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LADOMENICA

DIREPUBBLICA

DOMENICA 30 OTTOBRE 2011 NUMERO 350

CULT
Allinterno

Dal primo novembre Mario Draghi sar al vertice della Bce Dovr affrontare la crisi e ridare slancio alla Ue
Ecco lultima missione impossibile di un italiano di cui il mondo si fida

La copertina

La seconda vita della radio Tutti lascoltano grazie al podcast


PERNIOLA E SMARGIASSI

Il libro

De Giovanni e il suo commissario ci raccontano lanima di Napoli


ANTONIO GNOLI

Lintervista

Tom Wolfe Il nostro romanzo stato rovinato dalla psicologia


ANTONIO MONDA

FOTO DI SERGIO EFREM RAIMONDI/CONTRASTO

Banchiere dEuropa
Il
Licona
ELENA POLIDORI
ella mitologia, nella favolistica, nellaraldica come del resto nellodierna fantasy, nei cartoni animati e nei videgame draghi e castelli sono fatti per intendersi. Al di l di qualsiasi controversia sullenergia simbolica dei serpentoni, che in Occidente fanno paura mentre in Cina sono creature generose e ben auguranti, un fatto che il prossimo presidente della Bce, Mario Draghi, ha scelto di andare ad abitare non nella casa del suo predecessore, bens in una zona nota per un bel parco, al cui interno si erge un piccolo castello del Settecento appartenuto a una delle pi antiche dinastie di Francoforte. Si chiama Holzhausen Schloesschen. Atmosfera faustiana, tanto per rimanere nel solco di due illustri governatori amanti della cultura tedesca come Carli e Ciampi. Laltra settimana del resto allAlte Oper della citt sul Meno, dinanzi alla signora Merkel, Draghi ha voluto qualificare lItalia con le parole di Goethe pronunciate coraggiosamente in tedesco: Das Land wo die Zitronen bluehen, la terra dove fioriscono i limoni. (segue nelle pagine successive)

La mostra

MASSIMO GIANNINI
uesto il mio ultimo discorso ufficiale nella veste di governatore Lascio la Banca dItalia con animo tranquillo, credo con il vostro affetto che mi accompagner a Francoforte. Il contributo della Banca dItalia nel fronteggiare la crisi stato esemplare a livello nazionale e internazionale lautonomia della banca stata essenziale per il modo in cui la banca ha ottemperato e ottempera ai suoi poteri e ai suoi doveri E nellesercizio di questi poteri la Banca centrale chiamata a salvaguardare il bene comune. Per una volta, mentre pronuncia il suo commiato da Palazzo Koch, Mario Draghi parla a braccio, e non nasconde un filo di emozione. Il banchiere centrale pi british che Via Nazionale abbia mai conosciuto saluta cos la squadra che ha lavorato con lui in questi anni, e quella che gli succeder nei prossimi. Con la rivendicazione orgogliosa di unappartenenza, quasi di una militanza. Perch questa , in Italia, la vera cifra della sua banca centrale. (segue nelle pagine successive)

Per sempre Peanuts la fabbrica infinita di Charles Schulz


LUCA RAFFAELLI E GABRIELE ROMAGNOLI

Quanto ricca lArte Povera stracci e pietre seducono il mercato


NATALIA ASPESI

Il balletto

Spettacoli

Corpi e geometrie il ritorno al futuro del Crazy Horse


ROSA FUMETTO E MARIO SERENELLINI

Constanza Macras nella Berlino globalizzata del XXI secolo


LEONETTA BENTIVOGLIO

Repubblica Nazionale

DOMENICA 30 OTTOBRE 2011

LA DOMENICA

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La copertina
Il banchiere centrale
Di lui si sa solo che sempre stato il primo della classe e che luomo delle missioni impossibili, dalle riforme della finanza alle privatizzazioni alla gestione della crisi economica
Ecco perch il governatore stato scelto per il vertice della Bce dove tra due giorni si insedier

Ed ecco perch ha superato il fattore I

ELENA POLIDORI
(segue dalla copertina)

el riempire in questi giorni i pochi scatoloni per il trasloco da palazzo Koch, il banchiere dei banchieri si sar compiaciuto di aver tolto di mezzo dalla sua stanza il famoso dipinto di San Sebastiano che per tanti governatori rappresentava lesibita metafora della loro infelice condizione; per cui, di fronte a pressioni e lagnanze, sospiravano indicando il santo trafitto dietro le spalle a giustificare un necessitato diniego. La tela in restauro da quasi sei anni. E Draghi, detto anche Supermario (ma non gli piace), tutto fuorch un San Sebastiano. piuttosto un personaggio da missioni impossibili. Basti pensare che in via Nazionale arrivato sullonda dello scandalo Fazio, quando tra avventurose consegne di Tapiri e intercettazioni in cui il governatore riceveva baci in fronte da discussi banchieri, il prestigio dellistituto di emissione era praticamente a zero. Anzi, sotto zero. Ha anche fatto restaurare il monumentale fregio del Dazzi, dal titolo: Ricchezza e benessere nazionale trionfante. Il trionfo magari sembra eccessivo. Draghi comunque ci tiene a essere un uomo positivo e con un segno + accanto a tutto, o quasi: i suoi studi prima dai gesuiti del Massimo (con Montezemolo, i fratelli Abete, Gianni De Gennaro e Giancarlo Magalli), poi la laurea in economia, con Caff, quindi in America adottato da Modigliani, paiono a dir poco prestigiosi. La carriera un modello di successo, una serie ininterrotta di semafori verdi. La famiglia (moglie anglista conosciuta a diciannove anni che lo ha sempre seguito ovunque con rassegnata allegria, due figli di cui si conoscono a malapena i nomi, da poco una nipotina) si configura come un puntello pi che rassicurante della sua esistenza. Perfino nello sport (in giovent basket e arrampicate in montagna, ora tennis e golf) si parlato come di una specie di primo della classe. Cura laspetto fisico, non disdegna le diete, anche con pranzi a base di barrette e come abbigliamento il classico uomo in blu. Lunica trasgressione, se cos si pu dire, sarebbe una certa debolezza per i giochi dei telefonini, specie in aereo. E ancora: secondo la recentissima biografia di Stefania Tamburello (Mario Draghi, il governatore, Rizzoli) viaggia

con bagagli ridotti al minimo, ha il dono della sintesi e della velocit argomentativa al punto che, in unaudizione, un deputato lo interruppe: Piano, lei prende lascensore mentre dobbiamo salire le scale. Di sicuro detesta sprecare il tempo. Non di rado capita di vederlo mangiare da solo per evitare questuanti e attaccabottoni. Con inevitabile forzatura si pu pensare che sia una macchina programmata per conseguire il risultato prefisso. Se proprio bisogna scavare con temeraria introspezione nel fondo dellanimo suo, possibile che come tutti i tipi assai flemmatici abbia il timore di risultare freddo e distante e dunque di non arrivare al cuore della gente. Ma i banchieri centrali non hanno da rendere conto a un pubblico. Solo nella cerimonia del passaggio delle consegne della Bce ha tradito qualche emozione accettando la campana, simbolo del comando che Trichet gli ha messo in mano. Ma si guardato bene dal suonarla. Qualche giorno prima, uscendo di buon mattino da un hotel di Parigi, gli hanno chiesto come valutava il fatto che gli indignados italiani avessero scelto proprio il suo cognome per dar vita al movimento dei Draghi ribelli, accampati su via Nazionale con un enorme dragone gonfiabile di fattezze pi disneyane che orrorifiche. Lui, pi incuriosito che altro, ha accennato a un sorriso: Un nomignolo carino. Ma poi, ha avuto il coraggio, o limpudenza, lastuzia o lonest di aggiungere che quei giovani avevano ragione. Nella nuova casa vicino allo Schloesschen porta ricordi di un anno piuttosto complicato: la fatica di arrivare a quel traguardo, almeno allinizio senza nessun appoggio, praticamente da solo. Poi almeno un biennio di doppio lavoro, a far marciare Bankitalia e, insieme, a riscrivere il nuovo ordine finanziario globale, avvelenato dai titoli tossici e dai megabonus di manager avidi, come presidente del Financial Stability Board. Quindi, il filo diretto con Napolitano. Lostilit di Tremonti. Le frecciate di Bossi (Quello diceva sta sempre a Roma). Lambiguit di Berlusconi di cui Draghi riuscito a non dire mai nulla di sgradevole anche quando, nel 2009, il Cavaliere defin la Relazione del governatore molto berlusconiana. E poi, la crisi che sincanagliva, i salti mortali per convincere i governanti al rigore, fino alla lettera-diktat scritta con Trichet e alla battaglia per lautonomia di Via Nazionale innescata dalla successione. Seduto nello studio a vetrate del presi-

Futuro capitano I migliori auguri a Mario Draghi, il mio successore, che in questi anni ha messo a disposizione del Consiglio direttivo la sua saggezza e la sua esperienza Queste sue qualit faranno il grande successo della futura guida della squadra monetaria europea
Jean-Claude Trichet (Presidente uscente Bce) 19 ottobre 2011

Con Carlo Azeglio Ciampi

Con i vicedirettori di Bankitalia

LE TAPPE
IL MAESTRO
Draghi si laurea a Roma nel 1970 con leconomista Federico Caff di cui diventa assistente: lui a spingerlo al master negli Usa

Mr. Draghi va
a Francoforte
Repubblica Nazionale

LA BANCA MONDIALE
Dal 1984 al 1990 direttore esecutivo della Banca Mondiale Nel 90 diventa consulente economico di Bankitalia

DOMENICA 30 OTTOBRE 2011

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Jorg Asmussen Jens Weidmann


(Germania)

Comitato esecutivo
(Germania)

Lorenzo Jos Manuel Bini Smaghi GonzalezComitato Paramo esecutivo


Comitato esecutivo
(Spagna) (Italia)

Mario Draghi
(dal primo novembre)

Presidente della Bce


(Italia)

Vitor Costancio
Vice presidente della Bce
(Portogallo)

Peter Praet
Comitato esecutivo
(Belgio)

Luc Coene
(Belgio)

