Testimoni.

La parola testimotrio nel linguaggio figurato pui, referirsi cos ad una cosa come ad un fatto ma nel Iinguaggio giuridico non designa che una persona. Testiqno~e dicesi qualunque persona di cui usiamo a far fede di cosa dubbia.

I testimoni possono essere istrumentnli, o ordifrarii. lstrumsntali sono quelli che si chiamano appositamente ad assister0 ad un atto solenne per certificarne o r.ompletarne la forza eslerna. Ordiriuri sorio quelli che accidentalmente informati di qualche fatto si chiamano a narrare cib che ne sanno.

Le quuliib richieste nei testimoni istriimentali devono essere. preventivamente determinate dalla legge.

Quanto ai testimoni ordinarii i: necessario prendere quelli che la eventualitk rese inforinati di cib che si cerca. Laonde, potendo il caso offrire a testimonj di un fatto persone di dubbia fede, si dividono natiiraliiiente in idonei o classici. e inidotrei o eccezio~rabili.

L:\ fede che si accorda ,211' asserto di alcuno ha per hase li1 esperienza; la qiiale mostra che 1' uomo per regola percepisce e narra il vero, e solo eccezionalrnentc si inganna o mentisce. Cotesta regola si avvalora percib di dile presunzioni 1 . O la presunzione che i stinsi o1018 u b b i u ~ ~inga?lnato il testimone o !? ( i la . ' presunzione di veridicit che assiste ogni iiomo, la quale 1iort;i a ritenere che egli fron voglia ir/gu?znure.

Coloro nei qudi quelle due presrinzioni conservarlo la ordin:ii.in eacacia, si dicono lestimoni idonei. Si dicono eccezioi~abiliquelli rapporto ai quali una qrialche circostanza fa vncillnre 1' una o I' altra di coteste prc-

- 574 sunzioni , od entrambe. La critica della rreilii~ilili(11 un testimone dipende tutta dal concorso di qu:ili:tie eiiScostanza che induce a temere, o che siasi ii~gnnnntn, o che abbia vuluto ingannare.

g.

oso.

Dunque le eccezioni contro un testimone forza i! clie cadano o sul suo intelletto - sospetto ch'ei s' inganni: o sulla sua v o l o r ~ l ~ sospetto ch' ei voglia ingannare.

--

Le cause btelletruali possono essere o assolute, o relative: secondo che il testimone inabilitato a scernere il vero su tutto, come il demente; o solianto su certe cose, come il cieco, il sordo, lo straniero, su ci0 che dipenils dalla visla, dal]' udito, o dalla cognizione del linguaggio (1).
(1) I difetti fisici per cui non si menoma la fiicolt di intendere e ragionare non sono eccezioni ragiorievoli. Percih mi apparve privo di senso comune I$ obietto che udii f;ire da certuno contro la crcdibilith di un testiriioiie, perch: era I l e s o ! vera refero.

Le cause che influiscono sulla f;oo~itdel testirnorie sono tulte quelle che eccitantlo in lui un ivllcresse n mentire, far1110 sosliettare che per obbedire a tale iri-

tclrcsse abbia tleviatci dalla naturale propensione ad cs-

sere ret.idir.0.

Questa saconda serie cli eccezioni o difetti (che se si guarda nella i?zptceirz~sulZ'a?~ia~o testimone ridel sale ad un unico principio) si suddivide poi in due sulalterri8 serie quando si guarda nel siio ~ttodo i vid velccrsi nll' ani?nu dtll giadics. questo il criterio col quale i giurieti diviilolio 113 cause di siispettliro il niendacio ~11!1 iidbfac.jerite, nelle dne classi di difctti r~ella persolca , e difetti nel dcltc.

Sono tlifctti neIla persoltu quelli clie si rivelano al solo corinitlerare le condizioni personoli di un testimone, prima ancora che parli. Difettti nel detto sono quelli elle sorgono iiiatlcjsariente dalla sua deposizione.

I pririci~~nlidifetti nella persoti& del testinione derivano dallo segiibnti cnilse : 4 . O Dal pobblico tlisprczzo - per cui si diconn rcce~ioriribili i Ieriorii , le merelrici , i questuanli per la P~cilithai1 esscrc coinpri. 2 " Dal clelitto . uei' cui sia stato il teslirriorie inquisilo o contlnnanto altra volta; purc116 sia tal clelitln ehc mostri abitudine ad irqn~irrrirc, ?)tentire (1). o

Dai rapporti rol processo quando vi ahhin interesse : come i soci del delitto, i parteci~lintialle multe; gli offesi in quanto alle circostanze del fatto rlit: loro rechino lucro, i denuncianti ( 2 ) ;qiielli che rl~pottgono a propria esonerazione, o che sonosi offerti ultronei a testificare. 4.O Dai rupporli colla persona del reo o dell~ctccusatore amici e nemici, congiunti , servi, dipndenti , subalterni in impiego, familiari , difensfrri. 5 . O Dalla natura della prova nel sistenta rlelle prove legali k difetto nei testimoni la ulririia.
3.0

(1) F a r i n a c c io d e /f,stilttts q t t a ~ s t 56 - D;{ kt o ri. rn e r pruelicn c~~iririlictlis 50, !il crlp. C ;i r p z o v i o / ~ r u vlica noutt prirs 5 , qnriest. 114, n. 2fi ad 38 - BI a t t li :i i de probriiioni0us puy. 322 ud 365 - T h o ni a s i o dis. w r t . 127, ioni. 4, piry. 539 - B o hern e r o medituliotles i11 CcrrolAaln ctrt. Gii - L c y s e r medilat. ad plr,idcc$n.s spec. 283, ~rzed. 2 - V e r b e e k de fide teslilrns fi,ui~osih Ci ItaDei2rln. (2) Si chiamano d ~ n t r / z z i n n /coloro che si lirnit,irio a d;ir i parle del delitto irz g c s r ~ osrnza indicarne il prclciso alis~ tore; si dicono querela?lli qi~clli che hanno inoltre rlrsignato alla giustizia l7 individuo che aflererniano delinqiieiilr. Fiticliii gli uni O gli altri si 1imit:ino a tale hinzione possono nei congrui casi restare passibili dell' addebito di calunnia. XIa spesso avviene che essi assumono ancora 1;) vrsle di testirnoiii, nel quale caso non vi diihbio che si rctitlano piissihili delle pcrie riiiriocci:itc ai t l s i testimoni , c cndcslo loro pericolo accresce le ragioni della loro credibili il^. ilissertarono specialrrienle sulle varie specie di testinioni , V ;in-L i rii b u r g de testil). il& catlssis ci-ir~iinril. R a s dc r~it&crili co!jnfilionis et tc/fini[nlis vi et efir*rrvia i16 j f r ~ ~ r ~ rarcnrint~li \' r r h c e l\ (le f i d e irnl~endiin ct*inlinuli 11's t t O ( ~ s /?rillosis - \ .J rt L O e ii c ii tlr, leetitl~nfidr jtit*c'jl/tl

