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INCONTRO CON UN UOMO STRAORDINARIO - 46

tratto dal blog http://ilgrandeignoto.blogspot.com di Angelo Ciccarella

Il mondo vive di scintille di purezza; quando sono disseminate nel mondo e vengono poi raccolte, il mondo dell'impurit crolla su se stesso.
Jacob Taubes, La teologia politica di San Paolo, Adelphi, Milano 1997 (pagg. 31-32)

La pressione sul plesso solare fu tremenda. Persi alcune facolt sensoriali. Anzi, subii l'effetto d'inversione di attese cinetiche. Vedevo in movimento ci che ordinariamente e logicamente doveva restar fermo. Il pavimento, non so di cosa, girava e oscillava ad altalena ed io avvertivo la gravit schiacciarmi verso un asse ortogonale posto in fondo all'abisso. Poi un tavolaccio... ci stavo sopra ed ero nudo come un verme. Un freddo boia mi costrinse ad assumere la posizione fetale. Dove diavolo mi trovavo? Nella casa del diavolo, appunto. Il castello dell'Ombra. Di nuovo. Perch? Mi sarei dovuto dirigere verso la Luna. Perch? Cosa era successo? Un casino temporale? La perversa cucina piena zeppa di laghi di sangue, era sempre la stessa. Terrifica. Darest Sharma! Sembrava che ci dovessi comunque fare i conti. In un modo o nell'altro. Mastro Fornari, Ranna, Scandurra, dove eravate? Avr un altra occasione? L'odore del sangue e il rumore degli insetti famelici, rappresentavano il simbolo di questo posto. La nudit mi creava non pochi problemi. Nella mia testa si agitava la speranza di risentire la voce sghignazzante del maestro che mi avrebbe di nuovo salvato. Ma i minuti passavano e non si vedeva via d'uscita. La luce che entrava dalla finestra era quella del tramonto. Provai povero illuso! - a chiamare sottovoce Scandurra. Dall'esterno provenivano rumori di passi e di trascinamenti di cose o... di spuntini umani. Uscii dalla cucina e mi inoltrai con cautela lungo il corridoio. In punta di piedi, muro muro, raggiunsi una svolta verso sinistra. Altro corridoio e stessa situazione. Mi dovevo sbrigare: dicevo a me stesso ''pensa, Angelo, pensa''. Rammentai le regolette d'oro di Scandurra. Se spando il lumen, esso mi avrebbe aiutato a trovar la via di fuga innescando una serie di eventi utili a farmi uscire da questa trappola mortale. Il lumen contrasta efficacemente il kaos. Mi venne, per, l'ansia. Brutta cosa, l'ansia. La paura blocca ogni azione sovrana. Ebbi una sorta di crisi isterica. Non avevo pi il controllo del respiro e della volont. Lasciai andare il corpo verso la parete e scivolai lentamente a terra. Ansimai a tal punto da sentirmi soffocare. Il panico ebbe il sopravvento. Giocai male le carte a mia disposizione. Eppure riuscivo abbastanza bene a modulare il lumen, a direzionarlo, a metterlo nelle condizioni di evidenziare inghippi magici, a smolecolare larve e assorbire latenze psichiche mortali. Eppure, in quel momento fatidico, ero bloccato, un corpo morto senza reazioni, prigioniero nel posto pi malefico di quello strano universo. Lo stato penoso in cui versavo derivante dal ritorno malaugurato a Darest Sharma, pensai, forse era necessario per il mio percorso di risveglio. Tornare all'inferno, quando sembrava, invece, che i miei incontri-avventure-visioni fossero predominanti e liberatori della mia fase; ecco, ritrovarmi nella casa del diavolo senza enfasi riguardava una verifica, meglio, una prova da superare lunga la via
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iniziatica. Affrontare i mostri interiori fino alla loro distruzione, rappresenta il primo e decisivo passo dell'Opera al Nero. Gi, ma avr un termine la Nigredo? Eppure l'esperienza sembrava interna/esterna. La paura mi paralizzava. Senza l'aiuto di Scandurra come avrei mai potuto fuggire? La botola del GRA interdimensionale, ma sarebbe bastata anche una di quelle transitorie, chi diavolo le avrebbe aperte? A proposito del diavolo... - Sei sul limitare di una porta spalancata sull'abisso. Darest Sharma collega tutti gli inferni degli universi... ed molto trafficata come potrai constatare nel giro che faremo. Non sar il tuo Virgilio, eh eh, ma il padrone di casa in persona. L'Ombra era dietro di me. Mi voltai con lentezza involontaria. Rattrappito come ero dal terrore non mi riusc di fare pi in fretta. Eccolo. Da brividi. Alto pi di me di due spanne, intabardato da quella tunica argentea animata, sembrava sorridermi. Poi si gir e lo seguii verso una porta poco distante. L troverai dei vestiti. Spero che siano adatti. Un attendente ti aspetter fuori dal vestibolo e quando sarai pronto ti condurr nella sala imperiale.

