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Volume : 3 Numero: 54 Data: Dicembre 2011 Sede: Gruppo Alternativa Liguria Di: Asta Paolo, Martini Claudio

Alternativa news
In collaborazione con: Megachip

IN QUESTO NUMERO
1 Assemblee di Alternativa Liguria Di: Claudio Martini [ pag. 1/2/3 ] 2 Altre 100 manovre come questa Di: Debora Billi [ pag. 3 ] 3 Il governo dei proprietari universali Di: Giulietto Chiesa [ pag. 3/4 ] 4 Il dopo voto a Mosca: in piazza, certezze inquiete e polizia Di: Giulietto Chiesa [ pag. 4 ] 5 Le lacrime dei tecnocrati pazzi Di: Marino Badiale [ pag. 5 ] 6 Ripartiamo dal no a Monti Di: Giorgio Cremaschi [ pag. 5 ] 7 Linganno della crescita Di: Informare per resistere [ pag. 6/7 ] 8 Se piangono i ministri cosa devono fare i lavoratori e pensionatisciopero generale Di: Giorgio Cremaschi [ pag. 8 ] 9 Fukushima: altre 45 tonnellate di acqua radioattiva nelloceano Di: informare per resistere [ pag. 8 ]

ASSEMBLEE DI ALTERNATIVA LIGURIA GENOVA E SAVONA, 3/4 DICEMBRE 2011 Resoconto a cura di: Claudio
Martini Alternativa Liguria

Riunisco i risultati di due assemblee tenute a Genova e Savona il 3 e il 4 dicembre 2011


Presenti 20, di cui tre osservatori e 17 iscritti, pi 1 delega. Ordini del giorno: Euro e Europa Testo: La causa principale della crisi dei debiti sovrani in Europa la presenza di squilibri strutturali nell'area della moneta unica, perch l' Euro unisce economie molto diverse fra loro, in particolare per quanto riguarda la competitivit e i tassi di inflazione. Tali squilibri determinano l'accumulo di debito estero da parte dei Paesi deboli, i quali non possono n stampare moneta, n svalutare, essendosi privati di una moneta nazionale. La conseguenza la crisi di fiducia cui stiamo assistendo. La speculazione finanziaria agisce grazie a queste debolezze strutturali, ne aumenta la portata e velocizza i tempi della crisi, ma non ne la causa. Le possibili soluzioni alla crisi dei debiti sovrani europei che salvino la moneta unica (eurobonds, BCE prestatore ultima istanza) implicano totale cessione di sovranit agli organismi europei, senza controllo democratico. Dati gli attuali rapporti di forza fra paesi europei (con la Germania al comando), dato lassoluto prevalere di ideologie liberiste fra i ceti dirigenti a livello dellUE, dato che tali ideologie liberiste sono inscritte in tutti i documenti fondativi dellUE, accettare questa cessione di sovranit significa per ceti subalterni dei paesi PIIGS un vero suicidio sociale. E significa un suicidio politico per le forze di opposizione allattuale organizzazione economica e sociale. Infatti l'introduzione di Eurobonds e/o la variazione del ruolo della BCE non risolverebbero i problemi strutturali dell'area Euro, pertanto la UE utilizzerebbe la sovranit acquisita a scapito degli Stati per imporre le misure antipopolari che i governi hanno difficolt a realizzare (e per le quali sono stati dimissionati gli esecutivi della Grecia e dell'Italia, e sostituiti con tecnocrati che sono espressione diretta della tecnocrazia che governo la UE). Una vera e propria rivoluzione contro i ceti medi e popolari si realizzerebbe senza nemmeno dover passare dall'approvazione delle misure da parte dei Parlamenti nazionali. Non si tratta di fosche previsioni. Si tratta dell'unica strada possibile per ottenere l'assenso tedesco all'emissione di eurobonds e/o alla trasformazione dell'attuale ruolo della BCE, come espressamente dichiarato in tutti i documenti ufficiali della UE, e nella proposta ufficiale di introduzione degli "Stability bonds" presentato dalla Commissione Europea il 23 Novembre 2011. Alla luce di quanto sopra, si dichiara che: - Alternativa difende la sovranit nazionale e democratica, l'inderogabilit dei CCNL e i diritti dei lavoratori, le pensioni, i beni e i servizi pubblici. - Alternativa favorevole ad una Unione Europea ricostruita su nuove basi, sociali e democratiche. Il cui fine principale sia la pace e la cooperazione fra i Paesi membri e l'esterno, in particolare con i Paesi mediterranei, e i Paesi dellest europeo e asiatico. - Alternativa indica come soluzione della crisi dei debiti sovrani, l'abbandono della moneta

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unica e il recupero della sovranit nazionale delegata allEuropa, a partire dal primato della Costituzione della Repubblica al di sopra di ogni altra fonte legislativa. Approvato all'unanimit

Siria
Testo: Da diversi mesi il regime di Bashar Assad responsabile di una sanguinosa repressione delle forze di opposizione. Secondo le Nazioni Unite le forze di sicurezza siriane hanno impiegato massicciamente la tortura e la mutilazione contro gli oppositori, macchiandosi di autentici crimini contro l'umanit. Il governo cerca di giustificare i suoi crimini indicando la causa dei disordini in una operazione di sovversione armata promossa dai paesi confinanti e da forze occidentali. Anche se fosse dimostrata, la presenza di queste forze non potrebbe certo giustificare la sanguinosa repressione della legittima protesta delle forze popolari che chiedono un diverso assetto politico e istituzionale. I rischi di guerra civile aumentano ogni giorno di pi. E non pu essere esclusa la possibilit di un intervento armato da parte della NATO (o di qualche "alleanza dei volonterosi"), finora fortunatamente evitato grazie all'opposizione della Russia e della Cina in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite. Sia la Russia che la Cina condannano esplicitamente le violenze del regime e chiedono l'apertura di un negoziato pacifico tra le parti. Visto e considerato quanto sopra, Alternativa: 1) Condanna con forza le ingiustificabili atrocit commesse dal regime siriano di Bashar Assad. 2) Si dichiara contraria a ogni forma di cosiddetto intervento bellico, ancorch mascherato da "intervento umanitario" (compresa l'istituzione di "no-flight zone"), e considera inaccettabile qualsiasi tipo di ingerenza negli affari siriani da parte di potenze straniere. 3) Sostiene la lotta contro il regime delle forze democratiche e nazionali che respingono ogni interferenza esterna, come il Local Coordination Committees 4) Auspica che tutte le parti depongano le armi, che le violenze cessino al pi presto, e che si avvii una transizione pacifica verso un sistema politico e istituzionale rispondente alla volont e ai bisogni del popolo siriano. Approvato a maggioranza (16 favorevoli e 2 astenuti)