(3

- 577
va)~do flrszanda. In ordino alla fede da darsi alIe deposizioni degli o h s i incontrasi una pronunciatissima discrcpanza di opinioni. La maggior parte degIi arilicbi dottori proclanib z'ilidoweo I' offeso che si iidia coriie testimone; repugnante che la parola di colui che contro I' altro non aveva nessun valore nel giudizio civile avesse peso trabocchevole nel giudizio pcaalc. La moderna giurisprudenza ha falto in corta guisa un sacrificio alla pubhlicn sicurezza, cc1 in pratica si tiene Gran conto ( e sovente nnclic troppo) del deposto del Icso. Io ho avuto in pratica un processo ovc non si csnminb che u ~ solo testimotie, ed era 1' oreso; cd i il reo negativo fu co~~diinnato. questo conflitto non bisogna In dimen~icare una distinzione : rfuando il delilto B certo iicl suo materirrle pcr prova cile ne emerga da alfro lato, e dall' oKeso si cerca soltanto la designazione dello speciale autore di quel reato, non puj pi parlarsi di itnb'nlosil/i. Codestu obietto chc l' accusato facoiti al dolente, pecca d' intrinseca contrndizione: : perch I animosit di on oUso non pub essero direttn che contro i1 suo ucro offeusore : siccliit il reo supponendo 1' animusith suppone il proprio dclllto che vorrebbe negare. Clie se l'animosita si giilstifica per altre cause, alIora il testimone non pi si ecceziona percli o r e s o , nia perctib giit d' eltroudc ~ac)~zic;ln. Solo in certi casi il sospetto contro 1' offeso pub nascere dalla riccheaz:~ dell' accusalo, la quale solleticando l' avidiik del Icso gli faccia dinicnticare il sentiniento della veridetta contro il suo vero offciiditore (chc forse : un miserabile) nella speranz:~di un pingue tucro n titolo d7indcntrith. i5 questo il rrioventc ordinario di molte c~iicrele di ~ t u p r u RIn nell' opposto caso, qiiando ciob il iiiat~rialc . ? cltilibio, e la prova del toedcsirrio Q dolle sue 1)iii gravi circostanze si vuole cosiruiiaesiillii linica attectrizioilo del dolente, In eccczionc deve milit:trc corttro di lui appo giudici C O S C ~ P ~ I P ~ con tutta la ~ n r r y i ndt.llci sua forza. OS~

Si dicono cccczionabili o difettosi nel detto i te-

stimoni, i .o Che narrano cose Impossibili, o granrlernente i~tt:wosinili. 2.O Che si esprimono in modo incerto e dubbiost~: per quanto siatio molti di numero; perchb cento fui I~urenon possono fare un 4. 3.OCIie sono o vurii, o ~ ~ ~ ~ r t r a d i l tseco imedesitni. ilri 4.0 Che non dsntio causa della loro stie~iza. 5.0 Che risultano ~nelzrlace' una parte del loro (lein posto: onde la regola di ragione naturale - ~nef~clnz il1 utlo waelzclua in tolo. 0.O Che depongono con anirnosr'lh,con affeltazo'u11s; o se in pi, per eumdem praenteditatum sbrniojrenz. 7." Che sono singo1a1.i di singolaritil ostaticti , o ~1;uersificulica non perb di a~lcr~zi?ricolrriicn. : 8 Ctie furorio esaminali scnzrt tjitiru~wcltau. in. O fatti curnufie avviso, malgrado i sottili obietti del C a rni i g n a n i , che debba tenersi come di graiirlc irn~iortanzri la cautela del giuramento ai testimonj.

taltino clie per effetto di pregiudiciite opiriiorii vuole aggiungere alla classe degli eccezionabili inilistintarnebte tutti i testimoni indotli dal reo a propria discolpa. ltiveiva contro codesto errore Il e n i a rii i n o C o n P t :t n t (connne~r~ario F i I a n g i e r i pag. 207, a
Avyi

cmp. 9 ) tleplornndu il perverso costurnr: di alcuni giudici che con lerith interrogavano, e con sogni di disprezzo ascoltavano i testimoni a difesa. Si usano (egli diceva) tiltte le insinnazioni, e le arti per condurre i leslimoni dell' accusa a. conciliare le loro contradizioni, e a far disparire riai loro deposti tutte le inverosimiglianze. Si usano inrece tiilte le arti per cogliere in fiillo i t~~stimoui indo:ti a difesa. lo non conosco (aggiungeva) niilia di tanto sctinilaloso e di tanto criminoso quanto cod!~sla condotta. I lamenti clell' illustre filosofo avevano bene iin fondamenta di ragione ce il fatto sussisteva. Il giudico deve accogliere seriza preoccupazione cosi le del o izioni dei testimoni a carico, come q~ielledei Iw.timuui a discarico. Non pub arnmette si come presuriziono c.hc il testimone dell' accusa si:\ imparziale, 0 i1 tcstimone della difesa sia su, bornato. La eccezione o il sospetlu contro i testimoni a difesa 11or1 puIi r;~gion~v~lmente sascere che da quelle circostnnzo che rcirdono sospetti i testimoni n11 offesa. La ecltr.olteill6 seconrlo i casi sar3 ecceziniie si contro gli tini, che contro gli altri. 3ln se bene si consiile1'3, Irr ~cltrotceitic deve tenersi conio eccezione pii grave coiitro i testinioai clic vengono a nuocere al giridicabile: poiclib non potcndo negarsi la repiignanzn che 1iri l' tiorn~)a Bir clcl male al suo simile, In csibizioric! ultrancn n faro una prova che trasciria un irifelice alla pena, rivela iin se:reto movente p" cui si il viuta la picti n?t\tnr:tlc; lailtioj-t: il lestiinone a difesa, quando nnc!liri si esii iscri iiltranoo ,trova spiegazione suficiente dcl suo coritcgno, non solo nel sentimento della pietk. in:\ j'ii ancora nel rlnvcrre cristiano d'impedire t i r i