stato lei a dirottarmi nel suo castello? Il corpo umano... quest'ammasso di oscure energie e di proteine facilmente sublimabili... ma c' la custodia. La custodia? - ripetei sbalordito. S, l'uovo-anima e visto che il tempo una ruota essa pu agganciarlo in ogni punto della circonferenza e viceversa. Ed ora sbrigati che fa freddo.

Si allontan senza far rumore. Appena entrai trovai una stanza enorme che si illumin automaticamente. C'era, appoggiata ad una parete, una panca e di fronte un guardaroba fornitissimo, funzionale e con un certo qual stile, scarpiere e tutto il necessario: fazzoletti, acqua di colonia, rasoi ecc.. Compresi dalla forma la funzione di questi oggetti anche se la foggia era alquanto bizzarra. Trovai un'enorme variet di indumenti. Scelsi un paio di calzoni marroni di fustagno e un maglione a collo alto color senape, morbido e leggero. Stivaletti di pelle... di chi? Non ebbi problemi con le misure e finalmente mi sentii meglio, comodo e pi sicuro. Non mi avevano mangiato, almeno. Scandurra in pi di un'occasione mi ha assicurato che in caso di estremo pericolo, avrebbero vegliato misteriose intelligenze soprannaturali. In ci confido. Ogni religione tradizionale asserisce tale verit, ma se si escludono pochi fortunati o prescelti che ne hanno fatto esperienza diretta, il resto dell'umanit alle soglie del duemila deve ancora aggrapparsi alla fede. Leggo sul Giornale dei Misteri dell'approssimarsi di un'Et dell'Acquario, di psicotematiche, di messaggistica medianica che preannunciano grandi cambiamenti che riguarderanno tutti. Non ho motivo di dubitarne. So dell'esistenza di universi paralleli per esserci andato, di mondi abitati da esseri come noi o quasi, dagli
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intenti diversi ma in buona parte positivi, costruttivi, dotati di eccellenti qualit etico-morali. Tali premesse fanno ben sperare in un possibile contatto tra i mondi, in special modo noi di Madreterra con le altre civilt stellari. Una rinnovata visione cosmica necessaria, anzi, di vitale importanza per noi uomini del XX secolo. Abbiamo dimenticata la nostra vera origine, senza per questo sottovalutare la responsabilit di una lite segreta che ha soppresso la conoscenza per dominare i popoli, sta di fatto che non possiamo rimanere ciechi e sordi e continuare a vivacchiare, senza orizzonti, privi di speranze e progetti. tempo di cambiare. Sento forte in me l'esigenza di gridare ai quattro venti che esseri incredibili popolano i cieli, che da quando esiste il mondo ci fanno visita, e per comunicare con loro non ci vogliono requisiti speciali o raccomandazioni politiche. Sono disposto a donare all'umanit gli strumenti per accedere all'arcana struttura parallela: le botole scandurriane. La responsabilit gi l'avverto. Il peso forse mi schiaccer. E se alcuni ne facessero un uso improprio? Se i potenti che governano la Madreterra, prendessero con la violenza gli accessi interdimensionali? La storia ci insegna a dubitare di chi vuole decidere per gli