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LADOMENICA

DIREPUBBLICA

DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 NUMERO 352

CULT
I migliori cinquanta libri che ho letto negli ultimi dieci anni
Incomincia il viaggio a puntate dello scrittore su Repubblica
Allinterno

La copertina

Le nuove regole del genio meglio visionari che intelligenti


CATTANEO E ISAACSON

Il libro

Una certa idea di mondo


DISEGNO DI MANUELE FIOR

ALESSANDRO BARICCO

La guerra delloppio e altre avventure con Ghosh la storia diventa romanzo


IRENE BIGNARDI

Lintervista

George R.R. Martin il re del fantasy Odio gli imitatori di Tolkien


CRISTINA NADOTTI

La mostra

Lattualit

ALESSANDRO BARICCO

Altan e il Cavaliere Dal 1990 sempre con lombrello


SIMONETTA FIORI

Spettacoli

Ziggy Stardust & C. Tutti gli alter ego di David Bowie


GIUSEPPE VIDETTI

iecianni fa ho cambiato citt. E fin qui, chi se ne frega. Solo che cambiando citt ho lasciato nella vecchia tutti i libri che avevo letto, e sono entrato in una casa in cui non cera un libro mio. Quindi adesso, l dentro, ci sono dieci anni di libri miei, gli ultimi dieci anni: li tengo uno di fianco allaltro, non in ordine alfabetico o per tipologia, ma nellordine in cui li ho aperti (un sistema, tra laltro, che consiglio: le sere che ti annoi, passi a guardare i dorsi e, se hai voglia, come ripercorrere pezzi della tua vita, basta lasciare che il gusto dei giorni in cui li hai tenuti in mano ritorni su: e lo fa, eccome se lo fa). Questa la ragione per cui sono in grado di dire, con una certa esattezza, quali sono i migliori cinquanta libri che ho letto negli ultimi dieci anni. Un tantino pi difficile spiegare come mai ho deciso di dedicare a ognuno di loro un articolo, passandone uno alla settimana, per un anno, ogni domenica. Perch li leggano anche altri, direi. E gi basterebbe. Ma c del-

laltro. Intanto mi va di parlare di libri, in un momento in cui non sembra pi cos importante dirsi quali sono belli e quali no, litigarne un po, pronunciarsi. Pi facile che lo si faccia coi film, o con la politica. Eppure i libri sono ancora l, a migliaia, e continuano a declinare una civilt di piaceri pazienti che in modo piuttosto silenzioso collabora a ridisegnare lintelligenza e la fantasia collettive. Tutto quel che si pu fare per dare evidenza a una simile liturgia mite, lo si deve fare. E allora eccomi qui a fare la mia parte. Ma c anche, alla fine, unaltra ragione, perfino pi importante, almeno per me. Ho cercato di riassumerla nel titolo di questo progetto lungo un anno. Una certa idea di mondo. Il fatto che mi riesce sempre pi difficile dire cosa vedo quando mi guardo intorno, e perfino il concentrarsi su un particolare spicchio di questo gran spettacolo non sembra portare molto lontano: si finisce per impelagarsi in tecnicismi che magari mettono a fuoco il dettaglio, ma perdono la mappa complessiva, lunica che conta davvero. (segue nelle pagine successive)

Ecco i Surrealisti la pattuglia di Breton che voleva dare forma allinconscio


ACHILLE BONITO OLIVA

Il concerto

Il grande Gergiev raggela limpeto e la fantasia di Ciaikovskij


DINO VILLATICO

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DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011

LA DOMENICA

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Spettacoli
Starman

1955

1974

1973

1972

Novembre 1971: un ancora oscuro musicista si inventa la figura di una rockstar aliena di nome Ziggy Stardust. la prima trasformazione

delluomo che pi di tutti anticip e cambi la musica, la moda, larte. Come racconta ora il concept book definitivo

1962

1963

Bowie
GIUSEPPE VIDETTI IL LIBRO
Any Day Now. David Bowie. Gli anni londinesi: 1947-1974 curato da Kevin Cann uscir il 23 novembre per Arcana (336 pagine, 39,50 euro). Definito dal Daily Express libro musicale del decennio, raccoglie 850 documenti fotografici (alcuni illustrano queste pagine) che ricostruiscono quasi giorno per giorno la vita di David Bowie dalla nascita allapice del successo con la pubblicazione di Diamond Dog Lautore stato per quasi ventanni il curatore dellarchivio di Bowie e ha avuto accesso a rarissimi memorabilia locandine e biglietti dei concerti, copertine e ritagli di riviste e una miriade di fotografie affiancati da interviste a centinaia di amici e collaboratori del Duca Bianco Il libro prenotabile da oggi online su www.lafeltrinelli.it

David divent

Quando

1971

1970

1964

1969

1965

1966

1967

1968

TRASFORMAZIONI 1955. A scuola a Bromley, un sobborgo di Londra (DELL PUBLISHING); 1962. A quattordici anni, prima dellincidente allocchio (COLLEZIONE DELLAUTORE); 1963. A Londra (ROY AINSWORTH/DAVID BOWIE COLLECTION);
1964. Primo servizio fotografico da professionista (DEZO HOFFMAN/REX FEATURES); 1965. Alla Emi (EMI); 1966. Il David modernista dei primi mesi del 66 (PICTORIAL PRESS/ALAMY); 1967. Uno dei primi esperimenti col trucco (GERALD FEARNLEY); 1968. Nellappartamento di Tony Visconti a Lexham Gardens (RAY STEVENSON/REX FEATURES); 1969. Ai Paddington Street Gardens (KENNETH PITT); 1970. Nellestate a Haddon Hall (KEITH MACMILLAN/DAVID BOWIE ARCHIVE); 1971. Foto per la quarta di copertina di Oh You Pretty Things (BRIAN WARD/DAVID BOWIE ARCHIVE/TERRY PASTOR); 1972. Si prepara a salire sul palco (BYRON NEWMAN); 1973. Servizio fotografico per Aladdin Sane (DUFFY ARCHIVE); 1974. Foto per la copertina di Diamond Dogs (TERRY ONEILL/GETTY IMAGES)

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LA DOMENICA

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La copertina
(segue dalla copertina)

altra parte, come si fa a stare zitti, con tutto quel che accade intorno, e soprattutto se ti guadagni il pane lavorando con lintelligenza e il gusto? un lusso che non ci si pu permettere. Alla fine mi son ricordato di una cosa che ho imparato dai vecchi: falli parlare di quello che veramente conoscono e amano, e capirai cosa pensano del mondo. (Chiedigli come si immaginano il Paradiso, se vuoi capire cosa pensano della vita: non so pi chi lha detta, ma vera). Io di cose che conosco davvero, e amo senza smettere mai, ne ho due o tre. Una i libri. Mi venuta un giorno questa idea: che se solo mi fossi messo l a parlare di loro, prendendone uno per volta, solo quelli belli, senza smettere per un po beh, ne sarebbe venuta fuori innanzitutto una certa idea di mondo. Cerano buone possibilit che fosse la mia. Dunque eccoci qua. Vorrei solo puntualizzare che ci sar di tutto, romanzi, saggi, fumetti, libri appena usciti, testi forse gi spariti dal Catalogo: purch abbiano forma di libro. E vorrei ricordare che non sono i cinquanta libri pi belli della mia vita, quella sarebbe stata unaltra cosa, una specie di Canone personale che non mi sarebbe mai venuto in mente di fare: sono il frutto del caso, di ci che casualmente ho letto in un pezzo della mia vita, niente di pi. Non ci sar Viaggio al termine della notte, per capirsi (lho letto quando avevo ventanni). N Anna Karenina (me lo tengo per qualche lungo degenza, augurandomi di non leggerlo mai). Ho semplicemente scelto i migliori cinquanta libri tra quelli che ho letto di recente. Sono quelli di cui parlo con gli amici, quando abbiamo finito di litigare su film e politica. Si meritavano qualcosa di pi. (a.b.)
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Vi racconto i migliori cinquanta libri che ho letto negli ultimi dieci anni. Cos vi parlo di quello che mi piace e non mi piace del mondo. Non i libri pi belli della mia vita, quella sarebbe unaltra cosa. Alessandro Baricco incomincia il suo viaggio a puntate ogni domenica su Repubblica
Primo titolo: Open di Andre Agassi, il ragazzo che odiava il tennis ma doveva finire la partita che poi la stessa che giochiamo tutti