- 580 inale terribile, qual sarebbe la condanna di un ioiinceote. Presciadendo poi dall' ultronea cnri-iparsa,quando un cittadino costretto dall' ordine del rnagislrato si reca a deporre, 6 incivile ed irragionevole, clie il inagistrato clie Io intirnb ; comparire lo accolga colla i prevenzione che ei venga a giurare il falso, solo perche i[ suo esame fu rictiieslo dalla difesa del reo. Noil nego che in pratica i raffinati delirlqueuti si preparino talvolta tostimorii a discarico : conie qualdie altra volta un raffinato caliinniatore prepara i lestimorii a caria co. M codeste POUO eccezioni, nelle quali le circostanze del caso illumiriano il giudice sperimentato; n& sulle eccezioni puli costituirsi una regola generale. Osservo di pi che amrnetlendo il concetto di una eccezione perinanente contro i testimoni a difesa, si pone iri balia del Pubblico Ministero di rendere a talento suo eccelionabili i testirnorii; Io che intollerabile. 111fatti atciitii Publici Ministeri portando I' occliio sal processo scritto per formare la nota di utfienzn se trovano un tcstirnone che nuncc al reo e due tostiinoni rlie qilcllo srneritiscono, richiamano nella 101'0 nota il pritnn, e ne escliidono i secondi: necessiti nei difensore dloru di citare questi, Ma se i medesimi per lale strategia sono renduti eccezional~ili,non e questo un porre la eccezionabilitd dei ticlefacienti nell' arliilri0 di una parto? (1a r In i g n 3 n i insogriava al1' opposto che il favore della difesa fiiccsse buoni anclie j lestimoni eczoilii Se pub disputarsi di coceintil. lesto precelto, non puU peraltro colitrovcrtersi seriarr~e~ite priricipio della eyuagliuliaa Fra la credibiliti il ilegli uni e degli altri liciefacienti, ni! la rcgola delln

- 581 pre~alenztl dei testimoni defensionali in caso di conflitto, e di pariti [li condizioni.

Diconsi poi testimoni eccettuati qilelli che non possono essere uditi in esame. La eccettuuzione pub essere o ussolicta, o relativa; secoudochB una persona non pub in una catisa indiirsi a Icstifcare su nessuttu circnstrcnza r oppure puD in genere essere indotto a testificare in quella causa, ma non pub venire interrogato sopra un ordine speciale di circoslanze.

Sono escli~siassolvtanzetlte coloro che Iianuo col reo tali rapporti di congiunzione da rendere immorale il costringimento verso di loro: corno 1' ascendente e discendente, il coniuge, il fratello, nell' accusa contro il fratello, contro il coniuge, contro 1' ascendente o discenderite, Esaminando costoro si porrebbe in urto la legge civile con la legge morale, il dovere giuridico col dovere di natura: e percib sarebbe tirannico sottoporli ad esarno, tranne il caso in cui siano essi mcdesimi gli offesi dal delitto, e sen dolgano; o tranne (panda i' accusato stesso ne voglia I' esame per semplice scbiarirneiito.

3.

059.

Sono eccettuati relutic~n~en~a coloro che possono essere costretti a fare da tesiimani; ma non a deporre

- $$,2 su certe speciali circosranze, a ragione della conbdenza clie le ha recate a loro notizia. Cos il sacerdote e 1' avvoonto possono esaminarsi quali testirnoni: ma

non su ci6 che il reo abbia rivelato al pririio come co~fessore,o al secondo come difensore (4).
(1) Vcdasi S t r y c k i o didsert. vol. l,diarcrt. 15,cap. 2, 16. I1 difensore legale dcl reo puv benissimo essere indotto c o i i ~ r testimone, perchb al reo non deve interdirsi di profittare dello cogtiiziotii di lui coixe legale, e delle sue coguizioni cornc uoiiio. In tal caso durante I' esame del difensore si supplisce con la destinazione di altro che ne faccia per queli' intervallo le veci. hla il difensore non pub per essere costretto a rivel:ire i segreti corifideiiziali, Vedasi (a confutazinne della contraria doltrina sostenuta da B e n t b a ai, c d a t e g r a v e r c n d ) V a n R a p p a r d diraert.deeccusuiione tesliinnniutn dicendi prnprer munus. Traject. 1847 S t i r u i n d e tcstibus in ct.iil?i~&nlibus %: vedasi anche cap. n e n-H o f f d c iis y14i propler obligationem aecrctum non delegetldi il& cru..sis pncnuliDua n resli?raonio perhibenda exclcsa?tlilr pag. 17 ct 18; ove riferisce le severa parole del )l i t t e r m a i e r contro la tirnntlia pietosa di convertire i diferisori in detiuncialori dcll' acciisato. Fuvvi cbi tentb restriiigere questo privilegio del segrrto a i soli difensori in titolo, ~scludendonccoloro clie fossero soltanto stali richiesti del loro consiglio caine avrocalo ; ma siiTalta limitazione msuisti.

atioa

S tutto arhilraria, ed urta contro la ragione del benef i ~ i o la quale tion art~rnettedistinaione. f., vero che una oc, dinaoza di Luigi XI imponeva la rivelazione del segreto tici crlrnini di lesa maest, non solo agli avvocati, ma anche ai confessori stessi. Ma siffatte leggi non si ricordano oggi ad
;illro fine tranne quello di esecrare i tempi aei quali furono promul&ile. Saranno fatti storiei: tna i fatti storici non sono

per noi fonti di diritto.

