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EGITTO

MEDIO ORIENTE E AFRICA DEL NORD

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DUEMILA

MEDIO ORIENTE E AFRICA DEL NORD

EGITTO
REPUBBLICA ARABA DEGITTO
Capo di stato: Muhammad Hosni Mubarak Capo del governo: Ahmed Nazif Pena di morte: mantenitore Popolazione: 84,5 milioni Aspettativa di vita: 70,5 anni Mortalit infantile sotto i 5 anni (m/f): 42/39 Alfabetizzazione adulti: 66,4% Le autorit hanno continuato a utilizzare i poteri conferiti dallo stato di emergenza per colpire voci critiche del governo, attivisti politici dellopposizione e persone sospettate di reati in materia di sicurezza, malgrado un decreto presidenziale di marzo che limitava lapplicazione della legislazione di emergenza. Alcune persone sono state trattenute in detenzione amministrativa senza accusa n processo, altre sono state processate davanti a tribunali militari le cui procedure non hanno soddisfatto gli standard internazionali sul processo equo. Giornalisti e altri che avevano criticato il governo hanno continuato a essere perseguiti ai sensi della legislazione sul reato di diffamazione. Le autorit hanno mantenuto stretti controlli sulla libert di espressione, associazione e riunione. Tortura e altri maltrattamenti sono rimasti pratiche comuni e diffuse e nella maggior parte dei casi sono state commesse nellimpunit. Sono pervenute notizie di decessi a causa della tortura e altri abusi da parte della polizia. Diverse centinaia di persone in detenzione amministrativa sono state rilasciate ma migliaia di altre, compresi detenuti da lungo tempo, hanno continuato a essere trattenuti malgrado i tribunali ne avessero ordinato il rilascio. Il governo non ha rivelato il numero delle persone detenute. Sgomberi forzati al Cairo, a Port Said e ad Assuan hanno colpito migliaia di abitanti di insediamenti precari, che si sono trovati a vivere in condizioni pericolose a causa della grave carenza di alloggi adeguati e a basso costo. Le forze preposte alla sicurezza delle frontiere hanno sparato e ucciso almeno 30 persone, per lo pi migranti provenienti da altri paesi africani, che cercavano di attraversare il conne per entrare in Israele. Sono state emesse almeno 185 condanne a morte e almeno quattro esecuzioni.

CONTESTO
Il governo ha recepito molte delle raccomandazioni espresse a febbraio durante lEsame periodico universale dellEgitto del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ma ne ha rigettate altre e ha procrastinato una raccomandazione relativa alla visita in Egitto del Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura. A maggio, lo stato di emergenza in vigore dal 1981 stato rinnovato per altri due anni,

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ma un decreto presidenziale emanato contemporaneamente ha limitato lapplicazione della legislazione di emergenza ai casi riguardanti il terrorismo e il trafco di droga. I lavoratori hanno indetto molte proteste contro il carovita e per chiedere il miglioramento dei salari e delle condizioni di lavoro. Le autorit non hanno dato applicazione alla sentenza di un tribunale amministrativo che voleva ssare un salario minimo, proporzionato con il costo medio della vita. Attivisti politici, compresi membri dei Fratelli musulmani, messo al bando, e di altri gruppi di opposizione politica, come lAssociazione nazionale per il cambiamento (Kefaya), hanno manifestato contro lo stato di emergenza e gli abusi della polizia. Molti sono stati arrestati, percossi e portati in localit remote e qui abbandonati dopo essere stati privati dei telefoni cellulari, lasciati senza denaro e scarpe. Altri sono stati detenuti e accusati di aver aggredito i poliziotti, quindi processati e condannati a pene detentive. Le elezioni per la shura, la camera alta del parlamento, a giugno e per lassemblea del popolo a novembre e dicembre hanno garantito ampia maggioranza al partito democratico nazionale di governo, ma sono state caratterizzate da gravi accuse di brogli, manipolazione dei voti e da violenze che hanno provocato almeno otto morti. I principali partiti di opposizione si sono formalmente ritirati dalle elezioni allassemblea del popolo dopo il primo e principale turno di votazioni a novembre. Almeno 1200 sostenitori e candidati vicini ai Fratelli musulmani sono stati arrestati dopo che a ottobre il gruppo aveva annunciato che intendeva proporre molti dei suoi sostenitori come candidati alle elezioni. Secondo dati ufciali, nessuno di loro stato eletto, eliminando in tal modo i Fratelli musulmani dalla camera bassa del parlamento, nel quale in passato costituivano il principale blocco di opposizione.