Mi resta ancora del gioco, non


(Comprato perch me lhanno consigliato due amici, tutte due pi giovani di me, tutte due sceneggiatori. Sempre fidarsi degli sceneggiatori, quando leggono)
ALESSANDRO BARICCO
eh, non lha scritto lui, daccordo. Lha scritto J. R. Moehringer, uno che nel 2000 ha vinto il Pulitzer per il giornalismo: e che, obbiettivamente, di una bravura mostruosa. Non bisogna pensare per che si sia limitato a fare da ghostwriter: gli riuscito di dare ad Agassi una voce (una vita laveva gi, e micidiale) e una diabolica abilit nel raccontare. Risultato: di Moehringer ti scordi subito e ti ritrovi in viaggio con un Agassi che non ti saresti mai aspettato e che non smette un attimo di parlare. Se parti, non scendi pi fino allultima pagina. Roba che i famigliari protestano e sul lavoro non combini pi un granch. In genere, quando un libro riesce a ottenere un simile risultato contiene una di queste quattro domande: chi lassassino? Il protagonista trover se stesso? Ma alla fine si sposeranno? Chi dei due vincer? Open ne contiene tre
su quattro, e le intreccia molto bene: le possibilit di sottrarsi alla trappola sono pari a zero. (Manca lomicidio, ma se si largheggia un po, lidea di far allenare il proprio figlio di sette anni tirandogli 2.500 palline al giorno assomiglia molto a una specie di avvelenamento metodico, e quella era lidea di educazione che aveva in testa il padre di Agassi). Adesso che sono stato ad ascoltarlo, so che Agassi ha vissuto come giocava a tennis, cio i piedi ben dentro al campo, ad aggredire la pallina mentre sale (tutti buoni a prenderla mentre scende), immaginando tutto a una velocit irragionevole, e collezionando sciocchezze mostruose e invenzioni sublimi. Intanto che faceva tutto questo, cercava un senso alla sua vita, e se si ritorna con la mente a quel pagliaccio in hot pants di jeans e capelli tinti sparati sulla testa che giocava come un flipper, la cosa risulta poco credibile: ma non se apri il libro e gli dai una chance. Alla fine bisogna arrendersi, sembrava deficiente ma non lo era. O almeno: era intelligente in un modo molto barbaro, e quindi affascinante. Non sarebbe poi stato molto differente, il giovane Werther, se solo nasceva nel 1970 a Las Vegas. Tutto molto superficiale, ma quando ad esempio ti fa capire le porzioni di vita che possono viaggiare in una pallina da tennis che schizza su del cemento, in assenza di qualsiasi profondit, e nellossessiva ricerca di poche linee dipinte di bianco, unidea te la fai, molto fisica, di come

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so quanto. Ma un poce n
linfinito possa correre sulla pelle del mondo senza prendersi la briga di scendere in qualche altro posto, nel sottosuolo. Serve giusto una mente altrettanto veloce e leggera, e poi tutto ritorna a posto. Agassi aveva (ha) una mente di quel tipo, e ce lavevano (magari in modo un po pi rudimentale) quelli intorno a lui. (Gente capace di dire frasi come questa: Andre, certe persone sono termometri, altre termostati. Tu sei un termostato. Non registri la temperatura in una stanza, la cambi. Brutale, semplicistico, ma anche vero, in un certo modo, e molto utile se te lo dicono quando stai per uscire per la prima volta con la donna dei tuoi sogni). Pallina dopo pallina, volano le domande e le risposte sulla vita, schizzando sul cemento dei pensieri, e alla fine quella a cui assisti ununica, grande, affascinante partita giocata da un ragazzo contro il buco nero che si porta dentro: che poi la stessa partita che giochiamo tutti, lo si voglia o no. Ne ho letto infiniti resoconti, e quello di Agassi ha una sua elementare bellezza sintetica che vale pi di mille centrini letterari (romanzi alluncinetto, non so se mi spiego). Sul finire della carriera, quando ormai vinceva e perdeva da secoli, quando aveva gi ricominciato da capo un paio di volte, quando stava in campo solo grazie alle iniezioni di cortisone, i giornalisti iniziarono a chiedergli come mai non smetteva. Era una domanda giusta, giustamente porta a uno che non aveva mai smesso di pensare Io odio il tennis. Ecco la risposta di Agassi: cos che mi guadagno da vivere. E poi mi resta ancora del gioco. Non so quanto, ma un po ce n. Ho in mente decine di domande a cui vorrei esser capace di rispondere con una cos barbara esattezza. (Se ad esempio mi chiedete perch non smetto di scrivere, vi beccate una conferenza di almeno mezzora). Tutto sommato, lunica cosa del libro che mi spiaciuta il finale. Leroe si sposa, vince e scopre se stesso. Lieto fine, ma non questo che mi spiaciuto. che leroe scopre il senso della vita iniziando ad occuparsi degli altri, i suoi figli innanzitutto, ma anche gli altri veri: apre una scuola per bambini che non hanno la possibilit di studiare. Volontariato. Tutti felici. Sipario. che io non ci credo. A me risulta che la ricerca del senso una sorta di partita a scacchi, molto dura e solitaria, e che non la si vince alzandosi dalla scacchiera e andando di l a preparare il pranzo per tutti. ovvio che occuparsi degli altri fa bene, ed un gesto cos dannatamente giusto, e anche inevitabile, necessario: ma non mi mai venuto da pensare che potesse centrare davvero con il senso della vita. Temo che il senso della vita sia estorcere la felicit a se stessi, tutto il resto una forma di lusso dellanimo, o di miseria, dipende dai casi. Peraltro, anche possibile che mi sbagli. giusto un pensiero istintivo un certo modo di vedere il mondo.
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IL LIBRO

Andre Agassi, Open. La mia storia Einaudi Stile Libero

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DISEGNO DI MANUELE FIOR

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LA DOMENICA
Il suo primo Berlusconi risale al 1990: mascella larga, sorriso perenne, tacco alto, doppiopetto. Oggi lo disegna in pantofole e canotta. Dalla sua casa-rifugio il grande
vignettista si racconta mentre esce un suo nuovo libro:

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Lattualit
Cipputi & caporali

A volte un malumore reattivo, altre un disagio profondo dovuto allimpotenza: ecco cosa ha ispirato il mio lavoro

Altan.I miei ventun anni col Cavalier Banana


SIMONETTA FIORI

AQUILEIA (Udine) ora, il cavalier Silvio Banana come lo salutiamo? Lideale sarebbe far finta di niente. Finalmente, che silenzio. Dopo gli eccessi da commedia, la grancassa, i funambolismi circensi, ecco linsperata quiete. Si capisce che per Altan, un italiano dalla parola sobria e dal gesto essenziale, il berlusconismo debba aver funzionato da agente allergizzante. I nomi che non corrispondono pi alle cose, le formule precotte, le campanelle rotte, come le chiama lui. Limpazzimento e la resa. In questi anni, con ammirevole tenacia, ci ha messo dinanzi alle nostre insensatezze, nel tentativo forse di restituire senso a ci che non laveva pi. Sono combattuto tra la testardaggine della volont e la malinconia della ragione, dice il suo alter ego dalla copertina di Tunnel, la nuova raccolta di vignette che uno straordinario romanzo per grafismi dellultimo decennio (Gallucci). Non c pi tempo per lottimismo, solo per uneroica ostinazione. E per comprenderne leccentricit, quel suo essere diversamente italiano, quella distanza-vicinanza su cui si esercitano molti esegeti, bisogna venire nella sua casa rurale di Aquileia, dove tutto sembra suggerire una segreta armonia. La strada dallaerodromo Altan chiama cos laeroporto immersa nel verde fiammeggiante dellautunno, ininterrotti filari di pioppi che raccontano un paese non ancora ridisegnato dai capannoni. Un rassicurante giardino in stile pimpesco introduce alla grande magione di pietra, circondata dalle cascine duna vecchia azienda agricola. un lascito di mio nonno, imprenditore e senatore del Regno. Venimmo a viverci sul finire degli anni anni Settanta insieme a mia moglie Mara. Lei voleva tornarsene in Brasile, cos mio padre ci offr questa casa. Mara fa strada tra i cespugli di lantane e ortensie, riempendo di vitalit i lunghi silenzi del suo Checco. Doveva essere un genitore attento, Carlo Tullio Altan, oltre che studioso insigne. stato fondamentale anche nel mio lavoro. Da lui ho imparato parecchio, sullItalia e sul carattere degli italiani, come siamo fatti, i nostri vizi antichi. Negli ultimi anni venne a vivere dallaltra parte del giardino, cos riuscivamo a parlare ogni giorno. Talvolta sinfuriava. Aveva fatto la Resistenza nel partito dAzione. Aveva scritto libri sulla religione civile degli italiani. Nutriva una concezione sacra della patria e della comunit, e ora le vedeva perdute. Laristocratica famiglia Altan risale al XIV secolo, un dipinto cinquecentesco al primo piano ne riproduce su uno sfondo agreste il rigoglioso albero genealogico. C anche un ca-