Diconsi infine testimoni sczlsaii qiielli che per un riguardo non possono costringersi a comparire al tribunale contro voglia loro : come gli infermi, i dignitari della chiesa, o del ragno. I quali perii non Iictnno pi scusa se il giudice accede al loro domicilio ad esaminarli.

g. sci.
La credibilitk dei testimoni dipende dalla ragione composta del loro ~ztcrnero rlella Iora contestr~alitc,delle , buone loro qualita persanuli, e dclla ~erosin~iglianzu dei loro deposti. E su questi elementi devo procedere la critica nel caso di conflitto fra testimonianze r, testimoniauze.

8. 902.
3 regola di ragione ctie in criminale le eccezioni l .

coiitro i testimoni si possono allegare ancIie dal profhcentc: 0 che 1' affermazione di uno prevalga alla ncgazione di molti, se non 8 coartata.

Appartengono alla classe dei testimani anche i yeriti; e devono esaminarsi con le formc comuni agli altri. Se non che la loro credibiliti dipende non tanto dalla persona o dal detto; quanto dai criterii maggiori o minori di verit che porge 13 scienza od arte da

loro professata. Perciii frn lo perizie, le pih ilivinatorie e fallaci si riconoLbero sempre quelle dei periti cacciatori, e dei calligrafi ; quantunque crggidi bisogna convenire ctie qnest' ultirnrr arte ha fatto grandi progressi pei nuovi strurxieilti di cui si arricchila; e dei quali dovrebbe Ilalla giustizia prescriverai 1' uso davi~nque.

I n d i z i .

La parola irtdizio nel suo naturale significato esprime qualunque fatto che serve a indicarne un altro; la etimologia analoga a. quella di induzione, senonche inveco di riferirsi ali' idea, si referisce alla propom sizione matericrle sostituendo all' in& duco l' iride dico.

Cod nel giure penale si dicono ittclizi qiielle circostanze che (quantunqite non costituenti in loro il ilelitto e materialmente diverse rlall' azione criminosa) pur la rivelano per un dato ra.pporto che puh esistere tra coteste circoslanze e il fatto criminoso dis si ricerca. 5. 966.

ri

Con sirriilc criterio gli indizi si dividono in comuni tutti i reati; e ps*oprii di qualche speciale reato.

Ora secondochb il rapporto tra fritto e fatto indefeltibile o evejituale, gli indizi sono o necessari o co?attrigettti.

g. 968.
potendo esistere mai rapporto ?zecessat'io tra un fatto e gli atti di una persona, quando quel fatto non si immedesimi con tali atti; e neppure potendo osi* stere un rapporto necessario tra un fatto e le inteuzioni delL' uomo ; evidente clie in criininalc noli possono mai aversi indizi ~tecessariidello speciale, o del fonxale del misfdtto: e solo pli configurarsene 1' esernpio nel malerinle.
Koii

Sotto il rapporto crotzologico del fatlo costiluente 1 indizio col iatto del delitto, si dividono gli indizi in ' u?2tecede?zti, concot?$it~~lti,susssgu~?~6i. e

Gli indizi cotirirqenti, soli c,he occupino le meditazioni del criminalisla, possono prcssniare col delitto un rapporto ( o nesso) pwbabile; o un nssso soltanto ?:erosimile. Nel primo caso si dicono prossime'; nel secondo remoii.

Pretesero i pratici di dare una co~nplctaenuriierszione di coteste due classi di indizi, e caratlerizzar(l cc priori certi indizi come yrossinri, e certi altri coiiic renlnti. B ben diOlcile che cotesta defloiaione sia costante; perclik la conc~udenzadezli indizi non piib esatlarnentc calcolarsi nel loro essere ipotetico e astratto, ma e forza giiidicarla nelle loro condizioni concrete.

5.

972.

8on dir dio essa crosca o decresca intritlsecufileaie per ragione del Ioro liumero: pere118 e un errore logico 1' aumentare la forza intrinseca di un indizio per la concorrenza di altri. La somrna puh portare le diverse frazioni alla unit desiderata; e con sei frazioni di un sesto formarsi un intero: ma la frazione di un sesto, in s6 eonsidcrala, non diviene frazione di uti quarto, pcrclib trovisi in compagnia di al-

tra frazione maggiore.

Essa cresce o decresce in ragione delle speciali circostanze accessorie, e del discarico clie tenta darno l'accusato. Anzi il disoarico che ne d i 1' accusato i tutto: perchZ: quando una serie di indizi, benchij ? gravissi~ni e battezzati dagli scrittori per lirossi'nai , si , ilimostra dal giudicabile in mollo pusttiua rcferirsi n

causa isluocente, essa perde la u~ricocirli. e niente piu : offende 13. presunzione di innocenza. Niente vale ( a modo di esempio) contro un accusato di omicidio che le sue vesti siano nlacchiate di sangue, quando egli prova apoditlicsrinefite che lo erano giii nel di inna~zzi ali' avvenuta uccisione. Eiente rale che presso il cadavere si trovasse una pezzola riconosciuta come pertinente al giudicabile, quando egli prova che queila pezxola gli era stata vissi inliu~izirubata, e ne aveva persino fatta denunzia. Niente vale che sia veduto in possesso dell'arma micidiale, quando apoditlicarnente prova che quell' armo fti da lui trovata per via q ~ o l gionro postat-irire iilln strage, e imprudenteinente raccolta. Ecco tre indizi cumulati da una coi1icidenz.2fatale a carico di uno; e che pongano il suo capo in imminente pericolo, se il giudice assliine come criterio as.soliito 10 definizioni astratte e doltriuarie degli indizi prossimi. Essi per0 neppure valgono a far subire al prevenuto iin giudizio, se il giudice li valuta nel loro concreto. Egli trova allora clie verita positiva il rapporto d quei tre fiitti con la causa innocente: e aberra dal giusto e dalla logica, se a questo rapporto di veriti positiva cotzcrcta preferisce un rapporto di veriti oongetturale e nsbrattcc, per obbedire pecorilii~enta arl una regoletla speculativa.