Chiesa e Fisco
Testo: RAPPORTI ERARIALI TRA LO STATO E LE ISTITUZIONI ECCLESIASTICHE 1) ICI La legge istitutiva dellIci aveva previsto precise esenzioni per gli immobili destinati al culto e ad usi meritevoli come le attivit assistenziali, didattiche o ricreative. Nel 2004 la Sentenza n. 4645 della Corte di Cassazione, andando a risolvere un contenzioso di nove anni prima tra il Comune de L'Aquila e l'istituto delle Suore Zelatrici del sacro Cuore, interpret l'esenzione dell'ICI solo per gli immobili dove si svolgono esclusivamente attivit di religione e culto. Il Governo Berlusconi nel 2005, per disinnescare la sentenza, inserisce nel decreto 163/2005 un'interpretazione autentica della legge sull'ICI che cancella gli effetti della Sentenza della Cassazione. La norma viene dichiarata incostituzionale a causa dell'esenzione solo per le attivit commerciali degli enti ecclesiastici e viene quindi sostituita con un'esenzione pi ampia. Nel 2007 fu bocciato un emendamento socialista che proponeva di abbattere l ICI per gli immobili della Chiesa adibiti a scopi commerciali e grazie a un provvedimento del governo di centrosinistra adesso basta che non siano esclusivamente dedicati al commercio. Quindi sono ancora migliaia gli istituti religiosi in Italia che non pagano questa tassa, convertiti in veri e propri alberghi. A pagare, secondo l Associazione nazionale dei comuni italiani, sono meno del 10 per cento di chi dovrebbe farlo, con un danno erariale di circa 500 milioni lanno. Il caso che ha fatto pi volte parlare il convento delle suore brigidine, nella storica cornice di piazza Farnese a Roma, diventato uno degli hotel tra i pi gettonati dai turisti stranieri; ma anche lincompiuto del Bernini a Trastevere, dato in concessione a una catena alberghiera che lha trasformato in una residenza 4 stelle, Villa Donna Camilla Savelli. La Casa del clero a Milano esente dallICI in quanto istituto riservato a sacerdoti, mentre ospita anche persone del mondo laico. Una circolare del Ministero delle Finanze ha stabilito che la struttura ricettiva deve avere accessibilit limitata, cio deve essere riservata agli alunni di istituti scolastici, allievi di catechismo, membri di associazioni o appartenenti alla parrocchia. Nonostante ci, sempre a Milano, i pensionati per studenti accolgono anche lavoratori e non studenti. Le ambiguit normative che permettono il proliferare di situazioni al limite del truffaldino e penalizzanti per l'Erario vanno rimosse in sede legislativa, in modo che, al contrario di quanto accade oggi, le attivit che non siano esclusivamente dedicate ad attivit meritevoli d'esenzione siano sottoposte regolarmente al versamento dell'ICI. 2) 8x100 Il problema dell'8permille risiede nel fatto che il contribuente non libero di scegliere la destinazione dei propri soldi. Il 60% dei contribuenti, infatti, non firma per dare i propri fondi alla Conferenza Episcopale Italiana ma comunque, dato il meccanismo esistente, questi vengono a loro versati. evidente che il cittadino, che non vuole usufruire della facolt di devolvere la sua quota a un destinatario preciso, intende lasciare alla piena disponibilit dello Stato la sua Irpef. Cos succede in Spagna, che pure ha copiato concettualmente il sistema italiano. In Italia le somme non toccate le quote di Irpef dei cittadini che non si sono espressi vengono nuovamente suddivise in base ai voti di quanti hanno manifestato la loro preferenza nella dichiarazione dei redditi, con il risultato che le preferenze per le Chiesa cattolica, pari a circa un terzo delle dichiarazioni, attraverso il riconteggio arrivano a qualcosa come l'87 per cento e in tal modo listituzione ecclesiastica giunge a incassare circaun miliardo di euro. I meccanismi che regolano il funzionamento dell'8x1000 vanno modificati in sede legislativa, permettendo allo Stato di entrare in possesso delle quote inespresse.

Approvato all'unanimit . PAGINA 2 Alternativa news n54

Emendamento programma - Euro e Europa


Testo: uscita dall'euro e ritorno a una moneta nazionale, nazionalizzazione del sistema bancario (con Banca Centrale soggetta a controllo democratico)"

Approvato all'unanimit Emendamento statuto


-"la difesa del diritto alla vita e alla dignit dei popoli" viene sostituito con: "la difesa del diritto alla vita e alla dignit della persona"

Approvato a maggioranza (12 favorevoli, 3 contrari, 2 astenuti) Candidature


-Presentano la propria candidatura: Marino Badiale, Fabrizio Tringali, Gisella Orsini, Claudio Martini

Approvato all'unanimit

Altre 100 manovre come questa


di Debora Billi. "salva Italia". Per pagare il debito, ce ne vogliono altre 100 uguali a questa. Ancora convinti che "i debiti si pagano"? Mi stupisce la disperazione e lo stracciamento di vesti che si accompagna a questa manovra. "Lacrime e sangue", viene definita. Ma quando mai? Si tratta di una manovra soft, una robetta da nulla, una cosina irrilevante. A lamentarsi a voce pi alta sono spesso gli stessi che finora hanno ripetuto la lezioncina "i debiti si pagano!", col severo tono moralista. Ebbene, sappiano questi signori che si tratta di una manovra da 20 miliardi in tre anni. Il nostro debito pubblico pari a 1900 miliardi, e il conto presto fatto: affinch "i debiti si paghino" occorrono altre 95 manovre come questa. E non si possono distribuire nel corso del prossimo secolo, vorranno mica che i nostri creditori aspettino cos tanto, i debiti si pagano e in fretta altrimenti sai che brutta figura. E' il "paradigma sociale prevalente", come diceva Pietro Cambi. Cos, se l'obiettivo davvero quello di pagare il debito, ci che avete sentito ieri sera non neppure l'antipasto, un salatino. C' da augurarsi che abbiano ragione i pi complottisti, che sostengono che invece si tratta di un'operazione vlta semplicemente alla spoliazione delle ricchezze del nostro Paese, perch in tal caso ci rimetteremmo di meno. Mi auguro che il fare questi due conti riporti i toni dei maestrini moralisti a pi miti consigli, e che si cominci invece ad affermare che il debito va ridiscusso, che in buona parte illegittimo, che non dobbiamo pagare gli interessi sugli interessi, insomma che i cittadini comincino a chiedere di bloccare questa follia invece di preoccuparsi della brutta figura con gli strozzini. In caso contrario, prepariamoci a piangere insieme alla Fornero per altre 95 volte.

