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La potenza nella quiete

l'evoluzione dell'osteopatia craniale verso la biodinamica e la bioenergetica UNINTRODUZIONE ALLINSTROKE di Will Davis gioved 26 maggio 2005 Lo sviluppo del lavoro con linstroke della pulsazione stata la maggiore rivelazione nellambito della psicoterapia corporea. Lefficacia delle tecniche classiche nella destrutturazione della corazza aveva gi raggiunto il suo potenziale, e i limiti di questo tipo di approccio stavano diventando sempre pi evidenti. Quattordici anni fa ho pubblicato il primo articolo sullinstroke (Davis, Lavorando con linstroke, Energy & Character April, 1984). Questo lavoro ha portato la psicoterapia corporea in nuovi campi, alcuni dei quali sono rappresentati da Michael Munzel nellarticolo sul Narcisismo, nellarticolo di Lilly Davis sullIntegrazione e nel lavoro di Thomas Harms sulle relazioni madre-figlio. Questo primo articolo ha lobiettivo di far familiarizzare il lettore con la storia e i concetti presenti nel lavoro con linstroke. Gli articoli seguenti sviluppano maggiormente queste idee. Storia dellinstroke La concettualizzazione dellinstroke stata originariamente sviluppata come una tecnica relativa alla scarica emozionale nel senso classico reichiano. Quando ho iniziato il mio lavoro con lapproccio classico, mi sono immediatamente reso conto che alcuni pazienti avevano difficolt con questo modello.Non erano in grado di respirare abbastanza a lungo da scaricarsi, non potevano emettere un suono volontario n tantomeno fare i movimenti volontari richiesti. Oppure tentavano di farlo in una maniera meccanica, per compiacere lanalista ma erano distaccati e il processo non scendeva mai in profondit per un rilassamento spontaneo vegetativo. A volte molti di loro erano bloccati dal tipo di tecnica e in alcuni casi la evitavano o smettevano il lavoro dopo una serie di fallimenti. Nel 1984, ho dibattuto su questo tipo di strutture cosiddette morbide paragonate a quelle altamente caricate, strutture muscolari dure. Queste cosiddette strutture morbide possono dare lillusione di morbidezza o debolezza, ma nel profondo ci sono forti prese. Queste strutture caratteriali sono contratte, avendo problematiche di disturbi precoci . Le chiamer ora strutture plasmatiche contratte. Queste includono lo schizoide, lorale, il narcisista ed il borderline (vedi Davis Fondamenti Biologici del Processo Schizoide, Energy & Character 1998). Gli stili originali del lavoro Reichiano erano basati sulla funzione delloutstroke. (Prendo i termini outstroke ed instroke da Charles Kelley, il fondatore di Radix che descrive il flusso pulsante della forza vitale come movimento dal centro alla periferia nelloutstroke della pulsazione ed il riflusso, dalla periferia al centro, come instroke). Inoltre, le strutture caratteriali che bloccavano loutstroke i fallici, i masochisti, i nervosi erano pi a loro agio con questo stile di terapia. Ma coloro che stavano bloccando linstroke i tipi contratti o plasmatici menzionati prima non entravano facilmente nellorientamento terapeutico delloutstroke. Poich questo stile era una provocazione diretta ed immediata alla loro corazza, la maggior parte di loro la viveva come invasiva e minacciosa. Si richiedeva loro di muoversi verso lesterno quando volevano muoversi verso linterno. Nellintento di lavorare con queste persone, ho sviluppato, un poco alla volta, una tecnica che permette di centrare profondamente lorganismo attraverso un respiro lento e dei movimenti delicati prima che leccitamento aumenti. Questo permetteva alla persona di prendere il proprio tempo per sentirsi pi sicura prima di decidere di muoversi verso lespressione esterna. Una volta potenziata la tecnica di lavorare sostenendo lo sviluppo del riflusso interiore della pulsazione, il lavoro delloutsroke diventato pi efficace. Questi tipi contratti che venivano prima minacciati dal lavoro di scarica, erano adesso in grado di essere centrati pi profondamente, di prendere contatto con il loro potere e quindi di muoversi volontariamente verso lesterno in un rilasciamento emozionale esplosivo, in pieno potere di s, con il quale potevano stare in contatto completamente. (In precedenza, quando queste strutture entravano nella scarica, spesso perdevano il contatto o attuavano un atteggiamento di protezione). Una volta sviluppato il concetto del lavoro con linstroke, ho creduto che questo contributo ampliasse le tecniche di scarica nella psicoterapia corporea. Ma linstroke ha continuato a svilupparsi cosi velocemente in direzioni talmente sorprendenti, che noi nella Scuola Europea Rechiana ci troviamo a non usare pi la tecnica di scarica, anche se continuiamo ad approfondire la nostra terapia e la nostra conoscenza delle funzioni energetiche. I benefici, i limiti ed i danni del lavoro di scarica sono conosciuti. Per questi limiti e danni, gli psicoterapeuti

Reichiani orientati verso la psicoterapia corporea si sono lasciati trascinare dai cosiddetti lavori energetici verso altri campi per continuare a progredire. Con la concettualizzazione dellinstroke, invece, possiamo continuare a lavorare energeticamente ed allo stesso tempo evitare i limiti ed i danni del lavoro di scarica. Dopo quasi 20 anni di lavoro con linstroke, mi sono reso conto che lespansione della nostra conoscenza non ha fine grazie a questo approccio. Questa serie di articoli offre unidea di quelle possibilit. Alcuni problemi con lApproccio ClassicoAl fine di spiegare ulteriormente linstroke, utile andare indietro ai concetti originari delle funzioni energetiche come sono rappresentate nei concetti di espansione e contrazione della pulsazione. Quello che segue una spiegazione tipica della pulsazione. Noi guardiamo allespansione e alla contrazione come al prototipo di ci che riconosciamo negli animali pi elevati nellestensione verso il piacere, oppure nel ritirarsi da una situazione spiacevole).E chiaro che il movimento di espansione allesterno positivo ed il movimento contratto verso linterno negativo. Questa formula rappresenta la filosofia occidentale generale verso lazione, la produzione ed il materialismo. Kelly ha perfino suggerito che il processo creativo stesso non dipendente dalla pulsazione, ma dalloutstroke. La fase di espansione laspetto creativo della funzione energetica. Tutte le prime tecniche Reichiane erano basate sul concetto che la fase di espansione fosse quella buona e noi dobbiamo penetrare, produrre etc. Alexander Lowen paragona una persona ad una farfalla nel suo bozzolo. Tutto il suo potenziale avvolto allinterno e non ne verr fuori da solo. Il ruolo del terapeuta penetrare questinvolucro e permettere alla persona reale che dentro di emergere. Nel corso degli anni questo modello si dimostrato incompleto La natura non lavora cosi. La potenziale farfalla nel suo bozzolo non ha bisogno di nessuno per romperlo, non pi di quanto un pulcino ha bisogno di aiuto per uscire fuori dal suo uovo. Sono tutti e due in grado di farlo, quando il loro tempo. Ed il tempo giusto quando linstroke il raccoglimento, la fase creativa finita. Allora e solo allora pu emergere lintero organismo. Quando sosteniamo linstroke stiamo sostenendo anche loutstroke. Dal mio punto di vista, londa delle filosofie Orientali, la meditazione e lo yoga che hanno preso piede nellOccidente negli ultimi 25 anni sono state una reazione a questo senso indotto nella nostra cultura che dobbiamo sempre fare qualcosa. Non cera n tempo n spazio per andare verso linterno: riposarsi, ricaricarsi, riorganizzarsi, ricrearsi. Era tutto troppo orientato verso loutstroke. Negli organi dinformazione e nelle riviste professionali questo riportato in termini generici come lo stress della vita moderna, sindrome del burnout etc. Anche Reich era al corrente delleccessiva enfatizzazione delloutstroke sia nella cultura che nella terapia. Se questo stato biologico di pulsazione disturbato in una direzione o nellaltra, vale a dire se o la funzione di espansione o di contrazione predominano, allora un disturbo nellequilibrio generale inevitabile. (La Funzione dellOrgasmo, p. 264). Lui si spinge inoltre ad affermare che uno stato di continua espansione sinonimo di generale parasympatheticonia. UN NUOVO MODELLO DI FUNZIONELa Differenziazione tra un Instroke ed una ContrazioneEntrambi linstroke e una contrazione sono un flusso di energia verso linterno, dalla periferia verso il centro. La direzione del movimento la stessa. Dopo questa prima similitudine iniziale, si differenziano totalmente. Una contrazione, se allorigine un movimento, presto diventa uno stato e poi un blocco. E una ritrazione dellorganismo dalla periferia, ma il flusso energetico non raggiunge mai il centro. Il movimento si ferma, si irrigidisce e si trattiene. La contrazione evita alla pulsazione di continuare e diventa ora una contro-pulsazione. Lintento di una contrazione di diminuire la sensazione e la consapevolezza,- unemozione dolorosa per esempio limitando il movimento energetico. Un instroke un flusso aperto verso il centro. E un movimento reale verso linterno che continua a muoversi perch dopo che la fase di afflusso della pulsazione completa, un riflusso di espansione verso lesterno pu verificarsi senza sforzo. Con una contrazione, poich lafflusso stato interrotto, il risultato che ogni outstroke successivo sar incompleto e disgiunto. Come risultato, vediamo che la contrazione non un reale movimento verso il centro. E un movimento intenzionale che fugge da qualcosa, qualcosa di spiacevole o pericoloso. Al contrario un instroke un flusso naturale, spontaneo, libero verso qualcosa, il centro o nucleo. Il fatto che un instroke risulti un movimento che si allontana dalla periferia secondario. Una contrazione evita o previene laccadimento di qualcosa. Un instroke creativo cosicch qualcosa possa accadere. Uno previene, laltro favorisce. Una contrazione sempre un no automatico. Un instroke pu sembrare un no, ma il suo stato pi profondo un si a qualcosa che buono per lorganismo a lungo

termine. Laddove un instroke ha un senso di possibilit creative e libere, una contrazione ha una qualit ripetitiva nel senso di restare statici e non aperti ai cambiamenti. Questa qualit pi facilmente visibile da un punto di vista fisico, ma riconoscibile anche da un punto di vista psichico. Quando una contro-pulsazione contratta si verifica, vediamo dei movimenti fisici ripetitivi in un particolare segmento, o in tutto il corpo. Una caratteristica dei movimenti di contropulsazione che quando questi finiscono, lorganismo intatto, non cambiato come saltare su e gi sullo stesso posto. Alla fine si esausti, ma ancora nello stesso posto dopo tutto quel movimento. Un paziente con il quale lavoravo iniziava sempre con dei movimenti aggraziati, ondeggianti con le mani quando lenergia iniziava a smuoversi. Sosteneva che questi movimenti si verificavano sempre nella terapia precedente ed ogni volta che ci si lavorava non accadeva nulla. Quando gli ho chiesto di vedere se poteva evitare di muovere le sue mani, allora qualcosa successo. Un movimento pi profondo venuto fuori attraverso il suo intero corpo questa volta e lui ha iniziato a piangere. E quindi diventato chiaro che la natura ripetitiva di questo bel movimento con le mani funzionava semplicemente come un meccanismo di controllo per evitare che qualsiasi cosa di pi profondo e significativo si sviluppasse. Non erano veri movimenti nel senso che lorganismo non veniva mosso da questi. Infatti, il movimento delle mani preveniva lo svilupparsi di un altro movimento pi profondo. Questo ci che la difesa fa spesso. Un vero instroke della pulsazione tocca sempre la persona e in quel senso la smuove. In questo esempio, lha portato verso uno stato pi profondo, di contatto e lha mosso in senso emozionale.l Radicamento Interiore ed il Falso RadicamentoOgniqualvolta si verifichi una contrazione, sia attraverso loutstroke o linstroke, la persona acquisisce un senso di forza o potere da questa. E riluttante a lasciare andare la contrazione perch si sentirebbe troppo vulnerabile. Con un instroke bloccato, un vero radicamento interiore non si sviluppa mai e la persona sviluppa un falso senso di radicamento identificato con la contrazione. Lo stato di contrazione simile allimmagine di un castello assediato nei tempi medievali; i ponti sono chiusi, ogni cosa difesa. Questo da un senso di sicurezza. Ma una sicurezza limitata e limita severamente le possibilit di vita. Tutti gli accadimenti positivi sono ostacolati insieme a quelli negativi o pericolosi.I comportamenti sia fisici che psichici che derivano dalla contrazione sono sempre collegati con la corazza, il sistema di difesa. I comportamenti che si sviluppano dal completamento dellinstroke sono collegati al nucleo e quindi pi di sostegno per la crescita e lo sviluppo dellorganismo nel tempo. La contrazione una forma di scomparsa, sia da s stessi che dagli altri. Con la contrazione ci si nasconde da s stessi non sentendo unemozione specifica o non realizzando una certa idea o convinzione. Daltro canto, contraendosi, si nascondono sentimenti ed emozioni anche agli altri, non esprimendoli. Un instroke, nel suo movimento che si allontana dalla periferia, unesperienza forte per la persona e, cosa abbastanza strana, gli altri percepiscono la persona pi chiaramente, persino quando si allontanano. In un lavoro con gli occhi che facciamo, ogni volta che la persona che sta facendo lesercizio si contrae indirettamente o inconsciamente inizia a spaziare, se ne va, etc. il partner non sente pi la presenza della persona o la sua esperienza. Ma quando la persona consciamente e liberamente va profondamente dentro di s, il partner dice sempre che sente la persona pi chiaramente e con forza. Il partner non si sente evitato, o lasciato o avverso. Si sente sempre in un tipo di contatto con una presenza forte che semplicemente non li in quel momento.La figura 1 riassume la differenza tra linstroke ed una contrazione. Paragonando linstroke e la contrazioneInstroke e contrazione sono simili solamente in quanto rappresentano entrambi un movimento dalla periferia verso il nucleo. Movimento che, energeticamente parlando pulsazione, equivale a vita. Ogni interferenza con la pulsazione diminuisce lesperienza di vita.Una contrazione pu avvenire sia con lafflusso che con il deflusso della pulsazione.Instroke ContrazioneUn flusso aperto verso il centro Una ritrazione dalla periferiaUna qualit di raccolta e focalizzazione Una qualit di trattenimentoApertura BloccoPermette la pulsazione Previene la pulsazionePulsazione continua ContropulsazioneVerso qualcosa Via da qualcosaPermette a qualcosa di accadere Evita qualcosaFavorisce le possibilit Previene le possibilitLibera i movimenti Movimenti ripetitiviRadicamento Interiore Falso radicamento nella contrazioneCrea un radicamento interiore Ricrea la contrazioneFunzionamento collegato al nucleo Funzionamento della corazzaApparire ScomparireInformazione DisinformazioneSeparazione Isolamento Informazione e la Spirale di Ritorno Lultima differenziazione da discutere tra un instroke e una contrazione un tema che troviamo in tutti gli

