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Sara Zambrin

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La posizione dellalbero
Racconto di Sara Zambrin
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Un uomo che ti lascia a Natale forse manca di sensibilit, ma abbonda sicuramente di senso pratico. Si risparmia, nellordine: il regalo di Natale (i regali di Natale, perch se sei la sua fidanzata ufficiale non oser mai presentarsi solo con una stella imbottita da mettere fuori dalla porta), il cesto di prelibatezze da portare a casa dei tuoi (non abbiamo quindici anni e non possiamo ig33norare le famiglie), cenette e passeggiate romantiche o addirittura un fine settimana fuori citt e baci bacini bacetti la notte di Capodanno. Certo, si perde anche ghiotte opportunit, come quella di vederti con addosso della biancheria strepitosa color rosso dicembre, pronta per la trombatina sotto il vischio, ma quello, mettiamocelo in testa, un cadeaux che pu ottenere da chiunque (con costi decisamente inferiori a parit di prestazioni). Peccato, perch avevo appena terminato un delizioso cappellino crochet, per il suo fratellino (no, non quello nato da unipotetica seconda relazione di suo padre, ma il fratellino che ospita nei suoi pantaloni). Finito quello avrei realizzato, fanno tanto pendant, dei graziosi copri capezzolo in cotone argentato, con tanto di pennacchio roteante (anche se non sono sicura di saper imprimere la giusta rotazione). A mia madre ho detto che gli avevo comprato lultimo romanzo di Camilleri, che naturalmente ho dovuto comprare sul serio perch venisse test riciclato, per il mio pap, con tanto di sospiro finale platealmente amareggiato.

Sono qui ora, sotto il Babbo Natale della piazza, col mio cappellino in borsetta, presa fra le due me: quella che vuole trascorrere un Natale equamente ripartito tra il lutto e la speranza, in compagnia di Frank Capra, e quella decisa a spogliare tutti i Babbo Natale dei centri commerciali della citt finch non spunta fuori quello della misura giusta del cappellino.

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Il problema che questi accesi dibattiti mi mettono sempre una gran fame. Non riesco a tracannare tutto lalcool delle eroine sfigateemacirialziamosempre come Bridget Jones, Rebecca Bloomwood, Carrie Bradshaw e compagnia. Sbronzarsi porta male. Ne sono convinta. Perch nessuna donna reale si risveglia nel letto di uno sconosciuto stronzo, ma belloccio. A noi, a me, toccherebbero sicuramente quello dimesso, un po triste oppure quello che sembra sano come un pesce, ma ti trasmette tutte le malattie veneree possibili o il portatore sano di madre sanguisuga. Per questo mi trovo tra le mani due panini con salsiccia e cipolla. Mentre la folla mi passa accanto sbirciando i mercatini di Natale, pronti in realt da inizio novembre, io affogo nel colesterolo e nellalito cattivo, immaginando che lunica scelta dignitosa, in casi come questi, sia comprarsi un vibratore ultimo modello, mettergli un cappellino e pensare che, quando ha le pile scariche, non poi molto diverso dal proprietario dei pantaloni che mi stato accanto fino a due giorni fa.

Ho deciso che anche i panini con la salsiccia fanno male, molto male. Nonostante la mia serata con il fallo n.15, consigliato e garantito dalla gentilissima commessa del sexy shop, il mio stomaco ha dato battaglia fino alle due del mattino, quando, dopo aver deciso che ingurgitare citrosodina era poco dignitoso, ho preso e sono andata a fare jogging. Io, per, non me ne vado in giro a quellora mettendomi a disposizione del maniaco di turno. Cos, sono scesa nel seminterrato e ho cominciato a correre su e gi per la rampa del garage. Ero convinta, data lumidit in banchi massicci, che sarei rientrata in casa con un principio di bronchite (lo sanno tutti che quando soffri per amore le difese immunitarie ti si abbassano). Invece niente. Ho una salute di ferro. Cos, in attesa che la termocoperta facesse il suo dovere, ho cominciato a fantasticare di fare sesso con Babbo Natale sui sedili posteriori della slitta. Donder, Dancer, Blitzen, avanti cos, verso linfinito e oltre. per questo che ho fatto un copri amichetto per lamichetto di Santa Claus: bianco e rosso e con un bel sonaglino che ricorda

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lo scampanello gioioso delle renne. Per me, invece, ho realizzato un bel tanga verde abete, con dei pacchettini regalo che penzolano dai laccetti.