ALTAN

IN PIGIAMA. La vignetta che Altan ha disegnato per la Domenica di Repubblica Nella pagina accanto, Francesco Tullio Altan e alcune delle vignette raccolte in Tunnel
valiere veneziano giustiziato nel Settecento in piazza San Marco. Gli avevano intimato di stare lontano dalla laguna, ma lui non rispett lingiunzione, sorride Altan, forse un po fiero di quellavo ribelle. Una storia antica, prima di entrare nellofficina in cui nascono i suoi omini dallo sguardo acquoso e dal boccolo ribelle, creature deformi ma depositarie di verit ultime i figli dei Cipputi e dei Busdazzi o mostruose e basta. Con il pennarello ora tratteggia un insolito Silvio Banana in apparente disarmo, la canottiera al posto del doppiopetto. stato il malessere a ispirare il mio lavoro in questi anni. Talvolta un malumore reattivo, che provocava una risposta immediata. Talvolta un disagio pi profondo, che quello dellimpotenza. Tunnel il titolo di questultima raccolta. prevista unuscita? Al momento bisogna pensare che se ne pu uscire. Pi in l non mi spingerei. Quando ci siamo entrati? Parecchio tempo fa. Una mia vecchia vignetta riproduce un omino con la testa infilata nel water: Sto cercando la luce in fondo al tunnel. Ne deduco che non sia una storia breve. Come nato il cavalier Banana? La prima vignetta con Berlusconi risale al 90. Lo ritrassi con Craxi. La didascalia recitava: Sono come Re Mida. Tutto quello che toccano diventa loro. Quasi una profezia. Prima delle elezioni del 2001, Gianni Agnelli disse che non eravamo una Repubblica delle Banane. vero, scrivevo io, non siamo una Repubblica delle Banane, ma del Cavalier Banana. La banana divent cos un segnale, un termometro. Paragonabile allombrello? Quello per riguarda pi da vicino il nostro popolo, o meglio riguarda situazioni in cui ci siamo messi noialtri. Penso allombrello di Bertinotti: con autoscatto. La banana un gingillo, talvolta una spilletta dei fedelissimi. Mascella larga, quarantaquattro denti, tacchetto colorato... Il tacchetto variopinto come un cartello stradale che richiama lattenzione. O segnala un pericolo. Anche in pantofole, rinuncia al sorriso ma non al tacco. Come il pilone dello stadio, quando da bambino a Bologna andavo alle partite. Non riuscivo mai a vedere il campo. Cos gli italiani si sono trovati davanti questo carattere da commedia dellarte, e non hanno potuto evitare di vederlo. Specie negli ultimi anni, quando ha smesso di governare continuando a portare in scena il suo personaggio. Il berlusconismo stato un regime? Penso di s, nella forma che hanno queste cose nella nostra epoca. I regimi autoritari sono unaltra faccenda. Nessuno in questi anni ci ha impedito di parlare. Anche se qualcuno ha pagato sul piano professio-

nale: penso a giornalisti come Biagi e Santoro, che sono stati cacciati dalla Tv pubblica. La politologia sudamericana distingue dicta-dura da dictablanda Ecco, una cosa cos. Una rottura democratica condotta pian pianino, senza dare nellocchio: un pezzo di Costituzione di qua, una leggina di l. Quel che mi ha colpito non solo lafasia dellinformazione televisiva, i telegiornali che non danno pi le notizie fondamentali, ma soprattutto lo svuotamento del linguaggio, ridotto a slogan e parole dordine. Al posto del pensiero, la formula precotta. Invece dellanalisi, un agitare di campanelle rotte. Uno spettacolo penoso, a cui non s sottratto nessuno. Mettiamo da parte la banana e prendiamo lombrello del popolo di sinistra? Uno degli effetti pi perniciosi del berlusconismo che tutto scivolato al livello pi basso. E questo ci riguarda tutti: alla fine non siamo diversi dagli altri. Siamo tutti indisciplinati, come i ragazzini a scuola. Mi sembra che in questi anni il centrosinistra abbia perso di vista le priorit, ossia trovare una risposta alle domande. Abbiamo continuato a tirarci i righelli sulla testa. Nella vecchia sinistra cera rispetto per unidea comune. E si contenevano i vizi. Il berlusconismo in una vignetta? Un giorno finir, dice una signora. Ahim, mi toccher pulire, le risponde unaltra. Una specie di alluvione continua, poi per occorre togliere il fango. Quante generazioni occorreranno? Mah, non si pu prevedere. Credo che dipenda dalla nostra capacit di reagire. Queste cose vanno un po come a palla di neve: il primo avvio che difficile. Il sentimento prevalente? Langoscia per la quantit di persone che non studiano n lavorano. Il futuro diventato una prospettiva nebbiosa. Quando vado al cinema, una delle cose che mi emozionano di pi il riconoscimento della cosa ben fatta. Non so, il saggio finale in Saranno famosi. La cosa ben fatta importante. Oggi il berlusconismo mi appare come un enorme tempo perso, un vuoto che si riempito di cosacce. Una delle vignette pi personali recita: Mi sento moderato, speriamo che passi. Questo fine settimana mi sento moltissimo moderato. Abbiamo bisogno di far cambiare umore ai mercati, e non questione da poco. Speriamo che mi passi, ossia speriamo che le condizioni cambino. Ma oggi anche Cipputi si sente rassicurato dalla scelta di Monti: lo reputa un rimedio necessario.
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Tunnel Al momento bisogna pensare che se ne pu uscire. Pi in l non mi spingerei

Prospettive Ci siamo trovati davanti questo carattere della commedia dellarte e non abbiamo potuto evitare di vederlo

IL LIBRO
Tunnel di Francesco Tullio Altan (Gallucci, 245 pagine, 16,50 euro) in libreria: raccoglie oltre duecento vignette tra le pi recenti pubblicate su Repubblica e lEspresso

Ombrello Riguarda pi da vicino il nostro popolo, o meglio riguarda situazioni in cui ci siamo messi noi stessi

Regime C stata una rottura democratica senza dare nellocchio: un pezzo di Costituzione di qua, una leggina di l...

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LA DOMENICA

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Linedito

Vocazioni mancate
La poesia non mai stata il mio scopo Sono anti-poeta per carattere, per rifiuto Cos amava dire uno dei pi grandi letterati francesi del Novecento. Ora un volume
raccoglie i suoi scritti e disegni segreti. E rivela quali erano i suoi sogni nel cassetto

PaulValry

Volevo fare larchitetto


VALERIO MAGRELLI
possibile che un poeta detesti essere tale? possibile che un autore, tradotto dai maggiori scrittori del suo tempo, neghi la propria natura? Al netto di ogni vezzo o vanit, la risposta a queste domande risiede in un unico nome: Paul Valry. I suoi rapporti con la lirica, infatti, furono a dire poco controversi, come risulta da una serie di sconcertanti confessioni: Provo repulsione per la Cosa Letteraria, affermava, e ancora: Sono anti-poeta per carattere, per rifiuto, oppure: La letteratura non la mia preoccupazione principale, e infine: La poesia non mai stato il mio scopo, ma uno strumento, un esercizio. Poeta suo malgrado, bench arrivato ai vertici della fama (quando mor, nel 1945, Charles De Gaulle non esit a concedergli i funerali di Stato), egli in realt si spinse fino a saggiare le pi diverse materie. Insomma, ormai assodato che dietro lautore di impeccabili alessandrini si nascose un pensatore versatile e curioso, rivolto a problemi epistemologici, estetici, politici, come a questioni dordine filosofico e scientifico. Luogo deputato del suo laboratorio mentale furono le venticinquemila pagine dei Cahiers. Proprio dalla caverna magica di tali taccuini provengono gli spunti pi inattesi, come quelli su cui si concentra un volume di Giorgio Pigafetta e Patricia Signorile: Paul Valry architetto (Jaca Book). Il libro non costituisce certo una sorpresa, visto che gi nel 1923 Valry diede alle stampe un dialogo in prosa, Eupalino o larchitetto, che in Italia fu commentato da Giuseppe Ungaretti e in seguito tradotto da Vittorio Sereni. Logico che due fra i nostri maggiori poeti del Novecento si siano occupati di chi compose i versi della Giovane Parca o del Cimitero marino. Ma quale fu, in effetti, la concezione che Valry ebbe di una materia tanto apparentemente distante dalla letteratura? Molte indicazioni al riguardo ci giungono dai testi inediti che arricchiscono Paul Valry architetto. Il volume offre una ventina di pagine divise in due parti e tradotte in italiano, sia pure con qualche svista: Lezione sullarchitettura (1943-1944) e Schizzi. Disegno. Architettura, ovvero una serie di appunti che lo scrittore redasse un anno prima della morte. Laspetto stenografico di tali documenti lascia emergere vari nodi tematici, ma senza mai svilupparli. Tanto pi necessari appaiono i contributi dei curatori, che affrontano lopera di Valry da due prospettive complementari. Come storico dellarchitettura, Pigafetta ricorda che il poeta fu partecipe di un ambiente che cercava di contemperare la radice accademica dellarchitettura con le spinte verso la modernit. Le sue posizioni si collegano quindi a quelle di protagonisti quali Albert Laprade, Paul Tournon e Auguste Perret. Le tesi di Valry emergono appunto da questa splendida stagione culturale ormai al tramonto. Pigafetta le riassume cos: larchitettura non ha modello in natura e non unarte di imitazione, ma chiama piuttosto alla esplorazione dello sguardo. Si tratta di una disciplina eminentemente cinestetica, che cio, per essere compresa, esige il movimento dellosservatore. Ci che pi conta, per, che il suo nucleo artistico ed espressivo risieda nellatto costruttivo: ecco cosa la avvicina alla letteratura in genere e alla poesia in particolare, in quanto arte del fare (dal greco poiein). Altro punto essenziale: larchitettura sempre subordinata a rapporti armonici. Sotto questo profilo, essa intrattiene stretti legami con la musica. Valry, dunque, si colloca nella scia dellinsegnamento pitagorico (perfettamente illustrato in un film per linfanzia come il disneyano Paperino e la matemagica) e fu un fervente ammiratore di Matila Ghyka, che negli anni Trenta conobbe un ampio successo con uno studio sulla proporzione aurea, intitolato Il numero doro. Rispetto allintervento di Pigafetta, Patricia Signorile si concentra piuttosto sul versante letterario e filosofico. Il suo testo ha il merito di collocare le posizioni di Valry in un ricchissimo plesso culturale, dove spiccano i nomi di George Simmel, Martin Heidegger, Hannah Arendt e Walter Benjamin. Se questultimo, nel 1930, nota: La differenza fra un architetto buono e uno cattivo consiste oggi nel fatto che il cattivo cede a tutte le tentazioni, mentre quello buono vi resiste, lo scrittore francese gli fa eco: Le citt moderne han-