Il governo dei proprietari universali - di Giulietto Chiesa


dire qualche cosa su di noi, o meglio su di voi, cari concittadini dellItalia antiberlusconiana, che avete passato gli ultimi 17 anni della vostra esistenza a guardarvi nello specchio mentre esprimevate sdegno e ribollivate di disgusto. Quegli stessi voi che adesso applaudite, entusiasti, Mario Monti, perch presumete (si capisce, basta guardarlo) che non si occuper di bunga bunga. Qualche giornale, spiritoso, ha titolato siamo tutti pi liberi, o qualcosa del genere, scivolando sulla buccia di banana che fece capitombolare la democrazia italiana con lavvento del centro- sinistra. Cari concittadini antiberlusconiani, mi viene in mente un altro piccolo fatto, accaduto tre anni fa, quando foste quasi tutti affascinati e entusiasti per lelezione, finalmente, di un presidente nero e democratico, e gi dalla nascita Premio Nobel per la pace. Contenti. Anche in quel caso eravate convinti che fosse finito un incubo, quello dellImpero dominato da un mentecatto. Il fatto che questi entusiasmi sono il frutto della vostra illusione. Ma di una illusione della quale voi siete colpevoli, direttamente responsabili, e che quindi non ha scuse. E laltro fatto che non tenete conto che non c liberazione se non la si guadagna. Partiamo da questo secondo fatto. Chi vi ha liberato da Berlusconi? Non siete stati voi, questo certo. arrivato un misso dominico inviato da coloro che tutto possono, il cui scopo rieducarvi. Siete entrati in un riformatorio e non ve ne siete accorti. Vi ha detto che lui i poteri forti non sa che cosa siano e si perfino offeso lo si detto, da qualche parte, sommessamente. E subito la stessa corte di servi che fino a

Manovra

Vorrei

ieri teneva bordone a Berlusconi si messa a strepitare che chi osa dire cose del genere un complottista. Cari concittadini, state assistendo a uno spettacolo senza precedenti, che racconta larrivo al potere della nuova classe dei proprietari universali, e voi vi siete distratti guardando da unaltra parte. Infatti non avete pagato il biglietto, per ora. Ma scoprirete presto che il teatro del riformatorio freddo, le sedie sono di ferro, e la campana che suona in continuazione non sar pi quella della ricreazione. Ecco, vorrei mettervi in guardia: i proprietari universali non sono dei mecenati. Se sono arrivati a prendere il governo di Grecia, dItalia; se hanno occupato la Banca Centrale Europea, c un motivo. Quale, secondo voi? Io penso che sia perch non possono pi fidarsi dei posseduti ai quali, fino ad ora, hanno assegnato il compito di delimitare le vostre libert. E sapete perch non si fidano pi dei loro maggiordomi? Perch arrivano (anzi sono gi arrivati) tempi duri per tutti, anche per loro. Quando si porta al macello la mandria, infatti, occorre essere sicuri che nessuno esca dai ranghi. Siete stati cresciuti nel mantra del consumo e della concorrenza, ma adesso non ce ne sar per tutti, come prima. E allora bisogna sfoltire le fila, in fretta. Bisogna organizzare una societ opposta a quella dellabbondanza e, per farlo, ci vuole la mano dura. Ecco perch state entrando in riformatorio. Ed ecco perch non lo sapete: perch lo spettacolo che stato allestito per voi da Berlusconi continua a funzionare anche adesso, quando vi si racconter lopposto di ci che vi si raccontava prima. I proprietari universali hanno solo cambiato il copione. E anche la troupe. Hanno solo chiesto a Giorgio Napolitano di spegnere un momento la luce, cio la Costituzione, perch non si vedesse il

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gioco di prestigio. E infatti voi non vi siete accorti, per ora, che sul palco ci sono adesso tutti i maggiordomi, tutti insieme. C Bersano che abbraccia Alfano, c Casino che abbraccia Fino, c Di Pietro che abbraccia Letta, c La Russa che abbraccia Pannella, c Letta che abbraccia Letta. E c anche lui, Berlusconi. Proprio lui! Non ve ne siete accorti, vero? Ma si spiega: le luci della scena erano puntate altrove. Quale parte giocher ancora non risulta. Sul libretto dellopera c solo il nome, mica scrivono la parte! La parte se la scrive lui. A voi toccher solo assistere. E ben vi sta.

Il dopo voto a Mosca: in piazza, certezze inquiete e polizia


Dal nostro inviato speciale Giulietto Chiesa MOSCA la sera delle elezioni. Arrivano telefonate concitate di amici e conoscenti russi. I dissidenti si apprestano a radunarsi nella Piazza del Maneggio, (che confina con la Piazza Rossa). Non fa freddissimo e ci vado. A piedi perch mi dicono, ed poi vero, che la fermata del Metro stata chiusa. In fondo alla Tverskaja, l'ex via Gorkij, hanno chiuso tutti i passaggi sotterranei verso la Piazza Rossa e verso Piazza della Rivoluzione, quella del Teatro Bolshoi. C' un discreto numero di poliziotti e OMON (reparti speciali antisommossa) che controllano ogni centimetro quadrato. Nessun assembramento. Mi sposto allora verso piazza della Rivoluzione da dove proviene un forte rimbombo di casse sonore a ritmo di metal rock. L la Piazza presidiata "come si deve", ma le sorprese sono appena cominciate. Saranno all'incirca 1500 poliziotti, che fanno catena, gomito a gomito. Si pu andare oltre solo scorrendo lungo questa catena, che impedisce l'attraversamento della strada per andare dalla parte dove c' ancora il monumento di pietra a Karl Marx. Dall'altra parte c' un concerto. Per arrivarci occorre fare un lungo giro, ma quando ci si arriva mi precludono il passo altri poliziotti: hai l'invito? Non ce l'ho. Singolare manifestazione, alla quale si accede per invito e passando sotto un metal detector. La piazza interamente transennata. Il metal detector uno solo e bisogna passare solo sotto quella forca caudina perch altro ingresso non c'e'. Dentro il recinto, tutto circondato dalla polizia, ci sono all'incirca 5000 giovani, con la camicia bianca sopra le giubbe e i palt. Sono i fans di Gryzlov, il capo di Russia Unita, il partito di Putin-Medvedev. Altri hanno un corsetto verde, per distinguerli dai comuni mortali. La piazza quindi bianca e verde, e piena di bandiere che sventolano senza sosta. Sventolio incessante, con stendardi divisi equamente tra quelli blu, con la scritta "sosteniamo Medvedev" e quelli rossi, con croce bianca e una scritta poco leggibile. Chiedo a una decina di quelli che sono rimasti fuori se sanno cosa c'e' scritto. Nessuno lo sa. Ma comunque chiaro che la festa della vittoria di Medevedev-Putin. All'insegna di una musica assordante, tutta rigorosamente russa, per quelle poche parole che si sentono, ma rigorosamente americana per ritmi e violenza ipnotica. Dunque la polizia l non per impedire la manifestazione del dissenso ma per proteggere i giovani che festeggiano il vincitore. O forse per entrambe le cose insieme. Non si sa mai. Dopo un'oretta la faccenda si conclude, sempre tra grandi sventolii di bandierte. Le uniche cose che si sentono dire, tra una nota e l'altra sono anodine, prive di contenuto. "Abbracciatevi!", si tuona dal palco, sormontato da tre gigantesche foto di Dmitrij Medvedev, E loro, i ragazzi, si abbracciano volentieri. Fa freddo e si capisce. "Gridate la vostra gioia!" E si alza un muggito di urla, ma non si capisce bene perch dovrebbero essere felici questi ragazzi, tutti con il telefonino all'orecchio. Forse questa la felicit . Poi, prima della fine, tra un uragano di rumori che sembrano note musicali ma non lo sono, una giovane pronuncia l'unico discorso politico della serata. Oggi festeggiamo la vittoria. Abbiamo vinto perch i nostri genitori possano vivere dignitosamente. Perch i nostri figli possano vivere meglio. Nient'altro o quasi. La massa sfolla all'incontrario,