Dicono che, verso i quaranta le donne, siano pi propense a lanciarsi in esperienze omosessuali. Non io. Perci non state l ad aspettare che vi descriva quella volta in cui ho leccato i capezzoli alla mia vicina di casa. Niet. Anche se mi chiedo come mai io abbia un paio di amici gay, ma nessuna amica lesbica. Ci mi preoccupa. Sono cos poco attraente che neanche se modificassi il mio orientamento sessuale troverei qualcuna disposta a sopportarmi a Natale? Perch, diciamolo, questi sono tempi difficili. Noi donne siamo insopportabilmente esigenti persino per noi stesse. Ora abbiamo il punto G. Ora sappiamo che con una esplorazione della caverna, tra le undici e le tredici, tenendo lombelico come mezzogiorno, possiamo fare click sul bottoncino e accedere finalmente al piacere che ci sempre stato negato. Insieme alla possibilit di dirigere una multinazionale, naturalmente, e a quella di tirarci il latte e mollare il biberon al coniuge mentre andiamo a presiedere la riunione degli azionisti. cos che stanno le cose. Noi abbiamo ormai il diritto di scegliere i peni: non dobbiamo tenerci quello che ci hanno riservato il destino, i matrimoni combinati o la nostra stessa ingenuit. Possiamo consultarci con le amiche, sperimentare vibratori in lattice come in oro o in platino (fidatevi, esistono davvero), uscire per rimorchiare e dire no, grazie se il cosetto, cosino o cosone che ci capitato non ci convince.

Forse non dovevo fargli il cappellino. Il crochet non gli mai piaciuto. Gli ricordava sua madre. Forse ha immaginato, allimprovviso, che ci fosse sua madre a farglielo indossare. Un momento. Questo vuol forse dire che in una relazione

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con un uomo sono meno incisiva di sua madre? Persino quando si tratta delle sue fantasie?

La mia amica Ada (che non ha mai perdonato i suoi per averla chiamata cos) sostiene che data la mia et, che si colloca, perch voi lo sappiate, in un punto indefinito del segmento che unisce i trenta ai quaranta, che insomma data la mia et io debba saltare la fase dellelaborazione del lutto amoroso. A pi pari. Con larte del salto in lungo. Non c tempo per piangere, disperarsi, darsi la colpa di tutto, dare a lui la colpa di tutto, dare a sua madre la colpa di tutto, capire che non serve a niente cercare qualcuno a cui dare la colpa quando la mazzata ormai lhai presa. Lunica azione possibile, alla mia et, lo spostamento dellattenzione verso un oggetto secondario. Devo trovare un pene secondario e trovarlo subito (per il cuore ci vuole troppo tempo e non se ne trovano molti in giro). Devo trovare pi peni secondari. Differenzio gli investimenti, minimizzo le perdite, mi garantisco un margine di profitto.

Come lanciarmi, per, nel mercato dei peni visto che ho una pressoch nulla esperienza in materia? Con lunica carta vincente a mia disposizione, mi sono detta ovvero il davanzale di Natale ovvero come sfruttare a mio vantaggio la parte pi ingrombrante del corpo. Con le mie preziose manine, ho dunque ricamato un maglioncino di Natale strepitoso: fondo bianco, con due belle evidenti decorazioni, una rossa, una verde, in corrispondenza delle mie sporgenze naturali. Sembro Bridget Jones e Colin Firth messi insieme, ma per quanto possa apparire strano e urtare la suscettibilit dei modaioli pi sensibili, il maglione offre svariati vantaggi. Primo: distoglie lattenzione dalla mia pancia. Secondo: attira anche luomo pi distratto del mondo. Terzo: persino il pi pudico pu permettersi di

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guardarmi le tette nel tentativo di capire che ci fanno da quelle parti, rispettivamente, una renna a testa in gi e un lecca lecca con Babbo Natale che sorride felice. Colori, immagini e posizione dei disegni li ho scelti dopo un attento studio della popolazione maschile. Realizzato non tramite costosi sondaggi affidati a societ esterne, ma grazie ad una serie di maglioncini da dieci euro che Ada e la sottoscritta hanno testato per svariati giorni in svariati luoghi. Il bianco fa risaltare i capelli bruni, la posizione delle decorazioni non credo sia il caso di discuterla, la renna a testa in gi costringe losservatore a fermarsi un attimo (e se gli instillate il dubbio di essere leggermente deficienti, il suo pene quasi sicuramente vostro), il lecca lecca con il Babbo proietta il pene nel futuro.

