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Monitor dei Distretti

Servizio Studi e Ricerche


Settembre 2011

Monitor dei Distretti

2011 Marzo 2011

Executive Summary 1. Lexport dei 140 distretti tradizionali nel secondo trimestre 2011
1.1 I settori economici 1.2 I mercati di sbocco 1.3 Le regioni italiane 1.4 Il ritardo rispetto ai livelli pre-crisi

3 5
5 8 10 13

35 Trimestrale n. 35 Intesa Sanpaolo


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Industry and Banking


Fabrizio Guelpa
Responsabile

2. Lexport dei distretti agro-alimentari 3. La geografia dei distretti industriali italiani


3.1 La mappa delle performance dellexport dei distretti 3.2 Il planisfero delle esportazioni dei distretti

16 23
23 30

Cristina De Michele Giovanni Foresti Serena Fumagalli Caterina Riontino Ilaria Sangalli Stefania Trenti

4. La CIG nei distretti industriali 5. I 20 poli tecnologici 6. Approfondimento

31 41 53

management: Database management:


Angelo Palumbo

Il calzaturiero di San Mauro Pascoli: strategie per un rilancio possibile 53 7. Il Cruscotto dei distretti tradizionali Appendice Metodologica 56 63

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Executive Summary
Nuovo balzo in avanti per i 140 distretti tradizionali italiani, che nel secondo trimestre del 2011 hanno maturato un aumento tendenziale delle esportazioni del 12,9%. Si tratta del quinto cifra. trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra Lexport del trimestre aprile-giugno 2011 salito a quota 19,3 miliardi, con un guadagno netto di 2,2 miliardi di euro rispetto al corrispondente periodo del 2010 (+4,1 miliardi rispetto al picco della crisi nel secondo trimestre 2009). Meno tecnologia dinamici i 20 poli italiani ad alta tecnologia (4 farmaceutica, 9 ICT, 5 aeronautica, 2 biomedicale)1 che si sono fermati al +5,7% tendenziale a causa del rallentamento dei poli dellaeronautica. Sono questi, in estrema sintesi, i principali risultati che emergono dal 35 numero del Monitor dei Distretti curato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Sorprende, in positivo, il ritmo di crescita dei distretti del sistema moda, in progresso del 16,7% apriletendenziale nel periodo aprile-giugno 2011. Spiccano, in particolare, le straordinarie performance di alcuni importanti centri manifatturieri della moda toscana (polo fiorentino della pelle, abbigliamento di Empoli, articoli in pelle e calzature di Arezzo), del tessile di Biella, delle calzature di Fermo e della Riviera del Brenta. Molto bene Francia, Germania, Stati Uniti, Russia, Francia Germania, rancia, Russia, Cina: Cina ancora una volta la moda italiana conferma la sua alta competitivit sulla scena mondiale, attivata dalle griffe francesi, capace di rafforzarsi in importanti mercati tradizionali (Germania e Stati Uniti) e pronta a cogliere le opportunit presenti sui mercati russo e cinese. delle Buona anche la dinamica delle aree specializzate nella meccanica (+16,6%), dove si sono distinti i distretti della metalmeccanica di Lecco, delle macchine per limballaggio di Bologna, della meccanica strumentale di Vicenza, delle macchine tessili e per le materie plastiche di Brescia, della metalmeccanica del basso mantovano, tutti con tassi di crescita superiori al 25%. Trainanti anche in questo caso i pi importanti mercati tradizionali (Germania, Francia, Stati Uniti), cui si (Germania, BRIC. aggiunto il determinante contributo dei BRIC Pur se su tassi di crescita pi contenuti, rimasto positivo landamento dei distretti agroagroalimentari, alimentari in progresso dell8,8%. Le criticit del mercato immobiliare presenti in molti sbocchi commerciali hanno, invece, condizionato levoluzione dei distretti del sistema casa, solo in lieve crescita nel caso dei mobili e dei prodotti e materiali da costruzione e addirittura in calo nel caso degli elettrodomestici dove pesa anche lo spostamento nei paesi emergenti di importanti pezzi elettrodomestici, delle catene di fornitura del settore. E ulteriormente cresciuta la propensione a esportare nei nuovimercati ad alto potenziale, potenziale dove i distretti tradizionali, pur rallentando, hanno registrato un aumento dellexport intorno al ,6% tendenziale. 13,6% tendenziale Straordinaria ancora la performance conseguita in Cina, dove i distretti hanno toccato la cifra record di 606 milioni di euro esportati nel secondo trimestre 2011, dai 483 milioni del corrispondente periodo del 2010. E confermata anche la ripartenza dellaltro motore emergente, la Russia (+20,6%). Ha iniziato ad acquisire un ruolo maggiore anche un altro BRIC, il Brasile, dove le esportazioni, guidate dai distretti della meccanica, hanno raggiunto la quota record di 173 milioni di euro. E, inoltre, cresciuta limportanza di Romania, Polonia, Arabia Saudita, Algeria. Il contributo maggiore alla crescita dei distretti (quasi i due terzi) comunque venuto dai commerciali, tradizionali sbocchi commerciali guidati da Germania (+17,7%), Francia (+15,7%) e Svizzera (+35,3%). Bene anche lexport distrettuale verso gli Stati Uniti, in progresso del 10,3%. Sono

Per lelenco di questi poli si rimanda a pag. 39.

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invece cresciuti a ritmo rallentato gli altri sbocchi tradizionali, come ad esempio Regno Unito e Spagna. Spagna Nella prima parte del 2011 pertanto proseguita la fase di recupero dei distretti tradizionali italiani, che si sono dimostrati altamente competitivi sui mercati internazionali. Il loro ritmo di crescita, crescita infatti, tra aprile e giugno (+12,9% tendenziale) stato addirittura superiore a quello tedesca, sperimentato dalle esportazioni di prodotti manufatti della locomotiva tedesca che si sono fermate al 10,6%. Lalta competitivit confermata anche dalla capacit dei distretti italiani di complesse: acquisire quote di mercato in aree difficili e complesse in Germania, ad esempio, lexport dei distretti italiani cresciuto del 17,7% a fronte di un aumento dellimport mondiale di questo Paese di prodotti manufatti pari al 10,9%. Un discorso analogo vale per la Francia, ma anche per la Cina. Nel secondo trimestre del 2011 si ridotto al minimo il differenziale rispetto ai livelli massimi toccati prima della crisi: il gap sul secondo trimestre 2008 infatti sceso al 3,4%. La met circa corso 2008-09: dei distretti ha recuperato quanto perso nel corso della crisi del biennio 2008-09 tra questi molte le aree specializzate nellagro-alimentare (come la mozzarella di bufala campana, i salumi del modenese, le mele dellAlto Adige, i vini di Langhe, Roero e Monferrato) favorite dalla minore ciclicit della domanda settoriale; importanti distretti del sistema moda (i centri orafi spinti dal balzo dei corsi delloro, la filiera della pelle fiorentina, locchialeria di Belluno, la concia di Arzignano, le calzature della Riviera del Brenta); alcuni distretti della meccanica (le macchine per limballaggio di Bologna, la meccanica strumentale di Vicenza, le macchine tessili e per le materie plastiche di Brescia). Al contempo, per, sono ancora molte le imprese e i distretti lontani dai livelli di export pre-crisi. pre-crisi. Sono attardati soprattutto i distretti specializzati nel sistema casa, penalizzati sia dalla crisi che si abbattuta sui mercati internazionali nel biennio 2008-09, sia dalla debolezza del mercato immobiliare di molti mercati avanzati. Il ritardo minore, ma comunque ancora pronunciato, nella filiera dei metalli. Il brusco peggioramento delle condizioni di domanda esterna intervenuto nel corso dei mesi estivi rallenter sensibilmente il percorso di recupero, provocando unulteriore accelerazione del processo di selezione in atto nel tessuto distrettuale italiano. Con ogni probabilit bisogner attendere il 2012 per tornare sui livelli medi di export toccati prima della crisi. Minori criticit sembrano interessare i 20 poli ad alta tecnologia monitorati in questo Rapporto insieme ai 140 distretti tradizionali, che, infatti, sono gi abbondantemente oltre i livelli pre-crisi. I poli tecnologici, grazie a una specializzazione meno condizionata dal ciclo economico, hanno retto meglio durante le fasi pi acute della crisi e nel secondo trimestre del 2011 hanno messo a segno la sesta variazione positiva delle esportazioni.

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1. Lexport dei 140 distretti tradizionali nel secondo trimestre 2011


1.1 I settori economici
del Nel secondo trimestre del 2011 rimasto elevato il ritmo di crescita dei distretti, che hanno mostrato un aumento tendenziale delle esportazioni del 12,9% (Fig. 1.1). Mai nella seconda met degli anni Duemila si erano toccati tassi di crescita cos elevati per pi trimestri consecutivi, attribuibili anche a un fisiologico rimbalzo, dopo il crollo del 2009. La performance dei 140 distretti italiani acquisisce ancor pi valore se confrontata con quella tedesca: lexport di prodotti Germania, manufatti della Germania infatti, nel secondo trimestre del 2011 ha subito un forte rallentamento, sperimentando un ritmo di crescita inferiore a quello dei distretti (10,6% vs. 12,9%; Fig. 1.2).
Fig. 1.1 - Evoluzione delle esportazioni dei distretti industriali (variazione % tendenziale)

Gio Giovanni Foresti

25 1 8,7 1 6,3 20 1 5,2 1 4,7 1 2,9 1 2,3 15 1 0,9 1 0,2 8,8 8,4 7,1 8,5 10 3,1 5 1,8 1,3 0,9 2,3 0,5 -0,1 0 -1 ,5 -1 ,7 -5 -10 -7,3 -15 -1 6,9 -20 -21 ,1 -21 ,6 -25 -23,8 -30 III 05 III 06 III 07 III 08 III 09 III 10 II 05 II 06 II 07 II 08 II 09 II 10 IV 05 IV 06 IV 07 IV 08 IV 09 IV 10 II 11 I 05 I 06 I 07 I 08 I 09 I 10 I 11

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Laumento dei valori esportati, oltre a riflettere in parte la risalita dei prezzi alla produzione indotto dal forte rialzo delle quotazioni delle materie prime, si spiega con la capacit delle imprese distrettuali nellagganciare la ripresa della domanda sui mercati internazionali, oltrech con la conquista di nuove quote di mercato. A crescere a ritmi elevati, infatti, non sono solo le specializzazioni distrettuali, come la metallurgia, pi colpite dalla crisi del 2009 e pi esposte allandamento dei prezzi delle commodity. Molto dinamici sono apparsi anche i distretti specializzati nel sistema moda e nella meccanica (Fig. 1.3).
Fig. 1.2 - Export dei distretti italiani vs. export di prodotti manufatti della Germania (var. % tendenziale) Fig. 1.3 - Evoluzione dei distretti per settore (var. % tendenziale dellexport nel 2 trimestre 2011)
Elettrodomestici

25 20,4 20 15 10,6 10 5 0 1 trim. 2011 Export manufatti tedeschi 2 trim. 2011 Export 140 distretti italiani 16,3 12,9

-2,2 1,9 4,1 8,8 10,3 12,2 12,9 14,8 16,6 16,7 32,7 0 10 20 30 40

P rod. e mat. da costruz. M obili A gro -alimentare M oda: intermedi A ltri intermedi Totale distretti P ro do tti in metallo M eccanica M o da: beni di co nsumo M etallurgia

-10

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat e Statistisches Bundesamt

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

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Gran parte dei principali distretti della meccanica hanno mostrato ritmi di crescita sostenuti, con sostenuti in testa le macchine per limballaggio di Bologna, la metalmeccanica di Lecco, la meccanica strumentale di Vicenza, le macchine per le materie plastiche e tessili di Brescia, le macchine per lindustria ceramica di Modena e Reggio Emilia (Fig. 1.4 e Tab. 1.1).
Fig. 1.4 - I primi 26 distretti per contributo alla crescita dellexport dei distretti nel 2 trimestre del 2011 Milioni di euro: differenza tra lexport del 2 trimestre 2011 e lexport del 2 trimestre 2010
Set a-t essile di Como M obile del Livenza e Quart iere del Piave Legno-arredo della Brianza Vini di Langhe, Roero e M onf errat o Art icoli in pelle e calzature di Arezzo Calzat ure del Brenta M at . plast iche Treviso, Vicenza, Padova Tessile e abbigliamento di Prat o Lavorazione met alli Valle dell'Arno Le mele dell'Alt o Adige Calzat ure di Fermo Termomeccanica scaligera Abbigliament o di Empoli Comp. e t ermoelet tromecc. f riulana M etalmeccanico del basso mant ovano Tessile di Biella Occhialeria di Belluno Concia di Arzignano M acchine t ess. e per mat . Plast . Brescia Lumezzane: rubinet t i e pent olame M eccanica st rument ale di Vicenza Orafo di Valenza M acchine imballaggio Bologna M et almeccanica di Lecco Polo f iorent ino della pelle M etalli di Brescia

Variazione % tendenziale nel 2 trimestre 2011


Set a-t essile di Como M obile del Livenza e Quart iere del Piave Legno-arredo della Brianza Vini di Langhe, Roero e M onf errat o Art icoli in pelle e calzature di Arezzo Calzat ure del Brent a M at. plast iche Treviso, Vicenza, Padova Tessile e abbigliamento di Prat o Lavorazione met alli Valle dell'Arno Le mele dell'Alt o Adige Calzat ure di Fermo Termomeccanica scaligera Abbigliament o di Empoli Comp. e t ermoelet tromecc. friulana M et almeccanico del basso mant ovano Tessile di Biella Occhialeria di Belluno Concia di Arzignano

27 29 32 35 36 38 39 40 40 43 45 45 45 46 48 50 51 61 92 1 02 1 02 10 1 12 1 1 23 1 49 200

1 ,8 1 6,0 9,1 1 4,8 75,8 33,3 1 4,0 9,7 40,9 42,0 20,3 1 7,3 31 ,5 5,0 27,8 21 ,2 1 ,7 1 1 4,3 52,1 1 5,7 43,2 73,0 28,9 30,0 35,1 30,4

M acchine t ess. e per mat . Plast . Brescia Lumezzane: rubinet t i e pent olame M eccanica st rument ale di Vicenza Orafo di Valenza M acchine imballaggio Bologna M et almeccanica di Lecco Polo f iorent ino della pelle M etalli di Brescia

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Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

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100

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Buona anche la crescita di molti importanti distretti specializzati in beni di consumo del sistema consumo moda. moda Nel secondo trimestre 2011, oltre ai distretti orafi, le cui esportazioni sono state fortemente influenzate dalle alte quotazioni delloro, hanno registrato buone performance molti importanti distretti specializzati nella moda: nella concia, Arzignano; nelle calzature, Fermo e la Riviera del Brenta; negli accessori, il polo fiorentino della pelle e locchialeria di Belluno; nel tessile e abbigliamento, Biella, Empoli, Como. Hanno mantenuto un profilo di crescita meno dinamico ma comunque positivo i distretti legati comunque agro-alimentare re, alla filiera agro-alimentare che hanno mediamente registrato un aumento dellexport dell8,8%, con punte molto elevate per alcune aree come le mele dellAlto Adige, i vini di Langhe, Roero e Monferrato e il prosecco di Conegliano Valdobbiadene.

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Tab. 1.1 - Esportazioni dei principali distretti tradizionali (distretti che hanno esportato pi di 500 milioni di euro nel 2010) Variazione Milioni di Variazione % rispetto al corrispondente Variazione euro periodo dellanno precedente % su II trim. 2008 2010 2010 2009 2010 I trim. 2011 II trim. 2011 I sem. 2011 II trim. 2011 Tessile e abbigliamento Tessile di Prato 1.404,4 -15,2 16,2 17,9 9,7 13,0 2,8 Tessile-abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno 1.297,6 -26,3 12,3 7,4 6,6 7,0 -11,8 Seta-Tessile di Como 961,5 -22,2 13,3 14,2 11,8 13,0 -11,4 Tessile e abbigliamento di Treviso 950,3 -30,0 -10,5 -1,6 6,2 1,5 -48,0 Tessile di Biella 863,2 -21,2 16,1 23,3 21,2 22,2 2,6 Abbigliamento di Empoli 845,9 -19,4 3,4 9,9 31,5 18,5 5,7 Maglieria e abbigliamento di Carpi 627,1 -7,0 -21,7 -0,8 21,4 6,6 -6,0 Calzetteria di Castel Goffredo 524,2 -8,6 7,3 8,5 15,2 11,5 2,4 Abbigliamento-tessile Gallaratese 519,5 -17,0 11,8 1,8 9,8 5,5 -3,1 Tessile e abbigliamento della Val Seriana 511,3 -28,1 11,9 12,1 12,0 12,0 -12,9 Cuoio, pelletteria e calzature Polo fiorentino della pelle Concia di Arzignano Calzature di Fermo Calzatura sportiva di Montebelluna Concia e calz. di Santa Croce S/Arno Calzature del Brenta Accessori moda Occhialeria di Belluno Oreficeria di Arezzo Oreficeria di Vicenza Orafo di Valenza Mobili ed elettrodomestici Mobile del Livenza e Quartiere del Piave Legno-arredo di Brianza Elettrodomestici di Inox valley Cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano Beni per l'edilizia e Manufatti per la Casa Rubinetti e pentolame di Lumezzane Piastrelle di Sassuolo Rubinetteria e valvolame del Cusio-Valsesia Meccanica e lavorezione dei metalli Componentistica e termoelettromeccanica friulana Metalli di Brescia Macchine per l'imballaggio di Bologna Metalmeccanica di Lecco Termomeccanica scaligera Macch. per lind. ceramica di Modena e Reggio Emilia* Meccanica strumentale di Vicenza Macch. tessili e per mat.plast. di Brescia Meccanica Strumentale di Varese Metalmeccanico del Basso Mantovano Macch. tessili e per mat.plast. di Bergamo Macchine agric. di Reggio/Modena Alimentari Vini di Langhe, Roero e Monferrato Conserve di Nocera Inferiore Polo dolciario di Alba e Cuneo Vino Veronese Totale 139 distretti "tradizionali" 1.774,3 1.518,9 1.262,4 875,1 863,7 617,5 1.560,5 1.531,5 1.220,1 562,5 1.959,9 1.442,7 989,1 807,2 2.477,5 2.337,4 1.191,2 3.159,2 2.450,6 1.737,0 1.641,5 1.045,4 994,4 950,1 781,5 775,7 644,2 635,2 534,2 951,8 863,8 808,6 664,3 69.043,3 -18,4 -21,5 -22,1 -9,7 -18,9 -19,6 -13,6 -21,6 -27,6 -31,4 -17,7 -22,5 -22,1 -34,4 -29,8 -20,0 -23,2 -19,6 -45,1 -13,5 -26,6 -22,4 -32,8 -23,5 -28,6 -31,5 -31,8 -19,0 -38,7 0,9 1,5 -10,1 -2,7 -20,9 18,5 23,6 9,2 6,6 29,3 14,2 19,1 30,3 23,1 51,4 7,3 8,4 1,8 2,5 15,2 6,3 11,9 4,4 27,4 9,5 7,2 15,2 8,6 1,9 37,8 17,5 6,8 15,9 -3,4 8,0 -10,9 9,8 11,5 11,4 25,3 25,7 14,6 3,8 23,9 14,3 21,1 9,1 21,4 120,8 9,5 4,1 5,5 -10,3 30,1 6,4 4,7 24,4 45,6 29,4 29,0 22,1 23,1 41,9 57,5 19,4 13,0 9,4 19,1 3,3 -15,8 4,8 5,4 16,3 35,1 14,3 20,3 12,0 8,7 33,3 11,7 -7,4 3,0 73,0 6,0 9,1 -5,4 -1,8 15,7 -0,3 1,7 5,0 30,4 28,9 30,0 17,3 33,5 43,2 52,1 12,8 27,8 -8,6 13,3 14,8 -13,7 5,7 9,3 12,9 30,1 19,4 16,8 6,6 15,2 22,2 16,1 0,5 11,2 92,0 7,7 6,7 0,1 -6,0 22,3 2,7 3,1 13,0 37,2 29,1 29,5 19,5 28,4 42,6 54,5 15,7 20,5 -1,5 15,8 9,5 -14,7 5,2 7,4 14,5 30,2 18,1 -6,1 8,0 13,8 13,6 21,8 9,1 6,7 63,9 -11,9 -9,8 -27,8 -36,8 -11,1 -15,0 -17,7 -10,2 -20,5 4,3 -8,9 4,2 7,8 28,9 -9,9 -4,1 -4,8 -29,2 22,0 -10,3 13,9 9,5 -3,4

* Dati gentilmente forniti dallACIMAC (Associazione Costruttori Italiani Macchine Attrezzature per Ceramica). I dati si riferiscono allintero settore italiano che, vista lalta concentrazione di imprese nelle province di Modena e Reggio Emilia, approssimano molto bene landamento del distretto. Nota: il livello e levoluzione delle esportazioni di ogni distretto sono una buona approssimazione delleffettivo livello e andamento dellexport dei distretti stessi. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

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casa: Poco toniche, invece, le esportazioni dei distretti del sistema casa mobili e prodotti e materiali da costruzione hanno maturato una crescita rallentata, mentre entrambi i poli degli elettrodomestici (Fabriano e Inox valley di Pordenone e Treviso) hanno chiuso il secondo trimestre in territorio negativo. Pesano le difficolt attraversate dal settore immobiliare e le criticit ancora presenti nel mercato del lavoro di molte economie avanzate. Limportante distretto delle piastrelle di Sassuolo, ad esempio, ha accusato una nuova battuta darresto, penalizzato dagli arretramenti subiti negli Stati Uniti e in Grecia.

1.2 I mercati di sbocco


A livello di mercati di sbocco, hanno mostrato segnali di fisiologico rallentamento le esportazioni verso i nuovi mercati, che tuttavia per il sesto trimestre consecutivo si mantengono pi dinamiche rispetto a quelle dirette verso i mercati tradizionali (Fig. 1.5).
Fig. 1.5 - Export dei distretti verso nuovi mercati e mercati maturi a confronto (var. % tendenz.)