articoli seguenti ed un esempio di come la concettualizzazione dellinstroke fornisce cosi tante nuove possibilit. Descriver brevemente il tema ed ogni articolo lo svilupper in seguito in diverse formulazioni. In un articolo inedito, ho sottolineato un modello energetico di sviluppo usando il concetto di Reich del flusso di energia come un onda di movimento rotatorio. Lorganismo fluisce verso il mondo e ritorna. Il flusso verso lesterno contatta lambiente. Il flusso verso linterno porta informazioni sullimpatto di quel contatto sullorganismo. Questa la base per ogni sviluppo fisico e psichico. Il diagramma seguente rappresenta questo processo. Il flusso verso linterno linstroke della pulsazione. Come menzionato prima, loutstroke della pulsazione stato compreso e ci si lavorato per molti anni nellambito della psicoterapia corporea e nella psicoterapia in generale anche se in questo caso non viene utilizzato un modello energetico. Per esempio, un fenomeno quale il contatto, il legame, lamore, le relazioni, il transfert e la proiezione ) che sono il pane della terapia < sono originariamente compresi in termini di funzione delloutstroke. Quello che noi aggiungiamo una consapevolezza dellimportanza dellinstroke in questo processo totale. Lesperienza che viene vissuta nel mondo esterno intacca lorganismo soltanto nei termini di come viene riportata allorganismo stesso. Noi vediamo linstroke come una spirale di ritorno, un sistema di apprendimento, un sistema di informazione che al medesimo tempo fornisce informazioni per lorganismo e le organizza in una forma = e crea forme nel senso di strutture, sia fisiche che psichiche. Senza un funzionamento chiaro dellinstroke, il mondo esterno viene frainteso e travisato. Il flusso aperto di informazione verso il centro dellorganismo un processo di apprendimento ed integrazione abbastanza diverso da una contrazione di ritiro. Questinsieme di informazioni e di esperienze totalmente determinato dalla qualit del funzionamento dellinstroke e rappresenta la differenza tra incorporare informazioni o disinformazioni.Gli aspetti qualitativi della pulsazioneUna comprensione pi ampia della pulsazione sviluppata ulteriormente attraverso lelencazione sottostante cosicch possiamo differenziare meglio i diversi tipi di instroke ed outstroke valutandone le qualit di ognuno.OUTSTROKE INSTROKE Espansione Contrazione Espansione Raccoglimento Espansione Organizzazione Esplosione Contrazione Esplosione Raccoglimento Dissipazione Raccoglimento Dissipazione Organizzazione Linstroke della pulsazione non sempre una contrazione, cosi come loutstroke non sempre un espansione. Terapeuticamente, laspetto qualitativo di entrambi questi movimento che pi importante. Dobbiamo valutare la qualit prima di determinare se un movimento benefico o no. Deve essere fatta una valutazione funzionale. La qualit del movimento determina lesperienza non la direzione del movimento. I termini pi descrittivi e neutrali sono instroke ed outstroke, il flusso spontaneo, naturale e desiderabile dellenergia dal nucleo alla periferia outstroke e allinverso instroke -. Insieme essi definiscono le due fasi di unintera pulsazione. La parola contrazione ha una connotazione negativa nel riflettere lattitudine che la definisce cattiva o al limite non cosi importante. Se fosse vero che lenergia si espande e si contrae soltanto, allora ogni notte quando ci addormentiamo noi saremmo contratti, che lequivalente di uno stato di ansia; la meta dei nostri battiti cardiaci produrrebbe ansia, la meta dei nostri orgasmi sarebbe una cavalcata ansiogena. Il termine di Keleman di raccoglimento, ed io lo porterei un passo pi avanti allorganizzazione, una formulazione pi equilibrata e descrittiva per lafflusso della pulsazione. Se noi diamo allespansione una connotazione negativa, otteniamo lesplosione. Lesplosione il processo di scarica dellespansione ma non ne sinonimo. Lesplosione un aspetto qualitativo delloutstroke come lespansione. Anche un esplosione pu essere contrattiva se il paziente ha paura dellespansione. Lorganismo tratterr, bloccher parzialmente, interferir con questo movimento in una parola, contrarr. Un esplosione pu anche essere troppo aperta e senza contatto per esempio rabbia cieca o fase maniacale. Se diamo unaltra connotazione negativa allespansione, otteniamo la dissipazione: un movimento verso lesterno disorganizzato, improduttivo. E qualitativamente differente da unesplosione ed unespansione. Unespansione un flusso coordinate, connesso, spontaneo dal centro alla periferia ed anche oltre. Unesplosione una spinta allesterno, contro qualcosa nel tentativo di superarla; pu essere sia un processo di blocco interiore o di resistenza esteriore. Una dissipazione un tentativo di fuga, una rottura a prescindere per interferire con il contatto, non una rottura per ottenere il contatto. La dissipazione improduttiva, senza direzione e non connessa al nucleo o unificata nel suo flusso. E unazione superficiale e non unazione

profonda. Emozione come difesa. Egualmente, non tutti gli instrokes sono contrattivi. Centratura, messa a fuoco, raccoglimento e concentrazione sono tutti movimenti verso qualcosa. Una contrazione un movimento che fugge da qualcosa o tenta di fermarne laccadimento. E una fuga, un trattenimento sistematico per non vivere unesperienza come nella contro-pulsazione di Kelley e nel modello di interferenza di Boadella. La contrazione nellinstroke offre lo stesso risultato che offre la dissipazione nelloutstroke una fuga da un contatto profondo con il senza o con il dentro. Qualsiasi movimento energetico verso linterno o verso lesterno pu essere contrattivo. Lelencazione soprastante pu essere usata per descrivere le diverse strutture caratteriali in termini di pulsazione. Per esempio, unesplosione formulazione di contrazione che potrebbe servire come modello di un comportamento schizoide. Gli schizoidi sono profondamente contratti ed il controllo una condizione essenziale per loro. Quando la contrazione viene sciolta troppo velocemente, essi perdono il controllo e sono rapidamente gettati in un panico esistenziale o in una rabbia esplosiva. Quando hanno perso il loro radicamento e la loro sicurezza, allora iniziano a contrarsi di nuovo per riappropriarsi del controllo. Un altro esempio sarebbero gli isterici che potrebbero essere visti in una dissipazione modello di raccoglimento. Essi spargono intorno le loro emozioni ed energie con molta facilit in una maniera incontrollata e quindi hanno bisogno di tempo per raccogliersi di nuovo. Sfortunatamente, essi dissipano quello che stato raccolto e sono intrappolati in un ciclo senza fine di dissipazione e tentativi di raccoglimento.Applicazione del concetto di instrokeReich comprese ci che ogni buon terapeuta sa. Non si pu spingere il paziente dentro qualcosa che lui o le non vogliono capire o vivere come esperienza. Lui scrive: Una regola importante, nel togliere la corazza alle persone, quella di procedere lentamente, gradino per gradino e non avanzare a meno che il paziente si sia abituato alla situazione che gi stata raggiunta. Quando una certa rottura si verificata, lorganismo deve avere il tempo di organizzare ed assimilare le emozioni che si sono attraversate. (Analisi del Carattere, Terza Edizione). Come descritto prima, il lavoro energetico tradizionale stato troppo concentrato sul lasciare uscire, il rilasciamento, la rottura creando spesso una qualit di pressione. Comprendendo il ruolo dellinstroke nella pulsazione, possiamo ora lavorare energeticamente senza i rischi ed i limiti del lavoro orientato verso loutstroke. La pulsazione funziona con un movimento di dentro e fuori in un movimento di pulsazione spinto e non in un movimento lineare di spinta verso lesterno. Lavorando con linstroke ci permette di imitare il movimento naturale dellenergia permettendo al paziente di pulsare fuori e verso e quindi fluire nuovamente verso linterno. Questo approccio usa il modello di strutturazione del movimento e non quello della spinta verso lesterno. Il movimento verso linterno, non quindi visto come una resistenza o una fuga, ma parte del processo naturale di pulsazione che sosterr a turno il movimento fuori e verso. Se lorganismo sceglie di fluire verso lesterno, anche in una scarica, libero di farlo. Se sceglie di fluire profondamente verso linterno, libero di farlo. Lunico criterio importante la qualit del movimento. E aperto, continua a muoversi? Lorganismo sta integrando lesperienza nel modo in cui avviene? (Gli psicoterapeuti corporei preferirebbero dire incorporare). La direzione irrilevante. Entrambe le direzioni appariranno nel loro ritmo naturale, ed allora noi abbiamo una pulsazione reale: un movimento spontaneo aperto, dal nucleo alla periferia e ritorno.Lavorare con le Energie Esistenti E un pensiero comune che alcune strutture, gli orali per esempio, hanno un energia bassa e si pensa che abbiano bisogno di caricarsi per ottenere pi energia. Con luso della conoscenza dellinstroke, vediamo che tutti hanno abbastanza energia. Lunico problema che non potrebbe essere disponibile per loro. Essi la stanno bloccando perch troppo per loro sperimentare emozioni potenti, ricordi troppo vividi o una visione troppo chiara della loro situazione di vita. Inoltre, non ha molto senso aggiungere pi eccitazione ad un sistema gi troppo aggravato. Lidea di mobilitare lenergia esistente senza caricarli oltre cosicch essi possano incorporare ci che prima veniva vissuto come troppo. ALCUNI RISULTATI NEL LAVORO CON LINSTROKE A causa del forte afflusso della pulsazione, il centro della terapia cambia da unenfasi interpersonale ad unesperienza pi intrapsichica. Il paziente diviene pi interessato al suo rapporto con se stesso che al suo rapporto con gli altri, compreso il terapeuta. Il rapporto terapeutico rimane importante, ma il processo che lega il paziente al terapeuta ha unaltra qualit. Le Nuove Scienze in fisica e biologia stanno studiando ora il sistema di auto-organizzazione e chiamano questo processo auto-referente in primo luogo. Si crede ora che lauto-referenza sia un processo primario e