travolgendo le transenne, ma non le schiere di poliziotti che la incanalano verso l'entrata della metropolitana ai piedi delle mura del Cremlino. Uscire da quelle ali grigioverdi impossibile. I responsabili raccolgono le bandiere. E finalmente uno di loro mi spiega cosa c'era scritto su quelle rosse con banda bianca incrociata. C' scritto "Nashi 2.0", cio I Nostri del web, il movimento della giovent che sostiene il Cremlino e che, a quanto pare, vuole sembrare molto di moda.. Vedo ora che si radunano sotto cartelli che indicano le localit da cui provengono. Ci sono drappelli da San Pietroburgo, da Oriol, da Rostov. Sono venuti da lontano, non solo da Mosca e dalla Regione di Mosca. Qualcuno ha pagato loro il viaggio, questo certo. E forse anche l'alloggio. Le bandiere non le portano a casa, i raccoglitori le mettono, a fasci, sui camion appositamente predisposti. Non si sa se torneranno questa notte, sui treni, alle loro case. Non ci sono canti, non c' nessuna politica, neanche slogan. I poliziotti guardano arcigni, anche per loro sta per finire, andranno a bene una tazza di the caldo, maledicendo questi ragazzi traslocati. Salgono sui camion blindati. Provo a contarli, almeno quelli parcheggiati sulla piazza a fianco dell'Hotel Metropol: sono una quarantina. Altri cinquanta sono sotto l'Hotel Moskva. Altri quaranta sono sotto il Bolshoi. I poliziotti, e i miliziani di varie polizie sono giovanissimi: stipendi per un'altra giovent che non avrebbe altro modo di guadagnare, perch i disoccupati sono tanti, e quelli giovani sono di pi. Tutto il mondo paese. L'assembramento era dunque "amico", ma come se fosse stato nemico. Bisognava tenerlo d'occhio, come si fa con i fan che escono dallo stadio. Di dissidenti non c'e' traccia, ma la Piazza del Maneggio rimane presidiata ancora per un'ora abbondante. Non si fidano. Manifestanti random, corsari, sono sempre possibili ormai. La tattica quella della sorpresa. E la tattica del potere quella di prelevarli in massa, senza neanche lasciare loro il tempo di riunirsi. Operazione preventiva che non sempre funziona. Quella sera, verr a sapere dopo, da una telefonata che mi arriva all'una di notte, che un dissidente stato fermato, proprio nella Piazza del Maneggio, mentre veniva intervistato daq un giornalista occidentale non precisato. Ma il giorno dopo non sar la festa dei "Nashi" a occupare le milizie. Tutto il centro diventa una zona di caccia per i giovani che protestano contro i brogli elettorali. Quanti sono quasi impossibile definire. Ma sono molto mobili. E la polizia chiude una strada dietro l'altra, per impedire loro di muoversi. Quelli che vengono presi finiscono sui furgoni. A decine. Li rilasceranno dopo averli censiti. la volta dopo sar peggio. Pare che abbiano imparato dai poliziotti di New York, che ti menano se scendi dal marciapiede. Le notizie della "sconfitta" di Putin dilagano dai canali stranieri, dai siti internet, dai social network. E funziona, perch nessuno crede a quello che dicono le tv, che tutto stato normale, che il popolo si espresso e non c' modo di smentire il responso. Sui siti si mostrano le immagini di qualche gigantesco infortunio della Commissione Elettorale Centrale, che ha dato le percentuali in qualche regione, arrivando a cifre, ripartite tra i partiti, che superano il 100% dei voti. Se centralmente sono stati pi attenti, dalle periferie sono arrivate anche cose incredibili, non certo dovute a carenza di istruzione aritmetica. Qualcuno ha fotografato gente che gettava schede a pacchi dentro le urne di un seggio elettorale poco vigilato. Ma chi ha il quadro della situazione? La votazione c' stata, la Duma disegnata. Lo sar per cinque anni. La prossima tappa, altrettanto certo al 100% sar l'elezione di Vladimir Vladimirovic nel prossimo marzo. L'unica incertezza concerne la percentuale con cui vincer.

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LE LACRIME DEI TECNOCRATI PAZZI


di Marino Badiale La ministra Elsa Fornero piange nell'annunciare i sacrifici agli italiani. Di certo si faranno molte battute su queste lacrime, su questo ceto di tecnocrati pazzi che piange per il massacro sociale che impone ai deboli, massacro fatto in nome di una crescita che non arriver. Ma noi non abbiamo voglia di fare battute. Ormai le lacrime dei potenti non ci fanno pi ridere, ci danno solo il voltastomaco. Non si pu scherzare su ci che questa gente dalla lacrima facile sta facendo. Stanno distruggendo il nostro paese, le nostre speranze, il nostro futuro, le nostre vite. E lo fanno, nei casi migliori, per una fede irrazionale in quelle stesse teorie economiche che hanno portato alla crisi, e che non faranno che peggiorarla. Oppure, nei casi peggiori, lo fanno per conto di potenti forze nazionali e internazionali che vogliono rapinare ci che in questo paese non stato ancora rapinato. La risposta alle loro ripugnanti lacrime non pu essere la battuta e nemmeno l'invettiva, ma la costruzione di un fronte di opposizione sociale che abbia la forza di fermare la devastazione che nei loro piani. Dobbiamo fermarli, questa l'unica risposta possibile.

Ripartiamo dal no a Monti - di Giorgio Cremaschi.