30 20 10 0 -10 Nuovi mercati -20 -30 III 10 III 09 IV 05 IV 06 IV 07 IV 08 IV 09 IV 10 III 08 III 07 III 06 III 05 II 05 II 06 II 07 II 08 II 09 II 10 II 11 I 05 I 06 I 07 I 08 I 09 I 10 I 11 Mercati maturi
1 3,6 1 2,6

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Pertanto, ulteriormente cresciuta la propensione a esportare nei nuovi mercati ad alto potenziale. Trainante ancora una volta la Cina dove i distretti hanno acquisito quote di mercato ancora Cina, (sono cio cresciuti pi dellimport di questo Paese; +25,5% vs. +23,1% dellimport nel secondo trimestre 2011 e +50,7% vs. +32,8% nel primo trimestre 2011; Tab. 1.2), toccando la cifra record di 606 milioni di euro esportati nel secondo trimestre 2011, dai 483 milioni del corrispondente periodo del 2010 (Fig. 1.6). In Cina si sono distinte le aree distrettuali specializzate nella meccanica (su tutti la componentistica e termoelettromeccanica friulana, la meccanica strumentale di Vicenza, le macchine per l'imballaggio di Bologna), nel sistema moda (concia di Arzignano, oreficeria di Vicenza, abbigliamento di Empoli, tessile di Biella, polo fiorentino della pelle) e, anche se in misura minore, nellagro-alimentare (polo dolciario di Alba e Cuneo) e nel mobile (legno-arredo della Brianza e Livenza e Quartier del Piave). Tra i mercati emergenti sono confermati i segnali di ripresa provenienti dalla Russia dove le Russia, esportazioni dei distretti, dopo il crollo del 2009, sono cresciute a ritmi sostenuti per il quinto trimestre consecutivo, trainate dai beni di consumo del sistema moda (calzature di Fermo, di San Mauro Pascoli e della Riviera del Brenta, calzetteria di Castel Goffredo, occhialeria di Belluno) e dalla meccanica (componentistica e termoelettromeccanica friulana, macchine per l'imballaggio di Bologna, meccanica strumentale di Varese), con il contributo anche di alcuni distretti del mobile (cucine di Pesaro e legno-arredo della Brianza). E, inoltre, cresciuta limportanza di Romania e Polonia (sistema moda, meccanica e agro-alimentare), Arabia Saudita (meccanica e in parte sistema moda), Algeria (metalli di Brescia). terzi) Il contributo maggiore alla crescita dei distretti (quasi i due terzi) comunque venuto dai tradizionali sbocchi commerciali, guidati da Germania (+17,7%), Francia (+15,7%) e Svizzera

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(+35,3%). Per contributo alla crescita delle aree distrettuali, questi tre paesi occupano i primi tre posti della classifica (Fig. 1.6). In termini assoluti, infatti, nel secondo trimestre 2011 le esportazioni dei distretti in Germania sono aumentate di 414 milioni di euro rispetto al secondo trimestre 2010. Seguono la Francia (320 milioni) e la Svizzera (292 milioni). Al quarto posto troviamo molto distanti Cina e Stati Uniti (+123 milioni), seguiti da Russia e Romania.
Fig. 1.6 - I primi 15 mercati per contributo alla crescita dellexport dei distretti nel 2 trimestre del 2011 Milioni di euro: differenza tra lexport del 2 trimestre 2011 e lexport del 2 trimestre 2010 Variazione % tendenziale nei primi due trimestre del 2011

Corea del Sud Austria Paesi Bassi Rep. Ceca Algeria Brasile Polonia Arabia Saudita Romania Russia Stati Uniti Cina Svizzera Francia Germania 0

36 37 42 42 48 54 55 63 80 116 123 123 292 320 414 100 200 300 400 500

Corea del Sud Austria Paesi Bassi Rep. Ceca Algeria Brasile Polonia Arabia Saudita Romania Russia Stati Uniti Cina Svizzera Francia Germania 0 15
1 6 1 1 1 8 1 9 1 0 21 1 7 1 8 6 1 0 1 0 1 6

31 25

25 21 57 40 45 44 50 54 25 23 22 25 35 33 51 32

2 trim. '11 1 trim. '11 30 45 60

Nota: sono rappresentati in blu i nuovi mercati e in rosso i mercati maturi. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

La Germania, quindi, si conferma il principale motore della crescita dei distretti. In questo Paese i Germania, distretti italiani hanno saputo acquisire nuove quote di mercato: nel secondo trimestre, infatti, le loro esportazioni in Germania sono aumentate del 18%, a fronte di una crescita tendenziale dellimport di prodotti manufatti delleconomia tedesca pari all11%. Tutti i settori distrettuali ne hanno tratto beneficio, con in testa la metalmeccanica (su tutti i metalli di Brescia, la metalmeccanica di Lecco, la rubinetteria e pentolame di Lumezzane, i metalli della Valle dellArno, la termomeccanica scaligera, la meccanica strumentale di Varese, le macchine per limballaggio di Bologna, componentistica e termoelettromeccanica friulana), seguita a distanza dal sistema moda (tessile-abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, tessile di Biella, polo fiorentino della pelle, concia e calzature di Santa Croce sull'Arno, occhialeria di Belluno) e dallagro-alimentare (mele dellAlto Adige, olivicoltura del barese, prosecco di Conegliano Valdobbiadene). La Francia si posiziona al secondo posto per contributo alla crescita dei distretti. In questo caso, come peraltro in quello tedesco, lexport distrettuale stato attivato dai suoi forti legami di filiera presenti nel sistema moda, ma anche nella metalmeccanica e nellagro-alimentare.

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Tab. 1.2 - Evoluzione delle esportazioni dei distretti nei primi 32 sbocchi commerciali (elaborazioni su dati a prezzi correnti) Variazione Miliardi di euro Quota % Variazione % rispetto al corrispondente precedente periodo dellanno precedente 2010 69,0 9,7 8,2 4,6 4,1 3,5 3,2 2,4 1,9 1,8 1,7 1,6 1,5 1,4 1,3 1,2 1,1 1,1 1,0 0,8 0,8 0,8 0,7 0,6 0,6 0,6 0,5 0,5 0,5 0,5 0,5 0,5 0,5 2010 100,0 14,1 11,9 6,7 5,9 5,0 4,7 3,5 2,7 2,6 2,4 2,3 2,1 2,0 1,8 1,7 1,6 1,5 1,4 1,2 1,2 1,1 1,0 0,9 0,9 0,9 0,8 0,7 0,7 0,7 0,7 0,7 0,7 2010 11,4 13,8 8,8 14,2 6,4 11,7 7,5 11,5 40,1 10,0 6,2 13,5 4,0 34,8 51,8 9,2 17,8 -14,2 1,9 20,8 7,0 23,4 17,1 24,1 13,4 10,1 19,6 40,0 9,0 5,7 48,0 10,5 3,9 2011 I trim. 2011 16,3 18,5 11,2 22,4 6,0 32,5 5,9 22,8 50,7 9,3 5,6 15,8 18,3 25,4 33,7 21,0 31,9 -29,6 18,8 18,4 12,8 13,3 21,1 10,6 12,4 4,4 54,1 43,6 19,7 -10,7 25,9 24,8 17,1 II trim. 2011 12,9 17,7 15,7 10,3 2,6 35,3 2,6 20,6 25,5 5,8 10,1 9,6 16,7 9,5 -13,9 -4,2 25,4 -19,4 8,5 15,1 4,1 7,9 25,3 3,6 15,6 11,9 49,9 45,1 15,9 -1,0 4,1 31,1 28,3 I sem. 2011 14,5 18,1 13,4 15,7 4,3 33,9 4,3 21,7 35,8 7,6 7,8 12,7 17,5 16,6 3,6 7,5 28,1 -25,5 13,7 16,8 8,3 10,5 23,3 6,9 13,9 8,3 51,8 44,4 17,7 -5,2 14,1 28,0 22,5

Totale distretti, di cui: Germania Francia Stati Uniti Regno Unito Svizzera Spagna Russia Cina Belgio Paesi Bassi Austria Polonia Hong Kong Turchia Emirati Arabi Uniti Romania Grecia Giappone Svezia Portogallo Canada Rep. Ceca India Danimarca Australia Arabia Saudita Brasile Ungheria Tunisia Messico Corea del Sud Ucraina

Variazione Variazione % rispetto al II trim. 2008 II trim. 2011 -3,4 3,4 1,3 -1,5 -19,7 32,8 -25,6 -23,6 68,4 1,1 -7,1 -5,7 -16,3 20,5 19,4 -10,6 3,2 -55,9 -8,8 -6,3 -14,6 8,2 -0,7 42,2 -15,5 -10,3 -4,5 61,9 -12,8 -3,3 -12,1 25,7 -38,4

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

1.3 Le regioni italiane


Nel secondo trimestre 2011 le principali regioni del Centro e del Nord ad alta intensit distrettuale hanno fatto registrare un incremento delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dellanno precedente (Tab. 1.3). Ancora in forte crescita il Trentino Alto Adige (+23,6%); seguono la Lombardia (poco sotto il 20%) e il Piemonte (+17,5%). Bene, ma su tassi di crescita pi contenuti, la Toscana (+13,5%) e il Veneto (+12,8%). Pi lenta invece la dinamica dei distretti delle Marche (+9,1%), del Friuli Venezia Giulia (+4,5%) e della Puglia (+5,5%). Hanno chiuso invece in territorio negativo i distretti del Sud, penalizzati dalle difficolt incontrate dai poli campani, abruzzesi e siciliani. I distretti del Trentino Alto Adige per il terzo trimestre consecutivo hanno registrato un aumento tendenziale superiore al 20%. In crescita tutti i 6 distretti della regione, trainati sia dalle mele dellAlto Adige che da quelle del Trentino. In Lombardia proseguita anche nel secondo trimestre 2011 la corsa dei 20 distretti della Lombardia, regione, che hanno messo a segno, per il quarto trimestre consecutivo, una performance di gran lunga superiore alla media distrettuale italiana e vicina al 20%. La crescita stata quasi

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generalizzata: solo le macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo hanno subito una riduzione dellexport. Molto bene, al contrario, tutti gli altri distretti della metalmeccanica, con in testa i metalli di Brescia (trainanti Germania, Francia e Algeria), la metalmeccanica di Lecco (Germania e Francia su tutti), la rubinetteria e il pentolame di Lumezzane (molto bene in Germania) e le macchine tessili e per materie plastiche di Brescia (grazie a Turchia, Brasile, Germania, Francia, Russia, India e Stati Uniti). La crescita stata significativa anche nel sistema moda, con molti distretti capaci di chiudere il trimestre con una crescita a due cifre (calzature di Vigevano, abbigliamento e calzature della Bassa Bresciana, calzetteria di Castel Goffredo, serico di Como, tessile e abbigliamento della Val Seriana); trainanti sia i mercati emergenti (Russia su tutti), sia gli sbocchi tradizionali con in testa la Germania e la Francia. Buono anche il ritmo di crescita di alcuni poli del sistema casa, con il legno-arredo della Brianza in grado di ottenere performance superiori alla media nazionale del settore, grazie anche agli ottimi risultati ottenuti nei mercati emergenti (Russia e Cina su tutti). Anche i distretti del Piemonte hanno ottenuto performance brillanti. Hanno chiuso il secondo trimestre 2011 in territorio positivo molti distretti della regione. Bene, in particolare, tutti i quattro distretti alimentari della regione: i vini di Langhe, Roero e Monferrato (+14,8%; trainanti Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera, Francia), la nocciola e la frutta piemontese (+48,9%; su tutti Spagna, Germania, Francia e Regno Unito), il cioccolato torinese (+18%; in primis Germania, Francia, Australia, Regno Unito e Russia), il polo dolciario di Alba e Cuneo (+5,7%; bene Francia e Cina). In forte crescita anche i due distretti del sistema moda. Brilla, in particolare, lorafo di Valenza che, grazie anche alle alte quotazioni delloro, continua a registrare tassi di crescita delle esportazioni molto elevati. Colpisce, in positivo, la maggiore dinamicit di questo distretto rispetto agli altri due principali poli orafi italiani, Arezzo e Vicenza. Hanno mantenuto un profilo di crescita molto sostenuto anche le esportazioni del tessile di Biella, che ha conseguito ottimi risultati in gran parte dei suoi sbocchi commerciali e, in particolare, in Germania, Svizzera, Cina, Francia, Romania, Giappone, Regno Unito. Bene sia le vendite estere delle produzioni pi a monte (filati e tessuti), sia lexport di abbigliamento. Sono, invece, rimaste pressoch ferme le esportazioni dei distretti del sistema casa, i casalinghi di Omegna e la rubinetteria e il valvolame di CusioValsesia. Nel secondo trimestre del 2011 le esportazioni dei distretti della Toscana hanno registrato una crescita importante (13,5%), sesto trimestre consecutivo in positivo. I buoni risultati dei distretti toscani sono sostenuti dalle performance molto positive delle produzioni dei prodotti a valle del sistema moda (abbigliamento, calzature, pelletteria) e, in particolare, del polo fiorentino. Meno brillanti, ma sempre in positivo le esportazioni degli intermedi utilizzati nel sistema moda (concia, filati, tessile) che erano stati tra i primi a beneficiare del riavvio della produzione mondiale e ora entrano in una fase pi riflessiva. Bene anche i distretti alimentari, nonostante i segnali di rallentamento che hanno interessato le vendite di vino del Chianti, in particolare verso gli Stati Uniti. Torna a crescere anche il cartario di Capannori grazie al buon recupero delle vendite in Francia e Germania. Entra, invece, in territorio negativo limportante distretto orafo di Arezzo che sconta gli ottimi risultati ottenuti nel 2010, con un pesante ridimensionamento delle vendite nel tradizionale mercato degli Emirati Arabi Uniti. I risultati positivi sono, comunque, abbastanza diffusi con solamente il mobile imbottito di Quarrata e la ceramica di Sesto Fiorentino a sperimentare, insieme alloreficeria di Arezzo, un calo delle vendite nel secondo trimestre dellanno. In evidenza anche i distretti del Veneto in progresso del 12,8% e in linea con landamento Veneto, medio del complesso dei distretti italiani. Spiccano, in particolare, le ottime performance di alcuni distretti del sistema moda (le calzature della Riviera del Brenta, locchialeria di Belluno e la concia di Arzignano), dellagro-alimentare (prosecco di Conegliano Valdobbiadene, le carni di Verona), e della meccanica strumentale di Vicenza. Le criticit del mercato immobiliare presenti in molti sbocchi commerciali hanno, invece, condizionato levoluzione dei distretti del sistema

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casa, penalizzando le aree specializzate in mobili, prodotti e materiali da costruzione ed elettrodomestici, dove pesa anche lo spostamento nei paesi emergenti di importanti pezzi delle catene di fornitura del settore.
Tab. 1.3 - Evoluzione e composizione delle esportazioni dei distretti per ripartizione geografica (elaborazioni su dati a prezzi correnti) corrispondente Milioni Comp. Variazione % rispetto al corrispondente Variazione % di euro % periodo dellanno precedente rispetto al II trim. 2008 2010 2010 2010 I trim. 2011 II trim. 2011 I sem. 2011 II trim. 2011 Nord Ovest, di cui: 21.029 30,5 15,7 22,7 18,6 20,5 -4,8 Lombardia 15.622 22,6 16,2 23,8 19,7 21,6 -8,4 Piemonte 5.213 7,6 14,4 21,0 17,5 19,1 7,3 Nord Est 30.880 44,7 8,2 14,9 11,2 13,0 -3,9 Veneto 15.879 23,0 11,3 14,2 12,8 13,5 -0,5 Emilia-Romagna 9.153 13,3 5,1 13,3 10,7 12,0 -5,9 Friuli-Venezia Giulia 4.699 6,8 3,3 17,5 4,5 10,2 -14,8 Trentino-Alto Adige 1.150 1,7 11,0 27,5 23,6 25,5 22,6 Centro, di cui: 12.823 18,6 14,4 14,7 12,3 13,5 2,8 Toscana 9.097 13,2 15,9 16,4 13,5 14,9 12,1 Marche 3.147 4,6 11,4 9,5 9,1 9,3 -20,3 Umbria 496 0,7 10,2 21,4 11,9 16,3 18,0 Sud, di cui: 4.312 6,2 6,6 0,7 -1,7 -0,5 -9,6 Campania 1.915 2,8 1,4 -1,3 -3,4 -2,4 -3,0 Puglia 1.319 1,9 15,6 6,6 5,5 6,0 -9,8 Abruzzo 624 0,9 -1,0 -1,3 -3,2 -2,1 -25,6 Sicilia 334 0,5 32,3 -4,5 -6,9 -5,6 5,4 Totale complessivo 69.043 100,0 11,4 16,3 12,9 14,5 -3,4
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Il sistema distrettuale dellEmilia Romagna evidenzia un ritmo di crescita dellexport inferiore a Emilia quello della media nazionale (10,7% vs. 12,9%), scontando le difficolt che stanno incontrando alcuni importanti distretti della regione, le piastrelle di Sassuolo su tutti. Non mancano per alcuni segnali positivi. Da segnalare il rimbalzo dellexport della maglieria e abbigliamento di Carpi, che dopo 7 trimestri di contrazioni ha chiuso nuovamente in territorio positivo, con un balzo del 21,4%. Registrano tassi di crescita a due cifre anche tutti gli altri distretti del sistema moda (abbigliamento di Rimini, calzature di San Mauro Pascoli, calzature di FusignanoBagnacavallo). Chiude con un incremento significativo (+20%) la meccanica regionale. Tutti i distretti (fatta eccezione per le macchine utensili di Piacenza) registrano tassi di crescita a due cifre. Si conferma il brillante andamento delle macchine per limballaggio di Bologna (+28,9%), trainato dai primi 3 sbocchi commerciali dellarea (Cina, Germania e Francia). Tra i nuovi mercati stanno acquisendo un ruolo sempre pi importante per le esportazioni del distretto bolognese anche Russia, Turchia e Brasile. Bene anche le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (+13,3%) trainate dai mercati tedesco e sudafricano. Si conferma in recupero anche il distretto delle macchine per lindustria ceramica di Modena e Reggio Emilia. Bene anche il sistema distrettuale alimentare della regione che ha registrato una crescita tendenziale dell8%, in linea con il primo trimestre. Appena sotto la soglia del 10% (+9,1%) la crescita tendenziale delle esportazioni dei distretti delle Marche Su questo risultato, meno brillante rispetto al dato medio dei distretti italiani Marche. (+12,9%), pesa il calo delle esportazioni del distretto delle cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano e il rallentamento del distretto delle cucine di Pesaro, che scontano le criticit del mercato immobiliare. Bene invece gli altri distretti della regione, con in testa 2 distretti del sistema moda, le calzature di Fermo (+20,3%), seguito dalla pelletteria del Tolentino (+10,9%). Rallentano vistosamente i distretti del Friuli Venezia Giulia la cui crescita sui mercati esteri si fermata al 4,5%. Pesano la forte frenata della componentistica e termomeccanica friulana (condizionata dallesaurirsi di unimportante commessa sul mercato turco) e gli arretramenti

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degli elettrodomestici di Pordenone e dei coltelli e forbici di Maniago. Meglio gli altri distretti della regione, con in testa il mobile di Pordenone e i vini del Friuli. Vicina al 5% anche la crescita delle esportazioni dei distretti della Puglia (+5,5% la variazione tendenziale). Questo risultato stato condizionato dallandamento dellimbottito della Murgia, che dopo due trimestri di lieve crescita si riportato in territorio negativo. Meglio gli altri distretti della regione, guidati dallolivicoltura del barese e dai poli del sistema moda (abbigliamento del barese, scarpe del nord barese e scarpe di Casarano). Spicca, in particolare, linversione di tendenza delle scarpe di Casarano, che tuttavia si mantengono su livelli decisamente pi bassi rispetto a quelli toccati a met degli anni Duemila. Chiudono con il segno meno infine i distretti della Campania dellAbruzzo e della Sicilia. Campania, Landamento dei distretti campani stato pesantemente condizionato dal calo delle esportazioni delle conserve di Nocera Inferiore, in rosso ormai da sette trimestri consecutivi. Questo andamento condizionato dalla forte discesa dei prezzi di vendita, causata, a sua volta, dalleccesso di offerta sulla domanda presente sui mercati. Sono tornate a ridursi anche le vendite estere della concia di Solofra, mentre gli altri distretti regionali si sono mantenuti in territorio positivo. Bene, in particolare la mozzarella di bufala campana. In Abruzzo hanno chiuso in territorio negativo i due distretti del sistema moda (labbigliamento del Nord Abruzzesse e del Sud Abruzzese) e il mobilio abruzzese. In Sicilia invece, le buone performance dei vini della Sicilia, Sicilia Occidentale sono stati annullati dagli arretramenti sperimentati dal pomodoro di Pachino e dallortofrutta di Catania.

1.4 Il ritardo rispetto ai livelli pre-crisi


Nella prima parte del 2011 pertanto proseguita la fase di recupero dei distretti tradizionali italiani. Nel secondo trimestre del 2011 si ridotto al minimo il differenziale rispetto ai livelli massimi toccati prima della crisi: il gap rispetto al secondo trimestre 2008 , infatti, sceso al 3,4% (Fig. 1.7).
Fig. 1.7 - Evoluzione delle esportazioni dei distretti industriali (variazione % rispetto al corrispondente trimestre di picco nel 2007 o nel 2008)

I 09 0 -5 -10

II 09

III 09

IV 09

I 10

II 10

III 10

IV 10

I 11

II 11

-3,4 -8,6 -9,0

-10,5 -15 -20 -25 -30


Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

-14,4

-21,6 -23,8

-22,3

-23,0

-21,8

della 2008-09: La met circa dei distretti ha recuperato quanto perso nel corso della crisi del biennio 2008-09 tra questi molte le aree specializzate nellagro-alimentare (come la mozzarella di bufala campana, i salumi del modenese, le mele dellAlto Adige, i vini di Langhe, Roero e Monferrato; Fig. 1.8) favorite dalla minore ciclicit della domanda settoriale; importanti distretti del sistema moda (i centri orafi spinti dal balzo dei corsi delloro, la filiera della pelle fiorentina, locchialeria di Belluno, la concia di Arzignano, le calzature della Riviera del Brenta); alcuni distretti della meccanica (le macchine per limballaggio di Bologna, la meccanica strumentale di Vicenza, le macchine tessili e per materie plastiche di Brescia).

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Fig. 1.8 - I distretti con pi export rispetto al 2 trimestre del 2008: differenza tra lexport del 2 trimestre 2011 e lexport del 2 trimestre 2008 (milioni di euro)
Polo f iorent ino della pelle Orafo di Valenza Occhialeria di Belluno Concia di Arzignano M acc. t ess. e per mat . plast. Brescia Vini Langhe, Roero e M onf errat o Le mele dell'Alt o Adige Art . in pelle e calz. Arezzo Concia e calz. S. Croce sull'Arno M at. plast iche Treviso, Vicenza, Padova Oreficeria di Arezzo I salumi del modenese M eccanica strumentale Vicenza Prosecco Conegliano Valdobbiadene La mozzarella di buf ala campana M acchine imballaggio Bologna Gomma del Sebino Bergamasco Oref iceria di Vicenza Abbigliament o di Rimini Calzat ure del Brent a

Fig. 1.9 - I distretti con pi export da recuperare rispetto al 2 trimestre del 2008: differenza tra lexport del 2 trimestre 2011 e lexport del 2 trimestre 2008 (milioni di euro)
-28 -29 -33 -35 -40 -40 -40 -42 -46 -52 -68 -70 -78 -83 -94 -1 09 -1 5 1 -1 7 1 -1 76 -222
M acchine legno di Rimini Cucine di Pesaro Seta-t essile di Como Abbigliamento sud abruzzese M obile imbot tit o della M urgia M acchine ut ensili e per il legno di Pesaro Tessile-abbig. di Schio-Thiene-Valdagno Legno-arredo della Brianza Sedie e t avoli di M anzano M et almeccanica di Lecco Rubinett eria e valvolame Cusio-Valsesia M obile del Livenza e Quart iere del Piave M acc. agricole Reggio Emilia e M odena Elet t rodomestici Inox valley Lumezzane: rubinet t i e pent olame Component . e t ermoelet t romecc. f riulana Cappe aspirant i ed elet t rodom. Fabriano Piast relle di Sassuolo Tessile e abbig. Treviso M et alli di Brescia

1 33 1 01 88 74 60 49 42 37 33 32 30 28 24 24 21 21 21 20 1 9 1 8

0
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

50

100

150

-250 -200 -150 -100

-50

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

emergenza, superata. La fase di emergenza tuttavia, non pu dirsi conclusa e superata Sono ancora molte le imprese pree i distretti lontani dai livelli di export pre-crisi (Fig. 1.9). Tra questi alcune aree interessate da profondi processi di ristrutturazione e internazionalizzazione, nonch da importanti chiusure aziendali (come le cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano e il tessile e abbigliamento di Treviso). Il ritardo rispetto ai livelli pre-crisi abbondante anche per molti primari distretti italiani, con in testa le aree specializzate nel sistema casa (piastrelle di Sassuolo, legno-arredo della Brianza, mobile del Livenza e Quartier del Piave, elettrodomestici dellInox Valley, sedie e tavoli di Manzano, rubinetteria e pentolame di Lumezzane, cucine di Pesaro, mobile imbottito della Murgia). preA livello di sbocchi commerciali, non tutti i mercati hanno pienamente recuperato i livelli precrisi. Tra le mete tradizionali, Germania, Francia e Svizzera sono oltre i valori del 2008 (Fig. 1.10). Tra gli emergenti spicca anche la Cina, dove il livello dellexport distrettuale nel secondo trimestre del 2011 del 68,4% superiore a quello registrato nel secondo trimestre del 2008. Su livelli di massimo storico anche le esportazioni verso gli altri due BRIC (Brasile e India), che tuttavia si collocano ancora su valori contenuti. Al contrario, nonostante i segnali positivi emersi negli ultimi mesi, ancora pronunciato il ritardo accusato in Russia (Fig. 1.11); in alcuni importanti sbocchi commerciali, inoltre, le condizioni di domanda sono ancora deboli (Spagna, Unito, Uniti). Regno Unito, Stati Uniti).

