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Corso di laurea in Economia e Commercio Facolt di Economia Universit degli Studi di Cassino

Una piccola guida alla stesura della tesina di laurea

a cura di Francesca Coppola Francesca Scala

Indice
1. Il contenuto della tesina 2. Il formato editoriale 3. La scelta dellargomento 4. Lorganizzazione del lavoro 4.1 Come fare una ricerca bibliografica 5. La struttura della tesina 5.1 Il titolo 5.2 Lindice 5.2.1 Come si struttura un indice 5.3 Lintroduzione e la conclusione 5.4 La parte centrale 5.5 I riferimenti bibliografici 5.5.1 I criteri per la redazione dei riferimenti bibliografici 5.5.2 Lautore 5.5.3 Lanno di pubblicazione 5.5.4 Il titolo dellopera 5.5.5 Ledizione 6. La stesura della tesina 6.1 Le note 6.2 Le citazioni dirette 6.3 Le citazioni nel testo 6.4 I riferimenti nel testo 6.5 Le tabelle ed i grafici 6.6 Eventuali appendici pag. 5 pag. 5 pag. 6 pag. 6 pag. 6 pag. 6 pag. 7 pag. 7 pag. 7 pag. 8 pag. 8 pag. 8 pag. 10 pag. 10 pag. 10 pag. 11 pag. 11 pag. 12 pag. 12 pag. 3 pag. 3 pag. 4 pag. 5

1. Il contenuto della tesina La guida alla stesura della tesina di laurea nasce per aiutare gli studenti del corso di laurea in Economia e Commercio della facolt di Economia dellUniversit degli Studi di Cassino ad acquisire una metodologia per la costruzione lelaborazione e la scrittura della tesina di laurea. Non si intende dare indicazioni in merito al contenuto della tesina, perch questo compito compete indubbiamente al relatore, bens si cerca di dare piccoli suggerimenti per la corretta presentazione formale della stessa. La tesina un piccolo elaborato nel quale vengono esposte teorie, idee e riflessioni, con spirito critico, fondate sullacquisizione della capacit di individuare un problema, affrontarlo con metodo ed esporlo secondo specifiche tecniche di comunicazione. In tal modo si acquisiscono competenze che potranno essere utili anche nel mondo del lavoro. Tale elaborazione serve a dimostrare che lo studente: ha acquisito la maggior parte della letteratura esistente sullargomento trattato (vale a dire, tutti gli scritti pubblicati su uno specifico argomento); capace di esporla in modo chiaro, collegando i vari punti di vista. In tal modo si realizza una panoramica completa dellargomento scelto che eventualmente pu essere utile anche ad uno specialista del ramo, che tuttavia non ha mai condotto studi approfonditi su quel particolare tema.

2. Il formato editoriale 1. Ciascun elaborato deve risultare chiaro e conciso. La lunghezza di ogni tesina non deve superare 8000 parole, ossia 20-25 pagine in formato standard, esclusi grafici e tabelle. 2. Oltre che comprensibile, la tesi deve essere leggibile; ci significa che le righe non devono essere troppo fitte e che il carattere di stampa deve essere abbastanza grande. Si suggerisce di utilizzare come carattere Times New Roman o Arial, mentre per quanto riguarda la dimensione la pi usata il 12. 3. Lo spazio fra le righe pi utilizzato quello da una riga e mezza (interlinea 1,5). 4. Per quanto riguarda limpaginazione: il margine inferiore e superiore deve essere 2,5; il margine sinistro 3; il margine destro 2,5. 5. necessario numerare le pagine. 6. Non scrivere in prima persona, ma ricorrere ad una costruzione impersonale. In alcuni casi capita di dover descrivere il lavoro fatto in prima persona o di dover esporre le proprie opinioni attribuendole a se stessi. I grandi numi della scienza usano a volte il plurale 3

majestatis, cio parlano di s usando il noi. Questo, per, sarebbe un po eccessivo per lestensore di una tesina. Quindi meglio ricorrere senza scrupoli allio. 7. La punteggiatura (punto, punto e virgola, virgola, due punti) sta sempre attaccata alla parola che la precede ed sempre seguita da uno spazio. Virgolette e parentesi, e tutto ci che serve a racchiudere e isolare un pezzo di testo, sta invece attaccato, da un lato e dallaltro, a ci che racchiude. Si consiglia di non scrivere: - periodi troppo lunghi ed una struttura troppo complicata e piena di relative; - leccesso di incisi e di sottolineature: sempre bene usare gli strumenti grassetto, sottolineatura e corsivo quanto meno possibile lungo lo scorrere del testo. Fanno eccezione, i titoli dei testi (in corsivo) cos come tutte le informazioni che per convenzione sono scritte in carattere diverso; scontato che lo studente durante la stesura: - rispetti la consecutio temporum: se si inizia il periodo con il verbo presente consigliabile continuare con lo stesso tempo e non spaziare per il passato ed eventualmente anche il futuro; - mantenga il genere ed il numero scelto: se il soggetto singolare anche il verbo singolare (Il pensiero degli economisti analizza e non Il pensiero degli economisti analizzano), se il soggetto maschile anche gli aggettivi sono di genere maschile (Lanalisi era soggetta e non Lanalisi era soggetto);

