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20 luglio 2009

La metamorfosi
Si appena concluso uno dei fini settimana pi lunghi degli ultimi tempi e direi che da domani possiamo abbandonarci tutti quanti a un grande sospiro liberatorio. Grazie a una tempistica che ha fatto rabbrividire persino me, l'idea nata nel duemilasei si concretizzata nel luglio duemilanove e l'allegra famiglia Mulino Bianco con i due pargoli (indubbiamente le Macine) ha levato le tende. A dire il vero devo ammettere che sarebbe stato molto meglio se si fosse trattato davvero di tende, mentre purtroppo alla spola di disperati che si dislocata tra il sottotetto, il quarto piano e i furgoni toccato ben altro. Soprassiederei sull'estetica del ciarpame, roba che grazie alla polvere ha addirittura guadagnato punti, e citerei solo la punta di diamante della collezione, un letto in legno massiccio che un giapponese avrebbe facilmente scambiato per un monolocale, grazie ai suoi modesti duemetriequarantaperdue. Ringrazio il dio dei rigattieri che mi ha risparmiato la fatica della seconda fase: scaricare i suddetti furgoni e spingere il suddetto ciarpame nella nuova dimora, che si trova badate bene nella bucolica cornice di una muniscola frazione di una minuscola citt nel circondario rurale di Bucodiculo. Non posso lamentarmi, visto che nel primo pomeriggio ho lasciato il campo di battaglia causa lavoro, anche se i miei impegni pseudolavorativi di sabato sono consistiti nel prendere posto nella turbologgia dell'Opera e "controllare che nessuno facesse foto" e di conseguenza tacer anche su ci che ho visto; una pacchianata noiosissima per la quale la gente parsa addirittura contenta di aver pagato settantacazzocinque euri. Domenica stata invece la volta dell'Operazione Trasloco 2.0, visto che alla dipartita della famigliola seguita la riconfigurazione delle stanze, con conseguente sbianchettamento pareti di ben sei camere. E quando dico sbiancare, intendo dire "eliminare la patina e le macchie di Rorschach che le sabbie del tempo e il pressappochismo igienico hanno lasciato sui muri". Per fortuna ho notato che in ogni camera tedesca puoi incontrare un Gregor Samsa che ti d una mano con lo sgrassatore Chante Clair. Io, assieme al buon Boris, ho avuto il raro piacere di tenermi la mia camera, avvolto nell'etica del detersivo e nell'estetica del buon gusto. Alla Chiara, che ora ufficialmente coinquilina, toccato per il boss di fine livello delle camere. Non faccio nomi (solo un accenno all'ipertricosi) perch indoviniate di quale camera si tratti. Santiddio, uno strato di sugna che deve aver salutato Erich Honecker mentre fuggiva in Sudamerica e che mi sono gentilmente offerto di minacciare con lo straccio, dato che la Chiara al momento impegnata a imitare il Dr. House ticchettando con la stampella. Comunque sia, se ne va cos il nucleo fondatore negli ultimi tempi sfondatore, come si sar intuito alla voce Macine della vegh, per iniziare una nuova vita nella casa in campagna, irresistibile progetto applaudito da tanti e abbandonato da tutti. Un idilliaco scenario dove il nostro cerusico tantrico e la moglie, al momento poco cerusica poich foraggiata dal Collocamento (ma dai?), pi l'altra coppiucola pargolata, composta manco a dirlo da un altro cialtrone e una che fa arte (e quindi di sicuro foraggiata dal Collocamento) condivideranno assieme le lunghe serate a base di vagiti, coliti, muggiti e belati, le profonde disquisizioni su infusi di levistico e genziana e le lunghe contemplazioni dell'orizzonte brandeburghese. Spiga per spiga. Gab