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Fig. 1.10 - I mercati ai massimi storici: export dei distretti nel 2 trimestre 2011 (variazione % rispetto al 2 trim. 2008)
Francia Romania Germania Canada Turchia Hong Kong Corea del Sud Svizzera India Brasile Cina

Fig. 1.11 - I mercati in forte ritardo: export dei distretti nel 2 trimestre 2011 (variazione % rispetto al 2 trim. 2008)
-55,9 -38,4 -25,6 -23,6
Grecia Ucraina Spagna Russia Regno Unito Polonia Danimarca Portogallo Ungheria Messico Emirati Arabi Uniti

1,3 3,2 3,4 8,2 19,4 20,5 25,7 32,8 42,2 61,9 68,4 0 20 40 60 80

-19,7 -16,3 -15,5 -14,6 -12,8 -12,1 -10,6 -60 -50 -40 -30 -20 -10 0

Nota: si considerano solo i primi 32 sbocchi commerciali dei distretti nel 2010. Sono rappresentati in blu i nuovi mercati e in rosso i mercati maturi. Fonte: Intesa Sanpaolo su dati Istat

Nota: si considerano solo i primi 32 sbocchi commerciali dei distretti nel 2010. Sono rappresentati in blu i nuovi mercati e in rosso i mercati maturi. Fonte: Intesa Sanpaolo su dati Istat

Il brusco peggioramento delle condizioni di domanda esterna intervenuto nel corso dei mesi estivi rallenter sensibilmente il percorso di recupero, provocando unulteriore accelerazione del processo selezione di selezione in atto nel manifatturiero italiano. Con ogni probabilit bisogner attendere il 2012 per tornare sui livelli medi di export toccati prima della crisi. Indicazioni in tal senso provengono anche dalla rilevazione sulla fiducia delle imprese (Fig. 1.12), che negli ultimi mesi si deteriorata, penalizzata da un brusco peggioramento dei giudizi espressi sul portafoglio ordini anche estero.
Fig. 1.12 Fiducia tra le imprese dei settori distrettuali e non distrettuali a confronto
20 10 0 -10 -20 -30 -40 gen-07 lug-07 gen-08 lug-08 gen-09 apr-07 lug-09 ott-07 gen-10 apr-08 lug-10 ott-08 gen-11 apr-09 apr-10 apr-11 lug-11 ott-09 ott-10 Settori non distrettuali Settori distrettuali

Nota: differenza rispetto alla media di lungo periodo. Fonte: elaborazioni su dati Istat

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2. Lexport dei distretti agro-alimentari


Prosegue in questa edizione del Monitor dei Distretti lanalisi dei 41 distretti agro-alimentari identificati nelledizione di marzo di questa pubblicazione2. Questi distretti che seguono per consistenza delle esportazioni i poli della meccanica e della moda e che rappresentano lemblema del ricco patrimonio enogastronomico italiano e delle sue tradizioni, proseguono nel secondo trimestre dellanno su un sentiero di crescita, confermando la dinamicit e la capacit delle imprese distrettuali della filiera agro-alimentare di riagganciare la domanda internazionale non solo sui mercati maturi, ma anche sui nuovi. In questo capitolo forniremo lanalisi della congiuntura delle esportazioni, mostrando il dettaglio per macro-settori, singola filiera e differenti mercati di sbocco. Nel secondo trimestre del 2011 prosegue la crescita delle esportazioni dellindustria agroalimentare italiana. Il comparto, che gi a partire dal 2010 sembra aver completamente recuperato le perdite subite nel corso del 2009 posizionandosi su livelli superiori a quelli toccati nel 2008, prosegue su un sentiero di crescita nella prima parte del 2011, trainato principalmente dalla forte spinta proveniente dai mercati esteri, che in parte controbilancia la debolezza della domanda interna. Nel periodo aprile-giugno del 2011, per i distretti agro-alimentari, la dinamica positiva dellexport registrata nel corso del primo trimestre dellanno accelera ulteriormente evidenziando una variazione tendenziale dell8,8%. A mostrare i tassi di crescita maggiori e il contributo pi significativo il comparto dei vini, con una variazione dell11,7%, seguito dallagricoltura (+10,8%) e dallindustria alimentare (+6,1%).
Fig. 2.1 Levoluzione delle esportazioni dei distretti agro-alimentari (variazioni % tendenziali)

Caterina Riontino

Le performance dei distretti agroagro-alimentari nel 2 trimestre

25 15 5 -5 -15 -25
2007T1 2007T2

Agricoltura

Industria alimentare

Industria delle bevande

Totale

2007T3

2007T4

2008T1

2008T2

2008T3

2008T4

2009T1

2009T2

2009T3

2009T4

2010T1

2010T2

2010T3

2010T4

2011T1

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

A contribuire in maniera significativa alla performance positiva del comparto agro-alimentare sono i buoni risultati ottenuti sui mercati internazionali dalle imprese operanti nella filiera del vino e in quella agricola (ortofrutta in particolare), seguite dalle imprese del comparto pasta e salumi. dolci e carni e salumi Ancora negativo il contributo delle conserve (Conserve di Nocera), che confermano nel secondo trimestre del 2011 un calo delle esportazioni del 13,7% equivalente ad una perdita di 30,8 milioni rispetto ai livelli di export raggiunti nel periodo aprile-giugno del 2010.

Monitor dei distretti, Marzo 2011.

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2011T2

Monitor dei Distretti Settembre 2011

Fig. 2.2 Le esportazioni dei distretti agro-alimentari: variazione tendenziale del 2 trim. 2011

Fig. 2.3 Differenza tra lexport dei distretti del 2 trim. 2011 e il 2 trim. 2010 (milioni di euro)

Conserve Pasta e dolci Lattiero-caseario Agricoltura Oli Vini e bevande Carni e salumi -15 -10 -5 0

-13,7 8,5 10,7 10,8 10,8 11,7 14,1 5 10 15

Conserve Oli Lattiero-caseario Carni e salumi Pasta e dolci Agricoltura Vini e bevande -50 0

-30,8 14,3 16,0 36,0 40,2 52,4 91,9 50 100

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Come segnalato, sono le imprese che operano nella filiera del vino ad evidenziare il profilo pi dinamico nel corso del secondo trimestre, con un aumento dei livelli di export superiore ai 90 milioni. Ad imprimere la direzione fortemente positiva alle filiere sono le imprese del distretto dei vini di Langhe, Roero e Monferrato, che nel corso di questo trimestre raggiungono un export Monferrato pari a 273 milioni di euro, con una variazione del 14,8%, seguito dai vini del veronese, il Chianti, veronese Chianti i rossi e le bollicine di Trento e il prosecco di Valdobbiadene (rispettivamente 176, 104, 83 e 92 milioni di euro. Contributi significativi alla dinamica complessiva del comparto agro-alimentare giungono anche da alcuni distretti agricoli da noi monitorati: il caso del distretto delle Mele dellAlto Adige che, nel 2 trimestre del 2011, evidenzia una crescita del 42%, seguito dal polo della nocciola e della nocciola frutta piemontese (+38,2% con un livello di export pari a 44 milioni di euro) e quello dellolivicoltura barese. In calo, invece, le esportazioni per i distretti dellortofrutta del foggiano e olivicoltura di Catania e per il distretto del pomodoro Pachino. Pachino Allinterno della filiera della pasta e dei dolci segnaliamo la buona performance del polo della pasta e dei dolci veronesi, che nel corso del secondo trimestre dellanno accelera nella sua veronesi dinamica di export con una variazione del 16,2%, del distretto della pasta napoletana, seguita napoletana dalla pasta di Fara San Martino, che recupera posizioni negli Stati Uniti e nel Regno Unito, Martino principali sbocchi commerciali per le imprese che operano in questo distretto. Impatto negativo sulla dinamica dei distretti agro-alimentari hanno invece i risultati deludenti dei due distretti florovivaistici (il florovivaistico di Lucca e Pistoia e il distretto florovivaistico del ponente ligure), oltre ai gi citati distretti agricoli della Puglia e della Sicilia. E opportuno ligure sottolineare come il dato negativo registrato da questi distretti sia ridimensionato dalla dimensione sottile delle esportazioni di questi poli, che ne accentua le variazioni limitandone per limpatto, in termini di contributo, sulla dinamica complessiva del comparto. Significative sono invece le perdite riportate dalle imprese del distretto delle conserve di Nocera, che non Nocera riescono ad arrestare il trend negativo avviato nel 2010. Lexport del distretto nel corso del secondo trimestre del 2011 calato ancora, segnalando una riduzione delle esportazioni del 13,7% che le trascina attorno ai 194 milioni di euro dai 225 milioni del secondo trimestre 2010.

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Monitor dei Distretti Settembre 2011

Tab. 2.1 Evoluzione delle esportazioni dei distretti della filiera agro-alimentare omp. Var Mln di euro Comp. % Var. % rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente 2010 10.670 952 864 809 664 494 479 479 428 422 347 301 288 276 263 235 232 216 208 199 197 193 189 152 144 141 141 139 135 121 120 118 114 105 95 88 74 71 54 54 45 25 2010 100,0 8,9 8,1 7,6 6,2 4,6 4,5 4,5 4,0 4,0 3,3 2,8 2,7 2,6 2,5 2,2 2,2 2,0 1,9 1,9 1,8 1,8 1,8 1,4 1,3 1,3 1,3 1,3 1,3 1,1 1,1 1,1 1,1 1,0 0,9 0,8 0,7 0,7 0,5 0,5 0,4 0,2 2009 -5,6 0,9 1,5 -10,1 -2,7 -15,6 -1,4 4,8 -11,1 -10,1 -35,7 2,8 4,2 -0,8 -7,3 1,8 -16,4 -21,7 -13,4 -1,5 -2,0 -12,9 36,4 -4,8 15,5 -2,3 -16,0 17,4 -8,0 0,4 -2,5 -3,3 -8,9 5,2 5,0 1,6 -0,8 -7,3 -28,3 -34,7 -8,5 -29,2

Totale, Totale, di cui: Vini di Langhe, Roero e Monferrato Le conserve di Nocera Polo dolciario di Alba e Cuneo I vini del veronese L'ortofrutta romagnola I salumi del modenese Alimentare di Parma Le mele dell'Alto Adige Il Chianti L'olivicoltura del barese I rossi e le bollicine di Trento Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Il polo della pasta e dei dolci veronesi Il distretto della pasta napoletana I salumi di Parma La nocciola e la frutta piemontese Il polo del cioccolato torinese Il florovivaistico di Lucca e Pistoia Lattiero-caseario di Reggio Emilia Le carni di Verona L'olio di Lucca Il distretto florovivaistico del ponente ligure L'olio di Firenze La mozzarella di bufala campana I bianchi di Bolzano Il distretto del pomodoro Pachino Lattiero-caseario Parmense L'olio e la pasta del Barese Spumante di Franciacorta I salumi di Reggio Emilia L'olio umbro La pasta di Fara San Martino L'ortofrutta di Catania Il montepulciano d'Abruzzo I vini della Sicilia occidentale L'olivicoltura perugina I vini del Friuli Le mele del Trentino L'ortofrutta del foggiano Lattiero-caseario del sassarese Prosciutto San Daniele
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Var. Var. % rispetto al 2008 2010 1 trim. 2011 2 trim. 2011 1 sem. 2011 8,7 8,2 8,8 9,0 8,0 3,3 14,8 18,7 -10,9 -15,8 -13,7 -14,0 9,8 4,8 5,7 3,3 11,5 5,4 9,3 8,4 12,0 11,8 0,8 -6,1 16,3 6,3 14,6 19,8 1,0 1,5 3,7 13,3 19,8 37,2 42,0 29,9 15,3 22,5 1,7 6,2 26,3 -47,2 65,6 -18,9 3,3 17,3 5,9 16,5 12,7 11,4 31,1 26,1 -3,0 0,4 16,2 2,0 2,0 6,3 6,1 -5,9 16,0 8,6 10,8 18,9 9,2 38,2 48,9 10,6 -9,8 8,7 18,0 -14,5 5,2 11,2 -5,9 -6,8 5,9 12,0 11,7 8,4 20,4 11,1 19,9 29,1 6,6 5,8 19,6 -3,9 14,2 -0,4 -16,1 39,8 13,0 26,9 4,1 16,0 11,0 26,6 22,7 36,2 8,2 29,6 15,3 22,1 48,8 -12,8 -19,4 1,3 40,8 21,5 5,5 46,6 18,4 12,1 4,6 18,6 18,5 15,3 4,7 14,0 8,8 11,0 10,9 10,3 9,3 33,8 20,2 45,3 9,7 -3,5 7,6 -9,4 47,7 -0,6 -12,3 86,5 14,2 11,7 1,3 28,2 1,5 12,2 20,7 5,2 11,8 -7,9 -0,3 35,6 5,5 14,4 8,6 0,5 18,0 29,7 63,4 -1,5 -2,3 -6,7 -3,8 -28,7 -17,3 29,9 -21,7 -26,0 88,6 -13,1 5,6 42,3

Lanalisi dellorientamento geografico dei flussi commerciali dei distretti agro-alimentari evidenzia il cambiamento in atto nella direzione delle esportazioni delle imprese distrettuali: sebbene per il settore i principali mercati di riferimento rimangano quelli tradizionali (in particolare partner europei), con una quota superiore all80%, il profilo di crescita dellexport verso i mercati emergenti appare pi dinamico.

La direzione delle esportazioni agrodei distretti agro-alimentari

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Fig. 2.4 Lexport dei distretti agro-alimentari sui mercati maturi e sui nuovi mercati (variazione% tendenziale)

30 25 20 15 10 5 0 -5 -10 -15

Mercati maturi

Mercati emergenti

2007T1

2007T2

2007T3

2007T4

2008T1

2008T2

2008T3

2008T4

2009T1

2009T2

2009T3

2009T4

2010T1

2010T2

2010T3

2010T4

2011T1

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Nel trimestre aprile-giugno 2011 le esportazioni verso i mercati emergenti, per quanto abbiano rallentato rispetto al 1 trimestre dellanno, hanno infatti confermato una crescita pi rapida rispetto ai mercati maturi (17,5% la variazione tendenziale sui nuovi mercati vs il +7,2% dei mercati maturi), che raggiungono tuttavia livelli di export assai pi elevati (2,2 milioni di euro vs 0,5 milioni sui nuovi mercati).
Tab. 2.2 Il peso sui mercati maturi e sui nuovi mercati dei distretti agro-alimentari Export 2010 Comp. 2 trim. 2010 Var.% rispetto al Var.% rispetto al (milioni di euro) % (milioni di euro) 2 trim. 2011 1 sem. 2008 Mercati maturi 8,9 83,1 2,3 7,2 7,0 Mercati emergenti 1,8 16,9 0,5 17,5 20,2 Totale 10,7 100,0 2,7 8,8 9,0
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Lanalisi per filiera rileva come lelevata concentrazione dei flussi commerciali nei paesi europei (UE15) sia una caratteristica trasversale ai diversi comparti, pi accentuata per le imprese che esportano su mercati con maggiori restrizioni normative e con merci maggiormente soggette a deterioramento e barriere informali (doganali e non). Per quanto la UE15 e il Nord America continuino ad assorbire la parte pi significativa dellexport dei distretti agro-alimentari, bene evidenziare la rilevanza (in termini di livelli di export raggiunti e tassi di variazione registrati) di altre aree geo-economiche, quali lEuropa centro orientale, che cresce complessivamente del 28,6%, raggiungendo i 217 milioni di export e lAsia Centro orientale che con una variazione del 17,6% si attesta attorno ai 139 milioni di euro.
Tab. 2.3 Livelli di export nel 2 trim. 2011 per filiera e area geo-economica (migliaia di euro) Carni LattieroOrtofrutta Carni e salumi Conserve Oli LattieroPasta e dolci caseario UE15 398,4 220,0 106,5 55,3 132,1 278,8 Eu Centro-est 87,2 34,4 8,5 10,4 3,9 37,8 Altri Europa 28,2 8,0 3,7 7,9 1,9 25,4 Asia Centro-Est 4,5 7,6 12,8 15,9 3,9 56,9 Nord America 0,6 7,8 13,8 47,3 22,3 39,8 Medio Oriente 6,9 3,0 3,7 0,8 0,3 31,5 America Latina 0,8 2,9 4,2 3,4 0,2 13,4 Totale 538,5 291,7 194,3 146,7 165,8 510,9
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

2011T2

Vini 504,2 35,0 60,2 37,3 216,2 2,5 11,3 874,6

Totale 1.695,4 217,3 135,4 138,8 347,9 48,7 36,2 2.722,5

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Tab 2.4 Variazione tendenziale nel 2 trim. 2011 per filiera e area geo-economica LattieroOrtofrutta Carni e salumi Conserve Oli Lattierocaseario UE15 5,8 9,2 -20,3 12,0 12,5 Eu Centro-est 56,3 39,4 -6,7 9,9 50,9 Altri Europa -8,1 22,5 -2,8 27,3 26,5 Asia Centro-Est 39,7 19,2 22,8 -7,7 12,8 Nord America -67,0 16,7 14,0 8,7 -3,4 Medio Oriente 33,8 395,6 -19,4 -30,2 15,7 America Latina -81,9 -40,7 6,5 59,9 -64,5 Totale 10,8 14,1 -13,7 10,8 10,7
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Pasta e dolci 10,7 12,1 -0,3 19,7 6,5 -11,6 34,4 8,5

Vini 14,9 4,1 5,5 24,9 5,8 -29,0 27,0 11,7

Totale 8,0 28,6 3,1 17,6 5,8 -4,4 3,8 8,8

Nellarea dellEuropa centro-orientale giocano un ruolo importante il mercato russo, polacco e Europa centrodella Repubblica Ceca. I tre mercati nel trimestre aprile-giugno hanno complessivamente raggiunto un livello di export superiore ai 110 milioni di euro sui 217 milioni complessivi dellarea Europa centro-est, evidenziando significativi tassi di variazione: Polonia e Repubblica Ceca hanno registrato nel corso del secondo trimestre dellanno una crescita a doppia cifra del 20,3 e 27,4% rispettivamente, mentre la Russia ha rallentato rispetto al trimestre precedente, passando da una crescita del 56,2% nel periodo gennaio-marzo ad una del 6,7% tra aprile e giugno (equivalente ad un export complessivo di 41 milioni di euro). Sul mercato russo indietreggiano in maniera importante le esportazioni dei distretti dei vini, che avevano trainato la forte accelerazione del primo trimestre e quelle di oli (con impatto poco significativo considerate le dimensioni totali del comparto), mentre crescono le esportazioni delle imprese distrettuali che operano nelle altre filiere alimentari. Su questo mercato registrano significative variazioni al ribasso le esportazioni del distretto dei vini di Langhe, Roero e Monferrato e del Chianti, che avevano determinato la performance positiva dei distretti alimentari in Russia nel primo trimestre. Russia: Le esportazioni di vino in Russia: politiche commerciali ed evoluzione dellexport Levoluzione dei distretti dei vini sul mercato russo sar valutata con grande dettaglio anche nel prossimo trimestre: il risultato negativo del trimestre aprile-giugno potrebbe infatti anticipare unevoluzione non positiva del comparto, determinato dalle nuove politiche commerciali approvate dal Governo russo. Il Paese candidato a divenire uno dei principali sbocchi commerciali per le imprese che operano nel settore dei vini, dopo Germania, Francia e Stati Uniti, ha infatti approvato da luglio un inasprimento dei dazi doganali sullimport di vino italiano, attraverso un incremento dellimposizione fiscale. In sostanza, la dogana russa ha introdotto il valore minimo (o custom profile) per i vini importati, assegnando ai vini italiani un valore superiore rispetto ai vini francesi o spagnoli. A questa disposizione, sulla quale le diverse parti continuano a discutere, si affianca una questione legata alla concessione di licenze per gli importatori locali, che non vengono rinnovate o vengono concesse solo per periodi brevi. Nellarea dellAsia centro-orientale, tra i Paesi emergenti, invece la Cina (consideriamo lexport totale verso Cina ed Hong Kong) a segnalare la performance migliore, con un incremento delle esportazioni del 37,8%, equivalente ad un incremento di 10,7 milioni rispetto al secondo trimestre del 2010. Sebbene i livelli complessivi si confermino sottili, registra un significativo balzo lexport dei distretti dei vini su questo mercato, che raggiunge i 9,5 milioni di euro dai 4,5 milioni del secondo trimestre 2010. Importante il contributo dei vini di Langhe, Roero e Monferrato, dei vini del veronese e del Chianti. Su questo mercato significativa anche la variazione registrata dai distretti che operano nella filiera dei dolci e della pasta che registrano una variazione del 21%, raggiungendo i 22,3 milioni di export complessivi.

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Fig. 2.5 Variazione % tendenziale nel 2 trim. 2011 nei principali mercati per i distretti agro-alimentari
Grecia Malta Slovenia Norvegia Giappone Canada Svizzera Austria Russia Regno Unito Stati Uniti Germania Danimarca Spagna Francia Belgio Svezia Paesi Bassi Australia Polonia Repubblica Ceca Portogallo Cina +HK Romania

Fig. 2.6 Differenza tra lexport dei distretti del 2 trim. 2011 e il 2 trim. 2010 (milioni di euro)
Grecia -3,0 Emirati Arabi Uniti -2,5 Malta Giappone Slovenia

-7,5 -6,7 -2,3 -0,8 -0,6 0,1 2,0 3,7 6,7 6,7 7,2 7,7 9,3 9,7 9,7 10,6 14,2 16,8 19,3 20,3 27,4 29,2 37,8 62,7 -5 15 35 55

-0,8 -0,4 -0,3 -0,2 0,0 1,7 2,6 2,6 3,2 5,0 5,2 5,3 6,1 6,2 7,1 7,9 9,2 10,7 13,1 18,6 18,9 26,1 42,0 0 10 20 30 40 50

Norvegia Canada Svizzera Russia Austria Portogallo Polonia Australia Danimarca Svezia Repubblica Ceca Belgio Spagna Romania Cina +HK Paesi Bassi Regno Unito Stati Uniti Francia Germania

-25

-10

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Crescono, infine, i principali mercati di riferimento maturi, che continuano ad offrire il contributo pi significativo alla dinamica delle esportazioni dei distretti agro-alimentari. In Europa, Francia e Germania raggiungono livelli di export pari a 267 e 543 milioni di euro, con una variazione del 9,7 e 7,7% rispettivamente. Importante anche il contributo del Regno Unito che con una variazione del 6,7% tocca livelli di export superiori ai 277 milioni di euro. Positivo anche il saldo per gli Stati Uniti che nel secondo trimestre dellanno guadagna 19 milioni circa rispetto allo Uniti, stesso periodo del 2010, mentre stabile la dinamica del Canada Per lo pi stabile anche Canada. lexport sul mercato giapponese (-0,6% la variazione tendenziale), sul quale i distretti scontano, seppure in maniera contenuta, gli effetti del ridimensionamento della domanda, determinato dal terremoto di marzo. La buona dinamica sui mercati maturi e lavanzamento sui mercati emergenti hanno consentito ai distretti che operano nella filiera agro-alimentare un recupero quasi totale dei livelli di export pre-crisi. Le imprese distrettuali che operano in questo comparto hanno infatti confermato nel secondo trimestre dellanno la loro dinamicit e la capacit di riagganciare la domanda internazionale, non solo sui mercati consolidati ma anche sui nuovi, proseguendo lungo un trend in crescita avviato nel primo trimestre del 2010. Il confronto con i livelli pre-crisi per i distretti alimentari evidenzia come nel primo semestre, su 41 distretti monitorati, un buon
Quanto sono lontani i livelli prepre-crisi

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numero (30) abbia registrato un differenziale positivo rispetto ai livelli di export raggiunti nel primo semestre del 2008. Il confronto risulta sfavorevole per molti dei distretti operanti nel comparto agricolo (ortofrutta romagnola e del foggiano le mele del Trentino lolivicoltura foggiano ano, Trentino, ortofrutta Pistoia), barese e il distretto florovivaistico di Lucca e Pistoia per due distretti della pasta (il distretto il Martino) Nocera, della pasta napoletana e quelli di Fara san Martino e per il polo delle Conserve di Nocera per il quale ancora non si arresta il trend negativo avviato nel 2010, determinato in larga parte dalla dinamica sfavorevole dei prezzi.

