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Sintesi dei provvedimenti del Ministro Gelmini sulla scuola

L'estate trascorsa è stata contrassegnata da numerose dichiarazione di ministri, Gelmini e Tremonti in


primis, e da un'intensa produzione legislativa riguardante il mondo della scuola. Sembra proprio che i
mesi di chiusura della scuola, e in parte anche del Parlamento, siano stati il periodo migliore per
varare una serie di nuove norme tese a massacrare la scuola pubblica all'insegna del risparmio
economico coperto da numerosi provvedimenti-spot (vedi grembiulino, condotta, libri, ecc).

LEGGE 133/08 (Legge Finanziaria):


Cancellato l'obbligo scolastico a 16 anni, un paese più ignorante di prima.
Tra i provvedimenti più importanti il DL 112, ormai convertito nella legge 133.
Tra le più importanti novità la norma che di fatto stravolge l'obbligo scolastico. Tale norma, presentata
nel maxiemendamento alla Camera, prevede che si possa assolvere l'obbligo scolastico anche
nel sistema regionale della formazione professionale e nei percorsi triennali, già istituiti dal
ministro Moratti, che ora diventano definitivi e non più sperimentali. Tale emendamento è
estremamente grave. L'obbligo scolastico l'abbiamo sempre considerato come un'opportunità
per tutti i giovani, come un obbligo da assolvere innanzitutto da parte dello Stato che deve
garantire a tutte e tutti, a prescindere dalle condizioni economiche di partenza, un'adeguata
istruzione nella “società della conoscenza”.

Tagli, tagli tagli, quando si dice economia fai da te...


La nuova finanziaria prevede ingenti tagli per la scuola pubblica. Si prevede una riduzione di
investimento pari a 7.832.000 entro il 2012. Questo significa che nei prossimi anni avremo meno
finanziamenti per la didattica, meno laboratori, scuole più fatiscenti e una qualità dell'offerta formativa
notevolmente più bassa.
La finanziaria inoltre prevede una previsione di tagli del personale pari a 87.000 docenti e 43.000
personale tecnico amministrativo. In sostanza siamo di fronte a un attacco spietato alla scuola
pubblica. Questi tagli avranno un effetto negativo notevole a discapito degli studenti e dell'intero
sistema/paese.
Stranamente però Tremonti e la Gelmini nonostante la crisi economica in cui versano le casse dello
stato, non tagliano per nulla i finanziamenti alla scuola privata che continuano ad essere 532 milioni
all'anno.

Decreto Legge 137: VOTO IN CONDOTTA, MAESTRO UNICO ALLE ELEMENTARI, ADOZIONE
QUINQUENNALE LIBRI
Altro importante provvedimento è il Decreto legge 137 pubblicato in Gazzetta Ufficiale i 1° settembre.
Il provvedimento recepisce in buona sostanza il disegno di legge del 1° agosto.
Educazione alla Cittadinanza e alla Costituzione (Art.1): quando si dice il populismo al potere!
Il decreto prevede: “azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate
all’acquisizione […] delle conoscenze e delle competenze relative a “cittadinanza e Costituzione”.
Le lezioni di questa materia saranno svolte dai professori delle aree “storico - geografica” e
“storico – sociale”, nelle ore di lezione fino ad ora dedicate alle loro altre materie.
In sostanza non cambia nulla. Già adesso le materia storico-sociali erano deputate allo studio
e all'approfondimento dell'educazione civica. La verità è che avendo dei programmi troppo
obsoleti, non si riesce mai a concludere né l'intero programma di storia né quello di
educazione civica.
La Gelmini quindi non dà un monte ore specifico a questa materia né una valutazione ad
hoc né ancora una copertura finanziaria...quando si dice: dichiarazioni di principio.....

Torna il voto in condotta (Art. 2):


stabilisce che il consiglio di classe, durante gli scrutini, valuti collegialmente il comportamento dello
studente durante tutte le attività scolastiche, anche al di fuori dell'orario curriculare. Il voto è espresso
in decimi e, qualora alla fine dell'anno sia insufficiente, lo studente sarà automaticamente bocciato
Sebbene il decreto sottolinei che lo Statuto degli Studenti rimane valido, tale norma risulta fortemente
in contrasto con quanto stabilito dallo Statuto, che prevede che “nessuna infrazione
disciplinare possa influire sulla valutazione del profitto”. Il voto in condotta rischia di essere una
dura arma di ricatto per professori e presidi per arginare contestazioni da parte degli studenti, cosa
che peraltro già avviene in alcuni casi. Inoltre, il voto di condotta sembra essere solo un
provvedimento di immagine, teso a ricoprire di un'aurea di serietà la scuola ma eludendo, di fatto, i
reali problemi.

Torna il maestro unico alle elementari (Art. 4)


Altra grande novità del decreto è la reintroduzione del maestro unico alle elementare. Non più tre
insegnanti ma uno solo per tutte le materie nella scuola primaria.
Tale provvedimento è dettato soprattutto da necessità economiche, stando alle dichiarazioni del
ministro dovranno essere tagliati 87.000 insegnanti nei prossimi tre anni, e pare che si partirà proprio
dalle elementari.
Tale scelta risulterà di certo disastrosa per la scuola elementare, che è al momento il migliore ciclo
scolastico del nostro sistema (la scuola elementare italiana risulta essere la 5° al mondo).
La reintroduzione del maestro unico rappresenta un grande passo indietro che dimostra
l'inadeguatezza del sistema scolastico italiano, uno strumento che si rivelerà incapace di costruire un'
offerta formativa di qualità, si ritornerà ad una scuola elementare generalista dove un unico docente
proverà ad insegnare tutto o forse niente!

Adozione quinquennale dei libri di testo (Art.5)


Recita: “i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia
impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento
eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e
motivate esigenze, l'adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale, a valere per il
successivo quinquennio”
Tale norma più che una vera scelta politica sembra essere più dettata dal richiamo che l'Antitrust ha
fatto ad Aprile all'associazione nazionale degli editori, una norma giusta, inevitabile rispetto ad una
evidente speculazione a cui erano sottoposti i bilanci degli studenti e delle famiglie. Siamo convinti
però che i prezzi dei libri di testo siano ancora troppo alti!
Per questo continueremo a rivendicare maggiori investimenti sul diritto allo studio e
l'applicazione nazionale del comodato d'uso per le fasce di reddito meno abbienti.
Copertura Finanziaria del decreto (Art. 8):
Come al solito siamo di fronte ad una riforma a costo zero. Infatti il decreto afferma:
“Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica”. Questo significa che tutte le innovazioni introdotte dall'attuale decreto
ricadranno sulle casse delle scuole e di conseguenza sulle tasse degli studenti.

I tempi di attuazione del decreto:


Bisogna sottolineare che la forma stessa del Decreto Legge (è un atto normativo avente forza di legge
ed adottato in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo ai sensi dell'art 77 della
Costituzione) risulta essere inopportuna perchè ancora una volta si sottrae al dibattito
parlamentare e sociale la discussione di provvedimenti estremamente rilevanti per il mondo
della scuola.

Il DL è entrato in vigore il 1° settembre e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dal
parlamento.
Quindi la battaglia è ancora aperta! Entro fine Ottobre possiamo ancora bloccare questo progetto di
legge
nefasto e criminale. Per questo stiamo programmando mobilitazioni nelle scuole e nelle città.

[Fonte Unione degli Studenti]