Sei sulla pagina 1di 21

S&F_n.

6_2011

ALESSANDRASCOTTI

PERUNAGENEALOGIADELLAVITANELTEMPOCHEDURA:BERGSONSEFAISANT

1.Homofaber2.Lintuizioneeilmetodogenetico3.Traempirismoemetafisica 4.Lamemoriaontologica5.Ilcorpo,traaffettivitepercezione

1.Homofaber Sespogliassimo luomo rimasugli dellorgoglio evolutivo scopriremmoche lattributo sapiens il meno alla adeguato sua dai

natura. Luomo un animale geometrico, la cui facolt

conoscitiva, lintelligenza, si origina come unappendice specificadellafacoltdagire.Homofaberdunque,perchvivee opera nellambiente che lo circonda in virt della propria intelligenza. in questo preciso senso che, in Bergson, la dimensione intellettiva non ha alcuna accezione contemplativa, viceversa, viene definita come la facolt di fabbricare oggetti artificiali e in particolare utensili atti a produrre altri utensili1. Il prodotto dellintelligenza non altro che lo strumentodinaturainorganicachechiamaluomoaesercitareuna nuovafunzione,conferendogliunadimensioneorganicapiricca2
H.Bergson,Levoluzionecreatrice(1907),tr.it.RaffaelloCortinaEditore, Milano2002,p.117. 2 Ibid.,p.118.
1

57

STORIAAlessandraScotti,Perunagenealogiadellavita

essendo organo artificiale che prolunga lorganismo naturale3. In altre parole, lintelligenza bergsoniana protesi, e la tecnica, lungi dalle tecnofobie tuttora in auge, costituirebbe lesito naturale del processo evolutivo umano. Lintelligenza cosunbeneconnessoallenecessitdellazione,connotato,per, da una naturale incomprensione della vita: La nostra

intelligenza, quale esce dalle mani della natura, ha come suo oggettoprincipaleladimensionesolidadellinorganico4.Voltaa preparare la nostra azione sulle cose, a prevedere sulla base della ripetizione dellidentico, essa rimane spiazzata di fronte allimprevedibile genesi creativa del reale, non in grado di pensare levoluzione, la continuit di stati, la mobilit pura. Lintelligenza scientifica [...] procede da una sistemazione a una risistemazione delle cose, da una simultaneit a una nuova simultaneit. Necessariamente Nella trascura degli ci che accade nellintervallo5.

collana

stati

interiori

lintervallo lo spazio fra le perle, poste luna accanto allaltra, il filo invisibile che le lega; lintervallo ha la stessa irrinunciabile funzionalit delle pause nelle sinfonie musicali, degli spazi bianchi della scrittura. Se teoria della conoscenza e teoria della vita sono per Bergson inscindibili, un pensiero mobile e vivo deve afferrare lintervallo, pensare la molteplicit concreta come insieme non statico di stati, che interagisconofraloroesispieganonelladurata. 2.Lintuizioneeilmetodogenetico Lintelligenza, tuttavia, non che una delle due tendenze evolutive: La coscienza, nelluomo, soprattutto intelligenza; ma avrebbe potuto, avrebbe dovuto, forse, essere anche intuizione6. Che cosa sia lintuizione in Bergson questione
3 4

Ibid.(corsivomio). Ibid.,p.128. 5 Id.,Pensieroemovimento(1938),Bompiani,Milano2000,p.116. 6 Id.,Levoluzionecreatrice,cit.,p.219.

58

S&F_n.6_2011

assai complessa. Ancora ne Levoluzione creatrice il filosofo francese la definisce come listinto divenuto disinteressato, cosciente di s, capace di riflettere sul proprio oggetto e di estenderlo allinfinito7. Listinto senza scopo, cio libero dallurgenza dellazione, rischiara duna luce consolante quel fondo tragico messo in evidenza da Simmel, quel triste dato filosoficopercuilavita,soloperpoteresistere,devemutarsi innonvita8.Bergsonnoncredevacheunanfiboliairrisolvibile abitasse il cuore dellessere, il fenomeno vitale che si sottrae al potere analitico dellintelligenza restituito per mezzo dellintuizionechemanifestailsensoimmanenteallavitastessa. Lintuizione sta l a dimostrare che possibile cogliere la processualitdelrealenelsuofarsisolomedianteunampliamento delle nostre facolt percettive. Ecco perch, come sosteneva Deleuze, essa non un sentimento, n unispirazione, n una simpatia confusa9, bens metodo puntuale e precipuo. Nella raccolta di saggi del 1966, Il bergsonismo, Deleuze enucleava alcunicaratteridellametodicitdellintuizionebergsoniana.In primo luogo tramite essa qualcosa si mostra da s, si palesa, senza aver bisogno di essere dedotta da qualcosaltro. Lintuizioneaggiralimpassedelragionamento,spessoinfecondo, eciiniziaaunanuovavisionedellecose.Lafilosofiaassumesu disquestocompito:instaurareunaconoscenzaaltra,specularea quella della scienza, in grado di seguire il mutevole, di adottarne le curve sinuose. Scienza e filosofia non si oppongono ma obbediscono a imperativi diversi: La regola della scienza quella gi posta da Bacone: obbedire per comandare. Il filosofo non obbedisce n comanda, cerca di legare (sympathiser)10. Che coschecercadilegarelafilosofia?Ildentroeilfuori,la
Ibid.,p.147. G. Simmel, Henri Bergson, in Sfumature. Materiali per rileggere Bergson, in autaut,204,1984,p.22. 9 G.Deleuze,Ilbergsonismoealtrisaggi(1966),acuradiP.A.RovattieD. Borca,tr.it.Einaudi,Torino2001,p.3. 10 H.Bergson,PensieroeMovimento,cit.,pp.116117.
8 7

