Sei sulla pagina 1di 17

TRA MISTERO E PECULIARITA

RACCOLTA DI RACCONTI

di Lorenzo Carbone

POSITIVE CITY
John Negative veniva da negative city, e un giorno decide di fare un viaggio per andare in un posto incantato di cui gli hanno parlato molto, Positive City. A Positive City tutti si guardano negli occhi, tutti si sorridono, e se facciamo uno zoom in questo momento su due passanti che si incontrano stanno dicendo questo. Ciao come stai?,-Molto bene grazie.-Sai avevo bisogno di un consiglio su un lavoro che sto facendo.Hai tempo?-Certamente ho tempo, non vengo mica da negative city dove nessuno ha tempo per nessuno!. In questa bellissima citt le panchine sono messe una di fronte allaltra e le persone anche se non si conoscono incominciano a dialogare tra di loro senza problemi e mai capita che qualcuno si senta escluso. Ora in questo stesso momento se ci avvicinassimo a due persone dentro Negative city direbbero invece questo: Ciao come stai?-Molto male.-Sai avrei bisogno di un tuo aiuto per una cosa che sto facendo.-E guarda devo prima controllare la mia agenda.-Mi fai sapere allora?-Certo ti far sapere. E ovviamente questi non-amici che si chiamano per tali, finiranno per non risentirsi, perch delle regole non scritte ma in fondo in uso dicono che bisogna mostrarsi sempre impegnati e senza molto tempo per gli altri. Ora torniamo al nostro personaggio, John, aveva vissuto una vita dentro questa citt cupa, ogni volta che aveva fatto richiesta di lavoro gli veniva risposto,le tue competenze sono di valore per noi, ma le faremo sapere. Il lavoro sembrava essere non accessibile a Negative city, e infatti quando parlava con persone che avevano gi un lavoro sembrava quasi non meritassero di averlo ottenuto. Dietro lapparenza seppur comunemente gioviale e normale, si nascondeva una forte negativit, che si poteva considerare come un concentrato di idee e concetti presi da un manuale di stronzaggine e poi preposti a regola darte come schemi di comportamento. In un punto ben preciso di Positive City, si sveglia, con una sveglia elettronica che urlava dolcemente buongiorno John Positive. Per lui la vita era sempre stata perfetta, mai una difficolt, gli amici lo salutavano e gli dedicavano tempo, nessuno ostentava di essere eccessivamente impegnato da non poterti aiutare. Il problema che questa bellissima citt si regge sullequilibrio stesso della positivit, che il risultato di tutte le azioni positive che avvengono in uno stesso istante. Infatti al centro stesso di essa esiste un accumulatore di energia positiva, ogni gesto cordiale, ogni azione altruista, vengono registrati per poi essere utilizzati nei sogni che venivano somministrati per via inconscia grazie alle pillole Dreams che tutti prendevano ormai da molto tempo. Era ormai una settimana che John Negative viveva in questa citt e le cose

sembravano lentamente cambiare. A Negative city John faceva sogni cupi, dove le persone sorridevano per finta, non si salutavano, e non si aiutavano mai. Il giorno 27 del mese di marzo 2157 decise John va a una sede Dreams per farsi dare la sua dose settimanale. Arriva al bancone e chiede: Posso capire se lecito, come sia possibile che voi siate tutti cos, stranamente, positivi? -Non vedo cosa ci sia strano in esserlo? -Strano il fatto che vi salutiate cos sorridendo, vi aiutate, ma perch lo fate, cosa vi spinge a farlo? -Beh caro signore, lei certamente deve venire da Negative city, complimenti per essere arrivato fin qui, deve aver fatto molta strada. incredibile quanti pochi di voi riescano ad arrivare qui.Venite tutti fermati dal grande sorriso presente allentrata della stazione adibita per il trasporto verso la nostra citt. -Si devo dire che ho trovato quel cartellone piuttosto snervante, fastidioso, come pu un espressione come quella fare piacere, da noi un sorriso, qualcosa che si fa per escludere laltro, noi sorridiamo per sentirci bene, allontanandoci dagli altri. -E ha mai provato a sorridere con un altra persona? -Cosa intende? -Ha mai provato a sorridere pensando che stai condividendo una sensazione positiva insieme ad un altra persona ,piuttosto che escluderla pensando a tutto ci che positivo nella tua vita e non nella sua? La conversazione si tir avanti per molto tempo, finche i due si annoiarano di cercare di spiegarsi a vicenda i motivi che stavano dietro lorganizzazione delle loro rispettive citt e si salutarano.

