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GIORGIO PENZO, "NIETZSCHE E IL NICHILISMO"

G. Penzo, "Nietzsche e il nichilismo", XOS. Giornale di confine, n.1 2002, URL: http://www.giornalediconfine.net/n_precedente/art_2.htm

La tematica del nichilismo si rivela come la tematica di fondo nella cultura del nostro secolo. Essa investe il singolo e la storia stessa, anzi si confonde con il problema di tutta la cultura dellOccidente, investendo pure lo stesso destino delluomo. Cos, nel mettere a fuoco il fondamento del nichilismo, si ha modo di vedere come esso non includa in linea dessenza un senso negativo ma piuttosto un senso positivo. Il momento positivo e quello negativo del nichilismo possono ovviamente subire nei rappresentanti di tale problematica un approfondimento a diversi livelli. Si pu cominciare a chiarire il fenomeno del nichilismo con una prima considerazione di carattere generale, secondo la quale si pu distinguere nel nichilismo un duplice aspetto, l'aspetto storico e storico-sociale e l'aspetto pi propriamente filosofico. Questi due aspetti sintrecciano tra di loro. Se si apre il discorso sul nichilismo storico-sociale, si pensa per lo pi al nichilismo anarchico, mentre, se si parla del nichilismo filosofico, sintende per lo pi il nichilismo esistenziale. Quando si prende in considerazione laspetto anarchico del nichilismo, si pensa in un primo luogo allanarchismo russo conosciuto come populismo russo. E un movimento che sorge in Russia verso la met dellOttocento come reazione al dispotismo zarista. Si possono fare i nomi di alcuni grandi scrittori come L. Tolstoj, F. Dostoevskij e I. Turgenev. In secondo luogo si pensa a quelle note espressioni teoriche dellanarchismo che si sviluppano tra il 1840 e il 1850, come quelle di P. J. Proudhon, M. Bakunin e P. Kropotkin. Quale maestro spirituale di tale anarchismo teorico si soliti porre Max Stirner. Questo giudizio su Stirner anarchico, che purtroppo divenuto corrente nella cultura del nostro secolo, devessere messo in discussione. A mio avviso, il nichilismo di Stirner pu considerarsi come il momento di passaggio tra il nichilismo anarchico e il nichilismo esistenziale, poich rappresenta ad un tempo questi due aspetti del nichilismo. Legoismo di Stirner, messo a fuoco nella sua opera fondamentale del 1845, Lunico e la sua propriet, rappresenta un nuovo modo di riproporre il fondamento dellesistenza. Si tratta dellindipendenza da ogni oggetto esterno nel quale pu andare smarrita la propria libert. Se con il suo nichilismo assoluto Stirner si presenta come il pi feroce demolitore di tutti gli idoli divini e umani che la storia del pensiero occidentale ricordi, si deve riconoscere che egli opera questa demolizione con il solo scopo di mantenere intatta lindipendenza dellio e quindi la sua libert a livello di fondamento. Sotto questaspetto filosofico il nichilismo di Stirner alle radici di quello di Nietzsche, anche se questi non fa il nome di Stirner. Entrambi vogliono rendere problematico ogni legame con il pensiero metafisico tradizionale. Per il modo di portare avanti tale discorso diverso. Anche se si cerca di mettere in crisi ogni aspetto del razionalismo concettuale, Stirner rimane ancora legato alla ragione illuministica. Egli mette in luce la dimensione paradossale di tale ragione qualora venga portata fino alle sue ultime conseguenze, senza poter mostrare lo spazio, la trascendenza, dov possibile superare tale stadio paradossale che apre la via a unangoscia piena di disperazione. Con il suo nichilismo invece Nietzsche supera il momento razionalistico del pensare, rivelandosi uno spirito essenzialmente anti - illuminista. Si pu cos cogliere pure la profonda diversit del