Questo non un governo tecnico ma uno dei pi politici e ideologici tra i governi che abbiamo mai avuto. il governo che pi nettamente sposa l'ideologia neoliberale. Perch allora dovremmo baciare il rospo, come sostiene Revelli? Mi dispiace tanto, ma questa volta non sono proprio d'accordo con il mio amico Marco Revelli. Io non bacio il rospo e mi preparo a fare tutto quel che mi possibile per mandarlo via. Confesso che non sono sceso in piazza con la bandiera tricolore per festeggiare la caduta di Berlusconi. Ho passato questi ultimi 17 anni a combattere Berlusconi, la sua cultura, le sue prepotenze. Prima ho fatto lo stesso con il suo maestro Craxi. Eppure la sera del 12 novembre non l'ho sentita come una liberazione. I paragoni storici che si stanno facendo mi paiono fuorvianti. Come Revelli non vedo nessun 25 aprile in atto. Non mi risulta che il governo di allora fosse di larghe intese tra Cln e Repubblica sociale. Ma non vedo nemmeno un chiaro 25 luglio, se non per l'annuncio del governo Badoglio: La guerra continua. Se proprio si deve ricorrere ai paragoni storici, bisogna tornare all'Europa del 1914. Al suicidio di un continente nel nome della guerra e del nazionalismo, e alla corrispondente dissoluzione di gran parte della sinistra socialdemocratica e dei sindacati. Oggi per fortuna non siamo a quel punto, ma sicuramente in atto un suicidio e una dissoluzione dell'Europa e della sinistra in essa. La guerra del debito, scatenata in tutto il continente, sta mettendo in crisi democrazia e conquiste sociali. Tutti i governi europei sono soggetti alle stesse scelte e agli stessi indirizzi economici. Poi, benignamente, questa tirannia finanziaria ci concede la facolt di accettarla. Ma non si pu dire di no. A me tutto pi chiaro da quando Marchionne disse agli operai di Pomigliano

che se volevano lavorare, nell'epoca della globalizzazione, dovevano rinunciare a tutti i loro diritti. E aggiunse che potevano solo votare s al referendum sul suo diktat, perch il no avrebbe comportato la distruzione dell'azienda. Marchionne, fino a poco tempo prima incensato come borghese illuminato, cos come oggi Monti, ottenne il consenso pressoch unanime del parlamento italiano. Il governo Monti espressione diretta del grande capitale italiano e internazionale, con suoi intellettuali organici di valore. la prima volta che questo avviene nella storia della nostra repubblica ed sicuramente un segno della crisi totale della classe politica. In questi venti anni il padronato italiano ha alternato politiche di rottura populista e politiche di concertazione democratica. L'obiettivo era sempre lo stesso: contenere il salario ed estendere flessibilit e precariet, allargare la sfera del profitto con le privatizzazioni. Quando le condizioni lo permettevano e si sentiva particolarmente forte, il padronato italiano ricorreva a Berlusconi e alla destra. Se la risposta sociale e politica cresceva, allora si tornava alla concertazione. Quest'ultima ammorbidiva le scelte, le rallentava, ma non ne fermava la direzione di fondo. La novit che oggi il sistema economico dominante salta qualsiasi mediazione politica, non si fida pi non solo di Berlusconi, ma anche dell'opposizione e decide di agire in proprio. Altro che governo tecnico, questo uno dei pi politici e ideologici tra i governi della repubblica. il governo che pi nettamente sposa l'ideologia neoliberale. La crisi economica mondiale ha travolto la ridicola classe politica italiana. Sar un puro caso, ma tutti i paesi piigs sono stati posti rapidamente sotto controllo. Se si fossero messi assieme, se avessero fatto una comune politica del debito, come i paesi dell'America Latina, banche tedesche e Fmi sarebbero dovuti venire a patti. Anche a me fa piacere la sobriet e lo stile del nuovo governo, contrapposto ai nani e alle ballerine, ai bordelli, alle barzellette

che facevano piangere, al degrado culturale e civile che ispirava quello precedente. Tuttavia la mia esperienza sindacale mi ha insegnato che il padrone per bene pu farti molto pi male del padrone sfacciato e impresentabile. Questo governo ha un mandato chiaro, quello della Bce. il mandato di quel capitalismo internazionale che pensa di affrontare la sua stessa crisi con riforme neoliberali, come negli ultimi trent'anni. Con la solita ipocrisia dell'equit e del rigore si mettono in discussione ancora una volta le pensioni dei lavoratori, la tutela contro i licenziamenti, i contratti, i diritti punto e basta. Si risponde al referendum sull'acqua con le privatizzazioni e si annuncia quella mostruosit giuridica ed economica del pareggio di bilancio in Costituzione. Si risponde agli studenti in sciopero esaltando la riforma Gelmini. S, certo, la sobriet del governo produrr dei contentini. Un po' di privilegi di casta politica verranno tagliati, ma solo per giustificare i sacrifici sociali. Si annuncia che non ci sar massacro sociale. Ma questo gi in atto. Sono la crisi e la recessione che stanno producendo una drammatica selezione sociale. Il governo pu anche non volere il massacro, ma se opera con riforme neoliberali lo agevola e lo accresce. la ricetta neoliberista che destinata a fallire. Perch non si riuscir, per quanti sacrifici si impongano, a far ripartire il meccanismo della globalizzazione. Per questo sarebbe necessario prendere atto della crisi di sistema, cosa che Monti nella sua relazione programmatica si ben guardato dal fare. E costruire una vera alternativa. Il debito non pu essere pagato da un'economia in recessione, pretendere di farlo a tutti i costi significa aggravare la recessione e appesantire il debito. successo alla Grecia e succeder all'Italia, nonostante la professionalit di Monti. Bisogna partire dall'opposizione al nuovo governo per costruire un'alternativa economica, sociale e politica al programma della Bce e del capitalismo internazionale. Sar dura, ma si riparte dal no a questo governo.

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Linganno della crescita


Da: Informare per resistere

Quando vediamo la pubblicit inneggiare


a modelli di vita dove il successo si misura con quanti cavalli ha nel motore, quanto pi grande la sua automobile, quante stanze hai nella tua casa, quante case ha in pi, quanti viaggi esotici riesce a fare, un continuo stimolare la mente su oggetti e proposte di una vita al di fuori dei limiti, proprio la pubblicit che ci dice Trasgredisci i limiti. Non ci sono limiti nel mondo, pi compri e quindi pi soldi devi avere e pi potrai trasgredire questi limiti e avere una vita di successo, ma questa una trappola mortale, non possibile trasgredire i limiti fisici della termodinamica ambientale, delle risorse di cui disponiamo. Ogni popolazione sulla Terra ha i suoi limiti, luomo ha lintelligenza, ma lintelligenza serve per essere consapevole dei limiti, non soltanto per tentare di superarli, il superamento dei limiti possibile in alcuni casi e per limitati brevi periodi, non possibile allinfinito.