MONDO CATEGORICO
Brian Stevens si svegliato sudato nella sua stanza, nel suo letto color grigio perla, grazie alla sua sveglia ultimo modello Synchro che suonava perfettamente tutte le mattine alle 6 e mezzo a Split City. La sua stanza era molto scarna, il letto accanto alla finestra, delle persiane automatizzate, cera un armadio e un piccolo tavolo dove teneva la sua carica di adrenalina. Il suo era uno dei tanti abitacoli tutti identici del palazzo della sezione b, ala este della citt. dpve stavano tutti i tecnici del suo livello. In fondo gli piaceva il suo lavoro, era un tecnico degli apparati encefaloclassificatori che ormai ogni persona aveva in dotazione tramite operazione chirurgica fin dalla nascita.Il suo compito era, specificatamente, quello di controllare un gruppo di persne avesso i loro encefaloclassificatori tarati nella loro classe di appartenenza. Era una giornata normale come tante altre, e le cose non erano certo cambiate da circa trenta anni prima quando la storia prese un corso totalmente inaspettato. Brian cercava di ricordare quei giorni in cui lui aveva pochi anni, quando una societ informatica aveva lanciato sul mercato, per la prima volta, dei sofisticati apparati elettronici impiantabili direttamente nel cervello che potevano modulare e cambiare le abilit mentali di una persona. Inizialmente, la Brain Technologies Enterprise aveva fatto una grande campagna affermando la incofutabile positivit del suo concegno brevettato. Il problema delle grandi invenzioni e che se finiscono nelle mani sbagliate i risultati possono essere disastrosi, un p come la bomba atomica. Infatti questo accaduto , quando un gruppo di estrema destra decise di rubare lo schema del brevetto per consegnarlo al governo. Era un periodo di guerra civile, in cui la violenza imperversava nelle strade, e qindi il governo prese la decisione di utilizzare questa invenzione per calmare le acque. In principio decisero di applicarlo alle persone violente , ma poi passarono per i prigionieri politici e alla fine divent un vero e proprio mezzo di controllo delle masse. Po ovviamente le cose sfuggirono di di mano, e il mezzo di controllo stesso fin per essere uno strumento che pose lintero genere umano in una dolorosa prigionia dalla quale difficilmente si poteva uscire. Furono in molti quelli che si opposero ma fu tutto inutile, in quanto venivano messi immediatamente nelle prigione di categoria zero, dove le attivit celebrali delle persone venivano totalmente annullate e i loro corpi venivano nutriti, un po come si fa con le persone in coma. In fondo luccisione priva di una motivazione giustificata non era ancora

legale. In fondo sarebbe potuto muorire in quel momento stesso, e forse non avrebbe cambiato nulla. Cosa era lui se non una delle tante inutili pedine di un sistema che non comprendeva. Non aveva mai apprezzato questa realt se non per il fatto che fosse tutto cos organizzato, fino a un livello che si poteva definire senza dubbio patologico. In quel momento Brian cominci a pensare molto intensamente: che cosa era successo a questo mondo? come era possibile che un manipolo di squilibrati avessero trasformato un mondo cos bello in una dolorosa prigione?Si poneva queste domande tutti i giorn, e non arrivava mai a nessuna conclusione soddisfacente se non lidea che lessere umano tendenzialmente distruttivo. In fondo lo aveva sempre detto suo padre, psicologo di professione, che non si poteva sempre cercare ostentatamente ci che ce di positivo nelluomo, perch spesso quello che si trova niente altro che nera pece, cos definiva il potenziale negativo umano. Per fortuna aveva sempre ricevuto lappoggio amorevole e incondizionato di sua madre, che gli aveva presentato un mondo come un posto in cui era bello vivere se si apprezzava il tempo che scorre e le persone che si incontrano. I CAPITOLO- L'Incontro con Alis Alis era li ferma immobile, guardava il cielo, pensando a come era bello vivere con i suoi genitori nella casa di campagna, dove adorava passare le giornate giocando col suo piccolo cane di nome Zuffy. Le sembrava incredibile che nulla era rimasto di quello che riusciva a ricordare di quel periodo. Da quando erano morti i suoi genitori lei aveva dovuto abbandonare la sua adorata casa per cominciare una vita fatta di continui traslochi, momenti di pausa, ansia e terrore. Quello che provava era odio, per tutto quello che lo circondava, per se stesso, per le persone che per caso avevano ucciso i suoi genitori ,e per se stessa , perch in fondo si sentiva responsabile della loro morte. Aveva ripensato a quel giorno forse momento del suo soggiorno nell'orfanatrofio, dove non avendo nulla da fare restava da sola con i sui pensieri che la ossessionavano. Si ricord di suo padre, con cui aveva sempre avuto un rapporto difficile, infatti non le veniva di cominciare nemmeno conversazione con lui, ma in fondo forse le voleva bene, anche non mai riuscito a dimostrarglielo in alcun modo. Ci che accadeva pi spesso in realt era che lui la sgridasse, forse perch