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3. La geografia dei distretti industriali italiani


3.1 La mappa delle performance dellexport dei distretti
In questo paragrafo si vuole fornire unindicazione visiva dellandamento dei distretti industriali italiani nei mercati esteri. Sulla cartina geografica dellItalia sono rappresentati (attraverso dei cerchi) i distretti industriali analizzati nel Monitor dei Distretti. La dimensione del cerchio indica limportanza di ogni distretto in termini di fatturato e di numero di imprese appartenenti al distretto stesso. Il colore dei cerchi fornisce, invece, indicazioni circa landamento delle esportazioni dei distretti nel trimestre indicato, rispetto al corrispondente periodo dellanno precedente. In verde i distretti che hanno registrato un aumento delle esportazioni superiore al 5%; In rosso i distretti che hanno subito un calo delle esportazioni non inferiore al -5%; In bianco i distretti che hanno maturato una variazione delle esportazioni compresa tra il -5% e il +5%. Nella prima cartina geografica illustrato landamento di tutti i distretti nel secondo trimestre 2011. Nelle cartine successive invece rappresentata levoluzione dei distretti per filiera produttiva (Metalmeccanica, Sistema casa e Sistema moda). Nella tavola che segue sono indicati i 139 distretti tradizionali3 rappresentati nelle cartine geografiche dellItalia.
Angelo Palumbo

Nelle mappe che seguono, non rappresentato il distretto delle macchine per lindustria ceramica di Modena e Reggio Emilia.

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Label
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70

Distretto
Abbigliamento del barese Abbigliamento del napoletano Abbigliamento di Empoli Abbigliamento di Rimini Abbigliamento e calzature della Bassa Bresciana Abbigliamento Nord Abruzzese Abbigliamento Sud Abruzzese Abbigliamento-tessile gallaratese Alimentare di Parma Articoli in gomma e materie plastiche di Varese Articoli in pelle e calzature di Arezzo Calzatura sportiva di Montebelluna Calzatura veronese Calzature del Brenta Calzature di Fermo Calzature di Fusignano-Bagnacavallo Calzature di Lamporecchio Calzature di Lucca Calzature di San Mauro Pascoli Calzature di Vigevano Calzature napoletane Calzetteria di Castel Goffredo Calzetteria-abbigliamento del Salento Cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano Cartario di Capannori Casalinghi di Omegna Ceramica artistica di Bassano del Grappa Ceramica di Civita Castellana Ceramica di Sesto Fiorentino Ciclomotori di Bologna Coltelli, forbici di Maniago Componentistica e termoelettromeccanica friulana Concia di Arzignano Concia di Solofra Concia e calzature di Santa Croce sull'Arno Cucine di Pesaro Elettrodomestici di Inox valley Food machinery di Parma Frigoriferi industriali di Casale Monferrato Gomma del Sebino Bergamasco Grafico veronese I bianchi di Bolzano I rossi e le bollicine di Trento I salumi del modenese I salumi di Parma I salumi di Reggio Emilia I vini del Friuli I vini del veronese I vini della Sicilia occidentale Il Chianti Il distretto del pomodoro Pachino Il distretto della pasta napoletana Il distretto florovivaistico del ponente ligure Il florovivaistico di Lucca e Pistoia Il montepulciano d'Abruzzo Il polo del cioccolato torinese Il polo della pasta e dei dolci veronesi Jeans valley di Montefeltro La mozzarella di bufala campana La nocciola e la frutta piemontese La pasta di Fara San Martino Lattiero-caseario del sassarese Lattiero-caseario di Reggio Emilia Lattiero-caseario Parmense Lavorazione ardesia di Val Fontanabuona Lavorazione metalli Valle dell'Arno Le carni di Verona Le conserve di Nocera Le mele del Trentino Le mele dell'Alto Adige

Label
71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139

Distretto
Legno di Casalasco-Viadanese Legno e arredamento dell'Alto Adige Legno-arredo della Brianza L'olio di Firenze L'olio di Lucca L'olio e la pasta del Barese L'olio umbro L'olivicoltura del barese L'olivicoltura perugina L'ortofrutta del foggiano L'ortofrutta di Catania L'ortofrutta romagnola Lumezzane: rubinetti e pentolame Macchine agricole di Reggio Emilia e Modena Macchine concia della pelle di Vigevano Macchine legno di Rimini Macchine per l'imballaggio di Bologna Macchine tessili di Biella Macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo Macchine tessili e per materie plastiche di Brescia Macchine utensili di Piacenza Macchine utensili e per il legno di Pesaro Maglieria e abbigliamento di Carpi Maglieria e abbigliamento di Perugia Marmo di Carrara Marmo e granito di Valpolicella Materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padova Meccanica strumentale di Varese Meccanica strumentale di Vicenza Metalli di Brescia Metalmeccanica di Lecco Metalmeccanico del Basso Mantovano Mobile d'arte del bassanese Mobile del Livenza e Quartiere del Piave Mobile dell'Alta Valle del Tevere Mobile imbottito della Murgia Mobile imbottito di Quarrata Mobili di Poggibonsi-Sinalunga Mobili imbottiti di Forl Mobili in stile di Bovolone Mobilio abruzzese Occhialeria di Belluno Orafo di Valenza Oreficeria di Arezzo Oreficeria di Vicenza Pelletteria del Tolentino Piastrelle di Sassuolo Polo dolciario di Alba e Cuneo Polo fiorentino della pelle Porfido di Val di Cembra Prosciutto San Daniele Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Rubinetteria e valvolame Cusio-Valsesia Scarpe del nord barese Scarpe di Casarano Sedie e tavoli di Manzano Seta-tessile di Como Spumante di Franciacorta Strumenti musicali di Castelfidardo Sughero di Calangianus Termomeccanica scaligera Tessile di Biella Tessile e abbigliamento della Val Seriana Tessile e abbigliamento di Arezzo Tessile e abbigliamento di Prato Tessile e abbigliamento di Treviso Tessile-abbigliamnento di Schio-Thiene-Valdagno Vetro artistico di Murano Vini di Langhe, Roero e Monferrato

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Monitor dei Distretti Settembre 2011

3.1.1 - Evoluzione delle esportazioni dei distretti nel secondo trimestre 2011

42 72 70 101 100 89 40 90 5 128 83 43 69 120 27 104 112 47 121 31 126 32

123

88

133 10 127 26 98 73 6 8 132 20 85 39 113

22

99 136 37 103 12 122 14 48 41 115 96137 33 13 67 57 97 131 138 110 71 102 4 38 4 9 84 117 93 30 87 107 16 109 19 4 86 92 36 58 24 94 79 77 105 111 6 55 28 61 7 129 116 15 82

56

91

46 63

139 60 118 53 95 65

54 135 119 25 29 75 114 17 18 35 3 134 108 35 74 50 11

80 78 21 130 2 62 124 59 52 68 34 106 1 76

23 125

49 81

51

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

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25

Monitor dei Distretti Settembre 2011

3.1.2 - Evoluzione delle esportazioni dei distretti nel secondo trimestre 2011: METALMECCANICA

32 101 100 89 98 88 6

90

99

131 85 91 39 38 84 30 87 92 102

86

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

26

Monitor dei Distretti Settembre 2011

3.1.3 - Evoluzione delle esportazioni dei distretti nel secondo trimestre 2011: SISTEMA CASA

72 70 120 123 26 73 103 96 110 71 138 83 69 27 104 31 126 37

117 65 109 95 29 108 24 107 36

105 111

28

106

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

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3.1.4 - Evoluzione delle esportazioni dei distretti nel secondo trimestre 2011: SISTEMA MODA

112

127 8 132 20

133 5 137 22 13 33 136 12 115 14

113 93 16

19 135 18 35 17 3 119 114 134 11 94

58

116 15

6 7

76 21 2 34 124 1

23 125

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

28

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3.1.5 - Evoluzione delle esportazioni dei distretti nel secondo trimestre 2011: AGRO-ALIMENTARE

42 70 47 43 69 121

128

48 67 57

122

56 46 63 139 60 118 53 75 54 9 6 4 4 82

74 50

79

77

55 61

80 78 59 52 62 68 76

49 81

51

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

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3.2 Il planisfero delle esportazioni dei distretti


In questo planisfero illustrato landamento delle esportazioni nei 139 sbocchi commerciali, dove i distretti nel 2007 hanno esportato beni per un valore non inferiore a 5 milioni di euro. Sono ombreggiati i paesi dove i distretti nel 2007 hanno registrato un valore dellexport inferiore a 5 milioni. I paesi dove i distretti hanno registrato un aumento tendenziale delle esportazioni superiore al 5% sono di colore verde. I mercati dove lexport distrettuale si ridotto di almeno il -5% sono illustrati in rosso. Gli sbocchi commerciali in cui i distretti hanno sperimentato una variazione delle vendite estere compresa tra il -5% e il +5% sono dipinti in bianco.
Fig. 3.2.1 - Evoluzione delle esportazioni dei distretti nel secondo trimestre 2011

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

30

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4. La CIG nei distretti industriali


I dati di Cassa Integrazione Guadagni relativi ai primi otto mesi del 2011 mettono in evidenza una situazione di complessiva diminuzione delle ore autorizzate per laggregato distrettuale tradizionale italiano4. Il monte ore cumulato scende, infatti, a 123,2 milioni, dai 183 milioni dei primi otto mesi del 2010 (Fig. 4.1 e Tab. 4.1). La contrazione del 32,6% tuttavia il risultato di cali di diversa entit in corrispondenza delle tre tipologie di Cassa disponibili per le imprese. Leffetto di discesa risulta particolarmente pronunciato per la Cassa Ordinaria5 (27 milioni di ore autorizzate nel periodo gennaio-agosto 2011), proseguendo il trend innescato a partire dalla seconda met del 2010. Il boom della CIGO si , infatti, verificato nel corso del 2009 e della prima parte del 2010, giungendo in soccorso alle imprese in forte difficolt congiunturale. Il calo del monte ore autorizzate si inquadra, nello specifico, nellordine del 53,2% sul periodo gennaio-agosto 2010 e del 66,4% sul corrispondente periodo 2009. La contrazione risulta pi ampia di quella sperimentata dalle ore CIGO del sistema non distrettuale, a parit di specializzazione produttiva (Fig. 4.2 e Tab. 4.2). Cali pi contenuti si osservano, invece, in corrispondenza della Cassa in Deroga6 e, soprattutto, di quella Straordinaria7. E sulla CIGS che va puntata lattenzione maggiore (Fig.4.3 e Tab.4.3). Si tratta, difatti, di uno strumento di ammortizzazione del costo del lavoro attivabile in situazioni di crisi strutturali, propedeutiche a ristrutturazioni, riorganizzazioni, riconversioni aziendali o nelleventualit di innesco di procedure concorsuali. Nonostante la discesa del 15% del monte ore cumulato gennaio-agosto 2011 rispetto al corrispondente periodo 2010, fissandosi a quota 61,4 milioni di ore autorizzate, la crescita sul 2009 risulta del 116,6%, sottintendendo una lontananza ancora marcata dalla media storica. Se si osservano in parallelo anche i dati sulla composizione del monte ore complessivo di Cassa Integrazione associabile alle realt distrettuali (Fig.4.5), si pu notare, infatti, come il peso della CIGS nel 2011 sia ormai prossimo al 50% (24% circa nel 2009). Ci presuppone ancora lesistenza di tensioni dal punto di vista del fattore lavoro, che spingono gli attori pi deboli e che pi hanno risentito del picco della crisi ad uscire dal mercato o - in misura minoritaria - a dar luogo a ristrutturazioni aziendali. Per quanto concerne invece la Cassa in Deroga, il cui livello risulta ben oltre la media storica (35 milioni di ore autorizzate nei primi otto mesi del 2011) anche in seguito agli ampliamenti concessi per via del prolungarsi delle difficolt congiunturali e dellimpossibilit per le realt artigiane di accedere agli altri strumenti di ammortizzazione salariale i riflettori sono puntati sulle eventuali prossime manovre di proroga, avviandoci verso la fase di chiusura danno.
Ilaria Sangalli

4 5

Si considera a questo proposito linsieme del manifatturiero, escluso lalimentare.

La CIGO rivolta alle aziende industriali non edili e alle aziende industriali e artigiane delledilizia e del settore lapideo che sospendono o riducono lattivit aziendale a causa di eventi temporanei e transitori quali ad es. la mancanza di commesse, le avversit atmosferiche. Pu essere concessa per 13 settimane, pi eventuali proroghe fino a 12 mesi; in determinate aree territoriali il limite elevato a 24 mesi.
6 Sono definiti in deroga i trattamenti straordinari di integrazione salariale (CIGD) destinati ai lavoratori di imprese escluse dalla CIGS, quindi aziende artigiane e industriali con meno di 15 dipendenti o industriali con oltre 15 dipendenti che non possono usufruire dei trattamenti straordinari. 7 Lintervento di CIGS pu essere richiesto per ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale, per crisi aziendale di particolare rilevanza sociale e in caso di procedure concorsuali, quali fallimento, liquidazione coatta amministrativa, ecc. La CIGS destinata ad aziende con in media pi di 15 dipendenti nel semestre precedente la richiesta di intervento.

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31

Monitor dei Distretti Settembre 2011

Fig. 4.1 Il monte ore complessivo della Cassa Integrazione Guadagni nei distretti (Milioni di ore autorizzate)

Fig. 4.2 Il monte ore della CIG ORDINARIA (CIGO) allinterno dei distretti (Milioni di ore autorizzate)

30 25 20 15 10 5 0
Gen Feb Mar

2009

2010

2011

20 15 10 5 0

2009

2010

2011

Apr

Mag

Giu

Lug

Ago

Set

Ot t

Nov

Dic

Gen

Feb

Mar

Apr

Mag

Giu

Lug

Ago

Set

Ot t

Nov

Dic

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Fig. 4.3 Il monte ore della CIG STRAORDINARIA (CIGS) allinterno dei distretti (Milioni di ore autorizzate)

Fig. 4.4 Il monte ore della CIG in DEROGA (CIGD) allinterno dei distretti (Milioni di ore autorizzate)

15

2009

2010

2011

10

2009

2010

2011

10
5

0
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ot t Nov Dic

0
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ot t Nov Dic

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Fig. 4.5 Cambiamento nella composizione delle ore autorizzate CIG tra 2009 e 2011: distretti

Fig. 4.6 Cambiamento nella composizione delle ore autorizzate CIG tra 2009 e 2011: sistema non distrettuale

80%
67,0%

CIGO

CIGS

CIGD

80%
49,9%

72,1 %

CIGO

CIGS

CIGD

60%
39,5%

60%
44,0%

47,6% 30,6% 21 ,8%

40%
23,7%

31 ,5%

29,0% 21 ,9%

28,3%

40%
20,3%

29,4%

26,7%

20% 0%

9,3%

20% 0%

7,6%

Gen-ago 2009

Gen-ago 2010

Gen-ago 2011

Gen-ago 2009

Gen-ago 2010

Gen-ago 2011

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

32

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Tab. 4.1 - Distretti e sistema non distrettuale a confronto: monte ore complessivo CIG e variazioni tendenziali Var. Var. Var. % Var. % GenGenGenGensu GenGen-Ago 2009 2009 Gen-Ago 2010 2010 Gen-Ago 2011 Gen-Ago 2011 su Gen-Ago 2011 su GenGenGen-Ago 2010 Gen-Ago 2009 Sistema non distrettuale 189.159.341 349.162.196 321.043.841 463.388.907 221.204.493 -31,1 16,9 Distretti 119.856.800 221.948.159 182.937.826 260.270.360 123.255.655 -32,6 2,8
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Tab. 4.2 - Distretti e sistema non distrettuale a confronto: monte ore complessivo CIGO e variazioni tendenziali Var. % Var. % GenGenGenGenGenGen-Ago 2009 2009 Gen-Ago 2010 2010 Gen-Ago 2011 Gen-Ago 2011 su Gen-Ago 2011 su GenGen Gen-Ago 2010 Gen-Ago 2009 Sistema non distrettuale 136.382.056 231.850.149 94.259.762 126.698.691 48.180.168 -48,9 -64,7 Distretti 80.289.533 140.999.678 57.542.596 76.021.031 26.938.782 -53,2 -66,4
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Tab. 4.3 - Distretti e sistema non distrettuale a confronto: monte ore complessivo CIGS e variazioni tendenziali Var. % Var. % GenGenGenGenGenGen-Ago 2009 2009 Gen-Ago 2010 2010 Gen-Ago 2011 Gen-Ago 2011 su Gen-Ago 2011 su GenGenGen-Ago 2010 Gen-Ago 2009 Sistema non distrettuale 38.487.890 80.061.607 141.216.967 213.295.838 105.273.358 -25,5 173,5 Distretti 28.371.866 52.721.913 72.276.284 108.737.601 61.447.519 -15,0 116,6
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Tab. 4.4 - Distretti e sistema non distrettuale a confronto: monte ore complessivo CIGD e variazioni tendenziali Var. % Var. % GenGenGenGenGenGen-Ago 2009 2009 Gen-Ago 2010 2010 Gen-Ago 2011 Gen-Ago 2011 su Gen-Ago 2011 su GenGenGen-Ago 2010 Gen-Ago 2009 Sistema non distrettuale 14.289.395 37.250.440 85.567.112 123.394.378 67.750.967 -20,8 374,1 Distretti 11.195.401 28.226.568 53.118.946 75.511.728 34.869.354 -34,4 211,5
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Lanalisi dei dati relativi al tiraggio delle ore di Cassa8, fornendo in qualche modo una stima della propensione allutilizzo degli ammortizzatori, pu arricchire la lettura del fenomeno occupazionale nei distretti tradizionali. Si pu osservare innanzitutto una progressiva riduzione delle percentuali di tiraggio, mano a mano che ci si allontana dal picco recessivo, che spinge verso il basso il monte ore utilizzate. Lo scostamento tra ore autorizzate e utilizzate fornisce elementi a sostegno di una situazione del mercato del lavoro meno tesa di quella descritta precedentemente. Si fa largo, per contro, lipotesi di un comportamento prudenziale delle imprese - di fronte a un contesto economico che desta ancora preoccupazioni che induce allaccumulo preventivo di ore di Cassa. Il fenomeno di diminuzione del tiraggio risulta pi accentuato in corrispondenza della Cassa Straordinaria e di quella in Deroga, monitorate in forma congiunta: si parte da una percentuale del 64,5% nel periodo gennaio-maggio 2009, per arrivare al 38,2% del corrispondente periodo 20119. La Cassa Ordinaria passa invece da un tiraggio del 52,3%, nei primi cinque mesi del 2009, al 47,8 dellanno in corso. Per verificare limpatto delle percentuali di tiraggio sulla situazione delle imprese distrettuali si procede con il moltiplicare le percentuali di tiraggio 2009, 2010 e 2011 a livello Italia per il

Il tiraggio delle ore di Cassa Integrazione

8 9

Il rapporto tra le ore effettivamente utilizzate dai soggetti richiedenti e le ore autorizzate.

Laggiornamento dei dati sul tiraggio avviene con un ritardo di due mesi rispetto a quelli sulle ore autorizzate.

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monte ore di Cassa attribuibile ai distretti (CIGO da un lato e CIGS e CIGD in forma congiunta dallaltro). Si pu cos pervenire a una stima anche se impropria10 - delle ore effettivamente utilizzate, da confrontare con i dati gi presentati sulle ore autorizzate (Fig.4.7 e 4.8). Il calcolo delle variazioni tendenziali (gennaio-maggio 2011 su gennaio-maggio 2010) dei nuovi monte ore cos stimati mette in evidenza delle contrazioni sostanzialmente allineate tra le ore autorizzate di Cassa Ordinaria e quelle utilizzate (53,2% e 53,7% rispettivamente). Una maggiore disparit tuttavia osservabile nei livelli: 26,9 milioni le ore autorizzate, contro una stima di 12,9 milioni di ore utilizzate. La forbice, sia in livelli che in termini tendenziali, si allarga in corrispondenza della Cassa Straordinaria/in Deroga. I 96,3 milioni di ore autorizzate si contrappongono, infatti, a una stima di 36,8 milioni di ore utilizzate, per un calo (sul corrispondente periodo 2010) del 23,2% e del 30,3% rispettivamente. Anche in termini di ore utilizzate, tuttavia ancora allarmante il confronto con il livello 2009 dellaggregato CIGS e CIGD. Le ore utilizzate nei primi cinque mesi del 2011 supererebbero, infatti, del 106,8% quelle utilizzate nel corrispondente periodo 2009, a testimonianza della situazione di forte incertezza che ancora caratterizza il mercato e che spinge le imprese a dotarsi di strumenti di ammortizzazione del costo del lavoro.
Fig. 4.7 Confronto tra ore autorizzate e utilizzate (milioni) dai DISTRETTI nel periodo gennaio-maggio: CIGO Fig. 4.8 Confronto tra ore autorizzate e utilizzate (milioni) dai DISTRETTI nel periodo gennaio-maggio: CIGS e CIGD

Ore autorizzate gen-mag 100 80,3 80 60 40 20 0 2009 2010 57,5 42,0

Ore utilizzate gen-mag 140 120 100 80 27,8 26,9 12,9 60 40 20 0 2011

Ore autorizzate gen-mag 125,4

Ore utilizzate gen-mag

96,3 52,8 39,6 25,5 36,8

2009

2010

2011

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Lanalisi per composizione settoriale11 pu contribuire a mettere in luce delle differenze di approccio delle diverse filiere al fenomeno della Cassa Integrazione Guadagni. Il ranking realizzato sulla base del cumulato di ore autorizzate nei primi otto mesi del 2011 (Tab. 4.5), vede ai primi tre posti i settori della fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici (compresi gli elettrodomestici), delle industrie tessili e della fabbricazione di mobili/oreficeria12, con un monte ore autorizzate pari rispettivamente a 25,5 milioni, 24,2 milioni e 17,4 milioni. Si tratta di settori che, sommati, rappresentano pi della met delle ore autorizzate CIG nei distretti industriali italiani. Seguono, nella classifica, altri settori tipici delle produzioni distrettuali, quali i prodotti in metallo, labbigliamento, la lavorazione del cuoio/calzature. I settori della meccanica, dei prodotti in metallo, del tessile e dellabbigliamento, in particolare, sono tra i pochi ad aver sperimentato, nei primi otto mesi del 2011, una contrazione sul 2010 che riguarda tutte e tre le tipologie di Cassa. Per i primi due settori il calo si evidenzia anche in corrispondenza del livello CIG cumulato gennaio-agosto 2009. Settori quali lindustria del mobile o la lavorazione del cuoio/calzature hanno invece sperimentato ancora aumenti in corrispondenza della Cassa

I dati CIG dei settori distrettuali...

10

I dati sul tiraggio sono, infatti, disponibili solo per il sistema industriale nazionale. Una stima pi accurata richiederebbe limpiego di dati pi disaggregati, per provincia o specializzazione produttiva. 11 Classificazione Istat Ateco 2002 a due digit.
12

La classificazione Ateco 2002 a due digit non consente di distinguere tra i due settori.