CONTROTERRORISMO E SICUREZZA
Le autorit hanno utilizzato i poteri loro conferiti dallo stato di emergenza per detenere persone sospettate di reati in materia di sicurezza. I detenuti sono rimasti in incommunicado, spesso per diverse settimane. Molti hanno dichiarato di essere stati torturati o altrimenti maltrattati da funzionari del Servizio investigazioni della sicurezza di stato (State Security Investigations Ssi) e costretti a rendere confessioni in seguito ritrattate durante il processo. Altri sospettati di reati legati alla sicurezza sono stati espulsi. Husam Radhwan el-Mari, un siriano residente nello Yemen, stato detenuto per 38 giorni dopo essere stato arrestato allaeroporto del Cairo ad aprile. stato trattenuto in incommunicado e ha affermato di essere stato percosso, frustato e torturato con scosse elettriche, perch sospettato di appartenere a un gruppo terroristico. stato rilasciato senza accusa il 19 maggio ed espulso nello Yemen.

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Ad aprile, un tribunale (demergenza) per la sicurezza di stato ha condannato 26 presunti membri della cosiddetta cellula Hezbollah, a pene detentive variabili dai sei mesi allergastolo, dopo averli giudicati colpevoli di aver pianicato attentati a siti turistici, di possesso di esplosivi e di aver trasmesso informazioni a Hezbollah in Libano. Quattro degli imputati sono stati processati in contumacia. I 22 che sono comparsi in tribunale erano stati detenuti in incommunicado per mesi in una localit sconosciuta, per ordine del ministro dellInterno, dopo essere stati arrestati tra il 2008 e il 2009. Sono stati giudicati sulla base di confessioni che avevano poi rinnegato e che si ritiene siano state estorte tramite tortura. Il tribunale non ha provveduto a esaminare adeguatamente le loro accuse.

DETENZIONE SENZA PROCESSO DETENZIONE AMMINISTRATIVA


Nonostante il decreto presidenziale di maggio che limita lutilizzo della legislazione di emergenza, nella pratica le autorit hanno continuato a ricorrere ai poteri di emergenza per detenere attivisti dellopposizione e per limitare la libert di espressione. Le autorit hanno affermato che centinaia di persone in detenzione amministrativa erano state rilasciate sulla base del decreto presidenziale, compresi detenuti fermati in relazione agli attentati dinamitardi di Taba del 2004, ma non hanno rivelato informazioni riguardo a coloro che rimanevano in carcere. Migliaia sono rimasti in detenzione senza accusa n processo, nonostante le ordinanze di tribunale che ne disponevano il rilascio; in pratica, il ministero dellInterno le ha aggirate emanando nuovi ordini di detenzione, indebolendo il ruolo di sorveglianza e di supervisione della magistratura. Mohamed Farouq El-Sayyed, un musulmano sciita, e altre sette persone arrestate assieme a lui, sono rimaste in detenzione amministrativa senza accusa n processo nel carcere di Damanhour, sebbene i tribunali ne avessero ordinato il rilascio almeno sette volte. Lui e altri 11 erano stati arrestati tra aprile e maggio 2009, tutti sospettati di aver cercato di fondare unorganizzazione per promuovere lIslam sciita con modalit ritenute costituire una minaccia per lIslam e la comunit musulmana sunnita. La pubblica accusa li ha rilasciati tutti e 12, ma sono rimasti detenuti dal ministero dellInterno. Quattro sono stati successivamente rilasciati.

TORTURA E ALTRI MALTRATTAMENTI


Luso della tortura e di altri maltrattamenti su detenuti per reati legati alla sicurezza e su sospetti criminali stato sistematico nelle stazioni di polizia, nelle carceri e nei centri di detenzione dellSsi e nella maggior parte dei casi rimasto impunito. In alcune circostanze, la polizia ha aggredito i sospettati apertamente e in pubblico, incurante delle possibili conseguenze. In altri casi, stato riferito che la polizia aveva minacciato le vittime dissuadendole dallo sporgere denuncia. Ad aprile, il ministero dellInterno ha acconsentito a pagare un totale di 10 milioni di sterline egiziane (pari a 1,76 milioni di dollari Usa) come risarcimento a 840 membri di Gamaa Islamiya, un gruppo islamista, che erano stati torturati; tuttavia non si sa se siano stati intrapresi provvedimenti nei confronti dei responsabili della tortura.

