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Teorema di Little

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Teorema di Little

Questo teorema ` estremamente generale, cio` vale in ipotesi poco restrittive, e proprio per e e questo risulta molto spesso di aiuto nellanalisi dei sistemi a coda, e pi` in generale dei sistemi u che gestiscono traco.

in

N T
E

out

'

Figura 10: Grandezze dinteresse per il teorema di Little. Consideriamo un sistema qualsiasi in cui arrivano e partono clienti con lo stesso tasso medio, in = out = , come mostrato in Fig.10. Il teorema di Little mette in relazione il numero medio di clienti che si trovano nel sistema, N , con il loro tempo medio di permanenza nel sistema, T . Queste due grandezze risultano proporzionali fra loro attraverso il tasso di arrivi/partenze, cio` e N = T

3.1

Dimostrazione

Per dimostrare il teorema passeremo attraverso luso di medie temporali. Facciamo riferimento alla Fig.11, dove ` mostrata una possibile evoluzione del sistema, e sono evidenziate le quantit` e a dinteresse per il teorema, e cio`, gli istanti, ti , in cui i clienti arrivano al sistema, quelli, ti , e in cui lo lasciano, e i tempi di permanenza dei clienti nel sistema, Ti = ti ti . Date queste informazioni, ` immediato costruire poi le funzioni A(t) e D(t) che contano, rispettivamente, e gli arrivi al sistema e le partenze dal sistema. Evidentemente, il numero di clienti che si trova istante per istante nel sistema sar` N (t) = A(t) D(t). Ad esempio, nel generico istante a mostrato in gura, saranno arrivati A( ) = 3 clienti, ne saranno partiti D( ) = 2 e si trover` a ancora nel sistema N ( ) = 1 cliente. Consideriamo adesso la media temporale di N (t) nellintervallo (0, ) < N (t) >(0, ) = 1

N (t)dt
0

(2)

e dove con < >T si ` indicata appunto loperazione di media temporale sullintervallo T . Dalla gura ` chiaro che larea tratteggiata, corrispondente allintegrale dinteresse, si pu` anche vedere e o come lunione di tre rettangoli di altezza unitaria e base, rispettivamente, T1 , T2 e t3 < T3 . Quindi, lintegrale ` maggiore della somma dei tempi di permanenza dei D( ) clienti che sono e entrati e gi` usciti dal sistema, T1 + T2 , e minore della somma dei tempi di permanenza di tutti a gli A( ) clienti che sono entrati, T1 + T2 + T3 . Generalizzando losservazione, possiamo scrivere 1 a.a. 2007-2008
D( )

Ti
i=1

1 N (t)dt

A( )

Ti
i=1

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A(t), D(t)
T '

' '

T3
E

E E

T2

3 2 1 t1

T1

t2

t3

t1

t2

t3

Figura 11: Bilancio fra arrivi, partenze e presenze nel sistema. Concentriamo lattenzione sul primo termine. Dividendo e moltiplicando per D( ) otteniamo due fattori, il primo dei quali D( )/ ` il numero di partenze in un certo intervallo diviso la e durata dellintervallo stesso, cio` il numero medio di partenze per unit` di tempo, che corrisponde e a al tasso medio di partenze nellintervallo (0, ). Naturalmente, al divergere di questo termine D( ) 1 diventa semplicemente il tasso medio di partenze < out >. Il secondo fattore D( ) i=1 Ti ` e ancheesso una media temporale, infatti ` il valor medio del tempo di permanenza nel sistema e dei clienti che sono entrati e usciti dal sistema nellintervallo di riferimento. Al limite per questo fattore diventa semplicemente il tempo medio di permanenza nel sistema < T >. Operando in maniera simile per il terzo termine della catena di maggiorazioni, con A( ) al posto di D( ), e passando al limite, otteniamo inne < out >< T > <N > < in >< T >