IL LIBRO
Si intitola Paul Valry architetto il libro di Giorgio Pigafetta e Patricia Signorile che, muovendo da alcuni appunti inediti contenuti nei Cahiers (alcuni di questi, insieme ai disegni, sono pubblicati in queste pagine), ricostruisce la passione del poeta francese per larchitettura Pubblicato da Jaca Book (240 pagine, 26 euro) in libreria da domani

no rovinato larchitettura [] Non c pi relazione sensibile tra forma e materia, poich la costruzione appare invasa dal cemento e dal metallo. Valry, che dichiar daver voluto essere architetto, am la pietra, il taglio, la misura. Un libro come questo ci fornisce le chiavi per comprendere la sua avventura intellettuale, presentando lautore negli inediti panni di pittore e disegnatore.
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Larte della volont dallutile allinutile


PAUL VALRY
o un debole del quale mi scuso o mi glorifico assai sovente: un debole per larchitettura. Tale stato il mio primo grande amore delle arti. Dir molto male dellarchitettura moderna perch questa sensibilit ingenua che mi trovo delledificio non ha trovato che eccitazioni di sofferenza nelle costruzioni delle epoche recenti. Ma lavvenire stesso di questa grande arte che mi appare molto oscuro. Si piange sul passato abolito ma si piange sul futuro probabile. Questo futuro mette in discussione lesistenza stessa dellarchitettura come arte e di conseguenza lesistenza dellarchitetto. Tutto ci che si riassume in questa proposizione interrogativa: larchitetto deve scomparire di fronte allingegnere? Ecco tutto. In effetti i procedimenti, i materiali, le esigenze, le condizioni economiche ecc. tendono a ridurre il ruolo dellartista in materia di costruzione a quello di un decoratore di unopera che si costruisce, si compie, raggiunge la perfezione indipendentemente da ogni considerazione estetica e che non pu raggiungere questa perfezione che a prezzo di questa indipendenza. Qui, conviene dissipare una confusione enunciata tra lutilit e leffetto emotivo non intellettuale.

*** Come pensare larchitettura? Dallutile allinutile. *** Larchitettura larte della volont affermata in atti compiuti. Rende sensibile una volont. *** Sullarte da venire. Larte fare qualcosa, che, potendo essere diversa a seconda dei nostri mezzi fisici, si distingue per la sua esistenza nella realt una volta compiuta [...]. Si tratta, insomma, di una necessit che si mostra soltanto nellarbitrario, o della quale larbitrario la condizione; o di una disuguaglianza che si dichiara in piena uguaglianza. Per questo il caso il nome che sovente diamo al fatto iniziale dello spirito che unidea felice o piuttosto unidea che diventa felice e si scrive. *** Tutta la questione la seguente: unarte pu essere sostituita da una tecnica? [...] Larchitetto deve scomparire di fronte allingegnere? Quali differenze tra loro? La costruzione dellingegnere pu risultare da unanalisi convergente, da un programma di condizioni. Queste condizioni sono esprimibili. Larchitettura come arte larte di dare allo sguardo ci di cui costruire un sistema di figure conforme alla natura dello sguardo. [...] Si pu concepire una differenziazione tale che larchitettura si sviluppi in monumenti inutili. Pura costruzione dellocchio. [...] Larchitetto lartista che usa la libert che lasciano i bisogni soddisfatti delle utilit e necessit. *** Ci che vedo mi parla, ma talvolta mi canta senza parole. Traduzione Marina Leoni 2011 Editoriale Jaca Book Spa
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LE TAVOLE
Dallalto a sinistra in senso orario, prospettiva urbana (1931); studio di costumi (1928); porto visto da una finestra (1928); studio prospettico (1937); prospettiva urbana (1926); schizzo architettonico (1931); Santa Maria in Ara Coeli a Roma (1937) Nella foto, Paul Valry nel 1935

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l giornoin cui nacque, a Londra, l8 gennaio del 1947, Elvis Presley festeggiava il dodicesimo compleanno e il pittore americano Jackson Pollock iniziava la sua rivoluzionaria action painting. Per David Bowie non furono solo coincidenze. Pi tardi avrebbe rivelato che aveva scritto Golden Years(uno dei brani dellalbum Station to Station) con la segreta speranza che il re del rock & roll la cantasse. Quanto a Pollock, avrebbe confidato: Realizz il suo primo quadro con la tecnica del dripping il giorno in cui nacqui, quindi so distinguere da un chilometro se una cosa stata dipinta prima o dopo. A scrutare giorno per giorno infanzia, adolescenza ed esordi di David Bowie, che a gennaio compie sessantacinque anni, si scoprono talmente tanti segnali, coincidenze, arcani, premonizioni, illuminazioni, intuizioni e iniziazioni da mettere in crisi anche il pi cavilloso dei biografi. Non Kevin Cann, per oltre due decenni suo personale archivista, che riuscito a compilare una meticolosa, maniacale cronologia dei primi ventisette anni, dalla nascita come David Robert Jones nel quartiere londinese di Brixton alle prime sortite come sassofonista dei Kon-Rads, quando quindicenne incroci per la prima volta Mick Jagger; dagli stage con Lindsay Kemp, che gli trasmise larte di Marcel Marceau, allinvenzione di una primitiva incarnazione androgina di pop singer con il brano Velvet Goldmine; dalla pubblicazione in sordina di Space Oddity stellare capolavoro che impieg tre anni a esser compreso e proprio in questi giorni diventato un libro per bambini per mano dellillustratore canadese Andrew Kolb alla trionfale ascesa di Ziggy Stardust, una delle pi seducenti, ambigue e contagiose maschere della storia del rock; dallincisione dellinquietante Diamond Dogsalla partenza per gli Usa in cerca di una definitiva dimensione dartista finalmente vate del pop contemporaneo. Come si raggiunge un successo di queste dimensioni?, scrive lautore nellintroduzione a Any Day Now. Gli anni londinesi: 1947-1974 pubblicato da Arcana. Qui trovate tutto, ma poi tocca a voi aggiungere lunicit del fattore genio e di un certo esoterismo che regola la sua ispirazione. Il regista Stanley Kubrick, che ha esercitato uninfluenza profonda sulla carriera di David, parlando dei suoi film comment: Sta al pubblico scoprire le idee, il brivido della scoperta le rende ancora pi potenti. Fu certamente 2001: Odissea nello spazio il film che gli fece scattare la scintilla di Space Oddity, Starmane Life on Mars, i capolavori del primo periodo, insieme alla vocalit tipicamente cockney dellAnthony Newley di Feeling Good e il timbro oscuro di Scott Walker, tormentato cantante dei Walker Brothers innamorato di Jacques Brel, il segreto trait-dunion tra Sinatra e il Duca Bianco. A guardare le foto del sassofonista adolescente gi sintuisce che il ragazzo era avanti. Un intrigante mod ingentilito dal perfetto grooming dandy; biondo, elegante, carismatico gi a quellet. Avrebbe potuto fermarsi l, era gi un personaggio. Ma nella testa aveva un frullato di Kubrick e Nietzsche, Elvis e Dylan, Andy Warhol e Carnaby Street, psichedelia e avanguardia. Avesse esordito oggi, lo avrebbero eliminato al primo insuccesso; nessun discografico pazienterebbe sei anni prima del trionfo. Nonostante Morrissey (Smiths) a posteriori abbia sentenziato The Man Who Sold the World il miglior disco di David Bowie, il mondo poco o niente sapeva di lui prima di Ziggy Stardust. Paradossale che ventanni dopo proprio Morrissey abbia spacciato per sua una frase che Bowie aveva pronunciato ancor prima di diventare star: Da piccolo desideravo tutto tranne la normalit. Essere corrotto mi sembrava fantastico. Nel destino di David era scritto che avrebbe fatto e detto tutto prima di tutti. Bisex? Transgender? Intersex? Trasgressivo? Lo era ancor prima che i termini entrassero nel linguaggio comune; per la copertina di Hunky Dory scelse una foto in cui era sessualmente indefinibile; leggendarie le sue fellatio on stage inginocchiato davanti alla chitarra del fido Mick Ronson. Artista di culto adorato come un semidio? Anche Michael Jackson ammise di dovere molto alle arti mimiche di Bowie. Glam rock? Tutti suoi discepoli. New romantic anni Ottanta? Pallide imitazioni. Punk rock e grunge? Kurt Cobain sinchin a sua maest cantando unossequiosa versione di The Man Who Sold

