Sei sulla pagina 1di 19

Luigi Di Ruscio 27 poesie

(da un numero della rivista Garofano Rosso, anno 1977)

I un orologio centesimale timbra nel cartellino delle presenze ed io presente metto in moto tutti i motori iddio deve girare perenne in perennit primo di tutti i motori satana nelcentro dellimmobile col culo incastrato e salvo dalla nausea timbro sulle scorze evolute del mondo la lingua batte sui denti sani rimasti finire e ricominciare sino a nausea totale sulla testa del chiodo battere non capovolgere lombrello il calice qualsiasi cosa accada accettare tutto con tutta la cassa e risuscita tra i cartoni ondulati tenere alta la cassa che incassa gli universi fragili tutto deve essere incassato avvolto c pericolo dello sfaldamento generale il richiamo intontisce abbacina essere nel pieno dei richiami la condizione ad ogni porta la nuova sino allultimo sprofondo abbacinata dai pezzetti di vetro colorati e gli sparano addosso nelle latrine disegnate donne con spacchi enormi pronti allingoiamento dentro la membrana morbidissima esce fuori e cade nellorganismo sociale timbrare e ricomincia la fatica di dover respirare finir che mi arroteranno qualsiasi cosa tocco mi sembra importante mi ci aggrappo e cos non mi arrotano io metallizzandomi e fossilizzandomi diventer completamente incommestibile oltre al pane quotidiano vogliono lacciaio quotidiano prendetemi e mangiatemi luomo misurabile a tempi il mio veloce e vi colpisce in pieno tentare lultima apertura scavalcare nellillimitato sino a nausea totale perfino il ciottolo buttato nellacqua metteva in moto la nausea in questi punti sempre pi veloci del mondo ricominciare sino a nausea totale di questo inferno accettarla parte di diavolo ancora pi velocemente correre alla fine verr selezionato un uomo del tutto adatto la salvezza non possibile II ero nella vita come tutto quello che si alzava e cresceva persino loscuro si popolava le stagioni erano una diversa posizione dello spirito la fioritura era un assistere alla fine delle catastrofi i vetri taglienti smorzati dal mare diventavano pietre preziose cercare tra i mucchi delle conchiglie spezzate che il mare eternamente cresce e rigetta il patto era rimanere a galla e sottacqua vedere un verde pieno luminoso gli uccelli marini beccavano sui sangui sputati sui freschi vomiti nelle oscurit fresche sui soffitti appesi grappoli di pipistrelli vellutati vedevo scendere e risalire la neve nelle maree delle stagioni e unerba con radici attaccate a nuda pietra sfregate le pietre focaie e guardavo i semi di tutti i fuochi riposta la cassa della sveglia dove scoprivo il pieno delle ruote dentate la ruota dentata girando doveva rimanere in equilibrio io dovevo rimanere in equilibrio sulla rotaia su una linea immaginaria in equilibrio nella fatica di esistere trovare lequilibrio tra le fosse opposte passava ulisse legato tra gli equilibri in pericolo e noi eravamo sciolti i misteri stavano sotto le tonde sottane delle donne i ventri che si gonfiavano e dovevano aprirsi saettavano i sassi e il bagliore del sangue che colava sulla fronte nellincenso profumato vedevo un allagatore in limpide acque precise maree veloce ad ingoiare leucaristia senza farla attaccare sul palato non toccare con i denti il sacro allagatore eucaristico cercare sempre pi nellinterno ad una cosa aperta di nuovo la cosa daprire

in una specie di vetrosa angoscia tendini tesi e locchio ride poi ride con le mani con i dieci diti dei piedi la gioia allarga locchio viscere e sangue in gioia tutto quello che tocca deve morderlo solo quello che morde diventa conoscenza non c nulla da rimpiangere lunica dignit essere fuori e contro scrivere sino alla totale consumazione della carta battendo scrivendo abbonarmi ai grandi quotidiani e pretendere le pagine in bianco incidere il tassello sullanguria sulla punta del coltello la prova se cristo fu figlio di uomini e padre di scimmie perch sgravino uomini quando lho vista nascere mi sembr che uscisse dallinferno lo spuntare dei denti tirarle fuori le parole il caos prima aprire prima con efficaci teste e testate caterina o proletariato o chi per esso sia instancabile con la sua gioia infatti denti aguzzi III la sfera sessuale e lacqua sulla crosta terrestre la sfera e le acque aborto per perforamento pericoloso dellarteria morte per sbroda mento e butta mento di fuori rotto il sacco delle acque la vagina apre le cataratte spaccate la membrana dolcissima cercano di non farlo nascere e rapassa le gomme approfitta delle dimenticanze e scavalca e raggiunge non il divenire o le trasformazioni semplicemente la nascita nella placenta si capovolge chiuso nella maglia che tutto linferra attaccare anche quando si rischia il proprio schiacciamento non possibile rifiutare se in quello che rifiuto non vedo la morte se non vedo in qualsiasi inizio linizio di tutti gli inizi la fame infallibile che non si sazia la conoscenza inizia con i morsi infilo nella tua bocca il dito per toglierti loggetto che ti strozzerebbe scavalcare per un universo masticato dai tuoi denti preziosi sciogliere i torpori empire i polmoni daria adoperare la bocca tutta negli oggetti che mastichi io cresco in te fantastica fuori dellinferno scavalcare per un universo masticato dai tuoi denti preziosi per battezzare caterina soffiano sui denti sonori dellorgano si china a ricercare la pagina da una settimana che cristo risorto tutto in oro salzano e si abbassano i calici le benedizioni rimbombano mangiate questi pani chi ne manger non avr pi i morsi della fame ecco locchio dentro il triangolo equilatero e i testimoni a testimoniare che il peccato stato rimesso che adamo ed eva hanno peccato invano cristo ha riscattato tutto con la magnifica croce il migliore dei miei spermatozoi ha scavalcato mostri con la bocca aperta e piombava sulluovo incastrato con la testa a succhiare IV tutti i bianchi immaginabili e possibili incassano fasciano la terra questa vertigine che copre aspetta lurlo la lacerazione lo schiantare di rami e alberi precipitano i mucchi della neve il vento cozza contro pareti di ghiaccio e corre felice a colpire di nuovo il sole salza e riprecipita e camminare sulla lastra labisso sopra e sotto