Patrick Honohan
(Irlanda)

La Bce

Carlos Costa
(Portogallo)

George A. Provopoulos
(Grecia)

Marko Kranjec
(Slovenia)

Miguel Fernndez Ordez


(Spagna)

Ewald Nowotny Christian Noyer


(Francia)

Ignazio Visco
Governatore Athanasios della Orphanides Banca dItalia (Cipro)

Klaas Knot Erkki Liikanen


(Finlandia)

(Italia) non ancora insediato

Yves Mersch
(Lussemburgo)

Andres Lipstok
(Estonia)

Josef Bonnici
(Malta)

(Paesi Bassi)

Josef Makuch
(Slovacchia)

(Austria)

Comitato esecutivo

Consiglio dei governatori

La riserva della Repubblica che salva la patria


MASSIMO GIANNINI
(segue dalla copertina) uesta la sua forza. E anche, se vogliamo, la sua eccezionalit. lo steso Draghi a ribadirlo: La Banca dItalia stata una fucina di quadri al servizio della nazione e dellEuropa. Quale altra banca centrale ha prestato tanti suoi uomini al governo del suo Paese? Quale altra istituzione economica ha sfornato tanti presidenti del Consiglio o ministri, colmando un clamoroso vuoto di leadership politica? Da Luigi Einaudi a Lamberto Dini, da Guido Carli a Carlo Azeglio Ciampi. Lo stesso Draghi, se nel frattempo non fosse stato promosso alla presidenza della Bce, stato invocato per mesi come lunico possibile premier di un governo di salute pubblica, da instaurare con urgenza al posto del rovinoso governo Berlusconi. Via Nazionale ha conquistato sul campo il ruolo che oggi tutti gli riconoscono. Una riserva della Repubblica, alla quale la sciagurata Italia attinge ogni volta che c da salvare la Patria (e purtroppo ce n bisogno spesso). Una scuola di civil servant, che da un secolo conserva lindipendenza e la competenza come i valori pi preziosi della sua missione. Da mezzo secolo la lettura delle Considerazioni finalidel governatore della Banca dItalia una delle liturgie laiche pi importanti della vita del Paese. E luscita dei Bollettini del mitico Servizio studi di Via Nazionale uno degli appuntamenti pi rilevanti nel dibattito sulleconomia. Il poco o tanto di buono che nel tempo lItalia ha saputo esprimere lo deve molto alla sua banca centrale. L nata e cresciuta unlite culturale che ha svecchiato e innovato, e non solo sul piano della dottrina monetaria e del modello econometrico. L nata e cresciuta, spesso sullonda della tradizione laica e azionista, una religione civile fatta di senso dello Stato e di spirito repubblicano. Tanto lItalia apparsa spesso gretta, provinciale, autarchica, tanto la sua Banca stata libera, aperta, europeista. Qui sta anche la ragione di una certa iconografia dellIstituto, di volta in volta visto e vissuto, da dentro e da fuori, come baluardo e come trincea. Baffi, quando saluta Carli che nell84 lascia Via Nazionale, gli confessa: Gli anni che ho passato con te in banca sono stati i pi belli della mia vita. Lo stesso Carli il teorico di questa funzione di supplenza alla quale spesso la Banca stata costretta fin dai tempi di Einaudi e poi negli anni 60, 70 e 80, quando dalla fucina di Palazzo Koch uscirono uomini come Paolo Baffi, Francesco Masera, Salvatore Guidotti, Antonino Occhiuto, Mario Ercolani, Rinaldo Ossola, fino al grandissimo eroe tragico Federico Caff. E non un caso se, negli anni, la politica peggiore ha sempre cercato di allungare le mani sulla Banca dItalia. Fin dai tempi del vergognoso attacco giudiziario della procura di Roma al governatore Baffi e al suo vice Mario Sarcinelli (una delle pagine pi nere della vicenda repubblicana cresciuta lungo la filiera degli scandali Rovelli-Sindona-Calvi) il Palazzo romano ha sempre tentato di espugnare Palazzo Koch. Ma lIstituzione ha sempre resistito. Ed una fortuna per il Paese. Ciampi, quando parla della sua avventura in Via Nazionale, ricorda sempre la ragione profonda di questa resistenza: Tutto nasce dalla disciplina del servizio, che chiunque lavori alla Banca dItalia impara a riconoscere come uno degli elementi pi preziosi della sua pedagogia istituzionale e professionale. Conta la tradizione. Ancora oggi sulle maniglie del portone di Via Nazionale ci sono le iniziali B. N.: Banca Nazionale, e sono le stesse del palazzo di Torino in cui il 26 marzo 1861 si tenne lassemblea della Banca Nazionale del Regno dItalia. Viene di l la salvaguardia del bene comune di cui oggi parla Draghi. La politica lo dimentica sempre pi spesso. La Banca dItalia, insieme al Quirinale, continua invece ad esserne il vero forziere. Ed importante, allora, che per un Draghi che esce c un Ignazio Visco che entra. Palazzo Koch, ancora una volta, al sicuro.

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dente della Bce, al 35esimo piano dellEurotower dove si insedier ufficialmente dal primo novembre, plausibile che si porti dietro anche un filo di inevitabile stress. Per trovare qualcuno sulle cui spalle gravano il peso e le aspettative di un Paese pericolosamente in bilico, bisogna tornare a Ciampi, e lesempio suona, pi che lusinghiero, di buon auspicio. Nel 1993 la lira era stata piegata dalla speculazione e lItalia si era trovata sullorlo del baratro. Allora Draghi, dopo cinque anni a Washington come giovanissimo responsabile per lItalia della World Bank, era direttore generale del Tesoro, nominato per primo da Andreotti e poi riconfermato da tutti. Da quella poltrona riuscir a liquidare lIri e a condurre in porto la privatizzazione di Eni, Enel, Comit e Credit. Una rivoluzione culturale, disse lui mentre i suoi nemici lo rimproverano di aver svenduto il patrimonio nazionale durante una misteriosa crociera sul Britannia, lex yacht della famiglia reale inglese, assurto a emblema di trame ordite dalle forze della de-sovranizzazione: british invisibles, cos si chiamava il gruppo daffari che lha organizzata. Pi tardi, sempre dal Tesoro, tesse la difficile tela che porta lItalia nella serie A delleuro. La successiva esperienza come vicepresidente della Goldman Sachs, lo identifica come uno strumento del mondo anglosassone. Oggi, le stesse fonti lo presentano come pi tedesco dei tedeschi e la Bild lo raffigura con in testa lelmetto chiodato dellesercito del Kaiser. In realt e non ci sarebbe bisogno di dirlo italiano anche se, come ha scritto Eugenio Scalfari, Merkel e Sarkozy lhanno promosso nonostante sia italiano. Certo, Draghi un personaggio che si valuta meglio per contrasto, per negazione, alla rovescia. In un mondo inutilmente chiassoso interpreta le virt della discrezione e in una vana fantasmagoria di colori il suo grigio risalta. Ma soprattutto, rispetto a tanti improvvisatori, incarna la razionalit dei numeri, le scelte ponderate, le analisi macroeconomiche puntuali. Non per nulla il presidente Napolitano lo ha messo alle costole dei governanti, ai limiti del commissariamento e anche oltre. Ma ora Draghi, gi da domani sera, sar nel Castello di Francoforte, italiano ma prima ancora europeo. la sorte inesorabile dei tecnocrati: avere un grande potere senza essere mai stato eletto. Ma i miti e le favole sui draghi, a pensarci bene, vengono molto prima delle elezioni e della democrazia.
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FOTO DI SERGIO EFREM RAIMONDI/CONTRASTO

In visita ai terremotati dellAquila

A un congresso a Bonn

Stringe la mano a Antonio Fazio

AL TESORO
Nel 1991 viene nominato direttore generale del ministero del Tesoro, incarico che mantiene fino al 2001 fra il succedersi di dieci governi

ALLA GOLDMAN SACHS


Allinizio del 2002 viene nominato vicepresidente della banca daffari americana Goldman Sachs: incarico operativo che mantiene fino al 2005

IN BANCA DITALIA
Nel 2006 succede ad Antonio Fazio come governatore della Banca dItalia dove rimane fino alla nomina a presidente della Bce

Repubblica Nazionale

DOMENICA 30 OTTOBRE 2011

LA DOMENICA
Da domani basta guerra, in primo piano tornano gli affari Come una cinquantina di anni fa, quando re Idris ancora non sapeva quanto oro nero si trovasse sotto il suo regno, ma americani, francesi e italiani s. Alla fine fu Roma ad aggiudicarsi la fetta
pi grande della torta. A suon di mazzette, come rivelano ora i documenti top secret dei servizi inglesi

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La memoria
Corsi & ricorsi

Libia, inizia la caccia al petrolio P


ENI
Nella foto grande, ricerche petrolifere dellEni nel deserto libico nei primi anni Sessanta