non aveva altro da fare in quel momento. Il tempo per pensare era, per, finito era il momento di agire. Se ne stava l ferma sul piccolo balcone del suo piccolo appartamento che aveva trovato grazie a un amica. In realt stava in questo posto illegalmente e per qualche ragione la cosa non costituiva un problema in quanto l'atto di propriet e I documenti catastali erano andati persi e nessuno da molto tempo era venuto a fare alcun tipo di controllo. L'unica cosa positiva del posto dove viveva era il fatto che si trovava esattamente di fronte a uno dei palazzi dai quali I sistemi impiantati nel cervello delle persone venivano monitorati in tempo reale. La sola consapevolezza della presenza di quei luoghi la tenevano nello stato d'animo perfetto per poter agire n qualsiasi momento. Vedendolo di fronte sembrava uno dei tanti grattacieli abitati da persone qualunque quando in realt, la verit era tutta un altra. Ci che avveniva l dentro era alla base della frustrazione di tutte le persone che conosceva meglio. Se solo potessi entrare l dentro Pensava.Potrei fare cosi' tanto per cambiare lo stato di cose, basterebbe avere I codici di accesso per entrare, una finta traccia mnemonica e un lasciapassare. L'unico problema che non trover mai questi codici a meno che non entri in conttatto con un tecnico, cosa non sempice per. Davanti a lei su un tavolino fin per notare la rivista della Brain Technologies enteprise. Sulla copertina c'era l'immagine I un grande sorriso, come su titt I numeri, quasi volessero prenderti in giro. In basso a destra tra I titoli in evidenza ,c'era scritto intervista ai migliri tecnici dell'anno, gli uomini che ci aiutano a rendere questo mondo migliore. Per qualche motivo, provo l'irrefrenabile impulso di aprire quella rivista. Rimase l a bocca aperta. Di fronte a lui sta una foto di un uomo, possibilimente sui quaranta, una persona come tante, se non fosse che.. era uno dei suoi vicini. I suoi pensieri cominciarono a turbinare nella sua testa con la stessa velocit di un elettrone intorno al nucleo di un atomo, finch arrivo a precise conclusioni su quello che doveva fare. Pens:Devo fare in moo di entrare in contatto con questa persona, e da l, I giochi sono fatti. Il tempo smise di scorrere per qualche istante in un ipotetico congelamento, all'interno del quale esistevano solo lei e le possiblit future. Si sentiva una naufraga in un oceano di possibili decisioni in cui lei aveva per scelto un preciso uomo, da incontrare in un preciso luogo in un dato momento. Cominci allora a riflettere sul come, il dove, e sul modo in cui avrebbe dovuto agire. Intanto il mondo intorno a lei continuava il suo corso totalmente ignaro di lei, e il sole si abbassava verso la linea dell'orizzonte. Forse era il momento di dormire pens poi domani penser a un piano pi dettagliato.

Si mise quindi le cuffie con onde bineurali per addormentarsi pi velocemente senza troppi pensieri e la coltre della notte in un attimo cal su di lei. Erano circa le dieci, nel frattempo, qualche metro cubo pi in l centinaia di macchine a propulsione di idrogeno sfrecciavano ad alta velocit, silenziose, e molte persone staccavano da lavoro. Ci che accadde il giorno dopo in Split City non poi cosi importante, se non alcuni eventi precisi che avevano preso piede il giorno precedente, e che probabilmente avrebbero permesso che la sfera di metallo prendesse velocit sopra il piano inclinato dei possibili eventi. Brian aveva passato una lunga giornata priva di alcun tipo di evento degno di interesse, motivo per cui decise di passare la sera nel suo bar preferito a fare due chiacchiere con Jane, la barista. Aveva sempre provato molto piacere nel frequentare una persona allo stesso tempo, cos piacevole e banale. "Ciao Jane" disse Brian. -"Ciao bel brizzolato come va la vita?" -"Abbastanza bene tu?" -"Non sono mai stato meglo". In quel momento Brian pens quanto fosse trste che il livello delle aspirazioni di Jane fosse stato abbassato al livello di lavoratore manuale , quando forse avrebbe potuto desiderare di diventare avvocato. La cosa pi orribile era che le persone non avevano la bench minima percezione o idea del fatto che le loro menti erano state predisposte a un livello di categoria. Lui stesso, nonostante fosse un tecnico, quindi necessariamente consapevole del funzionamento del sistema, provava uno strano senso di irrequietezza, un desiderio di qualcosa di pi di quello che aveva. Non solo pensava che le cose potessero andare molto meglio , ma pensava anche che lui stesso potesse avere un ruolo pi importante all'interno della societ. Mentre pensava tutto questo un nero con gli occhiali dall'aspetto insicuro si avvicino con fare sospetto al bancone. "Vorrei un sex on the beach con lei per favore" dice. -"Non capisco cosa intendi" risponde Jane" e so solo che se continui su questa linea rischi di passare dei guai". Tendenzialmente tutti quelli che si comportavano cos con Jane avevano due strade da percorrere, una diretta verso l'uscita accompagnati dal gorilla del bar, l'altra tra le lenzuola della giovane che a volte accettava le avance di qualche fortunato giovane. Per qualche strano motivo non accadde nessuna delle due cose, ma successe qualcosa di totalmente nuovo in quel particolare scenario. Un uomo sui trenta anni si era alzato in quel momento per dire la sua:

-"Come si permette di parlare cosi' ad una donna?Fa lui. -"Non credo di averla interpellata" rispose l'uomo di colore. Non si capisce come mai ogni volta che parla un uomo di pelle scura, un uomo dalla pelle chiara si debba sentire in dovere di dire qualcosa. -"E poi se mi permette lei ha davvero un aspetto goffo, ridicolo quasi." Al suono di quelle parole l'uomo che era intervenuto a difesa della donna scagli un pugno nello stomaco dell'uomo di colore, il quale si accasci a terra con violenza. Tutta la scena venne osservata da lontano da Alis, che se ne stava in disparte. Vedere, per, un uomo di colore essere picchiato cosi' violentemente la irrit moltoe senza pensarci molto scagli un pugno nello stomaco dell'agressore. L'uomo cade a terra, dolorante, alche' Alis dice: "Oddio mi dispiace, non volevo farle cosi' male" Poi osservandolo bene da vicino si rende conto che si tratta di Brian Stepehens, il giovane tecnico che tanto voleva incontrare, finalmente davanti ai suoi occhi. In fondo lo aveva pianificato fino all'inizio, anche se nel mentre dato che aveva cominciato a bere, si era quasi scordata del suo obbiettivo primario perdendosi in un turbinio di pensieri e sensazioni non sempre piacevoli. Resosi conto della sua plateale gaffe cerc immediatamente di correrei ai riparie disse:" Piacere, sono Alis" -"Piacere Brian". Saltando la lunga conversazione tipica dei convenevoli che avvenne tra i due, li riprendiamo in un momento determinante. Entrando, quindi, in un livello pi profondo della conversazione Alis cominci a sentire un certo stato di ansia, legato al fatto che non era sicura di poter rivelare tutte le informazioni pericolose che aveva inizialmente pensato. Cominci in maniera tentennante, per tastare il terreno per sentirsi tranquilla. Brian aveva la forte percezione che questa giovane ragazza le volesse dire qualcosa, ma non aveva idea quel qualcosa cosa fosse."Presupponiamo che questo mondo non sia cos giusto, e ipotizziamo che forse potrebbe esistere qualcosa di migliore, se ce ne fosse la possibilit saresti pronto ad agire drasticamente?". Ci che fin la conversazione era la presenza di un uomo dall'aspettoa apparentemente normale per uno sguardo non allenato. L'uomo indossava una giacca bianca con righe grigie, quello che nel ventesimo secolo veniva chiamato ingessato, i capelli interamente bianchi, non tanto per vecchiaia, ma per provenienza geografica, e teneva gli stessi spostati tutti da un lato in maniera molto elegante, in uno stile oramai fuorimoda da diverse decine di anni. Nella mente di Alis si form in maniera chiara la parola "intelettuale" che cominci a pulsare come un allarme da attacco nucleare su un sommergibile.

ALIS ENTRA NELLA RESISTENZA A volte le cose accadono in modi che possono stare al di fuori della comprensione immediata dell'intelletto. Infatti fino a quindici anni lei era sempre stata un cittadino modello, perfettamente inserita, sempre al suo posto, mai dissidente, mai disubbediente. Per un giorno gli eventi la spinsero inevitabilmente ad agire in modo diverso, contro ogni sua possibile previsione, contro il buon senso comune, e il ben comportarsi. Infatti prassi comune, nonch obbligo di ogni cittadino, denunciare immediatamente qualsiasi comportamento anomalo, scorretto, fuori dalla norma, quindi qualsiasi pensiero indipendente. Su trentacinque milioni di persone di Split City, I cosidetti pensatori liberi, o dissidenti, non superavano il 0,05 per cento della popolazione, infatti erano statisticamente considerati, e c'era un gruppo di controllo nel palazzo del potere che aveva il solo compito di monitorare le loro azioni in maniera tale da poter intervenire nel momento in cui ce ne fosse bisogno. Brain Master Link, il computer centrale che monitorava la vita di ogni essere umano della citt, aveva in quel momento circa il 15% della sua memoria virtuale, quindi telecamere, sensori, algoritimi di valutazione, interamente su unica persona, un uomo sui 45 anni, un libero pensatore, apparentemente come tanti, che per sembrava, secondo dati raccolti dagli informatori in bianco, che volesse agire in maniera troppo pericolosa e quindi eclatante. Alis aveva solo quindici anni, e stava festeggiando il suo compleanno spensieratamente, senza pensieri politici, ne dissensii, ne asprirazioni eccessive. Il suo desiderio gi programmato nel suo chip impiantato all'interno del suo cervello, e quindi la sua vita consisteva nel seguire le tappe corrispondenti a una serie di 0 e 1 del software che chi lavorava nei centri del potere chiamava destino. Era il modo migliore per eliminare il margine di errore, il possibile fallimento, nonch l'enorme perdita di energia che gli essere umani erano costretti a dissipare per dover cercare solo di capire che cosa fare della loro vita. Ora non dovevano pi, infatti tutti provavano un senso di incredibile benessere, di apatico rilassamento, e I loro cervelli se sottoposti a un elettroencefalogramma mostrebbero bassi picchi di eccitamento corrispondenti ai momenti di svago televisivo o al rilascio di dopamina automatico che avveniva nel momento in cui si attraversava una tappa prestabilita dal software destino. Gli uomini in fondo sono sempre stati come topi in un labirinto, che alla fine si gratificano mangiando il pezzo di

formaggio, che e' il loro premio degli sforzi fatti, solo che ora gia' sapevano il percorso e quindi sono liberi dall'eterno vagare senza una meta.