certo che sento acqua in blocchi concentrati ghisa ghiaccio sparare sui ghiacci per la salvezza della patria bianca e pie pellicane jesu domine tra ghiacci spaccati stella mattutina tra mangiatori di cani molto affamati il penultimo cadavere diventa lultimo pasto per la salvezza non indietreggiano e panis vivus paestans domine pericoloso desiderano evidentemente di mangiarselo crudo sotto la specie stai veramente bene e mummie bianche spettri immobili la neve diventa e aspettare che passi scendere il letargo sino al disfacimento dello stato solido sino a che la volpe penetrer col muso aguzzo in cristalli rotti quando tutti i bianchi immaginabili e possibili diventeranno acqua nel punto delle paure equilibrate tenute con le dentiere oppure muoversi in questo freddo che tende verso la fine del movimento nevi zuccherose ranaiolo le rane stanno sotto camminare sulla linea lo spirito sulla faccia delle acque congelate siamo acqua concentrata non sfuggir dal pianeta sistema ventre non partiremo ritornato cadendo tonfando in acqua divent era ritornato ad essere si sciolgono i ghiacci lo sbroda mento dello stato solido la goccia di ferro ed anche acqua rosa fetale e acqua litinica alcalina antiuretica anticatarrale un tempo li vedevo con la brillantina sulla testa caschi lucidi che si scioglievano ai raggi solari e un grasso profumato scolava sulle fronti un mucchio lucente di cadaveri bucati o forati perdono i liquidi e si sgonfiano essendo tutto un mucchio pronto a sgonfiarsi V quella torre dondolante nei terremoti sfera su un quadrante turris eburnea foracchiata e dai buchi uscire i piccolini ad ali aperte e i soliti becchi un gallo di bronzo a fatica girarsi su un perno e un liberateci o signore un grande iddio azzurro e santi confusi i tempi avanzare a pacchi popolati gli universi dorologi impossibile accordare gli orologi disseminati solo lorologio fermato le centra in pieno tutte lore giuste i punti fissi o morti nei continui logorii e disfacimenti della materia la sfera fissata cadr in tempi terribilmente lunghi e non sopportabili in quel firmamento firmiano un grande assalto di pieni e di vuoti ritornavo a leggere le sacre lapidi lastre di marmo quadrangolari tutto diventava ancora pi miserabile pronto a sbrodare e a finire e vedendo tutti questi sbrodamenti generali io sbrodo e segrego e lacqua continua a caricarsi a discendere a precipitare tutto deve essere senza uomo perch la trota becchi linsetto veloce ed ecco la saetta che ghermisce ed ghermita oppure dove il luccio fa strage e tutto ribolle di circoli concentrici lattesa della preda paralizza e il silenzio bloccato la paura galleggia le formiche sulle scorze degli alberi la paura sul segno delluccello sospeso tutto brulica in silenzio lape pelosa succhier sino a che avr da succhiare e lape muraria che nidifica sul muro soleggiato della cattedrale succhier sino a che avr da succhiare sborniata dallodore dellincenso

VI

abituare i fanciulli ad una posizione critica verso le ferite dei genitori partire fu un partire dalla giurisdizione di un dio con una ferita enorme fuori dalla siepe-padre spostarmi per volont immediata in cieli e universi vuoti sbrodati il creatore sempre il padre venne il figlio e la questione fu della salvezza essere padri di uomini significa voler precipitare il mondo in un nuovo inizio girava tutto lui immobile alla radice di tutto cercavamo dingoiare qualcosa di immobile cristo eucaristico immobile poi finito sbrodato non ci fu pi nulla dimmobile mettere in equilibrio instabile cubetti di legno appena crollano ride tutte le torri dei cubetti di legno devono essere atterrate ridendo rimettere i cubetti di legno in equilibrio perch assista ai nuovi crolli deve girare verso il traguardo e la fine e ricomincer a girare in eterno verso il migliore o il peggiore dei mondi possibili il certo che si corre il sotto e il sopra ancora pi sconvolti viene la nausea e vomitiamo quindi partito da quel punto zero ingoiare tutto e rigettare tutto il pi lontano possibile il traguardo tramonta la nana enormemente concentrata noi dilatiamo ancora il sotto e il sopra ancora pi sconvolti tutto rotola in veloci tramonti e veloci aurore pensavo che lunica cosa certa fosse la fine e camminavo con una fine gelosamente custodita dentro di me e con questa fine ogni atto era un atto felice e pinelli era buttato dalla finestra in un precipitare e scoppiare buttato dalla finestra e quelli con le aquile sui cappelli dentro i nidi questure una invasione di aquile di metallo e di stoffa e con i segni aquilini vanno a beccare e beccano speriamo in una fine silenziosa e che non sporchi troppo speriamo in una grande festa dove tutti escono pi alti con dentro solo i pipistrelli racchiusi nelle loro ali vellutate VII lui camminando con gli occhiali e senza ombrello con la pioggia-acqua sugli occhiali vedr un mondo colpito barcollante vago impreciso pronto a liquefarsi instabile grandi trasformazioni nel fuori vedendo (spostato in un modo linguistico in cui non c pi possibilit duscir fuori) camminando con gli occhiali in quella pioggia vede un mondo in continuo scolante delirio finalmente pulisce gli occhiali col fazzoletto e rimette gli occhiali sul naso da tempo che sogna lenti a contatto rischiarabili con un battito di palpebra automatico bisogna anche capirli con tutte queste trasformazioni subendo da ragazzo con quegli occhiali veniva chiamato quattrocchi e culo de bicchieri io rotolo e rotolo molto bene mentre tutto rotola il gioco della rutola impossibile sullasfalto spezzandosi le formette di formaggio pecorino sugli asfalti altre rutole o ruote su assi ruotando con i culi di bicchiere riflettere andr a casa prender il duenne mio figlio sui ginocchi e mi dar un pugno schiaffo rotoler pianger gli si gonfier larteria sul collo di sangue incazzato ora scoppia pensa avendo queste mostruosit bagnate davanti agli occhi poi cadendo con i culi di bicchiere vede chiaramente solo machiavelli che vomita

(lettera a luigi Guicciardini verona 8 dicembre 1509) con quei culi di bicchiere vede chiaramente solo quello che vomita che in tempi infistoliti e vomitanti ci sia uno che la pigli che in tempi infistoliti e vomitanti ci sia un borgia che la prenda (ho abitato in vicolo borgia) e mor vomitando nessuno potendo prenderla

VIII latte in bottiglie rosse contro le guastazioni dei raggi mattutini mammelle di vetro piene di latte bene pastorizzato leucaristia dovrebbe essere fate questo in memoria di tutte le erbe estati piene di semi volanti e piumati eliche vegetali e ruotanti scavare e alzarci tra la vegetazione e spaccare lultimo silenzio trovare con la vegetazione lunica identificazione possibile un dio vegetale e la liberazione germiner anche la nostra speranza il seme rimasto nei denti del mammut ricomincer a premere essere quello che si stati essere anche quello che saremo e come potevo negarlo cristo se me lo avevo anche ingoiato e attraverso una digestione affatto laboriosa diventava sangue del sottoscritto camminavo con tutta quella materia vivente con il vivo di tutto il vivente dentro in un giorno eucaristico di sole splendente scarabeo crocifisso il nostro iddio non era pi sopra era dentro tutto il resto salvo noi siamo in pericolo vidi una luna di primo mattino lelevazione e la consacrazione disco lunare e solare iride pupilla lettera alfabetica ostia tutto tramontava nella bocca aperta scrivo su queste carte bianche e sottili come scrivessi su enormi particole e mi ripetevo scarabeo sacro scarabeo crocifisso athece sacer pie pellicane jesus christe domine cade nella tela e il ragno succhia ecco la carcassa vuota della mosca prendetela e mangiatela su ogni messaggio se ne nasconde un altro sotto nella particola deve incarnarsi crudo a me neppure dispiace di essere ancora crudo