ATTILIO BOLZONI

etrolio. La sua scoperta e le guerre che infiamma, le spie che spiano le spie, le paure e gli appetiti delle grandi potenze, mazzette, sospetti, segreti. Il pozzo quello di Bir Zelten e la Libia quella prima di Gheddafi. Lanno il 1959, il mese maggio. I diplomatici inglesi vengono a sapere dagli americani che la Esso ha riempito in appena dodici ore 17.500 barili in uno sperduto angolo di Cirenaica, re Idris ancora alloscuro del tesoro che c sotto il suo regno, i francesi che invece sanno subodorano che Washington li voglia tenere alla larga da Tripoli. Poi ci sono anche gli italiani. A Londra sono sicuri, fin dal 1948, che il loro ritorno nellex colonia un tema assolutamente fuori discussione, perch contrasta con le nostre necessit strategiche. ormai chiaro che in Libia c tanto di quel petrolio da fare ricco chiunque allungher le mani su quelle terre. un dirigente della Shell che, in forma confidenziale, avvisa il Foreign Office: Vi sono buoni motivi per sperare che l si possa produrre in futuro dalle 10 alle 20 tonnellate di greggio lanno. Inglesi e americani sono in agguato per spartirsi la torta. Ma, allimprovviso, un dispaccio top secret comunica al ministero degli esteri britannico che

a una compagnia di Roma (la Cori, Compagnia ricerche idrocarburi, sussidiaria dellAgip mineraria del gruppo Eni) stata rilasciata nel novembre 1959 una concessione nellarea di Jaghbub. Lha strappata sorprendentemente ad altre sei societ Usa, il messaggio riporta anche voci sugli italiani che hanno ampiamente unto le ruote. Tangenti. Petrolio. Ieri come oggi, per averlo si combatte con ogni arma. Dalle spie in azione nel dopoguerra ai primi raid aerei francesi su Tripoli della primavera del 2011 fino alla morte di Gheddafi e alla dichiarazione di conclusione delle operazioni annunciata per domani. Bombardamenti, antichi risentimenti che ritornano, campagne dAfrica in nome della democrazia e della pace. Ma soprattutto patti, in vista di futuri contratti petroliferi. Sessanta anni dopo come sessanta anni prima. Petrolio. Tutte le manovre che hanno preceduto e accompagnato il ritrovamento di quella straordinaria ricchezza nel sottosuolo libico sono ricostruite dal 1948 al 1963 in alcuni documenti inglesi rintracciati negli archivi di Kew Gardens, carte classificate secret e top secret e indirizzate dai servizi di sicurezza e dalle ambasciate al premier britannico o ai suoi ministri. Informative, report, relazioni sullo scenario magrebino e mediorientale, note riservate. Una collezione di

MAPPE

In basso a destra, piantina della Libia divisa per zone di concessione petrolifera Lanno il 1957

atti che racconta tutto quello che si muove intorno al petrolio negli anni prima del colpo di stato 1 settembre 1969 che porter al potere il colonnello Gheddafi. Nei dossier di Kew Gardens c anche molta Italia. E a proposito di quello scambio di bustarelle, si fanno anche i nomi di due libici. Alti dignitari di corte. Lombra di Enrico Mattei in ogni incartamento, agli inglesi spaventa la sua intraprendenza che potrebbe creare problemi agli accordi petroliferi pi tradizionali. Si fa cenno anche a un intrigo americano che ha lobiettivo di garantirsi una percentuale dei guadagni italiani e nel contempo dirottare gli interessi di Mattei verso lEuropa meridionale, a scapito della francese Saharan Oil, ovvero La Compagnie de Recherches et Exploitation de Ptrol au Sahara. Siamo ancora lontani da Bescap, dove il 27 ottobre 1962 precipita nelle campagne lombarde il piccolo aereo che trasporta da Catania a Milano il presidente dellEni. E una nota trasmessa allufficio del premier inglese Clement Attlee (schedata Prem 8/1231, datata 21 aprile 1948 e la cui circolazione strettamente limitata alluso personale del primo ministro) spiega come la Cirenaica ha assunto unimportanza strategica vitale e avverte che sostenendo il ritorno della Tripolitania allItalia ci giocheremmo il rispetto del mondo arabo e sarebbe in

CONFIDENTIAL
Qui sopra, alcuni documenti top secret del governo britannico datati 1948 e 1949 in cui si dettano le linee del futuro della Libia

stata rilasciata una concessione a unimpresa italiana, la Cori

Stando alle voci che circolano sono state ampiamente unte le ruote

Repubblica Nazionale

DOMENICA 30 OTTOBRE 2011

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PROTAGONISTI
A sinistra, il presidente americano Truman stringe la mano al primo ministro britannico Clement Atlee (Washington, 1950) A destra, Idris I, re della Libia dal 51 al 69, anno del colpo di stato di Gheddafi

serio pericolo la nostra posizione in Medio Oriente. Per una decina di anni gli inglesi seguono gli sviluppi politici nello scacchiere mediterraneo, un periodo dove si intensificano i sondaggi in territorio libico alla caccia di petrolio ma con risultati poco soddisfacenti. La svolta alla fine del 1957. esattamente il 27 gennaio 1958 quando la signora Hedley-Miller del Foreign Office invia una nota (T 236/5964) al Tesoro: Un mese fa, una controllata della Standard Oil Company/New Jersey ha individuato del petrolio al confine con lAlgeria []. Tuttavia impossibile dire qualcosa di definitivo sulle prospettive della Libia come paese produttore[...]. infine da rilevare che i libici non hanno garantito alcuna concessione petrolifera agli italiani. Aggiunge la Miller: Il nostro ambasciatore ha appreso da una fonte molto autorevole che ci dovuto allavversione personale di re Idris nei loro confronti. Si ritiene che il signor Mattei sia molto arrabbiato. La scoperta del petrolio moltiplica le analisi e le ansie su Tripoli. Il 21 maggio del 1959, Harold Caccia, ambasciatore britannico a Washington, spedisce un messaggio top secret (Prem 11/2743) a Londra: La Standard Oil ha comunicato al Dipartimento di Stato americano che in Libia si trovano grossi quantitativi di petrolio di alta qualit[...]. Stando al Dipartimento, la

CONCESSIONI
In basso, lelenco delle concessioni cedute dalla Petroleum Commission libica alle compagnie petrolifere straniere

Libia ha vinto il suo jackpot[...]. Appena undici giorni dopo dal Foreign Office parte un altro dispaccio (Prem 11/7243) per lambasciata di Tunisi: C il petrolio, la notizia ancora segreta anche se presto il governo libico ne verr a conoscenza[...]. Da quel momento una fitta corrispondenza si intreccia fra Londra e le sue sedi diplomatiche in Nord Africa. l11 giugno del 1959 quando anche re Idris sa cosa c sotto la sua Libia. Gli inglesi cominciano ad agitarsi, a ipotizzare ci che accadr. Rapporto (Fo 371/138785) del Foreign Office del 13 giugno 1959: I benefici economici potrebbero generare pressioni sugli americani e anche su di noi perch si arrivi alle rimozioni delle nostre basi militari. unestate di fibrillazione fra Washington e Londra. Poi, in autunno, il colpo di scena. lambasciata a Bengasi che il 25 novembre scrive (Fo 371/138787) al ministero degli Esteri: Il 22 novembre stata rilasciata una concessione petrolifera ad unimpresa italiana, la Cori[...]. Sembra che se la sia aggiudicata sotto il naso di altre sei compagnie (che ne avevano fatto richiesta in precedenza) ma il governo libico le ha dichiarate non idonee. Inoltre la Cori ha accettato di pagare ai libici una percentuale del 17 per cento, al posto di 12,5 previsto dalle legge libica sul petrolio estratto[...]. Stiamo cercando di saperne di pi[...]. Gli inglesi indagano e il 26 novembre da Bengasi informano (Fo

371/138787) ancora Londra: Ci risulta che Abdallah Abid implicato nella faccenda della Cori e non vi dubbio che anche Busairi Shalhi si sia mosso per convincere in tal senso re Idris[]. Lestate scorsa, Abdallah ha compiuto un viaggio in Italia. Stando alle voci che circolano qui, le imprese petrolifere gli hanno ampiamente unto le ruote. A quel punto gli inglesi sono furiosi. Cercano altre informazioni. Il 10 dicembre 1959 dallambasciata di Tripoli parte lennesimo messaggio (Fo 371/138787) per il Foreign Office: Nel corso di una conversazione, il manager della Arab Bank ha detto a Cronly-Dillon, nostro addetto commerciale, che a suo parere la Cori stata sostenuta da capitali americani. Le compagnie Usa sono ansiose di impedire che la francese Saharan Oil entri nel mercato libico. Finanziando unimpresa italiana, gli americani sperano di assicurarsi un punto di appoggio in Italia. Le cose non sono andate come le avevano immaginate gli inglesi. E soli tre anni dopo Enrico Mattei gi morto. C chi dice ucciso. Dai mafiosi siciliani attraverso Cosa Nostra americana su mandato delle potentissime Sette Sorelle. O dai servizi segreti francesi. Per i suoi contatti unaltra via per assicurarsi energia con il Fronte di liberazione algerino. Oro nero. Petrolio.
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LITALIANO
Qui sopra, Enrico Mattei Sulle carte dei servizi inglesi ci sono spesso annotazioni e riferimenti alluomo del cane a sei zampe

LARCHIVIO I documenti sulla Libia pubblicati in queste pagine sono stati selezionati da Mario J. Cereghino nei National Archives di Kew Gardens (Gran Bretagna) e sono consultabili presso lArchivio Casarrubea di Partinico (Palermo) casarrubea.wordpress.com

C.O.R.I.
Qui sopra tre documenti del 1959: testimoniano la scoperta dei giacimenti petroliferi in Libia da parte dellitaliana C.O.R.I. (sussidiaria Eni)

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DOMENICA 30 OTTOBRE 2011

LA DOMENICA
Magliette, diari, tazze, portachiavi, spillette e peluches Nati dalla matita di Schulz per diventare personaggi a fumetti,
Charlie Brown & C. si sono col tempo trasformati in un mercato di gadget da 175 milioni di dollari

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Licona

Stelle e strisce

Ora un volume ne glorifica lavvenuta metamorfosi

GABRIELE ROMAGNOLI

i sono molte buone ragioni per credere che Charles Schulz, padre dei Peanuts, fosse un genio. Tra queste: come di ogni creatore, il disegno intelligente. Poi, lumorismo filosofico. Lassoluta originalit. Meno esplorata, ma ancor pi sorprendente, la perversione commerciale della sua opera. Dietro il clamoroso successo di Charlie Brown e compagni si nasconde una propaganda perfetta. Come in ogni caso del genere labilit consistita nel vendere la forma senza che lacquirente facesse troppo caso al contenuto. Fosse stato diversamente il trionfo globale delle strisce a fumetti sarebbe inspiegabile.