STORIA ORDINARIA DI UN MONDO TRA VAMPIRI E ASSASSINI


Londra . Una giornata come le altre . Il caldo appiccicoso si puo' quasi toccare con la mani e I vestiti stanno su da soli talmente mi si attaccano al corpo . E' stata una giornata noiosa come le altre ,cerco allora di fare qualcosa per rendere la mia attuale noia meno pesante per la mia inutile esistenza. La mia vita di programmatore di computer non mi aveva dato mai grande soddisfazioni ,e negli ultimi tempi stavo cominciando a pensare che forse non avevo possibilita' di cambiare le cose . Sarebbe stata una vita noiosa e poco entusiasmante se gli eventi di questa notte non la avessero resa cosi' poco normale e piena di sorprese inaspettatamente Per qualche motivo da me sconosciuto il destino ,gli dei ,o qualsiasi forza sovrannaturale che si puo' pensare esista dietro certi eventi tanto difficili da comprendere,aveva scelto me come sua pedina di una scacchiera fatta di personaggi inusuali ,e mosse poco ortodosse di una realta' che fino a quel momento si era limitata ad essere bidimensianale ,piatta ,e invece da quel momento sembrava volere prendere una dimensione paradossale. In quel giorno per qualche ragione mi sentivo stranamente aggressivo, cosi' aggressivo che avrei potuto aggredire la prima persona che mi sarebbe capitata vicino ,e cosi' fu infatti. Non sono mai stato una persona intollerante e ho sempre cercato di comprendere e qualche volta aiutare anche le persone senza tetto o comunque piu' povere di me ,pero' quel giorno avevo accumulato forse troppa frustrazione a sufficenza per rendermi piuttosto irrascibile. Tutta la mia comprensione verso gli altri ,ma anche tutta la mia vita fatta dei pilastri delle mie certezze che si sgretola in un gesto . Il mio ombrello ,in fibbra e scheletro in metallo resistente ,che si infrange con violenza contro il viso del povero malcapitato che mi aveva rivolto le semplici e innocue parole di aiuto tipiche di chi non ha soldi ne casa ,l'uomo che cade a terra ,apparentemente privo di vita ,una esrpessione di terrore e sgomento che si dipinge sul mio viso al pensiero di una vita dietro le sbarre. L'uomo si accascia a terra privo di vita ,ai miei occhi .Nessuno vede niente o

comunque nessuno ci fa troppo caso in una zona cosi' poco tranquilla. Non controllo nemmeno le sue condizioni .L'adrenalina sale ,il sudore scende dalle mie guance lungo il viso ,la paura cresce gonfiandomi lo stomaco di sensazini poco piacevoli . Cosa ho fatto?domanda la mia mente piena di pensieri ..ma non c'e' tempo per pensare. Mi allontano di corsa ,le persone mi sfrecciano di lato veloci ,ma sono io che corro ,sono io che fuggo ,e ho paura ,si ho paura di essere preso ,come una preda ha paura del suo predatore ,ora io fuggo ,si fuggo per la mia liberta'. Penso che ormai la mia vita sia finita ,non c'e' possibilita' di fuga ,sono nella citta' con piu' telecamere e poliziotti di quartiere al mondo ,saranno qui in minuti ,forse secondi ,magari sono gia' dietro l'angolo che mi aspettano. Mentre mi allontano decido di rallentare ,correre da all'occhio ,e forse la polizia non sa ancora chi e' stato ,pero' e' questione di pochi minuti ,risaliranno alle immagini di qualche telecamera e finiranno per identificarmi . Ho qualche instante per pensare ,penso ai miei amici ,penso a Giorgia ,chissa' se la rivedro' ,mi viene in mente anche Andrea ,quando mi parlava di quel sofisticatissimo software in grado di riconoscere un viso e risalire alla sua identita' grazie a un database ,penso anche a un film Minority report ,ora sono un po' come il protagonista avrei bisogno anche io di una nuova identita' ,un nuovo viso forse?come mi riconoscerebbero poi I miei amici ,colleghi ,beh tanto e' inutile pensarci ,forse non li rivedro' ,non presto almeno. Mentre la mia mente corre tra mille pensieri ,finisco per arrivare ad un cancello ,e' aperto ,posso entrare ,ma devo fare attenzione a non farmi scoprire . ,un mondo da me sconosciuto ,almeno fino ad oggi ..Una mossa sbagliata ,troppa attenzione verso di me ,e' quel poco che serve per fare la differenza tra liberta' e prigione ,una linea sottile ,che presto o tardi potrei varcare ,ma non voglio ,preferisco rimanere da questa parte ,dalla parte banale ,quotidiana ,sicura ,piuttosto che stare nell' ,un mondo da me sconosciuto ,almeno fino ad oggi ..'