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Monitor dei Distretti Settembre 2011

Straordinaria, che rappresenta la fetta preponderante delle ore autorizzate CIG in corso danno. Contrazioni largamente diffuse in tutti i settori si sono evidenziate, per contro, in corrispondenza della Cassa Ordinaria e di quella in Deroga. Scendendo nel dettaglio dei singoli distretti tradizionali (Tab. 4.6), troviamo al primo posto tra quelli a specializzazione meccanica e di produzione di elettrodomestici e al quarto nel ranking nazionale - il distretto delle macchine tessili e per materie plastiche di Brescia, con un monte ore CIG gennaio-agosto 2011 pari a 4,8 milioni. La Cassa Straordinaria mostra in questo distretto un peso prossimo al 70% e una crescita del 107,6% sul corrispondente periodo 2010. Segue, a breve distanza, la metalmeccanica di Lecco, con 4,3 milioni di ore autorizzate - il 62% di CIGS. Sotto i 3 milioni di ore CIG autorizzate nei primi otto mesi dellanno, i restanti distretti della meccanica, quali (tra i primi 30 distretti del ranking nazionale) le macchine agricole di Reggio Emilia e Modena, gli elettrodomestici di Inox Valley, le cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano, la meccanica strumentale di Varese e di Vicenza, i frigoriferi industriali di Casale Monferrato. Nellambito dei distretti del tessile spicca il primo posto (il secondo nel ranking nazionale) tessile, dellabbigliamento-tessile gallaratese (che presenta in verit una specializzazione pi ampia, legata anche alla filiera dellabbigliamento), con un monte ore autorizzate gennaio-agosto 2011 pari a 5,3 milioni, suddiviso in forma pi o meno equilibrata tra Cassa Ordinaria e Straordinaria in calo sul corrispondente periodo 2010 e 2009. Poco distante in termini di cumulato CIG, circa 5 milioni di ore autorizzate, il seta-tessile di Como (al terzo posto nella classifica nazionale). Preponderante la Cassa Straordinaria, con un peso del 56,3%, ma comunque in calo rispetto ai primi otto mesi del 2010. Sono 4,2, invece, i milioni di ore autorizzate CIG nel distretto del tessile e abbigliamento della Val Seriana, per un peso della CIGS pari al 66,1%, ancora in crescita del 41,7% sul periodo gennaio-agosto 2010. Pi distanti invece tra i primi trenta distretti tradizionali in termini di monte ore CIG cumulato agosto 2011 - i distretti del tessile di Biella (2,4 milioni di ore autorizzate), del tessile di Prato (2 milioni), del tessile-abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno (1,9 milioni), del tessile-abbigliamento di Treviso (1,5 milioni). Sono invece tre i distretti con specializzazione nella produzione di mobili che rientrano tra i primi trenta distretti della classifica nazionale. Tra questi si annovera, in primis, il distretto del mobile del Livenza e quartiere del Piave, con 3,1 milioni di ore autorizzate. Di rilievo il forte incremento sperimentato in corrispondenza della Cassa Straordinaria, che pesa il 55,4% sul cumulato CIG complessivo di agosto 2011. Segue con 3 milioni di ore autorizzate il mobile imbottito della Murgia, con un peso della CIGS pari al 70%. Pi distante il monte ore CIG del legno-arredo della Brianza, 2,1 milioni di ore autorizzate. Da segnalare anche il monte ore associato, nei primi otto mesi del 2011, ad alcuni distretti che fabbricano prodotti in metallo quali ad esempio (oltre al gi citato distretto della metallo, metalmeccanica di Lecco) i metalli di Brescia e lannesso distretto di Lumezzane, rubinetti e pentolame13, tra laltro al primo posto nel ranking nazionale. Il monte ore cumulato pari a 11,4 milioni, per il 67,6% costituito da Cassa Straordinaria. La CIGS ha sperimentato, sempre nel distretto, una crescita del 15,8% rispetto ai primi otto mesi del 2010, a fronte invece di forti contrazioni in corrispondenza della Cassa Ordinaria e di quella in Deroga. Tra i primi trenta distretti della classifica nazionale rientrano anche la lavorazione dei metalli Valle dellArno (3,6 milioni di ore autorizzate) e la rubinetteria e valvolame del Cusio-Valsesia (1,7 milioni di ore
... e dei singoli distretti

13

Monitorati congiuntamente in quanto riconducibili al medesimo settore di specializzazione per la medesima provincia.

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Monitor dei Distretti Settembre 2011

autorizzate e una Cassa Straordinaria che cresce del 16,9% sui primi otto mesi del 2010, per un peso del 40% circa sul complessivo CIG 2011). Nellambito della filiera della lavorazione del cuoio/calzature e dellannessa filiera del dellabbigliamento tipiche delle produzioni distrettuali, spiccano le ore autorizzate in abbigliamento, abbigliamento corrispondenza del distretto dellabbigliamento e calzature della bassa bresciana (4,6 milioni di ore, con un peso della CIGS pari al 70%, in crescita sostenuta sul 2010), delle calzature di Fermo e pelletteria del Tolentino (anche queste due realt sono monitorate congiuntamente: il monte ore cumulato CIG agosto 2011 di 2,2 milioni di ore autorizzate), delle scarpe di Casarano (1,9 milioni di ore autorizzate, in crescita sostenuta la CIGS), dellabbigliamento del barese (1,5 milioni di ore).

APPENDICE
La classificazione Ateco 2002 a due digit A.01: Agricoltura, caccia e relativi servizi A.02: Silvicoltura e utilizzazione di aree forestali e servizi connessi B.05: Pesca, piscicoltura e servizi connessi CA.10: Estrazione di carbon fossile, lignite, torba CA.11: Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale e servizi connessi, esclusa la prospezione CA.12: Estrazione di minerali di uranio e di torio CB.13: Estrazione di minerali metalliferi CB.14: Altre industrie estrattive DA.15: Industrie alimentari e delle bevande DA.16: Industria del tabacco DB.17: Industrie tessili DB.18: Confezione di articoli di abbigliamento; preparazione, tintura e confezione di pellicce DC.19: Preparazione e concia del cuoio; fabbricazione di articoli da viaggio, borse, marocchineria, selleria e calzature DD.20: Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero esclusi i mobili; fabbricazione di articoli in materiali da intreccio DE.21: Fabbricazione della pasta-carta, della carta e del cartone e dei prodotti di carta DE.22: Editoria, stampa e riproduzione di supporti registrati DF.23: Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, trattamento dei combustibili nucleari DG.24: Fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali DH.25: Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche DI.26: Fabbricazione di prodotti della lavorzione di minerali non metalliferi DJ.27: Metallurgia DJ.28: Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti DK.29: Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici DL.30: Fabbricazione di macchine per ufficio, di elaboratori e sistemi informatici DL.31: Fabbricazione di macchine ed apparecchi elettrici n.c.a. DL.32: Fabbricazione di apparecchi radiotelevisivi e di apparecchiature per le comunicazioni DL.33: Fabbricazione di apparecchi medicali, di apparecchi di precisione, di strumenti ottici, di orologi DM.34: Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi DM.35: Fabbricazione di altri mezzi di trasporto DN.36: Fabbricazione di mobili; altre industrie manifatturiere K.72: Informatica e attivit connesse
Fonte: osservatorio statistico CIG, INPS

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Tab. 4.5 I dati CIG dei distretti raggruppati per settore merceologico Ateco 2002 a due digit Monte ore CIG GenGen-ago 2009 Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici Industrie tessili Fabbricazione di mobili; altre industrie manifatturiere Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti Confezione di articoli di abbigliamento; preparazione, tintura e confezione di pellicce Preparazione e concia del cuoio; fabbricazione di articoli da viaggio, borse, marocchineria, selleria e calzature Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Metallurgia Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Fabbricazione di altri mezzi di trasporto Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili; fabbricazione di articoli in materiali da intreccio Fabbricazione di apparecchi medicali, di apparecchi di precisione, di strumenti ottici e di orologi Editoria, stampa e riproduzione di supporti registrati Fabbricazione della pasta-carta, della carta e del cartone e dei prodotti di carta TOTALE distretti 30.528.507 23.775.628 10.406.683 16.448.528 6.792.416 2009 55.089.691 41.209.535 20.172.516 33.961.843 14.052.903 GenGen-ago 2010 39.534.784 33.074.053 20.894.806 27.639.416 17.260.420 2010 57.151.445 46.521.300 30.734.790 36.440.113 25.608.348 GenGen-ago 2011 25.520.728 24.198.200 17.446.429 13.119.020 12.503.205 Composizione CIG al 2011 ORD 20,2 21,8 20,8 27,7 16,5 STR 59,9 51,1 44,5 47,6 39,4 GenVar% Gen-ago 2011 su corrispondente periodo anno precedente: 2009 2010 Totale Totale DER ORD STR DER CIG CIG 19,9 27,1 34,7 24,7 44,1 -16,4 1,8 67,6 -20,2 84,1 -35,4 -26,8 -16,5 -52,5 -27,6 -66,7 -40,7 -32,1 -63,2 -46,0 -15,1 -4,5 1,2 -43,0 -5,1 -15,9 -41,7 -23,2 -52,5 -33,2

11.070.722 4.810.027 7.201.006 5.621.322 221.290 524.388

19.741.869 9.165.008 12.201.704 11.668.347 417.206 880.773

17.167.927 9.970.622 9.053.851 6.030.585 571.002 660.414

24.662.142 12.980.322 12.628.833 9.563.552 838.576 1.164.807

11.447.298 7.638.002 7.042.627 2.814.003 528.802 471.877

17,3 25,9 18,8 54,8 23,3 13,6

40,2 49,6 75,5 26,8 31,1 13,2

42,4 24,5 5,7 18,4 45,7 73,2

3,4 58,8 -2,2 -49,9 139,0 -10,0

-33,3 -23,4 -22,2 -53,3 -7,4 -28,5

-48,3 -22,6 -63,7 -50,6 -14,7 -81,2

14,0 -34,1 7,0 -58,4 -60,7 -13,7

-47,7 12,6 -9,3 -52,7 2.696,2 40,0

2.355.791 37.430 63.062 119.856.800

3.172.242 78.883 135.639 221.948.159

492.994 250.454 336.498 182.937.826

815.329 519.256 641.547 260.270.360

319.015 111.844 94.605 123.255.655

36,0 34,7 0,4 21,9

34,4 37,7 8,4 49,9

29,5 27,7 91,2 28,3

-86,5 198,8 50,0 2,8

-35,3 -55,3 -71,9 -32,6

-57,3 -56,5 -99,6 -53,2

19,0 -63,1 -96,6 -15,0

-28,3 -34,3 4.438,6 -34,4

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS, osservatorio statistico CIG

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Tab. 4.6 La CIG nei distretti: cumulato delle ore autorizzate, composizione percentuale per tipologia di Cassa (Ordinaria ORD, Straordinaria STR e Deroga DER) e variazioni tendenziali GenVar% Gen-ago 2011 su corrispondente periodo anno precedente: Monte ore CIG Composizione CIG al 2011 2009 2010 GenGenGenGen-ago Gen-ago Gen-ago Totale Totale 2009 2010 ORD STR DER ORD STR DER 2009 2010 2011 CIG CIG Metalli di Brescia e Lumezzane: rubinetti e 10.777.932 21.410.048 16.515.639 22.747.155 11.394.111 17,2 67,6 15,2 5,7 -31,0 -67,3 15,8 -55,3 pentolame Abbigliamento-tessile gallaratese 5.695.572 9.508.458 6.562.040 9.059.655 5.306.852 40,6 49,5 9,9 -6,8 -19,1 -13,5 -10,7 -53,5 Seta-tessile di Como 5.391.451 10.935.802 7.931.606 11.916.078 4.969.196 28,2 56,3 15,5 -7,8 -37,3 -53,9 -16,2 -50,4 Macchine tessili e per materie plastiche di 4.308.560 8.428.783 5.031.326 8.156.027 4.845.874 12,4 68,7 18,8 12,5 -3,7 -71,4 107,6 -31,0 Brescia Abbigliam e calzature della bassa bresciana 2.308.291 4.637.742 4.681.242 6.273.768 4.621.331 16,4 70,0 13,6 100,2 -1,3 -36,0 79,8 -63,0 Metalmeccanica di Lecco 6.606.581 12.193.131 7.125.680 10.809.195 4.297.238 26,0 61,9 12,1 -35,0 -39,7 -71,1 6,7 -32,8 Tessile e abbigliamento della Val Seriana 2.893.257 5.492.016 5.681.502 7.466.929 4.264.462 14,9 66,1 19,0 47,4 -24,9 -16,2 41,7 -72,4 Lavorazione metalli Valle dell'Arno 4.633.887 9.418.897 8.735.564 10.315.527 3.641.713 40,7 39,0 20,3 -21,4 -58,3 -45,6 -69,5 -45,5 Piastrelle di Sassuolo 1.935.241 3.626.440 4.668.681 6.158.106 3.139.307 8,8 65,3 25,8 62,2 -32,8 -75,8 -35,8 144,9 Mobile del Livenza e Quartiere del Piave 1.120.771 2.551.594 2.666.244 3.898.614 3.106.519 30,1 55,4 14,5 177,2 16,5 -36,4 133,8 -2,1 Mobile imbottito della Murgia 1.977.311 2.993.026 4.113.789 6.049.240 3.045.166 10,3 70,1 19,6 54,0 -26,0 -5,7 -8,7 -58,6 Tessile di Biella 4.500.678 7.327.296 4.127.037 5.881.017 2.390.558 20,7 39,8 39,4 -46,9 -42,1 -61,2 -26,4 -39,4 Macchine agricole di Reggio Emilia e 2.625.340 5.582.746 4.782.875 6.664.822 2.297.144 16,1 48,3 35,5 -12,5 -52,0 -86,1 -18,0 6,6 Modena Calzature di Fermo e Pelletteria del 1.932.607 3.321.267 4.605.040 6.311.522 2.235.216 17,5 28,8 53,7 15,7 -51,5 -43,2 -33,1 -59,4 Tolentino Elettrodomestici di Inox valley 2.822.032 3.919.592 3.466.566 4.937.050 2.116.603 9,4 83,4 7,2 -25,0 -38,9 -70,4 -29,6 -47,1 Legno-arredo della Brianza 1.151.809 3.247.182 2.886.579 4.238.279 2.116.582 28,6 42,4 29,0 83,8 -26,7 -52,5 -0,6 -13,3 Ceramica di Civita Castellana 1.649.040 2.857.083 2.648.667 3.093.560 2.040.478 40,2 38,7 21,1 23,7 -23,0 98,9 -44,5 -47,1 Tessile di Prato 1.111.662 2.045.335 3.159.988 4.291.498 2.040.101 7,1 29,0 63,8 83,5 -35,4 -57,6 -33,1 -32,6 Tessile-abbigliam di Schio-Thiene-Valdagno 1.184.254 2.751.909 3.315.017 4.494.805 1.991.323 7,0 59,2 33,8 68,1 -39,9 -56,7 -17,0 -57,2 Cappe aspiranti ed elettrodomestici di 2.774.122 3.939.298 2.543.458 3.603.112 1.932.600 12,4 83,1 4,6 -30,3 -24,0 -59,5 -4,5 -67,7 Fabriano Scarpe di Casarano 1.821.490 3.331.369 1.453.429 2.341.263 1.930.026 4,5 42,0 53,5 6,0 32,8 -62,4 699,1 -7,8 Orafo di Valenza 2.469.248 3.620.745 2.324.404 3.505.843 1.891.549 9,6 30,1 60,3 -23,4 -18,6 -67,2 158,9 -26,5 Meccanica strumentale di Varese 3.846.222 6.953.438 5.144.408 6.483.682 1.794.977 57,7 36,0 6,3 -53,3 -65,1 -42,7 -79,0 -57,6 Rubinetteria e valvolame Cusio-Valsesia 2.336.145 3.875.089 1.743.503 2.774.293 1.749.861 39,9 38,8 21,3 -25,1 0,4 -24,1 16,9 53,7 Maglieria e abbigliamento di Perugia 537.759 1.046.301 1.977.894 2.464.949 1.576.343 9,6 10,3 80,1 193,1 -20,3 -18,2 3,6 -22,8 Meccanica strumentale di Vicenza 1.277.438 2.916.732 1.892.226 2.799.087 1.557.716 7,8 64,3 27,8 21,9 -17,7 -77,3 -0,6 24,8 Abbigliamento del barese 935.437 1.621.612 2.385.341 3.332.478 1.520.985 29,7 17,6 52,8 62,6 -36,2 -48,2 -58,2 -8,2 Articoli in gomma e materie plastiche di 4.055.539 7.927.154 3.054.901 5.606.096 1.472.016 79,1 16,3 4,7 -63,7 -51,8 -41,2 -73,1 -63,3 Varese
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS, osservatorio statistico CIG

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Tab. 4.6 La CIG nei distretti: cumulato delle ore autorizzate, composizione percentuale per tipologia di Cassa (Ordinaria ORD, Straordinaria STR e Deroga DER) e variazioni tendenziali Genperiodo Var Gen-ago 2011 su corrispondente periodo anno precedente: Monte ore CIG Composizione CIG al 2011 2009 2010 GenGenGenGen-ago Gen-ago Gen-ago Totale Totale 2009 2010 ORD STR DER ORD STR DER 2009 2010 2011 CIG CIG Tessile e abbigliamento di Treviso 706.924 1.514.420 2.234.746 3.712.892 1.447.199 13,5 51,7 34,8 104,7 -35,2 -32,7 -7,5 -55,7 Frigoriferi industriali di Casale Monferrato 1.064.438 1.947.747 1.167.553 1.740.406 1.443.231 11,2 43,6 45,2 35,6 23,6 -30,0 -26,6 717,9 Macchine tessili e per materie plastiche di 2.166.835 3.999.460 3.580.875 5.403.974 1.389.145 39,6 55,0 5,4 -35,9 -61,2 -75,1 27,2 -90,2 Bergamo Mobile d'arte del bassanese e Oreficeria di 769.269 1.753.434 1.890.530 3.114.194 1.368.872 13,7 26,7 59,6 77,9 -27,6 -51,6 -37,0 -11,7 Vicenza Termomeccanica scaligera 1.087.429 2.185.640 4.040.025 5.001.268 1.342.541 33,4 51,3 15,3 23,5 -66,8 -26,1 -74,8 -70,5 Abbigliamento sud abruzzese 772.853 1.477.440 897.355 1.618.995 1.324.061 16,3 41,5 42,2 71,3 47,6 -67,7 345,6 431,6 Calzetteria di Castel Goffredo 1.494.053 1.888.132 824.758 1.130.186 1.224.089 1,9 74,2 23,9 -18,1 48,4 -83,5 263,3 -33,1 Maglieria e abbigliamento di Carpi 209.824 494.951 1.672.057 2.602.817 1.211.636 3,2 12,4 84,3 477,5 -27,5 -76,4 -39,4 -18,7 Metalmeccanico del basso mantovano 768.455 1.804.181 1.237.012 1.849.004 1.045.186 10,0 50,3 39,7 36,0 -15,5 -75,7 40,0 -4,0 Oreficeria di Arezzo 651.403 1.044.833 883.694 1.565.139 1.010.826 18,6 21,0 60,4 55,2 14,4 15,1 37,7 7,8 Macchine per l'imballaggio di Bologna 1.838.650 3.635.560 2.384.796 3.237.072 948.528 15,6 53,2 31,2 -48,4 -60,2 -84,5 -50,3 -28,7 Cucine di Pesaro 443.528 964.859 1.534.700 2.084.344 948.175 13,7 50,4 35,9 113,8 -38,2 -62,0 0,7 -52,6 Abbigliamento di Rimini 43.543 111.555 190.235 853.875 868.964 1,5 2,0 96,5 1.895,6 356,8 -65,2 n.d 450,4 Macchine utensili di Piacenza 355.382 907.375 1.044.343 1.636.313 827.931 28,2 56,7 15,1 133,0 -20,7 -55,5 11,2 28,5 Macchine legno di Rimini 711.502 1.086.641 700.338 1.367.665 827.263 1,7 56,9 41,4 16,3 18,1 -86,6 66,4 8,5 Mobilio abruzzese 481.427 872.852 1.019.668 1.190.332 784.773 66,9 29,1 4,0 63,0 -23,0 625,4 -75,3 37,5 Sedie e tavoli di Manzano 558.830 1.264.957 553.998 867.512 774.368 15,6 79,5 4,9 38,6 39,8 -1,9 50,7 69,9 Concia e calzature di Santa Croce sull'Arno 767.812 1.518.090 1.249.831 1.787.315 765.475 15,9 52,0 32,0 -0,3 -38,8 -75,3 23,9 -43,5 Calzature napoletane 738.708 1.403.585 1.076.304 1.439.749 758.335 20,8 57,5 21,7 2,7 -29,5 -51,5 -11,5 -36,4 Materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padova 810.149 1.908.725 1.595.707 2.113.609 752.002 23,8 39,8 36,5 -7,2 -52,9 -60,9 -63,7 -12,9 Calzature del Brenta 422.786 913.037 1.195.159 1.515.448 719.514 19,2 51,5 29,3 70,2 -39,8 -33,3 -21,5 -59,1 Macchine concia della pelle di Vigevano 1.729.514 2.526.936 1.155.392 1.540.930 689.289 30,9 44,7 24,4 -60,1 -40,3 -67,5 -19,0 39,6 Calzature di Vigevano 874.684 1.340.895 609.516 834.149 665.887 74,5 6,9 18,6 -23,9 9,2 56,6 -50,8 -37,8 Abbigliamento di Empoli 679.886 1.067.962 1.168.055 1.497.075 655.423 14,2 24,2 61,6 -3,6 -43,9 -54,9 -73,5 11,0 Tessile e abbigliamento di Arezzo 493.944 921.527 838.877 1.499.916 642.837 13,5 47,1 39,3 30,1 -23,4 -26,8 -26,7 -17,6 Polo fiorentino della pelle 470.420 1.057.734 1.068.759 1.809.854 629.232 15,5 36,4 48,1 33,8 -41,1 -75,0 3,8 -33,8 Mobili in stile di Bovolone 170.230 401.390 1.045.604 1.457.401 619.138 31,4 18,9 49,7 263,7 -40,8 4,7 -74,9 -21,7 Abbigliamento nord abruzzese 259.279 544.850 702.575 993.939 616.976 38,6 46,6 14,8 138,0 -12,2 1,0 5,8 -53,2 Vetro artistico di Murano 192.925 449.981 339.725 622.931 605.953 33,3 40,0 26,8 214,1 78,4 6,3 415,3 57,4
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS, osservatorio statistico CIG

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Tab. 4.6 La CIG nei distretti: cumulato delle ore autorizzate, composizione percentuale per tipologia di Cassa (Ordinaria ORD, Straordinaria STR e Deroga DER) e variazioni tendenziali GenVar Gen-ago 2011 su corrispondente periodo anno precedente: Monte ore CIG Composizione CIG al 2011 2009 2010 GenGenGenGen-ago Gen-ago Gen-ago Totale Totale 2009 2010 ORD STR DER ORD STR DER 2009 2010 2011 CIG CIG Calzatura sportiva di Montebelluna 488.933 561.134 724.801 891.596 295.777 10,8 75,8 13,4 -39,5 -59,2 -69,8 -39,1 -84,2 Porfido di Val di Cembra 219.476 268.429 317.958 386.166 282.489 82,7 13,2 4,1 28,7 -11,2 5,9 -60,3 268,8 Coltelli, forbici di Maniago 574.236 1.388.317 1.439.053 1.774.647 280.909 48,5 42,5 9,1 -51,1 -80,5 -74,8 -84,8 -77,2 Abbigliamento del napoletano 574.729 649.489 734.718 896.483 246.170 11,6 14,9 73,5 -57,2 -66,5 0,0 -94,4 220,0 Macchine tessili di Biella 358.855 548.806 441.355 614.045 186.918 16,0 3,7 80,4 -47,9 -57,6 -66,5 -97,3 55,6 Articoli in pelle e calzature di Arezzo 186.012 361.568 272.752 383.008 139.871 13,7 41,5 44,8 -24,8 -48,7 -77,2 135,3 -61,9 Calzature di Lamporecchio 147.992 248.727 215.992 281.072 135.283 19,3 17,9 62,8 -8,6 -37,4 -68,3 215,0 -32,5 Marmo di Carrara 52.256 108.557 84.274 120.212 124.555 17,8 60,5 21,6 138,4 47,8 -50,2 n.d -32,1 Sughero di Calangianus 6.960 24.120 72.463 85.887 113.942 12,7 0,0 87,3 1.537,1 57,2 23,0 n.d 63,9 Grafico veronese 37.430 78.883 250.454 519.256 111.844 34,7 37,7 27,7 198,8 -55,3 -56,5 -63,1 -34,3 Food machinery di Parma 84.237 211.258 196.300 292.166 106.274 22,2 32,5 45,3 26,2 -45,9 -75,4 18,7 -32,4 Cartario di Capannori 63.062 135.639 336.498 641.547 94.605 0,4 8,4 91,2 50,0 -71,9 -99,6 -96,6 4.438,6 Calzature di Lucca 134.658 236.665 210.645 342.843 90.193 29,7 7,4 62,9 -33,0 -57,2 -60,0 219,6 -59,9 Legno e arredamento dell'Alto Adige 109.867 143.280 96.955 111.738 68.545 26,9 54,6 18,4 -37,6 -29,3 -55,0 80,0 -64,0 Mobili di Poggibonsi-Sinalunga 55.003 92.373 78.116 122.281 61.839 43,8 22,8 33,4 12,4 -20,8 -53,7 n.d 5,7 Calzature di Fusignano-Bagnacavallo 46.373 66.999 141.887 172.740 57.799 0,3 0,0 99,7 24,6 -59,3 -81,1 -100,0 -59,1 Lavorazione ardesia di Val Fontanabuona 9.213 62.666 48.222 100.586 41.960 8,6 91,4 0,0 355,4 -13,0 -82,6 44,7 -100,0 Totale distretti tradizionali 119.856.800 221.948.159 182.937.826 260.270.360 123.255.655 21,9 49,9 28,3 2,8 -32,6 -53,2 -15,0 -34,4
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS, osservatorio statistico CIG

