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Secondo la definizione contenuta nel Rapporto conclusivo della Commissione Brundtland del 1987 e ripresa dalla conferenza di Rio

de Janeiro, per sviluppo sostenibile si intende lo sviluppo che soddisfa i bisogni dellattuale generazione senza compromettere la capacit di quelle future di soddisfare i loro. Tale sostenibilit viene valutata in ordine alluso delle risorse rinnovabili e non (i cui tassi di consumo non devono superare i tassi di rigenerazione delle risorse rinnovabili), in base ai livelli di inquinamento (che non devono superare la capacit di assorbimento e rigenerazione da parte dellambiente). Proprio lo sviluppo sostenibile uno dei temi centrali nei testi fondamentali dellUnione Europea: larticolo 2 del trattato di Lisbona , firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 afferma : LUnione Europea si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilit dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualit dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico. E ancora nel capo IV della Carta dei diritti fondamentali dellUnione Europea, proclamata per la prima volta il 7 dicembre 2000 a Nizza, nellarticolo 37 sotto la voce Tutela dell'ambiente si legge : Un livello elevato di tutela dell'ambiente e il miglioramento della sua qualit devono essere integrati nelle politiche dell'Unione e garantiti conformemente al principio dello sviluppo sostenibile.. I processi di salvaguardia ambientali sono molteplici non solo a livello europeo ma

anche a livello mondiale. Il protocollo di Kyoto entrato in vigore nel 2005 impegna 169 nazioni a ridurre le immissioni di gas serra rispetto ai decenni precedenti seguendo questi 5 punti fondamentali : sostituire le fonti energetiche non rinnovabili con fonti energetiche rinnovabili; ridurre luso di combustibili fossili; aumentare lefficienza energetica; ridurre i consumi energetici; ridurre la deforestazione. Prendiamo il caso dellUnione Europea: tutti i paesi membri hanno firmato e in seguito ratificato simultaneamente il 31 maggio 2002 il protocollo di Kyoto e in tutti gli stati membri si possono notare notevoli risultati. In Italia la produzione di energia elettrica sfruttando fonti rinnovabili stata pari al 22,2 % del fabbisogno nazionale, piazzandosi al quinto posto di produttori di elettricit da energia rinnovabili nellUE. Lenergia solare sfruttata maggiormente da Germania e Spagna, seguite da Italia e Francia; leolico sfruttato nuovamente in Germania e Spagna, dietro esse Gran Bretagna, Francia, Portogallo, Olanda, Danimarca e Italia; lenergia idroelettrica prodotta dai primi tre Stati Membri copre il 60% del totale: Svezia (23%), seguita da Francia (20%) e Italia (17%); la Germania al primo posto per produzione da biomasse, seguita da Svezia e Gran Bretagna; se nei precedenti casi se pur in quantit ridotta tutti i paesi hanno prodotto energia sfruttando tali fonti rinnovabili nel caso dellenergia geotermica solo quattro paesi hanno prodotto energia nel 2009 : lItalia (96 %), Portogallo, Germania

e Austria. Complessivamente la maggior produttrice di energia elettrica rinnovabile la Germania seguita da Svezia, Spagna, Francia, Italia, Austria, Gran Bretagna, Finlandia, Portogallo, Olanda, Danimarca, Grecia, Belgio, Irlanda e Lussemburgo.1 I dati relativi al 2010 evidenziano un ulteriore aumento dellenergia rinnovabile sfruttata e prodotta2. Uno dei cinque punti fondamentali del protocollo di Tokyo che non risente dei progressi in campo di energie rinnovabili riguarda la riduzione dei consumi elettrici. Infatti sebbene aumenti lenergia elettrica rinnovabile e diminuisca quella non rinnovabile i consumi di energia elettrica globale sono comunque in crescita. Trovato il problema ora bisognerebbe trovare una soluzione. Innanzitutto da parte dei cittadini si potrebbero diminuire i consumi di energia limitando al minimo gli sprechi e da parte delle nazioni agevolare il trasporto con mezzi ecologici, un pi severo controllo su ci che provoca inquinamento, ad esempio impianti di riscaldamento pi o meno a norma e temperature interne alle abitazioni troppo elevate, e incentivi, comunque gi presenti, per chi disposto a sfruttare fonti di energia rinnovabili piuttosto che non rinnovabili. Un passo alla volta, tutti insieme potremmo migliorare le condizioni dellambiente che ci circonda.

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http://www.gse.it/attivita/statistiche/Documents/STATISTICHE-2009-CD.pdf

http://www.gse.it/attivita/statistiche/Documents/Statistiche%20Rinnovabili%202010.pdf