59

STORIAAlessandraScotti,Perunagenealogiadellavita

parolaelacosa,ilprincipionaturanteelanaturanaturata.Il secondo carattere dellintuizione il suo essere un ritorno. In effetti la relazione filosofica che ci pone dentro le cose restaurata,piuttostocheinstaurata,ritrovata,enoninventata. Infilosofialaprimavoltagilaseconda,questalanozione di fondamento11, per questo la filosofia di Bergson chiama in causa una genetica e unarcheologia della vita, e qui il termine archeologia non ha il senso dun sapere antiquario, piuttosto innesca una temporalit retroflessa, dove linizio ingloba e orienta quel che verr dopo. E tuttavia questo ritorno non costituisce mai la riappropriazione delloriginario o la fusione con limmediato che, viceversa, si allontana quanto pi la filosofia vuole unirsi con esso. Limmediato allorizzonte12, come affermer MerleauPonty, e cos devessere pensato affinch rimanga se stesso. Il terzo carattere posto in luce da Deleuze costituisceilcuoredellasuainterpretazione.Lintuizionecome metodounmetodochecercaladifferenza,ilgodimentodella differenza13. Lessere differenza e alterazione, ci che restando se stesso differisce continuamente da se stesso. Tale differenza interna, quidditativa e non di grado, pu essere assimilata a ci che Bergson chiama spesso nuance. La nuance chiarisce Rovatti quella particolare sfumatura e non unaltra.quellaspecificaedeterminataqualit,insostituibile e non generalizzabile14, essa d allesperienza un tratto unico, identificante. In questo senso ogni durata non pu essere che nuance15. Se la durata leterogeneit pura, il concetto di differenza rende ragione dellirripetibilit e lirreversibilit propriadiogniistantenelladurata.Ilriferimentocromaticonon devefarpensare,per,aunappiattimentodelluniversosensibile
G.Deleuze,Ilbergsonismoealtrisaggi,cit.,p.112. M.MerleauPonty,Ilvisibileelinvisibile(1964),tr.it.Bompiani,Milano 2009,p.141. 13 G.Deleuze,Ilbergsonismo,cit.,p.128. 14 P.A.Rovatti,Lanuance.NotesullametafisicadiBergson,inSfumature. MaterialiperrileggereBergson,cit.p.84. 15 Ibid.
12 11

60

S&F_n.6_2011

alsoloregistrovisuale;inrealtanchequandoBergsonparladi nuance egli pensa piuttosto a un cromatismo musicale, alla capacit di intenzionare la musicalit del reale. Limmagine katexochen della dure non simile a un arcobaleno, ma a una sinfonia. La musica, misteriosa forma del tempo16, rinvia a ununit non divisibile, qualcosa che mantiene la propria compattezza o identit, nonostante il suo variare, come il tema musicale che preesiste e fonda le sue variazioni. Sulla scorta delleinnumerevolimetaforemusicalichecostellanolaproduzione letteraria bergsoniana ragionevole dedurne che il filosofo attribuisca al senso delludito una superiorit percettiva e metafisica; questo perch la musica ci inizia a un terreno paradossale in cui gli opposti si fondono, la molteplicit unit, la continuit discontinuit, e il disordine un ordine altro. Se lessere naturalmente articolato, signato, altra caratteristicametodicadellintuizionecheessaadottaunmodus philosophandi in grado di seguire le venature del reale; ecco perch Bergson ama citare limmagine del Fedro in cui Platone paragonailfilosofoaunabilecuocochesappiatagliarelacarne senza rompere le ossa, seguendo le articolazioni disegnate dalla natura. Unintelligenza che agisse sempre in questo modo aggiunge Bergson sarebbe effettivamente orientata alla speculazione17. Filosofare col coltello, incidere la carne, insinuandosinellepieghedelreale,perpoiassaporarelequalit intensivedellavita.Inultimaanalisi,lintuizionecomemetodo siponealternativamentealmetodoformale:alconcettodiforma, che fotografa il divenire come universo in s conchiuso, sostituiscequellodiforza,comeprincipiocreativoperpetuamente infieri.Seancoraoggi,apidiquarantannididistanzadalla suaformulazione,ciriferiamoallinterpretazionedeleuzianaci accadeperdueragioni,unastoriograficalaltrateorica.Deleuze
J. L. Borges, Altra poesia dei doni, in Laltro, lo stesso, in Opere complete,acuradiD.Porzio,IMeridiani,Milano2005,vol.II,p.179. 17 H.Bergson,Levoluzionecreatrice,cit.,p.130.
16