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5. I 20 poli tecnologici
Prosegue, nel secondo trimestre 2011, la crescita delle esportazioni dei poli hi-tech che fanno registrare la sesta variazione tendenziale consecutiva positiva (+5,7%). A trainare le aree a elevato contenuto tecnologico sono i segmenti dellICT e del biomedicale che chiudono con variazioni positive a due cifre. Pi contenuto lincremento delle esportazioni della farmaceutica (+4%), mentre registra una lieve contrazione laeronautica (-0,5%). Lanalisi per sbocco commerciale conferma la rilevanza dei mercati maturi per lexport dei poli tecnologici. Si osservano tassi di crescita a due cifre verso i pi importanti mercati di riferimento: Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito. Si riduce per lexport verso gli Stati Uniti, primo mercato di sbocco e la Spagna. Si registra inoltre unattenuazione del ritmo di crescita delle esportazioni sui mercati emergenti: lexport verso la Cina registra un (fisiologico) calo (-9,9%), dopo 5 trimestri di incrementi significativi. Scende anche lexport verso la Corea del Sud, mentre brillano le vendite in Turchia, India e Brasile (anche se si tratta di volumi esportati ancora piuttosto contenuti). Anche i dati sulla Cassa Integrazione Guadagni confermano il quadro emerso nei primi mesi dellanno. Nonostante i segnali positivi provenienti dal commercio con lestero, permangono situazioni di criticit importanti sul mercato del lavoro. La tendenza nel complesso dei poli tecnologici nei primi otto mesi del 2011 evidenzia un calo del ricorso alla Cassa Ordinaria e in Deroga, ma un incremento di quella Straordinaria (legata a fenomeni di crisi, riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale).
Serena Fumagalli

5.1 Levoluzione congiunturale delle esportazioni


Lanalisi dei dati di export del secondo trimestre 2011 dei 20 poli tecnologici da noi monitorati conferma i risultati positivi gi emersi nei mesi precedenti. Prosegue la crescita delle esportazioni dei poli hi-tech che fanno registrare la sesta variazione tendenziale consecutiva positiva (+5,7%). A trainare le aree a elevato contenuto tecnologico sono i segmenti dellICT e del biomedicale che chiudono con tassi di crescita a due cifre. Pi contenuto lincremento delle esportazioni della farmaceutica (+4%), mentre registra una lieve contrazione laeronautica (-0,5%) che sconta le performance negative dei poli di Napoli e Varese. Lanalisi dellevoluzione degli scambi evidenzia da un lato una decelerazione nel ritmo di crescita delle export dei poli hi-tech, e dallaltro una performance meno brillante rispetto ai distretti tradizionali, che hanno invece chiuso il trimestre con un incremento del 12,9% (cfr. cap.1). Entrambi questi risultati devono per essere letti alla luce delle ottime performance ottenute nei poli tecnologici nel 2010: nel secondo trimestre lexport aveva, infatti, registrato un incremento del 16% circa. Inoltre, durante la crisi, i poli hanno mostrato una maggiore capacit di tenuta, grazie alla specializzazione produttiva in comparti meno soggetti allandamento del ciclo economico.

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Fig. 5.1 Evoluzione dellexport (variazioni % tendenziali): confronto poli tecnologici e distretti tradizionali

30 20 10 0 -10 -20 -30 I 08

Poli Tecnologici Distretti Tradizionali 5,7 12,9

II 08 III 08 IV 08 I 09

II 09

III 09 IV09

I 10

II 10 III 10 IV 10 I 11

II 11

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Il settore biomedicale mostra la crescita pi intensa (10,9%), trainato in particolare dal polo di Padova (+14,1%) che evidenzia buone performance sui principali mercati di sbocco: Francia e Germania in primis. Bene anche il polo di Mirandola (+7,3%), che torna in territorio positivo, sostenuto soprattutto dal balzo delle esportazioni verso il Canada.
Fig. 5.2 Export del secondo trimestre 2011 (variazioni % tendenziali): dettaglio per settore economico

14 11 8 5,7 5 2 -1 Aeronautica Farmaceutica Poli Tecnologici ICT Biomedicale


Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

10,4

10,9

4,0 -0,5

Nel settore ICT la dispersione dei risultati elevata. Nel complesso i poli ICT chiudono il secondo trimestre evidenziando una buona performance (+10,4%). A trainare il comparto in particolare il polo di Torino (+40,7%), che evidenzia un boom di vendite in Germania, secondo mercato di sbocco, e che cresce anche negli altri principali mercati di riferimento Francia e Stati Uniti. Da segnalare inoltre il balzo di vendite verso la Turchia. Incrementi delle export vicini al 20% circa si osservano nel polo romano (+20,6%), nellICT di Catania (+19%), nellICT veneto (+18,6%) e ICT ICT nellICT di Trieste (+18%). In questi poli ICT a sostenere le esportazioni sono soprattutto i ICT mercati maturi: Regno Unito, Germania, Francia per lICT romano e di Trieste, Francia per lICT di Catania (grazie alla presenza del sito produttivo di unimportante multinazionale italo-francese), Austria e Svizzera per lICT veneto. Ha chiuso il trimestre con un incremento delle export pi contenuto lICT di Milano (+7,4%) , primo polo ICT per volumi esportati, che cresce in Francia e Svizzera, ma che sconta risultati negativi in Germania e Stati Uniti. In calo le esportazioni del polo di Bologna e Modena (-1,4%), che si confronta con i risultati particolarmente brillanti del secondo trimestre 2010 e che sconta un calo delle vendite in Slovenia e Svizzera, terzo e quarto mercato di sbocco dellarea. Pi critica la situazione dei poli ICT di Genova e dellAquila Il polo dellAquila. ligure registra un calo delle export superiore al 18%, ascrivibile alla riduzione delle vendite sui

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principali mercati di riferimento: Cina, Siria, Russia India e Arabia Saudita. Il polo abruzzese (-26,3%) soffre invece soprattutto verso Stati Uniti e Singapore. Chiude il secondo trimestre in linea con il dato di inizio anno il settore farmaceutico (+4%), sostenuto in particolare dal buon andamento del polo toscano che ha registrato una crescita toscano, importante (+24,8%) dopo due trimestri pesantemente negativi che scontavano la fine delle commesse sul comparto dei vaccini. In particolare sono tornate in territorio positivo le esportazioni di farmaceutica della provincia di Siena, coinvolte anche in un processo di ristrutturazione aziendale. Tra i mercati di sbocco spicca il balzo delle vendite di farmaci sul mercato dei Paesi Bassi (spesso utilizzato al pari di Svizzera e Belgio come paese di fatturazione) e sperimentano un ritmo sostenuto le esportazioni verso Germania, Francia e Regno Unito. Tra i mercati emergenti rimasto, invece, in territorio negativo il mercato brasiliano, che nel 2010 si era portato, grazie a una crescita straordinaria, al quarto posto tra gli sbocchi commerciali del polo farmaceutico toscano. Le esportazioni del polo di Napoli crescono del 12%, trainate dal Napoli buon andamento delle vendite verso la Svizzera, che rappresenta il principale sbocco commerciale (rappresenta circa l85% dellexport dellarea). Il polo farmaceutico laziale dopo i laziale, brillanti risultati ottenuti nel 2010 (+33% la variazione annuale tendenziale), sta ora registrando una fisiologica decelerazione dei prodotti esportati (2,8%). A condizionare la performance dellarea in particolare il calo delle vendite sul mercato statunitense (-34,9%), secondo mercato di sbocco dellarea, dopo il balzo osservato nel 2010. Male anche lexport verso Regno Unito (-20%) e Paesi Bassi (-16,4%). Segnali positivi provengono invece dalla Francia (in sostanziale tenuta rispetto ad avvio 2011), i cui scambi sono condizionati da flussi intra-firm tra una multinazionale francese e la partecipata italiana presente in provincia di Frosinone. Registrano tassi di crescita del 20% circa, invece, le esportazioni verso Belgio e Giappone. Chiude in debole calo lexport del polo farmaceutico milanese (-1,1%) che registra contrazioni a due cifre sui mercati statunitense (-19,3%) e inglese (-29,8%). Da segnalare per il buon andamento delle vendite in Germania (primo sbocco commerciale dellarea) e in Svizzera (sede di multinazionali del settore che attivano scambi intra-firm con le imprese del polo).
Tab. 5.1 Export dei poli tecnologici Milioni di euro 2010 % Totale Poli Tecnologici 20.226 Totale poli farmaceutica 8.683 Polo farmaceutico del Lazio 4.265 Polo farmaceutico milanese 2.736 Polo farmaceutico di Napoli 960 Polo farmaceutico toscano 722 Totale poli ICT 6.906 Polo ICT di Milano 3.868 Polo ICT romano 737 Polo ICT di Torino 550 Polo ICT veneto 532 Polo ICT di Bologna e Modena 406 Polo ICT di Catania 288 Polo ICT dell'Aquila 253 Polo ICT di Genova 141 Polo ICT di Trieste 130 Totale poli aeronautica 3.950 Polo aeronautico di Varese 1.590 Polo aeronautico di Torino 1.015 Polo aeronautico di Napoli 799 Polo aeronautico romano 342 Polo aeronautico pugliese 204 Totale poli Biomedicale 687 Biomedicale di Padova 357 Biomedicale di Mirandola 330
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Comp. % 100,0 42,9 21,1 13,5 4,7 3,6 34,1 19,1 3,6 2,7 2,6 2,0 1,4 1,2 0,7 0,6 19,5 7,9 5,0 4,0 1,7 1,0 3,4 1,8 1,6

dellanno Var. % rispetto al corrispondente periodo dellanno precedente 2010 I trim. 2011 II trim. 2011 I sem. 2011 17,6 10,2 5,7 7,8 18,0 4,0 4,0 4,0 33,0 5,1 2,8 4,0 5,7 10,7 -1,1 4,3 19,6 18,5 12,0 15,0 -5,0 -29,3 24,8 -10,0 19,1 15,9 10,4 13,0 21,4 11,1 7,4 9,2 16,1 27,7 20,6 23,7 14,4 47,2 40,7 43,7 5,6 9,4 18,6 14,0 23,2 26,2 -1,4 10,5 21,7 6,1 19,0 12,8 10,7 8,4 -26,3 -9,5 36,5 2,7 -18,4 -8,0 36,8 32,5 18,0 24,7 16,6 15,6 -0,5 7,0 14,1 5,2 -13,8 -6,0 14,1 7,4 16,1 11,6 31,1 4,2 -15,9 -6,7 16,3 115,3 59,1 91,5 1,9 17,2 47,4 32,2 4,4 7,1 10,9 9,0 11,7 16,4 14,1 15,3 -2,5 -3,4 7,3 1,9

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Ha chiuso in calo lexport del settore aeronautico negativamente condizionato dai poli di Varese aeronautico, (-13,8%) e di Napoli (-15,9%). La lettura trimestrale delle esportazioni del settore non pu per prescindere dalla considerazione dellelevata volatilit dei dati del settore. Levoluzione degli scambi determinata spesso da singole commesse, la cui realizzazione impatta notevolmente lexport verso un paese piuttosto che un altro. Il settore, caratterizzato dalla presenza di grandi gruppi industriali sta ora attraversando una fase di ristrutturazione e riorganizzazione che sta coinvolgendo stabilimenti su tutto il territorio italiano. Entrambi i poli di Napoli e Varese hanno evidenziato un calo delle vendite verso il loro principale mercato di sbocco: gli Stati Uniti. Le esportazioni sono cresciute in Francia (per il polo di Napoli) e nei Paesi Bassi e nel Quatar (per il polo lombardo). Le esportazioni del polo aeronautico di Torino sono cresciute del 16,1%, sostenute dalle buone performance realizzate negli Stati Uniti, in Germania e Regno Unito. Registrano un incremento sensibile dellexport i poli pugliese (+47,4%) e romano (59,1%). Da segnalare il buon andamento delle vendite verso gli Stati Uniti per entrambi i poli tecnologici. .
Fig. 5.3 Export dei poli tecnologici verso i nuovi mercati e mercati maturi a confronto (variazioni % tendenziali)

50 40 30 20 10 0 -10 -20 I 08 II 08

nuovi mercati

mercati maturi

5,5 5,8

III 08 IV 08 I 09

II 09 III 09 IV09

I 10

II 10 III 10 IV 10

I 11

II 11

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Dallanalisi dellevoluzione dellexport per sbocchi commerciali del complesso dei poli tecnologici emergono alcune considerazioni interessanti. Nel secondo trimestre la crescita delle esportazioni mercati verso i mercati maturi (5,8%) risultata lievemente superiore rispetto a quella sui nuovi mercati (5,5%), trainata in particolare dal buon andamento delle vendite in Francia (+17,3%), Germania (+10,8%), Svizzera (+18,5%), Regno Unito (18,8%), Paesi Bassi (+18,5%). Ha chiuso invece in territorio negativo lexport verso gli Stati Uniti (-18,1%), primo mercato di sbocco dei poli hightech (nel 2010), che ha evidenziato un calo delle vendite in tutti i settori, fatta eccezione per il biomedicale. In calo anche la Spagna (-1,4%) e il Giappone (-5%). Si osserva inoltre unattenuazione del ritmo di crescita delle esportazioni sui mercati emergenti: lexport verso la Cina registra un (fisiologico) calo (-9,9%), dopo 5 trimestri di incrementi a due cifre. In rallentamento in particolare i settori dellaeronautica e dellICT. Diminuisce anche lexport verso la Corea del Sud (-12,9%), che sconta il calo del settore aeronautico dopo il balzo registrato nei mesi scorsi. Brillano invece Turchia (+32,5%) e India (+46,6%), trainate dal settore Turchia dellICT e in particolare dai poli romano, milanese e di Torino. Bene anche lexport verso il Brasile, Brasile che chiude con una variazione positiva pi contenuta (+2,8%), sostenuta dal settore ICT e in particolare dai poli veneto e di Torino. Lanalisi del secondo trimestre 2011 per sbocco commerciale conferma dunque la rilevanza dei mercati maturi per lexport dei poli hi-tech, evidenziando tassi di crescita a due cifre verso i pi importanti mercati di riferimento (fatta eccezione per gli Stati Uniti). Lexport dei poli, inoltre si conferma molto concentrato in pochi sbocchi commerciali, nel periodo aprile-giugno 2011, la somma delle esportazioni dei primi 9 mercati corrisponde al 65% circa dellexport complessivo.

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Tab. 5.2 Evoluzione delle esportazioni dei poli tecnologici nei primi 20 sbocchi commerciali Milioni di Comp. Var. % rispetto al corrispondente dellanno euro 2010 % periodo dellanno precedente I trim. 2011 II trim. 2011 I sem. 2011 2010 Totale 20.226 100,0 17,6 10,2 5,7 7,8 Stati Uniti 2.767 13,7 24,3 4,6 -18,1 -7,7 Francia 2.446 12,1 20,2 20,2 17,3 18,7 Germania 2.000 9,9 9,4 10,3 10,8 10,6 Svizzera 1.743 8,6 27,3 8,8 18,5 14,0 Regno Unito 1.112 5,5 8,6 3,0 18,8 11,4 Spagna 859 4,2 2,1 8,7 -1,4 3,0 Paesi Bassi 813 4,0 11,0 -33,7 18,5 -14,1 Belgio 669 3,3 6,6 -22,7 4,2 -10,3 Giappone 627 3,1 12,2 62,6 -5,0 23,8 Cina 409 2,0 44,7 37,8 -9,9 11,1 Brasile 308 1,5 14,3 76,9 2,8 28,7 Corea del Sud 290 1,4 -14,4 -27,8 -12,9 -20,4 Austria 264 1,3 14,4 13,7 7,9 10,7 Polonia 236 1,2 15,0 5,9 -0,4 2,6 Australia 234 1,2 16,0 41,0 -5,8 17,1 Grecia 228 1,1 5,4 -17,4 -20,8 -19,0 Turchia 224 1,1 -29,3 76,3 32,5 51,2 India 219 1,1 28,6 31,9 46,6 38,4 Romania 212 1,0 123,1 12,2 -14,7 -5,0 Canada 210 1,0 2,3 -15,7 0,1 -8,4
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

5.2 La Cassa Integrazione Guadagni


Anche i dati sulla cassa integrazione guadagni confermano il quadro emerso nei primi mesi dellanno. Nonostante i segnali positivi provenienti dal commercio con lestero, permangono positivi . situazioni di criticit importanti sul mercato del lavoro. La tendenza nel complesso dei poli tecnologici nei primi otto mesi del 2011 evidenzia un calo del ricorso alla Cassa Ordinaria e in Deroga, ma un incremento di quella Straordinaria (legata a fenomeni di crisi, riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale).
Fig. 5.4 Monte ore CIG autorizzate nei poli tecnologici (milioni di ore)

16 14 12 10 8 6 4 2 0

gennaio- agosto 2009 gennaio-agosto 2010 gennaio-agosto 2011

CIG ordinaria
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

CIG straordinaria

CIG in deroga

Il dettaglio per settore evidenzia un maggior ricorso a questi ammortizzatori sociali per i settori ICT e farmaceutico. Nel periodo gennaio-agosto 2011 ai primi posti nel ranking dei maggiori utilizzatori delle ore di CIG, troviamo i poli ICT di Torino (3,4 milioni di ore) e di Milano (3,2

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milioni di ore), seguiti dai poli farmaceutici laziale (2,4 milioni di ore) e milanese (2 milioni di ore). In tutti questi casi si osservato un ridimensionamento della componente ordinaria e di quella in deroga, mentre salita quella straordinaria. Nel settore aeronautico spicca il polo di Napoli, al quinto posto nella classifica, che ha evidenziato un notevole balzo della cassa straordinaria nei primi 8 mesi del 2011. Le difficolt del polo campano trovano spiegazione nel processo di ristrutturazione che unimportante societ sta avviando e che prevede una riorganizzazione dei siti produttivi su tutto il territorio italiano. Supera il milione di ore anche il polo ICT romano, seguito da quello veneto e aquilano. Agli ultimi posti troviamo invece i poli del biomedicale, anche se si osserva un incremento significativo della cassa straordinaria del polo di Mirandola legato alla riorganizzazione aziendale di un gruppo presente sul territorio.
Tab. 5.3 I dati di CIG dei 20 poli tecnologici 2010 33.443.420 5.196.958 5.960.477 3.708.774 2.559.674 1.447.367 2.614.007 2.081.265 1.719.747 1.750.127 3.301.375 772.093 753.326 224.345 335.995 177.892 235.831 191.165 208.616 38.897 165.489 GenGen-Ago 2011 19.507.088 3.360.836 3.220.954 2.357.314 2.004.507 1.888.668 1.749.039 887.330 764.053 756.380 712.872 334.227 309.307 298.051 224.624 203.615 155.827 123.254 118.191 20.086 17.953 Totale -10,2 -2,3 -26,1 -5,2 16,7 77,3 19,2 33,1 59,3 -26,0 -77,0 -21,4 -31,9 180,8 -14,7 15,1 48,3 3,8 -12,0 18,4 -85,8 Variazione Variazione % 2011 su 2010 Ordinaria Straordinaria -58,9 40,4 -64,2 93,9 -79,3 64,3 -57,4 378,2 -78,4 94,7 -81,4 411,1 36,6 -8,4 -18,2 130,0 -98,1 412,2 -40,6 -41,7 -73,4 -79,6 125,9 -100,0 410,2 7,0 -50,0 -71,0 -91,7 -54,5 25,1 76,4 -58,3 -84,5 86,6 -87,4 150,9 -77,0 -90,5 -62,1 In deroga -46,7 -13,3 -55,3 -94,8 -58,5 -70,0 161,3 -51,6 309,9 3,6 231,7 -63,2 -77,4 1337,6 143,8 168,8 73,4 8,7 -9,7 -97,6

TOTALE POLI TECNOLOGICI Polo ICT di Torino Polo ICT di Milano Polo farmaceutico del Lazio Polo farmaceutico milanese Polo aeronautico di Napoli Polo ICT romano Polo ICT veneto Polo ICT dell'Aquila Polo ICT di Bologna e Modena Polo aeronautico di Torino Polo aeronautico di Varese Polo farmaceutico di Napoli Polo farmaceutico toscano Polo aeronautico pugliese Polo ICT di Catania Polo aeronautico romano Polo ICT di Genova Biomedicale di Mirandola Polo ICT di Trieste Biomedicale di Padova
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

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5.3 La geografia dei poli tecnologici


5.3.1 La mappa delle performance dellexport dei poli .3.1 perfor

In questo paragrafo si offre unindicazione visiva dellandamento dei poli tecnologici italiani nei mercati esteri. La mappa distribuisce sul territorio i 20 poli tecnologici oggetto dellanalisi in questo capitolo. Cos com stato fatto per i distretti tradizionali, ciascun polo rappresentato sulla mappa da un cerchio. La dimensione del cerchio indica limportanza del distretto in termini di fatturato (2007) e di numero di imprese appartenenti al distretto stesso. Il colore dei cerchi fornisce, invece, indicazioni circa landamento delle esportazioni dei poli tecnologici nel secondo trimestre 2011. In verde i distretti che hanno registrato un aumento delle esportazioni superiore al 5%; In rosso i distretti che hanno subito un calo delle esportazioni non inferiore al -5%; In bianco i distretti che hanno maturato una variazione delle esportazioni compresa tra il -5% e il +5%.
I 20 poli tecnologici Label Nome polo 1 Biomedicale di Mirandola 2 Biomedicale di Padova 3 Polo ICT dell'Aquila 4 Polo ICT di Bologna e Modena 5 Polo ICT di Catania 6 Polo ICT di Genova 7 Polo ICT di Milano 8 Polo ICT di Torino 9 Polo ICT romano 10 Polo ICT veneto 11 Polo aeronautico di Napoli 12 Polo aeronautico di Torino 13 Polo aeronautico di Varese 14 Polo aeronautico pugliese 15 Polo aeronautico romano 16 Polo farmaceutico del Lazio 17 Polo farmaceutico di Napoli 18 Polo farmaceutico di Milano 19 Polo farmaceutico toscano 20 Polo ICT di Trieste

Angelo Palumbo

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Fig. 5.5 - Evoluzione delle esportazioni dei poli tecnologici nel secondo trimestre 2011

13 18 10 7 12 8 1 2 2
20

4 6

19

3 9 15 16

11 17 14

Fonte: elaborazione Intesa Sanpaolo su dati Istat

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5.3.2 Il planisfero delle esportazioni dei poli

In questo planisfero illustrato landamento delle esportazioni negli 89 sbocchi commerciali, dove i poli nel 2007 hanno esportato beni per un valore non inferiore a 5 milioni di euro. I paesi dove i distretti nel 2007 hanno registrato un valore dellexport inferiore a 5 milioni sono ombreggiati. I paesi dove i distretti hanno registrato un aumento tendenziale delle esportazioni superiore al 5% sono di colore verde. I mercati dove lexport distrettuale si ridotto di almeno il -5% sono illustrati in rosso. Gli sbocchi commerciali in cui i distretti hanno sperimentato una variazione delle vendite estere compresa tra il -5% e il +5% sono dipinti in bianco.
Fig. 5.6 - Evoluzione delle esportazioni dei poli tecnologici nel secondo trimestre 2011

Fonte: elaborazione Intesa Sanpaolo su dati Istat

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5.4 Il Cruscotto dei poli tecnologici


Nelle tavole che seguono viene riportata levoluzione delle esportazioni dei poli tecnologici qui monitorati al massimo livello di disaggregazione (terza cifra classificazione Ateco 2007) per provincia.