fabbrica infinita dei


Pensateci bene: il mondo intero stato popolato di magliette con il muso di Snoopy, intere generazioni sono andate a scuola con il diario di Linus, chiunque ha regalato a unadolescenziale fidanzatina qualche pupazzetto o altro oggetto ispirato allimplume Woodstock. Cio: si inneggiato alla depressione, allinsicurezza, al distacco dalla realt. I Peanuts non sono un universo di valori, ma un incarto di psicosi. Rappresentano tutto quello che cerchiamo di evitare e che, se non riusciamo a farlo, paghiamo perch ci aiutino a eliminare da noi. Charlie Brown ha un aspetto dimesso, imbranato, triste e deluso prima ancora di essersi concesso il lusso dellillusione. Linus fragile, feticista, fondamentalista: crede nellavvento del Grande Cocomero e pretende che la fede in un salvifico ortaggio non sia posticcia come quella di mezza umanit, ma assolutamente sincera, o Lui, Esso non verr. Lucy scorbutica, vile e cos subdola da farci credere di avere un doppio strato dietro cui c unanima (ma ne ha un terzo dove questa scompare). La sua nemesi, Schroeder, uno di quei fissati monomaniacali che ci minano lesistenza con le loro ossessioni, vivono di una grandezza riflessa (nel suo caso quella di Beethoven) in cui specchiano, deformata, la propria piccineria. Snoopy un coacervo di personalit multiple e infelici (scrittore fallito, aviatore abbattuto, seduttore respinto). Quanto a Woodstock, al tenero Woodstock, uno che non sa nemmeno fare la cosa per cui la natura lo ha dotato: laquila che si crede un pollo per cui sono stati scritti invano decine di volumi di self help. Ecco, questallegra combriccola, questo dizionario delle psicopatologie quotidiane oggetto di ammirazione e di merchandising. Come possibile? Anzitutto, i Peanuts sono carini. un aggettivo tremendo, ma ha fatto la storia della loro epoca. Dentro contenitori carini si poteva versare di tutto. Guardi Linus e ti viene di dargli una carezza, prima ancora che due pasticche come si deve. La lezione di Disney, che aveva infilato dentro piacevoli animaletti alcuni tra i peggiori vizi degli umani (avarizia, arroganza, stupidit), stata imparata e superata: quel che consentia-

La

Perch non possiamo non dirci Snoopy


mo agli animali niente in confronto a ci che permettiamo ai bambini. Adotta un depresso: come se Schulz ci aspettasse allangolo di strada reggendo un cartello con questa scritta e un cesto pieno di bambolotti dalla testa tonda. Se passiamo oltre ci sentiremo in colpa. Chi non ha mai contribuito a Save the Children? un gioco sottile quello dei Peanuts, la sfida a un sistema di pensiero. LAmerica ha il mito dei vincenti, il suo idolo assoluto il comeback kid, il ragazzo delle rimonte. E Schulz la fa innamorare di un branco di perdenti senza speranza. La squadra di baseball capitanata da Charlie Brown, in cui tutti giocano (incluso il cane Snoopy) non vince mai, non rimonta una sola volta. La sua reazione? Chiudersi in camera, al buio e compiangersi. I Peanuts non sono americani, sono europei: quelli che hanno generato e arricchito il dottor Freud e i suoi discepoli. Eppure li adorano bambini e adulti dAmerica, gli stessi che rinfacciano allEuropa mollezza, indecisione, bisogno costante di comprensione e aiuto. Come dire: un continente di Linus, Charlie Brown, Woodstock. I Peanuts sono brutti (Piperita Patty), sporchi (Pigpen), cattivi (Lucy), eppure non riescono a togliersi di dosso quella carineria che induce mezzo mondo ad accarezzarli con gli occhi e a consolarli con un sorriso. Ri-pensateci bene: chi che amiamo di pi? No, non ho detto ammiriamo. Per quel verbo il complemento oggetto sono figure forti: Che Guevara, Mandela, volendo Putin, a ciascuno il suo. Lamore ricade su qualcuno di cui vediamo i limiti, questo ci rassicura e ci consente di essere solidali. I Peanuts sono i figli che non abbiamo avuto, i mali che abbiamo curato, il tempo che non mai passato. Li amiamo come un pericolo scampato (e abbiamo imparato che nella scala delle sensazioni il sollievo un momento di altezza vertiginosa). Anche adesso che hanno smesso di moltiplicarsi (crescere, era escluso), che diventano sempre meno presente e sempre pi ricordo, non smettiamo di tenere uno spazio per loro. Diverso. Abbiamo adottato dei depressi, a distanza.
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Peanuts

IL LIBRO
in libreria The Peanuts Collection di Nat Gertler (Rizzoli-Lizard, 64 pagine, 39 euro) che raccoglie materiali rari e inediti della famiglia e del museo di Schulz: stampe, bozzetti, opuscoli (alcuni sono riprodotti in queste pagine)

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DOMENICA 30 OTTOBRE 2011

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Tenero business
LUCA RAFFAELLI
harles Schulz chiese che non venissero pi realizzate strisce dei Peanuts dopo la sua morte, avvenuta nel 2000, e questa sua volont stata rispettata. Alla lettera. Nel senso che se altre strisce non verranno disegnate, in compenso saranno pubblicati i romanzi a fumetti dei Peanuts. La felicit una coperta calda, Charlie Brown solo il primo di una serie di graphic novel, e arriver in Italia a febbraio, edito da Bao Publishing. realizzato dallo stesso studio (creato da Schulz e dalla moglie) che ha sempre disegnato i Peanuts ammirati sulle magliette, i bicchieri, gli orologi, i biglietti dauguri, i teli da mare, e su altri mille oggetti. Anche nel ricordo della figlia contenuto tra le pagine di The Peanuts Collection Amy Schulz Johnson vede una casa piena di fumetti e di una miriade di altri prodotti dei Peanuts: pupazzetti della Hungerford, cuscini, gagliardetti e non so quanti altri giocattoli. incredibile quanto successo possano avere questi personaggi anche per chi li abbia letti solo distrattamente, o magari nemmeno quello. Non c bisogno di aver partecipato agli scontri con il Barone Rosso o aver assistito ai battibecchi con luccellino Woodstock: basta guardare Snoopy per essere sedotti da quel naso morbido con la ciliegina sopra (che tanto somiglia a un seno abbondante). proprio lui la star del merchandising dei Peanuts: Linus con la sua coperta arriva secondo, staccato di parecchio. Poi tutti gli altri, a cominciare da quella testa tonda di Charlie Brown. Quando nel 2010 lo sfruttamento dei diritti derivati dei personaggi di Schulz sono passati dalla E. W. Scripps Company alla Iconix Brand Group (che ancora oggi li detiene, insieme alla famiglia Schulz) la cifra di vendita stata da capogiro: 175 milioni di dollari. In Italia a occuparsi della seconda vita dei Peanuts Oscar Massari della Bic Lisensing. Fu lui, nel 1992, quando per la prima volta Schulz venne in Italia, ad avere lidea di chiedere a decine di stilisti famosi di tutto il mondo di vestire Snoopy e Belle (che non la fidanzata, ma una sorella: per la precisione Snoopy ha sette tra fratelli e sorelle). Lultimo colpo di Massari sar annunciato ufficialmente al prossimo San Valentino: Snoopy sar il testimonial di Venezia. Accanto al marchio della citt e sopra lo slogan Venezia da amare ci sar il cagnolino di Schulz, steso sul tetto della sua cuccia, a rimirare il cielo della Serenissima. Poi, naturalmente, ce lo ritroveremo su portachiavi, magliette, bicchieri eccetera eccetera.

FIGURINE
Sopra e accanto, figurine dei personaggi principali; sotto, gadget di Snoopy

BIGLIETTI DAUGURI
Sopra, un disegno di Charlie Brown firmato Schulz; Schroeder al piano in un biglietto dauguri disegnato per lattore Roy Casstevens; la copertina e alcune pagine tratte da The Peanuts Book of Pumkin Carols del 67

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A SCUOLA
Accanto, due ricercatissime lunch-box dei Peanuts: quella rossa risale al 74 e quella gialla al 68; sopra, una snowball natalizia; a sinistra, due pupazzetti di Piperita Patty e Sally

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LA DOMENICA

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Spettacoli
By night
Et: tra i 18 e i 27. Altezza: tra 1,66 e 1,73 Peso: tra 54 e 59 chili. Seni: ben eretti Glutei: un 8 orizzontale

Sono solo alcune delle regole su cui da sessantanni si basa il successo del tempio delleros. Ora celebrato a Parigi da libri e film che ne svelano i segreti

Crazy Horse
MARIO SERENELLINI

Il ritorno del

Geometrie per corpi di ballo

PARIGI

l teorema di Pitagora erotico? sensuale lotto elevato a potenza? Domande provocate dallastrazione epidermica cui le nude ragazze del Crazy Horse costringono le loro silhouette flessuose, trasferendo la seduzione a folgoranti simmetrie geometriche. Quando un sublime nudo di donna diventa esattezza aritmetica, va esplorata la tavola pitagorica: in un triangolo retto femminile la somma del quadrato dei seni equivalente al quadrato delle bellissime, lunghissime, levigatissime ipotenuse. Altro che compassi che misurano il globo terrestre, come se le trastullava Franois Truffaut: le gambe femminili del tempio parigino delleros sono equazioni fisiche, inflessibili logaritmi del desiderio. Da sempre, le icone by night del Crazy Horse sono cifre pi che corpi: risultato di addizioni e sottrazioni immutabili da sessantanni, da quando Alain Bernardin, il 19 maggio 1951, trasform un oscuro scantinato di Avenue George V in un eden luminoso per rituali peccati degli occhi. Ferrei i canoni di bellezza, cui si sono attenuti, dopo il suicidio di Bernardin a 78 anni nel 1994, gli eredi e poi i nuovi proprietari dellaureo cabaret: altezza tra un metro e 66 e un metro e 73, peso tra 54 e 59 chili, et tra i 18 e i 27 anni. Invariate ancora oggi le regole di reclutamento, cio gli obblighi anatomici delle ballerine. Seno: contenuto tra pollice e indice della mano aperti a L. Capezzoli: ben eretti. Glutei: solo se le due rotondit formano un otto orizzontale (rieccolo, elevato a potenza, cio moltiplicato nella collettiva, ammiccante ondulazione posteriore in uno dei numeri pi eterei del coreo-