Del pari tlwe il giuiice imyi;irziallc: diflidare di certi inrlizi protciforrni, che 1' accusa puD trovare io qualsivoglia atteggiamento dell' accusato. Cosa vale ( a nio-

- 358 do di esempio) lo indizio tanto vantato del pallore e della trepidazione del reo in faccia alla putiblica forza clie lo arrestava, qiiando a Iato di questo trovate entimecalo pur come indizio il contegno itnperterrita del1' arrestato? Se jl reo iinpallirli e tremb, egli ebbe la coscienza del suo reato: non fu un moto naturale cbe pu9 sorprendere anclie un santo all' aspetto del proprio pericolo. Se il reo si mantenne sereno e tranquillo non ne fu causa la coscienza della sua rsttitudine ; ma fu un artilizio che lo mostra colpevo!e, perche qualunque uomo deve tremare al vedersi arrestare. Se il reo in carcere k Irislo e pensoso, non 9 il dolore del suo immeritato infortunio; 6 la sinderesi del suo misfatto. Se il rco i. ilare e festoso, nori 6 la coscienza della sua rettitudine; i un' affettazione : che lo mostra colpevole, perchb ogni uomo in carcere dorrebbe essere tristo e pensoso. Questo modo elastico di argomentare, di cili troppo spesso si valgono gli accusatori, dere considerarsi ila chi ben riflette piuttosto conveniente al relure che al crilico.

Importantissimo intorno agli indizi t! il ricordare clie i medesimi non solo devono esser perfetti ?).ella sostanza dell' indizio; Io che viiol dire conclutlenti nel loro rapporto col delitto in questione : ma devorio essere di pii1 perfelti nell~ sostanza della prova; ci06 ciascuno di loro provato con altri mezzi, tranne quello di un altt30 indizio. I1 coaceroo dello presunzioni e

- 38'3 degli argomenii congetturali i! vizioso Ii~gieamente e , giiiridieltmenle pericoloso. C A P I T O L O SlV,


Uclla difesa.

In materia penale non vi pssrino essera presunzioni juris et (le jrcre (i). Dunque deve sempre ammettersi I' accusato alla propria difesa. E poich! non sempre pub avere l'accusato ioiclligcnza bastante n liresentnre le sue discolpe, il iliritto di difesa porla alla necessita di dargli I' assislcrizn di un difensore legale di sitn libera scelta.
(1) Questa vcrith cos intuitiva cie parrebbe irnpwsi?lile rlubitarne. Eppurc le antiche legislazioni ebhero delle presunzioni jiiris et dc j i i ~ edclli colpaliilit8 di un uonio. Cos la consuetudine di Beativoisis a l cap. 12 stabilisce che quando alcanu Iia rninncciato 1111 nlalc ad altrl, se qiiestu n~aloavviene, il primo so no ritenga iircessririamtnte autore; e al cap. 15 dispone che so 1' accusato evade dal cnrccrc penderitc, i l processo, cunfesaa con cl la siin colp:): e ove si?) ripreco devc esscre rlyulnto colpevole? de p l e A ~lroit, colne tale messo a morte sc?i;a ul!eriutmc e p~occsst~. Cos il codice dato da Cristiaiio V alla iJnnimarcn e alla Nv~vP$:I, che resse quei popoli dal 1684 il1 20 sgo~rtn31842, disporio chc la donna la qualc alibia partorito occiiltamente, sr! nuri presenta il corpo del bitt~ibir~o, Ifresurrin itifilnlisi cld:i ; c siti scnz' ;iltro pi*orrbsso coriclaritiola :illa niort?. 310ltr, altre iiirono Io pllcsiin,*i/~~ii ccrli legislvlori sevori diclrc

chiararono Iiaitaiiii ad aliiorizzare i1i per loro sule una cond a s n ~rii tale dolfrina In scieiizn modern-1 R:i proscritto ancij , i1 pensiero. E qunlrlre coclice curiteiiiporauc? r coriic il mdice clci IIr;~:ile art. 5 6 , ha Coii\crli!o iu piccctrci (li le;;^^ 1a regola, che ncssiina prr.?unziorie, per 11u III~CJ veerr~cnte , sia iiiai basle.tolt: a f,ire ir'ru;arc una puriieionr.

La difesa (I) non e un prii:ilcyio, ne una cotcressiotte voluta dalla uma:,iti. k un vero diritto originvrio dell' uorno, e percib ir~alie~ialile e l i e de 1' in:H sil'ttcliulk $. 0.15.
. l Alla liberlb della difesa fa glierra ai giorni nostri la libert di stampa. k vetiuto il mal vezzo (che dicesi inevitabile coriscpienzn dclla libera stampa) cbe i giorn:ilisli per \ i ~ ~ l i i t i [li spccilla~ione per aderrnzc parlipiane diano nei i o loro h3ii uii rcsocolito clci giritlizi criuiinali ciie ~,r!ndoiro. Quesli xcsoconti sorirj quasi cerirpre iucs ii:i e s~~cnicslriio iriforrriiiti dallo spirito cli prepnr'irc i.1 p~ibblicaopiriiorie in quella via d o ~ rciascuno interitlc a coildurre nel SIIO respclfivo interccsc la giuria. f~erniciosisSirii~ risarizti e iroppe volle 110~evolc31 triooh dcl ;ero: cnrilro la 111~cltfsi111;l scrisse encrgicamcnlr il sig. O r t i z d e Z ri n i ? a h'sci4eltr del derccliu, t o i , ~ .1, ~ i ( ~ 197. g.

A qiiesto principio si ascocia I' altro ctic alla difesa rlcll' accusato ha un interesse diretta.ancbe la societi'~: [icrcli& essa ha bisogno, non di U I M [lena che cade sopra ririn tesla qtialunq~ic, rnii della ~iiiniziono

- 091 del vero colpevole. E cos la difesa non t! soltanto di ordine pubblico secondario, ma di ordine pubblico

11rirnru-io.

g.

970.