3. La scelta dellargomento Largomento della tesina viene concordato con il relatore, anche se la prima domanda che il relatore pone allo studente se ha un idea circa largomento che vuole studiare. Perci, si consiglia allo studente di recarsi dal relatore con idee su possibili argomenti da sviluppare. CONSIGLI per la scelta dellargomento: - largomento deve essere di interesse per il candidato ed al tempo stesso deve rappresentare una questione dibattuta. - preferibile evitare argomenti troppo discussi ed argomenti troppo generici: per quanto ci si sforzi si rischia di non sviluppare mai pienamente largomento.

4. Lorganizzazione del lavoro opportuno:

1. raccogliere documenti sullargomento da studiare, ossia fare una ricerca preliminare piuttosto ampia che offra una panoramica sullargomento. A questo punto si in grado di scegliere una specifica questione da analizzare nellambito della tesina e si pu procedere con la ricerca specifica; 2. lobiettivo da porsi quello di diventare uno specialista dellargomento scelto, seppure circoscritto: si deve quindi fare in modo che il lettore del lavoro che ci si accinge a realizzare, capisca cosa si voluto dire e sia in grado di risalire agli stessi documenti, laddove volesse riprendere largomento per proprio conto.

4.1 Come fare una ricerca Bibliografica Sul sito della facolt www.eco.unicas.it e su quello di Ateneo www.unicas.it nella sezione biblioteche possibile fare una prima ricerca bibliografica. La pagina Web Biblioteche si suddivide in pi sezioni. Con il link Catalogo in linea delle Biblioteche possibile fare la ricerca dei testi presenti nella biblioteche di Ateneo mentre utilizzando il link http://opac.sbn.it/cgi-

bin/IccuForm.pl?form=WebFrame la ricerca si estende a tutto il sistema bibliotecario nazionale . Inoltre sono presenti sempre allinterno della sezione biblioteche due ulteriori sistemi di ricerca riversati alle riviste scientifiche: http://periodici.caspur.it/, accessibile dalla rete interna delluniversit, nel quale possibile trovare articoli e pubblicazioni in formato pdf e scaricarli su file o stamparli; ed il link http://www.biblio.liuc.it/scripts/biblio/essper/ricerca.asp dove possibile, invece, consultare lelenco dei periodici italiani di economia di diritto e di scienze sociali e lelenco delle biblioteche che li hanno a disposizione.

5. La struttura della tesina

5.1 Il titolo Per quanto riguarda il titolo, quello che si consegna in segreteria molti mesi prima di solito piuttosto generico. Perci, in corso di elaborazione, sono consentite infinite variazioni (da concordare ovviamente con il relatore). A volte, largomento specifico trattato nella tesina trova esplicitazione nel sottotitolo. Ci significa che, dopo aver focalizzato l'area tematica, se ne prender in esame solo un punto specifico.

5.2 Lindice Il lavoro che ci si presta a fare lo possiamo assimilare ad un viaggio con un punto di partenza ed uno di arrivo. Lindice in questo senso rappresenta la guida, la carta dove sono posizionati i vari punti che si vogliono trattare. Quindi il primo passo da compiere prima di iniziare a scrivere proprio quello di fare lindice, consapevoli che questo sar definitivo solo quando la stesura dellelaborato sar conclusa.