naturale in ogni sistema sia vivente che non-vivente. Come risultato dellenfasi sullauto-referenza, c meno transfert, azione delle emozioni verso lesterno, proiezioni, dipendenza e biasimo. Non soltanto nel rapporto terapeutico, ma nella vita in genere. Il paziente pi interessato a ci che lui pensa di se stesso e non pi cosi tanto a ci che gli altri pensano di lui. Non cosi orientato verso gli altri, ciononostante la qualit del suo contatto con gli altri migliora. Il miglioramento della qualit del contatto la differenza essenziale tra una sana qualit auto-referente ed il narcisismo. Poich linstroke un processo di organizzazione e raccoglimento, si sviluppa al suo interno un chiaro senso di sicurezza. E un raccoglimento di risorse e ci si sperimenta con un potere maggiore di come venisse percepito prima. Io ho avuto un certo numero di strutture caratteriali contrattivo/plasmatiche che hanno riportato cose come avere del caldo dentro per la prima volta, un calore o un sole dentro, per la prima volta una sensazione di Io posso sostenerlo, sono abbastanza forte. C un senso crescente di potere e controllo. Un cliente gay riporta che vede che stando in una comunit, in un centro gay per il quale lavora, si pu nascondere. Decise di portare il suo lavoro fuori dal centro e di lavorare privatamente. Allo stesso tempo, inizi ad avere buoni contatti con suo padre, con il quale non aveva avuto contatti nel corso degli anni e che aveva sempre visto come un uomo duro. Egli si sente ora abbastanza forte per essere di fronte a suo padre e prendere ci che viene. Inoltre, in un contatto casuale con un suo fratello lontano, questo fratello lo rifiuta in maniera sarcastica. Il paziente riporta: Sono stato molto ferito da questo, ma bene vedere chiaramente che non abbiamo davvero nessun tipo di rapporto. Posso dimenticarlo. E la cosa sorprendente stata che non ci sono stati drammi in tutto ci. E semplicemete cos. Altri tipi di strutture cosiddette dure, riportano di sentirsi morbidi ma pieni di potere. C una migliore differenziazione tra morbido e debole. Possono permettere a loro stessi di ammorbidirsi senza paura che possano essere visti come deboli. Non debbono pi dipendere dalla durezza della loro corazza per sentirsi potenti.Creare le Strutture Interiori Questi tipi di risposte che derivano dalla mobilitazione del processo dellinstroke descrivono un risultato affascinante ed inaspettato. Diciamo che c uno sviluppo spontaneo delle strutture interiori tra il s ed il soma che prima non esistevano. i vecchi comportamenti corazzati sono in grado di sparire semplicemente, senza lavorarci sopra o attraverso. Lo sviluppo di nuove strutture rimpiazza le vecchie strutture sviluppate dalla corazza. E un fatto costante e sempre sorprendente sentir dire ai pazienti che hanno dimenticato di essere continuamente arrabbiati verso i loro genitori o partners, di essere timorosi in situazioni specifiche dove si sentivano sempre timorosi, di credere in certe cose nelle quali hanno sempre creduto. Le risposte dimenticate venivano tutte dallo stato corazzato. Quale risultato del processo di raccoglimento derivato dalla mobilitazione dellinstroke, i pazienti stanno creando spontaneamente nuove strutture interiori che ora spiazzano le risposte precedenti proprie della corazza. Le emozioni, i pensieri e le credenze derivate dalla corazza crollano via semplicemente. Lesempio dato sopra del senso di un sole dentro tipico. i pazienti sentono un calore generato da s stessi, sentono che possono scaldarsi da soli, prendersi cura di s meglio di quanto pensassero. Non sono cos dipendenti da fonti di calore esterne sia in senso fisico che emozionale. Cominciano a vedere che hanno qualcosa da dare. Come risultato, la loro immagine di s come isolata e che non ha niente da offrire e tutta la paura e la rabbia che deriva da questa immagine, inizia a cadere. Queste strutture interiori non sono semplicemente parti che vengono fuori dal s che stato reintegrato, anche se questo certamente succede. Si sviluppano comunque nuovi aspetti nel regno psichico, emozionale e fisico che non esistevano prima. E un nuovo sviluppo del s. Questo un altro aspetto del processo di informazione menzionato prima nella funzione della spirale di ritorno dellinstroke. Nuove strutture vengono create da questo processo di condensazione alle quali viene poi data una forma. Questidea viene ulteriormente sviluppata nellarticolo di Michael Munzels sul narcisismo.Lo Sviluppo del Confine e lInstroke La creazione di nuove strutture ci porta allultimo argomento di discussione sullinstroke il processo di costruzione del confine. Quello che vediamo lo sviluppo spontaneo di sani confini che vanno a sostituire i confini rigidi che erano stati sviluppati dalla corazza. La corazza un processo di confinamento e mentre ha potuto svolgere una funzione storica importante, adesso interferisce con la vita del paziente. E sorprendente vedere lo sviluppo spontaneo di nuovi confini puramente attraverso la mobilitazione dellinstroke della pulsazione. Senza lavorare direttamente sui temi del confine, questi problemi mutano ed i pazienti riportano cambiamenti notevoli nelle loro relazioni. Mentre vediamo chiaramente il verificarsi di questo fenomeno in maniera regolare, la nostra comprensione di come ci accada ancora limitata. Pi lavoriamo nellambito di questo processo, pi la nostra comprensione si

approfondir. Il modello di sviluppo del confine che verr offerto a seguito, applicabile a qualsiasi scuola o tecnica terapeutica. Ogniqualvolta si verifichi lo sviluppo di un sano confine, crediamo che sempre radicato nel processo dellinstroke, non importa quale sia lapproccio utilizzato per mobilitarlo. Vediamo le funzioni di confinamento come energetiche, soprattutto in termini di pulsazione. Il flusso verso lesterno crea lesperienza, ed il flusso verso linterno agisce come un sistema di ritorno ed organizza lesperienza. Lesperienza messa in una forma significativa grazie allinstroke della pulsazione, ed ora possiamo considerare la persona informata ed in forma. Il raccoglimento e lorganizzazione dellesperienza attraverso la funzione dellinstroke il senso compiuto dellesperienza e rappresenta il processo di sviluppo del confine. Poich lorganismo si raccoglie verso il centro, avviene un processo compatto e di condensazione. E un raccoglimento ed organizzazione di tutte le risorse che possiede il paziente. Queste risorse potere, abilita, forza, e talento sono ora pi concentrate, chiara e disponibili al paziente per essere utilizzate al meglio. Inoltre, le nuove strutture interiori che si stanno sviluppando sono ben confinate, al passo con il loro sviluppo stesso. Il senso di s diventa pi chiaro sia laspetto positivo, sia quello negativo. Grazie al processo di condensazione, la persona ora abbastanza radicata per gestore i cosiddetti aspetti negativi direttamente, senza doverli proiettare o reprimere. Si trova anche in una posizione migliore per agire gli aspetti positivi. Uno dei cambiamenti spontanei pi evidenti, legati al processo di confine, che vediamo nei pazienti, legato alla loro relazione con i genitori. I pazienti smettono di vedere i genitori come oggetti ed iniziano a vederli come persone che sono diventati loro genitori. Come ha riportato una paziente, si era sviluppata una distanza soddisfacente tra lei e la propria madre. C separazione senza isolamento (unaltra differenza tra linstroke e la contrazione). Le strutture senza confini, sono quelle con una bassa funzione di instroke. Poich non c un processo di centratura, non si pu formare alcun centro. Sono lasciate con un ego debole, uno scarso sviluppo del s e senza un effettivo sistema di difesa, che li lascia suscettibili a crollare tutto in una volta. Un esempio viene dato da una paziente con un corpo rotondo, senza forma, e sempre esausta di fare troppo. Aveva anche una paura terribile delle sue sessioni di supervisione in un programma di addestramento che stava seguendo. Tutte e tre queste caratteristiche rappresentano uno scarso confine. Lei era senza forma nel suo corpo, era dappertutto nel suo comportamento a causa della mancanza di limiti reali ed aveva paura di sostenere le supervisioni per lo scarso sviluppo del suo ego. Per presentarsi in maniera coerente alle sue supervisioni avrebbe dovuto prendere una posizione prendere forma ed allora sarebbe stata vista. Le strutture sovrallimitate danno limpressione opposta, ma il risultato funzionale lo stesso. Esse presentano dei confini supersviluppati, rigidi, corazzati esternamente che danno lillusione di forza e servono anche come ego. Ma poich questi confini sono periferici, neanche loro posseggono un centro reale. Distinguiamo tra confini corazzati e confini sani, tra prevenire e proteggere, tra instroke e contrazione. Le difese sono necessarie, ma la loro qualit determina il loro funzionamento e, come risultato, lesperienza. I confini sani sono flessibili, plastici, malleabili. Proteggono lintegrit dellorganismo e sono orientati verso il presente ma anche in grado di mantenersi in sospeso. Il termine physicist di Erich Jantsch che parla di struttura ottimale temporale e strutture in progresso rappresenta al meglio questo punto di vista. La paziente carente di confini menzionata precedentemente ha riportato con sorpresa pi mi strutturo, pi fluisco. La corazza inflessibile, rigida, paralizzante. E automatica e pu essere sia conscia, sia inconscia. In entrambi i casi comunque fuori dal controllo della persona. La corazza sempre contro qualcosa, mai per qualsiasi cosa. Paradossalmente, il contatto reale anche se in fusione pu verificarsi soltanto in presenza di un confine reale ed una reale separazione. Io debbo vivere la mia esperienza di essere separato da te prima che io possa entrare in contatto con te. Senza confini, io non ho nessuna percezione del mio s. Non c nessuno n s n ego per fare lesperienza. Ripeto, c una differenza essenziale tra isolamento (contrazione) e separazione (instroke). Vediamo meglio i confini svilupparsi in tutti i campi attraverso la mobilitazione dellinstroke. Fisicamente il corpo comincia a prendere una forma pi netta. i segmenti si differenziano meglio senza segmentazione. Paradossalmente, c ununione crescente nel corpo man mano che i segmenti vengono definiti pi chiaramente ed inoltre i segmenti fluiscono uno nellaltro. Pi di una volta ho sentito me stesso dire ai pazienti: Io vedo ora la tua testa ed il collo. Vediamo anche altre alterazioni fisiche come un cambiamento nel ciclo mestruale. Il flusso cambia nel modo di essere confinato in maniera migliore. Viene, ha una durata pi breve ma pi intenso per quel tempo pi breve. Non si prolunga per una settimana o pi. E lo stesso per la digestione, il sonno ed altre attivit fisiche. Le emozioni sono organizzate ed espresse in maniera migliore. C un processo chiarificatore che si sviluppa laddove il paziente separa le sue emozioni da quelle degli altri e diventa cosciente del suo contributo al problema. Ci sono meno lamentele nei confronti degli altri e meno sensazioni di essere vittima.

Una paziente ha riportato che, nel contatto con suo padre, lui non la vedeva. Dice ancora Non mi ha ferito tanto quanto avrei pensato, ma vedo com triste il fatto non abbia potuto condividere la mia felicita. Vedo che comunque mi ama a modo suo. Unaltra, dopo essere stata rifiutata da un amante, afferma: E triste ma va bene, io non sono una cattiva persona. Il regno mentale anche si riorganizza e il pensare ed il parlare diventano pi chiari e pi semplici. Viene detto di pi con meno parole. Una paziente improvvisamente disse: Adesso chiaro, Io non voglio avere un bambino. La lunga lotta per decidere finita. I confini si sviluppano semplicemente attraverso il fatto che lorganismo organizza le proprie esperienze e s stesso linstroke definisce, delinea e d forma. Ci che affascina che tutto quello che riguarda questi cambiamenti nel confine, avvengono senza lavorare sul tema del confine. Sorgono spontaneamente come risultato della mobilitazione dellinstroke e del processo di organizzazione che ne deriva. Due forme di instroke?Originariamente, avevo sviluppato quello che ho chiamato la tecnica dellinstroke, per sostenere il processo di scaricamento. Stavo lavorando in qualit di insegnante di Radix, ed il pezzo centrale delle sessioni di Radix era lo scaricamento vegetativo. Come ho gi detto, questa tecnica orientata verso loutstroke era difficile per i pi contratti, le strutture plasmatiche che bloccavano linstroke. Lo sviluppo dellinstroke ha aiutato a produrre delle pulsazioni corporee piene ed uno scaricamento aperto. Questa tecnica preveda che la persona sia distesa sulla schiena con le ginocchia verso lalto ed i piedi sul pavimento. Nel momento in cui viene attivata la pulsazione dellinstroke, la schiena si solleva ed il corpo si racchiude come in una sfera. Nella fase di rilasciamento, il corpo si allunga e la persona torna nella posizione distesa. Questo movimento di raccoglimento/allungamento dovr essere ripetuto ed intensificato nella misura in cui questo processo va in profondit fino ad arrivare allo scaricamento. Il raccoglimento dentro una sfera la fase dellinstroke e lallungamento la fase delloutstroke. Questo il movimento pulsatorio reale del corpo raccogliersi ed espandersi in un flusso ritmico. Mima la descrizione di Reich sul riflesso dellorgasmo. Allora, una cosa strana cominciata ad accadere. Quando questo instroke arrivava, alcune volte avveniva che il paziente non voleva ritornare nuovamente al movimento ritmico usuale. Voleva restare raccolta in una sfera con le ginocchia sotto il mento e le braccia attorno alle gambe. Cera una grande enfasi nella fase di raccoglimento ed un desiderio di restare in quello stato di raccoglimento sia fisico che psichico. In maniera classica, questa posizione sarebbe vista come una rinuncia, un evitamento, una resistenza. Somigliava alla posizione fetale. In una parola contratta. Ma io potevo vedere che il movimento ed il trattenimento non erano una contrazione, cosi lho sostenuto. (In Significato ed Espressione, Energia & Carattere, 1988, ho discusso questo fenomeno pi ampiamente). Non seguivano forti movimenti verso lesterno. Il paziente si rilassava semplicemente dopo un po e grazie al cambiamento che si verificava una volta fuori dalla contrazione, ho creduto che quella non fosse affatto una contrazione. La corazza era stata rilasciata senza una rottura per passare attraverso di essa o lavorare per attraversarla: visioni pi chiare, ricordi ed emozioni venivano spontaneamente, problemi che erano l da tempo venivano visti ora in maniera diversa, situazioni sulle quali non si era mai lavorato si risolvevano. E quando veniva unemozione, era di solito un tipo di sospiro profondo, di sollievo senza altri contenuti. Non cera una tematica a questa tristezza e si poteva provare in maniera buona e sicura. Il sospiro poteva alternarsi spesso alla risata. Cera sempre un profondo senso di benessere, persino durante lespressione di emozioni profonde. Sembrava che ci fosse un secondo instroke. Quello che ora appare chiaro che il primo movimento dellinstroke con il quale stavamo lavorando, era di fatto un processo secondario di un instroke pi profondo. Il movimento di raccoglimento, il trattenimento, lespressione emozionale erano manifestazioni di mobilitazione di un processo dellinstroke pi profondo, che non poteva essere visto direttamente. Verso la fine degli anni 40, Reich ha scritto chiaramente che la scarica delle emozioni non era n lessenza del lavoro n cosi importante che si verificasse. Cosi come lemergere dei ricordi e lavorare attraverso materiale storica non era quello su cui stava lavorando. La scoperta di questo instroke primario d un senso allaffermazione di Reich. Noi crediamo ora che possibile lavorare senza scarica/espressione, senza necessariamente dover lavorare attraverso materiale storico. Possiamo ora evitare i limiti ed i rischi del lavoro classico di scarica, e continuare comunque a lavorare energeticamente. Se osserviamo il diagramma che segue (Diagramma II), possiamo vedere che c un movimento energetico primario ed un movimento energetico meccanico. Il movimento meccanico un riflesso diretto a livello psicosomatico e comportamentale di ci che accade ad un livello primario. A livello meccanico, il sistema neuro-muscolare coinvolto direttamente. Ogni esperienza energetica sar riflessa in movimento fisici cosi