nichilismo nietzscheano rispetto a quello delineato da Turgenev, appunto perch pure questo rimane chiuso in una concezione illuministica della ragione. Turgenev il primo a parlare di nichilismo nel suo romanzo Padri e figli del 1861. Egli descrive il protagonista, il giovane medico di provincia Bazrov, come un nichilista. Pi precisamente si legge: Nichilista un uomo che non sinchina dinanzi ad alcuna autorit, che non accetta alcun principio alla cieca, qualunque sia il rispetto che lo circonda. Come si vede, pure questo nichilismo tipico dello spirito libertario russo legato a un modo di pensare illuministico. Il nichilismo di Nietzsche ben diverso. Questi non s'appella alle leggi logiche del puro intelletto conoscente quale ultima istanza, ma intende portare di continuo il singolo di fronte al suo fondamento ultimo. In tal modo intende trascendere le pure leggi dellintelletto, mostrando in questa trascendenza i limiti stessi di tali leggi logiche. Solo in questa coscienza del limite si dischiude il nuovo fondamento della verit. Si tratta duna trascendenza a livello esistenziale. Se Nietzsche si definisce uno spirito libero, egli ci tiene a precisare la sua diversit di fondo rispetto ai liberi pensatori che si nutrono ancora duna fede illuministica, cio duna fede nella scienza. Per Nietzsche, tale fede ancora metafisica, come si pu leggere nellaforisma 344 del quinto libro dello scritto La gaia scienza. Nellaforisma 347 dello stesso scritto egli fa notare che nel nichilismo alla moda di Pietroburgo, cio nel credere di non credere, si rivela pur sempre un bisogno di fede nel senso di stabilit, che rimane perci anchessa unespressione di fanatismo a livello scientifico. Di fronte a questa realt ambigua dello spirito libero, tipico dellilluminismo, Nietzsche dice di se stesso dessere lo spirito libero per eccellenza. Si tratta di quello spirito che prende congedo da ogni fede in una qualsiasi concezione del mondo che si fondi sul concetto, per poter danzare perfino negli abissi. Lo spirito libero dellilluminismo sarebbe in fondo ancora uno spirito borghese. Tra il nichilismo alla moda di Pietroburgo e quello di Nietzsche c un salto di qualit. La polemica nei confronti dei valori tradizionali tramandati non fine a se stessa, come si pu constatare sotto alcuni aspetti pure nel nichilismo stirneriano. In tutte e due le dimensioni del nichilismo, quello di Stirner e quello di Nietzsche, si parla della morte del Dio della metafisica. Ma se il nichilismo stirneriano porta il singolo di fronte a nulla, il nichilisrno nietzscheano porta il singolo di fronte al nulla. Questa dimensione del nulla appunto quella tipica della trascendenza che si confonde con la realt del sacro. In tal modo si supera il nichilismo disperato di Stirner. Con Nietzsche si di fronte a un filosofare che procede in modo circolare. Da una parte, il singolo viene portato di fronte alla nausea e alla disperazione, in quanto prende coscienza dei limiti del conoscere a livello scientifico, dallaltra, proprio nel prendere coscienza di tali limiti, il pensare sapre alla dimensione del non-limite, del nulla. Sapre cio allorizzonte duna trascendenza che si pu definire esistenziale. Nel superare lo stato di disperazione, luomo incontra in questo orizzonte del nulla il divino. Tale nuova trascendenza dopo la morte di Dio, dove emerge una nuova dimensione del sacro, rappresenta laspetto positivo del nichilismo nietzscheano. Questo investe il fondamento ultimo delluomo, rivelandosi cos a livello di destino. Se si dice che Nietzsche porta il singolo di fronte ai limiti del conoscere per trascendere nellorizzonte del non-conoscere, non si vuole dire che Nietzsche sia critico della scienza. Egli critica solo la pretesa della scienza qualora venga considerata quale fondamento dogni valore. Si tratta duna critica al conoscere scientifico come sapere totalizzante. In tal modo si pu cogliere nel nichilismo positivo di Nietzsche il tentativo di superare da una parte larroganza del pensiero metafisico, che ha la pretesa di cogliere con le categorie stesse del pensiero scientifico la realt del divino, e di superare dallaltra pure larroganza del pensiero scientifico come sapere totalizzante, che pretende invece deliminare il sacro in quanto non