61

STORIAAlessandraScotti,Perunagenealogiadellavita

fucorifeodiquellarenaissancebergsonienneavvenutainFrancia neglianni60chehaachefareancheconlanascitadelproblema fenomenologico: chi si assunto il compito di radicalizzare lintenzionalit della coscienza husserliana, ponendo in primo piano il suo retroscena di passivit e la sua inerenza a unoriginaria apertura di mondo, si trovato, suo malgrado, a dover riaprire la pratica Bergson. In secondo luogo

linterpretazione deleuziana fu apocrifa e puntuale, tanto da strappare Bergson al milieu spiritualista e decostruirne limmagine convenzionale, dipingendolo, per la prima volta, come uno scienziato della vita. Ed proprio questa attenzione alla vita a riallacciare Bergson al panorama filosofico contemporaneo ancora cos affascinato dalle questioni del bios. Possiamo affermarechelavetustaquestionedelsoggettosimutatanella questione del vivente, il che implica da un lato il superamento del fronteggiamento moderno di soggetto e oggetto, dallaltro uninterdisciplinariet per cui la filosofia deve mostrarsi ricettiva ai contributi della biologia e delle neuroscienze. Nel contestodiquestaattualitdelviventesinserisceilrinnovato interesse per la filosofia bergsoniana, testimoniato dal moltiplicarsiditraduzioniepubblicazionimonografiche;anchein Italia la riscoperta dellopera bergsoniana un fatto recente, basti pensare che fino a qualche anno fa circolava unedizione minima, di soli estratti, dellEvoluzione creatrice. Il concetto divitaottemperaoggiallafunzioneermeneuticadiquellachein passato fu l interrogazione della natura intesa come essere; il ci che cede il passo a ci che vive, il soggetto al vivente. Lusoepersinolabusodelprefissobioneicampipidisparati delsapere,dallabiotecnologiaallabioeconomia,haunicamente il significato della precomprensione, dellorizzonte entro il quale ci muoviamo, e del quale non possiamo mai rendere interamente ragione. Come intendere allora la filosofia

bergsoniana? Si tratta forse dellanelito crepuscolare della

62

S&F_n.6_2011

metafisica classica o siamo agli albori di una nova philosophia, un empirismo trasformato volto a stringere pi da vicino il suo oggetto,asituarsiinesso,rifuggendoaunavisionepanoramica, immergendosinellapolvereseccadellanudaterra? 3.Traempirismoemetafisica InquelmanifestoprogrammaticocheIntroduzioneallametafisica del 1903 Bergson scrive: un vero empirismo si propone di stringere da vicino loriginale, di approfondirne la vita e, con una specie di auscultazione spirituale, sentirne palpitare lanima, un vero empirismo la vera metafisica18. Se nessuna delle categorie del nostro pensiero unit, molteplicit, causalit,finalitpuapplicarsiconesattezzaallecosedella vita, la stessa cosa pu dirsi per le categorie di empirismo e razionalismo. La filosofia ha sempre da combattere lostilit dun linguaggio anchilosato che nel dire pietrifica, e ogni filosofo prova a giocare con esso, sfuggendo a tale potere, caricando di significati nuovi significanti vecchi. Empirismo e razionalismo, banalmente intesi, commettono errori opposti e simmetrici,confondendoanalisieintuizione:laddovelempirismo scambia gli stati psicologici per altrettanti frammenti staccati da un io che ne sarebbe la somma, finch di fronte allinafferrabilit del fantasma dellio finisce con laffermare chenonesistenientaltrochelamolteplicitdeisuoistati;il razionalismoriducelunitdellioaformasenzamateria,avuoto contenitore. Ma lempirismo genuino di cui parla Bergson non parteggia per lunit n per la molteplicit ma si domanda quale unit, quale molteplicit, che tonalit ha la durata?

Unesperienzacosintesa,chesipotrebbenondimenodefinirecome integrale,illuogodellintuizionequalemetodognoseologicoin gradodiricollocarcinellapuradurata.Unametafisicariformata perdeilsuoericonquistal,lecosedelmondo.Il


18

H.Bergson,PensieroeMovimento,cit.,p.164.

63

STORIAAlessandraScotti,Perunagenealogiadellavita

terminegrecostaaindicarepropriolesperienzaingenuanelsuo stato grezzo, non ancora elaborata, cos come verr intesa dalla fenomenologia merleaupontiana. Lintuizione della durata ci ha condottialcuoredellecoseenonaldifuoridiesse.Avanziamo a questo punto una domanda: legittimo continuare a pensare la durata come traduzione filosofica del letterario stream of consciousness e tempo del vissuto interiore, fautrice duna metafisicacoscienzalistica?EralopinionediSarte,secondocui Bergson riproporrebbe, tingendola coi colori accattivanti dellesperienza interiore, una concezione sostanzialistica della coscienza, iniziando a una metafisica della durata tagliata a misura di questa reificazione della coscienza. Ci con laggravante della dissimulazione, dando a intendere di aver riaperto le porte della filosofia alle esigenze del vissuto, daver risposto al bisogno di concretezza avvertito dalle filosofie novecentesche. indubbio che la filosofia di Bergson vivenelbilicodellequivocorealista19,talorasembrarimanere vittima della fascinazione della vecchia metafisica e la durata cangiante si coagula in un essere che dura; ci nonostante nostra convinzione che essa non vada interpretata quale residuo sostanzialistico ma come principio creatore, differenziatore, capace dinserire nella materia il maggior grado

dindeterminazione.PerdirlaconleparolediMerleauPonty:il tempo qui non messo al posto dellessere, ma compreso come esserenascente20.Ladurenonintesacomeousia,pertantonon risponde alla domanda che cos lessente?, ma palesa il suo senso, che non dato n prima, come vorrebbe lidealismo, n dopo, come sostiene lempirismo, ma che intrama di s lessente. Tale ipotesi interpretativa si radica in due luoghi della filosofiabergsoniana:MateriaememoriaeLevoluzionecreatrice;
R. Ronchi, Bergson filosofo dellinterpretazione, Marietti, Genova 1990, p. 131. 20 M. MerleauPonty, Divenire di Bergson, in Segni (1960), tr. it. Il Saggiatore,Milano1967,p.242.
19