IX circondando il pianeta con rete metallica saldando tutti i fili e troncandoli tutti nel momento in cui se la creazione cominciata non ancora finita scritto chiaramente che oltre al pane quotidiano vogliono lacciaio quotidiano mangiate e bevete questo anche il mio corpo non ha nessuna importanza a chi diretto il rito ma solo la velocit del rito luomo misurabile a tempi il mio veloce e vi colpisce in pieno le chiese con i rottami dei santi religiosamente conservati tutto scorre sino alla totale consumazione io numero e dente sino alla grande polvere sino a che affogati o salvi limportante essere veloci parti molto diverse ma parti di un unico corpo quindi corpus domini nostri finire e ricominciare sino alla nausea sulla testa del chiodo battere non capovolgere lombrella il calice qualsiasi cosa accada accettare tutto con la cassa e timbrare io sono presente accettare tutto con i precisi nomi essere stato qualcosa di peggio non numero non dente

ad ogni porta aperta la nuova sino allultimo sprofondo abbacinata dai pezzetti di vetro colorato e gli sparano addosso qualsiasi cosa tocco mi sembra importante mi ci aggrappo cos non mi arrotano solo nel sonno dimentico la fatica di dover respirare per otto ore adoperare tutta la parte forza fisica cervello sputo sborro i passati ancora pi infernali i futuri saranno sicuramente eterni intravvista la possibilit che perdano la dentiera e succhieranno il leone dopo aversi mangiato luomo disse luomo buono poi divenne una schifezza incommestibile scrivere velocemente come se mi inseguisse o linseguissi gli opposti cozzano se non scappo mi spappano col tempo verr selezionato un uomo del tutto adatto ma i meccanismi selettivi lavorano con una lentezza del tutto inadeguata ecco la rara scena il silicio si sostituisce alla materia organica divento fossile una serie di punti che segnano il passaggio mentre scappo passo vanno sulla luna e non riuscir pi a uscire di casa vengono a trovarmi cadendomi addosso in tutte le possibili combinazioni vengono affamati perch io affoghi in burro margarina lardo condizioni cadutemi addosso e incorporandosi alla fine affogo nella condizione ormai solo la forma passiva che posso adoperare camminandomi addosso vengo lavorato mi scrivono addosso e soprattutto assisto agli spettacoli la poesia un vedere cose che continuamente mi cadono addosso anche quello che faccio mi cade addosso anche quello che non conosco cade X la macchina in movimento ma molti pezzi della macchina sono tra loro immobili un gatto quando si muove muove tutte le parti del gatto anche rispetto a tutto io sono in movimento ma i versi rimarranno fissi sino a che non li muoveranno in questa morte ipotetica scrivere versi come un cadavere produce vermi vivi una parola possibilmente nuova versi vicini possibilmente contro molti tasti sono scattati ma una sola lettera piombata sulla carta qualsiasi cosa vi cadr sopra qualsiasi cosa mi cadr addosso rimbalzarla sulla tastiera ed anche istruzioni per luso distorsioni per luso distrazioni per luso e distruzioni per luso ogni parola ha limportanza che merita e se non trovo quello che cerco in compenso trovo tutto il resto inizia e sinterrompe anche se inizia senza maiuscola e finisce senza punto finale la favola pi impressionante quella della tartaruga che non poteva essere raggiunta mentre tutto il resto veniva raggiunto la sfera guadagna spazio visibile senza rumore gira sulle ore vive la posizione non neutra in questa posizione possono anche arrotarmi marte pu essere abitato da alcuni organismi unicellulari se uno pu avere unidea fissa noi di cellule ne abbiamo molte e certi si ammazzano perch non riescono pi ad abitare questa terra bene ossigenata se c la gioia di esistere c anche la fatica di esistere e di essere esistiti avvicinare tutto infatti tutto mi riguarda in maniera carnale la prima lettura difficile ma se riesci a leggerla una volta la leggerai anche per una terza i miei sogni non hanno linguaggi parlati posso solo sognarli da sveglio e li scrivo direttamente

XI elettroshok dalla mattina alla sera essendo rimasta individuale la consumazione solo quello che consumo non pu essere consumato da un altro mio iddio unico da me consumato mentre tutto in altra maniera ti consuma la svalutazione di tutti i valori perch tutto deve essere consumato mio iddio consumato a pezzi mentre io mi consumo a pezzi la massima apertura e mi vengono ad aprire scrivendo triturando mentre vengo triturato con tutte le contraddizioni sono capace di digerire tutto ecco il peccato desistere quello contro di te che non esisti certamente respirerai unaria gi stata respirata era solo una membrana molto semplice a respirare nellirrespirato senza polmoni e senza pericolo di una polmonite un giorno avr una macchina che batter il silenzio una mola girata da un perno mossa ad aria compressa se piove butta la notte e la pioggia della notte girando e minuscole lance che possono infilzarsi nellocchio ecco gli occhiali con lenti di plastica chiara sudare e la plastica sappanna e vedo un mondo appannato vacuo e girante il pensiero non segue pi lazione ripetuta in eterno sono diventato automatico penso a quello che non far mai a quello che non sar mai fatto ed amo te mio iddio unico che non esiste mentre tutto orribilmente esiste e cos scrivo pensando al resto o ai resti e sono sotto o sopra a destra o a sinistra di quello che scrivo XII abbastanza chiaro che la poesia va letta uno alla volta e in silenzio la poesia comunica messaggi cifrabili con numerosissime chiavi ed anche una chiave che cifra i messaggi cifrati deve sopravvivere il massimo e lassociazione protezione animali dovrebbe prendermi come animale cristo non sopravvisse essendo il massimo anche il massimo della debolezza con la debolezza saltare da un punto verso un ipotetico punto leggere tutto raschiando la simbologia misticheggiante immergere tutto in una concretezza sociale geografica i fronti non pi sulla linea del fronte sparano verso tutte le linee e scrivere verso tutte le direzioni infatti quando non sono a battere i tasti subisco quasi tutto non penso scrivo direttamente batto in italiano e vengo battuto con tutto il resto non un linguaggio quando scrivo la lingua dentro la bocca immobile il modo in cui linformazione scritta sulla molecola in cui stanno scritte le informazioni di come essa funziona e siccome le informazioni sono molte tutto deve essere scritto pi che linguaggio una scrittura parole blocchi non scomponibili il maestro mi ha insegnato a scrivere con bacchettate sui diti essendomi i contenuti cadutimi addosso battendomi riscriverli ribattendoli la mia scrittura dovrebbe essere il meno possibile gli obbiettivi che sono il meno possibile hanno meno probabilit dessere colpiti colpire con una serie di innumerevoli colpi nel vietnam perfino le vespe vengono adoperate contro gli americani possibile adoperare anche i libri in questo caso sbatterglieli in faccia i film di eisenstein possono diventare bombe incendiarie