the World. Senza Bowie non avremmo avuto lElton John di Rocket Man, e neppure lo slandro teatrino pop di Lady GaGa. Difficile trovare nella storia del rock una star che abbia sostenuto ogni scelta/svolta della sua carriera con tanto stile ed erudizione. Novembre 1971, quarantanni fa: dopo quattro capolavori underground, Bowie entra in studio determinato a trascinare il rock fuori dalla comfort zone in cui Beatles e Rolling Stones lavevano accomodato. Il suo nuovo manager, Tony Defries, sa quanto vale quel che bolle in pentola. Incontra a New York il boss della Rca, letichetta di Elvis. Non avete niente di grosso dagli anni Cinquanta, lo aggredisce, con David Bowie potete prendere in mano le sorti degli anni Settanta, come i Beatles hanno fatto con i Sessanta. Furono i dischi di Norman Carl Odam, un bizzarro artista texano che si era battezzato The Legendary Stardust Cowboy e pretendeva di produrre psychobilly music, a ispirare il personaggio di Ziggy Stardust. Racconta lartista: Allinizio del 1971 incontrai un dirigente della Mercury che mi mise furtivamente in mano un paio di singoli. Ascoltali, mi disse, non sarai pi lo stesso dopo. A casa quasi soffocai quando misi sul piatto Paralyzede I Took a Trip on a Gemini Spaceship. Lintegrit, lonest e il guizzo brutale e innocente di quellartista semisconosciuto mi rapirono. Ero diventato suo fan a vita, e Ziggy aveva trovato il suo cognome. Il potente concept album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars esce il 6 giugno 1972: Bowie si cala nei panni di una rockstar aliena venuta a portare messaggi di speranza sulla Terra nei suoi ultimi cinque anni di vita: finir divorato dalladorazione dei fan, dal sesso promiscuo e dalla droga. Bowie viene risucchiato dal personaggio fin dal concerto di apertura del tour, al Rainbow Theatre di Londra, agos t o 1972; gruppo di spalla i Roxy Music con Brian Eno, costumi di Kansai Yamamoto. Una notte che ancora a ripensarci vengono in brividi. Con laiuto della troupe di mimi di Lindsay Kemp, Bowie mette in scena lodissea del suo eroe fino allo straziante finale in cui, come unasessuata, esangue Garland, Ziggy esegue il suo canto funebre (RocknRoll Suicide) accasciandosi sul palcoscenico. Nel giro di una settimana mezza Londra ha i capelli color carota e il taglio alla David Bowie. La Ziggymania aggredisce il mercato rock con una tale prepotenza e morbosit che alla fine del tour dopo molti trionfi americani lo stesso Bowie devastato dal bipolarismo e dagli eccessi che condivide col suo alter ego. Luglio 1973, concerto finale allHammersmith Odeon di Londra (in sala c anche D. A. Pennebaker, il documentarista che aveva filmato Dylan in Dont Look Back). Dopo aver cantato Love Me Do dei Beatles a un pubblico in delirio, il divo annuncia: Non solo lultima data del tour, questo lultimo concerto che faremo. Panico. Delirio. Lacrime da beatlesmania. Ma non Bowie che parla, Ziggy. Una trovata geniale. Uccidendo la sua formidabile invenzione scenica, Bowie sta salvando la sua carriera. Una frenesia di quelle dimensioni lo avrebbe divorato. O condannato alla routine che aveva ridotto Elvis a una caricatura. Lultima volta che lo abbiamo incontrato, nel 2002 due anni dopo si sottoposto a un intervento di angioplastica e a causa dei problemi cardiaci le sue apparizioni sono diventate assai sporadiche ( di questo giorni la notizia che lascer la Emi e sta negoziando un nuovo contratto discografico) ancora parlava con entusiasmo della sua creatura. La saga per me non mai finita, ci disse. Il mio sogno di produrre contemporaneamente un film, uno spettacolo teatrale e un evento multimediale legato a Ziggy Stardust. E lo far.
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MEMORABILIA
In questa pagina, foto, documenti personali, copertine di giornali, locandine di serate in locali come il Witch Doctor, nellEast Sussex, nel luglio 1965, o al South London Beat Show nel novembre 63 C anche il contratto per il primo album con la Decca Records controfirmato dal padre. In alto, i genitori di David. Nella foto grande la prima apparizione fotografica di Ziggy nel gennaio 72

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DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011

LA DOMENICA
Recensire un film, trascrivere un biglietto da visita, cliccare su una pubblicit per dimostrare che funziona, dichiarare su Facebook che mi piace un sito Sono sempre di pi i mini-impieghi offerti dal Web, mansioni seriali da effettuare in pochissimi minuti e pagate pochissimo
Per una giornata abbiamo provato anche noi cosa vuol dire essere un lavoratore della folla

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Next

Cottimo 2.0

RICCARDO STAGLIAN
icrolavoratori di tutto il mondo, uniamoci. Le nuove corve digitali non devono coglierci impreparati. Ieri sera, per dire, ne ho fatte cinque diverse. Trascritto un biglietto da visita. Redatto una breve recensione cinematografica. Tentato di descrivere delle foto piuttosto astratte con parole chiave il pi possibile sensate. Finto di entusiasmarmi per un sito di scommesse online, dandogli un mi piace su Facebook. E infine cliccato su due diverse pubblicit di Google di negozi che vendono abiti da matrimonio, come se dovessi sposarmi a breve. Questa febbrile, innaturale, mercenaria attivit internettiana mi ha preso quasi unora. Per un compenso complessivo di un dollaro e 65 centesimi. Si scrive crowdworking, lavoro della folla, e sembra una cosa bella, democratica, che profuma di futuro. Ma si legge cottimo 2.0 e puzza di laboratori clandestini, sfruttamento e alienazione di un passato dickensiano o di un presente cantonese. In un gioco al ribasso delle retribuzioni che non conosce tregua. Piccolo passo indietro. Il tasso di occupazione nel mondo si ristretto. Siamo passati in ventanni dal 62,3 al 61,2 per cento. Il fenomeno particolarmente acuto in Occidente. Dal 2007 al 2010 la disoccupazione giovanile in Spagna passata dal 18 al 41 per cento, in Irlanda dal 9 al 28, in Italia dal 20 al 28. Un recente rapporto McKinsey distingue tra mestieri trasformativi, transazionali e internazionali. I primi, manifatturieri, sono stati i primi a traslocare in Oriente, dove costavano dieci volte meno. I secondi, routinari come i call center o i servizi di sportello, vengono sempre pi automatizzati, ma lelemento umano an-