oggettivo. Se si tengono presenti queste considerazioni sul nichilismo positivo di Nietzsche inteso come problema del senso dellesistere, ci si rende conto perch Nietzsche consideri il nichilismo sotto tre aspetti. Sotto il primo aspetto, il nichilismo pu essere inteso in senso del tutto negativo e pu essere definito come nichilismo assoluto. In questo contesto il nichilismo coincide con lannullamento della stessa volont. Tale modo dessere del nichilismo, che trova la sua espressione pi radicale nel suicidio, viene ripudiato da Nietzsche per lovvio motivo che lessenza stessa della vita si manifesta come volont-di. Si tratta in fondo dunespressione impropria del nichilismo. Propriamente parlando, il nichilismo pu essere considerato sotto due aspetti che dicono entrambi il momento positivo di tale fenomeno. In questo contesto Nietzsche parla dun nichilismo passivo e dun nichilismo attivo. Il nichilismo passivo non coincide con il piano della non-volont ma con ci che Nietzsche stesso definisce come volont - del - nulla. Si tratta del nichilismo tipico della metafisica occidentale cristiana che egli definisce come ideale ascetico. Nietzsche accetta tale ideale solo per il fatto che d allesistere delluomo un senso. Solo grazie a tale concezione luomo non soffre del problema del significato. Alla fine dellopera La genealogia della morale si legge: Luomo preferisce ancora volere il nulla piuttosto che non volere. Daltra parte Nietzsche si mostra critico pure di tale concezione nichilistica poich la volont-di si rivela in questa come volont-del-nulla. Quindi tale nichilismo non supera la dimensione negativa, anche se questo momento negativo non assoluto ma solo relativo. Il terzo aspetto del nichilismo, quello attivo, rappresenta la dimensione autentica di tale fenomeno, dato che in questa viene messo in luce il fondamento del nulla come volont-di-potenza. In questespressione del nichilismo il momento positivo del nulla viene tematizzato nella messa in crisi del senso dellesistere tipico della metafisica occidentale cristiana. Se pertanto il nichilismo attivo rappresenta laspetto di crisi del nichilismo passivo, si vede come in fondo questi due aspetti siano tra loro intrecciati in modo dialettico. Di qui il nucleo del pensiero filosofico di Nietzsche che pu essere messo in luce proprio in una dialettica esistenziale che ha luogo nellambito dei due poli. E precisamente, da una parte il polo della volont del nulla, che sarebbe rappresentato dalla metafisica occidentale che intende mettere in luce il fondamento dellesistenza grazie allintelletto conoscente. E dallaltra il polo della volont-di-potenza che rappresenta la dimensione autentica del nulla. Tale volont-di-potenza si chiarisce nel superamento della volont del nulla tipica del pensiero metafisico. La dimensione del nulla propria della volont-di-potenza si sottrae per essenza a ogni presa categoriale dellintelletto conoscente, manifestandosi quale spazio del sacro autentico. Il nichilismo come volont-di-potenza apre lorizzonte del divino tipico della morte di Dio. Nel nichilismo attivo la dimensione di volont-di-potenza si chiarisce come pi-dipotenza, che trova la sua espressione pi completa nella cifra del superuomo. Questa cifra rappresenta lespressione ultima del nichilismo attivo di Nietzsche. Grazie a questo Nietzsche intende superare lo stato di angoscia in cui si trova luomo del suo tempo, che assiste con panico al venire meno del sacro nella cultura. Quando nellaforisma 343, che apre il libro quinto dellopera La gaia scienza, Nietzsche delinea lavanzare dellombra del nichilismo che copre tutta lEuropa, egli intende alludere appunto a questo lento scomparire del sacro. Presa coscienza di questo fatto, Nietzsche non si piega cadendo in un vuoto nichilismo, ma saluta assieme alla morte di Dio il nuovo mattino del pensiero. Questo non vuole pi significare per luomo una nuova spiaggia di sicurezza, come poteva essere offerta dalle categorie concettuali che sono alla base del pensiero metafisico. Il pensare di Nietzsche, che si confonde con il suo nichilismo positivo, intrinsecamente insicurezza e rischio, e come tale deve rimanere problematico. Tale spazio dellessere-nulla, come spazio del