Salve ,mi dice lui. Un buffo tipo con un vestito nero elegante ,il cappello a cilindro ,e un sorriso quasi felino ,che si distorceva in maniera bizzarra quasi a nascondere forse la sua espressione naturale ,forse meno cordiale ,magari grottesca .

salve rispondo io con il fiatone e il sudore sulle braccia ,cercando di nascondere la mia paura . dove posso trovare la ,piu' vicina ,ehm ,entrata per la metro?gli chiedo . buon uomo,dice lui le cose di questo mondo non mi riguardano piu' di tanto ,ma molto posso dirti di quel mondo che c'e' ...oltre. interessato Questo tipo aveva un atteggiamento positivo nei miei confronti ,nonostante tutto ,pero' sembrava in qualche modo forse ,un po' Quasi magicamente ,all'improvviso ,appaiono dietro di lui circa 6 persone ,vestite interamente di bianco ,con le ali ,sembrano degli angeli ,dal corpo imponente ,muscoloso ,come delle statue greche ,si muovono verso di me con fare affettuoso , Cosa nasconde il loro atteggiamento?mi chiedo ,cosa vogliono da me in realta?. Pero' non ho tempo di pensare ,infatti il tipo buffo, fa un gesto con la mano che e' coperta da un guanto bianco vellutato ,e il cancello dal quale ero appena passato si chiude facendo un rumore sinistro ,inquietante ,un rumore che quasi quasi diventa un verso ,un lamento . Da lontano si sentono rumori di passi veloci ,delle luci si avvicinano ,e si sentono voci che dicono: Abbiamo l'identikit del soggetto ,e' maschio sulla trentina ,inglese ,porta l'orecchino a sinistra ,e hai I capelli corti ,dalle ultime inquadrature del CCTV ,lo abbiamo visto entrare da questo canc... Ora svelto ,uomo,usava uno strano tono nell'usare questa parola nasconditi la dietro ,ci penso io a parlare con questi poliziotti . Mi nascondo tra un deposito per gli attrezzi che stava li accanto e la cancellata di quello che ,ormai ai miei occhi cominciava a delinearsi come un grande parco divertimenti di cui il tipo dal ghigno felino forse era il padrone . Stiamo cercando un tipo che corrisponda alla descrizione di uomo sulla trentina ,capelli corti,con un orecchino a sinistra ,lo avete per caso visto ?fa' il poliziotto piu' alto di grado del gruppo . No ,mi spiace ,non abbiamo visto nessuno uomo che corrisponde a tale descrizione ,sir ,ma le consiglierei di cercare altrove ,qui oggi non e' passato nessuno nelle ultime due ore risponde il tipo col cappello a cilindro . Il poliziotto allora lancia uno sguardo scrutatore e intimidatorio anche al resto del gruppo,forse cercare di capire se gli stavano nascondendo

qualcosa ,nessuno pero' batte ciglio o si scompone troppo . Lo sguardo del poliziotto incontra infine quello dell'uomo buffo ,il tempo si ferma per qualche istante ,il gruppo alato sorride smaliziato e sicuro di se . Se si fosse potuto guardare da vicino gli occhi dell'uomo col cappello a cilindro si sarebbe intravisto non solo un colore insolito dell'iride ,ma anche ,in quel preciso istante ,l'allargarsi della pupilla a dismisura finoa rendere totalmente nero l'intero cerchio interno dell'occhio. Una cosa molto insolita per qualsiasi essere umano .. Cosi' il Bobby ,si gira di scatto e dice al resto del suo gruppo di muoversi . passate una buona serata ,e vi prometto che I miei non la disturberanno piu',e se ne va insieme agli altri .Fa pero' un paio di passi e si volta di scatto ,per coglierli impreparati ,e sorprenderli ,e dice Allora mi raccomando ,