Mille clic per un pugno di centesimi


cora prevale. I terzi, ad alto valore aggiunto, sono gli unici a non temere la concorrenza delle macchine. I microlavori della mia notte internettiana, le cui offerte si moltiplicano sul Web, si collocano sul confine mobile tra luomo e la macchina. Per adesso sono compiti una tacca sopra rispetto alle capacit cognitive di un algoritmo. E vengono retribuiti di conseguenza. Un centesimo, cinque, cinquanta. David Autor, docente al Mit di Boston, sullEconomist ha definito questa tendenza come lo svuotamento dei lavori intermedi, che porta a una bipolarizzazione tra buoni lavori da una parte e lavori commodity, a valore scarsissimo, dallaltra. E allora percorriamoli per bene i gironi del nuovo inferno telematico delloccupazione, che ci porta la delocalizzazione in casa, facendola entrare dalla porta (per lAdsl) del computer. Perch ci che per noi o un americano una miseria, per un indiano o un filippino ancora una fortuna. Cos, mentre noi riflettiamo se vale la pena investire cinque minuti, che magari diventano dieci perch la connessione lenta o quindici perch i link non funzionano come dovrebbero, in un compito che frutter se tutto va bene un decimo di un caff, un nostro concorrente su un fuso orario pi sfortunato lavr gi preso perch per lui equivale a un piatto intero di riso. Lindirizzo pi famoso probabilmente Mechanical Turk di Amazon. Il nome allude a un automa, creato nel 1770 da un inventore ungherese, apparentemente in grado di giocare a scacchi (in realt nascondeva al suo interno un maestro in carne e ossa). Devi iscriverti e cominciare a vedere quali Hit (Human Intelligence Task) la piattaforma offre. La variet cambia molto a seconda di dove vivi. Per un americano ci sono oltre

duemila possibilit. Per un povero italiano si riducono a circa 250. Per il primo della lista pagano due centesimi, per sembra facilissimo: trascrivere un video di dieci secondi. Mi butto. Il problema, per, che il rumore di sottofondo tanto alto da non capire quasi niente. Con tre dubbi su venti parole meglio lasciar perdere. Nel secondo c da tradurre delle frasi dal mandarino al cinese (50 centesimi). Nel terzo si tratta di valutare la pertinenza dei risultati di certe ricerche e delle foto relative in un sito di commercio elettronico. La categoria di prova bambini. Il primo risultato da votare un passeggino. Il secondo una grata per evitare che i bimbi si facciano male avvicinandosi troppo a un caminetto. Il terzo un completino da neonato. E cos via. Alla fine avr guadagnato un centesimo al minuto. Una specie di metodo Stanislavskij in scala per capire cosa provano gli occupanti di Wall Street pensando agli stipendi medi da dieci milioni di dollari degli amministratori delegati delle prime duecento aziende americane. Devo fare cassa. Su Microworkers ci sono una cinquantina di lavori disponibili. Per intascare altri venti centesimi, accetto di dichiarare sulla bacheca di Facebook che mi piace un sito di gioco dazzardo italiano (solo per rispondere agli amici increduli perder poi altri dieci minuti). Accrediteranno la somma solo dopo aver verificato che lapprezzamento rimasto in bella mostra per due giorni di seguito. Rilancio con un compito da 0,30 dollari. Ovvero cliccare su alcune pubblicit per dimostrare che funzionano. Se accetti di abbonarti, dare un giudizio e commentare un certo canale di YouTube te ne promettono addirittura 0,55. un video del solito casin online che punta sul lavoro hard discount per diventare una celebrit internettiana. Il compito meglio retribuito consiste nello scrivere un post su un blog che rimandi a un sito che si 2 occupa di far uscire di galera su cauzione le Descrivere persone. Dal momento con dei tag che il piazzamento su alcune foto Google molto sensibile al numero di altri siti che rimandano al tuo, non sorprende perch fiorisca questindustria di induzione al link. Non mi piace lambiente, troppe attivit borderline. Mi dirigo verso Clickworker che, essendo di propriet tedesca, immagino pi serio. Ci sono 123mila occasioni e 1.758 persone online. Riempio un piccolo questionario e mi mettono alla prova per la redazione di testi in italiano su una recensione da 90 a 120 parole di un film a scelta. Mi misuro sullultimo Sorrentino. Il responso arriva lindomani, perch il componimento dovr essere valutato da occhio umano. Sono idoneo. Dieci centesimi per il disturbo e sono qualificato per altre avventure simili. bello sentirsi valorizzati. Finch dura, perch esistono gi software, come StatsMonkey, in grado di scrivere cronache essenziali di eventi sportivi. una tendenza che crescer giura Paul Sloane, autore del libro A Guide to Open Innovation and Crowdsourcing, ma ci sono solo alcuni compiti che puoi suddividere in questo modo. Parcellizzando le mansioni, il costo del lavoro decrescer ulteriormente spostandosi verso lAsia, com successo per quello fisico. Possiamo immaginare un mondo in cui sempre meno persone lavorano in ufficio e sempre pi da casa, svolgendo incombenze che poi qualcuno assembler. Potr deprimere i salari, ma almeno ridurr il traffico, commenta con il classico humour inglese. Potrei andare a cercar fortuna su CloudCrowd, ShortTask, MySocialJobs, ma le tariffe non cambierebbero. Oppure chiedere consigli a un conoscente su come diventare testimonial su Facebook per unazienda. I quasi mille euro per i tre mesi in cui, nome darte Felice di Steso, ha dovuto evangelizzare i suoi amici elettronici sui benefici di una marca di materassi, mi sembravano un incubo. Ma gi oggi sono diventati un sogno.

3 Trascrivere cosa si dice in un video di 10 secondi

1 MINUTO 2 CENTESIMI

5 MINUTI 20 CENTESIMI

Trascrivere un biglietto da visita

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1 MINUTO 10 CENTESIMI

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4 Trovare la voce di Wikipedia pi pertinente per illustrare un determinato argomento

Valutare la pertinenza dei risultati di certe ricerche e delle foto relative in un sito di commercio elettronico

3 MINUTI 4 CENTESIMI

20 MINUTI 20 CENTESIMI

Tutti a casa Possiamo immaginare un mondo in cui sempre meno persone lavorano in ufficio e sempre pi da casa. Potr deprimere i salari, ma almeno ridurr il traffico...
PAUL SLOANE Autore di A Guide to Open Innovation and Crowdsourcing

Dichiarare sulla propria bacheca di Facebook che mi piace un sito

1 MINUTO 20 CENTESIMI

Mechanical Turk

Clickworker

IN 50 MINUTI
Tempo di lavoro e guadagno di un crowdworker

3.21 DOLLARI

Microworkers

Cliccare su alcune pubblicit per dimostrare che sono efficaci

1 MINUTO 30 CENTESIMI

Outsourcing
il fenomeno della delocalizzazione della produzione nei paesi, generalmente asiatici, dove il costo del lavoro molto pi basso

Crowdsourcing
la tendenza ad affidare le mansioni tradizionalmente svolte dai propri dipendenti a una collettivit indistinta: Wikipedia lesempio pi celebre

Abbonarsi, dare un giudizio e commentare un certo canale di YouTube


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Crowdworking
evoluzione del crowdsourcing: consiste nel parcellizzare un compito in mini mansioni che possono essere svolte da casa, collegandosi a piattaforme online

Recensire un film con 90-120 parole

Scrivere un post su un blog che rimandi a un determinato sito (per rialzare cos il suo piazzamento nelle ricerche di Google)

5 MINUTI 55 CENTESIMI

Hit
Human Intelligence Task, ovvero il modo in cui Mechanical Turk, il servizio di crowdworking di Amazon, chiama i singoli compiti da assegnare

5 MINUTI 10 CENTESIMI

10 MINUTI 1.5 DOLLARI

Social Media Marketing


il marketing che avviene sui social network: sempre pi aziende assoldano non professionisti come loro testimonial su Facebook

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DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011

LA DOMENICA
Il suo profumo ne avvolge il mistero: nessuno sa perch alcuni esemplari sono enormi, altri minuscoli, alcuni stordiscono per laroma, altri non hanno odore

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I sapori

Dal sottosuolo

Quel che certo che la stagione iniziata e sar pi lunga del solito E i nuovi chef si sbizzarriscono ma senza dimenticare la tradizione

Uova
Una noce di burro sciolta e sfrigolante, due bianchi fritti a fuoco vivace con poco sale. Una volta rappresi, si adagiano sopra i rossi, coprendo qualche secondo Per finire lamelle di tartufo

Fonduta
Ammollata la fontina dop coperta di latte per alcune ore, si scioglie il composto a bagnomaria, prima di incorporare un tuorlo duovo ogni 100 grammi fino a quando si addensa Sopra, scaglie di tartufo

Tagliolini
Cottura al dente in acqua salata o brodo di carne, abbondante burro fuso o rag di fegatini di pollo come condimento e naturalmente il tartufo Vanno serviti in piatti caldissimi

Carne cruda
Carpaccio tagliato sottile, condito con emulsione di olio extravergine, profumato daglio, pepe nero e sale. Un quarto dora di riposo a temperatura ambiente. Aggiungere il tartufo prima di servire

LICIA GRANELLO

crivevaBrillat Savarin: Il tartufo pu rendere le donne pi tenere e gli uomini pi amabili. Chiss se il celebre gastro-intellettuale francese aveva ragione. Certo, una cucchiaiata di fonduta o un gomitolo di tagliolini battezzati con abbondanti lamelle di magnatum pico supportano il buon umore come poche altre gourmandise. Potere del profumo. Il tartufo bianco, infatti, il cibo pi olfattivo del mondo, un concentrato di molecole mirabilmente odorose addossate una allaltra in un fungo ipogeo (sotterraneo) di dimensioni variabili. Un gioiello della natura che nasce dalle spore dellanno precedente in tarda primavera e comincia una lenta, silenziosa gestazione destinata a durare fino allautunno inoltrato. Il mistero lo avvolge. Nessuno riesce a spiegare perch esistano esemplari da pochi grammi e altri che sfiorano il chilo (esistono davvero!), n perch uno sia tanto pi profumato di un altro. Si sa invece che colore, consistenza e tipologia di aromi sono in qualche modo figli della terra in cui si sviluppano, degli alberi dai pioppi ai castagni, dalle querce alle betulle le cui radici custodiscono le spore. Questo e poco altro, dice la scienza. In compenso, la cucina ha una frequentazione privilegiata, se non lunghissima (il Medioevo lo condann come cibo demoniaco), tutta concentrata nelle settimane che introducono allinverno. Non a caso, i piatti che gli dedicano le tradizioni regionali sono soprattutto caldi: risi, paste, creme, con la sola eccezione della carne cruda (comunque un alimento robusto). Il tartufo