grafo Philippe Decoufl, che Frederick Wiseman fa scivolare nel film Crazy Horse, visto in anteprima alla Mostra di Venezia). Nel decalogo-Bernardin, anche la proibizione assoluta di correzioni chirurgiche, la pratica della danza e limposizione finale della frangetta alle prescelte per un posto di fila: ventinove ragazze in tutto, tredici a spettacolo, a turno. Unico artificio in questo granserraglio di replicanti naturali della bellezza, il soffitto abbassato della ribalta, in modo che ogni ragazza, apparendo pi alta, svetti sulla scena. il decisivo tocco di bacchetta in uno show dove i corpi, di calibrata omogeneit, vengono riplasmati da giochi di luce, spesso optical, che maculano le epidermidi con un festoso morbillo di pois circensi, effetti zebrati, chiazze di pantera: anatomie-macedonia, che nelleccitazione delle metamorfosi colorate scolorano e plastificano leccitazione primaria, quella della carne. Le artiste del Crazy Horse si spogliano per rivestirsi di luce, incitano i dpliant. Non vogliamo stimolare locchio, ma lo spirito, era il precetto di Bernardin. Fulminea la diagnosi depoca di Roland Barthes in Striptease, ora in Miti doggi: Lo spogliarello parigino si fonda su una contraddizione: desessualizza la donna nel momento stesso in cui la denuda. Su tale crinale il raffinato Decoufl, che aspira a danze di forme geometriche semplici, un triangolo, un cubo, bilancia i numeri di Dsirscon cui ha rilanciato il Crazy Horse, da sei anni gestito da Andre Deissenberg, franco-americana di 42 anni, proveniente dal Cirque du Soleil. E non a caso, il grande Wiseman, cui il Festival 2 Cinma a Valenciennes ha dedicato unapplaudita personale, dichiara che, degli oltre quaranta documentari, Crazy Horse (che chiuder il 19 novembre il Festival dei Po-

poli a Firenze) il film pi astratto da lui girato. Ad addomesticare leros in sei decenni dordinato effeuillage, han concorso, di generazione in generazione, diligenti plotoni di jeunes filles en fleur ma anche improvvisi, irresistibili zampilli di personalit fuori fila. A partire dalla favorita dellAnno Uno, Miss Fortunia, come laveva subito ribattezzata Bernardin: Devo a lei se ho fondato nel 1951 il Crazy Horse. Spogliandola una notte dopo un gal ho capito che il corpo femminile avrebbe fatto la mia fortuna. La leggenda vuole che, dal 1951 al 1994, pi di ventimila ragazze si siano spogliate senza inibizioni davanti a lui nella speranza dun ingaggio: lui, in quarantaquattro

STRIP-TEASE
Le fotografie qui sopra sono tratte dal libro di Antoine Poupel Crazy Inside (ditions Du Chne, 224 pagine, 35 euro) pubblicato in occasione dei sessantanni del Crazy Horse

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PROTAGONISTI
In alto da sinistra, Alain Bernardin, fondatore del Crazy Horse; Miss Fortunia; Candida Miss; Aristotele Onassis al Crazy Horse nel giugno 1971; Salvador Dal il 9 dicembre 1964; il matrimonio di Alain Bernardin con Lova Moor nel giugno 1985; Catherine Deneuve e Marcello Mastroianni escono dal Crazy Horse nel novembre 1972

anni, ne ha assunte solo duecentotrenta, tutte etichettate altro suo vezzo dai nomi pi improbabili: Kiki Tam Tam, Melodie Frou Frou, Opaline Bee Bee, Dorothy Pantheon, Jessica Rubicon, Sofia Palladium, Pamela Boomboom, Trucula Bonbon... Da quellammasso onomastico, guizzata ogni decennio una stella cometa. Negli anni Cinquanta, oltre a Miss Fortunia (nel numero della pulce di Max Revolt), Candida Miss, che port letteralmente in finale al Roland Garros, al volante duna Buick bianca decappottabile, Nicola Pietrangeli: Mi aveva ospitato in una villa sulla Senna: era una bionda mozzafiato, si esibiva ogni sera in un hollywoodiano bagno di mezzanotte lamarcord dellantico numero uno del tennis, vincitore di due tornei di fila, nel 1959 e nel 1960 Dopo la vittoria la folla impazz vedendomi andar via a bordo della Buick, con la donna pi bella di Parigi. Negli anni Sessanta, inaugurati da Victoria Nankin (con la novit della grafica luminosa proiettata sul corpo nudo), unaltra figlia darte del Crazy, Rita Cadillac prediletta, per il nome, dai texani sesibisce in duo con Rita Renoir o Dodo dHambourg: pom pom sui capezzoli, interminabili gambe dellEst europeo, polacca (suo vero nome: Nicole Yasterbelsky), passata di grado, e alla storia, per aver provocato linfarto, al cader dellultimo laccio, a un petroliere arabo. Lova Moor, (con Prima Simphony e il suo strip sullonda di Dshabillez-moidella Grco) diciotto anni da La Rochelle, viene accudita da Bernardin che le fa studiare canto, danza, recitazione e poi la sposa: tra i Vip che la vezzeggiano, Tony Curtis, Liza Minnelli che, imbottita di whisky, sale sul palco per insegnarle a ballare, Alain Delon, con cui ha una travolgente love story, Federico Fellini che ogni volta le promette di fare un film con lei.

SUL PALCO
A sinistra, Arielle Dombasle che balla al Crazy Horse Accanto, Lova Moor e Rosa Fumetto reginette degli anni Settanta

Quel palco mi insegn che la seduzione nella mente


ROSA FUMETTO
o esordito al Crazy Horse a ventun anni, nel 1968: epoca in cui a Parigi il nudo era dappertutto. Il Crazy gli ha dato un colpo di coda, la giusta pennellata: ha saputo cavalcare un momento di cambiamento, quello dellemancipazione femminile. Di cui sono stata, nel mio piccolo, un emblema. Ero del tutto fuori canone, rispetto ai criteri correnti di bellezza superlativa. Piccolina, caschetto nero, niente unghie lunghe: mi chiamavano Mowgli della Giungla. Per dieci anni ho messo in scena una bambola. Ritrosa, come io sono: non posso dire pudica, data la mia specialit. Lontana dalla frivola avvenenza che esonera da fantasie il maschio (specie quello italiano), corrispondevo in pieno alla filosofia del patron Alain Bernardin:

la seduzione intesa come esercizio intellettuale, il nudo come stile mentale, che non saccontenta delle curve ma le iscrive in un modo di vederle e metterle in scena. Al Crazy non cera uno standard di donna. Bernardin lasciava che ognuna di noi fosse se stessa. In quel microcosmo di femminilit diverse ognuna usciva vincente: provava il piacere di essere donna. Meglio che femminista. Ripensandoci, ho avuto culo. Anzi, ho il culo che mi merito: in sintonia con schiena ritta e bella tenuta fisica, tipiche duno spirito dominante, dun temperamento deciso. Avete mai visto una donna senza carattere dotata dun bel posteriore?
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Rosa Fumetto (Patrizia Novarini, torinese), che poi avr una discreta carriera dattrice e dintrattenitrice tv in Italia, deve il suo spicchio di fama allaria sbarazzina di monello nel numero dello scugnizzo che esce dal Vesuvio. Ma ha avuto il suo ruolo anche un posteriore da favola, come lei stessa ironizza: Lui mi ha sempre preceduto. E che difficolt stargli dietro.... Sempre pi corale, punteggiato di tableaux vivants e azioni sincronizzate, lo show del Crazy riserva ormai i blitz individuali a guest stars che dal Duemila fanno la coda, da Arielle Dombasle, la deliziosa musa di Rohmer, a Dita Von Teese, ex della cupa rockstar Marilyn Manson, a Pamela Anderson (strip-tease in omaggio a BB, a cavalcioni duna moto, sulle note di Harley Davidsondi Gainsbourg) o Clotilde Coureau in Savoia, immolata a malizie canore. Siparietti divistici, che non fan che ribadire lo spirito collegiale del nudo anonimato del Crazy, omologato dalluniforme del caso, il glorioso triangolino, di cui Bernardin aveva fissato colore, tessuto e misure (isoscele, nero, 12 centimetri), celebrato qua e l nei due volumi fotografico e di vignette per i sessantanni: quel triangolo ultimo, scriveva Barthes, che per la forma pura e geometrica sbarra il sesso come una spada di purezza e respinge definitivamente la donna in un universo minerale. Una bandierina di geometria piana applicata a una figura di geometria solida.
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LA DOMENICA
Allinizio furono i blog, poi divenne citizen journalism, ora si chiama pro-am: professionisti e amatori che lavorano insieme su fatti, notizie e inchieste Allimpegno di reporter fai-da-te si aggiunta la qualit. Ecco come
scoppiata la pace tra la Rete e le redazioni

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Next

Visto, si posti

RICCARDO LUNA
a guerrafra giornalisti e blogger finita. Non stato firmato nessun trattato di pace, non stato necessario. successo questo piuttosto. Intanto, i giornalisti sono scesi dal piedistallo (anche perch Internet il piedistallo lo aveva demolito): a volte bloggano, sempre pi spesso stanno sui social media non solo per dare notizie ma per dialogare con i lettori da pari a pari. Sullaltra sponda i diari privati hanno lasciato i blog per traslocare su Facebook, mentre alcuni blogger hanno creato veri giornali online e molti cittadini prendono volontariamente parte al processo delle notizie postando foto, video e testi. Questa cosa nuova si chiama pro-am journalism e questo forse il modo migliore di produrre informazione di qualit al tempo di Internet. Lo si visto durante la primavera araba, quando la pi efficace fonte di informazione stato un dipendente del network radiofonico americano Npr. Si chiama Andy Carvin, ha quarantanni e il suo account Twitter considerato il migliore del mondo dalla Scuola di giornalismo della Columbia University. Carvin non si limita a mandare messaggi (anche se il giorno della liberazione di Tripoli, lo scorso 21 agosto, ne ha inviati pi di ottocento): usa Twitter come piattaforma per cercare notizie in tempo reale dai vari fronti ingaggiando un furioso controllo della verit via tweet in un dialogo continuo con il resto del mondo. Un professionista e migliaia di volontari. Il modello lui. Jay Rosen, che ha coniato lespressione pro-am journalism, tutto questo lo aveva previsto sei anni fa. Docente di giornalismo alla New York University, a una conferenza a Cambridge lesse una relazione che si intitolava proprio Its over, la guerra finita. Dirlo allora era difficile. Erano i tempi in cui Ben Bradlee, il leggendario direttore del Washington Post dello scandalo Watergate, poteva liquidare con una feroce battuta il fenomeno del citizen journalism, ovvero linformazione fornita ogni giorno da migliaia di volontari in Rete: Se hai un attacco di cuore chiami un chirurgo, non vai da un citizen-chirurgo. Ma a sgretolare questa contrapposizione, secondo Rosen, era bastata una frase nel reportage dellinviato del New York TimesJohn Schwartz dalla scena del terribile tsunami che ave-