XIII per quaranta anni non ho fatto che guardare anche quando dormivo in compenso ho preferito non essere guardato neppure da sveglio e se li incontravo continuavo a camminare come se non esistessero o io non esistessi quello che guardo non viene affatto cambiato dalla mia guardata in compenso sono io a cambiare per cambiare un punto di vista se fossi in parte simile a quello che guardo non sarebbe un guardare ma un riconoscere infatti guardo anche i miei sogni senza riconoscermi non potendo un altro mettere i piedi dove io li ho messi posso considerarmi un punto di vista unico e mi scontro con altri punti di vista unici quando la vidi nuda non mi riconobbi ma cerca di ingravidarla ed avvenuto che si lasciasse ingravidare e non ci riconoscemmo in compenso ci siamo incontrati e poi lavati prendere una parola non soggetta volta ad altro sospesa sino a che rimarr un punto di non possibile arrivo dove tendono ad arrivare un tiro a segno che fa colpire tutto meno quel segno il cielo vuoto riuscire a riempirlo solo linferno stato empito e non svuotato e quando pi nera langoscia un bagliore veloce uno spacco nelloscuro e la pupilla dilatata non si restringe in quel bagliore che saetta finire per di nuovo iniziare dondolare tra la speranza e la non speranza caderci dentro e risalire con la pupilla enormemente dilatata e la tua pupilla caterina che si dilata anche per amore toccare le pareti di questa casa e che una parete si apra e in continua scoperta nelluniverso dove non son venuti dove tu sei la prima a venire e luniverso si caterinizza con la giusta apertura della pupilla

XIV a volte in quel putiferio di macchine mi viene sonno e dormo scendere in letargo nel pi profondo possibile e svegliarmi sciolto a volte non voglio dormire perch se dormo vengono a prendermi prima scappavo e non volevano prendermi ora vengono a prendermi e non riesco a scappare questo certo il dormire non meglio dello stare sveglio essendo uomo devo passare e non sempre mi fanno passare si muore sempre e non sempre si nasce infatti empio il preservativo dovrebbe essere un linguaggio adoperabile solo per scrivere meglio adoperarsi che rimanere adoperato o andare ad adoperare un altro cerchiamo di spezzarli certi ordini ma senza cadere troppo se dopo sprofondato mi ritrovo vado a toccare mia moglie in quanto il mio cazzo individuale e ne ho uno solo e se ti ingravido io non c pericolo che ti abbia ingravidato un altro con gioia disperata essendo in perpetuo movimento e non avendo coscienza della mia posizione nella catena trovare qualcosa da spezzare e se opero profondamente buco la carta la bellezza del sistema che uno pu immaginarsi di essere fuori nascondermi tra la carta e se opero nel profondo sprofondo scrivere immaginando un cielo che chiude ma che pu anche aprirsi

impegnarsi sui verbi non essendo il creare una cosa ma un entrarci dentro se vai al cinema non male peggio se anche per uscire devi pagare dentro il ventre del capitalismo dentro il ventre del mostro (lunica speranza la fine) in questo preciso istante che vivo esistono solo i pezzi (ricordo solo quello che amavo) in questo preciso istante sospeso (ricordo quello che speravo) contare tutti i passi della giornata tenerli bene i conti la vetriolata continuava a riconoscersi soprattutto quando non si specchiava pietro sent per tre volte cantare un gallo e non rimase arrotato se un mondo che crolla dovrebbe essere la festa dei crolli tra tutti gli opposti e rimanere anche normale e poi cristo e tutti i nomi dilatare una parola sino a che possa comprendere tutte le parole potrei finire di dondolare ma non finir certo la dondolazione XV i contenuti anche quelli capovolti non mi ci abbandono ma mi hanno occupato esistono ipotesi di lavoro queste sono ipotesi che mi lavorano verranno e non faranno scelte neppure io sono riuscito a scegliermi se dio non esiste a me tocca continuare ad esistere scrivere prima dellultima notizia quando tutto sospeso ancora icaro ancora vola i morti ammazzati non sono ancora precipitati quando tutto galleggia ancora basta una presenza palla davorio o arancia i di cui semi vengono sputati e rotolano contare i colpi sal sul traliccio dellalta tensione tocc un filo e non tocc pi nulla fu solo toccato lottimismo che c una fine inevitabile posso sempre saltare sino a quel punto dove era passata la guardia notturna trovavo un biglietto con impressa la testa di cane continenti vuoti e barcollanti gli opposti come li trovo come vengono a trovarmi lora della dilatazione poi tutto ristretto in un pugno e spaccargli i denti non esiste un centro ed ogni pugno colpisce un centro ombra lascensione di nostro signor ges cristo poi precipita in acqua in quei giorni lattiginosi vissuti e attraversati e che mi attraversano le tombe milanesi non si apriranno non risusciteranno le statue con le mammelle gonfie allatteranno gesso liquido i corpi finalmente sgonfiati e forati di terribili e idioti orrori per finire arrotato in quel punto deve aver percorso una strada infinita nella stessa scrittura potrai buttarti innumerevoli volte aumentare sino a che non scoppi uno pu essere nato disadattato a tutti i tempi scrivere anche della rivoluzione ma sempre seduto davanti alla macchina da scrivere scrivere con la gioia pronta ad esplodere lipotesi per lavorare lultimo mostro la scrittura aumenta con la stessa proporzione del mutismo solo lui che rimette tutti i peccati sopporti linfinita noia dascoltarvi amavo tutte le cose con le loro ombre in modi di estrema lucidit e ottimismo con la gioia aggrumata sino agli ultimi scoppi pi il chiarore sinnalza e pi il senso si oscura battere sulla carie sino a che losso crini la giornata viene avanti con laumento sballato della massa lurlo che fa schizzare dalla bocca la dentiera scatenata lultima angoscia lintostato caos laccecato supremo e vertiginosamente fuori luscita dai ventri dai diluvi ancora sporchi di morte in perenne gioia e in perenne pericolo in una lunga accanita lotta

tesi in una intelligenza implacabile morto inchiodato sui quattro arti noi inchiodati e crocifiggi tori