altri. Tuttavia, certe conoscenze non possono rimanere nascoste e sottratte agli uomini per troppo tempo. L'energia dello spirito come un fiume carsico emerge all'improvviso, si incarna e spariglia i rapporti di forza. Forse l'era nuova porter nuova libert, lo spirito si riprender il posto rubato dalla cultura del profitto. Forse. Mentre mi accingevo ad uscire dallo spogliatoio, una vibrazione sinistra risal dal coccige fin su il cervelletto. Perch quella visione edulcorata dell'ra acquariana si scontra con una realt complessa, bipolare, manichea. A margine del visibile, vive un mondo pieno di forze diaboliche, un mondo che possiede le proprie leggi e interferisce nelle esistenze umane. Una dimensione oscura confina e si mescola con la nostra e da essa provengono entit terrifiche, distruttive, capaci di entrare nell'uovoanima di soggetti particolarmente predisposti, oppure di influenzare e indurre donne e uomini a compiere i pi spregevoli misfatti. La nuova ra se deve giungere dovr prima cimentarsi con un passato che non passa. Nulla scontato, niente gi deciso. L'attendente che mi aspettava non sembrava proprio un soldato. Aveva l'aspetto e il fare da prete, con un abito talare rosso lungo fino alle caviglie, il volto giovane da seminarista con un taglio di capelli 'all'Umberto'. Mi sorrise e arross, fece un cenno ad indicarmi di seguirlo. Cos feci. Il suo passo spedito, nervoso mi obblig quasi a correre. Attraversammo corridoi, pianerottoli, salimmo scale dai gradini antichi fino ad arrivare ad un enorme salone di stile medievale terrestre (forse il medioevo era uguale dappertutto?). Alle pareti vi erano agganciati spadoni, appese picche, appoggiati al muro scudi dai blasoni colorati con scene di guerra o con animali esotici. Vi faceva bella figura pure una testa di bestia a met tra un leone e un cinghiale, forse trofeo di caccia. Un tavolo rettangolare 3 per 15 era posto al centro della sala ottagonale, dal soffitto altissimo. Insomma, la scena era tutto meno che strana. Un castello, semplicemente. Questa era la mia prima impressione. Il prete mi indic una grossa seggiola legnometallo a capotavola. Lui si allontan in tutta fretta. La luce filtrava attraverso il vetro colorato e disegnato di un finestrone a forma di losanga. Appoggiai le mani sul tavolo, era freddo e al tatto sembrava gommato. Intanto, la mia mente cominciava a viaggiare con le ipotesi. Cosa mi sarei dovuto aspettare? L'Ombra si sarebbe ricordato che ero un allievo del suo amico/nemico
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Scandurra? Cosa voleva da me e cosa avrei potuto dargli? Mi convinsi, comunque, che non mi avrebbe fatto del male. Mi sembrava l'unico dato certo. E poi, il maestro non mi avrebbe lasciato l, in balia di persone ed eventi minacciosi. un peccato morire da giovani quando sembra che la vita e l'universo si spalanchino davanti. L'Ombra si faceva attendere. Si vede solo ci che gi esiste nella mente. Quante cose sfuggono a causa di schemi... -Con tono sommesso mi fece sobbalzare dalla sedia.