5.2.1 Come si struttura un indice La tesina va ripartita in capitoli, paragrafi ed eventuali sotto-paragrafi, a seconda delle esigenze dellargomento che si tratta. La ripartizione in capitoli va fatta in base alla logica sottostante ciascun argomento. Per una questione di eleganza, bene non moltiplicare inutilmente il numero di capitoli, paragrafi e sotto-paragrafi, ma piuttosto cercare di riunire gli argomenti in sezioni chiare, ben delimitate e che si succedano con logica. Una attenzione particolare va data al titolo di ciascuna sezione. Per un esempio si rimanda allindice della guida stessa. 5.3 Lintroduzione e la conclusione Lintroduzione e la conclusione, anche se posti ai margini dellelaborato, si strutturano nello stesso modo. Molto spesso difficile iniziare a scriverle. Per rendere pi semplice linizio consigliabile impostarle come se si rispondesse a diverse domande Che cosa voglio fare? o pi precisamente Che problema voglio affrontare? Qual la rilevanza del problema che voglio studiare? Qual il modo pi opportuno per affrontarlo? (Introduzione). Mentre per la conclusione la domanda che ci si dovrebbe porre : Dove e come sono arrivato ai risultati del lavoro? Quali sono gli elementi rilevanti? (Conclusione). La conclusione deve riprendere e sintetizzare i punti essenziali del testo: non ci deve essere nel testo nessuna parte importante che non sia presente nella conclusione. Questa parte rappresenta loccasione di mostrare come lo studente abbia acquisito con spirito critico ed in modo esaustivo largomento trattato. Alcune volte la mancanza di tempo spinge a leggere solo lintroduzione e le conclusioni di una tesina di laurea. Ci significa che queste parti vanno scritte in modo da allettare il lettore e stimolarlo a leggere anche il resto.

5.4 La parte centrale La parte centrale della tesina strutturata generalmente in due parti. La prima parte varia in funzione dellambito disciplinare e della metodologia utilizzata. In genere, si sostanzia in una panoramica della letteratura rilevante, nellillustrazione dei modelli teorici, degli 6

schemi interpretativi e dei contesti istituzionali in cui inserire il lavoro, nella metodologia utilizzata, etc. Questa parte pu fungere come presentazione del tema. Nella seconda parte, invece, viene sviluppato largomento o si procede allapplicazione del metodo se si sta svolgendo per esempio un lavoro di analisi.

5.5 I riferimenti bibliografici I riferimenti bibliografici sono di cruciale importanza in quanto costituiscono lindicatore del lavoro svolto. Essi infatti contengono esplicitamente lelenco di tutte le fonti (libri, articoli, siti web, etc) che lautore ha consultato o da cui ha tratto qualche idea. Come consiglio generale, vale quanto segue: tutto ci che stato citato nel testo deve essere presente nei riferimenti bibliografici e tutto ci che stato citato in riferimenti bibliografici deve essere stato citato nella compilazione della tesina. Non vanno citate le opere che non sono state effettivamente citate, anche se esse sono citate in bibliografie di altri autori. Bisogna accertarsi che tutte le idee e le informazioni lette nei testi siano attribuite ai rispettivi autori. In questo caso occorre riportare lindicazione della fonte (altrimenti, si pu incorrere nellaccusa di plagio). Per quanto concerne la redazione della bibliografia, esistono dei principi generali. La bibliografia deve essere redatta in modo omogeneo: una volta scelto uno standard, bisogna attenersi a quello in modo consistente e scrupoloso per la redazione dellintera bibliografia. I riferimenti bibliografici non riguardano soltanto libri: possono anche riferirsi a pagine web, documenti di archivio, interviste registrate, banche dati, etc. Nel caso contenga fonti eterogenee possibile sotto-articolarla in parti diverse, titolate (ad esempio) Bibliografia, Interviste, Enciclopedie consultate, Banche dati, etc. Solitamente, per, preferibile riunire le fonti quanto pi possibile, in modo da rendere univoco e leggero il rimando alla bibliografia contenuto nel testo.

5.5.1 I criteri per la redazione dei riferimenti bibliografici I testi consultati vanno elencati nei riferimenti bibliografici in ordine alfabetico rispetto al cognome del primo autore.

5.5.2 Lautore Bisogna indicare il cognome e il nome dellautore o degli autori. Tutti gli autori devono essere menzionati. Il cognome pu essere scritto in MAIUSCOLETTO o in MAIUSCOLO, il nome in lettere minuscole (a parte liniziale, ovviamente), anche se di solito si utilizza solo liniziale. Se lautore ha

due o pi nomi di battesimo, solo il primo viene scritto per intero, mentre degli altri si d la sola iniziale. Se gli autori sono due, i loro nomi sono separati da e. Se gli autori sono tre o pi, i nomi dei diversi autori sono separati da virgole, tranne gli ultimi due che sono separati da &.