XVI introdotto il corpo estraneo nella scatola cranica sparano per liquidarli per fare uscire i liquidi dalle teste peccato che viene sprecato un cuore trapiantabile trapiantare i cazzi virili dei morituri il sangue secca e polverizza non neppure sangue di san gennaro che ribolle date latte polverizzato ai bambini poi bombardateli al napalm perch brucino sani e grassi le ss cavalli sapienti conciavano le pelli umane e buttavano le carni gli tagliano la testa e gli mettono il cazzo tagliato in bocca la carne umana arrostita ha lo stesso odore della carne di maiale arrostita luomo viene consumato crudo andranno sulla luna e non riuscir pi ad uscire di casa in tempo di carestia eucaristica mangiare le mummie del museo egiziano summa di condizioni cadutemi addosso incorporandosi e affogo nella condizione lottimismo possibile solo perch esiste una fine inevitabile posso sempre saltare verso quel punto ogni cosa finisce irrimediabilmente e cresce qualcosaltro di grande e terribile credevo a quello che amavo felice respiravo questa aria bevevo questa acqua come continuo a ripetermi internazionale comunista dittatura del proletariato i corpi finalmente forati e sgonfiati di terribili e idioti orrori riuscire nellipotesi per lavorare lultimo mostro approdare in nuovi spazi con la gioia aggrumata sino agli ultimi scoppi pi il chiarore si innalza pi il senso si oscura battere sulla carie fino a che losso crini la giornata viene avanti con laumento sballato della massa lurlo che fa schizzare dalla bocca la dentiera scatenata lultima angoscia lintostato caos laccecato supremo

XVII battere su questa macchina da scrivere sino ad ammattirli battendo scrivendo approfondire una poesia significa voler bucare la carta scartare la velleit e non rimanere neppure il buco sulla carta non c nulla da rimpiangere lunica dignit essere fuori e contro ecco la pietra seminarci sopra anche quando le pietre germoglieranno tutto provocava sbalordimenti bagliori caricato in mondi di estrema lucidit e ottimismo battendo sul cuneo sino a far schizzare la creaturina aspettando la resurrezione vetri metalli plastiche alzo un braccio alzo una gamba ma mentre scrivo posso solo scrivere le provo tutte piombano i diti sulla tastiera troppa precipitazione nellinseguire lispirazione le levette dellolivetti ventidue sintrecciano su tale carta scrivere e ripetermi tutto mentre mi faccio la barba quando preparo la faccia per uscire in queste strade li guardo e mi guardano finita una produzione ne inizia unaltra il sottoscritto scritto anche sopra con le fedi quasi sempre perse c unultima fede ma se la preciso scompaio in qualcosa di vegetale e vacuo fede nel non poter morire arrotato

dondolare tra le due fedi opposte e le salto tutte e due sono certo che esisto anche se le prove sono vacue e se preciso scompaio per essere un sopravvissuto bisogna essere esistiti prima e anche dopo fede vacua che mia moglie esiste mi ci metto in contatto e rimane incinta cercare linvenzione che casualmente centri un personaggio reale che casualmente centri me stesso non esiste un centro ogni colpo mi colpisce in pieno se non riesco ad inventarmi rischio di non esistere sono capovolto non voglio raddrizzarmi

XVIII di visibile panni e capelli come corazzati cerano certamente dentro dopo la vestizione e la preparazione delle facce si levano e si rimettono la mitra assicuro che non ho mai toccato il vetro di una vetrina questo lo ricordo bene guardo sono anche guardato se devo toccare qualcosa metto la mano in tasca e tocco una chiave disperatamente colpivano una sfera con i piedi solo due fortunati la prendevano con le mani e lurlo disperato di quelli che non potevano prendere la sfera n con i piedi n con le mani entravo in un cinema ombre colorate intrecciavano inizi e fini tutti immobili con la caramella dentro la bocca mentre lo ombre danzavano vederli era ormai un vedermi e me lo ricordo bene certe volte andava via la luce nelloscuro tutto inabissava non li vedevo pi non mi vedevano pi e cera sempre uno che con un cerino acceso tra i diti gridava luce si bruciava le unghie mentre vedevo ombre vacillanti pronte a scomparire di nuovo non potevano urlare per poter continuare a guardarsi ma solo per poter urlare invano essendo tutto una aberrazione permanente nei confronti della mia gioia la gioia piantata nella mia coscienza qui non arriveranno riusciva a dormire con gli occhi aperti dovendo guardare i deliri anche nelle tenebre buttavano le carni accumulavano stracci scarpe capsule doro sfregiato e arrotato con lultima speranza muovevo quel poco che potevo muovere sperando che lo spettacolo finisca bene continuavo a vedere un mondo vomitante opaco di cui non potevo toccare nulla veniva presa a coltellate la gente affacciata dalle finestre con i soliti quattro angoli retti un pianeta ossigenato ed anche linguistico reagisco soltanto quando scrivo immaginare un iddio ormai sconvolto che rimescoli luniverso opaco aveva un coltello in mano per bucare le pance e fare uscire i liquidi anche nelle botti fanno un buco anche tra le gambe hanno un foro XIX le paure incastrarle sulle carte finire e ricominciare sino a nausea totale una riga dovrebbe essere listante di un giorno visto scorrere in circolo chiuso intravvederli i santi davanti a questo muro lo scorrere dei fantasmi e uscire pi alto certamente si squagliava e si rifaceva la lingua a battere sui denti sani rimasti sospeso sui fili degli ottimismi e delle paure estreme non c risveglio neppure nel sonno il risveglio non possibile

la scrittura come cozzo di elementi estranei irriducibili non pu esserci nessuna catarsi nel formato o nellinforme che sia la poesia come una parola di molte righe perch tutto deve essere chiamato e pi lo chiami e pi non viene e non verrebbe neppure se smettessi di chiamarlo non so neppure con precisione chi dovrei chiamare pi che chiamare io sono chiamato e scrivere tutte le chiamate possibili che dovrebbero essere almeno blocchi interi solo le bestemmie le dico a voce alta nella scrittura non c n alto n basso scorre su una linea infame impegnarsi a non impegnarsi pi e le rivoluzioni verbali aspettando altro ad ogni modo le rivoluzioni verbali sono terribilmente lente se vogliono operare profondamente senza voler bucare la carta non ho fatto altro che saldare fili di ferro di sei millimetri di diametro non so neppure a che serviranno questi versi che diventano sempre pi lunghi se la scrittura una condizione non precisamente la mia condizione se domani mi alzo alle cinque litaliano non ancora andato a dormire vedo la televisione e il motivo perch lho comperata devo consumarmi e finire anche se non mi consumassi il problema non il sapere la fine ma il non cadere troppo ed anche un colpire di centri in centri mettere sui buchi i contatti e sotto i letti pronti a mettere le bombe a mano nelle bocche degli americani dormienti neppure nei deliri dei morbilli sognati durante le chiazze rosse dentro una pelle bombardata e vengono leggeri loro veramente leggeri e tu che sei moglie ed arca che porti i mortali ridenti e gonfi sino allo sbotto finale sino allo svuotamento e passa un nuovo mortale ridendo tra gli orrori insomma moi in cellule sparse e dormiamo notti tranquille noi che dormiamo tutte le notti e ci alziamo sprofondando XX amore come sogno lapertura langolo della gamba pi la gamba della stessa misura del triangolo dove siede lo spirito santo infiniti scemi a seminare essendoci sempre spazio per un nuovo infinito molto sottinteso perch nonostante tutti gli infiniti la vita umana corta marcato dalla bottiglia di gazzosa con la pallina di vetro risuscitato lazzaro perch morisse due volte con quella seconda morte mi inchino mi levo il cappello vi faccio vedere la testa posso negare iddio ma devo credere al capoperaio e davanti al capo duce a milioni alzavano la mano destra quasi sempre pulita il papa lava i piedi puliti dei mitici dodici in un mondo testa con generali che con spade processano gli ultimi cristiani obbiettori con gli occhiali con i piccioni che cacano sulle teste di bronzo messe al centro delle piazze quadrate o rettangolari di tutto il mondo scrivere dello stesso sfregio sino alla consumazione di tutta la carta la misura del verso data dalla lunghezza del carrello di questa macchina da scrivere con questa misura scrivere anche dei biglietti bucati da una pinza cromata molto tagliente dei coriandoli quasi invisibili usciti dai buchi bene tagliati con i biglietti che non buttammo andammo sulla spiaggia con sassi tondi tutta aperta e morbidissima entrai tanto dentro che mi scordai che cero