come in emozioni. Quando si lavora su questo livello, il paziente deve scaricare le emozioni, lavorare attraverso materiale storico, interpretare ed integrare. Quando lesperienza energetica resta sotto questa scissione tra psiche e soma, lo stato emozionale e neuromuscolare non deve essere coinvolto. Questo pi vicino alla funzione plasmatica, come rappresentata nellameba. A questo livello, non ci sono ricordi da risvegliare, emozioni da attivare o muscoli da rilasciare. Questo ci che vediamo quando mobilitiamo linstroke primario. La persona di solito non si muove. Si va spesso dentro uno stato alterato di coscienza si va verso qualcosa menzionata in precedenza molto simile ad uno stato di meditazione o alpha. E qui che giace il problema e i cambiamenti si producono. Ci che vediamo quando il comportamento del paziente cambia semplicemente un riflesso dellalterazione ad un livello pi profondo. Dopo la mobilitazione dellinstroke, una pi piena pulsazione possibile. Noi vediamo allora queste alterazioni riflessi nel livello pi alto della psiche e del soma. Tutti i cambiamenti menzionati prima nel corpo e nel s, cosi come la caduta della corazza sono risposte frutto di una ri-sistemazione a questo livello pi profondo, pi primario. Vi una ricostruzione delle funzioni a livello del nucleo. Possiamo anche vedere la creazione delle gi citate strutture interiori, che indica una nuova struttura nelle potenzialit del nucleo e nel suo funzionamento. Non c spazio sufficiente per andare oltre su questo. Verr comunque ripreso negli articoli successivi. Ci che importante sapere ora che il processo di instroke un movimento profondo verso linterno che non ha segni visibili per losservatore esterno. E come guardare qualcuno che medita. A volte pu anche essere sentito dagli altri nella stanza. Ma appare come se nulla stesse accadendo. Infatti, la persona sta andando in profondit e allo stesso tempo creando e ri-creando ci che . La breve descrizione dellinstroke e la sua funzione per aiutare ad introdurre gli articoli successivi. i principi sottolineati qui trovano la loro strada nelle nostre vite in tante formulazioni diverse. Gli articoli successivi descriveranno alcuni di loro e mostreranno come linstroke cos importate per uno sviluppo rapido, nelle nostre vite odierne e nel processo terapeutico. E mia convinzione che il futur delle psicoterapie corporee energetiche giace molto nello sviluppo della mobilitazione dellinstroke della pulsazione.Will Davis

Osteopatia Integrata? (Tra biomeccanica e bioenergetica)


Postati in Osteopatia con i tag Osteopatia, bioenergetica su 6 ottobre 2010 da lapotenzanellaquiete

La maggior parte delle Facolt prepara i medici, non per avere cura della salute degli uomini, bens per esercitare una medicina che non vede che la malattia o i mezzi tecnici per combatterla. Sempre c un professionista disposto a somministrare un nuovo medicinale perch il paziente fugga da se stesso. La dipendenza del farmaco annulla la capacit di lottare. Ricorriamo sempre ai farmaci anche per casi banali. Necessitiamo, insisto, di centri di salute, non di servizi di malattia (Halfman MAHLER, Direttore generale dellOrganizzazione Mondiale della Sanit)Introduzione Il dolore vertebrale si impone alla nostra attenzione per almeno tre ragioni essenziali : la diffusione, la cronicit, il costo sociale. E noto che circa l80% degli individui durante la vita lavorativa soffre di mal di schiena, con livelli diversi di gravit. Di fronte a questa enorme diffusione, in talune situazioni cliniche si pu riscontrare la tendenza a sopravvalutare alcune patologie, come lartrosi, che spesso non sono la causa reale del dolore del paziente, ma ne rappresentano piuttosto una sorta di giustificazione accettabile o di capro espiatorio. In effetti, una delle caratteristiche sostanziali del dolore vertebrale la sua ridotta specificit, dovuta allampio spettro di situazioni patologiche potenzialmente responsabili della sintomatologia algica e invalidante. Questa aspecificit correlata con la complessit del sistema rachideo e delle sue intime connessioni con aspetti non soltanto biomeccanici e posturali, ma anche reflessogeni, psicologici, neurologici, reumatologici, neoplastici. Tale aspetto polimorfo giustifica e leggittima un approccio clinico globale, sia in fase diagnostica che terapeutica, dove i vari orientamenti terapeutici non sono in antagonismo o in competizione, ma necessitano piuttosto di integrazione, per permettere di volta in volta di individuare in modo eclettico le cure pi adeguate alla dimensione patologica espressa dal paziente. Questo orientamento oggi ampiamente condiviso, in quanto la strada necessariamente quella

dellintegrazione di pi apporti nel quadro di una rieducazione globale che affronti completamente tutti i fattori di rischio da cui il paziente interessato (S. Negrini, 1994). Un dato che merita di essere sottolineato il rapporto tra la sintomatologia rachialgica ed il sottostante quadro anatomo-patologico, ovvero la relazione esistente tra il dolore percepito dal paziente ed il danno organico oggettivamente diagnosticabile a livello vertebrale. Nonostante laltissima incidenza del mal di schiena di cui si fatto cenno, i casi in cui riconoscibile un substrato anatomo-patologico che possa oggettivamente giustificare la sintomatologia rachialgica rappresentano una minoranza che non supera il 20 (Nachemson, 1983) o il 30 per cento (Loeser, 1980). Quindi la lombalgia cosiddetta funzionale o comune, non attribuibile ad un quadro anatomo-patologico completamente definito (quale ad es. : ernia del disco, spondilolisi spondilolistesi, stenosi del canale vertebrale, radicolopatie,), rappresenta circa l 80 % dei casi riscontrabili nella pratica clinica. Nonostante questa altissima percentuale, linteresse della Medicina Ufficiale verso questo quadro clinico stato tradizionalmente scarso, forse proprio per lassenza di una grave compromissione anatomopatologica associata alla sintomatologia. Di fronte a questo tradizionale disinteresse, assistiamo oggi ad un crescente sviluppo di metodologie terapeutiche che considerano tutti i possibili fattori che, accanto a quelli anatomo-patologici, entrano in gioco nel dolore vertebrale. In particolare, laspetto psicosomatico del dolore vertebrale ormai diffusamente accettato e riconosciuto dalla maggioranza degli studiosi che si interessano al problema, anche se provenienti da ambiti diversi da quelli della psicologia a della medicina psicosomatica (ortopedia, reumatologia, neurologia, fisiatria, chinesiologia,). Secondo, la definizione della Societ Internazionale per lo Studio del Dolore, il dolore costituisce unesperienza emotiva e non soltanto una condizione fisica sgradevole; per tale ragione la diagnosi e la terapia del dolore non possono essere circoscritti ai soli atti terapeutici medici o chirurgici. A livello diagnostico, unapprofondita indagine anamnestica ed una valutazione neurologica e psicologica devono affiancare gli esami strumentali, onde poter riconoscere lentit e la natura del dolore e di latri disturbi della sensibilit e della percezione corporea spesso associati. A tal proposito giova ricordare che il dolore vertebrale, anche quello originato da una noxa primaria, tende ad avere una componente psicologica che caratterizza lo stato di malattia e che rende impossibile una soluzione puramente strumentale del problema. Quando il dolore vertebrale assume carattere di cronicit, la valenza psicologica acquista di norma maggior rilievo, in quanto la sovrapposizione di componenti psicologiche tende ad aumentare con la durata della malattia. Quindi la componente psicologica va indagata e curata non soltanto quando si presente come causa primaria o concausa della malattia (prevalenza dellaspetto psicogenetico), ma anche quando si presenta associata ad una malattia in cui possibile riconoscere oggettivamente cause organiche ben definite (prevalenza dellaspetto somatogenetico); quindi va indagata e curata in tutte quelle situazioni in cui coesistono in varia misura e proporzione aspetti somatici e aspetti psicologici, aspetti che interagiscono tra loro in modo complesso e sistemico, in quanto lorganismo funziona e reagisce come un insieme, anche quando il problema sembra essere locale.Il fattore Muscolo-Tensivo Per cercare di comprendere le complesse interazioni tra gli aspetti somatici e gli aspetti psichici di cui si fatto cenno, opportuno soffermarsi sul fattore muscolo-tensivo, ovvero su quellinsieme di tensioni muscolari che in varia misura sono costantemente presenti in caso di rachialgia. Il mutuo rapporto tra dolore-contrattura muscolare-limitazione funzionale, stato diffusamente descritto ed analizzato dagli studiosi che si sono occupati del mal di schiena.La sindrome muscolo-tensiva, di comune osservazione nella pratica clinica nelle sue varie forme (basti pensare, ad esempio, alla cefalea muscolo-tensiva cervicale; cfr. Scoppa e Nicodra, 1994 e 1994b), si pu trovare associata o meno a quadri anatomo-patologici ben definiti (ernia del disco, spondilolisi-spondilolistesi, stenosi del canale vertebrale,) cos come pu essere correlata con disturbi funzionali e/o posturali (disturbi intervertebrali minori, sindrome delle faccette articolari, alterazioni scoliotiche o ipercifotiche,), oppure pu essere riconducibile ad un substrato psicosomatico che si esprime a livello dei tessuti muscolari con uno strato tensivo ed ischemico. Quindi il fattore muscolo-tensivo rappresenta una costante pressocch sempre presente nel dolore vertebrale, sia in presenza di un danno organico o di un deficit funzionale, sia in assenza di questi.

Questa costante presenza di una problematica tensiogena impone una riflessione accurata su tutte le possibili cause che la possono alimentare, e pu rappresentare il trait dunion per una comprensione realmente globale ed unitaria della sofferenza psicofisica del paziente. A questo proposito faremo riferimento ai principi dellAnalisi Bioenergetica, secondo cui ogni tensione muscolare cronica uno stress continuo che si esercita sul corpo (Lowen, 1983). Laffermazione di Lowen inquietante, specie se consideriamo gli effetti subdoli e deleteri di questo stress cronico sullorganismo. Alla luce del fondamento dellAnalisi Bioenergetica di identit funzionale tra processi corporei e processi psichici, queste tensioni rappresentano il corrispettivo somatico dei conflitti psichici. A livello corporeo, due funzioni tra le pi significative sono il respiro e il movimento. Nella pratica clinica costante osservare come nel soggetto con problemi emozionali entrambe queste funzioni sono disturbate da tensioni muscolari croniche. Questo disturbo tensiogeno coinvolge di norma anche le grandi funzioni dellorganismo, come la sessualit, la digestione, il sonno. Alcuni specifici tratti caratterizzali e personologici, analizzati in altra sede (Scoppa. 1993), possono essere responsabili dello stato di tensione; queste tensioni muscolari hanno una relazione con la capacit percettiva e di presa di coscienza corporea del soggetto. Tutti i rieducatori che hanno affrontato il problema del mal di schiena in modo non meramente meccanicistico e strumentale, si sono dovuti confrontare con la scarsa o inadeguata presa di coscienza corporea del paziente rachialgico, con una sensibilit propriocettiva carente o ridondante e quindi un controllo posturale perlopi alterato o non funzionale. Questa carente percezione corporea di norma ancor pi evidente in tutta la regione dorsale in quanto scarsamente rappresentata a livello corticale; carente percezione che assume maggior rilievo quando la struttura rachidea presenta algie, contratture muscolari, blocchi articolari. Ebbene, lAnalisi Bioenergetica ci aiuta a capire quanto questa scarsa percezione a consapevolezza di s sia connessa con le tensioni muscolari croniche e quindi con aspetti psico-emotivi. Questo tipo di tensione si presenta come uno spasmo muscolare persistente ed inconsapevole, che diventato parte della struttura corporea del soggetto e della sua modalit di funzionamento. Finch non provocano dolore, queste tensioni croniche sono difficilmente percepite dalla persona; quando ci accade, il paziente pu riconoscere lo stato di tensione che sottende il dolore, ma non consapevole del suo significato e del perch si sia sviluppato, cos come incapace di ridurre in qualche modo il fattore tensiogeno. In assenza di dolore, difficile che il soggetto sia consapevole del proprio portamento, del proprio modo di muoversi, della propria postura: normalmente si sente a proprio agio nel proprio atteggiamento stereotipato, ed inconsapevole di ci che questo atteggiamento strutturato comporta a livello di benessere, di vitalit, di motilit. Un muscolo entra in tensione quando sotto stress. Gli stress possono essere di natura fisica o di natura emotiva. Sopportare un peso considerevole uno stress fisico : quando lindividuo avverte la fatica o il dolore, interrompe lattivit o lascia cadere il peso. Se, al contrario, non c la possibilit di rimuovere lo stress, la muscolatura va incontro ad uno stato di spasmo. Lowen ha dimostrato, e chiunque abbia affrontato un serio lavoro di terapia bioenergetica ne pu essere consapevole, che uno stress emozionale analogo ad uno stress fisico, in quanto la muscolatura si contrae per trattenere o contenere emozioni, analogamente a come avviene nel sostenere un peso : se il trattenere si prolunga abbastanza, la muscolatura andr incontro ad uno spasmo cronico poich impossibilitata a liberarsi della tensione. Di fronte a questo quadro clinico, le tecniche di massaggio hanno ottime possibilit di lenire il dolore, in quanto sono in grado di ridurre lo stato di tensione muscolare. Ma se la causa della tensione non viene eliminata o almeno ridotta, la sola massoterapia risulta un rimedio parziale e temporaneo. Ricapitolando, qualsiasi emozione che non pu essere liberata rappresenta una fonte di stress a livello muscolare, e la perdita parziale o totale di consapevolezza corporea causata da tensioni muscolari croniche. La correlazione tra tensione muscolare e inibizione dellemozione talmente stretta che in Analisi Bioenergetica possibile valutare quali impulsi o sentimenti siano trattenuti in un determinato soggetto esaminando le sue tensioni muscolari. Numerosi esempi possono aiutare ad illustrare questi concetti, per cui rimandiamo allabbondante produzione bibliografica di Lowen. La consapevolezza corporea strettamente legata al movimento corporeo. Noi siamo in grado di percepire ci che si muove ; ci che non si muove scarsamente percepito o addirittura completamente fuori dalla nostra percezione cosciente.