Info 2.0
BLOG IN ITALIA

la nuova stampa, bellezza


va colpito lAsia meridionale nel Natale 2004: Per una cronaca migliore dalla zona del disastro difficile fare meglio dei blog. Big Bang. Fu il primo, grande successo del citizen journalism, la scoperta che a volte un lettore di un giornale pu fare meglio di un giornalista professionista se testimone oculare di un fatto. Gi nel 1999 Dan Gillmor aveva sintetizzato il fenomeno con una massima affidata al San Jos Mercury Newse diventata poi un mantra per la blogosfera: My readers know more than I do, i miei lettori ne sanno pi di me. Mai un giornalista aveva avuto il coraggio di dirlo. Ma la convinzione che linformazione di qualit potesse fare a meno dei giornalisti croll, secondo Rosen, in seguito a un altro tipo di tsunami, la crisi finanziaria del 2008. Tra i lettori dei quotidiani ce nerano abbastanza che per esperienza diretta sapevano del problema dei mutui immobiliari, quella storia poteva essere scritta prima che lo scandalo esplodesse. Ma non stato fatto. Perch? Perch giornalisti e cittadini non hanno collaborato. Dice sempre Rosen: I giornalisti non sono abituati ad ascoltare, i blogger non sono preparati a dare uninformazione di qualit. Per questo abbiamo bisogno che lavorino assieme. quello che sta accadendo. Il caso pi eclatante forse quello dellHuffington Post. Per seguire le elezioni stata realizzata una piattaforma per ospitare i reportage dei cittadini: si chiama Offthebus, gi dallautobus e fa il verso a un libro del 1973 che raccontava il dorato mondo dei giornalisti che seguivano i candidati dal bus ufficiale. Analogamente la Cnn ha creato iReport, una piattaforma dove chiunque pu aggiungere contenuti: quelli migliori e vagliati dalla redazione finiscono sul sito ufficiale. La collaborazione per prevede uno scarto ulteriore come quello che fece il Guardiannel 2009 quando chiese ai suoi lettori di esaminare le mi-

15mila
10mila post al giorno
FONTE: LIQUIDA RILEVAZIONE ULTIMI 30 GIORNI ESCLUSI BLOG PERSONALI

WEB TV IN ITALIA

533 nazionali 815 iperlocali


FONTE: ALTRATV

gliaia di note spese dello scandalo dei parlamentari inglesi. Fu un successo e alcuni lo chiamarono giornalismo diffuso. Questo modello adesso arriva in Italia dove il citizen journalism vive una stagione florida. Secondo Liquida, che ne fa un monitoraggio continuo, i blog che fanno informazione sono circa 15mila. A questi vanno aggiunte oltre 500 micro web tv che fanno controinformazione locale e che trasmettono a web unificato in occasione di grandi eventi. Il caso di maggior successo Agoravox: nato in Francia nel 2005 da unidea dellitaliano Carlo Re-

velli, ha oltre centomila citizen reporter e vanta alcuni scoop come la prima intervista a Julian Assange. Da Parigi, dove hanno il quartiere generale, il direttore Francesco Piccinini dice: Ci sono giornalisti che meritano tutta la nostra stima. Collaboriamo affinch i fatti tornino ad essere la notizia. E la collaborazione partita. Luca De Biase un solido cronista dellinnovazione. Ora guida la Fondazione Ahref e ha da poco lanciato una piattaforma per il giornalismo di qualit. Abbiamo parlato per anni di contrapposizione fra giornalisti e Rete, ma non ha pi senso. Mettiamoci daccordo sul

metodo: accuratezza, imparzialit, indipendenza e legalit. E collaboriamo. Non a caso la piattaforma si chiama Timu, che in swahili vuol dire facciamo squadra. partita con uninchiesta collettiva sulla dispersione scolastica promossa dalla Fondazione per il Sud. E ora ha in corso una gara per indicare quali devono essere i prossimi muri da abbattere. Ma gli obiettivi sono molto pi ambiziosi: Produrre collettivamente le migliori inchieste civiche. Un giornalista guida e gli altri lo aiutano. S la guerra proprio finita. Bloggate in pace.
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NEL MONDO

Offthebus
Progetto dellHuffington Post: le elezioni americane raccontate con i report dei lettori. Lanciato nel 2007 ora ha 93 milioni di visitatori unici al mese

Globalvoices
Una rete di oltre 500 blogger che informano, traducono e sostengono i citizen media e i blog di tutto il mondo Creata da Rebecca Mac Kinnon e Ethan Zuckerman

Spot.Us
Pi di dodicimila contributor per il progetto open source di giornalismo partecipativo in cui possibile, oltre che inviare servizi, anche commissionarli ad altri

Storify
La piattaforma di Burt Herman, ex reporter dellAp. Le persone possono raccogliere e selezionare le informazioni pubblicate dai media sociali

ProPublica
Vincitrice di due Pulitzer, una delle voci pi importanti del giornalismo americano. Totalmente online, chiede laiuto dei lettori per le inchieste

11% 15%
Sport Altro

Intrattenimento

56%

BLOG PER TEMI

10% 8%
Attualit

Tecnologia

IN ITALIA

Ahref
Fondazione lanciata da Luca De Biase per promuovere la qualit del giornalismo al tempo di Internet. Timu la sua piattaforma aperta

Agoravox
Nasce in Francia nel 2005 da una idea di Carlo Revelli e oggi con oltre centomila reporter volontari la principale piattaforma di citizen journalism in Europa

Altratv
Network di oltre cinquecento microweb tv nato nel 2004 per iniziativa di Giampaolo Colletti. Oltre alle inchieste, trasmette eventi a rete unificata

Dirittodicritica
Nato nel 2009 da unidea di Diego Tomasoni, un giornale online con unalta condivisione in Rete degli articoli che pubblica

Giornalettismo
Fondato nel 2008 si definisce quotidiano responsabile Riceve il 50 per cento del traffico da Facebook e ha la pi alta media di share per post: 187

Alta qualit Con Pro-am intendo una forma ibrida in cui giornalisti professionisti e lettori lavorano insieme a prodotti editoriali di alta qualit Penso che pi persone della stampa saranno coinvolte, pi forte sar limpatto
JAY ROSEN Docente di Giornalismo alla New York University e fondatore del blog Pressthink

GLOSSARIO
Citizen journalism
Informazione prodotta dai cittadini e distribuita in rete (non va confuso con il civic journalism che il giornalismo a sfondo sociale fatto da professionisti)

Blog
Un sito internet (o parte di un sito internet), aggiornato con notizie, commenti, video o foto. Nel mondo ce ne sono 160 milioni: soltanto una parte di questi fa informazione

Tweet
Servizio di microblogging di Twitter dallo spazio massimo di 140 caratteri In un tweet si pu scrivere di tutto Ma sempre pi usato per fare informazione e report istantanei

Pro-am journalism
Tipo di informazione che nasce dalla collaborazione fra alcuni giornalisti professionisti e i lettori che volontariamente contribuiscono (amateur)

Uge
Acronimo di user generated content, ovvero contenuti generati dagli utenti Internet ne pieno, ma soltanto in qualche caso hanno a che fare con linformazione

Micro web
Rispetto alle web tv pi affermate, quelle micro sono spesso imprese a bassissimo costo e con pochi mezzi per fare informazione dal basso su una data realt

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LA DOMENICA
Il posto migliore in cui gustare il migliore dei piatti regionali. Dalla Sicilia alla Valle dAosta ecco i consigli

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I sapori
Fatti in casa
Valle dAosta
POLENTA CONCIA Mais, burro e formaggio (Fontina), trittico alimentare montano tradotto in ricetta che nutre e riscalda. Versione golosa con gratinatura e lardo dArnad Vetan Frazione Vetan Dessous 77 Saint-Pierre (Ao) Tel. 0165-908830 Aperto venerd, sabato e dom. Men da 27 euro

targati Slow Food per un viaggio dentro il Belpaese reale


Piemonte
TAJARIN Per impastare i tagliolini di pasta fresca della tradizione langarola si possono utilizzare fino a trenta tuorli per chilo di farina. Sugo darrosto o burro fuso e tartufo La Torre Via Garibaldi 13 Cherasco (Cn) Tel. 0172-488458 Chiuso luned Men da 30 euro

Liguria
STOCCAFISSO BRANDACUJON La tradizione di pesce e patate nella versione provenzale prevede che la pentola, avvolta in un asciugamano, sia ruotata e scossa durante la cottura Magiarg Piazza Viale 1 Bordighera (Im) Tel. 0184-262946 Chiuso luned e marted Men da 35 euro

Osteria Italia
LICIA GRANELLO

Toscana
PEPOSO ALLA FORNACINA Creato dai fornacini che lavoravano alla costruzione del Duomo di Firenze carne povera a pezzi spolverata di pepe, con aglio, cotta in coccio, coperta di Chianti Mangiando Mangiando Piazza Matteotti 80 Greve in Chianti (Fi) Tel. 055-8546372 Chiuso luned Men da 35 euro