64

S&F_n.6_2011

comeogniipotesidelimitauncampodistudioetrascurailresto, conscia del suo peccato storiografico e tuttavia persuasa doffrire uno sguardo sulla filosofia bergsoniana che sia pi affineallasensibilitcontemporanea.inMateriaememoriaene Levoluzione creatrice che Bergson delinea una genesi comune di materia e spirito a riprova del fatto che durata e materia non soppongono, la materia non si staglia di fronte a noi come un merooggetto,qualcosadispurioeinerte,maviva,articolata, mobileehamemoria.Sulconcettodinaturacomegrandeoggetto si esprimer MerleauPonty, nel corso del 5657 tenuto al CollgedeFrance,quando,riferendosialluniversocartesiano,lo definiscecomeesterioritpuraeavanzaunproblemacheerastato gimessoinlucedaBergsonneLevoluzione:ilmondosulquale opera il matematico un mondo che muore e rinasce in ogni istante,lostessomondoacuipensavaDescartesquandoparlava di creazione continua21. un mondo nel quale il tempo non fa niente, diremmo, e se non fa niente non niente. Se la natura esistesolograziealladecisioneeladecisionecontinuatadi Dio,glifaecoMerleauPontyessanonreggeneltempograzie alla necessit delle sue leggi fondamentali22. Ed questa la ragione per la quale la metafisica cartesiana fonda e giustifica la fisica: dalla certezza di Dio, di cui si assicura per mezzo delle prove razionali, Descartes fa discendere non solo la sussistenzaontologicadellenteuomo,maanchequelladellente mondoe,conseguentemente,lapossibilitdifarescienza,ovvero di conoscere questo mondo scientificamente. Il fondamento del sapere umano poggia su quello divino e altrimenti non potrebbe essere dal momento che il modello epistemologico di certezza assoluta della conoscenza pu venire soddisfatto solo da una garanzia altrettanto assoluta, ossia divina. Diversamente, la filosofia della natura bergsoniana si rivolge a essa non per
H.Bergson,Levoluzionecreatrice,cit.,p.24. M. MerleauPonty, Linguaggio, storia, natura. Corsi al Collge de France, 19521961,tr.it.Bompiani,Milano1995,p.82.
22 21

65

STORIAAlessandraScotti,Perunagenealogiadellavita

ingabbiarlainunsistemadiprincipierelazioniformali,maper sperimentare una filosofia evenemenziale, una pedagogia degli atti, degli slanci e degli arresti dellazione, per scorgere allinterno della natura la legge di motilit che la scuote. La materia dura e ha memoria, questa decisiva affermazione del testodel96chepermettedisuperarelimpostazionepsicologica del Saggio sui dati immediati della coscienza e, di conseguenza, il problema lasciato inevaso nell89 della natura doppia o mlange della realt, avviando cos unontologia complessa e originale. 4.Lamemoriaontologica Ogni volta che abbiamo a che fare col passato e con la sua salvezza abbiamo a che fare con unimmagine, perch solo leidos permette la conoscenza e lidentificazione di ci che stato23. Questa semplice quanto rivelativa affermazione di Agamben getta lucesulperchinMateriaeMemorialimmagineabbiatantaparte, costituendounosnodoconcettualeimprescindibilenellesegesidel testo.NellaPrefazioneallaVIIedizioneleggiamo:lamateria un insieme di immagini24. Luomo opera attraverso i simboli su una realt ordinaria composta da elementi che hanno carattere misto,ambiguo,equestolorocaratteredovutoalfattocheessi sonoilprodottodellamescolanzadellamateriaconilnostromodo di rappresentarcela, che consiste nel ritagliarla in figure ben precise, immagini, appunto. Per immagine scrive Bergson intendiamo una certa esistenza che pi di ci che lidealista chiamaunarappresentazione,mamenodicicheilrealistachiama una cosa, unesistenza situata a met strada tra la cosa e la rappresentazione25. Limmagine reca con s unambiguit semantica dovuta al fatto che essa manifestazione della natura
G. Agamben, Limmagine immemoriale, in La potenza del pensiero. Saggi e conferenze,NeriPozza,Vicenza2010,p.344. 24 H.Bergson,Materiaememoria(1896),tr.it.Laterza,RomaBari2009,p.5. 25 Ibid.
23

66

S&F_n.6_2011

mista della nostra esperienza ordinaria, che nasce dallincontro dimemoriaemateria,delladurataspiritualeconladuratadelle cose. Limmagine simboleggia quellunit dellesperienza in cui non ancora operata la frattura tra il soggetto conoscente e loggetto conosciuto, tra un interno qualitativo e un esterno quantitativo: linizio ingenuo, fenomenologicamente prossimo allacoscienzadelsensocomune.Occorrefareunsalto,compiere quella svolta (tournant) che pone la domanda filosofica pi indietrodiquantononabbiafattofinorailpensierometafisico, prima e al di l della distinzione fra idealismo e realismo. Ancora Sartre ne Limmaginazione noter come limmagine