Passaparola di Luca Mercalli Fermare la crescita


Un saluto agli amici di Passaparola da Luca

Mercalli.
Molti pensano che in un momento di profonda crisi economica, parlare di un diverso modello di sviluppo, pi attento ai problemi ambientali, a una riduzione delluso delle risorse, a una minore produzione di rifiuti e di scorie, a un rispetto del territorio sia quasi un optional. Qualcosa di non necessario e quindi, in questo momento cos spaesante per il nostro futuro, sia rimandabile pi in l e nel frattempo cercare di risolvere ancora una volta il problema della crisi economica, con la crescita, senza capire che forse proprio la crescita che ha generato la crisi economica. E uno di quei momenti nei quali ci si rende conto che ci che era stato annunciato 40 anni fa, dal famoso rapporto sui limiti della crescita compilato dai ricercatori del MIT a Boston su incarico del Club di Roma, si stanno avverando. I limiti alla crescita nel pianeta Terra esistono perch il pianeta fatto cos, un pianetino molto piccolo con un set di risorse naturali finito, alcune di queste sono rinnovabili, altre non lo sono per niente, come il petrolio e il carbone che quando bruciano generano dei sottoprodotti negativi nei confronti dellambiente. Se non si prende coscienza di questa limitatezza, la crescita sar la migliore ricetta per finire il prima possibile nel baratro. Rispetto a 40 anni fa abbiamo ormai quasi quattro miliardi in pi di persone, le

cose che si potevano gi fare negli anni 70 non sono state fatte e ci siamo oggi trovati in una situazione ancora pi difficile, ma il messaggio continua a non passare, viene visto come un messaggio retrogrado che ci fa tornare al Medioevo, che non vuole lasciare i paesi in via di sviluppo alla loro parte di crescita per migliorare le condizioni di vita. Ogni volta che si apre un dibattito su questo tema si finisce subito con queste facili accuse e non si approfondisce le uniche istanze che possono, qualora ci si ragioni sopra, portarci fuori da questa crisi epocale. Si tratta di prendere coscienza che il futuro non pu continuare com stato programmato in passato finora, ci sono limiti fisici naturali del pianeta. Fermare la crescita vuole dire non avere questo dogma assoluto, che il benessere sia fatto sempre e solo di unaggiunta di qualcosa, senza renderci conto che ci sono dei livelli minimi di benessere delle persone che debbono essere chiaramente raggiunti e che corrispondono al soddisfacimento dei bisogni. I bisogni fondamentali di un uomo ormai li conosciamo bene, nei paesi occidentali li abbiamo soddisfatti tutti, si tratta di nutrirci in modo corretto, di avere una casa confortevole, di avere lacqua corrente, lacqua calda, di poterci riscaldare dinverno e rimanere freschi destate, di avere uno Stato che ci garantisce un minimo di assistenza sociale, di assistenza sanitaria, dei diritti, la possibilit di avere unistruzione pubblica, ma pi in l andiamo e pi ci accorgiamo che lelenco di questi bisogni fondamentali termina con poche decine di temi. Il resto comincia sempre pi a diventare un superfluo che negli ultimi 20 anni stato costruito su un immaginario televisivo pubblicitario che corrisponde a pi mezzi, pi beni, pi capricci direi, perch quando vediamo la nostra pubblicit inneggiare a modelli di vita dove il successo delluomo si misura con quanti cavalli ha nel motore, quanto pi grande la sua automobile, quante stanze ha nella propria casa, quante case ha in pi, quanti viaggi esotici riesce a fare, un continuo stimolare la mente su oggetti e proposte di una vita al di fuori dei limiti, proprio la pubblicit che ci dice Trasgredisci i limiti. Non ci sono limiti nel mondo, pi compri e quindi pi soldi devi avere e pi potrai trasgredire questi limiti e avere una vita di successo, ma questa una trappola mortale, non possibile trasgredire i limiti fisici della termodinamica ambientale, delle risorse di cui disponiamo. Ogni popolazione sulla Terra ha i suoi limiti, luomo ha lintelligenza, ma lintelligenza serve per essere consapevole dei limiti, non soltanto per tentare di superarli, il superamento dei limiti possibile in alcuni casi e per

limitati brevi periodi, non possibile allinfinito. Prosperit senza crescita Il collasso certo, tutta la scienza che studia questi argomenti ce lo dice chiaramente. A questo punto suggerirei, in un momento di profonda crisi come questa, di rivedere profondamente i bisogni delluomo, garantire una salvaguardia di ci che abbiamo raggiunto negli ultimi 50 anni di crescita petrolifera perch stato il petrolio a permettere nel mondo di raggiungere i livelli nei quali siamo oggi, quantomeno nei paesi occidentali, rivedere non vuole dire tornare indietro, vuole dire tenerci stretti dei bisogni fondamentali, diffonderli, se possibile e con i mezzi a nostra disposizione a tutti i 7 miliardi di abitanti della Terra, cercare di moderare laumento della popolazione perch altrimenti per ogni passo virtuoso che si far nel mondo occidentale di riduzione dei consumi, questo verr vanificato dalla crescita della popolazione terrestre nei successivi anni. Bisogna trovare una stabilit nella popolazione terrestre, a dispetto di quanti molti economisti e demografi pensano che ritengono che invece si possa anche in questo caso continuare a crescere e che la tecnologia risolver tutti i problemi. Non vero, la tecnologia pu darci degli strumenti, ma non risolvere tutti i problemi, anzi vediamo che molto spesso se male utilizzata la tecnologia ne crea anche di problemi. Quindi direi che un sottile pensiero filosofico che vorrei che venisse recepito, perch gi esiste, un pensiero che gi stato elaborato e da una certa filosofia, penso a Hans Jonas con il principio di responsabilit e da una certa economia, penso non solo alla decrescita, che forse quella pi provocatoria come impatto mediatico, ma alleconomia dello stato stazionario di Hermann Deli che riflette da decenni su questi argomenti. Penso non solo al rapporto del Club di Roma, ma agli esperimenti che si stanno facendo in Germania e in Inghilterra con lattivit di Tim Jackson: Prosperit senza crescita, oppure le riflessioni di Wolfgang Sachs in Germania al Wuppertal Institute con un progetto intitolato Benessere senza crescita. Le vie duscita ci sono. Ho degli ottimi maestri molto anziani che hanno capito tutto di come funziona il mondo da un punto di vista fisico e ecologico, da loro le lezioni le accetto, anzi mi sono formato sulle loro lezioni, un nome per tutti, il fisico Luigi Sertorio, uno dei pi esperti al mondo che elaborano oggi i principi della ecofisica. Al contrario mi d fastidio quando personaggi molto pi anziani di me vogliono prevedere e soprattutto fabbricare un modello per decidere del mio futuro. Questi signori hanno, davanti a se