Per tale ragione, le parti del corpo bloccate da tensioni muscolari croniche sono pressoch escluse dal normale campo propriocettivo ; non solo, ma lindividuo non nemmeno consapevole delle tensioni responsabili del deficit motorio e del deficit percettivo.

ll primo passo per favorire un risveglio propriocettivo o delle zone rigide e silenti di far prendere coscienza al soggetto delle tensioni croniche che affliggono questi distretti corporei. In terapia bioenergetica ci si ottiene facendo assumere al soggetto delle particolari posizioni in cui pu percepire le proprie tensioni, e facendo eseguire alcuni specifici esercizi che ci permettono di verificare la libert e larmonia del movimento (cfr. A. e L. Lowen, 1979).

Quando il soggetto recupera una certa capacit di presa di coscienza con le zone corporee mal percepite, pu provare a liberare le tensioni croniche latenti che sottendono linsensibilit. Il movimento quindi in grado di scaricare muscoli cronicamente in tensione, ma su questo punto opportuno fare una precisazione. Finch un movimento viene attuato in forma meccanica e rigidamente controllata, gli impulsi repressi, vengono trattenuti, e non c alcuna possibilit di contattare lo stress emozionale che sottende la tensione. La chinesiterapia, la ginnastica propriocettiva, la ginnastica medica, e in particolare le metodologie che si basano su un lavoro percettivo-motorio di presa di coscienza corporea e di rieducazione propriocettiva e posturale, si rivelano estremamente utili per il paziente rachialgico, ma non sono in grado di contattare quelle dinamiche emozionali di cui lo stesso soggetto non consapevole. Daltra parte non certo questo lobiettivo delle tecniche chinesiterapiche. Su tale presupposto si basa la nostra proposta di integrare il programma chinesiterapico, utile ed insostituibile a livello biomeccanico e posturale con la terapia bioenergetica, che, pur partendo anchessa da un lavoro corporeo, agisce su di un livello diverso.

Tra Biomeccanica e Bioenergetica: lapproccio integrato


Quanto esposto nei paragrafi precedenti si traduce a livello operativo in un approccio terapeutico integrato. Questo approccio consiste in una versione originale e bioenergetica di Back School (Scuola della schiena), attualmente uno dei programmi chinesiterapici pi diffusi e accreditati per il trattamento biomeccanico e

posturale delle rachialgie. La Back School viene oggi a ragione definita un approccio assolutamente essenziale nel trattamento del paziente lombalgico (S. Negrini, 1,994). Ferme alcune linee fondamentali, quali leducazione del paziente, gli specifici esercizi di ginnastica medica, lobiettivo di responsabllizzare e di rendere autonomo il paziente (self-help), la Back School si presenta come un programma flessibile al punto tale che si pu affermare che esistono tante scuole della schiena quanti sono i rieducatori che la applicano (White, in S. Negrini.1994). La nostra proposta di Back School (cfr. bibliografia) si caratterizza per lapproccio integrato cd individualizzato del paziente rachialgico, e si propone di considerare al contempo i problemi chinesiologici, biomeccanici, posturali, psicosomatici che in varia misura possono entrare in gioco nella sofferenza vertebrale. A livello applicativo, prevista la possibilit di intervenire con trattamenti individuali di chinesiologia, reflessologia, terapia manuale, onde evitare il rischio di un inserimento frettoloso del paziente nel gruppo di Back School senza risultati apprezzabili. Queste tecniche individuali garantiscono una notevole efficacia antalgica e permettono di agire direttamente o in via riflessa sul problema muscolo-tensivo di cui si diffusamente parlato. Tra gli obiettivi di questo nostro programma rieducativo vi la gestione degli stress e la ricerca del proprio equilibrio psicosomatico. In generale, a tutti i pazienti viene data Iopportunit di prendere coscienza degli intimi rapporti che concorrono nel loro insieme ad una condizione di benessere e di salute. Tale percezione non teorica, ma si basa su di un training esperienziale individualizzato : ci avviene ad esempio, con esercizi di presa di coscienza corporea, con tecniche di rilassamento propriocettivo e di rilassamento autogeno, con la classe di esercizi di Bioenergetica. Durante questo training esperenziale, il paziente pu prendere coscienza di una dominante psicosomatica del proprio disturbo rachideo, e manifestare il bisogno di affrontare analiticamente il problema. In questo caso, mantenendo il corpo come punto di riferimento primario ed essenziale della terapia, il paziente pu cos fisiologicamente ed armonicamente integrate il lavoro biomeccanico con quello bioenergetico. Tra biomeccanica e bioenergetica, il paziente apprende le modalit per uscire dal mutuo rapporto tra dolore - contrattura muscolare - limitazione funzionale, e scoprire come, con lAnalisi Bioenergetica, sia possibile aggredire i due canali del disturbo, quello fisico e quello psico-emotivo, perch esse non sono altro che due facce della stessa medaglia.un articolo del Prof. FABIO SCOPPA, Dottore di Ricerca in Neuroscienze, Psicologo Psicoterapeuta, Osteopata D.O.m.R.O.I., Direttore della Scuola di osteopatia I.F.O.P.un coraggioso avvicinamento dellosteopatia alle scoperte di W. Reichanche se attraverso LowenStanislav Grof: la mente olotropica
Postati in Metanoia, Noetica, Nuova Psicologia con i tag Groff, paradigma olografico su 5 ottobre 2010 da lapotenzanellaquiete

[...Chi conosce gi Jung pu capire di cosa tratta questa particolare scienza; la mente olotropica fa il paio con il paradigma olografico, e in tutto ci il Connettivismo ci sguazza come se fosse il suo ambiente naturale. Ovvio ed evidente che lavanguardia scientifica e quella letteraria tendono verso un punto di merge posto in un metaterritorio dove fisicit e altre dimensioni altrettanto fisiche, ma non ancora conosciute se non immaterialmente, si incontrano su piani non tridimensionali.Ecco un breve brano dellintervista Sulla scia di nuovi concetti e scoperte in varie discipline scientifiche, la filosofia della scienza tradizionale occidentale, con i suoi presupposti fondamentali e il suo paradigma newtoniano/cartesiano, veniva messa sempre pi in discussione. Tra le varie sfide da sostenere vi erano le scoperte e le implicazioni della fisica quantistica e relativistica esposte da Fritjof Capra, Fred Alan Wolf, David Peat e da molti altri; la teoria dellolomovimento di David Bohm; il modello olografico del cervello proposto da Karl Pribram; Gregory Bateson con la sua brillante sintesi di cibernetica, di teorie dellinformazione e dei sistemi, di logica, psicologia ed altre discipline; il lavoro di Rupert Sheldrake sui campi morfogenetici; gli studi di Ilya Prigogine sulle strutture dissipative e lordine mediante fluttuazione; il principio antropico in astrofisica, e cos via. Era entusiasmante vedere che tutti questi nuovi sviluppi non erano conciliabili con il pensiero

newtoniano/cartesiano del diciassettesimo secolo, n con la filosofia monistica e materialistica della scienza occidentale, ma erano compatibili con la psicologia transpersonale. Ora facilmente intuibile che la psicologia transpersonale diverr, nel futuro prossimo, parte integrante di una nuova visione del mondo pi completa, che integri spiritualit e scienza. Ma cosa significa, esattamente, psicologia transpersonale? E perch il Connettivismo vi si identifica, anche se parzialmente? Provo a dare una spiegazione rudimentale, soprattutto perch sono un semplice appassionato di psicologia, non un esperto. Sostanzialmente, la particolare visione della psiche umana suggerita dalla psicologia transpersonale non si ferma ai puri aspetti freudiani, ovvero traumi accaduti in et pi o meno giovane che hanno generato strascichi e che si perpetuano nellesclusiva sfera materiale, dove per materiale si intende anche il dominio mentale, psichico, cerebrale, ma non spirituale. Jung andava pi in l: nei suoi studi dipartiva dal maestro Freud per giungere a nuovi risultati in cui giocavano un ruolo fondamentale anche gli archetipi, le pratiche sciamaniche, tutto il retroterra culturale e magico in cui lumanit si trovata a suo agio per millenni. Grof, ora, sembra andare oltre: mette nel calderone anche le scoperte quantistiche, le implicazioni della matematica e della termodinamica, e cos via. Proprio le stesse implicazioni che scorgiamo noi, nel Connettivismo, tanto da spingermi ad affermare che Connettivismo e psicologia transpersonale si possono sovrapporre per quanto riguarda laspetto olografico, ovvero per la convinzione che le dimensioni attigue invadano continuamente il nostro continuum spazio-temporale, influenzando la nostra esistenza ben pi di quello che il pensiero materialista tende a concedere, ovvero nulla. Ecco perch importante prendere coscienza del tutto, quando il tutto significa s materialit, ma anche spritualit, misticismo, ricordi di vite precedenti, sciamanesimo, teoria dei quanti, teoria del caos, universi paralleli e quantaltro. La psicologia transpersonale promulga linteresse verso forme di animismo, convinta assertrice che esistano luoghi in cui dimorano spiriti antichi, demoni o semplici elementali; luso dellLSD fu propedeutico a questa scienza, nel senso che spalanc un mondo olografico in cui i significati delle visioni avevano una radice antropologica, e anche mistica, del tutto sconosciuta ai soggetti che sperimentavano lo psichedelico (ne ricordo il significato letterale: rivelatore della psiche) per lo pi in una situazione di malattia terminale. A questo scopo allego un altro, significativo, brano dellintervista La scienza materialistica occidentale non lascia spazio ad alcuna forma di spiritualit e di fatto la considera incompatibile con la visione scientifica. Il fatto di essere spirituali equivale ad essere privi di comprensione scientifica del mondo, sinonimo di superstizione, di pensiero magico primitivo, di immaturit emotiva. Lsperienza diretta di realt spirituali segno di grave malattia mentale. La ricerca moderna nel campo della coscienza dimostra invece che la spiritualit una dimensione naturale e legittima della psiche umana e dellordine universale delle cose. Tutte le societ umane dellera preindustriale erano daccordo sul fatto che il mondo materiale, quello che percepiamo e nel quale operiamo nella vita di tutti i giorni, non lunica realt. La loro visione del mondo comprendeva lesistenza di dimensioni nascoste della realt, abitate da vari dei, demoni, entit disincarnate, spiriti ancestrali e animali di potere. Le culture preindustriali possedevano una ritualit e una profonda vita spirituale imperniate sulla possibilit di ottenere un contatto esperienziale diretto con questi regni e questi esseri solitamente nascosti, e di ricevere da questi ultimi informazioni importanti o aiuto. Essi credevano che questo fosse un modo utile e importante per influenzare il corso degli eventi materiali. Le descrizioni delle sacre dimensioni della realt e lesaltazione della vita spirituale sono in netto contrasto con il sistema di credenze che domina il mondo industriale. Secondo la scienza accademica dominante in Occidente, solo la materia esiste veramente. La storia delluniverso la storia dellevoluzione della materia. La vita, la coscienza e lintelligenza sono epifenomeni pi o meno fortuiti e insignificanti di questo sviluppo. Sono apparse sulla scena dopo miliardi di anni di evoluzione di materia inerte e passiva, in unirrilevante, minuscola parte di un immenso universo. ovvio che in un universo di questo tipo non vi sia posto per la spiritualit. Alla luce delle osservazioni tratte dallo studio degli stati olotropici, la consuetudine di ignorare