interessante vedere come reagiscono i Babbi Natale dei centri commerciali. Questanno, forse per via della crisi, hanno deciso di spingere sullemotivit a tutto spiano. Cos, al, a nessuno sar negata una bella seduta sulle ginocchia di Babbo, con foto gratuita naturalmente. Il che mi ha costretta a truccarmi un po di pi, ma pazienza, mi sono messa in coda decisa a non farmi sfuggire loccasione. Il primo Babbo Natale che ho abbordato, passandogli il copri fratellino, mentre era occhi negli occhi con la renna, mi ha detto in estasi: Lo fai anche verde padania?. Nordiche affinit, evidentemente. Io per sono scesa a tutta velocit dalle sue ginocchia e lho lasciato al bambino successivo, che era politicamente pi avanti di lui. Il secondo sembrava carino ed persino riuscito a guardarmi solo negli occhi per ben due secondi, solo che la sua pancia, che mi venuta incontro mentre cercavo una posizione pi comoda, non era tutta imbottitura. Non che io sia snob, per se devo massimizzare i miei investimenti non posso avere piet di nessuno eccetto che per me stessa e non ho intenzione di spostare pesi massimi mentre cerco di capire come sono messi i minimi. Il terzo era una lei con le sopracciglione finte,

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che mi ha chiesto quanto ci ho messo a fare la renna e poi mi ha caldamente consigliato di lasciar perdere i Babbi e cercare tra i magazzinieri di Mediaworld. Il quarto, per niente intimidito o eccitato, mi ha detto: Hai un approccio scientifico, vero? Ti ho vista nel centro commerciale fuori citt. Che studi hai fatto?. Fisica ho balbettato. Lo sapevo. Se butti il cappuccetto crochet, prometti di non nominare il tunnel della Gelmini e copri la renna con una sciarpa ti offro hamburger e patatine.. Ho esitato un attimo. Mi ha preso in contropiede. Non ho potuto testare la pancia, guardargli le mani, scavare a fondo nei suoi occhi, per alla fine mi son detta: questo parla, non sbava. Sicuramente anche suo fratello avr le stesse caratteristiche. E lasciandomi ispirare da Miracolo nella 34esima strada mi sono avviata verso i tavolini stracolmi di famiglie urlanti e ho ordinato subito una porzione di patatine, giusto per far passare il tempo. Mezzora dopo, quando il quarto Babbo arrivato lho squadrato con la testa reclinata e lo sguardo concentrato. Che c? Dovevo tenermi la barba?.

Non che non doveva tenersela, che volevo essere sicura di non impelagarmi in una trama scontata: uomo travestito che si spoglia rivelando un fusto ricchissimo e di buon cuore che ti ama cos come sei e ti sposa anche se sua madre ti odia e tu sei scema come una gallina (che poi le galline non sono sceme, ampiamente dimostrato). Non ti immaginavo cos, senza barba. Cos come? Insomma, non sei un fusto ricchissimo e di buon cuore che mi ama anche se sono una gallina. Prego? Niente, la fame. Ordiniamo?

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Perch ti sei laureata in fisica? Perch no? Perch sei una donna? Sto per infilarti una patatina in un occhio. Intendevo dire che inusuale. Tu dici inusuale? Tu mangi tutta quella roba? Ok e tu che fai invece? Sicura di volerlo sapere? Sono pronta a tutto. Il commercialista. No! S. Ma i commercialisti ce lhanno piccolo. Approccio interessante, che ignorer perch sono un gentiluomo. Cos come hai ignorato la renna? Esattamente.

che io i commercialisti non li sopporto. Mio cugino commercialista. Mi ha fatto pagare per mezzora di consulenza. E per venti di quei trenta minuti ha parlato solo del suo conto in banca. che i commercialisti me li immagino tirchi, emotivamente anaffettivi, impotenti. Insomma, se non ce lavessero piccolo non dovrebbero compensare con il conto in banca, no? Daccordo, questo non un metodo scientifico e, aggiunger, non affatto degno di me. Soprattutto perch il mio ex non era commercialista, quindi non ho neanche dei validi motivi per avercela con la categoria. E poi chi sono io per prendermela con Babbo Natale? Mi spieghi cosa stai facendo, esattamente? Perch vai in giro ad abbordare babbi natale? una perversione o cosa?