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se va bene, una decina di anni di aspettativa di vita, non capisco perch sono cos impegnati a difendere il futuro che poi vivr io. Si occupino al limite del presente, un loro consiglio sempre benvenuto, ma io vorrei che oggi il futuro a lungo termine, quello che io vivr, spero per ancora circa 30/40 anni di attesa di vita media, ma quelli che sono i miei studenti oggi, invece vivranno per tutta la vita, vorrei che fossero loro a decidere di questo futuro, vorrei che fossero persone di 30 anni che si interrogano e che cercano di analizzare se questo modello di sviluppo, se questa crescita che viene invocata ancora una volta come la soluzione di tutti i mali, sia in realt quello che lascer a loro un mondo con delle opportunit oppure meno. Non credo che il modello della crescita proposto da dei personaggi un po age basati sul terrore di rivivere la miseria e la povert dalla quale vengono ci possa portare molto lontano, il mondo evolve, ci sono idee nuove, ci sono possibilit per uneconomia che non sia la padrona delle nostre vite. Leconomia non deve essere il dogma fondamentale, non capisco perch devo oggi basare tutte le mie scelte e tutta la mia vita sullo spread con i bund tedeschi, ma insomma, ma sono cose ridicole, ma cos lo spread sui bund? Ma il mondo si fonda sulla termodinamica, si fonda su delle leggi che funzionano da miliardi di anni, i bund e lo spread li abbiamo inventati in questo periodo da uneconomia che abbiamo visto in tutti i modi non funziona, allora cambiamo le leggi degli uomini che molto pi facile che cambiare le leggi di natura. Indipendenti dal petrolio Cosa proporrei dunque per uno Stato come lItalia in questo momento storico per affrontare questa crisi? Farei un progetto di resilienza che la propriet di un sistema di sopportare uno stress esterno senza collassare. LItalia non per nulla un paese resiliente, un paese che ha fatto il passo pi lungo della gamba, vissuto molto al di sopra delle proprie possibilit, facendo anche una grande festa che va al di l di quello che stato il soddisfacimento dei bisogni fondamentali che quello stato gi raggiunto con il boom economico tra gli anni 50 e i primi anni 70. Adesso siamo gi nellera del superfluo, lItalia un paese che ha accumulato ricchezza, che lha anche sperperata e che ha un modello di vita piuttosto effimero. Suggerirei di investire le poche risorse economiche che restano nel rendere gli italiani pi resilienti di fronte a questo futuro con molte trappole e trabocchetti. Un futuro dove lenergia fossile coster sempre di pi e quindi siamo un paese fragilissimo, legato al cordone ombelicale di un paio di gasdotti e di un po di petroliere che ci vengono a rifornire , possiamo essere pi autonomi

energeticamente? Ma certo che possiamo, siamo un paese ricchissimo di potenzialit di energie rinnovabili, lidroelettrico labbiamo molto sfruttato negli scorsi anni, pu essere rimordernato ma soprattutto il sole, il vento, le biomasse possono costituire il nostro petrolio domestico. Accanto alle energie rinnovabili, democratiche, che ognuno di noi pu mettere sul tetto di casa, c rendere pi efficienti i propri edifici, le nostre case sono dei colabrodo, lenergia che noi a caro prezzo compriamo allestero, ricattati da mezzo mondo, possiamo in realt produrcela in buona parte a casa nostra. Farei unoperazione di manutenzione del territorio, lItalia un paese completamente infrastrutturato, addirittura in molti casi in eccesso, solo che le nostre infrastrutture hanno poca manutenzione, noi fabbrichiamo, costruiamo e poi lasciamo crollare, suggerirei di abbandonare completamente i progetti delle grandi opere, non abbiamo pi bisogno di grandi opere concentrate e faraoniche. Il mondo del futuro un mondo, al limite, di piccole opere, ma diffuse, piccole non vuole dire che non siano allavanguardia tecnologicamente, piccolo vuole dire nanotecnologie, vuole dire tecnologie dellinformazione, trasferire la visione di un mondo dellindustria pesante, del trasporto pesante a un mondo molto pi leggero dove le relazioni avvengono via Internet, via telefono, attraverso le scambio di informazioni. Abbiamo un territorio che abbiamo reso molto fragile nei confronti dei cambiamenti climatici, delle alluvioni, unagricoltura che non pi in grado di sostenere noi stessi. Ricuciamo tutti questi nostri rapporti con il territorio, facciamo delle nostre citt dei luoghi pi vivibili, che non siano legati soltanto allarrivo di merci da oltreoceano e che restituiscono poi soltanto grandi quantit di rifiuti e fanno morire la nostra industria e la nostra produzione locale, ricreiamo quindi un mondo a misura duomo, dove non c bisogno di una grande competitivit, non dobbiamo competere cos tanto con il mondo esterno. La cooperazione il futuro La competitivit non un valore per la specie umana, la specie umana una specie sociale, cos il valore oggi in un mondo cos sovraffollato se non vogliamo farci la guerra? Competitivit quasi sempre lanticamera del conflitto. E la cooperazione il valore del futuro, dobbiamo cooperare per usare le risorse, per produrre la minima quantit di rifiuti, per essere pronti verso un futuro che ci toglier una serie di risorse su cui abbiamo puntato nellabbondanza e nella ricchezza del boom economico, un momento

irripetibile nella storia dellumanit. Non ci sar mai pi un petrolio a prezzi stracciati come accadeva negli anni 50/60. Quindi progettiamo questo tipo di Italia che sia in grado di vivere bene con obiettivi pi bassi, ma pi bassi non vuole dire Medioevo, vuole dire che invece che lobiettivo delloggetto costoso e di lusso, tanto effimero quanto dissipatore di risorse, ci sono tantissime cose che ci fanno vivere bene, che hanno costi ambientali e economici irrisori: la cultura, i nostri musei, le nostre biblioteche, tesori immensi che tutto il mondo ci invidia e che sono disertati proprio dagli italiani. Oggi possiamo ricostruire un mondo estremamente qualitativo sul piano del livello di vita sbarazzandoci del superfluo passando a un lusso leggero, un lusso della cultura, della conoscenza, della musica, della convivialit tra persone. Il modello di comprarsi il Suv o lo yacht un modello socialmente conflittuale, costosissimo, che costringe le persone a lavorare molto di pi. Se ce ne sbarazziamo possiamo lavorare di meno. Uno degli obiettivi della decrescita non lasciare a casa un sacco di persone perch tutti quei beni superflui vengono visti come un limite alloccupazione: nel momento in cui noi li togliamo le industrie non lavorano pi. Abbiamo visto che comunque non ha funzionato questo modello, qualsiasi cosa, superflua che stata prodotta, inevitabilmente con lautomazione o con lo spostamento in paesi emergenti, ha tolto poi alla fine ugualmente occupazione, allora non sarebbe meglio produrre solo le cose veramente utili alla nostra qualit della vita e lavorare poi di meno? Se abbiamo meno necessit di acquistare oggetti inutili, forse potremmo lavorare tutti, ma la met del tempo che lavoriamo adesso, quattro ore al giorno, pomeriggio o mattino libero, a seconda delle scelte, pi possibilit per stare in famiglia, pi possibilit per curare la propria cultura, il proprio orticello in senso veramente fisico, poter coltivare anche il proprio cibo. Questo si pu fare e forse uno standard di vita. Io peraltro non voglio insegnare niente a nessuno, ma a casa mia lo faccio, facile, mi fa risparmiare dei soldi, tempo, mi d delle soddisfazioni, mi ha permesso di togliermi da una certa serie di circuiti di obblighi sociali basati sulla pubblicit che scava nel tuo cervello e ti dice cosa giusto fare. Spero dunque che ci proviate anche voi e che passiate parola!