sprezzantemente la spiritualit e di relegarla nel campo delle patologie, tipica del materialismo monistico, ormai insostenibile. Negli stati olotropici le dimensioni spirituali della realt possono essere esperite direttamente, in un modo altrettanto convincente delle esperienze quotidiane nel mondo materiale. anche possibile fornire una descrizione graduale, passo dopo passo, dei procedimenti che facilitano laccesso a queste esperienze. Lo studio attento delle esperienze transpersonali dimostra che esse sono ontologicamente reali e che ci forniscono informazioni su aspetti importanti dellesistenza, aspetti ordinariamente nascosti. In generale, lo studio degli stati olotropici conferma lintuizione di C. G. Jung, secondo il quale le esperienze che traggono origine nei livelli pi profondi della psiche (quelle che nella mia terminologia definisco perinatali e transpersonali) posseggono una qualit particolare, che egli chiamava numinosit (riprendendo un termine usato da Rudolph Otto). Il termine numinoso relativamente neutro, ed pertanto preferibile ad altre accezioni simili, quale religioso, mistico, magico, santo o sacro, che sono spesso state usate in contesti discutibili e sono quindi facilmente fuorvianti. Il senso della numinosit fondato sulla comprensione diretta del fatto che stiamo entrando in contatto con una sfera appartenente ad un ordine superiore di realt, un ordine sacro, radicalmente diverso dal mondo materiale. Per evitare malintesi e confusioni, che in passato hanno compromesso dibattiti analoghi, fondamentale fare una netta distinzione tra la spiritualit e la religione. La spiritualit basata sullesperienza diretta di aspetti e di dimensioni della realt non ordinari. Non richiede un posto speciale, n la presenza di una persona ufficialmente preposta alla mediazione con il divino o un contesto Istituzionale . I mistici non hanno bisogno di chiese o di templi. Il luogo nel quale fanno esperienza delle dimensioni sacre della realt, compresa la loro propria divinit, costituito dal loro stesso corpo e dalla natura. Fonte: http://www.next-station.org

Stanislav Grof La Mente Olotropica

Michael Talbot Tutto uno

IL MISTERO DEI CRANI ALLUNGATI


Postati in Antropologia, Osteopatia con i tag civilt, cranio, Osteopatia su 4 ottobre 2010 da lapotenzanellaquiete

Esistono trattati di anatomia umana e di antropologia nonch, nellambito della patologia umana, descrizioni di ossa, specialmente craniali, inerenti le deformazioni craniche presso gli uomini del passato. In ogni angolo del globo, era diffusa la pratica, dai fini ancora sconosciuti, di deformare il cranio con delle assi di legno, in modo da renderlo o pi largo o pi lungo. In alcuni casi, si fatto richiamo alla vastissima patologia dello scheletro umano, in altri casi, alla pratica della deformazione rituale, come per i piedi delle geishe, in Giappone. La fasciatura rituale del cranio dei neonati avveniva per favorirne lo sviluppo di questo, secondo i canoni estetici e religiosi della cultura di appartenenza, in modo da renderlo dolicocefalo. Il termine deriva etimologicamente dal greco e vuol dire craniolungo. Questa pratica sembrerebbe essere stata diffusa in molti luoghi della Terra anche molto lontani fra loro, a prescindere dal rischio nella deformazione sostanziale di un cranio infantile mediante la fasciatura cosiddetta rituale. Troviamo crani dolicocefali in Egitto, in Per, a Malta, in Centro America, nellEuropa medievale dei Sassoni. etc.

In Egitto, sono state rinvenute mummie dal cranio dolicocefalo e perfino statue raffiguranti simili deformazioni. Specialmente nel periodo amarniano, ovvero, quello del faraone Amenophi IV, detto anche Akenaton e della sua consorte Nefertiti, che trasferirono la loro residenza a Tell-el-Amarna. Questo periodo della storia dellarte egizia caratterizzato da un mutamento radicale della rappresentazione umana, che diviene pi realistica e meno idealizzante. Ma, proprio in questo periodo, abbiamo le rappresentazioni dolicocefaliche nellarte. Quindi, verrebbe da pensare che gli Egizi usassero tale pratica gi precedentemente, ma solo ora possiamo saperlo, in quanto larte amarniana tradisce in un certo qual modo la vera forma estetica egizia, nascosta dallidealismo iconografico precedente. Interessante anche notare il fatto che tale pratica fosse diffusa anche tra popoli distanti luno dallaltro, i quali, in teoria, non avrebbero dovuto avere alcun tipo di contatto. Eppure, se nelle Americhe troviamo crani dolicocefali, e iscrizioni puniche, resti ossei appartenenti a personaggi di stirpe medio-orientale e africana, in Egitto si sono ritrovate tracce di nicotina e cocaina (derivati dal tabacco, che cresceva solo in America) tra le bende di alcune mummie, a dimostrare un probabile interscambio culturale tra queste due parti del mondo distanti miglia. In effetti, basti pensare alle grandi teste di basalto della cultura degli Olmechi, a La Venta, dai tratti cos negroidi, per intuire tale contatto, ignorato dagli studiosi odierni.

necessario sia esercitare una discreta pressione esterna sui segmenti ossei per ottenere la deformazione, sia mantenerla per un lungo periodo di tempo, probabilmente degli anni, cosa facilissima se iniziata ad unet scheletrica del soggetto ancora molto immatura quando le suture craniche non sono ancora saldate. La pressione esercitata sul cranio e protratta nel tempo era sicuramente causa di infezioni da decubito, spiegando oltremodo lalta mortalit dei bimbi nelle popolazioni menzionate. Si crede che tale usanza avesse il fine di aumentare le capacit cerebrali del soggetto. Tuttavia, la fasciatura rituale, o le altre pratiche utilizzate, deformavano il cranio ma non ne aumentavano la capacit volumetrica, quindi leccessiva intelligenza non a mio avviso da ricondurre al dolicocefalo. Altra causa principe era sicuramente quella della anomalia genetica (malformazione umana di Smith), che potrebbe partire da un processo detto craniosinostosi: con il termine craniosinostosi si intende la fusione prematura di una o pi suture craniche. Le suture craniche sono articolazioni di tipo fibroso che uniscono tra loro le ossa della volta cranica (costituita dalle ossa frontali, temporali, parietali e occipitali).

Normalmente, le suture craniche si chiudono (cio formano le sinostosi) solo in epoca postnatale; la sutura metopica (sutura della parte anteriore del cranio) si chiude attorno ai due anni, mentre le altre suture (sagittale, coronale e lambdoidea) si chiudono verso i 20 anni.

Nelle craniosinostosi, la saldatura delle suture pu avvenire gi in epoca prenatale o perinatale, oppure nel corso della prima infanzia, determinando unalterazione della forma del cranio. La sinostosi in definitiva un tipo di articolazione della famiglia delle sin-artrosi, ovvero, articolazioni prettamente fisse (quali vengono classificate le suture craniche). Se a 20 anni non si chiudono (esistono rari casi) o si ottiene lo stesso una maturit scheletrica del cranio, ma con la teca cranica pi lassa (mobile se cos si pu dire, con dei rischi dal punto di vista e funzionale e traumatico, in quanto il soggetto non ha un cranio capace di avere una struttura resistente e rigida), oppure c la possibilit di deformazioni varie. paragone tra un cranio normale ed uno appartenente alla cultura Maya dellVIII sec. d.C. Tengo a precisare che si tratta di casi limite e rari. Per fare un esempio, esiste un massaggio orientale di cui ho sentito parlare, in cui possibile, in un individuo sano, con delle manovre specifiche, muoverequeste ossa craniche come se fossero ossa separate, ma purtroppo non ho mai approfondito largomento (NB lo approfondir io in unaltro articolo ..il Tantrika) Lo sviluppo del cranio nelluomo caratterizzato da tre fasi: 1) 2) 3) formazione della ectomeninge;

formazione del tessuto cartilagineo e ossificazione.

La formazione dellectomeninge inizia dalla 3 settimana di gestazione e d luogo alle ossa della volta. Intorno alla sesta/settima settimana, a livello della base cranica, si ha la formazione di tessuto cartilagineo che d origine alle ossa del basicranio. Le cellule periferiche ai margini dei nuclei di ossificazione (dai quali si sviluppano le singole ossa del cranio), formano i cosiddetti fronti osteogenici, che tendono ad approssimarsi dando luogo alle suture, costituite dai margini ossei giustapposti. Successivamente, si ha lossificazione diretta dellectomeninge, con formazione della volta cranica e lossificazione del tessuto cartilagineo che determina la base del cranio.

La perviet dellesuture, congiuntamente al rimodellamento delle ossa della volta dato dallequilibrio tra riassorbimento del tavolato interno e apposizione ossea allesterno, consente lespansione della scatola cranica sotto la spinta della crescita dellencefalo. Ben si capisce che una sutura che ossifica (di solito quella sagittale) pu comportare uno sviluppo del cranio anormale tale da comportare un dolicocefalo. Inoltre, esistono varie teorie che trattano la possibilit che, nellevoluzione umana, ci siano stati due tipi diversi di bipedi, uno sapiens da cui noi discendiamo ed uno macrocefalico che successivamente si sarebbe estinto, magari proprio per leccessiva intelligenza della sua specie (mi riferisco alla civilt di Atlantide, etc.), ma tuttoggi non si hanno prove concrete a proposito di questa ipotesi. Pu anche essere che il potenziale cerebrale possa aumentare, ma la definizione di intelligenza non si basa solo sulle dimensioni del cervello! Inoltre, in un neurocranio di questa struttura non detto che sia il cervello ad aumentare di dimensioni (per cervello intendo tutto quello che sopra il mesencefalo, cio i due emisferi, il talamo, lipotalamo e il corpo calloso, sede dellintelligenza e di quello che siamo, in senso filosofico; mentre per encefalo si intende tutto quello che c allinterno della teca cranica cio il suddetto pi il tronco encefalico, il cervelletto,meningi etc.), quindi potrebbe essere anche una di queste altre strutture che aumentava di volume occupando tale spazio in pi, oppure si aveva un aumento del liquido cefalorachidiano e relativi ventricoli etc. Spesso, si pensa che un cranio pi ampio potrebbe essere anche pi areato, quindi, se va pi ossigeno al cervello, si ha pi produttivit. Tuttavia, se una diminuzione dellapporto ematico e quindi di ossigeno e glicogeno (i neuroni hanno un metabolismo prettamente anaerobico) porta ad una deficit dellattivit della cellula nervosa, non detto che daltra parte una iper-vascolarizzazione possa indurre una iper attivit della stessa. Cos lintelligenza? la capacit di dare una risposta studiata ad uno stimolo, la capacit di immaginazione e di inventiva, la capacit di creare e di capire etc. Neurologicamente parlando, il nostro cervello la frapposizione di tre diverse strutture: un tronco (sede del cervello antichissimo o rettile), un sistema limbico (pi giovane) e un cervello corticale propriamente detto (il quale si identifica con un cervello nuovo e ancora in forte sviluppo). Lintelligenza come la intendiamo noi si potrebbe collocare nel cervello limbico e corticale, in particolar modo in quello emisferico, ma dico potrebbe, perch la vera sede ancora sconosciuta. Il rapporto dimensione/intelletto non detto che sia proporzionale. vero che levoluzione umana ci insegna il contrario, basti pensare alle dimensioni attuali in rapporto con i nostri avi (sapiens), ma allora sorge una domanda spontanea: il cervello di un grosso mammifero (come di un elefante) risulterebbe pi intelligente di quello umano? Non sembra sia cos. Studi effettuati sul cervello di Albert Einstein, che come sappiamo stato uno dei pi grandi matematici e fisici quantistici del mondo, ha evidenziato un numero di cellule della neuroglia nel lobo parieto frontale del 15% maggiore rispetto ad un individuo normale, quindi ci farebbe pensare che lintelligenza ha sede nelle cellule gliali, ma lo studio su elmidi il cui sistema nervoso semplicissimo, formato da pochi neuroni ci insegna anche che lelaborazione dellimpulso da parte di pi neuroni ci da una risposta pi elaborata, e quindi pi neuroni hai, pi dovresti essere intelligente.