Quei nuovi locali di una volta


vando i sapori. Cos, grazie agli osti illuminati e a quelli di nuova generazione, le cotture sotto vuoto o il passaggio in sifone si sono diffuse anche nei locali pi semplici, accanto al pane impastato con farine macinate a pietra e alle paste ripiene fatte a mano. Marco Bolasco, direttore editoriale e nuovo curatore insieme a Eugenio Signoroni, ha scelto di alzare lasticella della qualit, chiedendo agli osti di identificare ancora meglio le materie prime, fattore decisivo per lassegnazione delle 225 chiocciole, che emergono tra i 1.700 locali recensiti. Posti dove, a fronte di una spesa di 35 euro per antipasto, primo e secondo, il plusvalore non sta in piatti complessi, nella tovaglia di tela di Fiandra o nei consigli del sommelier, quanto nellinsalata russa con uova e verdure biologiche, nella sodezza della coscia di un pollo allevato libero, nellofferta di formaggi lavorati con latte crudo. Risultato: uno straordinario circolo gastro-virtuoso, protagonisti gli osti e i piccoli artigiani, finalmente tranquilli perch il loro prodotto viene acquistato con continuit e riconosciuto nel prezzo (magari con la citazione in men). Nella guida, i produttori meritevoli di una deviazione dopo la sosta in osteria sono segnalati in calce alle schede. Prendete nota e portatevi appresso la borsafrigo. Al ritorno, gli amici faranno la coda per assaggiare le piadine con lo squacquerone e i turcineddi dagnello.
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etti una sera a cena. Ma anche un pranzo, o una di quelle merende che cominciano a met pomeriggio e non finiscono pi, complici la giornata uggiosa, una sosta fuori programma, un amico ritrovato. Senza dover passare a casa a cambiarsi, n prepararsi psicologicamente al caleidoscopio gustativo dei ristoranti dautore. Nellimmaginario collettivo, mangiare in osteria tutto questo e molto altro: cibo che conforta e ambiente amichevole, buone bottiglie e prezzi accessibili. Non un caso che la guida delle osterie firmata da Slow Food sia apprezzata in maniera trasversale, senza distinzioni di censo n et. Nelle sue pagine ognuno pu trovare il proprio pezzetto di felicit gastronomica, lontano dalle diatribe fra tradizionalisti e innovatori, amanti dellesotico ed esegeti del risotto del Carnacina, cultori del classico e appassionati di gastronomia molecolare. Certo, non sono pi le osterie di una volta, almeno negli aspetti deteriori, legati a certe cucine dalla pulizia non proprio specchiata, ai vini in caraffa da bruciori di stomaco assicurati, ai conti scritti su un pezzo di carta. In compenso, quelle che un tempo erano scelte obbligate i polli in arrivo dalla cascina dello zio, i salami fatti in casa, le insalate coltivate nellorto sul retro sono diventati passi consapevoli verso una cultura del cibo attenta ad ambiente, salute e microeconomie locali. Buono, pulito e giusto, dicono quelli di Slow Food. Anche moderno, se la modernit consente di ridurre zuccheri e grassi e alleggerire le ricette preser-

Umbria
LECCARDA Il contenitore di coccio posizionato sotto spiedi e griglie raccoglie il grasso con cui pennellare le carni di faraone, colombacci e altra selvaggina Da Sara Strada Calvese 55 Narni (Tr) Tel. 0744-796138 Chiuso mercoled Men da 25 euro

Abruzzo
PECORA ALLA CALLARA Il piatto consumato dai pastori negli spostamenti con i greggi uno spezzatino cotto a lungo in un paiolo di rame, il cui nome battezza la ricetta Taverna 58 Corso Manthon 46 Pescara Tel. 085-690724 Chiuso sab. a pranzo e dom. Men da 35 euro

Molise
PIZZE MINESTRA Il tradizionale pane contadino, fatto con una pastella di mais e acqua calda allargata e cotta, viene spezzato e schiacciato con verdure rosolate e carne La Grotta di Concetta Via Larino 9 Campobasso Tel. 0874-311378 Chiuso sabato e domenica Men da 25 euro

Sardegna
BURRIDA Terrina di pescato povero (gattuccio) con strati di pesce alternati a una salsa fatta col suo fegato rosolato nella cipolla, insieme a noci, aglio e aceto Sa Piola della Vecchia Trattoria Vico Santa Margherita 3 Cagliari Tel. 070-666714 Sempre aperto Men da 35 euro

Sicilia
PASTA CON LE SARDE Veste bene formati anche molto diversi lasagnette, bucatini, caserecce il sugo con finocchietto selvatico, pinoli, uvetta, pangrattato e zafferano Don Ciccio Via del Cavaliere 87 Bagheria (Pa) Tel. 091-932442 Chiuso mercoled Men da 25 euro

Repubblica Nazionale

ILLUSTRAZIONE DI CARLO STANGA

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Accanto alla tradizione si sta diffondendo una cucina attenta alle calorie. Che ripensa ricette e idee attingendo
a piene mani dal patrimonio di artigiani e agricoltori
Lombardia
TRIPPA Viene dal tedesco butze, viscere, la parola busecca, che identifica il piatto contadino lombardo di Natale, cucinato al pomodoro, in umido, al formaggio o in brodo La Dispensa Pani e Vini Via Principe Umberto 23 Torbiato (Bs) Tel. 030-7450757 Chiuso luned Men da 35 euro

Trentino
CANEDERLI I piccoli nodi tirolesi (kndel) sono palline di pane secco ammollate nel latte, impasto con uova, farina, pancetta Cottura nel brodo o in acqua Maso Cantaghel Via della Madonnina 33 Civezzano (Tn) Tel. 0461-858714 Chiuso sabato e domenica Men da 35 euro

Veneto
SAOR Lagrodolce veneziano firma la ricetta a base di sarde, pulite, infarinate e fritte, disposte a strati con le cipolle, sudate in olio e spente con laceto Da Conte Via Caltana 133 Mira (Ve) Tel. 041-479571 Chiuso domenica e luned Men da 35 euro

Friuli
FRICO Due versioni: patate grattugiate cotte nella cipolla rosolata, poi formaggio latteria a pezzetti Oppure, latteria grattugiato in padella fino a farlo croccante Ai Cacciatori Via Pradamano 22 Remanzacco (Ud) Tel. 0432-670132 Chiuso luned Men da 20 euro

Emilia Romagna
CAPPELLETTI Elastica e sottile, la sfoglia da riempire con formaggio fresco, uova, parmigiano e noce moscata Carne secondo le zone In brodo o asciutti col rag Al Gambero Rosso Via Verdi 5 Bagno di Romagna (CF) Tel. 0543-903405 Chiuso dom. sera, lun. e marted Men da 35 euro

Marche
BRODETTO DI PESCE Da Fano a S. Benedetto del Tronto 13 variet di pesce dellAdriatico diversamente assemblate, con verdure, aceto, vino bianco, passata di pomodoro Da Maria Via IV Novembre 86 Fano (PU) Tel. 0721-808962 Chiuso domenica Men da 35 euro

Sulla strada

Il nostro territorio la nostra ricchezza


CARLO PETRINI

Lazio
GRICIA Nata a Grisciano, la versione bianca dellamatriciana parte dal guanciale in listarelle messo in aderente con poco olio Poi pepe e pecorino grattugiato Palatium Via Frattina 94 Roma Tel. 06-69202132 Chiuso domenica Men da 35 euro

Campania
ALICI IN TORTIERA Pesci spinati in una teglia unta dolio (a scelta, sopra rondelle di patate bollite). Prezzemolo e pangrattato, poi il secondo strato. Olio e limone, in forno 20 Al Convento Piazza San Francesco 16 Cetara (Sa) Tel. 089-261039 Chiuso mercoled Men da 35 euro

idi ventanni fa ci siamo interrogati sullidentit dellosteria, del modello di cucina tradizionale italiana che tutti snobbavano e che rischiavamo di perdere. Cos nata la guida Osterie dItalia, che ha contribuito a salvare un patrimonio inestimabile, a quei tempi messo crisi da banali pennette alla vodka e dallavvento dellhamburger. Ventanni dopo, convinti che il nostro lavoro abbia portato buoni frutti, ci siamo fermati un momento a pensare come questo modello di osteria si fosse evoluto, insieme alle abitudini e allo stile di vita. Oggi in Italia molti giovani sono tornati a fare il mestiere dei padri, un po come avvenuto nel mondo del vino, e losteria italiana custode di quella ricchezza inestimabile che la cucina regionale italiana non pi il luogo in cui si mangiano solo porzioni abbondanti di cibo fumante. Il rinato orgoglio per la tradizione si trasformato in un meccanismo virtuoso di relazione tra ristorante e contesto, fra uomini e territorio. Accanto alla tradizione rigorosa si sta sempre pi diffondendo infatti una nuova cucina di territorio, moderna e attenta allidentit locale, che attinge a piene mani da artigiani e agricoltori di prossimit e ripensa piatti e idee con sensibilit nuove. Per questo, nelledizione 2012 di Osterie dItalia, abbiamo voluto dare spazio a una riflessione pi esplicita sulle materie prime perch, come un vino nasce dalla terra, la qualit di un grande piatto strettamente connessa alle origini dei suoi ingredienti. Lo abbiamo fatto raccontando di pi e meglio i prodotti, e non solo quelli ricercati e preziosi ma anche i pi semplici ortaggi. Perch le economie che sono fiorite intorno alla figura delloste moderno stanno dando grandi frutti, in Italia come altrove, ed sufficiente guardare ai nuovi bistrot parigini economici ma generosissimi nella sostanza dei contenuti per comprendere il successo di un settore che sta facendo ombra persino ai grandi ristoranti dlite.
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Calabria
STOCCO Il merluzzo artico essiccato un caposaldo regionale, sotto forma di antipasto (carpaccio, tartara), rag per la pasta, tra i secondi, in umido o impanato La Mamma Via San Giuseppe 33 Cittanova (RC) Tel. 0966-660147 Chiuso marted Men da 25 euro

Basilicata
CAVATELLI CON PEPERONI Pasta artigianale cotta al dente, condita con briciole di mollica rosolata in olio profumato con aglio e peperoni cruschi (essiccati e fritti) sbriciolati Lucaniere Via Santo Stefano 61 Matera Tel. 0835-332133 Chiuso luned Men da 30 euro