Era dietro di me. Non riuscivo mai ad avvertirlo arrivare. Mi alzai e lo guardai da vicino. Il suo volto era scavato come quello di Edoardo De Filippo, ma con un ghigno persistente e dagli occhi piccoli, fessure terribili che ti scrutavano dentro. L'esperienza di stargli di fronte non era per niente salutare. Ricordai che Scandurra mi diceva di mettermi leggermente di traverso quando incontravo un potenziale nemico o uno sconosciuto. Ottima tattica. Sei proprio un buon allievo di Scandurra. Non deve offendersi, signore. Adotto semplici accorgimenti automaticamente. Da tempo che non mi imbattevo in un inviato di quell'atlantideo. Per giunta un terrestre. La forza, quella vera del tuo maestro, di non odiare nessuno, nemmeno i nemici pi feroci e, ti assicuro, ce li ha a iosa! Ha uno spirito direi unico. Sembra sempre che si trovi per caso in ogni plaga degli universi, mangiando quelle cose oleose e dagli odori pungenti e trangugiando bevande fermentate... poi che fa? Risolve situazioni tra le pi ingarbugliate ed evita pericoli immani con la stessa facilit con la quale addenda il pane unto che conserva sempre in quelle tasche infinite. nato cos. Un miracolo in carne ed ossa. impossibile ucciderlo o ingannarlo. Forse solo se lo decide lui...

Lasci quella frase in sospeso. Che voleva dire? Devo sottolineare che l'Ombra parlava un italiano con una inflessione mai sentita prima. banale ci che dico, lo so. Non riesco a spiegarmi bene quando devo descrivere fatti gente cose cos estranee al nostro comune sentire. A volte sembrava uno di noi, altre un essere cos lontano dalla nostra esperienza umana. Eppure, vi era qualcosa in lui che lo rendeva comune alla razza da cui provengo. Chi era realmente l'Ombra? Il diavolo cos come descritto dalle teologie? O un uomo che ha tradito l'umanit? Come era il mondo prima delle tenebre? Lo sai, Angelo? La nostra schiatta ha una grande nostalgia, malata, degenerante. Soffriamo della mancanza di ci che non abbiamo mai posseduto. Allora distruggiamo tutti i nodi divini che vi collegano ai cieli e rendono la vostra natura luminosa. Siamo malvagi? Oh no, questa una categoria banale. qualcosa di pi
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blasfemo. Si agita in noi la volont di far strage di ogni essere, creatura che abiti nei nove universi, per rimanere soli, non per sostituirci al Dio che conosci, ma per essere amati come unici figli rimasti, almeno per una unit di tempo. Non potrebbe altres condannarci, sarebbe contro la sua legge. Farebbe risorgere ogni essere e creatura da noi uccisa, rendendo cento al posto di uno per ogni sofferenza e dolore patito dai suoi. Facciamo il male a fin di bene... Siamo in realt costruttori di paradisi nel momento in cui distruggiamo tutti. Attori consumati nel teatro dell'infinito, a cui toccato il ruolo pi odiato ma pure necessario. La genialit dell'errore sta in questo. Assumere una identit contraria a tutto in modo da liberare dall'errore e dalla tentazione i pi fragili, portando il carico pi pesante del cosmo. Stiamo perdendo anima, gradualmente, inesorabilmente per questa opera immane. La paghiamo con dignit, consapevoli della fine.

Se ho capito bene, in fondo lavorate per il Creatore in un compito infame ma utile. Gioco al rapace che si trastulla con la preda impotente e per rendere pi interessante la caccia si traveste da suo simile. Seguimi che ti faccio vedere come la mente inganna e come brucia l'inferno. Lo promisi a Scandurra di trasmettere la conoscenza delle tenebre ad un eventuale apprendista. Sul sentiero si incontrano ostacoli inaspettati, ma solo in apparenza nuovi. Le forme cambiano spesso, il fuoco che le anima sempre lo stesso.