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Cruscotto dei poli tecnologici Distretto Biomedicale di Mirandola, di cui Biomedicale di Mirandola Biomedicale di Padova, di cui Biomedicale di Padova Polo aeronautico di Napoli Torino Polo aeronautico di Torino Polo aeronautico di Varese Polo aeronautico pugliese, di cui: Polo aeronautico pugliese Polo aeronautico pugliese Polo aeronautico romano di Polo farmaceutico del Lazio, di cui: Polo farmaceutico del Lazio Polo farmaceutico del Lazio Polo farmaceutico del Lazio Polo farmaceutico del Lazio Polo farmaceutico del Lazio Polo farmaceutico del Lazio Polo farmaceutico di Napoli, di cui: Polo farmaceutico di Napoli Polo farmaceutico di Napoli Polo farmaceutico milanese, di cui: Polo farmaceutico milanese Polo farmaceutico milanese Polo farmaceutico toscano, di cui: Polo farmaceutico toscano Polo farmaceutico toscano Polo farmaceutico toscano Polo farmaceutico toscano Polo ICT dellAquila, di cui: Polo ICT dell'Aquila Provincia Specializzazione Export nominale nel 2010 (milioni di euro) 330 326 357 353 799 1.015 1.590 204 106 92 342 4.265 1.570 65 1.754 109 737 31 960 930 30 2.736 1.928 808 722 333 33 35 319 253 251 Var. % nominale export 2010 -2,5 -2,0 11,7 12,9 31,1 14,1 14,1 1,9 -5,1 23,6 16,3 33,0 100,2 6,3 6,8 -0,2 30,3 -33,4 19,6 18,6 58,4 5,7 5,3 6,5 -5,0 39,8 14,5 128,9 -32,9 10,7 10,6 GenGen-Giu. 11 1,9 2,4 15,3 15,5 -6,7 11,6 -6,0 32,2 18,7 31,7 91,5 4,0 2,7 -31,6 19,6 27,9 -26,1 -23,1 15,0 14,5 27,8 4,3 3,3 6,8 -10,0 48,3 -42,4 -43,3 -42,8 -9,5 -9,6 Apr.Apr.-Giu. 11 7,3 7,6 14,1 14,7 -15,9 16,1 -13,8 47,0 26,2 45,5 59,1 2,8 -0,4 -25,5 20,8 21,2 -25,9 -39,2 12,0 14,1 -35,9 -1,1 -4,0 6,0 24,8 59,3 -49,4 -30,0 -0,4 -26,3 -26,4 Rilevanza distretto (a) 3,6 3,5 5,0 4,9 16,1 6,2 18,2 6,6 11,6 17,6 4,5 30,1 43,4 1,8 57,3 3,6 9,8 0,4 19,3 18,7 0,6 6,7 4,7 2,0 6,6 4,5 0,5 1,4 29,5 34,9 34,6

Modena Padova Napoli Torino Varese Brindisi Foggia Roma Frosinone Frosinone Latina Latina Roma Roma Napoli Napoli Milano Milano Firenze Firenze Pisa Siena L'Aquila

Strumenti e forniture mediche dentistiche Strumenti e forniture mediche dentistiche Aeromobili, veicoli spaziali Aeromobili, veicoli spaziali Aeromobili, veicoli spaziali Aeromobili, veicoli spaziali Aeromobili, veicoli spaziali Aeromobili, veicoli spaziali Medicinali e preparati farmaceutici Prodotti farmaceutici di base Medicinali e preparati farmaceutici Prodotti farmaceutici di base Medicinali e preparati farmaceutici Prodotti farmaceutici di base Medicinali e preparati farmaceutici Prodotti farmaceutici di base Medicinali e preparati farmaceutici Prodotti farmaceutici di base Medicinali e preparati farmaceutici Prodotti farmaceutici di base Medicinali e preparati farmaceutici Medicinali e preparati farmaceutici Elettronica

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Cruscotto dei poli tecnologici Distretto Polo ICT di Bologna e Modena, di cui: Polo ICT di Bologna e Modena Polo ICT di Bologna e Modena Polo ICT di Bologna e Modena Polo ICT di Bologna e Modena Polo ICT di Catania, di cui: Polo ICT di Catania Polo ICT di Genova, di cui: Polo ICT di Genova Polo ICT di Genova Polo ICT di Milano, di cui: Polo ICT di Milano Polo ICT di Milano Polo ICT di Milano Polo ICT di Torino, di cui: Polo Ict di Torino Polo Ict di Torino Polo Ict di Torino Polo ICT di Trieste, di cui Polo ICT di Trieste Polo ICT di Trieste Polo ICT romano, di cui: Polo ICT romano Polo ICT romano Polo ICT romano Polo ICT veneto, di cui: Polo ICT veneto Polo ICT veneto Polo ICT veneto Polo ICT veneto Polo ICT veneto Provincia Specializzazione nominale Export nominale nel 2010 (milioni di euro) 406 37 74 194 95 288 275 141 82 48 3.868 1.299 429 2.140 550 57 103 390 130 48 77 737 138 86 513 532 33 167 76 41 36 Var. % nominale export 2010 23,2 24,7 50,0 19,2 23,4 21,7 24,4 36,5 47,8 19,7 21,4 30,9 3,6 20,3 14,4 12,0 12,0 15,4 36,8 23,1 45,2 16,1 -11,2 29,6 24,2 5,6 133,0 1,9 -6,2 -11,9 -9,2 GenGen-Giu. 11 10,5 -27,8 11,6 33,9 -19,9 12,8 14,9 -8,0 -0,6 -32,4 9,2 -12,6 29,6 18,0 43,7 45,0 1,3 54,0 24,7 26,6 26,4 23,7 34,5 -27,6 30,3 14,0 108,9 14,3 -19,3 -12,1 23,7 Apr.Apr.-Giu. 11 -1,4 -46,2 -2,1 34,4 -42,2 19,0 19,5 -18,4 -11,9 -42,9 7,4 -20,3 26,7 20,9 40,7 16,9 -6,5 55,5 18,0 6,0 28,8 20,6 30,5 -54,3 31,9 18,6 201,1 12,5 -23,0 11,7 22,4 Rilevanza distretto (a) 2,1 0,4 0,8 2,0 1,0 37,9 36,1 4,6 2,7 1,6 9,5 3,2 1,1 5,2 3,4 0,4 0,6 2,4 6,3 2,3 3,7 9,8 1,8 1,1 6,8 1,9 0,5 2,3 0,6 0,3 0,4

Bologna Bologna Bologna Modena Catania Genova Genova Milano Milano Milano Torino Torino Torino Trieste Trieste Roma Roma Roma Padova Padova Vicenza Vicenza Verona

Apparecchiature per TLC Computer e unit periferiche Elettronica Elettronica Elettronica Apparecchiature per TLC Elettronica Apparecchiature per TLC Computer e unit periferiche Elettronica Apparecchiature per TLC Computer e unit periferiche Elettronica Elettronica Apparecchiature per TLC Apparecchiature per TLC Computer e unit periferiche Elettronica Apparecchiature per TLC Elettronica Apparecchiature per TLC Computer e unit periferiche Elettronica

Nota; (a) La rilevanza dei distretti qui definita come il rapporto percentuale tra le esportazioni provinciali di una determinata produzione e lexport provinciale di manufatti e beni agricoli. Questo indicatore, calcolato per il 2010, rappresenta una misura sintetica dellimportanza ricoperta, allinterno di una provincia, dalle esportazioni di una determinata produzione distrettuale. Esso, pertanto, non tiene conto della rilevanza complessiva di un distretto in quanto non considera il fatturato realizzato sul territorio italiano (che non disponibile a livello provinciale). Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

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6. Approfondimento Il calzaturiero di San Mauro Pascoli: strategie per un rilancio possibile14


Nel corso degli anni Duemila il distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli ha saputo misurarsi con successo con un contesto competitivo esterno sempre pi complesso e difficile, caratterizzato dallaffermazione dei paesi emergenti, dallapprezzamento delleuro e dalla bassa dinamicit dei consumi nellUnione Europea. Tra il 1999 e il 2007, infatti, San Mauro Pascoli ha conosciuto una crescita delle esportazioni notevole (+14,2% la crescita media annua; Fig. 6.1) e di gran lunga pi elevata rispetto ad altri principali distretti calzaturieri italiani (Fermo, Riviera del Brenta e Montebelluna). Trainante il mercato russo che divenuto in poco tempo il principale sbocco commerciale del distretto. Lalta competitivit del distretto confermata dai risultati di crescita e reddituali emersi dallanalisi dei bilanci aziendali. Il distretto sammaurese, in controtendenza rispetto a Fermo e alla Riviera del Brenta, ha continuato a crescere anche nel 2008 (Fig. 6.2), primo anno della crisi che si abbattuta sui mercati mondiali.
Fig. 6.1 Evoluzione delle esportazioni prima della crisi: variazione % media annua 2000-07

Giovanni Foresti

Fig. 6.2 Evoluzione delle esportazioni durante la crisi del biennio 2008-09

San Mauro Pascoli Montebelluna Riviera del Brenta Fermo 0 3,3 5 10 7,8

14,2

San Mauro -24 Pascoli Montebelluna Riviera del Brenta Fermo -20 -5 -22 -4 -20 -10 0 10 -10 4

22

4,6

2009 2008 20 30

15

-30

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

La crisi, tuttavia, non ha risparmiato San Mauro Pascoli, che nel 2009 ha subito un vero e proprio crollo delle esportazioni perdendo pi di tutti e lasciando sul terreno un quarto circa esportazioni, delle proprie vendite estere. Le perdite di export hanno riguardato molti sbocchi commerciali (Stati Uniti e Svizzera) e, soprattutto, la Russia. Gli effetti della crisi emergono con tutta la loro drammaticit anche dallanalisi dei dati di bilancio. Nel 2009, infatti, il fatturato delle imprese di San Mauro Pascoli ha registrato un crollo significativo e superiore a quello degli altri distretti. Particolarmente colpiti sono stati i componentisti, che hanno lasciato sul terreno una parte significativa del fatturato ed hanno subito un netto ridimensionamento dei margini unitari. Gli effetti dirompenti della crisi sono evidenti anche dalla selezione che ha investito il tessuto produttivo di San Mauro Pascoli. Il numero delle imprese attive nel 2009 sceso a 206 unit da 223 del 2008 (Fig. 6.3). Sono uscite dal mercato, in particolare, le imprese pi piccole con meno di 5 addetti, spesso fornitori di secondo e terzo livello. In un solo anno, inoltre, sono andati persi 282 addetti; pi della met (149) sono usciti dalle imprese di grandi dimensioni (con pi di 250 addetti). Dopo un 2009 drammatico, la prima parte del 2010 stata ancora difficile per il calzaturiero di San Mauro Pascoli, che tornato in territorio positivo, sia in termini di fatturato sia di export, solo nellultimo scorcio dello scorso anno. Il distretto dunque ha subito con ritardo gli effetti della crisi e dunque

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Estratto da Il calzaturiero di San Mauro Pascoli: strategie per un rilancio possibile, Studi sui distretti industriali, Servizio Studi e Ricerche, Intesa Sanpaolo, luglio 2011.

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uscirne. successivamente, con altrettanto ritardo, ha iniziato a uscirne Le difficolt incontrate dal distretto nella prima parte del 2010 hanno portato a unulteriore scrematura delle imprese attive (-7 unit), scese per la prima volta sotto quota 200 a causa nuovamente delluscita dal mercato delle imprese con meno di 5 addetti.
Fig. 6.3 San Mauro Pascoli: numero di imprese attive

230 220 210 200 190 180

225 215 218 219 213 218 220 221

223

206 199

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Fonte: elaborazioni ufficio statistica e studi della Camera di Commercio di Forl-Cesena su dati Infocamere Stockview

I primi dati disponibili per il 2011 evidenziano il ritorno alla crescita per il distretto di San Mauro Pascoli. Restano per alcune criticit da tempo presenti in maniera latente e rese pi evidenti criticit, dalla drammaticit della crisi. La crescita degli anni Duemila, pur evidenziando le potenzialit del tessuto produttivo locale, appare poco equilibrata ed eccessivamente basata sul successo ottenuto in Russia. La crisi ha mostrato quanto sia rischioso concentrarsi eccessivamente su un eccessivamente mercato. solo mercato Esistono notevoli margini di miglioramento, sia in alcuni importanti paesi avanzati (come Stati Uniti, Francia e Germania), sia soprattutto nei nuovi mercati (come Cina e Medio Oriente), dove la propensione a esportare del distretto ancora molto bassa e ampio il potenziale di crescita. In prospettiva, la crescente importanza attribuita alla qualit dei prodotti e dei servizi offerti e alla flessibilit produttiva potrebbe portare a una riscoperta delle filiere e, soprattutto, avvantaggiare un polo produttivo come San Mauro Pascoli, da sempre noto per la qualit delle sue produzioni. Ci dipender dalla sensibilit dei consumatori verso il valore del Made in Italy, inteso come immagine e design italiano, ma soprattutto come capacit realizzativa delle sue maestranze. E necessario per fare in modo che venga conservata lintegrit delle filiere integrit produttive, produttive che garantisce flessibilit e che molto spesso alla base della qualit delle produzioni italiane. Finora laver conservato la filiera, evitando, al contrario degli altri principali distretti italiani (su tutti Montebelluna e Fermo, ma anche la Riviera del Brenta), di ricorrere massicciamente allesternalizzazione produttiva, ma mantenendo localmente gran parte della catena di fornitura e subfornitura, stato premiante. San Mauro Pascoli, infatti, lunico polo calzaturiero che nel corso degli anni Duemila ha conosciuto un significativo progresso del suo avanzo commerciale. Questultimo, nonostante il ripiegamento subito nellultimo biennio, si portato a 182 milioni di euro nel 2010 dai 73 milioni del 1999 (Fig. 6.4). Il futuro di San Mauro Pascoli dipende crucialmente dalla virtuosa interazione di tutti gli attori del distretto (fornitori, terzisti, calzaturifici, istituzioni locali, imprenditoria extra-comunitaria, griffe internazionali, ma anche vecchie e nuove generazioni) che possono contribuire a mantenere e arricchire il patrimonio di conoscenze del territorio. Per competere nel mercato del lusso , infatti, indispensabile conservare e coltivare la cultura del saper produrre calzature di qualit che esiste in loco, e far tesoro del brand dei calzaturifici locali nonch delle conoscenze di comunicazione e della forza commerciale delle griffe internazionali. Il tessuto produttivo di San

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Mauro Pascoli ha i numeri per far bene anche nei prossimi anni. E necessario per che ci sia da parte di tutti la consapevolezza che leccellenza di San Mauro Pascoli pu anche in prospettiva essere fonte di occupazione, valore aggiunto e, in ultima analisi, benessere economico ed equilibrio sociale.
Fig. 6.4 Avanzo commerciale (milioni di euro)
1.600 1999 2001 2007 2008 2009 2010

1.200

1.014 812

800 341 318 73 0 Fermo Riviera del Brenta San Mauro Pascoli Montebelluna
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

400

182

237

168

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7. Il Cruscotto dei distretti tradizionali


Nelle tavole che seguono viene riportata levoluzione delle esportazioni dei distretti qui monitorati al massimo livello di disaggregazione (terza cifra della classificazione Ateco 2007). I vari distretti sono stati suddivisi in base alla loro localizzazione geografica: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud.

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Cruscotto dei distretti (Nord-Ovest - Parte I)


Distretto Provincia Specializ zazione Export nominale nel 2010 (milioni di euro) 141 124 107 222 49 248 661 73 524 61 224 348 47 68 74 216 232 5 13 282 113 26 63 521 922 1.028 1.450 184 102 635 782 577 199 Var. % nominale export 2010 17,8 3,2 4,1 0,6 -1,8 28,1 17,1 -2,6 7,3 17,5 15,3 60,6 5,9 35,5 4,2 -9,8 9,2 -0,8 -30,2 25,1 12,1 1,1 14,0 7,9 8,6 3,6 25,1 32,7 67,6 15,9 37,8 21,9 6,3 Gen.-Giu.'11 (a) 16,9 9,5 12,2 4,4 11,0 5,8 13,7 20,9 11,5 3,0 13,4 19,2 -4,7 -25,5 3,5 13,4 41,7 -12,7 -9,2 38,4 37,7 -6,6 14,6 7,1 6,5 19,1 24,5 12,4 -13,5 -1,5 54,5 18,5 8,0 Apr.-Giu.'11 (a) 22,0 11,8 17,1 15,8 7,1 6,6 13,5 22,5 15,2 -0,4 6,2 12,3 -24,7 -32,4 -4,0 18,0 48,9 -17,1 3,5 34,1 67,1 -8,3 14,3 13,9 6,5 11,7 18,5 11,4 -32,9 -8,6 52,1 10,2 20,8 Rilevanza Distretto (b) 1,2 1,1 0,9 2,5 0,6 2,8 7,6 2,3 10,7 11,9 6,0 3,1 13,2 5,2 5,7 1,3 4,0 0,2 0,1 3,2 1,3 0,9 1,3 11,4 2,3 9,0 12,8 5,8 7,6 5,6 6,9 6,6 2,3

Abbigliamento e calzature della bassa bresciana Abbigliamento e calzature della bassa bresciana Abbigliamento e calzature della bassa bresciana Abbigliamento-tessile gallaratese Abbigliamento-tessile gallaratese Abbigliamento-tessile gallaratese Articoli in gomma e materie plastiche di Varese Calzature di Vigevano Calzetteria di Castel Goffredo Casalinghi di Omegna Frigoriferi industriali di Casale Monferrato Gomma del Sebino Bergamasco Il distretto florovivaistico del ponente ligure Il distretto florovivaistico del ponente ligure Il distretto florovivaistico del ponente ligure Il polo del cioccolato torinese La nocciola e la frutta piemontese Lavorazione ardesia di Val Fontanabuona Lavorazione metalli Valle dell'Arno Lavorazione metalli Valle dell'Arno Lavorazione metalli Valle dell'Arno Legno di Casalasco-Viadanese Legno di Casalasco-Viadanese Legno-arredo della Brianza Legno-arredo della Brianza Lumezzane: rubinetti e pentolame Lumezzane: rubinetti e pentolame Macchine concia della pelle di Vigev ano Macchine tessili di Biella Macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo Macchine tessili e per materie plastiche di Brescia Meccanica strumentale di Varese Meccanica strumentale di Varese

Brescia Abbigliamento Brescia Calzature Brescia Maglieria esterna Varese Abbigliamento Varese Maglieria esterna Varese Tessuti in cotone Varese Artic. in gomma e materie plast. Pavia Calzature Mantova Calzetteria Verbano-Cusio-Ossola Casalinghi Alessandria Frigoriferi industriali Bergamo Gomma Imperia Colture agricole non permanenti Savona Colture agricole non permanenti Riproduz ione delle piante Savona Torino Altri prodotti alimentari Cuneo Colture permanenti Genova Lavor. Ardesia Varese Carpenteria metallica Varese Coltelleria, posateria, pentole Varese Prodotti in metallo Cremona Legno Mantova Legno Como Mobili camera e soggiorno Milano Mobili camera e soggiorno Brescia Coltelleria, posateria, pentole Brescia Rubinetteria Pavia Macchine conc ia/pelle Biella Macchine tessile Bergamo Macchine tessili e per mat.plast. Brescia Macchine tessili e per mat.plast. Varese Macchine tessili e per mat.plast. Varese Macchine utensili

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Cruscotto dei distretti (Nord-Ovest - Parte II)


Distretto Provincia Specializ zazione Export nominale nel 2010 (milioni di euro) 44 15 140 1.153 345 755 14 282 620 184 179 363 7 418 71 148 562 157 652 857 48 287 369 592 121 134 329 400 235 89 187 105 213 634 Var. % nominale export 2010 37,9 28,6 55,2 50,3 -2,5 12,7 12,0 68,2 -8,6 21,9 -10,4 12,5 3,1 4,5 9,6 12,8 51,4 -11,7 16,6 8,4 38,2 19,4 18,0 10,5 18,5 -9,9 21,8 23,2 5,7 15,4 19,0 9,1 11,7 6,6 Gen.-Giu.'11 (a) 26,0 14,2 58,7 30,6 3,1 59,7 275,2 56,9 32,9 -6,6 3,0 29,2 -42,4 13,5 14,0 48,0 92,0 -7,5 9,1 1,2 12,0 7,5 30,8 3,7 9,5 10,4 21,3 27,1 5,9 19,4 15,9 26,8 7,7 7,4 Apr.-Giu.'11 (a) 20,4 10,0 46,3 25,3 1,2 47,4 222,3 36,8 44,7 2,6 -0,3 26,5 -34,4 23,9 13,7 48,1 73,0 -16,5 13,4 -1,0 15,8 7,6 21,3 7,4 4,7 33,4 16,0 23,0 12,8 16,8 9,2 20,8 8,6 15,6 Rilevanza Distretto (b) 0,4 0,1 1,2 10,1 3,0 6,6 0,5 9,2 20,2 6,0 5,8 11,8 0,1 8,5 1,5 3,0 15,0 2,7 11,2 23,2 9,4 17,9 8,1 13,0 1,1 10,0 24,6 29,9 2,1 0,8 1,6 2,8 18,0 10,9

Metalli di Brescia Metalli di Brescia Metalli di Brescia Metalli di Brescia Metalli di Brescia Metalli di Brescia Metalmeccanica di Lecco Metalmeccanica di Lecco Metalmeccanica di Lecco Metalmeccanica di Lecco Metalmeccanica di Lecco Metalmeccanica di Lecco Metalmeccanico del basso mantovano Metalmeccanico del basso mantovano Metalmeccanico del basso mantovano Metalmeccanico del basso mantovano Orafo di Valenza Polo dolciario di Alba e Cuneo Polo dolciario di Alba e Cuneo Rubinetteria e valvolame Cusio-Valsesia Rubinetteria e valvolame Cusio-Valsesia Rubinetteria e valvolame Cusio-Valsesia Seta-tessile di Como Seta-tessile di Como Spumante di Franciac orta Tessile di Biella Tessile di Biella Tessile di Biella Tessile e abbigliamento della Val Seriana Tessile e abbigliamento della Val Seriana Tessile e abbigliamento della Val Seriana Vini di L anghe, Roero e M onferrato Vini di L anghe, Roero e M onferrato Vini di L anghe, Roero e M onferrato

Brescia Carpenteria metallica Brescia Fonderie Brescia Lavor. a freddo acciaio Brescia Lavor. metalli non ferrosi Brescia Prodotti in metallo Brescia Siderurgia Lecco Carpenteria metallica Lecco Lavor. a freddo dell'acciaio Lecco Meccanic a Lecco Prodotti in metallo Lecco Tubi, condotti, profilati cavi in acciaio Lecco Viterie e bullonerie; Posateria e pentolame Mantova Carpenteria metallica Mantova Impianti sollevam. e trasporto Mantova Macchine agricole Mantova Organi di trasmissione Alessandria Orafo Prodotti da forno e farinacei Cuneo Cuneo Altri prodotti alimentari Novara Rubinetteria e valvolame Verbano-Cusio-Ossola Rubinetteria e valvolame Vercelli Rubinetteria e valvolame Como Abbigliamento Como Tessuti in seta Brescia Spumanti Biella Abbigliamento Biella Filati in lana Biella Tessuti lana Bergamo Abbigliamento Bergamo Filati in cotone Bergamo Tessuti in cotone Alessandria Vino Asti Vino Cuneo Vino

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Monitor dei Distretti Settembre 2011

Cruscotto dei distretti (Nord-Est - Parte I)