bergsoniana,nonriducendosiallostatutodiunsemplicecontenuto mentale, manifesti unopacit che la rende partecipe del reale, una dimensione cosale che rimanda, secondo linterpretazione sartriana, a un pregiudizio realista di Bergson, incapace di cogliereilcarattereintenzionaledellacoscienzaelanaturanon oggettuale degli atti di coscienza, egli ha lasciato sussistere in seno alla durata pura queste immagini inerti, come pietre in fondo allacqua26. Limmagine da un lato rappresentazione materica,dallaltrocomelospecchiodiNarciso,essaracconta sempre di noi stessi, dispiegando la nostra memoria. Quindi la domanda sulla genesi comune di materia e spirito pu essere riformulata in questi termini: come pu la memoria esercitare la sua facolt immaginatrice sulla materia? Che rapporto c fra la percezione e limmaginericordo? Riportiamo il discorso un po allindietro provando a descrivere una fenomenologia percettiva. Bergsonaffermachequandoilcorporiceveunostimoloeconsegue una percezione, laddove non si produca una reazione automatica e istantanea, ma si instauri un processo cosciente, avverr unazione darresto. Questultima apre la strada al lavoro creativo della memoria. La memoria, mediante una contrazione, fissa i contorni delloggetto percepito, e crea di nuovo la
26

J.P.Sartre,Limmaginazione(1936),tr.it.Bompiani,Milano1962,p.55.

67

STORIAAlessandraScotti,Perunagenealogiadellavita

percezione presente, o meglio la raddoppia rinviandole la sua immagine. Tale ripetizione interiore costituisce la prima operazione attiva della memoria, e cio la formazione del cadre moteur, nientaltro che labbozzo della possibile azione che il corpopucompieresulloggettopercepito.Maselecosestessero banalmente cos Bergson sarebbe ricaduto a sua volta nella concezioneparallelistadaluipivoltecriticatasecondola quale la rappresentazione di un percetto ovvero nella terminologiabergsoniana:limmaginesarebbeunacopiachevaa stamparsi nella mente del percepiente. Quale ruolo creativo avrebbe allora la memoria? Torniamo ad analizzare il processo mentale cosciente o riflesso: un vero circuito, in cui loggetto esterno ci consegna delle parti sempre pi profonde di se stesso via via che la nostra memoria, simmetricamente posta, adotta una maggiore tensione per proiettare verso di esso i suoi ricordi27. Ci vuol dire che possiamo rappresentarci un oggetto soloinquantolamemoria,partendodas,ciodaunasuainterna tensione crea limmagine delloggetto. Nel momento in cui si ha unapercezionelamemoriasiportaimmediatamentenelprofondodi se stessa, per collocarsi in unidea assolutamente virtuale, un ricordo puro; questidea pura, scendendo verso la percezione si infeltrisce, andando a informare, immaginare la percezione, racchiudendolanellimmaginechelideastessamaterializzandosi diventata.Ilprocessoschematizzatosarebbe: ricordopuro immaginericordo immaginepercettiva Inrealtnonsitrattadiunprocessolineare,bensricorsivoe transitivo, pertanto la corretta simbolizzazione dovrebbe contemplarelusodifreccericurve,cherinvianolunaallaltra. Ilprocessocosanalizzatosirivelacomeunqualcosadibenpi complesso di un semplice rispecchiamento, esso la creazione attivadapartedellamemoriadiunimmaginepercettiva,apartire da certe virtualit che vivono nella memoria stessa. Come nota
27

H.Bergson,Materiaememoria,cit.,p.98.

68

S&F_n.6_2011

acutamenteHyppolitecomunementelamemoriaconcepitasolocome una facolt di ripetizione o di riproduzione, che si contrappone quindi allinvenzione e alla creazione, ma Bergson unisce lo slancio verso il futuro e la spinta del passato in ununica intuizionechechiamamemoria28.Laveritchebisognasfuggire a unimmagine della memoria che la vede rassomigliante alla scatola di latta dei ricordi, essa non consiste affatto in una regressione del presente nel passato, ma al contrario, in un progressodelpassatonelpresente29.Iltemposifachiasmo,non va pi soltanto nella direzione del prima che precede il dopo, lalfa un omega rovesciata. Partiamo da uno stato virtuale che conduciamo, poco a poco, attraverso una serie di piani di coscienza differenti [], fino al punto in cui diventa uno stato presente e agente, cio fino a questo piano estremo della nostra coscienza in cui si delinea il nostro corpo30. Il corpo una sorta di limite mobile tra il futuro e il passato, situato allultimoscalinodellanostramemoria,comeunpunteruolocheil nostropassatospingeincessantementenelnostrofuturo.Dalfondo virtuale per mezzo di uno slancio vitale la memoria si esteriorizzaesisolidificainuninsiemediimmaginichevannoa formare un sistema simbolico, ovvero un mondo culturale. Ma come sivistolattivitdellamemoriacircolare,essanonsiferma alle immagini realizzate, e sempre di nuovo ritorna a quel fondo virtualedacuiattinge,innescandonuoviconcatenamentiframondo organico e mondo inorganico. La memoria cos intesa non n una realt soggettiva n una realt oggettiva, piuttosto un soggetto pi profondo dal quale deriva la stessa distinzione gnoseologica superficiale di soggetto e oggetto. la stoffa ontologica del reale. Lontologia che si venuta a delineare si radica dunque nel corpo, non ne avulsa, la coscienza in Bergson gi
J. Hyppolite, Aspects divers de la mmoire chez Bergson, in Sfumature. MaterialiperrileggereBergson,cit.,p.27. 29 H.Bergson,Materiaememoria,cit.,p.200. 30 Ibid.
28