mio signore ,
Allora penso che forse potrei uscire allo scoperto ,ma forse potrebbe essere rischioso ,e non so come potrebbero comportarsi nei miei confronti il gruppo alato e il suo leader col cappello .Potrebbero anche decidere di consegnarmi alla polizia e avermi protetto fin ora solo per illudermi di essere salvo e poi mandare in frantumi le mie illusion con fare sadico e crudele . Sento che parlano fra di loro ,a bassa voce ,ma intuisco che stanno decidendo che fare di me ,se consegnarmi ,o forse tenermi con loro per qualche interesse specifico pero' . posso forse essergli utile in qualche modo?penso. E si che nella vita In fondo sono sempre stato utile a tutti si . Nella compagnia ero sempre utile al mio capo ,si, sono stato decisivo nella progettazione di un software che gli ha fatto guadagnare miliardi ,ma mi ha pagato una miseria . Si utile..alla mia ragazza che si faceva portare fuori in ristoranti costosi e si faceva regalare gioielli. Utile per il mondo ma inutile per me stesso .. Ho sempre avuto difficolta' a fare valere le mie ragioni ,mi sono sempre fatto risucchiare di ogni mia essenza dagli altri ,ho sempre dato ,mai ricevuto ,un atteggiamento scomodo ,sbagliato ,ma non ci posso fare niente ,sono cosi'. Pero' ci sono state anche cose belle in fondo ,e ci sono persone piu' sfortunate di me . Ho una bella macchina ,ho avuto una bella ragazza per un po' di tempo ,e ho degli amici e una famiglia che mi vogliono bene ,non e' poi cosi' male . che possono capitare..Al mondo ce ne sono di I miei pensieri scorrono nella mia mente come un fiume in piena ,tanto che

le ore passano senza che ne renda troppo conto ,il mio corpo appoggiato al muro di questo capannone ,in attesa che accada qualcosa. ma cosa dove succedere in fondo,penso fra me e me . Quasi a risposta delle mie parole sento dei versi ,molto inquietanti ,piuttosto acuti ,dei suoni striduli che pero' hanno una struttura che si avvicina molto alla coerenza del linguaggio A questo punto quindi la paura si impadronisce totalmente di me ,e come se fossi un burattino ,gestisce I miei movimenti che diventano scattosi ,irrazionali ,a causa anche del fatto che sto tremando come una foglia . Quasi non riesco a muovermi ,ma per cosa poi?Dei suoni totalmente irrazionali che ritengo di aver sentito ma che forse sono il risultato di paure irra.zioinali tipiche ,e del forte stress che inevitabilmente ho subito oggi per via degli insoliti eventi Mi rendo conto all'improvviso che la realt, cos come la conoscevo stava andando in frantumi, si stava lentamente dissolvendo fino a sfumare ,lentamente, in un mondo diverso, sconosciuto,in modo graduale,senza poterlo troppo percepire, allo stesso modo in cui si passa dal giorno alla notte senza farci troppo caso per via della lentezza del processo. Sono li' pietrificato, in bilico tra due mondi, il primo conosciuto, confortevole, quasi scontato, quello di tutti I giorni, l'altro totalmente ignoto, forse fastidioso e in qualche modo gracchiante come il gesso su una lavagna per quanto sinistro. L'uomo piu' grande, quello che sembra essere il leader, si fa avanti verso di me. Il suo sguardo si posa sul mio, e per qualche motivo, comincio a sentirmi come accolto, tranquillo. Mi sento come se potessi fare qualsiasi cosa lui volesse, come un burattino in mano a un bambino che decide cosa farne in qualsiasi momento. Ed proprio quando il suo controllo su di me diventa totale che lui pronuncia le parole la nostra voce sar nella tua mente, ma tu non te ne renderai conto, a un certo punto deciderai di agire, ma non saprai perch ed a quel punto che la tua vita cambier. Quelle parole mi sembravano totalmente prive di senso. Che voleva dire che la loro voce sar nella mia testa?avevano forse intenzione di lasciarmi andare? Forse avevo ancora qualche speranza di sopravvivere, ma in qualche modo la consapevolezza di ci non mi rendeva pi tranquillo ma addirittura mi creava un forte senso di irrequietezza.

