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Prot.Esp.44/2/

Roma, 05 marzo 2001

OGGETTO: Richiesta di informazioni Master on-line di


Esperienze.net

Gentile Sig.na Maria Rossi,

a seguito della Sua richiesta di informazioni, abbiamo il piacere di


trasmetterLe il programma diddattico dettagliato del Master da Lei
richiesto sul tema di Web Project- Management.

Per ulteriori informazioni, verrà presto contattata da un


consulente didattico.

In coda troverà il programma dettagliato del Master da lei scelto.


Cordiali saluti,

La segreteria didattica

Programma Esperienze.net S.p.A.


Internet: nuovo mercato digitale
• In Italia, in Europa, in America
• Gli utenti di Internet
• I segmenti del mercato
• Metodologie di analisi del mercato
• Dimensione e composizione dell'utenza Internet
Reti e connettività globale:
• TLC e business a larga banda
• Il modello Host – Network
• Le reti per il multimediale
• I protocolli e i domini
• HW e SW per le reti e per i server

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• Acquisizione e gestione risorse


• I formati dei file

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L'ipertesto è un nuovo modo di pensare,


Oltre alla maggior libertà di fruizione, l'ipertesto può superare il
testo lineare anche per qualità e quantità d'informazione, perché:
arricchisce il messaggio, offrendo al lettore molti più dati lo
approfondisce e lo potenzia, se opportuno, con immagini, suoni,
filmati lo rende interattivo, svilupando una relazione più stretta con il
lettore.
Ma un ipertesto non dev'essere la semplice trasposizione di un
documento da un supporto a un altro. Che si tratti di un sito web, o
semplicemente di un CD-Rom, va concepito come un documento
nuovo, con logiche in buona parte diverse.
e non solo un modo nuovo di organizzare i contenuti.
Non si tratta solo di scomporre un messaggio in diverse unità
d'informazione e ristrutturarlo attraverso dei collegamenti, ma di
pensare a uno spazio in cui i contenuti siano fruibili dal navigatore
attraverso diversi percorsi associativi.
La libertà di fruizione e la ricchezza delle fonti multimediali danno
al lettore un protagonismo nuovo. Questo impone allo scrittore una
disciplina rigorosa. Non gli basta mettersi davanti al computer e
scrivere finché ha qualcos da dire: deve prima porsi molte domande,
sul proprio obiettivo e sui bisogni del lettore. Deve fare un progetto.
Decalogo minimo di stile
Quando progetti un ipertesto, tieni a mente alcune semplici linee
guida:
Metti al centro del tuo interesse il lettore, le sue esigenze e
aspettative: cerca di conoscerlo, sapere che cosa cerca, come
ragiona, in che modo vorrebbe trovare le informazioni e con quali
priorità.
Offrigli contenuti semplici ed essenziali: il lettore cerca
informazioni concrete, ha poco tempo e poca pazienza.

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Dagli la possibilità di saperne di più. Coniuga la sintesi con


l'approfondimento, distribuendo le informazioni su livelli diversi: da un
primo livello generale, giù giù attraverso i link, per soddisfare ogni sua
aspettativa.
Scegli la brevità, senza cadere nell'ermetismo. Quando puoi
tagliare un paragrafo, un periodo, una parola, taglia. Il lettore te ne
sarà grato.
Privilegia un linguaggio semplice, fresco e diretto. Liberati dal
pregiudizio sul linguaggio parlato come "registro basso": si può
parlare semplice e bene! Lo stesso, scrivere.
Permetti sempre al lettore di mettersi in contatto con te, e quando
lo fa,
rispondigli!
Rinnova periodicamente i contenuti del sito e offri servizi utili:
invoglierai i lettori a tornare.
Rendi "autoconsistente" ogni nodo dell'ipertesto: ogni pagina
dev'essere autonoma rispetto alle altre, e contenere informazioni utili
in se stessa.
Organizza le informazioni in modo logico e ordinato, lasciando al
lettore la massima libertà di fruizione, ma senza generare in lui
smarrimento.
Differenzia i link esterni da quelli interni e fornisci brevi indicazoni
sul loro contenuto: il lettore non avrà così sorprese (che nel web in
genere sono poco gradite), e arriverà solo dove avrà scelto di arrivare.
Umanesimo e tecnologia
«Gli umanisti del futuro saranno informatizzati o non saranno; nel
senso più alto di questa espressione: il mondo dell'informazione ci
appartiene. All'origine del computer c'è la logica, non l'ingegneria».
L'affermazione è di Domenico Fiormonte, docente di informatica
umanistica all'Università La Sapienza di Roma.

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All'origine del computer c'è la logica, dunque, la filosofia, l'abilità


nel gestire le situazioni complesse. Ecco perché è opportuno, per gli
umanisti affetti dal blocco tecnologico, ricollegarsi a facoltà
intellettuali magari poco sfruttate, ma ben presenti nelle loro strutture
cognitive, per integrarsi nelle nuove reti di conoscenze che si vanno
formando attraverso le tecnologie. Potranno così svolgere meglio le
loro attività professionali.
Il termine e il concetto di ipertesto, del resto, furono coniati nel
1965 da un fricchettone californiano laureato in filosofia, Theodor
Nelson. E un'altra delle più famose definizioni di ipertesto è del
filosofo francese Pierre Levy. Ancora: l'inventore del linguaggio di
programmazione Xml (l'erede dell'Html, ossia il futuro del Web), è un
filologo americano di nome Michael Sperberg-McQueen. Basterebbero
questi semplici fatti per comprendere quale sia stato, e quale sia
ancora oggi, il peso degli umanisti nella costruzione teorica e
materiale del Web.
Questo apre agli umanisti orizzonti nuovi, del tutto imprevisti fino
a qualche anno fa. Pensiamo allo sviluppo del Web in Italia. Prima fu
l'era dei tecnologi (gli anni 1993/96): tutti a dipendere da ingegneri e
programmatori. Poi fu l'era dei designer (1996/99): animazioni in
Flash, psicologia dei colori, e i web designer come nuovi dèi.
Oggi, finalmente, l'attenzione torna ai presupposti originari del
Web: attualità, semplicità, contenuti ben selezionati e buona
interattività. Un sito che funziona vive delle competenze editoriali di
persone che sanno scrivere e organizzare i contenuti.

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