69

STORIAAlessandraScotti,Perunagenealogiadellavita

incarnata, se assumiamo come punto di partenza che non solo la coscienza, ma luniverso intero dura. E quellimmagine

privilegiata che il nostro corpo costituisce il medium, il punto dincontro tra passato e futuro, il luogo nel quale la memoriasidispiegaeagisce. 5.Ilcorpo,traaffettivitepercezione Lontologia corporale di MerleauPonty affonda le proprie radici in questa forma di bergsonismo latente che deve essere portata alla luce. Se vero che ogni grande pensatore genera i propri antenati, nostra intenzione risalire la china di questa filogenesi allincontrario al fine di ravvisare i punti di contatto fra i due autori, le sintonie e le distonie. Dando uno sguardo all apprendistato filosofico del MerleauPonty degli anni 30 risulta innegabile linfluenza di Bergson: il giovane MerleauPonty affascinato da temi quali loriginario e lesperienzavissuta,elafilosofiabergsoniana,adifferenzadel razionalismoconservatoredellaSorbonadiqueglianni,simostra piconcretaeattentaallavita.ancoradaBergsoncheMerleau Ponty mutua linteresse per un argomento che sar focale almeno per due decenni: la percezione, ed muovendo dalle riflessioni bergsoniane che approda al problema della percezione del corpo proprio. Tuttavia sul giudizio del primo MerleauPonty pesa la critica dissacrante, ricordata pocanzi, dellesistenzialismo francese e, in particolar modo, del suo maestro Sartre. La simpatiaritrovata31diMerleauPontyperilpensierodiBergson databile,dunque,agliannisuccessiviallapubblicazionedella Fenomenologiadellapercezione,quandoscopreunBergsonoscuroe inatteso. Legge Matire et mmoire e i saggi contenuti in La pense et le mouvant, nella fattispecie il programma delineato in due conferenze, La perception du chargement e Lintuition
31

Cos come la definisce A. Robinet in un suo saggio, Che cosa ha veramente dettoMerleauPonty,tr.it.Ubaldini,Roma1973,p.48.

70

S&F_n.6_2011

philosophique che, come sostiene Geraets, ha attirato questo giovanefilosofoversolaricercadiunafilosofiavera,concreta, nontagliatadallascienza,machevuoleritrovare,aldisottodi essa, la vita stessa della nostra esperienza32. Si fa strada in lui la convinzione che vi sia del non pensato in Bergson, qualcosa che interamente suo, e che per mette a capo a qualcosaltro33. Questo altro cui mette capo si riveler, passo dopo passo, il problema stesso della fenomenologia. A Bergson va riconosciutoilmeritodavertentatodicomprenderelapercezione comeattofondativodelconoscereedaver,anchesolopresentito, la centralit del corpo. Percorrendo ramblas di arterie e boulevardvenosesiscoprecheilcorpoproprioadischiudereun universofilosoficodovevengonosuperateleaporiedellantitesi realismo/idealismo. Solo una concezione allargata della percezionecipermettedicogliereilmondosenzascomporloinun aspetto fisico e in uno psichico, senza parcellizzarlo. Il corpo fenomenico,nellattodellapercezione,ricomponelascissionedi derivazionemodernasoggetto/mondo.Pergiungereataleconcezione allargata occorre riformulare la nozione di coscienza, che non va assunta come realt in s, ma pensata come struttura: la coscienza una griglia interpretativa, il come pensiamo il mondo, ed affetta dalle medesime affezioni del corpo, coscienzanaturata;ragionpercuinonvaconcepitacomeapriori dogmatico, ma immersa nella dialettica vivente del soggetto concreto.Nonpiilpensaredivedereoilpensareditoccare, ma il vedere e il toccare, la cera che cola e ci brucia. Questocchiocheguardailmondoincarnato,usurato,pivecchio diquellochesicostituiscenelmotodiassolutaautotrasparenza del cogito. Ne Il visibile e linvisibile MerleauPonty parler moltoefficacementediunamacchiacieca,intesacomecondizione delladatitdelmondo,cheinerisceallocchiodellospirito,e
T. F Geraets, Vers une nouvelle philosophie trascendantale, Martinus Nijhoff,LaHaye1971,p.6. 33 M.MerleauPonty,Lafilosofiaelasuaombra,inSegni,cit.,p.212.
32

71

STORIAAlessandraScotti,Perunagenealogiadellavita

allaquale,tuttavia,questocchiodevelapossibilitstessadel vedere,ilsuoesserevisioneenoncecit.Ilcorpobiologiconon devessere separato dal corpo funzionale come centro dazione, esso non pi prigione n massa materica inerte, ma involucro vivente delle nostre azioni e quindi non distinguibile dalla coscienzainsensotradizionale.Percepiscolecosedirettamente senzacheilmiocorpofacciadaschermotraloroeme;ancheil miocorpo,comelecose,unfenomeno,dotato,certamente,diuna struttura originale che me lo presenta come un intermediario tra il mondo e me, bench non lo sia di fatto34. Ci che accomuna i due filosofi linteresse per lessere grezzo del mondo percepito, magma informe della vita interiore che invoca una genetica. La filosofia condannata a una natura postuma, costitutivamente in ritardo trova lessere gi fatto e non le restacheinterrogarelanaturadiquestoritardo,diquestessere preliminarechelaprecedesempre.Lafilosofiadeveesserequesta tensione, questaskesis. Un pensiero della vita irrisolto proprio come essa, incompiuto, una vita, ed bene che sia cos perch come affermano le lucide parole di MerlauPonty, nel costituito la filosofia si annoia. In quanto espressione non si compie se non con la rinuncia alla coincidenza con ci che espressoeallontanandosenepervederneilsenso.lutopiadiun possesso a distanza35. Il burattinaio non pu farsi burattino e dietro le quinte allestisce altari in onore di , madre di tutte le filosofie. Attraverso la metafora della non coincidenza MerleauPontyspiegaancheilconcettobergsonianodidurata:
neiconfrontidellamiadurata,quantodellecose,sonoinunastrana situazione di coincidenza parziale[] io sono la mia durata eppure questa durata che io sono, non c verso di avvicinarla o anche di guardarla in faccia: vorrebbe dire ucciderla, interrompere la sua nascita continua, spezzare la sua identit che quella di un essere semprenuovoeinciappuntosemprelostesso36. Id.,Lastrutturadelcomportamento(1942),tr.it.Mimesis,Milano2010,p. 237. 35 Id.,Elogiodellafilosofia(1960),tr.it.Paravia,Torino1958,p.74. 36 Id.,possibileoggilafilosofia?LezionialCollgedeFrance19581959e 19601961,tr.it.RaffaelloCortinaEditore,Milano2003,pp.266267.
34