la nostra biancheria non era pi intima eravamo divenuti intimi entrammo dentro lacqua misi sotto la testa per guardare dentro vidi un enorme ventre azzurro e sotto non eri pi intima poi venne la notte e tu diventasti una grande erba insomma prima il mare divenne maria poi anche lerba divenne maria e trovai il coraggio di pensare che potevamo essere noi due i primi di quelli che verranno gli ultimi di quelli che sono venuti per giungere dove siamo giunti stata percorsa una strada infinita risusciter tutto anche gli uccelli imbalsamati con infrangibili occhi di vetro XXI nella stalla tutti i polmoni respiratori delle vacche turbinano non si stanca la coda in movimento girandola scopetta battitore tante code assassine e mai una delle tante mosche rimanesse assassinata saziatevi sui sangui capillari introducete i corni e succhiate vidi una gatta sgravarsi era come se uscissero dalla bocca intorno la cartata di teste di pesce cera un gatto con la bocca spaccata avanti i problemi dellorrore di esistere stoccolma cerca la miracolatrice stellare guarire gli ammalati ammazzare i gatti stoccolma e i miracoli signora falcino le colombe fare lamore alzare una mano vieni angelo signore katrina kulman la miracolatrice importata per un mese in svezia nord america sede delle sette religiose in quanto la bandiera stellare non la bandiera del diavolo prendetela e mangiatevela cruda evviva stalin stok stoccolma non avendo da perdere che le catene un regno in pieno sole scatenato quindi se loscuro era totale per vedere avresti dovuto chiudere gli occhi per conoscerti basta conoscere un uomo qualsiasi e guardarlo con gli occhi nelle orbite un centro io sono di tutto quello che ruota intorno ai miei sensi ad ogni modo i sensi sono un perno molto agitato una operazione diversa sui diversi materiali verbali non ci sono armi per la sua rovina oppure anche una piuma la sua rovina mai come ora le aberrazioni colpiscono tanto (da un intervento dellultimo congresso del partito comunista italiano) preservativi pressari scomunicati senza discussioni conciliari marito col preservativo moglie col pressario amore scomunicate cozzate di gomma se linconscio collettivo allora sprofondo in una bella collettivit se mi ritrovo significa che ne siamo in due uno che mi perde e un altro che mi ritrova in quelle battaglie infuriate con i combattenti da sempre bene infuriati la spasura dei semi ventre aperto cava liquida sali granulosi in sacco o botte portano gli stendardi neri pieni di cuori dargento per entrare dentro cammino nelle strade con la cravatta che come se mi fosse stata fatta crescere addosso con questa cravatta sono un richiamo tra gli infiniti richiami opachi e luminosi una forza enorme spinge a ricadere nella mancanza di caratteri colpiscono sui centri dei nervi entrato dentro secoli di lotte accanite lunghe usciremo quando avremo toccato gli ultimi spaventi lultime vertigini tesi in una intelligenza implacabile basta che lo spettro ancora si aggiri ed anche quando non si aggirer pi tesi verso una discesa o salita implacabile assisto allincarnazione o alla disincarnazione oppuree non assito pi a nulla

XXII per colpire in pieno il tasto giusto toccare la maggior parte dei tasti mettere i versi in un ordine che mi ancora ignoto versi che devono aprirmi altri versi sino alla consumazione di tutta la carta esce dalla vagina a testa in gi in un precipitare ad immagine del primo precipitato e riscattato per mezzo della magnifica croce la rivoluzione perch estremamente felici con la speranza in una astratta fede produrre instancabilmente oggetti non mi interessa affatto sapere a che serviranno mettere in moto un universo vago e che corra in eterno i versi cancellati aumentano diminuendo lastratta fede ero capace di scrivere tutto la scritta non provoca nessuna liberazione solo la rivoluzione libera tutti gli uomini essendo oppressi e oppressori tutti oppressi e inquinati passato il territorio nellignoto e si ritrova quando dorme se sprofondo senza morire affogato dopo non ci sarebbe che risalire e sprofondare ancora quando spaccano tutto limportante non farsi spaccare e schiacciare dovendo continuare in una lunghissima guerra vivendo in una continua catastrofe la parola seguente capace di tutto per questo i versi diventano sempre pi lunghi sistemare una qualsiasi cosa fuori sono ricoperto di sensi li vedo anche quando dormo respiro anche quando cado anche quando immagino di cadere solo se mi diventa estraneo mi diventa chiaro in questo sistema non ti sistemerai mai il luminoso disse a tutti i luminosi come erano dissero e amedeo bordiga urlava che la terza internazionale e il partito comunista ditalia erano su una linea anticomunista fondato il partito che gli si precipiter addosso tutti in piedi con lombrello aperto piove anche dentro avverr solo quello che non avr predetto neppure la crisi catastrofica tutte le altre avvenendo durante la guerra in tempi di carestia eucaristica mangiare le mummie del museo egiziano del gatto morto mangiare la coscia delicata e quasi immortale o nove volte morta il cane immangiabile in europa i nemici riusciremo a mangiarceli con pi appetito ritmo cardiaco e respiratorio e del precipitare delle diverse lettere alfabetiche poesia religiosa scritta davanti a supremi orrori e orribili vuoti da quella sabbia toccava il mare con i graziosi diti dei piedi di ogni vacca un blocco concentrato simmenthal e amore bruciati al napalm benzina allo stato gelatinoso nessuno si sporca di sangue bruciano gente senza neppure la cravatta essendo tutto pronto a bruciare mi faccio la barba una volta alla settimana non potendo vergognarmi proprio della barba ho visto una ultima cena con solo giuda bruno cristo il pi biondo e azzurro di tutti appresso e quasi sempre depresso e non che sono aperto vengono ad aprirmi cos aperto ingoiavo la divina particola vittima crocifissa li ammazzano nonostante che costi pi ad ammazzarli che a sfamarli e i trofei dei mucchi delle scarpe (con sassi molto tondi spaccavamo gli ultimi vetri battevamo i battenti delle ultime porte i lupimanari sventrati diventavano delle grandi puzze ai bombardamenti seguivano grandi silenzi

cercavano di spaccare lultimo silenzio)