A mio avviso, lintelletto deriva dallinsieme di tutte le cellule componenti il tessuto nervoso, quindi sarebbe riduttivo affermare che dipenda da dimensioni o da concentrazione di un tipo di cellula nervosa rispetto ad unaltra. In definitiva, scientificamente parlando, non si ha ancora la certezza che maggiori dimensioni del cranio (e dellencefalo) possa comportare anche una maggiore intelligenza. Studiando la nostra evoluzione dal cromagnon, passando per il sapiens, etc. si visto un aumento della massa encefalica che ha comportato un aumento delle capacit intellettuali delluomo. Nei casi di dolicocefalia questi fenomeni non sono stati messi in evidenza, in quanto, come problema principale, vista la patologia in s, sia per i casi di deformazione voluta che non, laumento della capacit della teca cranica non indice di un aumento dellintelligenza, ma intrinseco di una malattia di fondo tuttora ancora non ben definita. In conclusione, c da mettere in evidenza la somiglianza di questi crani dolicocefali col la forma cranica di alcune statuette appartenenti alla cultura Ubaid, o pre-sumerica. Potrebbe essere che questi uomini del passato volessero somigliare ai loro dei dal cranio allungato? Rimane un mistero.
fonte: dott. MARCO GARBATI GIORGIO PASTORE

clicca sullicona per vedere il filmato relativo Questo video mostra la scoperta di una serie di crani allungati scoperti in Siberia, del tutto analoghi a quelli ritrovati in centro e sud-America. Questo non solo dimostra una relazione culturale tra Vecchio e Nuovo Mondo prima di Colombo, che gli archeologi si ostinano a rifiutare, ma anche una probabile comune relazione sacrale dato che il motivo della deformazione intenzionale era la stessa, vale a dire assomigliare agli Dei.

Le affermazioni che fanno gli studiosi nel filmato sono risibili e molto new-age ma il principio espresso esatto: vale a dire che questi individui erano una elite sacerdotale e probabilmente utilizzavano il loro cervello in modo differente, dato che le aree cerebrali del cervello stimolate dalla diversa pressione delle ossa sulla materia grigia erano in grado di sviluppare (forse) della capacit altrimenti inespresse. Buona Visione!

ancora una considerazione su crani doliocefali e ghiandola pineale


In Gra(d)al- il segreto della torre scrivevo: Akhenaton e Nefertiti discendevano direttamente dal sangue dei NTR, gli Esseri Celesti non umani di cui la tradizione misterica egizia parla spesso. Le fattezze loro e della loro progenie erano veramente strane. Avevano fianchi larghissimi, pancia sporgente, colli molto lunghi, orecchie grandi circa come met del viso ed enormi, prominenti crani allungati allindietro. Questa particolare caratteristica non era soltanto di Akhenaton e Nefertiti ma anche delle loro figlie, come si vede dai calchi delle teste conservate al museo del Cairo. Dalla pronunciata curva con cui il cranio si innesta sul collo nel busto della regina Nefertiti conservato al museo di Berlino, si evince che tale forma non poteva essere soltanto quella del copricapo, come sostengono alcune tesi. Si vede chiaramente dal busto che era proprio il cranio a essere prominente e il copricapo era evidentemente fatto per contenerlo tutto. Il particolare dei crani fa pensare a una razza non umana. Ancora oggi in Africa vi sono trib, come quella dei Mangbetu, i cui leader si deformano artificialmente il cranio con strette fasciature, forse per ricordare e onorare i loro avi. Jimenez del Oso scrive: I vecchi popoli peruviani deformavano i loro crani. Ma a quale scopo? Assomigliare agli dei o a coloro che vennero in loro nome, quegli di-maestri che un giorno apparvero in America per insegnare tecniche, dettare leggi e inculcare principi morali: Viracocha, Quetzalcoatl. Nessuna razza di questo pianeta coincide con i tratti somatici descritti. Quegli dei provenivano da chiss quale zona dello spazio stellare. Scrivo in Il ponte tra i mondi che uscir in autunno: Al Museo di Antropologia di Xalapa in Messico, ho visto sculture di piccole teste con lineamenti marcatamente asiatici e CRANI ALLUNGATI dolicocefali, come ne avevo trovati in Per, Bolivia, Egitto. Nella sala seguente trovai poi veri crani artificialmente deformati per motivi estetici. Qualche giorno dopo a Palenque nel Chiapas ritrovai i crani deformati nelle sculture dei re Maya. I sovrani di Palenque, di cui Pakal fu il massimo esponente, avevano naturalmente o artificialmente deformato i crani, come i piccoli esseri di cui avevo visto le sculture a Xalapa. In Gra(d)al avevo collegato i crani dolicocefali alla ghiandola pineale. Tutti abbiamo sentito la storia che Dio volle nascondere la regalit e lilluminazione delluomo nellunico posto dove egli non le avrebbe potute trovare. Non in fondo agli oceani o ai vulcani o sulle cime delle montagne bens dentro luomo stesso, perch l era sicuro che non le avrebbe mai cercate. Noi abbiamo nel nostro corpo un piccolissimo graal, un corpuscolo a forma di cono grande come una lenticchia situato alla base del nostro cervello: la ghiandola pineale. La pineale produce un liquido magico che dona longevit, guarigione e illuminazione: la melatonina. Scrive Laurence Gardner: la melatonina rafforza il sistema immunitario del corpo, accresce la produzione di energia alzando il livello di sopportazione della fatica, regola la temperatura interna contribuendo a unottimale gestione del sistema cardiovascolare ed per eccellenza la sostanza antiossidante del corpo, con effetti sui meccanismi antinvecchiamento, e della mente poich sviluppa facolt paranormali. Sono convinto che i nostri progenitori avessero crani naturalmente allungati, per contenere una ghiandola pineale molto pi sviluppata della nostra. I primi dolicocefali erano originali. I discendenti, poi, cominciarono a deformarsi i crani artificialmente per onorare gli di, quella razza illuminata e longeva dalla quale discendiamo. di Devana Tratto dalla rivista Hera 112 Maggio 2009 Ol guagli . che ne dite, interessante ma forse un po fuori tema? Ci sono per delle riflessioni : la parte sullo sviluppo del cranio, quella dellintelligenza e per ultimale considerazioni sulla ghiandola pineale, sono elementi scientifici che fanno pensare .Gli Annunakihanno cose in comune con Sutherland? il tantrika Lascia un commento

I virus del cancro e i potenziali di membrana


Postati in Metanoia, Altra Oncologia con i tag Cancro, neoplasie su 2 ottobre 2010 da lapotenzanellaquiete

Con ammirevole conoscenza e coraggio il Dott. Cinquemani affronta il tema del cancro in una visione che io definirei di scuola metanoica , propongo questo articolo a cui faranno seguito altre considerazioni estratte dal suo sito http://www.nicolocinquemani.it buona lettura il tantrika Nei precedenti articoli si ipotizzata una protezione elettrica contro i virus del cancro. Laggressione sarebbe facilitata, non solo dalla diminuzione del consumo di ossigeno, ma soprattutto dalla diminuzione dei potenziali di membrana. Una cellula sana ha una prevalenza di cariche negative al suo interno con maggior numero di K+ rispetto agli ioni NA+ che prevalgono al suo esterno nel liquido interstiziale. Vi una differenza di potenziale fino a 90MV considerando O il potenziale del liquido interstiziale. Il potenziale di membrana nelle vecchie cellule scende fino a 50MV. Nelle cellule degenerate scende fino 15MV. Dati ancora pi importanti sono quelli sulla concentrazione del K+ intracellulare rilevati da Moravek e Kishi che risalgono al 1932. Allinterno delle cellule sane il potassio di 290 mg%. Nel tessuto neoplastico in via di sviluppo di 50 mg%. Nel tessuto neoplastico sviluppato di 25 mg%. Nel tessuto neoplastico in fase terminale oscilla fra 5 mg% e O mg%.Il potenziale di membrana va di pari passo con la concentrazione dello ione K+ allinterno della cellula. Diminuendo il potassio allinterno della cellula diminuisce il potenziale di membrana perch diminuiscono le cariche negative. Quali potrebbero essere i motivi che favoriscono lingresso dei virus del cancro quando diminuisce il potenziale di membrana? Perch non tutti contraggono il cancro? Sulla faccia interna della membrana cellulare che un isolante, un dielettro, sono poste le cariche negative. Sulla faccia esterna si trovano le cariche positive. Linsieme costituisce un campo elettrico. Il virus del cancro cerca di penetrare nelle cellule applicando il polo negativo del solenoide costituito dal suo DNA sulla membrana cellulare ma viene respinto dalle cariche negative che si trovano sulla faccia interna della membrana perch esse sono dello stesso segno negativo. Finch il campo elettrico elevato il virus non pu aderire alla membrana, di conseguenza non pu entrare nella cellula. Quando il potenziale di membrana diminuisce o annullato anche in una piccola parte della membrana, vi pu aderire con la strana proboscide a carica negativa che gli permette di penetrare nel citoplasma della cellula. Uno dei caposaldi dellipotesi virale sarebbe linduzione elettrica sulle membrane cellulari. Condizione favorevole alla adesione dei virus sul lato esterno della membrana, premessa indispensabile per lingresso allinterno della cellula, la formazione temporanea di cariche elettriche positive sulla faccia interna della membrana. Questo fenomeno pu essere dovuto a radiazioni ionizzanti. Per la sua natura isolante, la membrana pu mantenere per breve tempo le cariche positive sulla sua faccia interna, anche quando cessata lazione del forte campo elettrico che ha provocato linduzione. Quando esistono ancora le cariche positive sulla superficie interna si pu verificare ladesione della polarit negativa dei virus. Un ruolo importante contro il cancro sarebbe esercitato dalla vasopressina, lormone antidiuretico che impedisce la perdita di potassio nelle urine e favorisce la ricarica di ioni potassio nelle cellule mantenendo alto il potenziale di membrana. Molte sono le deduzioni che si possono fare sui potenziali di membrana. Se linsorgenza dei casi di cancro favorita dalla perdita di potassio e dallaumento della diuresi, dovuta alla inibizione dellormone antidiuretico, si pu ritenere che tutte le cause di inibizione della vasopressina, come i tranquillanti, gli anticoncezionali, molti diuretici ed altre sostanze che provocano la perdita di potassio, favoriscano linsorgenza del cancro. Un quesito da porre ai fisici di buona volont quello di stabilire quali siano le condizioni che possano variare temporaneamente il campo elettrico di membrana, determinando per induzione laccumulo di cariche positive sulla sua faccia interna. Un esempio pu essere quello dello sfregamento sulla pelle di indumenti sintetici. Altro esempio quello delle radiazioni sprigionate dagli elettrodomestici, dai computers, dai radar, dai cavi dellalta tensione. Lazione cancerogena dovrebbe essere legata solo a quegli stimoli che possono determinare per induzione un accumulo di cariche positive sulla superficie interna della membrana. Gli stimoli opposti che aumentano per induzione le cariche negative sulla faccia interna della membrana avrebbero invece un effetto benefico. Qual leffetto di induzione della magnetoterapia sui potenziali di membrana? Se un potente stimolo fisico provoca un aumento delle cariche elettriche negative anche nel citoplasma, dovrebbe costituire un ostacolo allingresso del virus nel nucleo della cellula e, di conseguenza, allaggancio magnetico al DNA

della cellula. Il virus rimarrebbe cos inattivo. Negli ultimi anni si diffusa la convinzione che il fumo da tabacco sia direttamente la causa dei tumori polmonari. Si giunti a delle esagerazioni come quella del cosiddetto fumo passivo per spiegare la formazione del cancro polmonare nei non fumatori. Queste esagerazioni possono essere in parte spiegate nel non aver seguito la pista giusta nella patogenesi delle neoplasie che, secondo lautore, sono quasi tutte dovute a virus cancerogeni. Le minime concentrazioni di fumi negli ambienti frequentati dai fumatori dovevano far comprendere che la causa diretta della neoplasia non era dovuta esclusivamente al fumo, mentre forti fumatori erano indenni dalle neoplasie. 2 Commenti

La cura del corpo, guarire con le mani


Postati in Osteopatia con i tag bambini, cura, Osteopatia su 2 ottobre 2010 da lapotenzanellaquiete