Tutta una questionedi naso


bianco aggiunge sapore ai sapori, creando assemblaggi di gusti dalla grande complessit aromatica, dalla fonduta piemontese ai tagliolini marchigiani cotti nel brodo di carne, fino al fagiano coi funghi della gastronomia toscana. Ma i cuochi di nuova generazione hanno fatto un passo indietro, recuperando lispirazione originaria, quella tutta da inalare. Se fino a qualche anno fa, larrivo in tavola del piattino con fazzoletto bianco e pepita odorosa faceva sobbalzare cuori e nasi, oggi si va oltre. Scoperta anni fa da Ferran Adri la grattugia Microplane trasforma il tartufo in una nuvola impalpabile, espandendo in maniera esponenziale le superfici di contatto con lossigeno. Risultato, profumi amplificati a mille. In pi, il tartufo viene veicolato da piatti che mortificano sapidit e sapori ruffiani, in favore di preparazioni leggiadre, che esaltano le molecole aromatiche invece di inglobarle: tartare di scampi, polentine croccanti, macaron a bassissimo tasso zuccherino. In caso vi vogliate cimentare con uno dei profumi pi sensuali, regalatevi una gita nelle citt del tartufo, che a novembre ospitano fiere e feste, in un tripudio di degustazioni e passerelle per i cani da trifola. Periodo destinato a prolungarsi, questanno, vista la mancanza di pioggia a settembre e le temperature ancora miti. In caso di acquisto, avvolgetelo in una pezzuola e mettetelo in frigo in un contenitore ben chiuso, meglio se in compagnia di qualche uovo: la porosit del guscio vi garantir la pi buona frittata tartufata lasciando intatto il prezioso gioiello per la vostra ricetta del cuore.

Tartufo bianco

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Pino, funghi e midollo


Paolo Lopriore (Il Canto della Certosa di Maggiano, Siena), battezza col tartufo il midollo sbollentato, porcini crudi, spuma di resina di pino e nepitella

Zabaione
Per Alessandro Boglione (Castello di Grinzane Cavour, Cuneo), tuorlo cotto a bassa temperatura, zabaione al parmigiano, nocciole e tartufo

Macaron
Al confine tra dolce e salato, Massimo Bottura (La Francescana, Modena) farcisce le piccole meringhe con una crema di foie gras e lamelle di tartufo

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DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011

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DOVE DORMIRE
LA TERRAZZA SULLE TORRI Viale Torino 6 12051 Alba (Cn) Tel. 0173-440741 Camera doppia da 90 euro, colazione inclusa 7047 BOUTIQUE HOTEL Via San Goro 1 San Miniato (Si) Tel. 0571-1695294 Camera doppia da 80 euro, colazione inclusa LOCANDA DELLABBAZIA Via Pianacce Acqualagna (PU) Tel. 0721-700016 Camera doppia da 100 euro, colazione inclusa

DOVE MANGIARE
LOCANDA DEL PILONE Frazione Madonna di Como 34 Alba (Cn) Tel. 0173-366616 Chiuso marted e mercoled, men da 60 euro PEPENERO Via IV novembre 13 San Miniato (Si) Tel. 0571-419523 Chiuso marted, men da 35 euro LA GINESTRA (con camere) Passo del Furlo 168 Acqualagna (PU) Tel. 0721-797033 Chiuso luned, men da 35 euro

DOVE COMPRARE
TARTUFI PONZIO Via Vittorio Emanuele 26 Alba (Cn) Tel. 0173-440456 TARTUFI NACCI Via Zara 110. Frazione Corazzano San Miniato (Si) Tel. 0571- 462846 TARTUFI TOFANI Via Bellaria 37 Acqualagna (PU) Tel. 0721-798918 ACQUALAGNA TARTUFI Piazza Mattei 9/bis Acqualagna (PU) Tel. 0721- 799310

Gli indirizzi

ILLUSTARZIONE DI CARLO STANGA

Sulla strada

Andavamo al mercato di Dogliani


CARLO PETRINI

5 1.
Tartufo bianco (tuber magnatum) dAlba, citt mercato mondiale del tartufo bianco

2.

Risotto profumato allo champagne con lamelle di tartufo bianco Spaghetti con salsa di sedano e lamelle di tartufo

3.

4.

Tartufo bianco a lamelle sottili ideale per pasta, risotti, carni crude e cotte Tartufo bianco di Acqualagna (in provincia di Pesaro Urbino) seconda capitale del tartufo bianco dopo Alba. Questanno si tiene la quarantaseiesima fiera nazionale del tartufo bianco

5.

LA RICETTA
Pur di patate, rosso duovo, cipolla e tartufo
Ingredienti per 4 persone 450 gr. di patate 2 cipolle bianche 4 tuorli duovo 60 gr. di parmigiano grattugiato tartufo bianco a piacere 100 gr. di burro 130 gr. di latte sale, pepe qb noce moscata
Affettare le cipolle in piccoli dadi, stufarle in casseruola con un filo dolio extravergine doliva a fuoco molto dolce per unora e mezza, bagnando di tanto in tanto con un goccio dacqua. Separare i rossi dai bianchi e conservarli a temperatura ambiente. Lessare le patate con la buccia, poi sbucciarle e passarle con lo schiacciapatate Mantecare la polpa di patate con burro e latte, per ottenere un pur liscio e soffice. Aggiustare di sale e pepe e profumare con un pizzico di noce moscata. Adagiare un cucchiaio di cipolle sul fondo del piatto e coprirle con il pur di patate. Posizionare nel centro il tuorlo duovo, condire con una spolverata di parmigiano e con un po di sugo delle cipolle Servire ben caldo con abbondante tartufo

Chicco Cerea gestisce con la famiglia il relais Da Vittorio, alle porte di Bergamo, dove la cucina, firmata da tre stelle Michelin, coniuga magnificamente materie prime di altissimo livello e cucina di territorio Come in questa ricetta ideata per i lettori di Repubblica

i fronte al pellegrinaggio laico che in autunno passa in Langa per lamelle di tartufo cos sottili che ci mettono qualche secondo di svolazzi prima di cadere nel piatto, vado indietro con la mente e rivivo una realt profondamente diversa. Anni Sessanta: ho visto il furgoncino della ditta Giacomo Morra di Alba (il re dei tartufi bianchi, tra i massimi artefici della loro notoriet internazionale) andare al mercato di Dogliani e caricare in media un quintale e mezzo di tartufi a settimana. Anni Settanta: una cena casalinga memorabile con Francesco Guccini, chiamato a suonare per la causa in cambio soltanto di promesse gastronomiche, in cui mangiammo una quantit di tartufi che se dovessimo procurarci oggi occorrerebbe un mutuo e sarebbe pi conveniente pagare qualsiasi cachet. Non eravamo snob: il tartufo bianco cera in abbondanza e aveva prezzi abbordabili. Del resto, tra i ricordi non manca la sua presenza fissa in stagione sulle tavole anche pi semplici, contadine. Se ne faceva un uso gastronomico normale, simile a quello degli altri prodotti della terra. Tutto era (economia locale, competizione tra i cercatori, integrazione dellagricoltura, piacere della condivisione e della convivialit) tranne lo status symbol che diventato oggi, visti i suoi prezzi. Unostentazione di ricchezza cos stonata che quasi me lo fa piacere meno. Costa caro non soltanto perch una riconosciuta eccellenza tra le eccellenze. Purtroppo il quintale e mezzo a settimana di Giacomo Morra ce lo possiamo scordare: la devastazione dei nostri terreni, la mancanza di cura per le aree non coltivate, lo sconquasso ecologico e labbandono della vita rurale fanno s che ce ne sia sempre di meno e siano sempre meno quelli che lo sanno trovare, complici anche autorit che ne autorizzano la ricerca troppo in anticipo, compromettendone la completa maturazione.
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DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011

LA DOMENICA

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Lincontro
Maschere

Per tutti il folle e caotico Mr. Bean. Ma lui, razionale, disciplinato e molto serio, lo odia: Non mi piace. Assomiglia