Ci avvicinammo presso una porta rossa di ferro. Lui pronunci bisbigliando alcune parole. Nell'occasione non utilizz il mio idioma, ma una lingua lontana, dal suono arcaico. Raden zaril nardk assal denda magalat anedr liraz kudrn lassa adned talagam La port per non si apr, come invece mi aspettavo. Fu il pavimento a lastroni marroni ad allungarsi e tutto si fece pi esteso. Le mura, il soffitto, le cose, si dilatarono o forse noi ci stavamo allontanando. Difficile a dirsi. Incominciai a preoccuparmi. L'Ombra si chin e colp terra con un pugno. La scena rallent gradualmente fino a fermarsi. La porta rossa sembr dischiudersi con uno scatto, come da un comando elettrico. Mi precedette e io non potei fare altro che seguirlo. Per troppi secoli il potere di una minoranza ha negato l'accesso alla conoscenza; le chiese perdono terreno, la fede diviene un fatto sentimentale e le montagne non si spostano pi. Certi libri di magia e occultismo, son giudicati fandonie per fessi e paranoici, ma anche il pi misero e cialtronesco di questi racchiude una verit fondamentale, pi di ogni testo di scienza accademica, pi di ogni trattato sociologico e studio psicologico. L'analogia, ossia l'azione a distanza senza l'uso dei sensi e di mezzi ordinari, la base della magia. Simboli e figure mitologiche sono schemi d'energia, porte che dischiudono saperi e cose di altri piani. Forze cosmiche ci mantengono in vita e sottili rapporti sussistono fra mondo corporeo e mondi incorporei. Se vogliamo riascoltare i cieli e la terra dobbiamo farci sempre pi sottili, perdendo i metalli che compongono il nostro ego e fonderci con il soffio della
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vita, e vibrare nelleco dell'antico suono. Se il mio cuore vibra in frequenze pi alte ci aziona un processo analogico nel cuore del mio prossimo. Se vibro evoco forze superiori. Ogni manualetto di magia pratica ci insegna queste semplici e decisive realt. Ma quanti gli danno retta? Chi si mette con pazienza e costanza a far pratica? Ho letto un libro dal titolo 'Ciclomanzia' che promette poteri paranormali attraverso gli esercizi di immaginazione guidata. Ho illustrato il contenuto a Scandurra: mi ha confermato la bont delle tecniche ivi descritte, sebbene critica l'uso che l'autore indica. Alcuni credono di intercettare la possibilit di acquisire poteri e allora si impegnano fino allo spasimo per provare e riprovare tecniche: se l'intento quello del profitto, sar un fallimento. A nulla valgono le raccomandazioni di maghi e alchimisti. L'uomo moderno desideroso di potenza, di capacit extraumane onde influenzare il prossimo per squallidi fini. Poco gliene verr. Sar un portatore di larve e di mestizia. Non accendere la tua luce, se non vorrai esser sbranato dal mostro in perenne agguato cos mi ordin il negromante.

Scandurra invece mi esorta a evocare il lumen per meglio vedere e attingere energia vitale. L'Ombra vuole ingannarmi o mi mette alla prova? Che cosa devo fare? una tattica? E poi di che mostro parla? una prova mentale? Varcai la porta rossa e storzai, sussultai perch mi trovai di fronte ad una belva dal collo taurino e dalla testa di felino, il suo corpo tozzo e grigio era senza peli. Grosso come un vitellone, l'animale si trovava appollaiato su di un piedistallo cilindrico di roccia, posto in una grotta verde smeraldo grande come un garage. Emetteva un ringhio sfiatato, e si leccava il muso con una lingua rossastra. Ero ad un bivio: scegliere se usare il lumen o seguire il consiglio dell'Ombra, che tra l'altro era sparita. Optai per il lumen e la bestiaccia mi rugg contro con tutto il suo fiato. Un puzzo orribile mi invest insieme alla saliva, che scoprii essere urticante. Il viso, il collo e le mani erano piene di bolle, dopo pochi secondi. Cercai di togliermela di dosso, invano. Mi bruciava tutto e mi grattai spasmodicamente. Cavolo! Forse aveva ragione il padrone di casa, non avrei dovuto esibire i documenti, cio il mio potere luminoso. La bestia si lanci su di me. Tremavo cos tanto da dissociarmi. Era a pochi centimetri da me, ormai. Non riuscivo nemmeno a scartare di lato, la paura mi paralizzava. Temevo di non essere pronto di fronte ad un pericolo: attraiamo gli eventi secondo la nostra natura. Un colpo a mano aperta colp irrimediabilmente il bestione sul collo, schiatt per terra a pochi centimetri dai miei piedi. Scandurra allontan con un calcione l'animale. Non rimpiangere di non aver dato ascolto all'Ombra. Quello l, se gli viene fatta bene, ti fotte. Tutto prova dice lui... certo, ma ci sono pure le fregature, i frutti velenosi. Ovunque tu spanda il lumen, noi lo avvertiamo.