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Potrei chiederti la stessa cosa. Perch offri patatine ad una pervertita? No, lascia perdere, risposta scontata.

Un po mi hai fatto pena, sinceramente. Pena, peni, siamo sempre l. Comincio seriamente a preoccuparmi. Scusa, parlavo tra me e me. Vediamo se riesco a sintetizzarti tutta la storia mentre mangi il tuo panino.

Non mi mai capitato di raccontare le mie vicende amorose alle mie amiche senza che provassero della sincera compassione. Si tratta di quel tipo di compassione tutta femminile, per cui anche se sei in torto marcio, improvvisamente hai una folgorante rivelazione: hai ragione tu, hai sempre avuto ragione tu, hai evidentemente ragione tu. Solo che, ovviamente, sei sempre stata troppo buona per accorgertene. Il commercialista, per, che, di minuto in minuto, somiglia sempre meno a Santa Claus, non riesce a mostrare neanche un minimo di empatia. Sghignazza, si acciglia e sgrana gli occhi quando mi sente parlare del pene come oggetto secondario; si gratta il mento mentre nomino i vibratori e infine mi porta dritta dritta al cestino dei rifiuti quando tento di spiegargli come realizzare il cappuccetto crochet. Maschilista. Invidioso. Maschilista e invidioso. Sono quasi sicura che se gli uomini sapessero lavorare a maglia mentre parlano di vibratori, ma che dico. Alla fin fine, comunque, devo avergli fatto pena, perch mi ha invitato a cena per la sera di Natale. Mia nonna, per, me lo diceva sempre di non accettare inviti dagli sconosciuti e cos fotocopio la sua carta di identit e il suo codice fiscale e me li porto a casa. Ha borbottato qualcosa su Monti e la crisi, mentre uscivamo dal centro commerciale. Spero questo non significhi che passeremo la vigilia

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parlando di politica. Spero questo non significhi che passeremo la serata parlando di politica da un punto di vista opposto al mio. Mi chiedo se i vibratori siano di destra o di sinistra. Chiss se posso dirgli che il mio sogno proibito usare un vibratore su di un uomo. Freud non aveva ragione, noi non invidiamo il pene. Ci non vuol dire che non ci piacerebbe farci un giretto ogni tanto. Nel dubbio, ne ho messo uno in borsetta, di vibratore, non troppo grande, ovviamente: meglio cominciare per gradi. Certo, dovr aspettare che se ne siano andati i suoi amici. Non vorrei che ci trovassero ad armeggiare dietro la porta della camera da letto. Ecco, ora mi toccher rifare il cappuccetto per il vibratore visto che il mio rimasto al fast food e non ho poi molto tempo. Forse potrei ricamare qualche formula di fisica a punto croce, per abbellirlo, dargli un tono. Magari il quarto Babbo lo troverebbe meno banale. Dimenticavo, un commercialista e sicuramente non gli interessano le mie formule. Andr bene un codice Iban?

Mia cugina sostiene che la mia fissa per questi copri glande sia in realt un freudiano tentativo di occultare il pene, perch in realt lo temo. In effetti quello del mio ex lo avrei occultato pi che volentieri. Non mi piaceva. Mi faceva paura certo, ma non per il male che avrebbe potuto farmi o per una presunta ed eccessiva affermazione della forza barra autorit maschile. Mi faceva paura quel suo essere non classificato. Ma non potevo dirglielo. Non potevo neanche spiegarli della sua inclassificabilit. Perch era un pene banale, che faceva il suo dovere, ma non peccava n in eccesso n in difetto. Non era bello, non era brutto. Non era grande, non era piccolo. Come la minestra e la sedia e il letto che andavano bene per riccioli doro. Io non sono riccioli doro, per. Piuttosto sono la prova vivente di come noi donne riusciamo a separare perfettamente sesso e amore. O di come non abbiamo ancora

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capito che meglio non separarli e non considerare mai secondaria la questione sesso. Devo ammetterlo, se lui, labbandonatore di Natale, mi avesse detto che la mia vagina era come tutte le altre, ci sarei rimasta un po male. Quindi mi sforzer di ricordarlo per i suoi meriti.