Questo un esempio di MAIUSCOLO:

Autore singolo: COGNOME N., Due autori: COGNOME N. e COGNOME N., Tre o pi autori: COGNOME N., COGNOME N. e COGNOME N.,

Se dello stesso autore (o dello stesso gruppo di autori) sono state consultate pi opere, queste vanno ordinate secondo lordine di pubblicazione: dalle pi datate alle pi recenti. Si possono poi verificare 2 situazioni particolari: quella del curatore di un testo e quello di un testo a cura di Il curatore (o pi curatori), il cosiddetto editor, colui che organizza un libro originale a partire da fonti diverse, ossia colui che mette insieme i contributi di pi autori diversi. In tal caso per scrivere la bibliografia il nome a cui si fa riferimento quello del curatore, seguito da una parentesi che indica, con labbreviazione ed o eds, che non si tratta dell autore ma piuttosto del curatore. Se il volume in lingua inglese si editor se il testo in italiano si utilizza lespressione a cura di.

5.5.3 Lanno di pubblicazione Solitamente il nome dellautore seguito da una virgola, dopo la quale si scrive lanno delledizione tra parentesi.

5.5.4 Il titolo dellopera Si riferisce al titolo dellopera e viene formattato in maniera differente a seconda del tipo di opera. I titoli di volumi sono scritti in corsivo. I titoli di articoli (sia che inseriti in riviste che in volumi) si scrivono invece in carattere normale tra apici. Il titolo va sempre riportato per intero, anche se lunghissimo, e rispettandone sempre la punteggiatura originale. Eventuali sottotitoli possono invece essere indicati o omessi; nel caso vengano indicati, essi sono formattati esattamente come il titolo.

5.5.5 Ledizione 8

Si indica la citt di edizione e leditore Ad esempio, Milano: Feltrinelli.

Il risultato finale dovrebbe essere: se si cita un libro: Autore/i, (anno di pubblicazione del libro). Titolo del libro [scritto in corsivo], citt di edizione: Luogo Edizione. Ad esempio: BERETTA S., (1973). Problemi economici delle riserve monetarie, Milano: Giuffr se si cita un articolo di una rivista: Autore/i, anno di pubblicazione, titolo dellarticolo (tra apici), nome della rivista (in corsivo), volume e pagine. Il numero del volume di solito in numeri romani (da non tradurre in numeri arabi), mentre quello del fascicolo di solito in numeri arabi. Ad esempio: BEN BASSAT A., (1980), The Optimal Composition of Foreign Exchange Reserve, Journal of International Economics, 10, pp.285-95. se si cita un testo collettaneo: Autore dellarticolo o capitolo, (Anno), titolo del capitolo o

articolo tra apici, Autore del collettaneo, titolo del testo collettaneo, Edizione. Ad esempio MAZZONI, R., (1978). Dimensione delle aziende e produttivit: un confronto internazionale per il ramo manifatturiero, in Alessandrini P., a cura di, Retribuzioni, produttivit e prezzi, Bologna, Il Mulino, pp. 33-76

Per quanto riguarda le riviste, importante mantenere la numerazione che viene data dalla rivista stessa. Per ciascuna rivista bisogna riportare il numero del volume, eventualmente anche il numero del fascicolo. Il numero delle pagine deve essere sempre riportato. Nel caso in cui si utilizzi materiale reperito dal web, necessario citare la URL, ovvero lindirizzo della pagina web in cui si reperito il documento come un vero e proprio riferimento bibliografico tra parentesi acute, dopo lautore, lanno ed il titolo della pubblicazione su web, al posto della casa editrice. Ad esempio HUGE David, (1992). An enquiry concerning Humes Enquiry. <http://www.utm.edu/research/iep/>

6. La stesura Trovarsi davanti ad un foglio bianco nel momento in cui ci si accinge alla stesura della tesi pu generare pi di qualche preoccupazione: Da dove iniziare? Quali sono i punti importanti? In questo senso lindice fondamentale, da l che possibile dissipare in parte i propri dubbi. utile iniziare con lo scrivere una scaletta degli argomenti da trattare e da l trarre spunto per la costruzione della tesina. Questa scaletta pu essere anche utile nella scrittura di parti che non sono sequenziali: spesso infatti capita di scrivere i diversi paragrafi della tesina secondo un ordine diverso da quello che poi sar lordine previsto dallindice. Allinizio del lavoro pu essere utile anche scrivere la metodologia che si intende utilizzare nel lavoro. importante ricordare che non si sta scrivendo un romanzo, ma il risultato di una piccola ricerca, quindi le idee, le riflessioni e le teorie che state elaborando sono state originate da altre idee. La differenza che esiste tra romanzo e tesina si sostanzia nel fatto che mentre per il romanzo si liberi di affermare qualsiasi cosa, nella piccola ricerca ogni dichiarazione ed affermazione deve essere accompagnata dallonere della prova. Se si scrive un romanzo sulla vita oltre la terra nessuno vi chiede di dimostrare levento, la tesina invece il mezzo per dimostrare levento. Le note a pi pagina, le citazioni ed i riferimenti del testo sono gli strumenti per dimostrare che non ci si inventato nulla. Un consiglio utile quello di scrivere volta per volta i riferimenti bibliografici in modo da non perdere le informazioni nel corso del tempo. Per ordinare alfabeticamente la bibliografia, basta selezionare lelenco dei nomi con il mouse, cliccare su Tabella dalle impostazioni di Word e poi su Ordina.

