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Milano visto da

di Goffredo dOnofrio aleria Venturi unallegra signora che vende panini di notte in un chiosco. Non in uno qualsiasi. Quello in viale Argonne. Quello delle Zie, delle Signore o, volgarmente, delle Luride. A Milano ce ne sono 133 come il suo. Sembrano tutti uguali. Ma chi ha meno di 40 anni ha gi capito. Impossibile non aver mangiato almeno una volta una salamella ripiena con peperoni, wurstel, cipolle, tabasco, pepe. E chi pi ne ha, pi ne metta. Un panino con tutto, dopo una serata con gli amici. Quando lalba bussa, ma non si ha voglia di tornare a casa. Quando si ha fame, ma la citt dorme. Un passaggio continuo di ragazzi e ragazze. Cos, tutte le sere, da dieci anni. Il chiosco piccolo. Valeria e sua figlia (La nostra una conduzione familiare. Mia figlia gestisce anche un altro chiosco in piazza Ascoli) vanno tutti i giorni a fare la spesa. Iniziano a preparare tutto il necessario nel tardo pomeriggio: la notte bisogna essere pronti, perch i clienti non mancano. I giovani doggi sono come quelli di ieri e dellaltro ieri. Ci sono quelli educati e gentili. Quelli insolenti e sgarbati, quelli violenti e disperati, scrive Valeria. S, scrive. Perch ha preferito parlare con laiuto di una penna. Risponde alle domande e chiude la sua storia in una busta. Come si faceva una volta. E anche perch cos siamo pi sicuri. La signora Venturi ha 57 anni appena compiuti. gentile e, guardandola lavorare nel cuore della notte, si capisce perch il suo chiosco un luogo cult per Milano. Facebook compreso, visto che c addirittura un gruppo con quasi 3.000 iscritti dedicato alla maestria nel preparare un arabo con qualsiasi tipo di condimento. Tutti i commenti sono un tributo a lei e ai suoi panini. Allistituzione chiosco: Il mio weekend non un weekend senza il loro sandwich. Faccio questo lavoro dal 99 continua, prima ero cuoca per il Comune, ma poi le mense sono state privatizzate. Una notte ho dato una mano ad un amico in una

Le luride

Pane, amore e salamella per curare le ferite della citt

Foto di Goffredo dOnofrio

piccola cucina sulla strada: da l cominciato tutto. Si licenzia, investe la liquidazione e comincia a farcire panini per tutti i milanesi. La voce si sparge e arriva anche qualche Vip. S, qualche calciatore come Nicola Ventola. Era un pinella dellInter quando venuto qui. Anche qualche comico di Zelig come Ale e Franz. Niente di che. Lo confida quasi arrossendo. Ne ho viste di tutti i colori in questi anni. Ma non si pu generalizzare sui giovani, n sulla citt. Vedo che mancano i valori. Quelli che aiutano a costruire, non a distruggere. Valeria forse fa riferimento alle risse del sabato sera.

Il chiosco di Viale Argonne gestito dalla signora Valeria Venturi dal 1999. Luogo cult per i giovani milanesi che hanno fondato anche un gruppo su Facebook con quasi 3000 iscritti. In alto, la proprietaria mentre prepara un panino al tutto. In basso, la fila. Sono le 2.00 di domenica notte e i clienti non mancano: tutti pronti per un sandwich prima di andare a letto

Scoppiate di recente anche in piazzale Susa, poco distante dal suo chiosco. La nuova generazione deve essere educata con amore. Il rischio di una deriva alto: ci vuole gentilezza. E disciplina. Se tutto ci manca, avremo sempre pi giovani intossicati, pi infelici. Milano non potr fare altro che leccarsi le ferite. Sembra preoccupata, Valeria. Teme per la sua citt. Mio padre venuto qui dallEmilia quando cera la guerra e i tedeschi minacciavano di distruggere tutto. Anche la fabbrica dove lavorava. Sono cresciuta qui con le mie sorelle. Io sono la pi ribelle. Ma impossibile non affezionarsi a queste strade, a questi palazzi. Cosa fare quindi, per evitare che la metropoli rischi di essere ferita? Per evitare che perda la sua anima? Ai ragazzi non basta un tetto ed un frigo pieno. Non serve dare tutto, comprare tutto. Bisogna proteggerli, insegnare loro il valore del lavoro e dello studio. Dire spesso: ti voglio bene. Perch, per Valeria, lamore lingrediente segreto. Perch un sorriso, mentre si placa la fame della notte, aiuta non solo a vendere. Aiuta, forse, a rimarginare le ferite.
goffredo.donofrio@gmail.com

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