Come vestirsi per una cena di Natale da uno sconosciuto? Stando ai miei controlli, che spaziano dagli amici nei social network a qualche aggancio in polizia, il tipo incensurato e sembra normalissimo (cosa per altro detta spesso a proposito dei serial killer, ma mi concentrer sul fatto che operano prevalentemente oltre oceano). Non mi ha detto niente per dei suoi colleghi. Sembra si tratti di un altro commercialista, povera me, con cui divide lo studio, e della sua fidanzata. Sar commercialista anche lei? Se i commercialisti ce lhanno piccolo, le commercialiste sono frigide? E comunque che storia . Lei la fidanzata di un commercialista. Ma non ha una sua identit? Una sua professione? Un nome? Siamo sempre dei corollari a delle tesi del cazzo. Ops. Il tubino nero andrebbe bene, ma non sono Audrey Hepburn e non ne ho mai comprato uno. I jeans sono scontati. Il vestitino fa troppo ragazzina. Daccordo, a voi che interessa come mi sono vestita? Non sono Becky Bloomwood che sciorina un modello ed una firma dopo laltra (che mi costringono spesso a prendere in formazioni in rete, neanche si trattasse di temi fondamentali per lesistenza). Diciamo semplicemente che mi sono truccata e vestita, ho messo il vibratore in borsetta e sono andata a casa sua.

Silenzio. Ho notato subito che cera troppo silenzio per una cena a quattro. E due coperti in meno. Dove sono i tuoi amici?

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Non sono ancora arrivati. Neanche i loro coperti. una sorpresa. Guarda che sono armata. Vuoi uccidermi col vibratore? Posso piantartelo nelle tonsille. Abbi pazienza e metti via larnese e per favore, ti supplico metti via il cappuccio croch ma un codice iban quello?

Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto!

Cos abbiamo aspettato un po e mi ha offerto un aperitivo. Analcolico. Le vuole sobrie, lui, le vittime. Manie da commercialisti. Forse vuole estorcermi il numero della carta di credito, prima di lasciarmi annegare in una pozza di sangue. Per fortuna ha intenzione di uccidermi a stomaco pieno e mentre si sposta in cucina per riempire un piatto di stuzzichini, osservo le sue spalle e i suoi capelli. Non oso andare oltre, non voglio, non posso permettermi di fare gaffes proprio stasera, davanti a dei perfetti estranei. Hai sentito? Ho sentito. Cos? Il segno che i miei amici sono arrivati. A me sembra una chiamata su Skype. I miei amici sono su Skype. Per risparmiare? Esatto. Voi commercialisti siete terribili. Non io, loro. Sono ad Amsterdam e in questo periodo non ce la fanno a tornare. Assisteranno al massacro in diretta? Come?

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Niente niente, la solita fame che mi fa sragionare.

Non dico che sono delusa per laver scoperto che lui non un serial killer, per un po demozione mancata. Mancanza compensata dallaver scoperto che lamica del Babbo studia fisica ed per questo che non mi era stato detto niente di lei. Una sorpresa. Certo, fa meno effetto di un collier di diamanti, ma un pensiero gentile da parte di uno sconosciuto. Dov lananas? Quale ananas? Tutti servono ananas nelle cene importanti. Perch tu servi banane? Costavano meno. Braccino corto. Alle banane puoi fare un cappuccetto.

Il cappuccetto via Skype verr sicuramente ricordato negli annali della storia delle comunicazioni via pc e intanto si fanno le undici. Ora dobbiamo andare, dicono gli amici, che hanno non so quali impegni. stato un piacere eccetera e ci siamo scambiate le email e cancellato i file temporanei. Ora che si fa? Lui non sembra imbarazzato. Siamo da soli, non sappiamo che dire e non sembra imbarazzato. Non prova a baciarmi. Non posso far finta di non volere che mi baci in modo che lui poi mi sbatta al muro e mi costringa ad ammettere che lo desidero, come in tutte le storie romantiche che si rispettino. Forse dovrei essere io a sbatterlo al muro. I neutrini sono notoriamente pi veloci dei bonifici. A cosa stai pensando? A sbatterti contro un muro per uscire da questo imbarazzante silenzio. Non trovo che il silenzio sia imbarazzante. Ed essere sbattuto contro un muro? Solo se dopo non mi costringi ad usare un cappellino.

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Almeno proveresti la posizione dellalbero? Quella della renna? Ma che Babbo Natale sei!

Un Babbo Natale commercialista, ricordi? Noi togliamo lIva lentamente a tutte le nostre clienti e preferiamo la posizione dellIrpef. Te la insegno, se vuoi. Dopo che mi avrai sbattuto contro il muro, per.

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