72

S&F_n.6_2011

A questa interpretazione MerleauPonty fa riferimento pure ne Il visibileelinvisibiledovesidomanda,perlappunto,checos una coincidenza solo parziale. Essa una coincidenza sempre passataosemprefutura,[]unesperienzacheemergedallEssere ochestaperincorporarvisi,chene,machenonlEssere,e quindinoncoincidenza,fusionereale[],maricoprimento,come di una cavit e di un rilievo che rimangono distinti37. La filosofia questa piega, questa sbavatura anacronistica, evidentelasuazoppiaolasuaisteria38:essaabitanellastoria e nella vita ma vorrebbe situarsi nel punto in cui sono avvenimento nascente per vederne il senso. Se volessimo ancora leggerelafilosofiacontemporaneaconlecategoriedisoggettoe oggetto saremmo costretti a riconoscere che essa pensa la forma pi radicale di soggettivit: il puro stare sotto, il pathos assoluto.Cosiltempoesigeunapazienzachemisuradellamia inoperativit: i minuti necessari affinch una zolletta di zucchero si sciolga nellacqua non si possono ridurre, n aumentare, si danno semplicemente, ingenuamente. Nelle pagine finali di Fenomenologia della percezione MerleauPonty,

riferendosi esplicitamente alla Logik di Husserl, parla di sintesi passiva del tempo39 secondo cui per avere il passato o lavvenire non v bisogno di postulare ununit sintetica dellappercezione che li tenga saldi nella mia coscienza, ma la serie di adesso (Abschattungen) ha una unit naturale e primordiale40. Il problema il seguente: una coscienza tetica del tempo che lo domini e che lo abbracci distrugge il fenomeno del tempo41, che ha come caratteristica essenziale il fatto di

37 38

M.MerleauPonty,Ilvisibileelinvisibile,cit.,p.141.

Come ebbe a dire Barthes a proposito della storia: La storia isterica: essaprendeformasoloselasiguardaeperguardarlabisognaesserneesclusi cfr.R.Barthes,Lacamerachiara,tr.it.Einaudi,Torino2003,p.67. 39 M. MerleauPonty, Fenomenologia della percezione, tr. it. Bompiani, Milano 20096,p.536. 40 Ibid. 41 Ibid.,p.532.

73

STORIAAlessandraScotti,Perunagenealogiadellavita

nondarsimaicomeinteramentecostituito,masempredafarsi.Il tempo tuttintero limmagine fallace della temporalit confusa con la spazialit, e qui il richiamo a Bergson evidente, tuttaviainnotaMerleuPontyafferma:
non necessario n sufficiente, per ritornare al tempo autentico, denunciare la spazializzazione del tempo, come fa Bergson ... si pu rimaneremoltolontanidaunaintuizioneautenticadeltempoancheuna volta che si denunciata la traduzione sistematica del tempo in termini di spazio. quanto accaduto a Bergson. Quando dice che la durata si avvolge su se stessa come una palla di neve, quando accumula nellinconscio dei ricordi in s, egli definisce il tempo medianteilpresenteconservato,levoluzionemediantelevoluto42.

NonarduorisalirealperchMerleauPontynoncondividaappieno la polemica bergsoniana contro lo spazio, la critica al tempo spazializzato valida solo se riferita al concetto di spazio oggettivato, e non a quella categoria di spazialit primordiale che MerleauPonty cerca di definire proprio nella Fenomenologia come forma delltre au monde, determinando labbandono priorit del tempo come modalit autentica dellesperire. Tempo e spazio sonodegliorizzontienonseriedicose.Edegliorizzontichesi sopravanzano reciprocamente: leggo il tempo nello spazio e leggo dello spazio nel tempo43. Le tre estasi temporali non si danno come compartimenti stagni, ma ognuna abbraccia le altre; il passatononpresiedealpresentenquestisaffacciasulfuturo, per converso ogni presente riafferma la presenza di tutto il passato che allontana e anticipa quella di tutto lavenire, [] nonchiusoinsestesso,masitrascendeversounavvenireeun passato44. incredibile la rassomiglianza con le tesi di fondo di Materia e memoria, ecco perch possibile dire che Bergson abbiapresentito,inlargoanticiporispettoalledissertazionidi Husserl, Heidegger e dello stesso MerleauPonty, limplicazione reciprocadelletreestasideltemponellunitarticolatadiuna stessa temporalizzazione, e il primato dellestasi futuro. Il filosofo francese sul filo della nozione di memoria tematizza, a
42 43

Ibid.,p.553. Id.,possibileoggilafilosofia?,cit.,p.189. 44 Id.,Fenomenologiadellapercezione,cit.,p.538.