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In rare occasioni, le autorit hanno perseguito i poliziotti che avrebbero commesso le aggressioni, sebbene generalmente si trattasse di casi che avevano ottenuto ampia risonanza. Coloro che sono stati giudicati colpevoli hanno ricevuto per lo pi pene lievi. Taha Abdel Tawwab Mohamed, un medico, ha affermato di essere stato strattonato e percosso da funzionari dellSsi a Fayoum il 7 marzo, a causa del suo aperto sostegno a Mohamed ElBaradei, ex capo dellAgenzia per lenergia atomica, considerato dalle autorit una voce critica nei confronti del governo. stato rilasciato il giorno dopo. Il suo avvocato ha sporto denuncia ma non stato preso alcun provvedimento.

DECESSI IN CUSTODIA
Si ritiene che almeno quattro persone siano morte in custodia a seguito di tortura o altri maltrattamenti. Il 6 giugno, Khaled Said stato aggredito selvaggiamente da due poliziotti in borghese davanti a testimoni in un Internet caf ad Alessandria, che a quanto pare ne hanno causato la morte. Il caso ha destato scalpore nellopinione pubblica e due poliziotti del commissariato di Sidi Gaber sono stati incriminati per averlo arrestato illegalmente e torturato, sebbene senza parlare di responsabilit dirette per la sua morte. A ne anno, il processo a loro carico, alle cui udienze hanno presenziato osservatori di Amnesty International, era ancora in corso. A novembre, la famiglia di Ahmed Shaaban, di 19 anni, ha accusato la polizia del commissariato di Sidi Gaber di averlo torturato a morte e di aver poi scaricato il suo cadavere in un canale per far credere che si fosse suicidato. Le autorit inquirenti hanno chiuso il caso per insufcienza di prove e per un referto dellautopsia secondo il quale era morto per asssia.

LIBERT DI ESPRESSIONE
Le autorit hanno tenuto a freno la libert di espressione e i mezzi dinformazione. Notizie politicamente delicate sono state eliminate. Candidati alle elezioni parlamentari che usavano slogan ritenuti di natura religiosa sono stati dichiarati non idonei. Coloro che criticavano il governo hanno dovuto affrontare procedimenti giudiziari per accuse penali di diffamazione. Canali e programmi televisivi che contestavano le autorit sono stati interrotti durante la messa in onda o sospesi. Libri e quotidiani esteri sono stati censurati se commentavano tematiche che le autorit consideravano delicate o pericolose per la sicurezza nazionale. A ottobre, lAutorit di controllo nazionale sulle telecomunicazioni (National Telecomunication Regulatory Authority Ntra) ha informato le organizzazioni che usavano il servizio di sms per inviare messaggi in blocco ai loro utenti che dovevano munirsi di una licenza di trasmissione. Le autorit hanno affermato che era necessario regolamentare meglio il servizio ma la loro iniziativa stata da pi parti interpretata come nalizzata a ridurre lutilizzo dei messaggi di massa da parte degli oppositori al governo nel periodo

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precedente le elezioni di novembre. A un giorno dalle elezioni, un tribunale amministrativo ha annullato lordinanza dellNtra. Hamdi Kandil, portavoce dellAssociazione nazionale per il cambiamento, un gruppo di persone che chiede riforme costituzionali e politiche, stato accusato del reato di diffamazione a maggio, dopo che aveva criticato il ministro degli Esteri in un articolo apparso sul quotidiano Al-Chorouk. stato rinviato a giudizio dal tribunale penale di Giza, con laccusa di aver insultato e calunniato un dipendente pubblico. Il processo a suo carico iniziato a novembre.