6.1 Le note Le note vanno inserite a pi di pagina. In generale, bene che le informazioni davvero importanti, necessarie alla comprensione del testo, stiano nel testo. Lo spazio della nota serve per fare degli incisi, per aggiungere esempi, per fare riferimenti bibliografici, per tracciare collegamenti laterali, per fare commenti che, nel testo, potrebbero essere eccessivi o non del tutto pertinenti. Se usate bene, sono un mezzo potente; se usate male, sono un inutile disturbo alla lettura.

6.2 Le citazioni dirette Laddove sia necessario citare direttamente da un testo, poich solo la formulazione originale usata dallautore rende chiaro il concetto che si vuole esprimere, possibile farlo in due modi: se la citazione breve, possibile inserire il testo citato scritto tra virgolette allinterno del testo normale; 10

se il testo da citare lungo, si pu inserirlo in un paragrafo a parte o formattarlo in modo diverso (di solito si utilizza una dimensione del carattere pi piccola);

6.3 Le citazioni nel testo importante, nonch civile ed deontologicamente corretto, indicare sempre la fonte da cui si traggono le informazioni. Per fare ci, si usa allinterno del testo il sistema del rimando bibliografico: una convenzione che permette al lettore, a cui interessi reperire la fonte, di trovarla a colpo sicuro allinterno della bibliografia. Se si adotta il criterio bibliografico precisato al paragrafo precedente, per rinviare il lettore alla voce bibliografica baster allora, nella maggior parte dei casi, citare il cognome dellautore e lanno di edizione. Nella gran parte dei lavori scientifici tale citazione viene fatta fra parentesi tonde o quadre. Ad esempio: Lambito territoriale di un cluster pu andare da ununica citt o regione fino a un intero paese o persino a una rete di paesi confinanti (Porter, 1998, p.199). 1. Se la stessa informazione si trova in pi fonti, bene menzionarle tutte, allinterno della stessa parentesi, ordinandole cronologicamente: la fonte pi antica per prima, quella pi recente per ultima, indipendentemente dallordine alfabetico degli autori. 2. Se gli autori del lavoro sono due, si mettono entrambi i cognomi, uniti da & o da e. 3. Se gli autori del lavoro sono pi di due, per non appesantire troppo il testo della tesi si mette solo il cognome del primo, seguito da et al. (abbreviazione del latino et alii, che significa e altri). 4. Se lo stesso autore ha pubblicato pi lavori nello stesso anno, si fa seguire alla data la progressione alfabetica: 1998a, 1998b, etc. Attenzione: la stessa lettera deve essere riportata nella bibliografia finale, per essere coerenti. Tutti i rimandi nel testo devono avere una voce nel riferimento bibliografico corrispondente.

6.4 I riferimenti nel testo Ogni affermazione fatta nellelaborato necessita di essere ben argomentata e possibilmente sulla base di riferimenti bibliografici di supporto. Se il riferimento viene fatto utilizzando la nota a pi di pagina, si pu scrivere: sul problema (o sul punto) si rinvia a Davis, 2002, p. 42; oppure cfr. Davis, 2002, p. 42. Laddove invece il riferimento viene fatto nellambito del testo, si pu scrivere il richiamo al testo tra parentesi (Davis, 2002, p. 42). Tali indicazioni sono illustrate in modo pi completo nei riferimenti bibliografici.

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6.5 Le tabelle ed i grafici Per linserimento di tabelle e grafici, necessario assegnare un titolo e numerarle in ordine progressivo (prevedendo una numerazione separata per tabelle e grafici). Il numero della tabella e/o del grafico vanno posti immediatamente prima della tabella. In fondo alla tabella e/o al grafico invece necessario indicare la fonte della tabella e/o dei dati, gli anni di riferimento dei dati e delle informazioni utilizzate e descritte.

6.6 Eventuali appendici Eventuali appendici vanno collocate alla fine del lavoro, dopo le conclusioni e prima della bibliografia finale.

BUON LAVORO!

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