XXIII SE MI PERDO IO STESSO DEVO RITROVARMI ALMENO QUANDO DORMO OGNI OGGETTO PUO ESSERE TUTTO O DIETRO OGNI OGGETTO TUTTI GLI OGGETTI E DOVREI SENTIRE DENTRO DI ME TUTTO CIO CHE VIVE E TUTTI I MOVIMENTI DELLE COSE CON TUTTE QUESTE COSE CHE STANNO A COVARE LA FINE O LA MOLTIPLICAZIONE SFREGIATO E ARROTATO IN QUEL PUNTO LI VEDO ANCHE QUANDO DORMO IL PUNTO FINALE PUOI IMMAGINARLO IL PIU LONTANO POSSIBILE CARICAVO LE DUE SVEGLIE E MI SVEGLIAVO PRIMA CONDIZIONANDOMI SEMPRE MEGLIO DA QUALSIASI PARTE SCAPPO DA TUTTO VENGO RAGGIUNTO OVUNQUE GIUNGEREMO SE DOVESSI AMMETTERE UNA CONCLUSIONE FARE CHE LA CONCLUSIONE NON MI CADA ADDOSSO QUANDO COMPERANO UN OGGETTO VOGLIONO CHE SIA IL PIU POSSIBILE TUTTI GLI OGGETTI APRIRE LOGGETTO GUARDARE DENTRO MA QUANDO SI DORME CHIUDERE TUTTE LE PORTE APRIVO LA SVEGLIA CON LA PUNTA DEL COLTELLO E IL PIENO DELLE RUOTE DENTATE IN EQUILIBRIO LINCOLLATURA SCIOLTA E ICARO SCOLATO E SPENNATO PRECIPITA I MITI LI VEDEVO SCALFITI ANCHE NELLE LATRINE DONNE TRAFITTE DA SESSI COME LANCE E I BUCHI DELLE DONNE CHE SEMBRAVANO VOLERSI INGOIARE TUTTI GLI UOMINI ERO CONVINTO CHE CONOSCERE IL MONDO SIGNIFICASSE CADERCI MEGLIO DENTRO I RATTI BUCARONO E SUCCHIARONO LE UOVA DEI DINOSAURI SINO ALLULTIMO DINOSAURO PORTAVO LA CRAVATTA COME SE MI FOSSE STATA FATTA CRESCERE ADDOSSO INSEGUIVO IL SOGNO STELLARE DURANTE LA RIVOLUZIONE TUTTI SVEGLIATI LA RIVOLUZIONE CHE LIBERI TUTTI GLI UOMINI ESSENDO TUTTI OPPRESSI E INQUINATI CON LE LUNGHE BARBE E I CAPELLI CHIOMATI SCAPPAVANO DAI CHIOSTRI PER FAME SESSUALE PREDICAVANO LARRIVO TRIONFALE DEL REGNO SAZIATORE DI TUTTE LE FAMI NOI CHE LE LUNGHISSIME GUERRE DURARE SINO ALLESTREMA VECCHIEZZA CON LULTIMO PEZZO TENUTO CON LA DENTIERA XXIV NON ESSENDOCI UN CENTRO OGNI COLPO MI COLPISCE IN PIENO UN CENTRO TRAFITTO QUINDI CONOSCIUTO QUESTE SONO IPOTESI CHE MI LAVORANO SE DIO NON ESISTE A ME TOCCA CONTINUARE AD ESISTERE SFOGHETE ESSO CELLU MATTO MA LOCCHI NON ME LI BECCHI BUCAVANO I BIGLIETTI CON UNA PINZA CROMATA MOLTO TAGLIENTE CERCHIAMO DI SPEZZARLI CERTI ORDINI SENZA CADERE TROPPO IN QUANTO IL MIO CAZZO INDIVIDUALE E NE HO UNO SOLO QUALSIASI COSA VI CADRA SOPRA DENTRO IL VENTRE DEL MOSTRO SEMPLICEMENTE DENTRO MISI GLI OCCHI DENTRO IL MARE UN ENORME VENTRE ERI INDISTINTA DAL DI SOTTO I LINGUAGGI PARLATI POSSO SOGNARLI SOLO DA SVEGLIO E LI SCRIVO DIRETTAMENTE NON SO CHI DOVREI CHIAMARE PIU CHE CHIAMARE IO SONO CHIAMATO IL SEME RIMASTO TRA I DENTI DEL MAMMUT RICOMINCERA A PREMERE AD OGNI MODO TRA CAPO E COLLO DOVENDO PERCEPIRE OGNI CINQUE ISTANTI CHE SONO IN VITA ANCHE QUANDO DORMO

PER QUARANTA ANNI NON HO FATTO CHE GUARDARE ANCHE QUANDO DORMIVO ANCHE QUANDO TUTTA QUELLA MATERIA VIVENTE MI ENTRAVA DENTRO PIOMBAVA SULLUOVO A SUCCHIARE INGOIARE QUALCOSA CHE NON GIRI DIO EUCARISTICO IMMOBILE NON SPRECANO VIVERI NE MUNIZIONI SPARANO PER LIQUIDARLI PER FARE USCIRE I LIQUIDI DALLA TESTA IN PERENNE GIOIA E IN PERENNE PERICOLO VENGONO A TROVARMI CADENDOMI ADDOSSO ATTACCARCI SEMPRE UNA NUOVA CARTA INTERESSANDO DOLO LA VELOCITA DEI MUTAMENTI SE MI PERDO DEVO RITROVARMI ANCHE QUANDO DORMO CON TUTTE QUESTE COSE CHE STANNO A COVARE LA FINE O LA MOLTIPLICAZIONE PERCHE VENISSE ARROTATO IN QUEL PUNTO DEVE AVER PERCORSO UNA STRADA INFINITA LI VEDO ANCHE QUANDO DORMO DIETRO OGNI OGGETTO TUTTI GLI OGGETTI IL PUNTO FINALE PUOI IMMAGINARLO IL PIU LONTANO POSSIBILE CARICAVO LE DUE SVEGLIE E MI SVEGLIAVO PRIMA CONDIZIONANDOMI SEMPRE MEGLIO DA QUALSIASI PARTE SCAPPO RAGGIUNGO SEMPRE LO STESSO RISULTATO SE DEVO AMMETTERE UNA CONCLUSIONE FARE CHE LA CONCLUSIONE NON MI CADA ADDOSSO APRIRE LA SVEGLIA CON LA PUNTA DEL COLTELLO GUARDARE IL PIENO DELLE RUOTE DENTATE LINCOLLATURA SCIOLTA E ICARO SPENNATO E SCOLLATO PRECIPITA AD IMMAGINE DEL PRIMO PRECIPITATO E RISCATTATO PER MEZZO DELLA MGNIFICA CROCE I MITI SCALFITI ANCHE NELLE LATRINE DONNE TRAFITTE DA SESSI COME LANCE E I BUCHI ENORMI DELLE DONNE CHE SEMBRANO VOLERSI RINGOIARE TUTTI GLI UOMINI MI CONVINSI CHE CONOSCERE IL MONDO SIGNIFICASSE CADERCI MEGLIO DENTRO I RATTI BUCARONO E SUCCHIARONO GLI UOVI DEI DINOSAURI SINO ALLULTIMO DINOSAURO PORTAVO UNA CRAVATTA COME SE MI FOSSE STATA FATTA CRESCERE ADDOSSO INSEGUIVO IL SOGNO STELLARE DURANTE LA RIVOLUZIONE TUTTI SVEGLIATI LA RIVOLUZIONE CHE LIBERI TUTTI GLI UOMINI ESSENDO TUTTI OPPRESSI E INQUINATI CON LUNGHE BARBE E CAPELLI CHIOMATI SCAPPAVANO DAI CHIOSTRI PER FAME SESSUALE PREDICAVANO LARRIVO TRIONFALE DEL REGNO SAZIATORE DI TUTTE LE FAMI NOI CON LE LUNGHISSIME GUERRE DURARE SINO ALLESTREMA VECCHIEZZA CON LULTIMO PEZZO TENUTO CON LA DENTIERA