Distretto Provincia Specializ zazione Export nominale nel 2010 (milioni di euro) 473 270 209 875 375 283 334 25 195 38 324 80 1.216 1.943 1.519 282 707 330 79 141 301 479 235 120 16 17 39 664 117 159 199 139 197 54 428 87 78 24 Var. % nominale export 2010 19,6 -5,8 11,4 6,6 11,2 15,0 13,5 21,4 -9,1 7,2 2,8 11,2 22,7 -4,5 23,6 -10,1 7,5 3,3 -8,2 8,2 3,3 16,3 16,0 8,8 3,7 -3,4 10,8 11,5 5,8 -8,6 5,9 40,8 20,4 18,0 19,8 3,6 14,6 -0,1 Gen.-Giu.'11 (a) 7,5 4,9 -0,7 6,6 11,9 27,2 18,2 41,0 11,8 -4,9 29,9 -2,4 18,3 10,1 19,4 0,9 -0,2 4,9 28,8 22,0 11,0 10,6 9,8 11,0 18,2 33,3 0,5 7,4 2,9 10,4 11,9 12,6 15,7 46,3 39,3 18,1 7,1 4,6 Apr.-Giu.'11 (a) 13,6 8,4 -2,7 12,0 9,9 39,0 29,2 40,7 11,3 0,9 10,9 -4,9 13,6 0,8 14,3 -5,4 -5,4 10,2 40,9 15,3 5,9 14,6 10,8 10,9 28,4 11,0 -1,2 9,3 6,9 23,6 11,7 5,5 19,9 63,4 42,0 23,1 3,1 -5,6 Rilevanza Distretto (b) 31,4 5,5 4,3 8,9 4,7 4,0 8,9 0,8 7,7 0,3 3,4 2,6 39,0 40,6 11,7 9,1 7,2 6,8 1,0 4,3 10,7 5,2 4,8 1,6 1,0 0,8 0,8 8,2 1,5 2,0 2,7 2,8 2,4 1,9 12,9 2,6 2,3 0,7

Abbigliamento di Rimini Alimentare di Parma Alimentare di Parma Calzatura sportiva di Montebelluna Calzatura veronese Calzature del Brenta Calzature del Brenta Calzature di Fusignano-Bagnacavallo Calzature di San Mauro Pascoli Ceramica artistica di Bassano del Grappa Ciclomotori di Bologna Coltelli, forbici di Maniago Componentistica e termoelettromeccanica friulana Componentistica e termoelettromeccanica friulana Concia di Arzignano Elettrodomestici di Inox valley Elettrodomestici di Inox valley Food machinery di Parma Grafico veronese I bianchi di Bolzano I rossi e le bollicine di Trento I salumi del modenese I salumi di Parma I salumi di Reggio Emilia I vini del Friuli I vini del Friuli I vini del Friuli I vini del veronese Il polo della pasta e dei dolc i veronesi Il polo della pasta e dei dolc i veronesi Lattiero-caseario di Reggio Emilia Lattiero-caseario Parmense Le carni di Verona Le mele del Trentino Le mele dell'Alto Adige Legno e arredamento dell'Alto Adige Legno e arredamento dell'Alto Adige Legno e arredamento dell'Alto Adige

Rimini Parma Parma Treviso Verona Padova Venezia Ravenna Forli-Cesena Vicenza Bologna Pordenone Pordenone Udine Vicenza Pordenone Treviso Parma Verona Bolzano-Bozen Trento Modena Parma Reggio-Emilia Gorizia Trieste Udine Verona Verona Verona Reggio-Emilia Parma Verona Trento Bolzano-Bozen Bolzano-Bozen Bolzano-Bozen Bolzano-Bozen

Abbigliamento Prodotti da forno e farinacei Altri prodotti alimentari Calzature sportive Calzature Calzature Calzature Calzature Calzature Ceramica artistica Ciclomotori Coltelli e forbici Componentistica e termoelettromeccanica Componentistica e termoelettromeccanica Concia Elettrodomestici Elettrodomestici Macchine per ind. alimentare Grafico Vino Vino Prosciutto Prosciutto Prosciutto Vino Vino Vino Vino Prodotti da forno e farinacei Altri prodotti alimentari Formaggi Parmigiano Carni e salumi Colture permanenti Colture permanenti Mobili Prodotti in legno Taglio e piallatura del legno

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Cruscotto dei distretti (Nord-Est - Parte II)


Distretto Provincia Specializ zazione Export nominale nel 2010 (milioni di euro) 121 75 141 158 166 368 182 1.737 78 474 153 340 309 319 417 681 269 292 615 1.345 164 103 1.560 1.220 1.642 696 37 25 288 465 655 156 235 648 134 168 918 85 110 184 94 Var. % nominale export 2010 11,5 -0,4 15,7 16,1 26,9 -12,8 29,5 9,5 -16,8 -27,8 6,0 0,6 31,8 17,4 13,1 2,8 -0,3 6,9 5,4 8,1 17,9 11,0 19,1 23,1 6,9 4,9 4,9 88,6 12,7 -1,3 18,8 9,4 9,8 -8,5 -26,1 -2,1 13,7 32,4 5,3 3,0 22,4 Gen.-Giu.'11 (a) 9,0 -3,5 7,8 9,5 2,5 23,4 25,2 29,1 23,8 5,8 9,9 8,2 17,0 23,0 12,0 37,9 54,9 13,2 9,8 6,7 3,8 -5,3 16,1 11,2 1,8 4,9 9,4 -3,6 22,3 -1,1 25,7 17,3 2,9 3,5 -8,0 0,6 5,1 20,0 -3,0 15,2 9,5 Apr.-Giu.'11 (a) -2,2 -3,5 -1,0 9,0 -5,8 23,3 20,0 28,9 4,3 21,3 21,7 10,4 13,5 18,8 10,9 36,7 60,1 12,4 8,1 5,0 -1,7 -7,1 11,7 3,0 -2,8 5,8 8,3 5,6 31,1 2,0 25,3 16,5 -4,7 10,3 9,2 -4,2 5,6 7,8 -6,8 15,1 8,0 Rilevanza Distretto (b) 6,3 3,0 5,6 5,1 1,8 5,0 12,0 18,0 3,9 5,1 1,6 4,2 4,3 3,2 3,2 5,2 2,1 2,2 19,7 13,6 6,5 1,3 63,3 9,4 17,7 9,5 1,3 0,5 2,9 9,7 8,1 1,9 2,9 6,6 1,4 1,7 7,1 0,7 0,8 1,4 2,5

L'ortofrutta romagnola L'ortofrutta romagnola L'ortofrutta romagnola L'ortofrutta romagnola Macchine agricole di Reggio Emilia e Modena Macchine agricole di Reggio Emilia e Modena Macchine legno di Rimini Macchine per l'imballaggio di Bologna Macchine utensili di Piacenza Maglieria e abbigliamento di Carpi Maglieria e abbigliamento di Carpi Marmo e granito di Valpolicella Materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padov a Materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padov a Materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padov a Meccanica strumentale di Vicenza Meccanica strumentale di Vicenza Mobile d'arte del bassanese Mobile del Livenza e Quartiere del Piave Mobile del Livenza e Quartiere del Piave Mobili imbottiti di Forl Mobili in stile di Bovolone Occhialeria di Belluno Oreficeria di Vicenza Piastrelle di Sassuolo Piastrelle di Sassuolo Porfido di Val di Cembra Prosciutto San Daniele Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Sedie e tavoli di Manzano Termomeccanica scaligera Termomeccanica scaligera Termomeccanica scaligera Tessile e abbigliamento di Treviso Tessile e abbigliamento di Treviso Tessile e abbigliamento di Treviso Tessile-abbigliamnento di Schio-Thiene-Valdagno Tessile-abbigliamnento di Schio-Thiene-Valdagno Tessile-abbigliamnento di Schio-Thiene-Valdagno Tessile-abbigliamnento di Schio-Thiene-Valdagno Vetro artistico di M urano

Ferrara Forli-Cesena Forli-Cesena Ravenna Modena Reggio-Emilia Rimini Bologna Piacenza Modena Modena Verona Padova Treviso Vicenza Vicenza Vicenza Vicenza Pordenone Treviso Forli-Cesena Verona Belluno Vicenza Modena Reggio-Emilia Trento Udine Treviso Udine Verona Verona Verona Treviso Treviso Treviso Vicenza Vicenza Vicenza Vicenza Venezia

Colture permanenti Colture agricole non permanenti Colture permanenti Colture permanenti Macchine agricole Macchine agricole Macchine legno Macchine per l'imballaggio Macchine utensilli Abbigliamento Maglieria esterna Marmo e granito Manuf. plastica per consumo Manuf. plastica per consumo Manuf. plastica per consumo Macch. ind.alimentare, sist.moda, mat.plast. Macchine utensili e per il legno Mobile d'arte Mobili camera e soggiorno Mobili camera e soggiorno Mobili imbottiti Mobili in stile Occhialeria Oreficeria Piastrelle Piastrelle Porfido Prosciutto Vino Sedie e tavoli Fornaci, bruciatori Scalda acqua elettrici Termosifoni, caldaie Abbigliamento Maglieria esterna Tessuti in cotone Abbigliamento Filati in lana Maglieria esterna Tessuti in lana Vetro artistico

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Monitor dei Distretti Settembre 2011

Cruscotto dei distretti (Centro)


Distretto Provincia Specializzazione Export nominale nel 2010 (milioni di euro) 746 100 145 82 889 374 93 249 807 434 82 28 252 611 302 200 222 208 140 152 193 118 74 249 172 79 245 54 162 37 1.532 186 157 600 1.175 30 14 162 21 47 381 174 138 712 Var. % nominale export 2010 3,7 1,0 -5,1 -26,2 10,1 7,1 9,0 40,7 2,5 6,6 1,2 9,8 25,1 31,1 11,5 10,0 20,5 5,2 17,3 13,0 6,6 9,3 11,8 52,8 2,9 24,1 10,7 17,3 3,4 -2,0 30,3 17,7 20,5 15,0 20,3 8,7 6,3 -4,8 -6,1 23,6 34,8 29,4 18,3 5,4 Gen.-Giu.'11 (a) 17,8 25,3 73,7 33,4 17,7 14,4 32,6 8,5 -6,0 4,4 -2,0 4,8 18,1 14,1 5,1 10,7 11,5 3,7 -6,0 14,4 12,2 26,2 -2,2 33,7 19,8 15,5 14,6 9,1 -12,6 14,8 0,5 9,2 20,2 20,2 35,3 10,6 -0,6 15,6 50,1 32,7 24,1 25,4 13,0 4,4 Apr.-Giu.'11 (a) 31,0 36,5 91,2 43,8 19,4 22,6 41,0 8,9 -1,8 9,5 3,2 -2,9 7,6 9,0 2,2 4,0 -0,2 -5,9 2,1 4,1 19,6 20,2 -0,3 12,5 8,2 21,5 9,7 14,1 -12,8 18,6 -7,4 3,2 21,3 20,8 42,3 10,9 6,6 4,9 53,6 37,7 25,8 22,5 16,9 -0,3 Rilevanza Distretto (b) 10,1 1,4 2,7 1,5 34,8 26,1 7,3 7,8 25,8 13,5 29,9 0,4 10,1 24,5 17,3 2,7 20,5 16,3 8,0 2,1 6,0 6,5 4,1 14,3 9,5 4,4 18,8 3,0 12,7 3,4 28,6 7,3 11,0 8,2 16,0 0,9 1,0 3,0 0,4 0,9 18,3 8,4 6,6 34,2

Abbigliamento di Empoli Abbigliamento di Empoli Articoli in pelle e calzature di Arezzo Articoli in pelle e calzature di Arezzo Calzature di Fermo Calzature di Fermo Calzature di Lamporecchio Calzature di Lucca Cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano Cartario di Capannori Ceramica di Civita Castellana Ceramica di Sesto Fiorentino Concia e calzature di Santa Croce sull'Arno Concia e calzature di Santa Croce sull'Arno Cucine di Pesaro Il Chianti Il Chianti Il florovivaistico di Lucca e Pistoia Jeans valley di Montefeltro L'olio di Firenze L'olio di Lucca L'olio umbro L'olivicoltura perugina Macchine utensili e per il legno di Pesaro Maglieria e abbigliamento di Perugia Maglieria e abbigliamento di Perugia Marmo di Carrara Mobile dell'Alta Valle del Tevere Mobile imbottito di Quarrata Mobili di Poggibonsi-Sinalunga Oreficeria di Arezzo Pelletteria del Tolentino Pelletteria del Tolentino Polo fiorentino della pelle Polo fiorentino della pelle Strumenti musicali di Castelfidardo Strumenti musicali di Castelfidardo Tessile e abbigliamento di Arezzo Tessile e abbigliamento di Arezzo Tessile e abbigliamento di Arezzo Tessile e abbigliamento di Prato Tessile e abbigliamento di Prato Tessile e abbigliamento di Prato Tessile e abbigliamento di Prato

Firenze Firenze Arezzo Arezzo Ascoli Piceno Macerata Pistoia Lucca Ancona Lucca Viterbo Firenze Pisa Pisa Pesaro E Urbino Firenze Siena Pistoia Pesaro E Urbino Firenze Lucca Perugia Perugia Pesaro E Urbino Perugia Perugia Massa-Carrara Perugia Pistoia Siena Arezzo Ascoli Piceno Macerata Firenze Firenze Ancona Macerata Arezzo Arezzo Arezzo Prato Prato Prato Prato

Abbigliamento Maglieria esterna Articoli in pelle Calzature Calzature Calzature Calzature Calzature Cappe aspiranti ed elettrod. Carta per imball. e uso domest. Ceramica Ceramica Calzature Concia Cucine Vino Vino Riproduzione delle piante Jeans Olio Olio Olio Colture agricole non permanenti Macchine utensili e per il legno Abbigliamento Maglieria esterna Marmo Mobile Mobili imbottiti Cucine Oreficeria Pelletteria Pelletteria Calzature Pelletteria e concia Strumenti musicali Strumenti musicali Abbigliamento Maglieria esterna Tessuti Abbigliamento Filati in lana Maglieria esterna Tessuti in lana

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Monitor dei Distretti Settembre 2011

Cruscotto dei distretti (Sud)


Distretto Provincia Specializ zazione Export nominale nel 2010 (milioni di euro) 99 306 62 157 19 89 52 143 40 11 144 25 21 42 128 13 166 97 75 20 46 98 114 45 864 65 71 347 54 105 400 52 10 78 189 44 24 Var. % nominale export 2010 13,2 18,5 23,8 -11,5 -34,0 -2,0 59,1 11,9 12,7 0,5 27,4 0,5 8,0 -0,9 48,1 56,5 0,3 5,1 8,7 40,6 40,1 1,1 9,7 -17,3 -10,9 22,2 15,2 26,3 -2,3 47,7 2,1 -5,3 -30,8 -4,5 35,5 36,7 -7,3 Gen.-Giu.'11 (a) 18,5 2,1 3,7 -20,7 -23,3 23,7 37,6 6,8 26,2 4,7 1,0 25,4 -4,6 23,7 -15,5 -17,8 7,7 3,7 5,6 9,3 14,6 29,3 2,1 1,1 -14,7 -1,5 17,5 28,0 -5,5 -4,6 -6,4 -5,1 -19,7 -4,0 21,3 3,8 -5,7 Apr.-Giu.'11 (a) 20,2 1,7 -6,5 -29,1 -21,4 18,7 34,3 -2,5 12,4 -21,8 -9,2 47,1 -4,3 20,8 -17,9 -30,5 7,7 3,3 5,1 -12,0 19,6 24,5 7,6 -21,7 -13,7 -10,5 21,0 65,6 -3,8 -12,3 -15,1 -7,1 -24,4 -0,9 20,4 42,7 -9,5 Rilevanza Distretto (b) 2,9 6,2 6,3 3,8 0,5 20,8 5,3 2,9 11,5 3,1 16,5 21,3 5,6 19,9 45,5 0,2 3,3 2,0 1,8 4,7 4,7 2,0 2,8 18,3 45,4 1,9 2,1 10,3 10,3 13,8 11,8 19,6 2,4 8,0 5,6 12,5 9,7

Abbigliamento del barese Abbigliamento del napoletano Abbigliamento nord abruzzese Abbigliamento sud abruzzese Abbigliamento sud abruzzese Abbigliamento sud abruzzese Calzature napoletane Calzature napoletane Calzetteria-abbigliamento del Salento Calzetteria-abbigliamento del Salento Concia di Solofra I vini della Sicilia oc cidentale I vini della Sicilia oc cidentale I vini della Sicilia oc cidentale Il distretto del pomodoro Pachino Il distretto del pomodoro Pachino Il distretto della pasta napoletana Il distretto della pasta napoletana Il montepulciano d'Abruzzo Il montepulciano d'Abruzzo La mozzarella di bufala c ampana La mozzarella di bufala c ampana La pasta di Fara San M artino Lattiero-caseario del sassarese Le conserv e di Nocera L'olio e la pasta del Barese L'olio e la pasta del Barese L'olivicoltura del barese L'ortofrutta del foggiano L'ortofrutta di Catania Mobile imbottito della Murgia Mobile imbottito della Murgia Mobilio abruzzese Mobilio abruzzese Scarpe del nord barese Scarpe di Casarano Sughero di Calangianus

Bari Napoli Teramo Chieti Chieti Pescara Caserta Napoli Lecce Lecce Avellino Agrigento Palermo Trapani Ragusa Siracusa Napoli Napoli Chieti Pescara Caserta Napoli Chieti Sassari Salerno Bari Bari Bari Foggia Catania Bari Matera Pescara Teramo Bari Lecce Sassari

Abbigl. e bianc heria intima Abbigliamento Abbigliamento Abbigliamento Maglieria esterna Abbigliamento Calzature Calzature Abbigliamento Maglieria esterna Concia Vino Vino Vino Colture agricole non permanenti Colture agricole non permanenti Prodotti da forno e farinacei Altri prodotti alimentari Vino Vino Mozzarella Mozzarella Prodotti da forno e farinacei Pec orino Conserve Olio Prodotti da forno e farinacei Colture permanenti Colture agricole non permanenti Colture permanenti Mobili imbottiti Mobili imbottiti Mobili per uffic io Mobili per uffic io Calzature classiche e sportive Calzature Sughero

Nota: le variazioni sono calcolate su dati provvisori. (a) Variazioni % tendenziali. (b) La rilevanza dei distretti qui definita come il rapporto percentuale tra le esportazioni provinciali di una determinata produzione e lexport provinciale di manufatti e beni agricoli. Questo indicatore, calcolato per il 2010, rappresenta una misura sintetica dellimportanza ricoperta, allinterno di una provincia, dalle esportazioni di una determinata produzione distrettuale. Esso, pertanto, non tiene conto della rilevanza complessiva di un distretto in quanto non considera il fatturato realizzato sul territorio italiano (che non disponibile a livello provinciale). Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

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Monitor dei Distretti Settembre 2011

Appendice Metodologica
Non facile monitorare levoluzione congiunturale dei distretti industriali. Le uniche informazioni aggiornate disponibili, a livello territoriale (provinciale), riguardano le esportazioni espresse a prezzi correnti (dati trimestrali). Un incrocio province/settori per le esportazioni disponibile, inoltre, per un numero relativamente limitato di settori. La congiuntura dei distretti pu essere pertanto approssimata in un modo molto grezzo, con un maggiore grado di confidenza solo per i distretti fortemente export oriented (non ci sono, infatti, dati sul mercato interno) e per quelli che producono beni non troppo specifici (non abbiamo statistiche su micro-settori ad esempio come coltelli e forchette). I distretti analizzati costituiscono una sintesi di quelli individuati dalla Federazione dei distretti italiani, dallIstat, dalla Fondazione Edison e dalle Leggi regionali che censiscono i distretti stessi. Nel Monitor dei distretti sono analizzati, oltre a circa 140 distretti tradizionali (principalmente specializzati nel sistema moda, nel sistema casa, nella meccanica e nellagro-alimentare), 20 poli tecnologici, specializzati cio in settori ad alta tecnologia (farmaceutica, ICT, aeronautica). Poich il presente lavoro ha finalit soprattutto quantitative a livello del sistema distretti nel suo complesso, ci si concentrati solo sui distretti e poli tecnologici che potevano essere ben rappresentati dai dati Istat disponibili sul commercio estero a livello provinciale. Vale la pena precisare che i dati Istat provinciali si riferiscono alle export, espresse a prezzi correnti e, pertanto, non tengono conto dei fenomeni inflativi, ovvero delle variazioni di prezzo non dovuti a miglioramenti qualitativi dei beni prodotti. Questi dati devono, pertanto, essere valutati con cautela visto che, levoluzione positiva (negativa) dellexport pu nascondere aumenti (diminuzioni) di prezzo legati allandamento delle quotazioni delle materie prime. In questo numero del Monitor levoluzione delle esportazioni del 2010 si basa sul confronto tra i dati rettificati del 2010 e quelli definitivi del 2009. Levoluzione delle esportazioni nel 2011, invece, calcolata confrontando i dati provvisori dei primi due trimestri del 2011 con i dati rettificati dei primi due trimestri del 2010.

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Le pubblicazioni sui Distretti del Servizio Studi e Ricerche


Studi sui distretti industriali
Monografie sui principali distretti industriali italiani
Il distretto del mobile della Brianza, Marzo 2003 Il distretto del mobile del Livenza e Quartiere del Piave, Agosto 2003 Il distretto della calzatura sportiva di Montebelluna, Agosto 2003 Il distretto del tessileabbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, Settembre 2003 Il distretto delle piastrelle di Sassuolo, Dicembre 2003 Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo, Gennaio 2004 Il distretto dei metalli di Lumezzane, Febbraio 2004 Il distretto del tessileabbigliamento di Prato, Marzo 2004 Il distretto del mobile di Pesaro, Giugno 2004 Il distretto dellocchialeria di Belluno, Settembre 2004 Il distretto della concia di Arzignano, Settembre 2004 Il distretto delle calzature di Fermo, Febbraio 2005 Il distretto tessile di Biella, Marzo 2005 Il distretto della sedia di Manzano, Maggio 2005 Il distretto serico di Como, Agosto 2005 Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo (aggiornamento), Novembre 2005 Il distretto dei prodotti in pelle e cuoio di Santa Croce sullArno, Dicembre 2005 Il distretto della concia di Arzignano (aggiornamento), Aprile 2006 Il distretto del mobile imbottito della Murgia, Giugno 2006 I distretti italiani del mobile, Maggio 2007 Il distretto conciario di Solofra, Giugno 2007 Il distretto dei prodotti in pelle e cuoio di S.Croce sullArno (aggiorn.), Settembre 2007 Il distretto della calzatura del Brenta, Ottobre 2007 Il distretto della calzatura veronese, Dicembre 2007 Il Polo fiorentino della pelle, Luglio 2008 Il distretto dei casalinghi di Omegna, Novembre 2008 Il distretto della calzatura di San Mauro Pascoli, Febbraio 2009 Il distretto metalmeccanico del Lecchese, Giugno 2009 I distretti calzaturieri del sud: Casarano, il Nord Barese e il Napoletano, Settembre 2009 Il distretto della maglieria e dellabbigliamento di Carpi, Marzo 2010 Il distretto delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia, Marzo 2010 I distretti veneti del tessile-abbigliamento: le strategie per un rilancio possibile, Aprile 2010 Locchialeria di Belluno alluscita dalla crisi: quale futuro per il tessuto produttivo locale?, Settembre 2010 La Riviera del Brenta nel confronto con i principali distretti calzaturieri italiani, Ottobre 2010 Il comparto termale in Italia: focus Terme Euganee, Giugno 2011 Il calzaturiero di San Mauro Pascoli: strategie per un rilancio possibile, Luglio 2011

Monitor dei distretti


previsioni Trimestrale di congiuntura e previsioni sui principali distretti industriali italiani
Ultimo numero: Settembre 2011

Economia e finanza dei distretti industriali


Rapporto annuale sui bilanci delle imprese distrettuali
Terzo numero: Dicembre 2010

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Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

Monitor dei Distretti Settembre 2011

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0287962051 0287962067 0287962077 0287932270 0280215569 0280215785 0287963660 0287935842 0287962097 0287962078 0287935987 0287935939 0287962074

fabrizio.guelpa@intesasanpaolo.com stefania.trenti@intesasanpaolo.com giovanni.foresti@intesasanpaolo.com serena.fumagalli@intesasanpaolo.com caterina.riontino@intesasanpaolo.com ilaria.sangalli@intesasanpaolo.com maria.demichele@intesasanpaolo.com angelo.palumbo@intesasanpaolo.com elisa.coletti@intesasanpaolo.com maria.cerini@intesasanpaolo.com marco.lamieri@intesasanpaolo.com tiziano.lucchina@intesasanpaolo.com laura.campanini@intesasanpaolo.com

Il rapporto stato elaborato con informazioni disponibili al 12 settembre 2011

Editing: Caravaggi Raffaella, Ciarini Elisabetta, Papandrea Sonia

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