74

S&F_n.6_2011

suomodo,proprioquelnessoessercietemporalitcheHeidegger inEssereetempo45glirimproveradiavermancatoeoccultato.La filosofia di Bergson pu essere allora collocata nella zona pi problematica del pensiero contemporaneo, in quella linea di demarcazione,nonancorabendelineatanellasuanettezza,che,a un tempo, separa e unisce la fenomenologia trascendentale di Husserl e lontologia fondamentale di Heidegger46. Bergson stato il primo ad attribuire al tempo una natura ermeneutica, ponendo la questione del nesso fra lio che vive e la sua trascrizionestorica,percuiovunquequalcosavivecapertoda qualcheparte,unregistroincuisiinscriveiltempo47.Inoltre la coscienzamemoria pensata come sintesi del passato e del presente in vista del futuro, nel senso che il futuro a orientare passato e presente, e in quanto il futuro a dominare non si verifica lappiattimento del tempo sul presente. La coscienza racchiude il mistero semplice della concomitanza, una doppia posizione congiunta di realt e di passato, unestasi temporale,unasortadimagia.ilfuturochechiamailpassato alla coesistenza con un presente dal quale, per altro, differisce per natura48. Il giudizio severo del 45 verr mitigato tra il finire degli anni 50 e 60. Nel maggio del 59 MerleauPontytienelaconferenzaBergsonsefaisentdefinendola teoria bergsoniana come una filosofia che non pretende al sistema, ma alla riflessione piena, e che vuole far parlare lessere49. Il ritrovamento di Bergson coincide con

unoperazione del tutto inattuale condotta da MerleauPonty in piena questione storica, ovvero il ripensamento del concetto di natura.NellintroduzionedeLanatureoulemondedusilenceegli indagaleragionidiquestointeressamento,escoprechelanatura
Cfr. M. Heidegger, Essere e tempo, tr. it. Longanesi, Milano 20094, Introduzionee81. 46 cichesegnalaconacutezzaRonchi,op.cit.,p.132. 47 H.Bergson,Levoluzionecreatrice,cit.,p.19. 48 R.Ronchi,op.cit.,p.158. 49 M.MerleauPonty,DivenirediBergson,cit.,p.242.
45

75

STORIAAlessandraScotti,Perunagenealogiadellavita

nondestainteressenpersestessancomeprincipiouniversale di spiegazione ma come indice di ci che nelle cose resiste. La naturalachiavedaccessoconcretoalproblemaontologico,essa permettediritrovarelesseregrezzooselvaggiosulqualenonha presa la storia, invalidata dalle avventure della dialettica. Anche lo sviluppo delle scienze nel XX secolo ha mostrato che il vecchiomododintenderelanatura,comegrandeoggetto,nonpi sostenibile:essaunoggettoenigmatico,secospudirsi,non del tutto un oggetto e non del tutto dinnanzi a noi. La relazionedifronteggiamentosoggettooggettounqualcosachela nostraepocahadeltuttosconfessato.Ilconcettodinaturapone in evidenza quella che MerleauPonty definisce una mutazione ontologica: mediante la filigrana della natura ricollochiamo la domanda filosofica in quellessere preliminare, ancora indiviso, quellunit della nostra esperienza che custodisce il segreto di ogni futura differenziazione. Emerge allora quel gioco di corrispondenzefraidueautori:inprimoluogotantoperMerleau PontycheperBergsonlanaturanonsiconosceoperativamente,n mediante le categorie tradizionali di causalit o finalismo, rigettateentrambeneLevoluzionecreatrice,matramitesestessa come esperienza originaria vissuta. Il similia similibus empedocleodivieneilvitalisvitalibus,lavitanonpenetrabile che dalla vita, solo perch siamo vivi, comprendiamo veramente, dallinterno,cichevivo.Inoltrelanaturasimostracomeil ricoprimento di una cavit, luogo di una coincidenza sempre mancata. Palesa lorizzonte di senso come essere anteriore ad ogni conoscenza50 che tuttavia si d solo nellatto della percezione. Qui ha luogo il paradosso: loriginario precede la percezione ma pu essere colto solo tramite essa. In ultima analisi la natura non solo capace di creazione ma creazione essa stessa, nel linguaggio merleaupontiano diremmo che creazionedisensoallostatonascente.
50

Id.,Ilvisibileelinvisibile,cit.,p.300.

76

S&F_n.6_2011

Installato nella mia vita, addossato nella mia natura pensante, conficcato in questo campo trascendentale che si aperto sin dalla mia prima percezione ... mi sento votato a un flusso di vita inesauribiledicuinonpossopensarenlinizionlafine:infatti, sono ancora io vivente a pensarli e cos la mia vita si precede e sopravvivesempre51.

Le parole di MerleauPonty della Fenomenologia si colorano di sfumature bergsoniane, in fondo la lezione straordinaria di Bergson, come ricorda lo stesso MerleauPonty in Bergson se faisent, fu di aver formato centinaia di studiosi senza che vi fosse una scuola bergsoniana, daver inciso cos profondamente nellhumus filosofico tanto che la sua lezione non pu dirsi esaurita,maancoradacominciare.
ALESSANDRA SCOTTI svolge attivit di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia A.AliottadellUniversitdegliStudidiNapoliFedericoII

51

Id.,Fenomenologiadellapercezione,cit.,p.471.

77