LIBERT DI RIUNIONE E ASSOCIAZIONE


Le autorit hanno mantenuto restrizioni legislative e altri controlli sui partiti politici, Ngo, associazioni professionali e sindacati. Ad alcune di queste organizzazioni stata negata la registrazione. I Fratelli musulmani sono rimasti al bando ma hanno operato apertamente. La polizia ha interrotto e disperso violentemente raduni organizzati per le campagne dei Fratelli musulmani e di altri partiti di opposizione e arrestato molti dei loro membri e sostenitori, in particolare nel periodo che ha preceduto le elezioni. AllNgo Una sola patria per lo sviluppo e le libert stata negata la registrazione legale e diversi enti di benecenza di Beni Souef sono stati accusati di aver violato le restrittive norme sulle Ngo e quindi sono stati chiusi. A marzo, il governo ha affermato che stava esaminando una nuova bozza legislativa sulle Ngo, per sostituire la Legge n. 84 del 2002; se applicata, questa limiterebbe ulteriormente le Ngo, tra laltro imponendo loro di rispondere a un nuova organizzazione ombrello che comprenderebbe anche membri di nomina presidenziale.

DISCRIMINAZIONE CONTRO LE DONNE


Le donne hanno continuato a subire discriminazioni, violenze e molestie sessuali. Negli insediamenti precari, sono state discriminate anche nellassegnazione di alloggi alternativi durante gli sgomberi; quando il coniuge era assente, le autorit locali imponevano che la donna esibisse la prova del loro status coniugale e, senza questo, rimaneva senzatetto. A febbraio, nelle sue osservazioni nali il Comitato sulla Cedaw ha esortato il governo a ritirare le sue riserve agli artt. 2 e 16 della Convenzione, a riesaminare e opportunamente riformare le leggi che discriminano le donne e a rafforzare il sistema di denunce per permettere alle donne un efcace accesso alla giustizia. Il Comitato ha altres sollecitato il governo ad adottare una legge di ampia portata che denisca reato tutte le forme di violenza sulle donne, compresa la violenza domestica, lo stupro coniugale e i delitti commessi in nome dellonore. Tuttavia, non sono state intraprese iniziative per dare attuazione a queste raccomandazioni.

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DIRITTO A UN ALLOGGIO ADEGUATO SGOMBERI FORZATI


A settembre si concluso il processo a carico di funzionari in relazione alla fatale frana del 2008 di Al-Duwayqa, un insediamento informale del Cairo. Il vicegovernatore del Cairo stato prosciolto ma altri sei funzionari sono stati giudicati colpevoli di negligenza e condannati a un anno di reclusione. Nella frana rimasero uccise almeno 119 persone e pi di 50 furono ferite. I residenti di molte altre zone indicate ufcialmente come insicure allinterno di insediamenti informali hanno continuato a vivere in condizioni fortemente inadeguate e a rischio di incendi, inondazioni e altre minacce. A gennaio, inondazioni improvvise hanno ucciso almeno sei persone e hanno sfollato migliaia di residenti dalle loro abitazioni, nella penisola del Sinai e ad Assuan, anche allinterno delle cosiddette zone insicure. La risposta delle autorit nel fornire riparo e assistenza a quanti erano stati colpiti risultata inadeguata e lenta. Ad agosto, un incendio ha raso al suolo circa 50 baracche nel vasto insediamento informale di Port Said, lasciando senzatetto i residenti. Le autorit non hanno fornito loro un riparo o un alloggio alternativo. Circa 12.000 famiglie del vasto insediamento informale di Manshiyet Nasser, a Cairo Est, vivevano ancora tra rocce e falesie instabili perch non potevano permettersi una casa altrove. Il governatorato del Cairo ha assegnato oltre 5000 unit abitative alternative ai residenti di Manshiyet Nasser, ma la maggior parte erano situate lontano dai loro mezzi di sostentamento e da servizi accessibili. Le persone sgomberate per motivi di sicurezza non erano state consultate riguardo alle condizioni di reinsediamento proposte n avevano ricevuto notica ufciale del loro sgombero, sebbene le zone in cui vivevano fossero state indicate come insicure mesi prima. Molte non sapevano se avrebbero ricevuto un nuovo alloggio. Sgomberi forzati sono stati attuati anche negli insediamenti informali di Establ Antar e Ezbet Khayrallah, nel Cairo Vecchio. Molte famiglie sono rimaste senzatetto a seguito degli sgomberi. Le autorit hanno continuato a elaborare piani di sviluppo riguardanti alcune delle 404 ufcialmente denite zone insicure in tutto lEgitto, dove abitano circa 850.000 persone, dando inizio alla loro realizzazione senza consultare adeguatamente i diretti interessati. I piani ufciali per sgomberare 33 baraccopoli, a Cairo Citt, entro il 2015 comprendono Ezbet Abu Qarn, Ramlet Bulaq e zone di Ezbet Khayrallah e Ezbet Al-Haggana. I loro abitanti verrebbero reinsediati, presumibilmente contro le loro volont, in alloggi situati in due localit distanti, Citt 6 ottobre, a sudest di Giza, e Citt 15 maggio, a sud del Cairo.