Dnll' asserzione di qrresti due principii consegue che il reo 2201~ possa riazcriria~e alla propria difesa: e debba, anche suo malgrado, assegnarglisi persoria capace a difenderlo: log. 4 ff. de l~ostu7n?ido leg. i9 ff. de poetis - leg. 11 ff. de publ. judic. d

L'argomento della difesa conduce a varie indagini: a delineare i diversi modi con cui essa pab farsi: a definire i ~n'iuilegjche per buona giustizia essa deve avere: ad accennare i daueri che irupone.

g. osi.
La difesa guardala nei fonti dei quali si desurne pub farsi o Iier via di cccczioni, o per via di difeScc

pro]~Ptcn~ente detlrt.

Per via di ccce;ioni si clifeniie il reo quando non si esamina il merito dcll' acc>usa, ma si storna la morleaima ilnl di lui capo, o terripornriaiiienle , o iri perpetiict : o si disnrma (li un qii:ilnlic siin mezzo 1' acctlen.

Perci?, le eccezioni si disi~tono in eccezioni 1'11lrlro I' rrzione; ccceziofii cu~ctl'ogli crni ; eccezioni t l w l t + o lu persolle.

$:

984.

Le eccezioni contro E' azione possono essere; o daclinatoris , quando si allega la iilcornpetenza del titibunale: o dilatorie, quando si cliiede un termine ulteriore a trattare la causa: o yweritorie quarido si nega I' aziolie , sia per originaria insussistenza, mostrando che il fatto norr 4 proibito da veruna legge; sia yercliS estinta da causa sopravveauta, come I' amnistia. la quietanza, la prescriziorie , o 13 revoca di legge.

Si usano eccezioni contro gli atti, quarido si oppone la nullith, o illegittimila di alcun atto processale, e se ne chiede la soppressione.

Si usario eccezioni contro lc persone, o dell' ucc'rlstrlrire negandogli lo jus accusa~idi; o del giudice , recrisaridolo come sospetto ove cib sia permesso; o [li iin teslirnolre uioslri~nd~tt~ eccettuato.

1a difesa prgp~inmentetierta, guardata nella sua re. lazione COI fine che si propone, puD essere o i~idiret-

tn, o diretta..

S.

988.

Dicosi indkettn, quando si limita a criticare 13 prova dell' accusa, mostrandola inconcludente senza assumere la prova positiva della inaocsnza; bastandole il vincere per deficieilza di prova.

diretlo, quando tende a raggiungere la prova poa sitiva dclla innoceriza; lo che pub ottenersi Iicr doppia. via: o allegando di avere agito nello esercizio legittimo dei proprio diritto feci sed j w e foci: o sasteooudcr la ricyatiua cuartala di luogo e tempo; ossia l'alibi, col qualo ai rende iinpossibile 1' akcmazione dell' acc.usa.

Chccch: si duhit:tsse negli ultimi secoli ( I ) . oggi 4 riconoscirilo nppo tutti i popoli civili il cosi slctto favore dclla difesa.
(1) Sul diritto dei rei nd nvcrc uu diicnsorc Icgile disliir. tlironr, iii roi9iosenso fra $li altri ) I)ij h ni ci r o jvrisp. i'rirn. secl. I cap. 19, S. X I O , tr r o tii n li ri dr cxecrrl. itr c / / i ! j . :s i

- .59i t l t e ~66,57.- t c y s e r ~netlif.cidpuird. spw. 32,tJspe0.5Cj , C r a m e r oprcsciri. uol. 4 , diss. S. P O u y P, t cnncellicri: cli Frnncrsco I, clre rese doniinante in Francia il proocsso segreta, fu l' autore della ordinanza di Villcrs-Cottcrets del 1639, che interdisse la difesa a ~ l i accusati. Cotesto divieto rinnovossi da Luigi XIV con 1:t ordiuanzn del 1670. E la Franoia fu retta da queste l e g i fiuo alla rivoluzione. E fu tale la forza dell' abiludiue e ddln reverenza alle ordinanze, che P ot h l e r , di cui nessuno contrasta l' altissinlo seuno , trov (traiti de la procedure c p i ~ n i n e l l e jinol[o saggio il costu1x0 di n e g r e un difeasoro al17accusnto. A questo punto erasi condotta in Francia la ferocia dcl diritto pende dello ordinanze da farne orrore la descrizione ! Vedasi l' eccelIcnte scritto di Il. D a m e s m o inrroduction c i 1' l~istniredir droit ronzallr de Vulter, pag. 3 i et suiv. Per conservare C il nostro rispetto verso il Grun Kegiia ( s c r i v e v ~ tcstb con molto spirito N. C a il l e m e r ) bisogna coprire di uu volo la sua giustizia pelicile. Sella negati difesa si simboleggia quanto pirb esservi di pih iniquo c di pib atroce in urla Icsislnzione. La monarchia, superba del suo trionfo siille @IJrisdizioni baronaIi ed ecclesiastiche ,ngn conobbe pi freno : o la crrideltit delle suo l e g ~ iprcparh gli orrori della rivoluziorie. Ilivctinc volgre 1' insrilso dilemma, o 1' accusato i! innocente, c non pu9 nvor bisogno di tlifensorc ; o colpwolr? o non devo esscr clifnso. Cos s i C ragioriato per secoli: o quello cho pegbio, sarobbevi luttorcr qii:rIcuno cui pi;aaerchbe di sracionare cos, ITgiial divioto aveva dott;it la ctisa di Spagna per Ic Fiandrc: nia i magistrati di quello Stalo tioli osservarono mai cotosta legso, e arnmlscro di nrhitrio loro i giuristi a p~trocinnre l' inquisiti.

Il diritto di difesa porta di ticc~ssith13 like?'a comu~ t i ~ ~ z i r r ilcll' /~i~cilsato tie col

suo difensore, dopo

csau-

:i95

riti gli interrognlorj. Restrinyere t31 tacolti d un coariarc la Gifesli. Prescrivere 1 DPt!Pi?DZii di iin carcerieie s 21 culloquio C uri ingiusto ad~itris, Xl~~iristzixlu i l ~ t ~ a t c t in perchi: oda il colloquio ci iiris v i l ~iriiqiitt:~.