sacro, trova con Heidegger e Jaspers i due teorici fondamentali della filosofia dellesistenza, unespressione sistematica quanto mai profonda. In Holzwege Heidegger scrive che con il nichlismo non sintende accennare a una corrente spirituale da affiancarsj ad altre, come per esempio al cristianesimo, allumanesimo, allilluminismo. Il nichilismo non una corrente del pensiero occidentale ma, se pensato nella sua essenza, la corrente fondamentale della storia dellOccidente. Secondo Heidegger si rimane limitati alla sola facciata esterna del nichilismo, se non si riesce a liberarsi dalla rappresentazione corrente che con il concetto di nichilismo si pensi a una pura e semplice negazione del Dio cristiano, quasi a un movimento dopposizione contro il cristianesimo. Tale rappresentazione corrente del nichilismo, che richiama subito la morte del Dio cristiano, una rappresentazione ancora apologetico-cristiana, legata alla tradizione della Chiesa cattolica. Il senso del nichilismo deve essere visto solo nellambito in cui si svolge, cio nellambito della metafisica stessa. Con il termine metafisica non si deve intendere una dottrina o una disciplina speciale della filosofia ma lente nella sua totalit, in quanto viene diviso in due mondi, uno terreno e uno sovraterreno. Questi sono concepiti in modo che il secondo venga a essere il fondamento del primo. Sotto questangolo visivo il nichilismo diventa il processo fondamentale della storia dellOccidente e linterna logica di questa storia. In questa interna logica il nichilismo di Nietzsche riveste secondo Heidegger un posto di primo piano, perch porta il pensiero metafisico al suo compimento. Nel tratteggiare nelle sue linee essenziali il nichilismo di Heidegger si deve tener presente innanzi tutto che v unaffinit di fondo con il nichilismo di Nietzsche. Heidegger concorda in certo modo con Nietzsche quando sostiene la tesi che il nichilismo non solo un fenomeno esistenziale ma in primo luogo un fenomeno storico. Per sotto questaspetto storico si pu vedere la distinzione del nichilismo heideggeriano rispetto a quello nietzscheano, dato che Heidegger mette a fuoco la storicit del nichilismo a partire dalla storia della metafisica. Daltra parte, pure Nietzsche tiene presente nelle sue riflessioni sullessere la storia della metafisica occidentale quando propone per un ricupero dellautenticit dellessere un ritorno alla filosofia presocratica. Questo cammino viene battuto del resto pure da Heidegger, dato che anchegli mostra una predilezione per i filosofi presocratici. Ma il discorso di Heidegger scava pi a fondo in quanto non considera solo la storia del pensiero metafisico a partire dai suoi rappresentanti ma a partire dalla storicit stessa dell'essere. Questaspetto del nichilismo heideggeriano manca nel nichilismo nietzscheano. La concezione dellessere-nulla di Heidegger non esprime solo il sottrarsi dellessere a ogni tentativo di rappresentazione, come aveva detto pure Nietzsche, ma esprime il necessario sottrarsi dellessere a ogni rappresentazione. Questa necessit non pu essere del tutto chiarita nel destino delluomo, in quanto riguarda lo stesso destino dellessere. Quando Heidegger dice che lessere si d ed necessario che si dia, egli dice pure che nel darsi si sottrae come essere per mostrarsi come ente. La verit dellessere si rivela cos a un tempo come disvelamento e come nascondimento. Questa verit dellessere sfugge al pensiero metafisico e non viene colta in tutta la sua profondit nemmeno da Nietzsche. La storia dellessere, come la considera Heidegger, si rivela cos come la storia della dimenticanza dellessere. Questassenza si precisa come dimenticanza della distinzione dellessere rispetto allente. In altre parole, tale assenza si precisa come dimenticanza della differenza ontologica. Il darsi dellessere, o meglio il necessario darsi dellessere, viene colto nel pensiero metafisico solo nel suo aspetto di presenza, di luce, sottraendosi cos come essere per rivelarsi come ente. Dellessere viene colto solo laspetto di disvelamento e non gi la dinamica polare di disvelamento e nascondimento ad un tempo. Heidegger fa lappunto critico pure a Nietzsche di non