Rowan Atkinson
CLAUDIA MORGOGLIONE
ROMA ammetto esordisce sono uno che ride pochissimo. Penso ci siano pochi motivi, in questo mondo difficile e complicato, per essere allegri. Guardiamo la crisi globale: politici e finanzieri hanno provocato il disastro e ora dovrebbero risolverlo. Questo s che involontariamente comico, anche se non affatto divertente. Quanto a me, non sono un tipo naturalmente spiritoso: riesco a esserlo solo se mi trasformo in qualcun altro. Non sono un intrattenitore di amici in serate conviviali, non faccio battute a ripetizione. Anzi, direi che sono proprio un uomo serio. Forse perch al contrario dei miei personaggi tutti a loro modo velleitari non mi faccio illusioni, su me stesso o su ci che mi circonda. Ma incontrando lattore in un pomeriggio dautunno romano, nella saletta riservata di un hotel a cinque stelle non si resta sorpresi solo dal suo carattere austero. A stupire anche latteggiamento: formale, leggermente snob. Il modo di vestire ricercato, inappuntabile: completo blu di alta sartoria, camicia lilla, cravatta viola. Altro che gli abiti da grande magazzino e la fisicit scomposta di Mr Bean. vero, sono un uomo elegante conferma lui e ho regalato questa mia caratteristica anche allultimo personaggio che ho portato sullo schermo, Johnny English: una spia un po imbranata, che per sul versante fashion non ha nulla da invidiare al re degli agenti segreti, James Bond. Osservazione ironica, ma detta senza nemmeno accennare a un sorriso. Ed un paradosso per un uomo di spettacolo che da decenni fa ridere ogni tipo di pubblico, dai bambini che lo adorano agli adulti di qualsiasi fascia sociale. Tutti catturati dal talento comico di questo cinquantaseienne di provincia figlio della working class inglese, compagno di scuola di Tony Blair, che a ventanni essendo cos brillante nelle materie scientifiche e tecniche si iscrive a ingegneria: Disciplina precisa, sicura, controllabile: come piace a me. Subito dopo la sua vita cambia. Prima lincontro col futuro regista Richard Curtis che negli anni successivi diventer il suo principale collaboratore. Poi la scoperta delle sue potenzialit interpretative. A un certo punto racconta ho capito di avere una faccia. Ero appena sbarcato a Oxford. E qualcuno, sapendo che avevo partecipato a spettacolini in passato, mi chiede se voglio salire sul palcoscenico. Per capire se sono adatto, mi guardo allo specchio: e, per la prima volta, vedo gli aspetti divertenti del mio viso. Esploro la mia gamma di espressioni. E mi dico che in fondo far ridere una cosa bella. Soprattutto in tempi di crisi. Una rivelazione. Cos finisce per abbandonare le materie tecniche e buttarsi nella recitazione, a suon di gag: radio, teatro, un po di televisione. Poi la consacrazione in patria con una serie tv di culto, la comedy in costume Black Adder. Partecipa anche a film di successo: chi non ricorda il suo prete strambo in Quattro matrimoni e un funerale? Ma lexploit planetario arriva con Mr. Bean. Figura comica che dal 1990 entra nelle case di mezzo mondo, diventa unicona pop, si trasferisce sul grande schermo con pellicole come Mr. Bean Lultima catastrofe e Mr. Beans Holiday. Col tempo, per, il creatore diventa insofferente alla sua

a me quando avevo dieci anni E adesso, tra cinema e teatro, cerca il tempo di dedicarsi alla sua vera passione, le corse dauto Sono un uomo sposato e ho due figli. Un po di rischi li devo pur correre da qualche altra parte, no?
maschera e decide di abbandonare il personaggio. Senza per riuscire a liberarsene del tutto: Ormai ho capito che dovr sempre farci i conti. Non ne soffro pi: ho accettato che Mr. Bean faccia parte del mio bagaglio, che devo a lui il grosso della popolarit. Ma sia ben chiaro: non ci somigliamo affatto. Il suo carattere ricorda il mio di quando avevo dieci anni, un bambino intrappolato in un corpo da adulto. Spero davvero che quello strano omino egoista, cos incapace di interagire con gli altri, cos adorabilmente e insopportabilmente inglese e insulare, sia scivolato via dalla mia personalit. Un addio, a quanto pare, definitivo: S, possiamo dire che Mr. Bean andato in pensione. Non mi piace rivederlo nemmeno quando viene ritrasmesso in tv: se sono a casa di amici e loro mi chiamano per guardarlo, scappo. Il suo mondo professionale adesso altrove. Nella fortunata serie spionistico-comica di Johnny English: i due film usciti finora (uno ancora nelle nostre sale) al botteghino sono andati pi che bene. E poi nel teatro. Qualche anno fa, Atkinson ha incantato Londra come protagonista del musical Oliver!. Un classico. E ora annuncia di voler tornare in scena: Quando mi sono ritrovato sul palco mi sono subito sentito a mio agio. Per questo il prossimo anno vi stupir con un nuovo progetto. Ma non aggiunge altri particolari. Per scaramanzia, certo. Ma anche per una forma di distacco dal suo lavoro, quasi di pigrizia: vero, apparentemente non sono uno che sempre in attivit. Non faccio molti film, e ci metto tanto tempo a farne uno: il prezzo da pagare per essere coinvolto in tutte le fasi della realizzazione, dallideazione alla produzione. Sono un tipo di workaholic molto particolare. Molto poco seriale. Forse perch la sua passione vera altrove, nel collezionare macchine depoca: Le adoro tutte, dalle Aston Martin alle Rolls. E, soprattutto, nel brivido della velocit, nelle corse dauto: S, questa la mia grande avventura. Purtroppo a causa del mio lavoro non posso gareggiare spesso: quando giro un film devo firmare polizze assicurative che mi costringono a smettere di correre almeno tre mesi prima che comincino le riprese. E poi, a lavoro terminato, quasi sempre la stagione delle corse finita. Cinema e motori:
un binomio che evoca attori belli, tosti e un po dannati, come Steve McQueen o Paul Newman. Rowan Atkinson non somiglia affatto a quei divi del passato. Ma condivide con loro lebbrezza del lanciarsi a oltre duecento chilometri allora: Mi piace tanto spiega perch agli antipodi del mio lavoro. Fare film stressante. unattivit in cui impossibile avere il controllo totale. Ho tentato in passato di esercitarlo, senza mai riuscirci. Quando guido da solo unauto sportiva, invece, dipende tutto da me. Certo, quando gareggi sei nervoso, hai un po dansia da prestazione: ma nel mio caso prevale il lato rilassante, terapeutico. Una fascinazione che ha rischiato di costargli cara: lo scorso agosto si schiantato con la sua McLaren contro un albero nel Cambridgeshire. Sono un uomo sposato da oltre ventanni e ho due figli minimizza lui un po di rischi li devo correre da qualche altra parte, no? E comunque sono stato fortunato, ho solo avuto qualche problema alla spalla e ora sto benissimo. Lamore per le auto per non si esprime solo sulle piste o sui circuiti. C anche il relax dei viaggi: Mi piace in particolare girare per la Francia, lItalia, la Spagna. Niente scenari esotici, la vecchia Europa va benissimo. Lo scorso anno ho fatto un bel giro sulla via Emilia: certo, devo dire che da voi le regole della strada sono interpretate in modo abbastanza elastico. E qui il ricordo delle peripezie stradali nel nostro Paese gli strappa il primo e unico sorriso.
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controllo la parola dordine di Rowan Atkinson. La risorsa a cui si aggrappa con pi forza, lespressione verbale che salta fuori continuamente dai suoi discorsi. Per esempio, nel rievocare gli studi giovanili di ingegneria: Mi piaceva lidea di un mondo sottoposto a un preciso controllo. Oppure quando spiega la sua sfrenata passione per le corse dauto: Mi piace guidare perch solo io ho il controllo. O ancora il suo amore-odio per il cinema: I film sono opere complesse, non posso averne mai il totale controllo. Un ritornello. Anzi, una vera ossessione. Lontana anni luce dalluniverso caotico e stralunato di Mr. Bean la sua maschera pi celebre, adorata da milioni di spettatori, folle protagonista di centinaia di scenette diventate cult. Due fotogrammi-simbolo, nel mare di gag: lui che per sbaglio, in cucina, finisce per infilarsi un tacchino sulla testa; o che al ristorante usa un lembo della tovaglia come bavaglino, per poi alzarsi facendo rovesciare la tavola apparecchiata. Situazioni comiche ad alto tasso di irrazionalit, di disordine. In contrasto con lautodisciplina di chi le ha create e interpretate. Certo, non un caso raro. Accade spesso che attori votati a divertire il pubblico siano nella vita reale timidi, dimessi, tristi. quasi un luogo comune. Ma in Atkinson questa schizofrenia particolarmente accentuata: Lo

Rido pochissimo, penso che oggi ci siano pochi motivi per essere allegri
Non mi faccio illusioni su me stesso o su ci che mi circonda

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