La difesa, se non roolei rjrivileqiata, dcrc aimeno essere alla pari de11" nci*usa l ." nei termini 2.O nella [ucaltil tSi procare - :I." nella libcrlit della discussione.

g. c)!13.

fi un errore, coine bene avvcrtica ! e r r i e r , lu ani


nettere una idea di disuguaglianza fra accusntoro e difcnsore. Se il pubblico ministero rappreseiita la societlt nello interesse della liunizione della colpe; il difensore rlippresenta la societi nello interesse della innocenza. Arnhetluo sacerdoti ilella giustizia, sono alla discussione indipoudenti l' uno dall' altro : dipendenti eritramIio dalle lesi ; clcrlln loro coscienza; c dali' autoriti del tribunale. E questa C una vcrita clio dare ricordarsi da tutti; perclib clii avvilisce la curia avvilisce 13 ningistraturs.

1 osi. .

resto il principio della ejriaglianza fece nrniilctlure anche sotto il sistema iuquisitorio il C O S ~detto j~roccsso defertsionnle. I1 quale in c]uer;tci sistema puh dal reo povocarsi (li piertci diritto' cl~ietlciido dopo , :tViitn corniinicazio~ieilegli atti, chc si conipleti In istruiicl

zionc con ulteriori esami dai quali si augiin il proprio discarico. 3. 998.
11 processo defeasionale dicesi ripcliLivo, quando i1 ' reo prot70ca un nuovo esame dei testimoni gid uditi, pcl iine di averne rettilicazioni e ctiilirezzo. Uicesi ad rc~~~tl.~nnz, quando il reo induce testimoni ?tuuni per' corrflittare le risultarne a siio carico.

Kel sistema misto la congiunziono dei dar, procensi non Beve portare alla consecilenza assurda che siasi trillo il y iewo diriltu del defensionale, e nel processo scritto e nell' orale: ma deve invece portare I' clT'etto che sin libero al reo il proccsso defensionale soitn atnl~ole forine, il alozione. sua; nel modo slesso cltc i lihcro ali' accusatore. Cioi! clic egli possa, ! cnnosciuto il processo scritto, eccitarno di pieno diritto la coia[iletnzione cul mezzo di un clefcnsivo alIn istri~zione,utilifisirno a lili per. parare il colpo del1' invio n giuilizio. E che possa di poi (abbia egli o nori alil~iaprofittito di quel primo mczzo) fare il suo ti~fer~siv~) al dibaitiriianto or.:iI~,, cori indurvi quei testimoni che spora a s6 proficui. h'on pub esistore per liarto della legge procctluralc completa recognizione del s.ii~o ilirilto di difesa. sc non si ::ileguano le fiicc~lti ilcjll' :iccusrtlo ri. quellc ctell' acciisatore in tutte le fasi rlr\ll:l conlrovcrsi~ c cos t1oi-i solo in quanto attiene : rilln f~colttidi cliacutcse, nia auetie in quauto riguarda

- 597 la facolli di prodrirrc ;it~stificazioni. Irrisorie sarelil~ero tante prov~ille cure per dare un difensore all' accusato, se al patrono s' irnpeclissr: di co~truirc,seconilri sua arte e coscienza, il processo defensionalc.

A questa larghezza, c.he la maggior parte degli ors'isl~~ttnnn dinamenti inotlerni (non dirO co~~cednno) nell" accusato, fuvvi clii dubith doversi apporrc un ITPno subordinandola al beneplacilo (le1 n~agistrntcr.Ci;) per tema ostentata di soverchio ingombro al corso di giuslizia. Ma la tema 6 ofknsiva alta digriita del [lifensora, facilmente frenabife in caso di abuso con misure disciplinar<i.E d' altronde meglio rischiare un qualche spreco di tempo, che porre a reperilaglio la sorte di un innocente per coartnta difesa. Oltrc a cib il prajiudizio del. magistrato che rigetta il defensionalo, mentre suona aspro (pcrchb in sostanza torna alI' istcsso clio dire, non voglio .ci difendiate a modo vostro) E una prermtura propalazione di voto, e spessissimo urla ilivinazione senza snificiente cognizione di causa; muvendo le ragioni dello ammptterc o (le1 negaro nella congetturale previsione dell' nltcggiamen.10 futuro clell' orale processo (i). osserv:tzione riUgiiale corre circa IG interroyasioni da farsi ai testimoni nel giuilizio orale. Avvi taluno che credc si possa dal gindice direttore del dibattimento anirncttern o ricrlsare tal0 a tale altra interrognziorie clie i' acciisnlo o il sua patrono Ibrarrii dirigore ad un tcstiiiloric. Errore :iriclic qiicsto, e rancido avanzo rlcllc ti.:tilizioni della bnrbr:-

--5:)s

rie. Se si fir questiotil: (11 pirri~cv)l:u , 11ovr8 i:ertamcritc accordarsi a1 magistrato la farioll di respiriyrc intcrrogazioni e ricerche estrafjce al fatto che si esnloina. alle quali si voglia aprire In via dall' accusato o per curiositi, o per rendetta eoritro il testimine, o per altro fine certaniente non lecito, qua1 & quello qaaliinque siasi che diverge rlallo scopo della cogriiziuae del rero sul delitto che si ricerca. Ma quando si fa 1% rluestione di concludenza; quando si pretende respingere una interrogazione pertittcnte al fatto in questione, sotto il pretesto che il giudice non la crede conrlurlente, si abcrra da ogni retto principio, e si esercita con intollerabile tirannia una vera conrtnzione di difesa. II giurlice per quanto sia pi dotto del patrono, non pub indovinare l' ordine di difesa che cjuesti prepara : e se egli se lo augura, mostrer di essere piU presuntuoso ma non pii1 saggio di lui. Una circostanza di fatto pub apparire insignificante all' esordire di un processo orale. Nn il difensore che ha in animo r1i giustiticare allre circostanze, s coiigiuiigerle con la prima, o costruire infine un tale risultato che demolisca l' accusa, In ritie~iecon mi;liar cogniziuiio di causa quale cc~ncludei-itiesin~a. Irn[iegiiriado una disputa su cotesto terreno, il giudice viene a discutere la difesa prima clis sia fatta, propala il suo voto, t., intorbida 10 svo1i;imcnto del vero coi1 ~lanw della giustizia.
(1) i2ueelc vcrith snilo univcrsalrricnle riconosoiute dagli scrittori, c dallr biioiie Ir~isazioiii N o il ii icl r (Lu C o t i ~ : cl' usaiseu i301."2 pay .2u, $. 650) ]Vi ~ r i i ~ i i a t d r r prrblir, vri pfl1.1" civile, ni accust;, son! lktitc's rlu?is lc ckuix. 11s pltrcent s1tr leur liste toulcs le$ [)crsoiiiics B lcur 1:oii-