L'idea di essere sotto controllo di creature come quelle mi spaventava, e mi poneva in una posizione molto aldil della linea di normalit che avevo finito per varcare qualche ora prima. In fondo ogni mia azione in quel momento era un vano tentativo di tornare a una normalit che avevo oramai visto dissolversi nella pi totale sfumatura di grigi.
NON INSEGNARE AL TUO GATTO A GUIDARE Mia madre me lo diceva sempre, che e' meglio non insegnare agli animali certe cose, quantomeno a guidare, che poi finiscono per fuggire, e rischi che non tornino piu' a casa. Ma io in fondo non le davo mai retta a mia madre e infatti fu proprio la prima cosa che feci. Si chiamava Jonny il mio gatto, avevo sempre avuto una certa passione per i nomi americani, ed era un gatto molto intraprendente, imparava tutto quello che gli dicevo. Per prima cosa gli avevo insegnato a lavare i piatti, perche' certamente mi faceva comodo, e poi a giocare a scacchi, e capitava anche che a volte mi battesse in bravura. Penso proprio che chi dice che i gatti non siano animali intelligenti non ne capisca molto di animali. Capitava infatti che a volte i miei amici mi prendessero in giro, perche' i loro gatti sapevano solo fare le parole crociate, o al massimo giocare a dama, e io orgoglioso del mio gatto, dicevo loro che sapeva giocare a scacchi, cosa che loro stentavano a credere. Johnny era cosi' intelligente che a volte mi spaventava, e pensavo : beh, se sa fare cosi' tante cose, magari potrei insegnargli anche a guidare, cosicche' potrei risparmiarmi di farlo io. Fino a quel momento era sempre rimasto solo un pensiero, e pensava che forse sarebbe stato un po' troppo anche perche' pensava, avrebbe dovuto in qualche modo adattare il sedile della macchina alle dimensioni del suo piccolo amico. Aveva sentito molto sui cani del paese accanto, di alcuni suoi amici, che a volte andavano al al lavoro al posto dei loro padroni, quando magari questi erano stanchi . Vi sembrera' forse tutto assurdo, ma non lo e' in quanto come sapete, ormai nel 2250, anno attuale, gli animali, grazie ad esperimenti genetici di potenziamento delle capacita' cognitive, sono diventati intelligenti quasi quanto noi. Comincio tutto nel 2215 quando un ricercatore di genetica, in tono scherzoso affermo : Con le nostre capacita' attuali potremmo praticamente potenziare il cervello di un cane, fino a renderlo capace di giocare a scacchi. Un suo collega lo prese tanto sul serio, invece, che fini' per creare un cane, che chiamo' Hugh, perche' in qualche modo il viso gli ricordava la fisionomia di un attore del ventunesimo secolo, un certo Hugh Grant, che negli audiovisivi di storia veniva definito un attore piuttosto mediocre, ma di grande fascino per le donne. Dopo questo esperimento si decise di rendere la scoperta di dominio pubblico, e nacquero dei veri e propri centri dove si poteva portare i propri animali da compagnia e si scegliere fino a che punto renderli intelligenti in base alle proprie necessita'. Tornando al piccolo John, lui apparteneva alla seconda generazione di questi animali che ormai avevano acquisito dai loro genitori quell'intelligenza che era stata loro concessa.

Sapeva fare di tutto appunto, tranne guidare una macchina, ma in fondo pensava: cosa mai avrebbe potuto cambiare il fatto che John possa guidare?. Allora un giorno chiamai un mio amico ingegnere e gli feci progettare, costruire e montare un sedile speciale che avrebbe permesso al suo gatto di guidare la sua auto. Il sedile sembrava funzionare a perfezione, tanto che il mio gatto ormai si era abituato tanto a guidarla, senza alcun problema, che a volte capitava che uscisse per fare la spesa, o per fare alcune commisioni. In fondo la vita era diventata piuttosto comoda, non dovevo nemmen uscire di casa per fare le compere, perche' avevo il mio gatto che lo faceva al posto mio. Avevo ovviamente suscitato l'invidia di tutti i miei vicini, che dicevano sempre : Quello

sfaticato del nostro vicino, si quello con il gatto di nome John, fa fare tutto al suo gatto, ma vi pare normale? . Alcune associazioni animaliste mi avevano mandato una lettera che diceva : L'associazione protezione animali,blablbla, vi vorrebbe informare dello sdegno che proviamo nei vostri confronti, nel sapere che lei utilizza il suo gatto come se fosse il suo schiavo personale. Crede forse che 150 anni di studi di genetica applicata siano serviti solo per asservire ancora di piu' gli animali ai nostri scopi?. Non mi preoccupavo troppo dei loro commenti, della loro invidia mascherata dallo sprezzo, o dell'ipocrisia che si celava dietro i loro atteggiamenti, perch alla fine la mia vita mi piaceva cos come era. Lo stesso John mi diceva sempre che gli andava bene di fare le commissioni al posto mio quindi : che cosa avevano da ridire quegli altri li'?. Passato qualche mese da quando John aveva imparato a guidare, per i suoi discorsi cominciavano un p a preoccuparmi. Parlava di continuo di viaggi in messico, dove secondo lui avrebbe incontrato la sua anima gemella, probabilmente perche' sapeva che li non c'erano limiti su quanto si potessero potenziare i cervelli degli animali. Tanto che, appunto nel Messico, c'era una citta' che veniva chiamata Animal city, dove all'entrata c'era un cartello che mostrava la figura di un uomo con sotto la scritta io qui non posso entrare se non accompagnato da un gattenziato. I gattenziati erano gli animali piu' intelligenti che esistessero, infatti avevano in media, un quoziente intellettivo di 150, piuttosto alto quindi, ed avevano capacita' ingegneristiche incredibili, che gli avevano infatti permesso di costruire la loro citta' a loro misura. John appunto aveva sempre sognato di prendere e andare a vivere li', anche se da una parte forse, ma non lo aveva mai detto esplicitamente, gli dispiaceva abbandonare la sua casa di origine. Ogni giorno ne parlava sempre di pi, tanto che un giorno mi disse ma se io prendessi e me ne fuggissi ad Animal city, a te dispiacerebbe?In fondo sono solo un animale, il tuo gatto che fai finta di trattare come tuo pari, ma in fondo mi schiavizzi e lo sai.