aver saputo superare del tutto la dimensione dellessere tipica della metafisica tradizionale. E ci perch il suo nichilismo sarebbe in fondo ancora legato alla rappresentazione dellessere-nulla, anche se Nietzsche parla dun capovolgimento della rappresentazione classica dellessere. Spostando il fondamento dei valori dal mondo sovrasensibile al mondo sensibile, Nietzsche considera in fondo lessere ancora come valore e quindi come ci che pu essere rappresentato. Nel secondo volume dellopera Nietzsche Heidegger scrive: Nietzsche riconosce il nichilismo come movimento della storia moderna occidentale, ma non riuscendo a pensare lessenza del nulla, poich non riesce a problematizzarla, deve essere annoverato tra i nichilisti classici. In Jaspers la tematica del nichilismo si rivela in modo essenziale nella stessa tematica della libert che ci porta di fronte a una dimensione di esserenulla intesa come trascendenza esistenziale. O pi precisamente come trascendenza esistentiva che implica lapertura dellesistenza allorizzonte dellessere-nulla. Pure in Jaspers si possono vedere due modi dessere del nichilismo, uno negativo e uno positivo, intesi anchessi in modo dialetticamente polare. Sotto laspetto negativo il nichilismo esprime in senso generale il momento inautentico dellessere che Jaspers coglie nellorizzonte della fede. E poich la dimensione inautentica della fede considerata come superstizione, il momento negativo del nichilismo pu essere colto in senso generale nel contesto della superstizione. In tale ambito il termine superstizione esprime il venir meno del momento del limite e di conseguenza il venir meno del momento della comunicazione, che rappresenta lessenza stessa del filosofare di Jaspers. Considerata sotto questangolo visivo, tale dimensione negativa del nichilismo come superstizione appare in diverse forme. Nellambito della fede teologica appare nella dimensione della fede in una rivelazione ben definita, mentre nellambito del conoscere scientifico appare l dove questo conoscere non viene inteso come tale, cio solo come momento scientifico, ma come infatuazione. Pi precisamente, quando tale conoscere si rivela quale pretesa di rivendicare a s il dominio della verit. Cos, i momenti di superstizione e dinfatuazione rappresentano la realt inautentica del nichilismo. Essi esprimono da una parte lorizzonte duna trascendenza oggettivata o, che lo stesso, lorizzonte dogmatico della verit e dallaltra esprimono una verit con i caratteri dassolutezza e desclusivit. Con il nichilismo autentico, invece, la verit si chiarisce proprio nellatto di superare la pretesa del possesso della verit in senso assoluto, sia questa una verit divina o una verit umana come quella tipica della scienza. In fondo, si tratta di mettere in luce in questi due contesti di verit il momento di confine. Il nichilismo jaspersiano in senso autentico o positivo esprime solo tale momento di confine, dato che nella concezione di essere come confine si pu avere lespressione dellessere come comunicazione. Si tratta dun equilibrio dialettico-polare. La realt dellessere come comunicazione pu di continuo venir meno, con la conseguenza che la verit come libert si trova esposta al pericolo di decadere a verit assoluta. Il nichilismo positivo di Jaspers esprime lo stesso suo filosofare. Si visto che il nichilismo esistenziale di Nietzsche, Heidegger e Jaspers e in certo modo pure Stirner, ponendoci di fronte al rapporto di fondo tra essere e nulla, ci pone di fronte al fondamento ultimo dell'esistenza. Ed allora, aprire un discorso sul nichilismo non vuol dire tanto trattare di una corrente filosofica contemporanea accanto ad altre, quanto vuol dire mettere a nudo in prima linea il problema di fondo che riguarda ogni uomo da vicino, che appunto il problema del senso dell'esistere umano.