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Se piangono i ministri, cosa devono fare i lavoratori e i pensionati... sciopero generale


di Giorgio Cremaschi.

FUKUSHIMA: ALTRE 45 TONNELLATE DI ACQUA RADIOATTIVA NELLOCEANO


Da: informare per resistere

La

manovra decisa dal governo Monti un intollerabile concentrato di aggressioni alle condizioni di vita della maggioranza della popolazione italiana. Il 10% pi ricco del paese, che detiene la met della ricchezza nazionale, pagher si e no l1% dei costi della manovra. Il restante 90% paga tutto il resto e la stragrande maggioranza dei costi sono su lavoratori dipendenti e pensionati. Si va in pensione a 66 anni gli uomini e a 62-63 le donne, una vergogna sociale che colpisce le condizioni di lavoro di chi fatica davvero, di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, di chi non ha contributi sufficienti. La pensione di anzianit va a 42 anni, ancora una volta un danno soprattutto per gli operai e per chi fa i lavori pi faticosi. Cos i giovani verranno ancora una volta imbrogliati, perch sar per essi sempre pi difficile accedere al lavoro. Si blocca la rivalutazione delle pensioni sullinflazione, una vera e propria carognata che colpisce i redditi gi falcidiati dallinflazione. E poi c una valanga di tasse, in gran parte sul lavoro e sui redditi pi bassi, da quelle sulla prima casa, allaumento delle addizionali Irpef comunali e regionali, allaumento delle tasse sulla benzina, allaumento dellIva, dai ticket sanitari allaumento dei prezzi dei costi di tutti i servizi sociali. Di fronte a tutto questo i ricchi pagano con qualche piccola elemosina e le caste vengono lasciate sostanzialmente immuni. Non c una patrimoniale sulle grandi ricchezze, non si toccano le spese militari o per le grandi opere o gli sprechi veri della pubblica amministrazione. Qui, insomma, un massacro sociale che si aggiunge a quelli gi preventivati dalle manovre del governo Berlusconi. Nel 2012 la somma delle manovre Tremonti-Monti porter a un salasso di quasi 70 miliardi sui redditi e sulle condizioni sociali della stragrande maggioranza del paese. Di fronte a tutto questo le misure per la cosiddetta crescita sono solo sgravi fiscali alle aziende, che significheranno profitti in pi per chi gi guadagna, ma nemmeno mezzo posto di lavoro aggiuntivo. Questa manovra semplicemente la cura greca somministrata allItalia. E la tecnocrazia liberista e bancaria dellEuropa che impone la stessa ricetta ovunque, con gli stessi fallimenti. La Grecia ha cominciato cos un anno e mezzo fa e adesso alla catastrofe sociale ed economica, senza aver ridotto di un centesimo il peso del debito. La stessa via imbocca lItalia, con una manovra che avr un puro effetto recessivo e che quindi potr anche salvare il bilancio di qualche banca ma far sprofondare il paese nella miseria. Bisogna contrastare con tutte le forze queste misure e questa politica. Qui si gioca il futuro del lavoro, dello stato sociale, dello stesso sindacato. Occorre unautocritica profonda in Cgil per le carte di credito concesse a questo governo che, come si visto, ha speso tutto il credito ricevuto contro il mondo del lavoro. Occorre andare a uno sciopero generale subito e prepararsi a fronteggiare fin dora le nuove misure, quelle annunciate sul mercato del lavoro, che se avranno lo stesso segno della manovra del 4 dicembre, saranno anchesse terrificanti. Se stiamo sulla strada della Grecia dobbiamo fare una sola cosa, lottare come fanno i lavoratori dei sindacati greci: fino a che le cose non cambiano, in Italia e in Europa. Tutto il resto sono chiacchiere.

A Fukushima sempre peggio. Dopo la notizia delle probabili


fuoriuscite di corium che avrebbero inquinato anche il sottosuolo, arriva quella di una nuova perdita di acqua radioattiva in mare che sarebbe gi penetrata fin nellOceano Pacifico, data la vicinanza della centrale di Fukushima Daiichi. Stando a quanto riportato dal New York Times sarebbero fuoriuscite da un dispositivo di depurazione antistante la centrale ben 45 tonnellate di liquido altamente radioattivo. A lanciare lallarme domenica sarebbe stato un lavoratore dellimpianto nucleare impiegato nelle operazioni di messa in sicurezza della centrale. Come ricorderete, a ridosso dellincidente alla centrale nucleare provocato dal terremoto e dal conseguente tsunami, per tamponare la crisi, avevamo assistito al pi grande episodio di rilascio di radioattivit in mare che sta tuttora minacciando la fauna selvatica e la pesca della regione. Secondo una stima dellistituto per la protezione radioattiva e la sicurezza nucleare francese, allora la quantit di cesio radioattivo riversato nel Pacifico attraverso lacqua tra marzo e met luglio era stata pari al 27,1 petabecquerels un petabecquerel un milione di miliardi di Becquerel), la maggior parte del quale in un singolo episodio. In un comunicato stampa la TEPCO ha precisato che il problema di domenica scorsa venuto a crearsi in due fasi: nella mattinata c stata la scoperta dei lavoratori dellacqua radioattiva penetrata nel bacino comune accanto ad un dispositivo di depurazione. Il sistema stato spento e la perdita sembrava arginata, ma successivamente ci si accorti che lacqua era trapelata attraverso crepe nel muro di cemento del bacino e stava raggiungendo una grondaia esterna. Secondo la societ pi di 220 tonnellate di acqua sarebbero fuoriuscite dalla struttura. Acqua contenente circa un milione di volte pi stronzio radioattivo del livello massimo di sicurezza stabilito dal Governo, anche se, almeno era stata ripulita dal cesio radioattivo prima di fuoriuscire. La TEPCO ha dichiarato che ora sta studiando i modi per arginare la perdita di questacqua, acqua che si accumulata nella centrale dopo il disastro di marzo in cui i lavoratori hanno lottato per raffreddare i reattori ed evitare la fusione del nocciolo. A settembre la societ proprietaria della centrale aveva installato un nuovo sistema di raffreddamento con filtri per decontaminare e riciclare lacqua di raffreddaemnto, ma migliaia di tonnellate di liquido radioattivo rimangono negli scantinati allagati degli edifici della centrale. Ma quali saranno le conseguenze di questa nuova fuoriuscita?

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