Per cui, essendo in = out , risulta necessariamente N = T . La dimostrazione riguarda dunque medie temporali. Tuttavia, quando i processi considerati sono ergodici, cio` le medie temporali coincidono con quelle statistiche, ipotesi che noi assumere emo sempre vericata, luguaglianza ` da intendersi anche per le medie statistiche. e Vale la pena di spendere un attimo a discutere le ipotesi del teorema. Anzitutto, un sistema in cui i tassi degli arrivi e delle partenze coincidono ` semplicemente un sistema che non crea o e distrugge traco ed in cui i clienti non si accumulano indenitamente. Daltra parte, se i clienti si accumulassero in coda senza limiti, avremmo a che fare con un sistema instabile, che non raggiunge mai una condizione di regime, cosa che lo rende poco interessante per le applicazioni. Si noti, poi, che nellesempio usato per la dimostrazione i clienti lasciano il sistema nello stesso ordine in cui sono entrati (disciplina FIFO). Questa tuttavia non ` unipotesi del teorema, e si e pu` facilmente modicare la dimostrazione per considerare discipline di servizio generiche. o

3.2

Tasso di occupazione del server in una coda G/G/1

Grazie al teorema di Little possiamo subito ricavare un risultato molto utile, calcolare cio`, per e una coda G/G/1 stabile, il tasso di occupazione del server vale a dire la probabilit` di trovare a il server occupato oppure, per lergodicit` del sistema, la frazione di tempo durante la quale a a.a. 2007-2008 Lezioni di Reti di Telecomunicazioni

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il server ` occupato. Usare il modello G/G/1 signica non fare alcuna ipotesi sul processo di e arrivi o sui tempi di servizio, se non quella usuale che il tasso darrivi sia minore di quello di servizio , che garantisce la stabilit`. Il sistema considerato ha un solo server e sezione dattesa a illimitata, inniti clienti potenziali e disciplina di servizio FIFO (ipotesi in realt` non necessaria). a

 

NS

'

TS

Figura 12: Teorema di Little applicato al server di una coda G/G/1. Una coda G/G/1 ` rappresentata simbolicamente in Fig.12 dove, oltre al tasso di arrivi e e di partenze, si ` evidenziato il tasso di transizioni dalla sezione dattesa a quella di servizio e che, ovviamente per un sistema stabile, coincide con gli altri due. Possiamo allora concentrare lattenzione sul sistema sezione di servizio, per il quale certamente vale il teorema di Little, e quindi NS = TS = E[X] = / avendo battezzato NS e TS il numero medio di clienti presenti in tale sistema ed il loro tempo medio di permanenza, e avendo riconosciuto che questultimo coincide con il tempo medio di servizio E[X]. Daltra parte, per la denizione di media statistica, abbiamo NS =
n

n Pr[n clienti in servizio] = Pr[1 cliente in servizio] = pbusy

dove pbusy ` appunto il tasso di occupazione del server, e quindi in denitiva e pbusy = / Il tasso di occupazione del server ` cos` rilevante per le code che ha un suo simbolo, . Per e alcune code, come vedremo presto, le prestazioni sono completamente determinate da questo solo parametro. Naturalmente, 0 e, per code stabili, < 1. E interessante osservare n da ora, mettendosi nellottica del progettista, che non ` ovvio e quale sia un buon valore di . In eetti dipende dal punto di vista: al cliente conviene che il server sia poco occupato ( 1), in modo da trovare il sistema mediamente poco aollato e ridurre i tempi di attesa; al contrario, al fornitore del servizio conviene che il server sia quasi sempre occupato (1 1), per massimizzare il rendimento a fronte degli investimenti eettuati. Si presenta quindi il solito problema di trovare un compromesso fra costi e qualit` del a servizio, che pu` essere risolto solo in presenza di informazioni aggiuntive. o Si lascia al lettore dimostrare che in una coda G/G/N il tasso medio di occupazione del generico server ` /N . e a.a. 2007-2008 Lezioni di Reti di Telecomunicazioni