yrnnnrct , et cn trii nonii~rcq i r ' rla le eeulent bieii. I m p o s i b l e q u ' i l c n s o i t a u t r e n i c n t , p ( ~ r c P t ' i l esl inrp p',ssibe tout coatrdlr prriulabl~.

.-

Ecvi poi un punto no1 quale la difesa deve godere un privilegio sull' accusa, p, in cih consisto 1' effettivo fuvore della difesa (i), Ed che il patrono debba amre ultinta la ])arola tanta nella discussione del merito, quanto aella discussione degli incidenti.
(I) Le esagerazioni ( lc quali nuocciono sempre anche rillr riligliori cause) dettero occasione di deniinciare come irragiorievole la formuln favore dellu clifesrr. La propugnli C r a m e r Opusculu jsridica ,t n a . 4 , opusc. 6, dc firaore defcnsio~tlset irrntionabilitale colistrclerllini$ defensoruni excksivae in cuusis crinzinalibus. Non voIonclo questiotinre sullo prola favore peri, certo in principio che allo difesa compete l i diritto della ugung1ianr;cd: s u cib noa B perincsso n&di dubitare ni? di transigere: ma quando vi sono dei casi riei quali i! ~riaterialrnente Impo~sibileserbare 1.)"fetta uguagliusza ( corno nel deciderc chi debba parlare 1' uItimo) b incvitabiln chc il diibbio $1 sciolga con la rcg01;i (1~1 fiivorc e che tale f ~ v o r o conceda alli1 difesa e non all'accusa. si

I dovori del difensore sono 1.Va scienza

- pro-

curarsi con ogni stlcttio lc maniere di giovare al suo raccomandato, intcrnrindosi cos ncllc minuzio del fatto corrie nclle profontlitA dcl diritto 2.O 1a pieth confortarlo, eil assisterlo fino a clie vi b mezzo le-

gnlments csperibile - 3.O il coraggio non arretrarsi mai per codarde paure, o per umani riguardi 4 . O la fedelt - iion tradirne i segreti 5.O il disiiticresse non aggiungere dolori allo infortunio: e 6.O la prestarsi ugualmente al povero corne al ricco lealt in tutloci che agisce. Questa non 1' obbliga a fare ci che veda per avventura omesso dall' accusa, e giovevole a mostrare la colpa. Ci sarehbe contrario al suo ministero, del quale in tali casi un debito la reticenza. 11 dovere della lealtri non impone al difensore una obbligazione positiua; ma puramente negativa. Esso lo astringe a non fare :ci08 a non affertnare cosa contraria alla verit processale, e a non operare con arti o prove mendaci per il trionfo del falso. Distinzione che (nou sempre ben avvertita) illuse talvolta i clifensori ad atti che sono n pi ni! meiio un delitto contro la giustizia. Ma non B slealt il tacere e 1' omettere cib che detto o fatto potrebbe nuocere al1' accusato. L' obbligo di provare il delitto incombe all'accusatore , non al difensore; e strano sarebbe che quegli esigesse da questo un soccorso alla propria ignoranza od inesperienza.

C A P I T O L O XV.

Della sentenza. Sei>tenza in criminale dicesi - qualuaque proliuncz'u cmarzota dal giudice intorno al delitto del qucile chiumuto a conoscere.

La sentenza 13 interloczci.ria, quando non dirime In controrersja principale ; ma solo una questione incidente, o accessoria.

g.

4002.

Sentenza definitiva 6 I' atto col quale il giudice competente risr,luc Ict causa criminule nssoluendo o condannando il reo.

La sentenza definitiva pub essere nssoluroria, o condcrtrzaioria. L' assolutoria ~ i n bessere a crimine, o soltanto ub ircstari$ia; nel qual caso la sua qiinlith di definitiva non e ctie condiziotrcclc. La coridennatoria pui! esserlo o a pena ordinaria, o a pena straordinari&.

Le sentenze si dividono io contradittorie, e contumnciali. Ma queste ultime, perchi: mancb la forma essenziale della difesa, non dovono essere mai irretrattabili ( t ) .
(1) Stiirliarono i filnntropi sc vi fosse riiotlo rli evit;lrc I pericoIi delin innocenza c priitc,gnrl:\ nticbc nei giudizi coriiurnncinii. Si occiipb di cib 1 0 1 i 11c L tielEo ficouc C~itiylic 1 1 Lom. 2 4 , pirg. 45i.

Deve 1s sentenza criminale avere rlellc condizioni impreteribili in qualunque sistema. Tali condizioni sono o estrinseche , o itltrirrsecfie.

Condizioni o forme eslrinseche sono tutte quelle necessarie alla sua co?2statazinne, e certezza. Tali sono il disteso in scritto la data le firme - Ia liubblicazione; che nel sistema inquisitori0 si fa col mero deposito ddl' originale alla cancelleria; nel misto si fa con la leltura al pubblico, e successivo deposito.

Condizioni o forme intrinseche alla sentenza definitiva sono 1.O La dichiarazione del fatto: la quale deve essechiara, non enimmatica e ambigua - positire completa, SII tutte v a , non dubbiosa c perplessa le circostanze, costilutire, aggravanti, e diminuenti della criminosit. 2.0 La motivaziotze in diritto :la quale deve parimente essere univoca, positiva, e completa. 3.O La indicazione (o meglio la trascrizione) delI' articolo di legge, che in caso di condanna vuole applicarsi. 4.0 La desz'p2azione della pena, e dellc condanno accessorie.