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Abbracciai con tutti i sentimenti quell'uomo incredibile. Quando c' bisogno, eccolo spuntare. Allora non era un inganno mentale quella specie di leone? Macch, era una bestia bastarda che se avesse potuto ti avrebbe sgranocchiato come un croccantino. Angelo mio, 'sto posto diabolicamente satanico... non so se ti ho reso l'idea. Ora andiamocene, meglio. Sar per un altra volta la gita turistica.

Uscimmo dalla porta rossa verso il salone. Il mio maestro ruot per alcuni secondi le dita della mano sinistra in senso orario, emise uno strano verso e poi corremmo via verso l'uscita. Ovviamente Scandurra apr una botola transitoria, quelle di passaggio breve, che si trovava non so per quale magia accanto agli scudi poggiati al muro. Vibrazione ronzio nausea antigravit... eccoci in un boschetto lussureggiante di piante fiori alberi dai pi svariati colori. Scandurra mi consigli di abbandonare gli abiti, se non volevo rischiare di essere seguito dall'Ombra. Ha un naso eccezionale quell'essere. Ti sente anche se stai su di un altro pianeta. Dietro quel frattone ci sono degli abiti. Non sono italiani, certo, ma comunque svolgono bene il loro compito.

Va bene, vado e mi cambio.

Mi svestii in tutta fretta e aprii il sacco dove c'erano i nuovi abiti. Gi, una calzamaglia verdastra e stretta, un giubbotto di pelle marrone e un paio di stivaletti dello stesso colore, morbidi. Sembravo un paesanotto medioevale vagante in un altra dimensione. Pazienza. Uscii dalla fratta ma di Scandurra nemmeno l'ombra. Si trovava penzolone sul ramo pi grande di un albero vicino, tentava di prendere un grappolo di bacche arancioni. Sono buone, sai? Dolcissime e ti daranno pure forza. quello che ti serve.

Le stacc con forza e ridiscese con insolita agilit. Me le porse. In effetti erano buonissime, assomigliavano alle amarene. Le mangiai tutte con una certa ingordigia e come per incanto le bolle e il prurito sparirono in pochi secondi. Poi Scandurra sbott in una risata senza freni. Ma ti sei visto? Sembri un ballerino con le palle al fresco. Mi hai rimediato una cosa assurda. E poi mi sfotti pure. Che devo fare. Qui dove trovo dei negozi di abbigliamento? - feci io un po' seccato.
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Torniamo a Deya e ti porto in uno spaccio fornitissimo, dove puoi trova' 'gni cosa. Vestiti, cibarie, radioline, armi. Tutto quello che serve a dei viaggiatori come noi. Mi fanno credito, sai, sono un eroe nazionale. A Viterbo non conto una sega, in questo universo mi son fatto una posizione. Eh eh. Quanto dista la citt? Se camminiamo senza fermarci, impiegheremo due giorni. Se faremo delle soste, meno di una giornata. Come? Ma perch non usiamo la benedetta botola? Ti perderesti il meglio. Non possiamo usare sempre la via breve, camminare un'arte, si impara molto passando su sentieri mal frequentati. E poi, vuoi mettere i pericoli, i trabocchetti, gli oscuri dietro ogni fratta o grotta, zingari felici che spargono malinconia e ladri furbacchioni, pezzi di merda e abitanti dei regni intermedi. Se vuoi accujarti prendiamo il sottopasso cosmico, ma fidati, ci divertiremo per strada. Non temere, al limite sparisco e poi ricomparo.

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