XXV se gli orrori li ricordo tutti significa che sono possibili da vivere non sono ancora giunto al punto supremo dove per vivere necessario perdere la memoria io in cristo perenne bersaglio dentro i vetri chiusi sino alla chiusura aguzzare i denti nella tempesta dove si nasconderanno gli uccelli con le ali sottili e i becchi poi venne una calma che sembrava caduta per sempre i gatti riempiti di teste di pesce le teste sgranocchiate dai denti sottili aghi pi che denti cristo ha bevuto e mangiato e non solo perch il regno vicino giovanni si messo vicino a cristo per avere il boccone migliore oggi cristo prepara un pasto e chi ne manger non avr pi i morsi della fame saziati per sempre non faticare pi a muovere i denti appoggiare la testa al petto di cristo inteneriti di saziet un regno agli estremi limiti da raggiungere con estrema stanchezza ed estremo orrore e decifrarlo il mondo anche quando il turibolo annebbier laltare e per un attimo saranno ombre profumate o anime dacci il pane dacci il vino preciso a me interess solo la regolarit del rito rifare alla lettera lultima scena sino alla stanchezza e alla consumazione

sar anche vero che i dominati diventeranno i nuovi dominatori ma il cambiare mi salva dalla noia di vedere sempre gli stessi orgogli sugli stessi uomini scrostare lorgoglio pietrificato su quella faccia oggi il giorno di mietere mieto gratis per la sola gioia di mietere sudare in quellesaltazione matura nellabbacinamento del grano maturo abbiamo mietuto il pane degli oppressori verr giorno che mieteremo gli oppressori per fare il pastore bisogna sopportare una noia mortale rimettere per millenni gli stessi peccati poi lagnello che toglie i peccati quando sapevo che poteva togliere solo la fame a me la gioia di questi giorni scuote le fibre pi intime noi che abbiamo questi nemici siamo lavati da tutte le responsabilit XXVI rotolavano i sassi pietre raspate nello scorrere in quel fiume venne lavato anche cristo che era venuto per lavare per sempre salvarci dalla noia di rilavare sempre lo stesso sporco venne a riguardarselo anche la colomba col becco parlante rivoltarsi nelle acque dissetarsi nei fiumi sacri e gli annegati i persi nello scorrere rane in moltiplicazione nuvolaglie di insetti colorati camminare sul pelo dellacqua si mangiano languille poi sullanguille scrivono i versi delle meditazioni possono amare solo quello che mangiano per questo oggi cristo prepara un pasto col proprio sangue e la propria carne lazzaro venne fuori con la pelle ancora putrefatta lo mandarono a spasso come una figura scappata da un baraccone di orrori il cane in estasi nelle puzze umane comincia a sentire leterno sapevo che cera sempre la possibilit di spegnere la propria esistenza ora nulla mi salva dal rimorso di aver ingravidato mia moglie di candidati per leternit sapevo che il loro passaggio sarebbe stato inevitabilmente cancellato non solo loccupazione delle armi degli elmi con le penne di gallo ci plasmiamo a loro somiglianza uccelli con i becchi foracchiati c una voce nel deserto e solo per questa voce il deserto non pi deserto dopo cristo inizier la moltiplicazione che conta vivere tutto e guardare tutto tritura con i denti aguzzi come avesse i denti dacciaio inossidabile vivere tutto il cretino del creatore incontrata questa vergogna di vivere che strozza cristo deve perdersi come tutti quelli che si perderanno e di cristo venderemo laria che ha respirato le pietre che ha pistato riusciremo a vendere tutto nessuno riuscir a reggere la concorrenza il regno non sar mai di questa terra questa terra miserabile non sar mai un regno (inizio e morte per stanchezza invincibile devo subire nelle mie carni limperfetto che ho impresso mi metto nelle mani dellapprossimato stanchezza invincibile che cerca morte per rottura di ossa per dissanguamento per butta mento di fuori) XXVII LA BATTAGLIA DI CAMPALDINO IN DINO COMPAGNI E NEL CANTO XXII DELLINFERNO

E VITA NUOVA SECONDO PARAGRAFO sotto i ventri dei cavalli con la coltella in mano e sbudellavagli ed eccomi sopra e uno sotto me sbudella la cavalla con la coltella lo sbudellatore intrecciato con le budella della cavalla una grande polvere con ste face abbiamo mietuto lo pane che ve avete magnato ora ve ce sbudelliamo laria era coperta de nugoli i contadini non avevano piet e li ammazzavano rotti venivano sbudellati ghibellini e cavalli tempo de mietere se sudava nugoli i villici con la facetta trinciavano sotto rifare il filo della facetta con la cote a bagno nel corno pieno dacqua e fa presto coperti di ferrami lucidati e battuti come tamburi abbozzamenti di latte cera anche alighieri corridori vidi per la vostra terra o aretini i villici divennero i diavoli dellinferno animati da feroci rancori contro la nobilt castellana e ghibellina anche nel pi profondo dellinferno con le forche graffiati e infilzati e in eterno graffiati e infilzati insomma era giugno o inferno mietuti ghibellini e cavalli anche larcivescovo sbudellato sgraffignato lanello vescovile frecata la croce con la catenella da oggi tutti i cristi sono li nostri i coltelli le spade il sette di spade azzurro infilzato sulle mammelle sante e gli occhi dolenti per piet de core (spray per le parti intime) nella vita cadendo e ti chiudi dentro la camera con la matita testa china in mano il dado e la bomba volavano pezzi di ferro Nagasaki Hiroshima la camera segretissima e tutte le case tremavano io dissi in quellingorgo animale tremando appaurit iam beatitudo vestra in quel punto tutti gli spiriti delle cose chiudendosi heu miser io cadendo con tutte e tre dissi in quellora nona in quel grande spirito cadendo