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MIGRANTI, RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO


Le forze di sicurezza di frontiera hanno continuato a impiegare forza letale contro migranti stranieri che tentavano di lasciare lEgitto e di attraversare il conne per entrare in Israele; secondo quanto riferito, almeno 30 sono stati uccisi a colpi darma da fuoco. Non sono state condotte indagini ufciali sulle circostanze in cui stata impiegata forza letale. Altri che cercavano di attraversare il conne illegalmente sono stati arrestati e detenuti. A luglio, un tribunale amministrativo ha annullato un ordine di espulsione emesso dal ministro dellInterno nei confronti di Mohamed Adam Abdallah Yahya e Ishaq Fadlallah Ahmed Dafaallah, due richiedenti asilo del Darfur che rischiavano di essere rimpatriati forzatamente in Sudan, dove sarebbero stati a rischio di gravi violazioni dei diritti umani.

PENA DI MORTE
Sono state comminate almeno 185 condanne a morte e in almeno quattro casi stata eseguita la sentenza. Jihan Mohammed Ali (una donna) e Atef Rohyum Abd El Al Rohyum sono stati impiccati in giorni consecutivi a marzo. I due erano stati giudicati colpevoli dellomicidio del marito della donna. Secondo quanto riferito, questultima aveva affermato in carcere di essere la sola responsabile della morte del marito; Atef Rohyum Abd El Al Rohyum stato messo a morte malgrado la sua richiesta di un nuovo processo. Le loro famiglie non erano state informate in anticipo delle esecuzioni. A dicembre, lEgitto era nella minoranza di stati che hanno votato contro la risoluzione dellAssemblea generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

MISSIONI E RAPPORTI DI AMNESTY INTERNATIONAL


Delegati di Amnesty International hanno visitato lEgitto diverse volte nel corso dellanno per condurre ricerche e partecipare a conferenze e seminari. Egyptian authorities failing to protect religious minorities (MDE 12/001/2010) Egypt: Sweeping reform needed to protect workers rights (MDE 12/020/2010) Egypt: Threat of forcible eviction of Greater Cairos shack dwellers (MDE 12/031/2010) Egypt: Shouting slogans into the wind human rights concerns ahead of the parliamentary elections (MDE 12/032/2010) Egypt: Release blogger prosecuted by military court, 5 marzo 2010

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Egypt: Halt execution of man accused of murder, 11 marzo 2010 Egypt: Brutal police killing of young man must be investigated, 14 giugno 2010 Egypt urged to protect slum-dwellers after rockslide ofcial acquitted, 22 settembre 2010 Egypt must investigate torture allegations made by freed blogger, 18 novembre 2010

EMIRATI ARABI UNITI


EMIRATI ARABI UNITI
Capo di stato: sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan Capo del governo: sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum Pena di morte: mantenitore Popolazione: 4,7 milioni Aspettativa di vita: 77,7 anni Mortalit infantile sotto i 5 anni (m/f): 10/12 Alfabetizzazione adulti: 90% I migranti stranieri hanno visto negati i loro diritti fondamentali e sono stati vittime di sfruttamento e abusi. Le donne hanno continuato a essere discriminate nella legge e nella prassi. Sono state condannate a morte almeno 28 persone; non ci sono state notizie di esecuzioni.

CONTESTO
A marzo, a seguito della sua visita negli Emirati Arabi Uniti dellottobre 2009, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sul razzismo ha esortato il governo a permettere ai residenti da lungo tempo nel paese di presentare domanda di cittadinanza e di risolvere nel modo giusto la situazione dei residenti rimasti apolidi, permettendo loro di accedere al servizio sanitario, scolastico, alla previdenza sociale e al lavoro. Ha inoltre sollecitato il governo ad adottare provvedimenti legislativi e altre misure per tutelare dallo sfruttamento i lavoratori migranti stranieri. Ad aprile, secondo quanto appreso, la polizia della sharia ha attuato perquisizioni porta a porta, in cerca di coppie che vivevano al di fuori del legame coniugale e ne ha arrestata almeno una.
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