Poltrona del dentista o mani dellosteopata? Osteopatia e dentizione: intervista a Francesca Faliva, D.O. Diplomata in osteopatia presso CERDO Centre pour ltude, la Recherche et la Diffusion Ostopathiques. Denti e lavoro manuale sulla colonna vertebrale: davvero sono strettamente correlati? Davvero si pu migliorare un morso o lassetto della bocca di un bimbo, toccando, massaggiando, stirando soltanto manualmente la sua schiena, il suo collo, la sua testa? Certamente, si possono fare diagnosi e si pu curare, sebbene la prevenzione sia la migliore forma di cura spiega Francesca Faliva, diplomata osteopata e iscritta al Registro Osteopati Italiani (lunico che garantisce la qualit e la seriet dei membri). Molte mamme mi portano i loro bambini gi da neonati e noi possiamo prevedere dalla forma e dalla mobilit del cranio, piuttosto che dalla struttura delle gambe o della piccola colonna vertebrale, se questi piccolini avranno poi problemi con i denti. Nella fascia che va da 0 ai primi 3 anni di vita, i problemi sono generalmente correlati al sonno o allappetito, per cui disturbi di ritmo in generale, disturbi dellumore. Con la visita si evidenziano talvolta malformazioni congenite di posizionamento intrauterino, per esempio il bimbo che durante la gravidanza aveva i piedini malmessi, oppure tutta la sfera dei traumi da parto, per cui i colpi di frusta, i parti traumatici, i cesarei Non si dice sempre che il cesareo il parto meno traumatico per un neonato? Ma scherziamo? Per carit, non assolutamente vero, anziNella fase del parto tutto ha un senso: dal momento espulsivo, alla fase ormonale, alla fase del distacco, tutto ci ha unimportanza enorme per ci che sar lo sviluppo fisiologico del bambino, dal modellamento del cranio nella fase del parto, alla meccanica esplosiva che avviene nel momento del passaggio. Il bacino, per esempio, ha degli spazi fatti in maniera tale che il bambino al momento della nascita subisce una sorta di modellamento assolutamente necessario. Anche la fase della spinta materna fondamentale per il neonato. Quando manca e viene indotta artificialmente con lossitocina o con le spinte manuali sulla pancia, il bambino viene spinto fuori quando la madre non pronta, il suo perineo ancora chiuso, lei non ancora disposta a partorire e nascono quelli che io uso chiamare i ragazzi del muretto, neonati che urtano contro un muro materno che non solo fisiologico, ma anche, ovvio, psicologico, una specie di rifiuto per questo bambino che, non nascendo naturalmente, crea alla puerpera un mucchio di traumi. Col cesareo poi non viene data la possibilit a mamma e bambino di reagire al dolore. Anche il dolore ha una funzione fondamentale, non a caso qualcuno ha detto partorirai con dolore, questo serve a far s che il bambino sia stimolato a compiere le proprie funzioni vitali con gli ormoni necessari a farlo, non tanto con le pacche dietro la schiena, le luci improvvise negli occhi, il taglio del cordone ombelicale (ma insomma, abbiamo respirato per nove mesi con quel cordone, conosciamo solo quel modo per respirare e improvvisamente zac! ce lo tagliano senza neanche aspettare che smetta di pulsare!). Molti miei piccoli pazienti hanno un problema di articolazione temporo-mandibolare, perch magari hanno preso un colpo di frusta al momento della nascita (i pazienti adulti lhanno preso dieci anni prima in un tamponamento che hanno ormai dimenticato). Mi arrivano qui perch gli gira la testa o la notte drigrignano i denti, oppure perch hanno un problema di malposizionamento dei denti che apparentemente solo estetico. Lidea vincente quella di guardare un

individuo a 360 gradi e non strettamente riferendosi alla bocca, piuttosto che alla testa. Alcuni dentisti hanno di fronte a loro non un paziente, bens un piccolo cliente, la cui mamma l per chiedere esclusivamente un intervento di carattere estetico. Ecco pronta la famosa macchinetta che stringe, allarga, alza e allunga. Io mi ritrovo dei bambini con palati allucinanti perch il dentista era stato pagato per ricreare un sorriso Durbans. Prendiamo ad esempio il caso di un bimbo di dodici anni con un morso profondo con i genitori che hanno entrambi un morso profondo, ebbene neanche un mago potrebbe cambiare il morso di quel ragazzino senza andare a ledere tutta la sua struttura osteovertebrale. Un altro esempio eclatante quello di una bambina di tre anni con una terza classe (per i meno addentrati significa la mascella pronunciata verso lesterno, la classica scucchia, n.d.r.). La bimba era in et evolutiva, quindi la mascella non poteva che continuare a scivolare in avanti, tanto pi che aveva perso la guida canina, non cera pi il contatto con i canini. Con un lavoro osteopatico sono riuscita a fare un intervento intercettivo e, in buona parte, a recuperarla. In quel caso la bimba andava curata anche da un punto di vista ortodontico perch il lavoro che io avevo fatto andava comunque fissato. Un bambino mi arriva mandato dal pediatra per una bocca o per un piede (osteo-qualcosa ricorda le ossa quindi), ma dopo mi rendo conto che c dellaltro. Tutte le scienze del mondo dovrebbero funzionare in quipe, perch il tuttologo non esiste: io lavoro sempre con un pediatra, un dentista o, in casi pi gravi, rimando ad altri specialisti di mia fiducia. C un caso bellissimo che mi capitato pochi giorni fa ed quello di una mamma che aveva letto da qualche parte che losteopatia cura anche la vista, cos mi ha portato il suo bimbo di nove anni con unipermetropia grave. Allet di cinque anni gli avevano diagnosticato una cecit, ma oggi, dopo il lavoro osteopatico, ha recuperato 3/10. Secondo me pu recuperare ancora di pi, perch il suo problema deriva da una malformazione del cranio che ha costretto il globo oculare ad avere una forma diversa in un occhio rispetto allaltro e il cervello ha completamente escluso uno dei due, ma questo non significa che ci sia un danno neurologico, significa invece che c una parte del cervello che se opportunamente riabilitata, pu recuperare. Ci sono casi in cui losteopatia non pu far nulla? Certo, per tutto ci che riguarda i problemi congeniti, ad esempio, per cui la forma dei denti, le agenesie (quando si nasce senza la gemma del dente fisso, per cui quando cade il deciduo sotto non c laltro dente). Nei problemi congeniti e cronici il nostro intervento ovviamente molto relativo, perch l non si pu n prevenire n curare, lintervento medico e diretto e non si pu fare altrimenti. Per quando un bimbo molto piccolo, meglio se neonato, si pu operare un lavoro preventivo, si pu pensare che quella determinata forma del cranio predisporr in futuro a quel certo tipo di scompenso nel morso. Cos interviene losteopata per rilanciare unarmonia, per prevenire o quantomeno tamponare in parte i problemi che arriveranno da l a breve. In un bambino pi grande, come in caso di bambini in fase di pre-adolescenza (9-10-15 anni) solitamente locclusione si gi stabilizzata in una sorta di patologia che per potrebbe essere evolutiva e qui il discorso si fa molto pi complicato, poich a partire dal morso la schiena adotta delle meccaniche, che in genere sono quelle di compensazione. Con una cura ortodontica troppo decisa, il cui scopo magari quello di ripristinare immediatamente lestetica senza valutare esattamente quello che poi adotter la schiena come risposta, si rischia di avere delle ripercussioni, poich le due cose sono assolutamente dipendenti luna dallaltra. Quindi la collaborazione tra dentista e osteopata deve essere davvero molto stretta e, soprattutto, di estrema e vicendevole fiducia. Quello che dobbiamo ottenere che il bambino non subisca danni rispetto ad un assetto della colonna secondario a un lavoro fatto in bocca, che il suo morso possa lavorare in maniera equilibrata e armonica. Pu capitare il ragazzino che ha subito una distorsione alla caviglia anni prima, per cui la sua colonna ha subito degli adattamenti e questo pu cambiare locclusione o il morso in maniera non drammatica, ma comunque importante e impegnativa per la bocca. Allora il dentista pensa che il problema sia solo l, mentre losteopata, con una visita si rende conto del problema primario. E comunque non pu essere fatto un lavoro allinterno della bocca se prima la colonna vertebrale non stata predisposta al meglio, perch pu causare delle recidive. Quando il dentista si trova di fronte a una recidiva, cio ad un bambino che non tollera lapparecchio o ad un bimbo a cui togliendo lapparecchio ritornano i denti nella posizione iniziale, potrebbe essersi verificato che il piccolo paziente abbia rifiutato il cambiamento perch non era quello il lavoro che andava fatto, magari era necessario un lavoro sul cranio se il bimbo molto piccolo, oppure un lavoro sulla postura. Come vedono i dentisti losteopatia? Diciamo che purtroppo ancora non la vedono. In Italia siamo un bel po indietro, ci sono dei grossissimi dentisti, tra i pi famosi del Paese, che non si muovono senza laiuto dellosteopata,

perch per loro una questione di risultato, hanno capito che losteopata un aiuto fondamentale. Questa piccola percentuale di dentisti pi allavanguardia hanno capito che lintervento deve essere immediato: fatto il lavoro in bocca al paziente, sistemano dei cuscinetti di acqua, lo sdraiano su una poltrona per non perdere lassetto e prendono il calco. Questo serve per la veridicit del calco, perch basta muovere la lingua o deglutire perch tutto ritorni esattamente come prima. Come possiamo definire brevemente losteopatia? Losteopatia una forma di rispetto. Stai provando a fare qualcosa per far star meglio le persone. Non voglio usare termini grossi, tipo curare o guarire, perch non credo nei miracoli. Diciamo che losteopatia ti d la possibilit di avere una visione abbastanza completa e questo fa s, se sei una persona di buon senso, di non offendere il paziente. di Manuela Minelli Lascia un commento

un altro esempio per il ns blog, ma prima leggete quello pi sotto che il 1


Postati in Biodinamica, Osteopatia con i tag biodinamica, jealous, osteopatia cranica su 1 ottobre 2010 da lapotenzanellaquiete

James Jealous intervista di Francesca Faliva Dove e quando sei nato? J.J. Nel 1943, negli Stati Uniti. Come e perch hai deciso di diventare un osteopata? J.J. Mio padre era un osteopata, ed io ero interessato alle medicine naturali, ad aiutare le persone a smettere luso di tanti farmaci. Chi consideri il tuo insegnante? J.J. Almeno 25, 30 persone! Il migliore? J.J. Sono stati tutti straordinari. Il nipote di A. T. Still, George Andrew Laughlin ha avuto un ruolo importante nella mia vita. Certamente Rollin Becker e Alan Becker, suo fratello. In realt stato lui a introdurre Rollin allosteopatia. Anne Wales, Ruby Day , Bob Fulford. Sai, sto studiando osteopatia sin dal 1965, e quindi ho studiato con molte persone! Quando hai sentito di essere diventato un osteopata? J.J. Non ancora! Credimi! Hai lavorato con Sutherland e Becker, a quale punto J.J. No, non proprio cos. I miei studi sono stati con moltissime persone. Non ho studiato con Sutherland nel senso che non che fai un corso con qualcuno. Si impara da soli nel proprio studio. Ecco cosa succede, molte persone vanno a fare un corso e incontrano Rollin Becker per cinque minuti! Becker ha fatto molto per me, anche Ruby Day. E se chiedi a Rollin quale stato il suo insegnante principale, non credo che direbbe solo Sutherland, perch lui osteopata da tre generazioni. Sono parte di una produzione americana di osteopati e io sono lultimo Quando guardi ai legami, guardi i tuoi insegnanti, puoi sentire gli effetti di molte persone e il modo in cui le persone hanno influenzato il Dottor Becker, il modo in cui le persone hanno influenzato il Dottor Wales, Ruby Day. E come un albero genealogico. In Europa si usa andare da uno e studiare, ma questo non funzionerebbe negli USA. Capito? E una vera relazione. C molto amore tra queste persone e questo ti sprona molto. Non facile da spiegare. A che punto sei arrivato, cosa senti di aver raggiunto? J.J. Come osteopata moltissimo. Credo di non poter pi raggiungere altro da solo. Nel 1994 hai descritto il concetto di biodinamica in osteopatia. Ce ne puoi dare una definizione? J.J. Sarebbe come definire un albero

E un riconoscimento del processo vitale della creazione che sta accadendo in questo momento, ora. Ecco cos. Ho scelto questa parola perch descrive bene linfluenza dellambiente vicino nel processo di guarigione delle persone. Viviamo sotto il mare della Respirazione Primaria. Non molto definibile, contiene un linguaggio molto specifico che ho sviluppato. E come fare una fotografia fuori dallacqua. Posso dirti quello che non : non tecnica. Cosa hai detto alle 800 persone che si sono presentate al tuo primo corso su questo argomento? J.J. Si sono iscritti in 800, ma hanno partecipato solo in 20!! No scherzo, avrei voluto scappare! Non volevo davvero tutta quella responsabilit. Quali sono i vantaggi di un approccio biodinamico per ristabilire un equilibrio? J.J. Non sono sicuro che sia corretto parlare di equilibrio. Non si tratta di stabilire un punto di equilibrio, ma di considerare il paziente nella sua interezza. Anzi, uno dei punti chiave dellinterezza proprio essere pronti al cambiamento in ogni momento. Quindi io non userei la parola equilibrio. Cosa pensi della ricerca in osteopatia, ben organizzata? Cosa deve essere scoperto? J.J. Veramente non vedo nuove scoperte negli ultimi 4 anni. Non vedo uscire niente di nuovo. Gli studenti stanno facendo un lavoro interessante. Non puoi prendere 25 pazienti e trattarli con losteopatia e poi valutare il risultato, perch noi trattiamo lindividuo, perch la storia di ognuno collegata ai sintomi attuali e non puoi dividere i pazienti in categorie di sintomi e poi studiarli. Cos non faresti osteopatia nel modo in cui la vediamo noi. Puoi dirmi un evento importante nella tua carriera di osteopata? J.J. Probabilmente levento pi importante stato incontrare i miei insegnanti, i miei mentori ogni due settimane a casa loro per quindici anni. C una domanda che avresti voluto che ti facessi e che non ti ho fatto? J.J. No, non mi pare. Perch non vieni in Italia? J.J. Perch non parlo Italiano! Ma ci sono gli interpreti! J.J. Ho la sensazione che ci sia troppo dibattito politico in Italia, ci sono stato una volta e non so Ma ci sono molte persone che mi richiedono, non dico singoli individui, ma c una tensioneNon sono un politico, sono timido, non sono interessato ad essere famoso. Non so, magari non cos, magari solo la mia immaginazione. Noi ti aspettiamo, abbiamo bisogno di un insegnante come te. J.J. Non so bene ancora perch dovrei andare in Italia, ma continua a chiedermelo. Potrebbe accadere! Ti ringrazio moltissimo. Francesca Faliva 22 Febbraio 2010

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