Puglia
NCAPRIATA Ammollare le fave secche, privarle della buccia scura, lessarle, salarle e girarle con olio per farne un pur, da servire con cicoria sbollentata Falsopepe Via Santi li Medici 42 Massafra (Ta) Tel. 099-8804687 Chiuso mercoled e dom. sera Men da 25 euro

Repubblica Nazionale

DOMENICA 30 OTTOBRE 2011

LA DOMENICA

s 38

Lincontro
Prodigi

Yuja Wang

stufa di essere paragonata a Lang Lang solo perch come lui giovane, geniale, cinese e pianista. Chiamata dita volanti, vive a New York e a ogni nuova tourne (a novembre sar a Roma) fa parlare di s non solo per come esegue Chopin, ma anche per il suo look: Non voglio apparire troppo seria. Lavoro duro, otto ore al giorno, ma in fondo sono ancora una ragazza
Inoltre, oggi, niente lontano per noi: posso andare a suonare con lorchestra di Pechino e tornare a fare concerti negli Stati Uniti pochi giorni dopo. Yuja non ha avuto una mamma tigre: Mia madre ballava e suonava, anche se non poteva farlo sempre, stata la mia prima insegnante. Mi ha aiutata e protetta dal rischio di sentirmi un fenomeno, mi ha incoraggiata anche quando si trattato di partire, e non era una scelta facile. Ma troppo presto per pensare a una famiglia sua, e perfino a un fidanzato stabile, bench il suo nome sia stato a volte associato a quello di un altro giovane artista, il coetaneo francese e assai vezzeggiato dai critici, Lionel Bringuier, direttore dorchestra. Bambini miei?. Yuja trasecola: Forse tra dieci anni. A ogni nuova tourne, Wang fa parlare di s (anche) per laspetto, decisa com a farla finita con limmagine della pianista in abito lungo, possibilmente nero o tuttal pi pastello. Qui c unaltra stoffa, anzi, molte altre: dal famigerato viola al rosso fuoco, dal blu elettrico ai tacchi incrostati di strass, senza farsi mancare borchie o anelli a reggere una bretella asimmetrica. C un divertimento da ragazza, in queste scelte, ma, soprattutto, lucidit. Qualche stilista comincia a offrirsi di disegnare i miei vestiti, ma preferisco scegliere liberamente. una parte del business che sta intorno al mio lavoro, un aspetto dello spettacolo, normale. Intanto per linusitata lunghezza dellabitino rosso indossato di recente aTorino, e che risaliva pericolosamente lungo le gambe tornite, ha fatto molto parlare di s. Wang stufa dei paragoni con Lang Lang, un artista che in comune con lei ha soltanto la velocit e le origini, e tuttal pi luso di YouTube per comunicare. Ma sa che non pu sottrarsi e, comunque, il disamore tra i due ormai realt: Non posso dire di conoscerlo davvero, lho incontrato soltanto due volte, certamente una persona affascinante ma siamo molto diversi, a me non interessa il teatro. E poi un pianoforte pu anche bisbigliare. E cio: non mi interessa scuotermi e contorcermi sulla tastiera se non strettamente necessario, non mi interessa farmi fotografare in strane pose a fine concerto. Io suono, firmo gli autografi e me ne vado. Qualcuno dice che la pulce cinese non ancora pronta per misurarsi con autori come Schubert o Chopin. Pu darsi. Di certo lei ha le idee molto chiare sulle prossime tappe, bench la macchina da cento concerti allanno sembrerebbe non favorire studio e concentrazione. Vorrei studiare Pierre Boulez, ma dovrei fermarmi, ci vuole molto tempo. Lo far. E prima o poi voglio suonare anche le opere per pianoforte di Gyorgy Ligeti. Le preferenze artistiche di Yuja, del resto, sono raffinate e diplomatiche: Litaliano che preferisco? Arturo Benedetti Michelangeli. Poi Puccini. Ho inciso un disco col maestro Claudio Abbado. Non si lascia imprigionare nel clich della giovane artista che conduce una vita di tormento: Spero proprio di non essere troppo seria, sono una ragazza! Quando vado in Cina mi trasformo completamente ma la verit che io mi sento americana, la mia vita qui. Oggi la Cina certamente un Paese pi libero di prima, ma non il mio. Con tutte le conseguenze, compresa unalimentazione non proprio salutista: qui a New York non faccio che passare da un ristorante italiano a un altro, mi piace il cibo di strada, tenere Lady GaGa nelle orecchie, ascoltare musica di tutti i tipi dividendo solo tra quella che mi piace e quella che non mi piace, senza barriere. Frequento amici vecchi e nuovi, pochi sono musicisti, in compenso nel weekend giriamo molti locali per sentire giovani che suonano, jazz e altro. Il mio tempo libero libero, e mi piace conservarlo, almeno quando sono a casa. Grazie anche a genitori liberali: Sono venuta qui da sola, quando i miei mi hanno raggiunta non avevo pi let di una bambina. S, vero, pap vorrebbe che non fumassi, ma non lo dice per spiegarmi come vivere, soltanto perch ritiene che non sia bene per un pianista certamente ha ragione. Smetter. Prima o poi. questa libert un po fanciullesca che consente a Wang di conquistare un pubblico nuovo e, forse, ne far una protagonista della lotta per la sopravvivenza di un genere di musica del quale stata pi volte profetizzata lestinzione. Alla Roque dAntheron, proprio come fece Rachmaninov alla sua prima esecuzione newyorchese, nel 1909, non ha concesso neppure un bis. A Torino ne ha fatti tre, uno pi travolgente dellaltro. Per questo vale la pena di ascoltarla: in novembre sar per tre concerti a Roma, a Santa Cecilia, poi nella primavera 2012 a Milano e Genova. Sembra improbabile che la ragazza col pretzel possa trasformarsi in unartista tormentata e tormentosa, ma non si sa mai.
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VERA SCHIAVAZZI

elicit un pretzel caldo comprato al chiosco sullangolo entrando in Central Park e mangiato sullerba, gli auricolari ben calzati in testa. Vista per le strade di New York Yuja Wang una giovane donna asiatica in jeans e sneaker uguale a mille altre. Sto per prendere un cane racconta anche se sar piccolino perch viaggio troppo spesso. Studio otto ore al giorno, ma quando ho finito, ho finito, vado al parco e poi raggiungo i miei amici per una serata insieme. Non penso che essere unartista significhi vivere fuori dal mondo o passare una vita di sacrifici. Si lavora duro, ma una fortuna, non una disgrazia. Troppo semplice? Si direbbe di s, per la pianista forse pi talentuosa della sua generazione, una che a ventidue anni ha sostituto Martha Argerich suonando con lOrchestra sinfonica di Boston e ha riscosso il favore e gli applausi di un pubblico difficilissimo e oggi, a ventiquattro, stata ingaggiata da Deutsche Grammophon con un favoloso contratto a prova di tradimento (del resto lei che ha rimpiazzato Lang Lang, fuggito verso la Sony per tre milioni di dollari). Il legame con Deutsche ha gi fruttato incisioni ammiccanti ma non prive di interesse, come Transformation, musiche di Stravinsky, Scarlatti, Brahms e Ravel legati tra loro da un sottile filo ispirato al concetto buddista di cambiamento. Il fatto che Yuja non si lascia impressionare. Gli artisti cinesi hanno

NEW YORK

Repubblica Nazionale

FOTO RAINER JENSEN/DPA/CORBIS

vissuto momenti terribili, durante la rivoluzione culturale i pianoforti venivano fatti a pezzi e ci sono state molte storie di suicidio. Una tragedia, dieci anni di buio nei quali non era possibile eseguire, o anche solo studiare, la musica occidentale. Ma questo ha avvantaggiato la mia generazione: i nostri padri volevano che potessimo avere tutto ci che a loro era stato negato. Quando entra in una sala per provare, Wang raggiunge il pianoforte in quattro passi, si sfila il giubbotto e lo appallottola sotto lo sgabello. Un istante dopo, tutti capiscono il senso del soprannome dita volanti affibbiatole da un critico che aveva visto i film di Ang Lee (Sembra che la signorina Wang abbia non due, ma quattro o sei mani). Il Terzo concerto in re minore opera 30 di Rachmaninov, il temibile Rach 3 capace di far impazzire un musicista, il suo pezzo forte: Il momento che preferisco quando arrivo sulla scena per suonarlo, mi siedo, la melodia comincia. talmente intenso, talmente russo due pagine di partitura da fare in un tratto. E si vede, perch sotto le sue dita il pianoforte non suona ma sembra quasi fischiettare, e perfino la Patetica di Ciaikovskij si rianima di vita nuova. Yuja Wang non alta, non possiede grandi mani, non maniaca del conteggio delle calorie e si limita a quel minimo di nuoto e di fitness indispensabili a un pianista. Peggio: a prove finite si nasconde in un corridoio e sussurra: Qualcuno ha una sigaretta? Ne vorrei una prima che arrivasse mio padre. La trova, la fuma, un po meno velocemente di come suona, la spegne e il padre arriva: percussionista, jazzista, e ora manager della figlia-prodigio, con lillusione di poter controllare il talento che ha contribuito a costruire. Quando ho cominciato a studiare, a sei anni, a Pechino, era ormai possibile farlo e avere dei buoni insegnanti. Solo pi tardi, a quattordici, mi sono trasferita in Canada, e dopo a Filadelfia, dove ho preso il diploma e in seguito la mia famiglia mi ha raggiunto racconta. Problemi di integrazione? Non mi pare proprio. Per me stato davvero un nuovo mondo. Gli amici, americani o di origine cinese, non mi sono mai mancati. E non mi stupisce che molti miei connazionali stiano facendo brillanti carriere artistiche, musicali, in giro per il mondo. labitudine a lavorare duramente senza lamentarsi, tenendo la mente e le orecchie bene aperte.

Amo Lady GaGa, ascolto ogni tipo di musica

La divido solo in due categorie: quella che mi piace e quella che non mi piace